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Poste Italiane SpA - Spedizione in A.P. D.L. 353/2003 (conv. in L. n. 46 del 27/02/2004) art. 1, comma 1, DR/CBPA-SUD/CS/56/2006 valida dal 06/04/2006

sabato 18 giugno 2011

anno VI numero 166 SERENO

SERENO

CATANZARO

COSENZA

meteoora SERENO

SERENO

SERENO

CROTONE

REGGIO

VIBO

Agguato mortale a Nicotera Assassinato Domenico Campisi, il narcos legato ai Mancuso quotidiano d’informazione regionale € 1,00

direttore piero sansonetti

VIBO E' morto mentre veniva trasportato in ospedale Domenico Campisi l'uomo ferito gravemente in un agguato a Nicotera. Campisi, pluripregiudicato, coinvolto in inchieste sul narcotraffico e ritenuto vicino alla cosca dei Mancuso.

> pagine 10 e 11

VELENI PIGNATONE

AZZANNA CISTERNA

Fuga di notizie sul numero 2 dell’antimafia indagato per corruzione Lui replica: « Menzogne e violenza inaudita contro di me. Reagirò» Atto dovuto? No, è l’ultimo atto di una guerra che sta travolgendo la Procura > pagina 6

Davide Varì

Chi ha vinto? Hanno vinto “Il nano” e la mafia Francesco Ferro

Campora Berlusconi parla ma la sala è vuota > pagina 14

Pd, Principe chiede un tavolo di confronto COSENZA Principe invita al confronto in vista della fase congressuale del Pd. Intervistato da CO, fa il punto sul gruppo regionale: «Non è vero che è diviso». Critico con Guccione e Censore, Principe osserva: «Inspiegabile la loro fronda».

> pagina 5

Due tragici incidenti sulla strada statale 18 COSENZA Venerdì di sangue sulle strade del Cosentino, Nei pressi di Tortora perde la vita un 72enne travolto con l’auto dal Tir. A Belvedere, sulla strada statale 18 ha perso la vita un giovane motociclista.

> pagina 13

Ritorna in libertà Nicolino Grande Aracri CROTONE E’ tornato in libertà Nicolino Grande Aracri, ritenuto dagli inquirenti uno tra i più potenti e sanguinari boss di Cutro. Stava espiando in carcere una pena residua di tredici anni e quattro mesi.

> pagina 9

UN POTERE FUORI CONTROLLO

> pagina 15

La magistratura ormai è diventata un potere fuori controllo. Rischia di fare dei danni gravi, di far saltare gli equilibri fondamentali che regolano il funzionamento della nostra società, e di devastare lo stato di diritto. L’”agguato” subito ieri dal numero 2 dell’antimafia, Alberto Cisterna - persona dalla biografia e dalla carriera limpidissima - ne è la prova.

DI PIERO SANSONETTI

> pagina 9

LUNA ROSSA

di Pasquino

Più morti che pedaggi L'intenzione del Governo è inequivoca: introdurre il pedaggiamento su 1300 chilometri di autostrade e raccordi Anas, compresa la interminabile Salerno-Reggio sulla quale è più facile raccogliere morti che non pedaggi. La decisione per ora è stata rinviata per l'assenza del Ministro in Commissione Ambiente della Camera. L'assenteismo, ogni tanto, è un bene.


M& PARALLELI SABATO 18 giugno 2011 PAGINA 2

ERIDIANI

calabria

ora

la rivelazione

grecia

Ex agente dei servizi segreti «La Orlandi è ancora viva»

Papandreou annuncia «Venizelos alle riforme»

ROMA «Io so dov’è Emanuela. E’ viva e si trova in un manicomio in Inghilterra, nel centro di Londra ed è sempre stata sedata. Con lei ci sono due medici e quattro infermiere». La rivelazione è arrivata con una telefonata durante la trasmissione Metropolis, condotta da Valentina Renzopaoli su RomaUno, andata in onda in diretta giovedì sera e dedicata all’anniversario della scomparsa di Emanuela Orlandi e alla presentazione del libro di Pietro Orlandi e Fabrizio Peronaci “Mia sorella Emanuela”. L’uomo, che si è presentato come un ex agente dei servizi segreti del Sismi con il nome in gergo di Lupo Solitario, ha raccontato che Emanuela sarebbe stata prelevata da una Bmw nera, auto che sarebbe stata lasciata nel sotterraneo del parcheggio dove poi è stata ritrovata; sarebbe stata trasferita su una Mini verde e sedata e a bordo ci sarebbero stati anche un agente inglese e una donna.«Emanuela è passata per la Germania, la Francia e l’Inghilterra ha detto l’uomo - a Bolzano invece non è mai passata».

L’Anm torna sulla vicenda che coinvolge anche una toga

I magistrati sulla P4 «Inchiesta inquietante»

dopo gli incidenti

Rete No-Tav nei guai Perquisizioni agli attivisti TORINO Perquisite dalla Polizia questa mattina all’alba le abitazioni di Alberto Perino, leader dei No Tav, e di altre quattro persone appartenenti al Movimento. Contestualmente le forze dell’ordine hanno consegnato ai cinque un avviso di garanzia. Sono indagati per la sassaiola avvenuta durante la notte di tensioni per l’allestimento del cantiere della Torino-Lione alla Maddalena di Chiomonte, in Val Susa, il 24 maggio scorso. Le accuse sono di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento a cui, per il solo Perino, si aggiunge quella di istigazione a delinquere. Circa duecento manifestanti No Tav, appena appreso delle perquisizioni, si sono riuniti sotto la casa di Condove (To) di Perino in segno di solidarietà. «Resistere, resistere, resistere» ha commentato Perino alla conferenza stampa convocata questo pomeriggio al presidio della Maddalena di Chiomonte. «Lo ha detto anche il procuratore Borrelli a Milano, ma qui a Torino è reato» ha ironizzato il leader dei No Tav.

ATENE Era atteso da due giorni e, alla fine, ieri mattina c’è stato l’annuncio del rimpasto di governo da parte del premier socialista Georges Papandreou. Tra le novità, il capo dell’esecutivo ha nominato l’attuale ministro della Difesa Evangelos Venizelos all’incarico di ministro delle Finanze. Venizelos - in passato portavoce del governo, ministro della Cultura, poi dello Sviluppo e infine della Giustizia - sostituisce George Papaconstantinou, passato a dirigere il ministero dell’Ambiente. Numero due del partito socialista ed ex rivale di Papandreou nella sfida nel 2007 per la leadership del Pasok, nel nuovo esecutivo Venizelos avrà anche l’incarico di vice premier. Nell’ambito del rimpasto, inoltre, al ministero degli Esteri arriva Stavros Lambrinidis; l’europarlamentare socialista sostituisce così Dimitris Droutsas. E alla Difesa arriva Panos Beglitis mentre all’Interno Haris Kastanidis. Il Parlamento dovrà votare la fiducia entro la mezzanotte di martedì prossimo al nuovo esecutivo.

libia ROMA La posizione dell'Associazione nazionale magistrati (Anm) sull'inchiesta P4 «è chiara e rispetto a essa non ci saranno passi indietro. E' una vicenda inquietante, bisogna attivare tutti i meccanismi previsti perché la magistratura ha bisogno di credibilità e discontinuità rispetto a certi comportamenti e fatti con i quali non vogliamo avere nulla a che fare». Lo ha detto il presidente dell’Anm, Luca Palamara tornando sulla vicenda che ha coinvolto Alfonso Papa 4, parlamentare del Pdl ma anche magistrato in aspettativa. Palamara prende dunque le distanze da una vicenda «inquietante» mentre continua l'inchista d'indagine che cerca di fare luce su un sistema informativo parallelo, quella che per i magistrati potrebbe essere una vera e propria associazione per delinquere finalizzata alla gestione di notizie riservate, appalti e nomine, in un misto, secondo l'accusa, di dossier e ricatti, anche attraverso interferenze su organi costituzionali. Papa è accusato di gestire soldi e favori, nella ragnatela 007 5 e magistrati 6. La procura generale della Cassazione ieri ha aperto un'indagine disciplinare sul parlamentare del Pdl e magistrato in aspettativa. A confermarlo è stato, a margine del plenum del Csm, il pg della Cassazione, Vitaliano Esposito: «Le notizie le abbiamo apprese dalla stampa - ha detto - se c'è un provvedimento penale c'è sempre una pratica di accertamenti da parte della procura generale della Cassazione». Sulla questione, ha continuato Palamara, occorre intervenire «senza indugi e tenten-

namenti», e quindi attivare «tutti i meccanismi previsti dal codice etico dei magistrati». Ieri l'Anm aveva invocato sul caso di Papa l'intervento dei probiviri, che il leader del sindacato delle toghe spera si riuniscano presto e che comunque dovranno aspettare la convocazione che è già stata fissata del Comitato direttivo centrale dell'Anm. «Il 25 giugno - ha spiegato Palamara - si riunirà il comitato e, speriamo, al più presto anche i probiviri». «Dopo aver letto le carte faremo sentire la nostra voce», ha concluso il magistrato ribadendo che «il Paese ha bisogno di una magistratura credibile». E vicenda preoccupante è anche la definizione di Emanuele Fiano, responsabile Difesa e Sicurezza del Pd. «Quello che sta emergendo in queste ore nella cosiddetta inchiesta P4 e che coinvolge parlamentari ex magistrati come Alfonso Papa, faccendieri ben noti alle cronache politiche e giudiziarie come Luigi Bisignani e giornalisti spesso chiacchierati come Valter Lavitola, è inquietante e lascia riemergere un pezzo di storia nazionale che avrebbe dovuto essere chiuso e finito, e invece riaffiora ogni volta in preoccupante connessione con ambienti dello Stato. Inoltre in questo quadro già gravissimo, inquieta particolarmente la possibilità trapelata, che l'onorevole Papa abbia provato a fare assumere un suo informatore dei carabinieri nei servizi di sicurezza del paese. Su quest'ultimo e specifico aspetto il Partito Democratico depositerà oggi un'interrogazione urgente al Governo».

La Clinton attacca il Raìs «Lo stupro come arma» WASHINGTON Gli Stati Uniti sono «profondamente preoccupati» dai rapporti che riferiscono di «stupri su vasta scala in Libia». In una nota ufficiale, il segretario di Stato Hillary Clinton interviene sulla questione delle violenze sessuali che sarebbero state messe in atto dalle truppe del regime libico e afferma che «le forze di sicurezza di Gheddafi e altri gruppi nella regione stanno tentando di creare divisioni tra la gente usando la violenza contro le donne come uno strumento di guerra e gli Stati Uniti condannano tutto questo nella maniera più forte». La Clinton, allargando il discorso alla regione mediorientale, afferma che gli Stati Uniti sono turbati dai rapporti che riferiscono come alcuni governi dell'area abbiano usato la violenza sessuale nei confronti delle donne «per intimidire e punire i manifestanti che in Medio oriente e Nord Africa chiedono riforme democratiche». Rapporti che riferiscono di 1stupri, intimidazioni fisiche, molestie sessuali e persino test di verginità».

CARO “CORRIERE DELLA CALABRIA”, BENVENUTO

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a ieri, in Calabria, è in edicola un nuovo settimanale. Si chiama “Corriere della Calabria”, ha la forma di un magazine, 80 pagine a colori, si occupa essenzialmente di politica, di cronaca e di cultura. Con uno sguardo nazionale, ma moltissima attenzione ai problemi della nostra Regione. Il giornale è diretto da Paolo Pollichieni, ex direttore di “Calabria Ora” così come ex di “Calabria Ora” sono gran parte dei giornalisti della sua squadra. Costa due euro e mezzo ed esce il venerdì. Lo si trova nelle edicole calabresi e in qualche edicola romana. Gli auguri agli amici che si sono imbarcati in questa nuova avventura editoriale sono forti e sinceri. Quando apre un nuovo giornale è sempre una bella giornata. La democrazia italiana, e la nostra vita civile, hanno bisogno di nuove testate, di nuove idee, di più informazione, di più pluralismo. La libertà e la pluralità dell'informazione è un bene di tutti. E in particolare c'è bisogno di un rafforzamento dell'informazione e del pluralismo qui in Calabria. Alla Calabria serve un rinnovamento molto forte della classe dirigente ed è difficile costruire una nuova classe dirigente senza nuovi giornali e nuovi luoghi di “pensiero”. Cari amici del Corriere della Calabria, in bocca al lupo. piero sansonetti


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l’operazione Le indagini sono partite nel 2009. In manette alcune persone legate alle cosche

’Ndrangheta, 11 arresti Operavano in Liguria GENOVA Sono iniziate alla fine anche un franco-tunisino, che però del 2009 le indagini condotte dei ca- non è stato rintracciato. Sempre dall'operazione che ieri rabinieri di Imperia e Ventimiglia che, all'alba di ieri mattina, hanno mattina ha portato all'arresto di 11 arrestato undici persone - alcune le- persone, e alla denuncia di altre 33, gate alle cosche della 'ndrangheta sarebbe nata l'inchiesta nella quale è che operano nel ponente ligure - con coinvolto l'ex presidente del tribul'accusa di spaccio di sostanze stu- nale di Imperia e di Sanremo, Gianpefacenti, usura e detenzione illega- franco Boccalatte, ai domiciliari con l'accusa di corruzione in atti giudile di armi. A far scattare la maxi inchiesta era ziari. Secondo quanto si apprende, instato il caso di un uomo, massacrafatti, l'indagine che to di botte per non ha portato a indagaavere restituito un Alcuni re il giudice, e poi ad prestito di 5mila euspacciavano arrestarlo, è partita ro, che per la paura proprio dagli accersi rifiutava da settila cocaina tamenti avviati a fimana di uscire dalla nascondendola ne 2009 dai carabisua abitazione di nella soppressata nieri su un vasto giVentimiglia. ro di usura, estorsioDa questo episodio, attraverso intercettazioni tele- ne e spaccio di sostanze stupefacenfoniche e pedinamenti, i militari del- ti. Diversi gli episodi di usura contel'Arma sono risaliti a un vasto giro criminale dedito, oltre che all'usura, stati agli arrestati, tutti di origine calabrese e in alcuni casi con preceanche allo spaccio di droga. In manette, all'alba di ieri mattina, denti per associazione mafiosa. In sono finiti Rocco Asciutto, 42 anni, questo caso, però, secondo i militaAntonio Carbone, 50 anni, France- ri dell'Arma non operavano in assosco Corica (21), Giuseppe Gallotta ciazione, ma singolarmente. Originale anche la tecnica utiliz(45), Giuseppe Grandi (42), Girolamo Magnoli (30), Bruno Mezzatesta zata per lo spaccio di droga, in par(34), Nicola Pecorelli (34), Filippo ticolare cocaina, di cui sono stati seSpirlì (39) anni, Rocco Valentini questrati circa 2 etti. I carabinieri (47) e Angela Versace (39) anni. Tra hanno scoperto che veniva nascosta le persone colpite da provvedimen- nella soppressata e portata, tra l'alto di custodia cautelare in carcere tro, anche nel carcere di Sanremo.

IMMAGINI DEL BLITZ Gli agenti dei Carabinieri in azione mentre completano l’operazione

l’avvicendamento

Dia, D’Alfonso dirigente generale Ha lavorato anche in Calabria

ROMA Il dirigente generale della Polizia Alfonso D’Alfonso è il nuovo direttore della Direzione investigativa Ha diretto antimafia. Lo ha deil commissariato ciso il consiglio di amministrazione di Gioia tauro del Dipartimento Poi capo della della Pubblica Sicumobile a Reggio rezza che ha varato

una serie di nomine e spostamenti di questori e dirigenti. D’Alfonso, che prende il posto del generale dei carabinieri Antonio Girone, si insedierà alla Dia il primo luglio. La carriera di D’Alfonso in polizia inizia nel 1974 e da allora ha ricoperto diversi incarichi di prestigio, molti dei quali all’interno della Criminalpol, la direzione centrale della polizia crimi-

sullo stretto nale che si occupa del contrasto alla grande criminalità organizzata. Un’esperienza, quella nel contrasto alle mafie, maturata soprattutto in Calabria dove D’Alfonso arriva nel 1977 dopo due anni in Sardegna, alla questura di Oristano. In Calabria il nuovo direttore della Dia ha diretto i commissariati di Condofuri, Gioia Tauro e Vibo Valentia arrivando a dirigere nel 1985 la squadra mobile di Reggio Calabria. D’Alfonso - classe 1947, sposato con tre figli - torna a Roma nel 1989, dove assume la guida della prima divisione del servizio anticrimine della Criminalpol. Promosso primo dirigente nel 1991, due anni dopo va a dirigere la prima divisione del Servizio centrale di protezione e, nel marzo del 1995, la polizia scientifica di Roma. E della ‘scientifica’ sarà anche il reggente nazionale, nel 2001. Sono anni questi in cui il nuovo direttore della Dia svolge anche numerosi incarichi di docenza presso corsi di formazione ed aggiornamento riservati al personale della polizia. L’ultimo incarico ricoperto da D’Alfonso, già da dirigente generale di Pubblica sicurezza, è stato quello di direttore dell’ispettorato di Polizia di Stato presso il Viminale, dove è in carica tuttora. Dal primo luglio la nuova sfida alla Dia.

Ponte, si è conclusa l’istruttoria sul progetto MESSINA La prossima settimana il consiglio di amministrazione della Stretto di Messina, su proposta dell’amministratore delegato Pietro Ciucci, avvierà l’esame sui risultati dell’istruttoria condotta dalla Società sugli oltre 8.000 elaborati che compongono il progetto definitivo del ponte sullo Stretto di Messina e dei 40 chilometri di raccordi a terra. Lo comunica in una nota la società Stretto di Messina annunciando che «l’esame da parte del consiglio di amministrazione Nella prossima si completerà con settimana l’approvazione del progetto che è previl’esame sta nel corso di una sugli elaborati successivo convocadel progetto zione». Oltre all’area tecnica della Stretto di Messina, hanno preso parte al processo istruttorio, esprimendo parere favorevole e validando il progetto, il Project Management Consultant (Pmc) - Parsons, il soggetto Vvlidatore Rina Check S.r.l., il Comitato Scientifico e l’Expert Panel, un organo a supporto della direzione generale della Stretto di Messina per le attività di Alta Sorveglianza. Non sono pochi gli occhi puntati sul progetto che, oltre ad avere una valenza infrastrutturale, ha ricevuto più volte etichette di natura politica.


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“l’italia peggiore” Il Cavaliere: «Si deve rischiare, per voi ho fatto molto nonostante la crisi»

Berlusconi difende Brunetta «Precari, mettetevi in gioco» Silvio è intervenuto telefonicamente alla cerimonia della consegna delle borse di studio della scuola e dell’università ROMAUn messaggio all’Italia dei precari, dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: «Nonostante la crisi, abbiamo fatto il possibile per andare incontro ai desideri di milioni di ragazzi» con «misure specifiche per il sostegno ai precari e il piano casa» e introducendo nel mondo della scuola e dell’università «la rivoluzione del merito». Il premier è intervenuto telefonicamente alla cerimonia di consegna delle borse di studio per i giovani calabresi nel mon-

do della Fondazione John Mott, a Cosenza. E l’intervento sembra rispondere alla coda di polemiche suscitate dal ministro dell’Innovazione Renato Brunetta che al termine di un convegno si è rifiutato di rispondere alle domande di un gruppo di precari della Pubblica Amministrazione, appellati come «l’Italia peggiore». Il comportamento del ministro, filmato e messo in rete, ha scatenato la rivolta del web. Il popolo del web si è accanito in particolare sui social net-

il messaggio

Napolitano contro le divisioni «Non devono essere ostacoli»

VERONA «Non bisogna temere di ritrovarsi uniti, insieme attorno ai grandi principi e ai grandi obiettivi, e a dire che sono comuni per tutti. Io qualche volta ho l'impressione che ci sia chi teme in Italia che non ci si divida abbastanza politicamente, stiamo tranquilli, non saranno mai tutti d’accordo. I motivi anche di competizione, diciamo di giusta divisione non spariranno. L’essenziale è che le divisioni non ci impediscano di operare insieme, di costruire insieme e di fare dell’Italia un protagonista anche del secolo

calabria

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Paese Sera Editoriale S.r.l. C.da Lecco, 8 RENDE (Cosenza) Direttore responsabile

Piero Sansonetti Vicedirettore

Davide Varì

Caporedattore Centrale

Francesco Ferro

work, intasando le bacheche di Brunetta. Un fenomeno già registrato nella campagna elettorale di Milano, con esiti disastrosi per il centrodestra. «Sappiamo che migliorando l’accesso ad una formazione di qualità e a un lavoro che possa esprimere il merito e migliorando l’accesso al credito e al diritto alla casa, si possono realizzare - ha aggiunto Berlusconi - quelle condizioni di vita che permettono ai giovani di essere autonomi e indipendenti primi dei 30 anni». Il presidente del Consiglio ha poi parlato delle riforme di scuola e Università con le quali il governo sta «cercando di portare la rivoluzione del merito, dando a tutti gli studenti le stesse opportunità di partenza in modo da permettere a ciascuno di dare il meglio di sé. Abbiamo attuato misure specifiche sottolineato il premier - come il piano casa, il sostegno ai precari e i prestiti d’onore per l’apertura di una nuova impresa». Dunque Berlusconi ha rivolto ai giovani il suo solito invito: Bisogna «rischiare e di mettersi in gioco, provare a fare gli imprenditori».

l’iniziativa

Presentato ddl sulle primarie Non ci saranno per il premier

così difficile che si è aperto». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a Verona al termine di uno spettacolo per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia all’Arsenale. Dopo aver salutato i tanti bambini e ragazzi che lo applaudivano al termine dello spettacolo, il presidente della Repubblica nel suo breve intervento ha quindi sottolineato che «questo 150° per l’Unità d’Italia è stata una grande occasione di risveglio e partecipazione dal basso» e che «c’è qualcosa di profondo che unisce gli italiani pur tra le diversità. Noi riusciremo a comporre l’unità con le diversità celebrando la nostra storia nel linguaggio costituzionale in cui la parola unità si è declinata insieme ad altre che sono autonomia, diversità, pluralità e sussidiarietà». «Ho detto tante volte, e mi piace ripeterlo qui - ha continuato Napolitano - che c’è un solo articolo della Costituzione, l’articolo 5 in cui è scritto che la Repubblica è una e indivisibile. Ma è lo stesso articolo che riconosce e promuove le autonomie. Questa è la grande scommessa, questo è lo Stato nuovo che vogliamo costruire».

Redazione Centrale C.da Lecco, 8 Rende (CS) e-mail: info@calabriaora.it tel. 0984.837661 0984.402059 fax 0984.839259 Catanzaro: Corso Mazzini, 164 tel. 0961.702056 0961.747190 fax 0961480161 Reggio Calabria: via Nino Bixio, 34 tel. 0965.324336 fax 0965.300790 Siderno: via Verdi - tel. fax 0964.342899 Palmi: Piazza 1 maggio 17 - tel. fax 0966.55861

La dichiarazione del premier non è però bastata a placare le polemiche. Più di un esponente della minoranza ha sottolineato che gli interventi a favore dei precari sono inesistenti: «Il precariato non si combatte certo con le leggi ad personam», ha sottolineato Fassina, responsabile Economia del Pd. Mentre il capogruppo al Senato Anna Finocchiaro ha ricordato che «di tutte le misure che ha elencato Berlusconi, dal piano casa al sostegno ai precari ai prestiti d’onore, nessuna è stata attuata. Il presidente Solo i tagli alla del Consiglio scuola e all’universitá sono andati a ha parlato segno. Tanto è vedi riforme ro che l’Italia è ora e della scuola tra i primi paesi europei per disoccupazione giovanile e che nel resto d’Europa a 30 anni i giovani sono già dirigenti, non precari senza futuro e senza la possibilità di rendersi autonomi e metter su famiglia».

MILANO Porta la firma di Fabrizio Cicchitto e Gaetano Quagliariello, la proposta di legge del Pdl sulle primarie, che è stata già inoltrata ai due rami del Parlamento. Il ddl non prevede che le primarie si svolgano per la scelta del candidato premier, ma che vi si ricorra solo per scegliere i candidati alle cariche monocratiche per le quali il nostro ordinamento prevede l’elezione diretta: sindaco, presidente della Provincia e presidente della Regione. Il ddl prevede inoltre che per poter partecipare alle primarie, è necessario es-

Vibo Valentia: c.so Vittorio Emanuele III, 123 tel. 0963.547589- 45605 fax 0963.541775 Rossano: via Galeno, 149 - tel. 0983.290604 fax 0983 292220 Paola: viale Ippocrate, 39 - tel. fax 0982.583503 Aut.Trib. di CS n. 778 del 26.01.06 ROC n. 17921 del 5.02.09 Centro Stampa Stab.Tipografico De Rose Montalto Uffugo (CS)

sere iscritti al partito che le indice o essere sostenitori del partito iscritti in un registro ad hoc. Il testo già depositato sia alla Camera che al Senato prevede che le primarie, per i partiti o le coalizioni che intendano avvalersene, abbiano luogo entro il sessantesimo giorno antecedente alle elezioni. Possono votare e candidarsi alle primarie gli iscritti al partito (o a uno dei partiti che compongono la coalizione) e i cittadini sostenitori che siano residenti nel territorio interessato dall’elezione e che abbiano provveduto ad aderire a un apposito registro dei sostenitori almeno sessanta giorni prima dello svolgimento delle primarie. «Tale prescrizione temporale - spiegano Cicchitto e Quagliariello in combinato disposto con la norma che prevede la presentazione delle candidature tra il quarantesimo e il trentesimo giorno precedente alla consultazione, è finalizzata a scongiurare il rischio di risultati falsati o inquinati. Un organismo pubblico, nella fattispecie la cancelleria del tribunale territorialmente competente, verifica la regolarità degli elenchi degli aventi diritto al voto.

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dal POLLINO alloSTRETTO

calabria

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SABATO 18 giugno 2011 PAGINA 5

PAOLA (CS)

Strada Statale 18 killer. Due tragici incidenti stradali, hanno funestato la giornata di ieri venerdì 17, giorno sfortunato per antonomasia. Ma in questo caso, non è solo superstizione. Il primo incidente mortale, si è verificato a Tortora intorno alle 13 dove ha perso la vita un settantaseienne di Sala Consilina (Sa), mentre il secondo è avvenuto a Belvedere Marittimo alle 20.30 circa, momento in cui ad essere stato sbalzato sull’asfalto, un giovane motociclista del luogo che è deceduto sul colpo. A perdere la vita sulla strada statale 18 nei pressi di un notissimo supermercato, è stato il ventiseienne Belvederese, Gaetano Fiorillo. Non è ancora chiara la dinamica dell’incidente dove non sono rimasti coinvolti altri mezzi. Sembra che il giovane abbia perso il controllo della due ruote, una Ducati acquistata giovedì scorso, che ha terminato la sua corsa ai bordi della strada statale 18. Il violento impatto con il suolo, è stato fatale per il giovane che è deceduto all’istante. Sul posto sono immediatamente giunti i medici del 118, i quali non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del giovane. Prontamente sono intervenuti gli uomini della Polizia Stradale di Scalea, i quali hanno provveduto ad effettuare i rilievi foto planimetrici. Solo in tarda serata il corpo del giovane è stato rimosso dall’asfalto. La circolazione stradale, rimasta bloccata, è ripresa in maniera regolare intorno alle 21.30. La notizia della morte del giovane, si è diffusa in pochissimi minuti nella cittadina tirrenica. Gae-

Statale tirrenica mortale In un giorno 2 incidenti La prima vittima alle 13, la seconda intorno alle 20:30 con la ducati nuova di zecca Il giovane centauro aveva acquistato la sua moto solo giovedì scorso. Ora si cerca di capire com’è successo

DOPPIA TRAGEDIA L’ambulanza giunta sul posto per l’anziano deceduto però sul colpo. Nel riquadro il 26enne Gaetano Fiorillo tano Fiorillo, conosciuto e stimato da tutti, guidava l’ambulanza della Misericordia di Diamante. Sul luogo della tragedia, sono infatti giunti parenti ed amici, increduli di quanto accaduto. Qualche ora prima ed esattamente alle 13, un altro incidente mortale si era verificato a Tortora nei pressi della stazione di Servizio Agip sulla strada statale 18 Tirrena Inferiore al km

244,600. A perdere la vita, un settantaseienne di Sala Consilina in provincia di Salerno. Teodosio Ferraro, è morto sul colpo. L’auto, una Lancia Dedra, che procedeva in direzione sud e alla cui guida si trovava l’anziano, per cause ancora in corso di accertamento si è scontrata frontalmente con un Tir condotto da T.V. 35 anni di Polla (Sa). L’impatto che si è

verificato intorno alle 13, è stato violento, la Lancia Dedra è stata scaraventata a qualche metro di distanza e ridotta ad un ammasso di lamiere. Sul posto sono immediatamente intervenuti i medici del 118 del vicino Ospedale di Praia a Mare, i quali non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dello sventurato. Scattato l’allarme, sul luogo dell’incidente sono arrivati i Ca-

rabinieri della Compagnia di Scalea agli ordini del capitano Luca Giandominici, gli uomini della Polizia Stradale guidati dall’Ispettore Maria Barrese e i Vigili del Fuoco del distaccamento di Scalea. Questi ultimi, con l’ausilio delle cesoie, hanno lavorato per circa tre ore per poter estrarre il corpo dell’uomo rimasto incastrato tra le lamiere della vettura che in seguito all’incidente si è ac-

viabilità

cartocciata su se stessa. Davvero raccapricciante la scena che si è presentata agli automobilisti che in quel momento transitavano sull’arteria. Da una sommaria ricostruzione dei fatti, sembra che l’auto condotta dal settantaseienne, abbia invaso la carreggiata opposta, schiantandosi contro il Tir che procedeva verso nord. Nulla ha potuto il conducente del mezzo pesante, il quale ha cercato invano di segnalare all’uomo attraverso il lampeggiare dei fari, l’invasione della carreggiata. Inevitabile lo scontro. Si ipotizza, che Teodosio Ferraro, sia stato colpito da un malore mentre si trovava alla guida dell’auto che non è riuscito più a controllare. Rimasto illeso il conducente del mezzo pesante. L’anziano, dopo essere stato riposto all’interno di una bara dagli uomini della Pompe Funebri, è stato trasportato all’interno della camera mortuaria del cimitero di Praia a Mare, dove intorno alle ore 16,00 di ieri sono giunti i familiari per il rito del riconoscimento della salma. La strada statale 18 “Tirrena Inferiore” è stata chiusa in entrambe le direzioni a causa dell’incidente mortale. Il traffico, rimasto bloccato per circa tre ore, è stato deviato per le strade interne di Tortora. Sul posto è giunto il personale dell’Anas che ha dovuto rimuovere i detriti presenti sull’asfalto al fine di ripristinare in tempi brevi le normali condizioni di viabilità, in piena sicurezza, a seguito dei rilievi. Il luogo dove ieri è avvenuto l’incidente mortale, è stato più volte teatro di disgrazie. Molti infatti, gli incidenti mortali che vi si sono verificati. EUGENIO ORRICO regine@calabriaora.it

L’incidente di martedì scorso

Scontri sull’A3, Caputo chiama in causa l’Anas «C’è un concorso morale. I lavori hanno tempi interminabili. Si cambi rotta» COSENZA Negli incidenti mortali che periodicamente si verificano lungo l’autostrada Salerno-Reggio, c’è un concorso «morale» dell’Anas. È quanto sostiene il consigliere calabrese Giuseppe Caputo, presidente della prima commissione regionale per gli Affari istituzionali. «Non possiamo tollerare un giorno in più questo stato di cose medioevale - scrive Caputo in una nota -. Non è più possibile consentire, anzitutto all’Anas, di proseguire con questa eccessiva e vergognosa lentezza. Non tolleriamo più tempi, modi e scelte anche tecniche, del tutto discutibili, relative ai tanti lavori di ammoderna-

mento che, nel frattempo e per interrogazioni al Ministro e di inutempi interminabili, producono tili rassicurazioni lette ai question soltanto disagi inenarrabili al- time sui tempi dei troppi lavori in l’utenza e, troppo spesso, causa- corso, avviati allo stesso momento e sugli stessi no stragi familiari come quella che «Non vogliamo tratti, tra l’altro senza alcuna diieri commosso più sentire stinzione tra mezl’intero Paese», zi leggeri e pesanscrive Caputo rifeinterrogazioni ti». rendosi al tragico al ministro «La questione incidente di maro question time» va posta in matedì scorso in cui niera determinata hanno perso la vita cinque persone, tra cui due mi- - incalza il consigliere - e si deve pretendere dall’Anas un’inversionori. «Basta! Bisogna rendersi conto ne di rotta in modo forte e come che sono stati superati tutti i limi- non è mai avvenuto finora. Alti di sopportazione. Non vogliamo l’Anas bisogna chiedere conto delpiù sentire - continua Caputo - di la conduzione dei lavori: non si

possono chiudere circa cinquanta chilometri di autostrada nello stesso periodo. Vanno quanto meno studiati - propone a questo punto Caputo - e praticati percorsi alternativi per i camion e per le autovetture, proprio per evitare

incidenti drammatici come quello di ieri, per i quali non è azzardato ipotizzare, in capo all’Anas, un concorso morale per omicidio colposo plurimo. Serve, insomma, una rottura». r. r.


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ALL’OMBRA DEL CEDIR In alto, uno dei protagonisti di questa storia, Maurizio Lo Giudice, fratello di Luciano e Antonino. A destra, la procura di Reggio

Avviso consegnato al Corsera Cisterna è indagato per corruzione in atti giudiziari. Pignatone: atto dovuto rio contro Cisterna è niente meno che del procuratore di Richieste di trasferimenti Reggio Calabria Giuseppe Piche somigliano a vere e pro- gnatone, il simbolo stesso delprie fughe, guerre intestine e la lotta alla ’ndrangheta. Ciadesso addirittura indagini sterna, ignaro di tutto, ha sacontro altri pm. Insomma, la puto di essere inquisito proprocura di Reggio Calabria prio dalle pagine del Corriere sembra sempre più la cornice e mentre era in attesa della vidi un dramma shakespearia- sita dello stesso Pignatone che no. La notizia del giorno arri- aveva fissato un colloquio con va dal Corriere della sera, e lui per comunicargli la cosa in come sia finita tra quelle pagi- modo riservato. Ma ben presto ne fa parte della trama dello quel colloquio si è trasformato stesso dramma. (Solo qualcu- in un interrogatorio. Pignano della Procura può infatti aver Avrebbe favorito tone, dal suo, dato una notizia la scarcerazione canto parla di attanto riservata e to dovuto. delicata). Fatto del fratello del sta che il quotiNano, Maurizio Semplicemente di diano di via SolLo Giudice atto dovuferino ha fatto to. Ma è sapere che Alberto Cisterna, il numero due del- proprio così? E cosa ha spinto l’Antimafia, sarebbe indagato Pignatone a un gesto tanto per corruzione in atti giudizia- grave e dalle conseguenze imri. Un reato gravissimo. In prevedibili? Ed è vero che albuona sostanza Cisterna cuni dei suoi collaboratori non avrebbe favorito la scarcera- erano d’accordo? Di certo il zione di Maurizio Lo Giudice - procuratore reggino sa bene fratello del pentito Nino e di che Alberto Cisterna non è un Luciano - in cambio di soldi. cittadino qualsiasi. E a dirla La firma di quest’atto giudizia- tutta Pignatone sa bene che COSENZA

Cisterna non è neanche un magistrato qualsiasi. Alberto Cisterna, infatti, è il vice di Piero Grasso alla Procura nazionale antimafia e la sua immagine, per il ruolo che ricopre deve essere immacolata, trasparente come l’acqua. Ogni ombra e ogni piccola sbavatura può delegittimare non solo la persona, naturalmente, ma anche l’istituzione che essa rappresenta. Insomma, Giuseppe Pignatone è perfettamente consapevole delle conseguenze del suo gesto e se un procuratore del suo calibro decide di indagare il numero due dell’antimafia, avrà senz’altro qualcosa di concreto in mano. Nessuno si prenderebbe il rischio di un gesto del genere senza avere elementi solidi. Una solidità, però che non può essere fondata solo sulle parole di un pentito spesso poco chiaro. Se così non fosse, se il procuratore di Reggio avesse deciso di indagare Cisterna solo sulla base delle rivelazioni di Lo Giudice, allora ci troveremmo di fronte ad un vero e proprio atto di ostilità, per così dire, di

un procuratore contro un collega. Ma allora, su cosa si basa la decisione di Pignatone? Secondo il Corriere della seraLo Giudice avrebbe detto quanto segue: «Per quanto riguarda la scarcerazione di Maurizio che si trovava in un carcere per collaboratori di giustizia a Paliano, mi sembra che Luciano (fratello del pentito Nino e dello stesso Maurizio) ne parlò con lo stesso Cisterna. Che poi, dopo che ha avuto buon esito, Luciano mi disse che gli aveva fatto un regalo e mi fece intenere soldi, molti soldi». Ma si tratta di ricordi, vaghi e imprecisi. Senza contare che lo stesso Cisterna aveva dichiarato pubblicamente di essersi interessato alla salute di Maurizio Lo Giudice perché malato gravemente. Tanto che era arrivato a pesare 45 chili. Eppure non c’è dubbio che dopo quest’atto giudiziario è l’immagine della direzione nazionale antimafia stessa ad essere in pericolo. E non a caso, saputa la notizia di un coinvolgimento in indagini di mafia del suo numero due, Piero

Grasso in persona si è sentito il Buscetta della ’ndrangheta. in dovere di intervenire: «Ho Quel Buscetta lì, il primo granpiena fiducia negli accerta- de pentito che rivelò a Giovanmenti dovuti da parte della ni Falcone i segreti di Cosa noProcura della Repubblica di stra: i suoi codici, la sua strutReggio Calabria, di fronte alle tura e i suoi boss. Ma Nino Lo dichiarazioni di un pentito», Giudice non è Buscetta e l’uniha detto Pietro Grasso. «An- co effetto delle sue parole, alche in questo caso - ha poi pro- meno per ora, è tutto interno seguito Grasso - come del re- alla magistratura. Non è la pristo in qualsiasi altra vicenda ma volta che Lo Giudice getta processuale, si imporrebbe scompiglio tra le stanze della una riservatezza a tutela del procura reggina. Le rivelaziobuon andamento delle indagi- ni del pentito stanno infestanni e della reputazione delle do e inasprendo gli animi, gli olezzi pepersone». Una stilenziali dichiarazione Pignatone stanno avdovuta - anche si affida velenando questa - che conil clima e tiene una polea un pentito stanno mica esplicita ambiguo creando sulla fuga di notie incostante una vera e zia dalla procura propria di Reggio. E il pentito a cui fa riferi- “guerra” tra pm. Qualcuno è mento Grasso, ovviamente è convinto che Lo Giudice sia proprio Nino Lo Giudice. Un utilizzato come una clava conpersonaggio ambiguo che ha tro un parte di magistratura. più volte cambiato versioni dei La Calabria, è noto, è terra di suoi racconti, delle sue rivela- faide, ma quel che sta accanzioni. Ma l’impressione è che dendo nella procura di Reggio Pignatone tenga in grande sta forse passando il segno. considerazione le sue parole, DAVIDE VARÌ sembra che lo consideri un po’ d.vari@calabriaora.it

i retroscena Come in un derby. Senza esclusione di colpi. Nonostante la voglia di urlare all’Italia intera che tra loro non vi è alcun problema e che tutto fila via liscio come l’olio, la sensazione è che qualche (o più di qualche) incrinatura nei rapporti tra la procura di Reggio Calabria e la Direzione nazionale antimafia vi sia eccome. Problema che coinvolge, in parte, anche la Procura generale di Reggio Calabria. E, come in ogni campionato che si rispetti, tra le grandi potenze ecco arrivare gli outsider, quelli che non sono nei sodalizi più attrezzati. In palio nessuno scudetto ma, forse, qualche carica importante negli uffici che

Pm contro pm Le squadre in campo contano (Dna e Dda). Si potrebbe dire: “sici- guardare in faccia nessuno» davanti alla giuliani vs calabresi”, se non fosse che in en- stizia. Assieme a lui, i suoi più stretti collabotrambe le squadre vi sono elementi da fuori ratori quali Michele Prestipino, Ottavio Sferlazza ed alcuni dei sostituti regione. più “fidati” quali Beatrice Da una parte c’è la “squaDa una parte Ronchi ed Alessandra Cerredra” del Procuratore della c’è il team ti. Repubblica, Giuseppe PignaDall’altra parte ecco il catone. Uno che non si è certo di Pignatone, pitano che non ti aspetti di fatto scrupoli e che a più ridall’altro quello una squadra che sa di storia prese ha affermato di «non

di Cisterna

giudiziaria decennale: Alberto Cisterna, procuratore aggiunto della Dna. Al suo fianco il collega di mille battaglie: Francesco Mollace, che fa entrare in campo, a pieno titolo, la procura generale guidata da Salvatore Di Landro. E poi ci sono gli outsider, quelli che “francamente se ne infischiano”: Franco Neri, già “spostato” a Roma e Nicola Gratteri, che tiene la schiena curva su inchieste e iniziative culturali antimafia che lasciano il segno. Il match pare nella sua fase decisiva. Falli antisportivi compresi. Ed allora vinca il migliore. Possibilmente.


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«Volevano umiliarmi Ma andrò fino in fondo» Intervista al numero 2 dell’Antimafia: «Sono furibondo» DI

PIERO SANSONETTI

dalle parti opposte di un tavolo, e con la gran cassa di stampa che ci è stata, è un enorme successo della mafia». Chi sono i giudici che l’hanno interrogata? «Il dottor Pignatone e la dottoressa Ronchi». Scusi, ma la dottoressa Ronchi non era stata a sua volta indicata dal pen-

Alberto Cisterna è veramente fuori di sé. Lo ho raggiunto al telefono ieri pomeriggio verso le sei. Come sta, dottor Cisterna? «Provi a indovinare. Da zero a meno quindici?». Non saprei... «Meno quindici». Come sono andate le cose? «Molto semplice. Questo pentito, Antonino Lo Giudice ha dichiarato di avere intuito che suo fratello mi aveva dato dei soldi in cambio di un mio interessamento per la sua scarcerazione. Non si sa quando me li ha dati, dove me li ha dati, quanti me ne ha dati. La dichiarazione di Lo Giudice avviene a correzione di cinque versioni precedenti. Dico: cinque. E per di più avviene dopo 180 giorni dal pentimento. E la legge dice che le testimonianze dei pentiti possono essere prese in considerazione solo nei primi 180 giorni. Poi non sono considerate più credibili, in nessun caso. E dice anche che una versione che viene dopo i 180 giorni e che per di più è diversa dalle precedenti, è una versione inammissibile. Ciononostante si decide di iscrivermi nel registro degli indagati. Benissimo. La Procura di Reggio concorda con me un colloquio, che avremmo dovuto avere questa mattina (cioè venerdì, ndr) per chiarire tutto e risolvere la questione. E con un gesto di riguardo, la Procura di Reggio decide di venire a Roma e di incontrarmi nel mio ufficio. Io sono molto contento, sia perché apprezzo il gesto di riguardo sia perché avrò la possibilità di chiarire tutto e di risolvere la questione. La Procura mi assicura la totale riservatezza del colloquio. E MAGISTRATO Alberto Cisterno invece cosa succede? Succede che mentre mi reco in ufficio per l’incontro, stamattina, compro i tito Lo Giudice come un persogiornali e leggo sulla prima pagina del naggio della Procura controllata Corriere della Sera quello che avete let- dalle cosche? Mi pare che Lo Giuto tutti. Qualcuno ha dato a un giorna- dice avesse detto: “È nelle nostre lista del Corriere la notizia dell'iscrizio- mani”. Com’è che il pentito è considerato non credine al registro ,e il Corbile nelle sue accuse riere, naturalmente, la notizie verso la dottoressa ha pubblicata con un tiRonchi e invece cretolo secco, vistoso, in riservate dibile nelle sue acprima pagina: “AntimaPerché cuse verso di lei? fia, indagato il numero «Il pentito non è cre2”. Cioè io. Perché qual- qualcuno ha fornito dibile in nessun caso. cuno ha fornito questa la notizia La sua credibilità è sotnotizia al Corriere? Non to zero. Utilizzare una c’è nessun dubbio sul al Corriere? sua dichiarazione rilaperché: semplicemente Semplicemente per sciata dopo i 180 giorni per buttare fango su di buttare fango è una scelta diversa da me». quella indicata dalla Perché vogliono su di me legge sui pentiti». buttare fango su di Lei è stato assistilei? E chi è che vuole to da un avvocato, durante l'interbuttarlo? «Non so. So che la mafia è contenta, rogatorio? «Io non sapevo che fosse un interroè molto contenta di quello che sta succedendo. Lo ho detto stamani anche al gatorio e quindi non avevo chiamato dottor Pignatone. Il fatto stesso che ci proprio nessun avvocato. Ero tranquilsia stato un interrogatorio con lui ed io lissimo. Ho dovuto cercare d’urgenza

l’avvocato alle otto e mezzo di mattina. Quando sono stato avvertito dal Corriere della Sera. E naturalmente a quell’ora è difficile trovare l’avvocato libero. Per la prima ora e mezzo di interrogatorio sono stato senza avvocato». Come reagirà nei prossimi giorni? «Guardi, io sono furibondo. Credo che sia stata compuita nei miei confronti una violenza incredibi-

cisterna - il profilo

L’analista dell’evoluzione della ’ndrangheta Magistrato, docente universitario, soprattutto un analista rigoroso e attento a capire le evoluzioni della ’ndrangheta. Alberto Cisterna, il numero due della Direzione nazionale antimafia, è tutto questo: un lungo curriculum che attraversa le stagioni della lotta alla criminalità organizzata degli ultimi trent’anni. Capacità investigative e intuizioni che la cronaca dei fatti ha generalmente confermato, quelle di Cisterna, magistrato – lo si può definire così, evitando facili etichettature politiche – progressista: una caratteristica balza agli occhi, il suo coraggio nelle inchieste e anche nelle idee, spesso controcorrente e finanche scomode, mai comunque banali. Il coraggio nelle inchieste che Alberto Cisterna evidenzia già negli anni ’90, quando entra nel famoso pool della Dda di Reggio Calabria che si produce in una “primavera” inquirente che va di pari passo con la “primavera” politica dell’allora sindaco Falcomatà. Era la Reggio Calabria che usciva dalle guerre di mafia e dagli scandali, la città dolente che si rialzava, trovando nella saldatura di quel doppio binario istituzionale – politica e magistratura la forza di reagire. Insieme ai colleghi della Dda reggina, nella quale lavorerà fino alla metà degli anni 2000, Cisterna conduce numerose inchieste contro la ’ndrangheta che sta cambiando per diventare la mafia delle mafie. Tante le indagini a sua firma, una in particolare spicca per portata: nome in codice “Igres”, per la prima volta si cristallizza la subalternità di Cosa Nostra alla ’ndrangheta nel narco-traffico. Famosa l’intercettazione - allegata all’inchiesta “Igres” – nella quale un boss calabrese intima ai siciliani di non fare come “zu’ Toto” (Totò Riina, ndr) e di non creare “casini” tali da attirare le forze dell’ordine. Dura ma esaltante, l’esperienza reggina, che per Cisterna diventa il trampolino di lancio per l’approdo alla superprocura nazionale: prima con Pierluigi Vigna, poi dal 2005 con Piero Grasso. Un’attenzione particolare ai temi degli appalti e delle infiltrazioni mafiose nella pubblica amministrazione e nella politica: i capitoli “ad hoc” delle relazioni annuali della Dna sono tutti firmati da lui. E con analisi che vanno oltre le apparenze, analisi puntuali anche a costo di sembrare impopolari. Come quella sul federalismo, che – dice Cisterna – rischia di diventare il più grande regalo alla mafia visto che riduce il braccio con i centri di spesa. O il sostegno all’attuale legge elettorale per il Parlamento, che Cisterna definisce la peggiore in linea di principio ma la migliore per preservare i candidati dall’influenza mafiosa. E anche certe considerazioni “forti” sul suo campo. Ad aprile scorso, in un incontro pubblico a Reggio, Cisterna non si sottrae allo scontro in atto sui temi della giustizia e dice: «Saranno momenti difficili però la magistratura deve fare i conti al proprio interno, con il proprio correntismo e con il clientelismo che questo correntismo ha generato. Se non saremo credibili al nostro interno non lo saremo neanche all’esterno». È questo, in fondo, il tema del giorno. ANTONIO CANTISANI a.cantisani@calabriaora.it

le. Una ingiustizia inaudita e intollerabile. Si è cercato di umiliarmi, di colpirmi. Volevano che facessi quell'interrogatorio in ginocchio. Ma questo da me non lo avranno mai. Sono indignato: per me essere accusato di aver preso soldi per aiutare un mafioso è come accusarmi di stupro, lo capisce? Stamattina ho ricevuto decine di telefonate di amici che non sapevano niente, e volevano capire, mi ha telefonato mia moglie, può immaginare che giornata ho passato. Ora voglio andare fino in fondo. Fino in fondo. Sul futuro, sul presente e anche sul passato. Io voglio sapere come è andata questa vicenda, e anche altre vicende, voglio che si accerti tutto, sulle responsabilità dei mafiosi, sui loro disegni e anche sulle responsabilità di alcuni inquirenti. Può star certo che non lascerò cadere questa vicenda...». Si dice che nella Procura di Reggio non tutti fossero d’accordo sulla iscrizione del suo nome nel registro degli indagati. Le risulta? «Non ho proprio idea».


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I RAPPORTI CON LUCIANO Il fratello di Antonio Lo Giudice voleva pentirsi e chiese di poter parlare con un magistrato della Dna.Voleva iniziare la sua collaborazione con Alberto Cisterna, oggi iscritto nel registro degli indagati. E’ accusato di corruzione in atti giudiziari

I miei contatti con Lo Giudice Luciano si sono sempre limitati alla questione concernente suo fratello Maurizio, che era anoressico e pesava 45 chili ed è stato salvato dal collega Macrì, ed al figlio di Luciano che era autistico. In due anni e mezzo credo che vi siano stati appena 10 minuti di telefonate Per la prima volta alcuni magistrati furono citati nel provvedimento d’arresto del capitano Spadaro Tracuzzi. Da quel capitolo delle barche nella nautica di Antonino Spanò si aprirono scenari che portarono a ipotizzare dei rapporti tra pezzi dello Stato ed esponenti della famiglia Lo Giudice

Gli attentati agli uffici giudiziari avvennero, secondo Nino Lo Giudice, perché la cosca sentì di non godere più di quell’impunità che pensava di avere. Ma il gip di Catanzaro ha ritenuto il pentito “reticente” circa le reali motivazioni che hanno condotto a piazzare le bombe ed il bazooka a distanza di pochi mesi

I veleni alla Procura di Reggio Breve storia di una guerra Così nasce l’indagine su Cisterna. Aveva chiesto di essere interrogato REGGIO CALABRIA Un at- tanti soldi». Una somma consideto dovuto. Così il procuratore del- revole, dunque, sarebbe stata dala Repubblica Giuseppe Pignatone ta al procuratore aggiunto della ha bollato l’iscrizione nel registro Dna. Ma queste sono frasi che eradegli indagati del procuratore ag- no state già ampiamente rese nogiunto della Direzione nazionale te in passato. La vera novità è saantimafia Alberto Cisterna. Per lui pere che la Procura di Reggio ha l’accusa è pesantissima: corruzio- inteso avviare un’indagine nei ne in atti giudiziari. L’anticipazio- confronti di un magistrato da semne è stata data ieri dal Corriere pre in prima linea nella lotta alla della Sera all’interno di un artico- ’ndrangheta. È evidente, dunque, lo a firma di Giovanni Bianconi. Il che le parole del collaboratore di fascicolo nei confronti di Cisterna giustizia Nino Lo Giudice sono riè stato aperto dalla Procura di tenute meritevoli di approfondiReggio Calabria a seguito delle di- mento, seppur riguardanti dichiachiarazioni del collaboratore di razioni che lo stesso apprese “de giustizia Nino Lo Giudice. Come relato”. In questo caso dal fratello si ricorderà, infatti, Lo Giudice Luciano. Il procuratore Giuseppe Pignaparlò, nel corso dei suoi interrogatori, dei presunti rapporti esisten- tone ha affermato trattarsi di un ti tra suo fratello Luciano (vero ge- atto dovuto a seguito delle parole store economico della cosca) ed al- di Lo Giudice. L’inchiesta, però, c’è cuni pezzi dello Stato. Tra questi, e già ieri Cisterna è stato sentito il capitano dei carabinieri Saverio negli uffici della Dna. Un incontro Spadaro Tracuzzi (poi tratto in ar- che sarebbe dovuto rimanere assolutamente riserresto dai suoi stessi colleghi nel Cisterna è stato vato, ma che invece è stato poi di dicembre scorso) interrogato dominio pubblico. ed i magistrati Cisterna ha rispoFrancesco Mollaieri a Roma sto a tutte le doce ed Alberto Cida Pignatone mande poste dal sterna. e Ronchi procuratore PiPer quanto gnatone e dal soconcerne le accuse mosse nei confronti di Cister- stituto Beatrice Ronchi. A chiedena, pare che la Procura di Reggio re di essere sentito, tra l’altro, era si sia basata su un interrogatorio di stato lo stesso Cisterna che voleva Antonino Lo Giudice, nel corso del chiarire subito la sua posizione. Piquale lo stesso raccontò della scar- gnatone, inoltre, ha inviato già al cerazione di suo fratello Maurizio, Csm una relazione riguardante anch’egli collaboratore di giustizia. l’indagine aperta sul procuratore Proprio quella scarcerazione sa- aggiunto della Dna. rebbe adesso nel mirino dei magila prima citazione strati di Reggio Calabria che handi magistrati no deciso di iscrivere Cisterna nel Non è la prima volta che i pm registro degli indagati per poter verificare tutto ciò che è stato det- del sesto piano del Cedir inseriscoto dal “nano”. Questi, infatti, ha ri- no il nome di colleghi in alcuni ferito che Cisterna avrebbe avuto provvedimenti. Andando a ritrodei soldi per far uscire dal carcere so nel tempo e facendo riferimenMaurizio Lo Giudice: «Per quan- to all’arresto del capitano Spadaro to riguarda la scarcerazione di Tracuzzi, si rintraccia una prima Maurizio che si trovava in un car- citazione di magistrati all’interno cere per collaboratori di giustizia a di un provvedimento riguardante Paliano, perché era andato defini- la cosca Lo Giudice. In quel caso i tivo, mi sembra Luciano ne parlò pm della Dda reggina riportarono con Alberto Cisterna. Che poi, do- le dichiarazioni di un maresciallo po che ha avuto buon esito, Lucia- dei carabinieri che spiegava di aver no mi disse che gli aveva fatto un saputo che all’interno della nautiregalo, e mi fece intendere soldi, ca di proprietà di Antonino Spanò

Giudice annunciava di voler parlare con il procuratore aggiunto della Dna. Il tutto seguito da una missiva, dove veniva fatto riferimento alla presunta persecuzione giudiziaria che lo stesso Luciano avrebbe subito dai magistrati della Procura di Reggio Calabria. Anche in questo caso Cisterna spiegò di aver tempestivamente comunicato tutto al procuratore antimafia Piero Grasso. In sostanza, secondo la lettura data dal magistrato, Luciano Lo Giudice voleva iniziare una collaborazione con la giustizia e voleva farlo proprio con Cisterna. Ecco cosa disse il magistrato a tal proposito nell’intervista a CO rilasciata subito dopo la pubblicazione di un memoriale di Nino Lo i rapporti di Cisterna Giudice in cui lo stesso accusava i con Luciano Lo Giudice La prima circostanza in cui si giudici Cisterna Mollace e Neri: parlò apertamente dei rapporti tra «Resto in attesa di sapere, e mi doil magistrato ed il rampollo della vrà essere spiegato, perché io non famiglia di Santa Caterina fu in oc- sia stato tempestivamente messo a conoscenza del casione degli arrefatto che Lo Giusti per mandanti I contatti con dice Luciano, in ed esecutori degli Lo Giudice data 8 giugno attentati agli uffici 2010, appena giudiziari reggini sono stati tutti trasferito a Reged alla casa del comunicati gio Calabria dal procuratore genea Piero Grasso carcere di Tolrale Salvatore Di mezzo, voleva Landro. Nel corso della conferenza stampa il procu- iniziare una collaborazione con ratore di Catanzaro, Vincenzo me, visto che ciò avrebbe impediLombardo, spiegò che i rapporti to, ove i Lo Giudice come pare siatra magistrati e famiglia Lo Giudi- no coinvolti nei fatti, di portare a ce, per quel che era stato accerta- compimento gli attentati nei conto, erano del tutto leciti. Vi sono fronti dei procuratori Di Landro e diversi contatti tra Cisterna e Lu- Pignatone, avvenuti in epoca succiano Lo Giudice, alcuni telefonici, cessiva». Proprio quegli attentati altri tramite missive. Ma, a tal pro- sarebbero stati compiuti quale riposito, il magistrato dichiarò a CO torsione della cosca Lo Giudice nei nel corso di un’intervista esclusiva: confronti di quei magistrati che «I miei contatti con Lo Giudice non avrebbero assicurato l’immuLuciano si sono sempre limitati al- nità attesa. Sul punto, però, lo stesla questione concernente suo fra- so gip di Catanzaro che ha emesso tello Maurizio, che era anoressico l’ordinanza ha parlato di un Nino e pesava 45 chili ed è stato salvato Lo Giudice reticente nello spiegadal collega Macrì, ed al figlio di Lu- re la reale motivazione che ha scaciano che era autistico. In due an- tenato la stagione della tensione. ni e mezzo credo che vi siano stati Ora si aggiunge questo nuovo caappena 10 minuti di telefonate, al- pitolo che, per quanto “dovuto” e tro che l’iperbole dei 70 contatti in scontato, rimane pur sempre cui saranno compresi anche pochi un’indagine su un procuratore agsecondi di un saluto o di un augu- giunto della direzionale nazionale rio di Natale». Vi fu poi il famoso antimafia. telegramma inviato dal carcere di CONSOLATO MINNITI Tolmezzo, nel quale Luciano Lo c.minniti@calabriaora.it

venivano tenute le imbarcazioni di numerosi soggetti appartenenti a forze dell’ordine e magistratura. Spuntarono anche i nomi di Mollace e Cisterna che non eccepirono mai nulla circa la presenza dei loro natanti all’interno della nautica. Quello era un luogo dove tanta gente perbene lasciava le imbarcazioni ed i due magistrati non ebbero mai alcun sospetto sulla condotta di Spanò. Questi, però, venne tratto in arresto nel 2009 con l’accusa di essere il prestanome di Luciano Lo Giudice, soggetto già assicurato alla giustizia prima con l’accusa di usura e poi con quella di associazione mafiosa.


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PIERO SANSONETTI

La magistratura ormai è diventata un potere fuori controllo. Rischia di fare dei danni gravi, di far saltare gli equilibri fondamentali che regolano il funzionamento della nostra società, e di devastare lo stato di diritto. Purtroppo, al momento, il mondo politico sembra cieco di fronte al pericolo. C’è solo Silvio Berlusconi che lo denuncia, ma è poco credibile perché, tra le tante vittime dello strapotere dei giudici, lui certamente è la meno innocente. I suoi nemici invece sono convinti, ahinoi, di poter trarre profitto dallo scontro tra Berlusconi e il potere giudiziario, e quindi se ne infischiano, anzi alimentano la corsa dei giudici all’onnipotenza. È così: l’Italia è nelle mani di una classe dirigente e di un ceto politico molto poco responsabili, non all’altezza dei propri compiti. La guerra tra magistrati che si è aperta in Calabria, e che ieri ha visto il procuratore di Reggio, Giuseppe Pignatone, azzannare il dottor Alberto Cisterna, numero due dell’antimafia nazionale, è uno degli esempi più limpidi, e preoccupanti, di questo impazzimento del potere giudiziario. Pignatone ha deciso di iscrivere Cisterna sul libro degli indagati (e la notizia – chissà per quali misteriose vie! - è stata fornita al

C’è un potere fuori controllo: la magistratura

Parola di pentito. Nella foto la deposizione del collaboratore di giustizia Spatuzza, pluriomicida per sua stessa confessione

Oggi comandano i pentiti, destabilizzano e cambiano la verità. Va modificata la legge

“Corriere della Sera”) sulla base della testimonianza di un pentito che nessuno, in Calabria, ritiene neppur minimamente attendibile. Mentre è opinione comune che la moralità del dottor Cisterna sia fuori discussione.

Io, che sono vecchio, mi ricordo molto bene quando, tanti anni fa, un certo pentito Pellegriti, uomo di mafia, accusò in modo generico e senza riscontri Giulio Andreotti di contatti con “Cosa Nostra”; il giudice Falcone, nel

giro di due ore, fece una cosa molto semplice: incriminò Pellegriti e dispose il suo arresto. Vi assicuro che Pellegriti, nonostante tutto, aveva più credibilità del pentito Lo Giudice detto il “nano”. Per-

cosa cambiare I pentiti non devono essere i padroni, bisogna spezzare il cerchio di complicità tra magistratura e stampa ché Falcone fu così duro con lui? Perché avendo una grandissima conoscenza della materia delicatissima del “pentitismo”, Falcone sapeva quale fosse il pericolo: che i pentiti iniziassero loro stessi a diventare protagonisti, usassero la magistratura ai loro scopi, destabilizzando e soprattutto portando la giustizia lontanissima dalla verità. Falcone aveva costruito su un pentito - Tommaso Buscetta - la sua grandiosa opera di investigazione e le sue scoperte sulla mafia, ma sapeva anche che i pentiti andavano maneggiati con grande cautela. E che bisognava, spesso, diffidare di loro. Francamente il dottor Pignatone, nel caso di Lo Giudice, non ha mostrato grande cautela. Ha creduto a una sua testimonianza basata per altro non su conoscenza diretta e nemmeno sul sentito dire, ma su una intuizione

l’analisi

La vittoria del Nano... e della mafia DI

FRANCESCO FERRO

Il Nano ha vinto mentre a perdere è la credibilità di tutta la magistratura calabrese. Le cantate del pentito, puntualmente rese pubbliche dai media, hanno finito per gettare ombre infamanti sull’operato di magistrati in prima linea nella lotta alla mafia come Alberto Cisterna, numero due della Procura nazionale antimafia, il magistrato Francesco Neri, il sostituto procuratore generale di Reggio, Francesco Mollace e il pm Beatrice Ronchi. La strategia di delegittimazione dei giudici è ormai compiuta; nel giro di pochi mesi le accuse di Nino Lo Giudice sono riuscite a insinuare nell’opinione pubblica il tarlo del sospetto; il dubbio devastante che una certa magistratura possa strizzare l’occhio alle cosche, dividere interessi simbiotici, colludere. Che questo disegno destabilizzante possa essere stato pensato autonomamente dal Nano risulta difficile da ipotizzare. Attribuirgli la capacità di concepire, in autonomia, una strategia così complessa e dirompente vorrebbe dire sopravvalutare di molto le sue capacità. Nino, anche all’interno della stessa famiglia si era ritagliato una figura di facente funzioni e mai di vero e proprio leader di un clan. E’ sempre vissuto all’ombra del fratello Luciano, vera mente del gruppo, anche dopo l’arresto. E nei confronti di Luciano, il Nano ha mostrato una sorta di sudditanza psicologica, almeno

questo è quanto si evince dalle sue confessioni dalle quali si desume chiaramente che pendeva dalla sue labbra e faceva ogni cosa per non deluderlo. Chi ci sia allora dietro al Nano è il vero nodo da sciogliere per venire a capo di un meccanismo denigratorio che affonda, giorno dopo giorno, la lama del sospetto nel tessuto tutt’altro che compatto della magistratura reggina. Il boss con le sue innumerevoli e contraddittorie dichiarazioni, è riuscito nell’intento di minare alla base la solidità della procura reggina molto più di quanto avrebbe potuto fare con qualsiasi azione criminale. E’ risuscito anche a screditare il numero due della Dna facendolo indagare per corruzione in atti giudiziari. Di fatto il braccio destro di Piero Grasso si trova ad essere interrogato da Pignatone e della Ronchi perché accusato da uno ’ndranghetista. Una situazione che appare grottesca soprattutto se si tiene conto che, secondo lo stesso pentito, anche la Ronchi sarebbe stata “in mano alla famiglia Lo Giudice”. Le cantate del Nano, date in pasto agli amplificatori mediatici, hanno creato un clima di veleni in cui la giustizia rischia di finire nella mani dei pentiti. In attesa che venga al più presto fatta chiarezza su tutto e su tutti, resta solo una certezza: in situazioni come questa è lo Stato a barcollare mentre la ’ndrangheta ne esce più forte.

(“avevo l’impressione che mio fratello avesse...”) e invece di reprimere la calunnia ha proceduto all’iscrizione di Cisterna nel registro degli indagati e non ha impedito che la notizia arrivasse ai giornali. Producendo un danno di immagine e di credibilità incalcolabile ad uno degli uomini chiave dell’antimafia nazionale. Diciamo che, al momento, questa partita – cioè questa guerra nella magistratura – la sta vincendo la ’ndrangheta. La quale, potete starne certi, stasera brinda a champagne per il colpo portato a segno dal “nano”. Cosa si può fare adesso, per impedire che il “suicidio” dello Stato prosegua? Ripeterò quello che ho detto altre volte, e ancora recentemente – in garbata e serena polemica con il dottor Pignatone. Primo, occorre riformare la legge sui pentiti, profondamente, in modo da ridurre al minimo la possibilità dei pentiti di essere decisivi nell’orientamento delle indagini e nelle loro conclusioni, e ridimensionando consistentemente il regime premiale. I pentiti non devono essere, come sono adesso, i padroni della Giustizia. Secondo, bisogna intervenire per spezzare il cerchio di “complicità” tra magistratura e stampa, e cioè la tendenza di pezzi importanti di magistratura ad usare la stampa come un proprio strumento “punitivo” o “ricattatorio”. È molto difficile che la stampa possa sottrarsi a questa sua subalternità da sola, perché è difficile rinunciare alle notizie e agli scoop. E allora deve intervenire la legge. Terzo, si deve procedere a una riforma della giustizia che restituisca alla magistratura il suo ruolo essenziale nel funzionamento di una società democratica e le impedisca di compiere continuamente irruzione in ambiti di potere che non sono suoi e di usare le proprie competenze al fine di vincere battaglie politiche e di potere. Separazione delle carriere, riforma del Csm, riforma delle intercettazioni, eccetera. Non c’è molto tempo da perdere. L’idea che riformare la magistratura sia un atto che va nella direzione dell’aiuto alla malavita è follia. È il contrario. Non è possibile combattere davvero la malavita con la magistratura ridotta come oggi è ridotta. Se la stessa lotta alla mafia diventa uno strumento per altre battaglie politiche, statene certi, la mafia vincerà sempre.


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Venerdì 17: l’ennesimo omicidio Domenico Campisi, narcos del clan Mancuso, viene freddato a Nicotera È ancora vivo quando atterra l’elisoccorso Muore appena caricato a bordo

NICOTERA (VV)

La ’ndrangheta spara. E uccide. Non sono gruppi di cani sciolti quelli che si sfidano con fuoco e piombo nei feudi, sin qui inviolati dalle guerre di mafia, controllati dal clan Mancuso; perché è l’alba di una faida quella che sorge su Nicotera e nei territori vicini. Chi sta alla regia, chi è contro chi e perché, sono gli interrogativi che albergano sulla sfondo dell’ennesimo agguato mortale. Interrogativi sui quali gli inquirenti si arrovellano per cercare risposte, mentre un altro cadavere eccellente allunga l’inquietante cronologia d’omicidi. Appartiene a Domenico Campisi, 44 anni, residente nella frazione Marina. Uno dei narcotrafficanti - «referente ed uomo di fiducia dei Mancuso», scrisse il pm della Dda di Catanzaro Salvatore Curcio - finito nelle maglie della storica maxioperazione “Decollo”. È il fratello dell’ergastolano Giuseppe Campisi, altro pezzo da novanta, trafficante d’armi e droga, da nord a sud, per conto di alcuni tra i più potenti cartelli ’ndranghetistici calabresi. Un altro fratello, Antonio, gli fu ucciso nel 1985, a ventinove anni, a Torino in un conflitto a fuoco coi carabinieri. Mimmo Campisi è il «compare» - rivelò ai magistrati il pentito Giorgio Tocci - di Mommo Molé. Ed è ammanicato - spiegarono altri pentiti - anche con i Piromalli ed i Mazzaferro. E poi è il cognato di Salvatore Cuturello, uno che conta nel clan dei limbadoti, il genero del «diritto con catena» Peppe Mancuso. Insomma, non uno qualunque. Venerdì 17, ore 9. Il bersaglio si trova a bordo della Lancia Musa guidata da un cugino, Benedetto Buccafusca, sulla provinciale che collega il bivio per la frazione Comerconi al campo sportivo di Nicotera. Sulla loro scia

AGGUATO I rilievi tecnici sulla scena del delitto. Sotto, la vittima Domenico Campisi. Nella pagina accanto, l’auto crivellata di colpi (foto tratte da Rete Kalabria) il killer, sembra a bordo di un’auto guidata da un complice. L’arma tirata fuori, un fucile caricato a pallettoni, e due, forse tre colpi esplosi. Infrangono i cristalli posteriori, feriscono gravemente, attingendolo alla testa, Domenico Campisi. Buccafusca rimane illeso, mentre la vittima predestinata, col cranio dilaniato, si riversa sul croscotto in una pozza di sangue. Sul posto giungono i carabinieri con i sanitari del Suem 118; Campisi è ancora vivo, mentre atterra l’elisoccorso destinato a condurlo a Catanzaro per un disperato inter-

vento chirurgico. Spira appena il corpo viene portato a bordo. Sulla scena del crimine si reca il pm Gabriella Di Lauro, assieme al comandante provinciale dell’Arma Giovanni Roccia che segue i primi passi investigativi affidati ai vertici del Reparto operativo provinciale, il maggiore Vit-

Colpito alla testa mentre era nell’auto guidata da un cugino

torio Carrara ed il capitano Giovanni Migliavacca, alla Compagnia di Tropea diretta dal capitano Francesco Di Pinto e alla stazione di Nicotera del luogotenente Raffaele Castelli. Mentre la scientifica isola l’arteria, iniziano anche i rilievi dei consulenti tecnici della Procura, l’anatomopatologa forense Katiuscia Bisogni e l’esperto balistico Ferdinando Mancino. Un lavoro pulito, eseguito con spietata spregiudicatezza, freddo cinismo e precisione chirurgica da killer professionisti. Gente abituata a sparare, che probabilmente ave-

va pedinato il bersaglio, attendendo il momento propizio per far fuoco, in pieno giorno ed in una zona evidentemente conosciuta, a traffico ridotto specie a quell’ora. Qualcuno può aver comunque visto qualcosa. In ogni caso c’è un testimone oculare che non era necessario uccidere. Perché, per un motivo anziché un altro, i sicari ed il mezzo a bordo del quale viaggiavano, forse non saprebbe riconoscerli. Benedetto Buccafusca viene portato in caserma e interrogato e nulla trapela sul suo racconto al pm Di Lauro che, una

volta acquisiti i primi riscontri, potrebbe trasferire subito gli atti alla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. I primi indizi acquisiti, in fondo, delineano i contorni del delitto di ’ndrangheta. E l’assenza, allo stato, di un ipoteti2co movente privato che non si esclude invece per l’uccisione del boss di San Giovanni di Mileto Giuseppe Prostamo, freddato a San Costantino Calabro il 4 giugno induce a ritenere che il caso a breve possa passare di mano. ’Ndrangheta, quindi, come per i delitti precedenti che vedono vittime altri due imputati eccellenti del maxiprocedimento “Decollo”, Vincenzo Barbieri, trucidato a San Calogero il 12 marzo scorso, e Cosma Congiusti, freddato a Nicotera l’8 novembre del 2010. Che gli equilibri mafiosi, nel Vibonese crocevia degli affari delle cosche, fossero fragili lo si era però capito sin dal 21 marzo del 2010, quando a Longobardi venne trucidato il perito assicurativo Michele Palumbo. Un morto dopo l’altro, così, lo spettro della guerra si fa sempre più inquietante. PIETRO COMITO p.comito@calabriaora.it

chi era

A Milano come in Colombia Il broker con le mani ovunque NICOTERA (VV) Domenico Campisi era semplicemente “Mimmo”. Condannato in via definitiva per narcotraffico all’esito del processo “Decollo”, aveva saldato un primo conto con la giustizia. Un altro conto restava aperto. Anche in “Nasca e Timpano” - operazione del Goa della Guardia di finanza risalente al 2004, coordinata dall’allora pm antimafia di Reggio Calabria Franco Mollace - gli era infatti andata male. La pena inflittagli, però, è stata annullata recentemente dalla Suprema Corte di Cassazione per la seconda volta. Gli atti ora sono a disposizione della Corte d’appello di Messina che attende d’istruire un terzo processo di secondo grado. Da diversi mesi circolava a piede libero. Era una vecchia conoscenza non solo per gli inquirenti reggini, visti i suoi rapporti d’affari

con i cartelli ’ndranghetistici della Piana, ma soprattutto per quelli di Catanzaro. Il pm Salvatore Curcio ed il Ros del colonnello Giovanni De Chiara gli rimasero addosso a lungo, intercettandolo e pedinandolo, grazie anche alle soffiate dell’ex ausiliario infiltrato sulle rotte del narcotraffico internazionale Bruno Fuduli. Dalle loro indagini emerse, quindi, che Domenico Campisi non aveva solo preso le redini del business lasciato scoperto dal fratello Giuseppe una volta finito all’ergastolo, ma aveva soprattutto iniziato a mietere affari direttamente col Sud America. Il fratello Giuseppe, un uomo che i pentiti indicano in strettissimi rapporti con Luigi Mancuso, considerato tra i boss più potenti in assoluto della holding ’ndrangheta, ma anche con Franco Coco Trovato, fu

coinvolto in alcuni dei più importanti procedimenti istruiti tra la Calabria e la Lombardia, per traffici d’armi e di droga, soprattutto nel Milanese, oltre che per omicidio. Il pm Curcio, Domenico Campisi lo sorprese quindi ad approvvigionare il mercato della cocaina all’ombra della Madonnina e, continuando ad indagare, scoprì che egli - «referente e collaboratore di fiducia dei Mancuso», scrisse era uno dei «finanziatori della componente vibonese» nelle traversate transoceaniche delle tonnellate di cocaina che partivano dal Sud America e, facendo tappa nei porti di mezz’Europa, giungevano fino in Italia per essere spacchettate e smerciate. Aveva preso È storia scritta negli atti le redini del giudiziari e nelle sentenze, oltre che nei sequestri di quelle business che ingentissime quantità di polfu del fratello vere bianca sequestrate dal Giuseppe Ros. Era un narcotrafficante di primissimo livello, dicono gli inquirenti. E questo, al di là del suo pedigree e dei rapporti di parentela coi Mancuso, di comparaggio coi Molé e d’affari coi Piromalli ed i Mazzaferro gli avrebbe dato la possibilità di ottenere grande considerazione anche in altre piazze, compresa Rosarno e dintorni. Uno che aveva grandi disponibilità economiche e che poteva trattare direttamente, o per via mediata, coi colombiani. Per tutto questo il suo delitto viene classificato come eccellente. (p. com.)


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Bombe, proiettili e sangue Diario di guerra dal Vibonese Gli scissionisti e la nuova geografia dei gruppi mafiosi VIBO VALENTIA Il risveglio è amaro. Morti ammazzati qua e là, bombe che esplodono e saracinesche crivellate a colpi di pistola. La Direzione nazionale antimafia, nella sua ultima relazione, evidenzia l’esistenza di anime «scissioniste» nella galassia di gruppi mafiosi un tempo piegati al volere del clan Mancuso. Evidentemente i prodromi di un’escalation criminale che nel breve periodo

avrebbe condotto ad una serie di agguati omicidiari in provincia di Vibo Valentia erano stati colti da tempo. Le Serre una guerra l’hanno iniziata per conto loro, loro che ormai neppure c’entrano più con Limbadi e dintorni. Le Serre, quelle dei «viperari», di don Damiano Vallelunga e del fratello Salvatore ormai buonanime, guardano alla jonica ed alla faida scatenata dall’omicidio, a San Vitto-

la black list di “decollo”

Ammazzati uno dopo l’altro Dal delitto Fiamingo a oggi. Conti che si regolano sette anni dopo NICOTERA (VV) Dati oggettivi. E suggestivi. In attesa dei risultati sui reperti balistici, e degli esiti di ulteriori riscontri tecnico-investigativi, sono il minimo comune denominatore degli ultimi tre fatti di sangue che gettano l’ombra sinistra della guerra di mafia all’interno del locale di Limbadi. Domenico Campisi, ucciso a Nicotera, il 17 giugno 2011; Vincenzo Barbieri, ucciso a San Calogero il 12 marzo 2011; Cosma Congiusti, ucciso a Nicotera l’8 novembre del 2010. Erano tutti uomini di peso che, per un motivo o per un altro, erano considerati affibbiati al clan Mancuso. E non solo: Barbieri stava al numero 6, Campisi al 9, Congiusti al 16, nella rubrica della seconda richiesta di misure cautelari firmata dal pm Curcio nell’ambito del procedimento “Decollo”. Ed in quella rubrica, che lentamente diviene una sorta di black list i cui nomi sono progressivamente depennati, c’è un altro morto ammazzato. È Raffaele Fiamingo, il “Vichingo”, boss del Poro, un altro pezzo da novanta della

galassia limbadese. Lui aveva il numero 20. Venne ucciso all’alba del 10 luglio 2003, a Spilinga, in via della Resistenza. Quella notte di sangue sembrava già destinata a mutare per sempre gli equilibri mafiosi del territorio. Perché qualcuno sparò non solo al Vichingo, ma pure a Ciccio Mancuso “Tabacco” e allora molti iniziarono a tremare perché in seno al locale di Limbadi - si apprende dalle carte giudiziarie - esisteva una legge non scritta considerata da sempre vangelo: nessun Mancuso deve morire. Malgrado gravemente ferito il boss lentamente si riprese. Un fatto eclatante che convinse gli inquirenti ad affrettare la conclusione di un’indagine considerata epocale, “Dinasty”. L’allora capo della Squadra mobile di Vibo Valentia Rodolfo Ruperti ed il suo vice Fabio Zampaglione scortarono così l’ex pm della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro Patrizia Nobile in una sorta di bunker ed il suo monumentale lavoro, all’alba dell’8 ottobre successivo a quella notte di sangue, portò alla notifica di

decine di misure cautelari in un’operazione destinata a segnare uno spartiacque decisivo tra il passato ed il futuro. Oggi, a sette anni e mezzo da allora, gli equilibri sconquassati si riassestano con le armi e gli omicidi. L’uccisione di Michele Palumbo, avvenuta l’11 marzo del 2010 a Longobardi, fu un segnale inquietante. Era un perito assicurativo, che un pentito qualche tempo prima, sentito da magistrati e poliziotti, inserì nelle logiche della galassia limbadese. Un delitto anomalo, agghiacciante, e platealmente mafioso. Che indusse gl’inquirenti a rivedere la natura di un altro segnale forte, venuto dalla mala a sud-est della provincia. Tre settimane prima, il 23 febbraio 2010, a Drapia venne ucciso Pietro Carone, pregiudicato ed un fratello, Saverio, morto ammazzato il 12 marzo del 2004. Come se a seisette anni di distanza, nonostante “Dinasty” e le sue conseguenze di carattere giudiziario, il destino di alcuni uomini non fosse mutato. p. com.

re Olona, nel Milanese, di Carmelo Novella il 14 luglio del 2008. È un affare che si snoda tra Serra, Guardavalle, Monasterace e Soverato, al confine tra le province di Vibo, Catanzaro e Reggio: ventinove fatti di sangue in tre anni in quella che impropriamente viene definita come la nuova «faida dei boschi». Vallelunga, però, era uno scomodo anche voltando gli occhi a sud-est, perché era un «crimine» e benedì quel tavolo degli scissionisti convocato in summit a Sant’Onofrio - come emerge dall’indagine “Uova del drago” - per pianificare la sottrazione del Vibonese ai Mancuso. Quegli stessi Mancuso che però con la sua morte nulla avrebbero a che fare, almeno a leggere le carte di “Crimine” e “Bagliore” e le rivelazioni del pentito Antonino Belnome. Tutto ciò è comunque sintomatico del fatto che, da circa tre anni a questa parte, la galassia di Limbadi aveva ormai perso uno dei suoi pianeti, le Serre, senza battere ciglio. C’è poi altro. L’inchiesta “Crimine” rivela, “Minotauro” conferma. Esistono locali di ’ndrangheta, vecchi e nuovi nel Vibonese, che non rispondono più al mandamento tirrenico: Nardodipace e Piscopio stanno sotto l’egida dei Commisso di Siderno, rispondono a Polsi ed al mandamento jonico. Una «novità assoluta», spiegano il procuraUn’escalation tore aggiunto di Reggio criminale. Ma Calabria Nicola Gratteri ed i suoi colleghi. E c’è ali tempi difficili ancora. A nord-est sembrano essere tro della provincia, nell’Angisolo all’inizio tolano, esistono cosche che pur mantenendo i loro affari a ridosso di Pizzo Calabro, ormai sono sempre più rivolte verso il Lametino, dove si riprende - anche qui - a sparare e, soprattutto, ad ammazzare. Nelle Pre-Serre, invece, i nuovi pentiti e l’arresto del boss di Gerocarne Bruno Emanuele, cautelato per il duplice omicidio dei fratelli Loielo, sconquassano una geografia che appariva cristallizzata alle precedenti emergenze investigative: controllo in house degli appalti in loco e affari e favori fuori provincia, specie coi Forastefano, prima che il boss Tonino Forastefano si gettasse pentito pure lui. Ora quella è zona franca, dove chi poteva assumere le redini del comando o è in galera, o s’è pentito, o è stato atterrato. I dintorni del capoluogo, passando per il Poro e finendo alla Costa degli dei sono le aree soggette ai movimenti tellurici, perché questa al di là della presenza di gruppi emergenti, anche a ridosso del confine con Rosarno, rimane la roccaforte dei Mancuso, che rimane - sottolinea l’ultima relazione della Dna - «uno dei più potenti gruppi nell’intero panorama mafioso della Calabria, grazie anche alle proiezioni al nord Italia ed ai qualificati collegamenti con i più importanti cartelli criminali del narcotraffico in Sud America». Intanto sono proprio quei «qualificati collegamenti» col Sud America a cadere - Vincenzo Barbieri e Domenico Campisi. C’è da capire perché, se ciò rientri in una logica di aggressione a Limbadi, se ciò costituisca il segnale di un regolamento dei conti interno, o se è l’inizio di un repulisti che dall’interno è destinato a passare all’esterno. L’unica certezza, solo accennata dagli inquirenti, è che qui i tempi difficili sono appena iniziati. (p. com.)


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Delitto Carabetta, caso irrisolto Assolto il boss Tripodo. Quattordici anni al pentito Lorenzo Federico LOCRI (RC)

La morte di Domenico Carabetta, il giovane cuoco ucciso sul lungomare di Sant’Ilario dello Jonio, è un rebus che dura da 23 anni e che sembra destinato a restare tale. La Corte d’assise di Locri ha scagionato il boss Antonino Venanzio Tripodo dall’accusa di aver preso parte al delitto di un malcapitato, lo chef fatto secco per sbaglio la notte dell’undici settembre 1988. Per il padrino di Fondi e Vincenzo Monteleone, considerato il killer, il pubblico ministero Giuseppe Adornato aveva chiesto l’ergastolo sulla base delle dichiarazioni del terzo imputato coinvolto nel processo, il pentito Lorenzo Federico, per cui erano stati proposti sedici anni di prigione. Quando è stato chiamato dai magistrati a rispondere sull’omicidio, il collaboratore di giustizia si è assegnato il ruolo di complice: «Venanzio Tripodo - raccontò - ha dato l’ok, ma è stato Vincenzo Monteleone ad uccidere Domenico Carabetta, io l’ho solo accompagnato sul posto. C’è stato un errore di persona, quella notte, pensavamo che dentro l’auto ci fosse uno dei fratelli Tallariti, invece c’era un’altra persona. Non era lo chef il nostro obiettivo». L’uomo, ieri nel gabbione dell’aula dietro a un separè, è stato condannato a 14 anni di reclusione. Le sue rivelazioni sono state solo in parte date per buone dalla Corte. «Ricorreremo in appello, le confessioni del mio assistito sono veritiere», dice il suo difensore di fiducia, Maddalena Taverna. Esultano invece i legali degli imputati Tripodo e Monteleone, gli avvocati Eugenio Minniti, Riccardo Errigo e Sandro Furfaro:«La riteniamo una sentenza giusta, emessa da una Corte autorevole. Per i nostri assistiti rappresenta la

rivelazioni credute in parte La difesa: «Ricorreremo in appello. Le confessioni del nostro assistito sono veritiere»

Venanzio Tripodo scende dal cellulare durante uno dei suoi trasferimenti dal carcere al tribunale fine di un incubo». L’unica certezza del caso Carabetta resta il pentito, dunque. Emerge a chiare lettere dal dispositivo della sentenza della Corte d’assise presieduta da Amelia Monteleone: i giudici lo hanno anche condannato «al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni in favore della costituita parte civile, Ida Curciarello». La donna è la madre del cuoco assassinato sul lungomare di Sant’Ilario. «Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia hanno una forte valenza probatoria, Lorenzo Federico si è anche autoaccusato», aveva sostenuto nel corso della requisitoria il pubblico ministero Giuseppe Adornato. «C’è stato un errore di persona - questa la tesi della Procura - Monteleone, quando entra in azione, è sicuro di uccidere uno dei fratelli Tallariti, non Carabetta». Secondo la ricostruzione dell’accusa, il

Co.Met.A.M. Consorzio Gas Metano Alto Mesima

(Comuni di: Acquaro, Arena, Dasà, Gerocarne, Pizzoni, Soriano Calabro, Sorianello, Vazzano) Provincia di Vibo Valentia AVVISO DI GARA Il Consorzio Co.Met.A.M., costituito dai comuni di Acquaro, Arena, Dasà, Gerocarne, Pizzoni, Soriano Calabro, Sorianello, Vazzano, con sede in Dasà (VV) (cap 89832), nei locali della residenza comunale, Corso Umberto I° n. 73, indice un esperimento di gara mediante procedura aperta, ai sensi dell’art. !!"#$"%"&'(")$"*+,$"-.%/011."'",$2$3$4"5'6"(789:&82';<="&'((8"Concessione di !"#$%&'()**!&+&'"#,-.,'"/'$00,..$'!"'1%$0,.."2&$-,'/,3-&.&#"',/',4,+).&#"5' la Costruzione e la Gestione delle reti di distribuzione del gas metano -,!' .,%%&.$%&$' /,!' +$-4$%2&$' 6789:;8<8985' +$=(%,-/,-.,' &' +$=)-&' /&>' <+?)"%$5'<%,-"5'@"4A5'B,%$+"%-,5'1&22$-&5'C$%&"-,!!$5'C$%&"-$'6"!"*%$5' Vazzano. (Delibera del C.d.A. n. 01 del 05.04.2011). Il bando di gara è stato inviato alla G.U.U.E. in data 15.06.2011 ed è disponibile, unitamente al disciplinare di gara e a tutti i documenti di gara, sul sito istituzionale del Comune di Dasà www.comune.dasa.vv.it e sul sito della Regione Calabria www.regione.calabria.it. - Codice CIG: 2412802332. Codice CUP: I65J10000080002. Importo complessivo dell’investimento: euro 18.243.344,71. Categoria 56'>8(';<'?"@A".$"""B(8,,3:#8?"CDD$ Termine presentazione delle offerte: 80 (ottanta) giorni decorrenti dalla data di spedizione del bando alla G.U.U.E. Il RUP Ing. Vincenzo CORRADO

bandolo di questa storia porta il nome di un tipo morto ammazzato nel suo hotel, l’imprenditore Catanzariti. Da quel giorno i sospetti degli inquirenti e della banda Tripodo si concentrarono su due fratelli di Sant’Ilario, i gemelli Tallariti. Erano sempre in-

sieme – dice il collaboratore di giustizia Federico – e sempre con quella macchina, una A 112 blu». Una simile, la sera del 12 settembre 1988, è posteggiata sul lungomare di Sant’Ilario, nei paraggi del ristorante “Il pentagono”. «Ci siamo messi i caschi e siamo

andati in moto sul posto. Io – ricorda il pentito - aspettai nella stradina accanto al passaggio a livello, mentre Monteleone, appena ha visto uno salire sull’auto, si è messo a sparare a bruciapelo». Lorenzo Federico ha raccontato che quella notte il suo

sodale «esplose almeno dieci colpi di pistola». E che quando lasciano la scena del crimine erano certi di averne liquidato almeno uno dei gemelli Tallariti. Ma erano inciampati in un abbaglio:«Come rientro a Reggio Calabria - raccontò ancora il testimone viene a trovarmi Monteleone. Era scosso. Mi disse: “hai visto quello che è successo?, almeno era uno dei fratelli, ma neanche questo. Ho ucciso un innocente, eppure l’auto era la stessa, anche la stazza fisica era quella”». «È stata dimostrata dell’innocenza del mio assistito», dice dopo la lettura del dispositivo il difensore di fiducia di Venanzio Tripodo. ILARIO FILIPPONE regione@calabriaora.it

strage di duisburg

«Strangio dice la verità» Taormina ha cercato di dimostrare l’innocenza dell’imputato LOCRI«Giovanni Strangio dice la verità. Dal processo non è emerso un fatto, una circostanza che non abbiano confermato quello che l’imputato ha riferito a questa corte». È questo quanto sostenuto ieri in aula dall’avvocato Carlo Taormina, difensore dell’uomo ritenuto dalla procura antimafia di essere l’ideatore e l’esecutore materiale della strage di Duisburg del 15 agosto 2007. È stata un’udienza completamente dedicata alla discussione del legale di Strangio, quella che si è svolta ieri davanti alla corte d’assise di Locri. Un lungo intervento difensivo con cui l’avvocato Taormina ha cercato di dimostrare l’inconsistenza del quadro probatorio emerso dal processo a carico del suo assistito. «È complicato individuare qualcosa di concreto in relazione alla partecipazione mafiosa di Strangio», ha detto il legale facendo riferimento alle prove che l’accusa ha portato in dibattimento. «Questo processo - ha continuato - si è risolto in una trasmigrazione di quello che è emerso dalle indagini, ma nulla di più. Di quello che è accaduto a Duisburg ne abbiamo avuto conoscenza solo attraverso dei racconti». Nella sua arringa il legale ha più volte rimarcato la presenza di «una sottovalutazione dei dati raccolti che invece avrebbero dovuto essere scandagliati ed esaminati con maggiore precisione». Il legale ha posto l’accento sia sulla contraddittorietà delle dichiarazioni rese in dibattimento da alcuni testimoni, sia sull’esame peritale svolto sui fotogrammi delle telecamere tedesche, che avrebbero ripreso la Clio utilizzata dai killer dei

L’avvocato Carlo Taormina sei giovani calabresi. «È stata sequestrata un’ auto, ma noi non l’abbiamo potuta esaminare. Noi sappiamo di questo veicolo - ha continuato Taormina - solo attraverso le fotografie e le pessime riprese delle videocamere». Secondo la tesi esposta dalla difesa, dunque, l’esame dei periti su quelle immagini, che dovrebbero far luce sulla carneficina consumata davanti al ristorante “da Bruno”, non può fondare una condanna all’ ergastolo e questo perché, come sottolineato più volte in aula ieri, «tutti i consulenti di parte e gli esperti nominati dalla Corte sono stati d’accordo nell’affermare che non è possibile ave-

re la certezza di ciò che si vede a causa della pessima qualità delle immagini». Tra l’altro, ha evidenziato il legale, vi sarebbero delle incongruenze tra le due perizie effettuate dagli esperti Jerin e Carrato, soprattutto nella parte in cui, solo nel secondo elaborato, avrebbero riferito di una differenza di luce proiettata dai fari anteriori dell’auto, che sarebbe minore rispetto a quelle della Clio utilizzata dalla Dekra e dell’auto sequestrata in Belgio. Per la difesa, dunque, non ci sarebbero prove per potere condannare Strangio, per il quale invece il procuratore aggiunto Nicola Gratteri ha chiesto la condanna all’ergastolo. Non sarebbe neanche stata provata la dinamica del delitto così come non vi è «la prova della contestuale presenza di Strangio e di Sebastiano e Giuseppe Nirta nella casa di Scarpello, considerata dagli inquirenti la base operativa della strage. Infine il movente di quell’eccidio che, secondo la pubblica accusa, sarebbe stato la necessità di vendicare la morte di Maria Strangio, secondo quanto sostenuto da Taormina, non sarebbe confermato da alcun elemento . Così come «è da ritenere inverosimile, un’ipotesi di fantasia che la mente di una strage come quella di Duisburg, abbia lasciato così tante tracce dietro di sé (pagamenti con carte di credito, biglietti d’aereo, indirizzi e numeri di telefono per farsi consegnare dei caricatori), ha sostenuto il legale che ha concluso chiedendo l’assoluzione di Giovanni Strangio per non aver commesso il fatto. DANIELA URSINO regione@calabriaora.it


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Libero il boss cutrese Nicolino Grande Aracri

Era uscito dal carcere il 5 aprile scorso. E si scatenò un putiferio di polemiche, perché lui è Nicolino Grande Aracri, potentissimo capomafia di Cutro, che l’onorevole Angela Napoli, interrogando perentoriamente il ministro guardasigilli Angelino Alfano, non esitò a definire come «uno dei boss più potenti e san- cipata concessa per giorni novanta» con provvedimento del 27 novemguinari della ’ndrangheta». Era dentro «in espiazione della pe- bre 2000, «in relazione alla espiana complessiva residua di anni tredi- zione della condanna inflitta con sentenza del 10 giuci, mesi quattro e giorni nove di recluStava espiando gno 1999 dalla Corte d’appello di Catansione», cumulo stain carcere una zaro». bilito con «provveDi nuovo dentro, dimento di esecupena detentiva quindi, ma per poco, zione di pene conresidua di perché ieri il magicorrenti» emesso 13 anni e 4 mesi strato di sorvegliandal procuratore geza Antonella Giulianerale di Catanzaro il 21 marzo 2011. Tre settimane do- na Magliavita - «acquisito il parere po i cancelli della casa circondariale contrario del pm» - ha accolto del capoluogo di regione si sono l’istanza formulata dai difensori di don Nicolino, gli avvocati Gianni quindi chiusi alle sue spalle. L’aria fresca poté assaporarla solo Russano e Salvatore Staiano, conceper qualche settimana perché il tri- dendo a Grande Aracri «in relazione bunale di sorveglianza di Catanzaro, ai semestri 19 dicembre 2008 - 19 l’1 giugno 2011, è tornato sui suoi dicembre 2009 e 19 giugno 2010 passi revocando la «liberazione anti- 19 dicembre 2010, una riduzione di

tice della ‘ndrangheta crotonese capace di allungare i suoi tentacoli fino in Emilia Romagna, in simbiosi con i Dragone. Poi l’assassinio di Raffaele Dragone, figlio dello storico mammasantissima Antonio, ed i rapporti che s’incrinarono irrimediabilmente. Con l’eliminazione dello stesso Antonio Dragone, mentre Nicolino Grande Aracri era già detenuto, pello di Catanzaro in data 21 marzo non ebbe più pari nel locale di Cutro. 2011». Il che significa che quella pe- Una condanna a diciassette anni, na a tredici anni e rotti l’ha scontata quattro anni al carcere duro, poi gli e negli altri stralci giudiziari nei qua- sconti di pena e, ora, la liberazione anticipata. li è coinvolto - a co«Un provvediminciare da quelli Gli avvocati: mento assolutamenin Corte d’assise - si «Provvedimento te condivisibile - sotdifenderà da uomo tolinea l’avvocato libero. La difesa, in giusto anche Gianni Russano pratica, ha fatto vaper il suo stato che rende giustizia a lere il principio di di salute fisica» colui che ha subito «fungibilità delle un periodo di carcepene», ottenendo per l’imputato lo sconto sulla con- razione ingiusta, specie se si considedanna, a lui inflitta nel primo filone ri che questi versa in particolari condello storico processo “Scacco mat- dizioni di salute. Ho ritenuto pertanto”, i periodi di custodia cautelare to - chiosa il noto penalista crotonesofferti nei processi per i quali è sta- se -, anche sotto il profilo etico, curare l’istanza che ha portato all’approto invece assolto. Il suo profilo criminale è storia im- do liberatorio». pressa in quella sentenza del ’99 in PIETRO COMITO cui si ricostruisce la sua ascesa al verp.comito@calabriaora.it

La difesa convince il magistrato di sorveglianza

giorni centrotrentacinque sulla pena stabilita con provvedimento di cumulo del procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’ap-

Scarcerato anche D’Agostino Gli inquirenti lo consideravano al «vertice» delle cosche reggine LOCRI (RC) Fuori anche Domenico D’Agostino. La Corte d’assise d’appello di Reggio Calabria, accogliendo l’istanza presentata dagli avvocati Francesco Sabatino e Francesco Lojacono ha disposto l’immediata scarcerazione di un altro degli imputati eccellenti nel procedimento penale, storico e controverso, denominato “Prima Luce”. Narra del radicamento del clan D’Agostino-BelcastroRomeo, poi diviso in due fazioni contrapposte nella sanguinosa faida, «in Sant’Ilario ed in Calabria, Lazio, Emilia Romagna, Toscana, Piemonte, Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige», tra «la seconda metà degli anni ’70 all’agosto del 1990». Ricostruisce i suoi rapporti con le cosche Iamonte di Melito Porto Salvo, Cordì di Locri, Commisso e Costa di Siderno, Aquino di Marina di Gioiosa, Ursini e Loccisano di Gioiosa Jonica, Spagnolo e Reale di Ciminà, Barbaro e Papalia di Platì, Romeo di San Luca e Mazzaferro di Marina di Gioiosa Jonica. Ricostruisce gli omicidi di Domenico Maleca, Emanuele Quattrone, Benedetto Iurato, Vincenzo Siciliano ed Antonio D’Agostino, il tentato omicidio del poliziotto Angelo Cordone e le rotte del narcotraffico gestite dalla ‘ndrangheta tra la Turchia ed il Sud America. Condanne in primo grado pronunciate dalla Corte d’assise di Locri il 17 novembre 2003, sentenza poi parzialmente riformata dalla Corte d’assise d’appello di Reggio Calabria il 3 marzo del 2006. Da allora di giorni - per il deposito dei motivi - non ne passarono novanta bensì mille-

settecento esatti, quattro anni e mezzo suonati. L’avviso di deposito alle difese degli imputati e alla Procura generale venne infatti notificato il 28 ottobre 2010. E così la giustizia lumaca portò le prime scarcerazioni eccellenti: prima Luciano D’Agostino, poi Giuseppe Belcastro. Ora esce pure Domenico D’Agostino che, però, più che dalla giustizia lumaca è stato premiato dalla bravura dei suoi difensori. Perché proprio accogliendo i ricorsi degli avvocati Sabatino e Lojacono, la Suprema Corte, prima sezione penale, aveva annullato la sentenza emessa dalla Corte d’assise reggina con la quale Domenico D’Agostino, 63 anni, era stato condannato alla pena di

periodo di detenzione (dal 26 anni di reclusione. Nel processo Prima Luce, 1979 al 1988) ed i collegacon riguardo alla posizione di menti stabiliti in carcere con Domenico D’Agostino, nella esponenti della mafia siciliasentenza di recente annullata na; la ripresa delle funzioni si riconosce «il ruolo di verti- operative al vertice della cosca sia nella ce ed orgadelicata fase nizzatore delLa Cassazione precedente e l’associazione ha annullato immediatamafiosa. Al il verdetto della mente sucriguardo, la la sentenza di Corte d’assise a cessiva scissione di primo grado 23 anni di galera Belcastro e si legge nei Romeo, sia motivi - ha particolarmente valorizzato la nel periodo trascorso a Colosua partecipazione al summit gno Monzese in regime di limafioso dell’11.4.1977 con ap- bertà vigilata; infine, il riferipartenenti a famiglie di mento di Mammoliti Rocco ‘ndrangheta della zona tirre- ad un dialogo tra loro internica, che ebbe come epilogo corso il 29.12.1997 in occasiola tristemente famosa strage ne del matrimonio della sodi Razzà; il ruolo direttivo rella del collaboratore». Secondo il verdetto annulconservato durante il lungo

Il palazzo di giustizia, sede della corte di cassazione lato, infatti, «la sentenza relativa alla strage di Razzà costituisce la controprova all’affermazione dei collaboratori che, dopo l’uccisione a Roma del fratello Antonio (avvenuta meno di sei mesi prima), Domenico avesse assunto nella cosca un ruolo direttivo,

senza il quale non sarebbe stata giustificata la partecipazione ad un summit di quel genere. Nel corso degli anni il D’Agostino Domenico ha mantenuto una posizione di preminenza nell’associazione». Ora è libero. p.com.

fondi ministeriali

I big a processo? Si deciderà il 29 giugno Il gup stabilirà se mandare alla sbarra Loiero e altri 23 personaggi politici CATANZARO La data è quella del 29 giugno. In quel giorno, il gup di Catanzaro deciderà se e chi mandare sotto processo tra gli ex amministratori regionali coinvolti in presunti illeciti connessi alla gestione di fondi pubblici. Nella giornata di ieri si sono concluse le repliche degli avvocati. Lo scorso 10 giugno, invece, il pubblico ministero Elio Romano aveva chiesto il rinvio a giudizio per tutti i ventiquattro indagati. L’accusa, formulata a vario titolo, è di abuso e omissione d’atti d’ufficio. A fine mese, il giudice del tribunale del capoluogo dovrà quindi decidere se mandare o meno sotto processo l’ex presidente

della Regione e attuale consigliere re- ziante, Michelangelo Tripodi e Silvio gionale Agazio Loiero; gli ex assesso- Greco; gli ex dirigenti regionali Franri regionali di centrosinistra e attuali co Lucio Petramala, Domenico Carconsiglieri regionali Mario Maiolo, nevale, Marinella Marino, Michelina Ricca e Rocco LeoNicola Adamo, Sandro Principe e FranL’accusa è d’aver netti; l’ex capo di gadella giunta cesco Sulla; gli ex asgestito in modo binetto di centrodestra guisessori regionali di centrosinistra Mario non trasparente data da Giuseppe Chiaravalloti e l’atPirillo e Doris Lo e inefficace 10 tuale consigliere reMoro; l’ex assessore milioni di euro gionale Francesco regionale di centroMorelli; oltre che l’ex destra Giovanni Dima; gli ex assessori regionali Nino De leader della Compagnia delle opere Gaetano, Diego Tommasi, Demetrio in Calabria Antonio Saladino e l’ex diNaccari Carlizzi, Luigi Incarnato, Do- rigente del ministero del Lavoro MamenicoCersosimo, Vincenzo Spa- tilde Mancini. Le accuse sostenute

dalla procura fanno riferimento a presunti illeciti commessi, tra il 2005 e il 2009, nell’ambito di un progetto di reinserimento nel circuito occupazionale programmato per attività di manutenzione e pulizia dei parchi di Aspromonte, Sila e Pollino. Per questo progetto, venivano stanziati al tempo 10 dieci milioni di euro, necessari a finanziare le procedure di selezione delegate alla Sial e all’Agenzia regionale per i servizi di sviluppo agricolo, Arssa, oltre che le indennità da riconoscere agli assunti. Tutti soldi pubblici messi a disposizione dal ministero del Lavoro e poi gestiti - sempre secondo la tesi dell’accusa - in maniera tutt’altro che trasparente e senza che il loro impiego portasse a buon fine il progetto. IVANO GRANATO i.granato@calabriaora.it


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Verso i congressi «Pd, basta litigi Serve un tavolo»

Cosa sta succedendo nel Pd? La sconfitta alle amministrative in Calabria è stata cocente. Eppure il partito sembra non aver assimilato la lezione. Sul tema abbiamo interpellato il capogruppo del Pd in consiglio regionale. Insomma, onorevole Principe, cosa sta succedendo nel Pd regionale? «Incominciamo a precisare che le sconfitte che hanno fatto notizia riguardano il Comune e la Provincia di Reggio, il Comune di Catanzaro e quello di Cosenza. Naturalmente, anche la perdita di Rossano e di San Giovanni in Fiore è stata dolorosissima. Do per scontato che sarebbe stato impossibile vincere a Reggio e nel capoluogo di regione; con un’ adeguata capacità di direzione politica si poteva vincere alla Provincia di Reggio ed anche a Cosenza. Abbiamo, però, vinto al primo turno, in modo brillante, a Rende, al ballottaggio a Crotone ed in numerosissimi piccoli centri dove i gruppi dirigenti locali, autonomamente, hanno ben saputo scegliere candidati a sindaco adeguati e formare ottime liste. Ciò è la prova del nove che do- ne di vantaggio, non solo perché è uscito vincive si è perso si è registrata una carenza di dire- tore dalle elezioni regionali, ma anche perché è zione politica. È evidente che il Pd non ha sapu- unito sotto la leadership di Scopelliti». Il gruppo del Pd oggi appare diviso. Si to ritrovare unità interna e, conseguentemente, non è riuscito a fare sintesi politica e rischia la spaccatura? «Per la verità il gruppo regionale del Pd non programmatica con gli altri partiti della coalipuò definirsi diviso. Il gruppo è zione. Cosenza docet. Ciò che costituito da nove consiglieri e preoccupa è che, come spesso le gestioni sette di essi partecipano a tutahimè accade, le gestioni straordinarie, piuttosto che favoristraordinarie te le riunioni, sono protagonidi molte iniziative, lavorano re i processi unitari, accentuaAccentuano sti in commissione, si impegnano no le lacerazioni, soprattutto in aula e sanno mantenere i quando non danno l’impres- lacerazioni. Ancor rapporti con iscritti, simpatizsione di svolgere la naturale più se non danno zanti, militanti e dirigenti. I refunzione di garanzia e di assustanti due, tra i quali l’ex segremere, quindi, decisioni al di so- l’impressione di tario regionale del Partito depra delle parti e nell’interesse assumere decisioni mocratico, che ha guidato lo del partito, ma per favorire e al di sopra stesso durante le elezioni resostenere esigenze particolari. gionali, sono saliti incomprenLa lezione che si dovrebbe trar- delle parti sibilmente sull’Aventino per re è che una classe dirigente ragioni che debbo definire del matura e responsabile si siede, tutti insieme, intorno ad un tavolo, per indivi- tutto personali. Quindi non c’è divisione, ma duare un percorso corretto per giungere all’as- questa incomprensibile fronda che, naturalsise congressuale, ricercando personalità che mente, indebolisce l’immagine e le azioni istiper storia, capacità e cultura,meglio se giovani, tuzionali che il gruppo pone in essere». Cosa vi aspettate da Roma? D’Alema possono raccogliere tutte le energie sociali, culturali ed economiche che potrebbero individua- aveva invocato interventi energici. Dore nel Partito democratico una forza alternati- po la relazione di Bersani c’è stato un inva ad un centrodestra che, anche in Calabria, contro del gruppo con Musi. All’orizzonnon è andato oltre gli annunci. Naturalmente, te c’è l’incontro della segreteria nazionain Calabria il centrodestra parte da una posizio- le con i membri calabresi della direzione

Principe: «Il gruppo regionale? Non è diviso C’è solo l’inspiegabile fronda... di quei due»

Sandro Principe a Palazzo Campanella nazionale. «Sinceramente mi aspetto che favorisca un processo di autoresponsabilizzazione del gruppo dirigente e che imponga a tutti, per come si diceva prima, di sederci intorno ad un tavolo per il rilancio del partito e per pervenire rapidamente al congresso ed alla scelta della futura classe dirigente. Non ho bisogno di aggiungere che sono fautore non dello scontro tra le generazioni, ma dell’incontro tra i giovani ed i diri-

E al convegno il capogruppo striglia Oliverio ri sono stati Sandro Principe e Mario Oliverio, i suoi due interlocutori. Che, ciascuno dal proprio punto di vista, hanno evidenziato i problemi del Pd alla base delle batoste prese alle ultime amministrative. Il concetto da cui sono partiti i due è lo stesso: laddove il partito è unito si vince, altrimenti no. Cambiano le interpretazioni: «Il gruppo regionale», ha detto Principe, «funziona e fa opposizione e certo non è colpa mia se c’è un consigliere irresponsabile che fa il controcanto

per il gusto di farlo. E non è colpa mia se il partito, dal 2009 ad oggi, è stato gestito malissimo». Oliverio replica assolvendo Musi da ogni accusa e scaricando la colpa su parte del Pd «che si è dimostrato disunito o, peggio ancora, “organico”, a Cosenza e a Reggio, al centrodestra». Ma quando mai, è la replica di Principe «Paolini i suoi voti li ha presi. Semmai a dividere il partito è stato il modo in cui Paolini è stato scelto, senza nessuna procedura democratica. E di che trasversali-

Nasce un laboratorio del centrosinistra Anche Scalzo al lavoro smo parli, visto che alcuni assessori uscenti del Pd si sono candidati in altre liste, concorrenti a quella del Pd?». E via discorrendo. Tutti si sono mostrati d’accordo sulla necessità chiarificatrice dei congressi. Ma, sorge il dubbio, che potranno fare i congressi per un partito così conciato? Saverio Paletta

B riganteide Dove passò Carletto non crebbe più l’erba Nel Partito democratico calabrese ormai si litiga su tutto, dopo la batosta alle amministrative adesso si litiga sull’esito referendario. Chi ha fatto più quorum? Io! No, tu no! L’oscar del nulla, però, questa settimana, tocca a Carletto Guccione che, all’assalto di Sandro Principe, dichiara: «Il gruppo così non va, deve fare più opposizione». Obiezione giusta se non fosse per il fatto che, fino ad oggi, Guccione, alle riunioni del gruppo non è mai andato, o quasi. A ben vedere, visto l’escursus di Carletto, non ci viene dif-

BONAVENTURA SCALERCIO b.scalercio@calabriaora.it

catanzaro

L’intervento durante un dibattito organizzato da ZonaDem a Cosenza COSENZAL’ecumenico e i due incendiari, si potrebbe riassumere con una battuta “Adesso basta, costruiamo il Pd”, la kermesse organizzata ieri sera da ZonaDem al cinema San Nicola. A fare gli onori di casa, preceduto da alcuni esponenti del Pd della provincia, Mimmo Bevacqua, il vicepresidente della Provincia. L’ecumenico sarebbe Franco Laratta che, con la consueta sottigliezza, ha posto l’accento sulla necessità di «svelenire il clima per fare i congressi». Gli incendia-

genti di esperienza che debbono camminare insieme prendendosi per mano; ed, infatti, un partito serio ha bisogno della saggezza, ma anche di investire sui giovani, a cui va affidato il testimone del Pd del futuro; di un futuro che vedo molto vicino. Ho sentito D’Alema che si è congratulato per il trionfo del Pd a Rende; l’ho incontrato per caso a Venezia, ed ho percepito, in entrambe le occasioni, che, a suo parere, il Partito democratico in Calabria riparte se la classe dirigente, giovane e meno giovane, sarà capace di fare sintesi. Ribadisco, pertanto, che dagli incontri romani di Bersani con i membri della direzione ed anche con il gruppo, per come da noi richiesto, venga fuori quella volontà di fare sintesi per restituire il Pd ai calabresi. La Calabria, invero, ha bisogno di un grande Partito democratico intorno al quale costruire una coalizione di centrosinistra capace di lavorare per costruire un’alternativa di progetti e di ideali da perseguire». Mentre il Pd litiga, Scopelliti cresce, intervenendo da leader nelle questioni interne al Pdl. Intervistato da “Panorama” indica il «Polo dei moderati» calabrese quale modello per il centrodestra nazionale. «I dirigenti del centrodestra hanno dimostrato in questi anni una grande capacità di costruire un polo dietro l’altro. Adesso siamo al polo dei moderati, modello Scopelliti. Sull’azione di Scopelliti in Calabria sinteticamente ho detto prima e, se ce ne sarà occasione, sono pronto a precisare meglio il mio pensiero. Molti annunci, tanti slogans, ma pochi provvedimenti generatori di effetti positivi per i calabresi. A voler tacere di iniziative da noi giudicate negative, di cui nessuno parla, come ad esempio, il Piano casa che consentirà l’aumento indiscriminato del 20 per cento delle volumetrie esistenti, e la normativa allegata al bilancio 2011, impugnata in numerosissime parti dal Governo (un record), eccetera... Si fa presto a parlare di modelli, spesso la verifica storica, per come sta avvenendo in importanti città, provvede a far emergere un altro scenario. Comunque, mi fa piacere se nel centrodestra, e mi auguro anche nel centrosinistra, figure politiche calabresi riescono ad emergere ed a ricoprire ruoli di grande responsabilità. Sotto questo profilo, nell’interesse della Calabria, a Scopelliti faccio i miei migliori auguri».

ficile capire che, evidentemente, punta a fare il capogruppo. Se così è, è probabile che il gruppo regionale del Pd sia spacciato,infatti, ogni volta che Guccione è arrivato al vertice di qualcosa, dopo di lui non è rimasto più niente, neanche l’erba, un po’ come Attila. I Ds prima e il Pd calabrese poi, dei quali Guccione è stato l’ultimo segretario, non esistono più. Il Pd calabrese somiglia sempre a quel vecchio montanaro silano, che, dopo che gli era scappato il porco, si preoccupava di cercare la corda. Lo Zambro

CATANZARO Un laboratorio di confronto politico, che sia aperto ai partiti, alle associazioni, ai movimenti e ai singoli cittadini. Un salto culturale. Nasce il laboratorio politico del centrosinistra, un movimento, nato all’indomani dell’affermazione di Salvatore Scalzo, candidato sindaco del centrosinistra di Catanzaro che sarà partecipato da partiti, associazioni e liberi cittadini e che sarà presentato ufficialmente lunedì 20 giugno nell’auditorium dell’Itis “Scalfaro”. E in vista dell’appuntamento, il leader dell’opposizione del centrosinistra a Palazzo de Nobili incanterà i rappresentanti dei partiti e dei movimenti, oggi a mezzogiorno. «Lavoriamo ancora con intensità – ha detto Salvatore Scalzo – raccogliendo anche il vento positivo del voto referendario che ha “liberato” ulteriori energie positive e rafforzato la partecipazione come strumento diretto di partecipazione». «Metteremo in campo ogni strumento ed iniziativa - ha aggiunto Scalzo - che aggreghi sempre di più e nel segno della unità e coesione». ma. ri. ga.


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D A L le promesse ai... tecnici tv Sarò attentissimo con il governo a fare tutto ciò che è possibile per la vostra terra che è bellissima CAMPORA (CS) Centrodestra nazionale in affanno. Ma una delle poche gioie, nella recente tornata elettorale, è stato senz’altro il risultato calabrese. Una vera e propria anomalia, è stato detto, nel contesto nazionale. Un’anomalia che assume il nome di “modello Calabria” e che fa dire al governatore Scopelliti: il futuro è il Polo dei moderati. Situazione anomala in una regione anomala quanto è accaduto ieri. Il fatto: il premier Silvio Berlusconi interviene telefonicamente nel corso di

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La telefonata del premier Ma la sala ormai è vuota Scena immortalata dal Tg durante un convegno a Campora

Nelle foto, il repubblicano Nucara al telefono con Berlusconi; i tecnici divertiti dalla situazione paradossale; la sala vuota una iniziativa a Campora, risponde a una domanda ma... in sala non c’è più nessuno. E pensare che il presidente del

Consiglio non stava lesinando promesse: «Sarò attentissimo con il governo a fare tutto ciò che è possibile per la vo-

stra terra, che è bellissima. Sono a disposizione per ciò che può essere utile». L’affermazione di Berlusconi quale

risposta a una sollecitazione del segretario del Pri Francesco Nucara che aveva chiesto all’ospite “telefonico” un aiu-

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tino per la Calabria. Il tutto in occasione del conferimento delle borse di studio ad alcuni giovani calabresi da parte della Fondazione John Motta. Esilarante - come detto - il contesto: quando il premier esordisce con un «Pronto? Volevo portarvi un saluto di governo...», la sala è vuota. La manifestazione, durante la quale sono state assegnate le borse di studio ad alcuni giovani, si è infatti conclusa da poco. In sala soltanto qualche tecnico che sta smontando gli impianti audio. E la scena viene immortalata impietosamente dalle telecamere del Tg3. A Berlusconi non può che rispondere il segretario nazionale del Pri Francesco Nucara che poi gli passa un avvocato della fondazione italo-americana. Berlusconi è all’oscuro di quanto succede, non sa che la sala è deserta e quando conclude la telefonata declama: «Viva gli Stati Uniti d’America, che gli italiani hanno contribuito a far diventare grande, Viva la Calabria, Viva l’Italia...!».

palazzo campanella

Approvato il rendiconto di Giunta Oltre quattro miliardi di avanzo

REGGIO CALABRIA Approvato a maggioranza, e non senza polemiche, il rendiconto generale relativo all’esercizio finanziario del 2010. Già nella seduta di giovedì della II Commissione “Bilancio”, presieduta da Franco Morelli (Pdl), la minoranza aveva abbandonaIl rendiconto dell’esercizio finanziario per il to i lavori perché il documento era stato trasmesso in colpevole ritardo. Il presidente ha 2010, secondo la stima della Giunta, si chiuconcesso così un giorno in più per il suo esa- de con un saldo finanziario positivo di euro 4 me. Tempo comunque ritenuto insufficiente miliardi e 133 milioni di euro. Cifra che non ha dall’opposizione che si è astenuta riservando- convinto per nulla la minoranza che ha chiesi una più compiuta presa di posizione per la sto spiegazione in ordine soprattutto ai residui attivi. In particolare il conseduta di consiglio regionasigliere Bruno Censore ha chiele convocata per lunedì In commissione sto spiegazione sull’esigibilità prossimo. Proprio sull’ordigiallo su ordine reale della cifra. È toccato ai dine del giorno della prossirigenti di settore Stefania Boma seduta di consiglio ha del giorno e naiuto e Fortunata Raschellà sollevato un dubbio più che consistenza dei spiegare come la giunta sia arlegittimo l’ex capogruppo residui attivi rivata a tale cifra. «Il rendicondell’Udc Pasquale Tripodi. to dell’esercizio 2010 – ha spieIl rendiconto era stato inserito fra i punti in discussione senza avere an- gato la Bonaiuto - per la prima volta, presencora superato l’esame della Commissione. Un ta tutti i documenti e gli allegati richiesti dal“giallo” sul quale il presidente Morelli ha as- la normativa vigente e si presenta sotto una sicurato che farà piena luce chiedendo pun- forma completamente nuova, consentendo, tuali spiegazioni alla segreteria del Consiglio. in particolare, una maggiore intelligibilità e

ambiente

affari istituzionali

Normativa sismica, ok al differimento della legge di pianificazione territoriale REGGIO La IV Commissione “Ambiente”, presieduta dal consigliere Alfonso Dattolo (Udc), ha approvato all’unanimità una proposta di legge di iniziativa del presidente del gruppo del Pdl, Luigi Fedele, con cui si differisce al primo gennaio del 2012 l’entrata in vigore della legge numero 35 del 2009 concernente “Interventi di pianificazione territoriale in prospettiva sismica”. Nelle more dell’entrata in vigore della citata legge, continuerà ad attuarsi quanto disposto dal decreto del dirigente generale del dipartimento Lavori pubblici emanato lo scorso anno. L’organismo, inoltre, ha deliberato di fissare al 28 giugno prossimo la data ultima per la presentazione degli emendamenti sulla “Legge urbanistica della Calabria”, e su due distinte proposte di legge in materia di “sostenibilità urbana nell’edilizia residenziale pubblica e privata”, di iniziativa della giunta regionale e del consigliere Rosario Mirabelli (Misto). Su questi due ultimi provvedimenti, la Commissione ha audito Antonio Capritto, dirigente

pertanto, esigibili. Si tratta di entrate che si possono conteggiare, insomma, ma che non sono nella disponibilità di cassa. Nel proseguo dei lavori, sempre a maggioranza, sono stati approvati i documenti contabili di enti ed aziende sub-regionali, come semplicità di lettura dei dati, soprattutto per Arcea, Arpacal, Ardis e Aterp. Via libera anche quanto riguarda il conto finanziario riclassifi- alla proposta di legge della giunta in materia cato, non più suddiviso in innumerevoli capi- di “Cooperazione e relazioni internazionali toli». Fra l’altro nei residui attivi che fanno della Calabria”. Il presidente Franco Morelli, a conclusione volare l’avanzo di amministrazione sono inseriti quelli non riscossi negli esercizi relativi ad dei lavori, ha dichiarato: «Il parere favorevole sui provvedimenti propoanni precedenti che superano sti dalla Giunta e, in partida soli i 4 miliardi di euro. Alle Morelli (Pdl): colare, sul consuntivo per richieste di spiegazione da parapproveremo l’esercizio finanziario 2010, te dei consiglieri di minorana differenza dei cronici riza, la Bonaiuto ha ribadito la in tempo tardi del passato, è stato veridicità di tutti i dati contel’assestamento esaminato ed approvato ed nuti nel rendiconto e, con rifedi bilancio è un buon viatico per afferrimento ai residui attivi, ha mare che già da oggi ci si precisato che evidenzia che, all’interno del documento contabile, è presen- adopererà per dotare la Calabria dello strute una relazione sulla vetustà dei residui atti- mento finanziario di manovra di assestamenvi che per il 53% sono ascrivibili al titolo IV to del bilancio 2011 entro e non oltre il mese inerente le entrate per trasferimenti in conto di luglio prossimo». Riccardo Tripepi capitale dallo Stato e dall’Unione europea e,

del dipartimento Lavori pubblici della giunta regionale. L’organismo, inoltre, su due proposte di legge in materia di “energie rinnovabili”, di iniziativa della giunta regionale e del consigliere Salvatore Pacenza (Pdl), ha ascoltato i rappresentanti dell’Upi Ferro, Raffa, Porcelli, Lentini e Iacucci, e i dirigenti dell’assessorato alle Attività produttive, Nicolò, Gangemi e Mesiani. «È stato un confronto, quello con l’Upi – ha detto il presidente Alfonso Dattolo a conclusione dei lavori –, che è servito da forte stimolo per un ulteriore approfondimento sui temi energetici tra Regione e rappresentanti del territorio. Ho condiviso lo spirito costruttivo della presidente della Provincia di Catanzaro, Wanda Ferro, che ha esposto efficacemente i propri dubbi sulla materia in relazione alle precise ed individuate responsabilità istituzionali, aspetto, questo, peraltro condiviso dalla Commissione, che troverà presto un significativo momento di confronto istituzionale». ric. trip.

Attuazione della legge Brunetta I commissari ascoltano i sindacati È tornata a riunirsi ieri mattina a palaz- organizzazioni a presentare alla Commiszo Campanella la I Commissione “Affari sione, entro il prossimo 22 giugno, emenistituzionali e generali”, presieduta da Giu- damenti sull’articolato proposto dalla giunseppe Caputo (Pdl). Al centro dei lavori del- ta. «L’ottimizzazione dei servizi e delle ril’organismo l’audizione dei sindacati in ordine all’attuazione su scala regionale della sorse, la trasparenza e la meritocrazia, crecosiddetta legge Brunetta. Ad essere ascol- do – ha commentato il presidente Caputo al termine della riunione di ta sono stati il segretario geieri - rappresentino per tutnerale della Cgil-Fp Alfre- Auditi i segretari ti, da qualsiasi postazione do Iorno, il segretario genedi Cgil Fp, Cisl considerate, un traguardo rale della Cisl-Fp Natale condiviso, in quanto realizPace, il segretario generale Fp e Uil Fp e il zano una migliore offerta della Uil-Fp Franco Criaco rappresentante della pubblica amministrae in rappresentanza del Csa del Csa, Priolo zione nel suo rapporto con Maurizio Priolo. i cittadini». Rispetto alla richiesta dei In quell’occasione la prima commissione sindacati di una maggiore partecipazione e coinvolgimento sui provvedimenti e le leg- riconvocherà anche l’assessore regionale al gi che riguardano il personale, il presiden- Personale Domenico Tallini e il direttore te dell’organismo consiliare Giuseppe Ca- generale della giunta Franco Zoccali che ieputo si è detto disponibile ad un confronto ri non hanno potuto prendere parte alla sepiù sereno e fruttuoso, invitando le stesse duta. (ric. trip.)


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i lavori della giunta La giunta regionale sarà parte civile al tribunale di Milano nel processo contro Carlo Cosco e gli altri imputati per il sequestro e l’omicidio di Lea Garofalo, l’ex collaboratrice di giustizia di Petilia Policastro. È la più significativa decisione assunta ieri, su proposta del presidente Scopelliti, dall’esecutivo calabrese, che per il resto ha approvato soprattutto pratiche di carattere sociale. Nel dettaglio. Su proposta dell’assessore Francescantonio Stillitani, è stata approvata la delibera sugli interventi urgenti alle famiglie in difficoltà: ok al regolamento che garantisce lo svolgimento delle funzioni dell’autorità del garante regionale dell’infanzia e adolescenza e al protocollo d’intesa relativo

Lea Garofalo, Regione parte civile

Costituzione nel processo sull’uccisione della collaboratrice di giustizia alla conferenza regionale sul vo- delle Comunità montane e i sindacati, assicurando l’impegno della lontariato e giustizia. Su proposta dell’assessore Mi- Giunta presso il governo nazionachele Trematerra, la Giunta ha ap- le affinché la quota del fondo naprovato la bozza di regolamento zionale, cosiddetto “consolidato”, con cui si individua Fincalabra pari otto milioni di euro circa, quale gestore del fondo di garan- possa essere definitivamente trazia a favore delle piccole e medie sferita alla Regione Calabria: inoltre, Trematerra e imprese agricole. Sarra hanno sottoLo stesso TremaVia libera all’attenzioterra, insieme al a interventi per posto ne della Giunta resottosegretario gionale la vicenda, alle Riforme Sarle famiglie affinché l’assessora, ha incontrato e i precari rato al Bilancio si una delegazione della scuola impegni ad individei dipendenti

duare, nel breve periodo, le risorse necessarie alla corresponsione degli stipendi maturati ad oggi dai dipendenti delle Comunità montane. Ancora, su proposta dell’assessore alla Cultura Mario Caligiuri, la giunta ha approvato il protocollo d’intesa tra Regione Calabria e ministero della Pubblica Istruzione per interventi finalizzati all’integrazione e potenziamento dei servizi d’istruzione (“salva precari”) venendo incontro ai bisogni dei lavoratori e agli operatori scolastici. Su proposta dell’assessore

Giacomo Mancini, sono state deliberate alcune variazioni al bilancio per l’esercizio finanziario 2011: già calendarizzata nella prossima giunta una maxi-variazione. Infine, in tema di urbanistica, l’assessore regionale Piero Aiello, al termine di un incontro di carattere istituzionale sui Piani strutturali, ha affermato che non si procederà a una proroga generalizzata, bensì a «una salutare decadenza degli strumenti urbanistici tranne che per i centri storici, per le zone di completamento, per le zone produttive a mezzo delle quali è possibile continuare l’attività edilizia sia di residenza, ma, soprattutto, produttiva». a. c.

Porto, una partita a scacchi Ecco le proposte che emergeranno al tavolo di mercoledì col governo li richieste da sottoporre al Governo), e soltanto dopo, a Una partita a scacchi, ma seconda se queste richieste di vitale importanza. Perché fossero state soddisfatte o la posta in palio riguarda il meno, di esuberi e ammortizfuturo di centinaia di lavora- zatori sociali. L’impressione, insomma, è tori. E’ quella che tutto sia che si sta gioSignificativa ormai definicando sul la presenza del to, e che porto di Gioavanzi quella ia Tauro, do- ministro Sacconi “soluzione ve la trattatiI timori preconfeziova tra i vari dei sindacati nata” che i “giocatori”, sindacati terazienda, politica, sindacati, si fa ogni gior- ritoriali, a lungo esclusi dal no più incerta. Nonostante confronto tra Mct e Regione, hanno già pavensia finalmente arrivata nella tato. Quel che è certo è che giornata di giovedì, dopo un mese d’attesa, la Mct proverà ancora una vol- sere proprio la politica a teneconvocazione del tavolo col ta a far saltare in banco, ag- re duro sulle proprie posizioGoverno nazionale, c’è infat- giudicandosi l’intera posta, ni, chiedendo impegni preciti qualcosa che non torna ri- ovvero esuberi e, al tempo si nel momento in cui si parlerà di riduzione del spetto ai passaggi precedenti. stesso, interventi pubblici a Ed è la composizione stessa sostegno. Dunque dovrà es- personale. Un segnale positidel tavolo, dove oltre alla vicepresidente della Regione porto di gioia tauro/2 Antonella Stasi, al ministro dei Trasporti Matteoli e al ministro dello Sviluppo Economico Romani, è prevista la presenza del ministro al Lavoro Sacconi. Un annuncio, quello formulato dal presiÈ continuato anche nalla giornata di ieri il presidio dente della Regione Scopellipermanente organizzato dalla Cgil all’ingresso del porti, che ha già messo in prealto. Un’iniziativa per mantenere un dialogo costante con larme i sindacati regionali, e i lavoratori, ma che col passare dei giorni sta scoprendo ciò per un motivo molto semsempre di più la nota stonata della mancata unità sindaplice. La presenza del minicale. Ancora non pervenuti, infatti, gli altri sindacati Cisl stro starebbe cioè ad indicae Uil e Ugl, anche se ciò non sembrerebbe segnare una re che al tavolo si parlerà del diversità di posizioni nella vertenza, quanto una differenfuturo del personale, ovvero te valutazione sull’opportunità di organizzare il presidio di quanti esuberi l’azienda in questo momento. Così, dopo l’appello all’unità sindaannuncerà e di come intencale della Cgil, è giunta la nota congiunta delle segretederà gestirli. Una prospettirie regionali di Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Ferrovie. «Il va che stride non poco con il nostro impegno- assicurano- proseguirà in maniera coeprecedente andamento della rente verso quegli obiettivi condivisi e finalizzati alla salvertenza. Almeno a livello ufvaguardia degli attuali posti di lavoro, operando nell’amficiale, infatti, Mct non ha bito di un disegno organico in grado di delineare percormai quantificato gli esuberi si di prospettiva, capaci di generare certezze e stabilità (ma mettendoli in relazione produttiva. Per fare ciò, riteniamo che le azioni da metcol calo dei volumi, e quindi tere in campo debbano essere condivise e funzionali al falasciando intendere circa re fronte comune tra i soggetti sociali e con le parti poli300) con la motivazione che tiche ed istituzionali regionali e territoriali». I tre sindaavrebbero potuto essere ricati, attendono «con fiducia» il tavolo nazionale, e anzi dotti in presenza di un conaggiungono: «Respingiamo ogni facile allarmismo e forcreto sostegno delle istituziozate interpretazioni che rischiano di indebolire il fronte ni. Dunque si sarebbe dovucomune e favorire i comportamenti delle controparti, atto discutere prima di riduziotori non distratti, della crisi annunciata e per certi versi ne delle accise sui carburanti provocata». (fr. ru.) e defiscalizzazione degli oneri sociali (queste le principaGIOIA TAURO

Continua il presidio Ma non c’è unità sindacale

vo, almeno per il momento, è venuto in questo senso dalla vicepresidente della Regione Antonella Stasi, che in un’intervista rilasciata a Co ha confermato l’esigenza di

rilanciare anche sul transhipment, contestualmente al nuovo impegno sulla logistica che richiederà comunque qualche anno per concretizzarsi. Sostegno istituzionale

sì, dunque, ma solo se ci sarà un piano per attirare nuovi clienti sulla banchina nei prossimi mesi. Infine l’ultimo “giocatore”, ovvero le parti sociali, che sostanzialmente stanno aspettando di conoscere le mosse altrui prima di decidersi all’azione. In una fase così delicata, infatti, i sindacati, sia i confederali che gli autonomi del Sul, respingono l’ipotesi dello sciopero, e quindi di un blocco delle attività al porto, per non fornire l’ “alibi” all’azienda di un atteggiamento puramente ostruzionista. Se dal tavolo di mercoledì dovessero giungere cattive notizie, invece, il clima sociale promette di diventare realmente incandescente. FRANCESCO RUSSO regione@calabriaora.it

la problematica

Rifiuti, cresce l’emergenza I sindaci scrivono a Melandri COSENZA Terzo giorno di stop per la discarica di Pianopoli (chiusa per lavori di manuntezione), inziano ad avvertirsi le prime problematiche serie per i comuni interessati. L’emergenza si fa sentire particolarmente nel Lametino e sulla costa tirrenica del Cosentino, ma cassonetti stracolmi e spazzatura per strada erano presenti ieri anche a Cosenza città e a Rende. E solo ora i sindaci si accorgono della circostanza di criticità che saranno costretti a fronteggiare fino a lunedì prossimo, giorno della quasi certa riapertura dell’invaso gestito dalla Daneco. La preoccupazione maggiore è proprio dei sindaci dei comuni dell’Alto Tirreno Cosentino (Scalea, Tortora, Praia a Mare, Santa Maria del Cedro, Diamante e Belvedere Marittimo) che hanno scritto al governatore Scopelliti e al commissario Melandri per cercare soluzioni immediate all’emergenza. Soprattutto perché l’emergenza coinciderà con uno dei primi week end che presenta bel tempo e che sicuramente attirerà sulla costa molti turisti. Ma l’allarme non è sottovalutato neanche dal primo cittadino di Lamezia, Gianni Speranza, che insieme all’as-

sessore all’Ambiente, Piero De Sensi, incotreranno martedì prossimo il commissario straordinario per cercare di risolvere una volte per tutte l’annosa questione delle discariche nel Lametino ed evitare così il rischio Napoli. Chiedono una risoluzione definitiva dell’emergenza rifiuti anche il capogruppo del Pd in consiglio regionale Sandro Principe e Lorenzo Tropea e Giuseppe Gigliotti dell’Idv di Lameza Terme. DOMENICO MICELI d.miceli@calabriaora.it


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l’ora di Catanzaro tel. 0961 702056 - fax 0961 480161 - mail: catanzaro@calabriaora.it - indirizzo: via Corso Mazzini 164

NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI

STADIO “CERAVOLO”

Ansie e attese di Abramo e Gatto

CHIARAVALLE

Ieri la verifica del primo cittadino

> pagina 23

LAMEZIA

“San Biagio” Mancuso incontra Tino

> pagina 21

Rifiuti In città è emergenza

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FdC, la situazione è esplosiva Carenze nel servizio e disagi continui, cittadini ormai sul piede di guerra Ferrovie della Calabria, utenti sul piede di guerra. Negli ultimi giorni molti cittadini hanno lamentato un servizio insufficiente da parte delle ex Calabrolucane. Un servizio che prima riusciva a servire in maniera ottimale una tratta importante per la provincia del capoluogo di regione, ora pare che via via stia andando a scemare. Alcuni utenti, infatti, hanno lamentato la difficoltà di spostamento da quando sono state ridotte le corse. Da circa 60 corse ora pare si siano dimezzate. Mentre prima i treni partivano ogni mezz’ora ora ne parte uno ogni ora. Alcuni utenti si chiedono come mai si stia limitando così un servizio che prima garantiva il trasporto ai cittadini? Perché si sono prese queste decisioni che puntano a ridurre un trasporto su ferro che invece le normative europee tentano di promuovere? Perché questa azienda, che ha lavorato sempre in maniera ottimale, ora minimizza l’offerta? A tutto questo i cittadini chiedono una spiegazione. Intanto, sono molte le persone che in questi giorni sono rimaste in attesa del treno, un treno che non sarebbe arrivato. Infatti, anche la comunicazione è stata minima e i gli utenti sono arrivati davanti la stazione senza essere informati della riduzione delle corse. In molti in

ordine dei medici

Management sanitario Boom di partecipazioni

Una veduta dall’alto della stazione delle Ferrovie della Calabria di via Milano questa città hanno da sempre utilizzato il trenino delle Ferrovie della Calabria per poter andare a scuola, a lavoro, e in periodi questo per andare a mare, sfruttando la corsa che dal nord della città scende a Catanzaro lido. Tutto questo ora pare sia stato ridotto e gli utenti iniziano a non guarda-

L’INCONTRO

Confronto al Vescovado

N

ella giornata di ieri, nei locali della Curia, l’incontro tra l’arcivescovo metropolita della della diocesi Catanzaro - Squillace, monsignor Vincenzo Bertolone, il primo cittadino Michele Traversa e il presidente della Provincia Wanda Ferro. I problemi della città e future sinergie.

> servizio a pagina 22

re più positivamente il servizio. Il rischio potrebbe essere quello di veder diminuire l’affluenza degli utenti e si creerebbe di conseguenza la desertificazione dei passeggeri che potrebbe portare a scelte aziendali drastiche. Il risultato sarebbe la perdita di un servizio importante per la cit-

GIOVINO

Sopralluogo del sindaco

P

roseguono a pieno regime i lavori di riqualificazione di Giovino, sotto la diretta supervisione del sindaco Traversa il quale, immediatamente dopo il suo insediamento, ha voluto una “task-force” impegnata a sottrarre l’area al degrado e all’incuria prima dell’inizio della stagione estiva.

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tà, e uno scollamento tra Catanzaro lido e il centro città, ma anche da centri come Gimigliano e Gagliano. Gli utenti ora sperano che venga garantito nuovamente un servizio costante da lido a Gimigliano. MAURIZIO CACIA m.cacia@calabriaora.it

Nella sala “Catuogno” dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Catanzaro, si è tenuto il modulo del quinto corso di Management sanitario che proseguirà fino al mese di dicembre con altri sei appuntamenti. Il corso - è scritto in una nota dell’Ordine dei medici del capoluogo - che ha visto la partecipazione di 400 medici è stato introdotto dal presidente dell’Ordine Vincenzo Antonio Ciconte e dal direttore del corso Pasquale Puzzonia. L’argomento trattato è stato quello dell’economia sanitaria in tempo di crisi ed è stato svolto dal professor Vittorio Mapelli docente di economia sanitaria alla facoltà di Medicina dell’università degli studi di Milano. La lezione ha riguardato la più recente normativa in tema di finanziamento sanitario delle regioni e dei vincoli che come nel caso della Cala-

bria possono portare al commissariamento e alla necessità di un piano di rientro. Si è poi parlato dei vari modelli regionali e delle conseguenze del federalismo fiscale che il professor Mapelli ha sostenuto essere certamente un rischio ma anche una grande opportunità per la Calabria e per tutte le regioni meridionali. Le lezioni sono state seguite con estremo interesse ed hanno suscitato un vivace dibattito che certamente ha contribuito alla crescita culturale dei medici su un terreno non usuale alla loro abituale professionalità. È stato chiaro per tutti conclude la nota - che oggi il medico deve assumersi anche gli oneri gestionali della propria professione specialmente quando occupa posti particolarmente delicati nel contesto del servizio sanitario regionale. Prossimo appuntamento con il corso a settembre, dopo la pausa estiva. r. c.

dal tribunale

Processo “Falcos”, sfilano i testimoni Si torna in aula il primo luglio Prosegue dinanzi ai giudici del tribunale del capoluogo, riunito in composizione collegiale, il giudizio di primo grado a carico dei due indagati che, nell’ambito del processo figlio dell’operazione “Falcos”, hanno scelto il rito ordinario. Nella mattinata di ieri sono stati sentiti due testimoni, con la prossima udienza fissata per venerdì primo luglio. Alla sbarra ci sono Massimiliano Bruno, 29 anni, residente a Rende, e Massimo Ciancio, 38 anni, di San Fili. I due, insieme a Giuseppe Fraietta (per cui è stato poi disposto il non luogo a procedere per la morte

dell’indagato), sono stati rinviati a giudizio a maggio dello scorso anno; quel giorno, il giudice per le udienze preliminare di Catanzaro si è pronunciato anche sulla posizione delle persone coinvolte in “Falcos” e che hanno scelto invece il rito abbreviato. Per loro, 7 imputati in totale, si è già arrivati alla definizione del secondo grado di giudizio. Nel marzo scorso, infatti, i giudici della corte d’appello hanno confermato sei condanne, concedendo un unico sconto di pena. Sono rimaste invariate le condanne pronunciate, al termine dei giudizi abbreviati, dal gup

che ha inflitto: dieci anni di reclusione a Giuseppe Cossari, considerato il presunto capo del sodalizio; sei anni ad Antonio Garigliano; due anni a Eros Cavigliano; due anni ad Aldo Dara; due anni e otto mesi a Salvatore Abbruzzo; due anni e otto mesi a Francesco Gualtieri. La corte d’appello aveva infine ridotto la pena a Saverio Riverso, a un anno e 4 mesi di carcere. L’operazione “Falcos”, sgominò nel 2099 un presunto sodalizio criminale operante nella zona tra Catanzaro e Borgia (il Comune è stato poi sciolto un anno dopo per infiltrazioni mafiose), e capace, secondo l’accusa, di gestire gli affari più importanti e persino di interferire nelle consultazioni elettorali. (i. gra.)


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comune e dintorni

Braccio di ferro sui delegati Sei i responsabili di quartiere. Adc rivendica Marina. Rizza all’Università Non solo commissioni consiliari. Gli inquilini dell’aula rossa di Palazzo de Nobili, all’esordio da amministratori titolari nella seduta inaugurale del consiglio comunale di venerdì prossimo, si preparano ad entrare nel vivo dell’attività amministrativa con la costituzione degli organismi consiliari permanenti. In attesa della riunione plenaria di lunedì 20 giugno alle 10.30 alla quale parteciperanno i consiglieri comunali e sembra anche il sindaco Traversa (e prima ogni gruppo avrà modo di fare il punto anche con i propri referenti politici), i corridoi di Palazzo de Nobili continuano a brulicare di matricole e veterani che si scambiano umori anche sulla possibile composizione delle dodici commissioni. Il sindaco Michele Traversa è stato impegnato di primo mattino in un sopralluogo allo stadio “Ceravolo” per una ricognizione sui lavori di adeguamento – sarà ristrutturato anche il “campo B”, alla presenza degli assessori ai Lavori pubblici Peppino Calabretta e all’assessore allo Sport, Stefania Lo Giudice, ma anche a Giovino, dove proseguono i lavori di riqualificazione proprio sotto la diretta supervisione del sindaco Traversa il quale, immediatamente dopo il suo insediamento, ha voluto una “task-force” impegnata a sottrarre l’area al degrado e all’incuria prima dell’inizio della stagione estiva. Ma negli intervalli ha ricevuto consiglieri della sua Lista e della maggioranza. I nodi da sciogliere, infatti, non sono rappresentati solo dalle presidenze

L’aula rossa dove si riunisce il consiglio comunale delle commissioni. C’è da definire li (anche questi ridotti dopo la legge anche l’identità dei delegati di quar- finanziaria da otto a sei) per il Cotiere che andranno a sostituire, di mune di Catanzaro. In pole position fatto, i presidenti delle circoscrizio- per le deleghe il consigliere comunale della lista Trani che sono state versa Antonio Corabolite dalla legge fiOggi riunione si, che dovrebbe ocnanziaria del 2008: di “Catanzaro cuparsi della parte consiglieri eletti o fidi territorio coincigure indicate dai da Vivere” su dente con la Prima partiti ma delegate capogruppo e circoscrizione (in dal sindaco che docommissioni particolar modo vrebbero occuparsi Mater Domini, Viadei quartieri dal punto di vista politico. I delegati po- le de Filippis e Gagliano), ma anche trebbero, però, essere sei anziché il collega eletto nella Pdl Tommaso quattro, il numero delle circoscrizio- Brutto, amministratore di lungo ni abolite: coinciderebbero, infatti, corso che potrebbe aspirare a rapcon il numero dei collegi provincia- presentare il sindaco Traversa nella

zona di Cava, Santo Janni, Signorello e dintorni. Non nasconde la passione per l’impegno nel quartiere marinaro, tanto da diventarne delegato, il consigliere della Lista Traversa Eugenio Riccio. Ma sembra che l’Alleanza di centro del commissario provinciale Franco Longo non rimarrà con le mani in mano: l’AdC a Marina ha conquistato più voti del Pdl e della Lista Traversa e sarebbe pronta a rivendicare l’indicazione del delegato di quartiere (l’avvocato Massimo Gualtieri) e di certo troverà il modo di confrontarsi con Traversa, già lunedì prima del confronto in plenaria sulle commissioni. La maggioranza,

quindi, intende arrivare preparata in aula con organismi consiliari, infatti, in molti hanno le idee chiare: la presidenza della commissione Igiene, Ambiente e Sanità dovrebbe toccare, infatti, a Mario Camerino in quota lista Scopelliti (gruppo che dovrebbe essere guidato da Giulio Elia), mentre al consigliere Eugenio Riccio punta alla presidenza della commissione Ambiente a quella dei Lavori pubblici (mentre il capogruppo dovrebbe essere Giampaolo Mungo). Alla lista Traversa un’altra commissione: quella Cultura, da affidare ad Alfonso Ciacci, mentre le Politiche sociali dovrebbero essere affidate ai socialisti di Roberto Guerriero e la commissione Bilancio restare affidata a Rosario Mancuso, in quota Udc. Roberto Rizza dovrebbe invece essere capogruppo dell’Alleanza di centro ma anche delegato del sindaco all’Università mentre al collega Antonio Angotti, subentrato dopo la promozione di Filippo Mancuso, potrebbe toccare la presidenza della commissione Sport. Resta da sciogliere il nodo di una presidenza importante come quella della commissione Urbanistica (un consigliere tra Sergio Costanzo e Vincenzo Nicoletti). Il gruppo di “Catanzaro da Vivere”, invece, deciderà questa mattina alle 11 in una riunione allargata agli assessori Stefania Lo Giudice e Franco Nania, alla presenza di Sinibaldo Esposito: in pole position resterebbe Francesco Galante. MARIA RITA GALATI m.galati@calabriaora.it

donne in giunta

fiamma tricolore

Carrozza e Cusumano plaudono a Traversa

Raffaele Talarico responsabile Marketing

Anche la commissioneregionale Pari opportunità esprime la sua più viva soddisfazione per la nomina a vicesindaco della città di Maria Grazia Caporale e del neo assessore alla Pubblica istruzione e Sport Stefania Lo Giudice. Lo affermano la presidente della Commissione regionale alle Pari opportunità Giovanna Cusumano e la sua vice, Nuccia Carrozza. «Plaudiamo con grande piacere- scrivono- alla loro nomina in seno alla Giunta da parte del sindaco Michele Traversa, segno dell’alta considerazione mostrata dal neo primo cittadino nei confronti della presenza femminile nell’organo esecutivo di questa nuova am- Niccia Carrozza ministrazione. Nomine che compensano, seppure in parte, ad una presenza femminile nell’organo consiliare sempre più risicata, numeri che ci respon-

sabilizzano sul lavoro che ancora si dovrà svolgere sul tema delle pari opportunità di genere». «Siamo particolarmente soddisfatte - proseguono - per la nomina del vicesindaco Maria Grazia Caporale, donna esempio di grande coerenza politica che, dopo aver ricoperto nel corso della sua carriera diversi ruoli, siamo certe saprà dare il suo imprinting anche all’azione di questa amministrazione. Altrettanta soddisfazione esprimiamo per l’altra presenza femminile, Stefania Lo Giudice che, forte della sua pregressa esperienza amministrativa, saprà ben operare in un settore particolarmente delicato». «Ad entrambe- concludono la Cusumano e la Carrozza- non possiamo che formulare i nostri più sinceri auguri di buon lavoro».

Il coordinatore provinciale della Fiam- gnità dell’uomo che, sono sue considerama Tricolore, Natale Giaimo, coadiuvato zioni, «non mi aspettava di trovare in podai dirigenti provinciali, prosegue nella fa- litica e, particolarmente, nel nostro campo». Un impegno soprattutto per il territose di aggiornamento della segreteria. Dopo la nomina di Salvatore Gallo a suo rio, che ha ripreso vigore subito dopo il vovice, Giaimo ha provveduto a nominare to con una prima battaglia tesa a far sì che Raffaele Talarico responsabile Marketing e Trenitalia dia dignità alla città capoluogo Comunicazione demandandolo anche alla con l’attribuzione della denominazione guida del Dipartimento provinciale per le “Stazione di Catanzaro” all’attuale stazione di Catanzaro Lido. Attività Produttive. Il ragionamento di Talarico è semplice: Come Gallo, anche Talarico si è avvicila Stazione di Catanzaro Linato da poco tempo alla do potrebbe e dovrebbe esFiamma e, pur non vanProsegue sere la reale stazione di Catando nessuna passata la fase di tanzaro, pur rimanendo di esperienza politica, si è tuffato a capofitto in una aggiornamento fatto quella del quartiere Lidi Catanzaro, con un trafavventura elettorale che della segreteria do fico ferroviario di tutto rilo ha coinvolto tantissidi Giaimo spetto. mo. Neofita della politica Un impegno che certama esperto uomo di comunicazione e professionista valido e sti- mente andrà avanti con iniziative e propomato nel campo della pubblicità, dove di- ste finalizzate alla rivalutazione ed allo svirige una avviata impresa, con esperienza luppo del territorio, tenendo presente sosindacale nella Cicas, associazione di com- prattutto le priorità della Comunità umamercianti di cui è stato tra i fondatori e di na, direttrice principale cui Talarico ha imcui è attualmente dirigente, ed associativa prontato ogni sua attività ed azione, cosa nel “Team Catanzaro 4x4”, in cui ricopre la che la Fiamma Tricolore non può che apcarica di vice presidente, ha accettato di prezzare e di cui noi lo ringraziamo ancomettersi in gioco dove ha trovato quei prin- ra una volta. r. c. cipi di solidarietà sociale e di onestà e di-


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comune e dintorni referendum

L’analisi di Sinistra ecologia e libertà: «La risposta della città significa voglia di riscatto» Si è tenuta mercoledì 15 giugno l’assemblea degli iscritti al circolo Sel di Catanzaro centro. Oggetto dell’iniziativa è stato la valutazione degli esiti del referendum in città nonché le iniziative da assumere nei prossimi mesi,unitamente alle altre forze del centro sinistra, rispetto al nuovo quadro politico determinatosi con le recenti elezioni comunali. In merito all’esito dei referendum si è constatato che «la città -scrivono - ha risposto positivamente, sia in termini di partecipazione attiva

dinnanzi alla legge». «Altro elemento positivo - è stato evidenziato - è stata la massiccia partecipazione dei giovani, della società civile, in genere, delle associazioni politico-culturali, di tanti comitati spontanei, sia nella fase della raccolta delle firme che nella fase del coinvolgimento al voto referendario. Non ultimi i tanti cittadini giovani e meno giovani che hanno aderito in città e in tutta Italia a Sel». «I cittadini catanzaresi - si legge - hanno dimostrato, la loro grande voglia di riscatto».

alla consultazione, sia in termini di consenso alle motivazioni che i promotori dei referendum hanno posto alla base della loro indizione: no alla politica nuclearista del Governo, no alla cancellazione dei diritti del singolo cittadino sulla proprietà pubblica e sul godimento di un bene comune per antonomasia che è l’acqua, no all’ennesimo attacco ad uno dei principi fondamentali della nostra Costituzione e di qualsiasi stato democratico che è il principio dell’eguaglianza di tutti i cittadini

Si riunisce il Personale: attenzione sul contratto

«Hanno infatti esercitato il diritto ad esprimere liberamente il proprio voto per riappropriarsi si legge ancora -, dei pochi diritti collettivi rimastigli. In tale direzione, il circolo si è impegnato ad incalzare il nuovo Governo cittadino di centro destra sulla questione della trasparenza e di altri importanti temi». «Per quanto sopra affermato conclude Sel - è scontata la partecipazione del circolo Sel di Catanzaro centro,alla prima riunione del laboratorio politico che si terrà il prossimo venti giugno ad iniziativa di Salvatore Scalzo, canditato alle recenti elezioni comunali a sindaco della coalizione di sinistra».

traversa a lavoro

Task force su Giovino: irrigazione e aiuole ok

Alla presenza dei sindacati la promessa di una soluzione Ieri mattina in sala Giunta la prima riunione del personale presieduta dal neoassessore al ramo, Massimo Lomonaco, a cui hanno preso parte anche diversi rappresentanti sindacali, tra cui anche Mimmo Cubello della Cisl. Un incontro, centrato principalmente sul contratto decentrato 2010 del personale di Palazzo De Nobili, ma finalizzato anche alla presentazione degli intenti di sinergia e di collaborazione che Lomonaco intende perseguire. «Vi ringrazio - ha esordito Lomonaco - per aver inteso partecipare a questa riunione. Ci siamo tuffati subito in queste problematiche che riguardano il personale amministrativo che è una priorità. Il personale deve rappresentare il fiore all’occhiello di questa amministrazione per l’importanza strategica che per noi riveste. Occorre senso di responsabilità comune perché queste problematiche appartengono a tutti noi. La vicenda in essere riguarda l’applicazione del contratto in tutti i suoi istituti. Io ho un approccio molto pragmatico con i problemi. Sicuramente l’amministrazione e tutte le organizzazioni sindacali hanno a cuore i lavoratori. Se riusciremo, perciò, nell’arco di qualche mese o di qualche settimana a risolvere questo pregresso, questi contratti, sarà una partenza ottima per i lavoratori. Occorre, perciò stabilire un perimetro e un obiettivo: in breve tempo possiamo far sì che i lavoratori abbiano quello che gli spetta. Dobbiamo fare in modo, prima della pausa estiva, di far consegnare - ha proseguito Lomonaco - dai dirigenti alla Giunta un contrat-

Un momento del sopralluogo del sindaco

L’assessore al Personale Massimo Lomonaco ha incontrato i sindacati to già pronto. Il messaggio è quello dell’unità assoluta di intenti per riprendere insieme le fila di un cammino mai interrotto. Non mi sembra, comunque, vi siano situazioni “laceranti”, magari qualche “nodino” che questo tavolo sicuramente riuscirà a risolvere». Tonino Meliti della Cgil ha sottolineato quanto i problemi di cui si è trattato «sono sì legati alla continuità amministrativa, ma mi auguro che, per quanto riguarda il personale, ci sia discontinuità. È da

presto un altro incontro Stabilito per il prossimo 5 luglio un nuovo incontro per discutere della situazione degli impiegati

più di un anno che i dipendenti non hanno un contratto stipulato, ma non per colpa dei sindacati o dei lavoratori. Questi ultimi, poi, hanno dimostrato grande professionalità nel mantenimento dei servizi». Tonino Bevacqua della Cisl ha sottolineato che vorrebbe «instaurare un nuovo rapporto per avere delle linee guida. Si deve parlare anche dei contratti dei dirigenti. Aspettiamo che si chiuda il contratto 2010, per poi parlare di quello del 2011». Oscar Cosentino della Csa ha espresso «tutta la disponibilità per il raggiungimento della conclusione del contratto decentrato 2010» per poi trattare della carenza d’organico, anche in vista del fatto che «tra poco andranno in pensione molti lavoratori dell’ex 285». Tutti e tre i rappresentanti hanno avanzato la richiesta di un incontro con il sindaco Traversa. Franco Basile della Uil ha ricordato che, comunque, si era arrivati alla firma di una

pre intesa relativa al contratto 2010, ma che «poi non si è arrivati a nulla». A intervenire anche Rosanna Laudadio della Rsu. Il dirigente del settore personale, Giuliano Siciliano, ha ringraziato Lomonaco «per la tempestività», per poi affermare: «Credo che problemi economici per la copertura del contratto non ce ne sono stati, non ce ne sono e non ce ne saranno». Il direttore operativo e presidente della delegazione trattante, Pasquale Costantino, ha proposto l’idea di un incontro per un tavolo per discutere del contratto 2010, per il pomeriggio del prossimo 5 luglio. Lomonaco ha concluso l’incontro affermando: «La vostra preoccupazione è la nostra. Dobbiamo affrontare e risolvere questi problemi per la programmazione futura. Aiutiamoci vicendevolmente a risolvere questa situazione». MARIA PAOLA RONCHI catanzaro@calabriaora.it

Proseguono a pieno regime i lavori di riqualificazione di Giovino, sotto la diretta supervisione del sindaco Traversa il quale, immediatamente dopo il suo insediamento, ha voluto una “task-force” impegnata a sottrarre l’area al degrado e all’incuria prima dell’inizio della stagione estiva. Nella vasta operazione di recupero della zona marina sono impiegati quotidianamente decine di operai e molti mezzi. Circa 60 tonnellate di rifiuti, secondo i dati forniti dalla Aimeri Ambiente, sono stati rimossi da Giovino dopo i primi interventi di pulizia generale che hanno riguardato l’area della pineta e del lungomare, liberate dalle erbacce e da rifiuti di ogni genere. Sono quindi state sistemate le aiuole, riparate le staccionate per evitare l’ingresso di veicoli nella pineta, ripristinata la rete di irrigazione, eliminate le numerose situazioni di pericolo, soprattutto in prossimità dei canali di deflusso delle acque. All’interno della grande macchia mediterranea proseguono gli interventi colturali, con la spalcatura dei pini, il taglio delle piante secche, la falciatura dell’erba: interventi mai effettuati negli ultimi 40 anni. Nell’area della pineta sono state anche demolite numerose recinzioni abusive,

realizzate con strutture in cemento armato e reti metalliche. A tal proposito, questa mattina sono giunti a Giovino i militari del Corpo forestale dello Stato, inviati dal comandante provinciale Salvatore Spanò, che hanno avviato delle verifiche sulle aree recintate e occupate abusivamente. Nel contempo, il comandante dei Vigili urbani, generale Giuseppe Antonio Salerno, ha diffidato i proprietari di terreni prospicienti la pineta a ripulire le aree di pertinenza, nel rispetto delle regole di decoro urbano e per scongiurare il pericolo di incendi. Da segnalare, inoltre, un intervento della Polizia di Stato che, su segnalazione del sindaco Traversa e grazie al tempestivo interessamento del dirigente del Commissariato di Catanzaro Lido Giacomo Cimarrusti, ha consentito di sgomberare una carovana di rom che aveva pensato di accamparsi all’interno della pineta. Gli interventi straordinari a Catanzaro Lido non si fermano, peraltro, all’area di Giovino, ma proseguono anche nella marina, con la pulizia e la sistemazione del lungomare, la cura delle aiuole, la piantumazione di nuove essenze e il ripristino dei sistemi di irrigazione. r.c.


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L’opposizione chiede: commissioni da 12 a 9 Incontro delle minoranze. Argirò vicesindaco? Il Pd nicchia Pochi, ma buoni. I consiglieri comunali della minoranza si ritrovano ufficialmente per fare il punto sulla composizione delle commissioni consiliari che cercheranno di coprire al meglio nonostante l’esiguità numerica, che intende essere inversamente proporzionale alla incisività dell’azione politica e culturale. All’incontro di ieri mattina, a Palazzo de Nobili, hanno preso parte Salvatore Scalzo, il candidato sindaco del centrosinistra che si pone come leader dell’opposizione, i due consiglieri della lista che fa capo al consigliere regionale Vincenzo Ciconte, “Lista Democratica” – Umberto Aracri e Amedea Rizzuto -, il consigliere espressione del Partito democratico Lorenzo Costa, Eugenio Occhini espressione de “La Sinistra” e il candidato sindaco di “Autonomia e diritti” oltre che Api, l’ex vice sindaco, Antonio Argirò. Centrosinistra e Salvatore Scalzo centro-centro, tanto che nel gruppo dei sei “oppositori” si parla di minoranze, co- considerata funzionale ad una razionalizzazione del lavoro delme si evince anche dalla l’amministrazione comunota ufficiale diffusa al Oggi alle 12 – si legge nella nota termine dell’incontro. La Scalzo incontra nale - ma assicurerebbe anche prima discussione sulla la piena agibilità democomposizione delle Comle forze del cratica, permettendo ai missioni produce l’intesa centrosinistra Consiglieri di minoranza che le minoranze chiedein vista del 20 di seguire con la dovuta ranno ufficialmente la riattenzione i lavori di tutduzione del numero delle Commissioni vigenti dalle attuali dodi- te le Commissioni (da notare che l’attuaci a nove, in modo da stabilire un rappor- le regolamento prevede che ogni consito di corrispondenza tra le commissioni gliere possa essere componente effettivo di un numero massimo di tre commissiostesse e le deleghe assessorili. «Tale modificazione non solo viene ni)». All’inizio della prossima settimana le

minoranze chiederanno un incontro riservato sul tema con il sindaco Michele Traversa. Sembra, però, che il confronto tra i sei consiglieri di opposizione sia caduto anche sulla riflessione relativa all’indicazione del vice presidente del consiglio comunale che la prassi vede attribuita proprio alla minoranza. A quale delle due? Le indiscrezioni vorrebbero il sindaco Traversa propenso a sostenere l’ipotesi del vice sindaco Argirò, che in maniera distinta ed elegante dettata dal fair play ha consegnato al primo cittadino la fascia tricolore nel giorno dell’insediamento. Ipotesi gradita al diretto interessato, ma contrastata dall’ex partito di provenienza: le resistenze arriverebbero proprio dal Pd. Argirò, infatti, rappresenta la parte della minoranza minoritaria, l’altra opposizione, quella del centro-centro, per intenderci. Quindi non sarebbe espressione della minoranza maggioritaria…Come spaccare il capello in quattro, anzi in sei, esattamente quanto i consiglieri dell’opposizione. Intanto, per questa mattina a mezzogiorno è convocata una riunione tra Scalzo e le forze politiche della coalizione, i rappresentanti delle liste e movimenti che hanno sostenuto la sua campagna elettorale in vista della prima convocazione del Consiglio comunale, prevista per il 24 giugno, e della iniziativa pubblica di lunedì 20 giugno: la nascia del coordinamento delle forze del centrosinistra. MARIA RITA GALATI m.galati@calabriaora.it

tommaso brutto

«Autobus fino a S.Domenica Un risultato atteso e storico» «Un risultato storico per un quartiere da sempre dimenticato». Così il consigliere comunale Tommaso Brutto ha definito l’avvio dell’esperimento di allungamento fino alla contrada Santa Domenica delle linee dell’Amc. Domani l’Azienda varerà la corsa “lunga” fino alla popolosa contrada. Ovviamente, si tratterà inizialmente di corse che serviranno a verificare alcune condizioni tecniche, legate soprattutto alla piena percorribilità della strada. L’intenzione dell’Amc, ha Tommaso Brutto precisato Brutto, è quella di andare a pieno regime con denti che debbono raggiungere gli edifici scolastiil programma invernale. «Si può ben dire – ha ci. «Il ricommentasultato è to il consi«Traversa ancora gliere – che ha risolto più evinell’era Tradente – versa i proun problema detto blemi che si che si trascinava ha ancora trascinavada troppi anni» Brutto – no da anni se si tiene finalmente conto della critica situaziotrovano soluzioni». Tommaso Brutto, nel ne dell’Amc che, purtropringraziare i vertici azien- po, deve fare i conti con dali dell’Amc, ha ricordato problemi finanziari e geche l’allungamento della stionali. Il sindaco Travercorsa consentirà agli abi- sa tra i suoi primissimi atti tanti di Santa Domenica di si è occupato della crisi delfruire finalmente del servi- l’azienda trasporti e ,conozio pubblico di trasporto, scendo la sua capacità opemettendo fine ad una si- rativa, certamente sarà in tuazione di notevole disa- grado di raddrizzare la sigio, soprattutto per gli stu- tuazione».


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Stadio, «una struttura sicura» Soprallugo del sindaco al “Ceravolo” per una ricognizione sui lavori L’adeguamento sismico del settore “distinti”, il rifacimento degli spogliatoi e della tribuna stampa. Servono a questo i lavori che stanno interessando, da qualche giorno, lo stadio “Ceravolo”. Programmati dalla vecchia amministrazione, sono stati appaltati per un costo complessivo di circa un milione e centomila euro alla ditta Guzzo che dovrà completarli entro il prossimo mese di ottobre. Il sindaco Traversa, ieri mattina, ha effettuato un sopralluogo assieme agli assessori ai Lavori pubblici, Giuseppe Calabretta, e allo Sport, Stefania Lo Giudice, per rendersi Indicazioni conto di perper il recupero sona dello stato dell’indel Campo B tervento che, da destinare comunque, alle giovanili non pregiudicherà l’inizio del prossimo campionato di calcio. Si stanno infatti allestendo degli spo- attuali “distinti”. I lavori consentirangliatoi prefabbricati mentre i giorna- no anche una migliore sistemazione listi saranno accolti in una postazio- della sala Gos, quella che utilizzano ne ospitata nella zona centrale degli gli agenti del gruppo operativo spe-

ciale oltre a consentire la piena fruizione - in sicurezza - di una porzione di stadio chiusa da tempo e che potrà accogliere circa 3000 tifosi. Traversa,

accompagnato anche dal dirigente del settore Gestione del territorio, Carolina Ritrovato, dal funzionario dell’Ufficio tecnico Luigi Franco e dal

«Collaborazione continuata» La Cicas traccia una soluzione possibile al problema dell’abusivismo A fronte delle evidenze comuni, del continuo riaffiorare e conseguente rafforzarsi del fenomeno dell’abusivismo nei settori del commercio, dell’artigianato e dei servizi, la Cicas fa propria e propone a tutte le parti interessate l’esigenza di un nuovo patto che accomuni associazioni di categoria, enti locali e articolazioni previdenziali, tributarie periferiche dello Stato comprendendo quindi direzione regionale dell’agenzia delle entrate, direzione regionale del lavoro, dell’Inail e dell’Inps che devono agire per prevenire il dilagante fenomeno. «Solo la collaborazione stretta e continuata tra le parti sociali e le istituzioni pubbliche - si legge - può portare a risultati concreti nella individuazione delle possibili strategie di intervento nel campo della prevenzione e della repressione dell’abusivismo, e infine della vigilanza sull’osservanza dei provvedimenti attuati. Rimane intanto fondamentale costituire un organismo di lavoro permanente per il monitoraggio della realtà calabrese che serva da base per tracciare le linee di intervento operativo». «La Cicas - continua - è disponibile a mettere in campo una indagine conoscitiva reale e circostanziata su sui dati e sulla qualità dell’abusivismo nella nostra regione, da compiere anche attraverso la messa a disposizione di un numero verde dove associati e altri cittadini possano segnalare episodi suscettibili di intervento da parte delle autorità preposte su sollecitazione comune di tutti gli aderenti all’au-

spicabile protocollo di fattibilità». «Superfluo ricordare come l’abusivismo, anche quello cosiddetto di necessità, oltre a rappresentare una pratica contraria a ogni regola di leale concorrenza di mercato - si legge ancora - perché oggettivo vantaggio competitivo nei

confronti delle aziende regolari, incide negativamente sull’andamento complessivo dell’economia, sfuggendo per definizione a ogni contribuzione tributaria, previdenziale e assicurativa, deprimendo la generale qualità di vita e specificamente sulle condizioni di sicurezza e sulle norme igieni-

co sanitarie sul luogo di lavoro». «La Cicas - conclude - attraverso il suo presidente nazionale Giorgio Ventura, propone la costituzione di un “Osservatorio” e la firma di un protocollo dì intesa fra tutti gli attori, associativi e istituzionali, a vario titolo interessati».

l’intervento

Intervenire sull’emergenza scolastica L’appello di Catanzaro Marina venga proseguita la pro«Atteso che le scuole, la grammazione di quelle ulteristrutturazione ed il miglioriori opere che avevamo riramento del patrimonio chiesto e suggerito. Mi rifescolastico sono stati inseriti risco per il plesso Porto di quali priorità nel programvia Caprera, in particolare ai ma del nuovo sindaco Milavori che vanno dalla sochele Traversa, chiediamo praelevazione al completafin da subito di affrontare mento dell’intero piazzale, l’emergenza scolastica ed in già previsto con il piano particolare quella delle triennale delle opere pubbliscuole di Catanzaro Mariche, ed alla creazione della na». È quanto si legge in Il plesso Casciolino tanto agognata palestra che una nota di Massimo Gualtieri del movimento civico Catanzaro Mari- anche le società sportive potranno usare e na. «Ad oggi - continua - nessun lavoro è ini- della sala mensa per la scuola elementare. ziato presso la scuola elementare di via Ma- Mentre per il plesso Casciolino alla complegna Grecia, chiusa da alcuni mesi per gravi ta ristrutturazione dei locali di via Crotone atcarenze strutturali. Chiediamo di verificare tualmente occupati dal 118 da destinare lo stato dell’arte nella prima scuola, spingen- esclusivamente alla scuola materna – infando al massimo per il completamento dei la- zia, nonché a tutte quelle opere di cui ha bivori posto che il nuovo anno scolastico sarà sogno il plesso Murano in particolare la riin un battibaleno alle porte e di adoperarsi qualificazione dell’intera area esterna comvelocemente affinchè per la seconda, sfrut- preso il campetto da basket, la mensa per i tando le risorse della rimodulazione del con- ragazzi delle elementari, la ristrutturazione tratto di quartiere, siano avviate le procedu- della fatiscente palestra e la risoluzione delre per l’appalto dei lavori di ristrutturazione la mai risolta problematica della risalita di e messa in sicurezza compresa la ristruttura- umidità a piano terra, complice come ben zione della indecente palestra». «Al contem- sanno i tecnici comunali il sistema fognario po - si legge - chiedo sommessamente che da rifare interamente».

geometra Francesco Procopio, ha dato indicazioni che sia recuperato al meglio il “Campo B”, quello che si trova alle spalle della curva “Est”, da utilizzare per gli allenamenti e per il settore giovanile. Il terreno sarà in sintetico o in erba mentre si provvederà a realizzare la recinzione e i canali di scolo. «Vigileremo affinché tutti i lavori di ristrutturazione – ha detto il sindaco – siano portati a termine osservando le norme di sicurezza perché è la prima cosa che bisogna garantire a chi utilizza questa importante struttura della città. Inoltre - ha aggiunto Traversa – è necessario adeguare lo stadio per consentire alla futura società di calcio di non avere alcun problema o limitazione per l’utilizzo dell’impianto». E a proposito della nuova compagine che reggerà le sorti del calcio catanzarese, Traversa ha annunciato che la soluzione della vicenda è ormai vicina e che nei primi giorni della prossima settimana sarà reso noto, nel corso di una conferenza stampa, il nuovo assetto societario. r.c.

magna graecia

Quando recarsi all’ateneo diventa problematico Diversi sono i disagi per gli studenti universitari che per poter raggiungere il campus di Germaneto sono “costretti” ad utilizzare i mezzi pubblici di linea messi a disposizione dall’azienda Amc. A distanza di alcuni anni dal trasferimento delle facoltà dell’università Magna Graecia a pochi chilometri dal centro cittadino il problema legato ai collegamenti non è ancora stato risolto, o almeno non del tutto. A farsi portavoce del disagio avvertito dagli utenti a causa del cattivo funzionamento del servizio di trasporto pubblico è stata l’associazione studentesca UNI(ti)CZ. La problematica è stata affrontata durante un incontro organizzato dal sodalistizio e in cui è scaturito un interessante dibattito. È stato, in particolar modo, da più parti sottolineato il grave disagio che sono costretti a sopportare tutti gli utenti impossibilitati ad utilizzare un mezzo proprio per raggiungere il campus, a causa dei disservizi nei collegamenti. Da diversi mesi, infatti, in varie fasce orarie, gli autobus dell’Amc non effettuano le corse programmate, senza peraltro preventivamente avvisare l'utenza. Ciò riguarda in modo particolare la linea 46 (che parte da funicolare valle con arrivo al campus universitario di Germaneto) che non effettua tutte le corse programmate molte delle quali vengono sorprese all'ultimo minuto. «Lultimo episodio risale allo scorso 10 giugno – hanno affermato i rappre-

sentanti di UNI(ti)CZ quando sono state soppresse le corse in partenza alle ore 19:05 e 20:05 dal Campus (ultime corse programmate). Mentre lo scorso 14 giugno è stata soppressa la corsa prevista con partenza da funicolare valle alle 12:55. Gli studenti che in quel momento attendevano alla stazione di Catanzaro Lido l’autobus, pur avendo richiesto informazioni in merito direttamente all’azienda, non hanno ottenuto risposte esaurienti». Questi sono soltanto alcuni dei disagi che giornalmente studenti, lavoratori e pendolari si trovano ad affrontare. L’associazione quindi ha deciso di rivolgere un accorato appello alle istituzioni interessate, e in particolare al sindaco Michele Traversa, affinché si interessi della vicenda e solleciti una rapida soluzione. «L’intento principale del nostro gruppo associativo - ha sottolineato il presidente dell’associazione Eugenio Garofano - è quello di attribuire all’Ateneo catanzarese un effettivo valore di Campus. Ciò si può realizzare solo ottimizzando i servizi in generale: in primis risolvendo il problema dei trasporti pubblici, agevolando i processi comunicativi e potenziando i servizi già esistenti». Al dibattito hanno preso parte anche altri componenti del direttivo dell'associazione UNI(ti)CZ tra cui Andrea Bruni, Attilio Morrone, Christelle Correale e Giuseppe Molinaro. ROSITA MERCATANTE catanzaro@calabriaora.it


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Si punta sulle politiche sociali Traversa e Ferro da Bertolone: affronteremo la questione dei rom e di Betania È avvenuto ieri in Curia, l’incontro tra l’arcivescovo metropolita della diocesi di Catanzaro-Squillace, monsignor Vincenzo Bertolone, il sindaco Michele Traversa e la presidente della Provincia Wanda Ferro. Un incontro che ha sottolineato la sinergia e il rapporto di stretta e importante collaborazione tra le istituzioni religiose e quelle civili. Bertolone ha evidenziato di aver sentito «il dovere di incontrare le istituzioni. Nei giorni scorsi ho incontrato il Prefetto, ora il sindaco e la presidente della Provincia. Nei prossimi giorni incontrerò anche il procuratore, appena nominato, e indirò un incontro con la stampa, magari nella prima decade di luglio, proprio nello spirito di collaborazione che deve esserci anche con i mezzi sociali». Traversa ha poi illustrato alcuni dei punti trattati du-

rante l’incontro, «Villa Betania, i rom, gli asili nido. Tutte questioni che cercheremo di risolvere con l’aiuto di monsignor Bertolone a cui ho anche annunciato che, prossimamente, accompagnerò il presidente della Regione Scopelliti in una sua visita per parlare dei problemi che competono alla regione, al capoluogo e alla diocesi». La Ferro ha messo in luce che il compito delle istituzioni, è quello che riguarda «la sfida» più importante «del terzo millennio, quella che attiene le fasce più deboli per cui ci dovrebbe essere supporto e guida attraverso servizi e compiti». Compiti che spettano al Comune, alla Provincia e alla Regione «attraverso la condivisione dei valori - ha proseguito la Ferro - in una società che, forse, corre troppo velocemente, per Catanzaro e per tutti i Comuni della

Da sinistra: Ferro Traversa e Bertolone Provincia, sulla base dello stimolo per migliorare la qualità della vita. La sinergia tra la Provincia e il Co-

mune deve anche coinvolgere altre istituzioni». Il pensiero della Ferro va, quindi, a Fondazione Betania, al

I giovani e “ Le ali del futuro” Le Rose: siate voi stessi. De Grazia:spezzate le catene della mafia Una sapiente analisi del disagio giovanile e dell’ integrazione scolastica da parte di un calabrese che li ha studiati direttamente per il Ministero dell’Istruzione; un’accorata dissertazione su strumenti legislativi e fenomeno mafioso che ha strappato applausi a scena aperta. Al suo penultimo appuntamento, il quattordicesimo in otto mesi, il progetto interministeriale “LeAli al futuro” alza ancora il livello dei seminari, presentati e proposti dall’Istituto comprensivo “Vincenzo Vivaldi” di Catanzaro Lido. Al’auditorium della scuola, divenuto ormai troppo piccolo per il numero dei corsisti ed la qualità degli ospiti, il dirigente scolastico Vitaliano Rotundo, affiancato per il ministero della Giustizia dal dirigente degli Istituti minorili di Calabria e Basilicata Angelo Meli, ha presentato prima Luigi Le Rose, direttore regionale Ansas (Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica) e soprattutto consigliere dell’onorevole Valentina Aprea, presidente della settima commissione Cultura della Camera dei Deputati. «Trent’anni fa – ha esordito Le Rose – era la presenza in classe di un ragazzo handicappato a creare ‘apprensione’, oggi sono gli studenti stranieri oppure quelli con una famiglia in crisi. Tutti esprimono un bisogno che scuola e famiglia devono recepire e risolvere. In alcune scuole ci sono eccellenze, docenti qualificati e coscienziosi; ma è la capacità di relazionarsi con i ragazzi che aumenta il loro prestigio e non tutti gli insegnanti la possiedono. C’è una profonda responsabilità formativa nel lavoro del docente, che deve cogliere la positiva vivacità culturale sprigionata dai

Centro calabrese di solidarietà, a “Città solidale”. La Ferro, riferendosi a Bertolone: «in questo territorio abbiamo bisogno di pastori che ci guidino nel nostro cammino. Un percorso che deve abbandonare strumentalizzazioni e contrapposizioni per il bene comune dei cittadini». Monsignor Vincenzo Facciolo, vicario generale dell’arcidiocesi metropolitana di Catanzaro-Squillace ha evidenziato la necessità individuata da Bertolone «nel percepire il bisogno di civis e di fidelis che compendia l’identità dell’uomo per perseguire il bene comune che è la somma» della felicità umana. Bertolone ha concluso affermando che «il bene comune deve essere la stella che ci guida». MARIA PAOLA RONCHI catanzaro@calabriaora.it

i giovedì del logos

Ragazzi protagonisti del proprio destino

Da sinistra: Olivieri Zoccali Bertolone Savagnone Daniele

Il pubblico presente in sala ragazzi. Ci sono, tuttavia, possibili percorsi educativi che vanno praticati per evitare il disagio, perciò il migliore augurio che si possa fare ad un giovane è quello di essere sempre se stesso – ha concluso il dirigente del Miur». Il secondo momento formativo del pomeriggio è stato affidato a Romano De Grazia, magistrato, ex giudice della Corte Costituzionale e presidente del “Centro Studi Lazzati” di Lamezia Terme, da diciotto anni impegnato a far convertire in legge il “Ddl Lazzati” che vieta la propaganda elettorale ai soggetti sottoposti a misure preventive. «Non vi fate turlupinare – ha detto – dai bravi parolai e dai professionisti dell’antimafia: se non si recide il legame tra malavita ed istituzioni, è inutile parlare di sviluppo. I giovani sono l’unica speranza di spezzare questa vergogna nazionale. Quelli della mia generazione – ha continuato – non sempre hanno dato modelli positivi».

slow food

Lo scultore La Seta consegna un bassorilievo alla città Il tabellone di appuntamenti dello Slow Food day che si terrà nel pomeriggio di oggi al complesso monumentale del San Giovanni si arricchisce di un nuovo evento. Infatti, alle ore 19, lo scultore Rosario La Seta donerà alla città e al comune, rappresentata dal vice-sindaco Maria Grazia Caporale, un bassorilievo dedicato ai Santi patroni della città. A conclusione, quindi, del ciclo espositivo delle opere ospitate nell’archivio storico del Comune, La Seta ha inteso ringraziare simbolicamente il capoluogo di regione per l’affettuosa accoglienza creando un bassorilievo dedicato ai Patroni della Cit-

tà, l’Immacolata Concezione e S. Vitaliano. Il pregevole pannello, realizzato in creta e quindi tradotto in gesso patinato, rappresenta la Vergine Santissima in gloria nella tradizionale iconografia immacolista e, in basso, il Santo Vescovo di Capua, prono ai suoi piedi, nell’atto di presentarle l’intera Municipalità catanzarese attraverso il simbolo urbico. In alto a sinistra, tra le due figure sacre, si legge in caratteri sottili l’iscrizione latina «Proteximus ed protegemus» (abbiamo protetto e proteggeremo) in ricordo del costante patrocinio che la Madonna e S. Vitaliano hanno accordato alla città.

A mettere il punto alla prima edizione della rassegna “I giovedì del logos e dello spirito. I giovani rileggono la Costituzione a 150 anni dall’Unità d’Italia per una convivialità delle differenze” è stato l’incontro che si è svolto nell’aula “Sancti Petri” dell’Arcivescovado e che ha posto al centro del dibattito il tema: “Questione meridionale, federalismo e sussidiarietà”. Il settimo ed ultimo appuntamento dell’iniziativa - organizzata dalla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università “Magna Graecia”, insieme col Servizio Pastorale dell’arcidiocesi del capoluogo, la Fuci , le associazioni “Ulixes”, “Domus Pacis” e “Diritto di Difesa” – ha riconfermato il suo successo per aver costituito un’occasione privilegiata di crescita umana e spirituale, in quanto ha permesso di vivere l’ateneo come luogo di incontro e confronto. La discussione,in cui sono intervenuti in qualità di relatori, il direttore dell’Ufficio per la cultura, l’educazione, la scuola e l’università della Conferenza episcopale siciliana Giuseppe Savagnone, l’ordinario della cattedra di Economia politica dell’Umg Vittorio Daniele e il dottore di ricerca di Economia dell’Unical Matteo Olivieri, è

stata moderata dall’incaricato regionale della Fuci Calabria Stefano Zoccali. Ad aprire i lavori è stato l’intervento di Olivieri seguito daSavagnone che ha ricondotto la drammatica situazione in cui versa il Meridione alla scarsa incidenza da parte dei cattolici nella società attuale. «Negli ultimi venti anni i cattolici sono divenuti irrilevanti nel contesto politico e la motivazione è da ricercare nella mancanza di una cultura e di un’etica della dottrina cattolica. In Chiesa non si discute più di problematiche sociali e politiche». A tracciare il divario tra Nord e Sud è stato l’economista Daniele. «Da una situazione di povertà che accomunava l’intero Paese – ha spiegato - si è poi, con l’inizio del processo di industrializzazione , passati ad un Nord del paese sviluppato e ad un Sud sempre più povero e arretrato». Il vescovo Bertolone ha richiamato i giovani alla responsabilità di essere cittadini cattolici attivi nella società. «Lo Stato - ha concluso - è come un arbitro che ha il compito di far rispettare le leggi, mentre i giocatori che devono decidere le sorti della partita siete propri voi». ROSITA MERCATANTE catanzaro@calabriaora.it


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notte prima degli esami vip Gli esami di Stato nei ricordi dei principali rappresentanti del mondo dell’economia. Una curiosità: erano entrambi capelloni

Giornate in ansia L’attenzione in classe a scoprirelatraccia era il mio bel metodo 1

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Il “mitico Sicilani”, così lo definisce Giuseppe Gatto. Ed è lì, nello storico È il 1972. È l’anno in cui a Catanzaro arriva il processo per la “strage di liceo scientifico di Catanzaro, che l’attuale presidente provinciale di ConPiazza Fontana”, dei Giochi Olimpici passati alla storia come il “massafindustria catalizza i ricordi dei suoi esami di maturità, sostenuti nella cro di Monaco”, del rinvenimento dei Bronzi a Riace, del quarto Oscar calda estate del 1978. Calda come tutto quell’anno visti gli ava De Sica per “Il giardino dei Finzi Contini”. Ma è anche venimenti politici e sociali che lo caratterizzarono. Tra l’approl’anno della maturità di Paolo Abramo, presidente della le domande vazione della legge sull’aborto e quella che decretava la chiuCamera di Commercio, all’istituto tecnico per geometri sura dei manicomi (legge Basaglia), il paese è però stravolto “Petrucci”. dagli assassini di Aldo Moro e Peppino Impastato. Il 1978 è an1 Come ha vissuto la fatidica notte prima degli che l’anno dei tre Papi, dell’ultima apparizione televisiva di MiUna grande ansia e il tentativo spasmodico di intuire quaesami? E qual è stato l’argomento del tema na, del primo mondiale di calcio dell’Argentina, dell’inizio delle potesse essere il tema da trattare per la prova scritta e della prova d’italiano? la presidenza della Repubblica di Sandro Pertini. Un anno ingli argomenti oggetto di interrogazione della prova oratenso insomma, ma che nella mente dei maturandi di quella le. 2 Qual è, se c’è, una canzone, un ricordo, un aneddoto che la lega principalemente a quel stagione verrà ricordato soprattutto per i “terribili” esami. EcEssendo stato un musicista da giovane ho sempre ascolperiodo? co come li visse Giuseppe Gatto. tato tanta musica, ma non mentre ero impegnato a studiare perché questo mi deconcentrava. Il pezzo che più 3 Ricorda come si vestì per l’occasione? 1 La notte prima degli esami l’ho vissuta tranquillamente prediligevo era eseguito in inglese in originale dai Procul anche se consapevole che era sempre una prova importante; Harum. Era la famosa “A wither shade of pale”, che an4 Che studente era? un po’ di emozione c’era anche se ero più teso per la prova oradava tanto anche nella versione italiana dei Dik Dik “Senle. Se ci penso oggi, dopo tanti anni e tutte le esperienze fatte za luce”. È ancora uno dei brani che preferisco suonare o 5 Che messaggio si sente di lanciare agli studenti da allora, mi sembrano una fesseria, ma all’epoca un po’ di più semplicemente ascoltare. che tra pochi giorni sosteranno la maturità? paura, normale, c’era. Scelsi una traccia sull’Europa perché di Ricordo di essere stato combattuto su cosa indossare perunificazione se ne parlava già dall’epoca.Vorrei che la politica ché essendo, sempre all’epoca, capellone volevo che i venisse vissuta per come dovrebbe essere. È evidente che docommissari esaminatori potessero avere di me un’immavrebbe essere piuttosto un servizio e non una professione. gine di ragazzo serio. Alla fine optai per un abbigliamento semplicissimo 2 Il mio ricordo più bello va ai due presidi che caratterizzarono i miei cincomposto da una camicia bianca a quadri blu e un pantalone jeans. que anni di liceo: Mastroianni e Libri, due grandi figure che dovrebbero Uno come tanti. Con tanta voglia di studiare quanto bastava per essere essere ricordate di più. giudicato né un secchione né un vagabondo. Un giovane, all’epoca, desi3 Non mi vestii né da hippy né con giacca e cravatta come qualche mio comderoso di terminare gli studi con uno scopo ben preciso: quello di entrapagno, ma andai normale come sempre: jeans e capelli lunghi. re nella squadra di famiglia presso l’azienda di mio padre insieme agli al4 Ero uno studente che studiava poco ma non andava male. Il segreto protri miei fratelli che, a onor del vero, ricordo mi attendevano con sollecibabilmente stava nel metodo perché, all’epoca, si stava molto attenti in tudine. classe. Io ho avuto anche la fortuna di avere dei bravissimi insegnanti e Questa è una domanda a cui rispondo con il più grande piacere, nel mancomunque la scuola era diversa: un otto era davvero davvero sudato. dare un messaggio agli studenti e ai giovani in generale. Raccomando lo5 Ai maturandi di oggi dico di considerare questi esami come un punto di ro di impegnarsi nello studio con serietà non tanto e non solo per la vopartenza per il loro futuro. E gli dico di cogliere tutte le esperienze di queglia di terminare gli studi a tutti i costi e prima possibile, quanto per la sto periodo, anche le ingiustizie che ci sono perché serviranno nella loro necessità di dotarsi più possibile di nozioni utili a qualificarsi per meglio vita futura quando ci saranno altri e più grandi esami da affrontare. entrare nel mondo del lavoro e avere di conseguenza una chance in più Francesco Calvano nella competizione con cui si troveranno a fare i conti nel loro futuro professionale e umano. Maria Paola Ronchi

Giuseppe Gatto

Paolo Abramo

è l’attuale presidente della Camera di Commercio provinciale

1972

Paolo Abramo si diploma all’istituto tecnico “Petrucci”

Ero uno studente come tanti, con tanta voglia di studiare quanto bastava per essere giudicato nè un secchione nè un vagabondo. Un giovane, all’epoca, desideroso di terminare gli studi con uno scopo ben preciso: quello di entrare nella squadra di famiglia presso l’azienda di mio padre insieme agli altri miei fratelli

1978

Giuseppe Gatto si diploma al liceo scientifico “Siciliani”

è il presidente dell’associazione Confindustria provinciale

Ai ragazzi che affrontano la maturità oggi dico di considerare questi esami come un punto di partenza per il loro futuro. E gli dico anche di cogliere tutte le esperienza che verranno in questo periodo, anche le ingiustizie che ci sono e serviranno nella loro vita futura quando ci saranno altri e più grandi esami da affrontare


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C A T A N Z A R O GUARDIE MEDICHE

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CORSO PITTORESCO È uno dei personaggi più pittoreschi della città: lo si vede sempre con il sorriso fare tante “vasche” sul corso vendendo i suoi prodotti tipici della terra. Solo in pochi sanno il suo nome, ma tutti lo salutano vedendo in lui una persona dal cuore buona. E dalla mente geniale. I suoi abbigliamenti infatti sono sempre attuali. Durante le elezioni girava con tutti i santini, bipartisan, addosso. Dal due giugno invece è avvolto da un tricolore e da alcune spille sui referendum. Immancabile il cappello, caratteristica è anche la sua autovettura, un po’ datata ma ricca di tante cose buone

AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE Via Vinicio Cortese, 25 - 88100 Riferimento per i cittadini 0961.703928 - 0961.703936 LEGA CONTRO TUMORI Viale Pio X, 21 - 88100 0961/725026- www.liltcz.it TRIBUNALE PER I DIRITTI DEL MALATO c/o Azienda Ospedaliera “Pugliese - Ciaccio” tel. 0961-883099 . CENTRI ANTIVELENI 0961-741010 0961-742274 CROCE ROSSAVia Domenico Milelli, 40 tel 0961 741769 CROCE VERDE V.Teti, Catanzaro, CZ 88100 tel 0961 741010

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* CULTURA BIBLIOTECA COMUNALE “DE NOBILI” Villa Margherita COMPLESSO MONUMENTALE SAN GIOVANNI Piazza Giuseppe Garibaldi MUSEO PROVINCIALE Villa Margherita MUSMI-MUSEO STORICO MILITARE Parco della Biodiversità mediterraneaVia Vinicio Cortese 1-0961 795925 MARCA-MUSEO DELLE ARTI Via Alessandro Turco 63-0961 746797 MUSEO DELLE CARROZZE Pineta di Siano-0961 469520 MUSEO RISORGIMENTALE Caserma Florestano Pepe-0961 727331 MUSEO DIOCESANO DI ARTE SACRA Via Arcivescovado, 13-0961 701044 MUSEO DELLA SETA Scuola Media Mazzini- 0961 701044

l’intesa

il convegno

All’Ateneo responsabilità medica

La sinergia “Meristema” e Coldiretti

Organizzato dall'associazione italiana giovani avvocati di catanzaro e provincia (aiga) sul tema di responsabilità medica e delle strutture sanitarie: dal consenso informato alla medicina difensiva” si svolgerà il prossimo 23 giugno, alle ore 15 nell’ aula “Giovanni Paolo II” dell’ateneo “Magna Graecia” un convegno che da 5 crediti per avvocati e ad un credito formatico universitario per studenti. I relatori dell’interessante dibattito saranno vari e tutti di spessore saranno Pietrantonio Ricci, Aldo Quattrone, Domenico Jelasi, Alberto Filardo, Francesco Tallaro, Francesco Agnino, Elga Rizzo, Aldo Casalinuovo, Elena Morano Cinque, Rocco Nostro e l’ assessore Regionale Piero Aiello.

l’anniversario l’iniziativa LA FIDAPA FESTEGGIA I 50 ANNI DI ATTIVITÀ «Si svolgerà il prossimo lunedì 20 giugno - si legge in un comunicato alle ore 10.30 presso la sala giunta della camera di commercio in via “M.Ippolito” in occasione della presentazione delle celebrazioni del cinquantesimo anniversario della fondazione della federazione Fidapa nella città». Lo rende noto in un comunicato la presidente dell’associazione Fidapa Marisa Fagà.

A VIA FONTANA VECCHIA SI È CONTRO LA DROGA Per giorno 22 alle ore 10 presso il centro di aggregazione giovanile di via Fontana Vecchia è indetta la conferenza stampa di presentazione della “giornata mondiale contro la droga” organizzata dal Ser.t. della Asp, dal servizio accoglienza telefonica “linea verde droga”, dal “Centro calabrese di solidarietà” e dalla “cooperativa sociale Zarapoti” Gli eventi saranno nelle giornate del 23 e del 24 a Catanzaro Lido.

Un protocollo d’intesa volto a potenziare i già ottimi rapporti di collaborazione fra la cooperativa sociale “Meristema” e la Coldiretti provinciale sarà siglato martedì 21 giugno alla ore 10:30 a “Villa Linda” di Sant’Elia, sede dell’ente onlus dai due rappresentati, i presidenti Rosalba Rizza e Roberto Torchia. Il documento promuove azioni sinergiche e di partnership tra il mondo dell’impresa agricola e quello della cooperazione sociale, a dimostrazione del fatto che si può integrare attraverso un processo di abilitazione che permetta al disabile di entrare nel mondo del lavoro ed essere artefice del proprio futuro. La collaborazione fra i due enti è ormai consolidata, anche grazie alla partecipazione di Coldiretti a diversi progetti di abilitazione al lavoro realizzati dalla cooperativa “Meristema”, che si pone fra i suoi obiettivi primari quello di potenziare le abilità residue delle persone con disabilità così da incentivare i processi di autonomia personale che rafforzano l’integrazione nella società.


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calabria

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P R O V I N C I A

Un incontro convegno con tutti i sette comuni interessati dal Psa (Piano strutturale associato) si è tenuto nella mattinata di ieri presso la sala consiliare di Cortale , nella sua qualità di comune capofila. Erano presenti tutti molti sindaci dei comuni aderenti, moltissimi tecnici comunali, relatori del Piano e alcuni rappresentanti delle associazioni di categoria. Un breve cenno di saluto per tutti i convenuti e un rapido excursus sulle finalità del Piano sono venuti dal sindaco Francesco Scalfaro, nelle vesti di padrone di casa. Subito dopo, è arrivata la relazione affidata al professore Santoro, in qualità di ideatore del Psa. Sappiamo ormai quasi tutto sulle finalità del Piano, che rappresenta il massimo strumento in grado di avviare a uno sviluppo armonico e omogeneo tutti e sette comuni che gravitano all’interno del territorio della provincia. Un documento che già dalla sua incubazione è stato salutato con un grande interesse, soprattutto da Calabria Ora che aveva provveduto a raccontare con dovizia di particolari la finalità del documento urbanistico che prendeva il posto dei vecchi e poco efficienti Prg. Uno strumento urbanistico in grado di assegnare a tutti i comuni una grande valenza, dopo avere individuato i famosi “catalizzatori”. Senza ombra di dubbio, è stata un’opera di un impegno colossale da parte di tanti tecnici e relatori, chiamati a collaborare, a cui va tributato un grande plauso. Il professore Santoro ha inteso dare vita a uno strumento in condizione di opporsi allo strapotere dei comuni ric-

Psa, tra opportunità e qualche perplessità A Cortale un incontro tra i sette comuni interessati

Un momento dell’incontro di ieri chi e, cioè, le grandi città contro le piccole realtà locali dell’interno. Ovviamente, l’importanza del Piano, i grandi e diffusi interessi, la so-

lita pantomima di alcuni comuni, che si sono avvicinati al Psa, con la solita mentalità delle piccole patrie, hanno fatto sì che alcune criticità

non siano state studiate con completezza. Come si dice, niente è perfetto, tutto è perfettibile e, quindi, tante di queste imperfezioni sono

Consegnati importanti lavori Petronà, al via la manutenzione della strada per Tirivolo C’è stata, c’è, ma, sembra fugato ogni dubbio, non ci sarà per sempre. La Comunità montana della Presila catanzarese, nonostante sia vicina al de profundis, fa sentire la sua presenza nel paese dei funghi e delle castagne. L’Ente montano con sede a Taverna, presidente Santino Bubbo, consegna altri importanti lavori di sviluppo rurale in agenda nel territorio di Petronà. In particolare, sono già iniziati sia i lavori di manutenzione e sistemazione del tratto di strada che vanno da Petronà a Tirivolo, sia la realizzazione di un percorso naturalistico, pedonale e di mountain bike che sorgerà all’interno dell’Oasi faunistica di Manulata. Gli interventi in questione sono stati voluti dall’amministrazione comunale di Petronà mentre a realizzarli sarà la Comunità montana con i fondi Piar. Entrambi gli interventi rivestono una particolare importanza. La strada Petronà-Tirivolo, i cui lavori, già iniziati, li sta realizzando la ditta Fari di Rizzo Antonio, è un’importantissima arteria di collegamento tra il centro abitato di Petronà e il cuore del Parco nazionale della Sila, molto importante per l’economia locale. Viene quotidianamente utilizzata e per-

Il logo della Comunità montana

Intanto cresce la preoccupazione per la decisione di sopprimere gli Enti montani corsa dalle ditte boschive, dai commercianti oltre che dai raccoglitori di funghi, castagne e altri prodotti del sottosuolo, ma è anche una delle porte del Parco nazionale che consente a visitatori e turisti di raggiungere con facilità le più belle località della Sila. L’altro intervento, consegnato a Ital Cantieri di Mirante Raffaele e i cui lavori, anche qui, sono iniziati da pochi giorni, consiste nel realizzare un’ulteriore infrastruttura all’interno dell’Oasi faunistica di Manulata. Un sito oramai diventato una meta di scuole e di

turisti, quest’ area attrezzata si impreziosisce ulteriormente di un opera importante, che renderà l’area naturalistica ancora più gradevole, bella e accogliente con oasi faunistica e laghetto collinare Dopo la realizzazione dell’opera, sarà possibile percorrere il tracciato in mountain bike e/o a piedi e durante la sua attraversata, oltre a praticare sport, si potranno ammirare le bellezze paesaggistiche e naturalistiche, così come le varie specie di animali, il laghetto collinare e la vegetazione tipicamente mediterranea della Sila. Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Comunità Montana, Santino Bubbo, che è anche sindaco di Petronà, il quale ha ringraziato il responsabile dell’ufficio tecnico della Comunità montana Dardano, per «aver, con celerità e tempestività, espletato tutte le procedure di gara e di assegnazione, consentendo all’Ente di poter, salvo imprevisti, completare i lavori già per questa estate». Tutto ciò nel mentre la Regione Calabria presenta un progetto di legge di soppressione delle Comunità contane, sostituendole con una Azienda regionale per la montagna. Non si cela dietro frasi fatte Santino Bubbo: «Una scelta

incomprensibile e deleteria perché spoglia i territori montani di un ulteriore presidio. Anziché trasferire deleghe e funzioni dalla Regione alla Comunità montana e agli enti locali, la Regione accentra ulteriormente competenze e ruoli, creando un centralismo regionale che aggraverà, ulteriormente, le già precarie condizioni socio-economiche dei territori interni. Senza le Comunità montane chi farà da catalizzatore delle risorse della Comunità europea per la montagna, chi difenderà la mobilità interna, chi interverrà per sostenere le scuole di montagna, chi si occuperà delle strade interpoderali o dell’elettrificazione delle aree rurali? Non certo l’istituenda Azienda per la montagna, che sarà un altro carrozzone regionale e che, in quanto soggetto di diritto privato, non garantirà affatto lo status giuridico ed economico dei dipendenti delle Comunità montane, che saranno, eventualmente, trasferiti in questa azienda». Lo sviluppo della Calabria non passa dalle aree interne sempre più indebolite dallo spopolamento sotto l’occhio distratto della politica di casa nostra. ENZO BUBBO catanzaro@calabriaora.it

emerse nel corso degli incontri con il pubblico, le categorie sociali e gli amministratori. Fra i comuni, ci sono quelli, che poi sono i maggiori, Girifalco e Borgia, a rimanere penalizzati dallo scioglimento dei rispettivi consigli comunali. Girifalco ha rinnovato il civico consesso e già da subito il sindaco Deonofrio ha preso a tessere la tela per cercare di traghettare al meglio il Psa. Borgia ha ancora la terna commissariale e l’avrà sino al mese di novembre del 2012. Con un intervento di buon livello, il consigliere provinciale Riccardo Bruno ed ex assessore comunale di Borgia, ha individuato nella Commissione straordinaria uno scollamento con il problema connesso all’adozione del Psa: «Non abbiamo avuto il piacere di avere nel nostro comune un incontro propedeutico alla discussione sul Piano, non c’è stato nessun incontro, da un anno a questa parte con la società borgese e, soprattutto, con le varie persone che hanno un interesse prioritario nel redigendo Psa. Vorremmo - ha detto ancora Bruno - che si provvedesse, prima che sia troppo tardi, ad avviare degli incontri con i cittadine e le forze politiche locali». Insomma, il Piano va molto stretto alla cittadina di Borgia, che assomma degli interessi storici e culturali di grande rilievo. Non bisogna dimenticare che nella frazione a mare esistono il grande Parco Archeologico e la facoltà di Farmacia, mentre nel centro storico un conservatorio di musica. GIUSEPPE PASSAFARO catanzaro@calabriaora.it

SQUILLACE

Giuseppe Olivadoti Uomo, letterato, musicista “L’uomo, il letterato, il musicista” è stato il tema di un convegno dedicato alla figura di Giuseppe Olivadoti, studioso squillacese scomparso nel 2004, all’età di 80 anni. Presenti la moglie Erminia, la figlia Luciarosa e molti altri parenti, al convegno, organizzato dall’associazione culturalemusicale “G. Olivadoti”, sono intervenuti molti degli amici e degli alunni dell’illustre studioso. Olivadoti è stato appassionato cultore di letteratura calabrese, ha collaborato con riviste di carattere letterario e numerosi periodici; esperto nelle lingue latina e greca, ha composto numerosi carmi, tanto da essere insignito della “magna laus” nel Certamen Catullianum; ha dedicato gran parte dei suoi scritti a Squillace, con il fine di porre in risalto e valorizzare la città, in campo regionale, nazionale e internazionale, apportando un grande contributo culturale. Ad Olivadoti si deve anche la ricerca sulla tradizione musicale squillacese e la composizione musicale di diversi inni sacri. La figlia Luciarosa l’ha ricordato sotto l’aspetto umano, met-

tendone in risalto l’umiltà e la sensibilità. Il professore Lorenzo Viscido, suo nipote prediletto, ne ha trattato l’aspetto letterario, come scrittore in prosa, poeta in lingua italiana e poeta latino. Il maestro Rosanna Rizzello, infine, si è soffermata sulla musicalità di Olivadoti, autore di inni sacri, dalla scrittura semplice, ma molto strutturata e dalla dolce armonia. Il presidente dell’associazione “G. Olivadoti”, Mimmo Laugelli, ha spiegato la scelta di intitolare il sodalizio a questo illustre figlio di Squillace con la capacità di Olivadoti di unire due aspetti importanti dell’essere, come la cultura e la musica. In apertura, i ragazzi della scuola di musica della stessa associazione, diretto dal maestro Sebastiano Valentino, hanno eseguito due inni composti da Olivadoti, “Tu es sacerdos” e quello scritto in occasione dell’arrivo del vescovo Armando Fares a Squillace; durante il convegno, invece, Rosario Commodaro ha letto poesie e brani di prosa lasciatici da Olivadoti. CARMELA COMMODARO catanzaro@calabriaora.it


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calabria

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P R O V I N C I A

Sul Villaggio comunale sta calando il sipario Borgia, i concessionari hanno iniziato a smontare i manufatti Tristemente e stancamente sta calando il sipario su di una struttura come il Villaggio Comunale a mare di Borgia. La struttura è stata realizzato nel 1987, per molti anni ha rappresentato un esempio di avveduta realizzazione, che rappresentava un fiore all’occhiello, un’impresa di avvedutezza politico-sociale che aveva alimentato l’invida di tanti comuni. Ora, tutte le casette di legno che a turno, nei mesi estivi, ospitavano circa ottanta famiglie, stanno per essere smontate, in ossequio alla legalità. A quanto sembra questa struttura, approvata dalla massima assise cittadina, non rispettava le normative

vigenti sull’ edilizia pubblica. «Non intendiamo avventurarci in disquisizioni sulle normative di legge, non le conosciamo e quindi, ci asteniamo». Questo è quanto ha dichiarato un concessionario di una piazzola, tutto intento a smontare il manufatto. A giorni lo seguiranno in tanti, sono tutti quei cittadini borgesi, che in molti, subito dopo lo scioglimento del Consiglio comunale per condizionamento mafioso, avevano etichettato come mafiosi. Sono talmente coinvolti con la mafia da rispettare e accettare senza fiatare un qualsiasi atto comunale, che volendo si poteva impugnare in ogni sala di giu-

stizia. I borgesi, gente di grande sensibilità e timorata dalle leggi, non hanno posto indugi e si sono messi all’opera. Ai borgesi tutti va riconosciuto il grande rispetto per le istituzioni e per i codici, sarà un riconoscimento postumo, ma, senza meno, deve essere fatto, proprio dalla Commissione straordinaria. Nessun titolare assegnatario del villaggio a mare si è permesso di protestare contro la decisione della terna commissariale, facendo buon viso a cattivo gioco si è apprestato a rimuovere il manufatto. In maniera postuma, c’erano tutte le possibilità di risolvere in altro modo la faccenda, una volta che

Il Villaggio comunale

il Gip aveva rimandato, dopo la rimozione dei sigilli, la patata bollente nelle mani della Commissione. Il villaggio avrebbe potuto rimanere chiuso, tanto da sempre le chiavi dei cancelli erano tenute in comune. I signori concessionari, allo scopo di sollevare la triade da eventuali responsabilità in caso di danno ai manufatti, avrebbero firmato una liberatoria in tal senso. In tal modo si assolveva a due scopi prioritari, i concessionari avrebbero lasciato i manufatti, in attesa di future decisioni sulla sorte del villaggio il comune avrebbe incassato dei buoni euro, derivanti dalla occupazione di suolo pubblico.

Non c’è stato nessun incontro con i concessionari, si è provveduto a imporre delle maniere draconiane. Quella che resta è un grossa incognita: cosa si vuole fare di questa struttura? Rimarrà aperta al pubblico, tanto da divenire un ammasso di autovetture, che non avranno rispetto neppure degli alberi? La notte sarà un ricettacolo di coppiette e di tanta altra gente che avrà scopi ben diversi? Quale fine faranno la centrale elettrica e gli impianti di depurazione? Comunque un risultato si è ottenuto: liberare la zona e rimanere senza il becco di un quattrino. giu.pass.

BORGIA/2

Furto di legna a Roccelletta Condannati a tre anni Entrambi condannati a tre anni di reclusione perché il giudice ha ritenuto di considerare le aggravanti relative al fatto che Francesco Cittadino e Matteo Ricci avevano entrambi precedenti specifici per quel che attiene il furto di legna. Ieri, per i due uomini, è così arrivata la sentenza da parte del tribunale di Catanzaro. I fatti, ricordiamolo, risalgono all’ottobre del 2008 quando una terza persona viene sorpresa a tagliare legna nel quartiere Roccelletta di Borgia. È lui che rivela come fos-

se lì perché mandato da Cittadino. Un’affermazione che fa scattare le immediate verifica da parte dei carabinieri della Compagni di Girifalco che, poco dopo, fermano oltre allo stesso Cittadino, anche Matteo Ricci, entrambi ritenuti responsabili di ciò che stava avvenendo in pineta. In quell’occasione vengono posti sotto sequestro la motosega e l’intero quantitativo di legna tagliata. Nella decisione del giudice hanno pesato i precedenti di entrambi gli imputati ieri alla sbarra. r. c.

il ricordo

Assegnato a Pisa il “Premio Evelyn Borelli” Dedicare il premio a qualcuno vuol dire la volontà di non dimenticare, di non lasciar cadere, vuol dire scorgere un nome e chiedersi chi era e cos’ha fatto per meritare tutto ciò. Vale per Evelyn Borelli. Alla ragazza di Petronà, morta per leucemia a soli 23 anni, ogni anno è dedicato un premio al Gran galà degli arbitri di Pisa. Evelyn amava arbitrare e, quando si liberava dagli impegni universitari, indossava divisa e scarpette per dirigere partite sui campi toscani. Non lo faceva per esibizionismo, ma per stare insieme agli altri, condividendone i principi di cui lo sport è foriero. Non è un caso che il

Evelyn Borelli Premio “Evelyn Borelli” sia andato ad Elisa Martini di Empoli distintasi non solo per capacità tecniche ma, soprattutto, per attaccamento all’Associazione e ai valori che questa esprime. Evelyn non c’è più, ma lascia un vuoto incolmabile sia in Calabria sia in Toscana. e.b.


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l’ora di Soverato tel. 0961 702056 - fax 0961 480161 - mail: catanzaro@calabriaora.it - indirizzo: corso Mazzini, 164

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CENTRACHE

Rubarono 26 quintali di legna Condannati dal tribunale

Lunedì un evento di solidarietà promosso dalla Pro loco In tanti hanno aderito a “Una speranza per Giulia”, l’evento di solidarietà in programma per lunedì prossimo alle 21 all’Arena Teatro Comunale. Si tratta di una manifestazione finalizzata a raccogliere i fondi per una bambina, Giulia, di soli 14 mesi affetta da una grave malformazione cerebrale, nonché da ritardo neuromotorio e da crisi epilettiformi focali. Soverato si è mobilitata, cittadini e associazioni sono scesi in campo per far sì che la bimba, che soffre di gravi patologie che comportano cure molto costose e assistenza continua e che ha già subito tre interventi chirurgici e ha bisogno di ulteriori operazioni, probabilmente all'estero, possa continuare la sua lotta. All’evento, promosso dalla Pro Loco di Soverato, hanno aderito tante associazioni quali la sezione Avis "Rossella Anastasio" di Soverato, l'Associazione dei Quartieri di Soverato, Unitalsi, l'Edelweiss, l'Associazione "Soverato Shopping". Quest’ultima ha chiesto ai propri soci e non di posizione un salvadanaio, fornito dall’organizzazione, in

La locandina della manifestazione ogni negozio di Soverato al fine di contribuire con l’aiuto di tutti a questa giusta causa.

I punti raccolta fondi di Soverato Shopping sono: Bata, corso Umberto I; Vision Ottica Ivanue, corso Umberto I; Supermercato Paoletti, via Monfalcone; Supermercato Paoletti, via S. Giovanni Bosco (Galleria M. Vittoria); Supermercato Todi's, Satriano Marina, Soverato Dolci, corso Umbero I; Chicco, via S. Maria; Sia Store, corso Umberto I; Esclusive, corso Umberto I; Supermercati Sinopoli, Davoli Marina; Gastronomia da Gregorio, via S. Giovanni Bosco. Chiunque, quindi, può portare il suo piccolo contributo, sia acquistando un biglietto per il 20 giugno alle 21 per assistere alla messa in scena di "Cabaret Ti amo" della Compagnia dei Sognattori i biglietti sono disponibili presso l'Associazione Amici dei Bambini via Giordano Bruno Soverato oppure contattando via e-mail prolocosoverato@libero.it e/o sulla utenza cellulare, l'offerta per assistere allo spettacolo è libera a partire da 5 euro – sia portando un’offerta in uno dei punti raccolta dell’associazione Soverto Shopping. r.c.

S. Fulgenzio, sopralluogo sulla statua Amaroni, intervento della Soprintendenza ai Beni artistici Prima le continue sollecitazioni alle autorità locali, provinciali e regionali. Poi la richiesta di una interrogazione parlamentare - che ha trovato pieno riscontro - indirizzata all’onorevole Mario Tassone. Per l’avanzato stato di degrado della statua lignea di San Fulgenzio, custodita nella chiesa di Santa Barbara Vergine e Martire, il consigliere di minoranza Rocco Devito non ha fatto economie di sforzi. E se è vero che “chi la dura la vince”, Devito un primo risultato l’ha ottenuto. Ed è quello che nella giornata di martedì scorso, al sopralluogo finalizzato a verificare le condizioni della statua, assieme a lui, presente per conto del comune di Amaroni, c’erano il parroco don Alessandro Iannuzzi e, in rappresentanza della Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici della Calabria, la dottoressa

Un momento del sopralluogo Annamaria Lico assieme al dottor Domenico Visceglia, restauratore di manufatti lignei. «La scultura lignea raffigurante San Fulgenzio - è scritto nel verbale di sopralluogo - vescovo basiliano di cui è stata acclarata la presenza e l’azione nel territorio amaronese, versa in precarie condizioni e necessiterebbe di un immediato

trattamento antitarlo e di un restauro conservativo». Nel corso dell’ ispezione, inoltre, è stato ribadito che la statua non risale all’anno mille ma al tardo ’700, inizio ’800, e che si tratta di una «scultura - si sottolinea nel verbale - importante per la comunità per le vicende storiche locali e perché simulacro interessante storicamente e devozionalmente». Inevitabile, poi, che l’occhio degli esperti non cadesse anche sulle condizioni della chiesa di cui si è evidenziato lo stato di degrado della volta. Interessata nel corso del tempo da numerose infiltrazioni d’acqua, la “spirale” risulta compromessa, soprattutto nella “leggibilità”, in alcuni punti fondamentali «Sarebbe pertanto urgente e necessario intervenire - si auspica nel verbale - prima di tutto, per la conservazione e il restauro delle pitture presenti nella vol-

ta e sul soffitto dell’abside in quanto si tratta di un pregevole ciclo di pitture murali ottocentesche dei noti pittori Grillo e Zimatore». Il primo, concreto, passo verso l’intervento e il recupero è stato compiuto. Ora, confidando anche in San Fulgenzio, si attendono i passaggi successivi. Franco Polito

errata corrige

Errore nell’attribuzione di un articolo L’articolo “Un successo le Coefore in scena all’Istituto salesiano”, apparso nell’edizione di ieri a firma di Maria Anita Chiefari, è in realtà di Maria Luisa Iezzi.

Il palazzo di giustizia di Catanzaro Mario Truglia, 44 anni imprenditore boschivo originario di Borgia, e Georgel Cornel Hirjanu, romeno di 19 anni sono stati entrambi riconosciuti colpevoli dal tribunale del capoluogo calabrese. Per il primo è arrivata una condanna a 9 mesi di carcere, per il secondo la pena è invece di sei mesi di reclusione. I fatti risalgono a qualche anno fa quando i carabinieri di San Vito sullo Jonio notano Hirjanu intento a tagliare con una motosega alcuni alberi di castagno nel territorio del Comune di Centrache. Po-

co dopo i carabinieri, nascosti nella fitta vegetazione, appurano come sul posto ci fosse un autocarro guidato da Mario Truglia. L’uomo, da quanto si apprende al tempo, appena sceso dal mezzo, si adopera insieme al romeno a caricare la refurtiva sul mezzo. Per questo motivo, i militari dell’Arma intervengono arrestando entrambi per furto aggravato di legname per un peso complessivo di circa 26 quintali. Nella mattinata di ieri, la sentenza del giudice del capoluogo. r. c.

CHIARAVALLE

Si annunciano novità sul futuro del San Biagio Si apre forse un nuovo capitolo per quanto riguarda il futuro dell’ospedale San Biagio di Chiaravalle Centrale, il sindaco Gregorio Tino e il commissario dell’Azienda sanitaria provinciale, Gerardo Mancuso, infatti, rendono noto che lo scorso 6 giugno il commissario Mancuso ha incontrato presso la sede municipale di salita Castello il sindaco e alcuni rappresentanti della Giunta comunale di Chiaravalle. «Dall’incontro di particolare rilevanza - si legge in una nota - sono scaturite le linee d’intervento per il rilancio del presidio ospedaliero di Chiaravalle Centrale e il potenziamento a tale scopo anche degli uffici amministrativi». I contenuti dell’incontro saranno resi noti attraverso una conferenza stampa, che si

L’ospedale San Biagio terrà entro il 30 giugno, alla quale parteciperanno non meglio precisate «importanti autorità istituzionali». Nei giorni scorsi l’ex sindaco Nino Bruno aveva denunciato il silenzio che era calato sul destino di questa importante struttura fondamentale per l’intero comprensorio, a quanto pare qualcosa si muove, vedremo in quale direzione. m.l.


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l’ora di Lamezia Redazione: Tel. 0961 702056 Fax 0961 480161 Mail lamezia@calabriaora.it

EMERGENZE

GUARDIE MEDICHE

Carabinieri 112 (Compagnia 0968.21010) Polizia di Stato 113 Commissariato PS 0968.203211 Vigili del Fuoco 115 Distaccamento VV.FF. 0968.436768 Guardia di Finanza 117 Guardie Ecozoofile 0968.431010 Associazione Anti-racket 329.0566908 Polizia Municipale 0968.22130

Ospedale centr. 0968.2081 Pronto Soccorso 0968 .208962/462860 Ospedale Soveria M. 0968 662210/662222 Emergenza Sanitaria 118 URP/Informazioni 0968.208815/208410 Direzione Aziendale 0968.208704 Centro Prenotazioni 800 006662 Elisoccorso 0968.208838

CINEMA THE SPACE CINEMA PAUL (17,30 - 18,45 - 22 ) ESP - FENOMENI PARANORMALI (18.10 - 20.15 - 22.20) GARFIELD IL SUPERGATTO (16.30 - 18.10 - 19.50)

PIRATI DEI CARAIBI (16.35 - 19.25 - 22.15) UNA NOTTE DA LEONI 2 (18.00 - 20-15 22.30)

Furto e pestaggio, due arresti Ha preso a calci e a pugni un uomo. La vittima ha riportato varie fratture I carabinieri della stazione di Lamezia Terme Scalo hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto di rapina, lesioni personali e tentata estorsione due rumeni M.M. di 33 anni e B. M. A. di 38, in Italia senza fissa dimora. Secondo la ricostruzione dei fatti, il grave episodio risale al 9 giugno scorso ed è avvenuto dinanzi il supermercato Sidis situato nel pieno centro di Lamezia Terme. La vittima è un giovane rumeno, in Italia da diverso tempo per motivi di lavoro, che conosceva da vecchia data i suoi aggressori, dei quali si fidava. Quella mattina i due conoscenti lo hanno aggredito

Il Palazzo di giustizia verbalmente intimandogli di consegnargli tutti i soldi in suo possesso, ma dinanzi all’opposizione dell’uomo, i due lo hanno pestato a pugni e calci lasciandolo a terra ormai quasi privo di sensi. Dopo l’aggressione, l’uomo, trasportato al pronto soccorso, gli è stato riscontrata la rottura di varie costole ed ematomi vari in più parti del corpo, ed è stato rico-

verato in prognosi riservata. Solo a distanza di una settimana gli è stata sciolta la prognosi e il giovane, in condizioni nuovamente di parlare, ha chiesto d’incontrare i Carabinieri a cui ha riferito la sua testimonianza. I militari, subito in azione, hanno rintracciato due uomini rumeni e ldalle foto dei loro documenti, la vittima li ha riconosciuti come i suoi aggressori. I due sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto nella notte del 14 giugno. Il provvedimento è stato convalidato ieri dal gip del Tribunale di Lamezia Terme che ha disposto la custodia cautelare in carcere.

cronaca

Atti vandalici anziano denunciato Grazie alla denuncia di un noto professionista, ai quali ignoti avevano procurato delle striature su tutta la fiancata della sua vettura, la polizia giudiziaria è riuscita ad individuare l’autore dell’atto vandalico B. S., commerciante lametino,64 anni, che è stato denunciato.

polizia

Droga, confermato il carcere per un 27enne

Nella prima mattinata di ieri, gli agenti della squadra di Polizia giudiziaria e delle squadra Volante del Commissariato di polizia di Lamezia Terme hanno eseguito l’ordinanza di ripristino della custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Catanzaro, seconda sezione penale a carico del 27enne lametino Pietro Buffone. L’uomo,

nell’aprile del 2010, era stato già destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a seguito di un’indagine investigativa, condotta dagli stessi poliziotti del commissariato, che aveva portato anche al sequestro di un ingente quantitativo di droga, oltre un chilo di cocaina e circa 300 grammi di eroina.


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Rifiuti, ora è emergenza Speranza preoccupato

caso rom

Quattro appuntamenti per la giornata del rifugiato

Anche Italia dei valori lancia l’allarme: urge una soluzione In città incombe l’emergenza rifiuti. La chiusura temporanea, infatti, della discarica di Pianopoli, sta comportando notevoli disagi nel servizio di conferimento gestito dalla Lamezia Multiservizi. La situazione, che rischia di protrarsi per diversi giorni, viene costantemente monitorata dall’amministrazione comunale e, in prima persona, dal sindaco Gianni Speranza che non ha nascosto le proprie preoccupazioni per le possibili ripercussioni dal punto di vista dell’igiene ambientale. Un grido d’allarme che il primo cittadino ha esternato in una lettera aperta indirizzata al presidente della Regione, al commissario per l’emergenza ambientale ed al prefetto di Catanzaro. «Anche oggi la discarica di Pianopoli è chiusa e i mezzi della Multiservizi non possono svuotare i cassonetti Due foto della discarica di Pianopoli della città», ha scritto il sindaco. Speranza ha evidenziato di essere «molto preoccupato perché la calura estiva rende ancora più complicata la situazione rispetto alle precedenti emergenze che sono avvenute in periodi invernali o autunnali. Dalle notizie in possesso dagli uffici comunali la discarica è chiusa fino al 20 mattina». In particolare, ha spiegato il sindaco di Lamezia, «la mia preoccupazione è che le buste dei rifiuti per quella data avranno invaso le strade della città». Da qui l’appello rivolto a Scopelliti, Melandri e Reppucci: «Vi chiedo, in maniera accorata, di far conferire i rifiuti almeno per una volta in un'altra discarica». Speranza ha, quindi, ricordato che «la situazione ci aveva già allarmato, tant'è che era stato fissato un incontro tra il commissario per l'emergenza ambientale e l'amministrazione comunale da me diretta per martedì mattina. Ma – si è chiesto con amarezza - in ma dell’emergenza rifiuti entra, a pieno questa situazione come arriveremo a titolo, anche nel dibattito politico cittadino. Per Italia dei valori martedì?». Il sindaco «la circostanza più paraha, infine, osservato Il sindaco lancia dossale, seppur ammesse che «si ripropone il tutte le giustificazioni posproblema della discaun appello sibili, risiederebbe nelrica privata di Pianoa Scopelliti l’idea dell’osservare per le poli, di un minor afnostre strade cumuli di Melandri flusso di rifiuti in queimmondizia. L’eventuale sta discarica, di un sie Reppucci percolato incombente sulstema di discariche le strade ed il richiamo pubbliche, almeno una in ogni territorio della Calabria, col- crescente degli insetti favorito dalle temlegata alla diffusione della raccolta diffe- perature previa imminente estate, non renziata» per poi ribadire che «oggi pe- daranno certo un’immagine idonea delrò, in una situazione di totale emergen- le condizioni di vivibilità civile e sociale». za, vi chiediamo la possibilità, senza Ad ogni modo, secondo il coordinatore aspettare lunedì, di poter conferire i no- cittadino Giuseppe Gigliotti ed il diristri rifiuti in un'altra discarica». Ma il te- gente Lorenzo Tropea, «oggi la temati-

Un momento della presentazione del programma

ca dei rifiuti è oggetto di accortezze predominanti; già si è intervenuti con l’ottima iniziativa della raccolta differenziata, dal dover incentivare ulteriormente e comunque migliorare». I due esponenti dipietristi non hanno, però, dubbi: «A determinare l’allarme e a causare lo stato di preoccupazione è sicuramente il fallimento del Piano rifiuti della Regione. Ma non si può vivere nemmeno con l’angoscia di essere sovrastati dalle immondizie e dalle possibili malattie che ne deriverebbero». Pertanto, hanno concluso Gigliotti e Tropea, «Idv chiede una soluzione definitiva e rassicurante per la città di Lamezia ed il suo comprensorio». GIUSEPPE PERRI lamezia@calabriaora.it

Anna è una bella ragazza dagli occhi sorridenti e dal sorriso timido sotto la pelle scura. E’ arrivata a Lamezia nella primavera del 2009. Era incinta e il suo bambino, Wilson, è nato nella nostra città. Oggi si è perfettamente integrata, grazie al progetto Sprar (Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati) di Lamezia Terme e ringrazia tutti coloro che l’hanno aiutata nell’affrontare sia i piccoli che i grandi problemi nel faticoso cammino per rifarsi una vita. Anna era una rifugiata, oggi è una lametina, lavora e cresce un figlio. La sua storia è un buon punto di partenza per festeggiare la terza Giornata mondiale del rifugiato che prevede quattro appuntamenti, a partire da questa sera fino a martedì 21 giugno. Il programma dell’evento è stato presentato ieri nella sala Napolitano di Palazzo Maddamme dal coordinatore dello Sprar Antonio Scaramuzzino. Quest’anno, ha spiegato Scaramuzzino, è stato allargato lo spettro dei festeggiamenti: «Non solo rifugiati ma integrazione a 360 gradi. Il tema di questa terza Giornata mondiale del Rifugiato è “La loro storia è la nostra storia. 60 anni al fianco dei rifugiati” perché non dobbiamo dimenticare che quella di partire, di migrare, di lottare per i propri diritti è anche la nostra storia». Il primo appuntamento questa sera alle 19 a Palazzo Nicotera, in piazza Campanella, con stand delle associazioni e stand gastronomici multietnici. Alle 21 verrà proiettato il video Trolley-l’emigrazione raccontata ai bambini, regia di

Francesco Pileggi, realizzato con gli studenti della scuola elementare Manzoni. Subito dopo la serata sarà animata dalla rappresentazione teatrale Mistero Buffo, di Dario Fo, interpretato da Mario Pirovano. Domenica 19 i festeggiamenti si spostano al parco urbano di San Pietro Lametino, dalle ore 15 in poi la giornata sarà dedicata alle famiglie, ai gruppi parrocchiali e scout. In serata si terrà, inoltre un torneo di calcetto disputato tra le diverse rappresentative, sia maschili che femminili, delle varie comunità presenti nel territorio. Lunedì 20, nella sala Napolitano del Comune di Lamezia, dalle 10 alle 13 le istituzioni comunali incontreranno i referenti delle associazioni lametine e gli ospiti del progetto Sprar, i quali racconteranno la loro esperienza nella nostra città e parleranno della loro terra d’origine. Infine, martedì 21, nella vecchia sala consiliare di piazza Diaz a Sambiase, gli operatori del sistema di accoglienza Spar della calabria si confronteranno sui diversi aspetti, problematiche e progetti del loro lavoro. Il sindaco di Lamezia, Gianni Speranza, nel corso della presentazione ha espresso soddisfazione per i risultati ottenuti dallo Sprar Lamezia e ha auspicato una pronta risoluzione per la controversia creatasi tra il Comune e l’agenzia del demanio. Quest’ultima aveva destinato allo Spar un immobile confiscato alla mafia che, in seguito a una nuova sentenza dovrebbe tornare di proprietà dei precedenti detentori. ALESSIA TRUZZOLILLO lamezia@calabriaora.it


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Mobilitazione del terzo settore Incontro tra le associazioni. Stancato: il governo verso la direzione sbagliata Il terzo settore calabrese si ha esordito senza tergiversare mobilita. Tutte le associazioni la Stancato – vanno nella diappartenenti a questa delica- rezione sbagliata. Nel 2009 la ta branca del nostro sistema Calabria ha ricevuto per il soeconomico (cooperative so- ciale 150 milioni di euro, queciali, associazioni di volonta- st’anno i fondi sono stati meriato, organizzazioni non go- no della metà. Questo però vernative, onlus, associazioni non vuol dire che sia diminuidi promozione sociale) si sono to il numero di famiglie bisoincontrate ieri sera presso il gnose. Il problema è che la poGrand Hotel Lamezia di San- litica intende il sociale come t’Eufemia per una conferenza un costo e non come una riregionale dal titolo “Diritti al- sorsa su cui investire». «Bisogna rifondare la meta”. Qui il patto di i rappresenL’ex ministro sussidiarietà tanti delle orFioroni: che lega il terganizzazioni zo settore alle del volonta- «Incassiamo uno istituzioni – riato della e spendiamo ha proseguito cooperazione quattro» – ricordare e dell’associache l’articolo zionismo hanno discusso le problemati- 118 della nostra costituzione che attuali del terzo settore al- nel suo quarto comma prevela luce di tagli, mancanza di de che le istituzioni tutte hanfondi e rapporto attuale con le no il dovere di favorire e far istituzioni. Ha aperto l’incon- crescere il capitale sociale del tro Katia Stancato, portavoce nostro Paese. Capitale di cui Forum terzo settore Calabria. la Calabria è ricca». La Stan«I tagli operati dal governo – cato ha anche elencato i temi

SISTEMA ECONOMICO I relatori in fila nella sala del Grand Hotel in agenda per i prossimi anni che vanno dalla creazione di un osservatorio sociale che monitori e aggiorni i dati regionali sul terzo settore, alla realizzazione di una consulta

di volontariato per ogni comune, alla destinazione alle organizzazioni di volontariato i beni sottratti alla ’ndrangheta. Dai rappresentanti delle varie associazioni calabresi

Comune, limitato l’accesso on line Maida, passo indietro sul fronte della trasparenza amministrativa Da qualche mese anche a Maida qualsiasi cittadino poteva venire a conoscenza di quelli che erano gli atti più importanti a livello di amministrazione locale, potendoli comodamente consultare sul sito ufficiale del Comune. Non che si trattasse di una libera scelta amministrativa, in quanto si è trattato di un semplice adeguamento alla legge che imponeva ai comuni di pubblicare a far data dal primo gennaio tutti gli atti sui rispettivi siti online. Delibere di giunta, di Consiglio comunale e persino determine (atti di natura più interna che fotografano eventuali spostamenti di denaro attraverso incarichi, forniture, spese) potevano essere tranquillamente consultati dai cittadini standosene comodamente a casa. All’improvviso, circa un mese fa, l’amministrazione di Maida ha deciso di fare un passo indietro sul fronte della trasparenza dell’attività amministrativa. Eppure tutti i comuni limitrofi pubblicano sui propri siti le intere determine senza alcun problema e nella massima accessibilità per tutti i loro cittadini. A Maida la decisione è stata ufficializzata nella delibera di giunta del 6 maggio nella quale si afferma che «la pubblicazione online degli atti monocratici degli Uffici comunali, sia effettuata con la sola indicazione dell’oggetto del provvedimento, salva diversa indicazione». In pratica da più di un mese tutte le determine comunali non possono più essere consultate online da qualsiasi cittadino (salvo l’oggetto), ma solo da coloro che volen-

done approfondire il contenuto, si recheranno presso gli uffici e chiederanno espressamente per iscritto di prenderne visione, questo al fine, si legge nella delibera «di non frustrare l’esigenza superiore di trasparenza dell’attività amministrativa, l’accessibilità (anche solo conoscitiva) agli atti predetti da chiunque ne

abbia interesse». Pare tuttavia che «l’esigenza superiore di trasparenza amministrativa» con questa delibera venga di fatto pesantemente frustrata, senza peraltro indicarne un valido motivo. Evidente la curiosa scelta politica che va nella direzione di un passo indietro sul fronte della trasparenza amministrativa. Quella di li-

le problematiche emerse sono quasi esclusivamente legate al reperimento di fondi. «I capitoli di bilancio per la spesa sociale sono vuoti» dicono «e bisogna impegnarsi per ri-

durre la pressione fiscale». Presente al dibattito anche Giuseppe Fioroni, ex ministro della Pubblica Istruzione e attualmente responsabile Welfare del Pd. «Oggi stiamo messi come una famiglia che rischia di finire a gambe all’aria – ha detto Fioroni – incassiamo uno e spendiamo quattro. Siamo una società che campa su pochi giovani, i quali quando riescono a trovare un lavoro si vedono costretti al mantenimento di un esercito di padri e di nonni. Siamo un Paese stracolmo di enti come nessun altro». Secondo l’ex ministro«bisogna recuperare risorse tagliando gli sprechi. Primi fra tutti gli sprechi della politica. Quindi ridistribuire le risorse, imparando soprattutto a considerare il welfare non come un’economia di serie B, ma come sistema produttivo a tutti gli effetti». ALESSIA TRUZZOLILLO lamezia@calabriaora.it

iniziativa comunale

Minori e anziani In arrivo le attività estive

mitare la trasparenza negando un più facile accesso agli atti è pur sempre una scelta politica; se l’amministratore decide per la trasparenza massima mette a disposizione anche online e senza alcun vincolo la propria attività amministrativa. SALVATORE PAONE lamezia@calabriaora.it

la manifestazione

Diverse culture per abbattere le barriere La due giorni si svolgerà a Cortale nelle giornate di oggi e domani L’associazione culturale gruppo folclorico zioni popolari) , Università degli studi di Sas“ I Curtalisi ”, presente sul territorio da più di sari e Amministrazione comunale Cortale, 15 anni e legalmente riconosciuta a livello lo- sarà suddiviso in diversi momenti, come decale, regionale e nazionale, intende mantene- scritto nel programma di massima. L’inconre vive le tradizioni popolari del luogo. Si con- tro è previsto per oggi a piazza Italia alle ore traddistingue per un intenso lavoro di ricer- 15, a seguire il seminario sul tema “ matrimoca e divulgazione del patrimonio culturale- nio e famiglia nella storia d’Italia. Intervertradizionale locale, promuovendo iniziative ranno il sindaco Francesco Scalfaro , l’asanche a carattere nazionale. La programma- sessore con delega alla Cultura, al Turismo e alle Politiche sociali Simona zione 2011 inquadrata in un Papaleo, Andrea Simonetta periodo in cui ricorre il Un occasione presidente gruppo folclori150esimo anniversario deldi crescita co “ I Curtalisi “, vice presil’Unità d’Italia, prevede una dente comitato regionale manifestazione che vede e di scambio Fitp. Relatori: Mario Attori, coinvolte diverse regioni organizzata professore ordinario di Stoitaliane. Tale evento è predai “Curtalisi” ria delle tradizioni popolari visto per per oggi e domani all'Università degli Studi di Cortale. L’idea di coinvolgere diverse culture sicuramente sarà occasio- Sassari e presidente della Consulta Scientine di crescita e di scambio e ciò aiuterà ad ab- fica della Federazione Italiana Tradizioni Pobattere quelle barriere che da sempre divido- polari. Simone Ligas, ricercatore in Antrono la nazione. In un momento in cui si discu- pologia visuale presso il Dipartimento di te di federalismo , di inno del nord e quanto Teorie e Ricerche dei Sistemi Culturali deldi peggio si possa sentire, il nostro vuole es- l'Università degli Studi di Sassari. Interversere un momento di unione sotto l’unico ranno tra gli altri Benito Ripoli presidente simbolo tricolore. L’evento dal titolo “Sotto nazionale federazione Italiana Tradizioni Pola stessa bandiera”, organizzato in collabo- polari, Franco Megna segretario generale Ferazione con: Fitp (Federazione italiana tradi- derazione italiana tradizioni popolari.

Anche quest'anno, l'amministrazione comunale di Lamezia Terme promuove un programma di attività estive pensate per i minori, gli anziani ultra sessantacinquenni e le persone diversamente abili. L’'avviso pubblico per la partecipazione del progetto da parte degli organismi impegnati nel sociale (parrocchie, associazioni, organismi del terzo settore) presenti sul nostro territorio e interessati a partecipare, è stato reso noto sul sito internet del Comune all'indirizzo www.comune.lamezia-terme.cz.it. Le attività, che si svolgeranno da giugno ad ottobre, consistono in: colonie diurne al mare per i minori, gli anziani e le persone diversamente abili da svolgere nei lidi del litorale lametino, soggiorni residenziali per le persone diversamente abili e per i minori nella nostra regione; attività ludico - ricreative (tornei, feste, gite, ecc.) per i minori, le persone disabili e gli anziani da svolgersi nel territorio del comune di Lamezia Terme o

nella regione Calabria; accompagnamento delle persone anziane alle Terme di Caronte per un ciclo di cure. Per ulteriori informazioni, gli interessati potranno rivolgersi all'ufficio Politiche Sociali su corso Numistrano, dalle ore 8.30 alle 11.30 nei giorni di lunedì, martedì e giovedì e dalle 15.30 alle 17.30 solo il giovedì oppure potranno telefonare ai numeri 0968207608/613 (ufficio minori) e 0968-207614/615 (ufficio disabili e anziani). «Nonostante i gravissimi tagli – ha dichiarato il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza - che il governo nazionale ha imposto agli enti locali, e quindi anche al nostro Comune, abbiamo cercato di mantenere fede all'impegno di non lasciare soli i più deboli. Ecco perché, grazie anche all'impegno delle realtà del terzo settore, offriremo a minori, anziani e diversamente abili della nostra città alcune opportunità per il periodo estivo». r. c.


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S P O R T

il nerazzurro e l’amaranto assieme

la scalata in Seconda

Al Memorial Cuda ecco Natalino e Bernardi

L’Oratorio Frassati vince sul campo e nel sociale

Presenziano all’apertura del torneo Madonna del Carmine LAMEZIA TERME Uno scambio di doni tra il Presidente del Consiglio Regionale, Franco Talarico ed il talento lametino dell’Inter Felice Natalino, segna l’inaugurazione a Sambiase, della 26ª edizione del Torneo di calcio a 5 Madonna del Carmine 4° Memorial Enzo Cuda (a destra le squadre prima dell’avvio). Il primo consegna una targa al giovane difensore nerazzurro che ricambia con la maglia del suo esordio con la Nazionale Under 17 (foto in basso). Poi lo stesso Natalino consegna le medaglie ai giovanissimi talenti in erba che hanno dato vita ad un mini-torneo d’apertura della manifestazione, prima delle gare vere e proprie. Un ragazzo lametino che è riuscito a sfondare nel calcio che conta, Felice, con l’esordio quest’anno in campionato ed in Champions League, ma che non dimentica mai la propria terra, nella quale fa ritorno appena può «Scendo ogni volta che mi è possibile, da quando sono a Milano -afferma il nerazzurro - la terra in cui si è nati non bisogna mai dimenticarla. E poi è un piacere essere qui a vedere questo torneo che ormai va avanti da anni con successo. Mi piacerebbe giocare ma purtroppo non è possibile. Conosco alcuni dei ragazzi che giocano e ce sono alcuni davvero bravi, spero che in futuro riescano a fare bene». Ad assistere al torneo, sulla gradinata assieme a Felice, anche suo cugino, Alessandro Bernardi (foto in alto), approdato quest’anno a stagione in corso dal Cosenza alla Reggina, in serie B, dove ha esordito nella categoria cadetta. Un altro giovane lametino che ce l’ha fatta.

«È sempre una emozione rivedere questi ragazzini che giocano, specie poi perché li allena mio zio (Pasquale Natalino padre di Felice, ndr) al quale anche io devo molto calcisticamente -afferma il centrocampista amarantosono cresciuto qui assieme a questi ragazzi e vederli giocare è sempre bello».

Non parlano troppo del loro futuro i due gioiellini lametini, entrambi aspettano novità sul loro destino calcistico che a breve dovrebbe svelarsi. Esprime invece sincere parole d’elogio nei confronti dei due il presidente Talarico, fiducioso e speranzoso che altri talenti, come loro, riesca-

no a sfondare e a portare in alto il nome di Lamezia. «È un’emozione e motivo di vero orgoglio -afferma il presidente della massima assise regionale – sentire nelle cronache sportive di Serie A il nome di Natalino e di Lamezia Terme. Da queste parti ci sono tanti altri talenti, oltre a Natalino e Bernardi che sono riusciti ad arrivare nel calcio che conta, che hanno le potenzialità e la possibilità, se seguiti bene, per fare altrettanto». Prima che le gare del torneo prendano il via, Federico Pulice, organizzatore del torneo assieme a Carlo Mazzei, ha consegnato un mazzo di fiori alla famiglia del compianto allenatore Enzo Cuda, cui il torneo (foto in basso) è dedicato da ormai 4 anni. Poi si comincia a fare sul serio e come è ormai tradizione del Torneo della Madonna del Carmine lo spettacolo non manca. Ci si contenderà la vittoria del 4° Memorial Enzo Cuda con sfide continue, sempre sul campo di Cafaldo, intitolato a Pino Ruberto, fino al prossimo 11 luglio. Stefania Scarfò

il titolo provinciale

Esordienti: sul podio più alto ancora la Virtus Sambiase I ragazzi di Pullia dopo i Giovanissimi, centrano un fantastico bis. Vittoria dedicata a Pasquale Gallo LAMEZIA TERME Dopo aver conquistato il titolo di Campione Provinciale Giovanissimi, la Virtus Sambiase (foto) fa il bis aggiudicandosi anche quello provinciale nella categoria Esordienti. I lametini hanno battuto 4-2 i parigrado del Cardinale nella finale disputatasi nei giorni scorsi sul campo neutro di Giovino di Catanzaro. In rete, per i biancazzurri, Scarpino, autore di una doppietta, nonché Mattia De Gori e Longo. Una stagione che testimonia la bontà del settore giovanile virtussino. «Sono molto soddisfatto per questo ennesimo titolo, -dice il trainer Alberto Pullia- frutto del lavoro quotidiano e dell’impegno profuso dai miei giocatori. La vittoria, i ragazzi la dedicano a Pasquale Gallo, giovane loro compagno di squadra che sta attraversando un lungo periodo di degenza in ospedale». Ecco l’organico Esordienti della Virtus Sambiase: Portieri: Muraca Nicola, Strangis Nicola, Renda Antonio; Difensori: Gallo Pasquale, Raso Giovanni, Longo Francesco,

LAMEZIA TERME Nata nel 1999 come squadra amatori, dopo un solo anno l’Oratorio Beato Frassati è ufficialmente partito dalla Terza Categoria in cui ha militato ininterrottamente, per oltre 10 anni, fino al 4 giugno quando battendo 4-2, dopo il 3-3 dell’andata, l’Excalibur Fronti nella finale play-off di ritorno (gir. F), ha compiuto lo storico salto in Seconda. Grande soddisfazione per il team orbitante attorno alla parrocchia della chiesa di San Raffaele, ubicata nel quartiere Scinà, e per molti versi inaspettata a detta dell’allenatore-giocatore Francesco Cugnetto, una sorta di bandiera dell’Oratorio Frassati considerato che vi gioca sin dalla sua fondazione nel ruolo di centrocampista anche se da cinque anni ormai ricopre la duplice veste di allenatore-giocatore. «Pensavamo di essere pronti a vincere la prossima stagione, non già in questa. Invece la squadra si è dimostrata subito matura per certi obiettivi. La vittoria interna ai danni della capolista Sanpietrese ci diede consapevolezza di poter bruciare i tempi di un anno». Alla base del trionfo dei ragazzi di don Pino Angotti, c’è un gruppo formato dal giusto mix di elementi esperti e giovani di qualità. «In effetti -conferma sempre Cugnetto- i quattro-cinque veterani sono riusciti a fare da traino per il resto della rosa, composta quasi interamente da ragazzi nati tra l’89 e il ’94. E a dimostrazione della bravura di questi ultimi, cresciuti facendo la trafila nel nostro stesso vivaio, vi posso dire che nei vari campionati giovanili si classificavano costantemente subito dopo le principali, nonché storiche, compagini del lametino, quali Vigor Lamezia e Promosport giusto per fare dei nomi». Per una società di parrocchia, d’altronde, prima del risultato sportivo vengono le finalità sociali. «Vogliamo essere un diversivo, togliere dalla strada i ragazzi del nostro quartiere, a iniziare da quelli con famiglie disagiate o con problemi di varia natura. Proprio per sfare questa funzione sociale, nel 2000 fui chiamato da don Pino per occuparmi del settore giovanile; cosa che ho fatto fino all’anno scorso. Oggi ben duecento ragazzi sono tesserati con la nostra scuola calcio, che ha Primi Calci, Pulcini, Esordienti, Giovanissimi e Allievi. Questi ultimi nel calcio a 5 in questa stagione sono arrivati alle semifinali provinciali». Un’attività sportiva dalla forte valenza sociale, dunque quella dell’Oratorio Frassati, ancor più importante poiché svolta in una realtà difficile qual’è purtroppo quella lametina. Qualora poi possa anche fungere da trampolino di lancio, in ambito strettamente calcistico, per qualche ragazzo, è ovviamente il massimo. Ed in tal senso ci auguriamo possa diventarlo per il 17enne Simone Tedesco che andrà in ritiro almeno una settimana, per esser visionato, col Gela (1° squadra). Ma a trascinare i biancoazzurri son stati con 25 goal il bomber Sandro Brutto e i 16 dell’ala Scalise. Non a caso il Frassati ha chiuso la stagione con la difesa più granitica e il secondo miglior attacco, senza tralasciare la conquista della Coppa Disciplina. Da settembre bisognerà pensare al futuro. «La squadra rimarrà pressocchè inalterata. Cosa più gratificante è che tanti ragazzi delle altre lametine di Terza ci chiedono di poter venire a giocare con noi. Solo che essendo una rosa di ventisei conclude-, a malincuore, non potremo esaudire le loro richieste». Ferdinando Gaetano

l’organico

Tante giovani promesse da valorizzare

Cerra Antonio, Migliazza Giovanni, Cimino Luca, Raso Fabian, Gallo Alessio, De Gori Emanuel, Savona Marco; Centrocampisti: Cristaudo Davide, De Luca Giovanni, Liguori Maurizio, Pileggi Simone, Falvo Vincenzo; Attaccanti: Scarpino Paolo, De Gori Mattia, Rossetti Alessandro. (f.g.)

PORTIERI: Francesco Bentornato (’87),Pasqualino Gagliardi (’85). DIFENSORI: Vincenzo De Sensi (’90), Simone Tedesco (’94), Salvatore Torcasio (’90), Salvatore Curcio (’94), Antonello Gaetano (’92), Antonio Muratori (’91), Pasqualino Saladino (’91), Antonello Viola (‘88); CENTROCAMPISTI: Michele Villella (’89), Antonio Arzente (’91), Domenico Tropeano (’84), Francesco Paola (’87), Antonio Caccamo (’91), Giuseppe Scalise (’79), Francesco Cugnetto (’76); ATTACCANTI: Andrea Pulicicchio (’91), Fabio Messina (’91), Francesco De Napoli (‘ 84), Salvatore Papaleo (’90), Gianluca Torchia (‘81), Sandro Brutto (’81), Alessandro Caruso (’94). ALLENATORE: Francesco Cugnetto. PRESIDENTE: Don Pino Angotti. DIRIGENTI: Alessio Consoli, Antonio Pileggi, Antonio Bilotti, Franco Cerminara.


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l’ora di Vibo Telefono: 0963.547589 - 45605 Fax: 0963.541775 Mail: vibo@calabriaora.it - info@calabriaora.it

PALAZZO “LUIGI RAZZA”

EMERGENZA RIFIUTI

Aumento Tarsu La Giunta replica: «Tutto in regola» > pagina 35

Discarica chiusa A Vibo disagi fino a lunedì > pagina 34

EROSIONE COSTIERA

JOPPOLO

Primi interventi della Provincia a Capo Vaticano

Cittadini in rivolta «Bollette pazze» anche ai defunti

> pagina 33

> pagina 36

In arrivo venti agenti di polizia Emergenza criminalità, Bevilacqua interroga Maroni: «Clima difficile» È un coro bipartisan quello che si è levato dal mondo della politica per invocare un aiuto da parte del governo. Perché la morsa criminale, specie nell’ultimo periodo, non risparmia nessuno: cittadini, imprenditori, amministratori. Ecco spiegato il motivo per il quale, negli ultimi giorni, molti politici vibonesi (e non) hanno tentato di far sentire la propria voce. C’è chi ha interpellato il ministero dell’Interno, come Mario Tassone, Udc, vice presidente della commissione parlamentare antimafia; e chi, come Bruno Censore, Pd, vice presidente della commissione regionale anti ‘ndrangheta, ha invocato una mobilitazione delle forze sociali e imprenditoriali del Vibonese, per formare un blocco compatto capace di farsi ascoltare, capace di far comprendere a chi sta in alto che qui, in terra di confine, c’è bisogno di uomini e mezzi. Proprio ciò che, nel corso di questa settimana, ha fatto anche il senatore Franco Bevilacqua, Pdl, il quale, tramite un’interrogazione al ministro Roberto Maroni, ha chiesto e ottenuto un rafforzamento delle unità in forza alla Polizia di Stato di Vibo Valentia. La disposizione, notizia di ieri, è stata inoltrata dal Viminale che invierà venti agenti in vista del periodo estivo per far fronte alle «richieste di sicurezza e legalità in un territorio che sostiene il parlamentare vibonese - ha bisogno di ripartire proprio da questi presupposti

INTERVENTO Il senatore del Pdl Franco Bevilacqua per creare sviluppo e uscire dalla crisi in cui versa». Bevilacqua, nel documento inviato all’Interno, ha ripercorso le ultime “gesta” della criminalità in provincia, ricordando, ad esempio, gli attentati contro i sindaci di Tropea e Ricadi, quelli perpetrati ai danni di dipendenti dei Comuni di Tropea e Vibo Valentia, e in particolare quelli, reiterati, ai danni dell’imprenditore Vincenzo Restuccia e della ditta dei fratelli Callipo. «Detti atti intimidatori e l’acuirsi degli episodi criminali - si legge nell’interrogazione - hanno ulteriormente evidenziato una costante e marcata condizione di insicurezza che assume aspetti di particolare rilevanza, anche in considerazione dei forti interessi econo-

mici troppo spesso strettamente connessi a interessi criminali, soprattutto nella zona costiera, ove insistono numerosissimi insediamenti turistici anche di alto livello. In tale contesto e nonostante l’impegno profuso dagli agenti - rileva Bevilacqua - la dislocazione dei presidi di Polizia non sempre risulta rispondente alle esigenze derivanti da nuove e diverse dinamiche di sviluppo che, nel tempo, hanno modificato le realtà territoriali, attraendo, in particolare nella zona costiera, forti interessi delle cosche locali, ma anche di potenti cosche del Reggino». Dopo la disamina della situazione, l’esponente del Pdl chiede al ministro se non «ritenga necessaria, in considerazione della complessità e

della disomogeneità del territorio, una riorganizzazione degli organici delle forze di polizia al fine di garantire una maggiore incisività al loro operato»; ed inoltre «quali iniziative si intendano assumere, considerato che l’organico attualmente in servizio risulta essere quello stesso previsto diversi anni addietro per l’allora commissariato di Vibo Valentia, con una sensibile stanzialità del personale assegnato, stanzialità che caratterizza in parte anche i carabinieri e la Guardia di finanza»; e poi, ancora, «come il governo intenda intervenire per contrastare il diffondersi di fenomeni di estorsione a danno delle imprese che operano nella legalità e come ritenga di dover intervenire al fine di non scoraggiare attività imprenditoriali in luoghi a forte densità criminale qual è la provincia di Vibo Valentia». Ed infine «se non intenda istituire nella zona tra Tropea e Ricadi, in quanto area intermedia, un commissariato di Polizia implementando l’attuale posto fisso che assicura una funzionalità non sicuramente rispondente alle esigenze di zona e rafforzare, inoltre, la sicurezza del presidio ospedaliero del capoluogo attraverso l’istituzione di un posto fisso di Polizia». Come detto, a seguito di questa interrogazione dal Viminale è stato disposto l’invio di venti unità che rafforzeranno il personale già in servizio. Giuseppe Mazzeo

dopo le sollecitazioni di Cisl e Uil

Saldate le spettanze agli operai Eurocoop L’altro ieri la situazione era diventata alquanto difficile per alcuni dei 164 dipendenti della Eurocoop. Per molti di loro, infatti, si prospettava un mese difficile, a rischio vi era il pagamento dello stipendio di maggio. In particolare quelli impiegati alla Provincia e nei Comuni di Ricadi, Zambrone, Briatico, Filadelfia e Stefanaconi, enti che, complessivamente, sarebbero debitori di 800mila euro. Ma ieri vi è stata una schiarita nella vicenda. Dopo le sollecitazioni dei segretari provinciali di Cisl e Uil, Sergio Pititto e Luciano Prestia, gli enti hanno provveduto a saldare le spettanze dovute all’azienda, che altrimenti non sarebbe stata in grado di recapitare la mensilità agli operai. «Gli appelli alle amministrazioni inadempienti - dice in una nota Prestia - non sono caduti nel vuoto. Difatti, diversi sindaci chiamati in causa sull’esagerato ritardo nel pagamento, hanno autorizzato gli uffici a saldare, in tutto o in parte, le competenze». L’amministrazione provinciale - fa sapere il segretario della Uil - è uno di quegli enti che non è stato capace di saldare completamente il debito maturato nei confronti della ditta, ma i due sindacalisti hanno già raccomandato il responsabile dell’Eurocoop affinché nelle more del saldo del debito anticipi il pagamento degli stipendi ai suoi dipendenti, cosa che «è stato assicurato avverrà nel più breve tempo possibile». Tale evoluzione della situazione ha fatto modificare il programma preventivato dai segretari, che avevano organizzato un sitin di protesta da tenere lunedì alla Provincia e che non si svolgerà in quanto il pagamento degli altri enti, tranne il Comune di Briatico, consentirà anche agli operai che lavorano alla Pro-

vincia di poter percepire il pagamento. «L’incresciosa situazione che costringe ogni mese i lavoratori ed il sindacato a rincorrere gli en-

CISL Sergio Pititto

UIL Luciano Prestia ti per poter portare un modesto stipendio a casa, e poi sorbirsi i rimbrotti degli amministratori dei Comuni e soprattutto della Provincia perché hanno osato lamentarsi - sostiene ancora Prestia - è insostenibile. Alcuni amministratori, sull’orlo di una crisi di nervi per la mancanza della tenuta della loro maggioranza, si sentono accerchiati pure da chi, con scopa e secchio, quotidianamente, li fa vivere in un ambiente pulito e reagiscono minacciando ritorsioni».


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INPS Via Murmura 0963.598111 CAMERA DI COMMERCIO Piazza San Leoluca - Complesso Valentianum centralino 0963.294600 fax 0963.294631 CONFINDUSTRIA IV Traversa, viale Affaccio tel: 0963.591153; 993300; 99332; 99511

Provincia, primi lavori per arginare l’erosione Al via Ricadi. Prossimi interventi a Joppolo e Parghelia La posa della prima pietra questa volta riguarda un masso di alcune tonnellate, depositato in prossimità della spiaggia di Santa Maria di Ricadi, dove la Provincia di Vibo Valentia ha avviato la realizzazione di una barriera soffolta a circa 70 metri dalla battigia, per contrastare l’erosione marina che sta assottigliando questo splendido arenile. All’avvio dei lavori hanno assistito l’altro ieri il presidente Francesco De Nisi, l’assessore all’Ambiente Martino L’imbarcazione deposita i massi Porcelli e il presidente del Consorzio Pro Santa Maria programma di lavori, per un Capo Vaticano, Michele Pu- importo complessivo di circa gliese, che - insieme ai tecnici 3 milioni e 200mila euro, che riguarda andella ditta agche Joppolo giudicataria L’importo dei (realizzaziohanno partelavori per i tre ne di una scocipato alle gliera di circa prime operacomuni è pari 500 metri a zioni condota 3 milioni e protezione te dalla gran200mila euro della strada de imbarcalitoranea) e zione che in questi giorni continuerà a ca- Parghelia (realizzazione di lare in acqua gli scogli artifi- una barriera frangiflutti a circiali. L’intervento in questione ca 70 metri dalla spiaggia di rientra in un più articolato San Michelino e ripascimento

nell’arenile di Santa Maria dell’arenile). L’erosione costiera rappresenta senza dubbio una delle problematiche a più alta priorità del territorio vibonese, anche a causa delle gravi conseguenze che l’assottigliamento delle spiagge può avere sul turismo balneare. Nella volontà di operare efficacemente in questo settore, la Provincia sta dedicando grande attenzione e risorse per contrastare il fenomeno erosivo, come dimostra anche la recente presentazione di un master plan dettagliato, cioè

lo studio attraverso il quale è stata monitorata la situazione attuale, corredato da centinaia di foto aeree che hanno consentito di avere il quadro complessivo della situazione su tutti i 66 chilometri di costa vibonese. Un’indagine capillare, condotta per la prima volta in una provincia del meridione d’Italia, che ha suscitato l’apprezzamento della Sovrintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici, con la quale la Provincia si appresta ora a elaborare e varare una serie di linee guida per la realizzazione delle opere antierosione di competenza comunale. «Quelli avviati a Ricadi sono lavori molto importanti e attesi da tempo, ma non saranno gli unici - ha affermato De Nisi nel corso del suo sopralluogo -. Oltre a quelli già programmati, nel corso del 2012 contiamo di avviare nuovi interventi per altri 7 milioni e mezzo di euro, che saranno articolati sulla base delle priorità emerse dal master plan provinciale».

scambi economici

Porte aperte al turismo estero Operatori stranieri nel Vibonese. Callipo sollecita la Regione particolarmente interessato alOttanta operatori turistici le mete calabresi. Nello specirussi, tra cui Julia Panshina, fico, la Transaero Tour possietop manager della Transaero de anche una propria flotta aeTour, uno dei maggiori tour rea, con la quale è ipotizzabile operator moscoviti, hanno l’allestimento di una serie di soggiornato nella nostra provoli charter che consentirebbevincia per un educational finaro ai turisti russi di giungere lizzato a promuovere l’offerta così nella provincia vibonese. vibonese in uno dei mercati «Un’iniziativa di promoziopiù attivi degli ultimi anni. ne turistica molto interessante L’iniziativa, organizzata da e di alto livello qualitativo per Vincenzo Calafati, dell’agenzia la rilevanza commerciale degli di incoming turistico Destinaoperatori che hanno partecizione Calabria, tra le più note pato - ha sottolineato l’assesdella regione, è stata sostenusore Callipo -. Come Provincia, ta logisticamente dall’assesso- ATTRATTIVA Una suggestiva veduta di Capo Vaticano dunque, l’abbiamo sostenuta, rato provinciale al Turismo, guidato da Gianluca Callipo. L’evento, struttura alberghiera di Capo Vaticano. nell’ottica di una strategia complessiva inoltre, ha potuto contare sul supporto Nel corso dell’educational hanno potuto che punta alla massima divulgazione deldel dipartimento di promozione turistica imbastire contatti commerciali con gli l’offerta turistica vibonese sui mercati della Regione Calabria, diretto da Pa- operatori locali, assumere informazioni e esteri. Con riferimento specifico alla Russquale Anastasi, che già in passato si è di- dati sulle varie strutture, conoscere le pe- sia, auspichiamo che la Regione intervenmostrato molto sensibile ad iniziative di culiarità del territorio e le sue risorse, dal- ga per l’attivazione di un volo di linea con questo tipo. Per alcuni giorni, dunque, gli l’artigianato tipico all’enogastronomia lo- scalo a Lamezia, così come è già stato reospiti stranieri hanno visitato le maggio- cale. Elementi di grande attrattiva per un centemente sollecitato all’unisono dal ri località vibonesi, facendo base in una turismo, quello russo, in forte crescita e mio assessorato e dagli operatori locali».


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Prossima Italia: «Questo Pd ci lascia sconcertati»

rifiuti

Discarica chiusa Torna l’emergenza

«Dopo le elezioni i dirigenti avrebbero dovuto dimettersi» alle amministrative così eclaA non condividere la linea tante, che lo doveva indurre a ufficiale del Pd vibonese sono dimettersi e a promuovere, in molti. A cominciare da chi si per il bene del partito, una riè ritagliato uno spazio defilato, flessione seria - continua ad da chi si dice pronto ad avviaandare avanti in maniera sprere «un percorso politico all’ingiudicata, come se nulla fosse segna della partecipazione, accaduto. Così come ci preocdell’innovazione e del rinnocupa la sottovalutazione dei vamento in grado di coinvolmalumori che c’è stata nei gere, in maniera attiva, i tanti confronti di diversi esponenti cittadini profondamente deludel Pd che, alla Provincia, in si da una gestione commissadisaccordo con la condotta del riale che si è rivelata inadeguapartito hanno lasciato la magta a unire e, quindi, a sprigiogioranza consiliare. Alla luce nare le tante energie presenti di questa situazione politica nei democrat vibonesi». Questo l’invito che il coordinamen- Gli esponenti provinciali di Prossima Italia insieme a Pippo Civati auspichiamo, dunque, il superamento dell’attuale gestione to provinciale di Prossima Italia rivolge al variegato mondo democra- che, anziché aprirsi, si sono chiusi a ric- commissariale. Chiediamo la riapertura tico vibonese «affinché il vento del cam- cio e hanno soffocato un percorso di cam- del tesseramento che è stato gestito da biamento che finalmente sta spirando in biamento che lo stesso commissario re- pochi intimi. Noi ci crediamo ancora nel altre parti del Paese investa anche il no- gionale e i vertici nazionali avevano au- Partito democratico - sottolineano dal costro territorio». «Le recenti elezioni am- spicato». Da parte dei rappresentanti di ordinamento provinciale - e lotteremo reministrative - se si esclude la conferma di Prossima Italia - i cui portavoce sono Pa- sponsabilmente con tutte le nostre forze Filadelfia (roccaforte del presidente del- squale Petrolo, Fabio Foti e Bruno Schi- per portarlo su un percorso di reale camla Provincia Francesco De Nisi) e la vitto- pano - sarebbe necessario che il partito si biamento e farlo, quindi, divenire punto ria conseguita a Gerocarne, grazie allo ponga nelle condizioni di coinvolgere nel- di riferimento dei cittadini vibonesi e forspontaneo senso di responsabilità unita- le proprie iniziative tutti, iscritti e sempli- za strategica per lo sviluppo e la crescita ria da parte di alcuni dirigenti locali del ci cittadini. «Un Pd propositivo, dunque, della nostra provincia». Il coordinamenPd - sono state per il Partito democrati- in grado di essere il cuore pulsante, insie- to provinciale di Vibo Valentia fa presenco una vera e propria debacle. Le disfat- me a Sel, Italia dei Valori, Prc, Pdci e Ver- te, infine, che «è stato inviato un docute elettorali di Serra San Bruno, Ricadi, S. di di uno schieramento che aggreghi tut- mento politico, contenente le questioni Onofrio, Joppolo e Limbadi - si legge in te le migliori espressioni democratiche, sopra citate, all’onorevole Pippo Civati una nota - hanno certificato, infatti, la riformiste, cattoliche e progressiste vibo- che, condividendole, le riporterà all’atbocciatura, da parte dei cittadini, di una nesi. Rimaniamo, dunque, sconcertati tenzione della prossima direzione naziogestione partitica perpetrata secondo davanti ad un gruppo dirigente vibonese nale del Partito democratico all’interno vecchie logiche politiche, da pochi intimi che - rispetto ad una sconfitta elettorale della discussione del caso Calabria».

Foto di repertorio Torna l’emergenza a Vibo Valentia. Tornano, anzi torneranno, a riempirsi di immondizia le strade del capoluogo. A causa della chiusura della discarica di Pianopoli per lavori di manutenzione, infatti, l’amministrazione comunale comunica che da oggi non potrà conferire rifiuti nel sito lametino, presumibilmente fino a lunedì. Per tale motivo l’assessore all’Ambiente Pietro Comito, nell’informare dell’emergenza in corso, chiede «collaborazione anche alla cittadinanza, nel ridurre al minimo la produzione ed il conferimento dei rifiuti domestici presso le postazioni dislocate in città». In una breve nota di palazzo “Luigi Razza” si precisa che «il problema investe, purtroppo, molte altre città e Comuni della regione».

Magra consolazione per una problematica che ormai da diverso tempo investe l’intero territorio vibonese, per la quale ancora non si sono prese le dovute contromosse. Qualcosa, in questo senso, l’aveva fatta l’associazione dei sindaci allorquando, incontrando il commissario delegato per l’emergenza ambientale della Regione Calabria, Graziano Melandri, aveva strappato la promessa di un finanziamento per la realizzazione di un sito di stoccaggio da effettuare in un centro della provincia. Sito che avrebbe permesso di conferire la spazzatura proprio nei giorni in cui sarebbe venuta meno la disponibilità della discarica di Pianopoli. Ma per il momento, su questo fronte, non ci sono novità.


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Un aumento «più che legittimo» Tarsu, D’Agostino e Manfrida motivano la decisione e replicano al Pd Chiaro e deciso, come un famoso liquore: «L’aumento delle tariffe relative al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, approvato con delibera di giunta, è assolutamente legittimo». Il sindaco Nicola D’Agostino e l’assessore ai Tributi, Nicola Manfrida, non intendono passare per coloro che mettono «illegittimamente» le mani in tasca ai cittadini. E per replicare alle affermazioni dei consiglieri del Pd Talarico, Russo, De Sossi e Pelaggi - che considerano «inesatte, strumentali e prive di fondamento giuridico» - fanno riferimento all’articolo 42, comma 2, lettera F del Tuel, dove è riportato che l’aumento di alcuni tributi, tra cui la Tarsu, «è atto di competenza dell’organo esecutivo e spiega effetti, qualora adottato in data anteriore all’approvazione del bilancio da parte del consiglio comunale, nell’esercizio finanziario in corso». Dunque sarebbe un atto «prodromico all’approvazione del bilancio da parte dell’organo di indirizzo politico, ma di competenza esclusiva della giunta». Ma c’è di più: «L’aumento della Tarsu - scrivono nel comunicato D’Agostino e Manfrida non solo è pienamente legittimo, ma è da considerarsi alla stregua di un “atto dovuto”, perché in linea con la normativa attualmente in vigore, con gli obiettivi imposti dal federalismo mu-

IN BREVE

Incendiata l’auto di un bulgaro Un incendio, sulla cui natura stanno indagando i carabinieri, ha distrutto un’autovettura, una Peugeot 806 di proprietà di un bulgaro di 36 anni, K.S. Il fatto è avvenuto nel corso della notte scorsa a Bivona, frazione di Vibo Valentia, in via Roma dove era parcheggiata. Le fiamme, oltre ad aver distrutto il mezzo, hanno danneggiato una finestra e il condizionatore d’aria che si trovavano sulla parete esterna del fabbricato. Intervento dei vigili del fuoco di Vibo Marina e dei carabinieri dela locale stazione al comando del maresciallo Riccardo Astorina per i rilievi e le indagini.

In fiamme due chioschi a Tropea Ignoti la scorsa notte, hanno incendiato due chioschi, l’uno vicino all’altro, di proprietà di A. B ed F .R., adibiti alla vendita, rispettivamente, di souvenir e di prodotti di gelateria. Uno dei due è andato completamente distrutto mentre l’altro ha subito danni parziali per l’immediato intervento dei vigili del fuoco. Il fatto è avvenuto a Tropea, nella piazzetta “Cannone”, l’incantevole affaccio sulla roccia a picco sul mare, intorno alle 2.30. Sul posto sono intervenuti, come detto, i vigili del fuoco di Vibo Valentia, e i carabinieri della locale stazione che hanno trovato tracce di liquido infiammabile.

REPLICA Il sindaco Nicola D’Agostino e l’assessore ai Tributi Nicola Manfrida nicipale, e con le regole di sana e prudente gestione finanziaria». Il sindaco e l’assessore, inoltre, sottolineano che «come è noto (o dovrebbe essere noto) anche ai consiglieri di opposizione che hanno agito strumentalmente, il gettito derivante dalla tassa in questione deve garantire la integrale copertura dei costi di gestione del servizio. Solo grazie a tale adeguamento tariffario, infatti, il Comune riuscirà a coprire (quasi interamente) il costo di gestione del servizio di raccolta e smaltimento (la percentuale di copertura è,

oggi, pari al 94%, in linea con i principi contabili)». Poi bisogna considerare che «la necessità dell’adeguamento tariffario del predetto tributo è stata più volte segnalata dalla Corte dei conti, che ha rilevato proprio il “basso grado di copertura dei costi dei servizi gestiti direttamente dall’ente”, e tra questi “il servizio di smaltimento dei rifiuti” e i “servizi a domanda individuale”, ovvero asili nido, mercati, lampade votive, ecc...». Ma non poteva mancare un occhio al passato, nel corso del quale sarebbe stato causato, tra-

narcotraffico

“Intrigo”, le condanne confermate in appello L’impalcatura accusatoria regge anche in secondo grado. I giudici della Corte d’Appello di Cagliari, infatti, confermano sostanzialmente le condanne emesse nel giugno del 2010 dal giudice Altieri nei confronti di cinque persone, originarie tutte di Pizzo, e arrestate nell’ambito dell’operazione “Intrigo”. L’unico che è riuscito ad ottenere uno sconto è il 27enne Francesco Ira, per il quale la pena non è più di 6 anni, bensì di 5 e 5 mesi. Gli altri napitini in questione sono Salvatore La Ferla, (4 anni e 8 mesi); il fratello Pio Giovanni La Ferla (10 anni); Raffaele Ansante (4 anni, rimesso in libertà su istanza del suo difensore, Giovanni Vecchio) e Giuseppe La Porta (anch’egli 4 anni). Loro, insieme ad altri soggetti operanti in Sardegna, erano finiti in manette al termine di due distinte operazioni, svoltesi a marzo e giugno del 2009, ed eseguite dalle Squadre mobili di Sassari e Vibo Valentia. Anche altri due pizzitani erano rimasti coinvolti nel blitz: il 30enne Rosario Accetta ed il 33enne Eugenio La Ferla, fratello di Pio Giovanni e Salvatore, e morto suicida nel carcere di Alghero nel luglio del 2009. Gli imputati, secondo gli inquirenti, avrebbero fatto parte di un’organizzazione dedita al traffico di ingenti quantitativi di stupefacenti tra la Sardegna e l’Olanda, con il coinvolgimento dei cartelli colombiani, iracheni e turchi. L’inchiesta, avviata nel marzo del 2008, aveva inflitto una brusca frenata all’alleanza ormai salda tra la criminalità dell’isola e quella calabrese finalizzata all’approvvigionamento di hashish dai Paesi Bassi, introdotto in Italia all’interno di valigie o addirittura addosso. Per due degli imputati - Raffaele Ansante e Giuseppe La Porta, quest’ultimo difeso dall’avvocato Francesco Rombolà - all’esito del giudizio di primo grado era caduto il reato di associazione per delinquere; per loro, dunque, ha retto soltanto l’accusa di spaccio di stupefacenti.

mite politiche ritenute poco consone, l’aumento dei costi. Nel febbraio del 2009, ricordano i due amministratori, il Comune di Vibo Valentia ha deciso di affidare il servizio ad un nuovo soggetto e sulla base di una diversa offerta economica, prevedendo costi «considerevolmente superiori rispetto al passato». «Oggi, infatti, il servizio costa all’ente più di cinque milioni di euro. Nel 2009, dunque - aggiungono -, a seguito della stipula del nuovo contratto sarebbe stato necessario l’immediato (e non procrastinabile) adeguamento tariffario. Ciò, irragionevolmente, non è avvenuto. Oggi, viceversa - rimarcano ancora D’Agostino e Manfrida - questa amministrazione, senza il timore di apparire impopolare ha deciso di affrontare il problema con trasparenza e senso di equilibrio, manifestando il senso di responsabilità necessario per compiere scelte giuste, lungimiranti e coraggiose, sicuramente utili a porre in essere le basi per poter intraprendere il percorso di risanamento finanziario, contabile e tributario auspicato». In ultimo viene ricordato come, malgrado l’aumento, la Tarsu rimanga la tariffa più bassa rispetto a quelle in vigore nelle altre province. Dunque, caso chiuso? Difficile... Giuseppe Mazzeo

la sentenza

Vibonese assolto Non vi è stata violazione di sigilli La Corte d’appello di Catanzaro ha assolto il vibonese A.F. dall’accusa di violazione dei sigilli relativa ad un immobile sequestratogli nella città di Vibo Valentia. A riportare il risultato positivo di una vicenda risalente al 2002 è stato il legale di fiducia di A.F., l’avvocato Filippo Accorinti, il quale ha difeso l’imputato dimostrando che il verbale di sequestro non prevedeva alcuna formale specificazione dell’apposizione dei sigilli. Dal che non poteva che derivare che i sigilli medesimi non potevano ritenersi apposti per implicito e/o desunti dal mero fatto formale dell’avvenuto sequestro dell’immobile. Il processo originava da un presunto abuso edilizio per il quale in primo grado l’imputato, pur essendo stato assolto dal reato di abuso edilizio di cui ai capi a), b) e c) dell’imputazione, era stato condannato per il capo d) in relazione alla asserita violazione dei sigilli. In sede di appello, dunque, l’assoluzione ha finito col capovolgere anche il capo d’accusa relativo alla violazione dei sigilli con la soddisfazione dell’imputato e del suo legale.

Maltrattamenti e arma clandestina Un anno e 8 mesi per Muggeri Maltrattamenti in famiglia e detenzione di arma clandestina. Di queste accuse è stato riconosciuto colpevole Giuseppe Muggeri, 41 anni, al termine del processo che lo ha visto come imputato. E per questo i carabinieri della stazione di Briatico, al comando del maresciallo Antonio Alaia, hanno proceduto al suo arresto per come disposto dalla procura generale. Muggeri dovrà scontare 1 anno e 8 mesi di reclusione nella propria abitazione. I fatti di cui l’uomo è stato giudicato colpevole risalgono agli anni compresi tra il 2007 ed il 2010 e sono stati commessi a Briatico.

la decisione

Revocati i domiciliari Gallè torna in carcere Dai domiciliari al carcere, di nuovo. Salvatore Rocco Gallè, 72 anni, condannato per concorso in duplice omicidio e reati connessi all’uso di armi, è stato tradotto nel penitenziario dai carabinieri della stazione di Serra San Bruno, diretti dal maresciallo Domenico Grillo, che gli hanno notificato il provvedimento dopo che la procura generale presso la Corte d’Appello di Catanzaro gli ha revocato il beneficio dei domiciliari, concessigli dalla Corte d’Assise di Catanzaro su richiesta dei suoi legali, Maurizio Al- de uno sconto) che il pm, banese e Giancarlo Pittelli, per il quale sarebbe cona gennaio di un anno fa. Per gruo l’ergastolo. L’arresto di padre e figlio Salvatore Rocco Gallè pende una condanna di 12 an- è avvenuto il 18 febbraio del ni, emessa nel giugno del 2008. Quella mattina, infatti, due 2010, che uomini, il ha ridiL’uomo sta 42enne mensionascontando una Angelo to la precedente decipena di 12 anni Cravè e il 35enne cosione del per concorso in gnato Giugiudice di duplice omicidio seppe Vibo VaCampese, lentia che lo aveva condannato a 20 furono uccisi a colpi di pianni. Come si ricorderà, stola e fucile. Le indagini Gallè era stato arrestato in- portarono ad appurare cosieme al figlio Vito, an- me la causa del duplice ch’egli riconosciuto colpe- omicidio non fosse altro vole dei medesimi reati che una questione di servicontestati al padre, e per tù di passaggio. Roba di questo condannato in pri- confini non rispettati, inmo grado a 22 anni. Con- somma, che aveva portato danna alla quale si sono op- le due famiglie a scontrarsi poste sia la difesa (che chie- anche in precedenza.


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V I B O N E S E

E Joppolo si ribella al Consorzio L’ente di bonifica sollecita i pagamenti, ma per i cittadini sono illegittimi JOPPOLO Una pioggia di avvisi di pagamento ha tempestato nuovamente centinaia di cittadini joppolesi; il Consorzio di bonifica vibonese ci riprova come già cinque anni fa, questa volta a mezzo dell’agente di riscossione Equitalia. Una storia che si ripete, che sembrava definitivamente conclusa nel dicembre del 2006, quando a fronteggiare le pretese di pagamento dell’ente consortile si schierarono il Sindacato dei pensionati italiani della Cgil con Sisto Vecchio e l’amministrazione guidata da Salvatore Vecchio. Allora si evidenziò, attraverso sentenze della Corte di cassazione (sentenze numero 8947 e 8960) e altre pagine della giurisprudenza, che tali pretese di pagamento possono essere avanzate solo dopo che viene dimostrato il beneficio diretto delle opere realizzate, per cui l’ente fu costretto a ripiegare anche a fronte di un esposto presentato dal legale nominato dai cittadini e a seguito di una delibera della giunta comunale. Oggi come allora è evidente l’illegittimità della richiesta delle somme che devono fondarsi sul duplice presupposto della proprietà dell’immobile e dell’opera di bonifica alla quale sia derivato un incremento di valore del fondo. L’obbligo di corrispondere contributi non deve discendere insomma dalla mera partecipazione al Consorzio, derivante dalla pura e semplice inclusione del bene nel suo comprensorio. Una tassa vibonese che si potrebbe definire “a muzzu” (a caso), un’ espressione che non è troppo colorita o forzata, basta vagliare alcuni casi per credere che le notifiche abbiano seguito un criterio di casualità. Si può citare ad esempio il bollettino ricevuto da un cittadino joppolese che dovrebbe pagare per una particella di terreno che non ha più, e precisamente da quando, circa una decina di anni fa, gli è stato espropriato per realizzare la Strada provinciale 23. Ora la macchina esattrice del Consorzio vibonese è comunque ripartita ed anche questa volta il gruppo politico “Pd - Unione per Joppolo”, composto dai consiglieri di opposizione Salvatore Vecchio, Valerio Mangialardo e Vittorio Vecchio, è pronto a sostenere le ragioni degli utenti, a beneficio dei quali ha richiesto subito la convocazione di un consiglio comunale straordinario. «Il Consorzio di bonifica tirreno vibonese, attraverso l’Equitalia - agente per la riscossione della provincia di Vibo Valentia, sta provvedendo - si legge nel documento del gruppo del Pd Unione per Joppolo - alla notifica di avvisi di pagamento per quote consortili asseritamente dovute al predetto Consorzio. I beni dei destinatari però - si legge ancora - non ricevono, né hanno mai ricevuto un beneficio diretto e specifico dal citato Consorzio, sicchè si ritiene che il versamento preteso non sia dovuto». «Le cartelle sono state inviate a centinaia di residenti, anche a coloro che abitano nel centro urbano - ha aggiunto Salvatore Vecchio -. C’è tensione nei cittadini, i quali, sia quelli del capoluogo che delle frazioni, non hanno mai avuto un beneficio specifico e diretto dall’attività del Consorzio, che ripete un tentativo che l’amministrazione comunale tre anni or sono ha bloccato reagendo energicamente». Entro venti giorni, dunque, sarà convocato il consiglio comunale in seduta straordinaria di urgenza, che avrà come oggetto “Azioni da intraprendere a tutela dei cittadini del Comune di Joppolo, destinatari di avvisi di pagamento per quote consortili”. Ma la vicenda non sembra limitarsi al territorio joppolese, infatti, il sindacalista Sisto Vecchio sta raccogliendo altri casi nei comuni circostanti ed anche a Spilinga nei prossimi giorni dovrebbe essere intrapresa un’azione contro l’ente consortile. ALESSANDRO SAMBITO vibo@calabriaora.it

l’iniziativa

dentro la vicenda

La denuncia:«Bollettini inviati a caso Perfino a chi è passato a miglior vita»

JOPPOLO I riferimenti catastali di una delle notifiche di pagamento corrispondono sulle mappe catastali ad un tratto della Strada provinciale 23, è dunque proprio difficile riuscire a capire come un cittadino joppolese possa essere il titolare del terreno, e sarà ancora più difficile spiegargli che dovrà pagare il Consorzio di bonifica per dei servizi ricevuti su quel lotto. Tra l’altro, le anomalie delle richieste avanzate dall’ente

non derivano soltanto da analisi giurisprudenziali, ma attengono ad un’evidente superficialità, se così la si vuole chiamare, che ha guidato gli uffici a selezionare i destinatari dei bollettini. Altrimenti non si spiegherebbero gli avvisi inviati a persone che non sono più proprietarie da oltre vent’anni del terreno in oggetto, o le notifiche recapitate a chi è passato a miglior vita, o ancora quelle che riguardano lotti di terreno

sui quali da decenni sorgono opere pubbliche come strade o asili. Fattispecie surreali e grottesche che chiariscono l’assurdità della vicenda, nata già cinque anni fa, ma che si ripete, cambia solo il mittente che ora è l’Equitalia, mentre i beneficiari, i destinatari e soprattutto gli errori sono pressochè gli stessi, tanto che a questo punto bisognerà verificare se il tutto sia stato fatto in buona fede. «Urge capire - ha dichiarato Sisto Vecchio - da quanti anni non vengono aggiornati gli elenchi del Consorzio. Purtroppo dobbiamo constatare ancora una volta di trovarci davanti all’ennesima vicenda di vessazione e i cittadini sono naturalmente dalla parte di chi subisce. Le ragioni impositive poggiano su un nulla di fatto tutto da dimostrare, ma in molti casi la dimostrazione è impossibile». A breve, comunque, verrà convocata una assemblea che coinvolgerà il mondo sindacale, gli amministratori locali e naturalmente la comunità; da questa dovrebbe venir fuori l’azione che si intenderà esperire per tutelare i diritti dei cittadini. ale. samb.

nei comuni

Museo, si chiude per lavori In atto lo smantellamento della mostra Splendori sacri MILETO “Lavori in corso” al Museo statale di Mi- Giornate europee del patrimonio “L’Italia tesoro d’Euleto, dove da qualche giorno si sta procedendo allo ropa”, ha rappresentato una tappa fondamentale per smantellamento della mostra “Splendori sacri-Teso- il locale Museo statale. Così come ebbe a dire al mori della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea”, inaugura- mento della sua inaugurazione il soprintendente De ta nel mese di settembre dello scorso anno. Una ras- Chirico, «un punto di partenza e non di arrivo» per una struttura culturale fra le segna organizzata dalla Soprinpiù importanti della Calabria, tendenza Bsae (per i Beni storiche, tra l’altro, prossimamente ci, artistici ed etnoantropologisi avvarrà di un’altra ala delci) della Calabria con sede a Col’antico Episcopio, fatto realizsenza, che doveva inizialmente zare nell’Ottocento dall’allora durare fino al mese di gennaio, vescovo di Mileto Filippo Mine che poi, grazie all’impegno del cione. Sono attualmente in atresponsabile della realtà perito ad opera della Bap, infatti, i ferica del ministero per i Beni e lavori tesi a completare il piano le attività culturali Fabio De soprastante la “Sala delle LauChirico, è stata via via prorogadi”, adiacente la cattedrale. ta fino allo scorso 30 giugno. Una vasta area che, una volta L’azione in atto ha reso necesmessa a disposizione della Sosaria la chiusura temporanea al printendenza Bsae, permetterà pubblico della struttura. Giusto di ampliare ulteriormente le il tempo che il piano terra che capacità ricettive ed espositive ha ospitato la mostra, tra l’altro del museo diretto dalla dottorealizzata in collaborazione con La sede del Museo statale di Mileto ressa Rosanna Caputo. Nato la Soprintendenza Bap (per i Beni architettonici e paesaggistici) per le provincie di nell’ormai lontano 1997, grazie ad una convenzione Reggio Calabria e Vibo Valentia guidata da Roberto sottoscritta in modo congiunto dal ministero di settoBanchini, venga ripristinato nel suo percorso origi- re, dalla diocesi, dalla Provincia e dall’amministrazionario, con i suoi preziosi frammenti marmorei, le ma- ne comunale, è divenuto fin da subito un punto di riioliche e le monete facenti riferimento al periodo nor- ferimento per appassionati e studiosi. Una struttura manno. Nello specifico, a quando Ruggero I d’Altavil- che, insieme al Parco archeologico, permette oggi di la, nell’anno mille, elevò la città a capitale della propria mettere in evidenza le enormi potenzialità architettocontea. Detto ciò, l’evento “Splendori sacri-Tesori del- niche, artistico-storiche e archeologiche insite in un la diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea”, organizzato sot- territorio che tra l’altro è sede della più antica diocesi to l’Alto patronato della Presidenza della Repubblica di rito latino del meridione d’Italia. Giuseppe Currà e rientrato nell’ambito dell’annuale edizione delle

Una due giorni tra arte, musica e degustazioni

ARTISTA Raffi De Vita PARGHELIA Raffi De Vita è un artista tropeano che vive e lavora da tanto tempo a Milano. Spesso si esibisce anche sul nostro territorio offrendo spettacoli cabarettistici simpatici e divertenti. Domani sera sarà a Parghelia per allietare la “zeppolata” organizzata nel cuore del paese dalla Pro loco guidata da Tommaso Belvedere. Raffi offrirà uno spettacolo particolare in cui alla musica unirà video proiezioni della Costa degli dei e delle bellezze paesaggistiche più conosciute della Calabria. “Costa degli Dei” è pure il titolo del suo ultimo lavoro musicale, un cd che racchiude diverse e conosciute cover di autori famosissimi come Claudio Baglioni e Renato Zero, più due brani inediti interpretati con la solita bravura che lo contraddistingue. Il cd autoprodotto è in vendita in tutta la Calabria unitamente ad una guida illustrata curata da Franco Stefanelli, fotografo amatoriale, non nuovo a pubblicazioni dedicate ai paesaggi nostrani. Quest’estate Raffi avrà diversi appuntamenti con il pubblico, molte le serate prenotate nei più conosciuti villaggi turistici della costa. De Vita, artista a tutto tondo, dopo una lunga tournée invernale in Svizzera nei locali italiani di Basilea e Lucerna, si ripropone con un ricco ed accattivante show fatto di tanta musica, karaoke, candid camera e barzellette. Abile nell’organizzazione di spettacoli d’intrattenimento può essere rintracciato al numero 338/2096801. Nella stessa serata di domani allo spettacolo di Raffi verrà affiancata la premiazione dei partecipanti all’estemporanea di disegno che si svolgerà questa mattina sempre per le strade di Parghelia. Caterina Sorbilli


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V I B O N E S E la polemica CAPISTRANO«Sono da considerarsi veramente fuori luogo le affermazioni del sindaco Roberto Caputo che, vedendosi in difficoltà e senza una valida via d’uscita, non trova altro di meglio che tirare in ballo, a sproposito, la mia persona e l’operato della precedente amministrazione da me guidata». Così, il consigliere provinciale Renato Arone, in merito alle accuse mosse dal primo cittadino, Roberto Caputo, secondo il quale la quasi totale impraticabilità della strada che collega le località di montagna “Castania” e “Casermetta”, sarebbe attribuibile agli interventi di disboscamento progettati dall’amministrazione Arone. Affermazioni finaliz-

CAPISTRANO L’intervento del consigliere provinciale Renato Arone, che fa seguito ad un lungo silenzio rispetto alla serie di botta e risposta che ha visto protagonisti il primo cittadino, Roberto Caputo, e i fratelli Ivan e Marco Martino, fa un po’ di luce sul quadro politico che sta per delinearsi in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno. Di certo, i nodi da sciogliere sono ancora diversi. Ma quelli essenziali hanno raggiunto la loro sostanziale soluzione. Il dato (quasi) certo è che i protagonisti del confronto elettorale saranno nuovamente Caputo e Arone. Entrambi fortemente intenzionati a far prevalere le rispettive ragioni (e presenze) sullo scranno più alto del palazzo municipale. Mentre un ruolo del tutto nuovo, che è stato in grado di conferire un po’ di brio al dibattito politico capistranese, da troppo tempo languido in tutte le sue forme di confronto, è occupato dai fratelli Martino. Espressione diretta dell’ex presidentissimo Ottavio Gaetano Bruni, sono riusciti a raggiungere il giusto grado di visibilità, seppur attraverso argomentazioni che la communis opinio ha spesso giudicato come pretestuosi o strumentali. La polemica sui mancati festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia, oppure i tagli di bosco effettuati dal Comu-

«E’ bene che Caputo pensi a lavorare»

Renato Arone replica alle recenti accuse sugli interventi di disboscamento zate «a fare polemica - si difende Arone - ed a cercare di addossarmi responsabilità che non mi appartengono, perché sono soltanto sue e dovrebbe avere il buon gusto di riconoscerle. Con riferimento alle recenti discussioni riguardanti un lotto boschivo ed il disfacimento delle strade ad esso collegate - prosegue il consigliere provinciale - va chiarito che ciò che interessa la mia gestione è solamente la fase di progettazione. Progettazione mirata a favorire la rinnovazione naturale e,

pertanto, assicurare la peculiarità del bosco attraverso una serie di interventi selettivi mirati, consistenti nell’abbattimento di soggetti soprannumerari, senescenti, sottomessi, seccaginosi e, comunque, gravemente compromessi da attacchi parassitari. Progetto eseguito secondo le indicazioni fornite dal coordinamento forestale di Vibo, che ha poi rilasciato la necessaria autorizzazione al taglio. Tutto il resto fa parte delle attività degli attuali amministratori che, evidente-

mente, di fronte alle vibranti critiche sollevate dai tanti fruitori della zona montana per la compromessa inagibilità stradale, tentano solo di creare confusione per giustificarsi additando ad altri responsabilità che non appartengono loro. Durante l’era Arone si è svolta soltanto la parte inerente la progettazione. Tutto il resto è a carico di chi attualmente occupa la poltrona del palazzo municipale». Infine, una nota di rivendicazione per alcuni meriti sulla viabilità: «E’ sempre stata mia

abitudine lavorare senza mai fare proclami ed esporre pubblicamente il mio operato solo dopo aver raggiunto gli obiettivi prefissati». Il riferimento è agli «interventi sulle strade provinciali “Liga”, “San Nicola - Capistrano - Monterosso”» oltre che all’«unica strada provinciale interpoderale finanziata con i fondi Piar di Nicastrello. Il tutto reso possibile a seguito del mio costante e silenzioso impegno in Provincia. Perciò conclude - è bene che Caputo pensi semplicemente a lavorare senza arrogarsi meriti che non ha, addossando al sottoscritto responsabilità inesistenti e senza senso». an. fe.

FUTURI AVVERSARI? Il sindaco Roberto Caputo, il consigliere provinciale Renato Arone e il “bruniano” Ivan Martino

Verso le elezioni tra volti nuovi e personaggi noti Capistrano, la politica si anima e dà il via al countdown ne, definiti «scempio e disboscamento della montagna», pur trattandosi di interventi obbligatori al fine di garantire la sopravvivenza stessa dei boschi, ne costituiscono gli esempi più evidenti. Ma, tant’è. Il loro obiettivo di rivestire un ruolo da protagonisti è stato ampiamente raggiunto.

Resta da capire, però, quali siano le loro intenzioni nell’ambito dei giochi politici. La forza di formare una lista autonoma, in vista dell’appuntamento elettorale dell’anno prossimo, forse, non c’è ancora. Gli attacchi dei giovani attivisti politici al sindaco Caputo, quindi, non potrebbero

che essere letti come un implicito appoggio ad Arone per le prossime amministrative. Che si tratti di appoggio esterno o di candidatura diretta di uno dei due, non è ancora dato sapere. Infine, c’è chi interpreta le dure critiche dei Martino come una sorta di “vendetta” di Bruni nei confronti

dello stesso Caputo. In molti, infatti, credono che durante le scorse amministrative anche la longa manus di Bruni abbia influito non poco nell’ascesa di Caputo (vox populi…), convogliando nella sua lista quella manciata di voti necessaria a decretarne la vittoria nell’aspro confronto

elettorale con Arone. Un “favore”, forse, non adeguatamente ricambiato dall’attuale sindaco durante le scorse regionali, dal momento che, a Capistrano, l’ex presidentissimo è riuscito ad ottenere solo 70 preferenze, seppur formalmente accolto e sponsorizzato dal primo cittadino. Ma, in quell’occasione, non fu solo Caputo a sostenere Bruni. Lo stesso Arone, infatti, era presente al comizio che Bruni tenne a Capistrano in occasione della campagna elettorale. Ma la risposta di Arone (eletto alla Provincia proprio nella lista bruniana “Con e per la gente”), si tradusse in un’immediata volontà di rendersi indipendente cercando, dapprima, la formazione di un gruppo che facesse capo al presidente della Provincia, Francesco De Nisi; poi, fallito il tentativo, di passare tra le fila dell’opposizione, sotto le insegne del gruppo “Scopellitti presidente”. Sarebbe arduo, quindi, interpretare il potenziale appoggio dei Martino ad Arone come una sorta di risalita, da parte di quest’ultimo, sul carrozzone di Bruni. L’obiettivo di fondo rimane quello di vincere le prossime amministrative. Certezze più concrete, dunque, si avranno solo avvicinandosi gradualmente al fatidico scadere dei prossimi 11 mesi. ANDREA FERA vibo@calabriaora.it

opere pubbliche

Alto Mesima, il metano nelle case presto realtà Pubblicato sulla Gazzetta europea il bando per la progettazione e costruzione dell’impianto DASA’ C’erano una volta le bombole del gas. È una frase che, a breve, gli abitanti dei centri dell’Alto Mesima potranno pronunciare, poiché è giunto al rush finale l’iter procedurale per la metanizzazione di ben 9 centri (Acquaro, Arena, Dasà, Gerocarne, Pizzoni, Sorianello, Soriano Calabro e Vazzano) rientranti nel Cometam, il consorzio costituito per raggiungere questo importante scopo che sarà presto realtà. Molto presto. Lo scorso 15 giugno, infatti, è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea il bando per la progettazione, costruzione e gestione dell’impianto, per

un costo complessivo di 18,24 milioni di euro, cifra astronomica forse mai vista tutta insieme da queste parti. E, logicamente, riferendosi al 15 di giugno, Gabriele Corrado, sindaco di Dasà, comune capofila, presidente del Consorzio e principale ispiratore dell’iniziativa, parla di «data storica, in cui è stata fissata una pietra miliare lungo la strada del sogno, inseguito per decenni, che conduce alla metanizzazione». Un progetto a costo zero per gli enti, in quanto si sovvenziona per metà attraverso un finanziamento, perso anni addietro ed ora recuperato in extremis, e per l’alta metà sa-

rà a carico della ditta che si aggiudicherà l’appalto e che gestirà l’erogazione del gas per un periodo di 12 anni, dopodiché lo stesso andrà nuovamente in gara. Le società interessate ed in regola con quanto previsto dalla legge 1632006 avranno 80 giorni di tempo per presentare un’offerta, per cui il primo cittadino di Dasà ritiene che i lavori potranno essere avviati già verso ottobre/novembre di quest’anno. Avvenuto ciò, il bando prevede la consegna dell’impianto ultimato entro 2 anni dalla firma della convenzione. Inutile cercare di descrivere la soddisfazione di Gabriele Cor-

rado, strenuo propugnatore di un progetto che, per le sue dimensioni, sembrava impossibile realizzare. «E’ un obiettivo - ha dichiarato - che mi sono posto sin dal primo giorno dell’insediamento e lo sto portando avanti con impegno, caparbietà e tenacia, convinto dei grandi benefici che deriveranno al territorio dal suo raggiungimento. Con la metanizzazione, sebbene dopo decenni rispetto ad altre realtà, i residenti di questo comprensorio potranno finalmente usufruire di una preziosa risorsa energetica che li metterà alla pari con le popolazioni di alcuni centri del medesimo cir-

SODDISFATTO Il sindaco di Dasà Gabriele Corrado condario che ne usufruiscono già da qualche anno». Un risultato, quindi, veramente ambizioso, come se ne vedono pochi da queste parti, dagli orizzonti ampi e, sicuramente, proiettato sul futuro di queste aree che, ogni tanto, riescono ad intravvedere qualche barlume di luce tra le tante tinte fosche. «Un ringraziamento

- ha proseguito Corrado - va ai miei colleghi amministratori che mi hanno seguito, accordandomi fiducia in tutto e per tutto, dando forma ad un preziosissimo sforzo congiunto che ha ottenuto il giusto premio e che presto darà i suoi frutti». VALERIO COLACI vibo@calabriaora.it


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V I B O N E S E

«Certi atteggiamenti ci privano del futuro»

lavori lottizazione colace

Saverio Militare grida al miracolo

Sala operatoria, Repice commenta la gestione del caso TROPEA Nuovo intervento del sindaco Adolfo Repice sulla vicenda della chiusura della sala operatoria dell’ospedale di Tropea, «emblematica», a suo avviso, «per comprendere la realtà in cui viviamo». Rilevando che «ogni questione, banale o importante che sia, diventa spunto per una bagarre politica, per lodare il politico amico (o parente) e per criticare il politico avversario», fa altresì notare che «tra elogi ed insulti si perde di vista ciò che davvero è importante, che nel caso specifico è il diritto alla salute negato». E si stupisce del fatto che «il sentimento comune e la voce unanime», invece di esprimere indignazione per il protrarsi della chiusura della sala operatoria per un problema «che sembrerebbe essere di assoluta banalità, si profonde in ringraziamenti a destra e a manca per la prossima riapertura annunciata». Come pure non è per lui normale che «debbano trascorrere lunghi mesi per prendere atto di una questione di estrema importanza perché riguarda il fun-

SCONCERTATO Il sindaco Adolfo Repice zionamento di una struttura essenziale per i cittadini» e che non ci sia sdegno dopo avere constatato che per risolvere il problema «si devono mobilitare sindaci e consiglieri regionali e provinciali». Rimarca ancora, Repice, che «ciò che dovrebbe essere gestito in tempi brevi come un fatto di ordinaria amministrazione, diventa un fatto di straordinaria amministrazione, degno addirittura di plauso». Ricorda ancora di avere avuto «il

privilegio di conoscere realtà diverse, in cui le cose non hanno bisogno di tempi biblici e dell’intervento di un deus ex machina per essere fatte», per cui ha la presunzione di pensare che questo potrebbe verificarsi anche da noi. Il suo convincimento è che specialmente quando ci sono in gioco i diritti fondamentali della gente, «la politica partitica va messa da parte per fare spazio a quella intesa come servizio puro e semplice». Per questo da am-

ministratore pubblico sente «non solo il diritto, ma anche il dovere ineludibile di far sentire la voce per manifestare il profondo sconcerto per l’accaduto». Non lo spinge certamente un intento polemico o il desiderio di farsi pubblicità, ma la volontà di evitare in futuro il ripetersi di situazioni simili. Nel contempo non tralascia di evidenziare che il suo intervento mira non solo a tutelare la gente, ma anche a scuoterla da sentimenti e atteggiamenti, «purtroppo molto comuni al sud, che sono ancora più deleteri del male in sé». A suo avviso, infatti, «peggio della malasanità, peggio della illegalità diffusa, sono la rassegnazione e l’abitudine alla malasanità ed alla illegalità diffusa, nonché ad altri gravi mali che affliggono la nostra terra». E conclude commentando amaramente:«Questi sentimenti ed atteggiamenti ci condannano in eterno, privandoci non solo dei nostri diritti, ma addirittura della speranza di un futuro migliore». CATERINA PANDULLO vibo@calabriaora.it

la convocazione

Palazzo Sant’Anna si torna in Consiglio TROPEA Si discuteranno importanti punti nel consiglio comunale convocato in seduta ordinaria per le ore 10,00 di domani dal presidente Nino Valeri. La giornata festiva sicuramente porterà a palazzo Sant’Anna numerosi cittadini, tra cui i titolari di esercizi commerciali direttamente interessati alla trattazione del regolamento relativo all’arredo urbano e agli spazi pubblici. Si sottoporrà al voto dell’assise anche il Regolamento sulla gestione del porto di Tropea che, alla luce del recente pronunciamento del Consiglio di Stato, sarà di competenza del Comune almeno fino ad ottobre 2011, per quando è stato fissato il giudizio

di merito del Tar. Tra gli altri punti, che lasciano prevedere la presenza dei consiglieri di minoranza - i quali hanno partecipato alle ultime sedute solo per pochi minuti, mentre hanno disertato, fin dal primo insediamento, tutte le altre fino a quando il sindaco non ha proposto di dichiararli decaduti per non avere giustificato le assenze - c’è l’esame e l’approvazione del Rendiconto della gestione finanziaria del 2010 e della proposta progettuale per l’affidamento della concessione per la progettazione, costruzione, gestione e parziale vendita box auto di un parcheggio pubblico interrato in località Contura. Su questo punto il gruppo di minoranza ha già dichiarato il suo dissenso, non condividendo le modalità del finanziamento attraverso cui dovrebbe essere realizzato né la scelta del luogo. Tra gli undici argomenti messi in discussione sono comprese le due richieste al ministero dell’Interno per istituire nella cittadina il Commissariato di Polizia di Stato ed un distaccamento dei Vigili del Fuoco volontari. cat. pand.

MANUTENZIONE Gli operai a lavoro per ripristinare le grate PIZZO I lavori in corso di realizzazione nella lottizzazione Colace tesi alla manutenzione e al ripristino, dove occorrenti, delle grate per la raccolta delle acque piovane hanno suscitato nell’ex assessore alla Manutenzione Saverio Militare non solo ira, ma anche stupore, visto e considerato che per ben tre anni le sue sollecitazioni sono cadute nel vuoto accompagnate «dal menefreghismo più totale». Ma c’è di più: l’ex amministratore sottolinea in modo alquanto ironico che in questi anni l’aver ripristinato in parte il manto di asfalto e riparato qualche punto luce del quartiere è stata una “conquista” che oggi bisognerebbe annoverare tra i risultati più importanti partoriti dall’amministrazione Nicotra. Insomma, si capisce bene che l’Ufficio tecnico comunale, sempre a suo giudizio, ha rappresentato un freno per la gestione della cittadina. Del resto, queste accuse Militare le ha espresse più di una volta e sempre in modo pubblico, tanto che poi alla fine decise di dimettersi da consigliere di maggioranza anche per protesta contro lo stand-by regnante negli uffici che tardavano a mettere in pratica le indicazioni della politica. Oggi, la celerità con la quale si sta dando avvio a determinate piccole opere suonano, sot-

to certi aspetti, come note stonate per l’ex delegato alla Manutenzione il quale, purtroppo, durante la sua carica si è distinto solo per le imbeccate che dava ai vari responsabili di settore, senza però cavare alcun ragno dal buco. Ed oggi, amareggiato per i «miracoli» che si stanno compiendo tardivamente e in un comune orfano della propria amministrazione, manda a dire al responsabile dell’Ufficio tecnico di approfittare «di questa benevola stella, completando i lavori del giardinetto posto di fronte alla lottizzazione, area, questa, che un’associazione a proprie spese ha saputo creare per la gioia di tantissimi turisti che affacciandosi dal belvedere osservano beatamente l’ampio scenario della spiaggia di Piedigrotta e del golfo di Sant’Eufemia. Un intervento dice in conclusione Militare - fattibile con poche centinaia di euro necessarie a collegare i due lampioncini alla rete elettrica pubblica, la fontanina ornamentale alla rete idrica, e a pulire lo spazio intorno ai cassonetti spostandoli nei pressi del “Tiro a segno”. Se tutto questo sarà accolto, anche io, come i residenti della lottizzazione Colace, continuerò ancor di più a gridare al “miracolo”». SANTINO GALEANO vibo@calabriaora.it

la manifestazione

Un tuffo nel passato per riscoprire la storia e le tradizioni Tutto pronto per l’iniziativa “Le vie dell’oro” promossa dall’associazione ArtigianFamiglia PIZZO Un tuffo nel passato, nella Calabria pre-unitaria, per rivivere una tradizione artigiana fatta di sapienza, manualità e genialità: la lavorazione dell’oro. Una tecnica ancora in uso nel Vibonese e sulla quale l’associazione ArtigianFamiglia, presieduta da Carmensissi Malferà, proverà a riaccendere i riflettori nel corso dell’iniziativa patrocinata dal Comune di Pizzo e denominata “Le vie dell’oro - eredità preziosa dal Regno delle due Sicilie”. L’appuntamento è per domani, con inizio alle

ore 16, nel castello aragonese teatro della tragica morte di Gioacchino Murat. Tre gli artigiani protagonisti: l’orafo Antonio Malferà, la sarta ricamatrice Caterina Fabrizio e il maestro Nicola Mazzitelli con le lavorazioni a foglia oro. «Con questa manifestazione - ha spiegato la stessa Malferà - vogliamo rivalutare la produzione artigianale del Vibonese e, allo stesso tempo, lanciare una provocazione sulla realtà calabrese prima e dopo l’Unità d’Italia, convinti che il patrimonio storico-culturale che rende

ricco il nostro territorio deve essere rivalutato e consegnato alle future generazioni, cosicché possano amare e tutelare maggiormente la nostra terra. Domani daremo modo ai tutti gli ospiti di sentirsi orgogliosi di essere Calabresi». Un evento nell’evento, dunque, con un programma che affronta tematiche di estrema attualità, il tutto sapientemente condito con musica. La manifestazione, infatti, oltre alle creazioni dal vivo, prevede un momento di confronto sul tema: “Alla riscoperta degli antichi mestieri”,

affidato sempre a Carmensissi Malferà. A seguire le “Provocazioni di storia” con lo studioso Ulderico Nisticò; “Voci dal Sud”, consegnate all’arte teatrale di Salvatore Neri, e, ancora, la performance del maestro Edoardo Marchese, che eseguirà musiche d’epoca con la chitarra barocca, lo spettacolo dei “Tarantuli” di Gasperina e gli accompagnamenti musicali dei maestri napitini Lino Vallone e Donato Ventura. All’iniziativa parteciperà anche l’associazione culturale “Due Sicilie Tirrenica” e i ragazzi

Il castello di Pizzo ove si svolgerà la manifestazione del gruppo storico Colonna Mobile Borbonica di Pizzo. L’evento proseguirà al museo della Tonnara con la proiezione del docufilm “I martiri di Gerace”, realizzato dal regista Domenico Raffa per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, al quale ha partecipato il gruppo storico

“Colonna mobile Borbonica” costituito anche da ragazzi disabili. Un’opera, questa, in cui sono state fedelmente riprodotte alcune scene del tempo, tra cui quella più importante del plotone di esecuzione a cui venne affidato il compito di giustiziare i martiri di Gerace.


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Infrastrutture, così si può fare Ieri primo tavolo operativo della task force. Strade e ferrovie le priorità Nella mattinata di ieri, nella sede della Camera di commercio di Crotone, primo tavolo di lavoro tematico su strade e ferrovie della Task force per il potenziamento delle infrastrutture della provincia di Crotone. La task force, ricordiamo, costituita lo scorso 7 marzo, è composta da soggetti pubblici e privati operanti nel settore dei trasporti o della gestione di infrastrutture ed è finalizzata ad affrontare la questione infrastrutturale in maniera integrata e ad approntare eventuali iniziative volte a risolvere le criticità del sistema infrastrutturale provinciale. La creazione della task force rientra in un progetto ideato dalla Camera di commercio di Crotone e in fase di realizzazione in collaborazione con la società del sistema camerale Uniontrasporti, che ha come obiettivo l’individuazione delle priorità di intervento e delle relative opportunità di finanziamento di azioni tese a migliorare l’infrastrutturazione del territorio crotonese. Dopo il primo incontro costitutivo della task force - è scritto in una nota - si è optato per procedere con un ordine di lavoro incentrato su singoli tavoli tematici aventi a oggetto aeroporto, porto, strade e ferrovie, per poi concludere il progetto con un evento finale volto a dare integrazione alle istanze e alle iniziative affrontate in occasione dei tavoli. Il tavolo di ieri si è aperto con un intervento del vicepresidente della Regione Antonella Stasi che, dopo una panoramica sulla situazione delle infrastrutture stradali e ferroviarie in Calabria, specificatamente sulla zona jonica, ha ribadito l’attività della Regione sul tema: «Stiamo lavorando concretamente per migliorare la situazione delle ferrovie e delle strade nella nostra regione e in particolare per far uscire la zona jonica dall’isolamento in cui versa. Entro fine anno sarà pronto, inoltre, il Piano dei trasporti». Grande attenzione sulla questione è stata attestata dalla presenza del sottosegretario alle infrastrutture Aurelio Misiti che ha espresso esplicitamente un concreto impegno verso la risoluzione della problematica: «Nei miei incarichi passati ho

ospedale

Oncologia e Neonatologia Consegnate le attrezzature

L’aeroporto “Sant’Anna” una delle infrastrutture al centro del lavoro della Task force approvato soprattutto progetti inerenti il nord, oggi ho accettato questo incarico per interessarmi al Sud e per cercare di sanare il deficit infrastrutturale del meridione. Vi assicuro tutta la mia disponibilità e il mio impegno affinché la zona jonica, e la provincia di Crotone in particolare, venga coperta con le adeguate infrastrutture sia ferroviarie che stradali, che ritengo rappresentare un grande sistema di civiltà anche per la valorizzazione e il potenziamento dell’aeroporto di Crotone che insieme al resto consentirà di uscire fuori dal completo isolamento dal resto d’Italia e d’Europa. L’avvio dei lavori per coprire il gap infrastrutturale già basterebbe da solo per incrementare il Pil delle regioni meridionali. Ritengo - ha detto Misiti - che proprio la zona jonica rappresenti la vera opportunità di sviluppo del Paese». Anche il presidente dell’Ente camerale, Fortunato Roberto Salerno, introducendo i lavori, ha posto l’attenzione sugli obiettivi del progetto in relazione al divario infrastrutturale tra nord e sud, deficit che, nell’anno in cui ricorre il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, rappresenta il vero fattore di disuguaglianza e distacco tra il nord ed il sud del Paese: «La risoluzione della forbice infrastrutturale, proprio in virtù di questa ritrovata concezione dell’Unità d’Italia, sarebbe l’unico vero e reale segnale di Unità del Paese». Sono seguite anche le relazioni di Do-

menico Petruzzelli capo compartimento Anas e Giuseppe Cataldo, responsabile direzione territoriale e produzione Rfi sugli interventi effettuati e disposti per il miglioramento delle reti rispettivamente stradale e ferroviaria. Tra gli interventi anche quello di Fabio Pisciuneri responsabile del Centro di monitoraggio provinciale per la sicurezza stradale che ha incentrato l’attenzione sull’infra-

struttura stradale in riferimento ai dati sull’incidentalità. Al tavolo di lavoro, ristretto ai soggetti interessati dalla tematica stradale e ferroviaria, erano presenti, tra gli altri, anche il deputato Nicodemo Oliverio; Roberto Micucci, capo di gabinetto Prefettura di Crotone; il questore di Crotone Giuseppe Gammino e Stanislao Zurlo, presidente della Provincia di Crotone.

CRUCOLI

L’ospedale di Crotone nienti da diverse aziende ospedaliere della Calabria e d’Italia, armati di passione, chitarra e voce (al posto dei classici bisturi o di altri strumenti del mestiere) hanno dato vita a uno spettacolo che ha ottenuto un successo di pubblico e critica. r. kr

PETILIA POLICASTRO

Lavori sul fiume Nicà Un milione per l’intervento «Prosegue incessante l’opera dell’amministrazione volta a mettere in sicurezza fiumi e torrenti del territorio provinciale. Lo facciamo con interventi integrati e mirati a migliorare il crotonese». Commenta così il presidente della Provincia di Crotone, Stano Zurlo, la consegna dei lavori, avvenuta nei giorni scorsi, per un massiccio intervento integrato di ripristino dell’officiosità idraulica del fiume Nicà nel territorio del Comune di Crucoli, quasi al confine tra le province di Crotone e Cosenza. Si interverrà per mettere in sicurezza il fiume Nicà, e più precisamente dalla foce e

Sono state consegnate nella mattinata di ieri, nel centro studi “Dentalia”, le attrezzature ai reparti di Oncologia e Neonatologia dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone, acquistate col ricavato della vendita dei biglietti della manifestazione a scopo benefico “Artisti per caso”. L’iniziativa ha visto la partecipazione del Commissario dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone, Rocco Antonio Nostro, di personalità del mondo istituzionale, del direttore artistico, Domenico Gareri, del presidente dell’associazione Alekos di Crotone, Luigi Siciliani, dei rappresentanti della “Griffon”. Nel corso della cerimonia di consegna, i medici ed un variopinto gruppo di operatori sanitari, prove-

sino all’intersezione con il torrente “Survolo”. Sono previste diverse opere fluviali. Verranno realizzati “pennelli” e gabbionate (a protezione delle sponde). Si procederà inoltre al ripristino degli argini e ad un’ampia opera di pulitura. L’importo dell’intervento è di un milione di euro, somma derivante da un’ordinanza di protezione civile. Responsabile unico del procedimento è il dirigente Giuseppe Germinara, direttore dei lavori l’ingegnere Adolfo Benevento. L’impresa esecutrice è la Cep, Costruzioni Edili Pollino srl. Il tutto dovrà essere realizzato entro il prossimo 4 dicembre.

Consorzio di bonifica I giorni utili per i contratti Al fine di avvicinare sempre di più l’Ente consortile alle necessità del territorio alleviando i disagi per gli utenti imprenditori agricoli - si legge in una nota - il Consorzio di Boni-

Stabilite le date in cui l’ente incontrerà gli imprenditori fica Ionio crotonese, d’intesa con le diverse amministrazioni comunali, ha stabilito che per la stipula dei contratti irrigui dell’anno 2011 saranno effettuati due recapiti settimanali. In

particolare, operatori del Consorzio di bonifica del Crotonese, saranno presenti tutti i martedì dalle ore 9 del mattino fino alle ore 13 all’interno dei locali del Comune di Roccabernarda e tutti i giovedì sempre dalle 9 del mattino alle 13 nella sede dell’amministrazione comunale di Petilia Policastro. «Il Consorzio Bonifica Ionio crotonese - ha dichiarato il presidente dell’ente, Roberto Torchia - si vuole porre sempre di più a servizio di una agricoltura moderna e competitiva che ha nel territorio del Tacina punti di straordinaria eccellenza». r. kr


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ACONDO

tutto quanto fa spettacolo

Redazione centrale: c.da Lecco, 8 - 87030 Rende (Cs) • mail: cultura@calabriaora.it

LUSSURIOSE Due delle 50 opere della collezione intrigante quanto raffinata del calabrese Diego Cataldo (in foto in basso a destra) dal titolo “Dal sentimento all’eros” in expo nella galleria “La cornice” di Locri dal 2 al 16 luglio prossimo

LOCRI (RC)

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inquanta dipinti per una collezione intrigante e raffinata. Volti di donna attraversati dal piacere, figure maschili, sinuosità femminili. “Dal sentimento all’eros” è l’accattivante titolo della mostra che si terrà nella galleria d’arte “La cornice” di Locri, dal 2 al 16 luglio, una personale del maestro Diego Cataldo per rileggere le opere immortali dei grandi maestri del Novecento sul tema. Tutto nelle suggestioni della china su carta, con la prevalenza de nero e del rosso, toni dominanti di ogni singolo lavoro. «Quella con l’inchiostro di china è una tecnica affascinante e non semplice, che non consente distrazioni e sbavature, ma che ho trovato appropriata all’argomento», ci spiega Diego Cataldo, giovane artista di Locri, sempre pronto a mettersi in gioco e a sperimentare nuovi linguaggi pittorici. «L’amore è il motore della nostra esistenza e l’eros è il fuoco magico della vitalità. Per questo ho unito, nelle mie creazioni, i due momenti, considerandoli un tutt’uno. Volevo rappresentarne la fusione, quell’alchimia dei corpi e delle anime che rende sublime l’incontro tra uomo e donna. Altrimenti sarebbe pornografia. Non mi scandalizzerebbe, certo, ma non era quello che stavo cercando per i miei nuovi lavori - continua Cataldo . I sentimenti e la sessualità, fatta di intrigo e mistero, sono temi che mi affascinano da sempre, così come la riflessione sui legami tra uomo e donna che riescono a farci riflettere sul nostro sentire profondo e sulle esperienze di vita. La mia è una ricerca dell’intimo, della fascinazione di un semplice sguardo e della bellezza del piacere del corpo». Una ricerca, iniziata nel 2006, che passa attraverso lo studio di mostri sacri, da Klimt a Egon Schiele, a Renato Guttuso, e della fotografia d’autore, per approdare a una visione originale, pervasa dall’esperienza di vita dell’autore. L’erotismo come sentire e come immagine. «Ho tratto ispirazione anche da tutta un’iconografia moderna sull’eros, dalla pubblicità alla cartellonistica - sottolinea -. Volevo che fosse uno studio a trecentosessanta gradi, per capire il mondo e, infine,

Arte,un filo sottile tra l’erotico e il porno La sessualità intrigante e lasciva nelle opere di Diego Cataldo a Locri Il pittore:«La mia è una ricerca dell’intimo e della bellezza del piacere del corpo femminile» me stesso». Un viaggio attraverso il mondo della passione e del sentimento per riscoprirsi, nell’epoca della fret-

ta e di vuoti edonismi, in maniera atavica e viscerale. «Viviamo tempi confusi, dove il marcio troppo spesso

prende il sopravvento sulla bellezza del mondo, che invece dobbiamo andare assolutamente andare a ritrovare, se non vogliamo smarrirci definitivamente» dice ancora Cataldo. E se poi gli si chiede quale di queste sue opere ami di più, non ha esitazioni: «Non sono mai soddisfatto di ciò che faccio, e questo mi rende anche volenteroso a

ALL’INTERNO pag.42 | “Se il tempo fosse un gambero”conquista il Rendano pag.43 | La ’ndrangheta e quel museo per combatterla • ritagli La mafia in Sicilia non esiste più, mi spiego: la Sicilia soffre del connubio mafia/antimafia, ha fornito il marchio d’origine, ma dagli anni Ottanta, il ruolo dei pentiti l’ha resa meno forte, fino a sgretolarla Vittorio Sgarbi

continuare nello studio approfondito e serio della pittura, ho grande rispetto per questa disciplina; penso sempre che devo crescere, maturare, prima di potermi sentire soddisfatto. Come tutti, subisco le evoluzioni e le involuzioni della società; anche gli artisti rispecchiano i tempi, siamo convinti e confusi, osservatori attenti e distratti. Prediligo un tipo di arte piuttosto realista e altamente figurativa e il mio punto di riferimento è il grande Guttuso, ma in assoluta autonomia di ispirazione creativa. Ogni artista deve riuscire a portare l’impronta della propria unicità». Maria Teresa D’Agostino


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John Patitucci L’atteso ritorno del celebre bassista

TORANO C. (CS) Il famosissimo bassista di origini calabresi, John Patitucci (in foto), sarà a Torano Castello per due giorni quest’estate, esattamente il 10 e l’11 agosto. Una notizia importante che trova conferma dall’amministrazione comunale, con in testa il sindaco Sabatino Cariati e l’assessore alla cultura Marino De Giorgio, entusiasti di poter conferire anche la cittadinanza onoraria del paese cratense al noto musicista statunitense. Nel comunicato stampa del municipio toranese si evince la gioia nel portare in Calabria uno dei maestri americani della musica: «L’amministrazione Comunale

di Torano Castello, all’interno del Peperoncino JazzFestival - quarta edizione di “Ricopriamo il Borgo”, uno dei piu importanti eventi turistici e culturali dell’estate calabrese e italiana 2011, ha l’onore di ospitare l’11 agosto John Patitucci, bassista e contrabbassista statunitense di fama internazionale di origini toranesi, tant’è che il 10 agosto gli sarà conferita la cittadinanza onoraria. La rilevanza dell’artista è data dalle tappe dei suoi concerti: Santo Domingo, Szur Jose, Buenos Aires, San Paulo, Rio de Janeiro, New York, Chicago, Minneapolis, Roma, Pittsburgh, Phi-

ladelphia, Oakland, Torano Castello. Con l’esibizione musicale del “John Patitucci roots quartet”, composto da John Patitucci, Marco Pignataro, Dado Moroni e Paolo Orlandi, si darà la via per un percorso culturale volto a sostenere i valori, le tradizioni e l’immagine del popolo calabrese, spesso conosciuto per gli accadimenti negativi e poco affermato per la cultura e i successi ottenuti in ambiti nazionale e internazionale». Patitucci, che ritornerà nella terra dei suoi antenati, sarà accompagnato anche dalla sua famiglia, composta dalla moglie, la violoncellista Sachi, e dalle sue fi-

arte

il concerto

Al via da stasera “Non fermArti” Partono le 24 ore d’insonnia creativa COSENZA Si aprirà stasera la seconda edizione di “NonfermArti - 24 ore di insonnia creativa”, festival organizzato dalle associazioni culturali “Attori in Corso” e “Spazio99”, in collaborazione con i “Teatri Calabresi Associati”. La maratona dell’arte prenderà avvio alle 18,30 e proseguirà senza sosta fino allo stesso orario del giorno successivo. Al complesso monumentale di Sant’Agostino , il museo dei Brettii e degli Enotri, a passarsi il testimone saranno più di cento artisti tra attori, danzatori, musicisti, fotografi, videomaker, pittori, scrittori, artigiani. In programma c’è una fittissima sequenza di performance ed esposizioni. Una tavolozza composita che tiene insieme stili, generi e arti diverse: dalla musica classica alla danza contemporanea, dalle tavole grafiche alla poesia, dai racconti ai documentari. «NonfermArti - spiegano gli organizzatori - vuole essere un luogo aperto a tutti quanti non intendono rinunciare a fare e fruire arte. Un luogo dove possano incontrarsi e vivere le multiformi declinazioni della creatività. Nello spirito di questa iniziativa c’è desiderio di raccontare e voglia di contaminazione. Per selezionare gli artisti abbiamo promosso un bando via web e hanno risposto in tanti, con grande entusiasmo, dalla Calabria e da tutta Italia». Performance, mostre e installazioni saranno inserite in un preciso percorso tematico. Filo conduttore dei differenti momenti della giornata è, infatti, il “Doppio”, contrasto e ossessione che attraversa le opere e i lavori proposti, accompagnando artisti e visitatori in un viaggio che non si fermerà neanche nelle ore notturne (le porte del complesso monumentale e del museo resteranno infatti aperte per 24 ore esatte). Al festival, oltre agli artisti inseriti in programma - tra questi tre fotografi provenienti dalla Russia - parteciperanno anche diversi ospiti: l’attore Lorenzo Gleijeses, il regista Alvaro Piccardi, Antonio Pio Fini dalla “Martha Graham School” di New York, Mariafrancesca Garritano, danzatrice solista alla Scala di Milano, Alessandro Scanderbeg e il gruppo Compa Dreush di break dance. Per il secondo anno consecutivo il centro stoico di Cosenza (ri)vivrà d’arte e d’iniziative lodevoli che coinvolgono giovani e meno giovani, addetti, curiosi e profani, e che sicuramente terranno sveglia e attiva la città bruzia. (mr. ur.)

glie. La cittadinanza onoraria, che gli sarà attribuita il 10 agosto, sarà una grande festa, con un consiglio comunale all’aperto (probabilmente sempre nei paraggi del municipio) che darà ampio lustro al più illustre dei toranesi nel mondo. Patitucci, già da giovane, ha legato il suo nome al mondo della musica ed al suo attivo ha la pubblicazione di tredici album e numerose collaborazioni musicali, che l’hanno portato a diventare uno dei maestri per il suo modo di suonare il basso, a volte vellutato e a volte deciso, in base anche alle caratteristiche del pubblico. Massimo Maneggio

Rocca Imperiale attende l’estro del cantautore Franco Simone SPETTACOLARE Il gruppo Foly du Burkina costituitosi nel 2001 è formato da artisti, ballerini maschere e percussionisti che riprendoni i ritmi dell’Africa subsahariana

Calafrika Fest Non solo musica L’associazione MigrAzione punta ad unire le due terre JACURSO (CZ) Dal 5 al 7 agosto 2011 Jacurso, borgo del catanzarese, sarà lo scenario della terza edizione del Calafrika Music Festival, iniziativa promossa dall’associazione Culturale MigrAzione e patrocinata dal Comune di Jacurso e dalla Provincia di Catanzaro. Anche quest’anno l’Associazione MigrAzione vuole proseguire la sua attività parlando di migrazione nella sua complessità, come risorsa positiva, creando un ponte tra Africa e Calabria. Lo farà servendosi di vari linguaggi artistici e culturali, come mostre fotografiche e pittoriche; spettacoli teatrali; rassegne cinematografiche; concerti di musica popolare calabrese, reggae ed africana; degustazioni di prodotti tipici; conferenze e dibattiti; dj set e street art. Artisti italiani, come Arangara, Nchiacca Lana, Fukada Tree, Nuju e personalità internazionali del mondo della musica come i Mijikenda e Lutan Fyah saliranno sul palco del Calafrika per avvicinare attraverso i suoni e le danze due mondi lontani, ma molto simili tra loro. Alla luce degli ultimi avvenimenti che tuttora infiammano il Nord Africa, il filo conduttore dei tre giorni non potrà che essere la Primavera

araba e gli effetti generati sull’isola di Lampedusa. Infatti, dopo il convegno di apertura con le istituzioni e le associazioni amiche di MigrAzione programmato per venerdì 5 agosto, sabato 6 agosto si parlerà di Africa e grazie alla proiezione del film di Giuseppe Di Bernardo “Viaggio a Lampedusa” si darà voce all’isola del Canale di Sicilia. Come di consueto MigrAzione, attraverso il Calafrika Music Festival, porterà a riflettere sul fenomeno migratorio cercando di stimolare in coloro che si avvicinano all’evento e all’associazione una riflessione che vada oltre i luoghi comuni e che cerchi una spiegazione alternativa alla multiculturalità che caratterizza la nostra epoca. Allo stesso tempo MigrAzione si pone l’obiettivo di promuovere e rivalutare il territorio di Jacurso e, più in generale, quello calabrese. Infatti, è stata programmata una terza giornata, domenica 7 agosto, interamente dedicata alla Calabria. Si parlerà di tradizione, patrimonio artistico, artigianale e culturale, ma anche delle difficoltà di sviluppo delle quali soffre la nostra terra, certi che un passo fondamentale per lo sviluppo sia una sinergia tra i vari attori

della società calabrese. In quest’ottica si inserisce l’accordo tra MigrAzione e l’azienda di autotrasporti calabrese “Gruppo Foderaro” per la linea che collega Milano, Bologna, Firenze, Perugia, Lamezia e Catanzaro. Un patto innovativo tra l’associazione e un’importante azienda locale per andare incontro alle esigenze di molti giovani calabresi che vivono altrove e per offrire un servizio a tutti coloro che vorranno prendere parte ad alla grande festa del Calafrika Music Festival. «Accoglienza, multiculturalità e condivisione sono le nostre parole-chiave. Crediamo fortemente nell’importanza dell’incontro e dell’apertura al dialogo tra i popoli. A nostro avviso, il momento in cui una civiltà si apre al dialogo con le altre culture è un momento di forza e non di debolezza. Ed è importante che nello scambio le differenze, colte come positive, vengano preservate perché la diversità culturale è innovazione, è creatività, è alla base dello sviluppo inteso non semplicemente in termini di crescita economica, ma inteso come progresso culturale, sociale e morale». Così si legge dal Myspace di MigrAzione, presentando il festival.

CASTROVILLARI (CS) Dopo tanti anni d’assenza torna Franco Simone in concerto. Il cantante si esibirà nella piazza Aldo Moro di Rocca Imperiale sabato 2 luglio a partire dalle 21 in occasione della festa per la Madonna della Nova. Nasce nel salento ad Acquarica del Capo il già navigato artista classe ‘49, il suo esordio ufficiale lo fece alla giovane età di ventitré anni partecipando e vincendo il Festival di Castrocaro. Dalla carriera che iniziava proprio con quella vittoria, Franco Simone cominciò subito a vendere i suoi primi dischi grazie al successo inaspettato, così nel 1974 partecipa a Sanremo con “Fiume grande”. Non si classificò, ma in base alle vendite di quell’anno è come se quel festival lo avesse vinto lui. Non passa molto che esce l’album “Il poeta con la chitarra” contenente il singolo “Tu... e così sia” che confermò il successo degli anni precedenti non solo in Italia, ma anche in Spagna. Poi “Tentazione”, un brano che lo portò alla vittoria dell’edizione invernale del Festivalbar. Il 1976 non è solo l’anno delle vendite, perché la rivista “Sorrisi e canzoni” gli conferì il Telegatto come “Rivelazione dell’anno”. Scriverà in quegli anni “Respiro” e “Cara droga”. Nel 1982 partecipa nuovamente al Festivalbar e 3 anni dopo si ripete al festival di Sanremo con “Ritratto”. Il cantante preferisce distaccarsi dal mondo televisivo continuando a produrre i propri dischi venduti in Italia e in Europa. Scrive i suoi brani in spagnolo arrivando anche in America Latina, fino agli Stati Uniti provando a scalare le hit parade americane. Straordinaria la sua registrazione completamente in diretta di “VocEpiano” (dizionario dei sentimenti) composizione di alcuni suoi grandi brani e di artisti quali Bindi, Modugno e Paoli. Dal 1999 propone ogni anno “Canto d’amore”, un concerto di arie sacre dal 1500 ad oggi. Fra i premi ricordiamo quello alla carriera assegnato da 130 giornalisti di tutto il mondo nel 2003 a Vina del Mar. Anthony De Rosa

PLURIPREMIATO Il celebre cantante Franco Simone


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Tanti applausi per il musical all’italiana I ragazzi della scuola di Mirella Castriota incantano il pubblico del teatro Rendano con il loro “Se il tempo fosse un gambero” COSENZA Teatro Rendano, centro storico di Cosenza, è una tiepida serata pre-estiva. Un fila lunghissima di macchine parcheggiate presagisce la platea piuttosto affollata. Va in scena la serata conclusiva della tre giorni dei ragazzi di Mirella Castriota. Si alza il sipario e nel buio del teatro prendono vita i corpi luminosi dello spettacolo “Donne volanti”, corpi che danzano come se fluttuassero nell’aria, eseguendo la coreografia di Antony Heinl, in perfetto stile Momix. E’ solo un assaggio di quello che furono le altre due serate precedenti, un momento riproposto a grande richiesta. E si capisce bene il perché. Subito il clima si fa magico, e si prepara allo spettacolo della serata, il musical “Se il tempo fosse un gambero” di Garinei e Giovannini, che di magico ha moltissimo. Sul palco la compagnia di balletto Skanderberg, la Scuola d’arte di Mirella Castriota, e pure uno spazio per i piccoli, tutti diretti da Patrizia Castriota e Luca Ziccarelli. E’ davvero lodevole che si stia portando avanti una ricerca sul musical italiano, e in particolar modo su Garinei e Giovannini, in un momento in cui impazzano tra i giovani i musical in inglese. I ragazzi come reagiscono venendo a contatto con questi testi originali? «Secondo noi i ragazzi avevano una maturità scenica che permetteva di sperimentare anche il dialetto romanesco, che non è facile, specie quello arcaico. Loro sono stati da subito interessati, e una volta che conoscono il genere poi ne restano accattivati. Inoltre a loro piace mettersi alla prova», così commenta Patrizia Castriota, la regista. E se lo spettacolo dei ragazzi diventasse itinerante per tutta l’Italia? «Sicuramente ci piacerebbe moltissimo portare in giro il musical continua la Castriota - come abbiamo fatto con il “Rugantino”, che ebbe grande successo anche ad Altomonte, ma ci sono costi che, da soli, non possiamo sostenere. E poi vendere uno spettacolo del genere non è affatto facile: in Calabria si spende tanto per le compagnie che vengono da fuori, ma si fa troppo poco per le realtà locali. Noi, comunque, con le nostre forze faremo il possibile». Prova da professionisti per i protagonisti di “Se il tempo fosse un gambero”, alle prese con il “romanaccio”, i balletti e le canzoni dal vivo. Un’adorabile Cristina Russo nel ruolo di Adelina che strizza l’occhio all’interpretazione di Nancy Brilli, e un sorprendente Marco Provenzano nel doppio ruolo del diavolo e di Max, che fu già di Enrico Montesano. Si distinguono anche Mirko Iaquinta, Cristina Aiello e Dario Caccuri, rispettivamente nei ruoli di Asmodeo, Sora Lalla e il Principe. Le coreografie sono state curate da Lia Molinaro e Angela Tiesi, e poi ancora costumi ad hoc disegnati da Patrizia Castriota, musiche nostalgiche mixate a pezzi swing, ed ecco che la Roma degli anni ‘50 è servita. Una commedia all’italiana, quella di “Se il tempo fosse un gambero”, nella quale il diavolo, grazie alla sua goffaggine e per niente convincente cattiveria, fa simpatia, così come la genuinità degli altri protagonisti, e dei sentimenti in scena. Puri e semplici, come il talento e la forza dei ragazzi della compagnia e della scuola. Nunzia Capitano

TALENTUOSI Enrico Montesano e Nancy Brilli nello spettacolo del Sistina

Napolitano premia Luca Addante Lo storico cosentino ottiene lo Chabod per il suo ultimo libro Non è facile vendere uno spettacolo del genere In Calabria si spende molto per le compagnie degli altri e molto poco per quelle nostrane Patrizia Castriota

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COSENZA Una volta tanto non si tratta di fatti di sangue e, cosa più importante, la positività non è contagiata dalla retorica. L’unica cosa che fa notizia, nel prestigioso riconoscimento ricevuto dallo storico cosentino Luca Addante, è che l’Accademia dei Lincei non si è limitata a premiare un libro (il documentatissimo e ben scritto “Eretici e libertini nel Cinquecento italiano”, edito da Laterza nel 2010) bensì anni di carriera e di lavoro certosino. Addante ha ricevuto giovedì scorso a Roma il Premio Federico Chabod 2011 dal presidente Giorgio Napolitano in occasione dell’adunanza solenne di chiusura dell’anno accade-

mico. Il premio è conferito «all’autore italiano dell’opera storica giudicata migliore, avente per oggetto la storia medievale, moderna o contemporanea edita nel quinquennio precedente». Nel caso di “Eretici” di Addante la motivazione è più che lusinghiera. L’autore, secondo la commissione, «prosegue la tradizione di studi di grandissimi storici italiani come Federico Chabod e Delio Cantimori, ma rinnovandoli, alla luce di un approfondimento degli esiti radicali del movimento valdesiano e del singolare incontro di alcuni eretici, anche marrani, con il libertinismo europeo». Saverio Paletta

Chi mangia piano, mangia sano Oggi nelle piazze reggine è festa per i 25 anni di “Slow Food” REGGIO C.Oggi per celebrare il suo compleanno in 300 piazze italiane si farà festa. Le Condotte “Slow Food” scenderanno in piazza per raccontare l’associazione, la sua filosofia, i suoi progetti, per coinvolgere la popolazione locale e promuovere le numerose attività di Slow Food per la salvaguardia del patrimonio enogastronomico italiano. Oggi la Condotta Reggio Calabria - area Grecanica festeggerà i 25 anni di attività di Slow Food scendendo in piazza insieme ai propri soci ed ai veri protagonisti del movimento, gli intellettuali della terra, ossia pastori, produttori, contadini, allevatori, trasformatori, agricoltori. Durante

Maria De Filippi a Tropea provina i prossimi “Amici”

CASTROVILLARI (CS) Se cresce l’attesa per la prossima stagione del programma “Amici” di Maria De Filippi (in foto), sale anche l’ansia a coloro che vorranno partecipare alle selezioni per il noto programma di Canale 5, così è la stessa Maria De Filippi a scendere in unica tappa in Calabria per la scelta dei possibili ballerini o cantanti della prossima edizione. Il tutto si svolgerà sotto il santuario di Santa Maria dell’Isola i prossimi 19 e 20 luglio 2011 a Tropea (Vv). Iniziativa coinvolgente quella di Mediaset che proprio in questi giorni ha concluso dal 13 al 17 giugno i casting a Cosenza per un noto programma, dando la possibilità ai calabresi di far parte degli studi di Cinecittà. Conduttrice e autrice televisiva Maria De Filippi, madrina della serata tropeana, con il programma stravisto dai teenagers ha già vinto ben tre “Telegatti” fra i quali compare anche quello del 2002 come “Trasmissione dell’anno”. Nell’ultima stagione 2010/2011 l’abbiamo visto protagonista con “Uomini e Donne”, “C’è posta per te”, “Amici” e “Italia’s got talent” avendo grossi riscontri positivi con share del 26%. Anthony De Rosa

Slow Food day la Condotta, rappresentanza locale del movimento su tutta la provincia reggina, organizzerà una serie di attività per coinvolgere la popolazione nella salvaguardia del patrimonio enogastronomico, per promuove la produzione locale, di qualità e di piccola scala e per far conoscere le numerose attività di Slow Food. Le parole di Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia, sintetizzano lo spirito e il significato della festa: «Questo giorno di festa sarà anche l’occasione per rendere concreto il significato di essere co-produttori, di esprimere il solido legame che c'è tra chi produce il cibo e chi lo consuma».

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Tarsia, il festival Musicando Fucina di nuovi talenti

TARSIA (CS) Ballerini, cantanti di brani editi e inediti, per il settimo anno consecutivo hanno la possibilità di mostrare pubblicamente il loro talento: è quanto offre l’oramai blasonato Festival Musicando di Tarsia, nato da un’idea, e dalla conseguente direzione, di due professionisti del glamour e della movida calabrese, Katia e Roberto Cannizzaro, presidenti e fondatori dell’ associazione Culturale Musikart con sede a Tarsia (Cs). Quest’anno le selezioni del Festival, a cui sono invitate le categorie sopraindicate, si svolgeranno presso la piazza di Via Olivella sita nel comune di Tarsia, il 19 luglio alle ore 20,30. Anche nell’edizione 2011, l’evento, fortemente voluto e patrocinato dall’amministrazione comunale del paese coordinata dal sindaco, il dott. Antonio Scaglione, assume uno spessore nazionale grazie a importanti collaborazioni come radio Jukebox e Calabria Tv e grazie anche al gemellaggio, per il secondo anno consecutivo, col concorso nazionale Nuovi talenti festival , che già lo scorso anno ha portato al successo Anna Rizzo (Crotone) e Rosaria Vulcano (Rossano), entrambe finaliste del Musicando nonché del Nuovi talenti festival. Nell’edizione Musicando 2011 gli artisti, tanto nelle selezioni di luglio quanto nella finale del 9 agosto in piazza S.Francesco a Tarsia, si esibiranno dal vivo sotto gli occhi di una giuria di esperti che decreterà i finalisti.


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Da sinistra il presidente della Provincia di Reggio Calabria dal 2006 al 2011 Giuseppe Morabito; il prefetto uscente di Reggio Calabria Francesco Antonio Musolino ed il procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Nicola Gratteri

DI DORA ANNA ROCCA La ’ndrangheta è radicata nel territorio, ma ciò che consente alla stessa di poter prendere piede è il contesto sociale in cui essa opera. Ecco perché, prima di ogni azione di contrasto alla delinquenza mafiosa, bisogna agire a livello culturale. A tale scopo sono nate alcune iniziative come il progetto del Museo della ’ndrangheta che oggi è ospitato fisicamente in un bene confiscato nel quartiere Croce Valanidi della zona sud di Reggio Calabria ma è soprattutto un sito simbolico. Secondo Giuseppe Morabito presidente della Provincia di Reggio Calabria:«Il “Museo della ’ndrangheta”, un brillante progetto immediatamente sposato dalla Provincia, ha queste finalità: analizzare e conoscere il fenomeno della ndrangheta e attivarsi con tutte quelle azioni sinergiche per isolarlo, combatterlo ed eliminarlo». In tale contesto si inseriscono il coinvolgimento delle scolaresche che vivono in realtà pervase da fenomeni malavitosi e la pubblicazione dei volumi “A mani libere” della collana Antigone diretta da Claudio La Camera. Il primo volume inizia con una serie di racconti fantasiosi fatti da ragazzi delle scuole secondarie superiori reggine e si conclude con le risposte date agli studenti del triennio nel corso di alcuni incontri da: Giuseppe Morabito, dal prefetto Francesco Musolino, dal procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Reggio Calabria: Nicola Grattieri magistrato della direzione distrettuale antimafia, sotto scorta da anni per il suo impegno professionale contro la ndrangheta. Il secondo volume è frutto di laboratori sulle tecniche di scrittura e racconto tenuti in sei mesi in undici scuole tra Reggio Calabria, Vibo Valentia, Messina e Palermo. Si addentra in alcune storie realmente accadute di martiri di mafia, molte di queste rimaste ancora impunite. Quella di Luigi Ioculano, nato a Seminara il 27 aprile 1941, ucciso il 25 settembre del 1998 nello stabile che ospitava il suo studio medico e l’abitazione della famiglia a Gioia Tauro. Amico d’infanzia di Giuseppe Piromalli, boss della piana di Gioia Tauro Luigi seppe dire di no al boss

La ’ndrangheta e quel museo per combatterla e all’amico. Del brigadiere Antonino Marino ucciso nel 1990 in ospedale, dopo l’agguato di stampo mafioso a Bovalino superiore. In tale contesto vengono feriti anche la moglie in attesa del secondogenito e il figlio di due anni. Scrive a proposito di tale uccisione Sara Caccamo dell’Ipsia di Siderno:«Un uomo, un papà, un marito, un concittadino e in ultimo un carabiniere ucciso per le sue indagini contro la ’ndrangheta. Una figura scomoda da colpire l’8 settembre 1990. Una data memorabile, per molti indelebile, segno di quell’onore vero che non si scompone. Esempio di forza nel coraggio di sostenere i propri valori fino alla fine, esempio di vita, dunque, nella sua morte». La storia di Fortunato La Rosa medico oculista in pensione, ucciso il 1 dicembre 1941, quaranta giorni prima dell’omicidio di Fortugno, sulla strada che da Canolo nuovo porta a Locri, un omicidio secondo la vedova rimasto”silenzioso”. Altro martire di mafia è Giuseppe Valarioti di Rosarno segretario della sezione cittadina del Pci, ucciso il 10 giugno 1980 a Nicotera da due colpi di lupara al petto. Il colpevole non fu mai trovato. I rosarnesi nel 1982 intitolano a Peppe una delle piazze principali di Rosarno al centro della quale vi è una scultura di Maurizio Carnevali che ricorda tutti i martiri della mafia. Natale De Grazia muore per uno “strano” arresto cardio circolatorio il 13 dicembre 1995 mentre viaggia per le sue indagini sulle navi cariche di rifiuti tossici affondate nel Mediterraneo. Ricordiamo che nel

IL SUPREMO Il boss della mafia reggina Pasquale Condello

2009, dopo il ritrovamento al largo delle coste calabresi di relitti sospetti, riesplode il caso delle navi dei veleni. Giovanni Filianoti, agente federale Ina Assitalia, ucciso il 1 febbraio 2008 mentre rientra nella sua abitazione a Reggio Calabria. In sua memoria,grazie ai tre figli che hanno deciso di rimanere in città, esiste la fondazione Filianoti che mentiene viva la memoria di Giovanni (il cui omicidio è rimasto ancora impunito) e promuove la cultura per i giovani. Graziella Campagna di Saponara uccisa a soli 17 anni con cinque colpi di fucile. La sua colpa è quella di aver trovato nella lavanderia di Villafranca Tirrena, tra gli indumenti di un cliente, un’agendina che rivelava la vera identità di un latitante boss palermitano, uno tra i ricercati più pericolosi che come afferma il fratello maggiore di Graziella, Pasquale: «Cambiavano macchine, andavano al bar, parlavano con le istituzioni, col maresciallo». Gli assassini di Graziella sono stati condannati. Matteo Bottari primario di endoscopia del policlinico universitario di Messina, ucciso il 15 gennaio 1998 a colpi di lupara sul viso. A più di dieci anni dall’omicidio non si conosce ancora il nome del mandante. Antonio Mazza ingegnere e imprenditore di Barcellona Pozzo di Gotto (Me), editore di tele news, ucciso il 30 luglio 1993 in casa sua, poco tempo dopo l’omicidio del giornalista suo collaboratore Beppe Alfano. Caso archiviato. Peppino Impastato nato a Palermo il 5 gennaio 1948 ucciso e fatto saltare in aria nel-

la notte tra l’8 ed il 9 maggio sui binari della ferrovia, per essersi opposto alla cultura della mafia e dell’omertà seguita dalla sua stessa famiglia. Dopo tanti anni il suo assassino è stato punito. Nello Ruello, fotografo e commerciante di Vibo Valentia, vittima di estorsione e usura dal 1992, trova il coraggio di denunciare i suoi estorsori nel 2004 e dal 2005 vive sotto scorta. Egli suggerisce di: «Denunciare e stare a testa alta, non abbassare mai la testa come ho fatto io» e spiega:«la debolezza della ndrangheta può essere una sola: la denuncia compatta da parte di tutti senza se e senza ma. E poi ci vuole la certezza della pena». L’antropologo Fulvio Librandi nella postfazione del volume scrive: «Se in Calabria avessimo veramente un’identità comune, se non fossimo tante isole, probabilmente la scomparsa delle persone di cui si parla in questo libro diventerebbe un rimorso collettivo». Il terzo volume: Vincere la ndrangheta è il risultato della collaborazione nata tra gli operatori del museo della ndrangheta con gli studiosi intervenuti nel corso del seminario “La ferita. Vincere la ’ndrangheta: metodologie di contrasto e continuità di azioni” che si è svolto nel 2010 a Reggio Calabria. Si tratta di quattro giorni di lavoro in cui molte personalità istituzionali hanno apportato il loro contributo al fine di far comprendere il fenomeno ndrangheta e le sue diverse sfaccettature. Scrive Claudio La Camera nella prefazione al terzo volume della collana Antigone:«Se i calabresi non riescono a passare dalla condizione di sudditanza a quella di cittadinanza, nessun cambiamento sarà mai possibile». Questa in sintesi la vera azione di contrasto al fenomeno mafioso che come Giovanni Falcone ricordava «Solo quando tutti lo sentiranno come corpo estraneo allora potrà essere debellato». E’ ovvio che non si può pensare che singoli cittadini possano contrastare un sistema radicato ma che è necessaria soprattutto la mobilitazione complessiva della struttura statale “sana” contro un sistema complesso e articolato. Solo quando i cittadini si sentiranno realmente tutelati dallo Stato avrà un senso la morte dei tanti martiri di mafia.


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il detto del giorno

“Pisci e fungi quannu ‘i jungi”

PERITA Nonna Estherina Chianello In basso le fasi di preparazione del suo piatto preferito

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Past’e alici ’acciuga, detta anche alice, è un pesce diffuso in tutto il Mediterraneo, nell’Atlantico e nel Baltico. Simile alla sardina ha un corpo più sottile e affusolato che raggiunge in età adulta i 15-20 cm di lunghezza. Le acciughe appartengono alla categoria del pesce azzurro con la quale condividono forma, dimensione e colore del corpo. Il dorso è infatti percorso da una striscia azzurra con sfumature verdi, le scaglie delle parti laterali e del ventre sono invece argentee. Le acciughe vivono in branchi, nutrendosi di crostacei

e piccoli pesci. Le loro carni, sia fresche che conservate, sono par- acquistano acciughe conservate sotto sale è bene sciacquarticolarmente gustose ed indicate specialmente per la frittura. Fa- le abbondantemente sotto acqua corrente in modo da non mose sono le alici conservate sott’olio o sotto sale, così come la pa- assumere quantitativi eccessivi di sodio, pericolosi sopratsta d’acciughe utilizzata per insaporire tartine, salse e pietanze va- tutto per chi soffre di ipertensione. Le alici conservate sotrie. Un’alice fresca si riconosce dall’odore (delicato e gradevole, t’olio vanno scelte in base alla tipologia di olio utilizzato. Da non ammoniacale), dall’aspetto (corpo brillante e carni sode con preferire quelle in olio extravergine, da evitare quelle consersquame aderenti), dal colorito delle branchie (rosaceo tendente al vate in una confezione contenente “olio vegetale”, senza che venga specificato in etichetta il rosso) e dall’occhio (vivo e tipo di olio utilizzato. Chi soffre di sporgente, con pupilla nera, gotta dovrebbe assolutamente evinon arrossata). Molto simile alIngredienti (per 3 persone) tare il consumo di alici. Spesso le le acciughe ma meno pregiata, 300 gr di pasta formato spaghetti o linguine; 100 gr aliacciughe vengono consumate fritl’alaccia viene spesso commerci già pulite; aglio; olio; peperoncino; vino bianco secco; te, compiendo una scelta salutisticializzata come alice. Per scoprezzemolo; qualche pomodorino pachino; olive nere; camente discutibile. Concedersi di prire l’inganno è sufficiente ossale q.b tanto in tanto un piatto di pesce servare il taglio della bocca che, fritto non è poi così pericoloso, mentre nelle acciughe si spinPreparazione purché vengano rispettate alcune ge oltre la base dell’orecchio, Fare il battuto di aglio, prezzemolo e peperoncino regole importanti. Innanzitutto è nell’alaccio non raggiunge l’ocAggiungere le alici (senza testa e senza lisca) e farle robene scegliere un olio con punto di chio. Oltre ad avere una larsolare leggermente. Quando le alici sono quasi cotte (bafumo elevato come quello extraghissima utilizzazione gastrostano pochi minuti) aggiungere una spruzzata di vino vergine di oliva, di arachidi o di nomica, le acciughe sono un bianco e far evaporare alzando un po’ la fiamma. A quepalma raffinato. La frittura delle alimento consigliabile anche sto punto, mettere da una parte le alici e aggiungere i alici dovrebbe avvenire a temperadal punto di vista salutistico. pomodorini pachini tagliati a pezzetti e un po’ di sale. Far ture non troppo alte (inferiori ai Come tutto il pesce azzurro ancuocere il pomodoro per un paio di minuti e poi mesco180°C) e, a cottura ultimata, anche le alici sono infatti ricche larlo alle alici in modo da far insaporire. A fine cottura agdrebbero scolate con cura e ripodi grassi omega-tre, proteine, giungere le olive nere. Cuocere in abbondante acqua saste su un doppio strato di carta asriboflavina, niacina, calcio, ferlata la pasta e, quando è cotta, saltarla insieme al condisorbente. Durante la primavera e ro, fosforoe selenio. Quando si mento con le alici. Impiattare e servire cospargendo di l’estate le acciughe depongono le prezzemolo tritato. Buon appetito. uova da cui nascono i famosi e molto ricercati bianchetti, speciaUna variante: alici al gratin lità culinaria indicata specialmente per la preparazione di tartine, Ingredienti frittelle ed antipasti. In Italia l’ac400g di alici fresche; 2 cucchiai di farina; 100g di panciuga viene chiamata alice quangrattato; sale; pepe; 1 pizzico di origano; 1/2 bicchiere di do, essendo giovane, è piccola. olio extravergine di oliva; 1 cucchiaio di aceto Maria Rita Urso Preparazione Prendiamo le alici e puliamole per bene. Togliamo la teOgni sabato sta e la lisca. A questo punto, laviamole sotto l’acqua in questa pagina, il nostro giornale corrente per poi asciugarle per bene. Lasciamole da pardarà spazio a nonne, zie, mamme te, prendiamo una terrina tonda, imburriamola e infarie a tutti gli amanti niamola per poi metterci il primo strato di alici. Adesso, della cucina calabrese e non uniamo al tutto il sale, il pepe e infine l’origano. Fatta anche volessero fornirci che questa operazione, facciamo un altro strato di alici, la ricetta del loro con il resto degli ingredienti, fino ad esaurimento. Infi“piatto forte” ne, sopra l’ultimo strato di pangrattato, irroriamo con Per info scrivete a: l’olio mescolato all’aceto. Inforniamo il tutto a 180 gracultura@calabriaora.it di fino a quando la superficie risulterà gratinata.


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tolleranza zero dai vertici del calcio

CALCIOSCOMMESSE Linea dura dell’Uefa contro i furfanti Il presidente Platini: «Squalifica esemplare a chi non denuncia tentativi di corruzione»

Abete e Petrucci sono tranquilli «I campionati non slitteranno» ROMA Dopo l’incontro con il pm di Cremona, Roberto Di Martino, Stefano Palazzi ha voluto parlare anche con il procuratore di Napoli, Giovandomenico Lepore. Nello studio di quest’ultimo erano presenti anche Rosario Cantelmo e Giovanni Melillo, che coordinano le due inchieste sui presunti illeciti nel mondo del calcio: la prima porta al clan D’Alessandro di Castellammare di Stabia, la seconda ipotizza la frode sportiva per la quale sono stati acquisiti filmati di tre incontri del Napoli. Il vertice, durato circa un’ora, non sarebbe stato oggetto di scambi di documenti ma soltanto di notizie utili alle indagini. «Non prendo nemmeno in considerazione l’ipotesi di uno slittamento dell’inizio dei campionati». Giancarlo Abete, presidente della Figc, nega ogni possibile rinvio delle competizioni. «Esistono i tempi sufficienti per portare a termine le indagini quindi non ci saranno problemi. Sappiamo che la Uefa è sensibile alla questione gare truccate, il problema è di carattere mondiale». «Come capo dello sport italiano io esigo il rispetto delle regole». Parole dure, quelle di Gianni Petrucci, presidente del Coni. «Quando capitano cose di questo genere io sono sempre preoccupato. Diffido di chi non ha timori e paure. Io so quello che leggo sui giornali, non parlo con Palazzi, che è autonomo e non si confronta nemmeno con il presidente Abete. Sta facendo un buon lavoro e non è facile: è una persona esperta, ho fiducia in lui e nella Federazione che svolgerà al meglio i propri compiti».

Esistono i tempi sufficienti per portare a termine le indagini quindi non ci saranno problemi. L’Uefa è sensibile alla questione gare truccate

NYON (SVIZZERA)«Solo i calciatori possono salvare il calcio», aveva detto Michel Platini di fronte alla piaga delle combine per alimentare le scommesse. Da oggi se non lo fanno, denunciando i tentativi di truccare le partite, rischiano una squalifica esemplare. Loro insieme con dirigenti e arbitri. È la linea dura imposta dall’Uefa, che nei giorni dello scandalo italiano ha modificato il suo regolamento inasprendo le pene e soprattutto dichiarando lotta all’omertà, come già nei giorni scorsi aveva fatto anche la Federcalcio. Ma la mano dell’Uefa è particolarmente pesante, e si applica ovviamente alle competizioni sotto la sua egida, dall’Europa League alla Champions, fino agli Europei per nazioni. C’è un duro messaggio contro le combine, ma anche un monito alla Fifa e 196 milioni di euro distribuiti alle federazioni partecipanti alla fase finale dell’Europeo 2012, nelle decisioni adottate ieri a Nyon dal comitato esecutivo della confederazione europea, al termine del suo secondo (ed ultimo) giorno di lavori. «I nostri organi disciplinari potranno cooperare più strettamente con la polizia e le autorità politiche in caso di sospetti. Testimonanze anonime potranno pure essere prese in considerazione», ha dichiarato il segretario generale dell’Uefa Gianni Infantino, spiegando il nuovo regolamento discipinare anti-corruzione adottato dall’esecutivo. «Abbiamo anche inserito l’obbligo per i giocatori e tutti i membri di club di denunciare qualsiasi tentativo di corruzione». Finora il regolamento lo prevedeva solo per gli arbitri. «L’Uefa ha già squalificato a vita due arbitri per non aver riportato una proposta di corruzione», ha ricordato Infantino. Nel nuovo regolamento è anche precisato che se un club è sanzionato al termine della competizione (o dopo una delle fasi) non si rigiocheranno le gare incriminate. «Ovviamente, se un club è riconosciuto colpevole di corruzione, gli si potrà togliere il trofeo a posteriori. Se la corruzione per una gara di girone della Champions League è avverata dopo la fase in questione, il club colpevole verrà escluso e sostituito dalla formazione che lo segue in classifica nelle partite ad eliminazione diretta», ha spiegato Infantino.

Paoloni agli arresti domiciliari Ribadita estraneità al “Minias”

La versione di Paoloni contrasta da un lato con dati di fatto e dall’altro accentua a un ricatto subito le esigenze relative a una acquisizione genuina della prova

CREMONA L’ex portiere della Cremonese, Marco Paoloni, è stato posto ai domiciliari nella casa che ha nella sua disponibilità a Cremona e la detenzione dovrà essere «applicata in modo molto rigido», «dovendosi escludere che Paoloni possa rientrare nella sua abitazione di Civitavecchia, in quanto in tale contesto, anche in assenza della polizia giudiziaria operante, sarebbe meno controllabile e più a rischio di inopportuni contatti». Il calciatore viene in sostanza scarcerato solo per «la considerazione che all’interno del sistema la detenzione in carcere, soprattutto di incensurati, e il suo prolungamento in questa fase devono essere considerate misure eccezionali». Per il resto, la versione che Paoloni ha dato riguardo la vicenda del Minias, che fu somministrato ai giocatori della Cremonese, prima della partita con la Paganase, «contrasta da un lato con dati di fatto e dall’altro accentua, anche nei riferimenti a un “ricatto subito”, le esigenze relative a una acquisizione genuina della prova, tenendo in ipotesi a rendere meno decifrabile quanto avvenuto nella prima fase della vicenda oggetto dell’indagine». Paoloni, infatti, ha spiegato che la vicenda della ricetta, intestata alla moglie, relativa al Minias era parte di un “ricatto” a cui era stato sottoposto da Massimo Erodiani e Marco Pirani, anche loro arrestati nell’ambito dell’ inchiesta «in relazione a debiti maturati nelle scommesse sportive».


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caos panchina

Inter, Mihajlovic non arriva La Fiorentina si oppone. Intanto spunta la grana Lucio. Eto’o resta

MILANO Passo indietro nella trattativa per portare Sinisa Mihajlovic sulla panchina nerazzurra: lo scoglio

contrattuale che lo lega alla Fiorentina - secondo quanto si apprende - non sarebbe infatti superabile. L’Inter lavo-

rerà tutto il week end per trovare un allenatore e quindi si riapre la corsa alla panchina nerazzurra. Nella rosa Delio

Rossi, Gasperini, Capello, Ranieri, Hiddink e anche Villas Boas. La speranza è di riuscire a sbloccare la

mercato estero

Ancelotti verso la Tour Eiffel Leonardo pensa di portare a Parigi l’ex allenatore del Milan PARIGI L’arrivo di Leonardo, che la stampa dà ormai per certo, sarà solo il primo passo: al Paris Saint-Germain si prepara una vera e propria rivoluzione, con un budget da capogiro che potrebbe toccare i 150 milioni di euro. «L’annuncio della firma di Leonardo è ormai solo una questione di tempo» scrive L’Equipe, secondo cui il nuovo Psg «gira già intorno alla figura del brasiliano»e alle sue idee per il rilancio del club, con grosse modifiche fuori e dentro il campo. Il ruolo che gli sarà ufficialmente assegnato è quello di direttore sportivo, dato che lui stesso lo avrebbe preferito alla presidenza, ma con un’influenza e una libertà d’azione «particolarmente vaste». Tanto che, riferisce ancora il quotidiano sportivo, quando l’attuale presidente Robin Leproux ha chiesto ai nuovi azionisti qatarioti quale sarebbe stato il

suo ruolo per la prossima sta- ricorda ancora L’Equipe, «ha gione, gli sarebbe stato det- il profilo per far passare il to: «Lavorare con Leonar- club in un’altra dimensione, do». Una subalternità che il anche se sarebbe piuttosto dirigente, abituato a sentirsi incline a prendersi un perioun pò il padrone della squa- do di riposo». Appare dra, secondo chiaro che alcuni non Ancelotti sarebbe ditanti nomi sulla avrebbe una sposto ad accettare. La lista degli acquisti nuova ardua missione da prima condiOltre ai brasiliani compiere: zione dettata Lucas e Ganso quella di ridal brasiliaportare la no, dicono i in terra formazione ben informatransalpina della capitale ti, sarebbe di francese ai portare con arriverebbero vertici non sè un allenaMenez e Borriello solo del camtore scelto da pionato nalui. Al mozionale, ma mento non ci sono informazioni, nè ufficia- anche e sopratutto in Euroli nè ufficiose, sui nomi che pa. E Ancelotti appare uno l’ex tecnico dell’Inter ha in te- dei pochi tecnici capaci di sta, ma voci insistenti sosten- giocare e magari vincere quegono l’ipotesi Carlo Ance- sta sfida. Ci sono poi le ambilotti, che a Leonardo era zioni per la rosa da mandare molto vicino ai tempi del Mi- in campo. Lo sceicco Tamim bin Hamad al-Thalan. L’ex allenatore del Chelsea, ni e la sua Qatar sports inve-

stments (Qsi) avrebbero messo a disposizione un budget stellare, fino a 150 milioni di euro, per puntare ad acquisti di primo piano, capaci di garantire al club parigino almeno l’accesso in Champions League per la stagione 2012-2013. I nomi che circolano sono molti, dagli astri nascenti brasiliani Ganso e Lucas ai talenti transalpini Dimitri Payet e Blaise Matouidi, fino ai due romanisti Marco Borriello e Jeremy Menez, ma finora alle parole non sono seguiti i fatti. Se ne riparlerà magari nelle prossime settimane. L’unica certezza, fanno notare impietosi i commentatori sportivi francesi, è che un buon numero di giocatori dell’attuale rosa del Psg dovranno presto fare le valigie. A partire dal veterano Ludovic Giuly, che secondo France Football potrebbe partire proprio per il Qatar, e andare a finire la propria carriera a Doha. Claudia Abate

vicenda già lunedì. Il travaglio dell’Inter quindi non è alle battute finali: il serbo non sarà “liberato” dalla Fiorentina. Il suo contratto lo vincola fino al 2012 con un’opzione sull’anno seguente. Il presidente Massimo Moratti è cauto. Quello che gli preme è allontanare l’immagine del “cupio dissolvi” interista: «Volevo io chiarire una cosa. Ho visto ieri sera che si parlava del “no” di uno e del “no” dell’altro... Non abbiamo ricevuto alcun “no”. Solo Bielsa, per ragioni personali. L’argentino era molto dispiaciuto per non aver potuto continuare il dialogo. Per quanto riguarda Carlo Ancelotti, nessuno ci ha mai pensato e certamente non per mancanza di stima. Però, mi dà molto fastidio continuare a leggere che abbiamo ricevuto il “no” di Ancelotti. Questo non è vero. Per il resto, abbiamo una montagna di sì e adesso devo scegliere io. Dobbiamo scegliere noi». Mihajlovic? «Sinisa è sotto contratto con la Fiorentina, quindi non posso permettermi di parlarne». Con la società viola nessun contatto:

«No, mi spiace, in questo momento sto vedendo altre cose». Infine, Moratti tranquillizza i tifosi sulla permanenza di Samuel Eto’o all’Inter: «Non credo proprio che ci sia da preoccuparsi. Nella maniera più assoluta». Mentre si chiude un caso, se ne apre un altro con l’agente di Lucio che mette in dubbio il futuro in nerazzurro del difensore argentino, ricalcando il copione già seguito da Sneijder e Maicon, in preda a dubbi amletici. Vicende che passano in cavalleria perchè l’intera dirigenza è impegnata a studiare la migliore soluzione possibile: incontri e riunioni, strategie da definire. Il club ostenta un ottimismo che appare più di facciata che di sostanza. La squadra non ha una guida ed è scossa dall’addio traumatico di Leonardo che ha scompaginato non solo l’Inter ma l’intero mondo calcistico. Adesso la società vuole prendere una decisione ponderata per restituire serenità, fiducia e stabilità all’ambiente. r. s.


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le trattative

La Roma ha rifiutato l’offerta di 35 milioni del Manchester di Roberto Mancini

DEnonROSSI STOP andrà al city

ROMA Continue evoluzioni nel mercato della Roma, che ha l’onere di risolvere alcuni spinosi argomenti in sospeso come il futuro dei vari Menez, Vucinic e Borriello prima ancora di compiere le scelte definitive per rafforzare la rosa a disposizione del nuovo allenatore Luis Enrique. E a proposito di situazioni poco chiare da definire, torna d’attualità la grana De Rossi. Walter Sabatini, neo ds del club giallorosso, ha indicato in Capitan Futuro e Francesco Totti i punti cardine da cui ripartire per costruire la Roma che verrà. Ma ha anche specificato che, nel caso in cui non venisse rinnovato il contratto in scadenza 2012, la società sarebbe pronta a fargli rispettare l’accordo in essere fino all’ultimo dei giorni e che sarebbe disposta a privarsi del suo leader del centrocampo a parametro 0. La verità è che le trattative per pro-

lungare il contratto di De Ros- to offensivo nella squadra si vanno avanti da diverso campione d’Europa. Sabatini tempo e l’imminente passag- ha espresso più volte il progio di mano dai Sensi a Di prio gradimento per la punta Benedetto ha complicato le di Linyola e il procuratore di cose. C’è da trovare so- quest’ultimo non ha nascosto prattutto un’intesa il suo gradimento per la pista economica, alla luce romanista. Per facilitare il anche delle conti- buon esito della trattativa, la nue pressioni di prossima settimana il ds deluna lunga lista di la Roma sarà in Catalogna per pretendenti che presentare un’offerta concresono pronte a fare ta per Krkic: l’acquisto a titofollie pur di portarsi lo definitivo o in prestito con a casa il mediano del- diritto di riscatto fissato per la la Nazionale di Prandel- stagione successiva sono le li. L’ultima offerta in ordine due opzioni sul tavolo. Criarrivata alla dirigenza giallo- stian Zapata potrebbe lasciarossa è di 35 milioni di euro re l’Udinese e il campionato ed è stata recapitata dal Man- italiano. Il difensore colomchester City di Roberto Man- biano, impegnato con la sua cini: 35 milioni di euro cash nazionale a preparare la Copma Sabatini ha già detto no. pa America, ha spiegato all’emittente Per un De FM di avere Rossi che reZapata buone possista in bilico, dell’Udinese bilità di andaecco un Bore al Liverpojan Krkic dovrebbe ol. La Lazio sempre più approdare ha rinnovato all’orizzonte. al Liverpool il contratto L’attaccante con il calciadel Barcellona di origine serba desidera tore Stefan Radu fino al giocare con continuità e con 2016. Lo ha reso noto lo stesGuardiola fatica a trovare so club biancoceleste sul prospazio ultimamente, vista la prio sito ufficiale. Il difensore grande concorrenza nel repar- del Parma Zaccardo sarebbe

in procinto di accasarsi al Ge- cato. Il nome che sembra noa. Alexander Merkel è ar- coincidere perfettamente con rivato a Milano, nella prossi- l’identikit proposto da Mazma stagione giocherà col Ge- zarri pare dunque essere quello di Blerim noa. Il giovaDzemaili, ne centroEl Shaarawy forte centrocampista si è sempre più campista in recato nella sede del Mivicino al Milan comproprietà tra Parma e lan per vedeCassano Torino, che re Galliani e va via? secondo indiaccettare il screzioni deltrasferimento in rossoblù, nell’affare che l’ultima ora parrebbe aver suha portato sempre in compro- perato Inler nelle gerarchie prietà El Shaarawy al Milan. della società gestita da Aurelio Il Liverpool starebbe pensan- De Laurentiis. Colpo di merdo ad Antonio Cassano, attac- cato in vista per il Parma che cante del Milan, ma che mol- sarebbe ad un passo per chiuti vorrebbero lontano da Mila- dere con Djamel Mesbah. nello a partire dalla prossima Esterno sinistro algerino classtagione. Tutto da verificare se 1984, nell’ultimo campiol’interessamento dei Reds, an- nato ha segnato due reti con la che alla luce delle dichiarazio- maglia del Lecce. Passando alni dell’entourage del giocato- l’estero altro colpo di mercato re, che ha sempre smentito la del Malaga che si è assicurato possibilità che Cassano lasci le prestazioni del centrocamil Milan, ma la soluzione in- pista francese Jeremy Toulaglese, se vera, potrebbe spari- lan, 28 anni. Il nazionale gliare le carte in tavola. Resta transalpino firmerà un conalla finestra la Fiorentina. Nel tratto di cinque anni. Il Lione Napoli del futuro si cercano dovrebbe incassare circa 11 centrocampisti capaci di ab- milioni di euro e sarebbe già binare quantità e qualità in sulle tracce di Moussa Sissoentrambe le fasi. Dopo l’ap- ko, 21 anni, centrocampista prodo di Donadel si conti- del Tolosa, già accostato al nua così a monitorare il mer- Napoli.

Juve, un altro colpo in mediana Ma Lassana Diarra vuole troppo TORINO L’arrivo di Pazienza con i dirigenti della Vecchia Signora (ingaggiato dal Napoli ufficialmente che però hanno strappato una pronella giornata di giovedì) non deve messa importante al Real Madrid: il distrarre: la Juventus vuole continua- prezzo del giocatore sarà di 12 miliore a investire (anche) a centrocampo ni di euro. Resta a questo punto di e il nome su cui si ragiona maggior- mettersi d’accordo per quanto riguarmente nelle ultime ore è quello del da l’ingaggio del centrocampista. francese Lassana Diarra. Il centro- L’alternativa è già pronta, anche se campista transalpino aveva inizial- costa molto di più. Se non si riuscismente rifiutato la possibilità di tra- se ad arrivare a Diarra si proverebbe a chiudere per Fersferirsi in Italia. Tropnando del Porto: il po pesante per Diarra Il giocatore ha però rinunciare alla Chamdel Real Madrid brasiliano una clausola rescispions League; meglio un ruolo da compriha un ingaggio soria di 30 milioni di euro. La Juve è arrimario nel Real Mastratosferico vata a offrirne 18. drid di Mourinho, che Idea Fernando Anche in questo canella gerarchia della so, come sempre, è sua linea mediana vede il francese come quarta scelta. Ora facile che l’accordo possa arrivare a però le cose sembrano essere cam- metà strada. Ma quella del centrobiate. Le parti si sarebbero avvicina- campista centrale non è l’unico pente con il francese che avrebbe dato siero dei dirigenti bianconeri, che demandato al suo manager, John Wil- vono risolvere anche il caso legato al liams, di iniziare a parlare con i di- difensore della Lazio Lichtsteiner. rigenti della Juventus. La richiesta Permangono alcune differenze tra le del giocatore è però importante, per- richieste di Lotito e l’offerta della Juchè per vestire il bianconero Diarra ventus, ma l’affare dovrebbe andare sarebbe costretto a rinunciare alla in porto. Il presidente della Lazio Champions League. La richiesta è di chiede 12 milioni di euro, la Juve ne 4.5 milioni di euro all’anno, mentre la offre 10 cash o 7,5 più il prestito di Juventus per il momento è arrivata a Motta. La Lazio nicchia e preferireboffrire un quadriennale da 3 a stagio- be uno tra Storari e Amauri. Giorgio De Silva ne. Si continua a parlare insomma,


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S E R I E calciomercato

La Samp vicinissima all’ingaggio di Dos Santos

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GENOVA La Sampdoria è alla ricerca di rinforzi per poter affrontare il prossimo campionato di serie B. Tra gli obiettivi di mercato c’è il 27enne difensore centrale brasiliano Claiton Dos Santos Machado, protagonista insieme ai suoi compagni di una stagione strepitosa al Varese. Dal prossimo 30 giugno sarà un calciatore libero dato che il suo contratto con la società biancorossa è in scadenza e non verrà più rinnovato. L’ex stopper di Lecco, Prato, Milan e Bologna, che nell’ultimo campionato di serie B ha collezionato 33 presenze e siglato tre reti, piace moltissimo alla dirigenza blucerchiata, che potrebbe decidere di ingaggiarlo come elemento aggiuntivo per il reparto arretrato che verrà messo a disposizione dell’alleantore Gianluca Atzori. Tuttavia, sul calciatore, non c’è solo la Sampdoria ma anche alcune squadre di serie A come il Lecce ed il Chievo, mentre tra le società di serie B anche il Torino ha chiesto informazioni sull’ormai ex numero 3 varesotto, ma il club blucerchiato sembra nettamente in vantaggio su tutte le altre.

Per la panchina è corsa a due tra Breda e Scienza, ma il favorito è il tecnico della Salernitana

LA REGGINA ATTENDE il suo condottiero

Giuseppe Scienza

REGGIO CALABRIA «La Reggi- Francesco Acerbi che nel giro di na è in linea con le altre società di se- pochi anni è passato dai campi delrie B, mantenere con 4 milioni di la C2 alla serie A. In mezzo un camcontributi una società di questa le- pionato esaltante in cadetteria con la vatura è quasi impossibile, i prezzi in squadra amaranto che ha saputo vaItalia sono fuori mercato e bisogna lorizzare e lanciare l’ex amaranto. Il fare i salti mortali». E’ ciò che aveva difensore, infatti, grazie ad un “astuaffermato lo scorso 14 gennaio, il di- to” Lillo Foti (l’estate scorsa Acerbi rettore sportivo della Reggina, Si- era praticamente del Sassuolo, mancava solo il nero su mone Giacchetta. bianco) è riusciro Già, quattro milioPer l’ufficialità al fotofinish a ni. Pochi per una bisogna aspettare solo sottrarlo al Pavia società ambiziosa proponendo una come quella amal’inizio compartecipazione. ranto che, comundella prossima A conti fatti, nel que, quest’anno è settimana mercato di gennaio riuscita a sfiorare e dopo un campiol’impresa di raggiungere la massima serie. E questo nato da leader indiscusso, la Reggigrazie ad un progetto serio che ha na è riuscita a trovare l’accordo con visto come punto di forza, in primis, il Genoa sulla base di 4 milioni di il settore giovanile del Sant’Agata e euro. Questo per dire che, qualora poi un’attenzione mirata alla Lega si presentasse alla società di via delPro verso la ricerca di giovani talen- le Industrie, un’offerta “allettante” ti da far maturare e, magari, qualo- e, soprattutto cash in contanti, qualra si presentasse l’opportunità esse- cuno dei big, potrebbe anche partire lesti a sfruttare l’occasione di mo- re per fare cassa e soprattutto scolnetizzare. Questo l’impone l’azien- larsi di dosso ingaggi onerosi che la da Reggina. E così è successo per società non può permettersi «peresempio (ultimo caso) per il forte ché, comunque, è un mercato diffi-

Roberto Breda

cile» afferma il ds Giacchetta. E a proposito di ingaggi elevati, secondo alcune indiscrezioni è forte l’interesse della Sampdoria per Emiliano Bonazzoli, con Gianluca Atzori che stravede per lui. E i motivi sono semplici: il primo è che l’attaccante ha segnato 19 reti in campionato tenendo in piedi la Reggina fino alla fine. Il secondo è che Atzori ha grandissima stima del giocatore sul quale ha centrato la costruzione della propria squadra all’inizio della scorsa stagione. Atzori ripete spesso che nel calcio serve «uno che pari, uno che segni e uno che insegni». Quello che insegna è l’allenatore e quello che ha segnato è stato il bomber di Asola. Il terzo è che la stima è altamente condivisa. In una recente intervista, Bonazzoli ha parlato in termini entusiastici di Atzori, affermando che «devo tutto a lui per essere riuscito a rilanciarmi dopo una stagione difficile. E poi perché è bravissimo a gestire i rapporti all’interno degli spogliatoio». Il quarto, ultimo e non per ordine di importanza è, che Bonazzoli potrebbe liberarsi con poca spesa. L’attaccante ha an-

cora un anno di contratto con la stando che Ciccio De Rose rimarrà Reggina ma per giocare sullo Stret- in amaranto e Simone Missiroli, to si è dimezzato, solo per l’anno probabilmente verrà riconfermato a scorso, lo stipendio. Un gesto che gli Cagliari, restano da sistemare i vari verrà riconosciuto qualora si pre- Stuani (rimarrà al Levante), Cerasenti l’occasione di lasciare Reggio volo e Carmona (ok con l’Atalanper una squadra di serie A o una so- ta), Danti (tornato a Siena), Valcietà più prestigiosa. Ma non solo dez (Penarol favorito), HallfredsBonazzoli. Anche Simone Rizzato, son (rimane a Verona), tra le priorità. Intanto, la RegAndrea Costa e gina ha un occhio anChristian PuggioRizzato, Costa che sul mercato. Con ni sono sui taccuie Puggioni la partenza di Acerbi, ni di diverse società, tra cui, su quelsono nel mirino la difesa è quella che può va attrezzata. li della Samp. Quedi diversi club Piacciono i giovani stione allenatore. Arriva Bombagi Antonio CaraccioManca ormai poco lo, classe ‘90 del all’annuncio del nuovo timoniere della Reggina: la Gubbio e, il cileno Blasquez delcorsa, come detto, è a due con Ro- l’Everton. Intanto pare che Franceberto Breda favorito su Beppe sco Bombagi sia il primo rinforzo Scienza. Non resta che aspettare amaranto. Stando alle parole del suo l’inizio della prossima settimana per ex allenatore della Villacidrese, Berl’ufficialità. Dopo il tecnico, al via le nardo Mereu «Bombagi ha già fircomproprietà. Infatti, quando man- mato per la Reggina lo scorso genca una settimana al fatidico 25 giu- naio, quindi raggiungerà la Calabria gno (termine ultimo per presentare e posso tranquillamente affermare le offerte, altrimenti si andrà alle bu- che se lo merita». ste), la società di via delle Industrie ANTONIO PAONE ha tanti gatti da pelare. Fermo resport@calabriaora.it


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Daniele Fortunato nuovo tecnico dell’Albinoleffe

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COSENZA Iniziano a muoversi le varie società di serie B alla ricerca di rinforzi per i proprio organici. Tomas Kosicky, portiere slovacco di proprietà del Catania piace molto al Gubbio. Gli umbri, infatti, stanno per cedere l’estremo difensore Eugenio Lamanna al Bari. L’AlbinoLeffe ha sciolto ogni dubbio: l’allenatore che succederà ad Emiliano Mondonico sarà Daniele Fortunato. Uno degli obiettivi della Nocerina per le corsie esterne d’attacco è il folletto della Salernitana, Antonino Ragusa che sembrava entusiasta di un possibile sbarco al “San Francesco” sino a pochi giorni fa. Il Genoa però (proprietario del cartellino del calciatore) lo vorrebbe dirottare in prestito al Sassuolo. Il Livorno ha messo gli occhi sul centrocampista Filippo Carobbio che nell’ultima stagione ha militato nel Siena di Antonio Conte, mentre il giovane portiere della Juventus Carlo Pinsoglio è nel mirino del Pescara che cerca il sostituto di Pinna. Per il ruolo di dodicesimo l’obiettivo è Marino Bifulco del Chieti. Il giovane esterno destro Davide Bariti interessa a Torino e Sampdoria. Il Modena, infine, segue il centrocampista Daniele Dalla Bona del Torino.

Crotone, Insigne il dopo Cutolo L’attaccante del Napoli quest’anno ha militato nel Foggia di Zeman CROTONE Lavori in corso al Crotone in vista dell’apertura ufficiale della prima fase del calciomercato, in programma per venerdì 1 luglio. In questi giorni si trattano i prestiti e le comproprietà, da definire entro il 24 di questo mese e si prendono accordi preliminari per gli scambi da rendere poi effettivi quando si potranno depositare in Lega i contratti. I rossoblù, che sono su piazza dalla fine del campionato, sono già a buon punto ed hanno già messo nel carniere tre buone operazioni. Nei giorni scorsi, infatti hanno ceduto la metà del cartellino di Kevin Vinetot, acquistato la metà di Leonardo Terigi e riottenuto il prestito di Milan Djuric, tre movimenti molto importanti, sottolineati con orgoglio dal direttore sportivo Peppe Ursino, che ha fatto il punto della siIl fantasista tuazione attraverso il sito uffirossoblù ciale della società pitagorica: «Le nostre trattative stanno è vicino al Lecce andando bene e secondo i noPiace il giovane stri obiettivi. Ne abbiamo indifensore Izzo fatti già centrati tre, cedendo la metà di un calciatore imporCHI ARRIVA E CHI PARTE tante come Vinetot ad una grande squadra coAniello Cutolo sta per lasciare me il Genoa e sempre dal Genoa acquisito la il Crotone per andare a giocare metà di un giovane molto promettente quale è in serie A con il Lecce. Il suo Terigi. In più abbiamo rinnovato col Parma il erede potrebbe essere il giovane prestito di Djuric, giocatore molto importante attaccante Lorenzo Insigne per il Crotone. Ora ci dedicheremo alla comche quest’anno ha realizzato proprietà di Morleo col Bologna ed al prestito ben 19 gol con il Foggia di Eramo con la Sampdoria. Nello stesso temnel torneo di Prima divisione po siamo impegnati nelle diverse trattative realative alla cessione di Cutolo, al quale sono interessate società come il Cesena, il Novara, il Lecce ed il Livorno. Dopo di che completeremo la squadra da affidare a mister Menichini con giungere, rispetto alla trattativa con il Bologna l’arrivo di otto calciatori, tra cui anche il portie- per la conferma del difensore Archimede Morre, che dovrebbe essere ancora Vid Belec. leo, che è molto vicina alla conclusione. Per L’Inter ci ha infatti assicurato che se non andrà Eramo, invece, dopo il riscatto della metà, ci a giocare in serie A tornerà a Crotone. Anche potrebbe essere una corsa a due tra Sampdoquest’anno - ha proseguito Ursino - il Crotone ria, proprietaria dell’altra metà, e il Palermo. sarà una squadra giovane, ma con grande qua- Per Aniello Cutolo, sembra che sia il Lecce la lità; anche migliore di quella della passata sta- squadra più in vantaggio, ma non sono da gione, perché il nostro obiettivo principale è escludere le altre soluzioni indicate da Ursino. quello di migliorarci sempre». Restando alle Prima di cercare l’intesa con una di queste sodichiarazioni del direttore sportivo, c’è da ag- cietà, occorre che ci sia una offerta concreta. Un

fantasista che potrebbe prendere il posto di Cutolo è il giovane attaccante Lorenzo Insigne, classe 1992. Insigne ha giocato nella scorsa stagione in Lega Pro, con il Foggia di Zeman, dove è riuscito a mettersi in evidenza segnando ben diciannove reti. Ora è tornato al Napoli, il club al quale appartiene. Il bomber, nativo di Frattamaggiore, sembrava in un primo momento che potesse sistemarsi vicino a casa, alla Nocerina neopromossa. Adesso pare sia sfumata questa opportunità e che il Cro-

tone sia la destinazione più probabile. Le indiscrezioni parlano di un accordo attraverso il quale i partenopei otterrebbero una opzione su due giovani rossoblù. Sempre dal Napoli, potrebbe arrivare un primavera molto interessante, il difensore ventenne Armando Izzo. Ad inseguirlo, però, ci sono anche Foligno e Portogruaro, anche se la possibilità di potere giocare tra i cadetti dovrebbe solleticare sia il Napoli che lo stesso calciatore. Antonio Gangi

nuova panchina

Vincenzo Torrente si presenta al Bari «La mia squadra avrà gli attributi» BARI «C’è da ricostruire. Ho accettato questa piazza con entusiasmo. E la mia priorità sarà ridare entusiasmo alla tifoseria»: Vincenzo Torrente, neoallenatore del Bari, si è presentato così nell’incontro con i giornalisti al San Nicola. Quarantacinquenne, reduce da due promozioni di fila dalla Seconda divisione alla serie B con il Gubbio, è alla ricerca del magico tris, e per questo non si è lasciato andare a dichiarazioni faraoniche o proclami, ma ha improntato le sue dichiarazioni d'intenti a una estrema concretezza. «Le qualità della mia squadra? Saranno cer-

vello, gambe - aggiunge l’allenatore campano - e attributi... Sul piano del modulo, invece, vorrei giocare con il 4-3-3, e la fase difensiva sarà essenziale, punto all’equilibrio tra i reparti grazie ad esterni che siano in grado di attaccare e coprire allo stesso modo. L’organico sarà un mix di giovani di qualità ed esperienza. Chi verrà ad allenarsi con noi dovrà essere orgoglioso della maglia». Per la prima volta dopo molti anni il neotecnico dei pugliesi non è stato presentato dal patron Vincenzo Matarrese ma dal neoamministratore unico, Claudio Garzelli, che

ha parlato di «anno zero per il club», soprattutto per la necessità di superare le difficoltà economiche; e ha specificato che «Torrente è il prototipo di allenatore che fa al caso nostro». Torrente ha già concordato la strategia di mercato con il ds Guido Angelozzi, campagna di rafforzamento che si baserà sugli introiti delle cessioni dei pezzi pre-

giati (nessuno è considerato incedibile): «Gillet andrà via (il Bologna è in pole, ndr) e per sostituirlo - puntualizza l’ex timoniere del Gubbio - ho richiesto Lamanna del Gubbio; degli umbri ci interessa anche il difensore Borghese e la punta Gomez, autore di ben 18 gol». Infine il campano ha spiegato le motivazioni con cui ha accettato di firmare il contratto per un anno: «Come si fa a dire di no al Bari? Il contesto è difficile, ma sono convinto che se faremo bene, sarà un bel trampolino per la mia carriera». Dopo l’incontro con i giornalisti, Torrente, Garzelli e Angelozzi si sono intrattenuti una ventina di minuti con i tifosi, ai quali hanno presentato il programma di rinnovamento della società, raccogliendo una prima timida apertura di fiducia.


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Cosenza, la fumata è nera

Litigio tra soci davanti al sindaco. Le norme in caso di non iscrizione COSENZA

Il Cosenza viaggia verso una fine ingloriosa. E’ questo la sintesi di quanto successo ieri sera a Palazzo dei Bruzi nell’incontro che si è svolto tra il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, e la delegazione di soci ed imprenditori. Erano presenti oltre all’architetto, l’ex presidente del 1914, Peppino Carnevale, l’amministratore unico, Eugenio Funari, i soci Pino Citrigno, Raffaele Filippelli e Franco Salerno (che aveva la delega di Umberto De Rose), l’avvocato Irene Carbone in rappresentanza di Pino Chianello, gli imprenditori cosentini, Franco De Caro, Sergio Mazzuca e Orazio Caruso, l’ex dirigente del Cosenza Franco Pizzini, Stefano Fiore e i suoi legali di fiducia, Aristide Leonetti e Francesco Candeliere e infine i tre membri del collegio sindacale, Mimmo Bilotta, Gaetano Petrassi e Francesco Spaguolo. La fumata è più tendente al nero che al grigio, perché i temi trattati nella riunione sono gli stessi che puntualmente sono stati affrontati nei precedenti summit. Insomma, la situazione non è cambiata di una virgola e neanche di fronte alla prima carica cittadina soci ed ex soci hanno avuto la bontà di non alzare i toni e cercare di trovare una soluzione valida per il bene del Cosenza. In sostanza, il momento della (quasi) è arrivato quando Franco Salerno, per bocca anche di Umberto De Rose, ha chiesto di essere liberato della fideiussione bancaria altrimenti non parteciperà alla ricapitalizzazione, prevista per martedì prossimo. Una condicio sine qua nonche non è stata vista di buon grado da chi ha la firma in banca, vedi Carnevale, e da chi vuole

Per la serie D servono 300mila euro per l’Eccellenza invece 100mila portare via il Cosenza dalla crisi con una partecipazione economica dall’importo paritario rispetto all’attuale situazione, vedi De Caro. Le posizioni insomma sono chiare. Salerno e De Rose si dicono disponibili solo a certe condizioni, mentre gli altri (escluso le new entry) sono di parere contrario. Nonostante l’incontro cordiale con il sindaco, il quale in più circostanze ha cercato di fare ragionare i presenti, dunque, n’è venuto fuori un nulla di fatto che non fa altro che aggravare la situazione del 1914 che così facendo si avvia verso il fallimento. La cifra necessaria per pagare gli stipendi dei 59 tesserati non supera il milione e 200mila euro, oggi invece la somma trovata non sfiora le 500mila euro. E’ evidente che il passo oltre il milione è così lontano che è difficile pensare che il Cosenza riesca a vivere oltre il 30 giugno prossimo. In questo contesto si inserisce la posizione di Stefano Fiore che durante il dibattito ha fatto capire di aver già fatto il massimo in termini economici, lasciando nel quadro del progetto De Caro tutti gli stipendi che avrebbe dovuto prendere fino a fine mese. Sembra tuttavia che l’ex azzurro abbia in mente qualcosa per il futuro dei Lupi. Ma oggi quel che più conta è la sostanza dei fatti, ossia quel limite di chi cerca di risol-

foto Morrone

si muova qualcosa, ma i miracoli a Cosenza ormai non avvengono da anni.

vere i problemi che combacia con la parola dilettantismo ma solo nella forma del termine, perché in certi casi, dalla serie D alla Terza categoria, esistono dirigenti che agiscono da professionisti del calcio. Ovviamente a Cosenza, se la crisi è di questa portata, non ci sono individui simile che possano coagularsi nell’interesse comune di una città che ama la propria squadra del cuore più di ogni altra cosa. La prossima tappa, a livello tecnico, è fissata per il 21 giugno. Sia Citrigno che Filippelli andranno a ricapitalizzare nella speranza che

Il futuro Qualora il Cosenza 1914 dovesse non iscriversi, quali sarebbero le prospettive per il futuro? Chi pensa che ripartendo dalla serie D servirebbero meno soldi oppure ritiene che la soluzione più utile sia “approdare” nel campionato di Eccellenza oggi deve sapere che nell’ultimo Consiglio Federale sono state introdotte delle nuove norme che si riferiscono a quelle piazze che una volta sparite dal panorama calcistico per ritornare sul palcoscenico dovranno attenersi a determinate regole. Infatti in base all’articolo 52, comma 10 delle Noif «in caso di non ammissione al campionato di Prima Divisione e Seconda Divisione e di esito infruttuoso delle procedure previste ai commi 6, 7

e 8, il Presidente Federale, d’intesa con il Presidente della LND, potrà consentire alla città della società non ammessa di partecipare con una propria società ad un Campionato della LND, anche in soprannumero, purchè la stessa società adempia alle prescrizioni previste dal singolo Comitato per l’iscrizione al Campionato. Qualora fosse consentita la partecipazione al Campionato Interregionale o al Campionato Regionale di Eccellenza, la società dovrà versare un contributo alla FIGC nel primo caso non inferiore ad euro 300.000,00 e nel secondo caso non inferiore ad euro 100.000,00. E’ facoltà del Presidente, d’intesa con i Vice Presidenti della FIGC, con il Presidente della Lega Dilettanti e con i Presidenti delle componenti tecniche stabilire un contributo superiore al predetto minimo». La decisione di abolire il comma 6, ex lodo Petrucci, è stato deciso dalla seguente commissione: avvocato Giancarlo Gentile della Figc,

dal ragioniere Mario Macalli, presidente della Lega Pro e dall’avvocato Leonardo Grosso, dell’associazione italiana calciatori e associazione allenatori di calcio. Inoltre «è sospesa l’applicazione per la stagione 2011/2012 dei commi 6,7,8 e 9 dell’art. 52 delle NOIF; il comma 10 dell’art. 52 delle NOIF troverà applicazione anche per i casi di eventuali non ammissioni ai Campionati di serie A e di serie B nella stagione sportiva 2011/2012». Infine bisogna tener conto che il 18 luglio il Consiglio Federale si pronuncerà sui ricorsi che dovranno essere esaminati dalla Covisoc per le squadre che entro l’8 luglio avranno la possibilità di pagare tutti i debiti federali. Quindi, chi vorrà ripartire dalla serie D dovrà mettere in conto 300mila euro di contributi, mentre per l’Eccellenza saranno 100mila euro. Vale la pena quindi di far morire il Cosenza? Ai posteri l’ardua sentenza. Antonio Alizzi

seconda divisione - la situazione

Vigor, ecco i primi rinnovi Giuffrida e De Luca firmano LAMEZIA TERME Il direttore sportivo Fabrizio Maglia è stato fuori sede per scremare e definire l’accordo con l’attaccante Fabio De Luca che così ha prolungato sino al 30 giugno 2012. Ieri sera via Marconi ha fatto anche sapere che è stato rinnovato il contratto con il play basso Giovanni Giuffrida. Al momento nella rosa della Vigor Lamezia abbiamo come portieri Forte e un secondo sempre juniores (uno fra Montesanti ed Andreoli?); in difesa ci sono Sinicropi e Mercurio che hanno un altro anno di

contratto catalogabili, da dopo il 30 giugno, come over, ai quali si aggiunge Patti mentre come esterni le caselle sono quasi tutte da coprire (uno sarà il genoano Bettati; se arriva il quale, allora poi saranno altre tre gli innesti come esterni bassi). A centrocampo ci sono Mangiapane e il campano Cherchia ai quali si aggiunge Giuffrida. Coi difensori “grandi” siamo quindi a sei. Sugli esterni, con caratteristiche offensive, ci sono già Rondinelli ed Erbini. In attacco Panatteri e De Luca. Si arriva quindi a otto se-

niores. Non siamo in alto mare, ma un altro difensore over (potrebbe essere Miale?), ci vuole così come un altro centrocampista ed una punta. Si arriverebbe a 11 over: troppi. O meglio forse a qualcuno la prospettiva di averne tanti in squadra (in pratica mezzo roster), non sarebbe affatto da disprezzare. Ma lo svecchiamento sarà un po’ più consistente ed alla fine gli over potrebbero essere al massimo nove: tre per reparto. Per cui il lavorio di irrobustimento dell’organico, e poi di qualche leggerissima sfoltita, potreb-

be essere una strada in teoria percorribile. In ogni caso l’area tecnica, e segnatamente il diesse Maglia, ribadiscono: la consistenza della squadra non è certificata dal numero degli over che si hanno in disponibilità, ma dalla qualità e dal pregio tecnico complessivo che possono anche scaturire dagli juniores. In pratica 45 over in formazione ed il resto under che, se paleseranno di essere forti, potranno ribaltare certe previsioni tecniche degli addetti ai lavori.

Società e stadio Non ci sono ancora sentori di incontri fra la società e la tifoseria. Non vorremmo che passasse molto tempo perché i chiarimenti, il confronto reciproco, il parlarsi, con una parte importante dell’ambiente vigorino, non potranno essere fatti sotto la scure del poco tempo a disposizione. Del resto erano i nuovo colloqui coi tifosi erano stati annunciati dalla società un mese e mezzo fa e la cosa l’abbiamo accolta come un segnale che andava nella giusta direzione. Chi ha tempo non

aspetti tempo. Forse l’andare adagio nel mercato potrebbe essere una ragione nel rallentamento: evidentemente si vuol dare una certa impronta alla squadra prima di proporla come prodotto e come attrattiva. Ieri sono andati avanti i lavori per quanto riguarda alcune priorità al D’Ippolito. La prossima settimana dovrebbe essere completata la ristrutturazione della sala antidoping, inclusi gli impianti elettrici e idrici. Poi si dovrebbe passare all’esterno con porte e panchine. Francesco Caruso


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Rigettato il ricorso del Pomezia che ripartirà dai dilettanti. Le Aquile ora possono festeggiare

IL TNAS CONFERMA Catanzaro salvo

CATANZARO Nei primi giorni della prossima settimana Catanzaro potrà conoscere chi prenderà le redini del nuovo Catanzaro. Parola di Michele Traversa. Il neo sindaco ha voluto rassicurare gli animi della piazza giallorossa, a seguito della confusione creatasi negli ultimi giorni, durante un sopralluogo allo stadio “Ceravolo”, per cui si è dato inizio ai lavori di adeguamento. Lavori che, stando a quanto riferito, si chiuderanno entro a prossima stagione. Una notizia, senz’altro lieta per quanti non fanno propria quella disillusione tipica della tifoseria catanzarese, che arriva in concomitanza all’ufficialità della retrocessione tra i dilettanti del Pomezia. Il Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport ha infatti rigettato l’istanza presentata dal club laziale, al quale, è bene ricordarlo, viene contestata la mancanza di «due versamenti sul conto della società necessari a pareggiare le perdite economiche della società e, quindi, a permettere il ripescaggio in Lega Pro, Seconda divisione». Dunque, tutto secondo programma, nonostante un minimo di timore fosse sempre presente nei cuori giallorossi. Anche

Intanto ieri il sindaco Traversa ha visitato il “Ceravolo”

perché appariva impensabile credere che il Tnas potesse stravolgere la sentenza della Corte di Giustizia Federale, non potendosi permettere di creare un precedente tanto clamoroso quanto pericoloso, in un momento estremamente delicato per il calcio nazionale. Il Catanzaro è salvo e si

possono gettare le basi per costruire un nuovo futuro, in netta collisione col passato e, soprattutto, degno del suo blasone. Ora spetterà capire, o meglio scoprire solo a chi toccherà questo compito. Le indiscrezioni che arrivano da Palazzo De Nobili confermano la pista che porta a Giuseppe Cosentino come quel-

la più quotata. L’imprenditore di Cinquefrondi, che dovrebbe essere affiancato da Carmelo Romeo e pare da un gruppo industriale milanese, sembra essere l’unico ad avere avanzato una proposta concreta al primo cittadino. E a distanza di un anno potrebbe rilevare il club giallorosso per rilanciarlo in Pri-

ma divisione. Perché, nonostante nelle ultime ore stia correndo la voce che vorrebbe il nuovo Catanzaro impegnato in una stagione transitoria di Seconda divisione (perché non si procederà con la richiesta, oggi possibile, di ripescaggio), senza la figura di un direttore sportivo, la verità è che sarebbe un vero peccato non approfittare della situazione creatasi, specie quando in ballo c’è un salto di categoria con la prospettiva di una riforma dei campionati che, in ottica futura, potrebbe rilanciare il calcio catanzarese sui palcoscenici della cadetteria. Il tutto a costi relativamente contenuti. Si parla infatti di una spesa che gira intorno al milione di euro, fidejussione di Prima divisione inclusa. Il che è tutto dire… Ma in città continuano a circolare indiscrezioni, non mancano mai, sui contatti intrapresi da Traversa. Le più recenti vogliono che ci sia un gruppo romano dispo-

sto a rilevare il morente Football Club, che stia solo aspettando un confronto col primo cittadino per conoscere le sue intenzioni. Il gruppo in questione sembra essere vicino ad una vecchia gloria dell’Unione Sportiva 1929, una gloria che avrebbe un legame con lo stesso Fc. A buon intenditor… Ma la priorità sembra essere rivolta verso il progetto che fa capo a Gicos, il quale si sarebbe già messo in moto anche per l’aspetto tecnico, in cui si fa sempre più forte la voce che vede Franco Ceravolo supervisore di una squadra pronta ad approcciarsi alla Prima divisione. Ma è bene stare cauti e valutare le parole col giusto metro, anche perché la storia recente insegna che Catanzaro può essere preda di imprevedibili burloni che gridano alla serie B, attraverso la «patrimonializzazione del Catanzaro calcio», per poi sparire nel nulla lasciando di sé solo il ricordo di un orsetto di pezza. Ragion per cui è bene andare coi piedi di piombo. Non resta, dunque, che aspettare questa annunciata conferenza e di sentire le parole di Michele Traversa. Giovanni Bevacqua

seconda divisione - la situazione VIBO VALENTIA La data del 30 giugno è sempre più vicina e la Vibonese di Caffo e Beccaria deve accelerare i tempi se intende iscriversi al prossimo campionato di Seconda divisione. A fine mese, infatti, le società dovranno presentare il primo incartamento utile per l’ iscrizione della squadra al campionato 2011-2012 che, sicuramente, riserverà qualche colpo di scena. Il primo potrebbe arrivare proprio da Vibo Valentia. Al riguardo, il patron dei Pippo Caffo è stato categorico: «Se non si riescono a trovare quei 300 mila euro che servono per la fidejussione, difficilmente vedremo la Vibonese nella lista delle squadre che andranno a comporre il girone “C” di Seconda divisione». In questo momento, dunque, piuttosto che pensare all’allargamento della base societaria che, nonostante gli incontri svoltisi fino ad oggi, tarda ad arrivare, la compagine del noto imprenditore vibonese deve cercare in tutti i modi di trovare la somma utile per iscrivere la squadra al campionato. Per questo motivo, il patron rossoblù ha più volte dichiarato che «da solo non riesco ad andare avanti. C’è bisogno dell’aiuto di altri soggetti disposti ad entrare in società». In questi casi, ovviamente, la speran-

E’ Caffo l’ago della bilancia Crisi Vibonese. Servono 300mila euro per l’iscrizione

Il presidente della Vibonese, Pippo Caffo, aspetta l’ingresso di nuovi soci per garantire un futuro più roseo al club za è l’ultima a morire ed il massimo dirigente spera che qualcuno si faccia avanti per superare l’ ostacolo societario che da mesi non fa dormire son-

ni tranquilli né allo stesso Caffo né a tutti i sostenitori della Vibonese. Il resto dell’ incartamento è pronto. Manca soltanto l’ ingente somma che la

squadra di piazza d’ Armi dovrà sborsare entro il 30 giugno, senza la quale non è possibile iscrivere la squadra al campionato di Seconda divisione.

Secondo indiscrezioni, pare che tra oggi e domani sia in programma un vertice societario per fare il punto della situazione. Come già anticipato, gli imprenditori disposti ad entrare nel sodalizio della Vibonese sono Agostino Silipo (ex presidente della Viola Basket), il quale prenderebbe il posto dei dimissionari Santino Gurzillo e Massimo Colistra, che hanno ribadito a chiare lettere l’intenzione di lasciare una volta per tutte la società. Parte della quota azionaria, inoltre, è in possesso del dirigente Mauro Beccaria e del vicepresidente uscente Francesco Patania che, secondo alcune voci provenienti da ambienti vicini all’entourage rossoblù, starebbe a sua volta lavorando per allargare la base societaria. Sull’ingresso dell’ ex presidente dell’ Interpiana, Francesco Mercuri, invece, pare siano sfumate le possibilità di vedere il noto imprenditore reggino nel quadro dirigenziale della Vibonese. Il patron Pippo Caffo ed il team manager Mauro Beccaria, dunque, sono costretti ad accelerare i tempi, per evitare che la Vibonese calcio diventi un ricordo per i tanti appassionati e tifosi che, negli anni, sono stati al fianco della squadra. Alessandro De Padova


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D I L E T T A N T I eccellenza SCALEA Ladispoli 40 anni dopo. È questo il titolo dell’iniziativa in programma questo pomeriggio alle ore 18:30 allo stadio Domenico Longobucco. Il comitato organizzatore “Campioni d’Italia 1971” formato da Antonio D’Esposito, Alessandro Pepe, Carmine Reda, Silvio Tenuta, Silvio Longobucco, Alessandro Possidente, Angelo Iannazzo, Alfonso Manco, Carmelo Gonnella, Vincenzo Greco, Antonio Perrone e Maurizio Pistorino, ha organizzato nei minimi particolari, grazie anche alla collaborazione dell’Amministrazione Comunale, la grande festa per la rievocazione dell’evento calcistico più importante per la cit-

Scalea, una festa per lo scudetto Saranno celebrati i campioni d’Italia juniores a quarant’anni dal trionfo tadina di Scalea. Saranno presenti i protagonisti dell’impresa che, tra ospiti eccellenti e momenti musicali, ripercorreranno le tappe che portarono al titolo nel 1971. Nel corso della serata i Campioni d’Italia si esibiranno in un breve match di mezz’ora contro la formazione degli over 40 di Scalea. Sarà l’occasione per i più giovani di ammirare dal vivo questi leggendari campioni il cui nome sarà legato per sempre a quello dello Scalea calcio.

La formazione juniores del 1971

Saranno proiettati anche i video dell’epoca che ripercorreranno la magica e trionfale cavalcata dello Scalea fino alla conquista del titolo di campione d’Italia contro la formazione friulana della Sangiorgina ed i festeggiamenti per le vie di Scalea. Prima del termine della manifestazione sarà disputato un minitorneo con 4 squadre di pulcini delle scuole calcio della Mediterranea Scalea, della Poseidon Scalea, della Riccardino Barbato Sca-

lea e dell’Abatemarco. Nei giorni scorsi il comitato “campioni d’Italia 1971” ha protocollato al Comune di Scalea la richiesta di intitolare la piazza-giardinetto antistante le mura di cinta dello Stadio Longobucco o la palestra Comunale o addirittura la sala polifunzionale del Comune a quel titolo tricolore vinto dal popolo di Scalea nel 1971, in perenne ricordo, dell’indiscutibile merito sportivo fregiato dello stemma tricolore, di una impresa unica, che a distanza di 40 anni è ancora vivo nei ricordi di tutti i cittadini scaleoti e dell’intera regione Calabra. Luigi Fazio

Rossanese, giorni di fuoco La Brigata Bizantina scende in campo e chiede l’iscrizione almeno in D ROSSANO Sono giorni fervidi sulle rive dello Jonio. Dopo le possibilità concrete di ripescaggio, in città l’argomento Rossanese torna di grande attualità. Come noto, sono cominciati gli incontri tra società e comune per cercare di pianificare un percorso da seguire insieme. Proprio a questo proposito il gruppo di tifo organizzato della “Brigata Bizantina” ci tiene ad interrompere il silenzio dopo l’aspra contestazione degli ultimi mesi, porgendo la mano alla dirigenza di Viale Sant’Angelo. In una nota diffusa ieri, i supporters rossoblu fanno capire, in maniera chiara, di mettere da parte i dissapori per aiutare le sorti rossoblu. Come normale, gli ultras bizantini indica-

qui hinterreggio

no la strada da seguire: «Chiediamo alla dirigenza di procedere, considerata l’alta possibilità di ripescaggio, all’iscrizione della squadra in Serie D, o se possibile in Lega Pro così come paventato da più parti. Una volta assolto a questo onere, noi come gruppo Brigata Bizantina ci impegniamo ad attivare una pressante campagna pubblicitaria destinata alla vendita di abbonamenti in vista della nuova stagione e se possibile anche per la ricerca di qualche sponsor che possa contribuire alle sorti della società. Così come successo ad inizio della stagione 2009/2010, in cui gli ultras si fecero promotori di una forte campagna di sensibilizzazione con la città».

qui interpiana

C’è da aggiungere che, vista la storia centenaria della Rossanese, gli “aficionados” difficilmente accetteranno di vedere una compagine che barcameni negli ultimi posti della classifica, come è successo in questa stagione. Dunque la B.B. vuole che la società inverta la rotta: «Nel caso in cui si dovesse pensare di allestire una squadra che punti alla sola retrocessione, ci troveremo costretti a girare le spalle e a perseverare nella nostra contestazione. Se vedremo la disponibilità a creare qualcosa di importante, ci faremo portavoce, insieme ad essa, di coinvolgere in questo progetto quanta più gente possibile». Josef Platarota

qui sambiase

qui v.grecanica

qui acri

Tutti i numeri della stagione che si è chiusa

La società Stage in arrivo Niente incontro Il jolly Lori ha contattato Reclutare under La questione Erra va a caccia resta in stand by della riconferma mister Andreoli è l’obiettivo

REGGIO C. L’Hinterreggio ha chiuso il suo campionato con 49 punti, all’ottavo posto in graduatoria, a pari merito con Valle Grecanica e Messina. Nella gestione MesitiNucera, sono arrivate un totale di dodici vittorie stagionali, tredici pareggi ed undici sconfitte. Un bottino di tutto rispetto per la squadra biancoazzurra, che soprattutto al Comunale di Ravagnese, ha costruito molti dei suoi successi. Sono infatti ventisette i punti ottenuti tra le mura amiche, frutto di sette vittorie e sei pareggi (solo 5 le sconfitte), mentre in trasferta, il bottino è stato di cinque vittorie, sette pareggi e 6 sconfitte, per un totale di ventidue punti. Per quanto riguarda, la differenza reti, abbiamo un +2, con 40 gol fatti e 38 subiti, di cui 24 realizzati in casa, contro i 18 subiti. Per quanto riguarda la classifica marcatori biancoazzurra, ha “vinto” Picci con 16 centri, seguito dai 10 di La Canna ed i 9 di Crucitti. Via via tutti gli altri con Samà che ha fatto due gol, e chiudono con un solo centro, i vari Lavrendi, Lombardo, Papasidero e Zangla. Fabrizio Cantarella

CITTANOVA Secondo quanto riferito anche dal ds Ventra, l’Interpiana nelle prossime settimane farà sostenere uno stage a dei ragazzi nati dal 93 in poi. Anche per cercare qualcuno che non solo potrebbe essere inserito nel gruppo della prima squadra, ma anche che vada a completare il settore giovanile della società di Enzo Condomitti. Inoltre Ventra ha spiegato che «cercheremo di trattenere chi fatto bene nella passata stagione come Cosenza, che dovremmo incontrare nei prossimi giorni». Il diesse, inoltre ha fatto capire che sono stati già avviati dei contatti con molti giocatori. «Tra i quali anche Picci dell’Hinterreggio – ha rivelato – ma adesso sappiamo che ognuno spara cifre alte che non si possono nemmeno prendere in considerazione. Ma guardiamo anche al Nord Italia, dove i calciatori percepiscono molto di meno». Infine, Ventra ha sottolineato il fatto che sarebbe «importante poter giocare a Cittanova nel nostro stadio, così da avvicinare i nostri tifosi alla squadra per costruire un grande progetto». Giuseppe Mustica

LAMEZIA TERME Permane la fase di stasi in casa giallorossa per ciò che concerne il nodo cruciale da sciogliere in vista della prossima stagione. Nonostante attendibili voci di corridoio giovedì pomeriggio avessero dato come imminente la venuta di mister Erra in città, ieri l’atteso incontro tra il tecnico salernitano e la società lametina alla fine non c’è stato, pare anche per l’impossibilità a presenziarvi da parte del ds Calidonna.Incontro che potrebbe slittare ad oggi, anche se a questo punto tutto lascia presupporre che la classica fumata, bianca o nera che sia, non arriverà prima dell’inizio della nuova settimana. Da parte dell’ex allenatore di Angri e Nocerina, ci sarebbe tutta l’intenzione di proseguire la sua esperienza alla guida del Sambiase, ma prima di sciogliere definitivamente le riserve, vuole avere un quadro chiaro e definitivo della situazione. Ed il riferimento non è solo all’aspetto economico quanto, piuttosto, mirato all’ottenimento di determinate garanzie tecniche ed organizzative. Ferdinando Gaetano

MELITO PORTO SALVO Continua la disamina dei vari giovani presenti in rosa che rappresentano la fortuna della Valle Grecanica. Dopo i vari Aguglia, Nucera, Autellitano e Pansera, è la volta di Aloi e Lori. Aloi è uno dei giocatori polivalenti capaci di coprire le fasce sia in difesa che a centrocampo. Classe 92, il giocatore ha ben figurato sia in Eccellenza con la maglia della Melitese che in serie D con la Valle Grecanica. Nell’ultima annata ha collezionato ben 17 presenze in 36 partite giocando senza distinzione tra l’out destro e quello sinistro. Un altro dei giocatori considerati jolly è senza dubbio Lori, classe 90, che dalla stagione 2011/2012 non sarà più fuoriquota. Per lui parlano le varie squadre nelle quali ha militato nonostante la giovane età. Hinterreggio, Melitese, Omega Bagaladi San Lorenzo e Valle Grecanica le compagini che hanno potuto vedere all’opera, in prima persona, il giovane capace di ricoprire sia il ruolo di terzino che quello di centrocampista, esterno e interno, senza alcuna distinzione. Francesco Iriti

ACRI La situazione in casa rossonera sembra aver preso la strada giusta. Dalle ultime riunioni è emersa la volontà di tutti, indistintamente, di voler accelerare i tempi per la formazione della nuova società. La prima novità riguarda, però, la composizione di un comitato tecnico. Esso sarà composto da vecchi dirigenti che hanno ricoperto ruoli nella scorsa stagione. Avrà il compito di valutare la campagna acquisti e di portare avanti il settore tecnico. Non potrà avere, invece, l’ultima parola sulla scelta dell’allenatore. Ma a proposito di ciò, pare che la società abbia contattato Andreoli per un incontro imminente. A lui avrebbero comunicato la somma finora a diposizione per l’allestimento della rosa. Insomma, sembra ad una svolta la programmazione del sodalizio silano dopo un lungo momento di riflessione. Del resto, la società, ed in primis il presidente Scaramuzzo lo ha sempre detto dall’inizio; prima l’ammontare dei fondi a disposizione, poi la programmazione. Si tratta, ora, di vedere se mister Andreoli accetterà o meno le proposte delle società. Roberto Saporito


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N O N S O L O C A L C I O arti marziale

pallanuoto maschile

Stage del maestro Busa a Spezzano

Cosenza cerca i punti promozione

SPEZZANO ALBANESE Il campione stage tecnico di kumitè (combattimento) mondiale di Karate, Luigi Busa, sarà nella parteciperanno centinaia di atleti calabresi giornata di domani a Spezzano Albanese, provenienti da tutte le palestre della regiocentro del cosentino, su indicazione del de- ne. Molto soddisfatti il sindaco, Alberto Terlegato della Federazione Italiana Judo Lotmine, e l’assessore allo sport, ta Karate Arti Marziali Michele Argondizzo, per l’ot(FIJLKAM) della provinGradita ospite timo lavoro svolto dagli cia di Cosenza, Luciano la campionessa istruttori della “Meijo-GhiDichiera, peraltro inseSei” e per la crescita sportiva gnante tecnico titolare europea e umana di tutti gli iscritti aldella società sportiva di karate la società sportiva di San A.S.D. Karate San Marco Marco Argentano. Grande Argentano denominata Laura Pasqua entusiasmo anche tra i verti“Meijo-Ghi-Sei. Ci sarà uno stage in quel di Spezzano, ci regionali e locali della Federazione che dunque, con il più giovane atleta italiano di vedono aumentare nelle palestre diffuse per karate ad essersi aggiudicato questo titolo tutta la Calabria il numero degli ammiratoa soli 19 anni nell’edizione di Tampere ri e dei frequentatori di queste nobili disci2006. L’attesissimo evento si terrà domeni- pline. Merito anche del lavoro compiuto dal ca 19 giugno, con inizio alle ore 10, nel Pa- delegato regionale della Federazione, Gelazzetto dello Sport di Spezzano Albanese rardo Gemelli, e dal presidente del comitaed avrà come ulteriore ospite la campiones- to regionale, Antonio Laganà. Massimo Maneggio sa europea di karate, Laura Pasqua. Allo

COSENZA Penultimo atto nel campio- formazioni tecniche come la Tubisider Conato di serie C maschile di pallanuoto. Un senza, potrebbero trovarsi in difficoltà. Ma turno che potrebbe decretare con una gior- la capolista in passato giocando in vasca nata di anticipo la promozione della Tubi- inadeguate, è riuscita a trovare il modo per sider Cosenza in serie B. Alla capolista, for- venirne a capo. In una partita fondamentate dei cinque punti di le Perri e compagni dovranvantaggio sul Modugno, Battendo no buttare in vasca quella serve necessariamente in trasferta grinta, carattere e determinacentrare il successo pieno, in trasferta contro la la Fimco Maglie zione messe in mostra nella gara con la Rari Fimco Sport Maglie. Una potrà scoppiare vittoriosa Nantes Auditore Crotone. E partita (si gioca domani dell’importanza del confronto con inizio alle ore 16,00 ) la festa con i pugliesi, si è parlato in che il “settebello” guidato da Francesco Manna può fare propria in settimana in casa rossoblù. La squadra si è virtù del notevole divario tecnico e di pun- allenata con intensità e con quella voglia di ti fra le due contendenti. Sulla carta, insom- volere chiudere anzitempo una stagione fima, la vittoria appare più che possibile, ma no a questo momento ricca di soddisfazioguai a sottovalutare l’avversario. Ora più ni. Manca ancora uno sforzo per coronare che mai. Le insidie dall’incontro più che nel migliore dei modi, già da domenica sedalla compagine pugliese potrebbero arri- ra, un torneo portato avanti da assoluta vare dall’impianto sportivo in cui si gioca, protagonista. e. mo. una di quelle vasche strette e basse, dove

basket - serie B dilettanti

«Vorrei rimanere alla Viola» Cavalieri è pronto a rientrare sul parquet dopo il grave infortunio REGGIO CALABRIA La Viola Reggio Calabria, nell’estate del 2010, aveva deciso di puntare su un giocatore che avrebbe fatto la differenza in Serie B Dilettanti. Stiamo parlando di Claudio Cavalieri che, per metà stagione, ha confermato la bontà delle scelte del presidente Muscolino. Purtroppo, ad inizio gennaio, un infortunio ha tolto dai giochi la guardia romana: «Sono stato sfortunato – dice l’ex Patti- ma gli infortuni fanno parte del gioco. Non ho potuto dare l’apporto sperato ed ho sofferto tanto ad assistere alle gare dei miei compagni di squadra che comunque sono stati fantastici». Ma Cavalieri, si è fatto sentire ugualmente anche da bordo campo con il suo continuo incitamento: «Era l’unico modo per far capire ai ragazzi quanto ci tenessi a questa maglia. In ogni gara ed in ogni allenamento sono stato presente per trasmettere la mia voglia di vincere. Pur-

futuro da scoprire E’ ancora presto ma la mia disponibilità a rimanere in riva allo Stretto c’è ed è molto forte troppo, siamo arrivati ad un passo dalla meta ma questa Viola ha disputato ugualmente una grande stagione». La gente lo ha capito ed ha anche eletto come beniamino Cavalieri: «Sono molto felice per come sono stato accolto in questa città. Reggio Calabria è un posto splendido per vivere con delle persone magnifiche. Il pubblico ci ha dato una grossa mano e sono felice di sapere che è tornato ad entusiasmarsi per la Viola». Adesso ci sarà un’estate in cui Cavalieri cercherà di ri-

mettersi definitivamente in forma: «Avrò tante settimane di tempo per preparare la prossima stagione L’intervento al ginocchio è perfettamente riuscito ed ora sono in piena fase di recupero. Voglio farmi trovare pronto quando si ricomincerà a giocare». Magari di nuovo con la maglia della Viola: «Per me sarebbe fantastico rimanere in questa realtà. Ripeto, Reggio mi ha accolto alla grande ed in me c’è tanta voglia di prendermi una rivincita dopo le difficoltà di questa stagione. E’ ancora presto per fare certi discorsi ma la mia disponibilità a rimanere in riva allo stretto c’è ed è molto forte». E la Viola potrebbe ridare una chanche ad un atleta che sa come si vince in ogni categoria e che ha tanta voglia di aiutare una realtà che vuole tornare a certi livelli, magari grazie ancora all’aiuto di un vero e proprio cavaliere. Pardon Cavalieri dello sport con la palla a spicchi. Giuseppe Dattola

tennis

A Wimbledon l’urna non favorisce gli italiani

nuoto REGGIO C. Ormai l’ASI Nuoto Calabria è una realtà ben consolidata nel mondo del nuoto Calabrese. 300 tesserati 2 manifestazioni importanti regionali l’anno. L’ultima è stata a Tropea in cui si è riscosso grande successo sia dal punto vista tecnico che organizzativo per la Paideia, sul Campo gara che, in quest’occasione, era era la piscina del villaggio la Pace di Tropea VV- Vi erano le seguenti società partecipanti: Paideia A-Olimpo Blu - Azzurra Nuoto – Colosseum – Vibo Nuoto – Gymnasium – Nettuno – Centro Nuoto Villa – Cogeis - Paideia SN (Rappresentativa Scuola Nuoto). Questa la classifica finale: Paideia A 591, Vibo Nuoto 492, Azzurra 448,

Asi Nuoto realtà consolidata La Paideia fa bottino pieno Olimpo Blu 284, Paideia Scuola Nuoto 187, Centro Nuoto 169, Nettuno 125, Cogeis 61, Gymnasium 49, Colosseum 31. Circa 220 partecipanti venuti da tutta la Calabria. Le età erano comprese tra i 15 anni ai 70 si è potuto vedere in alcuni casi Papà e Figli gareggiare l’uno contro l’altro permettendo in alcuni casi la condivisione di uno sport che difficilmente avviene. La piscina ed il villaggio di una nota struttura della zona hanno offerto un ottimo contesto per questa manifestazione, e an-

cor di più per le Asaisi 2011 organizzate da Tino Scopelliti e Nino Girella. Soddisfatto anche il presidente della Paideia Pino Calabrò che, sull’onda dell’Asi Nuoto ha costruito un Gruppo di agonisti, i quali, visti i risultati, danno la netta sensazione che la Paideia stia svolgendo un ottimo lavoro stia creando qualcosa che rimarrà nel tempo. Inutile dire che la Paideia nel circuito Fin, dopo 3 anni di leadership, è tra i primi 3 posti in Calabria e anche i ragazzi della Paideia del circuito Asi, diversi da quelli

Fin, da ben 3 dizioni regionali godono del primo posto. Per quanto riguarda il settore Asi, della Paideia, il presidente Calabrò ha affidato l’incarico a Giuseppe Gangemi, uomo esperto nel lavorare con i giovani e con alle spalle tanti progetti importanti con la Scuola Nuoto. Gangemi ha presentato gli atleti reggini con un ottimo stato di forma ed, infatti, il risultato è stata una vittoria per la compagine reggina che continua a vincere in tutte le competizioni a cui prende parte sia nel circuito agonistico che in questo nuovo ed emergente settore dello Sport Asi, una federazione che cresce anno dopo anno. giu. dat.

LONDRA L’urna di Wimbledon non aiuta gli italiani presenti nel tabellone principale. Nel main draw, in attesa dell’epilogo delle qualificazioni, sono inserite 4 azzurri. L’avversario peggiore è toccato a Filippo Volandri, che a Wimbledon una sola volta ha superato il primo turno: il livornese ha pescato il ceco Tomas Berdych, sesto favorito del seeding e finalista nel 2010. È andata male anche a Potito Starace, che dovrà vedersela al primo turno contro lo svizzero Stanislas Wawrinka, quattordicesima testa di serie. Un concorrente davvero difficile da affrontare, soprattutto sull’erba. Avversario tosto anche per Fabio Fognini che rientra a Wimbledon dopo lo spendido quarto di finale al Roland Garros: il 24enne ligure, neo numero uno azzurro, lo scorso anno arrivato al terzo turno, esordirà contro il canadese Milos Raonic, 31esima testa di serie. Il sorteggio migliore è toccato ad Andreas Seppi che giocherà al primo turno contro lo spagnolo Albert Montanes. Ancora in corsa nelle qualificazioni Simone Bolelli, Flavio Cipolla e Marco Crugnola. e. m.


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N O N S O L O C A L C I O bocce COSENZA Hanno soltanto ventuno e diciannove anni i due nuovi campioni italiani di bocce di coppia, categoria C. Gennaro Blotta e Nino Tomaselli, i due giovani della società bocciofila “Latte torre di mezzo” si sono imposti nelle finali nazionali di Sassuolo (Mo) sconfiggendo a fasi le centoventotto formazioni che provenivano da ogni parte d’Italia. I due giunti passo dopo passo in semifinale, hanno avuto la meglio su una coppia maceratese in un match ricco di emozioni conclusosi dodici a otto. Una prestazione quella di Blotta e Tomaselli sopra le righe anche domenica 12 giugno, giorno della finale, nella splendida cornice del palazzetto dello sport di Sassuolo che ospitava pluricampioni, “pezzi da novanta” quali Benedetti, Formicone, D’Alterio, Signorini e Savoretti. Temibilissima l’ultima coppia

Blotta e Tomaselli campioni italiani

Alle finali nazionali di Sassuolo il duo calabrese ha sbaragliato il campo da affrontare proveniente da Reggio Emilia che secondo i bookmakers era tra le favorite, ma gli esperti Blotta e Tomaselli guidati da mister Gianluca Nardini ha cambiato l’ordine dei pronostici strappando loro il primo e ambitissimo posto. Una prestazione da manuale che ha stupito il numeroso pubblico presente sugli spalti, così i locali emiliani sono stati travolti dalla superiorità tecnica ed agonistica dei due che in taluni frangenti ha creato momenti di puro spettacolo. Gli accosti millimetrici di Nino Tomaselli, accompagnati dalle precise giocate di bocciate di Gennaro Blotta, hanno sovrastato ogni velleità avversaria. Il risultato è stato

un delirio per questa coppia partita da lontano con un risultato storico e insperato, aggiunto alla standing ovation finale di tutti i presenti. Un 12-2 che non ha lasciato scampo. Dopo la gioia di tutto il team spezzanese il duo è stato premiato dal presidente della provincia di Modena con il titolo di “Coppia campione d’Italia”, premio al quale Nino Tomaselli, aggiungerà quello per il vincitore più giovane della manifestazione. Lacrime e gioia per il presidente e tecnico Gianluca Nardini che ha dichiarato subito la vittoria: «E’ un’immensa commozione quella che provo in questo momento. Nino e Gennaro, con questo risultato entrano a pieno diritto nella storia delle bocce calabresi, e con loro tutta la società di Spezzano Albanese». Anthony De Rosa

volley - serie B1 maschile

Corigliano, torna Tomasello Ad attendere il giocatore la fascia di capitano. E c’è il sogno serie A2 CORIGLIANO La Caffè Aiello si prepara a trascorrere un’estate intrisa di puro entusiasmo. L’arrivo della stagione calda, infatti, ha portato con se, novità a gò gò. Si comincia col ritorno di Giacomo Tomasello, il quale ritorna nella sua Corigliano con lo scopo preciso di rinvigorire oltremodo un gruppo già di per sé forte e motivato. Ad attenderlo, probabilmente, la fascia di capitano e il ruolo di trascinatore del gruppo, data la grinta che il fuoriclasse catanese riesce ad esprimere ogni volta che scende in campo. A lui sarà affidato anche il compito, condiviso insieme agli altri veterani della squadra, di guidare i giovani atleti verso il migliore rendimento e l’utile fattore mentale, vero tallone d’Achille della Caffè Aiello nella stagione passa- questa stagione non possono iscriversi al campionato di seta. Ma la novità più importan- rie A2 per problemi di diverte è quella che trapela dal sor- sa natura: tecnici, economici riso astuto del direttore spor- o semplicemente per ragioni tivo Pino De Patto che, nel di mera opportunità. A questo corso della punto l’intersua carriera rogativo che di team macampionati si porrà una nager, non volta ottenuda riformulare ha mai rito il titolo di sparmiato ai Diverse squadre A2 sarà: De tifosi grandi non si iscriveranno Patto, che colpi di scenon ha mai na. Ebbene: al torneo amato metteCorigliano per motivi re su squadre potrebbe rigiusto per la economici tornare in sepura salvezrie A2. La noe non solo za, ha intentizia, che zione di fare manderà siil gran colpo? curamente in fibrillazione il cuore degli ap- Magari posando lo sguardo passionati più accaniti, giun- –come è sua abitudine farege proprio in un momento verso obiettivi sempre più dove tutti, oramai, erano con- ambiti. Di sicuro se ne vevinti di disputare nuovamen- dranno delle belle, e il super te la serie B1. A fondamento trio Cilento-De Patto-Nacci di questa notizia sta il fatto già scalda i motori per un per cui Corigliano può essere nuovo viaggio nel mondo del “ripescata” dalla lega in quan- grande volley. Francesco Albamonte to alcune squadre vincenti di

beach tennis

Oddo e Cataldo, che show in Puglia Primo posto e doppietta in stagione COSENZA Grande avvio di stagione per la coppia formata da Massimiliano Oddo e Alberto Cataldo, che in terra pugliese hanno conquistato il secondo torneo in altrettante partecipazioni. La stagione di beach tennis in Calabria sta per iniziare, mentre in altre zone d’Italia è già nel vivo. Nella magnifica cornice di Ligo Gandoli, in provincia di Taranto, si sono già disputati numerosi tornei dove hanno partecipato e stanno giocando i migliori atleti di tutto il meridione. Tra queste, la coppia paolana, campione regionale in carica, formata da Oddo e Cataldo ha partecipato a 2 tornei, giorno 4 e giorno 12 giugno. In entrambe le occasioni, gli atleti della Match

Ball Paola hanno sbaragliato tutti gli avversari tornandosene a casa sempre con il primo posto, nonostante il favore dei pronostici non fosse in loro favore.Dopo tale, entusiasmante avvio di stagione, la stagione di beach tennis inizierà anche in Calabria con numerose tappe in tutta la regione. Ancora non si ha un’ufficialità sulle date, ma la prima tappa dovrebbe giocarsi a Paola nei prossimi weekend. Parteciperanno, come sempre le squadre paolane, quelle di Pizzo, di Catanzaro, Lamezia, Reggio Calabria e altre realtà, ma per tutti la coppia da battere rimarrà quella composta da Oddo e da Cataldo. Mariano Fusaro

volley - serie A2 femminile

Soverato, la montenegrina Bokan saluta tutti Una delle rivelazioni dello scorso anno giocherà in Francia con la Mulhouse Volley SOVERATO Mentre in tutta Italia il mer- rie A2 femminile è stata una delle rivelazioni cato è in pieno fermento con Giaveno e Lo- per tutti gli addetti ai lavori. A Soverato la Boreto che hanno messo a segno i primi colpi kan ha disputato un campionato molto sodimportanti per la prossima stagione la socie- disfacente, tenendo conto che si trattava deltà della Frigorcarni Soverato continua ad es- la prima esperienza in Italia, in una compesere attivissima sul mercato per chiudere tizione difficile come l’ A2; la montenegrina trattative importanti con giocatrici di spes- ha contribuito in gran parte alla salvezza della squadra calabrese, risultansore e qualità che possano do punto fermo ed importante nel prossimo campionato di Movimenti della formazione mandata in serie A2 far disputare una in entrata campo da coach Montemurro. stagione di alta classifica alpossibili Tatjana Bokan giocherà la le cavallucce marine. Si parprossima stagione nella serie A la di nuovi arrivi nei punti nella prossima francese con la squadra della più importanti dello scacsettimana Mulhouse Volley che, con il suo chiere biancorosso e per acquisto, avrà certamente in nuove atlete che arrivano ce ne sono, e ve ne saranno ancora, altre che la- formazione un’ atleta di valore. La notizia è sciano la perla dello Ionio in cerca di altre de- stata ufficializzata sul sito della società franstinazioni. I nomi restano top secret, ma già cese, la nuova squadra della Bokan nel corso qualcosa potrebbe muoversi nei prossimi dell’ ultimo campionato si è classificata al secondo posto dietro la compagine del Cannes. giorni. Sicuramente non farà parte della rosa Altri movimenti sia in entrata che in uscita sa2011/2012 la montenegrina Tatjana Bokan ranno ufficializzati nei prossimi giorni. Saverio Maiolo che nel corso dell’ ultimo campionato di se-


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comando

06:10 Aspettando Unomattina Estate 06:30 Tg1 - CCISS Viaggiare informati 06:45 Unomattina Estate 08:00 Tg1 09:00 Tg1 10:30 Aprirai 10:50 Un ciclone in convento 11:35 Lady Cop 12:35 Verdetto finale il processo in Tv con Veronica Maya 13:oo Tg1 14:00 Linea Blu 15:30 Quark Atlante 16:25 Overland 12 17:15 A Sua immagine 17:45 Passaggio a Nord-Ovest 18:50 L’eredità 20:00 Tg1 20:30 Da Da Da

07:00 Cartoon Flakes (fino alle 09:15 programmiper i più piccoli) 09:15 Rubrica - Social King 10:00 Ragazzi c’è Voyager 10:35 A come Avventura 13:00 Tg2 13:30 Tg2 Motori 13:50 Jane Doe - con Lea Thompson 15:15 La libreria del mistero - con Kellie Martin 16:40 La signora in giallo 17:30 Tg Sport 18:00 Nella mente di Kate 18:15 Tg2 19:40 Squadra Speciale Cobra 11 20:30 Tg2

08:30 Film - Un eroe dei nostri tempi con Alberto Sordi, Franca Valeri 10:40 Film - Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo con Alberto Sordi 12:00 Tg3 13:00 La Grande storia 14:00 Tg Regione 14:20 Tg3 - Meteo 3 14:50 Film - Il ragazzo dal kimono d’oro 3 con Ron Williams 15:00 Tg3 Flash L.I.S. 16:30 Film - Venezia, la luna e tu con Nino Manfredi 19:00 Tg3 19:30 Tg Regione 20:00 Blob

06:25 Mediashopping 07:00 Vita da strega 07:30 Kojak II 08:25 Vivere meglio programma sulla salute e il benessere condotto da Fabrizio Trecca 08:50 Sentinel 09:55 Giudice Amy 10:55 Ricette di famiglia con Davide Mengacci 11:30 Tg4 - Meteo 4 12:00 Carabinieri 13:00 Distretto di polizia 13:52 Poirot I- con David Suchet, James Fox 16:00 Monk 16:55 Tgcom 18:55 Tg4 19:35 Tempesta d’amore 20:30 Siska

06:00 Tg5 Prima Pagina 07:50 Traffico Meteo 5 07:55 Borsa e Monete 08:00 Tg5 Mattina 09:05 Film - Le dieci Vite del gatto Titanic con Yngve Berven, Ulla Marie Broch 11:05 Forum 13:00 Tg5 - Meteo 5 13:40 Cougar town 14:05 Cougar town 14:45 Film - Le avventure della piccola Ociee Nash con Skyler Day, Anthony P. Rodriguez 16:30 Pomeriggio Ciqnue 18:50 Chi Vuol essere milionario 20:00 Tg5 20:30 Paperissima sprint

06:55 Il trenino Thomas (fino alle 10:05 programmi per i più piccoli) 10:10 Tv Moda 10:45 Film - Barbie fairytopia - La magia dell’arcobaleno 12:25 Studio aperto 13:00 Studio Sport 14:10 I Simpson 14:30 Film - Hot shots! 2 con Charlie Sheen 16:25 Piccoli campioni con Rick Moranis, Ed O’neill 18:30 Studio Aperto 19:00 Bugs Bunny 19:15 Film - Agent Cody Banks 2: destinazione Londra con Frankie Muniz

06:00 Tg La7 - Meteo Oroscopo - Traffico 06:55 Movie flash 07:00 Omnibus La7 07:30 Tg La7 09:50 Bookstore 10:40 Spagna Superpole qualifiche 11:30 Ultime dal cielo 13:30 Tg La7 13:55 Dio vede e provvede - serie tv con Angela Finocchiaro 15:55 Movie Flash 16:05 Film - Loch Ness con Joelty Richardson, Kirsty Graham 18:05 Relic Hunter 20:00 Tg La7 20:30 In Onda

L’ultimo sogno

La rabbia di una donna

Armageddon

Criminal Intent

Italia’s got talent

Agente Cody Banks

L’ispettore Barnaby

21,20 Film Con Hayden Christensen

23:20 Rubrica Italia mia - esercizi di memoria 00:25 L’appuntamento 01:00 Rubrica Tg1 notte 01:35 Film - L’ussaro sul tetto con Juliette Binoche

21,05

20,30

21,10

21,10

21,10

21,10

Film con Brandy Ledford

FIlm con Bruce Willis

Film I casi più delicati affidati ai detective dell’Fbi

Musicale conduce Jerry Scotti

Film con Frankie Muniz

La serie poliziesca inglese è una delle più seguite

22:45 Brothers & Sisters 23:25 Rai sport 00:40 Storie. I racconti della settimana 01:10 Tg2 Mizar 01:35 Sì Viaggiare 02:15 Appuntamento al cinema - di cinema

23:30 Tg3 23:40 Tg Regione 23:55 Rubrica - Un giorno in Pretura 00:00 Rubrica Radic 00:55 Rai Educational Cult Book - di cultura 01:35 Film - Huie's Sermon - regia di Werner Herzog

23:00 Law e Order: unità speciale 23:55 Telefilm 24 01:55 Tg4 night news 03:00 Film - Lo sceicco bianco con Alberto Sordi, Brunella Bovo, Leopoldo Trieste

spigolature

23:30 Matrix 01:30 Tg5 Notte 01:31 Paperissima sprint - replica 02:02 Telefilm - Huff 03:50 Media shopping 04:30 Meteo 5 notte

22:55 Film - Lo squalo 4 -la Vendetta con Lorraine Gary, Mario Van Peebles oo:15 Studio aperto Live 02:25 Beach girls

23:35 News Triks 00:40 Show - m.o.d.a. 01:25 Film - Totò sceicco con Totò, Tamara Lees, Aroldo Tieri 02:05 Otto e mezzo replica 02:45 G Day 03:05 La 7 Colors

mezzo secolo fa

Sordomuti fraintesi e feriti

Insoliti ladri di capelli

Due sordomuti sono stati accoltellati nel sud della Florida perché una donna ed un ragazzo avevano scambiato il linguaggio dei segni per un “saluto” di una gang rivale. La 45enne Barbara Lee, membra di una gang, era in un locale di Hallandale Beach quando ha visto i due sordomuti che dialogavano a gesti. La Lee è andata su tutte le furie e ha insultato i due, accusandoli di essere membri di una gang rivale, dato che secondo lei i due si stavano scambiando i “saluti” tipici della banda. Irritata ha aggredito i due con un coltello

Decisamente misterioso il furto commesso presso un centro di bellezza di Chicago. Infatti, i ladri si sono portati via un sacco con i capelli tagliati, che era destinato ad essere buttato via. E i ladri hanno faticato non poco per impossessarsi del bottino: hanno infatti dovuto forzare la porta sul retro che era protetta da due massicci lucchetti. E sembra non abbiano toccato niente oltre al sacco con i capelli: certamente non la cassa del negozio. Il gesto sembra difficilmente riconducibile ad un feticista.

R

di Mario Massimo Perri

eliquie di San Francesco a Paola. Autorità della città e della provincia di Cosenza in corteo automobilistico fino a Paola per la consegna ai Padri minimi di alcune reliquie di San Francesco, custodite nella Cattedrale, dove erano giunte provenienti da Sambiase. Ai Padri francescani fu solennemente consegnata, in particolare, la reliquia di un dito della mano destra del Santo. In testa al corteo: il sindaco di Cosenza, Arnaldo Clausi Schettini; amministratori comunali e provinciali; il prefetto De Carlo; il questore Parlagreco; ufficiali dell’Arma ed esponenti del mondo politico locale. Il corteo era formato - come raccontarono le cronache - da centocinquanta auto e da una ottantina di motocicli che si accodarono per la più ampia partecipazione dei fedeli cosentini.

l’ora del sudoku

ARIETE 21 marzo 20 aprile

CANCRO 22 giugno 22 luglio

BILANCIA 23 settembre 22 ottobre

Sarai molto dinamico e vincerai la pigrizia. In ambito lavorativo, otterrai un successo da parte di un contatto che ritenevi futile. Avrai l’opportunità di cambiare il corso della tua vita ed elevarti sempre più. In ambito lavorativo, gli astri suggeriscono popolarità.

TORO

21 aprile 20 maggio

LEONE 23 luglio 22 agosto

In questa giornata, avrai delle intuizioni azzeccate in merito ad una persona che ti hanno presentato di recente. Sarai felice. In questa giornata, grazie gli influssi planetari, se sei single avrai grandi opportunità di incontrare una nuova fiamma. Sii sereno.

GEMELLI 21 maggio 20 giugno

VERGINE 23 agosto 22 settembre

Dovrai valutare con attenzione le tue scelte perché fra di esse potrebbe nascondersi un’insidia. Non dovrai essere timoroso. Gli astri ti suggeriscono di evitare atteggiamenti scontrosi dovuti solo ad un tuo nervosismo passeggero. Vorrai chiarire la tua posizione.

Potrebbe nascere un Difenderai a spada tratPer superare un tuo moconflitto con un’amicizia ta le tue iniziative e non mento di indecisione deun po’ invadente, ma ti permettarai a nessuno ciderai di farti consigliasarà di grande aiuto per SCORPIONE di contraddirti. Sul lavo- SAGITTARIO re da una cara amicizia. conoscerla meglio. Cer23 novembre Non dare peso ai pette23 ottobre ro, troverai nuovi spun21 dicembre golezzi. 22 novembre ti. ca di essere felice.

Avvertirai la necessità di Sarai particolarmente confidarti e troverai l’apminuzioso e pretenderai poggio di valide amicimolto anche da te stesso. zie. In ambito lavoratiSe desideri vivere in CAPRICORNO vo, saprai creare occa- ACQUARIO maggiore armonia sii fe21 gennaio 22 dicembre sioni uniche. lice. 19 febbraio 20 gennaio

PESCI

20 febbraio 20 marzo

In ambito lavorativo sarai molto soddisfatto dei risultati ottenuti e soprattutto ti farà piacere notare il compiacimento dei tuoi superiori.

Per completare il sudoku è necessario seguire una sola regola: in ogni riga, settore e colonna devono essere presenti solamente i numeri da 1 a 9 (nel caso del sudoku tradizionale). In base a questa regola e allo schema d’inizio sarà possibile risolvere ogni sudoku solamente con la logica e mai inserendo valori a caso.



18-06-2011cz