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Riza Relax OK

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RIZARelax

COSÌ LIBERI IL CERVELLO DA ANSIA E PREOCCUPAZIONI

PRIMAVERA: COME RITROVARE

ENERGIA E LEGGEREZZA

Le tecniche per vincere subito la stanchezza sica e mentale

CURARSI CON I FIORI

Il loro profumo è il miglior antistress naturale. Regala la calma, la serenità e il buonumore

VIA I DOLORI

MUSCOLARI

Gli esercizi di stretching da fare a casa a pag. 50

Podcast di RAFFAELE MORELLI

“Nel desiderio erotico vive nascosta la tua essenza” Puoi ascoltarlo con il tuo cellulare pag. 26

SPECIALE RILASSAMENTO

Perché rilassarsi è un vero farmaco che ti porta gioia e creatività

S ommario

MARZO/APRILE 2026

Liberati dal sovraccarico mentale p. 12

Il potere curativo dell’eros p. 24

Gli esercizi da fare quando hai dolore p. 50

Magico collagene per rinfrescare lo sguardo p. 64

Gli squilibri della tiroide cosa simboleggiano? p. 34

Crea le tue maschere simboliche p. 82

INCONTRI CON RAFFAELE MORELLI

Incontri di gruppo in presenza

Tutti i giovedì dalle ore 17.00

SCOPRIAMO LE NOSTRE RISORSE INTERIORI

Quelli che chiami difetti possono diventare i punti di forza della tua unicità.

Gli incontri terapeutici del giovedì con Raffaele Morelli sono workshop pratici dove vengono insegnate le tecniche fondamentali per ritrovare il benessere interiore. Interagendo direttamente con Raffaele Morelli sarà possibile ricevere consigli ef caci per affrontare i disagi esistenziali e i disturbi psicosomatici che a volte ci travolgono. Un approccio unico e originale, che cambierà per sempre il tuo modo di pensare. Per informazioni: Centro Riza di Medicina Naturale - Tel. 02/5820793

RIZARelax Relax

NUMERO 40

• IL PUNTO DI MORELLI p. 6

• ISPIRAZIONI p. 10

DOSSIER

CONSAPEVOLEZZA

LA SAGGEZZA DEGLI ANTICHI

Il fuoco dell’Eros: quando l’amore riporta l’armonia interiore p. 24

IMPARIAMO DALLA NATURA

Il mito della salamandra p. 28

BENESSERE

ASCOLTA IL TUO CORPO

I disturbi alla tiroide di chi ha perso equilibrio p. 34

SCUOLA DI VITA

Manda via i buoni propositi p. 40

TECNICHE DI BENESSERE

Dirci le parole giuste, ci cambia davvero la vita p. 42

RILASSAMENTO

LA BUONA PRATICA

Gli esercizi da fare quando hai dolore p. 50

L’IMMAGINE GUIDA

I sogni aiutano a ritrovare il cambiamento p. 56

IL RITUALE

Il profumo della primavera ci dona energia p. 58

Direttore responsabile: Raffaele Morelli

Vice direttore: Vittorio Caprioglio

Direttore editoriale: Michael Morelli

Direttore Generale: Liliana Tieger

Redazione: Giorgio Barbetta, Stefania Conrieri Hanno collaborato per i testi: Emmanuela Anderle, Maria Ceriani, Michael Morelli, Andrea Nervetti, Francesca Testi

Progetto grafico: Roberta Marcante

Illustrazione di copertina: Angelo Ruta

Foto e illustrazioni: Adobe Stock, Shutterstock

Direttore Pubblicità: Doris Tieger

Responsabile Amministrativo: Danila Pezzali

Segreteria di Direzione: Daniela Tosarello

NATURALEZZA

LA TUA BELLEZZA

Il magico collagene che cancella la stanchezza dal viso p. 64

L’AROMA CHE CURA

Massaggia il fegato con l’olio essenziale di mimosa e riduci rabbia e tensioni p. 68

IL RIMEDIO DEL MESE

Cambio di stagione? Serve l’eleuterococco p. 70

IL FIORE DI BACH

Le corolle giuste per farti riacquistare il sorriso p. 72

NUTRITI DI PIACERE

La dieta antin ammatoria che alleggerisce corpo e mente p. 74

NELBICCHIERE

Il drink che prepara al sonno e scioglie le tensioni p. 78

CREATIVITÀ

ARTETERAPIA

Indossa tutti i tuoi volti p. 82

IN VIAGGIO

Hai mai provato un itinerario sensoriale? p. 88

• LA VETRINA p. 96

• CONSIGLI DI LETTURA p. 98

Ufficio Tecnico: Sara Dognini

Ufficio Abbonamenti: Maria Tondini

www.riza.it - e-mail: info@riza.it Corsi Istituto Riza: riza@riza.it

Pubblicità: advertising@riza.it Abbonamenti: abbonamenti@riza.it Redazione, amministrazione e servizio abbonamenti: Edizioni Riza S.p.A.- via L. Anelli 1, 20122 Milano, tel. 02/5845961 r.a. fax 02/58318162

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di riservatezza per gli abbonati - L’Editore garantisce la massima

commerciali (art. 13,

Stampato in Italia da: Caleidograf srl Via Milano 45 - Robbiate (Lc) Distribuzione per l’Italia e l’estero: SO.DI.P. SRL via Bettola 18, 20092 Cinisello Balsamo (MI)

Liberati dal sovraccarico mentale p. 12

Ecco il detox che libera il cervello

Il sistema nervoso è un organo straordinario che fa in ogni istante ciò che serve. Ma a volte lo carichiamo di pensieri inutili, che creano “nodi”

l cervello si può intasare, e, soprattutto, si può depurare? La risposta è sì: può succedere che, come accade ad altri organi in cui possono accumularsi tossine che ne rallentano il funzionamento, anche il cervello venga sovraccaricato a causa di uno scorretto funzionamento della mente. Questo sovraccarico dipende da ciò che viene chiamato, con un termine inglese, overthinking: eccesso di

scavando alla ricerca di cause e di soluzioni. com’è”. Arriva l’ansia? Accolgo l’ansia. E non ho nessuna cosa da dirmi. Non voglio scacciarla,

pensieri. Si tratta del continuo inseguirsi di ragionamenti che passano da un problema all’altro, di pensieri che continuano a girare intorno a un evento del passato o del futuro, scavando alla ricerca di cause e di soluzioni. Questo usso di ragionamenti senza ne, che la persona non riesce a frenare anche se provoca malessere e disagio, si presenta come preoccupazione per situazioni future, come

CI VUOLE CEDEVOLEZZA

LA RICETTA

Guarda senza intervenire e lascia che l’emozione si espanda

Ecco la prima regola per un ef cace detox mentale ed emotivo: attivare uno stato di coscienza “vuota” che garantisca quella spontaneità, quella naturalezza che mantiene giovane il cervello. Questo da una parte evita blocchi mentali e con itti interiori, dall’altra permette al cervello di guidarci nella vita attraverso il normale uire delle emozioni - gioia e appagamento, ma anche paura, rabbia o tristezza, perché tutte le emozioni sono importanti. La regola per rinnovare l’energia cerebrale si può riassumere in una formula: “sto con me, lasciando ciò che c’è così com’è”. Arriva l’ansia? Accolgo l’ansia. E non ho nessuna cosa da dirmi. Non voglio scacciarla, capirla, cambiarla. La osservo venire e non mi faccio domande! Non combatto. Lo stesso devo fare con ogni emozione o stato interiore.

Il segreto di questo atteggiamento è spostare l’attenzione dall’oggetto attuale dei pensieri (l’evento futuro o passato che ti turba, la persona con cui hai un problema, la relazione che ti fa soffrire e così via) alle emozioni sottostanti: l’oggetto del pensiero è solo un canale di sfogo, se ti concentri su di lui non ne esci più. Percepisci invece la sensazione profonda e dalle un nome: rabbia, tristezza, paura... Poi, invece di voler intervenire per correggerla, spegnerla, risolverla, prova semplicemente a farle spazio: cedi, ferma tutti gli sforzi per controllarla o frenarla, falla entrare, falla accomodare... Non fare alcun commento e non dare alcun giudizio.

rabbia o rimpianto per eventi passati, spesso come senso di colpa o giudizio su di sé, come rancore o amarezza ed è molte volte accompagnato da ansia e stress. È un lavorio mentale che porta grande affaticamento, frustrazione e senso di impotenza, ma anche disturbi sici e psichici.

COME USCIRE DAI RAGIONAMENTI INUTILI

Per uscire dal sovraccarico mentale dobbiamo prima di tutto capire che il ragionamento non è ef cace nelle faccende emotive, anzi le rende croniche. Quando cerchiamo di risolvere questioni emotive ragionandoci sopra, andiamo in loop e dobbiamo ricominciare da capo ogni volta. Per fortuna in noi ci sono forze più grandi del pensiero e risorse a disposizione: ci aiutano a spegnere i pensieri e

a riscoprire il mondo interno.

Perché funziona

L’osservazione senza il commento crea cambiamenti strutturali negli assetti mentali ed energetici. Se io mi dico: «Mi succede questo, le cose sono così, prendo atto, non ho niente da dire, niente da fare, niente da cambiare», allora una trasformazione silenziosa e spontanea può agire e il mondo interno si rimette in moto e trova lui le soluzioni adatte a me. Se invece mi dico: «Perché succede? Devo fare qualcosa, devo aggiustare, devo rimediare!», entro in un labirinto mentale. Quando si affaccia un’emozione, un disagio, una crisi, non

intervenire. Prendi atto, “stai lì” senza fare commenti: se muore il commento, inizia la trasformazione. Senza il commento, l’energia del mondo interno fa quello che deve fare.

SCUOLA DI VITA

Manda via i buoni propositi

Rischiano di togliere spontaneità e ci fanno sentire sbagliati. Non c’è nulla da correggere. C’è da vivere

EA cura del dottor Andrea Nervetti, psicologo e psicoterapeuta

sistono momenti dell’anno nei quali è più facile che si affaccino alla coscienza pensieri e convinzioni apparentemente sani e che in verità nascondono insidie.

La ne dell’anno oppure l’inizio della primavera con il loro carico di mutamenti naturali sono tipicamente associati ad un’idea, quella dei buoni propositi. Succede che cominciamo a ri ettere sui nostri comportamenti poco virtuosi o supposti tali e diciamo a noi stessi: «Basta, da domani si cambia registro!». Che si tratti di mettersi a dieta, iscriversi in palestra, smettere di fumare o quant’altro, siamo pieni di buone intenzioni e in qualche modo convinti che con un certo sforzo diventeremo migliori...

NON BISOGNA MIGLIORARE NIENTE

Tutto giusto, si dirà. Invece no, perché questo atteggiamento mentale che in qualche modo programma un domani salubre che sia l’esatto opposto di un presente “peccaminoso” è spesso se non sempre frutto di un’idea tutta esterna di come dovremmo essere, di come sarebbe giusto comportarsi e non tiene conto di un fattore fondamentale: la vera motivazione al cambiamento può sgorgare solo da dentro, non può essere messa in campo perché è giusto, sano o logico. Lo stesso dicasi della forza di volontà: quella espressa dall’idea di seguire buoni propositi è innaturale, forzata, condizionata

dall’idea che sia indispensabile saper “vincere su se stessi”, superare le proprie debolezze, migliorarsi. Se esiste una strada che ci allontana dal relax e dal vero benessere, è questa…

CAMBIARE SGUARDO

Occorre un approccio molto diverso, lontano da quei buoni propositi che somigliano tanto ai oretti che qualche anno fa si facevano da bambini. Ri ettiamoci: se nora ci siamo comportati in modi che sappiamo “sbagliati”, signi ca che in una certa misura quei “peccati” stavano svolgendo una funzione psicologica e quindi la prima cosa da fare non è affatto imporsi

Da fare quando

senti di non andare bene come sei L’ESERCIZIO

• Prendi un foglio e una penna e scrivi bene, punto per punto, tutto quello che vorresti “migliorare”, cercando di non trascurare niente. Fallo come se fosse un esame importante, con la maggior precisione possibile.

• uando ai finito guarda bene il foglio, rileggi tutto con attenzione… e buttalo via, fallo a pezzi, brucialo o quel che ti viene in quel momento.

• Percepisci bene quel che provi mentre compi questo rito, il dispiacere e il senso di liberazione ad un tempo presenti senza altra intenzione che quella della contemplazione di sé.

• Fai l’esercizio ogni volta che ne sentirai il bisogno e pian piano ti sentirai libero dall’ossessione del miglioramento e finalmente in pace.

un cambio di registro radicale che si rivela spesso fragile e che alla prima dif coltà si arena regalandoci delusione, stress e disistima. Piuttosto, quel che dobbiamo mettere in campo è uno sguardo largo, panoramico, che sappia cogliere il senso profondo, spesso simbolico, nascosto nelle pieghe dei comportamenti “sbagliati” che vorremmo modi care. Pensiamo ad esempio al cibo in eccesso che conduce al sovrappeso: chi ne è vittima ha spesso un problema con il piacere. In qualche modo, non riesce a seguire pienamente i suoi desideri, è frenato o respingente nei confronti dell’eros, in generale ha paura a godersi questi aspetti della vita. Il cibo svolge quindi una funzione di compensazione, dà un appagamento

immediato, riempie apparentemente i vuoti emotivi di un’esistenza insoddisfacente. Pertanto, se non si modi ca questo modo di stare in campo, se non ci si dice che il problema vero è questo, il buon proposito di mettersi a dieta è destinato al fallimento, poiché con la restrizione alimentare il “nutrimento piacevole” viene a mancare del tutto e questo l’anima non lo sopporta. In poco tempo il desiderio di cibo succedaneo diventa un’ossessione e alla prima dif coltà si molla la dieta, si torna a mangiare troppo e si cade in una disistima ancora più feroce e paralizzante. ●

LA TUA BELLEZZA

IPer rinvigorire la pelle del volto, segnata da stress e stanchezza, e aprire lo sguardo, ti aiuta questa sostanza. Ecco come usarla

Il magico che cancella la stanchezza dal viso collagene

l viso appare stanco, poco tonico e invecchiato. Colpa della perdita di collagene, una proteina brosa prodotta dal corpo umano, che rappresenta oltre il 70% di tutto il tessuto connettivo. Il suo nome deriva dal greco e signi ca “che genera colla”, “che unisce”. Questa sostanza è un gel resistente, elastico, che permea e riempie gli spazi nel derma e forma, insieme ad altre sostanze brose, una rete di sostegno che contiene e dona turgore a tutto il nostro corpo, e

contribuisce modo fondamentale a dare forza ed elasticità

La perdita di collagene, che si riduce con

soprattutto al viso, al collo e al décolleté. Ma non solo, perché il tessuto collagenico contribuisce in modo fondamentale a dare forza ed elasticità anche alle ossa, ai tendini, alle cartilagini, ai vasi sanguigni e alle membrane muscolari. La perdita di collagene, che si riduce con l’età, invecchia la pelle e il nostro sguardo conferendo quell’aria stanca e invecchiata.

Puoi ascoltare

• Haru - Fennesz, Ryuichi Sakamoto.

• Sleeping Lotus - Joep Beving.

L’AIUTO IN PIÙ

Il collagene idrolizzato

L’ALIMENTAZIONE GIOCA UN RUOLO CHIAVE

Prima ancora di parlare del ruolo prezioso degli integratori per preservare il nostro collagene nel tempo, è importante ricordare che molto fa anche il nostro stile di vita. Per contrastare ef cacemente i segni dell’invecchiamento cutaneo e promuovere una rigenerazione siologica del derma, contano molto le nostre abitudini alimentari in primis. In questo senso una dieta funzionale prevede il consumo di fonti naturali di collagene quali carne bovina magra, pesce con pelle, uova, brodo di ossa.

• The Sorrows of Young Lacie - Max Richter. collagene.

A questi vanno aggiunti anche alimenti ricchi di vitamina C, capace di favorire la produzione di collagene, come agrumi, frutti rossi (come i ribes), verdure a foglia verde (rucola e broccoli) e di antiossidanti, come bacche e peperoni. Per non disperdere la vitamina C, questi alimenti vanno consumati crudi. Uno stile protettivo per il nostro collagene prevede anche un’attività sica regolare, soprattutto di resistenza. In ne va bandito il fumo e moderata l’esposizione solare, grandi nemici del collagene.

L’integrazione per via orale di collagene può essere utile. Si può partire dopo i 35 anni e proseguire nel tempo con cicli di assunzione di tre mesi, seguiti da una pausa di sei mesi. Al termine dei tre mesi si vedono già risultati tangibili quali: diminuzione delle rughe in particolare a livello della zona perioculare, aumento anche dell’elasticità e dello spessore della pelle. Ma quale tipo di collagene scegliere? A oggi sono stati identi cati 28 tipi di collagene. Nella pelle predominano i collageni di tipo I e di tipo III, ma sono rilevanti anche il tipo XV, VI e VII preziosi nel meccanismo di ancoraggio tra epidermide e derma. Il collagene da assumere è idrolizzato (in genere in polvere) in quanto più assorbibile dal nostro organismo (ossia ha una biodisponibilità maggiore).

COSA LEGGERE IN ETICHETTA

Al momento dell’acquisto, vediamo quali caratteristiche deve avere un integratore di collagene per essere de nito di buona qualità e quindi ef cace.

• Basso peso molecolare: al suo interno deve contenere peptidi a basso peso molecolare (inferiori a 3000 kDa). Solo così possono essere biodisponibili e quindi facilmente arrivare al derma. Trovi l’indicazione sulla confezione nell’elenco degli ingredienti (INCI).

INTEGRATORE DI COLLAGENE

• Deve derivare da fonti bovine, suine o marine: queste infatti mostrano elevata biodisponibilità e af nità aminoacidica con il collagene umano. L’unica fonte vegetale da cui si può ottenere un discreto quantitativo di collagene sono le alghe marine.

• Dosaggio giornaliero di 10 grammi: è questa la quantità che gli studi di laboratorio hanno indicato come ef cace per avere risultati tangibili su idratazione, elasticità e densità della pelle.

• L’assunzione deve essere fatta per almeno 12 settimane consecutive.

• Deve essere approvato dalla FDA, una certi cazione importante per la sicurezza del prodotto, ed essere privo di OMG.

ARTETERAPIA

Indossa

tutti i tuoi volti

Lasciati andare e disegna le maschere per esplorare la tua identità e vivere le emozioni, liberamente

Mettiti davanti a uno specchio. Chi vedi? Ti riconosci? Sei certo di conoscere tutto di te? Pensi di sapere chi sei perché individui subito il lato che mostri agli altri, il volto in cui ti identi chi. Questo atteggiamento, però, può portarti, nel tempo, a ignorare le mille sfumature e i tanti modi di essere che naturalmente ti appartengono

Puoi ascoltare

• Penn ar Lann - Yann Tiersen.

• The Turning Year - Roger Eno, Scoring Berlin.

• Quiet - SkySky.

e a limitare il tuo campo d’azione con una visione parziale che ti rappresenta solo in minima parte. Quello che stai trascurando, quindi, sono gli altri lati di te, come quello imprevedibile o misterioso, quello affascinante o il più gioioso che possono manifestarsi se ti liberi da preconcetti e giudizi che nutri verso te stesso. Prova, quindi, ad andare oltre l’immagine che offri di solito per scoprire tutti i tuoi volti e come puoi portarli nella tua vita.

SERVE ANCHE COME PROTEZIONE

Oggi è dif cile non farsi invadere dallo sguardo e dal giudizio, nostro o altrui. Per questo è importante rispettare i momenti in cui non vogliamo esporci o desideriamo farlo solo in parte e anche quelli in cui scegliamo di tenere qualcosa per noi perché privato. Ecco perché, per cogliere appieno il senso e il signi cato della maschera, è importante anche essere consapevoli di quelle che scegliamo di indossare per coprire e proteggere ciò che abbiamo a cuore, senza per questo rinunciare a stabilire relazioni autentiche.

LA MASCHERA: ORIGINE E SIGNIFICATO

Liberati da preconcetti e giudizi per ritrovare il tuo lato più autentico

IL PRIMO PASSO

Cerca la tua completezza

Da solo, osserva te stesso e inizia a fare l’elenco di quelli che ritieni essere i tuoi lati positivi, ad esempio af dabile, sicuro, coraggioso. Scrivilo e rileggilo. Per ogni aggettivo che hai scelto, adesso immagina la faccia opposta: sfuggente, indeciso, pauroso. Ora prova a chiederti quando è stata l’ultima volta che ti sei sentito… prudente. Può essere passato del tempo, ma è accaduto! E questo signi ca che sei coraggioso ma anche pauroso. Un bel modo per accorgersi che usare il lato “insolito” può anche esserti stato utile.

FALLO PERCHÉ

Indossare una maschera nuova ti permette di incanalare le energie in altre direzioni, orientarti verso una nuova vita e percorrere strade che con il volto di sempre non potresti esplorare.

L’EFFETTO BENEFICO

Visualizzare e impersonare le diverse emozioni riduce l’ansia, favorisce l’equilibrio psico sico aumenta e consolida l’autostima. Non ti resta che provare…

asc era non è sinonimo di finzione, come siamo erroneamente portati a pensare. n latino, infatti, persona e masc era si dicevano allo stesso modo, per sottolineare il fatto c e pur nell adottare un atteggiamento pubblico diverso da uello pi intimo stiamo esprimendo comun ue una parte importante di noi. d è proprio in uest ottica c e arl ustav ung defin persona la componente c e è c iamata uotidianamente ad affrontare la realt e c e connette il nostro mondo interiore con il mondo esterno. uindi alla persona masc era c e spetta il compito di modulare, di volta in volta, l espressione di ci c e pensiamo e proviamo per poter stare con gli altri, senza perdere di vista noi stessi.

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