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Tra duzi on

e di Stefano Andrea

ti Cres


Per i miei cari amici Antonio & Tania, Dela, Javi & Carol, Marc & Ara, Ramon & Mabel, Sam & Karla, Sergio & Sonia.

I racconti dell'era del Cobra Collana «Prospero's Books Extra» n. 11 I edizione: ottobre 2014 Edizione originale: Les contes de l'ère du Cobra – 1. Les amants Les contes de l'ère du Cobra – 2. Révolution Text and illustrations Copyright © 2012-2014 Glénat, Enrique Fernández All rights reserved Sceneggiatura e disegni e colori: Enrique Fernández Traduzione: Stefano Andrea Cresti Lettering e impaginazione: Alessandro Aureli (tunue.com) Illustrazioni di copertina: Enrique Fernández Per l'edizione italiana Copyright © 2014 Tunué S.r.l. Direzione editoriale: Massimiliano Clemente Tunué. Editori dell'immaginario Via degli Ernici 30 – 04100 Latina – Italy tel. 0773 661760 | fax 0773 1875156 info@tunue.com | www.tunue.com ISBN-13, GS1 978-88-6790-129-6 Finito di stampare nel mese di ottobre 2014 presso: Arti Grafiche S.r.l. Via Vaccareccia 82 00040 Pomezia (Rm) – Italy Carta: Hello Silk + 400 g/m2 (copertina) Scheufelen bvs 150 g/m2 (interni) I racconti dell'era del Cobra è stampato su carta «amica delle foreste» certificata FSC Di Enrique Fernández presso Tunué: Il Mago di Oz (testi di David Chauvel - Collana «Tipitondi» n. 5) Aurore (Collana «Tipitondi» n. 9) L'isola senza sorriso (Collana «Tipitondi» n. 12)


BENVENUTI NEL MIO MODESTO TEATRO. OGGI, IN QUESTO QUINTO ANNIVERSARIO DELLA NOTTE DEI FUOCHI, LASCIATE CHE CULLI LA VOSTRA ANIMA CON LA MIA STORIA, UNA STORIA TESSUTA CON I FILI DI CENTO ALTRE STORIE…

… LASCIATE CHE VI STREGHI CON IL MIO RACCONTO. È MOLTO FACILE DA CAPIRE, NON DÀ LEZIONI DI MORALE E NON ESIGE DAL SUO PUBBLICO NESSUNO SFORZO PARTICOLARE PER ESSERE APPREZZATO.

CONCEDETEMI IL PIACERE DI DISTRARVI E, CON UN PO’ DI FORTUNA, DI FAR SOGNARE QUELLI TRA VOI CHE GODONO DI UNA FERVIDA IMMAGINAZIONE…


QUESTA STORIA METTE IN SCENA MOLTI PERSONAGGI, A COMINCIARE DALLA BELLA SIAN, UN FIORE NATO IN UN LETAMAIO.

LA SUA FAMIGLIA, DEI MODESTI NEGOZIANTI, AVEVA VIAGGIATO PER GENERAZIONI ALLA RICERCA DELLE MERCI MIGLIORI DA POTER COMMERCIARE NEL PROPRIO PAESE.

E COSÌ, LUNGO I DECENNI, L’ALBERO DEI SUOI ANTENATI MISE RADICI UN PO’ DAPPERTUTTO, IN TUTTE LE TERRE CONOSCIUTE, E DA UNA SIMILE MESCOLANZA DI TERRICCI ALLA FINE SBOCCIÒ UN MERAVIGLIOSO FIORE ESOTICO.

MA, PER SUA SFORTUNA, LA BELLEZZA DI SIAN NON LE FRUTTÒ L’AMORE DEI SUOI GENITORI, POICHÉ VIDERO IN LEI NIENT’ALTRO CHE UN BUON AFFARE, DI QUELLI CHE LA SUA FAMIGLIA AVEVA SEMPRE SOGNATO.

MA CIÒ CHE NON AVEVANO CALCOLATO, È CHE LA RAGAZZA AVEVA IN TESTA BEN ALTRI PROGETTI PER IL FUTURO…

VOLEVANO FARE FORTUNA VENDENDOLA ALLA CASA DELLE PRINCIPESSE, DETESTABILE RICORDO DEL NOSTRO PASSATO. QUELLA FIERA DI GIOVANI VERGINI ATTIRÒ PER ANNI L’ORO PIÙ DISGUSTOSO CHE QUESTO PAESE ABBIA MAI CONOSCIUTO.

I SUOI GENITORI SI CONVINSERO CHE SIAN FOSSE COSÌ BELLA CHE UN NOBILE, O FORSE PERFINO UN PRINCIPE, L’AVREBBE ACQUISITA, AUMENTANDO ANCOR DI PIÙ IL RICAVO DELLA VENDITA.

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… E LA CHIAVE DI TALI PROGETTI ERA UNO STRANO GIOVANOTTO DI NOME…

NON MI AVEVI MAI BACIATO IN QUESTO MODO…

SONO QUI, COME PROMESSO.

IRVI! CI SEI?

LA CASA DELLE PRINCIPESSE NON PUÒ PROPORRE AI SUOI CLIENTI UNA RAGAZZA DEFLORATA. E ALLORA MI BUTTERANNO FUORI. NON AVRÒ PIÙ UN POSTO IN CUI STARE…

DOMANI MIO PADRE MI CONDURRÀ IN QUEL POSTO…

ASCOLTAMI, E ANDRÀ TUTTO BENE.

DOBBIAMO FARLO OGGI. STANOTTE.

STANOTTE…

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ANDRÀ TUTTO BENE, TE LO PROMETTO.


ERA UN ESSERE PIUTTOSTO SINGOLARE, QUEL GIOVANE IRVI.

ALCUNI LO SOPRANNOMINAVANO “LA SCIMMIA”, PER IL SUO TALENTO INNATO DA ACROBATA CHE GLI PERMETTEVA, DA QUEL CHE SI RACCONTA, DI ATTRAVERSARE TUTTA LA CITTÀ SENZA MAI POSARE UN PIEDE A TERRA…

… PER POI CONFONDERSI CON LE OMBRE SENZA LASCIARE TRACCIA.

MA IRVI SI ERA SEMPRE RIFIUTATO DI FARLO, PERCHÉ L’UNICA RICCHEZZA CHE DESIDERAVA ERA QUELLA CHE DAVA QUELLE ALI POSSENTI AL SUO NOBILE CUORE…

SI DICE ANCHE CHE I PIÙ CELEBRI LADRI DEL MONDO GLI AVESSERO PROPOSTO IMMENSE RICCHEZZE, SE AVESSE ACCETTATO DI METTERE QUEL SUO DONO STRAVAGANTE AL LORO SERVIZIO.

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QUELLA SERA, I LORO DUE CUORI VIBRAVANO FEBBRILI, ANTICIPANDO I PIACERI DI UNA NOTTE MAGICA, UNA NOTTE DI SENTIMENTI PURI, DI ECCITANTI SCOPERTE, DI GESTI TENERI E MALDESTRI…

… E COSÌ SAREBBE STATO, SE IL DESTINO NON AVESSE GIOCATO UN BRUTTO SCHERZO.

ANDRÀ TUTTO BENE, SI DICEVANO SENZA SOSTA…

LA DISPERAZIONE E L’ANGOSCIA SONO DOLOROSE, QUANDO SI ABBATTONO PER LA PRIMA VOLTA SU DUE ANIME COSÌ GIOVANI! COME TROVARE LA FORZA DI CONSOLARSI, QUANDO UN SIMILE DOLORE CI ASSALE?

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ECCO LA CASA DELLE PRINCIPESSE, DOVE NOBILI E PRINCIPI VENIVANO A COMPRARE I GIOIELLI PIÙ PREZIOSI, ABBANDONATI DA PADRI TROPPO MISERABILI DA RIUSCIRE AD ASSICURARE IL LORO SOSTENTAMENTO.

E, COME IN UNO SCRIGNO, ERANO SISTEMATE IN STANZE DIVERSE A SECONDA DEL LORO VALORE E DELLA LORO VIRTÙ.

L’INNOCENZA, VIRTÙ CHE I COMPRATORI APPREZZAVANO SOPRA OGNI ALTRA E AVEVANO TANTO PIACERE A INFANGARE, ERA DIFESA DA CENTO TERRIBILI GUARDIANI.

NELLA LUCE DEL TRAMONTO, LE LACRIME DELLE PRIGIONIERE BRILLAVANO COME MILLE SCINTILLE DORATE…

PERCHÉ – E QUESTO NON VI STUPIRÀ DI CERTO – QUEI PREZIOSI GIOIELLI CERCAVANO DI PERDERE UN PO’ DELLA LORO BRILLANTEZZA PRIMA DI ENTRARE NELLA CASA. SONO RARI I RACCONTI CHE TESTIMONIANO DELLA BENEVOLENZA O DELLA MAGNANIMITÀ DI UN PRINCIPE, IN QUEI TEMPI…

… IN COMPENSO, LE CANZONI POPOLARI EVOCAVANO SPESSO LA VITA DI QUELLE SVENTURATE, COSÌ PIENA DI UMILIAZIONE, DI VERGOGNA E DI SOFFERENZA.

STANOTTE, TE LO PROMETTO…

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COSA CHE NON AVREBBE PRESENTATO ALCUNA DIFFICOLTÀ, SENNONCHÉ…

CON IL FAVORE DEL BUIO, IRVI INGANNÒ L’OCCHIO VIGILE DELLE GUARDIE E COMINCIÒ A SCALARE LESTO LA FACCIATA PER ANDARE A RITROVARE LA SUA AMATA.

NON DIRE UNA PAROLA, E FA’… TUTTO CIÒ CHE TI DIREMO.

ALTRIMENTI AVVERTIREMO LE GUARDIE E TI UCCIDERANNO.

FU COSÌ CHE LO SVENTURATO IRVI SI VIDE COSTRETTO A CONDIVIDERE IL LETTO DI OGNUNA DELLE DONNE DEL PRIMO PIANO – QUELLE DONNE CHE SOGGIORNAVANO LÌ DA MOLTO TEMPO E CHE AVEVANO PERSO, IN UN MODO O NELL’ALTRO, PARTE DELLA LORO VIRTÙ.

POCO PRIMA DELL’ALBA, SENZA PIÙ FORZE, IRVI LASCIÒ LA CASA E RINUNCIÒ AD ANDARE DA SIAN. ROSO DAL RIMORSO, NON RIUSCÌ NEMMENO A RIVOLGERLE UNO SGUARDO PER CHIEDERLE PERDONO.

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LA NOTTE SUCCESSIVA FECE UN NUOVO TENTATIVO E, STAVOLTA, OLTRE ALLE GUARDIE SCHIVÒ ABILMENTE TUTTE LE BRACCIA CHE CERCAVANO DI TRATTENERLO AL PRIMO PIANO.

MA, QUANDO ARRIVÒ AL SECONDO PIANO, DOVE LE RAGAZZE ERANO ANCORA PIÙ BELLE…

TI PREGO…

OGNI NOTTE CI ARRIVANO ALLE ORECCHIE LE STORIE SCONCE DELLE NOSTRE COMPAGNE DEL PIANO INFERIORE, E ABBIAMO PAURA DI NON ESSERE PRONTE PER LA NOSTRA NOTTE DI NOZZE.

SE POTESSI AIUTARCI A EVITARE CHE LA NOSTRA MANCANZA DI ESPERIENZA CI ATTIRI IL DISPREZZO DEI NOSTRI FUTURI SPOSI, LA NOSTRA VITA SAREBBE PIÙ TOLLERABILE…

SI TRASCINÒ LONTANO DA QUEI LUOGHI PER RIPRENDERE LE SUE FORZE, VERGOGNANDOSI UNA VOLTA ANCORA DI NON ESSERE RIUSCITO A MANTENERE LA SUA PROMESSA.

ALL’ALBA, CON UNO SFORZO SOVRUMANO, RIDISCESE LUNGO LA FACCIATA, SCHIVANDO NUOVAMENTE LE MANI SUPPLICHEVOLI DEL PRIMO PIANO.

LA TERZA NOTTE, NIENTE GLI AVREBBE IMPEDITO DI RAGGIUNGERE SIAN!

DI NUOVO COSTRETTO A SUBIRE UN INFERNO, CONTROVOGLIA, IL POVERO IRVI PASSÒ LA NOTTE A INSEGNARE A QUELLE GIOVANI CIÒ CHE AVEVA APPRESO LA NOTTE PRECEDENTE, PUR DI RISPARMIAR LORO UN TERRIBILE DESTINO.

ARMATO DI PUGNALE, MINACCIANDO DI TRANCIARE LE MANI CHE AVESSERO PROVATO A TRATTENERLO, SCALÒ DI NUOVO LA FACCIATA.

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PERÒ, UNA VOLTA GIUNTO AL TERZO PIANO, VIDE QUALCOSA CHE GLI IMPEDÌ ANCORA UNA VOLTA DI PROSEGUIRE LA SUA ASCESA.


DALL’INTERNO DI QUELLA CAMERA NON USCIVANO NÉ BRACCIA IMPLORANTI, NÉ RICHIESTE DI COMPASSIONE, MA BEN DI PEGGIO: GLI SGUARDI SUPPLICI E DISPERATI DI QUELLE RAGAZZE, ANCORA PIÙ BELLE E INNOCENTI DELLE PRECEDENTI, CHE SAPEVANO CHE SAREBBERO STATE BEN PRESTO VENDUTE A INDIVIDUI SENZA SCRUPOLI.

NON MERITAVANO FORSE ANCH’ESSE DI ESSERE AMATE CON DOLCEZZA, FOSS’ANCHE PER LA PRIMA E UNICA VOLTA DELLA LORO VITA?

FU DUNQUE COSÌ CHE IRVI PASSÒ BUONA PARTE DELLA TERZA NOTTE DANDO UNA GRANDE LEZIONE DI GENEROSITÀ DISINTERESSATA.

POCHI UOMINI, IN VERITÀ, SAREBBERO STATI CAPACI DI UN SIMILE SACRIFICIO!

IL RAGAZZINO ESITANTE E NERVOSO APPARTENEVA ORMAI AL PASSATO: SAREBBE STATO UN UOMO ESPERTO A CONDURLA ALL’ESTASI!

ALL’ALBA, CON IL CORPO SFINITO PER QUELLA NOBILE MANIFESTAZIONE D’ALTRUISMO, SALÌ FINO ALL’ULTIMO PIANO PER RITROVARE LA SUA AMATA SIAN. COME SAREBBE STATO DIVERSO IL LORO INCONTRO, ORA!

ANCHE LE GUARDIE ERANO LÌ, IN ATTESA DELL’OCCASIONE GIUSTA PER ACCHIAPPARE UN SIMILE FENOMENO, IN GRADO DI ROVINARE TUTTA LA MERCE DELLA CASA IN APPENA TRE NOTTI.

LEI ERA LÌ, BELLA COME NON MAI. DELLE LACRIME DI GIOIA SGORGAVANO DAI SUOI OCCHI COME UN TORRENTE DI MONTAGNA.

ALLORA, STALLONE, ORA TI TAGLIEREMO ENTRAMBE LE TESTE E LE APPENDEREMO AL MURO!

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“STANOTTE”, IRVI? LA TERZA NOTTE GIUNGE AL TERMINE!

SE LE PAROLE DELLA GUARDIA NON FOSSERO STATE SUFFICIENTI A MOSTRARGLI LA PORTATA DELLA SUA FOLLIA, SIAN GLI RISERVAVA UN CASTIGO ANCOR PIÙ CRUDELE.

TRE NOTTI PASSATE AD ASCOLTARTI MENTRE DAVI A TUTTE LORO CIÒ CHE AVEVI PROMESSO A ME… HAI RIEMPITO IL MIO CUORE DI DOLORE, E NON SEI DEGNO DI POSSEDERLO.

ALLE PRIME LUCI DELL’ALBA, ANDRÒ NELLA MIA NUOVA CASA PER OFFRIRE IL MIO CUORE AL PRINCIPE CHE LO RICOPRIRÀ D’ORO, COSÌ NESSUN UOMO POTRÀ MAI PIÙ SPEZZARLO.

“TI SBAGLI! IO TI AMO!” GRIDÒ IRVI DISPERATO, CERCANDO DI DISCOLPARSI. MA ERA TROPPO TARDI. E LE COSE AVREBBERO PRESO UN ALTRO CORSO SE NON FOSSERO STATE PRONUNCIATE QUESTE ULTIME PAROLE CARICHE DI DOLORE. TI AMERÒ SEMPRE, SIAN!

A QUELL’ADDIO, QUALCOSA SI RUPPE NELL’ANIMO DEL GIOVANE. LE SUE GRIDA RISUONARONO IN TUTTA LA CASA, RECLAMANDO IL NOME DEL PRINCIPE A CUI SAREBBE STATA DATA IN SPOSA LA SUA AMATA.

E, MENTRE VENIVA TRASCINATO NEL CORTILE PER ESSERE GIUSTIZIATO, PROFERÌ UN GIURAMENTO CARICO D’IRA.

AMMAZZERÒ TUTTI I PRINCIPI DEL MONDO!!! GLI APRIRÒ IL PETTO E GLI DIVORERÒ IL CUORE!

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QUEL GIURAMENTO ATTIRÒ L’ATTENZIONE DI UN LOSCO PERSONAGGIO IN VISITA ALLA CASA IN QUELLO STESSO MOMENTO.

NON CREDO CHE POTRÀ PIÙ ESSERE COSÌ PER ME. ADDIO, IRVI.


QUALCHE ANNO PRIMA ERA NOTO COME “IL LEONE”. UN GUERRIERO FEROCE E CRUDELE CHE L’ESERCITO AVEVA DOVUTO CACCIARE DAI SUOI RANGHI PER I SUOI INDICIBILI ATTI DI VIOLENZA.

SI TRATTAVA DI UN ESSERE PERICOLOSO CHE SI FACEVA CHIAMARE “IL TORO”. IL SUO VISO SEMBRAVA EMERGERE DA UNA BUIA GIUNGLA DI PELI, E I SUOI OCCHI TRADIVANO UN’INSAZIABILE SETE DI POTERE.

AVENDO A DISPOSIZIONE UNICAMENTE LA FORZA DELLE SUE BRACCIA, IN POCO TEMPO RIUSCÌ AD AMMASSARE UNA FORTUNA CONSIDEREVOLE NELLE OSCURE ARENE DI COMBATTIMENTO DEI SETTE REAMI, DOVE TUTTI LO CHIAMAVANO “IL GORILLA”.

QUELL’ORO INTRISO DI SANGUE GLI PERMISE DI ACCEDERE A OGNI LUSSO, MA NON ALLA NOBILTÀ A CUI ASPIRAVA. L’ALTA SOCIETÀ PIÙ RAFFINATA LO DISPREZZAVA A CAUSA DELL’ORIGINE BRUTALE DELLA SUA FORTUNA. E CONTINUAVA A SBATTERGLI IN FACCIA LE PORTE DEL POTERE.

LE BELLE RAGAZZE DI RANGO NOBILE CHE TANTO DESIDERAVA RIFUGGIVANO DA LUI, SPAVENTATE DAL SUO ASPETTO DA SELVAGGIO, CHE PERFINO LE STOFFE PIÙ PREGIATE NON RIUSCIVANO A DISSIMULARE.

E, SICCOME NON FACEVA PARTE DI NESSUNA FAMIGLIA ARISTOCRATICA, LA CASA DELLE PRINCIPESSE SI RIFIUTAVA DI VENDERGLI UNO DEI SUOI GIOIELLI.

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FU COSÌ CHE IL GIURAMENTO DI IRVI, IN QUEL PRECISO ISTANTE, S’IMPOSE AL LEONE, AL GORILLA E AL TORO, CHE NON AVEVA MAI CONCEPITO QUALCOSA CHE SOMIGLIASSE COSÌ DA VICINO A UN PENSIERO RAZIONALE, E ACCESE LE PERICOLOSE BRACI IN FONDO ALL’ANTRO IN CUI RIPOSAVANO QUELLE BESTIE.


SCATENANDO TUTTA LA SUA FURIA, IL TORO LIBERÒ IL GIOVANE DALLA SUA CONDANNA, PER POI FUGGIRE VIA DALLA CASA.

IRVI RINGRAZIÒ IL SUO BENEFATTORE PER AVERGLI SALVATO LA VITA E SI MISE AL SUO SERVIZIO, SENZA SAPERE A CHE TIPO DI PADRONE SI ERA APPENA VINCOLATO.

IL TORO, INVECE, SAPEVA BENISSIMO CHI FOSSE IRVI, ED ERA FELICE DI AVER SCOPERTO IL PUNTO SENSIBILE GRAZIE AL QUALE AVREBBE POTUTO CONTROLLARE IL TALENTO DEL RAGAZZO.

QUELL’IMMENSA RICCHEZZA CHE NON AVEVA PERMESSO AL TORO DI OTTENERE UN RANGO NOBILIARE, NÉ DI TROVAR MOGLIE, GLI SERVÌ A CREARE UN ESERCITO, PICCOLO MA EFFICACE, CON CUI AFFRONTARE RE E PRINCIPI.

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ELIMINEREMO INSIEME TUTTI I PRINCIPI, FINCHÉ NON TROVEREMO QUELLO CHE TI HA PORTATO VIA LA TUA AMATA!


BEN PRESTO, TUTTE LE BATTAGLIE SI CONCLUDEVANO CON LA VITTORIA, E I RE TREMAVANO SUI LORO TRONI AL SOLO NOME DEL DEMONE NERO.

PERCHÉ ERA UN VERO E PROPRIO DEMONE, CIÒ IN CUI IL TORO AVEVA TRASFORMATO IRVI, ATTIZZANDO LA FIAMMA DEL SUO ODIO.

UNO SPETTRO CHE PLANAVA AL DI SOPRA DELLE TRUPPE NEMICHE, SFIORANDO APPENA LA PUNTA DELLE LORO LANCE, E ATTRAVERSANDO I LORO RANGHI IN POCHI SECONDI.

DOPO SI PRECIPITAVA SULLE SUE VITTIME, PRINCIPE DOPO PRINCIPE, PER DIVORARGLI IL CUORE, COME AVEVA GIURATO DI FARE.

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oggi,

nel quinto anniversario della notte ’

dei fuochi, raccontero per il vostro diletto la mia storia. una storia intessuta con i fili di molte altre...

Quella di Sian, giovane ragazza destinata a una triste sorte di cortigiana. Di Irvi, ladruncolo divenuto demone, condannato a mangiare il cuore dei suoi nemici. Di Cobra, tiranno manipolatore e innamorato del potere. O ancora quella di Maluuk, artista in esilio, intenzionato ad aiutare il suo popolo a riconquistare la libertà… E infine la più straordinaria storia di tutte, nella quale i personaggi si incontrano, si amano, si tradiscono e si combattono. Un racconto grandioso e spettacolare che mescola l'immaginario delle Mille e una Notte, l'esuberanza del folklore indiano e la vitalità delle Avventure del Barone di Münchausen.

ISBN 978-88-6790-129-6

9 788867 901296

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Euro 16,90

Profile for Tunué - Tutta un'altra storia

I racconti dell'era del Cobra - Enrique Fernández  

L'anteprima del nuovo sfolgorante libro Enrique Fernández. Un tiranno crudele, due amanti, un attore rivoluzionario, un volo fantastico vers...

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