ESSERE IMPRESA
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Confartigianato di Forlì per il terzo anno consecutivo ha aderito alla Settimana per l’Energia e la Sostenibilità, il progetto promosso dalla Confederazione nazionale, che mette in campo dibattiti, seminari, laboratori, mostre, incontri con esperti, visite in azienda, attività educative e workshop, co-
stituendo un’occasione unica per scoprire idee, strumenti e buone pratiche che stanno già trasformando il futuro. Lo scorso 23 ottobre Confartigianato Forlì ha organizzato il convegno dal titolo “Sostenibilità come strumento di competitività”, appuntamento inserito nel fitto calendario di eventi svoltisi in tutta Italia, dedicati alla transizione ecologica e sostenibile. Un appuntamento voluto per diffondere la consapevolezza che l’artigianato non è solo un lavoro: è un modo di pensare con le mani, di innovare senza perdere la bellezza del fare. È lì che nasce la vera sostenibilità: nella passione di chi crea. Un mosaico di idee, esperienze e azioni concrete. Un invito a condividere visioni, rafforzare competenze e costruire insieme un futuro fondato sulla sostenibilità.

››› L’EDITORIALE
Alla vigilia di una ricorrenza importante come l’ottantesimo anno dalla fondazione di Confartigianato di Forlì, stiamo affrontando una situazione inedita: la crisi del sistema di micro e piccole imprese che ha reso grande il nostro Paese. I pilastri del made in Italy, i custodi di mestieri, esperienze e cultori del lavoro fatto con cura, i piccoli imprenditori rischiano di sparire. E non per i venti di guerra, i dazi trumpiani, per le turbolenze del mercato delle materie prime, per i rincari energetici o per la concorrenza sleale, bensì per la glaciazione demografica. L’Italia invecchia, nascono sempre meno bambini e bambine, di conseguenza il trend non potrà essere invertito nel breve periodo, anzi, le proiezioni indicano un peggioramento della situazione. Si verifica un fenomeno curioso sul mercato del lavoro, la domanda supera l’offerta e crescono gli occupati, ma over 40, evidenziando la mancanza di giovani. Le nuove leve sono numericamente sempre inferiori e, altro fattore di impoverimento del nostro sistema produttivo, sempre meno disposti a mettersi in gioco, i Neet sono gli under30 che non sono interessati né a un percorso formativo né alla ricerca di una occupazione. Giovani in crisi d’identità? Certo la pandemia ha pesato sulla vita di molti, ridisegnando le priorità: sempre meno persone sono disponibili a sacrificare i tempi di vita per la carriera. Ma ribaltando la prospettiva ci chiediamo: può il lavoro tornare a essere un luogo in cui realizzarsi, non un semplice onere, ma una fonte di soddisfazione? Affianchiamo imprenditori che nonostante le mille difficoltà vissute quotidianamente - tra cui la burocrazia asfissiante riveste ancora un ruolo chiave - sono orgogliosi del proprio lavoro, vissuto come realizzazione di un progetto e non come una imposizione. Tra questi anche tanti giovani, entusiasti, pieni di idee e voglia di sperimentare. Da qui vogliamo ripartire per i prossimi 80 anni, far conoscere le storie di chi ama il lavoro, di chi lo vive con passione e ne è orgoglioso. In queste settimane sui nostri canali social stiamo presentando alcune testimonianze, ma altre ne presenteremo. Per provare a invertire il trend e mostrare il lato bello del lavoro. E se qualcuno volesse aggiungersi ai nostri testimonial, saremo felici di raccontarli. Nella convinzione che l’esempio possa stimolare anche chi ancora accarezza solo un’idea. Una contaminazione positiva per ricordare che il lavoro è parte di chi siamo e della traccia che lasciamo al mondo.
Da pagina 4: Nell’ambito dell’edizione 2025 della settimana dell’Energia e della Sostenibilità, Confartigianato di Forlì ha organizzato un partecipato confronto sul tema dell’attenzione all’ambiente come strumento di competitività aziendale.
A pagina 7: I dirigenti di Confartigianato della Romagna sono impegnati in un percorso di formazione assieme ai consulenti di TEHA Group, sui temi della leadership, della gestione delle risorse e della comunicazione.
A pagina 9: Assegnato alla stilista Alberta Ferretti il Premio Cultura 2025 di Confartigianato Emilia- Romagna alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli e del segretario nazionale di Confartigianato Vincenzo Mamoli.
Da pagina 11: Donne Impresa stimola la conoscenza dell’A.I. Lucia Crispino eletta vicepresidente regionale del movimento Giovani Imprenditori. ANAP Forlì promuove i corretti stili di vita, diffondendo l’importanza della prevenzione oncologica.

ORGANO UFFICIALE DI STAMPA DI CONFARTIGIANATO FORLÌ FEDERIMPRESE
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Il Comitato ANCoS (Associazione Nazionale Comunità Sociali e Sportive) Aps di Forlì lo scorso 4 ottobre ha organizzato, in collaborazione con Donne Impresa e ANAP Confartigianato Forlì, una camminata solidale, alla scoperta delle figure femminili che hanno fatto la storia della città. L’iniziativa ha riscosso grande successo, facendo registrare il tutto esaurito e la partecipazione di 50 persone ad ascoltare la guida Silvia Togni, che ha illustrato le vicissitudini storiche meno note, ma non per questo secondarie, delle donne forlivesi. Una duplice soddisfazione per l’organizzazione, sia per l’ottima accoglienza riservata al progetto, sia perché con il ricavato dell’iniziativa è stato possibile fare una donazione di 800 euro all’Associazione Loto ODV, Uniti per le donne contro i tumori ginecologici. La consegna simbolica della somma è avvenuta il 23 ottobre, nella sede di Loto ed è stata donata dal presidente di ANCoS Aps Forlì Luca Morigi e dal segretario Alberto Camporesi, assieme alle organizzatrici della camminata Silvia Foschi ed Elena Zanetti, al direttore di Ginecologia e Ostetricia e direttore scientifico del Comitato Territoriale di Loto Odv Forlì, prof. Luca Savelli e alla presidente Liviana Lombardi, presenti assieme ad alcune volontarie. Il presidente Morigi, nel consegnare l’assegno, ha spiegato “già da qualche mese, è stata avviata una collaborazione con l’associazione Loto credendo fortemente nel lavoro che sta svolgendo a supporto della prevenzione e nell’affiancamento di chi vive la malattia. Per questo il comitato di Forlì di Ancos Aps ha deciso di devolvere l’intero ricavato a Loto Odv a sostegno delle molteplici attività messe in campo.” Durante la consegna è stato chiarito da parte dei rappresentanti dell’associazione che la cifra sarà destinata al progetto di Pet Therapy, già avviato e che, anche grazie a questa donazione, proseguirà anche il prossimo anno.
ANCoS, costituita nel 2002 come articolazione organizzativa autonoma senza finalità di lucro, ha ottenuto nel 2006 dal Ministero dell’Interno il riconoscimento ufficiale quale Ente nazionale con finalità assistenziali e nel 2010 il riconoscimento come APS Associazione di Promozione Sociale. L’ANCoS è uno dei soggetti ammessi alla ripartizione del 5xmille, utilizzato per finanziare iniziative di carattere sociale; l’azione dell’associazione, infatti, mira sia a elevare la qualità della vita del singolo attraverso la promozione di attività ludiche e ricreative, nonché di iniziative di prevenzione e sensibilizzazione, sia a favorire la socializzazione, di chi vive solo, aiutando concretamente quanti si trovano in situazioni di disagio (anziani, disabili, immigrati, categorie svantaggiate), sostenendo l’interazione sociale delle fasce più deboli all’interno delle comunità di appartenenza e promuovendo i valori solidaristici e sociali dell’attività di volontariato.
Fotoservizio Cristiano Frasca


Il 23 ottobre nella sede di Confartigianato di Forlì si è tenuto il convegno dal titolo “Sostenibilità come strumento di competitività”, con il contributo di Marco Siboni di Turtle Srl, di Massimiliano Fantini di Romagna Tech, di Mauro Marconi di ForB/Confcooperative Romagna e di Giacomo Severi de LA BCC ravennate forlivese e imolese. Introdotto dal segretario Mauro Collina, che ha ricordato come la settimana dell’energia e della Sostenibilità in cui il convegno s’inseriva, sia diventato negli anni un’occasione per confrontarsi su temi sempre più cogenti e d’interesse, come testimoniato dal moltiplicarsi di iniziative a supporto. L’appuntamento è stato l’occasione per Confartigianato di presentare lo strumento predisposto per aiutare le micro e piccole imprese a entrare nel mondo della sostenibilità ambientale, sociale e della governance. Gianluigi Bandini, moderatore dell’incontro e responsabile del servizio credito innovazione e sviluppo, ha spiegato “ConfESG ha messo a punto un modello che consente alle imprese artigiane di valutare, attraverso indicatori obiettivi come bollette e buste paga, il report di sostenibilità. Un set di indicatori comuni, per creare un linguaggio omogeneo tra realtà micro e piccole, che operano in ambiti molto diversi. Questo quadro aiuta gli imprenditori su molteplici fronti, operativamente rende fruibile facilmente l’80% dei dati sulla sostenibilità richiesti sia dalle banche per la concessione di finanziamenti, sia, per coloro che operano in filiera, dai committenti e, al contempo, consente una fotografia fedele della situazione, permettendo di adottare strategie di ottimizzazione.” Una rivoluzione copernicana per le aziende. Per Bandini “sustainability is business, l’adozione di questi criteri favorisce non solo il miglioramento della propria immagine, ma anche di realizzare un efficientamento energetico, sia per un minore impatto ambientale, sia per un risparmio economico, spesso anche consistente. In sintesi, i costi sostenuti per investire nell’adozione del nuovo modello sono ampiamente ripagati dai benefici che l’impresa registra. Senza dimenticare che tutti gli incrementi in ambito di sociale


rafforzano la fidelizzazione dei dipendenti collaboratori, l’efficienza e la produttività.” Gli uffici di Confartigianato di Forlì mettono a disposizione degli imprenditori specifici strumenti per supportare il cambiamento, strumenti messi a punto dalla società consortile ConfESG in collaborazione con Turtle Srl. Proprio Marco Siboni ha infatti chiarito che il legislatore non ha agito con la volontà di creare problemi alle imprese, aumentando la mole di adempimenti, intervenendo piuttosto per far fronte alla riduzione delle materie prime disponibili, promuovendo la corretta gestione del riciclo e del riuso dello stock di materiale già in circolo, evidenziando come il rischio ambientale e il rischio economico siano strettamente connessi. Siboni ha ricordato come le aziende attente ai criteri ESG performino meglio di quelle che hanno indicatori peggiori, proprio per la capacità di guardare con maggiore attenzione ai processi, individuando le aree di criticità. Massimiliano Fantini di Romagna Tech ha dettagliato il significato di economia circolare,
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Il futuro non si attende, si costruisce. E lo si fa insieme, con scelte coraggiose, visione e concretezza. È l’impegno che Confartigianato ha assunto per realizzare una transizione ecologica sostenibile, tema al centro della Settimana per l’Energia e la Sostenibilità che si è svolta, in tutta Italia, dal 20 al 25 ottobre. Un’iniziativa che dal 2009 a oggi ha coinvolto 57mila partecipanti, più di un migliaio di relatori e oltre 400 eventi, con una partecipazione crescente e una diffusione sempre più capillare. Da tre anni a questa parte, anche Forlì è entrata nel circuito degli eventi realizzati in sede, sostenendo l’importanza della transizione green. Durante la Settimana, il Sistema Confartigianato ha promosso una pluralità di eventi diffusi su tutto il territorio nazionale: dibattiti, seminari, laboratori, mostre, incontri con esperti, visite in azienda, attività educative e workshop. Con un obiettivo chiaro, non si tratta solo di parlare di sostenibilità, ma di viverla, raccontarla e metterla in pratica. Al centro di queste iniziative ci sono stati alcuni grandi temi trasversali. Primo fra tutti, il risparmio e l’efficienza energetica, esplorati attraverso casi concreti e strumenti utili per aiutare le imprese a ridurre i consumi e abbattere i costi, aumentando al tempo stesso la competitività e la resilienza. Grande attenzione è stata data alle fonti rinnovabili, dal fotovoltaico all’idrogeno, con focus su come queste tecnologie possano essere integrate nei
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eliminazione degli sprechi, mantenimento in uso dei materiali e rigenerazione dei sistemi naturali, per ridurre al minimo gli sprechi e immettere nuovamente nel mercato un prodotto a fine vita, trasformandolo. Dai sottocomponenti utilizzati per creare nuovi prodotti all’upcycling, l’esposizione di Fantini ha evidenziato l’obiettivo a cui tendere l’end of waste. Con Mauro Marconi si è fatto un ulteriore passo nella comprensione del significato dell’acronimo ESG, centrando l’intervento sul sociale e sul ruolo che la cooperazione può giocare collaborando con le aziende mettendo a disposizione competenze e la figura del disabilty manager, per favorire l’inclusione lavorativa di persone con disabilità. A chiudere l’interessante carrellata, il punto di vista del sistema bancario con l’esposizione di Giacomo Severi de LA BCC ravennate forlivese e imolese. La scelta dell’istituto bancario è stata fatta sia per dare conto dei nuovi fattori di analisi e valutazione del merito creditizio, che comprendono non solo l’aspetto economico finanziario ma anche informazioni ambientali e sociali, sia in quanto LA BCC è esempio concreto di attenzione e vicinanza al territorio, mettendo a disposizione risorse preziose a sostegno della comunità. Severi ha illustrato ai presenti i vantaggi di una corretta adozione dei criteri. Evidenziando come l’efficientamento sia sinonimo di crescita aziendale. Grazie alle analisi puntuali si può comprendere il proprio posizionamento e da lì intervenire.
processi produttivi artigiani, favorendo un’autonomia energetica locale e sostenibile. Altro snodo fondamentale è stata l’economia circolare, che ha permesso di approfondire i temi della riparazione, del riuso e della gestione responsabile delle risorse: un terreno su cui l’artigianato ha un know-how naturale e può diventare traino di un modello economico rigenerativo. La sostenibilità è stata inoltre indagata dal punto di vista delle opportunità di mercato, attraverso focus tematici sull’alimentare, la moda e il design, settori in cui la domanda di prodotti etici, tracciabili e a basso impatto ambientale è in continua crescita. Le imprese che sapranno cogliere questa sfida si troveranno in vantaggio competitivo. La Settimana è stata anche una grande vetrina di best practice, con la presentazione di esperienze di successo di imprese artigiane che hanno già avviato percorsi concreti verso la sostenibilità, dimostrando che si può innovare e prosperare rispettando l’ambiente.

ConfESG nasce con l’obiettivo di fornire servizi avanzati per la redazione dei bilanci di sostenibilità e accompagnare le imprese, attraverso
Consulenza e assistenza nella redazione dei bilanci di sostenibilità.
Progettazione e sviluppo di piattaforme digitali per la gestione delle informazioni ESG.
Formazione e sensibilizzazione attraverso workshop, seminari ed eventi sui temi della sostenibilità.
Ricerca di mercato e studi di settore per aiutare le imprese a posizionarsi strategicamente nel mercato ESG.
Collaborazione con università, enti e organizzazioni no-profit per favorire la diffusione della cultura della sostenibilità.
Sviluppo di modelli di business innovativi e circolari per migliorare l’efficienza e la competitività delle PMI.
Per informazioni chiama Gianluigi Bandini allo 0543452895
Confartigianato da tempo si interroga sulla corretta modalità per far conoscere ai più giovani le opportunità occupazionali del fare impresa. Essere artigiano o collaboratore di una micro e piccola azienda è spesso una scelta che i ragazzi, al momento dell’orientamento scolastico, non valutano. Imparare un mestiere sembra una scelta destinata solo a coloro che hanno scarsa propensione allo studio. Sottovalutando la realtà dei fatti: fare impresa richiede competenze e un grado di istruzione per fronteggiare non soltanto la complessità degli adempimenti burocratici e normativi, ma per capire il mercato e cogliere le sfide per crescere ed essere sempre più competitivi. L’interazione con il mondo della scuola è fondamentale, per questo Confartigianato di Forlì ha avviato collaborazione con due istituti, eccellenze formative del territorio: con l’Istituto superiore Angelo Vassallo (IPSIA) di Galeata e il Centro di Formazione Professionale CNOS FAP di Forlì. Come spiega il segretario Mauro Collina “il lavoro non è solo una fonte di reddito, ma è uno strumento di integrazione sociale, un modo per realizzarsi personalmente e per trovare la propria collocazione all’interno della società. Oggi il mondo dell’impresa si trova di fronte a una sfida fondamentale, il re-

perimento di forza lavoro, giovani qualificati da impiegare in azienda. I report, che periodicamente vengono elaborati dal nostro ufficio studi, evidenziano questa nuova criticità, mancano giovani che abbiano le giuste competenze tecniche per lavorare. Per questo vogliamo evidenziare l’opportunità offerta ai nostri ragazzi di scegliere percorsi formativi fortemente orientati al lavoro, pur non precludendo la scelta di proseguire gli studi per conseguire una laurea.” Continua Collina “il Vassallo, oltre ad avere un elevato tasso di impiego fra i propri diplomati, proprio in imprese del territorio, quest’anno anche grazie al contributo di Confartigianato Forlì, è stato l’unico istituto europeo



a gareggiare con successo al Grand Prix di Dubai United Arab Emirates Electric Vehicle, con 14 studenti chiamati a presentare un prototipo di veicolo elettrico alimentato da due batterie in grado di raggiungere i 40 chilometri orari, interamente progettato da loro.” Il lavoro artigiano viene spesso valutato come lavoro manuale, che trasforma la materia, ma non si può sottovalutare che oggi integra e in maniera crescente, le tecnologie digitali, dalla progettazione 3D alla robotica. “In questo periodo gli studenti iscritti all’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado stanno facendo incontri di orientamento, per decidere quale percorso scolastico affrontare. A 14 anni è una scelta difficile, spesso dettata da condizionamenti esterni o dalle aspettative dei genitori, noi invitiamo a valutare fra le opzioni anche percorsi che vedano come sbocco l’artigianato. Ricordando che il lavoro artigiano non è nostalgia del passato, ma un laboratorio di futuro.” Il divario tra le scelte scolastiche dei giovani italiani e le reali esigenze del mercato del lavoro rappresenta una sfida cruciale per il futuro del Paese, per questo è opportuno valutare percorsi formativi che privilegiano le competenze tecniche e applicative, offrendo una maggiore integrazione tra scuola e mondo produttivo.

















Il 7 novembre è stata realizzata la prima delle due giornate di approfondimento per i dirigenti di Confartigianato di Forlì e delle sedi di Cesena, Ravenna e Rimini a cura dei formatori Mario Leone e Luca Scimia. Una formazione di alto livello promossa in collaborazione con Ambrosetti TEHA, società che da sessant’anni offre, al management, focus per competenze specifiche tarate sulle esigenze del cliente. Nel presentare l’appuntamento è stato chiarito come a fronte di cambiamenti sempre più diffusi di mercato, tecnologie, concorrenza e norme, sia fondamentale un coinvolgimento ampio e tempestivo di ruoli e persone per riuscire a governare le novità trasformandole in opportunità. Occorrono competenze solide di influenza e guida, per offrire direzione e orientamento in modo convincente, promuovere le azioni necessarie e sostenere e ispirare singoli e gruppi fino al raggiungimento del risultato atteso. La leadership non è solo una questione di attitudine o caratteristiche personali, ma di competenza e passione: significa saper indicare, al momento giusto, il percorso da seguire e offrire il supporto necessario alle persone coinvolte, illuminando con le

proprie idee il cammino, sostenendolo con generosità e infondendo fiducia a ognuno circa le proprie possibilità di successo. La giornata forlivese è stata introdotta dai saluti del presidente Luca Morigi che ha evidenziato come la piccola impresa, per sua stessa essenza, sia un contesto educativo unico, capace di far convivere il saper fare più tradizionale con le innovazioni tecnologiche. Proprio per accompagnare gli imprenditori in questa attività, Confartigianato intensifica le occasioni di formazione per gli imprenditori, per affinare non solo le abilità tecniche, ma anche qualità fondamentali come la capacità di lavorare in gruppo, la flessibilità, in sintesi, la leadership. Vivere l’impresa come luogo formativo implica riconoscere il suo ruolo strategico nel tessuto sociale, culturale ed economico. Significa promuovere iniziative che sostengano questa vocazione educativa, che valorizzino la manualità intelligente e rafforzino il management. Per Morigi “la formazione delle competenze è il valore strategico più importante sul quale vogliamo investire.” Oltre alla leadership, il percorso prevede un focus sulla gestione efficace delle risorse umane, fattore determinante per il successo organizzativo e che si fonda, in larga misura, sulla capacità manageriale di chi le guida, sia a livello individuale sia di gruppo. Questo significa saper fare poche cose, ma in modo altamente specializzato e impeccabile, applicandole con sistematicità e costanza, per formare rapidamente lavoratori e team competenti, autonomi, reattivi e intraprendenti. Alla comunicazione efficace è stata dedicata un’analisi dettagliata, per catturare e valorizzare quella limitata attenzione, generando chiarezza e spinta all’azione. Ridurre la confusione, diffondendo solo le informazioni essenziali e trasformandole in azioni concrete richiede tecnica, progettualità e cura e sono alla portata di chiunque voglia aumentare la propria efficacia e rapidità operativa nel lavoro e nella collaborazione con gli altri.
TEHA Group è un gruppo professionale di circa 330 professionisti, con numerose attività in Italia, in Europa e nel mondo. Da 60 anni al fianco delle imprese italiane, ogni anno offrono consulenza a 1.500 clienti, confezionando progetti su misura, rivolgendosi a imprese di varie tipologie e dimensioni. Realizzano inoltre più di 400 studi e scenari strategici, indirizzati a Istituzioni e aziende nazionali ed europee. Accanto al percorso rivolto agli imprenditori, la collaborazione con Confartigianato ha visto la realizzazione di percorsi mirati per area tematica rivolto ai funzionari di tutte le associazioni territoriali.

Alla vigilia dell’ottantesimo anno di attività di Confartigianato di Forlì, con grande dolore, abbiamo dovuto salutare chi, nella costruzione della nostra associazione è stato punto fondamentale: l’ex segretario Giuseppe Corzani, che per vent’anni l’ha guidata. Dal 1988 ha traghettato la realtà forlivese nella modernità, affrontando assieme ai collaboratori il passaggio verso l’utilizzo massiccio dei computer prima, della rete internet poi, una rivoluzione che ha comportato un fondamentale cambio di passo nel lavoro e nell’adozione delle nuove tecnologie, accolte sin da subito per offrire agli associati i servizi più efficienti. Ma è di quegli anni anche il trasferimento della sede centrale nell’attuale sede di via Oriani, a cui è seguito, all’inizio del 2000 l’ampliamento con l’acquisizione di nuovi spazi per offrire un’esperienza sempre migliore a utenti e dipendenti. Un impegno costante, con la massima chiarezza dell’obiettivo, rendere attore chiave del territorio l’associazione. Mente politica brillante, forte dell’esperienza maturata prima di arrivare alla direzione di Confartigianato Forlì, Corzani ha giocato un ruolo chiave anche nella costituzione dell’ente di formazione del sistema regionale FORMart, dimostrando la grande visione che ha caratterizzato il suo mandato, favorire la crescita delle competenze di imprenditori e collaboratori per essere sempre al passo con le evoluzioni tecnologiche e di mercato. Osserva-
tore attento, ha sempre saputo leggere con grande attenzione il contesto in cui l’artigianato e il mondo dell’impresa era chiamato a operare. Con Corzani l’associazione è cresciuta numericamente e sono nati nuovi servizi, le sedi mandamentali sono diventate presidio del territorio, collaborando per il miglioramento delle infrastrutture materiali e immateriali, intensificando il confronto con gli attori istituzionali, nella convinzione che la micro e piccola impresa fossero il cuore pulsante di ogni comunità.
Tante le iniziative nate sotto la sua guida, dagli eventi realizzati durante la Fiera campionaria di Forlì, alle feste dell’artigiano, alla partecipazione all’Artusiana. Senza dimenticare l’esperienza della scuola per genitori che per quattro anni ha portato a Forlì le testimonianze dei più noti psicologi e pedagogisti e coinvolgendo centinaia di iscritti. I collaboratori che lo hanno conosciuto ne ricordano l’autorevolezza e il carisma, ma anche l’ironia e la laconicità; all’apparenza schivo, era un uomo di grande umanità, attento alle persone e al loro benessere. Nel 2008, al termine del suo mandato scrisse nell’editoriale dell’allora Notiziario dell’Imprenditore, organo di stampa dell’associazione “Credo che sia persino giusto che le cose di questa terra abbiano un inizio e una fine […] Con questo mese finisce il mio ruolo di segretario di Confartigianato di Forlì e quindi anche l’impegno di notista del giornale. Sono stati vent’anni molto intensi, che, oltre ad aver attraversato il millennio, hanno visto gli accadimenti interni e internazionali più importanti del dopoguerra. Dalla caduta del muro di Berlino e la fine del socialismo reale, a tangentopoli e la fine del sistema partitico tradizionale, dalle torri gemelle all’abbandono della lira per l’Euro e al terrorismo internazionale, dall’apertura dei mercati con la globalizzazione delle economie, sino alla crisi finanziaria in atto. In questo periodo è molto cambiato anche il sistema economico e delle imprese. […] I miei ringraziamenti vanno a tutte le imprese associate di Confartigianato di Forlì, a tutti i collaboratori del sistema che hanno contribuito a portare la nostra Associazione territoriale ai primi livelli regionali e nazionali, a tutti i dirigenti eletti e i presidenti che si sono succeduti […]”.
Confartigianato tutta lo ringrazia e lo ricorda con affetto unendosi al dolore dei familiari.

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Assegnato, il 7 novembre, il Premio Cultura 2025 di Confartigianato Emilia-Romagna: la stilista Alberta Ferretti ha ricevuto dal ministro della Cultura Alessandro Giuli un’opera in ceramica del grande artista Mimmo Paladino, denominata Agamennone. La stilista ha commentato “è una grande emozione. Quando mi è stata comunicata questa notizia, quasi non ci credevo. Essere premiata per qualcosa che ha dato così tanta vita e significato al mio percorso è meraviglioso. La creatività mi ha accompagnata in ogni passo, mi ha fatto vivere esperienze straordinarie, mi ha dato energia, libertà, identità. Ricevere un riconoscimento per tutto questo è davvero un dono speciale, qualcosa che mi riempie di gratitudine e orgoglio”. Il ministro Giuli ha affermato “questo premio rappresenta un riconoscimento speciale, unico nel suo genere, che solo Confartigianato può conferire. Un premio dedicato a chi unisce i saperi manuali alla grande creatività intellettuale, espressione autentica del mondo artigiano. Confartigianato, la Confederazione degli Artigiani, riunisce uomini e donne che custodiscono l’arte del saper fare, fondamento della nostra tradizione e del nostro futuro. Proprio per questo, è l’associazione più adatta a donare ad Alberta Ferretti un riconoscimento così significativo, un’opera realizzata da un’artista come Mimmo Paladino che, come lei, lavora con la materia viva, la ceramica, trasformandola in bellezza e cultura. Questo gesto simbolico racchiude il senso profondo del premio: celebrare la manualità, la creatività e la sensibilità artistica come elementi inscindibili dell’identità artigiana italiana. E il compito della politica è quello di fare in modo che le capacità espressive delle diverse comunità trovino il modo migliore per manifestarsi e per essere valorizzate”. La cerimonia si è svolta nella sala Europa del Grand Hotel Majestic di Bologna alla presenza di molte personalità del mondo politico e istituzionale, ha preso parte all’evento anche una delegazione di Confartigianato di Forlì, tra cui i vicesegretari Francesco Bandini e Alberto Camporesi. Oltre agli interventi del presidente della Federazione regionale Davide Servadei e del segretario Amilcare Renzi, è intervenuto il segretario nazionale Vincenzo Mamoli, che ha affermato “è una giornata di festa e di grande significato per Confartigianato, sia

per il Premio conferito a colei che a noi piace chiamare Artigiana Ferretti, che meglio di chiunque rappresenta il connubio tra il fare impresa e valorizzare il territorio in cui si vive, sia per le parole del ministro, che ha sottolineato come lo stare insieme rappresenti un valore fondamentale. Un riconoscimento importante al ruolo e allo stile Confartigianato, alla valorizzazione della cultura artigiana, un tema che l’organizzazione promuove da anni con convinzione. Un messaggio che va oltre la dimensione dell’impresa, oltre gli aspetti organizzativi e normativi, per abbracciare una vera e propria visione culturale. Un modo profondo e consapevole di interpretare il lavoro e la società. Un approccio che contribuisce a trasformare l’Italia, non a caso sempre più spesso noi amiamo dire, con orgoglio, ‘l’Italia è Artigiana’, con la A maiuscola”.
Confartigianato è in prima linea per la tutela del Made in Italy, oggi in una fase cruciale che impone un intervento deciso e strutturale. La credibilità del nostro sistema produttivo è sottoposta a un processo di progressivo screditamento, alimentato anche da pratiche commerciali opache e dalla delocalizzazione mascherata. I prodotti tradizionali, frutto di saperi artigianali tramandati da generazioni, faticano a essere riconosciuti e valorizzati, il settore del fast fashion ha costruito un’identità commerciale immediata e globalmente riconoscibile. Restituire identità distintiva ai prodotti italiani non è una questione di marketing, ma una necessità strategica per la tenuta del nostro tessuto economico e sociale. Significa tutelare le comunità produttive, garantire occupazione qualificata, preservare competenze uniche e assicurare che il valore generato resti ancorato ai territori. Questo può avvenire solo se si interviene con strumenti normativi efficaci, capaci di garantire trasparenza, legalità ed equità lungo l’intera filiera produttiva.
“Semplificare davvero, non complicare ulteriormente”. È l’indicazione espressa dai rappresentanti di Confartigianato, nell’occasione assieme ai rappresentanti di alcune altre associazioni dell’artigianato, nel corso dell’audizione davanti alle Commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera sugli schemi di decreti legislativi per la promozione di energia da fonti rinnovabili e sui regimi amministrativi per la produzione. Le associazioni valutano positivamente l’obiettivo di rafforzare la decarbonizzazione e la diffusione delle rinnovabili, ma avvertono che il nuovo quadro normativo rischia di appesantire le procedure e di gravare ulteriormente su famiglie e piccole imprese. Esprimono poi contrarietà alla proposta di riconoscere gli incentivi sulla “produzione potenziale” anziché su quella effettiva, poiché ciò aumenterebbe gli oneri in bolletta già sproporzionati a carico delle piccole imprese, che pagano oltre 70 euro per megawattora di oneri generali contro i 6-14 euro delle grandi aziende energivore. Il principio di effettività, sostengono, deve restare alla base dei regimi di sostegno per non compromettere l’equità del sistema. Altro punto cruciale riguarda i Power Purchase Agreements (PPA), strumenti chiave per la stabilità dei prezzi dell’energia.

getici per migliaia di piccole imprese di installazione che operano da anni nel settore. Sul fronte della semplificazione amministrativa, il decreto correttivo non alleggerisce gli iter ma li rende più complessi, in particolare per gli impianti di piccola taglia, tipici di famiglie e artigiani. L’ampliamento dei vincoli e l’obbligo di doppi titoli - energetico ed edilizio - rischiano di raddoppiare tempi e costi, con iter che possono durare fino a sei mesi anche per installazioni di modesta entità. Le associazioni chiedono di riportare il procedimento all’interno di un iter unico, che gli oneri siano proporzionati all’impatto reale degli interventi e che, una volta conclusi i pareri necessari, si possa procedere subito con la connessione alla rete. Rinnovabili
Le associazioni chiedono l’introduzione di garanzie pubbliche sul rischio di credito per consentire anche alle piccole imprese di accedere ai contratti di lungo periodo, come già avviene in Francia e Spagna. Molto critico è il passaggio sulla qualificazione dei soggetti che operano nel settore delle rinnovabili, per i quali il decreto prevede l’obbligo di certificazione, introducendo di fatto un doppio regime di qualificazione al di fuori del quadro normativo del DM 37/08 che disciplina l’attività di installazione di impianti (inclusi quelli rinnovabili). Non si comprende tale scelta, assunta in contrasto con il lavoro di aggiornamento del DM 37/08 realizzato recentemente dal MIMIT, che rischia di introdurre una grave barriera all’accesso del mercato dei servizi ener-

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L’Assemblea regionale dei Giovani Imprenditori di Confartigianato Emilia-Romagna, riunitasi lo scorso 25 settembre nella sede della Federazione regionale a Bologna, ha eletto all’unanimità Denis Dall’Osso come nuovo presidente regionale. Insieme a lui i vicepresidenti Lucia Crispino, già presidente del movimento dei giovani imprenditori della sede di Forlì e Filippo Manfrin. Denis Dall’Osso, 28 anni, è amministratore della “N.D. Dall’Osso Srl”, impresa artigiana metalmeccanica con sede in provincia di Bologna e più di 25 anni di esperienza nella carpenteria metallica. La forlivese Lucia Crispino, 29 anni, lavora nell’impresa di famiglia “L’Ottagono”, storica bottega artigiana attiva nel restauro del legno da oltre tre decenni. Filippo Manfrin, 36 anni, ricopre il ruolo di responsabile tecnico commer-
ciale alla “Idromec Italia”, azienda del ferrarese specializzata nella produzione di cilindri oleodinamici. La nuova dirigenza regionale raccoglie il testimone con l’obiettivo di proseguire il percorso già avviato negli scorsi anni, mettendo al centro innovazione, coraggio e spirito di rappresentanza. Soddisfazione è stata espressa dai vertici della Federazione Regionale “il sistema della rappresentanza artigiana ha bisogno di nuove imprese giovani. Serve molto coraggio per affrontare le difficoltà che il mondo dell’impresa sta attraversando. Il Gruppo Giovani deve rappresentare questo coraggio”, ha sottolineato Davide Servadei, presidente di Confartigianato Emilia-Romagna. “Di fronte alle sfide tecnologiche i giovani imprenditori svolgono un ruolo di guida molto importante per tutto il sistema associativo”, ha dichiarato Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato EmiliaRomagna. A Lucia Crispino le felicitazioni di tutta la dirigenza di Confartigianato di Forlì, con la consapevolezza della qualità del contributo che la giovane imprenditrice saprà apportare anche in ambito regionale.
Continua l’impegno per diffondere la cultura delle nuove tecnologie
Un recente report evidenzia che il divario di genere viene aggravato dall’innovazione tecnologica. L’introduzione dell’intelligenza artificiale in ambito lavorativo rischia di vedere come grandi escluse ancora una volta le donne. Continua infatti la scarsa partecipazione delle ragazze ai percorsi accademici in ambito scientifico e tecnologico. Nonostante le studentesse rappresentino quasi il 55% delle iscrizioni complessive a livello europeo, le frequentanti corsi Stem sono appena un terzo. Performance ancora peggiori sono registrate nel caso degli studi in ict, scelti soltanto dal 20,6% delle universitarie. Un fenomeno che non può essere sottovalutato per le implicazioni che può avere sugli sviluppi delle nuove tecnologie, a cominciare da un’intelligenza artificiale che incorpora e amplifica pregiudizi e disuguaglianze di genere. Spesso gli output prodotti dalla nuova tecnologia sono inconsapevoli propagatori di modelli stereotipati.

Come chiarisce Elena Zanetti coordinatrice di Donne Impresa “l’intelligenza artificiale offre grandi opportunità, se liberata degli attuali gravami, che derivano dalla scarsa presenza femminile nel mondo della tecnologia. Occorre un cambio di passo a tutti i livelli perché l’intelligenza artificiale sta, già oggi, ridisegnando le competenze e i mestieri del futuro. Se ben istruite e orientate, le donne hanno le capacità di guidare
da leader il cambiamento e conquistare la propria autonomia economica. Per questo, assieme all’ente di formazione del sistema Confartigianato Emilia Romagna, Form.Art, siamo impegnate a promuovere percorsi formativi dedicati all’intelligenza artificiale. Vogliamo diffondere tra le imprenditrici e le collaboratrici gli strumenti giusti per rafforzare le competenze digitali, imprenditoriali e facilitare il rilancio del lavoro femminile.”

Una camminata alla scoperta dei personaggi femminili che hanno fatto la storia della città di Forlì, visitando i luoghi in cui hanno vissuto. Una storia meno nota, ma non per questo meno suggestiva, è stata illustrata dalla guida Silvia Togni, ai cinquanta partecipanti, lungo i quattro chilometri in cui si è articolato il percorso della prima edizione di “Passi di Storia”, l’iniziativa promossa da ANCoS aps Forlì, in collaborazione con Donne Impresa e Anap Confartigianato Forlì. Come chiarito dai vertici dell’associazione “abbiamo supportato l’idea del consiglio di Donne Impresa di diffondere la conoscenza dell’impatto delle donne nella storia della nostra città. Figure conosciute, ma anche meno popolari, sono state raccontate da una professionista che ha coinvolto e affascinato i presenti, accompagnandoli in una piacevole passeggiata storico culturale. L’interesse suscitato dall’iniziativa, che in pochi giorni ha fatto registrare il tutto esaurito, conferma la voglia condivisa di apprezzare al meglio Forlì e le vicissitudini del passato.”


di Donne Impresa Forlì Elena Zanetti “è diffuso il desiderio di conoscenza, presi dalla quotidianità, spesso passiamo di fretta di fronte a luoghi della città che, guardati con occhi più attenti, possono disvelare la propria bellezza e le vicende storiche che lì hanno avuto sede. L’idea nasce dalla volontà di valorizzare la memoria femminile nella storia della città e ha trovato il pieno supporto di ANCoS aps per sostenere un’importante causa.” L’intero ricavato della camminata è stato, infatti, devoluto all’Associazione Loto, che supporta le donne colpite da tumori ginecologici; spiega ancora Zanetti “come Donne Impresa alcuni mesi fa abbiamo avviato la collaborazione con le operatrici di Loto, coadiuvando economicamente l’associazione con progetti di solidarietà, riconoscendo l’alto valore del loro operato e grate per l’attività che stanno portando avanti. Siamo state particolarmente soddisfatte quando il consiglio di ANCoS ha scelto di devolvere proprio a Loto l’intero ricavato della giornata.” La camminata ha ottenuto anche il patrocinio gratuito



È urgente fermare le violenze che, dall’Ucraina a Gaza, stanno causando stragi inaccettabili tra le popolazioni civili. Così il CUPLA, il Coordinamento Unitario Pensionati del Lavoro Autonomo, che lancia un nuovo e accorato appello alla comunità internazionale: “l’escalation militare in atto rischia di condurre il mondo verso un punto di non ritorno. Per questo chiediamo con forza che, soprattutto ora, non vengano meno gli strumenti della diplomazia e del dialogo, unici percorsi in grado di aprire la strada alla pace”. Per il CUPLA è inaccettabile che, nei conflitti che ancora imperversano, la popolazione civile sia divenuta bersaglio delle operazioni militari. In particolare, a Gaza abbiamo assistito all’annientamento sistematico di un intero popolo con forme di aggressione e strategie di espulsione dalle dimensioni impressionanti, che toccano le coscienze di tutti, provocando dolore e riprovazione. Il CUPLA rivolge, dunque, un pressante appello al Governo italiano, all’Unione europea e alle organizzazioni internazionali affinché con straordinaria determinazione pongano fine alle violenze. Questa emergenza non riguarda solo Continua a pagina 13 ›››














































A due anni dall’avvio della Riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti - con l’approvazione della Legge Delega 33/2023 e il successivo Decreto Attuativo risulta evidente che la Riforma rappresenta un passaggio fondamentale, ma ancora incompiuto. Questi mesi sono cruciali per rilanciare la Riforma attraverso risposte concrete e personalizzate, in grado di migliorare la vita quotidiana degli anziani non autosufficienti e delle loro famiglie. Per contribuire a questo confronto, partendo dai bisogni reali degli anziani e delle loro famiglie, il Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza, rete che riunisce per la prima volta la gran parte delle organizzazioni della società civile attive nell’assistenza e nella tutela degli anziani non autosufficienti, ha promosso negli ultimi mesi numerosi eventi pubblici in diverse Regioni italiane. Questi incontri hanno favorito un dialogo ricco e partecipato tra istituzioni, esperti e organizzazioni della società civile, sui contenuti e le opportunità
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i Paesi coinvolti nelle guerre, ma rappresenta una minaccia globale: se non fermata, potrebbe trascinare altre aree del mondo in una spirale di violenza senza controllo. “Le istituzioni devono ascoltare il grido sempre più forte che proviene da ampie realtà della società civile, mobilitate per chiedere la fine delle violenze, il rispetto dei diritti umani e la costruzione di un sistema di relazioni tra Stati basato sul diritto e sulla sicurezza reciproca”. In tal senso, il CUPLA ribadisce il proprio impegno, insieme a tante altre forze sociali, per affermare i valori della pace, del dialogo e della convivenza civile, della difesa dei diritti umani, delle libertà democratiche e della dignità delle persone, con particolare attenzione agli anziani, in una prospettiva di solidarietà e giustizia sociale.
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della Riforma. In continuità con le iniziative territoriali, il Patto ha realizzato, con la collaborazione del Ministero della Salute, l’incontro pubblico dal titolo “L’assistenza agli anziani: un investimento per il futuro dell’Italia”, lo scorso 21 ottobre. All’evento oltre al Ministro della Salute Orazio Schillaci e il giornalista Ferruccio De Bortoli, sono intervenuti per il Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza i coordinatori Cristiano Gori, Eleonora Vanni e Franco Pesaresi. L’obiettivo principale dell’incontro è stato promuovere un’occasione di riflessione condivisa tra istituzioni, esperti e società civile, per dare continuità e concretezza a una Riforma attesa da oltre venticinque anni.
Anche Anap (Associazione nazionale anziani pensionati) a ottobre si è mobilitata in occasione del mese della prevenzione rosa, per sostenere concretamente le proprie associate. In questo periodo, grazie al pacchetto salute garantito ai soci, è stato possibile effettuare gratuitamente il Pap Test e gli esami per i marcatori tumorali CA125 e CA153, accertamenti fondamentali per individuare tempestivamente eventuali anomalie. Spiega la coordinatrice di Anap, Silvia Foschi “l’iniziativa ha registrato numerose adesioni, evidenziando l’importanza della sensibilizzazione, per questo a novembre, mese tradizionalmente dedicato alla prevenzione al maschile, abbiamo deciso di dare modo ai soci di prenotare gratuitamente alcuni esami tra i quali PSA (antigene prostatico specifico), PSA (antigene prostatico specifico libero) e Alfa Feto Proteina.” Da oltre trent’anni ottobre è il mese dedicato alla prevenzione dei tumori femminili, informando sull’importanza degli screening oncologici periodici per la diagnosi precoce, mentre da alcuni anni a novembre si tiene il Movember, per puntare il focus sulla prevenzione per le patologie della prostata, per questo la giunta forlivese di Anap ha deciso di supportare fattivamente l’attività di informazione.
Continua Foschi “incentivare la prevenzione significa investire nella vita e nel benessere delle persone. Con questa iniziativa abbiamo offerto alle nostre associate e ai nostri associati un’opportunità concreta di prendersi cura di sé, diffondendo una maggiore contezza sulla salute.” Il presidente Giuseppe Mercatali aggiunge “l’iniziativa di novembre vuole promuovere una maggiore consapevolezza sui rischi legati alla prostata e alle altre patologie maschili, incoraggiando un approccio responsabile. Vogliamo rompere le inibizioni che ancora gravano su questo argomento, poco discusso per ricordare che la prevenzione significa volersi bene”.
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In un contesto di incertezza come quello odierno, una delle variabili che più sta mettendo alla prova gli imprenditori riguarda il caro bollette, che comprime la capacità competitiva, ampliando il divario rispetto al resto d’Europa e del mondo. Elena Zanetti, responsabile dello sportello Energia di Confartigianato spiega “dalle rilevazioni del nostro ufficio studi, si stima che l’extra costo pagato dalle imprese emiliano-romagnole dei settori delle micro e piccole imprese rispetto a quello pagato in media da aziende europee sia pari a 208 milioni di euro, lo 0,13% del valore aggiunto del territorio. Tutto ciò, tenuto conto che il percorso di
rientro dei prezzi energetici dallo shock del 2022 non risulta ancora completato.” Nella media dei primi sette mesi del 2025 i prezzi al consumo di elettricità e gas, in Italia, restano infatti superiori del 49,8% rispetto alla media dell’anno 2021, tre volte l’inflazione cumulata che, nel periodo in esame, è pari al 17%. Continua Zanetti “l’Emilia-Romagna rientra tra le 12 regioni che mostrano crescite superiori alla media dei prezzi energetici, con un +53,1% dei prezzi applicati nei primi 7 mesi dell’anno in corso, rispetto al 2021, pre-crisi energetica. In regione, tutte le province, nei primi 7 mesi del 2025, hanno fatto registrare una crescita dei prezzi energetici superiore alla media nazionale del 49,8%”; nel dettaglio a Ravenna si arriva al +54,8%, Reggio Emilia +54,6%, Parma +54,4%, Modena +53,9%, Rimini +53,3%, Bologna +53%, Forlì-Cesena +52,9%, Piacenza +51,4% e Ferrara +51,2%. “L’Emilia-Romagna sconta inoltre una scarsa capacità di copertura da fonti rinnovabili del fabbisogno energetico complessivo del territorio, pari al 20,7% (inferiore al 37,1% medio nazionale). La copertura di questa energia cresce appena del 5,7% in un anno in tutta la regione, a fronte del +16,3% nazionale. Lo sviluppo della produzione energetica da fonti rinnovabili potrebbe contribuire a contenere i prezzi rispetto all’import

di energia dall’estero, riducendo la dipendenza dai mercati internazionali e favorendo al contempo il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità fissati dall’Unione Europea.” L’impegno dello sportello Energia di Confartigianato è di trovare la soluzione a misura di impresa, chiarisce Zanetti “grazie a una attenta valutazione delle bollette di imprese e privati, è possibile individuare l’offerta di fornitura più vantaggiosa sulla base delle specifiche esigenze.” Un’opportunità preziosa di efficientamento delle risorse; come evidenziato da un’indagine confederale che mostra come lo scorso anno i settori a maggiore prevalenza di micro e piccole imprese abbiano pagato l’elettricità 8,8 miliardi, con 1,6 miliardi di maggiori costi rispetto alla media europea. Secondo il rapporto di Confartigianato, la bolletta elettrica delle micro e piccole aziende italiane oggi è tra le più costose d’Europa. Con un prezzo medio di 28 centesimi/Euro per kWh, supera del 22,5% la media Ue. A gonfiare il costo dell’elettricità delle piccole imprese è anche il prelievo fiscale e parafiscale in bolletta che in Italia è più che doppio (+117,4%) rispetto a quello medio dell’UE a 27. Siamo al secondo posto in Europa, superati solo dalla Polonia, per il maggior carico di accise e oneri sul chilowattora pagato dalle MPI: 7,78 centesimi di euro al KWh.
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