“E se diventi farfalla nessuno pensa più a ciò che è stato quando strisciavi per terra e non volevi le ali” ALDA MERINI
Un patto di cittadinanza per riparare la ferita del reato
Laboratori Artistici a cura di ForMattArt
Diario di bordo Scuole coinvolte: I.C. Viale Liguria, I.C. Orchidee, I.C. Monte Amiata, , I.C. Beltrami, CFP di Rozzano. Tipologie di classi coinvolte: primarie, secondarie, e centri di formazione professionale Numero di classi coinvolte: più di 30 Numero di alunn* e ragazz* coinvolt*: più di 600 Numero di insegnanti coinvolte/i: 30 Numero di laboratori realizzati: più di 90 Periodo di realizzazione: aprile, maggio, giugno 2021
Una premessa metodologica Il diario di bordo nasce come strumento di narrazione qualitativa dei laboratori di ARTvocacy© realizzati nelle classi di Rozzano tra aprile e giugno del 2021. Uno strumento per curare "non tanto il "che cosa" e il "quanto", ma il "come" e il "chi", come affermava, nel suo imprescindibile saggio "La pedagogia della lumaca", Gianfranco Zavalloni, maestro della scuola lenta e non violenta, che del diario di bordo fece uno strumento di narrazione quotidiana del vissuto scolastico di bambini e bambine. Costruendo e sperimentando il diario di bordo, ci siamo accorte di quanto fossero vive le parole di Gianfranco: "il diario di bordo è un'esperienza che, come tutte le esperienze educative, non deve condurre ad una replica del processo educativo, ma deve portare al confronto, alla conoscenza, all'approfondimento e all'arricchimento delle esperienze.". Rileggere i pensieri di bimbi e bimbe; rincontrare i loro sguardi, ora umidi, ora vispi; osservare e scoprire nuovi dettagli nelle creazioni di ognuno/a di loro è stato come tornare in classe per vivere tutto di nuovo ma in modo diverso, con la giusta distanza: lo spazio della riflessione e del confronto, con noi stesse, con il lavoro sul campo e, soprattutto, con i ragazzi e le ragazze che ringraziamo per averci dato l'opportunità di acchiappare i loro sogni.
Foto di un marciapiede di Milano, aprile 2021
Il quaderno della trasformazione Prima di ogni cosa, alla fine di tutto I laboratori di ARTvocacy® proposti da ForMattArt hanno l’obiettivo di valorizzare le idee, dare voce ai desideri di bambini e ragazzi, affinché possano narrare e esprimere le loro opinioni, idee e a dialogare con il mondo adulto. Per tessere la trama della narrazione e l'intreccio di relazioni nella classe,
durante tutto il percorso viene utilizzato il
"quaderno della trasformazione", un taccuino di piccolo formato che accompagna l'alunn* nelle diverse tappe dei laboratori.
Laboratorio Fotografia I luoghi delle emozioni. ALI AZIONE: Lavorare sulla percezione delle proprie EMOZIONI, localizzandole in una parte del corpo. Partire da sé per capire l’altro. Iniziare dal proprio mondo interiore per comprendere ed accettare il mondo fuori. Cominciare dai frammenti di sé per riconoscere, come in uno specchio, quelli degli altri. Empatia per ricostruirsi e ricostruire, per aprire lo sguardo ed aprirsi a nuove prospettive e punti di vista. Diamo forma alle parti del corpo in cui risiedono le emozioni, dove sentiamo il batticuore e l’inquietudine, l’agitazione e l’allegria, la sorpresa e la vergogna. I frammenti personali si uniscono, come fossero cuciti da un filo, a formare un grande e unico corpo vibrante pieno di sensazioni.
Una serie di fotografie viene commentata insieme alla classe. Alcuni interrogativi iniziali indirizzano la riflessione: "quali emozioni ti suscita? A cosa ti fa pensare questa fotografia?"
Dall'interpretazione dell'emozione dell'altro (del fotografo o dei soggetti fotografati), si passa all'oggi e al proprio mondo interiore. Le domande sono: "quale emozione vorresti raccontare? Quale emozione che hai sentito molto forte, vorresti condividere e in quale parte del corpo la senti?"
A turno, il "luogo dell'emozione" d'ognuno/a viene fotografato.
I/Le ragazzi/e sono autori del proprio ritratto, anche se a fotografarli è un altro. Sono loro a definire i termini della proprio ritratto e ad indirizzare la fotografa. A foto realizzata, viene loro chiesto di approvare la foto o meno. Di rifarla, finchè il ritratto non risulti soddisfacente per loro.
tristezza noia
Bottoni scuri, lana azzurra, sassolini colorati. Differenti materiali e colori per descrivere l'emozione.
rabbia
Che colore e forma daresti alla tua emozione?
felicità
Per Luca, la felicità ha la forma di sassolini colorati.
Per Giorgia, la tristezza è azzurra e leggera come palline di polistirolo.
Per Davide la rabbia è rossa e tonda, come un pon-pon.
Incertezza "Ho scelto questo bottone perchè mi sembra un oggetto molto incerto."
Felicità
"Il mio migliore amico mi ha insegnato ad andare sull'altalena (alla materna)".
Tristezza "Vorrei raccontare la tristezza perchè è un'emozione che proviamo spesso, forse solo io. La vorrei raccontare con le mani sul viso perchè quando siamo tristi vogliamo coprirci per non farlo vedere agli altri."
Felicità - Agitazione "Ho scelto questo materiale morbido perchè mi sono sentita libera e senza pensieri."
Felicità "Nel cuore, perchè sono felice di vedere i miei amici anche se non ci si può abbracciare."
Disgusto perché la provo spesso questa emozione e mi fa davvero schifo nelle mani, nelle gambe quando qualcuno mi tocca (ad esempio i capelli, le mani, la faccia)
Rabbia "Quando le cose vanno storte mi arrabbio e dentro c'è un minuscolo pezzetto di gentilezza. Mi viene da spaccare il cemento "
Il "dare voce" include la possibilità del niente; lascia aperta la porta al silenzio. Eppure, anche in assenza di comunicazione, è impossibile non comunicare. L'assenza è qui per dare voce a bambin* e ragazz* che, durante i laboratori, hanno scelto di non parlare, almeno non con le parole.
Laboratorio di Drammaturgia La crisalide AZIONE: partire dalla lettura dei testi proposti, dalle parole del "glossario della riparazione" per costruire un testo drammaturgico collettivo.
Parole per dire, parole per cambiare, parole ferite che aprono a pensieri e domande, parole per ricucire e ricreare un contatto tra noi e gli altri. Che peso hanno queste parole? Quale suono? Che cosa ti fanno venire in mente? Come possono diventare azioni e tendere il filo che permette un dialogo con l'altro? Insieme ai bambini e ai ragazzi costruiremo una drammaturgia collettiva, un coro di parole, frasi, voci intrecciate per raccontare lo strappo e il conflitto ma anche le diverse possibilità di cambiamento.
Stimolo per la classe sguardo
- Guardando le parole del "glossario della riparazione", quali ti colpisce di più? - Scegli un breve testo (una poesia o una canzone) o scrivi una frase che contenga la parola da te scelta.
bellezza rete
vetro specchio
patto coccio
riflesso
empatia
protezione
intreccio relazione
frammento filo
nodo volo
cura
prospettiva
Albi e Libri selezionati (primarie)
Maria Sibylla Merian. La magia della crisalide Anna Paolini Logos Edizioni
L'omino di niente Gianni Rodari, Olimpia Zagnoli Emme Edizioni
La bambina di vetro Beatrice Alemagna Topipittori
Albi e Libri selezionati (secondarie)
Il minotauro Friedrich Durrenmatt Marcos y Marcos
La metamorfosi Franz Kafka Gallucci Editore
Farfalle Lucia Tumiati, Francesca Zoboli Topipittori
Conflitto, labirinto, senso di inappropiatezza, disagio sono stati alcuni dei temi emersi dalle riflessioni sulle letture. Da dove si comincia? Da una parola, un'immagine, un passaggio della narrazione. Da un'emozione. Un compagno prende la parola, commenta un passo del testo di lettura o esprime la propria opinione su una situazione vissuta dal protagonista e parte il racconto. Comincia il flusso di pensieri e parole che i ragazzi e ragazze mettono in fila in una sequenza che va da "me" a "te". Il labirinto di parole prende vita sulle labbra dei ragazzi. C'è chi continua ad alzare la mano per dare voce alle idee, chi si nasconde dietro un quaderno, chi, per timidezza o mancanza di allenamento, ha il fiato corto. Anche i sospiri vengono registrati. Le sillabe sussurrate e le parole recise godono dello stesso diritto di cittadinanza delle frasi più articolate.
"Non voglio raccontare niente."
Laboratorio di COSTRUZIONE Le farfalle e il collage riparativo AZIONE 1: costruzione di un oggetto tridimensionale - la farfalla - che entrerà a far parte dell'installazione finale. AZIONE II: partendo da una situazione urbana conosciuta, gli alunni provano ad immaginare come potrebbe riparare la ferita provocata dalle nostre città alla natura. La tecnica del collage per "riparare" la ferita urbana. AZIONE III: costruzione del modellino della struttura architettonica che ospiterà l'istallazione finale.
Come rimediare alle conseguenze lesive del danno provocato dall’uomo all’ambiente e la società? Il laboratorio di costruzione si basa sull'idea di un cambio radicale di prospettiva: fare entrare la natura in città è il grande tema per riconnettersi ad essa.
Azione 1
Materiali plasmabili e colorati per realizzare le farfalle che entreranno a far parte dell'istallazione
Ogni alunno/a conclude l'azione 1 con la realizzazione della propria farfalla tridimensionale.
Azione 2
Forbici, colla, immagini per comporre il collage della "città dei desideri". Le immagini urbane di partenza sono scorci della città di Rozzano. I ragazzi e le ragazze, durante il laboratorio, hanno riconosciuto i luoghi a loro familiari.
Alle foto in bianco e nero si aggiungono immagini a colori di elementi naturali.
"Vorrei una giungla in città!"
La tecnica del collage, con la sua immediatezza ed efficacia estetica, dà voce alla domanda di architettura e natura di ragazzi e ragazze.
Azione 3 CFP di Rozzano
In classe, per la fase di progettazione della struttura che ospiterà l'istallazione finale.
Nel giardino della Villetta di Via Molise 5, per testare il materiale, le dimensioni e il posizionamento della struttura.
IPM Cesare Beccaria Milano
All'IPM Beccaria di Milano impariamo a confrontarci con i codici di una sottocultura, quella carceraria, con una morfologia propria, fatta di personaggi-tipo e funzioni. Non è una favola, ma racconta una storia. Riflessioni tratte dal Diario di Bordo del Beccaria: "Dietro ogni atto c'è una biografia e quindi una visione di mondo, un'eredità di cui non è semplice disfarsi. Lo comunicano chiaramente i tanti codici della cultura carceraria: 1312, la lacrima, i cinque punti, solo per citarne alcuni. Come ri-leggere, dunque, i messaggi in codice disegnati dai ragazzi in un momento di "distrazione", di fuga dalla relazione educativa? Potrebbe essere interessante partire dai codici per arrivare ad avere le parole in grado di trasformare la rabbia in una risposta più articolata? Questa iconografia esibita del dissenso può essere il punto di partenza per intraprendere un percorso che metta al centro la relazione ragazzo/istituzione, dentro/fuori?"
RIPARARE - SCRIVERE - COSTRUIRE
RIPARARE
I ragazzi sono stati invitati a scegliere una foto tra quelle realizzate da studenti e studentesse delle scuole di Rozzano. Ogni foto era la rappresentazione personale di un'emozione (rabbia, tristezza, gioia, ecc.) associata ad una parte del corpo. Ai ragazzi è stato chiesto di "riparare" la ferita o di cucire la propria.
SCRIVERE Anche la rabbia comunica. Come il silenzio, come il dissenso. Il "dare voce" include la possibilità del niente, lascia aperta la porta al conflitto. La voce dei ragazzi del Beccaria si sovrappone a quella dei ragazzi e delle ragazze di Rozzano.
COSTRUIRE Dall'utimo laboratorio (COSTRUZIONE) realizzato al Beccaria è nata la struttura tridimensionale, destinata ad ospitare le composizioni audio collettive. L'azione è stata anche un momento di coinvolgimento emotivo, di confronto personale con l'Art 27 del testo costituzionale e la sua funzione educativa. I ragazzi, ad uno ad uno, sono stati invitati a incidere l'art. nella sua interezza, sui supporti lignei che avrebbero costituito gli archi dell'installazione. Ognuno con i suoi tempi, con la sua pressione e grafia.
La mostra
Con le zampe e con le ali Voci e pratiche di una comunità riparativa
Negli spazi della Biblioteca dei Ragazzi di Rozzano è stata allestita la mostra "Con le zampe e con le ali": un corpo di parole, frasi, voci intrecciate per raccontare lo strappo e il conflitto ma anche le diverse possibilità del cambiamento. La mostra, un itinerario immersivo in cui la dimensione audio si combina a quella visiva, è fruibile anche da remoto, collegandosi, da smartphone, tablet o altro dispositivo, alla piattaforma web izi.travel, che consente agli utenti di accedere a contenuti audio, video e gallerie fotografiche.
ForMattArt Associazione Promozione Sociale Via Calabiana, 10 – 20139 Milano Resp.le Iris Caffelli formattart@gmail.com phone +39 3421472268 CF/PI 07593370963