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Acb informa maggio 2013

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PERIODICO D’INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE COMUNI BRESCIANI

MAGGIO 2013

Il Fondo di Solidarietà di Associazione Comuni Bresciani Intervista al Direttore dell’Associazione Comuni Bresciani Veronica Zampedrini Cos’è il Fondo di Solidarietà?!

IN QUESTO NUMERO: PAG. 2 PROTEZIONE CIVILE Tutte le novità dei nuovi corsi PAG. 4 DIPENDENTI POSTE E SICUREZZA Cosa dice la legge circa le responsabilità dei datori di lavoro PAG. 4 TRASPORTO DEGLI ALUNNI DISABILI Spetta alla Provincia assicurare assistenza e trasporto PAG. 6 INVIO DATI DEI CONTRATTI PUBBLICI Le novità dall’Autorità per la Vigilanza PAG. 7 DICE LA LEGGE La nostra consueta rubrica su sentenze e casi interessanti

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“E’ una lodevole iniziativa nata tredici anni or sono, dall'accordo tra ACB e l'Amministrazione Provinciale per la formazione e la gestione di un fondo finalizzato a finanziare, in caso di calamità naturali, i Comuni per interventi di prima emergenza, opere o azioni non altrimenti finanziabili ed utili ad arginare la primissima necessità: dallo sgombero di detriti e macerie, alla pulizia, all’acquisto di materiali o strumenti, quanto, insomma, provveda alla messa in sicurezza o alla fruibilità viabilistica o degli spazi in attesa delle necessarie opere di consolidamento”. Com’è cresciuta quest’iniziativa negli anni? “Sempre più associati hanno usufruito del Fondo: uno strumento unico nel suo genere al servizio delle Amministrazioni comunali: basti pensare che dal 1996 al 2012 abbiamo finanziato 110 Comuni per un totale di 1milione e 232mila euro. Lo scorso anno abbiamo erogato 98.514,13 euro a sostegno di 6 Comuni, quest’anno ne hanno già beneficiato Ossimo e Lozio (a seguito di improvvise e pesanti nevicate), l’Unione dei Comuni della Valsaviore (per una frana), ma anche Bovegno e Borgo san Giacomo, e, a breve, evaderemo la richiesta di Nave. Sempre più Amministrazioni, insomma, stanno ricorrendo al Fondo trovando in esso un valido ed utilissimo modo per far fronte all’emergenza e contenere i danni in attesa che parta la macchina degli interventi veri e propri. Oltre a questo rcordiamo che il 10% è destinato alla formazione dei volontari di Protezione Civile: un altro importante tassello per garantire, al bisogno, la presenza di personale preparato ed equipaggiato a dovere”. Come funziona, dal punto di vista pratico? “Un Comune, una Comunità Montana od un’Unione di Comuni, se iscritta ad Acb e al Fondo di Solidarietà, in caso di frane, smottamenti, incendi, tempeste, esondazioni, tutte quelle manifestazioni, cioè, di carattere TEL: 030 - 220011

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idrogeologico, climatico o ambientale che possano abbattersi e procurare danni a cose o persone, può dare subitanea disposizione d’intervento per circoscrivere e mettere in sicurezza l’area, rimuovere i materiali, dirottare il traffico o, ad esempio, favorire l’evacuazione come, nei limiti del possibile, la normale erogazione dei servizi (in tutto questo è naturalmente anche contemplato l’acquisto degli strumenti o dei materiali necessari). A questo punto L’Amministrazione provvederà ad inviare alla Provincia, alla Regione e a noi, con la richiesta di contributo, una stima dell’impegno economico, descrizione dei danni subiti, copia della determina messa in essere per farvi fronte e, quindi (una volta raccolte), foto, fatture e ogni materiale documentario sull’accaduto. La nostra Commissione, una volta entrata in possesso di ogni dato, provvederà a deliberare la parziale o totale copertura delle spese”. Perchè, quindi, un Comune dovrebbe iscriversi al Fondo di Solidarietà?! “Sono ad oggi 149 gli iscritti, più la Provincia. Per quanto sono conscia dell’attuale momento di difficoltà economica, questi associati hanno compreso l’importanza di una tutela di tutto rispetto proprio di fronte a situazioni, purtroppo, per definizione imprevedibili e devastanti, manifestazioni che, sempre più (basti pensare alle recenti esondazioni) colpiscono il nostro territorio. Il 30 giugno prossimo scadono le iscrizioni al Fondo per l’anno 2013: scegliere di aderirvi sognifica porre mano ad uno strumento valido, concreto e di comprovata utilità. Può sembrare inutile contribuire economicamente ad un fondo di mutua solidarietà, ma solo finchè non ci si trova in prima persona dalla parte dei colpiti. A quel punto (come è successo già a tante realtà nel bresciano) si è più che felici di essere parte di questo sistema, di partecipare (come nella migliore tradizione della nostra associzione) di uno strumento di mutuo sostegno e sinergia di fronte al bisogno”.

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Molte le novità che premiano il lavoro di sinergia tra ACB, Provincia, AREU e 118

Protezione civile: al via i nuovi corsi Una conferenza stampa ha presentato ufficialmente l’avvio dei corsi primaverili per i volontari della Protezione Civile dei comuni bresciani che, da quest’anno, grazie ad un importante lavoro d’équipe che vedrà coinvolte realtà come AREU ed il 118, si vanno arricchendo d’importanti novità. La nostra provincia è sempre stata in prima linea sul fronte della Protezione Civile e numerosissimi sono quanti hanno sinora prestato il loro tempo ed un’infaticabile passione al fare del bene e della sicurezza comune una propria responsabilità. Con il 2013 la preparazione dai tanti volontari di gruppi comunali, associazioni, amministratori e dipendenti pubblici si andrà ancor più valorizzando: nelle 24 ore già in precedenza previste ve ne sono 4 espressamente destinate al primo soccorso (come la rianimazione cadio-polmonare) e capacità di relazione con il personale di primo intervento medico. Un lodevole contributo alla “professionalità” di chi sarà sul campo in caso di eventi calamitosi, fortemente voluto dagli stessi volontari e caldeggiato da Provincia di Brescia ed ACB, che porterà ad un incremento delle competenze grazie soprattutto allo strumento dell’esercitazione pratica. “Abbiamo acquistato come ACB” ha detto Michele Orlando, Sindaco di Roncadelle e vice Presidente dell’Associazione Comuni ANNO XVII N. 5

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“i presidi e il materiale necessario a ché i volontari possano fru-ire della migliore preparazione possibile. ACB è da sempre dalla parte dei Comuni, un’eccellenza che, come il suo Fondo di Solidarietà, ci permette ancor più concretamente di sostenere progetti di sinergia di grande utilità quale quello in oggetto. Il nostro Fondo di Solidarietà” ha continuato “consente infatti ai 150 Comuni sinora iscritti di beneficiare, in caso di necessità, di quelle risorse fondamentali al primo contenimento dei danni, del pericolo, del coordinamento o dell’assistenza, in attesa che si attivi la macchina degli aiuti. Ben sappiamo quanto i primi istanti direttamente successivi all’evento calamitoso siano spesso i più cruciali: per questo il Fondo è funzionale, in seconda istanza e con lodevoli risultati, anche alla preparazione del personale volontario. Con l’avvio dei nuovi corsi abbiamo così voluto appoggiare la divulgazione tra i volontari di alcuni rudimenti di prima assistenza: dall’uso dei defibrillatori, al trattamento di feriti, all’iter da seguire per assicurare gli infortunati al personale deputato”. “Un importante branca della preparazione dei volontari” ha continuato l’Assessore Provinciale alla Protezione Civile Fabio Mandelli “che vede quest’a

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t’anno l’avvio proprio grazie al sostegno di ACB, di AREU e del 118, che ringrazio sin da ora. Dal 2003 ad oggi abbiamo formato più di 2.700 persone e gli iscritti a questi nuovi corsi ammontano già a 180: segno della consapevolezza e dello spirito di solidarietà che anima i bresciani. Le sedi saranno Pompiano, Gussago e Breno, così da raccogliere i bacini d’utenza di tutta la provincia. Partenza il 23 prossimo, dunque. per quello che sempre più si dimostra non solo un corso partecipato e attesissimo, ma anche un programma in continua crescita e perfezionamento che, proprio nel segno della collaborazione con le realtà attive sul nostro territorio, sempre più si dimostra un fiore all’occhiello dell’organizzazione e della partecipazione bresciane”. Il dott. Alberto Zoli, di AREU Lombardia ha colto quindi l’occasione di sottolineare come “benché istituzionalmente non avessimo finora mai previsto di seguire la formazione se non a monte (preparan-do cioè i docenti), ci è stato particolarmente gradito aderire ed operare in prima persona ad un progetto il cui significato politico-strategico e la ricaduta pratica crediamo si caratterizzino per le grandi qualità e benemerenza, oltre che per l’unicità nel panorama nazionale dell’iniziativa. Oggi” ha continuato “è fondamentale educare quanti più cittadini possibile a

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tore di ACB, ha riportato in concreto le informazioni pratiche circa i corsi di prossimo inizio: il corso base di Protezione Civile, che prevede 24 ore di attività formativa (sino allo scorso anno svolte la sera), da quest’anno sarà caratterizzato da due giornate operative previste per il sabato, la prima in collaborazione con l’AAT 118 di Brescia appunto, la seconda dedicata alla comunicazione in emergenza, alla conoscenza delle reti radio e all’utilizzo delle stesse attraverso esercitazioni pratiche concrete ed articolate. Il corso base vedrà la presenza di tecnici e consulenti dei Comuni e della Regione Lombardia che di volta in volta affronteranno temi quali l’organizzazione della protezione civile, le leggi che la definiscono e la caratterizzano, gli aspetti normativi, i rischi sul territorio bresciano, la teoria dei disastri, la maxiemergenza. In quest’ultimo contesto si svolgerà la lezione a cura degli operatori dell’AAT 118 di Brescia, il direttore dott. Mare e 11 infermieri che con il supporto dei presidi daranno notizie pratiche di rianimazione cardio-polmonare istruendo i volontari sulle manovre base di BLS utili al primo soccorso. I volontari saranno addestrati a riconoscere rapidamente i segni di allarme di un arresto cardiocircolatorio, saper allertare correttamente il sistema di emergenza sanitaria 118, acquisire uno schema di intervento per effettuare la rianimazione cardio-polmonare, mettere in atto cioè quella catena della sopravvivenza che consente di attuare con successo la defibrillazione.

i sapere cosa si può e bisogna (o non si deve) fare in tema di primo soccorso. Per questo AREU ha scelto d’intraprendere un percorso di stretta e fattiva collaborazione che vedrà chiamati in causa i propri dipendenti”. Un entusiasmo ed una lungimiranza d’intenti che trova conferma anche nelle parole del dott. Mare, intervenuto in rappresentanza del 118: “La pregevole novità” ha infatti affermato “è da leggersi non nel voler in qualche modo sostituire il personale in qualche modo sostituire il personale sanitario o i volontari del 118 (che devono seguire corsi ben più lunghi ed esaustivi per poter operare), quanto piuttosto nel vantaggio di sapere come assistere questi ultimi, cosa dire o fare in attesa del loro arrivo, quali le figure di riferimento, come facilitare il lavoro di carattere comunicativo-organizzativo sul campo, quando l’emergenza incalza come in caso di eventi idrogeologici, o sismici. Non ultimo, la collaborazione fra i nostri Enti ed organizzazioni contribuirà anche ad un altra sostanziale novità: in 15 Comuni rurali già individuati saranno disponibili, all’esterno delle farmacie scelte, dei defibrillatori portatili: un importante passo avanti in tema di sicurezza e prima assistenza sanitaria”. In chiusura dell’incontro con la stampa, la dott.ssa Veronica Zampedrini, DiretSotto: un momento della conferenza stampa

EMERGENZA 112 Un incontro per saperne di più

Quanto è conosciuto il Numero unico dell’emergenza 112? Come funziona? Quali sono i dati del servizio riferiti al territorio bergamasco? E come ci si sta muovendo nel resto della Lombardia, in Italia e in Europa? Per rispondere a queste domande AREU ha organizzato, in collaborazione con la Commissione medica del Distretto 2040 del Rotaract e con il patrocinio del Comune di Bergamo, una serata dedicata all’emergenza 112. Il programma della serata, che si svolgerà il 15 giugno alle 20.30 presso il Teatro Sociale di Bergamo a Città alta, prevede momenti informativi, testimonianze e interviste. In particolare, saranno forniti i dati aggiornati sul funzionamento del NUE 112 in provincia di Bergamo e sarà proiettato un servizio girato tra la gente che illustra il grado di conoscenza del servizio. A conclusione, un concerto dei giovani talenti del Conservatorio Donizetti di Bergamo. La serata è gratuita e aperta alla popolazione e ai giornalisti. E’ necessario però prenotare subito il posto inviando una mail a: c.corbetta@areu.lombardia.it

Indicando il nominativo della/delle persone che desiderano partecipare. I posti si intendono prenotati all’atto del ricevimento della risposta alla mail inviata.

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Sta al datore di lavoro predisporre le migliori misure di sicurezza negli uffici

Dipendenti Poste: tutela anti-rapina Riportiamo di seguito un interessante articolo scritto dall’avv. Aldo Monea ed apparso sul Sole 24Ore. La tutela dell'integrità fisica dei lavoratori richiede al datore di predisporre misure di sicurezza idonee a metterli nelle condizioni di operare con assoluta sicurezza nel loro ambiente di lavoro. E dove si sviluppa attività creditizia, l'impegno si estende ai rischi da rapina. È questo il principio stabilito dalla Cassazione, con la sentenza 8486 del 2013. I giudici si pronunciano sul caso di un dipendente che, ferito nel corso di una rapina nell'ufficio postale in cui lavora, ricorre contro il datore per ottenere il risarcimento del danno biologico da invalidità permanente subito. Il tribunale esclude la responsabilità datoriale, considerando l'atto delittuoso caratterizzato da assoluta eccezionalità. Il lavoratore si rivolge allora alla Corte d'appello che, invece, condanna la società. I giudici di secondo grado, infatti, ritengono che l'articolo 2087 del Codice civile imponga al datore di adottare misure idonee a proteggere la salute anche da eventi non direttamente collegati allo stretto ambito lavorativo, come atti criminosi di terzi, e che implichi, in caso di offerta al pubblico di servizi creditizi, una particolare prevenzione. I giudici, in concreto, valutano che l'ufficio posta fosse privo di postale una serie di misure necessarie, come vetrate antisfontisfondamento e antiproiettile,

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doppie porte con apertura alternata e comando di blocco automatico, impianti di videoregistrazione, vigilanza a mezzo guardie giurate e adeguata protezione del cortile condominiale di accesso dei dipendenti e del pubblico. La società ricorre in Cassazione, ritenendo che l'articolo 2087 non contenga un obbligo assoluto di rispettare ogni cautela possibile, anche innominata. E i giudici di legittimità, perfezionando la precedente giurisprudenza, chiariscono alcuni interessanti profili. In primo luogo, la Corte precisa che l'articolo 2087 collega la responsabilità datoriale alla violazione di obblighi di comportamento imposti dalla legge o suggeriti da conoscenze sperimentali tecniche del momento. Si sottolinea, inoltre, che le cautele datoriali devono contrastare sia i rischi insiti nell'ambiente di lavoro, sia quelli derivanti da fattori esterni e inerenti a esso. Ciò richiede al datore di valutare se l'attività della sua azienda presenti rischi extra-lavorativi da prevenire. In terzo luogo, si sostiene che l'obbligo di prevenzione ha “un contenuto non ipotizzabile a priori”, ma da individuare, nella realtà, alla luce delle tecniche di sicurezza comunemente adottate: in questo senso, l'attività creditizia impone di tutelare i dipendenti con la predisposizione di particolari misure derivanti dalle nuove acquisizioni tecnologiche.

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Spetta alla Provincia assicurare assistenza e trasporto degli ALUNNI DISABILI alle SCUOLE SUPERIORI Il Consiglio di Stato, con la Sentenza n. 1930/13, depositata nel mese di aprile, ha chiarito, se ancora ce ne fosse stato bisogno, la questione relativa alla competenza in materia di assistenza educativa e trasporto degli alunni con disabilità frequentanti le scuole superiori, individuando nell’Amministrazione provinciale l’Ente locale competente ad assicurare tali misure. In particolare, si legge nella sentenza, “La misura (assistente personale) di cui si discute, rientra, nella classificazione di cui al D. Lgs. n. 112 del 1998, nell’ambito dei servizi alla persona e alla comunità di cui al Titolo IV, ma non tra i servizi sociali di cui al capo II, attribuiti ai Comuni, bensì invece nella sub materia dell’istruzione scolastica di cui al Capo III (in cui è compreso l’art. 139 già citato), ripartita tra province e Comuni, come detto”. Inoltre “si esclude che gli stessi possano essere genericamente ricompresi nell’ambito dei ser vizi integrati sociali alla persona, trattandosi di particolari modalità di concreta attuazione del diritto allo studio ed all’integrazione scolastica”. Pertanto, conclude la sentenza “l’assistenza personale in favore di uno studente disabile frequentante un istituto di istruzione secondaria superiore, costituendo una adeguata misura per dare effettività e concretezza al suo diritto all’istruzione e all’integrazione scolastica, integra ragionevolmente la fattispecie del servizio di supporto organizzativo del servizio di istruzione per gli alunni con handicap o in situazione di svantaggio”. La sentenza pronunciata dal Consiglio di Stato oltre a confermare la posizione da sempre sostenuta dall’ANCI, aiuta a fare chiarezza nelle competenze e nel riparto delle relative risorse; consentendo ai Comuni che hanno comunque continuato ad assicurare tale importante servizio anche con risorse proprie, a continuare a svolgerlo ed a chiedere il dovuto rimborso all’amministrazione competente.

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LE NOSTRE INIZIATIVE DI FORMAZIONE

24 GIUGNO: “Il nuovo procedimento amministrativo: iter e regole”

5 GIUGNO: “Capire la lean organization attraverso l’analisi di casi di successo”

Lunedì 24 giugno 2013, dalle ore 9:00 alle 14:00, presso il Consorzio BIM di Valle Camonica, in via Aldo Moro 7 a Breno, avrà luogo il seminario dal titolo “Il nuovo procedimento amministrativo, iter e regole: Legge 241/90, codice Amministrazione Digitale e nuove pubblicazione degli atti”. Le innovative norme che regolano il procedimento amministrativo della Pubblica Amministrazione, sono tutte orientate ai principi pratici di informatizzazione, semplificazione, velocizzazione e trasparenza e ciò incide profondamente sulla nostra azione quotidiana. Per questo Acb Servizi propone il seminario in oggetto che si prefigge di curare, in modo particolare, l’aspetto pratico ed operativo agendo sulla completa interoperatività dell’aula in connessione con la specificità della materia trattata. Sarà relatore dell’incontro, a pagamento (50 euro ad Ente per i Comuni sotto i 5.000 abitanti 100 euro per quelli sopra) il Dott. Pietro Paolo Mileti, Segretario generale Comune di Pavia, Formatore e consulente Enti locali.

Mercoledì 5 giugno prossimo, dalle ore 8:45 alle 13:30, presso il Centro Congressi del Centro Fiera di Montichiari, il Comune di Montichiari, in collaborazione con la società Maggioli, propone la giornata gratuita di studio dal titolo: “Capire la lean organization attraverso l’analisi di casi di successo”. L’incontro prende le mosse dall’esperienza sul tema sviluppata in seno al Comune stesso e, attraverso un confronto con altri Enti e realtà, si propone di offrire un’occasione di riflessione sui benefici della cosiddetta “organizzazione snella”. Attraverso la lean organization, infatti, specialmente in un periodo caratterizzato dalla diminuzione delle risorse ed il contestuale aumento di richieste di nuovi servizi, un nuovo sistema organizzativo può offrire alle organizzazioni pubbliche la possibilità d’incrementare i propri livelli di efficenza e migliorare la qualità delle prestazioni. L’occasione sarà propizia ad approfondire i fattori di successo e le modalità di applicazione più efficaci delle prime, lodevoli esperienze italiane.

Per informazioni visitate il link: http://www.acb.bs.it/content/urgente-ilseminarioil-nuovo-procedimentoamministrativo-iter-e-regole-è-rinviatoal-24- giug

Corsi abilitanti per operatori di piattaforme di lavoro mobili elevabili e gru per autocarro ACB Servizi srl e CENPI propongono un corso ablitante per operatori di piattaforme di lavoro mobili elevabili montaferetri (8 ore) e gru per autocarro (12 ore). Eventuali iscrizioni dovranno pervenire entro il 10 giugno prossimo. Il corso si svolgerà nei giorni 20 e 21 giugno (8 ore) e 27 e 28 giugno (12 ore) presso la Ditta "Raineri Service" di Poncarale (BS) in via Gallileo Gallilei 12. Per info: http://www.acb.bs.it/content/corsi-diformazione-abilitanti-operatori-dipiattaforme-di-lavoro-mobili-elevabilie-gru-aut

21 GIUGNO: Un pomeriggio studio con ANUSCA ACB Servizi srl e A.N.U.S.C.A. propongono, venerdì 21 giugno prossimo, un appuntamento di aggiornamento professionale sul tema dell'Iscrizione anagrafica e nuove regole sulla filiazione e attribuzione di nome e cognome. L’incontro si svolgerà presso il Best Western Hotel Master in Via L. Apollonio, 72 a Brescia dalle ore 14:00 alle 18:30, con possibilità di registrazione a partire dalle 13:30. La partecipazione è gratuita per gli Enti iscritti ad Anusca per l’anno 2013, mentre prevede la quota d’iscrizione di euro 90,00 per i non iscritti. Per info:

Per informazioni visitate il link: http://www.comune.montichiari.bs.it/ flash.html

Sportello Informativo per la CASA Regione Lombardia ha creato un sito internet grazie al quale è possibile conoscere in tempo reale tutte le novità circa il tema della casa, accesso agli alloggi dell’Edilizia Residenziale Pubblica ed offerta abitativa. Le pagine web realizzate sono visibili al link: http://www.sportellocasa.regione.lombardia.it/cs/Satellite?childpagename=DG_Casa %2FMILayout&c=Page&pagename=DG_CASAWrapper&cid=1213452204344 ANNO XVII N. 5

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Gli ultimi comunicati promossi dall’Autorità per la Vigilanza

Trasmissione dati contratti pubblici Come riferito dalla stampa specializzata, l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture ha provvedduto ad ufficializzare, con un comunicato datato allo scorso 29 aprile e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 9 maggio, le novità circa la "Trasmissione dei dati dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture - settori ordinari e speciali - allineamento a 40.000 € della soglia minima per le comunicazioni ex art.7 co.8 D.Lgs. n. 163/2006". Il tema della trasmissione dei dati ha visto più volte intervenire negli ultimi anni il Presidente dell’Autorità e, in particolar modo, hanno arricchito la letteratura in materia: Il comunicato del 4 aprile 2008 in cui sono state rese note le modalità per l’invio all’Osservatorio delle informazioni relative ai contratti pubblici aventi ad oggetto l’esecuzione di opere o lavori, servizi e forniture di importo superiore ai 150.000 euro; il comunicato 14 dicembre 2010 con cui si estendeva la rilevazione ai contratti d’importo pari o inferiore ai 150.000 euro, ai contratti “esclusi” di cui agli articoli 19, 20, 21, 22, 23, 24 e 26 del D.Lgs 12 aprile 2006, n. 163 di importo superiore a 150.000 euro, e agli accordi quadro e fattispecie consimili;

il comunicato 2 maggio 2011 relativo alla semplificazione delle modalità di rilascio del CIG per micro contrattualistica e contratti esclusi (smartCIG). il comunicato 15 luglio 2011 con cui veniva unificata a 40.000 euro la soglia minima per la comunicazione dei dati sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Il comunicato redatto lo scorso 29 aprile, infine, vede l'Autorità precisare che, per gli appalti pubblicati dal 1 gennaio 2013, la soglia dei 150.000 euro prevista dal Codice dei contratti pubblici (anche se, si legge in un articolo edito da stampa specializzata, trattasi probabilmente di un refuso, poiché, nell’art. 7, comma 8, del D.Lgs 163/2006 coordinato con il decretolegge n. 52/2012 coordinato con la legge n. 94/2012. l’importo risulta modificato in 50.000 euro), è aggiornata al valore di 40.000 euro. Il responsabile Unico del Procedimento (RUP) in precedenza, per appalti compresi tra i 40 e i 150.000 euro, inviava all’Autorità solo una scheda di aggiudicazione semplificata, mentre ora dovrà inviare: per i settori ordinari, i dati relativi all'intero ciclo di vita dell'appalto, mentre per i settori speciali fino all'aggiudicazione compresa, secondo le specifiche indicate nel Comunicato del 4 aprile 2008. Per i contratti parzialmente esclusi di cui gli articoli 19, 20, 21, 22, 23, 24 e 26 del D.Lgs 163/2006 di importo superiore a 40.000 euro, dovranno essere inviati i dati fino alla fase di aggiudicazione compresa, secondo le specifiche indicate nel Comunicato del 14 dicembre 2010. Per le medesime fattispecie di importo inferiore o uguale a 40.000 euro, sarà necessaria la sola acquisizione dello SmartCIG.

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OCCUPAZIONE ABUSIVA stretta dei Giudici sui requisiti di indigenza

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La causa di giustificazione dello stato di necessità è presa in considerazione all’art. 54 del codice penale e può fungere da attenuante all’azione di occupazione abusiva di un ambiente pubblico da parte di chi possa provare uno stato di indigenza quale motivo scatenante del gesto. La seconda sezione penale della Corte di Cassazione, tuttavia, chiamata a dirimere la questione di una donna che aveva occupato con i due figli un pubblico stabile partendo dal presupposto che la precedente residenza verteva in pessime condizioni igieniche, ha portato, con la sentenza n. 15279, depositata il 3 aprile 2013, a un’importante chiarificazione. I Giudici, infatti, hanno puntualizzato che lo stato d’indigenza nel quale si trovi l’autore di un’occupazione d’immobile abusiva non è, in sé, idonea ad integrare la scriminante dello stato di necessità per difetto degli elementi della “attualità” e della “inevitabilità” del pericolo, stante la possibilità, garantita dall’ordinamento, di ricorrere agli istituti di assistenza sociale. Nello specifico caso la donna aveva infatti solo dedotto uno “stato di disagio sociale ed abitativo”, mancando di provare lo stesso, oltre che d’aver messo in atto ogni ulteriore possibile soluzione.

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quelli impugnati nel caso in oggetto), ma alla sussistenza di un vizio procedurale che, coinvolgendo il funzionamento del consiglio (la sua composizione), interferebbe inevitabilmente con la regolarità della dialettica interna all'organo e, quindi, sulla corretta esplicazione delle prerogative dei consiglieri legittimati a partecipare alla discussione e al voto. l’obbligo di allontanarsi dall'aula vige perché la sola presenza dello stesso può, cioè, potenzialmente influire sulla libera manifestazione di volontà degli altri membri.

DICE LA LEGGE... Sentenze e casi interessanti Informazioni tratte dalla stampa specializzata

No ai concorsi differenziati per i docenti La Corte Costituzionale con la Sentenza n. 76/13, depositata il 24 aprile scorso, ha fatto chiarezza sulla questione della legittimità (come in un primo momento previsto dall’art. 8, legge Regione Lombardia n. 7/2012) da parte della Regione, di bandire concorsi per docenti. Gli ermellini, nella fattispecie, hanno bocciato la possibilità organizzare concorsi differenziati per reclutare il personale docente con incarico annuale giudicandolo incostituzionale: i docenti, infatti, sono inseriti nel pubblico impiego statale e pertanto ogni intervento finalizzato a dettare regole per il loro reclutamento non può che provenire dallo Stato.

Il DURC è efficace per più gare Non esiste alcuna norma primaria che imponga la riferibilità alla specifica procedura ai fini dell'efficacia probatoria del documento unico di regolarità contributiva. È quanto emerge dall'ordinanza 1465/13, pubblicata dalla terza sezione del Consiglio di Stato, che sconfessa così quanto in precedenza asserito dalle circolari di Inail, Inps e ministero del Lavoro sull'efficacia del DURC. Nessuna disposizione, infatti, prescrive che esso, per la partecipazione alle gare di appalto debba riferirsi, di volta in volta, alla specifica procedura cui si prende parte. I giudici hanno inoltre sottolineato che “l'atto conclusivo della procedura di gara è sempre e comunque l'aggiudicazione definitiva, rispetto alla quale l'esito positivo della verifica del possesso dei requisiti costituisce una mera condizione di effiefficacia»: diversamente ragionando «l'aggiudicazione stessa verrebbe ad assumere diversa valenza provvediANNO XVII N. 5

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mentale (e lesività) a seconda che la verifica de qua sia stata o meno condotta, come pure può accadere, prima dell'aggiudicazione medesima, il che urta contro la logica complessiva del sistema normativo in esame”.

Amministratori pubblici e conflitto d’interessi: l’obbligo è anche quello di allontanarsi dalla seduta Una recente Sentenza del Tar di Lombardia Sez. IV, la n. 1137 del 3 marzo 2013, è tornata sul tema dell’obbligo, da parte degli amministratori pubblici e dei componenti degli organi collegiali di astenersi dal partecipare alle deliberazioni in presenza di un personale conflitto di interessi. Il casus è stato un ricorso operato dall’Università degli Studi di Pavia che, così facendo, non ha fatto che tornare a sottolineare la preminenza della giurisprudenza amministrativa sul tema: in particolare l’applicazione delle previsioni di cui all'art. 78 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, per cui l'amministratore pubblico deve astenersi dal prendere parte a discussioni o votazioni nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione stessa e specifici interessi suoi, di parenti o affini fino al quarto grado. Tale obbligo comporta anche l’allontanamento dalla seduta, in quanto dettato al fine di garantire la trasparenza e l'imparzialità dell'azione amministrativa, e sorge per il solo fatto che l'amministratore riveste una posizione suscettibile di determinare, anche in astratto, un conflitto di interessi, a nulla rilevando che lo specifico fine privato sia stato o meno realizzato e che si sia prodotto o meno un concreto pregiudizio per la P.A.. In pratica non attiene al contenuto intrinseco degli atti (come

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Organismo di diritto pubblico: prescinde dal concetto di persona giuridica La sez. V del Consiglio di Stato si è pronunciato, con la sentenza 2385 del 2 maggio scorso, sul tema dell’affidamento d’uso e gestione degli impianti sportivi comunali sottolineando che lo stesso dev’essere qualificato come concessione di pubblico servizio. Il bene in oggetto, infatti, rientra, secondo l’ultimo capoverso dell’art. 826 del Codice Civile, tra quelli di proprietà dei Comuni destinati ad un pubblico servizio e perciò assoggettati al regime dei beni patrimoniali indisponibili, che non possono cioè essere sottratti alla loro peculiare destinazione funzionale e che vanno impiegati in favore della collettività. L'ordinamento sportivo è, nello specifico, connotato da un'organizzazione di stampo pubblicistico, con al vertice il CONI (un Ente pubblico), e varie federazioni sportive quali organi dello stesso, soggetti incaricati ed attivi nella promozione ed organizzazione dello sport (artt. 2, 3 e 5 l. n. 426/1942, istitutiva del CONI) e oggetto di concessione (in questo caso dei campi sportivi) ma non solo per quanto concerna il loro uso, ma anche per la relativa gestione. Quali gli indici per verificare secondo giurisprudenza un’attività com servizio pubblico?! - L’imputabilità e la titolarità in capo all’Ente pubblico. - La sua destinazione a soddisfare interesse di carattere generale della collettività. - La predisposizione di un programma di gestione, vincolante per il privato incaricato della stessa, con la previsione obblighi di condotta e l’imposizione di standards qualitativi. - Il mantenimento in capo all’amministrazione concedente di poteri di indirizzo, vigilanza ed intervento, ufinalizzati al mantenimento del programma.

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PERIODICO D’INFORMAZIONEDELL’ASSOCIAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE COMUNI BRESCIANI PERIODICO D’INFORMAZIONE COMUNI BRESCIANI

MAGGIOPAG.11 2013

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Categorie protette e PA: sì ma fino a ché l’organico non sia full... L’Istituto di previdenza, facendo seguito, dopo l’incorporazione di Inpdap ed Empals, al parere Dfp 23580/2013 come da decrecto 95/2012 sulla revisione di spesa, operato dalla Funzione Pubblica, ha osservato “una situazione di sovprannumerarietà in diverse aree” che stride con le assunzioni della categorie protette che devono, de facto, essere dunque interrotte. Al pari l’Inps ha sospeso in via cautelativa le procedure avviate prima della fusione con gli altri Enti, ottenendo parere favorevole dalla Funzione Pubblica stessa. In buona sostanza il problema prende le mosse dal fatto che l’organico delle P. A. è in esubero e, quindi, si rende necessario porre un freno anche alle assunzioni delle cosiddette categorie protette. Allo stato attuale, inoltre, anche le aree per le quali dovessero presentarsi spazi disponibili in organico, ogni scelta dovrà essere vagliata sulla base del principio della “coerenza e attendibilità del piano di assorbimento dei soprannumeri” (entro il 31 dicembre 2014). Restano esclusi da queste casistiche restrittive solo i cenralinisti non vedenti, per i quali la legge 113/1985 (art. 4 comma 4) prevede né più né meno l’impiego in soprannumero “fino al verificarsi della prima vacanza” in organico. L’incipit della questione è da riferirsi al decreto sulla Revisione di Spesa che elenca, con i suoi provvedimenti attuativi, le eccedenze presenti nelle varie articolazioni dell’Amministrazione centrale. E’ ancora da attuare la nuova regola per gli Enti locali, che prevedeva un trattamento analogo nei Comuni o nelle Province in cui si registrasse un dato superiore al 40% rispetto alla media della loro fascia nel rapporto fra dipendenti e popolazione amministrata.

ANNO XVII N. 5

VIA CRETA 42, BRESCIA

FARMACIE E COMUNI Tar di Lecce: spetta ai Comuni individuare le nuove sedi farmaceutiche Compete ai Comuni l’individuazione delle nuove sedi farmaceutiche da istituire. Il Tar di Lecce, Sez. II, esprimendosi con la Sentenza del 24 aprile scorso n. 941 circa il ricorso di un farmacista locale, ha ricordato come L'art. 11 del D.L. n. 1/2012, convertito in legge n. 27/2012, ha attribuito al Comune il potere di individuare le sedi delle farmacie, lasciando alla Regione solo la possibilità d’intervenire in via sostitutiva in caso di inerzia dell'Ente locale (con ciò innovando la previgente disciplina, in base alla quale la revisione della pianta organica delle farmacie spettava esclusivamente all’autorità regionale mentre l'Amministrazione comunale interveniva nel procedimento fornendo un apporto meramente consultivo). Di conseguenza, nell'attuale sistema, l'atto con cui il Comune approva l'istituzione di nuove sedi farmaceutiche ha riflessi sulla pianificazione e organizzazione del servizio farmaceutico nell'intero territorio comunale, con l'effetto che, ai sensi dell'art. 42, comma 2, lett. e) del T.U.E.L., la competenza ad adottare la relativa decisione spetta al Consiglio comunale, anche perché si tratta di scelte fondamentali attinenti alla vita sociale e civile di una comunità locale.

Ancora farmacie: dal Tar Veneto altre novità Ancora farmacie e un nodo da sciogliere, che potrebbe minare i poteri dei Sindaci. La recente ordinanza 713, depositata il 17 maggio scorso, ha visto

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il Tar Veneto dichiarare rilevanti e non manifestamente infondate, in relazione agli articoli 41, 97 e 118 della Costituzione, la legittimità dell’articolo 2 (secondo periodo del primo comma) della legge 475/68, nel testo introdotto dal D. L.1/2012 e del secondo comma dell’art. 11 dello stesso. Il Tar ha censurato la modifica introdotta dal Governo Monti, che ha ridotto le farmacie ad una ogni 3.330 abitanti e sostituito la pianta organica, stabilita da un’autorità sovracomunale, lasciando ai Comuni l’individuazione delle zone in cui collocare le nuove farmacie. Il potere dei Comuni è caratterizzato da un ampio margine di discrezionalità, che il Tar Veneto ritiene sufficientemente definito già dal solo limite del quorum e dal dovere di garantire un’equa distribuzione delle farmacie sul territorio e l’accessibilità del servizio anche ai residenti in aree poco abitate. La possibilità per il Comune di assumere la titolarità di farmacie può generare un conflitto d’interessi, che non assicura l’imparzialità del potere regolatorio, in contrasto con l’articolo 97 della Costituzione. Il Collegio ha suggerito inoltre il contrasto con l’articolo 118 primo comma della costituzione (principio di sussidiarietà verticale), poiché il livello comunale non è adeguato all’esercizio del potere di zonizzazione delle farmacie, a seguito del possibile conflitto d’interessi che impone lo spostamento della competenza a livello superiore. Secondo il Tar l’attribuzione al Comune del potere regolatorio in materia di farmacie lederebbe anche la libertà d’iniziativa economica in quanto il Comune, come possibile soggetto che esercita l’attività economico-farmaceutica, non è sullo stesso piano della farmacia privata, ma vanta il privilegio, attraverso l’esercizio del potere regolatorio, di “auto-assegnarsi” dei benefici a scapito di quest’ultima.

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Acb informa maggio 2013 by sergio masini - Issuu