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LASUCCESSIONEDINAPOLITANO. Lagiornalistasceltatramiteilweb.Idemocratici:«Noacandidatidibandiera».Dadomanisivota

Quirinale,vetieoffertetraGrilloePd IlM5S candidaGabanelli oinalternativaRodotà: «SeBersanili votapoi potremmocollaborare»

Il Movimento 5 Stelle candida alla Presidenza della Repubblica Milena Gabanelli («sono commossa ma sopravvalutata») o Stefano Rodotà. Per tentare di bloccare il dialogo tra Pd e Pdl, il leader genovese ha fatto balenare al Bersani la possibilità di un «nuovo inizio»: il Pd «la voti poi vedre-

Ilpalazzo del Quirinale,sede delPresidente della Repubblica, dallaterrazza delvicino palazzodella Consulta

mo», ha detto Grillo. Cioè un possibile dialogo sul futuro governo. Il Pd insiste sulla necessità di non piantare «bandierine», ma di ottenere il consenso più ampio possibile sulla figura del nuovo capo dello Stato. Il che significa coinvolgere il centrodestra nella scelta. f PAG 3

L’ATTENTATO. OBAMA: «ATTO DI TERRORISMO». L’FBI PRENDE TEMPO

Stop al televoto

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VERSOLE ELEZIONI. Ztl part-time?Leposizioni

Manuela Dal Lago si presenta con una nuova proposta: «Apriamo il centro storico alle auto dopo le 18». Variati la definisce una «tesi vecchia, sulla quale non sta lavorando più nessuno». La Dal Lago ha protestato per il costo elevato dei parcheggi. Variati nell’incontro con i commercianti ha parlato di qualità dei negozi in centro. f NEGRIN PAG12

Usasottochoc:lebombe conpentoleapressione Alla fine Barack Obama lo ha detto: le bombe di Boston sono «un atto di terrorismo». Un atto «atroce e codardo», ha scandito ieri in diretta tv, rivolgendosi a un’America sconvolta. Ma «gli americani non si faranno terrorizzare», ha aggiunto. Le indagini hanno accertato che si è trattato di ordigni artigianali: sono stati realizzati con delle pentole a pressione e confusi con la spazzatura dentro zainetti o borsoni. Il loro effetto è stato però devastante. f PAG 4

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Il Vicenza c’è ancora. La salvezza resta lontana, ma Dal Canto ha battuto il suo tabù al Menti (in casa aveva raccolto finora un pari in 6 partite) e la squadra è tornata a far tre punti dove non coglieva un successo dal 17 novembre contro il Novara. Il gol è arrivato dopo un minuto di gioco con Giacomelli; Bojnov e Malonga hanno sprecato palle gol e Bremec ha parato tutto.

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AliquotaImu: noncisaranno riduzioni perleaziende Biancorossiin festadopoilgol all’Ascoli

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assimo rispetto per Milena Gabanelli: è un’ottima giornalista e un’integerrima persona. Detto questo: deve essere scelto il Presidente della Repubblica italiana o si deve dare il via al televoto del Festival di Sanremo? In virtù di quale legge dello Stato il Verbo è ciò che decidono con un clic su un computer poche migliaia di persone? Se facessimo un sondaggio via internet tra i tifosi della Juventus, siamo sicuri che Pirlo o Buffon raccoglierebbero meno voti della Gabanelli come candidati al Quirinale? E i media li prenderebbero sul serio? La sostituzione della politica con il televoto è la spia che denuncia l’esistenza del problema, non la sua soluzione. È un modo surreale di introdurre l’elezione diretta del presidente della Repubblica per interposta persona. Ma chi rappresentano i votanti online? Una cerchia di adepti che passa le giornate a smanettare tra un sito internet e un blog per poi spacciare le proprie scelte come una “indicazione popolare“. Non è questo il modo per riportare serietà nella politica: è solo un modo per continuare a giocare mentre il Paese va a rotoli. Ma allora, gioco per gioco, ognuno può buttare lì un nome buono: non è difficile. Un esempio? Sergio Romano, vicentino, ambasciatore, editorialista equilibrato e distaccato al punto da ereditare la “stanza“ di Indro Montanelli sulle pagine del Corriere della Sera. Qualcuno può dire che non sarebbe autorevole, fuori dalla politica, equidistante, esperto? Dite che proprio per questo non potrebbe essere eletto? E allora perché continuano a giocare con la Gabanelli? •

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IL GIORNALE DI VICENZA Mercoledì 17 Aprile 2013

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TRASPORTILOCALI SUFERRO. Comeogni anno tornala“condanna” acarico delgestore delservizio ferroviarioin Veneto: in ballo1milione

Trenitalia,inutilizzatiglisconti2012 Disservizi:laRegione ridàlamulta(252 milaeuro) malasorpresa èche ne sonorimastilì 800mila dellasanzioneche erastata emessa l’annoscorso VENEZIA

Nuova multa a Trenitalia per i disservizi sui treni regionali, e nuovi sconti in arrivo per i pendolari del servizio ferroviario, grazie soprattutto ai soldi non ancora utilizzati per la la maxi-multa dello scorso anno. L’ha deciso la Giunta regionale con una delibera proposta dall’assessore Renato Chisso. MULTA E ARRETRATI. Ormai è una consuetudine, quella delle multe che la Regione del Veneto applica a Trenitalia, in base al contratto, per i disservizi registrati nel trasporto locale su ferro durante l’anno precedente. Trenitalia da parte sua sottolinea che Trenitalia «le penali comminate dalla Regione Veneto alla società per il mancato raggiungimento di alcuni parametri di qualità previsti nel contratto di servizio ammontano per il 2012 a 252mila euro». La Regione però sottolinea nel suo comuni-

Veneziaciriprova eoffreribassi futuri(finoal50 percento)achi acquisteràora abbonamenti

cato che ci sono anche «le somme non restituite agli utenti lo scorso anno», e che quindi tutto questo si traduce «in sconti sugli abbonamenti dei pendolari per un ammontare complessivo di circa un milione e 95 mila euro». BICIGRATISIN TRENO. «Le multe - ricorda l’assessore Chisso si riferiscono alle inadempienze della società ferroviaria agli obblighi di qualità delle prestazioni assunti firmando il contratto di servizio. Come abbiamo sempre fatto, non introiteremo le sanzioni ma restituiamo l’importo agli utenti, a parziale rimborso dei disagi subiti. Lo sconto che sarà applicato nel 2013 è pari a quello dell’anno scorso. Nella volontà di incentivare l’uso del trasporto ferroviario, abbiamo inoltre voluto destinare 20 mila euro all’utilizzo gratuito delle carrozze attrezzate per l’esclusivo trasporto delle biciclette a favore di gruppi organizzati». GLI SCONTI. Qualcosa non ha funzionato, se dall’anno scorso sono comunque rimasti in cassa a Trenitalia circa 862mila euro destinati agli sconti agli abbonati, cifra che torna in ballo ora. In ogni caso dal punto di vista “pratico”, annuncia la Regione, «gli sconti sugli abbonamenti saranno

OBIETTIVO: SCONTO DEL 50%. Anche ai possessori di abbonamenti mensili a tariffa intera è offerto lo sconto: dovranno avere acquisito l’abbonamento in maggio, ed esibendolo si vedranno riconosciuti sconti del 50 per cento per due mesi sugli abbonamenti acquistabili in ottobre e novembre. Al momento dell’acquisto del primo abbonamento ridotto, a ottobre, dovrà essere appunto

PALAZZOFERROFINI. Manon c’èstatafrattura nel gruppoconsiliare

Lega,arrivanoaltreaccusedaBozza VENEZIA

Tutto tace nel gruppo della Lega nord in Regione, dopo l’espulsione dal partito decisa per il consigliere regionale Santino Bozza e i “richiami” ai suoi colleghi Vittorino Cenci e Cristiano Corazzari. Ieri si è riunito il gruppo sotto la guida del capogruppo Federico Caner, ma ha discusso solo di

argomenti da trattare in aula. Nascerà un gruppo dei “cacciati”? «Lo faremo, lo faremo», avrebbe detto ieri ai colleghi Bozza. Che si è dichiarato “deluso” dal governatore Luca Zaia (ha definito “giusta” la sua espulsione) e ha alzato di nuovo il tiro, rivelando di avere ricevuto nei mesi scorsi «a casa mia a Monselice quattro lettere anonime in tre mesi in cui si denunciavano fatti molto gra-

vi che coinvolgono esponenti veneti del Carroccio», più una busta con un dossier di 20 pagine «in cui si riferiscono per filo e per segno le malefatte commesse in Veneto da alcuni compagni di partito», e di aver trasmesso tutto alla magistratura. Intanto Manuela Dal Lago dà un assist a Zaia: «Pur mancando 2 anni credo che il candidato in Regione debba essere l’uscente». Cioè lui. •

Peri pendolariabbonati aTrenitaliaarriverà unanuovaofferta di scontisugli abbonamentiautunnali consegnato l’abbonamento a tariffa intera preso a maggio 2013 «unitamente all’apposito modulo di richiesta già compilato, esibendo un documento di riconoscimento». Per l’abbonamento scontato di novembre occorrerà esibire il primo (in caso, si può chiedere lo sconto solo per novembre). ALTRE POSSIBILITÀ. Per chi in maggio invece acquisirà un abbonamento trimestrale sarà possibile chiedere lo sconto del 40 per cento su un analogo “trimestrale” da acquisire in ottobre o in novembre. Se invece lo vuole acquisire in agosto o settembre potrà chiedere un bonus per avere lo sconto alla

scadenza dell’abbonamento o per acquisire un altro tipo di abbonamento. Per chi ha l’abbonamento annuale che scade a fine settembre o a fine ottobre è invece possibile avere uno scontro del 12 per cento per il rinnovo dello stesso “annuale”, con inizio di validità in ottobre o novembre. I possessori di abbonamento annuale a tariffa intera con scadenza 30 settembre e 31 ottobre 2013 (o comunque comprendente il mese di maggio 2013, ma non in corso di validità al momento della richiesta) possono chiedere il rilascio di un abbonamento ridotto del 12 per cento, con inizio validità dal mese di ottobre 2013 o novem-

bre 2013. Viceversa, se la scadenza sarà da giugno a settembre sarà possibile avere un bonus «da utilizzare allo scadere dell’abbonamento annuale o per l’acquisto di qualsiasi altro titolo a tariffa regionale». NO INTERNET. Per avere gli sconti occorre presentare gli abbonamenti acquistati, quindi «non è possibile utilizzare internet o emettitrici automatiche». Per gli abbonamenti rilasciati via internet «è consentita la sola emissione di bonus». Ma se anche questa volta resteranno non sfruttati 800 mila euro in sconti significa che il sistema non funziona. • P.E.

SUMMITAVENEZIA. La Conferenzadei consigli regionalidell’Ue

Ilfederalismo diventa unobiettivoeuropeo Ruffato: «Facciamo rete per convincere Bruxelles a fare un decentramento di prelievi fiscali e spese» Antonella Benanzato

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VENEZIA

NUOVI ARRIVI PRIMAVERA ESTATE

Unpremio aVenezia perl’energia dalleonde VENEZIA

applicati a quanti consegneranno, in originale, i titoli di viaggio ordinari utilizzati e che richiederanno titoli di viaggio scontati della stessa tipologia. Questi potranno essereriferiti, però, anche a origini/ destinazioni e a percorrenze in termini di fascia chilometrica diverse da quelli originari». OCCHIO ALLA DATA. Il vantaggio è offerto ad esempio a chi ha abbonamenti settimanali alle ferrovie: dovrà conservarne almeno tre tra quelli che verranno emessi a partire dal 29 aprile, e fino al 2 giugno: a quel punto potrà ottenere sconti del 50 per cento «su un numero di titoli della stessa tipologia pari a due volte quelli presentati», quindi su due, quattro o sei abbonamenti settimanali. «Gli abbonamenti scontati dovranno essere utilizzati dal 30 settembre al 1˚ dicembre 2013».

“ENERGYGLOBE”

Le regioni europee fanno rete. E il Veneto fa la sua parte da protagonista. Obiettivo: il tanto invocato federalismo fiscale, «quello che non è mai nato, sottolinea il presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato, anima e mente del “Documento di Venezia” che ha messo nero su bianco i punti cruciali della battaglia sul decentramento da portare all’attenzione del Parlamento europeo. Approvato lunedì dal Comitato permanente dei presidenti dei parlamenti delle Regioni europee, riuniti a palazzo Ferro Fini sotto la presidenza della signora Françoise Dupuis, presidente della regione di Bruxelles Capitale, il documento è il frutto del lavoro di un apposito gruppo sul “federalismo finanziario”, istituito all’interno della Calre, la Conferenza dei presidenti delle 75 assemblee delle Regioni

Lariunione dellaCalreospitataaVenezia con Dupuise Ruffato europee dotate di poteri legislativi, presieduto da Ruffato. Il Veneto ha molte opportunità di utilizzare il residuo fiscale - quel “in più” che paga allo Stato in tasse, e non torna indietro - per impiegarlo per lo sviluppo del territorio. Del resto, avverte lo stesso Ruffato, «in Italia il federalismo non è stato applicato, c’è chi ha detto che è morto. Non è così: in realtà non è mai nato. Anche perché poi è arrivata la crisi e ha tagliato ogni velleità». Il gruppo delle regioni europee vuole proporre a Bruxelles quattro obiettivi. Primo, promuovere un più forte decentramento del prelievo fiscale e della spesa pubblica, mettendo in capo alle autorità locali e regionali maggiore autonomia nella raccolta e nella gestione delle imposte. Secondo,

creare gli strumenti per consentire all’Ue di avere a disposizione dati e informazioni certe anche sui flussi finanziari a livello regionale. Terzo, impedire che le politiche a sostegno dello sviluppo regionale venga compromesso da un eccessivo carico fiscale e da un sistema di flussi finanziari squilibrato. Quarto, verso l’Ue la consapevolezza di queste problematiche per arrivare a un cambiamento di rotta rispetto alla prassi attuale. L'appello dei presidenti delle assemblee ha trovato ascolto negli europarlamentari veneti Elisabetta Gardini (Pdl), Paolo De Castro (Pd) e Giancarlo Scottà (lega) che hanno preso parte ai lavori. Un primo passo verso la lobby delle regioni è stato tracciato proprio a Venezia. •

Sono stati presentati ieri, a due anni dall’avvio dell’iniziativa, i risultati del monitoraggio e del progetto «Energia dalle onde», che potrebbe dare la possibilità alla città di Venezia di avvalersi di una fonte inesauribile di energia pulita. In laguna, infatti, è in atto una sperimentazione condotta dall’Agenzia veneziana per l’energia (Agire), per studiare l’ipotesi di ricavare energia elettrica utilizzando il movimento del mare. Oggi, terminata la fase sperimentale, si può fare un primo bilancio del progetto per delinearne gli sviluppi futuri. L’Energy Globe Foundation, ente internazionale che promuove l’efficienza energetica e l’utilizzo di energie pulite e rinnovabili, ha inoltre premiato Agire per il 2013 con l’Energy Globe Award (importante riconoscimento internazionale in campo energetico e ambientale istituito nel 1999), proprio per il progetto ’Giant: energia dalle onde’ curato da Manlio Boito. Nella laguna sono stati installati due diversi prototipi denominati Wem e Giant che utilizzano in maniera differente il movimento dell’acqua per produrre energia pulita, rinnovabile e, fatte salve le spese di installazione e di manutenzione, a costo zero. «È un riconoscimento davvero significativo», dichiara l’assessore Gianfranco Bettin. •

Consiglioveneto

Risparmiati 4,7milioni «Alsociale» Diecimilionirisparmiati: li ha “scovati”il Consiglioregionale dopouncontrollo dal 2002al 2011nelcapitolodegli stipendidelpersonale.Il risultato-spiegail presidente Ruffato- èil fruttodel blocco delturnover edeirinnovi contrattuali«oltrechedelle politichedicontenimento dell’occupazioneadottata dal Consiglio,ilpiù virtuosod’Italia nelrapportodipendenti-consiglieri»,checomunquecontinuaa lavorare senza problemi. L’Ufficiodipresidenzaha decisoche5,6 milioni servirannoa completare il pianostraordinarioper sviluppo-adeguamentodel sistemainformativo dipalazzo Ferro-Fini,evitando allaGiunta venetadiricorrere a unmutuo. Glialtri 4,7milioni saranno invecerestituitialla Giunta «conunadestinazioneperò ben precisa:interventi dicontrasto allesituazioni diemergenza sociale.Ci èparsauna scelta obbligata- spiegaRuffato -alla lucedelledifficoltàin cui si trovano moltinostri concittadinia causadellacrisi economicachehainvestitoil paese».• A.B.


Mercoledì 17 Aprile 2013

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IL GIORNALE DI VICENZA

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ILREPORT DELGRUPPO INTESA SANPAOLO. Cresce suimercatiesterianche ilTrentinoAlto Adige,crollainvece il Friuli. Restain gravedifficoltà lasituazioneinterna

Distrettiveneti,l’exportai livelli pre-crisi Leesportazioniregionali salgono del3%sul2011 esi avvicinano almassimostoricodel 2007 Volano imercatiextra europei Un primo segnale positivo era arrivato proprio dal Vicentino, che nel 2012, nonostante la recessione ancora in atto, aveva riportato le esportazioni (con un valore pari a circa 15 miliardi di euro) ai livelli pre-crisi del 2007. Tendenza che ora, secondo il monitor dei distretti del Triveneto realizzato dal Servizio studi e ricerche del gruppo Intesa Sanpaolo, è confermata a livello veneto. L’evoluzione dell’export regionale ha infatti registrato un aumento del 3%, facendo meglio della media italiana e riportandosi molto vicino al massimo storico raggiunto, appunto, nel 2007. L’ANDAMENTO GENERALE. Le esportazioni dei distretti veneti, nel 2012, hanno frenato in Germania (-0,7%) continuando però a correre negli Usa

Atrainare laRegionesono soprattutto l’occhialeriadi Bellunoe l’oreficeriaberica

«Ivalorisonofalsati daitanticompro-oro»

(+12,5%), in Svizzera (+12,7%), Giappone (+17,1%), Cina (+12%), Emirati Arabi Uniti (+11,9%) e Sudafrica (+48,6%). Complessivamente, lo scorso anno, l’export dei distretti triveneti è rimasto fermo sui livelli 2011 (23,7 miliardi di euro). Il lieve aumento delle esportazioni del Veneto e del Trentino Alto Adige (+1,9%) è stato infatti annullato dal forte calo fatto registrare dal Friuli Venezia Giulia (-10,4%). LE PERFORMANCE MIGLIORI. Il 2012 si è chiuso positivamente per 16 dei 23 distretti regionali analizzati dal report del gruppo Intesa. Tra questi si sono messi in luce soprattutto quelli legati al sistema moda, con l’occhialeria di Belluno (crescita del +9,5%) e l’oreficeria di Vicenza (+10,2%) trainata dalla Svizzera (prima meta commerciale) e dal mercato asiatico (Cina e Hong Kong su tutti). Ma hanno chiuso in territorio positivo anche la concia di Arzignano (+4,1%) tornata ai valori del picco storico, il tessile e l’abbigliamento di SchioThiene e Valdagno (+4,3%) e le calzature della Riviera del Brenta (+1%). Brillanti, poi, anche le performance dell’agroalimentare: le carni di Verona (+18%), il prosecco di Cone-

gliano-Valdobbiadene (+10,9%) i dolci e la pasta veronesi (+10,8%) e il vino scaligero (+8,5%). Ottima anche la prestazione della Meccanica strumentale berica che si attesta sugli stessi valori ante crisi del 2007 con esportazioni pari a 1,2 miliardi di euro. LEPREVISIONISUL2013.Secondo il monitor distrettuale, il 2013 sarà un altro anno difficile per l’industria italiana e del Triveneto, dove il commercio estero resterà l’unica fonte di crescita. Le maggiori opportunità per le imprese continueranno ad arrivare dai mercati extra-europei. Ed è proprio su questi territori che dovranno

concentrarsi, anche nei prossimi anni, gli sforzi commerciali degli operatori di Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Tanto che gli ultimi dati di gennaio forniti dall’Istat confermano proprio la vivacità dell’export nazionale verso i paesi extra-Ue: +17,7% su base annua con punte del 20,2% negli Stati Uniti, del 25% in Cina e Giappone, del 26,1% negli stati Opec e del 32,2% in quelli Asean. Dati poco incoraggianti provengono invece dalla Cassa integrazione guadagni. Che nei primi due mesi dell’anno hanno visto un incremento della componente ordinaria e la confermano su livelli molto alti di

quella straordinaria. IL COMMENTO. «Stretta fiscale, condizioni finanziarie ancora tese, nuova contrazione del reddito disponibile reale delle famiglie continueranno a pesare sulla domanda interna», osserva Eliano Omar Lodesani, direttore regionale di Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia di Intesa Sanpaolo. Che poi aggiunge: «Le maggiori opportunità per le imprese distrettuali continueranno quindi a venire dai mercati non europei. Ed è proprio su queste aree che dovranno concentrarsi nei prossimi anni gli sforzi degli operatori triveneti».

Ilcomparto orafo bericonon godediottima salute,come evidenzierebbeil report sui distrettistilato dal gruppo IntesaSanpaolo. Anzi, starebbeattraversandouno deiperiodi piùdifficilidellasua storia.Parola diGiuseppe Corrado,presidentedegliorafi diConfindustriaVicenza. Che motivacosì lasua analisi:«La crescitaevidenziata dallo studionon èreale.Èinfatti gonfiatadallapresenza dei compro-orochericiclano il materialeepoi lo portanoin Svizzera.Da qui,dunque,si innescanogli scambi commerciali».Einfatti, a confermadelle paroledi GiuseppeCorrado,il monitor deidistrettiaccantoalla crescitadel10,2% dell’oreficeriaberica (rispetto al2011) indicapropriola Svizzeracomeprincipale meta commercialeper gli operatori vicentinidelsettore. Un mercatocheprecedequello cineseediHongKongchein pocotempo sono divenutiil secondosboccogeografico del distrettocon unexportche nel 2012hatoccatoquota 231 milionidieuro contro i 191 dell’annoprima. «Altrocheboom del comparto- riprendeil presidentedegliorafi di ConfindustriaVicenza-qui,

GiuseppeCorrado nellanostraprovincia, siamo ormaialla cannadelgas.Certi dati andrebberoestrapolatie analizzatiinmanieraanalitica; solo cosìsi potrebbeavere unareale fotografiadella situazioneche stiamoattraversando.Echeè diametralmentediversa da quantoappareleggendo il report». Ilpunto sullecondizionidel mercatoorafo ingenerale,e di quellovicentinoinparticolare, è statofattopropriol’altro giorno adArezzodove sièsvoltoun incontrodiFederorafinazionale. «Elì abbiamotoccato con mano tuttele difficoltàche stanno vivendole nostreaziende concludeGiuseppe Corrado- chi nonhagià chiuso definitivamente deveinfatticontrastare una crisi senzaprecedenti egli insolutiche semprepiùspesso, ormai,non riescea onorare.Ecco perchédico chesiamoallacannadel gas.Ele esportazionidicui parlail monitor nonc’entrano nullacolMade in Italy». • M.B.

EDILIZIAPUBBLICA. Toniolo (Pdl) ottieneil votoanche dellaLega: «Risparmiper unmilione»

LABATTAGLIA CONMARANGON. Rigettato ancora una voltail ricorso

Bottacindenunciaunasortadiauto-incaricoalconsiglierediunaspa

Nuova puntata della battaglia legale, e nuova vittoria per l’assessore regionale Isi Coppola nella guerra aperta dall’ex assessore Renzo Marangon che mira a farla decadere per “eccesso di spesa” nella campagna elettorale del 2010, nella quale nel Rodigino, per il Pdl, lei prese più voti di lui e tornò in Regione. La Corte di Cassazione aveva ordinato di tornare in Corte d’appello a Vene-

Ater,sì al tagliodi tutti icda Intantoscoppia ilcaso Treviso VENEZIA

Scoppia un caso Ater a Treviso, proprio nel giorno in cui la commissione “Affari istituzionali” del Consiglio regionale ha dato il via libera al progetto di legge sostenuto da tempo dal presidente Costantino Toniolo (Pdl) per l’eliminazione di tutti i cda delle sette aziende che si occupano dell’edilizia residenziale pubblica nelle province venete. IL CASO DE MITRI. Il capogruppo di Verso Nord, il “montiano” Diego Bottacin, ha inviato a tutte le Ater del Veneto un’urgente richiesta di informazioni, a seguito «dell’incredibile auto-incarico professionale che Alessio De Mitri pare essersi attribuito attraverso la società Progetto Casa spa di cui è consigliere». In una nota infatti Bottacin afferma che «Alessio De Mitri, consigliere provinciale del Pdl e spalla politica territoriale dell’assessore regionale Remo Sernagiotto e come quest’ultimo aderen-

te al Mir, è consigliere di amministrazione della società Progetto Casa spa. La società, partecipata dall’Ater di Treviso, ha affidato a De Mitri un incarico professionale relativo ad alcuni terreni di Riese Pio X e Monastier». Un caso in effetti incredibile. E Bottacin chiede di conoscere «quante e quali sono le società partecipate dalle Ater, qual è la composizione dei cda di dette società e l'elenco degli incarichi professionali e consulenze dati dagli enti o da loro società nell'anno 2012». Vuole capire «fino in fondo se il metodo De Mitri è frutto di un eccesso di disinvoltura o se si tratta di una pratica consolidata» nelle Ater. PRIMO SÌ ALLA LEGGE “TONIOLO”. E proprio ieri, come detto, è stata votata in commissione la proposta di legge del Pdl, primo firmatario il vicentino Toniolo (l’ha proposta già due anni fa), per la riduzione delle poltrone ai vertici Ater. «Abbiamo tagliato di fatto i cda delle sette Ater venete», afferma Toniolo, che alla fine di un

CostantinoToniolo (Pdl)

DiegoBottacin(VersoNord)

lungo dibattito è riuscito a ottenere anche il sì della Lega, unico partito che non aveva firmato il progetto di legge. ora si andrà in Consiglio. L’obiettivo, ribadisce Toniolo, è «il riferimento politico sia la Giunta regionale», e quindi alle Ater basta la guida di un amministratore unico che è poi l’attuale direttore generale. La norma prevede anche che ci sia un solo revisore dei conti. «Di fatto abbiamo tagliato 35 “careghe” politiche e 14 revisori dei conti - sottolinea Toniolo -

un segno tangibile della volontà espressa da questa maggioranza di riduzione dei costi della politica». Gli stipendi dei cda assommano a 600 mila euro, ma il risparmio globale di spesa tenendo conto dei rimborsi spese e di altro arriverà un milione l’anno. «Risorse - sottolinea Toniolo - che saranno utilizzate per i cantieri: sono una decina di appartamentini l'anno». Proposta anche una conferenza dei sindaci a livello provinciale per dare indirizzi a ogni Ater. • P.E.

Elezioni,Isi Coppolarivincela causa

L’assessore IsiCoppola

zia. In questo caso, spiega l’avv. Paola Malasoma legale della Coppola, «avevamo noi l’onere della prova, pur non avendo promosso la causa: sono stati sentiti tutti i testimoni e abbiamo dimostrato che non c’è stato alcuno “sforamento” di spesa per la campagna elettorale. Il ricorso è stato rigettato». Marangon, che finora ha sempre perso, può re-ricorrere alla Cassazione.

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POPOLAREDIVICENZA. Aisoci sottoscrittori un “premiofedeltà”

Il Consiglio di amministrazione della Banca Popolare di Vicenza riunitosi ieri ha deliberato di procedere a un aumento di capitale fino a un controvalore di 253 milioni di euro e alla contestuale emissione di obbligazioni convertibili (della durata di 5 anni) di altri 253 milioni nominali con facoltà di rimborso anticipato. Le azioni e le obbligazioni convertibili - come riporta il comunicato emesso al termine della riunione - saranno offerte in opzione agli attuali azionisti nonché ai titolari del prestito obbligazionario convertibile 2009-2016 nel rapporto di una azione e una obbligazione ogni 20 azioni dete-

Comeobiettivo c’èquellodi rafforzarela patrimonializzazionedell’istituto dicreditoberico

nute o spettanti in caso di conversione del Prestito obbligazionario convertibile già in essere. Le stesse dovranno essere sottoscritte pro-quota in un pacchetto inscindibile nella stessa misura di azioni e obbligazioni. Ai sottoscrittori dell’ aumento sarà riconosciuto un “premio fedeltà” pari al 20% dell’ammontare delle azioni sottoscritte (corrispondente a una nuova azione da assegnarsi gratuitamente ogni 5 sottoscritte) qualora i medesimi non vendano quelle sottoscritte e quelle già detenute alla data di assegnazione per un periodo di almeno 24 mesi. Le obbligazioni convertibili in azioni Banca Popolare di Vicenza prevedono la facoltà da parte dell’istituto di credito di rimborsare anticipatamente il prestito in azioni e (oppure) in contanti. Nel qual caso sarà riconosciuto altresì un premio del 10% in azioni della banca per la parte convertita in azioni. Con tale operazione Banca Popolare di Vicenza aumenta ulteriormente il pro-

prio patrimonio anche al fine di proseguire nell’azione di un significativo sostegno per la crescita delle famiglie e delle imprese. Il Consiglio di amministrazione ha deliberato inoltre di procedere a un’iniziativa diretta all’ampliamento della base sociale da realizzarsi attraverso un aumento di capitale ordinario fino a un massimo di 100 milioni di euro che consenta esclusivamente la sottoscrizione di 100 azioni della banca, quantità prevista dallo statuto sociale per richiedere l’ammissione a socio. L’aumento di capitale è accompagnato dalla possibilità per il nuovo socio di richiedere un finanziamento finalizzato alla sottoscrizione delle azioni in conformità a quanto disposto dal codice civile. E proprio in virtù di questo, è stata prevista al secondo punto dell’ordine del giorno della prossima assemblea dei soci convocata per il 26 aprile in prima convocazione e per il 27 in seconda convocazione,

AFFARICONL’INDIA.Unseminario

LostudiolegaleGianni-Origoni&Partnerspresentadomanialle 9.30avillaBonollo-Anti,stradasStataleperVerona6,unseminarioconespertisullosviluppodelleaziendeitalianeinIndia.

DOMANIEVENERDÌ. Sirieleggonoi vertici

BpVi delibera nuovi aumenti dicapitale sociale IlCda:offerteai sociazioni per253milioni eobbligazioniconvertibili peraltri253 milioni Ulteriori100 milionisono riservati anuovi soci

Mercoledì 17 Aprile 2013

LaCislacongresso «Dobbiamosalvare ilmanifatturiero» Porto: «Ci sono tre Veneti Uno avanza. l’altro resiste, il terzo crolla: per ciascuno servono patti su misura» VENEZIA

L’assemblea 2012 deisocidellaBanca popolaredi Vicenza “l’autorizzazione, ai sensi dell’articolo 2358 del codice civile, per la sottoscrizione da parte dei nuovi soci della quantità minima di azioni prevista dallo statuto sociale per richiedere l’ammissione a socio con 100 azioni mediante finanziamento con rimborsi rateali”. Le operazioni saranno avviate dopo l’ottenimento delle previste autorizzazioni delle Autorità di vigilanza competenti. Banca Popolare di Vicenza, che possiede già un ottimo indice di patrimonializzazione pari all’8,2%, con le operazioni deliberate ieri nel corso della riunione del Consiglio di amministrazione, punta (in due successivi passaggi) a raggiungere un coefficiente pari al 10%. Valore che porterebbe l’istituto di credito presieduto da Gianni Zonin in linea con le best practice messe in campo dai più importanti enti creditizi nazionali ed esteri. L’obiettivo è infatti quello di sviluppare il ruolo commerciale della banca. • M.B.

L’assemblea IL27 APRILE TUTTIINFIERA Laprossimaassemblea deisoci dellaBanca Popolare di Vicenzal’annoscorsohanno segnatoun aumentodel 9%superando cosìle 70 milaunità -è convocata sabato27aprilealle9al Centrocongressi della Fieradi Vicenza.In quella occasionecomenoto sarà votato ilbilancio 2012 approvato dalconsiglio di amministrazioneesarannoelettisei consiglieri. L’istituto dicredito berico hachiuso l’annocon un utilenettodi 100milioni dieuro, increscita del 6,5%rispetto all’esercizio 2011.Il dividendoriservato aisoci èdi 0,50euro, corrispostocash,mentre restainalteratoil valore dell’azionea 62,5euro. •

Salvare il manifatturiero: è la priorità indicata da Franca Porto, segretaria generale della Cisl del Veneto che domani e venerdì terrà il suo 11˚ congresso regionale al Move Hotel di Mogliano Veneto (Tv). La Cisl, come noto, è la prima organizzazione sindacale veneta con 430.153 tesserati, di cui 223.320 lavoratori e 206.833 pensionati. «Oggi esistono tre “veneti” - spiega la Porto -: il primo è quello dell’eccellenza sia pubblica che di mercato, delle grandi aziende e delle pmi vocate all’internazionalizzazione che competono sui mercati globali. Il secondo è quello che resiste e il cui destino è legato alla ripresa della domanda interna. Il terzo è il Veneto che frana. Con ciascuno di questi tre, diversi, “Veneti” vanno discussi e concertati patti su misura, che diano seguito ai provvedimenti del "Patto per lo sviluppo in Veneto”, sottoscritto ormai un anno fa da associazioni di categoria, parti sociali e istituzioni e presentato dal presidente Zaia lo scorso maggio. Un accordo che segnava un punto di partenza, non certo di arrivo». “Il lavoro è vita, lo sai” è il tito-

MERCATI. Incontro perincentivare l’export

Nardinie Allegrini inauguranola rotta commercialerussa

Condannati ad eccellere. Il Congresso internazionale di Lean Management che non potete permettervi di perdere

4 – 5 Giugno 2013 Darmstadt, Germania

Ipartecipanti all’incontronella sede dellaNardini Dr. Jeffrey K. Liker Lean Expert

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Presidente

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Incentivare gli scambi commerciali tra aziende italiane e russe. È lo scopo dell’incontro che si è tenuto ieri tra le ditte Nardini di Bassano e Allegrini di Verona e una delegazione di autorità provenienti dalla Russia. Alle “Bolle” di Nardini, i rispettivi patron delle aziende, Antonio Nardini e Marilisa Allegrini, hanno accolto il direttore dell'istituto poligrafico russo Arkady Trachuk e il vicepresidente della Banca centrale di Russia Georgy Luntovskiy. A tessere le fila dell'incontro, l'assessore regionale Elena Donazzan e il direttore

dell'ufficio moscovita del Banco Popolare di Verona, Maurizio Zucchetti. Proprio Zucchetti è l'artefice di questo primo contatto tra Governo russo e imprese italiane, in quanto il suo compito a Mosca è sostenere le esportazioni delle aziende italiane. La Allegrini, in particolare, lavora con il mercato russo già da due anni, ma presto è probabile che pure Nardini cercherà di addentrarsi in questo territorio. «Il mercato russo è aperto alle imprese italiane - ha detto Zucchetti - Il volume delle esportazioni è già notevole, ma è destinato a crescere perché i russi guardano con favore al made in Italy». •

FrancaPorto,segretaria Cisl lo scelto per l’assemblea, che riunirà 407 delegati ed eleggerà il Consiglio generale regionale, chiamato a governare l’organizzazione nei prossimi quattro anni e nella sua prima convocazione, in calendario venerdì, a esprimere segreteria e segretario generale (come noto Franca Porto è ricandidata). In risposta alla recente proposta di patto sindacoimprese lanciato dal presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, Franca Porto incentrerà la sua relazione introduttiva di giovedì sull’importanza della contrattazione per salvare le imprese e il Paese. La giornata conclusiva di venerdì vedrà la presenza del segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni. La Cisl veneta è chiamata a leggere la crisi «senza nostalgie né nuovismi, ma decisamente cambiando i termini in cui siamo abituati a negoziare lo sviluppo, a tutelare i nostri associati e a batterci per redistribuire la ricchezza e ridurre le disuguaglianze». •

MOBILI. Dittadi Rosà

ArteBrotto Nientecolla elucidatura ecologica Il mercato italiano del mobile è in flessione ma non per Arte Brotto, l’azienda di Cusinati di Rosà, nella zona d’arte del bassanese, grazie a una linea ecologica, brevettata, che punta non solo sulla robustezza del mobile, sul legno massiccio di noce americano, sullo stile e sul target piuttosto alto ma anche, e soprattutto, da un sistema brevettato di aggancio della componentistica. Un assemblaggio che, attraverso un incastro innovativo, ha fatto scomparire l’uso di qualsiasi tipo di colla, la riduzione della ferramenta e una lucidatura “ecologica”. «Riusciamo a seguire tutta la filiera del mobile», dice Silvia Brotto, amministratore dell’azienda di famiglia, «dalla scelta del tronco alla spedizione e questo garantisce qualità e controllo costante. Tutta la nostra ricerca ci permette di avere una clientela fidelizzata, a cui piace il nostro prodotto e questo ci consente prospettive future interessanti. Quanto all’estero, dove vendiamo il 55% dei nostri mobili, con particolare riguardo all’est europeo, vorremmo allargare i nostri attuali mercati». • G.N.


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IL GIORNALE DI VICENZA

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CRONACADIVICENZA

«Ztlpart-time» Candidatidivisi sulleautoincentro DalLagochiede dirivitalizzareil cuoredella città consentendolacircolazionedalle 18alle 23 Variati replica:«Servonopersone nonveicoli» Sarà per il nome, centro, ma inevitabilmente i botta e risposta della campagna elettorale si concentrano sempre lì: nel cuore della città. Dopo le prime schermaglie dei giorni scorsi, con lo scambio di battute a distanza tra Achille Variati e Liliana Zaltron, a gettare benzina sul fuoco è Manuela Dal Lago, che si presenta con una nuova proposta: «Apriamo il centro storico alle auto dopo le 18».

18, per esempio, possiamo permettere agli automobilisti di percorre le strade che si trovano accanto al Duomo oppure vicino alle banche». Dal Lago ammette di aver preso spunto da «Roma, dove di sera, così come accade anche a Padova, non ci sono i blocchi che invece sono presenti durante il giorno». Tra le motivazioni che la spingono ad aprire i varchi serali c’è anche la «sicurezza. Lavoratori e residenti, dopo le 18, soprattutto di inverno hanno timore a percorrere alcune vie da soli».

ELIMINARELAZTL.L’idea è quella di istituire una Ztl part-time. Il tutto partendo da una considerazione: «Dobbiamo permettere ai vicentini di partecipare alla vita del centro». Secondo la candidata sindaco «non si può lasciare morire il cuore della città» e per consentire una nuova vitalità è necessario «eliminare la zona a traffico limitato di sera. Dopo le

AL MITTENTE. La proposta dell’ex deputata del Carroccio non fa tempo a circolare, per restare in tema di mobilità, che viene bocciata dal primo cittadino. Variati la definisce una «tesi vecchia, sulla quale non sta lavorando più nessuno. Non ha alcun senso eliminare la Ztl dalle 18 in poi, in caso va ampliata. Non dobbiamo riempire il centro con le au-

Iparcheggi costanotroppo Sembradiessere aVeneziaecosì nonvabene MANUELADALLAGO CANDIDATACENTRODESTRA

Lazona vietata alleautomobili nonvaristretta maallargata ACHILLEVARIATI SINDACO DIVICENZA

tomobili ma con le persone. Servono iniziative, non c’è bisogno di maggior traffico». PARCHEGGI BOLLENTI. Altra questione, però, sono i parcheggi. Un argomento che si annuncia scottante in vista delle elezioni amministrative. Già nei mesi scorsi è stato servito l’antipasto, con il botta e risposta tra consiglieri, Amministrazione e attività; adesso arriva la portata principale. Nella mattinata di ieri Manuela Dal Lago si è presentata davanti al parchimetro di piazza delle Erbe, protestando contro il «costo eccessivamente elevato della sosta: 2,50 euro per restare qui un’ora sono troppi. Non va bene così. È come essere a Venezia. Bisogna ridurre le tariffe, perché comunque molti utilizzano l’automobile per arrivare in centro. Si può pensare a una agevolazione per chi fa acquisti in centro». L’INCONTRO. La sosta è stato uno dei problemi sollevati anche dai commercianti durante l’incontro con il primo cittadino ai chiostri di Santa Corona. «Nessuno dei comitati presenti - commenta Variati - ha detto “avanti con le auto”. Allo stesso tempo, però, mi hanno chiesto di non ridurre i parcheggi. Giusto. Ovviamente anche io mi pongo questo problema. Ma credo che la risposta vada trovata anche nella qualità dei negozi presenti». •

PRIVATE BANKING

MOVIMENTO5 STELLE Lacandidatasindaco LilianaZaltronha già anticipatoche unodei punticardine dellapropria campagnaelettorale è la «pedonalizzazione»e la rivitalizzazionedel centro storico.Leparoled’ordine (menotraffico) sonostate affermateintantissime occasione,affiancateda mobilitàsostenibilee salvaguardia dell’ambiente. INCONTRO I5 stelle hanno spiegatole loromotivazioninel programmae l’hanno ribaditoanche nelcorso delleultime assemblee andatainscena neigiorni scorsi,con tantodi immaginia supporto. SecondoZaltron«laZtl va allargataconnuovi parcheggie sistemidi comunicazionecomeil peoplemover, una sorta di telefericachedallostadio eda ponteAlto porterebbeinpoche minutilepersone incentro città,liberandodi auto e trafficole zone attraversate». Ildibattitosulla Ztl accendela campagnaelettorale edivide i candidati sindaco

LEREAZIONI. Ivariaspirantisindaci partecipano alla discussione

«Iltrafficoserale è inutile Bisognaaiutareinegozi» FONDI Ideeche secondoi grillini sono«fattibili e realizzabiligrazie ai finanziamentieuropei». «Sappiamobenecheil trafficonon giova assolutamenteal commercio,anzi, lo soffoca».Ogni singolo puntodelprogramma a 5 stelle«è statomesse in retegiàda ottobreed è statocopiato daaltri». Tra ipuntiecco l’idea di eliminareil parcheggioin piazzaMatteotti, dando cosìossigenoa palazzo Chiericatie a tuttalazona chefa daingresso principalealcentro. • © RIPRODUZIONERISERVATA

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La ricetta di Sorrentino «Servono attività aperte anche dopo le 19.30» Cicero riordina la sosta Il dibattito non poteva che scaldare gli animi dei protagonisti scesi in campo per la sfida elettorale. Tante le posizioni ma tutti si dicono «contrari all’apertura della Ztl di sera». AIUTIAMOINEGOZI.Valerio Sorrentino non ha dubbi: «Non credo che il problema del centro storico sia il traffico serale. Fino a due anni fa non c’era la Ztl e non c’era tanta più gente che frequentava il centro storico. Dunque, le automobili non c’entrano nulla». La soluzione, secondo il candidato sinda-

SecondoSorrentino servononegozi di qualitàe aperti di sera

ILPUNTO. Nel Carroccio calanoi voti e gliiscritti, alverticeèguerratra tosianie anti-tosiani

Lega,laguerra delleoligarchie Zaia invoca i “saggi”, ma la base si sgonfia. E i “duri e puri” non si riconoscono nel centrodestra di Tosi Marco Scorzato

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LAPOLEMICA. Lacampagna elettorale s’infiamma sulla mobilità

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Ilproverbio

“Saggi”, ultimi dei. Quando resta poco più che la speranza per salvare l’arca dal diluvio, va di moda affidare il timone ai cosiddetti “saggi”: figure autorevoli, meglio se competenti, che sappiano unire perché a dividere sono bravi in troppi. Lo fa il presidente Napolitano per tirare l’Italia fuori dal gua-

do della paralisi governativa; e ora lo pensa Luca Zaia, governatore del Veneto, per superare le guerre interne che stanno dilaniando la Lega nord. In un’intervista al Corriere, Zaia ha lanciato l’appello per un conclave padano. Si farà? Servirà? Tempo al tempo. C’è comunque, fin d’ora, qualcosa da chiarire. La cronaca di questi giorni si affida a concetti e categorie non sempre azzeccati. Si dice di una guerra tra maroniani e bossiani. Vero? Solo in parte. Se in Lombardia queste etichette rispecchiano un’effettiva appartenenza di colonnelli e militanti pada-

ni, in Veneto la storia è più complessa. Oggi sono più appropriate le distinzioni “in negativo”: qui la Lega è fatta di tosiani e anti-tosiani. Da un lato la truppa che crede nel nuovo corso, per convinzione od opportunismo; dall’altro chi non sposa la linea, giudicandola poco ortodossa, del segretario veneto Flavio Tosi. Uno che quando la Lega si metteva all’opposizione di Monti rispolverando - anche solo per slogan - la parola “indipendenza”, si ostinava a predicare il più tenue federalismo. Uno che, dai leghisti duri e puri, è visto come un “estraneo” cui

viene addebitato un passato a destra (estrema) e un presente a destra (liberale) che non è proprio il marchio padano. La Lega è (stato) un partito trasversale, ha raccolto i consensi delle partite Iva e degli operai iscritti alla Cgil. Ha intercettato il malessere di un Veneto che cresceva, ha disegnato proposte - o illusioni via via diverse, dall’indipendenza alla devolution al federalismo fiscale e, ora, alla macroregione. Ha entusiasmato e poi deluso parte dei suoi elettori. Oggi il Veneto non cresce più e la Lega perde voti e iscritti. In questo scenario succede


Mercoledì 17 Aprile 2013

SantiePatroni delgiorno

Roberto di Turlande detto La-ChaiseDieu(mortonel1067)abatebenedettino voleva condurre una vita più austera di quella prevista dalle regole e perciò decise di fare l’eremita penitente. A Brioude,

dove si era sistemato, si trovò tutt’altro chesolo:moltiattrattidallafamadisantità cominciarono a far vita comune con lui chefu"costretto"acostruireungrappolo di case chiamato La-Chaise-Dieu (la casa

di Dio). Viene festeggiato oggi come da chi non vuole essere investito dalle macchine. San Mappalico cartaginese martirizzato nel 250 impedisce invece di venirecolpiti dalleinsolazioni.

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Dialettando Disgrazia:"Novoler saverghene de disgrazie" significadarsi allabella vita

epuò essere tradotto in "attaccareipensierialla campanelladell’uscio".

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IL GIORNALE DI VICENZA

Autogemelli Vicenza Autogemelli Bassano Autogemelli Zanè

ILCASOALL’OMBRADELLA BASILICA. L’evento “StartUp” in programmail 5e 6lugliocontinua afar discutere:spunta l’ipotesitrasferimento

Ilfestivalinpiazza scaldaildibattito L’Amministrazionenonscioglie leriservee continuagli incontri Ilcomitatosi dicefavorevole DalLagodà ilsuoappoggio

co, deve passare per «una maggiore sicurezza» e una «rivitalizzazione di alcune aree, come ad esempio Campo Marzo, dove passano le automobili». L’ultima carta da giocare è quella dei negozi: «Devono rimanere aperti anche di sera. E l’Amministrazione deve incentivarli». I PARCHEGGI. Claudio Cicero concorda con l’ex collega («La Ztl deve rimanere così com’è: è un falso problema. Aprire la sera non aiuta la sosta ma solamente il transito») ma allo stesso tempo porta la sua ricetta: «Dobbiamo portare a termine il progetto per completare il park Canove - afferma con il raddoppio che porterebbe a creare 450 posti. In questo modo andiamo a eliminare gli stalli in piazza delle Erbe e in piazza Matteotti, come ho sempre ribadito. Inoltre, il quadrante si completerebbe con il nuovo parcheggio all’Eretenio». • NI.NE. © RIPRODUZIONERISERVATA

che, impropriamente, si definisca bossiano chi mai lo è stato. Vicenza fa scuola. Due anni fa il congresso provinciale consegnava un partito spaccato in tre: un terzo dei voti - il 40% al ballottaggio - lo raggranellò il candidato dei “rottamatori”, Roberto Grande. Ponevano la questione del ricambio della classe dirigente, una “questione morale” all’apparato leghista, prima dei diamanti di Belsito. Qualcuno dei ribelli, come Davide Lovat, finì espulso. Altri acquietati. Chiedevano un ritorno allo spirito popolare del movimento: cambiamento, ma non “alla Tosi”, semmai “alla Lega delle origini”. Oggi quest’anima leghista che è “per natura” anti-tosiana viene, ironia della sorte, catalogata tra i bossiani, come fosse un tutt’uno con l’appara-

LEMOTIVAZIONI.Come già anticipato le motivazioni ufficiali non sono chiare. Secondo quanto affermato dall’assessore allo sviluppo economico Tommaso Ruggeri «è necessario fare i conti con le attività che sono presenti nell’area e che hanno i plateatici». Tre in particolare sono i locali che, secondo il progetto presentato dal Comune proprio la scorsa settimana, tra pochi giorni sistemeranno tavolini e sedie: Furai, Little Italy e Grottino. Proprio il proprietario del bar che si trova accanto alle scalette ha alzato la voce nei giorni scorsi. «Non c’è stata la collaborazione con il Comune. Non mi hanno mai detto nulla». TRA BAR. Moreno Nicoletti ha ribadito all’Amministrazione le proprie perplessità. Premette di «non essere contrario alla festa, anzi. Servono queste attività svolte dai giovani» ma allo stesso tempo chiede di «non dover rinunciare al plateatico. Già durante il restauro della Basilica ho sofferto e ho

Ilsindacoattende «Èun’iniziativa importante perchériguarda l’artemaserve altrotempo»

comunque pagato per mettere dei tavoli e delle sedie fuori. Adesso credo che si possa arrivare a un compromesso». La soluzione secondo il proprietario del Grottino è chiara: «Si può spostare il tutto in piazza dei Signori. Io do la mia disponibilità. Ringrazio anche gli organizzatori che sono venuti a parlare con me, ma l’Amministrazione non ha collaborato in tutto ciò». E COMITATI. L’associazione “Piazza delle Erbe” ribadisce quanto detto da Nicoletti («Non siamo stati informati dal Comune») ma non si dice contraria alla festa: «Certo commenta il presidente Giovanni Ferracina - non abbiamo contribuito alla sua realizzazione e avremmo preferito una collaborazione, ma non siamo contrari a prescindere». DAL COMUNE. Le prossime sono ore decisive. Dall’Amministrazione per il momento non arriva alcuna comunicazione. Le bocche sono cucite. A testimonianza di come la situazione sia in fase di evoluzione. Gli incontri con commercianti, attività e organizzatori sono continuati anche nella giornata di ieri. E mentre trapela la possibilità di trasferire il tutto in piazza dei Signori il primo cittadino Achille Variati si limita a dire che «deciderà in giunta» precisando però «che una soluzione si può trovare visto che si parla di arte. Servono iniziative per tenere vivo il centro storico». IL DIBATTITO. L’argomento intanto è di attualità. Tanto che la stessa Manuela Dal Lago, ieri mattina, in occasione di un sopralluogo per mettere in evidenza l’eccessivo costo dei parcheggi ha specificato che «il festival di musica e arte in piazza delle Erbe si deve fare. Rientra in quelle iniziative a favore del cuore della città». • NI.NE.

Inpiazza delle Erbeè atteso ilfestivaldi musica e arteinternazionaleper il5e 6lugliopromosso dal Comune

Versoil Quirinale LACANDIDATURA Qualecandidatoperil Quirinale?Manuela Dal Lago.L’investitura èdel segretariofederaledel CarroccioRobertoMaroni cheha datoaisuoi precise indicazionidi votoper quantoriguarda i primitre giri:bisognerà fare ilnome dellavicentina. Sarà quindilei il candidatodi bandiera. LEGA Nelfrattempo ladiretta interessataè tornataa parlaredella Lega. «Io non c’eroa Noventa Padovana, mase èvero, come mi dicono,chequalcuno è statoespulso perun fischio,misembraun tantinoesagerato. Ora è importanteritrovare l’armonia.Eprima di tutto bisognaparlarsi». • © RIPRODUZIONERISERVATA

© RIPRODUZIONERISERVATA

LucaZaia eFlavio Tosi,due volti dellaLega chelottaal suointerno

to che contestava. Troppo sbrigativo. Ancora una volta le etichette raccontano solo la storia dei leader («Penso sia fisiologico che in ogni struttura organizzata ci possa anche essere un rapporto antagonistico tra i vertici», dice Zaia), ma non quella della base. Peccato che in basso ci sia la materia prima della politica: i voti. Gli anti-tosiani chiedono un congresso a 10 mesi da quello che ha incoronato Tosi; il segretario risponde a suon di espulsioni. Potrebbe finire con una clamorosa scissione, come molti scontri tra oligarchie. C’è da chiedersi quanto tutto ciò scaldi i cuori dei veneti che votavano Lega. Forse, per capire perché sotto alla guerra tra i generali si sono diradate le truppe, non servono tanti saggi. • © RIPRODUZIONERISERVATA

Dopol’esclusionedel consigliere

ListaPd,“lite”adistanza traGuaitieFormisano «Variati eil Pdnonvogliono consiglierecomunali liberima solodellepedine compiacenti chealzinoinsilenzio la mano e approvinotuttociò chefa l’amministrazione». SandroGuaiti,dopoi primi commentiinsordina,alzail tonoepolemizza per ilfattodi nonesserestato ricandidato nelPd. Dicediessere stato esclusoperché«scomodo». «Si dicecheavrei presentato “troppeinterrogazioni”equindi “hodisturbatoil manovratore”: questacriticaèinaccettabile perchéilruolo diconsiglieremi imponeditrasmettere al sindacotutte le problematiche chevengonodai cittadini».Con questeargomentazioni,dopo l’esclusione,Guaiti haraccolto 300firme sotto un appellodal titolo:«Variatihabisognodi

IbanchidelPdin SalaBernarda chierichetti,non diconsiglieri». Eccoallora che, a distanza,via Facebook,gli replicaFederico Formisano, capogruppoPd. Si firmaironicamente“ilcapo dei chierichetti”:«SandroGuaiti èuna brava personaed ionon voglio fare polemicacon lui. Machi si permettediusarele sue paroleo il suopersonale tormento èuna personachenon meritail mio rispetto».Equi il riferimentoèal

Movimento5 stellecheha attaccatolacoalizione variantiana peril “caso Guaiti” .Formisano puntualizzaalcunequestioni: «Se unconsiglierepresenta cento interrogazionipuò darefastidio a chideverispondergli masta facendo ilsuo ruolo inpieno.Ma nonèquestochesi imputaa Guaiti.Il problemaèun altro: capirefino ache punto l’indipendenzadi unconsigliere puòspingersi».Formisano ricorda l’importanzadellagovernabilitàe dell’appartenzanaaduna maggioranza:«Nelcorso diun mandatounconsigliere è chiamatoa condividere alcune decisionistrategiche importanti». Ericordache sullasceltadi far uscireAim dalla gestione “in house”Guaiti sièastenuto, esiè assunto«la responsabilitàdiuna decisionegrave», cosìcome quandoha«abbandonato» il consigliocomunale quando si rinnovava la fiduciaal presidente dell’Ipab«vittimadiun attacco politicoinaudito». Econclude: «Nonèunaquestionedi chierichettio discaldabanchi.È una questionediresponsabilità». M.SC. © RIPRODUZIONERISERVATA

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Si scalda l’atmosfera in piazza delle Erbe. Mentre continuano i botta e risposta sulla questione parcheggio, la giunta sarà chiamata oggi a prendere la decisione definitiva sul festival “Start Up”. Via libera o trasferimento? La domanda non dovrebbe nemmeno porsi, considerato che l’esecutivo di palazzo Trissino ha già dato l’ok a novembre, ma negli ultimi giorni sembra che l’Amministrazione sia tornata sui suoi passi. E tra un incontro e l’altro spunta anche l’ipotesi di piazza dei Signori.


14 Cronaca

IL GIORNALE DI VICENZA Mercoledì 17 Aprile 2013

SERVIZIPUBBLICI/1. Doposettimanedi lavoroi confederaliieri hannosancito l’intesaconComune e societàmunicipalizzatadopo ladecisione dell’uscita dall’in house

Sindacatie Aim, patto salva-occupazione Cgil,Cisle Uilhannoottenuto anchediessereconsultati sullegared’appalto esui piani industrialidelle controllate Cristina Giacomuzzo La scelta politica è stata confermata dal Consiglio comunale il 26 marzo: Aim esce dall’in house. Si è iniziato così a scrivere un nuovo capitolo della storia della municipalizzata. E fin dalle prime righe i sindacati, Cgil, Cisl e Uil, hanno voluto essere protagonisti insieme al Comune, cioè la proprietà, e all’azienda. Dopo settimane di lavoro, lunedì sera è stato sottoscritto un protocollo d’intesa che ha tre punti cardine. Il primo. Non sarà privatizzazione. Il secondo. Tutela dei lavoratori e dell’utenza. Terzo punto, e il più innovativo, il rapporto di scambio tra sindacati e società sia per quanto riguarda le gare d’appalto che i piani industriali delle singole controllate. Si dicono soddisfatti i segretari generali di Cisl, Gianfranco Refosco, della Uil, Maria Grazia Chisin, e della Cigl,

Oraleassemblee deisingoli comparti affronteranno lesingole problematiche

che si deve restare legati alla territorialità per mantenere un servizio di qualità. Per centrare questi obiettivi la sfida è tutta imprenditoriale. Noi abbiamo fatto la nostra parte riuscendo a blindare l’occupazione inserendo clausole sociali che salvaguardino l’occupazione in caso di perdita della gara. Si apre a mobilità interna e a formazione continua per riuscire a garantire comunque continuità lavorativa».

Marina Bergamin. Ed è quest’ultima a lanciare l’idea: «Si costituisca, come avviene per Acque Vicentine, un organismo di rappresentanza dei portatori di interesse che controlli la mission di Aim». LA SVOLTA. Con il via libera in Consiglio comunale, il Comune ha fatto entrare Aim (la holding e le cinque controllate) in un’universo di norme, ma anche possibilità, nuove. Questo significa concretamente poter affrontare le gare: il settore del gas sarà il primo interessato, fra un anno. Per Aim Mobilità si ipotizza il 2019, per Valore Ambiente il 2025 e per Valore Città resta l’incertezza tra il 2019 o il 2025, a seconda delle interpretazioni. Come sottolinea Refosco «con questa scelta la sfida è immediata, anche se la gara può per alcuni non essere vicinissima - dichiara -. Si aprono nuove potenzialità: uscire dai confini territoriali e ampliare servizi può significare sviluppo. È il caso, in particolare, di Valore Città». LA DIFESA. Ma la decisione politica comporta anche dei rischi, come ha sintetizzato Bergamin: «Di nanismo si muore e la strada da percorrere è quella di crescere per non essere schiacciati, fermo restando

Lasede diAimin contràPedemuroSanBiagio. ARCHIVIO

Ilnododel trasporto pubblico LASVEGLIA Cgil,Cisle Uil ierihanno voluto lanciare un appello allaProvinciaproprietaria di Ftv.«Sappiamo benecheil serviziourbanoha caratteristicheecosti diversi

dall’extraurbano, ma sideve portarea terminela fusione traAim eFtv senonsi vuole morire.Per questoabbiamo chiestounincontro conil commissariodella Provincia AttilioSchnek». •

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SERVIZIPUBBLICI/2. C’èun numero verdeper prenotarelo smaltimento di rifiutiingombranti

Bastaunatelefonata gratuita perliberarsidel vecchiofrigo Confermatalacollaborazione con lacooperativasocialeInsieme Laura Pilastro Gratuito, conveniente ed ecologico. D'ora in poi con una comodità in più: un numero verde per prenotare senza spese lo smaltimento del vecchio divano, della cucina da buttare o del frigorifero guasto. I vicentini promuovono il servizio di ritiro a domicilio dei rifiuti ingombranti che Aim Ambiente ha attivato in collaborazione con la Cooperativa Insieme. Secondo i dati diffusi ieri mattina dalla società di igiene ambientale, alla presenza del suo amministratore unico Maria Menin, del direttore generale Aim Dario Vianello e dell' assessore comunale all'ambiente Antonio Dalla Pozza, lo scorso anno sono stati 2.795 i ritiri per un totale di 322 tonnellate di materiale. Se si eccettua una leggera flessione rispetto al 2011 («del tutto fisiologica e legata forse alla tendenza al riuso in tempi di crisi», precisano i diretti interessati), il servizio ha avuto un buon riscontro da parte degli utenti. Tanto da convincere l'azienda di contrà Pedemuro San Biagio a confermarlo anche per il biennio 2013-2014 affidandolo, attraverso una nuova gara d'appalto, alla cooperativa sociale Insieme che già lo

Vianello,Meninedalla Pozzaspieganoi dettaglidel servizio

Lacifra

2.795

IRITIRI DIRIFIUTI INGOMBRANTINEL 2012

Secondoidati diffusiieri daAim Ambiente,l’anno scorsoi vicentinihanno chiestoquasi 2.800ritiri di rifiutiingombrantiper un totaledi322 tonnellate di materiale.Il servizioha avutoun buonriscontro da partee Aim loha confermatoper un biennio.

IL CONFRONTO. Non solo. I sindacati hanno puntato molto sulla trasparenza e sul confronto. «Siamo tra i primi ad aver ottenuto la possibilità di una consultazione preventiva in caso di bando di gara per l’affidamento esterno dei servizi che vale sia per l’holding che per le controllate in modo tale da evitare il massimo ribasso e si garantisca legalità, attenzione all’ambiente ed economicità - sottolinea Chisin -. E questo vale anche per i piani industriali delle singole controllate che saranno oggetto di confronto annuale con particolare riferimento a strategie d’impresa e andamento occupazionale». Infine, i sindacati hanno ottenuto garanzie sull’attenzione al territorio facendo in modo che l’azienda continui ad offrire tariffe sociali alle fasce più deboli. Ora i sindacati presenteranno l’accordo in assemblea nei singoli comparti, dove si dovranno definire, capitolo per capitolo, i prossimi passi perché ciascun settore ha problematiche e sfide diverse da affrontare. •

gestiva per conto di Aim fin dal 1999. Stavolta con una novità in più: le prenotazioni avvengono attraverso il numero gratuito 800.748746. Chiamando da martedì a venerdì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19, è possibile prenotare un ritiro a domicilio di un rifiuto solido urbano ingombrante. «È un servizio in continua crescita - dichiara Vianello creato allo scopo di dare precise risposte alla città che già ci rende orgogliosi per un altro dato. Quello relativo alla percentuale di raccolta differenziata che a fine anno si calcola possa arrivare attorno al 70 per cento». E il valore ambien-

tale si sposa con quello sociale, aggiunge Menin: «Affidando il lavoro alla cooperativa Insieme sosteniamo e incentiviamo percorsi di inserimento lavorativo di persone che si trovano in difficoltà». «Un servizio come questo afferma Dalla Pozza - si inserisce in quel percorso che porterà presto a realizzare il progetto del parco ecocivico nel quartiere di San Pio X, già inserito nel piano finanziario del 2013». Le regole per il ritiro dei rifiuti ingombranti rimangono le stesse, hanno spiegato i due soci della cooperativa Insieme, Francesco Maule e Davide Mattiazzi: il servizio è riservato alle utenze domestiche e ai residenti del Comune di Vicenza che possono richiedere il ritiro di massimo 5 pezzi per volta, per un totale di 20 pezzi l'anno, con un intervento ogni trimestre. Al momento della telefonata, occorre fornire alla segreteria anche il proprio codice cliente stampato sulla bolletta. A partire dalla chiamata l'intervento viene effettuato al massimo in una quindicina di giorni. Rimane possibile consegnare i rifiuti ingombranti, sempre gratuitamente, anche nei tre centri di raccolta di Aim. • © RIPRODUZIONERISERVATA

Variati:«Non saràprivatizzazione»

Colla:«Sicresceuscendo daiconfinicomunali» Ilcambiamento implicadei rischi,ma anchecrescita.Così l’amministratoreunico diAim Holding,Paolo Colla, commental’accordocoi sindacati:«Ilprotocollod’intesa chiudeil cerchiodella complessaoperazionedi uscita delgruppoAim dalla fasedi affidamentodirettoin esclusiva deiservizi pubblici locali.Gli affidamentiinessere verranno mantenutifino alla loronaturalescadenza, maciò nonimpedirà piùadAim di crescere,ancheattraverso integrazionicon altreaziende omologhe.L’apertura dinuove prospettivedisviluppo fuori dalbacino comunale e, soprattutto,fuoridal vincolo delPattodistabilità alquale le gestioni“in house”sono sottoposte,sarà condivisacon i rappresentantideilavoratoriin formapartecipata, pur nel rispettodei reciprociruoli, visti gliimpegni assuntidalla proprietàdi mantenereil controllopubblico delgruppoe dall’aziendadisalvaguardare l’occupazione.Nonsolo.C’è l’impegnoa favorirela riqualificazionedelpersonale attraversola formazione permanente,diproporre piani industrialibasati sull’efficientamentoesugli investimentinecessaria perseguirel’innovazione ela

ILCONVEGNO. Lunedìa villaCordellina

«Quelpaesaggio chefasplendere levillevenete» Lunedì 22 aprile a Villa Cordellina Lombardi, a Montecchio Maggiore, l’Istituto regionale ville venete dedica una giornata all’importanza del contesto paesaggistico in cui tali complessi architettonici sono inseriti. Con l’obiettivo di sensibilizzare gli enti pubblici per il loro rilancio e la loro valorizzazione. Uno studio, su incarico della Regione Veneto nell’ambito della stesura dei Piani paesaggistici d’area, è già stato realizzato dall’Irvv per la laguna veneta e il delta del Po, un altro partirà a breve sui colli Berici e il monte Baldo con un unico scopo: valutare il contesto paesaggistico, che assume un’importanza fondamentale per il rilancio e la tutela delle ville venete. «Vogliamo sensibilizzare gli enti del territorio, e in particolare i comuni, sull’importanza del paesaggio collegato al complesso architettonico - dice la presidente dell’Irvv, Giuliana Fontanella -. Il progetto di recupero delle ville assume un ulteriore valore economico e culturale se comune e comunità riusciranno a percepire come il contesto paesaggistico sia da tutelare. È un messaggio importante quello che la regione e l’istituto vogliono lanciare: attenzione al territorio, perché questo processo di tutela paesaggistica può rilanciare l’economia e quindi il turi-

smo di villa, gli aspetti culturali, enogastronomici, di benessere e salute. Il Veneto si ripensa quindi per rilanciare il proprio patrimonio». Per spiegare meglio la strada da percorrere e sensibilizzare gli enti pubblici quindi l’Irvv lunedì 22 aprile a Montecchio Maggiore presenterà lo studio già realizzato in alcune aree del Veneto ma porterà anche i partecipanti a visitare alcune ville venete del Vicentino. Il programma della giornata, organizzata dall’Irvv e dalla Regione Veneto, in collaborazione con la Provincia di Vicenza e il Comune di Montecchio Maggiore, prevede il ritrovo alle 14 a villa Cordellina Lombardi per una visita guidata alle ville dell’area berica e il convegno in villa alle 17.30. Tema della giornata “Le ville venete e il paesaggio: un’opportunità per il territorio. Un viaggio tra luoghi di valore». Sarà presente anche il vicepresidente della Regione Veneto, Marino Zorzato. Il focus sulla tutela paesaggistica verrà portato dagli interventi di Carlo Canato (Irvv), Davide Longhi (Iuav, Venezia), Josè Roberto Bavaresco (Provincia di Vicenza), Romeo Toffano e Maurizio De Gennaro (Regione Veneto) . Il convegno sarà anche l’occasione per presentare le attività di catalogazione e ricognizione dei contesti di villa. •

PaoloColla,Aim Holding costantecrescitadellaqualità, comeconfermanole periodiche indaginisulla “customer satisfaction”». Soddisfattoancheil sindaco, AchilleVariati,che hasottoscritto l’intesacomeproprietariodella società:«Ildocumento fungeràda garanziaper ilavoratorieper la cittàrelativamente all'uscita dall'inhouse diAim.Esuquesto precisiamosubito cheAim ele sue azienderimarrannosotto il controllototaledelComune. Il protocollospecifica, inoltre, che l'amministrazionecomunalesi impegnaadattivareun confronto preventivo con le partisocialisui contenutidelle concessioni previstea seguitodigara con l'obiettivo digarantire i lavoratori». •

VIABILITÀ. VialeDiaz

Nuovi pannelli rilevano lavelocità ma nientemulte Da alcune settimane sono stati installati in viale del Sole e in viale Diaz pannelli che rilevano e indicano la velocità con cui transitano i veicoli in loro corrispondenza. In viale Diaz ce n'è uno per ciascuna direzione di marcia; quello di viale del Sole invece è collocato tra la rotatoria dell' Albera e via Granatieri di Sardegna. Richiesti dai residenti, i pannelli hanno infatti una funzione deterrente rispetto alle elevate velocità con cui molti conducenti sono soliti transitare. Tuttavia non sono dispositivi dalle finalità sanzionatorie: non scattano foto ai veicoli e non richiedono preavvisi di rilevamento della velocità o della presenza della polizia locale. Semplicemente richiamano l'automobilista a prestare attenzione alla propria guida indicando sul pannello la velocità di percorrenza, dove è indicato il limite fissato a 50 chilometri orari. Tali pannelli sono inoltre dotati di funzioni aggiuntive di natura statistica utili per studi sulla viabilità, come la rilevazione del numero di veicoli in transito, la frequenza oraria e la media delle velocità. Pannelli simili, ma sempre senza funzioni sanzionatorie, sono in funzione da diversi anni in strada S. Antonino. • © RIPRODUZIONERISERVATA


Cronaca 15

IL GIORNALE DI VICENZA Mercoledì 17 Aprile 2013

RICERCA. Indaginepromossa dallaconsigliera diparità dellaProvincia

CONVEGNO. Oggiun incontroalMontagna

Ledonnee lacrisi «Lorolavorano ei maritia casa»

Lasede dell’istitutoMontagna dove oggi si terrà l’incontro. ARCHIVIO

Laqualitàascuola sipuòmisurare conil sistema Siqus

Alessandro Mognon L’hanno chiamata in modo un po’ difficile, “Doppia conciliazione nella crisi” che suona un po’ come una multa più salata delle altre. Ma in fondo è il tentativo di rispondere a una domanda semplice, cioè quelle che nessuno si fa: ma la crisi come ha pesato sulle donne che oltre a lavorare si occupano anche della famiglia? Per rispondere Grazia Chisin, consigliera per le pari opportunità della Provincia di Vicenza, ha promosso due ricerche: una sulla donna tra famiglia, lavoro e welfare in provincia di Vicenza e l’altra sulle differenze salariali tra uomini e donne. Il lavoro finale l’hanno presen-

Ilrammaricodi GraziaChisin: «Emergeanche chesonopiù penalizzatee menoretribuite»

tato ieri pomeriggio nella sede dell’università di viale Margherita. Oltre alla Chisin c’era Luca Romano, direttore del centro ricerche Local area network che ha curato la prima ricerca. Un breve saluto del presidente della Provincia Attilio Schneck, due parole dell’assessore allo sviluppo economico Tommaso Ruggeri. C’è il presidente della Confartigianato Vicenza Agostino Bonomo. «Oltre alle difficoltà a trovare lavoro, le donne hanno anche il problema del welfare - dice Ruggeri -. Bisogna lavorare di squadra per trovare soluzioni». Grazia Chisin, consigliera di parità dal 2010, spera che questa ricerca («È pioneristica in Italia») serva «per fare qualcosa di nuovo, sviluppare un welfare diverso». Il risultato? Che le donne resistono meglio alla crisi perché sono più flessibili (orari, mansioni). Che quelle occupate sono addirittura cresciute nel 2012 rispetto al 2007. Che sono anche meno pagate. Che però se continua così rischiano di tornare al passato, costrette

a restare a casa. E che proprio quel settore che le vede come prime utenti perché dovrebbe aiutarle a gestire figli e nonni, quello dei servizi al welfare, potrebbe anche diventare un’occasione di lavoro al femminile. «È vero, le donne hanno resistito meglio perché sono più flessibili - spiega Grazia Chisin - e accettano più facilmente modifiche sul lavoro. Per questo sono andate in crisi più tardi. Però emerge anche che sono più penalizzate e meno retribuite. Nel Vicentino però hanno saputo investire di più nel lavoro dei servizi alla persona, come l’infanzia e gli anziani. Settori che richiedono anche oggi manodopera e in particolare femminile». Ma questo non toglie che la donna, divisa tra lavoro e famiglia, debba affrontare probabilmente un maggior numero di problemi rispetto all’uomo. «Dobbiamo mettere assieme tutti i servizi che abbiamo a disposizione nel territorio - dice la consigliera di parità vicentina -. Come a Schio dove c’è un tavolo della famiglia o a Bassa-

L’Italia è tragli ultimiposti in Europaper numero didonne lavoratrici

Inumeri

0,9%

L’AUMENTONELVICENTINO DELL’OCCUPAZIONE “ROSA”

È ildatotrail 2007e il 2012main Italiala crescitaè stata superiore conun 3,2%.

40%

ÈIL TASSODI OCCUPAZIONE FEMMINILEA VICENZA

InItalia è al25˚posto mentrenelle primetre posizionici sonoBolzano, Modenae Parmaal50%.

no dove si discute di politiche della conciliazione. Là si pensa addirittura di creare un “polo dei servizi” in un quartiere. Qualche dato: manco a dirlo il tasso di occupazione è nettamente superiore nell’Europa del Nord Europa (Svezia, Danimarca, Paesi Bassi) mentre l’Italia viaggia sotto gli standard europei con Grecia e Spagna. Anche se l’occupazione al femminile, si diceva, è addirittura cresciuta in Italia (3,2% in più tra 2007 e 2012) ma meno nel Vicentino (+0,9%). Una curiosità: è quasi raddoppiato il numero di famiglie in cui è solo la donna a lavorare. Vicenza poi è la 25esima provincia in Italia per numero di donne occupate con il 40% (le prime tre sono Bolzano, Modena e Parma, tutte sul 50%). • © RIPRODUZIONERISERVATA

Unaseriediindicatoriutili avalutare l’efficienzagestionale Riflettori accesi sulla qualità nella gestione della scuola. L'appuntamento è oggi, dalle 15 alle 17, all’istituto Montagna per parlare del nuovo Siqus, ovvero del sistema che, attraverso una serie di indicatori, permette di valutare tutti i risultati raggiunti da ogni singola scuola di cui viene misurata l’efficienza. L'obiettivo del convegno, intitolato “Nuovo Siqus: qualità nella scuola, trasparenza e responsabilità”, lo spiega Vanna Santi, dirigente scolastica, preside fino a tre anni fa del “Montagna” dove il Siqus è stato applicato. «L'intento - dice - è quello di costruire un ponte tra la passata gestione del “Polo qualità” ed una nuova che spero possa realizzarsi, in un momento in cui l’applicativo può servire di supporto ad altri progetti, ve-

di Vales, Scuola in chiaro, Arof». Il seminario è realizzato dall'Usp in sintonia con le azioni di potenziamento della cultura della qualità e dell’autovalutazione promosse dal Comitato tecnico scientifico del Polo-Laboratorio di Vicenza, costituito in attuazione dell’accordo per la diffusione del progetto qualità nella scuola e prevede la presentazione del software applicativo Nuovo Siqus; il consolidamento e sviluppo dei rapporti di rete per attuare e implementare processi di autovalutazione misurabili e confrontabili. Tra i relatori Vanna Santi, Paola Marconi, Riccardo Larese Gortigo (Polo Qualità Vicenza), Gianna Miola (Usr), Annamaria Pretto (Usp Vicenza), Gianni Zen (Cts di Bassano). • AN.MA. © RIPRODUZIONERISERVATA

GX23172

«Resistonodipiù alladisoccupazione perchésono piùflessibili maservonoserviziperla famiglia»


rassegna 17-04-13