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QE-MAGAZINE WEB #19 Anno 4 - 6 giugno 2019

Foto: copyright MIH - Andrea Scotti Cabiale


Edito

QE-MAGAZINE #19 6 giugno 2019

Monaco, il futuro e le nuove tecnologie. Ma poi, ancora, Monaco la generosa, la città in constante trasformazione urbana con i tanti cantieri, e la prossima penisola che si estende sul litorale del Larvotto, presto rifugio esclusivo per super ricchi. Senza dimenticare, ovviamente, il turismo d'a fari, i grandi eventi culturali, sportivi e quelli iconici come i grandi balli (quello della Rosa e della Croce Rossa). Parentesi rosa a parte, con il matrimonio tra Charlotte Casiraghi e Dimitri Rassam - le cui immagini apparentemente super social non erano poi così facili da condividere per chiunque - abbiamo appena archiviato il ricevimento del 2 Giugno organizzata dall'Ambasciata d'Italia a Monaco, occasione per incontrare concittadini residenti ma anche personaggi inattesi, qualche imbucato che non manca mai e che, tuttavia fanno parte del successo di un evento. Questa dovrebbe essere l'ultima iniziativa estiva coordinata da S.E.M Cristiano Gallo. Fin dal suo insediamento a Monaco, avvenuta il 19 settembre del 2016, u ficializzata insieme al suo omologo francese, S.E.M Marine de Carne de Trecesson de Coetlogon, il diplomatico italiano non si è risparmiato dando il suo Patrocinio ad eventi organizzati da italiani residenti a Monaco. L'ultimo, in ordine cronologico, è quello che si è svolto al Méridien Beach Plaza di Monaco, giovedì 6 giugno, dove un centinaio di persone hanno accolto l'invito della Marchesa Maria Ghilla di Canossa ad associarsi a lei in occasione di una cena gourmet realizzata utilizzando alcuni prodotti provenienti dalla produzione di San Patrignano. Di questo ne abbiamo parlato di fusamente nei numeri precedenti di QE-MAGAZINE ed ancora in queste pagine, con un reportage dettagliato di questa serata a cui hanno partecipato anche le giovani fondatrici dell'associazione monegasca BESAFE, presieduta da Camille Gottlieb, presente anche lei alla serata come beneficiaria della metà dell'importo raccolto in occasione della pesca di beneficenza. La ricetta del perfetto connubio di iniziative come queste con il Principato di Monaco è tutto legato al gran numero di persone sensibili che spesso sono attente ad aiutare chi è meno fortunato di noi. Qui sono all'ordine del giorno. Altre associazioni e club, come il Lions di Monaco, condividono questi percorsi al fianco dei più poveri, ma lo fanno a volte coperti da anonimato, ultimamente anche fuori il Principato. Poi ci sono gli ecologisti, a cui fanno riferimento movimenti a favore dell'ambiente, con attività ispiratrici come quelle della 'Journée Mondiale de l’Environnement', celebrata lo scorso 5 giugno dal governo monegasco e caratterizzata dall' hashtag #CombattreLaPollutiondelAir; e con l'iniziativa Monacology, in programma dall'11 al 14 giugno. Ne facciamo cenno tra gli eventi in agenda. Ma tanti ancora ce ne saranno, visto che la stagione estiva dei grandi appuntamenti, come presto quello che al Grimaldi quest'anno porterà l'arte di Dalì e quella dei gioielli, non lascerà sicuramente indi ferenti.Seguiteci per rimanere informati, non solo di quanto accade a Monaco, ma anche a Torino, con il nostro MOiTO! Buona lettura!

In ogni caso, come ogni volta, ricordiamo ai nostri lettori che la versione stampabile del magazine digitale è disponibile ESCLUSIVAMENTE per gli abbonati che ne facciano richiesta scrivendo a ampmonaco@ampmonaco.com, mentre i numeri arretrati restano visibili sul sito QE-MAGAZINE.COM e naturalmente anche sulla piattaforma issuu.com/ampmonaco

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Organizzato dalla "Direction de l’Aménagement Urbain, in collaborazione con la Direction de l'Environnement, l'appuntamento nel Principato di Monaco per questa seconda edizione del RENDEZ VOUS AUX JARDINS, è per l'8 ed il 9 giugno nei giardini Saint Martin, a Monaco Ville. Visite commentate unicamente su iscrizione. Per informazioni scrivere a: amenagement@gouv.mc

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QE-MAG@ZINE #19 6 giugno 2019 Sommario

PAG 4 Il futuro di Monaco svolazza in cielo...con i droni! // Viag iare in sicurezza: un nuovo servizio CHPG

PAG 8 Alla 2a edizione dei "Rencontre des Sites historiques Grimaldi de Monaco, anche una località italiana: Dolceacqua // Le parole che curano: altruismo

PAG 12 Odiatissimi droni PAG 15 Arte ed esposizioni straordinarie : se ne parla a MADE IN ITALY PAG 16 MO i TO MO TO: L’ingrediente base della pozione di questa edizione: il Teatro

shakerato dagli invisibili flu i del più amato tra i festival// INCONTRI: Giorgia Ceru i // La forza delle immagini: Monaco ed il mare come erano un tempo...

PAG 24 Festival della Televisione a Monaco: quasi pronto in tapis rouge ricco di stars... SALUTE & BENESSERE

PAG 26 PHAM Monaco: parliamo di flebite... PAG 27 Bersaglio centrato per la Scuderia Mantova Corse PAG 28 San Patrignano a Monaco: una serata da ricordare... PAG 30 AGENDA DE MONACO AGENDA DE MONACO

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Il futuro di Monaco svolazza in cielo...con i droni!

Monaco, una lussuosa smart-city tascabile e digitale, ecologica e persino totalmente decarbonata entro il 2025. E' con questo spirito battagliero e avveniristico che il governo si ingegna, da mesi ormai, ad accogliere e facilitare progetti e nuove società super Foto dal profilo FB di MonacoTech tecnologiche. A beneficiarne, nei prossimi mesi, soprattutto i suoi abitanti e quella fetta di residenti super, anzi hyper ricchi. Infatti, da quanto si evince dalle statistiche fornite dal Knight Frank Wealth Report di quest'anno, su poco più di 38.000 residenti, il 32% della popolazione del principato è milionario, ergo uno su tre delle persone che qui vivono stabilmente hanno un tenore di vita decisamente poco convenzionale. A questo punto, la qualità della vita, come anche i servizi, devono giocoforza essere eccellenti. E tutto questo giustificherebbe come buona parte degli sforzi del governo monegasco, seguendo i desiderata del Principe Alberto, siano proiettati al futuro, con attività fuori norma. Tra le tante iniziative in corso, oltre a quelle inserite nel progetto relativo alle transizione energetica, spicca per originalità quella presentata lunedì al Ministero di Stato, davanti ad un folto pubblico formato da giornalisti ed esperti del settore. Si tratta di un'applicazione in grado di controllare i movimenti aerei effettuati da oggetti e droni utilizzati in maniera professionale a partire dal territorio monegasco. Geolocalizzati, tracciati e monitorati anche nelle aree di competenza francese, questi piccoli aeromobili potrebbero essere i primi oggetti interconnessi, senza pilota, in grado di effettuare consegne in città, seguendo ovviamente un protocollo ben preciso. Per mostrarne l' efficienza è stata organizzata una dimostrazione in diretta con l'invio di un drone dall'eliporto monegasco ad una imbarcazione al largo di Monaco, ancorata nelle acque territoriali francesi. Le criticità, come l'autorizzazione al sorvolo di un solo drone, o la segnalazione di oggetti in zone no 4

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fly, ha permesso di comprendere ai presenti le varie criticità del sistema di sicurezza così come le opportunità di queste nuove forme di trasporto aereo. FlySafe UTM, si chiama così la piattaforma, è la prima al mondo ad essere totalmente informatizzata e compatibile, nel medio termine, con la mappatura ed il controllo di mezzi volanti completamente autonomi nei loro spostamenti. All'origine dell'iniziativa l'ente dell'Aviazione Civile Monegasca che presiede lo spazio aereo del Principato. I droni invece, telecomandati a vista tramite un plotter che utilizza la rete GSM 4G, sono i primi oggetti volanti identificati a far parte della sperimentazione. Collegati tramite uno smartphone alla piattaforma, i piloti saranno in grado di guidare i droni fino a destinazione. E' evidente che molte sono le cose da chiarire e coordinare con i controllori e con le autorità implicate. Tuttavia con la dimostrazione organizzata al Ministero di Stato sono state gettate le basi di una nuova era, in cui le modalità ed i termini sono tutti da costruire insieme ai fondamenti che regolano l'aviazione civile monegasca. Perché, ricordiamolo, utilizzare i droni per scopi professionali comporta rischi e responsabilità che bisogna prevedere e normare correttamente, onde evitare problemi sulla sicurezza e la salute del singolo cittadino, che sia milionario o meno... (Foto: FlySafe_Copyright Direction de la Communication Monaco_Michael Alesi)

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Viag iare in sicurezza: un nuovo servizio CHPG

Dr. Olivia Keita-Perse, capo dell'Epidemiologia e igiene ospedaliera © Direzione della comunicazione / Stéphane Danna

Viaggiare informati è sempre un bene, farsi consigliare è ancora meglio, soprattutto se chi fornisce indicazioni sui rischi che interessano l'area geografiche che intendiamo visitare è un professionista. A tal fine, presso il Centro Ospedaliero Principessa Grace (CHPG) è stato creato recentemente la figura di 'Consigliere di viaggio', il cui scopo è quello di fornire un servizio a chiunque desideri raggiungere un paese o un'area a rischio epidemie. In questo modo, l'utente è allertato, qualora fosse necessario, a prendere le necessarie misure mediche per evitare di contrarre una patologia durante il suo viaggio all'estero. Secondo quanto comunicato dalla nota del governo monegasco, il consigliere ha come obiettivo quello di fornire consigli generali sulla prevenzione, proporre trattamenti per la prevenzione di alcune malattie endemiche locali, di effettuare vaccinazioni obbligatorie oppure di raccomandate in base a la destinazione quale medicinali e misure preventive prevedere prima di partire. Inoltre, con questa consultazione è possibile dettagliare ed informare dei propri spostamenti, nell'ambito di un semplice viaggio a scopo turistico o per affari, ma anche della sua durata e dei potenziali fattori di rischio. La consulenza non si limita ad assistere l'interlocutore prima ma anche dopo, al suo ritorno e questo per verificare eventuali problemi riscontrati durante il soggiorno all'estero. Dr. Keita-Perse, è la responsabile di Epidemiologia e Igiene ospedaliera, incaricata di fornire consulenze in materia di igiene, alimentazione e prevenzione dei rischi quotidiani. Il suo ruolo è anche quello di scrivere prescrizioni mediche affinché il viaggio avvenga nelle migliori condizioni possibile e non sia compromesso da patologie "evitabile". Pertanto, avviso a tutti i monegaschi e a chi usufruisce del sistema sanitario del Principato di Monaco: prima di andare in un paese o area a rischio di epidemie, e si desidera effettuare un viaggio sereno, contattare il Dr. Keita-Perse senza esitazioni. Come si dice, uomo avvisato... Per informazioni e contatti: + 33 (0)4 92 41 67 95 6

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Alla 2a edizione dei "Rencontre des Sites historiques Grimaldi de Monaco, anche una località italiana: Dolceacqua

Dopo il successo dello scorso anno, la Piazza del Palazzo si prepara nuovamente ad accogliere la seconda edizione dell'incontro dei Siti Storici dei Grimaldi di Monaco. L' iniziativa è in realtà inserita nella più ampia missione che anima l'omonima associazione, creata nel 2015 su iniziativa di Jean-Claude Guibal, Sindaco di Mentone, non ché Presidente del 'Groupe d’Amitié France-Monaco de l’Assemblée nationale' - per commemorare l'alleanza tri-centenaria tra i Grimaldi ed i Matignon. Da allora, diverse decine di antichi feudi si sono riunite e, nella maggior parte dei casi hanno anche ricevuto la visita del Sovrano, in Francia come in Italia. Ad essere ospitati quest'anno, con i loro stand, animazioni folcloristiche e prodotti artigianali sono quattro paesi: Matignon, il ducato di Valentinois, il comune italiano di Dolceacqua (IM) e la città francese di Roquebrune Cap Martin. Il ricco programma che si svolge durante due giornate, prevede anche incontri sportivi, come il gouren (lotta bretone), spettacoli teatrali, il gioco della "pignata", una caccia al tesoro ed anche il gioco d'oca. Inoltre aperti al pubblico anche vari laboratori creativi per fare zoccoli, intagliare il legno, ed anche preparare il tradizionale raviolo fritto con il ripieno di bietole ed erbe di provenza, il barbajuan...Fin da ora promesse molte specialità culinarie provenienti direttamente da questi antichi "feudi" che, con i loro stand, non mancheranno di organizzare sia generose degustazione che occasioni per vendere i loro prodotti. Infine, non poteva non mancare anche il mapping sul palazzo, uno spettacolo creato con "suoni e luci" attraverso la proiezione sulla facciata del Palazzo del Principe, in calendario sabato 22 giugno alle 22:00. Accesso libero e gratuito al pubblico. Per saperne di più, cliccare sul sito www.monacointerexpo.com

© Direction de la Communication - Manuel Vitali

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Le parole che curano: altruismo

di Salvatore Dimaggio

Nel suo colossale romanzo “La rivolta di Atlante”, la filosofa libertaria e scrittrice Ayn Rand esprime compiutamente la sua visione di un singolo castrato dalla società e che si ribella ad essa.

Rand, nemica giurata di qualsiasi forma di altruismo (a suo giudizio un modo perverso per intrappolare l'essere umano) racconta uno sciopero da parte degli individui migliori della società che sopportano come Atlante il peso degli altri, derubricati ad una sorta di zavorra. La filosofa oggettivista, ancora molto popolare in alcuni circoli intellettuali americani si diceva erede di Aristotele, ma in realtà è piuttosto evidente il suo debito molto forte nei confronti di Nietzsche e del suo superomismo. Mi è capitato di dovermi confrontare con persone che si sentivano in colpa per i loro slanci altruistici. Non erano dei randiani, in molti casi neppure conoscevano l’autrice. Avevano una conoscenza di Nietzsche, ma ho imparato a capire che il loro paradossale senso di colpa per la generosità si appoggiava sulle idee di Darwin. Cercando di rintracciare le fondamenta del loro pregiudizio nei confronti dell’ altruismo c’era, nella maggior parte dei casi un argomento che pareva insuperabile: che senso ha l’altruismo in un mondo che ha come unica legge la sopravvivenza del più forte? La teoria della selezione darwiniana, che gode giustamente di un grande rispetto, ha condotto gli individui a pensare che l'egoismo possa essere anche antipatico, ma che è perfettamente razionale e completamente coerente con le leggi della natura, al contrario l'altruismo risulta superficialmente simpatico, ma irrazionale ed inutile. Nel mondo del business purtroppo spesso si impostano altre priorità. Dunque non possiamo che essere lieti che ad Alberta Ferretti sia stato consegnato l'Ethical and sustainable award durante la settimana della moda di Monte Carlo ideata da Federica Nardoni Spinetta e tenuta sotto l’alto patrocinio della principessa Charléne di Monaco. Ci sono esperienze umane che rendono l'altruismo così straordinario e seminale e 10

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generativo da essere sbalorditivo. Da farci proprio ripensare il confine tra utopia e realtà, tra io e te, tra attuale e potenziale. Una di queste esperienze è il Chaaria Mission Hospital - Kenya. Ma non ve ne voglio parlare. Dovete fare, se volete e se lo sentite, un piccolo ma grande passettino, cioè cercare il loro blog su Google. Non è difficile, è ad un grado di separazione dalla vostra cronologia ricerche e se lo farete ne sarete ampiamente ripagati. Ma torniamo alla trappola di evoluzionismo pop frainteso e datato, logica ed etica. Questo triste fraintendimento porta taluni a sentirsi letteralmente in colpa per la propria parte migliore, più generativa, più profonda. Ciò è miope perché non si può vivere una vita pienamente appagante se ci si sente dei predoni. Un percorso per bilanciare e rendere più emotivamente sostenibile la propria vita in questo senso è piuttosto agevole e può ben cominciare dall'approcciarsi ad una visione meno arcaica e meno ingenua dell'evoluzione. Anzi, posso assicurare che il semplice conoscere anche solo sommariamente alcune ricerche più attuali offre un immediato sollievo a chi fa fatica ad organizzare aree apparentemente contrastanti della propria vita. Innanzitutto va precisato che Darwin non ha mai parlato di sopravvivenza del più forte, bensì di sopravvivenza del più adatto, che è ben diverso, ma poi Darwin costituisce soltanto il primo capitolo di una lunga storia. Nel 1975, il biologo di Harvard EO Wilson ha rivoluzionato le teorie evolutive pubblicando uno scenario concettuale profondamente diverso da quello darwiniano. Secondo la teoria di Wilson, l'egoismo non è assolutamente l'unico motore delle azioni del singolo. Il singolo individuo comprende che la sopravvivenza degli appartenenti alla sua famiglia è un buon modo per avere più probabilità che i suoi geni sopravvivano alle ostilità del mondo circostante. Nel 2012, la teoria di Wilson ha fatto un passo in avanti grazie agli studi di Michael Tomasello e dai ricercatori del Dipartimento di Psicologia dello sviluppo e della psicologia comparativa presso il Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology. La loro ricerca, pubblicata da Current Anthropology (così come le moderne teorie sul comportamento cooperativo dagli anni ‘70) suggerisce che oltre alla questione del vantaggio per i geni che si condividono con i propri parenti, nel agire altruistico c'è proprio un ritorno indiretto per l'altruista. Anche se ad un esame superficiale il gesto altruistico, almeno dal punto di vista meramente materiale, sembra arricchire chi lo riceve ma non chi lo fa, in realtà queste interessantissime ricerche hanno dimostrato che è vero il contrario. La conseguenza è che non vi è dissidio tra lo slancio a tendere la mano a chi è nel bisogno ed il raziocinio o le regole dell'evoluzione. In definitiva, pensare che competizione ed altruismo si escludano a vicenda e che l'altruismo non abbia cittadinanza nei comportamenti razionali presuppone una visione del mondo semplicistica e anche apocalittica: la visione di un mondo che finisce domani. Una visione che non coglie quella che gli psicologi chiamano “Ombra del futuro”. L'ombra del futuro è quella istintiva lungimiranza che ci porta a non fare semplicemente la cosa che in questo momento ci sembra più utile, ma quella che ci dà l'impressione di offrirci in generale un futuro migliore. L’uomo-lupo è un uomo stupido che si autocondanna ad avere perpetuamente tutti contro, a temere insidie ad ogni angolo, in sostanza a vivere in uno stato di perpetua angoscia nella quale non si può costruire niente. L'uomo anche nel suo stato più elementare non è così stupido e miope. Mi sia consentito citare un pensiero di quel Nietzsche che, lungi dall'essere un cattivo da operetta, riteneva che la cosa in assoluto più umana fosse il risparmiare la vergogna a qualcuno. “Non dimenticare che dare gioia dà anche gioia.” ....................................................................................................................................................................................................

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IL PIZZI(no)

Opinioni e pensieri in libertà

Odiatissimi droni

a cura di Riccardo Pizzi

Una piccola rivoluzione nel campo delle riprese aeree e del volo si e’ verificata da quando sono entrati in commercio i droni a pilotaggio remoto con telecamera . Dopo un inizio incerto, la successiva riduzione degli ingombri e dei costi ha reso questi concentrati di tecnologia disponibili a tutte le tasche...

Riprese video in 4K, stabilità grazie alla gimbal e movimento dinamico per cogliere immagini del mondo che ci circonda dall’alto, a volo d’uccello. Semplici da usare i droni, come tutti gli oggetti ad elevata tecnologia, nelle mani sbagliate possono diventare estremamente pericolosi. I droni a pilotaggio remoto ebbero una importanza fondamentale già in occasione della cattura di Bin Laden, in campo militare il drone e’ da tempo una realtà strategica fondamentale. E’ possibile equipaggiarli con armi, esplosivo o sostanze chimiche e hanno un range di azione di qualche chilometro. Va da sé che l’uso del drone in ambito civile vada regolamentato e controllato in modo serio per evitare pericoli per la 12

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IL PIZZI(no) comunità. Quando la tecnologia e’ più veloce di chi deve legiferare, generalmente si opta per la soluzione repressiva. Si vieta l’uso di un device o lo si rende tecnicamente e legalmente impossibile da utilizzare senza incappare in qualche divieto o sanzione. E’ quello che succede in quasi tutte le nazioni europee, dove per pilotare un drone per riprese video anche non professionali e’ necessario munirsi di un patentino di volo del tutto analogo a quello necessario per pilotare un ultraleggero, il drone viene equiparato a un aliante o a un altro piccolo mezzo per il volo umano, senza di fatto trasportare nessuno. A questo va aggiunta una assicurazione e il relativo costo. Sembrava già abbastanza per scoraggiare l’acquisto di un drone, ma e’ arrivata una nuova spiacevole notizia per gli appassionati di riprese aeree: il sistema FlySafe. Presentato il 3 Giugno a Monaco questo sistema di sicurezza sviluppata dalla stessa società che produce i droni più avanzati (la Dji) consente Civile monégasque di monitorare in tempo reale qualsiasi drone in volo sul territorio monegasco e oltre. Come e’ possibile? Semplice: e’ lo stesso drone che invia tutti i dati della telemetria, inclusi quelli relativi al numero seriale e del proprietario, direttamente al sistema FlySafe. Il sistema di sicurezza e’ in grado di letteralmente “spegnere” qualsiasi drone in volo nella propria area di competenza e farlo schiantare miseramente al suolo. La sicurezza sopra tutto, su questo non vi e’ dubbio. Rimane da capire che senso abbia mettere in commercio oggetti che di fatto non possono essere più utilizzati nemmeno a una altezza di due metri, senza incorrere in sanzioni o nel suo sequestro.

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———————————————— 47, bd du Jardin Exotique - 98000 Monaco Tel: +377 99 90 81 11 14

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Arte ed esposizioni straordinarie : se ne parla a MADE IN ITALY

“Made in Italy” non è una stazione radiofonica ma non è nemmeno una web radio. Potremmo definirlo un programma radiofonico settimanale in cui vengono presentati, con la formula del talk-show o infotainment, argomenti e tematiche raccontati da selezionati protagonisti delle eccellenze italiane del made in Italy. Nell' ultima puntata on line, la 238 del 3 giugno, vi raccontiamo dell'ultima iniziativa del FAI, Fondo Ambiente Italiano: allestita a Villa Necchi Campiglio di Milano la mostra dal titolo “La stanza di Filippo de Pisis. Luigi

Vittorio Fossati Bellani e la sua collezione”, a cura di Paolo Campiglio e Roberto Dulio. La collezione è il risultato di un sodalizio virtuoso tra pittori che dipingevano e scrivevano, letterati appassionati di immagini e musica, cultori delle arti e bibliofili. Luigi Vittorio Fossati Bellani ne fu l’animatore. Ce ne parla a “Made in Italy” Aurora Totaro dell’Ufficio conservazione del FAI e organizzatrice della mostra, al microfono di Luca Giacon. Per ascoltare questa e le altre interviste realizzate e diffuse in podcast da MADE IN ITALY, basta cliccare su www.madeinitalyradio.it

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MO i TO: cocktail metafisico da gustare senza moderazione L’ingrediente base della pozione di questa edizione: il Teatro shakerato dagli invisibili flu i del più amato tra i festival.

di Silvia Giordanino

Carissimi lettori, come fareste senza il vostro MO i TO? Eccolo, come direbbe James Bond a proposito del suo Vodka Martini: " agitato, non mescolato"...Eh...sì, poiché a questo "giro" non mancherà un certo "movimento"! Infatti, vi portiamo in viaggio fra le "onde del Teatro"...gustate il tutto senza moderazione, ma ben sapete che questa rubrica dà una certa "dipendenza". Fino al 22 giugno 2019 torna Torino Creazione Contemporanea - Festival delle Colline Torinesi, giunto ormai alla ventiquattresima edizione. Ideato e progettato dall'Associazione Festival delle Colline Torinesi, è organizzato insieme alla Fondazione Teatro Piemonte Europa con cui il festival ha dato vita dal 2018 a un nuovo polo del contemporaneo. Il Festival che propone da anni un cartellone di rilievo europeo, specchio fedele dell'innovazione teatrale e della drammaturgia contemporanea, è diretto da Sergio Ariotti e Isabella Lagattolla.

Dans le pays d'hiver, Simon Gosselin

Elena Cotugno2_MEDEAPERSTRADA@Norbert

Overload (c) Carolina Farina

Il Festival 2019 rende omaggio a compagnie italiane che hanno scritto pagine importanti della sua storia e che hanno contribuito in modo determinante a definirne l'immagine in Europa. Diversi i linguaggi: da quello ironicamente aulico per descrivere un mondo privo di peso o di senso de Il regno profondo. Perché sei qui? di Chiara Guidi e Claudia Castellucci alle parole di Medea la quale risulta essere il fil rouge del cartellone 2019, svolgendo idealmente il tema triennale del Festival, ovvero "Fluctus, declinazioni del viaggio", giunto al secondo anno. A questo tema si lega anche l'installazione alla Fondazione Merz che sarà la prima tappa di Illegal Helpers (Aiuti illegali), un progetto di Paola Rota, Simonetta Solder, Teho Teardo, tratto da testi sui migranti e su quanti li soccorrono di Maxi Obexer, scrittrice italo-tedesca quarantenne che vive e lavora a Berlino. Fra le prime nazionali del festival: Commedia con schianto. Struttura di un fallimento tragico di Liv Ferracchiati, e Il dito dell’autrice

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kossovara Doruntina Basha con la regia di Leonardo Lidi. Commedia con Schianto prodotto dal Teatro Stabile dell'Umbria è un testo che esplora i percorsi creativi, il fascino e le contraddizioni del lavoro di una compagnia teatrale. Liv Ferracchiati ritorna a Torino dopo il fortunato debutto, l'anno scorso al Festival delle Colline Torinesi, della sua Trilogia sull'identità. Il dito, prodotto da La Corte Ospitale, storia di due donne, di due generazioni diverse alle prese con vicende di famiglia e con l'elaborazione di un lutto, si è aggiudicato il Premio della Fondazione Heartefact per il miglior testo drammatico di impegno dell’area ex jugoslava. Nel segmento internazionale da segnalare i catalani Agrupación Señor Serrano con lo spettacolo Kingdom dove il viaggio inconsueto delle banane che nell’800 invasero l’Occidente diventa il simbolo stesso del consumismo, che sembra non poter smettere di divorare le risorse del pianeta. “Che fare?” si domandano in modo provocatorio gli Agrupación. Se questo è il destino, far festa fino all'ultimo! Una risposta paradossale che vuole evidentemente rendere consapevoli e indurre a riflettere. Con un linguaggio di palcoscenico radicalmente diverso, El Conde de Torrefiel, altra compagnia catalana, egualmente si interroga in La plaza sul futuro inconoscibile del mondo. In una piazza vengono visualizzate le riflessioni di persone che passano. Lo spettacolo, un po’ magrittiano, è stato definito “un lucido allarme”. Altro appuntamento del segmento internazionale è con la compagnia del Greck festival di Violet Louise e con la sua performance multimediale e musicale Strange Tales, tratta da racconti e poemi di Edgard Allan Poe. In scena Aglaia Pappas, nome di spicco del cinema e del teatro ellenico, attrice di Terzopoulos, e la stessa Violet Louise, regista, cantante, artista multimediale. È una coproduzione italo-franco-svizzera lo spettacolo Dans le pays d'hiver (Nel paese dell’inverno), diretto e interpretato da Silvia Costa, dedicato ai Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese, incontro-scontro tra gli dei e gli uomini, viaggio nella mitologia. Tra i produttori lo stesso Festival delle Colline Torinesi e il teatro francese MC93 – Scène Nationale de Bobigny. Giunge al Festival dopo aver vinto il Premio Ubu/Spettacolo dell'anno 2018 anche anche Overload di Sotterraneo, collettivo fiorentino di ricerca teatrale. Nell'occasione si esercita sulla sovrabbondanza di messaggi che condizionano la nostra vita, quasi una nebbia in cui ci muoviamo,

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viviamo, interagiamo, dormiamo. Un progetto del Festival dalle molte sfaccettature è quello intorno a Deserto rosso di Antonioni che comprende due spettacoli di Deflorian/Tagliarini, Quasi niente e Scavi e la rassegna di film del Museo Nazionale del Cinema proprio dedicata ai lavori del maestro ferrarese dopo il 1964. Il cartellone dà risalto anche alle giovani compagnie e gruppi che lavorano a Torino portando alla ribalta, quest’anno, la Piccola Compagnia della Magnolia, alle prese con un testo di Massimo Sgorbani, Mater Dei, la Ballata dei Lenna, Cubo Teatro e Alba Porto, tutti vincitori del Bando Ora! della Compagnia di San Paolo e tutti “accompagnati” dal Festival. Propongono rispettivamente Libya. Back Home, Tito-Rovine d'Europa, e Something About You. Altri artisti italiani proposti nel 2019 sono Rita Frongia con la Trilogia del tavolino, la regia del cui primo spettacolo è firmata da Claudio Morganti, Filippo Ceredi con Between Me and P, Silvia Mercuriali con Macondo, Michele Sinisi con Edipo. Carattere distintivo del festival è anche la sequenza dei suoi segni d'artista condivisi con la Fondazione Merz che accompagnano dal 2006 la rassegna. Un vero e proprio percorso artistico, a fianco di quello teatrale, iniziato con Mario Merz, e proseguito con Marco Gastini, Luigi Mainolfi, Michelangelo Pistoletto, Nunzio, Marzia Migliora, Giorgio Griffa, Antie Rieck, Zena El Khalil, i Masbedo, Botto&Bruno, Marisa Merz, Lida Abdul e, quest’anno, con Petrit Halilaj. I Motus, in chiusura, proporranno Rip it up and start again: una sorta di musical creato con gli allievi della Manufacture Haute école des arts de la scène di Losanna, diretto da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, che si rifà a uno dei più noti fenomeni musicali post-punk dell'inizio degli anni '80. Lo spettacolo è una sorta di concerto-karaoke-manifesto con video-clip e remix che ricerca in un passato recente per meglio guardare l'oggi. Rip it up and start again prova a rispondere, senza alcuna nostalgia, a una domanda cruciale: “cosa succede se i giovani non sono più in grado di suscitare stupore?”. Gli spettacoli, in tutto 24, con 61 recite in 19 giorni e otto prime, si svolgono a Torino e Collegno, eminentemente presso il Teatro Astra, ma anche in altre location come il Teatro Gobetti, la Lavanderia a Vapore, il Cubo Teatro, la Casa del Teatro, la Fondazione Merz, il Palazzo degli Istituti Anatomici, il Polo del ‘900.

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INCONTRI: Giorgia Ceru i

di Silvia Giordanino

Apre in prima assoluta il Festival delle Colline Torinesi il testo inedito di Massimo Sgorbani, Mater Dei, portato in scena dalla Piccola Compagnia della Magnolia. Giorgia Cerutti ne firma la regia, lo spazio ed i costumi, oltre ad essere interprete insieme a Davide Giglio. Lo spettacolo è scandalosamente coinvolgente...

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Mater Dei esalta la Femminilità assoluta della Maternità ed il Femmineo nel segno dell' Eros, senza sbavature, con quelle pennellate di colori forti i quali portano alla mente la passionalità cromatica e sentimentale dei film di Pedro Almodovar. Risulta essere perfettamente credibile Giglio, in un ruolo divino ed animale insieme, quasi silente, eppure messaggero di contenuti come un cristo pagano. Libera variante sul tema del mito di Giove ed Europa, l'opera ha come protagonisti una madre e un figlio, collocati in un tempo Foto: copyright M_Agus immaginario e in un luogo altrettanto immaginario. Chi parla è la madre, vittima molti anni prima della violenza di un dio autoritario e passionale che, attratto dalla sua bellezza, è sceso sulla terra sotto sembianze animalesche e l'ha posseduta con la forza. La gravidanza, iperbolica e paradossale, genera ben tredici figli, tutti dotati dei paterni attributi divini, tranne l'ultimo. L'ultimo è un dio mancato, debole, troppo umano, e la madre ha dedicato la sua vita a nasconderlo e proteggerlo...sono le parole dello stesso autore a spiegare: "Parla pochissimo, come del resto tutti gli dei che si manifestano soprattutto attraverso atti. Perfino Dio, quello con la “d” maiuscola, è ben poco loquace, perfino lui, nel roveto ardente, parla per bocca di un angelo. E, sul filo del paradosso, affida il suo messaggio a Mosè, il balbuziente che con la parola ha poca dimestichezza. Sull’asse che dal silenzio passa al muggito e al racconto scorre il rapporto tra madre e figlio, tra la “mater” e il “deus” bisognoso di qualcuno che parli per lui, che lo racconti. Un dio nascosto, occultato, un dio ma forse la realtà stessa che, per diventare discorso, “mythos”, necessita di una rimozione. A ben vedere qualcosa di simile la diceva anche il signor Kant: la realtà, per essere intellegibile, deve essere, se non rimossa, “tradotta” (balbettata?), altrimenti rimane oscura. Ma la “traduzione” non dice mai Emma Bonino (Wikipedia) fino in fondo la realtà, per rivelarla è costretta a “velarla” di continuo. Il caos, l’inesprimibile, 18

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il “cuore di tenebra” restano a fondamento di ogni possibilità di parola, e vanno di continuo nascosti e, se occorre, deportati affinché prenda vita il discorso, il racconto. Perché al dio muto subentri l’uomo parlante. E questo, per concludere, è il racconto di un figlio indegno della madre, o forse di una madre indegna del figlio. Decidano gli spettatori....". Ora però qualcuno sta arrivando a prenderlo, qualcuno intenzionato a “correggere l'errore”. Nel tempo di questa attesa si svolge l'azione drammatica. La Madre ha il volto bello ed intensamente espressivo delle dive del Cinema Muto: bocca carnosa, grandi occhi scuri, ovale del viso perfetto ed una chioma lunghissima di ricci neri come una Medusa benefica. Benefica, sì, poiché, da buon animale del palcoscenico, Giorgia Cerutti, regista ed attrice, innesca quel genuino moto catartico del Teatro tra attore e pubblico...E...dopo pochi minuti dall'inizio dello spettacolo il pubblico è " suo", poi, alla fine, scossi e commossi, non si può che essere grati per le emozioni provate, per potersi portare via quelle parole dette in modo crudo e diretto, come uno schiaffo che serve a non farci dimenticare i nostri istinti, tanto spesso negati per un formalismo inutile.

" ... e poi mi sono guardata allo specchio per vedere se sulla faccia avevo qualcosa di strano, se mi era venuta una faccia da animale." MATER DEI, Massimo Sgorbani.

In esclusiva per QE-Magazine Giorgia Cerutti risponde alle nostre domande raccontando dello stesso spettacolo e di sé. Come nasce la messa in scena di Mater Dei? Due anni fa la Compagnia conosce Massimo Sgorbani, nascono un’amicizia e una curiosità reciproche e genuine. Il cassetto che custodiva l’opera - inedita e mai rappresentata - viene così aperto. Veniamo invasi da un un flusso di parole laico, erotico, scandaloso, ipnotico, che oscilla instabile tra la paura di regredire nel Caos e Foto: copyright A.Kremer l’affermazione del Mito. La fusione tra la drammaturgia di Massimo Sgorbani e l’identità artistica di Piccola Compagnia della Magnolia si avvera nel segno di alcuni comuni denominatori. La compagnia nel suo percorso artistico ha proposto più volte temi e forme linguistiche che condividono con Mater Dei molte affinità: la rielaborazione del mito, il tema della mortalità dell’amore e della passione iperbolica propria dei legami di sangue e soprattutto il lavoro di impasto tra tradizione e ricerca nel segno del contemporaneo. Mater Dei si colloca tematicamente e stilisticamente come prosecuzione di senso all'interno di questa ricerca, ma per la prima volta la Compagnia affronta la drammaturgia di un autore vivente. Come spiegare la forza espressiva di Mater Dei? Mater Dei è un’opera, a mio avviso, rara oggi nel panorama della drammaturgia contemporanea: Massimo ha il dono poetico, tratta la superficie delle parole come un’alchimista che fa brillare la natura profonda dei metalli; la parola non è svilita a segno ma ci regala ....................................................................................................................................................................................................

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“l’ebbrezza dell’incomprensione”. Per noi attraversare quest’opera significa continuare, dunque, un cammino che da più di un decennio trova la sua vitalità in un lavoro immersivo dell’attore.Un paesaggio scenico dai tratti antinaturalistici, dove le partiture vocali e fisiche inseguono una sintesi tra ricerca formale e densità emotiva. Un teatro che cerca di mettere al centro del lavoro un tempo sacro abitato da figure poetiche. Immaginiamo l’incontro con il pubblico come un momento rituale estraneo al quotidiano; un tempo “altro” in cui ci si riunisce – spettatori e attori – per cercare il vero nella finzione. Qual è stata la tua formazione? Prima in Francia al Théâtre de l’Epée de Bois / Cartoucherie de Vincennes con il maestro Antonio Diaz – Floriàn, direttore del teatro parigino. Negli anni ho affinato la ricerca con Davide Giglio, grazie a momenti di studio con diversi maestri del panorama teatrale nazionale e internazionale tra cui Enrique Pardo, Linda Wise, Danio Manfredini, Roberto Latini, Philippe Hottier, Claudio Morganti, Eugenio Allegri, Michele Di Mauro, Judith Malina, Gabriele Vacis, Claudio Collovà, Oskaras Korsunovas, Declan Donnellan. Quale tipo di rapporto artistico ti lega a Davide Giglio? Dalla fondazione della Piccola Compagnia della Magnolia (2004), Davide ed io conduciamo una rigorosa e appassionata indagine a cavallo tra codici teatrali e ricerca, affrontando con sguardo contemporaneo il Teatro. Ci siamo riappropriati dei classici o abbiamo sperimentato negli ultimi lavori scritture originali e drammaturgie contemporanee, inseguendo una sintesi tra ricerca formale e densità emotiva, tenendo al centro del lavoro un tempo sacro abitato da figure poetiche. Il tuo "passato prossimo"? Dal febbraio 2019 Magnolia è una compagnia residente stabile al Teatro Espace di Torino, dove ha recentemente presentato in anteprima il reading Enfants Terribles - Carteggi Amorosi. Un reading dedicato alla coppia iconica dei Roaring Twenties (i "ruggenti" anni Venti) Zelda e Francis Scott Fitzgerald, caratterizzato da contaminazioni con sonorità elettroniche e da anarchiche deviazioni verso atmosfere surrealiste. Un lavoro che si ricollega in qualche modo allo spettacolo Zelda / Vita e Morte di Zelda Fitzgerald, primo capitolo del Progetto Bio_Grafie, ispirato a vite eccezionali del Novecento. Per Magnolia è stato proprio questo progetto dedicato a scritture originali e proseguito con lo spettacolo 1983 Butterfly - a fare da ponte tra il pluriennale lavoro di rielaborazione in chiave contemporanea dei classici e l’incontro con la drammaturgia di Massimo Sgorbani. Qual è il tuo legame con il Festival delle Colline Torinesi? Non è la prima volta che questa kermesse accoglie in prima assoluta uno spettacolo della Piccola Compagnia della Magnolia: nel 2016 ha ospitato nella sala delle Fonderie Limone di Moncalieri il debutto del secondo capitolo del Progetto Bio_Grafie 1983 20

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Butterfly (co prodotto dal festival torinese), così come accaduto molti anni prima con Otello e Ha mm-let / Studio sulla Voracità. Da sempre il Festival segue il percorso di ricerca della Compagnia: dagli anni consacrati al lavoro sui classici (e in particolare sull’opera di Shakespeare), al triennio trascorso all’insegna di scritture originali dedicate a vite eccezionali del Novecento con il Progetto Bio_Grafie, fino al recente incontro con la nuova drammaturgia, concretizzatosi nella collaborazione con il drammaturgo Massimo Sgorbani, autore di Mater Dei, opera che ha appena debuttato al Cubo Teatro di Torino. I tuoi progetti? Tanti ed in continua evoluzione...Non posso fermarmi...La passione mi guida e la vita mi conduce in un luogo misterioso dove il tempo e lo spazio si dilatano e non hanno importanza.

Da non perdere:

PROSSIME DATE MATER DEI: - 31 Agosto 2019 - Festival Todi OFF - Todi - Novembre 2019 - Wonderland Festival - Brescia - Ottobre 2019 - SOLO International Theatre Festival of monodrama performances - Mosca (RU) .....................................................................................................................................................................................................

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La forza delle immagini: Monaco ed il mare come erano un tempo...

Lanciato nel 1998, "Monaco en films" è l'etichetta storica degli Audiovisual Archives, ora battezzata 'Institut audiovisuel de Monaco', e si propone di mostrare come Monaco è illustrato attraverso il cinema (fiction o documentario, notiziari o film amatoriali) fornendo, attraverso i montaggi realizzati, una lettura più trasversale della storia. Dal 2014, questa etichetta è declinata in "cine-conferenze" in stretta collaborazione con l'Archivio del Palazzo di Monaco. Dopo Albert I en film, Rainier III en film, e L'invenzione di Monte-Carlo,

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sul grande schermo si proietta Monaco e la sua di andare al largo, per esplorare il rapporto che lega questa città al mare. Apprendiamo così come, incuneato tra mare e montagna, in principato sia riuscito a rimodellare il suo litorale attraverso i secoli, dotandosi non solo di un porto di rifugio, ma anche di attività tipiche delle località balneare, aree di competizioni sportive, un centro di ricerca marina scientifica ed un porto turistico. Con questa cine-conferenza il pubblico è inviato a scoprire un altro aspetto della storia di Monaco, paese già allora legato al mare a cui sono state dedicate molte immagini, ed il cui il fascino di un tempo ormai lontano rima con la nostalgia...

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Festival della Televisione a Monaco: quasi pronto in tapis rouge ricco di stars... C'è chi lo definisce l'unico rendez-

vous monegasco per vedere da vicino i propri beniamini del piccolo schermo, chi invece lo considera come un evento imperdibile se non altro perché il Festival della Televisione di Monte-Carlo, fondato nel 1961 da S.A.S. il Principe Ranieri III per "incoraggiare una nuova forma d'arte, al servizio della pace e della comprensione fra gli uomini", è un po' come la versione edulcorata di Cannes perché limitata solo ai vari generi televisivi proposti in tutto il mondo. Tuttavia, per contendersi l'ambita ricompensa, la Ninfa d'Oro, ogni anno decine di attori non mancano l'appuntamento. L'edizione di quest'anno poi, in programma dal 14 al 18 giugno prossimi, promette di essere l'occasione per vedere l'anteprima di una serie televisiva e tante sorprese. Tra i protagonisti assicurata la partecipazione dell'attore Remo Girone, qui nei panni di giurato nel Comitato di Preselezione del Festival, e degli attori italiani Fabrizio Gifuni e Paola Francesca Lucisano (Prima che la notte, film TV del 2018, diretto da Daniele Vicari). Ma non è tutto: per questa 59 ° edizione il Monte-Carlo Television Festival ed Eurodata TV Worldwide sono nuovamente partner (è la 14a volta che accade) per premiare la serie televisive più seguite al mondo. I vincitori 2019 dell' "International TV Audience Awards" saranno quelle serie che sono riuscite a riunire lo scorso anno, il maggior numero di spettatori nei 5 continenti. Saranno raggruppati in 3 categorie distinte: "Crime TV Series", "Drama TV Series" e "Telenovelas / Soap Operas". I candidati sono stati selezionati tra i trenta programmi di finction d'importazione di maggior successo in 63 territori, rappresentando in totale oltre 3,6 miliardi di potenziali spettatori. Gratuito e aperto al pubblico, il Festival offre anche incontri con star internazionali, conferenze, la possibilità di scoprire i segreti del dietro le quinte, proiezioni e molto altro ancora. Per tutti, allestita nuovamente la Fan Zone, spazio ombreggiato dove si svolgono 24

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molte attività ricreative. In programma, da non mancare, anche la parata di star sul tappeto rosso, feste prestigiose e cocktail VIP organizzati al Grimaldi Forum, scrigno prezioso dove si svolge la manifestazione. La competizione Nymphs d'Or, che nomina i migliori programmi TV di tutto il mondo, rivelerà i vincitori del 2019 alla cerimonia di chiusura dei Golden Nymph Awards che si terrà martedì 18 giugno. Sul palco atteso l'attore americano Michael Duglas, inviato per ritirare, direttamente dalle mani del Sovrano, la "Nymphe de Cristal" , momento più atteso della serata. Figlio di Kirk Douglas, Michael mosse i suoi primi passi nel 1969, recitando nelle serie televisiva "Playhouse". Dal 1972 al 1976, l'attore ha interpretato il personaggio dell'ispettore Steve Keller in "The Streets of San Francisco" al fianco di Karl Malden. Vincitore dell'Oscar nelle vesti di produttore del film, "Flight over a Cuckoo's Nest" (1976), ha ricalcato brillato nuovamente come miglior attore in "Wall Street" (1988). Tra i suoi ruoli più riusciti quello dell'ammaliato antagonista della diabolica Sharon Stone nel film cult "Basic Instinct" (1992), dove recita la conturbante Sharon Stone. Vincitore anche di un Golden Globe, con il premio che ritirerà durante questa 59a edizione del Monte-Carlo Television Festival, Douglas jr. sarà consacrato tra coloro che hanno reso grande i protagonisti della settima arte... .....................................................................................................................................................................................................

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SALUTE & BENESSERE

PHAM Monaco: parliamo di flebite...

Dedichiamo oggi la

nostra attenzione alla spiegazione, in chiave estremamente divulgativa, di un evento clinico relativamente frequente, temuto e potenzialmente gravato da complicazioni anche serie quale la FLEBITE. Tralasciando le differenze piu' specifiche fra Flebotrombosi, Tromboflebite, Paraflebite etc., stiamo parlando di una trombosi venosa, cioé di un trombo, di un coagulo (anche se il termine "coagulo" non é il piu' esatto...) , che si forma all'interno di una vena, superficiale o profonda. La triade di fattori predisponenti l' genesi di una trombosi sono, come é noto, il rallentamento del flusso sanguigno, una alterazione della parete vascolare, un'alterazione in senso trombofilico della coagulazione. Ogni causa, meccanica, metabolica, oncologica, traumatologica o altro , capace di determinare una situazione a rischio, puo' situarsi eziopatogeneticamente all'origine di una flebite. I segni clinici variano molto , da paziente a paziente, da localizzazione a localizzazione. Gli esami di laboratorio possono o meno aiutare nella diagnosi. Alcuni rivestono ovviamente maggiore importanza, quale ad es. il dosaggio del D-Dimero, che puo' orientare verso un forte sospetto clinico. A livello strumentale, l'Eco Doppler; La TC e la Risonanza Magnetica, soprattutto con iniezione di mezzo di contrasto sono generalmente in grado di confermare o meno in modo affidabile l'eventuale sospetto clinico. Non proprio infrequentemente, specie in ambito ospedaliero, una trombosi venosa si manifesta inizialmente con la sua piu' temibile complicanza, ovvero l'Embolia Polmonare.Una quota percentualmente variabile di flebiti, tra il 10 e il 20 per cento di quelle diagnosticate in pazienti che afferiscono come non ricoverati a un ambulatorio di diagnostica vascolare é considerabile come una trombosi "paraneoplastica", un epifenomeno clinico , a volte primo segno rivelatore, di una malattia oncologica non ancora nota. SE VOLETE SAPERNE DI PIU, i membri dell'associazione monegasca PHAM saranno lieti di rispondervi. Basca scrivere un'email a: info@pham-monaco.com 26

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Bersaglio centrato per la Scuderia Mantova Corse

Foto dal Fairmont Monte Carlo: copyright Cristian La Greca

Si è conclusa con la grande soirée organizzata il 2 giugno scorso, al Fairmont Monte Carlo, la prima edizione del Grand Road Venezia-Montecarlo, gara a cui hanno partecipato i proprietari supercar moderne di tutte le marche costruite tra il 1982 e il 2019 e organizzata dalla Scuderia Mantova Corse. Dopo tre giorni di competizione e 1000 km percorsi, a tagliare il traguardo per primo è stato l’equipaggio composto da Davide e Matteo Penitenti (n.11), padre e figlio originari della terra di Nuvolari, al volante di una performante (640 hp) Mercedes-Benz AMG GTR: la coppia è stata in testa alla gara fin dalla seconda tappa, dimostrando grande capacità e abilità in tutte le prove. «Siamo particolarmente contenti di aver partecipato a una gara originale e fuori dagli schemi. Il Grand Road è stata una bellissima esperienza, che chiunque possieda un’auto veloce dovrebbe fare, perché mixa la regolarità con la voglia di guidare. Mio figlio è stato un ottimo co-driver e mi ha dato un importante supporto dal punto di vista tecnologico: un’avventura da ripetere senza ombra di dubbio», ha detto Davide Penitenti, vincitore di questa prima edizione. Sul secondo gradino, invece, l’equipaggio formato da Orazio Rigo e Anastasia Zanoncelli (n. 37) in gara su una Porsche 911, del Rovesta Racing Team, scuderia del gruppo Finservice. «È stata una novità, per me che sono abituato alle auto storiche, fare una gara con una vettura moderna e apprezzarne le potenzialità. Un bellissimo evento organizzato con estrema cura nei dettagli da Mantova Corse, che ha ideato un percorso di grande appeal, arricchito da location meravigliose e hospitality di alto livello», ha dichiarato Orazio Rigo, Terzi classificati Ermanno De Angelis e Annunziata Del Gaudio (n. 9), alla guida di una Alpine A110. «Desideriamo fare i complimenti all’organizzazione per la sfida che un evento così particolare comportava. Una manifestazione molto ben riuscita che alimenta la passione automobilistica di noi possessori di auto veloci, che spesso non riusciamo a utilizzare come vorremmo», ha commentato Ermanno De Angelis, 3° classificato. .....................................................................................................................................................................................................

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San Patrignano a Monaco: una serata da ricordare...

Sala piena e tante emozioni all'insegna della generosità. L'affettuoso e caldo benvenuto ai rappresentanti della Comunità di San Patrignano a Monaco, organizzato sulle terrazze del Méridien Beach Plaza giovedì 6 giugno sera, è stato l'occasione per ufficializzare l'investitura della loro prima ambasciatrice all'estero, la Marchesa Maria Ghilla di Canossa. Non solo appuntamento mondana, dunque, ma anche momento di grande emozione, condiviso da tutti gli ospiti presenti, oltre un centinaio per la maggior parte italiani residenti a Monaco, ed alcune autorità come SE Cristiano Gallo, Ambasciatore d’Italia a Monaco; Anne-Marie Boisbouvier, Consigliere Gabinetto di SAS il Principe di Monaco; SE José Badia, Presidente della Commissione delle Relazioni Estere del Consiglio Nazionale; Marjorie Harroch (Consigliere e vice sindaco di Monaco; Luciano Garzelli (Delegato Accademia Italiana della Cucina) e, dulcis in fundo, Camille Gottlieb, Presidente Associazione BESAFE). Introdotti dalla voce storica di RMC, Luisella Berrino, sul palco si sono alternati, tra degustazioni di prodotti e vini di eccellenza proposti in menù, interventi toccanti. Come quello istituzionale della vice Presidente della Fondazione San Patrignano, presente a titolo personale ed in rappresentanza di Letizia Moratti: "Come diceva Victor Hugo, 'Essere responsabile significa essere solidale' e questo suo pensiero rispecchia bene i cardini che reggono la comunità di San Patrignano, fondata 41 anni fa da Vincenzo Muccioli: il principio della responsabilità e il dovere della solidarietà. Sostenuta da anni finanziariamente da Gian Marco e Letizia Moratti, dal 1978 ad oggi ha accolto circa 26.000 giovani tossicodipendenti. Attualmente a San Patrignano risiedono 1300 giovani (70% ragazzi e 30% ragazze). Il loro percorso di riabilitazione prevede la permanenza in comunità per 3-4 anni, sotto la sorveglianza di professionisti ed educatori che li indirizzano verso attività lavorative presso atelier artigianali, ma anche in settori agroalimentari interni." "Quando entrano a San Patrignano, nessuno dei nostri ragazzi paga - ha aggiunto dopo aver congratulato Maria Ghilla di Canossa del successo della serata - e nemmeno le loro famiglie. Oltre ai contributi privati e quelli offerti dalla famiglia Moratti, a darci una mano possono essere di grande aiuto le nostre 22 ambasciatrici incaricate di perpetuare lo spirito di San Patrignano nel mondo, organizzando eventi e raccogliendo fondi per la comunità, attualmente sede di 26 settori di formazione". Anche Piero Prenna e Roberto Bezzi, rispettivamente il primo Presidente della

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Comunità di San Patrignano, l'altro presidente della Cooperativa Agricola e responsabile del settore wine e food, hanno voluto sottolineare che "la sfida da portare avanti nel futuro è quella dell’autosostenibilità attraverso il modello dell’impresa sociale". Daniel invece, ragazzo sudafricano, con la sua testimonianza ha dimostrato in concreto come, a San Patrignano, si parli un linguaggio universale, di amore e di fratellanza. Grande successo, infine, per lo Zabaione Show di Antonio Fochi, restaurant manager del Méridien, seguito dalla presentazione dell'associazione Besafe, raccontata dalla sue fondatrici, in primis Camille Gottlieb; e dalla pesca di beneficenza che ha reso ancora più felici i 10 vincitori dei lotti, tutti ovviamente provenienti dagli atelier artigianali di San Patrignano. Il coordinamento della serata di San Patrignano è stato assicurato dall'associazione Monaco Italia Hub. Per saperne di più sui prossimi appuntamenti organizzati a favore di San Patrignano basta cliccare su: www.sanpatrignano.org Qui di seguito qualche immagine scattata da Andrea Scotti Cabiale.

Non è la prima volta che la Marchesa Maria Ghilla di Canossa viene coinvolta come protagonista in attività di beneficenza, soprattutto nel Principato di Monaco. Ha indossato le vesti di madrina, in occasione dell'inaugurazione della statua sottomarina raffigurante un delfino, immersa nella riserva del Larvotto il 15 settembre 2006. Inoltre è stata tra i promotori dello spettacolo intitolato DanceForLife, organizzato il 30 novembre 2011 per sensibilizzare il pubblico a contribuire alla ricerca sulla sclerosi multipla. Qui sotto in immagini due momenti emblematici di entrambi gli eventi: a quello di sinistra ha partecipato SAR la Principessa di Hannover. A destra invece, con SAS il Principe Alberto II

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HEBDO-AGENDA DE MONACO

Exposition Ombre d'Azur, transparence jusqu’au 3 novembre prochain. Le projet d’Ettore Spalletti (né à Cappelle sul Tavo dans la province de Pescara, en Italie, en 1940) a été réalisé spécialement pour les espaces de la Villa Paloma – à travers un parcours constitué de trente œuvres réparties en sept environnements sur les trois étages du bâtiment. NMNM - Villa Paloma. Renseignements : +377 98 98 19 62

Musée océanographique de Monaco : "L’Odyssée des tortues marines" : la grande aventure des

tortues se raconte dans un nouvel espace permanent de 550m2 à ciel ouvert. Renseignements : +377 93 15 36 00 Musée océanographique de Monaco : Exposition photos en Salle de Conférences " Mission Badu – Explorations de Monaco". Renseignements : +377 93 15 36 00 Jusqu’au dimanche 29 septembre, Nouveau Musée National de Monaco - Villa Sauber : Exposition "Step by Step, Un regard sur la collection d’un marchand d’art". Renseignements : +377 98 98 91 26 Jusqu’au dimanche 3 novembre, Nouveau Musée National de Monaco - Villa Paloma : Ettore Spalletti "Ombre d’azur, transparence". Renseignements : +377 98 98 48 60 Jusqu’au mardi 15 octobre, Les Grands Appartements du Palais Princier : Exposition inédite, "Monaco, 6 mai 1955. Histoire d'une rencontre" qui retrace la première rencontre de Grace Kelly avec le Prince Rainier III de Monaco, organisée par les Archives du Palais Princier et l'Institut audiovisuel de Monaco. Renseignements : +377 93 25 18 31 Vendredi 7 juin à 19h, Grimaldi Forum Monaco : Tout l'Art du Cinéma - Ciné-Conférence sur le thème "Monaco et la Mer" organisée par l'Institut audiovisuel de Monaco. Renseignements : +377 97 98 43 26 Vendredi 7 juin à 20h30, Auditorium Rainier III : Série Grande Saison : concert par l'Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo sous la direction de Domingo Hindoyan avec Vilde Frang, violon. Au programme : Arnold Schönberg, Igor Stravinsky et Gustav Mahler. Présentation des oeuvres à 19h30 par André Peyrègne. Renseignements : +377 98 06 28 28 Samedi 8 juin à 20h, Théâtre des Variétés : "Cartes Blanches Chorégraphiques ", organisées par Baletu Arte Jazz Renseignements et réservations : 06 81 52 56 37 Mardi 11 juin à 18h30, Maison de France : Série Happy Hour Musical : concert de musique de chambre avec Kristi Gjezi et Andriy Ostapchuk, violons, François Mereaux, alto et Alexandre Fougeroux, violoncelle. Au programme : Gabriel Fauré et Camille Saint-Saëns. Renseignements : +377 98 06 28 28 Mardi 11 juin à 18h30, Théâtre des Variétés : Concert des Palmes Académiques. Renseignements : +377 93 15 28 91 Mercredi 12 juin de 14h à 15h, Médiathèque de Monaco - Bibliothèque Princesse Caroline : Séance bien-être (dès 6 ans). Renseignements : +377 93 15 22 72 Mercredi 12 juin à 19h, Médiathèque de Monaco - Sonothèque José Notari : Ciné pop-corn : Galaxy Quest de Dean Parisot. Renseignements : +377 93 15 29 40 Jeudi 13 et vendredi 14 juin, de 10h à 18h, Mission Enfance : Braderie organisée par l'Association Mission Enfance. Renseignements : +377 92 05 32 03 Jeudi 13 juin à 18h30, Espace Indigo - Grimaldi Forum Monaco : Thursday Live Session avec Shake Shake Go. Renseignements : +377 99 99 20 20

Monacology 2019, Semaine Monégasque de Sensibilisation à l’Environnement 11-14 Juin (8h30 à 16h30) L’association créée depuis 2004, par Kate Powers, Didier Rubiolo et Olivier Arnoult a pour objectif d’accueillir, pendant une semaine, les élèves de la Principauté sur l’ Eco village afin de les sensibiliser à l’environnement. A l’occasion de sa 15ème édition, Monacology aura pour thème « Monaco, Ma Ville Durable » et ce sont près de 1000 élèves de la Principauté qui sont attendus pour visiter l’Eco village sis au Quai Antoine Ier. Pour info: www.monacology.fr 32

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QE-MAG@ZINE: les news en Principauté de Monaco by AMP Monaco QE-MAGAZINE // Notizie e approfondimenti dal Principato di Monaco by AMP Monaco...

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