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PERIODICO D’INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE COMUNI BRESCIANI

SETTEMBRE 2012

Il 3 Ottobre si svolgerà l’incontro degli associati

L’Assemblea generale di Acb

IN QUESTO NUMERO:

PAG. 2 PROGETTO “GENERATIONS” In Francia per raccontare Brescia e le sue aziende verso il “pilota” PAG. 4 VERSO UN NUOVO MODELLO DI WELFARE Una lettera di Anci Lombardia sul tema del futuro del welfare e il ruolo dei Comuni PAG. 6 INDIRIZZO PEC: E’ OBBLIGATORIO Ogni Amministrazione è tenuta a divulgare ed utilizzare il proprio indirizzo di posta certificata PAG. 7 DUE IMPORTANTI NOVITÀ NORMATIVE Affissioni e incidenti stradali: ecco cosa il Comune deve sapere delle ultime sentenze e norme di legge

Il 3 Ottobre prossimo si svolgerà l’incontro degli aderenti ad Associazione Comuni Bresciani. Oltre all’occasione di confrontarsi e scambiarsi opinioni, tra i vari argomenti particolare spazio sarà riser vato alle novità introdotte dalla Spending Review, i vincoli del patto di Stabilità, l’evo-

luzione dei Servizi Pubblici locali e delle Società Partecipate, in uno: “le sfide d’Autunno degli Enti Locali”. L’appuntamento è presso l’Auditorium Capretti dell’Istituto Artigianelli in via Piamarta 6, a Brescia. Prima convocazione ore 13:00 Seconda convocazione ore 14:00

Ore 14.30 Saluti e introduzione ai lavori Emanuele Vezzola, Presidente ACB Sono stati invitati a partecipare Il Sindaco di Brescia On.le Adriano Paroli Il Presidente della Provincia di Brescia On.le Daniele Molgora

Ore 15.00 Interventi “L’evoluzione dei servizi pubblici locali: novità e strategie operative alla luce delle recenti sentenze della Corte costituzionale” Prof. Paolo Sabbioni Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano “Società partecipate: nella manovra estiva le novità per gli Enti locali” Dott. Aurelio Bizioli, Ordine Dottori Commercialisti ed Esperti contabili

Ore 17.00

Chiusura dei lavori Avv. Attilio Fontana Presidente ANCI Lombardia

Ore 17.30

Surroga dei Consiglieri dei Consigli Direttivo e di Presidenza dimissionari e decaduti (Articoli 8, 11 e 16 dello Statuto)

PAG. 10 ACB-RISPONDE Un interessante quesito fa luce sulla questione degli autovelox e loro utilizzo

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SETTEMBRE 2012

Prosegue il progetto europeo sull’invecchiamento attivo che ci vede protagonisti LAGO D’IDRO: IL SÌ DEL TRENTINO ALLE OPERE DI REGOLAZIONE

Generations: il meeting in Francia

E’ arrivato il parere favorevole ad un intervento importante per il lago e tutti i Comuni che vi si affacciano. Dopo la difficile estate che il bacino lacustre valsabbino ha attraversato (da anni le sue acque sono afflitte da carenza idrica con relative polemiche sulla gestione delle stesse), una buona notizia è arrivata dal trentino. La Giunta Provinciale autonoma sembra abbia infatti approvato il progetto per le opere di regolazione della messa in sicurezza del lago d’Idro, con conseguenti investimenti. Esattamente un anno fa la precedente formulazione del progetto ne aveva riportato il risoluto diniego, vincolato alla richiesta di rimuovere la soglia che avrebbe impedito all’acqua di entrare nello scarico al di sotto della quota di regolazione utile a garantire il minimo vitale per l’incile (367 metri sul livello del mare). Ora, tuttavia, con l’attestazione dell’escursione a 130 centimetri, si fa finalmente verosimile la realizzazione dei lavori: la nuova traversa e una galleria di scarico per un valore di 42 milioni di euro. Così facendo, le rive a nord del lago dovrebbero esser poste al sicuro (particolarmente il Sic, il sito d’importanza comunitaria della zona di Baitoni, la cui compromissione costerebbe al trentino pesantissime sanzioni comunitarie). Sotto: Una vista dall’alto del lago

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L’incontro, il 4 e 5 Settembre scorsi, era a Pont à Mousson, nella regione della Lorena dove, ospitati dai partners d’Oltralpe, il progetto Generations, per il quale Acb Servizi riveste il ruolo di capofila, doveva tirare le somme degli ultimi sviluppi. Il progetto sull’invecchiamento attivo in seno al più ampio Creator, infatti, necessitava che le cinque realtà in campo (oltre a noi: il Conseil de Pays de Val de Lorraine; la regione di Vasterbotten per la Svezia; l’Università polacca di Poznan e la città di Miskolc per l’Ungheria) si confrontassero su risultati e future proposte. Al centro dell’incontro, in par ticolare , le rispettive tavole rotonde, che ogni par tner aveva intrattenuto prima della pausa estiva con gli esponenti locali del mondo imprenditoriale di alto, medio e piccolo profilo. Il tutto voleva essere finalizzato alla divulgazione delle prime buone prassi emerse in tema di prolungamento dell’attività lavorativa degli anziani, loro aggiornamento e mutuo scambio di know-how con le nuove generazioni. A fronte delle riflessioni fatte in quelle occasioni, ogni nazione ha potuto sottoporre al gruppo l’ipotesi di un progetto pilota da attuarsi sul proprio territorio, for te delle pregresse esperienze, problemi e risultati emersi nei precedenti confronti. Così la Polonia ha ad esempio illustrato l’ipotesi di un reinserimento lavorativo per gli anziani nell’ambito dell’addestraTEL: 030 - 220011

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mento cani: un mercato in crescita e un’esperienza funzionale ai bisogni degli over ’50, mentre la Svezia ha avviato un’indagine finalizzata a perfezionare i colloqui annuali previsti, tanto nel pubblico quanto nel privato, presso ogni azienda. L’usuale occasione di confronto introdotta nel paese scandinavo, così facendo, potrà essere meglio tarata su bisogni, esigenze, potenzialità degli anziani. Acb-Servizi, dal canto suo, forte delle esperienze dei “colleghi” stranieri, dopo un incontro con alcune aziende bresciane, sta sviluppando proposte per il proprio pilota, una fase di intensa attività progettuale ed applicata che la impegnerà per i prossimi mesi.

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Anci Lobardia: “I comuni soggetto di innovazione e coesione sociale”

Verso un nuovo modello di welfare Riportiamo di seguito la missiva che il Presidente di ANCI Lombardia Attilio Fontana ed il Presidente del Dipartimento Welfare dell'Associazione, Giacomo Bazzoni, hanno fatto pervenire all'assessore Boscagli in merito alla proposta di un nuovo patto per il welfare proposto da regione Lombardia. Regione Lombardia ha avviato un confronto tra istituzioni, soggetti sociali, terzo settore per arrivare a una condivisione di principi base per la riforma del welfare lombardo. L'obiettivo è arrivare alla sottoscrizione di un patto per il welfare condiviso da tutti i soggetti coinvolti nella discussione. Alla base della proposta vi sono principi che cambiano profondamente la struttura di programmazione ed erogazione di servizi che oggi, a giudizio di Regione Lombardia, sono troppo centrati sull'offerta mentre, invece, si vuole mettere al centro la domanda e il soggetto principe è individuato nella famiglia. Anci Lombardia condivide le premesse della proposta che, sostanzialmente, si possono individuare in:

Mutamento demografico della popolazione con la popolazione composta in Lombardia per oltre un terzo da ultra sessantacinquenni

Crisi economica e sociale che acuisce le situazioni di disagio sociale e di marginalità colpendo nuove fasce di popolazione ritenute nel passato al sicuro

Mutamento nella composizione delle stesse famiglie

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che oggi richiedono interventi diversificati e mirati

Scarsità delle risorse economiche che sarà sempre più accentuata e che i comuni vivono drammaticamente in prima persona vista la riduzione delle risorse destinate a l fi n a n z i a m e n t o d e l l e politiche sociali sia a livello nazionale che regionale.

APRILEPAG.3 2012

E’ un cammino che deve vedere affiancati territori e Regione, perché il cambiamento cui siamo chiamati è profondo e richiede la rivisitazione di molte categorie culturali, mentali, professionali. Mette in discussione le rendite di posizione, ripor ta la centralità sulla comunità e sulle relazioni, mette in crisi un’idea di “specializzazione”, anche nel sociale, che ha frammentato le esperienze di vita dei cittadini anziché aiutarli a ricomporle. In questi anni i Comuni sono stati protagonisti della costruzione di una

I comuni in questi anni sono stati soggetti attivi che hanno garantito la coesione e l'inclusione sociale anche inter venendo con risorse proprie, riducendo di pari passo la spesa per investimenti, per far fronte alla citata riduzione di risorse statali e regionali. Nei prossimi anni sarà impossibile garantire servizi a Sopra: Attilio Fontana, Presidente di ANCI Lombardia par tire, ad esempio, dalla non autosufficienprogrammazione delle politiche sociali za se non si ricostituirà un fondo a livello di distretto concertando finanziario dedicato che è stato analisi del bisogno e possibili risposte abolito dal 2011. con soggetti sociali e del terzo Bisogna, comunque, usare la crisi come settore. Sempre più si sono sviluppate occasione per ripensare il modello iniziative che hanno costr uito welfare in chiave partecipativa e di positivamente reti tra pubblico e corresponsabilità. I Comuni vogliono privato. costruire un nuovo welfare basato sull’integrazione delle competenze e In una situazione di scarsità di risorse delle risorse fra sistemi diversi e diventa fondamentale superare la complementar i (sociale , sociosovrapposizione di compiti e funzioni sanitario, formazione e lavoro, politiche e realizzare una forte razionalizper la casa), sul riconoscimento del zazione degli interventi partendo da bisogno delle persone e delle famiglie. una visione complessiva del bisogno e Un sistema più aperto, coeso, più comunitario.

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SETTEMBREPAG.3 2012

delle risorse disponibili. Anci Lombardia considera, quindi fondamentale, per affrontare le sfide attuali, una profonda riforma della governance da parte di tutti i livelli istituzionali a par tire da Regione Lombardia con l’obiettivo di coordinare le risorse a disposizione dei diversi settori e assessorati: solidarietà, sanità, casa, giovani. E' necessario avere un inter vento coordinato che superi le gelosie e le rivalità presenti tra i diversi livelli. L’attuale distinzione tra sociale e sanitario mostra sempre di più l’ impossibilità di rispondere in modo integrato ai problemi che le diverse comunità hanno di fronte. I tagli in atto da parte del Governo porteranno al 3,7 per mille il taglio dei posti letto acuti (attualmente Regione Lombardia è al 4,3 per mille)i. Riteniamo indispensabile un confronto attivo di coordinamento sia delle risorse sia delle azioni fra i due Assessorati Sanità e Famiglia e fra i Presidenti della Conferenza dei Sindaci e i Direttori Generali delle ASL.

deve sempre più essere sostenuta e praticata da Regione Lombardia e dai Comuni.

Riteniamo necessario favorire altre forme di assistenza (vedi esempio Telesoccorso, Teleassistenza) vista la drastica diminuzione temporale del post operatorio (molti inter venti chirurgici saranno effettuati in day ospital). Oggi le forme di assistenza post operatoria e solo per alcuni pazienti con situazioni di gravi difficoltà al rientro in famiglia sono: ricovero per 30/40 giorni max nelle strutture per sub acuti e/o in RSA. In questo secondo caso con pesanti costi a carico delle famiglie e dei Comuni.

Bisogna semplificare e rispettare i compiti definiti di programmazione. I comuni, attraverso la conferenza dei sindaci, rappresentano i soggetti che sul territorio hanno la funzione di programmazione legata ad una lettura condivisa dei bisogni e delle opportunità di risposta.

La prima richiesta che i comuni lombardi avanzano è una sempre maggiore integrazione di risorse, intelligenze e politiche concrete tra i diversi settori in modo da progettare un intervento integrato che guardi all'insieme dei bisogni della persona. L'esperienza di questi anni ci mostra come gli interventi efficaci sono quelli legati alla programmazione del territorio. La dimensione distrettuale dei piani di zona ha r isposto efficacemente agli obiettivi di costruire risposte adeguate per tutti i cittadini del territorio e unire le azioni dei singoli comuni spesso di dimensioni inadeguate ad affrontare da soli le emergenze sociali. Questa dimensione ANNO XVI N. 2

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In questa dimensione va superata la sovrapposizione d’ interventi di diversi soggetti istituzionali o meno che rischiano di creare sovrapposizioni sui medesimi soggetti tralasciando altri bisogni.

L'obiettivo del nuovo welfare è rispondere in modo adeguato e flessibile alle necessità del bisogno che cambia anche in base all'evolversi generale dell'intera società. Ciò richiede che i comuni siano il soggetto della programmazione che riunisce diversi soggetti e le diverse agenzie che esistono sul territorio in una programmazione di distretto attraverso la Conferenza dei Sindaci che ha potestà di indirizzo anche verso le ASL. Per i comuni questo significa superare le dimensioni e i singoli confini e lavorare sempre più in un'ottica di gestione associata. Ciò vale anche per la rete di RSA particolarmente sviluppata nel nostro territorio regionale. Di fronte alla scarsità delle risorse vanno razionalizzati servizi che possono essere fatti e garantiti secondo un modello di TEL: 030 - 220011

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rete superando situazioni ormai non sostenibili economicamente. Al centro delle iniziative e dei servizi deve esserci la centralità del bisogno della persona e della sua famiglia. Insieme deve essere al centro la possibilità di servizi adeguati a questo bisogno. Pensare di puntare tutto sulla centralità della domanda significa lasciare sole le persone in difficoltà con la conseguenza che scelte sbagliate ricadranno sui comuni con la riproposizione degli stessi bisogni e delle stesse domande non soddisfatte, con l'aggravante che non ci saranno più risorse disponibili. Una criticità che rileviamo è l’eccessiva enfasi nuovamente posta sulla voucherizzazione, sulla trasformazione in doti, in titoli di spesa delle risorse a disposizione per il welfare. Siamo tutti convinti che occorrano sistemi più aperti, che garantiscano più persone e non sempre le stesse, capaci di cogliere cambiamenti e bisogni, ma permane la perplessità che questo si realizzi semplicemente trasformando le risorse, sempre minori peraltro, in titoli di spesa in mano alle famiglie. Le famiglie sono risorsa sempre, ma sono anche fragilità: hanno capacità di scelta ma a volte, in particolare quelle più fragili, faticano a identificare con chiarezza bisogni e soluzioni. Puntare solo sulla liber tà di scelta delle famiglie, cosa indubbiamente positiva, rischia di lasciare sole le persone e le famiglie più in difficoltà, che devono invece poter trovare punti, luoghi e persone di riferimento. Il rischio altrimenti è quello di incrementare una richiesta prestazionale (pago, con la dote, quindi esigo un servizio) a

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scapito di un welfare più razionale. Come scriveva la stessa Regione Lombardia nelle sue DGR 2505/11 e 2633/11 bisogna mettere al centro

la capacità della rete dei servizi di prendersi cura della persona fragile, oltre che del curare

lo sviluppo di strumenti di lettura e valutazione del bisogno, fino a prevedere uno strumento di Valutazione Multidimensionale della persona fragile

presa in carico integrata della persona fragile

L’esperienza di questi anni ci porta a dire come sia necessaria e fondamentale una adeguata lettura del bisogno che esiste sul territorio e di come il bisogno non vada confuso con la domanda. I comuni hanno in questi anni sperimentato concretamente la funzione pubblica come governo e regolazione di processi e non gestione in prima persona. La programmazione significa anche individuare pluralità di soggetti che operano concretamente, valorizzare la rete del terzo settore e del volontariato e riser vare al pubblico una progr ammazione condivisa, una regolazione e una verifica sia della qualità sia del raggiungimento dell'obiettivo. Centrare il welfare unicamente sulla centralità del voucher significa anche

correre il rischio di destabilizzare la rete che in questi anni si è consolidata e lasciare il campo a offerte la cui unica qualità è il basso costo indipendentemente dalla qualità del servizio e dal rispetto dei diritti di chi lavora. A una diagnosi giusta si applicherebbe una terapia parziale, se non integrata con l’attenzione a non smantellare l’offer ta dei servizi; la stessa va certamente riformata e rifondata, flessibilizzata, articolata, va resa fedele al mandato di essere a servizio dei bisogni del cittadino, va allargata la platea dei destinatari differenziando la capacità di risposta. Proponiamo un obiettivo basato sull'assunzione di responsabilità del governo pubblico rispetto al bisogno della persona e alla possibilità di scelta sulla base di una programmazione di interventi e di selezione dei soggetti erogatori. L’indirizzo regionale di centralità del sistema basato sulla domanda (voucherizzazione) non può non tenere conto dell’esigenza improrogabile che siano gli AMBITI a mantenere il governo delle risorse gar antendo così il livello di programmazione territoriale coerente e sintonico con le reali necessità e l’attenzione ai nuovi bisogni. Occorre che il nuovo welfare faccia per no non sull’accentr amento regionale ma sui presidi territoriali (Ambiti) cui distribuire razionalmente le risorse affinché siano assegnate ai cittadini bisognosi valutandone le condizioni e accompagnandoli nell’indivile soluzioni più congrue attraverso le unità di offerta più Adeguate.

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Solo sostenendo, anche economicamente, la governance locale sarà possibile assicurare l’ottimizzazione delle risorse.

Va rivista alla radice la governance territoriale e il rapporto Comuni/ASL per ragionare in maniera integrata sull’insieme delle risorse, delle politiche programmatorie e degli interventi dei diversi attori del sistema. In questo senso il Documento di programmazione annuale ASL può essere davvero il punto finale di un lavoro di programmazione e condivisione con il territorio e i suoi attori (a partire dai Sindaci) degli obiettivi di coesione sociale, di programmi integrati e personalizzati sul territorio e azioni di contrasto alla vulnerabilità sociale. Il sistema di un nuovo welfare non può prescindere, infine, dalla definizione dei LIVEAS (Livelli Essenziali delle prestazioni assistenziali) che spetta allo Stato. In queste settimane lo Stato interpreta la nuova definizione dell’ISEE come LIVEAS. Del resto non si può prescindere nemmeno dalla considerazione della competenza regionale in materia assistenziale e quindi, dalla necessità che le scelte regionali debbano essere sostenute con adeguate risorse economiche. Il principio della sussidiarietà non può funzionare scaricando le tensioni dovute ad una progressiva contrazione di risorse sui Comuni; ogni decisione assunta dal livello istituzionale competente deve corrispondere ad un adeguato stanziamento di risorse. Un principio fondamentale in questo periodo è l’equità che deve caratterizzare gli inter venti. In par ticolare ricordare il principio di responsabilità per cui il reddito considerato debba essere quello familiare a pena di una riduzione sia della platea sia della quantità del servizio.

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Secondo il Tar non deve mancare sul sito di ogni comune

Indirizzo PEC: è obbligatorio Tratto da un articolo apparso su “ItaliaOggi” del 9 Agosto 2012

Lo ha stabilito il Tar Puglia: l’indirizzo di posta elettronica cer tificata deve obbligatoriamente figurare sul sito web. Questa la sentenza n. 478 datata 23 settembre 2011 che, per la prima volta, inter viene a dirimere una questione che tocca da vicino ogni Amministrazione. Il “casus belli” è stato l’impossibilità di comunicare in modo adeguato con Regione Puglia, disagio che ha portato alcuni cittadini e due associazioni a chiedere chiarezza. La risposta non è tardata ed ha perentoriamente ricordato l’obbligo di dotarsi della soluzione PEC. Obbligo che, se non ottemperato, può comportare l’intervento del giudice. Il Tar ha ricordato infatti come, non solo tale indicazione fosse contenuta in svariati testi legislativi, ma che nel nuovo Codice dell’amministrazione digitale (dlgs 27 ottobre n. 150) si facesse espresso riferimento alla necessità che tutte le amministrazioni pubbliche si dotassero di tutte le tecnologie utili alla facilitazione di dialogo fra loro e con i cittadini. A quest’ultimi, in particolare, è fatto specifico diritto di pretendere che ogni tecnologia telematica venga impiegata a vantaggio del b u o n fi n e comunicativo o per l’invio di documenti, diritto che si deve tradurre, dietro richiesta, alla più celere dotazione da parte delle amministrazioni di dette ANNO XVI N. 2

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soluzioni. Così anche il “Decreto Brunetta”, che conferma l’impegno utile ad ottimizzare la produttività del lavoro pubblico come l’efficienza e la trasparenza dell’azione amministrativa. Se per molti privati l’uso della posta elettronica certificata è stato da subito visto come una miglioria d’uso semplice ed intuitiva entrando a far perte senza problemi o disagi del loro quotidiano comunicativo, per molte realtà pubbliche ancora rappresenta una difficoltà. Questo ritardo tuttavia, come confermato dai giudici pugliesi, non solo non può più essere tollerato ma, come nel caso in oggetto, autorizza senza meno ad intentare un giudizio contro le amministrazioni negligenti. Il Tar si è fatto carico di ricordare il diritto dei cittadini, oltre alla più rapida comunicazione, alla possibilità d’ottenere ogni estremo telematico degli enti senza difficoltà. Non solo quindi l’indirizzo PEC deve essere

LE INIZIATIVE DI ACB SERVIZI 28 SETTEMBRE RIORGANIZZARE LA RISTORAZIONE SCOLASTICA Presso la nostra sede, dalle ore 9:30 alle 12:00, Acb Servizi Srl e OPTIMA Servizi integrati per l’Azienda srl propongono un incontro sul tema della ristorazione pubblica (prodotti locali, riduzione degli sprechi, sostenibilità e risparmio, gestione associata) L'occasione, sviluppata nell'ambito della Sportello Appalti Acb, sarà in via eccezionale aperta a tutti i Comuni bresciani. 27 SETTEMBRE E 4 OTTOBRE CODICE DELL’AMMINISTRZIONE DIGITALE

utilizzato dalle pubbliche amministrazioni, ma sul loro siti deve apparire in modo chiaro e ben riconoscibile. TEL: 030 - 220011

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Due incontri per definire gli attuali profili giuridici, applicativi e temporali per applicare le dovute trasformazioni tecnologiche di cui tutti gli Enti Locali sono chiamati a dotarsi. E’ una proposta sviluppata nell’ambito dello sportello Privacy e trasparenza, ma aperta a tutti.

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Dall’imposta sulla pubblicità alle responsabilità nei sinistri stradali

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Una sperimentazione a Lavenone e Vallio Terme premia i piccoli accorgimenti salva-vita della Provincia

Due importanti novità normative: speciale con una maggiorazione fino al 150% delle tariffe sulla pubblicità e pubbliche affissioni, ma solo in riferimento ad una limitata parte del territorio comunale.

Nel Bresciano i guard-rail “intelligenti” In quest’estate che ha assistito attonita sul nostro territorio a numerosissimi incidenti mortali, soprattutto di centauri, è con piacere che Brescia fa da apripista per la sicurezza con i guard-rail pensati ad hoc.

Tra le ultime novità in tema di leggi figura la 83/2012 che blocca l’imposta sulla pubblicità. In pratica, viene abrogato con essa l’articolo 11 della precedente legge 449 del 1997, che consentiva agli Enti locali di aumentare fino ad un massimo del 50% le tariffe relative all’imposta sulla pubblicità e al diritto sulle affissioni pubbliche che coprissero superfici superiori al metro quadrato. Col decreto legge della spending rewiew bis, in pratica, si limita la possibilità d’aumento, da parte degli Enti locali, delle tariffe dei tributi minori (quali appunto

Altra novità in tema normativo interessa poi la responsabilità delle Pubbliche Amministrazioni, in quanto proprietaria di strade, in caso di danni fortuiti. I casi di denunce e controversie che interessano gli Enti pubblici quando si verificano incidenti stradali che chiamano in causa la manutenzione del manto stradale, segnaletica o simili, sono sempre più frequenti. La Corte di Cassazione, sezione III civile, tuttavia, con la sentenza 1064372012, stabilisce che, anche se proprietari della strada (ex articolo 2051 c. c.) non sempre gli Enti siano da ritenersi responsabili. Il caso si riferisce ad un automobilista che, slittando col suo veicolo su di una macchia d’olio, era finito contro il guard-rail ed aveva chiesto un risarcimento per omessa o cattiva manutenzione. I giudici hanno sottolineato nella sentenza che, laddove il danno sia stato determinato da cause non intrinseche alla cosa demaniale (come un vizio costruttivo o

le succitate pubblicità ed affissioni) al contempo spingendoli a soluzioni di prelievo alternativi, come il COSAP o il CIMP. Alcuni procedimenti avviati prima del 26 giugno 2012, tuttavia, data di entrata in vigore del Decreto Legge, sono fatti salvi, per mettendo così agli Enti di perfezionare solo le delibere con istruttoria adottate prima di quella data. Si ricorda poi che, con l’abrogazione dell’articolo 11 della suddetta Legge n. 448, permane comunque la possibilità d’introdurre la categoria

manutentivo), ma da terzi (è il caso di perdita di liquidi od oggetti pericolosi), non conoscibili né eliminabili con immediatezza neppure con la più diligente attività di manutenzione, la Pubblica Amministrazione è liberata dalla responsabilità per cose in custodia (proprio in relazione al sopracitato articolo 2051). Nel caso della macchia d’olio, per esempio, trattandosi di caso fortuito, l’automobilista non poteva pretendere un tempestivo intervento d’eliminazione e, quindi, un risarcimento.

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La Provincia di Brescia, infatti, è intervenuta ad apportare piccole modifiche ad alcune barriere che già in passato sono state interessate da gravi incidenti. In par ticolare: ha posizionato alcuni collarini a rivestimento dei paletti di sostegno di un guard-rail della famigerata curva prima di Lavenone, in direzione Ponte Caffaro (accorgimento, questo, che ha salvato al vita nel 2011 al centauro che vi è stato sbalzato contro) e, più di recente, a Vallio Terme (sulle curve meta frequente degli amanti delle due ruote sulle Coste di Sant’Eusebio), alcuni rivestimenti, che hanno bloccato un venticinquenne scivolato sotto il guard-rail impedendogli di raggiungere la lamiera tagliente. Questi interventi salva-vita sono nati nel bresciano ad opera di un imprenditore in collaborazione con la locale facoltà di Ingegneria. Il dispositivo è un cilindro di poliuretano ad alta densità, materiale di riciclo, in grado di evitare danni alla testa e limitare fino al 50% quelli al tronco. Una soluzione ora guardata con estremo interesse e prossima all’adozione anche da altre realtà, come le Province di Trento, Roma e Ravenna, la Val d’Aosta e Autostrade Centro Padane.

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AUTUNNO 2012 2009 SETTEMBRE

19 Settembre: un incontro-confronto con una grave patologia

Un convegno sulle Demenze Un tema complesso e difficile, quello che sarà affrontato il 19 Settembre prossimo presso la Sala Conferenze di UBI Banca in piazza Mons. Almici 11, a Brescia, nel corso del convegno Brescia e le Demenze. l’incontro, che ha registrato da subito il “tutto esaurito”, è organizzato da  ASL di Brescia, Università degli Studi di Brescia, Gruppo Ricerca Geriatrica e Irccs Fatebenefratelli di Brescia e  si svilupperà alternando inter venti qualificati e competenti ad opera di numerosi relatori, per concludersi con una tavola rotonda ed una discussione generale. Obbiettivo dell’occasione è far chiarezza sulla patologia in relazione a invecchiamento, ospeda-

lizzazione, terapie pregresse, attuali e future, diagnostica. Sarà altresì l’occasione di approfondire il tema della presenza in famiglia di un malato, tra primi sintomi e difficoltà, come di analizzare il cur sus che por ti dal medico di base alle unità di valutazione dell’Alzheimer. Il pomeriggio, prima della tavola rotonda, sarà in ultimo affrontato il tema del PDTA dell’ASL di Brescia: per una gestione innovativa di pazienti e caregiver.

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NOVEMBRE: TORNA IL CORSO PER CERTIFICA TORI ENERGETICI DEGLI EDIFICI

Il 15 ottobre prossimo si replica l’apprezzata serata sulla violenza sulle donne promossa dalla Consigliera di Parità di Brescia col sostegno di Acb

“Parla con lui” a Manerbio Dialogare con gli uomini per vincere la sfida contro la violenza di genere: questo il focus dell’acclamata pellicola documentario firmata da Elisabetta Francia e Caterina Serra come delle serate di cui più volte su questa testata abbiamo dato comunicazione. “Parla con lui” è un progetto sostenuto dal Ministero delle Pari Opportunità che ha sinora coinvolto molte scuole e comunità con l’obbiettivo di spezzare il silenzio degli uomini, di parlare della violenza per bocca dei violentatori, per far aprire gli occhi sul gravissimo e sempre tristemente attuale problema della violenza sulle donne ribaltando il punto di vista. In 50 minuti si susseguono infatti le inquietanti parole e testimonianze di chi maltratta, ma anche i pensieri degli studenti sul rapporto con l'altra e sull'immaginario plasmato dai corpi di plastica della pubblicità e dalla pornografia. Nella ANNO XVI N. 2

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nostra provincia già molti Comuni si sono detti interessati a sviluppare alcune serate sul tema alla presenza della Consigliera di Parità Anna Maria Gandolfi ed alcune esperte psicologhe: incontri utili a confrontarsi, al termine della proiezione, sulle problematiche, pregiudizi prevaricazioni e condizioni scatenanti di cui la violenza non è che l’ultimo e più plateale atto. Il prossimo 15 ottobre sarà la volta di Manerbio. Le amministrazioni che fossero interessate ad organizzare nel proprio comune degli eventi-tavole rotonda “Parla con lui” possono far presente la cosa agli uffici di Acb, che fungerà da server di coordinamento con l’ufficio della Consigliera, presso il quale, comunque, dietro richiesta, sarà possibile avere copia del film. Nel frattempo appuntamento a Manerbio a metà dl prossimo mese con “Parla con Lui”. TEL: 030 - 220011

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To r n a i l c o r s o accreditato CENED Cod. n. 898 per tecnici certificatori energetici degli edifici. Il superamento consentirà ai discenti, se in possesso dei requisiti previsti dalla DGR VIII/5018 e s.m.i. e previo il superamento dell'esame finale, l'inserimento del proprio no-minativo nell'elenco regionale dei certificatori energetici. La durata del corso sarà di 72 ore e si svolgerà nel periodo compreso tra il 28 Novembre e il 6 Febbraio prossimi. La frequenza è obbligatoria e, ai fini dell'ottenimento dell'attestato finale, non dev'essere inferiore al 25% della totalità delle ore. Le iscrizioni si chiuderanno il giorno 20 Novembre 2012. Quanti provvederanno all'iscrizione entro il 31Ottobre beneficeranno di uno sconto del 10%. Per INFO: http://www.acb.bs.it/ content/corso-tecnici-certificatorienergetici-degli-edifici

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PERIODICO D’INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE COMUNI BRESCIANI

LE INIZIATIVE DI ACB SERVIZI 27 SETTEMBRE:  

CORSO PER ADDETTI AL SETTORE TUMULATORI E NERCOFORI Torna il corso di formazione promosso da A.C.B. Servizi srl per addetti al settore necrofori tumulatori dipendenti comunali e necrofori - tumulatori di ditte appaltatrici. La durata prevista è di 16 ore per 4 mattine, dalle 9:00 alle 13:00 nelle date del 27 Settembre, 4, 11 e 18 Ottobre. Eventuali iscrizioni dovranno pervenire entro e non oltre il giorno 20 Settembre prossimo Per INFO: http://www.acb.bs.it/ content/corso-addetti-al-settorenecrofori-tumulatori

27 SETTEMBRE: L’ACCORDO ACB-SERVIZISINTESI SPA PER LA SICUREZZA SUI LUOGHI

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dal 15 Settembre in vigore un contrassegno unificato per tutti i paesi dell’UE

Invalidi: arriva il Contrassegno Unico Il 15 settembre scorso, pochi giorni fa, è entrato ufficialmente in vigore il decreto del Presidente della Repubblica 30 luglio 2012, n.151, che prevede l'introduzione in Italia del C o n t r a s s e g n o U n i fi c a t o Disabili Europeo (CUDE) e la corrispon-dente modifica della segnaletica stradale. Una raccomandazione in tal senso da parte del Consiglio Europeo per l’unificazione era in verità già stata pubblicata nel Giugno del 1998, ma non aveva comportato modificazioni di sorta per il “talloncino giallo”. Grazie ad un Pass unico (ora di comune colore blu) per tutta Europa, d’ora in poi ogni cittadino con disabilità si vedrà finalmente garantiti i medesimi diritti ed agevolazioni della nazione in cui risiede anche negli altri paesi dell'UE in cui si dovesse e volesse spostare. Niente più rischio di contravvenzioni, dunque, per chi dovesse parcheggiare all’estero nelle aree preposte, problema che era stato sollevato qualche tempo fa anche dalla sezione bresciana di Anmic. Il contrassegno invalidi comunitario, che dovrà essere esposto nella parte anteriore del veicolo, porta però con sé altre novità: come la possibilità per i Comuni di prevedere nelle aree di

parcheggio a pagamento un numero di posti riservati gratuitamente ai veicoli di persone disabili, muniti di contrassegno, superiore al limite attualmente previsto. Le amministrazioni locali potranno, inoltre, consentire la sosta gratuita di questi veicoli nei parcheggi a pagamento nel caso in cui siano già occupati o indisponibili i posti riservati ai disabili. Viene poi modificata la segnaletica stradale: un’altro impor tantissimo tassello verso l’uniformità, che mira a conformarla al simbolo previsto dalla raccomandazione 98/376/Ce. Tre anni è il lasso di tempo massimo previsto perché i Comuni sostituiscano il nuovo ai vecchi modelli. Durante tale periodo di transizione i permessi invalidi già rilasciati resteranno, naturalmente, validi.

Acb Servizi srl e Sintesi Spa sigleranno una significativa convenzione in tema di salute e sicurezza sul lavoro. A seguire un breve incontro ne esplicherà contenuti e vantaggi. L'appuntamento è per il giorno 27 Settembre prossimo, ore 10:00, presso il Best Western Hotel Master in Via L. A pollonio, 72 a Brescia. A conclusione dell’incontro sarà offerto ai presenti l’aperitivo. chiunque voglia presenziare è pregato di segnalarlo ai nostri uffici. Per INFO: http://www.acb.bs.it/ content/27-settembre-laccordoacb-servizi-sintesi-spa-la-sicurezzasul-lavoro

ANNO XVI N. 2

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PERIODICO D’INFORMAZIONE DI ASSOCIAZIONE COMUNI BRESCIANI

A Ottobre nuove elezioni e il referendum sulla fusione

I prossimamente per Ospitaletto, Ponte di Legno e Temù

SETTEMBRE 2012

Sì agli autovelox ma se visibili e segnalati

Un comune ha richiesto chiarimenti sulle modalità operative da adottare per l'espletamento dei servizi di controllo elettronico della velocità.

Ecco come risponde il Ministero dei Trasporti: Ottobre por terà con sé alcune novità: lo scorso mese, infatti, è stata resa nota la decisione d’indire, per il 28 e 29, le nuove elezioni cui saranno chiamati i residenti di Ospitaletto. Con il decreto prefettizio numero 19886 del 20 agosto, infatti, si è stabilito che in quelle date, rese poi note dalla Questura, si sarebbe dovuto procedere alla votazione di Sindaco e Consiglio Comunale dopo che, a Dicembre dello scorso anno, il

Tar aveva annullato i risultati elettorali in seguito a ricorso delle liste di centrosinistra. Sempre il 28 di Ottobre, poi, si terrà il referendum per la fusione dei comuni di Ponte di Legno e Temù. A scegliere la data che darà il polso del sentire delle due comunità rispetto al tema, gli stessi due municipi bresciani, chiamati ad indicare la preferita tra le tre date proposte da Regione Lombardia. A partecipare alla consultazione saranno quasi tremila cittadini.

ANNO XVI N. 2

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Gli strumenti autovelox presidiati dalla polizia municipale possono essere utilizzati su qualunque tratto stradale anche senza necessità di contestazione immediata. Purché gli impianti siano ben visibili, preventivamente segnalati e gli agenti operino nell'ambito del territorio di competenza. Lo ha ribadito il ministero dei trasporti con il parere n. 734/ 2012. Un comune ha richiesto chiarimenti sulle modalità operative da adottare per l'espletamento dei servizi di controllo elettronico della velocità. Qualora presidiati dagli organi di polizia stradale, specifica la nota centrale, «i dispositivi misuratori di velocità debitamente approvati possono essere installati e impiegati su strade di qualunque tipo nell'ambito del territorio comunale di competenza, senza ulteriori formalità». Come specificato anche dalla più recente giurisprudenza (Corte di cassazione, sez. II civ., sentenza n. 484/2012) il dl 121/2002, convertito nella legge 168/2002, non pone una generalizzata esclusione dell'uso delle apparecchiature elettroniche di rilevamento al di fuori delle strade prese in considerazione «ma lascia, per contro, in vigore, relativamente alle strade diverse da esse, le disposizioni che consentono tale utilizzazione ma con l'obbligo della contestazione immediata, salve le eccezioni espressamente previste dall'art. 201, comma 1-bis, cod. strada». In pratica la polizia municipale può tranquillamente installare gli strumenti autovelox dove ritiene opportuno e attivarli sotto il suo controllo, anche senza fermo del veicolo, semplicemente evidenziando nel verbale una delle ragioni che renda ammissibile la contestazione differita dell'infrazione. Tra queste giustificazioni spicca quella dell'impiego di uno strumento elettronico che permetta l'accertamento solo contestualmente al passaggio del trasgressore. Circa la capacità di intervento dei vigili urbani su una strada statale fuori centro abitato non c'è nessun dubbio. La polizia municipale ha competenza estesa a tutte le strade del territorio comunale con la sola eccezione delle autostrade. Per questo motivo valgono gli accertamenti svolti dai vigili in materia di circo-lazione stradale fuori e dentro al centro abitato. Ma attenzione alla segnalazione e alla visibilità dell'auto-velox. Conclude infatti il ministero evidenziando la necessità della massima trasparenza.

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