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Il giornalino degli studenti L’editoriale del Caporedattore
di Giacomo Longoni, 4bb
‘’I can’t breathe’’. Sono queste le ultime parole di George Floyd, il 46enne afroamericano ucciso dall’agente di polizia Derek Chauvin (con la complicità di altri tre colleghi) lo scorso 25 maggio a Minneapolis, in Minnesota. Ucciso perché nero, da un poliziotto bianco con ben diciotto denunce accumulate nel corso della sua carriera in polizia. È stato un attimo, durato un’eternità, un pacchetto di sigarette appena comprato, una banconota contraffatta, una via di Minneapolis, un uomo che filma col cellulare, un suv parcheggiato, una chiamata al 911 (il 112 americano), un ginocchio pesante sul collo, un volto schiacciato a terra, un respiro mancato. Una frequenza rapida di immagini proiettate sullo schermo, una veloce carrellata di luci, voci che pone fine alla vita di un uomo che aveva l’unica colpa di trovarsi in un mondo sbagliato. Un mondo a cui lui apparteneva suo malgrado. Sono bastati 8 minuti e 46 secondi per porre fine alla vita del povero Floyd. Chauvin inconsapevolmente ha messo fine anche alla sua di vita: una macchia che gli resterà per sempre impressa sulla pelle, oltre che un matrimonio spezzato. 8 minuti e 46 secondi per diventare ‘’il mostro’’ per un’intera città, di un’intera nazione. (continua a pagina 3)
Non respiro!
Intervista ai rappresentanti d’istituto Revenge porn: vittime o colpevoli? #AddioMajo, gli ultimi giorni da Majorani
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3 - Non respiro! Non respiriamo! 5 - Intervista ai rappresentanti d’istituto 10 - Revenge Porn: vittime o colpevoli? 13 - A double standard 18 - Il Majo 20 - Vivetevelo! 22 - Un possesso per sempre 24 - Ettore e Farinata, giusti senza tempo 26 - La base della democrazia 27 - La difficile situazione libica 29 - Il rap ai tempi del Covid-19 30 - Il viaggio della vita raccontato da Emis Killa 32 - 5 must have per secchione e... non!
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Attualità 3
Giacomo Longoni, 4bb
Non respiro! Non respiriamo!
Proteste in seguito all’uccisione di George Floyd
(segue dalla prima pagina) Da quel giorno migliaia di americani, giovani e vecchi, bianchi e neri, insieme, hanno manifestato per chiedere diritti, libertà e uguaglianza. Dall’altra parte un cordone di poliziotti che inizialmente ha fatto quadrato attorno al collega, un presidente che non conosce il suo paese e un nome: “Stati Uniti”. Qualcuno nel trambusto generale, tra le fiamme e i fumogeni, tra gli spari si domanda cosa voglia dire “uniti”. Certamente un termine importante se è stato scelto per definire un’intera nazione, la più potente e importante del mondo. Ancora non lo sanno. Attendono una risposta, un indizio, ma proprio da colui il quale dovrebbe garantire tale unità non arrivano cenni.
Solo un braccio di ferro fatto di cani rabbiosi, un bunker segreto e una Bibbia in mano per rivendicare la potenza da leader. “I can’t breathe! We can’t breathe!” è la protesta di migliaia di uomini che dopo aver perso un lavoro e la dignità che da esso deriva si ribellano e rispondono senza risparmiarsi ad un paese che non sente il loro grido, che non riesce a captare il loro disagio. E si sa, quando i diritti vengono calpestati ripetutamente, il pane manca a molti e le bocche vengono tappate, il passo da manifestazione a insurrezione violenta è molto breve. “I can’t breathe! We can’t breathe!”. È il grido d’allarme che parte da chi ha perso tutto: familiari, amici, il posto di
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Attualità 4
lavoro. Un grido che giunge dalla nostra terra, che noi, battendoci la mano sul petto, con un pizzico di vanità, definiamo “la più operosa e operante del mondo”. “I can’t breathe! We can’t breathe!”. È un coro di voci che arriva da molte parti del mondo in cui respirare è davvero un’impresa impossibile. A volte manca l’aria, manca la vita. Mancano diritti, manca l’eguaglianza sociale. Manca umanità. Anche qui, nel nostro Paese. “I can’t breathe! We can’t breathe!”. È un allarme che giunge dal nostro pianeta, una campanella d’allarme che negli ultimi tempi è diventata preghiera incessante e che tra poco diventerà – o forse già lo è – un’agonia annunciatrice di un destino tanto nefasto quanto inevitabile. Davanti a noi ci sono tre mesi – per la verità qualcosa di meno – di vuoto. Non si sa cosa si farà, dove si andrà, se ve ne sarà la possibilità. Non si sa. Non si sa. Che siano questi tre mesi lo spazio-tempo adatto per costruire un grande respiratore che tenga in vita noi, il nostro pianeta e compagnia bella? Ormai siamo diventati bravi a costruire respiratori in questi ultimi tempi di emergenza sanitaria, dovremmo sapere come si fa. Dovremmo. A ciascuno di noi l’arduo compito e la responsabilità di convertire in soli tre mesi un condi-
zionale in un indicativo. Presente. Buone vacanze e buona estate!
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Giacomo Longoni, 4bb Giovanni Colombo, 3D
Intervista ai rappresentanti d’istituto Come da tradizione anche al termine di quest’anno scolastico EtCetera ha intervistato i quattro rappresentanti degli studenti nel Consiglio d’Istituto. A loro va il nostro ringraziamento per il prezioso lavoro svolto anche a vantaggio del giornalino, in particolare per aver ripristinato il sito degli studenti majorani.it e per aver pubblicato le nostre ultime edizioni online. Buona lettura! 1. Prima di tutto vi chiederei un bilancio della vostra esperienza. Come è stato ricoprire questo ruolo? Andrea Scuratti: “Prima della mia elezione credevo fosse una cosa molto complessa. La prof.ssa Felisari nel corso della campagna elettorale più volte mi ha confidato: “Tu non immagini minimamente quello che fai”. In realtà, ad esser sinceri, la cosa più tosta che mi è capitata è stata partecipare ad un consiglio d’istituto di ben quattro ore. Certamente quella da rappresentante è stata un’esperienza particolare, strana per certi versi. A causa della chiusura anticipata a febbraio la mole di lavoro è diminuita drasticamente e anche il nostro margine d’azione è sta-
to ridimensionato.” Gaia Nasto: “Io prima di essere eletta me lo immaginavo così il mio ruolo da rappresentante. Devo dire che comunque siamo stati eletti tardi e abbiamo lavorato a pieno regime per soli tre mesi effettivi, da inizio dicembre a fine febbraio. Posso dire che se non ci fosse stata l’emergenza Coronavirus avremmo realizzato davvero dei progetti molto belli e interessanti, quali per esempio la Cogestione e una Majorun un po’ diversa da quella degli scorsi anni. Tutto quello che non abbiamo fatto ma che avevamo già iniziato ad organizzare lo trasmetteremo sicuramente ai rappresentanti del prossimo anno.” Luigi Amatore: “Questo è stato il mio secondo anno, spero l’ultimo, da rappresentante d’istituto. Oltre alla chiusura del Majo anticipata siamo stati penalizzati tanto dalla tarda elezione, avvenuta solo il 25 novembre. Per questo, inizialmente, noi quattro abbiamo deciso di implementare le giornate a tema per far vedere che si organizzava qualcosa e che noi c’eravamo. Sono state fatte più giornate a tema in tre
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mesi che negli ultimi tre anni! Abbiamo fatto in tempo a organizzare cose “piccole”, anche se avevamo già iniziato a pensare – come ha detto Gaia – a cose più “grandi”. Per esempio avevamo già contattato alcune persone di rilievo per la Cogestione di marzo. Nel tempo a casa ho comunque fatto del mio meglio mettendo mano al sito degli studenti majorani.it. Insomma, nel male è andata anche abbastanza bene! L’unico rimpianto è stato quello di non aver potuto ricoprire appieno la figura di “fratello maggiore” mettendo a disposizione di Gaia, Andrea e Emanuele la mia esperienza, avendo già ricoperto questo ruolo.” Emanuele Galbiati: “Confermo quanto detto dagli altri. Abbiamo lavorato praticamente per soli tre mesi ma nel periodo di quarantena abbiamo cercato di spenderci per le piccole cose e di mantenere vivo il contatto con gli studenti. Abbiamo cercato di non lasciare soli i majorani.” 2. Come ha detto Emanuele quest’anno il rapporto con gli studenti è stato fondamentale e, forse, la cosa più importante. Cosa c’è secondo voi da migliorare e cosa invece ha funzionato bene? Emanuele: “I gruppi WhatsApp degli studenti che abbiamo introdotto dopo la nostra elezione hanno lavorato dav-
vero bene e questo ha certamente favorito il rapporto studente-rappresentante. Posso dire anche che all’interno delle chat, suddivisi nei cinque anni, erano presenti circa la metà degli studenti della scuola.” Andrea: “Aggiungo che non tutte le volte la comunicazione tra noi e i singoli studenti passava dai rappresentanti di classe; molti infatti, soprattutto per le rose di S. Valentino, ci scrivevano in privato. In generale è andato tutto molto bene.” Luigi: “Dobbiamo considerare che era la prima volta che al Majo veniva proposto qualcosa del genere. Mai c’era stato un gruppo aperto in cui chiunque poteva partecipare e ricevere le comunicazioni dai rappresentanti degli studenti e molti, forse abituati agli scorsi anni, hanno preferito fare affidamento ai rappresentanti di classe. Verso la fine dell’anno nei cinque gruppi aperti agli studenti alcuni sono usciti dalle chat ma credo sia comprensibile dato che le comunicazioni ufficiali giungevano in via istituzionale e, specie all’inizio, c’era molta incertezza.” Andrea: “Confermo. Più che “ciao, come state?” non potevamo scrivere altro.” Gaia: “Alla fine di febbraio nessuno di noi immaginava una simile evoluzione dell’emergenza e c’era molta incertez-
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za. Noi non sapevamo neppure quanto potevamo esporci. Abbiamo mantenuto vivo il rapporto con gli studenti, che già era iniziato quando si andava a scuola e molti ci hanno ringraziato per questo.” 3. A chi non credesse che il vostro lavoro sia stato così arduo cosa rispondereste? Sostanzialmente cosa avete fatto in questi mesi? Andrea: “Borracce. Giornate a tema. Giornata di S. Valentino.” Gaia: “Io ci terrei a dire che spesso si notano soprattutto le attività e le proposte che si aggiungono a quelle degli anni precedenti ma anche solo mantenere e migliorare quelle che già ci sono è un compito tutt’altro che semplice.” Luigi: “All’elenco di Andrea aggiungerei il sito degli studenti. E le foto di fine anno che abbiamo fatto senza averle fatte. Inoltre stavamo organizzando una cogestione le cui caratteristiche andavano delineandosi; basti pensare che avevamo già raccolto la partecipazione di un numero di personaggi di rilievo che superava le reali esigenze. Infine ricordo che per le felpe mancavano solo gli ordini.” Emanuele: “Ai primi di marzo avremmo iniziato a pensare alla Majorun…” 4. Avete lavorato bene insieme quest’anno? Gaia: “Aspettavo questa domanda (in
realtà ci ha pagati per farla ndr). Noi quattro abbiamo lavorato bene insieme, sia a livello umano che a livello “tecnico”. Siamo complementari: dove non arriva uno, arriva l’altro! A inizio anno ci siamo divisi bene i ruoli ed è stata un’ottima idea.” Luigi: “L’ho suggerito io anche perché era lo stesso metodo di lavoro adottato lo scorso anno durante la mia prima esperienza da rappresentante.” Andrea e Emanuele confermano 5. Luigi ed Emanuele, voi siete in quinta. Com’è stato vivere l’ultimo anno in questo modo? Luigi: “Inizio col dire che il mio ultimo giorno di scuola non è stato lo stesso dei miei compagni dato che proprio la settimana prima della chiusura sono stato a casa perché non stavo bene e avevo la febbre quindi ho dei ricordi che sono diversi da quelli degli altri. La cosa che mi è mancata di più è stata la gita di quinta anche perché è una sorta di vacanza con i propri compagni di classe e personalmente non faccio molte esperienze di questo tipo. Per quanto riguarda la didattica devo dire che siamo stati pieni di argomenti da studiare e, data l’incertezza della situazione, i prof sono andati molto veloci. Inizialmente avevo saputo dai docenti capo-dipartimento che la spiegazione di nuovi argomenti si sarebbe inter-
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rotta a metà maggio, almeno per noi di quinta. Ma così non è stato. Sono emersi nel corso di questi ultimi mesi i limiti della didattica a distanza tanto da farmi sorgere la domanda: “spiegano i computer o i prof.?”. Ammetto che questo tempo strano ha comunque avuto anche aspetti positivi, quali per esempio conoscere le proprie abilità sulla gestione del tempo.” Emanuele: “Per me la cosa più difficile è stata il non aver avuto di fianco i miei compagni e il non aver potuto confrontarmi e confortarmi o agitarmi con loro. Credo che questo incida molto anche in relazione alla maturità: lo stress crescerà in maniera esponenziale nel momento in cui devo dare tutto, ovvero all’esame e non ci sarà un crescendo in maniera graduale, come avviene di solito. Questo andrà sicuramente a gravare sulla prova d’esame, sul modo in cui ciascuno l’affronterà e sul risultato finale.” 6. Andrea e Gaia, vi ricandidate l’anno prossimo? Andrea: “Io non penso di ricandidarmi perché sono molto ansioso e anche piccole cose mi mettono addosso un’ansia incredibile, a volte difficile da controllare. Temo che, dato l’evolversi della situazione, si decida di riconfermare d’ufficio i rappresentanti che già ci sono, almeno fino a fine novembre,
ovvero al raggiungimento dei dodici mesi dall’elezione. Ma che ne sarà dei posti di Emanuele e Luigi?” Gaia: “Io ho intenzione di ricandidarmi perché ho in mente di portare a termine molti progetti nuovi che quest’anno non sono riuscita a realizzare. In ogni caso sarò disponibile ad aiutare i futuri rappresentanti.” 7. Ultima domanda. Emanuele e Luigi tra poche settimane sarete Majores. In questi anni siete stati molto attivi all’interno della scuola, ciascuno nelle sue occupazioni e poi insieme da rappresentanti degli studenti. Insomma, conoscete meglio di chiunque altro il capitale umano del Majo. Chi vedreste il prossimo anno al vostro posto? Emanuele: “Io ti darei due nomi: Pietro Colombo di 3^ A un ragazzo abbastanza attivo nella scuola e che tutti gli anni fa degli interventi “bollenti” nell’assemblea di inizio anno, durante la campagna elettorale. Il secondo è Giacomo Galbiati di 4B. Ti faccio questo nome non per interesse ad avere un fratello rappresentante il prossimo anno, ma perché davvero Giacomo è molto presente nel mondo Majo e si è sempre speso per la causa comune.” Luigi: “Se l’anno scorso vedevo gente con potenziale, pronta a “farsi in quattro” per il Majo, ora non mi viene
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in mente nessuno oltre ad Andrea e Gaia. Nessuno si è dimostrato interessato alla vita scolastica così tanto da far pensare di ambire al ruolo di rappresentante. Ed è abbastanza triste questo. Purtroppo vedo che il Majo sta morendo. Sembro uno dei vecchi pessimisti e arcigni in questo momento, ma secondo me la colpa è da imputare quasi esclusivamente alla società in cui viviamo. In questi cinque anni da studente ho notato questo cambiamento del Majo e del modo di vivere la scuola da parte nostra. Non c’è più quell’atmosfera che si respirava quando ero al biennio. Purtroppo.” Emanuele: “Luigi, secondo me è la conseguenza di un minor coinvolgimento della scuola. I majorani si sentono meno coinvolti, quindi più distanti.”
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Giulia Burigiotto, 4bb
Revenge porn: vittime o colpevoli? “La Bibbia 5.0”. Non è il titolo di un libro, non è un film o un video di YouTube. E’ un gruppo Telegram. Di Cristiani? No, di maniaci, pedofili e pervertiti. Uomini e ragazzi di tutte le età che si scambiano foto intime di ex ragazze, di bambine e di figlie minorenni. Di gruppi del genere al momento ne sono stati contati 29, con un totale di migliaia e migliaia di partecipanti in tutta Italia. Certamente non vi è bisogno di commentare lo squallore di questo fenomeno conosciuto come “Revenge porn”. Vorrei invece focalizzarmi su alcune domande che mi sono posta in questo ultimo mese: perché riguarda soprattutto un pubblico maschile? Chi è il reale colpevole? Quale è la responsabilità dell’uomo, quale quella della donna? Come si può arginare il problema? Per quanto mi dispiaccia, devo concordare con il movimento femminista che il Revenge porn affondi le sue radici nella tradizione patriarcale secondo cui la donna è una proprietà dell’uomo. Le persone di genere femminile tendono ad essere viste mol-
to di più come strumenti sessuali rispetto a quelle di genere maschile (è importante sottolineare tuttavia che ciò avviene anche a ruoli invertiti). Già da piccoli siamo educati a comportarci come preda e predatore: la donna, pudica, femminile ed elegante diventa premio ambito dell’uomo, passionale e virile. Non a caso le ragazze che vivono più liberamente la loro sessualità vengono definite “di facili costumi” e un uomo che tende ad essere più riservato per quanto riguarda la sua intimità viene sospettato di omosessualità. Ne consegue una società fortemente stereotipata dove la donna sollecita le fantasie dell’uomo (e viceversa) tramite la sessualizzazione del proprio corpo e la sua degenerata oggettificazione. Con l’avvento di Internet e dei social la sessualizzazione è diventato anche un fenomeno virtuale, garantendo però meno sicurezza, meno privacy e meno controllo. E’ curioso notare come nella maggior parte dei casi sia la donna a ricevere immagini del membro maschile da parte di qualcuno che non conosce, sentendosi così molestata come risulti molto più
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dannosa e denigratoria per la persona la diffusione di foto intime femminili piuttosto che maschili. Anche questo rientra nell’ ottica sopra descritta, secondo cui la donna dovrebbe godere di meno libertà sessuale rispetto all’uomo. Quest’ultimo detiene poi il potere di rendere pubblico o meno il contenuto che riceve, spesso spinto da gelosia, desiderio di vendetta per una relazione finita e indole possessiva. Ma quindi chi è il vero colpevole? Chi manda la foto o chi la condivide? La risposta a cui sono giunta personalmente è che la colpa sia di entrambi e allo stesso tempo di nessuno dei due. Alla base di tutto sta una forte ignoranza: da una parte non si è consapevoli dell’enorme potere della rete, di come avviene la trasmissione di dati e immagini, di dove vada a finire tutto ciò, di quella che è l’altra persona dietro lo schermo; dall’altra parte non si è consapevoli delle conseguenze delle proprie azioni e dell’emotività della persona che subisce l’offesa. Per quanto mi riguarda ho sempre pensato che ognuno sia libero di agire come crede purché sappia prendersene poi la piena responsabilità. In questo caso invece da entrambi le parti manca un’adeguata conoscenza che porta irrimediabilmente
a non capire la vastità del fenomeno. Un esempio lampante è la vicenda di Tiziana Cantone: lei si è suicidata e il ragazzo deve invece convivere con la sua coscienza sporca. Tuttavia informarsi approfonditamente e raggiungere una piena consapevolezza non è facile in quanto l’istituzione che dovrebbe educare i giovani alla sessualità e al mondo digitale non svolge il suo compito per inettitudine e ottusità. Questa istituzione è la scuola. Fin dalle elementari/ medie il sesso viene spiegato tramite la struttura anatomica dei genitali e la descrizione dell’atto in sè. Gli studenti vengono poi calorosamente invitati ad usare un contraccettivo per evitare malattie e figli indesiderati. Fine. La sessualità e l’affettività però son discorsi molto più complessi, dove l’emotività di una persona svolge un ruolo fondamentale. Il sesso viene vissuto come un tabù, come qualcosa che suscita il riso e imbarazzo, eppure è parte integrante della vita di ogni essere umano, donna e uomo, etero e omosessuale, bianco e nero, vecchio e giovane. Non c’è niente di più innaturale di vergognarsi nel parlare di preliminari, della propria vita sessuale, delle proprie esperienze. Molte volte mi è capitato di essere ritenuta volgare o “troppo esplici-
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ta” per aver trattato simili argomenti quando in verità quella sessuale è una libertà fondamentale di ognuno di noi. La scuola dovrebbe insegnare ai suoi studenti che una foto di un seno femminile è unicamente la foto di un seno femminile, che quindi non deve suscitare il riso o l’imbarazzo e che non vi è nulla di eccitante o divertente nel condividerla. Dovrebbe insegnare che è giusto vivere la propria sessualità come si vuole, che va bene perdere la verginità a 13 anni e va bene perderla a 23, che va bene se un ragazzo si masturba e va bene se anche una ragazza lo fa, va bene fare sesso con una persona e basta e va bene farlo con tante diverse, che va bene se ti piace il sesso orale e che va bene se ti piace quello virtuale. Lo studente ha il diritto di essere educato anche per quanto riguarda il mondo dell’Internet. Vi è una forte carenza nelle scuole di insegnanti o figure esperte in informatica in grado di spiegare e informare riguardo ai vantaggi e ai pericoli della rete. Il giovane, consapevole che sia naturale provare eccitazione nell’inviare immagini intime e nel riceverle, deve avere la possibilità di conoscere il viaggio che compirà il suo corpo pixellato, i limiti che comporta, le regole che bisogna rispettare, le moda-
lità con cui verrà trattato il contenuto e quanta privacy verrà mantenuta. Tutto ciò è estremamente necessario. I gruppi di questo genere sono molto diffusi, fenomeni del genere sono sicuramente capitati e potrebbero capitare nella nostra scuola, nelle nostre città, nella nostra provincia. E’ estremamente importante essere educati ad essere padroni del proprio corpo, delle proprie azioni e del personaggio che si è in rete. E’ estremamente importante essere educati al rispetto e non al possesso, a far sentire la propria voce e non a restare zitti, uscendo semplicemente da un gruppo Telegram o non scaricando i contenuti inviati. E’ estremamente importante che anche nelle scuole si inizi a parlare di diritti e di libertà sessuale. E’ estremamente importante sentirsi persone ed essere considerate tali.
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Luca Saracho, 2F
A double standard Secondo la Treccani, l’enciclopedia per eccellenza nel panorama italiano, l’espressione “due pesi e due misure” ha il significato di “comportarsi in modo contraddittorio in circostanze analoghe”, specialmente nel linguaggio politico e giornalistico. Un comportamento certamente deplorevole, che tuttavia viene costantemente applicato da parte di testate giornalistiche che la stragrande maggioranza delle volte possiedono un ben specifico orientamento politico. Con ciò non intendo assolutamente affermare che il doppiopesismo riguardi solamente i media di sinistra: questa attitudine si riscontra bene o male in tutte le fonti d’informazione a prescindere dal loro schieramento. Ciononostante non c’è alcuna ombra di dubbio sul fatto che ‘’President 45’’ (Donald Trump) sia una tra le principali vittime. Negare questo semplice fatto sarebbe negare un’ovvietà. Negare che emittenti televisivi come la CNN e MSNBC, o giornaloni come il Washington Post o il New York Times si lascino facilmente trasportare dalle proprie ideologie nel denigrare l’attuale presidente in carica sarebbe come negare che, ricollegandoci
a fatti di recente cronaca, la brutale morte di George Floyd a Minneapolis non sia stata in alcun modo causata da razzismo. Chi non ha mai sentito dire, almeno una volta nella sua vita, che Trump è un “razzista”, ovviamente senza ulteriori argomenti per supportare questa tesi? Ebbene nell’agosto del 2018, precisamente il 9 di quel mese, un giornalista del <<Washington Post>> di nome Jonathan Capehart pubblicò un articolo intitolato “Sì, Donald Trump, tu sei un razzista”. Si potrebbe pensare allora “Beh, non c’è da stupirsi visto il giornale per cui scrive, storicamente avverso a Trump”. Ed effettivamente si dovrebbe prendere questo titolo, a dir poco sensazionalistico, “with a pinch of salt”, come si dice là negli States: si consideri che tra le “prove” fornite siano presenti frasi notoriamente prese fuori contesto dai suoi brillanti colleghi. Tuttavia è interessante notare come, nell’affrontare l’ultima controversa uscita di Joe Biden, Capehart si sia un po’ troppo sbilanciato nel giudicarlo. Se il lettore fosse all’oscuro di quale fantomatica frase io stia parlando, sono contento di mettere in luce la situa-
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zione. Al termine di una trasmissione tenuta via Skype dal conduttore radiofonico Charlamagne Tha God, con ospite appunto il front runner dei democratici, potremmo dire che Biden si sia lasciato un po’ troppo andare con la confidenza, arrivando ad affermare “Se avete problemi a scegliere se sostenere me o Trump, allora non siete neri”. Un’affermazione che di simpatico ha ben poco. Un’affermazione che rientra perfettamente nella definizione di razzismo: in base al solo criterio della pigmentazione presente nella pelle di un individuo, in base al solo presupposto di essere nero, Biden ha dettato come un individuo di carnagione scura dovrebbe comportarsi, vivere, pensare. In altre parole ha chiaramente detto come una persona afro-americana dovrebbe votare. Biden, con quella frase, ha detto: una persona di colore non può essere conservatrice. Di fronte a questo scempio Capehart non si è però assolutamente scoraggiato nel difenderlo, pubblicando il 22 Maggio un articolo dal titolo: “Su via. Il commento di Biden “you ain’t black” era chiaramente uno scherzo”. Sicuro… Ma l’ipocrisia non termina qui. Assolutamente. Per esempio, mi sapreste dire a quanti portavoce della Casa Bianca sotto il mandato Obama i giornalisti abbiano chiesto di giura-
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re di dire “la verità, tutta la verità e nient’altro che la verità”? La risposta corretta è zero. Mentre a quanti dei portavoce di Trump è stata posta questa richiesta? Ovviamente a tutti. Da Sean Spicer, a Sarah Huckabee-Sanders fino all’odierna Kayleigh McEnany, con l’unica eccezione di Stephanie Grisham, che a differenza dei suoi colleghi non ha mai avuto l’opportunità di tenere un briefing, in quanto Trump in persona, durante quel periodo, si era assunto la responsabilità di confrontarsi con i giornalisti. I liberali potrebbero allora rispondere a questa mia osservazione dicendo che “non ci si può fidare di Trump, è un bugiardo cronico: dunque non ci si può fidare neanche dei suoi portavoce”. Sebbene si possa largamente dibattere tale considerazione, non è su questo che il mio articolo è incentrato. Ciò che mi stupisce è notare come i Dems abbiano deciso di combattere un “bugiardo”, a detta loro, con un bugiardo di dato e di fatto. Sin dalla sua prima campagna elettorale verso la Casa Bianca (ovviamente naufragata miseramente) Sleepy Joe era stato già beccato a mentire. E di tanto. In una sua celeberrima apparizione in New Hampshire in occasione delle primarie fu registrato mentre diceva che ai tempi dell’università era
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lo “studente brillante” del suo corso, che si era guadagnato una piena borsa di studio, che aveva ottenuto tre lauree e che, nella classifica dei risultati degli esami, si era posizionato nella metà superiore della sua classe. Farà piacere al lettore allora sapere che, in realtà, su una classe di ottantacinque studenti lui si fosse posizionato settantaseiesimo, che non si fosse guadagnato una piena borsa di studio ma solamente mezza e che non avesse ottenuto tre lauree bensì una sola. Ma la carrellata di false affermazioni non termina qui. Ci sono video in cui esplicitamente dice di esser stato arrestato insieme a Nelson Mandela per la sua opposizione al sistema di apartheid. Di lui che dice di essersi da subito schierato contro la guerra in Iraq, scatenatasi addietro nei primi anni Duemila. O ancora di lui che afferma che, durante l’amministrazione Obama, gli agenti dell’ICE “non chiudevano le persone in gabbia”, quando questa misura detentiva per individui che avevano tentato di attraversare illegalmente il confine statunitense aveva trovato grande impiego proprio durante il suo mandato. E pensare che questo argomento sarebbe stato cocciutamente proposto contro il Presidente Trump dai suoi avversari di sinistra, che dunque lo avrebbero
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attaccato per un “crimine” messo in atto anche dal loro stesso paladino, Barack Obama ipse. E si potrebbe andare ancora avanti. Ci potremmo addentrare nel controverso dibattito sulla salute mentale dei due aspiranti alla Casa Bianca. Se nel 2017 alcuni giornalisti ritenevano che sarebbe stato necessario rimuovere Donald dall’incarico di presidente per via del suo “evidente stato di deterioramento mentale”, è altamente disdicevole sapere che gli stessi stiano proprio adesso in un silenzio tonante alla luce delle preoccupanti gaffes di Biden. Sono facilmente reperibili nella rete clip in cui quest’ultimo arriva a dimenticarsi che cosa sia la “Costituzione” (descrivendola semplicemente, dopo qualche esitazione, come “… the thing”) o addirittura il nome dello stesso Obama (avendolo chiamato “president… my boss…”). In cui Biden, intrappolatosi da solo con le proprie stesse parole, ha spinto i suoi sostenitori a supportare Trump. In cui, ad una domanda su come si comporterà durante la campagna elettorale, abbia affermato “I’m gonna beat Joe Biden” ovvero “io sconfiggerò Joe Biden”. O ancora di come, trovandosi a Keene, in New Hampshire, pensasse di essere invece in Vermont. E quanti nelle grandi testate giornalistiche si
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sono presi fino ad adesso la briga di affrontare questo preoccupante fatto? Nessuno. Nessuno. E per concludere, vorrei trattare un ultimo argomento: ovvero quello dei saccheggi, e attenzione non proteste, che stanno distruggendo le maggiori città americane. Come il lettore se n’è già potuto avvedere, la mia opinione, allineata con il comune buonsenso, è che George Floyd sia stato assassinato, e infatti il diretto responsabile della tragedia dovrà adesso far fronte all’accusa di omicidio di terzo grado, come giusto che sia. E io, come anche Trump ha espressamente detto, supporto tutte quelle proteste che, pacificamente, si oppongono a tali brutalità razziste (e in questo caso la parola è utilizzata giustamente). Ma le immagini di gente che, dopo aver depredato negozi, da Nike agli Apple stores, da Louis Vuitton a Gucci, si allontanano col il proprio bottino mi hanno fatto provare unicamente un profondo senso di ribrezzo. Come possono queste persone coscientemente lucrare e derubare, definendo i loro crimini come “proteste”, e dire di star compiendo quelle efferate azioni nel ricordo di George Floyd? Come possono queste persone coscientemente infamare il ricordo di un pover’uomo, non provando neanche rimorso
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per le azioni compiute? Una persona a me molto cara diceva “Solo chi non ha dignità non potrà mai vergognarsi”. E tali selvaggi vandali mancano proprio di questo: dignità. E chi più di tutti non possiede dignità? Moltissime celebrità, che in questi ultimi giorni hanno donato al Minnesota Freedom Fund, un ente che ha l’obbiettivo di pagare la cauzione per tutti quei “manifestanti” arrestati durante le “dimostrazioni”: tra di esse il caso più eclatante è quello di Christine Teigen, che ha versato una quota di addirittura 200.000$. Ma tra quelli che hanno sostenuto la causa si distinguono anche tredici esponenti della campagna elettorale dello stesso Biden, individui che in teoria dovrebbero rappresentare i suoi ideali. Ma ovviamente piattaforme come Twitter non si sbilanceranno mai nel censurare quei commenti che inneggiano ad una “guerra razziale”, che sostengono la violenza come “unica soluzione” (letteralmente dall’inglese “violence is the only way”) o di coloro che esortano questi criminali a dare alle fiamme la Trump Tower. No. Twitter è troppo occupato a oscurare un commento del Presidente per “incitamento alla violenza” in cui in verità erano espressi i mezzi con cui lui intende restaurare l’ordine e il ri-
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spetto della legge se queste violenze proseguiranno. Lo stesso Twitter che pochi giorni fa ha allegato ad un post di Trump un link di “fact-check”, sostenuto dai suoi ovvi avversari: CNN & co. Lo stesso Twitter che aveva espresso mesi addietro la propria volontà di non intromettersi in questioni elettorali e di non censurare e correggere le affermazioni dei politici, non intendendo diventare “arbitri di verità” (letteralmente “arbiters of truth”).
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Dunque la disonestà di chi è? Di un uomo che vuole proteggere il proprio paese da quei terroristi che nella notte hanno imbrattato il Lincoln Memorial, da cui nel 1963 era partito lo stesso Martin Luther King per una delle marce più significative nella lotta per l’eguaglianza? Oppure la disonestà è quella intellettuale di chi vuole vedere questo presidente distrutto, “whatever it takes”? Di chi non si pone alcuno scrupolo nell’applicare questo “double standard”?
Sono queste le immagini di una pacifica manifestazione?
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VIII | Giugno 2020 n° 8 Marzo 2018
nome cognome classe
Davide Zampieri, 5D
Il Majo Titolo articolo
La paninara. La puzzaipsusdae nello spogliatoio maschile Pudia es reriatquias dopo la lezione. quatur, es aut la voluptium quiaLa “Apri la finestra, si muore” vs turlotta rehenimusti cum inus dolen“Cosa apri che si gela”. dit, volut liquos simagnis solest La prima vista dell’albero di Natale in fuga. Udae es secatios audae centrale, sulleasscale. nus aut lassù, lautem adipsant ut exernatiis nusae La carta peripsapietusam asciugarsi le mani che comnis sus, sant nei bagniea dei maschi nonipsum c’è mai.que etur apelluptas temporitis La corsa per i postirerit, in fondo i primi eostotatio totat dis que ne as giorni di scuola. et cogestione. aut milit et es est, si dempeLa rovid exceatemqui deliciu ndaLa battaglia a palle di neve contro il eptatur reperibus simus maios Fermi. estrum quisdi sandiciis La mascella Mondani. inim quiaerum acepudae velendel maLa settimana di sospensione. gnam aut offici nullign imust, que La corsa e le botte per prendere ponobit quaes ipsapicae. Untibus. sto in pullman. E mettetene un paio Serunditio. As nus sequia volupiein più, che fuga. scorreApe menode sangue. net ullest natectus, La tesseraeicabore delle fotocopie. tu quidunt dunti Che accus non avevi ma rubavi sempre. dunt auda nonse nestrumenis La volta che in macchina ex prima et autem est,vieni temporepero abereperro scuola. con cones sequam La bidella cheberspel entra (ooo...) e annunque volori iatibusda vocia che domani esce primadel (...olè!). luptas sitatib siusaperia eaquatedistiorum L’alba Isuledda.quibus, omnis dolorentdirerum harum atquo L’alba Isuledda (duedessit volte perché iusam si dem quam, similias ipmerita). sunt etur modipitat L’americana a tennis. aceat facepe et experuntini dolorion coria L’Anna, la Libera, la Enza. volute as il ipsa aditet laut mint. L’andare in segreteria e trovarla semElicabo rempor aut estius repre chiusa. Ma non lavorano mai
questi? L’uscita alle 12 ilverferem sabato. Che casino. peliq uoditin rem cus, L’attesa per l’ultimo giorno di scuola. omniscia excerum ratquas el L’after. Ops. estior aut quoditam iunt volupid L’applauso al termine del volo da e rem voloruptio blabore pudaeper York. ndiae. Ape esequi sim pe rchille Le prove ustinto antincendio. volorib tatusae ribusam velest, officiisi ius, et am facera Le cadute a pattinaggio. pellace arciet aut volore, odiLe assemblee di classe. sit omnis et che anto volorro ipitioLe nevicate, sono sempre un rem sinci nimoditate in plabo. evento. As notti quidpassate qui cuptat debisitibus Le a studiare. vidcolazioni qui ut viducipsam, Le al Civico, allavoloribus, Coop, al ipid et est omnis et minientis eaMoma. rumpartitelle enda volori as derios quiLe a calcetto nelle ore di stiis rernam hillaborum quatur? educazione fisica, i cui gesti tecniIlit, que repudam volor a doluci rimarranno nella storia di questo pis accab ius aut quodic tem sport. lam dolorio int fugiae solorrum Le oreabuche (e le audaesenda delusioni per l’arriestis sit fugit sevo di moluptaspel un supplente).imolect empoquis Le del Poeta che sanno di carrerpizze sperum doluptatas modit aut tone, ma costano poco, quindi sanno omnimpor serovid excerum etur di Cracco. aut dissequae. Aliquia que sitaLe lezioni di vita di Tabacco. fantem es nobisit que officti Che busanno immensi e poi arrivano alla dit giri apercide dus quibus, est enis vela. Sempre. Le finali perse al torneo di calcetto. Le ore alle macchinette. Le attese del pullman sotto la pioggia. Le lamentele delle prof perché non hai portato il libro.
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Argomento Scuola 19 19
VIII | Giugno 2020 n° 8 Marzo 2018
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Le nuove amicizie. Le spallate alle macchinette per far cadere una merendina incastrata. Le Lim che non abbiamo avuto. Pudia ipsusdae es mai reriatquias Le seratees sulla sotto lequiastelquatur, autspiaggia la voluptium le Isuledda, a immaginare mete turdirehenimusti cum inus ledolendegli aerei. liquos simagnis solest dit, volut fuga. Udae es secatios audae Le foto di classe. nus aut lautem as adipsant ut Le magliette. exernatiis Le Majorun. ipsapietusam nusae comnis sus, sant ipsum que Le Historyea Walk. etur apelluptas Le giornate a tema. rerit, temporitis eostotatio totatdopo dis piscina. que ne as Le ore soporifere aut milit et es est,trasicentrale dempeIet passaggi (clandestini) e rovid exceatemqui deliciu ndasuccursale. eptatur reperibus simus maios I guasti ai pullman. estrum quis sandiciis inim quiaI buchi nei muri della succursale. erum acepudae velendel maIgnam viaggi in ascensore perché “Mi sono aut offici nullign imust, que fatto alla caviglia”. nobitmale quaes ipsapicae. Untibus. ISerunditio. brogli elettorali elezioni dei As nusnelle sequia volupierappresentanti diApe classe. net ullest fuga. de natectus, Iquidunt banchi che traballano.dunti accus eicabore Iauda controllori alla fermata (e le soffiate nonse nestrumenis dunt che una fermaex ti etfacevano autem scendere est, temporepero ta prima). con cones sequam bereperro volorilasciati berspel iatibusda voIque microfoni aperti nelle lezioluptas sitatib usaperia del eani a distanza. omnis doIquate 2, i 3 e stiorum i 4, comequibus, schiaffi in faccia. lorent rerum harumindessit atquo Gli sfondi del desktop aula compuiusam si dem quam, similias ipter. etur modipitat aceat faceIlsunt finocchietto sardo della cuoca a pe et experuntini dolorion coria Isuledda. as ilmi ipsa aditet Ilvolute “Prof non sento bene,laut nonmint. posElicabo rempor aut estius reso fare piscina oggi”. Sí, dai.
Il 232 Besana. Il non poter passare gli intervalli fuori. Ilpeliq “Ciaouoditin Loris” nei corridoi. rem cus, verferem Ilomniscia Caffè premium. Che fa ratquas schifo uguaexcerum el le, mavolupid è premium. iunt estior aut quoditam Ilrem freddo delle mattine voloruptio blabored’inverno pudaepe rchille Ape esequi sim quando nonndiae. ti fanno entrare prima volorib delle 8. ustinto tatusae ribusam ius, et am facera Ilvelest, suono officiisi del pianoforte. All’intervalpellace volore, lo, durantearciet le ore aut di lezione, nelodiposit omnis et anto volorro ipitiomeriggio. sinci nimoditate plabo. Ilrem primo banco durante leinverifiche, As quid quivuole cuptat debisitibus dove nessuno mai sedersi. qui ut viducipsam, Ilvid freddo della centrale. voloribus, ipid et est omnis et minientis eaIl freddo della centrale (due volte rum enda volori as derios quiperché cazzo se fa freddo). stiis rernam hillaborum quatur? IlIlit, Majo. que repudam volor a dolupis accab ius aut quodic tem lam dolorio int fugiae solorrum estis a sit fugit audaesenda sequis moluptaspel imolect emporer sperum doluptatas modit aut omnimpor serovid excerum etur aut dissequae. Aliquia que sitatem es nobisit que officti busandit apercide dus quibus, est enis
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n°VIII 8 Marzo 2018 | Giugno 2020
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Chiara D’Ambrogio, 5D
Vivetevelo! Titolo articolo
Risuona ancora nella mia mente quell’ultima campanella, Pudia ipsusdae es reriatquias o forse èescosí che che fosse. quatur, aut la vorrei voluptium quiaMancano pochi giorni tur rehenimusti cum alla inusfine. dolenGiorni che liquos però sembrano, forse dit, volut simagnis osolest sono, ormai da mesi.audae fuga. Udaepassati es secatios Sembrano passati as mesi da quando nus aut lautem adipsant ut exernatiis ipsapietusam ho varcato per l’ultima volta,nusae inconcomnis ea sus, sant ipsum que sapevolmente, la soglia del Majo. etur apelluptas rerit, Ma sembra anche ieri chetemporitis ho iniziato eostotatio totat dis que ne as questo lunghissimo percorso. et milit etancora. es est, si dempeMeaut lo ricordo rovid Me laexceatemqui ricordo ancoradeliciu quella ndapaura eptatur reperibus simus maios del primo giorno, che ti fa tremare le estrum inim quiagambe equis quasisandiciis balbettare. erum acepudae velendel maQuella paura però venne spazzata gnam aut offici nullign imust, que via quasi subito dall’incontro casuanobit quaes ipsapicae. Untibus. le con due ragazze che mi avrebbero Serunditio. As nus sequia volupieaccompagnata questo net ullest fuga.inApe de percorso. natectus, In questi cinque lunghi anni,accus passati quidunt eicabore dunti fra verifiche inglese a sorpresa auda nonsedi nestrumenis dunte biciclette che sarebbero dovute parex et autem est, temporepero tire prima, ho vistocones più voi, sequam compagni bereperro con di classe, i miei stessi genitori. que voloriche berspel iatibusda vo-E, dopo questa quarantena, luptas sitatiblunga usaperia del devo eaquate quibus, omnis dodire chestiorum siete molto più sopportabili lorent di loro.rerum harum dessit atquo iusam si dem quam, mancati. similias ipE mi siete terribilmente sunt modipitat faceMi èetur mancato vedereaceat gli stessi visi pe experuntini dolorion coria ognietgiorno. volute asmancate il ipsa aditet laut Mi sono le ansie, le mint. verifiElicabo rempor aut estius reche condivise con altre 23 persone.
Mi è mancato il caffè, il tè che la prof di filosofia e storia ci portava ogni peliq uoditin verferem rem cus, giorno. omniscia excerum ratquas el Mi èvolupid mancataestior persino la puzza del viiunt aut quoditam cino sull’indimenticabile z231. rem voloruptio blabore pudaeMi rchille sono ndiae. mancatiApe gli interminabili pe esequi sim viaggi inustinto pullmantatusae che ormairibusam si erano volorib velest, officiisi etviaggi am facera trasformati nei ius, primi in macpellace arciet volore, odi- i china e nei primiaut impacci nel dare sit omnisa et anto volorro ipitiopassaggi casa. rem nimoditate plabo. Mi èsinci mancato iniziare in la giornata As quid qui cuptat debisitibus cantando le mie canzoni preferite vid qui ut viducipsam, voloribus, a squarciagola, finire la giornata diipid et est et minientisdieastrutta con omnis la consapevolezza dorum enda volori as derios quivermi alzare alle 5 il giorno seguente stiis rernam hillaborum quatur? a studiare. Ilit, que repudam volor a doluMi è mancato quel sapore di quopis accab ius aut quodic tem tidianità che rendeva speciale ogni lam dolorio int fugiae solorrum giornata. estis a sit fugit audaesenda seQueimoluptaspel piccoli riti che,imolect anche se un po’ quis empomaniacali, staremodit bene. aut rer sperumfacevano doluptatas Mi mancherà la corsa per accaparomnimpor serovid excerum etur rarsidissequae. l’ultimo banco il primo giorno. aut Aliquia que sitaMi mancheranno quei muri,busanquelle tem es nobisit que officti aule, quei suoni. dit apercide dus quibus, est enis Mi mancherà persino il bar della scuola che neppure esiste. Mi mancherete tutti, tutti quanti. Avete contribuito a rendere indimenticabili 5 importantissimi anni della mia vita. Non avrei voluto passare questi ul-
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timi preziosi momenti, la fine della mia adolescenza, la fine del mio percorso a vedere quei visi noti tanto odiati e tanto amati attraverso uno schermo. Siete però es riusciti a rendePudia ipsusdae reriatquias re indimenticabile questa orquatur, es aut la anche voluptium quiaribile fase fra microfoni accidentaltur rehenimusti cum inus dolendit, volut simagnis solest mente rotti eliquos videocamere spente al fuga. Udae es secatios audae momento giusto. nus autstavo lautem as adipsant ut Mentre scrivendo queste paexernatiis ipsapietusam nusae role ho notato come quest’anno al comnis sus, sant ipsum que posto del ea “mi mancherà” è subentraetur apelluptas to un mi è mancato.rerit, Forsetemporitis questo è eostotatio totat dis que neproas stato solo un assaggio di ciò che et aut milit dempeveremo dopo,etdiesciòest, chesi avremmo rovid exceatemqui deliciu ndaprovato allontanandoci da quel liceo eptatur reperibus simus maios che avremmo voluto godere fino alla estrum quis sandiciis inim quiafine. erum acepudae velendel maPerciò voi offici più piccolini sento in gnamaaut nullign mi imust, que dovere di dareipsapicae. alcuni consigli, non nobit quaes Untibus. poi molto attendibili dato volupieche parSerunditio. As nus sequia tono da una maturanda parecchio net ullest fuga. Ape de natectus, stressata: quidunt eicabore dunti accus fate ogninonse attività che potete anche se auda nestrumenis dunt non vi piace, provate! Potreste conoex et autem est, temporepero bereperro cones sequam scere la vostracon futura migliore amica, que volori iatibusda vol’amore dellaberspel vostra vita oppure deluptascosa sitatib usaperia del eacidere fare dopo. quate stiorum quibus, omniscomdoNon disprezzate mai il vostro lorent di rerum dessit atquo pagno bancoharum che potrebbe essere iusam si dem quam, similias ipl’ultima volta che lo vedete. sunt insopportabili, etur modipitat aceat faceSiate fatevi odiare dai pe et experuntini dolorion coria professori ma siate anche in grado di volute as il ipsa aditet laut mint. farvi amare. Elicabo rempor aut estius reStudiate ma non troppo, c’è sempre
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tempo per quello. Comportatevi sempre come se fosse l’ultimo giorno, che poi, potrebbe anche esserlo. Vivetevelo, vivetevelo e vivetevelo peliq uoditin verferem rem cus, anche per me, anche perratquas noi che non omniscia excerum el abbiamo potuto farloaut finoquoditam alla fine. iunt volupid estior
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rem voloruptio blabore pudaepe rchille ndiae. Ape esequi sim volorib ustinto tatusae ribusam velest, officiisi ius, et am facera pellace arciet aut volore, odisit omnis et anto volorro ipitiorem sinci nimoditate in plabo. As quid qui cuptat debisitibus vid qui ut viducipsam, voloribus, ipid et est omnis et minientis earum enda volori as derios quistiis rernam hillaborum quatur? Ilit, que repudam volor a dolupis accab ius aut quodic tem lam dolorio int fugiae solorrum estis a sit fugit audaesenda sequis moluptaspel imolect emporer sperum doluptatas modit aut omnimpor serovid excerum etur aut dissequae. Aliquia que sitatem es nobisit que officti busandit apercide dus quibus, est enis
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Federico Monti, 5cc
Un possesso per sempre Titolo articolo Cari lettori e lettrici di EtCetera,
Pudia reriatquias Iniziandoipsusdae a scrivereesvoglio prometquatur, aut la voluptium quiatervi cheesmi impegnerò a non ractur rehenimusti cum inus dolencontarvi come mi sembri ieri che dit, liquos simagnis solest il mevolut stesso quattordicenne abbia fuga. Udae es secatios audae messo piede per la prima volta in 1c nus aut lautem as adipsant ut e a non utilizzare le solite frasi fatte exernatiis ipsapietusam nusae trite e ritrite, ma suvvia, sto scrivencomnis ea sus, sant ipsum que do per l’ultimo numero di EtCetera etur apelluptas rerit, temporitis che uscirà durante mia preseneostotatio totat disla que ne as za al Majo, per cui se me ne scappa et aut milit et es est, si dempequalcuna, concedetemela, se la uso rovid exceatemqui deliciu ndaè perché lo penso davvero. eptatur reperibus simus maios Ma veniamo al dunque…non direi estrum quis sandiciis inim quiatutta laacepudae verità se dicessi che non ho erum velendel maaspettato la imust, fine di que quegnam autmolte officivolte nullign nobit quaes ipsapicae. Untibus. sto percorso, soprattutto in quelle Serunditio. As di nus sequia lunghe serate studio chevolupiefinivano net ullesttroppo fuga. Ape natectus, sempre tardi;de però sapevo quidunt dunti accus anche cheeicabore la vita al Majo mi sarebbe auda nonse nestrumenis dunt mancata, ed effettivamente è così, in ex et autem est, temporepero questi giorni c’è anche la nostalgia bereperro con sequam per quello che stocones lasciando, ma mi que volori berspel iatibusda voconsolo pensando che tutte le perluptas sitatib usaperia del easone che ho incontrato, i momenti quate stiorum quibus, omnis doche ho vissuto con loro, e il bello che lorent rerum harum dessit atquo ho conosciuto resteranno sempre iusam si dem quam, similias ipuna parte di me. Del resto se,facecome sunt etur modipitat aceat diceva l’amato (tranne quando era pe et experuntini dolorion coria da tradurre, lì proprio non si faceva volute as il ipsa aditet laut mint. amare perrempor niente) Tucidide, la storia Elicabo aut estius re-
è un possesso per sempre, perché
peliq uoditin verferem remlacus, non dovrebbe esserlo anche mia omniscia excerum ratquas el storia al Majo? iunt volupid estior quoditam Mi ricorderò sempreaut i giorni comurem voloruptio blabore pudaeni con le ore che passavo in classe, pe ndiae. in Ape esequi sim conrchille gli intervalli corridoio, con volorib ustinto tatusae ribusam quei momenti dal sapore tutto loro velest, officiisi ius, et am facera prima delle interrogazioni, ma anche pellace arciet aut volore, odii giorni speciali, le Majorun, i primi sit omnis et anto volorro ipitiogiornisinci di scuola, gli ultimi,in e plabo. sopratrem nimoditate tutto questo giorno di liceo in As quid quiultimo cuptat debisitibus cui non saremo nemmeno a scuola vid qui ut viducipsam, voloribus, e che, lo confermeranno i mieieacolipid eteest omnis et minientis leghi enda maturandi, lascia fastidioso rum volori as un derios quisensorernam di incompletezza, se a stiis hillaborumcome quatur? questi anni mancassevolor la parte Ilit, que repudam a finale, dolupis accab iusaspetti aut quodic tem quella per certi più importanlam te. dolorio int fugiae solorrum estis a isitricordi fugit diaudaesenda seMa fra questi anni come quis moluptaspel potrei dimenticare imolect Isuledda?empoIsuledrer sperum doluptatas modit aut da che ho avuto la fortuna di vedere omnimpor per ben dueserovid volte (inexcerum terza col etur proaut dissequae. Aliquia que sitagetto vela e quest’anno con il Sealab) tem nobisit quevolte officti e cheesper ben due mi busanha fatto dit apercide dus quibus, est enis
conoscere, o riconoscere sotto una luce diversa da quella delle aule di scuola, davvero tante persone, compagni e professori, e dove ho potuto partecipare a esperienze che valeva davvero la pena fare. Detto questo torno a studiare per-
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ché, eh sì, tra le altre cose a cui sto pensando in questi giorni e di cui non mi dimenticherò mai c’è anche la maturità, e chissà cosa mi resterà Pudia es pezzo reriatquias anche diipsusdae quest’ultimo della quatur, es aut la voluptium quiamia esperienza al Majo… tur rehenimusti cum inus dolenAd maiora
dit, volut liquos simagnis solest fuga. Udae es secatios audae nus aut lautem as adipsant ut exernatiis ipsapietusam nusae comnis ea sus, sant ipsum que etur apelluptas rerit, temporitis eostotatio totat dis que ne as et aut milit et es est, si demperovid exceatemqui deliciu ndaeptatur reperibus simus maios estrum quis sandiciis inim quiaerum acepudae velendel magnam aut offici nullign imust, que nobit quaes ipsapicae. Untibus. Serunditio. As nus sequia volupienet ullest fuga. Ape de natectus, quidunt eicabore dunti accus auda nonse nestrumenis dunt ex et autem est, temporepero bereperro con cones sequam que volori berspel iatibusda voluptas sitatib usaperia del eaquate stiorum quibus, omnis dolorent rerum harum dessit atquo iusam si dem quam, similias ipsunt etur modipitat aceat facepe et experuntini dolorion coria volute as il ipsa aditet laut mint. Elicabo rempor aut estius re-
peliq uoditin verferem rem cus, omniscia excerum ratquas el iunt volupid estior aut quoditam rem voloruptio blabore pudaepe rchille ndiae. Ape esequi sim volorib ustinto tatusae ribusam velest, officiisi ius, et am facera pellace arciet aut volore, odisit omnis et anto volorro ipitiorem sinci nimoditate in plabo. As quid qui cuptat debisitibus vid qui ut viducipsam, voloribus, ipid et est omnis et minientis earum enda volori as derios quistiis rernam hillaborum quatur? Ilit, que repudam volor a dolupis accab ius aut quodic tem lam dolorio int fugiae solorrum estis a sit fugit audaesenda sequis moluptaspel imolect emporer sperum doluptatas modit aut omnimpor serovid excerum etur aut dissequae. Aliquia que sitatem es nobisit que officti busandit apercide dus quibus, est enis
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Andrea Scuratti, 4cc
Ettore e Farinata, tra i Titolo articolo giusti senza tempo
Pudia ipsusdae es reriatquias Molte volte, leggendo un libro, diquatur, es aut la voluptium quiavidiamo i personaggi due dolencategotur rehenimusti cumininus rie: ivolut buoni,liquos coloro simagnis che stannosolest dalla dit, parte del protagonista, e iaudae cattivi, fuga. Udae es secatios coloro che, al contrario, non stanno nus aut lautem as adipsant ut dalla sua parte. Tendiamo ad nusae odiare exernatiis ipsapietusam i secondi ea o comunque provareque una comnis sus, santa ipsum etur apelluptasneirerit, temporitis forte avversione loro confronti: si eostotatio dis regge que su nedias oppongono atotat colui che sé et autdella militstoria, et esdannazione! est, si dempeil peso Cosa rovid exceatemqui deliciu dovremmo fare?! Sperare che ndamuoeptatur reperibus simus maios ia o fallisca così che la storia finisca? estrum quis losandiciis quiaQuesto non si augurainim nemmeno erum acepudae velendel al più brutto dei libri! Però nonmariugnam aut offici nullign imust, que sciamo a non parteggiare per Achille nobit quaes ipsapicae. Untibus. “piè-veloce” o per l’amico Patroclo; Serunditio. As nus sequia volupienon riusciamo a non giudicare chiunnet ullest fuga. Ape de natectus, que insieme a Dante e ad augurare, quidunt eicabore dunti accus sempre nonse insieme nestrumenis a lui, cecità a chiunauda dunt queetprovi impulsi Beatrice ex autem est,quando temporepero passa per Firenze. bereperro con cones sequam La storia la berspel scrivono iatibusda i vincitori, vono? que volori Ma molte volte anche i vincitori non luptas sitatib usaperia del eapossonostiorum fare altro che notare sotquate quibus, omnise dotolineare la virtù dei loro nemici (un lorent rerum harum dessit atquo iusam si dem quam,con similias ippo’ come fece Cesare Vercingesunt etur torige, ma modipitat Cesare se laaceat tirava, facee non pe et experuntini coria poco). Voglio allora dolorion portare alla vovolute as il ipsa aditet laut mint. stra attenzione, accaniti lettori di Elicabo rempor estius “catreEtCetera, le storie diaut due grandi
peliq uoditin verferem rem cus, tivi” della letteratura, giusti, omniscia excerum uomini ratquas el senza tempo: Ettore e Farinata. iunt volupid estior aut quoditam Ettorevoloruptio è il cattivo di turno, no? È l’ulrem blabore pudaetimorchille grandendiae. nemicoApe del prode pe esequiAchilsim le, “protagonista” dell’opera. Ma è volorib ustinto tatusae ribusam davveroofficiisi così? Laius, risposta è una sola: velest, et am facera no. Ettore,arciet elmo abbagliante, più pellace aut volore,è ilodisit omnis et anto ipitiobuono dei buoni. Nonvolorro solo è uno dei rem sincipiùnimoditate plabo. guerrieri valorosi, se innon il più As quid ma quiè anche cuptat valoroso, un debisitibus dolce padre vid ut viducipsam, voloribus, e unqui ottimo marito (e inoltre lui non ipid et est omnis et minientis eala voleva neanche la guerra, aveva rum volorilaasrestituzione derios quiinfattienda consigliato di stiis rernam hillaborum quatur? Elena al marito). In Grecia già nel V Ilit, quea.C. repudam a dolusecolo le donne volor era considerapis accab ius aut quodic tem te delle “macchine da riproduzione lam dolorio int fugiae solorrum e da lavorazione di tessuti al telaio”, estis a sit fugit audaesenda sefiguriamoci come potevano essere quis moluptaspel imolect empoconsiderate otto secoli prima... ma rer sperum doluptatas modit aut per Ettore non era excerum così: avevaetur un omnimpor serovid grandissimo rispetto per laque moglie aut dissequae. Aliquia sita-e ascoltava sempre i suoi buoni contem es nobisit que officti busansigli:apercide non l’ascoltò, però, quando gli dit dus quibus, est enis
chiese di non scontrarsi con Achille; la sua risposta fu: «Ma non fia per questo/ che da codardo io cada: periremo, / ma gloriosi, e alle future genti/ qualche bel fatto porterà il mio nome. » (Iliade, XXII, 304-305; trad. V. Monti) E poi baciò la moglie
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Letteratura Argomento 25
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e sollevò il piccolo Astianatte in aria, che però si spaventò per l’elmo del padre e pianse (se a questo punto della storia i vostri occhi non si sono Pudia ipsusdae es reriatquias trasformati in cascate, allora state quatur, es aut la voluptium mentendo: lo so benissimo).quiaEttotur rehenimusti cum inus dolenre divenne poi l’eroe degli eroi neldit, volut liquos simagnis solest la letteratura successiva, per tutto il fuga. Udae es secatios audae medioevo arrivando anche a Foscolo nus aut lautem as adipsant ut che lo cita come esempio di patriotexernatiis ipsapietusam nusae tismo all’interno suoipsum Carmeque dei comnis ea sus, del sant Sepolcri: «E tu onore di pianti, Ettoetur apelluptas rerit, temporitis re, avrai, / ove fia santo e lagrimato eostotatio totat dis que ne as il sangue/ per la patria versato, e finet aut milit et es est, si dempeché il Sole/ risplenderàdeliciu su le sciagurovid exceatemqui ndare umane»reperibus (Ugo Foscolo, Deimaios sepoleptatur simus cri, vv. 291-294). Quest’uomo fu un estrum quis sandiciis inim quiaerum mito, inacepudae tutti i sensi. velendel magnam nullign imust, degli que E poi aut c’è offici Farinata, Farinata nobit Untibus. Uberti,quaes nobile ipsapicae. fiorentino che inconSerunditio. As nus sequia volupietriamo nel canto X tra gli eretici epinet ullest fuga. Ape de natectus, curei; ma chi era quest’uomo? Nato quidunt eicabore dunti a Firenze intorno al 1212 è unaccus nobile auda nonse nestrumenis dunt appartenente alla fazione ghibellina, ex et autem est, temporepero sostenitore dell’imperatore e arcinebereperro con cones sequam mico dei guelfi e, dunque, di Dante que volori berspel iatibusda vo(anche se lui è un guelfo bianco e luptas sitatib usaperia del eanel De monarchia egli fa intendere quate stiorum quibus, omnis doquantorerum lui voglia il ritorno dell’impelorent harum dessit atquo ratore). Esiliato dalla città nel 1251, si iusam si dem quam, similias iprifugiò a Siena nel 1258. Egli poi consunt etur modipitat aceat facetribuì alladolorion vittoria senese pe etfortemente experuntini coria nella battaglia di aditet Montaperti del 4 volute as il ipsa laut mint. settembrerempor del 1260,aut quando Elicabo estiusFirenre-
ze fu sconfitta. Nella dieta di Empoli quando tutti i Pisani e i Senesi erano favorevoli alla distruzione della città di Firenze, lui invece fu contrario per peliq uoditin rempatria. cus, il grande amoreverferem della propria omniscia excerum ratquas el Anche se Dante vorrebbe insultarlo iunt aut(equoditam nellavolupid maniera estior peggiore fidatevi di rem voloruptio blabore pudaeme, Dante sarebbe riuscito a scrivepe rchille ndiae. Ape esequi sim re cento terzine d’insulti senza mai volorib ustinto tatusae ribusam ricorrere a una parolaccia), Virgilio velest, officiisi ius, et am facera lo esorta ad usareaut un linguaggio alto, pellace arciet volore, odielegante giusto suoi confronsit omnise et antoneivolorro ipitioti: è un nobile, dopotutto.inLoplabo. stesso rem sinci nimoditate Dante nonqui ha problemi con il comAs quid cuptat debisitibus portamento in vita di Farinata, egli vid qui ut viducipsam, voloribus, infattietebbe sempreet a cuore il destino ipid est omnis minientis eadella enda patria; volori lo gettaas all’inferno solo rum derios quistiis rernam hillaborum quatur? perché non credeva nell’immortalità Ilit, que repudam dell’anima andando volor controaladoludotpis iusma aut quodic trinaaccab cattolica, suvvia, non tem tutti lam dolorio intperfetti! fugiae solorrum possiamo essere estis sit fugit dunque audaesenda seCosa a accomuna questi due quis moluptaspel uomini? Il senso di imolect giustizia eempol’amorer sperum doluptatas modit aut re per la patria e il loro non essere omnimpor serovid excerum etur superbi, avendo a cuore il destino alaut dissequae. Aliquia que sitatrui (ovviamente non mentre dovetem es nobisit que officti busanvano pararsi dai fendenti altrui). Che dit apercide dus quibus, est enis allora essi - e questo è ciò che auspico - possano essere tratti ad esempio per molti oggi per la loro virtù. Come disse Cicerone nelle Filippiche: “La vita dei morti è nel ricordo dei vivi “.
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Attualità Indice 26
VIII8|Marzo Giugno2018 2020 n°
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Tommaso Comi, 4cc
La base della democrazia Titolo articolo
Siamo nati nella democrazia, eppure molti sanno cosaessiareriatquias veramente Pudianon ipsusdae oquatur, quantoessiaaut importante. Su cosa è la voluptium quiacostruita la democrazia? Non dolensul potur rehenimusti cum inus polo, non sulle istituzioni, non sui podit, volut liquos simagnis solest litici, tantomeno sull’economia. Il fuga.néUdae es secatios audae vero alfabeto della as democrazia, nus aut lautem adipsantche ut exernatiis nusae ne fonda le ipsapietusam basi e le colonne porcomnis ea sus, sant ipsum que tanti, è l’informazione. Ovunque ci etur apelluptas rerit, temporitis sia un’informazione limpida, il meno eostotatio totat dis c’è que ne as possibile rimaneggiata, coscienza et aut milit et esmezzi est, siè dempepolitica. Con quali possibile rovid exceatemqui deliciu ndaricercare una corretta informazione? eptatur reperibus simusRicordiamaios L’istruzione e l’educazione. estrum sandiciis moci chequis i politici, di cui inim tantoquiaci laerum acepudae velendel mamentiamo, sono semplicemente lo gnam aut offici nullign imust, que specchio della società. Noi ne elegnobit quaes ipsapicae. Untibus. giamo uno piuttosto che un altro, vaSerunditio. As nus sequia volupielorizziamo certe Ape notizie di altre, net ullest fuga. depiù natectus, individuiamo determinate quidunt eicabore dunti priorità. accus Se le cose poi non funzionano, priauda nonse nestrumenis dunt ma che dare colpa ai poliex ancora et autem est, la temporepero tici, burattinicon della cones pancia popolare, bereperro sequam ammettiamo che, dietro gli scandali, que volori berspel iatibusda vodietro bugie, leusaperia intolleranze, erluptaslesitatib delglieaquate stiorum quibus, dorori, in fin dei conti non ceomnis n’è fregato harum dessit atquo elorent non cererum ne frega niente. Finché non iusam si dem ipricerchiamo unaquam, correttasimilias informasunt etur modipitat aceatdifacezione permettiamo ai politici strupe et experuntini dolorionincoria mentalizzarla e di prenderci giro. volute as il ipsa aditet laut mint. Finchè non fondiamo la nostra coElicabopolitica rempor autsolidi estius rescienza su ideali e non li malleiamo attraverso l’educazione e
una solida informazione, consentiamo ai politici cavalcare l’onda del peliq uoditindiverferem rem cus, populismo, dire tutto eratquas il contrario omniscia di excerum el di tutto, o peggio ancora, di restare iunt volupid estior aut quoditam nella palude dell’indifferenza rem putrida voloruptio blabore pudaesenza esporsi per non pe rchille ndiae. Apeperdere esequiconsim sensi invece che basare le campagne volorib ustinto tatusae ribusam velest, officiisi ius, et am elettorali su programmi, ideefacera e conpellacereali, arciet aut volore, Solo odivinzioni solide e concrete. sit omnis et anto ipitioquando capiremo chevolorro la democrazia sinci si nimoditate in informaplabo. erem la politica fondano sulle As quid cuptat debisitibus zioni e nonqui si devono servire di quevid qui ut viducipsam, voloribus, ste per i propri interessi (quali essi ipid et estho omnis etcapito, minientis easiano non ancora a voi la rum enda volori as derios quirisoluzione del dilemma), sconfiggestiis rernam hillaborum quatur? remo la degenerazione della fiducia Ilit, que repudam volor a dolupolitica, il populismo e l’indifferenza. pis accab ius aut quodic tem Ilam fatti sono importantissimi; il dibattidolorio int fugiae solorrum to politico dovrebbe costruire susedi estis a sitsifugit audaesenda essi che sianoimolect strumentalizzati quissenza moluptaspel empoper ottenere una fetta di elettorato. rer sperum doluptatas modit aut Iomnimpor veri politici serovid dovrebbero battersietur per excerum ciò cui credono,Aliquia non plasmare le autindissequae. que sitaloro base all’idea pretem promesse es nobisitinque officti busandominante deldus periodo o stare zitti dit apercide quibus, est enis perchè un certo argomento è eccessivamente delicato e rischioso per prendere posizione. Il cambiamento deve partire da noi! I politici rimangono lo specchio della società, e se le priorità e gli interessi della società cambiano, beh, cambieranno anche loro.
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Attualità Argomento 27
VIII8| Marzo Giugno2018 2020 n°
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Jacopo Palazzolo, 1C
La difficile Titolosituazione articololibica
Mentre in Europa e nel resto del mondo ipsusdae infuria la guerra contro il Pudia es reriatquias coronavirus, in la Libia continuaquiauna quatur, es aut voluptium guerra che dura cum ormaiinus da dolen5 anni. tur rehenimusti Questa guerra contrapposte dit, volut liquosvede simagnis solest tutte leUdae miliziees e lesecatios tribù libiche che fuga. audae si combattono formando fragili alnus aut lautem as adipsant ut exernatiis ipsapietusam nusae leanze per motivi etnici, religiosi, di comnis sus, sant per ipsum que territorioea e ovviamente interessi etur apelluptas economici. Infatti larerit, Libia temporitis è un paese eostotatio dis que ne as ricchissimo ditotat petrolio. et et es est, dempeLe aut due milit formazioni più siimportanti rovid exceatemqui deliciu ndasono: quella del Governo di accordo eptatur simus che maios Nazionalereperibus con sede a Tripoli conestrum quis sandiciis inim quiatrolla la parte a Nord-Est del territoerum acepudae velendel mario e il governo di Tobruk presieduto gnam aut offici nullign imust, que dalla Camera dei Rappresentanti e nobit quaes ipsapicae. Untibus. Guidato dal generale Haftar che conSerunditio. As nus sequia volupietrollaullest la quasi totalità delnatectus, Paese annet fuga. Ape de che se molte aree libiche sonoaccus abitaquidunt eicabore dunti te da tribù nomadi o completamente auda nonse nestrumenis dunt disabitate quindi difficili da ex et autem est,molto temporepero controllare. La guerra continua anbereperro con cones sequam che oggi l’epidemiavodi que volorinonostante berspel iatibusda Covid-19. Qualche settimana fa sono luptas sitatib usaperia del eaquate quibus, doriprese stiorum le ostilità dopo omnis una fragile lorent tregua.rerum harum dessit atquo iusam si dem quam, similiasè ipAlla ripresa dei combattimenti sesunt etur modipitat aceat faceguito un evento ancora più imporpe etcioè experuntini coria tante la presa deidolorion pieni poteri da volute as il ipsa aditet laut mint. parte del generale Haftar che semElicabo estius rebra voglia rempor imitare il aut suo predecesso-
re Mu’ammar Gheddafi ex dittatore del paese. Questa guerra rem potrebbe peliq uoditin verferem cus, sembrarci lontana e senza conseomniscia excerum ratquas el guenze sul nostro ma non è iunt volupid estiorPaese aut quoditam affattovoloruptio così. Le coste libichepudaedistano rem blabore solamente 500 km Ape dalla esequi Sicilia; lasim Lipe rchille ndiae. bia è anche uno dei maggioriribusam fornitovolorib ustinto tatusae velest, officiisi et am facera ri di petrolio perius, l’Italia. pellace volore, odiLa guerraarciet libica èaut anche teatro di sit omnis et anto volorro scontri tra paesi stranieri. Sonoipitiomolte rem sincieuropee nimoditate le nazioni e non in cheplabo. hanno As quid qui cuptat debisitibus deciso di prendere parte al conflitto vid ut di viducipsam, con qui l’invio armi, denarovoloribus, o addiritipid et est omnis et minientis tura intervenendo militarmente eaper rum enda volori as derios quiavere posizioni privilegiate nell’amstiis rernam hillaborum quatur? bito del commercio petrolifero. Ilit, que repudam volor a doluL’esercito del generale Haftar è appis accab ius aut quodic tem poggiato da Russia, Arabia Saudita, lam dolorio int fugiae solorrum Egitto,a Ciad, Francia, Algeria e Stati estis sit fugit audaesenda seUniti;moluptaspel quello del presidente quis imolectAl-Serraj empoè sostenuto da Turchia, Regno rer sperum doluptatas modit Uniaut to, Unione serovid Europea,excerum ONU e dall’Iomnimpor etur talia.dissequae. La guerra èAliquia iniziataque nel 2014 aut sitaa seguito della deposizione del dittem es nobisit que officti busantatore Gheddafi nelquibus, 2012 e est allaenis fordit apercide dus mazione di due governi contrapposti a inizio 2014, uno a Tripoli e uno a Tobruk. Nel 2015 vista la situazione di confusione fa la sua apparizione l’ISIS che affiancata dalle numerose milizie islamiste libiche ha condotto una guerra contro entrambi gli schie-
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Attualità Indice 28
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Titolo articolo
ramenti ma è stata definitivamente sconfitta ed eliminata dalla Libia nel 2017. Da quel momento le forze del generale Haftar sono avanzate verso Pudia ipsusdae es reriatquias Tripoli che è stata messa sotto asquatur, es aut la voluptium sedio nel 2019, ma sono statequiamotur rehenimusti cum inus dolenmentaneamente respinte anche se dit, volut liquos simagnis solest di poco. La situazione libica ha anche fuga. Udae es secatios audae un forte impatto sull’immigrazione nus aut lautem as adipsant ut in Italia infatti è da li che partono in exernatiis ipsapietusam nusae barconi che il canale di comnis ea attraversano sus, sant ipsum que Sicilia apelluptas per arrivare in Italia.temporitis etur rerit, Gli appelli per una dis tregua eostotatio totat quesono ne nuas merosi e i cessate il fuoco spesso et aut milit et es est, si dempenon sono rispettati deliciu da entrambe rovid exceatemqui ndale parti. I reperibus tentativi di simus una risoluzioeptatur maios estrum quisdel sandiciis ne pacifica conflittoinim sonoquiastati erum acepudae velendel molteplici come l’incontro tra imaleagnam offici nullign der deiaut 2 schieramenti a imust, Mosca que il 13 nobit quaes ipsapicae. Untibus. gennaio 2020. La situazione libica è Serunditio. As nus asequia molto complicata causa volupiedella rinet ullest fuga. Ape de natectus, valità di tipo etnico e religioso delle quidunt eicabore numerosissime tribù, dunti milizieaccus e dei auda nonse nestrumenis dunt vari gruppi armati che costituiscono ex et autem est, temporepero la popolazione della regione. Haftar bereperro con cones sequam sembra essere il nuovo uomo forte que volori berspel iatibusda vodella Libia volto a diventare il nuovo luptas sitatib usaperia del eadittatorestiorum come fece Gheddafi quate quibus, omnisprima dodi lui. Quando Haftar ha occupato lorent rerum harum dessit atquo la città sidi dem Sirte ilquam, 4 Gennaio 2020ip-è iusam similias stato etur accolto con bandiere Libiche sunt modipitat aceat face-e immagini dell’ex dittatore. Infatti pe et experuntini dolorion coriail consenso Haftar continua crevolute asper il ipsa aditet laut amint. scere poiché la popolazione vuolereun Elicabo rempor aut estius uomo forte che ristabilisca l’ordine.
Questa orribile guerra ha portato a 5871 morti tra 2014 e 2016 oltre a migliaia di feriti e sfollati riducendo uno dei paesi più ricchi del Nord peliq cus, Africa uoditin a uno deiverferem più poverirem e pericoomniscia excerum el losi del mondo. Questa ratquas guerra poco iunt volupid estior aut quoditam conosciuta si sta rivelando una delle rem voloruptio blabore pudaepiù lunghe e sanguinose degli ultimi pe rchille ndiae. Ape esequi sim anni. volorib ustinto tatusae ribusam velest, officiisi ius, et am facera pellace arciet aut volore, odisit omnis et anto volorro ipitiorem sinci nimoditate in plabo. As quid qui cuptat debisitibus vid qui ut viducipsam, voloribus, ipid et est omnis et minientis earum enda volori as derios quistiis rernam hillaborum quatur? Ilit, que repudam volor a dolupis accab ius aut quodic tem lam dolorio int fugiae solorrum estis a sit fugit audaesenda sequis moluptaspel imolect emporer sperum doluptatas modit aut omnimpor serovid excerum etur aut dissequae. Aliquia que sitatem es nobisit que officti busandit apercide dus quibus, est enis
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Musica Argomento 29
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Matteo Bontempo, 2H
Il rap ai tempi del Covid-19 Titolo articolo
Durante la fase uno, in cui siamo stati tutti in casa, sui social sono spoPudia ipsusdae es reriatquias polate svariate challenge di tutti i quatur, es aut la voluptium quiatipi. Una fra tante quella del “Covid tur rehenimusti cum inus dolenfreestyle” consiste appunto nel dit, volutche liquos simagnis solest cimentarsi nellaesperformance di un fuga. Udae secatios audae brano chelautem tratta i temi del Coronanus aut as adipsant ut virus, della quarantena e delle maexernatiis ipsapietusam nusae scherine. In questo modoipsum tutti hanno comnis ea sus, sant que avuto modo di mostrare le proprie etur apelluptas rerit, temporitis “doti” da rapper… Onestamente in eostotatio totat dis que ne as molti casimilit nonet è stata una sicosa molto et aut es est, demperovid exceatemqui deliciu ndapositiva. Si è potuto infatti assisteeptatur reperibus maios re alla diffusione versosimus centinaia di estrum di quis sandiciis inim molto quiapersone materiale musicale erum acepudae velendel scadente grazie ai molti followermache gnam aut abbiamo offici nullign imust, que noi ragazzi su Instagram. Il nobit quaes ipsapicae. Untibus. contenuto non merita tale visibilità, Serunditio. nus giunge sequiaalle volupiema grazie ai As social orecnet ullest fuga. Ape de natectus, chie di molte persone. Non è assoquidunt eicabore dunti accus lutamente sbagliato che chi vuole auda nonse nestrumenis dunt mettersi in gioco con il rap lo faccia, ex et autem est, temporepero èbereperro anzi importantissimo chesequam giovani con cones vogliosi di farberspel sentire iatibusda la propria muque volori vosica possano condividerla, ma così il luptas sitatib usaperia del eafreestyle diventaquibus, qualcosaomnis fatto solo quate stiorum doperchè va di moda, e non perchè è lorent rerum harum dessit atquo qualcosa ci piace faresimilias o perchè iusam si che dem quam, ipabbiamo messaggioaceat da diffondesunt eturunmodipitat facere. pe et experuntini dolorion coria il ipsadiaditet lautil fenomint. Ilvolute rischioas è quello accelerare Elicabo rempor del autriempimento estius remeno già presente della scena di “trapper da due soldi”
che purtroppo tolgono spazio ad artisti molto più talentuosi. Dopo quepeliq uoditin verferem rem cus, sta frase spero di non passare per omniscia excerum ratquas el il nonnetto “old school” che schifa iunt volupid estior aut quoditam completamente “new wave” come rem voloruptiola blabore pudaevengo etichettato volte. Per pe rchille ndiae. alcune Ape esequi sim capire punto di vista ribusam bisogna voloribil mio ustinto tatusae fare un salto nel ius, lontano 1996, anno velest, officiisi et am facera in cui il buon vecchio pellace arciet autEminem volore,lanciò odiilsitsuo primoetalbum: omnis antoInfinite. volorroInfinite, ipitiooggi apprezzatoindaiplabo. fan di rem parecchio sinci nimoditate Marshall, fu undebisitibus completo As quid all’epoca qui cuptat vid qui ut fu viducipsam, voloribus, fallimento: venduto usando il coipid et est omnis et minientis eafano dell’auto del rapper come banrum enda volori derios quicarella e a detta delloas stesso Eminem stiis rernam quatur? vendette “forsehillaborum 70 copie”. Ecco fatto que repudam volordelle a doluilIlit, confronto: da una parte tracpis accab ius aut quodic tem ce scadenti che vengono ascoltate lam doloriodi int fugiae solorrum da centinaia persone, dall’altra un estis a sit fugit audaesenda sebuon album che vendette pochissiquis moluptaspel imolect empome copie. Detto questo, non voglio rer sperum doluptatas modit aut essere polemico, ma solo far rifletomnimpor serovid excerum etur tere potenzaAliquia di diffusione che aut sulla dissequae. que sitaInternet suque quanto abbia facilitem es offre, nobisit officti busantato la diffusione contenuti dit apercide dusdiquibus, estmusienis cali al di là dell’effettiva qualità e su come i metodi di distribuzione siano cambiati negli anni. Canzone consigliata: Quelli che ami - Laioung (sviluppata dalla base del suo freestyle a Radio 105, tratta i temi del Coronavirus e della quarantena)
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Musica Indice 30
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Daniele Riso, 3cc
IlTitolo viaggioarticolo della vita raccontato da Emis Killa
Pudia ipsusdae es libro reriatquias Di recente ho letto un dal titoquatur, es aut la voluptium quialo “Bus 323 viaggio di sola andata”. tur rehenimusti cum inus Killa, dolenAutore del romanzo è Emis un dit, volut liquos simagnis solest rapper entrato nella scena hip-hop fuga. Udae esdisecatios ormai da un po’ anni, che audae tutti voi nus aut lautem as adipsant ut conoscerete. Il testo racconta, come exernatiis ipsapietusam nusae si può intuire dal titolo, di un viaggio, comnis ea sus, sant ipsum que un viaggio alla ricerca di sé stessi, etur apelluptas rerit, temporitis delle proprie passioni e del proprio eostotatio totat dis que ne as posto mondo, la sua et autnel milit et es che est, trova si dempeorigineexceatemqui nel giorno in cui il cantante, rovid deliciu ndaquattordicenne, scopre un genere eptatur reperibus simus maios musicalequis che sandiciis prima noninim aveva mai estrum quiaavuto l’occasione di conoscere: rap. erum acepudae velendel ilmaSente per primanullign volta questa gnam autlaoffici imust, tipoque logia diquaes musicaipsapicae. da un amicoUntibus. e subito nobit Serunditio. As nusDasequia volupiese ne innamora. quel momento net fuga. Ape de natectus, nellaullest sua testa continuano a scorrere quidunt eicabore dunti accus frasi in rima che sottraggono spazio auda nonse nestrumenis dunt ai cattivi pensieri e ai malesseri da ex et autem cui era afflitto eest, così temporepero il giovane Emis bereperro con cones sequam inizia a desiderare che le rime lo acque volori berspel iatibusda vocompagnino per tutta la vita. Fa nuoluptas sitatib ed usaperia del eave conoscenze entra sempre di quate stiorum quibus, omnis dopiù nel mondo del rap e, in particolorent rerum harum dessit atquo lare, del freestyle. Incomincia quindi iusam si dem quam, similias ipa frequentare nuovi ambienti e ad sunt etur modipitat aceat faceallontanarsi da casa dolorion sua. Dopocoria essepe et experuntini re statoas a Desio, giornolaut decide di volute il ipsaun aditet mint. prendere un autobus, il bus 323, eredi Elicabo rempor aut estius
recarsi a Milano: è questo il più gran-
peliq uoditin verferem rem de punto di svolta di tutta la sua cus, vita. omniscia excerum ratquas el A Milano infatti il giovane rapper ha iunt volupiddiestior aut quoditam la possibilità perfezionarsi sempre rem voloruptio blabore pudaedi più nel freestyle, arrivando a vinpe ndiae. Ape esequi sim cererchille nel 2007 un importante concorvolorib ustinto tatusae ribusam so di quest’ultimo. Da questo movelest, officiisi ius, et am facera mento Emiliano capirà di voler fare pellace arciet aut volore, odidella musica il proprio lavoro e si desit omnis et anto volorro ipitiodicherà allo scrivere testi, arrivando rem sinci nimoditate in plabo. a firmare un contratto con As quid nel qui2008 cuptat debisitibus la Blocco Recordz, un’etichetta discovid qui ut viducipsam, voloribus, grafica poi nel 2011 ipid et indipendente, est omnis et eminientis eaun nuovo contratto casa rum enda volori con as un’altra derios quidiscografica, Carosello quatur? Records, stiis rernam la hillaborum e a que pubblicare il suo volor primo aalbum Ilit, repudam dolu-il gennaio dell’anno successivo, pis accab ius aut quodicriscuotem lam int l’enorme fugiae solorrum tendodolorio pian piano successo estis sit fugit audaesenda che loacontraddistingue tutt’ora. sequis moluptaspel imolect empoRisulta però spontaneo domandarsi rer sperum doluptatas modit aut come sia stato possibile che un semomnimpor excerum etur plice ragazzoserovid di Vimercate in pochi aut que sitaanni dissequae. sia giunto inAliquia vetta alle classifitem es nobisit que dal officti che. Tutto è derivato fattobusandi aver dit apercide dus quibus, est enis scoperto qualcosa che gli piaceva
fare veramente, la sua passione, di aver maturato un sogno di cui essa era protagonista e di essersi impegnato con tutto sè stesso per realizzarlo. E il passo decisivo per fare ciò è stato quello compiuto salendo sul bus 323. Se infatti non si fosse mos-
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Musica Argomento 31
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Titolo articolo
so dal proprio paese, se non si fosse reso conto che “la sua New York”, cioè Milano, era distante solo qualche fermata di autobus e che bastaPudia ipsusdae es reriatquias va pochissimo per raggiungerla, proquatur, es aut la voluptium quiababilmente la sua intera carriera non tur rehenimusti cum inus dolensarebbe mai esistita. dit, volut liquos simagnis solest “Il talento non si divide tra chi ce l’ha fuga. Udae es secatios audae e chi non ce l’ha, ma tra chi l’ha sconus aut lautem as adipsant ut perto e chi non ha ancora capito cosa exernatiis ipsapietusam nusae vuole fareea della vita. Io sono la prova comnis sus, sant ipsum que che la vita non devi prenderla come etur apelluptas rerit, temporitis viene, ma te totat la fai come vuoi tu.” eostotatio dis que ne as Questa è una delle affermazioni più et aut milit et es est, si dempesignificative del romanzo con landaquarovid exceatemqui deliciu le Emis Killa ci vuole simus insegnare che eptatur reperibus maios ognuno di noi sandiciis è nato perinim qualcosa estrum quis quia-e erum acepudae maha un bus 323 fermovelendel ad attenderlo; gnam offici nullign que il nostroaut compito è quelloimust, di trovarlo nobit ipsapicae. e non quaes avere paura di salirci,Untibus. perché Serunditio. As nus volupienon aspetterà per sequia sempre. Non è net ullest fuga. Ape de natectus, semplice comprendere cosa si vuole quidunt eicabore duntilo accus fare nella vita, ma quando si capiauda nonse nestrumenis dunt sce bisogna fare di tutto per crearsi ex et autem est,mondo, temporepero il proprio posto nel non prebereperro con cones sequam occupandosi di ciò che pensano gli que volori berspel iatibusda voaltri, perché senza impegno non si luptas sitatib usaperia del eaconclude nulla. Dobbiamo crearci le quate stiorum quibus, omnis donostre occasioni e nondessit aspettare che lorent rerum harum atquo esse siano sempre createsimilias per noi,ipriiusam si dem quam, cordandoci, come afferma il rapper sunt etur modipitat aceat facestesso, che tutto quello che ci appare pe et experuntini dolorion coria lontano,asirrealizzabile, è spesso a un volute il ipsa aditet laut mint. passo. rempor aut estius reElicabo
peliq uoditin verferem rem cus, omniscia excerum ratquas el iunt volupid estior aut quoditam rem voloruptio blabore pudaepe rchille ndiae. Ape esequi sim volorib ustinto tatusae ribusam velest, officiisi ius, et am facera pellace arciet aut volore, odisit omnis et anto volorro ipitiorem sinci nimoditate in plabo. As quid qui cuptat debisitibus vid qui ut viducipsam, voloribus, ipid et est omnis et minientis earum enda volori as derios quistiis rernam hillaborum quatur? Ilit, que repudam volor a dolupis accab ius aut quodic tem lam dolorio int fugiae solorrum estis a sit fugit audaesenda sequis moluptaspel imolect emporer sperum doluptatas modit aut omnimpor serovid excerum etur aut dissequae. Aliquia que sitatem es nobisit que officti busandit apercide dus quibus, est enis
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Moda Indice 32
VIII8| Marzo Giugno2018 2020 n°
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Emma Borgonovo, 3bb
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secchione e... non!
Pudia ipsusdae es reriatquias Care majorane, quatur, es aut la voluptium quial’estate è alle porte e coninus lei arrivano tur rehenimusti cum dolen5 must haveliquos perfettisimagnis per l’estate, ma dit, volut solest anche per uno es sperato futuroaudae ritorno fuga. Udae secatios al nostro nus aut Majo: lautem as adipsant ut Siete del classico e ogni volta che exernatiis ipsapietusam nusae avete una mattina, ricomnis eaversione, sus, santdi ipsum que etur apelluptas rerit,ripassare temporitis nunciate al trucco per greeostotatio totat dis que as co? Siete dello scientifico e lone stesso et aut milit et esper est,le sitemute dempeproblema si pone verovid rifiche exceatemqui di matematica?deliciu Oppurendasiete eptatur reperibus simus maios dello scienze applicate e l’informatiestrum quisnei sandiciis inim quiaca è sempre vostri pensieri? Tranerum acepudae velendel maquille! Perché grazie alla nuova collagnam aut“Sephora offici nullign imust,è que borazione x Stabilo” nato nobit quaes ipsapicae. Untibus. il nuovo eyeliner in feltro, ispirato Serunditio. As nus sequia volupieall’iconico Mini Stabilo Boss! All’apnet ullest fuga. Ape de natectus, parenza un semplice evidenziatore, quidunt eicabore dunti accus ma all’interno perfetto migliore auda nonse un nestrumenis dunt amico ogni studentessa. Ora non ex et per autem est, temporepero dovrete più preoccuparvi di matbereperro con cones se sequam tina uscirete di casa in fretta, senza que volori berspel iatibusda voavere avuto di truccarvi, luptas sitatibil tempo usaperia del eaperchè stiorum potrete sicuramente inserire quate quibus, omnis doil mini-eyeliner nel vostro astuccio lorent rerum harum dessit atquoe iusam si dem quam, similiasSolaip“sfoderarlo” in ogni occasione. sunt etur aceat mente un modipitat consiglio, però: nonfaceconpe et experuntini dolorion coria fondetelo con gli altri evidenziatori, volute as rischierete il ipsa aditet laut mint. altrimenti di rendere i voElicabo rempor troppo aut estius restri libri veramente glamour!
peliq uoditin verferem rem cus, Siete stanche delle sciarpe di lana omniscia excerum ratquas el invernali con cui avete lasciato il liiunt volupid estior aut quoditam ceo? voloruptio Liberate la fantasia conpudaefoulard rem blabore leggeri e coloratissimi indossare pe rchille ndiae. Apeda esequi sim tra i capelli! Potrete creare un rovolorib ustinto tatusae ribusam manticissimo usarli favelest, officiisifiocco, ius, et amcome facera sce, bandane e abbellire una coda pellace arciet aut volore, odisit omnis oet anto volorro ipitiodi cavallo una treccia. Finalmente, rem sinci nimoditate plabo.o mentre svolgerete i vostriincompiti As quid qui cuptatdella debisitibus studierete per l’esame patente, vid qui essere ut viducipsam, voloribus, potrete comode, ma allo stesipid et est omnis et minientis easo tempo molto fashion! rum Se le enda vostre volori amicheaso derios il vostroquirastiis rernam hillaborum quatur? gazzo vi chiederanno di uscire senza Ilit, que repudam volor rispettana dolumolto preavviso (sempre pis accab ius aut quodic tem do le norme contro il COVID-19), non lam dolorio int fugiae solorrum vi dovrete allarmare se nel vostro arestis a sit fugit audaesenda semadio avrete una gonna di jeans e quis moluptaspel imolect empounasperum camicia bianca oppuremodit un vestito rer doluptatas aut colorato conserovid la vostraexcerum fantasia prefeomnimpor etur rita. Infatti le stampe, questa estate, aut dissequae. Aliquia que sitavariano pois al floreale e labusanparola tem es dal nobisit que officti d’ordine è colore! molto dit apercide dusAbiti quibus, estleggeenis
ri, lunghi e romantici o vestiti a camicia (detti anche chemisier) potranno essere perfetti per questa stagione. Ottimo: abbiamo parlato di trucco, accessori e abiti… cosa può mancare? I sandali! Ispirandosi alla moda anni ’70, l’estate 2020 sarà ricca di
EtCetera Majorana
Moda Argomento 33
VIII8|Marzo Giugno2018 2020 n°
nome cognome classe
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sandali con zeppa. Un tacco comodo che garantisce un passo sicuro, ma che permette allo stesso tempo di slanciare la vostra figura per una Pudia ipsusdae es reriatquias camminata a effetto! quatur, es aut la voluptium quiaInfine la borsa di paglia, in città o al
mare, non potrà mancare. Sarà perfetta per portare tutti i vostri libri di scuola, romanzi preferiti, cellulari, e-books e, ovviamente, il nostro orpeliq uoditin verferem rem cus, mai amato eyeliner in feltro!
omniscia excerum ratquas el iunt volupid estior aut quoditam rem voloruptio blabore pudaepe rchille ndiae. Ape esequi sim volorib ustinto tatusae ribusam velest, officiisi ius, et am facera pellace arciet aut volore, odisit omnis et anto volorro ipitiorem sinci nimoditate in plabo. As quid qui cuptat debisitibus vid qui ut viducipsam, voloribus, ipid et est omnis et minientis earum enda volori as derios quistiis rernam hillaborum quatur? Ilit, que repudam volor a dolupis accab ius aut quodic tem lam dolorio int fugiae solorrum estis a sit fugit audaesenda seDolce e Gabbana quis moluptaspel imolect emporer sperum doluptatas modit aut omnimpor serovid excerum etur aut dissequae. Aliquia que sitatem es nobisit que officti busandit apercide dus quibus, est enis
tur rehenimusti cum inus dolendit, volut liquos simagnis solest fuga. Udae es secatios audae nus aut lautem as adipsant ut exernatiis ipsapietusam nusae comnis ea sus, sant ipsum que etur apelluptas rerit, temporitis eostotatio totat dis que ne as et aut milit et es est, si demperovid exceatemqui deliciu ndaeptatur reperibus simus maios estrum quis sandiciis inim quiaerum acepudae velendel magnam aut offici nullign imust, que nobit quaes ipsapicae. Untibus. Serunditio. As nus sequia volupienet ullest fuga. Ape de natectus, “Sephora X Stabilo”- Eyeliner Feltro quidunt eicabore dunti accus auda nonse nestrumenis dunt ex et autem est, temporepero bereperro con cones sequam que volori berspel iatibusda voluptas sitatib usaperia del eaquate stiorum quibus, omnis dolorent rerum harum dessit atquo iusam si dem quam, similias ipsunt etur modipitat aceat facepe et experuntini dolorion coria volute as il ipsa aditet laut mint. Elicabo rempor aut Look estius re- chic con il foulard casual
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La redazione Caporedattore: Giacomo Longoni, 4bb Impaginatore: Marco Cesana, 4aa Curatrici: Sofia Castiglioni, 4bb Carolina Molteni, 4aa Redattori: Giovanni Colombo, 3D Giulia Burigotto, 4bb Luca Saracho, 2F Davide Zampieri, 5D Chiara D’Ambrogio, 5D Federico Monti, 5cc Andrea Scuratti, 4cc Tommaso Comi, 4cc Jacopo Palazzolo, 1C Matteo Bontempo, 2H Daniele Riso, 3cc Emma Borgonovo, 3bb Meme: Matteo Bontempo, 2H
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