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PERIODICO D’INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE COMUNI BRESCIANI

OTTOBRE 2012

Dai Comuni bresciani una lettera al Ministro Passera

Poste: il problema bresciano Riportiamo di seguito la lettera inviata al Ministro dello Sviluppo Economico dott. Corrado Passera sul tema della razionalizzazione degli uffici ed i disservizi postali nei Comuni bresciani: IN QUESTO NUMERO: PAG. 2 PROGETTO “GENERATIONS” In Finlandia per conoscere gli sviluppi del macro-progetto Creator ed incontrare i partner PAG. 3 LA VALSAVIORE IN EUROPA CON “RECO” L’Unione Comuni, rappresentata da Berzo Demo, per la tutela della salute degli anziani PAG. 4 CONTINUA IL PROGETTO ADS BRESCIA Il 26 ottobre l’incontro formativo per Amministratori di Sostegno PAG. 5 AIPO: LE ATTIVITÀ A DIFESA DEL FIUME PO Prendersi cura del fiume più lungo d’Italia ieri come oggi PAG. 7 IL PARERE TECNICO È OBBLIGATORIO Perché le Delibere comunali non possono non avvalersene PAG. 8 PRIVACY & TRASPARENZA: FASE 2 Al via le nuove attività previste dallo Sportello a sostegno dei Comuni: sono aperte le iscrizioni ANNO XVI N. 2

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“Sono ormai numerose le Amministrazioni locali che si sono rivolte all’Associazione Comuni Bresciani, anche attraverso importanti documenti (Delibere di Consiglio e Giunta comunale, esternazioni di Comunità Montane, raccolta firme dei cittadini, ecc.) per richiedere maggiore attenzione relativamente ai disservizi degli Uffici postali locali. Infatti, con il ridimensionamento della rete dei servizi nel territorio bresciano a seguito del piano di razionalizzazione posto in essere dalla Direzione provinciale di Poste Italiane Spa, si è inteso procedere alla chiusura definitiva e/o semplicemente periodica e stagionale di numerosi presidi locali. In particolare, facendo nostre tutte le preoccupazioni espresse dalle Comunità locali e dalle loro Istituzioni che purtroppo da lungo periodo sono alle prese con le altre difficoltà, in primis economiche e sociali, ben note a tutti: Comuni di montagna, delle Valli, Comuni a vocazione turistica o artigianale e industriale industriale rilevante, Comuni grandi e piccoli che ogni giorno si confrontano direttamente con i cittadini con un ruolo, mai venuto meno, di ultimo presidio in un territorio che nel caso bresciano è tra i più attivi, dinamici produttivi d’Italia. Mentre denunciamo i limiti e le conseguenze negative di una strategia ispirata a mere logiche economiche e privatistiche, ricordiamo che persino in tempi più difficili della storia di questo Paese il servizio postale era garantito alle comunità, in special modo le piccole, e costituiva un tangibile segno della presenza dello Stato sul territorio. Rammentiamo inoltre che la più recente legislazione è intervenuta a favore e protezione della salvaguardia dei presidi di TEL: 030 - 220011

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servizio nelle aree disagiate, di periferia e di montagna, con la volontà di invertire un processo di abbandono e degrado evidente, indicando l’urgenza di tale problematica e la necessità di trovare ad ogni livello soluzioni più utili a garantire dignitose condizioni di vita per quelle comunità e per le realtà economiche produttive locali, che in molti casi toccano livelli di eccellenza. Il tema dei disservizi postali è tra le molte voci di preoccupazione che i nostri Comuni esprimono ogni giorno, additati come fonte di spreco e terreno privilegiato per operare i tagli dei costi della politica, in verità unici possibili protagonisti di una ripresa che non

non deve e non può più farsi attendere. Nel raccogliere lo spirito di tali preoccupazioni e apprensioni, questa Associazione e i Sindaci che vi aderiscono si sono impegnati e s’impegnano a percorrere tutte le strade possibili per attivare e concretizzare iniziative per salvaguardare i servizi locali come quelli erogati dagli Uffici postali, perché s’assicuri la loro effettiva erogazione anche nelle aree più periferiche. Per questo, nel segnalare la difficile situazione e nella consapevolezza che un percorso d’ ascolto, confronto e concertazione sia ancora possibile, siamo a chiedere un intervento preciso affinché il territorio abbia risposte concrete e quell’attenzione oggi quanto mai meritata e necessaria. Grati per quanto potrà fare per noi e contando sulla Sua preziosa alleanza, salutiamo distintamente”. I Sindaci bresciani

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OTTOBRE 2012

Acb Servizi ha presenziato al meeting in Nord-Europa per il Progetto Generations

Generations e Creator in Finlandia

La riscossione locale slitta fino al 30 giugno 2013

Equitalia: una nuova proroga Nuova proroga per l’addio di Equitalia alla riscossione locale. Nato dai riflessi dello scandalo di Tributi Italia, il rinvio è stato inserito in extremis nel decreto legge sugli Enti locali approvato dal Consiglio dei Ministri e congela il quadro per altri sei mesi, fino al 30 giugno 2013.La proroga, spiega il Governo, nasce per creare le condizioni per una “prossima riforma”, con una formula che preannuncia nuovi interventi per chiarire il quadro. Il tema è quello dell’uscita dell’agente nazionale della riscossione dal campo della riscossione locale, previsto fin dal 1° gennaio 2012 e rimandato al 1° gennaio 2013 dal Milleproroghe dello scorso anno. Il campo, però, è ancora dominato dall’incertezza, perché gli oltre 6mila Comuni che finora si sono serviti di Equitalia per la riscossione spontanea o coattiva dovrebbero fare le gare in queste settimane per scegliere il nuovo partner a cui affidare la gestione delle Entrate. Anche l’associazione dei Comuni sta scendendo in campo, ha appena chiusa la gara per individuare il par tner pr ivato in AnciRiscossioni e a breve dovrebbe individuare il vincitore. Sotto: Un momento del meeting di Generations

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E’ stato il penultimo incontro fisico con i partner internazionali quello che ha visto una rappresentanza di Acb Servizi in Finlandia, nella regione di Häme, per esporre il Pilota a cui la società sta lavorando e che mira alla permanenza (o re-inserimento lavorativo) degli over cinquantacinquenni, oltre che al passaggio di competenze da questi alle nuove generazioni. L’occasione si è sviluppata con una full-immersion di due giorni dedicata, da un lato, al confronto con gli altri sotto-progetti che compongono Creator (Ensure, Silver Economy, Reco, Silhouette, Effect e Bio-life) e dall’altro alla valutazione dei progressi dello stesso gruppo di Generations. Quest’ultimo consta, come già approfondito in precedenti numeri di Acb-Informa, di un poll di realtà (dalle università alle Amministrazioni regionali e provinciali) facenti capo a 5 nazioni, ognuna delle quali intenta ad offrire e mutuare esperienze, idee e soluzioni per l’invecchiamento attivo con particolare interesse all’ambito lavorativo. Dopo un primo momento dedicato alla programmazione degli incontri on-line, delle future tavole rotonde, step, scadenze e dinamiche rendicontative, l’interesse si è spostato alle rispettive fasi pilota. Di queste sono state ribadite e valutate strutture e parametri: perché infatti possano rientrare a pieno titolo negli obbiettivi europei, ogni progetto pilota dovrà rispettare specifici budget, tempi e metodologie, oltre a garantire risultati (siano essi positivi o negativi), utili a fare scuola nel contes-

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to dell’invecchiamento attivo. La sfida si riferisce alla permanenza nell’ambiente di lavoro degli anziani (magari con rinnovate competenze), rivalutando al meglio l’esperienza da quest’ultimi maturata negli anni e debitamente riversandola sui giovani. Gli over ’55 dovranno essere motivati, stimolati e guidati al loro stesso reinventarsi, ma anche a riscoprirsi tutor ed educatori, strumenti di confronto motivazionale e metodologico, il tutto nell’ottica della migliore trasferibilità delle buone prassi tra membri della CE. Le tappe dei Pilota sono: luglio-settembre 2012 (fase preparatoria), settembre-ottobre (fase d’implementazione), dicembre (followup). Seguiranno a gennaio-febbraio 2013 la valutazione dei risultati con rispettivi reports e, a febbraio-marzo, gli studi sulla trasferibilità nei vari contesti regionali e nazionali. Per il Bresciano Acb Servizi sta lavorando alla trasmissione di competenze tecniche tra maestri artigiani a giovani interessati alla riscoperta e valorizzazione di alcuni mestieri della tradizione, oltre alla selezione degli anziani che, nelle aziende, meglio possano rivestire un ruolo di leadership e tutor, rivelandosi strumenti di flessibilità, cooperazione, sintesi e trasmissione di capacità ed esperienze acquisite nel corso degli anni a futuri colleghi o sostituti. In primavera gli incontri conclusivi che forniranno ad ogni par tner il materiale utile a valutare l’applicabilità locale delle esperienze straniere e restituire all’Europa dati e risultati dei progetti.

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All’interno di Creator un progetto per tutelare la salute degli anziani

La Valsaviore in Europa con RECO L’Unione dei Comuni della Valsaviore, rappresentata dal Comune di Berzo Demo, è stata inserita nel progetto Europeo denominato “Creator - Sottoprogetto Reco”. Il progetto finanziato dalla Comunità Europea si propone di sviluppare politiche territoriali creative, che abbiamo come contenuto lo sviluppo dei temi correlati all’invecchiamento, assicurando ai territori coinvolti finalità di coesione sociale a lungo termine. Berzo Demo, 1700 abitanti in Valsaviore, dove i paesi distano tra loro alcuni km e i mezzi di trasporto pubblici sono pressoché inesistenti, si è trovato catapultato in Europa per un confronto sui temi dell’invecchiamento con:

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Ungheria - città di Miskolc, abitanti 168.075; Svezia - città di Umea, abitanti 79.594; Polonia - città di Poznam, abitanti 551.627; Francia - città di Nancy, abitanti 108.597; Finlandia- città di Hameenlinna abitanti 67.280

Il confronto con realtà ben più grandi e strutturate della Valsaviore, ha preoccupato non poco il Responsabile incaricato di seguire il progetto, che

affiancato da interpreti/collaboratrici ha iniziato il giro dell’Europa alla ricerca di “Buone Pratiche” per l’invecchiamento attivo nella società. Coinvolgere Volontari per strutturare servizi a favore degli anziani è la parola d’ordin e del progetto. Gli obbiettivi iniziali scelti su cui lavorare e sviluppare il progetto erano tre: ANNO XVI N. 2

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1) I Volontari dell’ARNICA nella protezione civile; 2) L’assistenza infermieristica domiciliare ed un corso per diabetici; 3) Analizzare gli interessi degli over 50 trattati nel progetto per le attività da svolgere nel tempo libero. Al meeting di Brescia dopo un par tecipato dibattito sull’organizzazione dei volontari in Italia, sulla loro autogestione, dopo l’analisi del questionario predisposto ed inviato a 732 persone, l’attenzione si è focalizzata sulla presentazione del corso per diabetici da par te dell’Associazione Diabetici Camuna, rappresentata da Patrizia Richini. Da Brescia in poi, nonostante le ampie discussioni sui risultati del questionario, l’attenzione si è sempre più focalizzata sui diabeti, malattia in forte espansione in tutto il mondo. Il progetto iniziale, con l’integrazione dell’attività fisica, rivolto anche ai soggetti con patologie diverse al diabete si è appena concluso e in settembre saranno resi noti i risultati clinici ottenuti dai numerosi partecipanti. Le pratiche viste negli altri paesi europei sono ripetitive: centri diurni ben organizzati integrati da volontari, ma gestiti da dipendenti pubblici, scuole professionali che preparano i ragazzi per una professione sociale sempre più attuale a causa dell’invecchiamento della popolazione della popolazione europea, scuole che offrono la possibilità ai disoccupati in età avanzata di impar are una professione, realtà ed esperienze che nei maggiori centri della Provincia Bresciana sono presenti. Berzo Demo e la Valsaviore si sono affidati ai Volontari dell’A.D.C. per sviluppare un progetto che in Europa non ha trovato eguali, suscitando molto interesse e votata come seconda “Buona Pratica” da adottare in Europa al Meeting di Poznam da tutti i progetti di Creator. La Buona Pratica per invecchiare bene, suggerita dal partners “Unione dei Comuni della Valsaviore”, sarà tradotta in concreto su un manuale, a disposizione degli esperti del settore che vorranno metterlo in pratica.

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LE INIZIATIVE DI ACB

30 OTTOBRE: LA GIUSTIZIA RIPARATIVA IN TERRITORIO BRESCIANO Presso la Sede territoriale di Regione Lombardia, in via Dalmazia 92/94 a Brescia, si terrà l’incontro dal titolo “La giustizia riparativa sul territorio bresciano: il rapporto fra esecuzione penale e comunità locale”. L’occasione, prevista per il prossimo 30 ottobre 2012 dalle 15:00 alle 17:00, dopo i saluti introduttivi di Emanuele Vezzola, Presidente di ACB e dell’assessore provinciale ai Servizi Sociali Aristide Peli, vedrà l’intervento del Prof. Carlo Alberto Romano, docente di Criminologia presso l’Università degli Studi di Brescia: “Carcere e territorio: il dialogo possibile” A seguire si esporranno le esperienze dei Comuni di Brescia, Bovezzo e Monte Isola in merito ai percorsi di giustizia riparativa nella realtà bresciana. Per INFO: http://www.acb.bs.it/content/30ottobre-la-giustizia-riparativa-sulterritorio-bresciano-il-rapportofra-esecuzione-penal

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APRILEPAG.4 OTTOBRE 2012

Il 26 ottobre l’incontro formativo presso il Salone Acli a Brescia

Continua il progetto Ads Brescia Il Progetto AdS Brescia è stato avviato nel 2010 con il patrocinio di Regione Lombardia ed il finanziamento di Fondazione Cariplo, Co.Ge. e CSV. Ads raggruppa 17 associazioni che ccondividono il fine della diffusione della cultura della Protezione Giuridica. Molte le iniziative sin’ora poste in essere, da incontri di sensibilizzazione per le famiglie realizzati in collaborazione con i Comuni, alla predisposizione di materiale informativo fino all’organizzazione di incontri di formazione per Amministratori di SosSostegno. Tra le novità utili a rendere più efficace l’operatività sul territorio della legge 6/2004:

- La sottoscrizione del Protocollo “Innovagiustizia” per la definizione delle modalità di collaborazione tra i vari attori operanti nell’ambito della Protezione Giuridica e la Cancelleria della Volontaria Giurisdizione presso il Tribunale di Brescia. - Una rinnovata sinergia tra i vari attori istituzionali, UPG dell’ASL in primis, e le realtà del Terzo Settore (allo scopo sono in corso di perfezionamento delle “Linee guida territoriali” che costituiranno il vademecum operativo per le varie figure operanti nel campo della Protezione Giuridica provinciale). - Formazione di volontari e Assistenti Sociali per l’apertura di sportelli di ANNO XVI N. 2

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LE INIZIATIVE DI ACB SERVIZI

informazione, consulenza e accompagnamento delle famiglie per le pratiche connesse alla nomina dell’AdS e per la sua assistenza nella fase successiva alla nomina.

Ardesi. La sede il Salone Acli in via Corsica 165 a Brescia. 25 OTTOBRE: PICCOLI COMUNI E PATTO DI STABILITÀ

- Creazione di sportelli decentrati sul territorio della provincia al fine di favorire l’utenza con una migliore prossimità del servizio nei confronti del bisogno.

Presso il CFP Zanardelli, in via Gamba 12 a Brescia, si svolgerà un convegno organizzato da Associazione Comuni Bresciani Servizi srl e Associazione professionale dei Segretari Comunali “G.B. Vighenzi” dal titolo: “Piccoli Comuni e Patto di Stabilità: riflessioni operative sulle nuove disposizioni per i Comuni con popolazione tra i 1001 e i 5000 abitanti”. L’occasione, che avrà luogo dalle ore 9:00 alle 14:00, si propone di offrire gli strumenti conoscitivi per predisporre, in previsione dell'applicazione del'art. 31 della Legge 183/2011, con decorrenza dall'esercizio 2013, l'immediata adozione di alcune cautele utili ad attenuare i pesanti impatti che graveranno dal prossimo anno sugli Enti.

Grazie in particolare alla diffusione di quest’ultimi sarebbe favorita l’individuazione di soggetti sensibili alle pro-e blematiche connesse alla “fragilità” disponibili a svolgere il ruolo di AdS. La frequente chiamata di Sindaci ed

Assessori a svolgere il ruolo di AdS è indicativa della rilevanza del fenomeno come della necessità di mantenere alta l’attenzione sullo stesso se si vuole salvare lo spirito della legge 6/2004 che vede la centralità del soggetto beneficiario della misura di protezione e l’AdS come lo strumento per la realizzazione del suo progetto di vita, per quanto residuale possa essere. Di questo ed altro si parlerà in un incontro fissato per venerdì 26 ottobre prossimo, dalle ore 8:30 alle 13:00, alla presenza del Giudice Tutelare dr. Massetti, della coordinatrice dell’Ufficio di Protezione Giuridica dell’ASL dott.sa Lorini e con la docente universitaria l’Avvocato del Foro di Brescia dott.sa

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La quota d’iscrizione è quantificata in euro 50,00 a Comune. L'iscrizione consentirà altresì la partecipazione ad una tavola rotonda che si terrà in Brescia e Valcamonica, in cui esperti qualificati risponderanno a singoli quesiti operativi. Per INFO: http://www.acb.bs.it/content/ 25-ottobre-piccoli-comuni-epatto-di-stabilita-riflessionioperative-sulle-nuove-disposizion

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Le quotidiane attività a tutela del fiume promosse da AIPo

Passato presente e futuro del Po Le principali attività dell’A.I.Po consistono nella progettazione ed esecuzione degli interventi sulle opere idrauliche di prima, seconda e terza categoria, di cui al Testo Unico n. 523/1904, sull’intero bacino del po; nonché nei compiti di Polizia Idraulica e Servizio di Piena sulle opere idrauliche di prima, seconda (R.D. 2669/1937) e terza categoria arginata (art. 4 comma 10ter Legge 677/1996). Dette attività sono espletate dal personale idraulico lungo tutti i tratti arginati che ammontano a 3564 Km, suddivisi in 94 tronchi di custodia (Ufficiali Idraulici) e 220 tronchi di guardia (Sor veglianti Idraulici). Le problematiche connesse con la stabilità arginale e la tutela delle opere idrauliche erano già note in tempi remoti mentre gli interventi ed i servizi di tutela, pur già esistenti, vennero sistematizzati su tutta l’asta praticamente dall’unità d’Italia con l’Istituzione degli uffici provinciali del Genio Civile, ed in seguito con l’emanazione del R.D. 25 luglio 1904 n. 523: “Testo Unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie”, e del R.D. 9 dicembre 1937 n. 2669 “Regolamento sulla tutela delle opere idrauliche di prima e seconda categoria e delle opere di bonifica”. Tali disposizioni di legge, tuttora vigenti seppure con qualche ANNO XVI N. 2

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integrazione e modifica, hanno regolato e regolano tuttora l’attività di Polizia Idraulica e Ser vizio di Piena. In particolare il R.D. 523/1904 all’art. 96 prende in esame e regolamenta tutte le attività che possono arrecare danni alle arginature. Il corpo normativo relativo alle materie di cui si occupa, a vario titolo, la struttura operativa dell’Agenzia Interregionale per il fiume Po, si è via via arricchito nel corso degli anni, in particolare vale la pena di citare le più recenti: per quanto riguarda la difesa del suolo la L.18/05/1989 n. 183: “Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo”, per la Protezione Civile la L. 24/02/1992 n. 225 “Istituzione del servizio nazionale della protezione civile”, per le acque pubbliche e il demanio fluviale e lacuale la L. 5/01/1994 n. 36: “Disposizioni in materia di risorse idriche” e la n. 37 “Norme per la tutela ambientale delle aree demaniali dei fiumi, dei torrenti, dei laghi e delle altre acque pubbliche”. Risulta di particolare importanza per l’attività istituzionale la legge 183/89 sulla difesa del suolo, con con la quale vennero istituite le Autorità di Bacino, grazie alla quale sono state emanate importanti normative quali il “Piano Stralcio delle Fasce fluviali” (P.A.I., 2001) che, inglobando i contenuti dei precedenti piani stralcio TEL: 030 - 220011

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(tra cui il PS45 redatto in conseguenza degli eventi alluvionali del novembre ’94), ha preso organicamente in esame tutte le varie situazioni di criticità idrogeologica del bacino. Per quanto riguarda il reticolo idrografico relativo ai corsi d’acqua principali (interessati dalle fasce fluviali), il progetto di assetto idraulico per la messa in sicurezza, una volta analizzate le situazioni di dissesto in atto, è proseguito determinando dapprima la portata di riferimento (Tr=200 anni), studiando quindi la risposta idraulica della rete fluviale ed ipotizzando l’assetto di progetto sulle aste principali del bacino. La complessità ed interdipendenza delle normative suddette, con le quali il personale in servizio si deve quotidianamente confrontare, fa si che la specializzazione dello stesso sia ormai divenuta un’esigenza fondamentale per il corretto svolgimento dei compiti istituzionali. Dal 2007 la Regione Lombardia, in base alla Legge Regionale 30/2006 e a una convenzione con Aipo, ha affidato all’Agenzia le competenze in materia di navigazione interna del sistema idroviario padano-veneto e demanio fluviale in precedenza gestite dalla soppressa Azienda Por ti di Cremona e Mantova. Tra i compiti principali dell’Ufficio Gestione Navigazione Lombarda ci sono la gestione del sistema idroviario del fiume Po e delle idrovie collegate (canali Pizzighettone-Cremona e Mantova-adriatico) e la progettazione e costruzione delle relative opere idrauliche. Già nel 1806 Eugenio Napoleone aveva istituito un “Magistrato civile per lavori generali che riguardano il grande sistema del Po”, mentre a Parma

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l’Ufficio di ispezione superiore del genio Civile per il Po. Dopo l’unità d’Italia, in occasione delle prime grandi piene del secolo, quelle del 1907 e 1917, si sentì l’esigenza di individuare una struttura unica alla quale affidare il coordinamento unitario dell’attività idraulica di tutto il complesso bacino del Po. Nel 1924, infatti, fu istituito il Circolo di Ispezione del genio Civile per il Po, con sede a Parma, al quale vennero affidati i compiti della vigilanza nei progetti, sulla esecuzione delle opere riguardanti la sistemazione e la regolarizzazione degli alvei e sulla polizia idraulica in tutto il corso del fiume suoi affluenti. Il verificarsi della catastrofica alluvione del 1951 determinò l’istituzione del Magistrato per il Po, quale efficace struttura unitaria operante a livello di bacino. La legge istitutiva è del 12 luglio 1956, n. 735 alla quale seguì quella del 18 marzo 1958, n. 240 e quella del 10 ottobre 1962, n. 1484 che lo trasformarono da semplice ufficio di coordinamento in organo di amministrazione attiva con pieni poteri in materia di programmazione, esecuzione e gestione delle opere di difesa dell’intero bacino. Nella scelta della denominazione “magistrato” venne seguita la prestigiosa tradizione della Serenissima repubblica di Venezia, dove già nel 1397 esisteva uno speciale “Magistero dei Savi” (Sapientes super acquis) dal quale derivò, nel 1543, il Magistrato delle Acque di Venezia che cura i corsi d’acqua della pianura veneta (a nordest dell’Adige). Il Magistrato del Po, già organo decentrato interregionale del Ministero dei Lavori Pubblici, poi organo decentrato interregionale del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e del Ministero dell’Ambiente e del Territorio, dal gennaio 2003 è Agenzia Interregionale per il fiume Po (A.I.Po), in attuazione dell’art. 89 del D.L. 112/1998. Le regioni interessate sono Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Parallelamente all’attività dell’Agenzia opera l’Autorità di bacino del fiume Po. L’attività è di studio e di predisposizione del Piano di bacino, della programmazione, del coordinamento e del controllo dei relativi Piani Stralcio a livello di sottobacino, per effetto delle nuove norme sulla difesa del suolo (Legge 183/89) costituisce, oggi, l’attività precipua dell’Autorità di Bacino. Nell’ambito della stessa Autorità di Bacino, l’Agenzia InANNO XVI N. 2

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terregionale per il fiume Po è costantemente impegnata al fianco delle amministrazioni statali (Ambiente e Beni Culturali, Infrastrutture e Trasporti) e locali (Regioni, Province, Comunità Montane, ecc.), che della stessa Autorità fanno parte integrante, in un contesto più ampio, che trascende l’aspetto meramente idraulico delle proprie competenze, con la presenza dei propri dirigenti tecnici nelle diverse Commissioni e Sottocommissioni. Il bacino idrografico tributario del Po si estende per circa 74.000 Kmq e, come detto, abbraccia, pressoché interamente, il territorio di quattro regioni (Valle d’Aosta, Piemonte , Lombardia e Emilia Romagna più parte del Veneto per quanto riguarda il delta in Provincia di Rovigo), oltre a modeste porzioni delle regioni finitime (Liguria, Toscana e la Provincia Autonoma di Trento), nonché circa 150 Kmq di territorio svizzero. In totale sono interessate 24 province e 3200 comuni. esso è solcato da 4500 km di corsi d’acqua, con un’estensione di arginature di seconda e terza categoria di 3564 Km. Par ticolarmente impegnative, soprattutto per l’ormai intensissima antropizzazione dell’intero bacino e per l’aumentata sensibilità delle popolazioni nei riguardi dei problemi connessi alla tutela ambientale e fluviale, sono le funzioni svolte dall’Agenzia in materia di Polizia Idraulica, per il cui espletamento sono in fase di studio nuovi e più aggiornati criteri di gestione e di organizzazione. Strettamente connesse alla gestione delle opere idrauliche e alla Polizia Idraulica sono la direzione ed il coordinamento del Servizio di Piena, che si espleta

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LE INIZIATIVE DI ACB SERVIZI NOVEMBRE: CORSO PER CERTIFICATORI ENERGETICI DEGLI EDIFICI Scadrà il 20 novembre prossimo il termine per le iscrizioni al corso accreditato CENED Cod. n. 898 per tecnici certificatori energetici degli edifici. Il superamento di questo corso, che ha conosciuto nelle passate edizioni un più che discreto successo, consente ai discenti, se in possesso dei requisiti previsti dalla DGR VIII/5018 e s.m.i. e previo il superamento dell'esame finale, l'inserimento del proprio nominativo nell'elenco regionale dei certificatori energetici. La durata del corso sarà di 72 ore e si svolgerà nel periodo compreso tra il 28 Novembre e il 6 Febbraio prossimi. La frequenza è obbligatoria e, ai fini dell'ottenimento dell'attestato finale, è necessario presenziare ad almeno il 75% della totalità delle ore previste dal corso. Quanti provvederanno all'iscrizione entro il 31Ottobre beneficeranno di uno sconto del 10%. Per INFO: http://www.acb.bs.it/content/ corso-tecnici-certificatorienergetici-degli-edifici

lungo i tratti del Po e dei suoi affluenti interessati da opere idrauliche di prima e di seconda categoria, i tratti cioè, posti in corrispondenza dei confini nazionali e quelli le cui arginature continue sono poste a protezione degli abitati delle opere pubbliche e degli insediamenti più importanti per la collettività, oltreché sui tratti arginati di terza categoria di una certa rilevanza. TEL: 030 - 220011

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Tar e gioco d’azzardo: le ultime novità

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Alcune novità introdotte del decreto Enti locali: tra obbiettivi e ricadute pratiche

La disfida delle slot Delibere comunali: il parere tecnico è sempre obbligatorio La premessa è l’inequivocabile aumento e diffusione negli ultimi tempi dell’uso delle slot machine con conseguente e preoccupante inasprimento della cosiddetta “ludopatia”: una patologia compulsiva che porta alla dipendenza da gioco d’azzardo (ne soffrirebbe ben il 3% della popolazione italiana adulta, circa 1milione e mezzo di persone). Negli ultimi mesi il Tar è stato più volte chiamato ad esprimersi su delibere comunali in merito all’argomento facendolo quanto mai attuale e discusso. La buona volontà delle Amministrazioni di contenere il problema si è infatti andata scontrando con le normative nazionali in vigore che regolano il settore, ma solamente dal punto di vista dell’ordine pubblico. Uno spiraglio per l’autonomia sul tema da parte di Regioni e Province si era avuto con la sentenza n. 300 del 2011 della Corte Costituzionale che ha riconosciuto la legittimità della legge 13/2010 della Provincia Autonoma di Bolzano, con cui si introducevano limiti all’apertura di sale giochi in relazione alla prossimità a determinati luoghi. Ma il problema si è ripresentato, senza soluzione di sorta, poi, a Chiavenna, Bastia Umbra, e in provincia di Grosseto. Più di recente il Tar ha accettato il ricorso di due esercenti contro l’ordinanza del Sindaco di Varese Attilio Fontana circa la regolamentazione degli orari d’apertura delle sale giochi dalle ore 9 alle 22: “Impugneremo la sentenza al Consiglio di Stato, vedremo di modificare l’ordinanza oppure interverremo sul regolamento, abbiamo l’intenzione di perseguire tutte le strade consentite per opporci a questa situazione” la risposta del primo cittadino e Presidente di Anci Lombardia. Ma anche il bresciano ha le sue grane: a Bagnolo Mella il Tar ha di recente bocciato il regolamento comunale (già precedentemente sospeso) che prevedeva la chiusura serale alle 20:00 per le sale gioco. Non starebbe infatti al Comune il diritto di limitarne gli orari, "la gestione di sale giochi” si legge poi nella sentenza “è un’attività lecita, svolta sotto il rigoroso controllo dell’autorità di pubblica sicurezza nell’ambito del gioco lecito affidato alla cura di Aams, con significative entrate per l’erario”. Gli unici poteri esercitabili dai Comuni, quindi, restano relegati ad oggi all’ambito delle sole disciplina urbanistica e della viabilità. ANNO XVI N. 2

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Ogni delibera di Giunta o Consiglio deve essere accompagnata dal parere tecnico del responsabile del servizio interessato e dal via libera del responsabile dei servizi finanziari in tutti i casi in cui comporti “riflessi diretti e indiretti” sulla situazione economico-finanziaria o anche sul patrimonio dell'ente. Alla notizia è stato dato ampio spazio sulla stampa specializzata nei giorni scorsi. Pare così questo il primo cambio di rotta nell'attività dei Comuni determinato dall'entrata in vigore del decreto Enti locali che fa scattare anche il conto alla rovescia per l'attuazione dei costi della politica nelle Regioni. Con le regole pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale diventano operativi anche i rafforzamenti dei controlli esterni, sia sulle Regioni sia sugli Enti locali, che però cominceranno a mostrare le loro ricadute operative solo nei prossimi mesi. I primi effetti concreti, da questo punto di vista, sono sulle sezioni regionali di controllo della Corte dei conti, investite di nuovi compiti e che, in base al decreto, potranno utilizzare anche uomini della Guardia di finanza (d'intesa con il ministero dell'Economia) e di magistrati delle sezioni giurisdizionali della stessa Corte. Il primo dato applicativo con l'entrata in vigore del decreto si con-

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centra sui controlli interni e continui nell'attività dei Comuni. I politici locali, in pratica, potranno utilizzare anche uomini della Guardia di finanza (d'intesa con il ministero dell'Economia) e di magistrati delle sezioni giurisdizionali della stessa Corte. Il primo dato applicativo con l'entrata in vigore del decreto si concentra sui controlli interni e continui nell'attività dei Comuni. I politici locali, in pratica, potranno dribblare i pareri dei responsabili tecnici solo con “adeguate motivazioni espresse”, mentre il responsabile dei servizi finanziari vede crescere drasticamente il numero di atti su cui dovrà vigilare in via preventiva. Fino a ieri il passaggio sulla sua scrivania era obbligatorio solo per gli atti che compor tassero “impegno di spesa o diminuzione di entrata”, mentre ora il riferimento a qualsiasi effetto diretto o indiretto su conti o patrimonio lo porterà a mettere gli occhi preventivamente su quasi tutte le scelte (sono esclusi solo gli “atti di mero indirizzo”). Insieme al responsabile dei servizi finanziari, di cui viene sancita meglio l'autonomia dagli organi politici, si vedono ampliati i compiti di controllo anche il segretario, il direttore generale (dove c'è) e i revisori dei conti, che dovranno estendere per legge il loro monitoraggio anche alle società partecipate.

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PERIODICO D’INFORMAZIONE DI ASSOCIAZIONE COMUNI BRESCIANI

E’ al via la seconda fase della quarta edizione del progetto

Sportello Privacy e trasparenza: la nuova fase La quar ta edizione del progetto Privacy & Trasparenza, dopo il successo della prima fase e a seguito dei contenuti emersi nel corso del workshop sul "Codice dell'Amministrazione Digitale", inaugura ora un secondo periodo dedicato al proseguo della propria attività ed apre le iscr izioni. Il r innovato obbiettivo è come sempre il pieno supporto tecnico di accompagnamento ai Comuni associati che vogliano adeguare le proprie organizzazioni alle disposizioni vigenti in tema di erogazione dei servizi. In questa fase progettuale si supporteranno le Amministrazioni che intenderanno aderirvi con attività multidisciplinari, risposte a quesiti, notizie e novità normative e giurisprudenziali. Quattro, in particolare, le macro-attività che verranno messe in essere: lo sviluppo del “network intercomunale”, l’elaborazione di una bozza di schema regolamentare, l’affiancamento utile all’individuazione di soluzioni operative ragionate ad hoc e la tempestiva segnalazione di ogni novità sul tema. Grazie alla collaborazione con Provincia di Brescia il costo per l'adesione rimarrà estremamente contenuto, mentre ulteriori facilitazioni saranno destinate ai Comuni alle passate edizioni già aderenti. I Comuni interessati dovranno far pervenire ad ACB Servizi la scheda d'iscrizione entro il giorno 31 ottobre 2012 p. v. al numero di fax: 030-2477935

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OTTOBRE 2012

Cambio di residenza ed oneri per le prestazioni sociali

Vorrei sottoporre un quesito relativamente alle competenze dei comuni nei casi di trasferimento di residenza degli utenti presso altri comuni a seguito inserimento in strutture residenziali. Dato per assodato che l’eventuale onere della retta di ricovero rimane a carico del comune di provenienza dell’utente, come ben specificato dalla normativa, non mi risulta altrettanto chiaro se per tutte le altre prestazioni l’onere debba essere a carico del comune di provenienza o di quello dove l’utente ha acquisito nuova residenza a seguito inserimento in struttura residenziale. La legge regionale 3/2008 art. 8 comma 2 stabilisce: “Gli oneri per le prestazioni sociali e le quote a carico dei comuni, relative a prestazioni sociosanitarie, sono a carico del comune in cui la persona assistita è residente…” ma nel caso in cui un utente acquisisca la residenza in altro comune a seguito ricovero in struttura tali oneri per prestazioni sociali e sociosanitarie (esclusi quelli relativi al pagamento della retta che rimangono a carico del comune di provenienza) devono essere assunti dal nuovo comune o rimangono in capo al comune di provenienza?  Il comma 5 della medesima legge prevede: “Qualora la persona assistita sia ospitata in unità d’offerta residenziali situate in un comune diverso, i relativi oneri gravano comunque sul comune di residenza o di dimora in cui ha avuto inizio la prestazione…” vorrei capire se per relativi oneri oltre all’integrazione della retta vengono ricompresi anche tutti quelli relativi all’assistenza dell’utente dopo il cambio di residenza. Riporto di seguito la situazione di una nostra utente che nell’anno 2008 è stata inserita in casa albergo in un altro comune. Dopo l’inserimento ha acquisito residenza nel comune dove è collocata la struttura, il nostro comune ha provveduto in questi anni all’integrazione della retta. Per quanto riguarda le altre necessità assistenziali dell’utente il servizio sociale di riferimento continua ad essere quello del nostro comune o quello dove è collocata la casa albergo? Per farle un esempio, attualmente l’utente necessita di un contributo economico per l’acquisto di occhiali da vista. In questo caso chi deve erogare il contributo, il nostro ente o quello dove l’utente ha attualmente la residenza?

Risposta: L’art. 8, comma 5, della L.R. 12 marzo 2008, n.3, (Partecipazione al costo delle prestazioni) afferma: “Qualora la persona assistita sia ospitata in unita` d’offerta residenziale situata in un comune diverso, i relativi oneri gravano comunque sul Comune di residenza o di dimora in cui ha avuto inizio la prestazione, essendo a tal fine irrilevante il cambiamento della residenza o deldella dimora determinato dal ricovero”. Pertanto il cambiamento della residenza in questo caso non influisce sulla competenza obbligatoria del comune di Calvagese per tutte le prestazioni assistenziali dovute alla persona interessata secondo i criteri in vigore nel comune stesso. In sostanza il contributo per l’acquisto degli occhiali da vista deve essere erogato dal Comune.

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Acb - Informa Ottobre 2012  

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