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LUTTONELLO SPORT. È morto PietroMennea, campioneolimpicoe primatistamondiale

Credibilità a pezzi

Addioall’italiano più veloce

di JEAN-LUC GIORDA

L

a toppa rischia di risultare peggiore del buco. E, anche se membri di un governo sul piede di partenza, un paio di ministri farebbero miglior figura presentando le dimissioni e uscendo di scena. Nella lunga storia della diplomazia italiana, si fatica a trovare un episodio così imbarazzante. Se i titolari di Esteri e Difesa, Giulio Terzi e Giampaolo Di Paola, portano la maggiore responsabilità, non ne escono bene il premier Mario Monti e il presidente della Repubblica. Responsabili di aver sottovalutato le conseguenze quando hanno acconsentito alla scelta di non far tornare i marò in India. Per poi, ieri, imporre con mano ferma la “ragion di Stato” a spese dei due militari e delle loro famiglie. Si salva dal disastro il sottosegretario Staffan De Mistura, chiamato a negoziare in difficili condizioni per evitare guai peggiori. Come la scure che si sarebbe abbattuta oggi sugli oltre otto miliardi di euro di interscambio commerciale con l’India. Non per niente alla riunione che ha deciso di riconsegnare a New Delhi Latorre e Girone partecipavano i ministri economici, Vittorio Grilli e Corrado Passera. Il comunicato di Palazzo Chigi che tenta l’impossibile, cioè dare dignità a una resa senza condizioni, è una vera arrampicata sugli specchi. L’Italia avrebbe ottenuto dall’India «l'assicurazione scritta riguardo al trattamento che sarà riservato ai marò e alla tutela dei loro diritti fondamentali». Ma a New Delhi, i due fucilieri di marina erano già liberi, non in un tetro carcere di massima sicurezza. Quanto alla pena di morte, il rischio era ritenuto talmente remoto da non essere mai stato preso in considerazione. Non prima, almeno, del tentativo di trattenerli in Italia tradendo l’impegno preso con dichiarazione giurata dal nostro ambasciatore. Basta leggere i commenti soddisfatti alla sentenza della Corte Suprema del 18 gennaio, che stabiliva di far giudicare i marò da un tribunale speciale. Infine, come può il governo di Roma dirsi adesso “rassicurato” dagli impegni delle autorità indiane quando ha mostrato per primo quanto poco possano valere queste dichiarazioni “solenni”? Al di là dagli sviluppi futuri della vicenda (e bisognerà pregare che non siano Latorre e Girone a far le spese degli errori altrui), il bilancio dei danni si può già fare. La credibilità del Paese ne esce a pezzi, da molti punti di vista: l’Italia scende di qualche altro gradino nella considerazione delle capitali estere, sia del mondo emergente (e si sa quanto contino oggi economicamente) sia di quello occidentale (tiepidissimo il supporto ricevuto dall’ Europa). Un’Italia furbetta, ma debole. Inaffidabile ma vulnerabile. Sarà duro rimediare. •

Pietro Mennea è morto ieri a Roma, stroncato da un tumore al pancreas all’età di 60 anni. Icona dello sport italiano, detto “Freccia del Sud” (era nato a Barletta) , aveva vinto l’oro olimpico nei 200 a Mosca 1980 e detenuto il record mondiale sulla distanza dal 1979 al 1996. f PAG50

ILRICORDO

HOCKEYGHIACCIO

f MARCHETTO PAG51

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CaravanieTumi «Erauncampione disacrificio»

Buonalaprima Nelfinalel’Asiago piegailValpellice

Unodeigrandi momentinella carrieradi PietroMennea: lavittorianei 200metrialle Olimpiadidi Mosca,il28 luglio1980

LAPOLITICA. Bersanipronto aun passo indietro: «Miaffidoallasaggezza delQuirinale»

VersoungovernodelPresidente OggiNapolitanoassegnal’incarico.Grillo:«Toccaanoi».IlPdl:«Largheintese» Concluse le consultazioni, oggi Napolitano assegnerà l’incarico di formare il governo. Ieri al Quirinale si sono presentati i partiti maggiori. Grillo ha chiesto l’incarico per il M5S, il Pdl ha ribadito la linea delle larghe intese, Bersani si è dichiarato pronto a un passo indietro. Prende forma l’ipotesi di un “governo del Presidente” con un premier di indiscutibile alto profilo. f PAG 2

CALCIO. IL BRASILE VA SUL 2-0 MA VIENE RIMONTATO E POI SOFFRE

IlGovernoottiene “assicurazioni”: inIndiaiduemarò f PAG 6

Sbloccati40miliardi perComunieimprese

Ilpareggiovastrettoall’Italia L’AMICHEVOLE. Nel primo tempo, l’Italia gioca e spreca molte occasioni, mentre il Brasile è cinico e abile a concretizzare il non molto che costruisce, realizzando un doppio vantaggio. Partita segnata? Non per la giovane Italia di Prandelli, che nel

secondo tempo passa al 4-3-3 e nel giro di tre minuti rimonta con De Rossi e un capolavoro balistico di Balotelli. Poi gli azzurri continuano ad attaccare e rischiano più volte il sorpasso. Il Brasile soffre ma il risultato non cambia. f PAG48

Via libera da parte del Governo allo sblocco di 40 miliardi (20 quest’anno e altrettanti nel 2014) destinati ai crediti delle imprese, in virtù dello sconfinamento del deficit concordato con l’Unione Europea. È una boccata d’ossigeno anche per i sindaci vicentini, a Roma per una iniziativa di protesta, che avranno così i fondi per sbloccare molti cantieri. f PAG 3 e BASSAN PAG 8

VICENZA. Arriva lapolizia eil ladrofugge

Manichinodivigile Aiutanoguidatore ailati dellestrade mal’autoerarubata IL FIERO è anche pizza a km 22-23-24 CAMPO MARZO MARZO

ILCASO

ECONOMIA. La“marciasuRoma“deisindaciveneti

CASTELGOMBERTO. Perlimitare lavelocità

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I SEGRETI DELLA NONNA 2

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Poste Italiane S.p.a. - Sped. in a.p. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Vicenza

IN EDICOLA

A Castelgomberto hanno inventato il “vigile virtuale”. La sagoma a grandezza naturale di un agente di polizia locale è comparsa ieri a fianco di una delle colonnine dello Speed Check in una delle strade di attraversamento del paese. Chiaro l’intento di indurre gli automobilisti a moderare ulteriormente la velocità. Il vigile “finto” verrà spostato in varie strade secondo le necessità.

f CARIOLATO PAG39

VICENZA

Primisoldati nellanuova caserma americana f MANCASSOLA PAG14

Singolare episodio nella notte in centro a Vicenza. Un giovane che tentava di rubare un’auto da un garage si è fatto aiutare a metterla in moto a spinta da due passanti, facendo loro credere che la vettura fosse sua. Nel frattempo, però, è arrivata la polizia, avvertita da una persona che aveva seguito tutta la scena dall’inizio, dalla terrazza della sua abitazione, e a quel punto il ladro è fuggito.

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IL GIORNALE DI VICENZA

VENETO

Isindaci da Roma tornanoconisoldi sblocca-cantieri

Lafoltapattugliadifascetricolorivicentineevenete hascuole,palestre,strade che attendonoda anni Etrovanoallorofiancoancheicostruttoridell’Ance Roberta Bassan

INVIATA A ROMA

«ABBIAMOISOLDI,MANONPOSSIAMO PAGARE». I sindaci arrivano alla spicciolata: Giorgio Gentilini di Arzignano, Roberto Andriolo di Agugliaro, Giuliano Stivan di Sandrigo. Una truppa di 50, il grosso proviene dalla provincia di Vicenza, sono guidati da Maria Rita Busetti, vicepresidente dell’Anci Veneto, carica che continua a detenere in qualità di consigliere comunale anche se la sua fascia da sindaco l’ha persa alle elezioni di un anno fa, oltre ad aver lasciato pure la guida della Lega Nord vicentina giusto cinque giorni fa. Non è un gran periodo, ma non se ne fa un cruccio: «Oggi mi sento più battagliera che mai, litigherò per tutti, trovare una soluzione al problema del patto di stabilità non è una questione partitica ma riguarda tutti i nostri territori». A Roma il termometro segna 15

VENEZIA.Marocchini"jihadisti"

Quattrogiovanimarocchini,datempoinItalia,sonoindagati dallaProcuradiVeneziaperchésospettatidifarpartediuna cellulapotenzialmenteincontattoconlaJihadislamica.

Telefono 0444.396.311 Fax 0444.396.333 | E-mail: veneto@ilgiornaledivicenza.it

ILRADUNOANCI. Afineprotestaarrival’annunciodeisoldidalGoverno

L’alba è tiepida, il caffè bollente, il binario 1 della stazione di Padova destinazione Roma si affolla. Il sindaco di Cornedo, Martino Montagna, anni di giornalismo alle spalle, sa bene cosa sono le notizie. E non si sottrae anche se sono appena passate le 6 di mattina: «Abbiamo un milione di euro bloccato, questo significa che la nuova scuola materna, tra i punti principali del nostro programma, non si fa. La “Maria Ausiliatrice” ha un secolo di vita, il nuovo progetto esecutivo è pronto, i soldi ci sono, compreso il finanziamento regionale. Ma il cantiere non parte perché pur avendo le risorse disponibili non possiamo pagare l’impresa».

Venerdì 22 Marzo 2013

Inprima filaOrsoni(Venezia), DeMagistris(Napoli), Fassino (Torino) gradi, il teatro Capranica è a 2,5 chilometri dalla stazione Termini, i sindaci mettono le fasce e s’incamminano. Diego Marchioro, renziano di Torri di Quartesolo si ferma con una scolaresca di Velletri e risponde ai bambini che gli chiedono dove vanno tanti sindaci insieme: «Andiamo a chiedere che ci lascino pagare gli imprenditori». E al turista francese spiega: «Nous avons l’argent, ma payer est impossible». Lui non se lo spiega perché la logica vorrebbe che se si hanno i soldi in tasca si paga. Ma qui purtroppo non funziona così. «PRIMADITUTTOPAGARELEIMPRESE». Dice tutto il cartello appeso all’ingresso del teatro a due passi da Montecitorio, scalinata e drappi rossi: “L’Italia fondata sul lavoro. Pagare le imprese per sbloccare il Paese”. Sindaci dell’Anci e costruttori dell’Ance fanno squadra. A dare la carica i rispettivi presidenti Graziano Del Rio e Paolo Buzzetti. In prima fila Giorgio Orsoni, primo cittadino di Venezia, accanto c’è Piero Fas-

sino di Torino, arriva il presidente della Puglia Nichi Vendola. Orsoni fa l’avvocato: «Il diritto soggettivo prevale sulla procedura». Ergo: se un privato che non viene pagato per i vincoli del Patto di stabilità muove una causa rischia di vincere. I sindaci sono una folla e arrivano da tutta Italia. Si affacciano parlamentari come Laura Puppato, Rosanna Filippin, Daniela Sbrollini, Federico Ginato, Alessandra Moretti che da vicesindaco di Vicenza indossa la fascia tricolore: «Noi abbiamo 10 milioni bloccati: allentare il Patto significherebbe ridare fiato all’economia reale, soprattutto edilizia scolastica, messa in sicurezza del territorio e strade». Il sindaco di Schio Luigi Dalla Via denuncia una situazione drammatica: «I lavori del Comune sono scesi del 20-30%, se non si sblocca si ferma tutto. Nel 2013 Schio potrebbe pagare lavori per 13 milioni di euro, ma con i vincoli attuali ne può fare la metà: il nuovo campus rallenta, così la palestra a Giavenale e l’ampliamento della scuola elementare di Po-

leo. Il tutto a fronte di un rigore ineccepibile». Paradossale la storia della scuola media di San Vito di Leguzzano raccontata dal sindaco Antonio Dalle Rive: il milione di euro che serve per i lavori è frutto di una donazione vincolata, ma pure quel denaro risulta bloccato, i lavori sono cominciati nel 2011 con una ditta che aveva ben 17 cantieri pubblici finita ahimé in concordato perché nessuno la pagava più. Così i lavori sono stati assegnati alla seconda classificata con i prezzi ribassati, intanto si si spera nell’arrivo del finanziamento regionale. I sindaci veneti non hanno debiti, ma chiedono fiato per tornare a macinare opere e lavoro. ILGOVERNOSBLOCCARISORSE. Delrio racconta la telefonata del ministro all’economi Grilli e la promessa del decreto per sbloccare il denaro: «Dateci la possibilità di pagare - dice al microfono - altrimenti sforiamo”. Non tutti ne sono così convinti: «Un conto è spararle - dice Piero Menegozzo, sindaco di Santorso, un milione bloccato dal Patto di stabilità e una biblioteca che non può decollare - un conto è farlo sul serio». Il sindaco Montagna si dice disposto a sforare se il governatore del Veneto Luca Zaia, che ha proposto lo sforamento collettivo, «mi firma una lettera con cui s’impegna ad andare in galera al posto mio». Lo spettro dei trasferimenti ulteriormente tagliati e il danno erariale sono deterrenti. Poco lontano il Consiglio dei ministri ha sul tavolo il decreto e comincia la discussione. Quando i sindaci salgono in treno per il rientro i flash delle agenzie stampa compaiono sui telefonini (vedi pagina 3): «Sblocco di 20 miliardi per la seconda metà del 2013 e altri 20 nel 2014. Presto il decreto». Menegozzo e tanti altri si riservano di leggere i dettagli e capire i reali spazi di manovra. Tutti stanchi di promesse. Marisa Gonella, leghista, classe 1939, alla prima legislatura da sindaco, quasi rimpiange di aver accettato la candidatura. Manuela Lanzarin, vicesindaco di Rosà, torna a Roma per protestare, lei che in Parlamento è rimasta fino ad una settimana fa: ”Il paese è ingessato, dobbiamo poter fare investimenti». Il sindaco Tiberio Businaro di Carceri (Padova) lo dice chiaro. «Abbiamo il salvagente per salvare imprese e famiglie. E siamo pronti a lanciarlo». •

Isindaci venetigiunti ieria Romaper lamanifestazionedell’Anci

VOTOUNANIMEINREGIONE. Sìalmeccanismoavantaggiodeifornitori

Scattal’ordinealleUlss «Certificateicrediti» Caner: «Palazzo Balbi già lo fa, le aziende sanitarie no: le obblighiamo, per dare soldi alle aziende» VENEZIA

«La Regione già lo fa da tempo, ma gli enti strumentali che dipendono da palazzo Balbi no. Ad esempio le Ulss, e sapete che la sanità vale l’80 per cento dell’intero bilancio, non vogliono farlo. Allora saremo noi a obbligarli». È Federico Caner (Lega) ad annunciare in Consiglio veneto, durante la maratona sul voto del bilancio regionale, l’emendamento che potrebbe dare un altro aiuto rilevante al mondo delle imprese venete, in particolari quelle che lavorano per le Ulss e per gli altri enti contollati da Venezia, e che si trovano ad attendere anche più di 2-300 giorni per essere pagate. E l’aula lo segue senza battere ciglio, perché prima di ricominciare ore e ore di nuova discussione tra maggioranza e opposizione tutti e 49 i consiglieri presenti votano a favore. Quindi non solo la Regione

Unamanifestazionedeicreditori dellasanità veneta ma tutti gli enti e aziende, compresi i consorzi di bonifica, entro 30 giorni dovranno dare risposta all’istanza dei creditori di somme dovute per appalti o per la fornitura di beni-servizi, e certificare «se il credito è certo, liquido ed esigibile». In questo modo l’azienda privata potrà presentarsi in banca, o ad intermediari finanziari, e cedere “pro soluto” o “pro solvendo” il suo credito in modo da ottenere soldi freschi. Se il termine di un mese trascorresse inutilmente, sempre il privato potrà rivolgersi alla Regio-

ne direttamente per ottenere la nomina di un commissario ad acta entro una ventina di giorni. E attenzione: la certificazione sarà fatta anche se «il contratto di appalto o di fornitura, in essere già prima dell’entrata in vigore di questa norma, escluda la cedibilità del credito». A marzo di ogni anno si farà anche il quadro di tutti i crediti certificati dal “sistema regionale”. La norma votata stanzia 100mila euro per gli oneri a carico della Regione dovuti all’operazione. • P.E.

REGIONEEBILANCIO2013: LA SVOLTA. Ierisera ilviafinalmente auna rafficadi votazioni “concrete”per ladivisIonefinale delle (poche)risorse

Sìalfondo diemergenza disoccupati-famiglie Piero Erle VENEZIA

Nasce il fondo veneto di emergenza per disoccupati e famiglie in difficoltà: nelle casse regionali si è riusciti a tirar fuori oltre 12 milioni di euro. «È la svolta vera nel bilancio della Regione», hanno detto più voci di maggioranza e minoranza al microfono ieri sera. Dal tardo pomeriggio in poi il Consiglio regionale ha finalmente ingranato la marcia giusta e si è avviato - a tarda ora - all’approvazione del bilancio 2013, discutendo di ben 19 emendamenti “consuntivi” presentati

dalla giunta e dalla maggioranza Pdl-Lega, con l’assessore al bilancio Roberto Ciambetti e il presidente della commissione “bilancio” Costantino Toniolo in prima linea nel lungo lavoro di sintesi che, anche nelle ultime ore di dibattito ieri dopo le nove di sera, ha visto accogliere ancora molte modifiche parziali chieste dalla minoranza. Insomma, tutti decisi a chiudere dopo un confronto durato tre settimane ma con una proposta di bilancio che di fatto era giunta a palazzo Ferro Fini, spedita dalla giunta Zaia, ancora due mesi e mezzo fa.

Le novità comunque ci sono state. E a spiccare ieri sera è stato soprattutto il fondo per “Interventi a sostegno dei disoccupati e delle famiglie in difficoltà”. Con 5 milioni per «l’erogazione di un contributo per l’impiego di disoccupati nello svolgimento di lavori di pubblica utilità presso i Comuni o loro enti strumentali», con un massimo di 5 mila euro l’anno per ciascuna persona. La cifra doveva essere in realtà di 7 milioni, ma come noto in aula se ne sono andati 2, con voto a sorpresa trasversale e soprattutto veneziano-rodigino, per i pescatori di vongole e

Ilpresidente C. Toniolo el’assessore R. Ciambetti(secondo dadest.) molluschi. Ci sono poi 2,8 milioni da dare ai Comuni per «un fondo per l’erogazione di contributi alle persone e alle

famiglie», per pagare spese mediche, bollette di luce-acqua-gas «e ulteriori necessità economiche individuate dai

Comuni stessi». Ancora, vengono stanziati 4,3 milioni per famiglie e persone che hanno difficoltà a pagare l’affitto per la casa in cui vivono. E infine c’è anche un micro-intervento di fronte all’emergenza depressione (anche con suicidi) di imprenditori: vengono stanziati 200mila euro per «famiglie di imprenditori che, a causa della crisi economica e delle particolari situazioni di difficoltà della propria impresa, versano in gravi condizioni socio-economiche». «La costituzione di questo fondo - commenta Stefano Fracasso (Pd) - è uno dei cinque

punti che avevamo chiesto per questo bilancio. È una misura importante per far fronte alla difficoltà delle famiglie: riconosce ai Comuni e alla rete del no-profit la capacità di leggere la sofferenza e rispondere con efficacia. Si tratta di 1000 assegni per lavori socialmente utili, e sono comunque un passo avanti notevole». In serata via libera anche a novità per un fondo sanitario integrativo, contributi per gli organi di formazione accreditati, per Arteven, per imprese turistiche, fondi Ue non spesi che vengono destinati alle piccole e medie imprese, per un’attività di reindustrializzazione di grandi imprese e per altri settori. A tarda ora in aula continuavano le votazioni verso il traguardo finale. •


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IL GIORNALE DI VICENZA

Venerdì 22 Marzo 2013

CRONACADIVICENZA

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LABASEUSA. Ancora dieci settimaneperarredarelenuove strutture.In cinqueanni il Pentagonohainvestitoa Vicenza500 milioni didollari

DelDin finito:aprirà a giugno Dall’estatelacaserma ospiterà duemilamilitarie tremila civili Gliamericaniaprirannole porte aivicentiniilprossimo4 maggio Gian Marco Mancassola Dal quinto piano del silos numero due si gode una vista seconda solo alla terrazza della Basilica palladiana. Le balaustre dei multiparking gemelli affacciano su Monte Crocetta e le piccole Dolomiti a nordovest e sul centro storico a sud: non serve il teleobiettivo per mettere a fuoco la torre Bissara e la cupola del duomo. In direzione Caldogno si affannano gli ultimi bilici per sfarinare la montagna di terra scavata durante i cinque anni di cantiere. Camp Del Din è completato. Dal 1˚ giugno la caserma nata sulle ceneri del glorioso Dal Molin sarà operativa. Le prossime dieci settimane serviranno ad avvitare lampadine, connettere computer e disimballare tavoli. A luglio sarà lucidato l’acciaio delle forbici che faranno a fette il nastro dell’inaugurazione: gli inviti planeranno agli indirizzi di palazzo Chigi e Casa Bianca. LA STORIA. Era il giugno 2003 quando l’ambasciata americana sottopose al governo italiano la prima manifestazione di interesse per il Dal Molin. Al-

Leindagini confermanoche nonc’èimpatto sulsistema didrenaggio DAVID BUCKINGHAM COLONNELLO USA

l’epoca il progetto prevedeva il ricongiungimento completo della 173a brigata aviotrasportata, divisa tra Germania e Italia. A Washington governava George W. Bush, a Roma Silvio Berlusconi, a Baghdad (ancora per poco) Saddam Hussein. Dieci anni forse non sono un tempo record per gli standard yankee, ma per le abitudini nostrane sono una bella impresa: è pur sempre la più costosa opera pubblica mai realizzata a Vicenza. Nel frattempo i piani del Pentagono sono stati ritoccati nell’ambito di una riorganizzazione delle forze Usa nel vecchio Continente che in 15 anni ha ridotto i contingenti da 150 a 50 mila unità. I NUMERI. Due battaglioni su sei resteranno al di là delle Alpi, gli altri si accomoderanno al Del Din, dove dalla prossima estate circoleranno due mila soldati, la metà con domicilio negli alloggi allestiti nelle barracks dentro la caserma. Tra militari e civili, la popolazione della Ederle 2 sfiorerà quota cinquemila: le dimensioni di un quartiere. Il colonnello David Buckingham, comandante della guarnigione vicentina, ha accolto di buon grado il ridimensionamento: «Ci consentirà di ridisegnare la Ederle, dove saranno abbattute alcune vecchie palazzine e ne saranno costruite altre, aumentando gli spazi verdi». LE ASSUNZIONI. I progetti attiveranno nuovi investimenti per 40 milioni di dollari. Conclusi i traslochi, la comunità statunitense vicentina, mogli e figli compresi, si assesterà a quota 10 mila. «Malgrado la riduzione dei militari in arrivo, sono state confermate le assunzioni di 200 nuovi lavorato-

OpenDay LAVISITAGUIDATA L’open dayè una delle novità annunciateieri dal colonnelloDavid Buckinghamdurante quellachepotremmo definirel’anteprima perla stampa.Il4 maggio la casermaDel Din aprirà le porteai vicentini.Saràuna visitaguidatagestita dai carabinierie dal comando italianodella baseconle modalitàseguite perle annualiaperturedella Ederleinoccasione del4 luglioedel Villaggio in occasionedi Halloween. Perla prima voltachivive nellacittàcheospita la nuova casermaUsapotrà rendersiconto dipersona diquantoè stato realizzatosulleceneri dell’ex aeroporto.

Ilviale centrale chedal quartier generaleporta agli alloggi eal fitnesscenter. FOTOSERVIZIO DI FULVIO IMPIUMI ri». Alle dipendenze della guarnigione Usa, tra Ederle 1 e Ederle 2, si conteranno 900 addetti italiani: ingegneri, cuochi, pompieri, meccanici, ragionieri, interpreti.

INO DAL MOLIN Cisarà anche ilpopolo del No:« Quelgiorno anche noi,donnee uomini del PresidioNoDalMolin, cittadiniamantidel proprioterritorio e contraria basidi guerra, entreremodentro labase, manon perfare un picnico ungiro alluna park,bensì perporretante domande, quellestesse chedaanni nontrovano mairisposte. Vogliamo avere notizie sullafalda,sui drenaggi distrutti,sugliscarichi abusivi,sullostoccaggio di armiemunizioni, vistoche glistudicommissionatida chiha prodotto idanni sonosolocartada propaganda,utileper prenderein giroi vicentini». •

LA MAPPA. «Questo sarà soprattutto un luogo di lavoro e di addestramento», dice Buckingham. Ne ha la fisionomia. Nel quadrante nord sono dislocate officine, pompe di benzina, centrali di cogenerazione, poligono di tiro indoor. Al centro, tra i due parcheggi, è stato collocato il quartier generale del comando. Nel quadrante sud la mensa con 450 posti e una capacità di 1.800 pasti, gli alloggi dei soldati, il fitness center e i campi sportivi: palestra di roccia, piscina coperta, palasport, campi da football, baseball e basket, pista di atletica (coperta e scoperta). Gli alloggi sono spartani, ma ogni soldato ha una stanza singola dotata dei comfort essenziali. ILBACCHIGLIONE.Oltre il reticolato l’erba arruffata del futuro parco della pace attende che

entrino in azione trivelle e metal detector per la bonifica bellica. Nella pancia del grande prato scintilla il riflesso del sole sui numerosi stagni acquitrinosi protagonisti del dibattito sui paventati danni al sistema di drenaggio dell’ex aeroporto. Retaggio delle recenti piogge o acqua affiorante dalla falda compressa dalle fondamenta palificate delle nuova caserma? Il colonnello Buckingham taglia corto: «Le indagini fin qui commissionate hanno escluso che il cantiere abbia avuto un impatto sul sistema di drenaggio. Né finora abbiamo ricevuto ulteriori richieste dal Comune o dal governo». Con buona pace delle richieste di risarcimento reclamate da palazzo Trissino. Il Bacchiglione, d’altra parte, è una brutta bestia per tutti, americani compresi: nonostante i sei mini-invasi ricavati ai margini delle installazioni, la sfiorata alluvione dell’11 novembre ha provocato allagamenti in uno degli edifici dove le pompe idrovore non erano ancora attive. • © RIPRODUZIONERISERVATA

Lamensa e i parking. COLORFOTO

Moltisoldatisarannotrasferitial DelDin

«ZerosoldiperlaPluto» Ilprogettovienebloccato Nonc’è il beccodi unquattrino enonènemmenostrategico.Il colonnelloDavidBuckingham recitail deprofundis per il progettodiristrutturazione di sitePluto.Il progettodel centrodiaddestramentoda realizzarea Longarenon decollaenon decollerà a breve termine.È destinato,semmai, intempidivacche magreanche perl’armata più potentedel pianeta,adammuffire nei cassetti.Il comandante della guarnigionevicentinaammette cheilprogettoè datatoeoggi nonèpiùritenuto così strategico.IlCongresso, peraltro,nonhastanziato fondi néper il2013né per il2014. Comese nonbastasse, la riorganizzazionedell’esercito diObamainEuropa, cheha ridimensionatogliarrivi a Vicenza,haprodotto un taglio

Unalloggio perisoldati

Ilcentro delfitness deisoldatidistanza allaPluto,che sarannotrasferiti inbuonaparte alDel Din.ALongare resteranno la clinicaveterinaria eladecinadi

L’ANNIVERSARIO. Da15aerei di trasporto C-17Globemastersi gettarono dinotte neicieli del Kurdistan.Ein Italiainiziarono lepolemiche

Dieciannifaiparàsi lanciavano sull’Iraq Poi ci sono state altre missioni in Afghanistan. A Erbil ora c’è più libertà e il Pil cresce del 6-7% Marino Smiderle Dieci anni fa alla Ederle cercavano di nascondere il segreto di Pulcinella. La caserma si era svuotata, decine di pullman erano partiti di prima mattina con destinazione sconosciuta, in teoria. In realtà tutti sapevano che i quasi duemila effettivi della 173a Brigata aviotrasportata erano stati assegnati alla missione bellica più controversa: abbattere il

dittatore iracheno Saddam Hussein che, per quel che se ne sapeva allora, nascondeva le famigerate armi di distruzione di massa. Gli addetti alle pubbliche relazioni della base non comunicavano niente, né confermavano le indiscrezioni. Però sulle colonne di alcuni quotidiani americani cominciavano a uscire le prime cronache dei giornalisti embedded. Ken Dilanian, del Philadelphia Inquirer, scrisse i sui primi pezzi proprio da Vicenza: «La guerra non è ancora cominciata per la 173a Brigata aviotrasportata - si leggeva in uno dei suoi primi articoli - ma ci manca poco».

Così, quando i vicentini videro la fila di pullman uscire dalla caserma capirono subito che non si trattava di una libera uscita. La tappa successiva era Aviano, base aerea in provincia di Pordenone, e punto di partenza dei tanti viaggi che in questo decennio hanno visto protagonisti i parà della Ederle, con destinazione Iraq o Afghanistan. All’epoca il comandante della 173a Brigata era il colonnello Bill Mayville. I militari erano reduci da mesi di addestramento massacrante ed era arrivato il momento di mettere in pratica quanto appreso. Da Aviano partirono 15 C-17 Glo-

bemaster carichi di uomini e attrezzature. I bestioni del cielo arrivarono sopra il piccolo aeroporto di Bashur, nei pressi di Erbil, capitale del Kurdistan iracheno, in piena notte, come previsto. Il col. Mayville diede il via a quello che passerà alla storia come il più imponente lancio di paracadutisti militari americani dai tempi della seconda guerra mondiale. Il 29˚ nella storia della 173a Brigata. Mentre in Italia infuriavano le polemiche e si discuteva se il nostro Paese dovesse considerarsi belligerante (visto che gli aerei e i soldati erano partiti da qui), i parà saltarono incontro all’ignoto. Ignoti fino a un certo punto,

visto che l’operazione era stata concertata con i peshmerga, una sorta di partigiani curdi, perseguitati e massacrati da Saddam da decenni (le armi chimiche usate dal dittatore ad Halabja causarono miglia di vittime), e quindi al fianco di quelli che consideravano i liberatori. Un po’ come accadde in Italia dopo il ’43. Nei giorni precedenti aveva piovuto molto e i parà americani atterrarono sul morbido: i prati del Kurdistan si erano trasformati in paludi di fango e il ricongiungimento con i peshmerga non fu agevole. Ma alla fine l’operazione andò bene. La guerra poteva cominciare. Dieci anni dopo, tu guarda

gli scherzi del destino, la 173a Brigata apre i battenti della sua nuova casa, il Del Din, già Dal Molin. In mezzo ci sono state altre quattro missioni belliche, tutte in Afghanistan, e anni di contestazioni e manifestazioni anti-base a Vicenza. Il tempo passa e adesso la guerra più temibile è quella dell’economia. I 500 milioni di dollari investiti dagli americani prima del crollo di Lehman permettono allo zio Sam di inaugurare la base più grande del Sud Europa ma non c’è più un soldo per Base Pluto. A Erbil, 10 anni dopo, il Pil cresce del 6-7% all’anno e c’è più libertà. Missione compiuta. • © RIPRODUZIONERISERVATA

Iparànel Kurdistan: erail2003


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IL GIORNALE DI VICENZA Venerdì 22 Marzo 2013

SantiePatroni delgiorno

Oggiin calendario fannocompagnia a santaLea, matrona romana mortanel 384,numerosiprotettori eguaritori: PaolodiNabonatiene lontano un grande spavento eaiutaa lasciarei vizi;

Callinicaè controlemacchie rossesul viso;Ottaviano(cadute); Zaccaria (anti vecchiaia); Gladys vieneinvocato daifigli perotteneredai genitoriilpermesso di andareauna festa.Deogratias (ricerca

diun alloggio)e ilvicentinoIsnardo da Chiampo(perdimagrire).

Dialettando Fàrghenede bufe debaf (fàrghenede bufee de bafe):cioè combinarnedi

tuttii colori,condurre vita dascapestrato.

PROTESTA. Tantiall’assembleadei lavoratori nellasede diviaSpalato

GX12094

Tagli all’Arpav «Nonsi chiuda illaboratorio»

Situazionegenerale Tempo in nuovo peggioramento domenica con calo termico ainizio settimana.

«Glierroridigestioneeconomica nonricadano sullasalutedei vicentini».Variati: «Anche colpa dellaProvincia. Siriaprail tavoloconla Regione» Cristina Giacomuzzo

canimilitari,dapoco tornati dall’Afghanistan,addestrati per scovare drogaedesplosivi. «Ci sarà meno traffico sullaRiviera Berica»,annotaBuckingham. Nellanuovamappa delle casermevicentine la Ederlesaràil “cervello”eil “cuore”,puntodi riferimentoper lacomunità Usa, conservizi commerciali, circoli ricreativi,strutture amministrative; i “muscoli”ei “nervi”sarannoinveceal DelDin, concepitosoprattuttocome luogo dilavoroeaddestramento. «Come potrannovederei vicentini nell’opendaydel 4maggioaffermail colonnello- quinon c’è spaziodimanovra per grandi operazionidiaddestramento militare,chesarannosvoltein altri centri.C’è unsolopoligono ditiro, alcopertoeintotalesicurezza. Gli armamentisaranno leggeri: soprattuttofucili,almassimo mortai».Completato ilcantiere, sarà ridottoanche l’inquinamento luminoso:«Nonintendopagare bollettepiùsalate deldovuto. E poi,quando cresceranno,i 1.100 albericheabbiamo piantato maschererannolaluceemessa dai lampioni». • G.M.M. © RIPRODUZIONERISERVATA

«Il tecnico di laboratorio si ritroverà a trasportare le provette nelle varie sedi. Finirà col fare l’autista. Una vergogna. L’Arpav non può morire così». L’Agenzia regionale per l’ambiente del Veneto, cento dipendenti solo nel vicentino, oltre mille in tutta la regione, è in ginocchio. Colpa di debiti da capogiro che stanno portando a dei «tagli indiscriminati» che colpiscono dipendenti e fornitori. Ieri mattina, nella sede di via Spalato, i lavoratori hanno denunciato una situazione ormai insostenibile. «Lo scotto di questa gestione non lo pagano solo i dipendenti, ma l’ambiente e la stessa salute dei veneti e vicentini», avverte Marina Favatà, coordinatrice regionale delle Rsu di Arpav. La situazione è grave in tutte le sedi venete. Per Vicenza i tagli si concretizzeranno con la chiusura delle sedi periferiche e con la soppressione del laboratorio analisi. Almeno così prevede il piano di riorganizzazione. LE SPESE FOLLI. A manifestare ieri anche Assunta Motta, segretario regionale Cgil, e Daniele Girardi, della segreteria regionale Uil Fpl, insieme a tanti dipendenti, non solo vicentini. La storia che ha portato a questo punto è nota. Riassumono i sindacalisti: «La passata direzione ha speso cifre folli: l’acquisto del battello oceanografico poi le consulenze salatissime. E ancora le costose e non necessarie nuove sedi. Investimenti che hanno creato un buco da 38 milioni di euro. A queste spese si sta facendo ora fronte con il denaro

destinato all’esercizio di Arpav: i nostri fornitori non li paghiamo da un anno». E Favatà aggiunge: «In concreto vuol dire che ci sono mezzi che vanno revisionati e che sono fermi; strumenti che vanno tarati che non possiamo usare. Significa rallentare un’attività sul campo di tutela dell’ambiente». PROBLEMI. Girardi tuona: «Riorganizzazione non vuol dire smantellamento. Ma è questo che sta accadendo. Sì, perchè fino ad ora non si è mai proceduto a un reale contenimento dei costi dell’apparato dirigenziale: ci troviamo con un dirigente ogni 9 dipendenti e con dirigenti privi di dipendenti subordinati. E si tagliano i settori produttivi. Si ipotizza uno spostamento di 250 dipendenti da Arpav ad Ulss. Ma così si vuole chiudere un servizio pubblico. Ma a favore di chi? Dei privati, che non potranno garantire un risultato

Ifornitorinon pagatidaunanno. Sechiudiamonoi sarannofelici leecomafie MARINAFAVATÀ COORDINATORERSUARPAV

indipendente. E le ecomafie brinderanno quando noi chiuderemo». Aggiunge Edoardo Vanin, Rsu: «L’attività di sicurezza sull’impiantistica delle aziende produce 10 milioni di euro di fatturato solo quest’anno. Il Vicentino su questo ancora regge, ma ci sono altre Arpav che stanno collassando. Se entro trenta giorni non viene consegnato l’esito delle analisi, le ditte sono autorizzate - è la novità di una recente legge a bussare ad enti privati. E cosa succede? Il controllore paga il controllante. Non si può tutelare l’ambiente così». LA DIFESA. La scure dei tagli si è già abbattuta su molte sedi venete. Vicenza ha i giorni contati. La nuova struttura in via Zamenhof è pronta, ma non utilizzabile. «Mancano gli ultimi soldi per l’ acquisto», dicono i sindacati. Quando avverrà il trasloco il laboratorio chiuderà i battenti e l'attività si concentrerà in altre sedi. Sul tema il sindaco Achille Variati, ieri tra i manifestanti,annuncia battaglia. Prima ha criticato la gestione precedente «arrogante e ignorante che sta portando allo sfascio l’azienda». Poi ha usato parole dure contro la Provincia che «nulla ha fatto per difendere il presidio berico quando approvò il piano di riorganizzazione, cioè i tagli. Era il 2001. Quel voto fu unanime - ricorda - e alla riunione c’era la Provincia. Poteva opporsi. Ma ora non è solo il Comune di Vicenza a voler far quadrato sull’Arpav e sul laboratorio: ci sono i Comuni come Bassano, Thiene e Valdagno e altri da fuori provincia. Chiederemo alla Regione di riaprire un tavolo. Non ci arrenderemo». •

LAMOBILITAZIONE. Oggisportelli dalle 9,30

Volantini eassemblee deidipendenti diAim E adesso scatta la mobiltazione. Dai volantini, alle assemble e lo sciopero dei dipendenti del settore trasporti Ftv. Oggi i avoratori di Aim saranno in assemblea dalle 7,30 alle 9,30, pertanto gli sportelli commerciali centrali e periferici di Aim e di Acque Vicentine apriranno dunque con i seguenti orari: San Biagio alle 9.30; Dueville alle 9.45; Camisano alle 10; Noventa alle 10.15. Dalle 8 alle 20 saranno comunque operativi gli sportelli telefonici di Aim Energy 800-226226 e di Acque Vicentine 800-397310.

Sempre per oggi è convocata alle 10 una conferenza stampa di Filt - Fit - Uilt - Ugl Trasporti alla fermata dei bus di fronte alla stazione ferroviaria di Vicenza, per parlare di trasporto pubblico locale. La conferenza coincide con la giornata di sciopero di 24 ore del trasporto pubblico, proclamata a livello nazionale in difesa del contratto di lavoro e del mantenimento del servizio. Ma è evidente che il problema sfiora anche Aim considerato che da tempo si parla di una fusione tra Aim ed Ftv che cambierebbe l’assetto pro-

prio del trasporto pubblico. E a protestare è anche l’Usb che attacca l’amminstratore unico della holding Paolo Colla e il sindaco Achille Variati. «Questa scelta nefasta avrà come risultato di arricchire i privati e mettere a rischio centinaia di posti di lavoro e per i cittadini sarà messa a rischio la qualità dei servizi, il prezzo delle tariffe, utenze sociali; per l'Aim introiti nelle casse non remunerativi». «Invitiamo il Consiglio Comunale a respingere questo progetto, invitiamo i lavoratori a non fidarsi di clausole di salvaguardia che a breve periodo diventeranno inefficaci e comunque saranno penalizzanti e respingere il progetto». • © RIPRODUZIONERISERVATA

Previsioni

del tempo per il fine settimana in tutto il

territorio vicentino

VENERDì

2° 14°

Ilsindaco Variati ieritrai dipendenti Arpav inassemblea. COLORFOTO

Bottaerisposta trapalazzi

Mondardo:«Ilsindaco èinritardoditreanni» «Illaboratoriovamantenuto a Vicenza».Lochiedono agran voce i dipendentieancheil Consigliocomunale che, a seguitodellapropostadel consigliereRaffaele Colombara(ListaVariati), ha approvato undocumento nel qualesi chiededirivedere il piano.«Questo perchéla chiusura- neèconvinto Colombara,maanche i dipendenti-noncomporterà realivantaggieconomici o logistiche,anzi.Basti pensare allamovimentazione giornalieradei campionitra province ealla ricadutasul territoriointerminidi emergenzeoquando si parladi soppressionedisediminori». Variati quindiieri ha annunciatodivoler far quadratosul laboratorio criticandola Provinciacheha approvato i tagli.Haaggiuntoil sindaco:«Dopo l’amara riorganizzazionehanno voluto aggiungerela caramella:la creazionedell’Osservatorio delleacque. No,nonva bene. Quisi deverivederequel

Temperature

Zerotermico 1.200m

Poche nubi nel pomeriggio. Nebbie nottetempo.

SABATO

Temperature

4° 10° Zerotermico 1.400m

Moltenubi.

DOMENICA Temperature 5° 6°

Unmomento dellaprotesta piano». L’exassessore all’ambientedella Provincia, AntonioMondardo (l’enteècommissariato) non cista: «SeVariativa avanticosì va a finirechela Regionenonattiverà quineppure l’Osservatorio che potrebbediventareeccellenza nazionale.Comunque,allora non c’erala possibilitàdidiscussione sulfuturo dellaboratoriochein ArpaveinRegioneera giàdato perchiuso. Allora, comunque, Variati nondisse nulla. Eoraarriva tardi.O meglio,giusto intempo perla sua campagna elettorale.O forseVariati hapocamemoria? Glieloricordo io allorache nonsi puòprendereingirola gente così». •

Zerotermico 1.400m

Brutto tempo con neve sui monti.

?

Doveandarequesto Weekend?

Nella giornata di sabato ci sarà tempo brutto al nordovest e Toscana. Domenica il tempo è destinato a risultare brutto al nord, Marche e Sardegna.

www.vicenzameteo.it


16 Cronaca

IL GIORNALE DI VICENZA

Venerdì 22 Marzo 2013

POLITICA. L’appello inretedel 37enne giàcandidatoalla Camera

VERSOILVOTO. Azzurri divisisulcandidato

Pecori“rottama” ivertici dell’Udc «Toccaaigiovani»

Pdl,ideaZoppello MaAbaltiinvoca unitàacentrodestra Ilberlatianopunge ilpartito della città:«Èilvillaggio diAsterix»

Marco Scorzato La “rottamazione” è un virus contagioso: a leggere un post su facebook alquanto esplicito ha attecchito anche in Massimo Pecori, esponente di punta dell’Udc vicentina. In vista del congresso nazionale del partito di fine aprile, l’assessore indica due priorità «Azzerare i vertici storici e dare fiducia ai giovani e rinunciare immediatamente ai rimborsi elettorali per ripartire con credibilità». Le automobili non c’entrano, ma anche in politica il “chilometraggio” ormai è vissuto come una macchia al curriculum. La rottamazione è diventata una passione per molti, un cavallo di battaglia: “nuovo è bello”, dicono. I grillini ce l’hanno nel codice genetico, ma nei confronti degli altri partiti, anche perché loro partono da zero. Matteo Renzi, nel Pd, ne ha fatto un tratto distintivo da tempi non sospetti, quando nel suo partito lo pren-

devano come lo studente indisciplinato che vuole fare l’autogestione nella scuola dei “vecchi”, e poi più d’uno dei suoi censori si è pentito. Ora, dopo il voto delle Politiche che ha certificato che il “nuovo” - bello o brutto che sia - è ciò che vuole buona parte dell’elettorato, il fronte dei rottamatori s’infoltisce, perlopiù dal centro a sinistra. Giuliano Ezzelini Storti, di Rifondazione comunista, si è dimesso da segretario provinciale, “dando l’esempio - e un schiaffo, lui che di anni ne ha 31 - ai vertici del suo partito che invece hanno preso tempo. Ora Massimo Pecori, 37 anni, assessore comunale e già candidato alle Politiche per l’Udc, ma non eletto alla Camera, invoca il rinnovamento interno al partito. Lo fa argomentando il suo ragionamento, solo abbozzato sulla rete. Non vuole essere un discorso qualunquista né demagogico, il suo. Inizia sottolienando che «l’avvio della campagna elettorale del sindaco Achille Variati ha

Versole Comunali LINEAVERDE EROSA L’Udcstapreparando la corsaalleamministrative equeste sonosettimane decisive perla formazione dellelistedei candidati al consigliocomunale. «Siamoa buonpuntospiegaMassimo Pecori-a livello locale dimostriamo chesiamoprontial riscattoe a rinnovarci: avremouna listacontanti volti nuovi e moltedonne. CONPD ELISTA VARIATI Quelladell’Udc sarà una delletrelisteche appoggerannola candidaturaa sindaco dell’uscenteAchille Variati. Lealtreduesono quelledel Partito democraticoe laLista civicaVariati, cheingloba ancheVicenza Capoluogo. © RIPRODUZIONERISERVATA

MassimoPecori,37 anni, esponentedell’Unionedi centro dato slancio ed entusiasmo a tutti, in primis a noi dell'Unione di Centro che abbiamo deciso di andare avanti per sostenere i valori in cui crediamo e che oggi rischierebbero di sparire dalla scena politica e sociale del nostro Paese e della nostra città. Andare avanti mettendo la faccia - afferma Pecori - ad una condizione però, anzi due: che il partito ridotto all’osso a livello nazionale dimostri di aver capito quanto i cittadini democraticamente, col voto, ci hanno detto e cioè lasciare il posto ai giovani amministratori, e combattere la casta e gli sprechi». Tradotto: «Al prossimo congresso Udc, azzerare i vertici storici e dare fiducia ai giovani - esorta Pecori - e rinunciare immediatamente ai rimborsi elettorali. Da qui si può ripartire con credibilità e sostenere con coeren-

za i valori della solidarietà, del rispetto, della famiglia e del senso di responsabilità». Secondo l’esponente Udc il rischio è che l’elettorato, in generale, butti via il bambino con l’acqua sporca. «Allora dobbiamo essere noi a dare dimostrazione di saperci rinnovare, restando coerenti rispetto alla nostra cultura e sensibilità politica». Pecori sottolinea che, «con i numeri ridotti al minimo, oggi abbiamo in Parlamento i soliti volti». Anche per questo «il partito deve rinnovarsi, cambiare timoniere, correre su nuove gambe». Perché «la mia preoccupazione non è salvare il partito, ma i valori che incarna». Il secondo segnale è «la rinuncia ai rimborsi: nel momento in cui tutti fanno sacrifici, devono farli anche i partiti». • © RIPRODUZIONERISERVATA

LARACCOLTARIFIUTI. Comune eAim hanno illustratoi dati eleprospettivedel servizio:laseparazione èoggidel 65%

«Differenziataboom,tariffabloccata» Crescita del 19% in 5 anni Il sindaco Variati: «Siamo al sicuro per 15-20 anni, Evitato il rischio-Napoli» La raccolta differenziata dei rifiuti in città raggiunge il 65%, con un’impennata di quasi 19 punti in cinque anni, collocando Vicenza «oltre la media regionale» e raggiungendo «l’obiettivo di legge». «In 5 anni e con una serie di azioni spiega il sindaco Achille Variati - siamo passati dal “rischio Napoli” a una situazione di tranquillità per i prossimi

15-20 anni. E grazie a questo risultato, quest’anno non aumenta la tariffa». «AL SICURO». Ieri il sindaco, l’assessore all’ambiente Antonio Dalla Pozza e l’amministratrice di Aim Valore Ambiente Maria Menin hanno illustrato dati, storia e prospettive del pianeta-rifiuti. «A fine 2007 ricorda Variati - si differenziava il 46,1%, i rifiuti migravano dall’ormai satura discarica di Grumolo a quelle di Sant’Urbano e Rovigo, con impennata dei costi. Oggi la produzione di rifiuti è in calo e c’è una

Cassonettiper laraccolta rifiutinella zonadelcentro

triangolazione di impianti - discarica di Grumolo, inceneritore di Schio e digestore di Bassano - che ha messo il sistemarifiuti di Vicenza e degli altri 44 Comuni di Sia al sicuro». Nel 2012 la differenziata è salita dal 56% al 61%, e il dato di dicembre sfiora il 65%. «La politica ha fatto la sua parte - ricordano Dalla Pozza e Variati ma senza la disponibilità dei vicentini non ci sarebbe stato questo risultato». Nel 2012 il rifiuto residuo smaltito è stato di 27.970 tonnellate, -14% rispetto alle 32.400 tonnellate dell’anno prima, e non è solo

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effetto della crisi. Ora il rifiuto avviato a recupero arriva a 38.200 tonnellate. «Siamo tra i 10 Comuni più virtuosi d’Italia nella nostra fascia di popolazione», afferma Dalla Pozza. SERVIZIOECOSTI.Questi numeri, sottolinea Menin, sono anche il frutto di una riorganizzazione del servizio, con la diffusione del “porta a porta” con bidone dedicato in tutti i quartieri esterni. Ad oggi, 15.300 utenze godono del “porta a porta” per il residuo; 6.000 anche per carta e imballaggi leggeri; 6.600 usano i cassonetti “a calotta” a San Pio X e Villaggio del Sole, «una scommessa vinta». «L’obiettivo per i prossimi 5 anni è arrivare al 70% di differenziata», afferma Menin. Qualche furbetto c’è anco-

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L’assessore:«Ora azzeriamol’apparato nazionale erinunciamoairimborsi elettorali: soltantocosì salviamoinostri valoridall’ondadelmalcontento»

Incontri interni al partito? Ridotti al minimo e spesso per gruppi separati. Dichiarazioni pubbliche? Ognun per sè. E, ciò che più conta, le strategie restano diverse, opposte: da un lato i vertici del Pdl della città, guidato da Nereo Galvanin, che vogliono una corsa autonoma a Palazzo Trissino con un proprio candidato sindaco; dall’altro, le altre anime del partito - e sono tante - che spingono per l’unità a centrodestra, in appoggio del candidato già in corsa Manuela Dal Lago, che però non è pidiellina ma leghista, e che corre con la sua lista civica. Da giorni il quadro è questo e, come detto, i berlusconiani vicentini dialogano - si fa per dire - più attraverso i giornali che di persona. Il gruppo che fa capo a Galvanin aveva proposto le candidature di Marco Zocca e Alberto Pellizzari, ma entrambi hanno declinato. ora sembra costretto a sfogliare la margherita e il “petalo” più papabile, ad oggi, sembra rispondere al nome di Lucio Zoppello, attuale consigliere comunale, ma rispetto a Zocca e Pellizzari - la cui candidatura era stata chiesta esplicitamente - qui saremmo a uno stadio di riflessione più embrionale. D’altra parte Galvanin ha fatto sapere da qualche

LucioZoppello, Pdl giorno di non aver alcuna intenzione di esternare in questa fase. Martedì sera il gruppo Galvanin-Zocca-Zoppello-ZanettinToniolo e quello di Elena Donazzan-Francesco Rucco si sono incontrati ma è stata una fumata nera. Intanto il coordinatore provinciale Sergio Berlato invoca unità. Stesso appello dal consigliere comunale a lui più vicino, Arrigo Abalti. «Chiedo un incontro ai miei colleghi di partito, un tavolo di confronto per l’unità a centrodestra». Con chi? «Non col Pdl “virtuale” di Galvanin, che sembra Asterix rinchiuso nel suo villaggio, ma con il Pdl reale, che è fatto di tutti quelli, da Donazzan a Pietro Magaddino, che pensano che la frammentazione e la corsa in solitaria sia suicida». • M.SC. © RIPRODUZIONERISERVATA

ra, «trenta le sanzioni del 2012, compresa quella di un residente a Costabissara che scaricava rifiuti a Ponte degli Angeli», racconta Dalla Pozza. «Il calo di residuo e l’aumento di differenziata ci consente di non toccare la tariffa e di sterilizzare l’aumento Istat». Resta un’incognita, che dipende da Roma: la Tares. L’entrata in vigore della nuova tassa è stata spostata a luglio e si prospetta un salasso. «Come tutti i Comuni d’Italia - chiosa Dalla Pozza - facciamo pressioni affinché il Parlamento cancelli questa ignobile patrimoniale, peggiore di un prelievo forzoso dai conti correnti. Una tassa che, al netto dei tagli, non lascia un euro in più ai Comuni». • M.SC. © RIPRODUZIONERISERVATA

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Cronaca 17

IL GIORNALE DI VICENZA Venerdì 22 Marzo 2013

LADELIBERA.L’accordo sancisce quattropuntitra cuilarealizzazionedella centraleSuem,ProtezioneCivilee lanuovasede dellaCroce Rossa

Ulss,viaallavenditadegliimmobili LaRegione autorizzail piano dellealienazioni patrimoniali cheserviranno perilS. Bortolo2 eilpolo prevenzione aLaghetto Franco Pepe Ora c'è (quasi) veramente tutto. L'ultimo sigillo che ancora mancava, nella lunga procedura tecnico-politica, per rendere effettivo l'Accordo di programma fra Ulss, Regione e Comune, è arrivato dalla giunta di palazzo Balbi. L'esecutivo regionale, con una delibera, ha autorizzato l'Ulss 6 a mandare avanti il complesso piano di alienazioni patrimoniali da cui ricavare le risorse per un ambizioso programma: realizzare il polo della prevenzione a Laghetto, costruire il San Bortolo 2 nell' area dell'ex seminario, finanziare la manutenzione dell' ospedale storico. È il progetto pensato e tenacemente perseguito, fra difficoltà e ostacoli che avrebbero probabilmente fatto desistere molti, dall'ex dg Antonio Alessandri. Il manager padovano vi ha investi-

Ilcomplesso pattosiglato conilComune potràabreve diventare operativo

to energie e tempo dei 5 anni del suo secondo mandato. Ora tocca al successore Ermanno Angonese, non nuovo, comunque, nella sua lunga carriera, ad esperienze del genere. L'accordo sancisce 4 direttrici operative. La prima, come detto, è di far sorgere il polo della prevenzione, riunendo nell'area attrezzata di Laghetto, la centrale del Suem (finalmente fuori della gabbia in cemento in cui oggi è costretta a operare), la Protezione civile della Provincia, la colonna mobile della sezione alpina triveneta, il quartiere generale della Croce Rossa, la sala operativa della Prefettura e i servizi comunali per la gestione delle urgenze, gli uffici dei veterinari e dell'igiene pubblica dell' Ulss. Un'idea futuribile che punta a far svegliare, dopo 40 anni di coma, una zona fantasma. In questa area di 79 mila metri quadrati, la Provincia, nei primi anni '70, aveva iniziato a costruire il nuovo manicomio, ma poi dopo la riforma, il cantiere venne interrotto e i padiglioni, tranne un paio affidati a comunità, furono abbandonati per essere poi, nel tempo, "divorati" dall'incuria e dai vandali. L'intento, ora, è di demolire gli scheletri di questi edifici selvaggiamente rovinati per

Lasede dell’Ulss6 ospitaattualmente ildipartimento di prevenzione:in venditaperquasi 5 milioni

Ilvalore

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IMILIONI CHEDOVREBBE INCASSAREL’ULSS

Secondol’accordodi programmatra Regionee Comune,l’Ulssdovrebbe trovarsi conun tesorettodi 23milioni dicui12 per costruireitre stralcidell’ex seminario,7perla cittadelladi Laghetto ei restantiperl’ospedale principale

trasformare 49 mila metri di questa terra di nessuno in una moderna cittadella della sicurezza completa di un eliporto per le emergenze. La restante parte di proprietà, trasformata in area commerciale, verrà, invece, venduta a privati per farne un centro di negozi e attività del terziario. L'Ulss conta di ricavarne 6 milioni 450 mila euro. C'è, poi, la grossa operazione immobiliare alla quale è legata il futuro del San Bortolo 2. L'Ulss mette sul mercato una serie di fabbricati in zone di grosso pregio urbanistico grazie alle varianti di uso concesse dal Comune: l'edificio ex

Inam di via IV Novembre, che attualmente ospita il dipartimento di prevenzione, il poliambulatorio di contrà Mure Porta Santa Lucia e una parte degli edifici sanitari di corso San Felice. La vendita del primo, un fabbricato che risale al ventennio fascista e all'epoca delle mutue, dovrebbe portare nelle casse aziendali non meno di 4 milioni 850 mila, mentre l'alienazione del secondo farebbe incassare una somma di poco inferiore: 4 milioni e mezzo. Per la proprietà di corso San Felice i discorsi sono due: l'Ulss cederà al Comune l'area nord di 5 mila metri quadrati all'ex Domenichelli

LACERIMONIA. Ieria Duevillelacelebrazionedi Monsignor Pizziolcheha voluto ricordare l’impegnodel volontariato

Lafesta deidisabili nel segno delPapa L’immagine di Francesco che bacia un disabile in piazza San Pietro ricordata dal vescovo Marco Billo DUEVILLE

Unmomento dellacerimoniaconil vescovo Pizziol. STUDIO STELLA

ri, tutte persone che creano un legame bellissimo con voi». La messa pasquale ha preso il via con le parole di Pizziol accompagnate dalla poesia scritta da Virgilio, un disabile che non potendo parlare ha composto i suoi versi con un computer per poi farli leggere. Gli interventi di chi porta un handicap sono stati molti: dalla preghiera dei fedeli in cui un pensiero speciale è stato riservato al neo Papa Bergoglio, all' offertorio in cui i giovani ragazzi del presidio riabilitativo Villa Maria di Vigardolo hanno portato all'altare pane, vi-

Eralombardo ilsalame alla salmonella trovatodal Sia È del salumificio Brianteo Garbagnate di Monastero di Lecco la partita di salami sequestrati in quanto contenenti batteri della salmonella typhimurium. Il Sia dell'Ulss di Vicenza aveva dato disposizione al distributore vicentino di segnanalare in maniera chiara, nei negozi dove era avveuto il sequestro, il nome del salumificio. Non è stato semplice trovare un bancone con la segnalazione, ma alla fine il nome è saltato fuori. La partita in questione è stata tolta dal commercio e ora non ci sono più rischi. Il salame, un cacciatorino piuttosto morbido e gustoso, uno di quelli di piccola taglia color rosso rubino, conteneva appunto batteri della salmonella typhimurium, il sierotipo più pericoloso in assoluto, ed era in vendita in un supermarket cittadino. I veterinari del Sia dell'Ulss di Vicenza, il Servizio igiene degli alimenti di origine animale che ha sede in via Camisano, l'hanno scoperto in uno dei mille e oltre campionamenti di routine che fanno ogni anno nell'ambito dei loro compiti di vigilanza sanitaria. Il salame è stato spedito al laboratorio dell'Istituto zooprofilattico di Legnaro, e l'analisi ha fatto emergere la presenza del batterio della salmonellosi, che può provocare gravi forme di gastroenteriti e di infezioni intestinali. È accaduto la scorsa settimana. •

© RIPRODUZIONERISERVATA

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no e rami d'ulivo. «In questi giorni è stato toccante vedere la sensibilità che Papa Francesco ha dimostrato nei confronti dei disabili, fermando l'auto su cui viaggiava per salutarli ed abbracciarli. Un gesto che racconta l'attenzione della Chiesa verso queste persone ha aggiunto il vescovo -. Oggi viviamo in un momento in cui c'è una crisi di questi valori e di conseguenza, con le attuali questioni economiche, porta a dare meno a chi ne ha più bisogno». La celebrazione è stata presenziata non solo dalle persone disabili provenienti da tutti i Centri Diurni delle sei Ulss il cui territorio ricade nella diocesi di Vicenza, ma anche dalle loro famiglie, dagli operatori e dai volontari delle strutture che si prendono cu-

ra di loro. Durante la messa la commissione organizzatrice dell'evento “Handicap e comunità cristiana" della Caritas Vicentina ha donato al Vescovo un cd che raccoglie i testi di questi dieci anni di celebrazioni eucaristiche, presiedute anche dai predecessori Nonis e Nosiglia. È stata anche aperta una parentesi dura da parte delle famiglie dei disabili. «Le sicurezze ottenute con anni di battaglie ora si stanno sgretolando. La società non può considerare i nostri figli e parenti solo un costo in più da tagliare - ha affermato una madre -. Si sta diffondendo sempre più un sentimento di poca tolleranza, per questo chiediamo aiuto al Vescovo e a tutta la comunità cristiana». • © RIPRODUZIONERISERVATA

www.grancasa.it

Il primo giorno di primavera è festa per i disabili di tutta la diocesi di Vicenza che celebrano la Pasqua assiem<ièp>e al Vescovo Beniamino Pizziol. Ieri mattina, 21 marzo 2013, la chiesa arcipretale di Dueville ha accolto delegazioni da tutto il vicentino, e non solo, di an-

ziani e diversamente abili più o meno gravi. Un momento ormai divenuto tradizione e giunto al suo decimo appuntamento che quest'anno viene dedicato alla pace. «Durante questo incontro pensiamo alla pace dove c'è la guerra, alla pace dentro di noi, alla pace in una comunità. Voi portate nel corpo i segni della fragilità fisica, ma una grande capacità di amare e portare pace - ha iniziato la celebrazione il Vescovo -. Chi vi accompagna è l'espressione massima del prendersi cura di qualcuno: volontari, infermieri, educato-

per il progetto del nuovo centro civico, e venderà l'area sud che si trasformerà in zona residenziale e commerciale con negozi al dettaglio, esercizi artigianali, ristoranti e bar. L'incasso previsto è di 4 milioni 300 mila. C'è, infine, l'enorme parcheggio multipiano da 1000 posti auto a servizio dell'ospedale (il valore della concessione è stimato in 3 milioni) da costruire con il sistema del project financing nel perimetro tra via Rodolfi e via Fratelli Bandiera. Il privato che si accollerà l'onere di costruire il più grande parking della città (in cambio di una concessione almeno trentennale), dovrà pensare anche al riordino della viabilità della zona, che verrà interamente ridisegnata dall'ingresso all'ospedale, con una corsia preferenziale per le ambulanze, alla rettifica della pericolosa curva che ha causato numerosi incidenti mortali, allo sviluppo di percorsi protetti per ciclisti e pedoni, fino al completamento dell'asta verde tra parco Querini e parco Astichello. In tutto l'Ulss dovrebbe trovarsi in mano un tesoretto di oltre 23 milioni, di cui 12 per costruire i tre stralci dell'ex seminario, 7 per la cittadella di Laghetto, e il resto da investire sull'ospedale principale. Ora c'è da solo da attendere il parere, previsto per legge, della quinta commissione regionale, e poi c'è da passare dal dire al fare, sperando che di mezzo non ci sia un mare troppo esteso o profondo. •

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DOMENICA 24 MARZO

SIAMO APERTI NEL POMERIGGIO


24 Cronaca

IL GIORNALE DI VICENZA

Venerdì 22 Marzo 2013

ILPROGETTO. Inaugurata “CitiesforAll” ospitatada Confartigianato

L’INIZIATIVA. Daoggi

Lacittà pertutti traaccessibilità eun nuovo design LaFieraè pronta acostruireun salone dedicato mettendoinsieme ricerca,aziende e distributori Facco:«Sipuò farebusiness: larichiesta c’è» Vicenza si candida a diventare uno dei poli del design accessibile con un salone dedicato. È stata questa una delle novità lanciate ieri durante l'inaugurazione della mostra “Cities for All", organizzata da Design for All Europe, che si occupa di design per tutti. Ad ospitare la mostra, che propone esperienze di progettazione “inclusiva", è il padiglione di Confartigianato, che collabora con l'associazione per il concorso “Libero accesso". All'inaugurazione hanno partecipato Peter Kercher, fondatore di Design for All, Sanna Si-

Laprogettazione aservizio dell’impresa persviluppare esperienze “inclusive”

mola, architetto finlandese esperta del settore, Luigi Bandini Buti, presidente di Design for all Italia, Ario Gervasutti, direttore de Il Giornale di Vicenza e Giorgio Pizzolato, vicesindaco di Schio, oltre ad Agostino Bonomo e Pietro De Lotto, presidente e direttore di Confartigianato. «Questa mostra - sottolinea Bonomo - è per noi una tappa di un cammino già iniziato con Libero accesso, il cui obiettivo è progettare oggetti e un diverso utilizzo delle città». Proprio Kercher ha evidenziato che «Libero accesso, come ho detto al commissario europeo Tajani, è un esempio di come si mette la progettazione a servizio dell' impresa». È toccato a Pizzolato, però, portare anche l'esperienza dell'amministratore, con le sue difficoltà. «I cittadini chiedono una migliore mobilità per bici e pedoni - racconta - e adesso grazie alle leggi qualcosa si può fare con isole ambientali e “Zone 30" ma se si spinge troppo si perdono le elezioni».

ventasse un'occasione di business mettendo insieme le eccellenze universitarie, cioè a ricerca, le aziende, con Confartigianato e i distributori. Quello che oggi è presente in questo spazio è la fase embrionale, ma l'idea della Fiera è costruire un salone indipendente sull' accessibilità, in cui si faccia business, perché sul mercato la richiesta c'è». Il tema dell'accessibilità è stato oggetto di approfondimento anche nella tavola rotonda “Retail for all", organizzato dalla Fiera con la rivista Largo Consumo. Ieri 100 operatori internazionali e 200 aziende italiane si sono incontrati al Buy Italy for All, la borsa del turismo accessibile, organizzata con Regione e Enit. Oggi alle 15 appuntamento, con il Meeting internazionale del turismo accessibile. Il salone, che comprende offerte turistiche, padiglione dedicato ai camper e la nona edizione di Benè, è aperto fino a domani alle 21 e domenica dalle 9 alle 20. •

Campo Marzo diventa maxi pizzeria per tre giorni. Da stasera a domenica la struttura montata dall'associazione Il Fiero nel grande parco cittadino ospiterà, oltre ai banchi del tradizionale mercato, in versione un po' ridotta per lasciare spazio ai tavoli, anche i forni a legna, per sfornare pizze a base di ingredienti locali. È questa, infatti, l'ultima iniziativa dell'associazione che dall' autunno scorso sta promuovendo eventi per riconquistare l'area verde e restituirla ai cittadini. «La pizzeria aprirà oggi alle 18 - spiega Nino Carpanedo, presidente de Il Fiero - e sarà attiva durante il fine settimana a pranzo (12-14) e a cena, indicativamente dalle 18 alle 22, ovviamente tempo permettendo. Gli ingredienti saranno vicentini e di stagione». La pizza, insomma, torna protagonista a Campo Marzo dopo anni dall'ultimo tentativo di recuperare quello che in passato era diventato un appuntamento fisso dell'estate vicentina. Non ci saranno, però, almeno per questa edizione, concerti o spettacoli collaterali. L'appuntamento, nelle intenzioni del presidente, non vorrebbe essere un evento spot. «La nostra idea - conclude Carpanedo - sarebbe di poter ripetere l'iniziativa una volta al mese durante il periodo estivo, perché quella della pizza a Campo Marzo è un'idea che a noi piace molto». • M. E. B.

© RIPRODUZIONERISERVATA

© RIPRODUZIONERISERVATA

Ierièstata inaugurata lamostra“Citiesfor All” organizzata daDesign for AllEurope

Uno dei problemi delle città italiane in questo campo è l'alto tasso di palazzi e vie antiche. «Ma anche una rampa può essere un'occasione di architettura - sottolinea Bandini Buti - come fatto nella cupola del Bundestag di Berlino». «L' importante - commenta Gervasutti - sarebbe progettare dall'inizio per tutti, non chiedersi poi come aggiungere elementi. Non è possibile che all' ingresso dell'ospedale di Santorso ci siano una grande scalinata e una rampa ripidissima». Ma anche in Italia non tutto è da buttare. «Helsinki spiega Simola - è più indietro dell'Italia come rampe per marciapiedi. Il problema è che tutto oggi è pesato per le macchine. C'è ancora tanta strada da fare, ma è positivo che chi ospita questa mostra, a Vicenza, sia l'Amministrazione». E Vicenza potrebbe diventare ancora più importante. «Vorremmo fare in modo - illustra il direttore della Fiera Corrado Facco - che l'accessibilità di-

Ilpadiglione di Confartigianato pensaancheal turismoaccessibile

Iprotagonisti dell’incontro cheha aperto la mostra

TECNOLOGIE. Ieri seral’inaugurazione,sonostati spesi oltre70 milaeuroconi fondi regionali

Araceli,addio alle pellicole Ifilm si vedranno coldigitale

DonGraziani(Acec): «Nel 2014passaggioassicurato per12sale» Chiara Roverotto

GT18624

Maria Elena Bonacini

CampoMarzo diventa unamaxi pizzeria

Addio pellicole. Con rimpianto e, soprattutto, con un velo di polemiche. Il passaggio al digitale è costato. E molto, per i cinema parrocchiali, ma anche per le altre sale che non potevano contare su grossi finanziamenti come è accaduto all’Odeon di corso Palladio, storica sala che ha lanciato un allarme alla fine della scorsa estate. Da allora, ed era trascorso oltre un anno dal primo grido di aiuto lanciato dall’Acec, c’è stata una legge regionale che ha messo a disposizione una prima trance di 300 mila euro. Una parte sono stati distribuiti anche nel Vicentino. Non certo sufficienti, al punto che molti direttori artistici o meglio addetti alla produzione, si sono dovuti rimboccare le maniche per trovare in modo di trovare i fondi necessari per dire addio alle pellicole. «Ormai non si trovano più ammette Fabio Costa del cinema Araceli - le grosse case di distribuzione sono tutte sul digitale e a dicembre sarà la fine. Noi ci siamo rimboccati le maniche, prima chiedendo un finanziamento in banca, che ci ha impiegato quasi un anno a darci una risposta, poi abbiamo aumentato in piccola par-

Ilvecchio proiettore, giàsostituitocon il digitale,all’Araceli te i biglietti d’ingresso e studiato un sistema di tessere che permette agli spettatori di scegliere i film che vogliono vedere e, infine, da Venezia sono arrivati 26 mila euro. Tutto questo ci ha permesso di acquistare un’apparecchiatura all’avanguardia con un Open Sky satellitare che, almeno per ora, nessuno possiede in città». E ieri sera è iniziata la nuova programmazione : in calendario alle 20.45: “La scelta di Bar-

bara” del regista Christian Petzold, che ha vinto l’Orso d’Argento a Berlino lo scorso anno, in sala c’erano i volontari, mons. Lino Genero e il delegato Acec (Associazione cattolica esercenti cinema) del Veneto, don Alessio Graziani. I cinema parrocchiali aderenti all’associazione nella diocesi sono 20. Dopo Sandrigo e Breganze, l’Araceli è il terzo che si dota di impianto digitale. La digitalizzazione ci sarà a breve anche per la sala Marti-

novich di Bassano e per la parrocchiale di Cartigliano. In attesa del contributo regionale nel 2013 dovrebbero avere la possibilità di passare al nuovo sistema entro l’anno le sale di Isola, Camisano, i Salesiani di Schio, Malo e Santa Bertilla di Vicenza. «Il passaggio al digitale - spiega don Alessio Graziani- è sicuramente una svolta epocale, i cui costi elevati costringeranno sicuramente molte piccoli cinema a chiudere o a rivedere la loro attività. Il contributo della Regione è stato essenziale per permettere almeno alle sale più vitali di continuare la loro attività, il loro servizio culturale e aggregativo sul territorio. Nel Vicentino almeno 12 sale dovrebbero riuscire a passare al digitale entro la fine del 2014, quando la pellicola in 35 mm andrà definitivamente in pensione. Le altre - conclude don Alessio - speriamo non siano costrette a chiudere, ma possano continuare a lavorare proponendo piccole rassegne cinematografiche acquisendo i diritti dei film e utilizzando altri metodi legali di proiezione e, soprattutto, completando quella trasformazione da “cinema parrocchiale” a “sala delle comunità” che l’Acec da tempo auspica». • © RIPRODUZIONERISERVATA


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IL GIORNALE DI VICENZA

Venerdì 22 Marzo 2013

di CHIUMENTO ANTONELLA

ISOLA VIC. - DAL 24 AL 30 MARZO GU18004

SCHIO

POLITICA. Presentata ierilalista“Noi cittadini” guidata da Valter Orsi, mancatosindacodel centrodestranel 2009

Incampounacivica“antipartiti” L’exleader leghista:«Non voglio rinnegareilpassato maserve unasvolta. Pronti ad allearcicon chiesce dallesolite logiche» Mauro Sartori Valter Orsi riparte da “Noi cittadini” e da 40 attivisti pronti a spendersi per la sua candidatura ad oltre un anno dalle elezioni amministrative. Ha scelto il primo giorno di primavera per simboleggiare quella che dovrebbe essere la rinascita cittadina, la “primavera scledense”. Una lista civica trasversale dove non ci sono casacche di partito. Eppure Orsi una sua storia nel partito ce l’ha e non la rinnega. È stato consigliere comunale e capogruppo, sindaco mancato per 200 voti e posto in Consiglio regionale sfiorato, sempre per la Lega Nord di cui è stato persino segretario provinciale negli anni ’90. «Ma da un anno e mezzo ho preso atto della necessità di cambiamento». Un passaggio rappresentato bene da Barbara Corzato, 23 anni, laureanda, che ieri ha presentato il simbolo della lista dei cittadini, dove appaiono sole e luna, metafore di un ciclo che si rinnova, accanto alla torre del Castello, emblema cittadino dall’età del ferro. Alessandro Maculan, altro gio-

«Varafforzata l’identitàdella città.Nessunoha difesogliuffici postalichesono statichiusi»

vane, parla apertamente di una «nuova era per Schio», tracciando gli obiettivi immediati, come la sanità locale, l’inceneritore e i progetti alternativi di sviluppo. Tanti giovani, imprenditori, operai, studenti. Qualche volto noto come quello di Lorenzo Zen. Ma al centro del progetto c’è Orsi e questo nessuno lo nasconde, a partire dal logo della lista. Orsi,laLegafapartedelpassato? «Sì, di un passato che non rinnego. Io sono lo stesso Valter Orsi di prima, il mio bagaglio culturale e politico rimane quello». Cosa l’ha indotto a fare questo passo? «Sono sempre stato considerato un leghista moderato e quando c’era da criticare il partito non mi sono mai tirato indietro. Adesso è arrivato il momento che i partiti si facciano da parte». Comemai questa avversione versole forze politiche? «Purtroppo i movimenti si trasformano in partiti e finiscono con l’anteporre gli interessi politici a quelli dei cittadini. Questo non deve accadere. Noi ci siamo costituiti, dopo un’ampia discussione, proprio per dare voce ai cittadini». Pensatediandare avantidasoli o viconfronterete con glialtri? «Ci confronteremo con tutti, Lega, Pdl e Pd compresi ma i nostri interlocutori privilegia-

L’EVENTO. Daoggi

Lavie enrose Tregiorni alfemminile incentro

brevi SCHIO/1 MOSTRA FOTOGRAFICA ALTOALDICAPRA

È visitabile da oggi la mostra fotografica “Generazione alla deriva” allestita a palazzo Toaldi Capra, con scatti di Erika Peota. Fino al 28 marzo, tutti i giorni in orario 16-19, nel fine settimana anche 10-12. L’iniziativa rientra nelle attività di “In Movimento". S.D.C.

SCHIO/2 SERATA DI TEATRO ALLOSPAZIO ARCADIA Ilcentrogià inrosa. S.D.C.

Lalista civica“Noicittadini” allapresentazione di ieri,attornoal leaderValter Orsi. FOTO DONOVAN CISCATO ti saranno coloro che ragionano in maniera alternativa ai partiti». ConCommunitassieteaccomunatidall’obiettivosullasanitàterritoriale.Avvierete undialogo? «Saranno interlocutori privilegiati, e come loro quel gruppo, anche interno alla maggioranza attuale, che si sta staccando dalle solite logiche». Partitiallaporta, dunque.. «Schio non deve diventare una cartina geografica dove i partiti possano piantare la loro bandierina. Merita di più e meglio. E chi capisce che per il bene della città bisogna svincolarsi dai soliti giochi, potrà dialogare con noi». Checolpe hannoavutoipartiti? «Le faccio un esempio: nessuno ha difeso dalla chiusura gli uffici postali di S.Ulderico, Staro e S.Antonio. Altrove ci sono riusciti. Serve rafforzare l’identità cittadina. Schio, ripeto, merita di meglio». • © RIPRODUZIONERISERVATA

Gliexalleati

«Siricordi chilohafatto diventare quellocheè» «Troppo facilefare oggil’alfiere dell’antipartito.Orsi si ricordi dadoveviene echi lohafatto diventarequelloche è,primadi sputaresentenze».Giuseppe Zolin,segretariodellaLega NorddiSchio, nonle manda a direal suo ex leader, apoche oredalla presentazionedella sualista civica:«Orsisi èfatto unnome nellaLega etuttala nostrasquadra si èspesa per luialleamministrative2009. Poici halasciato a piedi, nonostanteavesse unmandato precisoconferitoglidagli elettori.Non negochepossa avere qualchebuon motivo per essereindisaccordo con i

partitidicui faceva partema non dimentichiche avevapreso un impegnocon i cittadiniechelo sta disattendendo». Supossibili confronti futuricon lacivica diOrsi, Zolinpreferisce noncommentare,come d’altronde fa Marco Tolettini, coordinatore delPdlealleatodiOrsi nel 2009: «Maiil quadro politico-dice- è statocosì inevoluzione. Manca moltotempoalle elezionidel 2014epuòsuccedere ditutto, anchechegli avversari dioggi diventinogli alleatididomani o viceversa. Le valutazionile faremo successivamente.Come Pdl abbiamologicheregionali e nazionalidaseguire edè prematuroparlare dialleanze». Nellogo dellacivica però c’èil nomedi Orsi,candidato sindaco in pectore,in attesa deglisviluppi su potenzialialleanze a livello comunale: «Se èluiilcandidato concludeTolettini- gli ricordoche loègià stato nel1999per la Lega Nordenel2009per la coalizione dicentrodestra.Sottoquesto puntodivista mipare abbiagià dato». M.SAR. © RIPRODUZIONERISERVATA

Il centro storico si tinge di rosa. Da oggi fino a domenica vie e piazze del cuore cittadino saranno animate dalla “La vie en rose”, una tre giorni ricca d'eventi a 360˚ organizzata da Ascom Schio in collaborazione con il Comune. L'avvio è fissato per oggi alle 16 in piazzetta Garibaldi dove una schiera di madrine, tutte negozianti con oltre 40 anni di attività, taglierà il nastro della manifestazione. Tra di loro avrebbe dovuto esserci anche Angela Carretta, storica commerciante di “Ottica Formilan”, scomparsa nei giorni scorsi e a cui è dedicata l'iniziativa. Oltre 80 espositrici proporranno le loro creazioni d'artigianato e hobbystica. Anche le suore clarisse di Arezzo avranno uno stand con i prodotti del loro laboratorio erboristico. Le bancarelle si snoderanno lungo le vie Cap.Sella, Carducci, Garibaldi, Pasini, Pasubio, piazze Rossi e Garibaldi, galleria Duomo, che saranno animate da cantanti, ballerine, musiciste e performer artistiche e sportive. In piazzetta Garibaldi il Circolo fotografico proporrà una proiezione di immagini di donne. Domenica alle 19,30 fash mob. • S.D.C.

Questa sera allo spazio Arcadia alle 21.30 andrà in scena lo spettacolo “Venere Stonata”, una reading performance di/con Giovanna Bartolotta, con la collaborazione di Alessandro Sanmartin e Valentina Dal Mas. Alle 19.30 cena con piatti tipici greci. S.D.C.

TONEZZADEL CIMONE ESCURSIONE CONLE RACCHETTE

Con le racchette da neve in suggestiva escursione notturna sull'altopiano dei Fiorentini. A proporlo per domani è il locale Sci club. La partenza è prevista per le 18 dalla centrale via Roma; cena al rifugio. Prenotazioni al negozio Da Paolo tel. 0445-749013. G.M.F.

MALO GIORNATAECOLOGICA DOMANIILRITROVO

Il ritrovo per i partecipanti alla giornata ecologica di domani è alle 7,45 nel parcheggio del centro giovanile. Al termine della mattinata, durante la quale saranno ripulite alcune aree cittadine, seguirà un incontro dei volontari nella sede degli alpini. C.R.

GIACOMELLI INAUGURA IL NUOVO SHOWROOM HABIMAT PER PROMUOVERE LA QUALITÀ E LA SOSTENIBILITÀ DELLE FINITURE D’INTERNI MADE IN ITALY. Appuntamento sabato 23 marzo ad Arsiero (VI) a partire dalle 16, per scoprire i nuovi spazi e tutte le novità del mondo habiMat.

www.giacomelli.bigmat.it

COS’ E’ habiMat habiMat è il marchio che identifica gli stili e gli ambienti dello showroom, in grado di interpretare il gusto e le esigenze dei clienti, attraverso un’accurata selezione di finiture, rivestimenti e arredobagno. Un brand che nasce dall’esperienza e dalla professionalità del Gruppo BigMat, ma si rivolge a un pubblico di interior designer, architetti e privati che negli showroom habiMat trovano soluzioni personalizzate e materiali per la realizzazione dei loro progetti.

CHI E’ BigMat BigMat, in Italia dal 2004, è la realtà di riferimento nell’ambito delle distribuzione di materiali edili, ha l’obiettivo di accrescere conoscenze ed esperienze, creando valore aggiunto nell’acquisto, nella vendita, nella comunicazione e nella formazione del personale in rivendita.

giacomelli@habimat.it

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Sostenibilità, rispetto dell’ambiente e made in Italy: sono questi gli elementi distintivi che caratterizzano l’offerta dello showroom habiMat ad Arsiero, che la storica rivendita di materiali edili BigMat Giacomelli si appresta a inaugurare e mostrare in tutta la sua nuova veste. A partire dalle 16 di sabato 23 marzo, un ricco rinfresco accoglierà gli ospiti e li introdurrà all’interno degli oltre 450 mq di spazi completamente rivisti grazie all’esperienza e alla professionalità maturata dal gruppo BigMat nella realizzazione in tutta Italia dello showroom habiMat, il format che il gruppo di distributori di materiali edili indipendenti ha studiato ad hoc per le finiture d’interni . L’offerta dello spazio espositivo di Arsiero si sviluppa in soluzioni innovative per l’arredobagno, le rubinetterie e i complementi d’arredo - tra i quali spiccano i prodotti Kartell - e le svariate proposte di rivestimento nelle quali non manca una vasta scelta di carte da parati. habiMat inoltre è in grado di offrire, con l’utilizzo di una malta particolare, un esclusivo servizio per la creazione di oggetti di design personalizzati.


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