QUARTIER DEL PIAVE
Poste italiane spa - Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. L.27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, CNS TV - Periodico di informazione, cultura e tempo libero - Anno XLIII n.16 - 19 settembre 2024 - Euro 2,50 - Contiene I.P.
La rinascita del San Boldo
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Oltre 150 ragazzi con disabilità coinvolti in un’esperienza straordinaria
Due giri col fiato in gola
A pag 27
1073 Informazione cultura e tempo libero Anno XLIII n.16 | 19 settembre 2024 | € 2,50
Fondato da Dario De Bastiani nel 1982
La sfida dell’attenzione
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CONEGLIANO
L’ultimo abbraccio a Ido Da Ros
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Solidarietà e sport a Revine Lago ISSN 2784-9716
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PRIMO PIANO
La sfida dell’attenzione L’Adhd. L’isolamento. L’emarginazione. Le difficoltà delle famiglie. Che cosa vuol dire convivere con un disturbo, a volte non diagnosticato correttamente, e cosa si può fare per trovare condivisione e serenità. Indagine su una “patologia” in crescita, che riguarda sempre più bambini e adolescenti. E che è acuita dall’abuso di tablet e computer
di Emanuela Da Ros
“
La cosa più triste? Non venire invitati ai compleanni, per esempio. Scoprire che tutti i tuoi compagni andranno a una festa, e che tu sarai l’unico a non parteciparvi”. La testimonianza di una mamma mette in risalto la sofferenza e le difficoltà dei bambini e dei ragazzi con disturbo Adhd. Bambini che si stancano presto di un gioco, che non riescono a portare a termine un’attività, che non stanno fermi, che vengono tacciati di maleducazione. “A parte la condizione di disagio del bambino o del ragazzo, il disturbo Adhd ha conseguenze negative per tutti i familiari. L’emarginazione che spesso subiscono i ragazzini affetti da Adhd - spiega una mamma - li spinge a ritirarsi ancora di più in se stessi, anche in famiglia. E magari a comunicare con scatti d’ira o atteggiamenti difficili da interpretare
e gestire. E non sono solo i bambini a subire lo stigma, ma anche i genitori: la famiglia viene additata dal gruppo, accusata di non sapere educare i figli. E il problema della socializzazione si allarga a tutti i componenti, come in una spirale.” Una situazione segnalata da un’altra mamma che ha due figli con un disturbo Adhd diagnosticato relativamente tardi. “Il primogenito - racconta la mamma - ha avuto sfortuna nella carriera scolastica. A lungo è stato considerato borderline. Poi l’incontro splendido con la dottoressa Fornasier ha chiarito di che tipo fosse il suo disturbo. Le difficoltà che aveva incontrato hanno riguardato la socializzazione, soprattutto con i compagni di classe, e la scarsa autostima. Al nido non aveva nessun sintomo particolare, se non quello di stancarsi presto: mollava subito il gioco… All’asilo è stato turbato dai rimproveri che gli venivano mossi per il suo timore a partecipare alle attività collettive. Crescendo non è riuscito a farsi molti amici, non ha voluto praticare alcuno sport, ma i suoi risultati scolastici sono stati comunque positivi. La sua energia si manifesta soprattutto a casa: non starebbe mai fermo, è pieno di richieste, desideroso di collaborare in tutto. Per gestire l’iperattività e il desiderio di fare siamo ricorsi a un calendario degli impegni. Il problema del mio secondogenito è soprattutto la gestione dello stress. Dopo la scuola è particolarmente nervoso. Ha eccessi di rabbia e per questo si è provveduto a togliergli il
tablet che nuoceva all’equilibrio e alla concentrazione. Il periodo del Covid è stato massacrante...L’aiuto? Lo trova in un cane adottato recentemente, che tra l’altro ha la capacità di intuire eventuali crisi.” Per capirne di più abbiamo interpellato le responsabili dell’Associazione Zuppa di Sasso, una delle più attive sul territorio dell’Usl Alta Marca e la psicoterapeuta Emanuela Fornasier.
L’Associazione Zuppa di Sasso “Riconoscere l’ADHD e affrontarlo è possibile, così come individuare strategie di gestione e e condivisione di un disturbo che viene sempre più diagnosticato. Una soluzione importante – afferma Silvija Kramersteter, vicepresidente dell’associazione Zuppa di Sasso – è sviluppare una rete sociale positiva intorno ai bambini e adulti con difficoltà comportamentali e d’apprendimento affinché vengano sottolineate potenzialità e capacità funzionali in un’ottica positiva” Per questo nel 2013 un gruppo di famiglie del trevigiano con figli con disturbo Adhd e disturbi del comportamento si sono riunite per condividere problematiche e ricercare soluzioni organizzando corsi e convegni per fornire informazioni sia alle famiglie coinvolte sia agli operatori che, in qualsiasi modo, entrano a contatto con i bambini/ragazzi (scuola, attività sportive, grest). Nel 2019 il Gruppo genitori incontra Giovedì 19 settembre 2024 | 3 Il Quindicinale