PERIODICO D’INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE COMUNI BRESCIANI
OTTOBRE 2013
4 Dicembre 2013 ASSEMBLEA GENERALE ANNUALE dell’ASSOCIAZIONE COMUNI BRESCIANI Mercoledì 4 Dicembre si svolgerà, presso l'Hotel Vittoria in via Dieci Giornate n. 20 a Brescia, dalle ore 15:00 alle 18:00 IN QUESTO NUMERO:
PAG. 2 “A PROVA DI CUORE” Defibrillatori per i Comuni rurali PAG. 3 INFERMITA’ DI SERVIZIO Diritti e doveri del Comune PAG. 4 OPERE PUBBLICHE: UN NUOVO STRUMENTO Firmato un protocollo d’intesa PAG. 4 I PRECARI DELLE P.A. Tutte le novità introdotte dal nuovo Decreto PAG. 5 LE INIZIATIVE DI ACB
I lavori dell’Assemblea affronteranno temi di cogente attualità, mentre, in collaborazione con le Associazioni provinciali delle Cooperative, degli Artigiani e dei Costruttori, si parlerà di: affidamenti dei servizi sociosanitari e assistenziali, di fiscalità e di strumenti di riqualificazione energetica dell’edilizia dei Comuni. Ecco il programma della giornata: Ore 15.00 - Saluti ed interventi: Emanuele Vezzola, Presidente di ACB, Emilio Del Bono, Sindaco della Città di Brescia, Attilio Fontana, Presidente di Anci Lombardia. E’ stato inoltre rivolto un’invito a presenziare all’On. Piero Fassino. Ore 16.00 - Le proposte del territorio: Congruenza e uniformità per la detassazione delle aree adibite a formazione rifiuti speciali. Tares (a cura dell’Associazione Artigiani). Strumenti di riqualificazione energetica per l’edilizia dei Comuni (a cura del Collegio costruttori e Scuola edile). Indirizzi e regole in materia di affidamento dei servizi socio-sanitari, assistenziali ed educativi (a cura della Commissione Paritetica Provinciale delle Cooperative Sociali). Ore 17.00 - Approvazione dello Statuto dell’Associazione Comuni Bresciani.
Una panoramica sulle iniziative in essere e future PAG. 6 DEBITI E P.A. Al via la seconda tranche PAG. 7 DICE LA LEGGE La nostra consueta rubrica su sentenze e casi interessanti
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DALLA STAMPA SPECIALIZZATA ALCUNE SENTENZE
AUTUNNO 2009 OTTOBRE 2013
Un progetto per portare i defibrillatori nelle farmacie rurali
ACB e AREU
Reiterate assenze del Consigliere: si può farlo decadere? Nove assenze ingiustificate e consecutive di un Consigliere Un Consigliere comunale colleziona 9 assenze ingiustificate in altrettante sedute consecutive. Il regolamento prevedeva la decadenza dopo 5 assenze, dunque, si può procedere alla sua decadenza?! Secondo il Tar Veneto, Sez. I, con la Sentenza n. 1131 del 24 settembre scorso, tale decisione è illegittima: la contestazione delle assenze ingiustificate doveva esser fatta nella seduta successiva e, in ogni caso, dopo la quinta assenza.
Il Sindaco contro la musica alta: quali poteri ha? Un’ordinanza d’urgenza per anticipare l’orario di chiusura Secondo la III Sezione del Tar Piemonte, che ha affrontato la questione con la Sentenza numero 1041 del 24 settembre scorso, è illegittima l’ordinanza d’urgenza del Sindaco che, per contenere il disagio dovuto all’alto volume della musica di un bar-bistrot, ne ha stabilito la chiusura anticipata. L’ordinanza non era stata fatta precedere da adeguata istruttoria sul “grave pericolo” alla sicurezza urbana e intensità delle emissioni rumorose.
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Nelle aree rurali, dati alla mano, i tempi di arrivo dei mezzi di soccorso risultano superiori ai 20 minuti e, su questa base, il progetto regionale "A PROVA DI CUORE" ha inteso portare nei Comuni interessati da questo problema un concreto supporto. Mediante la collocazione di defibrillatori semiautomatici all’esterno delle farmacie di 19 Comuni bresciani, infatti (anche grazie all’interessamento di ACB, in collaborazione con AREU), la farmacie stesse diventeranno un presidio in caso di emergenze cardiache che necessitino di immediato intervento. Sono state già collocate apposite teche atte a contenere le importanti strumentazioni salvavita. Ogni defibrillatore che andranno ad alloggiare sarà collegato in funzione remota alla Centrale Operativa del 118 di riferimento cui inoltrare le informazioni (dallo stato del DAE e delle sue batterie al prelievo del defibrillatore dalla teca). Grazie ad Associazione Comuni Bresciani si è già avviato, inoltre, un programma per la formazione degli amministratoti locali (Sindaci, Consiglieri e Assessori), personale amministrativo, farmacisti e alcuni volontari di Protezione Civile. L'iniziativa, assolutamente gratuita per i Comuni, ha inteso così preparare all’uso cosciente dei DAE che, grazie al rilascio di certificazione “BLSD laico”, li vedrà anche inseriti nell’apposito registro regionale. Dopo un primo incontro formativo al quale hanno partecipato molti primi cittadini, a breve dovranno essere co-
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municati ai nostri uffici i nominativi di quanti volontari le singole Amministrazioni hanno individuato per partecipare al percorso. "A PROVA DI CUORE", il progetto, istituito con DGR IX/2869 del 29/12/2011, ha così cominciato attivamente la sua fase operativa dopo quella dedicata all’attenta selezione delle aree interessate (che sono state individuate sulla base di vari criteri tra cui: tempi necessari al soccorso tradizionale, numero di interventi annui in codice rosso, presenza di farmacie già attrezzate con un DAE). I Comuni interessati nel bresciano sono: Anfo, Borno, Capovalle, Cevo, Cimbergo, Lozio, Marmentino, Ossimo, Saviore dell'Adamello, Serle, Treviso Bresciano, Vallio Terme, Valvestino, Vestone, Casto, Brione, BioBione, Vione e Cerveno.
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Infermità per causa di servizio: anche per chi abita fuori dal Comune
Va garantito l’accesso dei Consiglieri ai documenti
Il Consiglio di Stato dalla parte del dipendente infortunato in un incidente Dalla stampa specializzata un caso riguardante un infortunio a seguito di incidente stradale occorso al dipendente pubblico mentre rientrava dal lavoro alla propria abitazione. E’ richiesto dall’infortunato il riconoscimento della dipendenza d’infermità per causa di servizio. Manca, tuttavia, l’autorizzazione a risiedere fuori dal comune sede di lavoro: l’abitazione risulta infatti sita fuori dell’ambito territoriale dell’Unità Sanitaria locale e il dipendente non era stato autorizzato a derogare all’obbligo di residenza, ex art. 27 del D.P.R. n. 761/1979. Il dipendente è dunque sanzionabile sul piano disciplinare ma, secondo il Consiglio di Stato, espressosi sulla questione con Decisione n. 4821 il 27 agosto scorso, l’assenza di autorizzazione non ha un effetto ostativo all’indennizzabilità dell’infortunio in itinere. Contrariamente a quanto indicato dall’Amministrazione, infatti, il ricorso porta a richiamare i criteri interpretativi indicati dalla Corte Costituzionale nell’ordinanza n. 169/2012. Quest’ultima, nel dichiarare manifestamente infondata una questione di costituzionalità dell’art 12 del D.P.R. n. 3/1957, ha espressamente precisato che la mancanza di autorizzazione per risiedere fuori dal comune dove si trova
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la sede di lavoro è sì sanzionabile sul piano disciplinare, ma non ha un effetto negativo sull’indennizzabilità. Al giudice delle leggi era stata rimessa dalla VI Sezione del Consiglio di Stato (Ord. n. 3879/2011) la questione di costituzionalità proprio con riferimento alla applicazione della norma sull’obbligo di autorizzazione per escludere l’indennizzabilità dell’incidente in itinere. Nella medesima ordinanza la Corte Costituzionale ha ulteriormente chiarito che è applicabile al pubblico impiego (anche nei regimi normativi precedenti a quello attuale) la giurisprudenza della Corte di Cassazione, in tema di rapporti di impiego privato, che considera ai fini dell’indennizzabilità per abitazione del lavoratore il luogo dove si trova la sua famiglia. L’Anagrafe al passaggio dall’archivio locale a quello nazionale
Al via le novità per l’anagrafe E’ stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la prima disposizione che avvia l’iter per il passaggio dell’anagrafe da archivio locale a nazionale delle generalità riguardanti l’intera popolazione. E’ il primo passaggio del lungo iter che porterà alla costituzione della nuova agenzia, che dovrebbe essere completata, secondo quanto previsto, entro il 31 dicembre 2014. Sono due gli elenchi interessati: l’Indice nazionale dell’anagrafe e l’Anagrafe della popolazione residente all’estero. Dovranno rientrare nell’alveo della nuova Anpr. TEL: 030 - 220011
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Da una Sentenza del Tar un limite al potere del Sindaco
Il Tar è intervenuto a dirimere una questione emersa in un Comune nel quale il Sindaco aveva ordinato ai responsabili dei servizi e al Segretario Comunale di consentire ai Consiglieri l’accesso agli uffici comunali e, dunque, agli atti (con esclusione degli argomenti all’ordine del giorno nelle sedute del Consiglio) in giornate e orari specifici. Alcuni Consiglieri hanno fatto istanza di ricorso al Tar, il quale, accoltolo, ha specificato come simile limitazione fosse in con-trasto col l’art. 43, comma 2 del Testo unico degli Enti locali, con statuto e regolamento comunale. Questi ultimi in particolare sanciscono l’ampiezza del diritto di a c c e s s o a g l i a t t i d e l C o mu n e. Eventualmente, solo il Consiglio potrebbe, nel caso, sta-bilire limitazioni ai Consiglieri, potere che non può arrogarsi il Sindaco.
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Comuni e PRAE: ecco qual’è il loro ruolo
L’hanno sottoscritto la Ragioneria Generale e l’Autorità di vigilanza
Il Progetto pianificatorio di formazione del Piano regionale
Un protocollo d’intesa per le opere pubbliche
La Sez. VI del Consiglio di Stato, con la Sentenza n. 4548 del 16 settembre scorso, è intervenuta su doveri e competenze dei Comuni nel più ampio panorama del procedimento pianificatorio di formazione del Piano regionale per le attività estrattive (PRAE). Quanto è emerso mira a ragguagliare i Comuni sulla necessità di non limitarsi a mera facoltà collaborativa o a fornire le proprie osservazioni (come potrebbe fare un privato nell’ottica di formazione di uno strumento urbanistico), ma attivarsi in modo proattivo. Nel procedimento di approvazione del PRAE, l'Autorità regionale procedente, acquisite le osservazioni dei Comuni territorialmente coinvolti dalle previsioni del piano, è tenuta infatti a ponderare, con una motivazione esplicita, gli interessi pubblici o collettivi articolati dagli Enti comunali e, dunque, a prenderli in debita considerazione.
Dal Comune di Brescia
Una stampante per i nostri soci Il Comune di Brescia ha donato alla nostra Associazione n. 70 stampanti ad aghi marca LEXMARK 2491 e 2591 con alcuni toner, solitamente utilizzate dagli uffici di stato civile e anagrafe e in disuso dall’inizio di quest’anno per avvio di un nuovo sistema informatizzato. Chi fosse interessato ad avere una/due stampanti deve comunicarlo quanto prima allo 030-220011 int. 1. Le richieste verranno accolte con procedura a sportello e, una volta debitamente raccolte, sarà organizzata la distribuzione del materiale.
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E’ stato siglato un accordo d’intesa quinquennale tra la Ragioneria Generale dello Stato e l’Autorità per la vigilanza sugli appalti pubblici finalizzato alla semplificazione degli adempimenti per il monitoraggio delle opere pubbliche. L’intesa prevede l’instaurazione di un rapporto di collaborazione mirato al collegamento dei rispettivi sistemi informativi per lo scambio automatizzato delle informazioni d’archivio. Vengono inoltre in esso
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I certificati medici ora devono essere inviati per via telematica
Novità per il Rinnovo della patente
definite le modalità di scambio dei dati tra la Banca dati unitaria delle amministrazioni pubbliche (BDAP) del MEF e la Banca dati dei contratti pubblici, con la contemporanea riduzione degli obblighi informativi in capo alle stazioni appaltanti e agli Enti aggiudicatari. La trasmissione dei dati anagrafici, finanziari, fisici e procedurali concernenti il ciclo di vita delle opere pubbliche (a partire dalla fase di assegnazione del CIG) avverrà grazie ad un apposito tracciato definito sulla base delle specifiche introdotte dal protocollo stesso, mentre si intende intrinsecamente assolto l’obbligo di trasmissione al Ministero dell’economia e delle finanze per i dati già inviati all’AVCP. Le singole amministrazioni dovranno pertanto inviare al MEF soltanto le informazioni che non sono state oggetto di rilevazione da par te dell’Autorità. Le nuove modalità di controllo verranno applicate alle opere pubbliche in corso di progettazione o realizzazione a far data dal 21 febbraio 2012.
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Novità tecniche anche per il rinnovo della patente di guida: tra obblighi comunitari e la progressiva digitalizzazione delle procedure come previsto dal “Codice dell’amministrazione digitale”. Mentre l’UE impone la graduale sostituzione di tutte le patenti emesse prima del 19 gennaio 2013 con quella conforme al modello comunitario, le prime novità interessano l’invio dei documenti medici. Ai fini del rinnovo di validità, infatti, le commissioni mediche locali, all'esito di ciascuna visita che valuti la permanenza dei requisiti psichici e fisici alla guida di veicoli a motore, devono ora trasmettere telematicamente all'ufficio centrale operativo del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici, una comunicazione dei contenuti del certificato medico, naturalmente redatta nel rispetto dei principi di cui al Codice in materia di protezione dei dati personali e relativa al titolare della patente di cui è richiesta la predetta conferma. Lo prevede il Decreto Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 09/08/2013, G.U. 02/09/2013, n. 231.
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AIDO: novità in materia di trapianti. Anche i Comuni interessati ACB ha promosso, nel corso di questo mese, alcuni incontri mirati alla divulgazione di tutte le novità in materia di trapianti introdotte dalla Legge n. 98 del 9 Agosto 2013 che, all’articolo 43, interviene sulle “Disposizioni in materia di trapianti”. Detta normativa invita in particolare i Comuni a raccogliere il consenso o il diniego dei cittadini alla donazione degli organi ed a trasmettere i relativi dati al Sistema Informativo Trapianti, di cui all’articolo 7 comma 2 della legge 1 Aprile 1999 n° 99. L’Aido considera questa una decisione strategicamente molto importante e sarà, dunque, sua cura opera.re ad informare le persone (come previsto dalla legge), affinché esprimano il consenso alla donazione degli organi.
15 novembre: RIORGANIZZA RE la RISTORAZIONE SCOLASTICA Acb Servizi srl e OPTIMA Servizi integrati per l'Azienda srl propongono l'incontro dal titolo: "Riorganizzare la ristorazione scolastica" prodotti locali, riduzione degli sprechi, sostenibilità e risparmio, gestione associata, che si terrà Venerdì 15 novembre dalle ore 9:30 alle 12:00 presso la nostra sede. L'occasione, sviluppata nell'ambito della Sportello Appalti Acb sarà in via eccezionale aperta a tutti i Comuni bresciani. Per informazioni o porre preventivamente quesiti cui si desideri dare approfondimento nel corso dell'evento: contattare i nostri uffici. ANNO XVII N. 9
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“TI AMO TROPPO...” Una mostra permanente sulla violenza sulle donne
26 novembre: “IL FUTURO DELLE SOCIETA’ PARTECIPATE” dagli Enti Locali
In previsione della data del 25 novembre (giornata mondiale contro la violenza di genere), l’Ufficio della consigliera di Parità Provinciale, con la collaborazione di varie realtà tra cui ACB, promuove una mostra da titolo “Ti amo troppo.. No al silenzio! Basta violenza sulle donne” dedicata alla violenza sulle donne. Per giorni e orari di apertura ed ulteriori informazioni cliccate qui:
Nella giornata di martedì 26 novembre 2013, dalle ore 9:00 alle 13:00, presso la Sala Centro Mater Divinae Gratiae in via Sant’Emiliano 30 a Brescia, si terrà il convegno gratuito “Il futuro delle Società Partecipate dagli Enti Locali”. Per informazioni ed iscrizioni: info@acb.bs.it
http://www.acb.bs.it/content/laconsigliera-e-acb
3 SEMINARI per lo SPORTELLO APPALTI di ACB col dott. Alberto Barbiero ACB propone, con la collaborazione del dott. Alberto Barbiero, tre seminari di aggiornamento nell'ambito della programmazione formativa dello Sportello Appalti ACB. Martedì 29 Ottobre 2013 (ore 10:00-14:00): "La gestione informatizzata delle procedure di gara: come prepararsi all'utilizzo del sistema AVCPass e come ottimizzare alcune procedure di gara”. Martedì 19 Novembre 2013 (ore 10:00-14:00): "Le novità per la gestione degli appalti di lavori pubblici in base ai bandi-tipo elaborati dall'Autorità di Vigilanza". Martedì 10 Dicembre 2013, (ore 10:00-14:00): "La concessione di contributi, di patrocini e delle sedi assegnate alle forme associative in chiave di sviluppo delle attività di promozione socioculturale". Gli incontri si svolgeranno presso la Sala Civica “Italo Calvino” del Comune di Rezzato in via Leonardo da Vinci, 44.
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“Brescia per Expo 2015”: ACB intermediaria tra associati e apposita Commissione Il Consiglio Provinciale di Brescia ha recentemente costituito con deliberazione n. 33 Del 25 luglio 2013 una Commissione speciale di studio per Expo 2015. La Commissione ha il compito di valutare e valorizzare tutte le azioni proposte da Enti Locali, Associazioni e Fondazioni riferite ad Expo 2015, con la finalità di costruire un percorso progettuale con le medesime realtà al fine di contribuire a definire il progetto “Brescia per Expo 2015”. I nostri Associati, qualora abbiano allo studio progetti e/o iniziative, lo segnalino ai nostri Uffici ( t e l . 0 3 0 / 2 2 0 0 1 1 i n t . 1 , m a i l info@acb.bs.it, così che Acb stessa possa segnalarne i contenuti alle audizioni della Commissione speciale della Provincia che partecipa ai tavoli di Camera di Commercio di Brescia.
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DALLA STAMPA SPECIALIZZATA ALCUNE SENTENZE
Al via l’anticipazione della 2° tranche
Debiti e P.A.: seconda tranche per 1,8 miliardi
La scuola deve sempre rispondere per gli eventuali incidenti La Corte di Cassazione interviene sul risarcimento danni La Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione interviene, con la recente Sentenza n. 22752, depositata il 4 ottobre scorso, sul tema della responsabilità della sicurezza dei minori in edifici e pertinenze scolastiche. Partendo dal caso dell’incidente capitato ad una bambina a cancelli aperti della struttura, mentre gli allievi accedevano al cortile, i giudici hanno sottolineato come, a seguito dell’accettazione dell’iscrizione a scuola, la protezione degli studenti sia prerogativa dell’Istituto stesso, e debba essere garantita in tutte le pertinenze della struttura didattica (compreso il cortile) ove, coll’apertura dei cancelli, viene consentito l’accesso dei piccoli alunni.
E’ ufficialmente operativa l’anticipazione al 2013 della seconda tranche di pagamenti dei debiti arretrati degli Enti locali. La Corte dei Conti ha infatti registrato il decreto emanato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze finalizzato all’erogazione agli Enti locali già autorizzati di una cifra fino a 1,8 miliardi di euro inizialmente programmata per il 2014. Sono stati autorizzati, in totale, pagamenti di debiti per 3,6 miliardi di euro. Il provvedimento è parte dell’operazione che prevede di anticipare a quest’anno, come da D.L. 102/2013, 7,2 miliardi di euro complessivi in favore di Enti locali e Regioni. A definire criteri e le modalità di accesso è l’Atto integrativo dell’Addendum alla Convenzione del 23 dicembre 2009, perfezionato tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze e la Cassa Depositi e Prestiti in data 11 settembre 2013, oltre all’Atto modificativo del Contratto tipo di anticipazione. Il decreto e gli atti sono consultabili sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze nella sezione dedicata al monitoraggio dell’attuazione del Decreto legge 35/2013 “sblocca debiti” e sul sito della Cassa Depositi e Prestiti spa. La Cdp, comunque, provvederà a trasmettere agli Enti Locali interessati lo schema di Atto modificativo, la cui sottoscrizione è necessaria all’effettuazione, in data 31 ottobre 2013, della predetta erogazione a saldo.
Decide il Sindaco se c’è da agire contro i cattivi odori Il Consiglio di Stato sulla lotta agli odori molesti La Terza Sez. del Consiglio di Stato, con la Sentenza n. 4687 del 24 settembre 2013, ha osservato, a seguito della contestazione di un’ordinanza contro i cattivi odori provenienti da un allevamento di maiali, che il Sindaco ha pieno diritto di imporre le misure più idonee a contrastare gli stessi e, nel caso in cui il fetore continui a creare disagi ai cittadini, ad imporre al chiusura dell’impianto.
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La funzione pubblica e il vincolo
Stop al rinvio della pensione I dipendenti pubblici, a prescindere dal requisito pensionistico maturato al 31 dicembre 2011, andranno in pensione a 65 anni o a 70, come stabiliscono le regole di settore valide per università e magistratura. Anche se i requisiti sono stati infatti sviluppati prima della riforma Fornero, non ci sarà dilazione per il traguardo pensionistico. In risposta ad una richiesta di chiarimenti avanzata dalla direzione risorse umane della Regione Veneto, il Dipartimento della funzione pubblica, ha reiterato le indicazioni già della circolare n. 3/201 e, in più, ha offerto il richiamo all’articolo 2, commi 4 e 5, del decreto sul pubblico impiego del D.l. 101/2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31 agosto scorso. Quest’ultimo ha stabilito per legge la precedente interpretazione sull’obbligatorietà del collocamento a riposo nonostante i nuovi requisiti introdotti dalla succitata riforma. La nuova regola, inserita al momento in un Decreto-legge in attesa di conversione, è interpretativa e quindi ha valore retroattivo, chiudendo per ora la possibilità di altre controversie e contenzioni come le numerose aperte sinora. La confusione nasceva dal contrasto tra il voler diminuire la spesa di personale delle pubbliche Amministrazioni con il collocamento a riposo obbligatorio per chi avesse conseguito i requisiti previdenziali, e la riforma Fornero che, per alleviare gli oneri delle pensioni, ne avevano cambiato i parametri. Entrambe avevano fondamento, sfociando in complessi ricorsi al Tar. La nuova norma mette la parola fine alla disputa, portando le Amministrazioni a far “rivivere” i collocamenti a riposo che avevano annullato in autotutela dopo la pronuncia del Tar.
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DICE LA LEGGE... Sentenze e casi interessanti
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ordine ai requisiti soggettivi che possono essere comprovati mediante tale strumento, che assume una portata generale. Nell'ottica dell'ordinamento comunitario, poi, l'avvalimento mira chiarmente ad incentivare la concorrenza, nell'interesse delle imprese, agevolando l'ingresso nel mercato di nuovi soggetti.
Informazioni tratte dalla stampa specializzata
Elenchi ISTAT delle P.A.: cosa dice la legge? Il Sindaco non può imporre di consegnare a mano dei volantini Il Tar Lazio-Latina, Sezione 1 è intervenuto lo scorso 20 settembre sul tema con la Sentenza n. 723 sostenendo l’illegittimità di un’ordinanza in cui un primo cittadino ha imposto la consegna di alcuni volantini pubblicitari “nelle mani dei cittadini”. I giudici hanno altresì sottolineato come l’abbandono di detto materiale non determinasse alcuna “emergenza sanitaria”
Farmacie: resta alla Giunta Comunale il potere di adeguamento della pianta organica
Non esiste divieto assoluto di ricorrere all’istituto di avvalimento
Si torna a parlare dell’annosa questione delle farmacie e loro distribuzione territoriale. L’ultimo tassello l’ha portato la III Sezione del Consiglio di Stato con la Sentenza n. 4668 del 19 settembre scorso, in risposta ad un ricorso sottopostole. I Giudici hanno confermato come la decisione delle zone dove ubicare le nuove sedi di farmacia sia a discrezione del Comune ed insindacabile (se non per gravi ed evidenti errori di valutazione). La norma dispone che in un Comune debba esservi una farmacia ogni 3300 abitanti: questo non significa però che la popolazione delle singole zone debba gioco-forza corrispondere con precisione a questo numero. La delimitazione ha infatti la funzione di vincolare l’esercente a mantenere il suo esercizio entro un determinato perimetro. L’art. 11 del D.l. 1/2012 (conv. in l. 27/2012), oltre a sancire la competenza comunale per quanto concerna l’adeguamento della pianta organica, contie-
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anche una serie di dettami quali che i privati titolari di sedi farmaceutiche non debbano essere consultati né considerarsi direttamente interessati al provvedimento comunale. Il Tar ha inoltre osservato come sia da intendersi manifestamente infondata la questione della sua legittimità costituzionale (come suggerito da quanti avrebbero inteso una violazione dell’art. 41della Costituzione). La prelazione comunale sulle sedi farmaceutiche nuove o vaganti, esclusa dal D.l. n. 1 del 2012, esclude altresì che, almeno in sede di prima applicazione del Decreto legge, il Comune sia guidato dal proprio interesse patrimoniale.
Il Tar Lazio, Sezione II Bis, ha stabilito con la Sentenza n. 8322 del 18 settembre 2013 che è da escludersi l’esistenza di un divieto assoluto e inderogabile di ricorrere all’avvalimento per dimostrare la disponibilità dei requisiti di qualità. La tesi secondo cui l'affitto di azienda può essere utilizzato soltanto ai fini della qualificazione SOA e non anche per acquisire in sede di gara il requisito del fatturato dell'azienda presa in affitto, sembra infatti contrastare la disposizione generale dell'art. 2558, 3° comma, cod. civ., secondo cui il locatario dell'azienda subentra nelle identiche posizioni e situazioni giuridiche del locatore, e quindi anche nella sua pregressa attività ed esperienza. Secondo la giurisprudenza del Consiglio di Stato (Sezione III, 18.4.2011, n. 2344), l'articolo 49 del Codice dei contratti pubblici, nel disciplinare l'istituto dell'avvalimento, non contiene alcuno specifico divieto in
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Gli art. 5, c.7, D.l., 16/2012, conv. ex l. 44/2012, di modifica dell'art. 1, c. 2, l. 196/2009, portano i due elenchi ISTAT del 24 luglio 2010 e del 30 settembre 2011 a divenire legge, perdendo così l’intrinseca connotazione provvedimentale ed assurgendo a norma di rango primario. Un’eventuale esclusione di alcuni Enti inseriti in tali elenchi (del 2010 e del 2011) dall'applicazione delle misure di finanza pubblica introdotte a regime nell'anno 2012 non potrà che avvenire attraverso una espressa esclusione contenuta in una norma di rango legislativo ovvero attraverso la tecnica della "delegificazione" ai sensi dell'art. 17 l. 400/1988. Dubbi sulla natura normativa o amministrativa permangono sull'aggiornamento ISTAT del 28 settembre 2012, in quanto adottato successivamente al D.l. 16/2012. Tale aggiornamento, tuttavia, non sostituisce ma piuttosto integra l'elenco delle amministrazioni pubbliche già inserite nei due elenchi precedenti, la verifica sulla natura dell'ultimo comunicato va limitata, dunque, alla parte relativa agli aggiornamenti ovvero a quelle integrazioni che hanno incluso ulteriori Enti oltre a quelli già indicati, sancendone la connotazione pubblicistica ai fini dell'applicazione delle misure di finanza pubblica. I chiarimenti sono giunti dalla recente Sentenza n. 8227 della Terza Sezione del Tar Lazio lo scorso 11 settembre.
Debiti ed enti locali: nessuna deroga anche se in default A stabilirlo la Corte Europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo accogliendo i ricorsi, nn. 43870/04 e 43892/04, prodotti da due cittadini italiani che re-
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prodotti da due cittadini italiani che reclamavano dal Comune di Benevento il saldo di alcuni canoni di locazione non percepiti e la riparazione dei danni arrecati al proprio immobile. Lo stato di insolvenza dell’Ente e la nomina del commissario straordinario avevano infatti attardato il pagamento, convincendo i proprietari a rivolgersi alla legge giungendo per iter sino alla Corte internazionale. Il Comune era infatti già stato raggiunto da due distinte condanne al risarcimento a seguito di altrettante sentenze che, tuttavia, erano state inficiate nel 2004 dalla sopraggiunta legge, n.140. Questa aveva ampliato il blocco dei pagamenti da parte degli Enti in dissesto anche alle domande riconosciute con sentenza successiva alla dichiarazione di insolvenza. Vari i tentativi infruttuosi sperimentati dai due ricorrenti al fine di mettere le mani sulle proprietà del Comune a soddisfacimento del dovuto. A Strasburgo, però, i giudici hanno infine respinto le motivazioni del Governo Italiano. La Corte, applicando la Convenzione europea dei diritti dell’uomo ha riconosciuto il danno subito proprio a causa della normativa italiana che ne avrebbe leso i diritti. E’ stata altresì rigettata l’argomentazione secondo cui “la circostanza eccezionale dell’insolvenza del comune giustificherebbe il mancato pagamento della totalità dei debiti in toto e l’offerta di pagare ai ricorrenti l’80% delle somme dimostrerebbe la preoccupazione da parte del Comune di trattare allo stesso modo tutti i creditori impegnati nella procedura di recupero”. Un’autorità locale, secondo il Collegio, non può infatti utilizzare le difficoltà finanziarie come scusa per non onorare i suoi obblighi stabiliti da una sentenza definitiva”. Di qui il riconoscimento della violazione degli articoli 1 protocollo 1 della suddetta Convenzione.
ANNO XVII N. 9
VIA CRETA 42, BRESCIA
Lavori di riqualificazione: quando il contributo è dovuto? Con la Sentenza n. 1009 del 16 settembre 2013, il Tar del Piemonte è intervenuto sul tema dei contributi di urbanizzazione e ha ricordato che detto contributo non è dovuto per la realizzazione di lavori di “riqualificazione immobile industriale” qualora questi non comportino un aumento del carico urbanistico. In presenza di un insediamento già in possesso di analoghe caratteristiche funzionali (l’immobile era già adibito a usi industriali) l’Amministrazione, infatti, per poter legittimamente esigere il contributo per gli oneri di urbanizzazione, deve dare conto degli indici o, comunque, delle eventuali condizioni da cui si evince il maggior carico urbanistico derivante dagli interventi. Il caso è stato sollevato da una società utilizzatrice di un complesso industriale, già sede di una fabbrica, che ha contestato al locale Comune, in sede di rilascio del permesso di costruire per la realizzazione dei lavori di riqualificazione dell’immobile, di non poter esigere il pagamento,. Si trattava, nel caso in oggetto, di semplici opere di manutenzione straordinaria, senza alterazione delle superfici e della volumetria dell’unità immobiliare. il Tar Torinese ha accolto il ricorso, ritenendo non dovuto il contributo, in quanto le opere in questione non comportano un incremento del carico urbanistico, già considerato al momento del rilascio dei titoli edilizi per la costruzione e l’ampliamento dell’impianto industriale stesso. Il contributo per oneri di urbanizzazione è infatti un cor-rispettivo di diritto pubblico, di natura non tributaria, posto a carico del costruttore a titolo di partecipazione ai costi delle opere di urbanizzazione in
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in conseguenza dell’insieme dei benefici che la nuova costruzione ne ritrae. Il presupposto imponibile per il pagamento dei contributi va ravvisato nella domanda di una maggiore dotazione di servizi (rete viaria, fognature, ecc.) nell’area di riferimento, che sia indotta dalla destinazione d’uso concretamente impressa all’immobile. Nel caso di specie il Collegio ha ritenuto che il rifacimento dei servizi (bagni, spogliatoi) e la realizzazione di nuovi impianti tecnici (centrale termica, centrale frigorifera, impianto di scarico acque bianche, impianto di scarico acque nere, impianto antincendio) non abbia comportato un incremento del carico urbanistico, tenendo anche conto che le opere di “riqualificazione” interessano un immobile avente già in precedenza destinazione industriale.
Barriere architettoniche e permesso di costruire La Corte di Cassazione, Terza Sez. penale, con la Sentenza n. 38360, del18 settembre scorso, è inter venuta a chiarire gli aspetti legati alla costruzione di una rampa per accesso disabili che alteri la sagoma dell’edificio su cui viene poggiata. Per quanto la normativa vigente mira a favorire l’invalido grazie al superamento di ogni barriera architettonica con un’opera tecnicamente funzionale ed atta a garantire accessibilità, adattabilità e visibilità di edifici privati, la sua costruzione sic et sempliciter è esclusa qualora alteri la sagoma dell’edificio. Trova applicazione, però, il DPR 380/2001 che, all’articolo 22 evidenzia come sia possibile procedere attraverso DIA o SCIA, dietro opportuna valutazione della consistenza delle opere realizzate.
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