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olti l’hanno già conosciuta seguendo la Messa del PelleM grinaggio Macerata–Loreto o le di-
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rette per le elezioni amministrative o le sedute del Consiglio comunale di Macerata. È EmmeTv, la televisione che cammina assieme a Emmausonline. Per incontrarla e fare amicizia basta andare sul Canale 89 e, nel caso, risintonizzare il decoder. Vi aspettiamo.
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MACERATA
Martedì, 18 luglio 2017
Mensile della diocesi di Macerata Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia
Tornare al libro: scelta controcorrente, di autentica libertà, per sottrarsi alla dittatura delle immagini imposta dai nuovi media. Fa crescere l’umanità e alimenta la fede
Estate, è tempo di letture Le pagine di un’opera classica della letteratura o del pensiero arricchiscono sempre la personalità e la sensibilità. Va combattuto l’alibi del «non abbiamo tempo» DI
Esercizi spirituali nella cornice della montagna
NAZZARENO MARCONI *
DI FABRIZIO
L’
estate è tempo propizio per pensare e magari interrogarsi su cose importanti alle quali però non diamo normalmente attenzione. È ormai un dato consolidato: le nuove generazioni, attirate dalle immagini, leggono sempre meno. Questo fatto sembrerebbe ininfluente per la fede: «La fede viene dall’ascolto», non dalla lettura. «Converte più l’esempio che la parola». Sono tutte frasi note e giuste. La prima ha addirittura l’autorità dell’”apostolo delle genti”, san Paolo (Rom 10, 17). Ma un cristiano che non legge è come un suonatore di chitarra che non conosce la musica: suonerà ad orecchio, magari anche piuttosto bene, ma non raggiungerà mai l’eccellenza, perché non può far tesoro della tecnica e dell’esperienza degli altri suonatori. I vescovi francesi, ben 15 anni fa, quando l’invasione di Facebook e YouTube era ancora fantascienza, scrissero una lettera intitolata: “Ritrovare il tempo di leggere” rivolgendosi a una comunità di fedeli che si erano accorti essere sempre meno abituata a coltivare la vita interiore, per invitarla a leggere almeno un po’. La Parola di Dio, per convertire il cuore, deve risuonare nell’intimo della persona, e questo spazio interiore si amplia solo coltivando il silenzio, la riflessione, l’ascolto dei nostri sentimenti e desideri più veri e profondi. Non a caso definiamo “superficiale” una persona che manca di questo spessore interiore. Un primo passo nella direzione giusta è ricominciare a leggere. Non necessariamente un libro devoto, ma anche un’opera classica, che trasmette sempre un arricchimento della nostra
«L
umanità e sensibilità. «Leggere le opere che ci vengono dal passato vuol dire accogliere una tradizione vivente, arricchirla a nostra volta con la nostra partecipazione», scrivono i vescovi d’Oltralpe nel loro documento. «Noi guardiamo il mondo dopo essere saliti sulle spalle di coloro che ci hanno preceduto, e grazie ai loro sforzi. Tutta la nostra tradizione culturale e letteraria, quella che è stata oggetto dei nostri studi umanistici, vive su questi presupposti, che abbiamo ereditato direttamente dalla cultura cristiana del libro». È una vera sfida, perché l’alibi è sempre lì, pronto per essere estratto: «Non abbiamo tempo». Eppure il nostro tempo moderno è pieno di attese vuote: si attende in fila allo sportello, si attende l’autobus, si fa anticamera da un professionista, ci si ritrova con un tempo vuoto per un imprevisto… e soprattutto da anziani, c’è tanto tempo vuoto. Leggere, trovare il tempo per farlo, rappresenta un atto di scelta contro corrente, un vero gesto di libertà: «Attraverso il libro ognuno può costruirsi
in modo differente dagli altri e raggiungere una vita interiore autonoma». Se questo è vero per crescere una umanità matura, lo è ancora di più per la crescita della fede. Non dobbiamo dimenticarlo: «Il cristianesimo non è una religione del libro ma una religione della Parola. È Gesù Cristo, il Verbo venuto in questo mondo, che rivela l’uomo a se stesso e lo conduce a Dio. Eppure i libri della Bibbia (ta biblia) occupano un posto importante nella strutturazione della persona credente». Se dovessi ridurre al minimo, a ciò che è indispensabile, la vita spirituale di un cristiano serio, indicherei tre cose: la lettura quotidiana del Vangelo del giorno seguita da qualche momento di meditazione, la Messa domenicale vissuta con vera partecipazione del cuore, la confessione ben fatta una volta al mese. La lettura quotidiana del Vangelo, l’aiuto di un buon libro di meditazione o comunque di un libro spirituale, sono per me i mattoni con cui si costruisce la vita spirituale. In questo tempo di terremoto abbiamo
terremoto Agevolazioni su gas, luce, acqua ntro settembre saranno applicate le agevolazioni stabilite dall’AutoE rità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico il 18 aprile in favore dei residentei nei comuni terremotati. Oltre alla dilazione dei pagamenti, già in atto, saranno così azzerati per 36 mesi dalla data del terremoto i costi relativi a tariffe di rete e oneri di sistema (valori che incidono per più della metà sull’importo totale dovuto); verrà inoltre applicata la rateizzazione su due anni degli importi. Tutte le bollette finora emesse saranno ricalcolate.
visto che le case costruite semplicemente, mattone su mattone, sono quelle che hanno resistito meglio. Buona lettura e buona estate. * vescovo
bioetica
Cingoli, mongolfiere valdostane in volo per il decimo anno sul cielo del Balcone delle Marche
Charlie. Cancellare la sacralità della vita ci impoverisce tutti DI
ELIDE SALVATORI
L’
opinione pubblica è stata colpita dalla decisione della Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo di sospendere le cure al piccolo Charlie, di dieci mesi, affetto da una malattia genetica molto rara e inguaribile. Alla Corte Europea si erano appellati i genitori, dopo la sentenza della Corte suprema della Gran Bretagna, per ottenere il permesso di condurre il figlio negli Usa, per sottoporlo a cure sperimentali. Ma il permesso è stato negato con la motivazione che tali cure equivarrebbero a un accanimento terapeutico che prolungherebbe le sue sofferenze. La nostra civiltà sta così iniziando a rinnegare i propri principi. Negare il diritto alla vita, non solo violandola ma opponendosi ai genitori, è affermare una cultura di morte, che svela la degenerazione e l’arroganza di uno Stato fondato sul rispetto della vita e della libertà del cittadino. Ed è altrettanto inquietante constatare che la cultura scientifica e tecnologica esalta i miracoli della scienza e i successi della medicina, ma nega ogni possibilità all’imprevedibile e alla speranza, rifiutando in questo caso la possibilità di una terapia sperimentale, importante sia per la ricerca, sia per un possibile miglioramento delle condizioni di Charlie. A questo riguardo colpisce la testimonianza della mamma di Emanuele, un bambino italiano di 9 anni affetto dalla stessa patologia: «Uccidere – dice – non è la soluzione; i bambini quando sono malati vogliono solo stare nelle braccia dei loro genitori e godono di essere accarezzati… da oggi sappiamo che la Corte Europea dei diritti non ci tutela. È un errore credere che Charlie sia l’eccezione, tutti noi un giorno saremo disabili e quando toccherà agli anziani con la demenza senile, ai neonati prematuri, alle vite “inutili”, dove saranno i diritti dell’uomo?» Smarrire la sacralità della vita, pensare di essere i detentori del bene e del male, lentamente ci perverte e ci disumanizza, allontanandoci dalla fonte del vero Bene.
PERINI *
Famiglie e curiosi giunti a Cingoli da tutta la regione hanno atteso la partenza delle mongolfiere dalla frazione di Borgo San Lorenzo col naso all’insù, emozionati dalla velocità con cui queste si sono alzate in volo. Grazie al bel tempo, l’inusuale esperienza ha offerto ai fortunati viaggiatori un irripetibile colpo d’occhio su tutte le Marche. Per chi è invece rimasto a terra, lo spettacolo è stato garantito dalla presenza di un drone che ha immortalato i volti dei viaggiatori e la varietà dei colori del paesaggio Maceratese. L’annuale
appuntamento è stato promosso dall’Ascat, l’associazione dei commercianti del Balcone delle Marche, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, ma soprattutto grazie alle quattro mongolfiere messe a disposizione dall’azienda valdostana Charbonnier. L’evento, giunto
alla sua decima edizione, si è svolto dal 30 giugno al 2 luglio, e ha coinvolto tutto il Centro storico della città, all’interno del quale i turisti hanno potuto gustare prodotti tipici e visitare i mercatini aziendali. Andrea Mozzoni
a vocazione presbiterale come frutto di una libera iniziativa da parte del disegno salvifico di Dio per diventare parte integrante del sacerdozio di Gesù Cristo partecipando all’offerta del suo corpo a servizio della sua Chiesa e per la salvezza degli uomini del nostro tempo»: queste parole per me racchiudono il senso e significato più profondo degli esercizi spirituali che abbiamo vissuto lo scorso mese di giugno col nostro vescovo Nazzareno Marconi, insieme a un gruppo di presbiteri maceratesi. A guidarci, con semplicità, discrezione e parole animate da un carisma profondo il vescovo Angelo De Donatis da poco nominato dal Papa suo Vicario per la diocesi di Roma. Quest’anno una novità di rilievo è stato il luogo in cui abbiamo tenuto il ritiro, non più come gli anni precedenti alla Domus Laetitiae di Frontignano, devastata dal terremoto, ma nella splendida cornice alpina di Soraga, nella Val di Fassa in Trentino. Ho sperimentato l’occasione di un incontro personale con Gesù Cristo, da una parte mediante le meditazioni del vescovo Angelo, dall’altra attraverso la riflessione personale sulla parola di Dio, insieme alla preghiera personale alternata a quella comunitaria, come un dialogo a tu per tu con il Signore. Il bilancio è stato una parola di luce per la mia vita di cristiano e poi a sostegno del mio ministero presbiterale che il Signore mi ha donato e affidato come atto del suo immenso amore per me, in modo unico, in quanto tutti noi siamo unici e irripetibili davanti a lui. Lo stare insieme agli altri fratelli presbiteri e al nostro vescovo Nazzareno donandoci momenti di comunione specie nella celebrazione dell’Eucaristia, e condividendo momenti di fraternità durante qualche passeggiata o specie quando ci ritrovavamo a tavola… tutto questo io l’ho vissuto come un’ulteriore grazia, come segno di attenzione e dell’amore di Dio per la vita di ciascuno di noi. Infine un ringraziamento va anche all’accoglienza e ospitalità riservataci dal gruppo mariano Maria Regina dell’amore, nella loro casa di spiritualità “La Lum de Roisc” (cfr gli articoli a pagina 4, ndr): la disponibilità nell’accompagnarci nei trasferimenti nei vari luoghi visitati e la qualità del servizio di accoglienza sono stati eccellenti, anche questo un riflesso dell’Amore di Dio che si irradia nei momenti straordinari come nella quotidianità della vita di ogni giorno. * sacerdote
vacanze. Occasione propizia per favorire l’incontro con Dio DI
GABRIELE PEDICINO *
L’
estate è il tempo degli spettacoli, dei meeting, del riposo, dei grandi eventi! Lo prova per esempio il mio profilo di Facebook dove, come non mai, arrivano inviti e segnalazioni di eventi. Dalle sacre culinarie, alle gare sportive, dai congressi culturali ai ritiri spirituali, ce n’è per tutte le età e per tutti i gusti. L’estate d’altronde è il tempo per eccellenza delle vacanze, in cui prevale l’evasione e il vagare, nella quale è di casa lo straordinario! Ma negli anni, soprattutto vedendo come a volte investono questo tempo i giovani, mi sono accorto che può essere anche un tempo pericoloso, un tempo sprecato! Infatti, quando le vacanze diventano vacanze da noi stessi e da Dio, non possono mai essere un ricrearsi e ritrovarsi ma conducono spesso a smarrirsi. Sì, il tempo delle ferie può essere un autentico
In alternativa allo sballo, bisogna creare momenti in cui riflettere anche sulla dimensione religiosa
“evento”! Ma dobbiamo interrogarci a chi ne affidiamo l’organizzazione! A chi affidiamo il nostro tempo? L’esperienza vissuta in questi anni a Tolentino con tanti ragazzi e giovani mi ha portato a ripetere loro e a ripetermi tante volte: a chi affidiamo il nostro tempo? Ma non basta creare o indicare il problema, bisogna anche trovare soluzioni. E la Chiesa, in questo tempo, si è prodigata per i giovani, e non solo, proponendo “spazi di tempo” in cui diventi possibile l’evento dell’incontro con Dio. Parafrasando sant’Agostino con la sua celebre frase delle Confessioni potremmo dire che l’incontro con Dio è “l’evento della nostra vita”, perché Dio ci ha fatti per sé e il nostro cuore non ha quiete se non riposa in Lui!
È Lui il riposo, è Lui la quiete, è Lui la nostra Vacanza! Così negli anni la Chiesa si è industriata a proporre campi scuola, settimane di spiritualità, pellegrinaggi. Io personalmente da anni adotto la modalità del “M&M”: mare e meditazione. Propongo ai ragazzi una o più settimane in un luogo di mare, dove però le giornate vengono anche intervallate da momenti di catechesi, deserto e preghiera. Questo a riprova che il cristiano sa anche divertirsi, sa riposare, ma lo fa in Dio e senza mai dimenticare Dio; senza fare l’errore di perdere di vista l’origine e la meta di ciò che siamo. Che grande errore quando viviamo le vacanze come distrazione da ciò che siamo! È una sventura quando ci
dimentichiamo o vogliamo nascondere a noi stessi “di chi siamo” e così viviamo da smarriti e, vorrei anche dire, da “disconessi”! Quanto ci si stanca, quando quello che facciamo e desideriamo non ha connessione con la realtà. Quando accade questo, anche le ferie meglio organizzate e costose non arrivano mai a donarci quel refrigerio del corpo dello spirito che ci promette Gesù quando ci invita nel Vangelo: «Venite, riposatevi un poco!». C’è da augurarci allora una buona vacanza, da persone “ritrovate”! Bisogna saper organizzare il nostro tempo e soprattutto imparare a viverlo in Dio; allora non ci sarà più bisogno dello sballo perché la nostra vita sarà piena in Dio! Non dobbiamo privare le nuove generazioni del divertimento e del riposo, ma educarle all’autenticità di questa esperienza! Una bella sfida! Ne siamo capaci? * agostiniano
Martedì 18 luglio 2017
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In partenza per giorni di missione hiesa del Sacro Cuore di Macerata, venerdì 14 luglio 2017. Le naC vate gremite e più colorate del solito per celebrare il mandato missionario per una trentina di giovani della diocesi di Macerata e di quella di Fermo. Questo appuntamento si ripete ormai da diversi anni ed è per il Centro missionario diocesano che lo organizza, l’espressione più viva di una Chiesa che si mette in cammino con giovani. Ragazzi di realtà missionarie e associative varie, che decidono ogni anno di vivere una parte del tempo estivo a servizio di periferie vicine e lontane. Periferie dove si toccano e condividono povertà e diversità, ma anche la ricchezza di un tempo speso bene. La celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Renzo Fratini, l’arcivescovo maceratese nunzio apostolico in Spagna, si è svolta con la partecipa-
zione di un significativo gruppo di giovani: 7 i ragazzi che percorreranno il cammino di Santiago, 16 i giovani che in agosto insieme al gruppo Eumega raggiungeranno il Togo, 6 gli educatori di Azione cattolica che accompagneranno una settantina di ragazzi nell’esperienza a Montorso, incontrando varie realtà tra cui l’Hotel House, e una giovane dell’associazione Bondeko che vivrà dieci giorni nel campo profughi di Siracusa. Esperienze diverse per mete e stile di servizio, ma accomunate da un unico sentire, quello che rende tutti parte della stessa Chiesa che scommette proprio sui giovani per rivelare il suo volto missionario. Si parte non per una semplice passione, né per un’intuizione improvvisa, ma perchè di fronte a una chiamata ognuno dei presenti ha detto, anche se con velato timore, il suo piccolo grande sì. È questo sì
Finita la scuola, il tempo a disposizione si dilata e si moltiplicano le proposte per impiegarlo fattivamente con
che rende l’esperienza del partire un sentiero di vocazione. L’applauso che si è alzato a conclusione del mandato e della consegna dei segni di invio, un rosario e la preghiera missionaria, è espressione chiara dell’emozione vissuta da tutta la comunità. Una comunità fatta non solo degli assidui parrocchiani, ma anche di amici e parenti dei giovani in partenza, uniti nell’affidare a Dio e alla Chiesa il cammino dei loro cari. “Mandati perché amati”. Con questa certezza si è conclusa la celebrazione e con l’invito a custodirsi reciprocamente nella preghiera. Chi è mandato non parte per sè, ma perchè ha sentito che l’amore ricevuto non può restare nel recinto del cuore, ma deve trovare il coraggio di passi, anche rischiosi, che si fanno incontro. Questa è missione, missione giovane. Annamaria Cacciamani
Andare «Oltre»: ad Assisi con i frati minori d’Italia l tuo più grande desiderio davanti a ogni situa« I zione è di poter andare sem-
Il momento del conferimento del mandato
pre “Un passo oltre”». Con questo spirito, i partecipanti alla 37ª Marcia Francescana si danno appuntamento ad Assisi per poter vivere la Festa del Perdono e giungere, come recita lo slogan del 2017, «un passo oltre dalle cose difficili, per trovare bellezza e un passo oltre per trovare splendore». Dal 25 luglio al 4 agosto, da ogni parte d’Italia, la Marcia coinvolgerà giovani dai 18 ai 32 anni che vorranno impegnarsi in un breve itinerario spirituale per dare luce alla propria vita interiore e così raggiungere a piedi la meta di Assisi. La Marcia assume la di-
mensione di una sorta di “viaggio” dentro la propria esperienza di fede. La proposta di un cammino fisico e spirituale che – si legge in una nota – «riporta a contatto con la terra e con le sue creature, per far riscoprire la presenza vitale dello Spirito fonte di gioia, presente in modo inconfondibile nell’uomo creato ad immagine di Dio». Ogni anno la Marcia presenta una tematica proposta dai frati minori per approfondire il tema del perdono e della riconciliazione. Per conoscere l’itinerario nella provincia di Macerata, contattare la Casa “Terra dei fioretti”, 60025 Loreto (An), ai numeri: 071.7500393 e 366.1940922. (A.Moz.)
appuntamenti che valorizzano il gioco e la fraternità gioiosa Ma c’è spazio anche per la riflessione e la preghiera
A servizio dei piccoli centri estivi. In parrocchia tante occasioni di crescita e condivisione durante le vacanze DI
MARIA NATALIA MARQUESINI
N
Santo Spirito di Tolentino era basato, invece, sulle tematiche della favola di Pinocchio. Organizzato dai ragazzi della parrocchia nelle vesti di animatori/educatori, affiancati dai “civilisti” Lorenzo e Sundas, prevedeva ogni mattina un’accoglienza calorosa per i bambini. Subito la musica e i balli servivano a fare il pieno di energia per il resto della giornata in cui ci si è cimentati in recite, discussioni e giochi allo scopo di coinvolgere
on si tratta dei soliti centri estivi utili a mantenere impegnati bambini e ragazzi dopo la fine delle lezioni scolastiche. I vari Grest (acronimo che sta per gruppi estivi) rappresentano un’opportunità di crescita per chi vi partecipa e la possibilità di una comunità di prendersi cura dei più piccoli. Grazie al progetto «Il mondo che vorrei», portato avanti dalla Caritas diocesana attraverso i volontari del servizio civile nazionale, alcune parrocchie hanno avuto la fortuna di poter contare su qualche mano in più. Cinque in particolare sono state le parrocchie che hanno potuto contare I giovani volontari del sul supporto dei “civilisti” Servizio civile nazionale oltre a quello dei volontari e degli sono stati protagonisti di animatori, che hanno varie iniziative nel quadro preso parte attiva fin dai momenti di del progetto «Il mondo che preparazione. vorrei» promosso dalla Dal 12 al 17 giugno la parrocchia Santa Famiglia Caritas diocesana di Tolentino ha fatto vivere ai più piccoli molte i bambini facendoli “avventure” sempre mirate a lasciare sentire felici e amati. un messaggio importante e ad Dal 19 al 30 giugno la attualizzare la parola di Dio. I Parrocchia S. Vincenzo volontari Livia e Roberto hanno Maria Strambi di potuto accompagnare questo Piediripa ha allestito per gruppo trascorrendo una settimana la prima volta il Grest, di divertimento scandita da rivolto a bambini dai 6 ai momenti di preghiera, gioco, 10 anni dal titolo dialogo e confronto trasmettando ai “Un’estate da brividi”, al ragazzi l’importanza dell’impegno quale hanno collaborato nella costruzione dei propri sogni, anche Marta e Chiara. Il della speranza e dell’amicizia vera. film d’animazione “L’era Sempre a Tolentino, il 26 giugno è glaciale” ha fatto da sfondo all’intera iniziato il Grest della parrocchia esperienza e la visione di alcune Santissimo Crocifisso che ha accolto parti del film ha accompagnato le 53 bambini dalla prima alla quinta giornate offrendo spunti di elementare, con 19 educatori tra cui riflessione. I 50 bambini che hanno Livia ed Elisa del Servizio Civile. La scelto di vivere questa esperienza si tematica principale, basata sul sono ritrovati come i protagonisti motto “Si va in scena!”, ha del film che, senza conoscersi e accompagnato i bambini alla diversi l’uno dall’altro, hanno scoperta delle arti sceniche, tra cui il intrapreso un viaggio, spinti da circo. motivazioni varie ma diventando, In contemporanea a quest’ultimo, il giorno dopo giorno, amici. Lo staff Grest organizzato dalla parrocchia
Grest di Urbisaglia: laboratorio del pane
Avulss di Urbisaglia, dal 3 luglio nuova esperienza di animazione er Urbisaglia si è trattato di una prima volta. Dopo 12 anni in cui l’AP vulss e la parrocchia si sono impegnate ogni estate nell’accoglienza per un mese di bambini bielorussi che scontavano l’effetto della grande tragedia di Chernobyl, è stato deciso di indirizzare l’impegno nell’animazione dei ragazzi del paese. Il programma abbraccia 4 settimane di luglio, dal lunedì al venerdì, con orario dalle 15.30 alle 19.30. Si è partiti con trepidazione, senza sapere quante famiglie avrebbero aderito e contando sull’apporto decisivo di un gruppo di giovani che con generosità si sono messi a servizio predisponendo un programma di attività vario e ricco. L’avvio il 3 luglio è stato davvero “sprint”: i 40 iscritti sono immediatamente schizzati a 60, mettendo sotto pressione l’organizzazione, ma tutto è andato per il meglio. In conclusione del primo turno Debora e Melissa, animatrici del gruppo dei più piccoli (dai 3 ai 5 anni) hanno commentato: «Siamo felici e soddisfatte perché abbiamo ricevuto risposte positi-
ve sia dai bambini che dai loro genitori e soprattutto perché i bambini, anche se piccoli, hanno colto appieno lo spirito del centro estivo che non è soltanto un’esperienza di gioco, ma un momento di confronto e condivisione con gli altri». Per Celeste, 19 anni, animatrice dei ragazzi più grandi (dalla quarta elementare alla seconda media): «La soddisfazione più grande l’ho avuta negli ultimi due giorni della prima settimana, quando molte mamme mi hanno chiesto di iscrivere i loro figli per le settimane successive e si sono congratulate per l’iniziativa». Per Luca e Giorgia, che hanno animato il gruppo composto da chi aveva frequentato le classi dalla prima alla terza elementare, «tutta la fatica e l’impegno che abbiamo messo a preparare e organizzare il Grest, sono stati ripagati dai sorrisi dei piccoli, dal fatto che con grande soddisfazione li vediamo divertirsi e dai complimenti che riceviamo dai genitori. Speriamo di continuare a divertire e divertirci insieme, animatori e bambini!». (P.Ch.)
Salesiani Macerata
«L’estate ragazzi» in città oom di presenze per l’edizione 2017 del Grest dei salesiani a Macerata, svoltosi per tre settimane dall’11 giugno al 2 luglio, con la presenza di olB tre 400 ragazzi al giorno, un dato che ha costretto gli organizzatori a chiude-
degli animatori era composto da 12 ragazzi e due arbitri, che hanno saputo supervisionare la buona riuscita dei giochi. Ad accompagnare e sorvegliare il tutto c’era il parroco, don Franco Pranzetti che, come “giudice speciale”, si è prodigato per il successo del centro estivo. Ogni settimana di Grest si è conclusa con una cena condivisa tra le famiglie, in cui i bambini si esibivano a seconda
del tipo di laboratorio svolto e veniva mostrato un video di sintesi dei momenti vissuti. È iniziato il 12 giugno e continuerà fino al 28 luglio il servizio dell’oratorio di Chiesanuova di Treia per il centro estivo dedicato ai più piccoli della località e non solo. Anche qui la giornata è scandita da sport, laboratori e tanto divertimento.
re le iscrizioni in anticipo. L’estate ragazzi seguiva il tema, proposto anche da altri oratori salesiani della Provincia del Centro Italia, «Si va in scena» e prevedeva attività per un orario prolungato dalle 7.30 alle 18. Il motore dell’iniziativa erano gli adolescenti della fascia di età compresa dai 15 ai 18 anni che si sono trovati ad essere “fratelli maggiori” compiendo la loro prima esperienza di volontariato sociale. «Un’esperienza davvero bella – ci racconta Valentina Chiodera, volontaria all’Oratorio maceratese –, utile per i bambini ma anche per noi grandi. Darsi da fare per i più piccoli, nonostante sia stancante, ti regala quella serenità per arrivare a sera felice di ciò che si è fatto». A garantire il clima familiare gli adulti che, seppur molto presenti hanno vigilato da lontano: Salesiani, educatori, nonni e collaboratori vari si sono impegnati anche nei momenti di convivialità. Durante le tre domeniche dell’esperienza l’intera comunità salesiana si è adoperata nella riuscita delle feste a contorno che culminavano nella Messa celebrata all’aperto. (M.N.M.)
Verso il Sinodo dei giovani una pastorale in ascolto D
opo due Sinodi dedicati alla famiglia, la Chiesa fissa il proprio obiettivo sui giovani per affrontare il tema fede e il discernimento vocazionale. Si avvia un percorso che nasce dal desiderio di incontrare, accompagnare, prendersi cura di ogni giovane. «Non possiamo né vogliamo – si legge nel documento preparatorio al Sinodo – abbandonarli alle solitudini e alle esclusioni a cui il mondo li espone. Che la loro vita sia esperienza buona, che non si perdano su strade di violenza o di morte, che la delusione non li imprigioni nell’alienazione». Papa Francesco nella lettera indirizzata ai giovani ha posto l’accento sullo sguardo di Gesù: «Carissimi giovani, avete incontrato questo sguardo? Avete udito questa voce? Avete sentito
quest’impulso a mettervi in cammino? sito ufficiale del Sinodo e Sono sicuro che, sebbene il frastuono e contemporaneamente il Documento lo stordimento sembrino regnare nel preparatorio contiene una serie di mondo, questa chiamata continua a domande sul modo in cui la Chiesa si risuonare nel vostro animo per aprirlo prende cura di loro. alla gioia piena». L’ufficio di Pastorale Dalla volontà di Nell’incontro 2018 i vescovi giovanile diocesano andare incontro ai lavorato si confronteranno su fede e ha giovani, nasce coinvolgendo l’esigenza di offrire discernimento vocazionale, parrocchie, loro un cammino che associazioni, col desiderio di incontrare li aiuti a scoprire il movimenti religiosi, progetto di Dio sulla e prendersi cura delle nuove cammini, oratori. Ne loro vita. fuori un generazioni. Si è partiti da viene In questo periodo si quadro di giovani raccolgono dati per un questionario multilingue quasi alla periferia ottenere uno della Chiesa, che spaccato reale della stenta a trovare una situazione giovanile. I giovani dai 16 ai presenza attiva nei Consigli pastorali 29 anni sono invitati a compilare un parrocchiali o di Unità pastorale. questionario multilingue proposto sul Giovani che cercano e si nutrono di
esperienze e momenti forti, come possono essere le esperienze di Grest, campi estivi o pellegrinaggi, ma non trovano spazi e persone quotidianamente dedicati a loro. Cercano occasioni di incontro che stimolino in loro domande e diano risposte credibili alle loro curiosità. A tal proposito emerge l’urgenza di curare con maggior attenzione e risorse il loro cammino vocazionale. Troppe volte non sono grado di farlo nemmeno le famiglie, attente soltanto al rendimento scolastico o sportivo. Alcuni genitori tendono a comportarsi solo “da amici”. Da qui la necessità di aiutarli a recuperare la loro responsabilità genitoriale attraverso il dialogo vero, il tempo, la fiducia e momenti di fede vissuti insieme. Maria Natalia Marquesini
Martedì 18 luglio 2017
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Lunaria, emozioni tra suoni e parole per l’estate di Musicultura a Recanati ccesi i riflettori sull’edizione 2017 di Lunaria, la rassegna estiva ideata e curata A da Musicultura in collaborazione con il Comune di Recanati. Piazza Leopardi ha già accolto il primo artista del cartellone che guiderà sotto le stelle di luglio gli amanti della musica d’autore. Accompagnato dall’attrice Bianca Guaccero, infatti, Fabrizio Moro ha entusismato il pubblico con il brano sanremese “Portami via” e i successi del suo repertorio. Il 19 luglio sarà la volta del giovane cantautore Jack Savoretti che, secondo il patron della manifestazione Piero Cesanelli, presto vedremo alla ribalta del cantautorato italiano e già definito da qualche critico internazionale come un nuovo Bob Dylan. Savoretti porterà a Lunaria il folk–rock britannico accompagnato dalla sua band e dalla inseparabile chitarra acustica. Il 27 luglio la rassegna continuerà con l’evento “The start from the Commitments”, artisti che saliranno sul palco con John Vignola, voce di Radio1 Rai,
esplorando le grandi hit degli anni 80 e 90. Chiuderà il ciclo Arisa, il 3 agosto, accompagnata sul palco di Recanati da un nome che non è stato ancorasvelato. «La collaborazione con Musicultura, che segue la direzione artistica di Lunaria, prosegue e continua a crescere di anno in anno e di occasione in occasione», ha sottolineato in sede di presentazione il sindaco di Recanati, Francesco Fiordomo. Da par suo, Cesanelli ha ricordato le origini della di Lunaria che vede musica e parole principali protagoniste sul palco recanatese: «L’evento stravolge i canoni rituali dei musicisti al punto di rendere questa formula quasi unica – ha detto –; non tutti accettano la sfida e, proprio per questo, la qualità è molto alta». Infine, l’assessore alla Cultura Rita Soccio ha ribadito quanto Lunaria sia un punto di riferimento per i recanatesi: «Questa manifestazione proseguirà idealmente il cammino intrapreso verso Recanati città della Cultura». (A.Moz.)
Dal terremoto si rinasce non per una spinta volontaristica, ma elaborando una visione che salvi le comunità e le coinvolga nella ripresa
l’idea. Marcorè promuove la rassegna RisorgiMarche
Lube in festa per i 50 anni Big in concerto Presente anche Romano Prodi
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esta vip per i 50 anni del Gruppo Lube. SaF bato 22 e domenica 23 luglio, tra Treia e Civitanova Marche, l’azienda maceratese, leader nel mondo per la produzione di cucine, celebra mezzo secolo di storia con due giornate–evento riservate ad autorità, ai 618 dipendenti, a clienti nazionali ed esteri. Un appuntamento in grande stile per celebrare gli obiettivi conseguiti dalla nascita nel 1967 e brindare alle sfide future. La festa inizia a Treia col taglio del nastro del rinnovato showroom aziendale e si sposta a Civitanova dove Gabriel Garko sarà il padrino della serata all’Eurosuole Forum, la casa della Lube Volley campione d’Italia, che il 7 e 8 ottobre ospiterà la Final Four della Supercoppa 2017. La proprietà ha scelto di condivi-
dere la ricorrenza dei 50 anni con ospiti che hanno segnato la storia Lube e festeggiare con un concerto a sorpresa di un big della canzone. Domenica mattina si passa ai numeri e alle strategie con l’Osservatorio Lube 2017 riservato ai clienti nazionali e internazionali e a esponenti del mondo economico, istituzionale e politico, tema di questa edizione “L’ Evoluzione del sistema distributivo”. Tra gli interventi, anche quello di Romano Prodi. Tiziana Tiberi
Quale senso daremo all’Italia per il futuro? Le cinque giornate di Symbola, tra Macerata e Treia, alimentano la speranza di riscatto per il nostro territorio e per l’intero Paese DI
PIERO CHINELLATO
«I
l terremoto è un “cigno nero”, un evento raro con effetti devastanti; la maniera in cui noi affronteremo la realtà del terremoto ci dirà che Italia siamo». Così Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, rilanciando una metafora dell’epistemologo di origine libanese Nassim Taleb, sabato 8 luglio ha incanalato la sintesi delle cinque intense giornate di dibattito che si sono snodate tra Macerata e Treia a partire dal 4 luglio. Nei primi tre giorni il “Festival della Soft Economy” ha coinvolto direttamente anche realtà locali quali il Comune di Macerata, le Università di Camerino e di Macerata, l’Istituto Confucio e il China Center. Il 4 luglio a Macerata è stato messo a tema il rapporto Italia Cina, mentre il 5 e 6 luglio il confronto è proseguito a Treia con appuntamenti su rigenerazione territoriale, ricostruzione, sviluppo sostenibile e green community. Al Festival è seguita la XV edizione del Seminario estivo di Symbola, su “Il senso dell’Italia per il futuro”. Un futuro che – tutti gli intervenuti se ne sono dichiarati convinti – è alla portata dell’Italia. Lo ha sottolineato nella relazione introduttiva Fabio Renzi, segretario generale di Symbola: «C’è un’Italia apprezzata nel mondo per la sua capacità di produrre ricchezza e bellezza puntando sulla creatività e l’innovazione tecnologica». Non si tratta di velleità: lo «di-
mostrano le oltre 385mila aziende (il 26,5% del totale dell’industria e dei servizi) che durante la crisi hanno fatto investimenti». L’obiettivo – ha proseguito Renzi – «è il saper cogliere nella green economy, nell’economia circolare e condivisa un vento favorevole per il Made in Italy». E se il terremoto ci ha sconvolto, «l’Appennino può essere un grande laboratorio territoriale che ha un valore e un’urgenza per le comunità e i territori feriti, per le Regioni interessate e per l’intero Paese». In tanti si sono quindi susseguiti sul palco del teatro di Treia per declinare la trama dei percorsi di futuro alla nostra portata. Il vescovo di Macerata Marconi ha portato un saluto augurando che tutte le realtà coinvolte nella rinascita dal terremoto «accettino davvero di mettersi in gioco, senza nessuno che stia furbescamente alla finestra, pronto a capitalizzare guadagni facili, fatti sui rischi e gli inevitabili errori di chi si impegna. Di questi cannibali non abbiamo bisogno». Mons. Marconi ha quindi segnalato la scelta della diocesi di dare un segno, sostenuta da Caritas Italiana, con la realizzazione di tre centri di comunità multifunzione, coinvolgendo le comunità e professionalità locali, rimpiazzando volumetrie di edifici fatiscenti, per la spesa totale di un milione di euro. Franco Capponi, sindaco di Treia, ha sottolineato l’importanza «della progettazione educativa in riferimento all’ambiente e alla sostenibilità » in vista delle decisioni relative ai «poli scolastici per sostituire quelli distrutti o non a norma sismica». Giuliano Bianchi, presidente delle Camera di Commercio di Macerata, ha fatto notare come il terremoto, che pur ha colpito 4 regioni, abbia provocato più di un terzo del totale dei danni proprio nel Maceratese. Dall’economista Leonardo Becchetti l’immagine di un’Italia «Arabia Saudita della Montalbano E-
Il saluto del vescovo Marconi al Seminario di Symbola
conomics (mix di arte, storia, cultura, biodiversità naturale ed enogastronomica, slow living)». Le chiavi alla base del successo sono coesione, fiducia, cooperazione, mentre resta aperta «la sfida di come costruire una società decente per “l’Italia che non ce la fa”». Compito della politica è «rimuovere i lacci per dare la possibilità di essere generativi» a chi si impegna in questo orizzonte. Particolarmente d’impatto è stato l’intervento di Orietta Maria Varnelli, AD della distilleria di Muccia, direttamente coinvolta dal sisma: «Il terremoto equivale a una guerra e di un dopoguerra si deve far carico l’intero Paese». Nel qua-
dro di una ricostruzione che durerà anni, «oggi è particolarmente urgente farsi carico della comunità colpita, perché possa essere messa in sicurezza e rimanere una comunità, protagonista di un futuro pensato tutti insieme». Un altro imprenditore del “cratere”, Nando Ottadi, AD della “Nuova Simonelli” (macchine da caffè) ha a sua volta sottolineato l’esigenza che dallo Stato giunga una spinta veloce che dia fiducia a chi vuole ripartire e che consenta di capire come sarà questo territorio tra 10– 15 anni. Tante altre voci, dal presidente del Parlamento europeo Tajani, alla ministra Fedeli, al presidente di
isorgiMarche nasce dalla volontà di contribuire alla rinascita di una terra messa in ginocchio dalle scosse sismiche registrate nel 2016 nel Centro Italia». Con queste parole l’attore marchigiano Neri Marcorè ha presentato la rassegna da lui ideata e promossa. Questi i prossimi appuntamenti: 20 luglio, Paola Turci; 23 luglio, Bungaro; 25 luglio, Samuele Bersani; 27 luglio, Daniele Silvestri; e 30 luglio, Fiorella Mannoia. Per maggiori informazioni: www.risorgimarche.it.
Confindustria Boccia, all’AD dell’Enel Starace, a Nando Pagnoncelli di Ipsos, alla presidente di Legambiente Muroni e della Rai Monica Maggioni, a Ivan Lo Bello, presidente di Unioncamere... Tante parole interessanti, tutte permeate della speranza che si fonda su responsabilità, intelligenza e determinazione. Per la sintesi valga la battuta finale di Mario Cucinella, architetto responsabile del Piano per la ricostruzione di Camerino: «Symbola è un po’ una mamma, perché partecipando mi ha fatto dire: dai, dai, che forse ce la facciamo…». Tutti noi, in varia misura terremotati, ce lo auguriamo con lui.
internazionalizzazione
Unimc, in crescita le relazioni estere Italia può farcela se parla al mondo scommettendo su qualità e green economy, sui saperi tradizionali e sull’innovazione, se vede nella necessaria risposta al cambiamento climatico un’opportunità. Un’Italia che fa l’Italia e affronta a viso aperto le sfide del futuro». È quanto ha affermato Ermete Realacci, presidente di Symbola, Fondazione per le qualità italiane, concludendo la tavola rotonda “Il senso dell’Italia per il futuro” a chiusura del Seminario Estivo di Symbola a Treia. In questo quadro le università assumono un ruolo di primo piano per costruire relazioni, conoscenze e idee per la crescita socio–economica sostenibile del Paese. Le relazioni internazionali si riversano anche sul territorio, creando opportunità altrimenti impensabili. Unimc ha aperto in questi anni rapporti intensissimi con la Cina grazie all’Istituto Confucio e al China Center, nel segno della figura chiave di padre Matteo Ricci. La “Via della Seta” rappresenta una grande occasione per le opportunità di finanziamento e di relazioni culturali che favorisce: Unimc è protagonista di due progetti di ricerca internazionali con la Cina finanziati dalla Commissione Europea in ambito sanitario e delle industrie ecologiche. Unimc è anche un insostituibile volano per il territorio. Ha detto ancora Realacci: «Sarà il modo in cui ricostruiremo le zone colpite dal sisma a dirci che idea di Paese abbiamo. Serve tenere insieme le comunità e il tessuto produttivo. L’area colpita è una zona particolarmente ricca di beni culturali, il loro ripristino può essere un volano per l’economia di queste comunità». A questo proposito, il rettore Francesco Adornato ha ricordato come Unimc sia attiva su molti fronti basilari come gli scavi arL’incontro del 4 luglio cheologici nel nostro territorio e all’estero, in Paesi con conflitti interni come la Libia. Nell’ambito dei beni culturali, con il Santuario di Loreto, e tante altre opere nei Comuni colpiti dal sisma. Così pure nel campo delle imprese. A Treia, durante il seminario di Symbola, Unimc ha presentato il progetto “The wine lab”, cofinanziato per circa un milione di euro dall’Ue e volto a favorire la nascita di reti per le piccole imprese vitivinicole delle zone svantaggiate, come la montagna. Per non parlare delle imprese culturali, sulle quali Unimc sta scommettendo attraverso corsi di formazione ad hoc e progetti regionali come “PlayMarche”. Unimc consolida in tal modo la sua vocazione di ponte stabile tra culture e società tracciando sentieri di dialogo oltre le contingenze politiche e i conflitti. Mauro Giustozzi, direttore generale Università degli Studi di Macerata
«L’
Giornata del laureato 2017, l’Ateneo tra Oriente e domani Al telecronista di Sky Maurizio Compagnoni il premio «Laureato dell’anno» DI
ANDREA MOZZONI
A
tmosfere d’Oriente su Macerata. La Giornata del laureato 2017 ha trasformato piazza della Libertà in uno scenario d’eccezione grazie alla presenza di quasi mille partecipanti. Un ponte tra l’Italia e la Cina, grazie alle coreografie dell’Accademia Arti Marziali Giosuè, ma non solo. Tre generazioni di studenti, oltre ai loro familiari, si sono ritrovati per un appuntamento che si ripete ormai da 14 anni. I laureati di 25 e 50 anni fa e i laureati con lode dell’ultimo anno accademico hanno infatti gremito il
Centro storico della città per l’evento promosso dall’Università di Macerata e dall’Alam, Associazione Laureati Ateneo Maceratese. «È l’immagine di una Istituzione che si rinnova assieme alle sue generazioni», ha affermato in tal senso il rettore Francesco Adornato, intervenuto dopo i saluti istituzionali del prefetto Roberta Preziotti e il sindaco Romano Carancini. «Questa giornata è dedicata all’Oriente a all’internazionalizzazione», ha poi aggiunto Adornato, richiamando la citazione della Turandot che l’Università ha scelto per la campagna d’iscrizioni: «E andrai lontano con le stelle verso imperi favolosi». «La fierezza è quella dell’appartenenza a un’Università di acclarata reputazione – ha detto il Rettore –, la fedeltà per noi docenti è la fedeltà suprema al nobile compito di formare, mentre per i più giovani è quella di
rispondere all’impegno che hanno preso con se stessi». Chi da San Benedetto del Tronto è approdato a lidi importanti per la propria professione è il giornalista e voce di punta di Sky Maurizio Compagnoni, laureato in Giurisprudenza proprio nell’Ateneo Maceratese. Compagnoni è stato scelto come “Laureato dell’anno”, un riconoscimento importante che, come sottolineato dallo stesso giornalista, suscita sempre apprezzamento nei suoi interlocutori. «Ho vissuto un’esperienza bellissima, non mi aspettavo questo onore – ha ribadito Compagnoni –, ho rivissuto tante emozioni nel rivedere questa piazza dopo venticinque anni e ho potuto apprezzare una città che gode di ottima salute». Tante le emozioni accompagnate dalle musiche del Quartetto Ensemble Barocco delle Marche, così come le personalità che
hanno ricevuto un apprezzato riconoscimento durante la manifestazione. Tra queste la parlamentare Irene Manzi, ex vicesindaco di Macerata, alla quale è stato assegnato il premio “Oscar Olivelli” dalla Daniela Gasparrini, presidente dell’Alam. Inoltre, non meno importante, il premio Alumni è stato consegnato al poeta Filippo Davoli; alla blogger Giulia Ciarapica; alla scrittrice e giornalista Chiara Giacobelli; e al presidente delle Camere penali di Macerata Renato Coltorti. Infine, la Giornata del Laureato 2017 non poteva esimersi da ricordare la tragedia del terremoto del 2016 abbattutasi con veemenza sul Maceratese. Due Premi Speciali Unimc son stati ideati guardando proprio al futuro del territorio e nostre Comunità coinvolte e, in tal senso, sono stati assegnati al presidente del consiglio
Il tradizionale lancio del “tocco”
regionale delle Marche, Antonio Mastrovincenzo, e al direttore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione delle Marche, Cesare Spuri. Immancabile, il lancio finale del “tocco”, guardando ancora una volta al cielo e al futuro dell’Università di Macerata, legato indissolubilmente a quello delle Marche e dei marchigiani.
Martedì 18 luglio 2017
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Sostegno per l’inclusione attiva, accolte 700 domande Ricerca dell’Alleanza contro la povertà nelle Marche: la misura è importante e molto richiesta, ma tanti progetti sono carenti DI MARTA SCOCCO
L’
Alleanza contro la Povertà in Italia ha svolto una ricerca per il monitoraggio del Sia – Sostegno per l’Inclusione attiva, relativamente all’anno 2017, al fine di valutare i possibili meccanismi di implementazione di tale misura, individuando le dinamiche che ne ostacolano o favoriscono il successo. Nelle Marche, in cui l’Alleanza contro la Povertà è attiva dall’ottobre del 2015 e i due portavoce sono Simone Breccia, responsabile Welfare Caritas Marche e Fabio Corradini, responsabile Ufficio welfare e politiche sociali Acli Marche, l’indagine ha
coinvolto il 92% degli Ambiti territoriali sociali regionali. Una percentuale che testimonia l’importanza della misura, richiesta solo nella regione da circa 3.000 potenziali beneficiari, ma anche le sue carenze dovute soprattutto ai requisiti stringenti di accesso, visto che l’accoglimento effettivo delle richieste ha riguardato solo 700 persone. Con l’entrata in vigore dei criteri allargati del Sia, approvati nel mese di aprile 2017, si prevede l’ampliamento della platea dei beneficiari a livello nazionale di circa 1,8 milioni di persone in condizione di povertà, per una spesa di oltre un miliardo e 700 milioni per il 2018 e oltre 2 miliardi per il 2019. «L’indagine ha messo in luce proprio queste criticità – spiega Simone Breccia – nonostante la predisposizione di progetti personalizzati da parte degli Ats marchigiani (11 Ats ne hanno realizzati il 76%, 4 Ats tra il 51% ed il 75%, 4 Ats tra il 50% ed il
26%, 2 Ats intorno al 25%), risultano infatti carenti gli interventi di inclusione lavorativa e le work experiences come forme di esperienze attivate direttamente dagli Ats, Comuni e Servizi per l’impiego attraverso tirocini, cantieri sociali, prestazioni di lavoro socialmente utile, assegni di ricollocazione individuale, microcredito per attività autonome/d’impresa.» Di fatto, quel che si rileva dunque è la forte difficoltà di agire sul fronte dell’inclusione lavorativa e socio–lavorativa dovuta alla carenza di interlocuzioni interistituzionali e di una forte regia politica della Regione Marche che possa creare reti integrate tra sistemi pubblici e pubblico/privato, valorizzando e connettendo le tante sinergie presenti sul territorio. «Nell’attivazione e nel buon funzionamento del Rei, che andrà a sostituire il Sia a partire da gennaio 2018 – sottolinea Fabio Corradini – dovrebbero vedere concretizzarsi i percorsi appena avviati nella
nostra Regione, sui quali, come Alleanza contro la Povertà, ci siamo confrontati da tempo e diverse volte con la Regione Marche. Giova infine ricordare – continua Fabio Corradini – che con l’approvazione da parte del Governo del decreto attuativo della Legge delega di contrasto alla povertà, si rende operativo di fatto il provvedimento d’introduzione del Reddito d’Inclusione Sociale (Rei). Il testo recepisce sostanzialmente i contenuti del memorandum siglato il 14 aprile tra Governo e Alleanza contro la povertà in Italia, relativamente ai punti d’intesa raggiunti. Siamo però solo all’inizio del percorso. Infatti, la vera sfida del REI, è fare in modo che ogni “cittadino povero” possa ricevere un adeguato pacchetto di riposte, composto sia da un contributo economico sufficiente a raggiungere uno standard di vita decente, sia da servizi del welfare locale capaci di offrire la concreta possibilità di modificare il proprio percorso esistenziale».
Fabio Corradini (Acli Marche)
Macerata-Val di Fassa, un rapporto che si è consolidato negli anni grazie al legame creato dalla condivisione della devozione mariana
Dare ossigeno a polmoni e anima DI
PIERO CHINELLATO
C’
è un pezzetto di Marche, anzi, proprio di Macerata, nel cuore delle Dolomiti, a Soraga, in Val di Fassa. L’hanno scoperto poche settimane fa anche 22 sacerdoti della nostra diocesi, che, accompagnati dal vescovo Marconi, sono saliti in montagna per vivere gli esercizi spirituali predicati dal nuovo Vicario del papa per la diocesi di Roma, monsignor Angelo De Donatis. Questa autentica perla è “La Lum de Roi-
«La Lum de Roisc» di Soraga (Trento), casa dell’associazione Maria Regina dell’Amore, offre percorsi spirituali, ma anche un’eccellente accoglienza per periodi di svago e di riposo sc” (www.lalumderoisc.it), che tradotto dal ladino significa “La luce di un luogo scosceso”; una casa di proprietà dell’associazione mariana Regina dell’Amore, che, eretta a Macerata nel 2010 dall’allora vescovo Giuliodori quale “Associazione pubblica di fedeli”, ora ha un numeroso e attivissimo gruppo nella località trentina. All’origine c’è stata la donazione di 4 fratelli, Carletto e Rita Rossi con i 2 fratelli sacerdoti, padre Giovanni, missionario Dehoniano in Argentina e padre Mario della Congregazione dei Venturini (un terzo fratello salesiano, don Pietro, è morto pochi anni fa, e altri due erano morti in precedenza). Essi hanno fatto ciò nella convinzione che, così, l’esperienza di accoglienza per tantissime ragazze che aveva contraddistinto la loro vecchia Ciasa Margherita si sarebbe rinnovata al passo con i tempi. Così è stato. L’associazione ha affrontato, confidando nella Provvidenza, un considerevole impegno economico, prima per accettare la donazione e poi per effettuare una completa ristrutturazione. I lavori, compiuti a regola d’arte, sono approdati a un edificio che, oltre al rispetto di tutte le normative di sicurezza e dotato delle tecnologie più avanzate per il risparmio energetico, è soprattutto bello. E così chi raggiunge “La Lum de Roisc” percorrendo il centinaio di metri che la separa dal borgo, si trova dinanzi un edificio di una semplicità elegante e calda, dove gli elementi moderni si sposano armoniosamente con altri tipici ladini (la Val di Fassa è infatti il territorio in cui vive questa minoranza linguistica, attaccatissima alle proprie tra-
dizioni). La casa è collocata ai margini del bosco, di notte la quiete non è disturbata da alcunché. Gli arredi delle 14 stanze e dei 2 appartamenti sono tutti nuovi, in legno chiaro, lavorato al naturale, non trattato; gli infissi sono con tripli vetri così da assicurare un efficacissimo isolamento termico (anche acustico, ma di questo non c’è proprio bisogno). I bagni sono spaziosi, con docce ampie. Ma fin qui si tratta di elementi che non stupiscono chi sia abituato a frequentare alberghi in Trentino o in Alto Adige, dove la cultura di attenzione all’ospite è profondamente radicata. A rendere unico il soggiorno a “La Lum de Roisc” è chi la gestisce. A partire dalla responsabile Maria Teresa col marito Emanuele e poi Tone con la moglie Teresa: per loro l’ospite e per tutti i loro giovani collaboratori (Piercarlo, Teresa, Sara) l’ospite è prima di tutto una persona, un amico. Mai si ha l’impressione di essere “clienti”, perché gratuità, fraternità, collaborazione, attenzione all’altro sono elementi che si colgono innanzitutto nei rapporti tra lo staff della casa. Nessuno di loro è “risorsa umana”, sono cristiani che vivono in fraternità, con giornate ispirate dalla luce della Parola con cui hanno il primo appuntamento nella Messa celebrata da padre Giovanni nella luminosa cappella alle 6 di ogni mattino. Sì, perché “La Lum de Roisc” non nasconde la propria identità di casa che nasce con un’ispirazione religiosa profonda e convinta, ma proprio per questo pratica un’accoglienza aperta, cordiale e rispettosa verso chiunque. Nessuna imposizione di gesti, riti, preghiere, ma tanto calore umano e simpatia schietta, che conquista. Una conquista nella quale la cucina ha un ruolo di tutto rispetto. Anche qui la semplicità si coniuga con la qualità “tracciata” delle materie prime, tutte di provenienza locale, e con l’eleganza della presentazione e degli accostamenti (i più diffidenti possono andare a leggere le recensioni su Booking.com). Tutto davvero perfetto per trascorrere qualche giorno saziando gli occhi delle bellezze smaglianti delle cime dolomitiche e rinfrancando il cuore con la pace che l’ambiente e le persone trasmettono al cuore. E forse a qualcuno verrà spontaneo schiudere la porta della cappella e sostare davanti al grande Sacro Cuore, anch’esso di legno bianco, che abbraccia il tabernacolo, per riprendere un dialogo interrotto magari da tanto tempo. Qui la fretta svapora, il respiro affannoso si placa e il nostro piccolo cuore si può aprire alla confidenza con quello di Chi ha sparso il proprio sangue per tutta l’umanità. Buon soggiorno a “La Lum de Roisc”.
”La Lum de Roisc” a Soraga in Val di Fassa (Tn)
Ritiri sulle Dolomiti, andare lontano per vedersi da vicino DI FRANCESCA FLAMINI
erché fare 1.160 chilometri per vivere uP na esperienza di ritiro? Perché arrivare così lontano per trovare un luogo adatto e un tempo idoneo per poter ascoltare con calma la Parola che ci interpella e ci chiede? Da quasi un anno ormai abbiamo iniziato questa stupenda esperienza dei ritiri spirituali: dalla cena del venerdì al pranzo della domenica partiamo da Macerata per arrivare in un contesto, unico nel suo genere, dove natura, spirito e uomo si intrecciano nell’ascolto della Parola e, questa, continua a farsi carne nella nostra vita. Arriviamo a Soraga, un paesino, il secondo della Val di Fassa dove l’Associazione Mariana Regina dell’Amore di Macerata ha da qualche tempo aperto una casa di ritiro, una casa di spiritualità: “La Lum de Roisc” (ne potete leggere nel reportage qui a fianco, n-
dr), la luce che viene dai luoghi scoscesi. I luoghi scoscesi sono spesso come le nostre storie, le nostre vite. Molte volte le nostre realtà sono complicate e, talvolta, superficiali, mai però impossibili da vivere. Trovare in una matassa ingarbugliata un senso, una via, una luce può essere davvero quello di cui abbiamo bisogno. Da questo pensiero nasce l’intuizione e la scelta della “Lum de Roisc”: un luogo, uno spazio dove trovare sé stessi, il mondo e, perché no, Dio. E da qui l’esigenza di fare un percorso appunto con i ritiri spirituali: ritirarsi lontano per vedersi da vicino. Un nuovo luogo ci aiuta, uno spazio dove ascoltare quella Parola che sempre mi parla ma che mai è o diviene scontata. Arrivare a Soraga e trovarsi accolti, in qualche modo anche coccolati dai fratelli che sono chiamati a vivere in quel luogo e offrire questo servizio, ti aiuta a staccare la spina, fare il pieno di carburante spi-
rituale e ritornare poi alle occupazioni di tutti i giorni con nuova grinta interiore ed anche esteriore. Nelle esperienze di questo anno ho visto come il Signore parla direttamente al cuore e come le persone che partecipano in qualche modo, dovevano essere proprio quelle e non altre. Ho visto come il Signore le ha chiamate una a una con storie lontane ma che in qualche modo si univano intorno all’unica Parola di Gesù. L’esperienza non comincia a Soraga: già dalla partenza vogliamo entrare nello spirito della preghiera e del ritiro, così che anche nella formazione delle macchine per il viaggio cerchiamo di aiutare tutti ad entrare nello spirito del ritiro e poi ad uscire in modo positivo e creando quelle relazioni e quei legami importanti che poi restano nella vita concreta di tutti i giorni… Allora… il prossimo sei tu?
La comunità dei rancorosi avvelena le nostre città È necessario resistere e reagire all’imbarbarimento con parole e gesti equilibrati e razionali, senza mettersi in disparte DI
GIANCARLO CARTECHINI
C
apita a volte, d’estate, di vagare per strade deserte, alla fine di un concerto di musica da camera: pianoforte, flauto, voce recitante. Affacciarsi a una balaustra, al chiaro di luna. Osservare le luci di un parcheggio, l’oscurità intorno, e il cielo amico di luglio… Può capitare anche a noi, protagonisti di una vita da impiegati, di commuoverci senza opporre resistenza. La notte porta in dono un ampio respiro, e la fortuna inattesa della decantazione.
Le strade di una città sono occasione di incontri, luoghi di passaggio, voci dissonanti. Ora che nessuno le attraversa, è possibile chiedersi in quale momento la paura abbia preso il sopravvento sulla fratellanza, circolando come ombra inquietante lungo i viali di periferia e nelle pagine delle comunità virtuali. Capita così che a Macerata, nei giorni scorsi, sia comparsa in alcune piazze della città una segnaletica abusiva per protestare contro l’eccessiva presenza di mendicanti, nella maggior parte stranieri. Iniziativa, a detta degli organizzatori, a un tempo “realistica e goliardica”, e invece seminatrice di infamia, perfino nel termine usato di “accattoni”. Capita che una squadra di calcio composta da giovani richiedenti asilo politico partecipi ai Mondiali Antirazzisti organizzati dall’Uisp a Modena, e giù a commentare che i Mondiali Antirazzisti sono un insulto agli
italiani che razzisti non sono, e che in questo modo si sprecano soldi per divise e scarpette, e che gli immigrati devono andare a lavorare, o essere ospitati tutti a casa della Boldrini… Capita infine che un gruppo di richiedenti asilo partecipi a un progetto di riqualificazione dei giardini Diaz e li ripulisca da erbe infestanti e rifiuti. Iniziativa condivisibile? Neanche per sogno: «Si tratta di uno spot pubblicitario», «Questo lavoro potrebbe essere fatto da disoccupati italiani», «È il minimo che possono fare, visto che passano tutto il giorno ad oziare con il telefonino in mano»… Ma i veri militanti non si soffermano su queste chiacchiere da bar. Sanno che siamo oggetto di una invasione pianificata di finti profughi, contro i quali è necessario preparare una “resistenza etnica”. Qualcuno, con sorprendente spregiudicatezza, utilizza
categorie del pensiero marxista per veicolare contenuti di estrema destra: così gli immigrati sarebbero i nuovi schiavi deportati in massa in Occidente dai “mondialisti”, per ottenere forza lavoro a basso prezzo. Non a caso vengono Franco Citti, protagonista del film “Accattone” di P.P. Pasolini paragonati ai contadini che dall’Oklahoma emigravano in California in cerca di concludendo con amarezza che il realismo fortuna, descritti da John Steinbeck nel suo non riesce a mobilitare le masse. Eppure, se romanzo “Furore”. L’accoglienza non una resistenza è necessaria in questo tempo, sarebbe altro che una forma di è proprio la lucida determinazione del contrabbando di esseri umani. Lo pensiero e delle azioni di noi “buonisti”. stravolgimento della realtà è impressionante. Evitiamo che una buca sulla strada (altro In un articolo comparso sul “Corriere della argomento tanto caro alla comunità dei Sera”, Giuseppe De Rita ha parlato del rancorosi) si trasformi un una voragine di rancore come uno dei sentimenti collettivi ignoranza. attualmente prevalenti nel dibattito politico,