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Poste Italiane SpA - Spedizione in A.P. D.L. 353/2003 (conv. in L. n. 46 del 27/02/2004) art. 1, comma 1, DR/CBPA-SUD/CS/56/2006 valida dal 06/04/2006

venerdì 17 giugno 2011

anno VI numero 165 NUVOLOSO

NUVOLOSO

CATANZARO

COSENZA

meteoora NUVOLOSO

NUVOLOSO

NUVOLOSO

CROTONE

REGGIO

VIBO

I segreti delle mazzette a Malta Sarebbero quattro le persone coinvolte nel giro di soldi sporchi quotidiano d’informazione regionale direttore piero sansonetti

€ 1,00

REGGIO CALABRIA Sarebbero quattro, al momento, le persone che avrebbero gestito le presunte somme provenienti indirettamente dall’amministrazione comunale di Reggio Calabria, “ripulite” a Malta e poi reinvestite.

> pagina 5

> pagina 8

Cosenza Il pentito Forastefano: La Rupa mi chiese aiuto per le elezioni

STRAFACE: vittima o amica della mafia?

> pagina 12

Sequestrati beni alla cosca Mancuso VIBO La Dia di Catanzaro ha sequestrato beni mobili ed immobili per un valore complessivo di oltre sei milioni di euro, riconducibili ad Antonio Mancuso, di 73 anni, di Limbadi ritenuto uno dei capi carismatici dell’ omonima cosca.

> pagina 7

Chiesto un ergastolo per l’omicidio Brogna

LA RELAZIONE DI MARONI: «Concreti collegamenti con la criminalità»

CATANZARO Ergastolo e isolamento diurno per diciotto mesi. Chiede il carcere a vita, il pm, per Emanuele Rocco Valenti, l’imputato oggi ventiquattrenne che rischia di marcire in cella per l’efferato omicidio di Michele Brogna.

> pagine 14 e 15

Porto, il 22 si va a Roma Ma la protesta continua

L’INTERVISTA AL SINDACO: «La ’ndrangheta è il male, e io la combatto...»

GIOIA TAUROMercoledì il tavolo a Roma tra Regione e i ministri Matteoli,Romani e Sacconi. La vicepresidente Stasi illustra le proposte che la Giunta porterà all’incontro. Mentre al porto di Gioia Tauro continua il presidio dei lavoratori.

LUNA ROSSA

di Pasquino

Una bella colletta

> pagine 9, 10 e 11

Silvio Berlusconi, che non ha paura di nessuno, si dice, però, preoccupato di dover pagare, ove sia condannato dai giudici, 2500 miliardi di vecchie lire a Carlo De Benedetti.“E dove li trovo tutti questi soldi?”, s'è interrogato Berlusconi, al funerale dell'amico Comincioli, dando segno che ovunque si trovi, pensa solo ai fatti suoi. Non s'angosci. Provvederemo noi a fare una colletta. Purché lasci il Governo.


M& PARALLELI VENERDÌ 17 giugno 2011 PAGINA 2

ERIDIANI

calabria

ora

bce

il caso

Il premier “richiama” Lorenzo Bini Smaghi

Il dietrofront di Brunetta «Precari vittime»

ROMA Il governo italiano ha chiesto a Lorenzo Bini Smaghi di lasciare il consiglio della Bce in vista dell’attribuzione della presidenza al numero uno della Banca d’Italia Mario Draghi. «C’è una richiesta ufficiale del governo a Bini Smaghi di dimettersi», ha annunciato il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Bini Smaghi è stato convocato palazzo Chigi dove ha incontrato lo stesso premier e il sottosegretario Gianni Letta. «Non rispondo, no comment», ha replicato ai cronisti che gli chiedevano conferma delle sue dimissioni dall’Istituto di Francoforte per favorire il sì francese alla nomina a presidente della Bce di Mario Draghi. Con l’uscita dell’attuale presidente, Jean-Claude Trichet, la Francia perde il suo unico rappresentante nel board della Bce. Ne avrebbe invece due l’Italia. Il nome di Bini Smaghi è uno della rose dei tre accredidati sin qui per la successione al vertice della Banca d’Italia al posto di Draghi.

Il Cavaliere è ottimista sulla tenuta della maggioranza

Berlusconi sicuro «Governo forte»

il ricovero

Tanzi in ospedale si sospetta una ischemia MILANO Calisto Tanzi è stato trasportato in ambulanza ieri mattina dal carcere di via Burla all’ospedale Maggiore. La prognosi è riservata ma potrebbe trattarsi di un sospetto attacco ischemico. L’avvocato di Tanzi ha dichiarato: «I parenti ancora non lo hanno visitato, non sappiamo quanto grave sia la situazione».

cdm

Approvato nuovo decreto sull’immigrazione ROMA Espulsione immediata per tutti i clandestini, tempo di permanenza nei Cie prolungato a 18 mesi. È quanto previsto dal decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri, che ha anche dato il via libera ad un decreto legge su Lampedusa per la Protezione civile. Ad annunciare i provvedimenti il premier Silvio Berlusconi e il ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Un decreto, ha detto il presidente del Consiglio, che prevede «l’espulsione coattiva immediata di tutti i clandestini» e con il quale «prolunghiamo il tempo di trattenimento nei Cie da sei a 18 mesi, attraverso una procedura di garanzia che passa dal giudice di pace».

calabria

ora

Paese Sera Editoriale S.r.l. C.da Lecco, 8 RENDE (Cosenza) Direttore responsabile

Piero Sansonetti Vicedirettore

Davide Varì

Caporedattore Centrale

Francesco Ferro

ROMA «Non ho paura di nessuno, la maggioranza tiene assolutamente». Silvio Berlusconi, lasciando Palazzo Grazioli, risponde così a chi gli chiede se lo preoccupino di più i giudici o la tenuta della maggioranza. Un ottimismo che viene smentito un’ora dopo dall’alleato che tiene in pugno le sorti del governo. Alla domanda diretta dei cronisti (“Il governo tiene?”) Umberto Bossi risponde due volte con un gesto inequivocabile: il pollice verso, che gli imperatori romani facevano per decidere la vita o la morte dei gladiatori. Passano pochi minuti e l’ufficio stampa della Lega, raggiunto dalle agenzie di stampa, precisa: si riferiva ai giornalisti. Lettura che Berlusconi conferma. Anche se sulle reali intenzioni della “esternazione gestuale” del Senatur resta il giallo. E le parole di Roberto Maroni confermano le tensioni che agitano il Carroccio: «Vi rimando a Pontida, Berlusconi ascolterà attentamente...». Rincara la dose il viceministro leghista Roberto castelli: «Il governo è in difficoltà e Pontida sarà un esame insieme con i nostri militanti per rilanciare l’azione della Lega e possibilmente l’azione del governo». Chiosa il premier: «Se mi chiedete come andrà, io sono un inguaribile ottimista. Sono convinto che non ci sia alcuna alternativa per l’Italia a questa maggioranza e a questo governo». Malgrado l’ostentato ottimismo, il governo è pronto a porre la fiducia sia sul decreto sviluppo che ull’intervento che il presidente del Consiglio svolgerà mercoledì mattina alle 11 a Montecitorio sulla verifica chiesta dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dopo la nomina dei nuovi sottosegretari, alcuni dei quali eletti originariamente nelle file dell’opposizione. «Sono stato autorizzato - ha detto Berlusconi - a porre la fiducia sia sul decreto sviluppo che sull’eventuale richiesta di documenti con cui misurare la nostra maggioranza in Parlamento. Sono convinto - ha aggiunto - che avremo una larga maggioranza di supporto». Per il momento si tratta solo di un’ipotesi, visto che non è ancora chiaro se formalmente quelle del goRedazione Centrale C.da Lecco, 8 Rende (CS) e-mail: info@calabriaora.it tel. 0984.837661 0984.402059 fax 0984.839259 Catanzaro: Corso Mazzini, 164 tel. 0961.702056 0961.747190 fax 0961480161 Reggio Calabria: via Nino Bixio, 34 tel. 0965.324336 fax 0965.300790 Siderno: via Verdi - tel. fax 0964.342899 Palmi: Piazza 1 maggio 17 - tel. fax 0966.55861

verno saranno comunicazioni, sulle quali è possibile presentare mozioni di fiducia, o una semplice informativa. Un’incognita che sarà risolta, a quanto si è appreso al termine della riunione, solo martedì. Ma se saranno comunicazioni e se verrà chiesta una fiducia, eventuali dichiarazioni di voto si terranno a partire dalle 17.30 e la chiama inizierà attorno alle 19. Molto dipenderà anche dalle mosse di Pd, Idv e Terzo Polo che nei giorni scorsi hanno ventilato la possibilità di presentare a loro volta un documento. «Non riusciamo a capire se l’opposizione presenterà un documento o meno» ha detto al termine della riunione Fabrizio Cicchitto. Se presenterà un documento, ha chiarito il capogruppo del Pdl, «abbiamo detto che probabilmente il governo metterà la fiducia. Se no ci limiteremo ad un confronto politico. Quando l’opposizione avrà chiarito si saprà se ci sarà il voto di fiducia o meno». Dal canto suo, il capogruppo del Pd, Dario Franceschini, ha spiegato: mercoledi ci sarà la verifica che, come avevamo detto, sarà sulle comunicazioni del governo e lascia ai gruppi la possibilità di presentare un documento. Mi sembra non abbiano nessuna intenzione di chiedere il voto. Noi ci riserviamo la possibilità di decidere quale conclusione dare al dibattito». Al consiglio dei ministri di oggi non si è discusso di un eventuale ritiro delle truppe dalla Libia, chiesto da Maroni. «Noi - spiega il premier - siamo molto attenti allo sviluppo delle operazioni militari. Siamo nella compagine dei volenterosi perchè il parlamento ha dato questo voto e il capo dello stato era favorevole. Seguiamo l’evolversi della situazione che non vogliamo si trasformi in palude. Speriamo possa termine presto con la cessazione dell’attuale regime». «La manovra la presenteremo nei giorni immediatamente successivi alla verifica del 22 giugno, all’inizio della settimana successiva. Abbiamo le idee chiare e non siamo preoccupati dell’impatto che potrà avere sull’opinione pubblica» annuncia Berlusconi.

Vibo Valentia: c.so Vittorio Emanuele III, 123 tel. 0963.547589- 45605 fax 0963.541775 Rossano: via Galeno, 149 - tel. 0983.290604 fax 0983 292220 Paola: viale Ippocrate, 39 - tel. fax 0982.583503 Aut.Trib. di CS n. 778 del 26.01.06 ROC n. 17921 del 5.02.09 Centro Stampa Stab.Tipografico De Rose Montalto Uffugo (CS)

Pubblicità Concessionaria esclusiva Euromidia srl sede: via Giovanni XXIII, 6 87030 - Rende - tel. 0984/846058 fax 0984/847150 ROC n. 14087 del 12.07.06 Uffici: Catanzaro: Corso Mazzini, 164- tel. 0961702056 fax 0961480161 Vibo Valentia: corso Vittorio Emanuele III, 123 tel. 0963.547589-46605 fax 0963.541775

ROMA I precari sono «vittime del sistema» mentre “l’Italia peggiore” sono la «casta di privilegiati molto romani» che cerca solo visibilità mediatica. Lo ha sottolineato il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, precisando il senso delle sue parole al centro delle polemiche sui precari. «Io faccio il professore di economia del lavoro - ha detto Brunetta intervenendo su Radio24 - è da una vita che mi interesso di problemi del lavoro: le pare che io sia così stupido da dire che le vittime di un sistema che non funziona, in cui i padri sono troppo egoisti, le vittime siano loro l’Italia peggiore? Lei pensa che sia così stupido?». «Io ce l’ho - ha spiegato il ministro - con quella casta di privilegiati "molto romani". Guardi i nomi nelle interviste di questa mattina sui giornali», nomi come Maurizia Russo Spena, figlia di Giovanni ex senatore del Prc. «Roma è piena di questo tessuto di persone - ha aggiunto - e io mi preoccupo di più dei precari dei call center, dei precari nel settore privato che non riescono ad avere un contratto a tempo indeterminato e non hanno parola». «Io mi preoccupo di loro - ha concluso Brunetta - e sto lavorando per dare una soluzione ai loro problemi, mentre mi preoccupo di meno dei tanti organizzati, molto spesso in ambito romano, che vengono con telecamerine e striscioni per avere visibilità mediatica».

economia

La Bce chiede all’Italia di specificare le manovre ROMA «In molti paesi occorre sostenere gli obiettivi di bilancio con misure di risanamento concrete, al fine di correggere i disavanzi eccessivi entro i termini concordati». È il monito lanciato dalla Banca centrale europea nel suo bollettino mensile. L’aggiornamento del programma di stabilità italiano, che punta al pareggio di bilancio entro il 2014, indica che «vanno ancora specificati per il periodo 2013-2014 ulteriori interventi per un importo cumulato pari circa al 2,3% del Pil». Nel documento la Bce, passando in rassegna i programmi di stabilità dei Paesi dell’euro, rileva che «in molti casi i piani non sono del tutto convincenti», anche perché «l’evoluzione del risanamento presentata nella maggior parte dei programmi non trova sufficiente riscontro in misure concrete, soprattutto dopo il 2011». Anche per la Spagna la Bce nota che «le riduzioni di spesa programmate devono ancora essere specificate nel dettaglio». Reggio Calabria: via Nino Bixio, 34 Reggio Calabria

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M E R I D I A N I

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calabria

l’infezione

la nomina

Al Qaeda, al Zawahiri sostituisce Bin Laden

Lille, i piccoli intossicati dopo aver mangiato carne

Ricoverati 7 bambini per il batterio killer Il ceppo dell’infezione risulterebbe diverso rispetto a quello in Germania

LILLE Sette bambini sono stati ricoverati in ospedale a Lille, in Francia, dopo aver mangiato hamburger contaminati da un tipo raro di batterio dell’E.coli. Il batterio di Escherichia Coli che ha provocato l’intossicazione«non è dello stesso ceppo» del batterio killer che ha colpito in

ora

P A R A L L E L I

Germania». Lo ha riferito un portavoce della Commissione Ue, precisando che «per ora non è stato lanciato un allarme europeo» e che Bruxelles attende chiarimenti sulle cause della contaminazione. Il ceppo che ha colpito in Francia è «il più comune

(0157), rispetto al ceppo 0104 che ha colpito in Germania». Lo stato di salute dei sette è giudicato in alcuni casi «serio», dicono i medici che al momento, però, non parlano di prognosi riservata anche se tre di loro sono tuttora in dialisi. Sei dei bambini, fra i 20 mesi e gli 8 anni, sono stati ricoverati in rianimazione pediatrica dopo essere stati colti da diarree con perdite di sangue «importanti», che sono sembrate legate alla consumazione di hamburger surgelati di marca «Steaks Country», venduti negli ipermercati Lidl, secondo quanto reso noto dall’Agenzia regionale per la salute. «Questa infezione ad Escherichia coli - sottolinea l’agenzia non ha alcun legame, al momento, con l’epidemia registrata in Germania», che ha provocato la morte di 38 persone. Uno dei cinque bambini ha potuto lasciare l’ospedale già nella serata di mercoledì, gli altri sono ancora in osservazione. Le autorità regionali hanno già disposto il ritiro delle confezioni di hamburger ed è stato lanciato un appello a chi le avesse acquistate a riportarle nei punti vendita.

Il produttore di hamburger, la società Seb, con sede a Saint-Dizier (Haute-Marne, a est), ha annunciato il ritiro di tutti i lotti di carne coinvolti, in un comunicato emesso nella notte tra mercoledì e giovedì. «La sicurezza e la salute dei nostri clienti sono nostre priorità», così Lidl-France, tramite il co-gestore dei supermercati in Francia Jerome Gresland, chiarisce la sua posizione. «La posizione di Lidl è chiara: per precauzione abbiamo ritirato dalla vendita la carne incriminata e abbiamo proceduto al ritiro dei prodotti con data di scadenza 10, 11 e 12 maggio 2012», ha aggiunto Gresland, secondo il quale è la prima volta in 10 anni che la grande catena deve far fronte a un problema simile. La carne che avrebbe intossicato sei bimbi nel nord della Francia, proveniva dalla Germania dal Belgio e dall’Olanda: lo ha sottolineato l’azienda francese Seb, che ha prodotto gli hamburger venduti presso la catena di supermercati Lidl finiti sui piatti delle piccole vittime. La carne è stata macellata in Germania, ha precisato Seb, per poi essere trasformata in Francia.

il piano

L’Ue: «Per salvare la Grecia intervento in due tempi»

BRUXELLES «Per il salvataggio della GreQuesto doppio cia ci sarà un intervento approccio in due tempi: domenica prossima bisognerà daconsentirebbe re il via libera alla trandi evitare che da 12 miliardi, l’11 il default luglio decidere sulla partecipazione dei privati al secondo intervento d’aiuto»: lo ha detto il commissario Ue Olli Rehn lanciando un appello ai 27 «per superare le attuali divisioni». Il commissario ha precisato: «Non

abbiamo un piano B» e ha più volte ribadito l’appello alla responsabilità politica sia da parte dei partiti politici greci che dei più alti responsabili economici europei.«Sono fiducioso - si legge in una nota del commissario agli affari economici - che domenica prossima l’Eurogruppo sarà in grado di decidere sulla quinta trance del prestito alla Grecia, che avverrà ai primi di luglio. Confido che saremo in grado di concludere anche la revisione d’accordo con il Fmi. Nello stesso contesto l’Eurogruppo domenica e lunedì discuterà

i contenuti e le condizioni di un nuovo programma per la Grecia e la natura del coinvolgimento del settore privato, con l’intento di prendere una decisione al prossimo vertice dell’Eurogruppo dell’11 luglio». Secondo Rehn questo doppio approccio consentirà alla Grecia di evitare un default e aprirà la strada ad una strategia di medio termine. «È stato difficile - spiega Rehn ma credo fortemente che questo doppio approccio consentirà alla Grecia di evitare uno scenario accidentato». «Ciò significa che il finanziamento del debito sovrano greco non potrà essere assicurato fino a settembre, mentre prenderemo le decisioni di medio termine prima, a luglio». «È spiacevole - dice ancora Rehn riferendosi ai risvolti politici della situazione - che gli sforzi per costruire un’unità nazionale siano falliti mercoledì». «Non c’è dubbio che gli sforzi per evitare il default - che sarebbe una catastrofe per la Grecia - siano responsabilità di tutte le forze politiche». Riuniti martedì a Bruxelles, i ministri dell’eurozona non erano riusciti a mettersi d’accordo sui nuovi aiuti alla Grecia, in particolare sull’eventuale partecipazione di banche, istituti assicurativi e altri creditori privati della Grecia al nuovo piano di aiuti, dopo quello di 110 miliardi di euro in tre anni varato l’anno scorso. Domenica e lunedì a Lussemburgo si discuterà proprio «del contenuto e delle condizioni per un nuovo programma di aiuti alla Grecia, e della natura della partecipazione del settore privato, con l’obiettivo di giungere a qualche decisione alla prossima riunione dell’Eurogruppo l’11 luglio».

ROMA Il medico egiziano Aymane al Zawahiri è il nuovo capo di al Qaeda. L’annuncio è stato dato con un comunicato apparso sul web e riferito dall’emittente al-Arabiya. Zawahiri, numero due del gruppo terroristico, succede ad Osama bin Laden, il fondatore di al Qaeda, ucciso lo scorso 2 maggio dalle forze speciali Usa in un blitz ad Abbottabad, in Pakistan. Massimo ideologo del gruppo clandestino, da sempre luogotenente del fondatore di “al-Qaeda”, Zawahiri ne era considerato il più probabile erede. L’8 giugno scorso era apparso in un video della durata di 28 minuti, nel quale giurava di portare avanti il «jihad», la guerra santa agli infedeli, «sfidando tutti»: e quindi contro Israele, gli Stati Uniti, l’intero Occidente e «gli invasori delle terre musulmane», nel nome di «una Nazione ribelle che si è risvegliata dal sonno». Il messaggio era stato interpretato come la prima reazione pubblica di al Qaeda alla morte di bin Laden. Fino a oggi la successione effettiva allo «sceicco del terrore» era stata posposta: si vociferava infatti che una parte della base dell’organizzazione non si fidasse dell’ex medico egiziano, da qualcuno addirittura considerato come colui che avrebbe tradito bin Laden. Il 17 maggio era perciò stata annunciata la nomina ad interim di Saif al Adel.

la protesta

Siria, continua la violenza Assad annuncia discorso ATENE Di fatto la repressione prosegue ma Bashar al Assad fa mostra del suo volto conciliante. Il presidente siriano infatti avrebbe intenzione di tornare a rivolgersi direttamente al suo popolo e parlare di riforme. Lo dice un rappresentante governativo di Damasco alla tv Al Arabiya: «Oggi (giovedì, ndr) o forse domani il presidente annuncerà alla nazione un nuovo pacchetto di riforme». La notizia è confermata anche da alcuni siti d’informazione siriani vicini al regime. Nel frattempo i carri armati dell’esercito governativo hanno rinforzato le posizioni intorno ad Amaaarat Al-Numan, città del nord, dopo che migliaia di persone sono fuggite in seguito alla repressione delle proteste contro il presidente. Residenti e gruppi siriani per i diritti umani hanno detto che decine di carri armati e veicoli per il trasporto di truppe sono stati dispiegati intorno a Khan Sheikhoun, città che si trova a circa 30 chilometri a sud di Maarat al-Numaan sulla principale autostrada che collega Damasco e Aleppo. La repressione militare ha costretto migliaia di rifugiati a scappare attraverso il confine verso la Turchia, dove il ministro degli Esteri turco Ahmed Davutoglu ha avuto colloqui con un inviato siriano, durante i quali ha chiesto a Damasco di porre fine alla repressione dei contestatori e di dare il via alle riforme democratiche. Gruppi siriani per i diritti umani hanno parlato di 1.300 civili e più di 300 soldati e poliziotti morti da quando sono scoppiate le proteste a marzo, ispirate dalle rivolte che hanno costretto alle dimissioni i leader di Egitto e Tunisia. Assad, alleato dell’Iran sciita e sostenitore dei gruppi militanti Hamas e Hezbollah, ha subito la condanna da parte della comunità internazionale ma l’unica risposta concreta alla repressione è arrivata da Stati Uniti ed Unione Europea, che hanno imposto sanzioni contro il presidente e i suoi alleati più stretti.


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calabria

P A R A L L E L I

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il caso Nel mirino dei democratici è finito il deputato del Pdl Alfonso Papa

Inchiesta sulla P4 L’opposizione attacca REAZIONI Antonio Di Pietro ha commentato: «La questione morale non si è mai chiusa da quando fu arrestato Mario Chiesa». Casini invece ha difeso Letta(foto in alto): «Sulla sua onestà , metto la mano sul fuoco`)

L’indagine scuote i palazzi e c’è chi teme già una nuova Tangentopoli

ROMA Con l'incognita Bossi e con Berlusconi che si prepara alla verifica in Parlamento, a turbare la navigazione del governo arriva anche l'inchiesta sulla P4. La svolta della Procura che ha portato agli arresti domiciliari di Lui-

gi Bisignani e alla richiesta da parte della procura di Napoli di autorizzazione ad eseguire la custodia cautelare in carcere per il deputato Pdl Alfonso Papa scuote i palazzi e c’è già chi teme una nuova Tangentopoli. Mentre l'opposizione va all'at-

il giallo

Omicidio Rea, Parolisi: «Il telefono l’ ho buttato io»

ASCOLI PICENO «Ora basta con queste storie del tradimento. Io mi sono disfatto di questo telefono, non ho nulla da nascondere. Ho dichiarato a tutta l’Italia di aver tradito mia moglie. Ora basta. Si ripete sempre la stessa cosa. Si me ne sono liberato di quel telefono, non l’ho spaccato. L’ho buttato perché volevo staccare da tutte queste accuse che mi stanno facendo». Salvatore Parolisi, il marito di Melania Rea, in un’intervista, spiega di aver buttato vicino al campo sportivo il cellulare che usava per parlare con Ludovica, la donna

con la quale avrebbe avuto una relazione. «Si, si l’ho buttato li - dice -. Ma non ha un senso per me. Basta con queste insinuazioni nei miei confronti». «Non l’ho spaccato, non ho tolto la scheda. Me ne sono semplicemente liberato per non avere più nessun legame con questa storia. Non è mai stato acceso e usato - prosegue -. Una persona viene messa alla berlina. Basta con queste storie basta. Non ho nessun interesse per questo telefono. Mi si accusa sempre ma di cosa? Basta. Il tradimento non è un reato. Basta’». Secondo Parolisi il cellulare non conteneva niente di compromettente: «Solo il fatto che era collegato all’altra persona e basta. Cosa altro poteva contenere un telefono? Lo usavo solo per chiamare l’altra persona per cui non vedo cosa possa contenere di altro». Riguardo all’arresto di una soldatessa, Laura Titta, nella stessa caserma in cui lavora Parolisi, il marito di Melania sottolinea: »Non ricordo di aver mai conosciuto questa ragazza, ne posso dire che sia stata una mia allieva o meno, perché a me ne passano tante e non mi ricordo tutti i nomi».

tacco il Pdl fa quadrato e anche dall’opposizione si levano voci a sostegno del sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Il leader Udc, Pier Ferdinando Casini è pronto «a mettere la mano sul fuoco» a favore di Letta: «E' un uomo che parla con tutto il mondo e tutto il mondo parla con lui. Se c’è una persona su cui metterei la mano sul fuoco per onestà e correttezza quella è Gianni Letta». Enrico La Loggia (Pdl) ricorda che «Gianni Letta è da anni uno dei più grandi ed affidabili servitori dello Stato, dote riconosciutagli da tutti indistintamente. Inoltre, è una persona per bene della quale mi onoro di essere amico. Sono quindi certo che quanto sta emergendo in queste ore non lo sfiorerà neanche da lontano». Per il capogruppo Pdl alla camera, Fabrizio Cicchitto, «la magistratura sta approfittando delle difficoltà della maggioranza per rilanciare l’attacco della cavalleria giudiziaria». Di diverso avviso il leader Idv, Antonio Di Pietro: «La questione morale non si è mai chiusa da quando, quel lontano febbraio 1992, arrestammo Mario Chiesa. Da allora ci sono sempre gli stessi personaggi che si propongono e ripropongono per fare il bello e il cattivo tempo. Per questo credo ci sia bisogno di un rilancio etico nelle istituzioni». Poche le reazioni dalle fila del Pd. «Conosco Gianni Letta come un onesto servitore dello Stato. Non entro nel merito dell’inchiesta sulla P4 ma la sua personale

correttezza è una virtù che conosciamo in tanti, amici ed avversari», afferma Follini. Nel mirino dei democratici finisce invece il deputato Pdl Papa: «Le contestazioni contenute nella richiesta di autorizzazione all’arresto sono gravi e preoccupanti, dovranno dunque essere esaminate con grande attenzione e serietà. Bene ha fatto il presidente Castagnetti a convocare la Giunta per la prima seduta utile per una seria disamina del caso e per le valutazioni di competenza», hanno dichiarato Anna Rossomando e Donatella Ferranti, deputate del Pd e componenti della Giunta per le Autorizzazioni alla Camera. L'accusa dei pm è di aver costruito un'associazione segreta, i cui esponenti intrattenevano una serie di rapporti ad alti livelli nel mondo della politica, della pubblica amministrazione e dell'impresa per raccogliere informazioni riservate e utilizzarle per esercitare pressioni, ricatti e ottenere vantaggi personali. L'inchiesta è condotta da Henry John Woodcock e Francesco Curcio, magistrati della procura di Napoli. Secondo le dichiarazioni di Bisignani messe a verbale, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta sarebbe stato informato di «'tutte le vicende giudiziarie che potevano riguardarlo direttamente o indirettamente» ottenute dal parlamentare del Pdl Alfonso Papa, che a sua volta le riceveva da fonti delle forze di polizia.

lombardia

La Lega vuole il crocifisso in tutti gli immobili regionali

MILANO In commissione Cultura in Consiglio regionale lombardo si è discussa la proposta di legge presentata dal gruppo della Lega Nord che impone l’obbligo di esporre l’immagine del crocifisso in tutti gli immobili di proprietà della Regione. Nel documento presentato, il progetto di legge numero 74, si impone l’obbligo di appendere in tutte le sedi dell’istituzione regionale l’icona religiosa: in quattro articoli sono riassunti il valore culturale del crocifisso quale “simbolo della nostra

civiltà, della nostra identità, della cultura”, vengono riportate sinteticamente le sentenze emesse dalla giurisprudenza italiana ed europea in questo ambito e infine il valore dell’ammenda per gli inadempienti: una sanzione amministrativa pecuniaria che va da un minimo di 120 a un massimo di 1.200 euro. «Da cristiano provo un grande imbarazzo nel commentare questo progetto di legge - commenta il consigliere regionale pd Fabio Pizzul - per due ragioni distinte: innanzitutto perché nel testo viene data una rappresentazione del crocifisso puramente simbolico-culturale, spogliandolo di fatto della sua valenza fortemente religiosa. Inoltre da un punto di vista amministrativo le sentenze riportate nel documento, al contrario di ciò che sostengono i miei colleghi della Lega, sanciscono il diritto di esporre il crocifisso senza alcun riferimento all’obbligo. Non si strumentalizza un simbolo importante come il crocefisso». E il suo compagno di partito Giuseppe Civati: «Imporre di esporre il crocefisso è del tutto analogo a imporre di toglierlo».


dal POLLINO alloSTRETTO

calabria

ora

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Mazzette ripulite a Malta Sono quattro i sospettati “Fallara-bis”, Procura di Reggio verso la chiusura del cerchio PARADISO Nella foto accanto un particolare de La Valletta, capitale di Malta, l’isola del Mediterraneo che rappresenta un paradiso per turisti e amanti dello svago. Proprio qui sarebbero stati ripulite le mazzette del Comune di Reggio Calabria REGGIO CALABRIA Sarebbero quattro, al momento, le persone coinvolte nel filone d’inchiesta sul “caso Fallara” riguardante presunte somme provenienti indirettamente dall’amministrazione comunale di Reggio Calabria, “ripulite” a Malta e poi investite sull’isola del Mediterraneo. All’interno del documento redatto dalle forze dell’ordine e consegnato ai magistrati, ci sarebbe un preciso riferimento ai soggetti che avrebbero effettuato delle operazioni ora al vaglio della Procura. Delle quattro persone cui si fa cenno, una sarebbe stabilmente residente a Malta. Si tratta, in sostanza, di colui il quale avrebbe rivestito il ruolo di referente per le operazioni finanziarie effettuate sull’isola. Una persona di cui fidarsi, insomma, che conosce certe dinamiche e sa offrire la giusta assistenza a chi si trova in un ambiente nuovo e vuole impiegare in modo fruttuoso il denaro che ha a disposizione. Il problema, però, è che quelle somme, secondo quanto si apprende, non sarebbero tutte di provenienza lecita ma piuttosto il frutto di tangenti ed altre somme indebitamente percepite. un brutto pasticcio Un brutto pasticcio, dunque, che vedrebbe coinvolti personaggi vicini all’amministrazione comunale guidata dall’allora sindaco Giuseppe Scopelliti. E qui si arriva agli altri tre soggetti coinvolti nella vicenda. Di questi, uno sarebbe una sorta di collante tra Reggio e Malta, mentre gli altri due avrebbero effettuato i viaggi sull’isola del Mediterraneo per portare denaro ed investire. Sull’identità dei personaggi vige il massimo riserbo. Si è nella fase embrionale dell’indagine, come già anticipato ieri. Allo stato, infatti, non ci sarebbero indagati per reati specifici, ma solo ipotesi di reato contenute in un documento riservato e redatto sulla base di precise indicazioni. Tanto basta però, quanto meno, per far sorgere delle perplessità in merito agli affari che sarebbero stati portati a termine sull’isola al centro del Mediterraneo. Il nuovo filone d’inchiesta partirebbe da somme indebitamente percepite ed erogate dal Comune di Reggio Ca-

Nel documento consegnato ai magistrati ci sarebbero precisi riferimenti alle persone coinvolte nello scandalo che rischia di travolgere ogni cosa Tra le persone “citate” dalle forze dell’ordine figurerebbe un soggetto residente a Malta: sarebbe la persona deputata a “ripulire” le mazzette drenate al Comune L’indagine è ancora nella sua fase embrionale, ma promette di riservare sorprese assolutamente clamorose con un effetti devastanti per la politica L’inchiesta avrebbe trovato avvio e concretezza a seguito delle prime attività investigative intraprese all’indomani del cosiddetto “Caso Fallara” labria. Come si ricorderà, una simile prassi era stata già messa in luce nel corso della “inchiesta madre” sul caso Fallara. L’esposto presentato da Naccari Carlizzi e Romeo, infatti, parlava di autoliquidazioni e somme percepite in bar-

ba alla legge da parte dell’ex dirigente al settore finanze e tributi di Palazzo San Giorgio. Nel nuovo filone d’indagine, però, il denaro sarebbe stato poi dirottato sull’isola di Malta e portato all’interno di casinò per essere “ripulito” con la presunta compiacenza di alcuni addetti infedeli e poi reimpiegato in alcune operazioni finanziarie. Secondo le poche informazioni circolate, si parla di investimenti nel campo delle strutture ricettive maltesi, degli stessi casinò e di un albergo interno ad un casinò, nonché (ma questa è una circostanza tutta da verificare) di quote della compagnia aerea Air Malta. Come già riportato ieri, quindi, ci si trova di fronte ad un’ipotesi assai complessa e che necessita di adeguati approfondimenti investigativi. Di certo c’è che di investimenti sospetti sull’isola di Malta se ne parla da diverso tempo. Ma fino ad oggi sono rimaste soltanto chiacchiere con rilevanza pari a zero. contorni sempre più nitidi Adesso, però, pare che la cosa stia assumendo contorni più chiari e possa anche concretizzarsi in qualcosa di più specifico sotto il profilo giudiziario. Nessun indagato, è chiaro, ma la conoscenza di un meccanismo che, se confermato, si presenterebbe semplice e devastante. Un quadro che si va a sommare a quello già molto delicato venuto fuori dalle prime indagini sul caso Fallara. È lì che gli inquirenti ci vogliono vedere chiaro. Per questo l’attenzione dei magistrati è massima. Qualunque dettaglio viene vagliato con estrema perizia. Gli squarci che si potrebbero aprire sulla vicenda sono diversi e non ancora ipotizzabili fino in fondo. Non rimane che attendere il lavoro dei pubblici ministeri Tripodi e Ombra, guidati dal procuratore aggiunto Ottavio Sferlazza e coordinati dal procuratore della Repubblica, Giuseppe Pignatone. Saranno loro a dover vagliare la fondatezza degli elementi che hanno in mano e dar seguito eventualmente ad un’indagine che rimane estremamente intricata e foriera di ulteriori e clamorosi sviluppi. CONSOLATO MINNITI c.minniti@calabriaora.it

le attività di indagine

E gli oo7 della Procura continuano a spulciare le carte del Comune REGGIO C. E mentre si profilano nuovi e inquietanti scenari sul caso Fallara, gli ispettori presenti a palazzo San Giorgio stanno continuando il loro lavoro. Come anticipato ieri, infatti, gli 007 dopo aver consegnato la relazione riguardante il disavanzo di bilancio stimato in circa 130 milioni di euro, avrebbero ricevuto un supplemento d’incarico che li ha portati ad essere nuovamente presenti nella sede del Comune. È lì che stanno verificando, documento dopo documento, tutto ciò che si trova nelle carte contabili dell’amministrazione guidata fino allo scorso anno dall’odierno governatore Giuseppe Scopelliti. Stando ad alcune indiscrezioni, pare che gli elementi più interessanti siano stati trovati in merito ai capitoli riguardanti gli indennizzi dei dirigenti e le cosiddette “poste di giro”. In sostanza entrate mai materialmente percepite, cui corrisponderebbero uscite vere e proprie. E se su tale versante gli ispettori (che sembra si siano “riconvertiti” da “inviati” della Procura a quelli del Ministero dell’Economia) hanno ampiamente terminato il loro lavoro consegnando una relazione molto articolata e che rappresenterà una solida base su cui lavorare, per altro verso, invece, pare proprio che i loro accertamenti debbano continuare ancora per diverse settimane. Non è facile intuire quale sia il settore specifico d’interesse degli 007. Quel che è certo è che qualche altro elemento interessante potrà essere tratto una volta che anche quest’ultima parte del loro incarico sarà ultimata. Intanto altro materiale sarebbe stato depositato nella cancelleria della procura, proprio con riferimento ad altre presunte autoliquidazioni effettuate da Orsola Fallara, ex dirigente del settore finanze e tributi, poi morta a seguito della decisione estrema di togliersi la vita ingerendo dell’acido muriatico. Come già riferito qualche giorno fa, quindi, sembra che per quanto concerne il filone “istituzionale”, l’inchiesta sia ormai in una fase avanzata e prossima alla chiusura. Sono diversi i soggetti indagati e per i quali i pm coordinati dal procuratore aggiunto Ottavio Sferlazza (nella foto) stanno vagliando le diverse posizioni e le ipotesi di reato. Non rimane che attendere quelli che saranno gli intendimenti dei magistrati della Procura di Reggio Calabria per capire finalmente quali sono le presunte responsabilità dirette ed indirette di una vicenda che ha letteralmente sconquassato le stanze più in vista di palazzo San Giorgio e dintorni e che si arricchisce ogni giorno di più di altri interessanti capitoli. con. mi.


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Intestazioni fittizie: arresti e sequestri delle Fiamme gialle Ammanettato Vincenzo Simonetti: si serviva di prestanome per gestire l’azienda confiscata SIDERNO (RC) Tre arresti e un sequestro beni per un valore di oltre un milione di euro. Questo il risultato cui ha portato l’indagine svolta dagli uomini della Guardia di finanza di Roccella Jonica che, ieri alle prime luci dell’alba, hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Vincenzo Simonetti, 60 anni, ritenuto affiliato al clan dei Ruga - Metastasio, Antonio Marulla, 46 anni, e Pietro Antonio Zucco, 54 anni. Altre due persone sono indagate a piede libero. Gli arresti sono scattati al termine di una scrupolosa e complessa attività investigativa delle Fiamme gialle che, partendo da accertamenti volti a contrastare il lavoro nero nei confronti della Euroservizi MA. Gi. CA. di Stilo, ha portato al-

L’azienda posta sotto sequestro della Fiamme gialle la luce un giro di intestazioni fittizia di beni, il tutto aggravato dalla modalità mafiosa. Al centro dell’inchiesta coordinata dalla Dda la figura di Vincenzo Simonetti, già condannato due volte nel 1985 e

nel 1996, per partecipazione ad associazione di stampo mafioso. Dopo le condanne l’autorità giudiziaria aveva disposto la confisca della società Scavical di Maria Luisa Guarna, ma gestita di fatto da Si-

Vincenzo Simonetti monetti, provvedendo poi ad affidare i beni alla cooperativa MA.Gi.CA., il cui rappresentante legale risultava essere Pietro Domenico Zucco. La presenza del pregiudicato nei locali della società, giustificata da un scrittura privata di consulenza tecnico amministrativa stipulata con Zucco, aveva insospettito gli uomini della Guardia di finanza che così davano il via a controlli volti ad accertare l’effettivo ruolo dell’uomo all’interno della cooperativa. Dalla vastissima mole di documentazione contabile analizzata è emerso che la presenza di Simonetti all’interno della cooperativa fosse tutt’altro che marginale. L’uomo, in realtà, aveva la proprietà e la gestione sostanziale dell’azienda: era referente responsabile dell’impresa, dirigeva i rap-

Pietro Antonio Zucco

altri due nei guai Fermati anche Antonio Marulla e Pietro Antonio Zucco: si sarebbero prestati agli interessi dei clan porti commerciali con i fornitori, gestiva l’azienda avendo il completo controllo delle entrate e delle uscite, aveva la materiale disponibilità degli assegni della società e quest’ultima pagava i fornitori con assegni e cambiali riconducibili al conto corrente personale dell’uomo. Il tutto con la

dall’ordinanza

il pentito Non è un nome nuovo alle cronache giudiziarie, Vincenzo Simonetti. L’ultima volta che lo ammanettano era il 22 febbraio 1994. L’indagine del pubblico ministero Nicola Gratteri, “Stilaro”, lo aveva catalogato “uomo di rispetto” del clan Ruga-Metastasio e assegnato a una responsabilità nitida. «La sentenza della Corte d’appello - scrive oggi il gip -

DANIELA URSINO regione@calabriaora.it

caulonia

La coop fantasma e il pentito: così cadono le “teste di legno” SIDERNO (RC) Il fatto è che un omino, il pluripregiudicato di Stilo Vincenzo Simonetti, il signore del calcestruzzo e del movimento terra, l’imprenditore battezzato e cresimato dal clan Ruga-Metastasio, già in carcere, già condannato, tutto sembra tranne che uno sciocco. Perché dell’azienda che gli era stata confiscata, di quel patrimonio che tempo addietro lo Stato sottrae alle “famigghie”, ne era divenuto nuovamente il capo. Come? Per quel che documenta l’inchiesta della fiamme gialle di Roccella Jonica, tutto ha inizio il giorno in cui i curatori cedono in affitto alla “Euroservizi Magica” la gestione del complesso aziendale di cui era proprietaria una ditta in odor di mafia, la “Scavical”. Quando subentra, la “Euroservizi” si muove e opera in nome e per conto di un suo manovale. L’ex sorvegliato speciale Vincenzo Simonetti:«E’ stato dimostrato - scrivono gli inquirenti - come, grazie alla compiacenza del presidente della società affittuaria, l’uomo ha di fatto continuato a gestire e dirigere l’impianto di produzione di calcestruzzo e inerti sottratto alla cognata, Maria Luisa Guarna». L’impero dei clan della Locride perde altri pezzi, dunque. E per mano del tipo che dei capimafia Andrea e Giuseppe Ruga ne era l’ombra, la scorta, il maggiordomo. «Le due società sottoposte a sequestro - la “Tresse srl” di Antonio Marulla e la “Euroservizi” di Pietro Domenico Zucco - erano riconducibili a lui», annota il giudice per le indagini preliminari.

compiacenza di Zucco, legale rappresentate della Ma.Gi.ca. Secondo quanto emerso dalle indagini la cooperativa non avrebbe mai pagato il canone d’affitto d’azienda previsto «quasi a voler fare capire - riferiscono gli inquirenti - che l’attività economica non è stata toccata dalla confisca e che il proprietario non paga per godere delle sue proprietà». Dalle indagini è poi emersa la commistione delle attività della cooperativa con un’altra società, la Tre Esse srl amministrata da Antonio Marulla che a sua volta era già stato era presidente della cooperativa Euroservizi Ma.gi.ca. La Tre Esse non solo aveva lo stesso oggetto sociale della Scavical ma anche la stessa sede.

lo ha poi indicato quale unico fornitore di calcestruzzi autorizzato dal crimine organizzato di Stilo». Del resto, quando incontra i magistrati dell’antimafia, il pentito Domenico Procopio aveva parlato molto di lui. Raccontò:«Gli equilibri si basano quasi esclusivamente sulla gestione degli appalti, dove le cosche si sono divisi il territorio. Da Guardavalle a Monasterace, fino ad arrivare a Stilo, i lavori vengono gestiti così: Cosimo Leuzzi cu-

ra i rapporti con i Comuni, poi contatta i Metastasio, che operano nel movimento terra e nel trasporto di inerti. Cosimo Leotta fa i lavori di carpenteria e muratura. Del calcestruzzo, a Stilo, se ne occupa Vincenzo Simonetti, che fa parte della famiglia Ruga». la confisca Non è dato sapere come il nullatenente Vincenzo Simonetti, nel 1992, quando è ufficialmente persona a cui manca un soldo per farne una lira, scala un patrimonio che, quattro anni dopo, gli amministratori giudiziari stimano in svariate «centinaia di milioni di vecchie lire». Di certo, dice il gip che

spicca i tre mandati di cattura notificati ieri dalla guardia di finanza, «l’uomo, poco interessato al lavoro, quasi sconosciuto all’anagrafe tributaria, non può che aver utilizzato capitali provento di delitto». Documenta il giudice che, quella volta, «il Tribunale confisca anche l’impresa individuale “Scavical” di Maria Luisa Guarna perché riconducibile al cognato Simonetti». Per dirla ancora con il magistrato: «E’ del tutto evidente che il ricorso al prestanome, per l’indagato, ha rappresentato e rappresenta tutt’oggi una scelta operativa necessaria, soprattutto alla luce di due sentenze che lo dichiarano affiliato al clan Ruga-Metastasio». la coop fantasma Il segreto che ha protetto nel tempo la “Fiscalfin”, la cooperativa che per prima si prende cura dell’impianto aziendale sottratto a Simonetti e cognata, capitombola davanti all’anagrafe tributaria, riducendosi, come d’incanto, ad abisso di miseria. «Dagli accertamenti eseguiti presso la banca dati - scrive il gip nel ripercorrere l’intera storia - è emerso come la “Fiscalfin” non avesse alcun lavoratore alle proprie dipendenze. Inoltre non aveva mai rispettato il canone di locazione pattuito con gli amministratori giudiziari». La coop era un tuttofare, dicono oggi gli inquirenti. Vendeva servizi (sondaggi di opinione, pubblicità e pubbliche relazioni) ma si era presa in consegna ruspe e cemento portati via alla Scavical. «L’attività commerciale della Fiscalfin non aveva nulla a che fare con la gestione dell’impianto», per gli inquirenti. la euroservizi Scrive a chiudere il gip:«Il 25 novembre 1999, gli amministratori giudiziari concedevano in locazione alla Euroservizi, rappresentata da Pietro Domenico Zucco, il patrimonio aziendale confiscato alla Scavical. Gli accertamenti effettuati dalla guardia di finanza di Roccella documentano la tesi secondo la quale la neo costituita società altro non era che una costola, una prosecuzione evidente, della già sequestrata Scavical, impresa riconducibile a Vincenzo Simonetti». ILARIO FILIPPONE regione@calabriaora.it

Droga Scarcerato Tuccio CAULONIA (RC) Accolta l’istanza presentata dall’avvocato Giuseppe Calderazzo. Giuseppe Tuccio, arrestato lo scorso anno dalle Fiamme gialle, lascia il carcere. Il giudice per le indagini preliminari Andrea Amadei ha dato per buone le eccezioni sollevate dal suo legale e ha restituito la libertà al giovane. Era stato ammanettato per droga destinata al mercato clandestino e detenzione illecita di armi clandestine, Giuseppe Tuccio. La Guardia di finanza aveva trovato nei paraggi di casa sua quasi 300 grammi di cocaina. Dopo le perquisizioni di rito, i militari avevano rinvenuto anche una pistola con matricola abrasa. L’avvocato Giuseppe Calderazzo è riuscito a dimostrare che quella rinvenuta nei pressi di casa Tuccio non era droga, ma lidocaina e amido. Inoltre la pistola rinvenuta non era punzonata. Dopo un anno di carcere, dunque, Giuseppe Tuccio lascia la prigione e torna nella sua Caulonia. re. lo.


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«Uccise Michele Brogna Ergastolo per Valenti» Ieri la requisitoria del pm: ammazzato per futili motivi CATANZARO Ergastolo ed isolamento diurno per diciotto mesi. Perché è stato un «omicidio premeditato». Per «motivi futili e abietti». Commesso con «atroce crudeltà da chi in preda ad un’indole malvagia si è dimostrato incapace di sentire nel proprio animo il benché minimo sentimento di pietà». Un abominio da punire col massimo della pena. Vittima «un ragazzo perbene, che nessun male aveva fatto, che quelle banali parole che gli avevano messo in bocca neppure le aveva pronunciate». Un ragazzo di 24 anni costretto ad «inginocchiarsi, ad implorare pietà, in lacrime, malgrado niente avesse da farsi perdonare. E poi giustiziato, con due colpi di fucile sparati dietro la nuca, che gli hanno sfondato il cranio e dilaniato il cervello».

Il pm Michele Sirgiovanni davanti in dibattimento - tre giovani che quelalla Corte d’assise di Catanzaro pre- la mattina erano lì mentre Michele sieduta dal giudice Pino Neri pronun- Brogna veniva ammazzato. Hanno cia la sua requisitoria. «Il dibattimen- raccontato quanto accaduto prima e to ha parlato abbastanza - dice - su durante l’omicidio, chiarendo anche cosa sia successo in quel maledetto il movente. Brogna avrebbe messo in giro la voce che Va18 febbraio del lenti era un «infa2009, quando MiFu giustiziato a me, un confidente chele Brogna, giovacolpi di fucile dei carabinieri». Ma nissimo artigiano di non era vero, BroPiscopio, venne ucci«Un omicidio gna quelle parole so in un’isolata stracommesso con non le aveva dette o, dina di campagna a meglio, nessuno Zammarò, nel co- atroce crudeltà» aveva certezza che le mune di San Gregorio d’Ippona». Chiede il carcere a vi- avesse dette. Di ciò lo accusava solo ta, il pm, per Emanuele Rocco Valen- un altro ragazzo che, a sua volta, voti, l’imputato oggi ventiquattrenne leva dirottare su altri il sospetto che che adesso rischia di marcire il resto Valenti nutriva sul suo conto. Alle richieste del pm si associano i della sua esistenza dentro una cella. Quanto è successo l’hanno spiegato - legali di parte civile, gli avvocati Ma-

omicidio duro

ria Grazia Manco e Giuseppe Di Renzo. L’udienza quindi registra una lunga interruzione nell’attesa che l’avvocato Francesco Stilo, difensore dell’imputato, raggiunga l’aula. La difesa sostiene che non è stato Valenti a sparare. Spiega come i testimoni siano a suo giudizio tutti inattendibili e critica la conduzione delle indagini ad opera della Procura e della polizia giudiziaria. Quindi le sue conclusioni: assoluzione perché la prova è incom-

pleta o contraddittoria. In subordine, in caso di condanna, la diminuente di un terzo della pena sulla scorta del riconoscimento della legittimità della richiesta di rito abbreviato condizionato respinta in sede di udienza preliminare, attenuanti generiche ed esclusione delle aggravanti. Quindi il rinvio, al 21 luglio, per le repliche del pm Sirgiovanni e la sentenza. p.com.

in aula a settembre

Chiesto il rito abbreviato per il mandante del delitto CATANZARO È stata depositata proprio ieri la richiesta dell’abbreviato da parte dei difensori di Donato Passalacqua (nella foto), 41enne, di Catanzaro considerato il mandante del delitto di Nicola Duro, l’idraulico di 26 anni ucciso la sera del 17 giugno scorso davanti ad una ricevitoria nei pressi di viale Isonzo, quartiere a Sud del capoluogo. Con la richiesta di rito abbreviato fatta dagli avvocati Piero Chiodo e Salvatore Staiano al gup Tiziana Macrì, la posizione di Passalacqua si aggiunge a quella dei quattro coimputati maggiorenni che già hanno ottenuto l’abbreviato lo scorso 25 maggio. I giudizi abbreviati inizieranno il 22 luglio, e proseguiranno il 25 e 29 luglio. Con lui sono imputati Ornella Bevilacqua, 38 anni, moglie di Donato Passalacqua; e poi il figlio di 19 anni della coppia, Antonio Passalacqua, ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio; Samuele Pezzano, 21 anni, che secondo l’accusa avrebbe accompagnato con l’auto e poi atteso il killer sul luogo in cui Duro è stato ucciso; e Domenico Romagnino, che assieme al minorenne M. P., avrebbe attirato la vittima sul luogo dell’agguato su precisa richiesta di Donato

Il luogo dove venne ucciso Brogna (riquadro in alto, accanto Emanuele R.Valenti)

Passalacqua per una ricompensa di 600 euro. In aula, rappresentati dall’avvocato Valerio Murgano, saranno presenti anche i familiari della vittima, nonchè la sua giovane compagna, che ha da poco partorito il bimbo avuto da Duro del quale a fine maggio il Tribunale dei minorenni ha riconosciuto ufficialmente la paternità -, ammessi dal giudice come parti civili nonostante l’opposizione delle difese degli imputati. Secondo la pubblica accusa Nicola Duro è stato ucciso per una vendetta trasversale, ideata da una famiglia rom di Catanzaro, per lavare l’onta di una relazione extraconiugale della figlia, rimasta incinta di un minorenne con il quale avrebbe avuto una storia nonostante fosse sposata con un altro. I suoi parenti - cioè i familiari di Donato Passalacqua, padre della ragazzina di etnia rom rimasta incinta dopo la relazione extraconiugale -, sempre stando all’ipotesi degli inquirenti, avrebbero deciso di vendicarsi colpendo a morte il fidanzato di una zia del ragazzino, padre del figlio illegittimo, anche lei incinta e prossima al matrimonio, e cioè proprio Nicola Duro. Gabriella Passariello

Duplice omicidio Grattà In 3 saranno giudicati dal gup Verranno giudicati con rito abbreviato i tre giovani finiti in manette con l’accusa di concorso nel duplice omicidio dei fratelli gemelli 45enni Vito e Nicola Grattà (nelle foto), avvenuto l’11 giugno 2010 a Gagliato nel Catanzarese. Si tratta di Alberto Sia, 26 anni, di Soverato, avvisato orale di pubblica sicurezza e figlio di Vittorio Sia, 51 anni, il presunto boss ucciso in un agguato il 22 aprile scorso; Patrik Vitale, 26 anni, di Satriano e Giovanni Catrambone, 22 anni, di Montepaone, entrambi noti per reati minori. Sono stati condotti in carcere dai carabinieri il 2 luglio scorso, in esecuzione di un provvedimento di fermo emesso dalla Procura distrettuale antimafia, che poi il giudice per le indagini preliminari distrettuale di Catanzaro, Emma Sonni, ha convalidato. I tre giovani - assieme ai quali è stato indagato anche un minorenne -, secondo la tesi dell’accusa avrebbero partecipato alla ideazione e all’esecuzione dell’omicidio dei Grattà, maturato nell’ambito di una faida tra cosche per il controllo del Soveratese. Una delle vittime di questa guerra è stato proprio Vittorio Sia, pa-

dre di Alberto, ed ora quest’ultimo insieme a Vitale e Catrambone sono sospettati di aver rubato lo scooter utilizzato per l’agguato di chiaro stampo mafioso in cui sono stati freddati i due Grattà. L’accusa per i tre è di concorso in omicidio, furto aggravato, lesioni e porto abusivo di arma da fuoco. Le intercettazioni e i riscontri investigativi hanno permesso ai carabinieri di verificare che i tre giovani, dopo il duplice omicidio, avrebbero rubato lo scooter, rinvenuto bruciato in località Pietà di Petrizzi, non distante dal luogo dell’agguato in una zona che sarebbe sotto il controllo proprio di Sia e degli altri due fermati. Qui i militari hanno rinvenuto anche una pistola 9x19 con quattro colpi nel caricatore,bruciata, compatibile con quella utilizzata per l’agguato. I riti alternativi richiesti dagli avvocati Gregorio Viscomi, Salvatore Staiano, Sergio Rotundo, Giovanni Caridi e Felice Siciliano e ammessi ieri dal giudice dell’udienza preliminare di Catanzaro Abigail Mellace, saranno celebrati il prossimo 21 settembre. (g.p.)

a lamezia il comitato per l’ordine e la sicurezza LAMEZIA TERME«Dare un segnale importante di presenza assidua e costante da parte dello Stato». E’ racchiusa nelle parole del prefetto di Catanzaro, Antonio Reppucci, la motivazione che ha spinto il comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza a riunirsi ieri a Lamezia Terme, una città dove negli ultimi mesi si è registrata una forte escalation criminale. «Quando sarà necessario - ha affermato Reppucci al termine del vertice, durato circa due ore - saremo sempre vigili e presenti sul territorio perché i cittadini abbiano un messaggio di fiducia, un messaggio rassicurante in quanto si tratta di una sorta di guerra che dobbiamo combattere tutti insieme». Secondo il prefetto, infatti, «tutti dobbiamo es-

Reppucci: tutti possono fare di più Pochi imprenditori denunciano sere soldati, protagonisti attivi di questo contrasto più efficace alla criminalità organizzata che tende a cannibalizzare l’economia ed anche a condizionare la vita civile, politica e sociale dei cittadini». Ecco perchè ci si aspetta «molto di più dalla classe imprenditoriale, in quanto - ha detto ancora - le denunce per estorsioni ed usura ormai si riducono a meno di due mani. Ma non perché questi fenomeni siano in diminuzione, anzi. Ci sono, invece, troppi imprenditori che non denunciano». «Non vogliamo eroi e martiri ha concluso - ,

tendo a rimarcarlo, però tutti possono fare di più». Parole, quelle di Reppucci, cui hanno fatto eco le affermazioni del procuratore della repubblica di Lamezia, Salvatore Vitello, che si è rivolto direttamente ai cittadini di Lamezia: «Abbandonate la rassegnazione e l’indifferenza - ha detto - . Lo Stato è qui presente e lo sarà sempre e non permetteremo che questa città diventi un cimitero». Quindi, è stata la volta del questore di Catanzaro, Vincenzo Roca, secondo il quale «chi si fa mettere nella morsa della criminalità non ne esce più». Da qui

l’avvio di un «controllo del territorio più accurato e meticoloso, anche privilegiando moduli operativi che siano più strutturati sulle esigenze esistenti» da affiancare ad un «aspetto investigativo che va rafforzato e modulato su queste specifiche criticità». Tutto questo in un momento in cui c’è «una congiuntura favorevole per quanto riguarda le istituzioni». Di «gesti di attenzione verso la comunità lametina, e soprattutto verso la parte maggioritaria della città che vorrebbe reagire, che non è indifferente e che non vuole che Lamezia torni al periodo degli omicidi quotidiani, delle estorsioni non denunciate e dell’usura diffusa», ha invece parlato il sindaco, Gianni Speranza. Saveria Maria Gigliotti


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«La Rupa mi diede 30mila euro» Omnia, il pentito Forastefano: mi chiese di dargli una mano per le elezioni CASTROVILLARI Dopo la sua deci- bibbia in video conferenza con il suo assisione di pentirsi e di iniziare la collabora- stito. Ripercorrendo i fatti oggetto del prozione con la giustizia, non c’erano ancora cesso Forastefano ha ricostruito: «L’ex state occasioni pubbliche come quella di consigliere regionale Franco La Rupa mi ieri. Antonio Forastefano “capocosca” - chiese di dargli una mano per le votaziocome si è definito lui stesso - del clan ope- ni dicendosi disponibile a pagare “qualche rante a Cassano Jonio e sulla Sibaritide bolletta”. Io gli risposi che il solo pagaha parlato nella sua nuova veste ad una mento delle “bollette” era poco e che ci costola del procedimento 340/06 mag- volevano 30-35 mila euro. Ci salutammo giormente noto come Omnia. Si tratta del e mi disse che ci saremmo sentiti. Qualche procedimento che lo vede coimputato per giorno prima delle votazioni ricevetti una voto di scambio con l’ex consigliere regio- busta con dentro 30 mila euro». Quel nale dell’Udeur Franco La Rupa e l’ex con- giorno venne prima «a casa mia Giusepsigliere provinciale Luigi Garofalo. E’ sta- pe Pulignano e mi disse che c’era un polito fatto anche il punto sulla sua collabora- tico che si trovava in zona e che voleva zione. Forastefano «ha reso diversi verba- parlarmi - ha detto Forastefano -. Gli rili tutti apprezzabili - ha spiegato il pm del- sposi che ero disponibile a incontrarlo. la Dda Luberto-. Ancora oggi non è sotto- Poco dopo arrivarono Pulignano e altre posto ad alcun programma di protezione persone, tra cui La Rupa e Garofalo». Dopo aver «discusso del più e del meanche se abbiamo disposto alcune misure tutorie». Luberto ha poi aggiunto sul fi- no e delle imminenti regionali, ad un cernire dell’esame: «Se dice quello che sa non to punto io e La Rupa uscimmo fuori e ci appartammo e mi chieavrà problemi ad avere il se di dargli una mano programma di protezioper le votazioni». Antone. Lo sa che da lui si preil pm riformula nio Forastefano ha poi tende un contributo pardetto tra le altre cose di ticolare. Dagli altri posle richieste non avere più incontrasiamo pretendere i piccoUn anno e due to La Rupa dopo quella li fatti. Da lui vogliamo mesi per Antonio volta e di avere incontrasapere le verità». to Garofalo solo alcuni L’esame dinanzi al TriForastefano mesi dopo che la campabunale di Castrovillari e tre anni e dieci gna elettorale era finita. (De Franco presidente, Gatto e Bardari a latere) è mesi per La Rupa Il “capocosca” ha sostenuto poi che «qualche iniziato con le domande e Garofalo giorno prima delle votadel difensore di Forastezioni venne nuovamente fano Sante Foresta, a Re-

processo infinito

Parte civile la Lombardia “Bocciata” la Calabria

Antonio Forastefano a casa mia Pulignano che mi consegnò una busta gialla dicendomi che me la mandava La Rupa. L’aprii e dentro c’erano 30 mila euro in banconote di vario taglio». Forastefano ha risposto alle domande oltre che della Corte anche del pm Vincenzo Luberto e del difensore di Luigi Garofalo, Michele Donadio. Dopo la deposizione di Forastefano, Luberto ha riformulato le sue richieste di condanna chiedendo un anno e due mesi per Forastefano e tre anni e dieci mesi per La Rupa e Garofalo. Il processo è stato rinviato a metà luglio. Luigi Brindisi

Sì alla Regione Lombardia come parte civile nel maxi-processo, con rito abbreviato, a carico di 119 imputati, coinvolti nella operazione “Infinito” della Direzione distrettuale antimafia di Milano del luglio 2010 contro le cosche della ’ndrangheta radicate al nord. Lo ha deciso il gup di Milano Roberto Arnaldi che ha invece “bocciato” la richiesta della Regione Calabria di entrare come parte civile nel procedimento milanese. Il giudice ha escluso l’amministrazione regionale calabrese spiegando, in sostanza, che non può chiedere i danni d’immagine, non essendoci un legame territoriale con i fatti di mafia al centro del processo, avvenuti a Milano e nell’hinterland. Una decisione inattesa e che ha lasciato l’amaro in bocca ai vertici regionali calabresi. Sono stati, in-

vece, ammessi come parti civili anche sei comuni lombardi (Pavia, Bollate, Paderno Dugnano, Desio, Seregno e Giussano), il Ministero dell’Interno, la presidenza del Consiglio e la Federazione antiracket presieduta da Tano Grasso. Esclusi l’Alto commissariato antiracket, perché era carente la documentazione presentata, e i curatori fallimentari di alcune società, tra cui quelli della Perego Strade, società che secondo l'accusa sarebbe stata in mano ai clan, perché al centro del processo c’é il reato di associazione mafiosa e non quello di bancarotta. Nella prossima udienza, fissata per il 21 giugno sempre nell’aula bunker di via Ucelli di Nemi, si svolgeranno gli interrogatori richiesti da quattro imputati, mentre il 24 e il 28 giugno parleranno i pm per la loro requisitoria.

Gli indagati non rispondono al gip “On the road”, intanto l’inchiesta sulla mafia italo-ucraina va avanti

La conferenza stampa dell’operazione “on the road” tenutasi martedì CATANZARO Gli indagati davanti al gip Abigail Mellace. Quasi tutti si avvalgono della facoltà di non rispondere. L’inchiesta che li ha portati in carcere è delicata ed il compendio indiziario è articolato. Elaborato dal pm Simona Rossi, sulla scorta dell’attività investigativa compiuta dagli agenti della

Squadra mobile di Catanzaro guidata dal dirigente Rodolfo Ruperti, ha portato alla notifica di sei delle dieci misure cautelari emesse dal gip Mellace. Altri quattro sono attivamente ricercati, ma gli inquirenti hanno la certezza che siano tutti all’estero. In fondo, quella colpita con l’operazione “On the road” è «un’as-

sociazione mafiosa straniera». «In Italia - aveva spiegato il procuratore aggiunto di Catanzaro Giuseppe Borrelli è una delle prime volte che viene contestato questo reato introdotto col pacchetto sicurezza in riforma del reato previsto all’articolo 416bis del codice penale». Matteo Vescio, ventinovenne lametino, il capo; Vasyl Koval, ventisette anni ucraino, il suo faccendiere. Poi quattro donne, anch’esse ucraine, pienamente compartecipi secondo l’accusa, all’associazione di stampo mafioso. Infine «Igor», il picchiatore. Coindagati, nella commissione di altri reati fine, al-

tri cinque, dei quali tre gravati da misura. L’associazione secondo l’ordinanza vergata dal gip Mellace - avrebbe imposto il pizzo sui trasporti di merci e persone tra LameziaCatanzaro e l’Ucraina, taglieggiando gli autisti, costretti a saldare una tassa compresa tra i 100 ed i 200 euro ad ogni passaggio da piazza d’Armi, a Lamezia, e dal Benny hotel di Catanzaro. Tra le contestazioni di reato formulate dal pm Rossi, d’altronde, c’è spazio anche per altro. La gang di Vescio avrebbe avuto anche le mani in pasta nella prostituzione, sfruttando in particolare una donna romena, «tale “Adria-

na”», che è ancora in corso d’identificazione. Inoltre, alcuni degli indagati, avrebbero preso parte anche ad «un’associazione a delinquere, operante tra l’altro, in Lamezia Terme, diretta a commettere una serie indeterminata di delitti di favoreggiamento e sfruttamento dell’ingresso clandestino o, comunque, della permanenza illegale nel territorio dello Stato di soggetti extracomunitari di nazionalità ucraina». Il traffico di esseri umani, che viene contestato in particolare a tre degli ucraini finiti in manette, si sarebbe concretizzato anche «utilizzando documento contraffatti o al-

CATANZARO

Santi Consolo è il nuovo procuratore generale CATANZARO È Santi Consolo il nuovo procuratore generale di Catanzaro. Il plenum del Consiglio superiore della magistratura (con 16 voti a favore, 8 contrari e un astenuto) ha nominato l’esponente di Magistratura indipendente, che già era stato largamente votato quale destinatario dell’incarico in seno alla seconda commissione del consiglio. Consolo, attuale vice capo del Dap, il Dipartimento del ministero

della Giustizia che si occupa delle carceri, è siciliano, nato in provincia di Palermo, componente del Csm tra il 1998 e il 2002. Il magistrato ha lavorato molti anni in Sicilia, prima come sostituto procuratore a Nicosia (Enna), poi come giudice a Palermo, e in seguito come sostituto procuratore generale nello stesso capoluogo siciliano. In passato Consolo è stato in corsa anche per la nomina a procuratore generale di Calta-

nissetta, ma nell’aprile del 2010 il Csm gli ha preferito Roberto Scarpinato. Alla guida della Procura generale di Catanzaro - attualmente retta dal facente funzioni Giovanni Grisolia - Consolo giunge dopo il pensionamento avvenuto ad ottobre dell’avvocato generale dello Stato e procuratore generale facente funzioni Dolcino Favi, che a sua volta reggeva l’ufficio dopo il trasferimento del pg Vincenzo Iannelli.

terati o, comunque, illegalmente ottenuti», realizzando quindi «atti idonei diretti a procurare illegalmente l’ingresso nel territorio dello Stato di soggetti extracomunitari ai quali cedevano, a titolo oneroso, passaporti e visti falsi utili a simulare le condizioni legittimanti l’accesso dei predetti alla frontiera o, comunque, favorivano la permanenza illegale degli stessi nel territorio italiano». In sostanza lo stratagemma usato prevedeva il confezionamento di documenti riportanti i dati anagrafici di cittadini romeni la cui identità era affibbiata agli ucraini, che così da extracomunitari diventavano, falsamente, comunitari. Nel corso della conferenza stampa gli inquirenti hanno ribadito di non aver ancora individuato la stamperia. Anche per questo le indagini vanno avanti, protese pure a scoprire i covi in cui sarebbero nascoste le armi della cui esistenza si è avuta prova grazie alle intercettazioni telefoniche ed ambientali acquisite nell’ambito dell’inchiesta. Perché l’organizzazione sgominata non s’occupava - sostengono - solo di estorsioni, traffico di esseri umani e fabbricazione di documenti falsi. Dietro potrebbe esserci molto di più. r.c.


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il caso corigliano Di seguito pubblichiamo integralmente la relazione che il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha inviato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha decretato il commissarimento del comune di Corigliano Calabro.

«Concreti collegamenti con la criminaltà»

Il Comune di Corigliano Calabro (Cosenza) i cui organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 6 e 7 giugno 2009, presenta forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata che compromettono la libera determinazione e l’imparzialità degli organi elettivi, il buon andamento dell’amministrazione e il funzionamento dei servizi, con grave pregiudizio per lo stato dell’ordine e della sicurezza pubblica. Con ordinanza del 17 luglio 2010 il gip di Catanzaro ha disposto la custodia cautelare per 67 persone ritenute responsabili a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso. Il suddetto provvedimento ha avuNella relazione prefettizia, viene posta in to quali destinatari anche due fratelli del sindaco di Corigliano Calabro, sottoposti al regi- rilievo un’illegittima ed anomala commistiome detentivo speciale di cui all’art. 41bis del- ne nella gestione degli affidamenti di lavori l’ordinamento penitenziario, mentre lo stes- pubblici, rappresentata da un’indebita ingeso primo cittadino è risultato iscritto nel re- renza degli organi politici sull’operato degli gistro degli indagati nel medesimo contesto organi amministrativi, in contrasto con il investigativo per il reato di concorso esterno principio di separazione dei poteri di indirizin associazione mafiosa. In relazione a tali vi- zo e programmazione propri degli organi pocende e al fine di verificare la sussistenza di litici da quelli gestionali imputabili all’appaforme di condizionamento e di infiltrazione rato dirigente. Le modalità di conferimento delle locali consorterie nei confronti degli am- degli incarichi sono spesso risultate connoministratori dell’ente, il Prefetto di Cosenza, tate da irregolarità, come rivelato in particocon decreto del 23 settembre 2010, ha dispo- lare dall’esame di un fascicolo relativo al prosto l’accesso presso il suddetto comune. Al- gramma “coordinamento delle attività del l’esito degli accertamenti effettuati, la com- centro storico”; tale iniziativa sarebbe stata missione incaricata dell’accesso ha deposita- finalizzata alla realizzazione di attività proto le proprie conclusioni, sulle cui risultanze gettuali nonché alla costituzione di una speil Prefetto di Cosenza, sentito il Comitato pro- cifica struttura di assistenza tecnica compovinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica sta da professionisti esterni specializzati in integrato con la partecipazione del Procura- vari settori... l’intera procedura è risultata catore Capo della Direzione distrettuale anti- ratterizzata da molteplici illegittimità e manmafia di Catanzaro e del Procuratore Capo canza dei requisiti di trasparenza. In particodella Repubblica di Rossano, ha redatto l’al- lare… non sono stati rinvenuti i curricula dei legata relazione in data 18 marzo 2010… in professionisti incaricati e manca qualsiasi dacui si dà atto della sussistenza di concreti, uni- to concernente la misura dei compensi come voci e rilevanti elementi su collegamenti di- invece richiesto dalla normativa di settore. retti e indiretti degli amministratori locali con Lo stesso sindaco ha incaricato direttamente la criminalità organizzata di tipo mafioso e e illegittimamente i componenti della sudsu forme di condizionamento degli stessi, ri- detta struttura, uno dei quali connotato da scontrando pertanto i presupposti per lo scio- legami con la stessa famiglia del sindaco e soglimento del consiglio comunale. Il lavoro rella di un soggetto coinvolto nella medesima svolto dalla commissione d’indagine, che si è operazione giudiziaria. In questo quadro assume indubbia significatività avvalsa della documentazioindiziaria la circostanza che ne trasmessa dalla Dda di Cala nomina dei suddetti protanzaro e di quella fornita dal la tornata fessionisti è stata revocata lo Gico della Guardia di finanza, ha preso in esame, oltre elettorale del 2009 stesso giorno in cui il Prefetto di Cosenza ha disposto l’acall’intero andamento gestio... il sindaco cesso al Comune. nale dell’amministrazione coha intrattenuto Elementi sintomatici delmunale, la cornice criminale l’incapacità dell’Amimnistrae il contesto ambientale ove rapporti zione locale di far fronte alle si colloca l’ente locale, con con soggetti vicini ingerenze della criminalità particolare riguardo ai raporganizzata sono stati posti in porti tra gli amministratori e se non organici rilievo nel settore degli appalla locale consorteria. alla malavita ti pubblici ove alcune ditte leLa relazione ha messo in rigate alla locale criminalità, in lievo come, nel corso della primo luogo quelle riconducampagna elettorale del 2009, il sindaco abbia intrattenuto rapporti cibili ai fratelli del sindaco, sottoposte a secon soggetti vicini se non organici agli am- questro nell’ambito della suddetta indagine bienti della malavita organizzata che hanno giudiziaria, hanno ottenuto l’affidamento di posto in essere una sistematica attività di so- subappalti con modalità e procedure illegittistegno e di appoggio a favore del futuro sin- me. Nel rapporto stilato dalla Guardia di Fidaco, soprattutto nelle zone ove la locale co- nanza in relazione all’appalto concernente sca ha, da sempre, un radicato controllo del “lavori di miglioramento e messa in sicurezterritorio. Elementi sintomatici di un condi- za della viabilità della frazione scalo” viene zionamento dell’amministrazione da parte fatto riferimento ai contatti intercorsi tra l’asdella criminalità organizzata sono stati rin- sessore ai lavori pubblici ed uno dei suddetti venuti nei particolari legali tra uno dei com- fratelli del sindaco, nell’area di cantiere per ponenti della giunta comunale e i fratelli del pianificare lo svolgimento dei lavori, in data primo cittadino interessati dalla menzionata antecedente il perfezionamento del contratordinanza di custodia cautelare. Viene inoltre to di subappalto. Un elemento sintomatico rilevato che parte dei componenti dell’attua- della mancanza di libertà gestionale dell’imle compagine politica sono gravati da prece- prenditore aggiudicatario dei lavori è inoltre denti penali, pregiudizi rilevati peraltro anche rappresentato dal contenuto di una conversanei confronti di funzionari e dipendenti del- zione captata nel corso delle indagini nella l’ente locale, alcuni dei quali ritenuti organi- quale lo stesso imprenditore aggiudicatario ci o contigui alla malavita organizzata. L’atti- chiedeva ad uno dei fratelli del sindaco di invità di accesso ha riscontrato, all’interno del- dicargli i nominativi delle imprese cui affidal’ente, un contesto generale di diffusa illega- re l’esecuzione dei lavori e la fornitura dei malità, elemento che costituisce una delle condi- teriali… Diffuse e sistematiche irregolarità sono stazioni tipiche per il determinarsi del condiziote accertate nell’ambito dei lavori disposti con namento mafioso...

gnato a favore del futuro sindaco nella campagna elettorale all’esito della quale la stessa risultò eletta. È stato accertato al riguardo che l’attuale sindaco già prima della sua elezione intercedette presso i competenti uffici comunali per il rilascio della menzionata licenza. Gravi irregolarità ha evidenziato anche l’esame degli atti relativi ad autorizzazione amministrativa rilasciata ad un soggetto destinatario della suddetta ordinanza di custodia cautelare in carcere, già sottoposto alla sorveglianza speciale di p.s. ed a cui carico risultano condanne penali per reati di particolare allarme sociale. Nel fascicolo d’ufficio è stato rinvenuto il certificato del casellario giudiziale in cui è riportata la suddetta condanna. Benché fosse pertanto evidente la sussistenza di una causa ostativa al rilascio della licenza gli uffici comunali rilasciarono ugualmente la richiesta di autorizzazione. Nella relazione viene segnalato, come elemento caratterizzante l’intera struttura comunale, il mancato ricorso, nella quasi totalità dei casi, alle cautele antimafia. Infatti sia nel settore del commercio sia in quello dei lavori pubblici, anche allorquando sono stati trattati carteggi che interessavano soggetti coinvolti in indagini antimafia, questi ultimi hanno visto accogliere le proprie istanze senza che l’amministrazione abbia mai richiesto, nemmeno a campione, la relativa comunicazione antimafia. Ulteriori criticità sono emerse dall’esame degli atti relativi alla gestione del mercato ittico. Una delle prime delibere adottate dalla giunta, anche in questo caso operando un’illegittima invasione delle competenze assegnate all’apparato burocratico, attiene alla voltura delle concessione di un box per lo svolgimento di attività commerciale, disposta senza alcune attività istruttoria e comparazione d’interessi, avvenuta solamente sei giorMINISTRO DELL’INTERNO Roberto ni dopo la richiesta a favore di una ditta riconMaroni ducibile ad uno dei sostenitori del sindaco durante la campagna elettorale, nipote del caordinanze contingibili ed urgenti a quello di po storico della locale cosca. Il quadro di comsomma urgenza. Viene messo in rilievo, det- promissione che emerge dalla relazione del tagliatamente, come l’amministrazione co- Prefetto di Cosenza è tanto più allarmante se munale, in occasione delle emergenze clima- si considera il breve arco temporale in cui ha tiche dell’autunno-inverno 2010, abbia emes- operato l’attuale amministrazione. La relaso una serie di ordinanze di somma urgenza zione della commissione d’indagine ha fatto che, ad eccezione di una, sono tutte state emergere come l’apparato burocratico e queladottate direttamente dal sindaco, in viola- lo politico, e in particolare il primo cittadino, zione della normativa vigente e, spesso, sen- abbiano tollerato e consentito la presenza e l’intromissione nella vita delza che ne riscontrassero i rel’ente di ditte o soggetti legalativi presupposti. Le stesse ti alla locale criminalità orgaperaltro non sono state succommistioni nizzata... Sin dal momento cessivamente regolarizzate dell’insediamento, gli organi nei termini richiesti dalla vitollerate politici sono apparsi consapegente normativa. EmblemaSin dal momento voli del regime di illegalità e tica a tal riguardo risulta essedell’insediamento di sviamento dell’attività amre la circostanza che la Regioministrativa ma, quantomene ha ritenuto di non accorgli organi politici no, incapace di rimuoverlo, dare al comune i richiesti sono apparsi l’attività svolta dalla comparimborsi a causa delle irregogine eletta è apparsa anzi, per larità riscontrate nella docuconsapevoli del versi, funzionale al mentazione relativa alle sudregime di illegalità molti mantenimento di determinadette ordinanze. ti assetti di inefficienza e illeLa relazione prefettizia ha galità dell’apparato amminievidenziato che l’amministratore unico della società alla quale sono stati strativo che hanno favorito gli interessi diretaffidati in tale periodo la maggior parte dei la- ti o indiretti della locale consorteria. L’insievori di somma urgenza, per importi larga- me dei suesposti elementi denotano con pamente più rilevanti rispetto a quelli affidati ad lese evidenza forme di condizionamento del altre ditte, è strettamente legato, anche per procedimento di formazione della volontà derapporti di lavoro, ai fratelli del primo citta- gli organi, essendo questo inciso dai collegadino. Le indagini svolte dalla Guardia di Fi- menti che hanno compromesso il buon andananza hanno messo in evidenza che le socie- mento e l’imparzialità dell’amministrazione tà riconducibili ai fratelli del primo cittadino comunale, determinando deviazioni nella pur non essendo formalmente affidatarie, in- conduzione di settori cruciali dell’ente, come tervennero comunque nell’esecuzione dei la- quello degli appalti pubblici. Ritengo pertanto che, sulla base di tali elevori grazie al sistema dei noli a crudo pattuiti sulla base dei semplici accordi verbali tra le menti, ricorrano le condizioni per l’adozione due società. Anche in questo caso parte degli del provvedimento di scioglimento del consiinterventi oggetto del sub affidamento venne- glio comunale di Corigliano Calabro ai sensi ro effettuati prima ancora che il sindaco fir- dell’art. 143 dl 18 agosto 2000 n.267, con l’afmasse l’ordinanza di affidamento dei lavori. fidamento della gestione dell’ente locale ad L’organo ispettivo ha inoltre proceduto al- una commissione straordinaria, per rimuovel’esame di alcune licenze e autorizzazioni re gli effetti delle predette anomalie… In recommerciali. È stato preso in esame in parti- lazione alla presenza e all’estensione dell’incolare il carteggio relativo ad un’autorizzazio- fluenza criminale, si rende necessario che la ne amministrativa per somministrazione al durata della gestione commissariale sia deterpubblico di alimenti e bevande rilasciate alla minata in diciotto mesi. il ministro convivente di un noto esponente della crimiRoberto Maroni nalità organizzata che si era fortemente impe-

La relazione con cui Maroni ha sciolto il Comune di Corigliano per mafia


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il caso corigliano INTERVISTA A PASQUALINA STRAFACE. Ex sindaco di Corigliano sciolto per mafia

IO NEL TRITACARNE

la mia famiglia distrutta DI

PIERO SANSONETTI

Signora Straface, Lei è accusata di qualche reato? «No». Lei crede che i suoi fratelli siano innocenti? «Certo, credo che siano innocenti». Cosa pensa della ‘ndrangheta? «È uno dei mali della Calabria. E io la combatto. Per esempio mi sono costituita parte civile in un paio di processi contro la mafia». Quali? «“Timpone rosso” e “Santa Tecla”». Perché pensa che il prefetto abbia chiesto lo scioglimento del Comune? «Non saprei, francamente. Non c’è nessuna ragione plausibile. Io mi sono comportata sempre in modo correttissimo e ho fatto di tutto per combattere la corruzione e le illegalità. Se mi dà il tempo di farlo, le racconto in che modo». Ora le do tutto il tempo che serve. Però prima mi dica: mi pare di capire che il prefetto avrebbe ipotizzato infiltrazioni mafiose nell’apparato del Comune. E così? «Guardi, io non lo so. Le posso dire questo: se ci sono queste infiltrazioni certo non provengono da assunzioni fatte da me. E se ci sono, vuol dire che ci sono da prima che io diventassi sindaco, nel 2009. Ma prima di me, e per due anni, il Comune è stato gestito da commissari del governo. E allora, mi scusi, ma lei è in grado di spiegarmi perché questi commissari non hanno denunciato, e possibilmente eliminato queste infiltrazioni?». Magari sono avvenute dopo. Lei quante assunzioni ha fatto durante il suo mandato? «Zero». Nessuna assunzione, neanche una? «No, nessuna». Sono venuto a intervistare la ex sindaca di Corigliano, Pasqualina Straface, perché mi sembra un personaggio molto interessante e perché mi sembra interessante il caso politico che la riguarda. La signora Straface è una quarantenne combattiva, leader del centrodestra coriglianese da parecchi anni, figlia di un agricoltore, sorella di due imprenditori che l’estate scorsa sono finiti in prigione, al 41 bis, accusati di associazione mafiosa. Lei è sindaca di Corigliano dal 2009 e nei giorni scorsi è stata – come dire? - deposta, insieme a tutto il Consiglio comunale, su richiesta del prefetto e su ordine del Governo, perché il Comune è considerato mafioso. E dunque il consiglio comunale è stato sciolto, la regolarità democratica sospesa per 18 mesi, ed è stato nominato un commissario che governerà il Comune fino a nuove elezioni (a meno che, dice l’avvocato della signora Straface, il Tar del Lazio nel frattempo non accolga il ricorso. Anzi, l’avvocato è convinto che il Tar accoglierà il ricorso perché il decreto di scioglimento secondo lui è infondato). Ora, di fronte a questa situazione, ci sono due ordini di problemi. Del primo ho già parlato su queste colonne, affermando la mia opinione (che so essere un po’ minoritaria) contrarissima allo scioglimento dei consigli comunali e alla sospensione della democrazia per ordine governativo. Lo ritengo un abuso che scompiglia lo Stato di diritto, assegnando al potere esecutivo una competenza che soverchia e annienta il potere rappresentativo e quello giudiziario. Il secondo problema è più specifico: questa signora Straface, davvero è “Lady Mafia”, come l’hanno definita i giornali e i suoi avversari politici, o invece è una buona amministratrice? Sono andata a trovarla per capire questo. Le ho telefonato e lei ha accettato subito di concedermi una intervista. Mi ha detto che non avrebbe rifiutato nessuna domanda e così è stato. La ho incontrata a Corigliano, nella sede provvisoria del suo partito, in centro, e lei mi ha accolto insieme a suo marito, a un giovane avvocato, e a un gruppetto di dirigenti del Pdl. Signora, prima di andare avanti, e prima di spiegarmi cosa ha fatto per combattere corruzione e illegalità, mi racconti brevemente la sua storia. «Sono nata nel ’69, sono la penultima di sette figli. Mio padre ha sempre lavorato la terra. Era un uomo di sinistra, vo-

tava Pci. Io ho fatto l’università a Bari, ho studiato economia. ste? «C’è una classifica dei Poi nel ’93, a 24 anni, sono tornata a Corigliano e ho iniziato a fare politica. Mi sono presentata alle elezioni in una li- Comuni medio-grandi sta civica. Sono stata eletta consigliere comunale con molte più virtuosi d’Italia. preferenze. Sono risultata la terza più votata. Da allora non Noi siamo proprio ho lasciato più la politica e la mia città. Mi è capitato di sta- in cima, nel grupre all’opposizione o di far parte della maggioranza di gover- petto di testa: no. Sono stata eletta anche consigliere provinciale, in un col- siamo al dodilegio della cintura “rossa” di Corigliano dove fino al 2004 cesimo posto e non era mai stato eletto un consigliere di destra, e per cinque al primo in anni ho fatto l’opposizione in Provincia (ho un ricordo ecce- tutta la Calazionale di Cecchino Principe, che era dello schieramento op- bria. Primo posto al mio ma era una gran persona). Nel ’96, dopo Fiug- assoluto è gi, mi sono iscritta ad Alleanza Nazionale, facevo parte del- risultato il la destra sociale, quella di Alemanno, e sono sempre stata in Comune di prima fila nelle battaglia per i diritti dei lavoratori. Ho or- Modena, ganizzato il circolo di An di Cantinella, grossa frazione di noi a una Corigliano, trecento iscritti, gigantesco entusiasmo, duecen- spanna...». Come lo to giovani...». Cosa la attraeva di An? «Regole, valori e ideologia». Stimava Fini? «Moltissimo. Fini per me è stato importantissimo». Quando è andato via dal Pdl lei cosa ha fatto? «Lo vuole sapere davvero? Ho pianto». Signora, torniamo a Corigliano. Vorrei che lei mi spiegasse perché respinge tutti i sospetti sulla sua correttezza. «Guardi qui: questa è la dichiarazione del Governo – ministero della Funzione pubblica – che premia Corigliano con il premio EX SINDACA “trasparenza”. È un atto del Pasqualina Straface quando era 2011, non del secolo scorso. ancora la prima cittadina del Ce lo hanno assegnato Comune di Corigliano Calabro qualche mese prima di scioglierci per mafia...». In che consi-

l’operazione

Santa Tecla, l’inchiesta terremoto CORIGLIANO (CS)È da una via del centro di Milano, dove secondo gli inquirenti avveniva lo “smistamento” della droga, che prende il nome l’inchiesta “Santa Tecla” che segna l’inizio del terremoto politico e amministrativo sfociato, lo scorso 9 giugno, nella decisione del Consiglio dei ministri di sciogliere il consiglio comunale di Corigliano rilevando condizionamenti da parte della criminalità organizzata. Il blitz di carabinieri e guardia di finanza del 21 luglio 2010 sancisce la nascita di una “nuova era” per la città di Corigliano. È una delle pagine più delicate e più controverse della storia di questa città quella apertasi con la maxioperazione antimafia “Santa Tecla” che, già dai numeri, si rivela imponente. Ben ottantasei indagati (tra le accuse associazione mafiosa, estorsione, traffico di sostanze stupefacenti, sfruttamento della prostituzione) e un giro d’affari vorticoso su cui gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore della Dda di Catanzaro Vincenzo Luberto, hanno meticolosamente fatto luce. Ma già in quel blitz si scorgevano le prime “avvisaglie” di una vicenda che avrebbe senz’altro avuto ripercussioni anche sulla vita politica e amministrativa della città. Coinvolti nella maxioperazione vi sono anche i fratelli del sindaco Pasqualina Straface dopo qualche giorno assegnati al 41bis (regime che verrà revocato a dicembre per Franco Straface, sottoposto ai domiciliari per motivi di salute, e nei mesi successivi, su richiesta del pm, anche per Mario Straface, detenuto a Milano), nonché altri suoi familiari indagati a piede libero. A fine

luglio il sindaco indice una conferenza stampa e, dichiarandosi personalmente estranea ai fatti, annuncia la ferma volontà della sua amministrazione di andare avanti. Ma passa solo qualche settimana e giunge un’ulteriore notizia: nel mirino della Dda vi è anche Pasqualina Straface, indagata per concorso esterno in associazione mafiosa e sottoposta per un lungo periodo a intercettazioni telefoniche e ambientali. La volontà non cambia e l’esecutivo resta in carica. Si arriva così al 27 settembre, quando i componenti la Commissione d’accesso nominati dall’allora prefetto di Cosenza Antonio Reppucci, varcano la soglia del palazzo di città dando il via all’attività ispettiva che si protrarrà per circa cinque mesi, con il compito di valutare il condizionamento ’ndranghetista e le collusioni nell’attività amministrativa del comune. A febbraio, intanto, la procura distrettuale dichiara conclusa la fase delle indagini preliminari nell’ambito dell’inchiesta “Santa Tecla” disponendo lo stralcio della posizione di Pasqualina Straface che, unitamente a quella di altre 16 persone, confluisce in un separato procedimento. Il 30 maggio prende il via l’udienza preliminare di “Santa Tecla” dinanzi al gup distrettuale di Catanzaro. In quella occasione, il Comune di Corigliano si costituisce parte civile mentre, dopo lo scioglimento decretato dal Viminale, lunedì scorso si è insediata la terna commissariale nominata dal Prefetto che guiderà il Municipio per i prossimi 18 mesi. Rossella Molinari


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il caso corigliano dei suoi fratelli. So benissimo che nesha meritato questo premio. «La ’ndrangheta? suno può essere considerato responsa«Allora, cerco di essere sintetica. Guardi È certo uno bile dei reati dei propri parenti. Però, qui: questa è la lettera del magistrato Salvalei capisce, io sono molto curioso. I suoi tore Boemi, commissario della “Stazione Unidei mali della fratelli sono accusati di reati gravi. C’è ca Appaltante” che accetta la nostra richiesta Calabria. Ed io un imprenditore che dice di avere subidi sovrintendere tutti gli appalti pubblici di la combatto» to una estorsione dai suoi fratelli a Corigliano. È del luglio 2010. Precedentemenmezzo ’ndrangheta... te, in gennaio, avevamo chiesto al prefetto di «Appunto: c’è un imprenditore che dice così. Punto». (alCosenza di nominare un esperto che sovrintendesse l’attività comunale per l’assegnazione dei lavori pubblici. Guardi lora interviene l’avvocato: “riscontri zero. I suoi fratelli lavoqui, la richiesta è del 29 gennaio e il 17 febbraio il prefetto ci rano da anni, hanno subito intimidazioni, attentati, ricatti. Le risponde e nomina commissario il dottor Domenico Giorda- cosche di Corigliano e di Cassano gli hanno imposto tangenti no. Se vuole le faccio vedere anche tutte le carte dalle quali ri- di migliaia di euro per lavorare. Loro sono sempre stati vittisulta che i primi atti della mia giunta sono stati la lotta al- me della ’ndrangheta...”). Signora, però lei è accusata anche per degli appall’evasione fiscale (che era molto molto alta) la riduzione dei costi di costruzione, l’avvio di un piano regolatore (che a Co- ti che ha concesso ai suoi fratelli. Uno, mi pare, per rigliano mancava dal 1970), e il controllo di un mare di irre- la costruzione di una rotonda stradale. E uno per golarità e di mancati pagamenti del condono edilizio. Poi ho dei lavori durante l’alluvione del 2009. Non è così? «L’appalto per la rotonda è un subappalto. Non lo ha conaffrontato la questione dei rifiuti, togliendo l’incarico a una ditta che costava un occhio della testa... Quando sono stata cesso il Comune. Cioè, il Comune ha dato l’appalto a una diteletta sindaco, nel 2009, il Comune era in una situazione di- ta, che non appartiene affatto ai miei fratelli, la quale, poi, ha sastrosa. Sono andata a Roma e lì, al ministero, mi hanno subappaltato un lavoro alla ditta dei miei fratelli. Il Comune detto: “Signora, dichiari il dissesto, con questi conti non ce la non c’entra niente. Io non potevo impedire che questo avvenisse». può fare...”». Già, ma i suoi fratelli avrebbero potuto avere il E lei non ha ascoltato il consiglio. «No. Se dichiaravo il dissesto il Comune veniva tagliato buongusto di evitare di accettare un lavoro che vefuori da qualunque progetto di sviluppo, dall’uso dei fondi eu- niva dal Comune, essendo i fratelli del sindaco. Non ropei, da qualunque attività straordinaria, capisce? Sareb- le pare? «E perché, scusi?». be stato un bel danno. Mi sono detta: proviamo intanto a reSuo marito, mi dicono, faceva l’imprenditore ancuperare quelli che si chiamano i “residui attivi”». che lui. E quando Lei è diventata sindaco ha chiuso Che sarebbero? l’impresa per evitare conflitti di inte«I crediti, l’evasione fiscale e tutto quanto». resse. È vero? Erano consistenti? «Sono la «Sì». «Erano enormi». penultima di 7 Beh, vede, forse i suoi fratelli... Signora Straface lei è inquisita o no? «Forse dal punto di vista etico ha ragione. Cioè: ha avuto un avviso di garanzia figli. Mio padre Ma non c’è reato, comunque». per concorso esterno in associazione ha sempre E l’appalto durante l’alluvione? mafiosa? «Mi ricordo quell’alluvione. Lo fronteg«No. Mai. Ho saputo che dal 2008 sono lavorato la terra» giammo a mani nude. Mi ricordo che andai iscritta nel registro degli indagati per via delle dichiarazioni di un pentito. Ma i giudici non hanno io personalmente, con i consiglieri comunali, a bloccare le mai ritenuto di dover emettere un avviso di garan- strade con le transenne perché rischiavamo che l’acqua si zia. E ormai sono passati i due anni e tre mesi, che portasse via le automobili. Come prevede la legge, concesono il tempo massimo che può durare una demmo dei lavori d’urgenza a varie ditte locali. Una di queindagine dal momento dell’iscrizione nel ste aveva bisogno di enormi massi per fare un certo lavoro registro degli indagati. Dunque devo di ristrutturazione di una frana. Questi massi li possedeva soritenere che l’indagine sia conclu- lo la ditta dei miei fratelli. E loro si sono rivolti alla ditta dei miei fratelli. Le pare un reato? Le pare uno scandalo? Che fasa». cevamo, si rivolgevano in Piemonte e intanto lasciavamo che E allora parla terra franasse? Mi dica Lei. E poi, guardi, le cifre sono liamo chiare. I miei fratelli negli ultimi tempi hanno ottenuto incarichi dal Comune di Sibari per circa 545mila euro, da Cassano per 226mila euro, dalla provincia di Cosenza per oltre mezzo milione e da Corigliano niente: solo un subappalto, da un privato, di circa 100mila euro. Lei pensa davvero che ci sia una proporzione tra queste cifre? Pensa che la loro fortuna sia avere una sorella sindaco?». La accusano di avere preso voti mafiosi a Schiavonea... «Sì, mi accusano di avere rastrellato 800 voti tra il primo e il secondo turno delle comunali. E di averli ottenuti negli ambienti della piccola marineria, e accusano questi ambienti di essere mafiosi. Innanzitutto le dico che io ho sempre avuto rapporti politici stretti con questa gente, perché mi sono sempre battuta per le loro rivendicazioni. Ma poi c’è un altro fatto. Uno dei candidati sindaci, sconfitti al primo turno, si chiama Giorgio Aversente, e aveva preso 1200 voti tra i marinai di Schiavonea. Al secondo turno abbiamo fatto con lui l’accordo e l’apparentamento delle liste. A lei sembra così strano che dei suoi 1200 voti circa i due terzi siano venuti a me?». Signora, la ’ndrangheta è forte nel Coriglianese? «Sì, è forte». Conta negli affari? «Certo che conta». Ed è in grado di influenzare la politica? «Mah, non so: a me non risulta». La situazione della sua famiglia ora è un po’ complicata. «Sì. Un fratello in prigione e uno agli arresti domiciliari. L’azienda sotto sequestro. I loro beni personali bloccati. I figli lavorano in azienda ma attualmente non prendono lo stipendio perché l’azienda è in pessime acque. Mia madre sta male, soffre, è depressa. Mio padre ha più di ottant’anni e combatte, e manda avanti la famiglia con la sua pensione, e zappa la terra...». Signora, lei è arrabbiata col ministro Maroni che ha deciso lo scioglimento del suo comune per mafia? COMMISSARIATO Nella foto in alto, la sede del Comune di Corigliano Calabro

La signora Straface stringe le labbra, accenna un sorriso e fa una smorfia con gli occhi. Poi sussurra una parola: «Delusa....».

Se ci sono infiltrazioni mafiose certo non provengono da assunzioni fatte da me. Sa quante assunzioni ho fatto? Zero. Allora vuol dire che c’erano già prima che io diventassi sindaco. Giusto? Ma prima di me, e per due anni, il Comune è stato gestito da commissari del Governo: non hanno visto niente?

C’è una dichiarazione del Governo - ministero della Funzione pubblica - che premia Corigliano con il premio “trasparenza”. È un atto del 2011, non del secolo scorso. Ce lo hanno assegnato qualche mese prima di scioglierci per mafia... Noi siamo al docidesimo posto in Italia e al primo in tutta la Calabria

Faccio politica da quando sono ragazzina. Mio padre votava Pci. A me piaceva An per tre ragioni: regole, valori e ideologia. Gli appalti per l’alluvione del 2009? Mi ricordo bene quel disastro, andammo io e gli assessori, personalmente, a mettere le transenne sulle strade allagate...

I miei fratelli hanno ottenuto incarichi dal Comune di Sibari per 545 mila euro, dalla Provincia di Cosenza per oltre mezzo milione e qui a Corigliano niente: solo un subappalto di 100mila euro da un privato. C’è una proporzione tra queste cifre? Pensa che la loro fortuna sia avere una sorella sindaco?

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Colpo alla cosca dei Mancuso Sequestrati beni per 6 milioni di euro al capo carismatico “Zi ‘Ntoni” VIBO VALENTIA

La Direzione investigativa antimafia di Catanzaro ha sequestrato beni mobili e immobili per un valore complessivo di oltre 6 milioni di euro riconducibili ad Antonio Mancuso, “Zi ‘Ntoni”, 73enne di Limbadi, sorvegliato speciale e ritenuto uno dei capi carismatici dell’omonima cosca. Il provvedimento di sequestro è stato adottato dal tribunale di Vibo Valentia - sezione misure di prevenzione - su proposta formulata dal responsabile della Direzione investigativa antimafia, il generale dei carabinieri Antonio Girone, e ha interessato, oltre a diverse unità immobiliari (73 appezzamenti di terreno e 6 fabbricati) site nella rinomata località turistica di Nicotera, rapporti bancari ed il compendio di un’azienda agricola, intestata alla moglie. Nel provvedimento di sequestro appena eseguito si legge come Mancuso sia un «personaggio ben inserito negli ambienti criminali operanti nella provincia di Vibo Valentia, ove è ritenuto un elemento verticistico e risulterebbe tra i personaggi più carismatici della cosca Mancuso, i cui interessi, com’è noto, sono rivolti anche verso altre regioni d’Italia e persino all’estero». A suo carico risultano diversi precedenti «per reati particolarmente gravi contro la persona ed

Uno dei villini sequestrati. Nel riquadro ‘Zi Ntoni il patrimonio. Antonio Mancuso è stato condannato per reati associativi sia nel 2003 nel processo “Genesi” che nel 2007 nel processo “Dinasty”». Il Tribunale della prevenzione ha evidenziato che in seno alla sentenza con la quale è stato condannato a quattro anni di reclusione per associazione a delinquere di stampo mafioso proprio nell’ambito di Genesi, «è stata appura-

ta non solo l’esistenza - riporta il provvedimento - del sodalizio mafioso facente capo alla famiglia Mancuso», ma anche la «posizione dello stesso Antonio al suo interno». I giudici aggiungono che nell’operazione “Dinasty”, inoltre, «risulta documentata la mafiosità» dello stesso, e la sua «appartenenza verticistica in seno all’omonimo clan». In particolare, unitamente a Pantaleone Mancuso, 64 anni, vengono indicati quali «direttori dell’intera struttura associativa». La Dia di Catanzaro ha eseguito una complessa attività di analisi economico/patrimoniale che ha riguardato, per un arco temporale compreso tra il 1992 ed il 2009, tutti i cespiti in qualunque modo riconducibili al Mancuso, allo scopo di documentare, tra l’altro, la «netta sproporzione tra il reddito dichiarato ai fini delle imposte dirette e le attività economiche espletate». Al riguardo, il Tribunale ha evidenziato come «accertamenti effettuati dalla Dia nonché le numerose, pregresse vicende penali che hanno riguardato (e ancora riguardano) Mancuso Antonio, rapportate ai redditi dichiarati e alle attività economiche esercitate, rappresentano sufficienti indizi per ritenere che gli investimenti realizzati dal predetto, tramite la moglie, le figlie o altri soggetti, possano essere il frutto di illecita accumulazione patrimoniale o ne costituiscano il reimpiego». giu. maz.

phonemedia

Pienamente assolti i due fratelli Battaglia CATANZARO I giudici del tribunale di Catania hanno assolto per non aver commesso il fatto i fratelli Antonio e Claudio Battaglia, di Catanzaro, imputati nel processo sui presunti finanziamenti illeciti percepiti dalle società del gruppo Phonemedia, beneficiarie di contributi pubblici per 34 milioni di euro. Lo rendono noto gli avvocati Aldo Costa, Gianpiero Biancolella e Vito Branca, difensori dei due fratelli. Antonio e Claudio Battaglia, già amministratori di due delle società sottoposte a inchiesta, furono raggiunti da avviso di garanzia il 5 maggio 2010 per concorso in truffa ai danni dello Stato. Nei confronti dei due indagati fu emesso un provvedimento di sequestro preventivo di beni fino a concorrenza di oltre 4 e 6 milioni di euro. «L’esito della sentenza di oggi - sostengono i difensori dei due fratelli - era in ogni caso scontata. Possiamo, senza dubbio ritenerci soddisfatti della conclusione della vicenda: difendere gli innocenti non è difficile».

la sentenza

Sesso con la cugina, condannato Quel «gioco» costa a Luca Scardamaglia 4 anni di reclusione COSENZA

Luca Scardamaglia, 21enne di San Vincenzo la Costa (Cs), è stato condannato a quattro anni di reclusione per atti sessuali con una minorenne. In particolare, la sua cuginetta, iniziata ai “piaceri” della carne fin dalla tenera età di sette anni. La sentenza è stata pronunciata ieri dal gup del Tribunale di Cosenza al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato. In precedenza, invece, lo stesso giudice aveva respinto una richiesta di patteggiamento avanzata dal difensore Edoardo Florio. Scardamaglia, inoltre, dovrà risarcire la vittima con 200mila euro di provvisionale. Il resto verrà liquidato in separata sede. Il giovane si trova tuttora detenuto agli arresti domiciliari e lì resterà in attesa che la sentenza diventi definitiva. Per il momento, dunque, non andrà in cella. Il carcere vero e proprio, però, il 21enne lo aveva assaggiato a seguito della denuncia presentata da sua zia, ovvero la mamma della sua inconsapevole “amante”. Dopo anni di silenzio, infatti, la bambina aveva deciso di vuotare il sacco, innescando così l’odierna vicenda giudiziaria. In origine, gli inquirenti avrebbero voluto arrestare il sospettato con l’accusa di violenza sessuale, peraltro aggravata dalla giovane età della vittima, ma il gip Salvatore Carpino si era mostrato di diverso avvi-

so, proprio sulla scorta di un durante il suo interrogatorio. dettaglio rivelato dalla parte Il loro legame aveva avuto offesa: «Non mi ha mai pre- inizio nel 2003, con rapporti sessuali comso con la forza - dichiarò Il gup di Cosenza pleti che non in quell’occaha prununciato contemplavano l’uso del sione la bimba ai magiieri la sentenza preservativo e che venivastrati -. Penal termine del no consumasavo fosse rito abbreviato ti nel seminsoltanto un terrato della gioco». Una spiegazione, peraltro, analo- palazzina in cui risiedevano ga a quella fornita da Luca le rispettive famiglie. Stando

al racconto della minore, prima di giacere con lei, Luca le faceva vedere dei film pornografici e, al termine dei loro incontri, le consentiva di portare a casa dei giocattoli in cambio del suo silenzio. Di recente, però, aveva rincarato la dose, affermando di aver subito anche precise pressioni da parte dell’imputato. In precedenza, invece, aveva custodito il segreto per otto lunghi anni, affidandosi solo al-

Il tribunale di Cosenza le pagine di un diario. Lo scorso 24 gennaio, però, raccontò tutto a sua madre, inguaiando così il giovane parente. Alcuni giorni fa, sempre lei si era allontanata da casa per una breve fuga con-

clusasi in quel di Potenza. I suoi familiari, parti civili nel processo, erano rappresentati dai legali Elena Montesano e Costantino Guido. MARCO CRIBARI m.cribari@calabriaora.it

spazzatura per le strade

«Notevoli disagi per la chiusura della discarica» Pianopoli, l’ufficio del commissario al lavoro per arginare l’emergenza rifiuti COSENZA Con la chiusura della discarica di Pianopoli dovuta, questa volta, a lavori di manutenzione, riesplode in regione l’emergenza rifiuti. Lo ha comunicato l’Ufficio del commissario per il superamento dell’emergenza ambientale in Calabria che dopo un solo giorno di fermo dell’impianto gestito dalla Daneco fa già riferimento a «notevoli disagi all’interno del sistema di smaltimento dei rifiuti solidi urbani». Che detto altrimenti significa che in alcuni comuni del Lametino, del Vibonese e delle altre aree che scaricano in quell’invaso (vedi il Cosentino) si iniziano ad accumulare le buste della spazzatura in mezzo alle strade, in perfetto stile Napoli. E la situazione andrà avanti così fino a lunedì prossimo (20 giugno) giorno in cui riaprirà ufficialmente - si spera - l’impianto di Pianopoli. Altri disagi in vista, dunque, per la popolazione calabrese che dovrà fare affida-

mento sul suo spirito di sopportazio- mento dell’immondizia». Tematica ne anche se «il commissario delegato quest’ultima, che ieri è stata al centro per l’emergenza rifiuti in Calabria, dell’incontro tra il sindaco di CatanzaGraziano Melandi - continua la nota - ro Michele Traversa e l’ingegnere Lofa sapere che l’Ufficio è al lavoro per ris Zerbin, direttore tecnico di Enecercare, nonostante la complessità rambiente, società che gestisce la didella problematica, soluzioni adegua- scarica di Alli. Secondo quanto riferite per superare queste giornate di cri- to da Zerbin «non desta alcuna preocticità, in collaborazione con le ammi- cupazione la situazione della discarica di Alli: l’impianto nistrazioni locali e ha detto il direttore confidando nello spiE a Catanzaro ha la capacità di rito di comprensione l’invaso di Alli smaltire senza diffidei cittadini». coltà, per un lungo Nel frattempo e in non avrà problemi periodo, i rifiuti convista della stagione Neanche feriti. Si riuscirà ad estiva alle porte che questa estate affrontare in piena insieme ai turisti portranquillità anche la ta a un notevole aumento della produzione di rifiuti soli- stagione estiva. Non sussite quindi di urbani - in certi periodi il conferi- ha chiosato Zerbin - allo stato, alcuna mento triplica - il commissario Me- ipotesi di criticità ambientale per il landri è già al lavoro «per evitare si- territorio del catanzarese». tuazioni di criticità e di emergenza e Durante l’incontro tra Traversa e favorire quindi un regolare smalti- Zerbin si è posta l’attenzione anche

La discarica di Pianopoli sulle difficoltà legate ai trasferimenti finanziari da parte dell’Ufficio del commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Calabria, «una situazione - conclude la nota - peraltro diffusa su tutto il territorio nazionale. DOMENICO MICELI d.miceli@calabriaora.it


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Scopelliti parla da leader e disegna il Pdl del futuro Modello Calabria quale esempio vincente di Polo dei moderati CATANZARO

Nell’intervista che il governatore Giuseppe Scopelliti ha rilasciato al settimanale Panorama, oggi in edicola, e di cui l’Ansa ha diffuso un’anticipazione, si scoprono le carte. Non tutte. Ma abbastanza per capire l’orientamento del governatore rispetto a una serie di temi caldi della politica italiana e calabrese. A partire dalla valutazione sul nuovo ruolo che dovrebbe assumere Alfano in ordine al riassetto organizzativo del Pdl. Sul punto si registrano una varietà di opinioni, e, tra queste, proprio su Panorama.it, c’è la perplessità di Giorgio Stracquadanio. Ma tornando a Scopelliti, così si è espresso: «Trovo la nomina a segretario di Angelino Alfano assai stimolante. Anche se, sia chiaro, non può essere lui la panacea a tutti i mali del Pdl». «Angelino – sostiene il presidente - ha tutte le potenzialità per arrivarci. È anche in grado di replicare in Italia il polo dei moderati vincenti in Calabria. Gioisco per la nomina di Alfano. Se davvero farà le scelte forti che tutti ci aspettiamo, se davvero rinnoverà il Pdl, sarà lui il leader futuro del centrodestra italiano». Scopelliti poi parla del par-

«Stimolante la nomina di Alfano, ma non è la panacea per tutti i mali»

tito affermando: «anzitutto dobbiamo superare la struttura organizzativa che stabilisce a tavolino il 70% dei ruoli agli ex Forza Italia, il resto agli ex An. Dobbiamo essere una cosa sola. Dobbiamo costruire un partito capace di dettare l’agenda all’esecutivo. Capace di dialogare con le altre forze moderate. In Calabria lo abbiamo fatto

con l’Udc e a Cosenza persino con l’Api di Francesco Rutelli». Sulle primarie, vaticinate invano da Giuliano Ferrara, Scopelliti è secco: «Niente primarie. Non ci servono. Trovo anzi dannosa l’idea di scimmiottare la sinistra. La verità è che dobbiamo smetterla di pensare che Berlusconi possa lavorare sempre per tutti. Ora bisogna lavora-

re tutti con Berlusconi». L’intervistatore Carlo Puca chiede ancora, senza specificare il perimetro, “Perché non si

«Ex An e ex Fi: basta percentuali scelte a tavolino» E arriva il no alle primarie

candida a leader del Pdl?”. E Scopelliti di rimando: «Per carità, manco per scherzo: non sono interessato, so bene che i miei avversari cercano in tutti i modi di rendermi vulnerabile. Ma non ce la fanno: la mia lotta alla ’ndrangheta, dura e decisa, è visibile a tutti. Voglio restare qui proprio per combatterla, la criminalità, invece di fug-

gire. Al momento il mio unico interesse è governare la mia regione per i prossimi quattro anni. E, se i calabresi vorranno, anche per i cinque successivi». Un ultimo apprezzamento Scopelliti lo dedica all’alleanza con l’Udc in Calabria: «Può rappresentare il primo mattone del polo nazionale dei moderati». br. gem.

reggio

Arena presenta la sua squadra Sorride l’Udc, non i partiti minori REGGIO Il Comune di Reggio ha finalmente la sua giunta. Dopo una giornata di febbrili trattative con i partiti andate avanti tutta la notte, il sindaco Arena (foto) ieri mattina ha annunciato la sua squadra. Il primo cittadino, nonostante le sue intenzioni di procedere al rinnovamento dell’amministrazione, ha dovuto in parte cedere alle richieste dei partiti, soprattutto del Pdl, e operare diversi aggiustamenti. Il nuovo esecutivo sarà formato da nove elementi. Tre gli assessori in quota Pdl. Si tratta di Demetrio Berna che avrà l’impegnativa delega al Bilancio, di Tilde Minasiche si occuperà di Ambiente e Pari opportunità, mentre Luigi Tuccioavrà la delega all’Urbanistica. La Minasi, perno del modello Reggio, era fuori dalla giunta e solo sul filo di lana si è ripresa il posto a scapito di Monica Falcomatà. Tuccio, coordinatore cittadino del partito, è l’unico esterno scelto da Arena. L’assessore uscente Seby Vecchio, recordman di consensi, non è stato confermato, ma sarà il presidente del consiglio comunale. Aggiustamenti che Arena ha dovuto accettare, come si evince dall’esplicito richiamo che il sindaco ha fatto

durante la conferenza stampa di ieri alla responsabilità dei partiti. Accontentate in pieno le richieste dell’Udc a scapito dei partiti minori che, adesso, andranno a battere cassa alla Provincia mettendo in difficoltà il presidente Raffa. Cosa che non dispiace a Scopelliti, dopo lo strappo di Raffa e Foti sulla gestione congiunta dei tavoli per la formazione delle giunte. Il partito di Casini si aggiudica la prestigiosa carica di vicesindaco con Demetrio Porcino che avrà anche la delega alle Risorse umane. Il secondo uomo dell’Udc in giunta è Vincenzo Nociti con l’incarico alla Pubblica istruzione. Accontentato l’Udc, Arena ha dovuto fare lo stesso con la Scopelliti presidente aumentando di una unità la rappresentanza della lista in giunta. Pasquale Morisaniavrà i Lavori pubblici, mentre a Paolo Anghelone toccheranno le Attività produttive. Il quadro si schiude con Walter Curatola (Reggio Futura) che avrà la delega a Sport e Spettacolo e con il repubblicano Giuseppe Martorano cui è toccato Anagrafe, Decentramento e Protezione civile. Nessuno spazio per i Popolari liberali di Nucera e per il movimento Pa-

commissioni

Consuntivo, la minoranza abbandona i lavori REGGIO Riunione parecchio movimentata per la Commissione “Bilancio” che è al lavoro da qualche settimana sui bilanci di diversi enti sub-regionali e che, durante la seduta di ieri, avrebbe dovuto approvare il rendiconto generale della giunta. Sul consuntivo è insorta la minoranza che ha chiesto il rinvio della discussione sul punto perché il documento è arrivato sul tavolo della Commissione soltanto nella giornata di ieri. Nonostante le rassicurazioni da parte del presidente Morelli che aveva dimostrato disponibilità a concedere un breve rinvio, i consiglieri Rosario Mirabelli (Gruppo Misto), Pasquale Tripodi (Udc), Bruno Censore (Pd) e Mimmo Talarico (Idv) hanno deciso di lasciare l’aula. «Abbiamo deciso di abbandonare i lavori hanno sostenuto in una dichiarazione congiunta perché contestiamo i tempi di presentazione per la discussione del bilancio consuntivo da parte della giunta. Per tale ragione non abbiamo avuto il tempo materiale di poter, se non altro, visionare gli atti. È venuto meno infatti il ruolo di controllo e non solo, demandato ai consiglieri regionali di minoranza. E poi, cosa più importante, abbiamo preso atto dell'assenza della maggioranza in quota alla stessa Commissione consiliare». Circostanza in realtà smentita dai fatti, considerato che la Commissione ha potuto proseguire i lavori richiamando in

aula i commissari di maggioranza che non erano presenti per contemporanei impegni istituzionali. L’organismo ha poi approvato il rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2009 e il bilancio di previsione per il 2011 dell’Azienda Calabria Lavoro e ha audito il commissario dell’Arpacal Sabrina Maria Rita Santagati, il commissario dell’Azienda Calabria Lavoro, Pasquale Melissari, il direttore dell'Arcea Aldo Pegorari e i rappresentanti delle Aterp. «Sono costretto, mio malgrado, con il dovuto garbo istituzionale – la replica di Morelli - a correggere l’affermazione dei colleghi di minoranza secondo i quali, durante i lavori dell'organismo da me presieduto, era venuta meno la presenza della maggioranza. Nella medesima mattinata erano in corso importanti riunioni di altre commissioni, cosa che ha comportato il concomitante svolgimento dei lavori e quindi, la presenza dei consiglieri di maggioranza in più organismi nel medesimo momento. Agli stessi colleghi che hanno correttamente sottolineato il ritardo nella trasmissione del bilancio consuntivo della Regione, voglio ricordare che lo stesso documento contabile è stato licenziato dalla giunta solo qualche giorno fa ed è nostro intendimento esaminarlo domani per consentire all’aula di discuterlo ed approvarlo nella prima seduta utile». (ric. trip.)

ce che riverseranno su Raffa le proprie pretese. «Ho ritenuto opportuno e doveroso – ha dichiarato ieri Arena - conferire ai partiti che hanno concorso alla vittoria elettorale, la responsabilità della scelta in merito alla squadra di governo della città per i prossimi cinque anni. Ho proceduto, quindi, alla formazione di un esecutivo politico, attraverso le consultazioni con i partiti, che tenesse conto, cioè, della volontà popolare. In considerazione della riduzione del numero degli assessori, mi sono riservato di apportare eventualmente qualche modifica, in una fase successiva, alle deleghe che oggi abbiamo annunciato, anche in base all’attività dell’amministrazione che come sempre sarà intensa». Nella serata di ieri è arrivato, infine, il messaggio di auguri del governatore Scopelliti che ha avuto un ruolo di primo piano nella gestione delle trattative. «La Regione, mai come adesso, sarà al fianco della città». Riccardo Tripepi

commissioni/2

Passa a maggioranza la legge sul Centro regionale del sangue

REGGIO La III Commissione “Sanità”, presieduta da Nazzareno Salerno (Pdl), ha approvato nella riunione di ieri, non senza un’accesa discussione, la legge che istituisce il Centro regionale del sangue. Il Centro, nella proposta normativa targata Candeloro Imbalzano, avrà il compito di presiedere al coordinamento, alla programmazione, ed al controllo di tutte le attività trasfusionali che si svolgono nel territorio regionale, e sovraintende ad ogni iniziativa che la Regione esplica nell’ambito della conferenza Stato-Regioni, con il Ministero della Salute e con il Centro nazionale sangue. In apertura dei lavori, però, il presidente Salerno aveva dato notizia di un fax, proveniente dal direttore del dipartimento Sanità Orlando, con il quale veniva reso noto che la conferenza Stato-Regioni sta lavorando ad un documento per rendere uniformi in Italia i livelli essenziali di assistenza in materia di attività trasfusionali. In tanti, dunque, hanno suggerito un rinvio dell’approvazione della legge per evitare discrasie o possibili impugnative da parte del governo nazionale. Dopo una breve sospensione della seduta ed un confronto fra Salerno e Imbalzano, si è deciso di procedere comunque all’approvazione della legge anche per sfruttare le risorse ministeriali già disponibili. Il testo è passato a maggioranza e con le forti perplessità espressa dal consigliere del Gruppo misto Enzo Ciconte. Sempre durante la seduta di ieri la Commissione ha fissato entro il 22 giugno prossimo la data ultima per la presentazione degli emendamenti ad una proposta di legge di iniziativa dello stesso Salerno per l’istituzione del servizio di videosorveglianza nelle sale operatorie. Nel corso dei lavori, sono stati auditi il presidente della società Sateca spa, Sonia Ferrari, che gestisce le Terme Luigiane, ed una delegazione di amministratori del comune di Bonifati in ordine alle attività espletate dalla Casa protetta per gli anziani ubicata in quel comune. (ric. trip.)


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il caso gioia tauro STATO DI CRISI A sinistra, Antonella Stasi vicepresidente della Regione Calabria. A destra, uno scorcio del porto di Gioia Tauro. Nella pagina accanto, il sit-in dei lavoratori e un momento della messa di ieri con i due rappresentanti della chiesa mentre parlano della grave situazione di crisi

«Reali speranze per il porto» Mct, governo e proposte della Regione: parla la vicepresidente Stasi L’attuale crisi e le prospettive di rilancio del porto di Gioia Tauro: parla la vicepresidente della Regione Antonella Stasi, che sta seguendo dalla “prima linea” l’intera delicatissima vicenda. Vicepresidente Stasi: perché oggi il porto di Gioia Tauro vive una situazione di grave difficoltà? E come se ne esce? «Purtroppo il 2009, anno della crisi globale, ha dato un brusco stop allo sviluppo del transhipment nel mondo, comportando una importante riduzione dei volumi e dei noli. Un’inversione di tendenza è in atto ma bisognerà attendere il 2015, anno in cui è previsto un picco di incremento del 75% in più rispetto ai volumi di traffico attuali nel bacino del Mediterraneo. Inoltre entro il 2015 è previsto l’inserimento sulle tratte commerciali di 118 meganavi che necessitano di porti con gli alti fondali, e su questo Gioia Tauro è particolarmente favorita. Fino ad allora sarà necessario attivare misure di sostegno per le realtà di trasbordo italiane. A questo si aggiunge l’elevata potenzialità di Gioia Tauro per la logistica, che oggi la Regione Calabria guidata da Scopelliti ha inserito nei propri interventi prioritari adottando misure idonee a facilitare l’insediamento di nuove realtà industriali e attirare aziende che producano a Gioia Tauro e creino finalmente opportunità concrete e condizioni di vantaggio per sviluppare un area logistica-industriale». Molti rimarcano il disinteresse verso l’infrastruttura gioiese

del governo nazionale. «Ci sono le condizioni e le potenzialità perché Gioia Tauro possa integrare l’attuale vocazione di piattaforma di transhipment con un modello di gateway continentale. Ma per far questo è necessario procedere in due direzioni: da un lato diminuire il gap infrastrutturale con il Nord Italia rispetto a strade e ferrovie, dall’altro favorire misure dedicate all’utilizzo delle linee ferroviarie dal nord verso sud e viceversa e dunque sfruttare le grandi potenzialità del porto calabrese rispetto agli altri porti che è quello di essere legato alla terra ferma. Ma per far questo occorre una politica di governo che aiuta il sistema, e su questo non sempre siamo stati favoriti considerando, tra l’altro, l’interesse di molti ministri verso altri porti. A questo, però si aggiunge oggi una forte determinazione del presidente Scopelliti che da mesi, ormai, è presente sul problema e utilizzerà il suo carisma politico per chiedere con forza un sostegno e supporto al governo nazionale». Mercoledì ci sarà il tavolo nazionale: cosa aspettarsi da questo appuntamento? «Al tavolo nazionale presenteremo una serie di questioni aperte su Gioia Tauro e chiederemo un piano di aiuti a sostegno sia della crisi attuale che investe Mct al fine di scongiurare la riduzione di personale. Ma non solo. Obiettivo prioritario è ottenere un impegno affinché vengano attuati fino al 2015 idonei provvedimenti come correttivo per la riduzione dello squilibrio competitivo dei

porti di transhipment del Sud d’Italia, primo fra tutti Gioia Tauro, verso i porti nord africani. Inoltre chiederemo il supporto per attivare misure idonee a facilitare l’insediamento di nuove realtà industriali a Gioia Tauro e creare condizioni di vantaggio per attirare aziende che già utilizzano il nostro porto ma magari potrebbero produrre e realizzare reddito direttamente in Calabria. E ancora, chiederemo che il governo ci supporti nel dialogo con Rfi affinché possa garantire la celerità degli investimenti già sottoscritti nell’Apq firmato con la Regione Calabria e i ministeri competenti». Quali soluzioni prospetta la Regione per rilanciare il porto di Gioia Tauro? «Primo fra tutti preservare la leadership nel transhipment, cosa fattibile se si supera il momento particolare di crisi, ma soprattutto realizzare un sistema intermodale eccellente e creare le condizioni per l’insediamento di grandi operatori logistici/industriali nazionali ed internazionali. Le premesse ci sono, gli strumenti anche: occorre adesso una grande sinergia tra tutti gli attori. La regia, questa volta, la manterrà direttamente la Regione e il presidente Scopelliti». Cosa risponde a chi dice che la Regione manifesterebbe un atteggiamento di eccessiva timidezza rispetto al governo nazionale sulla vicenda Gioia Tauro? «Se il processo attivato dal presidente Scopelliti per Gioia Tauro in

un anno di attività, con la stipula e l’avvio di un importante Apq di 459milioni di euro, l’avvio di una vera politica di sviluppo della logistica con un dialogo aperto con importanti aziende leader del settore, con un tavolo aperto con il ministero dello Sviluppo economico che ha portato a un’azione di marketing gestita da Invitalia che produrrà un accordo di programma per investitori che produrranno finalmente la realizzazione di un vero distretto della logistica, l’abbattimento delle tasse di ancoraggio, la disponibilità ottenuta dall’Autorità portuale a realizzare infrastrutture deposito nella zona franca disponibile da concedere a prezzi competitivi a società di logistica. Se tutto questo è un timido approccio, come vogliamo definire 15 anni di mancato sviluppo nel retroporto e, cosa più grave, in assoluto silenzio?». Il terminalista Mct chiede una serie di agevolazioni ma ancora non sembra aver assunto alcun impegno per scongiurare gli annunciati esuberi: cosa vuole dire a Mct? «È importante che Mct in questo momento riesca ad avere un approccio ragionevole al problema. Da un lato bisogna scongiurare la crisi aziendale e siamo disponibili a confrontarci sul problema, dall’altro chiediamo di essere ponderati all’approccio degli esuberi, considerato che potrebbe essere - così come auspicato - solo una fase transitoria. Ma ancora più importante sarà che Mct capisca bene le reali intenzioni della Regione Calabria: oggi per il presi-

dente Scopelliti Gioia Tauro è una priorità e per questo bisogna guardare lontano. Non ci saranno sconti per nessuno. Per essere più chiara, se da un lato siamo disponibili a ragionare insieme con l’azienda per attivare degli aiuti con il supporto del governo nazionale, che consentano di superare l’attuale crisi, dall’altro Mct dovrà evidenziare i reali intendimenti per il futuro, con un piano credibile per verificare quali azioni l’azienda intende mettere in campo per attirare nel porto nuovi volumi di merci. In caso contrario, e se se ne creassero le condizioni, saremmo costretti a chiedere di restituire parti di banchine non utilizzate». Domanda conclusiva: per il porto di Gioia Tauro c’è speranza? «Per Gioia Tauro c’è speranza, ma soprattutto ci sono oggi le reali condizioni per un importante sviluppo. Gli strumenti ci sono, i soldi ci sono, ma soprattutto c’è la giusta tensione che consentirà di accelerare i processi e una determinazione, come quella del presidente Scopelliti che consentirà di mantenere l’attenzione giusta ai problemi ed alle questioni. Primo impegno fra tutti superare la crisi e quindi pensare ai lavoratori, ma allo stesso tempo continuare a portare avanti il piano tracciato che potrebbe portare entro tre anni alla realizzazione, finalmente, di un vero “distretto della logistica” nelle aree retro portuali, … ed è questa la vera sfida». ANTONIO CANTISANI a.cantisani@calabriaora.it

l’annuncio Il presidente della Regione Giuseppe Scopelliti ha ottenuto dal governo nazionale un tavolo di confronto sulla crisi legata al porto di Gioia Tauro. L’incontro, a cui prenderanno parte la vicepresidente della Regione Antonella Stasi, il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, quello delle Infrastrutture Altero Matteoli e del Lavoro Maurizio Sacconi, si terrà a Roma, il prossimo 22 giugno alle ore 11.30, nella sede del ministero delle Infrastrutture. Ne dà notizia l’ufficio stampa della Giunta regionale, che in un comunicato ricorda che «il presidente Scopelliti, che nei giorni scorsi ha incontra-

Finalmente il tavolo nazionale: mercoledì incontro con Romani, Matteoli e Sacconi to le organizzazioni sindacali, anche alla luce della decisione improvvisa da parte della Società Maersk di abbandonare lo scalo calabrese con il conseguente rischio di esuberi del personale, ha già avviato una serie di incontri con Assologistica, la più grande realtà associativa confindustriale delle aziende di movimentazione, stoccaggio e manipolazione delle merci per illustrare ai manager di varie aziende nazionali le opportu-

nità e gli incentivi previsti dalla Regione Calabria per chi volesse investire all’interno del Porto». Sempre nei giorni scorsi, - prosegue il comunicato dell’ufficio stampa della Giunta calabrese - «il presidente Scopelliti e la vicepresidente Stasi, durante un tavolo tecnico regionale per discutere in merito sulle problematiche del Porto di Gioia Tauro, hanno ribadito l’importanza strategica di questa infrastruttura e soprattutto dell’area

del retro-porto, rafforzando l’intenzione da parte della Regione di apportare un approccio utile e funzionale per tutelare i lavoratori e il territorio. Al tavolo nazionale la Regione punta ad arrivare con una proposta che sia il più condivisa possibile, proprio per evitare che sulla questione del Porto possano esserci ulteriori ritardi negli interventi da parte del Governo». Occhi puntati dunque al tavolo nazionale di mercoledì: al quale – tuttavia – almeno a quanto risulta non sembra siano stati convocati anche i sindacati, che pure l’avevano richiesto a gran voce. Chissà cosa ne penseranno.


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Un presidio permanente aspettando la soluzione

Anche la chiesa si mobilita: «È la lotta di tutti»

«Le commesse sono sempre meno. Si rischia la chiusura» GIOIA TAURO L’incertezza regna sovrana al porto di Gioia Tauro. Anche tra lavoratori e sindacati, che non sembrano trovare per il momento una linea comune sulle strategie da attuare nell’immediato. In attesa di capire se il terminalista Mct otterrà quegli aiuti chiesti al Governo per scacciare la crisi, la Cgil prova a compattare il fronte con il presidio permanente partito già dal pomeriggio di mercoledì scorso. Un’iniziativa «informativa» a beneficio dei lavoratori, ha spiegato il sindacato, anche se l’impressione è più di una sorta di sondaggio interno per testare gli umori e, soprattutto, invocare la partecipazione anche di Cisl e Uil. E non certo positiva, in questo senso, è risultata la completa assenza fatta registrare dagli altri confederali anche nella giornata di ieri. Mentre rispetto all’esigenza di “informare” i lavoratori, è chiaro che i portuali capiscono benissimo già da soli lo sta«Come al solito to dell’arte, e sopratl’azienda vuole tutto le contraddizioni sempre più evidenti scaricare la crisi che stanno emergendo su di noi, ma la rispetto alla gestione colpa è altrove» attuale della vertenza. «Come al solito, l’azienda vuole scaricare la crisi su di noi - affermano - ma che colpa hanno i lavoratori se l’azienda non è riuscita a trattenere a Gioia Maersk?». E c’è anche chi ricorda gli “sprechi” aziendali passati e presenti. «Oggi l’azienda lamenta perdite - protesta un portualema che senso aveva, nel 2005, organizzare per il decennale dell’apertura festeggiamenti e una crociera costati 2 milioni di euro?». E poi c’è la gestione del personale. Se è vero, infatti, che l’organico appare oggi ridimensionato, un lavoratore denuncia: «Una volta c’era un capoturno per ogni turno, adesso anche tre, a che servono?». Discorso diverso, invece, quando si parla di passare all’azione. Rispetto all’ipotesi di uno sciopero, infatti, l’indecisione è palpabile. Prevale la prudenza, la stessa dei sindacati che, seppure con sfumature diverse, attendono che vengano ufficializzati gli eventuali esuberi per far scattare la mobilitazione. Il timore, infatti, è che un blocco del porto in questa fase possa dare l’«alibi» alla compagnia svizzera Msc, l’unico grande cliente rimasto sulla banchina, per abbandonare lo sca-

lo. Quando si tratta di passare dalle parole ai fatti, insomma, il rapporto di forza si rivela tutto a vantaggio dell’azienda rispetto alle parti sociali. La stessa Cgil che ha organizzato il presidio, in attesa di avvicinare le altre sigle, continua infatti a sollecitare il tavolo nazionale che dovrebbe, nella sostanza, scongiurare la crisi con aiuti e sgravi all’azienda. Lo fa Pasquale Marino, segrtario territoriale della Fiom, che chiede «un tavolo con la Presidenza del Consiglio per capire quali saranno gli investimenti sul Il segretario della porto». Fiom chiede Ma la presenza del segretario Fiom è imun incontro portante anche perché della Gellog (setcon il presidente ratore segna l’allargamento tore metalmeccanico, 22 del Consiglio della vertenza all’area dipendenti), ma con industriale, oltre che contratti ormai limitati a alla banchina, con particolare riferi- 15 giorni e metà del personale già in casmento al settore metalmeccanico. La sa integrazione. crisi, per il momento, si sta scaricando «Le commesse sono sempre di meno infatti sulle aziende esterne che lavora- spiega il dipendente - si richia la chiusuno per Mct, dallo stesso settore metal- ra». Insomma, un clima rovente, ma con meccanino al rizzaggio, per un totale di una politica che appare sempre più lonta400 lavoratori all’incirca. Il terminalista na dalla drammatica realtà vissuta dai lainfatti comincia ad utilizzare per tali at- voratori, e soprattutto incapace di capire tività il personale proprio attualmente e governare le questioni. Ma anche quein eccedenza, e di conseguenza non dà sta, in fondo, è storia vecchia. più commesse alle aziende esterne. E a FRANCESCO RUSSO confermare la tendenza arriva un lavof.russo@calabriaora.it

GIOIA T.«La situazione che si sta delineando nel porto di Gioia Tauro non può lasciare indifferente la chiesa. La chiesa non è colei che può trovare la soluzione, ma questo non vuol dire stare a guardare. Siamo chiamati a dare il nostro contributo». È giunto forte e chiaro, durante la preghiera solidale officiata ieri pomeriggio nella cappella del porto, il messaggio lanciato da don Pino Demasi, vicario generale della diocesi di Oppido-Palmi e referente locale di “Libera”. «È necessario che in tutti gli ambiti, quello politico, quello economico e quello lavorativo, ci si ricordi di ciò che Benedetto XVI ha detto, e cioè che il primo capitale da salvaguardare è l’uomo nella sua integrità. Faccio quindi appello - ha detto don Pino Demasi - agli imprenditori e ai vertici aziendali affinchè il profitto non diventi l’unico motivo di riferimento. E ricordiamo che la lotta di ciascuno per il lavoro, è la lotta di tutti». Dunque una profonda dimostrazione di solidarietà per i lavoratori del porto, il momento di preghiera organizzato nel piazzale della piccola cappella del porto dal cappellano don Natale Ioculano, dalla Pastorale sociale e del lavoro, dalla Consulta diocesana aggregazioni laicali e dal consiglio Pastorale diocesano. L’evento, presieduto da don Pino Demasi, si è svolto alla presenza, fra gli altri, del comandante della capitaneria di porto Giuseppe Andronaco, e dell’ispettore dei vigili del fuoco Natale Zucco. Meditando alcuni brani della “Laborem Exercens”, il cappellano don Natale Ioculano ha evidenziato: «La situazione del porto riflette le problematiche del lavoro, come chiesa ci sentiamo di essere solidali in quello che determina il futuro di tante famiglie». Don Natale ha poi proseguito rivolgendosi ai sindacati, definiti «un organo importante di lotta, ma che sia fatta in nome della giustizia sociale», e ai politici, «affinchè svolgano fino in fondo il loro dovere per risolvere la crisi». Eva Saltalamacchia

gli appelli GIOIA TAURO Ancora gli appelli prevalgono sulle azioni di rivolta che pure sono state ventilate. La speranza che le istituzioni regionali e nazionali trovino una buona soluzione per lo scalo marittimo di Gioia e per quanti vi lavorano, viene sinora affidata a manifestazioni di pacifica protesta come il sit-in, organizzato già da qualche giorno, dei lavoratori portuali per lo più affiancati da rappresentanti di categoria sindacale in quota Cgil. Ma il clima potrebbe cambiare da un momento all’altro. E le avvisaglie non mancano. Soprattutto perché i lavoratori che in queste ore si stanno ritrovando presso il sit-in sento-

I lavoratori continuano a sperare nel dialogo Ma la tensione è già al suo limite massimo no l’urgenza di non farsi rappresentare da alcuna bandiera ma, nello stesso tempo, di convogliare nell’alveo della protesta le istanze nude e crude della gente del posto e delle proprie famiglie. Perciò, l’ansia cresce e, anche nelle ultime ore, come tutta risposta, si moltiplicano gli inviti «all’unità sindacale» con parole concilianti affidate a “note” firmate da esponenti politici locali e segretari sindacali. Al fianco del sindacato “rosso” ieri mattina c’era il consiglie-

re provinciale di Reggio, Giuseppe Longo, di Rifondazione, che invita proprio alla riunificazione delle sigle «affinché - scrive - si possa mettere in piedi un tavolo di concertazione con il Governo». La richiesta di un dialogo prevale anche negli altri rappresentanti sindacali, ben consci della piega che potrebbe assumere la questione in termini di tensioni sociali. In un documento a firma congiunta, Fit-Cisl, Uil-Trasporti e Ugl-Ferrovie tra le righe tentano di

spiegarlo che la realtà potrebbe rivelarsi ben più grave di quanto non venga rappresentata: «La crisi delle attività nel porto e nell’area portuale di Gioia Tauro - si legge nel documento , se non affrontata con le modalità più adeguate a superare le ragioni di fondo che la stanno generando, rischia di pregiudicare ogni possibile strategia d’azione condivisa». In palio c’è il futuro di un’intera classe di lavoratori ancorché di un intero territorio. Ed oggi più di sempre appare drammaticamente beffarda l’agonia di una delle più importanti infrastrutture costiere del Mediterraneo. l. g.


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Venti di nomine e malumori Dal Pdl filtrano molti mugugni contro gli alleati centristi “pigliatutto” Oggi in programma una riunione di giunta regionale. Appuntamento rituale, all’orizzonte non dovrebbe esserci nulla di eclatante. E tuttavia spirano venti di malumore, venti che provengono dal Pdl. Perché è tempo di nomine e il clima post elettorale, e soprattutto la vittoria in Calabria, hanno alimentato aspettative e anche appetiti. A conferma che vincere fa bene, ma in certi casi vincere facile e netto non fa così bene. Nomine di Giunta e poi anche nomine di Consiglio per coprire posti di sottogoverno che servono sempre. Caselle da riempire fin dall’inizio della legislatura – come a esempio l’Arcea – altre invece da rimodulare per scadenze e fine incarichi. Il “posto al sole” interessa tutti, e soprattutto il partito che rappresenta la dorsale della coalizione, il Popolo della libertà. Ed è proprio dal Popolo della libertà, e in particolare dal Popolo della libertà del Catanzarese, che – riferiscono fonti accreditate – starebbero montando molti mugugni, indirizzati in particolare nei confronti dell’Udc, che potrebbe essere beneficiato ulteriormente nella prossima infornata di nomine. L’Udc che qui in Calabria ha fatto da più di un anno una precisa scelta di campo al costo di avere una posizione diversa rispetto alla linea del partito nazionale: una ferrea alleanza con il governatore Scopelliti, un vero e proprio asse di ferro, come del resto ha confermato la composizione della giunta comunale di Reggio Calabria. E adesso – confermano fonti del Pdl calabrese - lo Scudo-crociato, che già, in nome dell’intesa suggellata a fine 2009 dagli allora segretari Franco Talarico e Scopelliti in un noto hotel di Lamezia Terme, può vantare la presidenza del consiglio regionale e due assessorati piuttosto consistenti, starebbe ulteriormente alzando la posta. Per il momento si tratta solo di boatos,

commissione di viglianza

Guccione: convocare la Field e la Sorical

di indiscrezioni che incrociano una serie di sfoghi rigorosamente anonimi perché ovviamente non se ne parla proprio di uscire in modo eclatante rischiando di perdere definitivamente il treno. Si vedrà og-

gi se la Giunta procede ad alcune nomine e a quali. Se, come possibile, non ce ne saranno, il problema sarà solo rinviato, e i malumori destinati a crescere. (a. c.)

Si è riunita ieri la commissione di vigilanza. Il consigliere regionale del Pd Carlo Guccione ha chiesto che la Commissione convochi nella prossima seduta il presidente di Field e il rappresentante di Sorical. «C’è la necessità - ha detto Guccione - non solo di modificare quei provvedimenti che assegnavano alla Sorical funzioni improprie rispetto alla missione di una società mista pubblico-privata che potrebbero causare forti penalizzazioni per i cittadini e per i territori, ma anche di procedere ad un’immediata e complessiva

verifica per avviare una profonda riflessione sui risultati di quanto ha prodotto la gestione Sorical in questi anni in Calabria, un’esperienza caratterizzata da numerose difficoltà e limiti che hanno comportato mancati investimenti e diversi contenziosi anche giudiziari con gli enti locali. Alla luce di quanto ha provocato la vittoria dei Si ai referendum è necessario aprire ora in Calabria una pagina nuova, che modifichi anche le novità che il Consiglio regionale, in sede di approvazione del Bilancio 2010, ha introdotto sugli Ato».

lavoro

Comunità montane Si attendono risposte Il destino delle Comunità montane ancora al centro di un serrato dibattito. «La legge 191 del 2009, con la quale Oggi in Giunta? lo Stato ha Iorno (Cgil): in deciso di non concorrere attesa di riscontri più nel finanresta lo stato ziamento di agitazione delle Comunità Montane - afferma il capogruppo del Pd Sandro Principe - ha lasciato

queste istituzioni in uno stato di grave disagio, in modo particolare i 450 dipendenti delle Comunità montane calabresi, che da mesi non ricevono lo stipendio, poiché l'ente Regione non ha previsto una copertura finanziaria adeguata da trasferire agli Enti Montani». Principe sollecita la giunta regionale: «Riteniamo che sarebbe (...) opportuno che la Giunta si impegnasse a partorire una specifica proposta di legge di riordino della materia, che attri-

buisca alle Comunità montane competenze specifiche». Sul tema interviene il consigliere regionale dei democrat, Carlo Guccione, che ha presentato un'interrogazione al governatore Giuseppe Scopelliti e all'assessore all'Agricoltura, Michele Trematerra con la quale chiede quali «iniziative urgenti si intendono assumere per garantire ai dipendenti il pagamento pregresso degli stipendi maturato da febbraio ad oggi e per assicurare ad essi l'intero fabbisogno annuo, considerato che, con le somme finora erogate dalla Regione, le Comunità montane hanno pagato ai dipendenti gli stipendi solo fino al mese di febbraio 2011». Preoccupato per il destino dei lavoratori anche Ferdinando

Aiello (Sel), secondo cui «gli stessi non riescono più a percepire lo stipendio con regolarità per il comportamento ondivago della Regione che per il 2011 non ha previsto le risorse finanziarie utili a coprire gli stipendi dei 416 dipendenti che si possono quantificare in circa 20 milioni di euro». Ieri intanto il segretario regionale di Cgil Funzione pubblica, Alfredo Iorno, ha incontrato l’assessore all’Agricoltura Michele Trematerra che si sarebbe impegnato a portare in giunta (la riunione dell’esecutivo regionale è prevista per oggi) la proposta di “salvare” i lavoratori. «In attesa di un positivo riscontro - il commento di Iorno - la Cgil mantiene lo stato di agitazione».

tavolo permanente

parità

Legalità, protocollo d’intesa tra Ance e Stazione unica appaltante

Si insedia il comitato per la diffusione della Carta delle Pari opportunità

È stato firmato ieri presso la sede della Sua un protocollo d’intesa tra la Sua e l’Ance Calabria. Dopo la lettura del documento da parte del segretario della Sua, Fernando Pelagi, il commissario dello stesso ente, Salvatore Boemi e il presidente di Ance, Francesco Cava (foto) hanno proseguito con la firma dell’accordo. Esso segna l’avvio di un percorso di lavoro finalizzato a fornire un forte stimolo verso la promozione di strumenti e competenze per una efficace applicazione delle norme nazionali che regolano l’affidamento di contratti pubblici di lavori in termini di legalità, qualità e trasparenza. Come ha affermato Cava, «il protocollo con la Sua si pone come completamento di tutto un iter avviato dall’Ance con l’obiettivo di premiare le imprese sane della Calabria. È necessario invertire la rotta e riportare gli investimenti al

sud. Per riuscirci, bisogna lavorare per garantire la trasparenza. L’Ance sta operando attivamente in tale direzione». Tra gli obiettivi delle attività relative al Tavolo di lavoro l’elaborazione e la promozione di proposte per il miglioramento delle norme e delle prassi per l’affidamento e l’esecuzione degli appalti di lavori; l’individuazione di azioni di sensibilizzazione, formazione ed attuazione per la razionalizzazione, anche in termini di tempi, delle procedure di erogazione dei pagamenti e rendicontazioni finali. Boemi ha parlato poi di un progetto sulla semplificazione delle Stazioni appaltanti, che «sarebbe stato redatto dai funzionari della Sua e consegnato agli organi politici competenti. È un progetto che può costituire il futuro della Sua, sta agli organi competenti valutarlo». Angela Rubino

Una “Carta per le pari opportunità e l’uguaglianza sul lavoro” che possa essere serio e concreto strumento di monitoraggio e di sensibilizzazione, magari anche attraverso la sua “personalizzazione”, la sua caratterizzazione a livello regionale. Questo è emerso dalla riunione di insediamento del Comitato promotore regionale della “Carta” - svoltasi ieri mattina a Palazzo Alemanni a Catanzaro -, presieduta dalla consigliera regionale di Parità, Maria Stella Ciarletta. A far parte del comitato, a parte l’ufficio regionale della consigliera di Parità, anche le associazioni Aidda, rappresentata da Orietta D’Ippolito, l’Ucid, rappresentata dall’avvocato Francesco Granato, l’Aidaf, la Sodalitas e Impronta etica. Presenti ai lavori anche la vicepresidente della Giunta regionale Antonella Stasi, la presidente della commissione regionale Pari opportunità Giovanna Cusumano, la consigliera regionale supplente di Parità Tommasina Lucchetti, la consigliera provinciale di Parità di Catanzaro Sonia Munizzi e la consigliera provinciale di Parità di Crotone Nella Mustacchio. A illustrare l’in-

tento di promozione della “Carta” nelle imprese è stata la Ciarletta che, sottolineando la sinergia tra l’azione nazionale e quella locale, ha affermato: «È il Ministero a chiederci di coinvolgere le imprese nella promozione della Carta in collaborazione con il Tavolo nazionale. I soggetti che compongono il Comitato saranno i soggetti promotori della Carta coordinandone le attività di implementazione sul territorio». La Cusumano ha plaudito a «quest’occasione concreta» che dà modo di fare rete «attraverso il coinvolgimento corale delle associazioni di categoria al fine dell’attuazione della Carta». La Stasi, soddisfatta per il lavoro della Ciarletta che ha portato l’arrivo della “Carta” in Calabria, «Regione che non brilla per presenze femminili, ma può essere un momento propositivo. Spero che la “Carta”, di cui avevo già sentito parlare da presidente di Confindustria, venga adottata, partendo dalla Regione, magari con una delibera di Giunta. A seguire, magari anche dalle Camere di Commercio e dalle imprese a loro associate». Maria Paola Ronchi


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l’ora di Cosenza Tel. 0984 837661-402059 Fax 0984 839259 Mail: cosenza@calabriaora.it

ROGLIANO

ROSSANO

Savuto in rivolta per l’ospedale

CORIGLIANO

Santa Tecla La difesa di Barilari

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PAOLA

Enel, il Coricer attacca Filareto e Oliverio

> pagina 30

Usura, Bossio mandato ai domiciliari

> pagina 32

> pagina 35

Provincia, ecco le voci “contro” Le accuse di Fed e le critiche del Pd. Altri dissensi sulla nuova giunta Le scelte, in politica, servono sempre a due cose: a compattare il proprio fronte e a dividere quello avversario. E l’integrazione della giunta provinciale, fatta quasi a sorpresa nella tarda serata di martedi, non fa eccezione. A meno che non si voglia continuare a credere, almeno per quel che riguarda gli equilibri degli enti più grossi (e di sicuro la Provincia di Cosenza non è piccola), alla differenza tra “amministrazione” e “politica”, non troppo proponibile da chi assomma cariche di partito e ruoli amministrativi. Compattare il proprio fronte: è chiaro che il baricentro di Mario Oliverio faccia sempre più leva sul perno della Provincia e meno sul radicamento territoriale. L’integrazione, dunque, è servita ad evitare frizioni nella maggioranza. Che risulterebbero dannose in un momento tutt’altro che felice per il Pd e per il centrosinistra calabresi. Dividere il fronte avversario. Che, va da sé, non si può individuare nel centrodestra. Non nella Provincia, almeno. Gli avversari, potenziali e reali, sono tutti nel centrosinistra. In quest’ottica “gonfiare” Sel, pieno di fedelissimi, significa ridimensionare ulteriormente la residua area neocomunista, rappresentata dagli irriducibili di Fed. Non a caso Nicola Corbino, il segretario provinciale di Rifondazione, ha rotto il silenzio con una nota al vetriolo che ha fatto il giro delle agenzie. «Già da un anno», scrive Corbino, «il comitato federale di Rifondazione si era determinato ad

NUOVI INGRESSI Il portone della Provincia uscire dalla maggioranza e a valu- scelto di fiancheggiare l’orgogliotare volta per volta il proprio ap- sa corsa identitaria di Alessandra poggio alla coalizione». Ma, sarà La Valle. Ma il quadro era già chiaro. Infatti: che la speranza «Avevamo allora (in questo caso, di Corbino: l'allarme essere “rivalutaOliverio ha solo lanciato della deriva preti”) per quanto vasidenzialista che na è l’ultima a premiato stava colpendo morire. Sarà pure i “fedelissimi” anche il presiper, a voler usare alla sua persona dente Mario Olile parole di Corbiverio, il quale, atno, «l'alto senso di responsabilità che il partito av- traverso l'utilizzo delle prerogativertiva come necessario, anche in ve che la legge sull'elezione diretprevisione delle difficili consulta- ta gli attribuisce, ha mortificato il zioni elettorali», di questo propo- ruolo dei partiti politici e degli sito non se n’è fatto nulla. A vuo- elettori». Ed ecco l’affondo sulla to, visto che Prc a Cosenza ha giunta: «Oggi la composizione

padre fedele

legnochimica

«Farò i nomi del complotto»

Spuntano i primi indagati

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ra il solito Padre Fedele quello visto ieri in conferenza stampa: istrionico e ultratuonante, ma con il tono di voce più che mai sofferente. Il pretesto l'ha creato lui, convocando i giornalisti per parlare di «questioni religiose», ma nella realtà, il discorso è scivolato fin da subito sulla sua vicenda giudiziara.

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opo quasi otto mesi di studio, il professor Gino Crisci ha depositato la relazione richiestagli dalla Procura della Repubblica di Cosenza che, lo scorso mese d’ottobre, gli aveva dato mandato per accertare l’eventuale inquinamento dell’area rendese in cui sorge a l’industria per la lavorazione di legname.

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della nuova giunta non può destare sorpresa o meraviglia: sono stati premiati i fedeli. Fedele Sel perché subito pronta a sponsorizzare il candidato sindaco caro al presidente, fedele Idv nel mollare nel giro di due minuti Franz Caruso per non dissentire dalla volontà del presidente, fedele il consigliere Aieta a difendere il presidente dagli attacchi dei segretari Papasso e Incarnato rei di avergli dato la responsabilità della sconfitta elettorale del centrosinistra». Tardivo ma sintetico, Corbino. Ma il mal di pancia a sinistra tracima oltre Fed e contagia il Pd. E non un Pd qualsiasi, ma quello presilano che si appunta sulla nomina del dipietrista Caligiuri. «La nomina di Caligiuri ci sconcerta ed indigna, ed ancor più mortifica i 1872 elettori che hanno votato la lista di centrosinistra alle ultime elezioni comunali di Spezzano della Sila», scrivono in una nota congiunta i circoli democrat di Camigliatello e di Spezzano Sila. Che proseguono: «Pur rispettando le prerogative del Presidente della Provincia, non possiamo tollerare che chi per quindici anni ha condotto una campagna di odio e di livore nei confronti dell’amministrazione comunale a guida Pd, e Ds prima, ora faccia parte di un così importante consesso politico». Il fronte del centrosinistra inizia a mutare i propri equilibri. E forse ad avviare un processo di cui è difficile prevedere gli sviluppi. SAVERIO PALETTA cosenza@calabriaora.it

L’EDITORIALE

UN GIORNALE PIU’ VICINO ALLE PERSONE

D PIERO SANSONETTI

Da oggi, come vedete, abbiamo cambiato un po' la grafica di questa pagina. Abbiamo deciso di farla diventare una sorta di “prima pagina” dell'edizione della nostra città e della provincia. Abbiamo collocato qui i richiami che annunciano gli articoli che pubblichiamo nelle pagine successive. Qual è il motivo? Farvi capire che cercheremo di fare un giornale più vicino alle nostre città e ai nostri paesi: una per una, uno per uno. Più attento a tutto quello che succede nei quartieri, nei rioni, nel territorio. L'informazione, in Italia, sta diventando sempre di più qualcosa di generico, di ideologico, fazioso, calata dall'alto. La forza dei giornali locali può essere proprio quella di rovesciare questo schema: di “scendere”, di stare più vicino alle cose, ai fatti, alle persone.

palazzo dei bruzi

Domani Occhiuto presenta la squadra Oggi la riunione di maggioranza Di venere e di marte non si sposa e non si parte. Né si dà principio all’arte. Per questo, le tante voci che davano certa per oggi la presentazione della giunta di Occhiutohanno perso credibilità nel giro di poche ore: il sindaco, infatti, era a Roma, per chiudere le trattative con i partiti e per ottenere qualche altro appoggio governativo. Comunque, nella giornata di oggi è prevista la riunione dei gruppi di maggioranza

in previsione del consiglio di lunedì prossimo. Di altro è davvero difficile sapere, anche perché le bocche sono rigidamente chiuse. A partire da quella del sindaco. Tuttavia, qualche “si dice” filtra. E alcuni nomi iniziano ad uscire per il totogiunta. Sul fronte Udc sarebbe confermato Carmine Vizza. Sempre in quota casiniana, sarebbe emersa l’indicazione di Davide Bruno. Il Pdl continuerebbe a sostenere Katya Gentile. E

sarebbe ritornato tra i papabili anche l’ex An Luciano Vigna. Non risulta smentito Maurizio Napolitano, il presidente dei commercialisti cosentini. Si tratta, naturalmente, di indicazioni “probabilistiche” e non di certezze, visto che Occhiuto ha iniziato la propria amministrazione con una serie serrata di impegni e ha tenuto la negoziazione con i partiti in secondo piano, almeno per quel che riguarda la comunicazione al pubblico. Di sicuro per evitare che determinate polemiche delle quali, tuttavia, è emerso qualcosa- iniziassero a condizionare la sua azione politica. Ma ormai è solo questione di ore. s.p.


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Bella-bella, niente mafia La Cassazione annulla Respinto anche il ricorso contro Ernesto Lamacchia Ernesto Lamacchia e Luigi le Bruni e per i suoi fratelli FaNaccarato non torneranno in bio e Luca. Una decisione a carcere. Ieri, infatti, la Cassa- sorpresa, ma comunque non zione ha respinto gli appelli che definitiva. Non a caso, l’annulil pm titolare dell’inchiesta “Te- lamento decretato dagli Erlesis” aveva presentato contro mellini comporta un rinvio ali recenti provvedimenti del Tri- lo stesso Tribunale della liberbunale del Riesame. A sponso- tà. Nuovi giudici catanzaresi, rizzare il respingimento, peral- dunque, dovranno valutare la tro, era stato lo stesso procu- sussistenza o meno dell’accuratore generale d’udienza, ri- sa. Al momento, però, resta in chiamandosi piedi l’ipotesi peraltro ai di associazioResta in piedi motivi difenne finalizzata solo l’ipotesi sivi evidenziaal narcotraffiti dai legali di associazione co, ma in Roberto Le finalizzata allo compenso Pera e Franz viene meno spaccio di droga l’accusa porCaruso. Ancora in sospetante dell’inso, invece, la posizione di Bo- chiesta: quella di associazione naventura Lamacchia. La di- mafiosa. E la modifica non riscussione che lo riguarda è sta- guarda un imputato qualsiasi, ta posticipata a causa di un di- bensì l’uomo ritenuto dagli insguido burocratico. Quasi cer- quirenti come il capo della conto, però, un epilogo identico a sorteria criminale, quel Michequello che ieri ha riguardato le Bruni tuttora ricoverato alsuo fratello Ernesto. l’ospedale di Livorno in gravi Ma non è questa l’unica no- condizioni per via di un’emorvità significativa regalata dai ragia interna che lo ha colpito giudici romani. La Suprema nei giorni scorsi. Tornando a Corte, infatti, ha annullato an- Lamacchia, invece, l’ipotesi che il provvedimento del Tdl iniziale era di tentata estorsioche sanciva la sussistenza del- ne, ma il Tdl aveva poi riconfil’accusa di associazione mafio- gurato in tentata violenza prisa per il presunto boss Miche- vata. Il pm voleva riportare le

lancette indietro, ma dalla Cassazione è arrivato il niet. Stessa cosa dicasi per Naccarato, sul quale però pendeva un sospetto diverso: quello di concorso esterno in associazione mafiosa. Un capo d’imputazione cancellato dal Riesame per mancanza d’indizi, ma che la Dda ha riproposto, senza for-

tuna, al giudizio della Suprema Corte. Nel frattempo, a breve gli inquirenti dovranno formulare le richieste di rinvio a giudizio per i 48 indagati dell’inchiesta. In vista, però, ci sono nuove e importanti udienze davanti al Tdl. MARCO CRIBARI m.cribari@calabriaora.it

L’arresto di Michele Bruni risale allo scorso 14 dicembre

l’inchiesta

Palazzi con vista carcere, sigilli confermati Il decreto è stato emesso dal gip. Tre indagati, tra cui una dirigente comunale Il gip del tribunale di Cosenza ha convalidato il sequestro d’urgenza dei due edifici in costruzione nelle immediate vicinanze del carcere di via Popilia disposto giovedì scorso dalla Procura della Repubblica. L’inchiesta è partita in seguito a una denuncia dell’amministrazione penitenziaria che aveva segnalato come dai palazzi in costruzione si sarebbe potuto guardare all’interno delle mura – quindi comunicare con i detenuti, lanciare oggetti, scattare fotografie – mettendo così a repentaglio la sicurezza stessa dell’istituto.

A causa dei lavori nel cantiere la direzione del carcere aveva persino predisposto servizi di vigilanza supplementari. Da qui l’intervento della Procura per bloccare i lavori. Le persone indagate nell’inchiesta (coordinata dal procuratore Dario Granieri e dall’aggiunto Domenico Airoma) sono tre: Rocco Filippelli, responsabile legale della cooperativa che stava costruendo gli edifici; il progettista Antonio Coscarella (violazione del testo unico sull’edilizia è l’ipotesi di reato); la dirigente dell’ufficio urbanistico del Comune di Cosen-

za Sabina Barresi (accusata d’abuso d’ufficio) visto che è sua la firma sul permesso a costruire. A tutti e tre la Procura contesta anche l’interruzione di pubblico servizio per i servizi supplementari predisposti dalla direzione del carcere. Gli inquirenti sospettano, inoltre, che la violazione dei parametri di legalità urbanistica sia avvenuta consapevolmente dal momento che un’analoga richiesta di permesso a costruire su un terreno a nord del carcere era stata negata proprio per la prossimità alla casa circondariale. (a. b.)

la sentenza

Alla sbarra per narcotraffico Pene più miti in Appello Pene ampiamente ridimensionate per sette persone, due cosentini e cinque marocchini, accusati di traffico internazionale di stupefacenti. Ieri, infatti, la ripetizione del processo d’appello ha comportato condanne più leggere per gli uomini e per le donne protagonisti della vicenda. Merito di una precedente sentenza della Cassazione, sbandierata in aula dai difensori Maurizio Nucci e Rossana Cribari, che fissa i parametri secondo i quali uno stock di stupefacenti trovato in possesso di un indagato possa essere considerato un «grosso carico». Non proprio una spigolatura, dal momento che tale aggravante si traduce in un’inasprimento della pena in sede di giudizio. E difatti era andata proprio così, al termine dei primi due processi celebrati a Paola e a Catanzaro. Alla sbarra c’erano Fabio Laratta, Francesca Costantino, Merhach Noradin Essaket Mohamed El Habib, Mimou Abdelaziz, Mansouri Jamila e Zerouali Mohamed. Il procedimento nei loro confronti fu innescato dal ritrovamento di trenta chili di hashish a Mercato San Severino (Sa) e attruibuito ai sette per via di un Gps nascosto dagli investigatori sulla loro autovettura. Si trattava di droga proveniente dal Marocco e destinata al mercato internazionale. Due le basi di smistamento: Verona e Barcellona. Dalla Spagna, dunque, partivano i carichi destinati sulle piazze olandesi, tedesche, francesi e del Nord Italia, mentre dalla città scaligera si provvedeva a rifornire il Sud, con un occhio particolare alla provincia di Cosenza. Deputati a quest’ultima missione sarebbero

La Corte d’appello di Catanzaro stati Adbelaiziz e Noradin. Tutto ciò tra marzo e aprile del 2006, quando la longa manus degli inquirenti interruppe il giro di spaccio. Agli arresti seguirono le condanne: pesanti quelle in primo grado (da 4 a 11 anni e mezzo), poi ritoccate verso il basso in Appello. Ma è in Cassazione che arriva la svolta, con il richiamo fatto da Nucci e Cribari alla sentenza che individua in 50 chili la quantità minima di droga per ritenere «saturo» il mercato. In base a tale principio, la Suprema Corte aveva dunque annullato la sentenza d’Appello, ordinando la ripetizione del processo. Ieri, infine, l’epilogo con le nuove pene comprese stavolta tra i due e i sei anni di detenzione. mcr


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Bisceglia: «La suora è pilotata» Il frate, sotto accusa per violenza sessuale, rilancia l’ipotesi del complotto Era il solito Padre Fedele è ormai imminente, il monaquello visto ieri in conferenza co vuole rilanciare la tesi del stampa: istrionico e ultratuo- complotto ordito ai suoi dannante, ma con il tono di voce ni. «La suora è stata pilotata più che mai sofferente. Il pre- ha invettivato ieri - e nella testo l'ha creato lui, convocan- prossima conferenza, che do i giornalisti all'hotel Royal convocherà prima della senper parlare di «questioni reli- tenza, farò anche i nomi». Già, giose», ma nella realtà, il di- la sentenza. Potrebbe arrivare scorso è scivolato fin da subi- il 4 luglio, data significativa to sulla vicenda giudiziaria per il diretto interessato («E' il che lo riguarda. Nessun truc- giorno in cui morì mia maco, però, dato che a salvare la dre»), ma anche ultimo giorno concesso forma ci hanai suoi accuno pensato i L’appello satori «per riferimenti: al vescovo pentirsi». Il tutti per la sacerdote, da Bibbia e mai Nunnari: sospeal codice pe«Perché mi hai tempo so a divinis, nale. Un po' abbandonato?» ha dato lettucome gli apra delle nupelli, rivolti al Padreterno piuttosto che ai merose missive scritte in quegiudici. «Invito la suora che sti anni a vescovi, cardinali, mi accusa a convertirsi, altri- enti religiosi. Pagine e pagine menti se la vedrà con Dio. E in cui ritornano sempre le come lei, il clero e i confratel- stesse parole: «Sono innocenli che mi hanno abbandona- te, questo crimine non l'ho to, scaraventandomi sul mar- mai neanche pensato. Ed è inciapiedi. Prego per loro e li nocente anche il mio segretaperdono tutti, ma hanno il do- rio (Antonello Gaudio, l'altro vere di riscattarsi, dicendo la imputato ndr». Un riferimento diretto è andato a Nunnari, verità». Sono passati ormai cinque destinatario di una supplica anni e mezzo dall'avvio del- dal retrogusto amarognolo, l'inchiesta che lo vede sotto («Dici di volermi bene, ma accusa per violenza sessuale non hai avuto il coraggio di die, quando la fine del processo fendermi. Perché sei così cru-

delitto lupin

Chiesto il processo per Gencarelli I pm Salvatore Di Maio e Adriano De Bene hanno chiesto il rinvio a giudizio di Ferdinando Gencarelli, impiegato comunale sospettato di essere il killer di Natale Sposato (Acri, 26 settembre 2009). L’ipotesi della Procura è che, con quel delitto, Gencarelli abbia voluto punire l’uomo che, già da tempo, lo vessava con ripetuti furti compiuti nell’orto di sua proprietà. L’ultimo, poche ore prima della tragedia, aveva fruttato al ladro un pugno di noci del valore di 14 euro. L’impiegato si professa innocente, ma dovrà confrontarsi con la madre della vittima che sostiene di aver assistito all’esecuzione del proprio figlio. L’udienza preliminare inizierà il prossimo 15 luglio. mcr

TUONANTE Ieri pomeriggio Padre Fedele ha incontrato i giornalisti all’hotel Royal dele con me?»), ma quasi tutti i pensieri erano rivolti alla donna che lo addita come uno stupratore. «Non è invasa dal diavolo, ma è stata pilotata. Ora, però, le chiedo di avere il coraggio di parlare e di dire tutta la verità».Dicevamo, il complotto secondo Bisceglia. Tre, a suo avviso, i fattori scatenanti della campagna. Anzitutto, i bimbi rom dell'inchiesta “Spezzacatene”. Nel 2004, le loro mamme furono arrestate per riduzione in schiavitù dei propri figlioli,

ma Padre Fedele spingeva per riunirle ai loro bambini, magari assegnandole ai domiciliari nella “sua” Oasi francescana. «Mi diedero tutti addosso per quella mia battaglia. Tutti tranne uno: quel giudice del tribunale dei minori che, guardacaso, veniva citato dalla suora come partecipe al secondo stupro. Come mai allora, lui non è stato incriminato?». In effetti, il nome del magistrato catanzarese compariva nella denuncia che la suora presentò a ottobre del

2005 alla polizia di Roma. In seguito, la sua posizione venne archiviata, ma tuttora pendente, presso la Procura della capitale, v'è una querela per calunnia da lui sporta contro la suora siciliana. Bimbi rom, dunque, a cui si lega la vicenda del “Papa GiovanniXXIII”, l'istituto di Serra d'Aiello su cui Padre Fedele, aveva da tempo messo gli occhi. «Mi hanno voluto fermare, e poi avete visto lo scandalo che n'è venuto fuori». Infine, a completare l'elenco, in ordine cre-

scente d'importanza, un altro istituto religioso, l'Oasi francescana: la sua creatura. Per il monaco-ultrà è il vero casus belli. Se di complotto si tratta insomma, l'idea di estrometterlo dalla guida della struttura d'accoglienza per poveri, non può che avere un ruolo apicale. Questo almeno, è il suo convincimento. Il solito Fedele, dunque, anche quando, suo malgrado, il discorso si fa scivoloso con un accenno alle celebri intercettazioni: «Siamo uomini anche noi preti. Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Ma quel crimine terribile non l'ho mai commesso». Sarà la prima di una serie di citazioni bibliche, attingendo al repertorio dei Profeti per dare lettura di due salmi: quello del perseguitato e del giusto calunniato. «Sorgi Signore nel suo sdegno. Levati contro il furore dei nemici». Parole di un Nume vendicativo e poco incline al perdono come quello dell'Antico testamento. «Io perdono, Dio no» ripete il frate prima della fine che, però, vera fine non è. E forse non lo sarà mai, qualunque sia il verdetto dei giudici. MARCO CRIBARI m.cribari@calabriaora.it

legnochimica

Depositata la perizia di Crisci E spuntano i primi indagati Dopo quasi otto mesi di studio, il professor Gino Crisci ha depositato la relazione richiestagli dalla Procura della Repubblica di Cosenza che, lo scorso mese d’ottobre, gli aveva dato mandato per accertare l'eventuale inquinamento dell’area rendese in cui sorge a l'industria per la lavorazione di legname, cosiddetta Legnochimica, già dismessa da alcuni anni. Il dossier confezionato dal docente Unical è già sul tavolo del procuratore capo Dario Granieri, del suo vice Domenico Airoma e del pm Giuseppe Casciaro, ma per saperne di più, riguardo al contenuto, bisognerà attendere ancora qualche giorno. Nel frattempo, però, proprio dal quarto piano del palazzo di giustizia, trapelano indiscrezioni a proposito della probabile

rende

iscrizione dei primi indagati nell’apposito registro. Anche in questo caso, però, da parte degli inquirenti vige il massimo riserbo. Com’è noto, l’area dello stabilimento, che si estende su circa sette ettari, era stata sequestrata il 5 ottobre scorso su provvedimento di Dario Granieri. Da allora, la Procura di Cosenza sta indagando sui possibili danni all’ambiente provocati dai residui di lavorazione che sarebbero presenti nel sottosuolo dello stabilimento. In particolare, se la mancata impermeabilizzazione dei bacini artificiali abbia provocato l’inquinamento della falda acquifera che scorre sotto agli impianti. A rilevare quest’ultimo dato, nei mesi scorsi, era stata l’Arpacal, i cui studi avevano dimostrato la presenza di composti chi-

Gli stabilimenti dell’ex legnochimica mici cancerogeni. Tuttavia, l'intera area fosse a rischio contaminazione, lo sostenevano già da tempo i residenti della zona. Quest’ultimi, proprio nei giorni precedenti al sequestro avevano sollecitato l’intervento della magistratura. Già da diversi anni, ormai, era vivo un dibattito sulla presunta pericolosità del sito anche in virtù del persistente cattivo odore che ammorba l’aere circostante. mcr

furti

Rapina a mano armata alle prostitute

Ruba un prosciutto: finisce in manette

Notte da incubo per tre prostitute balca- L’episodio è stato denunciato ai carabinieri niche residenti a Rende. Si sono viste portar della compagnia di Rende agli ordini del cavia l’incasso da due spregiudicati rapinato- pitano Angelosanto, prontamente intervenuti sul posto. Dal racconto ri. Il fatto è avvenuto in un delle vittime sembra che i anonimo condominio di via Uomini armati rapinatori siano di nazionaSilvio Pellico, poco distante hanno fatto lità italiana e che sapessero dallo stadio, nelle ore a cavallo tra mercoledì e gioveirruzione in casa perfettamente come muoversi. I carabinieri, pertandì. I rapinatori, armati di piportandole via to, non escludono possa stola, volto coperto da un il denaro trattarsi di clienti. Gente copassamontagna, hanno fatmunque che è entrata in to irruzione nell’appartamento abitato dalle ragazze (tutte di nazio- azione praticamente a colpo sicuro. Non è la nalità romena) e le hanno costrette a farsi prima volta che accade un episodio del geconsegnare il contante: circa 3mila euro. nere a Rende. (a. b.)

Arrestato per resistenza dopo aver rubato del verbale di denuncia, il romeno ha oppoun prosciutto. È capitato a un romeno. Non sto resistenza ai poliziotti: la denuncia per si conoscono invece gli autori di un furto al- furto è diventata arresto. Durante la notte scorsa, ignoti sono penetral’ospedale civile dell’Annunti all’interno dell’ospedale ziata. Ma andiamo con ordiFa resistenza rubando una ventina di racne. E.C., 31enne romeno è ai poliziotti cordi in ottone del sistema stato fermato per un conantincendio. Il furto è stato trollo, intorno alle 20 di ieri, che lo fermano scoperto dagli operai addetdagli agenti della volante , su e la denuncia ti al controllo dei materiali. segnalazione del personale diventa arresto In via Sabotino, i ladri sono di un supermercato. Dalla entrati all’interno di un madescrizione la polizia è risalita al 31enne trovato in compagnia della fi- gazzino rompendo i vetri di una finestra sul danzata. Aveva la refurtiva in macchina. Ac- retro. Hanno preso un computer e un dececompagnato in Questura, durante la stesura spugliatore. (deb. fur.)


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Inghiottita dal cemento la città di Telesio

Nell’area urbana 45 milioni di metri cubi L’area urbana cosentina è la si innumerevoli. A Città 2000, strada per la Sila e via Popilia, più aggredita in Calabria dalla nonostante la meritoria prote- mentre all’ingresso dell’autocementificazione selvaggia. sta dei cittadini, si costruirà strada campeggia indisturbato Non è un mistero per nessuno anche dove c’erano un cam- un bel palazzo a dieci piani. Ma nessuno si rende conto che lo sviluppo urbano rimane petto di calcio e la piscina. Nelsubordinato soprattutto alla la zona della Città dei Ragazzi che è proprio così che viene prospettiva di e di via Pane- meno la vivibilità di una città? aprire altri bianco, dove E c’è un altro particolare anIl partito cantieri. Copessima cora più inquietante. Se guardel mattone ha fa me dire: senmostra di se il diamo con attenzione le carte, za il mattone, distrutto giardini “grattacielo” scopriamo che a costruire soil nulla. Alberche no sempre gli stessi, con il bestorici, piscine e Skyline to Ziparo, domai nessuno nestare di maggioranza e opcampi da tennis si è permesso posizione. Il mercato ormai si cente di Pianificazione di criticare, è stabilizzato: la gente (sempre territoriale e delle infrastruttu- sono stati costruiti complessi- di meno…) che acquista dagli re presso l’Università di Firen- vamente 25 palazzi da 25 ap- speculatori, poi non va neanze, ha recentemente dichiara- partamenti ciascuno, con una che ad abitare dove compra to a “Il Manifesto” che il censi- significativa appendice sulla ma specula a sua volta con i fitmento 2001 già dava nella so- statale 19 e addirittura nella ti. E’ mai possibile andare avanti così? la Cosenza «oltre 8000 vani zona di piazza Europa. vuoti e censiti, cui va aggiunto Hanno costruito persino su GABRIELE CARCHIDI almeno un 20% di non rileva- quel pezzo di terra tra la supercosenza@calabriaora.it to. Oggi non ci sono dati aggiornati ma è verosimile pensare che per l'area metropolitana cosentina si va verso i 45 milioni di metri cubi con un patrimonio più che doppio rispetto al top di domanda possibile». Il via alla cementificazione selvaggia l’aveva già dato Giacomo Mancini, che ogni tanto usciva fuori con qualche “genialata” (come quella di far abbattere due piani da un “palazzone” troppo alto!) ma che quando doveva abbassare la testa ai “palazzinari” non si faceva certo scrupolo di dare il città senza identità via a una speculazione che oggi dilaga e continua a non essere denunciata con forza da nessuno. Figuratevi che nessuna forza politica si era resa conto che qualcuno stava costruendo a due passi dal carcere e, incredibile ma vero, questa volta finanche la Procura è L’identità di una città si conquista e si raggiunarrivata prima dell’opposizioge attraverso una integrazione condivisa e partene e dei media. cipata. Una città come Cosenza non può avere In piena campagna elettorauna identità acquisita come da una sorta di lascile il presidente dell’Ance Nato ereditario. Oggi come oggi, con tutto il cementale Mazzuca ha candidamento che c’è, Cosenza è stata letteralmente snaturate annunciato che, se il piano ta. A un architetto come Mario Occhiuto non può regolatore lo prevede, lui sarà essere sfuggito questo particolare. felice di costruire anche «nelE’ per questo che pensare al fare significa far riele graste…». E’ più che mai evimergere l’identità della città e capire che le quedente che dalla fine degli anni stioni urbane non possono essere riferite solo ed Novanta a tutt’oggi va avanti esclusivamente alle cubature e al rafforzamento un trasversalismo politico delle rendite di posizione. Rafforzare l’identità è pressoché perfetto sull’edilizia, anche una questione di scelta urbana e di progetbasato su interessi coincidenti ti possibili. Il Museo all’aperto, tanto per fare un tra partiti solo apparentemenpiccolo esempio, potrebbe e dovrebbe rappresente schierati su fronti diversi ma tare l’inizio di un percorso molto più ampio. Così uniti in un ideale “partito del come il Planetario dovrebbe rendere più forte, atcemento”. E’ bene che si dica traverso un posizionamento “studiato”, l’immagila verità: a fronte di valutazione di una città che cambia. Il Planetario, così coni precise dei tecnici che hanme il Ponte di Calatrava, dovrebbero sorgere a no stilato il piano regolatore Gergeri. Si tratta dell’unico quartiere dov’è rimagenerale (era il 1994), seconsto ancora spazio libero per costruire. A rigor di lodo i quali occorreva recuperagica, Gergeri dovrebbe rappresentare la nuova re l’esistente e creare sviluppo immagine di Cosenza. nelle zone collinari con i piani Il suo territorio rappresenta un’occasione irri- l’affaccio di Gergeri sulla città potrebbe essere particolareggiati, tutte le giunpetibile per la città non soltanto per la sua collo- configurato attraverso (almeno si spera) un prote che si sono succedute si socazione, che lo vede integrato tra una parte del getto di qualità. Non è facile, perché già siamo a no quasi accanite sull’esistencentro storico, la città nuova e le connessioni del conoscenza di pressioni molto forti sul sindaco te, costruendo anche negli spatrasporto e dei flussi di traffico, ma anche perché Occhiuto affinché accetti progetti per parti o per zi verdi. Gli esempi sono qua-

La nuova frontiera è Gergeri

La riva destra del Crati fa gola alle lobby della speculazione edilizia piccole lottizzazioni. L’invito al primo cittadino è quello di resistere. Il patrimonio rappresentato da Gergeri ma anche dal centro storico non può essere solo investito da graduali e parziali interventi pubblici, ma ha bisogno urgente di azioni finanziarie congiunte e di un rapporto convenzionale, stabile e duraturo tra pubblico e privato. In tale rapporto, la questione residenziale e la questione delle abitazioni devono essere poste come prioritarie. Ed è anche chiaro che l’intervento pubblico non può essere l’immagine di un cambiamento di maniera e dovuto ad ogni costo. L’altro punto “attrattivo” è senza dubbio il rilevato ferroviario sul viale Parco. Il progetto innovativo dovrebbe essere ricercato all’interno di quelli che vengono definiti i “parchi a tema”, in grado di far respirare un quartiere come via Popilia che altrimenti verrà sempre più “costretto” a salvaguardare la propria identità dai flussi di traffico che lo obbligheranno comunque a un isolamento. Realizzare l’asse di congiungimento con Vaglio Lise non solo è urgente da tempo ma è l’unica possibilità di espansione del quartiere anche verso gli aspetti naturali del lungofiume e i collegamenti indotti dalla presenza di infrastrutture e servizi che sono già evidenti. E’ su questi temi che Mario Occhiuto si giocherà la sua credibilità nel futuro disegno di Cosenza. g. c.


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Frammartino bacchetta Idv Il consigliere comunale accusa i vertici del partito dopo le elezioni «Se solo Di Pietro sapesse», ha esordito Mimmo Frammartino ieri mattina in una conferenza stampa riservata nella saletta adiacente al consiglio comunale, «prenderebbe Mario Caligiuri a calci nel sedere». Già, neppure Frammartino è d’accordo con la decisione di Mario Oliverio di cooptare in giunta il consigliere provinciale di Idv. Ma il problema, va da sé, non consiste nel dualismo Frammartino-Caligiuri. Bensì nell’omessa «analisi del voto». Un dopo voto (ma anche “pre” e “durante”) che, in un modo o nell’altro ha mortificato gli italovaloristi da Lagonegro allo Stretto. Li ha mortificati a Rende, dove il partito «si è autosminuito perché si è limitato a chiedere solo la presidenza del consiglio, a dispetto dell’intenzione del sindaco e della volontà della base, che non è stata neppure consultata». Ma se a Rende Italia dei valori ha comunque fatto bene, il resto è peggio: perciò Frammartino elenca i risultati, che vanno dal misero all’inesistente, cioè da Rossano (dove i dipietristi di Calabria hanno preso lo zero virgola qualcosa) a San Giovanni (dove in-

PERPLESSO Frammartino ieri mattina in Comune vece non hanno neppure pre- dimettere da segretario provinciale». La questione, com’è sentato la lista). Colpa di chi? Frammartino ovvio, non è passata inosservata, tant’è è inequivocache a Rende bile: «Della «Se Di Pietro Idv è comclasse dirisapesse missariata. gente del parDa Caligiuri tito compleprenderebbe su iniziativa tamente inaa calci di Maurizio deguata». E siccome il peMario Caligiuri» Feraudo. Frammartisce puzza no, sul punto, dalla testa, il consigliere cosentino di Idv è impietoso, e ricorda a tutti, inizia a puntare il dito da do- soprattutto a sé stesso, che tra ve le cose sono andate meglio: San Giovanni e Rossano c’è «A Rende Emilio De Bartolo Spezzano Sila, dove «Caligiusi è limitato a chiedere la pre- ri si è candidato in una lista sidenza del consiglio perché civica vicino al centrodestra». altrimenti si sarebbe dovuto Ed ecco la questione politica:

rende/2

Danneggiata l’auto di un consigliere Deve esserci qualcosa di personale tra il consigliere comunale d’opposizione Pino Munno e l’ignoto vandalo che si accanisce sulle sue automobili. Ieri è accaduto ancora. In pieno giorno qualcuno ha scavato con un chiudo un solco lungo tutta fiancata sinistra della Mercedes di Munno. Un lavoretto che cosetrà al consigliere comunale qualche migliaio di euro. Era già successo ad aprile (uno sfregio alla Mercedes) e poi ancora il mese scorso (stavolta era toccato al fuoristrada), in piena campagna elettorale. Ieri Munno ha presentato una regolare denuncia ai carabinieri di Rende. Sospetta che il movente dello sfregio sia di natura politica o che comunque abbia a che fare con la sua attività di consigliere comunale.

dopo i referendum

Oliverio: abbiamo vinto ma la battaglia continua «Dopo la vittoria dei sì ai referendum, la battaglia continua», ha detto il presidente della Provincia ai rappresentanti dei movimenti referendari. «Accantonato il legittimo impedimento -ha proseguito Oliverio- dobbiamo muoverci su due direttrici fondamentali che riguardano l’approvvigionamento energetico e l’acqua». Per il primo punto occorre «attivare a tutti i livelli politiche tese ad incentivare l’uso e il ricorso alle fonti energetiche rinnovabili. Come Provincia ci stiamo già muovendo in tal senso e stiamo realizzando due progetti fotovoltaici». Ma il risultato più forte, secondo Oliverio, è quello «dei due referendum per la gestione dell’acqua. Con la valanga di sì che ha caratterizzato il voto su questi due quesiti referendari, si è posto un punto fermo sulla gestione di un bene comune di primaria importanza per le popolazioni e per i territori. Da questo risultato bisogna ora partire per sollecitare una legislazione adeguata».

«Caligiuri era stato proposto dal partito poco prima delle regionali ad Oliverio come assessore. Lui ha preferito candidarsi alla Regione. E ora entra in giunta dopo questa strana candidatura». E il partito? Tutto una serie di connivenze? «Il problema è che il segretario regionale non ha preso nessuna posizione». Siamo al classico “ci sarà un giudice a Berlino”. Ma Frammartino non pretende tanto e si accontenta di Roma, o meglio, di Montenero di Bisaccia: «Occorre fare in modo che Di Pietro sappia». E l’occasione sarebbe offerta dalla prossima assemblea regionale del partito che si terrà il 29 giugno. Morale della favola: se Di Pietro ascolterà - e, Frammartino spera, deciderà di conseguenza- bene. Altrimenti «in molti, che stiamo in Idv perché crediamo nell’etica, ne prenderemo atto». Infatti, se la scissione tra un’Italia, più “profonda” che mai, e i valori dovesse essere irrimediabile, non ci sono frammartini che tengano. E tutti i “messaggi nella bottiglia”, come la conferenza stampa di ieri mattina, potrebbero rivelarsi inutili. s. p.

italia dei valori

E a Rende De Rose attacca Feraudo «Spiace constatare che il segretario regionale, Maurizio Feraudo, a differenza della stragrande maggioranza di cittadini ed operatori politici, non ha per niente compreso il grande risultato politico ottenuto dalla lista di Idv nella nostra città e fa finta di non vedere i disastri politico-elettorali del partito in diverse realtà della provincia di Cosenza, quali ad esempio San Giovanni in Fiore, dove non è stata presentata la lista, oppure a Rossano, dove si è ottenuto lo 0,54%, ascrivibili alla incapacità della dirigenza provinciale e regionale». E’ quanto afferma, in una nota, Massimiliano De Rose, presidente del circolo Idv di Rende. «Piuttosto che preoccuparsi di nominare un coordinatore provvisorio di Idv nella città di Rende - dovrebbe guardare con più attenzione ai comportamenti che taluni dirigenti hanno messo in atto alle ultime elezioni sostenendo liste di centrodestra. Appare perciò paradossale, se non addirittura ridicolo, intervenire laddove non è necessario, nominando quale coordinatore provvisorio di Rende tale Mario Caligiuri, fresco di nomina nella giunta provinciale presieduta da Mario Oliverio, il quale ha contribuito con la suddetta designazione, non sappiamo quanto consapevolmente, ad alimentare divisioni e conflitti all'interno di Idv. Non sfugge, infatti, che il Caligiuri si è distinto a Spezzano Sila, in qualità di promotore e candidato, in una lista nettamente connotata a destra». lmc

Le deleghe degli assessori Cavalcanti formalizza i compiti assegnati alla sua giunta Il sindaco di Rende, Vittorio Cavalcanti, dopo aver nominato i componenti della giunta nella scorsa seduta del Consiglio Comunale, ha ufficializzato le deleghe attribuite agli assessori. L’assessore Carmelo Gallo si occuperà di Lavori pubblici ed espropriazioni, Manutenzione straordinaria, Ambiente e politiche energetiche, Pit, Psu, Ciclo dei rifiuti e Risorse idriche. Al riconfermato assessore Francesco Rossi il sindaco ha rinnovato la delega all’Urbanistica e Politiche della casa assegnandogli anche quelle ai Trasporti ed Area universitaria. Bilancio, Finanze, Risorse comunitarie, nazionali e regionali, nonché Regolamenti e patrimonio sono le deleghe dell’assessore Franco Ernesto Rubino, mentre l’assessore Maria Francesca Amendola si occuperà di Sanità, Welfare, Comunicazione e rapporti con il cittadino, Qualità della vita e Civiltà. All’assessore AL LAVORO La giunta comunale di Rende Alessandro De Rango il sindaco ha assegnato le deleghe al Personale e Polizia mu- la società, per far sì che la squadra possa presentarsi al prossimo nicipale, Attività produtcampionato con una rintive e Politiche del lavoE Loizzo novata rosa di atleti e ro, Commercio, Manurassicura nuove certezze economitenzione ordinaria e Mulche». tiservizi, Area industriai tifosi Un segnale forte di inle. Infine, l’assessore «Avremo novazione è la scelta del Cesare Loizzo si occupecertezze» sindaco si tenere per sé, rà di Affari generali, oltre alle deleghe sulla Sisport, spettacolo, turismo e Marketing culturale. Quest’ultimo già curezza e sui Rapporti con l’università, anieri ha parlato del futuro del calcio nella che quelle alle Politiche di Area urbana, al cittadina d’oltre Campagnano: «Alla dele- Centro storico e Polo museale. «Intendo gazione della tifoseria rendese ho ribadi- occuparmi personalmente del confronto to la precisa volontà mia e del sindaco Vit- aperto sull’area urbana e, assieme all’onotorio Cavalcanti a percorrere tutte le stra- revole Sandro Principe al quale sta molto de possibili, non da ultimo la ricerca di a cuore il Centro storico, del rilancio del imprenditori interessati ad investire nel- borgo antico della città – ha affermato il

sindaco – che rappresentano due punti fondamentali del programma di Governo». Inoltre, il sindaco mantiene ad interim le deleghe alla Pubblica istruzione, cultura, Politiche giovanili e biblioteche; delega che potrebbe andare ad Idv quando risolverà le frizioni al proprio interno. Subito dopo il primo Consiglio Comunale, ieri si è svolta la prima riunione informale fra il sindaco e il suo team di governo che ha visto la nuova Giunta forte e motivata. «Nel rispetto della tradizione riformista di questa città, assieme ai colleghi della maggioranza – ha affermato il Sindaco - lavoreremo con grande impegno e dedizione per realizzare tutti i punti del progetto premiato dal voto dei rendesi». (id. ri.)


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C O S E N Z A

Rsa pronte alla guerra «Trovate i 90 milioni» Ma le certezze sono poche dopo cinque ore di sit-in Se volessimo utilizzare un eufemismo diremmo che la Sanità in Calabria è una gran bella gatta da pelare, e i calabresi sono gli spettatori di una partita a tennis dove, con il naso all’insù, la guardano rimbalzare fra i giocatori nell’attesa di capire chi farà punto e vincerà la coppa. E così ieri mattina è successo a Cosenza, dove le Rsa, case protette e cliniche psichiatriche si sono giocati il futuro lavorativo tra l’Asp di via Alimena e la Prefettura di piazza XI settembre. Gazebo, striscioni, proprietari delle strutture sanitarie, dipendenti, familiari degli ammalati, tutti a protestare davanti gli organi competenti chiedendo risposte e soprattutto fatti sulle sedici mensilità delle quote sociali che hanno inginocchiato la Sanità privata cosentina calpestando la dignità di quanti lavorano per vivere e per rendere un servizio al malato. Divisi in due gruppi, ieri mattina si sono avuti due incontri con il com-

Il Sunia, sindacato unitario nazionale inquilini assegnatari, è la principale organizzazione di inquilini privati ed assegnatari di edilizia pubblica. Il diritto ad un alloggio adeguato viene citato in numerosi trattati internazionali sui diritti umani, ma a fronte delle enunciazioni di principio vi è una crisi globale dell'alloggio. Soltanto in Europa il disagio abitativo colpisce 70 milioni di persone dicui 18 milioni sotto sfratto e 3 milioni di senzatetto. In Italia il patrimonio abitativo in affitto ha subito un’enorme contrazione nonostante si registri una domanda sempre crescente di alloggi in affitto. Non soltanto da parte delle categorie sociali che hanno i requisiti per accedere all'alloggio pubblico, ma anche da parte di quanti - a causa del progres-

missario straordinario dell’Azienda cui si è raccontato il calvario cominprovinciale Scarpelli e con il capo di ciato alla fine del 2009, le promesse gabinetto della prefettura Martino. non mantenute, gli incontri con ScoLa storia purtroppo è sempre la stes- pelliti e il versamento di “una tansa: riuscire a capire dove siano finiti i tum” equivalente a tre mesi di quote 90 milioni di euro, spariti fra il 2010 sociali che non ha risollevato le sorti e il 2011 destinati alle strutture rego- di nessuno. L’attesa dal mese di maggio del larmente accreditate per l’assistenza ai malati non autosufficienti e che versamento di altri due mesi così per nulla hanno a che fare con il Piano di come promesso dal governatore e dal rientro regionale. Se a questi aggiun- settore politiche sociali regionale che puntualmente ancogiamo i sei mesi non ra non sono arrivati. retribuiti delle quote Incontrati Le richieste sono sanitarie che altro Scarpelli e precise: la firma dei non sono che gli sticontratti per l’anno pendi, si capisce coMartino 2011 il cui schema time i lavoratori e le per parlare po è stato approvato case di cura si stiano degli stipendi solo una settimana reggendo solo sulla fa, il versamento buona volontà di credere ancora che lo Stato esiste e delle due mensilità che tamponi - anche esista anche la giustizia. Al capo che se marginalmente - la drastica gabinetto Martino è stato chiesto che situazione in cui versano 4000 lavol’organo prefettizio si faccia garante ratori e un incontro con Scopelliti e dei lavoratori. Un lungo excursus in l’assessore al Bilancio Mancini per-

INFURIATI Un momento del sit-in davanti l’Asp cosentina ché si discuta per trovare una soluzione in fase di assestamento di bilancio prima che i politici vadano in vacanza. Dopo quasi 5 ore di sit in ci sono poche certezze. Sembrerebbe che la retta sanitaria di dicembre 2010 sarà decurtata del 6% e che ci sia stata la sospensiva dei pagamenti per l’anno 2011 perché non c’è la firma del contratto definito dall’organo ministeriale solo sette giorni fa, mentre il decreto 35 esonererebbe le Rsa e case protette dalla firma del contratto stesso. Secondo i rappresentanti che hanno terminato

l’incontro con il commissario straordinario Scarpelli, i soldi non ci sono però l’Asp continua a mandare ricoveri, ad attuare proroghe negando la possibilità di accedere alla liquidità di cassa per pagare i dipendenti. La guerra è dura, ma le Rsa non mollano ritrovandosi oggi davanti la sede distaccata dell’assessorato del Bilancio in viale della Repubblica alla ricerca della combinazione vincente che faccia aprire la cassaforte dei 90 milioni di euro.

«Puntiamo sulle case che ci sono» Emergenza abitativa, il Sunia ne discute col segretario nazionale sivo innalzamento dei canoni, accompagnato da un impoverimento in generale delle famiglie - non riescono ad accedere al mercato privato. «Occorre riflettere su cosa si può fare già da domani mattina per costruire e affrontare di petto le questioni - ha spiegato il segretario nazionale del Sunia Daniele Barbieri, nell’incontro svoltosi ieri all’Auser - In Calabria, in particolare, non ci sono risorse per una nuova fase di edilizia sociale. Oggi noi non possiamo puntare che sull'esistente. Si dovrebbero reimmettere sul mercato almeno parte delle numerosissime abitazioni sfitte. Mettendo in piedi un sistema di garanzie dalla morosità, in

caso di danni, di restituzione dell’immobile a richiesta del proprietario in cambio di un canone che sia sopportabile, si può intravedere una solu-

zione. Il social housing così come configurato dal governo non è un provvedimento volto a soddisfare le esigenze della domanda, ma le esigen-

ze dell'offerta creando alloggi destinati alla vendita». Barbieri individua, peraltro, il principale problema nella circostanza, per cui «manca un interlocutore istituzionale, essendo chiaro che qualunque idea o rivendicazione rischia di rimanere fine a se stessa se non è supportata da un adeguato intervento legislativo». La mancanza di idoneo supporto istituzionale è evidenziata a livello regionale anche dal presidente della Provincia di Cosenza Mario Oliverio: ��È necessario che la Regione - ha affermato - trasferisca le funzioni agli enti locali puntando su progetti di pianificazione che mirino a una riqualificazione urbana». Non tutti sanno, inoltre,

DEBORAH FURLANO cosenza@calabriaora.it

che «la Regione Calabria si è autoesclusa dal finanziamento del governo per la creazione di quindicimila alloggi» denuncia Giuseppe Oleandro, commissario straordinario del Sunia in Calabria. A monte vi è dunque un’incapacità e inadeguatezza a risolvere il problema tra l’altro aggravato da piaghe come l’abusivismo, l’evasione fiscale, la mancanza di alloggi per gli emigranti. Pertanto «il piano casa che deve proporre la sinergica unione tra Sunia e Cgil, razionalizzando gli spazi edilizi e contenendo elementi che possano avviare a dinamiche produttive nuove, deve essere posto come tema collettivo di battaglia» ha commentato a margine del dibattito Gaetano Lomanna, responsabile “Politiche casa e territorio” Spi Cgil nazionale. Emilia Morelli

la consegna

unical

Assegno Asit a Renzo Bonofiglio

Lauree d’argento, quinta edizione

Arriva il tempo dei riconoscimenti per l’Asit. L’associazione Sud Italia trapiantati consegnerà formalmente a Renzo Bonofiglio, direttore dell’Uoc di Nefrologia, dialisi e trapianto dell’ospedale Annunziata di Cosenza, l’assegno del ricavato della distribuzione del tubero silano in occasione della manifestazione di piazza “Dalla terra alla vita”, giunta all’ottava edizione e tenutasi nella città dei Bruzi il 26 marzo scorso. La consegna avverrà lunedì prossimo, alle 17 e 30, presso la sede cittadina di Confindustria. All’evento di via Tocci, parteciperanno il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, il commissario dell’Arssa, Ettore Vaccaro, il barone Adolfo Collice, il presidente e il direttore di Confindustria, Renato Pastore e Rosario Branda, il presidente Ance, Natale Mazzu-

ca, il presidente della Camera di commercio Giuseppe Gaglioti e il presidente della Onlus “Flavio Lucchetta”, Fedele Lucchetta. «Sarà questa l’occasione per ringraziare spiega in un comunicato stampa Rosanna Macchia Piemonte dell’Asit - in un clima di solidale amicizia, quanti (istituzioni, sponsor, soci ed amici), con slancio e concretezza, hanno collaborato con il nostro sodalizio all’iniziativa, consapevoli della sua grande valenza sociale e delle sue nobili finalità. Sarà pure la giusta occasione per comunicare alla cittadinanza, che ha sempre guardato con attenzione e simpatia all’associazione che l’intero importo verrà devoluto alla ricerca nefrologica finalizzata alla prevenzione delle malattie renali». lmc

Quinta edizione della cerimonia di conferimento delle “Lauree d’argento”. Anche quest’anno viene rinnovato l’appuntamento, previsto per domani mattina alle 9 e 30 nell’aula magna dell’Unical. Nato da un’idea della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali, mira a diventare una realtà consolidata, proiettata verso traguardi sempre più ambiziosi. «La cerimonia non vuol essere semplicemente un momento contrassegnato da nostalgie e ricordi - recita una nota stampa inviata dalla stessa facoltà - ma diventa un’occasione di riflessione e d’incontro tra ciò che siamo stati e ciò che siamo e in prospettiva potremo essere. Nello scenario contemporaneo, quello che le cosiddette “scienze esatte” attraversano, è un momento storico complesso. La diminuzione di vocazioni e propensio-

ne verso i settori scientifici, richiede una profonda riflessione. Una riflessione che vogliamo condividere assieme a tutti coloro i quali, laureati presso questa facoltà, si sono confrontati e continuano a confrontarsi con il mondo del lavoro e della ricerca scientifica. La manifestazione rappresenta quindi un ulteriore momento di confronto fra il mondo accademico e ciò che lo circonda, nella speranza che si possa creare un rapporto più intenso e soprattutto continuativo fra l’Università della Calabria ed i propri laureati. Per questo motivo, per il quarto anno, verrà conferita una pergamena di merito ai migliori laureati del 2010. Un intreccio tra passato e presente per celebrare il legame tra i laureati e l’istituzione che li ha formati ieri, continua a formarli oggi, li formerà domani». (lmc)


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C O S E N Z A GUARDIE MEDICHE

FARMACIE Cosenza 13.00 - 16.30 ROMANELLO corso Telesio, 8 tel. 0984/75471 SERRA piazza Bilotti, 5/6 tel. 0984/26827 Rende 13.00 - 16.30 PELLEGRINI piazza M. L. King, 11/12 (Metropolis) tel. 0984/465043

Cosenza via Medaglie d’Oro, 14 Castrolibero Rende centro paese Rende Roges Rende Arcavacata Montalto Uffugo

0984 411333 0984 853352 0984 443014 0984 464533 0984 402518 0984 931347

Servizio notturno 20.00 - 8.30 CHETRY piazza Kennedy 7 tel. 0984/791898-24155 RUSSO via Cosmai, 70/74 tel. 0984/393272

Numeri utili

CINEMA CITRIGNO via Adige 0984/25085 SALA 1: L’ultimo dei templari 18.30 - 20.30 - 22.30 SALA II: Libera uscita 18.00 - 20.15 - 22.30

GARDEN via Torino (Rende) 0984/33912 I guardiani del destino 17.30 - 22.30

MODERNISSIMO c.so Mazzini 0984/24585 Priest (3D) 18.30 - 20.30 - 22.30

SALA A The tree of life spettacolo unico 20.00

SAN NICOLA vicolo S.Nicola 0984/21827 Garfield il supergatto 18 segue Pirata dei Caraibi - oltre i confini del mare 20.00 - 22.30

SALA B X-men: l’inizio 17.30 - 20.00 - 22.30

L’OCCHIO SULLA CITTÀ DI SANTINO MORRONE - s.morrone@calabriaora.it

AZIENDA OSPEDALIERA Annunziata 0984 681500 Mariano Santo 0984 68 11 Santa Barbara - Rogliano 0984 98 81 11 Pronto intervento 118 Pronto soccorso 0984 68 11 Urp 800 703454 Cup 0984 68 18 06 AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE Centralino 89 13 Distretto sanitario Cosenza 0984 89 32 76 Distretto sanitario Rende 0984 84 30 LEGA CONTRO TUMORI via Monte Grappa, 45 0984 28 547 o 0984 28 566 o 0984 26949 TRIBUNALE PER I DIRITTI DEL MALATO c/o Azienda ospedaliera 0984 68 18 41 SERT Via Fiume, 1 0984 89 34 81 CENTRO SALUTE MENTALE Cosenza 0984 89 33 65 Rende 0984 84 30 209 o 0984 40 83 84 CROCE ROSSA via Panebianco,630 - 0984 40 81 16

eclissati Tutti con il naso in sù per vedere la splendida eclissi di luna che ha sorvolato la città martedì sera

* SERVIZI COMUNE 0984 8311 sito internet: www.comune.cosenza.it Polizia Municipale 0984 23013 o 0984 26 80 2 Urp 0984 8132 17 o 0984 8132 19 Urp numero verde 800 01 36 07 Prima circoscrizione 0984 75113 o 0984 81 33 25 Seconda circoscrizione 0984 39 36 01 o 0984 81 33 75 Terza circoscrizione 0984 39 39 61 o 0984 813215 Quarta circoscrizione 0984 38 40 3 o 0984 8133 27 AMACO Azienda per la mobilità nell’area cosentina via Torre Vecchia 0984 333 44 0984 30 80 11 0984 48 23 32 numero verde 800 242400 AL VOLO collegamento con aereoporto di Lamezia prenotazione telefonica allo 0984.8830894 da lunedi al venerdi dalle 8.30 alle 13.30 e dalle 15.00 alle 18.00 Prenotazione on-line: www.al-volo.net tutti i giorni 24h su 24h

* CULTURA TEATRO RENDANO piazza XV marzo 0984 0984 79 38 04 TEATRO MORELLI via Oberdan 0984 74 165 CINEMA TEATRO ITALIA via Oberdan 0984 72 186 BIBLIOTECA CIVICA piazza XV marzo 0984 28 596 BiBLIOTECA NAZIONALE piazza Antonio Toscano 0984 72 510 MUSEO DEI BRETTIi E DEGLI ENOTRI complesso monumentale S.Agostino 0984 23 30 3 GALLERIA NAZIONALE PALAZZO ARNONE via Gian Vincenzo Gravina 0984 79 56 39

il convegno

Gli avvocati protestano all’Unical Le istituzioni universitarie sostengono la battaglia degli avvocati cosentini contro le norme del governo Berlusconi in materia di Giustizia. Il prossimo giovedì 23 l’aula Caldora dell’Unical ospiterà una manifestazione di protesta dei professionisti forensi che si terrà sotto forma di seminario «contro la privatizzazione della giustizia civile». La giornata è altresì da intendersi come forma di sciopero generale degli avvocati che, già dallo scorso mese, hanno avviato una massiccia azione di contrasto al cosiddetto lodo Alfano. Parteciperanno i docenti universitari Riccardo Barberi, che presiede il tavolo dei relatori, Vincenzo Ferrari della Facoltà di Scienze Politiche che relazionerà sul tema «l'accesso alla giustizia civile come diritto fondamentale», l’avvocato Carlo Paduano del Foro di Cosenza che parlerà del «ruolo dell’avvocato in una democrazia compiuta». Il seminario verrà anticipato da una conferenza stampa che si terrà martedì 21 presso lo studio dell’avvocato Paduano in via Adige 16 a Rende.

il laboratorio

A scuola di teatro con Zahir Zahir - associazione culturale organizza dal 27 al 29 giugno il Laboratorio teatrale “I cinque sensi dell’attore” diretto da Massimo Munaro - teatro del Lemming c/o il Centro Servizi Cucù Settete - via Padre Giglio pal. Molino snc, Cosenza. Da molti anni il teatro del Lemming conduce un percorso teatrale, unico nel panorama italiano, che si caratterizza per il coinvolgimento drammaturgico e sensoriale degli spettatori a partire dall’attore considerato innanzitutto una guida - colui che conduce lo spettatore in quell’altrove che costituisce da sempre lo spazio del teatro.

tempo libero

calabroni di Totonno Chiappetta

SUL PALCO 4 BAND PER IL B-LIVE Il 23, 24 e 25 giugno ci sarà il B-Live music contest filnal battle. Evento finale del concorso nazionale B-Live music vontest, dedicato alle band Emergenti, i 4 gruppi finalisti si contenderanno a colpi di live i premi in palio, tra cui un tour europeo e un tour in Italia.La manifestazione si terrà allo stadio Lorenzon di Rende e avrà fra gli ospiti Matrioska, Vallanzaska, Duff, Dj Lugi, Mujina Crew, Eman e Buzzurro.

Lui collabora guidando, dando perle di saggezza, ragionando, ragionando, gli avversari fa una pezza. E' di San Giovanni in Fiore, è quasi un vice patriarca, fuoriclasse con il cuore ecco a voi... Giovanni Varca.


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P R O V I N C I A

il caso santa barbara

Mesi d’attesa per una Tac A Rogliano solo due giorni Corbelli nella mischia per salvare l’ospedale del Savuto ROGLIANO Sull’ospedale Santa Barbara, a rischio di dismissione, Franco Corbelli, leader del Movimento dei Diritti civili, alza la voce. Sostiene che sarebbe uno «scandalo inaudito e inaccettabile», «un colossale e ingiustificato spreco di denaro pubblico, che deve essere assolutamente evitato». Il sindaco di Rogliano, dal canto suo, conferma la manifestazione di protesta, indetta per domani alle 9.30, in piazza San Francesco a Piano Lago (sarà presente anche Corbelli), e scrive al sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, per chiedergli la convocazione della conferenza dei sindaci del bacino dell’Asp per affrontare il grave problema delle disfunzioni della sanità pubblica sul territorio. Secondo Corbelli, chiudere l’ospedale sarebbe uno scandalo, «ma c’è già uno scandalo in atto, quello della Tac: mesi di attesa per un esame a Cosenza, quando in soli due giorni lo stesso esame sarebbe possibile a Rogliano, ma - rileva il leader di Diritti civili - questa apparecchiatura non viene utilizzata». Da qui il suo appello al presidente della giunta regionale, Giuseppe Scopelliti, a visitare il Santa Barbara in sua compagnia, al fine di verificare in presa diretta i livelli di efficienza di questo presidio. Corbelli, promotore della proposta di legge per l’istituzione del garante della salute della Calabria, approvata all’unanimità il 30 giugno 2008, dal consiglio regionale, in una sua dichiarazione, nel sollecitare Scopelliti al sopralluogo lo sollecita a «rendersi conto di persona di quale grande ingiustizia e sperpero di soldi pubblici si commetterebbe chiudendo il presidio roglianese». Corbelli, richiamando la sua partecipazione alla scorsa manifestazione in piazza a Rogliano a difesa dell’ospedale, ricorda di essere stato accompagnato dai dipendenti e dal sindaco Gallo a visitare il nosocomio, e sottolinea di «essere rimasto letteralmente sorpreso, sconcertato e indignato per quello che ha visto: un ospedale che si potenzia, si investono 10 milioni, si dota di strutture moderne e all’avanguardia, le due sale operatorie sono state da pochissimo ultimate, e poi si decide di chiuderlo». «Una vergogna - esclama Corbelli - che non ha precedenti ed eguali, che va denunciata e che deve essere cancellata, per difendere i diritti dei cittadini del Savuto e per salvaguardare una struttura che può essere utilizzata per sfoltire l’eccessivo carico di lavoro e le lunghe liste di attesa dell’An-

In alto, l’ospedale Santa Barbara di Rogliano. Nell’altra foto, il leader dei Diritti civili Franco Corbelli nunziata. Ho personalmente verificato - aggiunge - che il Santa Barbara è un ospedale pulito, efficiente, in grado offrire delle prestazioni importanti in tempo reale. Un esempio su tutto: a Cosenza per una tac bisogna aspettare dei mesi, a Rogliano questo esame si fa in due giorni con una strumentazione ultramoderna. Anziché cogliere questa grande opportunità si vorrebbe chiudere l’ospedale, le sale operatorie, buttare l’apparecchiatura per la Tac in qualche scantinato! Uno scandalo. Si

può consentire che si operino simili scempi e sprechi di denaro pubblico, scelte così dannose e scellerate? È questo il nuovo corso della sanità voluto dal governatore. Chiedo a Scopelliti, prima di procedere con la chiusura del Santa Barbara, di fare quello che ho fatto io: visitare il nosocomio. Anzi, gli chiedo di andarci insieme. Voglio vedere se dopo aver visto e constatato la realtà, l’efficienza, la potenzialità di questa struttura ospedaliera (che in oltre 30 anni di attività non ha mai fatto regi-

strare episodi di malasanità ma solo tanta buona sanità, grazie alle diverse professionalità che vi hanno operato) avrà il coraggio di chiudere quest’ospedale e buttare al vento milioni di euro di soldi pubblici e negare la possibilità per migliaia di utenti di avere pre-

«Scopelliti visiti il nosocomio prima di procedere alla chiusura»

stazioni sanitarie importanti in tempo reale, in pochissimi giorni senza invece aspettare, come purtroppo accade negli ospedali di Cosenza, diversi mesi per le lunghe liste di attesa». Al neosindaco di Cosenza, Gallo espone la prospettiva della dismissione del Santa Barbara che, come argomenta, «non farebbe altro se non peggiorare la situazione già drammatica dell’ospedale dell’Annunziata». Chiudere il Santa Barbara, sottolinea Gallo nella sua lettera, «significherebbe riversare migliaia di pazienti su Cosenza che non troverebbero assistenza adeguata, viste le difficoltà che segnano alcuni reparti come per esempio il Prontosoccorso e le lunghe liste di attesa per avere prestazioni sanitarie. Eppure - sottolinea - il Santa Barbara avrebbe dovuto, come noi riteniamo, fungere da valvola di sfogo e sopperire alle carenze e/o

alle urgenze che si verificano presso l’Annunziata, come è successo lo scorso anno con il laboratorio analisi. Le attività del day surgery aziendale, della medicina generale, del reparto di radiologia che si svolgono a Rogliano, stanno sicuramente sgravando l’Annunziata che, altrimenti, sarebbe chiamata a carichi che non riuscirebbe ad espletare. Insomma, il Santa Barbara fa parte dell’Ao ed in essa dovrà continuare a svolgere un ruolo forte e di integrazione rispetto all’ospedale regionale dell’Annunziata. Per queste considerazioni voglio anche rappresentarti l’indignazione delle popolazioni del Savuto e - conclude Gallo - Ti chiedo un intervento ed una presa di posizione in merito, a favore della nostra struttura sanitaria e della nostra sacrosanta rivendicazione». MARIO MASSIMO PERRI cosenza@calabriaora.it

ROGLIANO/2

E i cittadini sono indignati Se la prendono con la Regione È quasi tutto pronto per la mobilitazione di do- rivoluzione, ma questa è una involuzione: qui si tormani: l’appuntamento è fissato alle 9.30, nel piaz- na indietro di trent’anni ed oltre». Tonino Cozza: zale San Francesco a Piano Lago. “No alla chiusura «Dite a tutti che a Rogliano e nel Savuto non sapdell’ospedale Santa Barbara di Rogliano”: questo lo piamo che esiste una Regione. Di Scopelliti so solo slogan che campeggia sui manifesti fatti affiggere in che abita a Reggio Calabria e vive solo per la sua protutta la zona e sui cartelloni che, già da qualche par- vincia. Con lui tornano le Calabrie di borbonica mete, vengono esposti. Il Savuto si oppone alla sua moria». Luigi Caputo, laureato in Scienze politiche marginalizzazione e con il Savuto si lega la protesta con 110 e lode: «Scopelliti mostra di non aver capidei sindaci della Presila, che saranno presenti alla to la Calabria che funziona e quella che non funziomanifestazione «in segno di assoluta solidarietà». na. Lui si è messo dalla parte della Calabria che non funziona, con gente interessata alAlla protesta aderiscono non solo le le disfunzioni, e ci capiamo». Paamministrazioni comunali coi sinPer strada squale Oliveti, pensionato: «È una daci e la Comunità montana del Savergogna». Alberto Pegurri, emivuto, ma anche le forze politiche, le il coro è unanime grato in Svizzera, a Rogliano per le organizzazioni sindacali, le associa«Non è giusto ferie estive «Ogni anno sento parzioni che operano sul territorio, citsmantellare ciò lare di questo problema. tadini, commercianti, imprenditoche funziona» Pensavo che quest’anno la musiri, docenti, giovani, donne. Monsica cambiasse, invece siamo alle sognor Vincenzo Filice: «Le popolazioni del Savuto devono far sentire la loro voce. La lite. A che vale che gli italiani vadano a votare?». gente è stufa di questa politica». Mario Mazzei, pre- Gennaro Arcamone: «Aspettiamo che Scopelliti caside: «Non ne possiamo più. Mi spiace dover rile- piti a Rogliano per fargli sentire la nostra disapprovare che in questa nostra terra, per vedere ricono- vazione, ben s’intende, democratica. Costui ha presciuti i propri diritti si debba ogni volta gridare, ma- so tanti voti a Rogliano dove è tornato per aprire un nifestare e creare tensioni». Eugenio Gallo: «È in- centro per la dialisi e, nello stesso momento, per spiegabile come si debba smantellare un ospedale proclamare, canticchiando, la chiusura dell’ospeche funziona». Antonello Caputo: «Noi giovani sia- dale. Una beffa». Impossibile trovare un cittadino mo per una protesta ad oltranza. La classe politica roglianese, e non solo, che la pensi diversamente. Il è lontana dalla gente. Scopelliti aveva predicato una coro di indignazione è unanime. Il vicesindaco di

Uno scorcio del territorio di Rogliano Rogliano, Giovanni Altomare, rileva: «Scopelliti ha un atteggiamento punitivo nei confronti del Savuto, roccaforte del centrosinistra. Ma non ha capito che il suo stesso elettorato protesta con la scheda, e la colpa è sua». Fabrizio Falvo, coordinatore provinciale di Fli: «La chiusura dell’ospedale è un errore macroscopico. I sindaci e le popolazioni fanno bene a far sentire la loro voce». Il sindacalista Giovanni Garofalo: «È ora di dire basta. Sono un elettore di centrodestra deluso». Deluso anche un ex sindacalista ospedaliero, Carlo Perfetti, già candidato nel centrodestra al consiglio comunale di Rogliano: «Scopelliti mi ha sconcertato. Il nostro ospedale funziona e lui lo sa. Il suo è un atteggiamento politico di ostilità, ma un governatore non dovrebbe permettersi di ragionare così. Dalla destra al governo in Calabria mi aspettavo cose diverse». (mmp)


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P R O V I N C I A ACRI A distanza di un anno dall’insediamento, l’amministrazione comunale inizia a mettere in atto quanto programmato nei mesi scorsi. Con orgoglio e soddisfazione, la giunta guidata da Trematerra, annuncia una serie di interventi nel campo delle opere pubbliche. Intanto, il finanziamento avvenuto da parte della Regione, di oltre due milioni di euro per il completamento del palazzetto dello sport, quindi l’imminente decreto di un milione e mezzo per bonificare la frana di Serricella e

Lavori in vista per Trematerra

L’amministrazione procederà con una serie di interventi in tutto il territorio altri piccoli smottamenti verificatesi in località Croce di Baffi. Tra gli obiettivi del Comune anche il completamento della caserma dei carabinieri. Altre importanti opere sono state inserite nel Piano annuale dei lavori pubblici; si tratta di interventi importanti che saranno effettuati nel centro urbano e in periferia. La discarica di loca-

lità Manzi sarà adeguata grazie a 500mila euro, mentre in località Serricella nascerà una sede distaccata degli uffici comunali: il costo è di 350mila euro. La struttura Giannone, di via San Francesco, sarà ammodernata per ospitare un asilo nido grazie a 500mila euro. Interventi sono previsti per migliorare la viabilità, la pubblica

illuminazione e l’arredo urbano; 270mila euro per la zona di San Giacomo e 230mila euro per Montagnola. In questi giorni, invece, il Comune sta provvedendo alla bitumazione delle arterie comunali del centro e delle frazioni. Sebbene la congiuntura, quindi, l’amministrazione Trematerra sta cercando di intercettare i fon-

di regionali e dei Por Calabria e, se necessario, accendere mutui con la Cassa depositi e prestiti al fine di completare o realizzare opere pubbliche che servano allo sviluppo socio-economico della città. L’ufficio tecnico, infine, fa sapere che il materiale inerte, proveniente dallo scavo della galleria della ss 660, verrà trasportato in località Caccia e, vista la qualità e la quantità, potrà servire per la realizzazione di piani sottostradali. Roberto Saporito

Disagi, la palla passa al prefetto Questa mattina Cannizzaro risponderà agli sos del sindaco Eugenio Veltri TERRANOVA La gravità dei disagi finora affrontati e il protrarsi ben al di là di ogni ragionevole pazienza dell’attesa di una soluzione definitiva, hanno abbondantemente stancato tutti. Dai cittadini fino ai rappresentanti istituzionali. La necessità di un intervento - urgente ed immediato - finalizzato a rispondere alle esigenze pratiche di un territorio messo letteralmente in ginocchio dagli ingenti danni causati dal maltempo, è un’esigenza unanimemente condivisa. Evidentemente da tutti tranne che da coloro che dovrebbero concretamente adoperarsi per ripristinare ciò che la “furia” dei temporali ha devastato. Una delle zone maggiormente colpita è certamente contrada Sanzo dove il fiume Crati, ha, nei mesi scorsi, letteralmente inghiottito circa cento metri della strada “Galatrella-Sanzo”, tagliando di fatto a numerosissimi agricoltori il collegamento principale con i propri campi. Si è trattato, in realtà, di un disastro preannunciato che poteva essere ampiamente evitato (in virtù delle segnalazioni di rischio più volte fatte dal Comune, ma puntualmente ignorate) e che ora si ripercuote in maniera devastante sulla già fragile economia agricola locale. Se ne discuterà questa mattina intorno alle ore 12 presso la Prefettura nel corso di un incontro convocato dal prefetto di Cosenza Raffaele Cannizzaro in seguito alle numerose richieste d’aiuto avanzate dal sindaco Eugenio Veltri. Numerose, infatti, sono state le missive di protesta inviate dal primo cittadino alle varie istituzioni provinciali e regionali competenti nel tentativo di affrontare, ed eventualmente risolvere, il problema del dissesto idrogeologico che minaccia pesantemente Terranova da Sibari. Tutte rimaste finora senza risposta. Tant’è che esattamente un mese fa il sindaco Veltri e gli agricoltori locali, affiancati dal sindaco di Tarsia Antonio Scaglione e dal consigliere delegato di Spezzano Albanese Ferdinando Mussari, hanno dato vita ad un sit-in di protesta in

SGRETOLATI A sinistra, un tratto della strada Galatrella-Sanzo inghiottita dal Crati. A destra, il ponte che sovrasta il fiume prossimità del ponte Crati (da diversi anni, ormai, aperto al traffico solo nei due sensi unici alternati, limitatamente ai mezzi leggeri, in seguito ad un cedimento strutturale tuttora in attesa di intervento). «Il blocco del traffico lungo la

sp197 e i conseguenti disagi alla già difficile circolazione stradale di mezzi e persone - fa sapere il primo cittadino terranovese - ha indotto il prefetto ad attivarsi per intraprendere altre vie per la soluzione del grave problema affinché si

possa giungere al più presto ad una soluzione della vicenda che sta ormai esasperando gli operatori agricoli ed i cittadini». La speranza, ovviamente, è che il massimo rappresentante provinciale del governo «possa dare finalmente rispo-

ste alle tante istanze che provengono dalla cittadinanza». E che, nello specifico, riguardano non solo contrada Sanzo e il ponte Crati, bensì un’altra importante fetta della viabilità dell’intero comprensorio, ovvero la sp241 (ex ss19), la

Greco: «Ridateci il Sersale» L’ex consigliere giudica «vergognosa» la vicenda del Palazzo CERISANO «Una vicenda ignominiosa». Usa toni pesanti Pierfrancesco Greco (foto), ex consigliere comunale e componente di “Cerisano mia - Movimento per la libertà”, nel descrivere la questione Palazzo Sersale. L’articolo pubblicato qualche giorno fa sulle pagine di CO in merito alla vicenda, dunque, qualche effetto l’ha suscita«Ci è stato to. Eccome se l’ha espropriato fatto. «Quella afferente al declino ed e svilito alla “svendita” del dal potere Sersale - fa preamministrativo» sente Greco in una nota - è una storia dove i grandi sogni sono spezzati dai freddi calcoli, dove l’oculata amministrazione della cosa pubblica è annientata dall’inettitudine, dove l’interesse collettivo è calpestato dal più cinico opportunismo». Nel mirino dell’ex consigliere c’è la giunta Loris Greco, «rea» di

aver «annichilito il paese, compromesso il suo futuro, minato le sue certezze, anche con l’avallo di esponenti (che definire autorevoli appare eufemistico) dell’amministrazione appena insediata, la quale è tenuta a chiarire tutta la questione ed a porre in rilievo le responsabilità ad essa connesse, ridando ai cerisanesi il Palazzo, quel Palazzo che è stato loro espropriato da un potere amministrativo, risultato distrut-

tivamente efficiente nello svilire l’originario progetto dell’incubatore d’imprese, che, nelle lodevoli intenzioni dell’amministrazione Caputo, doveva fare del nobile maniero il volano del rilancio socio-economico locale e non una sala da pranzo». «Ma la storia - prosegue Greco - andò diversamente: fu la decadenza, lo svilimento, determinato da un diverso orientamento amministrativo. Un orientamento,

sp197, la sp252, la sp272 e la sp175, giusto per citare quelle più importanti. Tutte più o meno pesantemente segnate dal maltempo e dalle tracce di un dissesto idrogeologico con il quale è sempre più difficile convivere. L’allarme e le richieste di interventi sono arrivate a più riprese, proprio nei giorni scorsi, anche da parte dei due esponenti di “Voce del popolo spezzanese” (Vps, gruppo organico alla maggioranza del sindaco di Spezzano Albanese Giovanni Cucci), Giuseppe De Marco e Carmine Lupinaro, nonché dal sindaco di Tarsia Antonio Scaglione il quale, in particolare, intervenendo in merito al progetto dell’aeroporto della Sibaritide, ha auspicato anzitutto una maggiore attenzione per l’emergenza infrastrutturale di questo territorio. Senza la quale, d’altro canto, ogni altra ipotesi risulterebbe tristemente fine a se stessa. GIUSEPPE MONTONE cosenza@calabriaora.it

che, oltre ad arrecare guasti difficilmente quantificabili al nostro ente (in merito a cui, durante la mia esperienza nel consiglio comunale, ho inoltrato un’interrogazione all’allora sindaco Greco, il quale non ha inteso rispondere), è, fin da subito, risultato configgente con i presupposti che, più di 15 anni addietro, avevano determinato i finanziamenti, sulla scorta dei quali fu possibile procedere alla ristrutturazione dell’immobile; infatti, i fondi, allora stanziati, erano destinati, sulla base di una specifica legge regionale, alla creazione di botteghe artigiane: questo, in perfetta linea con il grande progetto, definito, in principio, dall’amministrazione Caputo, e, d’altra parte, in assoluta antitesi con la strada successivamente intrapresa, relativamente alla destinazione d’uso del Sersale, dall’amministrazione Greco. Una strada oscura - conclude - in cui si sono smarrite le prospettive di sviluppo di un’intera comunità, tuttora alla ricerca della sua identità; quell’identità, che certuni hanno cercato di svendere insieme al Palazzo Sersale». Luigi Maria Chiappetta


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Il Consiglio ai nastri di partenza La commissione elettorale dà il lasciapassare: Barile proclamato sindaco S. GIOVANNI IN FIORE Antonio Barile riprende da dove aveva lasciato. È stato proclamato ufficialmente sindaco di San Giovanni in Fiore nei giorni scorsi. La proclamazione è avvenuta nella sala consiliare del municipio, da parte del presidente della commissione elettorale centrale presieduta dal Got Maurizio Pancaro, affiancato dal cancelliere Franco Ferraro, commissione che si è insediata all’indomani del primo turno elettorale per procedere al riscontro dei risultati elettorali, e che ha proceduto a verifiche anche dopo il ballottaggio, sempre sulla base delle risultanze dei verbali delle sezioni elettorali. Un ritorno al ruolo di sindaco, quello di Antonio Barile, visibilmente emozionato, accompagnato all’atto della proclamazione,

Il municipio di San Giovanni in Fiore

dall’applauso e dall’omaggio florea- alla quale - ha spiegato - «non sono le dei dipendenti comunali e di nu- nuovo». «Da oggi - ha detto - inizia un merosi cittadini che hanno riempito la sala consiliare. Dopo l’ufficia- percorso nuovo sul quale ci avvializzazione da parte del presidente mo con forte senso di responsabilidella commissione elettorale che ha tà, consapevoli dell’impegno gravoso che ci attende per definito il procedifar rinascere questa mento elettorale La cerimonia nostra città. In que«valido ed efficad’insediamento sto compito - ha agce», che ha fatto giunto - siamo conl’elenco dei sedici del sindaco vinti di dover esseconsiglieri comusi è tenuta re accompagnati da nali eletti e che ha al municipio una visione forte di spiegato che vi sospiritualità della vino trenta giorni di tempo per impugnare o censurare ta che non è solo interesse material’operato della commissione, è toc- le. Siamo coscienti del ruolo e delle cato al neosindaco prendere la pa- difficoltà esistenti, ecco perché, come abbiamo fatto in passato - ha rola per un saluto. Barile ha espresso ai presenti i detto riferendosi anche all’esecutisuoi sentimenti di emozione per vo di governo che nominerà nei l’importante momento, emozione prossimi giorni - dovremo profon-

dere in questo ruolo istituzionale il massimo dell’impegno». Riferendosi all’intero consiglio comunale eletto, il sindaco ha rivolto a tutti «l’augurio di un buon lavoro con l’auspicio che si sviluppino rapporti politici in un rinnovato clima di serenità». Dopo questo atto ufficiale il sindaco si è insediato ufficialmente, proprio per effetto della proclamazione consacrata nell’apposito verbale redatto dalla commissione e firmato dallo stesso primo cittadino che, sin da subito, è abilitato a compiere tutti gli atti di sua competenza. Il prossimo adempimento istituzionale da compiere, è la convocazione, nei tempi stabiliti dalla legge, del primo consiglio comunale. MARIA CRISTINA GUIDO cosenza@calabriaora.it

DIPIGNANO

Messa ko l’auto di Guzzo La denuncia è già pronta Un messaggio che preoccupa. Guglielmo Guzzo, sindaco di Dipignano, non riesce ancora a capacitarsi di quanto gli sia successo. Nel tardo pomeriggio di ieri, mentre usciva dal Comune, nell’avvicinarsi verso la sua auto, s’è accorto che ignoti, con l’ausilio di chiavi e di altri oggetti appuntiti, si erano divertiti a danneggiargli la carrozzeria. «È la prima volta in trent’anni che in questo centro succede un episodio così grave ai danni del sindaco. Dipignano è stato sempre un posto tranquillo e pacato, ma, purtroppo, non so bene per quali motivi, credo legati a malumori di natura politica, l’atmosfera è cambiata. Se questo gesto, messo in atto da ignoti, è un messaggio per scoraggiare me e la mia maggioranza, hanno sbagliato proprio metodo. Io continuo a lavorare per il bene dell’intera collettività e non mi soffermo sulle chiacchiere». Guzzo ha informato i carabinieri che sono intervenuti per i rilievi di rito. Anche se, per stessa ammissione dello stesso primo cittadino «domani (oggi, ndr) mi recherò dai carabinieri per formalizzare la denuncia e mettermi a totale disposizione dell’Arma. Il fatto è grave e di questo - ha concluso - intendo informare il prefetto, non tanto per quanto accaduto a me, ma anche per informarlo sullo stato di tensione e sull’atmosfera calda che si vive nel centro da me guidato». All’accaduto pare non abbia assistito nessuno, quindi come al solito, nessuno ha visto, nessuno ha sentito, nessuno sa nulla di cosa sia successo. Anche su questo il sindaco dice la sua opionione: «Chi sa parli, anche se è stata una ragazzata, basta con questa logica di omertà e silenzio, il vero male di questa terra nostra di Calabria». Carmine Calabrese

LUZZI

Il minivolley sbarca in piazza Record di presenze all’evento Tanto entusiasmo e voglia di divertirsi: questo è il riassunto del secondo torneo di minivolley “Città di Luzzi”. Una bella festa di sport, organizzata dalla Pallavolo Vallecrati di Bisignano che, insieme ad altri enti e squadre di pallavolo del territorio, ha regalato una giornata di puro divertimento e amicizia ai tanti bambini accorsi. Una presenza record ha fatto da cornice all’evento: ben 250 ragazzi e ragazze hanno invaso la piazza.

Tante le società che hanno partecipato al meeting luzzese: la Pallavolo San lucido, Gm volley Cosenza, Pallavolo Castrovillari, la Pallavolo Paola e la Pallavolo Vallecrati, con le sedi di Luzzi, Bisignano e Mongrassano. La giornata è proseguita alla perfezione, grazie all’organizzazione della società bisignanese e al contributo dell'amministrazione comunale, che ha offerto cappellini e gadget ai tanti partecipanti. Massimo Maneggio


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Pochi medici e infermieri E il nosocomio arranca La Bruna: «Nessuno ha mai risposto alle nostre richieste» MORMANNO Continua to - «è diventata lungodegena tenere banco la questione za e medicina riabilitativa della carenza di medici al- con posti letto convertiti (da l’ospedale di Mormanno. Do- 28 si è passati a 50 posti)». po la riunione dei giorni scor- «Quest’azione - ha proseguisi, presso il presidio ospeda- to - ha significato l’avvio delliero del borgo del Pollino, in la medicina verso la riconvercui tutto il territorio ha deci- sione, con tanto di dotazione so di fare fronte comune su di personale. I medici sarebA sinistra, il commissario Scarpelli. In alto, l’ospedale di Mormanno questa probero dovuti blematica, ieessere 15 con «Con le nostre altre questioni. Al momento - tariamente le guardie mediri pomerig20 infermieri risorse dice La Bruna - non ci sono che all’ospedale lungrese. La gio, in una più il caposasoluzioni». sala Protosoluzione ha funzionato e pola. non possiamo «Con le nostre risorse - ag- trebbe essere adottata anche convento Non siamo dare continuità però mai argiunge - non è possibile dare per Mormanno». Sia La Brufrancescano assistenziale» una continuità assistenziale e na che Peccerillo attendono, di Castrovilrivati alla somandare una persona in ferie ora, risposte dall’incontro che lari, promosglia di 15. Alquindicinali. so dal sindaco di Frascineto, cuni sono andati via e non sosi terrà a Castrovillari con il L’anno scorso si era verifi- commissario dell’Asp, GianFranco Pellicano si è svolto no stati sostituiti. Nel reparto mamente problematico. Nel inevase. Adesso i nodi sono cata una situazione simile a franco Scarpelli. Non resta un incontro a cui hanno pre- di riabilitazione ora ci sono 5 tempo la questione è stata venuti al pettine. Nel reparto di medicina so- Lungro. L’unica soluzione quindi che aspettare per veso parte Silvano la Bruna, di- medici più uno; nell’ex medi- fatta presente sia con la gerettore dell’unità operativa di cina invece i medici sono 4». stione di centrodestra sia con no rimasti solo tre medici, i adottata è stata quella di chie- dere come andrà a finire. Riabilitazione e Nicola Pecce- Secondo La Bruna, «organiz- l’ex commissario dell’Asp: le quali hanno ferie arretrate da dere ai medici ospedalieri se DOMENICO FORTUNATO rillo, direttore dell’unità ope- zare i turni è dunque estre- richieste però sono rimaste fare. A ciò vanno aggiunte poi volevano andare a fare volonpollino@calabriaora.it rativa di Medicina interna e lungodegenza ad indirizzo riabilitativo e cardiorespiraSARACENA torio, dell’ospedale di Mormanno. È stato La Bruna a fare il punto della situazione. «Il quadro - ha detto - è il sedi una pubblica amministrazione che guente. C’è un processo, che sono quelli di contribuire a risolvere dura ormai da anni, di quali«fortemente preoccupata della deci- i problemi del territorio con risposte La Flai Cgil, per bocca dei suoi rapficazione dell’ospedale di sione assunta dalla giunta municipa- differenziate, mirate a bisogni artipresentanti territoriali Michele TemMormanno, relativo all’indile con deliberazione n. 66 del 11/05/ colati. L’appello è finalizzato in tal capo e Federica Pietramala, chiede al viduazione della riabilitazio2011, che pur aderendo all’iniziativa so a risolvere problemi concreti dei sindaco di Saracena, Mario Albino ne come unico elemento di dichiara di non essere «in grado di lavoratori e delle lavoratrici e ciò che Gagliardi di collaborare all’iniziativa centralità dell’ospedale». «Il questa organizzazione gli rivolge è garantire proprie risorse». “ticket bus” a sostegno della mobiliPiano sanitario regionale nel Un atteggiamento di tal genere quello di far prevalere il buon senso tà dei lavoratori stagionali impegna2006 ha individuato - ha agnon solo si dimostra contraddittorio ed il senso di responsabilità istituzioti nelle aziende agricole della Sibarigiunto - l’ospedale come cenma è da respingere in via di principio nale; non si chiede assistenza ma imtide. I due sindacalisti si dicono «pretro di riabilitazione ( è, infatin quanto lesivo di un diritto sociale pegno e coerenza degli amministraoccupati» e spiegano: «La Flai Cgil in ti, l’unica struttura pubblica consolidato. La motivazione - scrivo- tori locali tesi a consentire ai propri questi giorni, a seguito della decisiodi riabilitazione con dotaziono Tempo e la Pietramala - sembra cittadini amministrati di esercitare ne assunta dall’amministrazione ne di posti letto, ndr) e negli al quanto pretestuosa, pur ricono- quei diritti di cittadinanza di cui soprovinciale di Cosenza tesa a ricon- Il sindaco Mario Albino Gagliardi anni l’ospedale ha acquisito scendo le difficoltà che oggi attraver- no costituzionalmente titolari nella fermare l’iniziativa di cui sopra, ha competenze». La Bruna ha fatto pervenire all’amministrazione pertura finanziaria per la parte di sano gli enti locali nella fase di forma- fattispecie trattasi di lavoratori che poi ricordato l’ultimo atto fatcomunale di Saracena istanza di sol- propria competenza, avendo già zione dei bilancio di previsione». Per vivono condizioni difficili e che per la to dall’ex Asl di Castrovillari, lecito affinché al più presto possa es- l’amministrazione deliberato di ade- questo motivo chiedono «al sindaco precarietà del lavoro sono costretti adottato poi dall’Asp di Cosere assicurato il trasporto delle lavo- rire all’iniziativa». Nello stesso tem- si chiede di essere coerente con i ad esercitarlo in ristetti periodi delsenza, riguardante la mediciratrici, prevedendo la necessaria co- po, la Flai Cgil fa sapere di essere compiti mirati ad interessi generali l’anno». (lu. br.) na interna, la quale - ha det-

In paese il “ticket bus” stenta a decollare

S. DEMETRIO

ALTOMONTE

Nello storico collegio si rivive il Risorgimento Si terrà domani alle 18.30, incontri organizzati in tutti i al collegio di Sant’Adriano a paesi di minoranza etnica e San Demetrio Corone, la pri- arbereshe della Destra Crati ma delle manifestazioni pa- facenti parte dell’Unione Artrocinate dall’Unione Euro- beria, verrà allestita una mopea, dalla Regione Calabria, stra d’arte contemporanea dalla Provincia di Cosenza, intitolata “Ripercorrendo il Risorgimendall’Unione to” dei cinArberia e dal Ha inizio maestri Comune di la serie di eventi que calabresi San DemeCianci, Cretrio Corone, promossi didio, Gazzopreviste per i per festeggiare la, Granata e festeggial’Unità d’Italia Paese. Sarà menti dei inaugurato 150 anni dell’Unità d’Italia, intitolata inoltre un busto in bronzo di “L’eredità del Risorgimento Garibaldi nel piazzale centra150 anni dell’Unità d’Italia”. le del collegio di Sant’AdriaIn occasione di tale evento- no. Interverranno Mario Calicelebrazione, che è di apertura a una serie di convegni e giuri, assessore alla Cultura e

Il Comune rafforza i ponti con la capitale

Il collegio di Sant’Adriano Beni culturali della Regione Calabria, Mario Oliverio, presidente della Provincia di Cosenza e Cesare Marini, sindaco del Comune di San Demetrio Corone e presidente dell’Unione Arberia. GIOVANNI LUCA BAFFA cosenza@calabriaora.it

Il Comune ha aderito alla Fondazione “Calabria Roma Europa” presieduta dal consigliere di Roma Capitale, Domenico Naccari. L’adesione sarà ufficializzata domani, alle 13, presso il municipio di Altomonte. Oltre a Naccari, saranno presenti il sindaco di Altomonte, Gianpietro Coppola (foto), l’assessore comunale al Turismo, Vincenzo Barbieri, il deputato Giovanni Dima, il senatore Franco Bevilacqua, i presidenti delle commissioni regionali Bilancio e Sanità, Franco Morelli Nazzareno Salerno e altri sindaci e amministratori calabresi. La Fondazione continua così nell'opera di aggregazione dei comuni calabresi, e non solo, allo scopo di rafforzare il legame storico-culturale tra la Calabria e la capitale, in cui risiede una comunità di oltre 500mila calabresi. «Il nostro obiettivo - spiega Naccari - è quello di creare un’ampia rete istituzionale per valorizzare l'inestimabile patrimonio storico-culturale e

turistico-ambientale che possiede la nostra terra. Un patrimonio sottoutilizzato che dobbiamo promuovere riponendo maggiore fiducia nelle risorse straordinarie che disponiamo. E vogliamo farlo col contributo dei talenti migliori emigrati altrove e in stretta sinergia con le comunità locali, poiché soltanto facendo un gioco di squadra è possibile costruire una regione moderna e legalitaria, capace di sfruttare appieno le sue potenzialità e restituire fiducia e speranza alle nuove generazioni. Il presidente Scopelliti, che farà parte insieme al sindaco Alemanno del comitato d’onore della Fondazione “Calabria Roma Europa”, ha già avviato importanti iniziative in questa direzione. Da parte nostra c’è il massimo impegno ad assecondare queste azioni di rilancio e di crescita. L’amministrazione di Roma - ha concluso il consigliere - vuole essere un punto di riferimento costante per la Calabria».


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l’ora di Corigliano Redazione di Corigliano-Alto Jonio-Tel. 0983 290604-Fax 0983 292220 - Mail: corigliano@calabriaora.it

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Di Noia all’attacco di Geraci Scontro in Polis Amica. «Non ha mai preso una posizione chiara e netta» L’ex consigliere comunale, Carlo Di Noia, non risparmia stilettaste al vetriolo nei confronti del suo ormai ex capogruppo, Giuseppe Geraci, colpevole, a giudizio di Di Noia, di atteggiamenti politici poco chiari in tutto l’arco temporale che ha investito il consiglio comunale dopo l’operazione Santa Tecla. «Constato – afferma Di Noia - che, dopo un anno di silenzio, ecco di nuovo Giuseppe Geraci. Eppure, Geraci, avrebbe dovuto prendere una chiara posizione nei mesi passati: ad esempio, invece di defilarsi, avrebbe potuto comunicare una sua opinione ufficiale, allorquando, circa un anno fa, fui attaccato a mezzo stampa dal presiden-

te della Commissione urbanistica e dal capogruppo della Pdl in consiglio comunale, in seguito ad una mia richiesta di maggiore ordine e di una più decisa trasparenza nella gestione del settore urbanistico. Parimenti, sono ancora in attesa di conoscere la motivazione politica della scelta di Geraci di non firmare le dimissioni, che il gruppo consiliare, assieme anche a candidati nelle nostre liste, aveva deciso di presentare, comunicandolo in modo ufficiale; tali dimissioni – sottolinea ancora Di Noia - avrebbero consentito ai consiglieri di autodeterminarsi e dare un segnale forte all’opinione pubblica, contribuendo a promuovere

POLEMICO l’ex consigliere comunale Carlo Di Noia lo scioglimento della massima assise cittadina e mandando a casa una maggioranza che, già più di sei mesi fa, non aveva più alcuna ragione di esi-

stere, ed evitando, probabilmente, una tale onta per la nostra città. Ogni altro commento su quanto accaduto mi pare superfluo. La politica, in-

tesa come impegno a sostegno della collettività e come difesa degli interessi della città, dovrebbe basarsi soprattutto sulla limpidezza e sul coraggio delle proprie azioni, mentre alcune dichiarazioni tardive di Geraci hanno, invece, il significato delle inutili lacrime di coccodrillo, dopo che lo stesso Geraci, con un atteggiamento assai ambiguo, ha preferito attendere passivamente l’evolversi della situazione, ignorando completamente le aspettative di molti che avevano sostenuto la sua candidatura. Detto questo, penso che quanto accaduto a Corigliano non sia casuale – afferma ancora Di Noia - ma rappresenti il punto di arrivo

della degenerazione della politica e dell’involuzione di un rapporto malato tra partiti e società civile che, nel nostro territorio, a causa del prevalere degli interessi personali, ha finito per perdere di vista la finalità principale della politica, cioè la corretta gestione della cosa pubblica, in cui legalità e trasparenza amministrativa non sono solo degli astratti slogan da utilizzare a piacimento in campagna elettorale, ma – così conclude Di Noia - l’unica unità di misura da impiegare per valutare in modo obiettivo le decisioni da prendere nell’amministrare i cittadini». GIACINTO DE PASQUALE corigliano@calabriaora.it


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C O R I G L I A N O

Summit democrat con Villella La riunione è servita a fare il punto sulla delicata questione politica Il Pd si è riunito alla presenza del coordinato tre provinciale, Bruno Villella, per affrontare in maniera approfondita l’attuale fase politicoamministrativa che sta vivendo la città a seguito della decisione ministeriale di sciogliere il consiglio per infiltrazioni mafiose. «E’ stata una riunione – si legge in una nota diffusa al termine della stessa - molto partecipata e affollata che, a testimonianza del grave momento che sta vivendo la città, ha visto la presenza non solo di dirigenti e attivisti ma di tanti iscritti e simpatizzanti. Lo scioglimento delle nostre istituzioni per mafia rappresenta la pagina più amara e triste nella storia della nostra città. Un marchio terribile che dopo l’emergere delle evidenti responsabilità da parte della maggioranza di centro destra abbiamo cercato in tutti i modi di impedire chiedendo alle forze politiche presenti in consiglio un atto che mettesse al riparo le nostre istituzioni e la nostra città. Purtroppo – si legge ancora nella nota del Pd - l’esclusiva preoccupazione dei destini e degli interessi personali che ha animato il Pdl, l’UdC e che ha coinvolto anche Polis Amica ha vanificato i nostri sforzi e le nostre iniziative ed ha portato le massi-

bersaniani a confronto «Lo scioglimento del Comune per mafia rappresenta la pagina più amara della città»

me autorità dello Stato a questa scelta estrema. Un grave oltraggio alla nostra città di cui sono pienamente responsabili queste forze politiche, i loro responsabili locali e regionali con in testa Scopelliti. Quello che gli organi dello Stato hanno messo alla base delle ragioni dello scioglimento, al di là delle implicazioni giudiziarie dei singoli che con tutte le garanzie saranno accertate, seppur in maniera ancora generica in attesa delle motivazioni, mettono comunque in luce quello che per tanti mesi abbiamo denunciato come un sistema di potere e di collusioni, una

pratica di gestione del consenso elettorale che è stata opprimente e ci ha portato a questo baratro. Una situazione che ora rischia di tradursi in ulteriori danni al nostro territorio, ai settori principali del tessuto economico, agli imprenditori e ai nostri lavoratori. Per questo il Partito Democratico sin dalle prossime settimane sarà impegnato assieme alle istituzioni, alle forze economiche e sociali per iniziative che provino a limitare più possibile anche questo tipo di danni. Per tutto ciò il Partito Democratico ritiene fortemente dannosi, assurdi e ancora più

l’iniziativa

Il caporalato come reato La Fds sostiene la Cgil La Fds (Federazione della sinistra) aderisce con forza e sostiene, in ogni sede, la lodevole iniziativa della Cgil di avviare l’iter parlamentare per una proposta di legge che riconosca il caporalato come reato. E’ quanto sostiene in un comunicato stampa il segretario cittadino della Fds, Antonio Gorgoglione. «Circa venti anni di governi liberisti – afferma Gorgoglione - sono stati determinanti per la costruzione di una società più povera, con lavoratori sempre più precari, sfruttati ed umiliati, senza nemmeno il diritto di lamentare il proprio disagio, perché potrebbe dare fastidio al Brunetta di turno. Sarebbe interessante sapere quale Italia egli rappresenta, se quella dei politici nominati per l’appartenenza ad un padrone e non scelti dai cittadini, suoi datori di lavoro, ai quali si deve dare conto, o a quella schiera di privilegiati che come lui occupano posti di prestigio, senza

nemmeno sottoporsi ad un concorso, perché incapaci ed in spregio ad ogni elementare regola di meritocrazia. Ciò che noi della Federazione della Sinistra contestiamo è il modello di società, che una destra becera e priva di scrupoli, ha attualizzato con la complicità di una pseudo sinistra che dimenticando le proprie origini, ha assistito passivamente e/o contribuito alla stesura di una legge sulla flessibilità (legge Biagi), che se non ricordo male, nasce a tutela del lavoratore e non perché questi possa essere meglio sfruttato dai padroni. Il modello di società liberista è quello, per meglio intenderci, dove si socializzano le perdite e si privatizzano i guadagni. Per la prima volta ci troviamo di fronte una realtà in cui ai giovani è negata anche la speranza di poter aspirare ad avere un posto di lavoro che sia sicuro e duraturo». g.d.p.

cronaca

Autovettura in fiamme nella notte allo scalo Dopo via Tirana a Fabrizio è toccato a via Morano allo Scalo cittadino essere teatro la notte scorsa di un nuovo episodio di cronaca legato all’incendio di un’autovettura. Infatti la scorsa notte intorno alle 3 le fiamme hanno completamente distrutto una Fiat 500 di proprietà di P.A., 26 anni, carpentiere del luogo. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco di Rossano, purtroppo, però ben poco hanno potuto fare in quanto le fiamme avevano già avvolto tutta la vettura. Parreb-

be che sul luogo teatro dell’incendio i vigili del fuoco avrebbero rinvenuto tracce inequivocabili da ricondurre l’origine del rogo ad un atto doloso. Sull’accaduto hanno avviato indagini i carabinieri della locale compagnia, i quali stanno cercando di stabilire anche l’origine delle cause dell’incendio verificatosi l’altra notte a Fabrizio e che ha mandato parzialmente distrutta una Fiat Panda di proprietà di una casalinga. g.d.p.

irresponsabili gli annunci di ricorsi fatti dal Pdl e dall’Udccontro le più alte autorità dello Stato che rischiano di creare ancora più smarrimento e confusione in una fase che invece, a questo punto, deve essere gestita nel massimo interesse dei cittadini e della città. In questa fase il Partito Democratico ritiene che occorre ora una attenta bonifica del sistema di potere che si è costruito e chiederà che andranno indagati anche i mesi di amministrazione dopo la fine dei lavori della Commissione di Accesso. Così come si dovrà lavorare – così termina la nota - perché tutto ciò sia da insegnamento e da monito per l’intera classe dirigente». GIACINTO DE PASQUALE corigliano@calabriaora.it

ambiente

Un incontro per illustrare i pericoli di una discarica Incontrare i cittadini di Corigliano per illustrare loro i pericoli ed i problemi derivanti dalla ipotizzata realizzazione di una discarica nel territorio cittadino. E’ questa l’iniziativa in programma domani alle 18.30 presso la sede dell’associazione Il Seme allo Scalo cittadino, promossa dal movimento “Rete per la difesa del territorio Franco Nisticò” che ha in Fulvio Stasi (foto) il coordinatore territoriale. In una nota dell’organizzazione si afferma che : «È stata sciolta per infiltrazioni mafiose la giunta comunale che si era espressa chiaramente per la costruzione di una discarica per rifiuti solidi urbani nel territorio comunale, e non sarà un caso che sui rifiuti la 'ndrangheta ha costruito negli anni un business miliardario. Ora che il consiglio comunale è stato sciolto – sottolinea la nota - il problema resta, così come tutte le storture di un ciclo dei rifiuti regionale disastroso, sopratutto se si pensa ad un commissariamento che dura ormai da 15 anni e che ha dilapidato senza risultati circa due miliardi di soldi pubblici. Per questo incontreremo i cittadini di Corigliano per discutere dei pericoli, dei danni economici di una discarica e delle vere soluzioni per il problema del ciclo dei rifiuti. Riteniamo importante in questa fase – così termina la nota - che la città sia informata per non permettere agli amministratori di domani di danneggiare indelebilmente il nostro territorio. Cittadini, associazioni e organizzazioni sono invitate a partecipare».


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C O R I G L I A N O - J O N I O

Lo “scarso peso” dei Barilari Santa Tecla, la difesa ricorda quando furono candidati e presero pochi voti CORIGLIANO Attacco ai collaboratori di giustizia ed eccezione sulla competenza territoriale gli elementi principali su cui è stata incentrata ieri l’arringa della difesa nel corso dell’udienza preliminare del maxiprocedimento antimafia “Santa Tecla”. Per gli imputati che anno optato per il rito ordinario, e per i quali alle passate udienze il sostituto procuratore della Dda di Catanzaro Vincenzo Luberto ha chiesto il rinvio a giudizio, ieri sono state discusse alcune posizioni tra cui quelle dei fratelli Maurizio e Fabio Barilari, entrambi coinvolti nella maxioperazione. L’avvocato difensore Salvatore Sisca, nella sua arringa, ha preliminarmente rilevato come i due filoni dell’inchiesta “Santa Tecla” (uno relativo all’esistenza di un’associazione mafiosa sul territorio, l’altro relativo all’ipotesi associativa finalizzata al narcotraffico) debbano essere divisi. In tale ottica il legale ha sollevato anche l’eccezione relativa alla competenza territoriale della magistratura milanese, considerato che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, era proprio nel capoluogo lombardo, all’interno di un locale sito in via Santa Tecla, che avvenivano gli incontri per organizzare il traffico di sostanze stupefacenti e avveniva lo smistamento della droga. Il legale ha poi avanzato delle richieste istruttorie per quel che riguarda la posizione di Fabio Barila-

ri, relative all’acquisizione di fatture e documenti relativi a pratiche di finanziamento del villaggio turistico “L’Airone” dove si sarebbero verificati gli episodi estorsivi ai danni dell’imprenditore Pino Curto (costituitosi parte civile nel procedimento, unitamente al Comune di Corigliano e alla Regione Calabria). Chiesta inoltre la scarcerazione per Maurizio Barilari (ritenuto esponente di spicco della cosca locale) attualmente detenuto in regime di 41bis a Parma nell’ambito del processo “Timpone Rosso”. Per la difesa, la decorrenza dei termini per la misura cautelare inizie-

rebbe proprio da quell’operazione che, a livello temporale, coincide con l’acquisizione delle notizie di reato contestategli in Santa Tecla (su tale circo-

stanza è pendente anche un ricorso in Cassazione). L’avvocato Sisca ha poi fatto un excursus sulla storia della ’ndrangheta coriglianese, per

come ricostruita dalle inchieste portate a compimento negli anni sul territorio, rilevando come il “gruppo” individuato ora sia privo di alcuni elementi caratterizzanti un’associazione di stampo mafioso. Non poteva poi mancare l’attacco ai collaboratori di giustizia, giudicati inattendibili, uno (Curato) poiché, secondo la difesa non del tutto al corrente di quanto si verificava a Corigliano, l’altro (Alfano) per vecchi rancori nei confronti di Barilari del quale è anche cognato. Per quel che riguarda i legami con la politica e il presunto appoggio durante le elezioni, la difesa ha ricordato che negli

anni Novanta Fabio e Maurizio Barilari furono finanche candidati alle amministrative, riportando pochi voti, il che dimostrerebbe, secondo l’avvocato, lo scarso “peso” di entrambi in una consultazione elettorale. L’udienza preliminare dinanzi al gup distrettuale di Catanzaro Tiziana Macrì riprende oggi per le ultime arringhe difensive. A fine mese è attesa poi la pronuncia del giudice sia in merito all’ammissione dei riti abbreviati già chiesti da gran parte degli imputati, sia in merito ai riti ordinari. ROSSELLA MOLINARI r.molinari@calabriaora.it

CASSANO JONIO

Interrogazione suldg comunale Pricoli (Pdl): tale figura è stata soppressa nei piccoli enti Il consigliere comunale del PdL, Vincenzo Pricoli, ha indirizzato al sindaco della città di Cassano All'Ionio, Gianluca Gallo e per conoscenza anche al presidente del consiglio, Rosella Garofalo, un'interrogazione per sapere come mai in un comune come quello di Cassano, esiste ancora la figura di Direttore Generale, quando la normativa vigente ha soppresso detta figura nei comune sotto i 100 mila abitanti. « Eppure - ha chiosato Pricoli - questa figura era stata pensata e quindi istituita per

meglio contribuire al miglioramento gestionale delle amministrazioni Locali ma.. guardando Cassano All'onio - ha aggiunto il consigliere di minoranza Pricoli - il legislatore ha pensato bene di eliminarla, in quanto sono soldi sprecati». Perché, ha domandato, si è continuato a pagare al segretario e direttore generale Iannuzzi, la carica di Direttore Generale? E come mai l'ufficio finanziario dell'ente, sempre attento, non ha avuto nulla da eccepire? Il Collegio dei Revisori dei Conti, Organo di

controllo, non ha evidenziato l'eventuale danno erariale? Il consigliere pidiellino, chiede, inoltre, di sapere dal sindaco Gallo, se è vero che, anziché consentire al segretario generale Iannuzzi di andare in pensione per raggiunti limiti di età, vuole fargli un contratto da parecchi migliaia di euro? Quanto ci costerà questa sua scelta strategica, rimarca Pricoli, perché i cittadini devono sapere come vengono spesi i nostri soldi. Il consigliere Vincenzo Pricoli, ha concluso, infine, invitato il sindaco

Cassano avrà la tassa di soggiorno Nonostante le polemiche dei giorni scorsi, l’assise approva CASSANO JONIO Disco verde del Consiglio comunale che ha approvato a maggioranza nella seduta di mercoledì scorsol’introduzione dell’imposta di soggiorno che entra in vigore già da lunedì prossimo. Approvati anche gli altri punti iscritti all’ordine del giorno. Una seduta dunque proficua che ha però corso il rischio ad un certo punto di saltare per la mancanza del numero legale innescato dall’assenza di due consiglieri di maggioranza(Luciano Gaetani presidente del Gruppo Misto e Rossella Iuele Vice Presidente dell’assise cittadina) e dall’abbandono dell’aula dei consiglieri di minoranza. Un rischio che se si fosse palesato, avrebbe comportato seri problemi nella stesura della bozza di bilancio di previsione e quindi sul futuro della vita amministrativa dell’Ente. Possibilità alla fine scongiurata grazie alla permanenza determinante in aula dell’altro consigliere del gruppo Misto, Guaragna, che ha votato tra l’altro tutti i punti all’esame dell’Assemblea. Ma riavvolgiamo il nastro del film della seduta che si apre intorno alle 20,30 con la proposta del consigliere Gaetani, poi andato via, di dare la possibilità agli operatori turistici presenti in aula di intervenire in ordine all’applicazione della tassa di soggiorno per la quale gli stessi, pur dichiarandosi favorevoli, hanno chiesto che venisse differita al 2012. Richiesta respinta bipartisan dai gruppi consiliari. L’Assemblea è poi passata all’esame dei primi

due punti all’ordine del giorno, ratifica verbali sedute precedenti e discussione su interrogazioni e interpellanze, approvati entrambi senza particolari problemi, anche se non sono mancati accenti polemici di due interpellanti di minoranza concernenti in particolare la questione dei compensi percepiti dal Direttore generale dell’Ente e su Marina di Sibari ai quali ha fatto eco la risposta del sindaco. E’ seguito poi il dibattito sulla tassa di soggiorno, istituita ai sensi ai sensi del D. Lgs n.23/2011, illustrata dall’assessore al Bilancio Maffia che ha giustificato la sua applicazione per far fronte ai mancati trasferimenti nelle casse comunali di risorse finanziarie da parte dello Stato per 560 mila euro. L’imposta, che sarà differenziata, parte da un massimo di 3 euro per le strutture ricettive a cinque stelle ad un minimo di 1 euro per aziende agrituristiche e campeggi. Sul punto sono intervenuti i consiglieri di opposizione Arcidiaco-

no e Petrosino che si sono detti contrari alla sua introduzione in una realtà, hanno spiegato, in cui i servizi e le infrastrutture viarie al servizio del settore turistico sono carenti e fatiscenti. A favore della tassa si è invece pronunciato il consigliere di maggioranza Francesco Lombardi che ha tra l’altro proposto un emendamento in materia di esenzioni. Nello specifico, ha spiegato Lombardi, ha proposto chel’imposta non venga applicata ad autisti di autobus, accompagnatori di gruppi, animatori, lavoratori dipendenti delle strutture ricettive turistiche. Ma prima di passare alla votazione, il sindaco ha chiesto una breve sospensione non accolta dai consiglieri di minoranza che per protesta hanno abbandonato l’aula. Ma il numero legale permaneva e il punto, al rientro in aula, passava con 11 voti. Sono seguiti poi l’approvazione dei punti afferenti l’Integrazione al Regolamento Generale delle entrate comunali; l’iscrizione dell’Associazione Pro Loco “Sibari Magna Graecia”, nell’albo provinciale delle Associazione per come prevede lo Statuto comunale e, infine, dopo due tentativi andati a vuoto, l’approvazione della proposta di modifica e integrazione dell’art. 10 della convenzione n. 2723/2011, stipulata con Eco Energy srl. Esaurito l’ordine del giono, il presidente Rosina Garofalo poco dopo la mezzanotte chiudeva l’assemblea. LEONARDO GUERRIERI corigliano@calabriaora.it

Gianluca Gallo, a rispondere in modo esaustivo e normativa alla mano perché in caso contrario, ha anticipato che si vedrà costretto a rivolgersi ai competenti organismi superiori (Corte dei Conti – Magistratura). Gianluigi Petroni

TREBISACCE

Alternanza scuola-lavoro per gli alunni del Filangieri Si è concluso e con successo il progetto sull’alternanza Scuola- Lavoro : “La scuola ci induce al lavoro”che ha visto fortemente impegnati e motivati un nutrito gruppo di studenti del IV anno di corso per geometra del “G. Filangieri”, diretto da Clara Latronico. I docenti responsabili del progetto, Fortunata Potestio e Riccardo Mazziotti, hanno elaborato già all’inizio dell’anno un percorso di professionalizzazione del geometra in collaborazione con gli studi tecnici e imprese della provincia di Cosenza, rispettando le linee guida della Cee, con lo scopo di arricchire il piano dell’offerta formativa e offrire agli studenti la possibilità di approfondire le norme sulla sicurezza, sulla progettazione con le norme antisismiche, su come si organizza uno studio professionale e sull’utilizzo di strumenti professionali come i longimetri, i tacheometri, le stazioni totali, i livelli,ecc.

Alla fine del percorso gli studenti hanno acquisito competenze in vari ambiti professionali che spaziano dal Catastale, alla progettazione, alla topografia, alla sicurezza sul lavoro, ai materiali ecocompatibili. In sostanza l’attività progettuale effettuata ha consentito agli studenti, futuri liberi professionisti, di acquisire le competenze pratiche utili per libera professione nei settori di impianti, acquedotti, fognature, edilizia con annessa ristrutturazione degli immobili, rilievo topografico del territorio. Tutto ciò soddisfa la richiesta dei discenti che mirano alla conoscenza del mercato del lavoro e delle aziende che operano sul territorio e soprattutto alla conoscenza del ruolo e delle mansioni reali del geometra nei diversi settori e con specifico riguardo all’uso corretto del computer e delle nuove tecnologie informatiche. FRANCO LOFRANO corigliano@calabriaora.it


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J O N I O

Precari della scuola verso la risoluzione

FRANCAVILLA

Il prof. Brandi in Turchia parla del Vangelo di Giovanni

Martedì l’accordo tra sindacati, Miur e Ministero del lavoro TREBISACCE Raggiunto finalmente l’accordo: scongiurato il licenziamento collettivo, i 26mila “ex Lsu e c. d. Appalti Storici” (1.500 in Calabria) impegnati nella pulizia di circa 4.000 scuole italiane, avranno ancora un salario ed un futuro lavorativo assicurato. L’accordo, secondo quanto riferisce la Filcams-Cgil a nome della Fisascat-Cisl e della Uil-Trasporti, è stato faticosamente raggiunto il 14 giugno scorso dopo due giorni ininterrotti di trattative tra il Miur, il Ministero del Lavoro, i sindacati ed i Consorzi. Esso prevede la proroga degli appalti di pulizia e servizi ausiliari, permettendo così la continuità occupazionale e la garanzia di reddito per i prossimi 24 mesi e comunque fino alla definizione della nuova gara di appalto nazionale. «L’accordo – si legge nella nota sindacale - è stato l’epilogo di una lunga e sofferta vertenza apertasi da oltre 6 mesi che prevedeva la scadenza dei contratti di appalto al 30 giugno 2011, con il conseguente licenziamento collettivo già avviato dalle imprese per tutti gli addetti del settore, per effetto dell’applicazione delle disposizioni contenute nella Direttiva n. 103/’10 del ministro Gelmini che prevedeva il ricorso al cottimo fiduciario per singolo istituto scolasti-

co. Condizione, questa, che avrebbe prodotto un taglio dell’occupazione di almeno il 50%. Durante tutto il periodo della vertenza – ricorda ancora la Filcams-Cgil - si sono susseguiti scioperi e manifestazioni sia nazionali che territoriali effettuati a cominciare da dicembre 2010; solo nel mese di maggio scorso si è arrivati al ritiro della Direttiva n.103/’10, definendo una nuova Direttiva contenente la proroga degli appalti in corso e l’effettuazione da parte del Miur di un’unica gara di appalto nazionale, registrando però una riduzione delle risorse disponibili». Tale accordo prevede: la prosecuzione degli appalti, garan-

titi dal Miurcon 390milioni di euro di cui 230milioni per gli appalti ex Lsu; la riduzione delle risorse da parte del Miur viene garantita attraverso l’accompagnamento alla pensione di circa 1.500 lavoratori aventi-diritto; la conferma delle revoche dei licenziamenti collettivi attivate nel mese scorso ed il ricorso agli ammortizzatori sociali; la verifica sull’organizzazione dei servizi in base alle nuove condizioni di appalto; nessuna riduzione, infine, del 25% dell’orario già effettuato e coperto da cassa in deroga per gli Appalti Storici. Nei prossimi giorni saranno attivati appositi tavoli di confronto, con il Miur e con il

Ministero del Lavoro al fine di definire l’apposita direttiva applicativa dell’accordo. E’ evidente – conclude la nota della Filcams-Cgil Nazionale - che gli accordi raggiunti comportano sacrifici e rinunce da parte dei lavoratori, ma di fronte alla determinazione del Miur di voler cancellare o ridurre al minimo i servizi di pulizia, con effetti pesantissimi sull’occupazione, le soluzioni trovate hanno scongiurato centinaia di licenziamenti e garantito un futuro più che dignitoso ai lavoratori». Soddisfatto per l’accordo raggiunto il segretario regionale e comprensoriale della Filcams-Cgil Vincenzo Laurito: «Finalmente – ha dichiarato il sindacalista di Castrovillari - possiamo tirare un sospiro di sollievo: la lotta sindacale, condotta con fermezza e con tenacia ha pagato: siamo riusciti, seppure a fatica, a risalire la china rispetto all’intransigenza iniziale del ministro Gelmini. Un ringraziamento doveroso lo dobbiamo al consigliere regionale Gianluca Gallo, unico esponente politico ad averci dato una mano ed ovviamente ai lavoratori che hanno creduto nella lotta sindacale ed hanno avuto fiducia nella nostra organizzazione sindacale». PINO LA ROCCA corigliano@calabriaora.it

«Anche la città vuole cambiare» L’analisi postreferendaria di Franco Mundo e di Luciano Regino TREBISACCEPrendendo in esame il dato relativo all’affluenza alle urne registratosi nella cittadina jonica e mettendolo a confronto con quello dei comuni più popolosi della fascia jonica, tra cui Corigliano e Rossano, il consigliere provinciale Franco Mundo ed il segretario del Pd Luciano Regino esprimono soddisfazione e danno atto alle forze politiche del centrosinistra di aver saputo fare squadra nel sensibilizzare i cittadini. «L’affluenza alle urne da parte degli elettori del comune di Trebisacce – scrive l’avvocato Mundo – ha confermato la grande voglia di cambiamento del Paese. Trebisacce si afferma come l’unico grosso centro della fascia ionica in cui la maggioranza degli elettori ha espresso la volontà di abrogare tutte le norme sottoposte al Referendum, ma soprattutto ha espresso il proprio dissenso verso un governo che fino ad ora si è mostrato incapace di saper affrontare i problemi del Paese, continuando ad emarginare il Meridione ed in particolare la Calabria. A Trebisacce, - ag-

Luciano Regino

Francesco Mundo

giunge l’esponente socialista – tale risultato riveste notevole rilevanza politica, proprio in considerazione della presenza autorevole di esponenti del centrodestra alla guida del comune e dell’attenzione clientelare di cui stanno godendo alcuni personaggi locali. Sento il dovere perciò di ringraziare tutti i giovani che hanno partecipato a questa campagna elettorale referendaria, i componenti locali del comitato per il Sì ai Referendum, nonché gli

esponenti dei partiti del centrosinistra: il Pd, il Psi, Sel ed Idv con i quali si è impostato un proficuo lavoro di raccordo e di organizzazione…Questo dimostra che quando si lavora unitariamente e con spirito costruttivo si raggiungo importanti risultati. Tale precedente può costituire l’avvio di una nuova stagione politica in cui deve prevalere lo spirito di gruppo, ma soprattutto unità di intenti e grande sinergia tra i partiti del centrosinistra,

senza pregiudizi e senza prevaricazioni». Dello stesso avviso il segretario del Pd Luciano Regino: «Il Pd – scrive Regino - esprime tutta la sua gratitudine ai 3.562 su 7.160 elettori che si sono recati alle urne per la tornata referendaria. Trebisacce ha contribuito sostanzialmente a far raggiungere il suo quorum. La città ha risposto con viva partecipazione ed interesse… bocciando la politica federalista della lega e autoritaria del Pdl. L’Italia ha bisogno di voltare pagina…». Anche secondo Regino occorre capitalizzare il messaggio in vista delle Amministrative, «presentando agli elettori un partito forte e coeso, con una rosa di candidati a sindaco e con un progetto politico al quale il Partito sta già lavorando. Siccome non siamo per le auto-candidature, né per i personalismi che rappresentano la negazione della democrazia, stiamo lavorando – conclude Regino - ad una coalizione che abbracci tutti i partiti del centrosinistra ed i movimenti civici che vogliano condividere il nostro progetto…». (plr)

Il diciassette maggio ad Izmir (l’antica Efeso in Turchia), il professore Giovanni Brandi (in foto) Cordasco Salmena dell’Università di Urbino Carlo Bo, ha portato un breve contributo nell’ambito di un più complesso dibattito (Istanbul inspirations … be ready to be inspired) organizzato dalle scuole esegetiche dei testi sacri e coranici di Istambul per meglio assodare la portata letteraria del vangelo di Giovanni così differente dagli altri sinottici e ripercorrere i luoghi e gli eventi formativi che lo ambientarono in Turchia dopo la morte del Maestro. Il professore urbinate residente in Francavilla Marittima si è fermato su alcuni punti che maggiormente si riferiscono agli eventi della passione (soprattutto sul versetto di 18.31.b quando di fronte alla domanda del Procuratore di Giudea Ponzio Pilato, i Sommi Sacerdoti del Sinedrio rispondono … a noi non è permesso dar la morte a nessuno …). Il tutto si è svolto nella città che ospita la Tomba di San Giovanni l’evangelista tra i resti di un maestoso tempio fatto costruire dai seguaci del discepolo di Gesù subito dopo la sua morte. E’, infatti, noto che dopo la crocifissione, Giovanni con al seguito Maria, Madre del Signore che gliela aveva affidata dalla croce, si trasferì in Turchia ad Efeso, dove il contesto politico era sicuramente più sereno rispetto a quello che lasciavano in Palestina fatto di tumulti e di successive persecuzioni. Qui visse l’evangelista fino alla morte, scrivendo il suo vangelo; qui visse la Madonna, in una sua vicina casa, fino alla morte. Finita la breve conferenza, la quale ha riscosso il plauso degli addetti ai lavori, il giovane Professore urbinate non ha mancato di visitare Smirne, la Tomba di San Giovanni, Efeso, e la Casa di Maria, mete tutte elevate a luoghi di pellegrinaggio da Sua Santità Paolo VI che vi si recò per primo. Più recentemente vi si sono recati Giovanni Paolo II e Benedetto VXI la cui visita è consacrata in una lapide nella Casa di Maria insieme al rosario donato dal Pontefice. Alessandro Alfano

turismo

Parte il tirocinio estivo per il ragazzi del Filangieri SIBARI Al via il tirocinio estivo del gruppo di studenti del Filangieri, diretto da Clara Latronico, presso il complesso turistico a 4 stelle “Otium Resort” in Villapiana Scalo. Puntuali alle ore 9, del 15 giugno, per il primo turno che durerà sino alle 15.30, gli studenti Ferrato Ida, Frontera Mariella, Caretti Antonella e Aurelio Leonardo, si sono presentati dinanzi al personale formatore Fiorenza e Rossella per il primo approccio operativo. Presenti anche i docenti tutors Rocco Vitale e Francesco Lofrano . Alle 15.30, con il secondo turno, che durerà sino alle 22 entreranno le studentesse Cospite Martina, Mitidieri Alessia e Cirolla Jole. Il prossimo 29 giugno scatterà il secondo periodo di tirocinio con altri studenti e così di seguito e fino all’inizio di settembre che vedrà completato l’intero periodo di tirocinio, al termine del quale gli studenti conseguiranno l’attestato spendibile sul mercato del lavoro oltre al riconoscimento del credito formativo scolastico. Intanto il primo gruppo si sta occupando della compilazione corretta della scheda di notifica che è il primo passo per accogliere il turista-cliente. Ha già completato la prima parte dell’esperienza di tirocinio il gruppo di studenti dell’Ipsar “Ugo Tognazzi” di Pollena Trocchia (Na) con cui gli studenti del Filangieri, si sono subito relazionati e rapportati. Già al primo incontro preliminare gli studenti hanno avuto modo di conoscere il gruppo di studenti già operativo provenienti dall’Istituto Alberghiero “Luigi De Medici” di Ottaviano (Na). Franco Lofrano


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l’ora di Rossano Tel. 0983 290604-Fax 0983 292220 Mail: rossano@calabriaora.it

SANITÀ ospedale civile pronto soccorso guardia medica consultorio familiare c.r.i.

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centralino relazioni pubblico ass. al turismo segreteria sindaco polizia municipale ufficio turistico servizio taxi

tel. 0983/5291 tel. 0983/529235 tel. 0983/520051 tel. 0983/529401 tel.0983/520636 tel. 0983/290511 tel. 0983/525263 tel. 368/3478508 tel. 334/8926687 tel. 345/5065965

«Enel, bisogna riaprire il dialogo» Si ritorna sulla vertenza riconversione. E il Coricer non lesina bordate a Oliverio Dopo il referendum che ha sonoramente bocciato, in Italia, la politica pro-nucleare, in città e nel territorio si ritorna a parlare di energia e, inevitabilmente, di riconversione della centrale Enel di contrada S. Irene. Certo gli scenari post referendari impongono, oggi più che mai, una seria quanto accurata riflessione sull’argomento. Ovviamente tenendo come imprescindibile punto di partenza le deliberazioni sia del Consiglio regionale che dei comuni del territorio: che hanno ratificato il secco no all’utilizzo del carbone pulito. In questo contesto si inserisce la posizione del Coricer. Il comitato per la riconversione della centrale di S. Irene è sicuro: «abbiamo dimostrato più volte con fatti e dati certi – scrivono - cosa significa, in termini di vantaggi, una riconversione per Rossano e per il territorio. Ma né l’ex sindaco Filareto né i suoi pochissimi seguaci, hanno mai voluto ed accettato un confronto; convinti della bontà delle loro posizioni». Il Coricer, invece, continua ad essere convinto che «una riconversione a carbone pulito non porti nessun problema per la salute dei lavoratori, dei cittadini e del territorio». Ecco perché i partigiani della riconversione invocano l’apertura di un tavolo tecnico, «così come quello prospettato dal governatore regionale Scopelliti, e sdegnosamente rifiutato da Filareto e dal suo mentore Oliverio», per aprire una discussione seria tra soggetti interessati, «senza pregiudizi, per far si che la riconversione sia fattibile e con essa si crei sviluppo e lavoro per tutti. Quelli che hanno la verità assoluta in tasca – si legge ancora - e negano il confronto non vogliono il bene del territorio». Ma l’occasione per il Coricer è ritornata utile per lanciare bordate all’ex primo cittadino Franco Filareto. «Non gli è bastato – scrivono - aver messo la città in ginocchio nell’ultimo quinquennio non creando una sola occasione di lavoro; non gli è bastata la lezione dei suoi stessi amici che non hanno inteso neppure ricandidarlo; l’ex sindaco continua a “pontificare” come se nulla

dal pronto soccorso

Mangiano al ristorante Più di venti intossicati

fosse e fa lezioni di democrazia, della sua democrazia. La sua democrazia fatta di negazioni di confronti, fatta di proclami e conoscenze sorpassate dal tempo e dalla tecnologia, fatta da prese di posizio-

ni oltranziste che fanno tornare alla mente le più brutte dittature d’altri tempi. Il vero problema di questo territorio, caro ex sindaco di Rossano, siete voi: falsi moralisti, falsi portatori di cultura, ricchi e

benestanti che volete mantenere la gente nella loro povertà. A cosa volete appigliarvi per negare ancora il confronto?» MARCO LEFOSSE m.lefosse@calabriaora.it

Circa una ventina di cittadini affetti da febbre, fitte addominali e disturbi gastrointestinali, mercoledì e giovedì scorsi hanno invaso il Pronto soccorso di Rossano. Tutti doloranti dopo aver banchettato in un locale del territorio. Intossicazione alimentare: questo è la diagnosi che avrebbero tracciato i sanitari dell’ospedale “Giannettasio” di Rossano. I venti malcapitati sono stati tenuti sotto osservazione per alcune ore. Bisognerà attendere l’esito degli esami specifici per capire il tipo di batterio che ha provocato questo tipo d’intossicazione. Dell’accaduto o è stato avvisato il servizio di igiene e profilassi della Asp; mentre a seguito delle denuncie presentare dalle vittime, ieri mattina, i carabinieri di Nas di Cosenza hanno sequestrato tutta la documentazione clinica dei pazienti e hanno avviato degli accertamenti, non si esclude anche presso il locale in questione, per capire quale elemento abbia provocato avvelenamento. (ml)

decoro della città

«Impegnati su tutti i fronti»

Capalbo: «La Torre S. Angelo trovata in pessime condizioni» Ad un mese dall’insediamento in comune della nuova giunta capitanata dal sindaco Antoniotti, è in atto, in tutto il territorio comunale, una vera e profonda riorganizzazione della manutenzione. Dal ripristino della segnaletica stradale agli impianti semaforici e all’illuminazione; dalla cura del verde e dell’arredo pubblico al risanamento delle strade e delle aree pedonali, fino al lavoro di restyling di Sant’Angelo. Di questa trasformazione che sta “investendo” la città, si dice soddisfatto soprattutto l’assessore ai lavori pubblici e manutenzione dei servizi comunali, Franco Capalbo che sta seguendo e coordinando, di persona, tutte le attività portate avanti in rete dagli uffici. «Dopo una ricognizione attenta e diffusa su tutto il territorio comunale – dichiara Capalbo – stiamo ora ripristinando la normale amministrazione della manutenzione. Grazie ad un efficace lavoro di rete tra gli uffici comunali, i funzionari del settore, Luigi Forciniti e Antonio Sisca, e dell’intera squadra degli operai, abbiamo

Da sinistra l’assessore Capalbo in ricognizione; un operatore comunale impegnato a imbiancare l’anfiteatro di S.Angelo; In alto una porta “scassata” all’interno della Torre Stellata. iniziato a dare ai cittadini risposte concrete che attendevano da tempo. Rossano – precisa – era in un imbarazzante stato di degrado e di abbandono strutturale. Ci siamo adoperati con immediatezza rispetto ai bisogni ordinari e di prima necessità». Un restyling a tutto tondo che, naturalmente, investe anche località Sant’Angelo. «Da una settimana – aggiunge l’assessore – gli operai, che abbiamo messo tutti a lavoro nelle

loro specifiche competenze e mansioni, stanno lavorando sull’intera area compresa tra contrada Galderate e Torre stellata. È stato rasato il prato della villa polivalente di viale S.Angelo, potati gli alberi e gli arbusti, sistemata la vegetazione, ripuliti i parcheggi. É in corso la ri-pitturazione dell’anfiteatro, che a breve accoglierà le prime manifestazioni e di tutta la segnaletica orizzontale. Massima attenzione sarà dedicata – pro-

segue Capalbo – alla zona del Fondaco e della Torre. Una struttura – dice – che abbiamo trovato in condizioni pessime, sintomo che in questi anni è stata totalmente abbandonata a se stessa. In breve tempo – conclude l’amministratore – puliremo e sistemeremo l’intero complesso, sia all’interno che all’esterno, per renderlo fruibile ed accessibile a cittadini e turisti in ogni sua parte». Giuseppe Cosenza


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calabria

R O S S A N O - B A S S O

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J O N I O

Stadio “Varco” verso l’apertura Il vicesindaco Leonardo Montesanto rassicuragli iscritti di Lampare CARIATI Campo sportivo in località Varco: all’indomani della richiesta di spiegazioni avanzata dal gruppo delle “Lampare” sul destino dell’importante struttura, giungono le precisazioni del vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Leonardo Montesanto (in foto). «I lavori del campo sportivo del Varco – spiega – ineriscono ad un'opera appaltata direttamente dalla Provincia di Cosenza. A tal fine, peraltro, le aree sui cui insiste l’opera in via di realizzazione sono state cedute dal comune alla Provincia». L’assessore ai Lavori pubblici tiene inoltre a precisare che «il campo sportivo non insiste su un'area già adibita a discarica. La discarica, dismessa da anni, insisteva sull’area limitrofa e antistante quella in questione. Grazie alla richiesta avanzata da questa amministrazione –spiega Montesanto- la stessa area dell’ex discarica è oggi inclusa in un programma di risanamento da parte della Regione che, in proposito, ha già avviato una serie di sondaggi». Tra l’altro, il vicesindaco precisa che «è a conoscenza di questa amministrazione, per averlo direttamente appreso dal Rup (Responsabile Unico del Procedimento), che è stato già fatto e definito il collaudo statico e di regolare esecuzione dell’opera e che, essendosi verificati i notori atti vandalici prima

della consegna dell’opera, è stata già redatta una perizia di ripristino dei manufatti danneggiati, oggi in via di approvazione da parte della Provincia». Quanto alla carenza degli impianti di calcio sul nostro territorio comunale, Montesanto ricorda che «al giugno 2006 non vi era alcuna struttura disponibile sul territorio comunale. Il vecchio campo del Varco – spiega- era fatiscente e non omologato e lo stadio della marina era, addirittura, sotto sequestro penale da due anni e ridotto ad una discarica abusiva. La prima amministrazio-

ne Sero, insediatasi proprio nel giugno 2006, ottenne il dissequestro dello stadio della marina ristrutturandolo e rimettendola a disposizione della associazioni calcistiche. Nel frattempo –continua il vicesindaco- la Provincia avviò i lavori di ristrutturazione dello stadio del Varco. La gestione dello stadio della marina è affidata ad una associazione che si è fatta carico dei costi di gestione e di manutenzione, con l’impegno di renderne possibile l’utilizzo, previa adeguata partecipazione alle spese di gestione, alle altre associazioni. Ad oggi – aggiunge

Montesanto – è stata avanzata la proposta d’investimento da parte di un privato per la ristrutturazione dello stadio

della marina. L’amministrazione in linea generale condivide la proposta, a condizione che si mantenga la valenza di

bene collettivo della struttura». Inoltre, «vi sono diverse altre proposte di investimenti privati per la realizzazione di strutture di calcetto a cinque. Ad oggi –conclude il vicesindaco- vi è una effettiva carenza di strutture sul territorio. La risposta si può trovare oltre che nella sinergia pubblico-privato, anche nella più adeguata e opportuna valorizzazione della strutture territoriali, perfettamente fruibili anche in termini di adeguata distanza dall’abitato di Cariati». MANUELA MONTESANTO rossano@calabriaora.it

“città della tarantella”

Le associazioni in prima linea E intanto parte l’estate ragazzi. Salvati: «Vicini ai bambini» Ventottesima edizione di “Cariati – Città della Tarantella”. La programmazione socio-culturale estiva sarà impreziosita, anche per questa edizione, dalla complementare ed indispensabile proposta delle associazioni cittadine. Si inserisce in questa cornice e persegue queste finalità l’avviso pubblico rivolto alle associazioni a presentare, entro e non oltre venerdì 24 giugno alle 12, le proprie proposte progettuali scritte. Nella stessa giornata di venerdì 24 giugno, alle 18, è convocata una riunione operativa tra associazioni e amministratori finalizzata a

condividere metodi e contenuti della programmazione in progress. Le proposte saranno valutate ed eventualmente integrate nella sezione tradizionalmente riservata alle associazioni all’interno dell’unico cartellone estivo, insieme alla proposta istituzionale. Relativamente a quest’ultima il primo cittadino ha inviato un avviso pubblico a tutti i soggetti imprenditoriali, residenti o operanti nel territorio di Cariati, interessati a presentare una propria proposta economica di sponsorizzazione entro mercoledì 29 giugno. E intanto parte l’estate ragazzi.

L'amministrazione comunale – assessorato ai Servizi Sociali ripropone anche quest'anno, la realizzazione di questo importante progetto col fine di offrire alle famiglie un'opportunità di intrattenimento e di cura dei figli nel periodo estivo. Il periodo va da lunedì 27 giugno a venerdì 29 luglio, dalle 9 alle 13. «Favorire le attività sportive, sociali, artistiche delle nuove generazioni, educare alla qualità della vita ed al rispetto dell’ambiente – dichiara l’assessore ai servizi sociali Sergio Salvati – continua a rappresentare una delle priorità pedagogiche e culturali

Droga a casa, giovane in manette L’operazione è stata condotta dai carabinieri di Mandatoriccio MANDATORICCIO Beccato in possesso di droga, finisce in manette. Protagonista dell’episodio il trentenne del luogo F.M., tratto in arresto nella serata di mercoledì dai carabinieri della Stazione di Mandatoriccio per illecita detenzione di sostanza stupefacente. Il giovane è stato controllato dai militari dell’Arma che, nel corso di una perquisizione all’interno della sua autovettura, una Fiat 500, hanno rinvenuto e posto sotto sequestro circa un quantitativo di droga, del tipo hashish, pari a circa cinque grammi. Il tutto era stato abilmente occultato nel vano portaoggetti dell’auto. Ma l’attività dei carabinieri non è terminata qui. I militari hanno infatti

esteso le operazioni di perquisizione anche presso l’abitazione del trentenne dove, al termine di una meticolosa e accurata attività di ricerca, sono stati rinve-

nuti ulteriori quaranta grammi di hashish, anche questi posti sotto sequestro. A questo punto, per il giovane sono scattate le manette con l’accusa di illecita detenzione di sostanza stupefacente. Espletate le formalità di rito, su disposizione della Procura della Repubblica di Rossano, per F.M. si sono aperte le porte della casa di reclusione rossanese. Prosegue quindi senza sosta l’azione di contrasto, portata avanti dai carabinieri della Compagnia di Rossano sul territorio della propria giurisdizione, finalizzata alla prevenzione e alla repressione di reati in materia di stupefacenti. r.m.

ROSSANO

Peculato, mercoledì il deposito della perizia contabile Chiesta una nuova proroga per il deposito della perizia contabile tesa ad accertare la reale entità del danno erariale di cui dovrà rispondere il notaio Guglielmo Labonia, il sessantatreenne professionista rossanese accusato di peculato. L’udienza dinanzi al gup di Castrovillari Cataldo Carmine Collazzo, slitta al prossimo 22 giugno. Si aggiorna, quindi, il procedimento penale di primo grado a carico del professionista, accusato

di essersi impossessato di oltre 3 milioni e mezzo di euro, provenienti dalle procedure esecutive immobiliari a cui era stato delegato dai giudici del Tribunale di Castrovillari. Proprio su tale cifra, gli avvocati difensori Giovanni Zagarese e Giovanni Antonio Scatozza, sostenendo il diritto ad una giusta difesa, avevano rilevato la discrepanza con quanto invece sostenuto dalla Corte dei conti. Da qui la richiestadi rito abbreviato condizio-

nato alla perizia contabile che dovrà accertare l’entità del danno erariale (per tale perizia il 16 dicembre scorso il gup Collazzo ha conferito l’incarico al collegio dei periti composto da tre dottori commercialisti) nonché all’acquisizione di ulteriori atti e documenti, tra cui gli esiti di ispezioni ministeriali effettuate all’interno dell’ufficio giudiziario di Castrovillari. r.m.

dell’esecutivo guidato da Filippo Sero. Siamo convinti – conclude – che sia quello destinato ai bambini e ai giovani l’investimento più importante e duraturo che l’istituzione pubblica locale possa fare, in termini di sviluppo sostenibile dell’intera comunità». Possono partecipare i bambini di età compresa fra i 5 ed i 13 anni che frequentano la scuola elementare o media. (mm)

CALOPEZZATI

Provincia, nuovo assessore dello Jonio. Sel soddisfatto Il circolo di Sinistra Ecologia e Libertà accoglie con grandissima soddisfazione la scelta del presidente della Provincia Mario Oliverio di assegnare a Giuseppe Giudiceandrea la delega del Lavoro e della Formazione Professionale. «Un compito non facile per il nostro assessore - si legge in una nota- ma estremamente stimolante, considerato che in Calabria e nella Provincia il lavoro resta la priorità per i giovani, i precari, i disoccupati. Una scelta – si legge ancora- a favore di una persona onesta, competente, attaccata al territorio, figlio di due grandi eccellenze nel panorama della politica calabrese e fiore all'occhiello della provincia: Rita Pisano (per molti anni sindaco di Pedace), e Giovambattista Giudiceandrea sindaco di Calopezzati che dall’88 al ’97 si è distinto per un ottimo operato tanto da risultare ancora oggi amatissimo stimatissimo nel nostro piccolo borgo del basso jonio cosentino. Siamo certi – scrivono i sostenitori di Sel - che la Provincia, con questa scelta decisamente lungimirante ed all’insegna del rinnovamento, ha messo in squadra una figura di grandissima competenza, professionalità e soprattutto onestà, serietà e bontà. Siamo altresì felici perché certi che Giuseppe Giudiceandrea, grazie alle sue capacità, saprà far crescere il nostro partito nel territorio provinciale dalla postazione di assessore così come siamo certi che riuscirà ad essere l’assessore di tutti i 155 comuni della Provincia di Cosenza». Il circolo di Sel augura a Giuseppe Giudiceandrea, un futuro radioso da amministratore. m.m.


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l’ora di Paola

Redazione viale Ippocrate (ex Madonna della Grazie) - Telefono e fax 0982583503 - Mail: tirreno@calabriaora.it SANITÀ & FARMACIE ospedale civile pronto soccorso guardia medica centro trasfusionale farmacia Arrigucci farmacia Cilento farmacia Sganga

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EMERGENZA carabinieri commissariato polizia stradale polizia municipale guardia di finanza corpo forestale vigili del fuoco croce rossa italiana

COMUNE

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(112) (113) (117) (1515) (115)

centralino ufficio tributi bibioteca comunale ufficio relazioni pubblico ufficio presidenza consiglio ufficio affari generali ufficio contenzioso

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Droga, scoperti due fidanzati Una terza persona acciuffata con sostanza stupefacente del tipo eroina PAOLA/2

SCALEA - SANTA MARIA DEL CEDRO

I Carabinieri della Compagnia di Scalea, agli ordini del capitano Luca Giandominici, unitamente a quelli di Santa Maria del Cedro, in due distinte circostanze e nell’ambito dei controlli alla circolazione stradale, lo scorso mercoledì 15 giugno, hanno tratto in arresto per detenzione di stupefacente tre giovani domiciliati a Santa Maria del Cedro. Si tratta di P.V. trentatreenne del posto, celibe, autista, titolare di precedenti polizia che a seguito di una perquisizione personale e veicolare all’interno della Volkswagen Passat a lui in uso, è stato trovato in possesso di circa 25 grammi di eroina. Il motivo che ha indotto i militari a compiere l’accurata perquisizione all’interno della vettura è stato dettato dal fatto che, il giovane una volta fermato al posto di blocco, ha iniziato a Unità cinofile dell’Arma dei Carabinieri manifestare particolari segni di nervosismo. Sono bastati pochi una volta bloccati dai minuti ai carabinieri per Due distinte militari, a seguito di perscoprire l’eroina. Al giooperazioni quisizione personale e vane, sono immediataveicolare della Toyota mente scattati i bracciacondotte dai Yaris con cui viaggiavaletti di acciaio ai polsi. A militari no, sono stati trovati in finire in manette durandell’Arma possesso di 15 grammi te un’altra operazione di tra eroina e cocaina e già controllo effettuata sul territorio, G.V. trentenne di Santa Maria suddivisa in varie dosi pronte per lo del Cedro, celibe, artigiano, incensura- spaccio. Quasi sicuramente, la sostanza stupeto, unitamente alla propria fidanzata convivente dalle iniziali F.M. trenta- facente era destinata ai tossicodipendenduenne del luogo incensurata. Gli stessi, ti dell’Alto Tirreno Cosentino. Tutti e tre

Il neo commissario Asp in visita all’ospedale

gli arrestati, sotto l’egida del Sostituto Procuratore di turno dottoressa Carotenuto, sono stati tradotti nei carceri di Paola e Castrovillari e dovranno ora rispondere al magistrato delle accuse di detenzione illecita di stupefacente. Continua dunque incessante l’opera di controllo del territorio da parte dei Carabinieri della Compagnia di Scalea, atta a prevenire azioni illecite in materia di stupefacenti. EUGENIO ORRICO tirreno@calabriaora.it

Pdl: opere e programmi

Una visita a sorpresa del neo commissario dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, è stata programmata per questa mattina, presso il presidio ospedaliero San Francesco di Paola. Gianfranco Scarpelli, il nuovo organi di vertice, sarà accompagnato dai leader politici del centrodestra. Saranno presenti, tra gli altri, Sergio Stancato, Basilio Ferrari, Mimmo De Rosa, Pietro Paolo Focetola. La visita di Scarpelli, in particolare, deve essere inquadrata nel progetto di rilancio dell’ospedale civile San Francesco nella’mbito degli ospedali riuniti PaolaCetraro. Secondo il progetto del governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, il nosocomio paolano conserverà tutte le sue specialità e, anzi, dovrebbe riprendersi le unità operative per-

L’ospedale di Paola se nell’ambito del famoso sdoppiamento determinato a sua tempo dall’amministrazione regionale di centrosinistra guidata da Agazio Loiero. In tale contesto, tra l’altro, è prevista anche l’allocazione di nuove specialità in seno alla struttura sanitaria paolana. g. s.

fotonotizia

La maestra Molinaro va in pensione

Confronto in vista della prossima competizione amministrativa Il coordinamento comunale del Popolo della Libertà di Paola nei prossimi giorni inizierà un confronto aperto e partecipato sulle proposte e le idee per il governo della città di Paola. Nel documento approvato nelle settimane scorse, unanimemente sottoscritto dai componenti del direttivo, infatti, la priorità è stata data al programma, alle proposte, alle idee per una nuova stagione amministrativa della Città. Stessa cosa è accaduta per quanto riguarda il documento di alleanza sottoscritto da Pdl, Udc e Pri. Un’intesa forte ma soprattutto aperta ad ogni soggetto politico e civico che, anziché interessarsi alle solite e vecchie spartizioni di potere, dia priorità ai programmi per il rilancio della Città di Paola. Gli interlocutori per l’elaborazione del programma dovranno essere i cittadini, le asso-

Mimmo De Rosa ciazioni, i professionisti, i giovani. I temi su cui si concentra l’attenzione del Pdl sono: urbanistica, mobilità ed opere pubbliche; Paola città di mare e di montagna; Paola città dei giovani; Paola città della cultura; Paola città del Ver-

de; Paola città di solidarietà; sanità; lavoro; politiche sociali; sicurezza e legalità. Oggi bisogna recuperare il tempo perduto e riappropriarsi del futuro con scelte politiche precise, che restituiscano alla città il suo ruolo guardando alle variazioni e ai mutamenti di una società in pochi anni completamente cambiata. Sul profilo web del Pdl su facebook è stata lanciata, in questo senso, l’iniziativa di chiedere un contributo a quanti intendono concepire la politica in un modo diverso. E’ necessario elaborare proposte concrete, dalle questioni piccole a quelle più grandi. Con l’unico interesse di guardare all’interesse della comunità paolana che merita di crescere sul piano economico e sociale, di riacquisire un ruolo di città-guida in tutto il comprensorio.

Si è svolta ieri mattina, presso la scuola dell’infanzia di rione Colonne, la manifestazione conclusiva dell’anno scolastico. I bambini, preparati dalle maestre Elena Pastore, Anna Molinaro, Carmelina Salfi e Sandra Messina, si sono esibiti in uno spettacolo sul riciclo dei rifiuti. Alla fine, un pensiero è stato rivolto alla maestra Molinaro che dal prossimo anno sarà in pensione. Tanta la commozione di bimbi e docenti.


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BELMONTE - AMANTEA - CAMPORA S.GIOVANNI

Domiciliari per il cravattaro Per un prestito di soli settemila euro ne aveva già ottenuti ben 50mila PAOLA/BELMONTE

Ieri mattina, il giudice per le indagini preliminari, presso il Tribunale di Paola, Carmine De Rose, ha convalidato l'arresto di Giuseppe Bossio (difeso dall’avvocato Marco Bianco), di 60 anni, bracciante agricolo di Belmonte Calabro, disponendo per lo stesso - su richiesta del difensore - la misura cautelare degli arresti domiciliari. Il pubblico ministero aveva chiesto per l’uomo, accusato di estorsione e usura, l’applicazione della custodia cautelare in carcere. Un punto che non ha trovato concorde il gip poiché, secondo quest’ultimo, le esigenze cautelari invocate dal Pm (ovvero pericolo di recidiva e inquinamento probatorio) possono essere garantite applicando gli arresti domiciliari, "...misura in grado di prevenire il ripetersi di azioni criminose omogenee, di infrenare la pericolosità sociale del soggetto e di tutelare la genuinità e veridicità dei dati raccolti in fase di indagine...". Bossio, lo ricordiamo, è stato tratto in arresto il 14 giugno scorso dagli agenti della squadra di polizia giudiziaria del commissariato di pubblica sicurezza di Paola, diretto da vice questore aggiunto Raffaella Pugliese, poiché teneva “sotto strozzo” un commerciante di Paola, F.E. L’attività di indagine, infatti, è partita subito dopo la denuncia della vittima, mediatore di capi di bestiame che, vessata dalle continue richieste del Bossio per la restituzione di un prestito a tasso usuraio, che ammontava al 120 per

la vittima è un esercente A casa dell’estorsore un libro mastro con i nomi di tutti coloro a cui erano stati prestati dei soldi Il commissariato di Paola cento mensile, dopo avere ricevuto minacce di morte ed aggressioni fisiche. Venivano pertanto predisposti appositi servizi investigativi, autorizza-

ti dall’autorità giudiziaria competente, che confermavano sostanzialmente quanto denunciato dalla vittima. I poliziotti di Paola, dopo avere fil-

mato la scena dell’ennesimo scambio di denaro tra la vittima ed il Bossio, hanno proceduto all’arresto nella flagranza dei reati ed, infatti, a seguito di

perquisizione personale, rinvenivano nella tasca dei pantaloni dell’aguzzino la somma di 2000 euro, in banconote di 50 euro, appena cedutagli dalla vittima. Il commerciante paolano F.E., aveva richiesto

al Bossio, nel 2008, un prestito di circa 7000 euro e, da allora, gli avrebbe restituito, anche per timore della incolumità propria e dei suoi familiari, una somma di circa 50.000 euro, rimanendo ancora “debitore” di almeno 20.000 euro. Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti un coltello, con il quale verosimilmente poneva in essere le minacce nei confronti della vittima, ed una sorta di libro mastro in cui venivano indicati i nomi dei soggetti usurati dal Bossio con accanto le somme dei prestiti usurari. Le indagini proseguono, quindi, per individuare le altre vittime. STEFANIA SAPIENZA s.sapienza@calabriaora.it

AMANTEA

Clan, un perito sul porto Nell’udienza di Nepetia commentata la relazione tecnica Nel corso dell’ultima udienza del altro ancora. Il professionista ha evidenziato, fin processo scaturito dall’operazione “Nepetia-Enigma”, per il quale sono da subito - spronato anche dagli inimputate per diverse ipotesi di reato sistenti chiarimenti richiesti dall’avvocato Gregorio Barventitrè persone, si è ba - come l’affidadiscusso molto anGiudicato mento diretto alla che del Porto di anomalo e Giannetti Group sia Amantea. A parlarne sopraggiunto dopo è stato un perito, noirregolare tre bandi di gara anminato dal tribunale l’affidamento dati deserti. Nel peper accertare evenalla Giannetti riodo di tempo, poi, tuali irregolarità nei compreso tra gli anni bandi di gara, nella gestione dell’opera, nell’esecuzione 2004/2005 sono state concesse deldei lavori straordinari per la pulizia le proroghe alla stessa ditta, un fatto dell’imbocco (spesso insabbiato) ed che, per come evidenziato dal perito,

in un atto pubblico non è previsto. Nel 2006, poi, a seguito di una nuova trattativa privata la gestione del porto è stata affidata nuovamente alla Giannetti, ma con delle condizioni assolutamente diverse dal bando pubblico pubblicato nel 2005. Detta situazione, per come evidenziato dal tecnico, è assolutamente anomala. Le condizioni di gara, infatti, dovevano essere uguali a quelle riportate all’epoca nell’atto pubblico. Nel 2007, poi, il sindaco aveva chiesto al responsabile dell’ufficio tecnico (all’epoca dei fatti diretto da Concetta Schettini) la revoca in auto tutela del-

AMANTEA/2

Il Tribunale di Paola la delibera di affidamento incarico alla Giannetti, allegando alla stessa un parere legale. Il compito del perito si è fermato al 2007 anche se il resto, comunque, è ancora cronaca dei giorni nostri. s. s.

fotonotizia

Incarico revocato all’Apa, discordanze nelle delibere

L’Acquagym festeggia in pizzeria

Prima delle elezioni la copertura finanziaria si troverà. A giugno, però, il sogno svanisce L’improvvisa revoca dell’affidamento dell’incarico concesso in data 14 gennaio 2011 - per altri due anni, quindi fino al 2013 - alla cooperativa sociale Apa Multiservizi resta per molti ancora un mistero. Data la delicatezza dell’argomento questa testata si è premurata di andare a ritirare copia delle due delibere: la n.10 del 14/01/2011 con la quale il Comune prorogava l’utilizzo dei lavoratori della onlus fino al 2013; e la n.142 dell’8/06/2011 con la quale revocava la precedente delibera; ciò al fine di meglio comprendere cosa avesse spinto l’amministrazione comunale ad intervenire in modo così repentino e drastico. Anche perchè va considerato che, così come evidenziato stesso dagli amministratori nell’affidamento dell’incarico, si ha a che fare con soggetti svantaggiati. Senza contare che, a fronte del nuovo incarico ottenuto, la Apa Multiservizi si era preoccupata di assumere altro personale (ovviamente persone economicamente bisognose). Ciò che colpisce in particolar modo è la trasparenza della prima delibera nella quale vengono elencate tutta una serie di buoni motivi per concedere la proroga alla onlus. Qualche esempio? “L’integrazione lavorativa di soggetti appartenenti

ministrativa in quanto la proroga risulta pienamente legittima e non viola i principi comunitari” e, infine, è stato espresso parere favorevole sia dal responsabile del settore manutentivo, sia dal responsabile della ragioneria. Ebbene, guardando la delibera di revoca l’unico “intoppo” sembrerebbe essere la mancanza di copertuLa ragioneria ra nel bilancio 2011. aveva dato l’ok Eppure, l’amministrazione che aveva conalla regolarità cesso la proroga, affercontabile del mando che “per le anprovvedimento nualità 2012 e 2013 si procederà a prevedere gli appositi stanziamenti nei relativi bilanci di previsione” è la medesima. Nel Il Comune senso che gli attuali amministratori sapevano benissimo all’atto della proroga a fasce deboli e svantaggiate”; “non si è concessa a gennaio come era la situazioverificata alcuna inadempienza da dar ne economica del Comune, nonostante luogo alla risoluzione del contratto e che, tutto si è deciso di andare avanti. Da qui viceversa, l’Apa si è particolarmente di- le interrogazioni al sindaco da parte dei stinta per l’efficienza e la perfetta esecu- due gruppi consiliari di opposizione “Noi zione del servizio”; “il dirigente del setto- insieme” (Giovanni Battista Morelli e Anre ha espresso parere favorevole alla pro- tonio Rubino) e “Una città per tutti” roga del contratto” e che “con detta pro- (Tommaso Signorelli, Giuseppe Nesi e roga vengono rispettati i principi di par Franco Chilelli). condicio e di trasparenza dell’azione ams. s.

Si sono ritrovate tutte insieme per un’allegra serata presso la pizzeria “Pulcinella” le ragazze del corso di Acquagym, tenuto dall’istruttrice di nuoto Rosalba Di Santo, (la quarta da destra nella foto) presso la piscina del centro sportivo “Il gabbiano” di Paola. Dopo un anno di intensa attività sportiva, portata avanti con professionalità e competenza dall’istruttrice Rosalba, l’affiatato gruppo ha organizzato una serata in pizzeria per concludere con un allegro convivio, il corso di Acquagym iniziato lo scorso ottobre e conclusosi martedì 14 giugno. E visti i benefici ottenuti dall’attività sportiva, tutte hanno deciso di ridarsi appuntamento dopo l’estate per il nuovo corso di Acquagym. (m. f. s.)


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PAO L A - S A N L U C I D O - C E T R A R O - S C A L E A

storie di ’ndrangheta

Delitto Serpa, scoperti i killer Pietro sarebbe stato ammazzato da un commando formato da 4 giovani PAOLA

Ad uccidere Pietro Serpa, il 27 maggio del 2003, sulla strada statale 18, nei pressi del bivio del Santuario di Paola, sarebbero state quattro persone, tutte di Paola. E’ quanto emerge da atti di indagini al vaglio degli inquirenti; atti comunque strettamente connessi all’attività di collaborazione di ex “uomini d’onore”. I quattro giovani - secondo le informazioni assunte avrebbero agito di notte, a volto scoperto, armati di pistole e di un fucile, per agevolare l’attività delittuosa di un sodalizio criminale contrapposto a quello della vittima, e capeggiato in quel tempo da Gennaro Ditto. Del commando, in particolare, avrebbero fatto parte un soggetto oggi defunto, uno allo stato in regime detentivo e due fuggiti via da Paola per timore di ritorsioni. Allo stato, com’è noto, sono in atto indagini della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e, di conseguenza, tali accuse saranno contenute (e contestate a vario titolo) nella maxi-retata che si annuncia da tempo e che sarà eseguita nel territorio di Paola. Come si ricorderà, infatti, era il 27 maggio 2003 quando, a tarda sera, un commando di quattro persone entrava in azione sulla strada statale 18 per eliminare Pietro Serpa, considerato in quel tempo il reggente della cosca di Paola. La pioggia di fuoco, che a distanza ravvicinata centrava l’obiettivo in varie parti del corpo, non lasciava scampo al paolano. Dopo alcuni giorni, il 12 luglio del 2003, giungeva puntuale la risposta del clan avversario. Il boss della cosca Martello-Scofano-Ditto, Luciano Martello, veniva assassinato all’uscita da un ristorante da alcuni sicari della mala armati di pistole e fucili. Mentre il 20 maggio del 2004 spariva nel nulla Rolando Siciliano, amico del giovane emergente della ‘ndrangheta locale Gennaro Ditto. Un caso di lupara bianca ormai etichettato come omicidio nell’ambito del regolamento di conti in atto in quegli anni. Ma sono altri ancora i delitti Il 21 luglio del 2004, invece, alle ore 08,10 circa, alla periferia di Paola, due individui con volto travisato da casco per motociclisti, sopraggiunti a bordo di uno scooter di colore grigio, armati di pistola semiautomatica, esplodevano tre colpi pistola calibro 9 x 19 all’indirizzo dell’operaio forestale Antonio Maiorano, che nell’immediatezza decedeva. La totale estraneità della vittima ad ambienti malavitosi, unitamente alla considerazione della sua ottima biografia

penale, suggerivano agli investigatori l’idea che l’azione criminosa era stata posta in essere ai danni del Maiorano per un tragico errore di persona. A tale conclusione conduceva, nell’immediatezza dei fatti, ossia già nella fase delle indagini preliminari, la circostanza che a pochi metri di distanza dalla vittima, era presente il pluripregiudicato, Giuliano Serpa, anche egli operaio forestale, sorvegliato speciale di P.S., affiliato di primo piano all’emergente cosca di Paola, con caratteristiche somatiche simili a quelle della vittima. Dopo qualche anno caratterizzato solo da tentati omicidi, danneggiamenti e qualche autobomba, la città dovrà prendere atto di altri due efferati delitti, più recenti. Il 24 ottobre del 2008 un uomo vicino al clan Martello, viene ucciso a colpi di pistola. A cadere sotto i colpi di due killer, in sella ad una moto enduro 600 di grossa cilindrata, Antonello La Rosa, trentottenne, pregiudicato, di Paola. Gli assassini hanno agito con freddezza e determinazione tra salita San Francesco e via Baracche, nel cuore del centro storico di Paola, a

Militari dell’Arma durante un posto di blocco pochi passi di distanza dalla casa della vittima. Antonello La Rosa era alla guida di una Fiat 500 penultimo modello di colore verde metallizzato. I sicari, col volto coperto da un casco, sono entrati in azione intorno alle ore 18,45, armati di pistola a tamburo (sull’asfalto non sono stati trovati bossoli). Hanno quindi affiancato l’auto di La Rosa esplodendo una serie di colpi che hanno infranto il vetro lato guida e attinto il giovane all’addome. Egli, nonostante fosse ferito gravemente, ha proseguito la corsa dell’autoveicolo fino al-

l’imbocco della via Baracche, ma i killer lo hanno superato, sono ritornati indietro ed hanno sparato un ultimo colpo, frontalmente, attingendo mortalmente al cuore il La Rosa. Gli uomini della ‘ndrangheta sono poi corsi via verso il Santuario di San Francesco di Paola. Il mese successivo, esattamente alla data del trigesimo della morte di La Rosa, viene barbaramente trucidato Stefano Mannarino, sospettato d’aver partecipato all’omicidio registrato il mese prima. GUIDO SCARPINO g.scarpino@calabriaora.it

il dopo-Nepetia

la curiosità

I “cani sciolti” amanteani Ecco cosa accade in città da quando i picciotti sono in cella PAOLA

Intimidazioni e danneggiamenti anche a colpi d’arma da fuoco, registrati negli ultimi mesi sul territorio di Amantea, sarebbero stati consumati, secondo indagini di polizia giudiziaria, da alcuni “cani sciolti” del territorio, estranei ai contesti ‘ndranghetistici locali. In poche parole, da quando numerosi presunti uomini d’onore appartenenti alla cosca denominata Gentile-Africano-Besaldo sono stati associati in carcere per i fatti dell’inchiesta antimafia denominata “Nepetia-Enigma”, qualcuno - peraltro noto alle forze dell’ordine, e chiaramente attenzionato - sta cercando di prendere in mano la gestione di alcuni attività delittuose, come ad esempio il racket delle estorsioni. E’ questa l’ipotesi più accreditata, non fosse altro perchè esisterebbero anche una serie di riscontri. Ad ogni modo, gli inquirenti non escludono Il centro storico di Amantea che “picciotti” a piede libero e/o comunque in grado di controllare la cosiddetta “manovalanza” della cosca, allo stato a piede libero, gestiscano parte degli illeciti. In particolare le estorsioni a danno di chi, da anni, paga senza pro-

ferire parola. Gli esercenti commerciali ritenuti “pericolosi”, ossia quelli che potrebbero chiedere l’intervento delle forze dell’ordine facendo cogliere l’estortore con le mani nel sacco, vengono invece lasciati in pace. Quanto meno ciò è quanto si starebbe verificando in questa delicata fase. L’hinterland di Amantea, insomma, è meno “affollato” di soggetti noti alle forze dell’ordine, ma esercenti commerciali, cittadini e politici non possono ancora dormire sonni tranquilli perchè le intimidazioni e i danneggiamenti anche a colpi d’arma da fuoco, registrati in questi ultimi mesi, dimostrano che, tuttavia, qualche focolaio delinquenziale ancora cova. Molti sono, comunque, i soggetti “attenzionati”, per un motivo o per un altro, dalle forze di polizia, e che dunque rischiano di finire in manette, cadendo nella rete degli investigatori, nel momento in cui dovessero essere colti con le mani nel sacco. Dopo Nepetia-Enigma, ad ogni modo, la zona di Amantea è sostanzialmente più tranquilla rispetto agli anni passati, allorquando tutti pagavano e tacevano.

Il pm all’indagato «La invito a fare il pentito» Il Pm e l’indagato discutono: “... va bene, io le rinnovo doverosamente l’invito a riflettere su una eventuale sua collaborazione a questo punto a proposito di collaborazione... rendere tutta una serie di dichiarazioni, e poi avere un programma, avere riconosciuti determinati benefici anche per la pena che lei sta scontando, quindi questo dipende da lei, se lei decide in tal senso evidentemente insomma saprà come contattarmi, e anche nei prossimi giorni… e quindi cominceremo l’attività vera e propria in vista della collaborazione insomma. Quindi i benefici li conosce, penso che… lei non so ha commesso reati o meno, ma qualora avesse commesso reati e in particolare con riferimento alla sua responsabilità ha diritto ad uno sconto di pena, ha diritto a tutta una serie di benefici anche penitenziari, che si possono avere successivamente in sede di esecuzione....”


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PAO L A - S A N L U C I D O - C E T R A R O - S C A L E A

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storie di ’ndrangheta TIRRENO In basso a destra la zona del porto in Cetraro. In basso, al centro, un tratto della costa tirrenica cosentina, da Fiumefreddo a Guardia Piemontese In basso a sinistra un panorama della cittadina tirrenica di Amantea

Quel meccanico ucciso perché dava “fastidio” Vaccaro fatto fuori dai clan il 31 dicembre dell’82 CETRARO

31 agosto 1982, ore 00.40: in località Porto di Cetraro è in atto la mattanza. Dopo una lunga scia di morti ammazzati, i sicari della ‘ndrangheta, quella notte, puntano un’altra vittima. L’ennesima di quegli anni ottanta insanguinati. E’ Giuseppe Vaccaro, nato a Cetraro il 18 novembre del 1942 (40 anni), meccanico e carrozziere del luogo. Gli uomini della ‘ndrangheta arrivano sotto casa sua a bordo di una Ritmo blu targata Napoli, rubata qualche giorno prima a Belvedere Marittimo e rinvenuta abbandonata dai carabinieri dopo l’omicidio, in località Testa di Cetraro. I sicari scendono, armi in pugno, e si avviano verso la porta di casa dell’uomo, ormai condannato a morte. Vaccaro e la sua convivente, in quel momento svegli, sentono l’auto e si rendono conto che qualcuno sta per bussare. «Pino dice la donna - una macchina

i dettagli

Missive segrete Il ruolo giocato da Cuccureddu Nell’ambito delle vecchie indagini sull’omicidio di Tonino Maiorano, il 3 dicembre del 2004, Personale della Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Sassari, ove si trovava ristretto Michele Bloise, procedeva al sequestro di una lettera indirizzata a Di Monte Sonia, moglie del suddetto. Sulla busta era stato apposto come mittente “Cuccureddu Massimo Roberto via Roma 51 Sassari”, nome di altro detenuto ristretto nello stesso braccio dove era ristretto Bloise Michele. Nella circostanza veniva sentito Cuccureddu Massimo Roberto che ammetteva di aver spedito una lettera a Di Monte Sonia su richiesta del marito e comunque la lettera in argomento gli era stata consegnata chiusa da Bloise Michele. L’andazzo, in quel tempo, era questo: molti erano, infatti, i prestanome che si mettevano a disposizioni di vari detenuti per veicolare i messaggi fuori dalle celle.

si è fermata». E, difatti, qualcuno suona il campanello proprio al civico 50 della Marina. Pino Vaccaro scende dal letto e si dirige verso la porta di casa: «Chi è?». La risposta: «Pino apri, ti debbo dire una cosa». Udita questa frase, la vittima si infila le ciabatte e si dirige di nuovo verso l’ingresso. Aperta la porta, la brutta sorpresa: una calibro 38 puntata al volto, uno sparo. E poi un altro. E un altro ancora. Vaccaro cade per terra. E’ già morto. Il suo corpo giace in una pozza di sangue, ma la compagna ancora non si rende conto di ciò che è appena accaduto. Ha udito i colpi. Pensa che qualcuno ha fatto esplodere dei petardi al porto. Si affaccia dalla finestra e nota tre soggetti - uno impugna una pistola - mentre entrano di corsa in una Ritmo e fuggono via. E’ solo allora che avverte il pericolo. Corre dall’uomo. Lo trova riverso a terra. E’ il dramma. «Aiuto, hanno sparato a Pino. Aiuto. Aiuto....» Sul posto, in breve tempo, ar-

I nove delitti che insaguinarono la zona del cetrarese dall’80 all’83 rivano i carabinieri della stazione di Cetraro e gli specialisti dell’Arma di Paola. Poi arriva il medico legale ed anche il sostituto procuratore della Repubblica dell’epoca, dottor Luigi Belvedere. E’ un momento drammatico anche per Cetraro e i cetraresi. In quella zona, infatti, in un breve periodo di tempo si sono verificati, tra gli altri, i seguenti gravissimi fatti di sangue: in data 13 aprile del 1980 l’omicidio del commerciante di Diamante, Giuseppe Vergara; il 21 giugno del 1980 l’omicidio del segretario capo della procura della Repubblica di Paola e assessore comunale di Cetraro, Armando Giovanni Losardo; in data 4 febbraio 1981 la scomparsa (lupara bianca) del meccanico Remigio Lui-

gi Storino (risultato essere uno dei testimoni-chiave del procedimento penale relativo all’omicidio Losardo); in data 27 ottobre 1981 l’omicidio del commerciante di Guardia Piemontese, Lucio Ferrami; in data 30 dicembre 1981 l’omicidio del barista di Cetraro Pompeo Brusco; il 17 febbraio del 1982 l’omicidio della pensionata Catello Deyudicibus; il 18 giugno del 1982 l’omicidio del pregiudicato Michele Bernardo; il 31 agosto del 1982 il delitto di Giuseppe Vaccaro; in data 10 maggio 1983 veniva assassinato Giuseppe Ricioppo. Il delitto Vaccaro, in particolare, fa registrare arresti e denuncie a pochi giorni di distanza dal fatto omicidiario, ma dopo tanti anni sarà il pentito ed ex boss di Cosenza, Franco Pino, a rivelare la sua verità sull’omicidio, contestualizzando il fatto nell’ambito della faida di mafia che in quegli anni vedeva contrapporti i clan di Cosenza ed i loro alleati degli altri territorio

i particolari dell’indagine

Avvistati i sicari in fuga La compagna della vittima: «Uno impugnava una pistola» tami dalle finestra ho avuto modo di notare tre giovani che salivano di corsa su di una autovettura al volante In data 31 agosto 1982 alle ore 3.25, veniva escussa dai della quale vi era una quarta persona. Avendo notato carabinieri di Cetraro la convivente di Giuseppe Vacca- uno dei giovani aveva una pistola nelle mani, mi sono ro, Esterina Tallarico, la quale riferiva quanto segue: precipitata verso la porta di ingresso della casa ove, po“... mentre ero coricata sul letto lui si è preparato una in- co distante della stessa, esattamente nel vano cucina, vi era il Vaccaro Giuseppe disteso per terra in una pozza salata di pomodori ed ha cenato da solo. Dopo aver cenato lui è venuto a letto. Erano trascor- di sangue....” Solo successivamente, però, la donna, in altro interrogatorio, fornisi circa cinque minuti anva un particolare a dir poche il Vaccaro si trovava a co interessante. Ecco di letto con me, quando ho cosa si tratta: “Mentre il sentito una macchina ferVaccaro stava per mettersi marsi sotto lo stabile ove è un paio di pantofole io gli ubicata la casa. A questo chiesi chi fosse e lui mi dispunto rivolta al Vaccaro gli se testualmente: “E’ quelho detto testualmente: “Pilo della macchina”. Io disno, una macchina si è fersi: “Quale macchina?”. Lui mata”. Lui è sceso dal letto mi rispose: “E’ quello deled affacciatosi senza neanla Ferrari”. Detto ciò usciche avere proferito parola va dalla stanza e dopo con taluno è suonato il qualche attimo ho sentito campanello della porta. Il una serie di spari a ripetiVaccaro rispondeva: “Chi zione...” è” e dall’altra parte ho udiContestualmente all’into perfettamente una voce terrogatorio a carico di maschile che disse: Pino Esterina Tallarico, gli speapri ti debbo dire una co- Un panorama della zona Marina di Cetraro cialisti dell’Arma dei casa”. Sentito ciò il vaccaro si infilava le ciabatte ai piedi ed usciva dalla stanza da let- rabinieri ascoltavano anche altri soggetti del luogo. Il to per portarsi verso la porta d’ingresso all’appartamen- riferimento è per Pietro Tallarico, padre della ragazza to, chiudendo la porta che divide la cucina con il corri- e Carmela Anfuso, amica del defunto Vaccaro. Veniva doio ove si trovava la stanza da letto ed il bagno. Dopo ascoltato dai militari anche Aldo Roberti, ma nessun qualche attimo ho sentito un proseguirsi rapido di spa- elemento utile alle indagini emergeva dagli interrogari e, pensando trattarsi di gente che faceva esplodere tori. (continua domani...) della dinamite in mare, mi sono subito alzata e affacciaCETRARO

della provincia. Vaccaro, in sostanza, sarebbe stato ucciso dai cosentini per fare un favore a Muto. «Questo Vaccaro portava a Cetraro della gente di Cosenza e Franco Muto aveva paura, perchè, precedentemente, Muto aveva avuto un agguato su Cetraro da parte di Armando Bevacqua», dichiarò a verbale Franco Pino. Ma prima di entrare nel merito dei fatti, relativamente allo sviluppo delle indagini (l’inchiesta continua domani...), si riporta di seguito l’esito del sopralluogo dei carabinieri: “... quivi giunti, all’ingresso dell’appartamento, disteso a terra, sopra ad una pozza di sangue, veniva rinvenuto il cadavere di Vaccaro Giuseppe, figura a noi nota, il quale presentava fori di arma da fuoco in varie parti del corpo. Sul luogo del delitto venivano rinvenute e repertate n°9 bossoli di cartucce per pistola calibro 7,65, nonchè n°5 pallottole, di cui tre deformate....” E ancora: “Successivamente, sul posto, interveniva il sostituto procuratore della Repubblica di Paola, dottor Luigi Belvedere, il quale dopo gli accertamenti del caso e la visita necroscopica effettuata sul cadavere, ne disponeva la rimozione ed il relativo trasporto presso la camera mortuaria del locale cimitero, in attesa di essere sottoposto ad esame autoptico...” Nel corso della immediata battura, effettuata a seguito della notizia dell’avvenuto delitto in danno a Giuseppe Vaccaro, in località Testa di Cetraro, i militari dell’Arma, nei pressi di una casa di pietra abbandonata, trovarono un’autovettura Fiat Ritmo 65 di colore carta da zucchero metallizzata, targata Nad44254, risultata di proprietà di Carlo Spezzano, rubata la notte del 2 agosto 1982 tra Belvedere Marittimo e Sangineto Lido alla consorte del proprietario. Contestualmente a ciò, veniva sentita a sommarie informazioni la compagna della vittima, la quale forniva una descrizione fisica di uno dei tre soggetti avvistati mentre, armi in pugno, fuggivano via dalla sua abitazione nell’immediatezza dei fatti. I carabinieri, dalla precisa descrizione effettuata, identificarono C.P., un soggetto di Cetraro, noto alle forze dell’ordine, dipendente del consorzio di Bonifica del Valle Lao di Scalea, che nel giorno dell’omicidio si era anche assentato dal luogo di lavoro, a suo dire per aiutare il fratello..... (continua domani...) GUIDO SCARPINO g.scarpino@calabriaora.it


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SCALEA - CETRARO - SAN NICOLA ARCELLA - BELVEDERE

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Sparatoria tra bande rivali Tre stranieri aggrediti da alcuni scaleoti sono finiti in pronto soccorso SCALEA

Sparatoria davanti il supermercato MD Discount di Scalea. Tre pakistani dopo essere stati aggrediti violentemente, sono stramazzati in una pozza di sangue a causa delle numerose ferite riportate da arma da taglio. Erano circa le ore venti di ieri sera quando davanti l’ingresso del Supermercato, è scoppiata una furiosa lite tra i tre pakistani ed altrettante persone del luogo. Gli aggressori, in pieno giorno davanti agli occhi attoniti di alcune persone, dopo aver sparato in aria alcuni colpi di pistola a salve, hanno iniziato a martoriare i corpi dei tre pakistani con delle bottiglie rotte. I vetri, hanno provocato ferite profonde sul corpo dei tre, dalle quali si è verificata la fuoriuscita di molto sangue. Dopo aver portato a compimento l’atto criminoso, gli autori dell’aggressione si sono dileguati facendo perdere le proprie tracce. Sul posto sono giunte tre ambulanze del 118 che hanno prestato le prime cure ai feriti e trasportati nei vari ospedali di Praia, Belvedere e Cetraro. Il luogo del delitto, è stato immediatamente raggiunto dai Carabinieri della Compagnia di Scalea, guidati dal capitano Luca Giandominici. I militari, hanno da subito cercato di raccogliere qualche indizio utile allo svolgimento delle indagini. Infatti, hanno ascoltato la versione dei fatti di alcune persone che pare abbiano assistito alla violenta

I carabinieri giunti sul posto punizione inflitta ai tre pakistani. I Carabinieri, nel corso di una ispezione sul luogo dell’aggressione, hanno rinvenuto la pistola utilizzata da uno degli aggressori. I militari, attraverso il racconto di alcune

persone, pare siano vicini all’individuazione dei responsabili dell’imboscata tesa ai tre pachistani. Per fortuna, nella violenta lite che si è verificata davanti l’ingresso dell’MD discount, non sono rimaste coinvolte altre persone. Infatti intorno alle ore venti, momento in cui si è verificato l’episodio, il supermercato era affollato di gente. Gli inquirenti, stanno cercando di capire il motivo che ha scatenato il violento litigio. Sembra che tra i pakistani e gli aggressori, qualche giorno fa, si era già verificato un diverbio. Ieri sera, la punizione in pieno giorno. EUGENIO ORRICO e.orrico@calabriaora.it

CETRARO

Staffetta nautica, raccolta al porto la bandiera italiana Si è tenuta ieri, presso il Porto turistico di Cetraro, la seconda tappa della manifestazione “Staffetta nautica – Italia unita dal mare, prevista nella provincia di Cosenza. Con tale evento evento le associazioni Assonautica e Unioncamere e Assonautica Cosenza partecipano alle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia. Hanno raccolto il testimone rappresentato dalla bandiera d’Italia, il prefetto di Cosenza, Raffaele Cannizzaro, il presidente di Assonautica Cosenza Giuseppe Gaglioti, il sindaco di Cetraro, Giuseppe Aieta, con la fascia tricolore e il gonfalone del Comune, il comandante della capitaneria di porto di Cetraro, il tenente di vascello Gabriele Peschiulli. Erano presenti le autorità civili e militari del territorio, ol-

tre ai sindaci di Sangineto,Verbicaro, Acquappesa, Fuscaldo, Diamante e gli assessori dei Comuni di Bonifati, Paola e Belvedere marittimo. La Staffetta nautica, partita a metà maggio da Trieste sull’Adriatico e da Imperia sul Tirreno, si articola in una percorso in mare a tappe in cui si consegna il testimone – rappresentato dalla bandiera italiana - da imbarcazione a imbarcazione per tutte le 70 tappe previste dal percorso che tocca tutte le regioni d’Italia, isole comporese, fino all’arrivo a Roma dove il tricolore verrà consegnato il prossimo 26 giugno al Presidente della Repubblica che ha onorato questa manifestazione con il suo patrocinio. m. f. s.

CETRARO/1

«Adottiamo un’aiuola» Iniziativa del coordinatore Api, Avolio per il decoro urbano Iniziativa del coordinatore del circolo Api di Cetraro, Pasquale Avolio al fine di migliorare il decoro urbano. «Ho potuto constatare con amarezza e sconcerto lo stato pietoso delle numerose aiuole che insistono alla Marina fino alla grotta dei Rizzi, aride e o ricoperte d’erbacce d’ogni tipo - dichiara Avolio in una nota - Nei pressi dell’anfiteatro che completa il lungo mare di fronte il Green Park ci sono anche dei cani randagi». Insomma, non certo un bel vedere, da qui l’idea di Avolio di lanciare un’iniziativa ai cittadini: «Adottiamo

un’aiuola per l’estate 2011, così facendo daremo al nostro paese un’immagine più decorosa e più bella. Il Paese ne trarrà un sicuro beneficio ed i turisti apprezzeranno un tale nobile gesto. Adottare un’aiuola spiega Avolio costerà poco denaro, quello che occorre comprare una piccola zappa per giardino e poche piantine». Nel caso in cui l’iniziativa proposta dal coordinatore Api venisse accolta «si pregano i cittadini adottandi di voler rivolgere richiesta scritta all’assessore al decoro urbano, il quale,

credo che sarà felice di concedere in adozione l’aiuola richiesta. Così facendo faremo due cose: primo, abbelliremo la nostra città, e secondo faremo risparmiare alle casse comunali un bel po’ di danaro, considerato che non versano in buone condizioni». «Anche se ho appreso dalla stampa che l’amministrazione ha deliberato l’adeguamento degli emolumenti del sindaco e degli assessori». Il coordinatore del circolo Api di Cetraro, Pasquale Avolio «esprimecompiacimento per la nomina ad assessore provinciale del nostro sinda-

SAN NICOLA ARCELLA

co Giuseppe Aieta, al quale auguriamo buon lavoro per la Provincia ed la città di Cetraro». m. f. s.

BELVEDERE

Emergenza rifiuti, la proposta del vice sindaco Madeo «Razzionalizzare il sistema di raccolta e smaltimento dei rsu coinvolgendo di più i Comuni» Sull’allarme rifiuti, scattato nell’alto tirreno cosentino a seguito della chiusura della discarica di Pianopoli, è intervenuto il vice sindaco di San Nicola Arcella Eugenio Madeo. «E’ già assurdo – dichiara Madeo - che i rifiuti viaggiano per oltre cento chilometri di percorrenza per raggiungere una discarica. Se poi tale discarica viene chiusa, come era facilmente prevedibile, ci si ritrova con le nostre strade e le nostre piazze sommerse dai rifiuti senza sapere più cosa fare. Non si può stare sempre nell’emergenza, senza affrontare il problema in modo strutturale e definitivo. Per questo motivo – continua Madeo - mi ero fatto carico di presentare a rappresentanti del consiglio regionale della Calabria una proposta di legge, che oggi ritorna di straordinaria attualità. Si tratta di avviare un processo virtuoso, rassicurando i cittadini sulle scelte compiute e dando loro strumenti reali di decisione e di controllo. Occorre – fa presente il vice sindaco - razionalizzare il sistema di raccolta e di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, partendo dai livelli comunali, responsabilizzandoli al massimo, favorendo le scelte positive compiute e costruendo gradualmente attorno ad essi sotto-ambiti di adeguate di-

Il coordinatore Api, Pasquale Avolio

Eugenio Madeo mensioni, all'interno dei quali siano garantiti la costituzione del soggetto amministrativo competente, il graduale passaggio al ciclo integrato e l'utilizzo della discarica solo a completamento dell'intero ciclo. La Regione individua l'Ato e legifera per consentire il varo del sistema integrato. Programma le risorse finanziarie e le modalità di sostegno per la realizzazione degli investimenti necessari

per il perseguimento degli obiettivi. Fornisce indicazioni e direttive per consentire eventuali adeguamenti del sistema. La Provincia – dichiara Madeo - è l'Ambito territoriale ottimale. Ha il compito di approvare i progetti degli impianti che vengono proposti dai Comuni. L’affidamento delle diverse fasi, con i molteplici gestori della raccolta, degli impianti di trattamento, del recupero, delle discariche, richiede all’Ato provinciale una forte capacità tecnica di conoscenza del sistema dei costi, di valutazione dei diversi gestori, di coordinamento per favorire l’integrazione tra le fasi. Può stipulare convenzioni con l'Arpacal in virtù delle competenze e delle funzioni che l'Agenzia svolge. Le Province formuleranno proposte adeguate alle realtà concretamente determinatesi nel territorio di propria competenza. Il Comune va messo nelle condizioni finanziarie, normative e di reale operatività per avviare il funzionamento dell'intero sistema. Nessun Comune può essere obbligato a ricevere rifiuti prodotti in altri Comuni. Questo – sottolinea Madeo - significa che ogni Comune deve provvedere a smaltire i suoi rifiuti dentro il proprio ambito territoriale». Eugenio Orrico

L’Aias premia dieci vip nell’assemblea nazionale Si svolgerà oggi presso l’hotel “La Castellana” alle ore 16, di Belvedere marittimo l’assemblea nazionale dell’Aias. Associazione no profit nata a Roma oltre cinquant’anni, presente in tutt’Italia con 110 sezioni che si occupa di riabilitazione per le persone disabili. Ad aprire l’assemblea sarà il presidente nazionale dell’Aias, ing. Francesco Lo Trovato, che nella sua relazione annuale sottolineerà i traguardi raggiunti e le attività svolte in favore dei disabili. La sezione Aias di Cetraro in tale contesto, premierà alcune personalità del territorio che si sono distinte particolarmente per la vicinanza nei confronti delle attività svolte per i disabili. Il direttore dell’Aias di Cetraro, Maurizio Arci, proclamerà, infatti, 10 soci benemeriti dell’Aias, scelti tra i calabresi più prestigiosi ed autorevoli a livello nazionale ed in-

ternazionale, da sempre vicini agli obiettivi ed alle attività svolte dalla Sezione in favore dei disabili. Saranno premiati dall’Ais di Cetraro: Antonia Masino, funzionario Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) alla Camera dei Deputati; Rosina Caruso,vice capo di gabinetto Miur; Gaetano Moccia, medico specialista in Audiologia e Foniatra; reverendo don Giacomo Tuoto, rettore della cattedrale di Cosenza; Francesco Maria Fazio, presidente Andos (Associazione nazionale donne operate al seno); Gianpaolo Chiappetta consigliere regionale; Giuseppe Gentile, assessore regionale ai Lavori Pubblici; Michele Trematerra, assessore regionale all’Agricoltura e Forestazione della Regione Calabria; Antonio Gentile, sottosegretario all’Economia; Filippo Magurno, notaio. (m. f. s.)


ora calabria

M &

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ACONDO

tutto quanto fa spettacolo

Redazione centrale: c.da Lecco, 8 - 87030 Rende (Cs) • mail: cultura@calabriaora.it

RADIOSA La 32enne cantante palermitana Giuseppa Gaetana Ferreri meglio nota con il nome di Giusy ieri al Metropolis di Rende in occasione dell’ormai consueto appuntamento annuale con la musica

RENDE (CS)

Bagno di folla Il resto? “Piccoli dettagli”

foto morrone

L

a popolarissima cantante palermitana Giusy Ferreri arriva a Rende in occasione della decima edizione del concerto gratuito offerto dal centro commerciale Metropolis, che puntuale come ogni anno porta in città i cantanti più acclamati del panorama musicale italiano. A tenerle compagnia sul palco, installato in Piazza dei Miracoli, dodici talenti del patrimonio sonoro meridionale, coprotagonisti di un creativo e policromatico evento. La cantante, lanciata sulla scena musicale dal talent show “X Factor”, nella serata di ieri ha offerto ai cittadini provenienti dalle disparate parti della regione alcune delle sue più celebri canzoni ed alcuni brani tratti dal suo terzo album “Il mio Universo”. Ultimo lavoro musicale, pubblicato a febbraio dalla casa discografica Sony Music, che vanta ben quattro produttori e svariate collaborazioni, da Enrico Ruggeri fino ad Ania, dal compositore Francesco Bianconi fino ad arrivare a Bungaro e Max Calò, autori con la stessa Ferreri della canzone sanremese. La contaminazione musicale sembra così caratterizzare uno degli ultimi nati in casa Sony, a cura della cantante provvista del decantato “fattore x”, che con questo ultimo album si presenta in una veste nuova e alternativa. Quest’ultimo lavoro presenta una Giusy Ferreri diversa, protagonista di una evoluzione non solo musicale ma anche stilistica. Ma cosa è davvero cambiato dal suo esordio ad adesso? «A dir il vero, non vi è stata alcuna evoluzione se non verso gli esordi. Io sono sempre stata così come sono ora, un po’ rock ma anche un po’ pagliaccio. Mi piace passare da un look dark a piuttosto un look coloratissimo. Ma agli inizi presentarmi così avrebbe avuto un impatto troppo forte e molti si sono preoccupati di moderarmi in questo senso». Lei si dibatte tra la malinconia delle sue canzoni e la solarità presentata in scena. Ma dove finisce la cantante che noi tutti conosciamo e dove inizia la vera Ferreri? «Questo è vero, ma fondamentalmente questi due estremi non sono altro che due facce della stessa medaglia. Da un parte c’è quella che mi vede malinconica nei miei spazi e dall’altre c’è la Giusy giocosa e solare che non aspetta altro che stare insieme alle persone». Dopo l’album “fotografie” di cover cantautorali e dopo la collaborazione con Tiziano Ferro, continua a confrontarsi con altri

E’ una Giusy Ferreri energica quella che ammalia la città di Rende E la cantante palermitana svela la sua doppia personalità: «A tratti malinconica,ma giocosa» grandi artisti. A cosa è dovuta questa scelta? «Parlerei piuttosto di condivisione.

Incontrare Tiziano Ferro, poi, è stata una grande fortuna. Mi ha supportato dagli esordi, componendo “Non ti

scordar di me”, e continua ancora adesso ad indirizzarmi nelle scelte. Ed è proprio questo il perché, confrontarsi con artisti come lui, Cammariere o piuttosto Linda Perry ti lascia qualcosa. Sarei ben propensa ad una nuova collaborazione con loro». Leggendo il titolo del suo album la domanda nasce sponta-

ALL’INTERNO pag.41 | Capelli ribelli a Miss Mondo grazie all’estro della Pirozzolo pag.42 | Arte, quel falso Mattia Preti custodito a Gioiosa Jonica • ritagli Entrerò in studio di registrazione il prossimo mese per lavorare sul mio nuovo album. Mi devo muovere. Ho bisogno di sudare. Ho bisogno di fare nuova musica. Musica che mi faccia ballare. Sto cercando le persone più pazze, malate e bastarde con cui lavorare Louise Veronica Ciccone

nea. Com’è l’universo di Giusy Ferreri? «Il mio universo è molto variegato. Questo è il secondo album di inediti e per me è davvero importante. Mi rappresenta molto, il fine era proprio quello di definire una personalità sia musicale che artistica. Così come poi rappresentare l’universo femminile, il suo pensiero. Ma allo stesso tempo è anche un universo che racchiude diversi stili musicali, sonorità più armoniose ma anche più rockeggianti che mi hanno permesso di esprimere al meglio la mia scrittura». Il resto lo scrive la folla in visibilio ad ogni suo acuto. Che grinta la Ferreri. Lidia Passarelli


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Teodolinda Coltellaro cultrice dell’arte made in Calabria

CATANZARO Un percorso nel contemporaneo tra arte, società e territorio. E’ questo il lavoro proposto dal volume di “Fatti d’Arte” di Teodolinda Coltellaro - presentato ieri al museo Marca di Catanzaro che s’interroga sul sistema dell’arte in Calabria in un ideale dialogo tra passato e futuro, attraverso un presente che vede la nostra regione vivere un periodo di particolare fermento in cui gli artisti fanno sentire la loro voce in un rinnovato spirito di libertà e di dialettica con il territorio. «Teodolinda è un punto di riferimento per le nostre attività, membro del comitato scientifico del Marca, che ha voluto offrire un gesto d’amore per la sua terra - ha det-

to il presidente della Provincia di Catanzaro Wanda Ferro -. Sull’arte contemporanea siamo riusciti a creare un punto di eccellenza di livello nazionale in un territorio dove tante sono le difficoltà che tutti insieme siamo chiamati ad abbattere partendo dalla cultura come unico ascensore sociale». Moderata dal direttore artistico del Marca, Alberto Fiz (in foto), la conversazione ha visto intervenire più voci a confronto sul tema dell’arte contemporanea in rapporto al territorio calabrese. Dopo il critico d’arte e scrittore Paolo Aita, il quale ha ribadito che il ruolo proprio del critico è quello di individuare la bellezza nell’opera d’arte come una forma di

nostalgia, l’artista Antonio Pujia Veneziano ha proseguito evidenziando le positività del sistema dell’arte calabrese e affermando la necessità di costruire una comunicazione più organica sul territorio. Il designer e architetto Emilio Salvatore Leo ha portato la testimonianza di un modello vincente come quello dei lametini “Dinamismi museali”: «Siamo in un periodo in cui il meltin’ pot può cambiare anche la nostra realtà - ha detto -. Bisogna capire che la rinascita economica deve passare non dai classici schemi economici, ma dall’investimento in cultura, attraverso modelli e persone capaci di innescare la dialettica della trasformazione». Cesare Ber-

teatro

musica

Il “Mistero buffo” di Dario Fo in scena domani sera a palazzo Nicotera LAMEZIA T. (CZ) Il progetto Sprar di Lamezia Terme, organizza la terza edizione della Giornata mondiale del rifugiato con quattro giorni di iniziative, da domani fino al 21, per sensibilizzare la cittadinanza sul diritto d’asilo e sulla condizione dei richiedenti protezione internazionale. Quest’anno è dedicata al 60esimo anniversario della Convenzione di Ginevra, il primo accordo internazionale che impegna gli stati firmatari a concedere protezione a chi fugge dalle persecuzioni per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per opinioni politiche. Si parte domani alle 19 con stand delle associazioni e stand gastronomici coi prodotti ed i gusti tipici di terre lontane all’interno dell’atrio di palazzo Nicotera dove alle 21 verrà proiettato il Trolley - l’emigrazione raccontata dai bambini di Francesco Pileggi realizzato con gli studenti della scuola elementare dell’istituto comprensivo Manzoni Augruso. La serata sarà animata alle 21 dal più famoso spettacolo teatrale di Dario Fo “Mistero Buffo” interpretato da Mario Pirovano, uno straordinario impasto comico-drammatico che farà rivivere il grammelot di Dario Fo. “I Vangeli” raccontati come mai prima d’ora Il programma continua domenica 19 dalle 15 al parco urbano di San Pietro Lametino con la giornata denominata “I colori della festa... i colori del calcetto”. Lunedì sarà l’occasione per i beneficiari e gli operatori del progetto Sprar lametino per incontrare la cittadinanza e le istituzioni comunali di Lamezia Terme per un confronto a quasi tre anni dall’avvio del progetto nella sala Napolitano del comune di Lamezia Terme. Sarà questa l’occasione per gli ospiti del progetto di raccontare la loro esperienza nella nostra città e fare conoscere il loro Paese di provenienza. La giornata, introdotta da una performance artistica sul tema dei rifugiati, sarà l’occasione per promuovere insieme alle comunità di stranieri presenti in città e affrontare insieme temi dell’intercultura, dell’integrazione e dell’accoglienza su nostro territorio. La giornata di martedì sarà l’occasione di confrontarsi sui diversi aspetti del proprio lavoro e fare rete per costruire insieme un modello di accoglienza integrata regionale. La giornata sarà organizzata per gruppi di lavoro per tavoli tematici. I risultati di tali lavori saranno condivisi durante il convegno finale nel pomeriggio insieme a tutti i referenti istituzionali, tecnici e politici regionali. (mr. ur.)

lingeri, nell’elogiare il lavoro della Coltellaro che si interroga sugli artisti stimolando la curiosità del lettore, ha poi spiegato i motivi del suo rifiuto a partecipare all’ultima Biennale di Venezia: «E’ sbagliato creare una Biennale con troppi artisti, superficiale e confusa». L’autrice ha poi rivelato la scelta di spogliare i panni di critico per passare dalla parte della didattica: «In Calabria, tranne qualche eccezione, non esistono le condizioni di conoscenza da parte di chi amministra e gli strumenti per aprire la mente - ha detto -. Questo libro nasce dal desiderio di avvicinare la gente comune all’arte». Domenico Iozzo

La band cosentina de Le Rivoltelle alla conquista del Recanati AUDACE Il musicista cosentino promessa della musica Nestore Verre esordì nel 2006 con il singolo “La luna e il fiume in piena”. Da martedì sarà in vendita la sua ultima fatica discografica dal titolo “Se ti va”

Un singolo per sognare In uscita “Se ti va”, il nuovo pezzo di Nestore Verre COSENZA Manca poco, ancora 3 giorni e Nestore Verre, musicista e cantautore cosentino, delizierà le orecchie di tutti coloro che sono già suoi fan e tutti quelli che lo saranno con l’uscita di un cd contenente 3 tracce, il video e il singolo di “Se ti va” pubblicato in collaborazione con la casa discografica Discograficamente, di Trento. Nestore ha uno sguardo profondo, dai suoi occhi trapela l’animo di un artista poliedrico: poeta, cantante, musicista si rapporta alla vita con l’istinto di chi pur avendo superato innumerevoli difficoltà non ha smesso di sognare. Qual è stato il suo primo approccio alla musica? «La passione per la musica è stata innata, da quando ero piccolo scrivevo canzoni inconsapevolmente. Essenzialmente ho sempre scritto per me stesso, nella musica ho trovato riparo, conforto, mai come quando scrivo la mia musica esprimo le mie emozioni: la musica è l’unica entità in cui sento di non avere vincoli. Il primo singolo che ho inciso intitolato “La luna e il fiume in piena” risale al

2006; seguito da un album nel 2008 “Su di te”». Ritiene che la sua musica sia riconducibile ad un genere definito? «Non mi piace etichettare e dare definizioni delle cose in genere, immaginarsi della mia musica. All’interno del mio nuovo singolo vi sono sperimentazioni date da un insieme di violini e tredici chitarre distorte». E nonostante questo riesce a produrre un genere musicale orecchiabile e accessibile a tutti. «Lascio che sia l’ascoltatore a giudicare, del resto non è che tutto ciò che è bello e strano deve essere necessariamente di difficile comprensione. Nelle mie canzoni dipingo emozioni, dal mio microcosmo di vita personale passo al macrocosmo e chiunque ascolta i miei testi può percepire e vivere le emozioni che più gli appartengono, del resto la realtà è così soggettivamente mutevole. Inoltre “Combatti sempre per la libertà” canto: sono parole semplici per esprimere concetti forti in cui ogni persona più trovare il proprio perso-

nale riscontro». Cosa c’è da dire di “Se ti và”? «In questo brano, come in tutti gli altri, c’è una parte di me: in particolare la canzone vuole essere una sorta di riscossa, c’è la consapevolezza di volersi rendere in forza per raggiungere una libertà allo stato brado. Rafforzativo ed estensione della canzone è il video contenuto nell’album». Ha risentito di qualche influenza musicale? «Il più grande per me forse resta Michael Jackson ma ho una cultura musicale varia che comprende Bob Dylan, Jim Morrison, ma anche la musica italiana». In sintesi non soltanto la sua musica è riconducibile ad un unico genere ma anche la sua personalità. «Vero. Mi viene in mente una strofa di “Se ti va” in cui canto “Vivi più che puoi!” come monito rivolto a me stesso». E’ un monito e un consiglio che ognuno dovrebbe dare a se stesso. Grazie. Da calabresi, orgogliosi di te, ti auguriamo il successo che meriti. Emilia Morelli

COSENZAPiovono pallottole rock sul Musicultura festival di Macerata. La ska-rock band tutta al femminile de Le Rivoltelle parteciperà alla serata finale di dopodomani all’arena Sferisterio di Macerata alle 21,15, all’interno della cornice di eventi del prestigioso festival marchigiano, già noto come Premio Recanati. Le quattro artiste calabresi presentano al pubblico “Stupire con una cover”, un concerto-spettacolo nel quale esibiscono tutto il loro “armamentario” musicale. Sfatiamo subito qualsiasi incomprensione: il loro eccentrico nome è frutto della personalità ironica di questa band dal piglio decisamente anticonformista. Sono gli strumenti musicali le loro uniche armi. Un desiderio di rivoluzionare gli schemi e le apparenze precostituite, in ogni ambito, da quello artistico a quello culturale. E’ uscito da pochissimi giorni il loro primo album e chi lo ha ascoltato giura che sono tra gli astri nascenti della musica italiana. Si chiama “Donne italiane” ed è composto da 3 inediti e 11 cover di grandi successi, completamente rivoluzionati negli arrangiamenti, secondo il personalissimo stile de Le Rivoltelle. La track list dell’album sarà il cuore della performance maceratese, arricchita da altri brani del vasto repertorio della band. Segnaliamo su tutti l’inedito omonimo “Donne italiane”, tributo tutto femminile alle grandi donne che hanno fatto la storia di questi 150 anni di Unità nazionale, e “La notte”, cover del successo internazionale del cantautore italo-belga Salvatore Adamo, che ha pubblicamente elogiato questa versione definendola come «una delle più belle ed emozionanti che abbia mai sentito». Energia vibrante, chitarre elettriche, violini, sax, percussioni, voci prorompenti, scambi di ruoli agli strumenti, look trasgressivo e stravagante, ironia a tutto spiano: Le Rivoltelle sono pronte a sparare le loro cartucce migliori sul pubblico del Musicultura festival, che ospiterà artisti di eccezione come Enrico Ruggeri, Angelo Branduardi, Van de Sfroos, Giuliano Palma & The Bluebeaters, Fiorella Mannoia, Maddalena Crippa, Amii Stewart & Noppaw Band, The Euphoria Quartet, Afterhours, Patty Pravo, Lina Sastri. Le Rivoltelle sono: Elena (voce, violino, sax e chitarre), Alessandra (basso, chitarre, cori e voce), Paola (batteria, percussioni e cori) e Angela (chitarre e cori). La band è prodotta dallaCristiani Music Italy, con la direzione artistica di Mimmo Cristiani e il management diDaniela Tripodi.


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Se Miss Mondo ha un fascino più cosentino La coiffeuse rendese Francesca Pirozzolo è stata l’unica calabrese a pettinare le ragazze del celebre concorso di bellezza RENDE (CS) La selezione italiana per Miss Mondo c’è stata. La fascia “Italy” alla finalissima di Londra del prossimo 6 novembre sarà indossata dalla splendida Tania Bambaci, studentessa ventunenne di Messina. Niente di fatto quindi per le cinque ragazze calabresi in gara per l’ambito e conteso titolo. Eppure, la Calabria ha vinto lo stesso. Una degli otto coiffeur provenienti da tutta Italia incaricati di prendersi cura e acconciare le teste delle miss era calabrese. Francesca Pirozzolo vive e lavora a Rende e pur avendo 29 anni, già da ben 15 fa questo mestiere: «L’unica cosa che ho sempre voluto fare», commenta. E l’esperienza a Miss Mondo? «E’ stata bellissima ovviamente. Sono arrivata venerdì scorso a Gallipoli, nel lussuosissimo resort dove si svolgevano le selezioni italiane per il concorso di bellezza. Sabato sera c’è stata la sfilata finale, durante la quale è stata incoronata Tania». E già, perché una testa incoronata non può che essere perfetta. Sotto la corona, la piega. Impeccabile, chiaro. Perché se le ragazze ci tengono a non avere un capello fuori posto, figuriamoci le miss. Tania, per esempio, capelli lisci castano scuro, ha optato per un taglio corto, asimmetrico, molto moderno, un taglio vincente. La chioma è essenziale per un’aspirante reginetta. E allora è guerra: aridità contro piastra, bigodoni contro capelli a spaghetto, spazzola contro phon. Il lavoro di Francesca e dei suoi colleghi è essenziale per la riuscita di una buona passerella. Ma cosa sarebbe successo se le ragazze non fossero state contente del boccolo o del colore, se fossero state del tipo “ogni riccio è un capriccio”? «No, per fortuna sono state tutte accondiscendenti e gentilissime, si fidavano del nostro lavoro», dice Francesca. E in effetti erano in buone mani. Pensate a quanto siano determinanti i capelli per lo stile personale: Bob Marley non sarebbe stato lo stesso senza i lunghissimi dreadlocks rasta, Brigitte Bardot non avrebbe avuto lo stesso fascino senza il frangione biondo, e Rita Hayworth non sarebbe stata Gilda senza quella sua fiammante chioma rossa, per esempio. Per non parlare dei parrucconi di Marie Antoinette o del Re Sole. «Abbiamo acconciato e pettinato almeno una decina di ragazze a testa, e poi c’erano i ritocchi dell’ultimo minuto, spazzolate, colpi di phon. Un vero lavoro di squadra», continua la Pirozzolo. E ci sono stati anche i vip. «Ho pettinato anche Anna Tatangelo, una ragazza squisita, normalissima, senza arie. Insieme a lei, ad alcuni ragazzi di “Amici”, tra cui Alessandra Amoroso, Mingo di “Striscia la notizia” e altri attori di “Cento vetrine”, abbiamo passato tutta la giornata di sabato a chiacchierare, ridere e scherzare tranquillamente. Ci siamo divertiti», dichiara la coiffeur. Insomma, nessuno aveva un diavolo per capello, a quanto pare. Francesca è soddisfatta e porterà con sé il ricordo di questa bella esperienza nel suo salone di Rende, al rientro tra i suoi clienti “normali”. D’altronde far sembrare ogni signora o donzella che esce dal suo casco una miss è il suo lavoro. E poi via, si va fuori, con la testa fra le nuvole sulla passerella della vita di tutti i giorni. Nunzia Capitano

SOLARI Da sinistra la parrucchiera Francesca Pirozzolo e Anna Tatangelo

Catanzaro tra didattica e creatività Esce il nuovo volume prodotto dall’accademia di Belle arti E’ stata una bellissima esperienza Abbiamo lavorato con artiste del calibro di Anna Tatangelo, una ragazza davvero fenomenale Francesca Pirozzolo

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CATANZARO Fresco di stampa e in distribuzione il volume “Parola & Immagine tra didattica e creatività” (in foto la copertina), prodotto dall’accademia di Belle arti di Catanzaro. La pubblicazione è stata realizzata e curata dagli artisti-docenti Caterina Arcuri (II cattedra di pittura) e Giulio De Mitri (cattedra di tecnica e tecnologia della pittura) ed editata per la collana Rubbettino arte contemporanea. “Teorica, saggi e monografie”. La pubblicazione è l’interfaccia del progetto culturale e di ricerca interdisciplinare svolto dalla due cattedre negli anni accademici 2007-2011. Un entusiasmante percorso tra didattica e creatività, un laboratorio delle idee e del fare che ha visto coinvolti gli studenti dell’accademia di Catanzaro in quest’ultimo quinquennio. Incontri di esperienza, happening, workshop, mostre e performances, un cantiere di lavoro specifico e variegato nei diversificati linguaggi delle arti visive. Un progetto interdisciplinare che parte dalla parola come verbo, portatore di germi della creazione e raggiunge l’immagine che si materializza come figura, simbolo, segno. Un’esperienza educativa realizzata dentro e fuori le mura accademiche, occupando spazi e territori diversi: dall’arte fiera di Bologna a piazza Mat-

Star under 30, è Lady Gaga la più pagata al mondo

LOS ANGELES Lady Gaga (in foto) è la celebrità più pagata tra i giovani artisti. La rock star in questo ultimo anno pare che abbia guadagnato circa 90 milioni di dollari, grazie ai 137 concerti tenuti in 22 Paesi diversi. Ma i suoi guadagni sono incrementati anche dalle aziende che le garantiscono denaro in cambio di pubblicità. Al secondo posto tra i giovani più pagati c’è Justin Bieber, l’idolo delle ragazzine, il cantante che ha registrato 500 milioni di visualizzazioni su YouTube con il video del brano “Baby” che ha un guadagnato nell’ultimo anno ben 53 milioni di dollari. Medaglia d’argento per James LeBron, stella della pallacanestro Nba e dei Miami Heat, che l’hanno prelevato la scorsa estate dai Cleveland Cavaliers. Ha 26 anni e ha guadagnato nel 2010 appena 48 milioni di dollari. Ecco, invece, le star under 30 dal quarto al decimo posto: il tennista Roger Federer, la cantante Taylor Swift (45 milioni), sempre per il canto Katy Perry (44 milioni), il calciatore Cristiano Ronaldo (38 milioni di dollari), la modella e cantante Beyoncé Knowles (35 milioni di dollari), la stella del pallone Lionel Messi (32 milioni di dollari), e il pluridecorato tennista spagnolo Rafael Nadal (31 milioni di dollari). (mr. ur.)

teotti di Catanzaro. Eventi che hanno reso protagonisti gli studenti che hanno riscoperto possibilità di nuovi percorsi, e nuovi punti di vista sull’arte, che raccoglie una grande valenza etica, morale, pedagogica e didattica e che confluisce - come afferma il direttore dell’accademia, nell’introduzione al volume . in una unità di saperi (filosofia, antropologia, sociologia, etc.) evolvendosi e producendo una cultura “altra”. Una ventata di nuove esperienze e di cultura innovativa per gli stessi e per il territorio calabrese. La pubblicazione raccoglie, in sette diversificati capitoli (arte e filosofia; arte e società; arte e didattica; arte e new media; arte e scienza; laboratorio creativo; il pensiero dedicato alla giovane creatività) i contributi esperienziali di insigne personalità del mondo accademico e artistico e le immagini che testimoniano e storicizzano il progetto svolto. Hanno contribuito alla realizzazione del volume: Renato Barilli, Giorgio Bonomi, Simona Caramia, Miriam Cristaldi, Antonio d'Avossa, Lucrezia De Domizio Durini, Anna Saba Didonato, Marilena Di Tursi, Luigi Paolo Finizio, Massimo Iiritano, Rocco Pangaro, Enrico Pedrini, Angela Sanna, Barbara Tosi.

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Ischia fest, a Pupi Avati il premio “Ciak di Corallo”

ISCHIA Il “Ciak di Corallo” è un premio cinematografico alla carriera conferito durante l’Ischia Film festival: quest'anno, in occasione della sua nona edizione, il riconoscimento è andato a Pupi Avati, regista di numerosi film di successo. La scelta è caduta su di lui in virtù della sua costante attenzione ai mutamenti socio - culturali che intercorrono all’interno delle province italiane, le quali fanno spesso da sfondo ai suoi film. Prima di lui il “Ciak di Corallo” era stato assegnato a personalità del calibro di Vittorio Storaro, Abel Ferrara e Pavel Lounguine, meritevoli di aver scelto delle location fantastiche per i film sui quali hanno lavorato: le ambientazioni cinematografiche, infatti, sono proprio gli elementi valorizzati e premiati dall’Ischia Film Festival, che è anche l’unico concorso internazionale che se ne occupa. Quest’anno ha voluto premiare Pupi Avati per la sua straordinaria capacità di saper sempre scegliere i giusti ambienti per i suoi film, che spaziano tra i generi più diversi: dal thriller alla commedia, passando anche per l’horror, ma sempre con quell’attenzione critica alla società italiana che contraddistingue il regista. Anche il suo ultimo progetto, Il cuore grande delle ragazze, è stato girato a Fermo, un piccolo comune situato tra gli splendidi scenari delle Marche, scenari che potremo ammirare al cinema all’uscita del film, prevista per il prossimo novembre.


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A sinistra il fake de “La decollazione di San Giovanni Battista” esposta a Palazzo Amaduri a Gioiosa Jonica A destra la tela autentica del Preti

DI GIOVANNI PITTARI dirigente scolastico La recente visita di una scolaresca a Palazzo Amaduri di Gioiosa Jonica ci ha indotto a ritornare su un argomento che avevamo da tempo deciso di lasciare da parte, anche se esplicitamente chiamati in causa. In particolare, ci riferiamo al quadro che riproduce, “La Decollazione di San Giovanni Battista”, di autore ignoto, olio su tela, cm. 176 x cm. 126, proveniente dalla Chiesa Matrice di San Giovanni Battista, riprodotto a pag. 78, fig. 83, del libro: “Dall’Aspromonte alle Serre - Un territorio proiettato nel futuro”, Frama Sud, Chiar.lle C.le 1985, che alcuni studiosi locali attribuiscono al pennello di Mattia Preti facendolo corrispondere ad un episodio della vita di Tomiride, regina dei Messaggeti. Ma quel che maggiormente lascia dubbi sono le annotazioni storico-artistiche poste, di lato, su un leggio, dove testualmente si legge: «Il soggetto, interpretato da eruditi locali come Giuditta e Oloferne o San Giovanni decollato, illustra invece un episodio della vita di Tomiride, regina dei Messaggeti, la quale, dopo la morte del marito, aveva respinto la proposta di matrimonio col re persiano Ciro, desideroso d’impadronirsi del territorio dei Messageti stanziati sulle rive del mar Caspio. Contro di loro Ciro intraprese una spedizione e catturò Spargapise, figlio di Tomiride. La madre ne richiese la liberazione, mandando a dire a Ciro che un giorno lei stessa avrebbe saziato la sua sete di sangue. Durante la prigionia Spargapise si suicidò e la guerra proseguì fino a quando l’esercito dei Messageti non sconfisse quello persiano. Ciro fu catturato e ucciso. Tomiride allora mantenne la sua promessa immergendo il capo mozzo di Ciro in un otre di sangue. E’ proprio questo il momento, molto crudo, della raffigurazione artistica, che ha tuttavia un contenuto allegorico profondamente religioso: il potentissimo Ciro fu sconfitto da una donna, allo stesso modo in cui Maria, fragile creatura, sconfisse il male schiacciando con il piede la testa del demonio. Esistono diverse redazioni di questo soggetto».

Quel falso Mattia Preti Il Battista esposto a Gioiosa Jonica è un fake La tela così migliorata è stata fissata ad un nuovo telaio di legno stagionato. Tutto ciò ci ha indotto ad analizzare la tela di Palazzo Amaduri in un nostro saggio critico (cfr. Giovanni Pittari, “La Chiesa Matrice di San Giovanni Battista in Gioiosa Jonica ed i suoi tesori”, in “Calabria Letteraria”, Anno LI, n. 7-8-9, luglio/settembre 2003, pp.42-46). La tela, a nostro avviso, raffigura, invece, perfettamente la scena finale della narrazione evangelica. «Voglio che tu mi dia subito su un vassoio la testa di Giovanni il Battista» (Mc 6, 17-29). «Erode subito mandò una guardia, con l’ordine che gli fosse portata la testa (di Giovanni). La guardia andò, lo decapitò in prigione e portò la testa in un bacile, la diede alla ragazza e la ragazza la diede a sua madre». Fin dal secolo V il 29 agosto si celebrava a Gerusalemme il martirio del Precursore del Signore che immolò la sua vita per la verità e la giustizia. Ovviamente si rivela di poco conto per la nostra indagine se la regina Tomiride sia da ricercare nella tela che De Dominici ricorda presso “D. Domenico Romeo esemplarissimo Sacerdote Missionario, (il quale) possiede un quadro in cui è figurata Tomiride che fa porre in una utre di sangue la testa di Ciro: egli è dipinto con molta vaghezza di tinte ed ha una fascia sottilissima di color cilestro a traversa sul petto, dipinta con tal bellezza di colore e leggerezza e belle pieghe». Nel dipinto di Palazzo Amaduri non si intravede nessun “utre di sangue” bensì una bacinella dai contorni marcati e ben definiti. E. Barillaro, a proposito del quadro, scrive così: «Recentemente, ad opera del Vicarioeconomo monsignor Francesco Laganà, è stato ritrovato, nelle catacombe della cattedrale di Gioiosa, un an-

Da un esame scrupoloso della tela è emerso che potrebbe trattarsi di un’opera di un mediocre pittore napoletano tico prezioso dipinto, d’ignoto autore, raffigurante secondo alcuni San Giovanni Decollato e che taluni vorrebbero attribuire, ma senza fondamento, al pennello di Mattia Preti». Ed ancora, «Ma mentre, da una parte, quadro e cornice stanno ad attestare che l’opera d’arte è di pretto stampo settecentesco, e non secentesco, d’altra parte, né lo stile pittorico, né la pennellata, né la carenza di vivaci contrasti di luce, né il soggetto iconografico consentono l’attribuzione della tela alla tavolozza del “Cavalier Calabrese”», E. Barillaro, Gioiosa Jonica - Lineamenti di storia municipale, Vol. II, Chiar.lle C.le, Frama Sud, 1979, pag. 41. Non solo, ma gli ultimi inventari redatti, rispettivamente nel 1953 dall’arcidiacono don Vincenzo Zavaglia e nel 1959 dal can. don Giuseppe Sansotta e dell’arcidiacono don Angelo Drago, tra gli oggetti sacri della Chiesa Matrice di San Giovanni Battista risultano elencati, un “Quadro di San

Giovanni Battista” (posto nella parete di fondo della navata centrale, oggi mancante unitamente al ritratto del vescovo Scoppa ndr) e una “Antica tela della Decollazione di San Giovanni Battista”. Come si può ben notare, quest’ultimo dipinto era ben noto in curia e, se l’Oppedisano non lo cita nella sua “Cronistoria”, si presume che lo abbia ritenuto di scarso valore artistico, così come pure non menziona altre “sacre suppellettili” facenti parte del patrimonio della chiesa. Sullo stesso tema è intervenuta, anche, Marina Amaduri - ( cfr. “Concerto di campane delle chiese di Gioiosa Jonica da un documento di monsignor Idelfonso Del Tufo Vescovo di Gerace 1730-1748”), in “Scholae Praetoriatis”, Rubbettino, Soveria Mannelli 2003, pp. 49-60, la quale annota: «E’ da supporre che il suo autore, ispirato al dipinto di Mattia Preti, conservato a Napoli prima di appartenere alla collezione Ierace, lo abbia presentato al committente come raffigurante San Giovanni Battista Decollato, e come tale, venne esposto in chiesa alla pubblica venerazione. Ritenere il contrario significherebbe fare un grande torto alla nobiltà gioiosana e a tutto il clero locale, che ha annoverato, in ogni tempo, tra le proprie fila, personalità di grande spicco e di notevole rilievo, tra le quali Giuseppe Maria Pellicano, arciprete della matrice prima di essere consacrato vescovo di Gerace (1818-1832)”. Relativamente al dipinto di Palazzo Amaduri, a distanza di anni, nessun giudizio critico è stato espresso dagli studiosi dell’arte pretiana, trattandosi di una copia, più o meno felice, di un soggetto trattato più volte con sfumature diverse. Qui manca il senso della spazialità e l’asticella appoggiata sul bacile del dipinto della collezione Je-

race è l’esempio tangibile ed una delle caratteristiche essenziali della pittura di Mattia Preti. Di certo, la tela gioiosana non raffigura “La regina Tomiride riceve il capo di Ciro re di Persia”, olio su tela, già Napoli, collezione Jerace, che rappresenta la fase più matura dell’arte del “Cavaliere Calabrese”, sia per l’interesse del chiaroscuro che per l’accentuata densità delle ombre che era solito utilizzare per rendere la scena altamente emotiva. Allo stesso modo ribadiamo che la tela di Palazzo Amaduri non possa identificarsi in quella della collezione Jerace esposta a Napoli nel 1938, in occasione della mostra “Tre secoli di pittura napoletana”. Per ulteriore riprova delle nostre tesi abbiamo sottoposto il dipinto di Palazzo Amaduri al giudizio critico del professor John T. Spyke, storico dell’arte e massimo studioso di Mattia Preti, per dissipare eventuali dubbi e porre fine a giudizi approssimativi e casuali. Da un esame scrupoloso della tela è emerso che potrebbe trattarsi di un’opera di un mediocre pittore napoletano. Tesi che il professor Spyke, con la naturalezza che contraddistingue gli anglosassoni, non solo ha confermato, ma ha aggiunto di suo «Per essere buoni». Inoltre, in un nostro soggiorno-studio a Malta, dove ci è stata data l’opportunità di ammirare i dipinti di Mattia Preti presenti nell’isola, abbiamo fatto esaminare a grandi studiosi dell’arte pretiana la fotografia del dipinto di Gioiosa Jonica, ricevendo sempre gli stessi unanimi giudizi, vale a dire che si tratta di un modesto dipinto di scuola meridionale. Per concludere, non è nostro intento far polemica su aspetti che debbono unire anziché dividere. La pinacoteca di Palazzo Amaduri presenta al pubblico opere di indubbio interesse artistico, degni dei migliori musei del mondo. Ci riferiamo, in particolare, alla “Madonna del Rosario” di Andrea Vaccaro, alla “Madonna del Rosario” di Giuseppe Ardizzoja, “San Francesco di Paola” di Luigi Velpi e “La Pietà” di autore ignoto, negli ultimi tempi attribuita a Giacinto Diano. Sono queste le opere che bisogna valorizzare evitando di correr dietro ai normali inganni della mente.


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marilena scaramozzino star GIORNO per un

Tra set e spot la bella reggina

sogna Cavalli Marilena Scaramozzino è una perfetta rappresentante della bellezza mediterranea. La sua carriera inizia da giovanissima, ma nel 2010 avviene la svolta che le permette di uscire dai confini regionali: superate le selezioni regionali a Catona (RC), vincendo il titolo di miss ragazza in gambissime, a settembre arriva a partecipare al concorso di bellezza nazionale più celebre e prestigioso, quello di Miss Italia. Marilena arriva tra le prime sei a Salsomaggiore. Racconta la sua esperienza con entusiasmo, contenta di aver vissuto una splendida avventura che le ha dato senza dubbio maggiore visibilità nel mondo dello spettacolo e le ha fatto conoscere tante persone nuove. La bella calabrese sembra non aver sofferto lo stress della competizione del concorso: «Non esisteva l’invidia tra noi concorrenti e abbiamo fatto subito gruppo, anche se non posso dire di aver costruito dei veri rapporti d’amicizia, tranne che con la mia compagna di stanza, Annapia Digiglio. In un ambiente con così tanta gente diversa, siamo state molto unite». Nessun giudizio negativo sull’organizzazione della manifestazione, anche se i ritmi erano stressanti: sveglia quasi all’alba, colazione e il via alle attività giornaliere, che comprendevano numerosi scatti sul set, prove per sfilate e balletti, senza tralasciare i riti di preparazione alla serata. Non c’era tempo per annoiarsi. Tra i momenti più belli, la miss ricorda la sfilata con gli abiti di Cavalli, il suo stilista preferito, da cui sicuramente accetterebbe ad occhi chiusi una proposta di lavoro. La nostra regione ha appoggiato ampiamente la miss, consentendole di sfiorare quasi il podio, sul cui gradino più alto era salita nel 2009 un’altra calabrese, Maria Perrusi. Le migliaia di adesioni alla pagina di facebook a lei dedicata mostrano che la sua bellezza ha bucato lo schermo. In questi mesi, la nostra Marilena è stata molto impegnata: ha partecipato a Italia next top model, raggiungendo risultati eccellenti, ha posato in abito da sposa per la rivista Tuttosposi di dicem-

Ogni venerdì in questa pagina il nostro giornale darà spazio ad aspiranti modelle/i calabresi Per info scrivete a: cultura@calabriaora.it o visitate il nostro nuovo sito internet: www.calabriaora.it

Età: 21 Altezza: 178 cm Misure: 89-60-89 N° scarpe: 39 Occhi: castani Capelli: castani

bre, ha presentato la nuova collezione mare per una nota casa di moda, a marzo è apparsa in televisione come concorrente di Trasformat, continua a posare per books fotografici e a prestare il suo volto in campo pubblicitario. Lei stessa ci rivela di amare profondamente la moda e il mondo dello spettacolo, nel quale vorrebbe investire il proprio futuro: «Non mi sento assolutamente a disagio davanti alle telecamere, anzi, ogni volta che devo sfilare sono tranquilla e prima di salire in passerella non faccio nessun rito scaramantico». Per quanto riguarda i progetti futuri, Marilena dice che le piacerebbe tantissimo diventare una modella ad alti livelli e sfilare per le più famose case di moda. Si definisce una ragazza molto semplice, solare e allegra: ama andare a ballare e fare shopping con gli amici e ha gli stessi passatempi dei suoi coetanei, tra i quali la palestra. Marilena stessa dice di essere molto attenta alla sua forma fisica: fa molto sport e segue un regime alimentare sano, poiché le piace che il suo corpo resti sempre atletico e in forma. E’ molto legata alla sua famiglia, e in modo particolare ai suoi due fratelli maggiori. Lei stessa ammette di essere un po’ testarda e permalosa, ma a questi difetti fa da contrappeso una grande determinazione che la spinge ad andare avanti e a credere nelle sue potenzialità che lei spera le concedano una brillante e lunga carriera nell’Olimpo delle bellissime. Annarita Lista

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caos nerazzurro MILANO Il mistero Bielsa si infittisce e manda nel panico l'Inter. Dopo le prime smentite e le successive ammissioni sul contato tra i nerazzurri e il tecnico argentino, ora viene fuori che l'allenatore di Rosario ha declinato l’offerta del presidente Massimo Moratti e ha accettato la proposta di Josu Urrutia per allenare l'Athletic Bilbao, sempre se l’ex giocatore del Bilbao vincerà le elezioni per la presidenza del club basco, il prossimo 7 luglio. Secondo la televisione pubblica basca, l’ex ct di Cile e Argentina si è impegnato con Urrutia ed è pronto ad attendere perché convinto dal progetto che gli è stato prospettato. Bielsa ha ricevuto comunque numerose offerte di lavoro nelle ultime settimane, ma ha deciso di accettare quella del candidato alla presidenza della Athletic Bilbao, rifiutando in successione le proposte giunte da Real Sociedad, Siviglia, Roma e ultima l’Inter. L’allenatore ha respinto al mittente le proposte, mentre ha apprezzato la filosofia di quello che dovrebbe essere il nuovo numero uno dell’Athletic. E anche se non è ovviamente certo che Urrutia vincerà le elezioni, Bielsa è disposto ad aspettare la prima settimana di luglio. Ricevuta questa risposta l’Inter si è mossa subito, considerando il fatto che dalla

Inter, Leo non ci ripensa E Bielsa gela Moratti L’argentino si è già promesso all’Athletic Bilbao Francia danno per fatto il passaggio di Leonardo al Paris Saint Germain. Lo scrive il quotidiano francese “Le Parisien”, secondo il quale il brasiliano è «il nuovo uomo forte» del club transalpino. Per il quotidiano parigino, che cita fonti vicine all’attuale allenatore dell’Inter, l’annuncio ufficiale non è ancora imminente anche se non è da escludere che arrivi nel fine settimana, ma «non vi è più alcun dubbio sul suo ingaggio» da parte del Psg. La sola incognita riguarderebbe il ruolo esatto che il brasiliano ricoprirà all'interno del club. Sempre secondo “Le Parisien”, «quando i proprietari qatarioti lo hanno ricevuto questo weekend a Doha, gli hanno proposto di assumere l'incarico di presidente», ma Leonardo avrebbe prudentemente ri-

fiutato per non dover gestire in prima persona i cambiamenti che avverranno all'interno dell’organigramma del Psg nelle prossime settimane. Il quotidiano transalpino ipotizza un ruolo di “direttore sportivo” per il brasiliano, al quale sarebbe affidata la gestione di tutte le questioni di politica sportiva del club. Per Leonardo, si parla di uno stipendio annuale di 5-6 milioni di euro. Il club nerazzurro avrebbe avviato dei contatti con l’ex tecnico del Genoa, Gian Piero Gasperini, che è ancora legato al club di Enrico Preziosi ma che, visti i buoni rapporti tra i presidenti, potrebbe essere liberato con facilità dai rossoblù. Il tecnico di Grugliasco però si è limitato a dire che «per il momento preferisco non commentare». Tra i tecnici sondati ci sarebbe an-

In corsa ci sono Gasperini e Delio Rossi Villas Boas il sogno che l’ex allenatore del Chelsea e del Milan, Carlo Ancelotti, che avrebbe anche lui ringraziato ma rifiutato l’offerta. Marco Branca e lo staff nerazzurro sta spaziando in Europa e non si escludono anche nomi clamorosi da quello di Fabio Capello, attuale allenatore dell'Inghilterra, per il quale però bisognerebbe trattare con la Federazione inglese, a quello suggestivo e forse più complicato che porta a Villas Boas. L’ex tattico di Mourinho è legato al Porto da una clausola rescissoria di circa 13 milioni, for-

se non un problema insormontabile per l’Inter. Tra gli allenatori liberi e potenzialmente “tagliati” per allenare la squadra campione del mondo in carica ci sarebbe Delio Rossi. L’ex tecnico del Palermo non ha usato mezzi termini nel commentare un possibile interessamento: «Essere accostato all'Inter chiaramente mi inorgoglisce perché stiamo parlando di uno dei più grandi club al mondo, ma con la società nerazzurra non ci sono stati contatti» ha detto Rossi. Il suo futuro comunque è ancora incerto anche se non mancano, attualmente, le corteggiatrici: «Ho avuto contatti con altri club anche stranieri, ma devo trovare la squadra che mi fa scattare la scintilla e dare la possibilità di esprimere il mio calcio».

la novità del calcio europeo

Il Psg punta in alto con gli emiri La campagna acquisti ha mire eccellenti: Menez, Lucas e Ganso PARIGI Leonardo, Mourinho, Menez: sono tre i nomi che infiammano i primi giorni di calcio mercato del Paris Saint-Germain, in cerca di rilancio dopo l’ennesima stagione fiacca. Con il generoso sostegno del nuovo azionista di maggioranza, il fondo sovrano Qatar Sports Investments (Qsi), disposto ad aprire il portafoglio per far fruttare al massimo il proprio investimento. Lo shopping del Psg degli emiri fa finora parlare di sé soprattutto per le mosse fuori dal campo, per il rinnovo di un’equipe tecnica che nelle scorse stagioni non ha convinto. Il primo obiettivo eccellente, che da giorni riempie i giornali da un lato e dall’altro delle Alpi, è l’allenatore dell’Inter Leonardo, al quale è stato offerto il posto di direttore sportivo, con un contratto fino al 2016. Una proposta che, anticipa France Football, «il campione del mondo del 1994 dovrebbe accettare», diventando così «l’uomo forte del Psg, ma senza sedersi in panchina, ruolo che non vorrebbe più occupare». Leonardo non sarebbe però l’unico tecnico di primo piano volato in Qatar ad incontrare il principe ereditario Tamin ben Hamad al-Thani, che tiene i cordoni della borsa della Qsi. Secondo rivelazioni di Canal Plus, il facoltoso sceicco avrebbe ricevuto anche Josè Mourinho, travolto dalle polemiche in Spagna, per proporgli di affiancare il brasiliano alla guida del Psg. Una notizia che non ha ancora trovato riscontri, ma che di certo

agiterà i sonni dell’attuale tecnico Antoine Kombouarè, la cui conferma era stata finora data quasi per certa dai media transalpini. La campagna acquisti parigina ha però mire eccellenti anche in materia di giocatori. I primi due colpi importanti sono stati messi a segno nei giorni scorsi, con l’arrivo del portiere Nicolas Douchez, dal Rennes, e del giovane e talentuoso attaccante Kevin Gameiro, strappato al Lorient per oltre 11 milioni di euro. Ma il meglio, dicono i ben informati, deve ancora venire. La squadra ha bisogno di rinforzare il centrocampo, dopo l’addio al calcio di Claude Makelele, e ha in testa una serie di obiettivi di primo livello. Tra i quali, dice ancora France Football, c’e anche il romanista Jeremy Menez, che avrebbe il via libera della società per lasciare un anno prima della fine del suo contratto. E per l’attacco si potrebbe addirittura riaprire, dice il magazine transalpino, l’ipotesi Eto’o, che «adora Parigi, e non hai mai nascosto il desiderio di finirci la carriera», oltre ad avere la mamma che abita nella Ville Lumiere. Senza dimenticare le possibili piste brasiliane. Primo della lista, il diciottenne del San Paolo Lucas, già entrato nel giro della nazionale e definito da alcuni il nuovo Kakà. Un gioiellino costoso, valutato circa 40 milioni, ma che potrebbe essere nelle possibilità economiche dell’ambizioso Psg “made in Qatar”. Senza dimenticare Ganso del Santos.

La conferma di Sabatini: «Vucinic resterà con noi. ROMA «Arriveranno calciatori forti, che dovranno diventare ancora più forti». È Walter Sabatini a parlare e a confermare le voci che vorrebbero l’attaccante del Barcellona Bojan Krkic vicinissimo ad indossare la maglia giallorossa: «Sì, uno di questi potrebbe essere lui. Credo che con Luis Enrique potrebbe integrarsi bene in meccanismi che conosce e portare la sua duttilità in campo». Il dirigente della Roma ha poi osservato: «Vogliamo ingaggiare giovani calciatori, perché le promesse già le abbiamo. La Primavera ha vinto lo scudetto perché è composta da promesse, io invece parlo di giovani calciatori, calciatori forti. Borriello? Lui è uno di questi, ma deve essere anche umile: la Roma non può garantirgli lo spazio che chiede». Sabatini parla anche di Lamela, ma senza sbilanciarsi: «Può essere che abbia una fama ancora maggiore di quan-

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L’agente di Cavani: «Resta al Napoli»

Lulic si presenta: «La Lazio è un sogno»

«La volontà di Edinson è vincere col Napoli nel prossimo futuro, tutti i calciatori scendono in campo per vincere. Credo che l’anno prossimo la squadra di Mazzarri farà divertire nuovamente i propri tifosi, proprio come è avvenuto in questa stagione». Così Claudio Annellucci, procuratore dell’attaccante del Napoli. «Il Matador sta pensando solo alla Nazionale. L’Uruguay sarà la sorpresa di Coppa America».

«E’ un giorno lungo per me, si sta avverando un sogno: giocare per un grande club in Serie A e venire a vivere qui a Roma, una città bellissima». Queste le prime parole del bosniaco Senad Lulic, neoacquisto della Lazio. Il difensore, proveniente dallo Young Boys, ha svolto le visite mediche: «Sono arrivato qui per fare una buona stagione, mi voglio giocare i primi posti in campionato ed andare avanti in Europa».

calciomercato

arriva Bojan Krkic Borriello? Serve umiltà» to ha proposto sul campo, ci sono molte squadre che lo vogliono, ma non me ne faccio un cruccio, si vedrà. Il nostro portiere? Prederemo un giocatore che ci darà tranquillità». Infine il dirigente giallorosso dice la sua anche sulla vicenda Vucinic: «È un ragazzo deluso: dobbiamo comprendere il suo stato d'animo che nasce da alcune vicissitudini. Io però sono convinto che restando Vucinic avrebbe la possibilità di ritrovare la sua armonia. Credo che resterà e so che - ha concluso - ritrovata l’armonia proporrà numeri spettacolari. Nel calcio bisogna essere pragmatici: non esiste la verità assoluta e tutto è in movimento e ciò riguarda anche Vucinic. Però, nell’idea mia e della società rimarrà alla Roma, a meno che la sua delusione non sia troppo grande. Si aspettava più comprensione da parte di tutti per le prestazioni sbagliate dell'ultimo anno».

Il Barça stringe per Rossi El Shaarawy, c’è il Milan MILANO Si muove la Fiorentina. Il mercato viola, sin qui, è stato soprattutto all’insegna degli addii: Santana e Donadel sono partiti, destinazione Napoli, senza portare un euro soldo in cassa. Presto potrebbe seguirli Mutu, dentatissimo dalla riviera romagnola di Cesena. E, se da Valencia arrivasse una proposta interessante (18 milioni o uno scam-

bio con Mata) saluterebbe anche Gila. Ma Corvino non sta a guardare e ha già iniziato a muoversi per sostituire i grandi partenti: dopo Cassano, il nome nuovo soprattutto in caso di addio del bomber ex Milan è quello di Rolando Bianchi. Il Torino vorrebbe sacrificarlo per monetizzare finanziando l’ennesima ricostruzione. E la Fiorentina potrebbe in-

MILANO L’incontro non c'è ancora stato, né sembra previsto a ore. Ma l’idea Aguero torna a infiammare le speranze della Juventus. Il sogno per la prima linea, il primo obiettivo inseguito in questo mercato estivo, torna silenziosamente ad ammiccare alla Signora, pronta a sedersi a un tavolo per discutere l’acquisto che rilancerebbe le ambizioni della squadra di Conte. Ci vorrà ancora qualche giorno, probabilmente, per vedere seduti allo stesso tavolo Marotta, paratici e i dirigenti dell’Atletico Madrid. A breve, invece, potrebbe andare in scena un contatto tra la Juventus e gli agenti del Kun. Che, in Spagna, segnalano stanco di attendere le mosse del Real, concentrato da un paio di giorni soprattutto sull’operazione Neymar (a proposito, potrebbe restare in Brasile fino a gennaio). Marca.com, quotidiano storicamente vicino alla dirigenza Real, fa presente come l’attaccante della seconda squadra di Madrid non pensasse nel modo più assoluto di trovarsi senza certezze a due settimane dall’inizio della Coppa America. Proprio la competizione che il Kun giocherà con la maglia dell’Argentina sarebbe l’elemento spartiacque per valutare il futuro del giocatore: anche per questo, continua il sito spagnolo, l’agente Reguera attenderebbe a breve di discutere con la Juventus. Se a Torino fossero disposti a superare l’iniziale proposta di 30 milioni (l’Atletico continua a chiedere non meno dei 45 milioni previsti dalla clausola rescissoria), l’operazione si potrebbe sbloccare. A meno, è evidente, di rilanci del Real. Che, però, in questa fase sembra soprattutto orientato alle cessioni. Se Mourinho chiede Maicon e Fabio Coentrao del Benfica, Perez risponde che urgono movimenti in uscita: Kakà e Lassana Diarra, i primi nella lista. Ma se per il brasiliano l’Inter non si è mai mossa ufficialmente e il Milan rimane silenziosamente in attesa, sul centrocampista la Juve ha già avviato qualche contatto. Il caos Inter sta smuovendo l’at-

vestire una cifra intorno ai 7-8 milioni. «Se la mia cessione dovesse giovare al Torino, allora la accetterò», conferma l’attaccante granata. Su di lui, però, ci sarebbe anche il Napoli: «nessun contatto, ma è bello essere accostati a una piazza del genere». Roberto La Florio, procuratore di Dossena e di El Shaarawy ha detto: «Per El Shaarawy al Milan non c’è ancora nulla di deciso. Galliani e Preziosi si sono dati altre quarantotto ore di tempo per prendere una decisione definitiva. Ho parlato con il Milan, ma niente di più. Ora dobbiamo aspettare con calma gli ac-

La Juve torna sul “Kun” Aguero Eto’o: «Vado via» C’è il Chelsea sull’attaccante camerunese «Ho alcune proposte dall’Inghilterra»

tenzione di più d’uno. L’ultimo in ordine di tempo sarebbe stato il Chelsea. Per ora siamo alle idee, che dovranno prima ancora di diventare trattative - passere per dei sondaggi. Ma al Chelsea, qualcuno avrebbe già sussurrato il nome di Samuel Eto’o. Da tempo, a dire il vero. Perché il camerunense è grande amico di Drogba, che sta spingendo per promuoverne l’acquisto con il magnate russo Abramovich, disposto a un grande esborso per vincere la Champions League. E lui, da parte sua, nelle ultime ore non ha fatto nulla per evitare il discor-

so, anzi: «Ho alcune proposte dall’Inghilterra», la conferma dell’attaccante. La più allettante sarebbe proprio quella londinese, dove andrebbe a costituire un tandem straordinario insieme all’ivoriano. Lo stop, semmai, arriva da Milano: per sedersi al tavolo, bisogna presentare non meno di 50 milioni di euro. Una cifra che spaventerebbe chiunque. Tranne, forse, il portafogli di Roman Abramovich. Uno scenario comunque destinato ad arrichhirsi di colpi di scena: Carlitos Tevez non vede l’ora di lasciare Manchester ed il City sembra voler cogliere la pal-

cordi. Il giocatore è ancora del Genoa. Certo avrà bisogno di tempo per crescere, ma tecnicamente come caratteristiche assomiglia a Pato e Kakà prima maniera. La sua struttura fisica andrà potenziata e sicuramente migliorata. La serie B è molto diversa dalla A, un periodo di ambientamento nella massima categoria è certamente da mettere in preventivo: è impossibile pensare che un top team come il Milan possa puntare direttamente su un diciottenne. Si tratta di un acquisto di prospettiva». Un'offerta complessiva da 27 milioni di euro, 17 subito cash e al-

tri 10 legati al rendimento del giocatore e della squadra nelle prossime due stagioni. Questa la proposta che il vicepresidente del Barcellona, Josep Maria Bartomeu, avrebbe presentato al Villarreal per Giuseppe Rossi. Un’offerta però lontana dalle richieste della famiglia Roig, che resta ferma sulle sue posizioni: 30 milioni di euro cash o non se ne fa nulla. Al Barça, comunque, restano fiduciosi: Bartomeu sa che il Villarreal non può trattenere Rossi contro la sua volontà e nei prossimi giorni è previsto un nuovo incontro che potrebbe risultare decisivo.

la al balzo per proporre uno scambio con il camerunense. Ma l’Inter non ha ancora smesso di lavorare sul mercato: l’ultima idea, in ordine di tempo, sarebbe quella di uno scambio tra Kharja (che però deve ancora essere riscattato dal Genoa) e l’uruguaiano del Napoli Gargano. «Non mi sorprenderebbe», conferma Beppe Galli, agente del franco-marocchino. Difficile, però, De Laurentiis e Mazzarri siano d’accordo a sacrificare - dopo aver già detto addio a Pazienza - una delle pedine fondamentali della ricorsa Champions.


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C A L C I O l’inchiesta “last bet”

Paoloni va di nuovo dai giudici Il portiere sarà ascoltato dal gip. Insediata la task-force contro le scommesse CREMONA Tornerà oggi davanti ai magistrati cremonesi Marco Paoloni, l’ex portiere della Cremonese e poi del Benevento in carcere dal primo giugno per l’inchiesta sulle partite truccate. Il gip Guido Salvini, infatti, vuole vederci chiaro prima di valutare la sua richiesta di scarcerazione. Non l’ha convinto l’interrogatorio di qualche giorno fa, davanti al procuratore Roberto Di Martino, in cui il calciatore ha minimizzato il suo ruolo nel giro degli scommettitori ma, soprattutto, ha negato di aver somministrato il tranquillante Minias ai compagni di squadra prima di Cremonese-Piacenza del 14 novembre del 2010. La ricetta per l’acquisto del farmaco è datata 13 novembre ed è per la moglie del portiere, Michela, su carta intestata del dentista Marco Pirani, anch’egli arrestato. Il giudice vuole chiarire questo episodio per capire quanto c’è di vero nel resto delle dichiarazioni di Paoloni che ha sostenuto di aver sì promesso di truccare le partite perchè indebitato ma, in campo, di aver giocato sempre al meglio. La brutta storia della ricetta è così raccontata da Massimo Erodiani, titolare di agenzie di scommesse pescarese, ora ai domiciliari, davanti a Salvini, il 3 giugno scorso, così come è stato trascritto l’interrogatorio. La settimana prossima nuova tornata di interrogatori, mentre il capitano dell’Atalanta, Cristiano Doni, indagato a piede libero, tramite il suo legale,

Salvatore Pino, fa sapere di voler presentarsi al più presto dai magistrati. «Abbiamo già manifestato la nostra intenzione di rendere l’interrogatorio -ha detto l’avvocato - al fine di chiarire l’estraneità del calciatore ai fatti oggetto di indagine, e di tutelarne l’immagine che rischia ormai di venire irrimediabilmente compromessa». «Ho passato 15 giorni d’inferno ma sono sicuro che ne uscirò pulito. Non c’entro nulla con questa situazione. La mia posizione sarà chiarita quanto prima». Lo ha detto l’ex capitano del Bari Antonio Bellavista coinvolto nel calcioscommesse. Ieri alle 11 Bellavista ha lasciato il carcere di Cremona dopo che il Gip Guido Salvini ne ha deciso la scarcerazione e il trasferimento ai domiciliari. La task force Ieri intanto si è insediata l’Unità Informativa Scommesse Sportive (UISS), organismo istituito al fine di potenziare l’attività di contrasto del fenomeno della corruzione e delle scommesse illecite nelle competizioni sportive, nonchè della penetrazione nel settore delle organizzazioni criminali. Tale struttura, che opererà presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, è presieduta dal Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza - Direttore Centrale della Polizia Criminale ed è composta da rappresentanti delle Forze di polizia, del Coni, dell’Amministrazione Autonoma dei Mo-

nopoli di Stato, della Figc e dell’Unire, oltre a due esperti di nomina ministeriale. All’UISS sono attribuiti compiti di monitoraggio e analisi dei dati pervenuti dagli organismi preposti all’organizzazione, alla gestione e al controllo delle manifestazioni sportive, nonchè poteri di proporre idonee strategie preventive e di contrasto, anche nell’ambito della cooperazione internazionale di polizia al fine di combattere i fenomeni illeciti nel settore delle scommesse. È stato inoltre costituito, presso il Diparti-

mento della Pubblica Sicurezza, il Gruppo Investigativo Scommesse Sportive (Giss), di cui fanno parte la Direzione Investigativa Antimafia (Dia e il Servizio Centrale Operativo (Sco) della Polizia, il Raggruppamento Operativo Speciale (Ros) dei Carabinieri, e il Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata (Scico) della Guardia di Finanza. Il Giss ha il compito di svolgere i necessari approfondimenti delle notizie pervenute dall’Unità Informativa Scommesse Sportive.

precisazione

E’ De Amicis l’avvocato di Signori Nel pezzo riguardante la scarcerazione di Beppe Signori pubblicato l’altro giorno, un dispaccio d’agenzia ha diffuso erroneamente il nome del’avvocato difensore. Il legale dell’ex bomber della Nazionale, nonché di Lazio e Bologna, è un calabrese di Cosenza e si chiamna Alfonso De Amicis. Non si tratta, pertanto, di tale Alfonso De Santis che nulla ha a che fare con l’inchiesta “Last Bet” che ha sconvolto il mondo del calcio per l’ennesima volta. Ce ne scusiamo con i nostri lettori.

l’intervento

Platini: «Sono i giocatori che devono ribellarsi» NYON Il fenomeno-scommesse «è molto pericoloso perché tocca il calcio in modo diretto» e «sono i giocatori che devono difenderlo perché sono loro gli amanti del gioco». Michel Platini, presidente dell'Uefa, chiede l'impegno dei calciatori per contrastare il preoccupante fenomeno delle scommesse illegali, anche alla luce dello scandalo che sta scuotendo il calcio italiano gettando un'ombra sulla regolarità dei campionati. Secondo il massimo dirigente della Uefa il problema non può essere risolto senza l'aiuto fattivo dei protagonisti sul campo. «Nel calcio ci sono tante cose belle e ci sono anche dei problemi: se ci sono colpe dei giocatori vanno punite. Ma qui il problema non è la violenza

o gli hooligans, c'è di mezzo la delinquenza e anche il riciclaggio. E' molto pericoloso perché tocca il calcio in modo diretto e sono i giocatori che devono difenderlo perché sono loro gli amanti del gioco. Ho chiesto già da tempo che la polizia vigili su questo mondo. Sono anni che porto avanti questa battaglia, servono controlli e pulizia. Ma dobbiamo difendere il gioco. Il pallone è in pericolo, perché il fenomeno scommesse tocca direttamente il calcio», dice Platini da Nyon, dove ieri si è svolto l'Esecutivo della Uefa. L'inchiesta di Cremona preoccupa anche il dirigente francese. «E' un fatto su cui bisogna lavorare, ma non è colpa di Petrucci o Abete», precisa. «In Francia hanno fatto delle leggi specifiche sulle scommesse». “Le Roi Michel” parla anche

della sua Juventus, alle prese con una rifondazione che sta richiedendo più tempo del previsto. «La Juventus deve ritrovare la sua grandezza. Ho prolungato di quattro anni il contratto dell'Uefa per avere la possibilità di non premiare solo Milan e Inter, ma anche la Juve...» dice il dirigente francese, secondo il quale «la Juve ha avuto problemi che sono normali quando si perdono i migliori giocatori del mondo. E' più facile distruggere che costruire. Ma ora deve tornare al vertice». Platini parla anche della promozione in serie A del Novara. «Faccio i complimenti e una promessa: per nostalgia e per i ricordi della mia famiglia mi farebbe molto piacere andare una volta a vedere il Novara giocare, devo trovare il tempo di andare».

Il fenomeno delle scommesse è molto pericoloso perché tocca il calcio in modo diretto e sono i giocatori che devono difenderlo perché sono proprio loro gli amanti del gioco

Il presidente dell’Uefa Michel Platini


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S E R I E calciomercato

Primo colpo del Torino Arriva Ebagua

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TORINO Colpo di mercato del Torino: Giulio Ebagua, 25enne attaccante di origini nigeriane protagonista di uno splendido campionato con il Varese, indosserà la maglia graanta nella prossima stagione. L’accordo tra le due società per il trasferimento del giocatore è stato raggiunto pochi minuti fa sulla base di una cifra di due milioni e mezzo. L’acquisto, indicato da Ventura come priorità, verrà presumibilmente annunciato ufficialmente tra una decina di giorni. Per Ebagua, che ha mosso i primi passi proprio nelle giovanili del Torino, si tratta di un ritorno a casa. Con la maglia del Varese, che indossa dall’estate del 2009, ha segnato 19 gol in 43 partite di campionato contribuendo, la scorsa stagione, alla storica promozione in Serie B della squadra di Sannino dopo un’attesa durata ben 25 anni. Intanto proprio il Varese è in pressing sul regista Derlis Meza Colli, di proprietà del Pavia, squadra che era allenata dal nuovo tecnico Benny Carbone. Il centrocampista italo-paraguayano non sarebbe affatto insensibile al richiamo della serie cadetta.

La Reggina si muove Romagnoli e Bombagi In attesa del si di Breda, Foti sposta i primi tasselli REGGIO CALABRIA

Romagnoli, Bombagi e le comproprietà. La Reggina si è ormai definitivamente tuffata nel mercato della prossima estate e conta già di poter ottenere i primi risultati concreti nel breve volgere di qualche settimana. In attesa di sciogliere definitivamente il nodo allenatore (ma pare sempre più chiaro che l’obiettivo sia Roberto Breda), il presidente Foti è al lavoro per provare a portare a Reggio Calabria uno dei talenti più interessanti del panorama calcistico nazionale. Rimbalza con una certa frequenza il nome di Simone Romagnoli quale possibile erede di Francesco Acerbi. Il difensore amaranto quest’anno è stata la vera rivelazione del campionato. Acerbi ha mostrato una classe superiore alla media ed una visione di gioco invidiabile unita ad un tempismo d’intervento raramente riscontrato in un difensore di serie B. L’aver firmato un contratto con una squadra importante come il Genoa già a gennaio ne è stato il sintomo più chiaro. Ed ecco che adesso Foti e Giacchetta stanno pensando a come poter portare in riva allo Stretto un al-

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tro giocatore che sia sugli stessi livelli. Il pensiero è andato subito a Simone Romagnoli, difensore centrale del ’90 (quindi già con una discreta esperienza) che ha disputato una splendida stagione nelle file del Foggia. Con un allenatore come Zdenek Zeman, Romagnoli è riuscito a trovare lo spazio giusto, distinguendosi sempre come uno dei migliori dei suoi. L’interesse della Reggina c’è ed è anche piuttosto pressante. Il patron amaranto vorrebbe chiudere in poco tempo l’affare. Del resto i rapporti tra Reggina e Milan sono ottimi, come testimoniato dall’operazione che, la scorsa estate, ha portato in riva allo Stretto Dominic Adiyiah. Poi l’attaccante ghanese non ha avuto particolare fortuna, ma è chiaro che le trame di mercato tra la società rossonera e quella amaranto proseguono in modo fitto. Accanto alla trattativa per Romagnoli, c’è anche quella che riguarda un giocatore che veniva dato già per acquistato nel mercato di gennaio. Si tratta di Francesco Bombagi. Era stato anche il presidente della formazione amaranto a sbilanciarsi affermando che l’affare poteva dirsi concluso. Poi ci fu un intoppo dovuto soprattutto alla volontà della Villacidrese, società sarda che detiene il cartellino del giocatore, di trattenere ancora il gioiello offensivo nel proprio organico fino alla fine della stagione. Lo stesso giocatore aveva anche parlato quasi da calciatore amaranto, salvo poi dover fare dietrofront ed attendere tempi migliori. Ora sembra che le cose si possano sbloccare e la trattativa possa finalmente andare in porto,

l’ex amaranto

Atzori si presenta alla Samp: «Voglio giocatori motivati» GENOVAIl nuovo tecnico della Sampdoria Gianluca Atzori nella conferenza stampa di presentazione è sembrato subito una persona dalle idee chiare, dal carattere forte e sicuro di sé, senza arroganza. Atzori sa che questa è un’opportunità da non sprecare, così come è a conoscenza del fatto che quella blucerchiata è una panchina pesante. Tutti da lui si aspettano una pronta promozione in Serie A, ma il tecnico di Collepardo conosce bene la cadetteria, e sa perfettamente qual è il principale ingrediente per far funzionare il tutto: le motivazioni: «Per far parte della Samp i giocatori dovranno dimostrarmi di avere lemie stesse motivazioni». Un chiaro avviso ai naviganti, chi resta deve essere convinto di farlo. «Io ho accettato l’offerta della Samp perché per me potrebbe essere l’oc-

casione della vita - ha continuato Gianluca Atzori - Quello che ho fatto finora a Ravenna, Catania e Reggina è stato importante, ma so che questa è una panchina molto ambita, starà a me cercare di protrarre più a lungo possibile questa nuova avventura. L’unica cosa che mi sento di garantire è che darò il 120 % per far sì che i risultati arrivino, che arrivino attraverso il bel gioco, e che attraverso questi due fattori si possa riportare il piacere di rivenire allo stadio e di rivedere la Sampdoria ottenere dei successi. Per me è un’occasione importante, è fuor di dubbio». Un accenno è stato fatto alle responsabilità del mister sulle operazioni di mercato «Ci siamo trovati tutti insieme, il presidente, Sensibile e il sottoscritto, quindi stamattina abbiamo accennato alla prima bozza di lista della

rosa che vogliamo fare. Naturalmente io sono coinvolto nelle scelte tecnice anche se poi la strategia la porta avanti il direttore, perché è giusto così. Io sono coinvolto e partecipo per quanto mi compete nella scelta dei giocatori. Ho visto la rosa attuale della Samp, ed è una rosa che per qualità tecniche ed esperienza, senza portare nessuna modifica, può vincere tranquillamente il campionato di serie B. Questo è il primo esame che ho fatto leggendo i nomi della rosa a disposizione della Sampdoria». Non poteva mancare la domanda su Angelo Palombo e su quanto possa essere insispensabile un giocatore come lui in una squadra come la Sampdoria: «Palombo, e uso lui ma vale per tutti, dovrà dimostrare che ha le mie stesse motivazioni per rimanere in questa Sampdoria».

così come era stato annunciato a gennaio. Insomma, un semplice rinvio delle operazioni che non ha comportato particolari problemi per la Reggina, vista la conclusione del campionato con la conquista dei playoff. A margine di tutto ciò, come già scritto nei giorni scorsi, c’è il capitolo delle comproprietà. E se in molti casi il quadro sembra piuttosto chiaro, c’è da pensare che sovente il ricorso alle eventuali buste ha nascosto più di una sorpresa ed anche di un certo rilievo. È vero pure, però, che il presidente Foti ha abituato i propri sostenitori ad una gestione dei calciatori particolarmente oculata. Per questo appare difficile che la squadra amaranto possa privarsi di elementi importanti senza un’adeguata contropartita economica. In ogni caso la priorità, al momento, rimane quella dell’allenatore. Una volta stabilito chi sarà il nuovo tecnico si potrà poi procedere in modo più spedito all’allestimento dell’organico per venire incontro alle esigenze tattiche dello stesso trainer. Atzori lo scorso anno è stato davvero bravo nel riuscire a trarre il massimo dai giocatori che aveva a disposizione, anche quando è venuto a mancare Missiroli. Adesso serve un tecnico altrettanto abile a sfruttare le potenzialità di un gruppo che non va smantellato ma, piuttosto, puntellato in alcuni settori chiave. Riuscire a farlo in modo oculato significherebbe presentarsi ai nastri di partenza della serie B con un anno d’esperienza in più e tanta voglia di stupire ancora. CONSOLATO MINNITI sport@calabriaora.it


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S E R I E panchine girevoli

Maran firma col Gubbio Di Francesco via da Pescara

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La matricola Gubbio ha trovato il suo nuovo allenatore. Stiamo parlando di Rolando Maran, che lasciata la panchina del Vicenza si appresta quindi a guidare la squadra toscana alla sua seconda stagione assoluta in Serie B, maturata a distanza di ben 63 anni. La firma sul contratto che lo legherà alla squadra rossoblù è arrivata nella giornata di ieri. Intanto dopo le indiscrezioni maturate negli ultimi giorni,arriva l’ufficialità per quanto concerne l’arrivo di Benito Carbone sulla panchina del Varese. Per l’ex fantasista di Napoli e Inter, si tratta della prima avventura su una panchina di Serie B, dopo che la scorsa stagione aveva esordito da tecnico in Lega Pro con il Pavia. Con lui arriva anche Mauro Milanese, vecchia conoscenza per il pubblico del Franco Ossola, che andrà a ricoprire il ruolo di direttore sportivo. Intanto il direttore sportivo del Lecce Carlo Osti ha dichiarato che la società salentina si sta effettivamente muovendo su Eusebio Di Francesco del Pescara, ma che allo stesso tempo si seguono anche altre piste per ciò che concerne il toto allenatore.

Il Crotone fa cassa con Vinetot Ceduta al Genoa la metà del cartellino per una cifra vicina al milione ad Antonio Mazzotta, che rientra fra quei giocatori per i quali si sta tentando di rinnovare i prestiti. Tutta da definire, invece, la triade dei portieri, con Vid Belec che rimarrebbe solo se non riuscisse ad accasarsi in serie A, Concetti che sembra destinato ad andare via e Bindi che è a metà tra il Crotone e il Genoa. Nel reparto avanzato, invece, resta in stand by la prevista cessione del fantasista Aniello Cutolo, per il quale si sono registrati tanti contatti da club della massima serie, ma nessuna offerta formale. Fino a quando l’interesse non si renderà concreto, il giocatore si deve considerare a tutti gli effetti nell’organico rossoblù. Tra i sicuri partenti, invece, è da considerare Ciro Ginestra, che sembrava già da qualche tempo destinato al divorzio con il Crotone e che dopo l’affare Djuric si può considerare ancor più vicino alla cessione. Qualche rivoluzione si potrebbe avere a centroCon il Parma campo. Capisi lavoro tan Galardo è stato semper il rinnovo pre un punto del prestito fisso del redi Crescenzi parto centrale e dovrebbe restare tale pur avendo espresso, a fine campionato, il desiderio di fare un’esperienza lontano da Crotone. Da verificare, quindi, se ce ne saranno le condizioni. Eramo, poi, sembra conteso da Sampdoria e Palermo. E’ presto per capire dove giocherà nella prossima stagione, ma è evidente che il suo futuro non sarà, comunque, in rossoblù. Importante, inoltre, sarebbe riuscire a trattenere Loviso, l’uomo d’ordine che ha cambiato il volto del centrocampo crotonese nella fase finale del torneo appena concluso. Prima di andar via le sue parole erano state: «Qui a Crotone ho trovato continuità nel gioco e potrei per questo prendere in considerazione l’idea di restare. Ho un altro anno di contratto al Torino. Potremmo sederci attorno ad un tavolo e parlarne».

CROTONE

Come ampiamente preventivato, è una settimana di gran fermento per il calciomercato del Crotone, entrato ormai nel vivo degli scambi. Dopo la conferma arrivata nella serata di ieri dell’attaccante Milan Djuric, che resterà per un altro anno in prestito dal Parma, è arrivata l’ufficialità di un’altra notizia che era data per molto probabile nei giorni scorsi e che finalmente può essere archiviata tra le operazioni andate felicemente in porto. Il Genoa, infatti, ha acquistato la metà del cartellino del difensore centrale di nazionalità francese Kevin Vinetot. Nelle casse del Crotone entrano, così, un milione d’euro. Contestualmente, i pitagorici, hanno acquisito la comproprietà di Leonardo Terigi, che resta in questo modo nella rosa dei difensori rossoblù. Con la cessione della metà di Vinetot, si attendeva anIl ds Ursino che l’arrivo di ha definito alcuni giovani della Prila comproprietà mavera gedi Terigi che noana. Per il resta in rossoblù momento, però, quest’ipotesi è stata accantonata e pare che almeno per l’attaccante diciottenne Yiadom Boakye Richmond, non c’è più molto da fare, avendo, il ghanese, manifestato il suo rifiuto al trasferimento. Potrebbe, perciò, accasarsi al Sassuolo. Con il Parma, invece, oltre che per Djuric, ci sono grandissime possibilità di trovare un’intesa per l’altro prestito, quello di Luca Tedeschi, che rappresenterebbe un ulteriore tassello del reparto difensivo da affidare a Menichini. La difesa, infatti, a parte il ritorno di Crescenzi alla Roma, che potrebbe girarlo alla Fiorentina, resterebbe sostanzialmente invariata. Abruzzese ha firmato fino al giugno 2013, Viviani è sotto contratto fino al prossimo anno e Correia per altri due. Anche Migliore è di proprietà del Crotone, tuttavia pare che ci siano state delle offerte, che se confermate potrebbero causarne il trasferimento. Rimane, inoltre da definire la questione relativa

ANTONIO GANGI sport@calabriaora.it

il nuovo allenatore

Torrente al Bari: oggi la presentazione ufficiale BARI Arrivata l’ufficialità di Vincenzo Torrente nuovo allenatore del Bari, queste sono le prime dichirazioni da tecnico biancorosso: «Sto toccando la tappa più importante della mia carriera. Dopo due anni a Gubbio, mi si prospetta un’avventura in una grande piazza. Il Bari vive un momento delicato, come è normale che sia dopo una retrocessione occorrerà riportare entusiasmo attorno alla squadra. Mi attende un esame severo, ma se dovessi superare la prova potrei avviare un percorso importante in un club che vanta enormi potenzialità. Sono ambizioso e devo giocarmi bene le carte per imprimere una svolta positiva alla mia carriera». Classe ’66,

salernitano, Torrente muove i primi passi nel calcio professionistico da difensore della Nocerina, con la quale esordisce in C1 a sedici anni. Nel 1985 passa al Genoa, tappa cruciale della sua carriera. Dopo cinque anni nel purgatorio della cadetteria, nel 1989 il Genoa torna in Serie A e Torrente ne diventa la bandiera.Nella stagione ’94-’95 vive da capitano l’amarezza della retrocessione in Serie B e nel 2000, dopo quindici anni di onorata militanza, lascia il Genoa e passa all’Alessandria, con la quale disputerà la sua ultima stagione da calciatore professionista. Appese le scarpette al chiodo, nella stagione 2002-2003 Torrente diventa allenatore del Genoa (in coppia con

Rino Lavezzini) non riuscendo però nell’impresa di salvarlo dalle retrocessione in Serie C. Messa alle spalle la prima deludente esperienza in panchina, Torrente si occupa del settore giovanile del Genoa e, da allenatore della Primavera, nel 2007, vince il prestigioso Torneo di Viareggio. Il 9 giugno del 2009 diventa allenatore del Gubbio, che porterà in due anni dalla Seconda Divisione alla Serie B. Una cavalcata strepitosa se si pensa che il sodalizio umbro ha disputato il suo ultimo campionato in serie B ben sessantatrè anni fa. Una vita. Il resto è storia dei giorni nostri. Questa mattina ci sarà la sua presentazione ufficiale.


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Cosenza, pressing di Occhiuto Bilotta, su mandato del sindaco, ha indetto per stasera un tavolo di lavoro COSENZA

Ora tocca al sindaco. Mario Occhiuto ieri pomeriggio ha dato mandato al suo referente Domenico Bilotta di convocare un tavolo istituzionale per stasera alle 20. Si spera che da Palazzo dei Bruzi possa arrivare la fumata bianca che segni la rinascita del calcio cittadino e crei i presupposti per giocare ancora tra i professionisti. Tra il dire e il fare, ovviamente, c’è di mezzo il mare. L’incarico Il numero uno di Confesercenti ha contattato chi da tempo viene accostato al Cosenza e quelli che secondo l’amministrazione comunale potrebbero dare una mano. Fra questi figurano una ventina di nomi del gotha imprenditoriale calabrese che, se coinvolti direttamente, regalerebbero qualcosa in più di una semplice boccata di ossigeno al club. Non è detto che tutti quanti partecipino (sarebbe qualcosa di estremamente positivo) e pertanto è necessario restare con i piedi ben saldi a terra. Va ricordato che il primo tentativo portato avanti da Bilotta la settimana scorsa non è anda-

Sono stati contattati una ventina di imprenditori vecchi e nuovi to a buon fine, anzi ha sortito l’effetto di far allentare il legame fra i componenti del famoso gruppo per alcune piccole frizioni sopraggiunte durante il summit e naturalmente non riconducibili a lui. Negli ultimi giorni, infatti, si è vissuto più sullo slancio di iniziative personali che sugli effetti di azioni pre-coordinate e mirate all’ottenimento degli obiettivi. Adesso è fondamentale che dal summit esca fuori qualcosa di concreto, si faccia la conta, si riorganizzi una società che si possa definire tale e si proceda con i passaggi previsti dalla Lega e dalla Covisoc. Così lo stesso Bilotta: «Ho sentito telefonicamente molti dei soggetti contattati anche dal sindaco e spero che le cose si sistemino perché il gesto di De Caro ha smosso un po’ le acque». Insomma, stasera o si fa il Cosenza o si muore. Gli incontri di ieri Ieri mattina l’avvocato Leo-

netti per conto di Stefano Fiore e dello spogliatoio, ha avuto un colloquio con Peppino Carnevale. I due hanno convenuto su una serie di punti programmatici che dovranno essere successivamente vagliati con il resto del futuro organigramma societario. In particolare, sarebbe emersa la volontà di proseguire il

Ecco la nuova Vigor I 4 colpi del ds Maglia po debito, ci saranno i relativi annunci ufficiali. Escluso Erbini, i tre nomi fatti sono over. A questi va aggiunto Mangiapane che è l’unico certo e quindi siamo a 4. Diventano sei se consideriamo in questa fascia tanto Sinicropi quanto Mercurio. All’appello ne dovrebbero mancare almeno altri tre. Ci sono ancora margini di incertezze per il playbasso Giuffrida e per l’attac-

L’importanza della Provincia Occhiuto, scendendo diret-

tamente in campo, ha dato un segnale tangibile della sua vicinanza a viale Magna Grecia. Adesso tutti si aspettano che un passo importante (in termini contributivi) lo faccia anche Oliverio che in passato non si è mai tirato indietro. Se lo aspetta principalmente la dirigenza del Cosenza che tramite Funari «si appel-

ANTONIO CLAUSI a.clausi@calabriaora.it

prima divisione - la situazione

seconda divisione - la situazione

LAMEZIA TERME Il difensore Patti, il centrocampista Cerchia, gli attaccanti Panatteri ed Erbini. Sono questi i nomi che dovrebbero, il condizionale è sempre d’obbligo, far parte del roster della Vigor Lamezia 2011-2012. Almeno su questi 4 non ci dovrebbero essere più dubbi nel senso che la maggior parte degli scogli dovrebbero essere stati superati e quindi, a tem-

cammino avviato nel settore giovanile già al temrine della stagione 2010-2011. Rimandato ad oggi, ma è probabile che slitti ancora, il viaggio a Roma di Funari per incontrare Lillo Foti.

la alla sensibilità politica e sociale del presidente della Provincia, affinché la società possa proseguire il suo cammino nei campionati professionistici». Nella nota diramata in serata, si legge anche che l’amministratore unico «cogliendo con grande favore ed entusiasmo quanto Mario Oliverio ha sempre affermato in molte occasioni pubbliche e private circa il suo attaccamento al Cosenza Calcio 1914, riconoscendo il sostegno concreto e privilegiato offerto ai colori rossoblù in questi ultimi anni dall’amministrazione, ha chiesto ufficialmente un incontro a stretto giro per illustrare la situazione economica e tecnica della società, oltre che per sensibilizzare la massima carica istituzionale sulle impellenti necessità che vive il Cosenza a seguito delle principali scadenze dei prossimi giorni. Una scelta istituzionale e politica equilibrata che vuole tendere ad un giusto coinvolgimento di tutte le istituzioni interessate e conseguente all’impegno già profuso dal sindaco di Cosenza Mario Occhiuto».

cante De Luca che stanno trattando con la società la prosecuzione del rapporto. Sui due c’è chi si mostra ottimista, chi possibilista, chi un po’ perplesso in ordine alla eventuale fumata bianca. Ma ribadiamo che tutto va messo in conto e quindi anche una non eventuale conferma, ma forse per uno dei due (chi? non chiedeteci troppo). In quel caso come over ne mancherebbero almeno altri due. Questi sono giorni in cui le trattative ed i contatti avviati sono in una fase anche avanzata ma allo stesso tempo estremamente delicata. Il diesse Fabrizio Maglia in primis sarà in molte faccende di mercato affaccendato, ma nella sua testa, così come in quella del tecnico Massimo Costantino, la costruzione della squadra potrebbe essere in una fase un po’ più che embrionale e comunque con qualche pedina che già si intravede. E, per passare su un altro versante della vita Vigor Lamezia, la società ha già fatto formale richiesta alla Lega Pro di svincolo delle fidejussioni per un

Viareggio, l’iscrizione è a rischio VIAREGGIO A quindici giorni dalla scadenza per la presentazione della documentazione per l’iscrizione asl campionato di Prima Divisione l’Esperia Viareggio rischia di non essere ammessa al campionato, nonostante bilanci in regola, per la mancanza di uno stadio dove giocare. L’attuale stadio dei Pini infatti non è a norma per la mancanza del completamento dei lavori di prefiltraggio che deve ultimare l’Amministrazione comunale. In attesa dei lavori la società aveva richiesto lo stadio Porta Elisa di Lucca, come permesso dalla Lega, ma la prefettura di Lucca ha negato l’impianto per motivi di ordine pubblico. E, anche se ancora non è arrivata, sembra che sarà negativa anche la risposta avanzata «eccezionalmente» dal Viareggio e dal Comune per l’Arena Garibaldi di Pisa. Il Viareggio rischia quindi di non potersi iscrivere al campionato. «Stiamo facendo una corsa contro il tempo totale di 400mila euro, somme giacenti per il torneo appena finito. Lo sblocco di queste non modeste risorse, che dovrebbe materializzarsi fra qualche giorno e presumibilmente entro mercoledì prossimo, servirà a produrre la garanzia da 300mila euro per l’iscrizione al prossimo campionato. Altro versante poi riguarda i lavori allo stadio D’Ippolito. Che ieri sono iniziati nella sala adibita ai prelievi per l’esame antidoping. In quella stanza è stato abbat-

dice il sindaco Luca Lunardini - contiamo di poter formalizzare le delibera con l’impegno di spesa a breve per poter ordinare il materiale ed eseguire i lavori che vorremmo completare per il 4 settembre data di inizio del campionato di Prima Divisione. Mi sembrerebbe assurdo, però, che una società sana come il Viareggio non venisse iscritta al campionato».

tuto un muro divisorio per la creazione di una sala d’attesa e di un’altra stanza, con annessi servizi igienici, dove effettuare i prelievi. Una serie di opere che a grandi linee richiederà una settimana di lavoro o poco più, e per il cui inizio, segnalato sin dal 6 maggio (40 giorni addietro!) al Comune, proprietario dell’impianto, si è sfiorato l’”incidente” con la Lega che aveva chiesto, proprio sul luogo dei lavori, e de visu, a funzionari del Comune, che le operazioni di

adeguamento andavano avviate con celerità. Dal 6 maggio sono trascorse quasi sette settimane per iniziare questi lavori di modesta levatura ed impegno. Se fossero state opere più impegnative, cosa sarebbe accaduto? Infine ieri l’allenatore Costantino ed una delegazione di giocatori biancoverdi si sono recati a Reggio Calabria per stare vicino al difensore Alessandro Caridi che nei giorni scorsi ha perso il padre. Francesco Caruso


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Catanzaro, il giorno decisivo In serata il Tnas si pronuncerà (finalmente) sul ricorso del Pomezia CATANZARO Venerdì 17 porta davvero male? La risposta a questa domanda è soggettiva e dipende dalle cose buone o dalle disavventure che accadono oggi. Se è vero tutto ciò allora, i tifosi del Catanzaro dovranno aspettare la sera per dare un giudizio a questo venerdì 17. Ma le premesse si orientano verso i sorrisi. Altro che sfiga quindi, oggi dovrebbe, più che potrebbe, essere la giornata della svolta positiva. Questo perché è prevista in queste ore la decisione del Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport, l’ormai notissimo Tnas, sul caso “Pomezia”. La decisione, rinviata martedì scorso, è quindi attesa per oggi, anche se sui tempi, viste le precedenti occasioni, il condizionale è d’obbligo. Un obbligo che non sembra necessario (ma che ci premuriamo di usare comunque) sull’esito della decisione. Tutti gli indizi porterebbero infatti ad una conferma di quanto già decretato nei precedenti gradi di giudizio: ovvero la retrocessione del Pomezia e la conseguente salvezza delle Aquile giallorosse. Le motivazioni che sottendono questo assunto comprendono quanto sta succedendo in Lega Pro nell’ambito della giustizia

Sul fronte societario prevale sempre un cauto ottimismo

sporitva. Vale a dire che lo scandalo del calcio scommesse sta imponendo un senso di giustizia così elevato che salvare una squadra, la quale si è iscritta a un campionato senza averne credito, significherebbe dare un’immagine eticamente sbagliata in questo momento. E non solo. La conferma della retrocessione dei laziali è una decisione giusta a prescindere, come apparso fin dall’inizio. Non è stato un caso infatti che la prima decisione (penalizzazione di undici pun-

ti) sia stata subito modificata in retrocessione già nel secondo grado di giudizio. Ed allora si può sorridere per il mantenimento della categoria. Una gioia che ne scaturirebbe subito un’altra perché il sindaco Traversa era stato chiaro ammettendo di aspettare la decisione del Tnas di oggi per dare avvio al nuovo corso societario del Catanzaro. Il giorno è arrivato, la decisione del Tnas quasi, ma comunque dovrebbe essere positiva, e allora non rimane che scegliere. Scegliere

a chi affidare il futuro del calcio sui tre colli. La pista più calda in tal senso sembra quella dell’imprenditore reggino Giuseppe Cosentino che entrerebbe affiancato da Carmelo Romeo, il quale ricoprirebbe il ruolo di direttore generale della società. L’ipotesi “Gicos” non è però l’unica, anche se le altre sono solo voci, mentre la prima ha una buona dose di fattibilità. E queste voci avrebbero protagonisti Massimo Mauro, Gennaro Gattuso e un altro personaggio legato al Ca-

tanzaro. Per quanto riguarda l’ex ala ora a Sky si tratta di un nome già uscito in questi giorni che si affiancherebbe da un gruppo di imprenditori che qualche tempo fa avevano pensato ad acquisire il Verona e che ora, forse perché spinti proprio dal catanzarese Mauro, si potrebbero avvicinare ai tre colli. Discorso simile per la cordata di imprenditori vicini a Gennato Gattuso, che ha come capofila Massimo Giove. Infine, nelle ultime ora sarebbe spuntato il nome di un altro gruppo imprenditoriale del centro-sud. Senza dimenticare i big dell’imprenditoria locale che, dopo la riunione di una settimana fa, sembrerebbero comunque disponibili a sostenere la causa giallorosa. E chissà, ma è solo un ipotesi, che il “loro” peso non influisca sulla decisione del sindaco Traversa nello scegliere a chi affidare la società. La palla, infatti, adesso passa al primo cittadino di Catanzaro che, sia ben chiaro,

non è dato sapere se abbia sulla scrivania già quattro richieste d’acquisto belle e pronte o se sia solo in semplice contatto con gli imprenditori. I tempi stringono, perché il prossimo 23 c’è la nuova asta. Il che equivale a dire che entro il 22 bisogna presentare la famosa busta in Cancelleria al Tribunale e che quindi, almeno un paio di giorni prima, si devono iniziare tutti gli iter burocratici. Questo vuol dire che entro la fine di questa settimana bisognerà decidere se qualcuno si è fatto avanti, o “darsi una mossa” se ancora non si è prospettato seriamente un progetto. C’è poco tempo, insomma, ma ci sono anche tutte le possibilità. In tal senso rassicurazioni sono arrivate anche dall’assessore regionale Domenico Tallini, che, nel corso di una manifestazione per ricordare l’ex presidente Pino Albano, ha parlato di «soluzione vicina». Il Catanzaro insomma basta volerlo e… credere nella cabala. In una piazza paradossale come quella di Catanzaro quando si parla di pallone potrebbe infatti accadere di avere una svolta positiva nel giorno che per tradizione porta male. Francesco Calvano

seconda divisione - la situazione

Vibonese, in arrivo Laurendi Il mediano dell’Hinterreggio dovrebbe essere il primo acquisto VIBO VALENTIA Situazione di stallo in casa rossoblù. In ambito societario, la squadra del presidente Pippo Caffo e del team manager con delega al mercato, Mauro Beccaria, deve fare i conti con una situazione tutt’ altro che tranquilla. Il termine utile per la presentazione

dell’ incartamento necessario all’ iscrizione della squadra al campionato di Seconda divisione si avvicina sempre di più e, la Vibonese, dovrà fare di tutto per trovare la somma pari a 300 mila euro, da depositare in Lega per la fidejussione. In caso contrario, come già anticipato nei giorni scorsi dal patron Pippo Caffo, difficilmente la compagine di piazza d’ Armi si iscriverà al prossi-

mo campionato. Nella giornata di mercoledì, però, i dirigenti rossoblù hanno deciso di avviare un azionariato popolare, in modo tale da consentire a tifosi e simpatizzanti di dare un aiuto concreto alla squadra, sempre più martoriata dal problema legato alla disponibilità di fondi necessari per affrontare al meglio la prossima stagione. Sui soggetti disponibili ad entrare nel Consiglio di amministrazione, invece, si fa sempre più concreta la possibilità di vedere l’ex presidente della Viola Basket, Agostino Silipo, prossimo sponsorizzatore della squadra. Situazione pressoché identica per l’altro imprenditore che sarebbe intenzionato ad entrare in società, Francesco Mercuri, il quale potrebbe dare il suo contributo a condizione, però, che ci siano altri soci disposti a fare ugualmente. Sul fronte mercato, come già anticipato nei giorni scorsi, il team manager Mauro Beccaria starebbe sondando il terreno per portare a Vibo alcuni giocatori classe under 21 e non solo. Si parla, infatti, di un probabile arrivo nella città

hipponiana dei centrocampista Giovanni Laurendi (proveniente dall’ Hinterreggio) e Mirko De Francesco(che ha già militato prima in Eccellenza e poi in Promozione). Sugli under che potrebbero indossare la maglia della Vibonese, invece, figurano i nomi del centrocampista classe ’92, Natale Borghetto, lo scorso anni in forza alla Valle Grecanica, e del difensore Luca Natale Imbroisi, calabrese di Belvedere Marittimo, classe ’90. In casa rossoblù, tra coloro che hanno detto addio - o lo faranno da qui a breve - rientrano Senatore, Paoli, Stefanini, Mineo, Donati, Napoli, Santangelo ed i senatori Geraldi, Grillo e Pasca. Tra i confermati, invece, ci sono Emiliano Dominici e Matteo Mazzetto, uno dei pochi che, nella stagione è passata, è riuscito a superare la soglia della sufficienza. Il portiere toscano Riccardo Mengoni, invece, ambisce a categorie superiori, viste le due ottime stagioni disputate con la Vibonese. Trattenerlo sarà difficile. Caffo e Beccaria, però, faranno di tutto per non privarsi del loro gioiellino. Alessandro De Padova

Nel mirino del team manager anche Borghetto e Imbroisi

Pasca dovrebbe partire

seconda divisione - la situazione

Ebolitana, via Pensabene e Ciccarone EBOLI Clamoroso ad Eboli. Con un comunicato apparso ieri mattina sul proprio sito ufficiale, l’Ebolitana ha dato il benservito a tutti i protagonisti della storica promozione in Lega Pro: dal tecnico Andrea Pensabene, al direttore generale Antonio Ciccarone, per finire con tutti i giocatori, che da oggi saranno liberi di trovarsi un’altra squadra. «Conclusa di fatto la stagione sportiva ed in relazione a quanto scritto e detto in questi giorni, alle illazioni, alle fantasie ed alle dicerie di chi tentadestabilizzazione, la società ebolitana 1925 ritiene doveroso fare chiarezza sul proprio futuro, comunicando la propria volontà di voltare pagina, per scrivere un nuovo capitolo della sua storia. Un sentito ringraziamento va al direttore Ciccarone, al mister Pensabene ed alla squadra tutta, per averci regalato una stagione ricca di vittorie e coronata con l’approdo nel calcio professionistico. Al ringraziamento si unisce l’augurio per tutti di tro-

vare altrove atrettante soddisfazioni. A giorni sarà presentata la nuova struttura societaria ed il nuovo organigramma tecnico dirigenziale».


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Interpiana, due certezze Piazza e Parisi verso la conferma. Si tratta il difensore Saccà CITTANOVA «Ringrazio personalmente il direttore Spadaro per il grande lavoro svolto nella passata stagione. Se abbiamo ottenuto un obiettivo così importante come la salvezza gran parte del merito è suo». Dalle colonne di Calabria Ora il presidente dell’ Interpiana Enzo Condomitti ha voluto elogiare, pubblicamente, l’operato di Fortunato Spadaro che ha lasciato la sua carica una settimana fa, non vedendosi nelle idee del nuovo staff tecnico composta da Ventre e Mesiti. Un ringraziamento sincero quello di Condomitti che si è era affidato a Spadaro appena aveva avuto la certezza di aver acquisito il titolo sportivo. Intanto, in casa biancoverde, continuano le trattative per cercare di completare la rosa che nella prossima stagione affronterà il campionato di Interregionale. In merito ai rinnovi contrattuali, ci dovrebbero essere nei prossimi giorni degli incontri importanti. Mesiti infatti, stando alle ultime indiscrezioni, vorrebbe confermare diversi elementi. A partire da Tony Piazza e Cristiano Parisi che, alla fine, dovrebbero accettare l’offerta che la società della Piana di Gioia Tauro gli metterà davanti. Come potrebbe rimanere ancora in biancoverde Cosimo Cosenza, altra pedina fondamentale, nella pas-

sata stagione, per il raggiungimento della salvezza. Per quanto riguarda delle nuove trattative, come anticipato ieri inoltre, sembrerebbe sia stato fatto un sondaggio con Papasidero, che Mesiti ha avuto alle sue dipendenze quando era alla guida dell’Hinterreggio. E ci potrebbe essere un ritorno di fiamma anche per Bilotta che nella passata stagione è stato vicinissimo a vestire la casacca dell’Interpiana. Un interessamento ci sarebbe anche per Ciccio Cundari che ha concluso la stagione con la casacca del Castrovillari. A livello di under invece Guerrisi della Nuova Gioiese e Pirrotta della Palmese sono elementi che interessano alla squadra di Condomitti. E con la società del presidente Rombolà nei prossimi giorni ci potrebbe essere un incontro per trattare il giovane Saccà. Difficile comunque che la società viola lo rimandi in prestito. Quindi si potrebbe intavolare una trattativa per la cessione definitiva del calciatore. Senza dimenticare che Insana e Galati hanno fatto ritorno alla base. Il primo, che con il Rosarno aveva trovato spazio, potrebbe rimanere a Cittanova. Per il secondo invece è assai probabile una partenza verso qualche squadra di Eccellenza o Promozione. Giuseppe Mustica

qui sambiase

promozione “A”

promozione “B”

Paolana verso il futuro Fuscaldo prende tempo

La Taurianovese sogna il doppio salto

PAOLA I playoff del campionato di Promozione sono finiti da poco tempo e dopo una breve pausa per riorganizzare le idee, le squadre si stanno muovendo per preparare la prossima stagione e tra queste la Paolana sarà tra le più attive. « Non mi sono ancora mosso - ha dichiarato il presidente della Paola Paolo Fuscaldo - per diversi impegni personali, nella programmazione della prossima stagione. Sono comunque aperto a diverse soluzioni e tra una settimana deciderò sul da farsi. Mi prendo questo tempo perché, tra le soluzioni possibili, potrei cedere la società a coloro i quali fossero interessati, oppure fare società con nuovi soci. Sono aperto a trattare direttamente con chiunque lo voglia fare. Proprio in vista di queste due soluzioni, ho preferito prendermi del tempo e attendere sul fare alcune scelte che poi potrebbero vincolare le soluzioni future. Scaduto il termine di una settimana però, inizierò a organizzarmi da solo. Il primo punto fondamentale sarà quello di creare una scuola calcio e così avere dei giovani che possano crescere direttamente nel nostro vivaio. Ho già avuto contatti telefoni con alcuni allenatori, parlerò con tutti i giocatori e per i primi di luglio vorrei aver già terminato la programmazione così da cercare di allestire una squadra competitiva per il prossimo campionato. La vittoria dello scorso campionato - ha concluso Fuscaldo - ci è mancata per poco. Partiremo da quella base e con qualche innesto faremo una formazione più che competitiva». Mariano Fusaro

TAURIANOVA Serie D o un’Eccellenza di alto profilo. Subito. Ha del clamoroso l’indiscrezione filtrata ieri a Taurianova sul futuro della squadra giallorossa, da due anni in Promozione dopo diverse stagioni ricche di soddisfazioni nel torneo di Eccellenza. A quanto pare il patron dei pianigiani Francesco Giovinazzo, unitamente a degli imprenditori di Melicucco, sarebbero pronti a dare il via ad un progetto ambizioso che riporterebbe il calcio taurianovese ad alti livelli. Sembrerebbe infatti ci sia la possibilità di acquisire un titolo sportivo di Serie D. E qualora tale ipotesi non andasse in porto, sarebbe pronta anche l’opportunità dell’Eccellenza, raggiungibile in due modi. La prima attraverso la formula del ripescaggio: la compagine della Piana avrebbe già fatto presentato la domanda puntando anche sulle due ultime stagioni di Promozione che gli hanno fatto acquisire un buon punteggio visto il raggiungimento dei playoff. Il tutto ovviamente a condizione che una o più squadre (per via di ripescaggio in serie superiori o mancata iscrizione) lasciassero liberi dei posti. In alternativa potrebbe prendere corpo anche nel massimo campionato dilettantistico regionale l’ipotesi di acquisizione di un titolo sportivo già individuato dalla società. Qualora (in un modo o nell’altro) si riuscisse a centrare il salto in Eccellenza l’intenzione della società sarebbe quella di una squadra di grande livello pronta a lottare subito per agguantare quella serie D sfumata per un soffio cinque anni fa. Da verificare a questo punto la questione stadio: qualora si giocasse in Eccellenza non ci sarebbero problemi a disputare le gare interne al “Battaglia” (ex “Matteotti”) di Taurianova, già omologato la passata stagione per la Promozione. In caso di serie D ovviamente cambierebbe tutto: Melicucco sarebbe agibile, in attesa e nella speranza che il “Battaglia” venga adeguato agli standard interregionali, in primis con l’installazione di un manto erboso sintetico. Francesco Falleti

qui hinterreggio

qui valle grecanica

qui acri

Si attendono le decisioni di mister Erra

Anche Laurendi Da sciogliere potrebbe lasciare il nodo tecnico La Face in pole lo Stretto

Il Comune è pronto a fare la sua parte

LAMEZIA TERME Ancora nessuna novità di rilievo in casa Sambiase, anche se da indiscrezioni trapelate ieri pomeriggio, Erra oggi potrebbe fare una capatina a Lamezia e quindi rapportarsi con la società giallorossa che ieri sera dal canto suo si sarebbe riunita per il versamento delle quote con le quali i vari soci hanno immesso liquidità nelle asfittiche casse societarie. Intanto, ed è una notizia che non farà che aumentare la rabbia nei sostenitori sambiasini, si apprende che il Forza e Coraggio Benevento, club impostosi nella finale playoff ai danni di Morelli e compagni, avrebbe deciso di chiudere bottega e ripartire dalla Seconda Categoria. Una scelta in apparente controsenso con il comportamento tenuto dalla dirigenza sannita nei giorni precedenti la finale allorquando, dopo aver bocciato la richiesta del presidente Scarpino volta a spostare il match nel limitrofo, e decisamente più capiente, Santa Colomba, al contempo si “adoperò” per far vietare la trasferta ai tifosi calabresi adducendo motivi di ordine pubblico derivanti dalla limitata capienza del Meomartini. Ferdinando Gaetano

REGGIO CALABRIA “Bocce” ancora ferme in casa Hinterreggio sia sul fronte partenze che sul fronte arrivi. Sicuramente, dalla prossima settimana si inizieranno a sapere i nomi dei possibili innesti, richiesti da Di Maria. La dirigenza biancazzurra, starà di certo riflettendo e ragionando con la dovuta calma del caso, il da farsi, confrontandosi anche con il neo allenatore. Un progetto che potrebbe portare l’Hinterreggio ancora più in alto rispetto alle passate stagioni, è di fatto partito con l’avvento di Di Maria ed i playoff, potrebbero rappresentare l’obiettivo stagionale della squadra del presidente Pellicanò. Picci come detto ormai ampiamente, sembra ormai ad un passo dal vestire la maglia della Nocerina, e pertanto pronto a disputare il suo primo campionato in serie B. Le richieste però anche per Laurendi non sembrano mancare. Da verificare infine, la situazione di Mainardi, vittima di un infortunio serio alla mano durante la stagione; bisognerà vedere se l’Hinterreggio lo terrà in vista del totale recupero, magari preferendogli Schettino finchè il portiere non sarà guarito. Fabrizio Cantarella

ACRI Al momento l’unica certezza resta il contributo del comune; centomila euro messi a disposizione dalla giunta Trematerra per la stagione 2011/2012. A ciò si deve aggiungere la gestione dello stadio, a totale carico del comune. In attesa dei lavori più urgenti e richiesti dalla lega, in questi giorni gli operai del comune hanno provveduto alla nuova semina del manto erboso. Nulla di nuovo, invece, riguardo l’aspetto societario. Dalla riunione di mercoledì sera non è uscita una linea comune, pertanto vecchi e nuovi dirigenti si ritroveranno oggi. Da via Viola fanno sapere che se prima non si conosce l’ammontare delle sottoscrizioni, nessuna decisione sarà presa. Ciò vuol dire che anche per la nomina del tecnico si dovrà aspettare ancora qualche giorno. Fermo anche il calcio mercato, sia in uscita che in entrata e nel frattempo il dodici luglio, data ultima per l’iscrizione al campionato, si avvicina sempre di più. Roberto Saporito

L’allenatore Alessandro Erra

MELITO PORTO SALVO Un incontro pubblico per rafforzare il futuro della Valle Grecanica. Lunedì 20 alle ore 18, presso l’ex mercato coperto di Melito Porto Salvo, da poco strutturato e diventato un luogo confortevole e dedito alle conferenze stampa, la società incontrerà gli amministratori dei comuni dell’area e tutti coloro che vorranno contribuire fattivamente per l’esistenza e la crescita dei giallorossi. Si tratterà di un momento proficuo per gettare le basi per il nuovo futuro dove la Valle Grecanica sarà chiamata al difficile compito di confermarsi in serie D dopo l’ottima stagione appena conclusa, che ha visto la compagine dell’hinterland grecanico stazionare per lungo tempo nelle zone alte della classifica. Soltanto dopo che si conoscerà il futuro societario, già di per se ben assortito, si volgerà lo sguardo sulla squadra che affronterà il prossimo campionato. Il primo nodo da sciogliere sarà naturalmente quello del mister con La Face che di giorno in giorno vede aumentare le proprie possibilità di vedersi confermato come trainer dei giallorossi. Francesco Iriti


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N O N S O L O C A L C I O volley - serie B1

Geki Paola, la gioia di Polimeni Il coach torna sulla promozione: «Una stagione a dir poco formidabile» PAOLA Il campionato di pallavolo è terminato da poco, ma a Paola ancora si vivono giornate di festa pensando allo storico traguardo raggiunto. Il prossimo anno, si potrà assistere ad un campionato di serie B1. Sarà una grande vetrina per tutta la cittadina tirrenica e merito di tutto ciò va dato al presidente Paschetta che ha creduto fermamente in questo progetto, ai giocatori e allo staff tecnico, nonché al giovane tecnico Antonio Polimeni. « E’ stata la vittoria di tutti - ha commentato Polimeni - della società, dei ragazzi, degli straordinari tifosi e della calorosissima gente di Paola. Il modo in cui abbiamo finito la stagione è stato a dir poco formidabile e lo straordinario gruppo che si è creato ha fatto da cornice al grande risultato raggiunto. Ringrazio enormemente la società e il grande presidente Paschetta per la fiducia riposta nei miei confronti e per avere creato intorno a me una straordinaria famiglia che mi ha sempre sostenuto e incoraggiato nei miei sacrifici. Ringrazio tutti i ragazzi e lo faccio con il cuore in mano perché sono stati veramente grandissimi, mi hanno sempre seguito e non hanno

mai mollato questo sogno e alla fine si sono meritati questa grande soddisfazione e questa pagina di storia sportiva paolana. Ringrazio i grandissimi tifosi, non ci hanno mai abbandonato, nemmeno agli allenamenti e nelle trasferte più lontane e grazie a loro ci sentivamo come a casa nostra. Alla fine vedere tutti felici con le lacrime agli occhi e'stato per me un appagamento totale dei numerosi sacrifici fatti per raggiungere questo grande sogno. Paola meritava una realtà pallavolistica diversa da quella in cui era e adesso questa B1 ci darà una spinta notevole per migliorarci e per dare a questa città i livelli pallavolistici che gli competono. Adesso - ha concluso il tecnico della Geki Paola – godiamoci questi momenti di straordinaria soddisfazione perché questo trionfo merita di essere ricordato a lungo. Infine voglio ringraziare chi mi ha sostenuto personalmente in questo intenso cammino, la mia famiglia, la mia ragazza e i miei grandi amici,quelli veri,che mi sono sempre stati vicini e alla fine hanno meritato di esultare con me. Grazie Paola,Grazie ragazzi!» Mariano Fusaro

atletica

Tutto pronto per il Memorial “Antonio Misasi” COSENZA Tutto pronto per la nona edizione del “Memorial Antonio Misasi” manifestazione su pista sulla distanza di 5000 metri inserita nel Calendario Regionale della Federazione Italiana di Atletica Leggera riservata alle categorie Amatori e Master maschili e atleti della categoria Seniores nelle analoghe fasce d’età dei master. Il Memorial è organizzato dall’Asd “Antonio Misasi” di Cosenza con la collaborazione della Federazione Italiana di Atletica Leggera Comitato Regionale e Provinciale e con il Patrocino dell’Assessorato allo Sport della Provincia di Cosenza, del Comune di Cosenza e del Coni Cosenza. La manifestazione si svolgerà sulla pista di atletica leggera di Cosenza con ritrovo giuria e concorrenti alle ore 18,15. Le batterie saranno effettuate in maniera automatica e su insindacabile giudizio dell’organizzazione sulla base del miglior tempo personale degli ultimi 3 anni (ottenuto nelle stagioni agonistiche 2009- 2010 e in corso) dichiarato dagli iscritti e verificato dalle statistiche Fidal. Alla partenza della prima batteria, fissata per le ore 19,15, prenderanno parte gli atleti con il tem-

po personale più alto a seguire le altre fino a terminare con la batteria con i migliori tempi. E’ prevista la partecipazione di oltre 100 atleti in rappresentanza delle principali società calabresi e anche da fuori Regione. Per quanto riguarda le premiazione, prevista per le ore 21.00, saranno premiati i primi 10 atleti di ogni singola categoria amatori e master con prodotti tipici offerti da Aziende Calabresi. Al primo classificato verrà consegnato il premio realizzato dall’ artista Telemaco Tucci di Rogliano (CS). I vincitori delle ultime 4 edizioni sono stati: Remorini Armando tesserato per la società cosentina dell’Asd A. Misasi nel 2007 con il tempo di 18’13”7, Claudio Galati tesserato per la società catanzarese dell’Hobby Marathon nel 2008 e 2009 con il tempo rispettivamente di 16’ 39”2 e 16’26”3 metre lo scorso anno la vittoria è andata a Migliorino Rocco dell’Asi Crisal Soverato con il tempo di 16’57”0. Il servizio cronometristi sarà a cura dell’Associazione cronometristi “Massimo Cavalcanti” di Cosenza mentre il servizio giudici sarà effettuato dal Gruppo Giudici Gara di Cosenza.

tennis

Club Alto Jonio Esordio positivo nel torneo D3 TREBISACCE Esordio positivo per il Tennis Club Alto Jonio nell’edizione 2011 del campionato D3. Sul sintetico di Oriolo, domenica scorsa, è arrivata una netta affermazione per 3-0 ai danni del TC Castrovillari B: dopo i successi nei due singolari d’apertura, la giornata si è chiusa con una vittoria in due set nel doppio conclusivo, che era ormai pleonastico ai fini dell’esito del confronto, ma ha confermato ancor di più il divario tra le due squadre. Contemporaneamente, nel girone B del versante cosentino, anche l’Associazione Sport Rossano B è partita bene, riuscendo ad imporsi per 2-1 sul TC Queen’s B, che domenica prossima sfiderà proprio il TC Alto Jonio. E’ iniziata, dunque, la lunga strada che porterà quattro formazioni calabresi a conquistare, nel mese di ottobre, la promozione in serie D2. Questa fase iniziale, a carattere provinciale, si chiuderà il 26 giugno: le prime due di ogni girone si qualificheranno per il secondo turno. Tra le formazioni cosentine le migliori sette approderanno alla fase conclusiva regionale, nella quale confluiranno anche quattro squadre della provincia di Reggio e cinque da Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Francesco Cozzo

corsa DOMODOSSOLA Si è svolta domenica 12 giugno la prima prova del Campionato Italiano di Corsa in Montagna su un percorso di sola salita, molto suggestivo e veramente duro con pendenze che arrivavano al 30%. Il tracciato partiva dal centro del paese e dopo 600 metri iniziare la salita chiamata Calvario dopodiché prendere i sentieri che portavano su in cima. Per la gara senior maschile grande prestazione del piemontese Gabriele Abate che vince davanti al 6 volte Campione del Mondo Marco de Gasperi e davanti i già affermati gemelli Martin e Bernard Dematteis che erano all’esordio con la maglia dell’esercito. In questa gara lunga 11850 metri circa con 1400 metri di dislivello ottima prestazione del cosentino Guido Barbuscio che si è classificato al sesto posto tra le promesse e sessantesimo assoluto mentre era all’esordio Pasquale Mazzotta atleta cosentino tesserato per l’Asd Marathon Cosenza che con un ottima gara è giunto al 141° posto assoluto e settimo posto di categoria. Nella gara junior maschile ottima prestazione di Umberto Marino anche lui tesserato per l’Asd Marathon Co-

Marco Barbuscio sorprendente Quinto nel campionato italiano

senza che è giunto al quattordicesimo posto che dimostra la grande crescita dell’atleta cosentino, ma in questa gara è da segnalare il grande ritorno di Marco Barbuscio tesserato per l’Esercito Sport&Giovani che dopo 3 mesi di stop che lo hanno tenuto lontano dalle gare e allenamenti fino a un mese fa, ha ottenuto un quinto posto che nessuno e neanche lui prima della partenza aveva immaginato. Questa piccola impresa Marco l’ha ottenuta grazie al suo impegno e la sua tenacia che ha in gara perché praticamente senza allenamento è arrivato a un passo dalla convocazione per i Campionati Europei e dal primo posto in gara che era a pochi secondi, e tutti ci chiediamo cosa avrebbe potuto fare Marco con un minimo di allenamento. A fine gara l’atleta cosentino era incredulo di cosa era riuscito a fare e le sue parole a caldo parlano di un impresa che rimarrà nella storia dato la sua vicenda. Certo rimane il rammarico che l’europeo era lì a pochi secondi e Marco era quasi riuscito in un impresa memorabile. Accompagnato dal suo papà-tecnico Enzo Barbuscio e dai suoi amici e fratello.


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N O N S O L O C A L C I O volley - serie b2

calcio da tavolo

Farmacia Malena: Porretta in panchina COSENZANeanche il tempo di festeggiare la promozione che la Farmacia Malena cambia la guida tecnica. Passata la sbornia della promozione, è arrivata l’ufficialità sulla guida tecnica della prossima stagione: a guidare la squadra bianco verde in serie B2 ci sarà Marco Porretta, che andrà a sostituire Marco Bastone . Il giovane tecnico uscente, infatti, non è stato riconfermato dopo aver guidato la Farmacia Malena nelle ultime due gare di campionato e nelle sfide play off contro la Spinella Marmi e nella finalissima contro la Cav Gallico. Una decisione che mette in luce gli obiettivi mai nascosti della squadra del presidente Malena. Malena ha preso la squadra dalla prima divisione e punta con decisione alla B1, anche se per la prossima stagione a Porretta sarà chiesto, probabilmente, di fare un campionato di assestamento, evitando, però, ogni rischio di coinvolgimento nella zona salvezza. Porretta ha già, comunque, lavorato in Calabria e conosce buona parte della squadra, che sarà rinforzata in alcuni punti strate-

gici. L’ingaggio di Porretta libera Marco Bastone, dopo aver raggiunto il suo obiettivo, mentre il mercato dei tecnici continuerà nelle prossime settimane, con alcuni coach come ad esempio Antonio Pupello, esonerato a fine stagione proprio da Cirò che saranno ambiti dalle piazze calabresi e non. Senza dimenticare, Giovanni Fascì che, dopo l’avventura di Gallico, è pronto a rilanciarsi nel volley calabrese. Tecnici che, molto probabilmente, rimarranno nell’orbita della Serie C, mentre in serie B2 le altre squadre calabresi come Cinquefrondi, Cutro e Vallecrati stanno valutando al meglio la programmazione. In casa Vallecrati, in particolare, a tenere banco sarà il mercato, con mister Maurizio Iaquinta che quest’anno punta a una squadra con maggior tasso tecnico per potersi salvare con più tranquillità. Potrebbero essere, però, cinque o sei le squadre che parteciperanno al girone calabro-siciliano, poiché si rincorrono le voci di squadre calabresi interessate alla compravendita di titoli. Massimo Maneggio

Il Subbuteo fa tappa a Reggio Calabria REGGIO CALABRIA Consueto appuntamento con il Calcio da Tavolo targato Reggio Calabria. L’Act Reggio 2004, ha organizzato la sesta edizione del torneo internazionale “Città di Reggio Calabria”, che si svolgerà sabato 18 e domenica 19, presso il Centro Commerciale “La Perla dello Stretto” a Villa San Giovanni. A partire dalle ore 14:00 di sabato, si disputerà il torneo a squadre, mentre dalle ore 9:00 di domenica, ci saranno i tornei individuali, nelle categorie Open, Veteran, Under 19, Under 15 ed Under 12. Un torneo nel torneo, nell’edizione 2011, poiché a partire dalle ore 10:00 di sabato, ci sarà anche il torneo “Coppa del Mediterraneo”, che disputerà la prima parte a Reggio Calabria e la seconda a Messina nel mese di Settembre. Impegno sempre più crescente quello della squadra del Presidente Cotronei, che porta a conclusione un altro anno fatto di soddisfazioni e di continui passi in avanti da parte della squadra e dell’organico; l’avere sfiorato

l’accesso alle finali nazionali del campionato di Serie D, per altro organizzato proprio a Reggio Calabria, è la riprova di quanto bene stia lavorando la società reggina. L’ingresso è libero e gratuito e con la presente, si invita la signoria vostra a partecipare all’evento sportivo.

basket

Viola, bilancio più che positivo Il presidente Muscolino ha saputo rilanciare anche il settore giovanile REGGIO CALABRIA Il progetto Viola è cominciato bene. La formazione neroarnacio chiude con un bilancio positivo la stagione sportiva 2010-11 ed anche dal punto di vista societario si può tranquillamente affermare che si è fatto un grosso passo in avanti. Il presidente Muscolino ha detto che sarebbe stato un anno importante in cui si sarebbe rafforzata la compagine interna di una struttura che aveva bisogno di certezza. Ed una è arrivata dalla carica di direttore generale, occupata da Gaetano Condello. L’ex playmaker delle giovanili della Viola è stato uno degli artefici principali della grande stagione e l’uomo che Muscolino ha armato per portare avanti le sue idee. Condello sa come muoversi nel basket moderno e lo ha dimostrato in questa sua prima stagione alla Viola pagando però uno scotto a livello emotivo che lo hanno portato a prendersi una pausa di riflessione. La gestione Muscolino è stata importante anche per il rilancio del settore giovanile. A settembre, è stato nominato Pasquale Iracà come responsabile tecnico e l’ex coach di Gioia Tauro ha fatto u grande lavoro. Sono stati raggiunti dei traguardi importanti come la conquista dei titoli regionali under 14 ed Under 17; la squadra che ha militato in Serie D è salita di categoria; i giovani presenti nel vivaio sono cresciuti tantissimo grazie anche al lavoro dell’allenatore “d’importazione” Giuseppe Di Manno, gio-

Fiore all’occhiello la conquista dei titoli regionali under 14 ed under 17

superenalotto Nessuno centra il “6” ESTRAZIONE giovedì 16-6-2011 Bari Cagliari Firenze Genova Milano Napoli Palermo Roma Torino Venezia Nazionale

44 43 38 1 10 12 84 16 33 22 13

61 47 1 20 85 76 62 21 29 81 88

77 5 76 36 12 25 89 2 12 63 4

71 68 41 83 1 20 12 63 76 39 65

5 9 54 26 74 52 64 25 45 77 78

Concorso n° 72 16-6-2011 18 - 48 - 57 - 59 - 84 - 87 numero jolly 6 numero superstar 43 Montepremi totale del concorso 34.040.779,94 6 5+1 12 punti 5 33.680,60 1.032 punti 4 391,63 40.307 punti 3 20,05

vane allenatore che ha impressionato tutti per capacità e professionalità. La Viola è ritornata ad essere un simbolo sportivo di cui la città è tornata ad entusiasmarsi come testimoniano le presenze sugli spalti del PalaCalafiore in questa stagione. E’ vero che la gente reggina sa scaldarsi quando vede dei messaggi positivi ed, infatti, in città di è tornato a parlare di Viola con un senso diverso rispetto alla malinconia del passato. Adesso non si deve tradire la fiducia di un pubblico che vuole crescere assieme a questa Viola. Tutti sognano il ritorno nella massima serie ma Muscolino è stato chiaro: la sua Viola farà un passo alla volta ed, infatti, le prime fondamenta gettate in questa annata fanno ben sperare per un futuro di una realtà che, finalmente, chiude una stagione senza appelli e problemi societarie, e se si pensa al recente passato, questo è già un grande traguardo. Giuseppe Dattola

calcio a cinque

Magic Games, si lavora per una rosa di qualità Il dg Paolo Barbarossa rinforza l’organico di Abate con Tarsitano e i fratelli Bisignano

Abate (foto ilpalloneinrete.it)

COSENZA Continua inarrestabile il lavoro del dg Paolo Barbarossa nell’allestire la rosa per la Magic Games edizione 2011/2012. Ed ecco che dopo Abate, Metallo e Mirabelli, altre tre importanti pedine vanno a potenziare la scacchiera tattica della compagine cosentina. A sottoscrivere l’accordo questa volta sono Carmine ed Andrea Bisignano insieme a Raffaele Tarsitano. Per tutti e tre gli atleti si tratta di una riconferma. I fratelli Bisignano approdati alla corte del presidente Reda sul finale della passata stagione, hanno voluto esprimere tutto il proprio apprezzamento e quindi sottoscrivere l’importante nuovo progetto. Si tratta di due giocatori che come noto hanno calcato, per diverse società calabresi, i campi di serie B e C1 e sulla cui esperienza maturata fa molto affidamento mister Abate. «Siamo felici – ha dichiarato Carmine Bisignano – di poter far parte di un progetto i cui condottieri siano Francesco Reda e Paolo Barbarossa, due generazioni diverse ma che insieme rappresentano slancio giovanile

ed esperienza. Siamo qui – ha concluso Bisignano – non per un ennesimo successo, perché in questi anni gioie ed amarezze ne abbiamo avute a iosa, ma siamo qui per essere parte attiva del rilancio del calcio a cinque a Cosenza». L’altra riconferma ha riguardato il giovane Raffaele Tarsitano, classe 1987, da qualche stagione in forza alla Magic Games dopo una esperienza nella Popily Street. Tarsitano ritrova il suo vecchio Presidente essendo stato proprio Barbarossa ad avviare Raffaele all’età di 18 anni al calcio a 5 nella mitica Under 21 del Cosenza. «Raffaele è un giocatore – ha detto il dg – un po’ demotivato in questi ultimi due anni, ma ritengo che se sapremo ridargli le giuste dritte lo riconquisteremo alla grande e potrà essere un elemento importante per l’assetto tecnico-tattico». Il dg Barbarossa sta intanto lavorando alla riconferma di altri giovani, già tesserati per la Magic, ed all’ingaggio di due giocatori di categorie superiori che completerebbero lo zoccolo duro della squadra.


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N O N S O L O C A L C I O formula uno - il niet

La Fia: «No al Gp del Bahrein» La decisione scaturisce dalle violente rivolte in atto in tutto il paese PARIGI Dopo un consiglio mondiale del motorsport, due rinvii e mille polemiche si è finalmente arrivati al capolinea. Il Gp del Bahrain per la stagione 2011 non si farà, decisione ufficiale targata FIA che mette la parola fine a questa incredibile vicenda, in grado di avvelenare il clima sia nel paddock che tra gli stessi tifosi. Le rivolte sociali nel paese aveva portato alla cancellazione della data inizialmente prevista (doveva essere la gara d’apertura), riuscendo però ad ottenere una opzione di rinvio grazie alla pressione di Ecclestone e dei vari organizzatore/sponsor. La questione è stata esaminata dalla Federazione per ben due volte, sino ad arrivare alla riammissione in calendario per il 30 ottobre, spostando la trasferta indiana addirittura l’11 dicembre. Avvenimenti chiave - Un cambiamento che ha innescato un ferma protesta sia tra i team partecipanti, non disposti in alcun modo a terminare il campionato così tardi, sia tra le varie associazioni umanitarie brave a denunciare una situazione tutt’ora instabile e precaria, in totale contrapposizione a quanto detto dallo stesso governo,

segno che si è voluto nascondere la realtà con frettolosi slogan e parole eccessivamente ottimistiche. Persino lo stesso Bernie ha fatto un passo indietro optando per il ritorno solo nel 2012 e non a stagione in corso. Successivamente è arrivato anche un comunicato stampa degli stessi organizzatori, i quali accettavano la scelta della FOTA e del patron del circus, auspicando ad un ritorno in tempi più sereni così da evitare l’insorgere di ulteriore attriti. La parola è quindi ritornata al Consiglio Mondiale che, tramite una votazione avvenuta via fax e con risultato unanime, ha decretato la definitiva rimozione dell’evento, con il ritorno del Gp in India

per il 30 ottobre e il Brasile nuovamente il 27 Novembre come gara conclusiva. Gli appuntamenti iridati quindi restano diciannove e non venti come inizialmente previsto, con il Sakhir già concentrato al suo ritorno previsto per marzo dell’anno prossimo. L’attuale bozza delle gare per la stagione a venire la vede nuovamente come gara d’apertura, occasione che gli arabi non vorranno in alcun modo perdere vista l’importanza mediatica di una gara della massima serie. Sperando che nei prossimi mesi la popolazione del Bahrain possa ritrovare il sorriso e accogliere nuovamente i loro campioni con affetto e spensieratezza.

Karate, premiati i ragazzi del Csk I giovani e promettenti atleti si sono misurati in diverse discipline SIDERNOAlla presenza di un folto pubblico di genitori ed amici venuti ad assisterli e sostenerli, gli atleti del Csk si sono misurati nelle prove d’esame previste: Kumitè (combattimenti), Self Defence, Kata Musicali, Kata Federali e Kata con Armi (Spada, Bastone e Nunchaku), Kihon Ippon Kumite (applicazioni a un passo di tecniche di combattimento a coppie) ottenendo tutti punteggi di gran lunga superiore al minimo necessario al superamento dell’esame. Gli allievi esaminati da Vincenzo Urisno erano:Vincenzo Figliomeni che ha conquistato la cintura nera Primo Dan mentre confermano la cintura marrone/nera Vincenzo e Domenico Macrì, Vincenzo Scruci, Domenco Cordì e Tommaso Figliomeni; guadagna la cintura marrone Alberto Guarnaccia; ai

giovanissimi Antonio Gurnari e Mattia Gulloni va la cintura blu mentre la verde per Antonio e Francesca Letteri, Riccardo Guarnaccia e Giuseppe Scarfò; per quanto la cintura arancione hanno raggiunto l’obiettivo Domenico Muscari, Jacopo, Alberto Mittica, Beatrice Barranca, Daniele, Manuel Urzino e Vincenzo Guttà. Infine, per i nuovi arrivati di questa stagione sportiva, viene assegnata con grande merito la cintura gialla agli atleti Pietro Sgambelluri, Lorenzo Scerbo, Giorgio e Carmelo Ercolani, Francesco Celestino, Domenico Franzoi, Orlando Fuda, Giuseppe Oppedisano, Stefania Scali, PinoAntonio, Sarah Velardo e Antonio Minetola. Ricordiamo che questa iniziativa rientra nel Progetto Karate Giocando: la scoperta del proprio corpo attraverso il karate.

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06:00 News Euronews 06:10 Aspettando Unomattina Estate 06:30 Tg1 - CCISS Viaggiare informati 06:45 Unomattina Estate 08:00 Tg1 09:00 Tg1 10:50 Un ciclone in convento 11:40 La casa del guardiaboschi 12:35 Verdetto finale 13:oo Tg1 14:10 Il Commissario Manara 15:05 Sri Lanka 17:15 Le sorelle McLeod 17:55 Il commissario Rex 18:50 L’eredità 20:00 Tg1 20:30 Da Da Da

07:00 Cartoon Flakes (fino alle 09:15 in onda programmi per i più piccoli) 09:30 American Dreams - telefilm 10:15 Rai Educational Cantieri d’Italia 10:30 Tg2 10:40 Medicina 33 10:50 Tg2 Costume & Società 13:00 Tg2 13:50 Eat Parade 14:00 Ghost Wisperer 14:50 Army wives 15:35 Top secret 16:20 Las Vegas 17:05 One Tree Hill 17:50 Tg Sport 18:15 Tg2 18:45 Cold Case - omicidi irrisolti 19:40 Senza traccia 20:30 Tg2

07:30 Tgr Buongiorno Regione 08:00 La Storia siamo noi 09:00 Dieci minuti di... 09:10 Agorà - Premio Letterario Mondello 11:00 Apprescindere 12:00 Tg3 12:50 Le storie - Diario italiano 13:10 Julia 14:00 Tg Regione 14:20 Tg3 15:05 Wind at my Back 15:45 Piedone l’africano - con Bud Spencer 17:40 Geo Magazine 19:00 Tg3 19:30 Tg Regione 20:00 Blob 20:15 Vita da strega 20:30 Un posto al sole

07:30 Nash Bridges I 08:25 Nikita 09:50 Giudice Amy 10:45 Ricette di famiglia con Davide Mengacci 11:20 Benessere - il ritratto della salute con Emanuela Folliero 11:30 Tg4 - Meteo 4 12:02 Carabinieri 13:00 Distretto di polizia 14:05 Forum 15:35 Sentieri 16:05 Vamos a matar companeros - con Franco Nero, Tomas Milian, Fernando Rey regia di Sergio Corbucci 16:55 Tgcom 18:55 Tg4 19:35 Tempesta d’amore 20:30 Renegade

06:00 Tg5 Prima Pagina 07:50 Traffico - Meteo 5 07:55 Borsa e Monete 08:00 Tg5 Mattina 08:40 Finalmente soli I 09:11 Le dieci vite del gatto Titanic- con Yngve Berven 11:00 Forum 13:00 Tg5 - Meteo 5 13:40 Beautiful 14:10 CentoVetrine 14:45 Le avventure della piccola Ociee Nash- con con Skyler Day, Anthony P. Rodriguez, Bill Butler 16:15 Pomeriggio 5 18:50 Chi vuol essere milionario 20:00 Tg5 20:35 Paperissima sprint

06:55 Baywatch 08:30 Dexter (i programmi per i più piccoli proseguranno fino alle 11:00) 11:25 Una mamma per amica 12:25 Studio Aperto 13:00 Studio Sport 14:10 I Simpson 14:35 I Simpson 15:00 How I Met Your Mother 15:30 Gossip Girl 16:25 The O. C. 17:10 Hannah Montana 17:35 Love Bugs con Fabio De Luigi e Giorgia Surina 18:15 18:30 Studio Aperto 19:00 Studio Sport 19:30 Csi Miami 20:30 The Mentalist

06:00 Tg La7 - Meteo Oroscopo - Traffico 06:55 Movie flash 07:00 Omnibus La7 07:30 Tg La7 09:45 Coffee Break 10:30 (ah) i Piroso 11:25 Chicago Hope 12:30 Mondiali Beach Volley 13:30 Tg La7 13:55 Nè onore nè gloria con Anthony Quinn, Alain Delon - regia di Mark Robson 16:35 Jag - avvocati in divisa - le avventure di un pool di avvocati della marina militare americana 18:35 Cuochi e fiamme 19:40 G Day 20:00 Tg La7 20:30 Otto e mezzo con Lilli Gruber

Mettiamoci...

Ncis Los Angeles

Mi manda RaiTre

Quarto grado

L’onore e il rispetto...

Non mi scaricare

Fratelli e (sorelle)...

21,20

21,05 Telefilm Crimini a Los Angeles

... all’opera Show dedicato alla lirica con Fabrizio Frizzi

23:45 TV7 conduce Monica Maggioni 00:30 Rubrica Tg1 notte 01:10 Così è la mia vita ... Sottovoce 01:40 Rai Educational Cantieri d’Italia - di attualità

23:25 Tg2 23:40 Base Luna 00:55 Telefilm - The Nine 01:55 Meteo 2 02:00 Appuntamento al cinema

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Rubrica Conduce Edoardo Camurri

I casi più delicati ricostruiti da Salvo Sottile

... seconda parte Drammatico con Gabriel Garko

Divertente commedia con Kristell Bell e Jason Seagal

...d’Italia condotto da Veronica Pivetti

23:20 Tg3 Linea Notte 23:25 Tg Regione 23:55 Reportage Radici 00:50 Magazzini Einstain 01:00 La musica di Raitre 02:00 Fuori orario (cose mai viste)

23:20 I bellissimi di Rete 4 23:25 La ragazza del lago con Toni Servillo, Valeria Golino, Fausto Maria Sciarappa - regia di Andrea Molaioli 00:00 Infamous- regia di Douglas Mcgrath

spigolature

23:30 Matrix con Alessio Vinci 00:45 Nonsolomoda 25 e oltre 01:30 Tg5 Notte 01:31 Paperissima sprint

23:30 Il mai nato - con Odette Yustman, Gary Oldman, Cam Gigandet - regia di David S. Goyer 00:45 Poker1mania o1:35 Studio aperto Live 01:50 Chante! 02:20 Chante!

23:2o Tg La 7 23:35 Lanterne rosse con Gong Li, He Caifei, Ma Jingwu - regia di Zhang Yimou 00:25 Maledetta ambizione con Timothy Hutton, Lara Flynn Boyle

mezzo secolo fa

Appende il suo cagnolino

Una palestra per nudisti

Si annoiava, Jerzon Senador: il torturatore degli animali. E’ stato chiamato così il ragazzino filippino residente a Calamba, nel bacino costiero della provincia di Laguna, che ha pensato di dare una svolta al suo pomeriggio. Ha appeso il proprio cucciolotto al filo dello stendino, arrotolandogli la pelle dietro la schiena e bloccandogliela con delle mollette, come se il cagnolino fosse la federa di un cuscino. Non pago, ha scattato delle foto all’animale e le ha diffuse via Facebook. Pensava di scatenare l’ilarità di amici, invece è stato sommerso dalle critiche degli internauti. Più di 3mila sono stati quelli che hanno denunciato il giovane sul web.

La crisi colpisce un po’ tutti i settori, ed è necessario trovare idee nuove per cercare di sopravvivere. Una palestra spagnola (anzi, basca) ha trovato un’idea che non sappiamo se riuscirà a risolvere i suoi problemi economici, ma una cosa è certa: le ha fatto guadagnare notorietà internazionale. Infatti, la “Easy Gym” di Arrigorriaga è una delle prime palestre dedicate ai nudisti, dove gli esercizi si svolgono completamente nudi. Il proprietario ha avuto l’idea dopo un’intervista all’associazione dei naturisti baschi, dove emergeva che il 90% avrebbe desiderato poter fare esercizio fisico in costume adamitico.

L

di Mario Massimo Perri

a Calabria in delirio per Dalida. La grande cantante Dalida, calabrese di Serrastretta, annunciò il suo arrivo nella propria terra d’origine per la fine di luglio. Invitata dal sindaco del suo paese, Giuseppe Menotti Mancuso, la celebre interprete assicurò la sua partecipazione al “Festival Verde” nelle serate del 31 luglio e del 1. agosto. Dalida, al secolo Iolanda Gigliotti, era emigrata con la famiglia prima in Libia, poi in Tunisia. Il successo le arrise in Francia, dove successivamente si era trasferita. A Serrastretta, in quegli anni, le intitolarono persino la squadra di calcio. La notizia dell’arrivo di Dalida mise in fermento la Calabria intera. Folle di appassionati cominciarono a recarsi nel paesino per conoscere i luoghi dell’infanzia dell’artista.

l’ora del sudoku

ARIETE 21 marzo 20 aprile

CANCRO 22 giugno 22 luglio

BILANCIA 23 settembre 22 ottobre

Potrai realizzare un tuo desiderio e sprizzerai gioia da tutti i pori. In ambito lavorativo, sarai molto puntuale e preciso. Potrai rilassarti e raggiungere un buon equilibrio psicofisico. Potrai contare su un ottimo andamento della tua situazione economica.

TORO

21 aprile 20 maggio

LEONE 23 luglio 22 agosto

Non dovrai prendere delle decisioni avventate perché rischieresti di mettere in crisi il tuo bilancio economico. Sarai apprezzato. Sul piano intellettuale non avrai concorrenti. In ambito lavorativo, avrai il sostegno di un superiore per un’operazione difficoltosa.

GEMELLI 21 maggio 20 giugno

VERGINE 23 agosto 22 settembre

Vorrai apportare importanti cambiamenti nel tuo ambito lavorativo e deciderai di osare un po’ più del solito. Prenderai decisioni avventate. Avrai modo di frequentare persone nuove che ti rallegreranno con la loro energia positiva. Dovrai attendere tempi migliori.

In questa giornata gli Uscirai dal tuo guscio e La tua visione del quotiastri ti invitano ad evitacomincerai a confidare i diano ti infonde fiducia e re di sbizzarrirti in spese tuoi pensieri alle persoti proietta verso ottime folli e cercare invece di SCORPIONE ne che ritieni più vicine a SAGITTARIO opportunità. Non dovrai analizzarne l’utilità. Sa23 novembre trascurare nessun detta23 ottobre te. In ambito lavorativo, 21 dicembre glio. 22 novembre il clima è favorevole. rai felice.

Avrai modo di ottenere Avrai un atteggiamento dei risultati soddisfacenmolto aperto verso chi ti ti e questo alimenterà le circonda. In ambito lavotue sicurezze. In ambito rativo, avrai la possibilità CAPRICORNO lavorativo, sarai molto ACQUARIO di alimentare i tuoi gua21 gennaio 22 dicembre obiettivo. dagni. 19 febbraio 20 gennaio

PESCI

20 febbraio 20 marzo

Sarai molto meticoloso e questo ti favorirà nei progetti a lunga scadenza. Sarai preso dalle varie incombenze professionali.

Per completare il sudoku è necessario seguire una sola regola: in ogni riga, settore e colonna devono essere presenti solamente i numeri da 1 a 9 (nel caso del sudoku tradizionale). In base a questa regola e allo schema d’inizio sarà possibile risolvere ogni sudoku solamente con la logica e mai inserendo valori a caso.



17-06-2011cs