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05 • SETTEMBRE 2012

CONTIENE I.P.

Anno 02 - Direttore Responsabile Roberto Faggiotto - Mensile di informazione tecnica, economica, sindacale - Forlì, viale Oriani, 1 - Aut. Tribunale di Forlì n. 548 del 24/11/78 Tariffa R.O.C.: “Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, Commerciale Business Forlì n. 66/2009”

Online il nostro nuovo portale È finalmente on line il nuovo portale internet di Confartigianato di Forlì. All’indirizzo www.confartigianato.fo.it le aziende associate potranno trovare tutte le informazioni sull’attività di Confartigianato e le ultime news per ogni settore d’appartenenza. Il nuovo sito internet rappresenta il più evidente elemento di novità del nuovo modo di comunicare adottato dall’associazione, ma non l’unico, da qualche mese, infatti, siamo presenti anche sui più diffusi social network: twitter e facebook. Un modo per essere sempre più vicini a chi fa impresa.

in evidenza L’EDITORIALE: il segretario Roberto Faggiotto presenta i nuovi strumenti informatici di cui si è dotata Confartigianato Forlì, un’ulteriore opportunità per gli associati. A pagina 2

IL NOTIZIARIO TECNICO: nell’inserto centrale gli approfondimenti in materia di consulenza fiscale e del lavoro, le novità introdotte dal “decreto crescita” e un approfondimento sul credito all’impresa. Da pagina 13 a pagina 19

LA CENTRALITA’ DEL TERRITORIO: il Consiglio Direttivo di Confartigianato Forlì organizza una serie di incontri con gli amministratori dei comuni del comprensorio, per avviare un confronto sulla Provincia Unica. A pagina 9

I GIOVANI TRA CRISI E LAVORO CHE NON C’E’: Il mercato occupazionale penalizza fortemente gli under 30. Uno spiraglio è dato dall’auto-imprenditorialità un modo per attenuare le difficoltà strutturali del lavoro giovanile. Da pagina 24 a pagina 25


associazione editoriale

Mettiamoci in gioco • di Roberto Faggiotto

I

l web index è la classifica mondiale sulla diffusione di internet, promossa dalla World Wide Web Foundation per misurare l’impatto economico, sociale e politico della rete sui diversi paesi. Nell’edizione di quest’anno, l’Italia si colloca al ventitreesimo posto del ranking mondiale, preceduta dal Messico ed è, solo per pochi punti, davanti al Brasile. Una posizione che limita la nostra economia, evidenziando, ancora una volta, il gap sofferto dall’Italia rispetto ai competitor europei. I dati dell’osservatorio di Confartigianato confermano il trend, anche tra gli imprenditori sono numerosi coloro che sono restii a usare internet, per lavoro o per svago. Eppure la tecnologia è un aiuto fondamentale per ogni imprenditore, la rete è una fonte di preziose informazioni, consente di verificare le nuove tendenze dei mercati, di cercare partner e di avere visibilità per farsi trovare da nuovi potenziali clienti. Le opportunità sono molteplici e soprattutto nei momenti difficili è indispensabile non sottovalutare alcuna chance, per questo Confartigianato di Forlì ha promosso il portale www.noimpresa.it per offrire a tutti gli associati uno spazio sul web, dando modo, anche a chi ancora non è presente in rete con un proprio sito, di creare una vetrina per farsi conoscere dagli utenti di internet. Ma non solo. In questi mesi abbiamo lavorato per rinnovare il nostro portale internet www.confartigianato.fo.it che da pochi giorni è in rete, consentendo una comunicazione rapida e mirata, indirizzata a tutti coloro che decideranno di iscriversi alla nostra newsletter. Siamo, inoltre, presenti su twitter (@Conf_Forli) e su Facebook con la fan page di Confartigianato di Forlì Federimprese per essere sempre più vicini alle imprese. È un nuovo modo di lavorare, che auspichiamo sia più rapido e incisivo, sicuramente innovativo e che richiede un rinnovato e maggiore impegno da parte nostra, per consentire un diverso coinvolgimento di coloro che vogliono interagire con noi. La rete oggi permette di dialogare con chiunque sia presente nel web, annullando distanze e barriere. Il nostro obiettivo è garantire spunti interessanti e una pluralità di informazioni, tutto in tempo reale, mettendoci in gioco per essere ancora più efficaci nel sostenere l’impresa.

ORGANO UFFICIALE DI STAMPA DI CONFARTIGIANATO FORLÌ FEDERIMPRESE Anno II • n. 05 SETTEMBRE 2012 redazione@confartigianato.fo.it www.confartigianato.fo.it

2 • settembre 2012 • • • essere impresa

Viale Oriani, 1

Direttore Responsabile Roberto Faggiotto

tel 0543 452811 • fax 0543 452852

Redazione Roberta Zoli

Reg. Naz. Stampa 06185 del 17/2/98 - ROC 5252

Fotocomposizione e Stampa Litocartotecnica Citienne srl Forlì Tel. 0543 480580 • www.citienne.com

Autorizzazione Tribunale di Forlì n. 548 del 24/11/1978 Tariffa R.O.C: “Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, Commerciale Business Forlì n. 66/2009

Il prezzo di abbonamento al periodico è pari a 6 € ed è compreso nella quota associativa. La quota associativa non è divisibile. La dichiarazione viene effettuata ai fini postali.


il commento associazione

L’incognita futuro • di Giorgio Grazioso Presidente di Confartigianato Forlì

I

n questi ultimi mesi sarà capitato anche a voi di leggere o di ascoltare una frase inquietante “ci hanno rubato il futuro”. Uno slogan ripetuto per denunciare condizioni ritenute inaccettabili, un moto di sconforto, altre volte una resa a una situazione che pare non voler finire. Oggi, però, non c’è più spazio per le lamentele, l’Italia è chiamata a mettere in campo le energie migliori, coraggio e spirito d’iniziativa per raggiungere i livelli dell’Europa. Abbiamo bisogno di un’iniezione di fiducia in noi stessi, di un po’ di ottimismo per ricominciare a credere nel domani. Ottimismo e non dabbenaggine, perché nessuno ritiene che la ripresa della nostra economia sarà facile e neppure scontata. Lottiamo quotidianamente con il prelievo fiscale sull’attività d’impresa più alto d’Europa, con una pubblica amministrazione elefantiaca e inefficiente, paghiamo mediamente l’energia elettrica cinque euro in più per ogni 100kWh rispetto ai colleghi europei, il prezzo del gasolio per autotrazione penalizza le aziende dell’autotrasporto, gravando al contempo sui costi di ogni materia che viaggia su gomma, inoltre il tasso medio sui mutui nel nostro Paese supera di sessantatre punti base la media europea. Come se non bastasse, la competitività italiana e la sua economia sono condizionate da un debito pubblico frutto di sessant’anni di malversazioni e di cattiva gestione della cosa pubblica, in molti ambiti dell’apparato statale. Illeciti e ruberie che oggi impongono a noi cittadini sacrifici sempre più onerosi, eppure non possiamo permetterci di lasciare che la rabbia e l’indignazione per ciò che è stato, e che - purtroppo - spesso ancora è, sottraggano tempo prezioso alla ricostruzione di un sistema economico maggiormente competitivo. Secondo gli esperti il prossimo anno sarà caratterizzato da una cauta ripresa ed è indispensabile farsi trovare pronti, motivati, in grado di cogliere anche i più deboli segnali positivi per rilanciare la nostra competitività. L’economia italiana non è fatta dalla grande industria, che può permettersi di scaricare i costi della crisi chiudendo stabilimenti e delocalizzando, il nostro Paese è costituito da migliaia di piccole imprese che, quotidianamente, s’inventano nuove modalità per continuare a rimanere sul mercato, innovando modalità, processi produttivi e investendo sul capitale umano, risorsa indispensabile per noi piccoli. Ancora una volta dobbiamo fare appello alle nostre risorse, alla nostra voglia di fare, alle nostre energie, anche se ormai allo stremo, per scommettere sul futuro che vogliamo, con realismo, certo, ma anche un pizzico di ottimismo in più. essere impresa • • • settembre 2012 • 3


vita associativa Potenziati gli strumenti informativi per gli associati

Nuovo portale internet per Confartigianato Forlì nostri utenti. Il progetto è ambizioso, una scommessa che vede tutti i collaboratori direttamente coinvolti per garantire la rapidità della circolazione delle news, per incrementare la qualità del servizio per chi sceglie Confartigianato di Forlì.”

D

ebutta il nuovo portale internet dell’associazione forlivese, un progetto volto a integrare tutti gli strumenti di comunicazione disponibili per fornire un’informazione puntuale e agile agli associati. On line da settembre all’indirizzo www.confartigianato. fo.it, il sito presenta alcune novità di rilievo. Accanto alla presenza dei comunicati stampa, delle news e degli eventi in calendario, gli associati avranno l’opportunità di iscriversi alla newsletter di Confartigianato, per ricevere in tempo reale le novità normative in materia di consulenza fiscale, del lavoro, credito, internazionalizzazione e per tutto quello che attiene alla quotidianità dell’impresa. Compilando il form di iscrizione presente nell’homepage del nuovo sito, l’azienda potrà ricevere direttamente nella casella di posta elettronica prescelta, la segna4 • settembre 2012 • • • essere impresa

lazione di tutte le novità, con i link per accedere direttamente alle informative presenti sul portale, con l’obiettivo di rendere sempre più rapido lo scambio di informazioni con gli associati. Chiarisce il vicesegretario Marco Valenti “la realtà dell’impresa è in costante evoluzione. Le normative cambiano di continuo, quotidianamente riceviamo aggiornamenti, nascono nuovi adempimenti e scadenze, con il moderno strumento puntiamo a una comunicazione diretta, praticamente in tempo reale con i

Il portale è in costante aggiornamento, arricchito quotidianamente dalle informazioni provenienti dai servizi e dalle categorie. Continua Valenti “il sito internet diventerà il collettore di ogni attività dell’associazione e darà la possibilità di sfogliare on line il nostro periodico Essere Impresa, di scaricare il mensile di informazione tecnica Confartigianato Con Te e di consultare la rassegna stampa quotidiana contenente gli articoli relativi al nostro sistema e all’imprenditoria. Speriamo che il nostro link venga inserito tra i preferiti del browser di navigazione di ogni nostro associato”. E conclude “direttamente dal portale è possibile accedere anche alla pagina Facebook di Confartigianato di Forlì Federimprese e all’account di Twitter per seguirci anche sui social network, dialogando direttamente con noi.”

Firma digitale

Rilascio e rinnovo della carta Confartigianato Forlì è sportello R.A.O. abilitato al rilascio e rinnovo degli strumenti di firma digitale come Smart card e CNS. S’invitano le imprese associate che avessero necessità di farne richiesta o di rinnovarle di rivolgersi agli uffici politiche associative di Forlì o delle sedi territoriale di riferimento. Lo strumento di firma digitale viene rilasciato o rinnovato immediatamente.


vita associativa Incrementare la produttività con la tecnologia

L’uso del web come opportunità di sviluppo

I

n Italia il 39% della popolazione non ha mai utilizzato internet, eppure gli Italiani primeggiano nel’uso del cellulare, con il 78,6% di utenza abituale e nell’utilizzo di quella che fino a oggi è stata la regina dei media, la televisione, quotidianamente vista dall’85,6% della popolazione. La difficoltà nel rapportarsi con la rete è resa evidente anche dall’utilizzo degli smartphone come centri multimediali, appannaggio ancora di pochi, malgrado l’enorme diffusione dei nuovi strumenti. Alla base di questa ritrosia alcuni fattori come l’età, il livello di istruzione dell’utenza e l’offerta di servizi presenti in rete. Chiarisce Monica Gori responsabile del servizio Segreteria di Confartigianato Forlì (nella foto) “il nostro Paese vive una situazione paradossale. C’è un forte orientamento da parte del Governo ad abbandonare le procedure cartacee a favore dell’online, eppure, frequentemente, le procedure elettroniche sono estremamente complicate e dispendiose in termini di tempo, quando non addirittura abbinate alla necessità di integrazioni cartacee, che, di fatto, vanificano il vantaggio del provvedimento via internet.” Questi ostacoli disincentivano il ricorso a internet, non utilizzato per motivi professionali dal 40% degli imprenditori italiani, sebbene un recente studio di Confartigianato dimostri chiaramen-

te che le imprese, che hanno introdotto l’information technology in azienda, hanno registrato performance migliori di coloro che invece sono restii a dotarsi di computer e collegamenti a internet. Continua Gori “l’utilizzo della rete è maggiormente diffuso nel settore manifatturiero, nei servizi alle imprese e fra chi lavora in subfornitura ed è utilizzato dall’86% delle imprese che esportano all’estero, mentre solamente la metà delle aziende che operano nei servizi alla persona usano il collegamento a internet in negozio.” Differenze si riscontrano anche fra coloro che lavorano da soli, rispetto a chi ha dipendenti, la rete è utilizzata da circa un terzo di imprese senza dipendenti, mentre fra le aziende con oltre 5 collaboratori è presente nella quasi totalità dei casi. Interessante notare che, malgrado la diffusione degli smartphone abbia fatto registrare una crescita del 52% in un anno, solo il 15% degli utilizzatori di internet dichiarano di avere anche una connessione mobile. I servizi bancari online sono diffusi nel 60% dei casi mentre i social network sono utilizzati dal 30% del campione, ma solo per uso personale.

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i numeri dell’artigianato Crescono i timori delle famiglie

Il lavoro in tempo di crisi Ancora scarsa l’interazione tra scuola e lavoro: a fronte di un valore per la Germania del 22,1%, in Francia la quota degli studenti che lavorano scende al 9% mentre in Italia crolla al 3,7%, meno di un terzo della media Eurozona di 13,2%

C

onfartigianato scatta la fotografia alla situazione del lavoro in Italia: a luglio 2012 di fronte a una tenuta dell’occupazione (i 23.025 mila occupati a luglio 2012 sono pressoché invariati rispetto a un anno prima), esplode il numero dei disoccupati (+33,6%): in dodici mesi la disoccupazione lievita al ritmo di 1.900 persone in cerca di lavoro, al giorno. In sintesi è cresciuta la propensione degli italiani a offrirsi, ma tale incremento ha solamente alimentato il bacino della disoccupazione, dato che il mercato non è stato in grado di assorbire le unità aggiuntive, facendo registrare il record del tasso di crescita della forza lavoro degli ultimi sette anni. Dall’inizio della Grande recessione del 20082009 all’estate 2012 si contano 514 mila occupati in meno. Conseguentemente è in aumento la preoccupazione delle famiglie per la disoccupazione: a fronte di un andamento calante della fiducia dei consumatori, ad agosto 2012, quasi tre consumatori su quattro (72,8%) dichiaravano attese per un incremento della disoccupazione: si tratta del valore più elevato registrato negli ultimi diciassette anni. Chiarisce il segretario di Confartigianato Forlì Roberto Faggiotto (nella foto), “dai dati in nostro possesso, emerge in modo evidente come la sequenza che ha avuto inizio con la pe6 • settembre 2012 • • • essere impresa

sante recessione del 2008-2009, passando per la debole ripresa del 2010-11 sino alla recessione ancora in corso del 2012, abbia colpito pesantemente il mercato del lavoro in Italia: rispetto al massimo di aprile 2008 gli occupati - al netto della stagionalità - sono diminuiti di 514 mila unità.” Nei primi sette mesi del 2012 la Cassa Integrazione Guadagni è salita dell’8,8%; con una percentuale leggermente inferiore nell’artigianato (+6%), superando il miliardo di ore (1.024.659.694). Nell’ultimo anno sono state autorizzate 62,9 ore di CIG per dipendente, un valore superiore ai precedenti picchi del 1993 (37,7) e del 1984 (60). Continua Faggiotto “il calo dell’occupazione ha colpito duramente soprattutto i giovani: in quattro anni il tasso di disoccupazione generale è

salito di 3 punti, mentre quello dei giovani under 25 è balzato in avanti del triplo attestandosi a 13,2 punti. Dato aggravato dalla scarsa propensione degli studenti ad abbinare al percorso di studio esperienze lavorative; solo il 3,7% dei ragazzi infatti si avvicina al mondo produttivo mentre è ancora impegnato nel corso di studi, un’opportunità di maturare competenze che potrebbero rappresentare un elemento d’interesse per potenziali datori di lavoro.” A pagina 24 tutti gli indicatori dello studio Confartigianato sul rapporto giovani e lavoro

La professione a vocazione artigianale che registra la più elevata difficoltà di reperimento a causa dell'eseguità di persone che la esercitano è quella di posatori di pavimenti e rivestimenti, con il 26,6% delle assunzioni previste dal totale delle imprese, artigiane e non, che sono rese difficili dalla scarsità di offerta. Seguono i montatori di carpenteria metallica (18,8%), meccanici, riparatori e manutentori di automobili (17,3%), gli attrezzisti di macchine utensili (16%) i sarti e tagliatori artigianali, modellisti e cappellai (14,4%), i fabbri (14,4%) sino ai montatori di apparecchi termici, idraulici di condizionamento (13,4%).


i numeri dell’artigianato Le dinamiche dell’artigianato

Le imprese che sfidano la recessione

C

reatività e ingegno made in Italy non si arrendono alla crisi. Pur tra mille difficoltà, c’è un piccolo ‘esercito’ di 351.566 imprese artigiane (pari al 24,3% del totale di 1.448.867 aziende artigiane) che, nell’ultimo anno, ha fatto registrare un trend positivo, con una crescita dell’1,96%. Ai primi posti per tasso di sviluppo imprenditoriale vi sono le attività legate all’information technology, alla green economy, alle riparazioni e all’alimentare. La classifica delle attività anti-crisi è stata stilata dall’Ufficio studi Confartigianato che ha rilevato i settori nei quali, in un anno, è stata registrata la maggiore crescita del numero di aziende artigiane. Resiste l’information & communication technology dove, nell’ultimo anno, sono nate 760 aziende (+6,4%), che fanno salire a 4.915 le imprese artigiane impegnate nella produzione di software, consulenza informatica, installazione e manutenzione di apparecchiature. La coscienza ecologista si fa largo nelle abitudini dei nostri connazionali e si afferma come ‘motore’ di iniziative imprenditoriali: negli ultimi 12 mesi sono nate 5.029 imprese che portano a 37.714 le attività artigiane della green economy, con un aumento del 5,6%. Secondo la rilevazione di Confartigianato sono cresciute anche le imprese ‘verdi’ che si occupano di creazione e manutenzione di spazi verdi e utilizzo aree forestali. In questa nicchia produttiva, che conta 3.652 aziende artigiane, nell’ultimo anno sono state create 320 imprese

In Italia a giugno 2012 si contavano 1.448.867 aziende artigiane, pari al 23,8% del totale delle imprese registrate. Il tasso di crescita trimestrale dell’artigianato è dello 0,27% a fronte di un tasso di crescita complessivo dello 0,52% (+1,7%). La crisi porta le persone a riparare oggetti più che ad acquistarne ex novo, una tendenza che ha fatto nascere 2.404 imprese (+4,1%), portando a 18.178 il numero delle aziende che si occupa di riparazione, manutenzione e installazione di macchine e apparecchiature. Malgrado le difficoltà economiche gli italiani non rinunciano al buon cibo e così nella ristorazione operano 49.238 imprese (6.104 nuove aziende, pari a +2,2%, tra giugno 2011 e giugno 2012) e nella produzione alimentare sono attive 39.114 aziende (2.440 nuove imprese, +0,85% nell’ultimo anno). In recupero anche un tradizionale settore manifatturiero come la produzione di articoli in pelle che ha visto nascere 1.390 aziende (+0,6%),portando a 13.370 imprese il totale di queste attività. Nonostante la crisi, gli artigiani e, più in generale, i piccoli imprenditori hanno continuato a fare tutto il possibile per sostenere l’economia e la nascita di tante aziende è un segnale di vitalità che va incoraggiato.

UFFICIO CREDITO CONFARTIGIANATO Presso i nostri uffici troverete gli strumenti necessari per la gestione finanziaria della vostra impresa. In particolare ci occupiamo di: ➽ Analisi dei flussi finanziari aziendali ➽ Richiesta finanziamenti a tassi estremamente convenienti, attraverso l’utilizzo di garanzie previste dal FONDO EUROPEO PER GLI INVESTIMENTI e dal FONDO REGIONALE DI CO-GARANZIA. ➽ In convenzione con Unifidi è possibile ottenere finanziamenti a medio/lungo termine per investimenti, liquidità e consolidamento dei debiti, così come anche garanzie su linee di credito a breve (fido di c/c, SBF, e anticipo fatture) e su leasing, ➽ Condizioni bancarie vantaggiose, con la possibilità di controllare sia i tassi “dare” (scoperto di c/c, portafoglio sbf, anticipo fatture) sia i costi fissi (spese di chiusura, RI-BA, sconto e incasso SBF, giorni di valuta per assegni ed effetti, ecc.), ➽ Richiesta di agevolazioni all’impresa. ➽ In accordo con Fraer Leasing SpA siamo in grado di proporre soluzioni diversificate per l’acquisizione di beni strumentali (autovetture, veicoli commerciali, camion/rimorchi, macchine utensili, macchine operatrici, macchine da cantiere, immobili). Per informazioni contattare l’ufficio credito di zona Tel. 0543/452811 - Fax 0543/452843 - e-mail: credito@confartigianato.fo.it

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territorio Forlì Due eventi per celebrare i vent’anni della Repubblica Slovacca

Slovacchia realtà da scoprire

L

a Repubblica Slovacca è un paese ricco di bellezze paesaggistiche e architettoniche, che esercita un fascino sempre crescente tra i turisti di tutto il mondo. Ma il paese offre anche interessanti opportunità di rapporti commerciali e imprenditoriali con le aziende italiane, come testimoniato da numerose collaborazioni già avviate con importanti realtà produttive della nostra provincia. La Slovacchia, infatti, grazie alla presenza a Forlì del Consolato Onorario della Repubblica Slovacca ha rapporti privilegiati con il territorio e col polo universitario di Bologna, sede di Forlì. In occasione della Festa Nazionale Slovacca per il ventesimo anniversario della Costituzione della Repubblica sono stati organizzati a Forlì due importanti e partecipati appuntamenti culturali, tenutisi il 21 settembre, all’Abbazia di San Mercuriale: l’inaugurazione della mostra di sculture in ceramica “L’anima della Terracotta” di Ivett Axamitová e il concerto per violino e pianoforte dei celebri musicisti slovacchi Dalibor Karvay e Daniel Buranovsky. Il Console Onorario della Repubblica Slovacca, Alvaro Ravaglioli (nella foto durante un incontro istituzionale) chiarisce le motivazioni dell’organizzazione dei due prestigiosi eventi “la città di Forlì e il suo comprensorio hanno stretti rapporti con la Repubblica Slovacca da circa vent’anni. In questi anni sono sorte numerose iniziative per facilitare gli scambi culturali ed economici, tanto che oggi

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la comunità slovacca residente a Forlì conta circa 30 persone, mentre sono numerosi gli studenti slovacchi che hanno scelto di frequentare l’università nella nostra città. Le manifestazioni previste per la serata di venerdì 21 settembre non sono solo un omaggio alla storia della Repubblica Slovacca, ma anche un’opportunità per far conoscere meglio ai nostri concittadini questo paese.” Il Consolato, dal 2006, è un punto di riferimento per i cittadini slovacchi in Emilia Romagna e per le imprese locali che hanno rapporti commerciali con le realtà produttive slovacche. Sono numerosi i settori dell’economia slovacca che attraggono investimenti italiani, dall’automobilistico all’elettronico, sino al settore dell’energia elettrica di cui la Slovacchia è esportatrice. I rapporti economici sono favoriti dai frequenti scambi culturali tra gli studenti del nostro paese e quelli della Repubblica Slovacca, già da sette anni la Scuola superiore di lingue moderne per interpreti e traduttori della Facoltà di Scienze Politiche Roberto Ruffilli ha attivato corsi di lingua slovacca. Dal 1995, inoltre, l’Associazione degli studenti slovacchi dell’Università di Bologna offre supporto a tutti i giovani slovacchi che decidono di frequentare i corsi universitari in Emilia Romagna, per perfezionare la conoscenza della lingua italiana e conseguire il titolo di studio nel nostro Paese: una collaborazione fruttuosa, numerosi giovani manager sono usciti dalle nostre facoltà e oggi ricoprono posizioni di prestigio in azienda attive a Bratislava.


comprensorio territorio Una serie di appuntamenti organizzati dai comitati zonali

La centralità dei piccoli Comuni

I

l comprensorio forlivese è una realtà eterogenea, ricca di tipicità, tradizioni e specificità locali. Ma anche di punti di forza e criticità molto diverse tra loro. Le aziende che operano nei diversi comuni, infatti, accanto ai macro problemi che affliggono tutte le realtà operanti non solo in provincia, ma più in generale nel nostro Paese, come l’eccesso di burocrazia, le difficoltà negli incassi e il peso del fisco sui bilanci aziendali, si trovano spesso a scontare problematiche più concrete, ma per questo non meno importanti. Dalle difficoltà legate alle infrastrutture viarie e telematiche, alla necessità di servizi più moderni negli insediamenti produttivi, ogni comune presenta, infatti, qualche nodo da sciogliere. È proprio sulla base di questa considerazione che Confartigianato di Forlì ha scelto di essere presente capillarmente nel territorio. Con sette sedi mandamentali e cinque recapiti è l’associazione forlivese con la presenza maggiormente diffusa, proprio per assicurare un confronto continuo con le imprese. Il vicesegretario Marco Valenti chiarisce “in un momento di grande difficoltà economica, potrebbe nascere la tentazione di ridurre il numero dei mandamenti, ma il nostro impegno è quello di garantire una vicinanza anche fisica alle aziende associate. Accanto ai servizi ciò che vogliamo garantire è lo scambio di idee e l’ascolto quotidiano delle esigenze degli imprenditori. A volte attraver-

so il dialogo è possibile trovare soluzioni su misura per il singolo. Certo la tecnologia ha accorciato le distanze, ma vivere un territorio significa comprenderne al meglio le dinamiche. È un obiettivo non facile, dato il perdurare della situazione, tuttavia è un impegno che il consiglio direttivo dell’associazione si è dato all’inizio del proprio mandato e che abbiamo intenzione di rispettare.” Per intensificare il confronto con le realtà del territorio nei prossimi mesi si terrà una serie di incontri tra il consiglio direttivo di Confartigianato e le imprese associate, a cui saranno invitati anche i sindaci dei comuni interessati, per avviare una riflessione sui possibili scenari che si apriranno con la nascita della provincia unica romagnola. Il primo appuntamento sarà organizzato a Modigliana nel mese di ottobre.

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l’approfondimento Spending review

Provincia unica, salvaguardare il benessere di chi vive il territorio

L

a spending review colpirà le province con meno di 350mila abitanti e con una superficie inferiore a 2.500 chilometri quadrati, due requisiti che fanno sì che anche il nostro territorio sia chiamato a fare i conti con il nuovo provvedimento del Governo Monti. Confartigianato di Forlì non vuole entrare nel merito della querelle della provincia unica per indicare quale territorio debba candidarsi a sede del nuovo ente, né per rinfocolare sterili campanilismi, ma per ribadire ciò che deve essere salvaguardato: la vivacità dei diversi territo-

ri che compongono le province coinvolte. Chiarisce Marco Valenti, vicesegretario di Confartigianato Forlì “la nascita di una provincia unica romagnola può sicuramente rappresentare una strategia per introdurre economie di scala e un efficientamento delle risorse finanziarie sempre più esigue, tuttavia siamo sinceramente preoccupati che il risvolto della medaglia possa essere un ulteriore allontanamento dal territorio. Per citare solo un esempio, l’ammodernamento della Statale 67 è una necessità imprescindibile per la vallata del Montone, ma quale posizione potrebbe ricoprire tra le priorità di una provincia che deve far fronte alle sollecitazioni dei comprensori di Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini?” Tra le linee guida che hanno mosso l’operato di Confartigianato di Forlì in questi ultimi anni l’ascolto del territorio è sempre stato un

nodo cruciale, con numerose sollecitazioni agli amministratori per offrire anche agli imprenditori dei comuni periferici le stesse opportunità di coloro che operano a valle. Oggi, di fronte all’opportunità di un’unica provincia romagnola, l’associazione forlivese lancia un appello agli amministratori locali “i piccoli comuni hanno un’unica possibilità per essere ascoltati in una realtà necessariamente più distante” conclude Valenti “creare delle sinergie con i comuni limitrofi per fare massa critica, per riuscire ad avere maggior forza nei confronti dell’interlocutore sovracomunale.”

Provincia Unica

La posizione di Una sola Voce per l’Economia Il riordino delle province nato dalla “spending review” del Governo Monti ha portato il territorio romagnolo a mostrare i difetti di sempre, quelli che tralasciando le possibili ricadute e le opportunità che una provincia unica potrebbe rappresentare si concentrano invece sul chi deve ottenere cosa. È il commento espresso da Una sola Voce per l’Economia che riunisce le associazioni d’impresa di Forlì-Cesena nel prendere atto che la questione si sta riducendo alla conta degli abitanti o alla misurazione di perimetri e confini per far valere la proprie individuali egemonie, un esercizio sterile che non evidenzia le opportunità o i limiti che la provincia unica potrebbe invece significare in termini di miglioramento competitivo, di rilancio 10 • settembre 2012 • • • essere impresa

dell’economia, di efficientamento e di coesione ed equità sociale. Il timore delle associazioni è che questo gioco delle tre province alla fine si traduca in una mera sommatoria delle gestioni e in una moltiplicazione dei costi. Alle imprese non interessa uno scontro fra territori per ottenere una poltrona in più o in meno, ma richiedono una analisi di dettaglio degli elementi di efficienza e di valore delle tre province funzionale alle esigenze di chi produce e dei cittadini. Una Romagna capace di far valere il suo carattere fatto d’impresa di qualità, di culla culturale, di meta turistica riconosciuta, di sanità d’eccellenza, di welfare praticato, di wellness e di sana alimentazione noti al mondo, di formazione e università.


storie di impegno e successi aziende L’imprenditrice forlimpopolese Sonia Perini tra i talenti del design

Il brand Preziosa al Salone dei Giovani Stilisti made in Italy

L’

imprenditrice forlimpopolese Sonia Perini (nella foto) e il suo brand Preziosa hanno preso parte a Milano dal 22 al 24 settembre all’evento dedicato ai giovani designer di moda. L’azienda, associata a Confartigianato Forlì, è stata testimonial della creatività italiana. Cool Hunter Italy organizza, infatti, il Salone dei Giovani Stilisti made in Italy, in contemporanea con la settimana della moda milanese, proprio per raccogliere i nuovi talenti del fashion nostrano. L’idea imprenditoriale di Sonia Perini è diventata realtà dallo scorso mese di marzo, quando la giovane ha trasformato la passione per i bijoux e la sua abilità nel realizzarli, in un’opportunità di carriera. Preziosa è il suo marchio, attraverso cui commercializza gli accessori moda da lei disegnati e realizzati, ottenendo ottimi riscontri tra le appassio-

braccialetti e collane del brand Preziosa trovano spazio nelle vetrine di numerosi negozi della Romagna, mentre attraverso il web l’imprenditrice è riuscita ad affermarsi anche nel mercato europeo, grazie al passaparola di clienti entusiaste e blogger di moda colpite dalla creatività dell’imprenditrice.

nate. Le sue creazioni pur pensate per le ragazze, stanno riscuotendo ampi consensi anche tra le signore, per lo stile giocoso, ma elegante. La filosofia di Preziosa è semplice, creare modelli sempre nuovi, di ottima qualità e coi migliori materiali, ma a prezzi contenuti, per dare l’opportunità anche alle giovanissime di acquistare più pezzi fra le collezioni proposte. Orecchini,

Essere presente all’evento milanese, tra i cento nuovi talenti del design italiano è sicuramente un risultato di prestigio, che premia il talento di Perini. Nel corso della manifestazione si sono tenuti eventi destinati agli operatori del settore, ai media e ai blogger più affermati, nonché una serie di concorsi per premiare i migliori fashion designer. L’obiettivo degli organizzatori è di aiutare lo sviluppo imprenditoriale di giovani, di età non superiore ai 35 anni, rappresentativi della moda “Made In Italy”.

Un’inaugurazione a Santa Sofia

La Nuova Idrotermica di Sauro Toschi ha inaugurato il nuovo punto vendita a Santa Sofia (nella foto un momento del taglio del nastro). L’azienda artigiana ha deciso di reagire alla difficile situazione economica ampliando la gamma dei servizi offerti, aggiungendo, all’installazione di impianti idraulici termici e solari, la vendita e il montaggio di stufe e caldaie a pellet, a legno e a gas, nonché di condizionatori e pompe di calore. Con l’apertura

del nuovo negozio, inoltre, l’impresa garantisce ai clienti l’opportunità di valutare al meglio le soluzioni e le tecnologie più adatte alle esigenze di ciascuno. Un segnale sicuramente positivo, sia perché indice della volontà dell’imprenditore di trasformare le difficoltà in un momento di crescita, per superare la crisi che dal 2008 grava sull’economia mondiale, sia in quanto testimonianza di un forte legame con il territorio. La scelta di dar vita a uno showroom a Santa Sofia evidenzia, infatti, il coraggio di molti imprenditori locali, che preferiscono impegnarsi per mantenere viva e ricca di opportunità la propria comunità senza cedere alla tentazione di trasferire la sede dell’attività in luoghi meglio serviti, anche dal punto di vista infrastrutturale. essere impresa • • • settembre 2012 • 11


economia & lavoro

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notiziario tecnico

Consulenza fiscale • a cura di Roberto Mambelli Conversione in legge del “DECRETO CRESCITA” Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 agosto la legge di conversione del Dl 83/2012 con “misure per la crescita del Paese” e di seguito si segnalano le disposizioni di carattere fiscale contenute nella Legge con rimando anche alle informazioni già evidenziate in dettaglio nel precedente notiziario n. 4 del mese di luglio 2012.

Più sconti fiscali dalle ristrutturazioni edilizie

consente , per le operazioni effettuate nei confronti di altri soggetti passivi che agiscono nell’esercizio di imprese, arti e professioni, di computare a debito l’imposta afferente le cessioni di beni e le prestazioni di servizi al momento del pagamento del corrispettivo, posticipando, quindi, il momento di esigibilità dell’imposta, rispetto alle regole ordinarie (consegna dei beni mobili, emissione di fattura, etc.). Si tratta, come si vede, di una previsione fiscale con effetti esclusivamente finanziari, che non incide, cioè, sull’imposta effettivamente dovuta/detraibile dai soggetti passivi che partecipano all’operazione.

L’articolo 11 del decreto innalza la percentuale di detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio. A partire dalla data di entrata in vigore del decreto (26 giugno 2012) e fino al 30 giugno 2013, il “bonus ristrutturazioni” sale dal 36 al 50% e per le spese di riqualificazione energetica degli edifici già esistenti, invece, fino al 31 dicembre di quest’anno resta ancora valida la percentuale di detrazione del 55%.

La nuova disposizione approvata in sede di conversione stabilisce, altresì, che il cessionario/committente può operare la detrazione dell’imposta al momento di effettuazione dell’operazione e non quando provvede al pagamento della fattura.

Regime Iva cessioni e locazioni di fabbricati

Perdite su crediti

L’articolo 9 del decreto legge 83/2012 (cosiddetto decreto crescita) ha cambiato il regime Iva nel settore immobiliare, apportando delle modifiche all’articolo 10, commi 8, 8-bis ed 8-ter, del Dpr 633/1972, ampliando così il raggio d’azione dell’imponibilità in relazione alle cessioni e alle locazioni effettuate dalle imprese costruttrici o da quelle che hanno eseguito lavori di recupero, concedendo a quest’ultime, in taluni casi, di optare per l’applicazione dell’imposta.

Il Decreto Crescita ha modificato il comma 5 dell’art.101 Tuir: a decorrere dal 26 giugno 2012, le perdite su crediti sono deducibili immediatamente, in quanto automaticamente provata la sussistenza degli “elementi certi e precisi” richiesti dall’art.101, co.5 del Tuir, senza la necessità di fornire ulteriori prove, se il credito da cui è derivata la perdita soddisfa, congiuntamente, due condizioni:

Iva per cassa

❖ è di modesta entità ovvero non supera l’importo di:

In sede di conversione in legge del D.L. sulla crescita (D.L. 22 giugno 2012, n. 83) e’ stata ampliata la platea dei soggetti interessati a coloro che realizzano un volume d’affari non superiore a 2 milioni di euro annui. Il regime dell’Iva per cassa

 5.000 euro per le imprese di più rilevante dimensione (art. 27 co.10 DL 185/08)

 2.500 euro negli altri casi

Per rendere pienamente operativa la misura si attende un apposito D.M. del ministro dell’Economia e delle Finanze da emanarsi entro il giorno 11/10/2012.

❖ il termine di scadenza del pagamento è decorso da almeno sei mesi;

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essere impresa • • • settembre 2012 • 13


notiziario tecnico • • • Segue da pagina 13

Sul punto, si rammenta che per “imprese di più rilevante dimensione” si intendono quelle che conseguono un volume d’affari o ricavi non inferiori ad 100 milioni di euro.

Srl a capitale ridotto e partite iva “fittizie” Per ulteriori dettaglio si rimanda all’articolo riportato in seguito nella sezione dedicata agli Affari Generali.

Disposizioni fiscali contenute nella legge sulla riforma del mercato del lavoro La legge di riforma del mercato del lavoro, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 153 del 3 luglio, contiene alcune misure fiscali. Fra le novità, deducibilità al 27,5% per le spese relative ai mezzi di trasporto non utilizzati esclusivamente come beni strumentali da imprese e professionisti (attualmente fissata al 40%). Scende, inoltre, dal 90 al 70% la deducibilità delle spese dei veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta. Tali disposizioni si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di entrata in vigore della legge ovvero per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare dal 2013. A partire dal 2013 scende anche l’abbattimento forfetario riconosciuto per i redditi derivanti dalla locazione di immobili, ai fini della determinazione dell’Irpef: la detrazione è ridotta dal 15 al 5 per cento. Introdotta poi, già a decorrere dal 2012, una franchigia di 40 euro in riferimento al contributo a favore del Servizio sanitario nazionale applicato sui premi delle assicurazioni auto; in pratica, sarà deducibile solo la parte che eccede quell’importo.

Beni in godimento a soci o familiari È stato prorogato dal 15 ottobre 2012 al 2 aprile 2013 il termine per la prima comunicazione all’Anagrafe tributaria dei dati relativi ai beni dell’impresa concessi in godimento a soci o a familiari dell’imprenditore. Il Dl 138/2011 ha introdotto, allo scopo

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di contrastare il fenomeno della concessione in godimento di beni relativi all’impresa a soci o familiari dell’imprenditore per fini privati a condizioni più favorevoli rispetto a quelle di mercato, penalizzazioni sia per gli utilizzatori sia per l’impresa concedente. Per i primi, la differenza fra il valore di mercato del diritto di godimento e il corrispettivo pattuito rappresenta un reddito diverso (che, a differenza degli altri proventi della stessa categoria, non è imputato per cassa, bensì per maturazione). L’impresa, dal canto suo, è invece colpita con l’indeducibilità dei costi relativi al bene dato in godimento.

Consulenza del lavoro • a cura di Susi Silvani

Conversione in Legge del Decreto Sviluppo APPALTO E RESPONSABILITÀ SOLIDALE Con il Decreto Sviluppo il legislatore torna ad occuparsi di responsabilità solidale nell’appalto già oggetto di recenti modifiche ad opera sia della Riforma del Lavoro che del c.d. “decreto Semplificazioni fiscali”. Il decreto in esame interviene nuovamente sulla responsabilità solidale del committente con l’appaltatore ed eventuali subappaltatori, entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto e nei limiti dell’ammontare del corrispettivo dovuto, per il versamento delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e al versamento dell’IVA scaturente dalle fatture inerenti le prestazioni effettuate nell’ambito dell’appalto, qualora non dimostri di avere messo in atto tutte le cautele possibili per evitare l’inadempimento. Continua a pagina 15 • • •


notiziario tecnico • • • Segue da pagina 14

CONTRATTO DI LAVORO A TEMPO DETERMINATO La Riforma del lavoro ha introdotto alcune modifiche alla disciplina del contratto a tempo determinato, destinate a contrastare l’utilizzo ripetuto e reiterato di tale fattispecie contrattuale, a favore di rapporti di lavoro più stabili. In tale ottica, tra l’altro, è stato incrementato il periodo di intervallo minimo da rispettare prima di una successiva riassunzione con contratto a termine, che risulta fissato in: ❖ 60 giorni dalla data di scadenza del rapporto a tempo determinato nel caso di contratto di durata fino a 6 mesi; ❖ 90 giorni dalla data di scadenza del rapporto a tempo determinato se la durata è superiore ai 6 mesi.

TITOLARI DI PARTITA IVA Il Decreto Sviluppo apporta rilevanti modifiche ai requisiti, introdotti dalla Legge Fornero, in presenza dei quali si presume che le prestazioni lavorative rese da un soggetto titolare di partita IVA siano una collaborazione coordinata e continuativa.

LAVORO ACCESSORIO La Riforma del lavoro ha rivisto la disciplina del lavoro occasionale accessorio, prevedendo che: ❖ le prestazioni di lavoro accessorio sono intese come quelle “attività lavorative di natura meramente occasionale”, ❖ che non danno luogo a compensi superiori a 5.000 euro nel corso di un anno solare “con riferimento alla totalità dei committenti”. Pertanto il lavoro accessorio è sempre attivabile, indipendentemente dai soggetti prestatori o dall’attività svolta, con l’avvertenza che le attività lavorative svolte tramite lavoro accessorio, a favore di committenti imprenditori commerciali o professionisti, sono consentite purché non diano luogo a compensi superiori a 2.000 euro per ciascun singolo committente, annualmente rivalutabili, fermo

restando il limite di 5.000 euro complessivi in capo al lavoratore, per anno solare.

COLLOCAMENTO DEI DISABILI Il Decreto Sviluppo apporta una modifica alla “Riforma Fornero” sui criteri di calcolo dei dipendenti computabili ai fini dell’assunzione del disabile. A tale riguardo, la Legge Fornero, aveva incluso nella base di computo i lavoratori occupati con contratto a tempo determinato esonerando però i lavoratori occupati con contratto a tempo determinato di durata fino a sei mesi.

Credito di imposta per le nuove assunzioni di profili altamente qualificati E’ stato introdotto un contributo in forma di credito d’imposta per le nuove assunzioni a tempo indeterminato di personale altamente qualificato in possesso di laurea magistrale a carattere tecnico o scientifico impiegato in attività di ricerca e sviluppo o in possesso di dottorato di ricerca senza vincoli sulle attività di impiego. Tutte le aziende hanno diritto di accedere al credito di imposta. L’aliquota del beneficio è pari al 35% delle spese calcolate sul costo aziendale con un vincolo di mantenere in servizio il personale assunto per almeno 3 anni. Sono stabilmente destinati alla misura 50 milioni di euro all’anno provenienti dalle risorse che provengono annualmente dalla riscossione delle tasse sui diritti brevettuali. Il contributo potrebbe favorire oltre 4 mila nuove assunzioni.

Occupazione giovanile nella Green Economy Il decreto prevede un finanziamento a tasso agevolato previsto dal fondo Kyoto (su cui sono disponibili 470 milioni di euro) a soggetti pubblici e privati che operano in ulteriori 4 settori della Green Economy: ❖ Protezione del territorio e prevenzione del rischio idrogeologico e sismico; ❖ Ricerca e sviluppo e produzioni di biocarburanti Continua a pagina 16 • • •

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di seconda e terza generazione; ❖ Ricerca e sviluppo e produzioni e istallazione di tecnologie nel solare termico, solare a concertazione, solare termo-dinamico, solare fotovoltaico, biomasse, biogas e geotermia; ❖ Incremento dell’efficienza negli usi finali dell’energia nei settori civile e terziario (incluso social housing). Il finanziamento ai progetti di investimento è vincolato alla creazione di nuova occupazione a tempo indeterminato con giovani di età non superiore a 35 anni.

L’obbligo di convalida delle dimissioni La Riforma delLavoro ha introdotto, dal 18 luglio 2012, l’obbligo di convalida: ❖ delle dimissioni della lavoratrice o del lavoratore e ❖ della risoluzione consensuale del rapporto

per la generalità dei rapporti di lavoro.

Più precisamente, il meccanismo introdotto dal Legislatore prevede che le dimissioni o la risoluzione consensuale del rapporto presentate a partire dal 18 luglio 2012, siano “sospensivamente condizionate”: ❖ alla convalida delle stesse presso la DTL competente (ovvero presso i Centri per l’impiego o altre sedi individuate dalla contrattazione collettiva) o, in alternativa ❖ alla sottoscrizione di una dichiarazione apposta in calce alla ricevuta di trasmissione della comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro.

Lavoro a chiamata o intermittente Campo di applicazione Il Ministero, innanzitutto, individua il nuovo campo di applicazione della fattispecie in oggetto, for-

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nendo alcuni importanti chiarimenti. Con riferimento al requisito soggettivo dell’età del lavoratore, il Welfare chiarisce che per poter stipulare il contratto di lavoro intermittente, il lavoratore: ❖ non deve aver compiuto 24 anni, ossia che il contratto è sottoscrivibile fino a 23 anni e 364 giorni, ovvero ❖ deve avere più di 55 anni. Nel primo caso, le prestazioni possono essere rese fino al giorno antecedente il compimento del 25° anno di età.

Comunicazione obbligatoria prima dell’inizio dell’attività lavorativa Si ricorda infatti che la legge Fornero, in vigore dal 18 luglio 2012, ha introdotto un nuovo adempimento obbligatorio in capo ai datori di lavoro che impiegano lavoratori con contratto di lavoro intermittente (o a chiamata), stabilendo l’obbligo di comunicare preventivamente alla Direzione Territoriale competente la durata della prestazione lavorativa prima dell’inizio della stessa. Tale comunicazione non sostituisce la comunicazione preventiva di assunzione, ma costituisce un ulteriore onere di comunicazione, che in caso di inadempimento comporta per l’impresa la sanzione amministrativa da € 400,00 a € 2400,00 per ogni lavoratore. Il Ministero ha stabilito che tale adempimento potrà essere assolto dal datore di lavoro con una delle seguenti modalità: 1) FAX al numero 848800131: tale sistema di comunicazione è subordinato alla compilazione di un modulo ad hoc e che è anche disponibile agli indirizzi www.lavoro.gov.it e www.cliclavoro.gov.it 2) SMS al numero 339-9942256: con ogni singolo sms potranno essere comunicati fino ad un massimo di tre lavoratori per il medesimo periodo di chiamata 3) E-MAIL all’indirizzo intermittenti@lavoro.gov.it 4) Invio del modulo on line: tale sistema di comuniContinua a pagina 17 • • •


notiziario tecnico • • • Segue da pagina 16

cazione sarà attivo a partire dal 01 ottobre 2012 Le caratteristiche tecniche sulla Riforma del lavoro sono elencate nel notiziario on-line “Confartigianato con te” di Settembre 2012 che è possibile consultare sul sito della Confartigianato (http:// confartigianato.fo.it/portale/portale.nsf/Pagina) sezione Newsletter.

Sanatoria per datori di lavoro che impiegano lavoratori extraue clandestini da almeno 3 mesi Dal 15 settembre al 15 ottobre 2012 sarà possibile regolarizzare, attraverso una dichiarazione di emersione, cittadini extraUE privi del permesso di soggiorno e che siano occupati, irregolarmente ed a tempo pieno, presso datori di lavoro da almeno 3 mesi. I requisiti per la sanatoria:

b) intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai sensi dell’articolo 603-bis del codice penale;

c) reati previsti dall’articolo 22, comma 12, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni ed integrazioni.

❖ datore di lavoro che, a seguito dell’espletamento di procedure di ingresso di cittadini stranieri per motivi di lavoro subordinato ovvero di procedure di emersione dal lavoro irregolare non ha provveduto alla sottoscrizione del contratto di soggiorno presso lo sportello unico ovvero alla successiva assunzione del lavoratore straniero, salvo cause di forza maggiore comunque non imputabili al datore di lavoro.

Affari generali

❖ datore di lavoro italiano, comunitario o extracomunitario titolare di carta di soggiorno

• a cura di Marco Valenti

❖ lavoratori:

Istat

 cittadini extraUE occupati da almeno 3 mesi di lavoro antecedenti il 9 agosto 2012

 cittadini extraUE presenti nel territorio nazionale in modo ininterrotto almeno dalla data del 31 dicembre 2011

 rapporti ancora in essere

 presenza sul territorio nazionale dal 31 dicembre 2011 (attestata da documentazione proveniente da organismi pubblici)

❖ procedura:

 pagamento di un contributo forfettario di 1.000 euro per ciascun lavoratore

 regolarizzazione delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale pari ad almeno 6 mesi Esclusi:

❖ rapporti di lavoro parziale (part-time), ad esclusione dei rapporti di lavoro domestici; ❖ datori di lavoro che risultino condannati negli ultimi cinque anni, anche con sentenza non definitiva, compresa quella adottata a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per:

a) favoreggiamento dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e dell’immigrazione clandestina dall’Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite;

Al via il 9° censimento sulle imprese private, le istituzioni pubbliche e quelle no profit Sta per iniziare il censimento economico di imprese private, istituzioni pubbliche e no profit, che si svolge ogni 10 anni con lo scopo di fare una fotografia del tessuto economico, delle amministrazioni pubbliche e quelle del terzo settore. Secondo il Presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, “dall’indagine arriverà un importante contributo alle decisioni di politica economica del Paese e allo sviluppo delle imprese”. L’Istat ha individuato, per quanto riguarda le imprese, un campione di 260 mila soggetti di cui fanno parte tutte le grandi imprese e circa 190 mila unità produttive di piccole e piccolissime dimensioni, quindi uno spaccato significativo rispetto agli oltre 4 milioni di aziende operanti in Italia. Per quanto riguarda le imprese del Terzo settore (no profit), ne saranno prese in esame 474.765, un numero superiore rispetto alle imprese private, per comprendere le dimensioni di questo settore. Inoltre saranno censite anche 13 mila istituzioni pubbliche (organi costituzionali, enti locali, autorità amministrative, agenzie fiscali, camere di commercio). Continua a pagina 18 • • • essere impresa • • • settembre 2012 • 17


notiziario tecnico • • • Segue da pagina 17

L’indagine terminerà per tutti i settori interessati il 20 dicembre. I primi dati saranno diffusi entro la seconda metà del 2013. I questionari, che per la maggior parte saranno compilati in via telematica, dovranno fotografare la situazione al 31 dicembre 2011.

SRL a 1 € e Partite Iva “fittizie” Le novità e le conferme scaturite dalla conversione in legge del “decreto crescita” Già da diversi anni agosto rappresenta il mese “caldo” non solo meteorologicamente parlando, ma anche per quel che riguarda l’emanazione di leggi e decreti. E anche quest’anno non è stato da meno. La conversione in legge del DL 83/2012, il noto “decreto crescita”, avvenuta con la pubblicazione sulla G.U. 11.8.2012 n. 187 della L. 134 del 7 agosto 2012, ha introdotto alcune novità rispetto al testo originale presentato in Parlamento. Due specifiche tematiche di interesse per le imprese meritano un approfondimento alla luce delle modifiche apportate.

Partite iva “fittizie” La “riforma del lavoro”, voluta dal ministro Elsa Fornero ha introdotto una specifica disposizione al fine di contrastare il fenomeno delle partite iva “fittizie”, ossia quei casi in cui le prestazioni di lavoro autonomo di titolari di partiva iva rappresentino di fatto rapporti aventi le caratteristiche tipiche di un co.co.co. o di lavoro subordinato. Fin dall’inizio Confartigianato, intravvedendo il rischio di vedere contestato il rapporto lavorativo fra committente e titolare di impresa artigiana in condizioni di appalto o sub appalto, ha contrastato questa norma facendosi portatrice di emendamenti al fine di modificarne il testo originale. In effetti in sede di conversione, tenendo conto delle istanze presentate dall’associazione, sono state apportate alcune specifiche modifiche. Il testo definitivo dispone che, a partire dal 18 luglio 2012, le prestazioni lavorative rese da persone titolari di partita iva sono considerate, salvo che sia fornita prova contraria da parte del committente, rapporti di collaborazione coordinata continuativa qualora ricorrano almeno due dei seguenti presupposti: ❖ che la collaborazione con il medesimo committente abbia una durata complessiva superiore a otto mesi annui per due anni consecutivi (prima erano 6 mesi e per 1 solo anno). ❖ che il corrispettivo derivante dalla collaborazione, anche se fatturato a più soggetti riconducibili al medesimo centro di imputazione di interessi, costituisca più dell’80% dei corrispettivi annui complessivamente percepiti nell’arco di 18 • settembre 2012 • • • essere impresa

due anni solari consecutivi (prima era il 75% e per 1 solo anno). ❖ che il collaboratore disponga di una postazione fissa di lavoro presso una delle sedi del committente. Sono previste alcune eccezioni che rendono “genuina la partiva iva” (evitando così la stretta): ❖ qualora la prestazione lavorativa sia connotata da competenze teoriche o pratiche “di grado elevato” e rese da soggetti titolari di un reddito annuo di almeno 18 mila euro. ❖ Qualora la prestazione lavorativa sia svolta “nell’esercizio di attività professionale per le quali l’ordinamento richiede l’iscrizione a un ordine professionale ovvero ad appositi registri, albi, ruoli o elenchi”. Entro ottobre uscirà apposito decreto del Ministero del Welfare che individuerà con esattezza le predette attività che, di fatto, resteranno escluse dall’applicazione della legge.

Srl a 1€ - Società a responsabilità limitata semplificata o a capitale ridotto. È stata presentata come la rivoluzione che consentirà a tanti giovani di affacciarsi nel mondo del lavoro autonomo a condizioni agevolate. Su questo sorge qualche dubbio, principalmente per quel che riguarda la ordinaria gestione dell’attività lavorativa. La nuova legge prevede la possibilità di costituire una SRL semplificata con un contratto a atto unilaterale di persone fisiche che non abbiamo compiuto i 35 anni di attività alla data della costituzione. L’atto deve essere redatto per atto pubblico in conformità al modello standard individuato con decreto ministeriale e non sono richiesti oneri notarili, imposte di bollo, e spese di segreteria. È fatto divieto di cessione di quote a soggetti aventi età superiore ai 35 anni. Con la conversione in legge è prevista anche la possibilità di costituire una SRL a capitale ridotto con contratto o atto unilaterale da persone fisiche che abbiano compiuto i 35 anni di attività alla data di costituzione. L’unica agevolazione è costituita dall’obbligo di versare il capitale, ma immediatamente nelle mani dell’amministratore (così come per le SRL semplificate). Non richiamandosi allo statuto standard, lo stesso non sembra richiesto per questo tipo di società. Le spese di costituzione sono quelle previste per le SRL ordinarie. In entrambi i casi il capitale sociale non può essere inferiore a 1 euro né superiore a 10.000 euro e, come sopra specificato, può essere interamente versato nelle mani degli amministratori. Il vantaggio che rileviamo nel scegliere una di due tipologie di società consiste nel non pagare gli oneri Continua a pagina 19 • • •


notiziario tecnico • • • Segue da pagina 18

notarili di costituzione che, francamente, non si ritenevano né si ritengono determinanti nella scelta di avviare un’attività imprenditoriale e nell’avere immediatamente a disposizione il capitale sociale per coprire le prime spese aziendali. Per il resto, così come è specificato nell’articolo di legge, a questi due tipi di SRL sono applicabili le disposizioni del Codice Civile in materia di SRL “ordinaria” e quindi l’obbligo di tenere la contabilità ordinaria, o di deposito del bilancio alla Camera di Commercio per citarne alcuni. Altro problema che potrebbe sorgere è quello del credito e dell’apertura dei rapporti bancari. Una SRL con capitale così esiguo e non vincolato in c/c bancario, rappresenta sicuramente un ostacolo per l’accesso al credito e per l’apertura di rapporti bancari con conseguente e inevitabile impegno personale dei soci a garanzia delle operazioni necessarie per la normale gestione finanziaria della società. Per evitare questo rischio, in sede di conversione, è stato previsto che il MEF promuoverà un accordo con l’ABI al fine di fornire credito a condizioni agevolate ai soggetti di età inferiore a 35 anni che costituiscono una società con i presupposti di cui sopra.

Credito • a cura di Mauro Collina Molto rumore per nulla

trata in vigore: decreti attuativi, sempre “in via di approvazione”, subordinati a pareri vincolanti da parte di commissioni, consigli, agenzie e della Corte dei Conti che ne verifica la tanto temuta copertura finanziaria. È sufficiente addentrarsi, anche di poco, in una valutazione sugli effetti benefici di queste misure, per accorgersi di come i risultati concreti siano in realtà modesti. Proviamo ad analizzare alcune novità che maggiormente attengono all’ambito del credito. Il recupero dei crediti verso le PA: è stata creata una procedura la cui complessità (fra certificazioni, richieste di intervento alla Ragioneria, verifiche e autorizzazioni alla compensazione) ne scoraggia il ricorso da parte delle imprese*. La possibilità di avviare società a responsabilità limitata semplificata fra under 35 con costi notarili azzerati e dal capitale sociale di un solo euro è il lato brillante di una medaglia che nasconde malamente l’impossibilità di accesso al credito, in mancanza di garanzie finanziarie o patrimoniali. Cambiali finanziarie: ampliata alle Srl che occupano più di nove persone e realizzano un «fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo» superiore a 2 milioni, la possibilità di ricorrere a questo strumento di finanziamento. L’emissione deve essere assistita da uno sponsor, ruolo che può essere ricoperto dalle banche, da intermediari finanziari iscritti nell’elenco di cui all’art. 107 TUB, o da società di gestione del risparmio. Purtroppo, l’impegno diretto che lo sponsor assume nella liquidità del titolo (e di valutazione del rating dell’impresa) crea forti dubbi sulle effettive possibilità di impiego della cambiale finanziaria.

Se guardiamo al cospicuo numero di strumenti messi in campo dall’attuale Governo per far fronte alle difficoltà del nostro Paese non possiamo che ritenerci soddisfatti.

Si tratteggia un panorama dove le certezze, tanto agognate dalle nostre aziende, sono ahimè poche. Nel prossimo numero volgeremo lo sguardo a come stanno evolvendo i rapporti con il sistema bancario, teniamoci forte.

Purtroppo l’efficacia delle norme viene annacquata dalla lunghezza e dalla tortuosità che l’iter legislativo deve seguire prima dell’en-

*Nel frattempo (la notizia è di pochi giorni fa), il governo si è posto il termine del 15 novembre per attuare la direttiva europea che impegna gli enti pubblici a pagare entro 30 giorni i beni e i servizi acquistati dalle imprese: che sia la volta buona?

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movimenti anap

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anap movimenti

Conto gratuito, le condizioni per usufruirne

D

al 1° giugno è in vigore la convenzione tra ministero dell’Economia, istituti di credito e Poste, che ha istituito il “conto di base”, gratuito per le fasce socialmente svantaggiate e per i titolari di pensione di importo mensile fino a 1.500 euro. Ma quali sono le persone appartenenti alle fasce svantaggiate? Si tratta di coloro il cui ISEE è inferiore a 7.500 euro: tali persone devono autocertificare, entro il 1° marzo di ogni anno, il permanere del limite ISEE. In caso di mancata autocertificazione ,o se il limite è superato, sono addebitate le spese dal 1° gennaio precedente, a meno che il conto non sia chiuso entro due mesi. Le operazioni incluse nel “conto di base” per fasce socialmente svantaggiate comprendono, tra l’altro, un numero illimitato di prelievi tramite Bancomat di Poste Italiane o del gruppo bancario presso il quale è attivo il conto stesso e 12 prelievi annui bancomat presso sportelli bancari diversi dalla banca che ha emesso la carta. I titolari di pensione fino a 1.500 al mese, se non appartengono già alle fasce socialmente svantaggiate, usufruiscono di un più ridotto numero di servizi, che banche e poste possono ampliare. I pensionati devono presentare un’autocertificazione nella quale attestano di

non essere titolari di altre pensioni di importo tale da superare complessivamente 1.500euro al mese e di non essere inoltre titolari di un altro “conto di base”. Essi dovranno inoltre autocertificare, entro il 1° marzo di ogni anno, il permanere delle condizioni sopra esposte: in caso di mancato rispetto di tale scadenza, o in caso di superamento del limite pensionistico, non sarà più possibile usufruire della gratuità del conto, con effetto retroattivo dal 1° gennaio. L’accreditamento sul conto corrente costituisce elemento di sicurezza dei pensionati, spesso bersaglio di scippi immediatamente dopo avere riscosso la pensione in contanti presso uno sportello: secondo i dati Inps, nel solo 2011, gli scippi agli anziani sono aumentati del 17 per cento, un dato allarmante non solo per la diffusione del fenomeno ma anche per i rischi fisici a cui gli anziani vengono esposti in caso di aggressione.

Benzina e caro vita, in pericolo i bilanci delle famiglie

Le difficoltà degli anziani acuite dai continui aumenti dei generi primari L’impennata del costo della benzina, cui stiamo assistendo impotenti da diversi mesi, provocherà a cascata l’aumento dei beni al consumo, andando ulteriormente a incidere pesantemente sui già risicati bilanci familiari. Occorre adottare subito una politica concreta, efficace, mirata, che consenta di ridare “ossigeno” alle famiglie, soprattutto quelle che devono sostenere gli oneri relativi a un parente non autosufficiente. Il responsabile di Anap Confartigianato Forlì Giuseppe Mercatali (nella foto) lancia l’allarme, esprimen-

do forte preoccupazione che la legittima attenzione del Governo alla finanza pubblica, faccia passare in secondo piano i temi sociali con gravi conseguenze per le fasce più deboli. La situazione delle famiglie italiane diviene sempre più difficile. Si stenta a far quadrare i conti e spesso diviene necessario indebitarsi oltre misura. Senza dimenticare i nuclei familiari che si trovano in condizioni di povertà assoluta o relativa. Gli stipendi italiani, tra i più bassi d’Europa, non aumenta-

no, mentre in compenso continuano a lievitare i prezzi: di conseguenza i consumi si contraggono ulteriormente, a tutto danno dell’economia e delle aziende nazionali. Se la famiglia è nell’agenda del Governo, non si perda ulteriormente tempo. Per Anap non si deve cedere alla tentazione di approntare soluzioni apparenti, come la nuova social card, che dovrebbe vedere la luce in ottobre, dalla quale non è certo possibile aspettarsi il miglioramento di una situazione così drammatica.

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movimenti donne impresa Donne e crisi

Necessario incrementare la presenza femminile nel mondo del lavoro

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enza una crescente partecipazione delle donne nei diversi settori produttivi, il rilancio della competitività italiana sarà sempre bloccato. È questo il dato evidenziato dai dati di Confartigianato, che mettono in luce una delle cause strutturali del minore dinamismo dell’economia italiana: la scarsa partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Lo studio indica che il tasso di attività della componente femminile della popolazione in Italia è pari al 39,8%, di circa dieci punti inferiore al 50,2% della media europea e molto divergente rispetto al 51,6% della Francia, al 53,5% della Germania e al 56,1% del Regno Unito. A fronte di questa minore attività della donne italiane si riscontra anche una minore occupazione: il tasso di occupazione femminile è al 34,9%, circa dieci punti inferiore al 44,5% della media dell’Eurozona e ancora più distante dal 46,5% della Francia dal 50,6% della Germania e dal 51,9% del Regno Unito. Per converso, a fronte di una

minore disponibilità di forza lavoro, la disoccupazione delle donne italiane (11,1% della forza lavoro) è in linea con la media europea (11,2%). Le donne sono portatrici di competenze e abilità spesso superiori a quelle dei loro colleghi uomini, eppure sono maggiormente penalizzate dal mercato del lavoro. Spiega Fabiola Foschi (nella foto) coordinatrice di Donne Impresa “le statistiche rivelano che a parità di ruolo le donne percepiscono stipendi più bassi, inoltre la per-

centuale di donne che ricoprono posizioni di prestigio è nettamente inferiore a quella maschile. Eppure è di pochi giorni fa la notizia che il direttore del Mossad Tamir Pardo, nel corso di un’intervista, avrebbe ammesso la superiorità operativa degli agenti di sesso femminile per capacità di analisi e gestione della crisi.” E conclude “sarebbe auspicabile che i vincoli che oggi bloccano l’ingresso di molte donne nel mondo del lavoro venissero meno, senza costringere le lavoratrici a scegliere tra carriera e famiglia.” Nota positiva rispetto alle difficoltà che devono affrontare le donne nel mondo del lavoro è la maggiore propensione a ‘fare impresa’ della componente femminile italiana rispetto alle colleghe europee. È significativa la quota di donne imprenditrici e lavoratrici autonome sull’occupazione femminile pari al 16,6%, di oltre sei punti superiore alla media europea del 10,4%. Persiste poi un ampio divario positivo anche rispetto al 7,1% della Francia, al 7,6% della Germania, e al 9,3% del Regno Unito.

Il portale di Confartigianato riscuote ampi consensi

Noimpresa: sempre più aziende aderiscono al progetto Il sito noimpresa.it è il portale gratuito di Confartigianato Forlì, nato per mettere in rete le imprese del territorio e per promuovere i contatti tra le aziende aderenti all’iniziativa, un vero e proprio luogo di confronto per trovare potenziali partner e fornitori. La semplicità d’utilizzo e l’opportunità di aggiornare autonomamente la propria pagina del portale sono i punti di forza del progetto, ogni imprenditore può, infatti, inserire in tempo reale ogni novità che interessi l’azienda, da un eventuale nuovo prodotto a un cambio di numero di telefono o di indirizzo. Un progetto messo a punto e pensato per la piccola impresa e che consente di navigare all’interno del portale effettuando una ricerca per nome, tipologia di materiale o servizio, per località e per parole chiave. Per informazioni contattare Confartigianato Forlì al numero 0543 452811. 22 • settembre 2012 • • • essere impresa


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movimenti giovani imprenditori In crescita la disoccupazione tra gli under 30

Giovani e lavoro: solo un miraggio? Abbandono prematuro del percorso scolastico, basso tasso di attività giovanile e dialogo difficile tra lavoro e istruzione influiscono negativamente sull’occupazione degli under 30

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economia del nostro Paese è fortemente legata alla piccola impresa. L’Italia è il paese europeo con il maggior numero di imprese, con un tasso di imprenditorialità medio di 6,6 attività ogni 100 abitanti. Questi dati influenzano anche l’occupazione, l’incidenza di imprenditori e lavoratori autonomi sugli occupati è del 23,4%, più che doppio rispetto a quello di Francia e Germania ferme all’11,1%, mentre la media europea è del 15%, di oltre otto punti percentuali inferiore al dato nostrano. Sul fronte del mercato del lavoro gli ultimi dati disponibili indicano una sostanziale tenuta dell’occupazione in Europa: il sistema degli ammortizzatori sociali e la tenacia della imprese determinano un calo degli occupati nel corso dell’ultimo anno limitato allo 0,5%. In lieve flessione l’occupazione anche in Italia (-0,4%), mentre è decisamente più preoccupante la crescita del numero dei disoccupati: nel primo trimestre 2012 le persone in cerca di lavoro aumentano del 30% rispetto allo stesso periodo

del 2011. In dodici mesi i disoccupati sono saliti di 645.800 unità. La velocità di salita del numero dei disoccupati è più contenuta per Francia (4,7%) e Regno Unito (6,7%); all’opposto, i disoccupati diminuiscono dell’11,2% in Germania. Il mercato del lavoro italiano soffre, in generale, di una minore attività e di una minore occupabilità: il tasso di attività in Italia è del 49,3%, inferiore al 56,9% della media europea, al 56,4% della Francia e sensibilmente lontano dal 59,6% della Germania e dal 62,2% del Regno Unito. Le condizioni del mercato del lavoro mostrano un più accentuato divario per quanto riguarda la componente giovanile: sulla base dei dati trimestrali la disoccupazione dei giovani under 25 arriva al 33,2% della relativa forza lavoro, di oltre dieci punti superiore al 22,1% della media dell’Eurozona. I giovani italiani sono meno attivi sul mercato del lavoro: solo il 29,1% si offre sul mercato, percentuale molto in-

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feriore rispetto al 41,1% della media europea. La dinamica del mercato del lavoro giovanile nel nostro Paese mette in luce due elementi da una parte la difficoltà nel reperire occupazione, dall’altra la forte incidenza di casi di giovani che abbandonano prematuramente l’istruzione e la formazione. Il 18,2% dei giovani fra i 15 e i 24 anni consegue la licenza media inferiore senza continuare un percorso formativo che consenta di ampliare le opportunità di carriera. Disagio giovanile che si acuisce nella fascia dei giovani fra i 15 e i 29 anni, dove la percentuale di individui che non lavorano e non studiano arriva al 22,7% , più accentuato rispetto alla media europea del 15,3%. Chiarisce Paolo Gabelli (nella foto), responsabile del gruppo Giovani Imprenditori di Confartigianato Continua a pagina 25 • • •


giovani imprenditori movimenti Una spesa da 2,6 miliardi di euro

Il ruolo della formazione on the job La bassa interazione tra scuola e lavoro, oltre a rallentare il processo di acquisizione di competenze chiave, determina minori probabilità di accedere al lavoro dei giovani italiani e, di conseguenza, un più basso tasso di occupazione rispetto a quello degli altri paesi europei

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algrado la crisi e la debolezza dal mercato del lavoro, nelle imprese persistono i processi di inserimento e di avviamento al lavoro di collaboratori e dipendenti. Nel 2011 si sono registrate 115.621 assunzioni nell’artigianato, con un investimento di 2.617 milioni di euro annui, ovvero l’1,5% del valore aggiunto prodotto dall’artigianato. In pratica le ore di affiancamento sono quasi cento milioni, equivalenti al 70,9% delle ore d’insegnamento nello scorso anno scolastico dai docenti di ruolo della scuola secondaria superiore. La formazione on the job comprende l’affiancamento del neoassunto da parte del titolare o di dipendenti e collaboratori già esperti, per istruire il soggetto sulle attività legate al ruolo in azienda, un patrimonio di com-

petenze e conoscenze proprio del capitale umano dell’azienda. Nella nostra regione gli investimenti in formazione sul campo da parte dell’imprenditore ammontano a 236 milioni, il 9% della spesa totale italiana. Spiega Paolo Gabelli “nella formazione in azienda il neoassunto acquisisce un’ampia varietà di competenze, non soltanto elementi necessari per la programmazione delle attività aziendali. Nell’impresa sono infatti richieste la capacità di problem solving, l’abilità a relazionarsi con clienti e fornitori, l’utilizzo della tecnologia in dotazione all’impresa e l’apprendimento di una pluralità di informazioni che devono essere elaborate e gestite in maniera autonoma. Un insieme di conoscenze che potrebbe essere in parte trasmesse anche at-

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Giovani e lavoro: solo un miraggio? Forlì, “in Italia il rapporto tra scuola e impresa è ancora troppo debole, il numero di giovani che seguono percorsi formativi e contemporaneamente lavorano è solo del 3,7%, mentre la media europea è del 13,2%, un dato che pesa sulla competitività del nostro Paese, controbilanciato solo dalla propensione all’im-

prenditorialità.” Continua Gabelli “proprio la diffusione delle imprese costituite da giovani con meno di quarant’anni e di lavoratori autonomi nella stessa fascia d’età (pari al 19,6% degli occupati), costituisce, infatti, una leva per attenuare le difficoltà strutturali del mercato del lavoro giovanile.”

traverso percorsi di integrazione scuola-lavoro, purtroppo ancora poco diffusi nel nostro Paese.” Un recente studio di Confartigianato offre una comparazione internazionale dei dati sui giovani che abbandonano prematuramente la formazione (early leavers from education and training) il tasso di abbandono prematuro dei percorsi di istruzione è più elevato in Italia, dove è pari al 18,2% della popolazione tra i 15 e 24 anni, ben superiore al 15,6% dell’Eurozona e ben lontano dal 12,9% della Francia e dall’11,8% della Germania. I livelli di competenza degli studenti in alcune discipline chiave in Italia sono significativamente inferiori alla media dei paesi avanzati, soprattutto per quanto attiene alle competenze in matematica con un gap tra la media per l’Italia (483) rispetto alla media Ocse (499) e scientifiche in cui si conferma significativo il divario tra l’Italia (489) e la media Ocse (501). Conclude Gabelli “il dialogo tra mondo del lavoro e la scuola è indispensabile per definire con maggiore oculatezza i programmi di studio, frequentemente i ragazzi che terminano il percorso scolastico hanno competenze che non sono spendibili nel mercato del lavoro. La crisi impone un cambio di passo, le aziende non possono più gravarsi dell’onere di formare da zero i neoassunti. Da anni i Giovani Imprenditori sono impegnati per gettare un ponte fra scuola e impresa, ma molto deve essere fatto anche dai decisori pubblici, per assicurare un futuro alle nuove generazioni e un rilancio dell’economia italiana.”

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benefit La sanità a prezzi accessibili

Il poliambulatorio di ForlìWelfare pienamente operativo

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allo scorso mese di luglio è pienamente operativo il poliambulatorio privato promosso da “ForlìWelfare - impresa sociale Spa”, la realtà nata dalla collaborazione tra il Consorzio Solidarietà Sociale di Forlì-Cesena, CNA Forlì-Cesena, Confartigianato di Forlì Federimprese, UICCA (Unione Italiana Chiese Cristiane Avventiste), sette cooperative sociali aderenti al Consorzio Solidarietà Sociale, Confcooperative, Acli e l’Associazione Buon Pastore. La struttura, situata a Forlì in viale dell’Appennino 116, garantisce un’offerta sanitaria privata di qualità a prezzi calmierati in quattro macroaree, dalla medicina di comunità, alla medicina riabilitativa, dalla polispecialistica, all’odontoiatria per rispondere alle molteplici esigenze dei cittadini. Spiega il vicepresidente di Confartigianato Forlì Luca Morigi, componente del consiglio di ammi-

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nistrazione di ForlìWelfare “la nostra associazione ha aderito al progetto nella consapevolezza che la crisi ha ridisegnato anche l’approccio con la sanità. Molti cittadini oggi pospongono o addirittura evitano visite mediche e controlli sanitari a causa dei prezzi eccessivi della sanità privata e dei tempi sempre più dilatati di quella pubblica. Gli specialisti che operano all’interno del poliambulatorio offrono un servizio di qualità, ma a prezzi più contenuti per dare modo a tutti i cittadini di non rinunciare a un aspetto fondamentale del proprio benessere come la prevenzione.” Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare la segreteria del poliambulatorio al numero 0543 818893, gli associati di Confartigianato Forlì presentando la dichiarazione di appartenenza all’associazione potranno avvalersi di scontistiche a loro riservate.


edilizia categorie e mercato Mutui casa sempre più cari, compravendite immobiliari giù del 17,8%

Costruzioni in crisi profonda

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n Italia comprare casa con un mutuo è sempre più oneroso: a maggio 2012 il tasso medio d’interesse sui prestiti alle famiglie che vogliono acquistare un’abitazione si attestava al 4,12%, con un aumento di 103 punti base rispetto ad un anno fa. Un balzo che ci allontana dall’Europa dove in media i tassi sui mutui casa sono inferiori di 62 punti rispetto a quelli italiani. Non c’è da stupirsi quindi se le compravendite immobiliari languono: nel primo trimestre del 2102, infatti, hanno registrato un crollo del 17,8%, pari a quello verificatasi a marzo 2009 e che interrompe i due trimestri consecutivi di lieve crescita che hanno caratterizzato la seconda metà del 2011. La rilevazione è dell’Ufficio studi di Confartigianato che mette in luce la profonda crisi del settore delle costruzioni determinata dagli scarsi investimenti pubblici e privati. Le cifre parlano chiaro: tra giugno 2011 e giugno 2012 le imprese del settore costruzioni, pari a 899.602, sono diminuite dell’1,36%. In calo dell’1,17% anche le imprese artigiane, che sono la fetta più consistente del settore edile: 577.588, vale a dire il 64,2% del totale. Negative le conseguenze sull’occupazione: tra giugno 2011 e marzo 2012 è diminuita del 5,1%, pari a 97.800 posti di lavoro in meno. Effetti pesanti anche sulla produzione: -14% nei primi cinque mesi del 2012, due volte peggio rispetto all’Area euro (-6,9%). A maggio 2012 i li-

Secondo gli ultimi dati Istat sulle imprese attive il 98,7% delle imprese del settore delle costruzioni ha meno di 20 addetti e il 79,6% degli addetti è occupato in micro e piccole imprese. All’interno del sistema di offerta italiano nel 2010 il comparto rappresenta il 13,6% delle imprese attive, impiega il 10,5% dell’occupazione, rappresenta il 9,2% dei dipendenti e la dimensione media delle imprese attive è di 2,9 addetti velli sono stati vicini ai minimi storici e inferiori del 33,9% rispetto al massimo pre crisi. La lunga fase di discesa della produzione nelle costruzioni mostra i suoi effetti sull’andamento del valore aggiunto reale che, dal 2008 ha iniziato a scendere. Nel 2011 il comparto si attesta sui 68,6 miliardi di euro di valore aggiunto reale, inferiore dello 0,7% rispetto ai livelli del 2000. Di conseguenza scende anche il contributo del comparto al valore aggiunto nazionale che nel 2011 si attesta al 5,3%, inferiore dello 0,3% a quella di undici anni prima. La crisi delle costruzioni è fortemente influenzata dall’andamento degli investimenti fissi lordi: nel I trimestre 2012 la dinamica degli investimenti nelle costruzioni segna una flessione tendenziale del 5,2%. Sul fronte degli investimenti pubblici, nel 2011 la spesa dello Stato in edilizia è stata pari a 25,8 miliardi, vale a dire il 12,6% in meno rispetto al 2006. Le imprese del settore costruzioni sono strette in una morsa fatta di scarso credito bancario con tassi in aumento e da tempi di pagamento sempre più lunghi. Ad aprile 2012 lo stock di prestiti alle costruzioni era in calo del 5% rispetto a giugno 2011 con le sofferenze lorde in crescita a maggio 2012 del 27,2% su base annua e più che raddoppiate rispetto a maggio 2010. E i tempi di pagamento da parte dei committenti pubblici e privati sono superiori di 42 giorni rispetto alla media europea. La situazione per Confartigianato è drammatica. Se non si adotteranno al più presto soluzioni, migliaia di piccole imprese rischiano la chiusura e migliaia di lavoratori perderanno il posto. essere impresa • • • settembre 2012 • 27


categorie e mercato autotrasporto

Cassazione: chi fa trasporti in conto terzi può effettuare trasporti in conto proprio La Corte di Cassazione ha stabilito che chi fa trasporti in conto terzi, può effettuare anche trasporti in conto proprio. La decisione numero 13.725 della Corte di Cassazione, stabilisce il nuovo principio secondo cui l’esecuzione del trasporto in conto proprio da parte di impresa che esercita il trasporto in conto terzi può essere svolto. Di fatto la Corte ribadisce quanto già deciso dal Giudice di pace, vale a dire che “il trasporto per conto di terzi ha contenuto più ampio ed è subordinato a

condizioni e requisiti più rigorosi. Può quindi essere considerato senz’altro comprensivo anche del trasporto per conto proprio, che rappresenta un “minus”, sicchè risulta fuori luogo pretendere che chi ha già ottenuto il titolo maggiore si debba munire anche dell’altro, per poter svolgere un’attività che la legge 298/74 definisce come complementare o accessoria nel quadro dell’attività principale. Per informazioni contattare Alberto Camporesi (nella foto) al numero 0543 452906.

TAR rinviata la discussione sui ricorsi Il T.A.R del Lazio ha rinviato al 25 Ottobre la discussione sul nuovo ricorso presentato dalla Confindustria contro le ultime due delibere dell’Osservatorio sulle attività di autotrasporto (quelle del 13 Giugno e del 10 Luglio u.s), in materia di costi minimi della sicurezza. In un primo momento, l’udienza per discutere sulla ri-

chiesta di sospensiva di queste delibere era stata fissata per il 5 Settembre ma, preso atto che davanti allo stesso organismo è già pendente un procedimento sui costi minimi attivato dalla stessa Confindustria, per il quale l’udienza di merito è stata fissata al prossimo 25 Ottobre, il T.A.R ha deciso di rinviare il tutto a questa data.

Costi minimi per l’autotrasporto Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14 agosto 2012 è stato convertito in Legge il c. d. Decreto Spending review. La Legge contiene un’ulteriore importante modifica all’articolo 83-bis che, come noto, era stato già modificato dal DL. La modifica attiene alla concreta applicazione delle sanzioni in caso di violazioni dei costi di cui all’articolo 83-bis e dei relativi tempi di pagamento dei corrispettivi. Viene, infatti, modificato il comma 15 nella parte in cui prevede che le Autorità competenti a constatare le violazioni delle disposizioni di cui ai commi 7, 8, 9, 13 e 13 bis (costi e tempi di pagamento) sono la Guardia di Finanza e l’Agenzia

delle Entrate, mentre la relativa sanzione sarà applicata ai sensi della Legge n. 689/1981 (la legge di depenalizzazione). Restano, invece, confermate le disposizioni introdotte dal testo originario del decreto, vale a dire: ❖ L’ammontare della sanzione amministrativa pecuniaria pari al doppio della differenza tra quanto fatturato e quanto dovuto in base ai costi definiti dall’Osservatorio nel caso di contratti verbali (commi 7, 8 e 9 dell’art. 83-bis); ❖ l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria pari al 10% (e, comunque, non inferiore a 1.000 euro) dell’importo della fattura in

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caso di pagamento dei corrispettivi oltre il 90° giorno dalla data di emissione della fattura (commi 13 e 13bis dell’art.83-bis) sia per i contratti scritti che verbali; ❖ l’obbligatorietà per il vettore di indicare nella fattura la lunghezza della tratta effettivamente percorsa. Restano, altresì, confermate in 400 milioni di euro, le risorse per il settore per il 2013.


autotrasporto categorie e mercato

Aumento delle aliquote d’accisa sul gasolio Sono state fissate le nuove aliquote d’accisa a partire dall’11 agosto 2012 e fino al 31 dicembre 2012, in attuazione del disposto dell’art. 33, comma 30, della legge 12 novembre 2011, n. 183, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2012). In particolare, l’aliquota riferita al gasolio usato come carburante è stata fissata in

Euro 617,4/1000 lt. Ricordiamo che l’aumento è comunque rimborsato alle imprese esercenti attività di autotrasporto di merci con automezzi di peso pari o superiore a 7,5 tonn, secondo le note procedure, mantenendo così invariata l’accisa al valore del 1° gennaio 2003 (403,21391€ per mille litri), così come previsto dalle norme comunitarie e nazionali in materia.

Accesso alla professione: dimostrazione dei requisiti Come previsto dal Ministero dei Trasporti entro il 7 Aprile 2013, tutte le imprese iscritte all’Albo Nazionale Trasporto Merci in C/T, operanti con mezzi di massa complessiva compresa tra 1,5 e 3,5 T, dovranno dimostrare tutti e quattro i requisiti previsti dall’applicazione del Reg. CE 1071/09. Per dimostrare il requisito di idoneità professionale è obbligatoria la frequenza di un corso di formazione, da iniziare obbligatoriamente entro il 7 Aprile 2013 e terminare non oltre il 31 luglio 2013. Per le imprese iscritte all’Albo Nazionale Trasporto Merci in C/T con autocarri di massa complessiva superiore alle 3,5t., è obbligatoria

una delle seguenti alternative: polizze fideiussorie assicurative o bancarie; specifica attestazione di un revisore dei conti, iscritto nel relativo albo; fideiussione rilasciata dal Consorzio di Garanzia UNIFIDI.

entro il prossimo 4 dicembre, la dimostrazione dei requisiti pena la cancellazione. Si ricorda che la capacità finanziaria deve garantire 9mila euro per il primo autoveicolo e 5mila euro per ogni altro veicolo aggiuntivo. Ai fini della dimostrazione di questo requisito, l’impresa può optare per

Confartigianato per gli associati che usufruiscono del servizio contabilità è disponibile previa verifica dei dati patrimoniali richiesti a rilasciare l’attestazione del revisore Contabile, oppure per tutti gli associati di procedere con la garanzia di UNIFIDI. Per l’espletamento delle pratiche è possibile rivolgersi ad Alberto Camporesi 0543/452906 o alla sede periferica di riferimento entro il prossimo 31 ottobre.

Chiarimenti dal Ministero dell’Interno Rapporto di lavoro: documentazione Il Ministero dell’Interno ha fornito una ulteriore risposta ad un quesito relativo alla documentazione idonea a dimostrare il titolo in base al quale i conducenti prestano servizio presso il vettore. Il Ministero ribadisce che la documentazione attestante l’esistenza di un rapporto di lavoro, prevista dall’art. 12, comma 5, del D.Lgs. 286/2005, deve trovarsi a bordo del mezzo solo quando questo è impiegato in attività di trasporto per conto terzi. In mancanza si applica la sanzione amministrativa prevista dall’articolo 180, co. 7 del Cds e la procedura di invito ad esibire la documentazione man-

cante di cui al comma 8. Nessun obbligo, invece, esiste quando il veicolo è utilizzato per il trasporto in conto proprio. Infatti, in questo caso, l’art. 31 della L. 298/1974 che definisce e stabilisce le condizioni necessarie per l’effettuazione del trasporto di cose in conto proprio, prevede l’obbligo che il veicolo sia condotto dal titolare della licenza o da un suo dipendente. In sede di controllo, le autorità preposte possono richiedere al conducente o al proprietario del veicolo l’esibizione di documenti dai quali possa evidenziarsi il rispetto delle disposizioni di cui al richiamato articolo 31 della Continua a pagina 30 • • • essere impresa • • • settembre 2012 • 29


burocrazia Abbonamento speciale alla televisione

La Rai ci riprova

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rmai con cadenza trimestrale, la Rai procede a un invio massiccio alle imprese di solleciti di pagamento per il canone d’abbonamento alla televisione, senza una verifica sull’effettivo possesso da parte delle aziende di un apparecchio radiotelevisivo.” Il vicesegretario di Confartigianato di Forlì Marco Valenti denuncia l’ennesimo tentativo da parte della televisione di Stato di ottenere il versamento del canone anche da chi non è tenuto a ottemperare al pagamento. “Da febbraio a oggi i nostri imprenditori hanno lamentato l’inasprirsi dei toni dei solleciti, diventati sempre più perentori, l’ultimo dei quali addirittura ricorda che le vigenti disposizioni normative (di cui viene richiamato l’articolo senza esplicitarne i contenuti) impongono l’obbligo del pagamento di un abbonamento speciale a chiunque detenga, fuori dall’ambito familiare, un apparecchio munito di sintonizzatore. Siamo certi che chi ha predisposto questo sistema di controllo sugli eventuali trasgressori fosse in buona fede, ma riteniamo intollerabile che le nostre aziende ricevano continue richieste di pagamento pur non dovendo pagare nulla ed essendo addirittura chia• • • Segue da pagina 29

Chiarimenti del Ministero dell’Interno L. 298/1974, la mancanza di tali documenti non darà luogo ad alcuna sanzione, salvo, se ritenuto necessario, può essere richiesto di esibirli entro 30 giorni ai sensi dell’art. 180, co.8 del Cds.

Responsabilità dell'impresa di trasporto Il Ministero dell’Interno, il 20 giugno scorso ha risposto ad un quesito in merito alla responsabilità dell’impresa di autotrasporto in caso di mancato rispetto da parte dei conducenti delle disposizioni di cui ai Regolamenti Comunitari 561/2006 e 3821/85 e alla possibilità di attenuare il rigore sanzionatorio stabilito dall’art. 174 del Cds. Poiché l’art. 10, par. 2 del Reg. (CE) 561/2006, pone a carico dell’impresa precisi obblighi di istruzione del conducente, di organizzazione della sua attività lavorativa e di costante controllo sullo svolgimento della stessa, in modo che siano rispettate le disposizioni dello stesso Regolamento, il 30 • settembre 2012 • • • essere impresa

Numerose aziende lamentano di aver ricevuto nuovamente il sollecito di pagamento del canone televisivo, pur non detenendo alcun apparecchio in azienda o in laboratorio. È il terzo caso dall’inizio dell’anno mate a compilare e spedire cartoline per dimostrare il mancato possesso di apparecchi televisivi nei locali dell’azienda.” E conclude “il Governo continua a operare tagli in nome della spending review, eppure la Rai persevera nel fare invii massivi, con costi sicuramente elevati, senza una effettiva verifica sui destinatari delle comunicazioni, una logica che, francamente, non ci pare improntata all’efficienza. Come sempre Confartigianato si batte per la legalità e per il rispetto delle norme, ma questi ripetuti solleciti da parte della Rai ci paiono sempre di più un tentativo di ‘sparare nel mucchio’, sperando che la scarsa chiarezza della comunicazioni induca qualche soggetto, distratto dai numerosi obblighi a cui deve sottostare l’impresa, a versare quanto richiesto anche senza averne il dovere. Come sempre invitiamo gli associati a rivolgersi ai nostri operatori in caso di dubbi sulla validità delle richieste di pagamento ricevute, per valutare singolarmente ogni situazione.” Ministero ha ribadito che “da ogni violazione riscontrata non può non dedursi un difetto di organizzazione dell’attività, ovvero un’assenza o insufficienza di formazione e/o controllo. Resta salva la possibilità per l’impresa di dimostrare il contrario in sede d ricorso giurisdizionale o amministrativo. … Ove ricorrano le condizioni, in presenza di più violazioni riconducibili ad un’unica azione od omissione, l’impresa potrà richiedere l’applicazione del cumulo giuridico di cui all’articolo 198 del codice della Strada”.

Multipresenza Il Ministero dell’Interno, il 20 giugno scorso ha risposto ad un quesito in ordine al tempo trascorso a fianco del conducente durante la marcia in caso di multipresenza. Il Ministero, richiamandosi alla nota di orientamento n. 2 della Commissione Europea, ritiene che “un periodo di 45 minuti del tempo di disponibilità trascorso sul veicolo in movimento senza che il secondo conducente assista attivamente chi guida, può essere considerato “interruzione”.


burocrazia Confartigianato presenta un esposto al Garante

Ingannevole il messaggio della RAI diretto alle imprese

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onfartigianato, attraverso un esposto ha segnalato all’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, il comportamento posto in essere da Rai Radio Televisione Italiana in ordine all’invio di lettere di richiesta di pagamento del Canone speciale alla TV e alla radio a moltissime aziende, indipendentemente dal fatto che esse siano o meno sottoposte alla tassa prevista dalla normativa vigente in materia. La richiesta del pagamento del canone inoltrata a tutte le imprese, senza un riscontro delle reali situazioni operative e basata esclusivamente sulla presunzione che esse posseggano apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive è, per Confartigianato da considerarsi impropria e fuorviante. Addirittura alcune aziende hanno continuato a ricevere lettere, con tanto di bollettini prestampati e minacce di controlli a carico delle autorità competenti, anche dopo aver comunicato (con raccomandata e apposita cartolina precompilata) di non essere soggette al pagamento richiesto. Questa massiccia campagna invasiva e ingannevole messa in atto nei confronti delle imprese è stata già segnalata in data 4 luglio 2012 all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, poiché Confartigianato ritiene che la reiterazione della richiesta possa erroneamente indurre l’imprenditore a credere di essere tenuto comunque

al pagamento. Inoltre, le lettere inviate in concomitanza con lo svolgimento di eventi sportivi di risonanza mondiale inducevano a intendere che l’Abbonamento Speciale fosse una sorta di sovrattassa conseguente alle spese sostenute da RAI per l’acquisto dei relativi diritti televisivi; in suddette comunicazioni venivano altresì espresse considerazioni del tutto ininfluenti e superflue rispetto alla richiesta del pagamento del Canone stesso (come, ad esempio i riferimenti al “vasto pubblico desideroso di seguire queste manifestazioni” nei locali dotati di apparecchi TV) da configurarsi come messaggi pubblicitari a tutti gli effetti, peraltro con estremi di ingannevolezza. Confartigianato ha dunque chiesto se le ripetute richieste di pagamento da parte della RAI nei confronti delle aziende siano da considerarsi un atteggiamento invasivo ed intimidatorio; se l’invio reiterato di solleciti a pagamenti non dovuti si configura come attività di spamming; se detti comportamenti assumano connotazioni lesive del diritto alla riservatezza, come definito e disciplinato dall’attuale legislazione nazionale. In caso affermativo, Confartigianato ha chiesto che venga adottato ogni necessario provvedimento a tutela e ripristino dei diritti in tal senso violati. Confartigianato per tutelare i diritti delle imprese ha presentato anche un esposto al Garante della privacy.

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ESSERE IMPRESA SETTEMBRE 2012