Page 1

Cooperativa Migros Ticino

Società e Territorio Vigne e ulivi nella grande Lugano: la passione dei contadini di città

Ambiente e Benessere Che cosa è il tempo? Quali malattie producono disturbi della sua percezione? Ce ne parla il neurologo Leonardo Sacco

G.A.A. 6592 Sant’Antonino

Settimanale di informazione e cultura Anno LXXX 13 novembre 2017

Azione 46 Politica e Economia Trimarium: il fronte anti-russo in Europa centro-orientale si arricchisce di un nuovo progetto

Cultura e Spettacoli Il Kunstmuseum di Basilea propone un’imperdibile mostra sul corpo della donna

pagina 13

-83 ping M shop ne 50-62 / 75 i alle pag pagina 3

pagina 27

È arrivato Gué

pagina 39

di Simona Sala pagina 41

Davide Stallone

Salman d’Arabia, condottiero spavaldo di Peter Schiesser Dopo il capitalcomunista Xi Jinping, ecco un altro riformatore con il pugno di ferro: il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, di fatto il numero uno del paese, specie dopo gli ultimi accadimenti (che Marcella Emiliani ci descrive a pagina 29). Se il primo ha dipinto all’orizzonte il «Sogno cinese», di tornare ad essere la superpotenza di riferimento entro la metà del secolo, il secondo ha schizzato la sua «Visione 2030», di un’Arabia Saudita all’avanguardia, con un’economia che si liberi progressivamente dalla dipendenza dal petrolio, socialmente più aperta (alle donne), religiosamente più tollerante – e lo ha fatto presentando la settimana scorsa a 3500 ospiti del mondo della finanza e dell’economia internazionali il progetto da 500 miliardi di dollari di una robotizzata città tecnologica e commerciale, NEOM, e Qiddiya, una città dei divertimenti in stile Disneyland. Tuttavia, l’Arabia Saudita non è la Cina, il Medio Oriente non è l’Asia del Sud-Est, arabi e cinesi hanno storie ed esperienze diverse. Utilizzando con molta disinvoltura l’arma della lotta alla corruzione (Xi Jinping insegna), Mohammed bin Salman si è liberato dei

suoi avversari, inoltre ora ha il controllo di tutte le forze dell’ordine (esercito, polizia e guardia repubblicana), sta mettendo a tacere quegli ulama che nei decenni scorsi hanno tanto contribuito a diffondere il credo fondamentalista wahabita nel mondo islamico, e ha in mano le redini dell’economia statal-famigliare (quasi tutto appartiene ai Saud). Ma, rompendo la consuetudine di una suddivisione del potere e delle ricchezze fra le coorti della monarchia, si sta creando un esercito di nemici che non è detto voglia accettare supinamente di venire spogliato dei privilegi e del potere. E gli investitori stranieri, di cui il principe Salman ha bisogno per riformare l’economia del paese, restano perlopiù in attesa degli eventi, incerti di quali condizioni quadro troverebbero in una «Salman Arabia» (Thomas L. Friedman, NYT) in cui le leggi e le ricchezze sono ad uso e consumo di chi governa, in cui l’assenza di trasparenza permette di imprigionare anche dei miliardari come al Waleed bin Talal con l’accusa di essersi arricchiti indebitamente ma a Mohammed bin Salman di acquistare la scorsa estate uno yacht per 550 milioni di dollari senza rendere conto della loro provenienza. Per contro, il «repulisti» ordinato dal principe ereditario sembra sia stato accolto con favore dalle generazioni più

giovani del paese (il 70 per cento della popolazione ha meno di 30 anni), stanche di un sistema corrotto che non offre molte prospettive professionali interessanti ai cittadini che non fanno parte della famiglia reale; tuttavia queste stesse generazioni dovranno poi dimostrare di sapere compiere una rivoluzione culturale, affrancandosi da un modello economico in cui a lavorare erano soprattutto gli stranieri, mentre i sauditi venivano impiegati e pagati dallo Stato per non fare praticamente nulla. Ma lo scetticismo si trasforma in preoccupazione, quando dal fronte interno lo sguardo si volge a quello esterno: Mohammed bin Salman ha reso più muscolosa la politica estera saudita: è stato il principe ereditario a scatenare la guerra contro lo Yemen, è lui che vuole tener testa militarmente all’Iran, ad imporre il blocco sul Qatar, sempre lui ad aver imposto al primo ministro libanese Hariri di annunciare le proprie dimissioni (dalla capitale saudita Riad) e di criticare gli sciiti libanesi di Hezbollah, sponsorizzati da Teheran. In Trump, il principe Salman può trovare l’alleato ideale per fronteggiare i persiani, ma una guerra fra i due paesi non può essere nell’interesse di nessuno: non si modernizza e stabilizza l’Arabia Saudita mentre tuonano i cannoni.


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

2

Attualità Migros

M Migros al femminile

FCM Simonetta Sommaruga è stata l’invitata d’onore alla 183esima Assemblea dei delegati

della Federazione delle cooperative Migros, che si è tenuta a Zurigo il 4 novembre. All’ordine del giorno: la posizione delle donne nelle funzioni dirigenziali delle aziende

Daniel Sidler, Pierre Wuthrich* Presidente dell’Assemblea dei delegati della Federazione delle cooperative Migros (FCM), l’organo supremo del dettagliante, Ursula Nold non fa le cose a metà. Così, quando in occasione della penultima riunione un partecipante ha voluto sapere cosa fa Migros per aiutare le donne ad accedere più facilmente ai posti chiave, la presidente ha reputato che non si potesse rispondere alla domanda in qualche minuto e si è impegnata a ritornare a breve sull’argomento. La scorsa settimana, in occasione della 183ima Assemblea dei delegati, la promessa è stata mantenuta – e in che maniera. Perché per parlare del ruolo della donna nelle imprese Ursula Nold ha invitato un ospite di rilievo, nella persona di Simonetta Sommaruga. Una novità per un’assemblea dei delegati! Al momento di prendere la parola, la consigliera federale si è dimostrata schietta. Per lei la situazione alla Migros è ben lungi dall’essere perfetta, dal momento che poche donne sono presenti nelle alte istanze dirigenziali. La ministra di giustizia ha in seguito evocato il proposito del Consiglio federale d’introdurre dei valori di riferimento per la rappresentanza dei sessi nei consigli di amministrazione e nelle direzioni delle società quotate, ai quali la Comunità Migros potrebbe ispirarsi. Alla domanda sul perché nel mondo imprenditoriale la gran parte dei quadri superiori è costituita da uomini, Simonetta Sommaruga ritiene che il mondo del lavoro non sia favorevole alle famiglie. E ha menzionato alcune

Attorniata dalle donne con cariche dirigenziali all’interno della Migros, la consigliera federale Simonetta Sommaruga e, alla sua sinistra, Ursula Nold. (Severin Nowacki)

vie per porvi rimedio. «Nell’amministrazione federale, il regolamento offre la possibilità a un collaboratore, uomo o donna, di abbassare del 20% il proprio tempo di lavoro dopo una nascita e di mantenere lo stesso lavoro e, soprattutto, le stesse responsabilità. Quando dei quadri superiori approfittano di questa offerta, danno un segnale forte a tutti gli impiegati», si è rallegrata Simonetta Sommaruga. Ha poi precisato che nel suo entourage professionale, difficile ed esigente, numerose donne le hanno confidato che non avrebbero potuto

arrivare a tale livello gerarchico se i loro mariti non avessero ridotto il loro tempo di lavoro. In breve, la carriera delle donne è anche un affare di coppia. Da parte sua, Fabrice Zumbrunnen, membro della Direzione generale della Federazione delle cooperative Migros e responsabile del Dipartimento risorse umane, affari culturali e sociali, tempo libero, ha precisato che la percentuale di donne con statuto di quadro o membri di una direzione non cessa di crescere presso Migros e che nel confronto con le cento aziende più

grandi del paese, il tasso registrato dal distributore è superiore alla media. In seguito, dopo aver ringraziato per il suo impegno Herbert Bolliger, per dodici anni presidente della Direzione generale della FCM e giunto alla sua ultima assemblea prima del pensionamento, il plenum ha preso congedo da una donna eccezionale, Charlotte Hug. A lungo collaboratrice diretta del fondatore della Migros, a partire dagli anni Settanta ha dimostrato che una donna poteva dirigere un dipartimento

chiave, prendendo le redini della stampa Migros. Oggi, a 86 anni, la vodese lascia la Fondazione Gottlieb e Adele Duttweiler, mettendo così fine a una lunga carriera in seno alla Migros. Per i lungi anni trascorsi lavorando per il buon funzionamento dell’azienda e per far vivere l’idea Migros, i delegati e gli invitati presenti hanno applaudito a lungo Charlotte Hug nel corso di una toccante standing ovation. / MM * Redattori di Migros Magazin

Un impegno contro la solitudine

Migros Ticino, i mesi della solidarietà

servirà a sostenere progetti di beneficenza a favore di coloro che soffrono per il loro isolamento

collette alimentari in favore di Tavolino Magico

Campagna di Natale 2017 Quest’anno la raccolta fondi

Tra i problemi che colpiscono più di frequente le persone che vivono al margine della società non vi sono soltanto quelli legati alla difficoltà economica, ma anche quelli legati alla solitudine e alla perdita dei legami sociali. Quest’anno Migros ha deciso di destinare i fondi raccolti con la sua tradizionale raccolta di offerte natalizie a

progetti per alleviare questi problemi. Come negli scorsi anni, la vendita dei cuoricini di cioccolato servirà a finanziare attività concrete promosse da cinque sodalizi che si occupano dell’aiuto a chi è in difficoltà, attivi in vari ambiti sociali in tutta la Svizzera. L’aiuto svizzero alle chiese protestanti (HEKS) ha realizzato il progetto «Nuovi giardini» dedicato alla creazione di orti comunitari in cui sono impiegati migranti e collaboratori di Heks. Caritas invece vedrà sostenuto il suo servizio di consulenza per persone che soffrono di eccessivo indebitamento. Inoltre, anche quest’anno una parte del ricavato sarà destinato a Pro Juventute, che lo utilizzerà per finanziare un servizio di consulenza per giovani in situazione di difficoltà. In ambito di assistenza agli anziani è attiva poi

l’associazione Pro Senectute, che offre un intervento personalizzato legato al disbrigo delle attività quotidiane delle persone in età avanzata. Infine, una parte del ricavato andrà al Soccorso svizzero d’inverno, che intende impiegare la sua quota derivata dalla raccolta fondi per organizzare in tutta la Svizzera momenti di festa per persone che vivono con il minimo esistenziale. Acquistando i cioccolatini a forma di cuore alle casse dei supermercati Migros, i clienti potranno contribuire alla raccolta di fondi necessari a sussidiare queste attività. Lo scorso anno l’iniziativa ha permesso di raccogliere 2,8 milioni di franchi, a cui Migros ha aggiunto di sua spontanea volontà un milione. La somma complessiva di 3,8 milioni di franchi è stata suddivisa tra le cinque citate istituzioni benefiche.

Filiali Tornano anche quest’anno le attese

Da inizio novembre alla metà di dicembre in varie filiali di Migros Ticino i clienti di buon cuore avranno la possibilità di prendere parte a diverse collette alimentari, volte a dare un sostegno concreto a chi ne ha bisogno. Dalle ore 10.00 fino alla chiusura dei punti di vendita, saranno presenti dei volontari che raccoglieranno prodotti a lunga conservazione come pasta, riso, latte, farina, scatolame, sale e zucchero. L’iniziativa quest’anno ha preso il via mercoledì 8 novembre al supermercato di Agno, per ripetersi mercoledì 15 a Locarno e il 22 a Mendrisio Sud. L’azione di raccolta di generi alimentari si svolgerà anche di sabato: il 25 novembre, ancora ad Agno e poi a Biasca, Lugano Centro, Pregassona e Taverne. Gli altri appuntamenti solidali previsti sono il 29 novembre alla filiale di Ta-

verne, il 6 dicembre al centro Migros di Biasca e il 13 dicembre a Lugano Centro. Grazie sin d’ora a tutti per la generosità e Buone Feste! Annuncio pubblicitario

Corsi di gruppo tutto l’anno. Abbonamento annuale a soli CHF 740.– (AVS, studenti e apprendisti a soli CHF 640.–) ACTIV FITNESS Bellinzona, Losone e Lugano. www.activfitnessticino.ch


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

3

Società e Territorio Il futuro della Leventina Nuove prospettive e importanti progetti toccano la rete stradale, lo sport e l’energia

La gentilezza fa bene Intervista a Cristina Milani presidente del World Kindness Movement in occasione della Giornata mondiale della gentilezza

Il Premio Mari aiuta una Treebù Telefono SOS Infanzia sostiene progetti a favore dei minori basati sul volontariato: l’esempio di Treebù a Chiasso pagina 10

pagina 8

pagina 4

Un quartiere di ulivi e vigne

Contadini di città – 2 La passione agricola

dei Bianchi e dei Piazza nella campagna della grande Lugano

Matilde Fontana Percorrendo la trafficata arteria che dal quartiere collinare di Besso porta al centro della città di Lugano, potrà capitare ai meno distratti dalla guida in colonna di lanciare un’occhiata ad un insolito cartello agricolo fra gli altri di usuale servizio cittadino: dal crocicchio più prossimo alla stazione ferroviaria indica la strada per raggiungere la Fattoria Moncucchetto. Pochi minuti per lasciare la città e trovarsi in campagna, nei vigneti della famiglia Lucchini. Un gioiello di agricoltura urbana, arricchito dalla prestigiosa firma di Mario Botta per la cantina, dove si vinifica, si degusta la produzione e si cena nel raffinato ristorante dell’azienda. Sicuramente l’enologa e i cantinieri dell’azienda Moncucchetto rientrano nello 0,2 per cento dei lavoratori e delle lavoratrici occupati nel settore primario secondo le più recenti statistiche della grande Lugano (9,6% nel secondario, 89,9 nel terziario). Dello sparuto drappello di impiegati nel settore primario fanno parte anche i collaboratori della Fattoria del Faggio, appartenente alla famiglia Rezzonico: una stalla di 130 capre di razza Saanen, con una produzione di formaggini e formaggelle, in vendita direttamente nel negozietto dell’agriturismo, ma che è ormai inserita da tempo anche nel circuito della grande distribuzione. Si trova a 900 metri di altezza, all’ombra dei Denti Della Vecchia, nel quartiere luganese di Sonvico, acquisito nel territorio di Lugano con l’ultima aggregazione del 2013. Se risalendo la sponda destra del fiume Cassarate i comuni si sono estinti per trasformarsi in quartieri della città, i patriziati continuano imperterriti a svolgere il loro importante compito di guardiani del territorio. Cosicché la Città di Lugano può forse vantare un primato: quello di un patrimonio montano di ben 4 alpi, presentati nel volume Alpeggi del Ticino e del Moesano di Renato Bontognali al pari dei famosi Piora, Cadonigo o Camadra. Dal lago alla Valcolla si trovano in ordine ascendente: l’Alpetto, sul Sighignola, sopra Ca-

prino a 969 m, già proprietà del patriziato di Castagnola; l’Alpe Bolla a 1129 metri sul Monte Boglia, appartenente al patriziato di Cadro, la Corte Nuova a quota 1302 metri, proprietà del patriziato di Certara, e Pietrarossa a 1448 metri di altezza, del patriziato di Colla. Oltre le tradizioni alpestri e le consolidate aziende come il Moncucchetto o Il Faggio, nella nuova realtà territoriale luganese crescono però anche passioni agricole familiari a metà strada tra il diletto e la professione. Scendendo dai 900 metri della Fattoria del Faggio attraverso le selve castanili del patriziato di Sonvico, a quota 600 si incontra uno fra gli uliveti più alti e più a nord della fascia prealpina: un francobollo di terra che pare trapiantato dalla Liguria o dalla Toscana. Lo ha inventato Ennio Bianchi nel 2004, stufo di coltivare erbe per la produzione della tisana Olivone. «È stato veramente un caso – spiega Ennio, pensionato ex posatore di pavimenti che tutti i giorni lascia di buon mattino l’appartamento di Viganello per salire nella sua campagna di Sonvico, un’eredità di 4000 metri quadrati che sono stati per decenni il frutteto di famiglia – Ero alla ricerca di una nuova coltivazione, avevo pensato allo zafferano e persino alle spagnolette, quando su una rivista ho letto l’annuncio di Pro Specie rara, che era alla ricerca di un terreno per impiantare un uliveto sperimentale con varietà antiche. Certo, a 600 metri era una bella scommessa, ma abbiamo provato con 40 piante e l’esperimento è riuscito. Tanto che poi l’ulivo mi ha appassionato, ho aggiunto un’ottantina di altre piante e ristrutturato un piccolo rustico per metterci un frantoio: l’abbiamo inaugurato nel 2007 e con la collaborazione di mio figlio Christian e dell’amico Gabriele Polli l’abbiamo fatto girare ormai per oltre 500 ore». Oggi Ennio Bianchi, con il suo uliveto e il suo frantoio, è un punto di riferimento «olivicolo» per tutto il Ticino e uno degli animatori dell’Associazione Amici dell’Ulivo, che conta oltre 140 soci. Appena sotto l’uliveto dei Bianchi, si allunga nella piana di Dino (al

Il vigneto della famiglia Piazza a Dino.

limitare della città che sale con le sue schiere di casette e palazzine) il vigneto della famiglia Piazza: un po’ Bordeaux e un po’ Borgogna. Anche per Giordano Piazza la passione è nata (quasi) per caso sulle terre di famiglia. «Era il 2000 – racconta Giordano, che di professione fa l’elettricista e il tempo libero rubato alla moglie e ai due figli lo divide tra i filari e la cantina – quando ci siamo giocati una vendemmia eccezionale: ottimo raccolto e gradazione vicina ai 100 gradi oechsle. Poi qualcosa è andato storto nella vinificazione e l’annata è andata praticamente persa. La delusione e la rabbia per gli errori dovuti all’inesperienza mi hanno quindi spronato a studiare, approfondire, sperimentare, rubare il mestiere». Del resto, quella della viticoltura, nella famiglia Piazza, è una storia che risale a nonno Riccardo, che fu tra i fondatori dell’allora Federazione Viti-

coltori della Svizzera italiana e che già negli anni 30 del Novecento piantò nelle terre di Dino i primi filari di Merlot, vitigno da poco importato alle nostre latitudini. Avanguardia per avanguardia, il Merlot venne successivamente sostituito negli anni 80 dal figlio di Riccardo, Augusto, che si lanciò in controtendenza nella coltivazione del Pinot noir. Infine, nel 2015, Giordano, figlio di Augusto e nipote di Riccardo, ha riportato il Merlot a crescere nelle terre di famiglia. Cosicché, oggi, 6000 ceppi di vigna si suddividono equamente gli 8000 metri quadrati di vigneto della piana di Dino: da una parte una piccola Borgogna con Pinot Noir, Gamaret e Chardonnay, dall’altra una microincursione nella regione del Bordeaux con Merlot e Cabernet Franc. «La nostra – racconta con orgoglio Giordano Piazza – è una produzione familiare, limitata (3000 bottiglie l’an-

no) e di nicchia, ottenuta adottando una coltivazione e una vinificazione naturali: dalla pianta alla nuova cantina, che abbiamo voluto proprio accanto al vigneto per un’autentica lavorazione a chilometro zero». E quella di Giordano è ormai divenuta una passione alimentata anche dai riconoscimenti per la perizia dei suoi assemblaggi: nel 2015 «La Castellanza» vendemmia 2012 ha fruttato una medaglia d’argento al Mondial du Pinot noir, e la medesima annata ha portato «Il Solista» (Merlot affinato in botti di rovere) alla conquista di una medaglia d’argento al Concours Mondial di Bruxelles edizione 2017. Informazioni

«Contadini di città 1» è stato pubblicato sul numero di «Azione» del 23 ottobre 2017.


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

4

Società e Territorio

Alta valle in fermento

Leventina La popolazione e i politici guardano a nuove prospettive a lungo termine con importanti progetti

che toccano principalmente la rete stradale, lo sport e l’energia Stefania Hubmann Un nuovo volto per l’Alta Leventina che fra meno di dieci anni vedrà il suo territorio ancora una volta trasformato da una serie di importanti progetti prossimi alla fase realizzativa. Se AlpTransit rappresenta, come previsto, un duro colpo dal punto di vista turistico e da quello dei servizi ferroviari locali, altre iniziative nazionali e regionali sembrano giocare a favore dell’Alto Ticino, a cominciare dalla seconda galleria autostradale del San Gottardo che porterà con sé la copertura della A2 per un tratto di un chilometro, permettendo di valorizzare il fondovalle. Franco Pedrini di Airolo e Valerio Jelmini di Quinto, sindaci dei due principali Comuni dell’alta valle, ci illustrano le sfide di questo periodo di transizione.

La seconda galleria autostradale del San Gottardo e la copertura della A2 sono tra i progetti che daranno un nuovo volto alla Valle La nuova trasversale ferroviaria sull’asse del Gottardo con tanto di tunnel da record è aperta da meno di un anno, ma l’Alta Leventina guarda già oltre. Benché ancora difficile da quantificare, il calo dei visitatori provenienti d’Oltralpe è una realtà, così come il disagio della popolazione di fronte al peggioramento del trasporto ferroviario. Mentre il Basso Ticino ha guadagnato una buona mezz’ora per raggiungere Zurigo, dall’Alta Leventina ora occorrono 20 minuti supplementari. «Dal 2020 la situazione dovrebbe migliorare – spiega Franco Pedrini – poiché è prevista una collaborazione fra FFS e Südostbahn, la compagnia sangallese specializzata nel trasporto regionale nella Svizzera centrale ed orientale. Si auspica in questo modo di riportare il servizio allo standard precedente l’apertura di AlpTransit». «Questo lasso di tempo permetterà a tutti gli operatori di capire bene quali sono le esigenze attuali e soprattutto quelle future in ambito di trasporto pubblico», gli fa eco Valerio Jelmini. «Al trasporto ferroviario – concordano i due sindaci – sarà indispensabile abbinare un efficiente trasporto su gomma». Per andare dove? Oltre alle attrazioni storiche ormai collaudate – la funicolare del Ritom trasporta ogni anno più di 30mila persone in soli cinque mesi di attività – si tratterà di collegare

alle stazioni ferroviarie complessi come la nuova pista di ghiaccio, l’Accademia dello sport e il Centro nazionale di allenamento freestyle. Accanto al patrimonio paesaggistico, l’Alta Leventina disporrà infatti fra alcuni anni di poli legati alla sua tradizione sportiva che porteranno nuovi visitatori. «Le autorità politiche – proseguono i due sindaci – si stanno impegnando per garantire la realizzazione di progetti di importanza regionale e cantonale, ma l’economia privata è chiamata a giocare un ruolo chiave, inserendosi in queste dinamiche in modo proattivo. È necessario saper sfruttare le opportunità collaterali a questi grandi progetti, ad esempio nell’ambito dell’accoglienza dei lavoratori o ancora nelle opere secondarie come gli accessi e la rinaturazione. Le autorità mantengono stretti contatti con i diversi promotori e con l’economia locale in modo da fungere da trait d’union». I residenti nei cinque Comuni dell’alta valle – Airolo, Quinto, Prato Leventina, Dalpe e Bedretto – sono circa 3500 per una superficie di quasi 280 chilometri quadrati. Il legame con il vasto territorio è forte e vivo, come tengono a sottolineare i due intervistati. «Lo dimostra, ad esempio, la pregiata produzione casearia arricchita negli ultimi anni da nuove iniziative fra le quali si distingue la fabbricazione degli yogurt. Gli abitanti vivono del territorio, contribuendo in questo modo a preservarlo». Tornando ai progetti che in parte modificheranno l’aspetto ma anche le attività dell’Alta Leventina, ancora una volta sarà centrale l’attraversamento delle Alpi. Spiega il sindaco di Airolo: «Nel 2021 dovrebbero terminare le opere di risanamento lungo la A2, ma determinante sarà l’avvio, previsto nel 2020, del cantiere del nuovo traforo autostradale del San Gottardo che si protrarrà per una decina d’anni. Il Comune di Airolo ha ottenuto che il materiale di scavo venga utilizzato per coprire il tratto di autostrada compreso tra la galleria di Stalvedro e la diga dell’AET (Azienda Elettrica Ticinese). La copertura di circa mille metri di lunghezza, con una galleria in parte aperta verso il lato del fiume, permetterà di recuperare prezioso terreno nel fondovalle. È pure previsto il riordino dello svincolo autostradale di Airolo, sempre con l’intento di migliorare la situazione dal punto di vista paesaggistico». Ben tre le opere legate al mondo dello sport. Valerio Jelmini, sindaco di Quinto: «La nuova pista di ghiaccio della Valascia, la cui costruzione dovrebbe iniziare a breve, fungerà da traino anche per l’Accademia dello sport. Quest’ultima è per ora in fase

Il futuro dell’Alta Leventina passa anche dal freestyle. (CdT - Demaldi)

di stallo proprio in attesa che decolli il progetto della pista». Un’attesa che, secondo quanto riportato da «laRegione», sembra mettere a rischio il progetto promosso dalla «Ice sport international academy Sa»: un campus dedicato all’insegnamento dello sport ad alto livello in particolare nei settori dell’hockey su ghiaccio e del pattinaggio artistico. Grande atout di questa iniziativa per la Leventina è la sua ubicazione nell’ex-sanatorio di Piotta che giace in stato di abbandono dopo la sua chiusura nel 1962. Grazie inoltre alla presenza di atleti di punta come Deborah Scanzio, Katrin Müller e la nuova promessa Marco Tadè, la stazione sciistica di Airolo-Pesciüm si è attivata per diventare un centro nazionale di allenamento per le discipline di freestyle moguls, ski cross e aerials. Precisa Franco Pedrini: «La domanda di costruzione sarà presentata a breve con l’obiettivo di realizzare il Centro nel 2020. Una simile struttura manca al momento non solo in Svizzera, ma pure sul piano europeo. Per Airolo-Pesciüm costituisce un’ottima opportunità che si inserisce nella volontà dell’autorità

cantonale di elaborare una strategia per gli impianti di risalita». Altro fronte di grande interesse per il futuro sviluppo dell’Alta Leventina è quello energetico. «La nuova centrale idroelettrica del Ritom – spiega Valerio Jelmini – comporta un investimento di 250 milioni di franchi. Il cantiere aprirà verosimilmente nel 2018, mentre la messa in esercizio è pianificata per il 2022. La nuova centrale sostituirà l’attuale impianto costruito dalle FFS nel 1917». Un’altra iniziativa, bloccata però da un ricorso al Consiglio di Stato, è il Parco eolico del San Gottardo, che per i due sindaci rappresenterebbe pure un’occasione da cogliere piuttosto che da contrastare visto quanto avviene nel resto della Svizzera sulla base della nuova scelta strategica nazionale in materia di energia. Anche senza questo progetto gli investimenti nell’Alta Leventina previsti nei prossimi anni ammontano comunque a circa mezzo miliardo di franchi. Una somma e un fermento assai significativi. Consapevoli dell’impegno e delle opportunità che queste sfide rappresentano per la regione, le autorità hanno per il momento posto

Mondiale entro il 2020 il crowdworking raggiungerà un fatturato pari a 25 miliardi di dollari. Le piattaforme digitali attive su scala globale sono 2300, tra le più famose Amazon Mechanical Turk, una sorta di piazza virtuale creata da Amazon per risolvere le problematiche dei clienti del sito di e-commerce. Solo nel 2012 ha assunto oltre mezzo milione di crowd worker in oltre 100 paesi, il 70% donne. In un’intervista su «Morning Future» il giuslavorista italiano Ciro Cafiero si dice convinto che «siamo alla vigilia di una vera e propria rivoluzione dei modelli occupazionali». La parola chiave del crowdworking è disintermediazione dei tempi e degli spazi: chi si aggiudica l’incarico può trovarsi in qualsiasi parte del mondo rispetto al committente e, rispettando la consegna finale, svolgere il lavoro nei tempi

che ritiene opportuni. La disintermediazione vale anche per l’organizzazione del lavoro: non c’è un contratto di assunzione e di fatto non esistono rapporti di colleganza. C’è uno studio online condotto a livello europeo dall’Università di Hertfordshire e Ipsos MORI, in collaborazione con la Foundation for European Progressive Studies (FEPS), che conferma l’avanzata del crowdworking tra le nuove formule di lavoro contemporanee e globali. Persino in Svizzera dove, secondo lo studio cofinanziato da syndicom e dalla fondazione sovis, il 32% degli intervistati (tra i 16 e i 70 anni) ha già cercato un crowdwork, il 10% esegue il crowdwork almeno una volta a settimana, il 26,1% afferma che il guadagno dal crowdwork rappresenta almeno la metà del reddito complessivo e il 12,5% dice che è la sua unica

in secondo piano la questione di un’aggregazione dei cinque Comuni. Quinto e Airolo contano rispettivamente 14 e 7 frazioni, raggruppando già diverse piccole comunità. La priorità è accordata a progetti da cui l’insieme di queste comunità e di tutti i cinque Comuni possano trarre benefici sul lungo periodo. Benefici in termini economici, ma pure dal punto di vista ambientale. I frutti di questi sforzi potranno essere raccolti grosso modo dal 2025 in poi. Nel frattempo, tengono a sottolineare i nostri interlocutori, la comunità della valle, seppure limitata nel numero, è operosa. Quinto conta oltre venti società, Airolo non è da meno, la gioventù dimostra spirito di gruppo e la popolazione tutta è coinvolta nelle riflessioni sul proprio futuro (vedi l’attività dell’associazione «Airolo in transizione») senza per questo dimenticare il passato. Il prossimo appuntamento al riguardo è per il 14 dicembre nell’aula magna di Ambrì con il documentario Il Sanatorio tra immagini e storie inedite, serata del ciclo «Volontariato di oggi e altruismo d’altri tempi» organizzato per il 75. della Società Samaritani Ambrì Piotta.

La società connessa di Natascha Fioretti L’avanzata dei crowd worker Se non fosse per Rossella non saprei dell’esistenza dei crowd worker. Ci incontriamo in centro a Lugano per un caffè, mi dice «Sai ho fatto un’esperienza! Queste piattaforme digitali davvero ti risolvono un sacco di problemi». Un po’ perplessa, Rossella non è una navigata web surfer, non ha nemmeno un profilo social, le chiedo a quali piattaforme si riferisce e mi dice «Mila, non mi dire che non la conosci?». Mi viene in mente la marca di yoghurt ma non glielo dico, lei prosegue entusiasta «È una piattaforma sulla quale sono finita per risolvere un problema che avevo con la connessione internet di casa». Non vado oltre, il cameriere fa volare in terra lo zucchero, parliamo di altro ma appena arrivo a casa cerco di saperne di più. Mila è una piattaforma collaborativa che mette in contatto

tra di loro persone con elevate competenze tecniche e persone in cerca di risoluzione di problemi. Chi fa parte dei crowd worker di Mila viene definito Friend se è un privato, Pro se è un imprenditore. Per accedere basta registrarsi sulla piattaforma e scegliere il pacchetto di servizi adatto alle proprie esigenze. Mila trova un fornitore di servizi in zona per concordare un appuntamento e risolvere i tuoi problemi. La start up svizzera ha avuto così tanto successo che la Swisscom ne ha acquisito la maggioranza e ora insieme gestiscono «Swisscom friends», la piattaforma che aiuta Rossella e altri clienti Swisscom a risolvere le problematiche tecniche oppure offre la possibilità di collaborare proponendosi come Swisscom friend. E proprio il discorso del crowdworking è quello che più mi interessa. Secondo la Banca

fonte di reddito. I crowd worker cercano vari tipi di lavoro che vanno dal clickwork a lavori altamente qualificati, lavori creativi, servizi legali, contabilità, IT, redazione e creazione di testi. Ad usufruire delle piattaforme collaborative sono anche le grandi aziende che riducono i costi fissi e gli obblighi sociali. «Solo l’11,9% di tutti i crowd worker si definisce in un rapporto mandatario, mentre le piattaforme digitali presuppongono e sfruttano condizioni lavorative del genere per eludere i contributi assicurativi, la previdenza vecchiaia o la perdita di guadagno in caso di malattia» (fonte syndicom). Se volete diventare dei crowd worker e volete sapere quali piattaforme operano nel modo migliore, hanno una buona reputazione e sono puntuali nei pagamenti fate un giro su fair-crowd. work.


Azione QUALI AAALI PREFERITE?

35%

25.90 25 90 invece di 40.80 Vassoio Red Bull, Energy/Sugarfree 24x250 ml

OFFERTE VALIDE SOLO DAL 14.11 AL 20.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK KW46_Angebotswerbung_Anz_Aktion_209x285_DFI_Tray_ED_SF_RZ.indd 3

14.09.17 15:21


Bontà per tutta la famiglia.

30%

6.60 invece di 9.50 Pollo intero Optigal, 2 pezzi Svizzera, al kg

30%

3.85 invece di 5.55

2.80

Lombatina d’agnello M-Classic Nuova Zelanda / Australia / Irlanda / Gran Bretagna, per 100 g

Lattuga rossa Anna’s Best 150 g

conf. da 2

50%

4.95 invece di 9.90 Pancetta a dadini TerraSuisse in conf. da 2 4 x 96 g

30%

2.10 invece di 3.– Filetti di merluzzo MSC pesca, Atlantico nord-orientale, per 100 g, fino al 18.11 nei principali supermercati

20% Filetto di salmone al limone e al coriandolo nonché filetto dorsale di merluzzo MSC in vaschetta di alluminio per es. filetto di salmone al limone e al coriandolo, d’allevamento, Norvegia, 400 g, 12.60 invece di 15.80

a partire da 2 confezioni

50% Tutte le bevande dolci Jarimba da 1,5 l e in conf. da 6, 6 x 1,5 l per es. Himbo, 6 x 1,5 l, 4.95 invece di 9.90

50%

6.05 invece di 12.10 Cornetti al prosciutto Happy Hour in conf. speciale surgelati, 24 pezzi, 1008 g

Migros Ticino Da tutte le offerte sono esclusi gli articoli M-Budget e quelli già ridotti. OFFERTE VALIDE SOLO DAL 14.11 AL 20.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK

Hit

3.85

Pasta per brunsli Anna’s Best 50% di contenuto in più, 750 g

25%

5.90 invece di 7.90 Stella di Natale in vaso da 13 cm disponibile in diversi colori, il pezzo, per es. rossa

conf. da 3

20% Pellicole e carta per la cottura al forno Tangan in conf. da 3 per es. rotolo di carta per la cottura al forno n. 33, FSC, 15 m x 33 cm, 6.– invece di 7.50, offerta valida fino al 27.11.2017

– .5 0

di riduzione l’una Tutta la pasta Agnesi a partire da 2 confezioni, –.50 di riduzione l’una, per es. spaghetti, 500 g, 1.45 invece di 1.95


Bontà per tutta la famiglia.

30%

6.60 invece di 9.50 Pollo intero Optigal, 2 pezzi Svizzera, al kg

30%

3.85 invece di 5.55

2.80

Lombatina d’agnello M-Classic Nuova Zelanda / Australia / Irlanda / Gran Bretagna, per 100 g

Lattuga rossa Anna’s Best 150 g

conf. da 2

50%

4.95 invece di 9.90 Pancetta a dadini TerraSuisse in conf. da 2 4 x 96 g

30%

2.10 invece di 3.– Filetti di merluzzo MSC pesca, Atlantico nord-orientale, per 100 g, fino al 18.11 nei principali supermercati

20% Filetto di salmone al limone e al coriandolo nonché filetto dorsale di merluzzo MSC in vaschetta di alluminio per es. filetto di salmone al limone e al coriandolo, d’allevamento, Norvegia, 400 g, 12.60 invece di 15.80

a partire da 2 confezioni

50% Tutte le bevande dolci Jarimba da 1,5 l e in conf. da 6, 6 x 1,5 l per es. Himbo, 6 x 1,5 l, 4.95 invece di 9.90

50%

6.05 invece di 12.10 Cornetti al prosciutto Happy Hour in conf. speciale surgelati, 24 pezzi, 1008 g

Migros Ticino Da tutte le offerte sono esclusi gli articoli M-Budget e quelli già ridotti. OFFERTE VALIDE SOLO DAL 14.11 AL 20.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK

Hit

3.85

Pasta per brunsli Anna’s Best 50% di contenuto in più, 750 g

25%

5.90 invece di 7.90 Stella di Natale in vaso da 13 cm disponibile in diversi colori, il pezzo, per es. rossa

conf. da 3

20% Pellicole e carta per la cottura al forno Tangan in conf. da 3 per es. rotolo di carta per la cottura al forno n. 33, FSC, 15 m x 33 cm, 6.– invece di 7.50, offerta valida fino al 27.11.2017

– .5 0

di riduzione l’una Tutta la pasta Agnesi a partire da 2 confezioni, –.50 di riduzione l’una, per es. spaghetti, 500 g, 1.45 invece di 1.95


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

8

Società e Territorio

Lo stile di vita gentile

Come rendere autonomi i figli

ne abbiamo parlato con Cristina Milani presidente del World Kindness Movement

Il caffè delle mamme Riflessioni nate dai

Intervista Oggi è la Giornata mondiale della gentilezza,

consigli dispensati dalla blogger Amy Carney

Piccoli gesti di gentilezza fanno stare bene noi e gli altri. (Pixabay)

Alessandra Ostini Sutto La gentilezza è un insieme di qualità – tra cui empatia, altruismo e disponibilità verso l’altro – presenti in ognuno di noi, le quali, quando applicate, rendono più felici noi stessi e le persone che ci circondano. Ad essa è dedicato un movimento cui aderiscono Paesi di tutto il mondo, il World Kindness Movement, il quale ha proclamato una Giornata mondiale della gentilezza, che cade proprio il 13 novembre. Missione del Movimento Mondiale della Gentilezza, nato in Giappone nel 1997, è creare un mondo più gentile. Dallo scorso mese di settembre la ticinese Cristina Milani ne è presidente. Con una laurea in psicologia e dei master in psicologia cognitiva comportamentale e in comunicazione, Cristina Milani dal 2001 è in GWH, una società di pianificazione strategica di brand. Vicepresidente della società, è stata cofondatrice del magazine «Work Style» e si occupa delle sedi di Singapore e New York e della partnership con Great Place to Work Institute. Dal 2011 è inoltre presidente dell’organizzazione Gentletude Switzerland – indicata nel 2013 dal WKM come rappresentante ufficiale per la Svizzera – e Gentletude Onlus. A quello che da qualche anno è diventato il suo «tema del cuore», Cristina Milani ha dedicato La Forza Nascosta della Gentilezza. Il potere dei piccoli gesti che fanno stare bene noi e gli altri. Un libro, edito da Sperling & Kupfer nel mese di ottobre, in cui spiega come declinare questa virtù nei rapporti personali, sul lavoro, verso di noi e l’ambiente. Bastano dei piccoli «esercizi di civiltà», potenzialmente in grado di innescare una rivoluzione morbida. Di queste tematiche abbiamo parlato con l’autrice. Cristina Milani, per cominciare mi piacerebbe avere una sua definizione del termine «gentilezza».

Dalle ricerche che ho fatto per la stesura del libro, sono giunta alla conclusione che sarebbe riduttivo ricondurre il concetto alle buone maniere o alla buona educazione. «Gentilezza» non è però nemmeno solo l’amore e la compassione. È mostrare cura e rispetto verso ciò che veramente conta, e cioè trattarsi con amore, intrecciare relazioni serene e appaganti, coltivare l’empatia e il sorriso, rendere piacevole e accogliente il posto dove stiamo.

Come mai questo tema le sta a cuore al punto da scegliere di dedicare ad esso parte della sua attività?

Ho avuto la fortuna di viaggiare moltissimo per oltre vent’anni. Questo mi ha permesso di osservare come nel mio paese d’origine – espressione con la quale intendo l’Europa dal momento

che ho abitato diversi anni a Milano e a Londra – progressivamente i rapporti interpersonali si raffreddassero, la gente diventasse sgarbata e le città sporche. Finché, con un gruppo di amici, abbiamo deciso di fare qualcosa invece di lamentarci, convinti che ciascuno possa apportare il proprio contributo al cambiamento. Ed è nata così Gentletude, l’organizzazione senza scopo di lucro che si propone di diffondere la gentilezza come stile di vita; innanzitutto, perché ce n’è bisogno?

Soprattutto all’inizio la gente sorrideva quando alla domanda «cosa fai?» rispondevo «diffondo gentilezza». Questo perché la gentilezza tende ad essere banalizzata. Ma secondo me bisogna scavare al di sotto del semplice «buongiorno» o «buonasera». Si capisce così che essa sta alla base di tutto. Essere attenti, per esempio, a quello che succede attorno a noi vuol dire anche sviluppare una sensibilità rispetto al resto del mondo. Concretamente in che modo l’organizzazione che presiede mira al raggiungimento del proprio obiettivo?

Offrendo ad imprese ed istituzioni pubbliche progetti per migliorare la qualità delle relazioni interpersonali, sviluppando progetti educativi rivolti a bambini, adolescenti e alle scuole, promuovendo indagini, organizzando conferenze e seminari e pubblicando una collana editoriale gratuita. Il riscontro ottenuto è buono; riceviamo infatti sempre più richieste di interventi, soprattutto seminari in aziende. E questo grazie al volontariato e alla voglia di partecipare a qualcosa in cui si crede. Lei è stata recentemente eletta a Seul presidente del WKM; Intende apportare dei cambiamenti rispetto a chi l’ha preceduta?

Ne avevo già proposti alcuni quando ero vicepresidente. In primis portare la sede a Ginevra, «città della pace» e «patria» di numerose organizzazioni internazionali. Sicuramente influenzata e supportata dalla mia attività professionale, miro poi a dedicare tempo ed energia alla comunicazione e alla costruzione di un brand solido, in grado di avere un peso sulle decisioni da prendere in relazione a temi che concernono la nostra missione.

L’intervista esce proprio il 13 novembre, Giornata mondiale della gentilezza. Come viene celebrata?

L’idea del Movimento è di suscitare curiosità, in modo che le persone vadano a vedere i progetti in atto nei loro paesi e decidano loro stesse di fare qualcosa per rendere il mondo un posto migliore. Le attività, nello specifico, sono decise dalle singole organizzazioni. In Italia, dove Gentletude è presente come ONLUS, quest’anno collaboriamo con Avis (As-

sociazione Volontari Italiani del sangue) per sottolineare l’importanza del dono, che è un atto di gentilezza. Donando qualcosa di così importante si diventa di fatto ambasciatori di gentilezza. E in Svizzera?

Quest’anno proponiamo una bella iniziativa con la Società Commercianti del Mendrisiotto. Durante la Settimana mondiale della gentilezza, che culmina il 13 novembre, i commercianti hanno voluto sottolineare l’importanza della gentilezza nella loro attività. Questa qualità può anche dare un aiuto agli affari, nel senso che se accolgo il cliente con un sorriso e mostrandomi interessato ai suoi bisogni, molto probabilmente sarà più propenso a tornare per un acquisto futuro. Chi è entrato in uno dei negozi che hanno aderito all’iniziativa, ha ricevuto la spilla della gentilezza – che è il nostro emblema – e significa «Oggi sono gentile… più del solito». Come a dire che la gentilezza non è solo il 13 novembre. In quale misura la qualità di cui stiamo parlando è innata?

Fino a un po’ di tempo fa si pensava che l’essere umano nascesse profondamente egoista. Diverse ricerche, tra cui l’ultima del professor Giacomo Rizzolati sui neuroni a specchio, hanno dimostrato che le qualità della gentilezza sono insite nel nostro DNA. Viene quindi da chiedersi come mai si incontrano spesso persone sgarbate. Qual è la sua opinione a proposito?

A mio avviso un ruolo lo gioca la tecnologia, che velocizzando tutto ci porta a vivere in modo frenetico costantemente proiettati al domani. Spesso, per un malinteso senso di praticità, tendiamo a saltare quelli che definiamo, con un po’ di disprezzo, i «convenevoli», riducendo ogni rapporto ad un semplice scambio. Oltre a ciò, siamo ancora immersi nell’individualismo radicalizzato dalla nostra società, che è poi la base del capitalismo. Una modalità che crea dei comportamenti egoisti e menefreghisti. In un contesto come questo la gentilezza, che ha bisogno di tempi lenti, ha vita dura.

Simona Ravizza Non preparare la strada ai nostri figli, ma prepararli alla strada – come dice il celebre detto popolare – può passare dal far riempire una lavatrice a 10 anni? L’interrogativo è al centro del confronto tra mamme dopo il post della blogger americana Amy Carney Stop doing these 8 things for your teen this school year: «Smettete di fare queste 8 cose per il vostro teenager». L’articolo risale al 19 settembre 2016, ma è rimbalzato ovunque in rete all’inizio di quest’anno scolastico. Sullo sfondo c’è una domanda su tutte: che cosa deve sapere fare un (pre)adolescente? Non è un interrogativo da sottovalutare. Perché l’assunzione di responsabilità, fondamentale per la crescita, può passare anche da mansioni domestiche.

Che cosa deve saper fare un adolescente? Come aiutarlo nell’assunzione di responsabilità? Una delle vie è la condivisione Per Amy Carney, 40enne con tre gemelli maschi e una femmina, tutti teenager, e un bimbo adottivo di 10 anni, bisogna smettere di svegliarli al mattino, preparare la colazione, compilare al loro posto i moduli scolastici, recuperare i quaderni che dimenticano, correre a comprare il materiale scolastico chiesto all’ultimo minuto, fare per loro i bucati, inviare email in continuazione per chiedere colloqui con l’insegnante, intromettersi nell’esecuzione dei compiti. L’obiettivo sacrosanto è di renderli autonomi. Il problema è come farlo nel modo migliore senza trasformarsi in genitori tiranni (il modello della mamma tigre è fallito da tempo). Senza dubbio il modello più valido è un mix di autorevolezza e comprensione. La sfida è trovare l’equilibrio giusto. Nel suo ultimo libro uscito per Mondadori Abbiamo bisogno di genitori autorevoli (aprile 2017), lo psicoterapeuta Matteo Lancini, docente all’Università Milano-Bicocca e presidente della Fondazione Minotauro e dell’Associazione dei Gruppi Italiani di Psicoterapia Psicoanalitica dell’Adolescenza (AGIPPSA), sottolinea: «Bisogna favorire l’autonomia e la responsabilità senza mai lasciarli soli». La psicoterapeuta Maura Manca, direttore dell’Osservatorio nazionale Adolescenza con sede a Roma, spiega ad «Azione»: «Per aiutare i nostri figli a diventare adulti è importante far loro capire che i genitori non sono cuochi, segretari, né colf». Un antidoto, forse, anche per non ritrovarsi gli adolescenti Sdraiati del libro di Michele Serra, che preferiscono la posizione orizzontale a quella eretta, avvolti nelle loro felpe sul divano, mentre guardano la tv e mandano sms in contemporanea: «A dieci

anni riempivo l’annaffiatoio per mio padre, e la facilità con la quale lui maneggiava con una sola mano quei dieci litri d’acqua che io gli porgevo con fatica e impaccio mi pareva il traguardo della mia infanzia – scrive Serra –. Ora che maneggio con la stessa destrezza quei dieci litri, e sono dunque adulto, mi rendo conto che nessuno mi porge l’annaffiatoio». Già negli anni Sessanta Eppie Lederer, nota in tutto il mondo come Ann Landers, nella sua colonna di consigli sul quotidiano statunitense «Chicago Sun-Times» scriveva: «Non è quello che fai per i tuoi figli, ma quello che hai insegnato loro a fare per se stessi che li renderà esseri umani di successo». E in questa missione non basta filosofeggiare, bisogna insegnare anche a fare cose pratiche. Per rispetto nei confronti di chi si dedica loro anima e corpo. «Non ci devono essere troppi obblighi, ma la condivisione è positiva, anche quando si prepara la cena – riflette Manca –. I bambini vedono l’impegno e la passione nel cucinare. E imparano a non dare per scontato quello che mangiano». Meglio mettersi ai fornelli insieme – è il messaggio – che assecondarli nel guardare la tv quando la mamma cucina. All’osservazione «Mamma non hai messo l’acqua a tavola», si può rispondere: «Puoi prenderla tu». «È importante – sottolinea Manca – perché i figli capiscano che anche noi possiamo dimenticarci qualcosa e che tutti possono collaborare per aiutare un po’». È bene ricordare, poi, che i piatti non cadono dal cielo sulla tovaglia, ma qualcuno deve apparecchiare e dai 4 anni in su tutti sono in grado. Lo stesso vale per la lavastoviglie da riempire. «Tra una risata e il racconto della giornata – è il parere di Manca – farli collaborare può diventare un’occasione per stare insieme». I compiti vanno programmati, non eseguiti tutti all’ultimo minuto. «Ai bambini non vanno imposti i tempi degli adulti, se tornano a casa stanchi da scuola devono potersi riposare – chiarisce Manca –. Ma devono sapere che, a un certo punto, tocca a loro prendere in mano i libri». I vestiti sporchi devono essere buttati nel cesto, quelli puliti piegati (anche il pigiama). «Ma sulla sedia piena di magliette e jeans è meglio chiudere un occhio – consiglia Manca –. È sbagliato dare ai figli l’impressione che non possano lasciare nulla fuori posto. Così si sentono in gabbia». La doccia – capelli compresi – va fatta tutti i giorni, non dev’esserci neppure bisogno di ricordarlo. Le luci che vengono accese vanno spente, le briciole che vengono fatte cadere in terra ogni tanto possono essere raccolte con la paletta. «Ma non bisogna mai esagerare con le richieste – scandisce Manca –. L’importante è fare passare il messaggio che non è tutto dovuto né scontato». Con una consapevolezza: le regole servono anche per essere trasgredite.

Come possiamo essere rieducati alla gentilezza?

Nel mio libro parlo di uno stile di vita basato sulla gentilezza. Si parte dal concetto che non si può andare verso gli altri se non si ha cura del proprio corpo e della propria mente. È necessario quindi un lavoro su di sé, non sempre facile in quanto in controtendenza rispetto alle modalità oggi dominanti. Capita di far fatica a non perdere la pazienza ma piuttosto a fermarsi e cercare di capire. Nel libro riporto alcuni suggerimenti che possono aiutare a stare in equilibrio. Una volta raggiunto questo traguardo, cura e attenzione vanno rivolte verso quello che ci circonda.

Collaborare ai lavori domestici è anche un’occasione per stare insieme. (Marka)


PUNTI. RISPARMIO. EMOZIONI. ANCORA PIÙ OFFERTE CUMULUS: www.migros.ch/cumulus

FEBBRE DA STAMPINI CUMULUS Nel portafoglio della tua app Migros trovi il carnet per gli stampini digitali Cumulus. Attivalo ora e per ogni acquisto superiore a fr. 20.– riceverai uno stampino. Ogni terzo stampino sarai premiato con un buono Cumulus di multiplo superiore. Assicurati così un buono per punti Cumulus moltiplicati per 3, 6, 9 e 12 (non cumulabili).

FINO AL 3.12.2017 NELL’APP MIGROS

In ogni filiale Migros, presso tutti i partner Migros, partner Migros VOI e nei supermercati bio Alnatura puoi raccogliere uno stampino digitale al giorno solo fino al 3 dicembre 2017. Trovi ulteriori informazioni e le condizioni di partecipazione nell’app Migros. Buon divertimento con la raccolta e la moltiplicazione dei punti!

Ecco come fare:

1

Attiva il carnet di stampini digitali nell’app Migros.

2

Mostra la carta Cumulus alla cassa.

3

A ogni acquisto di oltre fr. 20.– raccogli stampini.

AVVENTURE LINGUISTICHE CON EUROCENTRES Hai voglia di cambiare aria e di conseguire al tempo stesso un diploma linguistico? Allora Eurocentres è la soluzione perfetta per te. Inglese in Australia o spagnolo nel cuore di Barcellona: con Eurocentres impari le lingue direttamente dove vengono parlate – da quasi 70 anni in oltre 35 scuole in tutto il mondo. Organizza ora il tuo soggiorno linguistico e approfitta degli sconti in corso. Per maggiori informazioni telefona allo 0800 855 875 o consulta il sito www.eurocentres.com. Durata dell’azione: fino all’11 dicembre 2017 per tutte le sedi scolastiche

Approfittane: prenota subito un corso di lingue con soggiorno su www.eurocentres.com o al numero gratuito 0800 855 875 e sulla prenotazione ricevi punti Cumulus moltiplicati per 5. Con un corso di lingue di 4 settimane a Londra incl. alloggio ricevi, ad esempio, 10 000 punti Cumulus invece di 2000. Al momento della prenotazione indica la parola chiave «Cumulus novembre». Ulteriori informazioni: www.eurocentres.com/it/cumulus

5x P U N TI

VITTORIO SGARBI IN «MICHELANGELO» Dopo lo straordinario successo dello spettacolo teatrale «Caravaggio», dove Vittorio Sgarbi ha condotto il pubblico in un percorso trasversale fra storia dell’artista ed attualità culturali del nostro tempo, parte una nuova esplorazione sull’universo artistico di Michelangelo Buonarroti. Uno spettacolo di e con Vittorio Sgarbi. Quando: 25 novembre 2017 Dove: Lugano Prezzo: da fr. 46.60 a fr. 54.45 (invece che da fr. 58.30 a fr. 68.10), a seconda della categoria

Approfittane: inserisci il tuo numero Cumulus nel Ticketshop Cumulus su www.cumulus-ticketshop.ch. Carica i tuoi biglietti sulla tua carta Cumulus e risparmi le tasse di spedizione. Osservazioni: vi è un numero limitato di biglietti per carta Cumulus fino a esaurimento delle scorte. Le ordinazioni multiple vengono annullate senza comunicazione. Informazioni e prenotazione: www.cumulus-ticketshop.ch

20%

DI SCONTO

PER DOMANDE SUL PROGRAMMA CUMULUS: INFOLINE CUMULUS 0848 85 0848


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

10

Società e Territorio

Una Treebù in movimento

Socialità Telefono SOS Infanzia sostiene progetti a favore dei minori attraverso il Premio Mari

Laura Di Corcia Una perdita così non si ricuce subito. Ci vuole tempo, ci vuole coraggio. Ci sono voluti tre anni per l’associazione Telefono SOS Infanzia, dopo la scomparsa del fondatore Federico Mari, avvenuta nel 2014. «Il telefono suona sempre, certo suona un po’ meno adesso e i casi sono più leggeri rispetto a quelli di una volta», spiega Tina Mantovani, che insieme a Cristina Falsone, Lidia Canonico e Paola Primerano Robbiani fa parte del comitato direttivo dell’associazione, coordinata da Paolo Frangi. Meno casi: un risultato se vogliamo positivo, il quale però non cade dal cielo, ma è stato raggiunto anche grazie al lavoro svolto dall’associazione – una pioniera nella Svizzera italiana per quanto riguarda il maltrattamento infantile – che è riuscita nel tempo a deviare le denunce e le segnalazioni telefoniche o via internet verso i servizi già esistenti a livello territoriale. Il telefono squilla meno, è vero, ma non si voleva abbandonare un percorso culturale fatto in quasi 30 anni di presenza sul territorio. Per questo ora l’associazione è impegnata anche su altri fronti, attraverso il Premio Mari dedicato alla memoria del fondatore che verrà assegnato il prossimo 17 novembre nel Municipio di Chiasso e che dal 2015 premia progetti indirizzati ai minori e basati sul volontariato. Come Treebù, messo a punto da Simona Gaggini e Sonia Zanetti. Una tribù, un gruppo saldo, ancorato a delle radici profonde; «tree» in inglese significa al-

bero, si fa gruppo solo se si è radicati. «L’idea di creare un progetto per aiutare i giovani che attraversavano momenti di difficoltà, pensando soprattutto agli adolescenti, ci frullava in testa da un po’ di tempo» precisa Simona Gaggini. «Ci siamo accorte – continua – che fino alla scuola media il sostegno non manca, dopo, invece, i ragazzi e le ragazze con disagi di vario tipo vengono in qualche modo abbandonati o perlomeno non più seguiti da vicino. Casualmente siamo venute a conoscenza del premio Mari, allora abbiamo dato struttura a quella che fino a quel momento era solo un’idea». Era la prima edizione del premio, nel 2015, e il progetto di Simona Gaggini e Sonia Zanetti convinse la giuria, che decise di premiarle affidando loro uno spazio nella sede di Telefono SOS Infanzia a Chiasso. Da lì è andato sviluppandosi una sorta di centro giovanile diurno, aperto a partire da febbraio 2016, volto a offrire ai ragazzi in temporanei momenti di difficoltà un sostegno ad ampio raggio, con lo scopo di rafforzarne l’autostima e aiutarli nel recupero di un progetto di vita qualora quest’ultimo fosse stato smarrito. «Lo scopo è proprio quello di stare bene insieme e di costituire una piccola tribù in cui ciascuno è coinvolto e partecipe, in modo da inoculare in loro la fiducia sia nei confronti delle persone adulte che dei coetanei», aggiunge Simona Gaggini, specificando che lo spazio, aperto il lunedì mattina e il venerdì pomeriggio, è frequentato anche da stranieri che quindi hanno la possibilità di incre-

mentare le competenze linguistiche, il tutto a vantaggio di un’integrazione che parte proprio da progetti di questo tipo. Treebù propone attività individuali e di gruppo, ultime sono da segnalare due interessanti iniziative legate al mondo della moda. La prima, «Gira l’armadio», si basa sulla raccolta di abiti che una volta arrivati al centro devono essere lavati stirati e selezionati e riciclati, rimessi in circolo. «La tematica dei vestiti è arrivata un po’ per caso – precisa Gaggini – abbiamo cavalcato questa idea perché ci sembrava toccasse diversi ambiti: dal riciclaggio all’ecologia, fino allo sfruttamento del lavoro minorile». Un progetto itinerante, che punta tanto sulla collaborazione con le scuole (qualcosa si è già fatto ad aprile con la scuola media di Riva San Vitale), anche per riportare questi giovani fra i banchi e restituire un’immagine diversa del percorso di studi, spesso vissuto e ricordato non in modo positivo. La seconda attività proposta da Treebù si chiama «Guardacheroba»: presso il centro in via Puccini è stato creato un luogo di vendita e incontro dove poter consegnare e acquistare abiti di seconda mano a prezzi modici. Il «mercatino», inaugurato lo scorso sabato, è aperto il lunedì mattina, il venerdì pomeriggio e per un sabato al mese, non ha ovviamente scopo di lucro. Treebù ormai è diventato parte integrante delle attività di Telefono SOS Infanzia, accanto ad altri progetti tra i quali le nuove lezioni di musica al pianoforte con il musicista e compositore Max Onorari per i ragazzi «meno

«Gira l’armadio» è un progetto dei giovani per i giovani ideato dai ragazzi aderenti a Treebù. (progettotreebu.ch)

abbienti» e la collaborazione con il mercatino di abiti usati di Tesserete gestito da Ada Alloi e collaboratori; una nuova strada quella intrapresa dopo la scomparsa del fondatore. «Federico Mari arrivava dappertutto – ricorda commossa Tina Mantovani – il suo maggiore insegnamento è che non ci si può avvicinare al disagio infantile senza prima formarsi. Tutti i volontari prima di mettersi al telefono hanno seguito una formazione di due anni, anche grazie a un gruppo di specialisti che si

20%

è messo a disposizione gratuitamente». Oggi grazie agli sforzi fatti in questi quasi trent’anni la consapevolezza verso le tematiche del maltrattamento è aumentata. «Se ne parla a scuola e anche i pediatri sono più attenti – conclude Mantovani – Questi temi vanno affrontati ma bisogna trovare le parole giuste, occorre convincere le persone che esistono le cose brutte ma esistono anche tante cose belle». Ed è proprio su questo che ha deciso di puntare in questi ultimi anni l’associazione. Annuncio pubblicitario

di riduzione su tutti i mobili

*

OGNI GIOVEDÌ dalle 19 alle 21 (fino a giovedì 30 novembre compreso)

* Sconto valido esclusivamente sui mobili acquistati e ordinati (contratti) nei giorni e nella fascia oraria indicata. SCONTO NON CUMULABILE CON PROMOZIONI GIÀ IN CORSO. Escluse le prestazioni di servizio.

Orari d’apertura Micasa S. Antonino: lunedì–venerdì: 9.00–18.30 giovedì: 9.00–21.00 sabato: 8.00–17.00


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

11

Società e Territorio Rubriche

Lo specchio dei tempi di Franco Zambelloni L’altro volto del bene Ogni settimana ormai – se non ogni giorno – mi aspetto di leggere la notizia di un nuovo attentato: la frequenza con la quale si ripetono simili atti di fanatica violenza mostra infatti la tendenza a crescere. E ormai non si tratta più soltanto di qualche integralista islamico che porta la jihad in giro per il mondo, secondo l’ordine del califfo al-Baghdadi: «Da Raqqa a Parigi, dalla Siria all’Europa: porteremo la guerra dove vive il nemico». E il nemico, s’intende, è chi crede nella fede rivale, i cristiani, che il califfo ha giurato di «non far più vivere in pace». Si direbbe che ci stia riuscendo. Il primo giudizio che viene alla mente, in casi del genere, è che si tratti di gesti di una follia criminale: ma è un giudizio semplicistico. L’aggressività umana è ben documentata per tutto il corso della storia, ma è significativo che la maggior parte degli omicidi e degli atti di violenza sia stata com-

piuta in nome della giustizia. Sembra assurdo che per fare giustizia si voglia un tributo di sangue: ma uno studioso come Steven Pinker ha attestato, sulla base di una buona documentazione, che le cose stanno così. Se una persona si sente insultata, offesa; se vede rifiutato il suo Dio; se è tradita dal coniuge; se si ritiene comunque vittima di una ingiustizia, la rabbia che conseguentemente cresce dentro può esplodere in un atto di violenza. Così, si combatte per fare giustizia – beninteso, una giustizia valutata soggettivamente e che porta ad un gesto di vendetta. Credo che meccanismi del genere siano alla radice degli atti terroristici, anche non di matrice religiosa, che si fanno sempre più frequenti: il pazzo che spara da una finestra sui passanti, quello che lancia un furgoncino lungo una via falciando i pedoni, le bande giovanili dedite ai pestaggi e ai vandalismi, sfogano verosimilmente la loro

frustrazione, un senso di fallimento, che intimamente leggono come l’ingiusta violenza della società nei loro confronti. Ma la violenza religiosa è più interessante da decifrare. Anche in questo caso, non è certo l’estremismo islamico di oggi ad inaugurare il rapporto tra religione e violenza: come ha scritto Umberto Eco, «gli uomini non fanno mai il male così completamente ed entusiasticamente come quando lo fanno per convinzione religiosa». E qui, mi pare, affiora l’aspetto più sconcertante della questione: quando si decretava lo sterminio degli Albigesi; quando i crociati buttavano dalle mura di Gerusalemme donne e bambini; quando si bruciavano eretici e streghe – in tutti questi casi si compiva il male in nome del bene. Una delle letture più acute di questa paradossale contraddizione l’ho trovata in un libro di Tzvetan Todorov

che ha per titolo L’altro volto del male. Il libro svolge un’analisi dei regimi totalitari e ne mette in luce la disumanità; ma – ed è qui il fascino della sua analisi – al tempo stesso ne indaga le relazioni con il bene e mette in evidenza che i tanti delitti, le infinite violenze commesse da quei regimi, traevano origine, in fondo, dalla volontà di bene che ispirava l’ideologia totalitaria. Hitler – per ricorrere all’esempio più ovvio – avvertiva se stesso e il suo popolo come vittime dell’ingiustizia perpetrata dal trattato di Versailles: per il fatto stesso di essere un vinto, si convinceva di avere diritto a un indennizzo da parte dei vincitori. E certamente aveva degli ideali, che applicava nella forma più crudele: la sua figura mostra con tutta evidenza tratti da psicopatico e da questa patologia derivava la disumanità delle sue scelte politiche; ma quelle scelte erano fondate su ideali della cui nobiltà il Führer era certo convinto

– il trionfo del popolo germanico, la salvezza della razza ariana. La storia gli ha dato torto; se avesse vinto, forse oggi lo venereremmo come un santo. Giustamente Todorov ammonisce che ogni visione manicheista della storia è falsa e ingannevole, e che il bene e il male non si danno mai nella forma pura, bensì convivono l’uno accanto all’altro – o forse l’uno dentro l’altro – anche se con prevalenze alternanti. Cosa che già Rousseau aveva detto chiaramente: «Il bene e il male colano dalla medesima sorgente». Ma quante lacrime sono colate e colano da quest’unica sorgente! Sicché, portando all’estremo paradosso questa costante mescolanza di bene e di male e il loro continuo rovesciamento, mi verrebbe da pensare – come già altri hanno scritto – che forse il più grande benefattore dell’umanità sarebbe colui che trovasse il modo di annientarla definitivamente.

dimora eclettica costruita nel 1856 e abbandonata da più di mezzo secolo, è ancora dignitosamente in piedi. È stata disegnata da Alessandro Sidoli (18121855): sfortunato architetto cremonese misconosciuto che non l’ha vista finita. Vinse il concorso per il cimitero monumentale di Milano ma viene defraudato; maneggi politici premiano il progetto di un mediocre architetto più famoso di lui. Monumentali e argentei i tre cedri dell’Himalaya a ovest di questa atipica casa neorinascimentale in località Campiano, presso Bindo di Cortenova. Dove fino a pochi anni fa, se ci si avvicinava la sera tardi o di notte, si sentiva qualcuno dentro suonare il piano. Due cartelli di stop, con su divieto di accesso eccetera sono inchiodati alla corteccia di secolari conifere. Il pratone di facile accesso sembra però un invito. L’erba è bagnata di rugiada. Avvicinandosi si vede la facciata sud-est molto più rossa. Si notano gli angoli smussati dove da sotto la rampicante, fa capolino una

finestra. La pianta perciò è ottagonale. In cima una scritta spray: Franci ti amo. Al pianoterra uno squarcio mostra la graziosa pietra rossastra presa sul letto del torrente Rossiga. Una rete arrugginita di quelle per il cemento armato percorre tutto il perimetro della casa infestata con regolarità dai ghostbusters. Sul retro un varco, entro. Le mura sono piene di scritte impubblicabili; i soffitti a volta, stuccati. Affreschi ormai scoloriti adornavano queste stanze sciacallate. Un pianoforte-relitto è lì nel salone. Non mi avventuro troppo perché in agosto «Il Giorno» edizione di Lecco titolava Crollo nella villa dei fantasmi: ferita cacciatrice del brivido. «Cede una scala. Diciassettenne è grave in ospedale» diceva poi il cappello introduttivo. La villeggiatura estiva dagli eredi De Vecchi dura fino al 1938, da lì via fioriscono le storie di fantasmi. Una raccontava del fantasma di Carolina De Vecchi, moglie di Felice, uccisa con ventisette coltellate mentre suonava il piano. La figlia, impazzita, sarebbe

fuggita nella pineta qui alle spalle e mai più ritrovata. Messe nere poi, si diceva, qui erano di casa. Ma anche le morti naturali afferma Giuseppe Negri, ultraottantenne nipote degli ultimi custodi, in una intervista di alcuni anni fa al «Corriere della Sera», smentendo così fantasiosi fatti di sangue irrisolti. Del resto, decifrando a fatica una scritta dell’epoca affrescata su un gagliardetto turchese, si legge questo motto a lettere d’oro: più val un pan con amore che un cappone con dolore. Sul grande prato scenico continuo a voltarmi per vedere ancora la villa insalvabile ai vertici dell’abbandonologia. Incrollabile forse, il capolavoro di Alessandro Sidoli svaligiato dai preziosi ricordi riportati dal lungo viaggio in Oriente di Felice De Vecchi, mi ricorda Jake La Motta. Il pugile scomparso non da molto a novantasei anni che non voleva mai andare giù al tappeto. Mi volto di nuovo, stregato da questa villa valsassinese unica che va meravigliosamente in malora.

per non parlare, poi, dei contenuti umani e storici. Insomma, un evidente paradosso. Ora, proprio questi errori madornali, resi di pubblico dominio attraverso il megafono dei quiz, dovevano provocare, in Italia, l’utile reazione degli addetti ai lavori della geografia. Insegnanti, studiosi, ricercatori hanno denunciato il disinteresse, persino il disprezzo nei confronti di una materia «diventata una cenerentola» nei programmi scolastici. E non soltanto lì. Più in generale, come dichiarava sul «Corriere della Sera» Carlo Brusa, docente dell’Università Piemonte Orientale, «lungi dall’essere un inventario polveroso di monti, confini e capitali, la geografia, serve a leggere i paesaggi, a comprendere ragioni e movimenti delle masse che migrano». Si tratta, quindi, di rivedere la concezione stessa di una materia, da sottrarre al nozionismo (anche se, poi, alle nozioni è gioco forza far capo) e da affrontare nei suoi molteplici aspetti ambientali e umani.

Inevitabilmente, anche in questo dibattito si tirano in ballo le responsabilità della scuola, con docenti «incapaci di appassionare gli allievi». Viene allora da chiedersi: la geografia sarà per gli italiani, quello che è stata, e continua a essere, la civica per i ticinesi? Non sembra. Ragionevolmente, oltre confine, a una materia scolastica non si attribuiscono poteri miracolistici. Al di là di questi aspetti collaterali, il fenomeno degli strafalcioni rimane, fondamentalmente, un caso televisivo, legato alla proliferazione e al successo dei quiz, che, ha ormai alle spalle una lunga storia. Scontato il riferimento a Mike Bongiorno, a cui Umberto Eco non risparmiò una severa condanna (in seguito ammorbidita). Sta di fatto che con quella gara s’inaugurava un’epoca: a un pubblico illimitato si apriva una tribuna dove comparire. E nasceva, appunto, il personaggio del concorrente, in continua trasformazione. Agli esordi, che ben ricordo, erano personaggi insoliti, chiamati a

offrire la testimonianza di curiosità culturali o di capacità mnemoniche persino strabilianti. Gente che dell’opera, del cinema, dei celti, del calcio, delle motociclette, sapeva tutto, dando vita a scontri appassionanti, e seguitissimi. Tanto che a Lugano, il giovedì sera, in concomitanza con «Lascia o raddoppia», i cinema sospendevano le proiezioni. In seguito, strada facendo, il quiz, onnipresente, doveva diventare una semplice trasmissione d’intrattenimento, affidata a conduttori, tipo Gerry Scotti, Carlo Conti, o il nostro Pelli, simpatici, ma niente di più. Perché, ormai, si tratta di rubriche d’ordinaria amministrazione, frequentate da concorrenti che sono persone qualsiasi, tutt’altro che eruditi stravaganti. Adesso si limitano a scegliere, fra quattro risposte diverse, quella giusta. E se, poi, sbagliano, sbandando nella castroneria, non se la prendono. L’abitudine al quiz ha prodotto anche una nuova forma d’assuefazione, anzi d’indifferenza alla figuraccia.

A due passi di Oliver Scharpf Villa De Vecchi a Cortenova Considerata una delle più belle ville stregate al mondo, nota all’epoca anche come Casa Rossa, Villa De Vecchi si trova in Valsassina. Docile valle dietro le quinte del ramo lacustre di Lecco dove ho preso la corriera azzurra che mi lascia ora sulla strada, sopra il paese di Cortenova. Avvisto «la villa dei fantasmi» come la chiamano da queste parti, dal sagrato della chiesa, alle dieci e mezza. È sul versante opposto, sulla sponda destra della Pioverna. In disparte, laggiù a ridosso delle pinete, già racconta qualcosa della sua speciale solitudine. Villa De Vecchi deve il suo nome a Felice De Vecchi (1816-1862): eroe risorgimentale milanese, pittore amatoriale, viaggiatore d’Oriente che l’ha desiderata così e proprio lì. Un quarto d’ora neanche e sono sulla provinciale, appaiono tre finestre sventrate e un oblò all’ultimo piano. Bindo, un cartello stradale indica questa frazione di Cortenova. Passato un torrentello in secca, attraverso la strada e dal posteggio parte un sentierino che

sfocia fulmineo su una strada sterrata. Grandi conifere coprono la visuale, dopo pochi passi ecco però che si apre uno squarcio di grazia: Villa De Vecchi (476 m) è là, in fondo al prato, in tutta la sua elegante resilienza. Quel che resta del rosso non è moltissimo, ma le fiammate rosso pompeiano slavato rimaste, risaltano sullo sfondo stonacato. E mi ricordano un po’ certi Cy Twombly. Una pianta rampicante invade due terzi della facciata principale. La pace mattutina di novembre è deturpata solo dalla Melesi, fabbrica di pezzi forgiati per piattaforme petrolifere. Lassù spolverata di neve domina la Grigna settentrionale, detta Grignone. Spicca l’ultimo piano: una specie di torretta arretrata, quasi come un’altana innestata al centro, con tanto di pinnacoli. Stucchi decorativi in gesso dal taglio moresco coronano le finestre. Due su tre sono state depredate e mostrano i mattoni smangiati. Villa de Vecchi è in completa rovina, ma pensavo peggio. Mi aspettavo un rudere, invece questa

Mode e modi di Luciana Caglio Strafalcioni a testa alta Il Reno sfocia nell’Adriatico. Il Monte Bianco sorge in Sardegna. Ginevra si trova in Francia. La capitale dell’Austria è Berlino, e così via. Sono svarioni, talmente elementari da sembrare inventati. Invece escono, ogni sera, dall’inesauribile serbatoio dei quiz televisivi più popolari, diffusi

Un giovane Mike Bongiorno in Lascia o raddoppia? nel 1956. (Wikimedia)

dalle reti italiane, in particolare da Rai 1, l’ammiraglia. E, così, una trasmissione come «L’eredità», che si avvale innanzi tutto dell’apporto dei concorrenti, diventa, involontariamente, un osservatorio sociale e persino psicologico. Non soltanto rivela, in forma diretta e spietata, il grado di cultura e d’informazione dei suoi ospiti, ma ne rispecchia anche i comportamenti di fronte all’errore. Ciò che capita spesso, creando situazioni, a prima vista, esilaranti. Un po’ come quando uno cade, per strada. Dopo la banale risata, ci si rende conto che il caso può essere grave, e si deve intervenire. Infatti, tutti questi ripetuti svarioni a proposito di fiumi, montagne, città, edifici denunciano un fenomeno inaccettabile e assurdo: l’ignoranza nei confronti dei luoghi in cui si vive, o verso i quali ci si sposta, in un mondo sempre più accessibile, che però, per molti, rimane uno spazio sconosciuto. Di cui non si sanno i connotati materiali, come latitudini, altitudini, confini, ecc.


Nel meraviglioso paese dei giocattoli.

59.–

Cabinovia Playmobil il pezzo

azioni r i p s i Più ta su e scel os.ch/ igr www.m gali re

259.–

Camion autogrù 6x6 Lego il pezzo

169.–

Tiger Roarin’ Tyler FurReal il pezzo

I giocattoli possono essere ordinati online su: www.melectronics.ch/giocattoli

In vendita nelle maggiori filiali Migros. FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK

119.–

Cavallo dei Sogni Barbie il pezzo

39.80

Orso Bruno beige, 100 cm, il pezzo


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

13

Ambiente e Benessere La Thailandia torna al rurale Si punta sul passato per arginare l’impatto negativo del turismo, pur cogliendone i benefici

Tutta questione di passaporto Una recente ricerca ha stabilito che ben 155 Paesi sono lieti di accogliere i viaggiatori di nazionalità svizzera senza troppe formalità pagina 17

Mangiare con gusto Frittelle di patate gourmet in stile scandinavo che sorprenderanno il palato con un ripieno di gallinacci

Curarsi con il tiglio In fitoterapia è una pianta utile a sollevare dagli stati influenzali, inoltre ha effetti calmanti

pagina 22

pagina 15

pagina 25

Dare un senso al tempo Neuroscienza Alcune patologie cerebrali

comportano un’errata percezione di ciò che è presente, futuro o passato

Maria Grazia Buletti Secondo Sant’Agostino «Se nessuno mi domanda cos’è il tempo, lo so. Se voglio spiegarlo a chi me lo domanda, non lo so più». Secondo l’astrofisico britannico Stephen Hawking «Nella teoria della relatività non esiste un unico tempo assoluto, ma ogni singolo individuo ne ha una propria personale misura che dipende da dove si trova e da come si sta muovendo». Per Einstein solo l’ostinata illusione degli sprovveduti tiene in vita la differenza fra passato, presente e futuro e il tempo è relativo alla velocità: «Più alta la velocità, più lento il tempo». E oggi la neurobiologia considera il tempo come un prodotto del nostro cervello, come spiega in modo estremamente esaustivo e convincente Arnaldo Benini (professore emerito di Neurochirurgia e neurologia presso l’Università di Zurigo) nel suo libro Neurobiologia del tempo (Raffaello Cortina editore): «Il tempo non è un attributo dell’Universo che noi percepiamo, ma è in noi. Le neuroscienze cognitive l’hanno localizzato nel cervello e cercano dove siano e come funzionino i meccanismi che lo creano». Abbiamo chiesto cosa sia il tempo al neurologo capoclinica del Neurocentro dell’Ospedale Regionale di Lugano dottor Leonardo Sacco che lo definisce con una riflessione: «Tutti sanno cos’è il tempo e nessuno riesce a spiegarlo». Egli ci ricorda che i fisici arrivano a negarne l’esistenza, mentre letteratura e neuropsicologia lo descrivono collegandolo parecchio al concetto di memoria. Sia il professor Benini sia il dottor Sacco concordano sulla sua origine: «Il tempo è una produzione del nostro cervello, non una sua percezione, perché non viene percepito con un organo a livello sensoriale (ad esempio come l’olfatto dal sistema olfattivo), ma è il cervello stesso che lo organizza e lo sistematizza in modo più o meno cosciente». Il nostro interlocutore converge nell’affermazione di Benini secondo il quale il tempo è una dimensione fondamentale della vita degli esseri viventi con sistema nervoso: «Questo ci permette di contestualizzarci in una linea temporale definita, e di organizzare il nostro tempo sistematizzandolo in modo più o meno cosciente». È perciò ovvio chiedersi se un cervello lesionato potrebbe manifestare disturbi del senso del tempo. Secondo il professor Benini è proprio cosi: «Questi distur-

bi sono una conferma del tempo come meccanismo nervoso che richiede l’integrità delle aree che lo elaborano». Chiediamo lumi al dottor Sacco su questo argomento tanto affascinante quando complicato da snocciolare, che egli introduce con una doverosa puntualizzazione: «L’interpretazione della neurobiologia del tempo di Benini non è universalmente accettata e c’è chi pensa vi sia una zona specifica del cervello che ci dà il senso del tempo». In relazione a ciò, il neurologo afferma però che al momento «sebbene non sia ancora chiaro quale area cerebrale sia deputata al senso del tempo, cosa certa è che il cervello possiede diverse e differenti aree la cui lesione può determinarne una distorsione». Il cervello ha dunque un senso del tempo situato in più zone anatomiche («ad esempio il lobo temporale, il lobo frontale e quello parietale»). I circuiti dell’emotività fanno sì che una zona del cervello, piuttosto di un’altra, darà la nostra connotazione al tempo stesso: «La prevalenza del lato emotivo comporterà un tempo più soggettivo (ndr: tempo personale), mentre il presente è dato dalle circostanze. Se si tratta del passato entra in gioco la memoria, in quanto tempo e memoria hanno un rapporto stretto e intimamente legato agli aspetti emotivi». Sacco porta ad esempio la rievocazione di un ricordo: «Lo collochiamo temporalmente ed esprimiamo cosa viene prima e dopo. E in relazione all’evento stesso facciamo una narrazione che però spesso può non collimare con ciò che realmente è avvenuto». Si giunge così a una logica conclusione: «Il nostro cervello interpreta gli avvenimenti e la realtà in modo logico e consequenziale, ma del tutto individuale». Che cosa capita dunque quando un cervello è leso per rapporto al senso del tempo? Ce ne dà un’idea la storia di un paziente, H.M. il cui cervello era privo dei lobi temporali mediali bilaterali e che perciò presentava una totale assenza del senso del tempo: «A lungo oggetto di studi di neuropsicologia, H.M. era impossibilitato a fissare nuovi eventi e non era in grado di riprodurre ricordi del passato. Ci si è chiesto se una persona con queste caratteristiche abbia una propria storia e un’identità, non essendo inserita in un contesto sociale». Si sa che H.M. non ha vissuto la propria malattia in modo consapevole e il dottor Sacco ci conferma che molte delle malattie neu-

Il neurologo capoclinica del Neurocentro dell’Ospedale Regionale di Lugano dottor Leonardo Sacco. (Vincenzo Cammarata)

rologiche che producono disturbi della percezione del tempo, per il paziente non comportano la coscienza di questo scompenso temporale. Il motivo è presto detto: «Non essere consapevole della propria malattia è tipico delle patologie che colpiscono il cervello, semplicemente perché il cervello stesso è nel contempo l’organo della malattia e l’organo che produce la coscienza della stessa». È ampio il ventaglio di patologie che può produrre uno stesso danno cerebrale per rapporto all’alterazione del tempo, ma Sacco mette in guardia: «Non vanno confuse quelle che colpiscono il senso dell’orientamento nel tempo (come ad esempio l’Alzheimer) con quelle che producono una distorsione del senso del tempo al punto tale che la persona è convinta che gli avvenimenti si susseguano più velocemente di come succede in realtà. In

questo caso la persona avverte una sensazione continua di velocità delle cose che non riesce a frenare e, per fortuna, si tratta di casi molto rari». Per riassumere: «Oltre a malattie degenerative o eventi traumatici, altre patologie possono alterare il senso del tempo; ad esempio le malattie di tipo infettivo come l’encefalite, l’epilessia (che incide sulla cognitività e che si può curare con adeguate terapie a base di anti-epilettici), i tumori cerebrali la cui prognosi non sempre risulta essere molto favorevole, soprattutto per i glioblastomi». Ci viene spiegato che l’approccio terapeutico è di tipo eziologico («che cura la causa») oppure psicologico o neuropsicologico («che cura il sintomo»), mentre la prognosi resta individuale, secondo la patologia in questione e il paziente stesso.

È ancora un mistero ciò che ne è del tempo quando il nostro cervello non ne ha più il senso? Non certo secondo Lewis Carrol: «Quanto tempo è per sempre, Bianconiglio?», chiese Alice. «A volte solo un secondo».

Video intervista Sul canale Youtube di «Azione» e su www.azione.ch la videointervista al dottor Leonardo Sacco.


Oggi è una buona giornata per mangiare dei «superfood».

a partire da 2 pezzi

30%

Avocado Cile, per es. 2 pezzi a fr. 3.05 invece di 4.40, a partire da 2 pezzi, 30% di riduzione

20% Tutta la frutta e tutte le bacche M-Classic e bio (Alnatura escluse), surgelate, per es. bacche miste bio, 300 g, 3.60 invece di 4.50

20%

4.45 invece di 5.60 Semi di canapa decorticati bio 200 g

20%

3.60 invece di 4.50 Semi di chia bio 200 g

* In vendita nelle maggiori filiali Migros. Da tutte le offerte sono esclusi gli articoli M-Budget e quelli già ridotti. OFFERTE VALIDE SOLO DAL 14.11 AL 20.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK

1.55

Yogurt & Chia Exotic You 170 g

20%

4.60 invece di 5.80 Amaranto bio con chia e mela 500 g

5.20

Super-Crispies alle bacche You* 120 g


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

15

Ambiente e Benessere

Non solo spiagge

Viaggi sostenibili Turismo esperienziale con la partecipazione diretta delle comunità locali della Thailandia rurale

Amanda Ronzoni, testo e foto Il paese del sorriso ha appena festeggiato il Loi Krathong (il 2, 3 e 4 novembre). Il Festival delle Luci è in origine un rito collettivo associato all’acqua, che si perpetua da più di 800 anni. Nel corso della cerimonia, i partecipanti affidano i loro desideri a dei «contenitori galleggianti» (i krathong appunto) al corso di fiumi e canali. I krathong tradizionali sono fatti a mano utilizzando corteccia di bambù, cocco, o banano, fiori veri per le decorazioni, candele e incensi. La modernità purtroppo ha portato la plastica, e si è cominciato a produrre in serie contenitori di plastica con l’inevitabile aggravio dell’inquinamento ambientale. Oggi si cerca di incentivare il ritorno ai materiali naturali. Qualcuno poi, per aumentare l’efficacia del proprio krathong aggiunge banconote, ciocche dei propri capelli, qualcuno persino le unghie, come simbolo del male o della sfortuna da lasciarsi alle spalle. Per le celebrazioni accorrono da tutto il paese, e numerosi sono i visitatori anche dall’estero. Amata e famosa soprattutto per le sue spiagge da film, la Thailandia sta cercando di crearsi un

futuro sostenibile, che sappia mantenere la propria identità e le aspettative dei farang, gli stranieri, che sempre più numerosi (circa 25 milioni all’anno) arrivano qui. Si lavora quindi per valorizzare un patrimonio culturale e naturale prezioso, fatto di siti archeologici, incredibile biodiversità, una cucina ricchissima e una naturale attitudine all’accoglienza insita nei thailandesi. La sfida è quella di cogliere gli innegabili benefici generati dalla crescente domanda del settore turistico, arginando l’impatto negativo che queste attività hanno sul fronte ambientale e socioculturale. A fronte di un comparto fatto di grandi gruppi anche stranieri che gestiscono resort e grandi alberghi, il turismo basato sulle comunità locali si sta dimostrando una valida alternativa sul piano della sostenibilità e dell’equità. Per diversi motivi. Le comunità locali, spesso schiacciate dagli stravolgimenti economici della modernità, ritrovano un fine di azione comune, si dedicano ad attività nuove aggiornando le competenze dei singoli a favore del gruppo. Ritrovano così coesione sociale e anziché abbandonare le terre d’origine per tentare

fortuna nelle grandi città o nei maggiori centri turistici, restano dedicandosi alle attività tradizionali, ma con una mentalità nuova. La Thailandia, negli ultimi cinquant’anni, sulla via del progresso e dell’industrializzazione ha perso molto della sua tradizione agricola, che vedeva uomini e donne impegnati a stretto contatto. Gli uomini hanno cominciato a cercare lavoro fuori, lontano dalla co-

munità. Le donne sono rimaste sole nei villaggi a occuparsi della famiglia. Si è aperta così una pericolosa ferita nel tessuto sociale, con ricadute economiche pesanti. Grazie ai progetti del Community Based Turism (http://cbtnetwork. org/) le donne hanno ritrovato un ruolo, spesso di responsabilità, all’interno dei villaggi: gestiscono attività di homestay, sono esperte di artigianato locale e ottime cuoche. Nella regione di Kanchanaburi, si può così attraversare il mitico ponte sul fiume Kwai (è ammesso fischiettare la marcia resa famosa dal film), partendo dalla Nam Tok Station sul trenino dai sedili in legno giallo, finestrini spalancati su una vegetazione lussureggiante e il fiume che scorre tra i villaggi. Scesi dal treno, in lancia si raggiunge un villaggio Mon (etnia di origine birmana) nascosto nella foresta. Gli abitanti lavorano nei vicini eco lodge costruiti lungo il fiume. Oppure, più a nord, nella regione di Sukhothai, oltre ai Parchi Archeologici patrimonio UNESCO, le comunità rurali portano avanti progetti di turismo esperienziale, accogliendo i visitatori nelle proprie case, nei campi, nei piccoli laboratori di artigianato. Lo scopo è

quello di valorizzare le tradizioni orafe o tessili, ad esempio, mantenendo vive le tecniche originali di lavorazione dei materiali e il design locale, evitando la produzione di quegli orrendi gadget plasticosi che invadono mercatini e tanti siti turistici (non solo in Thailandia), che spesso, in molti paesi, hanno condannato all’estinzione l’esperienza degli artigiani del posto. Presso la comunità di Ban Na Ton Chan, le donne accompagnano i turisti nei campi, mostrano loro le colture, preparano succhi freschi e i piatti tipici. Ci si può fermare a dormire nelle capanne di bambù attrezzate per gli ospiti, e provare a usare i telai. A guardare le signore del posto, le facce antiche come lo strumento che manovrano con mani e piedi, velocissime e precise, sembra un gioco da ragazzi. Ovviamente alla prova dei fatti, un bradipo farebbe più bella figura. Sempre nei pressi di Sukhothai, i terreni nei dintorni dell’aeroporto sono stati convertiti all’agricoltura biologica e la fattoria che li gestisce, fornisce, oltre a vitto e alloggio, anche una serie di percorsi per imparare a produrre il tè alla rosa, o il riso in molte e rare varietà, o per cavalcare i mansueti bufali d’acqua, animali fondamentali per l’ecosistema del posto. Anche l’atteggiamento verso gli animali sta cambiando, lentamente, con il richiamo sempre più pressante a scegliere «attrazioni» in cui l’interazione uomo-animale sia rispettosa delle necessità etologiche della specie. Le spiagge hanno sempre un richiamo potente, insomma, ma la Thailandia ha sicuramente molto di più da offrire a chi viaggia in cerca di esperienze uniche nel rispetto dell’ambiente e della popolazione. Informazione

Sul sito www.azione.ch si trova una più ampia galleria fotografica.


Novità Tipici grissini italiani con olive.

3.90 Grissini alle olive Sélection Limited Edition, 200 g

Miscela di noci pregiata e piccante.

4.60 Thai Green Curry Nuts Sélection Limited Edition, 130 g

20x PUNTI

Mandorle dal tocco esotico.

4.60 Mandorle al cocco e al cacao Sélection Limited Edition, 130 g

Noci di acagiù in stile asiatico.

4.60 Biryani Cashews Sélection Limited Edition, 130 g

Prodotto da forno itivo italiano per l’aper con peperoncini piccanti.

Mandorle dolci selezionate.

4.60 Mandorle alla crême brûlée Sélection Limited Edition, 130 g

Nocciole delicate con una leggera nota di caffè.

4.60 Nocciole al cappuccino Sélection Limited Edition, 130 g

In vendita nelle maggiori filiali Migros. Da tutte le offerte sono esclusi gli articoli già ridotti. OFFERTE VALIDE SOLO DAL 14.11 AL 27.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK

3.80 Tarallini al peperoncino Sélection Limited Edition, 250 g


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

17

Ambiente e Benessere

Hai il passaporto giusto?

A scuola di viaggio

per attraversare le dogane del mondo

Corso di scrittura U n nuovo laboratorio

Viaggiatori d’Occidente Una recente ricerca mette a confronto i documenti necessari

Un amico smarrisce il passaporto alla vigilia di un lungo viaggio internazionale e, prima di ritrovarlo, attraversa momenti di comprensibile agitazione. Un altro fatica a ottenere il permesso di entrare negli Stati Uniti per via di un viaggio in Iran di qualche anno fa… Potremmo immaginare un viaggiatore senza passaporto? Eppure fino a un secolo fa non era così. Prima del 1915 il governo britannico non richiedeva un passaporto per lasciare il Paese, né alcuno Stato europeo lo domandava a chi arrivava, tranne due Paesi notoriamente retrogradi quali la Russia e l’Impero ottomano. Nel primo dopoguerra prese forma un mondo nuovo e il passaporto fu il suo certificato di nascita. Le frontiere si moltiplicavano, specie nell’Europa dell’est; i numerosi Stati sorti dalle ceneri degli imperi si guardavano in cagnesco e volevano sapere tutto di chi bussava alla loro porta. Per questo il passaporto, introdotto negli anni di guerra, fu conservato anche dopo il ritorno alla pace. «Mai più tanta innocenza», aveva scritto il poeta Philip Larkin allo scoppio della Grande guerra. I viaggiatori inglesi, abituati a muoversi nel mondo in piena libertà, faticavano a farsene una ragione. Lo scrittore Norman Douglas, innamorato dell’Italia, lamentava il «fastidio del passaporto». Per cominciare il passaporto richiedeva una fotografia del soggetto, trasformando così un’espressione artistica in uno strumento della burocrazia. Bisognava poi indicare il luogo e la data di nascita, l’altezza, il colore dei capelli e degli occhi (ma, curiosamente, non il peso) e naturalmente la professione. Era un ulteriore passo avanti nel cammino della modernità. L’individuo si trasformava in una serie di numeri anonimi: l’assistenza sanitaria, la cartella delle tasse, la patente e la targa dell’auto, la carta d’identità… Presto le nostalgie degli scrittori dovettero lasciare il passo a questioni molto più urgenti. Dopo la vittoria

Vincenzo Cammarata

Claudio Visentin

dei bolscevichi, Lenin revocò la cittadinanza a ottocentomila russi fuggiti dal Paese; ad essi si aggiungevano gli armeni sopravvissuti al genocidio ottomano. Che fare di questi popoli senza più una patria? La soluzione fu trovata da Fridtjof Nansen, un diplomatico norvegese con un passato da esploratore polare. Nansen propose alla Società delle Nazioni – il precursore delle Nazioni Unite – di creare uno speciale passaporto per chi ne era sprovvisto. Nel 1923 trentanove governi riconobbero il «Passaporto Nansen», vent’anni dopo erano già cinquantadue. Il passaporto Nansen fu utilizzato da circa 450mila profughi per sfuggire alle persecuzioni, trovare lavoro, riunirsi alle loro famiglie: tra loro lo scrittore Vladimir Nabokov, il compositore Igor Stravinksy, il pittore Marc Chagall, la ballerina Anna Pavlova, il fotografo Robert Capa, l’armatore Aristotele Onassis. Con la Convenzione di Schengen

(1990, in vigore dal 1995) l’Europa è tornata alla libera circolazione dei suoi tempi migliori ma il problema dei passaporti rimane su scala internazionale; anzi, per molti aspetti, la situazione sembra peggiorare. Per cominciare, non tutti i passaporti sono uguali. Il Passport Index (www.passportindex. org) mette a confronto il potere dei passaporti dei diversi Stati, considerando il numero di Paesi dove è possibile recarsi senza visto (o con un semplice visto all’arrivo). In testa alla classifica dei passaporti più potenti c’è Singapore (159), dopo che il Paraguay ha revocato la richiesta di visto per chi viene da quello Stato. È la prima volta che un Paese asiatico domina la lista, scalzando dalla prima posizione la Germania. Seguono Svezia, Corea del Sud e molti dei principali Stati europei a pari merito. La Svizzera è in una rassicurante quinta posizione: 155 Paesi sono lieti di accogliere i nostri viaggiatori senza troppe formalità. Vanno

invece peggio gli Stati Uniti di Trump, dopo che la Turchia e la Repubblica Centrafricana hanno deciso di richiedere il visto agli statunitensi. La situazione cambia completamente se passiamo dall’altra parte del Mediterraneo. Solo cinquantasette Paesi accettano viaggiatori dal Marocco senza chiedere il visto. E simile è la situazione di Algeria (46), Tunisia (62), Egitto (50). La Libia fa peggio di tutti (37, poco meglio dell’Iraq a 26), ma neppure troppo se si considera l’instabilità politica del Paese. Per esempio la Somalia (33), l’Eritrea (38) e l’Etiopia (39) avrebbero qualche legittima ragione di lamentarsi del confronto. Per questo alcuni ricchi uomini d’affari cercano di acquistare a caro prezzo la cittadinanza di un altro Paese e quindi un secondo passaporto più efficace. Chiaramente in questi casi si cerca di limitare e controllare la mobilità dai Paesi di provenienza dei migranti. Nessuno dubita dei turisti occidentali e della loro volontà di ritornare a casa al termine del viaggio, in altri casi invece la frontiera tra le diverse forme di mobilità umana è più incerta e sfumata. Ma è anche vero che l’impossibilità di viaggiare legalmente a sua volta incoraggia l’illegalità. Anche se a volte cerchiamo di negarlo a noi stessi, viviamo nel mondo globale, creato dai viaggiatori; la mobilità umana è la norma e anche se a volte ci spaventa, un ritorno al passato è impensabile. Sappiamo anche, per averlo verificato in diverse epoche e nazioni, che la mobilità umana, quando è ben gestita, arricchisce la società da ogni punto di vista: economico, sociale e culturale. Per questo servono scelte coraggiose e intelligenti, come fu il passaporto Nansen. Anche perché la mobilità umana, quando è fuori controllo, può avere conseguenze disastrose. Con un’intelligente provocazione, lo storico Michel De Jaeghere collega il crollo demografico, la maggior pressione fiscale, l’immigrazione massiccia… Siamo noi? No, come recita il titolo del suo libro sono Gli ultimi giorni dell’Impero Romano.

con Scuola Club Migros Lugano

Il laboratorio dedicato all’arte di viaggiare, proposto da Scuola Club Migros Lugano in collaborazione con «Azione», sta diventando un appuntamento regolare per i nostri lettori (che hanno uno sconto sull’iscrizione!), dopo che i primi partecipanti ne hanno parlato con entusiasmo. È un’esperienza divertente e coinvolgente, perfetta per chi vuole migliorare come viaggiatore. Anche «Turné Soirée», il popolare programma del sabato de La 1, gli ha dedicato un servizio in prima serata. L’insegnante sarà Claudio Visentin, curatore della nostra rubrica «Viaggiatori d’Occidente». Il laboratorio inizierà spiegando come progettare un viaggio interessante, come prendere appunti strada facendo, come rielaborare quanto visto dopo il ritorno a casa. In seguito approfondiremo la scrittura di viaggio nelle sue diverse forme, dal racconto al reportage, alternando testo e immagini, anche con alcuni divertenti esercizi. Il laboratorio è aperto a tutti: sono benvenuti i principianti al pari di chi ha già qualche esperienza di scrittura. Il laboratorio si svolgerà sabato 2 dicembre 2017, ore 9.00-12.00 e 13.0016.00, presso la Scuola Club Migros Lugano, via Pretorio 15. Il costo dell’iscrizione è di CHF 144.– (con uno sconto del 10% a chi porterà o citerà Azione al momento dell’iscrizione); inoltre a ogni partecipante verrà donato il taccuino della Scuola Migros. Il corso è a numero chiuso (massimo 12 partecipanti, in ordine d’iscrizione sino a esaurimento dei posti disponibili). È possibile iscriversi presso la segreteria della Scuola Club Migros Lugano per telefono (091 821 71 50), via posta elettroni ca (scuolaclub.lugano@migrosticino.ch) o direttamente sul sito internet www.scuola-club.ch. Annuncio pubblicitario

Fare la cosa giusta

Quando la povertà mostra il suo volto Per saperne di più su Olivia e la sua famiglia: www.farelacosagiusta.caritas.ch

Olivia Keller (7 anni) Alunna di prima elementare in Svizzera


Novità

20x PUNTI

Novità 9.50 MANHATTAN BROW SHAKE FILLING POWDER #001 BLONDE, #002 MEDIUM, #003 DARK Cipria extra morbida per sopracciglia folte, definite & espressive

In vendita nelle maggiori filiali Migros. OFFERTE VALIDE SOLO DAL 14.11 AL 27.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK

Azione

®

20 % 5.60 invece di 7.00 Chavroux Tendre Bûche Duo 2x150g

20 % 3.00 invece di 3.75

20 % 5.35 invece di 6.70 Chavroux Pyramide Duo 2x150g

In vendita nelle maggiori filiali Migros. OFFERTE VALIDE SOLO DAL 14.11.2017 AL 20.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK.

Chavroux Basilic 150g


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

19

Ambiente e Benessere

I rustici eleagni che profumano d’autunno

Mondoverde Alberelli rubusti e sempreverdi, vengono spesso usati per siepi e barriere frangivento,

ma possono servire anche contro l’inquinamento fonico e da polveri sottili maturo, per garantire un buon attecchimento della pianta. Genere composto da una cinquantina Tra tutte le specie in commercio di specie suddivise tra arbusti e picco- vi consiglio Elaeagnus x ebbingei, una li alberelli, sempreverdi o caduchi, gli cultivar ottenuta dall’incrocio tra E. Elaeagnus risultano essere interessanti pungens ed E. macrophylla, creata all’isia per la bellezza del loro fogliame, sia nizio del 900 in un vivaio olandese. Di per la produzione di piccoli fiori molto rapida crescita, raggiunge i tre metri profumati che normalmente si schiu- d’altezza e ha foglie sempreverdi, di dono verso l’autunno. un bel verde intenso lucido sulla pagiOriginari delle regioni asiatiche, na superiore, mentre quella inferiore è da noi crescono in tutti i tipi di terre- color argento con riflessi metallizzati. no resistendo bene ai venti, al secco e Produce piccoli fiori bianchi, delicataal gelo. mente profumati, nei mesi di ottobre e Gli eleagni si possono utilizzare in novembre. piena terra come esemplari singoli o in Un suo ibrido, Elaeagnus x ebbingruppo ad esempio all’interno di bor- gei «Limelight», ha foglie color verde dure miste, siepi sagomate o libere, op- grigiastro con una macchia centrale pure possono esser coltivati all’interno giallo chiaro che illumina le aiuole. di vasi da tenere su balconi e terrazzi. Molto simile a questo ibrido, ma dallo In quest’ultimo caso riusciranno anche sviluppo maggiore (tanto che arriva a essere utili visto che grazie alla com- a superare i cinque metri), troviamo pattezza della loro chioma fungono da Elaeagnus pungens «Maculata», una barriera contro i rumori e hanno un’ot- varietà originaria del Giappone che tima resistenza all’inquinamento da si caratterizza per via del portamento polveri sottili. fitto e ramificato, con robuste spine. Trapiantati alla fine dell’inverno Le foglie sempreverdi presentano la o successivamente nel periodo autun- pagina superiore di un brillante vernale, richiedono posizioni soleggiate e de lucido con centro giallo dorato, terreni ben drenati. Al momento dello mentre quella inferiore è argentata e scavo della buca, che dovrà essere lar- le foglie accompagnano i fiori che si ga per ospitare agevolmente il pane di schiudono a ottobre, di color bianco terra e le radici, è opportuno creare un puro e molto profumati. Seguono i fondo con materiale drenante e uno frutti, delle drupe di color marroncistrato di sostanza organica, tipo letame no che diventano rosse in primavera Anz I SportXX Saison Hits (Wintertextil) I kw 46 I Azione I Deutsch I Zeitung I 289 x 220 mm Anita Negretti

HIT

Un esemplare di Elaeagnus umbrellata. (Siddharth Patil)

e sono molto apprezzate dagli uccelli 2-3 cm e fiori bianchi primaverili che selvatici. daranno seguito a numerosissimi frutPiù insolito da ricercare nei vivai è ticini color rosso corallo puntinati di Elaeagnus umbrellata, chiamato anche bianco. Commestibili e saporiti questi Goumi del Giappone. Anch’esso molto frutti risultano essere molto preziosi per resistente alle intemperie, ha una cre- l’alimentazione umana poiché ricchi di scita vigorosa che arriva fino ai quattro sali minerali, vitamine e antiossidanti. metri, una chioma disordinata, foglie Infine, per chi predilige una pianverdi puntinate di bianco, spine lunghe ta che si spoglia in autunno, suggeriI DU: 06.11.2017 I Erscheinung: kw 46 / 13.11.2017

e n o i g a t s di

sco Elaeagnus angustifolia, un piccolo alberello alto circa 7 metri e chiamato anche olivello od olivello di Boemia per via della sua somiglianza con le foglie dell’ulivo. Ha rami spinosi con chioma tondeggiante, fiori gialli-bianchi dal sentore di vaniglia e produce drupe giallo-arancio di cui vanno ghiotti gli animali del bosco. Annuncio pubblicitario

20%

di riduzione su tutto l’abbigliamento da sci e da snowboard per adulti

nn

y

Ho

Ce

Je

n te

r

le confortevo ra sempre t di a e H i«Temperatu n m O tecnologia ente grazie alla dividualm in a tt a d a si e ch ia b .» orea Colum ratura corp alla tempe to. divertimen serio il tuo l su o m ia Prend

lden r, Zürise e

e

Tutte le offerte sono valide dal 14.11 al 27.11.2017, fino a esaurimento dello stock.

Ordina ora online senza costi di spedizione su sportxx.ch


Tutto ciò che serve per iniziare la giornata con gusto.

35%

2.70 invece di 4.20 Arance bionde Spagna, rete da 2 kg

6.50 invece di 13.– Succo d’arancia M-Classic in conf. da 10, Fairtrade 10 x 1 l Da tutte le offerte sono esclusi gli articoli M-Budget e quelli già ridotti. OFFERTE VALIDE SOLO DAL 14.11 AL 20.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK

30%

conf. da 3

12.45 invece di 15.60

4.30 invece di 5.40

Latte intero Valflora in conf. da 12 12 x 1 l

Tomme à la crème in conf. da 3 3 x 100 g

30% Tutte le confetture e le gelatine Extra in vasetto e in bustina per es. alla fragola, 500 g, 2.05 invece di 2.95

6.80

Avocado Cile, per es. 2 pezzi a fr. 3.05 invece di 4.40, a partire da 2 pezzi, 30% di riduzione

conf. da 12

20%

50%

a partire da 2 pezzi

20%

50% Tutte le caraffe isolanti, le caffettiere e le teiere Bialetti e Cucina & Tavola per es. caffettiera Bialetti, argento, per 6 tazze, il pezzo, 14.90 invece di 29.80, offerta valida fino al 27.11.2017

Salmone selvatico Sockeye MSC pesca, Alaska, 100 g

conf. da 2

30%

4.90 invece di 7.– Petto di tacchino affettato finemente M-Classic in conf. da 2 Francia/Brasile, 2 x 144 g

50%

5.40 invece di 10.80 Salametti Rapelli in conf. speciale Svizzera, 4 x 70 g

20% 30% Tutte le capsule Twin per es. Lungo, 16 capsule, 4.05 invece di 5.80

Tutti gli yogurt Passion per es. stracciatella, 180 g, –.75 invece di –.95


Tutto ciò che serve per iniziare la giornata con gusto.

35%

2.70 invece di 4.20 Arance bionde Spagna, rete da 2 kg

6.50 invece di 13.– Succo d’arancia M-Classic in conf. da 10, Fairtrade 10 x 1 l Da tutte le offerte sono esclusi gli articoli M-Budget e quelli già ridotti. OFFERTE VALIDE SOLO DAL 14.11 AL 20.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK

30%

conf. da 3

12.45 invece di 15.60

4.30 invece di 5.40

Latte intero Valflora in conf. da 12 12 x 1 l

Tomme à la crème in conf. da 3 3 x 100 g

30% Tutte le confetture e le gelatine Extra in vasetto e in bustina per es. alla fragola, 500 g, 2.05 invece di 2.95

6.80

Avocado Cile, per es. 2 pezzi a fr. 3.05 invece di 4.40, a partire da 2 pezzi, 30% di riduzione

conf. da 12

20%

50%

a partire da 2 pezzi

20%

50% Tutte le caraffe isolanti, le caffettiere e le teiere Bialetti e Cucina & Tavola per es. caffettiera Bialetti, argento, per 6 tazze, il pezzo, 14.90 invece di 29.80, offerta valida fino al 27.11.2017

Salmone selvatico Sockeye MSC pesca, Alaska, 100 g

conf. da 2

30%

4.90 invece di 7.– Petto di tacchino affettato finemente M-Classic in conf. da 2 Francia/Brasile, 2 x 144 g

50%

5.40 invece di 10.80 Salametti Rapelli in conf. speciale Svizzera, 4 x 70 g

20% 30% Tutte le capsule Twin per es. Lungo, 16 capsule, 4.05 invece di 5.80

Tutti gli yogurt Passion per es. stracciatella, 180 g, –.75 invece di –.95


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

22

Ambiente e Benessere

Frittelle di patate farcite ai funghi

Migusto La ricetta della settimana

Piatto principale Ingredienti per 4 persone (8 pezzi circa): 1 kg di patate farinose · 250 g di mirtilli

migusto.migros.ch/it/ricette Per diventare membro di Migusto non ci sono tasse d’iscrizione. Chiunque può farne parte, a condizione che un membro della sua famiglia possieda una Carta Cumulus.

rossi freschi, nei negozi di specialità · 50 g di zucchero · 120 g di funghi, ad esempio gallinacci · 1 cipolla · 1 mazzetto di prezzemolo · sale · pepe · 150 g di farina · 50 g di semolino di grano duro · 1 tuorlo · 4 cucchiai di burro per arrostire.

1. Lessate le patate per circa 30 minuti. Fate sobbollire i mirtilli rossi con lo zucchero a fuoco basso per circa 10 minuti, poi metteteli da parte. Mondate i funghi. Tritate separatamente la cipolla, i funghi e il prezzemolo. Scaldate una padella senza aggiungere grassi. Soffriggetevi la cipolla e i funghi per circa 5 minuti, quindi lasciate raffreddare. Unite il prezzemolo e condite con sale e pepe. 2. Scolate le patate e lasciatele svaporare. Pelatele e schiacciatele ancora calde. Mescolatele con la farina, il semolino e il tuorlo. Salate, pepate e formate 8 palline di 120 g ciascuna. Schiacciate le palline formando un disco di circa 5 mm di spessore. Mettete circa 1,5 cucchiai di ripieno su ogni disco. Richiudete i dischi a pallina, poi appiattiteli nuovamente. Scaldate il burro e rosolatevi le frittelle da entrambi i lati a fuoco medio per circa 5 minuti. Servitele con la composta di mirtilli rossi. Preparazione: circa 30 minuti + cottura 30 minuti. Per porzione: circa 29 g di proteine, 20 g di grassi, 15 g di carboidrati, 360 kcal/1500 kJ.

Annuncio pubblicitario

In aggiunta alle oltre 400 etichette

J. P. Chenet Cabernet/Syrah 2016, Pays d’Oc IGP, Francia, 6 x 75 cl

Rating della clientela:

Ora ti propone anche le migliori offerte di vini

Les Romains Dôle du Valais AOC 2016, Vallese, Svizzera, 6 x 70 cl

Masi Campofiorin Rosso Veronese IGT 2014, Veneto, Italia, 75 cl

Rating della clientela:

Rating della clientela: Carne rossa, prodotti di salumeria, formaggio a pasta dura

Carne bianca, carne secca, formaggio saporito e stagionato

Cabernet Sauvignon, Syrah

Pinot Noir, Gamay

1–3 anni

1–4 anni

Carne rossa, grigliate, formaggio saporito e stagionato Corvina, Rondinella, Molinara

Celsus Bianco Toscana IGT 2016, Toscana, Italia, 75 cl

Votate ora! Aperitivo, pesce d’acqua salata, verdura Trebbiano, Chardonnay 1–3 anni

10–15 anni

44%

19.95 invece di 35.70 3.35 a bottiglia invece di 5.95

30%

33.35 invece di 47.70

30%

9.75 invece di 13.95*

40%

4.45 invece di 7.45*

5.60 a bottiglia invece di 7.95

*Confronto con la concorrenza

Enoteca Vinarte, Centro Migros S. Antonino Orari d’apertura: lun.–mer. + ven. 8.00–18.30 / gio. 8.00–21.00 / sab. 8.00–18.30 Tel.: +41 91 821 79 50

Offerte valide dal 14 al 20 novembre 2017 / fino a esaurimento / i prezzi promozionali delle singole bottiglie sono validi solo nella rispettiva settimana promozionale / decliniamo ogni responsabilità per modifiche di annata, errori di stampa e di composizione / iscrivetevi ora: www.denner-wineshop.ch/newsletter

Enoteca Vinarte, Centro Migros Agno

Orari d’apertura: lun.–mer. + ven.–sab. 8.00–18.30 / gio. 8.00–21.00 Tel.: +41 91 821 79 70

Enoteca Vinarte, Migros Locarno

Orari d’apertura: lun.–ven. 8.00–18.30 / gio. 8.00–21.00 / sab. 8.00–18.30 Tel.: +41 91 821 79 60


WOW! CI SENTO!

Ora

CHF

800.– di sconto* all’acquisto di due apparecchi acustici.

È questa la reazione di chi indossa un apparecchio acustico per la prima volta. Scoprite anche voi il nuovo piacere uditivo! Fate il test gratuito dell’udito, provate gli apparecchi acustici più moderni e dite WOW!

* Valido fino al 31.12.2017 all’acquisto di due apparecchi acustici. CHF 400.– di sconto per apparecchio da CHF 2’995.50 IVA inclusa, ad esempio ReSound LiNX 3D 977 al prezzo di CHF 2’595.50 anziché CHF 2’995.50 per apparecchio IVA inclusa. I prezzi non includono ulteriori servizi di regolazione. Sconto non cumulabile con altre promozioni.

NUMERO GRATUITO

MAGGIORI INFORMAZIONI SU

amplifon360.ch

0800 800 881 ISCRIVETEVI SUBITO AL TEST GRATUITO DELL’UDITO


Le pile usate devono essere riconsegnate al punto di vendita!

Azione LE PRIME PILE

AA & AAA AL MONDO FATTE CON BATTERIE

RICICLATE* *4% di batterie riciclate

LA NOSTRA PILA ALCALINA PIÙ PERFORMANTE

Più energia, meno sprechi**

**Rispetto alle batterie alcaline basic; rilevante per Energizer Max, Energizer EcoAdvanced, Energizer Lithium. Utilizzare meno batterie riduce gli sprechi.

Hit

14.85 invece di 29.70 Energizer EcoAdvanced Pile alcaline AA o AAA conf. da 12

In vendita nelle maggiori filiali Migros. OFFERTE VALIDE SOLO DAL 14.11 AL 27.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK


4 Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

9

5

5

1

4

7

25 6 Ambiente e3 Benessere 9 8

2

6

Il tiglio, simbolo di longevità

8

2

4 8

9

5

Fitoterapia Dotato di numerose proprietà curative, il suo fiore è calmante tanto da conciliare 7 il sonno 1 Impossibile se già non lo conosci, descrivere il suo inconfondibile profumo: arriva nelle serate primaverili, ignorando l’inquinamento delle strade trafficate, gli ingorghi e altri spiacevoli eventi, li sorvola incolume perché il più forte è lui. Giunge dal bosco o dai viali alberati e si diffonde a ondate, delicato ma penetrante, dolcissimo. Nel pomeriggio o all’imbrunire sembra farsi più intenso, forse vuole dirci che è un fiore calmante che concilia il sonno.

Al tiglio sono riconosciute proprietà anticatarrali, emollienti, sedative, antispasmodiche, vasodilatatorie, e antiarteriosclerotiche, balsamiche… Della famiglia delle Tiliacee (nome scientifico è Tilia cordata Miller), il tiglio è un albero di grandi dimensioni, cresce selvaggio o coltivato, può superare i 25 m di altezza e sfidare i secoli, per questo è simbolo di longevità. Di lui ci parla nelle sue opere Teofrasto, il filosofo e botanico greco vicino ad Aristotele, distinguendo due tipi di piante, il maschio sterile e la femmina fertile, dalla cui corteccia si ricavavano fibre per la fabbricazione di ceste. Il suo impiego come pianta medicinale inizia in epoca medioevale e rinascimentale, anche se tracce storiche indi-

cherebbero un probabile uso del tiglio da parte dei druidi e dei celti per la cura dell’epilessia. Nel XIX secolo entra nella farmacopea ufficiale, coltivato su vasta scala. Può vivere moltissimo, il grande tronco è diritto e potente, le piccole foglie verde chiaro sono cuoriformi, nella meravigliosa struttura dei suoi fiori la natura ha impresso la sua perfezione, suddivisi in piccoli gruppi di tre, i grappoli dai lunghi stami sono sospesi a lunghi peduncoli detti «antele» e protetti da una caratteristica «brattea» fogliacea ovoidale che rimane nell’infruttescenza. Fiori che si possono raccogliere da giugno a luglio, seccandoli accuratamente e rimuovendoli spesso, si conservano per un anno in scatole di latta o cassette di legno. Celebrato nelle antiche saghe nordiche dai popoli germanici, era considerato 1 sacro 2 come la quercia: un 3 mito 4 greco, come vedremo, lo unisce per sempre a questo albero. Nel nord Eu8 9 ropa i tigli erano fatti crescere presso i principali nodi stradali, nelle piazze 11 12 del mercato, nei luoghi di celebrazioni pubbliche, erano legati all’amministrazione della 14 giustizia e detti «albero della legge» in Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Svizzera. 16 Un tempo, a Berlino, il famoso viale alberato Unter den Linden («Sotto i tigli») era la strada sacra dei 18 Kaiser19 di Germania. Le Metamorfosi di Ovidio, libro ottavo, narrano una storia 22 tenerissima del tiglio: Giove e Mercurio, scesi in terra travestiti da mendicanti per conoscerne gli abitanti, 24 non trovano nessuno che li vuole ospitare, solo Filemone e la moglie Bauci, due poverissimi vecchietti uniti da un

4

4 2

6

nia, ansia, emicranie e cefalee, aritmie cardiocircolatorie e asma dei bambini. Il dolcissimo miele di tiglio possiede proprietà antispasmodiche, balsamiche e calmanti; 7 utilizzato5per dolcifi3 care una tisana la sera, agisce contro 2l’insonnia. 6 1 4 In medicina popolare, l’infuso di foglie, bevuto molto caldo e addolcito con miele, curava il catarro; l’infuso di fiori era bevuto contro la tosse e il raf6freddore ed era usato in caso 3 di capogiri, malattie da raffreddamento, digestioni difficili, eccitazione nervosa, ipertensione. Tutto ciò evidentemente rimane ancora 3 valido 2 ai nostri giorni: il tiglio è un amico sempre pronto con la generosità dei suoi doni. 8 La forma più famosa 9 resta la classica tisana di fiori e foglie secche uti2 nei lizzata già nel XVI secolo, indicata raffreddori e negli attacchi influenzali. Le foglie fresche 9 sono commestibili: 4 6 nella seconda guerra mondiale dalle foglie secche setacciate si otteneva una nutriente farina. Oltre che alternativa al tè o al caffè, o in rasserenante tisana serale, fiori e foglie di tiglio possono essere mescolati alle insalate cui ag8giungeranno 2 profumo. Un bagno rilassante e rigenerante del sistema nervoso si ottiene invece 4 in infusione (ad esempio) mettendo per 30 minuti 500 grammi di fiori in 5 e poi8 versando il1tutto 5 litri di acqua nella vasca.

N. 38 MEDIO 2 6

8 Giochi per “Azione” - Novembre 2017 Stefania7 Sargentini 7

(N. 45 - Pangolino, ingoiando sassi) 5

6

1

7

10

P A N G O L A I N E G N N.I 39DDIFFICILE O I N O R I G O R E A R T I e l’alburno (parte legnosa giovane del 6 tronco con proprietà drenanti, R I C A antiR I C A R E spasmodiche, ipotensive) il legno e le 5 gemme. Fiori e brattee racchiudono L essenziale, E Nricchissimo I Ndi com- U R N E l’olio 7 ponenti. Al tiglio sono riconosciute D proO T I P S prietà anticatarrali, emollienti, 6 sedati- 4 8 ve, antispasmodiche, vasodilatatorie, Bigliografia R 7Gabriele A Peroni,STrattato I di FitoteraA e antiarteriosclerotiche. Il O macerato 9 glicerico, anche in associazioni con al- pia Driope, Nuova Ipsa ed. tre preparazioni – ci informaL il dottor I Laura Rangoni, M 3EIl grande 7Ded.libroI delle magiche, Xenia Peroni – ha innumerevoli altre indi- piante6 cazioni curative, ad esempio: inson8 A 3 9A S T 6 I O pxhere.com

Eliana Bernasconi

2

13

grande 15 affetto per tutta la vita, li accolgono e danno loro tutto quel poco che hanno. Commosso, Zeus esaudisce il loro17più grande desiderio: rimanere uniti anche nell’aldilà. Per cui trasformerà Filemone in una quercia e21Bauci 20 in un dolcissimo tiglio, rendendoli per sempre i guardiani del suo tempio. 23 Tutte le specie di tiglio hanno le medesime proprietà medicinali. Del tiglio si usa 25la corteccia dei rami giovani, i fiori con le «brattee», il legno e le gemme, la corteccia (che si raccoglie 26 a primavera e ha proprietà astringenti)

SUDOKU PER AZIONE - OTTOBRE 2017

Giochi

(numerazione ai cruciverba) Vinci una delle 3 carte regalo da 50 franchi conadeguata il4cruciverba N.da 37 FACILE e una delle 2 carte regalo 50 franchi con 9 il3sudoku Soluzione (N. 46 - ... dà la sensazione di cadere nel vuoto) Schema

Cruciverba A Los Angeles si trova lo Skyslide, il più alto scivolo del mondo ed è tutto trasparente. Chi lo ha provato dice che… Termina la frase completando il cruciverba e leggendo le lettere evidenziate! (Frase: 2, 2 10, 2, 6, 3, 5)

1

2

`

3

4

5

8

9

10

11

12

13 17

20 24

14

18

15

16

19

21

22

25

23

26

28

6

1

7

4

8

9

2

6

3

5

1

7

4

7

5

1

4

2

8

6

9

3

1

7

5

2

8

6

3 92

4

9

8

1

3

5

4

9

58

6 1

7

9

4

7

5

1

5

6

4

3

2

D A N I N.E40LGENI A 4 9 5 2 6 3 4 9 Soluzione: Scoprire i 3 5 I 1 8S 6 O L E N 58 1 8 7 numeri corretti 4 7 9 8 3 4 7 9 2 da inserire nelle 6 S2 colorate. A Z I 39 2 6 5 6T 4I caselle 2 8 9 5 2 6 3 8 C 7 I A 14 P O T 97 8 7 1 1 4 6 O C 2 A 7R R A 1 4 5 N3 N. 38 MEDIO E S 7 4T 5 E3 R 6 2 D 2 1 9 I4 2 6 1 84 3 55 7 3 2 C6 A R D O R 8 E6 4 3 1 2 E 8T6 N I 3 E O 61 L34 82 I96 5 9 7 3 2 7 9 5 1 B 7U8 I O S T O R 9 4 2 7 8

7 8

2

Sudoku ` 2

6

27

29

6

3

ORIZZONTALI 1. La Santanchè 7. Non si possono lasciare a piedi 8. Gabbia per polli 9. In mezzo alla stazione 10. Noto servizio segreto 11. Barattolo a Londra 12. Antica lingua provenzale 13. Acconto, anticipo 14. Dentro 17. Un libro dell’Antico Testamento 19. Se ne chiedono due in un bicchiere 21. Viva passione 23. Arriva in testa... 24. Raggruppamenti umani con caratteristiche comuni 26. Possono essere essenziali... Regolamento per i concorsi a premi pubblicati su «Azione» e sul sito web www.azione.ch

Giochi per “Azione” - Novembre22017

28. Lo vede anche un cieco! 29. Favole

19. La minore delle isole Cicladi 20. Acerbe... senza altari 22. Marcire a Londra 25. personale (N. Pronome 45 - Pangolino, ingoiando sassi) 27.2 Le iniziali dell’attrice Rossellini6 7 3 4 5

(N. 47 - De Gaulle, Grande Asparago)

VERTICALI 1. Si lancia in gare sportive 2. Crostaceo marino 3. Tedio, apatia 4. Raganella arborea 5. L’estraneo meno strano 6. Una moglie di Garibaldi 9. Un eroe mascherato 11. Rincorse dal segugio 13. Cavità superiore del cuore 14. Né sì, né no 15. Dipende dalla classe 16.13 Lo sono 14il bruco 15e il girino 16 18. Non accusano malanni

1

2

1

3

4

5

4

8

6E

L 6 1 8 T7 6A5 3 6 1 8 9 4 2 9A 5 1R2 7 7 8 8 5 3 9 V 5 2 4 7 1 4 3 2 6 8 I E 3 6 9 1 5 7

2

9

8

9

5

6

7

1

4

3

8

2

1 della 9 4precedente 6 Stefania Sargentini Soluzione settimana

3

8

1

5

2

9

7

4

6

6P A N 8 2G O L A I N 5 4 E G N I D O I N O 7R I G O R 5E 8 A 1R T I

6

1

8

2

4

3

7

5

CURIOSITÀ INCREDIBILI – Nome: PANGOLINO – 39 DIFFICILE NonN.avendo denti sminuzza il cibo: INGOIANDO SASSI. 9

D E R 3 8 O 5 1 G 7 9 A 4 6 2 I vincitori 7 2 4 6 3 5 8 9 1 6 7 8 6R I 4C A 8R I C AUR EL N 5 6 A 7 4 9 8 L 2 1 B 3 Vincitori del concorso Cruciverba 9 7 9 10 9 3 8 7 1 2 5 4 6 L E N I N U R N E su «Azione 44», del 30.10.2017 A 6D 3O 7T I OP SL 4 1 2 5 E 6 3 T 7 8 A 9 A. Reinhart, R. Bocassini, R. Righetti 8 3 9 6 11 12 8 4 3 9 5 1 6 2 7 O R A S I A Vincitori del concorso Sudoku M A G R O G su «Azione 44», del 30.10.2017 4L I 1 5 6 2 4 7 9 3 8 M E D I R. Piatti, N. Fumagalli 17 9 3 A 4 2 7 9 3 8 6 1 5 4 R A N AGS TOI O D U E L N. 40 GENI 18 I premi, cinque carte regalo Migros 19(N. Partecipazione online: inserire la nelluzione, da nome, cognome, è possibile un pagamento in contanti 46 - ... dà la sensazione di cadere vuoto)corredata 5R 4 I vincitori 7 2 M 8saranno 3 P 1 avvertiti 9 I6 del valore di 50 franchi, saranno sor- soluzione del cruciverba o del sudoku indirizzo, email8del A R Epartecipante S9 deve Cdei premi. A teggiati tra i partecipanti che avranno nell’apposito formulario pubblicato essere spedita a «Redazione Azione, per iscritto. Il nome dei vincitori 6 9 5 ` D A` N I E L A 3 2 6 1 9 4 7 5 sarà 8 20 21 fatto pervenire la soluzione corretta sulla pagina del sito. Concorsi, C.P. 6315, 6901 Lugano». pubblicato su «Azione». Partecipazione 1IG 7 S OAL E I N 1I 9 D 8 5 O 7 6 3 2O 4 Gsui Rriservata entro il venerdì seguente la pubblica- Partecipazione postale: la lettera o Non si intratterrà corrispondenza esclusivamente a lettori che 7 6 2 7 9 8 4 1 6 3 5 S T I A Z I 22 del gioco. 23 24 zione la cartolina postale che riporti la so- concorsi. Le vie legali sono escluse. Non risiedono in Svizzera. 4CAI A T 6 P O TU 1L I 4V 5 3I 6 2 9 G 8 7N 1 8

11

9

12

13

14

15

16

17

18

19

20

22

23

24

25

26

1

2

3

4

5

6

7 8

10

10

9

11

21


20% di riduzione. APPROFITTATEADESSO!

20% Gamma completa di prodotti KNORRab x Ein p. es. Brodo di Manzo, 3.40 invece di 4.30

In vendita nelle maggiori filiali Migros. SU TUTTI I PRODOTTI KNORR, OFFERTE VALIDE SOLO DAL 14.11 AL 20.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

27

Politica e Economia Il Pd crolla in Sicilia La sconfitta regionale di Matteo Renzi avrà ripercussioni anche a livello nazionale

Picconate ai centri di potere Il programma di modernizzazione e di riforme messo in atto dal principe ereditario saudita Mohammed bin Salman rischia di lasciare sul terreno soltanto macerie

Cantoni, finanze sane I preventivi 2018 si annunciano equilibrati; svetta fra tutti i cantoni, Basilea Città

La consulenza bancaria Considerate le nubi all’orizzonte della previdenza per la vecchiaia, ecco come ottimizzare il Terzo pilastro pagina 35

pagina 29

pagina 28

pagina 31

Donald Trump a Varsavia in luglio con il presidente Andrzej Duda per sostenere l’iniziativa dei «tre mari». (Keystone)

La nuova alleanza anti-Russia

Trimarium Il blocco diplomatico-politico che all’interno dell’Unione europea e della Nato unisce Polonia,

Ungheria, Cechia e Slovacchia, si allarga e diventa un’intesa tra dodici paesi. Sotto la spinta degli Usa che considerano il rafforzamento del fronte Est della Nato una priorità in chiave anti-russa e anti-Bruxelles

Lucio Caracciolo Il fronte antirusso in Europa centroorientale si arricchisce di un nuovo contenitore geopolitico: il Trimarium. Si tratta di un progetto dai contorni ancora vaghi, ma che già associa una dozzina di paesi, dal Baltico al Nero e all’Adriatico. Stati molto diversi ma con una stella polare che tutti li orienta: la paura della Russia. Per ora l’intesa, battezzata nel 2016 a Dubrovnik (Croazia) e consacrata dal presidente Trump quest’anno a Varsavia, comprende i quattro di Visegrad (Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia), i tre baltici (Estonia, Lituania, Lettonia), l’Austria, la Slovenia, la Croazia, la Romania e la Bulgaria. La spinta che ha sviluppato il Trimarium viene dagli Stati Uniti, che considerano il rafforzamento del fronte Est della Nato una priorità in chiave antirussa. In realtà l’idea riprende un vecchio concetto geopolitico, elaborato fra le due guerre mondiali dal maresciallo e leader polacco Jozef Pilsudski, con lo scopo di costituire una fascia di contenimento dell’espansione sovietica (e poi nazista) che attraversasse e tenesse insieme l’Europa centrorientale dal Balti-

co al Nero. All’epoca si volle battezzarlo Intermarium. Con evidente assonanza, nel laboratorio strategico della presidenza polacca si è lanciata un paio d’anni fa questa versione 2.0 dell’Intermarium, battezzata appunto Trimarium perché allargata all’Adriatico. Conviene valutare il contesto geopolitico in cui Trimarium si inserisce. Sul fronte Est, si percepisce la Russia come una potenza inguaribilmente imperialista, votata a recuperare almeno parte dei territori e delle colonie già sovietiche, dunque ripenetrare nello spazio centroeuropeo, solidamente occupato dalla Nato (con l’accompagnamento dell’Ue) dopo la fine della Guerra fredda. Sul fronte Ovest, si guarda agli Stati Uniti, e quindi alla Nato, come alla garanzia di ultima istanza rispetto a questa minaccia. Non a caso i paesi già satelliti di Mosca hanno considerato l’ingresso nella Nato come prioritario e prevalente sull’integrazione nell’Unione Europea, peraltro non troppo sollecitata (Italia), quando non osteggiata (Francia), da alcuni soci fondatori dell’impresa comunitaria. In mezzo, la Germania che tende a proporsi come centro motore di un’Unione Europea a più velocità, con al centro una Kerneuropa (Euronucleo)

a prevalenza tedesca, che finirebbe per emarginare l’ex Est, Polonia compresa. Uno degli scopi dichiarati del Trimarium è infatti di impedire il battesimo dell’Europa a due velocità – in realtà sarebbero, anzi già sono, molte di più – cui Angela Merkel sembra assai affezionata. In formula, il Trimarium è antirusso, filoamericano e germanoscettico. Questo blocco in formazione tende ad aprirsi ai paesi scandinavi, ad allargare e rafforzare il fronte antirusso. Svezia e Finlandia, quali paesi neutrali eppure (almeno il primo) di fatto avversari di Mosca, sono invitati ad associarsi, prima o poi, al Trimarium, come pure, sullo sfondo, la Norvegia già solidamente atlantica. I paesi dei Tre Mari sono avanguardie euroatlantiche dirimpetto alla Russia o al suo residuo spazio d’influenza in Europa (Serbia, Moldova). In particolare, Polonia e Romania sono leader sul Baltico e sul Nero, mentre la Croazia è il perno adriatico, con al fianco una scolorita e introversa Slovenia, ma con in più il piccolo Montenegro, da poco associato alla Nato. I vertici atlantici hanno deciso di aumentare la presenza militare, non solo americana, a ridosso del confine con la Federazione Russa, come misura

preventiva contro il pericolo di un’invasione da est. Per certi versi, si sta ricostituendo una sorta di cortina di ferro, stavolta di marca occidentale anziché sovietica (russa), solo spostata di quasi un migliaio di chilometri verso Mosca. Nell’ambito di Trimarium si discute molto di progetti infrastrutturali – gasdotti, oleodotti, ferrovie, autostrade – che possano integrare commerci ed industrie (inclusa quella della difesa) nella chiave geopolitica sopra citata. Tornano in quest’ambito a galla vecchie rappresentazioni territoriali, come quella della Mitteleuropa, variamente reinterpretata, che potrebbero strutturarsi all’interno di questa grande faglia centroeuropea. Anche se non vanno sopravvalutate le comunanze d’interesse fra paesi di recente o antica storia, tutti fieramente patriottici e in alcuni casi esplicitamente nazionalisti. Complessivamente, Trimarium ospita 105 milioni di persone e dispone di un Pil combinato di circa 2,8 trilioni di euro: potenziale non irrilevante, se mai il processo di integrazione e di infrastrutturazione di questo grande spazio europeo dovesse effettivamente procedere. Sotto il profilo economico, questi paesi sono più o meno legati alla

Germania e partecipano della sua catena del valore. Si consideri solo che dal punto di vista tedesco il mercato polacco vale il doppio di quello russo. Eppure, uno dei sottotesti più interessanti del Trimarium è il tentativo di frapporsi a quella che viene percepita come pericolosa intimità russo-germanica. Per esempio, tutti i partecipanti sono contrari al raddoppio del gasdotto sottomarino che porta il gas russo direttamente in Germania, scavalcando l’Europa centrale, oggi noto come Nord Stream, cui si dovrebbe affiancare, secondo Mosca e Berlino, appunto il Nord Stream 2. Mentre si guarda con favore, su sollecitazione americana, alla possibilità di limitare le importazioni di gas russo sostituendolo in parte con il gas naturale liquido di marca statunitense. Ipotesi economicamente fantascientifica, per ora, ma geopoliticamente significativa. Molto del futuro dipenderà dall’evoluzione dei rapporti MoscaWashington. Se l‘Ucraina non dovesse trovare pace, e la tensione russo-americana diventare sempre più effervescente, il Trimarium potrebbe assurgere a supporto e ambito della solidarietà fra Europa centro-orientale e Stati Uniti, legittimata dall’aggressività di Putin.


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

28

Politica e Economia Silvio Berlusconi alle Ciminiere di Catania durante la campagna elettorale. (AFP)

La Sicilia rottama il Pd

Voto regionale Secondo Matteo Renzi non ci saranno ripercussioni nazionali, ma intanto

vince Berlusconi, la cui strategia di unificazione della destra si è dimostrata vincente

Alfredo Venturi Attentissimo ai sondaggi d’opinione, Matteo Renzi se lo sentiva e da tempo aveva messo le mani avanti: quello siciliano non è che un voto regionale motivato da dinamiche locali, non avrà alcuna ripercussione nazionale. Invece ne avrà eccome, se non altro per la dimensione del disastro: in un clima di generale disaffezione (ha votato meno della metà degli elettori) il Partito democratico crolla e si ferma poco sopra il tredici per cento, mentre con le liste coalizzate rimane al di sotto del diciannove. Unica luce nel buio fitto, le liste di sinistra, di cui il Pd temeva l’umiliante sorpasso, tenute a distanza. Esattamente come avevano previsto le demoscopie, il partito «a vocazione maggioritaria», che aspira a confermarsi alla guida del Paese nelle elezioni parlamentari della prossima primavera, arranca in terza posizione fra le formazioni siciliane, alle spalle del centrodestra guidato dal redivivo Silvio Berlusconi e dei Cinquestelle. Questi ultimi, nonostante le negative esperienze comunali a Roma, Torino e altrove, hanno ottenuto un risultato clamoroso, che sarebbe stato ancor più spettacolare se Beppe Grillo e i suoi fossero riusciti a smuovere la muraglia dei non votanti. Proprio la scarsa affluenza al voto ha impedito ai grillini la conquista della regione, che sembrava cosa fatta appena qualche mese fa, lanciando alla presidenza il candidato del centrodestra Nello Musumeci. Non ci saranno ripercussioni nazionali, dice Renzi. Lo ribadisce in tv, dove era previsto un confronto con Luigi Di Maio, candidato dei Cinquestelle alla guida del governo. Ma Di Maio ha deciso di annullare il duello che pure aveva sollecitato. Lo ha fatto con parole aspre: con questo voto il Pd è politicamente defunto, Renzi non conta più nulla, non è lui il mio rivale, aspetto di misurarmi con un candidato vero alla presidenza del consiglio. Che fai Di Maio, scappi? hai paura?, prova a reagire il segretario. Poi assicura: provano a togliermi di mezzo ma non ci riusciranno, io non mollo. Ma scalpita anche la base democratica, perfino fra i meno ostili si fa strada l’idea che l’immagi-

ne di Renzi sia ormai compromessa, che per la corsa a Palazzo Chigi bisognerebbe puntare su un altro cavallo. Per esempio su Paolo Gentiloni, che a Palazzo Chigi c’è già e nello sfascio del Pd appare a molti come una sorta di ancora di salvezza. Nominato da Renzi all’indomani di un’altra sconfitta, il referendum sulla riforma costituzionale, Gentiloni si è di fatto liberato, pur senza prendere le distanze dall’ingombrante predecessore verso il quale continua a professare fedeltà e amicizia, del ruolo di semplice sostituto imponendosi in Italia e all’estero come un capo di governo responsabile e sensato, dallo stile sobrio e accattivante.

La vera novità politica del momento è che l’interlocutore dei Cinquestelle non è più Renzi ma Berlusconi In pratica il Partito democratico potrebbe trovarsi di fronte a un dilemma davvero imbarazzante per il segretario: perdere sicuramente con Renzi o tentare la rivincita con Gentiloni? Altri fanno il nome di Marco Minniti, il ministro dell’interno la cui energica gestione di temi caldi come l’immigrazione piace anche al di fuori dello steccato Pd. Del resto, come non manca di far notare lo stesso Renzi, la mancata riforma costituzionale fa sì che non esistano candidati alla guida del

Matteo Renzi: stare con lui ora significa perdere sicuramente. (AFP)

governo: la scelta toccherà al presidente della repubblica sulla base del risultato elettorale. La legge recentemente varata sembra fatta apposta per complicare le cose. Elaborato allo scopo di ostacolare la marcia dei Cinquestelle, il nuovo meccanismo incoraggia le coalizioni, alle quali il movimento grillino è notoriamente allergico, e prima che si conoscesse l’esito del voto in Sicilia lasciava intravedere lo scenario aborrito da coloro che hanno lasciato il Pd: il patto Renzi-Berlusconi, il governo dell’«inciucio». Molti si chiedono se questa prospettiva sia ancora credibile. Non sembra proprio: l’hanno resa improbabile l’eclissi del segretario democratico consacrata dagli elettori siciliani (che lo condannerebbe in caso di «inciucio» a un ruolo subalterno) e il nuovo bipolarismo emerso da questo voto, che esclude il Pd e regala il campo a centrodestra e Cinquestelle. La mossa di Di Maio, motivata anche dal desiderio personale di evitare un confronto difficile, rivela infatti la vera novità politica del momento: l’interlocutore dei Cinquestelle non è più Renzi, è Berlusconi. Nonostante l’evidente crisi di sopravvivenza, il segretario Pd non si dà per vinto. Dice che lavorerà a una coalizione che possa raggiungere il quaranta per cento, ammette la possibilità che dopo il voto Gentiloni resti al suo posto. Ma la sinistra è riluttante a ricucire lo strappo e lancia per Palazzo Chigi il nome di Pietro Grasso, il presidente del Senato che ha recentemente lasciato il Pd. E così segna il passo l’avventura politica di Renzi, cominciata alla presi-

denza della provincia di Firenze, proseguita come sindaco di quella città, culminata nel vittorioso assalto al vertice del partito e alla presidenza del consiglio. Giovane, spavaldo, sicuro di sé, all’inizio seppe imporsi come portatore di speranze nuove, legate allo svecchiamento della politica e a un programma di ambiziose riforme. Promise l’uscita dalla crisi e il rilancio dell’occupazione e sulla base di queste rosee prospettive il suo partito, alle elezioni europee del 2014, superò il quaranta per cento. Ma presto dovette vedersela con le delusioni di un Paese che non percepiva affatto il superamento della crisi sbandierato dal capo del governo. La popolarità di quest’ultimo cominciò a declinare, fino a infrangersi sullo scoglio della metamorfosi impressa al Pd. Di provenienza cattolica, Renzi ha sottovalutato le ansie e le nostalgie, e soprattutto la sensibilità, dell’altra componente del partito, quella che proviene dall’esperienza nel partito comunista. Sono stati proprio gli ex comunisti del Pd, a cominciare da Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema, bersagli della «rottamazione» renziana, ad alimentare la diaspora sulla sinistra del partito. Visibilmente ispirato al modello di Berlusconi, come lui creatore di un partito da governare in beata solitudine, fautore di una politica neo-liberista particolarmente irritante per lo zoccolo duro di antica tradizione socialista, incurante fino al disprezzo dell’opposizione interna, ha finito con il perdere consensi a sinistra mentre è mancato il corrispondente afflusso dalla destra. Sollecitato a darsi una nuova identità, il partito non è riuscito a trovarla e intanto ha smarrito la vecchia. Del resto, fanno notare i compagni delusi che lo hanno abbandonato, non si vede proprio perché mai gli elettori di centrodestra, avendo a disposizione Berlusconi, cioè il personaggio originale rilanciato proprio dalle scelte di Renzi, dovrebbero sceglierne la copia. E così, mentre da Palermo arrivano quei disastrosi dati elettorali, possono calcare la mano sull’amaro destino del segretario: in pochi anni, accusano, è riuscito a realizzare due imprese inimmaginabili: distruggere il partito, resuscitare Berlusconi.

Fra i libri di Paolo A. Dossena Manlio Graziano, Frontiere, Il Mulino, 2017 Il muro col Messico è stato un punto centrale della campagna elettorale di Donald Trump, mentre la Brexit ha portato all’elaborazione di piani per un «Grande muro di Calais». A cosa stiamo assistendo? A un prepotente ritorno della sovranità nazionale e del protezionismo, o all’illusione che la liberalizzazione dei mercati e la formazione di organismi sovranazionali per la sicurezza collettiva siano giunti al termine? L’Unione Europea non ha forse garantito la pace ad un continente sconvolto dalle guerre nazionali fin dal XVII secolo? È proprio dal XVII secolo che bisogna partire, più precisamente dal congresso di Vestfalia del 1648, quando, scrive Manlio Graziani, «vengono gettate le basi concettuali e giuridiche della sovranità nazionale. Fu l’inizio del processo che porterà all’emergere dello Stato-nazione». Punto fondamentale di Vestfalia è la fissazione «di un nuovo ordine politico-territoriale nel principio del cuius regio eius religio, che riconosceva al principe il diritto di imporre la propria religione ai sudditi, cioè il diritto di esercitare la propria autorità (politica, fiscale, giudiziaria e militare) sovrana ed esclusiva all’interno di una zona geografica data, senza interferenze da parte di altri Stati». È la fine del Medioevo, caratterizzato dall’assenza di confini precisi, quando il vassallo era sottoposto a più autorità, i cui territori a volte si sovrapponevano; per esempio, il conte Zollern doveva fedeltà al re di Svezia, all’imperatore germanico e al papa. Con Vestfalia, però, siamo alla formazione di Stati che non sono ideologici. Credo che la fase della formazione degli Stati-nazione ideologici arrivi con la rivoluzione francese del 1789, che non si accontenta più di esercitare la sovranità, ma pretende anche di assimilare tutte le minoranze etniche a beneficio della compatezza nazionale. Così sembra pensarla anche Graziani, che scrive: «in piena tempesta rivoluzionaria l’abbé Grégoire, deputato del terzo stato, presentò alla Convenzione un “rapporto sulla necessità e i mezzi per annientare i dialetti e universalizzare l’uso della lingua francese”». Per Grégoire, l’omogeneizzazione linguistica era un mezzo per «fondere tutti i cittadini nella massa nazionale» e «creare un popolo». Commenta Graziani: «Ancora un secolo più tardi, uno degli scopi della scuola primaria obbligatoria, laica e gratuita della Terza Repubblica fu d’imporre l’uso del francese a livello nazionale. Nel 1902, un decreto ministeriale proibì “l’uso abusivo del bretone”, con misure repressive che dureranno parecchi decenni e porteranno alla scomparsa virtuale di quella lingua». Dal genocidio culturale si passa a quello biologico, che comincia con la Prima guerra mondiale nei Balcani, quando serbi e greci si spartiscono i macedoni, il cui eventuale rifiuto di farsi assimilare comporta «l’uccisione o l’espulsione». Dice ancora Graziani: «Quanto accaduto alla Macedonia nel 1915, lo abbiamo visto in Polonia nel 1939, in Crimea nel 1944, nei Sudeti nel 1945, in India nel 1947, in Palestina nel 1948», eccetera. Cosa succederà adesso? Ecco la condivisibile risposta dell’autore: «L’isolazionismo e l’autosufficienza non sono oggi più possibili perché ogni tipo di produzione è legato da mille fili al mercato mondiale, e spezzarne uno significa spezzarli tutti e rendere irrealizzabile ogni tipo di produzione».


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

29

Politica e Economia

Il nuovo uomo forte di Riad

Usa a Cina: «Così non si va avanti»

Trump da Xi Per il presidente americano

lo squilibrio economico è insostenibile

Arabia Saudita I l principe ereditario Mohammed Bin Salman

avanza con le riforme per modernizzare il Paese rischiando però di scatenare uno scontro frontale con gli attori della regione, in particolare con Teheran

Federico Rampini

Lo chiamano MbS, tanto per abbreviarne il nome in stile giovanil-confidenziale, ma sottovoce, per l’élite saudita, è il «principe Caos». Lui, Mohammed bin Salman (foto), anni 32, figlio del re, erede al trono, ministro della Difesa e dell’Interno, è invece convinto di essere un rivoluzionario a tutto tondo, deciso a traghettare quella mummia anacronistica dell’Arabia Saudita ad una modernità più consona ai tempi che corrono e al ruolo geostrategico che le compete in Medio Oriente e sulla scena internazionale. Nel frattempo ha cominciato letteralmente a picconare i nemici interni ed esterni che potrebbero intralciare i suoi disegni, col pieno favore del padre che fa di tutto per spianargli la strada, forse nella prospettiva di abdicare, viste le sue precarie condizioni di salute. A livello interno intanto MbS ha preso di mira i tre centri di potere che hanno retto fino ad oggi tutta l’architettura del regno: il mondo degli affari, l’establishment religioso e le forze di sicurezza. In sostanza ha decapitato la classe dirigente del Paese a tutti i livelli, rimanendo praticamente solo al comando. La cerchia affaristica che monopolizza le ricchezze nazionali era ed è ancora composta in gran parte di principi del sangue. Ebbene, nel giro di un week end di fuoco (tra sabato 4 novembre e lunedì 6) Mohammed bin Salman ha fatto imprigionare undici principitycoon, 4 ministri in carica e una quarantina tra ex ministri e uomini d’affari tutti colpevoli di «corruzione». L’accusa peraltro è arrivata da un’apposita Commissione, presieduta dal medesimo MbS, che il re aveva creato poche ore prima che scattassero le manette. Manette, poi, si fa per dire perché la prigione in cui gli indiziati sono stati rinchiusi altro non è che il pluristellato Ritz Carlton Hotel di Riad oggi presidiato all’esterno dalle forze di sicurezza. In tale splendida cornice, tra gli altri, sono così finiti agli arresti alberghieri il principe arabo più ricco del mondo, Al-Waleed bin Talal, nipote del fondatore del regno Abdel Aziz ibn Saud, che attraverso la sua Kingdom Holding Corporation è azionista di giganti come Twitter, Citigroup, Newscorp, 21st Century Fox, un uomo da 16,8 miliardi di dollari, ben conosciuto in tutto il mondo soprattutto dopo che, durante l’ultima campagna elettorale americana, definì Donald Trump una «disgrazia» per gli Stati Uniti; Saleh Kamel, fondatore e presidente del gruppo finanziario Dallah al-Barakah ma soprattutto «padre» della finanza islamica che ha rilanciato in tutto il Medio Oriente e in Asia; AlWaleed al-Ibrahim, amministratore delegato della Middle East Broadcasting Corporation che nel 2003 creò l’emittente Al-Arabiya per far concorrenza alla qatarina Al-Jazeera. E ancora un uomo dal cognome imbarazzante: Bakr bin Laden, presidente del colosso delle costruzioni Saudi Bin Laden Group, il più grande di tutta l’Arabia Saudita. Soprannominato «il Sultano di Gedda», dove faceva il bello e il cattivo tempo, per quel che riguarda gli italiani è l’azionista al 50% della Marmi Carrara, per quel che concerne invece la memoria del mondo intero è fratellastro del defunto Osama bin Laden. L’elenco degli arrestati è lungo, ma è difficile spiegare cosa si intenda in Arabia Saudita per corruzione. Nell’ordine di carcerazione l’accusa era di aver anteposto l’interesse personale a quello del regno. Ma, nel regno, non esiste una

AFP

Marcella Emiliani

distinzione chiara e istituzionalizzata tra la gestione delle ricchezze statali e quelle della famiglia Saud e dei loro clientes. Lo Stato sono gli al-Saud medesimi (qualcosa come 10’000 parenti in vario grado) che monopolizzano la sfera politica ed economica del Paese senza alcun sistema di check and balance. L’establishment religioso, e in particolare gli ulama discendenti di Mohammed ibn Abd al-Wahhab, sono i «chierici» che vegliano tutt’oggi sulla legittimità degli al-Saud a governare nella misura in cui rispettano, diffondono e difendono il puritanesimo religioso wahhabita. Detto in altre parole controllano l’operato del re, il quale re in teoria non potrebbe emanare leggi senza il loro consenso. Ricordiamo che in Arabia Saudita non esiste un parlamento, ma solo un Consiglio consultivo del sovrano in cui siedono i discendenti inturbantati di al-Wahhab, i ministri e i capi-tribù. Inutile dire che il re e gli ulama entrano spesso in rotta di collisione. In settembre invece sono finiti in carcere diversi ulama dissidenti (i più noti sono Salman al-Awdah e Awad al-Qarni ancora dietro le sbarre) in un’ondata di arresti che ha colpito gli oppositori della linea politica dell’erede al trono. Altre dozzine di religiosi sono stati arrestati alla vigilia del week end di fuoco e ad altri ancora è stato impedito di tenere omelie in pubblico. In tutti i casi, in attesa di ulteriori sviluppi, la massima istanza religiosa del regno, il Council of Senior Scholars, ha dato la sua benedizione alle carcerazioni. E sempre per ora, si è allineato anche Mohammed Al-Eissa, l’ulama che guida la Muslim World League, ma è innegabile che nell’establishment religioso dilaghino scontento e sospetto. Come ministro della Difesa e degli Interni Mohammed bin Salman ha già il controllo delle forze armate e della polizia, ma il 4 novembre scorso si è assicurato anche quello delle forze di sicurezza alias della Guardia Nazionale facendo arrestare il principe Mitaeb bin Abdullah, figlio del penultimo re, comandante della Guardia Nazionale fino al 2013, passato poi a dirigere il ministero della Guardia Nazionale stessa. La «colpa» del principe Mitaeb è di essersi opposto alla guerra in Yemen fin da quando è iniziata nel 2015. Alla testa del corpo d’élite incaricato di vegliare sulla sicurezza interna del regno lo ha sostituito il principe Khaled bin Ayyaf. La guerra in Yemen investe direttamente una delle linee guida più importanti della politica estera saudita MbS style, talmente importante da non sopportare alcuna dissidenza interna: il

braccio di ferro con l’Iran per l’egemonia sul Golfo Persico e sull’intero Medio Oriente. In questa prospettiva rientrano anche le dimissioni del primo ministro libanese Saad Hariri, sunnita, a capo di un esecutivo di unione nazionale, da sempre filo-saudita e in affari con molti dei principi arrestati. Ma soprattutto ha puntato il dito contro gli Hezbollah – membri del suo stesso governo – e l’Iran che li ha sempre armati e sostenuti. Iran che peraltro arma e sostiene anche i ribelli Houthi dello Yemen che non più tardi dell’ormai storico 4 novembre hanno sparato un missile contro l’aeroporto della capitale saudita, intercettato però prima che colpisse il bersaglio. Riad ha immediatamente accusato Teheran di quello che ha definito un vero e proprio «atto di guerra», e ha chiuso tutte le frontiere con lo Yemen, strangolando così un Paese già allo stremo. Se a questo aggiungiamo che il 5 novembre sempre sul confine yemenita è morto in un «incidente» al suo elicottero il principe Mansour bin Muqrin, figlio dell’ex erede al trono Muqrin bin Abdel Aziz ibn Saud, spodestato nella sua carica di delfino proprio da Mohammed bin Salman, il cerchio si chiude. In un quadro come questo, Trump si è affrettato a congratularsi con MbS per la sua operazione repulisti senza riflettere a quale instabilità può portare in Arabia Saudita e nell’area. Di certo il programma di modernizzazione e riforme avviato con le buone e con le cattive dall’erede al trono richiederà uno sforzo immenso su troppi fronti per esser ben gestito: a livello economico il progetto Vision 2030 che dovrebbe sganciare l’Arabia Saudita dai proventi petroliferi langue, visto il basso costo del barile; il blocco del Qatar, colpevole per Riad di finanziare il terrorismo e farsela con l’Iran, è praticamente fallito; la guerra in Yemen si è trasformata in un mezzo Vietnam; le opposizioni al regime di Bashar alAssad che Mbs aveva finanziato per arginare l’influenza dell’Iran e degli Hezbollah libanesi in Siria sono diventate ininfluenti e sul terreno sono state bruciate dall’Isis e dall’erede di al-Qaeda, Hay’et Tahrir al-Sham; l’Iran, soprattutto, ormai è diventato un deus ex machina tanto in Siria quanto in Iraq e – dopo le dimissioni di Hariri – avrà voce in capitolo anche nel periclitante Libano, dove il presidente Aoun, cristiano maronita, non nasconde le sue simpatie per gli Hezbollah. Delle tanto conclamate riforme di MbS, insomma, per ora si vedono solo le macerie che stanno lasciando sul terreno.

Non solo Corea del Nord: la prima visita di Stato di Donald Trump in Cina ha riportato all’attenzione un altro tema rovente, è l’immenso squilibrio negli scambi tra le due superpotenze dell’economia globale. «500 miliardi di dollari annui – ha detto Trump – questo è l’avanzo commerciale della Cina nell’interscambio con noi. È eccessivo, state approfittando di noi». Aggiungendo, per deferenza verso il padrone di casa: «Io non ce l’ho con voi cinesi, fate i vostri interessi. La colpa è delle passate Amministrazioni Usa che non hanno difeso la nostra industria e i nostri lavoratori». La sua conclusione: così non possiamo andare avanti. Xi Jinping gli ha risposto con una litania di statistiche, e luoghi comuni del liberismo occidentale. Cita l’immenso volume delle importazioni cinesi dal resto del mondo, oltre mille miliardi annui, a riprova che la crescita economica del gigante asiatico ha un effetto traino sulle altre nazioni. Vero: le ultime rilevazioni del Fondo monetario internazionale dicono che se la crescita mondiale è in accelerazione, la causa numero uno è la locomotiva cinese. Questo non toglie nulla alla gravità degli squilibri, particolarmente acuti con alcuni paesi occidentali. Alla fine Xi ha aggiunto i rituali impegni di riforme strutturali che rendano il mercato cinese più aperto (generalmente disattesi). Ha regalato all’ospite nuovi contratti per un valore immediato di 9 miliardi di dollari cioè una goccia nell’oceano del deficit americano. Ha evocato altri contratti per 250 miliardi ma si tratta di proiezioni decennali su accordi di là da venire. Nel primo vero summit fra Trump e Xi era intuibile un ribaltamento di

difensore della globalizzazione, di un mondo aperto, una diga contro i protezionismi. Ha mantenuto l’adesione agli accordi di Parigi sul clima. Con la Nuova Via della Seta propone al resto del mondo un titanico progetto di infrastrutture per facilitare gli scambi: autostrade e ferrovie, porti e aeroporti, oleodotti, fibre ottiche. Finanzia costruzioni anche a casa degli altri, dall’Asia centrale all’Europa all’Africa. Gli Stati Uniti non vanno sottovalutati, però. Restano ancora la prima economia mondiale e la crescita accelera al 3%, la piena occupazione è vicina, le Borse alle stelle. La forza militare Usa è ineguagliata, la Cina è ancora lontanissima dall’avere una rete di basi in quattro continenti o una capacità di proiezione su teatri di conflitti remoti. L’America ha raggiunto l’autosufficienza energetica e mantiene un vantaggio nell’innovazione tecnologica, nella capacità di attirare talenti. La fragilità più evidente degli Stati Uniti è nella leadership: un presidente al 36% nei sondaggi, ha appena perso due test elettorali in Virginia e New Jersey. L’incapacità di venire a capo della minaccia nucleare in Corea del Nord segnala i limiti della potenza militare. Scandali a ripetizione, l’indagine del Russiagate, fanno già di questo presidente una «anatra zoppa». Se perdesse le legislative di mid-term tra un anno perfino l’impeachment diventerebbe meno fanta-politico. Le fragilità di Xi sono meno apparenti ma esistono. Un debito pubblico superiore al 300% del Pil. Un sistema bancario opaco e malato di dirigismo. Un eccesso di capacità produttiva in troppi settori, costretti a esportare alimentando macro-squilibri commerciali col resto del mondo. Troppa concentrazione di potere personale in

Xi ha regalato a Trump contratti per 9 miliardi ma si tratta di una goccia nel mare del deficit. (AFP)

forze. Anche in Occidente si diffonde una narrazione: è Xi il più forte dei due, il leader che ha il pieno controllo di una superpotenza in ascesa e tesse nuove reti di alleanze planetarie. Trump è indebolito in casa, isolato in molte parti del mondo. Primo leader cinese dopo Mao ad avere «consacrato» la sua dottrina nella Costituzione, Xi teorizza che il modello autoritario e paternalista della sua governance garantisce stabilità, progetti di lungo periodo, mentre la liberaldemocrazia occidentale è il caos. Magnanime, cita la guerra del Peloponneso e la «trappola di Tucidide» per ammonire l’America a non cercare lo scontro: nella sua visione del mondo c’è posto anche per noi, è «win-win», tutti possono guadagnarci simultaneamente. Siamo già passati dal secolo americano al secolo cinese? Xi ha un’economia che continua a crescere a ritmi annui superiori al 6%, l’occupazione cinese a quota 776 milioni ha sorpassato l’intera popolazione europea, è due volte quella americana. Non più solo competitività da bassi salari ma tanta ricerca, infrastrutture modernissime, eccellenze tecnologiche, economia digitale. Dalla ricchezza si estrae il soft power: già a Davos il presidente cinese si presentò come il

capo al leader massimo: è una forza che tradisce insicurezza, scarsa fiducia nella sua stessa nomenclatura. Così come la censura su Internet, sui social media, sulle tv e sui giornali. Nell’Asia vicina è palpabile il «bisogno di America» per controbilanciare l’espansionismo cinese: le tappe di Trump a Tokyo e Seul sono andate bene, proprio per questo. Il Giappone spinge per includere l’India («Indo-Pacifico») in un cordone di democrazie. Trump ha intuito che la superpotenza economica cinese è una «tigre di carta» perché troppo dipendente dall’export, obbligata a riciclare i suoi immensi attivi in buoni del Tesoro Usa. Riecheggia critiche di sinistra sull’impoverimento da globalizzazione, sulle regole del gioco truccate a favore dei cinesi. Dumping, aiuti di Stato, furti di proprietà intellettuale: tutte le accuse di Trump sono fondate. Gli manca una proposta organica per riscrivere quelle regole. Annuncio pubblicitario

CREDITI ORA DAL 4.9% Importo fino a CHF. 250'000

Dipendenti / indipendenti /AVS / AI Stranieri Con permessi L / B / C e Svizzeri

Tel. 062 791 11 60 - 079 330 50 56 online 24 ore 24 www.iaro-credit.ch La concessione di crediti e vietata se conduce ad un indebitamento eccesivo(Art:3LCSI)


La deliziosa torta al cioccolato con un cuore tutto delicato.

20x

rino. o T Con

6.40 Cake al cioccolato 225 g

IL CAKE AL CIOCCOLATO CON I TORINO È GARANZIA DI GUSTOSISSIMI MOMENTI. DA SUBITO. Questa torta al cioccolato, come è tipico dei Torino, incanterà ogni buongustaio con la meravigliosa delicatezza del suo ripieno di praliné e grazie alla praticità delle sue misure è il dessert perfetto per ogni occasione.

In vendita nelle maggiori filiali Migros. Da questa offerta sono esclusi gli articoli già ridotti. OFFERTA VALIDA SOLO DAL 14.11 AL 27.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK

PUNTI


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

31

Politica e Economia

Preventivi 2018 quasi in equilibrio Finanze cantonali Risultati positivi grazie alla riduzione delle spese. Rimangono

alcuni forti passivi e le incertezze sul futuro della tassazione delle imprese Ignazio Bonoli Globalmente i cantoni svizzeri presentano per il 2018 preventivi leggermente passivi, pari a 156 milioni di franchi. Ciò è dovuto in particolare a cantoni come Ginevra, con un passivo di 261, 4 milioni, Neuchâtel (66 milioni), ma anche i Grigioni (23,2 milioni) e perfino Zugo, con un leggero passivo di 1,7 milioni, dovuto a un accantonamento di 52 milioni a causa di un nuovo modello contabile. Lucerna presenta pure un disavanzo di 43 milioni e Uri di 7 milioni.

Fra i cantoni con preventivi in attivo figura questa volta anche il Ticino, dopo anni di cifre rosse Fra i cantoni con preventivi in attivo figurano in particolare Basilea-Città con 138 milioni, ma anche Zurigo (76 milioni) e Berna (125 milioni). Quasi tutti i cantoni riescono a diminuire il saldo passivo grazie a misure di risparmio e contenimento dei costi. Alcuni di questi provvedimenti potranno però entrare in vigore soltanto nel 2018. Per esempio Argovia chiude il preventivo in equilibrio, ma entro la fine dell’anno si dovranno adottare misure correttive. Fra i cantoni con preventivi in attivo figura questa volta, dopo anni, anche il canton Ticino. Segnali di miglioramento si erano avuti nel nostro cantone già con la pubblicazione del pre-consuntivo 2017, in agosto, che evidenziava un saldo passivo di 2,4 milioni soltanto, a fronte di un preventivo che chiudeva con un passivo

di 33,7 milioni di franchi, quindi con un miglioramento di 31,3 milioni. Il miglioramento era dovuto sia al versamento dell’utile della Banca Nazionale, sia all’entrata di imposte suppletorie, dovute queste ultime agli effetti della mini-amnistia. Questi elementi del miglioramento fanno constatare che se, da un lato, il contenimento delle spese ha avuto effetti positivi, dall’altro l’aumento delle entrate è dovuto a fattori straordinari, per cui il problema strutturale delle finanze del canton Ticino rimane. Anche in questo caso c’è però una nota positiva, nel senso che l’autofinanziamento oggi – sempre in sede di preventivo – è a 207,4 milioni. Il risultato migliore in cifre assolute lo realizza il semicantone di Basilea-Città, seguito da Berna, Zurigo e Basilea-Campagna. Queste valutazioni si basano sulle cifre presentate dai cantoni. Non dicono però sempre in che modo l’Amministrazione cantonale delle finanze ha raggiunto il rispettivo risultato. Pubblicando questi dati, la «Neue Zürcher Zeitung» ha cercato di epurare i dati dall’influsso di fattori eccezionali. Così, per esempio, il canton Zugo abbellirebbe il proprio risultato di 52 milioni, sciogliendo le riserve costituite mediante sottovalutazione di determinate posizioni. Basilea-Campagna ha invece peggiorato il suo preventivo a causa di un finanziamento esterno della cassa pensioni per il suo personale, finanziamento che ha comportato un peggioramento dei risultati di 55 milioni di franchi. Tutti i cantoni hanno allestito i preventivi con un notevole grado di incertezza, dovuto alla caduta in votazione popolare del progetto di riforma della tassazione delle imprese. La Confederazione – a seguito del voto

Basilea Città è il cantone che presenta il preventivo più roseo. (Keystone)

popolare negativo – vorrebbe comunque impedire ai cantoni di concedere riduzioni fiscali alle imprese. Le conseguenti perdite fiscali dovrebbero essere compensate con una maggior partecipazione dei cantoni all’imposta federale diretta (20,5% invece del 21,2% previsto dalla riforma). Partecipazione ritenuta insufficiente dai cantoni. Nel frattempo però, il canton Vaud ha deciso di applicare, a partire dal 2019, la riduzione delle imposte per le società, rinunciando alla compensazione federale per 94 milioni, e all’aumento delle imposte per le società a statuto speciale per 128 milioni. Vaud aveva approvato con l’87,12% di voti favorevoli il progetto federale di riforma della tassazione delle imprese. Il confronto fra i vari preventivi cantonali, benché allestiti in base a uno schema comune, coordinato con la Confederazione, possono presentare differenze a volte notevoli, ma complessivamente indicano un leggero peggio-

ramento rispetto all’anno precedente. In genere i responsabili delle finanze tendono a presentare preventivi solitamente più pessimistici rispetto alla realtà. Tuttavia, rispetto all’evoluzione abbastanza stabile dell’economia, non dovrebbero distanziarsi molto da quelli che saranno nella realtà i risultati dei consuntivi. Già i consuntivi del 2016 erano infatti, globalmente, di 1,4 miliardi di franchi migliori dei preventivi. Anche gli investimenti previsti per il 2018, con 5,7 miliardi di franchi, corrispondono alla media degli ultimi anni, ma risultano leggermente inferiori a quelli di quest’anno. Le spese correnti, nonostante pacchetti di alleggerimento, dovrebbero superare per la prima volta nel 2018 i 90 miliardi di franchi. Questa spesa crescente è la causa principale delle difficoltà finanziarie di alcuni cantoni. Molti di essi si lamentano degli oneri che devono sopportare per il finanziamento degli ospedali.

Valore economico e «tempi» della vita

Mondo del lavoro Che peso attribuire nella società odierna all’attività extra-lavorativa?

E quali sarebbero i vantaggi di un cambio di mentalità?

È sensazione comune a molti rendersi un «bel» giorno conto di quanto rapidamente il tempo sia trascorso (e continui a farlo). Se si osserva tale variabile da un punto di vista economico, essa da sempre riveste un ruolo di primaria importanza − basti pensare al concetto di «ore-lavoro», che scandisce le vite professionali dei più. L’attribuzione di simile importanza all’attività lavorativa all’interno delle giornate di ciascuno è, da sempre ed unanimemente, giustificata con il mantenimento del benessere economico-sociale-individuale. Se si analizzano i dati statistici americani (2015) sulla composizione della giornata di un lavoratore (fra i 25 e 54 anni con figli), a lavoro ed attività inerenti sono quotidianamente deputate 8,8 ore (circa 37%), al riposo 7,8 ore (circa 33%), a tempo libero e sport 2,6 ore (circa 11%) e ad altre attività 1,5 ore (circa 6%). Da aggiungersi rimangono la cura degli altri (1,2 ore per circa 5%), nutrizione (1,0 ore per circa 4%) ed attività domestiche (1,1 ore per circa 5%)1. In sintesi, il 70% della giornata è (tuttora) assorbito da lavoro oltre che dal bisogno fisiologico di riposo, mentre solo il rimanente 30% è a disposizione individuale o altrui − ben poca cosa, evidentemente. Analogamente, si potrebbe dire per le energie individuali riservate all’extra-lavoro. Ma se nei Paesi OCSE il PIL pro ora

lavorata corrispondeva nel 2015 a 44,67 dollari statunitensi2 , come si potrebbero compensare i ricavi macroeconomici «persi» a vantaggio delle ore giornaliere extra-lavorative? In altri termini, sembrerebbe esservi un tradeoff fra tenore economico (meramente ascritto al lavoro) ed il resto, cioè l’alternativa sarebbe fra lavorare tanto o ridurre il proprio standard di vita. Se è vero che la crescita economica esponenziale negli ultimi due secoli di storia sia imputabile a produzione più efficiente, pare discutibile il peso ponderale ancora oggi attribuito alla quota lavorativa della giornata. Le considerazioni su quanto sottragga in certi casi la «pervasività» lavorativa devono essere proiettate anche sull’innalzamento (già avvenuto o in discussione) dell’età pensionabile in molte economie post-industriali, che non tengono conto del fatto che un’economia efficiente e consonamente funzionante rispetto ai propri tempi dovrebbe lavorare meno (e non di più) a (perlomeno) parità (se non maggiore) performance economica. Guardando alla Germania (riconosciuta «locomotiva» d’Europa), i tempi lavorativi settimanali hanno da sempre − tranne che in epoca di guerra − registrato una flessione: se nel 1825 erano ancora pari a 82 ore, nel 1913 erano già 57 ore, nel 1941 50 ore, mentre nel 1956 si passò alla settimana da 5 giorni lavorativi e nel 1995 nell’industriale «pesante» a 35 ore3. Nel frattem-

po, in alcuni settori il trend si è invertito e l’economia tedesca registrava nel 2016 una media di 41,3 ore (rispetto alle 43,0 della Svizzera)4 . I «profeti dell’insostenibilità» di un simile approccio si focalizzano su un solo lato della «contabilità a partita doppia» derivantene, cioè sui soli introiti eventualmente persi (in termini di PIL). In altre parole, essi ragionano come se non vi potessero essere (più) incrementi (significativi) di produttività negli anni futuri, che compensino tali «perdite». Sarebbe una migliore work-life balance, cioè conciliabilità di lavoro e vita individuale, a trarne beneficio e, a sua volta, ripercuotersi sull’efficacia lavorativa stessa. È dimostrato che un lavoratore appagato dell’espletabilità della propria occupazione senza eccessiva invasività nella vita quotidiana sia più performante, quindi all’origine di migliori ricavi. Se a ciò si aggiungono le tante inefficienze quotidiane − dal meeting inutile a fronte di possibili teleconferenze, alla sovrabbondanza di posta elettronica da un ufficio all’altro, fino all’utilizzo (spesso aggiuntivo al e non sostitutivo del lavoro tradizionale) del mezzo elettronico − non è utopistico affermare che la quota lavorativa giornaliera potrebbe essere spesso condensata in 4 o 5 ore senza alcuna perdita di benessere economico. È storia che Henry Ford ridusse il tasso di turnover nella sua azienda dal 370% (1913) al

16% (1915), aumentando il salario (da 2,30 a 5 dollari statunitensi) e riducendo le ore lavorative (da 9 a 8). Più recentemente, è stato il CEO di Alibaba, colosso cinese dell’e-commerce, a dichiarare all’emittente televisiva CNBC che in una trentina d’anni si potrà lavorare 4 ore «al dì» per al massimo 4 giorni. Sarebbe la produttività a provvedere a che lo standard di vita sia mantenuto nonostante il minore lavoro. Se ciò appartiene ad un (ancora lontano) futuro, è bene sin d’ora menzionare che le condizioni a tal fine sarebbero mansioni chiare, obiettivi verificabili (e verificati), abbattimento di tempi morti o pause «forzate» e l’immancabile cambio di mentalità, cioè che sia il risultato a contare (e non il suo corollario). Se l’abbassamento della giornata lavorativa − così da avere comunque impiego full time laddove necessario − non fosse fonte di strumentalizzazioni politico-consensuali, sarebbe tutt’altro che un sogno. Note

1. https://www.bls.gov/tus/charts/ chart1.txt 2. https://data.oecd.org/lprdty/gdpper-hour-worked.htm 3. http://www.dreigliederung.de/ essays/1994-12-001 4. http://ec.europa.eu/eurostat/tgm/ table.do?tab=table&init=1&language =en&pcode=tps00071&plugin=1

Annuncio pubblicitario

Edoardo Beretta




Novità

Con pezzetti di caramello.

3.80 Pasta bianca Anna’s Best Limited Edition, 500 g

20x PUNTI

Al gusto di arancia

3.80 Pasta nera Anna’s Best Limited Edition, 500 g

In vendita nelle maggiori filiali Migros. Da tutte le offerte sono esclusi gli articoli già ridotti. OFFERTE VALIDE SOLO DAL 7.11 AL 20.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK

.


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

35

Politica e Economia

Investimenti regolari, previdenza a lungo termine La consulenza della Banca Migros Jeannette Schaller

Jeannette Schaller è responsabile della pianificazione finanziaria alla Banca Migros

La discussione politica continua su come procedere dopo il fallimento della riforma della previdenza per la vecchiaia 2020. A dispetto di tutte le differenze, i fautori e i contrari erano d’accordo su un punto: nella previdenza per la vecchiaia si aprono enormi lacune finanziarie. Chi vuole andare sul sicuro, oltre ai contributi versati nell’AVS e nella cassa pensioni accantona un ulteriore capitale di previdenza avvalendosi del pilastro 3a che gode di agevolazioni fiscali. Il modo più semplice per farlo è tramite un ordine permanente in fondi: gli importi fissi vengono regolarmente investiti in un fondo previdenziale. Questo processo costante ha il grande vantaggio di ridurre i rischi dell’investimento. Infatti, se i prezzi salgono, l’importo invariabile consente di acquistare un numero inferiore di quote. Le perdite sono così più limitate se il barometro della borsa segna un’inversione di tendenza. Viceversa, in caso di flessione dei mercati l’importo costante consente di acquistare un numero crescente di quote a un prezzo più conveniente. Con l’ordine permanente è possibile ottenere rendimenti che a lungo termine sono superiori agli interessi corrisposti su un conto di previdenza. Lo rivela il confronto per i sette anni trascorsi (v. grafico). Chi ha lasciato il denaro su un

Il confronto sull’arco di sette anni mostra da un lato un investimento sul conto di previdenza e, dall’altro, un ordine permanente in fondi, con il quale vengono investiti ogni mese 100 franchi dal conto di previdenza in un fondo previdenziale con una quota azionaria del 25% o del 45% (i rendimenti conseguiti in passato non possono garantire le future evoluzioni del valore).

L’ordine permanente in fondi batte il conto previdenziale 10'500.00

10'000.00

9'500.00

Ordine permanente in fondi con il Migros Bank (CH) Fonds 45 Sustainable V Conto di previdenza

9'000.00

8'500.00

Ordine permanente in fondi con il Migros Bank (CH) Fonds 25 V

8'000.00

conto di previdenza ha conseguito un rendimento complessivo di un buon 10% in questa fase. Invece, chi ha investito tutti i mesi importi costanti, ad esempio nel Migros Bank (CH) Fonds 25 V, ha subito alcune fluttuazioni di valore, ma ha conseguito infine un apprezzamento superiore al 15%, addirit-

tura quasi del 20% nel caso del Migros Bank (CH) Fonds 45 Sustainable V. Nonostante i versamenti regolari, l’ordine permanente in fondi lascia la piena flessibilità: infatti i versamenti possono essere interrotti temporaneamente o a tempo indeterminato in qualunque momento. Una volta raggiunti 50’000

franchi, è generalmente consigliabile sospendere l’ordine permanente. A partire da questo importo è opportuno aprire un nuovo ordine permanente in fondi. In futuro ciò consentirà di prelevare gradualmente il pilastro 3a, quindi anche di avere normalmente meno imposte da pagare. Annuncio pubblicitario

Limited Edition.

3.10

Riso Arborio Sélection Limited Edition, 250 g

3.10

Riso Venere Sélection Limited Edition, 250 g

In vendita nelle maggiori filiali Migros, fino a esaurimento dello stock.

3.10

Riso Vialone Nano Sélection Limited Edition, 250 g


REGALA, RALLEGRATI, FESTEGGIA. +

=

Pacchetto prepaid a soli

fr. 199.–

Scheda SIM prepagata del valore di fr. 19.80, incl. credito di conversazione di fr. 15.– e un volume di dati di 100 MB * in omaggio in caso di nuovo acquisto. * L’offerta del volume di dati è valida solo in Svizzera.

e Sulla ret

S w i s sc o P8 lite (2017) bianco del valore di fr. 249.–

FCM

Il pacchetto comprende una scheda SIM prepagata e un Huawei P8 Lite bianco. Offerta valida dal 07.11.2017 all’08.01.2018. È necessaria la registrazione in una filiale melectronics o Migros (3 dispositivi/registrazioni al massimo per persona).

www.m-budget-mobile.ch

m


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

37

Politica e Economia Rubriche

Il Mercato e la Piazza di Angelo Rossi Energia, in attesa della svolta Accanto all’invecchiamento della popolazione la svolta energetica è certamente il problema che maggiormente potrebbe condizionare il futuro dell’economia svizzera e del nostro benessere. Le nostre autorità hanno deciso che, entro il 2050, la Svizzera non dovrebbe più far ricorso ad energia prodotta da centrali nucleari. Questo significa che la quota di questo tipo d’energia dovrebbe diminuire a favore, si pensa, della quota di energia prodotta con risorse rinnovabili (energia solare, del vento, della biomassa, ecc.). Gli avversari di questa svolta hanno già preannunciato che se la stessa dovesse essere realizzata nel 2050 gli svizzeri dovranno fare la doccia all’oscuro e con l’acqua fredda. Questo tipo di argomentazione è di quelli che mettono immediatamente fine alla discussione e non consentono di vedere quale sarà la vera portata del problema. Come se in materia di consumo di energia non vi potesse essere nessun cambiamento.

Come se, addirittura, nessun cambiamento ci fosse mai stato. Se consideriamo cosa è successo in Svizzera, in materia di energia, nel corso degli ultimi due secoli, ci accorgiamo però che di cambiamenti ve ne sono stati molti. Penso addirittura che si possa dire che in nessun settore collegato con l’attività economica vi siano stati cambiamenti così importanti, nel corso della storia recente, come nel settore energetico. Gli stessi, come ha messo di recente bene in evidenza un rapporto che specialisti dell’università di Innsbruck* hanno preparato per l’Ufficio federale dell’energia, sono stati provocati, da un lato, dall’evolvere della tecnologia e, dall’altro, dall’incredibile espansione del consumo di energia. A metà Ottocento, quando le statistiche consentono di tentare una prima stima dell’importanza delle singole fonti energetiche, più del 95% del fabbisogno energetico della Svizzera era assicurato dal legno e dalla torba. La situazione

a quella data non era probabilmente diversa da quella che, per secoli, aveva prevalso nelle campagne e nelle valli del nostro paese. Del carbone, a metà Ottocento, neanche l’ombra, o quasi. Anche in Ticino, laddove non arrivava la forza delle braccia e delle gambe degli uomini e quella delle gambe degli animali domestici, il fabbisogno in energia era coperto dal legno e dalla torba che venivano addirittura esportati verso il Comasco, il Milanese e il Piemonte. Cinquant’anni dopo, nel 1900, legno e torba continuavano ad assicurare tre quarti del fabbisogno. Il carbone e il gas, però, coprivano già un po’ più del 20% dello stesso. La prima metà del Ventesimo secolo è l’epoca del carbone bianco, ossia dell’elettricità prodotta, nel nostro caso, da centrali idroelettriche. Ma con l’espandersi della motorizzazione privata e del riscaldamento nelle case e negli appartamenti anche il petrolio comincia a diventare importante. Nel 1950, carbone e gas

continuano ad assicurare il 42% del fabbisogno, mentre la quota del legno e della torba è ormai caduta al 12%. A completare l’offerta di energia si trovano ora il petrolio con il 25% e l’energia idroelettrica con il 21% del totale. Nei decenni che seguono è il petrolio che diventa la fonte energetica largamente più importante. Ma, a partire dagli anni Settanta e dalle due crisi petrolifere di quel decennio, la quota del petrolio comincia a perdere di importanza. Oggi la Svizzera dispone di un ventaglio più largo di fonti energetiche, nel quale trovano posto anche le energie rinnovabili. Così, nel 2009,la fonte più importante continuava ad essere il petrolio, la sua quota si era però ridotta al 44%. L’energia idroelettrica era scesa al 12% e le energie rinnovabili rappresentavano il 6% dell’offerta totale. Carbone e gas continuavano ad assicurare un 9%, mentre la quota del nucleare era salita al 26% (tenendo conto anche delle importazioni, ovviamente). Se teniamo

conto delle modifiche nelle quote assicurate da ogni fonte energetica durante gli ultimi 160 anni, possiamo pensare che abbandonare il nucleare e la sua quota non dovrebbe essere impossibile. La grande difficoltà, però, è data dal fatto che, in primo luogo, il numero dei consumatori di energia continua ad aumentare e, in secondo luogo, che il consumo pro-capite di energia continua a svilupparsi a tassi superiori al tasso di crescita dell’economia. Di conseguenza non è possibile pensare a una svolta energetica, con abbandono dell’energia prodotta da centrali nucleari, senza che si facciano grossi passi avanti in materia di risparmio energetico. Anche se questo dovesse significare, per qualche volta, dover fare la doccia fredda.

tano a 36’746. Faremo di tutto per contrastare queste ingerenze, dicono in coro i colossi, ma come ha detto placido un senatore durante le testimonianze: mai sentito tanto senno di poi tutto insieme. Bisognava muoversi prima, forse ora il contrasto non è più possibile. Mettendo in copertina la «f» di Facebook a mo’ di pistola, l’«Economist» è andato dritto al punto: i social media uccidono la democrazia. E sì che sembrava che dovesse andare tutto al contrario. Le primavere arabe furono animate dai social, anzi, senza quella mobilitazione sulla rete, più difficile da reprimere, spesso più rapida delle armi delle polizie dei regimi, quel moto di rivoluzione non ci sarebbe stato: non pensiamo a come sono andate a finire le primavere – la responsabilità nostra è, anche in quel caso, rilevantissima – ma al fatto che ci siano state e che abbiano creato un primo, enorme scossone democratico a una terra fondata sulle dittature. I social esportavano la democrazia, per usare un’espressione molto usata quanto non sempre fortunata.

Non soltanto in Medio Oriente: il primo appuntamento «europeista» nella piazza del Maidan, nella capitale ucraina di Kiev, fu dato da un giornalista su Facebook. Tre mesi più tardi, l’allora presidente Yanukovych scappò dalla città. Ma quell’idealismo da attivisti dei social è andato perduto, e come scrive il magazine britannico, «ben lontani da portare l’illuminismo, i social media hanno disseminato veleno». Così come i social non erano la causa delle rivoluzioni arabe, allo stesso modo i social non sono la causa della rabbia e dell’insofferenza di una gran fetta di mondo. È che i social amplificano polarizzazioni e scontri, con effetti distorsivi sui processi democratici. E poiché, a differenza delle televisioni o dei giornali che pure sono spesso molto polarizzati, i social implicano una interazione, le loro chances di colpire il proprio pubblico dritto al cuore sono molto alte. Così si genera un circolo vizioso, dal quale emergono teorie del complotto, ideologie estremiste, istinti che parevano sopiti dalla storia: il veleno appunto. Il fatto che ad

approfittarne siano stati prima di tutti i russi rende il problema naturalmente più grave: l’opera di destabilizzazione dell’Occidente, che è la strategia introdotta ormai da un decennio da Putin, ha trovato nell’irresponsabilità del management dei social media un terreno fertile. Stiamo scoprendone gli effetti nella campagna elettorale americana dell’anno scorso – l’inchiesta è in corso – ma anche i processi democratici europei sono stati condizionati dall’ingerenza russa. Che è sempre più sofisticata, e credibile. Esperti del calibro di Anne Applebaum, saggista e studiosa dell’influenza della Russia moderna sull’Occidente, dicono che Mosca è riuscita per prima a sfruttare le distorsioni dei social per affinare la propria propaganda: cosa accadrà quando anche altri paesi o enti anti democratici sfrutteranno lo stesso modello? Molti se lo chiedono, per ora la risposta non c’è: a consolarci c’è il fatto che gli antidoti ai destabilizzatori della democrazia si sono sempre trovati nella democrazia stessa, che come garanzia di sopravvivenza non è poco.

dissidi che si erano osservati altrove, permettendo così di salvaguardare la «pax helvetica». Oggi entrambe le chiese puntano sul dialogo interreligioso, sulle iniziative comuni, e tendono ad archiviare sospetti e diffidenze, un tempo inestirpabili. Il Ticino doveva mantenere ad ogni costo la usa «unità confessionale», pena il cedimento all’«eresia» protestante. Non pochi infatti la pensavano come il canonico luganese Giambattista Torricelli: «Il protestantesimo per l’indole sua medesima debb’essere ed è sorgente infausta di guerre, di opinioni, di immensa confusione di dottrine, del distruggimento della fede». Non solo: i riformati si facevano anche portavoce del razionalismo, del progresso, della libertà di stampa, idee e atteggiamenti che si riteneva minassero alla radice il primato della cattolicità. Naturalmente è bene che gli stec-

cati siano caduti. Resta tuttavia un rincrescimento: che la scuola non sia ancora riuscita ad inserire nei suoi programmi un corso di storia delle religioni che renda conto degli sviluppi teologici, storici, politici di queste due fedi. Sappiamo qualcosa sull’islam, su Maometto, sugli sciiti e i sunniti, ma purtroppo ben poco sui due principali esponenti della Riforma in terra elvetica, Zwingli e Calvino; sui loro princìpi, sul loro rapporto con Lutero, su cosa li accomunava e su cosa li divideva, sulla relazione tra l’etica protestante e l’impresa capitalistica, argomento tuttora al centro delle politiche economiche comunitarie (l’area mediterranea cicala, la fascia nordica formica). Intere generazioni rimaste all’oscuro, mentre tutt’intorno le sette imperversavano, soppiantando le ideologie. Un vuoto culturale che andrebbe colmato al più presto.

* Patrick Kupper, Irene Pallua Energieregime in der Schweiz seit 1800, Bundesamt für Energie BFE, luglio 2016.

Affari Esteri di Paola Peduzzi I social uccidono la democrazia Testimoniando davanti al Congresso americano, i vertici di Facebook, Twitter e Google hanno ammesso che l’ingerenza di «agenti stranieri» – leggi: i russi – nella campagna elettorale americana del 2016 è stata elevata, ma hanno rimandato al mittente ogni accusa di incompetenza manageriale, sottolineando che di fatto il controllo

degli utenti non è così capillare come può sembrare da fuori. Forse il pagamento in rubli (ben al di sopra della media) di pubblicità politiche avrebbe dovuto insospettire i manager di questi colossi tech, ancor più dal momento che una grande quantità di ricerche mostra che sempre più persone si informano su internet e sui social media e che la responsabilità, in questo senso, da parte dei gestori di queste piattaforme diventa più rilevante. Forse il mea culpa dovrebbe essere un po’ più sentito, come chiedono anche molti imprenditori del settore che vedono il loro business in pericolo di credibilità mentre «i grandi» cercano di schivare le accuse. Ma i dati sono pazzeschi: secondo le stime stesse di Facebook, i contenuti della propaganda russa, tra post e pubblicità a pagamento, hanno raggiunto 126 milioni di americani, cioè il 40 per cento della popolazione del Paese. YouTube, piattaforma video di proprietà di Google, ha confermato di aver trasmesso 1108 video legati alla propaganda russa, mentre gli account di Twitter di questo genere ammon-

Cantoni e spigoli di Orazio Martinetti Riforma e Rivoluzione, Lutero e Lenin Autunno 2017, stagione di anniversari memorabili. Cento anni fa la Rivoluzione d’Ottobre con l’assalto, a Pietrogrado, del Palazzo d’Inverno. Cinque secoli or sono l’avvio della Riforma protestante con l’affissione a Wittenberg di 95 tesi contro le indulgenze da parte di un inquieto monaco agostiniano. Due passaggi epocali. Lenin e Lutero; il bolscevismo e il luteranesimo; la lacerazione dell’internazionalismo proletario e la rottura della cristianità; la Russia e la Germania. Da quegli snodi si sono dipartite strade che sono giunte sino a noi, e che ancora divergono. La frattura religiosa permane, sebbene entrambe le chiese abbiano smussato i contrasti e moltiplicato i momenti d’incontro ecumenici; quella politica, dopo aver rivoltato il Novecento con il vomere della furia ideologica (bolscevichi e menscevichi, rivoluzionari e riformisti, comunisti e

socialisti), sembra ora riposare in una deserta sala d’attesa. La locomotiva «lanciata a bomba contro l’ingiustizia» (Guccini) si è fermata, esausta. Entrambe le svolte hanno lasciato tracce profonde anche nel nostro paese. Certo, più Lutero che Lenin. Il Partito comunista svizzero, fondato nel 1921, è sempre rimasto marginale nella contesa politica. È stato però regolarmente utilizzato come spauracchio ogniqualvolta occorreva mobilitare l’elettorato, spaventato dalle conquiste sociali e tecnologiche dell’Unione Sovietica. Diversa e ben più incisiva è stata invece la penetrazione della dottrina protestante. Attraverso la predicazione di teologi come Zwingli e Calvino ha dapprima conquistato città come Zurigo e Ginevra, per poi allargarsi ad altre regioni: un’espansione tradottasi in scontri fratricidi (in una di questi perse la vita lo stesso Zwingli).

Anche nelle terre situate al Sud delle Alpi, nei cosiddetti «baliaggi italiani comuni», l’avanzata del protestantesimo rischiava di innescare conflitti dagli esiti imprevedibili, essendo la carica di balivo attribuita a rotazione tra cantoni dominanti cattolici e protestanti. Fu così che a Locarno si optò per l’espulsione della comunità dei riformati; nel 1555 numerose famiglie dovettero lasciare la città per chiedere asilo altrove. Molte raggiunsero Zurigo, ove fra mille difficoltà cercarono di rifarsi una vita, sia privata che professionale, specie nel settore tessile. Si è molto discusso, in sede storica, sulle conseguenze di questa ingiunzione. Secondo alcuni, l’espulsione privò la cittadina sul Verbano di rilevanti energie imprenditoriali, che avrebbero potuto rinvigorire il suo tessuto produttivo; secondo altri, la partenza ha permesso di evitare i


Ogni boccone un’emozione.

a partire da 2 confezioni

20%

Tutta la carne per fondue chinoise M-Classic surgelata, a partire da 2 confezioni, 20% di riduzione

59.–

Set per fondue di formaggio, 9 pezzi il pezzo

3.40

Pane per fondue TerraSuisse 300 g

20% Tutti i sottaceti e gli antipasti Condy per es. cetrioli alle erbe aromatiche, 270 g, 1.50 invece di 1.90

In vendita nelle maggiori filiali Migros. Da tutte le offerte sono esclusi gli articoli M-Budget e quelli già ridotti. OFFERTE VALIDE SOLO DAL 14.11 AL 20.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK

12.80

Fondue moitié-moitié già pronta 600 g

1.40

Fresh Dip Cocktail Anna’s Best 125 g


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

39

Cultura e Spettacoli Remo Bodei e i festival Abbiamo incontrato il filosofo italiano che sarà ospite del festival nel. Fare arte nel nostro tempo pagina 43

Al cinema con i ragazzi Mancano pochi giorni all’avvio di Castellinaria, l’amata kermesse cinematografica pensata per gli spettatori più giovani

Tutti muti a Pordenone Ogni anno il festival del cinema muto raccoglie un successo straordinario

La letteratura che non c’è Molti autori si divertono a giocare con i lettori inventandosi generi e falsi testi

pagina 45

pagina 46

pagina 47

Il corpo delle donne

Mostre Eros, potere, morale e morte

al Kunstmuseum di Basilea

Gianluigi Bellei L’esposizione probabilmente più intrigante dell’autunno è quella che il Kunstmuseum di Basilea dedica alla femminilità verso il 1500. Una mostra di nicchia si potrebbe dire, soprattutto perché la maggior parte delle opere sono incisioni e, si sa, la stampa in bianco e nero con le sue raffinatezze non è immediatamente godibile da tutti. Davanti a un’acquaforte bisogna sostare con pazienza per vedere il contesto generale prima e i singoli segni poi. Un lavoro attento, meticoloso che generalmente non si è in uso fare con un dipinto. Quanti infatti si soffermano davanti a un olio per scoprire il solco della pennellata o l’incedere non uniforme delle velature? L’incisione è un linguaggio a sé che merita di ricambiare la pazienza con la quale l’artista ha realizzato ogni singolo segno. 1500, dicevamo; tutti pensano a ricchi banchetti, fasti e gioielli, guerre con armature luccicanti, filosofi, poeti, grandi artisti. In realtà la quasi totalità della popolazione in Europa era composta da analfabeti che vivevano in piccole case di legno con due stanze una delle quali in inverno era adibita a stalla. La piccola finestra era sempre aperta per lasciar entrare la luce. Naturalmente non c’erano vetri (mica siamo in cattedrale!) ma unicamente imposte in legno. Il camino, invenzione di quegli anni, era segno di un certo benessere. Il villaggio era composto di poche case e gli abitanti parlavano dialetti diversi da villaggio a villaggio. Raramente si spostavano. Non conoscevano le leggi del proprio paese, né il padrone del feudo. Ogni tanto per le gabelle si faceva vivo il balivo o il fattore. Non possedevano nulla oltre a qualche utensile e delle sementi. I più ricchi un paio di animali. Lavoravano dall’alba al tramonto e poi andavano a dormire. Le donne avevano due compiti: quello di lavorare in casa e nei campi e quello di partorire. Un mestiere, quest’ultimo, gravosissimo e che durava tutta la vita con 10-20 parti uno dopo l’altro. La mortalità infantile in Europa oscillava tra il 20 e il 50%. Si moriva per diarrea, peste, influenza, tubercolosi… Erasmo ha definito le pene del parto tra le peggiori che possano capitare all’essere umano. Così tra il dolore del parto e quello delle morti dei figli la

breve vita delle donne era ridotta a un inferno. Raramente, in ogni caso, vedevano i loro figli sposarsi. A parte gli aristocratici, gli artisti e i preti, tutti gli altri morivano prestissimo. Anche il matrimonio non andava meglio. Secondo Calvino la moglie doveva essere sottomessa al marito come questo a Dio. La moglie che sbagliava, secondo Frate Cherubino, poteva essere «battuta sonoramente». In Inghilterra esisteva la regola del pollice, rule of thumb, secondo la quale una donna «poteva essere picchiata purché con un bastone del diametro non più grande di un pollice», scrive Margaret L. King. Se moriva prima il marito, oltre al lavoro corrente, le donne avevano quello della prostituzione. Tollerata nel Medioevo, la prostituzione è stata istituzionalizzata nel Rinascimento. Venezia nel 1500 aveva circa centomila abitanti e, di questi, dodicimila erano prostitute. Nel 1570 è stato pubblicato Il catalogo di tutte le principali e più onorate cortigiane con nomi, indirizzi e tariffe (come adesso ci sono le guide dei migliori ristoranti); fra queste c’erano le più importanti poetesse italiane dell’epoca, Gaspara Stampa e Veronica Franco. Nelle città un’alternativa a questa vita era il convento: a Firenze e Milano il 13% delle donne erano monache. In ogni caso alcune volte le vedove o le nubili (cioè senza un protettore maschile) erano considerate eretiche o streghe. Un’altra guida, questa volta un manuale per cacciatori di streghe, redatto nel 1487 da Heinrich Kramer e Jacob Sprenger, Malleus Maleficarum, sosteneva che queste donne erano sciocche, ingannevoli, appassionate e carnalmente insaziabili. Naturalmente venivano bruciate vive. E forse era meglio che qualche decennio di continue sofferenze. Altro che Dama con l’ermellino… Il Kunstmuseum di Basilea non racconta la storia delle veneri piene di virtù e seduzione, belle da morire: ma di quelle seducenti e pericolose. Al di là degli stereotipi a cui siamo abituati. Come sappiamo la pittura è un genere colto al servizio degli uomini potenti e facoltosi: re, principi, mercanti, uomini di chiesa. I nudi li potevano vedere solamente loro. Con l’apparizione delle incisioni le immagini non sono più riservate unicamente a corti private e

Urs Graf Dirne in halber Figur (Mezzo busto di prostituta), 1518. (© Kunstmuseum Basel, Amerbach Kabinett / Martin P. Bühler)

ristrette, bensì, per via del loro basso costo e delle loro riproducibilità, possono essere viste anche dai ceti popolari. Tutto questo diventa pericoloso e nel contempo sfocia in una produzione estetica che oggi potremmo definire borderline. L’eros diventa così dolore e Hans Baldung rappresenta una donna nuda legata a un albero trafitta da una freccia. Per Urs Graf l’amore è una prosperosa signora, sempre nuda, che si trafigge con una spada o una donna con in braccio il suo bambino «imbrogliata» da un signore con il pene scoperto. Heinrich Vogtherr mette in scena un triangolo amoroso nel quale una prosperosa donna a seno scoperto, ma con la cintura di castità, prende del denaro da un brutto vecchio per metterlo nelle mani di un giovane barbuto. Sebald Beham rappresenta un gruppo di donne al bagno che si lavano le parti intime. Urs Graf tratteggia il profilo delle cortigiane (prostitute d’alto bordo) ricche di monili e con sontuose parures. Le femmine poi sono cattive e ingannatrici, oltreché streghe. Così,

complice l’Antico Testamento il loro potere sessuale diventa crudeltà. Albrecht Altdorfer, fra alberi e merlature varie, mette a fuoco l’attimo nel quale Giaele trafigge con un chiodo e a colpi di martello la testa di Sisara. La leggenda di Aristotele e Fillide è immortalata da Hans Baldung nel momento stesso che la nuda e panciuta Fillide cavalca il filosofo dopo averlo ingannato (gli aveva promesso che si sarebbe concessa solo a lui se lo avesse fatto). Ma le streghe sono in agguato e ovviamente sono bruttissime. Le donne, soprattutto se voluttuose, sono sempre instabili e, Hans Baldung ce ne mostra una splendida e nuda che cammina sopra due sfere legate ai piedi. Lucrezia viene sempre rappresentata come esempio di virtù. Qui è proposta attraverso una serie di nudi seducenti, come quello di Lucas Cranach. Siamo così arrivati al termine del percorso espositivo che riguarda la morte. Naturalmente c’è Eva che, facendo mangiare la mela ad Adamo,

condanna gli uomini alla morte. Diverse le rappresentazioni della scena e una delle più belle è probabilmente Der Sündenfall di Jan Gossaert sia per il tratto che per la composizione e l’armonia dei corpi. L’amore è infine sempre peccato e con la bellezza seducente di una fanciulla nuda che viene baciata da uno scheletro, di Hans Baldung, termina il percorso. Un centinaio le opere esposte, molte delle quali provenienti dal fondo del Kupferstichkabinett del Kunstmuseum di Basilea, oltre che da prestigiose collezioni quali la Gemäldegalerie di Berlino, l’Albertina di Vienna, la Gemäldegalerie di Kassel e la Staatsgalerie di Stuttgard. Buona l’illuminazione come l’allestimento. Catalogo solo in tedesco. Dove e quando

Weibsbilder. Eros, Macht, Moral und Tod um 1500. Kunstmuseum, Basilea. A cura di Ariane Mensger. Fino al 7 gennaio 2018. Catalogo Deutscher Kustverlag. www.kunstmuseumbasel.ch


Famigros mette in palio 30 alberi di Natale addobbati. famigros.ch/albero-natale

Su famigros.ch/albero-natale trovi tutte le informazioni in merito al concorso. Termine ultimo di partecipazione: 26.11.2017. Non si tiene alcuna corrispondenza sul concorso.


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

41 •

Cultura e Spettacoli

Le libertà di Gué Pequeno

Incontri A colloquio con il rapper e produttore discografico italiano ex Club Dogo, re delle classifiche to per cent’anni senza mai rinnovarsi. Gli uffici Rai di Milano, Roma o Napoli sono tutti uguali, sembra di entrare negli uffici di Fantozzi! Fino a qualche tempo fa se non passavi in tv o in radio per parenti e amici eri un fallito, il potere della tv era enorme. Oggi la gente perfino dal parrucchiere ha il proprio smartphone e ascolta e guarda ciò che vuole. Io stesso quando non ascolto musica guardo molte serie su Netflix... sono molto ispirato dalla fiction.

Simona Sala Da uno che canta «Voglio essere una specie di Robin Hood del rap / Per il senso di rubare ai ricchi per poi dare a me / Pensavo che con la musica ci avrei comprato un jet / Così mi svegliavo a sud e mi addormentavo ad est / Cento, mille, diecimila, centomila, un milione / Il tempo qua è denaro e dei miei tempi sono figlio» nel tormentone Milionario, forse ci si aspettava un pizzico di strafottenza in più. Anche perché il rap non è certo nato per conciliare gli animi degli ascoltatori. Eppure Cosimo Fini, in arte Gué Pequeno, quando ci raggiunge in redazione, oltre all’aria di uno che è arrivato e a un’innata irriverenza, dimostra di avere anche il dono dell’ironia e un’incredibile affabilità.

L’ostentazione del lusso nel rap è spesso un must, così come l’uso di parolacce e volgarità. Fino a che punto è una provocazione?

Per me il rap è una passione e tutto è a livello ludico, non voglio provocare nessuno. Si tratta pur sempre di spettacolo, una forma leggera di intrattenimento. Se mi sono innamorato di questa musica è anche per la libertà che mi dà. Io non voglio mandare dei messaggi perché la mia musica non è politica o sociale. Ai tempi dei Club Dogo ci si scagliava un po’ contro il sistema, ma poi siamo diventati corrotti (ride)… Caparezza è uno che scrive testi intelligenti, ha un’ottima metrica, ed è molto amato anche per i suoi temi. Non è un vero e proprio rapper, ma le sue cose le fa bene. In me questa componente non c’è, ma spero comunque di incuriosire e stimolare la riflessione.

Perché uno dei più importanti cantanti rap d’Italia decide di stabilirsi nella sonnacchiosa Lugano, che qualcuno ha definito un presepe?

Io sono nato e cresciuto a Milano, ma mi sposto di continuo tra LA, Miami, Londra e Barcellona. Vivendo una vita piuttosto frenetica ho pensato fosse saggio avere un posto tranquillo. A Lugano ho un’attività commerciale e ho acquistato una proprietà, e ormai da tre anni è la mia base ufficiale. Questo è un buon posto da cui partire, ma è anche un bel posto in cui ritornare al termine di ogni periodo impegnativo, anche perché ho dei legami affettivi: oltre a molti amici qui c’è Jay-K, il dj che mi accompagna in tour, una vera e propria eccellenza svizzera dell’hip hop, già campione del mondo. In una recente intervista lamentavi il fatto che l’Italia ancora non comprenda appieno l’hip hop. Sebbene in internet l’hip hop registri milioni di visualizzazioni, in tv si continuano a invitare cantanti neomelodici come Albano o Tiziano Ferro… L’impressione è che si siano creati due mondi paralleli molto distanti.

È esattamente così, anche se grazie al digitale e allo streaming, fortunatamente il mercato si è assestato, creando un po’ di quella che io chiamo giustizia. Per anni noi rapper abbiamo cercato di accedere al mainstream piegandoci alle logiche di mercato, facendo dei singoli per la radio, ecc. Io sono nel business da almeno dieci anni, e finalmente le cose cominciano a cambiare: da quando sono solista – dopo l’esperienza con i Club Dogo – ho trovato la mia libertà e ho capito che non devo piegarmi per andare incontro al gusto commerciale italiano. E ora mi prendo la soddisfazione di dire e fare quello che voglio. (ride) Per ora non è ancora arrivato il ragazzino che mi supererà, anche se succederà presto. Quindi hai deciso di fare a meno della televisione…

Ovviamente non sono molto televisivo. Da Fazio non potrei andare perché la mia immagine e la mia poetica si scontrano con un certo modo di fare televisione. Nonostante abbia anche una carriera mainstream, io posso arrivare solo fino a un certo punto. Se vuoi andare oltre devi essere J-Ax e Fedez…

Chi sono i tuoi modelli americani?

Non sono purista e ascolto molte cose nuove. Amo i Migos, Drake, Travis Scott. Purtroppo questi grandi artisti mondiali fanno raramente tappa in Italia e questo dovrebbe farci riflettere. Sono anche un grande fan del reggae e del latino, quest’ultimo un genere che sta contaminando sempre più il rap. Molte star oggi provengono da isole caraibiche, basti pensare a Cardi B, Rihanna o Nicki Minaj.

Un metro e novanta di assoluta irriverenza. (Davide Stallone)

devi essere democristiano! Recentemente il rapper Ghali, che ho scoperto io, è andato da Fazio a Che tempo che fa. Purtroppo il tutto è finito in una povertà e una mediocrità tutte italiane, in cui a Ghali è stata affibbiata l’etichetta di immigrante… eppure il suo disco è leggero e non tanto sociale…

Ma il fatto che Fazio, forse grazie a Saviano, si sia accorto di Ghali dovrebbe essere una cosa positiva…

Saviano si è «innamorato» del personaggio di Ghali, ma secondo me ha esagerato. Così come io non vado a fare un’intervista sulla terra dei fuochi, lui non dovrebbe parlare di hip hop, ci risparmierebbe frasi come «Ghali ha liberato il trap dal gangsta»… (sorride) Fedez e J-Ax sono dei rapper?

C’è un po’ di ambiguità, loro stessi non sanno come definirsi, sono comunque considerati urban. Hanno appena annunciato un concerto a San Siro, cosa che nessun rapper aveva fatto, anche perché quello dell’hip hop è un pubblico composto per lo più da fan molto giovani, e quindi con scarsa

Fai ancora il talent scout?

disponibilità finanziaria. Fedez e J-Ax hanno avuto la capacità di creare un genere transgenerazionale, coinvolgendo un pubblico vastissimo, che spazia da radio RTL ai fan della De Filippi, dalle coppie ai bambini piccoli. Il loro business plan è ineccepibile, si muovono in modo molto americano, calcolando ogni rischio. Su questo nulla da ridire, ma – senza offesa – trovo che la loro musica attuale sia un po’ uncool…

La musica in generale sta vivendo una fase di profondo cambiamento.

Anche in Italia finalmente c’è più democrazia grazie allo streaming. La musica non viene più imposta dalle radio o dalle televisioni, perché c’è Spotify. Recentemente Diplo, il re dell’elettronica, ha lanciato una polemica affermando che finalmente, ora che i ragazzini possono decidere cosa ascoltare, non opteranno più per Taylor Swift, preferendo Cardi B o Post Malone. Se un tempo anche in Italia radio e marketing decidevano chi lanciare, ora da una parte c’è un pubblico che ascolta mainstream, è ancora legato al cd in

forma fisica e permette a Ligabue di riempire gli stadi! Dall’altra abbiamo per la prima volta dei fenomeni come Sferaebbasta che, grazie all’ascolto digitale dei giovanissimi, a vent’anni è già un top artist. È un po’ come se la dittatura musicale fosse finita. Un pubblico così giovane presenta comunque anche dei rischi, è influenzabile e difficilmente prevedibile.

Le scelte per le case discografiche saranno dunque più complesse?

Per anni noi rapper dalle case discografiche abbiamo preso solo le briciole… ma ora i numeri stanno lentamente cambiando... Internet favorisce i contatti tra artisti?

Certo, pensiamo al «featuring» (un cantante è «ospite» nella canzone di un altro artista, NdR), un modo frequente di fare circolare la musica da un Paese all’altro. Io credo molto nel featuring, soprattutto europeo. La televisione in che direzione andrà?

Non so, ma d’altronde la Rai ha campa-

No, credo di avere dato abbastanza! Ero co-proprietario di un’etichetta discografica che ha lanciato Fedez, Ghali e Salmo. È un mestiere difficile, perché l’artista è portato a tradire: si fanno sempre molti discorsi ideologici, poi davanti a un contratto allettante tutti cambiano! D’altronde passare a una major vuole anche dire crescere. Quando producemmo Ghali, lui e il suo gruppo si beccarono molti insulti da tutta Italia per il loro stile swag. Ora a distanza di cinque anni, tutti i ragazzini si atteggiano così. Hai progetti imminenti?

Sto suonando fuori dall’Italia al momento, ho fatto Londra e Barcellona, presto andrò a Berna e a Zurigo, dove c’è una bella comunità italiana. Poi partirò per gli USA. Ho voglia fare un nuovo disco grande. E l’Italia?

L’Italia è una noia per molte cose, ma è un gran bel paese! Dove e quando

Gué Pequeno sarà al Be Lugano (ex WKND, Via Trevano), sabato 18 novembre con un club show. Per prenotazioni www-be-lugano.ch oppure tramite facebook


Vinci il viaggio dei tuoi sogni del valore di CHF 15 000.– …

… oppure una di 500 macchine Twin. Partecipa subito e vinci: www.migros.ch/win-a-twin Vuoi sfuggire alla grigia quotidianità? Allora fino al 27 novembre 2017 partecipa al nostro concorso e con un pizzico di fortuna puoi vincere un viaggio verso una meta a tua scelta sotto forma di buono Hotelplan del valore di CHF 15 000.–. Oppure non perderti l’occasione di aggiudicarti una di 500 macchine Twin by Delizio e lasciati alle spalle la quotidianità sorseggiando una squisita tazza di caffè, un delizioso cappuccino o una cioccolata calda. Infatti con il sistema di capsule di Twin basta premere un pulsante per preparare le tue specialità a base di caffè preferite. Ma non è tutto: è possibile preparare anche molte gustose bevande a base di latte per tutta la famiglia.

Twin by Delizio è in vendita alla tua Migros


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

43

Cultura e Spettacoli

La passione secondo Bodei

Incontri A colloquio con il filosofo italiano Remo Bodei, che sabato 18 novembre sarà ospite

della manifestazione nel. Fare arte nel nostro tempo Eliana Bernasconi A Remo Bodei, tra i maggiori esponenti della filosofia in Italia e all’estero, docente a Pisa e presso la University of California a Los Angeles, si devono molte cose. Tra queste anche la creazione, insieme a Michelina Borsari, di un festival nato come una sfida, ma diventato con gli anni un punto di riferimento nel mondo della filosofia. Dedicato alle arti intese al plurale, quest’anno il festival di filosofia che coinvolge le città di Modena, Carpi e Sassuolo, si è chinato sulla radice comune che lega arti e tecniche, sulle forme della creazione in tutti gli ambiti produttivi, sulla questione del fare che discende dall’orizzonte tecnico, sui luoghi dell’artificiale e dell’estetizzazione del mondo e sulla «fine dell’arte», dove la dimensione del fare sembra esaurirsi nella figura tipicamente contemporanea dell’artista costruttore di sé. Le 34’000 presenze al primo festival nel 2001 sono diventate 190’000 lo scorso anno, e sull’arco di 16 anni sono state contate due milioni di presenze. Abbiamo incontrato Remo Bodei, autore fra le altre cose di Piramidi di tempo – storie e teorie del déjà vu (2006), Geometria delle passioni (2003), La filosofia del 900 e oltre (2015), Limite, (2016) e presto ospite della rassegna «Fare arte nel nostro tempo». Grazie al festival avete dato vita a un nuovo genere?

Siamo stati i secondi, l’anno prima vi fu il Festival di letteratura a Mantova; ora i Festival in Italia sono migliaia, ma quel-

li buoni saranno una trentina al massimo. In Europa questo succede in misura minore, abbiamo quindi «esportato» questo modello anche in Francia.

con la «cattiva realtà», quella denunciata appunto dal brutto con la sua sola esistenza. Parlando dell’arte di vivere lei ha detto che siamo in un’epoca di globalizzazione avanzata ma non ne abbiamo coscienza, in che senso ?

Come si spiega questo straordinario successo?

Avevamo qualche dubbio a parlare di filosofia in pubblico, ma ora si parla perfino di matematica. C’è una fame di senso, c’è il bisogno di sfuggire al fast food dei giornali e della televisione, di ritornare a quello che si è imparato a scuola e magari dimenticato. Grazie all’alfabetizzazione la ricerca è cresciuta e le persone sono molto più colte che in passato. Di fronte alla volgarità e all’insignificanza del mondo in cui viviamo, molti sentono il bisogno di trovare la bellezza. Non vorrei tirare in ballo Dostoevskij, secondo cui la bellezza salverà il mondo, ma credo comunque che essa ci possa aiutare a trovare un equilibrio. Qual è l’idea di bellezza oggi?

Il concetto di bello è sempre presente nelle arti, ma si modifica secondo il luogo geografico e il tempo storico. Ad esempio fino alla fine dell’800 la cultura occidentale considerava brutte le maschere africane e la grafica cinese. L’antitesi non è dunque tra bello e brutto ma tra bello e significante. Nella modernità la bellezza è di massa, e risiede in ciò che è utile. Non è più come nel Rinascimento dove si facevano oliere d’oro e di cristallo; la bellezza è nella tecnologia, comprando una caffettiera ne vediamo certamente la bellezza, ma si tratta di un valore aggiunto.

Remo Bodei incontrerà il pubblico ticinese in due occasioni. (you tube) Molti sono scandalizzati davanti alla presunta bruttezza di alcune opere dell’arte contemporanea, forse perché non ne capiscono il significato. Lei ha illustrato la Teoria estetica, pubblicata postuma da Adorno nel 1970. Come ci risponderebbe questo grande filosofo?

L’arte moderna va contro le tradizioni, Adorno disse che l’arte moderna era in lutto, perché dopo Auschwitz non sarebbe mai più stato possibile parlare di bellezza nell’arte, aspirare a un’armonia pacificatrice inevitabilmente stonata. In tutte le espressioni della sofferenza la promessa di felicità del

bello brilla nella sua visibile assenza o nella sua costitutiva incompiutezza. Il brutto capovolge la gerarchia estetica tradizionale, è una protesta indiretta per la disumanità esistente.

Intende dire che il brutto non si sceglie, lo impone la realtà?

Lo dimostra un aneddoto su Picasso raccontato da Adorno: un ufficiale delle truppe di occupazione tedesca visitò il suo Atelier e indicando Guernica chiese: l’ha fatto lei? pare che Picasso gli abbia risposto: «No, lei». L’arte esprime così il grido di orrore che sale dalla realtà mortalmente ferita, invitandola a compromettersi

Vi è un’accelerazione del tempo tipica della modernità, ma la nostra vita è legata alla caducità umana. Non sappiamo che siamo in un mondo interconnesso ed è difficile capire che il sapere non corrisponde alla realtà, che con la nostra percezione non siamo in grado di rivolgerci al futuro. Ci creiamo immagini consolatorie dei decenni passati, tre miliardi di persone hanno il cellulare, due miliardi il computer, eppure oggi il vero lusso è essere disconnessi. Non voglio dire che questi mezzi non servono, ma essere disconnessi ci permette di costruire noi stessi, la zona della nostra interiorità. Dove e quando

nel. Fare arte nel nostro tempo. Passioni, 17, 18 e 27 novembre 2017. www.associazione-nel.ch Remo Bodei sarà ospite di Fabio Merlini, 17 nov., Studio 2 RSI, (ore 18.30) e di Giovanni Ventimiglia, 18 nov., Aula Magna USI (ore 11.00). In collaborazione con

Annuncio pubblicitario

20% di riduzione. conf. da 12

20%

12.45 invece di 15.60 Latte intero Valflora in conf. da 12 12 x 1 l

Da questa offerta sono esclusi gli articoli già ridotti. OFFERTA VALIDA SOLO DAL 14.11 AL 20.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK


20% di riduzione. PERFETTO PER L’APERITIVO.

S TES SA

R IC E T TA NUOVO

DESIG N In vendita nelle maggiori filiali Migros. OFFERTE VALIDE SOLO DAL 14.11 AL 20.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK

20% 4.60 invece di 5.80 Gran Pavesi Cracker Duo-Pack, 20% di reduzione, per es. Gran Pavesi Sfoglie Olive, 160 g

Pavesi_MM_209x141_KW46_DFI.indd 7

08.11.17 14:27

Azione NOVITÀ :

Kiwi-Fragola, Arancia, Limone e Pompelmo

50%

4.95 invece di 9.90 Offerte valide per tutti i prodotti Jarimba a 1,5 L e 6 x 1,5 L per esempio Jarimba Himbo 6 x 1,5 L

In n ven e di dita ta nel elle el le mag aggi gior gi orii fil or filia ialilil Mig ia gros. ro os. OFFE OF ERT RTE VA VAL LIDE SOL OLO O DA DAL L 14 14.1 .11 1 AL 20.1 11.2 201 017 7, F NO FI O A ESA SAUR URIM UR IME IM ENTO DEL ENTO ELLO LO STO OCK


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

45

Cultura e Spettacoli

Bellinzona capitale anche del cinema giovane Rassegne Al via sabato prossimo la XXX Edizione di Castellinaria Giovanni Medolago La piccola Marica è giunta dalla Svizzera romanda e ha seguito una prima volta «Castellinaria» quale giurata del Concorso 6-15; dopo qualche anno è tornata per giudicare i film della Sezione 15-20. Un paio d’esperienze a «Cinema&Gioventù» durante il Festival di Locarno, ed ecco che quest’anno Marica arriverà di nuovo a Bellinzona, stavolta quale inviata di una testata online. È certo un percorso ideale quello della volitiva Marica, riassunto dal Presidente Gino Buscaglia nella conferenza stampa di presentazione; ma chissà quanti ragazzi si sono avvicinati al cinema durante questi 30 anni proprio grazie alla kermesse bellinzonese (l’unica del suo genere in Svizzera). In fondo ancora adesso, dopo tre decenni, uno degli scopi di «Castellinaria» è quello di educare i più giovani al linguaggio cinematografico, oggi forse contaminato dai diversi modi di apprezzare le storie raccontate per immagini, ma conoscere la sua «grammatica» resta di primaria importanza per leggere un film. E a proposito di contaminazioni, a Bellinzona ci sarà Maurizio Nichetti («la mascotte di questa 30esima edizione», l’ha definito il Direttore Artistico Giancarlo Zappoli), cineasta milanese autore tra l’altro di quel Volere volare pensato ben prima di Chi ha incastrato Roger Rabbit, ma che dovette attendere

gli Oscar andati al lavoro di Robert Zemeckis per poter convincere qualche produttore a puntare sulla pazza idea di far interagire i cartoni animati con attori in carne ed ossa. Nichetti sarà nella nostra capitale sabato 18 novembre sia per presentare la sua recente Autobiografia involontaria, sia per inaugurare una delle mostre collaterali allestita all’Espocentro: «30 anni molto animati», un omaggio ad alcuni dei tanti autori già ospiti della Rassegna negli anni scorsi (da Bruno Bozzetto con la celeberrima sigla di Scacciapensieri a Claude Barras – padre della zucchina più famosa del mondo poiché protagonista di Ma vie de courgette – passando per il mago della claymotion Yusaki Fusako e i suoi set da cui nacque Peo plastilina. Da segnalare tra le altre proposte collaterali, sia «Giochiamo papà!», iniziativa promossa dall’ASPI che per tutta la durata della rassegna animerà un percorso ludico per papà accompagnati negli spazi dell’ex Museo in Erba; sia la mostra fotografica Lahza 2, gli occhi dei bambini che all’Espocentro ci darà occasione di vedere – in grande formato – le fotografie scattate in un campo profughi libanese dai bambini che ci vivono. L’expo è messa a disposizione di «Castellinaria» dal Comitato CH dell’UNICEF, organizzazione che è tornata a dare il suo patrocinio al festival bellinzonese grazie soprattutto all’impegno di Franca Hunziker-Verda, membro del Comitato di Castellinaria.

Una scena di Libere, disobbedienti, innamorate, di Maysaloun Hamoud.

Tra i film, anticipa Zappoli, il fil rouge di questa XXX Edizione sarà la gamma di sensazioni (dal semplice imbarazzo alla profonda angoscia) che si vivono una volta posti di fronte a una scelta: surreale quella della volpe che non sa cosa fare di fronte alle galline sue potenziali vittime (Le grand méchant renard et autres comptes, ultimo lavoro degli autori di Ernest et Célestine); ben più impegnative quelle che attendono tre ragazze palestinesi che condividono un ap-

partamento a Tel Aviv (Libere, disobbedienti, innamorate, della 35enne Mayasaloun Hamoud, regista palestinese figlia della diaspora e nata a Budapest). Accanto all’ormai popolarissima serata del venerdì consacrata ai «Castellincorto», un omaggio particolare sarà dedicato a Lucio Dalla (mercoledì 22), con due concerti della band Lino & la Settima Luna che introdurranno e seguiranno la proiezione di Caro Lucio, ti scrivo, prima internazionale del

film/collage di Riccardo Marchesini e Cristiano Governa, i quali hanno allestito una compilation di sette «corto» ciascuno dei quali ispirato a un brano del cantautore bolognese e dove scopriremo che fine potrebbero aver fatto Anna e Marco e altri personaggi creati dal grande Lucio. Dove e quando

Castellinaria, 18-25 novembre 2017 Bellinzona; info www.castellinaria.ch Annuncio pubblicitario

30% sui Freylini Mix Frey in sacchetto da 1 kg.

30%

13.85 invece di 19.80 Palline di cioccolato Freylini Mix Frey, 1 kg, UTZ

Da questa offerta sono esclusi gli articoli M-Budget e quelli già ridotti. OFFERTA VALIDA SOLO DAL 14.11 AL 20.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

46

Cultura e Spettacoli

Emozioni senza parole

Rassegne A Pordenone ogni anno va in scena un festival dedicato al cinema muto

Di Costanzo, immagini a tratti diluite Cinema In sala

un nuovo lungometraggio

Nicola Falcinella Novant’anni dopo il primo film parlato, Il cantante di jazz di Alan Crosland uscito nelle sale americane nell’ottobre 1927, il cinema muto non smette di incantare e fare miracoli. Lo sanno bene a Pordenone, dove da 36 anni organizzano Le giornate del cinema muto. Una città di poco più di 50’000 diventa nel mese di ottobre la capitale internazionale degli appassionati e studiosi del cinema muto, con migliaia di persone che arrivano da tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Giappone oltre che dall’Europa, per una dieci giorni di scoperte. Il Teatro Verdi nel centro cittadino si riempie già per il programma delle 9 del mattino e fa spesso il tutto esaurito nelle proiezioni che si susseguono fino a sera. Opere a volte sconosciute o molto rare, spesso molto belle, talvolta imperdibili, quasi sempre importanti per una storia dei primi decenni della Settima arte che è sovente da integrare con pezzi che parevano perduti. Negli eventi serali più attesi capita di non riuscire a trovare posto in sala, tanto è forte il richiamo: un fenomeno culturale e turistico, che attrae giovani studenti, studiosi di tutte le età, addetti ai lavori e appassionati. A restare più tiepida è la città, che si lascia coinvolgere solo in parte dal flusso umano che si sparge per bar e ristoranti nelle pause, resta in piazza a commentare ciò che ha visto o si mette in coda con largo anticipo.

Sembra anacronismo, ma la gente va pazza per i film muti e i musicisti sono vere e proprie star

Concorsi

Il programma, direttore è l’americano Jay Weissberg, è sbarazzino e sfida i possibili luoghi comuni. Niente di polveroso o di noioso, le proiezioni sono quasi tutte accompagnate da musicisti dal vivo (le vere star della manifestazione) e le scelte sono spesso stupefacenti, accostando temi, filoni e opere in maniera anche imprevedibile. Il cinema muto fa spesso scoprire o riscoprire ciò che era stato dimenticato, sottovalutato, creduto perduto o dimenticato negli

www.azione.ch/ concorsi

Fabio Fumagalli **(*) L’intrusa, di Leonardo Di Costanzo, con Raffaella Giordano, Valentina Vannino, Martina Abbate, Anna Patierno (Italia-Svizzera, 2017)

Una scena del suggestivo Una locanda di Tokyo del giapponese Ozu (1935).

archivi e riscrive la storia mettendo in dubbio qualche certezza. Così, si trova nel cortometraggio The Night Raider di Jay Hunt del 1920 una eroina western, ben prima del mitico Johnny Guitar (1954) di Nicholas Ray. Texas Blake è la decisa e scoppiettante proprietaria di un ranch alle prese con ladri di bestiame che agiscono di notte. Per difendersi, sposa un uomo che le sembra affidabile, prima di scoprire che anch’egli fa parte della banda, mentre un nuovo venuto le farà battere il cuore e un colpo di fortuna permetterà di rimediare alle decisioni sbagliate. Oppure il film pacifista inglese Dawn (1928) di Herbert Wilcox con un soldato che rifiuta di sparare. In evidenza il cinema scandinavo con «La sfida della Svezia», a 100 anni della età dell’oro di quella cinematografia capitanata da Mauritz Stiller e Victor Sjoström. Il secondo è conosciuto soprattutto come protagonista ne Il posto delle fragole di Ingmar Bergman, ma anche per la regia de Il carretto fantasma (1921) e di alcune produzioni americane. Di Sjoström è stato presentato il capolavoro Vem dömer – La prova del

fuoco (1922), con Ursula che per sfuggire al matrimonio infelice con uno scultore è accusata di omicidio e deve provare la sua innocenza superando la prova più rischiosa. Un film di alto livello formale, soprattutto nelle meravigliose scene del fuoco, una ricchezza di personaggi e la condanna della religione che sconfina nella superstizione. Bello anche Thora van Deken (1920) di John W. Brunius, drammone su una donna il cui ex marito morente ha destinato tutto a una casa di riposo anziché alla figlia. Superba la prova della protagonista Pauline Brunius, interessante l’utilizzo dei flashback e notevole l’udienza con giuramento e visione di scheletro delle dita della mano a sottolineare lo spergiuro. Tra le pochissime opere non accompagnate da musica dal vivo i film giapponesi come Una locanda di Tokyo (1935) di Yasujiro Ozu. Un’opera che può rientrare tra le maggiori del grande autore di Viaggio a Tokyo, con un naturalismo che anticipa il Neorealismo. Ancora giovane (nato nel 1903), Ozu aveva già all’attivo una trentina di lavori e aveva già messo a punto lo sti-

le, le tematiche e l’empatia che caratterizzeranno il prosieguo di carriera. Un padre senza casa vaga con due figli nella periferia in espansione della capitale alla ricerca di un lavoro. I ragazzini fingono di non aver fame e devono rispondere a domande come: meglio spendere le poche monete per un pasto o per una notte alla locanda? L’afflato umanista è contagioso, le immagini potenti, il regista parla di povertà, dignità e condivisione. Da antologia le gag del sakè e del riso immaginari e la gara di linguacce tra i bambini. Pioniere del documentarismo italiano è stato il milanese Luca Comerio, oggetto della terza parte di un omaggio e una riconsiderazione: tra i suoi lavori Dal Grappa al mare (1925), viaggio sui luoghi della Grande guerra e uno dei rari in cui si vede Caporetto a pochi anni dalla famosa battaglia. Infine il ricordo della diva Pola Negri, il centenario della Rivoluzione d’ottobre ricordato con due film statunitensi quasi coevi che descrivevano «il pericolo rosso» e l’omaggio ai 70 anni della Cineteca italiana di Milano.

Home Rassegna teatrale Teatro Foce, Lugano Sabato 18 novembre, ore 20.30

MiniSpettacoli Rassegna teatrale per famiglie Sala Congressi, Muralto Domenica 19 novembre, ore 17.00

Il ritmo come primo gesto di vita Spettacolo sonoro Teatro San Materno, Ascona Domenica 19 novembre, ore 17.00

Dead End Spoon River

Odette e il lago dei cigni

Con Robyn Rulschulkowsky

Edgar Lee Masters pubblicò tra il 1914 e il 1915 la sua raccolta di poesie Spoon River Antology che racchiude i racconti, in epitaffi, di persone defunte. I legami intrecciati dei personaggi poetici prendono vita attraverso il linguaggio del teatro, in cui il canto e la danza, nel loro dinamismo rendono le storie sincere e palpabili. Grazie ai testi di Patrizia Barbuiani le figure si fanno più moderne e vicine alla nostra contemporaneità. www.foce.ch

In occasione della giornata mondiale dei diritti dei bambini, in collaborazione con Osa, l’associazione Theama Teatro propone una splendida fiaba per bambini a partire dai 5 anni, tratta dall’incantevole partitura musicale del balletto più famoso al mondo. Odette, la protagonista, a causa di un sortilegio è un cigno di giorno e una ragazzina di notte. In una di queste notti, per vergogna viene spinta dalla sorella a fuggire nel bosco e... www.minispettacoli.ch

Percussionista di fama internazionale Un gioco, un dialogo con il pubblico, uno spettacolo di ricerca del ritmo che nasce nel ventre. Con la partecipazione dei danzatori performer Marta Ciappina e David Labarca, questo spettacolo sarà il momento per riscoprire il proprio ritmo e il proprio ascolto, in un intreccio tra questi e la danza. Se ogni suono, ogni movimento hanno un inizio e una fine, che «cos’è il ritmo»? www.teatrosanmaterno.ch

Regolamento Migros Ticino offre ai lettori biglietti gratuiti per le manifestazioni sopra menzionate.

Massimo due biglietti per economia domestica. La partecipazione è riservata a chi non ha beneficiato di vincite in occasione di analoghe promozioni nel corso degli scorsi mesi.

Per aggiudicarsi i biglietti basta seguire le istruzioni contenute sulla pagina «Concorsi» del sito di Azione all’indirizzo www.azione.ch/concorsi, indicando il nome dell’evento a cui si intende partecipare. Buona fortuna!

Biglietti in palio per gli eventi sostenuti dal Percento culturale di Migros Ticino

Siamo a Napoli, e l’intrusione alla quale accenna il titolo è originata da un latitante mafioso, un killer appena arrestato, o meglio, dalle conseguenze sulla sua giovane famiglia, che tenterà di sottrarsi alle imposizioni di una tradizione criminale cercando rifugio nella «Masseria». La Masseria è un centro di volontariato nella periferia più a rischio, nato per proteggere le giovani generazioni da una violenza sempre latente. Un compito spesso ingrato, infatti, come dice il regista le resistenze nascono «quando lo spazio dei buoni viene invaso dai cattivi». Il cinema di Leonardo Di Costanzo nasce dall’incontro tra la sua valida esperienza da documentarista (A scuola, Cadenza d’inganno) e la finzione. Già nel 2012 gli era riuscito un film inventato interamente nell’arco di una giornata, in un edificio romano in disuso. Scrivevamo allora che L’intervallo iniziava alla De Sica, per finire

Il film di De Costanzo è coprodotto da Tiziana Soudani e dalla RSI.

con riflessioni alla Saviano. Una certa eredità del neorealismo, cioè, nella sua adesione semplice e diretta alla realtà. Ma per permettersi di sconfinare progressivamente, grazie a una sceneggiatura meno statica di quanto apparisse a prima vista, in un mondo poetico. Le intenzioni non sono molto diverse ne L’intrusa. Ecco subito una sorta di (condivisibile) asprezza stilistica, come da parte di chi non vuol perdersi in futilità decorative. C’è però anche una certa rigidità non sempre giustificata dalle situazioni, a cominciare da quella di una protagonista eccessivamente estranea alla realtà partenopea come lo è la danzatrice Raffaella Giordano. L’esordiente Valentina Vannino è bella ma poco espansiva. La naturalezza dei ragazzini rappresenta una delle cose più riuscite del film pur essendo notoriamente difficile da ottenere sullo schermo. Rimane il fatto che, dietro all’idealismo più che difendibile della pellicola, ci sia un certo desiderio di messa in evidenza; e questo a scapito di emozione e creatività. De Costanzo, grazie alla sua esperienza, garantisce però sempre attenzione all’ambiente e uno sguardo generoso sulla realtà. E forse sono proprio le parti più riuscite di un film che arrischia d’ingessarsi quando si deve ricorrere alla costruzione diversa della fiction. L’impaccio provocato dalla polizia e la protesta delle mamme aggiunti alla costrizione dei dialoghi diluiscono, invece che galvanizzare, la bella emozione che altrimenti pervade L’intrusa.


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

47

Cultura e Spettacoli

Un amore di parodia

Letteratura Se si dà un’occhiata al mondo della cosiddetta fantaletteratura, saltano fuori detective latini,

scrittori nazisti e poemi comicavallereschi – provare per credere

Mariarosa Mancuso

Roberto Bolaño è scomparso nel 2003 all’età di 50 anni. (Keystone)

realista, espressionista, cultore del decadentismo e del realismo socialista». Nel 1965 – scrive Roberto Bolaño – dà alle stampe La minestra dei poveri. Ed è subito scandalo: le prime lettere di ogni

Emozioni e riti ancestrali

Teatro La femminilità nella tragedia

e la maschera nelle tradizioni popolari

Giorgio Thoeni Rivedere un classico greco può diventare un’esperienza profonda. Per consolidare la memoria di Medea, Franco Branciaroli ha voluto riproporre con la collaborazione di Andrea Salvo l’allestimento della tragedia euripidea nella storica lettura fatta vent’anni fa da Luca Ronconi: una geniale sfilata di passionalità con le parole dell’eroina della Colchide, un’architettura psicologica della «leonessa» ferita, combattuta fra il risentimento per il tradimento del marito Giasone e l’amore per i figli che sacrificherà per vendicarsi. Una storia modellata dal cesello del grande regista per Branciaroli in vesti femminili come una partitura musicale, con una ricostruzione filologica attenta anche alle più sottili venature significanti. La storia del teatro ha già raccontato di uomini che interpretano donne e dopo Euripide la stagione del LAC prosegue sulla scia con Richard II di Maddalena Crippa (domani sera al LAC) poi con La bisbetica domata con Tindaro Granata nella parte dell’intrattabile Caterina. La Medea di Ronconi esce però dagli schemi, fin dal rapporto di complicità con il coro a cui rivela le sue intenzioni. Poi fingendo sottomissione per raggirare il marito infedele (maschio alfa in canottiera) e Creonte, il re che vuole allontanare quella presenza «barbara». Due ore di spettacolo intenso alla conquista del pubblico del LAC in due serate. La prima con una platea numericamente generosa, la seconda un po’ meno ma entrambe colme d’entusiasmo per l’interpretazione di un attore superlativo.

capitolo compongono l’acrostico «Viva Adolf Hitler». È un gioco letterario antico e molto praticato che non smette mai di divertire – la parodia è la più genuina forma

due sesterzi a bacio» (Catullo invece sosteneva di aver perso il conto, a suo dire per tenere lontani il malocchio e gli invidiosi). Stefano Tonietto aveva pubblicato nel 2010, dall’editore veronese Inchiostro, il poema comicavalleresco Olimpio da Vetrego: 4633 ottave di endecasillabi rimati, per oltre mille pagine (siamo andati a controllare, perché sembrava più falso del falso: invece esiste, e ha fan sfegatati tra cui il direttore della «Stampa» Mario Calabresi). Inventa la letteratura poliziesca latina, «saggiamente esclusa dai manuali perché nei discenti non provoca il minimo barlume di interesse». Inventa una scuola ligure, con a capo un certo Faber «autore di odi che egli stesso intonava in vicoli del porto della sua Genua». E una scuola Insubre, dove si fa notare la voce di un certo Gaber. Nelle ultime pagine, inventa un critico che vede congiure dappertutto e una critica convinta che la letteratura latina sia troppo maschilista. Se volete continuare il gioco – certi vizi sono contagiosi – sappiate che è stata tentata anche un’enciclopedia della letteratura italiana inesistente. Ricca di movimenti letterari come il Confusionismo, l’Insoddisfattismo, il Pressapochismo, il Testardismo e il Vittimismo; di generi letterari come la Poesia Bancomat, i Carrambalia o i Cori da Stadio; di riviste come Catastrofè, la Gazzetta dello Zio Tobia, Lattecaffè, Lettere Esquimesi, La Piena dell’Arno. Annuncio pubblicitario

Il mammo, una meraviglia dei mari

Liturgie ancestrali in maschera

Il percorso di Opera retablO è coerente per come continua a tessere le sue trame indagando fra miti, simboli e tradizioni popolari ma anche per essere fra i pochi gruppi ticinesi che guarda a Nord delle Alpi. Dahü, lo spettacolo che ha debuttato al Sociale di Bellinzona (co-produttore con il Théâtre du Pommier di Neuchâtel, il Théâtre Raccot e il Théâtre du Crochetan di Monthey) ne è un esempio con un progetto a cui ha collaborato la compagnia vallesana Mladha. Si apre con il pubblico chiamato ad assistere indossando una maschera: la platea del teatro, liberata dalle sedie, si rivela così assediata da inquietanti figure larvali. C’è voglia di stupire con semplicità partendo da simbologie popolari. Quelle delle aree alpine europee e dei suoi antichi riti di passaggio. Dal personaggio che nasce dalla terra: una nuda figura che agita un campanaccio alla «Trychlern» attraversando la scena per diventare il santino colorato di una madonna dal cuore trafitto. C’è l’uomo selvatico, il fantoccio dei campi, il goffo diavolo imbottito di paglia e una danza liberatoria che corre ad abitare il corpo del misterioso «dahü». Spettacolo affascinante e rito sincretistico dalle poche parole iniziali, scandite sull’essere e sul divenire nella trasfigurazione del ciclo vitale. Una teatralità convincente, dai forti rimandi antropologici e applausi sinceri per Ledwina Costantini e Mathieu Bessero-Belti con Daniele Bernardi, Lisa Monn e Faustina Moret. Repliche al Foce dal 28 al 30 novembre.

Solo le mamme sanno cosa significa partorire. Fatta eccezione per i maschi di cavalluccio marino: in questa specie sono loro, infatti, a covare le uova in un apposito marsupio. Per altre meraviglie: mari.wwf.ch

Proteggiamo le meraviglie della natura.

SPINAS CIVIL VOICES

Quando Roberto Bolaño era nel catalogo Sellerio, uscì un libretto – in una sfumatura così particolare che entrerà nella storia dei colori come «blu sellerio» – intitolato La letteratura nazista in America. Ora lo scrittore cileno è passato all’Adelphi, mentre la Sellerio si candida a nuova casa editrice che trasforma in oro tutto quel che tocca: anche le raccolte di racconti a tema natalizio, agostano, ciclistico (segno sicuro che la sigla editoriale prevale sul titolo e sul nome dello scrittore). Raccoglieva recensioni fasulle di libri inesistenti. Uscì per la prima volta in Italia nel 1998, quando lo scrittore era un perfetto sconosciuto e lo si poteva scambiare per un cultore della scrittura breve (nel 2003 le 800 e passa pagine di I detective selvaggi cominciarono a incrinare la certezza). Ora che è diventato di assoluto culto, abbiamo scoperto la sua impressionante generosità, tra libri postumi e libri pubblicati in vita. Solo 2666 – cinque sezioni divise in due volumi nell’edizione Adelphi – supera il migliaio di pagine. Di impostazione borgesiana, La letteratura nazista in America si presentava come un catalogo, o un’enciclopedia ragionata, degli scrittori sudamericani che avevano simpatizzato per il Terzo Reich e le dittature militari sudamericane. Per esempio, il cubano Ernesto Pérez Masón, «romanziere

di omaggio, scrivevano Guido Almansi e Guido Fink nella loro raccolta di falsi Mallarmé, falsi Guido Gozzano, falsi Giovanni Pascoli, uscita da Bompiani nel 1976 con il titolo Quasi come – Parodia come letteratura, letteratura come parodia (urge ristampa). «Filologia Creativa»: così ribattezza la disciplina Stefano Tonietto, in Letteratura latina inesistente (appena uscito da Quodlibet Compagnia Extra). La parodia di un manuale dove – seguendo Leopardi e la sua teoria secondo cui «il vero è brutto» – troviamo testi latini inventati a capriccio dello scrittore. Ma non per questo meno interessanti. E poi, chissà, molte opere sono andate perdute – è la prima cosa che impariamo parlando dell’antichità. Stefano Tonietto potrebbe essere un detective letterario più abile di altri a scovare testi dimenticati. Poi, siccome la filologia vera – quella degli «addetti alle virgole» – non è di questi tempi molto popolare, ha fatto finta di scrivere un volumetto di fanta-letteratura. I vaghi ricordi scolastici, alla voce Catullo, suggeriscono l’amata Lesbia e il suo defunto passerotto? Ecco la verità, made in Stefano Tonietto: «Non invocare Veneri né Amori, se è morto il passero della tua fanciulla; non ti avevo chiesto di badare a lei durante la mia assenza?» risponde Lesbia in un suo carme. Altri vaghi ricordi scolastici suggeriscono «Dammi mille baci e poi altri cento»? «Son tremila trecento – precisa Lesbia – e avevamo pattuito


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

48

Cultura e Spettacoli Rubriche

In fin della fiera di Bruno Gambarotta Porco destino Arriva l’inverno e il povero maiale ha i giorni contati. O meglio, li aveva quando era ancora lecita e praticata la macellazione domestica; in campagna ogni famiglia allevava il suo maiale nutrendolo con gli avanzi e da dicembre in poi era pronta a sacrificarlo. Per tutti, grandi e piccini, era l’occasione per fare festa, per molti l’unica occasione dell’anno per mangiare a volontà senza sensi di colpa, nutrendosi di quelle parti dell’animale che non potevano essere conservate. Il pensiero che i bambini potessero assistere a quello spettacolo cruento ci fa inorridire, segno fra i tanti che è mutato il nostro atteggiamento verso l’infanzia, anche se non sono trascorsi molti anni da allora. Ricordo la cerimonia nell’aia della cascina dei miei nonni materni; il maiale, presago della sua fine, lanciava acute strida mentre gli legavano le zampe posteriori e lo issavano a testa in giù, appendendolo a una scala appoggiata al muro. Il norcino sistemava un secchio sotto la testa dell’animale e con un coltellac-

cio gli recideva la carotide. Il sangue che colava nel secchio sarebbe servito per cucinare un piatto prelibato, con l’aggiunta di cipolle, uvetta e cacao per addensarlo; un piatto da mangiare subito, alla sosta di mezzogiorno. Iniziava la lunga lavorazione della carcassa che, calata dalla scala, era immersa in una grande bacinella piena di acqua calda per ammorbidire le setole in modo da poterle raschiare via e diventare materia prima per la fabbricazioni di pennelli. Corrisponde al vero il detto: del maiale non si butta via niente. La parte più delicata riguardava la preparazione della carne da insaccare per fare i salami; dopo averla macinata la si condiva con il sale in una percentuale che variava dal 5% al 10% e si aggiungevano pepe, cannella, noce moscata, chiodi di garofano, aglio cotto e vino. Ogni norcino aveva la sua ricetta segreta che avrebbe confidato solo al figlio che avesse seguito le sue orme. Testimoni di diverse regioni italiane hanno rievocato in scritti venati dalla nostalgia la cerimonia della ma-

cellazione del maiale e della successiva cena. Pressoché tutti i racconti fanno pensare a un rito pagano. Non a caso nelle tre grandi religioni del Libro solo il Cristianesimo consente di mangiare carne di maiale. Per quale motivo ebrei e musulmani osservanti non possono mangiare carne di maiale? Una spiegazione, convincente perché basata sulla concretezza dei dati materiali e non desunta dai libri sacri, si trova nel libro dell’antropologo Marvin Harris, Buono da mangiare. Enigmi del gusto e consuetudini alimentari. I maiali, sostiene Harris, in quanto onnivori, contendono il cibo agli umani. I ruminanti, bovini, ovini e caprini allevati dagli antichi Israeliti, «si nutrono di erba, arbusti, fieno, stoppie, paglia e foglie che l’alto contenuto di cellulosa rende inadatti al consumo alimentare da parte dell’uomo, anche dopo cottura prolungata». Il maiale continua a essere allevato e mangiato nell’Europa del nord, ricca di foreste e di ghiande di cui l’uomo non si nutre. Abbiamo un riscontro indiretto

dalle ricerche di Massimo Montanari, insigne storico, nel suo L’alimentazione contadina nell’alto Medioevo: «Fin dall’epoca romana, la Valle Padana era celebre per la produzione di ghiande, che consentiva l’allevamento su larga scala dei maiali, destinati sia al consumo locale che al rifornimento della capitale e degli eserciti. Ancora per tutto il Medioevo, il maiale rappresentò per i contadini dell’Italia del Nord l’alimento base della dieta carnea. (...) L’allevamento dei maiali si faceva prevalentemente nelle foreste di querce, e il tempus de glande segnava una scansione fondamentale del calendario dei lavori. D’autunno, quando le ghiande e le faggiole cominciavano a maturare sugli alberi, il porcarius – tutti o quasi i coloni lo diventavano, in questo periodo – portava fuori il gregge a mangiar, bacche, erbe e radici, e soprattutto i frutti della quercia e del faggio, che egli scuoteva con la pertica, facendoli cadere a terra. (...) Solo in minima parte la carne di maiale veniva consumata fresca, subito dopo l’uccisio-

ne dell’animale a dicembre o a gennaio; ancora fino a pochi anni or sono tale avvenimento era un punto fermo del calendario contadino, una grande festa che trovava per l’occasione riuniti attorno alla tavola tutti i famigliari, i parenti e gli amici, a consumare in breve tempo le parti dell’animale inadatte alla conservazione». Benito Mazzi, cultore delle tradizioni della Val Vigezzo, scrive nel suo recente O porco mio gentil (e sfortunato): Per la cena del maiale si invitavano tutti i parenti, anche quelli alla lontana (...). Un posto di riguardo a tavola occupavano padrini e madrine. Ai vecchi e a quanti non potevano muoversi dalla propria abitazione si recapitavano due piatti a domicilio, col risotto e un assaggio di tutto. Vigeva la convinzione che se alla cena non fosse intervenuto l’intero parentado, il maiale non si sarebbe conservato, sarebbe andato a male». Una tradizione che non potrei rispettare, due terzi del mio parentado sono diventati vegetariani e un paio di nipoti vegani.

dev’essere una novità per nessuno, se in otto della troupe di House of Cards lo hanno denunciato, né vale come accusa la vacanza a Ravello con undici uomini di varia età, le foto dello scandalo, sui giornali, mostrano dei signori al ristorante e in barca, come può capitare a chi voglia partire solo con amici del suo stesso sesso. Ora Spacey dopo la confessione ha detto che si curerà (ma se è pedofilia la cura non esiste), si è ritirato dalle scene. Netflix ha deciso di interrompere le stagioni della serie con Underwood, probabilmente lo farà morire nelle prossime puntate. Un trattamento simile a quello di Searle, che però è accusato di una sola presunta molestia, mentre pare che quello di Spacey sia proprio uno stile di vita. Due Oscar, una carrettata di premi, un orientamento sessuale certamente noto, molestie non nascoste a molti. Perché nessuno ha parlato? Perché nessuno ha esercitato quella parresìa, quell’espressione libera del proprio pensare e sentire che dovrebbe

caratterizzare la società senza privacy e senza segreti in cui abitiamo? Fu Euripide il primo a citare la parresìa nelle sue tragedie, da pan (tutto) e rhēsis (parola, discorso): dire tutto, non nascondere nulla. Platone, di poco successivo a Euripide, ritiene che non si possa essere amico della sapienza (philos di sophia, quindi filosofo) senza esserlo della verità. La menzogna è disonorevole, si legge nell’Ippia minore, infatti è migliore Achille, che mente senza intenzione quando dice che tornerà a casa da Troia e poi subito dopo decide di rimanere a uccidere Ettore, rispetto a Ulisse, che mente sempre ben sapendo di mentire. La parresìa è incarnata per Platone nel suo maestro Socrate: tutto il giorno girava per Atene sottoponendo i cittadini a una sorta di interrogatorio, che li doveva portare a esaminarsi la coscienza e a riconoscersi ignoranti e vanitosi. Senza questa dote non si potrebbe pensare nemmeno la democrazia, o quell’idea embrionale di democrazia

che si incominciò a vivere ad Atene, dove erano uguali tra loro ed eleggibili i cittadini nati ad Atene, liberi, maschi e sani. Ben presto però si accorsero che se parlavano tutti avendo tutti lo stesso peso politico, non si sarebbe mai riusciti a governare, stabilirono quindi delle regole per gestire il potere con autorità. Non mi sembra diverso da quello che stiamo vivendo noi: ciascuno può parlare e dire e mostrare quello che vuole, con rari e non ben definiti limiti, grazie allo sviluppo dei social media. Però questa grande libertà di espressione crea un tale rumore da impedire qualsiasi passo di controllo e governo. Così sappiamo, e vediamo in fotografia, che cosa ha mangiato oggi a pranzo una diva di Hollywood, ma la stessa terrà ben nascosti anni di molestie, se non potrà ricavare un vantaggio dalla denuncia. Visibilità, fama, diffusione della propria immagine, e altri fondamentali guadagni senza i quali la vita non sembra degna di essere vissuta.

secondo Tullio De Mauro la «bufala» compare per la prima volta nel 1960 per «boiata, porcheria, cosa noiosa, fregatura». Un altro linguista, Paolo D’Achille, ha precisato che il primo a parlare di «bufala» fu Nino Manfredi nell’edizione 1959 di Canzonissima. Per qualcuno la «bufala» come «fake news» deriverebbe dalla mozzarella scaduta o scadente (1); per altri proviene da una particolare calzatura femminile, di bassa qualità, in voga negli anni Quaranta a Roma: una scarpa che, non avendo la suola in cuoio ma in pelle di bufalo (o bufala), provocava rovinose cadute sotto la pioggia. Niente di tutto ciò per Arcangeli: la «bufala» va ricondotta all’animale che veniva letteralmente preso per il naso, cioè che si lasciava docilmente trascinare dal contadino grazie a un anello attaccato alle narici. Lo dimostrerebbero alcune attestazioni secentesche, a cominciare da una commedia di ambito reggiano dove si parla di una Clorinda «menata

per il naso come una bufala». Risolta la «bufala», non si risolvono facilmente le bufale. Si avvicina Natale e Cécile Kyenge, eurodeputata italiana di origine congolese, è costretta a smentire le falsità che migliaia di messaggi in Rete diffondono sul suo conto: avrebbe annunciato una crociata contro le recite e le feste cattoliche nelle scuole. Falso!, anche perché l’ex ministra è a sua volta cattolica. Ma ogni anno salta fuori tra virgolette una sua pseudo-dichiarazione utile ad alimentare l’odio razzista contro di lei, contro i congolesi, contro gli africani, contro i neri. Per non dire delle «fake news» più crudeli, quelle legate alla salute. Gigantesche bufale, baggianate, ciance, fanfaluche, palle, frottole, panzane (quante belle parole italiane, e se ne potrebbero aggiungere altre meno delicate…) che invece di alimentare l’odio alimentano speranze senza senso. Per esempio: il cancro si cura con il bicarbonato o con la dieta vegetariana.

Falso!, non c’è un solo studio che lo dimostri. Nella strage di Barcellona dell’estate scorsa gli ambulanti sono stati risparmiati dalla follia omicida perché erano al corrente degli attentati e hanno avuto tutto il tempo per mettersi al riparo. Falso! I migranti, poi… Prendono 35 euro al giorno, si godono la vita negli alberghi a tre-quattro stelle, dispongono di cellulari di ultima generazione, portano malattie dai loro paesi, vengono soccorsi da cooperative legate alle mafie. Non una di queste affermazioni ha un fondo di verità. Ma la verità è ormai un dettaglio irrilevante. L’importante è spararla grossa, poi se qualcuno provvederà a smentire sarà troppo tardi. La bufala è già stata ingoiata e digerita da milioni di utenti pronti a inviare il loro «like». Che in italiano, piaccia o non piaccia, significa «mi piace». Essere presi per il naso e trascinati come una bufala è un vero piacere! E la mozzarella scaduta, poi, una vera delizia!!! Bleah!!!

Postille filosofiche di Maria Bettetini Dire tutto senza nascondere nulla? È come se si fosse rotta una diga, nessuno ha più paura di parlare: molestie, ricatti, disonorevoli scambi. La polemica è facile, perché facile è accusare chi parla tanti anni dopo, ormai costruita una facile carriera (o insomma raggiunti guadagni e celebrità). Facile anche dire che non solo a Hollywood e non solo nel mondo dello spettacolo il maschio tende al ricatto sessuale nei confronti della bella gioventù, femminile e maschile. Si aggiunga inoltre che dove si è cercato di porre un argine, per esempio nelle università statunitensi, si è creato un clima di isteria e di caccia al mostro: è di questa estate la sospensione di un personaggio come John Rogers Searle, filosofo del linguaggio, il più importante e noto tra i viventi. Searle, 85 anni, è stato accusato da una ricercatrice di 24 anni di averla ricattata: per non aver ceduto alle sue avances le avrebbe dimezzato lo stipendio. Posto che un docente in pensione possa gestire gli stipendi (ma forse negli USA è possibile), se fosse vera sarebbe un’a-

zione riprovevole. L’imbarazzo è sorto come sempre dall’assenza di prove, se non la parola di una contro quella dell’altro. La vicenda è finita in un tribunale della California, Searle è stato allontanato dall’Università di Berkeley e, per non farsi mancare niente, la sua casa editrice si è rifiutata di pubblicare i suoi ultimi studi. Non è stato più invitato a nessun convegno, cancellati gli inviti pregressi. Che cosa avrà avuto in mente la giustizia americana per trattare così uno studioso proprio della mente e dell’intenzione? Colpire un ottantacinquenne per educarli tutti, secondo il motto di Mao poi ripreso dalle Brigate Rosse? In ogni caso il risultato è una censura che punisce chi la compie, privando se stessa e il mondo degli ultimi anni di un grande filosofo della mente e del linguaggio. La situazione è diversa per Kevin Spacey, il grandissimo Keyser Söze dei Soliti sospetti, il politico Frank Underwood di House of Cards. Pare che Spacey da decenni molestasse i ragazzi sul set. Certo non

Voti d’aria di Paolo Di Stefano «Fake news» o mozzarelle? C’è un’ostinata coazione a ripetere parole inglesi che hanno un perfetto corrispettivo italiano molto maneggevole e comprensibile. Il nuovo dizionario Devoto-Oli, diretto da Luca Serianni e Maurizio Trifone, in occasione dei suoi cinquant’anni di vita (6–) ci offre un utile pronto soccorso linguistico per evitare gli anglicismi superflui. La domanda è: perché dire «evergreen» se disponiamo dell’aggettivo «sempreverde»? Perché invitare il collega per un «lunch» se vogliamo solo andare a «pranzo»? E perché parlare di «break even» se possiamo calcolare il «punto di pareggio»? Il «coffee break» a Londra va benissimo, ma a Milano o a Lugano o a Carabietta? Molto meglio concedersi una «pausa caffè», che non offende nessuno e magari aiuta a farsi capire da tutti. L’anglicismo a prescindere è, secondo Serianni e Trifone, il segno tangibile del provincialismo come complesso di inferiorità («inferiority complex») o del suo opposto

speculare, lo snobismo come complesso di superiorità («superiority complex»). «feedback», «trend», «credit crunch», «endorsement», cheap», attachment», «default»: ognuna di queste parole inglesi ha un suo più affabile corrispondente in italiano. Usiamolo. Per esempio, è tempo di «fake news», specie sul web, ovvero in Rete. Il linguista Massimo Arcangeli, scrivendone sul «Post», il quotidiano di informazione online diretto da Luca Sofri (5½), ricorda che l’italiano mette a disposizione una bella parola che equivale all’inglese «fake news»: è la «bufala», vocabolo largamente in uso per significare non solo la femmina del bufalo o la relativa mozzarella ma l’errore, la svista madornale, la notizia giornalistica priva di fondamento, la cosa di scarso valore («quel film è una bufala!»). Arcangeli non si accontenta e va alla ricerca delle origini del termine nella sua accezione figurata. In ambito linguistico romanesco,


SWISS

MADE

Le pastiglie Grether’s riposano per tre mesi per poter sprigionare i loro benefici sulla gola e sulla voce. La ricetta originale del 1850 prevede l’utilizzo di ingredienti di prima scelta accuratamente selezionati come glicerina vegetale, succo di ribes naturale e alga rossa agar-agar e la lavorazione artigianale secondo la tradizione svizzera. Ciò che matura a lungo fa anche bene. Dal 1850.

Doet sch Grether AG

CH-4 0 02 Basel

w w w.grether s -pas tille s .ch

Grether’s Pastilles sono in vendita alla tua Migros DOE_Anzeige_Blackcurrant_289x220_Migros_Image_I.indd 1

09.10.17 10:11

30% diriduzione. Per una

vitaliteà ® Reg. Trademark of Société des Produits Nestlé S.A.

visibil

*In vendita nelle maggiori filiali Migros. SU TUTTO L‘ASSORTIMENTO DI ALIMENTI NON REFRIGERATI PER CANI, OFFERTE VALIDE SOLO DAL 14.11 AL 20.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK

da 3 unità

30% Tutto l’assortimento di alimenti non refrigerati per cani da 3 unità, 30% di riduzione per es. Shapes 800 g, 1.80 invece di 2.60, dal 14.11 al 20.11.2017, fino a esaurimento dello stock

*


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

50

Idee e acquisti per la settimana

Valflora

Cremose leccornie Con il latte, la panna e il burro Valflora si possono preparare molti manicaretti. Durante il periodo dell’avvento le tortine con una tenera e fondente farcitura sono perfette come delicato regalo in occasione di un invito o semplicemente per il proprio piacere

Valflora Panna intera UHT 5 dl Fr. 3.20

Valflora Burro speciale 200 g Fr. 2.70

Valflora Bombola Mezza panna non zuccherata, 250 ml Fr. 3.70

Valflora Latte UHT 1 l Fr. 1.30 Natalizie e delicate

Tartellette di cioccolato e cannella Ingredienti per 8 pezzi, per 1 stampo per muffin da 12 di 7 cm Ø burro per lo stampo 1 pasta frolla ottagonale già spianata di 320 g 150 g di cioccolato fondente 25 g di burro 1 dl di panna 1 cucchiaio di zucchero 1 cucchiaino di cannella Preparazione 1. Scaldate il forno a 200°C. Imburrate 8 incavi. Srotolate la pasta frolla e ritagliate 8 cerchi di 10 cm Ø. Versate l’impasto negli incavi, premetelo bene sui bordi e bucherellatelo in profondità con una forchetta.

Cuocete la pasta al centro del forno per ca. 20 minuti. 2. Tagliate la cioccolata e il burro a pezzi. Portate a ebollizione la panna con lo zucchero e la cannella. Togliete la pentola dal fuoco. Incorporate il cioccolato e il burro. Versate la massa nei fondi e lasciate raffreddare a temperatura ambiente.

M-Industria crea numerosi prodotti Migros, tra cui anche i latticini Valflora.

Suggerimento Ricavate dai resti di pasta delle decorazioni, ad es. delle stelle e cuocete in forno. Per persona ca. 4 g di proteine, 21 g di grassi, 32 g di carboidrati, 1400 kJ/340 kcal

Migusto è la piattaforma di cucina della Migros. www.migusto.ch


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

51

Idee e acquisti per la settimana

Farm Chips

Un piacere tutto colorato In combinazione con le chips nature si ottiene un’esplosione di colore, ma le Farm Chips rosse e blu oltre a loro sgargiante aspetto hanno anche un intenso sapore. Come tutte le Farm Chips anche queste patatine sono lavorate con la buccia per mezzo di uno speciale procedimento e fritte in olio di girasole svizzero. Rispetto alle patatine convenzionali le fettine sono tagliate più spesse, per una croccantezza irresistibile, come fatte a mano. Le Farm Chips rosse e blu a base di patate svizzere sono disponibili all’incirca fino alla fine dell’anno in Limited Edition.

M-Industria crea numerosi prodotti Migros, tra cui anche le Farm Chips.

Farm Chips Red Nature 150 g* Fr. 3.–

Farm Chips Blue Nature 150 g* Fr. 3.–

*Nelle maggiori filiali


Chips alla quinoa: 20x lo snack leggero. PUNTI

ssi a r g di 35% n meno. i

3.20 Chips alla quinoa You 90 g

SONO ARRIVATE LE NUOVE CHIPS ALLA QUINOA AL NATURALE YOU, IL CROCCANTISSIMO SNACK. Le chips, composte al 33% da quinoa, sono particolarmente gustose. Contengono inoltre il 35% di grassi in meno rispetto alle normali chips di patate. Per una croccante e leggera bontà! In vendita nelle maggiori filiali Migros. Da questa offerta sono esclusi gli articoli già ridotti. OFFERTA VALIDA SOLO DAL 14.11 AL 27.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

53

Idee e acquisti per la settimana

shopping Jowa Mini Chef

Attualità JOWA e la Scuola Club di Migros Ticino lanciano un concorso dedicato ai panettieri in erba!

Chi cerchiamo?

Bambini che frequentano le scuole elementari desiderosi di cimentarsi con entusiasmo nella preparazione del pane. Cosa succederà?

Sono previsti 4 appuntamenti nel corso dei quali 5 coppie di giovanissimi partecipanti si sfideranno nella preparazione creativa e collaborativa del pane sotto la guida dello Chef Antonello Pinto. Nel corso della gara verranno raccontati storie e aneddoti su pane e panettieri. Al termine di ogni prova, una giuria decreterà la coppia vincitrice sulla base di precisi criteri quali organizzazione, collaborazione, manualità, fantasia e sapore del pane. Ai punti ottenuti dai bambini nella panificazione verranno aggiunti quelli conquistati in un quiz finale che vedrà coinvolti anche i loro genitori/accompagnatori. I vincitori della finalissima si aggiudicheranno un’indimenticabile sorpresa. Dove e quando?

Il primo appuntamento, a cui parteciperanno i primi 10 bambini iscritti delle scuole elementari, è previsto per mercoledì 29 novembre 2017, dalle ore 14.00 alle 17.00, presso la panetteria della casa del Centro Migros di S. Antonino. Per prendere parte alla prima sfida basta telefonare giovedì 16 novembre dalle 09.30 alle 11.30 allo 091 821 71 57.

Il nostro Master Chef Antonello Pinto è formatore alla Scuola Club di Migros Ticino. Dopo importanti esperienze professionali come Chef di cucina in Svizzera (Ascona, Locarno, Sion) e in Italia (Modica, Ragusa), Antonello oggi è titolare dell’Orto dei Golosi, un take away vegetariano, vegano e crudista che utilizza prodotti altamente selezionati, il più possibile di provenienza bio-tracciati, da agricoltura sostenibile, di stagione e da produzioni locali a km zero.

Il Natale alla Scuola Club Oltre ai nostri classici di Natale (Biscotti, Menu natalizi vegetariani e non, Tronchetto di Natale e altro ancora), la Scuola Club di Migros Ticino propone anche: Bellinzona

Lugano e Mendrisio

Locarno

Saponi naturali fatti in casa da regalare a Natale 16 dicembre dalle 09.00 alle 12.00 e dalle 13.00 alle 16.00

Personalizza il tuo panettone/ pandoro 19 dicembre dalle 19.00 alle 22.00

Saponi naturali fatti in casa da regalare a Natale 16 dicembre dalle 09.00 alle 12.00 e dalle 13.00 alle 16.00

Finger food - aperitivi di Natale 4 dicembre dalle 19.00 alle 22.00

Casetta di pan di zenzero 11 dicembre dalle 17.30 alle 20.30 e 13 dicembre dalle 13.00 alle 16.00

Informazioni e iscrizioni: www.scuola-club.ch

Atelier creativo di Natale per bambini 15 novembre dalle 14.00 alle 16.00


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

54

Idee e acquisti per la settimana

Ricercata specialità di stagione

Novità Nei supermercati Migros, a libero

servizio, sono arrivati i cicitt di capra

La produzione

I cicitt sono costituiti da carne di capra mista. Una volta macinata finemente, la carne viene opportunamente condita con sale, pepe, aglio, spezie varie e buon vino rosso. L’impasto così ottenuto viene insaccato in un budello naturale di agnello nella tipica forma sottile e allungata. I cicitt sono quindi posti ad asciugare appesi (vedi foto) in un’apposita cella per almeno dodici ore prima di prendere la via delle filiali di Migros Ticino.

Il produttore

I cicitt venduti da Migros Ticino sono prodotti dalla Macelleria Femminis di Locarno seguendo una tradizionale ricetta di famiglia. «Mio padre iniziò con la produzione dei cicitt intorno alla metà degli anni Settanta, in Valle Maggia», spiega Stefano Femminis, attuale titolare della macelleria locarnese. «La “sua” ricetta è il connubio perfetto tra personalizzazione e rispetto delle antiche tradizioni di valle». La cottura

Per tradizione i cicitt vanno infilzati su un forchettone da grill e cotti direttamente sulla brace. I pezzi di salsiccia si cuociono in pochi minuti, quindi occorre girarli spesso per evitare che brucino. Una volta che la pelle diventa bella croccante, i cicitt sono pronti. In alternativa, si possono cuocere anche in una padella antiaderente senza l’aggiunta di alcun grasso.

Giovanni Barberis

Per molti buongustai che apprezzano le specialità più tradizionali della nostra regione l’appuntamento autunnale con le salsicce di capra è diventato imperdibile. Questi insaccati freschi traggono le loro origini nelle valli del Locarnese. Un tempo i cicitt erano prodotti per sfruttare anche le parti meno nobili degli animali. Le prime testimonianze sulla produzione dei cicitt risalgono alla fine dell’Ottocento, a Cavergno, in Valle Maggia, per opera di un certo Giovanni Dadò. (Fonte: Patrimonio Culinario Svizzero)

Cicitt di capra 100 g Fr. 3.30

Flavia Leuenberger Ceppi

Il pane «sociale» alla Migros di Agno

Novità: Taralli alle Olive Cellina di Nardò Taralli Friabili alle Olive Cellina di Nardò 350 g Fr 4.– Nelle maggiori filiali

Flavia Leuenberger Ceppi

Le origini

Pane alla zucca 300 g Fr. 3.90

Gli amanti del buon pane artigianale questo mese al supermercato Migros di Agno possono trovare il pane alla zucca. Disponibile dal lunedì al venerdì, è prodotto da panettieri qualificati in collaborazione con alcuni utenti disabili del laboratorio di panetteria della Fondazione La Fonte. Grazie all’aggiunta di zucca fresca all’impasto, questo pane acquisisce un sapore delicato dalle note dolci.

L’ortaggio contribuisce altresì a rendere la mollica molto morbida e permette la conservazione fino a 3 giorni. Un tocco di gusto in più è inoltre dato dai semi di zucca e sesamo e dal burro aggiunti all’impasto. Il pane alla zucca è ottimo abbinato appena tostato a fumanti zuppe autunnali, a tutti i piatti salati oppure per una sfiziosa colazione con confetture fatte in casa.

Sorprendete i vostri ospiti con un aperitivo croccante, artigianale proveniente direttamente dalla Puglia. I Taralli alle Olive Celline di Nardò sono la specialità che si caratterizza per la friabilità, la doratura e l’aspetto scuro. Questi taralli sono preparati con farine sceltissime, olio di oliva locale, vino bianco e vengono arricchiti con pregiate olive della qualità Cellina di Nardò. Il Cellina di Nardò è un tipico

ulivo del Salento resistente alle intemperie, che produce drupe rustiche, di piccole dimensioni, a forma ellittica, che diventano di colore nero lucente una volta mature. È un’oliva coltivata e utilizzata fin dai tempi antichi, prima dai latini e successivamente dai Saraceni. L’olio prodotto con queste olive possiede un colore giallo oro caratterizzato da un gusto fruttato, intenso e armonico.


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

55

Idee e acquisti per la settimana

Il polpo: delicato e delizioso

Polpo eviscerato crudo* surgelato, 850 g Fr. 13.80

Polpo a pezzi cotto* surgelato, 300 g Fr. 8.90

Che ne dite di servire un antipasto davvero speciale durante le prossime festività? Provate con il polpo, un mollusco saporito, versatile e facile da preparare. Si abbina alla perfezione alle classiche verdure mediterranee, alle patate, agli spinacini o alla rucola. Per un tocco delicato conditelo anche solo con una vinai-

grette al limone o con olio d’oliva e aglio. La ricetta dei tentacoli di polpo con rucola, fave e chorizo conquisterà tutti i palati. Per 4 persone: 600 g di tentacoli di polpo già cotti, 2 chorizos di ca. 75 g, 1 scalogno, 2 spicchi d’aglio, 200 g di fave sgranate (o edamame o piselli), 2 mazzetti di rucola, 1 limone, 4 cucchiai d’o-

lio d’oliva, sale e pepe dal macinapepe. Preparazione: Dividete i chorizos in quattro per il lungo. Tagliateli a pezzetti di ca. 5 mm. Tritate lo scalogno e tagliate l’aglio a fettine. Sbollentate i legumi in acqua salata per ca. 3 minuti, passateli sotto l’acqua fredda e fateli sgocciolare. Tagliate i tentacoli a pezzi

Il GROHE Work Smarter Tour a S. Antonino

Il 17 e 18 novembre il centro OBI di S. Antonino ospiterà l’esclusivo autocarro del noto marchio tedesco GROHE, leader nel settore della rubinetteria idrosanitaria. Durante la tappa ticinese si potranno scoprire tutte le ultime novità del marchio e chiedere informazioni al personale qualificato presente sul luogo. Tra gli ultimi nati dell’azienda tedesca presentati a S. Antonino, citiamo per esempio il GROHE Sensia Arena Shower Toilet WC. Grazie a tecnologie innovative, qualità «Made in Germany», design unici e sostenibilità, i prodotti GROHE sono da decenni riconosciuti e affermati in tutto il mondo. Dai miscelatori per bagno e cucina ai sistemi innovativi per doccia e WC, ai sistemi di sciacquo fino agli accessori più disparati, GROHE è in grado di rispondere a tutte le esigenze in fatto di qualità e funzionalità.

grossolani. Dimezzate il limone. Scaldate l’olio in una padella. Soffriggetevi i chorizos, l’aglio, lo scalogno e i tentacoli a pezzetti per ca. 3 minuti. Trasferite in una scodella e condite con il pepe. Aggiungete la rucola e i legumi e mescolate il tutto. Spruzzate con il succo di limone e servite.

Tentacoli di polpo crudi* surgelati, 800 g Fr. 11.50 *In vendita nelle maggiori filiali Migros

I prodotti ticinesi premiano

Dal 4 al 7 ottobre scorsi si è svolto al Centro Shopping Serfontana un concorso con ricchi premi in palio in occasione della tradizionale Rassegna Autunnale dei Prodotti Ticinesi. Migros ha partecipato con il suo allettante stand dedicato ai Nostrani del Ticino. Tra i moltissimi partecipanti

la fortuna ha premiato le signore Erika Bernasconi (carta regalo Migros da CHF 1000.–), Cristina Scali (CHF 300.–) e Claudia Corval (CHF 200.–). Nella foto la consegna dei premi da parte del gerente di Migros Serfontana Vincenzo Petillo. Congratulazioni!


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

56

Idee e acquisti per la settimana

Di nuovo disponibile il gioco dell’oca ticinese!

Attualità Lanciato un anno fa, il classico gioco di società ambientato

nel nostro Ticino ha riscosso un successo tale da esaurisi in breve tempo! Ora è nuovamente in vendita nelle maggiori filiali Migros

Appassionante, istruttivo e divertente! Il Gioco dell’oca del Canton Ticino è un’idea regalo per il prossimo Natale originalissima da mettere sotto l’albero. Edito da Alessandro Dominioni, è composto da 80 caselle che illustrano altrettante bellezze storiche, architettoniche e naturalistiche del nostro Cantone. Ogni casella ha una storia a

sé e permette anche ai più piccoli di avvicinarsi e di scoprire le meraviglie del territorio e delle tradizioni ticinesi. I disegni sono opera di un affermato fumettista che con uno stile un po’ naif ha rievocato le illustrazioni dei giochi vintage. Indicato per 2-6 persone, il gioco include 6 pedine colorate di legno e 2 dadi.

Il Gioco dell’oca del Canton Ticino Fr. 34.80

La Migros richiama la miscela di spezie bio «Orient» Grünberg Nel corso di un controllo di routine da parte del produttore, nella miscela di spezie bio «Orient» della marca Grünberg sono state riscontrate tracce riconducibili alla presenza di salmonella. Non si possono escludere del tutto eventuali rischi per la salute. Per ragioni di sicurezza la Migros dispone preventivamente il richiamo del prodotto. In uno degli ingredienti della miscela, il cumino nero bio, nel corso di un controllo di routine sono state riscontrate tracce riconducibili alla presenza di salmonella. La salmonella può causare patologie e disturbi gastrointestinali, quali ad esempio la diarrea. Sono interessate dal richiamo cinque partite con n. d’articolo 1062.433 che presentano le seguenti date minime di conservabilità: 01.2019, 03.2019, 06.2019, 07.2019, 09.2019. Per motivi di salute, si raccomanda alla clientela di non consumare le miscele di spezie bio «Orient» Grünberg che presentano le date minime di conservabilità sopra elencate. Se dopo aver consumato il prodotto si dovessero avvertire sintomi quali nausea, diarrea o mal di testa, si raccomanda di consultare un medico.

La miscela di spezie, che era in vendita a livello nazionale nelle maggiori filiali Migros, può ovviamente essere riportata in tutte le filiali Migros, che provvederanno a rimborsare il prezzo d’acquisto di Fr. 4.80.

Annuncio pubblicitario

Novità

Sapore intenso e aromatico.

7.50 Salame Toscano dei fratelli Beretta Sélection* Limited Edition, Italia, 100 g *In vendita nelle maggiori filiali Migros. Da questa offerta sono esclusi gli articoli già ridotti. OFFERTA VALIDA SOLO DAL 14.11 AL 27.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK

20x PUNTI


La nuova rivista di cucina ora alla tua Migros.

SOLO

Fr. 3.00 GRATIS PER I MEMBRI DEL CLUB*

Registrati adesso su migusto.ch e ricevi gratuitamente la tua rivista. PiÚ di 40 nuove ricette ogni numero | Storie di cucina | 10 numeri all’anno * I membri del club Migusto ricevono gratuitamente la rivista attivando il buono digitale.


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

58

Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

59

Idee e acquisti per la settimana

Vaschette di cottura

Deliziosi piatti senza complicazioni

I buongustai possono ora preparare nuovi saporiti piatti da cuocere con semplicità in forno, dall’arrosto fino al filetto di salmone. Durante la cottura non dovete fare altro che preparare il contorno e apparecchiare tavola Testo Claudia Schmidt; Foto e Styling Claudia Linsi

I rack d’agnello sono ideali per due persone come piatto principale. Come contorno sono perfette patatine arrosto e cavolo piuma.

Salmone asiatico con taccole, carote e edamame nella vaschetta di cottura. Basta cuocere il riso ed è tutto pronto.

Azione 20X Punti Cumulus per i cinque prodotti illustrati dal 7 al 20 novembre

È tutto incredibilmente facile: preriscaldare il forno, togliere la pellicola dalla vaschetta e infornare. Dopo poco tempo arrosto imperiale, entrecôte, rack d’agnello, gamberetti giganti oppure filetto di salmone all’asiatica sono pronti da servire. Proprio come se fossero preparati in casa, sia la carne, sia il pesce sono conditi in modo del tutto naturale. Anche i principianti dei fornelli potranno vantarsi del rack d’agnello cotto a puntino. Una qualità senza compromessi.

I prodotti illustrati sono ottenibili nelle maggiori filiali Migros.

Filetto di salmone Asia allevamento, Norvegia, 250 g Fr. 9.80

Gaberetti giganti mediterranei allevamento, Bangladesh, 220 g Fr. 9.20

Entrecôte di manzo su cipolle arrostite Svizzera, 450 g Fr. 19.80

Arrosto imperiale Svizzera, 600 g Fr. 15.90

Rack di agnello al rosmarino e sale marino Nuova Zelanda/Australia, per 100 g Fr. 5.90


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

58

Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

59

Idee e acquisti per la settimana

Vaschette di cottura

Deliziosi piatti senza complicazioni

I buongustai possono ora preparare nuovi saporiti piatti da cuocere con semplicità in forno, dall’arrosto fino al filetto di salmone. Durante la cottura non dovete fare altro che preparare il contorno e apparecchiare tavola Testo Claudia Schmidt; Foto e Styling Claudia Linsi

I rack d’agnello sono ideali per due persone come piatto principale. Come contorno sono perfette patatine arrosto e cavolo piuma.

Salmone asiatico con taccole, carote e edamame nella vaschetta di cottura. Basta cuocere il riso ed è tutto pronto.

Azione 20X Punti Cumulus per i cinque prodotti illustrati dal 7 al 20 novembre

È tutto incredibilmente facile: preriscaldare il forno, togliere la pellicola dalla vaschetta e infornare. Dopo poco tempo arrosto imperiale, entrecôte, rack d’agnello, gamberetti giganti oppure filetto di salmone all’asiatica sono pronti da servire. Proprio come se fossero preparati in casa, sia la carne, sia il pesce sono conditi in modo del tutto naturale. Anche i principianti dei fornelli potranno vantarsi del rack d’agnello cotto a puntino. Una qualità senza compromessi.

I prodotti illustrati sono ottenibili nelle maggiori filiali Migros.

Filetto di salmone Asia allevamento, Norvegia, 250 g Fr. 9.80

Gaberetti giganti mediterranei allevamento, Bangladesh, 220 g Fr. 9.20

Entrecôte di manzo su cipolle arrostite Svizzera, 450 g Fr. 19.80

Arrosto imperiale Svizzera, 600 g Fr. 15.90

Rack di agnello al rosmarino e sale marino Nuova Zelanda/Australia, per 100 g Fr. 5.90


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

60

Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

61

Idee e acquisti per la settimana

Lupino Choco

Un talento cremoso e versatile

Il cremoso accompagnamento per il pane è pronto da spalmare appena tolto dal frigorifero. Il suo gusto di cioccolato si abbina particolarmente bene alle banane.

La nuova crema da spalmare al lupino e al cioccolato è adatta anche alla cottura. Prodotta con puro olio di cocco è vegana e non contiene né lattosio né glutine

Il nome della crema da spalmare al lupino e al cioccolato è da ricondurre alla farina di lupino dolce che contiene. Il legume è una fonte di proteine vegetali di alta qualità. La crema da spalmare al cioccolato sorprende con la sua consistenza molto delicata ed è qualcosa in più di un semplice accompagnamento per il pane. Ha un gusto di cacao e nocciola, può essere cotta ed è ottima anche per preparare e accompagnare i dessert. La crema da spalmare è prodotta con olio di cocco, senza olio di palma, è vegana e non contiene né lattosio né glutine.

Fruttata colazione al cioccolato

Smoothie bowl alla crema di lupini e cioccolato Ingredienti per 4 persone 4 banane 1,2 dl di Drink mandorla 80 g crema da spalmare Lupino Choco Topping 1 mango 40 g di chicchi di melagrana, sgranati 50 g di miscela per müesli Goji & Aronia 2 cucchiai di chips di cocco 2 cucchiai di semi di canapa menta per guarnire Preparazione 1. In un mixer, frullate le banane con il latte di mandorla, la crema di lupini

e cioccolato fino a ottenere una massa densa e omogenea. Distribuitela nelle scodelle. 2. Pelate il mango, privatelo del nocciolo e tagliatelo a dadini. Distribuite i dadini di mango, i chicchi di melagrana, le chips di cocco e i semi di canapa sullo smoothie. Guarnite con la menta. Tempo di preparazione ca. 20 minuti Per persona ca. 5 g proteine, 12 g grassi, 42 g carboidrati, 1300 kJ/310kcal

Azione 20X Punti Cumulus sulla crema da spalmare Lupino Choco fino al 27 novembre

M-Industria crea numerosi prodotti Migros, tra cui anche la crema da spalmare Lupino Choco.

Il V-Label dell’Unione vegetariana europea (EVU) certifica prodotti adatti a un’alimentazione vegetariana o vegana. Tutti gli ingredienti e gli additivi sono vegetariani o vegani.

Il marchio aha! contraddistingue i prodotti particolarmente indicati per chi soffre di allergie o intolleranze. Lupino Choco crema da spalmare 180 g Fr. 4.10

La crema da spalmare Lupino Choco è ottima anche come salsa per il pancake. È sufficiente scaldare la crema in una piccola casseruola e versare la salsa sopra il pancake.

Parte di

L’impegno Migros a favore della sostenibilità è da generazioni in anticipo sui tempi.


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

60

Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

61

Idee e acquisti per la settimana

Lupino Choco

Un talento cremoso e versatile

Il cremoso accompagnamento per il pane è pronto da spalmare appena tolto dal frigorifero. Il suo gusto di cioccolato si abbina particolarmente bene alle banane.

La nuova crema da spalmare al lupino e al cioccolato è adatta anche alla cottura. Prodotta con puro olio di cocco è vegana e non contiene né lattosio né glutine

Il nome della crema da spalmare al lupino e al cioccolato è da ricondurre alla farina di lupino dolce che contiene. Il legume è una fonte di proteine vegetali di alta qualità. La crema da spalmare al cioccolato sorprende con la sua consistenza molto delicata ed è qualcosa in più di un semplice accompagnamento per il pane. Ha un gusto di cacao e nocciola, può essere cotta ed è ottima anche per preparare e accompagnare i dessert. La crema da spalmare è prodotta con olio di cocco, senza olio di palma, è vegana e non contiene né lattosio né glutine.

Fruttata colazione al cioccolato

Smoothie bowl alla crema di lupini e cioccolato Ingredienti per 4 persone 4 banane 1,2 dl di Drink mandorla 80 g crema da spalmare Lupino Choco Topping 1 mango 40 g di chicchi di melagrana, sgranati 50 g di miscela per müesli Goji & Aronia 2 cucchiai di chips di cocco 2 cucchiai di semi di canapa menta per guarnire Preparazione 1. In un mixer, frullate le banane con il latte di mandorla, la crema di lupini

e cioccolato fino a ottenere una massa densa e omogenea. Distribuitela nelle scodelle. 2. Pelate il mango, privatelo del nocciolo e tagliatelo a dadini. Distribuite i dadini di mango, i chicchi di melagrana, le chips di cocco e i semi di canapa sullo smoothie. Guarnite con la menta. Tempo di preparazione ca. 20 minuti Per persona ca. 5 g proteine, 12 g grassi, 42 g carboidrati, 1300 kJ/310kcal

Azione 20X Punti Cumulus sulla crema da spalmare Lupino Choco fino al 27 novembre

M-Industria crea numerosi prodotti Migros, tra cui anche la crema da spalmare Lupino Choco.

Il V-Label dell’Unione vegetariana europea (EVU) certifica prodotti adatti a un’alimentazione vegetariana o vegana. Tutti gli ingredienti e gli additivi sono vegetariani o vegani.

Il marchio aha! contraddistingue i prodotti particolarmente indicati per chi soffre di allergie o intolleranze. Lupino Choco crema da spalmare 180 g Fr. 4.10

La crema da spalmare Lupino Choco è ottima anche come salsa per il pancake. È sufficiente scaldare la crema in una piccola casseruola e versare la salsa sopra il pancake.

Parte di

L’impegno Migros a favore della sostenibilità è da generazioni in anticipo sui tempi.


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

62

Idee e acquisti per la settimana

You

Gustose fonti di proteine Gli apprezzati pani proteici della Léger sono ora disponibili nella linea «You», l’assotimento di prodotti ricchi di proteine in costante crescita. Eccone qui una scelta

La giovane marca propria Migros «You» propone, tra le differenti specialità, anche una vasta selezione di alimenti particolarmente ricchi di proteine ai quali si aggiungono con regolarità nuovi prodotti. Sono due i tipi di pane proteico (precedentemente Léger la cui ricetta è rimasta invariata), creati con vari semi e contenenti meno carboidrati rispetto al pane convenzionale. Entrambi contengono semi di lino, soia, girasole, sesamo e piselli che donano un sapore intenso e gustoso. Per gli amanti della pasta,«You» ne ha ideate due varianti ai legumi: un esempio sono i deliziosi Fusilli ai piselli in qualità bio. Anche nel settore convenience esistono saporiti fornitori di proteine come le insalate pronte che con le loro miscele e i loro condimenti di tendenza sono comode e ricche.

You Pane proteico (fresco) 400 g Fr. 3.50

You Pane proteico (a lunga conservazione) 320 g Fr. 3.–*

iMpuls consiglio

Sostanze vitali

You Power Salad Freekeh 280 g Fr. 7.70

Indicazioni sulle sostanze nutritive come le proteine sono presenti su ogni confezione e nelle ricette. Ma cosa sono esattamente le sostanze nutritive? Informatevi su www.migros-impuls.ch

You Bio Fusilli ai piselli 250 g Fr. 3.90

IMpuls è la nuova iniziativa della Migros in favore della salute.

*Azione 20X Punti Cumulus dal 14 al 20 novembre


Azione 30%

40%

3.85 invece di 5.55

1.55 invece di 2.60

Lombatina d’agnello M-Classic Nuova Zelanda / Australia / Irlanda / Gran Bretagna, per 100 g

Formentino Svizzera, per 100 g

conf. da 2

40%

14.10 invece di 23.50 Valtellina Casera DOP in self-service, al kg

20% Raccard Tradition a fette, 10 pezzi, e in blocco nonché Raccard bio a fette per es. Tradition in blocco maxi, per 100 g, 1.70 invece di 2.15

40%

6.90 invece di 11.60 Tortelloni ricotta e spinaci M-Classic in conf. da 2 x 500 g

a partire da 2 confezioni

20%

Tutta la carne per fondue chinoise M-Classic surgelata, a partire da 2 confezioni, 20% di riduzione

Migros Ticino Da tutte le offerte sono esclusi gli articoli M-Budget e quelli già ridotti. OFFERTE VALIDE SOLO DAL 14.11 AL 20.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK

30%

6.60 invece di 9.50 Pollo intero Optigal, 2 pezzi Svizzera, al kg

30% Tutti i tipi di olio e di aceto M-Classic per es. olio di girasole, 1 l, 2.70 invece di 3.90


. a z z e h c s re f a ll e d o p m li ’o ll e n ti u Benven conf. da 2

50%

4.95 invece di 9.90

Consiglio

Pancetta a dadini TerraSuisse in conf. da 2 4 x 96 g

50%

5.40 invece di 10.80 Salametti Rapelli in conf. speciale Svizzera, 4 x 70 g

conf. da 2

35%

5.95 invece di 9.25 Luganighetta Svizzera, in conf. da 2 x 250 g / 500 g

INSALATA CON UN TOCCO CREMOSO La tomme avvolge nel suo abbraccio cremoso le fettine di zucca cotta al forno. Per farne una gustosa insalata, basta aggiungere rucola e salsa al miele ed ecco pronto un piccolo capolavoro. Trovate la ricetta su migusto.ch e tutti gli ingredienti freschi alla vostra Migros.

20%

3.15 invece di 3.95 Spezzatino di vitello TerraSuisse Svizzera, imballato, per 100 g

conf. da 3

20%

4.30 invece di 5.40 Tomme à la crème in conf. da 3 3 x 100 g

30%

1.40 invece di 2.05 Collo di maiale Svizzera, imballato, per 100 g

Migros Ticino OFFERTE VALIDE SOLO DAL 14.11 AL 20.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK

conf. da 2

30%

4.90 invece di 7.– Petto di tacchino affettato finemente M-Classic in conf. da 2 Francia/Brasile, 2 x 144 g

35%

2.25 invece di 3.50 Prosciutto cotto Vivaldi prodotto in Ticino, affettato in vaschetta, per 100 g

30%

2.10 invece di 3.– Filetti di merluzzo MSC pesca, Atlantico nord-orientale, per 100 g, fino al 18.11 nei principali supermercati

25%

7.30 invece di 9.80 Filetto di manzo TerraSuisse Svizzera, imballato, per 100 g

20%

30%

2.45 invece di 3.55 Fettine di tacchino La Belle Escalope Francia, imballate, per 100 g

30%

6.90

Filetto di salmone al limone e al coriandolo nonché filetto dorsale di merluzzo MSC invece di 9.90 in vaschetta di alluminio Filetto dorsale di salmone affumicato per es. filetto di salmone al limone e al coriandolo, d’allevamento, Norvegia, 400 g, 12.60 invece di 15.80 Norvegia, in conf. da 150 g


. a z z e h c s re f a ll e d o p m li ’o ll e n ti u Benven conf. da 2

50%

4.95 invece di 9.90

Consiglio

Pancetta a dadini TerraSuisse in conf. da 2 4 x 96 g

50%

5.40 invece di 10.80 Salametti Rapelli in conf. speciale Svizzera, 4 x 70 g

conf. da 2

35%

5.95 invece di 9.25 Luganighetta Svizzera, in conf. da 2 x 250 g / 500 g

INSALATA CON UN TOCCO CREMOSO La tomme avvolge nel suo abbraccio cremoso le fettine di zucca cotta al forno. Per farne una gustosa insalata, basta aggiungere rucola e salsa al miele ed ecco pronto un piccolo capolavoro. Trovate la ricetta su migusto.ch e tutti gli ingredienti freschi alla vostra Migros.

20%

3.15 invece di 3.95 Spezzatino di vitello TerraSuisse Svizzera, imballato, per 100 g

conf. da 3

20%

4.30 invece di 5.40 Tomme à la crème in conf. da 3 3 x 100 g

30%

1.40 invece di 2.05 Collo di maiale Svizzera, imballato, per 100 g

Migros Ticino OFFERTE VALIDE SOLO DAL 14.11 AL 20.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK

conf. da 2

30%

4.90 invece di 7.– Petto di tacchino affettato finemente M-Classic in conf. da 2 Francia/Brasile, 2 x 144 g

35%

2.25 invece di 3.50 Prosciutto cotto Vivaldi prodotto in Ticino, affettato in vaschetta, per 100 g

30%

2.10 invece di 3.– Filetti di merluzzo MSC pesca, Atlantico nord-orientale, per 100 g, fino al 18.11 nei principali supermercati

25%

7.30 invece di 9.80 Filetto di manzo TerraSuisse Svizzera, imballato, per 100 g

20%

30%

2.45 invece di 3.55 Fettine di tacchino La Belle Escalope Francia, imballate, per 100 g

30%

6.90

Filetto di salmone al limone e al coriandolo nonché filetto dorsale di merluzzo MSC invece di 9.90 in vaschetta di alluminio Filetto dorsale di salmone affumicato per es. filetto di salmone al limone e al coriandolo, d’allevamento, Norvegia, 400 g, 12.60 invece di 15.80 Norvegia, in conf. da 150 g


25%

a partire da 2 pezzi

30%

3.40 invece di 4.60

Avocado Cile, per es. 2 pezzi a fr. 3.05 invece di 4.40, a partire da 2 pezzi, 30% di riduzione

20% Tutti i succhi freschi Andros per es. succo d’arancia, 1 l, 3.80 invece di 4.80

35%

2.70 invece di 4.20 Arance bionde Spagna, rete da 2 kg

25%

5.90 invece di 7.90 Stella di Natale in vaso da 13 cm disponibile in diversi colori, il pezzo, per es. rossa

35%

2.40 invece di 3.90 Carote bio Svizzera, in busta da 1 kg

Migros Ticino OFFERTE VALIDE SOLO DAL 14.11 AL 20.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK

Zucca a fette Francia, imballata, al kg

Hit

3.50

Cachi Italia, in conf. da 700 g

40%

–.75 invece di 1.30 Cetrioli Spagna, il pezzo

20%

1.40 invece di 1.80 Appenzeller surchoix per 100 g

40%

30%

2.90 invece di 4.90

13.50 invece di 19.30

Clementine con foglia Spagna, al kg

20%

4.50 invece di 5.70 Carciofi cuore Italia, imballati, 400 g

Formagín ticinés (formaggini ticinesi) prodotti in Ticino, conf. da 2, al kg

20%

3.90 invece di 4.90 öv nostrán (uova Nostrane da allevamento all’aperto) Ticino, conf. da 9 pezzi, 53 g+

20% Tutte le torte Foresta nera (escl. da 10 cm) per es. senza ciliegie né alcool, 750 g, 11.65 invece di 14.60


25%

a partire da 2 pezzi

30%

3.40 invece di 4.60

Avocado Cile, per es. 2 pezzi a fr. 3.05 invece di 4.40, a partire da 2 pezzi, 30% di riduzione

20% Tutti i succhi freschi Andros per es. succo d’arancia, 1 l, 3.80 invece di 4.80

35%

2.70 invece di 4.20 Arance bionde Spagna, rete da 2 kg

25%

5.90 invece di 7.90 Stella di Natale in vaso da 13 cm disponibile in diversi colori, il pezzo, per es. rossa

35%

2.40 invece di 3.90 Carote bio Svizzera, in busta da 1 kg

Migros Ticino OFFERTE VALIDE SOLO DAL 14.11 AL 20.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK

Zucca a fette Francia, imballata, al kg

Hit

3.50

Cachi Italia, in conf. da 700 g

40%

–.75 invece di 1.30 Cetrioli Spagna, il pezzo

20%

1.40 invece di 1.80 Appenzeller surchoix per 100 g

40%

30%

2.90 invece di 4.90

13.50 invece di 19.30

Clementine con foglia Spagna, al kg

20%

4.50 invece di 5.70 Carciofi cuore Italia, imballati, 400 g

Formagín ticinés (formaggini ticinesi) prodotti in Ticino, conf. da 2, al kg

20%

3.90 invece di 4.90 öv nostrán (uova Nostrane da allevamento all’aperto) Ticino, conf. da 9 pezzi, 53 g+

20% Tutte le torte Foresta nera (escl. da 10 cm) per es. senza ciliegie né alcool, 750 g, 11.65 invece di 14.60


. te r e p io m r a p is r te Le nostre offer conf. da 6

20%

Consiglio

Tutti gli yogurt Passion per es. stracciatella, 180 g, –.75 invece di –.95

40%

20x PUNTI

Tortine in conf. da 6 per es. tortina di Linz M-Classic, 6 x 75 g, 4.65 invece di 7.80

Tutti i prodotti natalizi Merci e Toffifee per es. Toffifee, 125 g, 2.10

UNA PAUSA CAFFÈ CROCCANTE I biscotti prussiani, detti anche prussiane o ventagli di pasta sfoglia, sono perfetti con il caffè. Per esaltarne sapore e croccantezza, gustateli con un caffè con panna alla cannella. Trovate la ricetta su migusto.ch e tutti gli ingredienti freschi alla vostra Migros.

Hit

2.90

Biscotti prussiani 504 g

20% Tutti i drink Bifidus per es. alla fragola, 8 x 100 ml, 5.10 invece di 6.40

– .4 0

di riduzione

2.20 invece di 2.60 Pane delle Alpi TerraSuisse 380 g

20% Tutti i prodotti natalizi Smarties e After Eight per es. calendario dell’Avvento a forma di torre Smarties, 227 g, 12.15 invece di 15.20

30%

13.85 invece di 19.80 Palline di cioccolato Freylini Mix Frey, 1 kg, UTZ

conf. da 12

20% Tutti gli stollen di Natale per es. mini stollen al marzapane, 275 g, 2.85 invece di 3.60

OFFERTE VALIDE SOLO DAL 14.11 AL 20.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK

20%

12.45 invece di 15.60 Latte intero Valflora in conf. da 12 12 x 1 l

30% Tutte le confetture e le gelatine Extra in vasetto e in bustina per es. alla fragola, 500 g, 2.05 invece di 2.95

20% Tutti i cereali per la colazione bio (Alnatura esclusi), per es. semi di girasole, 400 g, 1.80 invece di 2.25

1.50

di riduzione

4.– invece di 5.50 Tutte le miscele natalizie Midor con o senza creste di gallo all’anice, 500 g per es. senza creste di gallo all’anice


. te r e p io m r a p is r te Le nostre offer conf. da 6

20%

Consiglio

Tutti gli yogurt Passion per es. stracciatella, 180 g, –.75 invece di –.95

40%

20x PUNTI

Tortine in conf. da 6 per es. tortina di Linz M-Classic, 6 x 75 g, 4.65 invece di 7.80

Tutti i prodotti natalizi Merci e Toffifee per es. Toffifee, 125 g, 2.10

UNA PAUSA CAFFÈ CROCCANTE I biscotti prussiani, detti anche prussiane o ventagli di pasta sfoglia, sono perfetti con il caffè. Per esaltarne sapore e croccantezza, gustateli con un caffè con panna alla cannella. Trovate la ricetta su migusto.ch e tutti gli ingredienti freschi alla vostra Migros.

Hit

2.90

Biscotti prussiani 504 g

20% Tutti i drink Bifidus per es. alla fragola, 8 x 100 ml, 5.10 invece di 6.40

– .4 0

di riduzione

2.20 invece di 2.60 Pane delle Alpi TerraSuisse 380 g

20% Tutti i prodotti natalizi Smarties e After Eight per es. calendario dell’Avvento a forma di torre Smarties, 227 g, 12.15 invece di 15.20

30%

13.85 invece di 19.80 Palline di cioccolato Freylini Mix Frey, 1 kg, UTZ

conf. da 12

20% Tutti gli stollen di Natale per es. mini stollen al marzapane, 275 g, 2.85 invece di 3.60

OFFERTE VALIDE SOLO DAL 14.11 AL 20.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK

20%

12.45 invece di 15.60 Latte intero Valflora in conf. da 12 12 x 1 l

30% Tutte le confetture e le gelatine Extra in vasetto e in bustina per es. alla fragola, 500 g, 2.05 invece di 2.95

20% Tutti i cereali per la colazione bio (Alnatura esclusi), per es. semi di girasole, 400 g, 1.80 invece di 2.25

1.50

di riduzione

4.– invece di 5.50 Tutte le miscele natalizie Midor con o senza creste di gallo all’anice, 500 g per es. senza creste di gallo all’anice


20% Tutti gli zwieback (Alnatura esclusi), per es. original, 260 g, 2.55 invece di 3.20

50%

6.05 invece di 12.10 Cornetti al prosciutto Happy Hour in conf. speciale surgelati, 24 pezzi, 1008 g

50%

7.05 invece di 14.10 Nuggets di pollo Don Pollo, 1 kg surgelati

conf. da 3

20% Pellicole e carta per la cottura al forno Tangan in conf. da 3 per es. rotolo di carta per la cottura al forno n. 33, FSC, 15 m x 33 cm, 6.– invece di 7.50, offerta valida fino al 27.11.2017

conf. da 6

20% Fleischkäse Malbuner in conf. da 6 prosciutto, tacchino, vitello e Delikatess, per es. Delikatess, 6 x 115 g, 7.20 invece di 9.–

30% Tutto il caffè Boncampo da 500 g e da 1 kg, in chicchi e macinato, UTZ per es. in chicchi, 1 kg, 6.20 invece di 8.90

20%

a partire da 2 confezioni

– .5 0

di riduzione l’una Tutta la pasta Agnesi a partire da 2 confezioni, –.50 di riduzione l’una, per es. spaghetti, 500 g, 1.45 invece di 1.95

OFFERTE VALIDE SOLO DAL 14.11 AL 20.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK

Nocciole e mandorle macinate nonché mandorle a bastoncino e a scaglie M-Classic per es. mandorle macinate, 200 g, 2.25 invece di 2.85

50%

6.50 invece di 13.– Succo d’arancia M-Classic in conf. da 10, Fairtrade 10 x 1 l

33%

12.90 invece di 19.35 Oxi Booster Total in conf. speciale Color e White, per es. Color, offerta valida fino al 27.11.2017

Carta per uso domestico Twist in conf. speciale per es. Recycling, 16 rotoli, 9.60 invece di 14.40, offerta valida fino al 27.11.2017

50%

20%

Tutti i sottaceti e gli antipasti Condy per es. cetrioli alle erbe aromatiche, 270 g, 1.50 invece di 1.90

33%

50%

23.10 invece di 46.30 Detersivi Elan in conf. speciale Active e Color Powder, 7,5 kg, per es. Color Powder, offerta valida fino al 27.11.2017

Tutte le caraffe isolanti, le caffettiere e le teiere Bialetti e Cucina & Tavola per es. caffettiera Bialetti, argento, per 6 tazze, il pezzo, 14.90 invece di 29.80, offerta valida fino al 27.11.2017

conf. da 2

20%

22.20 invece di 27.80 Detersivi Elan in conf. da 2 per es. Summer Breeze, 2 x 2 l, offerta valida fino al 27.11.2017


20% Tutti gli zwieback (Alnatura esclusi), per es. original, 260 g, 2.55 invece di 3.20

50%

6.05 invece di 12.10 Cornetti al prosciutto Happy Hour in conf. speciale surgelati, 24 pezzi, 1008 g

50%

7.05 invece di 14.10 Nuggets di pollo Don Pollo, 1 kg surgelati

conf. da 3

20% Pellicole e carta per la cottura al forno Tangan in conf. da 3 per es. rotolo di carta per la cottura al forno n. 33, FSC, 15 m x 33 cm, 6.– invece di 7.50, offerta valida fino al 27.11.2017

conf. da 6

20% Fleischkäse Malbuner in conf. da 6 prosciutto, tacchino, vitello e Delikatess, per es. Delikatess, 6 x 115 g, 7.20 invece di 9.–

30% Tutto il caffè Boncampo da 500 g e da 1 kg, in chicchi e macinato, UTZ per es. in chicchi, 1 kg, 6.20 invece di 8.90

20%

a partire da 2 confezioni

– .5 0

di riduzione l’una Tutta la pasta Agnesi a partire da 2 confezioni, –.50 di riduzione l’una, per es. spaghetti, 500 g, 1.45 invece di 1.95

OFFERTE VALIDE SOLO DAL 14.11 AL 20.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK

Nocciole e mandorle macinate nonché mandorle a bastoncino e a scaglie M-Classic per es. mandorle macinate, 200 g, 2.25 invece di 2.85

50%

6.50 invece di 13.– Succo d’arancia M-Classic in conf. da 10, Fairtrade 10 x 1 l

33%

12.90 invece di 19.35 Oxi Booster Total in conf. speciale Color e White, per es. Color, offerta valida fino al 27.11.2017

Carta per uso domestico Twist in conf. speciale per es. Recycling, 16 rotoli, 9.60 invece di 14.40, offerta valida fino al 27.11.2017

50%

20%

Tutti i sottaceti e gli antipasti Condy per es. cetrioli alle erbe aromatiche, 270 g, 1.50 invece di 1.90

33%

50%

23.10 invece di 46.30 Detersivi Elan in conf. speciale Active e Color Powder, 7,5 kg, per es. Color Powder, offerta valida fino al 27.11.2017

Tutte le caraffe isolanti, le caffettiere e le teiere Bialetti e Cucina & Tavola per es. caffettiera Bialetti, argento, per 6 tazze, il pezzo, 14.90 invece di 29.80, offerta valida fino al 27.11.2017

conf. da 2

20%

22.20 invece di 27.80 Detersivi Elan in conf. da 2 per es. Summer Breeze, 2 x 2 l, offerta valida fino al 27.11.2017


Altre offerte. Pesce, carne e pollame

Phalaenopsis, 2 steli, in vaso da 12 cm, disponibile in diversi colori, la pianta, per es. rosa, 11.80 invece di 16.90 30%

Altri alimenti

conf. da 3

Hit

Tutto l’assortimento Knorr, per es. brodo di manzo, 109 g, 3.40 invece di 4.30 20%

Pizzoccheri, prodotti in Ticino, in confezione take away, per 100 g, 1.75 invece di 2.20 20%

Prodotti da forno Gran Pavesi e Roberto in conf. da 2, per es. Le Sfoglie Classiche Gran Pavesi, 2 x 190 g, 4.60 invece di 5.80 20%

Tutto l’assortimento Chop Stick, a partire da 2 pezzi 20%

19.90

Tutti i gamberetti, surgelati (Alnatura esclusi), a partire da 2 pezzi 30% Pasta per brunsli Anna’s Best, 50% di contenuto in più, 750 g, 3.85 Hit Menu Anna’s Best in conf. da 2, Thai o Asia, per es. chicken satay, 2 x 400 g, 12.40 invece di 15.60 20% Mezzelune doppio gusto Anna’s Best in confezioni multiple, per es. al pesto e al Grana Padano, 3 x 250 g, 10.80 invece di 13.50 20% Croissant Français pur beurre, 70 g, –.95 invece di 1.20 20% Rustichella TerraSuisse, 280 g, 2.15 invece di 2.70 20%

conf. da 2

25% Trolley da viaggio Cockpit Rafale, 68 cm disponibile in diversi colori, per es. nero, il pezzo, 89.– invece di 119.–

Hit

11.90

Tutta la frutta e tutte le bacche M-Classic e bio (Alnatura escluse), surgelate, per es. bacche miste bio, 300 g, 3.60 invece di 4.50 20%

Fiori e piante conf. da 2

20%

Calze o leggings termici per bambini in conf. da 2 Prodotti Head & Shoulders in conf. da 2 per es. shampoo Classic Clean, 2 x 300 ml, per es. leggings termici da bambina, fucsia, 7.80 invece di 9.80, offerta valida fino al 27.11.2017 tg. 98/104

Tutte le bevande dolci Jarimba da 1,5 l e in conf. da 6, 6 x 1,5 l, per es. Himbo, 6 x 1,5 l, 4.95 invece di 9.90 50%

Deodorante spray Original Borotalco in conf. da 2, 2 x 150 ml, 8.80 invece di 11.– 20% **

20x PUNTI

Novità

Schiumini da 290 g e schiumini al cioccolato da 350 g Midor, per es. schiumini al cioccolato, 350 g, 3.65 invece di 4.60 20%

Salame Toscano dei fratelli Beretta Sélection, Limited Edition, Italia, 100 g, 7.50 Novità *,** Brow Shake Powder Manhattan, 2,5 g, 9.50 Novità **

Tutto l’assortimento Riso Scotti, per es. riso Carnaroli, 1 kg, 3.80 invece di 4.80 20%

Alnatura Cashew Drink al naturale, 1 l, 3.20 Novità **

Near Food/Non Food

Muffin speculoos aha!, 75 g, 2.20 Novità **

Red Bull standard e sugarfree in conf. da 24, 24 x 250 ml, per es. standard, 25.90 invece di 40.80 35%

Cake al cioccolato, 225 g, 6.40 Novità **

Cialde finissime Choc Midor in conf. da 3, Classico, Noir e Diplomat, per es. Classico, 3 x 165 g, 6.40 invece di 9.60 33%

Pane per toast alla quinoa You, TerraSuisse, 250 g, 2.40 Novità **

Gomme da masticare M-Classic e Ice Tea Gum alla pesca in confezioni multiple, per es. Ice Tea Gum alla pesca in conf. da 2, 2 x 80 g, 5.40 invece di 7.80 30% Pizza Toscana M-Classic in conf. da 2, surgelata, 2 x 360 g, 5.30 invece di 7.60 30% Tutte le capsule Twin, per es. Lungo, 16 capsule, 4.05 invece di 5.80 30%

Tutte le rose Fairtrade, mazzo da 7, disponibili in diversi colori, lunghezza dello stelo 60 cm, per es. rosse, 14.90 invece di 19.90 25%

Sacchetti per panini n. 20 Tangan in conf. da 2, 2 x 60 pezzi, 5.90 invece di 7.40 20% **

Tutte le conserve di pesce Rio Mare e Albo, per es. tonno all’olio di oliva Rio Mare, 104 g, 3.– invece di 3.80 20%

Branzino 300–600 g, Grecia, per 100 g, 1.60 invece di 2.30 30% Fino al 18.11

Pane e latticini

Canottiera con spalline fini Ellen Amber in conf. da 3 disponibile in nero, taglie S–XL, per es. tg. M, il pezzo

Tavolette di cioccolato Frey Suprême in confezioni multiple, UTZ, disponibili in diverse varietà, per es. Noir Noisettes in conf. da 2, 2 x 180 g, 6.30 invece di 8.40 25%

Jarimba in conf. da 8, 8 x 50 cl, Himbo o arancia-mango, per es. Himbo, 5.40 invece di 7.20 8 per 6

Pane proteico You, 320 g, 3.– Novità **

Prodotti da forno per l’aperitivo Sélection, per es. grissini alle olive, 200 g, 3.90 Novità **

Pigiama da donna Ellen Amber, Bio Cotton, disponibile in blu notte o beige, taglie S–XL, per es. beige, tg. S, il pezzo, 24.90 Hit **

Chips alla quinoa You, 90 g, 3.20 Novità **

Tutti i prodotti Exelcat, a partire da 2 confezioni 20%

Thai Green Curry Nuts Sélection, Limited Edition, 130 g, 4.60 Novità **

Rasoio usa e getta Gillette Simply Venus 2, 8 pezzi, 5.80 Hit **

Stelline alla cannella, mini brunsli di Basilea o mini milanesini in bustina, 50 g, per es. stelline alla cannella, 1.60 Novità **

Tutti i guanti per uso domestico Miobrill, a partire da 2 pezzi 30% ** Tutto l’assortimento di alimenti per cani, non refrigerati, a partire da 3 confezioni 30% Tutto l’assortimento di biancheria intima e da notte da uomo, per es. boxer aderenti Basic John Adams, blu marino, tg. M, il pezzo, 5.85 invece di 9.80 40%

*In vendita nelle maggiori filiali Migros. **Offerta valida fino al 27.11 Migros Ticino OFFERTE VALIDE SOLO DAL 14.11 AL 20.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK

20%

Sc

he

rm

300.–

9 o S-A M ,7 OLE " D da

Riduzione

Potenza 1200 W

50%

24.90 invece di 49.80 Accappatoio Max 100% cotone, disponibile in diversi colori e misure, per es. antracite, tg. L/XL

conf. da 5

33%

14.65 invece di 22.–

Ora

599.–

3 per 2

Tutti i pannolini Pampers Salviettine umide per bebè Pampers in conf. da 5 (confezioni speciali escluse), offerta valida per 3 prodotti con lo stesso prezzo, per es. sensitive e fresh clean, per es. sensitive, Baby-Dry 4, 3 x 44 pezzi, 33.60 invece di 50.40 5 x 56 pezzi

Finora 899.–

Ora

539.– Finora 679.–

Robot da cucina Chef Elite KVC5300S Set da pasticcere in acciaio inox composto da frusta K, frusta a filo e gancio impastatore, ciotola da 4,6 l – 7174.750 Tagliaverdura ad espulsione e spremiagrumi del valore di fr. 263.80 in omaggio Le offerte sono valide fino al 20.11.2017 e fino a esaurimento dello stock. Trovi questi e molti altri prodotti nei punti vendita melectronics e nelle maggiori filiali Migros. Con riserva di errori di stampa e di altro tipo.

OFFERTE VALIDE SOLO DAL 14.11 AL 27.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK

Memoria interna da 32 GB

Tab S3 32 GB Wi-Fi nero Multi user, modalità bambini, RAM da 4 GB, slot per schede microSD (fino a 256 GB), sensore delle impronte digitali – 7981.783 Con S Pen intelligente

melectronics.ch


Altre offerte. Pesce, carne e pollame

Phalaenopsis, 2 steli, in vaso da 12 cm, disponibile in diversi colori, la pianta, per es. rosa, 11.80 invece di 16.90 30%

Altri alimenti

conf. da 3

Hit

Tutto l’assortimento Knorr, per es. brodo di manzo, 109 g, 3.40 invece di 4.30 20%

Pizzoccheri, prodotti in Ticino, in confezione take away, per 100 g, 1.75 invece di 2.20 20%

Prodotti da forno Gran Pavesi e Roberto in conf. da 2, per es. Le Sfoglie Classiche Gran Pavesi, 2 x 190 g, 4.60 invece di 5.80 20%

Tutto l’assortimento Chop Stick, a partire da 2 pezzi 20%

19.90

Tutti i gamberetti, surgelati (Alnatura esclusi), a partire da 2 pezzi 30% Pasta per brunsli Anna’s Best, 50% di contenuto in più, 750 g, 3.85 Hit Menu Anna’s Best in conf. da 2, Thai o Asia, per es. chicken satay, 2 x 400 g, 12.40 invece di 15.60 20% Mezzelune doppio gusto Anna’s Best in confezioni multiple, per es. al pesto e al Grana Padano, 3 x 250 g, 10.80 invece di 13.50 20% Croissant Français pur beurre, 70 g, –.95 invece di 1.20 20% Rustichella TerraSuisse, 280 g, 2.15 invece di 2.70 20%

conf. da 2

25% Trolley da viaggio Cockpit Rafale, 68 cm disponibile in diversi colori, per es. nero, il pezzo, 89.– invece di 119.–

Hit

11.90

Tutta la frutta e tutte le bacche M-Classic e bio (Alnatura escluse), surgelate, per es. bacche miste bio, 300 g, 3.60 invece di 4.50 20%

Fiori e piante conf. da 2

20%

Calze o leggings termici per bambini in conf. da 2 Prodotti Head & Shoulders in conf. da 2 per es. shampoo Classic Clean, 2 x 300 ml, per es. leggings termici da bambina, fucsia, 7.80 invece di 9.80, offerta valida fino al 27.11.2017 tg. 98/104

Tutte le bevande dolci Jarimba da 1,5 l e in conf. da 6, 6 x 1,5 l, per es. Himbo, 6 x 1,5 l, 4.95 invece di 9.90 50%

Deodorante spray Original Borotalco in conf. da 2, 2 x 150 ml, 8.80 invece di 11.– 20% **

20x PUNTI

Novità

Schiumini da 290 g e schiumini al cioccolato da 350 g Midor, per es. schiumini al cioccolato, 350 g, 3.65 invece di 4.60 20%

Salame Toscano dei fratelli Beretta Sélection, Limited Edition, Italia, 100 g, 7.50 Novità *,** Brow Shake Powder Manhattan, 2,5 g, 9.50 Novità **

Tutto l’assortimento Riso Scotti, per es. riso Carnaroli, 1 kg, 3.80 invece di 4.80 20%

Alnatura Cashew Drink al naturale, 1 l, 3.20 Novità **

Near Food/Non Food

Muffin speculoos aha!, 75 g, 2.20 Novità **

Red Bull standard e sugarfree in conf. da 24, 24 x 250 ml, per es. standard, 25.90 invece di 40.80 35%

Cake al cioccolato, 225 g, 6.40 Novità **

Cialde finissime Choc Midor in conf. da 3, Classico, Noir e Diplomat, per es. Classico, 3 x 165 g, 6.40 invece di 9.60 33%

Pane per toast alla quinoa You, TerraSuisse, 250 g, 2.40 Novità **

Gomme da masticare M-Classic e Ice Tea Gum alla pesca in confezioni multiple, per es. Ice Tea Gum alla pesca in conf. da 2, 2 x 80 g, 5.40 invece di 7.80 30% Pizza Toscana M-Classic in conf. da 2, surgelata, 2 x 360 g, 5.30 invece di 7.60 30% Tutte le capsule Twin, per es. Lungo, 16 capsule, 4.05 invece di 5.80 30%

Tutte le rose Fairtrade, mazzo da 7, disponibili in diversi colori, lunghezza dello stelo 60 cm, per es. rosse, 14.90 invece di 19.90 25%

Sacchetti per panini n. 20 Tangan in conf. da 2, 2 x 60 pezzi, 5.90 invece di 7.40 20% **

Tutte le conserve di pesce Rio Mare e Albo, per es. tonno all’olio di oliva Rio Mare, 104 g, 3.– invece di 3.80 20%

Branzino 300–600 g, Grecia, per 100 g, 1.60 invece di 2.30 30% Fino al 18.11

Pane e latticini

Canottiera con spalline fini Ellen Amber in conf. da 3 disponibile in nero, taglie S–XL, per es. tg. M, il pezzo

Tavolette di cioccolato Frey Suprême in confezioni multiple, UTZ, disponibili in diverse varietà, per es. Noir Noisettes in conf. da 2, 2 x 180 g, 6.30 invece di 8.40 25%

Jarimba in conf. da 8, 8 x 50 cl, Himbo o arancia-mango, per es. Himbo, 5.40 invece di 7.20 8 per 6

Pane proteico You, 320 g, 3.– Novità **

Prodotti da forno per l’aperitivo Sélection, per es. grissini alle olive, 200 g, 3.90 Novità **

Pigiama da donna Ellen Amber, Bio Cotton, disponibile in blu notte o beige, taglie S–XL, per es. beige, tg. S, il pezzo, 24.90 Hit **

Chips alla quinoa You, 90 g, 3.20 Novità **

Tutti i prodotti Exelcat, a partire da 2 confezioni 20%

Thai Green Curry Nuts Sélection, Limited Edition, 130 g, 4.60 Novità **

Rasoio usa e getta Gillette Simply Venus 2, 8 pezzi, 5.80 Hit **

Stelline alla cannella, mini brunsli di Basilea o mini milanesini in bustina, 50 g, per es. stelline alla cannella, 1.60 Novità **

Tutti i guanti per uso domestico Miobrill, a partire da 2 pezzi 30% ** Tutto l’assortimento di alimenti per cani, non refrigerati, a partire da 3 confezioni 30% Tutto l’assortimento di biancheria intima e da notte da uomo, per es. boxer aderenti Basic John Adams, blu marino, tg. M, il pezzo, 5.85 invece di 9.80 40%

*In vendita nelle maggiori filiali Migros. **Offerta valida fino al 27.11 Migros Ticino OFFERTE VALIDE SOLO DAL 14.11 AL 20.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK

20%

Sc

he

rm

300.–

9 o S-A M ,7 OLE " D da

Riduzione

Potenza 1200 W

50%

24.90 invece di 49.80 Accappatoio Max 100% cotone, disponibile in diversi colori e misure, per es. antracite, tg. L/XL

conf. da 5

33%

14.65 invece di 22.–

Ora

599.–

3 per 2

Tutti i pannolini Pampers Salviettine umide per bebè Pampers in conf. da 5 (confezioni speciali escluse), offerta valida per 3 prodotti con lo stesso prezzo, per es. sensitive e fresh clean, per es. sensitive, Baby-Dry 4, 3 x 44 pezzi, 33.60 invece di 50.40 5 x 56 pezzi

Finora 899.–

Ora

539.– Finora 679.–

Robot da cucina Chef Elite KVC5300S Set da pasticcere in acciaio inox composto da frusta K, frusta a filo e gancio impastatore, ciotola da 4,6 l – 7174.750 Tagliaverdura ad espulsione e spremiagrumi del valore di fr. 263.80 in omaggio Le offerte sono valide fino al 20.11.2017 e fino a esaurimento dello stock. Trovi questi e molti altri prodotti nei punti vendita melectronics e nelle maggiori filiali Migros. Con riserva di errori di stampa e di altro tipo.

OFFERTE VALIDE SOLO DAL 14.11 AL 27.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK

Memoria interna da 32 GB

Tab S3 32 GB Wi-Fi nero Multi user, modalità bambini, RAM da 4 GB, slot per schede microSD (fino a 256 GB), sensore delle impronte digitali – 7981.783 Con S Pen intelligente

melectronics.ch


. s o r ig M a tu a ll a à it v o N 20x PUNTI

Estremamente cremosa, senza olio di palma.

4.10 Crema spalmabile con lupini e cioccolato aha! 180 g

Croccanti noci di acagiù tostate e salate.

3.60 Noci di acagiù Party 150 g

, Arachidi ricoperte croccanti, alla paprica.

2.80 Crunch Nutz Party 170 g

Assorbenza estrema . e pulizia profonda

9.80 Asciugapiatti in microfibra Cucina & Tavola 50 x 70 cm, 2 pezzi

Mischiate armoniosamente e . leggemente salate Farm Chips Blue e Red al naturale, Limited Edition, 150 g, per es. Blue al naturale, 3.–

tiuso Asciugapiatti mul in microfibra di qualità.

7.90 Panno universale in microfibra Cucina & Tavola 50 x 70 cm, 2 pezzi

Pulizia delicata. Per ottenere la massima brillantezza.

7.90

Per detergere barba e capelli.

2.30

Panno per lucidare in microfibra Cucina & Tavola Shampoo Hair & Beard I am men 50 x 70 cm, 2 pezzi 250 ml Da tutte le offerte sono esclusi gli articoli M-Budget e quelli già ridotti. OFFERTE VALIDE SOLO DAL 14.11 AL 27.11.2017, FINO A ESAURIMENTO DELLO STOCK

2.90 Salviettine igieniche umide Soft Comfort in conf. da 2 2 x 50 pezzi


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

75

Idee e acquisti per la settimana

Frey

Ogni giorno un’occasione per viziarsi

Freylini Classic Mix 250 g Fr. 6.90

Concorso Partecipa al concorso Freylini e vinci premi per un valore totale di Fr. 6000.– www.freylini.ch

Freylini Cinnamon Star Limited Edition 500 g Fr. 10.80 Azione 20X Punti Cumulus fino al 20 novembre

Freylini Mix 1 kg Azione 30% di sconto Fr. 13.85 invece di 19.80 dal 14 al 20 novembre

Gli estimatori dei biscotti alla cannella e cioccolato sicuramente apprezzeranno i Freylini nella nuova varietà Cinnamon Star – la Limited Edition 2017: le palline di cioccolato al latte sono ripiene di cannella, scaglie di nocciola e briciole di biscotti. Le colorate palline Freylini, disponibili in otto varianti, addolciscono di anno in anno l’arrivo del Natale. Sono apprezzate non solo come regalo, bensì anche per creare un calendario dell’avvento personalizzato o da impacchettare in una confezione decorata.

Da tutte le offerte sono esclusi i prodotti M-Budget e gli articoli già ribassati.

Con le colorate varietà di Freylini si possono realizzare creative e dolci idee regalo. M-Industria crea numerosi prodotti Migros, tra cui anche i Freylini.


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

76

Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

77

Idee e acquisti per la settimana

aha!

Colazione senza apprensioni

aha! Migros Bio Müesli alla frutta senza glutine, con avena, senza frumento, 500 g* Azione Fr. 4.60 invece di 5.80 20% di sconto dal 14 al 20 novembre fino esaurimento scorte

Una colazione equilibrata permette di iniziare la giornata con il pieno di energia. Ciò vale anche per le persone con un’intolleranza alimentare, che alla Migros trovano un ampio assortimento di prodotti per la colazione particolarmente indicati e gustosi. Tutti a marchio «aha!» Testo Melanie Michael; Foto Giulia Marthaler; Styling Katja Rey

Da tutte le offerte sono esclusi M-Budget e articoli già ridotti.

aha! Migros Bio Soja Drink senza lattosio, senza latte 1 l Fr. 1.90

aha! Margarina Cocco senza lattosio, senza latte 200 g* Fr. 2.95

Sempre più persone soffrono di allergie o intolleranze. Per questo motivo Migros amplia costantemente l’assortimento «aha!». Anche nel settore dei prodotti classici per la prima colazione c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire. I prodotti particolarmente indicati per le persone interessate sono contraddistinti dal marchio «aha!». Appositi simboli all’interno di un cerchio colorato, presenti su ogni confezione, indicano se il prodotto è privo di glutine o lattosio, rispettivamente

se non contiene frumento o latte. Tutti i pani, i prodotti da spalmare e i latticini illustrati in queste pagine sono inoltre vegani. I numerosi prodotti «aha!» permettono alle persone con o senza intolleranze di concedersi colazioni variate. Consiglio

Per una bevanda rinfrescante per la colazione mischiate per bene il contenuto di un vasetto di Soja Soyong Mango con 1,5 dl di Soja Drink.

aha! Migros Bio Soja Soyog Mango senza lattosio, senza latte 150 g* Fr. –.80

iMpuls-Consiglio di lettura

*Nelle maggiori filiali

Perché ci sono più allergici? aha! Pane paesano senza glutine, senza frumento, senza lattosio, 200 g* Fr. 3.30 Azione 20X Punti Cumulus fino al 27 novembre

aha! Quadrati Cranberry Noce senza glutine, con avena, senza frumento, senza lattosio 140 g* Fr. 2.90

aha! Chia Toast senza glutine, senza frumento, senza lattosio 300 g* Fr. 3.40

aha! Lupino e cioccolato crema da spalmare senza lattosio, senza latte 180 g* Fr. 4.10

Il marchio aha! contraddistingue i prodotti particolarmente indicati per chi soffre di allergie o intolleranze.

Sempre più persone sono intolleranti a un genere alimentare. Da cosa dipende? Un esperto del Centro Allergie Svizzera aha! lo spiega su: www.migros-impuls.ch

iMpuls è la nuova iniziativa della Migros in favore della salute.


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

76

Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

77

Idee e acquisti per la settimana

aha!

Colazione senza apprensioni

aha! Migros Bio Müesli alla frutta senza glutine, con avena, senza frumento, 500 g* Azione Fr. 4.60 invece di 5.80 20% di sconto dal 14 al 20 novembre fino esaurimento scorte

Una colazione equilibrata permette di iniziare la giornata con il pieno di energia. Ciò vale anche per le persone con un’intolleranza alimentare, che alla Migros trovano un ampio assortimento di prodotti per la colazione particolarmente indicati e gustosi. Tutti a marchio «aha!» Testo Melanie Michael; Foto Giulia Marthaler; Styling Katja Rey

Da tutte le offerte sono esclusi M-Budget e articoli già ridotti.

aha! Migros Bio Soja Drink senza lattosio, senza latte 1 l Fr. 1.90

aha! Margarina Cocco senza lattosio, senza latte 200 g* Fr. 2.95

Sempre più persone soffrono di allergie o intolleranze. Per questo motivo Migros amplia costantemente l’assortimento «aha!». Anche nel settore dei prodotti classici per la prima colazione c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire. I prodotti particolarmente indicati per le persone interessate sono contraddistinti dal marchio «aha!». Appositi simboli all’interno di un cerchio colorato, presenti su ogni confezione, indicano se il prodotto è privo di glutine o lattosio, rispettivamente

se non contiene frumento o latte. Tutti i pani, i prodotti da spalmare e i latticini illustrati in queste pagine sono inoltre vegani. I numerosi prodotti «aha!» permettono alle persone con o senza intolleranze di concedersi colazioni variate. Consiglio

Per una bevanda rinfrescante per la colazione mischiate per bene il contenuto di un vasetto di Soja Soyong Mango con 1,5 dl di Soja Drink.

aha! Migros Bio Soja Soyog Mango senza lattosio, senza latte 150 g* Fr. –.80

iMpuls-Consiglio di lettura

*Nelle maggiori filiali

Perché ci sono più allergici? aha! Pane paesano senza glutine, senza frumento, senza lattosio, 200 g* Fr. 3.30 Azione 20X Punti Cumulus fino al 27 novembre

aha! Quadrati Cranberry Noce senza glutine, con avena, senza frumento, senza lattosio 140 g* Fr. 2.90

aha! Chia Toast senza glutine, senza frumento, senza lattosio 300 g* Fr. 3.40

aha! Lupino e cioccolato crema da spalmare senza lattosio, senza latte 180 g* Fr. 4.10

Il marchio aha! contraddistingue i prodotti particolarmente indicati per chi soffre di allergie o intolleranze.

Sempre più persone sono intolleranti a un genere alimentare. Da cosa dipende? Un esperto del Centro Allergie Svizzera aha! lo spiega su: www.migros-impuls.ch

iMpuls è la nuova iniziativa della Migros in favore della salute.


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

78

Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

79

Idee e acquisti per la settimana

Frutta esotica

Grande varietà

Avocado Il dolce e cremoso avocado necessita abbinamenti forti: il peperoncino è un contrasto piccante alla sua polpa cremosa. L’aroma pungente e speziato del coriandolo è un complemento perfetto.

Maggiori informazioni sul gusto: www.piacere-delgusto.ch

Così come sono diverse le terre di origine, così lo sono i frutti esotici, che proprio nelle grigie giornate del periodo più freddo dell’anno incantano con dolci momenti.

I cachi persimon hanno una polpa arancione e croccante, un sapore dolce e ricordano l’albicocca. Possono essere mangiati con o senza buccia.

Il piacere del gusto Anche nella vita privata i frutti esotici sono i preferiti da Jurgita di Pietrantonio, collaboratrice presso il reparto frutta e verdura di Migros Giubiasco.

Jurgita di Pietrantonio

«Perfetti in inverno»

Deliziose opportunità

Melagrana Il mite aroma della melanzana si ravviva attraverso gli ingredienti che l’accompagnano, così che i semi frizzanti e croccanti della melagrana spiccano ancor di più. Un altro interessante abbinamento con la melagrana è il cremoso e dolce brie, che ne arrotonda il gusto.

Gli agrodolci physalis sono adatti per uno spuntino e vanno bene anche come accompagnamento per le pietanze a base di carne di pollo o di vitello.

Il gusto di ogni singolo frutto esotico è un puro piacere. Tuttavia, nelle giuste combinazioni i loro aromi risultano ancora più intensi Testo Claudia Schmidt; Foto Claudia Linsi

Le persone come Jurgita di Pietrantonio fanno in modo che i frutti esotici siano disponibili dall’apertura alla chiusura del negozio. La collaboratrice del reparto dà suggerimenti anche sui frutti invernali

L’amabile e morbida polpa della cherimoya si mangia con il cucchiaio dopo aver tagliato il frutto a metà e rimosso i semi.

Testo Claudia Schmidt; Foto Giovanni Barberis

Quanti frutti esotici proponete nella vostra filiale?

In alta stagione in totale sono circa 20 frutti esotici. La frutta esotica è perfetta in inverno, poiché amplia la varietà e contribuisce a una dieta equilibrata. In reparto abbiamo un’offerta che va dalla A di ananas alla Z di zenzero. Per molti i kaki, la cherimoya, la pitahaya (o frutto del drago) e la papaia sono ancora poco noti. Mentre litchi e cherimoya sono disponibili unicamente in inverno. Con quale frequenza vengono forniti i frutti esotici?

Riceviamo quotidianamente gli esotici freschi, ciò che chiaramente vale anche per tutta la frutta e la verdura. Per l’intera durata dell’apertura del negozio controlliamo la qualità e la quantità dei frutti. A seconda della richiesta possiamo così reagire con tempestività. I frutti esotici giungono sempre da lontano?

Molti di loro non devono fare molta strada, dal momento che vengono coltivati nelle regioni mediterranee. Il nostro obiettivo consiste nel poter ricevere il maggior numero possibile di frutti esotici dall’Europa del sud.

Come vengono trasportati i frutti?

Laddove possibile Migros rinuncia al trasporto aereo dei frutti esotici provenienti da oltreoceano. In genere giungono fino alla filiale via nave, ferrovia e strada. Quale il frutto che le piace di più?

Apprezzo in particolare il mango.

Come lo mangia di preferenza?

Confesso che apprezzo i frutti esotici soprattutto quando non sono ancora troppo maturi. Mi piace però anche provare nuove ricette. Recentemente ho assaggiato un dessert al quark di mango con le noci. Alcune persone hanno difficoltà con i frutti esotici. Ha qualche suggerimento per la cherimoya?

Questi frutti vanno inizialmente tagliati per il lungo, quindi si rimuovono i semi e per finire li si mangiano direttamente con il cucchiaio. Nel nostro prospetto sui frutti esotici si trovano informazioni su come servirli e ci sono numerose ottime ricette da provare. Prima delle festività nelle nostre filiali proponiamo anche delle degustazioni.

Frutto della passione Una frizzante acidità abbinata a una dolcezza delicata e fruttata: il gusto del frutto della passione risulta ancor più sorprendente se abbinato ai gambi di sedano. Accompagna il leggero frutto, per esempio in insalata. Nei dessert la noce di cocco arrotonda il caratteristico gusto della maracuja – l’altro modo in cui viene chiamato il frutto della passione.

Morbida, dal gusto delicato, dolce e non acida, la polpa del frutto della papaya ricorda il melone: ottima anche da utilizzare nella preparazione di frullati e dessert.

Protetta dalla solida buccia, la polpa del litchi ha un gusto dolce e fiorato, che fa del frutto un ingrediente immancabile delle macedonie. (Disponibile prossimamente)


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

78

Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

79

Idee e acquisti per la settimana

Frutta esotica

Grande varietà

Avocado Il dolce e cremoso avocado necessita abbinamenti forti: il peperoncino è un contrasto piccante alla sua polpa cremosa. L’aroma pungente e speziato del coriandolo è un complemento perfetto.

Maggiori informazioni sul gusto: www.piacere-delgusto.ch

Così come sono diverse le terre di origine, così lo sono i frutti esotici, che proprio nelle grigie giornate del periodo più freddo dell’anno incantano con dolci momenti.

I cachi persimon hanno una polpa arancione e croccante, un sapore dolce e ricordano l’albicocca. Possono essere mangiati con o senza buccia.

Il piacere del gusto Anche nella vita privata i frutti esotici sono i preferiti da Jurgita di Pietrantonio, collaboratrice presso il reparto frutta e verdura di Migros Giubiasco.

Jurgita di Pietrantonio

«Perfetti in inverno»

Deliziose opportunità

Melagrana Il mite aroma della melanzana si ravviva attraverso gli ingredienti che l’accompagnano, così che i semi frizzanti e croccanti della melagrana spiccano ancor di più. Un altro interessante abbinamento con la melagrana è il cremoso e dolce brie, che ne arrotonda il gusto.

Gli agrodolci physalis sono adatti per uno spuntino e vanno bene anche come accompagnamento per le pietanze a base di carne di pollo o di vitello.

Il gusto di ogni singolo frutto esotico è un puro piacere. Tuttavia, nelle giuste combinazioni i loro aromi risultano ancora più intensi Testo Claudia Schmidt; Foto Claudia Linsi

Le persone come Jurgita di Pietrantonio fanno in modo che i frutti esotici siano disponibili dall’apertura alla chiusura del negozio. La collaboratrice del reparto dà suggerimenti anche sui frutti invernali

L’amabile e morbida polpa della cherimoya si mangia con il cucchiaio dopo aver tagliato il frutto a metà e rimosso i semi.

Testo Claudia Schmidt; Foto Giovanni Barberis

Quanti frutti esotici proponete nella vostra filiale?

In alta stagione in totale sono circa 20 frutti esotici. La frutta esotica è perfetta in inverno, poiché amplia la varietà e contribuisce a una dieta equilibrata. In reparto abbiamo un’offerta che va dalla A di ananas alla Z di zenzero. Per molti i kaki, la cherimoya, la pitahaya (o frutto del drago) e la papaia sono ancora poco noti. Mentre litchi e cherimoya sono disponibili unicamente in inverno. Con quale frequenza vengono forniti i frutti esotici?

Riceviamo quotidianamente gli esotici freschi, ciò che chiaramente vale anche per tutta la frutta e la verdura. Per l’intera durata dell’apertura del negozio controlliamo la qualità e la quantità dei frutti. A seconda della richiesta possiamo così reagire con tempestività. I frutti esotici giungono sempre da lontano?

Molti di loro non devono fare molta strada, dal momento che vengono coltivati nelle regioni mediterranee. Il nostro obiettivo consiste nel poter ricevere il maggior numero possibile di frutti esotici dall’Europa del sud.

Come vengono trasportati i frutti?

Laddove possibile Migros rinuncia al trasporto aereo dei frutti esotici provenienti da oltreoceano. In genere giungono fino alla filiale via nave, ferrovia e strada. Quale il frutto che le piace di più?

Apprezzo in particolare il mango.

Come lo mangia di preferenza?

Confesso che apprezzo i frutti esotici soprattutto quando non sono ancora troppo maturi. Mi piace però anche provare nuove ricette. Recentemente ho assaggiato un dessert al quark di mango con le noci. Alcune persone hanno difficoltà con i frutti esotici. Ha qualche suggerimento per la cherimoya?

Questi frutti vanno inizialmente tagliati per il lungo, quindi si rimuovono i semi e per finire li si mangiano direttamente con il cucchiaio. Nel nostro prospetto sui frutti esotici si trovano informazioni su come servirli e ci sono numerose ottime ricette da provare. Prima delle festività nelle nostre filiali proponiamo anche delle degustazioni.

Frutto della passione Una frizzante acidità abbinata a una dolcezza delicata e fruttata: il gusto del frutto della passione risulta ancor più sorprendente se abbinato ai gambi di sedano. Accompagna il leggero frutto, per esempio in insalata. Nei dessert la noce di cocco arrotonda il caratteristico gusto della maracuja – l’altro modo in cui viene chiamato il frutto della passione.

Morbida, dal gusto delicato, dolce e non acida, la polpa del frutto della papaya ricorda il melone: ottima anche da utilizzare nella preparazione di frullati e dessert.

Protetta dalla solida buccia, la polpa del litchi ha un gusto dolce e fiorato, che fa del frutto un ingrediente immancabile delle macedonie. (Disponibile prossimamente)


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

80

Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

81

Collant Sexy back nero, marine, choco e antracite taglie S-XL* Fr. 17.80

Collant Sexy curves nero, marine, choco e antracite taglie S-XL* Fr. 17.80

Collant Sexy legs nero, marine, choco e antracite taglie S-XL* Fr. 17.80

Collant Sexy silhouette nero, marine, choco e antracite taglie S-XL* Fr. 17.80

Collant Body shaper diversi colori, taglie S-XL* Fr. 8.50

Collant Slimbody diversi colori, taglie S-XL* Fr. 10.50

Foto Juventino Mateo; Styling Mirjam Käser; Hair e Make up Nathalie Meier; Vestiti di Globus

Idee e acquisti per la settimana

Ellen Amber

Forme dall’effetto wow Collant Invisible Shape diversi colori, taglie S-XL* Fr. 10.50

Collant Push up diversi colori, taglie S-XL* Fr. 9.50

I collant modellanti di Ellen Amber mettono in perfetta evidenza la silhouette femminile e nascondono le parti problematiche. Sagomano addome, gambe e glutei e sono disponibili da trasparenti a coprenti Testo Jacqueline Vinzelberg

*Nelle maggiori filiali

Il programma eco della Migros è sinonimo di una produzione tessile sostenibile per l’ambiente, socialmente responsabile e rintracciabile.

Il corpo perfetto è un’illusione. Irregolarità e cuscinetti sono la realtà. Se sono visibili sotto i vestiti, le donne si sentono a disagio. Con i collant modellanti di Ellen Amber non è difficile far scomparire visivamente gli indesiderati cuscinetti. Sono rinforzati nei punti più

importanti, così da contenere le parti problematiche. Con i collant push up le natiche vengono sollevate, mentre un’apposita fascia sagoma fianchi e cosce. Per un effetto ottimale i collant non devono vestire comodi, ma essere scelti dell’esatta misura.

Parte di

L’impegno Migros a favore della sostenibilità è da generazioni in anticipo sui tempi.


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

80

Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

81

Collant Sexy back nero, marine, choco e antracite taglie S-XL* Fr. 17.80

Collant Sexy curves nero, marine, choco e antracite taglie S-XL* Fr. 17.80

Collant Sexy legs nero, marine, choco e antracite taglie S-XL* Fr. 17.80

Collant Sexy silhouette nero, marine, choco e antracite taglie S-XL* Fr. 17.80

Collant Body shaper diversi colori, taglie S-XL* Fr. 8.50

Collant Slimbody diversi colori, taglie S-XL* Fr. 10.50

Foto Juventino Mateo; Styling Mirjam Käser; Hair e Make up Nathalie Meier; Vestiti di Globus

Idee e acquisti per la settimana

Ellen Amber

Forme dall’effetto wow Collant Invisible Shape diversi colori, taglie S-XL* Fr. 10.50

Collant Push up diversi colori, taglie S-XL* Fr. 9.50

I collant modellanti di Ellen Amber mettono in perfetta evidenza la silhouette femminile e nascondono le parti problematiche. Sagomano addome, gambe e glutei e sono disponibili da trasparenti a coprenti Testo Jacqueline Vinzelberg

*Nelle maggiori filiali

Il programma eco della Migros è sinonimo di una produzione tessile sostenibile per l’ambiente, socialmente responsabile e rintracciabile.

Il corpo perfetto è un’illusione. Irregolarità e cuscinetti sono la realtà. Se sono visibili sotto i vestiti, le donne si sentono a disagio. Con i collant modellanti di Ellen Amber non è difficile far scomparire visivamente gli indesiderati cuscinetti. Sono rinforzati nei punti più

importanti, così da contenere le parti problematiche. Con i collant push up le natiche vengono sollevate, mentre un’apposita fascia sagoma fianchi e cosce. Per un effetto ottimale i collant non devono vestire comodi, ma essere scelti dell’esatta misura.

Parte di

L’impegno Migros a favore della sostenibilità è da generazioni in anticipo sui tempi.


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

82

Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

83

Idee e acquisti per la settimana

Papeteria

Momenti splendenti in ufficio

Papeteria Temperino Ananas Fr. 4.90

Gli accessori natalizi dell’assortimento Papeteria si presentano ora nel raffinato look in oro-rosa e nel design in nero-oro. Non sono solo dei bei regali dalla pratica utilità, ma piacciono anche da acquistare per sé Papeteria Box portafoglietti foglietti compresi Fr. 5.90

Papeteria Astuccio piatto, in stoffa Fr. 5.90

Papeteria Astuccio rotondo Fr. 5.90

Papeteria Blocco appunti A5, rigato Fr. 5.90

Papeteria Set da 3 per ufficio: graffette, puntine e fermagli a molla Fr. 9.80

Papeteria Blocco per appunti A5, rigato Fr. 8.90 Papeteria Desk Organizer Fr. 9.80


Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

82

Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 13 novembre 2017 • N. 46

83

Idee e acquisti per la settimana

Papeteria

Momenti splendenti in ufficio

Papeteria Temperino Ananas Fr. 4.90

Gli accessori natalizi dell’assortimento Papeteria si presentano ora nel raffinato look in oro-rosa e nel design in nero-oro. Non sono solo dei bei regali dalla pratica utilità, ma piacciono anche da acquistare per sé Papeteria Box portafoglietti foglietti compresi Fr. 5.90

Papeteria Astuccio piatto, in stoffa Fr. 5.90

Papeteria Astuccio rotondo Fr. 5.90

Papeteria Blocco appunti A5, rigato Fr. 5.90

Papeteria Set da 3 per ufficio: graffette, puntine e fermagli a molla Fr. 9.80

Papeteria Blocco per appunti A5, rigato Fr. 8.90 Papeteria Desk Organizer Fr. 9.80


TI ASPETTIAMO! GIUBIASCO LOCARNO SERFONTANA

Giovedì 16 novembre

10

% one

i z u di rid

su tutto* l’assortimento dei supermercati Migros Giubiasco, Locarno e Serfontana. * Ad eccezione di un numero ridotto di prodotti e delle prestazioni di servizio.

ANIMAZIONI A partire dalle ore 16.00: – merenda offerta per tutti – clown con palloncini in omaggio per i bambini A partire dalle ore 18.00, ai primi 200 clienti, TROLLEY IN OMAGGIO