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NUMERO 14

SUPPLEMENTO A CURA DELLA REDAZIONE DELLA VOCE DEI BERICI - ALLEGATO

AL N.

7 DEL 23 FEBBRAIO 2014

Il cammino dell’uomo verso la casa di Dio uando si pensa al pellegrinaggio all’interno del mondo della Bibbia immediatamente il pensiero va ai cosiddetti “Salmi delle ascensioni a Gerusalemme” (Salmi da 121 a 135). Molto probabilmente erano preghiere che i pellegrini diretti verso la Città del Santo recitavano lungo il cammino. Da qualsiasi parte giungessero, i pellegrini dovevano necessariamente salire verso la Città di Dio che si trova a circa 800 metri di altitudine. Qualcuno pensa, addirittura, che questi Salmi fossero recitati all’interno del Tempio, nello spazio antistante il cortile dei sacrifici, dato che c’era una scalinata di 15 gradini, tanti quanti i Salmi delle Ascensioni. Tra questi Salmi ve ne è uno che spicca per il particolare interesse in riferimento al pellegrinaggio. Si tratta del Salmo 84: diverse volte leggiamo questo testo negli incontri preparatori al pellegrinaggio nella Terra del Santo. Il Salmo è stato recentemente scandagliato dal prof. Fidanzio, docente di Sacra Scrittura alla Facoltà Teologica di Lugano. Lo studioso ha proposto una sua traduzione, tenendo conto degli innumerevoli studi sul tema. Tre gli stimoli forti che il testo pone sul tema del pellegrinaggio e dell’uomo che si dirige alle «amabili dimore di JHWH» che si trovano in Sion.

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Il primo elemento significativo è evidenziato nel v.6: «Beato l’uomo la cui forza è in Te, e ha le tue vie nel suo cuore». La traduzione letterale del testo indica che l’uomo è contento e fiducioso di Dio perché sente interiormente che la forza per compiere il cammino viene da Lui, ed è proprio questa energia vitale che apre vie che scaturiscono dal profondo, cioè dal cuore della sua vita. Il pellegrinaggio, quindi, è in primo luogo risposta all’esigenza interiore di mettersi in cammino sulle vie di Dio. Il secondo elemento, al v.8, il testo afferma che i pellegrini «Camminano di vigore in vigore». Secondo l’interpretazione esegetica del testo sembra che proprio camminando i pellegrini acquistino progressivo slancio per andare avanti. Invece di accumulare stanchezza, il Salmo sottolinea che il pellegrino non sente la fiacchezza e il venir meno delle forze ma, anzi, più procede più tende desideroso all’incontro con la presenza e il volto di Dio che si mostra nella città dove Lui risiede e abita. Il terzo elemento, alla fine del salmo, afferma che Dio «non rifiuta il buono ai camminanti in integrità». Il pellegrino, infatti, è colui che riceve dal Signore suo Dio ciò che è buono e bello per la sua vita e intraprende un cammino e un percorso, dove

Gerusalemme nella Mappa di Madaba - Giordania manifestare con il suo stile di vita, le sue scelte, il suo modo di fare e di essere, il “bell’incontro” che ha fatto con quel Dio che è “tutto Grazia e Amore”. Quindi, dall’esperienza del pellegrinaggio rinasce una vita buona, vissuta nel nome del Signore. Il pellegrinaggio non è solo

un andare a Dio, ma anche un ritornare da Lui con il volto irradiante e luminoso. Papa Francesco, nell’omelia della scorsa notte di Natale, ha più volte fatto riferimento al modo di essere pellegrini nel tempo che ci è dato di vivere. Il popolo di pellegrini non è popolo errante, ma è un popolo di «gente pelle-

UN PONTE PER BETLEMME Preghiera del primo marzo parrocchia di Villalta, ore 20.30 Da qualche anno l’Ufficio Pellegrinaggi ha fatto sua l’iniziativa di Pax Christi e di alcuni laici e religiosi che amano la Terra Santa, di unirsi in preghiera con Betlemme per sostenere i nostri fratelli cristiani che vivono la sofferenza generata dalla barriera di separazione tra Israele e Palestina. La preghiera, guidata da don Giacomo Viali e don

Assisi (4gg) * Terra del Santo (8gg) Roma (3gg) Lourdes (4gg) Barcellona (7gg) * Roma (2gg) Terra del Santo: Itinerario sponsale (8gg) * Armenia (9gg) Turchia (8gg) Santiago in bicicletta* Terra del Santo: Speciale (8gg) * Belgio e Olanda (8gg) * Terra del Santo (8gg) Santiago con tratti a piedi

09-21 ago 20-27 ago 23-30 ago 22-29 set 25 set - 02 ott 02-09 ott 10-17 ott 21-28 ott 05-12 nov 12-19 nov 23 nov - 03 dic Capodanno

Gianantonio Urbani, cade nel decimo anniversario dell’innalzamento della prima lastra di muro presso Betlemme. Un ponte di comunione costruito con la forza dei poveri, nella beatitudine dei miti e dei costruttori di pace. Un invito a tutti i pellegrini per vivere un momento di preghiera alla luce della fede che si fa vicinanza e solidarietà.

Mini Pellegrinaggi 2014

Pellegrinaggi 2014 24-27 mar 24 apr - 1 mag 25-27 apr 02-05 mag 02-08 mag 10-11 mag 13-20 mag 30 mag - 07 giu 13-20 giu 12-27 lug 13-20 lug 20-27 lug 31 lug - 07 ago 03-15 ago

grina verso la Terra Promessa... che sa sperimentare il mistero del camminare e del vedere». Il pellegrino è colui che sa camminare «intorno a noi e dentro di noi» e soprattutto coltiva una grande attenzione che diventa quasi un imperativo: «La legge del pellegrino è vegliare»! don Raimondo Sinibaldi

Terra del Santo: speciale giovani (13gg) * Fatima-Santiago (8gg) Uzbekistan (8gg) * Giordania (8gg) Santiago con tratti in pullman (8gg) * Terra del Santo (8gg) Fatima e Santiago (8gg) Esercizi Spirituali nella Terra del Santo (8gg) Gerusalemme (8gg) * Terra del Santo: speciale deserti (8gg) * Etiopia cristiana (11gg) Terra del Santo (8gg) * Novità 2014

UNO - TRE GIORNI 07 marzo

TRIESTE EBRAICA E LA RISIERA DI SAN SABBA

26 marzo

CHIESE LONGOBARDE NEL VICENTINO

01 - 03 maggio

LAGO MAGGIORE

29 maggio – 01 giugno MINI PELLEGRINAGGI NEL WEEKEND DEL FESTIVAL Settembre

MARZABOTTO-MONTESOLE

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In collaborazione con l’Associazione Presenza Donna, una testimone d’eccezione per l’8 marzo

Guardare e custodire: donne per il genere umano “

Ci guardano: fa’ il bravo!”. Quante volte una mamma ha detto questo al bambino che non voleva sentire ragioni? Tante volte ce lo siamo sentiti dire, nella nostra infanzia: se un altro ti guarda, se le persone vedono quello che fai, se tua madre vede ciò che stai combinando, tu senti questo sguardo dentro di te: ti aiuta a verificare se quello che stai facendo è giusto, è onesto, è buono. Essere giusti, onesti, buoni è molto difficile nella vita: ed è ancor più difficile esserlo da soli, autonomamente, senza nessuno sguardo esterno che ci aiuti a scrutare il bene e il male che si confliggono nelle azioni, nei fatti, nei pensieri, nelle politiche nazionali e internazionali. E in Israele un gruppo di donne si mette a guardare: si ferma ai checkpoint dove i palestinesi devono passare per essere controllati dall’esercito israeliano, e guardano. Sono donne israeliane, sono madri ebree che con la loro presenza protestano contro l’esistenza dei checkpoint che il loro go-

verno ha costruito in Palestina e nei territori occupati. Con la loro presenza ‘custodiscono’ l’idea di giustizia, di tutela dei diritti umani, e scrivono sistematicamente al governo e all’ONU. “Custodiscono” quella piccola porzione di genere umano che è loro data di vedere, in quei checkpoint, attraversati dai palestinesi e sorvegliati dai soldati israeliani, perché i soldati si sentano guardati, e provino a verificare se quello che stanno facendo è giusto, è onesto, è buono. Daniela Yoel è una di queste donne israeliane dell’organizzazione Machsom Watch. Nella sua testimonianza scritta nel libro “Bocche scucite” di don Nandino Capovilla dice: «Never again: ogni israeliano ha questo grido nel cuore. Anch’io ho sempre davanti ai miei occhi il dramma della Shoah: tutta la famiglia di mia madre è stata deportata ad Auschwitz. Nessuno è rimasto. Ho un dialogo immaginario con questa famiglia che non ho mai conosciuto, che mi dice: “Guardati intorno e se vedi la gente che soffre, non

puoi rimanere indifferente. Devi guardare e ridurre almeno un po’ la sofferenza di queste persone. Siamo andati incontro alla morte e la nostra era una sofferenza anonima. Nessuno ci era vicino. Nessuno sembrava vederci”. Per me è questa l’eredità della Shoah: non rimanere indifferenti al dolore degli altri». Daniela Yoel sarà a Vicenza nella settimana dell’8 marzo, invitata dall’Ufficio Pellegrinaggi e dall’Associazione Presenza Donna per dare voce a queste azioni e pensieri di donne che operano per i diritti umani, donne solidali al di là delle barriere, dei muri, delle sbarre. Per raccogliere le eredità spirituali di tante persone che sono andate incontro ad una morte senza nome, e hanno lasciato a tutti il compito di ripetere con la voce, la vita, lo sguardo: “never again”. La Yoel raccoglie l’eredità di un’altra grande donna ebrea olandese, morta a ventinove anni ad Awschvitz, di cui ricorrono i cent’anni dalla nascita: Etty Hillesum. Nella sua esistenza ha saputo vedere ciò

che accadeva al suo popolo, ne ha condiviso volontariamente il destino, continuando a credere nella bontà del genere umano, sempre fedele alla vita, in un percorso che l’ha portata a scoprire Dio: «Dentro di me c’è un pozzo molto profondo. E in quel pozzo c’è Dio». Un’eredità preziosa per tutti, che diventa un impegno di aiuto: «Una cosa però diventa sempre più evidente per me, e cioè che tu [Dio] non puoi aiutare noi, ma che siamo noi a dover aiutare te, e in questo modo aiutiamo

Daniela Yoel (foto di K.U.) noi stessi. L’unica cosa che possiamo salvare di questi tempi, e anche l’unica che conta veramente, è un piccolo pezzo di te in noi stessi, mio Dio. E forse possiamo anche contribuire a disseppellirti nei cuori devastati di altri uomini (...). Tocca a noi aiutare te, difendere fino all’ultimo la tua casa in noi». Guardare. Capire alla luce della fedeltà al genere umano e a Dio. Agire per quel poco di bene che possiamo attuare. Custodire il volto di Dio in noi. Sr Federica Cacciavillani

Incontri con Daniela Yoel Giovedì 6 marzo, ore 20.30 sede di Presenza Donna, Vicenza, contrà san Francesco Vecchio 20: Bocche scucite. Parole in dialogo dalla Palestina. Daniela Yoel e don Nandino Capovilla Venerdì 7 marzo, ore 10.00 incontro con i giovani dell’Istituto Tecnico Commerciale G. Piovene, Vicenza Guardare, conoscere, capire, agire: sinonimi di ‘parlare’? Sguardi incrociati sulla Palestina

Daniela Yoel e don Nandino Capovilla Sabato 8 marzo, ore 20.30 coro delle monache della chiesa vecchia di Araceli, Vicenza: preghiera al femminile Guardare per custodire. Donne fedeli al genere umano. Domenica 9 marzo, ore 20.30 Centro San Giovanni Bosco, San Bonifacio: Sguardi incrociati su Israele e Palestina

A passi leggeri, quasi di danza: esercizi spirituali Un pellegrinaggio in Belgio e Olanda per entrare nell’intimità di tre nella Terra del Santo straordinarie figure femminili!

Le città delle donne

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opo le esperienze positive degli Esercizi Spirituali condotti con don Raimondo Sinibaldi, con gioia proponiamo una nuova iniziativa che tratterà un tema a me tanto caro, partendo sempre dall’elemento topografico. L’attenzione sarà posta in particolare sulle città e le donne. Le città sono luoghi dove si sviluppa la vita umana nelle sue relazioni affettive, politiche, commerciali e anche religiose. In questa proposta si desidera evidenziare il rapporto fra alcune delle città più significative della Terra del Santo e le donne. Narreremo le storie di: Dina, Rachab, Anna la mamma di Samuele, la concubina del Levita, Rut, la donna saggia di Teqoa, Betsabea, la profetessa Culda, Anna la nonna di Gesù, Maria la mamma di Gesù, l’emorroissa, la vedova di Nain, Maria Maddalena. Molte sono le donne della Bibbia che si sono messe in ascolto di Dio per stare al suo servizio in tutta la loro fisicità. Hanno impegnato corpo, anima e mente in un dialogo fecondo e si sono lasciate coinvolgere completamente. Non si tratta di donne perfette, anzi. Hanno pregi e difetti. Eppure la loro “non perfezione” non è stata un limite nella relazione con Dio, perché hanno accettato di mettersi in discussione: hanno dimostrato capacità di ascolto. Le donne della Bibbia sono del tutto simili a noi, hanno vissuto sulla loro pelle

le stesse dinamiche e le problematiche di sempre. Attraverseremo l’Antico e il Nuovo Testamento camminando a braccetto con loro, ascoltando le loro storie. Perché la loro storia è la nostra storia. Punteremo lo sguardo sulle loro vicende per dare il giusto peso alla persona. La nostra, infatti, è una fede incarnata, non è un’ideologia, ma una fede fatta di persone, è storia di salvezza. E, per fare la storia, ci vogliono le persone in carne e ossa. Nella Bibbia troviamo anche racconti di donne che sono state violentate, stuprate, martirizzate. Troppo spesso sono state dimenticate: io non voglio dimenticarmene e di queste donne voglio comunque fare memoria. Vedremo inoltre donne furbe e donne audaci, in lotta o alleate degli uomini, donne bellissime che abbagliarono gli uomini, perché si portavano addosso il fascino dell’elezione, cioè il loro rapporto stretto con Dio. Questa è la forza della berit, che in ebraico vuol dire «alleanza». È il fascino che dice tutto del nostro rapporto stretto con Dio. Dal 21 al 28 ottobre, nella Terra del Santo, racconteremo dunque le storie di tante donne con i loro avvenimenti quotidiani e dalla trama di questa semplicità i loro occhi riflessivi e attenti faranno emergere il ritratto di Dio. Antonella Anghinoni

Le ebree della Shoah E

tty Hillesum, Edith Stein e Anna Frank. Tre donne di straordinaria rilevanza, passione, profondità intellettuale e spirituale, che hanno ispirato l’Ufficio Pellegrinaggi in collaborazione con l’IRC (Ufficio Diocesano per l’Insegnamento Religione Cattolica) e il Centro Presenza Donna per l’organizzazione del pellegrinaggio in Belgio e Olanda dal 20 al 27 luglio 2014. L’iniziativa si rivela un “cammino” non solo nei luoghi della loro vita ma anche nel ripercorrere, approfondire ed assaporare i loro pensieri. La lettura trasversale di queste donne, seppur diverse tra loro, viene accomunata dalla tragica vicenda che le coinvolge e segna: la Shoah. Edith Stein, filosofa e religiosa tedesca di origine ebraica, rifiutò di salvarsi per seguire il suo popolo. Grande segno di conver-

Anna Frank

Edith Stein sione e di fede per un Dio rivolto al mondo. Andremo a visitare proprio il Monastero Carmelitano a Echt in Olanda, dove visse con la sorella sotto la persecuzione nazista. Armonia di ideologia e pensiero con Etty Hillesum, interlocutrice con Dio ed indagatrice dell’eternità. Anche lei decide di restare e di condividere il destino del suo popolo attraverso il superamento dell’odio, portando così un’abbagliante luce nello scorrere spaventoso della storia. Durante il pellegrinaggio ci sentiremo avvolti da questa sensazione nel campo di concentramento di Westerbork, dove prima ha lavorato e poi è stata internata. Ma andremo anche all’origine della sua vita, proprio nel paese natale in Olanda, a Middelburg. Etty Hillesum riporta la sua vita e il suo pensiero in un diario, proprio come Anna Frank:

bambina intelligente e curiosa, che rivelò l’orrore della Shoah attraverso uno scritto diventato poi spunto di riflessione filosofica e morale. Ci recheremo proprio nell’intimità del luogo della sua casa natale ad Amsterdam. Dando uno sguardo più ampio, il Belgio e l’Olanda si presentano come terre cariche di storia e fede, costellate da innumerevoli luoghi significativi per la vita religiosa e per il culto mariano, come Lovanio e Banneux. Spazieremo tra grandi città come Bruxelles e Amsterdam e piccoli centri, da Gand e Bruges, a caratteristiche località olandesi, che mantengono ancora il fascino degli antichi luoghi dei pescatori. È un pellegrinaggio talmente denso e ricco di spunti che non si può perdere l’occasione di partecipare! Elena Bolis


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Quando l’amore a Cristo arriva fino ai confini estremi della Terra

Via della Seta, Via della Fede La visita dell’Uzbechistan, dal 23 al 30 agosto, si rivela di grande interesse l cristianesimo primitivo ha avuto il suo luogo di riferimento fontale a Gerusalemme, perché lì si sono svolti i fatti e gli eventi decisivi della manifestazione dell’amore di Dio agli uomini, avvenuta nel dono totale di Gesù morto in croce e risuscitato. Difatti, Gerusalemme è il luogo da dove il cristianesimo inizia a diffondersi: Gesù risorto, secondo la redazione lucana, ha detto ai suoi discepoli: «Cominciando da Gerusalemme portate il lieto annunzio in Giudea in Samaria, in Galilea fino agli estremi confini della terra». A causa delle rivolte scoppiate dopo la morte di Cristo, culminate nella distruzione della città del 70 d.C., i cristiani sono fuggiti da Gerusalemme e hanno trovato principalmente accoglienza ad Antiochia sull’Oronte. Città importantissima perché era il secondo porto romano del Mediterraneo, dopo Alessandria d’Egitto: permetteva da una parte l’apertura verso il Mediterraneo e dall’altra verso il mondo asiatico. Ad Antiochia giungeva infatti la Via della Seta che, attraver-

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sando tutta la parte centrale del mondo asiatico, arrivava a Xian in Cina. Gli Atti degli Apostoli (cap. 11-14) testimoniano in modo chiaro che la comunità cristiana di Antiochia era molto rilevante. Da qui sono partiti Paolo e Barnaba per evangelizzare l’Anatolia e il Peloponneso; qui l’evangelista Matteo ha redatto il suo Vangelo; qui ebbe inizio uno dei filoni più importanti del monachesimo detto “siriaco”. Ma da qui partirono anche i nestoriani, comunità di cristiani raccolti attorno al Vescovo siriano Nestorio (381-451 d.C.) che, grazie alla Via della Seta, si diffusero verso Oriente ed evangelizzarono i popoli che incontrarono sul cammino. Questa particolare comunità cristiana aveva un modo di credere difforme, nella sua elaborazione teologica, da quanto stabilito dal Concilio di Efeso in poi. Essendo quindi questo gruppo in parte marginalizzato e in parte contestato, si diresse ancora più decisamente verso Oriente. L’archeologia ha restituito molte tracce della presenza nestoriana lungo la Via della Seta fino a Xian. La visita dell’Uzbechistan, promossa dall’Ufficio Pellegrinaggi dal 23 al 30 agosto, si rivela, quindi, di grande interesse: da sempre crocevia

I deserti della Terra del Santo el mese di novembre verrà proposto un pellegrinaggio interamente dedicato ai deserti della Terra del Santo. Un percorso speciale, appositamente studiato, porterà i pellegrini a conoscere i midbar - i deserti - di Dio e della Rivelazione. Partendo da Eilat nel Sud d’Israele si risalirà il territorio verso nord, facendo memoria del cammino dell’Esodo, per arrivare sino a Betlemme e Gerusalemme. Si visiterà il deserto di Paran, di Tzin, del Neghev, di Giuda. Una speciale tappa sarà ad Har Karkom, il Monte Sinai secondo la teoria del prof. Emmanuel Anati, che si avrà modo di incontrare. L’occasione sarà propizia per vivere anche

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Samarcanda significativo della fede, nel paese sono anche passati i grandi evangelizzatori francescani nel XII sec quali Giovanni del Pian del Carpine, Giovanni da Montecorvino e soprattutto Guglielmo di Rubruck, che ci ha lasciato uno stupendo diario delle vicende che lì si sono svolte. Anche noti personaggi storici hanno solcato l’Uzbechistan come Gen Gis Kan e Tamerlano e vi sono luoghi stupendi e ricchi di fascino come Samarcanda e tutta la zona dello Xiana. Questo luogo che sembra molto lontano sia fisicamente che dal punto di vista dell’esperienza cristiana, diventa invece una realtà di notevole interesse perché mostra come la parola di Cristo si è inculturata, coinvolgendo la vita e le scelte delle persone nella storia. Quindi, questo paese che sembra così lontano è invece così vicino! don Raimondo Sinibaldi

l’incontro con alcune pietre vive di Terra Santa che renderanno il percorso un dialogo reale tra testo e contesto, Parola, Luoghi e Persone.

Gerusalemme: un’immersione nella Città Santa novembre 2014 è offerta ai pellegrini la possibilità di immergersi nella città di Gerusalemme, la Città Santa, in un percorso che permetterà di conoscere luoghi e spazi unici, solitamente non visitati, per un approfondimento della sua storia e dell’evoluzione architettonica nel tempo. Non man-

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cheranno l’Anastasis ovvero la Basilica del Santo Sepolcro e il Calvario, la Spianata del Tempio, la visita alla Città di Davide e al Sion Cristiano, per citare solo alcuni dei luoghi irrinunciabili. Una proposta aperta a tutti, ma per un numero totale ridotto; pertanto vi invitiamo a segnalare quanto prima la vostra partecipazione.

Il restauro del Santuario mariano di Nostra Signora di Loreto “ai Capitelli” in Vallonara

La riscoperta di un antico luogo di pellegrinaggio ualche mese fa un amico pellegrino mi ha segnalato che nella zona dove abita, è stata recuperata e restaurata una chiesa molto interessante. Mi ha invitato a visitarla e, con il parroco don Fernando, siamo andati a scoprirla, perché non l’avevo mai vista e sinceramente non ne ero a conoscenza. Arrivati a Vallonara mi hanno indicato il luogo dove è collocata la chiesa: un bellissimo poggio immerso nel verde alle pendici dell’altopiano di Asiago. Incuriosito, sono venuto a conoscenza della storia plurisecolare di questo edificio: anticamente, non si sa esattamente quando, nella zona c’erano dei capitelli, ovvero dei luoghi di particolare devozione, che si ispiravano ipoteticamente alle “edicole” di età romana. Dopo diversi secoli il luogo di culto, molto frequentato e posto lungo un’importante via di comunicazione che collegava la pianura all’altopiano d’Asiago, denominata “Via dei Sette”, è stato trasformato in tempietto

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intorno al 1500. Memoria certa della sua fondazione è impressa nell’iscrizione sullo stipite della porta d’ingresso. Nei recentissimi lavori di restauro è stato anche ritrovato il pavimento originario di questa primordiale struttura, attualmente visibile attraverso un vetro. Due secoli dopo l’edificio fu ristrutturato, esattamente nel 1769, perché cresceva l’importanza del santuario dove si venera Maria nella cosiddetta “Festa della Comparsa”, cioè dell’apparizione della Vergine nel mese di maggio. Ma la storia non finisce qui: un ulteriore rifacimento della chiesa la rende ancora più ampia e capace di contenere molte più persone; ancora oggi sono diverse le comunità di fedeli che vi accorrono in pellegrinaggio. Per conoscere meglio le vicende del santuario è stato anche pubblicato nel 2012 un interessante libro disponibile presso la chiesa e la parrocchia di Vallonara. Recentemente alcune persone hanno visto che la chiesa

aveva bisogno di sostanziali e necessari lavori di manutenzione e rifacimento. Si è attivata, quindi, la locale popolazione con grande generosità: chi fornendo gratuita manodopera, chi offrendo a prezzi ridotti dei materiali necessari, chi con significative offerte. Con il solerte concorso di chi è profondamente affezionato a questo luogo, si è realizzata un’impresa non indifferente, soprattutto di questi tempi. La chiesa è diventata una bella aula sacra, funzionale, accogliente e graziosa, dove si possono fare delle belle celebrazioni e ci si può raccogliere in preghiera silenziosa. Durante la visita, mi sono nate due intuizioni che meriterebbero approfondimento. Anzitutto questo luogo di culto andrebbe collocato nel suo contesto: si trova lungo un’importante strada e non lontano dall’antica e famosa abbazia di San Floriano. Quindi, la domanda che nasce è: era questa una via di pellegrinaggio significativo lungo il

percorso che collegava l’altopiano con la pianura, da dove passavano le vie per Gerusalemme (via Venezia) Santiago e Roma? In secondo luogo questa chiesa è dedicata a Nostra Signora di Loreto: noi sappiamo che il santuario di Loreto nelle Marche è legato alla casa di Nazaret di Maria, che sarebbe stata portata dai crociati dopo la cacciata dalla Terra Santa nel 1291. Altri santuari dedicati

a Loreto sono stati edificati vicino a memorie di Luoghi Santi edificati in Italia (ad es. si veda il Sacro Monte di Varallo in Valsesia). Ci si chiede, a questo punto, se anche questa chiesa dedicata a Loreto è stata collocata lì a memoria di uno dei più importanti luoghi della Terra Santa, proprio perché i pellegrini là diretti vi sostavano. Le questioni sono aperte e interessanti! don Raimondo Sinibaldi

L’esterno del Santuario

Ha sostenuto e incoraggiato il restauro del Santuario della Madonna di Loreto ai Capitelli


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Sono sette le Gocce di Linfa che quest’anno compongono il ricco panorama di proposte!

Gocce di una Linfa che disseta infa dell’Ulivo, il Focus sulle Terre Bibliche nato nel 2012 da una feconda idea dell’Ufficio Pellegrinaggi, da marzo a luglio 2014 propone ben sette Gocce. Gli appuntamenti, promossi sia dall’Ufficio Pellegrinaggi che dalle realtà con cui l’Ufficio collabora, sono preziose occasioni perché ciascuno possa dissetare la sete di conoscenza e di spiritualità che spesso nasce a partire dal pellegrinaggio in Terra Santa. • Il 29 marzo a Isola del Piano (Pesaro-Urbino) il primo appuntamento, organizzato dalla Fondazione Girolomoni, conduce alla riflessione su uno dei più bei libri del Vecchio Testamento: il Cantico dei Cantici. • La gioia del Vangelo annunciata da Papa Francesco nella

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“Evangelii Gaudium” guiderà la riflessione dei docenti dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, che dal 22 al 25 aprile organizzano il 39° Corso di aggiornamento Biblico-Teologico presso la Città Santa. • Passio Novara, il progetto culturale sul mistero pasquale, fiore all’occhiello della Diocesi di Novara, dal 9 al 10 maggio promuove il conve-

l’Ulivo, promossa dall’Ufficio Pellegrinaggi, si inserisce dunque nella decima edizione del Festival Biblico, invitando a Vicenza noti studiosi che da giovedì 22 a sabato 24 maggio affronteranno il tema del Festival da un punto di vista biblico, teologico, esegetico, archeologico, artistico... • Partecipare agli eventi del festival unendovi la visita a

Gocce di Linfa 2014 29 marzo, Monastero di Montebello a Isola del Piano (PU) La parola ultima: Il Cantico dei Cantici. Giornata Sergio Quinzio 2014 della Fondazione Girolomoni 22-25 aprile, Gerusalemme Evangelii Gaudium. 39° Corso di Aggiornamento Biblico – Teologico dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme 9-10 maggio, Novara “Ma voi, chi dite che io

Un viaggio tra le tribù d’Israele

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timo censimento, 1,6 milioni di persone. Discendenti di quei palestinesi che nel 1948 non vennero espulsi dal neonato stato d’Israele, ne sono diventati cittadini a pieno titolo. Fino al punto che la maggioranza di loro oggi non accetterebbe di far parte di uno stato palestinese. Quando in occidente si parla d’Israele, si ha in mente una società monolitica sotto l’aspetto religioso, etnico e politico. Il libro di Elisa Pinna ci svela, invece, il volto più realistico di un popolo che - in fondo come nel racconto biblico - è ancora oggi un insieme di “tribù” diverse, un ricco arcobaleno di tipi sociali, politici, religiosi: dagli ebrei ultraortodossi agli abitanti dei kibbutz, dai coloni alle comunità di immigrati, dai drusi ai cristiani di espressione ebraica. Un mosaico umano di genti e volti che emerge forse per la prima volta con evidenza nel libro di Elisa Pinna. Carlo Giorgi

Partner P artner del progetto

Collaborazione Collabor az zione

SBF

A DI TERRA SANTA SANTA CUSTODIA

sia?” (Mc 8,29). Convegno Cristologico promosso da PASSIO NOVARA 22-24 maggio, Vicenza Le scritture, Dio e l’uomo si raccontano. Linfa dell’Ulivo: giornate di ricerca e approfondimento in collaborazione con il Festival Biblico 29 maggio-1 luglio, Vicenza I luoghi narrano le scritture. Mini Pellegrinaggi nel weekend del Festival Biblico

1-22 luglio, Gerusalemme Ebraico biblico, archeologia e geografia. Corsi biblici intensivi nel paese della Bibbia organizzati da ISCAB, SBF e dalla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale 5-12 luglio, Terra Santa Gesù il Nazareno in Giudea e Samaria. Sessione Biblica in Terra Santa promossa dall’Ufficio Pellegrinaggi di Vicenza e da Passio Novara

luoghi significativi di Venezia, Padova e Verona, è quello che la quinta goccia propone per scoprire come i “Luoghi narrano le Scritture” grazie a dei mini-pellegrinaggi. • Le ultime due proposte conducono direttamente nelle Terre Bibliche e sono rivolte a chi, in particolare, si occupa professionalmente dello studio della Bibbia e della Terra Santa. Dall’ 1 al 22 luglio si tiene a Gerusalemme il corso intensivo di ebraico biblico e di archeologia e geografia, organizzato dall’ISCAB Facoltà Teologica di Lugano, dallo Studium Biblicum Franciscanum e dalla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale. • Settima e ultima goccia, la sessione biblica in Terra Santa, che quest’anno approfondisce “Gesù il Nazareno in Giudea e Samaria”. Promossa da Passio Novara e dall’Ufficio Pellegrinaggi, l’appuntamento chiude il ciclo triennale che ha visto biblisti, docenti e cultori della materia biblica diventare pellegrini itineranti in uno scambio continuo e fecondo sulla figura di Gesù.

«Effetà», apriti ancora! Viaggi apostolici e gesti d’amore

Latte miele e falafel sraele è un Paese dai Mille volti, un coloratissimo “mosaico umano” che tuttavia ancora oggi rimane nel complesso poco conosciuto, quasi nascosto dietro le ombre del conflitto israelo-palestinese. In questo senso, un importante contributo alla conoscenza di Israele è “Latte miele e falafel”, il libro di Elisa Pinna, giornalista dell’Ansa esperta di Medio Oriente; un testo di piacevole lettura, che ha il pregio di essere stato scritto senza cedere mai all’ideologia di parte. La Pinna ci conduce in un viaggio giornalistico narrato con il ritmo coinvolgente del reportage e riesce ad abbattere, pagina dopo pagina, molti degli stereotipi con cui guardiamo forse senza accorgercene l’Israele moderno. Oggi Israele non è più solo il Paese del latte e del miele, come viene descritto nella Bibbia; ma è a pieno titolo anche la terra del falafel, il cibo tradizionale arabo, e di coloro che lo gustano; cioè, assieme all’identità ebraica - idealizzata nella terra promessa da Dio, nel sogno dell’abbondanza nel moderno Israele convivono molte identità diverse: a partire da quella degli arabi israeliani, in gran parte di religione musulmana; Gli arabi israeliani rappresentano da soli un quinto della popolazione israeliana, essendo, secondo l’ul-

gno dal titolo “Ma voi chi dite che io sia? (Mc 8,29): filosofi, biblisti e teologi affronteranno il tema alla luce del compimento pasquale. • Come il preludio di un’opera musicale, la quarta goccia anticipa di una settimana il weekend del Festival Biblico di Vicenza, che quest’anno abbraccia la tematica: “Le scritture, Dio e l’uomo si raccontano”. La Linfa del-

Frutto del pellegrinaggio di Papa Paolo VI in Terra Santa, l’Istituto Effetà di Betlemme delle suore Dorotee di Vicenza compie quest’anno 50 anni di servizio ai bambini audiolesi l 4 gennaio di cinquant’anni fa papa Paolo VI, primo Pontefice Romano della storia, si fa pellegrino nella Terra Santa con una visita breve (tre giorni), ma molto intensa . Arrivato ad Amman nel primo pomeriggio giunge in serata a Gerusalemme (allora controllata dalla Cisgiordania) dopo aver fatto memoria del Battesimo al Giordano ed essersi soffermato a Betania . Entrato dalla porta di Damasco percorre un tratto della Via Crucis prima di arrivare al Santo Sepolcro dove celebra l’Eucaristia, prima di passare la serata in incontri e, alla fine, in adorazione nella chiesa del Getsemani. Se andiamo a dare uno sguardo al programma, ci renderemo conto della densità degli appuntamenti e degli incontri che il Santo Padre ha

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vissuto con partecipata emozione. Sicuramente uno dei segni più importanti di questo pellegrinaggio è l’incontro, svoltosi il 5 gennaio, con il patriarca di Costantinopoli Atenagora. L’incontro con il patriarca fu una pietra miliare nel dialogo ecumenico con le Chiese Orientali, dialogo voluto fortemente da Paolo VI e motivo di riflessione anche durante il Concilio Vaticano II. Sicuramente la strada da fare è ancora molto lunga, ma le vie tracciate da Papa Montini restano un punto di riferimento fondamentale e un invito a non smettere mai di cercare l’incontro più che lo scontro. La visita del Pontefice fu caratterizzata anche da un segno importante di carità che tutt’oggi vediamo: è l’Istituto Effetà Paolo VI di Betlemme, sorretto e guidato dalle suore Dorotee di Vicenza. L’Istituto fu voluto per rispondere ai problemi di molte famiglie Palestinesi i cui figli erano affetti da sordità, disabilità dovuta molto spesso a tare genetiche causate da matrimoni tra familiari. L’Istituto, finito nel 1971 è ancora oggi una di quelle “pietre vive” che regolarmente incontriamo nei nostri pellegrinaggi. Lo scorso 5 gennaio, proprio nell’anniversario dell’incontro con Atenagora, papa Francesco ha annunciato il suo pelle-

Patrocini P atrocini

ISCAB

Sponsor principali

THE ASSEMBL ASSEMBLY LY OF CA CATHOLIC THOLIC ORDINARIES OF HOLY F THE HOL LY LAND

Istituto Effetà di Betlemme grinaggio in Terra Santa per il prossimo 24 maggio. Anche la sua sarà una visita breve, tre giorni, ma molto meno intensa per quanto riguarda gli appuntamenti. D’altro canto il Pontefice ha subito dato il tono di questa visita: sarà un pellegrinaggio di preghiera nella memoria della visita di Paolo VI. La sua scelta evidenzia tutto il desiderio di Papa Francesco di ricordare la grandissima figura del suo predecessore, continuando in quella linea di dialogo profondo e rispettoso con tutte le comunità cristiane. A noi resta la “consegna” dataci da Papa Francesco di ricordarlo nella preghiera perché questo pellegrinaggio nei luoghi del Santo possa essere anche per lui tempo di grazia e di memoria della figura di Paolo VI, pontefice coraggioso che ha traghettato la Chiesa nel dopo Concilio. don Giacomo Viali


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ll focus sulle Terre Bibliche che spalanca le porte del X Festival Biblico

“Le scritture, Dio e l’uomo si raccontano” nella Linfa dell’Ulivo a ricca edizione del Festival Biblico 2014, che quest’anno celebra il decennale, raccoglie e rilancia l’iniziativa della Linfa dell’Ulivo, ideata dall’Ufficio Pellegrinaggi per narrare il tema del Festival attraverso il caleidoscopio Focus sulle Terre Bibliche. Da giovedì 22 a sabato 24 maggio interverranno a Vicenza studiosi e studiose di fama internazionale, invitati a offrire il loro sguardo sapiente sulle Scritture, il biblico luogo dell’incontro tra Dio e l’uomo! Questo intimo e intenso rapporto ha una terra d’elezione: quella su cui si posero gli occhi assetati di Mosè dalla cima del Monte Nebo. La storia del popolo d’Israele con il Dio della Promessa intesse il linguaggio e la grammatica di una narrazione che ancora oggi riveste la storia di ciascun uomo con l’amore di Dio. Tre giorni, dunque, per comprendere e rivivere testi biblici e narrazioni, dimora di Dio e geografia di salvezza, terre nuove e nuove vie della Parola... Giovedì 22 si inizia dal luogo della “Shekinà”, la dimora di Dio costruita da Salomone: “Il Tempio di Gerusalemme, luogo dove Dio e l’uomo si raccontano”. Il noto archeologo israeliano Dan Bath e il biblista Marcello Fidanzio offriranno un quadro ricco e affascinante del Luogo per eccellenza del rapporto tra Dio e l’uomo. Nella seconda giornata due sessioni affronteranno il tema del Festival, focalizzando lo sguardo sulla narrazione affidata all’Antico e al Nuovo Testamento. “I cieli narrano la Gloria di Dio” è il versetto del Salmo 19 che introduce al tema di venerdì mattina 23

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maggio, dove i professori Silvio Barbaglia, Paolo Garuti e Laura Paladino accompagneranno i presenti nel cuore delle Scritture attraverso i testi di Genesi, del Vangelo di Giovanni, della Lettera agli Ebrei e del significato della benedizione nella storia d’Israele. Nel pomeriggio sarà la suggestione dell’evangelista Matteo “Le cose nuove e le cose antiche dello scriba divenuto discepolo del regno” ad introdurre le relazioni te-

nute dalla prof.ssa Marida Nicolaci su Giovanni che racconta Gesù, dalla dott.ssa Sara Magister che descriverà le ultime interpretazioni del quadro della Vocazione di San Matteo di Caravaggio e dal prof. emerito dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, Frédéric Manns, che entrerà nel cuore della descrizione rabbinica di Dio. Nella quarta ed ultima sessione di sabato mattina 24

maggio, il focus si apre alla diffusione del messaggio evangelico come descritto negli Atti: “La parola di Dio cresceva e si diffondeva”. Giorgio Giurisato, biblista benedettino di Einsiedeln, descriverà il tema del silenzio come mezzo per la trasmissione del Messaggio, l’archeologo francescano Eugenio Alliata percorrerà le vie della diffusione della fede attraverso l’eccezionale documento della mappa di

Madaba, mentre il prof. Paolo Bizzeti descriverà le orme di Paolo e Barnaba in Anatolia suggerendo possibili percorsi, ancora oggi praticabili. La Linfa dell’Ulivo 2014 sarà ospitata nella prestigiosa Sala d’Onore del Palazzo delle Opere Sociali in piazza Duomo e sarà impreziosita dalla Lectio Magistralis del Card. Gianfranco Ravasi che inaugura il Festival nella serata di giovedì 22 maggio in Cattedrale.

LINFA DELL’ULIVO: FOCUS SULLE TERRE BIBLICHE 22-23-24 maggio 2014 Vicenza, Palazzo delle Opere Sociali, Piazza Duomo 2

Programma Venerdì 23 maggio (pomeriggio) LE COSE NUOVE E LE COSE ANTICHE DELLO SCRIBA DIVENUTO DISCEPOLO DEL REGNO (Mt 13,52) 15.00: Introduzione e inizio lavori 15.15: prof.ssa M. NICOLACI, “Mai uomo ha parlato come parla quest’uomo” (Gv 7,46). Giovanni racconta Gesù 16.00: dott.ssa S. MAGISTER, L’interpretazione del racconto evangelico: l’esempio della “Vocazione di San Matteo” di Caravaggio 16.45: Pausa 21.00: S.EM. CARD. G. RAVASI, Lectio magistralis sul tema del Festival Biblico 17.00: prof. F. MANNS, Come i rabbini e il Rabbì Gesù raccontano Dio 18.00: Dibattito in sala (in Cattedrale) 18.30: Conclusione dei lavori Venerdì 23 maggio (mattino) Sabato 24 maggio I CIELI NARRANO LA GLORIA DI DIO... (Sal 19,2) LA PAROLA DI DIO CRESCEVA E SI DIFFONDEVA... (At 12,24) 8.45: Introduzione e inizio lavori 8.45: Introduzione e inizio lavori 9.00: prof. S. BARBAGLIA, In principio... la Parola. Tra Genesi e Vangelo di 9.00: prof. G. GIURISATO, L’ininterrotto Messaggio che dal silenzio si crea Giovanni 10.00: prof. E. ALLIATA, La Parola narrata si diffonde: la Mappa di Madaba 10.00: prof. P. GARUTI, Il parlare di Dio nella Lettera agli Ebrei (Eb 1, 1-4) (Giordania) 10.45: Pausa 11.00: prof.ssa L. PALADINO, La benedizione nella storia di Israele: incontro e 10.45: Pausa 11.00: prof. P. BIZZETI, Paolo e Barnaba sulle vie del mondo (At. 13-14): percorsi, dialogo tra Dio e l’uomo pericoli, possibilità in Anatolia (Turchia) 12.00: Dibattito in sala 12.00: Dibattito in sala 12.30: Conclusione dei lavori 12.30: Conclusione dei lavori Per maggiori informazioni e per iscriversi è possibile consultare il sito: www.linfadellulivo.it o contattare l’Ufficio Pellegrinaggi allo 0444.327146 Giovedì 22 maggio IL TEMPIO DI GERUSALEMME, LUOGO DOVE DIO E L’UOMO SI RACCONTANO 16.30: Accoglienza 16.45: Introduzione e inizio lavori 17.00: prof. D. BAHAT, Gli scavi archeologici ai piedi della spianata del Tem pio. Il western wall tunnel 18.00: prof. M. FIDANZIO, Gerusalemme. Salmi per il Tempio, salmi per la via 19.00: Conclusione dei lavori

“MAGDALA OPEN”: una firma che traccia la storia Un accordo storico quello firmato martedì 3 dicembre 2013 dal Custode di Terra Santa, fra Pierbattista Pizzaballa e il Vescovo di Vicenza, Beniamino Pizziol: il sito archeologico di Magdala, sul Lago di Galilea, sarà presto sistemato per l’apertura al pubblico dove i volontari, coordinati dall’Ufficio Pellegrinaggi della Diocesi di Vicenza, si alterneranno per ridare vita a uno dei luoghi più affascianti della Terra di Gesù. Unico nel suo genere, l’accordo firmato pone per la prima volta una Diocesi a servizio della Custodia di Terra Santa e dei pellegrini

di tutto il mondo. Messa in sicurezza e allestita per l’accoglienza, la città di Maria Maddalena, grazie alla Diocesi di Vicenza, potrà aprire le porte ai numerosi pellegrini che, assieme agli altri Luoghi Santi del Lago di Galilea, potranno vedere e toccare le pietre santificate dalla Storia della Salvezza. L’accordo prevede una durata iniziale di tre anni rinnovabili e stabilisce che entro qualche mese vengano terminati i lavori di allestimento del parco, a cui seguirà il turn-over di chi si è già messo a disposizione. Numerosi, infatti, i volontari che hanno ade-

rito al servizio per “valorizzare, promuovere e collaborare” nell’apertura al pubblico del sito archeologico. Se sei interessato a partecipare a questo entusiasmante progetto, contatta l’Ufficio Pellegrinaggi. La Terra Santa è un patrimonio che tutti i cristiani sono chiamati a custodire e proteggere ed è questa un’occasione privilegiata per fare esperienza di servizio nei luoghi dove Gesù è vissuto! Per maggiori informazioni visita la sezione “Magdala Open” nel sito: www.pellegrininellaterradelsanto.it E.C.

La firma dell’accordo


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L’anniversario degli ottocento anni del poverello d’Assisi alla tomba di San Giacomo

TESTIMONIANZA: a Santiago in bicicletta

San Francesco sulle strade Pedalando di Santiago fianco a fianco di Dio S

aio, bisaccia e bordone: ottocento anni fa il poverello di Assisi s’incammina pellegrino alla tomba dell’apostolo Giacomo, dove Dio gli rivela che il suo Ordine sarebbe cresciuto “in grande moltitudine di frati”. Un viaggio descritto nei Fioretti di San Francesco e che, secondo la ricerca storica, sarebbe avventuto tra il 1212 e il 1215, ossia nei primissimi anni della fraternitas francescana, quando i compagni non sono altro che un minuscolo e vivace gruppo di uomini che si muove in libertà al passo del Vangelo. Erano gli anni dei grandi viaggi mossi dalla passione della conversione. Uomo del suo tempo, Francesco desiderava il martirio desitinato a chi testimoniava il Cristo in terra islamica: secondo la cronologia delle fonti francescane tenta invano di raggiungere la Siria (1211?) e quindi il Marocco attraverso la Spagna (fra il 1213 e il 1215). In quegli stessi anni sarebbe stato spinto dal desiderio di compiere il pellegrinaggio di penitenza verso Santiago de Compostela. Se i Fioretti di San Francesco sono una delle fonti più tarde, e perciò più lontane nel tempo rispetto alla vita del Santo ponendo così

qualche dubbio sulla storicità di molti fatti narrati, la loro testimonianza si accende di importanza e significato se guardata alla luce del grande favore incontrato dall’Ordine dei Frati della Corda in terra di Spagna e soprattutto lungo le strade galiziane del cammino di Santiago. La fonte narra: «Al principio e fondamento dell’Ordine, quando erano pochi frati e non erano ancora presi i luoghi, santo Francesco per sua divozione andò a santo Jacopo di Galizia, e menò seco alquanti frati. [...] Essendo giunti là e stando la notte in orazione nella chiesa di santo Jacopo, fu da Dio rivelato a santo Francesco ch’egli dovea prendere di molti luoghi per lo mondo, imperò che l’Ordine suo si dovea ampliare e crescere in grande moltitudine di frati. E in cotesta rivelazione cominciò, santo Francesco, a prendere luoghi in quelle contrade». (Fonti Francescane, Fioretti di San Francesco cap. IV) Tra le pieghe del racconto si scopre la fervente devozione che fin dall’inizio anima i fratres minores per l’Apostolo Giacomo, e un’intuizione, forse la più bella: che la vita va intesa come

Bici, fiato e buone gambe: due giovani vicentini incontrano Dio nella strada Jacobea un pellegrinaggio da non fare soli, ma in fraternità, per «seguire le orme del Signore nostro Gesù Cristo». Oggi lungo il cammino di Santiago sono tante le chiese e i conventi che parlano di Francesco. Una volta giunti alla città Jacobea, poco distante dalla piazza della Cattedrale di Santiago, s’incontra il monastero, la chiesa e la statua di San Francesco. Tante le iniziative che la Xunta de Galicia dedica quest’anno alla ricorrenza: incontri di studio, convegni, iniziative di natura culturale realizzate anche in collaborazione con il Centro Italiano di Studi Compostellani di Perugia. Inoltre, per celebrare l’anniversario tutte le iniziative della Regione Galiziana saranno accompagnate dal logo che commemora gli ottocento anni di legame tra Assisi e Compostela. Emanuela Compri

PELLEGRINAGGI A SANTIAGO DE COMPOSTELA In occasione degli 800 anni della Peregrinatio di San Francesco 12-27 LUGLIO 2014 3-15 AGOSTO 2014 25 sett.-2 OTTOBRE 2014 10-17 OTTOBRE 2014

Pellegrinaggio in bicicletta Pellegrinaggio con tratti a piedi Pellegrinaggio in pullman (transfert da e per la Spagna in aereo) Pellegrinaggio con tappe in Portogallo

INCONTRI PER SANTIAGO DE COMPOSTELA Sono programmati degli incontri di preparazione per conoscere l’esperienza del Cammino di Santiago, presso l’Oratorio dell’Abbazia di S. Agostino in Vicenza alle ore 20.30 (ingresso dal piazzale, vicino al bar, a sinistra): Lunedì 24 febbraio 2014 SAN FRANCESCO A SANTIAGO DE COMPOSTELA Mercoledì 26 febbraio 2014 STORIE E SIGNIFICATO DEL CAMMINO DI SANTIAGO Lunedì 12 maggio 2014 Preparazione tecnico organizzativa del Cammino

Lunedì 9 giugno 2014 CELEBRAZIONE: PREGHIERA E BENEDIZIONE DEL PELLEGRINO Segnaliamo ALTRI INCONTRI: Lunedì 24 marzo 2014 Incontro/testimonianza sul libro di Elisabetta Orlandi: “UNMILIONEOTTOCENTOMILA PASSI. Io, il mio bambino e il Cammino di Santiago” Casa Editrice: Paoline Incontro in collaborazione con il Centro Presenza Donna Luogo: Areopago del Centro Culturale San Paolo -Viale Ferrarin, 30 - Vicenza, ore 20.00

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difficile descrivere il cammino di fede che si compie avvicinandosi a Santiago. Che tipo di Dio s’incontra nel Cammino? Non riusciamo a dare una risposta nitida. Ci affidiamo allora alle nostre sensazioni, sperando che possano essere significative anche per altri. Siamo partiti con delle vecchie biciclette non sapendo cambiare una ruota, perché il “bicigrino” vive l’Essenzialità dei pellegrini. Del resto, è già nell’attimo in cui si decide di mettersi in marcia con poche certezze, che ci si affida al Dio della Provvidenza. Siamo partiti senza essere allenati, e lungo le salite abbiamo lottato con la fatica, che fa apprezzare i momenti d’incontro con il Dio della Forza, per gustarlo nella quiete di un ostello sperduto. Il Dio del Riposo e della Pace ti chiede di lasciare la tua terra, non risparmiandoti la fatica del corpo e dello spirito, ma concedendoti la Grazia della Contemplazione e della soddisfazione, qui e ora in piccolo, un giorno futuro in Pienezza. Siamo partiti in due, ma ognuno rimane solo, per non spezzare l’andatura l’uno dell’altro, lungo i trecento chilometri di meseta, in cui s’alternano caldo, cielo, terra e silenzio. È qui, mentre ascolti il cuore che batte, mentre la gola s’asciuga, tu e tu, tu con Dio, tu e sole e cielo e strada, e noi... ma solo a Lui chiedi, quasi come un salmista, l’energia per la pedalata successiva. Non si esce uguali da quell’altipiano: troppo il tempo che passi con te stesso e con il Dio del Silenzio per non accorgerti che la dimensione interiore e quella divina in fondo coincidono. E sei accarezzato dal Dio del Rinnovamento. Ma non mancano le vette e la sensazione dell’immenso spazio nel quale il piccolo sentiero, che devi

ancora percorrere, si perde in lontananza. Il Dio dell’Immensità, il Dio Onnipotente, qui ti si fa innanzi nella maestosità del creato o delle opere dell’uomo, come la cattedrale di Burgos. Ma dopo una curva, una minuscola chiesetta templare... la Sua Grandiosità spesso è manifesta nella Semplicità. Una delle tante che si susseguono in tutto il cammino, come piccole perle di un rosario. Perché il Dio cristiano non è solo il dio della natura, ma anche il Dio della Storia dell’uomo, con essa mescolato e che la conduce lungo i secoli. E non manca l’Ospitalità degli ostelli, dei conventi e dei pellegrini; nel “Buen Camino” augurato a chi, come te, incede su un percorso di fede, scorgi che si cammina solo perché c’è Fraternità, voluta dal Dio Padre per far vivere gli uomini. E la Cattedrale, dove la sontuosa Liturgia quasi stona con i tuoi vestiti luridi. “Quasi”, perché chi ha compiuto il Cammino sa cogliere l’espressione di Dio nei suoi riti, espressione e culmine della vita cristiana, espressione e culmine della gioia di aver raggiunto una meta. Tempo sacro in cui si riceve ciò che s’è fatto giorno dopo giorno, condividendo insieme la fatica e il pane: l’Eucarestia, il Dio con noi. Possono così poche parole in corsivo esprimere il Dio che possono trovare coloro che s’avventurano nel Cammino? Damiano Migliorini e Omar Cristofari

Mamma e figlio: diario di pellegrinaggio T ra gli uomini e le donne che da secoli percorrono il Cammino di Santiago, c’è anche la veronese Elisabetta Orlandi, camminatrice nel 2007 insieme al figlio di otto anni, Johann. Per raccontare la loro straordinaria esperienza Elisabetta Orlandi ha scritto un libro, Unmilioneottocentomila passi. Io, il mio bambino e il Cammino di Santiago (Paoline, 2012). Un pre-

zioso e ricchissimo diario che sarà presentato il 24 marzo prossimo alle 20.30 a Vicenza, presso il Centro Culturale San Paolo - viale Ferrarin 12, Vicenza-, all’interno della rassegna «In punta di penna», curata dall’associazione Presenza Donna. Una donna e suo figlio, in un pellegrinaggio che da percorso faticoso e pieno di imprevisti, diventa profondo

viaggio interiore. Contatto con la natura, incontri, essenzialità, stati d’animo, fatiche, solitudini, amicizia, preghiere, sfide, emozioni forti: un cammino che è la vita stessa, attraversata da un bambino che tiene per mano sua madre, imparando a mettersi sulle tracce di un senso che si trova solo camminando, come ben sa anche il parroco di san Giuseppe, don Roberto Caste-

gnaro, che da anni è pellegrino sulle strade che portano a Santiago e che introdurrà la serata. Per Presenza Donna, reduce da un intenso pellegrinaggio associativo in Terra Santa, presentare questo racconto di pellegrinaggio è un modo per tenere aperta la finestra sulle tante donne in cammino per le terre del mondo. Enrico Zarpellon


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È iniziata la visita pastorale di mons. Pizziol alle Comunità della Diocesi

Un Vescovo pellegrinante Non è un semplice atto amministrativo, ma un atto di Chiesa che chiede il nostro sostegno n queste settimane il Vescovo ha iniziato la visita pastorale alla Chiesa di Vicenza. Un atto importante del suo ministero, previsto del resto dalle norme canoniche. Ma più che un dovere amministrativo la visita del Vescovo alle comunità della Diocesi è un atto squisitamente evangelico. Nella storia della salvezza e nei racconti biblici l’incontro con Dio è sempre descritto in termini di «visita», di un Dio che nella gratuità del suo amore volge lo sguardo al suo popolo. «Mostraci il tuo volto e saremo salvi», prega il salmista, un volto “sorridente” come dirà Mosè nella benedizione che leggiamo ogni inizio d’anno. Anche nel Nuovo Testamento l’azione di Dio è descritta in termini di “visita”: «Benedetto il Signore che ha visitato e redento il suo popolo», canterà Zaccaria ricolmo di gioia per la nascita inaspettata del figlio. La visita di Dio esprime l’assoluta iniziativa del Suo amore, con il quale avvolge come in un abbraccio il suo popolo, ed è fonte di gioia per una attenzione che supera ogni attesa. In Gesù che percorre le strade della Galilea; che entra nelle case di poveri, pecca-

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tori, ricchi e dotti; che abbraccia i bimbi e toccava i lebbrosi; che prende per mano quanti afflitti da stanchezza mortale per aiutarli a rialzarsi; nei suoi gesti e nelle sue parole..., i discepoli hanno intravisto i segni della visita di un Dio che si fa vicino, perché nessuno potesse più sentirsi solo ed abbandonato.

Ecco allora il mandato degli Apostoli, che hanno continuato la missione di Gesù, svolgendo un ministero itinerante, passando di comunità in comunità, per manifestare la sollecitudine del Signore e indicar loro percorsi di fedeltà al Vangelo. L’essere, cioè, come ama

dire papa Francesco, «davanti alle pecore, per indicar loro la strada; in mezzo alle pecore per condividerne la vita; e anche dietro le pecore, per lasciarsi da esse guidare ed istruire, perché anch’esse hanno il fiuto per le cose di Dio». Possiamo, a questa luce, comprendere anche il senso del “pellegrinare” del Vescovo di comunità in comunità, che prenderà per i prossimi anni una parte considerevole del suo tempo. Visitando le comunità intende manifestare la sollecitudine del Buon Pastore, che si prende cura di tutti, specialmente dei più piccoli e dei più deboli. Facendo tesoro del bene che lo Spirito non cessa di seminare, desidera rendere grazie al Signore che non si stanca di “visitare” il suo popolo. Ascoltando la vita e le fatiche dei discepoli e degli uomini, si mette alla scuola dell’unico Maestro, per spronare allo slancio missionario, che restituisca «la gioia dell’evangelizzare». La visita pastorale non è quindi un semplice atto amministrativo, ma un atto di Chiesa, che chiede il nostro sostegno ed il nostro accompagnamento nella preghiera. Come anche la disponibilità del cuore per ritessere, attorno al Vescovo, le trame di una comunione spesso sfilacciata, e riscoprire una Chiesa più grande delle nostre comunità e dei nostri gruppi ed associazioni, per stimolarci a vicenda nella fede ed apprendere come condividerla

Mons. Beniamino Pizziol con tutti per una pienezza di umanità. Sarà, allora, un pellegrinare “geografico”, che lo condurrà ai quattro angoli della nostra Diocesi, ma soprattutto un pellegrinare a quelle sorgenti profonde alle quali si alimenta la fede e la missione del credente. Inizierà dalle comunità del vicariato di Lonigo, che lo terranno occupato per tutto il tempo primaverile. Nell’autunno, invece, incontrerà le comunità del vicariato di Castelnovo, per proseguire quindi con tutti gli altri. Il Vescovo percorrerà le nostre strade, visiterà le nostre case, incontrerà quanti operano nella comunità. Si metterà in ascolto della vita, delle preoccupazioni e delle speranze della nostra gente. Sapremo noi seguirlo facendoci pellegrini della fede e capaci a nostra volta di fare «visita» ai nostri fratelli, segni poveri ma eloquenti di un Dio che non cessa di far visita alla comunità degli uomini di ogni tempo? don Flavio Grendele

Il 29 marzo a Montebello la giornata in memoria di Sergio Quinzio

La parola ultima: il Cantico dei Cantici Una riflessione su uno dei più bei libri del Vecchio Testamento ergio Quinzio (19271996) è stato uno dei più intensi e originali pensatori religiosi dell’Italia del Novecento. La Fondazione culturale Girolomoni, che prende il nome del suo fondatore Gino Girolomoni, il pionere del biologico in Italia, organizza da anni una giornata di studi dedicata a sviluppare il pensiero e la spiritualità di Sergio Quinzio. Quest’anno il tema è dedicato al Cantico dei Cantici, una riflessione su uno dei più bei libri del Vecchio Testamento. Il tema da sempre coinvolge biblisti e teologici nella scoperta dei significati profondi delle figure e delle immagini che lo compongono. I relatori dell’edizione 2014 sono importanti fi-

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gure nell’ambito della teologia italiana: Daniele Garota, discepolo diretto di Sergio Quinzio, di cui ripropone il pensiero attraverso la lettura escatologica della fede; Antonella Anghinoni, teologa da sempre interessata al ruolo della donna nella Bibbia; Lidia Maggi, teologa e pastora battista, ed infine, nel doppio ruolo di relatore e moderatore, Piero Stefani, anch’egli teologo, interessato alle tradizioni ebraiche nella Bibbia. Due voci, quelle maschili, che fanno parte della storia di Montebello, avendo partecipato al vissuto quotidiano e agli incontri biblico-culturali che sin dalla fine degli anni ‘70 hanno reso il Monastero un luogo unico nel suo genere. La giornata dedicata a Sergio Quinzio è un’iniziativa fortemente voluta da Gino Girolomoni, scomparso nel marzo 2012 che, proprio grazie all’attività di recupero delle rovine del Monastero di Montebello, iniziata nel lontano

scita del Monastero di Montebello, oltre che mantenere viva la profonda riflessione sulla fede e sulla speranza di Quinzio. Un appuntamento, quello del 29 marzo prossimo, che porta quindi avanti un’esperienza di ricerca profonda

grazie alla Fondazione Girolomoni che a livello culturale collabora con Linfa dell’Ulivo promossa dall’Ufficio Pellegrinaggi della Diocesi di Vicenza e con il Progetto Passio di Novara. Silvia Cavinato

IL CONVEGNO CRISTOLOGICO DI PASSIO NOVARA

Sergio Quinzio 1971, ha permesso a questo luogo di diventare nel tempo, punto d’incontro per riflessioni religiose e filosofiche con diversi ed illustri intellettuali: da Guido Ceronetti a Paolo Volponi da Carlo Bo a Sergio Quinzio. L’obiettivo dell’iniziativa è stato fin dall’inizio quello di riproporre il motivo ispiratore religioso, legato alla rina-

“Ma voi, chi dite che io sia?” (Mc 8,29) L

a sesta edizione di “Passio. Cultura e arte attorno al mistero pasquale”, progetto culturale della Diocesi di Novara, quest’anno ha come tema «Ecce Homo! Il volto del Dio Figlio»: oltre 240 eventi che arrivano a coinvolgere 50.000 persone da marzo a maggio. In questo ricco contesto si svolge il convegno Cristologico, che si tiene a Novara il 9 e 10 maggio, in cui il prof. Gianantonio Urbani presenterà il “Magdala Open”, progetto promosso dalla Custodia di Terra Santa e dalla Diocesi di Vicenza attraverso l’Ufficio Pellegrinaggi.


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24 feb 2014, ore 20.30 SAN FRANCESCO A SANTIAGO DE COMPOSTELA Luogo: Oratorio dell’Abbazia di Sant’Agostino 26 feb 2014, ore 20.30 STORIE E SIGNIFICATO DEL CAMMINO DI SANTIAGO Luogo: Oratorio dell’Abbazia di Sant’Agostino 1 mar 2014, ore 20.30 UN PONTE PER BETLEMME Luogo: SS.Faustino e Giovita, parrocchia di Villaltaì 5 mar - 11 mag 2014 PASSIO. Cultura e arte attorno al mistero pasquale Luogo: Novara 8 mar 2014, ore 20.30 GUARDARE PER CUSTODIRE: DONNE FEDELI AL GENERE UMANO Incontro con Daniela Yoel, ebrea osservante Luogo: Chiesa vecchia di Araceli, Vicenza 24 mar 2014, ore 20.30 UNMILIONEOTTOCENTOMILA PASSI. Io, il mio bambino e il Cammino di Santiago Luogo: Areopago del Centro Culturale San Paolo 29 mar 2014 GIORNATA SERGIO QUINZIO. La parola ultima: il Cantico dei Cantici Luogo: Monastero di Montebello a Isola del Piano (PesaroUrbino) 18 apr 2014 VENERDì SANTO: Colletta pro Terra Santa 22-25 apr 2014 “EVANGELII GAUDIUM” 39° Corso di aggiornamento Biblico-Teologico - SBF Luogo: Gerusalemme

9-10 mag 2014 CONVEGNO: “Ma voi, chi dite che io sia” (Mc 8,29) Passio Novara Luogo: Seminario San Gaudenzio, Novara

29 mag -1 giu 2014 MINI-PELLEGRINAGGI nel weekend del Festival Luogo: Vicenza, Venezia, Padova, Verona

12 mag 2014, ore 20,30 Preparazione tecnico organizzativa del Cammino di Santiago Luogo: Oratorio dell’Abbazia di S. Agostino, Vicenza 22 mag - 2 giu 2014 X FESTIVAL BIBLICO “Le Scritture, Dio e l’uomo si raccontano” 22 mag 2014, ore 16.30 - 19.00 IL TEMPIO DI GERUSALEMME, LUOGO DOVE DIO E L’UOMO SI RACCONTANO Luogo: Palazzo delle Opere Sociali, Vicenza 22 mag 2014, ore 20,30 LECTIO MAGISTRALIS DI MONS. RAVASI Luogo: Cattedrale di Vicenza 23 mag 2014, ore 8.45 - 12.30 I CIELI NARRANO LA GLORIA DI DIO... (Sal 19,2) Luogo: Palazzo delle Opere Sociali, Vicenza

9 giu 2014, ore 20,30 CELEBRAZIONE: PREGHIERA E BENEDIZIONE DEL PELLEGRINO Luogo: Oratorio dell’Abbazia di S. Agostino, Vicenza 1-4 lug 2014 SETTIMANA BIBLICA: Ester, un racconto che salva Luogo: Villa San Carlo in Costabissara 1-22 lug 2014 CORSO DI EBRAICO BIBLICO, ARCHEOLOGIA E GEOGRAFIA ISCAB, SBF, FTIS Luogo: Gerusalemme 26 lug 2014 FESTA DEI SANTI GIOACCHINO ED ANNA Pellegrinaggio da Breganze al Monte di S. Valentino e alla Chiesa di Sant’Anna a Salcedo Luogo: Breganze 5-12 luglio 2014 GESÙ IL NAZARENO IN GIUDEA E SAMARIA Sessione Biblica in Terra Santa Luogo: Terra Santa

23 mag 2014, ore 15.00 - 18.30 LE COSE NUOVE E LE COSE ANTICHE DELLO SCRIBA DIVENUTO DISCEPOLO DEL REGNO (Mt 13,52) Luogo: Palazzo delle Opere Sociali, Vicenza 24 mag 2014, ore 8.45 - 12.30 LA PAROLA DI DIO CRESCEVA E SI DIFFONDEVA... (At 12,24) Luogo: Palazzo delle Opere Sociali, Vicenza 24-26 mag 2014 PAPA FRANCESCO PELLEGRINO IN TERRA SANTA

1 sett 2014 9ª GIORNATA PER LA CUSTODIA DEL CREATO 7 sett 2014, 20.30 PELLEGRINAGGIO DEL VESCOVO A MONTEBERICO 14 settembre 2014 GIORNATA EUROPEA DELLA CULTURA EBRAICA: “Donne nell’ebraismo” 19 ott 2014 88ª GIORNATA MISSIONARIA

Prendersi cura della Chiesa Madre di Gerusalemme e delle Pietre Vive della Terra Santa

La Colletta del Venerdì Santo Intervista al Custode di Terra Santa, Padre Pierbattista Pizzaballa

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ochi fedeli sanno che le offerte raccolte da tutta la Chiesa ogni anno nel Venerdì Santo sono destinate ai luoghi di Gesù. La Colletta del Venerdì Santo è una colletta antica che risale al XV secolo. Nata per i francescani che operavano nella Provin-

cia d’Oltremare prendendosi cura dei Luoghi Santi, nel 1974 papa Paolo VI la revisiona con l’esortazione “Nobis in Animo”: da quarant’anni la colletta è destinata anche alle comunità cristiane che vivono attorno ai Luoghi Santi. Oggi è lo strumento principale di sostentamento delle attività non solo dei Francescani. Un terzo è destinata alla cura e conservazione dei Luoghi Santi e due terzi per il sostegno alle attività di carattere formativo,

LAUREA

sociale e religioso delle comunità cristiane. Il Custode di Terra Santa, fra Pierbattista Pizzaballa, interpellato sulla Colletta, invita a pensare alla Terra del Santo come un luogo importante e non solo perché alle origini della fede: «Gesù non è una teoria ma lo possiamo toccare e incontrare nei Luoghi della Sua incarnazione. La conservazione dei Luoghi con la loro vita liturgica e l’accoglienza dei pellegrini non è semplicemente un atto

di devozione. È ricordare! Tenere vivo il legame fondamentale di tutta la Chiesa Universale con quella terra che oggi, adesso parla di Gesù». Questo aspetto è stato anche il richiamo di San Paolo: tutta la comunità cristiana deve sentirsi coinvolta con la preghiera per la comunità di Gerusalemme ma anche con il sostegno concreto che nella Colletta e nel pellegrinaggio diventa coinvolgimento attento e gratuito.

Padre Pizzaballa

Un sito Web a misura di pellegrino! È finalmente on-line la nuova versione aggiornata del nostro sito internet:

www.pellegrininellaterradelsanto.it

Il 27 gennaio, a Gerusalemme, don Gianantonio Urbani ha discusso la sua Tesi in Scienze Bibliche ed Archeologia. Congratulazioni per il traguardo raggiunto!

Un sito pensato per soddisfare tutte le piccole e grandi curiosità del pellegrino: dal nuovissimo Tripline che, grazie a mappe animate, permette di scoprire tutte le tappe del pellegrinaggio, alla sezione dedicata al BLOG, dove ciascuno può lasciare un ricordo della sua esperienza da pellegrino! E ancora informazioni climatiche, approfondimenti bibliografici e tutti i link alle varie realtà che l’Ufficio promuove e con cui collabora. Eventi, pellegrinaggi e proposte trovano ancora spazio in Home Page, organizzate nel nuovo calendario e nei due box dedicati. Anche la news letter settimanale , tanto apprezzata da tutti gli iscritti, continua con il desiderio di far scoprire i tanti modi per essere ogni giorno pellegrini verso Dio!

Direttore responsabile: Lauro Paoletto Contributi a cura di: Ufficio Pellegrinaggi Diocesi di Vicenza Impaginazione a cura di: La Voce dei Berici


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