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COLLANA LUOGHI VERTICALI

Alessio Conz Gianfranco Tomio

LAGORAI CIMA D’ASTA Arrampicate sul “granito delle Dolomiti”

EDIZIONI VERSANTE SUD


Prima edizione Luglio 2011 ISBN 978-88-96634-41-7 Copyright © 2011 VERSANTE SUD S.r.l. Milano via Longhi, 10, tel. 027490163 www.versantesud.it I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica, di riproduzione e di adattamento, totale o parziale, con qualsiasi mezzo, sono riservati per tutti i Paesi.

Copertina

Alessio Conz su Black Saba alla Torre Gillo Cavinato (arch. Bailo)

Testi

Alessio Conz, Gianfranco Tomio

Disegni

Gianfranco Tomio, elaborati da Alessio Conz

Mappe

Carolina Quaresima

Simboli

Iacopo Leardini

Stampa

Monotipia Cremonese (CR)

Ringraziamenti Ringraziamo in modo particolare per la grande disponibilità e simpatia alcuni alpinisti che ci hanno aiutato nella stesura di questa guida, ma anche per la passione autentica che sprigionano verso questi luoghi e queste pareti: Ruggero Daniele, Aldo Leviti, Mario Piasente, Francesco Pompoli, Fabrizio Rattin, Flavio Veronese Un cenno particolare a Flavio Veronese che ha compiuto in tanti anni un lavoro enorme nel Vanoi che solo nel tempo potrà essere compreso e apprezzato. Grazie ai gestori dei Rifugi che ci hanno sempre aiutato e trattato in modo speciale. Inizialmente Maurizio “Ice” Caleffi doveva partecipare al progetto perché pensavamo di includere in questa guida anche le cascate di ghiaccio. Poi però è stato deciso diversamente e Maurizio, più cascatista che

Nota

L’arrampicata è uno sport potenzialmente pericoloso, chi lo pratica lo fa a suo rischio e pericolo. Tutte le notizie riportate in quest’opera sono state aggiornate in base alle informazioni disponibili al momento, ma vanno verificate, e valutate sul posto e di volta in volta, da persone esperte prima di intraprendere qualsiasi scalata.

rocciatore, ha preferito rinunciare rimanendo però sempre presente con la sua amicizia, il suo prezioso aiuto e la sua passione. Grazie a tutti coloro che hanno creduto in questo progetto e ci hanno aiutato a realizzare un’edizione anche in lingua tedesca impegnandosi in prima persona. Grazie a tutti coloro che lavorano con tanta pazienza per far conoscere questi posti e per sviluppare un turismo intelligente, equilibrato e rispettoso dell’ambiente, molto lontani dai soliti “piani di sviluppo” ben conosciuti che provengono da speculatori senza scrupoli. Per le belle foto aeree ringraziamo Stefano Gottardi e il pilota Loris Baldo. Grazie all’aquila che ci ha volato spesso vicino.


Alessio Conz Gianfranco Tomio

LAGORAI CIMA D’ASTA Arrampicate sul “granito delle Dolomiti” Cima d’Asta Palon della Banca Gruppo di Rava Valle del Vanoi Colbricòn Tognazza Campanile di Cece Cauriòl Val Moena Sasso Rotto Cima Laner

EDIZIONI VERSANTE SUD


Introduzione

Introduzione

Nella primavera del 2009, durante una ripetizione della classica Via Diedro Alto alla Torre Cavinato su Cima d’Asta notiamo uno spazio libero sulla destra e poco dopo nasce Black Saba, una bella via di cinque tiri di carattere sportivo su granito stupendo. Per mè è un colpo di fulmine, già innamorato del Lagorai sciistico e autore di una guida di scialpinismo uscita nel 2010 (Alessio Conz e Andrea Reboldi, Sci Alpinismo in Lagorai - Cima D’Asta. 150 

itinerari, Versante Sud), mi accorgo che anche sul fronte dell’arrampicata c’è molto da scoprire. Raccogliendo informazioni sulle vie conosco Gianfranco Tomio con il quale nasce subito una bella amicizia e mi rendo conto che la sua guida originale, autoprodotta e stampata solo su fotocopie, era un gran bel lavoro che a causa di una diffusione troppo limitata non aveva avuto il successo che avrebbe meritato.


Probabilmente il fatto che la guida non fosse distribuita e diffusa in maniera più ampia ha favorito l’abbandono dell’attività alpinistica in zona. Decidiamo così di proporre al pubblico una nuova guida che se in parte raccoglie il lavoro precedente dall’altra propone anche nuove informazioni delle varie zone e contemporaneamente ci proponiamo di riattrezzare le vie più belle. Ma ogni volta che ripetiamo un vecchio itinerario nasce anche una nuova idea e alla fine i progetti si sormontano, senza

però impedirci di realizzare comunque alcune vie nuove belle e su ottima roccia. Mi rendo conto che i lunghi avvicinamenti rimarranno sempre un bel disincentivo all’apertura di nuove vie e quindi in qualche modo questi tesori saranno custoditi. Ma la voglia di svelare e condividere con altri le bellezze di queste zone ha comunque preso il sopravvento su una sorta di gelosia che per un compilatore di guide come me è una contraddizione difficilmente sostenibile.




Gruppo del Lagorai 

Lagorai Il gruppo montuoso del Lagorai si sviluppa interamente nel territorio del Trentino lungo un asse di una cinquantina di chilometri che da Pergine Valsugana con direzione NE arriva al Passo Rolle. Si tratta di un territorio caratterizzato da vaste foreste di abeti e larici nelle quote inferiori (fino ai 1800 m) e più in alto da alpeggi e pietraie abbelliti da numerosi laghetti. Percorso per molto tempo più dai pastori con le loro greggi che dagli escursionisti e alpinisti, proprio per questo si è mantenuto in particolari condizioni di integrità. Negli ultimi anni la frequentazione del Gruppo del Lagorai è aumentata grazie alla pubblicazione di guide escursionistiche e articoli su riviste specializzate e all’apertura di qualche nuovo rifugio in luogo di vecchie malghe. Grazie alla passione di qualche gestore alcuni di questi rifugi restano aperti anche durante

Cima d’Asta

la stagione invernale costituendo un importante riferimento per gli alpinisti. La quota delle oltre 100 cime del gruppo varia mediamente dai 2000 ai 2750 metri di Cima Cece, anche se dal punto di vista strettamente geografico fanno parte del Lagorai anche il Gruppo di Cima d’Asta (2850 m) e alcuni sottogruppi. La conformazione del territorio si presta particolarmente all’escursionismo e alla pratica dello sci alpinismo ma si è sviluppata anche l’arrampicata, concentrata sull’ottimo granito di Cima d’Asta, del Sottogruppo di Rava e delle pareti della Valle del Vanoi, nonché sul porfido della celebre Tognazza e del Colbricòn. Non mancano le cascate di ghiaccio per lo più concentrate in Val Sorgazza dove ce ne sono una ventina di media difficoltà. Normalmente i lunghi avvicinamenti non invogliano gli alpinisti alla frequentazione


La parete di Cima d’Asta (foto A. Garzetti)




delle pareti ma la bellezza dell’arrampicata e dell’ambiente ripagano poi lo sforzo compiuto. Frequentare il Lagorai, infatti, significa immergersi in un ambiente integro dove dominano il verde dei boschi e dei prati e l’azzurro intenso dei laghetti in un dolce equilibrio con le pareti e soprattutto con il silenzio che domina l’intero territorio. La Grande Guerra ha lasciato qui numerose tracce del suo passaggio in quanto sulle creste si sviluppava la linea del fronte tra l’esercito austro-ungarico e quello italiano; spesso si ripercorrono i camminamenti militari e le trincee realizzati dai soldati e sono in fase di restauro anche alcuni ricoveri e postazioni. A volte i sentieri sono scomodi in quanto si inerpicano su pietraie dove è necessario prestare attenzione a ogni passo e che interrompono il ritmo della camminata ma qui la fretta non è di casa e camminare con calma è quasi un dovere. L’arrampicata in Lagorai Non sono molti gli alpinisti che conoscono l’ottimo granito del Lagorai, e ancora meno quelli che frequentano assiduamente queste pareti. Certo, le pareti non hanno l’imponenza e la continuità di altre zone però la bellezza dell’ambiente e di alcune lunghezze lascia il segno e se si viene rapiti dalla magia delle rocce, dei



prati, dei laghi, del silenzio si torna su e su di nuovo facendo volentieri quei mille metri di dislivello per raggiungere l’attacco. La storia alpinistica del gruppo non è omogenea in quanto le varie aree di scalata sono state sviluppate da gruppi distinti di scalatori che vi hanno concentrato la loro attività in modi e tempi diversi tra loro e sono pochi quelli che hanno operato in maniera continuativa spaziando tra le varie pareti. Per questo motivo è opportuno descrivere in modo distinto le principali aree di scalata, anche perché si passa dall’ottimo granito di Cima D’Asta, del sottogruppo di Rava e del Vanoi al porfido della Tognazza, del Colbricòn e delle altre aree. Il nostro viaggio inizia dal massiccio di Cima d’Asta e dal gruppo di Rava, sicuramente le aree dove maggiormente si è sviluppata l’arrampicata su granito e che offrono ancora grandi possibilità di esplorazione. Di seguito ci spostiamo nella Valle del Vanoi dove si trovano il Monte Turgiòn con le sue oltre 40 vie sportive lunghe dai 200 ai 400 metri e le pareti della Val di Scala, tutte ascensioni su ottimo granito. Passiamo quindi alla zona del Colbricòn e delle Cime di Ceremana, porfido, dove a parte qualche rara via le possibilità non erano state sfruttate fino all’arrivo di un attivo gruppo di

Nevicata settembrina alla Forcella di Valmaggiore (foto archivio Conz)


alpinisti ferraresi che ha creato diversi interessanti itinerari. Abbiamo quindi riportato alcune vie realizzate in ordine sparso su varie strutture rocciose del Lagorai cercando di dare priorità agli itinerari più interessanti. Geologia Le rocce del Gruppo Lagorai e Cima d’Asta sono di origine eruttiva, magmatica. La Catena del Lagorai, di matrice vulcanica effusiva, iniziò a formarsi 240 milioni di anni fa in seguito agli imponenti fenomeni eruttivi che diedero origine alla piattaforma porfirica atesina e che durarono vari milioni di anni. Rocce effusive, ovvero solidificate bruscamente in superficie in seguito ad una eruzione. Il massiccio di Cima d’Asta, di matrice granitica intrusiva, si formò invece una trentina di milioni di anni prima, ovvero 270 milioni di anni fa. Rocce Intrusive, ovvero che si sono solidificate attraverso lunghi periodi di raffreddamento al-

l’interno della crosta terrestre per poi emergere successivamente sulla spinta dei processi tettonici continentali. Sia i porfidi del Lagorai che i graniti di Cima d’Asta formano un complesso relativamente uniforme e poggiano su uno strato di rocce molto antiche di tipo metamorfico, che si sono quindi formate per trasformazione fisica e chimica sotto le grandi pressioni e le elevate temperature all’interno della crosta terrestre. Queste rocce emergono in alcune parti della catena ma per lo più rimangono nascoste sotto gli spessori delle coltri alluvionali e detritiche. Il movimento dei ghiacciai durante le glaciazioni ha dato alle vallate la caratteristica forma a U e poi la lunga azione degli elementi ha dato alle montagne le forme attuali. Si possono notare i molti circhi glaciali e i laghi rimasti un po’ ovunque. In molte valli si può notare una fascia bassa più chiara segno tangibile del ritiro degli ultimi nevai rimasti.

La parete di Cima d’Asta riflessa nel lago




Introduzione tecnica

Valutazione delle difficoltà Viene proposta come sulle altre guide di alpinismo una classificazione approfondita e completa, con una scala sulla proteggibilità espressa in numeri arabi abbinati alle lettere R o S per riconoscere il tipo di chiodatura (S = spit, R = chiodo, RS = chiodatura mista) affiancata da una scala in numeri romani (I, II, III, IV, V, VI, VII), che definisce lunghezza e impegno ambientale della via e che prende spunto dalla scala americana in uso per le big wall. Tutto naturalmente va preso con le dovute cautele perché, su queste pareti, non tutte le vie hanno chiodatura a spit sistematica, dove non serve aggiungere altre protezioni; per il resto, si percorre un terreno che lascia spazio all’inventiva, alla fantasia, alla capacità di ognuno e quindi, non completamente preconfezionato.

PROTEGGIBILITà S1

S2

S3

S4

S5

S6

Spittatura solo parziale e posizionata lontano dai passaggi chiave, tratti molto lunghi, anche superiori ai 20 m, in cui una caduta può avere conseguenze anche letali.

R1

Facilmente proteggibile con protezioni sempre solide, sicure e numerose. Limitati tratti obbligatori. Lunghezza potenziale caduta qualche metro e volo senza conseguenze.

R2

Mediamente proteggibile con protezioni sempre solide e sicure ma più rade. Tratti obbligatori tra le protezioni. Lunghezza potenziale caduta qualche metro al massimo e volo senza conseguenze.

R3

Difficilmente proteggibile con protezioni non sempre buone e distanti. Lunghi tratti obbligatori. Lunghezza potenziale caduta fino a 7-8 metri al massimo e volo con possibile infortunio.

R4

Difficilmente proteggibile con protezioni scarse o inaffidabili e/o distanti che terrebbero solo una piccola caduta. Lunghi tratti obbligatori. Lunghezza potenziale caduta fino a 15 metri con possibilità di fuoriuscita di ancoraggi e volo con probabile infortunio.

R5

Difficilmente proteggibile con protezioni scarse, inaffidabili e distanti che terrebbero solo una piccola caduta. Lunghi tratti obbligatori. Possibilità di lunghe cadute e di fuoriuscita di ancoraggi che può determinare un volo fino a terra con infortunio sicuro.

R6

Improteggibile se non per brevi e insignificanti tratti lontani dai passaggi chiave del tiro. Una eventuale caduta può avere conseguenze anche letali.

IMPEGNO GLOBALE

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I

Una via corta richiedente poche ore, nei pressi della strada e con comodo avvicinamento, ambiente solare e ritirata comoda.

II

Via di diverse lunghezze su una parete superiore ai 200 m, avvicinamento facile anche se può richiedere una discreta marcia, comoda ritirata.

III

Via lunga oltre i 300 m, ambiente severo, richiede quasi tutta la giornata per essere superata. Può richiedere un lungo avvicinamento e la ritirata può non essere veloce.

IV

Via molto lunga, superiore ai 500 m, su parete severa e distante dal fondovalle. Richiede un'intera giornata per essere superata. La ritirata può essere complicata e non svolgersi sulla linea di salita.

V

Via molto lunga stile big wall, richiede normalmente un bivacco in parete. Ritirata difficile, ambiente severo.

VI

Big wall che richiede più giorni di permanenza in parete, ambiente di alta montagna, ritirata difficile.

VII

Tutte le caratteristiche proprie del grado VI esasperate, come nel caso di big-wall himalayane che necessitano di una spedizione per essere superate.

Spittatura normale, come quella utilizzata in falesia. Distanza mai superiore ai 3-4 m tra uno spit e l'altro. Lunghezza potenziale caduta qualche metro al massimo e volo senza conseguenze. Spittatura distanziata e tratti obbligatori tra le protezioni. Lunghezza potenziale caduta una decina di metri al massimo e volo senza conseguenze. Spittatura distanziata, passaggi quasi sempre obbligatori. Distanza tra gli spit anche superiore ai 5 metri, voli lunghi ma non eccessivamente pericolosi. Spittatura molto distanziata (oltre i 7 metri), passaggi obbligatori. Una caduta può potenzialmente provocare un infortunio. Spittatura oltre i 10 m, passaggi obbligatori e tratti dove una caduta può sicuramente provocare un infortunio (caduta su terrazzi e cengie o al suolo).


Storia alpinistica

Storia alpinistica Cima d’Asta - Gruppo di Rava Senza dubbio i primi salitori di queste cime furono pastori e cacciatori e successivamente soldati durante la Grande Guerra, dato che i luoghi rimasero occupati per alcuni anni. La guerra ci ha lasciatoin eredità strade, sentieri, esili camminamenti anche in punti insospettati. La prima storica salita fu compiuta nell’estate del 1906 dal valsuganotto Pompeo Tomaselli con due amici rimasti sconosciuti; insieme salirono per il versante meridionale la bella Cima Trento con difficoltà di II grado. (Furono proprio loro a dare il nome alla cima) Nel 1908 c’è un primo tentativo da parte di due pionieri dell’arrampicata, Mario Scotoni e un compagno tentarono la salita della parete di Cima D’Asta. Bisogna poi aspettare il 1952 per rilevare una salita rimasta in ombra a causa delle poche notizie in merito. Ruggero Lenzi della SUSAT (sezione universitaria della SAT di Trento) e Mario Michelini della SAT di Borgo salgono la parete di Cima D’Asta in 6 ore con difficoltà di IV grado. Il tracciato preciso di questa ascensione non è mai stato identificato ma si può presumere che ricalchi grossomodo il tracciato della Via Roger. Nel 1957 sul Tombolin di Caldenave vengono tracciati due itinerari da cordate di alpinisti della Valsugana su roccia alquanto delicata. Nel 1958 Giorgio Melchiori (La prima guida alpina della Valsugana) e G. Sent aprono una via sperduta su Cima Brunella e l’anno seguente lo stesso Melchiori con O. Pianta aprono una via sulla parete sud di Cima D’Asta che diventerà la classica della parete. Nella seconda metà degli anni sessanta O. D’Accordi e compagni compiono una siste-

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matica esplorazione delle Torri di Segura, Cima Caldenave e Passetto, aprendo otto vie, mentre sulla Torre Gillo Cavinato realizzano un itinerario i veneti S. Zampiron ed E. Tisato. Negli anni settanta c’è un notevole incremento dell’attività sulla parete di Cima D’Asta e vengono aperti diversi itinerari anche di notevole difficoltà, tra i quali spicca la Via del Diedro Alto dei padovani Marco e Maurizio Marchesini. Anche gli alpinisti della valsugana riprendono a esplorare la parete tracciando la Via del Rifugio e la Milena. Gli anni ottanta sono ricchi di nuove salite e l’evoluzione generale dell’arrampicata porta anche qui una ventata di innovazione. La cordata formata da Roberto Assi e Maria Elena Fiori sale la Punta di Lancia con un passaggio molto elegante, i padovani Marchesini ed Ellero salgono a loro volta la Via del Dado, i valsuganotti Daniele Lira e Franco Melchiori aprono la Via Roger. Franco Melchiori sarà l’interprete di spicco aprendo diverse nuove linee sulla parete di Cima D’Asta. Viene aperta anche la bella Via Franco a opera di Fabio Leoni e compagni. Nel gruppo di Rava Franco Melchiori, V. Bastiani, R. Fratton aprono nel 1984 una bella via sulla parete nord ovest di Cima Brunella mentre nel 1988 Gianfranco Tomio e Mario Piasente salgono la tetra parete nord della Prima Torre di Segura con una bella via tuttora irripetuta. Gli anni novanta iniziano con l’apertura della Via Marietto da parte di Robero Assi e Daniele Lira, una bellissima salita di media difficoltà, ma l’attività maggiore si svolge nel Gruppo di Rava dove la cordata Gianfranco Tomio e Livio Compagno salgono la parete nord ovest di


Cima Trento con un itinerario che inizia subito a essere ripetuto e in seguito proseguono con un’altra via sulla parete del Primo Campanile di Val Orsera. Gianfranco Tomio e Carla Balduzzo continuano l’esplorazione aprendo diverse vie sulle pareti della Val Orsera. Compaiono anche le vie con l’uso sistematico degli spit posizionati con il trapano (a motore!). Flavio Simonetto e Mario Piasente aprono dal basso un lungo itinerario sulla grandiosa parete del Palon della Banca, la Via Gretel raggiungendo una punta che nominano Keiser Spitze. Gretel viene ripetuta ma nella parte alta, più difficile, qualche passaggio rimane ancora da liberare. Nel 1993 lo stesso Simonetto, Piasente e Tomio aprono un altro itinerario a spit sulla parete di Cima D’Asta, La Testa del Drago, salendo un evidente strapiombo con difficoltà di VII+. Poco dopo Simonetto e Piasente aprono una via sulla sud della V Torre di Segura con forti

difficoltà in placca, la Via dei Pipigrifi, e quindi Simonetto si ripete con Marcello Volpe con un’altro itinerario sulla IV Torre caratterizzato nella parte iniziale da un bellissimo diedro. Mauro Giovanazzi e Paolo Calzà aprono una via molto diretta sul paretone di Cima d’ Asta. Nel 1993 nasce la Via Pietro Pontalti ad opera di Cristoforo Groaz e Franco Corn sulla verticale parete formata dalla cresta che scende dal Palon della Banca, la stessa parete sulla quale, nel 2006, Matteo Faletti, Marco Molinari e Luca Caldini realizzano Il Nido Del Falco. Gianfranco Tomio e compagni approfondiscono l’esplorazione della Val di Rava. Nel 1994 Roberto Assi e compagni aprono un lungo itinerario sulla cresta che scende dal Palon della Banca, Gianfranco Tomio e Paolo Marconi aprono tre nuovi itinerari in Val di Rava e una bella via sulla Torre Mariano in Cima d’Asta. Anche Franco Melchiori apre Marco e Silvia in solitaria. In autunno G. Tomio, M. Piasente e G. Pran-

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Storia alpinistica

del aprono una via nuova su Cima Brunella iniziando una nuova esplorazione in direzione della Val Quarazza, successivamente nasce la Via dell’elicottero alla Torre di Fierollo, avviando l’esplorazione di un’altra zona che si rivelerà molto interessante. Dal 1995 inizia la sua attività nel gruppo Paolo Michielini di Montebelluna che realizza alcune vie di carattere sportivo proprio sulle Torri di Fierollo, chioda diversi monotiri sia a Fierollo che sulla falesia di Costa Brunella, ed esplora diverse zone boulder. Negli ultimi due anni Alessio Conz ha aperto alcune vie sportive con diversi compagni: con Andrea Reboldi nasce nel 2009 Black Saba sulla Torre G. Cavinato, una bella via su roccia stupenda, poi con Alessandro Bernardi e Gianfranco Tomio realizza Supertramp e poi con Mario Piasente Vuoti di Memoria, entrambe su Punta Brunella, alla testata della stupenda Val Orsera su bel granito e ambiente da favola. Infine, nel 2011, Lo spirito dell’aquila ed Estizione garantita nella zona di Fierollo Altri progetti sono già iniziati e la possibilità di aprire nuovi itinerari sono enormi.

Turgiòn Sulla sinistra idrografica del torrente Vanoi, lungo la strada provinciale 56, provenendo

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Torri di Fierollo, Torre Fiorenero, Luca Pilati, Via Fiorenero

da Canal San Bovo in direzione di Caoria, si trova una serie di belle pareti granitiche alte fino a 400 metri quasi tutte accessibili in pochi minuti dalla strada sottostante. L’inizio dell’esplorazione di queste pareti si deve a Flavio Veronese, padovano trapiantato a Treviso, che vede il Turgiòn per la prima volta nel 1983, ne rimane affascinato e inizia a studiarne le pareti preparandosi all’azione. Flavio comincia a frequentare la montagna a 12 anni e a 17 inizia ad arrampicare frequentando un corso alla scuola del Cai Padova, della quale diventerà poi istruttore. Flavio è anche un chiodatore, oltre cinquanta tiri alla falesia di Schievenin attrezzati con vari compagni. Ma è solo nel 1993 che Flavio Veronese e Alfredo Pozza, guida alpina di fresca nomina, iniziano l’avventura “Turgiòn”. Iniziano La storia infinita, una via di 6b, salita dal basso, che fanno terminare sulla rampa mediana ma che sarà completata, undici anni dopo, dal quattordicenne Fabrizio Rattin. Gelosi della loro scoperta Flavio e compagni decidono di utilizzare per gli spit delle piastrine mimetizzate, dipinte di grigio e marrone, che non luccichino al sole rendendosi così visibili dalla strada. Per qualche anno il trucco funziona ma poi inizia il pellegrinaggio dei


primierotti, che tutti gli anni a primavera, un po’ come le rondini, arrivano sulle pareti del Turgiòn per allenarsi per poi tornare sulle loro Pale. Negli anni si aggiungono altri compagni d’avventura: Gianluca Martini, Filippo Cenedese, Luiz Lamparelli (brasiliano, forte arrampicatore che ha lasciato la sua firma su Il Paese dei Balocchi, Corrado Dri, Michele Argenti, Bruno Crosato, Alberto Boscolo, Tiziano Albertella che nel 2005 apre Easy Rider in solitaria, Marisa D’Incau, Giorgio Zambon, Fabrizio Rattin, e tanti altri. Nel 1996 Lamparelli e Veronese completano Pais dos brinquedos, Il paese dei balocchi, prima via d’arrampicata a raggiungere la cima e poco dopo Francesco Gherlenda e Veronese vanno a ripeterla. Verso la fine, sulla cengia del boschetto, in alto sulla parete sud, si scoprono inseguiti da un incendio che sale

velocissimo dal bosco sottostante (da allora “Bosco del fuoco”). Mancano centocinquanta metri alla Mentina, duecento all’uscita; metà di parete e metà di bosco, in parete c’è fumo, nel bosco c’è anche il fuoco. Impossibile uscire per la cima perché il fuoco si sta dirigendo proprio là, impossibile la ritirata sulla via di salita. Resta la fuga controvento sulla Rampa alta. Rimane un’incognita: da dove parte il fuoco? Si dà per scontato che sia a sud, e se non fosse così? Meglio non pensarci. I due scendono a rotta di collo per le cenge dei camosci, divorano il Boal dei Salti e arrivano alla strada stabilendo un primato di velocità in discesa: circa quaranta minuti dalla cengia del boschetto alla strada. Due ore dopo i versanti sud e sudovest del Turgiòn sono avvolti dalle fiamme e restano impraticabili per mesi. Negli anni seguenti il Turgiòn è letteralmente passato al setaccio ma si trova il tempo

A. Guida Alpina

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di esplorare anche qualcos’altro: Pretipizio, Cucù, eccetera. Queste esplorazioni portano al tracciamento di molte vie rimaste incompiute e che ora sono in fase di lento completamento. Verso la fine del millennio Eugenio Cipriani con suoi compagni traccia alcune vie sulla prima parete della Val di Scala: roccia stupenda, attacco in tre quarti d’ora partendo dalla strada. Le vie sono state aperte in stile classico con tratti in artificiale e successivamente liberate con difficoltà fino al 7c. Nonostante il carattere sportivo degli itinerari, il Turgiòn rimane una parete alpinistica e come tale va considerata, si invita all’uso del casco ed è sicuramente sconsigliabile prendersi un bel temporale, in modo particolare al Boal dei Salti dove il canalone può trascinare sassi e tronchi. Vista la quota relativamente bassa e la favorevole esposizione si può arrampicare tutto l’anno ma è consigliabile naturalmente evitare i periodi troppo freddi o nevosi e le giornate più calde dell’estate.

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Torri di Fierollo

Cauriòl-Colbricon Queste cime sono rimaste per molto tempo pressoché ignorate dagli alpinisti a causa della loro vicinanza alle Dolomiti e per la relativa brevità delle loro pareti. A parte due vie realizzate nel 1967 da G. Zortea e R. Loss sulla parete nord del Piccolo Cauriòl e qualche via alla Tognazza, solo a partire dalla fine degli anni 80 ci sarà qualche esplorazione, grazie a Ruggero Daniele e Giacomo e renzo Corona in Colbricòn/Ceremana e a Aldo Leviti, il quale pur girovagando nel gruppo (Tognazza, Cima d’Asta e Rava) compie le maggiori realizzazioni sul Cauriòl. Per il Colbricòn bisognerà paradossalmente attendere fino a dopo il 2000, quando Francesco Pompoli, spesso in vacanza a San Martino, intuisce la potenzialità alpinistica di queste pareti e realizza con vari compagni alcune vie interessanti.


Torre Cavinato, Alessio Conz, Black Saba (foto arch. Bailo)

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Alpinisti 18

Alpinisti Cima d’Asta-Gruppo di Rava Daniele Lira, guida alpina, fotografo, uno degli alpinisti della Valsugana più attivi negli anni ottanta e novanta, autore di numerose difficili vie sulle selvagge pareti che scendono da Cima Dodici sulla Val di Sella e di alcune vie sulle pareti di Cima d’Asta. Arrampicatore di alto livello è stato inoltre instancabile chiodatore di belle falesie in Valsugana. Flavio Simonetto, predilige l’arrampicata sportiva ma non disdegna le grandi pareti, infatti mette la sua firma su quattro tra le più impegnative vie del gruppo, aperte dal basso utilizzando un trapano a motore. Dal 1995 pratica parapendio e dal 2000 questa diventa la sua attività preferita, anche in questo caso con bei risultati visto che realizza voli di oltre 200 chilometri. Ruggero Daniele, guida alpina e maestro di sci di Valdagno trapiantato nel Primiero dove vive e lavora. Gestore del rifugio O. Brentari per sette anni apre alcune vie sulle parete di Cima d’Asta e richioda alcuni itinerari tra i più frequentati. Apre anche itinerari sulle allora sconosciute pareti del Colbricon. Roberto Assi, guida alpina di Trento, ha operato in modo continuativo nel gruppo per alcuni anni realizzando belle vie nuove e ripetendo in solitaria alcuni itinerari. Mario Piasente, un vero vagabondo del Lagorai che ama senza riserve e che frequenta assiduamente da trent’anni, con gli sci, sulla roccia e di corsa, altra sua grande passione. Presente da sempre alla apertura e ripetizione di vie nel gruppo, in particolare con G. Tomio. Franco Melchiori, guida alpina di Strigno, gestore del rifugio O. Brentari per quattro anni, ha aperto alcune vie interessanti in Cima d’Asta e Rava. Paolo Michielini di Montebelluna dove risiede e svolge attività alpinistica in ogni

momento libero, dall’arrampicata su roccia allo sci alpinismo, all’alta quota. Si avvicina nel 1995 alla zona delle Cime di Rava attratto dalla possibilità di scalare sul granito a un’ora e mezza di macchina da casa e da allora non ha mai smesso scoprendo sia pareti che zone boulder molto interessanti. Paolo Marconi di Scurelle, apre con G. Tomio alcuni bei itinerari in Cima d’Asta e Rava e ripete numerosi itinerari del gruppo che frequenta anche con gli sci. Attualmente è direttore della scuola Lagorai della SAT di Pergine Valsugana. Giuseppe Prandel di Levico, arrampicatore saltuario ma di gran classe e coraggio, apre con G. Tomio alcuni interessanti itinerari. Livio Compagno, forte alpinista di Borgo Valsugana, particolarmente attivo negli anni ottanta e novanta, firma con G. Tomio alcune nuove realizzazioni e valide ripetizioni.


Cima d’Asta e Palon della Banca

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V Torre di Segura, Alessio Conz, Via dei Pipigrifi (foto A. Bernardi)


Alpinisti Vanoi, Colbricon Francesco Pompoli, di Ferrara, ingegnere, atleta, alpinista, appassionato di corsa e sci alpinismo inizia l’arrampicata nel 2000 e dimostra subito intuito e bravura. È l’ ideatore del sito Intraigiarùn che raccoglie scritti di montagna di vari autori. Gabriele Villa, ferrarese, Istruttore di Alpinismo del CAI Ferrara ha diretto per circa 15 anni i corsi organizzati dalla sezione. Spirito romantico e scrittore prolifico, ha scritto gran parte dei racconti pubblicati su Intraigiarùn con lo stesso stile e la stessa tenacia con la quale pratica alpinismo da trent’anni! Michele Scucimarra, anch’egli ferrarese. Orafo ortigiano, atleta appassionato, si dedica con uguale impegno e determinazione ad attività podistiche agonistiche, al pattinaggio a rotelle e all’alpinismo. Dopo avere iniziato come arrampicatore sportivo è approdato all’alpinismo di ottimo livello. Michele Ghelli, abile arrampicatore cresciuto nell’ambito delle scuole del CAI di Ferrara di cui è stato il più giovane istruttore; ha sviluppato la sua crescita tecnica grazie alla tenacia e alla passione per la montagna che lo ha portato anche a gestire per anni un negozio specializzato. Flavio Veronese, architetto di professione, arrampicatore per passione, di lui abbiamo già parlato nella storia alpinistica del Turgiòn di cui è il fondamentale e instancabile inventore. Lavora da anni a una sua personale guida della zona che ci auguriamo di sfogliare al più presto anche per la vena irresistibilmente ironica dei suoi scritti. Fabrizio Rattin, giovane alpinista di Canal San Bovo, grande appassionato di montagna, studia Scienze Forestali a Padova. Inizia a scalare con Flavio Veronese a 14 anni aiutandolo a completare e aprire ex novo numerose vie sul Turgiòn. La sua attività personale si svolge prevalentemente sulle Pale e sul Lagorai. Ha una

grande passione per le cascate di ghiaccio. Sta diventando Tecnico del Soccorso Alpino e sogna di diventare guida alpina…… i numeri ci sono tutti! Eugenio Cipriani, veronese, laureato in lettere. Appassionato alpinista e apritore di centinaia di itinerari in luoghi nascosti delle Dolomiti, del Lagorai, e di altre zone del Trentino, la maggior parte dei quali di carattere puramente esplorativo. È autore di numerose monografie geografiche-alpinistiche, di carte topografiche e di guide alpinistico-escursionistiche, molte delle quali inerenti i rilievi collinari e montuosi veronesi. Aldo Leviti, celebre guida alpina di Predazzo, Istruttore delle Guide, Maestro di sci. Ha aperto diversi itinerari spaziando da Cima d’Asta al gruppo Rava e dal Cauriòl alla Tognazza. Continua tuttora la sua esplorazione di pareti nel gruppo e anche di risistemazione di vecchi itinerari.

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Val Sadole con il Cauriol e il Piccolo Cauriol, sullo sfondo Cima d’Asta innevata

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Dal chiodo allo spit

Dal chiodo allo spit Breve storia alpinistica dei modi di apertura in Lagorai Piccolo oggetto di metallo particolarmente caro agli amanti dell’arrampicata “plaisir” e molto meno agli alpinisti classici, lo spit o fix come preferite, è sempre stato causa di numerose controversie a anche, ahimè, di qualche piccola guerra di religione. Al di là delle valutazioni soggettive che ognuno può dare al loro utilizzo vogliamo qui solamente far presente alcune considerazioni storiche. L’arrampicata nel gruppo Lagorai Cima d’Asta si sviluppa decisamente in ritardo rispetto alle vicine Dolomiti, con la quasi totalità degli itinerari aperta dopo gli anni 80. Il granito e il porfido si prestano in modo particolare all’utilizzo di chiodi, dadi e friend, a patto di seguire le linee classiche delle pareti come fessure e diedri ed evitando le placche; infatti quasi tutte le vie aperte seguono questa logica. Negli anni 90 Flavio Simonetto armato di trapano a motore apre con vari compagni diverse vie difficili posizionando spit da 8 mm mentre altri come Gianfranco Tomio piazzano qualche spit a mano nei tratti più esposti delle loro vie (Cima d’Asta e Rava). Poi Simonetto e Tomio abbandonano l’apertura di nuovi itinerari e la cosa termina lì. Nel 1993 inizia l’attività di Flavio Veronese al Turgiòn e in pratica l’apertura di nuove vie sportive continua tuttora con Fabrizio Rattin. Le vie aperte sono chiodate sistematicamente a fix sia in placca che in fessura a parte qualche tratto particolarmente ben proteggibile a friend. Anche Eugenio Cipriani realizza nel gruppo numerosi itinerari protetti a fix.

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Alla Tognazza viene piazzato qualche spit sulle vie più classiche e poi Manolo apre numerosi e difficili itinerari sportivi seguito più tardi da R. Galvagni e D. Filippi con tre itinerari di soddisfazione e da Fabio Testa. Al Colbricòn gli scalatori optano invece per non usare gli spit (dichiarano anche l’area NO SPIT ZONE e propongono una sorta di parco wilderness della scalata). Al Sass Ross in Val Moena nascono altri itinerari completamente sportivi. Alessio Conz ha già aperto nel gruppo diverse linee interamente sportive, alcune proprio con Gianfranco Tomio, e insieme stanno anche richiodando le vie più belle di Gianfranco. Anche Aldo Leviti che pure aveva messo in precedenza qualche spit sulle vie al Cauriòl sta ora richiodando i suoi itinerari. Nascono però anche itinerari nuovi e difficili quasi interamente a friend come Il Nido del Falco e Libertà di Pensiero Calpestata. Per gli amanti delle linee trad non mancano certo le occasioni per sviluppare questa arrampicata, anche se è bene far notare come linee difficili aperte in questo stile negli anni 90 siano rimaste praticamente irripetute fino a oggi. Un augurio a tutti gli apritori per le loro avventure nel pieno rispetto delle loro singole scelte!


Torre di Fierollo, Alessio Conz in apertura su Lo spirito dell’aquila

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Indice e cartina 26

GRUPPO DI CIMA D’ASTA PALON DELLA BANCA 29 1 Punta Socede 31 2 Punta di Lancia 33 3 Torre Gillo Cavinato 35 4 Parete di Cima d’Asta 41 5 Crestone senza nome 59 6 Kaiserspitze 65

VALLE DEL VANOI 15 Monte Turgiòn

110 113

COLBRICON TOGNAZZA

121

CAMPANILE DI CECE

139

GRUPPO DI RAVA 7 Torri di Segura 8 Punta Brunella 9 Cima Brunella - Cima Trento 10 Campanili di Val Orsera 11 Il Ticodromo 12 Placca dei Cavai 13 Torre Ravetta 14 Torri di Fierollo

Cauriòl

144

VAL MOENA

151

SASSO ROTTO

153

CIMA LANER

155

Torre Cavinato, Black Saba (foto arch. Bailo)

67 71 77 81 87 89 93 95 97

133


le

de

A2 2

Pergine Valsugana

Va l

en

i

Levico Terme

Palù del Fèrsina

Borgo Valsugana

Campanile di Cece

Cima Brunella

Cima d’Asta

Pieve Tesino

Torri Fierollo

Strigno Castelnuovo

Telve

Passo Manghen Cima Laner

Sasso Rotto

Cauriol

Predazzo

Grigno

Castello Tesino

Colbricon

Tognazza

Passo Rolle

Turgion

Vanoi

Canal S.Bovo

el Lagorai d a n e t Ca

Cavalese

Val Calamento

][

iM

oc h

na

lle

e Val Mo

pe Val Cam

Fiera di Primiero

S.Marino di Castrozza

][

27


Lago di Cima d’Asta

Rifugio O. Brentari Punta Socede

32

7B

Crestone senza nome Palon della Banca Kaiserspitze

32 7

Cima d’Asta - Palon della Banca

Cima d’Asta

T. Tolvà

Pala del Becco

327

Campagnassa

Camping Valmalene Malga Sorgazza

28


Cima d’Asta Palon della Banca 1 2 3 4 5 6

Placca Socede Punta di Lancia Torre Gillo Cavinato Parete di Cima d’Asta Crestone senza nome Kaiserspitze

Punti di appoggio Pieve Tesino, Albergo Cima d’Asta 0461 592112 Pieve Tesino, Malga Sorgazza, 346 2304405 Pieve Tesino, Camping Val Malene, 0461 594214 Rifugio Ottone Brentari, 0461 594100

Placca Socede

Accesso Dalla Valsugana raggiungere Scurelle e quindi Strigno e poi Bieno e Pieve Tesino. Da Pieve entrare in Val Malene e quindi raggiungere Malga Sorgazza dove si lascia l’auto. Proveniendo dal Vanoi si supera il Passo del Brocòn e si scende fino a Pieve Tesino. Da Malga Sorgazza in circa 20 minuti si raggiunge su strada forestale pianeggiante la partenza della teleferica che sale al Rifugio O. Brentari (Possibile trasporto del materiale previa prenotazione). Qui parte il sentiero che conduce al rifugio (2 h da Malga Sorgazza).

Punta di Lancia Torre Cavinato

Cima d’Asta

Il Gruppo Cima d’Asta

29


30

Placca Socede, Gianfranco Tomio

Cima d’Asta - Palon della Banca - Placca Socede


1 Placca Socede 30 min.

Sud-Ovest

Si trova a Ovest del Rifugio O. Brentari, poco sopra il Passo Socede. È di fatto la palestra del rifugio, e si raggiunge in circa mezz’ora seguendo il sentiero per il Passo Socede. Qui sono state aperte alcune linee brevi ma molto divertenti, con una arrampicata sempre piuttosto tecnica. Vista l’ottima esposizione a Sud Ovest è gradevole arrampicare fino alla sera con l’ultimo sole. Le soste sono attrezzate e anche i tiri. Portare comunque qualche nut e friend.

PLACCA SOCEDE IV+

IV

V V+

IV-

V V

IV

IV IV VI

Discesa: in doppia.

IV

III

III+

III III

IV+

1 LEVITI III, IV+ Aldo Leviti, 1973

IVIV

2 TARDO POMERIGGIO III, IV, V+ Gianfranco Tomio, Carla Balduzzo, 1992

III

3 G.C.F. IV, V Bortoluzzi, L Vesco, 1982

III

V+

4 DISPERATAMENTE EROTIKA IV, V+ Gianfranco Tomio, Carla Balduzzo, 1992

IV-

6 TANGO V Gianfranco Tomio, Luigi Pozza, 1993 La via Tango si trova sul retro della placca e sale una evidente e verticale fessura per poi uscire in alto verso destra raggiungendo la sosta delle vie 3 - 4 - 5.

III

5

5 MATTINATA UGGIOSA IV, VI Gianfranco Tomio, Carla Balduzzo, 1992

4 III

3

Passo Socede

2 1

Rif. O. Brentari

Cima d’Asta - Palon della Banca

31


Cima d’Asta - Palon della Banca - Punta di Lancia 32

Punta di Lancia, Via Francesco (foto arch. R. Daniele)


2 Punta di Lancia 30 min.

Est

Questa torre si trova a sinistra del canalone dei Bassanesi. Molto slanciata ed elegante sembra la punta di una lancia, e le vie sono tutte sulla parete sud che si presenta molto verticale con bellissimi appigli scavati dall’acqua.

to il sentiero per il Passo Socede per poi abbandonarlo per risalire i ghiaioni del Canale dei Bassanesi in direzione della parete. 30 minuti. Discesa: con una corda doppia di 15 m (sosta a spit) si cala al colletto NW e da questo scendere facilmente al canalone dei Bassanesi.

Accesso Dal Rifugio O. Brentari seguire per breve trat-

PUNTA DI LANCIA V

II

II V

VI-

V+ VI

V

V VIV IV VIV

V+ V

V IV

1 2

3

Torre Cavinato Cima D’Asta

Cima d’Asta - Palon della Banca

33


Pareti, vie e difficoltà 158

CIME

ITINERARIO

STILE LUNGHEZZA

CIMA D’ASTA PLACCA SOCEDE PLACCA SOCEDE PLACCA SOCEDE PLACCA SOCEDE PLACCA SOCEDE PLACCA SOCEDE PUNTA DI LANCIA PUNTA DI LANCIA PUNTA DI LANCIA TORRE G.CAVINATO TORRE G.CAVINATO TORRE G.CAVINATO TORRE G.CAVINATO CIMA D’ASTA CIMA D’ASTA CIMA D’ASTA CIMA D’ASTA CIMA D’ASTA CIMA D’ASTA CIMA D’ASTA CIMA D’ASTA CIMA D’ASTA CIMA D’ASTA CIMA D’ASTA CIMA D’ASTA CIMA D’ASTA CIMA D’ASTA CIMA D’ASTA CIMA D’ASTA CIMA D’ASTA PALON DELLA BANCA PALON DELLA BANCA PALON DELLA BANCA PALON DELLA BANCA KAISERSPITZE PALADELBECCO

LEVITI TARDO POMERIGGIO G.C.F. DISPERATAMENTE EROTIKA MATTINATA UGGIOSA TANGO SMILE MERAVIGLIE FRANCESCO GIORGIO ASNICAR LEVITI DIEDRO ALTO BLACK SABA VIA DEL DENTE THE DAY AFTER MARCO E SILVIA MARIETTO ROGER FRANCO MELCHIORI PIANTA BRONTOLONE WHITE OUT DADO NEBBIE D’AUTUNNO ERMINIO MARCHETTO VIA DEI CAMINI LE DONNE DEL RIFUGIO LINO EGIDIO LA TESTA DEL DRAGO VIA DEI CRISTALLI CIAO MAX LIBERTA’ DI PENSIERO CALPESTATA IL NIDO DEL FALCO PIETRO PONTALTI GRETEL OCCIDENTALISMO CARNEFICE

A A A A A A A A A A A A/S S A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A/S A

65 65 65 65 65 65 85 80 105 200 200 240 200 255 225 185 330 400 300 300 420 415 300 200 280 280 300 300 130 245 1000 140 230 275 450 160

IV/R2/I V+/R2/I V/R2/I V+/R2/I VI/R2/I V/R2/I VI/R2/I V/R2/I VI/R2/I IV/S2/I IV/S2/I VI/R2/I 6b+(6a+)/S2/I VI+/R2/I V+/R2/I V+/R2/I V/R2/II V/R2/II VI/R2/2 IV+/R2/II VI/R2/II VI/R2/II VI/R2/II V/R2/II V+/R2/II IV+/R2/II V+/RS2/II IV/R2/II 6c(6a)/S2/I V+/R2/I VIeA0/R2/III 6c/R4/I VI+/R3/II VI+eA1/R3/II 6beA0(6a)/RS2/III V+/R2/I

GRUPPO RAVA PRIMATORRE DI SEGURA QUARTATORRE DI SEGURA QUINTATORRE DI SEGURA CIMA BRUNELLA PUNTA BRUNELLA PUNTA BRUNELLA PUNTA BRUNELLA CIMA BRUNELLA CIMA BRUNELLA CIMA TRENTO PRIMO CAMP. DI VALORSERA IL TICODROMO IL TICODROMO IL TICODROMO IL TICODROMO IL TICODROMO IL TICODROMO PLACCA DEI CAVAI PLACCA DEI CAVAI PLACCA DEI CAVAI TORRE DI RAVETTA TORRE DI RAVETTA

SHARAZAD SIMONETTO VOLPE VIA DEI PIPIGRIFI 5 ANNI DOPO SUPERTRAMP VUOTI DI MEMORIA SCIVOLO PELOSO CAPITANO RENATO TOMASELLI VIA DEGLI AMICI CARICHE ELETTROSTATICHE NEMESIS FOXTROT DOLCE E DELICATA CARLA BAGNI DI SOLE STELLA DELL’EST L’E’ NA MONADA ENRICA N’CAZZADA ERIC MACROMICETI ALHAMBRA DIEDRO GIALLO

A A/S S A S S A/S A A A A S S S S S S A A A A A

350 250 250 250 200 200 200 235 250 200 185

VI+/R4/III 6a/RS2/II 6c(6a+)/S2/II VI+/R2/II 6a(5c)/S2/I 6b(6a)/S2/I VI-/R2/I V/R2/II VI/R2/II V+/R2/II V/R2/II VII V V+ VIV+ V+ V/R2/I VI/R2/I VI/R2/I VIeA1/R4/II VIeA2/R4/II

95 100 100 85 150

DIFFICOLTÀ


TORRE DI FIEROLLO TORRE DI FIEROLLO TORRE DI FIEROLLO TORRE DI FIEROLLO TORRE DI FIORENERO TORRE ELISA TORRE DEI RODODENDRI CROZ DI MALGA FIEROLLO DI SOPRA PARETE DEI DINOSAURI

CIPRIANI LO SPIRITO DELL’ACQUILA VIA DELL’ELICOTTERO BUON NATALE KRY FIORENERO ELISA VIA DEI RODODENDRI VIA DEL SOLDA’ ESTINZIONE GARANTITA

A/S S S A/S S A/S S S S

160 170 170 200 150 60 100 80 135

VIeA9/RS3/I 7a+(6a+)/S1/I 6c(6a)/S2/I 6c(6a)/SR2/I 6c(6a)/S1/I 5ceA0/RS2/I 6beA0(6a)/RS2/I 5b/S2/I 7a, A1(6a+)/S1/I

VALLE DEL VANOI-MONTE Turgiòn MONTE Turgiòn MONTE Turgiòn MONTE Turgiòn SALINA SALINA SALINA PARETE DEL LAGO PARETE DEL LAGO

IL GIORNO DEL GIUDIZIO ISABELLA REGOLARIZZAZIONE DELLE BADANTI ZIO TIBIA QUALITA’ CONVENIENZA E CORTESIA LO SPIGOLO DEL POMPIERE VIA DEL GHIRO IL FANTASMA DEL PULPITO

S S S S S S S S

145 450 250 90 90 170 125 100

6ceA0(6b)/S1/I 6c(6a)/S1/II 6c(6a)/S2/II 5c(5b)/S1/I 5b/S1/I 6c(6a)/S1/I 6b(6a)/S1/I 6c+(6a)/S1/I

COLBRICON QUOTA2254 QUOTA2255 PUNTA SW COLBRICON COLBRICON COLBRICON COLBRICON SPALLA EST

SOGNANDO L’AGUILLE NOIRE SPIGOLO SCARPANTIBUS DIEDRO FRANCO PEDRAZZI I DIEDRI DEL SILENZIO NIDI D’ACQUILA STOCCHERO - BELLO’ TUONI E FULMINI IL GIOCO DELL’ OCRA

A A A A A A A A

300 300 450 450 470 450 260 250

VI+/R3/III VeA1/R3/III VI-/R2/II VI/R3/III VIeA1/R3/III VIeA1/R3/III V+/R3/III VI/R3/II

TOGNAZZA TOGNAZZA TOGNAZZA TOGNAZZA TOGNAZZA TOGNAZZA TOGNAZZA TOGNAZZA TOGNAZZA

ANDREA MANCIN GRAN DIEDRO BORDER LINE DANILO BUSIN FLOWER POWER BABY JAN VIA DEL VENTO STORIA DI SOFIA E L’AQUILA

S A/S S A/S S S A/S S

250 235 225 215

6c(5c)/S1/I 7b+(5c)/RS2/I 8a+(7a+)/S1/I VI+/R2/I

250 215

6c(5c)/S1/I VI/RS2/I

CAMPANILE DI CECE PALON DI CECE DENTE DI CECE

LEVITI - GABRIELLI I LAGHETTI SILENZIOSI

A A

200 300

IV/R2/II VI,A0/R2/III

Cauriòl Cauriòl Cauriòl Cauriòl PICCOLO Cauriòl PICCOLO Cauriòl TORRE DELLA GHIRLANDINA CASTEL DELE AIE

LEVITI-BONARELLI-LONGO LEVITI- PASTORE CORO MONTE Cauriòl GRAN DIEDRO SUD A.N.A. PREDAZZO LEVITI - MILANI PILASTRO BONARELLI - SABRINA

A/S A/S A/S A A A A/S

300 300 250 250 150 100 110

6c(6a+)/RS2/II V/RS2/II VI-eA1/RS2/II VI+(VI)/RS2/III VI+(V+)/RS2/II IV+/R2/I VI+(V+)/RS2/I

VAL MOENA SASS ROSS SASS ROSS

MORPHEUS SCHNECK

S S

215 130

7a(6a)/S1/I 7a(6b)/S1/I

SASSO ROTTO SASSO ROTTO

SILVIA

A

150

VIeA0/RS2/I

CIMA LANER CIMA LANER

CIPRIANI CAINELLI

S

140

VI,A0/S2/I

A=Via alpinistica S=Via protetta interamente a spit

159

Lagorai Cima D'Asta - Arrampicare sul "granito delle Dolomiti"  

Un gruppo montuoso secondario, in ombra rispetto alle vicine Dolomiti, ma tuttavia un luogo magico, silenzioso e prezioso, da riscoprire pas...

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