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PRIMO VOLUME

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QUIRINALE. Alta tensione: alprimoscrutiniol’ex sindacalistasi ferma aquota 521 (Rodotà240),tante bianche alsecondo

Marinibocciato,Bersaninellabufera Fumata nera per l’elezione del capo dello Stato e il Pd si spacca. Franco Marini non riesce a centrare al primo colpo - e neppure al secondo - l'elezione alla presidenzadellaRepubblica e nellamigliore delle ipotesi resta «congelato» fino alla quarta votazione. Tanti voti a Rodotà. f PAG2 e 3

di ARIO GERVASUTTI

IL CASO. TELECAMERE PUBBLICHE E PRIVATE SCRUTANO DOVUNQUE

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f SCORZATO PAG16

VICENZA. Primalastalla dev’essere sgomberata

Gli agenti della polizia locale e i tecnici di palazzo Trissino ieri mattina sono entrati in azione in Valletta del Silenzio, per la demolizione della stalla abusiva, che ora è del Comune. Le ruspe, però, devono attendere. Prima bisognerà sgomberare l’immobile, dove sono presenti attrezzi ma anche mucche e cavalli.

f NEGRIN PAG 14

Vicenzasottoilcontrollo dimilleocchielettronici Oltre 1000 telecamere puntate sulla città. Sono gli “occhi” del Grande Fratello che ogni giorno vigilano su strade, piazze, monumenti. Ma anche negozi, condomini e banche. Di queste una sessantina sono del Comune mentre le altre sono ad uso privato. Monitorate dalle centrali operative della polizia locale e della questura gli “occhi” sono puntati soprattutto sulle zone rosse, come viale San Lazzaro, viale Milano o campo Marzo e sui monumenti simbolo della città. Dalla Basilica all’Olimpico. f MILANI-MOGNON PAG15

uriosa la vita. Un messaggio in bottiglia, spedito dalla Nuova Scozia canadese nel 1985, è stato ritrovato sulle coste vicino a Spalato, in Croazia, ventotto anni dopo. Ha attraversato oceano e mari per recapitare ai posteri una dichiarazione d’amore a Mary, nome archetipo della donna. Il Johnatan che l’ha scritto, come il gabbiano Livingstone del celebre romanzo, aveva nel nome il destino del viaggio. Però il suo messaggio non conteneva richieste di soccorso, come sovente avviene: anche Cristoforo Colombo, non potendo disporre di e-mail e

Lastallache saràabbattuta

VICENZA

ZUGLIANO

f MOGNON PAG18

f PAG 22

Cena“romantica” finisceabotte dopoil“no”dilei CALTRANO

Spaccio,manette aexpanettiere: 11chilidihashish f SARTORI PAG 31

Messaggi in bottiglia

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di ZUANETTO MARCO

Anchelaportavoce AlessandraMoretti sismarcadalleader

AbusoinValletta: partelademolizione

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Poste Italiane S.p.a. - Sped. in a.p. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Vicenza

Q

uesta la dovevamo ancora vedere: il segretario del principale partito politico italiano decide di far votare un candidato al Quirinale, la sua portavoce annuncia che personalmente voterà diversamente, e il candidato in questione viene bocciato. Già tutto questo è vagamente surreale: ma il bello è che sia il segretario che la portavoce mantengono tranquillamente il loro ruolo. E qui, scusate, ci arrendiamo. Non stiamo parlando delle elezioni della bocciofila, o di una scelta che comporta drammatiche crisi di coscienza: si deve scegliere il simbolo di questa nostra disastrata Repubblica, l’uomo che deve riuscire nell’impresa di tenerci uniti quando tutto complotta per naufragare nell’anarchia. I giochi della politica, gli schemi dei partiti, almeno per questa volta dovrebbero sparire: invece non solo vengono utilizzati a piene mani, ma si tirano fuori perfino le schermaglie tra correnti. Fino alla comica finale di un segretario che non ha più un partito, e di una portavoce del segretario che resta tale pur dicendo il contrario di quel che pensa il suo capo. Per dirla come Bersani: qui stanno proprio a pettinare le bambole. Preso atto della bocciatura di Marini, cosa fa chi non era d’accordo con questa scelta? Strepita chiedendo un cambio di rotta in favore di Rodotà. Ma se Marini non è passato con i voti del centrodestra e di mezzo Pd, perché mai Rodotà dovrebbe passare con i voti dell’altro mezzo Pd e dei grillini? Perché Bersani ha buttato 50 giorni a inseguire inutilmente Grillo, salvo poi virare verso Berlusconi proprio nel giorno in cui Grillo ha fatto un passo verso di lui? Perché Grillo ha buttato 50 giorni a dire di no a Bersani, e si è deciso a usare il buon senso proprio il giorno in cui Berlusconi è riuscito a convincere Bersani che non c’era alternativa a un governo di larghe intese? Perché Berlusconi non è in grado di proporre un nome per il Quirinale che sia autorevole, equilibrato, moderato, riconosciuto, credibile, e che non sia una vecchia cariatide? E infine: perché non ci rimandano subito a votare, così almeno ridiamo per qualche motivo valido? •

LAPOLITICA

Cuocoarrestato peraverrapinato unagioielleria

La politica ruba il futuro ai giovani di GIANNI ZEN f PAG9

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La comica finale

Idemocraticidivisialvoto Ilsegretario:«Primarie fraigrandi elettori perilnostrocandidato»

di ANTONIO DI LORENZO cellulare, sfruttò la bottiglia d’emergenza. Era convinto di naufragare, invece scoprì l’America. Chissà se il suo “Sos” sta ancora galleggiando lungo i sette mari da cinquecento anni. Intanto al di qua dell’Adriatico, a San Bonifacio, un imprenditore che vanta crediti milionari ma non riesce a farsi pagare, si vede recapitare un’ingiunzione a sborsare un centesimo per una procedura fallimentare altrui. Sì, un centesimo di euro, una monetina che neanche le macchinette del caffè accettano. La burocrazia italiana arriva anche a questo paradosso: trasforma i grandi

creditori in minuscoli debitori. Lui, Franco Castelli, s’è messo a ridere per non piangere. E il debito non intende pagarlo. Beffato sì, ma anche connivente dell’italica stupidità proprio no. Che fine farà un Paese così? C’è di che deprimersi. Meglio avere fiducia: si sta per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica. Nell’Italia che annaspa nel mare della crisi, sballottata dalle indecisioni della politica, speriamo non debba seguire la ricetta indicata da Sting in una vecchia canzone, Messaggio in bottiglia appunto: “Manderò un Sos al mondo”. •

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IL GIORNALE DI VICENZA

VENETO

«Tuttisullastessa barca:salviamo ilmanifatturiero» Lasegretariasaràriconfermata oggi:«Lasituazione èesplosiva Servenuovo slancio,produrre ricchezzae ripensareilwelfare» INVIATA A MOGLIANO VENETO

La camicia morbida e bianca, pashmina delicata, jeans d’attacco. Ci vorrebbe l’elmetto. «A quattro anni dall’ultimo congresso il Veneto e il Paese si trovano in una situazione potenzialmente esplosiva». One woman al microfono, davanti ad una platea zeppa, un tarlo fisso: tornare a produrre ricchezza perché «il lavoro è la vita, lo sai». Lo sanno tutti: «Senza quello esiste solo paura e insicurezza». Oggi la situazione è pesante: «Un buco lo ripari, ma quando la tela ha tanti buchi si sfalda e si strappa e si sfilaccia tutto». Franca Porto, 53 anni, apre l’XI congresso regionale della Cisl

PADOVA.Trafficodroga,13arresti

LaGdfhaarrestato13personeinun’operazioneantidrogaincui hamonitorato83conticorrenti:emergeungirod’affariper700 milaeuroin6mesi.Sequestratiimmobilieattivitàcommerciali.

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CONGRESSOCISL. FrancaPortoalla guida delprimo sindacatoveneto

Roberta Bassan

Venerdì 19 Aprile 2013

ospitato al Move hotel di Mogliano Veneto davanti ai 400 e passa delegati che oggi confermeranno il suo nome alla guida del sindacato bianco veneto, 430 mila associati. La vicentina parla davanti ai leader delle categorie economiche con cui dialoga da sempre e condivide la crisi maledetta che sta sfiancando tutti, lavoratori e imprenditori «sulla stessa barca». Centomila posti di lavoro persi in cinque anni. Franca Porto è tosta. Nella sua relazione lunga quasi un’ora affronta, sviluppa, affonda, stiletta. L’obiettivo è sempre quello di portare a casa il risultato, così come quando affronta le contrattazioni sempre più pesanti di questi tempi. Così come ha affrontato tra non pochi

scogli il non facile percorso della riorganizzazione del sindacato fatto di forbici e razionalizzazioni a volte sofferte. Ma oggi il refrain è uno: «Salvare le aziende manifatturiere della nostra regione, grandi o piccole che siano, questa su tutte è la priorità. Il nostro problema - dice - non è la mancanza di vento, ma di rotta». E indica la sua via. CONTRATTAZIONE. «Il primo problema da affrontare è tornare a produrre ricchezza e questa ricchezza dovrà essere prodotta in modo prioritario dal manifatturiero. Servono quindi azioni socialmente condivise, servono alleanze, serve cooperazione». Elenca una sfilza di nodi da sciogliere: i cappi fiscali, il rapporto imprese-banche, l'aumento delle dimensioni d’impresa. «Servono scelte forti, coraggiose, tempestive». La via è quella della contrattazione e degli accordi tra sindacato e impresa. parla di responsabilità: «Chi ha un problema e vive una situazio-

Gestionedella crisi

AppelloaConfindustria «Apraallabilateralità» Zuccato:«Altrimezzi» «Lastrategia promossa da ConfindustriaVenetochenon havoluto la realizzazionediun accordoquadro per attivare un sistemabilaterale eaprireuna grandestagionedi contrattazioneaziendaleper la crescitaèstata miope. Speriamochele aperture di questigiornidelpresidente Squinziedelpresidentedi ConfindustriavenetoRoberto Zuccatosianoutili a recuperareiltempo perduto. Ciòchenoi proponiamoèun modellosperimentato e condivisonellagestione della crisi. Èunmodello forte perché utilea imprese elavoratori comequelloche condividiamo congli artigiani attraverso l’Ebav(Enteartigianato bilateraleveneto)». Èunchiodo fisso. Ma Confindustriasuquestopunto rispondepicche.Zuccato premettechel’aperturaal dialogoèfondamentale e vanno trovate«tutti assieme formeper cercare nuove soluzioni». Iltema temaspecificodella bilateralitàperò -ricorda -ègià statoaffrontato: «Lenostre categorierispetto adaltreafferma-hanno già un'attività

relativa all’autofinanziamento dellacassaintegrazioneein questomomentoaggiungere ulterioricostia quelligià altidella manodoperafrancamente èuna delleprioritàminori. Questo non togliechesiamodisponibili al dialogoea creare unwelfare localeper assisterei lavoratorie lefamiglie. L’ente bilateraleèun mezzo,manon èl’unico.Non andreiadaggiungere altri costi, proprionoi chechiediamo semplificazione.Ripartirei piuttostodallapropostawelfare portataavantidal mio predecessoreTomat.». Unaltropunto diquelliproposti daFrancaPortotrovauna certa ritrosiain Confindustria.Èla legge regionalecherenda obbligatoria laconsultazione popolareper le grandiopere: «Cercare ilconsenso èfondamentale- diceZuccato-, mase cominciamo a chiederefin dall’iniziol’autorizzazioneper partirecon un progettoche interessalacollettività, nonci muoviamo più». Riflessioneanchesulla politica, mentresi dilungail votosul capo delloStato:«Abbiamobisognoal piùprestodiun governoche prendainmano lasituazione, quellochec’èfa manutenzione. Serveun progettoPaese». R.B. © RIPRODUZIONERISERVATA

FrancaPortoversolariconferma alla guidadellaCisl veneta ne di crisi e difficoltà ha tutto il diritto di protestare, ma chi esercita la rappresentanza deve fare proposte e trovare soluzioni». Va in pressing sul sistema bilaterale chiamando in causa Confindustria (vedi articolo a lato). Parla di tutele sociali: «Un buon welfare come volano di nuova economia, capace di selezionare le prestazioni sulla base dei bisogni reali, che si affianchi in maniera sussidiaria ed integrativa a quello pubblico che coinvolga imprese e sindacati, terzo settore, istituzioni». IMPRESE IN PRIMA FILA. C’è il presidente di Confindustria regionale Roberto Zuccato ad ascoltarla in prima fila, accanto a lui Giuseppe Sbalchiero, presidente di Confartigianato veneto. Tutti vicentini a cercare la rotta in questo momento nefasto. Zuccato condivide al-

cuni ragionamenti di Franca Porto, in particolare relativi al manifatturiero «che - afferma il leader di Confindustria - rimane al centro di questo territorio come creatore e distributore di ricchezza, dal quale bisogna ripartire e lavorare». L’industria spinge sul ripensamento del settore, Zuccato annuncia a breve la presentazione di un progetto in cui emergerà lo sviluppo di un pensiero nuovo: «La conoscenza delle mani, il saper fare non ha creato negli anni un'organizzazione dell’impresa tale da affrontare il cambiamento che c’è stato e va aiutata a riflettere sulla dimensione, c’è bisogno di spingere sulle aggregazioni e la finanza d’impresa». Sbalchiero da parte sua condivide il ragionamento di Franca Porto sul fatto «che dobbiamo sfruttare le esperienze positive e farle diventare patri-


Venerdì 19 Aprile 2013

CORTINA.Sci,candidaturaufficiale

ÈstatafirmataierilaconvenzionetrailComitatoCortina2019 elaFederazioneitalianasportinvernali(Fisi)perlacandidatura dellacittadinadolomiticaaiMondiali2019discialpino.

TREVISO.Crisi,psicologoscontato

AccordoCnaTreviso-Ordinedeglipsicologi:gliimprenditorisoci cheincrisipersonaleperlasituazioneeconomicapotrannousufruirediduecolloquigratuitiedisedutesuccessivea50euro.

PADOVA.Anguilla?No,eramurena

GuardiacostieradiVeneziaeUlss16hannoverificatonelPadovanounatipicafrode:pescecoltelloemurenaasiaticavenduti comeanguilla,etotanodelPacificovendutocomecalamaro.

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IL GIORNALE DI VICENZA

Autogemelli Vicenza Autogemelli Bassano Autogemelli Zanè

ARTIGIANI INALLERTA. Proposta una direttivache punirebbe le imprese ALLIDO. Scoperto dallaGuardiadi finanza

Auto:l’Uevuoletogliere Falsodentistaaveva incassato500milaeuro lerevisionialleofficine VENEZIA

VENEZIA-BRUXELLES

DasinistraViafora,Colamarco, Zuccato e Sbalchiero monio di tutti». E anche sull’importanza «della partecipazione, ognuno con il proprio ruolo, perdendo l’io-sfrenato. Oggi - sostiene - l’obiettivo è lavoro e impresa». PRESSING SULLA POLITICA. Un capitolo Franca Porto lo riserva alla politica regionale a cui riconosce «cose buone», ma «ci inquieta il clima degli ultimi mesi più attento alle diatribe interne». L’assessore Elena Donazzan interviene: «Ripartire dal lavoro e dalle imprese». Tutti d’accordo. Per Franca Porto 25 secondi d’applauso. Oggi la nuova investitura. •

OGGIBONANNI PORTO VERSO LARICONFERMA Previstostamattina l’interventodel segretario generaledella Cisl Raffaele Bonanni.Il programmadei lavori prevede oggi,giornata conclusiva del congresso, l’elezionedegli organismi. FrancaPorto,candidata unica,va versola riconfermaalvertice della segreteriaregionale.

Il mondo degli artigiani veneti è in subbuglio, perché c’è il rischio che una tegola arrivi sulla testa da Bruxelles: la separazione obbligata tra l’attività di autoriparazione e quella “istituzionale” di revisione obbligatoria dei veicoli. A schierarsi subito in difesa delle imprese artigiane è Mara Bizzotto, europarlamentare della Lega nord. «La proposta della Commissione europea sulla revisione dei veicoli, se attuata si tradurrà nell’ennesima stangata per l’economia italiana con la scusa della sicurezza stradale e dell’armonizzazione delle regole», spiega la Bizzotto, che è componente della commissione “Trasporti” e si si schiera contro il provvedimento presentato da Bruxelles che intende imporre l’obbligo, in tutta Europa, di mantenere divise le strutture adibite alla revisione da quelle addette alla riparazione. Con un'interrogazione presentata proprio alla Commissione Ue, ribadisce che «se la sicu-

DALLA PRIMAPAGINA

Carapolitica,ilguaio èchestiamorubando ilfuturoainostrigiovani di GIANNI ZEN

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’è un qualcosa di nondetto nei commenti che stanno accompagnando questo lungo periodo del dopo-voto. Soprattutto a proposito dell’exploit di Grillo e del suo movimento. In un contesto non di crisi passeggera, ma epocale, per via di una globalizzazione che solo ora stiamo iniziando a metabolizzare, di cui il successo di Grillo è solo un assaggio temporaneo, abbiamo capito che si sta ridisegnando, volenti o nolenti, il parterre della nostra vita sociale, economica, istituzionale. Parlo di un periodo storico nato con la generazione del ’68, quella che ha finito per privilegiare i padri sui figli, gli anziani sui giovani, le tante caste ed i troppi conservatorismi a danno del merito, del talento, delle reali pari opportunità. Rivoluzionari sul passato, conservatori sul presente-futuro. STIAMOSACRIFICANDO IGIOVANI. Pur sapendo, per farla breve, che il destino dei giovani è quello di un Paese, noi vediamo che il nostro “sistema Paese” in realtà li sta sacrificando, li sta escludendo dai gangli vitali. Li conosciamo tutti i dati sulla disoccupazione giovanile (36,6%), come gli oltre 2 milioni di Neet, corrispondente al 21,5% dei giovani tra i 15 e 29 anni. Eppure, i padri, nei con-

fronti dei figli, hanno preferito costruire, nel mondo del lavoro, nella politica, nella scuola e nell’università, dei veri muri di gomma, cioè vere forme di sbarramento e autoprotezione. L’età media dei gruppi dirigenti oggi tocca i 64 anni. SERVEUNASOLIDARIETÀGENERAZIONALE. Perché, ad esempio, non matura un sorta di “solidarietà generazionale” tra i nonni ed i padri che oggi sono in pensione con regole e norme altamente favorevoli (chi è andato in pensione dopo 14 anni, dopo 19 anni, dopo 25 anni, dopo 30 anni, dopo 35 anni, dopo 40 anni, mentre oggi i 40 non bastano più, e con un calcolo, per i prossimi anni, solo contributivo), mentre i figli e nipoti chissà se e quando andranno in pensione, e con quale assegno mensile? Guai a parlare di queste ingiustizie... Perché ciò che è stato possibile nel ’68, cioè una rivoluzione generazionale, ora non è possibile? Perché, numericamente, i giovani di oggi sono minoranza rispetto ai giovani di allora. Non solo. Ma quei giovani di allora sono oggi gli stessi che stanno difendendo a denti stretti le proprie posizioni, a scapito dei più giovani. IL MONDO DEL LAVORO SI IMPOVERISCE. Cosa stiamo, ad esempio, notando nel mondo del lavoro? L’assenza di massa di un’intera generazione. Il

Unarevisioneauto rezza resta un’assoluta priorità, non esiste alcuno studio o statistica che dimostri una stretta correlazione tra guasti tecnici dei veicoli (tra l’altro già sottoposti per legge a controlli periodici nei vari Stati membri, Italia in primis) come causa principale di incidente stradale». E proprio l’esempio di chi viene considerato - anche per essere contestato - il leader a livello europeo non dimostra affatto quello che di cui è convinta l’Ue: «In Germania, dove le revisioni sono da tempo affidate a soggetti diversi dalle offici-

ne, nel biennio 2010-2011 si è registrato un aumento del numero delle vittime di incidenti stradali pari al 10%, a fronte invece di un -4% registrato in Italia, dove le imprese di riparazione si occupano anche dei controlli di legge». Ecco perché la Bizzotto insiste sulla necessità che la Commissione Ue riveda la sua proposta considerando «i rischi che un mercato oligopolistico delle revisioni, ispirato più ai profitti che alla sicurezza, potrebbe provocare ai cittadini d’Europa. Ma quel che è peggio sottolinea - è il grave colpo che, in tempi di storica recessione, verrebbe assestato al sistema di piccole medie imprese italiane che hanno investito in protocolli molto costosi per ottenere le certificazioni e dotarsi delle apparecchiature necessarie a svolgere le revisioni: con la nuova norma rischierebbero il fallimento. Senza considerare - conclude - le ripercussioni sugli automobilisti della penisola, già trattati sistematicamente come bancomat dal governo di Roma a suon di aumenti di accise, imposte sull’auto, assicurazioni e pedaggi. Vogliamo gravarli anche da Bruxelles di un altro ingiustificato aumento del costo di servizi e burocrazia?». •

La Guardia di Finanza ha scoperto al Lido di Venezia un dentista che svolgeva la professione senza averne titolo, incassando prestazioni sanitarie per mezzo milione di euro in nero. Da anni il falso dentista, un 40enne veneziano, denunciato per esercizio abusivo della professione medica, esercitava indisturbato la pro-

Fotonotizia

Tornal’orso:summit politico IL RITORNO. Orme di orso sono ricomparse sul monte Altissimo (gruppo del Baldo). Il sindaco di Malcesine ha chiesto alla Regione risarcimenti per i danni già creati, e il ministro Clini ha tenuto un summitcon ilTrentinoper lagestione deiplantigradi nelNordest.

VENEZIA. “Venier Cini” che sta impoverendo in modo drastico la spinta all’innovazione, con la conseguenza che le aziende, i tanti mondi produttivi non si rinnovano, non sfruttano, cioè, la spinta innovativa e competitiva dei più giovani. Per quale motivo, ad esempio, ogni giorno perdiamo posizioni in tutti i settori più innovativi dell’imprenditoria, dell’innovazione culturale della scuola e dell’università, nella pubblica amministrazione? Molto semplice: chi oggi ha le redini del gioco non è in grado, tra le altre cose, di capire le nuove tecnologie come saprebbero fare i nativi digitali. «FURTO DI FUTURO». Potremmo chiamarlo “furto di futuro". Ma la cosa che stupisce è che i giovani sembrano non avere piú la forza di protestare, di contestare lo status quo. A Venezia come a Milano, a Roma come a Palermo. In altre parti d'Europa vi sono state manifestazioni di “indignati", ma legate ancora a forme di rivendicazioni “assistenzialistiche", non di liberazione dai troppi vincoli. I giovani oggi, piuttosto, sembrano rassegnati. A parte il voto di protesta in massa verso Grillo, sanno che non sono una forza antagonista. Piuttosto vivono nella società, come in famiglia, come il gatto di casa: a proprio agio, ma senza voce in capitolo. I giovani di oggi, dunque, non hanno gli strumenti nè la forza per fare una nuova rivoluzione, tanto da rischiare di appiattirsi sulle idee dei “vecchi". Fossimo un Paese serio, realmente solidale, il problema giovani sarebbe la priorità di tutti. Invece... • © RIPRODUZIONERISERVATA

Ilbidello aveva rubato l’operad’arte dallascuola VENEZIA

Il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Venezia ha restituito ieri all’istituto professionale nautico Venier Cini l’ “Isola di San Giorgio del 1951”, pittura ad olio su tela a firma dell’artista Guido Cadorin, scomparso da tempo. Il valore è di circa 30 mila euro. Nell’indagine sono state denunciate due persone per furto aggravato e ricettazione di un bene appartenente allo Stato: un bidello del “Cini”, che l’aveva occultato durante uno dei trasferimenti di sede dell’istituto e un socio che si era occupato di vendere l’opera. L’indagine è nata dai contatti e scambi informativi instaurati nel tempo dalle Fiamme gialle veneziane con associazioni, fondazioni, archivi ed artisti impegnati nella tutela del mondo dell’arte. Il quadro, raffigurante alcuni giovani marinai in Riva degli Schiavoni davanti al bacino di San Marco e sullo sfondo l’isola di San Giorgio, fu esposto nel 1952 alla Biennale di Venezia e poi acquistato dal conte Vittorio Cini: lo donò all’omonimo convitto, da lui creato per ospitare gli orfani del mare che frequentavano l’Istituto professionale nautico. Vari galleristi ne avevano rifiutato l’acquisto proprio per la dubbia origine. •

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Foltala platea alcongressoregionale dellaCisl

Bizzottoattacca:«In Germania lofanno,e cisono più incidenti»

fessione di dentista senza essersi mai laureato: aveva ricavato in uno scantinato, per nulla a norma. una stanza adibita a studio dentistico, con tanto di lettino medico, strumenti chirurgici, medicinali, anche di tipo anestetico, radiografie di pazienti, nonché bigliettini da visita e agende per la gestione visite. Numerosi i pazienti che da anni si rivolgevano all’uomo per cure dentali a prezzi concorrenziali. •


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IL GIORNALE DI VICENZA

ECONOMIA&FINANZA Telefono 0444.396.311 Fax 0444.396.333 | E-mail: redazione@ilgiornaledivicenza.it

IDATI DELLA RICERCADI CONFARTIGIANATO. L’indagine,incollaborazione conlaRegione,è statapresentataaVicenza

L’impresa-donnareggedipiù InVenetoleditteartigiane femminilisonooltre23mila Resistonomeglioallacrisi conuntassodisviluppodel2,7% Matteo Bernardini Se l’impresa è femminile, le possibilità di successo aumentano in maniera significativa. E non solo, perché se al timone di un’azienda c’è una donna, gli effetti della crisi si fanno sentire meno e vengono gestiti meglio. Tutto questo vale, soprattutto, per le attività commerciali artigiane che nella nostra regione, così come in Italia, registrano un saldo nettamente positivo e buone performance di tenuta nella difficile congiuntura economica che stiamo attraversando. È quanto emerge dalla ricerca “La mia impresa. Nuovi lavori e nuove professioni. L’imprenditoria femminile in Veneto”, voluta dalla Commissione regionale Pari opportunità, curata dall’Ufficio studi di Confartigianato, e presentata ieri al Centro congressi degli artigiani vicentini. Alla fine del 2012 il numero delle imprese italiane femminili è di 1,4 milioni, ovvero il 23,5% del totale (6,1 milioni).

Il tasso di natalità dell’imprenditoria “rosa” è stato del 13,1% mentre si è attestato al 12,8% quello di mortalità. In Veneto, sulle complessive 501.950 imprese attive, il 21,9% - ovvero 109.750 - sono guidate da donne. Se si guarda al dato relativo alle aziende artigiane, quelle femminili sono 23.046 (il 16,6% delle presenze totali in Italia). Dato che colloca la nostra regione al dodicesimo posto a livello nazionale. In linea con il resto del Paese, si registra un saldo positivo (tra natalità e mortalità imprenditoriale) dell’8,5%. Cifre ben diverse da quelle che contraddistinguono la realtà delle attività economiche gestite dai maschi a livello artigianale. In questo caso infatti, in Veneto, si registra un tasso di mortalità aziendale piuttosto elevato pari al 18,6% mentre le nuove imprese nate si fermano al 13,6% con un saldo negativo, dunque, pari al 5%. Restringendo il campo alla provincia di Vicenza, i settori con la maggior incidenza di imprese femminili sono quelle del com-

Lecifre

16,6% LEIMPRESE ARTIGIANE “ROSA” INVENETO

Percentualeche tradotta incifresignifica23.046 aziendedel settore artigianaleveneto dirette dadonne. InItalia sonoin totale243.286

+8,5%

ILSALDO TRAIMPRESE FEMMINILINATEE CESSATE

Rispettoalle imprese gesititedagliuominiquelle “rosa”si dimostrano più fortinelresistere alla crisi economica.Iltasso maschileèinfattidel -5%

40,6%

LEIMPRESE VICENTINEDEI SERVIZIALLAPERSONA

Il16,9%è invecededicato alcommercio aldettaglio,il 13,1%alle coltivazioni agricole.Trale aziende artigianeil7,4%opera nel settore-moda

Donneimpiegateall’interno diun’azienda mercio al dettaglio (16,9%), delle coltivazioni agricole (13,1%), dei servizi alla persona (10,9%), della ristorazione (8,5%) e delle attività immobiliari (8%). Il tasso di sviluppo complessivo legato a questi comparti è dello 0,4%. Per quanto invece concerne le aziende artigiane femminili, il comparto con la maggior incidenza e il miglior tasso di sviluppo è quello riferito ai servizi alla persona (40,6%), seguito dalle attività economiche delle confenzioni di articoli di abbigliamento e degli articoli in pelle e pelliccia (7,4%). Il tasso di sviluppo complessivo è

PROGETTO. Popolare diVicenza assiemeaMicrosoft e SeatPgItalia

BpVi,10 milioni aditte pernuovatecnologia Stanziamentoannunciato duranteSmau Padova Banca Popoalre di Vicenza punta sull’innovazione e mette a disposizione delle pmi un plafond di 10 milioni di euro (iniziali) per finanziare l’adozione di nuove tecnologie, con particolare riguardo alle nuove forme di aggregazione di Rete di imprese. Le aziende locali che intendono investire in nuove tecnologie IT a sostegno della produttività potranno così accedere con formule di credito agevolato al plafond “Pmi: Reti e Innovazione Tecnologica”. L’iniziativa dell’isituto bancacio berico è stata presentata in occasione del Salone Smau Business di Padova, assieme a Microsoft Italia, Seat PG Italia nell’ambito del progetto “Insieme per il territorio”. Il programma con cui i tre enti intendono aiutare il Paese ad accelerare la ripresa economica che fa ora tappa in Veneto per promuovere l’innovazione tecnologica della regione puntando su pmi e giovani con l’obiettivo di innestare un circolo virtuoso di produttività e occupazione. L’iniziativa di natura itinerante “Insieme per il territorio”, che sta gradualmente interessando una serie di regioni del nord, centro e sud Italia, muove dall’analisi del quadro attuale.

Lenuove tecnologiealla basedello sviluppodelle nostrepmi Il tessuto economico italiano è infatti costituito principalmente da pmi, che rappresentano il 99% delle aziende e realizzano il 70% del pil totale (dati Istat del 2011), ma che mostrano una scarsa tendenza all’innovazione. Il grado di competitività di un’impresa dipende però dalla sua capacità di innovare e occorre pertanto promuovere la diffusione di una cultura d’innovazione. Altro aspetto

alla base del progetto è la situazione occupazionale italiana: il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 34 anni in Italia si attesta al 33,9%, per contro la bassa disponibilità di profili qualificati inibisce la produttività del Paese. Oltre ad agevolare l’accesso alla tecnologia è quindi fondamentale, investire in programmi di formazione. In particolare, se si guarda alla presenza online delle impre-

del 2,7%. «Partiremo proprio dall’analisi di questi e quindi dalle aspettative delle stesse imprenditrici per proporre nuovi suggerimenti al sistema politico regionale - dice Daniela Rader, presidente di Confartigianto Donne impresa Veneto - e questo affinché si possa legiferare e promuovere nuovi sostegni che rispondano alle molte criticità». Parole alle quali si aggiungono quelle dell’assessore regionale Marialuisa Copppola: «Crediamo che le imprese femminili possano dare un contributo importante anche alla ripresa dell’economia locale». •

Venerdì 19 Aprile 2013

BPVI.Lunedìscioperonellefiliali

LerappresentanzesindacalidellaBancaPopolarediVicenza hannodecisodiindireunagiornatadisciopero,lunedì,intuttele filialidelgruppobancario.

LANOVITÀ. Larivista dipiazza Castello

IndustriaVicentina dallacarta alweb oradiventaun’app “Industria Vicentina", la storica rivista di Confindustria Vicenza, continua la sua evoluzione digitale sbarcando su iPhone e iPad con un’omonima app. Dove (come nel sito www.industriavicentina.it), si potranno trovare notizie aggiornate in tempo reale provenienti dal mondo produttivo berico e dalle imprese associate a Confindustria Vicenza. La missione del magazine, infatti, è di raccontare le aziende del territorio sia da un punto di vista strettamente economico, sia ponendo attenzione alle storie dei protagonisti dell' imprenditoria, della società e della cultura vicentine. Impegno che “Industria Vicentina" si pone fin dal 1982, quando era una rivista di 12 pagine in bianco e nero, e che continua quindi ora utilizzando il digitale e le nuove tecnologie. «In questi primi due mesi di presenza e di informazione, il web magazine ha avuto una risposta lusinghiera, con oltre venticinquemila pagine visitate e accessi provenienti anche dall'estero - commenta il presidente di Confindustria Vicenza Giuseppe Zigliotto -. Questo conferma la bontà della scelta fatta e l'apprezzamento non soltanto da parte delle

ASSEMBLEA DOMANI. Scardaccio presidente se venete, la ricerca “Share of Wallet” Seat PG Italia dipinge uno scenario che può sicuramente essere migliorato, promuovendo l’utilizzo del web per le attività di comunicazione e business. Il 73% delle imprese venete ha la possibilità di collegarsi a Internet, ma solo 41% ha un sito web e solo il 3% effettua ecommerce. Simile la situazione a Padova, dove sono il 77% delle imprese sono dotate di connessione a internet, ma solo il 45% ha un sito web e solo il 3% pratica attività di commercio elettronico. A partire da queste considerazioni nazionali e locali, Microsoft Italia, Seat PG Italia e Banca Popolare di Vicenza intendono quindi offrire al Veneto, e poi ad altre regioni italiane, una piattaforma integrata di servizi e attività di formazione volti a indirizzare tre fattori che rappresentano i principali ostacoli per la competitività delle aziende del territorio, ovvero il difficile accesso alla tecnologia e a “skill” qualificate, la scarsa disponibilità di competenze relative alla comunicazione con i clienti nell’epoca del web e dei social e la mancanza di risorse per investire in innovazione. Da qui Microsoft Italia organizzerà workshop per aiutare le pmi ad acquisire consapevolezza delle potenzialità del Cloud Computing. Seat PG Italia realizzerà seminari specifici con manager d’azienda e docenti della Seat Corporate University. BpVi come detto metterà a disposizione lo speciale plafond iniziale di 10 milioni di euro a favore delle pmi innovative. •

IlvicentinoMarini entrerànel cda dibanca Friuladria Novità per i vertici di Banca Popolare FriulAdria (Gruppo Cariparma Crèdit Agricole) che vedrà l’assemblea dei soci riunirsi domani alle 9.30 alla Fiera di Pordenone. Oltre infatti all’approvazione del bilancio 2012, che verrà presentato dal presidente Antonio Scardaccio e dal direttore generale Carlo Crosara, vicentino, è all’ordine del giorno la nomina sia del nuovo consiglio di amministrazione che del nuovo collegio sindacale per il triennio 2013-2015. Con il sì al bilancio si chiude l’attuale mandato che come noto si è caratterizzato per la nomina a presidente di Antonio Scardaccio, in sostituzione di Angelo Sette prematuramente scomparso. Le liste proposte dai soci per la nomina di cda e collegio sindacale, come previsto dallo statuto, sono state depositate entro venerdì scorso. «In linea con i suggerimenti della Banca d'Italia in tema di governance - precisa l’istituto - il numero dei consiglieri di amministrazione viene portato da 15 a 13. La presenza in consiglio di qualificati esponenti della società locale conferma l'attenzione alla rappresentatività del territorio». E la novità che tra i candidati al cda della banca ci sono anche l'industriale Gianpietro Benedetti, Cristiana Compagno rettore dell'Uni-

DanieleMarini versità degli studi di Udine, e il vicentino Daniele Marini docente dell'Università degli Studi di Padova e direttore scientifico della Fondazione Nord Est. Oltre a loro, e a Scardaccio che sarà confermato presidente, i candidati al cda nella lista depositata dal socio di maggioranza Cariparma ci sono Ariberto Fassati, Giampiero Maioli, Hugues Brasseur, JeanLouis Delorme, Jean-Pierre Gaillard, Jean-Yves Barnavon, Jean-Philippe Laval, Antonio Paoletti, Matteo Bianchi. Per il collegio sindacale sono candidati Giampaolo Scaramelli (pres.), Alberto Guiotto, Andrea Martini, Roberto Branchi e Gianluigi Degan (effettivi), Ilario Modolo e Alberto Cacciani (supplenti). Una lista di minoranza candida al cda invece Giovanni Pavan. •

GiuseppeZigliotto aziende, ma anche da un pubblico di lettori esterno al mondo dell'impresa. Evidentemente i temi che riguardano l'economia e le imprese del territorio sono molto sentiti e avere accesso in tempo reale alle informazioni provenienti dal mondo imprenditoriale è considerato un fatto positivo. Questo ci ha spinto a fare un ulteriore passo avanti e a creare un'apposita app, per rendere sempre più accessibili i contenuti del web magazine». L'app, sviluppata da Confindustria Vicenza e già scaricabile dall'App Store di Apple. E oltre a poter leggere le ultime notizie su imprese, economia e lavoro in provincia di Vicenza, sarà possibile guardare le puntate di Confindustria Sette, il notiziario di Confindustria Vicenza in onda su TvA. •

ANCE-INDUSTRIALI

Appaltie regolepesanti Incontroper lemodifiche Continua l’impegno di Confindustria Vicenza riguardo alla disciplina della responsabilità solidale fiscale e contributiva nella filiera dei contratti d’appalto. Stamattina dalle 9 si terrà nella sede di palazzo Bonin Longare un incontro di approfondimento sul tema, in cui verrà illustrata l'evoluzione della norme fiscali in materia, in rapporto anche con gli aspetti previdenziali disciplinati dalla Legge Biagi. L’incontro segue l’azione del Coordinamento Tributario Triveneto, gruppo di lavoro su fisco e tributi delle associazioni confindustriali del Nord Est coordinato da Confindustria Vicenza, che è sfociata nell’esposto-denuncia presentato il 12 marzo alla Commissione europea da Confindustria per far sì che le aziende italiane che stipulano contratti di appalto siano sollevate dall'obbligo di dover controllare la correttezza fiscale di altri contribuenti. L'incontro - ricorda una nota - inizierà alla presenza del presidente della sezione costruttori edili di Confindustria Vicenza, Gaetano Marangoni, e degli esperti di Confindustria Vicenza e di Ance, Marco Meloncelli, Piergiorgio Mondini, Giuseppe Trivisonno e Marco Zandonà. Sugli aspetti previdenziali interverranno invece Beatrice Sassi dell'Ance e Andrea Crisci di Confindustria Vicenza. •


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IL GIORNALE DI VICENZA

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Venerdì 19 Aprile 2013

CRONACADIVICENZA

Ilproverbio

Di figlie di osti e cavalli di mugnai,non ti impicciaremai.

Telefono 0444.396.311 Fax 0444.396.333 | E-mail: redazione@ilgiornaledivicenza.it

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TRACONCIME

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3

ETRATTORI

L’immobilesi trova inbuone condizioni mava ripulito All’internodellastallacisonoancora animali, attrezzi, trattori e concime.L’immobiledovevaessere vuoto già da tempo ma i proprietari non hanno provveduto a liberarlo. Ora il Comune è diventatoproprietario

Lastalla abusiva sorgein Vallettadel Silenzioall’ombradelcolle

All’internodellostabileci sono7 cavalli e2mucche

Presenteancheconcime,attrezzi ebottiglie di vino

L’ABUSO EDILIZIO. Gliagenti dellapolizia localee i tecnicidi palazzoTrissinohanno effettuatoierimattina un sopralluogoper avviareleprocedure diabbattimento

Dopo8anniruspeinVallettadelSilenzio IlComune èoradiventatoproprietario dellastalla cheprima dellademolizione verràsgomberata All’internoci sono attrezzi,mucche ealcuni cavalli Nicola Negrin Michela Piron, direttore del settore Edilizia del Comune, la descrive come «la fine di una lunga e complicata storia» iniziata nel 2005. A dire la verità non è proprio l’ultimissima, considerato che le ruspe dovrebbero entrare in azione solamente tra qualche settimana, ma dopo anni di ricorsi, litigi e ordinanze, l’Amministrazione ha acquisito la stalla di Valletta del Silenzio e avviato «la demolizione coattiva». IL SOPRALLUOGO. L’operazione inizia poco prima delle 10. All’ombra di Monte Berico, dove regna appunto il silenzio, si presentano gli agenti della polizia locale, i tecnici e la dirigente di palazzo Trissino con l’assessore all’Edilizia privata Pierangelo Cangini. Accanto alla stalla abusivo anche Carlo Valle, in rappresentanza della proprietà, l’azienda agricola Maine che parte in contropiede: «Ora chiederò i danni al Comune». INVENTARIO. È il primo passo verso la demolizione della struttura. Prima, però, bisognerà provvedere allo sgombero. «Siamo venuti qui - commenta Piron - per un sopralluogo prima dell’abbattimento. L’immobile doveva essere vuoto e invece abbiamo trovato tutto come prima». Da qui

la necessità di procedere con l’inventario, con gli agenti della polizia locale impegnati a etichettare ogni singolo materiale ritrovato all’interno della stalla abusiva, per passare poi allo sgombero e alla demolizione. «Ora - aggiunge l’assessore Cangini - siamo noi i proprietari temporanei, mentre il geometra Valle sarà il custode, considerato che bisogna dare da mangiare agli animali». TRA MUCCHE E CAVALLI. Già, perché proprio all’interno della stalla non ci sono solo trattori, bottiglie di vino, concime e attrezzi agricoli. In una grande stanza ecco sette cavalli e due mucche. «E questo - confessa Cangini - è l’aspetto più delicato della faccenda». Gli animali devono essere trasferiti «ma finché non ci sarà lo sgombero, che andrà fatto in tempi molto rapidi, qualcuno dovrà dar loro da mangiare. In questo caso Valle». LO SGOMBERO. Non per molto. Secondo Piron il trasloco di tutto ciò che è presente all’in-

Imaterialiegli animalipresenti nell’immobile abusivosaranno trasferitientro finesettimana

Lareplica diValle

«Adessochiederòidanni Hospeso800milaeuro»

terno dell’immobile abusivo dovrà cominciare in tempi rapidissimi. «Fosse per me - aggiunge - si potrebbe partire subito». Resta da capire chi dovrà procedere con il trasferimento di tutto il materiale e degli animali. Valle precisa di «aver trovato un magazzino a Campedello» mentre palazzo Trissino è intenzionato a collocare gli attrezzi nella sede di Aim Amcps «mentre per quanto riguarda le mucche e i cavalli aggiunge Cangini - abbiamo coinvolto i servizi veterinari dell’Ulss 6 e la Provincia di Vicenza per verificare lo stato di salute e l’accoglienza nell’azienda agricola di Montecchio Precalcino». PALLA A DUE. Entro la fine della settimana «tutto sarà portato via - assicura il direttore dell’Edilizia - e noi siamo pronti. Valle si è detto disponibile a trasferire di persona il tutto? Vedremo. Per il momento i proprietari siamo noi e lui è solo il custode. Dovrà chiederci il permesso». DEMOLIZIONE.Terminato il trasloco entreranno in azione le ruspe. «Abbiamo già acquisito anche la strada che ci permette di arrivare all’immobile - commenta Pierangelo Cangini - e tra poche settimane procederemo con la demolizione». •

Gliagenti sonoentrati inazione ierimattina alle10. SERVIZIO COLORFOTO

Ilsecondo immobile SOTTOSEQUESTRO «Nonappena demoliamo questastalla,passiamo all’abbattimentodell’altro stabile».PierangeloCangini nonusa mezzitermini e spiegala tabelladi marciadi palazzoTrissino invistadei prossimimesi.«Ilfabbricato

chesitrova accanto all’agriturismoè giàdi proprietàdelComune. Non puòessereutilizzato,perché deve esseredemolito. Il materialechesi trova nella stallauna voltaera sottoil rustico». • © RIPRODUZIONERISERVATA

© RIPRODUZIONERISERVATA

CarloVallenon cista. «Ora chiedoi dannial Comune». Il rappresentantedell’azienda agricolaMaine, proprietaria dell’immobilechedev’essere abbattuto,èpresente durante ilsopralluogoel’inventariodi palazzoTrissino. Ètranquillo, nonsioppone. Maallostesso tempopromettebattaglia: «Conquestaoperazioneaggiunge- subiròun ingente danno.Inprimisperchéio ho costruitocon regolare permesso,ricevutonel 2005,e hospeso800 mila euro.Come senon bastasseadesso devo pagareunaditta esternaper demolire». Manonèfinitaqui.«Adesso continuaValle -sono costretto achiudere l’agriturismo,perché nonhoil materialeper realizzarei prodottiche devono esserepoi venduti o utilizzatiproprioper l’attività. Cisono ottopersone che lavoranoall’interno eadesso si troverannosenza occupazione. Pernoi èun dannoingente.Mi dispiacema presenteròil conto alComune. Questoèpoco ma sicuro». Valle sidicestupito per l’azionedelComune. «Avevo chiestoal sindacoaltredue settimane-commenta- perché proprioduegiorni faho trovato unmagazzino aCampedello dovepotersistemare tuttoil materiale,cosìcome gli animali.

CarloValle Miservivagiusto il tempoper trasportareil tuttoma nonha voluto sentire.Abbiamopure propostodipassarenoi alla demolizionedellostabilema ancheinquestocasonon siamo statiascoltati». Ilproblema, secondoilgeometra vicentino,«èchenoi siamostati autorizzatinel2005a procedere; basticonsiderarecheèstata la Sovrintendenza a dircidicostruire questoimmobilesotto le finestre divillaRotonda.Noinon cisiamo inventatinullaenon abbiamo iniziatoa mettereimattonisenza unacartasotto mano». Econclude: «Bisognava attendere.Almenoil tempodi sistemareil tutto. Glianimali adessonon possonostare fuori, perchéilterrenoètroppo morbidoei cavalli affondanonel fango». • NI.NE. © RIPRODUZIONERISERVATA

L’ESPOSIZIONE. LaBanca Popolare diVicenzahaportato incittà lacollezione diopere delgrande scultorepratese

Bartoliniinmostra apalazzo Thiene Da domani si potranno vedere molte sculture prodotte dell’artista L’ingresso sarà gratuito Una prima da osservare. Da domattina Banca popolare di Vicenza espone per la prima volta a Vicenza, nella sede storica che si trova a Palazzo Thiene, la collezione di opere dello scultore pratese Lorenzo Bartolini di proprietà dell’istituto. La raccolta di sculture, recentemente dichiarata di eccezionale interesse storico e artistico dal ministero dei Beni Cul-

turali, proviene dalla sede di Banca popolare di Vicenza di Palazzo Alberti a Prato, e comprende otto sculture di Lorenzo Bartolini, oltre ad un busto raffigurante lo stesso artista opera dell’allievo, fiorentino Pasquale Romanelli, realizzate tra il primo decennio e la metà del 1800. L’ARTISTA. Lorenzo Bartolini (nato a Savignano, Prato nel 1777 e scomparso a Firenze nel 1850) è considerato il più grande scultore italiano dell’Ottocento dopo Antonio Canova. Soggiornò e lavorò per diversi anni a Parigi dove divenne ri-

trattista di Napoleone e della famiglia Bonaparte. La collezione comprende il “Busto di Elisa”, raffigurante Elisa Bonaparte, che lo nominò direttore della Scuola di Scultura dell’Accademia Carrara, nel principato di Lucca e Piombino, che la stessa Elisa reggeva a fianco del marito Felice Baciocchi. Gli anni della sua maggiore affermazione lo videro a capo, a Firenze, di una rete di quattro atelier e di una moltitudine di maestranze, un’organizzazione dell’attività artistica che Bartolini gestiva in modo manageriale.

“Lafiducia in Dio”

“ElisaBaciocchi”

LE OPERE. Il metodo artistico di Lorenzo Bartolini si proponeva di ricavare il sentimento del vero e del bello partendo dallo studio della natura e dall’osservazione di tutti i suoi aspetti. La “Fiducia in Dio” è l’opera che meglio esprime la ricerca artistica di Bartolini. La fanciulla inginocchiata con le mani raccolte in grembo e il volto rivolto verso l’alto, in atteggiamento di fiducioso abbandono, fu concepita dall’artista come monumento funebre; Banca Popolare di Vicenza ne possiede l’elegante esemplare in scala ridotta proveniente dal mercato antiquario inglese. LE VISITE. Tutti i vicentini potranno ammirare le opere che sono state prodotte dallo scul-

tore. Per l’occasione Palazzo Thiene sarà aperto dalle 10 alle 19 con ingresso libero nei giorni di domani 20 e domenica 21, sabato 27 e domenica 28 aprile e sabato 4 e domenica 5 maggio 2013. Saranno inoltre organizzate delle conferenze su temi legati all’opera di Bartolini e alla scultura ottocentesca, in programma nei prossimi giorni. Domenica 21 aprile alle 17.30 si comincia con il primo appuntamento su “Bartolini e la cultura europea del suo tempo” con Carlo Sisi, presidente del Museo Marino Marini di Firenze. Gli incontri avranno inizio alle 17.30 e l’ingresso sarà libero, fino all’esaurimento dei posti disponibili. • © RIPRODUZIONERISERVATA


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IL GIORNALE DI VICENZA Venerdì 19 Aprile 2013

SocrateeDionigi martiri (perguarire prestodalleferite)ed Espedito chei liturgistiavevano cancellatoperché secondoloro eraun santoinventato dallagente bisognosadi un intervento

urgente(diqui ilnome"espedito" cioè rapido,veloce). Èilprotettore degli esaminandi,scolari enavigatori.

Dialettando

indesossè» equivalea trovarsi incattive acque.

Desossèè dialettaleveneta, madiorigine francesee significadisossato.«Essare

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ILPROGETTO. IlComune vuole contaregliocchi elettronicidella città

Milletelecamere “spiano”Vicenza «Vanno censite»

Situazione generale Una saccatura, in successiva evoluzione a goccia fredda, comprometterà il tempo nel week-end

Oltrealle 58voluteda palazzoTrissino,cene sono moltissimetra banche,negozie residenzeprivate «Incasodicriminisapremo subitodove guardare» Claudia Milani Vicenzi Alessandro Mognon Più di mille occhi ci guardano: ogni volta che entriamo in un negozio, attraversiamo la strada, aspettiamo alla fermata del bus o inciampiamo sulla (rarissima) buccia di banana sul marciapiede. Mille e più occhi di altrettante telecamere di sorveglianza, tra quelle installate dal Comune, quelle della polizia e quelle dei privati. Comprese banche, negozi, villette, giardini, cancelli, benzinai e chissà cos’altro. E che in futuro a Vicenza potrebbero paradossalmente diventare meno. Ma per controllare in realtà molto di più. E allora vediamo cosa c’è che clicca, ronza e “zooma” a Vicenza sopra le nostre teste. Il Comune ha fatto sistemare fra vie, piazze e palazzi cittadini 53 videocamere di sorveglianza, per motivi di sicurezza. Aggiungendo le altre cinque piazzate su altrettanti semafori, siamo a 58. Nel 2008, per capire, erano appena 13. In 4 anni l’amministrazione ha investito 350 mila euro in occhi elettronici. Adesso a palazzo Trissino hanno altri 80 mila euro a disposizione per il servizio di sorveglianza via schermo e quindi pensano di mettere altre tre telecamere: una in Campo Marzo (dalla parte del bar Smeraldo), una in via IV Novembre e una in piazza Duomo o forse nel piazzale dell’ospedale. Tempi previsti per vederle installate: un paio di mesi. Sempre con quegli 80 mila euro tra l’altro il Comune vorrebbe pagare anche il potenziamento del computer centrale, il server, della polizia locale

e della questura (nella centrale operativa dei vigili e della questura ci sono sei monitor). Ma l’amministrazione di Vicenza ha idee più ambiziose, in tema di videosicurezza. Il progetto su cui stanno lavorando è infatti quello della mappatura digitale della città. Definizione un po’ ostica ma che in realtà nasconde un’idea semplice: con le varie categorie interessate (l’Associazione commercianti su tutte, ma anche le banche) il Comune vorrebbe creare la mappa completa di tutte le telecamere cittadine pubbliche e private. Che nessuno ha mai contato ma che potrebbero essere tantissime. E una volta messe in un elenco diventerebbero utili in caso di crimini perché si saprebbe immediatamente dove andare a vedere le registrazioni. Un’idea che potrebbe concretizzarsi già quest’anno. Altra idea: la mappa dei percorsi protetti. Una volta stabilito dove sono esattamente le te-

Un’altraideaè quelladei percorsiprotetti conintereviee itineraricoperti daimmagini L’assessore DallaPozza: «Stiamotestando supertelecamere aaltarisoluzione eangoloa360˚»

lecamere in una determinata strada, piazza o itinerario cittadino, le persone sapranno che se compiono un determinato tragitto quello è completamente coperto da immagini video. E questo le farà sentire più al sicuro. Inoltre il Comune sta dialogando anche con alcuni enti (ad esempio la Fondazione teatro) per vedere se è possibile allacciare i loro impianti video alle centrali operative di polizia locale e questura. Un vantaggio per loro ma anche per le forze dell’ordine perché aumenta l’area protetta. Antonio Dalla Pozza, assessore alla sicurezza, spera di chiudere tutti i progetti nell’arco di un anno: «Pensiamo che a Vicenza oggi ci siano più di mille telecamere in funzione, tra pubblico e privato. In realtà la legge prevede che il cittadino o il negoziante che installa una videocamera debba comunicarlo alla prefettura. Ma temo che sia una legge poco rispettata. Comunque vogliamo mappare tutte le telecamere esistenti sul nostro territorio. Sappiamo ad esempio che alcune strutture ne hanno di speciali, ad alta risoluzione. Senza contare quelle delle banche: a Vicenza ci saranno forse 100 o più agenzie. E poi le videocamere di case e giardini». Ma c’è un’altro obbiettivo (in tutti i sensi): «Stiamo testando delle super telecamere spiega Dalla Pozza -, che possono vedere quasi a 360˚ ma soprattutto hanno un’altissima risoluzione per leggere dettagli ravvicinati. Come un volto. Le usano nello stadio del Chelsea a Londra: una volta usavano 70 videocamere, adesso gliene bastano quattro». •

Previsioni

del tempo per il fine settimana in tutto il

territorio vicentino

VENERDì

Zero termico 3.000 m

Fratelecamere privatee quelle diComune e poliziasonoforse piùdi 1.000 letelecamere incittà

Occhipuntati DOVE “VIVE” ILGRANDEFRATELLO Instazione ferroviariavialeMilano;viale RomaDalmazia;piazzaCastello; corsoPalladio -Fogazzaro; piazzaMatteotti stradellaOlimpico;piazza Signori-piazza Biade; piazzaS. Lorenzo; giardini Salvi-contrà MuraPorta Nova;giardini SalvipiazzaleDeGasperi; corso S.Felice -Torino; via Torino- Genova;viale Milano- Firenze;via Napoli;S. Lazzaro; S. Felice -D'Annunzio; piazzale Bologna- Btg.M.Berico; Btg.M.Berico- piazzale Giusti;campoMarzo (parcogiochibambini); campoMarzo; contrà Riale stradellaS.Giacomo; contrà PescherieVecchie Garibaldi;piazza Matteotti;Levà degli Angeli;pontePusterla contrà Cavour- piazza Signori;contràDel Monte; contrà Catena-Corte Bissari;piazza Erbe. •

INCIDENTE. Ieripoco primadelle 13.15lo scontroindirezione Torri

Hanno tentato di soccorerlo, ma i traumi riportati erano talmente gravi che è stato necessario sopprimerlo. Non ce l’ha fatta il giovane capriolo che ieri stava tentando di attraversare la tangenziale sud di Vicenza, quando è stato investito da un’auto. È accaduto verso le 13.15. Sono intervenuti gli agenti della polizia locale del Comando di Torri di Quartesolo che hanno allertato i colleghi della polizia provinciale che si sono occupati dell’animale subito apparso molto

grave. A dare l’allarme sono stati degli automobilisti che hanno segnalato l’animale lungo la tangenziale, all’altezza del viadotto dell’autostrada Valdastico Sud. In quel momento stava sopraggiungendo da Vicenza Est, in direzione Torri di Quartesolo, Luciano Mezzaro, 54 anni, residente a Campodoro, in provincia di Padova. Impossibile riuscire a evitare l’impatto con l’animale che è sbucato improvvisamente. Il capriolo ha urtato contro il

Uncapiroloinvestito. ARCHIVIO

Temperature

+12° +25°

© RIPRODUZIONERISERVATA

Capriolointangenziale Travolto daun’automobile

GT18777

Ilcalendariosegnala in questadata numerosisanti fraiqualipapa LeoneIX chehaun incaricodel tutto particolare, quellodi aiutareognuno di noianon fare ilfurbo.Gli altripatroni oguaritori:

fianco destro anteriore dell’auto. Il guidatore, fortunatamente, non ha riportato conseguenze dallo scontro. Ma l’animale è apparso subito grave. Gli agenti della polizia locale di Torri di Quartesolo hanno allertato i colleghi della polizia provinciale. «Gli agenti di palazzo Nievo hanno trasportato l’animale dal veterinario convenzionato Ulss 6 che non ha potuto che confermare il gravissimo stato in cui versava l’animale con fratture alla mandibola e alla testa e provvedere alla soppressione», spiegano dalla Provincia. Un episodio simile è avvenuto a inizio aprile lungo strada delle Cattane. Anche in quel caso l’animale è morto sul colpo. • © RIPRODUZIONERISERVATA

Peggioramento del tempo con precipitazioni dal pomeriggio.

SABATO

Larissa inviale Milano

Quellalamaindiretta nelleimmaginiavideo Quellanotte furonole telecamerepuntatesuuna dellezonerosseadevitareil peggioea farintervenire la poliziain“temporeale”. Succedequando il Grande Fratelloriescea notarela mano cheimpugnaun coltellaccioda cucina.Era il10 gennaioscorso, pocodopola mezzanotte, in vialeMilanoscoppia unarissa furibonda.Quandoun poliziottodellacentrale operativadellaquestura ha pensatobene didare un’occhiataalsistema di videosorveglianza collegato alletelecameresparse ingiro perla città. Sonole 24.20 quando l’agentediturno allacentraledi vialeMazzinivedesul monitor dellatelecamerapuntata tra vialeMilanoevialeFirenze quel gruppettodipersone discutere fraloro. Cosìla seguecon attenzioneesi accorgecheuno dilorohaqualcosainmano. Ha

pantalonimimetici euna felpa grigiacon cappuccio,usa lo zoom (capacedileggerelamarca diun pacchettodisigarette daoltre venti metri didistanza). Evede brillarela lamadi uncoltellaccio dacucina. Aquelpunto lancial’allarme, partonole pattuglie dellevolanti, unaarriva dacorso Milano, l’altra daviaTorino. Trovanodue persone aterra chese le dannodisanta ragione,gli altriscappano. Intutto sonoinsei: i dueamantidi lotta liberafinisconosubito con i polsi legati,unaltro viene inseguito e bloccatomentrescappa davia Torinoa viaGenova.Durantela fugatenta diliberarsi diungrosso cacciavitemagli agenti lo vedono elorecuperano.Alla fine finiscono tuttiesei inquestura.Poi i poliziottirivedonole immagini registratedellatelecamera.E riesconoastabilire come ènata la rissaedichi sono le responsabilità. • © RIPRODUZIONERISERVATA

Temperature

+12° +16° Zero termico 2.000 m

Pioggia diffusa e calo termico.

DOMENICA Temperature +10° +14° Zero termico 2.000 m

Pioggia con miglioramento dal pomeriggio.

?

Dove andare questo Weekend?

Nella giornata di sabato ci sarà tempo tranquillo solo su Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Domenica il tempo sarà capriccioso su tutte le regioni.

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16 Cronaca

IL GIORNALE DI VICENZA

Venerdì 19 Aprile 2013

Idilemmidellapolitica

Tensionisul votoper ilQuirinalee lacorsaalle Comunali INPARLAMENTO. Lamaggioranza dei vicentini nonsegue il leader

Pddiviso sul Colle PersinoMoretti diceno a Bersani Anchelaportavocedelle primarie sismarcae vota schedabiancacome Ginato.Sbrollini èperRodotà Santinifedele allalinea:«C’è ungoverno da fare...» Marco Scorzato Nemmeno Alessandra Moretti ha votato il nome proposto da Pier Luigi Bersani e dalla segreteria del partito. Quando l’( ex) portavoce contraddice la “voce”, seppur con una scheda bianca, accade che in Parlamento vada un scena una sfiducia, quella a Franco Marini candidato al Quirinale, tra le più clamorose della storia repubblicana. L’Aula, ieri, ha ospitato lo psicodramma del Pd: il partito si è iper-spaccato e al nome proposto dal segretario, e gradito a Silvio Berlusconi, si sono opposte - in forme diverse - pure le bersaniane Moretti e Daniela Sbrollini. Dai due scrutinii per l’elezione del presidente della Repubblica, il Pd esce frammentato,

Bersani a pezzi. Al Cavaliere stava riuscendo il “delitto perfetto”: un uomo gradito al Colle e i democratici lacerati. Non aveva fatto i conti con quei bersaniani (o ex?) che hanno detto «no» a Bersani, mentre i renziani si erano già smarcati. I TORMENTI DI GINATO. Il malessere montava già mercoledì sera, ben prima che il web facesse rimbalzare la foto di Bersani che abbraccia il pidiellino Alfano alla Camera. «Stasera scriveva su Facebook Federico Ginato, deputato Pd - è stato un grandissimo errore andare al voto» nell’assemblea del partito. «Ho votato contro, perché era evidente che il nome di Marini non trovava la condivisione di buona parte dei deputati». Per Ginato era «necessaria una scelta diversa

e più condivisa, ma difendo la libertà dei miei colleghi di aver deciso diversamente». Ginato ha votato «scheda bianca per favorire l’intesa su un nome condiviso». SBROLLINI PER RODOTÀ. Dal renziano Filippo Crimì il non voto a Marini era nell’aria: «Sono d’accordo con Renzi, nonostante la stima per la figura di Marini, non è il presidente adatto per l’Italia di oggi». Dette da altri, parole simili fanno più rumore. «In assemblea ho votato contro Marini - dice Daniela Sbrollini, bersaniana sempre più critica -. Nulla contro la persona, ma credo non sia la scelta giusta per il Paese. Da eletta attraverso le primarie, nutro un profondo rispetto per gli elettori, per gli iscritti e il sentimento diffuso nel

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IPARLAMENTARIVICENTINIDELPD CHENONHANNOVOTATOMARINI

DaMorettieGinatoscheda bianca,SbrollinisceglieRodotà, Crimìsismarca,Filippinnonsvela ilsuovotoel’unicapreferenza certaall’abruzzeseèdiSantini

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LEVOTAZIONIPERL’ELEZIONEDEL PRESIDENTEDELLAREPUBBLICA

Ierisonoandatiinscenaleprime duevotazioniinparlamentoperil presidentedellaRepubblica.Il candidatodelle“largheintese” Marininonharaggiuntoilquorum

Laprotesta

Labase alleader «Cheerrori» «Noninmionome» e«Marinino grazie».Il Pddellacittà ha espressola suavoce al gazebo incentro:in modoplateale, con duecartelli scrittia penna,al volo. «Lascelta diBersanidi sostenereMarini èunerrore drammatico-diceil segretario EnricoPeroni -.Una scelta slegatadal sentiredeicittadini edellanecessitàdi cambiamento.Quello chepiu scioccaèche Bersaninon abbia capitol’errore,chiaro atutti dallereazionidellepersone». Ancheil bersaniano Gigi Poletto, presidentedel Consigliocomunale,èduro: «L'erroregraveesgomentante diBersanièstato diaver abbandonatoil “metodo Grasso"ediavercorrelatola partitadelQuirinale allapartita delgoverno ponendoil primo qualepreludiodellegrandi inteseper formareil secondo. Inrealtà ènecessarioun Presidentegarante delle istituzionieinsintoniacon un Paeseche cambia.Rodotào Zagrebelskipotevano essere nomibuoni.Fortunatamente MatteoOrfini ei “giovani turchi”hanno tenuto unprofilo autonomo:nellaCaporettodel vecchio gruppodirigente si intravedel'albadi nuoveepiù convincentileadership». M.SC. © RIPRODUZIONERISERVATA

IlPddellacittà contesta lalinea di Bersanie loscrive achiarelettere al gazeboin centro Paese», che per lei vuole ben altro da Marini se alla fine ha votato per «Stefano Rodotà». MORETTI BIANCA. Se Sbrollini vota il nome gradito (anche) a Grillo, l’ex portavoce di Bersani vota «scheda bianca» fin dal primo scrutinio. «Ritengo - dice - che la scelta non debba essere individuale, fatta sulla base di preferenze personali, ma condivisa il più possibile

nel partito e nel centrosinistra. Non credo che la ricerca sacrosanta di un’ampia intesa possa avvenire a spese dell’unità del Pd, né che si possano ignorare le voci di dissenso che salgono dal paese». PRUDENTI & FEDELI. Non si sbottona invece Rosanna Filippin: «Dopo l’impasse del primo scrutinio condivido appieno la scelta di votare scheda

L'INTERVISTA

bianca», anche se pure lì il Pd schiera i franchi tiratori. «Serve tempo per trovare un nome che unisca, il centrosinistra in primo luogo - dice la senatrice, che fa scudo a Bersani -. Il Pd, all’unanimità, aveva dato mandato a Bersani di cercare un’intesa il più vasta possibile: questo schema non ha funzionato». E attacca chi ha «espresso in Aula un voto diverso» dopo aver sostenuto

di CHIARA ROVEROTTO

BRUNOOBOE,EXLEADERCISL

Marini?Loconosco dal 1958 Èl’uomogiusto, resta incorsa

«

Alla prima votazione per la presidenza della Repubblica, dopo De Nicola, sono stati eletti solamente Cossiga e Ciampi. Marini non è passato, ma resta in corsa. È l’uomo giusto in questo momento: per traghettare il Paese servono competenza, conoscenze, esperienza, tutte doti che gli riconosco». Bruno Oboe, classe 1940, storico leader della Cisl, conosce Franco Marini da «una vita», ben prima che diventasse segretario nazionale del sindacato dal 1985 al 1991 al posto di Pierre Carniti.

No, assolutamente. Ho sempre pensato che Bersani avrebbe vinto le primarie e il sindaco di Firenze le elezioni. Il cambiamento nella classe politica è doveroso. Non solo perché lo chiedono gli italiani, ma per liberarci dei buffoni come Belusconi e dai pagliacci come Grillo, per questo dobbiamo avere punti forti nelle istituzioni. E Marini in questo momento rappresenta l’uomo del popolo, che si è fatto da solo. È stato alla guida di un grande sindacato, è stato presidente del Senato e ministro del Lavoro. Credo che tutto si possa dire, ma non che manchino esperienza e intelligenza.

Dove l’ha conosciuto?

Nel 1958, facevo l’operaio alla Marzotto e seguivo i giovani iscritti alla Cisl all’interno dell’azienda, lui studiava giurisprudenza e frequentava il sindacato a Roma. Venne a Valdagno e ci incontrammo in un vecchio ristorante davanti a San Clemente, in centro. E da lì nacque un rapporto che negli anni si è consolidato. L’ultima volta l’ho sentito a Natale. La sua è stata una carriera importante.

E, malgrado il suo nome abbia

L’esito del primo scrutinio non ha tenuto conto di tutti questi aspetti.

BrunoOboe, classe1940, storicoleader dellaCisl vicentina

Hovotatoper Renzi,maperle istituzioni servonouomini forti:Napolitano cel’hainsegnato

spaccato il Pd e messo d’accordo il Pdl, continua a vederlo come l’uomo giusto per il Quirinale?

Non ho alcun dubbio al riguardo. E lo dice uno che alle primarie ha votato Renzi.

Ma, allora, c’è qualche incongruenza?

Serve ancora un po’ di tempo, Napolitano ci ha dimostrato che l’esperienza è fondamentale e il suo è stato un settennato difficile. Ecco perché abbiamo bisogno di queste figure, parlo di Franco Marini perché lo conosco, sugli altri candidati non mi permetto di dare giudizi. Continuo a puntare su di lui, spero ce la faccia. • © RIPRODUZIONERISERVATA


Cronaca 17

IL GIORNALE DI VICENZA

Venerdì 19 Aprile 2013

Ilritorno diGarzia

Nellasquadraelettoraleschierata daClaudioCiceroc’è anche l’avvocatoGarziacheèstato consiglierecomunaleesegretario cittadinodell’Udc

«Ascoltare ilPaese»

Grandi opere

«Laricercadiun’intesaampianon puòavvenireaspesedell’unitàdel PdesenzaascoltareilPaese» ALESSANDRAMORETTI DEPUTATAPARTITODEMOCRATICO

«ConmeilnuovopontediDebba sifaràcertamente:èunagrande operainseritanelprogramma» MANUELADALLAGO CANDIDATASINDACO

VIABILITÀ. Assembleaa Casalepromossa dal Pdl conlacandidata sindacoManuelaDal Lagosul progettoche interessalaRiviera Berica

«Persi5anniperil ponte di Debba» PerilComune primavacostruita labretellaverso VicenzaEst Galvanin: «Quest’operaserve Nonpossiamopiù aspettare» Paolo Mutterle

Marini nell’assemblea. Fedele alla linea il senatore Giorgio Santini. «Trovo ingenerosa la bruciatura di Marini. Io ho votato secondo le direttive, maprendiamo atto che è una strada sbarrata. Ricordiamoci però che siamo all’inizio di una legislatura tutta da costruire». Ma la partita del “doppio tavolo” - Colle e governo - rischia di dilaniare il Pd. • © RIPRODUZIONERISERVATA

«Con me il nuovo ponte di Debba si farà». Parla poco Manuela Dal Lago: un impegno precedente la obbliga a lasciare dopo pochi minuti l'assemblea organizzata dal Pdl cittadino a Casale. Giusto il tempo per portare il suo saluto agli alleati e garantire il collegamento tra la frazione e la Riviera Berica in caso di vittoria elettorale. «È una delle poche grandi opere inserite nel nostro programma; e le mie promesse vengono mantenute. Il resto lo dedicheremo alle piccole cose, importanti per migliorare la qualità della vita. Non solo del centro storico che sta morendo, ma anche delle periferie». A tenere banco sono però i padroni di casa, con attacchi in serie all'Amministrazione Variati. Ad aprire il fuoco è il segretario cittadino Nereo Galvanin che prova a riassumere una storia lunga una ventina d'anni. «Già tra il 1990 e il 1992 l'Anas aveva inserito i ponti di Debba tra le criticità a

livello comunale e provinciale. Il progetto dell'epoca comprendeva sia la variante di Debba che quella di Longare, che poi, quando la competenza è passata alla Provincia, sono state divise. Risultato: Longare ha inaugurato la sua bretella, Vicenza ha perso cinque anni». E sui comitati che si oppongono: «Su qualsiasi opera c'è chi è contrario. Cinquant' anni fa qualcuno si opponeva al fatto che l'autostrada passasse per Vicenza: se avessimo ascoltato questi, non avremmo una zona industriale così sviluppata. La nuova viabilità serve e lo dicono anche le associazioni di categoria». Anche la recente posizione di Variati («Il ponte si fa solamente con la bretella che porta a Vicenza Est») è stata oggetto di critiche: «Se la paura sono i camion - ha attaccato il consigliere pidiellino Lucio Zoppello - basta mettere delle barriere fisiche per i mezzi pesanti. I fatti dimostrano che l'obiettivo di Variati è non fare il ponte. Ancora una volta la città deve pagare i conti eletto-

L’assessore regionale

ScendeincampoChisso «Losvincoloèprevisto» Adaremanforte al Pdl cittadinosul temadelnuovo ponteèintervenutaanche la cavalleria regionale,con l'assessoreallamobilità RenatoChissoeil consigliere CostantinoToniolo. «Ilconfrontotra Provinciae Comunesul nuovo pontedi Debba-haricordatoToniolo- è cominciatonel 2007. Daassessore provincialealla viabilitàhosempre cercato di trovareunacondivisione per un'operala cui necessitàè sostenutaanchedalle categorieeconomiche. Piùvolte abbiamo sollecitato Vicenzaper arrivare alla definizionecompletadell'iter dellavariante, ma questononè avvenuto. Edèinusualeche la progettualitàsi blocchi inuna fase così avanzata,considerato cheilfinanziamento eraa disposizioneeilComune non doveva sborsareun euro». «Questitre mastini(Galvanin, ZoccaeZoppello,ndr)hanno spiegatola situazionein manierachiara-haaggiunto Chisso-.

LAPRESENTAZIONE. L’avvocato èstatosegretario cittadinoa Vicenzadell’Unionedi centro

L’ex Udc nellalistaa360 gradi Cicerogiocala “carta”Garzia

«Sonoquiperchévogliosmuovere questa cittàdall’immobilismo» mi ricordo poco negli ultimi anni di sviluppo della città. Forse il primo mandato di Hüllweck. Poi non c’è molto».

Nicola Negrin Raccontano di essersi conosciuti quasi dieci anni fa. «Eravamo attorno a un tavolo». Da una parte l’allora assessore Claudio Cicero e dall’altra l’avvocato Vincenzo Garzia, con la società Autostrada. «Quel giorno - continuano - siamo riusciti a trovare un accordo con i residenti per la realizzazione della rotatoria della Riviera Berica. Un’opera fondamentale». «Sì - ammette Garzia sorridendo e dando una pacca sulla spalla del signore degli anelli - è stato il mio primo rondò». NEWENTRY.È l’ex Udc il secondo nome svelato dal Claudio Cicero. Dopo il campione del rally Gianfranco Cunico, e prima della presentazione ufficiale di tutta la lista, l’ex consigliere delegato alla mobilità cala il suo secondo asso nella manica. «Ho sempre seguito Cicero in questi anni - sono le sue prime parole a 360 gradi - e mi ritengo un’anima inquieta, appassionato di volontariato e politica». LA SECONDA VOLTA. Quella di Garzia, 57 anni, non è di certo una prima volta. L’avvocato è una vecchia conoscenza di sala Bernarda. «Ho sempre fatto

VincenzoGarziaè il nomenuovo scelto daClaudio Cicero. COLORFOTO politica più o meno a vari livelli. Sono stato consigliere comunale nella prima metà degli anni ’80 - racconta - quando facevo parte della Democrazia Cristiana. Ero il più giovane del Consiglio e sì, sono quello che ha fatto il regolamento sul decentramento. Poi mi sono allontanato dalla politica». Dieci anni fa il ritorno. «Sono stato segretario cittadino dell’Udc e successivamente consi-

gliere nazionale; poi quando il segretario nazionale ha voluto giocare alla bilancia me ne sono andato e ho fondato il Movimento popolare veneto». L’ATTACCO. Garzia parte proprio dagli anni ’80 parlando di «Corazzin come uno dei pochi sindaci di cui mi ricordo seriamente il nome». La critica è severa: «Non è per parlare o attaccare a vanvera - prosegue -

LA PROPOSTA. Da qui la proposta e la promessa in vista delle prossime elezioni amministrative. «Vicenza deve svilupparsi - commenta - e bisogna invertire la tendenza degli ultimi anni. Fino a questo momento la città è stata vista come un piccolo gioiello chiuso e sono stanco di vedere una città che è rimasta al palo per troppo tempo. Non è possibile che dopo le 19.30 non ci sia un negozio aperto. Serve un cambio di mentalità e servono anche manifestazioni. Ma non le sagre qualsiasi. Il cuore di Vicenza è un salotto e dev’essere trattato come tale. Servono mercati particolari, che non siano stridenti con l’architettura del Palladio». SICUREZZA.La parola d’ordine è sicurezza. «Non si può permettere che i vicentini abbiano paura di camminare la sera. Ma dobbiamo intervenire non stare fermi». «È questo che mi piace di Vincenzo - conclude Cicero - abbiamo la stessa mentalità: se c’è da intervenire, interveniamo. Alle volte anche con un no che può dar fastidio». • © RIPRODUZIONERISERVATA

L’assembleadelPdl. MUTTERLE Unadelle argomentazioni del Comuneè chemancal'aggancio al casellodell'A4,mavi garantisco cheèinseritonelsistema delle tangenzialivenete, dicui ègià stataapprovata laValutazionedi impattoambientale. Ilcollegamento con losvincolo è previstonel pianofinanziario dichi costruirà il Si-Ta-Ve: speriamoci sial’okdal Cipe nel secondo semestredel 2013». • P.MUT. © RIPRODUZIONERISERVATA

brevi VARIATI ILSINDACOUSCENTE ALMERCATODI SAN PIO X

Oltre agli incontri serali nei quartieri, anche quelli diurni: oggi il sindaco Achille Variati incontrerà i cittadini dalle 10 alle 11.30 al mercato di San Pio X di via Fabiani.

NOPRIVILEGI POLITICI FIRMEPERLALISTA LAFESTA ALGARIBALDI

Oggi alle 18.30 al Caffè Garibaldi i candidati di No Privilegi Politici-Sì Dal Molin festeggiano le 350 firme raccolte a sostegno della lista che alle prossime amministrative appoggerà la candidata Manuela Dal Lago

VENETOSTATO LOVAT:«PDINADEGUATO AGOVERNARE ILPAESE»

Davide Lovat, candidato sindaco di Veneto Stato, sullo «stallo» in parlamento. «È un Pd incapace di guidare l’Italia. La nostra proposta non è bieco localismo, ma un nuovo modo di concepire la cosa pubblica».

DEPOLI- UDC «SÌALLA LEGGECONTRO ILGIOCOD’AZZARDO»

«Sono d'accordo con Variati sulla ludopatia: assurdo riconoscerla come malattia ma non contrastarla». Lo dice Antonio De Poli, senatore dell’Udc, che preme per votare «la legge per contrastare il gioco d'azzardo».

Ivecchi pontidi Debba:peril Pdl sono insufficienti. ARCHIVIO rali del sindaco, come successo al Dal Molin. Si poteva usare parte del ricavato dalla vendita delle quote della società Autostrade. Hanno sempre detto che non potevano perché quei soldi sarebbero dovuti essere impiegati prima del 2012, ma si sono smentiti da soli con il prolungamento di via Martiri delle Foibe, finanziato e non ancora partito».

«Il fatto grave - ha rincarato la dose Marco Zocca - è che c'erano i 7 milioni a disposizione in Provincia e questa Amministrazione li ha lasciati per cinque anni nel cassetto. Intanto con il ponte attuale quando l'acqua si alza la strada si chiude, ciclisti e pedoni rischiano la vita e le macchine restano ferme. Ridicolo». • © RIPRODUZIONERISERVATA

LAPOLEMICA. Ilprimo collaboratoredi Variati

LaLegaall’attacco sucostieoperato dell’exportavoce Larispostadelsegretario generaledelComune: «DaBulgariniunacondotta rispettosadeisuoidoveri» «Non è un attacco alla persona, ma visti certi comportamenti ci chiediamo da una parte se si configurano come abuso di potere e dall’altra, in nome della trasparenza, a chi spetta il compito di vigilare sul loro operato». Paola Bastianello, consigliere comunale della Lega, sferra l’attacco dalla sede cittadina. Nel mirino le timbrature dell’ex portavoce del sindaco Variati Jacopo Bulgarini d’Elci - nonché presunte ed eventuali violazioni dei doveri di dipendente pubblico - e di un’alta dirigente del settore segreteria generale. Attacchi spediti subito al mittente non da Bulgarini, ma dal segretario generale del Comune. L’ATTACCO. «La dottoressa Castagnaro ha dichiarato che, nello svolgimento del suo incarico, ha potuto constatare che la presenza del portavoce al lavoro è andata ben oltre a quella richiesta contrattualmente, con una media, nel triennio 2011-2013, di 56 ore settimanali a fronte delle 36 previste. Domanda: come sono state certificate? Non attraverso un badge ma manualmente, dal dipendente medesimo. Si tratta di autocertificazioni su cui è

posto un visto di presa visione e mancano le certificazioni per il periodo 2008-2010 ». Bastianello annuncia anche un possibile esposto su questa vicenda. Aggiungendovi il “carico" della presenza in Facebook «durante le ore di lavoro: se accertati questi fatti sono delle violazioni dei doveri dei dipendenti pubblici. E va altresì verificato se vi sia stato un uso improprio di internet e delle attrezzature informatiche comunali». Riguardo alla dirigente Castagnaro, infine, la consigliere Bastianello paventa addirittura una situazione di abuso di potere e di danno erariale: «Stando alle regole comunali, che lei dovrebbe far rispettare, ci risulta che lei abbia più volte forzato le timbrature manualmente. Nel solo mese di gennaio 2013 ne ha inserite ben 15 mente il tetto massimo è di 4 mensili. Chi controlla la dirigente?». LA REPLICA. A distanza, rispetto all’operato di Bulgarini d’Elci, arriva una lapidaria dichiarazione di Antonio Caporrino, segretario generale del Comune: «Ribadisco quanto già formalmente comunicato dalla dirigenza comunale, cioè che Bulgarini come dipendente pubblico ha avuto una condotta del tutto rispettosa della legge e delle disposizioni impartitegli dall’ente». • R.L. © RIPRODUZIONERISERVATA


26 Cronaca

IL GIORNALE DI VICENZA

Venerdì 19 Aprile 2013

vademecum

RICONOSCIMENTI. Duecentomiladollariperuna traduzione perfetta

Unsuperpremio dairealid’Arabia allaprofvicentina

FIORIINMOSTRA Apreoggifino a domenica laquinta edizionedella mostramercatodei fiorie delflorovivaismo“Fiori, colorie...” nelle piazzedella città.L’associazioneAmici deiparchi sarà presente in piazzaBiade. FILMABIENTEA CASALE Alle20.45 alcentro visite dell’OasiWwf deglistagni diCasale, prosegue la rassegnacuratada Wwf

CeciliaMartiniBonadeo èl’unica donna europea adessere entrata nelristretto noverodei vincitori «Miripaga deitantisacrificifatti inquestianni»

Sonoandata inpostadasolaa mandareilplico colmiolibro.È arrivatoinritardo mavabenecosì

ruolo al liceo Brocchi di Bassano ma che ha preferito andare avanti a fare ricerca, con diverse borse di studio, in questo settore affascinante ma lontano dalle luci della ribalta. «Eppure - aggiunge - se i diversi mondi dialogassero di più, se si studiassero di più le rispettive opere passando atttraverso le traduzioni, forse avremmo qualche problema di meno». Per la cronaca, il premio se l’è meritato traducendo dall’arabo in italiano il libro “L’armonia delle opinioni dei due sapienti, il divino Platone e Aristotele” del filosofo al-Farabi. La cosa curiosa è che la prof. Martini aveva provato a partecipare all’edizione scorsa del premio senza però fare i conti col difficile raccordo tra sistema postale italiano e arabo. «Avevo perso 40 minuti all’ufficio postale - ricorda - per capire come avrei dovuto mandare il mio plico a Riyadh con ricevuta di ritorno. Comunque, spedii il mio volume. Qualche tempo tempo gli organizzatori del premio mi risposero che

CeciliaMartinisfoglia il librocheleha fattovincereilpremio

Lecifre

200

ILVALORE DELPREMIO INMIGLIAIA DIDOLLARI

Unriconoscimento perla traduzionedall’arabo

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GLIANNIDELLA VINCITRICE CECILIAMARTINI

Lasoddisfazione dopoanni dilavorooscuro

era arrivato fuori tempo massimo ma che l’avrebbero tenuto in considerazione per la sesta edizione». Peccato che sabato la prof. Martini Bonadeo avesse evitato di rispondere al cellulare di quella che pensava fosse una delle solite telefonate di compagnie che invitano a cambiare operatore. «Poi mia mamma mi ha ricordato che era il giorno della comunicazione dei vincitori - sorride - e allora mi sono resa conto che quel prefisso era proprio quello dell’Arabia. “Pensi che chiamino anche tutti quelli che hanno perso?”, ho chiesto a mia madre. “Magari hai vinto”, ha risposto. E così è stato». •

Caso-Ipab,appelloalministro I parlamentari Alessandra Moretti, Federico Ginato e Filippo Crimì sottoscrivono un’interrogazione per fermare il procedimento di vigilanza e controllo voluto dall’assessorato ai Servizi sociali della Regione nei confronti dell’Ipab. Iter, che ha bloccato anche l’accordo di programma sottoscritto un anno fa con Comune, Regione e l’istituto di S. Pie-

tro che doveva portare ad una rivoluzione nelle strutture che ospitano gli anziani in città. «Con un’interrogazione chiediamo al ministro Balduzzi di revocare la delibera della giunta regionale di gennaio sull’avvio del procedimento di vigilanza e controllo nei confronti dell’Ipab di Vicenza. Sembrano, infatti, esserci discrepanze tra quel che la delibera riporta e quel che si legge nel verbale dell’organo ispettivo». È quanto afferma la deputata del Pd, Daniela Sbrollini che, insieme ai deputati vicentini Moretti, Ginato e Crimì,

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ha preso posizione con un’interrogazione rivolta al ministro della Salute. «Se nella delibera si parla di “rilevanti irregolarità”, “molteplici violazioni normative” e si cita la residenza Parco Città come fonte di disavanzo di gestione corrente, nel verbale dell’organo ispettivo si parlerebbe invece di «carenza istruttoria», «opportunità di valutazioni di competenza» del consiglio di amministrazione dell’Ente, e si inviterebbe il collegio dei revisori dei Conti a “monitorare i costi sostenuti”». Una terminologia

RESPONSABILITÀ E CRISI Alle21conferenzaal salonedelleoperesociali conMassimoRecalcati, psicoanalista,sul tema “Desiderioe responsabilità”. L’incontro chiudeilciclo dal titolo “Qualeresponsabilità in tempodicrisi”. ARCIRAGAZZI L’Arciragazzi propone nellospazio dicontrà Barche55 ilservizio di babysitting diqualità e gratuitodomanidalle 20.30alle23.

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ben diversa. Inoltre, secondo i dati forniti dall’Ipab di Vicenza, risulta che dal 2009 la Residenza Parco Città abbia chiuso i bilanci in attivo. L’ispezione va avanti dal mese di gennaio, finora il Cda di Ipab, guidato da Giovanni Rolando ha prodotto tutta la documentazione richiesta. In questi mesi ci sono stati molti passaggi tra gli uffici veneziani e quelli di contrà S. Pietro. «Una settimana fa - ricorda Rolando - uno nostro dirigente è stato costretto a raggiungere Venezia con un trolley per contenere tutti gli atti che ci erano stati richiesti. Questa è la sola settimana in cui non abbiamo avuto alcuna richiesta dalla Regione». • C.R.

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«È senz’altro giusto impegnarsi contro il proliferare delle sale da gioco, per nobili motivazioni condivisibili. Ma, purtroppo, il sindaco ne ha fatto una questione propagandistica che, era chiaro sin dall'inizio, non poteva trovare alcun riscontro in sede giudiziaria». Così Valerio Sorrentino, candidato sindaco della lista civica che porta il suo nome, sul caso della bocciatura del Tar in tema di lotta all’apertura delle sale da gioco. «È ineccepibile quanto hanno sentenziato i giudici del Tar: sarebbe come se si decidesse di legiferare a Vicenza in materia di prostituzione. Tutti noi vorremmo le strade senza prostitute, ma non per questo il Comune può vietarla sul suo terittorio». «Il sindaco invece può e deve intervenire per tutelare situazioni specifiche, che creano disurbo alla quiete pubblica. Sarebbe stato quindi ben più opportuno intervenire drasticamente nei confronti di alcuni negozi e locali, soprattutto in viale Milano, via Firenze, via Torino, che sono il ricettacolo di spacciatori e di sbandati che rendono le strade infrequentabili. Nei confronti di tali esercizi vi è stata purtroppo tolleranza e le giuste lamentele dei cittadini sono state ignorate. Ci domandiamo quindi per quale motivo si sia deciso tanto impegno in una battaglia persa in partenza; sono altre quelle con cui dare riscontro ai cittadini». •

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ALLACAMERA. Dai parlamentari Sbrollini,Moretti,Ginatoe Crimì un’interrogazionea Balduzzi

«Troppe discrepanze tra la delibera di gennaio e l’avvio del procedimento voluto dalla Regione»

Vicenzaconlaproiezione delfilm “Ricetteperil disastro”.L’ingressoè libero.

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«Mi trovo più a mio agio con i libri antichi che con le pubbliche relazioni». Cecilia Martini Bonadeo, 39 anni, divide il tempo tra famiglia (sposata con tre figli) e la filosofia medievale araba, una materia importante ma non molto gettonata tra il grande pubblico. Una materia di nicchia, le hanno detto all’Università di Padova per giustificare il fatto che doveva accontentarsi di un paio di cattedre come professore a contratto di lingua e letteratura araba e pro bono di storia della filosofia medievale araba, appunto. Roba per pochi

dotti con cui si fa fatica a guadagnarsi da vivere. Almeno fino a sabato scorso, quando il principe saudita Abdulaziz bin Abdullah bin Abdulaziz, figlio del re d’Arabia e presidente della fondazione "Custode della due moschee sante", ha appreso dalla giuria che il premio di traduzione era stato assegnato a questa vicentina tenace e coltia. Un premio, tanto per dare un’idea della considerazione che gode tra i reali sauditi, di 200 mila dollari. «Posso dirlo? - azzarda la prof. Martini -. È una soddisfazione che mi aiuta a digerire i tanti bocconi amari che ho mandato giù in questi anni di lavoro appassionato ma oscuro e non sempre riconosciuto. Sono stata l’unica europea, e l’unica donna, a essere inserita nell’elenco dei vincitori della sesta edizione del “Custodian of the Two Holy Mosques King Abdullah bin Abdulaziz International Award for Translation”. Beh, mica male». Mica male davvero, per una professoressa che sarebbe di

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Marino Smiderle

SENTENZADEL TAR


rassegna 19-04-13