IL BRIVIDO SPORTIVO STADIO SPECIALE FINALE DI CONFERENCE LEAGUE FIORENTINA-OLYMPIACOS DEL 29-05-2024

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Una Fiorentina speciale per una partita speciale

Appuntamento con la storia nella finalissima di Atene

Contro l’Olympiacos non sarà certo una gara facile, ma la squadra viola è più forte ed ha il destino in mano La speranza è che i gigliati si trasformino in eroi mitologici

• LUCA CALAMAI

Appuntamento con la storia. La nale di Atene rappresenta un momento speciale per la Fiorentina. La società viola non vince un titolo da ventitré anni. Una vita. Generazioni di innamorati Viola non hanno trascorso una notte per le strade della città impegnati a urlare al cielo la loro gioia. Non credete a chi racconta che la Conference è una Coppetta. Non è vero. Certo, non è la Champions, questo lo sappiamo tutti. Ma in questa edizione si sono esibiti e sono stati scon tti l’Aston Villa che ha conquistato un posto nella prossima Champions e il Bruges che lotta per il titolo in Belgio. Tanto per fare due esempi. Ma potremmo continuare con l’Ajax o il Fenerbache. Altri club prestigiosi. La Conference ha un suo valore. Che vogliamo fare nostro. Vincere questa Coppa può essere il punto di partenza per lanciarsi verso un futuro ancora più ambizioso. Contro l’Olympiacos non sarà una s da facile. La squadra greca ha un suo vissuto a livello internazionale. E avrà il vantaggio di giocare a casa sua, ad Atene. Una motivazione forte in più. Vedremo come i nostri avversari vivranno la marcia di avvicinamento a questo evento calcistico. La Grecia non ha mai vinto una Coppa per club. Potrebbero trasformarsi in tanti Leonida con i Trecento eroi delle Termopili o bruciarsi emotivamente travolti da uno stress insopportabile.

Direttore editoriale

Luca Calamai

Direttore responsabile

Mario Tenerani

Caporedattore Tommaso Borghini

ore 13

Altro che Coppetta

La Conference è una manifestazione di valore e noi vogliamo vincerla

Lo capiremo dopo i primi minuti di gioco. Sarà un’indicazione importante. La Fiorentina è più forte. Il problema è: quale Fiorentina scenderà in campo al Pireo? Quella che ha fatto fuori il Bruges con due gare quasi perfette o quella confusa di alcune gare di campionato. Il destino della Conference è in mano alla squadra di Italiano. Il Brivido ha raccontato questa nale con una copertina che vede i

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viola travestiti nei panni di alcuni eroi mitologici. Speriamo in una magia di Nico, nella furbizia di un tecnico abile come Italiano, nel coraggio che trasmetterà ai suoi allievi il Presidente Commisso. Una Fiorentina speciale per una notte speciale. Sperando che la storia accompagni i viola nell’Olimpo del calcio europeo. limpo del calcio europeo.

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EDITORIALE BS| 29 MAGGIO 2024
Stampa Baroni e Gori Foto Massimo Sestini Foto storiche archivio Paolo Melani Hanno collaborato Lorenzo Matteucci Lucia Petraroli Ruben Lopes Pegna Giacomo Cialdi Tutti i diritti riservati: vietata la riproduzione, anche solo parziale, di contenuti e foto di questa pubblicazione Chiuso in redazione il 22/05/2024 alle Giacomo Bonaventura Belotti e Biraghi

Le ferite di Praga un’arma micidiale

La Fiorentina dovrà fare tesoro dell’esperienza e non commettere gli errori del passato

Rabbia sì, ma anche testa e raziocinio E se poi fosse Nzola l’eroe del Partenone?

VIOLA

Oltre novemila ad Atene Maxischermi al Franchi

Alla ne i biglietti sono stati venduti. Più di 9mila tifosi viola voleranno ad Atene. Alla faccia di chi sosteneva che i sostenitori viola fossero scettici rispetto alla nale di Conference League. Firenze ha risposto come sempre presente, non potevano esserci dubbi per chi conosce a fondo questa comunità. Lo stadio dell’Aek avrà una grande macchia viola e sarà bellissimo osservarla. Il resto spetterà alla squadra in campo. La voglia di vincere dovrà essere superiore a tutto.

Le finali sono sempre incerte è impronosticabili, ma una cosa la possiamo dire: le ferite di Praga, un anno fa, dovranno trasformarsi in un’arma micidiale. Stavolta i viola dovranno capitalizzare quell’esperienza. Con rabbia, sì, ma anche con tanta testa. Senza dimenticare il cuore, ma quello alla Fiorentina non è mai mancato. Sarebbe bello che nella notte di Atene spuntassero protagonisti in ombra fino ad oggi. Pensate se Nzola diventasse l’eroe del Partenone… Sarebbe una storia meravigliosa. Magari succe de…

ltre novemila tifosi viola raggiungeranno Atene, con ogni mezzo, per sostenere la Fiorentina nella nalissima di Conference dell’Aek Arena. Molti in areo di linea, ma anche con charter privati che partiranno da fuori Regione, ma c’è anche chi si sobbarcherà una lunga traversata in traghetto. Tutti pronti a fare sacri ci, anche economici, pur di non lasciare sola la squadra, rendendo il più viola possibile le tribune dell’impianto ateniese che (ricordiamolo) non è la casa dell’Olympiacos, ma di una squadra e una tifoseria rivale. Chi non andrà ad Atene, invece, seguirà ovviamente la s da alla tv e sono tantissimi coloro che hanno scelto di farlo aggregandosi davanti ai tanti maxi schermi allestiti in città. Raduno più gettonato quello dello stadio Artemio Franchi dove, muniti di biglietto dal costo di 5 euro (senza riduzioni), è possibile assistere all'evento nei settori di Curva Fiesole, Maratona e Tribuna. L’ingresso sarà consentito dalle ore 19.

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Albertosi: “Fiorentina, che orgoglio!”

L’ex grande portiere, uno dei Leoni di Ibrox: “Noi siamo stati i primi italiani a vincere in Europa

E’ passato tanto tempo, ma questa Viola può farcela perché adesso ha l’esperienza dalla sua parte”

In vista della nale tanto attesa della Conference League contro l’Olympiacos ad Atene, il Brivido Sportivo ha contattato il grande Enrico Albertosi, uno dei portieri più importanti del calcio italiano e uno dei “Leoni di Ibrox”, capaci di vincere la Coppa delle Coppe con la Fiorentina nell’ormai lontano 1961.

“Terracciano? Sbaglia poco e questo mi fa stare tranquillo” “

Oggi Albertosi rivive con noi quei momenti magici e si tu a nel presente che spera possa diventare un futuro da ricordare, come le sue gesta.

Albertosi lei è stato uno dei Leoni di Ibrox, capaci di espugnare Glasgow e al ritorno di regalare la Coppa delle Coppe a Firenze, primo trofeo europeo di una squadra italiana. Ci regala i suoi ricordi?

“Sono ricordi antichi, erano gli anni sessanta. Eravamo una squadra medio alta e non era facile giocare una partita del genere con un pubblico, il loro, molto caloroso, ricordo che in campo non riuscivamo a sentire la nostra voce. Ma riuscimmo a vincere 2 a 0 in casa loro ed io riuscii anche a parare un rigore. Fu la prima vittoria di un’italiana in una coppa europea. Un vero orgoglio”.

Voi avevate Hamrin, la Fiorentina di oggi forse manca di un bomber vero capace di risolvere le partite, è così?

“E’ vero, soprattutto manca un bomber vero, se oggi la Fiorentina lo avesse avuto non si sarebbe trovata a lottare per l’ottavo posto in classi ca, ma avrebbe un posto nelle coppe maggiori. Anche in difesa, però, degli errori sono stati commessi e hanno pesato”.

Nella nale del 29 maggio ad Atene i viola daranno l’assalto per la seconda volta consecutiva alla Conference League, come la vede la s da con l’Olympiacos?

“I greci giocano in casa e non sarà facile per la Fiorentina a livello ambientale. Io giocai col Cagliari ad Atene proprio contro l’Olympiacos e ricordo una bolgia incredibile. Però la Viola si è già disimpegnata bene in stadi molto caldi in questi due anni d’Europa, facendo prestazioni migliori fuori casa. Quindi potrà competere per la vittoria di questa coppa”.

Ci sarà da tenere d'occhio anche l'ex di turno Stevan Jovetic che ha lasciato un bel ricordo a Firenze, lo teme?

Vincenzo Italiano molto probabilmente a ne stagione lascerà Firenze. La Fiorentina e i tifosi ne sentiranno la mancanza?

“Jovetic avrà pure lasciato un bel ricordo, ma da allora è passato del tempo e non credo sia più il giocatore che era a Firenze. Comunque bisogna sempre avere un occhio di riguardo per gli ex di turno”.

Da grande ex portiere cosa pensa di Pietro Teracciano?

“Terracciano è un portiere molto adabile, non si rende spesso protagonista di grandi parate, ma sbaglia poco e quindi sono tranquillo”.

“Mister Italiano ha fatto molto bene, però tutto dipende da cosa vuol fare la società. L’allenatore si può rimpiazzare, la rosa si può migliorare. Tutto dipenderà dalle ambizioni”.

Cosa pensa della gestione del presidente Rocco Commisso?

“La sua gestione è andata a corrente alternata. Il centro sportivo di Bagno a Ripoli è stato un grande successo, come il cammino della squadra in Europa. Forse si è andati meno bene nella campagna acquisti”.

La Fiorentina vincitrice della Coppa delle Coppe

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L’EROE D’EUROPA/1 BS| 29 MAGGIO 2024
Ricky Albertosi

Chiarugi: “Nico sarà decisivo”

L’ex ala della Fiorentina del secondo Scudetto:

“La finale persa l’anno scorso sarà d’insegnamento Stavolta i viola non commetteranno ingenuità E l’argentino lo vedo finalmente in gran forma...”

• GIACOMO CIALDI

Dodici mesi dopo la cocente delusione di Praga, la Fiorentina è nuovamente in nale di Conference League, stavolta ad Atene, contro l’Olympiacos. Una squadra che non ci aspettavamo di trovare, dopo aver visto i sorteggi e l’accoppiamento con il ben più quotato Aston Villa, ma che ha saputo, al pari dei viola, conquistarsi la nale. Una nale alla quale Italiano e i suoi ragazzi arrivano in ottime condizioni psico- siche, con la giusta determinazione per provare a regalare, nalmente, un trofeo ai propri tifosi. Per analizzare la s da che si disputerà all’Agia So a di Atene, e parlare del momento dei gigliati, il Brivido Sportivo ha intervistato in esclusiva un grande ex viola, Luciano Chiarugi, protagonista in Europa con la maglia viola in Coppa dei Campioni e autore di un gol storico alla Dinamo Kiev.

Chiarugi, ci siamo: di nuovo in nale, di nuovo in Conference League, dodici mesi dopo… «Un anno dopo la grande delusione della nale persa contro il West Ham, abbiamo la possibilità di rifarci. Il fatto di riuscire a conquistare due nali europee consecutive, più una in Coppa Italia, dà la misura di quanto abbia lavorato bene questa gruppo di giocatori, l’allenatore e il suo sta , la società. È il giusto coronamento di questo bel triennio».

Lei che in competizioni europee ha giocato tante partite, può spiegarci meglio di altri quanto possa essere diverso scendere in campo in tornei internazionali?

«Be’, cambia sicuramente molto. Anzitutto sai di non essere a casa tua, in Italia. Poi l’avversario, a meno che non si tratti di una squadra blasonata, la conosci meno di quanto puoi conoscere un club che milita nel tuo stesso campionato.

E poi, ancora, senti di rappresentare, oltre che una città e una tifoseria, anche un pezzo d’Italia in Europa, per cui l’orgoglio se possibile è ancora di più. Le gare europee hanno un’atmosfera diversa, un fascino speciale… ».

A proposito di conoscere l’avversario, lei conosce l’Olympiacos? Che squadra si troverà di fronte la Fiorentina ad Atene?

«L’ho visto giocare diverse volte, comprese le due s de con l’Aston Villa.

“Dopo 23 anni di digiuno i fiorentini meritano un trionfo”

Come arrivano i gigliati a questa partita?

È una squadra piuttosto valida, soprattutto in attacco, che credo imposterà la nale sul porre massima attenzione in fase difensiva per poi provare a far male ai viola in ripartenza. È un avversario che, anche se alla portata della Fiorentina, è più tosto di quel che pensano alcuni, come dimostrano i sei gol ri lati in 180’ agli inglesi. Inoltre, il fattore campo non possiamo sottovalutarlo: a conti fatti, giochiamo in casa loro».

Insomma, una nale tutta da giocare… «Assolutamente sì, come tutte le nali del resto. Mi aspetto che mister Italiano abbia studiato e stia studiando bene gli avversari, e sappia mettere in campo la formazione e soprattutto l’atteggiamento migliori. Conscio anche della nale dello scorso anno, dalla quale allenatore e giocatori devono aver tratto degli insegnamenti».

«Nel migliore dei modi. I singoli sono in ottime condizioni, penso a Nico e Dodo, giusto per citarne due, e la squadra nel suo complesso gira bene, come dimostrano le ultime gare. Italiano è stato bravo e lucido a gestire le energie e gli umori di tutti, facendoli arrivare nel mondo giusto a questa gara fondamentale».

Gara fondamentale per tanti: dai tifosi, ovviamente, ai giocatori, dalla società all’allenatore…

«Certamente, è una s da dal valore incredibile per tutte le parti in gioco. L’allenatore sogna di alzare un trofeo perché valorizzerebbe tantissimo l’ottimo lavoro fatto nell’ultimo triennio. Tra l’altro viene dato come partente, per cui per lui signi cherebbe lasciare Firenze da vincente: non potrebbe chiedere di più. Per società e giocatori vincere vorrebbe dire diventare più attrattivi, guadagnare visibilità e caratura, disputare l’Europa League il prossimo anno… Insomma, fare uno step di crescita. In ne, ma più importante di tutto, è una gara fondamentale per la città e la tifoseria: i orentini sono sempre, da sempre, eccezionali, ma adesso, dopo ventitré lunghi anni senza vittoria, hanno un più che legittimo bisogno di tornare a vincere qualcosa. Lo meritano, e spero davvero sarà così».

Chi la deciderà? Si sbilanci, ci faccia un nome… «Mmm… Nico!».

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L’EROE D’EUROPA/2
Luciano Chiarugi

Pin: “E’ l’ora di urlare di gioia!”

L’ex difensore, protagonista della cavalcata Uefa 1990: “Il pensiero è ancora a quella finale contro la Juve

La Fiorentina deve vincere la Coppa anche per vendicarci

Io sono ottimista perché credo che siamo più forti”

• LORENZO MATTEUCCI

Difensore roccioso ma sempre leale con l’avversario, ha collezionato 200 presenze con la maglia viola. Celeste Pin fu uno dei protagonisti di quell’annata che vide la Fiorentina annaspare e trovare mille di coltà in campionato ma, allo stesso tempo, capace di arrivare a giocarsi la Coppa Uefa in nale contro la nemica storica Juventus. Tutti purtroppo si ricordano o sanno come andò a nire. Lo abbiamo contattato in vista della nale di Atene di Conference League e di questo nale di stagione.

“Ordinati, freddi e organizzati Così possiamo farcela”

Senza poi dimenticare la vostra di «Il pensiero è sso e se mi ci fermo a pensare fa ancora male, ecco perché la Fiorentina deve vincere quest’anno anche per provare a lenire e “vendicare” il dolore di quella nale contro i bianconeri».

Celeste Pin, come giudica la stagione n qui della squadra di mister Vincenzo Italiano?

«L’annata mi pare sia andata bene, ci sono stati degli alti e bassi ma tutti l’hanno avuti. Ci siamo giocati una semi nale di Coppa Italia e ora ci andiamo a giocare per il secondo anno consecutivo la vittoria della Conference League».

Speriamo che questo sia l’anno buono. Manca da tanto tempo una vittoria.

«Lo speriamo tutti, c’è voglia di festeggiare, di buttare fuori tutta la gioia per questa maglia e questi colori. Da parte dei tifosi ma anche da parte di chi ruota intorno al mondo Fiorentina. L’urlo di gioia ce lo siamo tenuti dentro l’anno scorso e mi pare che già abbiamo dato».

La formazione greca ha un centravanti forte, che ha fatto molto bene ma i difensori viola possono fronteggiarlo».

Che ne pensa dell’Olympiacos?

«All’inizio era una delle squadre meno quotate per arrivare in nale, contro l’Aston Villa hanno fatto una prestazione maiuscola. Sono una buona squadra e sarà una bella s da».

Possiamo dire che è ottimista?

«Sono sempre ottimista quando gioca la Fiorentina. Ho indossato per nove anni la maglia viola sapendo gioire e so rire, credo che giocando in maniera ordinata e consapevole, rispettando ma non temendo l’avversario, si possa fare la di erenza. Continuo a pensare che la squadra di Vincenzo Italiano abbia qualcosa in più».

Arrivati alla terza nale in due anni, quanto conta riuscire in un modo o nell’altro portarla a casa?

«Tantissimo ma le nali fanno storia a parte, si devono preparare nel migliore dei modi. Pensando e lavorando sui minimi dettagli. La Fiorentina dovrà essere brava a togliere i riferimenti del gioco dei greci. Riuscire a minare le loro certezze li metterebbe in di coltà. Inoltre, bisogna essere pronti a tutto, provocazioni comprese e ragionare con la testa».

Da grande difensore quale è stato, su chi punterebbe come coppia di centrali?

«Mi do di Italiano, lui li vede ogni minuto in allenamento e saprà scegliere la coppia più in condizione a livello psico- sico.

In ne le chiedo un reparto sul quale puntare o che possa fare la di erenza in questa nale. «Più che di reparto io ragionerei di squadra, di collettivo. Come detto, ognuno dovrà dare il 101%, aiutarsi l’un l’altro per raggiungere l’obiettivo».

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L’EROE D’EUROPA/3 BS| 29 MAGGIO 2024
Tutti Senza poi dimenticare la vostra di nale. timista? Celeste Pin in viola Pin con Joe Barone (FOTO ACF)

TUTTI I NUMERI DELLA

Come i gol totali realizzati dalla Fiorentina in questa edizione di Conference League, considerando anche il doppio play off con il Rapid Vienna 27

Come i gol subiti nella Conference League 2023/24 dai viola, compreso il play off con il Rapid Vienna e come le gare giocate complessivamente, in attesa della finale di Atene

Come le partite disputate complessivamente

finora dalla Fiorentina nelle due edizioni di Conference League a cui ha partecipato nella sua storia

4

6

Come i gol segnati ai serbi del Cukaricki nel 6-0 della gara d’andata del girone al Franchi. Risultato di maggior scarto di sempre nelle competizionieuropee viola

Come i gol segnati da Nico Gonzalez (play off inclusi) e Lucas Beltran, i capocannonieri viola di questa edizione di Conference

| 12 | BS| 29 MAGGIO 2024 I NUMERI
14 31

CONFERENCE VIOLA

2

12

Come le gare senza gol all’attivo di quest’anno, la prima nel playoff d’andata col Rapid Vienna, la seconda nei quarti d’andata contro il Viktoria Plzen prima

7

5

Come i giocatori della Fiorentina andati in gol in questa edizione: Gonzalez (4), Beltran (4), Ranieri (3), Nzola (3), Barak (3), Ikoné (2), Quarta (2), Sottil (2), Lopez, Mandragora, Biraghi, Belotti

Come le vittorie ottenute in Conference League in questa stagione: contro Rapid Vienna, Cukaricki (2), Genk, Maccabi Haifa, Viktoria Plzen, Bruges

4

Come i cleen sheet dei viola. La porta della Fiorentina è rimasta inviolata contro Rapid Vienna, Cukaricki (2 volte) e Viktoria Plzen (2 volte)

Come i rigori a favore della Fiorentina decretati quest’anno in Conference League. Tutti trasformati: 2 da Gonzalez, 1 da Nzola e 1 da Beltran

Come le vittorie totali ottenute dalla Fiorentina nelle manifestazioniprincipali Uefa: Champions (21), Europa League (53), Coppa Coppe (17) e Conference League (18)

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| 13 | I NUMERI BS| 29 MAGGIO 2024

Paschalakis, 99 Papadoudis, 5 Horta, 19 Masouras, 65 Apostolopoulos, 15 Alexandropoulos, 20 Carvalho, 70 Prekates, 74 Ntoi, 11 El Arabi, 22 Jovetic.

DISPOSIZIONE: 30 Martinelli, 53 Christensen, 16 Ranieri, 33 Kayode, 65 Parisi, 22 Faraoni, 37 Comuzzo, 32 Duncan, 72 Barak, 8 Maxime Lopez, 19 Infantino, 38 Mandragora, 11 Ikoné, 18 Nzola.

| 15 | RUBRICA BS| 29 maggio 2024 OLYMPIACOS VS FIORENTINA PROBABILI FORMAZIONI Tzolakis Quini Hezze Rodine Iborra OLYMPIACOS FORMAZIONE 4-2-3-1 88 Tzolakis 23 Rodine 45 Retsos 16 David Carmo 18 Quini 8 Iborra 32 Hezze 7 Fortounis 6 Chiquinho 56 Daniel Podence 9
ALLENATORE: MENDILIBAR Retsos Fortounis A DISPOSIZIONE: 1
AEK ARENA DI ATENE 29.05.2024 ORE 21.00 DanielPodence Chiquinho DavidCarmo ElKaabi 1
2 Dodò 28 Quarta 4 Milenkovic 3 Biraghi 6 Arthur 5 Bonaventura 10 Gonzalez 9 Beltran 99 Kouamé 20 Belotti ALLENATORE: ITALIANO FORMAZIONE 4-2-3-1 FIORENTINA Terracciano Milenkovic Dodò Bonaventura Arthur Quarta Kouamé Biraghi Beltran Gonzalez Belotti
FINALE CONFERENCE LEAGUE
El Kaabi
Terracciano
A

Jo-Jo, il nemico che non t’aspetti

Il montenegrino arrivò a Firenze nel 2008 con l’etichetta di novello Roberto Baggio

Oggi è uno degli avversari della Fiorentina sulla strada che porta alla Conference

• TOMMASO BORGHINI

Quando arrivò a Firenze era un ragazzotto riccioluto, con una bizzarra acconciatura anni ‘70. Era il 2008 e Stevan Jovetic aveva appena 19 anni. Su di lui, prodotto del vivaio del Partizan di Belgrado, c’era addirittura il Real Madrid, ma Pantaleo Corvino, allora ds della Fiorentina, su quel mercato non aveva rivali e riuscì a strapparlo alla concorrenza per la “modica” cifra di 8 milioni di euro. La squadra viola, allenata da Cesare Prandelli, si apprestava a disputare la Champions League il gioiellino del Montenegro è la classica ciliegina sulla torta gigliata di una campagna acquisti sensazionale che porta in dote Vargas, Felipe Melo e Gilardino. A “Jo-Jo”, così lo chiamano tutti, si appiccica addosso la pesantissima etichetta di novello Roberto Baggio.

Le

difficoltà iniziali e le doppiette a Liverpool e Bayern Monaco

Jovetic con la maglia dell’Olympiacos

L’inizio, però, non è semplice ed è siologica la di coltà a calarsi nel calcio italiano. Però Jovetic ha talento da vendere e, pian piano, riesce a imporsi, tanto da diventare protagonista in Champions con le doppiette a Liverpool e Bayern Monaco. Nel 2010 la sfortuna ci mette lo zampino e arriva il grave infortunio al ginocchio che lo costringerà a saltare tutta la stagione (la prima di Mihajlovic allenatore). Un calvario dal quale si risolleva ritrovando il miglior smalto nel 2012/13, con Montella nella veste di mister. Jo-Jo forma una coppia tutta tecnica e velocità con il gemello Ljajic e la Fiorentina ritorna a volare no al discusso addio, dopo 5 stagioni, 135 partite ufciali e 40 gol. Il club viola incassa 30 milioni dal Manchester City, ma il legame fra il montenegrino e Firenze non si spezza, tanto che nel 2016 si s ora il ritorno (quando vestiva la maglia dell’Inter).

Oggi Jovetic, a 34 anni, gioca nell’Olympiacos e la sorte lo ha messo di fronte proprio alla sua Fiorentina, che sogna di vincere nalmente un trofeo dopo 23 anni di lungo digiuno. E chi se lo sarebbe aspettato di trovare proprio Jo-Jo sulla strada che conduce alla gloria, in una notte nella quale l’a etto dovrà necessariamente passare in secondo piano.

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IL GRANDE EX
Jovetic esulta dopo un gol al Liverpool

Italiano come Hidegkuti Un record lungo 62 anni

La Fiorentina disputò due finali consecutive soltanto tra il ‘61 e il ‘62 con il mister ungherese La prima fu un trionfo targato Gigi Milan

La seconda un ko deciso con uno strano replay

• RUBEN LOPES PEGNA

Dinsieme

Il club gigliato vanta anche un altro primato: finali in tutte le competizioni Uefa

ue nali europee consecutive. Come 62 anni fa, nel 1961 e nel 1962. Allora la Fiorentina le disputò tutte e due in Coppa delle Coppe, questa volta in Conference League. Vincenzo Italiano diventa così, insieme all'ungherese Nandor Hidegkuti, l'unico allenatore ad aver guidato la squadra viola in due nali europee, anche se con dei distinguo a vantaggio dell'attuale tecnico gigliato. E anche Rocco Commisso diventa, insieme a Enrico Befani (Coppa dei Campioni e Coppa delle Coppe) l'unico presidente ad aver portato la formazione gigliata a due nali europee. Il cammino per arrivare alle nali di questa Fiorentina, rispetto a quella di 62 anni fa, è stato, invece, molto più lungo. La squadra di Italiano, prima di Praga, disputò 16 partite e quest'anno 14, 30 in totale. Nel 1961 le gare giocate dalla formazione di Hidegkuti, prima della nale, furono appena 4 e nel 1962 6, 10 complessive.

I RECORD DELLA FIORENTINA Sono due. Il secondo lo aveva conseguito l'anno scorso. Quella viola è, infatti, l'unica squadra ad aver disputato la nale di tutte e quattro le principali competizioni organizzate dall'Uefa, ovvero Coppa dei Campioni o Champions League, Coppa delle Coppe, Coppa delle Fiere, poi divenuta Coppa Uefa e ora Europa League e Conference League (quella di Atene è la sesta nale per i gigliati). E poi c'è un primato storico. È quello ottenuto dalla Fiorentina 63 anni fa. Il 27 maggio 1961, infatti, la formazione viola conquista la Coppa delle Coppe (è la prima edizione), manifestazione riservata alle squadre vincitrici delle coppe nazionali. Ed è così la prima compagine italiana ad aggiudicarsi un trofeo in Europa. La Fiorentina, in realtà, nella stagione 1959/60 non ha vinto la Coppa Italia ma è stata battuta in nale dalla Juve ed è arrivata seconda dietro i bianconeri in campionato. Questi, però, partecipano alla Coppa dei Campioni, lasciando il posto ai viola in Coppa delle Coppe. LA FINALE DI ANDATA È la prima e unica volta che la Coppa delle Coppe viene assegnata dopo un doppio confronto. La Fiorentina trova sul proprio cammino i Rangers di Glasgow. La prima partita si gioca allo stadio di Ibrox Park il 17 maggio 1961. L'allenatore Hidegkuti man-

Nandor Hidegkuti

| 18 | BS| 29 MAGGIO 2024 LA STORIA DELLE FINALI/1

da in campo la seguente formazione: Albertosi; Robotti, Castelletti; Gon antini, Orzan, Rimbaldo; Hamrin, Micheli, Da Costa, Milan, Petris (all'epoca non sono previste sostituzioni, neppure quella del portiere). I viola vincono per 2-0 grazie a una doppietta di Gigi Milan, a segno al 18' del primo tempo e a due minuti dal novantesimo. Il grande protagonista dell'incontro è il giovane portiere Enrico Albertosi (appena ventunenne), autore di parate straordinarie. I Rangers, sull'10 per la Fiorentina, nel primo tempo, falliscono un rigore con Caldow. Il ritorno a Firenze sembra in discesa.

LA FINALE DI RITORNO Si gioca al Comunale sabato 27 maggio 1961 davanti a cinquantamila spettatori. L'attesa è spasmodica. Hidegkuti conferma la medesima formazione che dieci giorni prima ha trionfato in Scozia. È ancora Milan uno dei protagonisti del match. Al 12' segna il gol che porta in vantaggio la Fiorentina, mettendo così una seria ipoteca sulla conquista della coppa. I Rangers pareggiano al quarto d'ora della ripresa con una rete di Scott. Ma Hamrin al 41' realizza il gol del de nitivo 2-1, quello che regala ai viola la Coppa delle Coppe. Esplode l'entusiasmo sugli spalti. I tifosi sono impazziti di gioia. Cinque anni dopo la conquista dello scudetto arriva anche un prestigioso trofeo continentale. È il capitano Alberto Orzan ad alzare nel cielo di Firenze l'ambita coppa. Orzan è stato tra i protagonisti, dopo l'infortunio di Rosetta, nello squadrone di Bernardini che nel 1955/56 si è laureato campione d'Italia. Nella rosa della squadra vincitrice della Coppa delle Coppe, pur non giocando la nale, ci sono altri due giocatori che hanno conquistato lo scudetto: Giuliano Sarti e Miguel Montuori. E tra i quadri tecnici, come secondo dell'allenatore Hidegkuti, c'è Beppe Chiappella che cinque anni prima con la maglia numero quattro ha vinto lo scudetto. È l'ultimo trofeo questo per il presidente Enrico Befani, dopo il tricolore del 1956 e la Coppa Grasshoppers del 1957. Lascerà l'incarico dopo pochi giorni dalla conquista della Coppa delle Coppe.

LA FINALE DEL 1962 Il 10 maggio la Fiorentina di Hidegkuti e del presidente Enrico Longinotti, il successore di Befani, disputa la seconda nale consecutiva di Coppa delle Coppe contro l'Atletico Madrid. La gioca a Glasgow, ma in uno stadio diverso rispetto a quello dell'anno prima, ovvero Hampden Park, un impianto più piccolo. Il tecnico ungherese manda in campo la seguente formazione: Sarti; Ferretti, Castelletti; Gon antini, Orzan, Rimbaldo; Hamrin, Bartù, Milani, Dell'Angelo, Petris. Vanno in vantaggio gli spagnoli con un gol di Peirò all'11'. Poi pareggia Hamrin al 27'. Il risul-

tato rimane di 1-1 anche dopo i tempi supplementari. Allora non sono previsti i calci di rigore ma la ripetizione della partita. Non c'è tempo per rigiocarla però. Infatti incombono i mondiali in Cile.

LA FINALE BIS La gara viene rigiocata a Stoccarda il 5 settembre. La squadra viola, con Ferruccio Valcareggi all'esordio in panchina, arriva alla nale senza aver disputato un incontro u ciale. Rispetto alla prima partita ci sono quattro cambi al di là del mutamento di ruolo. Giocano Albertosi, Robotti, Malatrasi e Marchesi rispettivamente al posto di Sarti, Gon antini, Rimbaldo e Bartù, che nel frattempo ha cambiato squadra (questa è un'altra stagione). La Fiorentina non è in condizione. Ha una marcia in meno rispetto agli avversari. E poi la partita si mette subito male. Dopo otto minuti la squadra viola è già in svantaggio per il gol di Jones. E poco prima della mezzora è notte fonda per la rete di Mendoza al 27'. Nella ripresa Peirò, al 14', rma il gol del de nitivo 3-0. Passeranno 28 anni prima che la Fiorentina torni a disputare una nale di una coppa europea.

| 19 | LA STORIA DELLE FINALI/1 BS| 29 MAGGIO 2024 Via Torino 57 10060 Airasca (To) 011 9019074 Via Roma 55 12100 Cuneo +39 0171 262709 Via Pinerolo, 25, 10060 None TO Telefono 011 9904591 www.asfgroup.it VIA PINEROLO 25 NONE 10060 TORINO 011 9863209
Vincenzo Italiano

La prima volta in Coppa dei Campioni

Il 30 maggio 1957 la Fiorentina sfida il Real Madrid nell’ultimo atto del trofeo più importante I viola, costretti a giocare in casa dei Blancos si arrendono solo per un rigore inesistente

Il fallo di Magnini è fuori area Ma per l’arbitro è penalty

• RUBEN LOPES PEGNA

Il 30 maggio 1957 la Fiorentina di Bernardini affronta allo stadio Bernabeu di Madrid il Real nella finale di Coppa dei Campioni. Ci sono 124.000 spettatori ad assistere all'incontro. È assente per un infortunio rimediato in Nazionale il mediano Chiappella. Al suo posto gioca Scaramucci, il ventiquattrenne di Montevarchi che ha disputato poche partite. Ma fa la sua parte.

Bernardini manda in campo la seguente formazione: Sarti; Magnini, Cervato; Scaramucci, Orzan, Segato; Julinho, Gratton, Virgili, Montuori, Bizzarri. Con l'eccezione di Scaramucci, per dieci undicesimi è praticamente la stessa squadra che l'anno prima ha conquistato lo scudetto (anche se Bizzarri per un infortunio ha giocato poco, sostituito brillantemente da Prini). È il Real Madrid, davanti ai propri tifosi, ad attaccare ma i viola si difendono con ordine e qualche volta in contropiede si rendono pericolosi. Poi, però, a venti minuti dalla fine avviene il fattaccio. Il terzino gigliato Magnini commette un fallo su Mateos almeno un metro fuori area. Le immagini fotografiche e i filmati lo confermano chiaramente. L'arbitro olandese Horn, però, non è di questo avviso. E all'epoca non esiste il var. Ritiene erroneamente che il fallo sia stato commesso dentro l'area e concede il calcio di rigore. Vane sono le proteste di capitan Cervato e degli altri giocatori. Così il centravanti del Real Alfredo Di Stefano va sul dischetto. Spiazza il portiere Sarti e porta in vantaggio gli spagnoli. La Fiorentina si spinge in avanti alla ricerca del pareggio. Lascia così ampi spazi per i contropiedi dei madridisti. E al 31' viene punita da un gol dell'ala sinistra Gento. La partita finisce con la vittoria del Real per 2-0. Alla squadra viola rimane la rabbia in corpo per la sconfitta e soprattutto per il modo in cui è maturata.

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LA STORIA DELLE FINALI/2
Montuori, Julinho e Virgili

Quella sporca finale Uefa del 1990 contro la Juventus

Nel doppio confronto con i bianconeri succede di tutto: gol irregolare all’andata e il ritorno giocato sul “neutro” di Avellino per un’assurda squalifica del campo

Il 2 maggio 1990 la Fiorentina a ronta la Juventus al Comunale di Torino, l'attuale stadio OlimpicoGrande Torino, nella nale di andata di Coppa Uefa. La squadra gigliata è stanca, perché il campionato è nito da appena tre giorni e la salvezza è arrivata solo all'ultima giornata. L'allenatore Ciccio Graziani manda in campo la seguente formazione: Landucci; Dell'Oglio, Volpecina; Dunga, Pin, Battistini; Nappi, Kubik (Malusci dal 90'), Buso, Baggio, Di Chiara. I bianconeri passano in vantaggio con un gol di Galia dopo tre minuti. Ma Buso, un ex, pareggia all'11'. La Fiorentina continua ad attaccare e, nel corso del primo tempo, sbaglia cinque nitide occasioni da gol. E' soprattutto Baggio a commettere alcuni gravi errori a tu per tu con il portiere Tacconi. Ma il campione di Caldogno non è sereno. Le voci, peraltro vere, del suo prossimo passaggio alla Juve lo turbano. Gli errori purtroppo si pagano a caro prezzo. E nella ripresa la Fiorentina paga anche un errore evidente dell'arbitro spagnolo Aladren. Al 16', infatti, convalida il gol di Casiraghi, nonostante un evidente fallo del centravanti bianconero su Pin. Poi a 12 minuti dalla ne sbaglia anche il portiere viola Landucci che si fa sorprendere da una facile conclusione di De Agostini. La nale d'andata nisce così con il successo della Juve per 3-1. La nale di ritorno si disputa il 16 maggio ad Avellino per la squali ca del campo della Fiorentina dopo la semi nale di ritorno con il Werder Brema, disputata a Perugia come tutte le partite di coppa di quella stagione (e alcune anche di campionato) per i lavori di ristrutturazione del Comunale in vista dei mondiali di Italia, '90.

Poco dopo Roberto Baggio sarà ceduto proprio alla Vecchia Signora

Il tutto per una lieve spinta di un supporter viola al portiere tedesco prima dell'inizio del secondo tempo. Avellino come noto è un feudo bianconero e al Partenio la Juve praticamente gioca in casa. Graziani manda in campo la seguente formazione: Landucci; Dell'Oglio, Volpecina; Dunga, Pin, Battistini; Nappi (Zironelli dal 72'), Kubik, Buso, Baggio, Di Chiara. Sono gli stessi undici che hanno giocato la gara di Torino.

La partita è brutta. La Fiorentina attacca ma non sfonda. Nella ripresa dopo tredici minuti viene espulso il difensore bianconero Bruno per doppia ammonizione ma i viola non riescono ad approfittare della superiorità numerica. Baggio è sempre più deconcentrato, quasi assente. E, infatti, due giorni dopo la finale viene ceduto proprio alla Juve. La partita finisce così 0-0 e la Coppa Uefa va ai bianconeri.

| 21 | BS| 29 MAGGIO 2024
La Fiorentina finalista Uefa
LA STORIA DELLE FINALI/3

La grande beffa Che grida vendetta

Il 7 giugno 2023 la Fiorentina torna a giocare una finale europea dopo 33 anni di digiuno

Bonaventura pareggia il rigore di Benrahma

Ma un errore al 90’ regala la Conference al West Ham

Il 7 giugno 2023, dopo 33 anni, la Fiorentina torna a disputare una nale di una coppa europea. Alla Eden Arena di Praga, lo stadio dello Slavia, la formazione di Vincenzo Italiano a ronta il West Ham nella nale di Conference League. I viola contro i londinesi nel 1975 si sono aggiudicati la Coppa di Lega italo-inglese. Italiano schiera la squadra con il consueto 4-2-3-1. Vanno in campo: Terracciano; Dodò, Milenkovic, Ranieri (Igor dall'84'), Biraghi; Amrabat, Mandragora (Barak dal 92'); Nico Gonzalez, Bonaventura, Kouamé (Saponara dal 62'); Jovic (Cabral dal 46'). La partita è sin dall'inizio combattuta. È una gara a scacchi. Non ci sono molte occasioni da gol. Poco dopo la mezz'ora capitan Biraghi, mentre si appresta a battere un corner sotto la curva dei tifosi inglesi, viene colpito alla testa da una lattina di birra lanciata dagli spalti. Per fortuna non ci sono grosse conseguenze. Così Biro, dopo essere stato medicato, riprende il suo posto. Nel recupero del primo tempo la Fiorentina va vicina al vantaggio. Kouamé di testa, su assist di Nico Gonzalez, colpisce un palo e sulla ribattuta Jovic segna. Ma è in fuorigioco e il gol viene annullato. Per di più

Biraghi ferito alla testa da un oggetto lanciato in campo dagli inglesi

spalti

pito al naso e non rientra

segnalazione del

so il rigore al West Ham. Benrahma

I tifosi ne sono consapevoli. L'appuntamento con la storia è rimandato di un anno. Speriamo che ad Atene Cristiano Biraghi possa, 63 anni dopo Alberto Orzan, alzare di nuovo al cielo una coppa europea per dedicarla al direttore generale Joe Barone.

il centravanti viola viene colpito al naso e non rientra nella ripresa, sostituito da Cabral. Nel secondo tempo al 13' Biraghi in area colpisce il pallone con la mano. Su segnalazione del var viene concesso il rigore al West Ham. Benrahma trasforma il penalty. Cinque minuti dopo, però, Bonaventura, su assist di Nico Gonzalez, controlla il pallone di sinistro e di destro realizza il gol del pareggio nella porta sotto la curva dei tifosi viola. Sugli spalti la gioia è incontenibile. Poco dopo, Mandragora s ora la rete del sorpasso. Ma la sua conclusione nisce fuori di un so o. In campo c'è solo la Fiorentina. La squadra di Italiano insiste in avanti. I tiri di Biraghi e Amrabat vengono parati. Al 90', quando ormai si pensa ai supplementari, la squadra viola si fa sorprendere in contropiede, complice anche un errore di Igor, subentrato da poco a un esausto Ranieri, e Bowen rma la rete del de nitivo 2-1. È un'autentica be a. La Fiorentina si getta ancora all'attacco alla ricerca del pareggio. Ma non c'è niente da fare. La Conference va immeritatamente al West Ham. Finita la gara Biraghi e gli altri giocatori vanno sotto la curva viola che applaude. La squadra ha fatto il massimo. Solo un'ingenuità difensiva l'ha punita.

di Nico Gonzalez, controlla il pallone di

sinistro e di destro realizza il gol del pareggio nella porta

Igor, protagonista in negativo

| 22 | BS| 29 MAGGIO 2024
LA STORIA DELLE FINALI/4
Biraghi ferito alla testa

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