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Pagine Avvenire/Emmaus 16 febbraio 2016

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Quaresimali Meditazioni itineranti

www.emmausonline.it

nche quest’anno il vescovo Marconi proporrà nei lunedì di A Quaresima, alle ore 21, “quaresi-

Mensile della diocesi di Macerata Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia

mali” su «Il sacramento della Misericordia», facendo tappa in cattedrale e nelle concattedrali di Tolentino, Recanati, Cingoli e Treia. È possibile seguire gli appuntamenti su èTv Macerata o Radio Nuova, oppure in streaming dal sito www.diocesimacerata.it, da cui è pure scaricabile il programma degli incontri.

a cura della redazione EMMAUS via Cincinelli 4 62100 Macerata tel. 0733.234670 e-mail: redazione@emmausonline.it https://www.facebook.com/emmausmacerata https://twitter.com/emmausmacerata

Martedì, 16 febbraio 2016

Anno della Misericordia, al posto di grandi eventi le unità pastorali in cammino verso la Porta Santa

Ogni comunità si fa pellegrina DI FRANCESCA

CIPOLLONI

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In centinaia ogni volta hanno preso parte ai pellegrinaggi giubilari

Per i sacerdoti una vera occasione di fraternità ella giornata in cui si celebra la festa dell’incontro tra Gesù e san Paolo sulla via di Damasco, il 25 gennaio i sacerdoti della Diocesi maceratese hanno vissuto il “proprio” Giubileo della Misericordia, compiendo il pellegrinaggio per le vie della città fino alla basilica dedicata alla Madonna. Un’occasione di fraternità in questo Anno di grazia, perchè la conversione è un desiderio del cuore che tocca anche i presbiteri. «Talvolta anche noi preti facciamo fatica a “camminare insieme”, a uscire dagli individualismi, ad accoglierci nelle diversità», afferma don Egidio Tittarelli, vicario episcopale e parroco a Macerata. Da qui, l’esigenza di vivere pienamente il Giubileo «prendendo sempre più coscienza di essere non solo a servizio del popolo di Dio, ma anche di abitare dentro la storia della gente» e cercando di concretizzare il ministero «non come individui, ma come presbiterio». È un clero, quello diocesano, proveniente da formazioni, età e sensibilità diverse, tuttavia, sottolinea il sacerdote «siamo consapevoli che le differenze possono essere una ricchezza e non motivo di divisione». Sul compito di ciascuno, nelle parrocchie che animano la vita comunitaria di Macerata, Tolentino, Recanati, Cingoli e Treia, veglia lo sguardo paterno del vescovo Nazzareno Marconi che, per spiegare il senso del servizio presbiterale, nella Messa conclusiva del pellegrinaggio ha ricordato come «Gesù, attraverso il ministero, invia a convertire il mondo gli 11 apostoli. È un numero imperfetto, Giuda non è stato ancora sostituito». Questo elemento, spiega Marconi «è significativo per indicare che il ministero sarà sempre consegnato a una realtà imperfetta: il presbiterio perfetto, con tutte le caratteristiche ideali, non esiste. Gesù lo sa e consegna la missione agli apostoli. Quindi, non piangiamoci addosso dei nostri limiti. Siamo un presbiterio imperfetto, come il primo». Inoltre, ad “illuminare” i passi dei sacerdoti nell’Anno Santo per una Chiesa sempre più missionaria, non mancano le parole del Papa, che ribadisce come «l’evangelizzazione, oggi, sembra chiamata a dover nuovamente percorrere la via della semplicità. Semplicità di vita, semplicità di linguaggio: non predicatori di complesse dottrine ma annunciatori di Cristo». Un incoraggiamento impegnativo ma fondamentale, in tutto il mondo come a Macerata.(F. Cip.)

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on solo un grande evento, ma un cammino vissuto, come «Chiesa in uscita», da ogni singola parrocchia, dalle zone pastorali per vivere il Giubileo straordinario della Misericordia nelle “periferie” della nostra diocesi. L’aveva preannunciato, il vescovo Nazzareno Marconi, in occasione dell’apertura del nuovo Anno Pastorale, e il desiderio di quel pellegrinaggio a Macerata «per ottenere da Dio i preziosi doni spirituali della indulgenza giubilare» si è fatto realtà, grazie all’impegno delle Unità Pastorali che hanno subito accolto l’invito, coinvolgendosi in un’esperienza di tangibile condivisione, secondo lo stile indicato da papa Bergoglio. «Si apre un tempo di grazia sotto il segno della misericordia, l’“architrave che sorregge la vita della Chiesa”, come lo definisce Francesco»: così commentano l’Anno Santo don Attilio Marinsalti e don Egidio Pietrella, rispettivamente rettore ed ex rettore del piccolo e preziosissimo santuario della Mater Misericordiae. Lì, si trova la Porta Santa della nostra diocesi, aperta il 13 dicembre scorso con un solenne e partecipato evento di popolo. Lì, fino al 19 aprile prossimo, le 20 Unità Pastorali – in cui sono state raggruppate, sperimentalmente, le parrocchie delle cinque vicarie – nei fine settimana predisposti dal calendario si stanno recando con devozione, passo dopo passo per le

Un cammino vissuto dalle parrocchie come «Chiesa in uscita»: i fedeli verso il Santuario Mater Misericordiae di Macerata vie cittadine, non per rispettare un programma, bensì per testimoniare la propria fede, invocando la protezione della Vergine “dal manto aperto”. Hanno inaugurato i pellegrinaggi giubilari le parrocchie di Tolentino, poi è stata la volta del centro storico di Treia (è stato rinviato a data da destinarsi quello dell’Unità che comprende le frazioni, Appignano e Grottaccia), per poi passare il testimone a Porto Recanati (con Bagnolo), Recanati (con Chiarino), Montefano e Montefiore: le comunità di Colmurano, Urbisaglia e dell’Abbadia di Fiastra vivranno la propria esperienza a marzo, dato che l’appuntamento previsto a gennaio è saltato per maltempo. Quindi, Montecassiano, Montelupone, le numerose parrocchie di Macerata (comprese quelle di Sforzacosta, Villa Potenza e Piediripa) e quelle di Cingoli, oltre a Pollenza: in ogni data, la connotazione diocesana è ben precisa e, attraverso il coordinamento dei sacerdoti, laici e religiosi, consacrati, giovani e anziani, famiglie e ragazzi del catechismo meditano sulle stazioni

Il 13 dicembre anche Macerata ha aperto la Porta Santa Una folla di oltre 3mila fedeli, provenienti da tutti i Comuni. Massicce misure di sicurezza messe in atto in città e la presenza delle massime autorità – presenti il Prefetto e il Questore – e delle istituzioni locali. Quello di domenica 13 dicembre 2015 rimarrà scolpito senza dubbio nella memoria come un grande “evento” di popolo per Macerata, grazie alla eccezionale partecipazione con cui le parrocchie, le famiglie, le Confraternite, i gruppi Unitalsi hanno risposto all’invito del vescovo per l’avvio dell’Anno giubilare in diocesi. Dopo la processione per le vie del centro

storico, alle 17.40 in punto, nel silenzio emozionato e composto di piazza Strambi, l’apertura da parte del Pastore della piccola, “straordinaria” Porta Santa della chiesa dedicata alla Patrona della diocesi, ad invocare dalla Vergine, che con il suo manto da secoli veglia sulla Civitas che le è devota, protezione in questo Giubileo verso ogni “volto” bisognoso di misericordia. (F. Cip.)

State collegati

I sindaci: «Esperienza di fede» I rappresentanti delle Amministrazioni comunali presenti ai pellegrinaggi giubilari l termine che li accomuna tutti è «emozione». Nel domandare, infatti, ai sindaci e ai rappresentanti delle amministrazioni locali dei Comuni che, assieme alle Unità pastorali, hanno condiviso il pellegrinaggio giubilare o il momento dell’apertura della Porta Santa, trapela il medesimo

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messaggio: una comunità civile non può esistere senza tradizioni religiose. Lo pensa il sindaco di Macerata, Romano Carancini, che, da credente, sostiene che «l’Anno Santo ci fa sentire tutti partecipi di un cammino di misericordia» e dello stesso avviso è il sindaco Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, nell’affermare che «si è trattato di un’esperienza di fede autentica, che fa parte della nostra storia e che va tramandata alle future generazioni ». Dello stesso avviso il Primo cittadino di Recanati, Francesco Fiordomo, che ha provato «una gioia unica», per un evento «non

della Via Crucis riflettendo sulle opere di misericordia. Il Vescovo accompagna il peregrinare dei fedeli, li accoglie sulla soglia del santuario e presiede la Messa in Duomo, sottolineando sempre il clima di gioiosa partecipazione che accompagna ogni tappa. Pensati come occasioni di forte aggregazione spirituale volta ad approfondire e riscoprire il senso più autentico della misericordia, i pellegrinaggi che le parrocchie stanno compiendo insieme, preceduti da un momento strutturato in parrocchia con la liturgia penitenziale, rappresentano un segno concreto di quello spirito di collaborazione e servizio capace di animare la vita comunitaria, cercando di attuare in maniera piu decisa le indicazioni del Sinodo diocesano pubblicato quindi anni fa. Questo Giubileo, pertanto, può costituire, come affermato da monsignor Marconi, «un primo banco di prova per mettere a regime il funzionamento delle Unità Pastorali» e far sviluppare le sinergie pastorali già esistenti negli ambiti parrocchiali, per evitare doppioni e sovrapposizioni. Se dunque è vero che «dove è presente la Chiesa, là deve essere evidente la misericordia del Padre», come si legge nella bolla di indizione giubilare Misericordiae Vultus, nelle nostre parrocchie, nelle comunità, nelle associazioni e nei movimenti chiunque può quindi farsi pellegrino e trovare un’oasi di misericordia in cui rafforzare la propria, autentica fede cristiana.

solo spirituale, in cui ritrovare le nostre radici cristiane». Il commissario prefettizio di Porto Recanati, Mauro Passerotti, «porterà sempre nel cuore il ricordo di questo pellegrinaggio» in cui è stata anche “benedetta” la città di cui ha la gestione, mentre la guida istituzionale di Montecassiano, Leonardo Catena, sostiene che «la presenza dei sindaci è importante, come segno di vicinanza alla devozione popolare». «Unione e fraternità» sono i sentimenti espressi da Montefano, per voce della vice sindaco Alessandra Silvestroni, che ha

na nuova avventura ha preso il via. Non siamo però all’anno zero: c’è continuità con il buon lavoro fatto da Emmaus in questi 30 anni e abbiamo al fianco amici che operano in radio e tv con uguale passione e con un identico punto di vista. In più, ci muoviamo con il sostegno affettuoso e deciso del nostro pastore. Certo, il cambiamento c’è: siamo su carta solo una volta al mese, qui con Avvenire, mentre quotidianamente l’appuntamento è sul sito www.emmausonline.it. Qualcuno forse storcerà ancora un po’ il naso perché non ha confidenza con Internet e magari pensa di essere troppo vecchio per imparare questo nuovo alfabeto. Non ci ragioni troppo: basta un nipote in circolazione per farsi dare una mano e con pochi click il gioco sarà fatto.

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partecipato al pellegrinaggio della sua Unità pastorale. Come il primo cittadino di Montelupone, Rolando Pecora, che non ha dubbi: «Il Giubileo rappresenta uno stimolo e un’occasione di "revisione" delle relazioni umane del nostro vivere sociale». Francesca Cipolloni

La parola del vescovo

Un Giubileo per cercare vie di dialogo DI

NAZZARENO MARCONI *

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er organizzare e vivere il Giubileo della Misericordia mi sono ispirato a due temi su cui Papa Francesco insiste spesso: privilegiare l’inizio di percorsi piuttosto che la realizzazione di singoli eventi e cercare vie di dialogo che aiutino la Chiesa a vivere il suo servizio al mondo arrivando a contatto con tutte le periferie della vita sentendosi ricca del solo Vangelo. Per questo ho proposto una celebrazione del pellegrinaggio giubilare alla Porta Santa, nel santuario della Patrona della Diocesi, la Mater Misericordiae, che invece di svolgersi attraverso eventi per categorie (il giubileo degli sportivi, quello del mondo del lavoro...), favorisse ill percorso di coordinamento e collaborazione tra parrocchie che abbiamo chiamato Unità Pastorali. Prima con una celebrazione penitenziale comune, poi con l’organizzazione e animazione condivisa del pellegrinaggio. È una esperienza dello Spirito e della fraternità che sta dando un impulso prezioso a un processo di cui abbiamo grande bisogno. Abbiamo già vissuto quasi la metà di questi pellegrinaggi, sempre segnati da una partecipazione molto numerosa ed attenta, sia alla Via Crucis sul tema delle opere di misericordia che alla celebrazione in Cattedrale sempre presieduta dal Vescovo. Abbiamo avuto una media di circa 400 partecipanti ogni volta. Si è trattato di una testimonianza di fede e di fraternità fra parrocchie che sta dando già frutti di bene incoraggianti e che gli stessi parroci valutano molto positivamente. La nuova sfida che ci attende riguarda la seconda parte del Giubileo, che inizierà subito dopo la Pasqua, il 2 aprile, e si protrarrà fino a ottobre con una Peregrinatio Mariae dell’immagine della Mater Misericordiae in tutti i Comuni della Diocesi. È un segno di “Chiesa in uscita verso la società civile” che ha trovato spontanea collaborazione da parte di tutte le Amministrazioni locali. L’immagine sarà infatti accolta nelle Case comunali, luoghi che rappresentano l’unità civica del nostro popolo. Poi passerà nelle Parrocchie più importanti di ogni Comune. Nella logica di avviare percorsi di fede e di dialogo, durante questa Peregrinatio, i laici impegnati animeranno in ogni parrocchia dei Centri di Ascolto. Piccoli gruppi di fedeli si riuniranno in una casa ospitante per pregare e ascoltare la Parola di Dio, ma anche per ascoltarsi tra loro, per condividere da cristiani, come dice il Concilio: «le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono» (GS 1). Spero vivamente che l’esperienza dei Centri di Ascolto sul Vangelo della Misericordia possa dare inizio a percorsi di incontri e catechesi a dimensione familiare, con piccoli gruppi che camminano insieme nella fede, valorizzando la spontaneità e l’inventiva del nostro popolo, per una Chiesa che veda tutti sempre più protagonisti. Sarebbe un’eredità preziosa che questo Anno Giubilare consegna al futuro. * vescovo

Il nostro stile non cambia: non puntiamo a essere i primi con le foto degli incidenti d’auto o le notizie di cronaca nera; da noi incontrerete parole oneste sulle cose buone come sui problemi della nostra terra, sulle speranze che danno colore alle nostre giornate e sulle difficoltà che le appesantiscono. Cercheremo di dare a ciascuno il suo, nell’apprezzamento o nella critica, senza essere cortigiani, ma anche senza invettive. Mai offenderemo, né lasceremo spazio per farlo. Racconteremo soprattutto la vita, le storie, i progetti, le iniziative che nascono dalla comunità cristiana per offrirli a tutti. Confidiamo che quanto scriveremo sia il primo passo di un dialogo a cui ci auguriamo seguano tanti commenti. Online sotto ogni articolo c’è spazio per scrivere: vi invitiamo a sfruttarlo, usando verso gli altri lo stesso rispetto con cui desiderate essere trattati voi. State collegati! (P.C.)

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Martedì 16 febbraio 2016

2 Via Crucis. Nella prima stazione il Signore si fa testimone della verità dinanzi a Pilato I pellegrinaggi giubilari delle Unità pastorali attraversano il centro storico di Macerata lungo un percorso scandito dalle quattordici stazioni della Via Crucis. Le riflessioni sviluppano il tema della misericordia, cui l’Anno Santo è dedicato. Proponiamo qui il testo che accompagna la preghiera e la meditazione presso la prima stazione. resso la croce, Maria insieme a Giovanni, il discepolo dell’amore, è testimone delle parole di perdono che escono dalle labbra di Gesù. Maria attesta che la misericordia del Figlio di Dio raggiunge tutti senza escludere nessuno». Nella Misericordiae Vultus di papa Francesco viene indicato il cammino di conversione a cui siamo chiamati e la Via Crucis che guida ogni pellegrinaggio delle Unità pastorali

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in diocesi è la preghiera più significativa per riscoprire la misericordia. Nella prima stazione, in cui Gesù viene condannato a morte, è l’evangelista Giovanni a ripercorrere l’inizio del martirio di Cristo: «Pilato disse a Gesù: “Dunque tu sei re?”. Rispose Gesù: “Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce”. Gli dice Pilato: “Che cos’è la verità?”» (Gv 18,37–38). Pilato dubita che esista una verità. Nella sua vita, come nella vita di tanti, si cerca sempre una verità che non ci scomodi. Gesù rende testimonianza alla verità di Dio. E questa verità, che vince ogni dubbio, la possiamo sempre trovare nella Parola di Dio.

Tecnologia che aiuta ad avvicinarsi a tutti a tu sei il prete che dice Messa la mattina in tv!»: è così che spesso don Gianluca Merlini, rettore della chiesa di San Filippo di Macerata, si sente apostrofare da chi lo identifica come il celebrante che alle 7 di mattina è sullo schermo di èTv Macerata (canali 89 e 605). Ebbene, quelle riprese sono possibili grazie all’impianto video installato durante i lavori di restauro post–terremoto che hanno ridonato splendore alla bella chiesa maceratese, la prima dedicata a San Filippo Neri al di fuori di Roma. Una strumentazione analoga è presente anche nella concattedrale di San Flaviano di Recanati. Riprese video possono essere effettuate in cattedrale e nelle parrocchie di Piediripa, delle Vergini e di San Firmano. Una ricca strumentazione multimediale – inclusa una attrezzata sala di regia – correda la Domus San Giuliano e l’annessa Aula sinodale. Grazie a questi strumenti ogni evento ecclesiale di rilievo può essere diffuso via tv, web e radio. (P.Chi.)

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L’organo della chiesa di San Filippo Neri a Macerata

Le nuove tecnologie e i nuovi modelli di consumo dell’informazione impongono cambiamenti e maggior collaborazione

Marconi: «Emmaus si rilancia su Internet» Dall’11 gennaio online La scelta non è un passo indietro, bensì un guardare avanti, al fianco degli altri canali diocesani e di "Avvenire" L’intervista al vescovo

le voci

RadioNuova inBlu. Da quarant’anni la luce dell’etere l’unica emittente attiva nel capoluogo. È Presente nell’etere dal 1976, il suo raggio di ascolto comprende le province di Macerata, di Fermo e la zona Sud di Ancona. Trasmette in FM sulle frequenze 90.00 e 96.90 MHz e in streaming attraverso il sito www.radionuova.com (aggiornato quotidianamente con notizie, interviste e curiosità). È presente su Facebook alla pagina “Radio Nuova inBlu”. La programmazione dà ampio spazio all’informazione e propone molte interviste a personalità marchigiane del mondo della cultura e dello spettacolo. Il pubblico è prevalentemente adulto, ma non mancano spazi dedicati ai più giovani. Un’attenzione particolare è rivolta alle famiglie. I programmi di informazione e di comunicazione rappresentano più del 50% del palinsesto quotidiano. Orario dei notiziari: Gr locale ore 12.30 – 18.40 – 22.00. Dalle 7 alle 20 viene irradiato un Gr nazionale ogni ora.

DI LUIGI TALIANI

èTv Macerata. Immagini e parole del territorio

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mmaus ha cambiato pelle, rivoluzionando e potenziando la sua presenza online e approdando mensilmente qui, su “Avvenire”. Un cambiamento voluto fortemente dal nostro vescovo Nazzareno Marconi, ed è con lui che ne parliamo. “Emmaus” era un bel settimanale, con 24 pagine a colori: non poteva proprio continuare? No, non era possibile proseguire: il drastico taglio dei finanziamenti pubblici all’editoria ha fatto impennare l’onere che la diocesi già affrontava, rendendone insopportabile il peso. La distanza tra costi e ricavi era tale da rendere irrealistica qualsiasi speranza di recupero. Nessuno di noi è padrone di alcunché, ma siamo tutti amministratori di mezzi che i fedeli ci affidano per la missione della Chiesa. Dobbiamo quindi usare ogni singolo euro al meglio, con coraggio e capacità di innovazione. E il giornale è stato “revisionato”… Sì, la scelta di andare online (anche se resta una significativa presenza su carta e chi ci sta leggendo se ne rende ben conto) non è però frutto solo di considerazioni di risparmio economico. Se frequentare Internet appena qualche anno fa era appannaggio quasi esclusivo dei più giovani, oramai riguarda la maggioranza degli adulti e fa breccia anche tra gli anziani. La mia mamma ottantenne guarda le mie omelie pubblicate sul canale YouTube della diocesi. La scelta di Internet ci apre infinite opportunità che sta solo a noi non sprecare.

ssieme a èTvMarche opera dal 2004, ma la A Cooperativa Marche Media che la gestisce è attiva fin dal 1998. èTv Macerata è un canale televisivo che non dà spazio a televendite. Ha un palinsesto che propone dirette, telegiornali, programmi di informazione, approfondimenti di politica, attualità, sport e spettacolo. Più dell’80% dei servizi è autoprodotto. I canali irradiati sono il 12 con èTv Marche e i canali 89 e 605 con il logo èTv Macerata. Sul Web (www.etvmacerata.it), oltre a un notiziario aggiornato, è possibile accedere al canale YouTube con i principali servizi giornalistici. La pagina Facebook e l’account Twitter @etvmacerata sono spazi di confronto continuo con gli ascoltatori; attraverso di essi vengono condivisi commenti, foto e video. Rispetto alla carta, Internet è istantaneo, annulla le distanze, permette a tutti di essere non solo lettori passivi ma contributori. E poi non ci stiamo impegnando solo con “Emmaus”... Cioè? Stiamo mettendo mano a tutti i media della diocesi. Oltre a “Emmaus” abbiamo “Radio Nuova inBlu”, c’è la “Radio parrocchiale SantaMaria” di Montecassiano, c’è la “Web Radio Padre Matteo Ricci”. E c’è “èTv Macerata” che ha sempre prestato molta attenzione agli eventi ecclesiali. Un grande patrimonio costruito negli anni grazie alla dedizione volontaria e alla professionalità di molte persone.

Ma sono mezzi diversi, lavorano con stili diversi... Sì e nessuno vuole mortificare le caratteristiche peculiari e positive di ciascuno; però la collaborazione può consentire a tutti di fare meglio quello che già fanno, ottimizzando le risorse, evitando sovrapposizioni. Un esempio di questa collaborazione lo abbiamo già avuto in occasione dell’apertura della Porta Santa e con gli incontri della serie “Misericordiosi come il Padre”, con “èTv”, “Radio Nuova” e il sito della diocesi che hanno trasmesso le dirette, ed “Emmaus” che ne ha dato conto. Assieme si possono fare meglio molte cose e il Giubileo della Misericordia è una

grande opportunità per sviluppare il cammino comune. E poi c’è questa presenza all’interno di “Avvenire”. Sì, ogni mese torneremo nelle case dei vecchi abbonati di Emmaus, ma arriveremo anche a tutti gli abbonati di “Avvenire” e saremo nelle edicole del Centro Italia con 4 pagine raccolte sotto la testata “Emmaus”. È una grande opportunità che ci è stata offerta e alla quale abbiamo aderito molto volentieri. Grazie a essa possiamo mantenere un contatto anche con le persone che non hanno ancora familiarità con Internet e saremo in grado di farci conoscere molto oltre i confini della nostra diocesi.

I media diocesani chiamati a comunicare in coro Radio, tv, web: mezzi e strumenti diversi che, collegati e coordinati, possono lavorare meglio, guadagnare efficacia ed essere più presenti DI

PIERO CHINELLATO

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a nostra diocesi ha un nome imponente, Macerata – Tolentino – Recanati – Cingoli – Treia, ma una popolazione di dimensioni contenute, circa 130.000 abitanti. Ciononostante al suo interno sono cresciuti e si sono radicati numerosi media. “Radio Nuova inBlu” compie quest’anno 40 anni ed “Emmaus” ne festeggia 30. Ad essi si aggiungono le

presenze sopravvenute più di recente di “èTv Macerata” e della “web radio Padre Matteo Ricci”. Senza dimenticare “Radio Santa Maria” di Montecassiano, una radio di comunità con un affezionato seguito nella zona nord della provincia. Si tratta di realtà che, pur in rapporti cordiali, finora si sono mosse in modo autonomo e l’hanno fatto in modo proficuo se sono riuscite a superare le tante turbolenze che hanno investito il mondo dei media in questi anni. Oggi però, come sottolinea il vescovo nell’intervista qua sopra, non si può più pensare a strumenti che continuino a procedere per conto proprio, sia pure con simpatia reciproca. La strada dell’integrazione è obbligata. Non si tratta di imporre camicie di forza oppressive, ma di puntare a una maggiore efficacia e per questo

collegare risorse, persone e idee. La tecnologia ci viene incontro: oggi per realizzare un video di qualità accettabile per andare in tv o un’intervista audio non servono troupe cariche di attrezzature pesanti e costose, è sufficiente un telefonino. E questo permette anche di trasmettere in diretta da qualsiasi luogo. Così, senza ingabbiarci in grandi piani strutturale, vogliamo avvicinare le scrivanie, scambiarci servizi, segnalarci vicendevolmente avvenimenti, cercare insieme la pubblicità, lavorare assieme sugli eventi più rilevanti, com’è accaduto in occasione dell’apertura della Porta Santa lo scorso 13 dicembre, quando la diretta ha visto convergere tutti i media con la regia del Servizio informatico della diocesi. Un primo passo ben riuscito che incoraggia a procedere.

Radio Padre Matteo Ricci. Il Vangelo dentro la Rete adio Padre Matteo Ricci è una web radio R nata nel 2010, anno del quarto centenario della morte del grande gesuita maceratese. È nata e continua a operare per iniziativa dei “Figli della Luce”, Associazione Mariana “Regina dell’Amore”. Il sito da cui opera è www.radiopadrematteoricci.it. Vuole raggiungere chi utilizza i nuovi mezzi di comunicazione, con l’obiettivo di testimoniare le virtù teologali di fede, speranza, carità. Ha una programmazione molto varia che mira a coinvolgere ogni fascia di età e si rivolge sia ai credenti che a chi è lontano dalla fede. Dà spazio a musica classica, rock, pop e sacra. Propone spazi di preghiera e trasmette celebrazioni liturgiche in diretta dalla chiesa di San Filippo Neri, dove ha sede, e dalla cripta della parrocchia dell’Immacolata di Macerata.

Radio S. Maria. Da Montecassiano è vicina ai malati llungare il tempio verso la casa»: « A questa la spinta che indusse negli anni 80 monsignor Giuseppe Ortenzi a dar vita a “Radio Santa Maria” di Montecassiano. Una radio parrocchiale per essere vicini ai malati, consentire loro di seguire la Messa, il Rosario e tutte le liturgie celebrate nella loro chiesa anche se impossibilitati a recarvisi. Con la frequenza FM 107.40 è ricevuta a Montecassiano, Appignano, Pollenza Treia e dal versante Nord di Macerata. L’affezione del suo pubblico è dimostrata dalle tante telefonate che la raggiungono quando le trasmissioni subiscono qualche intoppo. La prova più grande l’ha superata nel febbraio 2012 quando la grande nevicata danneggiò irreparabilmente il trasmettitore: circa 15.000 euro di danni che furono quasi interamente coperti dalle donazioni spontanee di tantissimi parrocchiani.


Martedì 16 febbraio 2016

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Rivivono i cammini lauretani DI

GIACOMO ALIMENTI

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umerosi sono stati nell’arco dei secoli i cammini segnati dai pellegrinaggi verso la Santa Casa. L’antica Via Lauretana, in quanto collegamento tra Roma e Loreto, ha certamente un ruolo di prim’ordine. Era scandita in circa venti poste e costellata di edicole, luoghi di culto e strutture di accoglienza come locande e ospizi. Attorno a questo cammino di fede, di arte e di storia, così come sulla rete degli altri percorsi lauretani, è in corso un progetto di recupero e valorizzazione denominato Distretto Culturale Evoluto (Dce) “I Cammini Lauretani” (www.camminilauretani.eu), diretto dall’avv. Simone Longhi e giunto ormai al 3° anno di programmazione. Questo Distretto

identifica nella spiritualità lauretana un elemento caratterizzante l’identità regionale, con ricadute sull’artigianato sui servizi, sulle applicazioni tecnologiche e sul turismo. Un ampio partenariato, sostenuto anche dalla Regione Marche, lo promuove, stimolato dal Comune di Loreto, capofila, e dall’Associazione Via Lauretana, che raccoglie oltre 20 comuni. Tra le azioni intraprese o promosse dal Dce, ricordiamo lo sviluppo di una App a supporto dei pellegrini che percorrono il tratto Assisi–Loreto. Migliaia sono i giovani che da tutta Italia hanno raccolto l’invito lanciato dal vescovo di Macerata Nazzareno Marconi per campiscuola itineranti lungo la Via Lauretana. Per questa iniziativa il Forum Oratori Marche, sempre in collaborazione col Dce, ha

Un territorio a lungo penalizzato da difficoltà di collegamento si avvia a superarle definitivamente

la scheda

Numeri da grande opera

realizzato la guida pastorale “Pellegrinando”. Memorabile è stata, più recentemente, la peregrinazione della statua della Vergine Lauretana – nuova copia, appositamente riprodotta, del simulacro originale distrutto nell’incendio del 1921 – che, benedetta in piazza San Pietro da papa Francesco lo scorso 2 dicembre, ha ripercorso tutte le poste dell’antica Via Lauretana per giungere solennemente alla Santa Casa il 10 dicembre, giorno in cui ricorre la memoria della prodigiosa traslazione, accolta dall’arcivescovo prelato Tonucci e dal cardinale Menichelli, arcivescovo di Ancona. L’iniziativa ha visto, ovunque, una straordinaria partecipazione di popolo, radunatosi nelle piazze come nelle chiese, per rendere omaggio alla Madonna di Loreto.

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La conclusione della Peregrinatio Mariae

e si attiva per recuperare anche antichi percorsi su cui i pellegrini tornano a viaggiare numerosi

Ecco la Quadrilatero viabilità. Il presidente Ceriscioli: finalmente il traguardo è in vista. I vantaggi sono per tutti DI

PIERO CHINELLATO

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ologna e Roma sono alla stessa distanza da Macerata, ma, come ben sanno tutti i maceratesi, a chilometri uguali corrispondono tempi di percorrenza enormemente diversi. La situazione ha cominciato a cambiare col procedere dei lavori della Quadrilatero e finalmente oggi siamo in vista dell’agognato traguardo. Ma con la nuova infrastruttura non diventerà solo più veloce lo scavalcamento degli Appennini. Di tutti gli aspetti connessi alla Quadrilatero parliamo col presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli. Che tempi ci sono per il completamento dell’opera? Tutti i lavori dell’asta principale Foligno–Pontelatrave si prevede vengano completati entro il primo semestre del 2016. Secondo il nuovo cronoprogramma i termini di completamento di tutte le opere della direttrice Perugia–Ancona sono previsti entro il 2016 per la SS 318 (tratto umbro) e nel 2017 per la SS 76 (tratto marchigiano). Dopo i tanti ritardi del passato perché dovremmo credere che davvero questa sia la volta buona? Dopo una vicenda travagliata, grazie alla collaborazione tra le Istituzioni, l’Anas, la Quadrilatero e l’Amministrazione Straordinaria, con grande impegno, siamo riusciti a superare le criticità che impedivano la realizzazione delle opere. L’operazione di acquisizione da parte di Astaldi dei complessi industriali di Dirpa, il Contraente generale al quale Quadrilatero aveva affidato i lavori di potenziamento dell’asse Perugia–Ancona e della Pedemontana delle Marche, ci garantisce un interlocutore affidabile che ha provveduto a un immediato subentro per garantire la prosecuzione dei lavori. I finanziamenti sono certi? Tutti e due gli assi principali (Foligno–Civitanova M. e Perugia–Ancona) sono finanziati con delibera CIPE e quindi con fondi certi. Il primo tratto della Pedemontana da Fa-

stituita il 6 giugno del 2003, la società pubblica di progetto denominata Quadrilatero Marche Umbria Spa (ai sensi del Decreto Legislativo 190/02 e, in seguito, del Decreto Legislativo 163/06) ha come obiettivo, unico soggetto attuatore, la realizzazione del progetto infrastrutturale denominato Quadrilatero, tra le regioni di Marche e Umbria. Azionisti sono l’Anas, le Regioni Marche e Umbria, le Provincia di Macerata e di Perugia, le Camere di Commercio di Macerata, Perugia e Ancona. Molteplici le azioni previste, suddivise in maxilotti, alcuni dei quali ancora da realizzare: l’Asse viario Marche Umbria, che consiste nel completamento e nell’adeguamento della Strada statale 77 sull’asse Foligno– Civitanova Marche e della Strada statale 76 – Strada statale 318, su quello Perugia–Ancona; della Pedemontana Fabriano–Muccia/Sfercia e di altri interventi (intervallive) volti a migliorare e incrementare l’accessibilità alle aree interne; la redazione dei Piani di Area Vasta (i cosiddetti Pav) per il cofinanziamento dell’opera viaria e il reperimento delle risorse finanziarie per la realizzazione complessiva del progetto (2.233.000 euro, per una rete viaria di 160 km). (A.Moz.)

briano–Matelica Nord è finanziato con risorse regionali e lo scorso 23 dicembre il CIPE ha approvato il successivo tratto Matelica–Castelraimondo assegnando circa 90 milioni di euro, a valere sulle risorse del decreto legge n. 133/2014 detto “Sblocca Italia”. A fine 2016 quali passi avanti saranno verificabili? L’apertura dell’intero itinerario Foligno–Civitanova Marche con una infrastruttura a quattro corsie, l’avanzamento dei lavori lungo la direttrice Perugia–Ancona con l’apertura del tratto umbro, e l’inizio dei lavori relativi alla Pedemontana delle Marche. Gli interrogativi sulla sicurezza so-

L’intitolazione del ponte di Villa Potenza a san Giovanni Paolo II

Il presidente Pettinari: «Progetto da completare» DI

ANDREA MOZZONI

T

Per la fine del 2016 sarà percorribile a quattro corsie l’intero tratto Foligno– Civitanova Marche Superato dopo decenni un pesante ritardo nelle infrastrutture no stati tutti risolti? Per quanto concerne le non conformità rilevate in alcune gallerie, relative alla sola tratta Foligno–Civitanova Marche, il contraente generale sta provvedendo a completare gli interventi di ripristino. Va comunque sottolineato che in nessun caso queste hanno determinato rischi di natura statica dell’opera. Una volta completata la Quadrilatero, oltre a una riduzione significativa dei tempi di percorrenza verso l’Umbria, il Lazio, la Toscana, quali saranno gli aspetti di maggiore impatto sulla vita quotidiana dei marchigiani? La realizzazione di un’opera infrastrutturale come il “Progetto Quadrilatero” è destinata a produrre, immediatamente e nel tempo, una serie di effetti positivi sul contesto sociale, economico e territoriale. Il gap infrastrutturale dell’area in questi anni infatti, ha sensibilmente penalizzato la produttività locale per

Provincia

Un cantiere della Quadrilatero

la mancata accessibilità. C’è qualche riflesso particolare per il territorio e la popolazione maceratese? Con il completamento delle opere verrà assicurato il raccordo con i poli industriali esistenti e, più in generale, migliorerà e incrementerà l’accessibilità alle aree interne delle Regioni interessate. Infatti gli assi viari potenziati si inseriranno nel sistema delle principali dorsali del Paese (il corridoio Adriatico, il Corridoio europeo Berlino–Palermo e il Corridoio Tirrenico), creando un efficiente collegamento con le regioni circostanti e verso l’Europa. Nelle cartine della Quadrilatero c’è una diramazione che raggiunge Sarnano: è accantonata? Il lotto relativo all’ammoderna-

mento della SP 78 tratto Sforzacosta–Sarnano non è certamente abbandonato. Ad oggi il livello di progettazione è quello preliminare e il Ministero si è già espresso positivamente anche dal punto di vista ambientale. La Quadrilatero lascerà nel nostro territorio dei tratti della vecchia strada non utilizzati. Si possono mettere a disposizione per il ripristino del percorso dell’antica Via Lauretana, creando piste ciclabili e pedonali sicure? A oggi la previsione è quella di destinare alla viabilità locale tutti i tratti di infrastrutture lasciati liberi dalla messa in esercizio delle nuove infrastrutture con la possibilità di prevedere anche tratti di piste ciclabili e pedonali.

ra i soci della Quadrilatero Spa figura anche la Provincia di Macerata guidata in questi anni dal presidente Antonio Pettinari. Nell’assemblea tenutasi a Roma lo scorso 15 dicembre, l’Ente si è opposto all’accorpamento della società da parte dell’Anas. Intervistato, Pettinari ha illustrato la sua scelta. Presidente, quali sono le ragioni del “no” alla proposta? Il timore, condiviso con il Consiglio provinciale, la Conferenza dei 57 Sindaci e la Camera di Commercio di Macerata, è che le intenzioni del Ministero dei Trasporti finiscano per mettere a rischio la partecipazione, lo stimolo e i controllo del territorio nei confronti del completamento di un progetto di grandissima importanza, delegandolo all’Anas. Quanto è importante che il progetto venga realizzato nella sua interezza? Inserita nelle grandi opere nazionali grazie all’apporto dell’allora vice ministro Mario Baldassari, il progetto nacque dopo il sisma del 1997 che, con la sua drammaticità, ha evidenziato la carenza di infrastrutture di Marche e Umbria. Alle due direttrici principali e alla Pedemontana Fabriano– Muccia/Sfercia vennero affiancate delle intervallive per arrestare lo squilibrio tra il Nord e il Sud della provincia e agevolare il passaggio nelle città, pensiamo a Macerata, ma che con l’ipotesi dell’accorpamento rischiano di rimanere sulla carta. Quali saranno i prossimi passaggi burocratici? Il no della Provincia e della Camera di Commercio, con l’astensione della Regione Marche, ha messo fine alla procedura semplificata di accorpamento e ora si passerà a quella ordinaria. L’obiettivo è tutelare l’interesse del Maceratese e

dei maceratesi a non essere ancora una volta isolati e impedire che si interrompa una svolta finalmente positiva per questo territorio. Oltre a quanto previsto dal Quadrilatero, come giudica il lavoro svolto dalla Provincia in tema di infrastrutture? Difficile fare un solo elenco di quanto compiuto. Tuttavia, sono solito dividere gli interventi realizzati durante il mio mandato in tre blocchi contrassegnati dal motto “programmazione e concertazione”. Questi comprendono l’edilizia scolastica (con il completamento del polo scolastico di Camerino), la salvaguardia del territorio danneggiato da calamità naturali, e, non ultima, l’attenzione alle infrastrutture, che ha avuto senza dubbio un ruolo di prim’ordine. Quali sono stati i maggiori ostacoli incontrati? La rete viaria della provincia, che assomma a circa 1.500 km, è stata in questi anni ripetutamente interessata da eventi meteo avversi di grande portata. Alle piogge del marzo 2011, causa della chiusura del ponte di Colbuccaro ora riaperto, sono seguite la nevicata del 2012 e le alluvioni del 2013. Il giorno più drammatico è stato il 12 novembre, con il blocco di ben 19 strade provinciali. Tra le maggiori opere realizzate, quali ricorda? Pur nella ristrettezza crescente delle risorse, è stato possibile condurre a termine interventi importanti grazie allo sblocco di cantieri fermati da vicende giudiziarie, al recupero di risorse legate alla Legge n. 61 sul terremoto e ai fondi messe a disposizione dalla Protezione civile. Tra questi, la variante di Villa Potenza, col ponte dedicato a san Giovanni Paolo II, il raddoppio del ponte di Montecosaro verso Casette d’Ete, nel cuore del distretto calzaturiero, e la variante del Glorioso di San Severino Marche.


Martedì 16 febbraio 2016

4

Le «case» della Comunità Papa Giovanni XXIII aprono le braccia agli ultimi ispirandosi a don Benzi poco più di 40 anni dalla nascita della prima Casa famiglia, la Comunità Papa Giovanni XXIII vanta più di 300 famiglie impegnate nell’accoglienza ai meno fortunati e tantissimi volontari che ruotano intorno a loro. Nella nostra Diocesi sono cinque le Case famiglie che incarnano il carisma trasmesso da don Oreste Benzi, infaticabile apostolo della carità per il quale è aperto il processo di beatificazione. All’inizio del 2001, Denis Marini e sua moglie Monica hanno aperto la Casa famiglia “S. Maria del Cammino” a Montecassiano. Nell’ambito della struttura qualche anno fa hanno dato vita alla cooperativa sociale “Terra di incontro”: ragazzi con problemi psichici, disabili o bisognosi di completare il percorso di reinserimento sono impegnati nel settore agricolo o in attività educative di assemblaggio e creazione di bomboniere. Un legame profondo unisce la coppia a don Oreste Benzi, non solo perché fu lui a celebrare il loro matrimo-

A

nio: «Lo conobbi nel 1992 – racconta Denis –; ero un diciottenne nel pieno della mia tossicodipendenza. Mi convinse a seguirlo: don Oreste aveva la capacità di vedere l’uomo e i doni insiti in lui, non il suo peccato». ”Il chicco di grano” è la Casa famiglia di Fabrizio e Maria Grazia Sbrancia a Botontano di Cingoli. «Chi porta avanti il nostro essere Casa famiglia – racconta Maria Grazia – è Francesca (bambina quasi completamente cieca, sorda e muta, nata con una grave malformazione cerebrale che la costringe sulla carrozzina), che ci educa più di tutti gli altri e ci aiuta a vivere la nostra vocazione all’interno della comunità, della quale siamo membri dal 2008». Nella Casa famiglia “Giada” a Tolentino, vivono Stefano e Stefania Paoloni: Stefano, oltre a essere Diacono permanente, è responsabile della zona Marche sud, che comprende anche Abruzzo e Umbria, della Comunità Papa Giovanni XXIII, mentre Stefania è

Preparazione, sostegno, accompagnamento, attenzione ai più piccoli

co–coordinatrice nazionale del Servizio accoglienza adulti della comunità. A Tolentino ci sono Valentino e Roberta, che si sono conosciuti grazie alla missione organizzata da don Benzi nel 1998 nelle Marche, quando Valentino faceva già parte del Servizio giovani della Comunità. In seguito entrambi sono partiti per una missione a La Paz, in Bolivia, città che ha ispirato il nome della loro Casa Famiglia: “Nostra Signora della Pace”. C’è anche un sacerdote tra i membri della comunità nella nostra Diocesi: si tratta di don Sergio Fraticelli, ora pastore della parrocchia della Spirito Santo a Tolentino. In un momento di fatica del suo ministero ha condiviso la propria quotidianità con la famiglia di Roberta e Valentino e proprio quest’esperienza profonda lo ha spinto a fondare “La tenda di Abramo”, una casa di fraternità nella sua attuale parrocchia. (M.N.Mar.)

e a chi è in difficoltà: i principali campi di impegno e di servizio della diocesi

La Goccia Onlus: rete per aiutare i minori in difficoltà Dal 2001 a Macerata opera “La Goccia onlus” (www.lagocciaonlus.it), associazione per l’affido, l’adozione ed il sostegno familiare promossa dall’Azione Cattolica diocesana. L’associazione si propone di offrire un supporto progettuale e professionale alle famiglie che intendono aprirsi all’accoglienza di un minore attraverso l’affido e l’adozione. Bambini che si trovano temporaneamente privi di un ambiente familiare idoneo, riescono a trovare ospitalità attraverso la disponibilità di una rete di famiglie, l’«Agorà», dove l’esperienza di accoglienza è vissuta come un evento collettivo, condividendo le responsabilità, i successi e le complessità. La Goccia onlus promuove sul territorio una cultura dell’accoglienza attraverso percorsi formativi e culturali di supporto a

Le famiglie al centro, una scelta che è priorità DI

M. NATALIA MARQUESINI

F

amiglia è Chiesa domestica, che evangelizza col suo essere prima ancora che col suo operare. Ed è per questo che la comunità cristiana non deve lasciarla sola, impegnandosi affinché abbia a disposizione quanto serve per vivere appieno la sua vocazione. La pastorale familiare della diocesi vive intensamente questa vocazione all’accompagnamento mirando a coinvolgere quanti più nuclei possibile nella condivisione della bellezza del matrimonio cristiano, consapevole che è grazie a questo Sacramento che le famiglie danno volto a Cristo nella loro concretissima vita quotidiana. L’Ufficio per la pastorale familiare Laura e Gabriele Cardinali sono i responsabili dell’Ufficio per la pastorale della famiglia e della vita, insieme a don Gianluca Cerolini, assistente ecclesiastico, mentre la Commissione diocesana di pastorale, sotto la guida del vescovo, è costituita da coppie, da alcuni sacerdoti, da una religiosa e dalla presidente del Consultorio «Il Portale», una realtà preziosa che da 40 anni – era il 1976 quando è nato – offre aiuto concreto a molte famiglie. A partire dal 2008 l’Ufficio si è impegnato nel predisporre un itinerario di fede per famiglie. L’iniziativa ha un grande seguito e ha già portato frutti di missione nelle parrocchie e nei vari servizi pastorali e di carità. Ideato per accompagnare gli sposi nella “riscoperta” del Sacramento, si struttura come un percorso articolato, proposto anche alle coppie che vivono occasioni particolari come la richiesta del Battesimo o della Prima Comunione per i propri figli, o sentono scaturire in loro il bisogno di ravvivare la fede nella vocazione del matrimonio. Il percorso propone incontri a livello domestico, parrocchiale e diocesano. I tre appuntamenti annuali in diocesi vedono sempre la presenza del vescovo. Altro importante impegno è rappresentato dall’organizzazione,

durante i tempi forti dell’anno liturgico, di esercizi spirituali, occasioni di crescita spirituale che coinvolgono l’intero nucleo familiare, dove la convivenza con altre famiglie arricchisce e dà concretezza alle riflessioni, capaci puntualmente di coinvolgere chi vi partecipa. L’attenzione alle famiglie in difficoltà Il vissuto delle famiglie ha oggi dinamiche molto diverse da quelle di qualche decennio fa e sono sempre più numerose le coppie che vivono chiuse dentro le proprie fatiche e i propri dolori; è quindi importante offrire loro la vicinanza, soprattutto quando le difficoltà incontrate mettono a dura prova il rapporto matrimoniale. Ecco

quindi che a fianco della pastorale “ordinaria” se ne è sviluppata una che si accosta alle coppie in difficoltà. C’è un percorso che accompagna le coppie ferite, rivolto principalmente a separati e divorziati; che cerca di intercettare anche le coppie nelle quali la crisi non è ancora deflagrata, proponendo cammini di riavvicinamento e di perdono, per riaprire canali di dialogo e, se possibile, sperimentare la misericordia di Dio Padre. Uno sguardo sempre più ampio Il prossimo 21 febbraio il Centro Giovanni Paolo II di Loreto, ospiterà un convegno regionale dal tema: «Famiglia: cuore e metodo della pastorale. Giovani e vocazione, fonte di

speranza». Organizzato dalla commissione regionale di pastorale familiare, di cui fanno parte anche i nostri responsabili diocesani, l’idea nasce in collaborazione con il Servizio regionale di Pastorale giovanile e vocazionale e con il Seminario Regionale Pio XI. Rinfrancati dal dono del Convegno Ecclesiale di Loreto del novembre 2013 e con la volontà di dare continuità al Convegno di Firenze, i partecipanti avranno la possibilità di mettersi in ascolto del cardinale Edoardo Menichelli, che da padre sinodale condividerà alcune suggestioni circa il Sinodo sulla Famiglia cui ha partecipato, invitato direttamente da papa Francesco.

paternità e maternità accoglienti, documentando le esperienze attraverso pubblicazioni, convegni e seminari, e lavorando in stretta collaborazione con gli Enti pubblici, il Tribunale per i Minorenni e i Servizi sociali. Dal 2013 è stato inaugurato uno sportello sull’Adozione Internazionale in collaborazione con l’associazione “Amici dei Bambini” (Ai.Bi) che svolge attività di informazione per le famiglie che intendono avvicinarsi all’adozione internazionale. È possibile sostenere i progetti dell’associazione con la donazione del 5x1000 attraverso il codice fiscale della Goccia Onlus: 93040460433. M. Natalia Marquesini

tribunale ecclesiastico

Per le coppie in crisi accoglienza e ascolto ella nostra Diocesi da oltre dieci anni viene offerta gratuitamente a chiunque lo chieda, conN sulenza gratuita per i problemi vissuti in relazione al sacramento del matrimonio. Tante le situazioni che vengono prese in considerazione dal nostro Tribunale ecclesiastico: situazioni di coppie che ormai da anni vivono separate e i cui componenti si sono costruiti nuovi rapporti, anche con l’arrivo di nuovi figli; coppie che si sono separate da poco tempo senza che sia subentrato alcun nuovo legame; singoli che vivono il dramma di situazioni familiari fallimentari e chiedono soccorso, ascolto, informazioni; coppie in crisi che chiedono aiuto. Tutti vengono da sempre accolti con carità e col solo obiettivo di offrire un aiuto fraterno, avendo a cuore la suprema legge della Chiesa: la salvezza delle anime. Accoglienza, chiaramente, non significa un automatico “soddisfacimento” delle richieste, in qualche caso inverosimili, ma aiuto ad analizzare e fare chiarezza sulla propria situazione, a dare senso a quanto si sta sperimentando con dolore, a fornire supporto e aiuto per capire fino in fondo cosa sia successo nella storia concreta che si sta vivendo. Molte volte il nostro tribunale diocesano si trova così ad accompagnare coppie, o anche singoli, a riprendere in mano la propria storia e darsi una nuova chance. Da molti anni aiutiamo a compiere un discernimento previo della situazione, a inquadrare la questione e a instradare la possibile causa di verifica di nullità matrimoniale, oppure la richiesta di dispensa del matrimonio super rato non consummato. Certamente il lavoro da fare a seguito del “Motu Proprio” Mitis Iudex Dominus Iesus di papa Francesco, è oggi ancora più impegnativo: ci viene chiesto di vivere la prossimità come missione, di essere disponibili sempre e comunque a tutti, di fare in modo che ognuno possa trovare non solo accoglienza ma anche e soprattutto supporto personale e spirituale per approfondire la propria situazione e vederla con gli occhi di una misericordia che, nella luce della giustizia vissuta nella Chiesa, illumina le realtà e può dare, in molti casi, spinte nuove per arrivare a una maggiore serenità personale e di coscienza. Se operativamente il testo del Papa non comporta alcun cambiamento per il lavoro del Tribunale, è indubbio che da esso scaturisce una maggiore responsabilità per quanti vi operano mettendo a disposizione competenze e professionalità per il bene delle persone che ci vengono a chiedere aiuto e sostegno. Il motu proprio ridona al Vescovo una delle sue potestà principali: è solo lui il giudice proprio di ogni processo ecclesiastico, compreso quello sul matrimonio; è lui il primo responsabile della salvezza delle anime ed è lui chiamato a rispondere in prima persona in modo adeguato alle prospettive proposte e indicate dal Santo Padre per il bene del Popolo santo di Dio che gli è affidato. Gianluca Merlini

Attraversare la Porta Santa tenendosi per mano I fidanzati di 18 gruppi locali si incontreranno col vescovo il 28 febbraio e in conclusione celebreranno il loro Giubileo DI

GABRIELE GARBUGLIA

A

ncora ci si sposa in Chiesa. Quest’anno circa 230 coppie stanno seguendo i 18 percorsi che, in varie città della diocesi, accompagnano i fidanzati verso il matrimonio. Una ricchezza e una sfida. Molti sono lontani, sono usciti da anni dalla nostra comunità. Ci vengono a trovare con un po’ di diffidenza, tante sicurezze, tanti problemi, tanti sogni. Ogni anno cambiano le storie e le esperienze dei fidanzati. Molti convivono, hanno figli, sono coetanei delle coppie accompagnatrici. Sfide sempre nuove per

sacerdoti, consacrati e sposi che si affiancano nel percorso affascinante di riscoperta della fede e del sacramento dell’amore. Quest’anno il 28 febbraio si rinnova l’appuntamento diocesano del dialogo con il vescovo nell’Aula sinodale della Domus San Giuliano a Macerata. È arrivata a ogni coppia una lettera personale di mons. Marconi che invita all’incontro. Si partirà dall’ascolto di un brano della Parola di Dio e poi, dopo una introduzione del vescovo, si aprirà il dialogo diretto o facilitato da sms. Le domande sono sempre tante; non c’è tempo per tutti. E quest’anno ci sarà anche un’esperienza eccezionale: il Giubileo dei fidanzati. In coppia, tenendosi per mano, percorreremo il pellegrinaggio verso la Porta Santa diocesana. Durante il cammino ci aiuteremo reciprocamente a riconoscere gli eventi più belli e importanti delle nostre storie d’amore e ridiremo il nostro: «Eterna è la sua miseri-

cordia». Rifletteremo sui nostri progetti e chiederemo luce e forza con il rosario di coppia. Ci daremo del tempo per chiederci reciprocamente scusa e offrirci il perdono. Ci sarà l’opportunità anche di chiedere e ricevere il perdono di Dio, confessandosi in Duomo o anche successivamente in parrocchia. Attraverseremo la Porta Santa; ci lasceremo abbracciare dalla misericordia di Dio e ci impegneremo a essere misericordiosi con gli altri. Attraversare la Porta Santa per essere capaci di aprire le porte delle nostre case. Papa Francesco diceva al Giubileo delle famiglie: «Ogni porta di casa deve essere una Porta Santa per uscire verso gli altri e per accogliere i poveri». Prima della celebrazione eucaristica saremo invitati ad abbracciarci in segno di riconciliazione e gratitudine. Vivremo la S. Messa e decideremo, accogliendo l’invito di papa Francesco, un gesto di attenzione

nei confronti dei più poveri, da vivere al ritorno a casa. Il nostro vescovo nella lettera di invito ci ricorda che «chi varca la Porta Santa, incontra l’immagine della Madonna della Misericordia, che lo accoglie a braccia aperte. Che anche tutti quelli che entreranno in casa vostra vi trovino sempre pronti ad accogliere le persone con amicizia, con le braccia aperte, sempre pronti al perdono. Soprattutto che quando ognuno di voi tornerà a casa, trovi sempre l’accoglienza dell’altro e anche il perdono, se sarà necessario. Il mio augurio è che il Signore vi aiuti a costruire una famiglia fondata sull’amore fedele e misericordioso, come è sempre l’amore di Dio per noi». Questo è l’impegno: divenire famiglie con le porte aperte. Famiglie capaci di portare nelle comunità e in tutti gli altri luoghi di vita, luci di misericordia, di accoglienza, di vicinanza, di comprensione, di perdono.


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Pagine Avvenire/Emmaus 16 febbraio 2016 by EmmausOnline - Issuu