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Opera Chesterton Dicembre 2019

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Opera Chesterton

Identità di un popolo La collaborazione con la Scuola di Sant’Ilario d’Enza, la lettura di “Raggi di bici”, l’ultimo capolavoro del nostro Piergiorgio “Lolli” Bighin, la preparazione e partecipazione al nostro Gala annuale sono tre cose messe lì non a caso, ma sono l’espressione di un’identità culturale ed educativa, sono l’immagine d’un popolo. Collaborare con una scuola, anzi con la prima scuola parentale d’Italia, nata più di trent’anni fa dall’intuizione di un prete coraggioso, don Pietro Margini, è cercare i propri simili per diventare non un piccolo scoglio ma un grande arcipelago di uomini liberi. Questa amicizia e collaborazione passa da piccoli fatti, come la partecipazione ad un concorso su un possibile apocrifo dantesco, ma ciò non toglie nulla al significato e alla portata del gesto. Quel che vorremmo insegnare ad i nostri ragazzi è il valore di quest’amicizia, e vorremmo "Having an internal company newsletter is a great way che se lo portassero via a piene mani dalla scuola nella to address employeeche engagement, loro vita, vorremmo ciascuno communication, di noi diventasse and collaboration, but it comes with catch: you e un’isola di questo grande arcipelago di one libertà, di bontà need a wide readership. While you can include di vera umanità, e che ciascuno trovasse allegria nel important articles in ila newsletter, getting trovare e combattere male che ci vuoleyour tutti soli e indipendenti e quindi in balia delle grida e delle mode. employees enough read it is theèextra “Raggi di bici” motivated torna sul tema del to maestro, che uno dei nostri mai challenge veramente leapfondamentali: you'll need to nessuno take. Theimpara key to this is da to solo, e l’uomo sa che per crescere ha bisogno di una make sure you organize your newsletter wisely.

INTRODUCING 15 NEW TOPPINGS

guida, che ci vuole qualcuno che ti dica dove passare e che ne vale la pena. Altro punto, altra pietra angolare per una vita davvero libera.Sembra un paradosso: legarsi, cercare un maestro porterebbe alla libertà. Invece è così, la tradizione e l’esperienza ce lo insegnano. Da ultimo il Gala: facciamo festa con i nostri amici a cui chiediamo di sostenere la scuola, che è anche la loro: chiediamo di collaborare, chiediamo di essere parte integrante, identità, di riconoscerci e di riconoscersi in questa scuola e in questo popolo, di portare le nostre stesse pietre angolari, di essere tutti insieme un grande arcipelago del Bene. Ecco, magicamente tutte queste cose stanno insieme e anche più nel Gala! Vedete allora che una scuola è non solo espressione ma punta di diamante di un modo di vivere, paradigma per tante altre espressioni umane, possibilità di creare pezzi di "Having an internal company newsletter is a great way mondo redenti, buoni, funzionanti, realmente accoglienti e to address employee engagement, communication, dall’identità chiara e definita, capaci di costruire opere and collaboration, but it comes withCroce one catch: you che durature, come la Chiesa di Santa a Firenze need a wide readership. While you can include vedete in questa foto e che molti di noi hanno appena important articles in a newsletter, getting your visitato.

FRESH FROM OUR KITCHENS!

Tutto è possibile per chi rimane attaccato a Gesù Cristo. employeesdi motivated enough read it is the extra Chiediamo partecipare e dito sostenere quest’identità leap you'll need to take. The key to this challenge is to positiva. Vimake aspetto il 1you Febbraio 2020! sure organize your newsletter wisely. Marco Sermarini


Chi è il tuo maestro d'ascia? L’ultimo brano, e il più importante, del libro “Raggi di Bici” è un suggerimento dell’autore alla scoperta della propria guida sotto forma di racconto. Qui il protagonista, Tino, raggiunta l’età giusta, si ritrova ad abbandonare la piazza in cui giocava per recarsi a lavorare in cantiere; da quel momento si ritrova catapultato a dover affrontare da solo il mondo degli adulti. Fortunatamente però incontra un uomo di nome Giovanni che si rivela essere il più esperto fra tutti; il giovane inizia quindi ad osservarlo e ad imitare i suoi gesti, vedendo in lui un vero Maestro d’Ascia, una guida. Dal testo si evince quindi come sia fondamentale cercare una figura di riferimento per la propria vita, che possa fungere da modello e che ci faccia sentire “Nani sulle spalle dei Giganti” e che ci spinga sempre verso la strada più luminosa. La mia ricerca personale della guida, dopo anni di continue lotte con me stessa, è finalmente giunta al termine; anche se non sono sempre fedele al proposito di parlarci con costanza, credo di aver trovato chi mi guidi nella mia travagliata vita quotidiana, e forse anche più di una persona. Gli spunti per questa ricerca personale piuttosto complicata mi sono venuti da vari influssi che ho incontrato durante il mio cammino; primi fra tutti i cartoni animati che, se letti in una chiave differente, possono celare molteplici significati. I tre che sono stati d’aiuto per la mia vita sono: “Cars motori ruggenti”, “Ratatouille” e “La spada nella roccia”; in tutti quanti vi è la presenza di un personaggio che guida coscienziosamente il protagonista alle giuste scelte, scelte che lo porteranno poi ad accrescere il successo e a cambiare in positivo il proprio punto di vista e comportamento. In “Cars” Saetta McQueen incontra casualmente Doc Hudson nella cittadina di Radiator Springs dopo aver combinato un disastro; Doc si rivelerà essere non solo il suo idolo delle corse ma anche colui che gli farà comprendere che la strada per la vittoria non è facile ma in salita e costellata di ostacoli. In “Ratatouille” il Maestro d’Ascia è un piccolo topo di nome Remy che fa scoprire a Linguini le sue capacità, non sottovalutandolo come invece avevano fatto molti prima di lui. Infine Mago Merlino è l’esempio più lampante di come l’incontro con una persona possa per sempre cambiare in meglio la propria vita: il Mago guida il giovane e inesperto Semola alla scoperta di se stesso con lo scopo di farlo diventare il re che tutta l’Inghilterra aspetta di avere sul trono, Re Artù. Sono tre personaggi con caratteri completamente differenti tra di loro, e io ho trovato quella persona che riesce ad unificarli: il comportamento severo e distaccato di Doc, l’eccentricità e vivacità di Merlino e infine la leggera insicurezza e testardaggine di Remy. Chicca, o Francesca per chi non la conosce, è la rappresentazione perfetta di tutto ciò e anche se la differenza di età non è molta con lei mi sento come Tino nei confronti di Giovanni. Flavia Graci, V Liceo delle scienze umane

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Apocrifo dantesco La classe V ha partecipato al concorso Apocrifo dantesco anacronistico, organizzato dal liceo paritario di Sant'Ilario d'Enza. Ai ragazzi è stato chiesto di collocare personaggi famosi - del passato o ancora in vita - in una delle tre cantiche dantesche. Per l'occasione hanno scelto di collocare Elisabetta I d'Inghilterra e Stalin nel primo girone del VII cerchio dell'Inferno, quello dei violenti contro il prossimo. INFERNO CANTO XII Dinnanzi a me stagliar or vidi Quelle ribollenti infernal acque Di neri rapaci uccelli nidi. Qui pur il disperato grido tacque; Li occhi mei vider quella torre 5 Ove lo spirto persecutor nacque. Dell’anime cristian sangue scorre, Vergin crudel della casata Tudòr L’ambita corona fece deporre. Grand’ella diede tra l’anime stupor 10 La cruel rea il silenzio ruppe E dicea nel sospir sine timor: «I contra i cristian d’Albion le truppe Tale mi padre Arrigo Ottavo Che la vita di molti interruppe». 15 E al suo tacer me ne andavo; Voltatomi un’alma si accostò Avar tiran che rese l’popol schiavo: Suo predecessor opra non bastò, Stretta da paura la fredda region 20 Ove alcun’ alma libertà tastò; Della menzogna non chiese ragion Far provò del pensator l’utopia Di anime corpi fu sopraffazion. Dottrina fece mortifer malia: 25 «Dimmi la cagion ch’io non discerno Per cui pensier divenne tirannia». Come fuoco abita l’inferno Ardendo l’inter male dello mondo Così ei perì nel gelid’ inverno. 30 D’intorno al fosso giù nel profondo.

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La ricetta del mese I Cantucci

I cantucci sono biscotti nel vero senso della parola. I biscotti nascono dalla fantasia del popolo dell’antica Roma che faceva cuocere in forno per la seconda volta delle fette di pane, da qui il termine "bis-cotti" ovvero cotti due volte. I cantucci sono dei veri bis-cotti, subiscono due cotture ma non spaventatevi perché sono semplici da fare. La loro caratteristica? Le mandorle rigorosamente non spellate. Sono buonissimi nella loro semplicità. Nascono in Toscana (ed ecco che torna mia nonna quando si parla di cucina, lei ne faceva in quantità industriali.), precisamente a Prato ma sono conosciuti in tutta Italia. Cantucci e vin santo accoppiata vincente per finire un pranzo o una cena invernale tra amici. La tradizione vince sempre ma qualche piccola variante è ammessa. Oggi vi propongo la versione con mandorle e cioccolato. Vi leccherete i baffi! INGREDIENTI 180 g zucchero semolato 1 uovo 0,5 g ammoniaca per dolci 270 g farina 100 g mandorle 50 g cioccolato fondente a gocce o scaglie 10g vino liquoroso 30 g burro morbido 1 tuorlo (per spennellare) PROCEDIMENTO Unire tutti gli ingredienti partendo dallo zucchero e l’uovo, non serve montarli ma solo sciogliere lo zucchero, dopodichè unire tutti gli altri ingredienti finendo con le mandorle e il cioccolato. Formare dei filoncini con l’impasto ottenuto, spennellare con il tuorlo d’uovo e cuocere a 200° per 20 minuti. Quando sono tiepidi tagliarli in diagonale. Disporre i cantucci sulla teglia e far asciugare a 150° per 15 minuti. Servire con un bicchiere di vin santo. Laura Capecci

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Chesterton Gala Siamo lieti di invitarvi al Chesterton Gala 2020 Sabato 1 Febbraio 2020 presso hotel Il Casale, Colli del Tronto. Prenotate il vostro posto!

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