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lavora come agente, scrittore, traduttore, consulente editoriale nello Studio Parlapà, di cui è fondatore. È autore di quattro saggi, di un romanzo a fumetti ed è fra gli autori del bimestrale a fumetti Law.

Fabrizio Mazzotta (1963)

è una delle più celebri voci italiane dei personaggi dei disegni animati, nonché nel cast di doppiaggio delle mitiche serie dei Puffi. Ha lavorato per serie storiche e amate come Atlas Ufo Robot, I Simpson, Pollon e tante altre. È oggi un affermato adattatore e direttore del doppiaggio per il cinema e la tv, nonché autore di vignette e fumetti. Ha inoltre collaborato come redattore, traduttore e consulente editoriale con vari editori.

Davide G.G. Caci

©Tunué | tunue.com

Euro 9,70

Fabrizio Mazzotta

I PUFFI I PUFFI . Davide G.G. Caci e Fabrizio Mazzotta

Davide G.G. Caci (1989)

Questo libro tratta il fenomeno puffo a 360 gradi. ´ una fonte strepitosa sui E personaggi creati da Pierre <<Peyo>> Culliford nel 1959 ´e e ne analizza con levita completezza ogni aspetto: a partire dai fumetti originali fino alla celebre serie animata prodotta da Hanna & Barbera, passando per i ´ giocattoli, i libri mille e piu illustrati e i vari prodotti puffosi. Il percorso si chiude con i festeggiamenti per il 50° anniversario e l’ambizioso progetto cinematografico in computergrafica 3d!

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Storia e successo degli strani ometti blu


1. Sergio Messina . Real Sex Il porno alternativo è il nuovo rock’n’roll

Nella stessa collana:

2. Giorgia Caterini . Japan Horror Il cinema dell’orrore giapponese

3. Valentina Testa . Kawaii Art! Fiori colori palloncini (e manga) nel Neo Pop giapponese

4. Valentina Testa . Gothic Lolita

La nuova moda delle ragazze giapponesi conquista il mondo

5. Fabio Bartoli . Vado, Tokyo e torno

Diario di viaggio nel cuore del Giappone (e anche un po’ più in là)


Davide G.G. Caci

Fabrizio Mazzotta

I Puffi

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Storia e successo degli strani ometti blu


Indice

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Puffiamo dal principio Ringraziamenti 1. Genesi di un mito La nascita dei Puffi Chi sono i Puffi? Società e lingua dei Puffi Politica, religione e voli pindarici 2. I Puffi a fumetti Semplici Comparse 3. Gli albi dei Puffi 4. I Puffi in Italia 5. I Puffi animati Il successo planetario Le nove stagioni 6. Evoluzioni e successo Gadget, pubblicazioni e merchandising I videogiochi 7. Sono ripuffati! Il revival I film d’animazione in computer grafica ed «effetto 3d» … Ché è meglio! Letture e visioni puffe


Puffiamo dal principio…

I

Puffi, gli «strani ometti blu» che puffano «suppergiù due mele o poco più», sono conosciuti in tutto il mondo. L’impatto che hanno avuto fin dalla loro nascita è stato formidabile. Chi non ha letto le loro avventure a fumetti, conosce almeno l’esistenza della serie tv a disegni animati; chi non ha mai visto una puntata in televisione, ha sicuramente visto qualcuno dei tanti gadget loro dedicati (quaderni, peluche, pupazzetti ecc.). Un successo planetario che dura da più di cinquant’anni, tanto che si può sostenere che sono entrati nell’immaginario collettivo. Eppure, caso strano, a oggi non è mai esistito un saggio dedicato a questi famosi personaggi. All’estero sono stati pubblicati alcuni libri o articoli su riviste a proposito del loro autore, ma nessuno specifico sui piccoli Puffi. Così, questo saggio vuole colmare una sorprendente lacuna, in maniera molto lieve e pop, come _Un adesivo francese risalente ai tempi in cui i Puffi d’uopo per la collana. L’obiettivo è erano pubblicati dalla Dupuis. © Eredi Peyo / Imps comunque quello di essere esaustivi. Saranno qui raccontati episodi e retroscena che in pochi conoscono: i numerosi assistenti che aiutavano il creatore dei Puffi nel suo lavoro di disegnatore, come nacque l’idea di produrre una serie televisiva, dello stress di un artista che, da acclamato autore di fumetti, si è

Puffiamo dal principio…

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ritrovato a gestire dei personaggi miliardari, rivelandosi (suo malgrado?) un abile uomo d’affari… Chiaramente, si cercherà anche di rispondere alle dinamiche che regolano il loro mondo, alle ragioni dell’enorme successo planetario che, dopo tanti decenni, pare non essere ancora giunto al termine… In sostanza: curiosità, dati e approfondimenti, corredati da una serie di immagini provenienti per lo più dalle nostre collezioni private. Un’opera scritta per puffare molte curiosità legate ai celebri Puffi e al suo autore Pierre Culliford, in arte Peyo.

_I Puffi alle prese con la modernità. © Eredi Peyo / Imps / Columbia Pictures Industries Animation

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I Puffi


Ringraziamenti Doverosi ringraziamenti all’eclettico amico di lunga data Luca Boschi, all’esperto di videogiochi Francesco Massaccesi, a Fabio Cassella per il contributo alle immagini, alla solare e positiva Gabriella Faggiano e Andrea Vidoni, della Warner Bros. Italia. Sicuramente questo libro non ci sarebbe affatto senza l’indispensabile, sostanzioso e valido apporto del mio compagno di scrittura Davide a cui va la mia imperitura stima. Ma soprattutto vorrei ringraziare chi negli anni Sessanta è stato spinta propulsiva per la diffusione dei personaggi dei Puffi: Nicoletta Artom, geniale funzionaria della Rai, che decise di mandare in onda i disegni animati in bianco e nero, e soprattutto Josè Pellegrini ed Enrico Bagnoli che curarono in modo egregio l’edizione italiana a fumetti. Fabrizio Al solito, i ringraziamenti sono la parte più difficile di un libro: poco spazio, tante persone. Vorrei ringraziare Luca Boschi, Giovanni Del Ponte, Pina Navarretta e Stefania Perletto (Backstage). Andrea Vidoni per il prezioso aiuto; la mia famiglia, la mia dolce metà e i miei soci per il supporto quotidiano; Paolo Moisello e Vivi, Roberto Branca, Fabio Gianello, Gianfranco Goria, Fulvio Gambotto, Pier Luigi Gaspa e Giorgio Salati, la cui amicizia mi ha consentito di andare avanti, incurante degli eccessivi impegni. Ultimo ma non ultimo, il mio puffoso amico e compagno di viaggio. Grazie. Davide


La nascita dei Puffi el settembre del 1957, Pierre «Peyo» Culliford e sua moglie Nine, insieme al figlioletto Thierry, decidono di passare le vacanze insieme ai coniugi Franquin, sulla costa belga. I due autori di bande dessinées sono liberi dalle pressanti scadenze di lavoro e decidono di affittare una villa a Saint Idebald. Peyo e Franquin (tra i grandi maestri del fumetto franco-belga) hanno un’ottima intesa: scherzano, giocano e si stimano reciprocamente, nel lavoro e nella vita. È durante un pranzo vacanziero che avviene la nascita di quella che sarà l’opera più importante di Peyo: questi cerca di prendere la saliera, che è però un po’ troppo distante; non riesce ad afferrarla con la mano e chiede aiuto all’amico. Ma la parola gli rimane sulla lingua e riesce a dire solo: «André, passami il… il puffo!» («André, passe-moi le … le schtroumpf !»). La risposta di Franquin è sagace e spiritosa, perché simpaticamente «convalida» il neologismo dell’amico: «Eccoti il puffo!». È solo l’inizio, perché i due proseguono il gioco con il neologismo inventato sul momento: «Grazie per avermelo puffato. Se mi pufferà, te lo pufferò di nuovo». Quando nella mente dell’autore belga inizieranno a prendere forma gli esserini blu (ancora senza nome), Peyo si ricorderà del bizzarro linguaggio inventato per scherzo con l’amico e collega, e lo adotterà nell’avventura Il flauto a sei Puffi, che realizza nel 1960. Peyo è consapevole che il linguaggio appena creato necessita di proprie, ferree regole: non si possono sostituire parole qualsiasi con il sostantivo/aggettivo «puffo» o con il verbo «puffare», perché il significato deve evincersi chiaramente dal contesto. «Ho voglia di puffare» è una frase che ha di per sé un’infinità di significati; viceversa, «Che caldo! Ho voglia di puffare un bicchiere d’acqua!» è decisamente univoca e inequivocabile. Tuttavia, anche utilizzando simili accortezze, si corrono dei rischi di incomprensione. Se si dice: «Signorina, avete due belle puffe!», non è detto che si comprenda il riferimento alle guance…

1. Genesi di un mito

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_Vignetta da Il Flauto a sei Puffi, prima apparizione delle creature di Peyo. © Eredi Peyo / Imps

In effetti, all’inizio questo particolare linguaggio non è esente da critiche: la stessa casa editrice Dupuis (molto attenta ai giovani lettori) teme che le autorità francesi che esaminano i giornali per ragazzi possano pensare che questo modo di parlare così buffo non sia affatto educativo. La rassicurazione di Peyo risulta comica, letta oggi: l’autore ammette che, effettivamente, il rischio c’è, ma non sarà un problema… I Puffi sono semplici personaggi di contorno, e presto nessuno si interesserà più a loro! Nel giro di pochi anni, invece, i Puffi avranno un successo a livello planetario, diventando un imponente fenomeno di costume che continua ancora oggi. Pierre Culliford, detto «Peyo» – Pierre Culliford nasce a Bruxelles il 25 giugno 1928 da madre belga e padre inglese, che scompare prematuramente all’età di 39 anni, a causa di una malattia che lo porterà progressivamente dalla paralisi alla morte. Ciò nonostante, quella del giovane Culliford può dirsi un’infanzia felice, in cui il piccolo si diletta a disegnare, e ama stare al centro dell’attenzione durante le recite scolastiche (a discapito di risultati non brillanti). Dopo un disastroso tentativo di impegnarsi in un istituto tecnico, alle prese con lime e martello, durante gli anni della Seconda guerra mondiale, Pierre trova lavoro come proiezionista in un cinema di quartiere, e i film sullo schermo probabilmente innescano la sua già sfrenata fantasia di adolescente, tanto che deciderà di iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Bruxelles (sebbene prediliga il disegno umoristic). Viene assunto dallo studio di animazione «Cba» (Compagnie


Belge d’Actualités), dove farà la conoscenza di Eddy Paape, Morris e Franquin, futuri maestri della scuola franco-belga di fumetto. Tra le lavorazioni degne di nota, c’è quella a un lungometraggio dal titolo Le cadeau à la fée, che mette in scena una piccola tribù di folletti, impegnati a confezionare una torta: Culliford realizza solamente dei disegni preparatori per un film che non verrà mai realizzato, ma non si può non notare una leggera somiglianza con i piccoli, futuri, Puffi. Culliford si dedica in seguito a creare un gruppo corale di canto e, nello stesso tempo, migliora sempre più nel disegno. Proprio in questo periodo decide di cambiare il proprio cognome con un nome d’arte, «Peyo», storpiatura a opera di un cuginetto del soprannome che Peyo aveva da piccolo (Pierrot)… La prima collaborazione in ambito fumettistico è per Riquet, supplemento del quotidiano L’Occident, ma presto, tramite una sua collega, Peyo riesce a collaborare come illustratore del quotidiano La Dernière Heure, dove l’11 aprile 1946, nella doppia pagina dedicata ai ragazzi, fa la sua comparsa un nuovo personaggio a fumetti: Johan, un giovane paggio del Medioevo. Nello stesso anno, un amico corista gli presenta una giovane ragazza di nome Janine Devroye, che sarà conosciuta dal mondo dei fumetti come Nine. Nine non solo diventerà la moglie di Peyo e la madre dei loro due figli Thierry e Véronique, ma sarà anche la sua colorista e il suo sostegno personale durante i giorni di crisi e di fatica. Nel 1958 Peyo crea i Puffi, che diventano presto un enorme successo. Seguono altre creazioni minori, come i personaggi Benoît Brisefer e Jacky e Célestin (1961), in veste di sceneggiatore. Con il successo mondiale dei Puffi, Peyo crea una propria società, la «Imps», demandando gli aspetti commerciali ai figli Véronique e Thierry (sotto l’etichetta «Cartoon Création»). Peyo parteciperà attivamente alla creazione della serie animata e, nel 1989, viene lanciata la rivista Schtroumpfs!. Peyo rimane saldamente a capo del suo impero fino a quando, il 24 dicembre 1992, un improvviso attacco cardiaco lo stronca.


_Le Puffolimpiadi. Š Eredi Peyo / Imps

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I Puffi


Chi sono i Puffi?

V

olendo essere semplici e lineari, si potrebbe dire che i Puffi sono delle creature dalla pelle azzurra, che vivono in case-fungo in un villaggio incantato, ai margini di un bosco dell’Europa centrale, in un’indefinita e alternativa era medievale. La comunità dei Puffi (che sono ghiotti di salsapariglia, nel fumetto, e puffbacche, nella serie animata) ha, al vertice, il Grande Puffo, saggio di 542 anni, capo accorto e paziente; e vi sono alcuni Puffi ricorrenti, che sono spesso al centro delle vicende narrate: Quattrocchi, indomito (e insopportabile) moralizzatore; Tontolone, Forzuto, Vanitoso, Inventore, Brontolone, Burlone, Golosone, Pigrone, Pittore (per tutti questi Puffi vale il principio del nomen omen), Puffetta e alcuni altri… Chiaramente, una descrizione del genere è corretta ma non esaustiva: nonostante la semplicità dei Puffi (intesi come singoli e come gruppo sociale), molteplici sono le fonti di ispirazione e le scelte ponderate effettuate da Peyo nella creazione dei suoi personaggi. Anzitutto: i piccoli Puffi devono molto, indubbiamente, alla mitologia delle fiabe, quella mitologia popolare (per lo più della tradizione mitteleuropea) costituita da fate, orchi e folletti. Del resto, le loro sembianze non danno adito a dubbi: la statura minuscola, la dotazione di una coda che ricorda l’appartenenza agli animali dei boschi, e l’inusitato colore della pelle li inserisce in un mondo fantastico, dove agli esseri umani non è dato di entrare (non è un caso che gli umani non riescano a trovare il villaggio dei Puffi!). La stessa pelle blu li connota anche cromaticamente in

Genesi di un mito

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Copertina di una copia del Corriere dei Piccoli su cui è stata pubblicata la storia Il Flauto a sei Puffi. © Eredi Peyo / Imps

I Puffi


Efficace descrizione dei Puffi che l’autore dà all’inizio della storia L’Astropuffo. © Eredi Peyo / Imps

uno stato di non-umanità, ma a uno stadio superiore rispetto ai regni vegetale e animale. L’altro aspetto particolare, che si avrà in modo di affrontare in seguito, è il linguaggio dei Puffi. I Puffi, è evidente fin dalla prima occhiata, sono asessuati, maschi (perlomeno ai tempi della creazione, finché non si aggiungerà la Puffetta), e assolutamente identici: stessa altezza, stessa corporatura, stesso «abbigliamento» Genesi di un mito

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(tranne il Grande Puffo, che è il capo del villaggio)… Le poche e minime varianti si sono sviluppate a poco a poco e si notano più nella serie animata che nel fumetto. Una scelta del genere è bizzarra, soprattutto perché gli Schtroumpfs nascono come personaggi per i fanciulli e una palese differenziazione grafica aiuta il bambino, ne favorisce la lettura. La scelta di avere personaggi graficamente (quasi) identici è, tuttavia, vincente, perché porta il lettore – a prescindere dall’età – a concentrarsi sulle peculiarità caratteriali e comportamentali: ciascun Puffo è caratterizzato molto bene. Personaggi ricorrenti – Nelle intenzioni di Peyo, i Puffi sono novantanove. Tale cifra subisce delle variazioni (l’arrivo di Puffetta, in primis), ma comunque si tratta di un numero indicativo: tra il fumetto e la serie animata, vengono sviluppati poco più di settanta Puffi. Il cosiddetto centesimo Puffo, necessario per poter fare il «Grande ballo della Luna» (Il centesimo Puffo, Le centième Schtroumpf, 1968), poi, altri non è che un riflesso: è la materializzazione del riflesso nello specchio del Puffo Vanitoso! Oltre ai Puffi, vi sono personaggi tendenzialmente negativi, su cui spiccano i due nemici storici, Gargamella e Birba, e qualche alleato, tra cui il Mago Omnibus, amico di vecchia data del Grande Puffo, la Cicogna Bianca, che aiuta i suoi amici Puffi in alcune spinose situazioni, John e Solfamì (che, nei fatti, hanno dato inizio all’epopea puffa)… Due personaggi di per sé marginali, ma interessanti, sono poi Padre Tempo e Madre Natura: personificazioni del tempo e degli elementi naturali. Entrambi sono in ottimi rapporti con i Puffi (e tra loro) e, in particolare, è interessante il concetto che sta alla fonte di Madre Natura: essa è una sorta di personificazione di valori quali il rispetto per il prossimo e per l’ambiente, di cui è pregna la serie a fumetti (ma, soprattutto, quella animata). _Il primo epico scontro dei Puffi con Gargamella, da Il Ladro di Puffi. © Eredi Peyo / Imps


Società e lingua dei Puffi

I

n quanto prodotto «per bambini» i Puffi si possono ricondurre a una serie di avventure la cui tematica di fondo è la costante lotta tra bene e male. Il male viene rappresentato in due modi: inteso come costume e inteso come persone (o esseri viventi). Quando il mondo degli uomini entra in contatto con il puffomondo, lo corrompe: abitudini e stati d’animo che non sono propri degli esserini blu

_In qualche rara occasione, Gargamella e il suo perfido gattaccio Birba riescono a trovare il villaggio dei Puffi. © Eredi Peyo / Imps


_Studi di movimenti per i Puffi. Š Eredi Peyo / Imps - Sandro Dossi


entrano in campo, andando a minare le fondamenta di una realtà solida e felice. Tuttavia, il nemico è più facilmente identificabile se ha un volto, specialmente se è orribile e molto caratterizzato. Il principale antagonista dei Puffi è il mago Gargamella, con il suo (bistrattato e) perfido gatto Birba. Gargamella, mago poco potente e pasticcione, tenta continuamente di catturare i Puffi, che sono coinvolti in due progetti: nella creazione di monete d’oro e nella preparazione del delizioso «stufato di Puffi». Va da sé che Gargamella non raggiunge mai il proprio obiettivo, e, anzi, è spesso protagonista di goffi tentativi che terminano con scene divertenti e fallimentari. Tutti i personaggi che gravitano intorno a Gargamella sono negativi: sua madre, la nipote Denisa, l’apprendista Lenticchia e il padrino Baldassarre, potentissimo mago. Nell’arco narrativo delle serie a fumetti e di disegni animati compaiono numerosi altri antagonisti, ma sono per lo più personaggi non ricorrenti, come i mostri rospi (Stagnoso, Fangoso e Melmoso) al servizio di re Paludone, Cloridride, strega che odia la natura, o Agata, strega equivalente femminile di Gargamella.

_Birba attacca il Puffo giornalista. © Eredi Peyo / Imps


Puffetta – L’unico esemplare femminile del villaggio dei Puffi è stata per molto tempo la Puffetta. Inizialmente, Puffetta è una nemica dei Puffi, un’infiltrata: creata dal perfido Gargamella, il suo compito è quello di distruggere dall’interno il sistema dei Puffi. Fisicamente, all’inizio, Puffetta ha dei capelli corti e neri ed è abbastanza sgraziata: Grande Puffo la rende (con un metodo lievemente diverso, tra fumetto e serie animata) una Puffa bella e dolce. Una volta scoperto il coinvolgimento di Puffetta con Gargamella, ha luogo un processo, in cui la Puffa viene assolta, ma decide di abbandonare il villaggio perché si rende conto di essere causa di malumori tra i Puffi (ma alla fine Puffetta tornerà e diventerà a tutti gli effetti un membro della famiglia dei Puffi). L’espediente utilizzato da Peyo per inserire Puffetta è, da un lato, un metodo che consente di spiegare _L’esordio di Puffetta in La perché una Puffa femmina in mezzo a tanti maschi, ma è, dall’altro, indice di un difficile e controverso rapporto tra i Puffi Puffetta. © Eredi Peyo / Imps e il gentil sesso. I Puffi non sanno come comportarsi di fronte a Puffetta… Di solito, l’atteggiamento che prevale è quello di ammirazione e corteggiamento (platonico e cortese), ma v’è comunque un senso di disagio serpeggiante nell’approccio dei Puffi al mondo femminile. Lo stesso Peyo dichiarerà che il processo ideativo del personaggio è stato lungo e laborioso. Tuttavia, nelle storie recenti a fumetti (anche per adeguarsi ai tempi di parità sessuale) la Puffetta smette di avere un ruolo subalterno ed è spesso _Puffetta è, soprattutto agli una «semplice» amica dei Puffi, in luogo di un oggetto del desiderio. inizi, un oggetto di desiderio per gli altri Puffi, nei fumetti come nella serie animata. © Eredi Peyo / Imps – © HannaBarbera – © Warner Bros.


I film d’animazione in computer grafica ed «effetto 3d»

N

ell’autunno del 2006 il produttore Jordan Kerner – a cui si devono gli adattamenti cinematografici del fumetto e serie animata L’Ispettore Gadget e di Meno di zero, dal romanzo di Bret Easton Ellis – ha annunciato che i Puffi sarebbero stati protagonisti di una trilogia di film animati in 3d: il primo film era previsto per il 2008, così da coincidere con il cinquantenario. Dopo anni di annunci e controannunci (e lunghi silenzi), proprio nel settembre 2011, mentre questo libro viene dato alle stampe, è arrivato nei cinema il film I Puffi, prodotto da Columbia Pictures, Kerner Entertainment Company e Sony Pictures Animation. Gli eredi di Peyo erano sempre stati reticenti all’ipotesi di un film dei piccoli ometti blu, americano, sul grande schermo, ma all’idea di un film eseguito non con un’animazione tradizionale, bensì in cgi (animazione in computergrafica) hanno invece accordato il permesso. A produrlo è Jordan Kerner, con 90

_ I Puffi a Times Square. © Eredi Peyo / Imps / Columbia Pictures Industries Animation

I Puffi


Sono ripuffati!

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Gargamella (Hank Azaria) con Nine e Véronique Culliford. © Eredi Peyo / Imps / Columbia Pictures Industries Animation

la sceneggiatura di K. David Stem e David N. Weiss, sceneggiatori del secondo e terzo capitolo di Shrek. Il regista è invece Raja Gosnell, già alla regia di Mai stata baciata, Big Mama, Scooby Doo e Scooby Doo 2, film – questi ultimi – anch’essi realizzati con la tecnica mista di cgi e azione con attori in carne e ossa, proprio come I Puffi. Il progetto iniziale prevedeva una trilogia esclusivamente in animazione, con delle storie tratte dalle avventure a fumetti e, a quanto pare, le prestazioni artistiche di John Lithgow per dare la voce allo stregone Gargamella. L’idea era quella di andare a far luce sulle zone d’ombra dell’universo puffo, così da chiarire molti 92

I Puffi


misteri. Si sarebbe raccontato, tra l’altro, del primo incontro dei Puffi con il loro acerrimo nemico, e sarebbe stata mantenuta l’ambientazione della foresta medievale come in una sorta di Signore degli Anelli in animazione al computer. Tuttavia, il progetto è virato su una produzione che mescola cgi (computer-generated imagery, cioè il metodo di costruzione grafica in cui le immagini si basano su poligoni generati dal computer, che, ricoperti di texture, riproducono personaggi e ambienti con un effetto cinematografico volumetrico, quindi tridimensionale) e il cosiddetto live action (quindi attori in carne e ossa). Grandi nomi del film sono il bravissimo Neil Patrick Harris (uno dei protagonisti del telefilm di successo E alla fine arriva mamma, cioè How I Met Your Mother, ed eclettico conduttore ai recenti Tony Awards 2011), Jayma Mays (la professoressa Emma Pillsbury in Glee) e Hank Azaria (voce originale di Boe, del commissario Winchester, di Apu e di altri personaggi nella longeva serie di animazione I Simpson). In America, per dare la voce a Puffetta è stata chiamata la cantante Katy Perry, che in questo modo fa i suoi primi passi nel mondo del cinema. In Italia, purtroppo non sono stati confermati tutti i doppiatori della serie televisiva del 1981, tant’è che, per somigliare di più alle voci originali americane del film, sono state bandite le voci femminili per i personaggi maschili, come invece era d’uso negli episodi televisivi italiani. Il film è stato doppiato e Fabrizio Mazzotta, Fiamma Izzo, Marco Guadagno e _Puffetta in computer grafica. © Eredi Peyo / Paolo Buglioni sono tra le pochissime voci «storiche» utilizzate nuovamente. Imps / Columbia Pictures Industries Animation Sono ripuffati!

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I edizione: settembre 2011 Copyright © Tunué S.r.l.

Editor di collana Marco Pellitteri

Tunué. Editori dell’immaginario Via dei Volsci 139 – 04100 Latina – Italy tel. 0773661760 | fax 07731875156 info@tunue.com | www.tunue.com

Progetto grafico e copertina Mandarinoadv.com

ISBN 978-88-97165-32-3 Per le immagini interne, dove non espressamente indicato, il copyright è degli aventi diritto

Impaginazione Parlapa.eu Stampa Stampa Sud S.p.A. Via P. Borsellino 7 74017 Mottola (Ta) – Italy


lavora come agente, scrittore, traduttore, consulente editoriale nello Studio Parlapà, di cui è fondatore. È autore di quattro saggi, di un romanzo a fumetti ed è fra gli autori del bimestrale a fumetti Law.

Fabrizio Mazzotta (1963)

è una delle più celebri voci italiane dei personaggi dei disegni animati, nonché nel cast di doppiaggio delle mitiche serie dei Puffi. Ha lavorato per serie storiche e amate come Atlas Ufo Robot, I Simpson, Pollon e tante altre. È oggi un affermato adattatore e direttore del doppiaggio per il cinema e la tv, nonché autore di vignette e fumetti. Ha inoltre collaborato come redattore, traduttore e consulente editoriale con vari editori.

Davide G.G. Caci

©Tunué | tunue.com

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Fabrizio Mazzotta

I PUFFI I PUFFI . Davide G.G. Caci e Fabrizio Mazzotta

Davide G.G. Caci (1989)

Questo libro tratta il fenomeno puffo a 360 gradi. ´ una fonte strepitosa sui E personaggi creati da Pierre <<Peyo>> Culliford nel 1959 ´e e ne analizza con levita completezza ogni aspetto: a partire dai fumetti originali fino alla celebre serie animata prodotta da Hanna & Barbera, passando per i ´ giocattoli, i libri mille e piu illustrati e i vari prodotti puffosi. Il percorso si chiude con i festeggiamenti per il 50° anniversario e l’ambizioso progetto cinematografico in computergrafica 3d!

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I Puffi  

Storia e successo degli strani ometti blu

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