Guida Pratica

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DELEGAZIONE ITALIANA DEL CONSIGLIO INTERNAZIONALE DELLA CACCIA E DELLA SALVAGUARDIA DELL’AMBIENTE

GUIDA PRATICA al

Manuale CIC per la Misurazione e la Valutazione dei Trofei di Caccia

Nicolò Amosso

Enzo Berzieri

Supervisione

Fritz Heje Hansen

Szečko Žerjav

Revisione finale

Tony Dalby-Welsh



Questo documento è approvato dall’International Council for Game and Wildlife Conservation (CIC).



GUIDA PRATICA al

Manuale CIC per la Misurazione e la Valutazione dei Trofei di Caccia

Nicolò Amosso

Enzo Berzieri

Supervisione

Fritz Heje Hansen

Szečko Žerjav

Revisione finale

Tony Dalby-Welsh


ISBN: 9791280561039

Prima edizione, novembre 2021 Impaginazione e grafica: Elisa Bossotto Stampato in Italia presso Tipolitografia Botalla s.r.l. - Gaglianico (BI)

© 2021 The International Council for Game and Wildlife Conservation | CIC - Conseil International de la Chasse et de la Conservation du Gibier Tutti i diritti riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere riprodotta, archiviata o trasmessa in qualsiasi forma o con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, fotocopia, registrazione o altro senza la previa autorizzazione sia del proprietario del copyright che dell’editore di questo libro. Ciò include il testo, i criteri di misurazione e le immagini indicati in questo manuale che non possono essere riprodotti in alcuna forma senza il previo consenso scritto del CIC. L’autorizzazione all’utilizzo di questo materiale può essere richiesta agli Autori. La riproduzione e l’utilizzo non autorizzati comporteranno procedimenti legali.


INDICE

Premessa degli Autori....................................... pag. 7 Prefazione di George Aman............................... pag. 9 Prefazione di Tony Dalby-Welsh........................ pag. 11 Prefazione di Bruno Lauro Vigna....................... pag. 13 Cervo................................................................ pag. 15 Capriolo ........................................................... pag. 31 Daino................................................................ pag. 49 Stambecco ....................................................... pag. 65 Camoscio ......................................................... pag. 75 Muflone Europeo............................................... pag. 83 Cinghiale .......................................................... pag. 89



Premessa degli Autori

Questa Guida Pratica nasce grazie alla nostra esperienza internazionale, dopo la pubblicazione del Manuale CIC per la Misurazione e la Valutazione dei Trofei di Caccia, allo scopo di contribuire al suo importante obiettivo di uniformare in campo nazionale e internazionale i criteri di misurazione e valutazione dei trofei. Non si tratta di un testo di trofeistica a sé stante ma di un manuale integrativo destinato a chi lavora sul campo con il trofeo “in mano”. Abbiamo trattato alcuni temi cruciali e casi di particolare interesse, animati dal desiderio di superare le criticità riscontrate durante lo svolgimento delle numerose Commissioni Italiane di Valutazione alle quali abbiamo partecipato. Coerenti con tale impostazione abbiamo approfondito solo alcune sezioni del Manuale CIC trascurandone volutamente altre, a nostro avviso già complete. Il Manuale CIC è il testo ufficiale dei misuratori per la valutazione dei trofei, mentre questa Guida Pratica si propone di fornire una utile collezione di esempi, disegni, fotografie, procedure, suggerimenti per interpretare il Manuale CIC nel modo più appropriato e condiviso. Poiché non è possibile trattare la materia in modo esaustivo, data la sua complessità, il contenuto di questa Guida, approvata il 19 maggio 2021 dall’International Trophy Evaluation Board e adottata come libro di testo ufficiale del CIC, è passibile di eventuali revisioni, anche in funzione delle decisioni che verranno prese in futuri incontri del citato International Trophy Evaluation Board e delle esperienze che saranno maturate nelle Commissioni Internazionali di Valutazione. Siamo molto riconoscenti ai colleghi STJ Fritz Hansen (DK) e Szečko Žerjav (SLO) per la loro supervisione e i loro consigli, rispettivamente in merito ai capitoli Cervo Nobile, Capriolo, Daino Europeo, Cinghiale e ai capitoli Camoscio, Muflone Europeo e Stambecco Alpino. Ringraziamo in particolar modo Tony Dalby-Welsh, Co-Chairman dell’International Trophy Evaluation Board per la Sua importante e utile opera di revisione finale e la presentazione al ITEB del nostro lavoro; la nostra amica Luna Milatovíc, CIC Conservation Officer, per il Suo inestimabile incoraggiamento e supporto; gli amici CCM Franco Bagnis e Vittorio Fusinato per i preziosi contributi fotografici e Guglielmina Casaliggi per il grande impegno profuso. Rivolgiamo un segno di speciale gratitudine alla Fabbrica d’Armi P. Beretta S.p.A. per il supporto generosamente accordato alla nostra iniziativa.

Nicolò Amosso

Enzo Berzieri

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Prefazione di George Aman Presidente del CIC

Cari Misuratori di Trofei CIC, è con grande piacere che vi presento questa Guida Pratica, che è stata preparata per integrare l’esistente Manuale CIC per la Valutazione e la Misurazione dei Trofei di Caccia. Realizzata dai Senior International Trophy Judge Italiani, Nicolò Amosso ed Enzo Berzieri, la Guida aiuterà ulteriormente i misuratori nella valutazione dei trofei, ed è un nuovo passo per il Trophy Evaluation System e il CIC. Come molti di voi sapranno, il Trophy Evaluation System è stato rivisto nel 2013 con l’obiettivo di standardizzare i criteri di valutazione e le politiche di misurazione, nonché di rendere il sistema più trasparente, responsabile e coerente tra i paesi. La decisione di creare un nuovo manuale basato sul Libro Rosso, oggi noto come “Manuale CIC”, è stato uno dei risultati chiave di questa revisione. Il fatto che il Manuale sia chiamato “la Bibbia” per i misuratori CIC è una testimonianza del suo valore. Negli ultimi nove anni è stato, per i nostri misuratori, una risorsa inestimabile per misurare decine di migliaia di trofei. Non c’è dubbio, tuttavia, che anche il Manuale comporti alcune sfide. Di dimensioni limitate e non con molti esempi inclusi, la necessità di ulteriori indicazioni è stata recentemente riconosciuta dai misuratori italiani. La Guida Pratica di fronte a voi è stata realizzata per aiutarvi a superare le difficoltà inerenti la misurazione dei trofei che potrebbero non essere trattate da esempi nel Manuale. La natura è capace di creare infinite variazioni e nessun documento potrà mai coprire tutti i possibili esiti. Tuttavia, questa Guida è un buon inizio che vi aiuterà sicuramente quando sarete in dubbio su quale punteggio assegnare a un trofeo. Confido che ne farete tutti un buon uso! A nome del CIC, desidero esprimere la mia profonda gratitudine a Nicolò Amosso ed Enzo Berzieri per il loro impegno e per la loro motivazione nella creazione di questo documento. Le attività di misurazione sono state una parte fondamentale del CIC durante tutta la sua storia, ma in particolare negli ultimi anni, in parte grazie agli sforzi di misuratori come Nicolò ed Enzo. La creazione della Guida Pratica è sicuramente un’evoluzione del Trophy Evaluation System e sono entusiasta di vedere dove questa nuova risorsa ci porterà in futuro.

George Aman

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Prefazione di Tony Dalby-Welsh Co-Chairman International Trophy Evaluation Board

Non è stata una sorpresa per me che Nicolò Amosso ed Enzo Berzieri abbiano avuto la lungimiranza di cogliere la necessità di assistere i misuratori di trofei CIC nell’interpretazione del Manuale CIC per la Valutazione e la Misurazione dei Trofei di Caccia. Né è stata una sorpresa il fatto che abbiano poi prodotto anche questa Guida, con i suoi numerosi esempi e le attente indicazioni su come affrontare i tanti trofei atipici con cui hanno a che fare i nostri misuratori. Questi due STJ sono sempre stati in prima linea nel miglioramento del sistema di valutazione dei trofei, a vantaggio del CIC. Non c’è dubbio che il nuovo sistema di valutazione dei trofei CIC del 2013 e la pubblicazione del Manuale garantiscano ai misuratori di tutto il mondo gli strumenti per produrre valutazioni coerenti e accurate dei trofei. Ma il mestiere di valutare i trofei non è ancora una scienza esatta, tanto nel giudizio oggettivo quanto nella misurazione accurata. Questa Guida offre ai misuratori uno strumento aggiuntivo per formulare giudizi e misurazioni e la raccomando a tutti i nostri STJ e CCM per il beneficio che fornirà nell’adempimento dei loro obblighi di misuratori CIC.

Tony Dalby-Welsh

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Prefazione di Bruno Lauro Vigna Presidente Commissione Grand Gibier - Esposizioni e Trofei CIC Italia

Capita talvolta di immergerci nella lettura di un libro alla fine del quale, ma spesso anche prima, sorge spontaneo il pensiero: “Ecco un testo di cui non si sentiva affatto il bisogno”. Non si può certo pensarlo di questa Guida Pratica al Manuale CIC per la Misurazione e la Valutazione dei Trofei di Caccia. Semmai sorge il pensiero opposto: “Come mai nessuno vi è arrivato prima e fu necessario attendere Nicolò Amosso ed Enzo Berzieri (ordine alfabetico de rigueur) per colmare questa lacuna?”. Ora l’integrazione c’è. Ed è sia benvenuta che benemerita. Il testo non solo colma un vuoto, ma unisce anche leggibilità e scientificità. Con precisione certosina i due Autori hanno proceduto ad un esposto chiaro, logico, facile, senza astruserie tecniche, pur nell’estremo rigore scientifico. Molte sono le qualità di questo libro: precisione ineguagliabile, ricchezza iconografica, icasticità delle immagini, il tutto in una esposizione che di ogni trofeo indica pregi (e aggiunte), difetti (e detrazioni), dubbi sulla divaricazione, informazioni supplementari, elenco dei capi non valutabili. Pur nella sua ricchezza di esempi e di dettagli questa Guida Pratica non è mai prolissa e/o ridondante; quando lo Handbook - Manuale CIC è adeguatamente chiaro Amosso e Berzieri si richiamano ad esso o in alcuni casi (rari) fanno precisazioni assai concise. Come vecchio cacciatore ed appassionato cultore di trofeistica non posso non augurarmi che questo testo sia apprezzato e stimato, che gli Autori godano della giusta soddisfazione per le loro (amate) fatiche letterarie e che i lettori trovino risposte ai loro dubbi valutativi e gioia per i loro successi culturali e venatori.

Bruno Lauro Vigna

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CERVO

MEDAGLIA D’ORO CIC CROAZIA 260,48 Punti CIC


CERVO

2

Lunghezza degli oculari

Prendiamo in esame le punte sovrannumerarie o biforcute degli oculari. Le punte biforcute possono avere uno sviluppo orizzontale o verticale come nella fig. CE 01. Punte orizzontali: si procede normalmente scegliendo il percorso più opportuno per raggiungere la punta che dia il massimo punteggio. Punte verticali: la misura può presentare qualche difficoltà. La punta più lunga viene misurata utilizzando il più possibile la parte inferiore dell’oculare.

CE 01

3

Lunghezza dei mediani

Nel caso di mediani biforcuti, (fig. CE 02 e CE 02-A) aventi un’unica radice, la seconda punta non farà parte della corona. Normalmente la misura parte dalla bisettrice dell’angolo inferiore fino all’apice della prima punta in basso ma in questo caso è preferibile partire dalla bisettrice dell’angolo superiore fino all’apice della seconda punta in quanto più favorevole al punteggio del trofeo.

CE 02

CE 02-A

Entrambi i percorsi sono validi ma verrà utilizzato il più favorevole al trofeo. 16

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CERVO

Nella fig. CE 03 la stanga destra mostra un mediano biforcuto: la seconda punta della stanga destra in basso non può essere considerata ago perché nasce dalla stessa radice del mediano.

CE 03

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CERVO

5

Circonferenza in basso H1

6

Circonferenza in alto H2

• Se il mediano è spezzato, è comunque il riferimento per le misure di H1 e H2 (fig. CE 04). • Se la stanga è priva di mediano, il punto più sottile tra oculare e mediano varrà per la misura H1 e H2 (fig. CE 05). • Se la stanga è priva di corona o forcella, H2 va rilevata a metà distanza tra mediano e apice della stanga (fig. CE 06).

H2

H1

CE 04

18

CE 05

CE 06

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CERVO

7

Numero delle punte

È utile chiarire il concetto generale di punta e come procedere alla luce dell’enunciato del Manuale CIC.

A

Va precisato che la misura ai fini del punteggio non sempre coincide con quella utilizzata per determinare se si tratta effettivamente di una punta.

B1

Di fronte a una punta dubbia o rotta (fig. CE 07) si procede nel modo seguente: • Sul bordo esterno della stanga alla base si traccia la linea D1-D2 seguendo la naturale linea della stessa come se la punta non esistesse.

B2 C2

B C

D2

C1 D

D1

• Si traccia la mezzeria A-D dall’apice fino alla linea D1-D2 e si verifica se A-D è uguale o superiore a 2 centimetri. In caso affermativo si misura la distanza D1-D2 e la si confronta con A-D. Se è inferiore a quest’ultima, è una punta.

CE 07

• Nel caso di una punta o di un troncone largo e alto, si parte dall’apice A e si scende di 2 cm fino al punto B. Si traccia la linea B1-B2 ortogonale ad A-D. • Se B1-B2 è inferiore ad A-B è una punta. • Se non fosse inferiore, si scende e si traccia una ulteriore linea in un punto ritenuto promettente per il confronto altezza/larghezza e si esegue la misura. • Si procede fino alla base con ulteriori tentativi prima di scartarla come punta.

CE 08

CE 09

CE 10

Punte corte o spezzate non classificate come tali non danno alcun punteggio. © 2021 CIC. Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione non autorizzata.

19


CERVO

9

Divaricazione

La misurazione della divaricazione può causare qualche problema a causa della grande diversità di forma e altezza dei trofei. La misura va presa tra le stanghe ortogonalmente all’asse del cranio come nei seguenti esempi. •

Trofeo senza forcella o corona: la misura va presa nel punto maggiore, all’interno delle stanghe (fig. CE 11).

CE 11

• Trofeo con due forcelle: - simmetriche; la misura si rileva dal punto di partenza delle forcelle (fig. CE 12). - asimmetriche; la misura va presa dalla forcella più bassa verso l’interno dell’altra stanga (fig. CE 13).

CE 12 20

CE 13 © 2021 CIC. Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione non autorizzata.


CERVO

• Trofeo con forcella e corona: - forcella alla stessa altezza della corona: la misura va dalla forcella fino alla base della corona (fig. CE 14). - forcella più bassa della corona: la misura si prende dalla forcella verso la stanga opposta (fig. CE 15).

CE 14

-

CE 15

il trofeo della fig. CE 16 potrebbe indurre in errore in quanto la quarta punta della stanga destra è una punta sovrannumeraria appartenente alla corona. La divaricazione potrebbe essere erroneamente considerata la misura B. Nella misurazione della divaricazione eventuali punte sovrannumerarie non vengono considerate facenti parte della corona per cui la misura corretta è quella A.

A B

CE 16 © 2021 CIC. Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione non autorizzata.

21


CERVO

• Trofeo con due corone: - simmetriche; la misura è la massima divaricazione interna al di sotto delle corone (fig. CE 17). - asimmetriche; la misura parte sotto la corona più bassa verso l’interno della stanga opposta (fig. CE 18).

CE 17

22

CE 18

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CERVO

14

Formazione delle corone

Per misurare correttamente le punte è doveroso partire dalla descrizione grafica del Manuale CIC per la Misurazione e la Valutazione dei Trofei di Caccia che consente una misura molto favorevole del trofeo, ma omette di indicare il punto di partenza nascosto dalla forchetta in primo piano da individuare, però, al centro della corona. La corona è stata sezionata per individuare il punto di partenza, chiamando A la sezione in primo piano e B la seconda.

Sezione A

HB

Sezione B

Le linee tratteggiate, che partono dalla coppa della corona fino agli apici delle due punte biforcute A e B, sono le misure più favorevoli per il trofeo. In caso di corone palmate è necessario tracciare una linea alla base di ciascuna punta prima di procedere alla misurazione. Non potendo inserire nelle fotografie le lunghezze delle punte delle corone, i percorsi sono stati scelti analizzando esclusivamente la morfologia del trofeo ben sapendo che è possibile individuare anche altri percorsi se questi si rivelassero più favorevoli. Ricordiamo che la tabella Hromas assegna lo stesso punteggio a diverse combinazioni di punte medie e lunghe della corona. Si prega di tenere presente che, nelle fig. CE 20, CE 21, i percorsi sono stati tracciati all’esterno della corona solo a scopo dimostrativo, nell’impossibilità grafica di segnarli all’interno.

CE 19 © 2021 CIC. Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione non autorizzata.

CE 20 23


CERVO

CE 21

24

CE 22

CE 23

CE 24

CE 25

CE 26

CE 27

CE 28

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CERVO

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Detrazioni

Il trofeo di cervo per conformazione, dimensioni e peso raramente presenta grandi anomalie, per cui la formula prevede solo 3 punti di detrazione, limitando l’analisi all’irregolare posizione e alle evidenti disparità di lunghezza delle stanghe, marcata asimmetria e irregolarità di oculare, ago e mediano. Le corone, a causa della loro varietà, sono escluse da questa analisi e non vengono penalizzate per numero di punte e forma. Alcuni esempi di detrazioni:

CE 29 Oculari asimmetrici Aghi Mediani Diversa lunghezza stanghe

CE 30 -0,5 p.ti 0 p.ti 0 p.ti -0,5 p.ti

CE 32 Oculari Ago assente Mediani Diversa lunghezza stanghe

Oculari Aghi assenti Mediani asimmetrici Lunghezza stanghe

CE 31 0 p.ti 0 p.ti -0,5 p.ti 0 p.ti

CE 33 0 0 0 -1

p.ti p.ti p.ti p.to

Oculari asimmetrici Aghi Mediani asimmetrici Lunghezza stanghe

© 2021 CIC. Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione non autorizzata.

Oculari Ago assente Mediani Diversa lunghezza stanghe

0 p.ti 0 p.ti 0 p.ti -0,5 p.ti

CE 34 -0,5 p.ti 0 p.ti -0,5 p.ti 0 p.ti

Oculari Ago assente Mediani asimmetrici Lunghezza stanghe

0 p.ti 0 p.ti -0,5 p.ti 0 p.ti 25


CERVO

Il seguente è un caso anomalo molto interessante ma perfettamente misurabile (fig. CE 35). La prima punta della stanga sinistra non è l’oculare ma una punta che parte direttamente dal cranio. L’oculare è la seconda punta, poi vi è un ago biforcuto e finalmente il mediano simmetrico all’altro. La punta, che parte dal cranio, contribuisce al peso del trofeo e al numero totale delle punte ma non viene misurata e verrà penalizzata di 0,5 punti per asimmetria nelle detrazioni. Lo stesso vale per l’ago biforcuto e per la forma differente degli oculari. A entrambi -0,5 punti per asimmetria.

CE 35

Sotto un ulteriore esempio di punta cresciuta direttamente sul cranio fuori dal contesto del trofeo, che va contata come punta e penalizzata con 0,5 punti alla sezione 15 per asimmetria (fig. CE 36).

CE 36

26

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CERVO

TROFEI NON VALUTABILI I trofei naturalizzati non possono essere valutati. Così pure i trofei a cui sono state incollate parti originali precedentemente rotte o artificiali. Ci sono inoltre trofei dove non è possibile individuare i parametri che devono essere esaminati. In questi casi il trofeo non può essere valutato. Questo può essere visto nei casi estremi dei trofei CE 37 e CE 38.

CE 37

CE 38

Nei casi di fig. CE 39 e CE 40 le punte spezzate sono state ricostruite in resina. Il differente suono ottenuto battendo sulle punte sospette conferma la manipolazione e i trofei vanno dichiarati non misurabili.

CE 39 © 2021 CIC. Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione non autorizzata.

CE 40 27


CERVO

INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI Divaricazione da punta a punta (t) La divaricazione da punta a punta viene misurata centralmente tra gli apici delle punte più alte delle stanghe. Divaricazione massima (g) La divaricazione massima è misurata tra i punti esterni delle stanghe ad angolo retto rispetto alla linea verticale del cranio. Come espressamente richiesto nel Manuale CIC, queste misure sono obbligatorie per le medaglie oro e non concorrono al punteggio CIC ma solo alla migliore identificazione del trofeo. Non si ritiene necessario soffermarsi sulle altre informazioni richieste (lunghezza e larghezza massima del cranio) in quanto sufficientemente descritte nel Manuale CIC. Alcuni esempi di divaricazione da punta a punta (t) e divaricazione massima (g):

t

g

CE 41

28

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CERVO

CE 42

t

g

CE 43

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CAPRIOLO

MEDAGLIA D’ORO CIC LITUANIA 210,48 Punti CIC


CAPRIOLO

1

Lunghezza delle stanghe

Lunghezza della stanga: il ponte Dalla base del bordo inferiore della rosa si risale per tutto il suo spessore. Si deve immaginare una linea due centimetri più alta del bordo superiore della rosa e da quel punto proseguire in mezzeria per misurare la lunghezza della stanga. Nel caso di rosa inclinata si segue il profilo della rosa (fig. CP 02).

CP 01

CP 02

CP 03 Due anomalie (fig. CP 04 - CP 05) che si verificano abbastanza frequentemente sono le rose che si estendono al di sotto o al di sopra della linea naturale della rosa, nel punto in cui dovrebbe iniziare la misurazione della stanga. Resta la regola che la misurazione deve iniziare nel punto di intersezione tra la linea centrale del peduncolo e il punto più basso della rosa, sia che quel punto sia sopra o sotto la linea naturale della rosa.

CP 04 32

CP 05 © 2021 CIC. Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione non autorizzata.


CAPRIOLO

3

Peso a secco del trofeo

4

Volume del palco

Nel caso di un trofeo con una punta aggiuntiva che parte dal cranio (fig. CP 06) e non dalle stanghe, il trofeo viene ugualmente valutato. Procedere normalmente per il peso a secco del trofeo e per il volume anche se la punta citata sarà solo parzialmente immersa. Lo stesso vale per qualsiasi punta che parte dalla stanga ed entra in acqua.

CP 06

6

Aggiunte per le perle

Per facilitare l’assegnazione dei punti per le perle è utile dividere ciascuna stanga in 4 settori all’interno e all’esterno della stanga e assegnare a ciascuno il punteggio in funzione della loro presenza e della loro importanza. Un trofeo con perle diffuse ma piccole su 4 settori potrebbe avere lo stesso punteggio di un altro con perle notevoli o eccezionali su due o tre settori. In considerazione delle diverse tipologie di perle presenti nei trofei di capriolo desideriamo soffermarci, con qualche esempio, su come distinguere queste ultime da eventuali punte sovrannumerarie. Nella fig. CP 07 abbiamo un esempio di stanga, praticamente priva di perlatura, ma con due punte sovrannumerarie asimmetriche, non presenti sull’altra stanga. Nella fig. CP 08 (particolare) e CP 09 le perle di eccezionale qualità, non possono essere considerate punte.

CP 07

CP 08

© 2021 CIC. Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione non autorizzata.

CP 09 33


CAPRIOLO

Nell’esempio di cui alla fig. CP 10 abbiamo, nella stanga destra, due perle ben evidenziate mentre nella stanga sinistra una punta sovrannumeraria.

CP 10

Evidente punta sovrannumeraria asimmetrica (fig. CP 11) CP 11 34

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CAPRIOLO

Interessante caso (fig. CP 12) in cui sulla stessa stanga sinistra troviamo una punta sovrannumeraria asimmetrica e una perla in quanto la base è troppo larga rapportata all’altezza.

CP 12

Nel trofeo a fianco (fig. CP 13) il Misuratore non avrà difficoltà a considerare la punta sovrannumeraria asimmetrica. CP 13 © 2021 CIC. Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione non autorizzata.

35


CAPRIOLO

9

Aggiunte

Regolarità, simmetria e conformazione

Alcuni esempi di forme classiche di trofeo di capriolo Vista frontale:

CP 14 Questi trofei, visti frontalmente, meritano tutti 1,5 punti per regolarità e simmetria senza alcuna detrazione. In caso invece di asimmetrie ed irregolarità di stanghe, oculari e stocchi evidenziate nelle viste frontali e laterali, occorrerà, partendo dai tre punti teorici assegnabili, dedurre le relative penalità riconducibili ai difetti sopra citati. Sono considerate anomale le stanghe aventi forma, altezza, inclinazione diverse e certe atipicità. A titolo di esempio stanghe asimmetriche, dissimili tra loro, non aventi una posizione uniforme delle punte quando si confrontano tra loro. Nella successiva sezione 12 sono elencate le possibili detrazioni riscontrabili, che andranno a ridurre i tre punti teorici assegnabili sopra citati e per penalizzare, con un massimo di 1 punto, trofei con conformazioni indesiderabili.

36

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CAPRIOLO

12

Detrazione

Irregolarità e asimmetria

Prima di affrontare questo punto è necessario fare una premessa. Il principio generale è che il trofeo non può essere penalizzato due volte, quindi eventuali penalità già applicate alla sezione 9 , Regolarità, simmetria e conformazione, non possono essere ripetute alla sezione 12 . A) Asimmetrie Di fronte -1.0 punto Di lato -1.0 punto Elenco delle possibili detrazioni per irregolarità e asimmetrie riscontrabili nelle viste frontali e laterali del trofeo: • • • • • • • • • •

diversa lunghezza stanghe diversa forma stanghe diversa forma oculari diversa inclinazione oculari diversa posizione oculari diversa forma stocchi diversa inclinazione stocchi trofeo marciante diversa forma laterale delle stanghe asimmetrie di oculari-stocchi

-0,5 p.ti -0,5 p.ti -0,5 p.ti -0,5 p.ti -0,5 p.ti -0,5 p.ti -0,5 p.ti -0,5 p.ti -0,5 p.ti -0,5 p.ti cad.

CP 15: stocchi di diversa forma -0,5 punti di detrazione nella sezione 9 Abbiamo indicato genericamente la penalità di 0,5 punti per le varie forme di irregolarità e asimmetria non per dare un valore standard ma perché è la penalizzazione che viene generalmente più utilizzata. In casi di maggior gravità è possibile prevedere una penalizzazione maggiore. Le eventuali penalità riscontrate andranno a ridurre i tre punti teorici assegnabili nella sezione 9 fino ad un massimo di due punti.

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CAPRIOLO

B) Conformazione indesiderabile

- 1 punto

Il compito del Misuratore è individuare la forma essenziale, isolando gli elementi eccedenti, per assegnare o meno le detrazioni: nel disegno seguente (fig. CP 16), partendo da una forma standard sono state aggiunte delle punte per fornire alcuni esempi e dichiarare i relativi punteggi per asimmetria numerica.

CP 16

Detrazioni

simmetrico

asimmetrico

simmetrico

asimmetrico

asimmetrico

0

0,5

0

1,0

max 1,0

Nella valutazione delle punte sovrannumerarie sono escluse le sei punte tipiche della specie per cui se mancasse o fosse rotto un oculare, un vertice o uno stocco su una stanga la punta omologa presente non sarà considerata sovrannumeraria. Alcuni esempi di trofei irregolari, asimmetrici e con conformazioni indesiderabili:

Fig. CP 17: un trofeo quanto mai complesso al limite della misurabilità. La stanga sinistra è riconducibile a una delle forme classiche, con una perla molto marcata ma non considerata punta e lo stocco appena abbozzato. A destra è stata giudicata stanga (B) quella con lo stocco (C) e alla base una punta ritenuta un oculare ruotato (A). La rosa termina con una serie di 4 punte sovrannumerarie (D-E-F-G). Detrazioni alla sezione 9 : • • • •

differente posizione delle stanghe differenza lunghezza stanghe stanghe asimmetriche oculari asimmetrici per cui (3-2) = 1

-0,5 p.ti -0,5 p.ti -0,5 p.ti -0,5 p.ti

Detrazioni alla sezione 12 : • punte sovrannumerarie (D-E-F-G) -1 p.to Le quattro punte sovrannumerarie e asimmetriche imporrebbero di penalizzare di 2 punti il trofeo ma la massima detrazione consentita è di 1 punto. CP 17 38

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CAPRIOLO

Nel caso della fig. CP 18, lo stocco A riceve 0,5 punti per la sua lunghezza nella sezione 10 . La stanga destra con la punta B ha 4 punte, mentre la sinistra ne ha solo 3. L’asimmetria numerica sarà penalizzata di 0,5 punti solo alla sezione 12 .

CP 18

Fig. CP 19. Un esempio di trofeo simmetrico: due oculari, due stocchi, due vertici, due punte sovrannumerarie simmetriche ma in posizione leggermente diseguale. Limitando l’analisi alle sole punte, alla sezione 9 avremo una detrazione di 0,5 punti per l’oculare destro più basso del sinistro e alla sezione 12 nessuna detrazione.

CP 19

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39


CAPRIOLO

Il trofeo raffigurato nella fig. CP 20 presenta la stanga sinistra più corta (-0,5 punti), di forma diversa della destra (-0,5 punti), e l’oculare sinistro più basso del destro (-0,5 punti). Alla sezione 9 verranno pertanto detratti 1,5 punti. La stanga sinistra manca dello stocco che non genererà penalità nella sezione 12 ma avrà una detrazione di 0,5 punti alla sezione 11 .

CP 20

Fig. CP 21. Considerando la punta A come sovrannumeraria avremo alla sezione 9 una penalità di 0,5 punti per forma delle stanghe, alla sezione 11 una penalità di 0,5 punti per stocco destro mancante e alla sezione 12 una penalità di 0,5 punti per punta sovrannumeraria.

CP 21

40

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CAPRIOLO

Trofeo interessante (fig. CP 22). Avremo alla sezione 9 le seguenti detrazioni: -0,5 p.ti per la differente forma della stanga sinistra -0,5 p.ti per stocchi asimmetrici in lunghezza -0,5 p.ti per diversa lunghezza della stanga Alla sezione 12 : -0,5 p.ti per punta (A) sovrannumeraria asimmetrica

CP 22

Nella fotografia fig. CP 23 abbiamo: A-D oculari B-E vertici C-F stocchi G punta sovrannumeraria Alla sezione 9 avremo: -0,5 p.ti stanga sinistra asimmetrica rispetto alla destra -0,5 p.ti stanga sinistra più corta -0,5 p.ti stocco sinistro asimmetrico Alla sezione 12 : -0,5 p.ti punta sovrannumeraria asimmetrica

CP 23

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41


CAPRIOLO

Il trofeo rappresentato nella fig. CP 24 è regolare con una punta sovrannumeraria asimmetrica tra il vertice e lo stocco destro. Alla sezione 9 : +3 p.ti Alla sezione 12 : -0,5 p.ti

CP 24 Il trofeo (fig. CP 25) presenta oculari e stocchi asimmetrici e una punta sovrannumeraria (B). Le altre (A-C) non sono considerate punte. Le misure sono state evidenziate all’interno e non all’esterno della stanga solo per motivi dimostrativi. Avremo pertanto le seguenti detrazioni: alla sezione 9 : -1 p.to (0,5+0,5 per asimmetrie oculari e stocchi) alla sezione 12 : -0,5 p.ti (punta sovrannumeraria)

CP 25 42

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CAPRIOLO

Trofeo portato ad esempio (fig. CP 26) per la punta che parte dal cranio e non dalle stanghe. Alla sezione 12 avremo una detrazione di 0,5 punti.

CP 26

Il trofeo (fig. CP 27) presenta oculari non simmetrici e due punte sovrannumerarie asimmetriche per cui: alla sezione 9 : -0,5 p.ti per oculari alla sezione 12 : -1 p.to per le due punte sovrannumerarie

A B

CP 27 © 2021 CIC. Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione non autorizzata.

43


CAPRIOLO

TROFEI NON VALUTABILI I trofei naturalizzati non possono essere valutati. Così pure i trofei a cui sono state incollate punte originali precedentemente rotte o punte artificiali. Vi sono poi trofei dove non è possibile individuare i parametri che devono essere valutati, perciò sono invalutabili. Alcuni esempi di trofei invalutabili per quest’ultimo motivo:

CP 28

CP 29 44

CP 30 © 2021 CIC. Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione non autorizzata.


CAPRIOLO

CP 31

CP 32

Nel caso della fig. CP 33 la punta spezzata è stata ricostruita in resina. Il differente suono ottenuto battendo sulla punta conferma la manipolazione. I trofei in questi casi vanno dichiarati non misurabili.

CP 33 © 2021 CIC. Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione non autorizzata.

45


CAPRIOLO

INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI Divaricazione da punta a punta (t) Per la divaricazione da punta a punta si misura la distanza tra il centro degli apici. Anche nel caso di apici rotti o danneggiati, si misura sempre a partire dal loro punto centrale.

Divaricazione massima (g) La distanza massima è misurata perpendicolarmente all’asse longitudinale del cranio tra i punti esterni più distanti delle stanghe o delle punte. Come espressamente richiesto nel Manuale CIC per la Misurazione e la Valutazione dei Trofei di Caccia queste misure sono obbligatorie per le medaglie oro e non concorrono al punteggio CIC ma solo a una migliore descrizione del trofeo. Non è necessario soffermarci sulle altre informazioni richieste (lunghezza e larghezza massima del cranio) in quanto sufficientemente descritte nel capitolo del Manuale CIC. Alcuni esempi di divaricazione da punta a punta (t) e divaricazione massima (g):

CP 34 46

CP 35 © 2021 CIC. Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione non autorizzata.


CAPRIOLO

(t)

(g)

CP 36

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CP 37

47



DAINO

MEDAGLIA D’ORO CIC SLOVACCHIA 199,04 Punti CIC


DAINO

Due sono le condizioni che automaticamente escludono il trofeo di daino dalla valutazione: • la mancanza di entrambi gli oculari • la mancanza dell’oculare e del mediano sulla stessa stanga Oculari e mediano spezzati non inficiano la validità del trofeo e sono misurabili. Il trofeo di fig. DA 01 per cause naturali non attribuibili a rotture, non presenta sulla stanga destra il mediano e l’oculare: perciò il trofeo non è misurabile.

DA 01

1

Lunghezza delle stanghe

B

DA 02

50

A

Il primo passo (secondo Hromas, Ninov e Whitehead) è di stabilire i limiti e la forma della pala individuando l’insenatura tra due denti nel suo punto più alto per misurare la lunghezza della stanga e della pala. Questo viene fatto tratteggiando con il gesso la pala ‘chiusa’ collegando insieme le insenature come mostrato in giallo nella foto DA 02. Espansioni oltre l’arco della linea sono utilizzabili per misurare la lunghezza della stanga solamente quando la loro larghezza è uguale o maggiore della metà della larghezza massima della pala. Se la pala è fessurata la misura va presa sotto la stessa in quanto la misura non può passare sopra una parte vuota. Prima di tutto va individuato il punto della pala da dove prendere la lunghezza della stanga. Normalmente è posizionata nell’insenatura tra i due denti nel punto più alto della pala. Dal centro dell’insenatura prescelta si traccia con il gesso una linea parallela al bordo anteriore e lungo la mezzeria della stanga fino alla rosa. La misura parte dal bordo inferiore della rosa facendo un ponte di tre centimetri verso la stanga dal bordo superiore della rosa, tenendo così conto dello spessore della stessa e proseguendo poi lungo la linea tracciata precedentemente. Nell’esempio vediamo due percorsi: A e B convergenti al centro della stanga. L’ipotesi A sembrerebbe preferibile per la maggiore lunghezza ma non è il punto corretto da cui misurare la lunghezza della stanga e della pala, mentre lo è l’ipotesi B. Questo perché, avendo descritto la pala ‘chiusa’, A è un dente biforcato, (la sua larghezza non è più della metà di quella della pala) e non può farne parte. Pertanto, in questo caso le misurazioni della lunghezza della stanga e della pala devono essere prese dal punto B.

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DAINO

B

A

C

F

E

Nel primo esempio (fig. DA 03) le misure A-B e B-C sono inferiori alla metà della larghezza della pala E-F per cui il percorso della misura della lunghezza non può partire da nessun incavo incluso nelle due sezioni indicate. Nel secondo esempio (fig. DA 04) la misura A-D è maggiore della metà di B-C per cui il percorso può partire da un suo incavo mantenendosi parallelo al bordo della pala fino al rientro nella mezzeria della stanga.

DA 03 A seguire una serie di pale con il percorso della misura della lunghezza:

DA 05

DA 09

DA 06

A

D

B

C

DA 04

DA 07

DA 10

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DA 08

DA 11 51


DAINO

3

Lunghezza della pala

La lunghezza della pala è esaurientemente trattata nel Manuale CIC per la Misurazione e la Valutazione dei Trofei di Caccia per cui è opportuno soffermarsi solamente sul caso particolare della fig. DA 12. Sulla stanga manca il mediano per cui la partenza della lunghezza della pala è individuata nel punto in cui la circonferenza è maggiorata di 1 cm rispetto alla circonferenza minima sulla stanga (H1). In questo caso il valore di H1 e H2 sarà lo stesso.

H1

H1+1cm

DA 12

52

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DAINO

9

Aggiunte

Colore

La conformazione del trofeo del daino ed altre cause naturali fanno sì che stanghe molto scure siano rare. Il color bruno scuro è valutato con il massimo dei punti (2 punti) anche se difficilmente il colore è uniforme sulle pale: all’interno normalmente è più tenue, all’esterno è più marcato. Il Misuratore ne deve tenere conto, considerando preminente la parte esterna. Alcuni esempi con il punteggio relativo:

DA 13

DA 14

DA 15

0 punti

0,5 punti

1,0 punto

DA 16

DA 17

DA 18

1,0 punto

1,5 punti

1,5 punti

DA 19

DA 20

2,0 punti

2,0 punti

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53


DAINO

10

Aggiunte

Denti delle pale

Una caratteristica del trofeo di daino è avere sui bordi delle pale delle espansioni piatte, triangolari con basi ampie più dell’altezza. Dal 2018 il CIC ha deciso di sostituire, per le sole pale del daino, il termine punta con dente (e tutte le regole relative). Semplicemente, se l’altezza è maggiore di 2 cm, indipendentemente dalla sua larghezza, il dente concorre all’assegnazione del punteggio.

H 2cm

DA 21

Di fianco due esempi di rara qualità relativamente ai denti della pala. Fig. DA 22: indiscutibili i tre punti assegnabili. Fig. DA 23: la pala può essere considerata ben dentata su tutto il bordo nonostante la mancanza di un dente in alto e uno con base più ampia dell’altezza al centro. Anche la presenza della spina va considerata nel punteggio.

DA 22

54

DA 23

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DAINO

11

Aggiunte

Robustezza, forma e regolarità

Dei cinque punti disponibili tre vengono assegnati in funzione del peso netto del trofeo. I rimanenti due sono a discrezione del Misuratore che verificherà se le pale sono ugualmente larghe, piene e simmetriche e se gli oculari sono corretti per forma e simmetria. Partendo dai due punti si sottraggono normalmente 0,5 punti per ognuna delle anomalie riscontrate nelle pale e negli oculari.

DA 24

DA 25

DA 26

Trofeo apprezzabile con pale simmetriche larghe e piene ed oculari ben sviluppati: assegnati 2 punti.

Detrazione per asimmetria degli oculari (-0,5 punti): assegnati 1,5 punti.

Detrazione per asimmetria degli oculari (-0,5 punti): assegnati 1,5 punti.

DA 27

DA 28

Trofeo abbastanza simmetrico nella forma degli oculari, presenta una pala non piena e molto asimmetrica (-1 punto): assegnato 1 punto. Il mediano mancante e il singolo ago verranno penalizzati nella specifica sezione per la mancanza di uniformità.

La conformazione della pala sinistra viene penalizzata di 0,5 punti per asimmetria con la pala destra. Bene gli oculari: assegnati 1,5 punti. La pala sinistra, visibilmente fessurata, verrà penalizzata alla successiva sezione 13 .

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55


DAINO

Oculari non simmetrici (-0,5 punti): assegnati 1,5 punti.

DA 29

Oculari esteticamente coerenti. Una pala asimmetrica scarsamente piena (-0,5 punti): assegnati 1,5 punti.

DA 30 56

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DAINO

13

Detrazioni

Indesiderabile forma delle pale

Pur se contemplate nel Manuale CIC, trofei con pale come quelle qui riportate difficilmente saranno portati al tavolo di valutazione perché non avranno alcuna speranza di ottenere un punteggio di qualche rilevanza. Le forme a daga sono le più penalizzate con detrazioni da quattro punti fino a sei per trofei terminanti con una semplice punta.

DA 31 Pala tipica 0 detrazioni.

DA 32

DA 33

Daghe penalizzabili con 4 punti.

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57


DAINO

DA 34

DA 35

DA 36

Pale panciute, a diamante e triangolari sono penalizzate da uno a tre punti come la panciuta notevolmente dentata (fig. DA 34): 1 punto di penalizzazione come la triangolare (fig. DA 35). La fessurazione non è così rara per cui il Misuratore potrebbe decidere per una detrazione da due a quattro punti (fig. DA 36).

58

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DAINO

14

Detrazioni

Indesiderabile bordo delle pale

I bordi delle pale devono essere affilati e compatti. Vanno penalizzati quelli spugnosi o arrotondati. Una pala che presenta difetti particolarmente marcati può essere penalizzata fino a due punti. Alcuni esempi con la detrazione applicabile ad ogni singola pala:

15

DA 37

DA 38

Detrazione 0,5 punti

Detrazione 1 punto

DA 39

DA 40

Detrazione 0,5 punti

Detrazione 1,5 punti

Detrazioni

Mancanza di uniformità

Le detrazioni per mancanza di uniformità nel Daino non riguardano la simmetria estetica dei mediani e degli oculari ma la evidente differenza della loro lunghezza. La presenza di un solo ago è considerata negativamente e penalizzata mentre se sono due e di lunghezza ragionevolmente simile non vi è detrazione. Ulteriori detrazioni vengono applicate a stanghe con posizioni irregolari e di lunghezza evidentemente diversa. © 2021 CIC. Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione non autorizzata.

59


DAINO

DA 41 Differente lunghezza delle stanghe

DA 42 -0,5 punti

Differente lunghezza degli oculari Un solo ago

-0,5 punti -0,5 punti

DA 43

DA 44

Differente lunghezza dei mediani: -0,5 punti. Le punte non riconducibili ad aghi non vengono penalizzate in quanto non contemplate nella formula CIC.

Oculari di lunghezze diverse ma per rottura meccanica: nessuna penalizzazione. Una punta piegata in chiara posizione di ago a destra: -0,5 punti. La punta sovrannumeraria sull’oculare sinistro, avente la stessa radice, non è riconducibile ad ago e non comporta penalizzazione in questa sezione.

60

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DAINO

DA 45 Oculari di differente lunghezza Mediani di lunghezza differente Un ago asimmetrico

DA 46 -0,5 punti -0,5 punti -0,5 punti

Riprendiamo un esempio precedente: • oculari apparentemente di pari mediano naturalmente mancante lunghezza differente • un solo ago a sinistra

DA 47 Differente lunghezza delle stanghe Differente lunghezza dei mediani

lunghezza quindi di -0,5 punti -0,5 punti

DA 48 -0,5 punti -0,5 punti

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Differente lunghezza degli oculari Differente lunghezza dei mediani

-0,5 punti -0,5 punti 61


DAINO

TROFEI NON VALUTABILI I trofei naturalizzati non possono essere valutati come pure i trofei a cui sono state incollate punte originali precedentemente rotte o punte artificiali. Trofei dove non è possibile individuare i parametri che devono essere valutati sono invalutabili. INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI Divaricazione da Punta a Punta (t) La divaricazione da Punta a Punta va misurata tra le insenature delle pale nel punto di partenza delle lunghezze delle stanghe, senza il vincolo dell’ortogonalità.

Divaricazione Massima (g) La divaricazione massima si misura perpendicolarmente all’asse longitudinale del cranio tra i punti più distanti delle stanghe o delle punte.

Come espressamente richiesto nel Manuale CIC queste misure sono obbligatorie per le medaglie oro e non concorrono al punteggio CIC ma solo alla migliore descrizione del trofeo. Non abbiamo ritenuto necessario soffermarci sulle altre informazioni richieste (lunghezza e larghezza massima del cranio) in quanto sufficientemente descritte nel capitolo dell’HB. Alcuni esempi di divaricazione da punta a punta (t) e di massima divaricazione (g):

t t g

g

DA 49 62

DA 50 © 2021 CIC. Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione non autorizzata.


DAINO

t

g t

g

DA 51

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DA 52

63



STAMBECCO

ITALIA 183,70 Punti CIC


STAMBECCO

1

Lunghezza delle corna

La lunghezza parte dal punto anteriore più basso del corno per proseguire, come indicato nel Manuale CIC per la Misurazione e la Valutazione dei Trofei di Caccia, seguendo la sua curvatura senza premere sulle scanalature, fino all’apice. Le fig. ST 01 - 02 indicano chiaramente il punto di partenza.

ST 01

66

ST 02

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STAMBECCO

5

Aggiunte

Nodi

Nodi dei maschi I nodi nel trofeo di stambecco maschio sono adeguatamente trattati nel Manuale CIC. Va ricordato che negli animali adulti difficilmente si avranno nodi di buona qualità su tutta la superficie anteriore dell’astuccio ma solo sulla parte non interessata da sfregamenti e combattimenti. Nei maschi giovani normalmente i nodi sono ben distribuiti su tutta la superficie frontale dell’astuccio. Inseriamo, solo a titolo di esempio, tre fotografie relative a nodi robusti e ben distinti (fig. ST 03), nodi deboli o appena accennati (fig. ST 04) e della prima parte dell’astuccio privo di nodi per i motivi già citati (fig. ST 05). Come precisato nel Manuale CIC, il criterio per assegnare il punteggio è valutare la qualità e la presenza di nodi su tutto l’astuccio.

ST 03

ST 04

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ST 05

67


STAMBECCO

Nodi delle femmine Per la valutazione dei nodi nel trofeo di femmina di stambecco non vi è nel Manuale CIC una documentazione fotografica né un testo esauriente che indichi i criteri di valutazione. Occorre preliminarmente evidenziare che i nodi delle femmine sono completamente diversi da quelli dei maschi e molto meno appariscenti. Il criterio usato nel valutare questo parametro è quanto siano marcati ed evidenti gli anelli di crescita. A titolo di esempio esponiamo alcune fotografie che ne evidenziano la diversa rilevanza.

ST 06

ST 07

ST 08

Nella fig. ST 06 gli astucci sono praticamente lisci per cui vengono assegnati 0 punti. Nella fig. ST 07 abbiamo qualche accenno visibile di anelli di crescita per cui dovrebbero essere assegnati complessivamente 0,5 punti. Nella terza fotografia (fig. ST 08) risultano ben più marcati su entrambi gli astucci per cui il trofeo può essere premiato con 2 punti.

68

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STAMBECCO

ST 09

ST 10

Il quarto trofeo (fig. ST 09) risulta particolarmente apprezzabile e raro tanto che ne mostriamo anche un particolare (fig. ST 10). È premiato con 3 punti. Queste considerazioni, in assenza di materiale descrittivo e fotografico, sono frutto della nostra esperienza in Commissioni su tutto l’arco alpino italiano dove sempre più spesso vengono valutate anche femmine di stambecco.

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69


STAMBECCO

3

Divaricazione La divaricazione si misura all’esterno degli astucci nel punto massimo ortogonalmente alla verticale del cranio (fig. ST 11). In caso di rottura (fig. ST 12) la misura parte dall’esterno dell’astuccio rotto fino al punto esterno simmetrico dell’altro.

ST 11

ST 12

Nella fig. ST 13 abbiamo un caso particolare: la divaricazione è maggiore della media delle lunghezze degli astucci. In questo caso, per il calcolo del punteggio, la divaricazione sarà uguale alla media delle lunghezze delle corna e non la misura effettiva.

ST 13 70

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STAMBECCO

TROFEI NON VALUTABILI I trofei naturalizzati non possono essere valutati. Così pure i trofei a cui sono state incollate parti originali precedentemente rotte del corno o parti artificiali oppure quando gli astucci sono stati incollati in una posizione diversa da quella naturale. Vi sono poi trofei dove non è possibile individuare i parametri che devono essere analizzati, in questi casi il trofeo non può essere valutato. INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI Divaricazione da punta a punta (t) Per la divaricazione da punta a punta si misura la distanza tra il centro degli apici degli astucci, senza l’obbligo dell’ortogonalità. Nel caso di apici rotti o danneggiati, si misura sempre partendo dal loro punto centrale.

Divaricazione massima (g) La divaricazione massima si misura perpendicolarmente all’asse longitudinale del cranio tra i punti più distanti degli astucci o tra gli apici. Come espressamente richiesto nel Manuale CIC queste misure sono obbligatorie per le medaglie oro e non concorrono al punteggio CIC ma solo a una migliore descrizione del trofeo. Non abbiamo ritenuto necessario soffermarci sulle altre informazioni richieste (lunghezza e larghezza massima del cranio) in quanto sufficientemente descritte nel capitolo del Manuale CIC. Per quanto riguarda la dichiarazione dell’età, ricordiamo che si devono indicare solamente gli anni compiuti, che si determinano analizzando le crescite annuali delle corna, contando gli anelli che si formano in seguito all’arresto della crescita durante il periodo invernale (fig. ST 14).

ST 14 © 2021 CIC. Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione non autorizzata.

71


STAMBECCO

Esempi di divaricazione da punta a punta (t) e divaricazione massima (g) (fig. ST 15 - ST 16 - ST 17):

g

t

ST 15

72

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STAMBECCO

g

t

ST 16

t g

ST 17

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73



CAMOSCIO

ITALIA 121,33 Punti CIC


CAMOSCIO

2

Altezza delle corna

Nella stragrande maggioranza dei trofei di camoscio la misurazione dell’altezza, rilevata verticalmente a partire dalla sutura cranica presente tra i due cavicchi ossei, sino all’altezza massima delle corna, non presenta difficoltà o attenzioni particolari (fig. CM 01). Diverso il caso quando si esaminano trofei anomali. Nel secondo esempio (fig. CM 02) l’altezza è misurabile in quanto è perfettamente verticale. Nel successivo capitolo “Trofei non valutabili” troverete alcuni casi in cui non è stato possibile determinarne verticalmente l’altezza, ma solo in modo obliquo rendendone così impossibile la valutazione.

CM 01

76

CM 02

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CAMOSCIO

5

Aggiunte per l’età

Abbiamo avuto modo di riscontrare che, nella valutazione del trofeo di camoscio, l’unica criticità si verifica nell’individuazione dell’età del camoscio, in particolare per chi valuta occasionalmente tale trofeo. Per questo motivo abbiamo voluto presentare più esempi, ricordando che, ai fini del punteggio (fig. CM 03), si devono contare solamente gli anni compiuti non considerando quindi l’ultimo anello di accrescimento.

Aggiunte per l’età Anni

Punti

0-5

0

6 - 10

1

11 - 12

2

13+

3 CM 03

3

3

4 5 6 7 8 9 10 11 12 13

CM 04 6 anni compiuti

CM 05 1 punto

13 anni compiuti

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4 5 6 7 8

CM 06 3 punti

8 anni compiuti

1 punto

77


CAMOSCIO

6

Detrazioni per resina

Nel caso di astucci con resina (fig. CM 07) si individua quello con la massima circonferenza con resina poi sullo stesso astuccio la massima senza deposito. Alleghiamo la tab. CM 1 (A-B), già recepita nell’Edizione 09 -19 del Manuale CIC per la Misurazione e la Valutazione dei Trofei di Caccia, che semplifica il calcolo della detrazione.

CM 07

Tab. CM 1 (A-B)

Differenza mm Detrazione punti

78

1 0,6

2

3

4

0,2 -0,2 -0,6

5 -1

6

7

8

9

-1,4 -1,8 -2,2 -2,6

10 -3

11

12

13

14

-3,4 -3,8 -4,2 -4,6

15

16

-5

-5

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CAMOSCIO

TROFEI NON VALUTABILI I trofei naturalizzati non sono valutabili come pure trofei a cui sono state incollate parti originali precedentemente rotte del corno o artificiali, oppure quando gli astucci sono stati incollati in una posizione diversa da quella naturale. I trofei dove non è possibile individuare tutti i parametri che devono essere analizzati non possono essere valutati. Alcuni esempi di trofei invalutabili per quest’ultimo motivo:

CM 08

CM 10 © 2021 CIC. Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione non autorizzata.

CM 09

CM 11 79


CAMOSCIO

CM 12

CM 13

Nella fig. CM 14 l’astuccio sinistro è stato ricostruito in resina, il differente suono ottenuto battendo sull’astuccio conferma la manipolazione. Perciò il trofeo non può essere valutato.

CM 14 80

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CAMOSCIO

INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI Divaricazione da punta a punta (t) Per la divaricazione da punta a punta si misura la distanza tra gli apici degli astucci senza l’obbligo dell’ortogonalità. Anche nel caso di apici rotti o danneggiati, si misura sempre a partire dal loro punto centrale. Divaricazione massima (g) La divaricazione massima si misura perpendicolarmente all’asse longitudinale del cranio tra i punti più distanti degli astucci che non sempre coincidono con gli apici quando questi sono convergenti. Come espressamente richiesto nel Manuale CIC per la Misurazione e la Valutazione dei Trofei di Caccia queste misure sono obbligatorie per le medaglie oro e non concorrono al punteggio CIC ma solo a una migliore descrizione del trofeo. Non abbiamo ritenuto necessario soffermarci sulle altre informazioni richieste (lunghezza e larghezza massima del cranio) in quanto sufficientemente descritte nel capitolo del Manuale CIC. Per quanto riguarda la stima dell’età, come già detto alla precedente sezione 5 si conteggiano solo gli anni compiuti contando sugli astucci gli anelli delle crescite annuali che si arrestano durante il periodo invernale. Alcuni esempi di divaricazione da punta a punta (t) e divaricazione massima (g):

g g

t t

CM 15 © 2021 CIC. Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione non autorizzata.

CM 16 81



MUFLONE EUROPEO

MEDAGLIA D’ORO CIC SLOVACCHIA 231,25 Punti CIC


MUFLONE EUROPEO

Il trofeo di muflone è molto ben descritto nel Manuale CIC per la Misurazione e la Valutazione dei Trofei di Caccia per cui non necessita di ulteriori commenti. Prima di intraprendere le misurazioni specialmente in presenza di apici divergenti, è buona norma procedere alla misura della divaricazione delle spire e di quella degli apici per determinare l’indice - C che potrebbe escludere il trofeo dalla valutazione.

2/4

Circonferenza delle spire

Il Manuale CIC è eloquente e non servono ulteriori annotazioni se non quella di fare ponte su eventuali scortecciature del corno se queste coincidessero con la circonferenza maggiore. Va inoltre ricordato che la scortecciatura, dal 2018 non è più considerata un difetto, per cui non è oggetto di detrazione.

MU 01

84

MU 02

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MUFLONE EUROPEO

TROFEI NON VALUTABILI Vi sono trofei non valutabili per i seguenti motivi: • • • •

indice - C inferiore a 0,7 impossibilità di individuare anche solo uno dei parametri che devono essere analizzati i trofei naturalizzati trofei a cui sono state incollate parti originali precedentemente rotte del corno, parti artificiali o astucci incollati in una posizione diversa da quella naturale

INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI Divaricazione da punta a punta (t) Per la divaricazione da punta a punta si misura la distanza tra gli apici, senza l’obbligo dell’ortogonalità. Anche nel caso di apici rotti o danneggiati, si misura sempre a partire dal loro punto centrale. Divaricazione massima (g) La divaricazione massima si misura perpendicolarmente all’asse longitudinale del cranio tra i punti più distanti delle stanghe o delle punte. Nel muflone coincide con la divaricazione esterna delle spire già misurata e utilizzata per il calcolo dell’indice - C. Un esempio di divaricazione da punta a punta (t) e divaricazione massima (g):

t

g MU 03

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85


MUFLONE EUROPEO

Il trofeo con la spira sinistra spezzata (fig. MU 04) permette di mostrare la misura punta a punta partendo dal centro della rottura fino all’apice della spira destra mentre per la misurazione della divaricazione (b), necessaria per valutare l’indice - C, il punto di partenza è il centro dell’apice rotto e il punto di arrivo, ortogonale all’asse del cranio, è la mezzeria della spira destra.

MU 04

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MUFLONE EUROPEO

Come espressamente richiesto nel Manuale CIC queste misure sono obbligatorie per le medaglie oro e non concorrono al punteggio CIC ma solo a una migliore descrizione del trofeo. Non abbiamo ritenuto necessario soffermarci sulle altre informazioni richieste (lunghezza e larghezza massima del cranio) in quanto sufficientemente descritte nel capitolo del Manuale CIC. Per determinare l’età, ricordiamo che si devono indicare solamente gli anni compiuti, si contano le crescite annuali delle corna evidenziate dagli anelli formati dall’arresto della crescita durante il periodo invernale (Fig. MU 05 e MU 06).

MU 05

MU 06 © 2021 CIC. Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione non autorizzata.

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CINGHIALE

MEDAGLIA D’ORO CIC LITUANIA 135,5 Punti CIC


CINGHIALE

4

Aggiunte per le difese

Colore dei piani di affilatura Il punto di colore per le difese va dato per l’anello di tartaro alla fine del piano di affilatura; più raramente per il colore del piano stesso. Normalmente, a meno che siano stati danneggiati durante la preparazione, le due difese sono simili, di conseguenza possiamo assegnare il punteggio alla coppia secondo gli esempi riportati nella fig. CI 01. Colorazione: • della prima coppia • della seconda coppia • della terza coppia

0 punti 0,5 punti 1 punto

CI 01

5

Aggiunte per le difese

Curvatura, convessità, piani di affilatura e punte

Per assegnare il punto di curvatura, entrambe le difese devono soddisfare quattro condizioni: 1. 2. 3. 4.

La difesa deve raggiungere il settore verde dei 45° sulla tavola Hromas L’apice deve essere ben formato La convessità della superficie esterna non deve avere evidenti solchi longitudinali Il piano di affilatura deve essere più lungo di 5 cm

Mancando anche una sola condizione non si può assegnare il mezzo punto alla difesa.

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CINGHIALE

Schema per l’assegnazione del mezzo punto a ciascuna difesa.

Curvatura Hromas >45°

Conformazione della punta

Convessità delle superfici

Lunghezza piano di affilatura >5 cm

Si

Si

No

Si

CI 03

CI 04

CI 02

CI 05

CI 06 La fig. CI 04 evidenzia, in sezione, la dimensione del solco presente longitudinalmente sulla superficie esterna della difesa (fig. CI 06). Per la difesa in oggetto non è possibile assegnare il mezzo punto previsto.

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CINGHIALE

Qui è possibile vedere un altro esempio (fig. CI 06-A) di solchi longitudinali che non permettono di assegnare il mezzo punto.

CI 06-A

Apici delle punte

Il Manuale CIC per la Misurazione e la Valutazione dei Trofei di Caccia prevede, per l’assegnazione del punteggio, che gli apici delle punte siano ben formati. Apici delle punte spezzati o arrotondati non vengono penalizzati. Ecco alcuni esempi di punte di questo tipo:

CI 07

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CI 08

CI 09

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CINGHIALE

Apici delle punte con conformazioni anomale vengono penalizzati. Ecco alcuni esempi:

CI 10

CI 11

CI 12

Un caso interessante: Le difese hanno un colore intermedio per cui 0,5 punti. La difesa destra, in primo piano, presenta un evidente canale lungo lo sviluppo quindi zero punti per quanto previsto al precedente punto 3. La difesa sinistra, pur avendo la punta rotta, beneficerà di 0,5 punti di curvatura. Le coti sono di buon colore: 1 punto. Nonostante siano spezzate sicuramente guadagneranno il punto di curvatura ma difficilmente il punto di sovrapposizione. Per questo è d’obbligo l’uso della tavola Hromas.

CI 13

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CINGHIALE

6

Aggiunte per le coti

Colore dei piani di affilatura Il punto va assegnato verificando il piano di affilatura della cote.

CI 14

CI 15

Tre esempi che mostrano come assegnare i punti di colore di difese e coti:

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CI 16

CI 17

CI18

0 punti

0,5 punti

1 punto

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CINGHIALE

7

Aggiunte per le coti

Forma Il punto di curvatura delle coti viene assegnato quando raggiungono o superano la linea rossa dei 90° nella tavola Hromas. Nell’esempio (fig. CI 19) le coti soddisfano ampiamente la condizione e il punto di curvatura è assegnato.

CI 19

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Aggiunte per le coti

Chiusura Un ulteriore punto va assegnato se le coti superano il settore verde dei 45° e si toccano o si sovrappongono. Nel primo esempio si toccano e nel secondo si sovrappongono; in entrambi i casi il punto di chiusura è assegnato.

CI 20

CI 21

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CINGHIALE

10

Detrazioni per le difese

Asimmetria in lunghezza, larghezza e forma

CI 22

CI 23

Coppia di difese simmetriche Detrazione 0 punti

Coppia di difese asimmetriche Detrazione -1 punto

Planarità Un esempio di planarità, non penalizzata a meno che non contribuisca all’asimmetria (fig. CI 24).

CI 24

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CINGHIALE

11

Detrazioni per le coti

Asimmetria in lunghezza, robustezza e forma

CI 25

CI 26 Asimmetria

Coti simmetriche

12

con il massimo penalizzazione

della

Detrazione per incongruenza tra difese e coti

CI 27 Nessuna incongruenza

CI 28 0 punti

Due esempi di incongruenza

CI 29 -1 punto

Penalizzare l’incongruenza tra coti e difese non è frequente. Il giudizio è lasciato al Misuratore che deve valutare nel complesso volumi, masse, lunghezze e larghezze delle zanne.

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CINGHIALE

TROFEI NON VALUTABILI Ecco alcuni esempi di trofei con malformazioni che li rendono non valutabili in quanto non è possibile individuare correttamente i parametri che devono essere valutati.

CI 30

CI 31

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CINGHIALE

CI 32 Nella fig. CI 32 la deformazione della difesa sinistra non permette la misurazione della lunghezza e della larghezza. Inoltre la radice presenta una spaccatura che ne falserebbe la misura.

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Nicolò Amosso, biellese, imprenditore nel settore metalmeccanico, è cacciatore di montagna e di selezione. Da sempre lo anima una forte passione per la montagna e per le sue attività. Nel 2002 partecipa al Corso CIC di Bologna conseguendo la qualifica di misuratore della Commissione Esposizioni & Trofei del CIC. Nel 2014 diviene Misuratore Certificato CIC (CCM), dopo aver seguito il corso tenuto a Vienna. Membro del Consiglio Direttivo dell’Accademia Biometrica Faunistica Italiana fin dalla sua costituzione, nel 2016, su proposta della Delegazione Italiana, acquisisce dal CIC di Budapest la qualifica di Senior International Trophy Judge (STJ) e dallo stesso anno è docente CIC ai corsi per CCM. Partecipa come tutor alle Commissioni Nazionali, dal 2016 a tutti i Trophy Evaluation Board del CIC e a numerose Commissioni Internazionali in Italia e in Ungheria. È Capo delegazione del CIC Italia e Vicepresidente ABIF dal 2019.

Enzo Berzieri, nato a Parma, dirigente di azienda fino alla pensione, cacciatore di selezione, scrive su argomenti di caccia e collabora con numerose riviste venatorie. Nel 1997 frequenta il corso CIC presso l’università Mendel di Brno (CZ) tenuto dal professor Josef Hromas. Nel 2002 organizza, docenti Veljko Varicak e Michel Nolens, il corso CIC di Bologna per formare i misuratori di molte Regioni Italiane che si rivelerà il nucleo fondante della trofeistica nazionale. Nel 2014 acquisisce la qualifica di Misuratore Certificato CIC a Vienna. Fondatore con Giovanni Persona e Bruno Vigna dell’Accademia Biometrica Faunistica Italiana, nel 2015 viene proposto come Senior Trophy Judge (STJ). Dallo stesso anno partecipa a tutti i Trophy Evaluation Board e a numerose Commissioni Internazionali in Ungheria ed in Italia. Dal 2017 fa parte del gruppo operativo dei corsi CIC tenuti in Italia. Attualmente è componente eletto del Consiglio Direttivo e fa parte dell’Ufficio di Presidenza dell’ABIF.




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