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Bimestrale Agosto/Settembre 2018 Numero 7 - € 9,90 Italia P.I. 11/08/2018

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Poste Italiane S.p.A. - Sped. in Abb. Postale - D.L. 353/2003 (conv. in. L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, LO/MI

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GIÙ IL COLESTEROLO E TI SALVI LA VITA

GIÙ IL COLESTEROLO E TI SALVI LA VITA UN ITALIANO SU 5 HA VALORI ALTI E NON LO SA GRASSI NEL SANGUE I super cibi che ripuliscono le arterie dalle placche MENO TRIGLICERIDI Agisci subito con i nuovi rimedi naturali VIA LE PILLOLE Per prevenire le malattie cardiache punta sulla dieta RISCHIO ATEROSCLEROSI Stop al colesterolo cattivo È lui il vero pericolo! I 5 MIGLIORI ALLEATI Bergamotto, avena, curcuma, zenzero e riso rosso fermentato

LE NUOVE STRATEGIE ANTICOLESTEROLO Gli ultimi studi scientifici e tutte le novità per abbassarlo subito senza ricorrere ai farmaci

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SOMMARIO COLESTEROLO: COS’È

Un grasso speciale

6 La verità su un killer chiamato colesterolo Da dove arriva?

10 Lo produce il nostro corpo

o lo introduciamo con il cibo

I grassi che circolano nel corpo

12 C’è il buono, il cattivo e il cattivissimo Quando iniziano i problemi

14 Ecco quando diventa pericoloso

I TUOI MIGLIORI ALLEATI NATURALI

Le principali conseguenze

16 È il primo fattore di rischio dell’aterosclerosi

Danni per tutto l’organismo

18 Un attentato per cervello, reni e arti inferiori

Chicchi anticolesterolo

38 La strepitosa avena spazzina del sangue La spezia magica

40 La curcuma, l’aiuto contro i danni da infiammazione

La soglia da non superare

22 I tuoi valori, scopri se sono troppo elevati

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Il condimento curativo L’olio di riso un elisir antigrassi

Ricco di statine naturali

L’ORIGINE

44 Il succo di bergamotto non deve mancare

Colesterolo alto: perché succede?

46 Il riso rosso fermentato e gli altri steroli,

26 Tutte le cause della ipercolesterolemia Qual è la relazione?

30 Perché lo stress fa accumulare più grassi? L’ipotiroidismo

32 Tiroide: se va a rilento puoi essere a rischio!

In menopausa

34 Donne over 50, alzate la guardia Le cure tradizionali

36 Statine: medicine davvero miracolose per il cuore?

I sostituti naturali dei farmaci

rivali dei lipidi

I semi più preziosi

50 I semi di canapa per un rifornimento di grassi buoni

La pianta amica

52 L’Aloe vera e il suo il portentoso gel Il tocco piccante che risana

54 Basta un poco di zenzero

IL PERCORSO A TAVOLA PER RIDURLO

Il ruolo dell’alimentazione

56 Meno farmaci! Contro il colesterolo punta prima sulla dieta

I nemici che non ti aspetti

60 Giù gli zuccheri e il colesterolo scende subito Cosa evitare

64 Saturi e idrogenati; ecco i grassi peggiori I grandi guaritori

66 Questi i 5 cibi davvero indispensabili I mix benefici

70 Le combinazioni anticolesterolo Le alternative sane

72 Con che cosa è meglio sostituire i grassi “cattivi”?

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Rende elastici i vasi sanguigni

TENERLO SOTTO CONTROLLO NATURALMENTE

76 Olio extravergine: non un semplice

condimento, ma un cibo “intelligente”

Gli altri condimenti

80 Non farti mancare spezie e aromi

Come la Natura si schiera al tuo fianco

108 Gli altri alleati verdi per abbattere il rischio

che “sgrassano” la dieta

Curarsi senza farmaci

Nemici nel piatto

82 L’olio di palma è davvero il peggiore?

112 I migliori integratori anticolesterolo

Quando i grassi fanno bene

LE ABITUDINI CHE FANNO LA DIFFERENZA

superconcentrati

Le mosse giuste (lontano dalla tavola)

84 Da crostacei o veg, sono gli Omega 3 Per abbassarlo basta un succo

114 Lo stile di vita salva-cuore:

tre regole d’oro da seguire subito

90 Con questi frullati ti sazi in fretta e sciogli i grassi

LA LETTURA SIMBOLICA

Meno grassi, più fibre

Per la psicosomatica

92 Con le fibre solubili neutralizzi

118 Il colesterolo è il portavoce

l’eccesso di lipidi cattivi

della parte che ti manca

Antiossidanti à gogo

94 Abusate pure dei cibi antiaging L’aiuto extra

96 L’astaxantina, il più forte antiossidante al mondo! I benefici della restrizione calorica

98 L’azione positiva del digiuno è un dato di fatto Il programma da seguire

100 I menu ideali studiati per te Idee curative in cucina

104 Le ricette sfiziose e detox che non pesano

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Riza Speciale cita i nomi commerciali di prodotti fitoterapici, omeopatici o farmaci per completezza di informazione e per libera scelta della redazione. Le informazioni contenute nella presente pubblicazione sono a scopo informativo e divulgativo: pertanto non intendono sostituire, in alcun caso, il consiglio del medico di fiducia.

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I GRASSI CHE CIRCOLANO NEL CORPO

C’è il buono, il cattivo e

IL CATTIVISSIMO A trasportarlo dal sangue alle cellule sono le lipoproteine. Le più importanti sono le LDL dannose e le HDL, che fungono da “spazzini” dei vasi 4 PERSONE SU 10 NON SANNO DI AVERLO Secondo i dati presentati nel corso di Meridiano Cardio “Lo scenario delle cardiopatie ischemiche: focus sull’ipercolesterolemia”, realizzato da The European House-Ambrosetti, e supportato da Amgen, 4 persone su 10 non sanno di avere il colesterolo alto. 12

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rodotto o transitato dal fegato, il colesterolo deve poi essere distribuito ai tessuti attraverso il circolo sanguigno. Come tutti i grassi, il colesterolo non è solubile nel sangue, perché il plasma sanguigno è un ambiente acquoso, in cui i grassi non si possono sciogliere. Essendo insolubile, si deve però legare a dei veicoli, carrier, cioè a particolari molecole che ne consentano il trasporto: sono le cosiddette lipoproteine. In base alla loro composizione le lipoproteine si suddividono nei diversi tipi che qui di seguito elenchiamo.

LDL e HDL: sai la differenza? Esistono due tipi di lipoproteine che trasportano il colesterolo nel sangue: le lipoproteine ad alta densità (HDL) e le lipoproteine a bassa densità (LDL). Le lipoproteine a bassa densità (LDL) trasportano il colesterolo dal fegato, dove viene sintetizzato, verso le altre parti del corpo. Le HDL, quelle ad alta densità, invece, si legano al colesterolo in eccesso presente nel sangue e lo trasportano al fegato, dove viene eliminato o riciclato. In teoria la sequenza è che l’organismo produce la quantità di colesterolo di cui ha bisogno e

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L’OSSICOLESTEROLO UN NEMICO NASCOSTO Scienziati cinesi dell’Università di Hong Kong hanno scoperto una variante dell’LDL, cioè l’ossicolesterolo, che può essere anche più pericolosa per il cuore del “semplice” LDL. Questo “killer” deriva dall’interazione tra grassi e ossigeno e il risultato è un colesterolo ossidato che aumenta i livelli di colesterolo totale, abbassa le capacità di difesa

dell’organismo, promuove la degenerazione cellulare e aumenta la formazione di placche aterosclerotiche. Negli studi sui topi, inoltre, l’ossicolesterolo fa aumentare il rischio di infarto del 22%. Gli autori dello studio non sono ancora in grado di affermare se le statine, attualmente utilizzate contro il colesterolo alto, siano in grado di abbassa-

re anche i livelli di ossicolesterolo e consigliano una dieta con frutta e verdura ricchi di antiossidanti per contrastarne la pericolosità. Questa forma ossidata di colesterolo si trova specialmente nei cibi molto lavorati, spesso sotto forma di grassi idrogenati, oppure si forma quando cibi grassi vengono cotti, a causa del calore utilizzato.

dimensione ed è fortemente influenzata dal tipo di alimentazione. Un altro fattore che favorisce la formazione delle placche aterosclerotiche è un’infiammazione delle pareti delle arterie che può anche essere provocata da un’infezione di lunga durata, poco intensa e quindi asintomatica.

QUAL È IL PROBLEMA?

poi l’eccesso viene eliminato o riutilizzato in modo da avere un sistema sempre in equilibrio. In realtà, se nel corpo c’è più colesterolo del necessario, questo si depositerà sulle pareti interne dei vasi sanguigni, indurendole e ispessendole. Questo fatto favorisce il processo di aterosclerosi che diventa più rapido quando il colesterolo si trova nella sua forma ossidata, cioè che può reagire chimicamente con l’ossigeno, chiamata ossicolesterolo, ancora più nociva dell’LDL, il colesterolo cattivo: infatti, questa forma è capace di far aumentare ancora di più il rischio di arteriosclerosi (cioè l’ispessimento e il restringimento delle pareti arteriose, che così perdono elasticità e capacità di contrarsi, inibendo la corretta circolazione) e, di conseguenza, di aterosclerosi, ossia la principale forma di arteriosclerosi che comporta anche il restringimento delle pareti interne delle arterie a causa dell’accumulo di placche lipidiche (ateromi). L’arteriosclerosi generalmente colpisce sia le arterie maggiori, sia quelle minori ed è presente soprattutto in età avanzata. L’aterosclerosi, invece, interessa solo le arterie di grande e media

L’eccesso di colesterolo, soprattutto di quello “cattivo”, ossia l’LDL e non di quello “buono” (HDL) va ad alterare il corretto rapporto tra LDL e HDL. Il colesterolo cattivo, infatti, tende a depositarsi all’interno delle arterie, formando le temibili placche aterosclerotiche e, se subisce un’ossidazione, può disgregarsi, staccarsi dalle pareti e andare nel torrente circolatorio con il rischio di provocare trombi, ictus e infarti. In genere, oltre al colesterolo totale, gli esami del sangue ricercano anche le due forme, HDL e LDL: il colesterolo totale potrebbe anche essere leggermente elevato, ma se l’HDL ha valori alti e l’LDL più bassi, allora non dovrebbero esserci particolari problemi. ■

UN LIBRO RIVOLUZIONARIO Qualche anno fa il libro “La vèritè sur le cholestérol” scritto da Philippe Even, biologo, pneumologo ed ex preside della facoltà di Medicina della Sorbona, e da Bernard Debré, urologo ed ex ministro, ha fatto scandalo. Il libro metteva in discussione la distinzione tra colesterolo buono e cattivo, il ruolo dei farmaci e l’accusa contro alcuni cibi ritenuti pericolosi, parlando di teorie senza senso dettate dagli interessi economici delle case farmaceutiche.

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LE CURE TRADIZIONALI

Statine: medicine davvero

MIRACOLOSE PER IL CUORE? Nella maggior parte dei casi l’ipercolesterolemia è colpa di un’alimentazione e di uno stile di vita scorretti. Ma in questi casi non serve ricorrere subito ai medicinali

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pesso l’ipercolesterolemia è causata o aggravata da una dieta troppo ricca di grassi e zuccheri, da uno stile di vita con alti livelli di stress e anche da un’eccessiva sedentarietà. Tutti fattori che, l’abbiamo già detto, provocano anche il sovrappeso e rendono molto difficile smaltire i chili di troppo. Anche l’abuso di alcol e il fumo di sigaretta influenzano negativamente i valori di colesterolo.

IL PRIMO INTERVENTO Tutto ciò significa che per riportare i grassi nel sangue nella norma (e per perdere peso) è necessario intervenire principalmente sulla dieta e sullo stile di vita - uno strumento, questo, che si rivela incredibilmente utile anche in un’ottica preventiva. Anche l’eventuale ricorso ai farmaci che abbassano il colesterolo do36

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vrebbe essere sempre conseguente a una modifica dello stile di vita e dell’alimentazione.

L’UTILIZZO DEI FARMACI I farmaci anti-colesterolo più prescritti sono le statine. Non sono gli unici sul mercato, però: esistono anche i fibrati, che riducono la produzione di lipidi; l’ezetimibe, che blocca l’assorbimento di colesterolo LDL; le resine, che fanno abbassare quello LDL senza alzare quello HDL; e la niacina, che invece riequilibra i valori alzando l’HDL. Le statine, invece, riducono la produzione endogena di colesterolo. In ogni caso il riscorso a questi medicinali va valutato attentamente con un medico, prima di tutto perché non è una scelta reversibile: una volta iniziata la cura, non può essere interrotta e deve proseguire per periodi lunghi.

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STATINE SÌ O NO: ECCO QUANDO SONO UTILI DAVVERO L’uso di statine è in genere necessario solo in caso di ipercolesterolemia familiare, di elevato rischio cardiovascolare globale e quando qualche malattia a carico di cuore e articolazioni ha già causato dei danni (nel senso che si ha già avuto in passato infarto miocardico, ictus o angina). Il solo valore del colesterolo non dovrebbe essere sufficiente a prescrivere il farmaco: bisogna sempre considerare anche il rischio cardiovascolare. Ad esempio secondo l’American Heart Association, richiede la prescrizione farmacologica una situazione in cui il colesterolo LDL è tra 70 e 189 mg/dl e allo stesso tempo il rischio di avere un infarto o un ictus è superiore al 75%. Anche chi ha valori di colesterolo alti da oltre vent’anni viene di solito trattato con statine o medicinali equivalenti.

TERAPIA A VITA? In caso contrario, i livelli di colesterolo LDL tornano bruscamente ai livelli precedenti la terapia e soprattutto il rischio di eventi cardiovascolari letali aumenta. Nonostante questo, come rilevato dagli

esperti dell’ospedale milanese Humanitas, non mancano i pazienti che scelgono autonomamente di interrompere la terapia: sarebbero, secondo le stime, 4 persone su 10, e lo farebbero perché pensano di aver raggiunto l’obiettivo di cura

EFFETTI COLLATERALI Come tutti i farmaci anche quelli anti-colesterolo non sono immuni da effetti collaterali. Le statine possono ad esempio causare dolori muscolari, crampi, stanchezza, debolezza alle gambe e anche effetti più gravi (ricordiamo il “caso Lipobay”, una statina ritirata dal mercato per l’elevato numero di decessi provocati). Inoltre possono verificarsi problemi gastrointestinali e più raramente disturbi del sonno e dell’umore. Assunte in con altri farmaci, si rischiano problemi a reni e fegato. ■

GLI ANTICORPI MONOCLONALI L’avanguardia della medicina contro il colesterolo è rappresentata dagli anticorpi monoclonali capaci di bloccare la proteina PCSK9 responsabile dell’aumento del colesterolo cattivo. I due anticorpi che hanno già superato la procedura di approvazione sono l’evolocumab e l’alirocumab. Il vantaggio sono gli effetti collaterali contenuti rispetto alle statine.

IL VACCINO NUOVA ALTERNATIVA ALLA PASTIGLIA? È in via di sperimentazione un vaccino contro il colesterolo e contro i danni vascolari. Al momento il nuovo trattamento è stato testato solo su cavie animali, topi, ma i risultati sono promettenti e hanno aperto la strada a una sperimentazione clinica sui pazienti. Infatti il vaccino ha dimostrato di

ridurre il colesterolo “cattivo” fino al 55%, rispetto al 30% delle statine. Secondo quanto riportato sull’European Heart Journal, il vaccino, chiamato AT04A, agisce stimolando l’organismo a sviluppare anticorpi contro il pericoloso enzima PCSK9 (Proproteina covertasi subtilisina/kexina tipo 9) che impe-

disce la pulizia del sangue dall’eccesso di colesterolo cattivo, LDL. Questo trattamento aggredisce l’enzima chiamato PCSK9 con gli anticorpi specifici, permettendo così all’organismo vaccinato di eliminare autonomamente dai vasi sanguigni l’eccesso di colesterolo cattivo LDL.

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I MIX BENEFICI

Le combinazioni ANTI-COLESTEROLO Ecco gli alimenti che, mangiati insieme, potenziano l’azione contro i grassi nel sangue. Altre coppie, invece, non dovrebbero assolutamente stare insieme! PAROLA D’ORDINE: LEGGEREZZA! La parola d’ordine dei pasti anti-colesterolo? Leggerezza! Anche (e soprattutto) nelle “aggiunte” ai piatti. Ciò significa che i condimenti devono essere basati essenzialmente sull’olio extravergine di oliva o sugli oli vegetali non raffinati. 70

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li alimenti da combinare per evitare picchi di colesterolo sono molti: cereali integrali, verdure a foglia scura, frutti di mare, pesce azzurro, legumi, pomodoro, frutta... Le combinazioni ideali per abbassare il colesterolo sono principalmente quattro: • Carboidrati + verdure. • Proteine (carne magra) + verdure. • Pesce ricco di Omega 3 + verdure. • Frutta fresca + frutta secca. In generale possiamo dire che se le verdure sono onnipresenti e abbinate agli

alimenti giusti, il colesterolo cattivo viene tenuto sotto controllo (a meno che l’eccesso di colesterolo non sia dovuto ad altre cause e non all’alimentazione).

GLI ABBINAMENTI SUPER... Tra le combinazioni positive possibili, ce ne sono alcune irrinunciabili, in quanto formate da cibi che già da soli sono ricchi di proprietà benefiche. Con la giusta “compagnia” si potenziano ancora di più.

Cereali e mirtilli I cereali per la colazione sono ricchi di fibre, mentre i mirtilli rossi abbassano il colesterolo LDL e alzano il buono HDL. Potete mangiare i cereali con mirtilli freschi a colazione o per uno spuntino.

Pomodori e olio d’oliva L’olio extravergine d’oliva contiene vitamina E, i pomodori licopene: insieme riescono ad abbassare il livello del cole-

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sterolo e a prevenire le malattie cardiovascolari. La combinazione funziona con i pomodori freschi o con il sugo semplice. Quest’ultimo è perfetto sugli spaghetti integrali che, grazie alle fibre, contrastano ulteriormente il colesterolo.

Salmone e verdure Il salmone è ricco di acidi grassi Omega 3, che proteggono il cuore dai disturbi e mantengono stabile il colesterolo. Ottimo con le verdure, che sono depurative.

Pollo e semi di sesamo Una coppia dal sapore orientale: i semi di sesamo aiutano a mantenere basso il colesterolo e il pollo (senza pelle!), come altri tagli magri, è più leggero e povero di colesterolo rispetto alla carne rossa.

...E QUELLI DA EVITARE Gli alimenti da evitare per non far alzare il colesterolo sono gli insaccati, i fritti, i dolci, le torte, i prodotti confezionati, i grassi di origine animale (burro, strutto, lardo) e il latte intero. Ce ne sono poi alcuni tollerati per un consumo saltuario,

come le uova (da due a quattro a settimana), il caffè (massimo tre al giorno) e i latticini, che vanno consumati con moderazione. Ecco alcune tra le combinazioni alimentari più nocive. • Insaccati + formaggi. • Carne rossa + salse pronte. • Uova + formaggi. • Latte + biscotti farciti. Il problema di queste coppie è che abbinano tra loro alimenti considerati problematici in una dieta anti-colesterolo, perché ricchi di colesterolo e di grassi saturi, ma anche di sodio e di conservanti. Sommando queste quantità, già notevoli, si passa il limite. ■

QUALCHE ASTUZIA DA TENERE A MENTE Ecco alcuni semplici consigli per ridurre i grassi nocivi dalla tua alimentazione e salvaguardare, quindi, peso e salute. Leggi cosa fare in pratica. Carni bianche al posto delle rosse Alle carni rosse più ricche di grassi preferisci quelle bianche che hanno meno calorie e lipidi. Scegli pollo, tacchino, coniglio. Le proteine delle carni bianche contribuiscono a mantenere bassa la glicemia e aiutano a tonificare. Per quanto riguarda la cottura, meglio al forno e al cartoccio piuttosto che le cotture con abbondanti condimenti grassi o le fritture.

o altre salse. Ti saziano in fretta e contengono grassi buoni. Condiscili in modo semplice con un filo di olio extravergine di oliva a crudo, limone e tante spezie.

Pesce 3 volte alla settimana (senza salse) Consuma almeno 3-4 volte alla settimana una porzione di pesce scegliendo fra merluzzo, salmone, nasello, tonno, sogliola o spada. Servili con grandi contorni di ortaggi crudi o cotti al vapore, ma non con la maionese

Porta in tavola più spesso i fagioli Aggiungere mezza tazza di fagioli ai piatti ridurrà il colesterolo LDL dell’8%. Come dimostra uno studio della Arizona State University Polytechnic, la ricchezza di fibre rallenta la velocità di assorbimento del colesterolo.

Fuori pasto: mandorle al posto delle patatine Come snack fuori pasto, evita patatine, taralli, dolciumi o barrette di cioccolata offerte dai distributori automatici. Se hai fame, mangia 3-4 mandorle spellate, uno yogurt bianco magro e una mela con la buccia.

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NEMICI NEL PIATTO

L’olio di palma è davvero

IL PEGGIORE? In quanto ricco di grassi saturi e raffinato è da evitare. Allo stesso modo, però, di altri oli come, per esempio quello di cocco COLZA: SÌ O NO? L’olio di colza contiene alte quantità di acido erucico, un lipide tossico per il cuore. Per questo la pianta è stata sottoposta a un processo di selezione che ha dato origine a una nuova varietà, la Canadian brassica, con basse quantità di acido erucico e grassi saturi. Nasce così la canola, il nome deriva da CANadian Oil Low Acid. A quest’olio sono state riconosciute proprietà cardioprotettive.

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l fatto che un olio sia stato ottenuto da una pianta anziché da fonti animali non significa automaticamente che esso sia benefico per la nostra salute. La composizione degli oli vegetali è infatti molto variabile e alcuni di essi hanno dimostrato di poter minacciare il sistema cardiovascolare così come potrebbero fare burro e strutto. Uno degli oli che più di altri negli ultimi anni ha fatto discutere è l’olio di palma. Si tratta di un olio vegetale che viene ricavato dai frutti di palma, la cui polpa carnosa contiene circa il 50% di olio. Non va confuso né con l’olio di palmisto, che deriva dai semi del frutto, né con l’olio di cocco che deriva dal noccio-

lo della palma da cocco. Grezzo ha un colore rosso dovuto all’alto contenuto di carotenoidi, sostanze antiossidanti che però vanno completamente perse con la raffinazione.

IL PIÙ AMATO DALL’INDUSTRIA Il primo problema è l’uso della sua forma raffinata. L’industria provvede a sbiancarlo e a deodorarlo, prima di servirsene per la produzione di numerosissimi prodotti. L’olio di palma grezzo, non raffinato invece sarebbe più ricco di vitamine e di nutrienti. Il secondo problema è il suo uso massiccio per le “proprietà funzionali”. L’olio di palma infatti possiede una buona stabilità termica, è resistente all’ossidazione e conferisce gusto, consistenza e morbidezza ai prodotti. A temperatura ambiente è solido e questo dà già un’indicazione sulla sua composizione lipidica ricca di grassi saturi (ne ha comunque meno dell’olio di cocco).

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NON FA PIÙ MALE DI ALTRI GRASSI SATURI

Per capire quanto la questione sulla sicurezza dell’olio di palma resti ancora dibattuta e controversa basta sottolineare che l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) ha reso pubblico un documento datato novembre 2017 in cui si aggiorna il profilo di rischio associato al 3-monocloropropandiolo (3-Mcpd), un composto derivato dalla lavorazione del glicerolo e presente in molti alimenti come gli oli vegetali trasformati, fra cui quello di palma. La modifica riguarda la dose giornaliera tollerata di 3-Mcpd. L’Efsa ha cambiato la dose massima quotidiana passando a 2 microgrammi di 3-Mcpd per ogni chilogrammo di peso, contro il precedente valore di 0,8 microgrammi. “I livelli di consumo di 3-Mcpd tramite gli alimenti sono considerati privi di rischi per la maggior parte dei consumatori, ma esiste un potenziale problema di salute per i forti consumatori delle fasce di età più giovane”, dice l’Efsa.

CAUTELA MA SENZA ALLARMISMI L’olio di palma viene definito da alcune ricerche aterogenico, ovvero favorisce la formazione di ateromi, le placche che si formano nelle arterie e che causano aterosclerosi e quindi ictus e infarto. Ciò è dovuto alla presenza di acido palmitico, cui diversi studi attribuiscono un effetto ipercolesterolemizzante, ma anche al processo di raffinazione che lo priva di carotenoidi, vitamina E, fitosteroli, sostanze con effetti benefici altrimenti presenti al naturale. Come stabilito da un’indagine della Stanford University che ha preso in esame l’indice di mortalità in diversi Paesi, anche in via di sviluppo, è stato rilevata una maggior incidenza di malattie cardiovascolari e ischemiche là dove il consumo di quest’olio era maggiore. L’uso dell’olio di palma così come di quello di cocco va quindi scoraggiato

UNO STUDIO RECENTE Un lavoro italiano comparso sull’American Journal of Clinical Nutrition basato sulla revisione di 51 studi ha dimostrato che le diete ricche di olio di palma e acido stearico (un acido grasso dell’olio di palma) aumentano la quantità di colesterolo totale più di quanto non accada in diete ricche di altri acidi grassi saturi (come il laurico). Non è emersa, invece, nessuna variazione rilevante sui valori del colesterolo “cattivo” LDL.

per la salute del cuore. Gli esperti comunque invitano alla cautela senza allarmismi: la cosa migliore è leggere le etichette e non eccedere con il consumo di cibi che contengono questi oli esotici, variando il più possibile la dieta e leggendo bene gli ingredienti anche dei prodotti privi di olio di palma (spesso ricchi di altri tipi di grassi ugualmente dannosi).

ORA È PIÙ FACILE SMASCHERARLO Le nuove regole europee (entrate in vigore alla fine del 2014) impongono a tutti i Paesi membri e quindi anche all’Italia di fornire informazioni sui cibi che siano più chiare, “essenziali, leggibili e comprensibili”. E così oltre alle indicazioni sui possibili allergeni, sulle etichette oggi compare il tipo di olio o grasso impiegato nella preparazione del prodotto, mentre è sparita la dicitura “olio o grasso vegetale”. ■

QUELLO GREZZO SAREBBE DI QUALITÀ L’olio di palma grezzo è ricco di vitamine preziose e di carotenoidi dall’effetto antiossidante e protettivo. Il problema è che l’industria alimentare usa solo quello raffinato e per ottenerlo si disboscano le foreste tropicali. C’è quindi anche una questione ambientale legata alla sua demonizzazione.

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