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Chiuso in redazione il 12-12-2025
Mensile inviato gratuitamente a tutti gli operatori del settore, edito da
Via Antonio Bazzini, 24 20131 MILANO tel. 02 70 63 45 60 cell. 331 7422030 info@tecnicaed.it
TECNICA ED INFORMAZIONI DALLE AZIENDE
Anno 34 • n. 2 • febbraio 2026
Sempre più spazio ai nostri esperti e professionisti, per affrontare insieme agli impresari il futuro del settore con approfondimenti, opinioni e consigli sulle principali e importanti tematiche della funeraria.
Tiziano Bertin
Nel cuore del Golfo dei Poeti
Una sofisticata G 3.0 su base
Maserati Ghibli firmata Ellena è da poco entrata a far parte del parco auto dell’impresa Sant’Andrea presente a La Spezia dal 2009.
Apochi chilometri dal confine con la Toscana, La Spezia si trova al centro di un golfo naturale conosciuto in tutto il mondo per i suggestivi paesaggi che si susseguono: le case color pastello dei borghi a picco sul mare, le chiese e i castelli medievali, le spiagge di
sabbia. Proprio per la sua bellezza è una terra amata da artisti e scrittori che si è guadagnata nel tempo il nome di Golfo dei Poeti.
Qui, in una soleggiata mattina d’inverno, abbiamo incontrato due collaboratori dell’impresa Sant’Andrea di La Spezia.
La G 3.0, scelta in una sofisticata tonalità di grigio, è stata immortalata in una luminosa mattina d’inverno, avvolta dai colori del Golfo dei Poeti.
Alcuni particolari estetici e dettagli della G 3.0 su base Maserati Ghibli recentemente acquistata dall’impresa Sant’Andrea, che da diversi anni si affida ai modelli firmati Ellena per aggiornare il proprio parco auto.
LA NUOVA E SOFISTICATA AUTOFUNEBRE
«Crediamo che un lutto sia già un momento abbastanza difficile da superare, senza dover, a nostra volta, calcare la mano sulla malinconia inevitabilmente connessa a tali circostanze, attraverso la scelta di soluzioni cupe», ha affermato in una precedente intervista il titolare Roberto Maggesi presentando la propria sede caratterizzata da ambienti luminosi e accoglienti.
Anche per quanto riguarda le autofunebri l’impresa Sant’An-
drea ha sempre avuto idee moderne, puntando su modelli firmati Ellena: l’ultima arrivata è una sofisticata G 3.0 su base Maserati Ghibli in un’originale tonalità di grigio.
PIÙ DI 30 ANNI
DI ESPERIENZA
Quando il cammino si fa buio e pesante, siamo la mano che sostiene e che offre supporto concreto, affinché tu possa dedicarti solo al ricordo e all’amore. Con questo messaggio l’impresa Sant’Andrea si presenta on line, proponendosi
Accanto alla G 3.0, parte dello staff che da anni affianca con attenzione e discrezione le famiglie che si rivolgono all’impresa Sant’Andrea, fondata nel 2009 da Roberto Maggesi a La Spezia.
quindi di essere al fianco delle famiglie nel delicato e doloroso momento della perdita di una persona cara offrendo un’assistenza continua, ma anche discreta, assicurandosi che ogni dettaglio sia perfetto.
Fondata nel 2009 da Roberto Maggesi e oggi gestita insieme a Federica Rosso, l’impresa non solo può contare su oltre 30 anni di esperienza dei suoi titolari, ma anche sullo staff costantemente aggiornato.
SEMPRE IN ASCOLTO
Consapevole infatti dell’importanza di dover fornire un supporto completo alle famiglie, lo staff dell’impresa Sant’Andrea offre un’assistenza dedicata, sempre nel pieno rispetto delle volontà dei familiari, in ogni
fase, dalla preparazione della salma fino al sostegno nel dopo funerale.
«Il nostro obiettivo è quello di affiancare le famiglie con servizi di qualità e personalizzati, proponendo prodotti, accessori e cerimonie che rispondono a quanto abbiamo appreso ascoltando e parlando con le fami-
glie», afferma Roberto Maggesi. «Da sempre cerchiamo di accogliere ogni cambiamento e proporre ciò di cui ha bisogno la famiglia, occupandoci, per esempio, tra i vari servizi, anche della cremazione degli animali da compagnia, sempre più presenti nelle famiglie italiane».
La sede dell’impresa offre ambienti accoglienti valorizzati anche da un sapiente utilizzo del colore.
ONORANZE FUNEBRI
Spezia
LA SERENITÀ CHE MERITANO, INIZIA DA TE
Il servizio per la burocrazia post-funerale è oggi decisivo per distinguerti.
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Il nuovo linguaggio del ricordo
La sostenibilità come valore di prestigio, e non come rinuncia estetica, è il rivoluzionario concetto introdotto da Urciuoli Global che promuove un nuovo linguaggio del ricordo: etico, artistico e sostenibile. Ne abbiamo parlato con Costantino Urciuoli.
COSA SIGNIFICA
ESSERE SOSTENIBILI
PER URCIUOLI GLOBAL?
Significa avanzare scegliendo materiali nobili certificati e tracciabili. In un mondo che ha
consumato troppo, la vera esclusività è scegliere bene, la vera raffinatezza è conoscere l’origine di ciò che utilizziamo, le mani che lo hanno creato, la storia che porta con sé.
Non stiamo creando alternative più povere, ma nuovi standard più alti perché per noi la sostenibilità non è una moda, non è un compromesso, ma la nuova forma dell’eccellenza.
Flavio Urciuoli, accanto a due collaboratori, nella fase di piantumazione.
Unisciti alla rivoluzione Green di alto livello
Con questo messaggio Urciuoli Global invita a partecipare alla creazione di una community esclusiva di imprese funebri che condividono gli stessi valori di etica e che rispecchiano standard elevati di serietà, qualità e visione. il Bollino Green è un segno di appartenenza a una comunità ristretta di imprese che credono che il rispetto per la terra possa convivere con la bellezza, la tradizione e l’artigianato. È un segno di prestigio che permette agli impresari di distinguersi, offrendo alle famiglie un prodotto di altissimo livello che unisce estetica, etica e rispetto per l’ambiente.
Una piantagione di teak di proprietà di Urciuoli Global. L’utilizzo di questo noto legno proveniente da piantagioni controllate garantisce la tracciabilità, la sostenibilità e la durabilità.
AVETE RECENTEMENTE
LANCIATO IL RICONOSCIMENTO ECCELLENZA
SOSTENIBILE.
A CHI SI RIVOLGE?
È un riconoscimento nato per premiare le imprese funebri che, adottando il Bollino Green, desiderano distinguersi e dimostrano di coniugare valore artigianale e responsabilità ambientale.
Il Bollino Green è proprio il cuore del progetto ed è un marchio che certifica una linea di
cofani in legno di teak proveniente da piantagioni controllate secondo i criteri di tracciabilità, di qualità e di rispetto ambientale.
QUALI SONO I VANTAGGI PER UN’IMPRESA CHE
DECIDE DI ENTRARE NEL
CLUB BOLLINO GREEN?
Ogni impresa che decide di aderire a questo progetto entra a far parte di un gruppo selezionato di imprese funebri che condividono principi fondanti
Il ricordo diventa radice
Ogni cofano con Bollino Green è numerato, tracciato e dà origine alla piantumazione di un nuovo albero, simbolo di memoria e rinascita. L’iniziativa fa parte del progetto Le radici del futuro: una rete di alberi piantati per onorare la vita di chi ci lascia e rigenera la terra.
tra cui l’eccellenza. Solo le imprese che rispecchiano standard elevati di serietà, qualità e visione possono infatti entrare a far parte di questo progetto. Il nostro obiettivo è quello di portare nel settore funebre una nuova cultura: un lusso etico, consapevole, rispettoso dell’ambiente e delle persone.
La sostenibilità, se autentica, non è un quindi un compromesso ma rappresenta un valore aggiunto.
Siamo consapevoli che ogni scelta lascia un segno e che l’etica va considerata un valore d’impresa: la scelta dell’impresa funebre che aderisce al Bollino Green è quindi quella di contribuire concretamente alla tutela delle foreste e alla riduzione dell’impatto ambientale offrendo un tributo che rispetta la vita e il pianeta.
Fulvio Urciuoli, fondatore di Urciuoli Global, insieme ai figli, cofondatori, Costantino e Fabio.
Creare occupazione qualificata, trasmettere competenze e costruire un ponte concreto tra tradizione artigiana e sviluppo sostenibile: è da questa visione etica e responsabile che è nata la decisione di Urciuoli Global di produrre teak proveniente da piantagioni controllate.
COSA FORNITE ALLE
IMPRESE FUNEBRI?
Ogni cofano Bollino Green, realizzato in teak proveniente da piantagioni controllate e lavorati a mano da maestri artigiani è certificato e accompagnato da un kit esclusivo destinato all’impresa funebre composto da: certificato di autenticità con codice univoco, card numerata per la registrazione della vendita all’attivazione della piantumazione, certificato Le radici del futuro da personalizzare per la famiglia e materiale con istruzioni e di comunicazione coordinato, come per esempio vetrofanie e brochure.
Alla famiglia è inoltre riservato un certificato personalizzato
con il nome o le iniziali del defunto, il codice univoco del cofano, le coordinate e la foto dell’albero piantato oltre a un QR code per visualizzarlo online
CONCLUDENDO, COME
DESCRIVERESTI IN POCHE
PAROLE QUESTO
AMBIZIOSO PROGETTO?
Mi piace sottolineare come tutto il nostro progetto – dal legno alla piantagione, dal certificato al gesto simbolico – sia in grado di creare un ecosistema circolare di valore: un ricordo vivo per le famiglie, un segno distintivo per gli impresari e un contributo concreto per l’ambiente.
Bellezza e rispetto non opposti ma alleati, un prodotto può emozionare gli occhi e allo stesso tempo onorare il pianeta.
✓estrema diminuzione del fenomeno di marmorizzazione
✓per inumazione, tumulazione e cremazione
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Un pensiero discreto ma efficace
La partecipazione di amici e conoscenti è sempre importante per i famigliari colpiti da un lutto. È naturale, quindi, voler ringraziare con un pensiero discreto, ma al tempo stesso efficace, chi ha fatto sentire la propria presenza in un momento così triste e particolare.
E quale modo migliore se non con eleganti bigliettini? Con soggetti sacri, paesaggi, elementi della natura o semplicemente listati a lutto, con frasi già stampate oppure con uno spazio libero dove scrivere il proprio pensiero. Sono tanti i modelli tra cui scegliere nell’ampio assortimento messo a disposizione da Ftc.
Semplicemente listati a lutto o con immagini, i bigliettini proposti da Ftc riportano una frase di ringraziamento oppure danno la possibilità di inserire un proprio pensiero.
Da un secolo, l'eccellenza del Made in Italy
100 anni di esperienza, valori e rispetto
Rischi e opportunità di impiantare ed esercire una casa funeraria nelle attuali condizioni di mercato
In queste pagine sono presenti alcune delle numerose case funerarie e sale del commiato progettate e realizzate da Apiemme Engineering in tutta Italia.
a cura di Carlo Ballotta
Circa il 10% delle imprese funebri italiane si sono dotate di una casa funeraria (con percentuali probabilmente superiori in alcune zone geografiche).
Ma quali possono essere i possibili scenari futuri?
Nei precedenti articoli, sempre ospitati dalle pagine di Tecnica, abbiamo principalmente scrutinato, sotto vari profili normativi, il fenomeno non più nuovissimo delle case funerarie. In questi particolari edifici si svolgono anche attività necroscopiche, come ad esempio lo stesso periodo di osservazione, oltre alla pia pratica della vestizione mortuaria, con seguente incassamento
della salma ed esposizione estetica di quest’ultima a feretro rigorosamente aperto, per la veglia funebre.
Negli ordinamenti regionali di polizia mortuaria (manca ancora una legge quadro nazionale!) la casa funeraria, nella sua precipua funzione è disciplinata soprattutto da norme di diritto pubblico, poiché trattasi di impianto a rilevanza igienico-sanitaria, al pari del de-
posito d’osservazione comunale e del servizio mortuario sanitario di cui ospedali e nosocomi debbono necessariamente dotarsi.
SECONDO LA LEGGE ITALIANA
Anche la funeral home, almeno per la legge italiana è, quindi, presidio igienico-sanitario, come del resto tutte le strutture istituzionali di accoglimento salme già previste dal Dpr n. 285/1990.
Esso tuttavia è di proprietà e gestione squisitamente di natura privata, anche se sottoposto alla disciplina speciale almeno del regolamento nazionale di polizia mortuaria o di altra specifica produzione legislativa regionale sicuramente più evoluta, precisa e detta -
gliata. Il Consiglio di Stato, Sez. VII, 4 settembre 2025, n. 7.206 ha disposto, in via non definitiva, un’attività istruttoria, a seguito delle posizioni contrastanti su alcune disposizioni di legge regionale, formulate da diverse parti in giudizio e altri players del comparto funebre.
CASA FUNERARIA
E SALA DEL COMMIATO
Il giudice amministrativo chiede alla Regione interessata “…il deposito di una dettagliata e documentata relazione scritta, diretta ad illustrare i punti indicati in motivazione…”, assegnando pure un termine perentorio.
Il rinvio – di rigore – in questa occasione diviene inevitabile, perchè deriva da alcune inter-
pretazioni, contrapposte, sui rapporti tra casa funeraria e sala del commiato, alla luce non solo della legge regionale, ma altresì delle sue norme attuative, da cui le diverse impostazioni ermeneutiche parrebbero trarre la loro fonte di legittimazione. Ma questa previsione di rimando al legislatore regionale, con integrazione dell’istruttoria (in sede di giustizia amministrativa d’appello e non di primo grado!), è anche una spia linguistica, siccome segnala unicamente come si siano – de facto – generate indebite sovrapposizione non solo terminologiche, ma pure semantiche, con plurimi nodi, su cui ci si auto-esenta da approfondimenti aggiuntivi.
LE DIFFERENZE
Invitando quanti interessati ad un’accorta lettura della pronuncia, si evidenzia – nel frattempo – una questione di fondo, consistente nelle possibili differenziazioni tra gli istituti delle case funerarie e delle sale del commiato.
Si rammenta come, tempo addietro, all’alba delle riforme su base regionale dei servizi funerari, le coordinate tecniche non fossero sempre chiare, a volte anche a causa di grossolane o improvvisate traduzioni da altra lingua, mentre si os-
serva come le prestazioni offerte dalle allora semi-sconosciute funeral home presentassero spettri di attività non necessariamente e/o univocamente uniformi. In ogni caso, si tratta di figure giuridiche che, da quando variamente introdotte, hanno sperimentato una crescita non secondaria.
I NUMERI
Ci si riferisce a circa 700 case funerarie, anche se alcuni oculati glossatori della materia funeraria rischierebbero pure una stima maggiore (attorno/oltre
le 800) ma, al di là della precisione numerica, difficilmente verificabile, preferiamo qui attenerci al numero minore della prima ipotesi.
Il numero delle imprese (sottolineiamo il termine imprese) esercenti l’attività funebre sembra essere calcolabile (almeno stando ai dati camerali) attorno alle 7.200 unità (forse queste cifre sono leggermente maggiori oppure, ancora più probabilmente, minori, attestandosi attorno ai 6.500 soggetti commerciali a vario titolo attivi nella nebulosa galassia del caro
La funeral home, per la legge italiana, è presidio igienicosanitario, come del resto tutte le strutture istituzionali di accoglimento salme già previste dal Dpr n. 285/1990.
estinto). Molte di queste realtà economiche possono tuttavia svolgere attività promiscue (per esempio falegnami, mobilieri, fioristi, marmisti ecc.).
SENSIBILE CRESCITA DI SERVIZI ALL’ANNO PER LE CASE FUNERARIE
Quindi, agevolmente, se ne ricava che, su una media nazionale (e le medie nazionali nascondono le specificità locali), circa il 10-11% di queste ditte di estreme onoranze si sia dotato di casa funeraria, ma nulla esclude che vi possono essere realtà geografiche, come per esempio zone d’Italia densamente popolate, in cui questa percentuale sia ampiamente superiore.
La disponibilità di una casa funeraria, che presuppone risorse e cospicui investimenti aziendali (cui devono aggiungersi anche i costi di gestione conseguenti), consente all’impresa che se ne doti di poter acquisire un maggior numero di servizi all’anno.
E questa sensibile crescita implica una sottrazione di potenziale clientela a danno di altre imprese concorrenti, le quali non abbiano ancora realizzato la propria funeral home, a fronte di un numero annuale di funerali abbastanza stabile, pur se con fluttuazioni di non grande rilievo.
LE SCELTE IN AMBITO TERRITORIALE DELLE FAMIGLIE
Quando in una determinata area locale – sostanzialmente costituente un bacino fisiologico per le imprese ivi operanti – vi siano poche (o solo una)
case funerarie, il vantaggio è evidente e i tempi di rientro dal consistente investimento possono essere abbastanza prevedibili.
Le famiglie in lutto operano infatti le loro scelte in un ambito territoriale ancora abbastanza preciso che, per quanto variabile, non si estende tendenzialmente oltre determinate distanze chilometriche.
Al crescere della presenza di case funerarie nella stessa area, aumentano i termini temporali per il rientro dalle spese sostenute, comprimendo il vantaggio della disponibilità di casa funeraria.
Sarà anche pura accademia, ma, qualora nel medesimo contesto urbano tutte le imprese operanti fossero dotate di casa funeraria, il vantaggio di alcune sulle altre verrebbe tendenzialmente ad annullarsi.
FUNERAL HOME
ANCHE A SUPPORTO DELLE IMPRESE
In molte leggi regionali –avendo le funeral home natura ibrida, quindi sì privata, ma anche di un servizio aperto alla cittadinanza – sono vietate le clausole o i comportamenti distorsivi “ad escludendum”. Quindi pure le agenzie di onoranze funebri prive di un loro proprio immobile da adibire ad uso mortuario, possono appoggiarsi senza discriminazioni alle strutture già in essere. Infatti, non è immaginabile che
si mantengano, nel mediolungo periodo, attività economiche che lavorino in deficit, se ciò non risponde ad esigenze contingenti ed emergenziali, mentre dovrebbe pur sempre sussistere una concreta prospettiva di ripresa dell’attivo… possibilmente non in tempi biblici.
L’IMPORTANZA DELLE
ESPERIENZE E DI UNO
SPIRITO ANALITICO
Anche se le imprese, per loro intima natura, non considerano la dimensione dei costi per spese funerarie gravanti
rincari, sempre ed in ogni modo.Ciò lascia presagire un aumento delle situazioni di difficoltà economica, in casi dove alcune tipologie di servizio funebre, seppure minime e imposte per legge, devono comunque, forzatamente, trovare soggetti imprenditoriali del comparto funebre italiano capaci di erogarli egualmente.
POSSIBILI SCENARI
Il numero delle imprese funebri, secondo i dati camerali, è calcolabile attorno alle 7.200 unità e circa il 10-11% dispone di una casa funeraria. Non si esclude una percentuale maggiore in altre zone d’Italia densamente popolate.
sulle famiglie in lutto, non si può non constatare come l’imitazione passiva di altrui esperienze importate “a scatola chiusa” e senza un certo spirito analitico produca effetti non sempre adeguatamente considerati prima. Quindi, questa lievitazione delle spese non è in sé stessa fattore trascurabile, siccome le famiglie in lutto (o, se si vuole, le famiglie nel loro complesso) non si trovano facilmente nelle condizioni di “assorbire” questi
Ciò solleva la questione su quali possano essere gli scenari che, nelle loro possibili differenziazioni, potrebbero presentarsi, influendo anche in modo rilevante.
Non sembra cioè (ma è solo una personalissima sensazione) si sia ancora formata una “visione” dei potenziali risultati di merito (non si sottovalutino pure i possibili punti di rottura) per l’intero settore, quando forse – ad oggi – sarebbero, invece, preferibili strategie di qualificazione di un insieme di aspetti in grado di coinvolgere segmenti e più ampi, nella ordinaria conduzione dell’attività funebre.
Quando il servizio funebre si estende oltre il rito
Fondata da Federico Pisano e Diego Garau, Memoriae nasce con l’obiettivo di semplificare per le famiglie colpite da un lutto tutto il carico burocratico che è necessario affrontare dopo il funerale.
Nel settore funebre moderno la qualità del servizio non si misura più soltanto dalla cura del rito, ma nella capacità di accompagnare la famiglia anche dopo il funerale, nel momento in cui il dolore incon-
tra la complessità della burocrazia. È in questo spazio, troppo spesso scoperto, che nasce Memoriae.
Memoriae è una realtà italiana fondata da Federico Pisano e Diego Garau, due manager con esperienze in-
ternazionali nei settori della consulenza, della tecnologia e dei servizi.
Sostenuta da investitori istituzionali, Memoriae nasce per portare ordine, competenza e tatto in uno dei momenti più delicati della vita
delle persone, introducendo innovazione in un ambito tradizionalmente poco digitalizzato.
OBIETTIVO: AIUTARE LE FAMIGLIE ANCHE DOPO IL SERVIZIO FUNEBRE
L’obiettivo di Memoriae è semplificare la vita delle famiglie colpite da un lutto, riducendo drasticamente il carico burocratico, il tempo e lo stress legati agli adempimenti post-funerale.
«È un obiettivo che prende forma attraverso Memoriae – Supporto Lutto, un inno-
vativo servizio progettato per integrarsi in modo naturale nel servizio funebre», afferma Federico Pisano.
«Dopo il funerale le famiglie italiane si trovano ad affrontare un carico burocratico rilevante: pensione di reversibilità, successione, gestione delle utenze domestiche, adempimenti fiscali, passaggi di proprietà e molto altro ancora.
Sono tutte attività che, nei canali tradizionali, comportano infiniti appuntamenti di persona, attese interminabili e continui sposta -
Federico Pisano e Diego Garau, manager e fondatori di Memoriae, azienda italiana che affianca l’impresa funebre e si integra facilmente per trasformare il post-funerale da problema a servizio.
menti, spesso incompatibili con gli impegni quotidiani e, soprattutto, con lo stato emotivo di chi resta».
L’IMPORTANTE RUOLO DEL REFERENTE FAMIGLIA
Memoriae consente invece di gestire tutto da casa: ogni famiglia è affiancata da un referente famiglia disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, che diventa la loro guida per tutte le incombenze burocratiche. Dopo aver caricato le informazioni e i documenti su Memoriae Supporto Lutto, la famiglia non dovrà più occuparsi di nulla. Le pratiche vengono
L’obiettivo di Memoriae è semplificare la vita delle famiglie colpite da un lutto, riducendo drasticamente il carico burocratico, il tempo e lo stress legati agli adempimenti post-funerale.
senza che sia necessario l’uso diretto di strumenti digitali.
Oltre a fornire un supporto per il completamento di tutti gli adempimenti burocratici post-funerale, in parallelo Memoriae mette a disposi-
Le imprese funebri che desiderano integrare Memoriae tra i propri servizi e approfondire il modello di collaborazione possono trovare maggiori informazioni su www.memoriae.life/tecnica
affidate a professionisti dedicati e il referente famiglia si occuperà di tenere la famiglia in costante aggiornamento.
UN SERVIZIO PENSATO PER TUTTI
Memoriae è pensata per tutti, anche per le persone anziane o con difficoltà digitali. In questi casi è sufficiente inviare i documenti via email, chat o posta: il referente famiglia prende in carico l’intero processo,
zione delle famiglie una rete di figure professionali specializzate – psicologi, commercialisti e legali – pronti ad affiancare le famiglie per ogni evenienza.
AL FIANCO
DELL’IMPRESA PER INTEGRARE IL SERVIZIO OFFERTO
«Per le imprese funebri italiane, Memoriae rappresenta un servizio distintivo che incrementa fino al 30% i profitti e rafforza la fidelizza-
zione e il passaparola. Oltre il 90% delle famiglie assistite lo ritiene un elemento di supporto decisivo per consigliare l’agenzia», aggiunge Diego Garau. Memoriae affianca il professionista funebre e si integra facilmente tra i servizi offerti. Perché prendersi cura del ricordo di una persona significa anche proteggere chi resta, accompagnandolo con competenza, rispetto e continuità. «Trasformare il post-funerale da problema a servizio è la visione di Memoria», conclude Federico Pisano, «accompagnando le famiglie in un percorso guidato che riduce solitudine e burocrazia opprimente, restituendo serenità».
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Appartiene alla linea Elegant il modello Intaglio Rosa e Calla in frassino di Rosa, caratterizzato dall’intaglio finemente eseguito con moderne tecnologie di lavorazione. Disponibile anche nell’essenza mogano con finitura a cera.
Intaglio Rosa e Calla
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È attraverso l’utilizzo di linee semplici che vengono messe in risalto l’eleganza e la ricercatezza del modello 2012 in mogano di Scacf, caratterizzato da angoli tondeggianti che conferiscono al cofano un aspetto moderno.
Michela Sgoluppi
NOTIZIE
In memoria delle vittime dell’immigrazione
È il titolo dell’evento che si è svolto a ottobre presso il cimitero di Trento in occasione della Giornata nazionale della memoria e dell’accoglienza, per onorare la memoria di chi è morto inseguendo un futuro migliore, per denunciare politiche di confine sempre più disumane e per ribadire il valore di una società accogliente. Ogni anno migliaia di persone continuano a morire lungo le rotte migratorie di tutto il mondo. Secondo il Missing Migrants Project dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni, dal 2014 sono state documentate oltre 77.000 vittime.
Il 2024 rappresenta l’anno più tragico dell’ultimo decennio: più di 9.000 persone hanno perso la vita o sono scomparse durante il viaggio.
Si muore attraversando il Mediterraneo. Si muore nelle carceri libiche, dove le persone migranti subiscono torture da parte di milizie finanziate anche con fondi europei. Si muore nella giungla dell’America Latina, nel deserto subsahariano, nei boschi ai confini dell’Europa e lungo la rotta balcanica, la stessa da cui oggi arriva in Trentino la maggior parte delle persone in cerca di protezione. Anche chi riesce a superare gli ostacoli della migrazione e arrivare in Europa, spesso si trova di fronte a un sistema che produce esclusione e vulnerabilità: accoglienza precaria, sfruttamento lavorativo, insicurezza abitativa, barriere nell’accesso a cure e diritti fondamentali. Il programma prevedeva una camminata, accompagnata dalle suggestive note della Trento Balkan Orkestra e da letture di poesie curate dall’Associazione Teatrale Universitaria, verso il cimitero monumentale di Trento. Qui si sono poi tenuti un momento di raccoglimento nei pressi della stele dedicata alla memoria delle vittime delle politiche di confine, interventi istituzionali e contributi da parte dei rappresentanti delle associazioni coinvolte. L’evento si è concluso con la rappresentazione dello spettacolo teatrale Reti#, scritto da Francesco Ferrara e Salvatore Cutrì che narra il viaggio lungo la rotta balcanica di tre attivisti dell’associazione Bozen Solidale, offrendo uno spaccato intenso e toccante.
www.comune.trento.it
Un nuovo spazio di ascolto a Genova
È stato inaugurato a fine novembre, all’interno del cimitero monumentale di Staglieno, La casa delle parole, dedicata a chi si trova a vivere l’esperienza del lutto.
Uno spazio gratuito, protetto e accogliente, nato per aiutare chi ha perso una persona cara e, in un momento di fragilità, sente il bisogno di condividere un ricordo, un’emozione o una parola rimasta sospesa.
Così viene presentata La casa delle parole, un luogo presente
all’interno del cimitero monumentale di Staglieno, a Genova, in cui poter raccontare pensieri legati ai propri cari, lasciare un messaggio o semplicemente essere ascoltati senza giudizio, nel pieno rispetto della riservatezza.
Un luogo dove la fragilità può essere accolta senza timore e
dove il semplice atto di raccontarsi diventa un gesto di cura.
Un luogo dove il semplice atto di raccontarsi diventa un gesto di cura
Copertina del libro Cento giorni di felicità, di Fausto Brizzi, che ha ispirato il progetto La casa delle parole.
PAROLE E MEMORIE CHE MERITANO
DI ESSERE CUSTODITE
La casa delle parole è un progetto pensato per dare spazio e dignità alle parole del lutto e alle memorie che meritano di essere custodite. Tutte le testimonianze vengono raccolte solo con consenso informato e nel pieno rispetto della sensibilità delle persone coinvolte. Con una programmazione settimanale articolata su cinque giorni, La casa delle parole in una prima fase sarà attiva presso il tempio crematorio situato all’interno del cimitero monumentale di Staglieno. Successivamente sarà creato uno spazio ad hoc nella Cappella Puccio realizzata dal grande architetto Gino Coppedè nel 1906.
www.socrem-genova.org
DOULA, LA FIGURA PROFESSIONALE
CHE OFFRE SUPPORTO EMOTIVO
Il cuore del progetto è la presenza di una doula del fine vita, una figura professionale formata nell’accompagnamento non terapeutico della fragilità emotiva. La doula offre nel caso specifico ascolto individuale, libero oppure su appuntamento, e accoglie testimonianze, memorie e messaggi dedicati ai defunti. L’iniziativa nasce da un’idea della psicoterapeuta Linda Alfano, scomparsa di recente, e si ispira al romanzo Cento giorni di felicità di Fausto Brizzi che, presente all’inaugurazione lo scorso novembre, ha sottolineato come il suo libro e le sue riflessioni nascano dalla percezione che oggi nei rapporti umani ci sia una profonda assenza della parola orale.
Sembra invece che ci si limiti a mandare messaggi e che il rapporto umano sia quindi diventato una chat.
Illustrazione di Chiara Gennaro, artista che da un anno fa parte delle doule del fine vita. La casa delle parole rappresenta per lei un terreno di ricerca particolarmente fertile, capace di unire cura, ascolto e immaginazione.
L’
Anche quando la visibilità è pessima… •
affidabilità e la sicurezza operativa rendono il cassone per il recupero salme di Olivetti uno degli strumenti più apprezzati dagli operatori funebri anche quando è necessario portare a termine operazioni difficili e delicate, per esempio di notte, in caso di cattivo tempo o in luoghi dove la visibilità è pessima.
Realizzato in abs, un materiale noto per la sua resilienza e la sua robustezza, il cassone si conferma anche leggero e pratico da maneggiare, grazie anche alle maniglie estraibili, ed è dotato di fasce catarifrangenti laterali.
la visibilità notturna
Maniglie estraibili
Guarnizione in gomma
Rulli per un facile carico Fascia catarifrangente per
Maniglie laterali
NOTIZIE
Messina: ampliamento del cimitero di Castanea
Aggiudicati i lavori di ampliamento del cimitero di Castanea, frazione di Messina, destinati alla realizzazione di nuovi cellari e di un campo di inumazione per un totale complessivo superiore a 2,6 milioni di euro. «Questo intervento rappresenta un passo concreto per rispondere alle esigenze della città in tema di servizi cimiteriali», ha commentato Massimiliano Minutoli, assessore ai cimiteri. «L’ampliamento della zona nord del cimitero di Castanea garantirà spazi adeguati e moderni per i cittadini, con lavori che saranno realizzati nel pieno rispetto dei tempi e degli standard di sicurezza».
www.comune.messina.it
Approvato il progetto esecutivo a San Lorenzo in Correggiano
Con un investimento complessivo di 350mila euro, nel cimitero di San Lorenzo in Correggiano, a Rimini, verranno realizzate tre nuove strutture in calcestruzzo armato che ospiteranno 60 loculi e 144 ossari. Le finiture saranno realizzate con intonaco e travertino per le parti delle lapidi, mentre in copertura i volumi saranno collegati mediante una struttura di tubolari in acciaio che formerà un sistema di frangisole. I lavori di ampliamento completano un intervento di riqualificazione che ha visto partire i lavori di restauro e consolidamento per un investimento di oltre 472mila euro. L’appalto prevede il consolidamento delle mura di cinta, il rafforzamento dei colombari sul lato monte e il restauro della cappellina, con conclusione prevista entro la primavera del 2026.
www.comune.rimini.it
Spazio alla fantasia •
L’innovativo fotoincisore dotato di tecnologia laser fibra consente di realizzare le vostre idee in modo veloce e intuitivo.
Dotato di tecnologia laser fibra, l’innovativo fotoincisore presentato da BL si conferma ideale per la realizzazione di targhette e medaglie di ottima qualità. L’ampia gamma di metalli compatibili con questa tecnologia – tra i quali alluminio, acciaio, ferro, rame, oro, argento e ottone – consente la realizzazione e la personalizzazione di piccoli oggetti come targhette, targhe formato pergamena, medagliette e altri gadget. L’area di incisione massima è di 140x140 mm, ma grazie alla sua struttura aperta interamente realizzata in metallo è comunque possibile alloggiare comodamente
La struttura aperta del nuovo fotoincisore di BL, interamente realizzata in metallo, consente di lavorare su oggetti sia di piccole sia di grandi dimensioni.
oggetti sia di piccole sia di grandi dimensioni fino a un’altezza massima del piano di incisione di 17 cm.
CREATIVITÀ, IN MODO
SEMPLICE E VERSATILE
Come tutte le macchine fornite da BL, anche il fotoincisore laser fibra è progettato e costruito con componenti di ottima qualità e la durata dei gruppi sensibili (ottica, guide di precisione) è dichia-
rata ottimale per migliaia di ore di lavoro.
Ogni fotoincisore è dotato di un software facile e intuitivo che permette di compilare la grafica da incidere in modo semplice e versatile, con una facile gestione dei parametri sempre in primo piano per facilitare l’ottimizzazione dell’incisione anche da parte dell’operatore. Grazie alla tecnologia degli specchi galvanometrici, che
deflettono il raggio laser sul piano da lavoro, si conferma una riduzione dei tempi di lavorazione.
Essenziale in ogni periodo dell’anno
Disponibile in versione spallata oppure dritta, il minifrigo F1 di Olivetti nella finitura noce combina armoniosamente praticità ed
estetica, presentandosi come una soluzione discreta ed efficace per il delicato lavoro dell’impresario che da anni si affida a questo strumento. Sinonimo di qualità e affidabilità, consente di esporre il defunto ai propri cari, avendo la sicurezza che la dignità della persona sia pienamente preservata.
Il minifrigo F1 nella versione dritta e, sotto, spallata.
1. Termostato
2. Maniglia di sollevamento del gruppo motore
3. Cavo di illuminazione del coperchio
4. Presa di alimentazione del gruppo motore
Nel dettaglio, la chiusura delle due parti del coperchio.
AUTOSTORICHE da collezionare
FIAT 1400 A
NNel dopoguerra l’impresa Scarduelli di Ostiglia, in provincia di Mantova, per stare al passo con i tempi si rivolse alla carrozzeria generica Giliberti di Mirandola, in provincia di Modena, che non perse l’occasione per un lavoro extra e allestì una Fiat 1400 A del 1950, quindi una prima serie, aggiornata nel frontale come la 1400 B del 1956.
Meccanicamente montava il riduttore della Fiat Campagnola sulle quattro marce, raggiungeva una velocità massima di 125 Km/h e accoglieva tre posti in cabina, in genere l’autista, il prete e il chierichetto.
Come spesso avveniva sulle autofunebri tra gli anni Cinquanta e Settanta, il posto dell’autista era molto sacrificato sia per lo spazio, che era destinato in gran parte al feretro avanzando il più possibile il sedile anteriore, sia per lo schienale che era decisamente verticale.
Questa 1400 era totalmente in lamiera con un sapiente mix di linee a volte tondeggianti e a volte piane. Nel complesso, una gradevolissima trasformazione con copertura delle ruote posteriori e una veletta sul tetto della cabina che fa ben capire la notevole capacità esecutiva di questa piccola carrozzeria.
Una curiosità: era dotata di impianto a gas gpl che già allora non inquinava l’ambiente favorendo anche chi seguiva i cortei, tassativamente a passo d’uomo.