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Anno 7 - Numero 5 / 2014 Editore Sport Press S.r.l. - Corso della Resistenza, 23 - 20821 Meda (MB) Tel. +39 0362.600469 - Fax 0362.600616 - e-mail: redazione@outdoormag.it - Direttore responsabile: Angelo Frigerio Periodico mensile - Registrazione al Trib. di Milano n. 186 del 20 marzo 2007 Poste Italiane SpA Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 - conv. in Legge 46/2004 Art. 1 Comma 1 LO/MI - Stampa: Ingraph - Seregno (MB) - In caso di mancato recapito, inviare all’ufficio postale di Roserio per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa.


Anno 7 - Numero 5 / 2014

redazione@outdoormag.it

COVER STORY / Report, anticipazioni e resoconto storico dell’iniziativa nata nel 2009

Nuove prospettive

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I Rewoolution Raid sono uno degli eventi multidisciplinari più interessanti e innovativi in Italia, capaci di fondere varie attività e di rinnovarsi. Come nella 1a tappa 2014 lungo il Sellaronda. Dove abbiamo partecipato in prima persona

FOCUS ON /

eventi /

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Ragni Academy: il nostro resoconto finale

Tra uscite ufficiali e ufficiose è terminata la 1a edizione della Ragni Academy. Per tutti i partecipanti è stato un gran bel laboratorio di sperimentazione e apprendimento 14-15

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Auguri K2, da 60 anni il più difficile Nivolab ora è anche“app”

FOCUS ON /

Briko riparte dalla sua storia e si rifà il look 16

Standing ovation per la 2a edizione La versione italiana della kermesse canadese ha previsto la proiezione di 8 selezionate e adrenaliniche pellicole. Ottimi i feedback, come dimostrano i 7 sold-out tra cui Milano, Torino e Genova. Oltre 5.000 gli spettatori complessivi

26-28

Fiere /

Prowinter-Alpitec, il “duetto” porta 9.000 visitatori FOCUS shop /

Il “mondo” del freeride a raccolta a Madesimo Il meteo non ha rovinato il primo Freeride Festival, che ha richiamato aziende, guide, maestri, vari operatori e un pubblico trasversale, dai pro ai neofiti

24-25

Makalù Sport sempre “al top”

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editoriale /

/ primo piano

a cura di Benedetto Sironi

Il ruolo dei negozi fisici in una società sempre più digitale Fino a qualche anno fa non era poi così facile immaginare come, quando e quanto il crescente fenomeno della digitalizzazione avrebbe cambiato la nostra vita. Ora di questo fenomeno sappiamo tutti molto di più e siamo tutti (chi più chi meno) coscienti di quanta influenza ha e avrà sulle attività umane. Comprese quelle che regolano il mercato dello sport e dell’outdoor. Detto questo, è opportuno non generalizzare, semplificare o banalizzare troppo la realtà. Ogni settore ha le sue peculiarità e vale sempre la pena di analizzarle con profondità e attenzione, come cerchiamo di fare qui ad Outdoor Magazine. Parliamo ad esempio del ruolo dei negozi fisici in una società per l’appunto sempre più “digitale”. Partendo da due considerazioni, supportate da alcuni dati. La prima è riferita al mercato italiano dell’ecommerce: in crescita costante negli ultimi anni, nel 2013 ha fatturato 22,3 miliardi di euro (+6% sul 2012, per la prima volta negli ultimi 10 anni la crescita tuttavia non è stata a due cifre). Dati però ancora molto distanti dai livelli europei. Addirittura l’Italia sarebbe al 25° posto su 28 Paesi, prima di Grecia, Bulgaria e Romania. La percentuale di fatturato delle imprese italiane dalle vendite online è del 6%, contro una media europea del 15%. E solo il 6% delle imprese italiane vende online (media UE 16%). Infine, solo il 17% degli italiani ha fatto almeno un acquisto sul web, contro il 74% degli svedesi (media europea 44%). Il secondo spunto di riflessione riguarda gli USA, che monitoriamo con attenzione grazie alla redazione di Outdoor Magazine USA situata in California, nel bel mezzo dalla Silicon Valley. Anche qui naturalmente l’ecommerce cresce (231 miliardi di dollari nel 2013, +18% in media negli ultimi 10 anni). Tuttavia non sono diminuiti da parte delle aziende, comprese quelle più “digital oriented”, gli investimenti in punti vendita fisici. In svariati settori semmai si cerca di “mixare” la profondità e l’efficacia dei propri strumenti di vendita online con l’insostituibile livello di interazione “faccia a faccia” che i punti vendita fisici garantiscono. l’IBM ha di recente elaborato alcune previsioni su come le innovazioni tecnologiche cambieranno le nostre vite nei prossimi 5 anni. Ebbene, una di queste sostiene nientemeno che le vendite di prossimità (local) in negozi fisici sono destinate a crescere, a scapito in alcuni casi di quelle online. L’azienda inoltre si dice convinta che innovazioni come la realtà aumentata o le wearable technology (tecnologie “indossabili”) possano garantire ai consumatori esperienze di acquisto molto più ricche e soddisfacenti proprio all’interno dei punti vendita. Insomma, per entrambe le motivazioni di cui sopra, credo possiate convenire con me: i negozi fisici sono e continueranno a rimanere fondamentali, almeno per una buona parte di consumatori. Questo vale per l’Italia vista anche la particolare situazione di “ritardo” che abbiamo evidenziato. Ma è una considerazione più generale e che riguarda come abbiamo detto anche mercati più “avanzati”. Ormai le vendite fisiche e quelle online tendono a non essere più considerate in competizione. Possono essere semmai complementari e offrire nuove opportunità di business anche ai punti vendita tradizionali, oltre che naturalmente alle aziende. A patto di sapersi rinnovare, rivedere le proprie convinzioni, reimpostare il proprio modello di business e sapersi rimettere in gioco. Fuori e dentro il web. Questo potrebbe permettervi non solo di non perdere clienti, ma di raggiungerne anche molti altri nuovi, ai quali prima nemmeno pensavate.

Cambio di logo per Salewa, che inizia una “nuova era” Un nuovo logo e un rilancio globale del marchio. Un’altra pietra miliare nella storia del brand Salewa. Quello che era iniziato quattro anni e mezzo fa come una semplice idea, è oggi un moderno e attraente logo frutto del lavoro e della collaborazione fra designer internazionali. Abbiamo avuto il piacere di assistere di persona alla presentazione della “nuova era” Salewa. Fino all’ultimo tutto top secret, poi il velo è calato il 25 maggio con un grande evento internazionale a St Wolfgang (Austria) con oltre 400

invitati rigorosamente selezionati tra partner, distributori, negozianti e media da tutto il mondo. I quali hanno assistito anche alla presentazione della nuova collezione SS 2015, profondamente rinnovata e ridisegnata con il nuovo logo: angolare, tagliente, multiforme, semplice e minimale, moderno e innovativo, rimanda al nuovo headquarter aziendale, all’aquila (da sempre simbolo iconico Salewa) e ai valori fondanti del marchio. Tutti i particolari in esclusiva sui prossimi numeri di Outdoor Magazine.

Sweet Protection passa in gestione ad Active Brands Sweet Protection, azienda specializzata nella realizzazione di caschi, protezioni e abbigliamento per gli sport invernali e la mountain bike, entra a far parte della famiglia di Active Brands. Il gruppo norvegese attualmente gestisce all’interno del proprio portfolio i marchi scandinavi Bjørn Dæhlie, Kari Traa, Åsnes e Vossatassar. Inoltre si occupa della distribuzione di Bula e Rode all’interno della propria madre patria. Nel 2013 ha fatturato circa 41 milioni di dollari nelle vendite e da quest’anno potrà contare anche sul contributo di Sweet Protection, che lo scorso anno ha registrato una crescita nelle vendite del 25% a 7,8 milioni di dollari.

Gore-Tex porta la tecnologia Surround nel mercato dell’hiking Dopo averla presentata in Nord America e Cina, GoreTex sta mostrando la sua innovativa tecnologia Surround ai suoi key retailer europei. Si tratta di una tecnologia già sul mercato da qualche anno ma finora utilizzata solo da produttori di footwear non tecnico (attualmente è presente nelle collezioni di 15 marchi di calzature casual e per bambini). Ora è approdata nel settore delle calzature da hiking e, stando a Gore, rappresenta l’unica tecnologia in grado di assicurare traspirabilità tutto intorno al piede includendo persino la suola. La tecnologia

/

Surround sarà inclusa nella collezione SS 2015 di 25 brand di tutto il mondo. Tra le aziende footwear europee che la utilizzeranno spiccano, in ordine alfabetico, Alfa, Bestard, Chiruca, Crispi, Dolomite, Hanwag, Härkila, La Sportiva, Mammut, Meindl, Salewa, Scarpa, Treksta, Viking e Zamberlan. Secondo una ricerca di mercato condotta da Gore, ci sono circa 223 milioni di hiker al mondo. Tra essi ci sono 15,5 milioni di potenziali utenti della tecnologia Surround. Che, specificano in Gore, non è pensata per alpinisti o atleti ma al più ampio target dei camminatori.

news PrAna acquisito per 190 milioni di dollari Columbia Sportswear Company ha firmato un accordo per l’acquisizione di tutte le partecipazioni di controllo in PrAna Living LL, marchio nato nel 1992 e dedicato a yoga, arrampicata e fitness. La transazione ha un costo di 190 milioni da versare in contanti. Ora PrAna si affianca agli altri brand di proprietà dell’azienda, ovvero Columbia, Mountain Hardwear, Sorel e Montrail. “PrAna è un marchio di abbigliamento lifestyle in rapida crescita e posizionato tra un sano stile di vita, un lifestyle attivo e un consumismo socialmente consapevole”, ha commentato Tim Boyle, presidente e ceo Columbia. “I suoi prodotti sono stati progettati e realizzati con la sostenibilità come valore fondamentale. PrAna risponde alla volontà di Columbia di espandersi in categorie che si rivolgono a segmenti di consumatori complementari. Inoltre riduce la nostra dipendenza dai prodotti per i climi freddi e aiuta Columbia a espandersi in tutti i mercati geografici chiave”. L’headquarter di PrAna resterà a Carlsbad (California) e opererà come una sussidiaria di proprietà di Columbia Sportswear Company. L’attuale ceo Scott Kerslake continuerà il suo incarico riportando direttamente a Tim Boyle. www.columbia.com - www.prana.com

Probabile contraffazione di un brevetto OutDry per Geox Editore: Sport Press Srl Direttore responsabile: ANGELO FRIGERIO Direttore editoriale: RICCARDO COLLETTI Redazione Italia: Corso della Resistenza, 23 - 20821 Meda (MB) Tel. 0362.600469 Fax 0362.600616 Email: redazione@outdoormag.it Website: www.outdoormag.it Stampa: Ingraph - Seregno (MB) Redazione USA: DNF Media, Inc 1956 Bohannon Drive - Santa Clara, CA 95050 Tel: 001.408.261.8809 redazione@outdoorusa.net - www.outdoorusa.net Anno 7 - N.5 / 2014 Periodico mensile - Registrazione al Trib. di Milano n.186 del 20 marzo 2007. Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 - conv. in L. 46/2004 Art.1 Comma 1 - LO/MI - Una copia 1.00 euro. L’editore garantisce la massima riservatezza dei dati in suo possesso. Tali dati saranno utilizzati per la gestione degli abbonamenti e per l’invio di informazioni commerciali. In base all’Art. 13 della Legge n° 196/2003, i dati potranno essere rettificati o cancellati in qualsiasi momento scrivendo a: Edizioni Turbo S.r.l. Responsabile dati: Riccardo Colletti. Chiuso in redazione il 26 maggio 2014

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Columbia Sportswear Company e la sua controllata italiana OutDry Technologies Srl hanno ottenuto un provvedimento cautelare di inibitoria nei confronti di Geox SpA, Geox Srl e Nibar Srl. Il provvedimento, emesso il 29 aprile dal Tribunale di Milano, è relativo alla vendita in Italia di alcune calzature recanti il marchio “Amphibiox”. Dopo aver accertato che alcuni modelli costituiscono probabile contraffazione di un brevetto OutDry relativo alla realizzazione di calzature impermeabili e traspiranti, il Tribunale ha autorizzato il sequestro di questi prodotti Amphibiox e ha inibito Geox dalla produzione e commercializzazione dei prodotti contraffatti. La decisione è provvisoria e contro di essa le parti resistenti potranno presentare reclamo. “Siamo molto soddisfatti della decisione emessa dal Tribunale di Milano e attendiamo i prossimi sviluppi del procedimento giudiziario”, ha affermato Peter Bragdon, senior vice president of legal and corporate affairs di Columbia e OutDry. “Siamo fermamente convinti che la tecnologia OutDry permetta di realizzare calzature con una superiore funzionalità impermeabile-traspirante e il portafoglio di brevetti OutDry è essenziale per la protezione e lo sviluppo di questa tecnologia innovativa. Continueremo quindi a perseguire ogni contraffazione dei brevetti OutDry con forza e determinazione”.


news

/ partnership

Dolomite ai piedi del CNSAS fino al 2015

IFSC e Red Bull Media House insieme tutto l’anno

Confermato l’accordo tra Dolomite e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, che affonda le sue radici nel 2009 e che si protrarrà fino al 2015. Alla base di questa collaborazione c’è una condivisione di principi tra le due realtà: Dolomite è infatti concreta testimonianza di una vera passione per il mondo outdoor e di quei valori di cui il Soccorso Alpino si fa portavoce con il suo lavoro quotidiano. La partnership, finalizzata alla promozione della sicurezza in montagna, prevede la fornitura di scarpe outdoor ai professionisti del Soccorso Alpino e della Scuola Nazionale Tecnici del Soccorso Alpino (SNATE) da parte di Dolomite. I modelli proposti sono differenziati a seconda degli utilizzi: Cougar HP PRO GTX, Cougar Guide GTX, Steinbock GTX e Steinbock Approach HP GTX per affrontare terreni più impegnativi; Steinbock Approach GTX e Steinbock Rocket per percorsi di misto e sentieri; 54 e 79 per un multiuso sportivo di tutti i giorni. Inoltre questa collaborazione permette un test continuo e qualificato delle calzature, consentendo a Dolomite di sviluppare prodotti sempre più all’avanguardia garantendo prestazioni, comfort e tecnicità in base alle richieste degli utilizzatori.

L’International Federation of Sport Climbing (IFSC) ha siglato una partnership con Red Bull Media House per questa stagione. Tale accordo prevede la cessione esclusiva dei diritti in live stream su Red Bull TV di due eventi boulder: la finale della coppa del mondo a Innsbruck, Austria, già tenutasi il 16-17 maggio, e i campionati mondiali di boulder a Monaco, Germania, 21-13 agosto. “Questa è la prima volta che l’IFSC collabora con Red Bull Media House”, ha spiegato Anne Fuynel, direttore marketing e comunicazione della federazione. “Questo dimostra che il climbing sta crescendo molto velocemente, attrae una larga community a livello mondiale, così come le giovani generazioni, e condivide valori rilevanti con i nostri partner: uno stile di vita dinamico caratterizzato da libertà, costante tensione alla precisione, tensione verso l’obiettivo e sensazioni mozzafiato”. Il live streaming è disponibile online su Red Bull Tv, su mobile attraverso le applicazioni iOS, Android o ancora sul piattaforme partner come Apple TV, Xbox360 e Chromecast.

Hoka One One sponsor del Grand Raid du Cro-Magnon 130 km per 8.200 mt di D+ e 9.000 mt D-. Sono i numeri della 13a Grand Raid International du Cro-Magnon, ultra trail in partenza da Limone Piemonte sabato 21 giugno. Organizzata dall’associazione franco-italiana Grand Raid du Cro-Magnon, vanta il marchio Hoka One One in qualità di sponsor tecnico. Questo trail unisce passaggi in alta montagna, come il Parco del Marguareis e il Breil sur Roya, all’arrivo sulla spiaggia di Plage Marquet di Cap d’Ail. La competizione è un appuntamento conosciuto e apprezzato a livello internazionale, tanto da richiamare fino a 2.000 atleti e accompagnatori. Insieme alla Cro-Magnon (individuale o a staffetta), si svolgeranno anche il Trail Del Marguareis Limone-Breil, 83 km per 4.600 mt D+ e 5.300 mt D-, e il Neander-Trail Breil-Cap d’Ail, 50 km per 3.600 mt D+ e 3.900 mt D-. www.cromagnon-extremerace.net facebook.com/raid.cromagnon

La Sportiva, doppia collaborazione nell’orienteering Sabato 26 aprile La Sportiva ha ufficializzato l’impegno che vede il marchio al fianco della Federazione Italiana Sport Orientamento come partner tecnico per le calzature della nazionale di orienteering. La collaborazione è stata annunciata durante la conferenza stampa indetta a Trento in occasione dei campionati italiani di orienteering. Nel corso della presentazione, La Sportiva è intervenuta con la consegna ufficiale al team nazionale delle calzature Anakonda, appositamente studiate per orientamento e fell-running. Nell’occasione è stata ufficializzata anche la main partnership con la federazione italiana e internazionale in occasione dei prossimi Campionati del Mondo di orienteering che si terranno dal 5 al 13 luglio anche in territorio trentino. “La Sportiva è da sempre attenta a tutte le discipline della corsa che si svolgono su terreni sterrati: dal trail allo skyrunning passando oggi per l’orienteering, sport che ben rappresenta lo spirito dell’azienda e dei propri prodotti: dedicati a chi ama tracciare la propria via su terreni off-road, lontani da strade già battute”, ha dichiarato Lorenzo Delladio, amministratore delegato dell’azienda. “I campionati mondiali di orientamento saranno non solo una bella vetrina per il movimento sportivo, ma anche per il Trentino e per le aziende che vi operano”.

/ people Masters presenta il progetto Pro Team Relazioni, amicizia, passione per lo sport, soprattutto per la montagna. Questo e altro ancora nel nuovo progetto Masters di formare un Pro Team. Da tempo l’azienda lavorava all’idea di creare una piccola squadra di professionisti capaci di affiancare l’idea nascente dell’azienda: realizzare un prodotto unico senza false promesse, per andare oltre i limiti e gli ostacoli che ci poniamo noi stessi. Un claim che ben rappresenta tutti gli atleti che Masters ha voluto al suo fianco: ovvero Carlalberto Cimenti, Marco Zaffaroni, Matteo Calcamuggi e Piergiorgio Vidi (nelle foto da sinistra). Il team è nato per testare sul campo materiali e prototipi in condizioni estreme, allo scopo di proporre ogni volta una gamma di prodotti che risponda a elevati standard qualitativi, per il massimo delle prestazioni in ogni condizione.

Novità nel management PrimaLoft internazionale PrimaLoft ha annunciato due importanti novità nel proprio management che riguardano i mercati statunitense, australiano e neozelandese. La prima vede la promozione di David Newey (nella foto) al ruolo di direttore marketing globale. Con più di 20 anni di esperienza nel marketing e nelle vendite, Newey progetterà una nuova infrastruttura marketing focalizzata sui brand partner, sui retailer e sui consumatori finali in tutto il mondo, e continuerà a guidare l’impegno del rebranding PrimaLoft. Infine porterà avanti la comunicazione globale del marchio attraverso strategie comprendenti pubblicità, public relations, social media, digital web ed eventi. La seconda novità riguarda invece la concessione di nuovi diritti esclusivi a Carl Matthews, direttore generale di Devmark Trading Limited, per vendere i prodotti PrimaLoft in Australia e in Nuova Zelanda. Matthews, da ben 13 anni in Devmark, come agente PrimaLoft Matthews lavorerà per accrescere le performance del brand in un mercato ampiamente riconosciuto per l’enfasi che pone nell’alta qualità, l’outdoor lifestyle.

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/ iniziative Bexplorer “si lancia” con una campagna di raccolta fondi

Giorni più “lunghi” con la nuova campagna The North Face

Bexplorer, nuova piattaforma web per i viaggi di sport e avventura, ha lanciato una campagna di raccolta fondi su Indiegogo allo scopo di realizzare il sogno di una propria esplorazione in barca e per promuovere il lancio del progetto. L’obiettivo è di raccogliere 100.000 dollari entro il 7 giugno. L’interesse suscitato è già tanto, lo stesso Xavier De Le Rue ha promesso con il suo team il proprio supporto al portale e delle future collaborazioni. Ma Bexplorer non è solo un provider di avventura e sport. I membri del sito infatti potranno suggerire quale viaggio da sogno vorrebbero allestito dal team Bexplorer, attraverso suggerimenti, commenti o feedback. Le idee più popolari verranno approvate e inserite in calendario. Lo scopo finale è sempre uno: offrire un’esperienza unica, nei luoghi più incontaminati del mondo, agli amanti dell’outdoor e dell’avventura. Per chi parteciperà alla raccolta non mancheranno delle ricompense: coloro infatti che impegneranno 39 dollari riceveranno un buono da 400 dollari da sfruttare per un viaggio futuro organizzato tramite il portale. Ulteriori premi saranno card sconto o abbigliamento da viaggio in edizione limitata. www.bexplorer.com

#Longer Days è la più grande campagna europea primaverile mai presentata dal marchio The North Face. Celebra l’arrivo delle giornate più lunghe e intende invogliare le persone a trascorrere più tempo all’aria aperta. La campagna marketing a 360 gradi si sviluppa sul messaggio “Longer Days Are Back”. Partita il 4 aprile (chiude il 28 giugno), sarà suddivisa in quattro periodi di attività, correlati alle tipologie di sport promosse da The North Face: trail running, climbing, escursionismo e alpinismo. La fase di teasing ha portato a una campagna televisiva di due settimane con 800 spot per un’audience di circa 100 milioni di telespettatori in Gran Bretagna e in Germania. La presenza su carta stampata e media digitali copre invece ben 11 Paesi europei, mentre non da meno è l’intensa attività negli 84 store monomarca, con eventi di lancio dedicati a Londra e a Milano. Per coinvolgere tutti nella condivisione dei propri #LongerDays, The North Face ha infine sviluppato The Explorer App, pensata per gli appassionati di outdoor che potranno così monitorare le proprie performance sportive grazie al GPS e condividere le foto dei momenti più belli ed emozionanti vissuti all’aperto.

7 progetti per il Millet Expedition Project Una giuria di 11 personalità composta da giornalisti e operatori di settore, tra i quali anche Alessandro Perseo, marketing manager di Polartec Europe, azienda partner dell’iniziativa, ha deciso di premiare 7 spedizioni nell’ambito del Millet Expedition Project. La scelta è stata presa dai giurati a La Clusaz, il 18 aprile, tra 11 progetti candidati finali in base a originalità, avventura, motivazioni, praticabilità e budget. I team vincitori godranno del supporto di Millet, Polartec e degli altri partner dell’iniziativa nella realizzazione della loro impresa. Tra questi vi è anche un progetto favorito dalla giuria e insignito con il premio Handi Cap au Large: vedrà 4 amici, tra cui un ragazzo paraplegico, attraversare le Alpi per 1.000 km in parapendio e handbike. Nel complesso sono state più di 60 le candidature per questa settima edizione del Millet Expedition Project che, dal 2007, insieme ai partner, ha supportato finanziariamente e materialmente circa 300 progetti.

Un progetto per gli orfani della valanga dell’Everest In seguito alla perdita dei 16 sherpa avvenuta il 18 aprile a causa di una valanga sull’Everest, Sherpa Adventure Gear ha deciso, attraverso la sua Paldorje Education Fund (nata nel 2012), di iniziare una raccolta fondi per l’educazione dei bambini che hanno perso il padre nel corso del drammatico avvenimento. Tashi Sherpa, CEO dell’azienda, si trovava proprio in Nepal quando è caduta la valanga: “Circa 26 bambini sono stati lasciati indietro dagli eroi caduti il 18 aprile. Lo sfogo di emozioni arrivato a noi da tutto il mondo rafforza in noi l’obiettivo di aiutare le future generazioni”. In aggiunta alle donazioni, Sherpa Adventure Gear ha messo da parte per la causa il 10% delle vendite di maggio nel proprio negozio di Kathmandu, Nepal. A questa iniziativa parteciperanno anche i punti vendita di Seattle e Washington. L’educazione in Nepal è particolarmente cara per la maggior parte delle famiglie. Il costo va dai 400 dollari nei villaggi remoti di Khumbu, vicino all’Everest, fino ai 2.600 delle migliori scuole del paese.

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news / editoria

Vertical-Life, tra carta stampata e web

/ salva con nome Millet Garda Climbing Challenge, attesa per il bis Il 27 e 28 giugno torna ad Arco e Riva del Garda l’appuntamento firmato Millet rivolto agli appassionati di arrampicata: il Garda Climbing Challenge. Questa seconda edizione offrirà nuove opportunità di divertimento su parete, tra il Rock Master Stadium e la falesia Serenella, con un programma ricco preparato dal team di guide Mountime e diversi atleti e ospiti internazionali. Si inizia venerdì 27 giugno allo Stadium di Arco, mentre Musica, video ed esibizioni di slacklining animeranno la giornata accompagnando le gare di speed, lead e boulder. A tutti i partecipanti verrà offerta l’opportunità di testare i prodotti Millet in compagnia degli atleti del team internazionale del marchio. La più “suggestiva” giornata di sabato 28 invece sposta il divertimento a Riva del Garda per la sfida di climbing Deep Water Solo sulla falesia Serenella, con partenza a filo d’acqua.

La giovane casa editrice altoatesina Vertical-Life pone un nuovo standard per il pubblico delle guide di arrampicata. Per ogni guida Vertical-Life è ora disponibile il suo corrispettivo formato digitale per smartphone. Ogni libro conterrà un codice che renderà possibile scaricare la sua app, disponibile per Android e iOS. Online poi ci saranno informazioni aggiuntive, come le topocard a colori. Sul sito Vertical-Life è inoltre possibile ricercare il proprio spot di arrampicata e trovare informazioni per centinaia di falesie. Tra le destinazioni di arrampicata già disponibili ci sono l’Alto Adige, le Dolomiti, San Vito Lo Capo, Lumignano, Erto, la Costa d’Amalfi, Sperlonga e Palinuro. I libri che contengono i codici per le app possono essere ordinati su guide.vertical-life.info oppure nei punti vendita. Tra i libri più recenti spicca la nuova guida alle vie ferrate di Arco, descritto qui sotto.

Nuova guida sulle vie ferrate di Arco Abbiamo avuto il piacere di sfogliarla e, come testimoniano anche le foto e i disegni curati, possiamo affermare che si tratta di un prodotto davvero ben fatto. Stiamo parlando della nuova guida alle vie ferrate di Arco, un agevole libricino, edito dalla libreria Cazzaniga, bottega che più di un climber ricorderà per avervi acquistato guide di arrampicata dopo aver placato l’appetito post arrampicata con l’immancabile gelato della bucolica piazzetta del paese. Nella guida le descrizioni dei 7 itinerari sono riportati sia in lingua italiana che tedesca. Gli autori sono un noto alpinista ormai local, Diego Filippi, giunto alla sua terza edizione della guida sulle vie di arrampicata in Valle del Sarca e il bergamasco Matteo Bertolotti, il cui nome ai più risulterà forse sconosciuto finché non lo collegheranno al “Bertoldo” dell’affermato sito di relazioni e racconti www.sassbaloss.com, le cui descrizioni di itinerari sono tra i più apprezzati della rete. Un patrimonio, quello delle vie ferrate attorno ad Arco davvero ampio e variegato, in grado di soddisfare sia l’escursionista alla ricerca dell’itinerario classico ma dal discreto impegno fisico, fino all’amante dei percorsi magari più brevi ma atletici e spettacolari.

Per info e iscrizioni: tel. +39 334 7734133 - info@mountime.com - www.mountime.com

Asics Outrun The Sun: che sfida intorno al Bianco Asics si è fatto promotore di un’impresa mai tentata prima a livello mondiale: il tentativo di circumnavigare il Monte Bianco di corsa, cercando di correre più veloce del sole (Outrun The Sun). L’evento avrà luogo il prossimo 21 giugno, il giorno più lungo dell’anno, e le due squadre di atleti trail avranno a disposizione esattamente 15 ore, 41 minuti e 35 secondi per completare il giro della montagna più alta dell’Europa occidentale, partendo all’alba e arrivando al tramonto. La sfida inizia e termina a Chamonix, si estende per oltre 162 km di sentieri di montagna (9.600 mt dislivello complessivo) e tocca Francia, Italia e Svizzera. Le due squadre affronteranno in maniera diversa il tracciato. Il Team Ultra-Trail, composto da Xavier Thevenard, Kota Araki, Jonas Buud e Thomas Lorblanchet, si dividerà il tracciato e ognuno percorrerà dai 28 ai 46 km. Il Team Enduro invece è composto da sette atleti provenienti da diverse discipline di endurance e ognuno di loro percorrerà tra i 17 e i 29 km. Si tratta di Tim Don, Christian Schiester, Genis Zapater, Megan Kimmel, Sylvaine Cussot, Lukas Naegele e di Gert Theunis. asics.it/outrunthesun

L’alpinismo protagonista al Chamonix Mountain Festival Escursioni, proiezioni cinematografiche, conferenze e incontri durante le serate. Questo il gustoso programma dell’edizione 2014 del Chamonix Mountain Festival, a calendario dal 29 giugno al 6 luglio. Un vero punto di incontro per tutti gli alpinisti, caratterizzato da un’atmosfera conviviale e dall’apertura ad appassionati di ogni livello ed età. Chi aderirà all’invito potrà inoltre testare gratuitamente le attrezzature dei brand partner tra cui spiccano Mammut, Black Diamond, Mountain Hardwear e Singing Rock. Il prezzo di partecipazione di 490 euro comprende la sistemazione a pensione completa per 7 notti presso l’UCPA di Chamonix, lo skipass per 6 giorni con salite fino a 3.842 mt e l’accesso a tutti gli eventi del festival (esclude il viaggio fino a Chamonix e i trasferimenti dall’aereoporto). info@chamonixmountainfestival.com - www.chamonixmountainfestival.com

A Merate in scena per la prima volta lo street boulder L’appuntamento è per sabato 7 giugno, quando Merate sarà invasa dai climbers per un nuovo appuntamento nel panorama boulder nazionale: Merate Street Boulder. L’evento è organizzato dai ragazzi della palestra di arrampicata di Merate in collaborazione con il CAI Sezione di Merate e vanta diverse aziende partner: Beal, Ferrino, Rock Slave, Edelrid, Cassin e Tenaya, cui si aggiunge il supporto del negozio Sherpa e di Orizzonte Verticale. È già possibile pre-iscriversi sul sito. Il costo dell’iscrizione di 15 euro comprende il pacco gara con maglietta, buono pasto per la cena, mappa dei blocchi, la tessera dove verranno inseriti i timbri dei blocchi completati, gadget e assicurazione. Il circuito blocchi sarà aperto dalle 15 alle 18,30. A ogni blocco completato verrà timbrata la tessera personale del concorrente, la quale dovrà essere consegnata allo stand iscrizioni non oltre le ore 18,30. A seconda del numero di timbri e dell’ora di consegna verranno stilate le classifiche dalle quali verranno selezionati i primi sei delle categorie maschili e femminili per le finali in piazza Prinetti. A seguire la premiazione dei vincitori.

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/ concorsi AAA cercasi 100 tester per Garmin Virb

Al via la 4a edizione dell’IMS Photo Contest

Garmin ricerca cento tester della sua action cam Virb Elite, modello top di gamma con GPS integrato. I candidati videomaker scelti riceveranno in omaggio il prodotto e avranno la possibilità di mostrare la propria capacità creativa producendo video che saranno veicolati dall’azienda in rete e sui propri social network. Per partecipare al concorso basta essere in possesso di un account attivo su Facebook o Twitter e registrarsi a www.provagarminvirb. it. Entro la fine di giugno Garmin sceglierà i 100 tester ufficiali in base all’appeal dei profili e alla vicinanza con i valori aziendali. I tester avranno modo di utilizzare l’action cam e di fornire i loro feedback sulle sue principali caratteristiche. I vincitori potranno inoltre mettere in evidenza le proprie doti creative e le proprie capacità da videomaker realizzando ogni mese un video a tema libero da inviare a Garmin fino a dicembre 2014. Il concorso sarà oggetto di una campagna social su Facebook e supportato da attività di comunicazione sul sito, tramite un apposito banner, e link al mini sito dedicato, sarà promosso anche sul blog aziendale e su tutti i canali social di Garmin. www.garmin.com/it - www.provagarminvirb.it

In seguito al successo del 2013 che ha visto la partecipazione di 2.400 fotografi da quasi 100 Paesi, il Kiku International Mountain Summit presenta la quarta edizione dell’IMS Photo Contest powered by BMW. Il motto di quest’anno è “Mountain.Four.Elements - La montagna e i 4 elementi”. Sono pertanto richieste immagini di attimi unici che rappresentino la montagna in interazione con uno o più di questi quattro elementi. I fotografi interessati possono caricare entro il 31 luglio il loro miglior scatto sul sito dell’IMS. Ai vincitori delle tre categorie Facebook-Voting, Public-Voting e votazione della giuria tecnica sarà assegnato il pregiato KIKU Photo Award, che ammonta in totale a 7.800 euro. Con la votazione di Facebook gli utenti internet hanno la possibilità di esprimere la propria preferenza nella Photo Gallery, mettendo un “Mi piace” sotto alla fotografia fino alle ore 12.00 del 7 agosto. Nella categoria Public-Voting concorrono invece le migliori 100 foto del concorso. Vinceranno i tre fotografi che avranno ottenuto il maggior numero di voti sul sito dell’IMS. Gli utenti stileranno la propria classifica tra il 18 agosto e il 5 settembre. La giuria tecnica, infine, valuterà tutte le immagini partecipanti al concorso, sceglierà le migliori 100 e individuerà i tre vincitori. La premiazione e la presentazione della mostra fotografica digitale avranno luogo in ambito della sesta edizione del Kiku International Mountain Summit (16-21 ottobre 2014) a Bressanone. www.ims.bz

Salewa lancia il concorso “Tell Your Mountain Story” “Tell your mountain story” è il concorso fotografico promosso da Salewa, in collaborazione con la Rivista della Natura, pixcube. it e Nikon for Parks, che intende spronare i partecipanti a condividere i propri scatti a tema naturalistico, raccontando la propria storia di montagna. Dal primo marzo al 15 giugno è possibile dunque caricare le proprie fotografie nell’apposita area del sito ufficiale di Salewa, partecipando così al concorso fotografico che premierà i due scatti più interessanti per le categorie “I colori della Natura” e “L’Azione ed il Momento”. I due vincitori, scelti da un’apposita giuria, si aggiudicheranno un workshop fotografico di due giorni al fianco di veri professionisti della macchina fotografica e potranno scegliere fra due location d’eccezione: il Parco Nazionale del Gran Paradiso o quello dell’Adamello Brenta. www.salewa.com

/ green

EOCA Spring Vote 2014: scelti i 3 progetti Due settimane, 53.000 voti e più di 10 milioni di consumatori raggiunti. Sono i numeri ottenuti dal voto pubblico dell’EOCA, grazie al quale sono stati già scelti tre progetti di conservazione. Come sappiamo, ogni anno l’European Outdoor Conservation Association invita i propri membri a votare 3 progetti da supportare con i fondi raccolti, suddivisi in tre categorie separate: Nature, Outdoor e Alpine. L’iniziativa viene realizzata in collaborazione con diversi magazine specializzati, come National Geographic (Germania), The Great Outdoors (UK), Norr Magazine (Germania), Hike & Trekking, Bike & Trekking, Sport Partner (Paesi Bassi) e Alpin (Germania). La campagna creata attorno, che ha coinvolto anche personalità politiche quali il presidente del Costa Rica o il ministro per l’ambiente cileno, è riuscita infine a raggiungere più di 10 milioni di persone. I tre progetti vincitori: Trossachs Gateway Project (proposta da Messe Friedrichshafen), che prevede la conservazione della foresta scozzese Great Trossachs; Bla Bheinn Path Repair (proposta da Berghaus), montagne scozzesi a rischio erosione; Saving Armenia’s Leopards (proposta da Nikwax), per la salvaguardia dei leopardi in Armenia. All’OutDoor Show di Friedrichshafen verranno svelati anche gli altri progetti vincitori.

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focus / collaborazione tra i due centri r&d

Vibram & Lenovo: insieme verso il futuro Ufficializzato a Milano il nuovo accordo tra i due marchi, che hanno deciso di camminare insieme in seguito all’incontro avvenuto durante la scorsa Pechino Design Week. Presente alla conferenza di presentazione il top management di entrambe le aziende. Non si può parlare di matrimonio, trattandosi di una partnership tra i rispettivi centri di ricerca. Ciononostante alla conferenza stampa svoltasi mercoledì 9 aprile a Milano e organizzata dalle aziende Vibram e Lenovo si sono spese parole importanti: valori comuni, stessa visione del futuro, amicizia e persino “famiglia”. È vero, i rispettivi settori paiono distanti anni luce l’uno dall’altro: da una parte l’azienda che ha inventato l’uso della gomma per la suola delle scarpe; dall’altra il più grande produttore di hardware per pc, dopo l’acquisizione di Ibm nel maggio 2005. La conferenza di presentazione - Entrambi i management dell’azienda era presenti in forze. Lenovo Group era rappresentato dal vice-presidente e chief designer Yao Yingjia. Per Vibram erano invece presenti Marco Bramani (proprietario), Antonio Dus (amministratore delegato), Matteo Crovetto (general manager Vibram China) e Giuseppe Grandinetti (group brand ambassador). A Milano anche il promotore dell’incontro tra i due gruppi Vittorio Sun, direttore della Beijing Design Week e attivatore dei rapporti Italia-China nel campo del design e dell’innovazione. Le basi dell’accordo - Ma dove nasce un sodalizio così importante e particolare? Galeotto fu, giust’appunto, l’ultimo appuntamento con la Beijing Design Week, più o meno il corrispondente del nostro Salone del Mobile. Qui i responsabili delle due aziende si sono conosciuti e hanno posto le basi per questa partnership. Che come hanno sottolineato i management si basa non sul prodotto (considerando la grande lontananza dei rispettivi settore operativi) ma sulla comunanza di valori aziendali e di una visione di scenari futuri. La mobilità del futuro - I due brand hanno lanciato il progetto Vibram e Lenovo Smart Moving Lab, un’area di Ricerca e Sviluppo congiunta. L’obiettivo è di connettere le punte più avanzate

A destra l’interno del centro ricerca Lenovo. Sotto il centro Vibram in Cina situato nel Guangdong, provincia nel sud del Paese

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Mr. Yao, Marco Bramani e Vittorio Suhn

dei rispettivi Centri di Ricerca già attivi in Cina e di condividere le tecnologie, gli strumenti, la progettualità e la visione al fine di sviluppare nuovi prodotti ad alta innovazione tecnica e di user experience. Questo perché le due aziende, come ha dichiarato Yao alla conferenza stampa, hanno uno stesso atteggiamento di “emozione verso il futuro”. Un futuro fondato su 2 concetti combinati: SMART (informazione, intelligenza, interazione, reattività, decisione, recettività, rapidità ma anche bellezza dei dati, di una realtà aumentata e della libertà di scelta) e MOVING (mobilità, libertà, avventura, esperienza, performance, elasticità, trazione, durata e ancora assenza di confine e limite). La parola d’ordine di questa partnership è “wearable technology”, un concetto che si traduce in informatica indossabile (ne è un esempio il prototipo di Smart Shoe sviluppato in ambito sportivo, una scarpa da trail running che vede all’interno della suola luci a led in grado di illuminare il sentiero su cui si corre). Comunicare… con i piedi? - L’impressione che abbiamo avuto partecipando alla conferenza stampa è che lo stesso management sia curioso di vedere cosa salterà fuori da questo dialogo tra i rispettivi centri di R&D. Ma più probabilmente questi due grandi innovatori qualche idea l’hanno già in testa. Non resta che aspettare di vedere i primi frutti di questo accordo che, come ha dichiarato Bramani, “mira a far parlare le nostre scarpe”.


/ riconoscimenti La linea Thule Perspektiv si aggiudica il TIPA Award

L’Inghilterra premia il successo di inov-8

Ogni anno l’autorevole Technical Image Press Association (TIPA) valuta i migliori prodotti fotografici lanciati sul mercato. Il premio TIPA, istituito nel 1991, è uno riconoscimenti più rinomati nell’industria fotografica e vanta una giuria professionale di alto livello, composta da redattori di 28 riviste del settore provenienti da tutto il mondo. La linea Thule Perspektiv quest’anno è stata premiata nella categoria “Best Photo Bag” grazie ai materiali di alta qualità, al design innovativo e alla facilità di utilizzo. “Caratterizzata da un telaio ergonomico che garantisce un perfetto equilibrio tra sostegno, ammortizzazione e traspirabilità, la serie Thule Perspektiv si presenta in una varietà di formati e configurazioni per disporvi qualsiasi fotocamera e attrezzatura necessaria”, hanno commentato i giurati. “Siamo molto felici di aver ricevuto il riconoscimento TIPA per la collezione Thule Perspektiv Camera Bag”, ha affermato Magnus Welander, ceo e presidente del gruppo. “Il premio rafforza il nostro focus su qualità, facilità d’uso, protezione, design e sui nostri piani a lungo termine per diventare il marchio leader nel settore delle borse per fotocamere”. Info: www.fowa.it (canale foto/tech) - www.panoramadiffusion.it (sport/outdoor)

Un nuovo prestigioso riconoscimento sta per essere consegnato dalla madre patria a uno dei marchi in maggiore crescita nel settore del running e dello sport performance come inov-8. A maggio l’azienda britannica è stata nominata vincitrice dell’importante Queen’s Award for Enterprise in International Trade. Il titolo rappresenta l’ennesimo traguardo raggiunto dal brand e ne riflette i successi nel mercato globale. Dalla sua nascita nel 2003, la distribuzione di inov-8 è arrivata a coprire il mercato di oltre 60 Paesi nel mondo. Il 77% delle vendite viene registrato al di fuori dell’area UK e la sua crescita è stata stimata di circa il 60% solo negli ultimi cinque anni. Il premio Queen’s Award for Enterprise sarà consegnato al fondatore Wayne Edy in occasione della serata di gala che si terrà a Buckingham Palace. “Sono orgoglioso dei risultati raggiunti dal nostro team in questi primi 10 anni” ha commentato in seguito alla notizia. “Questo premio riflette il duro lavoro e l’inarrestabile desiderio di realizzare i nostri prodotti innovativi che ci hanno portato a questo successo commerciale”.

/ nuove aperture The North Face apre il13° monomarca italiano

The North Face ha rafforzato ulteriormente la sua presenza sul territorio italiano inaugurando il 5 aprile il suo tredicesimo monomarca italiano a Villesse (GO), presso il Centro Commerciale Tiare Shopping. Il negozio, realizzato in collaborazione con A.R.P. Advanced Retail Project, si sviluppa su un unico piano su una superficie di 124 mq. Il nuovo store è l’espressione perfetta del layout contemporaneo tipico del brand: i toni dell’arancio, rosso, nero e bianco si armonizzano perfettamente con il legno e il metallo, creando una cornice perfetta per dare massimo risalto alle grafiche e ai prodotti. Complessivamente è il sesto punto vendita realizzato in partnership tra A.R.P. e The North Face.

Inaugurato a L’Aquila un nuovo Salewa Store Prosegue il piano di apertura dei punti vendita Salewa, che di recente ha siglato una partnership con il negozio Mountain World di L’Aquila. La città è considerata punto nevralgico dell’alpinismo sugli Appennini ed è per questo stata scelta come campo base abruzzese dal marchio altoatesino. Così lo scorso 16 maggio il negozio Mountain World, che sorge in via Corrado IV 10, è stato completamente rinnovato. Ora appare interamente dedicato alla montagna ed è destinato a diventare il luogo di incontro per gli appassionati locali di alpinismo, arrampicata e trekking. A valorizzare l’inaugurazione del Salewa Store di L’Aquila è stata la presenza di Florian Riegler, giovane alpinista altoatesino autore di numerose ascese sulle Dolomiti. Nella serata del vernissage il climber dell’alpineXtrem Team Salewa si è raccontato ai presenti e ha presentato il suo libro ‘Fratelli di cordata’ edito da Infinito Edizioni e scritto a quattro mani con il compagno di mille imprese, l’inseparabile fratello Martin.

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FOCUS ON /

Non solo trekking, all’ombra della piramide anche cultura e tradizione a cura di: Paolo Grisa - foto: EvK2cnr

Vele salendo al Concordia

Auguri K2, da 60 anni il più difficile

Askoli, partenza del trekking

Le cose sono molto cambiate dai tempi della spedizione di Ardito Desio. Gli operatori turistici locali diventano sempre più proattivi e consapevoli del patrimonio straordinario del loro territorio. E oltre a promuoverlo, iniziano a rendersi conto anche della necessità di preservarlo. Cultura, ambiente e storia - Non solo trekking e alpinismo dunque alle pendici del K2. A gennaio a Islamabad è avvenuta una conferenza stampa dedicata all’anniversario dove è stata presentata la “Gilgit Baltistan Pakistani Expedition” che tenterà la vetta nel corso dell’estate. A marzo a Lahore si è svolta invece una fiera promozionale della regione del Karakorum con stand turistici, gastronomici e prodotti di artigianato locale. Ci sarà poi una mostra fotografica dedicata alle esplorazioni scientifiche di Filippo De Filippi, medico e viaggiatore italiano che a cavallo dei primi del ‘900 realizzò delle spedizioni in Asia centrale. Altre mostre saranno dedicate alla storia, alla cultura, alla flora e alla fauna di questi luoghi. Si svolgerà poi un Festival Internazionale di film di Montagna e workshop scientifici dedicati alla conoscenza e alla protezione del delicato ambiente del Karakorum. Iniziative simili, tra cui un Festival dedicato alla Via della seta, saranno poi organizzate nell’area di Gilgit-Baltisan tra maggio e luglio.

È una delle vette della terra con la più alta percentuale di insuccesso. E, secondo il parere di molti autorevoli alpinisti, tra cui Hans Kammerlander, la montagna più difficile al mondo. Stiamo parlando del K2, la seconda cima più alta del globo, che quest’anno festeggia l’anniversario dei 60 anni dalla sua prima ascensione, compiuta dalla spedizione italiana guidata da Ardito Desio. Un’impresa che, dopo aver fatto parlare per decenni a causa delle polemiche relative agli ingiusti comportamenti della cordata di punta nei confronti di Walter Bonatti e del portatore locale Mahdi, pare finalmente aver trovato un po’ di pace. Nel 2008 è stata riscritta la relazione ufficiale della salita dando atto ai due del ruolo determinante avuto nell’ascensione realizzata dalla cordata di Lacedelli e Compagnoni. Nel 2009 questi ultimi ci hanno lasciato, seguiti due anni dopo da Walter Bonatti. Ora che i protagonisti di questa polemica non sono più in vita sarà forse più facile guardare con maggiore obiettività a quei fatti. L’offerta - In occasione di questo anniversario gli operatori turistici della zona hanno deciso di mantenere prezzi bassi e incrementare la propria offerta turistica, arricchendola tra l’altro di interessanti iniziative culturali dedicate all’impresa compiuta dagli italiani sessant’anni fa. L’intero programma è stato reso possibile dall’Associazione degli Operatori Turistici Pakistani, dal Parco Nazionale del Karakorum Centrale, dal comitato Everest-K2 Cnr e dal progetto Seed (Socio Economic and Environmental Development).

Campo Base (2004)

Turismo, trekking e ascensioni - Passando poi al programma dei trekking e delle ascensioni vere e proprie, ecco alcune delle proposte più interessanti. Si parte ovviamente con il classico trekking del K2, con arrivo al circo Concordia e al campo base ai piedi della sua piramide, in circa venti giorni di cammino. Gli stessi luoghi sono raggiungibili anche dal trekking più impegnativo che proseguirà per il Gondogoro La, un passo a ben 5.650 mt, con rientro per la bellissima Hushe Valley. Meno noto ma non meno bello è il trekking che porta al campo base del Masherbrum, ardita vetta a cuspide di 7.800 mt circa, con una durata di 15 giorni. Per chi non si sente pronto per un turismo “zaino in spalla”, ma ha sempre sognato di visitare queste aree, esiste la possibilità di farlo attraverso il Marcopolo jeep safari. Un percorso della stessa durante del precedente ma con un impegno fisico decisamente diverso. Un altro giro turistico molto interessante, attraverso il quale si può avere l’opportunità in circa 18 giorni di incontrare ben tre popoli con culture differenti, è il “Kafiristan to Baltistan with Rush Lake”, un lago a quasi 5.000 mt di quota. Naturalmente in programma c’è la possibilità di tentare la salita alla vetta massima, quella che ormai da 60 anni rappresenta il simbolo di queste zone. Ovviamente si tratta di un’impresa che, per quanto assistita, è destinata ad alpinisti tecnicamente esperti e con una pregressa esperienza di salite in altissima quota. Qui, davvero, non c’è spazio per l’improvvisazione.

www.montagna.tv/cms/cat/channels/k260 www.evk2cnr.org Urdukas Camp

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Goro Camp


focus on / Il brand vuole valorizzare le sue radici e riaffermarsi sul mercato a cura di: Monica Viganò

Briko riparte dalla sua

storia e si rifà il look

Cambio di rotta per il marchio che, adottando una nuova strategia, si presenta con un nuovo logo e con una collezione bike e outdoor all’insegna dell’innovazione. Come dimostrano le proposte insignite dell’Ispo Award 2014: il casco Vulcano 6.8 e la maschera Lava 7.6”. In passato è stato protagonista di molte grandi imprese al fianco di vere leggende sportive. Poi qualcosa è cambiato e lentamente ha perso il suo appeal. Stiamo parlando di Briko, che affonda le sue radici nel 1985 e che negli ultimi anni ha perso un po’ del suo smalto vivendo anche alterne vicende societarie. Dopo qualche periodo problematico, nel 2008 l’azienda è stata acquistata da Carlo Boroli. L’ex titolare dell’Industria Grafica De Agostini di Novara, insieme al suo staff, si è subito dimostrato attivo nel prendere iniziative volte a valorizzare il marchio in tutto il mondo nonostante le difficoltà del momento. Esempio di questa sua attenzione è il programma di rebranding promosso nel 2014 e finalizzato a ridare lustro a un marchio storico del mercato nazionale. Oltre che alla sua iconica scuderia, composta da personaggi indiscussi del panorama sportivo italiano. Un processo avviato e portato avanti “silenziosamente” e che aspetta l’estate per essere comunicato al grande pubblico. Attraverso - ce lo ha anticipato proprio il proprietario e ceo di Briko Boroli - un nuovo sito, un nuovo stile di comunicazione e una nuova modalità di supporto al punto vendita. Le modalità del rebranding - L’azienda ha studiato le sue radici per definire una ristrutturazione che le consenta di affrontare con successo il futuro. Boroli ha dichiarato: “Le nostre radici non mentono, dobbiamo ricordare che Briko è sempre stata diversa dalla maggior parte delle aziende convenzionali. Ha sempre creato le tendenze in termini di stile e sicurezza nella neve e nel ciclismo. Per me è essenziale differenziarci dalla folla delle aziende intercambiabili. Voglio rifondare Briko non come una impresa, ma come una scuderia: un team di giovani talenti ispirati ed entusiasti, un brand con personalità forte e prodotti

(vedi anche box sotto). Boroli sottolinea come questo progetto sia un nuovo punto di partenza per il marchio e dunque non si concluderà mai: “L’idea è quella di essere sempre innovativi, pertanto il processo proseguirà costantemente. Se volessi identificare un secondo step, citerei la presentazione della collezione estiva a EuroBIKE dove esporremo i nuovi occhiali per ciclo e outdoor”.

iconici. Ognuno di noi in Briko è parte di questa missione straordinaria, che vuole riaccendere l’energia di un brand che risale al 1985.

Il ruolo di Briko Lab - Lo studio e lo sviluppo di nuove soluzioni avvengono all’interno di una divisione Briko nata nel gennaio 2009. Si tratta di Briko Lab, centro di ricerca e sviluppo per l’innovazione del prodotto che coniuga la tradizione di Briko nel racing con il know-how nei settori industriali high-tech. Ha come obiettivo quello di progettare, realizzare e testare soluzioni innovative. E nel fare ciò si avvale della collaborazione, oltre che di uno staff tecnico selezionato, di atleti professionisti ancora in attività o successivamente arruolati da Briko stesso.

Cosa accade in concreto - Si parte da una rivisitazione del logo aziendale, che viene associato a un vulcano dormiente in attesa di “esplodere” e dare il meglio di sé. Ce lo conferma lo stesso Boroli: “Briko si è un po’ spento negli anni. Ma ha un’energia che aspetta solo di essere liberata. Il refresh va in questa direzione”. Oltre all’aspetto grafico, il progetto di rebranding riguarda anche il prodotto e soprattutto quello dei segmenti inverno e ciclo con l’obiettivo di formulare soluzioni iconiche e sicure. Da un punto di vista del prodotto, il refresh punta tutto sulla protezione. Per questo il team ha sviluppato diversi caschi e maschere trend-setting. Fra questi, due hanno vinto l’Ispo Award 2014: si tratta del casco Vulcano 6.8 e della maschera Lava 7.6”

Gli artefici del progetto - Più nel dettaglio, nel suo processo di refresh Briko ha lavorato insieme ad atleti carismatici, designer di talento, ingegneri esperti e scienziati, imparando dai focus group e testando i prodotti nelle condizioni più estreme. In una sola parola, è coinvolta in questo processo l’intera scuderia Briko. Che comprende non solo atleti e testimonial, ma anche lo staff interno. A proposito di quest’ultimo, Boroli aggiunge: “In ottica rebranding, abbiamo rinnovato completamente lo staff. Grazie all’inserimento di Paolo Venturi (ex Gruppo Tecnica) nel ruolo di direttore commerciale, abbiamo poi aperto nuovi canali distributivi nei paesi europei più importanti. Sei ulteriori persone sono state inserite nell’area prodotto e design”.

Carlo Boroli a Sochi

le proposte chiave per l’inverno 2014/15 La collezione caschi I caschi sono omologati secondo la nuova e restrittiva normativa di sicurezza FIS 6.8, che Briko garantisce come standard per qualunque atleta. Una caratteristica adottata sia sul modello Vulcano 6.8 che nei modelli a tecnologia ibrida Mongibello Carbonio (in carbonio, calotta in ABS e policarbonato inmould) e Mongibello (calotta in ABS e policarbonato in-mould), oltre che nel casco da slalom Etna SL (anch’esso con calotta in ABS e policarbonato in-mould). In particolare il modello Vulcano 6.8 adotta il sistema Protetto che sfrutta un’appendice protettiva sulla nuca in grado di assorbire gli urti. Inoltre questo sistema, incorporando lo strap della maschera, aumenta ulteriormente la sicurezza nel punto d’impatto più frequente durante le cadute. Il design all’avanguardia ha dunque doppia funzione: sicurezza e performance aerodinamica. Il casco è disponibile anche in versione JR per i più piccoli, con un fit ad hoc.

La linea goggle Tutte le maschere Briko assicurano protezione totale dai danni della luce blu e dagli shock. Rientra nella linea il modello racing Lava 7.6” perfetto per performance estreme. È caratterizzato

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da schermo extra wide. Inoltre il sistema Bumper protegge dagli urti, la morbidezza del frame e lo slider delle lenti garantiscono fit perfetto, il racing cap evita la lacrimazione alle alte velocità. Da segnalare la presenza di lenti flessibili in nylon che filtrano la luce blu e aumentano i contrasti per ridurre il tempo di reazione in gara. Nel dettaglio le lenti Nastek utilizzate per alcune varianti di questa maschera provengono direttamente dalla tecnologia NASA che ha studiato filtri altamente protettivi per gli astronauti. Nella versione Briko Nastek Original, grazie alla loro colorazione e al loro trattamento termico, filtrano la luce blu e permettono una protezione pari al 99,7%. Questa versione è adottata sulla maschera Alfa Nastek. La tecnologia sviluppata dalla NASA è presente anche sulle maschere Magmatica, Sciara, Caldera e Nube.

Outerwear collection Da segnalare anche la collezione XC di Briko, realizzata con tessuti interattivi che proteggono dal freddo anche in condizioni estreme e costruita per dare comfort e libertà di movimento. In particolare fa parte della collezione il Gara Bio-Active Adaptive Power XC Set, completo per alte prestazioni in tessuto Sensitive Power traspirante e con rapida asciugatura. Il completo ha un trattamento intelligente Adaptive che si adatta al livello di attività del corpo aprendo e

chiudendo le fibre per far fuoriuscire calore o mantenerlo all’interno. Inserti seamless di Prolen ed Emana Bioactive Fir Fiber sulla schiena assicurano una termoregolazione avanzata e un generale miglioramento dell’energia grazie all’azione dei Far Infrared Rays stimolata dai cristalli bioattivi nella fibra. Rientrano nella collezione outerwear anche le linee intime Warm Bioactive (in foto), costruita utilizzando seamless Emana Fir Bioactive Fiber, e Liquid Titanium, realizzata con un filato con cristalli di titanio liquido che migliora la circolazione e l’ossigenazione del sangue.

Accessori e merino products Briko presenta anche una linea di accessori termici sia con membrana antivento Wind Out che in lana Merino. Rientra in questa proposta il guanto ADV Wind Out Trail XC Glove con fitting racing superiore con membrana protettiva. La fascia Wind Out Warm Headband invece è in tessuto Blizzard caldo e morbido con membrana antivento, cuciture piatte antiabrasione ed elementi riflettenti. Da ultimo la linea Merino è realizzata in filati seamless e unisce il polipropilene morbido all’isolamento naturale della lana. Tra gli accessori, Briko propone anche una maschera per sci nordico XC Move Up con lente ribaltabile che si solleva all’occorrenza.


I programmi di Briko Lab Un ufficio tecnico specializzato nella ricerca e nella realizzazione di soluzioni innovative in termini di prodotto. Ma non solo. Il suo staff presta infatti attenzione anche ad alcuni aspetti considerati essenziali per il mercato sportivo. Dalla sicurezza allo stile.

Safety Program Questo programma mira a sviluppare prodotti che siano assolutamente sicuri. Grazie all’esperienza e alla collaborazione con grandi atleti, Briko analizza i traumi più frequenti in ogni attività sportiva, ricerca nuovi materiali hi-tech ed elabora innovative tecnologie di lavorazione per produrre capi nuovi, funzionali e sicuri.

Kare Program

Gli ambassador del brand - Tutti gli atleti e gli ex atleti coinvolti nel progetto di refresh e in generale facenti parte della famiglia Briko sono per il brand stesso uno stimolo a essere sempre all’avanguardia. Sono inoltre i principali tester dei prodotti, comunicando ai responsabili sviluppo i propri feedback e lavorando congiuntamente con il team aziendale a eventuali migliorie. Tra gli ambassador più memorabili spiccano i ciclisti Tony Rominger, Marco Pantani e Mario Cipollini. Come non ricordare poi la leggendaria collaborazione negli anni d’oro dello sci con Alberto Tomba, Kristian Ghedina, Deborah Compagnoni e molti altri. Oggi Briko può contare, tra le altre, sulle preziose partnership con il team CSF Bardiani nel circuito professionale di ciclismo e con gli atleti Lindsey Vonn, Peter Fill, Bode Miller e Max Blardone sul fronte neve.

Alcuni ambassador Briko tra passato e presente. In senso orario: gli sciatori Alberto Tomba, Lindsey Vonn, Thomas Biesemeyer e Peter Fill. Infine il team CSF Bardiani

Studia l’ergonomia dei prodotti contro la fatica fisica. Per fare questo ricerca materiali hi-tech, ma anche tessuti performanti e comodi. Una sensazione di benessere prolungato migliora la prestazione dell’atleta malgrado l’affaticamento fisico, trasformando l’allenamento in piacere atletico. L’incremento della prestazione sottopone il fisico dell’atleta a uno stress sempre maggiore. Le risorse fisiche e psichiche vengono impiegate per raggiungere l’obiettivo e in questo contesto è fondamentale l’aiuto di un equipaggiamento tecnico mirato.

Style Program Si sviluppa alla luce della continua innovazione nella ricerca di nuovi materiali e di nuovi processi di realizzazione prodotti. Studia e disegna soluzioni per garantire vestibilità e aderenza seguendo le linee anatomiche del corpo. I numerosi accessori e i diversi tessuti altamente tecnici, specifici per ogni zona del corpo, sono integrati gli uni con gli altri con eleganza e leggerezza. Briko è all’avanguardia stilistica declinando i canoni del suo stile come messaggio di trend e classicità.

www.briko.com 5 / 2014

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FOCUS ON / La presentazione ufficiale in scena a Prowinter di Bolzano a cura di: Simone Berti

Nivolab ora è anche “app” Il progetto, nato nel 2012 per la valutazione e la prevenzione del rischio valanghe, è stato digitalizzato, diventando un’innovativa e utile applicazione gratuita. Tra i supporter dell’iniziativa anche La Sportiva. Nato per i professionisti della montagna, evoluto in versione 2.0 per gli utenti sportivi. Il progetto Nivolab è un metodo di valutazione per la prevenzione del rischio valanghe introdotto nel 2012 in cartaceo per opera delle Guide Alpine trentine e dell’Accademia. In occasione di Prowinter, il salone di Bolzano, si è tenuta la presentazione dell’app dedicata al progetto, realizzata su iniziativa dell’azienda La Sportiva, sempre attenta all’aspetto sicurezza e prevenzione in montagna, grazie al lavoro della software house Netycom di Verbania. Martino Peterlongo, presidente del Collegio delle Guide Alpine nonchè ideatore del progetto insieme alle guide Lorenzo Iachelini e Maurizio Lutzemberger, ha introdotto ai presenti l’applicazione: “Nivolab parte dal presupposto che i frequentatori della montagna invernale sono sempre più numerosi e non tutti possiedono l’esperienza per valutare le condizioni della neve, dei pendii, dei fuoripista. Noi questa esperienza la volevamo inizialmente trasmettere ai professionisti della montagna, alle guide alpine, ai maestri di sci, ai colleghi del soccorso alpino e alle forze dell’ordine, su cui grava il compito di assicurare per quanto possibile la sicurezza in montagna. Ma anche grazie alla propositività di La Sportiva ci siamo resi conto che Nivolab può avere, soprattutto in forma di applicazione mobile, anche una ricaduta positiva sul pubblico sempre più numeroso degli utilizzatori dei pendii nevosi, per il fuoripista o anche solo per un’escursione con le racchette da neve”.

Alcuni screenshot dell’applicazione. In evidenza la homepage, il rischiometro e la guida all’uso

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Come nasce e perché La Sportiva “L’idea nasce dalla volontà di tutte le parti coinvolte di sensibilizzare e formare sia i professionisti quali istruttori e guide di montagna, sia i comuni utenti della montagna, sull’importanza di saper riconoscere e valutare attentamente le condizioni di rischio valanghe prima di intraprendere un’escursione, contribuendo anche ad aumentare e ad affinare l’esperienza in montagna di tanti neofiti che si avvicinano al mondo dell’escur-

sionismo invernale”, ha spiegato Egidio Bonapace, presidente dell’accademia della Montagna del Trentino. “E se non è pensabile eliminare completamente il rischio valanghe, noi contiamo di diminuire sensibilmente i pericoli migliorando al contempo le capacità di valutazione, di decisione e di comportamento sulla neve”. Obiettivo sicurezza dunque, ed è il motivo che ha spinto La Sportiva a “entrare” e offrire il proprio contributo per una sua resa pubblica, come ha raccontato Lorenzo Delladio, CEO di La Sportiva: “Il progetto Nivolab ci ha da subito colpito per la sua portata innovativa e per la sua importanza culturale. È con piacere quindi che un’azienda come la nostra ha voluto sostenere il progetto e contribuire direttamente a portarlo dalla carta al web. E in particolare alla sua forma maggiormente al passo con i tempi, quella dell’app per smartphone e tablet: una tecnologia che aumenta la portata divulga-

tiva del progetto che ora è alla portata di tutti”. Come funziona Durante la presentazione Peterlongo e la Lutzenberger hanno approfondito l’aspetto più prettamente tecnico del metodo di valutazione utilizzato da Nivolab, e quindi dalla app. Questa infatti è costruita su un flusso logico che si avvicina il più possibile al corretto modello cognitivo di uno scialpinista. Prevede una fase iniziale da parte dell’utilizzatore di identificazione e raccolta dati del pendio o dei pendi critici e quindi l’inserimento a casa e la conferma durante l’attività attraverso l’osservazione diretta delle caratteristiche morfologiche, nivologiche e meteorologiche. Una volta definita la località e gli altri dati, questi vengono immessi in modo automatico tramite internet utilizzando come fonte 3Bmeteo e possono essere aggiornati Grazie poi all’opzione Aggiorna Pendio. Una

volta immessi, tutti i dati (nivologici, metereologici, del terreno e del gruppo come richiesto dal filtro 3x3 di Werner Munter) vengono elaborati in modo autonomo da Nivolab app attraverso due algoritmi. Il primo algoritmo, denominato Rischiometro, contiene il metodo di riduzione professionale di Werner Munter e il livello di rischio indicato va utilizzato come un parametro di confronto con la valutazione personale che ognuno deve fare al momento di affrontare i punti critici di un’escursione. Il secondo algoritmo, denominato Suggerimenti, contiene delle indicazioni di comportamento basate sull’identificazione della probabile situazione tipo di pericolo valanga. Le informazioni contenute negli algoritmi vanno sempre valutate in modo congiunto e vanno sempre privilegiate quelle che suggeriscono comportamenti improntati alla massima cautela e prudenza possibili. “Il bello è che tutto questo è stato condensato in un’app”, ha aggiunto Luca Mich, marketing coordinator de La Sportiva, “in grado di incrociare tutti i parametri che escono dai 3 sistemi di valutazione presi in esame completandoli con i dati meteo forniti da 3B Meteo, servizio configurato direttamente con l’applicazione, fornendo di fatto all’utente uno strumento semplice e veloce da utilizzare che riesce davvero a completare la valutazione del rischio prima di un’escursione”. I test sul campo sono stati condotti dalle Guide Alpine del Trentino in stretta sinergia con la software house Netycom s.r.l. di Verbania (VB) guidata dalla guida Luca Lorenzini. L’applicazione è già disponibile al pubblico, pronta per il via della stagione invernale 2014/15.

Sopra i QR per scaricare Nivolab. A sinistra se hai un apparecchio Apple, a destra se utilizzi il sistema Android


focus on / Il nostro inviato tira le somme sull’esperienza della prima edizione 2013 a cura di: Paolo Grisa

Ragni Academy: il nostro resoconto finale Tra uscite ufficiali e ufficiose è terminata la prima edizione della Ragni Academy. Tra partecipanti selezionati, assenti ingiustificati e, ahimè, infortunati, fino ai partecipanti occasionali, per tutti è stato un bel laboratorio di sperimentazione e apprendimento. Il bando ufficiale era stato presentato anche sulle pagine della nostra rivista alla fine del 2012. Poi avevamo intervistato Fabio Palma, il presidente del gruppo. Appena assunta la carica, tra le prime cose che volle fare, ci fu proprio il farsi promotore di questo progetto che aveva incontrato subito l’appoggio del consiglio e quindi trovato i fondi necessari per portarlo a termine. Le domande di adesione non si erano fatte attendere: molte, superiori chiaramente alle possibilità di copertura. Tra tutte, anche la nostra. Si erano così svolte due uscite di “selezione”. E da lì erano emersi sette nomi, tra cui il nostro, offrendoci così l’opportunità di raccontare il progetto direttamente dall’interno. L’arrampicata a vista, si sa, è la più difficile: centrare un bersaglio al primo tentativo non è mai semplice. Così un progetto nasce nell’immaginazione e poi, passando all’azione, diventare qualcosa a sé. Non nascondiamo che durante le prime uscite, come è naturale, si percepiva chiaramente che i nostri stessi esperti accompagnatori avessero un’idea di massima di dove puntare, per poi lasciare spazio alla loro stessa curiosità di vedere quali strade avremmo praticato. I punti interrogativi erano tanti e ovviamente molti legati alle esperienze dei partecipanti, quanto mai eterogenee e diversificate, come si era già intuito durante le due uscite di selezione. Poi diciamolo, l’alpinismo non è fatto per i progetti confezionati, codificati, enumerati nei più piccoli dettagli. L’alpinismo è fatto per far saltare i programmi, basti vedere le vicende delle due recenti spedizioni alpinistiche del gruppo Ragni dirette in Patagonia. Era chiaro che organizzare un progetto così non era la stessa cosa che un corso di acquerello. Così, come in ogni buon progetto alpinistico che si rispetti, la montagna ha dettato le sue regole, e noi sette, con le nostre vite di studenti, universitari e lavoratori, ci siamo adeguati alle sue regole nel limite delle nostre possibilità. Così c’è stato chi, proprio quell’uscita, l’ha dovuta saltare per un compito in classe, o per l’impossibilità di ottenere giorni di ferie. E ci sono state uscite che, una volta programmate, spesso hanno costretCrack Climbing in Valle dell’Orco to i pazienti accompagnatori, condotti dalla guida alpina Matteo Piccardi, a spostare le date per avverse condizioni meteo. Certamente possiamo dire che, in generale, è sempre e comunque emersa la voglia dei partecipanti di fare il possibile per “esserci” e tirare fuori il massimo dell’entusiasmo anche in attività per qualcuno nuove, salvo qualche infortunio di troppo che ha coinvolto un paio di partecipanti. Ma siccome il progetto Ragni Academy non è un corso, queste uscite sono state intercalate anche da scalate extra-progetto, che si sono rivelate tra l’altro giornate dav-

Veduta del Monte Bianco

academy 2013: chi e dove I partecipanti Luca Gianola, Paolo Grisa (Outdoor Magazine), Marco Maggioni, Riccardo Quiri, Michele Tapparello, Simone Tentori, Elisa Villa.

Gli accompagnatori

Momento di didattica alla Bastionata del Lago

vero belle e intense. Basti citare quelle al Ratikon o al Wenden, dove erano presenti anche altri giovani molto bravi che chissà, potrebbero essere tra i prescelti per la prossima edizione. Sì, perché la notizia è che il progetto Academy è stato già confermato per il prossimo anno. Sul sito dei Ragni il bando è lanciato, quindi fate circolare la notizia tra i giovani e promettenti climber della zona, preferibilmente in un raggio di 30 km da Lecco. I Ragni, per questa seconda edizione, hanno alzato il tiro: saranno selezionati 4 ragazzi, preferibilmente di età inferiore ai 25 anni, salvo eccezioni che saranno valutate caso per caso e analizzando i curriculum, con un livello minimo di scalata a vista di 7a. I terreni di gioco saranno Grigna, Sardegna, Cadarese, Wenden, Alta Val Masino, aree di granito svizzero o Bianco.

L’uscita in Val Malenco

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Matteo “Pota” Piccardi, Matteo “Berna” Bernasconi, Davide “Spinaz” Spini, Richard “Riki” Felderer, Andrea “Andrin” Sommaruga, Fabio Palma, Luca Passini, Paolo Spreafico, Giovanni Ongaro, Stéphanie Frigière (r.i.p.), Silvan Schuppbach.

Le location Bastionata del Lago, falesia On The Road, falesia dei Corni di Canzo, Grignetta, Sasso Cavallo, Aguilles De Chamonix, Ratikon, Wenden, Monte Disgrazia, Punta Fiorelli, Kandersteg.

Per candidature all’edizione 2014: info@ragnilecco.com www.ragnilecco.com

L’uscita di selezione a Pontresina


a cura di: Paolo Grisa

TEST / Mani asciutte daLLA scozIA alLE orobiE

Guanti OutDry alla prova Abbiamo testato i guanti da alpinismo Hydra Pro di Mountain Hardwear: tra ghiaccio, acqua e neve si sono comportati ottimamente, grazie alla membrana “Made in Italy”. Anche quest’anno, alla fiera di Ispo Monaco, passando allo stand OutDry il general manager dell’azienda Matteo Morlacchi mostrava ai numerosi visitatori il concreto funzionamento della tecnologia: l’immersione in una vasca di acqua di due guanti, uno con membrana standard e uno con membrana OutDry, rende evidente come quest’ultima, a differenza dei tradizionali inserti impermeabili, eviti l’ingresso dell’acqua. Questo grazie alla sua laminazione diretta sul lato interno del guanto , che elimina lo spazio tra membrana e guscio esterno. Una tecnologia della quale più volte vi abbiamo parlato sulle nostre pagine, applicata in particolare sulle calzature ma non solo. Capace di attirare l’attenzione di un big come Columbia che nel 2010 ha deciso di acquisire il brand OutDry. Curiosi di provare il sistema “sul campo” anche nella sua versione gloves, siamo andati a testare in condizioni diverse il modello Hydra Pro di Mountain Hardwear (usato anche da un alpinista del calibro di Ueli Steck). primo test - Abbiamo dato il prodotto a uno dei Il gruppo in azione sulle nevi scozzesi e sotto insieme a Mick Fowler

Le condizioni del Ben Nevis lo scorso 22 febbraio

rimento svoltosi dal 21al 25 febbraio 2014. Purtroppo, proprio a detta dei local, l’inverno non è stato dei migliori per le condizioni dei gullys. Prima fortissime precipitazioni nella zona del Ben con forte rischio valanghe, poi caldo e assenza di ghiaccio con neve poco trasformata proprio quando si è svolto il progetto. L’esperienza si è comunque rivelata utile e stimolante per i partecipanti. In queste condizioni i guanti Hydra Pro hanno potuto dimostrare tutta la loro validità. Caldi grazie alla felpatura interna, hanno retto bene anche con la neve più umida. Il tirante è risultato molto comodo e largo sia per indossare i guanti che per appenderli all’imbrago. La vestibilità particolarmente attillata ha garantito un’ottima sensibilità. secondo test - è stato fatto in seguito un secondo test in una situazione molto più “nostrana”, durante una salita della bella cresta Ongania, nel gruppo dello Zuccone dei Campelli (LC). Nonostante la salita sia stata effettuata nelle prime ore della notte, le alte temperature di questo fine inverno non hanno permesso alla neve di trasformarsi e poi riconsolidarsi, tanto che a mezzanotte ancora le rocce erano percorse da strisciate di acqua da percolazione. La neve, ancora tanta e marcia, costringeva a una grossa opera di pulizia e l’impossibilità di utilizzare come solido ancoraggio la piccozza richiedeva la ricerca di appigli sui tratti di roccia scoperta.

responsabili dell’interscambio con l’Alpin Club inglese al termine della prima edizione del progetto Under 25 promosso dal Cai di Bergamo. Due parole sul progetto: preso atto che quello che una volta avveniva naturalmente, ovvero l’iniziazione dei giovani alla montagna e alla scalata da parte di alpinisti più anziani ed esperti, oggi è un fenomeno abbastanza in crisi, la sezione orobica del Cai ha pensato di istituire un progetto dedicato ai giovani interessati a sviluppare capacità e competenze alpinistiche sotto la guida di accompagnatori esperti. Nel novembre 2012, durante la manifestazione culturale dedicata alla montagna “Il Grande Sentiero”, il fortissimo alpinista nonché presidente dell’Alpine Club inglese Mick Fowler ha visitato Bergamo. Da qui nasce l’idea di un interscambio durante il quale i giovani alpinisti selezionati vengono accompagnati dagli alpinisti locali sulle famose salite invernali scozzesi in un lungo weekend. Sette i partecipanti (due ragazze e cinque ragazzi) a questo primo espe-

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La sensibilità del guanto anche qui si è rivelata provvidenziale, anche se dobbiamo dire che, rispetto ad altri marchi italiani, le taglie potrebbero risultare un problema per chi ha dita piuttosto corte. L’entrata del polso rimane relativamente stretta, dunque non è detto che scendere di una taglia sia la soluzione. L’operazione di sfilarli e re-indossarli, nei pochi tratti dove è stato necessario, si è rivelato estremamente semplice. Si potrebbe forse solo consigliare per queste situazioni di inserire un lacciolo elastico che permetta di mantenerli vincolati al polso durante la scalata a mani nude. In generale la principale caratteristica riscontrata anche sul campo utilizzando i guanti con membrana OutDry è proprio la capacità di mantenere completamente asciutte le mani anche in condizioni molto impegnative e “stressanti” per il prodotto senza peraltro che il guanto si appesantisca per l’accumulo d’acqua tra shell e membrana. Valore aggiunto fondamentale in molte discipline invernali, specialmente se si parla di arrampicata su ghiaccio. La laminazione diretta oltretutto non crea spazi “vuoti” all’interno del guanto e favorisce una mobilità ottimale delle dita.


EVENTI / Da febbraio ad aprile il BANFF Mountain Film Festival Italy

a cura di: Monica Viganò

Standing ovation a per la 2 edizione La versione italiana della kermesse canadese ha animato la penisola con la proiezione di 8 selezionate e adrenaliniche pellicole. Ottimi i feedback, come dimostrano i 7 sold-out tra cui Milano, Torino e Genova. Oltre 5.000 gli spettatori complessivi. Sette sold-out su undici tappe per un totale di oltre 5.000 spettatori. Basta questo dato per giustificare la soddisfazione degli organizzatori della seconda edizione del Banff Mountain Film Festival Italy, che dal 19 febbraio al 7 aprile ha animato l’intera penisola. La rassegna canadese è un punto di riferimento nel panorama dei festival cinematografici di montagna, contando ogni anno oltre 300mila spettatori in 44 nazioni. Tra le quali spicca proprio l’Italia, che è riuscita a replicare e anzi superare il successo registrato nel 2013 quando erano stati contati in totale 2.500 spettatori. Proprio a seguito del boom di presenze registrato nell’edizione di esordio, quest’anno era stato preventivato un raddoppio di tappe per un totale di 12 appuntamenti che si concluderanno con una tappa estiva a Champoluc-Val d’Ayas (Aosta) il prossimo 21 agosto. Tutti gli stop all’attivo sono stati ampiamente soddisfacenti anche grazie a partner prestigiosi (vedi box a fianco). Le tappe più “hot” - Il sipario si è aperto il 19 febbraio a Milano presso il Cinema Orfeo. Il sold-out registrato 13 giorni prima della proiezione ha richiesto l’aggiunta di una seconda sala cinematografica. In totale la capacità del cinema ha superato i 1.000 spettatori. È stata poi la volta di Torino (25 febbraio, Cinema Massimo). Anche qui il sold-out è arrivato una settimana prima dell’evento. Così gli organizzatori hanno riservato una sala più capiente e in tutto sono accorsi 480 spettatori. Durante la serata, molte erano le persone che hanno affollato il foyer alla ricerca di un biglietto. Il tour si è poi spostato a Bologna (10 marzo, Teatro Antoniano) e a Genova (13 marzo, Cinema Porto Antico). Persino il capoluogo ligure ha fatto registrare il tutto esaurito un mese prima dell’evento. Pertanto è stata aggiunta una seconda sala e in tutto si sono contati 770 spettatori. È stata poi la volta di Morbegno (14 marzo, Cinema Pedretti). Questa tappa

è stata realizzata con il contributo dello store 3Passi in qualità di partner locale. Giro di boa… - Dopo Firenze (17 marzo, Cinema il Portico) ci si è spostati a Bergamo (20 marzo, Cinema Conca Verde). Il tour si è qui avvalso del contributo di Sport Specialist in qualità di sponsor e del patrocinio e della collaborazione dell’Unione Bergamasca delle Sezioni e Sottosezioni del Club Alpino Italiano (Bergamo tra l’altro è la sezione del CAI con più iscritti in Italia, oltre 14mila soci). Proseguendo, il Festival si è fermato a Padova (21 marzo, Cinema MPX-Multisala Pio X). E poi a Brescia (28 marzo, Teatro Santa Giulia), per una serata realizzata con la collaborazione del negozio Sportland. È stata poi la volta di Lecco (4 aprile, grazie alla gentile concessione dell’Auditorium da parte della Camera di Commercio di Lecco) dove il tour si è avvalso del contributo di Sport Specialist in qualità di sponsor della serata. Alla penultuma tappa a Roma il 7 aprile, presso il Cinema Moderno, sono accorsi 450 spettatori. l’ultima tappa - Per onor di cronaca, segnaliamo la cancellazione di una delle 12 tappe a programma. Si tratta di quella di Trieste, che era prevista il 24 marzo presso il Cinema Ambasciatori. La serata è stata annullata per motivi tecnici indipendenti dalla volontà dell’organizzazione del tour. Che ha (ben) pensato di “compensare” organizzando una serata estiva a calendario per il 21 agosto presso il Paltenda di Ayas (AO). Un’ulteriore occasione da non perdere per chi si fosse perso il programma 2014, adrenalinico, emozionante e sorprendente, con una qualità audio e video di altissimo livello, come ormai Banff ci ha abituati. Anche per questo non vediamo l’ora di gustarci la prossima edizione: i nuovi film saranno proiettati in Canada ad ottobre, per arrivare sui grandi schermi italiani nei primi mesi del 2015.

L’affollata sala del Cinema Conca Verde di Bergamo

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Cascada

L’EDIZIONE 2014 IN BREVE

Ciò che è successo sull’Everest non aveva niente a che fare con la montagna, ma solo con le persone. Vado in montagna per vivere un’esperienza; la vetta è solo una piccola parte dell’avventura. Se si va in montagna solo per conquistare la cima, la spedizione perde completamente il significato dell���alpinismo” Jonathan Griffith

Sea of Rock

Quest’anno il festival italiano è stato realizzato con la preziosa collaborazione di Salewa (main sponsor) e Garmin (già presente lo scorso anno) e con il supporto di La Gazzetta dello Sport, Mountainblog, Outdoor Magazine e Orobie nelle vesti di media partner. Otto i film a programma, spazianti dalle testimonianze di impavidi climber alle avventure di base-jumper. In particolare sono andate in scena le seguenti pellicole: “Valhalla (tour edit)”, “The last great climb (tour edit)”, “Into the mind (tour edit)”, “High Tension”, “Dream Lines IV (tour edit)”, “Spice Girl”, “Sea of Rock” e “Cascada” (vedi schede dettagliate nell’articolo dedicato al festival pubblicato sul n°2/2014 di Outdoor Magazine, oltre che sul sito della manifestazione).

su “High Tension”

High Tension

Conciliare due esigenze opposte come quella di scalare una nuova linea di salita e raccontare l’esperienza con un film di massima qualità è molto difficile. Abbiamo dovuto scalare metà della via due volte, prima per le riprese da sotto e poi per quelle da sopra”

Into The Mind

Leo Houlding su “The Last Great Climb”

La folla in attesa della prima al Cinema Orfeo di Milano

Il pubblico al Cinema Pedretti di Morbegno

www.banff.it


fiere / Dal 9 all’11 aprile alla fiera di Bolzano la 15esima edizione a cura di: Simone Berti

Prowinter-Alpitec, il “duetto” porta 9.000 visitatori La fiera internazionale del noleggio e quella della tecnologia alpina hanno confermato il proprio ruolo di protagonisti del mercato degli sport invernali, registrando buoni numeri e ospitando 330 aziende. Ricco come sempre il programma collaterale. Numeri buoni, il binomio con Alpitec e tanti protagonisti internazionali di spicco del settore e dello sport hanno caratterizzato la 15esima edizione di Prowinter, che ha generalmente soddisfatto organizzatori e operatori. Quest’anno erano 330 le aziende presenti, mentre i padiglioni della fiera sono stati visitati da circa 9.100 visitatori. Le presenze e l’importanza degli ospiti stranieri hanno mantenuto l’appeal internazionale della fiera. Basti pensare che gli ospiti provenivano da ben 14 nazioni: oltre all’Italia, anche Austria, Svizzera, Polonia, Repubblica Ceca, Germania, Francia, Slovenia, Serbia, Andorra, Slovacchia, Spagna, Chile e Giappone. Positivo dunque anche il commento conclusivo del direttore di Fiera Bolzano Reinhold Marsoner: “È una soddisfazione vedere che questo appuntamento sia diventato un punto d’incontro per atleti e personaggi di spicco degli sport e delle tecnologie invernali; in questo Prowinter emerge sicuramente come il punto di forza del duetto”.

Le stelle dello sci - Come detto sopra, di fronte alla consueta “operatività” tra gli addetti ai lavori, l’edizione di quest’anno ha proposto un parterre di ospiti al Prowinter Forum assolutamente d’eccezione, non solo riguardante i rappresentanti delle migliori stazioni sciistiche europee. Sono stati infatti presenti anche la bellissima sciatrice slovena Tina Maze e i colleghi Alexis Pinturault e Jean-Baptiste Grange, oltre agli atleti di punta del Centro sportivo Carabinieri e della Guardia di Finanza, dal plurimedagliato Armin Zoeggeler a Peter Fill, da Gaia Vuerich a Corinna Boccacini, per finire con tutti quelli premiati dalla FISI e dalla Prowinter Cup per il circuito dello sci alpinismo. “Conoscevo Prowinter, ma è la prima volta che ho l’occasione di partecipare”, ha commentato Tina Maze, in fiera con l’allenatore personale Andrea Massi. “Una bella fiera che, in questo momento della stagione, ci permette di dedicare del tempo anche ai nostri sponsor. E mi fa davvero piacere trascorrere questa giornata premiando le giovani promesse dello sci alpino”.

Numeri e statistiche sul noleggio Come di consueto Prowinter è stata anche l’occasione per raccogliere e rilevare qualche dato sulla fiera stessa e sul mercato. Dall’indagine svolta da Fiera Bolzano su un campione di 794 visitatori, emerge che gli operatori provengono per la maggior parte dal settore dal noleggio e dagli impianti funiviari, seguiti dalle scuole di sci e snowboard e negozi di articoli sportivi. Un comparto, quello del noleggio, di cui Prowinter è l’unica piattaforma b2b in Europa, che mostra promettenti trend di crescita in controtendenza rispetto all’andamento generale del mercato. Come sottolineato dallo stesso Kurt Landstätter, direttore di Rent and Go: “La stagione è andata abbastanza bene. Non tutti i noleggi hanno lavorato come lo scorso anno perché c’era troppa neve: parlo delle zone dolomitiche, Cortina d’Ampezzo soprattutto. Tutti gli altri sono soddisfatti e siamo molto fiduciosi per il prossimo inverno. La gente scia di meno, ma quando scia vuole

il top di gamma, una qualità più elevata rispetto a qualche anno fa, quindi la tendenza è uno sci polivalente, con il quale possano divertirsi e non stancarsi. Il fenomeno del rocker è stato percepito bene. Nel settore del noleggio c’è un segnale di stabilità, perché ci sono tanti nuovi noleggi: il settore di vendita sembra avere una flessione e tanti negozi sportivi si sono tramutati in noleggio. Quindi il business del noleggio è in aumento ma i noleggi stessi sono stazionari”. Alla fiera infine, il 22% degli intervistati proviene dall’Alto Adige, il 28,2% dal Trentino e quasi il 50% da altre regioni d’Italia (45,1%) e dall’estero (5,5%). Nel complesso gli operatori hanno espresso quasi il 100% dei consensi positivi considerando la manifestazione “buona” 67%, “molto buona” 17,9% e “soddisfacente” 14,1%, mentre solo l’1% non si è espresso in maniera positiva. Ora l’appuntamento è per la 16a edizione, in calendario dal 21 al 23 aprile 2015.

Il Geierschnabel Award sul tema “Family Power” alla famiglia Marzola Con il Geierschnabel Award vengono premiati gli imprenditori che hanno creato delle innovazioni a partire da idee apparentemente folli. L’edizione di quest’anno di Stricker Visions, la Fabbrica del Futuro di Erwin Stricker, si è svolta all’insegna del “Family Power” e il riconoscimento è stato conferito alla famiglia di imprenditori gardenesi Marzola. Gianni Marzola, il defunto capostipite, era un avvocato milanese che si fece attirare sulle Dolomiti dalla sua passione per le montagne. Qui ha acquistato il rifugio Comici sotto il Sasso Lungo facendone un ristorante. Si deve alla sua generosità, ha affermato Erich Demetz nella sua laudatio, se le guide alpine e i maestri di sci al rifugio Comici non dovettero mai sborsare un centesimo per mangiare e bere. Gianni è diventato poi famoso come

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primo presidente del Dolomiti Superski, impegno che ha preso in carica a 25 anni. Inoltre il salvataggio finanziario dell’area sciistica Plose negli anni ’90 del secolo scorso in larga parte è stato merito suo. Il premio però riguarda

tutta la famiglia, non solo il capostipite: anche la moglie e i cinque figli hanno contribuito notevolmente a fare dei Marzola una delle famiglie di maggiore successo tra quelle degli imprenditori gardenesi. La figlia Michaela e il figlio Ivan negli anni ‘80 sono stati maestri di sci di successo, mentre la moglie Karen oggi lavora ancora al ristorante di montagna Comici. Il figlio Alessandro è invece amministratore delegato della Plose spa. La giuria del “Geierschnabel Award” era composta da rappresentanti del TIS, della Fiera Bolzano, della piattaforma di esperti ProNeve, del Südtiroler Seilbahnverband (Associazione esercenti funiviari dell’Alto Adige) e da appartenenti alla famiglia Stricker. Linda Stricker consegna il premio alla famiglia Marzola


Lo ski alp riconosciuto tra le discipline olimpiche È un passo epocale quello appena compiuto dallo sci alpinismo, che in data 10 aprile è stato riconosciuto dal CIO come disciplina olimpica. La decisione è stata presa dal consiglio esecutivo del CIO a Belek, in Turchia, nel corso del meeting globale SportAccord. L’ISMF (International Ski Mountaineering Federation) infatti è riuscita a soddisfare tutti i criteri richiesti ed è stata riconosciuta come una federazione in crescita e aderente agli standard anti-doping della WADA. Il riconoscimento non si traduce automaticamente in un inserimento immediato nel programma olimpico. Tuttavia, solitamente, a seguito di questo primo e imprescindibile passo si effettua una prova test della nuova disciplina alla prima occasione utile per poi inserirla ufficialmente a programma nell’edizione successiva dei giochi. In questo caso, dunque, è possibile che la prova test con lo ski alp venga effettuata nel 2018 e che poi, nel 2022, la disciplina venga inserita nel calendario olimpico. A darne la notizia a Prowinter è stata Rebecca Vernon,

La campionessa olimpica Tina Maze intervistata durante la sua visita a Prowinter

vicepresidente della Federazione: “Finalmente il Comitato Olimpico Internazionale ha dato avvio a un iter che porterà lo sci alpinismo verso le Olimpiadi. Il riconoscimento provvisorio dell’ISMF come federazione olimpica rappresenta un traguardo storico, un riconoscimento importante per la disciplina che promuoviamo da anni”. Sul sito officiale della federazione sono invece presenti le parole del presidente Armando Mariotta: “Sono molto felice per la decisione assunta dal Comitato Olimpico Internazionale, e molto orgoglioso del lavoro svolto dall’ISMF. Lo sci alpinismo è uno sport spettacolare, con un impatto ambientale molto basso; speriamo diventi realmente una disciplina parte della famiglia olimpica. Collaboreremo con il Comitato olimpico, imparando dalla loro esperienza per garantire allo sci alpinismo un nuovo periodo di crescita. Desidero ringraziare lo Sport Department del CIO per il supporto che ci hanno offerto nel corso dell’intero processo di riconoscimento e tutti i membri e collaboratori dell’ISMF, che hanno svolto con impegno un grande lavoro prima e durante la mia presidenza. Prometto che la federazione si impegnerà sempre a garantire gli ideali contenuti della Carta Olimpica”.

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EVENTI / Ottimi riscontri di partecipanti e aziende all’edizione di esordio

Il meteo non ha rovinato il primo Freeride Festival, che ha richiamato aziende, guide e maestri, vari operatori e un pubblico trasversale, dai pro ai neofiti. Ora si guarda già alla prossima edizione e a un possibile sbarco del format anche in altre località.

Il “mondo” del freeride a raccolta a Madesimo I NUMERI 314

partecipanti iscritti

35

marchi esposti

602

giornalieri emessi durante la tre giorni

575

sci e snowboard testati di cui 490 sci, 85 tavole e tantissimi accessori tra Artva, giacche, guanti, racchette, action camera e gps

12

media presenti TG1, Sport Week, Il Giorno, 4ActionMedia (4snowboard, 4skiers, 4soulrider, 4snow), Sportpress (Pointbreak e Outdoor), Riders, Planetmountain.com e Neve Italia

Era tanta l’attesa per la prima edizione del Madesimo Freeride Festival, appuntamento fortemente voluto dalla skiarea e dalla società impianti di Madesimo, che si sono avvalse dell’agenzia eventi Spia Games e di Soulrider Magazine per l’ideazione e l’organizzazione dell’evento. La predisposizione della località e del terreno di gioco verso lo sci fuoripista unite alle capacità degli organizzatori hanno fatto si che già dalla prima edizione il Madesimo Freeride Festival esordisse nella maniera ottimale. Certo come tutte le edizioni “zero” vi sono stati di certo aspetti migliorabili per il futuro ma il bilancio è stato ampiamente positivo, a cominciare dalla risposta delle aziende presenti: ben 35 le realtà accorse che hanno animato il villaggio test in quota e offerto la possibilità agli iscritti di testare in anteprima i materiali della stagione

14/15. Circa 300 invece gli iscritti, con un pubblico davvero molto in target e “preparato” e una buona percentuale di presenze femminili. Il fattore meteO - Il tempo e le condizioni climatiche non hanno certo facilitato lo svolgersi del festival e, dopo un venerdì all’insegna del sole, la primavera ha nuovamente lasciato il posto all’inverno regalando 60 cm di neve fresca ai partecipanti. Se da un lato questo ha forse disincentivato la partecipazione di curiosi e turisti di certo non ha fatto altro che rafforzare lo spirito dei veri freerider accorsi alla manifestazione, che hanno avuto la possibilità di trovare nei fuoripista di Madesimo il loro ingrediente essenziale, la powder! Freeride per tutti - Obiettivo primario del Madesimo Freeride Festival è stato quello di soddisfa-

a cura di: Paolo Grisa

re le esigenze e le necessità del freerider. Dal principiante all’esperto tutti hanno potuto approcciare i vari aspetti del fuoripista nella maniera più seria e professionale con approfondimenti circa i temi inerenti la sicurezza, la conoscenza della montagna e la tecnica di salita e discesa. La sicurezza - Oltre 200 persone hanno di fatto preso parte ai corsi di tecniche di discesa insieme ai maestri di sci di Madesimo con specializzazione freeride, ai corsi di splitboard, all’avvicinamento al telemark a cura dei ragazzi di Snowevents, ed ai corsi di A.R.T.V.A., S.T.O.P., nivologia e sci ripido proposti dalle guide alpine di Whithelines. La competizione - Il Salice Canalone Challange cat. Pro, in programma per la giornata di

sabato, a causa delle avverse condizioni meteo si è dovuto svolgere su un percorso alternativo, al riparo da vento e in condizioni di visibilità che hanno permesso ai quasi 30 rider nazionali ed internazionali di competere in completa sicurezza. A conclusione della gara vissuta in un clima di serenità e divertimento i cronometri hanno decretato che i vincitori della prima edizione del Salice Canalone Challenge fossero: Categoria Sci 1° Armin Senoner 2° Alberto Fila 3° Andrea Curti Categoria Telemark 1° Julian Giacomelli 2° Seb Mayer 3° Micael Garcia Categoria Snowboard 1° Pietro Marzorati 2° Lorenzo Ferraresi 3° Max Stampfl → pag 28

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professionisti a disposizione per effettuare i corsi con le guide alpine, i corsi con i maestri, i corsi di splitboard ed i corsi di telemark

La parola alle Istituzioni: “Freeride a Madesimo? Una scelta che ha radici lontane” Fondamentale per la realizzazione di questo evento è stato l’appoggio delle istituzioni locali. Al termine abbiamo quindi fatto un punto con FRANCESCO COMOTTI, direttore del Consorzio Turistico di Madesimo, e MARCO GARBIN, direttore della skiarea Valchiavenna. Ecco le loro impressioni. 1. Perché Madesimo, tra le tante discipline invernali, ha individuato il freeride come sport nel quale investire? F. Comotti: “Si tratta di una scelta derivata da una storia e da una tradizione che trova radici lontane nel tempo. Dino Buzzati già nel 1965 sulle pagine del Corriere della Sera parlava della pista Groppera, oggi nota come ‘il canalone di Madesimo’. Un itinerario di discesa non battuto che si snoda dalla stazione di arrivo della funivia della Val di Lei e si conclude all’imbocco dell’alpe Groppera, congiungendosi alle altre piste. Da allora tanti sciatori, snowboarder e telemarker hanno provato a comprendere il significato della parola freeride. Allo stesso modo da allora sono nati tanti itinerari (Camosci, Cavallina, Streghe, Cavi, Fiammifero, Diavolo, Abruzzo) contribuendo a fare di Madesimo una meta obbligata per gli amanti del fuoripista. Quindi in realtà il Madesimo Freeride Festival è servito per valorizzare il patrimonio

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finora custodito ma ancora non espletato appieno nel suo potenziale”. M. Garbin: “Dal lato della disciplina stiamo assistendo a un ritorno alla discesa su terreni vergini sui quali non sono passati i mezzi battipista, come quando ancora non esistevano. Per quanto riguarda la gestione della skiarea, a Madesimo abbiamo tracciati magnifici per l’agonismo, piste perfette per famiglie e bambini, uno snowpark completo, un baby-park divertente oltre a tutta l’offerta della Val di Lei per i cultori dello sci in quota. Possiamo affermare che siano stati sia il ritorno alle origini che sta attraversando la disciplina sia la conformazione morfologica a portare Madesimo a investire in questa direzione dando vita al primo Festival dedicato al mondo freeride”. 2. Quali risvolti può avere un evento come questo Festival sulla comunità di Madesimo?

F. Comotti: “Questo format offre l’opportunità di valorizzare la località e la comunità. Il fatto di animare il paese attraverso varie attività permette di far vivere tutto il potenziale che Madesimo può offrire alla propria clientela al di là della montagna. Inoltre con un evento di questo tipo si possono attrarre nuovi consumatori tra il popolo dei freerider che ha una ‘lista di resort’ da frequentare. Sicuramente chi ancora non conosceva la nostra skiarea l’ha ora aggiunta alla sua lista”. M. Garbin: “Oltre agli aspetti direttamente positivi per la skiarea di Madesimo (avvicinare nuovi utenti e fidelizzare i presenti), i risvolti positivi di un tale evento si identificano nel coinvolgimento della totalità dei propri interlocutori. Si è infatti potuto creare un punto di incontro con professionisti della montagna che hanno potuto approfondire i temi legati alla sicurezza e le tecniche di discesa in fuoripista. Questo risvolto sicuramente lascerà un segno, uno step fondamen→ pag 28

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La parola aI PRESENTI •Alberto Marazzi - Guida Alpina dei Whitelines: “Evento fichissimo! Oramai sono 8/9 anni che giro con BD e di eventi ne ho visti, ma questo credo sia in assoluto uno dei migliori. Soprattutto è quello col potenziale più grande” • Davide Spini - Guida Alpina dei Whitelines: “Organizzazione ottima, bellissimo soprattutto il villaggio super pieno di aziende! Fico che guide e maestri lavorino insieme finalmente… potremmo dire di poter sperare in un futuro migliore!” • Luigi – un partecipante: “La cosa che mi è piaciuta di più è stata avere la possibilità di avvicinarmi al freeride in modo semplice” • Roberto – un partecipante: “Mi è piaciuta l’atmosfera entusiasta del Festival e mi sono sentito un privilegiato a partecipare alla prima edizione di un evento così. Spero proprio ci sarà una seconda edizione” • Max – azienda tecnica presente: “Per quel che riguarda l’attività B2C il primo MFF a nostro parere é stato un successo! La parte B2B é purtroppo mancata. Di seguito é da capire come ottimizzare data e format per fare si che il MFF possa essere sfruttato da noi aziende anche per vendite, clinic e sensibilizzazione verso i nostri clienti e potenziali tali”

Tomaso Luzzana: “Freeride, sport di oggi e di domani” → da pag 26

Non solo “azione” - Un festival che si rispetti, come sappiamo, non si conclude a chiusura impianti e per questo il programma ha coinvolto tutti i partecipanti anche nel pomeriggio fino a tarda notte. Diversi i momenti di approfondimento e svago tenuti in paese nella tre giorni del freeride tra cui: il workshop di costruzione tavole artigianali PLP a cura di Ettore Barabino; le “movie night” con ospiti del calibro di Carlalberto Cimenti, Luca Rolli e Luca Pandolfi (atleti di freeride e di sci ripido che si sono raccontati non solo mostrando i loro video ma anche attraverso pensieri ed emozioni intime e personali); Apres-ski e after-party targati Red Bull. Il tutto a riprova del fatto che il Madesimo Freeride Festival è anche divertimento e voglia di condividere la propria passione. Buoni

motivi per fare tardi la sera e per alzarsi presto la mattina con motivazione e carica. Next stop 2015 - Complimenti ancora una volta all’organizzazione e a tutti coloro che hanno reso possibile questa festa, un appuntamento che già dalla prima edizione si preannuncia una data da segnare nel calendario di ogni freerider. L’augurio è che eventi come questi crescano e contribuiscano, grazie al coinvolgimento di un sempre maggior numero di persone, a educare alla sicurezza tecnica. E a invitare gli organi di stampa nazionali a evitare allarmismi e catastrofismi nel trattare una disciplina che, come tutte quelle che si svolgono in ambienti severi, richiede umiltà, competenza e, spesso, anche spirito di rinuncia.

Abbiamo fatto qualche domanda a Tomaso Luzzana, socio fondatore, nel ’99, dell’Agenzia Spia Games nonché uno tra i primi snowboarder in Italia, per farci raccontare come è nata l’idea di un Festival dedicato interamente allo sci fuoripista a Madesimo. Dunque Tomaso, come nasce l’idea di un Festival tutto incentrato al Freeride a Madesimo? Il Madesimo Freeride Festival nasce anzitutto allo scopo di avvicinare nuovi utenti alla pratica del Freeride promuovendo i concetti di cultura e sicurezza grazie ai corsi proposti e tenuti da Guide alpine e maestri con specializzazione freeride. Il fatto che durante l’evento ci siano state giornate di

Ad un tale bacino di appassionati corrisponde poi un reale riscontro sul mercato dei prodotti? Il freeride è lo sport di oggi e di domani, è un mercato in rapida ascesa che rappresenta un’opportunità per chi la sa cogliere ma nella quale non ci si può improvvisare. Il negoziante in primis deve essere competente e credibile, conoscere il mercato e gli attrezzi sia in termini di shape che di tecnologie, ed essere formato in tema sicurezza per poter sensibilizzare i propri clienti. Le più importanti fiere di settore sono la testimonianza concreta del trend positivo che sta vivendo la disciplina del freeride. Chiunque sia stato ad Ispo 2014 avrà notato la centralità del fuoripista

Primo piano di Tommy Luzzana. A fianco Nicola Borella (coordinatore evento, sulla destra) durante il riders meeting del Salice Canalone Challenge cat. PRO

brutto tempo da un lato ha reso più difficile a livello organizzativo lo svolgersi di determinate attività, allontanando curiosi e turisti, ma dall’altro è stato in grado di richiamare 300 veri freerider, quelli che ad una giornata di sole e neve dura preferiscono nebbia e 60 cm di neve fresca. Qual era il target di riferimento che avevate in mente mentre programmavate questo evento? Il freeride in questo momento rappresenta il ritorno alle origini in grado di unire diversi target ed utenti: - sciatori ed atleti tra i 30 e i 45 anni che come evoluzione naturale passano dal freestyle al freeride. - sciatori tra i 45 e i 60 anni che dopo anni sulle piste ricercano nuovi stimoli ed esperienze.

nelle immagini di molti degli stand espositori, da quelli core e di nicchia fino ai leader di settore che per anni si sono associati principalmente all’aspetto race. Inoltre sono sempre di più le aziende che ampliano i loro cataloghi con accessori e strumenti in grado di rendere più sicura la pratica del fuoripista. Madesimo Freeride Festival ha avuto il merito di cogliere il momento giusto ed essere stato il precursore nel richiamare tutte le categorie di freerider, dall’esperto a colui che si appresta a muovere i primi passi, creando la giusta sinergia tra i protagonisti in gioco: società impianti, consorzio di promozione turistica, aziende di sci, snowboard, telemark ed accessori, negozianti, noleggi, società di Heliski, guide e maestri con specializzazione freeride.

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tale per creare cultura necessaria alla skiarea per crescere nel freeride assieme ai propri utenti”. 3. In che modo una località può diventare “freeride friendly” avvicinando nuovi utenti e fidelizzando quelli presenti? F. Comotti: “Dal punto di vista della promozione turistica, sarà necessario innescare un processo che avvicini le strutture ricettive e le attività commerciali al mondo del freeride. Se entrando a Madesimo la gente respirerà aria di freeride per tutto l’inverno, si innescherà un meccanismo che avvicinerà sempre più utenti alla località. Il Madesimo Freeride Festival ha posto le basi per questo percorso”. M. Garbin: “La skiarea deve fornire un’informazione seria, precisa e puntuale riguardo le reali condizioni di sicurezza. Abbiamo a cuore il fattore sicurezza e per questo abbiamo organizzato un sistema di sorveglianza e d’informazione tale per cui monitoriamo i fenomeni meteorologici e nivologici nei loro cambiamenti e stadi. Così si potrà decretare se e in

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quali punti il freeride potrà essere svolto. Questa consapevolezza si sta diffondendo anche in altre stazioni che si stanno attrezzando con gli strumenti più avanzati. Oltre a ciò, solo la cultura da parte degli utenti può fare la differenza. Quindi af-

frontare la montagna con l’attrezzatura obbligatoria e quella raccomandata, consultare il bollettino neve e valanghe della zona e avere rispetto delle regole e delle autorità quando queste impongono limiti e divieti”.


eventi / Il format rinnovato ha previsto team da due persone

a cura di: Paolo Grisa - foto: Alberto Orlandi

Nuove prospettive

Ne abbiamo avuto ulteriore conferma: i Rewoolution Raid sono uno degli eventi multidisciplinari più interessanti e innovativi in Italia, capaci di fondere con efficacia varie attività e di rinnovarsi a ogni edizione, per la gioia di pubblico e partecipanti. Come nella prima tappa 2014 lungo il celebre Sellaronda. Dove, per nulla scoraggiati dal meteo, abbiamo partecipato in prima persona. Ci risiamo: ma è una consuetudine assai piacevole quella che un paio di volte l’anno ci porta a partecipare di persona insieme a decine di altri concorrenti ai Rewoolution Raid, l’originale evento multidisciplinare ideato e supportato da Reda Rewoolution, marchio italiano di activewear in pura lana merino. Gli scorsi 15 e 16 marzo è andata in scena l’edizione invernale che, anche complice il nuovo format (team da 2 persone e non più da 3), ha messo a segno il record assoluto di team partecipanti: ben 67 squadre si sono presentate infatti alla partenza della gara sulle nevi di Corvara. A ogni team è stato consegnato un pacco gara contenente anche i ramponi da trail running del marchio Climbing Technology, sponsor tecnico dell’evento insieme a Salice. Palcoscenico di questa iniziativa è stato quest’anno il comprensorio del Sellaronda, presso il quale si era svolta pochi giorni prima la nota gara di scialpinismo in notturna.

Le prove - Le squadre hanno affrontato diverse prove tra cui slalom gigante, skicross, freeride, freestyle, chilometro lanciato, snow running. In aggiunta, uno speciale contest fotografico durante la gara ha permesso ai team di incrementare il loro punteggio, calcolato in base ai Check Point trovati, alle foto scattate, al tempo impiegato nel superamento delle prove speciali e alle prove non a tempo portate a termine con successo. I vincitori - A dominare la classifica della categoria pro è stato il team “I Strions de Burz”, mentre per quella amatori il team “Fredarola Tesla Team 2”. A condizionare fortemente la corsa ci si è messo il vento, valutato attorno ai 75 km/h, che non ha permesso a molti team (tra cui il nostro) di effettuare l’intero giro del comprensorio a causa della chiusura di alcuni degli impianti a fune. Ma questo non ha impedito a tutti di vivere un’esperienza come sempre unica e intensa, con

un appetitoso obiettivo: ottenere i punti necessari per aggiudicarsi l’ambito premio di un viaggio all’insegna dell’outdoor. Si tratta del Rewoolution Raid Freeride Adventure, che è stato assegnato al primo team assoluto e al team più fortunato estratto a sorte rispettivamente il già citato Team I Strions De Burz, e, baciati dalla fortuna, il Team Sport Club Moritzino e il team della nostra rivista gemella Running Magazine. I vincitori hanno potuto così partecipare a un’esclusiva avventura freeride tra le montagne della Val d’Aosta di tre giornate, di cui una in elicottero, accompagnati da una guida alpina (tutti i dettagli a pag. 32). Reda Rewoolution e l’agenzia Spia Games, organizzatrice come sempre impeccabile dell’evento, danno appuntamento a tutti i partecipanti - negozi compresi - alla prossima edizione estiva (vedi box sotto). www.rewoolutionraid.com

Next stop: Arco 27-28 settembre

Tutto confermato per la tappa estiva dei Rewoolution Raid: data (27-28 settembre) e location (Arco sul Garda Trentino), non lontano insomma dalla già apprezzata Torbole sul Garda che ha ospitato nel 2013 l’evento. D’altra parte Arco è una delle capitali delle discipline outdoor in Italia, con particolare riferimento a mountain bike e arrampicata, che ha fatto affluire qui climber da tutto il mondo e di ogni livello, molti dei quali poi hanno anche eletto la cittadina a propria residenza. Arco è stata infatti tra le prime nel mondo a capire la risorsa che l’arrampicata e altri sport outdoor potevano rappresentare per il territo-

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rio: una risorsa inestimabile se si mantiene una forte attenzione nel controllare che l’ambiente non venga danneggiato dal flusso turistico. Diversamente dall’esperimento fatto nella tappa invernale, con le squadre da due componenti, per l’estivo il format torna ai team da tre. Una scelta che noi, anche ascoltando le voci degli altri team presenti a Corvara, non possiamo che approvare, in quanto le impressioni sono che in tre il divertimento e lo spirito di squadra siano maggiori. Le discipline saranno MTB, trail running e climbing (in fase di valutazione una prova notturna di orienteering). Previste come sempre anche delle iscrizioni agevolate per i punti vendita e relativi team (composti anche dai propri clienti) grazie alla collaborazione con le nostre testate. Per tutti i dettagli potete contattarci alla mail: redazione@outdoormag.it


DALL’URBAN RAID DI BERGAMO NEL 2009 AL FORMAT ATTUALE: STORIA DI UN EVENTO DI SUCCESSO L’evento multidisciplinare è ormai un appuntamento sportivo affermato con una propria, seppur breve, “storia”. I partecipanti stessi, ogni anno aumentano ed esiste un vero e proprio “popolo dei Rewoolution”, che a inizio stagione lascia sul proprio calendario uno spazio bianco, in attesa di conoscere le date delle tappe della gara. Promosso a pieni voti il format proposto dal 2012 suddiviso in competizione estiva e invernale. Ripercorriamone le tappe: 2009

Anno 0: le origini Il format viene creato dall’agenzia di organizzazione eventi sportivi e outdoor SpiaGames di Bergamo sull’esempio di competizioni multidisciplinari che in altri stati europei stanno prendendo sempre più piede. Nel settembre 2009 Spia realizza la prima gara di questo tipo in Italia. Il nome, “Urban Raid” fonde il concetto di “raid” legato a gare di più giorni in autonomia che si svolgono di solito in territori isolati e molto “outdoor” con il terreno urbano della città. Un percorso non per questo meno impegnativo, come sa bene chi conosce lo skyline della cittadina lombarda dove la stessa agenzia ha sede. L’esperimento raccoglie un incoraggiante successo. Dopo un anno di riflessione è però nel 2011 che il giovane marchio di intimo sportivo in lana merino Rewoolution, di proprietà del gruppo Successori Reda di Biella, sceglie di appoggiare l’iniziativa, come opportunità ideale per far conoscere un prodotto, che dopo essere stato ben spiegato a un consumatore attento, non teme concorrenza.

Rewoolution Raid: tutto nacque così… il teatro della seconda tappa. Il 31 marzo e l’1 aprile, si chiudono i conti per la sfida invernale: check point, contest fotografici, prove di chilometro lanciato, freeride, freestyle, slalom gigante, skicross e gobbe sono solo alcune delle prove su cui i partecipanti si mettono alla prova. Il premio per i team vincitori è però degno delle fatiche spese. Grazie alla collaborazione con il consorzio neozelandese produttore di lana Merino ZQ, il Team Italian Cowboys e il Team Ciumbarumba salgono a bordo di un viaggio indimenticabile: natura selvaggia e infinita, panorami mozzafiato, laghi, mare, vette, neve: è l’isola sud della Nuova Zelanda. Qui nasce la lana di cui sono fatti i capi Rewoolution.

2011

Nascono i Rewoolution Raid Si parte a ottobre 2011 con il Garda Lake Raid, nella meravigliosa cornice del lago di Garda. In questa mecca di tutti gli sport outdoor, viene realizzato l’innovativo format all’insegna di una gara endurance che riesce a coinvolgere sia gli specialisti delle singole discipline sia i semplici appassionati che amano vivere lo sport in mezzo alla natura in modo variegato. Composta da una combinazione di trail running e mountain bike, entrambe da svolgersi in orientamento, la competizione si caratterizza anche per alcune prove speciali, tra le quali il nuoto e una calata in corda doppia. All’interno di ogni squadra, a emergere è poi lo spirito di gruppo tra i partecipanti in quanto ognuno cerca di aiutare gli altri nella disciplina in cui è più preparato.

2012

Doppio appuntamento invernale Per coloro che invece sono più amanti della montagna legata al divertimento e alla velocità sulla neve, viene organizzata l’anno successivo la Rewoolution Winter Raid 2012, la cui prima tappa si svolge il 17 e il 18 Marzo nel più grande comprensorio sciistico delle Dolomiti: il Sellaronda. Due giorni che diventano una corsa all’ultima discesa a bordo della propria tavola da snowboard o del proprio paio di sci, tra numerose prove speciali sia dentro che fuori le piste, ricerca di check point, contest fotografici e scelta della strategia di team. Mottolino e Carosello: i due versanti del “piccolo Tibet”, l’altopiano nel cuore delle Alpi Retiche all’interno del quale si trova la località di Livigno diventano

Anche l’estivo fa il bis Il 2012 sarà ricordato per il primo Summer Raid in due tappe: la prima sul territorio delle Prealpi Orobiche, nella provincia di Bergamo, mentre per la seconda tappa si torna nella zona nord del lago di Garda. Bergamo, dove nasce il perfetto mix all’interno di località fatte di pura scoperta tra i boschi della val Brembana e i colli sopra la città, insieme all’esplorazione di un territorio urbano unico come Città Alta, antica cittadella medievale con le sue mura venete, le sue vie strette e nascoste, e il suo panorama unico. Un premio molto ambito Due mesi dopo la fatica e la felicità per avere portato a termine la sfida di Bergamo si conclude il Rewoolution Summer Raid. Ancora una volta Nago-Torbole: una località davvero ideale per questa disciplina. A questa edizione si presenta anche Outdoor Magazine, per raccontare dal vivo il successo di un format che sta iniziando a radunare un numero sempre maggiore di affezionati. Professionisti e amatori tornano sulla piccola sponda nord del Lago di Garda per compiere una grande impresa: dalla riva del lago a Malcesine fino al rifugio Altissimo. Duemila metri di dislivello positivo di trail running che anche noi ancora ricordiamo. E poi kayak, novità di questa edizione, downhill in mountain bike, e il solito inseguimento dei check-point

con un occhio sulla mappa e uno sul sentiero. Team Pedini Iret e Team Firefox, saranno loro ad aggiudicarsi l’ambito premio, il viaggio in Nuova Zelanda.

2013

Si riparte da Livigno La nuova stagione del Winter Raid ricomincia ancora da Livigno. Si parte con una sorpresa inedita per i concorrenti che si trovano a competere per la prova introduttiva in una ciaspolata notturna, valida per iniziare ad accumulare punteggio per il lungo giorno a venire. E al mattino, dopo una sistemata agli attacchi e il canonico check materiali, tutti pronti per affrontare le prove speciali e andare a caccia dei check point sparsi tra Mottolino e Carosello. La sera del 16 Marzo l’ineguagliabile spettacolo del tramonto sulle valli attorno al gruppo del Sella accoglie a Plan de Gralba i molti team arrivati per la competizione Rewoolution. La competizione notturna con le ciaspole, dopo il successo della tappa precedente, non può che essere replicata. Al mattino di domenica 17 Marzo prende il via la lunghissima corsa dentro alle piste (e anche fuori) tra il famoso giro dei 4 passi, fino a spingersi sulla Marmolada, che decreterà a fine giornata i due Team che alzeranno la coppa insieme all’ambito biglietto aereo. L’inverno neozelandese accoglie per la seconda volta i due team che hanno conquistato il privilegio di conoscere una terra molto lontana, magica ed estrema allo stesso tempo.

Da Bergamo a Torbole Il campo di gara è nuovamente Bergamo, questa volta però i percorsi urbani lasciano spazio alle belle vallate Orobiche con prove sparse tra Nembro, Selvino e Zambla. Dopo la prima giornata di evento, con le prove di trail running e arrampicata, gli atleti hanno trascorso la notte in tenda sul Monte Poieto e sono poi ripartiti con le prime luci del sole per macinare gli ultimi faticosi chilometri di mountain bike e proseguire con la prova di orienteering, oltre allo speciale e divertente photo contest. Anche questa edizione estiva si conclude con la tappa di Nago-Torbole. Nel weekend del 21 e 22 settembre prende il via la gara con la classica partenza dal lungo lago per affrontare il tracciato di mountain bike, trail running e orienteering, oltre a prove speciali su roccia e in acqua. Una fantastica due giorni di sport terminata con l’assegnazione dell’ambito premio finale valido per uno splendido viaggio in Nuova Zelanda.

2014

Winter edition: Dolomiti - Sellaronda Summer edition: Arco - Garda Trentino To be… continued.

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eventi / I premi degli ormai noti Raid portano i vincitori da un capo all’altro del pianeta Trail running, bike e boulder: outdoor a 360° Made in New Zealand

In contemplazione del Cervino

Dall’estate neozelandese al freeride all’ombra del Cervino con Rewoolution Tra i mesi di marzo e aprile 2014 una fortunata combinazione di date ha voluto che i due viaggi premio per i team vincitori delle ultime due edizioni del Reda Rewoolution Raid, quella estiva 2013 e quella invernale 2014, avessero luogo quasi in concomitanza. Nell’arco di circa 20 giorni le costanti sono state due facce della stessa medaglia: due viaggi in due punti opposti del globo terrestre, Italia e Nuova Zelanda. Due stagioni differenti, inverno ed estate, per premiare due competizioni di diversa interpretazione: una in chiave fun, l’altra endurance. 1. Nuova Zelanda Winner’s Trip Summer Raid 2013 27 marzo – 3 aprile 2014 Dopo 18.000 km di volo tra Milano, Dubai, Bangkok, Sydney e Christchurch i ragazzi del team Pedini e del Blue Team finalmente

gitata River per scendere a bordo di due gommoni una parte delle emozionanti rapide dei suoi 120 km di acque provienienti dai ghiacciai delle Southern Alps. Nel tardo pomeriggio ci si sposta verso Flock Hill, un’area all’interno del Craigieburn Range e contraddistinta dalla presenza di alcune colline cosparse delle più disparate e fantasiose forme di roccia di medie dimensioni. Un vero paradiso per gli amanti del bouldering che raggiungono questa località da diverse parti del mondo per godere della bellezza dello spot e della difficoltà degli itinerari.

Tra rafting e canoa anche l’acqua è un elemento imprescindibile in NZ

sbarcano sulle coste della Nuova Zelanda. Ad aspettarli un altro grande viaggio pieno di sport e di avventura, accompagnati dalla squadra ZQ Merino, da Luca Lamperti (direttore tecnico degli Adventure Race firmati Reda Rewoolution) e da Alberto Orlandi e Simon Waterhouse (che hanno documentato il tutto). 30 marzo - La notte è passata all’interno dei lodge della fattoria di Glenfallock Station, ammirando lo spettacolo della volta celeste australe magnifica e infinita, solcata dalla luce bianca della via lattea e marchiata dalla costellazione della Croce del Sud. Al mattino i ragazzi salgono in mountain bike per percorrere il Lake Steam Track. Un lungo sentiero sterrato che attraversa una bellissima valle nascosta all’ombra dei ghiacciai delle Alpi neozelandesi, tra fiumi da guadare, salite e discese panoramiche. In fondo al sentiero, all’imbocco del dedalo di canali che porta dentro al Lago Heron, li aspettano i kayak per attraversare il lago e passare la notte in tenda sulla sponda opposta. 31 marzo - Dal lago Heron si fa rotta verso Peel Forest dove, insieme alle guide di Hidden Valley, ci si dirige verso il Ran-

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1° aprile - Un terzo giorno pieno di adrenalina per i ragazzi del Blue Team e del team Pedini attorno all’area di Castle Hill. Un lungo e divertente sentiero sterrato all’interno del Craiegburn Forest Park percorso alternando moutain bike e trail running. Si arriva così ai massi della collina di Castle Hill per una sessione di bouldering tra le incredibili forme dell’area. 2 aprile - L’avventura si conclude con la visita della grotta di Cave Stream, che si snoda attraverso un gioco di cavità sotterranee modellate dallo scorrere dell’acqua tra la collina di Gorge Hill e quella di Flock Hill. 2. Rewoolution Freeride Experience Winner’s Trip Winter Raid 2014 10 - 13 aprile 2014 Il Rewoolution Adventure Race si è svolto tra il 10 e il 13 aprile in Valle D’Aosta, unico territorio nazionale dove in questo periodo è ancora possibile effettuare discese in fuori pista di 2.000 mt di dislivello. Il gruppo ha fatto base presso il bed and breakfast Outdoor situato a 10 minuti dall’uscita autostradale di Chatillon/Saint Vincent. Esposto a sud ovest, in questo periodo gode già del verde dell’erba primaverile ma conserva ancora l’aria frizzante del mattino con i suoi

1.360 mt di quota. Giovedì sera si è svolto il briefing informativo sul programma dei tre giorni e Davide, per tutti “Pallottola”, ha informato il gruppo sulle condizioni meteo e nivologiche. Considerando le ottime previsionio metereologiche, si è deciso di effettuare, il giorno successivo, l’attività di Heliski. FIRST DAY - Partenza in funivia alle 8,30 con destinazione Plateau Rosà a quota 3.500 mt. Un po’ di curve di riscaldamento sulla pista del Ventina e raggiungiamo il colle di Cime Bianche dove iniziamo l’avventura freeride nel Vallone del Cortoz. Dopo circa due ore arriviamo a Saint Jacques (frazione alta di Champoluc), quindi dalla Valtournenche entriamo in Val D’ayas. Dopo un primo pitstop, proseguiamo alla volta del colle di Bettaforca, dove ci tuffiamo nella valle della Bettolina. Alex Martini “cliffa“ giù da una roccia demolendo la punta del suo sci. Arrivati a Staffal (Gressoney la Trinité), risaliamo al colle Bettaforca per un secondo stop. Dopo pranzo Pallottola e Gerard (la nostra guida) preparano i pacchi con gli sci per l’imbarco in elicottero. Si vola versa la Roisetta, cima di 3.333 mt che sovrasta la stazione di Valtournenche. Come pilota abbiamo Alex Busca, ex maresciallo del Gruppo Militare di Alta Montagna del Centro Addestramento Alpino di Courmayeur e uomo da Everest senza ossigeno. Atterrati in punta lo spettacolo è indescrivibile! Pendenza costante, neve liscia come un biliardo e 2.000 mt. di dislivello. Andrea Zancanaro con la sua tavola pompa di brutto mentre Mirco sfoggia il suo stile in télemark. Arriviamo in fondo che sono ormai le 17.00. SECOND DAY - Abbiamo trascorso il secondo giorno interamente sui pendii di Cervinia. Tra uno scatto e l’altro nel bel mezzo del canale sotto la diga, il mitico Federico si è inchiodato per la pendenza che non smetteva di aumentare! Prontamente assistito, si è rifatto a cena offrendo da bere!

foto Nuova Zelanda: Alberto Orlandi foto Cervinia: Federico Taz Bellini

LAST DAY - Il terzo giorno è veramente tosto: nebbia in quota, ghiaccio vivo e vento forte! Ma Pallottola e Gerard sono fiduciosi. Saliamo al colle del Teodulo 3.300 mt per sconfinare in Svizzera, nel comprensorio di Zermatt, e dopo esserci abbassati di circa 300 mt in pochi minuti il clima migliora regalandoci una giornata perfetta! Siamo in zona Schwarzsee sotto la nord del Cervino, che in Svizzera prende il nome di Matterhorn. Pallottola guida il gruppo in un bosco strepitoso. Arrivati a Furì ci fermiamo a mangiare. Una volta ripartiti, saliamo fino in punta del Piccolo Cervino Klein Matterhorn 3.883 mt dove rimaniamo a bocca aperta per lo spettacolare panorama! Non ci crederete ma l’ultima discesa fuori pista è da 1.883 mt di dislivello, da infarto! Bellissimo, senza parole. Ormai nel parcheggio a Cervinia sono rimaste solo le Land Rover di Pallottola e Alberto. Nicola ravviva l’atmosfera, come d’altra parte ha fatto per tutti e tre i giorni! Le ultime battute le facciamo al bed and breakfast Outdoor, base di tutta l’avventura. E poi, come tutte le cose belle, anche questa finisce. Ci rimane il ricordo di una storia fatta di persone, di avventure, di sport che grazie a Reda Rewoolution e l’agenzia Spiagames si è potuta concretizzare. Alla prossima!

Heliski a go go per i bravi e fortunati vincitori dei Winter Raid 2014

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FOCUS SHOP / Il negozio di Rovereto ha inaugurato la nuova sede a novembre a cura di: Simone Berti

Makalù Sport sempre “al top” Fratello del celebre alpinista Sergio Martini, Renato è un grande professionista e profondo conoscitore della montagna e del mercato, tanto da essere anche distributore e attivo su più fronti, con partnership di prestigio che rendono il punto vendita un interlocutore privilegiato per molte aziende. Esperienza, passione e spirito d’avventura “commerciale”. Potremmo definire con queste 3 parole Makalù Sport e il suo titolare e fondatore, Renato Martini. Esperienza perché il punto vendita esiste da 15 anni (nel 2013 poi ha inaugurato la nuova sede), passione perché connette strettamente l’amore per la montagna di Renato con il suo lavoro, spirito d’avventura “commerciale” perché il negozio si è sempre distinto con una proposta e un servizio estremamente variegati. Infatti, oltre alla vendita al dettaglio, negli ultimi anni si è dedicato ad esempio

di una vecchia macelleria, un porta banane di un supermercato riverniciato e utilizzato come espositore per i cappellini, le casse e le pareti degli attrezzi con dei semplici pallets. In cosa siete specializzati principalmente? Da subito ci siamo presentati come una struttura molto tecnica per arrampicata, trekking alpinismo e ice climbing, con un occhio particolare allo sci alpinismo. Negli anni ci siamo poi evoluti anche nel freeride e nel telemark. Quali servizi offrite oltre alla vendita? Oltre alla vendita tradizionale abbiamo uno shop online all’interno del nostro sito che funge anche da vetrina per i prodotti presenti in negozio e delle attività che proponiamo. Siamo un centro test sci Blizzard, G3 e attacchi telemark Vice e AXL, offriamo un servizio di noleggio sci da alpinismo, freeride e telemark e zaini ABS. Inoltre facciamo preparazione sci, aggiornamento artva Mammut, risuolature scarpette arrampicata e scarponi da montagna.

alla vendita all’ingrosso con l’importazione diretta dagli USA e dal Canada di sci, attacchi e accessori delle aziende 22designs e G3, specializzate in telemark freeride. Mentre tra i diversi servizi spiccano aggiornamento artva, risuolatura scarpette e noleggio attrezzature da neve con relativo laboratorio. “Fin da quando ero bambino a casa c’era una forte passione sia per la montagna, passione trasmessami da mio fratello Sergio, sia per il lavoro di commerciante, in quanto tutto il resto della famiglia era impegnata, e lo è ancora, anche se nel settore alimentare”, racconta Renato. Infine un angolo del negozio è dedicato al fratello alpinista di Renato, Sergio Martini, autore di grandi imprese sull’Himalaya (settimo uomo al mondo e secondo italiano dopo Messner ad aver scalato tutti i 14 Ottomila). “Abbiamo deciso di dedicare un angolo a Sergio con l’esposizione della tuta originale usata per arrivare in cima al suo primo Ottomila, il K2, il 4 agosto del 1983, con la foto della via di salita e la foto sulla cima”. Una nuova casa - La nuova sede di Corso Bettini 29 (una delle vie più suggestive della cittadina trentina) si sviluppa su una superficie di 400 mq, metà destinati all’esposizione e alla vendita, l’altra metà occupata da laboratori e magazzini per il noleggio e montaggio sci. Il progetto è stato curato dall’architetto Tatiana Tettamanti. L’idea alla base dello sviluppo dell’intero ambiente è stata quella di mettere in risalto il prodotto cercando di recuperare arredamenti e oggetti estranei al settore dello sport, in modo da formare uno spazio originale e moderno, luminoso e ricco di immagini emozionanti: un ceppo

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Curate e organizzate iniziative particolari rivolte ai vostri clienti? Quest’anno cosa bolle in pentola? Organizziamo da 8 anni, in collaborazione con la scuola sci Fondo Grande, il corso base e avanzato telemark, oltre a diversi stage telemark /freeride. Ogni anno inoltre ci occupiamo di corsi sulla sicurezza in caso di valanga. Una parte teorica in negozio, comprensiva dell’uso di zaino con airbag, e una parte pratica sul campo. Quest’anno siamo stati presenti agli eventi telemark più importanti (Scufoneda e Skieda) in qualità di distributori di 22 Designs e G3. In passato ci siamo divertiti a organizzare 4x8000, quattro spedizioni extraeuropee con l’obiettivo di arrivare a scalare un Ottomila. A proposito dei marchi che distribuisci, cosa ci puoi dire? Abbiamo sempre cercato di affiancare ai noti marchi del settore anche delle chicche: ad esempio siamo stati i primi ad avere Norrøna in Italia (grazie a una “soffiata” arrivata da clienti/amici che ad Alagna avevano visto dei freerider girare uno spot). Siamo arrivati a loro tramite internet, i primi ordini li abbiamo fatti senza vedere i campionari. E siamo stati tra i primi ad avere DPS in Europa, i primi ad avere gli attacchi da telemark della 22 Designs e ora questa nuova avventura con la canadese G3. Contate diversi partner del vostro punto vendita. Quanti, quali sono e che Lo shop in shop The North Face tipo di collaborazione intrattenete con ognuno di questi? Con le aziende cerchiamo sempre di creare delle sinergie, oramai non basta più essere solo dei rivenditori: crediamo che creare un rapporto di fiducia, professionalità e rispetto da parte dei fornitori sia fondamentale. Abbiamo trovato una grande di-

scheda tecnica Nome negozio: Makalù Sport Indirizzo: corso Bettini 29, 38068 Rovereto (TN) Telefono: 0464.480346 Numero di fax: 0464.480346 E-mail: info@makalu.it Sito: www.makalu.it Numero sedi: 1 Titolare: Renato Martini Anno di nascita negozio: 1998 Renato Martini Numero del personale: 3 Mq totali: 400 (200 dedicati alla vendita, 200 al magazzino e laboratorio noleggio) Mq dedicati all’abbigliamento: 90 Mq dedicati all’attrezzatura: 110 Numero vetrine: 4 Discipline trattate: Arrampicata, Elisabetta Maffei trekking, alpinismo, trail running, ice climbing, sci alpinismo, sci freeride, racchette da neve, telemark Noleggio attrezzatura: Sci alpinismo, freeride e telemark Marchi attrezzatura trattati: ATK Race, K2, Scott, Black Diamond, Blizzard, G3, Elan, Movement, Nives Festi 22designs, Dynafit, Voilè, Marker, DPS, Völkl, Grivel, Petzl, Kong Marchi calzature trattati: La Sportiva, Salomon, Meindl, Scarpa, Mammut, The North Face Marchi abbigliamento trattati: The North Face, Mammut, Norrøna, Crazy Idea, Maloja, La Sportiva

sponibilità da parte di Gore-Tex perfetta per instaurare un’ottima collaborazione. Inoltre siamo The North Face summit dealer con shop in shop, Salomon lab, La Sportiva point, rivenditore specializzato Mammut e partner K2. Per l’organizzazione dei nostri corsi e uscite in montagna ci appoggiamo sempre a dei professionisti quali maestri di sci e guide alpine Novità all’orizzonte per il vostro negozio? Beh, tante come sempre. L’ultima è stata proprio la nuova sede, che ha contribuito a darci una nuova carica e un rinnovato entusiasmo, dentro e fuori il negozio…

A sinistra l’angolo dedicato a Sergio Martini con la tuta originale utilizzata per arrivare in cima al suo primo Ottomila (il K2, nel 1983 insieme a Fausto De Stefani)



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