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Se il premier fa come Bearzot di GINO CAVALLO

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e per Parigi bastò una messa, per Roma servirà molto più di una giornata tra le mura di un'abbazia toscana. L'iniziativa di Enrico Letta di portare domenica in ritiro i suoi ministri, un suggerimento di una specialista in maxi-coalizioni come Angela Merkel (almeno ufficialmente, in realtà il modello è la Gargonza di Prodi), non nasce certo in un clima sereno. La battaglia per la presidenza delle commissioni parlamentari più che all'avvio di una fase nuova nei rapporti tra le forze politiche fa registrare, infatti, l'acuirsi di tensioni e di faide lontane le mille miglia dallo spirito di squadra in cui sperano il presidente del Consiglio e prima ancora il capo dello Stato. Dietro l'apparente serenità che il giovane premier sfoggia con gli ospiti stranieri, c'è la crescente preoccupazione per l'insofferenza verso le larghe intese che monta nel Pd come nel Pdl. La giornata di laica clausura nella sconsacrata abbazia di Spineto è un tentativo (tra l'audace e il disperato, questione di sfumature) per spezzare la spirale autodistruttiva che trasuda da una coalizione allo stato più pseudo che grande. Un tentativo, ancora, di fare spogliatoio- come il ct azzurro Bearzot nel Mundial spagnolo con Rossi, Tardelli & co. ben sapendo che ciascuno dei ministri-giocatori dispone di potenti procuratori: ed è a loro che Letta vuol fare arrivare il messaggio forte e chiaro raccolto nel suo tour internazionale. L'uscita dell'Italia dalla procedura per deficit eccessivo così come la trattativa sui termini del patto di stabilità (tutta in salita), dicono a Berlino e ripetono a Bruxelles, postulano che a Roma operi un governo in grado di prendere, ma soprattutto di mantenere gli impegni. E la diatriba sull'Imu, per esempio, è un segnale che va nella direzione opposta. Dopo di me, anzi, dopo di noi, dirà Letta ai suoi ministri c'è il nulla. E la prospettiva di nuove elezioni congelerà le ancora timide aperture di credito al nostro Paese nell'Unione europea e nei mercati finanziari. Quella di Letta, come si vede, è una sfida ambiziosa: convincere i suoi a sottrarsi alla logica dei veti incrociati che complica ii debutto dell'esecutivo. Prendere le distanze dai partiti sarebbe chiedere troppo e Letta, che sarà pure giovane (almeno per gli standard nostrani) ma certo non è ingenuo, questo lo sa perfettamente. Il «patto dell'abbazia», insomma, dovrebbe più modestamente rassomigliare a un gentlemen agreement: provare a misurarsi sui problemi reali, a filtrare le pregiudiziali col setaccio della concretezza. Altrove il tutto sarebbe la normalità, da noi fa pensare ad un miracolo. Anche se, in fondo, in una abbazia (sia pure ex) dell'anno Mille qualche miracolo sarà pure accaduto. •

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LAPOLITICA. Bocciato Nitto Palma.Letta porta iministri in“ritiro”inun’abbazia: «Ognuno pagapersé»

«Pattiviolati»,governoinbilico

Saltal’accordo sulla presidenza dellaCommissione Giustizia, tensione Pdl-Pd Salta l’accordo tra Pdl e Pd per la presidenza della Commissione Giustizia, cui era candidato Nitto Palma, mentre regge per le altre Commissioni parlamentari. Il Pdl protesta e accusa il Pd: «Violati i patti». «Ognuno si

STATIUNITI

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SPORT. IL CICLISTA DI MOLVENA VINCE IN VOLATA LA QUARTA TAPPA

prenda le sue responsabilità», ha tuonato il capogruppo Renato Schifani. Dito puntato contro Felice Casson, ex pm veneziano, che avrebbe capeggiato la rivolta nel Pd. Nel Pd c’è consapevolezza che dietro questa operazione po-

litica si celi una insidia per il governo. E anche nel Pdl. Per oggi è prevista una nuova puntata del braccio di ferro. Intanto il premier Letta porta il governo in ritiro in un’abbazia senese: «Ognuno paga per sé». f PAG 3

VICENZA. Clamorosadecisione della Regione

«Gestioneirregolare» L’Ipabcommissariata La Giunta regionale ha commissariato l’Ipab guidato da Giovanni Rolando. Il Consiglio d’amministrazione dell’ente assistenziale berico è stato azzerato dal presidente Luca Zaia. E a guidarlo per i prossimi dodici mesi sarà Francesco Zantedeschi, di Negrar, già amministratore pubblico. f NEGRIN PAG 12 e 13

VICENZA

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f MILANIVICENZI PAG16

VICENZA

ARZIGNANO

f SCORZATO PAG14

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“Squalificata” sololacurva: maèlitesulMenti

BattaglintrionfaalGiro Enrico Battaglin (dal cognome omonimo del grande Giovanni vincitore del Giro nel 1981) strapazza tutte le star del Giro d’Italia alla quarta tappa, la Policastro-Serra San Bruno di 246 chilometri. Il ragazzo prodigio di Molvena, 24 anni a novembre, ha confezionato una volata di una tale potenza che, per trovare paragoni efficaci, ha costretto i commentatori a scomodare De Vlaeminck, Maertens, Saronni e Bettini. È stata una tappa molto dura, anche per la pioggia. f MACCIONI, MUTTERLE eBONACINI PAG42 e 43

Lasede dell’Ipaba Vicenza

VICENZA

Ibaristidelcentro: «Siamointroppi bastalocali»

Incendiodoloso distrugge unadiscoteca

Cimiterochiuso, fossanonscavata: ilfuneraleaspetta

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e tutto è un evento niente è importante. Le “giornate speciali” - sottolinea Paolo Massobrio del Club Papillon - hanno superato i giorni del calendario. Se ne contano oltre 400, anche se quelle riconosciute ufficialmente si fermano a 235. E se il 17 marzo è stata indicata come la giornata dell’Unità d’Italia, e non si discute, su altri versanti la creatività non ha limiti; i vicentini non possono dimenticare che il 17 febbraio è la giornata del gatto mentre è già meno noto che il 28 aprile è dedicato alle rane; il prossimo 14 maggio è il giorno della ri-

Forniture industriali

di ANTONIO DI LORENZO sata, mentre il 25 è quello dell’Aquilone. Ma c’è anche spazio per il respiro (29 maggio), per la protesta contro le carrozze trainate dai cavalli (7 giugno) e per il software libero (26 ottobre) fino al boicottaggio della Coca Cola (22 luglio). E se le giornate terrestri non bastassero, se ne conta anche una dedicata agli Ufo, il 2 luglio. Se teniamo conto anche degli “anni speciali” l’elenco si allunga: per le Nazioni Unite il 2013 è l’anno della quinoa, pianta andina, ma anche della cooperazione nel settore idrico. Il rischio inflazione però è dietro l’angolo: «Se

tutte le giornate diventano mondiali, non lo è più nessuna» ha commentato Giovanni Puglisi, presidente della commissione italiana Unesco. Umberto Eco in tempi non sospetti avvertiva che «la ricchezza di informazione crea la povertà di attenzione». Siamo bombardati da migliaia di notizie, che piovono dai canali satellitari fino ai cellulari. Difficile orientarsi, il rischio è di non approfondire e annegare nel mare magnum della comunicazione e della superficialità. Sarebbe il caso di istituire una giornata per il “disperso nelle news”. O presunte tali. •

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IL GIORNALE DI VICENZA

Mercoledì 8 Maggio 2013

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WELFARE. Propostadi leggedella Giunta:orasi andràin Consiglio

L’INTESA. Pattopubblico-privato perl’arte

Sociale,sicambia IlVenetopunta tuttosullafamiglia Siaprelastradaaunaredistribuzionedirisorse chemiraasostenerel’assistenzaneinucleifamiliari Sernagiotto:«Risparmidel30-40%rispettoaora» Antonella Benanzato VENEZIA

Una legge regionale che sancisce il passaggio dal “welfare state” al “welfare comunità”. E anche se per ora è solo il primo passo, il primo su scala nazionale, è una rivoluzione in 13 articoli: pone il sostegno alla famiglia come centrale nell'azione sociale della Regione Veneto. Il nuovo percorso normativo deciso dalla Giunta regionale è stato illustrato dall'assessore regionale ai servizi sociali, Remo Sernaggiotto: il disegno di legge dovrà ora essere sottoposto al consueto iter legislativo in Consiglio regionale. Il testo prevede la sistematizzazione e razionalizzazione di tutti gli interventi regionali sulla famiglia: dai consultori familiari al potenziamento del sistema di servizi domiciliari per la non autosufficienza. E anche alcune novità tra cui la previsione di un piano d’azione triennale per la famiglia per coordinare tutte le politiche di settore, l’istituzione

di un Osservatorio permanente, la concessione di un “contrassegno impronta famiglia” ad amministrazioni pubbliche e a privati come strumento di valorizzazione e di coerenza con gli interventi regionali per la famiglia. «MINORI COSTI». E, in tempi di crisi, ha tenuto a precisare Sernagiotto, «non è una legge che si baserà su ulteriori impegni di spesa: anzi, con la sua attivazione le casse pubbliche spenderanno il 30-40% in meno delle risorse attualmente impiegate». Ci sarà infatti una redistribuzione anche di risorse. L’obiettivo della Giunta, con la futura legge, è affermare la «centralità della famiglia, e nasce dai nuovi bisogni emersi negli ultimi anni nel Veneto nei cambiamenti sociali e culturali, dall’invecchiamento della popolazione all’impegno lavorativo delle coppie. C’è la necessità di più flessibilità nelle misure esistenti - ha avvertito l’assessore - e di una maggior articolazione rispetto alle

esigenze delle famiglie, secondo il principio di sussidiarietà. Inoltre il disegno di legge segna un passaggio di fondo: l’ambito nel quale ci muoviamo non è più il “welfare state” ma il “welfare di comunità” che attribuisce alla comunità locale la responsabilità e la competenza in merito alla gestione delle dinamiche collettive e, appunto, rende centrale la famiglia e le sue risorse». NUOVO QUADRO ORGANIZZATIVO.Il percorso è tracciato: il Veneto si candida a diventare modello di “socialità attiva” con una serie di risposte adeguate alle istanze sempre più urgenti di servizi alla comunità. Nel disegno di legge che la giunta varerà definitivamente dopo il passaggio in commissione e in Consiglio regionale, si evidenziano anche i temi riguardanti i consultori familiari, il sistema dei servizi socio educativi per l’infanzia, l’assistenza domiciliare integrata (per consentire ai non autosufficienti-disabili di continuare

Rialto,siglata ieri l’intesasui restauri Lipaga Renzo Rosso

Ilsociale in Venetofarà molto piùperno sulla famiglia a vivere a casa propria ricevendo l’assistenza necessaria), la promozione dell’associazionismo familiare e delle reti di famiglie (affido, vicinanza e convivenza solidale, buon vicinato) in attuazione del principio di sussidiarietà orizzontale e di solidarietà tra famiglie, i benefici e interventi relativi a famiglie in difficoltà per la casa (previsti accordi con le Ater), o in difficoltà economica (prestiti senza interessi). E ancora, il disegno di legge d’iniziativa della Giunta prevede misure per favorire la conciliazione tra i tempi della famiglia e del lavoro: dalla gestione specifica delle risorse umane nelle aziende pubbliche e private, al potenziamento dei servizi per la prima infanzia, dalla promozione dei tempi e degli orari del territorio presso gli enti locali alla facilitazione del rientro al lavoro per le lavoratrici in congedo parentale, dal sostegno di modalità come la banca delle ore o il telelavoro, al sostegno di progetti come ‘Audit’, ‘Distretto Famiglia’. •

Appaltisanità SINDACATI,PRESIDIO CONTROI TAGLI «Sembraun incubo,ma dopoquasi un annola vicendadei lavoratori degliappaltiinsanitàè tutt'altrocheconclusaed i taglidi orarioe di retribuzioneingollati a forzadopol'applicazione dellaspendingreview diventanopugnalate per l'insorgeredinuovi e pesantiproblemi (a partiredaun’ulteriore ondatadi tagli)che nessunoinRegione sembravoler affrontare». Cosìisindacati Filcams Cgil,Fisacat Cisl, Uiltucs Uile Uiltrasportihanno decisodipresidiare oggi palazzoBalbi.Questa volta èla leggedi stabilità asancire una seconda riduzionedel 5% sull'insiemedi questiservizi». •

RenzoRosso, ilsindaco Orsonie sullo sfondoilponte di Rialto VENEZIA

È entrata nel vivo la procedura che porterà al restauro del Ponte di Rialto di Venezia: è stato firmato ieri a Ca' Farsetti, sede del Comune di Venezia, il “Contratto di sponsorizzazione per il puro finanziamento delle attività riguardanti la progettazione e l'esecuzione dei lavori di restauro del Ponte di Rialto a Venezia” che vede protagonista con il Comune veneziano l’industriale vicentino Renzo Rosso, presidente del gruppo “Otb-Only the brave” e sponsor dell'operazione. Prima della firma Rosso ha incontrato il sindaco Giorgio Orsoni, che ha pubblicamente ringraziato Rosso. Già in dicembre, come noto, era stata ufficializzata l’aggiudicazione a Otb: l’holding fa capo a Rosso e controlla marchi e azien-

de di moda come Diesel, Maison Martin Margiela, Marni, Viktor&Rolf e Staff International, per un fatturato 2012 di circa 1,5 miliardi di euro con 6.500 dipendenti nel mondo. «Io credo in un modello imprenditoriale molto moderno – rimarca Rosso - in cui si cerca di lavorare bene tutti insieme. Come dico sempre: da solo un uomo non può fare niente, ma è il team che costruisce. E secondo questo mio modello, quando si crea profitto è giusto anche elargirne una parte ai beni culturali e alla società, soprattutto di questi tempi. È il privato che non si vuole sostituire allo Stato ma cerca di collaborare affinché si possa dialogare per avere un mondo migliore». Rosso ha concluso ringraziando a sua volta la città: “Chapeau a Venezia per la sua efficienza e per la velocità con la quale è stata conclusa l’operazione». •

DOPOLE FRANE. La Regionestanzia610milaeuro peril complesso

PIANOASSETTOIDROGEOLOGICO. Delibera: sial’Autorità dibacino aeliminarelezone “grigie”

Pronto soccorso per la Rocca di Monselice, complesso di proprietà della Regione a rischio per le tante frane registrate sul colle nelle ultime settimane, dopo il maltempo degli ultimi mesi. La Giunta veneta, annuncia il vicepresidente Marino Zorzato, ha destinato 610 mila euro del fondo di riserva per interventi urgenti «con lavori e opere sul complesso architettonico». «A se-

Dopoil divietosuvastascalapiovutosuiComuni

RoccadiMonselice, aiutiurgenti guito dei ripetuti e gravi dissesti geologici, verificatesi negli ultimi mesi», ricorda Zorzato, il Comune aveva chiesto un intervento immediato alla Regione. L’assessore al bilancio Roberto Ciambetti ha quindi proposto un prelievo dal fondo di riserva per le spese impreviste. «Si tratta infatti di un patrimonio di inestimabile valore non solo per la comunità loca-

le ma per tutto il Veneto», sottolinea Zorzato. Ai piedi del Colle della Rocca si trova infatti il complesso architettonico “Castello Cini” che raggruppa in sè diverse tipologie di edifici: dal 1935 il conte Vittorio Cini, divenuto proprietario, ricreò un ambiente medievale e rinascimentale per i visitatori. Dal 1981 il complesso è passato in proprietà pubblica, divenendo museo regionale. •

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Stopediliziaperrischioacqua Veneziaprovaasbloccarelearee VENEZIA

Disinnescare al più presto la mina delle tantissime “aree ocra” che sono piovute sulle mappe dei Comuni veneti dall’Autorità di bacino dei fiumi dell’Alto Adriatico con il varo delle norme per il Pai-Piano di assetto idrogeologico. In pratica, con la pubblicazione del provvedimento in Gazzetta ufficiale sui Comuni è calato un maxi-blocco di nuove concessioni edilizie o di lavori non solo per le aree di cui è stato definito un rilevante pericolo per possibili frane o allagamenti, ma anche per tutte quelle che devono ancora essere valutate per la loro pericolosità ma che sono “zone di attenzione”. E del resto si tratta di tutte quelle aree, rende noto la Regione, che sono state interessate da allagamenti e problemi con la famosa alluvione del 2010, senza che peraltro in questi due anni fosse possibile procedere a una valutazione di rischio effettivo, area per area. A loro si aggiungono

quelle aree di “dissesto idrogeologico” che sono state recentemente inserite dalle Province nei Piani territoriali di coordinamento provinciale. Come detto, e come segnalato anche dal nostro giornale un mese fa, per molti sindaci anche del Vicentino è stata una vera e propria doccia fredda. Tanto più che la Regione, con una “nota esplicativa” firmata dai suoi dirigenti a fine marzo, aveva appunto precisato a tutti i Comuni che quei “vincoli preventivi” ci sono e vanno rispettati. In pratica, si tratta di un divieto in tutte quelle “zone di attenzione” segnate col colore ocra nelle mappe dell’Autorità di eseguire scavi o abbassamenti del piano campagna, tombinature di corsi d’acqua, realizzare locali interrati o seminterrati in zone pericolose (ma appunto queste sono tutte zone “sospette”) e altri interventi. Ieri, su proposta dell’assessore all’ambiente Maurizio Conte di concerto con l’assessore all’urbanistica Marino Zorzato - uno dei primi ad assicura-

re ai sindaci veneti che Venezia avrebbe cercato di rimediare al vasto blocco - la Giunta ha approvato una delibera che cerca di sbloccare la situazione. L’obiettivo, ha spiegato a voce l’assessore Conte ai giornalisti nell’incontro post-giunta, è quello di evitate che i vincoli vengano applicati “a valanga” su tutte quelle aree che sono in attesa di giudizio. Ma l’unico modo per farlo è accelerare proprio quel giudizio finale, come pare di capire dal testo della delibera che - come prevedibile - cerca a fatica di tracciare una strada pur tra gli altissimi muri alzati dal Piano di assetto idrogeologico. Prima novità, la Regione ricorda che l’Autorità di bacino ha potere solo «nei confini dei bacini nazionali di competenza». Morale: il piano indica anche aree che sono fuori da quei confini, e ogni Comune dovrà ora verificare la situazione perché su quelle aree il piano stesso non è valido. Seconda novità, la Regione sottolinea che comunque gli stessi Comitati tecnici dell’Au-

L’assessore Maurizio Conte torità di bacino hanno sentenziato che l’intervento per la costruzione di garage e volumi interrati o seminterrati «non può ritenersi oggetto di un divieto preventivo e assoluto»: va valutato caso per caso. Infine la Regione stabilisce che proprio l’Autorità di bacino, sostituendosi alla Regione stessa, grazie a un accordo da siglare dovrà velocemente mettersi al lavoro e stabilire l’effettivo “grado di pericolosità” delle tante zone oggi classificate “di attenzione”: così i sindaci avranno risposte certe e, la speranza è questa, perimetri molto più limitati per le aree con i divieti. • P.E.


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IL GIORNALE DI VICENZA Mercoledì 8 Maggio 2013

Siprofilaunbracciodiferroacolpidicartebollatetrala segreteriadiStatoVaticanoelaVenerandaarcadelSanto. Temadelcontendereilbilanciopreventivo2013dell’Arca.

BELLUNO.Franasullaferrovia

LalineaferroviariaadunbinariochecollegaPadovaaCalalzo, viaBelluno,èchiusaperunafranachehainvasolatrattatrai ComunidiQueroeAlano.Nessunconvoglioèstatocoinvolto.

COMMERCIO:NUOVO REGOLAMENTO. Mancal’esameincommissioneconsiliare,malarivoluzioneèall’ultimopasso

Maxistruttureneicentristorici Perigrandi centridivendita orasaràpiù facile sorgerenellaparteantica onelle aree degradate Piùpunteggio perchi poiassumeràdisoccupati Piero Erle

inviato a VENEZIA

«Approccio sequenziale». Due parole che paiono molto astratte ma che indicano una regola rivoluzionaria e che per certi aspetti addirittura rovescia completamente la politica urbanistica per il commercio attuata finora in Veneto. Perché uno dei significati-base è questo: più sei nel cuore della città, più è facile che tu apra una grande attività commerciale. Viceversa, più ti allontani verso la periferia del Comune e vai verso aree agricole, più sarà difficile ottenere il via libera. Manca ancora l’esame della commissione del Consiglio regionale, ed è facile penare che ci sarà da discutere vista la delicatezza del tema, ma è questa una delle novità rilevanti del Regolamento regionale che è stato varato ieri dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore Isi Coppola, in applicazione della nuova leg-

ge-quadro sul commercio votata dalla Regione in dicembre, quando ormai era scaduto l’anno di moratoria per nuovi centri commerciali che il Veneto aveva stabilito per tutto il 2012 (e che è stato “promosso” anche dalla Corte costituzionale). «NO CONSUMO SUOLO». «C’era l’impegno a predisporre in tempi brevi - spiega l'assessore - questo regolamento che dà attuazione ai principi innovativi della legge sul commercio, primi fra tutti la valorizzazione del commercio all’interno dei centri urbani e storici come fattore di sviluppo dell’intero tessuto della città e la garanzia del principio del risparmio del consumo di suolo: la priorità infatti sarà data agli interventi di riqualificazione urbana di aree e strutture degradate. Il regolamento sottolinea appunto Isi Coppola - adotta quello che viene chiamato un approccio sequenziale, che è una metodolo-

Dopoilnostro sìdefinitivo iComuniavranno 6mesiperadeguareiloropiani ISICOPPOLA ASSESSOREREGIONALE

gia di matrice anglosassone: consiste proprio nel consentire gli insediamenti delle grandi strutture in ambito extraurbano unicamente se non vi siano spazi all’interno della città e che comunque, riqualifichino l’esistente. Il regolamento ha la particolarità di mettere l’accento non solo su aspetti urbanistico-ambientali, ma anche di responsabilità sociale delle imprese, il che significa attenzione ai temi di occupazione, politiche attive di rilancio del settore commercio, distretti, valorizzazione dei prodotti locali, consumatore, welfare aziendale». 180 GIORNI PER I COMUNI. Come detto, ora ci sarà l’esame in commissione del Consiglio veneto, poi la delibera finale della Giunta. E «quando il Regolamento sarà approvato definitivamente - sottolinea l’assessore - i Comuni avranno 180 giorni di tempo per adeguare i piani urbanistici ai nuovi criteri regionali. Con questo regolamento, che consta di poche pagine, possiamo dire che l’iter all’insegna dell’innovazione tracciato da questa legge è completato». Già la legge-quadro approvata a fine dicembre dalla maggioranza Lega-Pdl, del resto, prevedeva per le autorizzazioni commerciali una semplificazione per i centri storici e urbani e invece, man

mano che ci si allontana dal centro urbano, un aumento di vincoli. I CRITERI INDICATI AI COMUNI. Il nuovo meccanismo predisposto dal Regolamento veneto prevede che la conferenza dei servizi che deve esprimersi sulla domanda di nuova autorizzazione commerciale può accogliere la richiesta solo se sono «ridotti a zero gli impatti generati dall’insediamento». La valutazione sarà attuata sia sul versante della compatibilità e della sostenibilità. Per la compatibilità è previsto un punteggio da assegnare in base al fatto che si tratti di interventi in centro urbano o fuori, e comunque sempre con riqualificazione di aree dismesse o degradate. Peraltro anche se gli interventi sono proposti in

L’INFRASTRUTTURA. Ilviadotto è statotrasportatoin tre trancheapartire dadomenica notte

Pedemontana,arrivatoilponte diMontecchioPrecalcino La struttura - lunga 111 metri e alta 2,3 - è stata realizzata dall’impresa vicentina Dalla Verde Matteo Bernardini L’ultima tranche dei tre tratti che compongono il ponte di Montecchio Precalcino (progettato lungo il tracciato della Pedemontana) è partito all’alba di oggi dalla sede dell’azienda Dalla Verde di Montecchio Maggiore. L’infrastruttura è lunga, complessivamente, 111 metri per un’altezza di 2,3. L’appalto, del valore di circa 500 mila euro, è stato commissionato dal consorzio Sis all’azienda berica lo scorso settembre. «I lavori per la realizzazione del viadotto, costruito in acciaio corten, sono iniziati ai primi di gennaio - spiega il titolare dell’impresa vicentina, Gino Dalla Verde - da allora abbiamo impiegato quasi tre mesi per completare la struttura che poi abbiamo trasportato (in tre successivi momenti) a Montecchio Precalcino a partire da domenica notte».

Partedi unodeitratti delpontesulla Pedemontana

GinoDalla Verde I tre segmenti che compongono il ponte della Pedemontana pesano, ciascuno, tra i 400 e i 500 quintali e hanno richiesto il lavoro di almeno una ven-

tina di operai impiegati nell’azienda berica, che da oltre 50 anni si occupa di fornire strutture per i grandi progetti stradali. «Il ponte lungo la Pedemontana infatti è solo una delle infrastrutture che abbiamo realizzato in questi anni - puntualizza Gino Dalla Verde - rientra sicuramente tra le opere più importanti assieme al viadotto realizzato nella Valle dei Morti in Trentino. Nel frattempo, oltre al lavoro per il consorzio Sis siamo impegnati anche nella costruzione di un’opera stradale a Valeggio; in questo caso si tratta di una passerel-

la». L’azienda Dalla Verde di Montecchio Maggiore occupa attualmente una trentina di dipendenti e oltre al mercato interno è impegnata anche nella realizzazione di commesse all’estero, soprattutto in Egitto, Arabia Saudita, Belgio e Libia (dove ora gli investimenti sono frenati dalle tensioni politico-sociali del dopo-Gheddafi). Il ponte sull’Astico, per la Dalla Verde, potrebbe comunque non essere l’unico lavoro commissionato dal consorzio Sis. «Speriamo infatti ci vengano assegnate altre opere - auspica il titolare dell’impresa di Montecchio Maggiore - con il viadotto crediamo di avere fatto un buon lavoro e per noi il consorzio Sis è un ottimo e affidabile cliente». Per l’impresa dunque non ci sarebbe alcun problema legato ai ritardi nei pagamenti. «Riguardo a questo argomento non possiamo proprio lamentarci - termina Gino Dalla Verde - ripeto, con noi il consorzio è stato sempre puntuale. Così come, fortunatamente, non abbiamo avuto problemi nemmeno con la Pubblica amministrazione. I soldi sono sempre arrivati puntuali».

aree già indicate a destinazione commerciale nei Piani dei Comuni ci sarà un punteggio diverso se si attua anche una riqualificazione di aree o si attua una convenzione urbanistica con i privati già firmata. Come punteggio “ambientale” è previsto che si verifichi se è stato progettato un sistema di raccolta rifiuti idoneo, anche con materiali eco-compatibili, e poi di risparmio energetico e di riduzione di rumori. PRO OCCUPAZIONE. Infine verranno assegnati punti in più anche se il progetto prevede l’assunzione di lavoratori in mobilità, la firma di contratti a tempo indeterminato fino al 30% della totalità degli assunti, la valorizzazione di prodotti locali e l'erogazione di servizi qualitativi al consumatore. •

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ZAIA. «ElaConvenzioneperleriformevafatta»

«IlGovernoscelga Venezia capitale dellacultura Ue» VENEZIA

Centricommerciali: sarannofavoritisesorgono nei centri storici

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Il“Ragazzoconlarana”,lastatuadiCharlesRaycommissionata daFrancoisPinault,verràtoltaoggidaPuntadogana.Alsuo posto,dopoalcunianni,torneràl’anticolampione.

PADOVA.VaticanocontroilSanto

Venezia ha tutte le carte in regola per aggiudicarsi la candidatura di capitale europea della cultura 2019. Ne è convinto il presidente del Veneto, Luca Zaia, che ha rivolto un appello al governo Letta affinché risolva “il contenzioso” relativo alle “4-5-6 candidature” già proposte. Come noto, infatti, proprio lunedì una riunione del Comitato dei fondatori della candidatura di Venezia e il Nordest a Capitale europea della cultura ha visto, a sorpresa rispetto alle ultime settimane ha visto Venezia dare la sua disponibilità a fare da capofila per la candidatura. «Abbiamo le carte in regola per aggiudicarcela. Potrebbe essere un occasione - ha sottolineato il governatore ai giornalisti nel dopo-giunta - per decidere e non far spendere soldi agli altri». Zaia ha poi lanciato a Roma un messaggio deciso sul tema della Convenzione per le riforme, ancora in divenire: un punto nodale da sciogliere in tempi rapidi. Per il presidente «la Convenzione è assolutamente strategica: non darle vita significa decidere di non fare più le riforme». D’altronde il capitolo riforme è atteso dai cittadini quanto «la legge elettorale, che è assolutamente necessaria, così come i provvedimenti relativi al Senato delle Regioni, il dimezzamento dei parlamentari e altro ancora.

La Convenzione non insediata - ha messo in guardia Zaia - significa l'inutilità che il governo continui a vivere». In tema di riforme e di dibattito acceso, Zaia è voluto tornare sul tema immigrazione e sulla proposta lanciata dal ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge a proposito di “ius soli” (acquisizione della cittadinanza per nascita in uno Stato): «Continuo a sostenere che la maggioranza dei paesi europei è nella direzione dello ius sanguinis». Zaia ha ribadito di difendere “con forza” questo aspetto ma di non avere tuttavia «questioni ostative rispetto all’integrazione degli immigrati». Secondo il presidente se l’Italia arrivasse ad approvare una legge sullo “ius soli” si correrebbe «il rischio di avere molti cittadini nati qui solo per programmazione: prendono una charter e poi tornano a casa. Ci troveremmo di fronte a cittadini che non parlano italiano e non sanno niente dell'Italia». Infine il Consiglio veneto della Lega nord, convocato per sabato mattina: «Ci sarò - ha detto Zaia - facendo di tutto per riuscirci, nonostante abbia in agenda anche diverse inaugurazioni». E ha aggiunto: «Il Consiglio nazionale non può avere come unico ordine del giorno il tema delle espulsioni, ma si parlerà sicuramente di progettualità politiche, dei problemi dei veneti e di come risolverli». • A.B.

ERASTATO RAPITO. Avevaapertouna pizzeria con lamoglieveneziana

Cuocoseviziatoe uccisoinMessico Il sogno della pizzeria aperta sulla spiaggia del mare del Messico, assieme alla giovane moglie è durato solo una stagione per Alex Bertoli, un cuoco 28enne originario del Friuli Venezia Giulia che domenica mattina è stato trovato ucciso su un campo a soli 3 km dalla sua casa, a Mazunte Oaxaca, sulla costa meridionale dello stato centroamericano. Una fine orribile: il corpo di

Alex, seviziato, è stato dato alle fiamme dagli assassini, che nelle tasche dell’uomo hanno lasciato 300 pesos, il cellulare e le chiavi di casa. Di lui si erano perse le tracce venerdì scorso, quando era uscito di casa dicendo alla moglie, Pamela Codardini, 24 anni, di Mestre, che sarebbe rimasto fuori solo cinque minuti. A questo punto pare probabile che il giovane italiano sia stato rapito. Da

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chi, e soprattutto per quale movente, è presto per dirlo. Alex e Pamela avevano lasciato l’Italia nel novembre scorso: si erano conosciuti quattro anni fa, nel ristorante “Sotoriva” di Punta Sabbioni, a Cavallino Treporti, dove entrambi lavoravano: lui chef e lei addetta al bar. Sposati nel 2010, e dopo un paio di vacanze in Messico avevano condiviso l’idea di cercar fortuna lì. •

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IL GIORNALE DI VICENZA

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Mercoledì 8 Maggio 2013

CRONACADIVICENZA

Ipabnellabufera AzzeratoilCdA C’èilcommissario Lagiunta regionale haapprovatoloscioglimento «Graviirregolarità dalpunto divistagestionale» Allaguida dell’enteè statonominato Zantedeschi La tempesta in arrivo da Venezia si è abbattuta ieri mattina in contrà San Pietro a Vicenza. Dopo ispezioni, diffide, controdeduzioni e polemiche, la Giunta regionale ha commissariato l’Ipab guidato da Giovanni Rolando. Il Consiglio d’amministrazione dell’ente assistenziale berico è stato azzerato dal presidente Luca Zaia. E a guidarlo per i prossimi dodici mesi sarà Francesco Zantedeschi, di Negrar, già amministratore pubblico. LADECISIONE.L’esecutivo di palazzo Balbi ha approvato ieri la delibera che «prende atto della grave e pregiudizievole situazione in essere all’Ipab di Vicenza», scioglie il Cda e conferisce il mandato commissariale per «accertare e ripristinare l’esatta situazione gestionale». L’assessore ai servizi sociali Remo Sernagiotto pochi giorni fa era stato chiaro. «A breve prenderò la decisione sul commissariamento, dopo che il mio dirigente avrà firmato la relazione in merito a tutte le delucidazioni che sono state chieste al Cda di Vicenza». Detto, fatto. LE ISPEZIONI. Il documento che azzera il Consiglio di amministrazione è corposo. E si basa su due «attività ispettive» svolte a fine ottobre e a metà aprile dalla Direzione di vigilanza. La prima ha portato la Regione a diffidare l’Ipab, tramite una delibera di Giunta approvata a gennaio. Alla diffida Rolando ha risposto con controdeduzioni che, però, sono state ritenute dalla Regione «insoddisfacenti» tanto

da «manifestare un’incerta gestione amministrativa incline a recare un grave pregiudizio finanziario all’Ipab». CONTRODEDUZIONI.Due in particolare le carenze sottolineate dall’esecutivo del presidente Zaia. In primis che «l’Ipab non ha adeguatamente svolto un’istruttoria per stipulare l’accordo di programma con Comune e Regione». Successivamente è stata evidenziata una «discrasia di valutazioni in merito all’intera stima del valore immobiliare di Ipab. Secondo i revisori dell’ente si parla di oltre 100 milioni di euro; il presidente lo valuta invece di circa 72 milioni di euro ai quali bisogna aggiungere i 12 di Monte Crocetta». SECONDA ISPEZIONE. Considerate le «incertezze», l’assessore regionale ha commissionato ad aprile una seconda verifica ispettiva, concentrandosi su bilancio, patrimonio, disavanzo e Ipark. Ancora una volta, secondo palazzo Balbi, sono emerse «conclusioni per nulla tranquillizzanti». La relazione, che al dire il vero contiene molti condizionali e che è stata redatta con l’aiuto di un «esperto contabile», in primis mette in evidenza che «l’intero patrimonio dell’Ipab non sarebbe sufficiente a far fronte agli impegni economici

Secondola recenterelazione ispettiva lasituazione d’indebitamento èdi19milioni

derivanti dall’Accordo di programma, che prevede alienazioni per 43 milioni». Successivamente sostiene che «le entrate di gestione non risultano in grado di coprire le spese di gestione. La situazione finanziaria, definita a rischio, non consente di affermare la sostenibilità, ad avviso della scrivente, degli impegni assunti dall’Ipab, basati sulle alienazioni». C’è poi un terzo aspetto che riguarda il bilancio consuntivo 2011. La delibera della Giunta parla di situazione amministrativa non conforme alle regole di contabilità. Nel dettaglio la relazione ispettiva spiega che «per capire la vera situazione finanziaria dell’ente, alla situazione di cassa, vanno sommati solo i residuati attivi che costituiscono crediti “giudicamente rilevanti”». Alla luce di tutto ciò, si legge nel verbale, «se si ipotizzasse di dover pagare tutti i residui passivi riguardanti impegni assunti per lavori che sono pari a 12 milioni 600 mila euro, l’indebitamento patrimoniale sarebbe pari a 19 milioni 100 mila euro». Nel calderone finisce anche Ipark «fonte - secondo quanto scritto - di numerose problematiche». COMMISSARIO. Definendo il tutto «tutt’altro che tranquillizzante» la Giunta ha dato il via libera al commissariamento. Il Cda è stato azzerato. E a guidare l’ente per dodici mesi sarà Francesco Zantedeschi. Percepirà 1.500 euro al mese e dovrà occuparsi della situazione patrimoniale, della gestione del personale e delle problematiche «anche tese - si legge al proseguimento dell’iter per l’accordo di programma». •

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IMESI DI INCARICO DELCOMMISSARIO

Ilcommissarionominato dallagiunta regionale, FrancescoZantedeschi, guideràl’Ipab di Vicenza perun anno epercepirà 1.500euro almese. L’incarico,però,potrebbe terminareprima,«al conseguimentodegli obiettiviche sonostati indicatidalla procedura di vigilanza».

FrancescoZantedeschi

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ILVALORE INMILIONI DELL’ACCORDO

SecondolaDirezione ispettival’intero patrimoniodell’Ipab non sarebbesufficientea far fronteagli impegni economiciderivanti dall’accordodiprogramma approvatodall’entecon il Comunedi Vicenzae la Regioneche prevede alienazionipatrimonialiper 43milioni.

83.000 ILVALORE INEURO DELLE AZIONIBPVI DELL’IPAB

Larelazionerichiesta dalla Regionead aprilemette in evidenza l’esistenzadi partecipazioniazionarie dellaBancapopolare di Vicenzaparia83 mila euro. Possesso che, secondola legge6972/1890,doveva essereautorizzato dall’entedi controllo, la Regione,dicuinon si ha riscontro.

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Dopomesidi ispezioni,doccia freddasull’Ipab:la Regioneha nominato uncommissario. ARCHIVIO

LADECISIONE. L’assessoreregionalepreferisce non commentare

«Lapolitica non c’entra Sonogli atti che parlano» Sernagiotto non vuole replicare agli attacchi «Dopo il voto il sindaco troverà collaborazione» Remo Sernagiotto non vuole parlare. Contattato telefonicamente, mette le mani avanti: «Vicenza ha voluto metterla in politica, ma per me parlano gli atti». L’assessore regionale ai Servizi sociali racconta di aver ricevuto numerose telefonate. «Tutti mi chiedono dell’Ipab di Vicenza - risponde - ma, come ho già ribadito, dovranno aspettare ancora due giorni, quando verrà pubblicata la delibera, come da prassi. Io al momento non dico nulla e non voglio dire nulla».

L’assessore RemoSernagiotto

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ILCASO/1. Dopodue ispezionièarrivata ladecisione da Venezia

Nicola Negrin

Ilproverbio

I dodici migliori studenti delle scuole superiori a indirizzo meccanico ed elettromeccanico della provincia di Vicenza, grazie a Confartigianato, sono in visita al Cern di Ginevra, l'organizzazione europea per la ricerca nucleare con il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle. Un'iniziativa che nasce dalle categorie metalmeccanica ed elettromeccanica dell'associazione con l'Ufficio scuola Confartigianato come naturale proseguimento di un percorso, co-

minciato tredici anni fa con il premio Dal Toso, poi il concorso sulla mobilità elettrica e trasformato quest'anno, per l'appunto, in una visita-studio. «È un esempio di come Confartigianato Vicenza intenda avvicinare sempre di più il mondo del lavoro e quello della scuola puntando sul riconoscimento delle eccellenze spiega il direttore generale Pietro De Lotto- fornendo ai giovani esperienze dirette e personali come strumenti per la valutazione della loro propensio-

ne a diventare imprenditori o collaboratori nelle piccole imprese». «Obiettivo di tutte queste iniziative è far crescere i talenti del territorio e far capire ai ragazzi che nella piccola impresa si possono creare e trovare interessanti opportunità di crescita professionale. Ecco perché cerchiamo di offrire ai giovani occasioni di arricchimento in ambito territoriale ma anche nazionale e internazionale - prosegue De Lotto-. In questo quadro si colloca la

Le sue parole (e gli atti, considerato che la delibera ha ricevuto l’ok della Giunta ieri) lo tradiscono. Tra un commento e l’altro Sernagiotto annuncia che «il commissario collaborerà con l’amministrazione. Nei prossimi giorni non prenderà alcuna decisione, considerato che ci sono le elezioni, ma dal momento del voto in poi svolgerà quei compiti che sono necessari per il bene dell’Ipab e di tutti gli ospiti; non si penserà al Consiglio di amministrazione. Ripeto, il sindaco, chiunque sia, troverà la collaborazione del commissario e di chi lo aiuterà». L’assessore non aggiunge altro se non che «la questione Ipab è una stupidaggine. Ci sono ben altri argomenti impor-

visita di Ginevra, che ha visto le scuole impegnate a selezionare i miglior studenti in ambito meccanico, ragazzi che avranno ora l'opportunità di un'esperienza unica». Partecipano quattro ragazzi di quinta e otto di quarta degli istituti Fermi e Ipsoia Scotton di Bassano del Grappa, De Pretto di Schio, Iis di Lonigo, Rossi e Lampertico di Vicenza, Ipsia Garbin di Schio e di Thiene, Iis Da Vinci di Noventa, Luzzati di Valdagno, Ceccato di Montecchio Maggiore, Iis di Asiago. I giovani saranno accompagnati da alcuni insegnanti, oltre che dai presidenti di categoria e, attraverso i social network, terranno aggiornati compagni di scuola e amici raccontando in diretta attraverso la rete i momenti salienti della loro esperienza. •


Mercoledì 8 Maggio 2013

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SanVittoreche favenire subitoin menteil grandecarcere diMilano vienericordato oggidalcalendario. Soldatoromano in servizioappunto aMilano,Vittoresi dichiaròobiettore di coscienza.Per

questofu flagellato esulleferite venne versato piombo fusochesecondola tradizionescivolòvia lasciandolo indenne. Risanatoprodigiosamente fuincarcerato mariuscìad evadere dalla prigione: venne

ritrovatoin un boscoe finitoa colpi di spada.È ilpatrono degliesulie prigionieri. Sifain questogiorno memoriaanche di sanGualtieroche rimediaaidisturbi psichici.

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IL GIORNALE DI VICENZA

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ILCASO/2. Durareazione delprimo cittadino all’annuncio del provvedimento. Lacandidata del centrodestralo accusa difare propaganda

Variati:«Squallidamanovraelettorale» Chiara Roverotto

tanti. Ho approvato la legge sulla famiglia, così come la delibera per il gruppo di lavoro. Queste sono tematiche, non l’Ipab». E ancora: «Ne ho commissariate dieci se non dodici e tutte erano di centrodestra. Sa quanti hanno fatto polemica? Nessuno», Sernagiotto non vuole entrare nel merito delle discussioni. «Altro che campagna elettorale o politica. Se io decido di commissariare un ente, lo faccio perché ho incontrato una serie di provvedimenti che mi sono stati segnalati dalla Direzioni ispettiva; anzi, basta pensare che le firme le mettono i dirigenti e non io. Tanti mi chiedono il commissariamento per alcune Ipab. Il mio compito è vigilare». E conclude: «Basta con le polemiche. Un mese fa ho commissariato Isola della scala. Sindaco è del Pdl nonché il presidente della Provincia. Stanno collaborando senza alcun problema, l’attività continua tranquillamente». • NI.NE. © RIPRODUZIONERISERVATA

L’ultimo attacco sull’Ipab, Achille Variati lo aveva sferrato dal palco del 25 Aprile. Augurando una pronta guarigione al presidente Giovanni Rolando disse: «Non cadano su di te le conseguenze della cattiva politica» e il riferimento delle ispezioni all’Ipab era fin troppo chiaro. Parole profetiche visto che il commissariamento dell’ente di contrà S. Pietro è stato votato dalla giunta regionale. E e se già allora le parole furono forti, ieri il sindaco ha usato concetti inequivocabili. «Disgusto, sconcerto e rabbia. In tanti anni non ho mai visto una manovra così squallidamente politica ed elettorale. Indegna del Veneto. E quel che è peggio, fatta sulla pelle degli anziani che l’istituto ospita. Manovra su cui ci sono, evidentissime e dappertutto, le impronte digitali del centrodestra vicentino, da Gerardo Meridio fino a quella parte di Lega più vicina a Manuela Dal Lago. E dovranno rispondere davanti al tribunale dell’opinione pubblica». Ma non è che l’inizio . «La giunta Zaia entra a gamba tesa nella campagna elettorale, a due settimane dal voto, costruendo una miserabile operazione con un solo scopo: cercare di colpire me - aggiunge Variati -. E l’apetto più surreale è che per farlo arrivano a commissariare un ente il cui Consiglio di amministrazione scade fra due mesi, a luglio». Con quali motivazioni si chiede il sindaco? «È evidente che una scelta così radicale si giustificherebbe solo a fronte di problemi ed esclusivamente addebitabili a questo consiglio: come quelli che c’erano tre anni fa, quando il Cda di centrodestra con presidente Meridio implose, tra problemi di bilancio, mozioni di sfiducia contrapposte, fino alla farsa indecorosa di avere due opposti presidenti,

lasciando una pesantissima eredità finanziaria». Il sindaco ammette di non conoscere le ragioni che hanno portato la Regione ad operare questa scelta, nell’aria ormai da tempo. «Ci sono stati mesi di ricerca, scavo, richieste settimanali di documenti come se si volesse a tutti i costi trovare il pretesto per arrivare a ciò che l’assessore regionale Sernagiotto non ha mai nascosto, parlando con i giornali, essere il suo intento: rimuovere un cda sgradito dell’Ipab vicentina». A suo avviso l’assessore ha unito due obiettivi. «Entrambi osceni per chi voglia definirsi un amministratore pubblico: aggiungere un altro tassello al suo disegno di potere e controllo sulle Ipab venete, e far deragliare la campagna elettorale vicentina. Il centrodestra vicentino è chiaramente implicato in questa scelta scellerata». Parole di stima vengono riservate al consiglio e al presidente Rolando. «Mi riservo di tutelare conclude Variati - in tutte le sedi e con tutti i mezzi, le ragioni di questo insopportabile abuso». Pronta la risposta del candidato sindaco Manuela Dal Lago. «Leggo su Facebook l’indignazione di Variati per il commissariamento Ipab. Dispiace che il sindaco accusi gli altri e, indirettamente, la sottoscritta di fare campagna elettorale sulla pelle degli anziani. In realtà la sta facendo lui. Un sindaco serio - spiega - dovrebbe verificare le ragioni del provvedimento e rispondere. Invece, si straccia le vesti e lancia accuse alla cieca. Chi sta facendo propaganda? Lo giudicheranno i cittadini e anche gli anziani di cui tanto parla». •

LademocraticaSbrollini vicepresidenteal Sociale

L’on DanielaSbrollini

TUTTICONTROTUTTI «L’assessore Sernagiotto hascritto una brutta paginadel suomandato. Inaccettabileneimodi e ingiustificatanei contenuti».Dichiara Stefano Fracasso, vicecapogruppodelPdin Regionesul commissariamentoIpab. «Ladecisione hatuttail saporedi un atto strumentale,chesembra dettatodalla volontàdi ritorsionecontro una Ipab nonallineata alvertice politicoregionale, più che dallareale preoccupazione perilbene dell’Entee degli anzianiassistiti. Inoltre nonha resodisponibilela delibera,edè un gesto grave». EnricoPeroni, segretario cittadinodel Pd:«Il

Gliistituti pergli anzianiin città si dividonoin variesedi: Proti,Trento, Salvi eIpark eMonte Crocetta

Ladifesadel presidente Rolando

provvedimento èun chiaro esempiodi comela destra governa,basandosi sull'usodelleistituzioni a finipersonalie perla costruzionedi un sistema dipotere» Iconsiglieri Rucco,Meridio eBarbieri chiederanno i documentipercapire «qualisiano leirregolarità gestionalied amministrativeche sarebberostate commessedai vertici e riscontratedagli ispettori». NereoGalvanin, segretario cittadinodel Pdlaccusa Variati diavere predicato benee razzolatomale. «La Regioneè competentein materia,se hadecisoper unintervento cosìpesante significachelemancanze eranogravi». •

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COMMISSIONIPARLAMENTARI. Zanettin (Pdl) accusadi slealtàil Pd

Daniela Sbrollini è la nuova vicepresidente della commissione Affari Sociali della Camera dei deputati. La parlamentare vicentina, al suo secondo mandato a Montecitorio, viene confermata nella commissione in cui ha lavorato per gli scorsi 5 anni, ma sale al rango di “vice” del nuovo presidente Pier Paolo Vargiu, di Scelta Civica. «Sono onorata di aver ricevuto questo incarico - dichiara Sbrollini -, mi permette di lavorare per i bisogni primari della popolazione e delle fasce

Ledichiarazioni

più deboli. Il welfare è il motore dello sviluppo di ogni Paese democratico: dalla sanità al sociale, dal lavoro alla scuola, sono tante le battaglie che ho fatto mie nella scorsa legislatura e che avrò la possibilità di portare avanti con maggiore efficacia nel nuovo ruolo». Dopo giorni di trattative, il quadro delle nomine nell’ambito delle commissioni sembra così risolto. Ma c’è anche chi protesta. È Pierantonio Zanettin, senatore del Pdl, che punta il dito contro il Partito

democratico: «Il Pd si dimostra un partner di governo inaffidabile ed irresponsabile». L’accusa? «Lo sleale voltafaccia , in commissione Giustizia del Senato, col rifiuto di votare alla presidenza Nitto Palma, ex ministro, ma soprattutto ex magistrato, a suo tempo impegnato in delicatissime inchieste contro il terrorismo e la criminalità organizzata, getta un segnale inquietante per una proficua collaborazione al Governo del paese. È evidente che il Pd non ha accettato lo spirito di riconciliazione nazionale che trapelava dal discorso programmatico di Enrico Letta e del quale al contrario il Pdl continua ad essere fedele interprete. Temo che, se si comincia così, non si andrà molto avanti». • M.SC. © RIPRODUZIONERISERVATA

«Reagiremoedaremo battagliaperglianziani» «Quest’amministrazioneha solooperatoper sanareuna situazionedisastrosa lasciata daquellaprecedenteguidata daGerardoMeridio. Reagiremoecontinueremo la battagliaperil benessereela tuteladelladignitàdeinostri anziani».Sono le primeparole diGiovanniRolandodopo il commissariamentodell’Ipab decisodalla Regione. «Nonholettola delibera prosegue-pertantoposso solo direcheabbiamo ereditatouna pesantissimasituazione debitoria.La relazione della Regioneprende prevalentemente inesameil contoconsuntivo 2011:è evidente chenonsi tiene minimamentecontodi tuttoil percorsodimiglioramento degliultimidue anniesi parte

Giovanni Rolando daunasituazione superataenon piùaggiornata. Lasituazione finanziariadell’ente, dalla conclusionedel commissariamentoèmigliorata: i bilancidi previsionesono stati chiusiin pareggio,senza ricorrere alleentratestraordinarieda alienazioni,comeinveceavvenuto peril passato; abbiamo mantenutoun equilibrio finanziariotra entrate euscite;

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ridottoi costidigestione; razionalizzatoecontenuto la spesaper il personale.Il conto consuntivo dell’esercizio finanziario2011, approvatonei terminidilegge,deliberato realizzandounseppur modesto avanzo diamministrazione». E ancoraprosegueRolando«che l’entesoffraintermini dientrata è undato difatto,chetuttavia daun paiodianni riguardasemprepiù pesantementegranparte delle casediriposoper i posti letto vuoti.Il rilievo ricorrentedeiposti lettoinoccupatiancorché ridotti dinumerocon le scelte messein campodaquestoCda èben noto allaRegione, all’assessore SernagiottoecapogruppodelPdl edal 2009alcommissario straordinarioprecedentemente insediatodalla Regione“perle graviviolazioni diStatuto egravi violazionidi legge”del presidente GerardoMeridio». InfinesuIpark ParcoCittà il Consiglioattuale riaffermache hachiusoil bilancio inattivoeproprio inoccasione dell’ultimoapprovatolasettimana scorsaIpab hausufruitodi40mila eurodidividendi. • C.R.

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«Opposizionecittadina implicata inquesta decisionescellerata» DalLago:«Ilsindacorisponda enonlanci accuse allacieca»


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IL GIORNALE DI VICENZA

Mercoledì 8 Maggio 2013

ILCASO. Nel cuore dellacittà diversi negozi hannochiusoi battentirimpiazzatida esercizipubblici: manifesti-appellodi baristieristoratori

«Siamointroppi,bastabarincentro» Marco Scorzato

conta Cavaliere - i locali sono raddoppiati: siamo troppi».

«Non prendiamoci per il collo», titola il manifesto sulla vetrina del bar. Sotto, a caratteri più piccoli: «Il peso del sovraffollamento sleale sono i commercianti a portarlo». E un disegno a corredo: la caricatura di un barista “suonato” quanto un peso mosca al cospetto di Mike Tyson. A lanciare il grido d’allarme sull’«eccessiva concentrazione di esercizi pubblici» in alcune zone del centro è Mirco Cavaliere, il titolare della Panineria del centro, all’angolo tra contrà Manin e stradella Santa Barbara: lì, nel raggio di 25 metri, sorgono otto esercizi pubblici tra bar e ristoranti. E allargando il raggio alle piazze dei Signori, Erbe, Biade, Palladio e alle quattro contrà che portano a corso Palladio la truppa si gonfia fino a 28 esercizi: «Da quando ho aperto 15 anni fa - rac-

MENOTORTA,PIÙFETTE.Hai voglia a dire “liberalizzazioni” e a tessere le lodi della selezione naturale del mercato, del “largo a tutti e vincano i migliori”. In tempi di vacche grasse nessuno fiata. Ma in un’epoca di crisi come questa, con la torta rimpicciolita, fa male tagliare sempre piùfette. È questa, in sintesi, la posizione di Cavaliere. Ha lanciato il sasso - anche alla luce della voce di una possibile apertura di due nuovi bar proprio in contrà Manin - presto raccolto da altri esercenti: l’Osteria Vicolo Santa Barbara e il Piccadilly Caffè hanno già esposto il manifesto e il Malvasia in contrà delle Morette lo farà a breve.

Piùspesee menoclienti:non serveunacrescita esponenziale dellaconcorrenza MIRCOCAVALIERE PANINERIADEL CENTRO

L’APPELLO. L’invito è rivolto al «futuro nuovo sindaco» affinché si «impegni in questa causa che riguarda gli esercizi pubblici del centro. In un periodo in cui gli affitti vanno alle stelle, le spese aumentano e i clienti diminuiscono, quello di cui non c’è bisogno è una

L’iniziativa

ILMANIFESTO Dacontrà Manin sialzaun appellosottoformadi manifesto.«Sideve interveniresubitoprima di mandaresul lastrico i commercianti-scrive MircoCavaliere della Panineriadel centro -. Un ufficiodestinatoal controllodelle varie categoriedi esercizi sarebbeforse l’ideale per gestireedevitaredannose sproporzioni.Stiamo sollevando ilproblema in modocostruttivo».

CaosalMenti, ierile ispezioni dellaprefettura nello stadio Lapolizia cercadiidentificare gli altritifosi biancorossi coinvolti Claudia Milani Vicenzi

Ilviceprefetto Foglia durante ilsopralluogoallostadio Menti fuoco, del servizio sanitario, delle forze dell’ordine, della polizia locale nonché i rappresentanti di società sportive e della società che si occupa della sicurezza. Il prefetto Melchiorre Fallica invece, sempre in collaborazione con il questore, ha disposto

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LaPanineria delcentrocheha espostoilmanifesto-appello seguitadaaltri localidelcentro. COLORFOTO

VICENZA-EMPOLI. Daspo del questore,12 indagati conildivieto dientrare ad eventi sportivi

In tutto sono trent’anni. Trent’anni senza calcio dal vivo. Insomma per un bel pezzo dovranno accontentarsi della tv i dodici tifosi a cui oggi il questore notificherà i Daspo. A nove è andata meglio: “solo” due anni. Per due di loro il divieto di partecipare agli eventi sportivi durerà tre e per un solo ultras, visto che si tratta di un recidivo, la misura è stata ben più severa: quattro anni. Tutti, poi, sono stati denunciati per violazione della legge sugli stadi. Il lavoro della polizia però continua: perché grazie alle immagini delle telecamere del Menti e alle riprese effettuate sabato dagli agenti della scientifica si sta cercando di identificare altre persone. Probabilmente per altri 4-5 tifosi presenti quel giorno allo stadio nel gruppo dei più agitati potrebbero scattare gli stessi provvedimenti. Ieri intanto sono stati ben due gli appuntamenti ieri a Vicenza in tema di sicurezza dopo la tormentata partita tra i biancorossi e l’Empoli. Il questore Angelo Sanna ha convocato infatti il Gruppo operativo per la sicurezza di cui fanno parte funzionari dei vigili del

rista da una vita - ma auspico che si facciano bene i conti». In sostanza il suo appello è rivolto anche «ai vicentini, a chi vuole investire: ci pensino una volta in più, soprattutto nella scelta del luogo». «So che il Comune non può impedire le nuove aperture - aggiunge Valter Benvegnù, dell’Osteria Vicolo Santa Barbara -. Dico anche che una zona con molti locali è positiva perché crea un “giro” virtuoso, ma il troppo è troppo». «Se fosse sempre come nei tre mesi della mostra in Basilica, allora saremmo contenti tutti - conclude Cavaliere - ma non è così». •

«Non sempre tutti i cittadini hanno potuto esercitare il diritto di voto: al momento dell’unità d’Italia, poteva votare soltanto chi possedeva un certo reddito; poi vennero esclusi gli analfabeti; dal 1919 il diritto di voto fu esteso a tutti gli uomini maggiorenni; il regime fascista, eccetto che all’inizio, non indisse più elezioni; soltanto nel 1946 ebbero il voto anche le donne. E oggi l’amministrazione comunale di Vicenza potrebbe impedire di esercitare un diritto a quella ottantina di cittadini che, avendo aderito ai soggiorni climatici per la terza età, dovranno partire per la Sardegna l’8 giugno data del prevedibile ballottaggio». A lanciare l’accusa è Patrizia Barbieri, consigliera comunale e ricandidata della Lega Nord. «Ora - scrive Barbieri in una nota - ci si domanda se la solita svista del decentramento, del suo funzionario Diego Fontana, a cui peraltro fanno riferimento associazioni che organizzano i soggiorni, o del suo sempre amico Achille, che magari da per sicuro che non ci sarà ballottaggio. Oppure, ancora l’assessore al decentramento Massimo Pecori non ricorda che la Costituzione afferma che «Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età e aggiunge che il voto è personale, eguale, libero e segreto. E infine che votare è un "dovere civico"». •

LACONCENTRAZIONE Soloincontrà Maningli esercizipubblici sonosei: altriduesorgono nella laterale,stradellaSanta Barbara.Allargandoil raggiodiosservazione a contrà Santa Barbara, piazzaBiade, dei Signori, Erbe,piazzettaPalladio, contrà Cavoure delle Morette,sisfiora quota trenta,pernon diredelle gelaterie,spuntate come funghi.

crescita esponenziale della concorrenza». L’invito è sì al sindaco che verrà, ma nella consapevolezza che il Comune poco o nulla può fare: «In municipio? No, non ci sono andato - dice Cavaliere - so già la risposta: che c’è la legge sulle liberalizzazioni e che se uno vuole, apre». Basta rispettare le norme igienico-sanitarie e di sicurezza, ma sono lontani i tempi in cui c’erano distanze minime da osservare, e da oltre un lustro è tramontata anche l’era delle licenze. Liberalizzazioni e crisi producono un doppio effetto: negozi che chiudono, bar che aprono. Dove si vendevano ca-

la convocazione della Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo al fine di effettuare un sopralluogo al Menti di Vicenza. Motivo: verificare se le condizioni dell’impianto danno sufficienti garanzie in tema di sicurezza. In particolare dopo il

cedimento di quel cancello a ridosso del campo che avrebbe dovuto in realtà reggere all’urto dei tifosi. E che alla fine in emergenza è stato chiuso con una catena da motorino. Al sopralluogo ieri ha partecipato il viceprefetto Foglia accompagnato da alcuni funzionari della questura. Sabato dopo quei cinque gol dell’Empoli in appena dodici minuti avevano convinto almeno 300 tifosi ad abbandonare lo stadio, per poi accalcarsi davanti all’ingresso principale, tentando di aprirlo. Un gruppetto però si stacca, raggiunge la curva sud e sfonda un cancello per invadere il campo: proprio in quel momento un giovane steward che tentava di chiudere l’accesso con una catena è stato ferito al volto. Inizia il secondo tempo ma l’arbitro sospende la partita: i giocatori hanno ripreso a giocare solo dopo 29 minuti. «La riunione di oggi - ha considerato il questore Angelo Sanna - è di fondamentale importanza per fare in modo che quanto accaduto non si ripeta più. Saranno analizzati tutti gli aspetti, per capire che cosa sia andato storto e risolvere il problema con la collaborazione di tutti» • © RIPRODUZIONERISERVATA

micie sono spuntati i tramezzini, al posto dell’agenzia immobiliare ecco il risto-bar. «Molti nascono come bar e poi servono i piatti pronti, mentre io in cucina ho i cuochi diplomati osserva Isabella Berdin, contitolare del Malvasia -. Qualche tempo fa potevo assumerne uno in più, come i camerieri: oggi lavoro il triplo io per contenere i costi». Berdin aggiunge un altro capitolo al cahier de doléances: quello del «trasloco fuori dal centro» di funzioni quali «il tribunale e la camera di commercio». «Non sono contrario alle nuove aperture - dice Giampaolo Marcon, del Piccadilly, ba-

elettorando VARIATI SINDACO STASERAA LAGHETTO L’ULTIMAASSEMBLEA

Oggi il sindaco Achille Variati incontrerà i cittadini alle 10 al mercato di San Paolo. Nel pomeriggio dalle 16 alle 18 sarà a disposizione dei vicentini nella sede del Comitato elettorale in piazza delle Poste. Alle 20.45 si chiude il ciclo delle assemblee nei quartieri: appuntamento con la circoscrizione 5 in via Lago di Pusiano.

MOVIMENTO5STELLE ZALTRONSOSTIENE CENTROANTIVIOLENZA

Liliana Zaltron, candidata sindaco per il M5S plaude al Centro antiviolenza. «Da donna - ha detto - voglio ringraziare i lavoratori e i volontari del Centro antiviolenza Vicenza, per il prezioso lavoro e per le battaglie portate avanti per sensibilizzare sulla piaga sociale dei maltrattamenti e delle violenze sulle donne».

LISTA CICERO STASERAA VILLA LATTES SIPARLADI PROGRAMMA

Stasera alle 20.30, nella sede dell'ex Circoscrizione 6 (Villa Lattes), si terrà un incontro della Lista Cicero Impegno a 360˚. Sarà l'occasione per illustrare e discutere il programma, con particolare riferimento alle problematiche dei quartieri Villaggio del Sole, San Lazzaro, Santa Bertilla, Biron, Maddalene, viale Trento.

«Noai viaggi peranziani ilgiorno del ballottaggio»

VERSOILVOTO. Stamattina sulsitodel GdV

Candidatisindaco Intervistesulweb indiretta streaming Oggiil debuttocon Giampiccolo ilvoltodiAlternativaComunista Candidati sindaco in diretta streaming sul sito internet del Giornale di Vicenza. Inizia oggi una serie di interviste ai candidati alla poltrona di primo cittadino alle elezioni del 26 e 27 maggio che potranno essere seguite in tempo reale sul web. L’intera intervista sarà possibile leggerla il giorno seguente sul Giornale di Vicenza in edicola. I giornalisti della redazione del Giornale di Vicenza intervisteranno nell’arco di due settimane tutti e dieci gli aspiranti alla poltrona di sindaco. Il debutto è in programma per questa mattina, a partire dalle 11 circa, con Raffaello Giampiccolo, il candidato sindaco di Alternativa Comunista. Per seguire la diretta, che durerà circa 15 minuti, basterà collegarsi alla home page del sito www.ilgiornaledivicenza. it. La stessa intervista, alcune ore dopo, potrà anche essere rivista accedendo all’archivio dei video del sito. Così sarà, nei prossimi giorni, anche per tutti gli altri candidati, con un calendario ancora da definire nel dettaglio: a parlare dei temi della città e dei programmi saranno chiamati il sindaco Achille Variati (Pd, Lista Varia-

RaffaelloGiampiccolo, Ac ti, Udc) e gli sfidanti Claudio Cicero (Impegno a 360˚), Maurizio Sangineto (Un’Altra Vicenza), Manuela Dal Lago (Lista Dal Lago, Lega nord, Pdl, No privilegi politici-Sì Dal Molin, Movimento per l’aria pulita-Meridio), Valerio Sorrentino (Lista Sorrentino sindaco), Liliana Zaltron (Movimento 5 stelle), Valentina Dovigo (Sel, La città respira), Guido Zentile (Rifondazione Comunista), Franca Equizi (Sos Vicenza giustizia legalità). • © RIPRODUZIONERISERVATA GV08954

Incontrà Maninelaterale 8 locali nelraggio di25metri:parteda quilaprotestadialcuni esercenti «Ilsovraffollamentoci uccide»

ALVOTO. Barbieri (LN)

Nuovi video e notizie sul sito internet:

www.ilgiornaledivicenza.it


Cronaca 15

IL GIORNALE DI VICENZA Mercoledì 8 Maggio 2013

Versoleelezioni.Itemi/3 Le replichedegli sfidantisulla questionestadio

Mobilità intilt

«Chisostienechelostadio vasalvatosbaglia:il problemaèlamobilità» CLAUDIOCICERO IMPEGNOA360˚

Laparola aicittadini

«Siamocontrarialnuovo stadiomasentiamoi cittadiniconunreferendum» LILIANAZALTRON MOVIMENTO5STELLE

TRASPORT ELAVORI PUBBLICI. Dopo leprimedichiarazionii protagonistidellacampagna elettorale tornanoaparlare delleidee e delleproposteperlastruttura

Menti,davecchiorudereamuseo Continuaildibattitotra candidati Analisi sulfuturodell’impiantosportivo Bocciatal’idea dellademolizione Lanostalgia maCicero eVariatiinsistono nonrisolve Nicola Negrin No alla demolizione. Non è un coro, ma poco ci manca. I candidati sindaco guardano (e salvaguardano) il Menti. Quasi tutto dicono di no al progetto del nuovo impianto a Vicenza Est o in altre parti della città. «Questa struttura - commentano - è storica e deve rappresentare i vicentini e Vicenza». La posizione non è unanime. Achille Variati, Claudio Cicero e Guido Zentile tirano dritto: «Non è più pensabile giocare in questo stadio; sta cadendo a pezzi e si trova in una posizione infelice». GUIDO ZENTILE. Il candidato di Rifondazione comunista ammette di avere «rispetto per tutti i colleghi che concorrono con me. Tuttavia il Menti di glorioso non ha granché in questo momento: c’è solo una memoria storica di quanto abbiamo visto sul campo. Va demolito. Sappiamo bene che in questo momento la struttura rischia di non reggere: basta sentire cosa accade quando tutti saltano. I gradoni traballano. Quell’area va riqualificata a fini pubblici, sociali, culturali e legati all’istruzione. Si può mantenere il portale d’ingresso. Il nuovo stadio servirà poi per il calcio ma anche per altre attività». VALENTINA DOVIGO. Sel sposa l’idea lanciata da Un’altra Vicenza nella giornata di ieri. «Sono sorpresa dal fatto che la maggioranza dei candidati sia per riqualificazione dello

Diventeràil puntodiincontro dellacittà Losportnonva “allontanato” MANUELADALLAGO LISTALIBERA DAGLISCHEMI

stadio esistente. A questo proposito, visto che non avevo fatto attenzione all’aspetto storico non essendo un’appassionata di calcio, appoggio la proposta di considerare lo stadio un vero e proprio monumento. Si possono attrezzare le sale mettendo in esposizione la storia del Lanerossi. Poi basterà riqualificare la zona con mobilità più “dolce” che deve appoggiarsi sui parcheggi d’interscambio. I soldi? Troviamo l’accordo con i privati». RAFFAELLO GIAMPICCOLO. Alternativa comunista va all’attacco del primo cittadino uscente, criticando il progetto di Ca’ Balbi. «Variati prende in giro i cittadini. È impossibile realizzare il nuovo impianto “senza colate di cemento”: l’area che aveva individuato per costruirlo è proprio un’area agricola. Anche Rifondazione dice di costruire in aree “compromesse o non utilizzate per la coltivazione”, ma dobbiamo essere realisti: queste aree a Vicenza non esistono più. Noi non ci stiamo. Ribadiamo che va sistemato il Menti e va fatto con i soldi privati della società sportiva, i cittadini non possono accollarsi l’ennesimo onere». ACHILLEVARIATI.Secondo il sindaco non ci sono alternative. «Salvare il glorioso Menti ristrutturandolo, come promette qualcuno? Un'idea molto suggestiva, ma impossibile da realizzare. Chi dice ai tifosi che il Menti sarà rimesso a posto, non ha fatto i conti con la realtà e promette ciò che non potrà fare: il Comune, proprietario dell'impianto che sta cadendo a pezzi, non potrà mai avere a disposizione i milioni di euro necessari per rimetterlo a nuovo e nessun privato è disposto e investire per la ristrutturazione. La scelta di realizzare un nuovo impianto è una scelta obbligata: sarà realizzato dai privati».

degli altri candidati, dopo aver lanciato l’idea del museo. «Siamo gli unici ad avere un' idea innovativa che porti la città a guadagnare anziché spendere. Lo stadio Menti dev'essere tolto dal degrado per rimanere ai cittadini. Un nuovo stadio significa ulteriore consumo del territorio cui diciamo “basta" e costi di gestione insostenibili che andrebbero a discapito della cultura e dei servizi sociali. Abbiamo bisogno di risanare e rendere più attraente Vicenza. Bisogna inaugurare il primo museo nazionale del calcio e affiancare una politica turistica che veda lo sport come attrattiva e punto di riferimento».

iproblemi

P

rima di cominciare a discutere dello stadio Menti e di un eventuale futuro impianto sportivo da realizzare in città, occorre svestire l’ideale maglia biancorossa e cancellare i ricordi che colorano la memoria del tifoso. Se la nostalgia e la passione indurrebbero a investire su queste vecchie e gloriose tribune, la ragione e il buon senso impongono di percorrere un’altra strada. Il motivo è economicamente banale: se anche si decidesse di pompare milioni e milioni per rimettere in sesto la struttura sportiva tanto amata, fra qualche anno sarebbe comunque impossibile ottenerne l’agibilità: la normativa stringente, legata alla collocazione del Menti, non offre margini di manovra. A questo punto la realizzazione di un nuovo stadio in un’altra zona diventa l’unica alternativa. La prima condizione è però quella di non lasciarsi tentare da faraonici progetti per realizzare cattedrali nel deserto (vedi lo stadio di Bari), puntando invece su un piano urbanistico complessivo destinato a fare dello stadio uno degli elementi di quello che dovrebbe diventare un nuovo polo urbanistico e architettonico. Certo, ora c’è la crisi e pure il Vicenza rischia di precipitare in Lega Pro (scongiuri ammessi): quanto basta per ritenere utopistica la sola idea di inventare dal nulla un nuovo polo, un nuovo quartiere. Ma un amministratore deve guardare al futuro, non al presente. E nel futuro si potrà trovare la ripresa economica e, magari, pure il Vicenza in serie A. • MA.SM. © RIPRODUZIONERISERVATA

Lanostalgia sembraprevalere trai candidati sindaco:quasi tuttivogliono lariqualificazione delMenti FRANCA EQUIZI. Una proposta che trova il no di Sos Vicenza giustizia e legalità. «Ribadisco la mia posizione già espressa: guai a chi tocca il glorioso stadio Menti. Va inserito fra i monumenti della nostra città e non abbattuto per soddisfare i soliti costruttori che, con la scusa del nuovo stadio, otterrebbero cubature su una delle poche aree agricole rimaste. Spero non si pensi poi a un project financing modello ospedale di Santorso. Il Menti va dato in comodato gratuito al Vicenza Calcio che dovrà provvedere, a sue spese, alla manutenzione interna, mentre il Comune sistemerà e valorizzerà i negozi che si trovano attorno». LILIANA ZALTRON. Nel frattempo il Movimento 5 stelle guarda ai cittadini. «La riqualificazione o la demolizione va concertata insieme alla società, ai tifosi e al comitato dei residenti. Noi siamo contrari al nuovo stadio, perché troppo caro e probabilmente inutile. La stes-

sa amministrazione comunale ha ammesso lo scorso gennaio che i lavori al Menti richiedono “qualche milione di euro rispetto alle decine di milioni per la realizzazione del nuovo impianto". Insistiamo sul referendum che coinvolge la città. Qualsiasi risposta da-

Salvarlo? Èimpossibile perchéilComune nonhaisoldi necessari ACHILLEVARIATI SINDACOUSCENTE

Vainserito fraimonumenti storicidiVicenza Noalprogetto diCa’Balbi FRANCA EQUIZI SOSGIUSTIZIA ELEGALITÀ

ranno i cittadini, le spese dovranno essere sostenute dalla società e dai privati». MANUELA DAL LAGO. La candidata del centrodestra ripensa al Menti come luogo di incontro. «Non è un caso che la maggior parte dei candidati sia per la riqualificazione del Menti. Certo, lo stadio attuale ha bisogno di un restyling, nessuno lo mette in dubbio in questo momento, ma è l’occasione per ripensarlo come un punto d’incontro che dovrà fungere da centro di aggregazione: uno spazio che potrà ospitare anche eventi o altre manifestazioni. Ripeto, l’impianto potrà essere un valore aggiunto e una risorsa per il centro storico perché lo sport fa parte della vita della città. Chi vuole portare lo sport e i tifosi fuori dal centro probabilmente ha la stessa mentalità delle grandi televisioni che svuotano gli stadi». MAURIZIO SANGINETO. Un’altra Vicenza raccoglie il plauso

CLAUDIO CICERO. Il candidato di Impegno a 360 gradi non ci sta e va all’attacco degli sfidanti che preferiscono la riqualificazione. «Ma hanno capito che il vero problema non è la struttura in sé ma la sua collocazione? È completamente sbagliata. Ogni volta che c’è una manifestazione si blocca la città. Non è possibile mantenere un impianto sportivo del genere in quella posizione. È il posto più sbagliato per la mobilità: chi abita là non può muoversi quando ci sono le partite. Non è giusto. Invito i candidati a trasferirsi lì per un mese, poi mi diranno. Diano ascolto a Claudio Cicero, la mobilità in persona. Così non va assolutamente bene». VALERIOSORRENTINO.L’ex consigliere comunale del Pdl smussa la posizione presa nella giornata di ieri. «Nessuno discute il valore storico e il culto che i vicentini hanno per il Menti. Oggi come oggi, esso può ancora restare lo stadio della città. Ciò che veramente è rilevante e fondamentale è che deve essere la società calcistica a farsi carico dell'impianto in cui gioca la squadra, sia esso il Menti sia esso il nuovo stadio in altre zone della città. È un principio, questo, a cui devono guardare tutte le amministrazioni: la squadra di calcio è patrimonio della città, ma devono essere le società a sostenere i costi, così come ottengono i guadagni della propria attività». • © RIPRODUZIONERISERVATA


Cronaca 19

IL GIORNALE DI VICENZA Mercoledì 8 Maggio 2013

ULSS6. L’azienda ospedaliera vicentinadovrà fare i contiperòconil blocco dei concorsi

Nuovodirettore medico egiro di primari invista IldgAngonese sceglieEnnio Cardoneche vaasostituire DallaBarba Dagiugnovia allegrandi manovre pervari repartidelSan Bortolo Franco Pepe

L’ospedale SanBortolo aVicenza. Nominatoildirettore medico

Èunuomo preparato chehaacquisito unanotevole esperienza ERMANNOANGONESE DIRETTORE GENERALEULSS6

tosto attesa e alla quale pensava da tempo - . Ho molta fiducia in lui e sono certo che farà bene». L'arrivo di Cardone a Vicenza coincide con la conferma di Dalla Barba alla direzione del Poliambulatorio n. 1 di contrà Mure Santa Lucia, che prima manteneva questo incarico ad interim. Lo stesso Dalla Barba si recherà, inoltre, a Noventa come dirigente medico due giorni la settimana, mentre per altri due giorni ci andrà Tiziana Sagazio, altra componente del team della direzione del San Bortolo. A livello di apicalità mediche, intanto, nei prossimi mesi al San Bortolo si preannunciano grandi manovre. Da giugno al primo gennaio del 2014

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AUSER Alle16a palazzo Cordellina,Alberto Braghinsarà ilrelatore dellaconferenzasu “L’Italia fuori d’Italia:il linguaggioclassicoalla conquistadell’Europae delresto del mondo”. Organizzal’Auser. MEDICIIN CITTÀ Inviale Dalmazia dalle 10.30fino alle18.30 sarà allestitoun campobase dove imedicidi famiglia “Simg”saranno a disposizionedei vicentini

perfornireconsiglisu comeadottareuno stiledi vitasano. L’iniziativa rientra nella campagnainformativa “Prevenire oggiperstare megliodomani”. COLLEZIONISMO Alle10al centro “Proti”in contrà Protiincontrosul collezionismoorganizzato dall’Unionefilatelica numismatica. FIORIE ORTI INPIAZZA Periniziativa dell’associazione “Botteghedipiazza delle Erbe”incollaborazione conilComune si tieneoggi ilmercato“Fiori e orti” in piazzadelle Erbe. FAMEDALUPI Domanialle17.30 alla libreria“Girapagina” presentazionedel libro “Fameda lupi”e il laboratoriocreativoperla Festadella mammaconle mammescout.

ASPETTANDOIL GIRO. Domanileregistrazioni

IlGiretto d’Italia contaivicentini chevannoin bici

Dueivarchi dovefarsi contare dalle7.30 alle9.30 da Tuttinbici Nell’anno in cui Vicenza ospita una tappa del Giro d’Italia, sarà l’edizione del primato? È quello che si augurano gli organizzatori del “Giretto d’Italia”, la manifestazione che incentiva l’uso non tanto sportivo della due ruote, ma quello quotidiano, quello cioè dei tragitti brevi, casa e lavoro per intenderci. Si tratta di una sorta di sfida a colpi di pedale tra 24 città italiane per decretare qual è quella dove la bici si usa di più. L’obiettivo è duplice: incentivare l’uso delle due ruote, ma anche e soprattutto puntare affinché gli enti locali realizzino concretamente una mobilità a misura di ciclisti. Nei giorni scorsi, la presentazione della manifestazione promossa da Legambiente e Tuttinbici Fiab Vicenza. L’appuntamento è per domani. All’incontro anche il sindaco uscente, Achille Variati, che promette: «Se sarò rieletto - dichiara - porterò i collegamenti ciclabili in città dagli attuali 64 chilometri a cento chilometri». E annuncia che sarà tra i tanti che parteciperanno all’iniziativa. Spiega Michele Mutterle, presidente Tuttinbici Vicenza: «L’iniziativa è alla terza edizione. Funziona così: vince la città che vedrà il maggior numero di ciclisti registrarsi ai check point. Durante il conteggio i volontari di Tuttinbici Fiab e Legambiente distribuiranno materiale informativo. Nelle passate edizioni ci siamo piazzati bene: sempre al quarto posto nella categoria delle città medie con una percentuale di spostamenti in bici del 40,5 per cento sulle auto. Il podio era occupato da Trento, Ferrara. Mentre Reggio Emilia, Padova, Modena e Ravenna inse-

guivano». L’invito a partecipare alla manifestazione, di cui è media partner la trasmissione nazionale di Radio2 Caterpillar, è rivolto ai vicentini che normalmente usano questo mezzo, e, novità di quest’anno, in particolar modo anche alle aziende, uffici comunali compresi, e le scuole. «Ci sarà infatti una vera e propria gara nella gara grazie alla collaborazione dell’amministrazione comunale - continua il direttore del settore mobilità del Comune, Carlo Andriolo -. In base alla percentuale del numero di tagliandi presi al check point e consegnati dai dipendenti in bici ai datori di lavoro, o dagli studenti alle scuole, verranno assegnati dei premi. Per chi lavora sono in palio dei buoni sconti per viaggi in Europa in bicicletta offerte da “Girolibero”, ma anche degli abbonamenti per il nuovo parcheggio bici custodito a Ponte San Paolo, grazie alla Cooperativa M25 che lo gestisce. Per gli studenti, invece, delle lezioni con i “maestri d’arte” di Cicletica che insegneranno le tecniche della manutenzione e riparazione della bicicletta». Alla fine, tutti i tagliandi che arriveranno dalle 24 città che hanno aderito alla manifestazione, saranno conteggiati e sarà stilata la graduatoria nazionale. Alla città vincitrice saranno consegnate delle biciclette in alluminio riciclato offerte dal Cial. Appuntamento, dunque, per domani, tra le 7.30 e le 9.30, nei due check point: il primo in contrà XX Settembre, all’incrocio con contrà San Domenico, e il secondo in via Bonollo, all’interno della porta, direzione centro. • CRI.GIA. © RIPRODUZIONERISERVATA

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Ennio Cardone è il nuovo direttore medico del San Bortolo. Si sciolgono le riserve su un incarico rimasto precario per tutti i due mandati di Antonio Alessandri. Il successore, il dg Ermanno Angonese, prosegue la sua marcia silenziosa e chiude un' altra vicenda finora costellata di interrogativi. Una vicenda un po' tormentata. Finora la direzione medica dell'ospedale era stata retta, ma sempre provvisoriamente, da Livio Dalla Barba. Il posto di ruolo apparteneva, infatti, a Paolo Spolaore, che, ancora nel 2003, era stato chiamato a dirigere il Centro epidemiologico regionale di Castelfranco, ma che ne aveva mantenuto la titolarità fino a quando, circa un anno fa, è andato in pensione. Da allora alla direzione medica si sono alternati Dalla Barba, che però a un certo punto ha preso la strada dell'Asl di Udine dove è rimasto un anno e mezzo, il compianto Michele Farina, l'ex primario del laboratorio analisi Giuliano Soffiati, e, di nuovo Dalla Barba tornato dal Friuli, al quale è stato rinnovato l'incarico a termine fino a una settimana fa. Poi la decisione di Angonese. Direttore medico diventa Cardone, rientrato a gennaio all'Ulss 6 dopo due mandati consecutivi di direttore sanitario a Bussolengo e a Cittadella, e subito inviato all'ospedale di Noventa al suo posto di ruolo rimasto congelato da quando si era messo in aspettativa. «È un uomo preparato che ha acquisito una preziosa esperienza - dice Angonese, motivando una scelta che era piut-

vanno in pensione ben 5 primari: a giugno lascia l'ospedale per limiti di età Pasquale Piccinni di rianimazione; a luglio sarà il turno di Mario Salvagnini di gastroenterologia; quindi concluderanno un lungo servizio Federico Colombo di radiochirurgia e Marco Visentin di terapia antalgica. Infine, il primo giorno del nuovo anno sarà anche l'ultimo come lavoro a Vicenza del primario di chirurgia generale Franco Favretti. Resteranno, perciò, sguarniti una serie di primariati eccellenti, e si aprirà il problema di una successione non facile visti i curriculum dei partenti. Si prospetta una fase delicata visto che restano tuttora vacanti altri primariati, tuttora presidiati, in qualche caso da parecchio tempo, anche tre anni, da facenti funzioni. In ballo ci sono anche qui reparti di prima fila: radioterapia, oncologia, laboratorio analisi, diabetologia, guidati rispettivamente con incarichi a termine da Cristina Baiocchi, Marcella Gulisano, Davide Giavarina, Marco Strazzabosco. Caselle importanti da riempire anche se l'Ulss è costretta a segnare il passo per il blocco dei concorsi. Qualche strappo è stato fatto con i concorsi della chirurgia maxillo-facciale (vinto da Ugo Baciliero) e della stessa oncologia (vinto da Paolo Morandi, il quale ha, però, optato per Venezia, per cui c'è da rifare il concorso). Tre concorsi su 4 appaiono necessari. I dubbi si concentrano sulla diabetologia. Saranno le schede a chiarirne il futuro. Se cioè resterà struttura complessa o verrà incorporata nella medicina generale. •

vademecum

DAI LORO QUADERNI, DAL PASSAPAROLA E DAI RICORDI UNA RACCOLTA DI CONSIGLI E DI TRUCCHI PER RISOLVERE « ALLA MANIERA DELLE NONNE » CON IL LORO SENSO PRATICO E UN PO’ DI FANTASIA I DILEMMI DELLA CUCINA MODERNA

La cucina era il regno indiscusso delle nostre nonne dove preparavano il cibo utilizzando il loro patrimonio di conoscenze. Non potevano permettersi sprechi; riciclavano ad arte gli avanzi e trovavano il modo di conservare al meglio il cibo acquistato. E non sprecavano nemmeno il tempo che, già allora, era considerato un bene prezioso.

* oltre al prezzo del quotidiano

L’autrice, dopo i due casi editoriali « I segreti della nonna » e « I segreti della nonna 2 », ci propone, in questo nuovo volume completamente inedito, una serie di nuovi consigli, segreti e trucchi delle nostre nonne totalmente rivolti ai « segreti » della cucina di una volta.

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rassegna 08-05-13