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Opera Chesterton - Primavera 2022

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Opera

CHESTERTON

PRIMAVERA 2022

Le persone viaggiano per stupirsi delle montagne, dei mari, dei fiumi, delle stelle; e passano accanto a se stessi senza meravigliarsi. SANT'AGOSTINO


Il filo rosso

DI MARCO SERMARINI

CASA E CORTILEo v u n q u e Siamo tornati finalmente in gita! Dopo tanto tempo, noi che abbiamo fatto sempre dell’esperienza viva il marchio di fabbrica del nostro tentativo, abbiamo ripercorso strade alla ricerca di luoghi popolati da amici. La nostra scuola è nata perché a qualcuno piaceva l’idea di portare gli alunni alle Piane di Castelluccio a guardare la luna, dunque questa è una piccola grande rinascita. Non c’è nulla che possa rimpiazzare il rapporto con la realtà, le persone, i luoghi, i genia loci che popolano le nostre piccole e grandi città. In questi anni abbiamo visitato paesetti e chiese, boschi e amici con la fantasia e con l’affetto, quindi non abbiamo mai spento il desiderio. Dunque questi scritti ci consentono di spiegare come viaggiamo, perché noi non siamo turisti ma viaggiatori, e non facciamo viaggi d’istruzione (anche se viaggiando ci istruiamo), ma viaggiamo per motivi concreti. Il motivo principale è cercare le tracce della nostra fede, delle nostre radici, della

nostra cultura ovunque esse si trovino, e dove esse sono ancora vive nei passi degli uomini nostri amici. Per cui nei racconti sentirete parlare di Chioggia, di Venezia, di basiliche e di mosaici, ma sentirete risuonare nomi come Pier Giorgio, Pier Luigi, Ettore, Luigi… Questi luoghi in pratica per noi hanno molto più senso perché lì c’è sempre qualcuno da cui imparare la vita che ha fatto di Venezia la città che è, della Basilica di San Marco l’opera di fede che vediamo così splendida, e così via. Allora un luogo non è mai solo un luogo, per noi, ma è la casa di qualche amico con cui condividiamo gli ideali che ci hanno spinto, noi qui a San Benedetto del Tronto, a dare vita a ciò che ci caratterizza. Per cui anche la Basilica di San Marco in un certo senso è nostra. Dunque la scuola non è solo un luogo, anzi, il luogo è l’ultima delle questioni, ma è un gruppo di amici visibili e diventa anche casa di tanti amici. Certo costruire è sempre importante, ma se mancano

gli uomini è tutto inutile. I nostri ragazzi sembrano aver compreso questa vita, questa educazione, questa scelta, e noi vorremmo che voi sosteneste questa stessa idea di considerare Chioggia casa nostra, le Piane di Castelluccio il cortile dove giocare, Venezia il castello di famiglia, ma perché c’è Ettore, c’è Gigi, c’è padre Benedetto, c’è qualcuno. Mi piacerebbe che questo che sembra un esperimento diventi vita quotidiana per i nostri ragazzi. Sono certo che ci aiuterete a realizzare questo modo di vivere che rende il mondo casa di ciascuno di noi. Continuate a seguirci, questo finale d’anno scolastico è proprio bello, e se ci aiuterete conquisteremo tutto il mondo. Grazie per il vostro aiuto.

Marco Sermarini


QUALCOSA DI PIÙ grande TESTIMONIANZE DELLA GITA 2022

Quest’anno, dopo due anni di interruzione forzata causa pandemia, siamo tornati in gita! I professori ci hanno portato a visitare alcuni bellissimi luoghi del Nord Italia. Più precisamente siamo andati a Ravenna (primo giorno), Chioggia (dove abbiamo alloggiato), Venezia (secondo giorno) e Ferrara (ultimo giorno). Ogni mattina i professori ci hanno presentato il tema che ci avrebbe accompagnato per tutto il resto della giornata, nei luoghi che avremmo visitato (la bellezza degli inizi, l’importanza del lavoro…). Tra tutti i bei monumenti e città che abbiamo visitato mi è piaciuta molto la Basilica di San Marco e in particolare il suo interno: infatti ogni tessera dei mosaici di cui è decorata è stata fatta da uomini che, lavorando, erano consapevoli di contribuire al disegno di Dio e che, con il loro lavoro e la loro fatica, lo hanno lodato con grande fede. I nostri compagni del III Liceo/IP sono stati per noi una guida d’eccezione: a Ravenna ci hanno spiegato come le chiese degli inizi erano spoglie all’esterno e ornate d’oro all’interno per dare l’idea di come un buon cristiano deve essere: sobrio e semplice esteriormente, ricchissimo di fede e carità all’interno. Questo concetto mi ha aiutato a riflettere molto su di me e credo che sarà un buon punto di riferimento anche in futuro per capire come devo vivere. Silvia Pellei, II Liceo

Il 2 maggio, dopo una lunga attesa, siamo partiti alla volta di Chioggia e, pieni di entusiasmo, abbiamo visitato alcuni dei luoghi più importanti e significativi dei dintorni. Venezia, Ferrara, Ravenna, tutte città ricche di storia, arte e cultura che ci hanno mostrato il profondo amore dei suoi abitanti nei confronti della loro terra e della loro città. Grazie alla guida di alcuni amici, come Ettore e Pier Luigi, abbiamo visitato chiese e musei e, guidati dalla loro esperienza, ci siamo immersi in quell’ambiente, ricco di suggestioni del passato. È stata particolarmente piacevole per me l’ultima sera, prima di tornare a casa, quando abbiamo passeggiato per canali e ponti, immaginando le vie affollate di una Chioggia di tanto tempo fa… Franziska Mangone, II Liceo


Quest’anno per la prima volta ho partecipato alla gita. L’esperienza che mi è piaciuta di più è stata la visita alla splendida Venezia. In particolare sono stata affascinata dalla bellezza e dalla grande quantità di canali e viuzze da cui è composta. Ettore, un amico che ci ha guidati nella città, ci ha spiegato che Venezia sorge in luogo molto molto insolito. Infatti nella laguna, come si può facilmente intuire, non si può coltivare né vi è acqua dolce. Questo mi ha fatto riflettere molto: non ci si deve arrendere alle avversità, ma si deve con coraggio e tenacia trovare soluzioni ai problemi. Nonostante queste avversità, la città venne costruita con molta dedizione e oggi è una tra le città più belle del mondo. Francesca Delicati, II Liceo

Dopo ormai diversi anni di pausa, quest’anno siamo finalmente riusciti ad andare in gita, alla ricerca di bei monumenti ricchi di storia e cultura. Quest’anno i prof hanno avuto un’ottima idea: dare un titolo ad ogni giornata, cosicché tutte le nostre esperienze sono state legate da un filo conduttore che dava un senso a tutto il viaggio. Il primo giorno aveva come titolo “La bellezza degli inizi”, il secondo “Insieme si può fare tutto” e il terzo “L’importanza del lavoro”. Una delle cose che mi hanno colpito è stato l’aspetto

delle

chiese

paleocristiane:

la

semplicità dell’esterno e la ricchezza degli ornamenti interni delle chiese che abbiamo visitato nella prima giornata. La prof Laura Damiani e i ragazzi del terzo ci hanno spiegato che esse volevano rappresentare come deve essere l’uomo cristiano: umile fuori, ma, all’interno, ricco di bellezza e virtù. Durante questi tre giorni abbiamo incontrato tanti amici che non vedevamo da tanto tempo: Ettore, Pier Giorgio Bighin, Gigi Liseno e Pier Luigi. Quest’ultimo ci ha guidato all’interno della città di Chioggia, mentre declamava qualche poesia e citava qualche detto in dialetto chioggiotto… Insomma, ci ha fatto comprendere il suo amore verso la sua terra! Benedetta Falcioni, II Liceo


Sono stata molto contenta di tornare in gita dopo tanti anni. Inizialmente quando sono partita il mio unico scopo era divertirmi, ma appena ci hanno presentato il tema della gita ho capito che non sarebbe stata una semplice gita in cui si vedono tante cose belle ma che avrei dimenticato una volta tornata a casa. I temi della gita sono stati: “la bellezza degli inizi”, “insieme si può fare tutto”, “l’importanza del lavoro”. La cosa che mi è piaciuta di più sono stati tutti gli edifici medioevali (chiese, mausoleo, battistero) che abbiamo visitato, perché ognuna di esse all’esterno era spoglia mentre all’interno era ornata con dei bellissimi mosaici colorati. Questo era un insegnamento per tutti i fedeli: l’anima di un buon cristiano all’esterno deve essere umile mentre dentro deve avere una grande ricchezza. Grazie ai temi delle giornate, a tutte le persone che ci hanno spiegato il significato di tutte le cose che abbiamo visto, oltre a divertirmi, questa gita mi ha dato spunti per la mia vita. Elisa Poli, II IP

Questo è il mio primo anno alla scuola Chesterton. Prima di trasferirmi qui ero abituata alla sempre uguale routine scolastica, quindi sono stata molto sorpresa dalle tante attività che si fanno alla Chesterton, non solo all’interno della scuola, ma anche fuori, grazie ai diversi incontri che ci vengono proposti. Quando mi hanno parlato della gita, non essendo più tanto abituata alle uscite scolastiche e non ricordando quanto fosse divertente passare dei giorni con i miei compagni, visitando i vari luoghi ricchi di cultura e meraviglia, non la ritenevo tanto necessaria. Ero anche poco interessata a causa dell’ansia dovuta agli esami che si avvicinano ogni giorno di più, perciò in un primo momento avevo deciso di non partecipare. Ma dopo qualche settimana, prendendo parte ai progetti della scuola, come lo spettacolo di sabato 30 aprile e il progetto Chesterton, mi sono resa conto che desideravo andare anch’io in gita, ho capito quanto ci si possa divertire insieme. Nonostante mancassero pochi giorni alla gita ho chiesto di partecipare e i professori mi hanno comunicato che c’era ancora un posto libero. Durante la gita mi sono resa conto di aver rischiato di fare un grave errore decidendo, in un primo tempo, di non andare. Infatti, al di là di tutte le cose belle e interessanti che abbiamo imparato, dopo aver visitato basiliche, mausolei e città, tutti luoghi splendidi e suggestivi, ho capito che non ero lì per caso, che non avevo amicizie basate sul niente, ma che tutti eravamo collegati da Qualcosa di più grande, più affascinante delle opere d’arte, eravamo tutti collegati da Nostro Signore. NOSTRO perché non appartiene solo a me o solo a qualcun altro, ma a NOI. Sono contenta della mia scelta, della mia scuola, delle mie amicizie. Veronica Piunti, II Liceo

Io non sono mi stata veramente immersa nella vita e nelle esperienze scolastiche, di nessun tipo. Non ho mai vissuto la scuola come altri ragazzi la vivono, con interesse ed entusiasmo. Forse anche per questo, qualche anno fa, ho cambiato scuola e sono contenta della scelta che ho fatto venendo alla Chesterton. Non l’ho fatto perché in questa scuola si è sicuramente felici, ma perché la Chesterton dà ai suoi studenti la possibilità di esserlo, cioè aiuta i ragazzi a percorrere la strada verso di essa, senza lasciarli mai soli nel cammino. Pochi giorni fa siamo andati in gita e nonostante io non abbia mai amato le gite scolastiche ho deciso di “avventurarmi” in questa esperienza senza pensarci troppo. Non posso dire che sia stato fantastico e che ne sia felicissima ma mi sono sentita al sicuro, in compagnia delle persone “giuste”, ho provato una sensazione di serenità, di armonia con tutti. E questa, per una persona emotiva e ansiosa come me, è stata decisamente una esperienza meravigliosa! Silvia Michelangeli, II Liceo


SWING CHE

! e n o i s s a p

Sono Piero Michelangeli, papà di Silvia Michelangeli, che frequenta il secondo anno della scuola Chesterton ed insieme a mia moglie Nazzarena abbiamo condiviso un’esperienza davvero inaspettata e molto coinvolgente, ma partiamo dall’inizio. Qualche settimana fa nostra figlia Silvia, ci ha chiesto se eravamo disposti ad insegnare qualcosa dei balli che noi amiamo e spesso andiamo a ballare appunto, già perchè ci siamo appassionti qualche anno fa del genere di ballo swing. In realtà la passione non riguarda soltanto il ballo in sé, ma anche la musica di un periodo storico ben preciso, così come i costumi del tempo ed il periodo storico che li riguarda, Ma torniamo a noi, Silvia ci ha detto avrebbe voluto proporre un laboratorio di ballo swing ai propri compagni e noi le abbiamo detto di si, pensando sinceramente che non si sarebbe realizzato, si perchè noi non siamo insegnanti di ballo e non abbiamo mai insegnato a nessuno perciò speravamo silenziosamente che non saremmo mai stati chiamati a farlo. Invece la tenacia e determinazione di nostra figlia, e la sua voglia di portare questa ventata di aria fresca nella scuola ha fatto sì che si realizzasse questa piccola meraviglia. Bene quando è tornata da scuola dicendo che si sarebbe realizzato il laboratorio e che avrebbero dovuto esibirsi ed inoltre dopo soli 20/30 giorni io e Nazzarena ci siamo guardati pensando fosse davvero difficile. Però ci siamo anche detti che non volevamo deludere Silvia, che si era così tanto spesa per convincere i propri compagni e che oltretutto erano già un bel numero di partecipanti. Così ci siamo organizzati per un primo incontro, in quell’incontro ho avuto la prima sorpresa, ho visto sguardi ed atteggiamento interessato, e non mi sono fatto pregare nel cercare di trasmettere prima ancora delle nozioni tecniche e dei passi precisi, alcuni cenni storici del genere di ballo che avremmo provato a fare

e quale sarebbe stato lo spirito giusto per approcciare questa esperienza. Lo swing nasce negli anni 1910 fino agli anni 1950, con notevoli e molteplici mutazioni sia musicali, che nei passi e nello stile dei vari balli che si sono evoluti e nei vestiti che risentivano dei vari momenti pre-post e durante la guerra stessa. Se si riesce a farci caso, la musica swing ha una caratteristica molto particolare, ballando viene chiamata bounce, cioè molleggio, in realtà musicalmente c’è un continuo pulsare come il battito del cuore e oggi molti pensano che l’intenzione fosse esattamente di ridare forza al battito del cuore in un periodo storico che, viste guerre, fame e distruzione, fosse importante lanciare un segnale di vitalità magari anche e perché no con la musica. Inoltre la particolarità di questo genere di ballo rispetto ai più noti valzer, mazurka polka ecc ecc è che si tiene un atteggiamento molto più terreno, con il baricentro molto basso che proviene dal modo di ballare Afro, già dagli schiavi neri che lavoravano nelle piantagioni in america e che vedevano i loro padroni ballare balli europei in coppia, una cosa che loro non conoscevano. mettendo insieme queste due cose è nato il ballo swing con tutte le sue varianti ( charleston, boogie woogie, jumping jive, lindy -hop, balboa, shag, rock-billy- rock n roll ecc ecc ). Ma torniamo alla prima lezione dove mi sono soffermato sul fatto che questo modo di ballare esprime allegria ed entusiasmo, voglia di vivere e stare insieme, quindi non serviva preoccuparsi troppo dei passi e/o dell’errore, ma la cosa più importante per noi è stata quella di far passare questo concetto. Devo dire che i ragazzi si sono trovati subito bene e che hanno preso in pieno l’idea che avevo in mente e che quel giorno ho cercato di spiegare, già perchè ero da solo , ma la volta successiva mia moglie è venuta con me ed è rimasta subito contagiata dalla simpatia e dall’accoglienza dei ragazzi che da subito hanno dimostrato di impegnarsi


e divertirsi. Inoltre siamo stati felici di vedere come nostra figlia fosse entusiasta di quello che stava accadendo e che la sua idea stesse funzionando. Questo percorso ci ha portato a confrontarci anche tra di noi per capire quale fosse la maniera migliore per portarli a far bene senza sentirne la pressione soprattutto visto il poco tempo che avevamo a disposizione. Bello vedere come si sono interessati per preparare i costumi e come hanno aggiunto loro stessi dei suggerimenti funzionali e creativi per procedere con la preparazione. poi mi è tornato in mente un particolare di quando noi andavamo a lezione, e di come a volte ci annoiassimo se le lezioni erano troppo monotone e troppo lentamente si arrivava a realizzare una figura divertente anziché una complessa. Perciò ho deciso di cominciare a far vedere loro qualcosa che normalmente si propone dopo diversi mesi o anni di scuola di ballo ( qualche salto ecc ecc ), a quel punto ho visto accendersi degli sguardi che prima non avevo visto e le richieste di spiegazione, di confronto e di controllo se veniva ben fatto, insomma un’energia nuova che era pronta per dare subito molto. Mia moglie dal canto suo è riuscita a dare quel contributo di precisione e di doverosa meticolosità nel muovere passi e corpo in modo corretto, così da rendere il tutto davvero più bello. Nella scelta della musica pensavamo di usare una musica più lenta, ma anche qui i ragazzi si sono rivelati presto in grado di poter accelerare i loro passi e rendere la coreografia che abbiamo preparato più bella di quella che avevamo sperato.

Una cosa molto bella è stata anche provare a casa con Silvia, condividere con lei preoccupazione, ansia, gioia, divertimento e trascorrere del tempo insieme cercando di imparare qualcosa gli uni dagli altri, così come è stato con tutti i ragazzi. Vorrei concludere ringraziando per prima Silvia per l’dea che ha avuto e per averla voluta fortemente, poi mia moglie Nazzarena, perchè è con lei che so di poter affrontare tutte le nostre esperienze sempre con gioia e giusto impegno, la scuola Chesterton che ci ha dato l’opportunità di frequentare questa, seppur breve, meravigliosa avventura e poter condividere una nostra passione con i veri protagonisti di questa storia: I Ballerini . Si vogliamo ringraziarli tutti, perché ci hanno regalato sorrisi, sguardi, domande, richieste, risposte, risate, pensieri, soluzioni, idee e momenti che terremo sempre nel cuore, oltre ad un’esibizione che ci è piaciuta tantissimo.bravi. Grazie di cuore a : Silvia, Davide, Riccardo, Rachele, Leo, Anna, Raffaele, Elisa, Antonio, Benedetta, Francesca, Franziska, Alessandro, Francesco, Silly, Nicola e Maria Chiara e Kevin per la supervisione Sperando di portarvi tutti a ballare e trascorrere una bella serata swing accompagnati da una magnifica big band che ci riporti ad assaporare suoni ed atmosfere di molti anni fa, ma mai sopite come abbiamo visto già tutti insieme. Piero Michelangeli


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