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Diario di bordo Progetto Sipario_formazione 2023

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TEATRO MILANO

PROGETTO "SIPARIO" - 2023

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fOrMaZiOnE i mestrieri del teatro per l'inclusione sociale


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AR I O DI BORDO

ORE DI LABORATORIO: 30 ore

PARTECIPANTI 8

LINGUAGGI

Drammaturgia Coreografia Teatro Tecniche circensi

TRAINERS:

Alice Marinoni Maura Di Vietri Alessia Gennari Francesca Ferrario

FOCUS GROUP Giulia Innocenti Malini

TERRITORIO: Milano

Supervisione e coordinamento: Iris Caffelli


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TEATRALE NELLA FORMAZIONE

Nel “gioco” teatrale, il “giocatore” apprende innanzitutto ad ascoltare, a mettersi nei panni dell’altro, a dare un corpo e una voce al vissuto proprio e altrui, a trasformare la realtà in una narrazione. Attraverso il teatro, strumento potentissimo di scoperta di sé e del mondo, il percorso di formazione si è proposto di mediare ai e alle partecipanti l'incontro con lo sguardo extra-quotidiano che la "messa in scena" teatrale è in grado di in grado di restituire. Il percorso ha coinvolto un'equipe di formatrici, ciascuna impegnata ad approfondire un differente aspetto della tecnica teatrale e della sua valenza formativa: la drammaturgia ha condotto il gruppo alla scrittura di un testo originale, che ha unito esperienza personale e narrazione; la coreografia ha lavorato sulla consapevolezza corporea e di esplorazione delle possibilità creative del gesto; la regia ha dato forma al materiale testuale e fisico creato, restituendolo in forma di momento performativo e conclusivo del percorso di formazione. Le arti circensi hanno dato la possibilità di esplorare l’assenza di equilibrio, il movimento sospeso, il fluttuare e la dinamica della relazione con lo spazio.


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TEATRO MILANO

MARZO - GIUGNO 2023


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Essere a proprio agio nel disagio, in equilibrio nel disequilibrio. Esplorare i meccanismi che ci permettono di uscire dalla nostra zona di comfort, vivere lo spiazzamento e riassestarci accogliendo l’imprevisto e imparando a gestirlo. Il teatro è uno strumento che ci muove alla scoperta di noi stessi e dell’altro, per accogliere nuove prospettive con il corpo, la voce e la scrittura che si fanno parola e azione. Un percorso di formazione che fornisce stimoli creativi e consente di esplorare – attraverso il gioco teatrale- la ricerca dell’equilibrio. L’equilibrio non è mai statico ma in continuo movimento, e mette in gioco la capacità di ascolto, di osservazione, di trasformare gli ostacoli in risorse, le difficoltà in punti di forza. Lavorare su questo tema ci permette di prestare particolare attenzione alle dinamiche comunicative e alle modalità relazionali, fornendo spunti da approfondire per acquisire consapevolezza delle dinamiche esistenti anche nella propria vita professionale. Il percorso è strutturato in 4 moduli: 1.drammaturgia (scrittura/parola), 2.coreografia (movimento/corpo), 3.teatro/voce, 4.tecniche circensi.

PAROLA


TE MP O

LINEA DEL

30 MARZO

DRAMMATURGIA

20 APRILE COREOGRAFIA

18 MAGGIO TEATRO 4 giornate di approfondimento, di pratica e di sperimentazione dei linguaggi teatrali e

8 GIUGNO ARTI CIRCENSI

performativi intesi come strumenti di formazione dell’ esperienza pratica e di team bulding nei gruppi di lavoro

+ 1 giornata conclusiva di incontro


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BILICO

Lab condotto da Alice Marinoni

Un percorso di scrittura in azione, dove le parole diventano ostacoli in cui inciampare per creare una drammaturgia collettiva che nasce dall’incontro con il gruppo di lavoro. Attraverso esercizi di improvvisazione teatrale e di scrittura sulla scena, lavoreremo sulle parole che ci mettono in discussione per poi cercare – nella creazione di un testo e nei suoi significati- un equilibrio nuovo. drammaturgia


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OL E AR

BILICO

Testo drammaturgico Il funambolo si muove sulla linea del tempo, una corda sospesa tra la nascita e il qui e ora, ogni persona è un saluto, ogni accadimento una giravolta, ogni luogo un riposo, ogni fine una falsa caduta. Lo stato di grazia è il perfetto equilibrio ma dura il tempo di un’immagine. Chi se ne accorge? Io, altri? Chi è importante? Chi ha ragione? Ascolto per gli utenti, ma tra di noi? Dov’è la rete? Chi è? Basta l’esperienza come rete? Non c’è rete, cadono corpi. Nessuno se ne occupa. Si va via, si scappa, si sceglie, si sceglie di scappare. Solo la minchiona rimane! Dove trovo orecchie che mi ascoltano, braccia che sostengono. Le mie orecchie e le mie braccia sono già occupate a sorreggere chi mi si affida. “Lascia che io cada se devo cadere. Quello che diventerò mi prenderà” Ba'al Shem Tov


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FIABA

C’erano una volta gli alberi. C’era un giovane Pino Marittimo che amava farsi danzare dal vento, un Pino Poeta che respirava al ritmo del mare, una grande Quercia che con la sua chioma proteggeva tutti gli alberi vicini, un Albero Bruciato bisogno d’acqua, un forte Carrubo che guardava il cielo dritto negli occhi,e infine un delicato e orgoglioso Filo d’Erba. - Dicono che domani piova. - Sarebbe anche ora. - Sento delle gocce… - Dicono domani! - Che bellezza i miei fiori… - Attente, cade una mela! - Da dove arriva? Non c’è Melo in questa foresta. - Credo fosse mia… scusate. - Dicono che a volte può succedere. - Mamma che sete! Ho i piedi tutti secchi. Piano piano si alza il vento amico degli alberi e Pino Poeta comincia a ridere. Tutte le altre piante lo guardano e, prima una poi un’altra, si mettono a ridere tutte e quante. Il vento soffia sempre più forte e giocoso e le piante si ritrovano a danzare. Poi, tutto d’un tratto, il vento si ferma e le risate si spengono. - Perché ridiamo? Tutte le piante guardano Pino Poeta. - Mi fa il solletico! - Adesso ho tutti i fiori spettinati. - Non vedo l’ora che le mie radici diventino più forti e robuste per fare tira e molla con il vento freddo dell’inverno. - Sta piovendo? - Dicono domani. - Aspetto. - Se non piove presto non credo che ce la farò, mi sto seccando tutta. - Uh povera… - Ma cosa ti è successo? - Colpa degli insetti? - Dei parassiti? - Della cocciniglia?


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FIABA

- No, è che sono bruciata. - Dicono che può succedere quando stiamo sotto il sole troppo a lungo, senza acqua e senza altri alberi che ci fanno ombra. Piano piano tutti gli alberi si avvicinano, si sfiorano, si toccano. Quando gli alberi si toccano, le loro foglie fanno il suono come di voci che sussurrano e sussurrando chiedono: - Possiamo aiutarti? - Come? - Facciamo un innesto. - È doloroso? - No, non credo - Certo che non è doloroso, è come mettere insieme due parole per crearne una terza. - Esattamente. - Come “battibecchi” - È una bella parola battibecchi. - Cosa significa? - Credo che si usi per quando gli uccellini si sfidano a duello con il becco. - No, io non credo. - Io credo di sì. - No, non è quello il significato. - Ma se ti dico di sì. - No, invece. - Sì, invece. - Shhhhhhhhh, ascoltate! Gli alberi avevano sentito il rumore della sera, quando le cicale lasciano il posto ai grilli e il sole rotola verso il mare. Proprio in quella luce che rende i colori morbidi come la pelle, gli alberi si avvicinarono ancora di più, e di più, finché non intrecciarono i loro rami per trasformarsi in foresta. Il Filo d’Erba li abbracciò stretti e sussurrò: - Dicono domani piova.


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CONFINE

Lab condotto da Maura Di Vietri

Attraverso lo studio del linguaggio del corpo si sono esplorate le condizioni fisiche di equilibrio e disequilibrio. Dallo yoga, all‘ improvvisazione fisica nello spazio, le partecipanti hanno sperimentato il “confine“, il “disequilibrio“, la caduta e il volo. Gli esercizi di improvvisazione collettiva si sono ispirati alla tecnica del LABAN e ai 4 fattori di movimento chiamati EFFORT: spazio, peso, tempo e flusso. Al centro di tutto il gesto come elemento minimo della partitura coreografica. coreografia


coreografia


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FUORI

Lab condotto da Alessia Gennari

Il training dell'attore per lavorare sulla fiducia, sulla consapevolezza del proprio corpo e della propria voce, con particolare attenzione alla relazione fisica e vocale con l'altro. Uscire dalla zona di comfort e sperimentare l'altro e l'altro da sé, per praticare relazioni extra-quotidiane e straordinarie. Superare il proprio confine, sentire la “scomodità”, del perdere equilibri e certezze, per tentare di allenare la plasticità; per imparare a stabilire nuovi equilibri. teatro


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LAB

Lab condotto da Francesca Ferrario

La novità introdotta nella formazione UEPE-2023 riguarda le tecniche circensi, in particolare, l‘equilibrismo, i tessuti aerei e esercizi di coordinamento finalizzati ad una migliore acquisizione delle proprie capacità motorie. Il laboratorio si è rivelato un’opportunità per ampliare i principi fondamentali della crescita, del cambiamento e dell’evoluzione personale. Le tecniche circensi, apparentemente difficili, sono in realtà facili da eseguire e offrono opportunità paritarie a persone di tutte le età. tecniche circensi


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4 DOMANDE BUSSOLA PER ASCOLTARE 1.Che utilità ha avuto per voi la formazione teatrale che avete svolto durante questo corso? 2.Questo tipo di formazione ha un qualche impatto nei vostri contesti di lavoro? 3. A chi può essere rivolta e perché?

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Condotto da Giulia Innocenti Malini

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4.Su quali obiettivi formativI incentrereste un percorso analogo a quello che avete fatto se dovesse essere allargato a più persone?


1. Dal saper fare al saper essere Il lavoro con il corpo e con la creatività espressiva, l’assenza di giudizio, una forte relazione di ascolto e di accoglienza reciproca hanno favorito una vera e propria decompressione emotiva. La formazione ha permesso di valorizzare il lavoro degli altri e la collaborazione, l’importanza di essere in un contesto in cui l’errore non sia sentito come una colpa da nascondere o da attribuire ad altri ma un’occasione di miglioramento sia della persona che delle procedure operative per migliorare la collaborazione tra pari.

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2. Dal personale al collettivo Diversi interventi hanno espresso la convinzione che la riflessività emotiva e relazionale che è stata sperimentata e poi sviluppata durante il corso, stia avendo un impatto positivo sulla propria professione. Alcune persone temono però che il modo di essere che è stato sperimentato durante il corso non sia trasferibile nei contesti di lavoro, che rimangono altamente sfidanti, aggressivi e competitivi, a volte anche in modo immotivato. È necessario per chi ha partecipato avere chiara la funzione esistenziale di questo tipo di formazione per poter comprendere a pieno la sua utilità senza incorrere in una sensazione di frustrazione rispetto ai contesti in cui si opera.

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3. La formazione per tutti Emerge dalle voci delle partecipanti che un’ampia estensione della proposta formativa alle diverse funzioni e ruoli (compresi quelli apicali) viene ritenuta una delle condizioni per poter maturare all’interno dell’ufficio una condizione più diffusa di benessere e un migliore clima relazionale. In qualche modo le persone che hanno partecipato sentono di non poter da sole trasformare in meglio il clima relazionale del proprio contesto di lavoro (correlato a molti fattori non sempre dipendenti dai singoli) ma sentono di poter positivamente sponsorizzare questo tipo di formazione per poter procedere con i dovuti tempi e in modo sistemico a un progressivo miglioramento delle dinamiche relazionali.

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4. Obiettivi futuri Il gruppo ha identificato negli obiettivi inerenti le dinamiche relazionali, il “core” del progetto formativo, con particolare riferimento a: acquisire un senso di maggiore leggerezza e gentilezza nelle interazioni quotidiane; promuovere una maggiore trasparenza e libertà di espressione del proprio punto di vista nelle situazioni complesse, nelle conflittualità e in riferimento a eventuali errori e fallimenti; favorire l’ascolto e il feedback costruttivo; stimolare leadership positive e orientate al benessere dei collaboratori e collaboratrici.

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METAFORE IN (DIS)EQUILIBRIO

Sono come in un frullatore in questo momento.

Sono come in una tragedia greca.

Sono come una bilancia, l’ago della bilancia tra il disagio dell’utenza, e la mancanza di risorse.

Sono come il riverbero del carcere, aspetto il mio fine pena.

Sono come un’equilibrista, funambolo.

Sono come un parafulmine, quando non sia sa di chi è qualcosa arriva a me.


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il corso è accreditato presso l’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Lombardia (ID Nr.51005) con nr. 20 crediti formativi e nr. 8 crediti di natura deontologica o di ordinamento professionale.

credit

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