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SOMMARIO

L’arte di dimagrire

Introduzione....................................................................................................................... 7 Il “dovere” è nemico di chi vuole dimagrire ................................ 11 Le relazioni sbagliate fanno ingrassare............................................. 43 Le parole che “appesantiscono”................................................................ 69 Immagini nuove per un corpo nuovo ................................................ 89 Non riempire i vuoti interiori col cibo........................................... 115 Fai spazio alle novità ...........................................................................................127 Crea il tuo rifugio segreto ............................................................................145


IL “DOVERE” È NEMICO DI CHI VUOLE DIMAGRIRE

Le diete sono come camicie di forza

«P

erché - mi domanda Elena - è così difficile dimagrire? Quando mi metto a dieta, vado ogni minu-

to a controllare la bilancia. Le sembra normale?». Bisogna imparare a non giudicare i propri comportamenti: non c’è niente di sbagliato nel guardare spesso la bilancia. Anzi io lo consiglio. È un modo per vedere, per constatare dove sta andando il nostro corpo, se ci sono risultati. Una ricerca recente segnala che chi vede in poco tempo l’ago della bilancia scendere, si sente rincuorato e dimagrisce molto più facilmente. Quando si vuole perdere peso sono importanti risultati rapidi e concreti: ecco perché la bilancia è utile. Voi sapete che sono contrario alle diete, perché sono “camicie di forza”, nelle quali ci rinchiudiamo e ci obblighiamo a resistere a oltranza. Non va bene! Bisogna uscire dal recinto delle abitudini e delle credenze: la peggiore è quella che ci fa ritenere che non riusciremo mai a tornare alla linea sognata. Questo non è assolutamente vero. Occorre svegliarsi la mattina e dirsi: adesso mi do il cibo buono, quello che serve a me. Il cibo è come il latte: se mangi bene vai verso la vita. Non

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deve essere un’imposizione rigida a cui ti sottoponi, ma un modo per recuperare la pace con te: «Voglio trovare la mia bellezza, il mio corpo snello il più presto possibile». Come scrivo da tempo, il nostro cervello non ama i “buoni propositi”. Spesso sono proprio i “buoni propositi” che ci mettono ancora più in gabbia, che ci costringono a seguire schemi, imposizioni che finiscono con lo schiacciare i nostri desideri, la nostra voglia di vivere. Ingrassiamo perché ci ostiniamo a trattarci da scolaretti, bambini da punire quando non stanno alle regole. Il nostro inconscio rifiuta la costrizione e le tabelle. Cerchiamo il piacere del cibo proprio perché la gioia di vivere è stata soppressa, rimossa, dimenticata. Allora l’unico proposito utile da fare per poter dimagrire veramente è quello di cercare la felicità, il buonumore, la risata. Quando sentiamo arrivare il sorriso sulle labbra, lasciamo che la risata venga percepita dal nostro corpo, e in particolare dalla pancia. Il buonumore è un antidoto al desiderio di mangiare, alla fame nervosa.

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LE RELAZIONI SBAGLIATE FANNO INGRASSARE

Frasi ricche d’affetto sono la migliore cura dimagrante Le calorie nascono prima di tutto dalle relazioni. Una delle abitudini più in voga negli anni scorsi era quella di gratificare i bambini con le caramelle, i pasticcini, i biscotti. Oggi lo fanno meno le mamme, ancora troppo spesso le nonne, le zie e i parenti. Guai a gratificare i nostri piccoli con il cibo, guai a premiarli con i dolci: è come se dicessimo loro «ogni volta che ti sei comportato bene, corri e abbuffati, premiati con le calorie». Così facendo, li induciamo a sovrapporre affettività e cibo: è come se dicessimo che le carezze possono essere sostituite da una caramella o da un cioccolatino. È troppo pericoloso. Infatti, l’85% di chi ingrassa dichiara che si butta sul cibo per compensare un deficit di amore e di carezze che non ha avuto! Così se i nostri figli hanno fatto una bella cosa, sono stati bravi a scuola, possiamo fare sentire la nostra gioia con una carezza. Questo con i nostri figli… E con noi stessi? Le relazioni sbagliate sono quelle che più di tutto ci fanno ingrassare. Sia con i genitori, come nel lavoro e con gli amici. Due

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donne su tre dicono che iniziano a cercare gratificazione nella buona tavola se si sentono trattate male, soprattutto dal marito. Il sentirsi trascurate, non desiderate, induce al rifugio in cibi che diventano sostituti d’amore. Ma si deve anche evitare di pranzare con persone che ci fanno ingrassare con la loro sola presenza. Alludo ai pranzi domenicali con madri e suocere che sono una delle cause principali di sovrappeso. Sia perché le mamme cucinano tanto (antipasto, primi, secondi, dolce, caffè e digestivo), sia perché spesso ci sono tensioni sepolte che preferiremmo non affrontare e che ci costano amarezze e frustrazioni. Da mamme e suocere meglio andare a pranzo non più di una volta ogni mese e mezzo. Ma anche gli amici che tengono il muso vanno tenuti alla larga, perché l’amarezza che fanno provare ci porta a rifugiarci nell’eccesso calorico. Evitiamo le “relazioni pericolose”. Chi si trova con persone che danno gioia, serenità e benessere dimagrisce spontaneamente. Le cose che diciamo a noi stessi e agli altri, se ricche di affetto, sono la miglior cura dimagrante.

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NON RIEMPIRE I VUOTI INTERIORI COL CIBO

Dimagrisci se gusti davvero ciò che mangi Gli antichi Veda, che conoscevano la Saggezza forse più profonda che sia mai esistita, sostenevano che per raggiungere qualsiasi traguardo, la cosa più importante è essere desti, svegli, coscienti di quello che si sta facendo. È un modo per dire che dobbiamo essere più presenti alle nostre azioni, ad esempio quando guidiamo, quando facciamo l’amore, quando mangiamo. Essere presenti non vuol dire pensare e rimuginare, ma semplicemente accorgersi di essere lì e basta. Anche quando c’è un problema, provate a fare questo piccolo esercizio. Dite a voi stessi: io non devo risolvere il mio problema, devo semplicemente essere presente a me stesso, essere cosciente adesso. Questo stato mentale di “attenzione a se stessi” produce nel cervello capacità insospettate, che ci aiutano a risolvere qualsiasi problema, sia nelle relazioni affettive che sul lavoro. Ancor di più a dimagrire. Secondo una ricerca dell’Università di Bristol, gli antichi Veda avevano proprio ragione. Infatti, secondo gli scienziati dell’università inglese, essere distratti, come accade a chi mangia incollato al pc, oppure a chi manda e-mail mentre sta addentando un panino, fa entrare in uno stato mentale di disattenzione che porta a mangiare il doppio di chi invece pranza a tavola, apparecchiandola e godendosi il cibo che assume. «Chi sta davanti al pc - consiglia-

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no gli esperti di Bristol - deve fare delle pause pranzo e cena, se non vuole mettere a repentaglio la linea». Chi è poco attento a se stesso, dimentica più facilmente e Jeff Brunstrom, fra gli autori della ricerca, sostiene che «c’è un rapporto diretto tra ricordo e quantità di cibo consumato». Infatti chi mangia di fronte al pc si ricorda poco i cibi assunti e quindi ne assume sempre di più, anche perché il senso di sazietà, se siamo disattenti, diminuisce. La soluzione? Non è solo evitare i pranzi davanti a pc o tv; ma ricordarsi di essere più attenti durante la giornata e presenti a noi stessi, anche quando facciamo cose qualsiasi. Il segreto è dirsi più volte al giorno: «Adesso sono presente a me stesso». Queste parole sono un potente dimagrante perché attivano la consapevolezza, liberano dai pensieri, che sono troppo presenti nella nostra vita e ingombrano il nostro mondo interno di eccessive preoccupazioni. Se non siamo attenti, finiamo per essere in balìa dei pensieri e delle azioni meccaniche, e quindi della passività, come capita a chi mangia mentre fa un’altra cosa. Dopo un po’ assume i cibi senza neppure accorgersi del piacere di mangiare. La domanda magica è questa: «Sono attento, sto gustando ciò che mangio?». Se la risposta è sì, stiamo tranquilli: dimagriremo facilmente. Avevano ragione gli antichi Veda.

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FAI SPAZIO ALLE NOVITÀ

Libera le tue energie per non ingrassare

S

econdo la medicina cinese l’ingrassare dipende soprattutto da un problema energetico. L’energia ali-

mentare, quella dei cibi, è la più pesante di tutte le energie, la più ricca di terra. Secondo Shia Chen, il grande medico cinese, chi ingrassa ha poca terra dentro di sé, ha un vero e proprio “vuoto energetico”, per questo ricorre agli eccessi alimentari. Ma il discorso va ancora più in là… Se si osserva chi è in sovrappeso, o ancor di più chi è obeso, ci si accorge che nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di persone molto attive, dinamiche, che fanno una quantità di cose, che danno molta importanza all’azione. Quasi tutte le persone che vorrebbero dimagrire si definiscono «super impegnate, sempre di corsa, dedite più agli altri che a se stesse». Anche la loro sensibilità è più elevata rispetto alle persone che non ingrassano. Molte lettrici con il problema del peso scrivono per dirmi che si sentono ferite per un nonnulla; che sono troppo sensibili, spirituali, romantiche. Si ingrassa, riempiendosi di energia materiale, per colmare un eccesso di energia spirituale, un eccesso di sensibilità.

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E questo è il contrario di quello che si pensa in genere. Chi ingrassa ha troppa “energia sottile” e ricorre al cibo per fermarla, per non diventare troppo mentale, troppo meditativo. Mangia per compensare, come dicevano i cinesi, l’eccesso di “energia celeste”. Come se diventando più terreno, potesse attutire l’eccesso di sensibilità, di tenerezza, in cui sembra essere calato. Ma intanto è anche superimpegnato perché “spinto” dall’eccesso di energia psichica, che lo porta a realizzare impegni, progetti, lavori, compiti, doveri a ogni costo. Per questo motivo il riposo, che viene prescritto da molti dietisti, è assai negativo. Chi è in sovrappeso ha tanta energia da spendere, che col riposo si blocca ancora di più. Si “ingorga” e il peso aumenta… Invece se una persona si impegna, lavora, sfrutta la sua energia, allora riesce a dimagrire. Perché l’eccesso di energia, sia fisica che spirituale, va sfogato, non trattenuto. Altrimenti il cervello (che è il centro di tutte le energie, materiali e spirituali, del corpo) ricorre al cibo, alla terra, come direbbero i cinesi, che così bloccherebbe l’eccesso di cielo…

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