EtCetera n° 3 | Novembre 2017
il giornalino degli studenti
L’editoriale del Caporedattore
di Filippo Vegani, 4c
Gli italiani senza i mondiali
Quest’estate i mondiali di calcio saranno senza l’Italia, anzi gli italiani saranno senza i mondiali. Si stima che il Paese perderà circa 100 milioni di euro fra diritti televisivi, pubblicità e tutto ciò che è legato all’evento. Tuttavia la perdita più grave è quel senso di appartenenza, unità, gioia e partecipazione, che solo la maglia azzurra riesce a portare ad un popolo spesso diviso, molto autocritico e poco nazionalista. Gian Piero Ventura, l’allenatore che ha guidato la nazionale nell’eliminazione contro la Svezia, ha chiesto 700 mila euro di buonuscita, nonostante la gravissima sconfitta. Il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, non si vuole dimettere. Così nessuno si prende la responsabilità del fallimento. L’eliminazione è il simbolo di un sistema calcio in crisi, dove già nei vivai giocano calciatori stranieri e il potere dei grandi Club ha il sopravvento sul movimento calcistico. Quest’eliminazione è una sconfitta, una delusione per tutti gli italiani che vivono il calcio con passione, un tradimento da parte di chi pensa ai soldi rispetto a chi ama il calcio.
Gite: mostra di Van Gogh a Vicenza
“Paesaggi con la pioggia”, Vincent Van Gogh
Elezioni: prove generali in Sicilia
Articolo di Niccolò Barberio a pagina 3
Reportage gite: Sealab Paola Arcolin ci parla del nuovo progetto del Majorana, svoltosi lo scorso settembre in Sardegna
L’universo della lettura
“Leggere.
Una sola parola, sette lettere e un universo intero...”, continua a pag.15
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Indice
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Elezioni in Sicilia....................3 Dove eravamo rimasti?......5 Van Gogh....................................8 SeaLab...........................................11 Un destino catastrofico...13 L’universo della lettura....15 La Tomatina...............................17 Il punto sulla Serie A......20 Giochi...........................................23 Vuoi partecipare anche tu? Manda il tuo articolo a etceteramajorana@gmail.com
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Politica 3
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Niccolò Barberio, 5C
Elezioni: prove generali in Sicilia Ora che le elezioni siciliane, a detta di molti le prove generali per le elezioni parlamentari di marzo, sono concluse, può cominciare la campagna elettorale vera e propria. È iniziata proprio martedì, con l’apparizione di Renzi e la non-apparizione di Di Maio in TV a Dimartedì su La7. Ma di questo scriverò dopo: adesso un po’ di considerazioni sugli schieramenti politici che si apprestano ad affrontare la campagna elettorale, basandomi sui risultati della tornata elettorale della scorsa domenica. Prima (perché per prima è arrivata) la destra. Se c’è una cosa che ho capito persino io (il che è tutto dire) è che il Caimano, il vecchio volpone Silvio Berlusconi, è tutto (compreso interdetto dai pubblici uffici) fuorché morto: il centro-destra si è infatti presentato con un agglomerato di partiti e partitucoli, dalla Lega Nord a FdI, alla polverosa Udc, tutti guidati da lui, prendendo oltre il quaranta per cento dei consensi dei Siciliani che sono andati a votare.
Se proprio c’é una cosa che invece non riesco a spiegarmi è proprio questo risultato: ma in una regione che ha evidenti problemi di legalità come la Sicilia, perché ostinarsi a votare per una coalizione che tra le sue fila, a cominciare dal suo leader, vanta elementi che grazie all’illegalità sopravvivono e anzi campano pure bene (per non parlare di Cateno De Luca, finito ai domiciliari per evasione fiscale quarantotto ore dopo essere stato eletto deputato del parlamento regionale)? Perché questo attaccamento morboso nei confronti dell’ancién regim berlusconiano? Con la vittoria della destra si sono delineate due Sicilie, e con esse due Italie: quella dei “i magistrati sono un vermaio massonico” (perla del sopra citato Cateno) e dei “vari Davigo e magistrati”, quella dell’illegalità e della legalità. E solo una risulterà vincitrice alle prossime elezioni. I cinque stelle, secondi dopo la destra, si sono rivelati il primo par-
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Politica
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tito italiano, con il 34% dei voti. Eppure ancora non basta a raggiungere le grandi coalizioni di destra. Uno dei problemi (tanti) del M5S per cui non riesce ad accaparrare abbastanza voti da poter davvero sperare di vincere le elezioni è che a volte i suoi esponenti dimostrano poca affidabilità: è il caso di Di Maio che, dopo aver scelto luogo e ora per un confronto televisivo con Renzi, vi ha rinunciato all’ultimo minuto. Ora, passi la mancanza di rispetto nei confronti dei telespettatori e dei giornalisti che lavorano al programma, i quali si sono ritrovati a riscrivere una puntata nel giro di poche ore, ma la giustificazione data per il mancato appuntamento, cioè il fatto che ormai Renzi è delegittimato come leader della sinistra a causa della sconfitta alle regionali, è assurda: chi è Di Maio per poter scegliere chi sia il suo leader avversario, dopo che questi è stato da pochi mesi eletto per quel ruolo (Renzi è stato eletto segretario del partito, cosa che, di fatto, lo rende anche leader)? Il candidato premier pentastellato si è dimostrato arrogante almeno tanto quanto lo è di solito la sua controparte di sinistra. E, a proposito di sinistra, quest’ul-
tima è la terza classificata nel podio in questa tornata elettorale. Al contrario dell’universo di destra, che si coalizza (che poi questo sia un bene, è tutto da vedere), quello di sinistra è sempre più allo sbando: il PD non è arrivato nemmeno al 20%, e i suoi componenti non fanno altro che darsi ad un’ottusa ricerca di un capro espiatorio esterno, quando invece altro non è se non Renzi, che tutto è, fuorché un vero leader: sentendo vicina la sconfitta, in campagna elettorale non ha pensato nemmeno minimamente a mettere piede in Sicilia! Piuttosto che dare l’appoggio ai suoi e metterci la faccia, ha preferito andare a trovare Obama a New York e prendere qualche fischio dal suo trenino. Riassumendo: abbiamo una destra eterogenea ricca di impresentabili, un M5S ancora acerbo e dall’apparenza poco affidabile, e una sinistra (si fa per dire: quella vera, i vari MDP, Cuperlo, Civati ecc. non sono altro che piccoli satelliti in confronto alle grandi forze politiche sopra citate) senza comandante, che non vince un’elezione dal 2014. Il quadro che ne esce è alquanto deprimente: sarà un’impegnativa e lunga campagna elettorale.
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Attualità 5
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Alessandro De Marchi , 4a
Dove eravamo rimasti? Ne sono successe di cose nel mondo dalla pubblicazione dello scorso numero del giornalino: tra referendum, dichiarazioni di indipendenza, viaggi in oriente di Donald Trump e dibattiti in Parlamento sulla legge elettorale e sulle pensioni, i giornali di tutta la penisola hanno riportato notizie di notevole importanza ed entità, l’opinione pubblica è stata investita da grandi scoop e sono sorti dibattiti e discussioni su tematiche di vasto interesse. Anche il mondo del cinema non è stato immune da importanti scoop, “notizie bomba” e da veri e propri scossoni. Preso dal desiderio e dal gusto intrinseco di ogni essere umano di fare del sano gossip, in questo articolo cercherò di riassumere brevemente tutte le ultime news del panorama cinematografico internazionale. Omettendo dunque ulteriori perdite di tempo, vi auguro una buona lettura di tutti quegli avvenimenti che ritengo abbiano avuto un forte interesse o una notevole importanza in questo ultimo mese. - La notizia più sconvolgente è probabilmente quella che riguarda le accuse per molestie sessuali
al premio Oscar Kevin Spacey. Già nello scorso numero avevo parlato di altre accuse del medesimo tipo e dello scandalo scoppiato attorno alla figura del superproduttore Harvey Weinstein. Questa volta ad essere accusato è però uno degli attori più talentuosi ed influenti di tutta Hollywood. Secondo le accuse Spacey avrebbe molestato un quattordicenne ad una festa quando aveva 24 anni. Subito dopo queste insinuazioni Spacey si è difeso attraverso un tweet dicendo di essere stato ubriaco quella sera e di non ricordare assolutamente nulla. L’attore ha poi chiesto scusa e ha rivelato, secondo alcuni per sviare l’attenzione dalle denunce, di essere omosessuale. Come accade spesso in queste situazioni, le reazioni al coming out dell’attore sono state disparate, ma molti sui social si sono dichiarati addirittura delusi dal fatto che il loro attore preferito fosse omosessuale. Personalmente ritengo che le memorabili performance di un attore camaleontico come Spacey non siano minimamente minate dal suo orientamento sessuale, né che i film in cui ha re-
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citato perdano di valore per un motivo così personale e privato. Discorso diverso è invece quello che riguarda le molestie, poiché se Spacey dovesse rivelarsi realmente colpevole di quello di cui è accusato, sarebbe davvero un duro colpo per tutti i cinefili e gli amanti del cinema scoprire che un artista del calibro di Spacey si sia macchiato di azioni così turpi. Nel frattempo l’ente di streaming Netflix ha rimosso Spacey dal cast della fortunata serie “House of cards” che lo vedeva protagonista e il regista Ridley Scott lo ha licenziato dal suo ultimo film in cui avrebbe dovuto interpretare Paul Getty. Spacey verrà sostituito da Christopher Plummer nella parte del protagonista del film di Scott, film già girato, già montato e già finito, di cui esiste una locandina ed un trailer, con Spacey, ovviamente. Film la cui uscita è prevista il 22 dicembre e sulla quale hanno già garantito nessun ritardo, nonostante debbano rigirare tutte le scene con Plummer al posto di Spacey, che per questo film aveva già pronta una nomination agli Oscar. Ma la vicenda non stupisce, si tratta pur sempre di Hollywood, lo star system più ipocrita al mondo, in grado di cambiare
faccia e di porre sotto i riflettori solamente le personalità adatte. - Un’altra notizia che ha fatto drizzare non poche orecchie tra gli addetti ai lavori e tra gli appassionati riguarda il regista Quentin Tarantino. Secondo alcune indiscrezioni il premio Oscar (che piacere poterlo finalmente scrivere) Leonardo Di Caprio potrebbe interpretare il killer Charles Manson nel nuovo film del regista texano. Leo andrebbe eventualmente ad arricchire un già solido cast composto da Jennifer Lawrence, Brad Pitt e Margot Robbie. Il film dovrebbe raccontare gli omicidi della Manson family che annoverano tra le loro vittime anche Sharon Tate, moglie del regista Roman Polanski. Non si ha ancora una data ufficiale per l’uscita del nono film di Tarantino ma sicuramente sta salendo notevolmente l’hype fra tutti i fan di Quentin e non solo. - Sempre parlando di nuovi film in uscita, il 2018 sembrerebbe preannunciarsi come un anno denso di film di grande spessore e qualità. L’anno prossimo usciranno infatti “Wonderwheel”, l’ultimo film di Woody Allen con Kate Winslet e Justin Timberlake, “Tutti i soldi del mondo” di Ridley Scott, “The post”, nuovo film di Steven Spielberg con
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un Tom Hanks e una Maryl Streep in odore di Oscar, “L’isola dei cani” di Wes Anderson e “Phantom tread” di Paul Thomas Anderson. L’attesa si fa spasmodica soprattutto per quest’ultimo dal momento che proprio in questa pellicola il tre volte premio Oscar Daniel Day Lewis regalerà al grande pubblico la sua ultima performance prima del ritiro. Non è la prima volta che Lewis dichiara di volersi ritirare, e spesso queste dichiarazioni giungono proprio prima dell’assegnazione della statuetta, secondo i più maligni, per permettere all’Accademy di assegnare il riconoscimento allo stesso Lewis. Questa volta però il suo ritiro sembrerebbe autentico e il mondo del cinema sentirà sicuramente la mancanza di uno degli attori più seri, professionali e talentuosi di sempre. - Si è anche recentemente conclusa la Festa del cinema di Roma, uno dei più importanti festival cinematografici del mondo. Questa edizione ha visto sfilare sul tappeto rosso attori e registi del calibro di Jake Gyllenhaal, Xavier Dolan, Christian Baleed e il cast della serie tv “Stranger Things”. Sono stati poi presentati diversi film interessanti come “Stronger”, “Borg McEnroe”, “Detroit”, il nuo-
vo film di Steven Soderbergh “Logan Lucky” e l’ultimo film di Paolo Genovese “The place”. Durante la festa è stato poi assegnato un premio alla carriera al geniale regista David Lynch e sono stati proiettati in versione restaurata alcuni importantissimi film italiani come “8 ½” di Federico Fellini, “La caduta degli dei” di Luchino Visconti, “L’armata Brancaleone” di Mario Monicelli e “Il vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini - Dopo una serie di notizie decisamente serie passiamo in conclusione ad un episodio squisitamente appartenente al gusto per il gossip vero e proprio. Il buon Johnny Depp si è infatti presentato completamente ubriaco alla premiere di Londra del film “Orient express”. L’attore avrebbe infatti faticato a reggersi in piedi anche con l’aiuto del suo bodyguard e secondo molti dei testimoni Depp avrebbe bevuto e avrebbe addirittura fumato dell’erba tre volte all’interno di un locale prima della manifestazione. Secondo le fonti Johnny starebbe ancora soffrendo per la separazione con Amber Heard e questo comportamento sarebbe dunque dovuto alla sua situazione privata
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Gite 8
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Beatrice Corti , 4c
Van Gogh a Vicenza:
Quando l’arte diventa realtà ed emozione Vale la pena farsi tre ore di pullman direzione Vicenza per la mostra dedicata a Vincent Van Gogh e intitolata “Van Gogh, tra il grano e il cielo”? La risposta è assolutamente sì, e ve ne spiego i motivi con un piccolo resoconto, arricchito di impressioni personali, sull’andamento della visita d’istruzione svolta dalle classi 5aa, 5bb e 4cc il giorno 8 novembre, con lo scopo di visitare la città di Vicenza e di presenziare all’esibizione su Van Gogh. Vicenza è un vibrante centro cittadino nel cuore della pianura veneta, ricca di luoghi di interesse storico e culturale. Il suo centro storico è arricchito in particolare da edifici che richiamano l’architettura bizantina e presentano alcune delle opere strutturali più importanti di Andrea Palladio, uno dei più grandi progettisti del Manierismo cinquecentesco. Tra le sue opere vicentine troviamo il Teatro Olimpico e il palazzo Chiericati, forse una delle strutture che meglio rappresentano il gusto per l’architettura classica tipico di quel periodo. Altra sua creazione è la Basilica
Palladiana, affacciata su Piazza dei Signori, che un tempo era il centro politico della città e che oggi è spesso sede di mostre temporanee, proprio come quella dedicata a Van Gogh e che sarà visitabile fino all’8 aprile 2018. La mostra è suddivisa in otto sale, per un totale di opere esposte pari a centoventinove. Come piaceva ripetere alla guida, Van Gogh era uno studente desideroso di imparare prima di tutto la grammatica, per poi essere in grado di comporre romanzi meravigliosi e complessi: proprio per questo gran parte della mostra si concentra sui disegni su carta degli inizi del pittore e sugli schizzi preparatori. Dall’osservazione di questa raccolta si può assistere ad una vera e propria evoluzione, seguendo un percorso ben preciso che si snoda per tutte le opere (tra disegni e dipinti) che compongono l’esibizione. L’impressione che si ha è quella di un giovane (Van Gogh inizia a dipingere quando ha ventotto anni, nel 1880, e non smetterà fino alla morte, avvenuta nel 1890) innamorato
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Gite
di ciò che la pittura può dare e rappresentare, e che, per raggiungere il proprio scopo, quello di creare un proprio linguaggio artistico con cui dialogare con l’opera e con sè stesso, non ha paura di sperimentare e di sbagliare. Molti dei primi schizzi presentano imperfezioni, problemi di proporzioni e di prospettiva che si spiegano con il fatto che l’artista era autodidatta e mancava di una preparazione tecnica adeguata, ma questi sono tratti che il giovane Vincent cercherà sempre di migliorare, frequentando pittori di diverse scuole per carpirne i segreti, ma senza appartenere mai ad una scuola precisa. Altra caratteristica del pittore olandese è infatti la costante mobilità e la costante ricerca di un posto stabile, che però non raggiungerà mai. Van Gogh non è mai fermo, si sposta di luogo in luogo quasi freneticamente, senza però mai dimenticarsi di dipingere: per lui dipingere è quasi come respirare, e in ogni luogo impara qualcosa o elabora un’idea particolare, che poi sfrutterà per le sue opere. Nei primi anni di attività rimane molto affascinato dalle figure contadine (opere come Il seminatore o I mangiatori di patate ne sono un chiaro esem-
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pio), a cui attribuisce una sorta di primato morale e quasi religioso. Nelle sue opere si può osservare come il cielo occupi sempre meno spazio, mentre la terra e chi vi lavora diventano i nuovi protagonisti del quadro, caricati da ammirazione da parte dell’artista. Molto interessante anche la serie di ritratti il cui soggetto principale è Sien, una prostituta, madre di una bambina e incinta, di cui Vincent si innamora mentre si trova all’Aia e che utilizzerà come modella per molte delle sue opere su carta e anche per qualche dipinto. In lei Van Gogh coglie uno sguardo pensieroso e quasi smarrito, di qualcuno a cui è stato tolto praticamente tutto e a cui non è mai stato dato niente, ma che comunque cerca di sopravvivere e di destreggiarsi nei meandri delle difficoltà della vita. È in questo periodo che il pittore prova veramente ad entrare dentro lo sguardo delle persone, quasi cercando di rappresentare le loro anime attraverso gli occhi. Menzione speciale, infine, per il percorso organizzato per quanto riguarda i quadri esposti all’interno della mostra appartenenti al periodo francese di Van Gogh, forse quelli più famosi, quadri ricchi di colori e pennellate visibili e
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Gite
spesse, che giocano con la luce da diverse angolature e che inesorabilmente saranno quelli che rimarranno più impressi in coloro che andranno a visitare la mostra. Le opere, disposte come a voler raccontare una tragedia, iniziano per prima cosa ad esporre gli esperimenti che Van Gogh fa con il colore e la composizione, fino ad arrivare ad una totale maturità artistica del pittore, che ha ormai acquisito la tecnica e l’esperienza necessarie per comunicare la vita e le emozioni che vuole trasmettere con i suoi quadri. Tuttavia, è proprio qui che avviene il crollo, dovuto ad una malattia mentale che lo porterà anche a trascorrere un anno presso un ospedale psichiatrico e a ritirarsi poi nelle campagne di Auvers, dove infine si congederà dal mondo. In alcuni degli ultimi dipinti, colori e forme diventano distorti e irrealistici, quasi fossero la riproduzione delle allucinazioni di cui Van Gogh soffriva. In altri, quelli che conservano colori più realistici, i soggetti sono simboli, come i cipressi o i corvi in volo, che rappresentano presagi della morte, che il pittore sente incombere sempre di più. In una delle ultime opere, Paesaggio con la pioggia, Auvers (ope-
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ra conclusiva della mostra), gli sconfinati campi di grano sono i protagonisti del quadro, mentre le casupole del villaggio di Auvers sembrano dissolversi in lontananza, quasi a voler simboleggiare il distacco dalle faccende umane; un unico corvo solitario si alza in volo, mentre tutto risulta ovattato eppure tremendamente reale grazie all’azione della pioggia, incessante, incalzante, e di cui sembra addirittura possibile percepirne lo scrosciare. Forse è proprio con questa immagine nella mente che Vincent deciderà di togliersi la vita, il 27 luglio 1890, affidando in eredità al mondo un nuovo linguaggio e una nuova visione dell’arte, dove l’emozione prende il sopravvento sul reale e si manifesta in tutta la sua potenza e complessità, lasciando chi vuole osservare senza fiato; ma anche una visione dove il reale, la terra e i volti delle persone assumono nuove sfumature e acquistano importanza, tanto che non si può fare a meno di notare la vibrante vitalità e umanità che impregnano le opere di quest’uomo, audace, pazzo e soprattutto capace di guardare al di là della superficie delle cose.
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SeaLab:
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Paola Arcolin , 5A
“Tanto mare, tanta apnea e una bella compagn…yeah” Molti di voi lo avranno già sentito nominare dall’anno scorso, molti avranno visto il servizio di MajoTivù, molti non avranno neppure idea di cosa sia. Bene, il SeaLab è una delle bellissime esperienze che la nostra scuola ci offre. È presentato come un progetto di biologia marina, ma è molto più di questo. La base Horca Myseria di Isuledda ci ha ospitato per una settimana, regalandoci, come sempre, momenti che faremo fatica a dimenticare. La giornata iniziava sempre con degli esercizi di yoga e respirazione che, oltre a prepararci all’apnea, ci hanno fatto entrare in contatto con noi stessi, con le nostre sensazioni e con le nostre emozioni. Questi metodi di rilassamento ci sono stati utili nelle uscite in mare, accompagnati dagli istruttori del diving Iknos e dai prof Ferretto, Ciceri, Picciolini, Tabacco e Trapani (che ci
tengo a ringraziare per tutto il tempo e le energie che hanno investito in questo progetto e per il fatto che si siano messi in gioco insieme a noi e che ci abbiano dato fiducia, proponendoci questo tipo di esperienza). Il primo giorno abbiamo scoperto il mondo dell’apnea: le tecniche di compensazione, la ricerca del rilassamento prima di immergersi e anche durante l’immersione, il cercare di far capire alla nostra testa che possiamo resistere quel poco di più senza respirare. Durante la settimana abbiamo iniziato a diventare sempre più pratici, facendo esperienza in uno dei mari più belli (e, come confermano le nostre analisi delle acque, più puliti), fino ad arrivare anche a 16m di profondità. Personalmente, l’apnea mi ha fatto conoscere un mondo nuovo, o forse è meglio dire che mi ha fatto conoscere dei lati del mio mondo che non conoscevo.
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Gite
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Immergerti in acqua è come immergerti in te stesso e ti permette di rimanere solo, ti permette di conoscerti, di capire i tuoi limiti e le tue capacità. Nonostante questo lato individuale, l’apnea non è da “single”. Anzi, per questioni di sicurezza, bisogna sempre essere in coppia. E questa è un’altra cosa che mi ha colpita: la complicità che può scattare tra due persone solo tramite degli sguardi e dei semplici gesti. Ma veniamo alla parte della ricerca: in settimana abbiamo raccolto dei campioni delle acque (a Cannigione: uno al porto e uno alla foce di un fiume; a Caprera: uno in superficie e uno a 20m di profondità) e li abbiamo analizzati con degli appositi kit, arrivati, quando ormai avevamo perso le speranze, il penultimo giorno. Durante alcune uscite, inoltre, abbiamo misurato l’estensione di due praterie di Posidonia, un tipo di pianta che cresce in abbondanza nel Mediterraneo e che, attraverso la fotosintesi, fornisce una grande percentuale di ossigeno, con la speranza che i valori delle misurazioni dei prossimi “apneisti del Majo” siano in crescita – sempre che riusciate a decifrare le
nostre coordinate e a trovare le stesse praterie di Posidonia! L’ultimo aspetto del progetto era in collaborazione con l’Università di Bologna, che ci ha fornito delle schede di riconoscimento di alcune specie di pesci, alghe, molluschi e quant’altro e dei questionari da compilare dopo ogni immersione, che chiedevano di indicare con quanta frequenza si incontravano tali specie. Neanche a dirlo, tutti avremmo voluto che la settimana non finisse mai. È stata un’esperienza unica ed entusiasmante e credo che tutti noi che vi abbiamo partecipato siamo d’accordo nel cantare in coro,come il prof Ciceri insegna: “Ho lasciato il Majorana per l’inera settimana tanto mare, tanta apnea e una bella compagn…yeah!!”
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Giacomo Longoni , 2b
Un destino catastrofico?! “L’uomo sta andando incontro alla sua fine, sta ponendo un grandissimo interrogativo circa la sua permanenza sulla Terra.” Queste non sono, come si potrebbe pensare, parole pronunciate da un critico qualsiasi, nè tantomeno il mio pensiero pessimista, ma è un’affermazione condivisa da centinaia di studiosi contemporanei. Parlano i fatti. Come di certo avete avuto modo di sentire dai media, poche settimane fa è passata alle cronache di mezzo mondo la notizia dell’uragano Ophelia che, dopo essersi sviluppato nell’Oceano Atlantico tra Africa ed America Latina, invece di dirigersi come solito verso Ovest (quindi verso gli USA, i Caraibi, etc.), ha impostato la sua rotta verso Nord-Est. Per questo motivo i portoghesi, gli scozzesi e gli irlandesi in particolare hanno trascorso quattro giorni da incubo e si sono poi dovuti rassegnare alla forza di Ophelia. Per quanto questo sia stato un uragano ‘’leggerino”, se lo si paragona alla forza e ai dan-
ni causati dagli uragani che hanno recentemente investito la Florida e l’isola di Cuba, è stato un albero nel deserto, dato che un tale fenomeno non ha mai avuto precedenti, o almeno non negli ultimi secoli. Un’altra spia che si è accesa da diverso tempo sul “DISPLAY TERRA” è l’esorbitante questione della siccità. Bisognerebbe spenderci molte parole ma non sarebbe efficace quanto riportarvi un singolo esempio che sta particolarmente a cuore a noi italiani. È già dallo scorso giugno che il lago di Bracciano, nel Lazio, è in un’avanzata crisi idrica, condizione che mette a dura prova la flora e la fauna del lago stesso, ed è fresca di questo mese la notizia di ritrovamenti di ville romane sui fondali del bacino idrico che questo stato di siccità ha riportato alla luce. Accanto a questo “scoop” si celano pero’ i commenti dei commercianti locali che devono constatare un netto abbassamento del flusso turistico e di conseguenza una crisi non solo idrica, ma anche economica. Intanto, no-
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Scienza
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nostante i continui richiami alle autorità competenti, ogni giorno centinaia e centinaia di litri d’ acqua vengono sottratti al lago. Sperando che la questione si risolva nel più breve tempo possibile, esorto voi, popolo del Majo, a contribuire, se pur attraverso minimi sforzi, a cambiare quello che nella frase iniziale di questo articolo suonava come un destino catastrofico per il pianeta e per noi tutti. Siamo chiamati ad un patto di corresponsabilità, ad impegnarci per cambiare il destino del mondo dal punto di vista ambientale. Certo, quello che faremo sarà paragonabile ad una goccia nell’oceano ma, come diceva qualcuno, è bello pensare che senza quella insignificante goccia l’oceano sarebbe più piccolo. Questo nostro impegno deve essere un esempio per tutti anche per chi, come il Presidente USA Trump, ha smesso di credere nella primaria e fondamentale importanza dell’ambiente; forse non per una vera convinzione personale quanto invece per un interesse economico che, come purtroppo mi tocca constatare, viene anteposto all’impegno unanime che l’umanità
sta prendendo per fronteggiare l’innalzamento della temperatura terrestre e per salvaguardare il pianeta. I simboli di questo interesse da parte del Mondo intero sono gli Accordi di Parigi del 2015 nei quali i grandi del pianeta si sono confrontati e hanno deciso di stipulare un patto che preveda azioni concrete da parte dei governi per far fronte alla condizione ambientale in cui versa attualmente la Terra. Con l’elezione di “The Donald” le cose si sono complicate, dato che pochi giorni dopo il suo solenne giuramento, Trump ha ufficializzato quello che si respirava nell’aria già da diverso tempo: gli Stati Uniti non faranno più parte degli accordi di Parigi. Spero che abbiate modo di riflettere sul problema e che soprattutto prendiate decisioni circa un vostro impegno per salvare l’ambiente, il nostro ambiente. Vedrete che la Terra ve ne sarà grata.
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Lettura 15
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Costanza Armieri , 1A
L’universo della lettura Leggere. Una sola parola, sette lettere e un universo intero. Un verbo potentissimo. Perché leggiamo? Probabilmente non ci abbiamo mai pensato. Cosa spinge l’uomo a far scorrere gli occhi su dell’inchiostro nero, a voltare pagine e pagine? L’uomo scappa e la lettura è una via di fuga. Leggiamo quando siamo annoiati, quando vogliamo vivere altre vite oltre alla nostra: forse più piacevoli, forse meno. Vogliamo evadere, fuggire, e non potendo sempre farlo, tentiamo di isolarci da ciò che ci circonda cercando rifugio nei libri. Sappiamo che resteranno sempre lì, e in qualsiasi momento in cui avremo bisogno di loro, ci saranno, compagni silenziosi e fedeli a noi uomini. Umberto Eco diceva: Chi non legge, a settant’anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto cinquemila anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è un’immortalità all’indietro.
Leggere rende liberi. Eh già, proprio così. Ci sono tante “porte per la libertà” e crediamo, troppo spesso, di conoscerle già tutte, di essere già liberi. Siamo liberi quando, nel nostro provincialismo, dipendiamo da ciò che pensa la gente di noi? Siamo veramente liberi, rimanendo prigionieri soprattutto di noi stessi e dei nostri pensieri? Io credo di no. La lettura, silenziosa, lentamente ci libera dalle nostre fragilità che agli occhi di tutti cerchiamo di celare. Ci avvolge con la sua ebbrezza, e noi ci abbandoniamo a lei, lasciandoci trasportare in altre realtà. La lettura è un bellissimo purosangue: diffidente, difficile da avvicinare. Richiede la pazienza e la costanza di starle accanto. Occorre accarezzarla, prendersene cura. Quando si fiderà di noi, ci dedicherà tutto il suo amore, ci accompagnerà per sempre, senza sapere chi siamo, da dove veniamo, che storia abbiamo alle spalle. Un po’ a tutti è successo di pro-
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Lettura
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vare a comportarsi come un personaggio di un libro, avere finalmente un’identità ben definita. Col passare del tempo comprendiamo invece che il personaggio più bello a cui possiamo somigliare siamo proprio noi, che dobbiamo apprezzarci così, per i nostri pregi ma soprattutto per i nostri difetti, – o almeno quelli che noi crediamo tali. Il vero personaggio con cui dobbiamo imparare a convivere siamo noi: diciamo di conoscerci meglio di chiunque altro, giusto? Ma abbiamo mai provato a fermarci un secondo, nella nostra eterna fretta, ad ascoltarci? La lettura ci aiuta non solo a fare tutto ciò. Se siamo persone libere, siamo persone in pace con sé stesse. Non importa quando, come e perché leggiamo, se decidiamo di farlo è perché desideriamo vivere quel senso di estraniamento che ci procura la lettura, facendoci perdere la cognizione del tempo, dello spazio e di noi stessi. Leggendo possiamo vedere la Parigi rozza e crudele dipinta da Hugo nei suoi Miserabili, farci travolgere dalle follie del giovane Werther, che come noi, sogna e
fugge da quella che è la realtà. Se leggiamo, sentiamo i versi di Rilke sussurrati all’orecchio, cullarci come il sospiro del vento. Riusciamo a vedere gli sguardi silenziosi tra Anna e Vronskij, udiremo in lontananza le grida di Scrooge all’apparizione dello spirito del Natale Passato. Sentiamo il profumo della madeleine che Proust assapora, tornando a quella che è stata la sua infanzia. Percepiamo sulla nostra pelle il calore del camino nell’appartamento parigino di Baudelaire; comprendiamo la sofferenza di Wilde, in un mondo troppo primitivo per un dandy come lui. Leggendo, capiamo cosa l’uomo è in grado di fare. Leggendo, tentiamo di ingannare il tempo, che continua la sua corsa, lasciandoci indietro: noi, piccoli puntini incastonati nell’eternità. Leggere. Una sola parola, sette lettere e un universo intero.
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Curiosità 17
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Viola Bonfanti , 2a
La Tomatina Chi va spesso da una nonna a mangiare, può capire il disagio di tutti noi suoi simili. Improvvisamente, sia che alla nonna piaccia cucinare o meno, ci trasformiamo in bambinetti che non mangiano mai abbastanza (non importa se abbiamo già mangiato 3 primi, 2 secondi e 5 antipasti, evidentemente siamo scambiati per pozzi senza fondo). Diciamocelo però, dopo una lunga giornata di scuola non c’è niente di meglio che tornare a casa e trovarsi davanti un fumante piatto di pasta… al pomodoro! Rosso o verde, talvolta nero o dorato, su di lui è stato scritto di tutto: canzoni, poesie, e quant’altro; lo hanno messo ovunque, negli orti, sui davanzali, nella pasta e sopra il pesce, tant’è che è diventato un caposaldo della cucina italiana. Evidentemente, nemmeno agli spagnoli importava poi granchè del fatto che fosse stato importato dalle Ame-
riche nel 1540, e impazziti per amore di questo nuovo, carismatico ortaggio, pensarono bene di sfruttarlo per risolvere i dissapori repressi: fu così che nacque la battaglia dei pomodori. Può sembrare strano, folle o totalmente insensato, ma credo che gli spagnoli siano meno masochisti, e al posto della spremuta di arance tirandosi gli agrumi, abbiano deciso di fare la salsa per strada a Buñol , nel Regno di Valencia. Pare proprio che la storica battaglia sia nata effettivamente da una rissa per strada, e che i due contendenti, due geni a parer mio, non trovando armi a portata di mano (e con una voglia di uccidersi a vicenda pari a quella di Achille ed Ettore), abbiano iniziato a tirarsi pomodori presi da una cassetta lì vicino. E niente, pare che la polizia li abbia fermati, ma questi, testardi come muli, siano ritornati l’anno dopo e quello dopo
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Curiosità
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ancora e quello dopo a quello dopo, per quella che ormai era diventata una tradizione. Oggi la Tomatina è un evento molto rinomato, non solamente in Spagna, infatti, ogni anno più di 40 mila persone si lanciano circa 125 tonnellate di pomodori: numeri esorbitanti, chissà quanti piatti si potrebbero preparare con una tale mole di cibo! I pomodori vengono lanciati da cinque camion che sfilano per le strette vie del centro della città, per poi essere raccolti e riutilizzati come armi per la battaglia tra le migliaia di persone festanti. In due ore Buñol si trasforma in un’isola nel mezzo di un Mar Rosso molto molto mosso! I cittadini di Buñol amano la festa e le persone che vi partecipano: li troverete quindi ben disposti a custodire i vostri “averi” o a farvi una doccia con la canna dell’acqua con cui puliscono la strada di fronte alla propria casa. Comunque, l’organizzazione mette a disposizione delle docce pubbliche nella zona della stazione ferro-
viaria e nella zona del ruscello che si trova nelle vicinanze . La battaglia fa in realtà parte della festa del paese, che mi sembra un po’, ma soltanto un po’, passata in secondo piano. Fatto sta che, oltre alla fiumara rossa, vi sono altre attrazioni più classiche da festa cittadina: giostre, bancarelle, mercatini, insomma, le solite cose… Ah, no, giusto, ovviamente c’è anche un palo piantato nella piazza del paese, completamente cosparso d’olio. Che poi, dico, chi è il masochista che si arrampica su un “coso” di legno alto tre metri per guadagnare un’ovazione della folla? Almeno da noi ci sono appesi i prosciutti, così dopo l’arrampicata riprendi i chili perduti, ma lì niente, a quanto pare nemmeno l’aperitivo ti offrono: sarà che hanno speso tutto il budget in pomodori? Questo dubbio ci assillerà per la vita. Dato che ho ancora un sacco di spazio da riempire, ora vi tocca ascoltare un po’
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Curiosità
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di curiosità. Contenti, vero? • La festa del pomodoro è in realtà festeggiata anche in Italia, in diverse località di tutta la penisola, ma ovviamente in maniera molto, molto, moltissimo ristretta. Praticamente vengonio preparate delle bruschette speciali e fatta una marcia del pomodoro, che ancora non ho capito che cosa diavolo sia. • Avete presente la canzoncina: “I’m walking on sunshine (Wow!) I’m walking on sunshine (Wow!) I’m walking on sunshine (Wow!) And don’t it feel good”? Ecco, è la colonna sonora di un film, che si intitola allo stesso modo, in cui compare una gigantesca battaglia dei pomodori, nonostante il film sia stato girato in Puglia. • La Tomatina non si fa mancare nulla, difatti ha anche una colonna sonora composta dalla band Malsujeto, di Buñol. • Anche
rende
omaggio alla festa con un apposito doodle in cui appare la scritta imbrattata di polpa di pomodoro, in cui le O sembrano aver avuto la peggio, dato che si sono trasformate in uno di essi. • La maggior parte degli assistenti della Tomatina partecipa vestita di bianco, per trovarsi dopo completamente imbrattati di pomodoro. Dopo tutto questo parlare, spero di avervi fatto venire un piccolo languorino.
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Calcio 20
n° 3 Novembre 2017
Alessandro Bruzzano, 4a
Il punto sulla Serie A Roma e Juve ok, Napoli e Inter frenano, Milan, crisi finita?
La Serie A è iniziata ormai da quasi tre mesi e quest’anno si prospetta essere un campionato spettacolare e finalmente aperto. Nel giro di due punti troviamo potenzialmente (Roma e Lazio devono infatti recuperare le partite rispettivamente contro Sampdoria e Udinese) ben cinque squadre, Napoli, Juventus, Inter e le due già citate romane. I partenopei, esausti dopo il match con il Manchester City perso 2-4 al San Paolo e privi di Ghoulam a causa dell’infortunio riportato proprio contro la formazione allenata da Guardiola, impattano con un ordinato Chievo Verona e tornano a Napoli con un solo punto e molta amarezza.
L’Inter, che supera per punti realizzati in questo avvio di stagione persino l’Inter di Mourinho, affronta il Torino nell’anticipo domenicale delle 12:30. Un incredibile Sirigu nega due volte all’Inter il gol del vantaggio, che viene invece trovato da Iago Falque con una perla che spiazza Handanovic. La “Beneamata” passa alla difesa a tre e reagisce; il gol non tarda ad arrivare, ed a realizzarlo, un po’ inaspettatamente, è Eder. I nerazzurri perdono il secondo posto, ma riescono comunque ad ottenere un punto, il trentesimo dopo 12 giornate. La Juventus trema contro il Benevento, che passa in vantaggio grazie ad una splendi-
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Calcio
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da punizione di Ciciretti, il gioiello della squadra campana. I bianconeri faticano a trovare il gol, ma ci pensa Higuain che con il sinistro spedisce la palla alle spalle di Brignoli e otto minuti dopo raddoppiano Cuadrado, che fa tirare un sospiro di sollievo ai tifosi juventini. Il Benevento continua ancora la sua striscia negativa, mentre la Juventus scavalca l’Inter e si lancia all’inseguimento del Napoli. La Roma, euforica per la netta vittoria contro il Chelsea, passa due volte in vantaggio sulla Fiorentina grazie ai primi due gol di Gerson in Serie A, ma si fa rimontare due volte da Veretout e Simeone. Manolas trova il gol al 50’, Perotti la chiude all’87’. La formazione romana supera lo scoglio Fiorentina e manda alle altre squadre un chiaro messaggio, cioè che non ha intenzione di abbandonare la corsa scudetto. Bene Sampdoria e Milan, che stendono entrambe 0-2 rispettivamente Genoa e Sassuolo.
Il successo col Sassuolo ha permesso a Montella di scongiurare l’esonero Per il futuro però il candidato più forte continua ad essere Antonio Conte. Cutrone, che aveva dominato le notti di agosto, è uscito dalle gerarchie di Montella, e André Silva, re di coppa, non è mai compiutamente entrato; Calhanoglu non riesce a fornire apprezzabili munizioni a Kalinic, l’attaccante designato. L’unico faro del Milan rimane Suso, non a suo agio da trequartista, ma che da esterno sposta gli equilibri, seriamente, non come Bonucci, finora in difficoltà a trovare la forma migliore, che sta comunque lentamente migliorando (di poco) le sue prestazioni. Anche la lotta per la salvezza (fatta eccezione per il Benevento, ancora a caccia del primo punto in Serie A) sta riservando alcune sorprese. I finora deludenti Genoa e Hellas Verona precedono il Benevento con 6 punti ciascuno, mentre sul filo della retrocessione il Sassuolo di Buc-
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Calcio
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chi non ha ancora esaltato come negli anni precedenti. Le sorprese sono finora la neopromossa SPAL e il Crotone. La formazione di Semplici, con 9 punti in 12 giornate, si è esibita in prestazioni di rilievo anche contro le big, strappando anche un punto alla Lazio alla prima giornata. La partenza dei calabresi invece è stata nettamente superiore rispetto a quella dell’anno scorso, sebbene alcuni giocatori chiave della miracolosa salvezza della stagione passata, come Falcinelli e Ferrari, abbiano lasciato la squadra, e con 12 punti, maturati anche grazie alle vittorie contro Fiorentina e Bologna, il Crotone si allontana sempre più dalla zona retrocessione. Questa è la situazione della Serie A in vista della tredicesima giornata, che vedrà sfidarsi sia Roma e Lazio sia Napoli e Milan. Ogni partita, anche quella apparentemente più semplice, può riservare delle insidie; ogni squadra ovviamente dovrà dare il me-
glio per ottenere il massimo in questa stagione e per far sognare i propri tifosi. È per questo che si può affermare con certezza che questo campionato continuerà a regalarci sorprese, spettacolo, gioie e sofferenze fino alla fine.
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Giochi 23
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Stefano Perdicchia, 4I
Vignette e meme
La redazione
Caporedattore: Filippo Vergani 4cc Impaginatore: Davide Ferloni 5A A cura di: Beatrice Corti 4cc, Beatrice Seregni 5A, Cecilia Terraneo 5A Redattori: Niccolò Barberio 5C, Alessandro De Marchi 4a, Beatrice Corti 4c, Paola Arcolin 5A, Giacomo Longoni 2b, Costanza Armieri 1A, Viola Bonfanti 2a, Alessandro Bruzzano 4a Giochi e vignette: Stefano Perdicchia 4I, Davide Ferloni 5A, Davide Colombo 4a
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