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Papi umbri e marchigiani

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Papi provenienti da due regioni dello Stato pontificio come Umbria e Marche sono dieci in tutto: dal primo, che è un martire tuderte (san Martino I), all’ultimo, che è il Papa investito dalla bufera risorgimentale, ma anche consolato dall’apparizione dell’Immacolata a Lourdes (il beato Pio IX). Lungo il corso degli anni, continuando la funzione dell’apostolo Pietro, sono i primi testimoni della morte vera e della resurrezione vera di Gesù, e tali sono chiamati ad essere anche i successori degli altri apostoli e cioè i Vescovi. Essi, però, con il mutare delle vicende storiche, sono stati coinvolti nella conduzione anche politica dei popoli, in sostituzione opportunistica d’una classe di Governo spesso inadeguata; questa stagione però è ormai ben lontana e i Papi e i Vescovi hanno recuperato appieno il loro ruolo di guida spirituale in un contesto di libertà dal potere temporale, di sinodalità, di povertà, di carità. Anche i Papi di origine umbromarchigiana si sono ritrovati a gestire il loro servizio in questo contesto storico ambiguo e difficile, ma se la sono cavata abbastanza bene.

Mons. Giuseppe Chiaretti,

REPORTAGE

già Vescovo di San Benedetto del Tronto e ArciVescovo emerito di Perugia

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San Martino \ 74° Vescovo di Roma e Papa Pontificato: 649 - 655

Nato a Todi e Nunzio apostolico a Costantinopoli. Venne eletto Papa e consacrato senza la conferma imperiale e ciò fu ritenuto un affronto all’imperatore Costante II, con cui ebbe continui contrasti anche in materia teologica. Fatto prigioniero e condotto a Costantinopoli, morì nel 655 di stenti, solo e abbandonato da tutti, in difesa della fede senza alcun compromesso politico.

Niccolò \V 191° Vescovo di Roma e Papa Pontificato: 1288-1292

Girolamo Masci di Lisciano presso Ascoli Piceno. Di umili origini, primo Papa francescano, eletto dopo un anno di sede vacante dopo la morte di ben sei cardinali a causa di un’epidemia di malaria. Uomo di esperienza e di grande umiltà, cercò di pacificare le varie fazioni, in particolare i Colonna e gli Orsini, che si contendevano potere e primato. Incrementò l’attività missionaria inviando i Francescani in Asia, fino alle Indie e in Cina. Pose la prima pietra per la costruzione del duomo di Orvieto.

Città di Castello

Celestino \\

165° Vescovo di Roma e Papa Pontificato: 26 novembre 1143 - 8 marzo 1144 Guido di Città di Castello, (Guido Ghefucci o Guelfucci da Castello), inizialmente fu discepolo di Abelardo, dalle cui idee si allontanò quando furono ritenute eretiche. Il suo breve pontificato coincise con la particolare situazione politica di Roma, che aspirava all’autonomia comunale ed era lacerata dai contrasti tra borghesia e ricca nobiltà. Stimato per la sua pietas, per la sua scienza e profonda sapienza, conosciamo poco della sua attività pastorale, ma ebbe comunque fama di pacificatore tra le varie correnti che dividevano la Chiesa. Di lui viene ricordata la rimozione dell’interdizione su tutta la Francia lanciata dal suo predecessore Innocenzo II. Morì nel monastero di S. Gregorio al Palatino e fu sepolto in Laterano.

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Felice Peretti nato a Grottammar dei francescani Conventuali di M energico, autoritario, spesso colle grandi potenze. Con lui la sede estera e fu avviato un serrato p l’applicazione rigorosa dei decre un’incredibile resistenza al lavor richiesto un tempo maggiore. A rezza a Roma e nello Stato Pontif del banditismo e il brigantaggi

Lisciano, Ascoli Piceno

Todi

REPORTAGE

Sisto

Montefano

Marcello \\

222° Vescovo di Roma e Papa Pontificato: 9 aprile 1555 – 1 maggio 1555 (uno dei pontificati più brevi, 22 giorni)

Marcello Cervini, di famiglia nobile originaria di Montepulciano, nacque a Montefano, nel Maceratese, dove il padre Riccardo aveva l’incarico di Vice Tesoriere della Marca. Stimato per il suo zelo, per il suo grande prestigio, per la sua profonda cultura, fu eletto nel corso di un brevissimo conclave, perché ritenuto il pontefice giusto per attuare la controriforma. Svolse delicati incarichi diplomatici, riorganizzò la Biblioteca Vaticana e fu uno dei protagonisti del Concilio di Trento come esponente di un moderato riformismo. Bandì ogni lusso nella corte papale, semplificò il rito dell’incoronazione, devolvendo il denaro a favore dei poveri, e volle vivere secondo lo spirito evangelico. Non ebbe il tempo di attuare la riforma della Chiesa per la brevità del suo pontificato. Il compositore Giovanni Pieluigi da Palestrina gli dedicò la famosa «Missa papae Marcelli» eseguita nella Pasqua del 1555. La Concattedrale di Treia conserva un prezioso reliquiario della Santa Croce appartenuto a papa Marcello e donato alla Città dal patrizio treiese cardinale Nicolò Grimaldi.

C

231° Pon

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252° Vescovo di Roma e Papa Pontificato: 1823-1829

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227° Vescovo di Roma e Papa Pontificato: 1585-1590

re, di famiglia contadina poverissima, entrò nell’Ordine Montalto. Irreprensibile, austero, dal carattere deciso, erico, fu eletto con voto unanime, senza l’influenza delle Apostolica raggiunse autorità e prestigio nella politica programma di riforma interna della Chiesa attraverso eti tridentini. Dimostrò un’elevata capacità di governo e ro, tanto da attuare in cinque anni opere che avrebbero Attuò riforme e conomiche e finanziarie, riportò la sicuficio con mano ferrea, sconfiggendo in due anni la piaga io, meritandosi dal Belli la definizione di «Papa tosto», Incrementò le arti, la scienza e lo sviluppo edilizio di Roma. Durante il suo pontificato furono innalzati nelle piazze romane diversi obelischi tra cui quello di Piazza S. Pietro. Solo la malaria riuscì a piegare la sua forte fibra.

Grottammare

243° Vescovo di Roma e Papa Pontificato: 1700-1721 Giovanni Francesco Albani di Urbino. Il padre nobile aveva origini da antica famiglia albanese. Venne apprezzato per la sua formazione classica e giuridica. Nonostante le sue iniziative pacificatrici si trovò coinvolto nella guerra di successione spagnola, affrontò il giansenismo, condannandone tutte le proposizioni. Promosse i primi scavi sistematici nelle catacombe, fece costruire a Roma il Porto di Ripetta sul Tevere. Particolare attenzione riservò alla sua città natale con lavori di abbellimento alla Cattedrale e concedendo privilegi all’Università.

Clemente X\

Urbino

Leone

Clemente

X\\

V\\\

° Vescovo di Roma e Papa ntificato: 1592-1605

Annibale Sermattei di Monticelli della GengaFabriano. Di nobile famiglia, sesto di dieci figli, compì i suoi studi nel Collegio Campana di Osimo e in quello dei Piceni a Roma. Fu eletto in un conclave diviso in due fazioni: quello degli zelanti filo-austriaci e quello dei moderati guidato dal cardinale Consalvi, con il quale ebbe forti contrasti per il suo cauto riformismo. Poco dopo la sua elezione si ammalò gravemente, tanto da far temere per la sua vita. La vigilia di Natale del 1823 ricevette l’estrema unzione e in quell’occasione la leggenda vuole che il suo amico, monsignor Vincenzo Maria Strambi, Vescovo di Macerata e Tolentino, allora a Roma, avesse pregato per la sua guarigione, offrendo in cambio la sua vita: il Papa guarì ed il Vescovo morì il 1 gennaio 1824. Il suo pontificato si colloca tra il periodo post-napoleonico e quello pre-risorgimentale e deve fare i conti con le turbolenze che agitavano gli Stati europei, con la Carboneria e la Massoneria. Usò il pugno duro contro i patrioti e molte furono le sentenze di morte, tra cui quelle di Targhini e Montanari ghigliottinati in piazza del Popolo a Roma. Indisse il giubileo del 1825 nonostante la contrarietà di molti governanti europei e la particolare situazione politica. Fu oggetto della pungente satira di Pasquino che alla sua morte così sentenziò: «Qui Della Genga giace / per sua e nostra pace», interpretando l’impopolarità raggiunta da questo papa.

Genga Fano

lito Aldobrandini nacque a Fano da famiglia di origine fiorentina. ona di grande merito, stimato per il suo elevato ingegno, per il suo portamento irreprensibile, per le sue capacità diplomatiche e per a fede e pietà. Impiegò le sue energie per attuare la riforma della sa, promosse in tutte le diocesi la pratica delle Quarantore, istituì la gregazione del Buon Governo per il controllo dell’Amministrazione o Stato Pontificio, indisse con solennità l’Anno Santo del 1600. Cercò mitare le interferenze della Spagna negli affari della Chiesa e sotto il pontificato fu completata la cupola di S. Pietro. Nell’anno giubilare dannò al rogo come eretico il frate domenicano Giordano Bruno e oscrisse la condanna per decapitazione della nobile Beatrice Cenci, evole di aver partecipato all’omicidio del padre, uomo violento e oluto. Promosse l’azione missionaria ed evangelizzatrice della Chiesa, enendo e approvando l’opera instancabile dei gesuiti e dei domeni in Cile, in Perù, nelle Filippine, in Giappone e particolarmente in , dove era missionario il maceratese p. Matteo Ricci.

Pio V\\\

Cingoli

253° Vescovo di Roma e Papa Pontificato: 31 marzo 1829 – 30 novembre 1830 Francesco Saverio Castiglioni, nato a Cingoli da nobile famiglia di origine milanese. Esperto in diritto canonico, fu mandato nel 1808 in esilio da Napoleone per essersi rifiutato di prestare giuramento al Re d’Italia. Anche lui fu eletto da un conclave diviso tra gli zelanti conservatori e i moderati e fortemente condizionato dalle Cancellerie delle Nazioni europee. Affidò gli affari politici al card. Albani della corrente dei moderati ed il suo proposito nel combattere gli errori fu quello di agire sempre con dolcezza e persuasione, evitando la repressione morale o poliziesca. Promulgò l’amnistia anche per i carbonari. Diminuì anche le tasse con piena soddisfazione del popolo. Promosse l’attività missionaria. Fortemente contrario al nepotismo, impedì ai suoi parenti di raggiungerlo a Roma. Considerato un Papa di transizione, afflitto e invalidato da molti problemi di salute, morì dopo venti mesi di pontificato e fu sepolto in S. Pietro in un monumento eseguito dallo scultore Pietro Tenerani.

255° Vescovo di Roma e Papa, ultimo sovrano dello Stato Pontificio Pontificato: 1846-1878

(il suo pontificato durato 31 anni, 7 mesi e 23 giorni rimane il più lungo nella storia della Chiesa dopo quello di S. Pietro) Giovanni Maria Mastai Ferretti nacque a Senigallia da famiglia nobile. Il suo pontificato fu caratterizzato sul piano politico da eventi drammatici che portarono alla fine dello Stato Pontificio e alla nascita dell’Italia unita. Come segno di apertura al nuovo concesse l’amnistia ai prigionieri e agli esiliati, salutata con grandi manifestazioni popolari. Ma le attese patriottiche ben presto andarono deluse. Sul piano religioso diede impulso a nuove forme di devozione verso la Madonna, verso l’Eucarestia e verso il Sacro Cuore. Definì il dogma dell’Immacolata Concezione, favorì l’azione missionaria in Asia e Africa, celebrò il Concilio Vaticano I interrotto per l’entrata a Roma delle truppe piemontesi, promulgò il dogma dell’infallibilità del Papa quando parla ex cathedra in materia di fede e di costume. Sul piano culturale condannò tutte le dottrine anticattoliche del tempo come l’illuminismo, il razionalismo, il positivismo, il socialismo, il liberismo, il comunismo. Il 3 settembre del 2000 Giovanni Paolo II lo elevò alla gloria degli altari.

Beato Pio \X

Senigallia

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Storia del papato Il papato è la più grande e la più antica Istituzione esistente nel mondo occidentale. Sorta circa duemila anni fa, mantiene tuttora la sua vitalità che, nel corso della storia fino ai giorni attuali, forse è anche rafforzata. Narrare le vicende legate a tale Istituzione significa ripercorrere la storia dei Papi che sono stati, con alterni risultati, i protagonisti determinanti della storia del mondo e in particolare dell’Italia, segnando nel bene e nel male la vita di tutti noi. In venti secoli le condizioni sono radicalmente e continuamente cambiate, nelle forme di Governo dei popoli, di re e di imperatori, sono accaduti mutamenti geografici e poi idee, rivoluzioni e guerre, ma il papato è rimasto, ha affrontato due millenni di storia e si presenta nel terzo come un’Istituzione solidissima e più viva che mai, capace di parlare a tutto il mondo con un’autorevolezza unica, caratterizzandosi per la continuità esistenziale nelle diversità. La Chiesa e il papato hanno dovuto affrontare periodi molto critici nel tempo, come lo scisma del 1054, con cui si determinò la frattura tra la Chiesa occidentale e quella orientale, che condusse ad un antagonismo politico e culturale tra Roma e Bisanzio, sfociato spesso in gravi e feroci conflitti. Ma il momento più critico si riconosce nella riforma luterana, iniziata alla vigilia di Ognissanti nel 1517, regnante papa Leone X (Giovanni dei Medici). Tale riforma, pur conducendo a drammatiche e tristi conseguenze all’interno della Chiesa occidentale, non solo non è riuscita a minare l’Istituzione, anzi, grazie alla successiva controriforma in seno

alla Chiesa cattolica, iniziata con il Concilio di Trento, promulgato nel 1545 da Paolo lll, ha indotto il papato a ritrovare nuova forza morale e spirituale e una nuova autorevolezza. Altro momento critico, che ha messo a dura prova il papato, è stato dato dalla rivoluzione francese e dal dominio territoriale e politico napoleonico. La continuità del papato è sorprendente se si osserva poi la diversità dei Pontefici che si sono succeduti: diversità di nazionalità di provenienza, innanzitutto, con i corrispondenti rispettivi valori culturali, diversità per classe sociale di origine, per comportamento esistenziale e condotta di vita, per saggezza e virtù, per cultura, per religiosità, per come hanno vissuto il supremo ministero della Chiesa cattolica. Grazie alla sua vivacità, continuamente rinnovata nella fedeltà della sua fondamentale identità e alla sua eccezionale continuità, il papato è entrato nella storia, anzi rappresenta uno degli elementi decisivi della storia dell’Occidente, dell’Europa e dell’Italia in particolare. Dal ruolo ai margini, prima, e al centro del mondo romano, poi, il rapporto dei Papi con gli imperatori, ad esempio, è stato volubile, incerto, spesso conflittuale e di difficile interpretazione anche per gli storici più esperti. Una delle Istituzioni più importanti e decisive per il progresso culturale è la creazione o il sostegno determinante delle Università. Molte di queste, in Europa, sono sorte per iniziative papali, nel Xlll e XIV secolo. La Sapienza di Roma (Studium Urbis) fu istituita nel 1303 da Bonifacio VIII, l’Università di Perugia (Studio Generale) nel 1308 con bolla papale di Clemente

V, mentre, nel nome di Niccolò IV, si associano le Università di Montpellier, Gray, Ascoli Piceno e Macerata. Con il narrare, in questo lavoro, le vicende storiche dei Papi, non si intende interpretare le loro dispute dominali teologiche o cristologiche (compito dei teologi), né ci si riferisce alla storia del cattolicesimo. Attraverso la conoscenza degli avvenimenti si intende tentare di capire sia il significato politico e religioso, nelle rispettive epoche storiche vissute dai Papi, sia l’evoluzione e la sua adattabilità nel tempo della Istituzione pontificia, supremo organo di autorità della Chiesa, nei rapporti con il mondo e, soprattutto, con l’Italia. Questo lavoro non ha le caratteristiche di un saggio che affronta la storia completa dei Papi, ma si limita a descrivere vicende e storie, ricavare dalla moltissima bibliografia su tale argomento, in alcuni casi direttamente dagli archivi storici o da biblioteche, e riguarda la narrazione di fatti, azioni e comportamenti, per lo più noti, ma qui riportati, dei Papi che hanno avuto i natali nei territori delle Marche e dell’Umbria, territori appartenenti storicamente all’Amministrazione dello Stato pontificio. Dei 266 Papi che si sono succeduti da S. Pietro a Francesco, solo dieci appartengono ai territori Umbro-Marchigiani (due umbri e otto marchigiani). Tali Papi hanno emblematicamente costituito gli esempi nella diversificazione e nella continuità degli altri supremi rappresentanti della Chiesa. L’interesse degli autori del libro (marchigiano di origine e umbro di adozione l’uno e umbro l’altro) per questi Pontefici è suscitato dalla documentata

esistenza di significativi eventi legati anche alla presenza di tali Papi in questi territori. Sedi, inoltre, di conclavi (a Perugia: elezione di Onorio III, Clemente IV, Onorio IV, Celestino V, Clemente V) dove morirono (a Perugia) alcuni pontefici, (Innocenzo III, Urbano IV, Onorio IV, Benedetto Xl) con il sospetto, in alcuni casi, a causa di avvelenamento (acquetta di Perugia), e sedi di lotte di ribellione, persecuzioni e repressioni. Peraltro, accanto alla personale piacevole curiosità di effettuare ricerche storiche, l’intimo auspicio degli autori è quello di poter suscitare l’interesse dei lettori o degli storici, capaci di realizzare approfondimenti e documentazioni appropriate e migliori nei confronti dell’Istituzione pontificia. Ricerche che possano dare le risposte a quale possa essere la ragione o la natura delle motivazioni che la rendono così longeva e apparentemente immortale. Le recenti vicende della Chiesa, che hanno visto le dimissioni di Benedetto XVI, protagonista di un atto di estrema umiltà e, nel contempo, di grande coraggio, finalizzato a provocare azioni innovative da parte della Chiesa, stanno a dimostrare l’importanza attuale, nazionale e internazionale che riveste il papato nel campo politico e religioso. Il suo successore, papa Francesco I, già ispirato da due grandi santi, Francesco di Assisi e Ignazio di Loyola, ha dato l’immagine di una forte innovazione e, ancora una volta, la dimostrazione che il papato e la Chiesa sono oggetto dell’attenzione, del rispetto e della speranza non solo dei fedeli, ma anche dei Governi e dei popoli di tutto il mondo.

Il volume Con uno stile ricercato ma, al contempo, divulgativo, il volume «I Papi umbri e marchigiani. Storie e note storiche» è presentato a Macerata, dalle ore 17, presso la Sala Castiglioni della Biblioteca Mozzi-Borgetti, venerdì 10 aprile. Edito da Il Formichiere (Foligno) e dedicato al professor Pietro Profumi (già presidente dell’Associazione umbra per la ricerca e assistenza nella Radioterapia oncologica, nonché sindaco di Perugia dal 1986 al 1988), il libro vede la collaborazione nella sua composizione di Paolo Latini e Mauro Bifanti. Durante l’incontro di venerdì, oltre agli autori e ai rappresentanti della casa editrice, interverranno il Vescovo di Macerata, mons. Nazzareno Marconi, l’ArciVescovo emerito di Perugia, mons. Giuseppe Chiaretti, il sindaco Romano Carancini, il professor Pio Cartechini, presidente del Centro Studi Storici Maceratesi, e il professor Giammario Borri, docente dell’Università degli Studi di Macerata. L’evento di presentazione sarà coordinato dallo stesso Borri e dal professor Alberto Meriggi, vice presidente del Centro Studi Storici Maceratesi.

REPORTAGE

Della nobile famiglia Castiglioni, a cui apparteneva papa Pio VIII, Macerata conserva la preziosa Biblioteca, composta da 20.000 volumi, acquistata dal Comune nel 1935 e collocata nella sala denominata Castiglioni all’interno della Biblioteca Mozzi-Borgetti.

I testi di queste pagine sono tratti dal libro «I Papi umbri e marchigiani - storie e note storiche»

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