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Bollettino Informativo e Culturale on-line della Scuola Italiana “Eugenio Montale” N° 06 – Dicembre 2015

Percorrendo nuovi sentieri Ainda nesta edição: Reflexões sobre a convivência na escola


Sumário

Editorial

Editorial...................................................................................... 2 Palavra da Escola – Auguri del Presidente................................. 4 Pedagogicamente Falando – Mai senza l’altro.......................... 5 Palavra da Escola – Grazie Giacomo.......................................... 6 Palavra da Escola – Convivência e Conflito............................... 10 Palavra da Escola – L’Esame di Stato......................................... 12 Acontece – Mens sana in corpore sano!................................... 14 Acontece – Duas histórias de sucesso esportivo!...................... 18 Acontece – Settimana della Lingua Italiana nel mondo............ 20 Acontece – Giornata dell’Anno dell’Italia in America Latina...... 22 Acontece – Incontro con il Prof. Renzo Bragantini..................... 23 Acontece – Território do Brincar................................................ 24 Parêntesis – Ao contrário, as cem existem................................ 26 Nossa gente – Paulo Silva.......................................................... 28 Da sala de aula – In gita al Petar................................................ 30 Da sala de aula – Mostra del Sapere......................................... 32 Pedagogicamente Falando – O fenômeno do Bullying............. 34 Você sabia que – Dove sono i nostri ex alunni?........................ 38 Parêntesis – Enem 2015............................................................ 41 Pedagogicamente Falando – Cultivar os relacionamentos....... 42 Parêntesis – Aprenda a dizer não!............................................. 44 Meninos de Ouro – Uno sforzo che vale la pena...................…. 46 Meninos de Ouro – Nel cuore della splendida Toscana!.......…. 48 Você sabia que – Crescere! Cosa vogliono gli adolescenti........ 50 Mural dos pais – Da grande sarò... ........................................... 51 Mural dos pais – Ele foi um aluno da Montale!........................ 52 Mural dos pais – O jardim e nós................................................ 53 Parêntesis – Revitalização da área externa da biblioteca.......... 54 Mural dos pais – Do Brasil para a Itália..................................... 56 Mural dos pais – Educare alla Verità e alla Bontà..................... 58 Sorria .................................………….……….…….....…..……………..…. 60 A última palavra – Ai Giovani................................……………..….. 62

Bollettino informativo e culturale On-line della Scuola Italiana “Eugenio Montale” N. 06 – Dicembre 2015

Direzione: Victor Vallerini Revisione dell’italiano: Victor Vallerini Revisione del portoghese: Fabiana Infante Composizione grafica: Fabiana Infante Contatti: victor@montale.com.br / fabiana.infante@montale.com.br 2 IL GIRASOLE ON-LINE NOVEMBRE 2015

Cari Lettori,

Eccoci all’ultimo numero di quest’anno! Vogliamo ringraziare tutti coloro che ci hanno aiutato con le loro proposte, suggerimenti e articoli. Grazie a tutti voi per la simpatia e l’affetto dimostrati alla nostra rivista. Un anno si chiude, ma per alcuni dei nostri alunni si aprono porte nuove, si prospettano nuovi sentieri per il loro futuro. In questo numero vorremmo riflettere su due temi molto importanti: gestire le relazioni a scuola e la scelta del proprio percorso universitario. Vorrei introdurre soltanto il secondo dei suddetti temi. I nostri alunni, alla fine del Liceo, si sentono di fronte ad un bivio. Una delle scelte più significative della loro vita è proprio quella dell’università, perché porta con sé l’idea di qualcosa di definitivo, unito alla preoccupazione di sbagliare e non poter tornare indietro. La prima domanda che si pongono è: cosa mi piace? Ciò è molto importante, poiché se stanno definendo il loro futuro devono avere le idee chiare prima di tutto sui loro gusti, su cosa apprezzano e su ciò che amano fare.


La scuola, invece, li aiuta a pensare alle proprie capacità, a cos’hanno imparato, ma soprattutto a quali sono le loro qualità personali e a riconoscere i propri talenti. Ogni caratteristica che un ragazzo possiede può essere una risorsa utile per la sua vita professionale, quindi è necessario che sappia individuare i suoi punti di forza e rifletta a quale campo si adatterebbe meglio. In questa scelta gli alunni non sono mai soli, ma sono coinvolte altre persone. Infatti, esperienze, punti di vista e consigli di altri professionisti sono sempre molto utili e importanti, danno una visione più completa. Alla fine non resta che il coraggio e la buona volontà, poiché ognuno di noi costruisce il proprio futuro con competenza e passione costanti. Buona lettura!

Percorrendo nuovi sentieri ... di libertà!

di Victor Vallerini

3 IL GIRASOLE ON-LINE NOVEMBRE 2015


Copa doda mundo Palavra Escola

Auguri del Presidente

di Giuseppe d’Anna Cari genitori, alunni, docenti e personale amministrativo, a conclusione del presente anno scolastico, vi saluto e ringrazio per la collaborazione e l’impegno proferiti durante questi mesi nella Scuola Eugenio Montale. A tutti voi va il mio apprezzamento e la mia stima per l’attività svolta e per il vostro contributo alla formazione, oggi, di alunni consapevoli e, domani, di cittadini all'altezza dei compiti che li attendono. Grazie anche a tutti coloro che hanno collaborato strettamente con me ed hanno favorito il diffondersi di un comune senso di appartenenza a questa scuola. Rivolgo un pensiero particolare ai ragazzi della IV liceo che quest'anno concluderanno il loro ciclo di studi alla Montale. Cari ragazzi, da domani ognuno di voi seguirà la propria strada. Siate pronti, con curiosità, al grande viaggio che la vita vi riserva. Vi auguro un futuro radioso, ricco di successi e

Il Presidente Giuseppe d’Anna con l’Ambasciatore Raffaele Trombetta

soddisfazioni! Desidero incoraggiarvi ad affrontare con determinazione tutte le sfide che la vita vi porrà; non arrendetevi mai, andate avanti con forza e coraggio! C’è sempre un modo per superare le difficoltà! Ricordatevi della Scuola Eugenio Montale! Venite a trovarci! Quest'anno abbiamo vissuto, e stiamo ancora vivendo, una situazione sociale, politica ed economica abbastanza allarmante non solo in Brasile ma nel mondo intero. Siamo convinti che la crisi possa essere superata, specialmente se riusciremo, tutti insieme, a condividere, con passione e

4 IL GIRASOLE ON-LINE NOVEMBRE 2015

responsabilità, un processo di sensibilizzazione culturale che metta al centro l’educazione, quindi la Scuola. Siamo consapevoli che vi siano problemi e sfide da superare, ma dobbiamo saper prendere in mano, con coraggio, le redini della situazione e agire. La scuola prepara i ragazzi affinché possano dare un contributo positivo anche in questo senso, visto che una società migliore si costruisce con uomini migliori! A tutti l’augurio di un felice e sereno periodo di vacanza. Buone Feste!


Pedagogicamente Copa do mundo

Mai senza l’altro

Mi è stato chiesto di parlare di sogni e di relazioni. A prima vista sembrano argomenti distanti, ma poi, se li si guarda con un po’ più di attenzione, magari facendo memoria della nostra personale esperienza, ci si rende conto che così eterogeni non sono, anzi, che sono strettamente legati, che vanno sempre insieme, condizionandosi a vicenda. In effetti, al di là dei sogni personali, che ciascuno giustamente coltiva, c’è dell’altro, o meglio, c’è qualcosa che rende possibile sognare in un modo giusto, fruttuoso, durevole. Qualcosa che l’educazione, la buona educazione, dovrebbe aiutarci a intuire, a gustare fin dall’inizio della nostra avventura umana. Se, infatti, ci fosse chiesto di individuare il “filo rosso” che attraversa la nostra vita e che, passando da una stagione all’altra, la tiene “insieme”, permettendoci di affrontare tutte le tempeste, superare tutte le sconfitte, stimolandoci a riprendere il largo, non potremmo che rispondere: è la relazione. Cioè, quel modo di guardarsi, di ascoltare, di stare insieme in cui ciascuno si offre accogliendo.

Mi ricordo d’un passaggio dell’autobiografia dello scrittore inglese Clive Staples Lewis, quello delle Cronache di Narnia, per intenderci: «In un certo senso – scrive -, Arthur e Barfield rappresentano il Primo e il Secondo Amico di ogni uomo. Il primo è l’alter ego, l’uomo che vi rivela per primo che non siete soli al mondo dimostrando (oltre ogni aspettativa) di condividere tutte le vostre segrete delizie. Nulla vi impedisce di divenire amici; voi e lui vi assomigliate come due gocce d’acqua su un vetro. Ma il secondo amico è l’uomo che vi contraddice in tutto. Egli non è tanto l’alter ego quanto l’anti ego. Naturalmente, condivide i vostri interessi; altrimenti non vi sarebbe affatto amico. Ma li accosta da una diversa angolatura. Ha letto tutti i libri giusti ma ne ha tratto le conclusioni sbagliate. È come se

*Missionario del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere) a San Paolo

parlasse la vostra stessa lingua, ma pronunciandola male. Come può essere così perfetto eppure, invariabilmente, così imperfetto? Egli è affascinante (e irritante) come una donna. Quando decidete di correggerne le eresie, scoprite che ha deciso prima di voi di correggere le vostre! [...]. In realtà [...] l’uno modifica il pensiero dell'altro; e da questa continua rissa emergono una comunità di vedute e un profondo affetto» (Sorpreso dalla gioa). Credo che i sogni abbiano bisogno di buone compagnie per trasformarsi in vere ricchezze. Da soli, non si sogna. Si vaneggia. È solo camminando insieme che ciascuno si scopre parte integrande di una comune Avventura.

Padre Massimo Casaro

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di Padre Massimo Casaro*


Copa doda mundo Palavra Escola

Grazie Giacomo

Da dicembre il nostro coordinatore, prof. Giacomo Cenci, tornerà in Italia con la famiglia. Vogliamo ringraziare Giacomo, per gli anni dedicati con amore, pazienza e serietà al progetto educativo della Montale. Avere Giacomo tra noi è stato un onore e un’opportunità per apprendere, con il suo esempio, molte virtù importanti della vita, tra queste: l’onestà, l’amicizia, l’intelligenza, la responsabilità e la pazienza. Auguriamo a Giacomo e alla sua famiglia di percorrere nuovi sentieri di vita con la stessa gioia e fiducia anche in Italia. Ti porteremo sempre nei nostri cuori! In bocca al lupo! Victor Vallerini

Cosa dire su Giacomo Cenci? Arbitro, giocatore, un tifoso fanatico; educatore, professore, coordinatore; padre, compagno, amico. Fiducioso negli alunni e nel loro potenziale. Di carattere umile e servile, che ci ha sempre aperto la porta e il cuore nelle più diverse situazioni. Amante delle belle parole e maestro dei bei discorsi. Colui che ci ha insegnato più di italiano, geografia, storia, religione; ci ha insegnato a pensare e a vivere, a dare il meglio di noi nonostante le condizioni. Che ci ha fatto capire che l’obbedienza non è una virtù. Colui che ci ha aiutato anche con i più piccoli problemi, e non ci ha mai negato qualche minuto di chiacchera. Con una disposizione unica e un amore incontestabile per aiutare gli altri. Professore di storia che nel leggere i libri ci faceva sentire parte di essa. Professore di religione che ci ha fatto guardare l’umanità con altri occhi. Guida in Italia, un viaggio che ci è rimasto impresso nel cuore. Colui che ha aiutato gli alunni a integrarsi tra di loro, anche se forse non fosse di proposito; che ci ha aiutato a scoprire gli altri e noi stessi. Furono anni di tristezze, conflitti, rimproveri, ma anche anni di gioia, accordi e lodi. È davvero un professore senza precedenti, la forma come ci tiene è unica; ci fa sentire come una famiglia e ci tratta come i suoi figli, e più che altro, amici. Volevamo dire grazie per la sua integrità e la sua sincerità. Speriamo che trovi il suo camino come ci ha aiutato a trovare una parte dei nostri. Alunni del Liceo

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Ricordiamo ancora la frase detta nel colloquio di lavoro che ci ha colpito tanto e che ci fa fatto vedere che chi avevamo davanti era una persona sensibile “dall’orecchio acerbo”! Una persona che non solo sapeva ascoltare ma che con il suo essere sensibile e ponderato è diventato il faro non solo dei ragazzi, ma di molti di noi. È stato scritto tanto che abbiamo deciso di mostrare tutto quello che vorremmo dire e che sentiamo in un altro linguaggio. Abbiamo scelto questa immagine che per noi rappresenta il mare di sensazioni che proviamo. Sono tante, colorate, in bianco e nero, dritte, storte e magiche che nell’ interazione e unione formano il bello, inteso come complicità, tranquillità, creazione, vita!

Xx

Beatriz Milhazes

Questa sarebbe l’immagine che per noi rappresenta quello che abbiamo vissuto e costruito insieme: un meraviglioso complesso di forme e colori unico! Nella tua vita arriveranno nuove forme e colori ... In bocca al lupo! Silvia Adrião e Paola Capraro

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GRAZIE! Carissimi amici, è davvero molto difficile per me in questo momento scrivere qualche parola di commiato. Mi scorrono nella mente i volti delle persone che hanno fatto parte della mia vita in questi sei anni di Montale e mi sorge spontanea una sola ed unica parola: GRAZIE.

Grazie a tutti voi per avermi permesso di incontrare me stesso, di sentirmi al posto giusto nell’ingranaggio complesso e variegato dell’Umanità. Per Platone la felicità consiste proprio nel trovare il proprio posto nella società ed è questo che sento di avere trovato alla Montale. Ho avuto la fortuna di avere un’esistenza ricca di esperienze intense e arricchenti, di cui sono immensamente grato, ma è qui, in mezzo a voi, che mi sono sentito pienamente al mio posto. Nel corso della mia vita mi ha sempre guidato e continua a guidarmi la voglia di relazionarmi con gli altri e la scuola è senza dubbio il luogo della relazione. Un concetto, questo, che va al di là del semplice incontro, perché implica l’idea del confronto, di un rapporto che non può mai essere univoco, ma sempre e comunque reciproco e, quindi, trasformatore. Ecco, essere alla Montale ha significato vivere ogni giorno una relazione intensa con tutti i componenti di questa bella e variopinta comunità, da cui sento di uscire molto più ricco di quando sono entrato. Tra queste mura ho imparato tanto, perché ho trovato persone che tanto mi hanno insegnato: ad aprire la mente, a mettermi in ascolto dell’altro, a spogliarmi delle mie certezze, a credere sempre e comunque nelle capacità di chi mi sta davanti. In una parola: ad amare.

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Grazie, quindi, a tutti voi, cari amici. Grazie al Comitato Gestore, che mi ha dato l’opportunità di misurarmi con la responsabilità della coordinazione; grazie a Paola e a Silvia, splendide compagne di viaggio, per la fiducia che mi hanno sempre dimostrato e la passione e la competenza di cui mi hanno fatto dono; grazie a Lorenzo e a tutti i colleghi, per l’amicizia, la condivisione e il costante confronto di cui mi sono alimentato in questi anni; grazie a tutto il personale della scuola, per la dedizione e la gentilezza con cui, ognuno nel proprio ruolo, rende quest’ambiente armonioso ed efficiente; grazie alle famiglie, per il dialogo franco e aperto con col quale mi hanno aiutato a rivedermi e a crescere; e grazie soprattutto agli alunni, per la spontaneità, la voglia di vivere, la profondità, la capacità critica, la voglia di cambiare il mondo con cui mi hanno provocato, messo alla prova e contagiato. Loro hanno rappresentato il senso di tutto ciò che ho cercato di fare e sento di poter dire che mi hanno dato molto di più di quanto io possa aver dato in cambio. Quando si riesce a far capire e sentire ai ragazzi che si crede in loro, ti danno tutto, senza riserve e senza calcoli, e questa è la loro bellezza. Grazie, infine, a mia moglie Alessandra: la professione del docente è totalizzante, occupa molto spazio – notti e domeniche passate a preparare le lezioni, correggere compiti, elaborare progetti, ecc... – e lei mi ha sempre appoggiato dimostrando grande pazienza e comprensione. Le nostre strade per il momento si dividono, ma solo fisicamente, perché continuiamo a rimanere uniti da un unico ideale: la costruzione di una società più solidale, libera e giusta. Continuiamo a camminare insieme, senza smettere mai di crederci! Con affetto, Giacomo

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Copa doda mundo Palavra Escola

Convivência e conflito: os desafios

Não é de hoje que as escolas e todos os envolvidos em educação andam discutindo o bullying e suas consequências. Porém, é de fundamental importância entender que discutir e trabalhar com este tema é algo muito maior do que parece. Para abordarmos o tema é preciso, antes de mais nada, entender o ser humano e sua natureza. Somos seres sociais. Vivemos em grupo, em sociedade e, por vivermos e convivermos, enfrentamos diariamente conflitos. Os conflitos são naturais na relação humana, são importantes e levam ao crescimento. O trato que é dado ao conflito é que fará a grande diferença. É preciso transformar as situações conflituosas em situações formativas, em que todos os envolvidos aprendam e se tornem cada vez mais preparados para lidar com novos conflitos. A ferramenta principal que utilizamos para lidar com eles é o diálogo.

Resolver uma situação através do diálogo, da conversa, ouvindo e respeitando a opinião do outro, é, sem dúvida alguma, uma forma mais sofisticada de resolução, denota uma elaboração intelectual superior, diferente daquela situação em que resolvemos os conflitos na base da violência, oral ou física. Mas este processo de elevação, de sofisticação e de amadurecimento, é lento, árduo e exige paciência, persistência e coerência. Potencializa-se na escola, mas não é obrigação somente dela. Inicia-se na escola da infância e vai além dos muros da universidade. É conteúdo e objetivo. É eixo pedagógico horizontal e vertical. Está presente em todos os momentos de nossa rotina. Ganha forma na escola da infância com as rodas de conversa, onde acordamos as atividades, aprendemos a esperar a vez, compartilhar brinquedos e ouvir um colega.

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Passa pela escola primária nas assembleias de classe, onde discutimos os problemas do grupo, buscando alternativas para melhor conviver. Está presente em cada pedido de desculpas que um colega faz ao outro, como quem diz: reconheço que errei e te reconheço. Nos filmes e produções que assistimos e criamos com as crianças. Está presente nas escolhas literárias como os títulos: “A outra face” de Déborah Ellis, “Eu sou Malala” que fala da intolerância. O livro “Irmão negro” que trata da questão do preconceito e da inclusão. “A Face Oculta” que aborda do bullying e do cyberbullying de maneira direta e concreta, entre outros tantos lidos e discutidos na Scuola Secondaria di I grado. Nos projetos de médio também desenvolvidos este seguimento, como “Cultura de paz” promoveu o debate comportamentos diferentes dinâmicas.

prazo com o da que sobre com


s de uma educação humanizadora Nos documentários, reflexões e leituras realizadas com o Liceo sobre o “Dia da Memória”, por exemplo, que tratam de aceitação, de respeito, de humanização. Humanização esta que está presente nos projetos de voluntariado desenvolvidos também com o Liceo. Trabalhar para uma convivência melhor e para a diversidade é conteúdo também desenvolvido durante cada Olimpíada esportiva, momento do ano onde a integração e o “ver” o outro estão em evidência. Aceitando suas limitações e qualidades, dos pequenos aos grandes, todos juntos por um bem maior. Aceitar o outro, respeitar, superar o medo e o receio, é abordar uma projeto formativo que é muito mais que o bullying. É um compromisso social. Formar pessoas que sintam, que vejam e que sejam capazes de se colocar no lugar do outro. É educar para além da tolerância, para a empatia. “Me preocupo com o outro. Sinto pelo outro”.

Esse deveria ser um compromisso de toda a cidade, de uma nação que realmente pensa um mundo diferente. Implica num cuidado com nossos atos, pois nós, os adultos, estamos servindo, o tempo todo, de modelo para os jovens e crianças. É preciso se policiar na rua, no trânsito, é preciso permitir um contexto mais gentil para que nossas crianças acreditem nisso. Mas sabemos que não é fácil, o tempo todo, em todos os lugares, somos bombardeados por padrões e estereótipos que desconstroem o que a escola e as famílias, com cuidado tentam construir. Trabalhar com a aceitação é discutir e desconstruir estereótipos. É permitir que o diferente entre na vida de nossas crianças como um ganho, como um privilégio de aprender para além do homogêneo. Crianças expostas ao diferente, que convivem com pessoas diferentes, possuem um repertório mais abrangente, aprendem

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mais facilmente a lidar com o inesperado, estão mais prontas para o novo. Entendendo este complexo debate sobre diversidade, respeito e convivência, podemos entender também que é compromisso de todos resistir e lutar contra a violência, seja ela em forma de bullying ou não, em todos os âmbitos de nossa prática social.

de Silvia Adrião

“Formar pessoas que sintam, que vejam e que sejam capazes de se colocar no lugar do outro. É educar para além da tolerância, para a empatia.”


Copa doda mundo Palavra Escola

L’Esame di Stato: ecco come funziona la prima prova scritta è di Italiano e consiste nella scelta di una delle quattro tipologie proposte (Analisi di un testo; Stesura di un saggio breve o di un articolo di giornale; Tema di argomento storico; Tema di attualità).

candidato di utilizzare e integrare conoscenze relative alle materie dell’ultimo anno di studio. La prova consiste nella trattazione sintetica di argomenti, o nella risposta a quesiti singoli o multipli.

L’Esame di Stato, che si Agli scritti segue un svolge al termine del La seconda prova scritta è colloquio che tende ad secondo ciclo di istruzione, di Matematica e consiste accertare la padronanza è un traguardo nella risoluzione di uno dei della lingua, la capacità di As outras pessoas também ganham fondamentale delnova percorso dimensão. due problemi proposti e utilizzare le conoscenze scolastico dello studente ed nella risposta ad alcuni acquisite, di collegarle è finalizzato a valutare le quesiti. nell’argomentazione e di competenze acquisite dagli A differenza della prima e discutere e approfondire studenti al termine del della seconda prova scritta, sotto vari profili i diversi ciclo. il cui tema è stabilito dal argomenti. Ministero della Pubblica Per sostenere l’Esame di Istruzione, la terza prova Stato lo studente deve viene predisposta da ogni essere preventivamente singola Commissione. Gli ammesso con una decisione insegnanti interni – membri assunta dal consiglio di della Commissione d’Esame classe nello scrutinio finale – parteciperanno, insieme dell’ultima classe del con gli insegnanti esterni percorso di studi. (provenienti dall’Italia) exxxxxx.” con il Presidente della L’Esame si articola in tre Commissione alla prove scritte e in un costruzione della prova. colloquio. Nel caso specifico di scuola italiana paritaria La terza prova è a carattere all’Eugenio Montale, in pluridisciplinare ed è intesa quanto liceo scientifico, ad accertare le capacità del

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Roma, Palazzo del Ministero dell’Istruzione

Il colloquio si svolge su argomenti di interesse pluridisciplinare attinenti ai programmi e al lavoro didattico dell’ultimo anno di corso e si compone di tre parti: Presentazione di un argomento scelto dal candidato (è l’argomento oggetto della tesina, intorno al quale il candidato ha svolto una ricerca personale); Trattazione di argomenti proposti dalla comissione; Discussione e correzione

delle prove scritte. L’Esame di Stato è una prova complessa ed articolata ma anche il coronamento di un percorso di studio finalizzato al raggiungimento delle competenze necessarie per affrontarlo nel modo migliore.

Sitografia http://www.istruzione.it/esame_di_stato/ Bibliografia “Cento/100”, R.Castellaro, I.Zeppetella, G.Brandone, Edizioni il Capitiello, Torino, 2002. “Gli esami non finiscono mai”, Eduardo De Filippo, 1973. di Adriana Grasso

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Gli alunni che conseguono il diploma potranno entrare in tutte le Università italiane ed europee. Del resto, questo è soltanto il primo di una lunga serie di esami, come un giorno ha detto il commediografo Eduardo De Filippo: “Gli esami non finiscono mai”.


Copa do mundo Acontece

Mens sana in corpore sano! Olimpiadi alla Montale, aspettando Rio 2016

Ogni anno, come da tradizione, alla Montale ci sono le Olimpiadi interne. È chiaro che ad esse non vi partecipano dei professionisti, ma credo che il sentimento di ogni alunno sia lo stesso, poiché tutti vogliono vincere. È un momento molto speciale, tutti gli alunni lavorano insieme per ottenere il migliore dei risultati. Alcuni si sforzano fino all’estremo, anche con il rischio di procurarsi delle lesioni, altri invece non partecipano a nessuna attività. Alla fine, però, non importa chi sia il vincitore, dopotutto tutti si meritano la vittoria, per il lavoro e l’esempio dato durante la settimana “olimpica” a scuola. Luca Di Pilla, IV Liceo

L’Olimpiade a scuola è molto bella perché crea uno spirito di sportività e unione tra tutti gli alunni. Quest’anno c’è stata anche la partita tra ex alunni e professori ed ex alunni ed alunni dove i giocatori e “tifosi” si sono divertiti molto. È stato un bel momento di rincontro. Le partite hanno mischiato un grande spirito agonistico a una gran voglia di divertirsi. Edoardo Americo Parlato, IV Liceo

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Le Olimpiadi di quest’anno mi hanno visto nel ruolo di leader della mia squadra, ruolo che futuramente vorrei ricoprire in un’azienda e nella società in generale; inoltre questo evento ha avuto il merito di unire gli alunni e di creare nuove amicizie. La partita contro gli ex alunni è stata molto divertente, primo perché non c’era mai stato un evento di questo tipo a scuola e secondo perché abbiamo incontrato, dopo molto tempo, amici di vecchia data. Daniele Della Pietra, IV Liceo Para mim foi a experiência mais maravilhosa de toda minha vida! Maria, V Primaria


Le Olimpiadi della scuola sono l’unico evento dove sono gli alunni a fare tutto (con l’aiuto del prof. Philippe) e i più vecchi sono quelli che coordinano il tutto. Quest’anno è toccato a noi del IV liceo. Credo che, come coordinatori, l’evento sia stato fantastico. Abbiamo avuto la libertà, durante 3-4 giorni, di decidere da soli insieme ai nostri compagni più piccoli, ciò che avremmo fatto e come lo avremmo fatto. Le Olimpiadi non sono giorni di svago, ma giorni nei quali partecipiamo ad attività in gruppo, come un organismo solo, perlomeno è quello che proviamo a fare, rispettando il gruppo e i singoli partecipanti. Arturo Arnes Osuna, IV Liceo

La squadra di calcetto della Montale (Liceo)

As Olimpíadas foram difíceis, precisou de muito esforço e trabalho para conseguir ganhá-la e chegar em primeiro lugar. O meu time era o amarelo e na minha opinião, um time forte e corajoso, com boa atitude. A gente acabou com a vaga de terceiro lugar, mas quando a gente ganhou o futebol nos aplaudiram com muita força. Enfim, as Olimpíadas foram divertidas e legais. Bruno, V Primaria

Para mim, foi uma grande oportunidade para explorar a nossa capacidade de saber vencer e saber perder. Eu perdi, o vermelho perdeu... mas eu participei. Rebecca Lauretti, V Primaria

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L’importanza delle Olimpiadi sta nell’integrazione degl alunni a scuola e nel rapporto tra loro; le Olimpiadi sono un momento importante per conoscere altre persone con le quali nel quotidiano non si riesce a parlare. Noi alunni del IV Liceo abbiamo avuto un’esperienza diversa nell’organizzare i più piccoli e abbiamo dovuto agire in modo che potessimo dare loro l’esempio. Quest’anno ha vinto il colore verde, ma in verità tutti sono usciti dalle Olimpiadi a testa alta, vittoriosi, poiché ne è valsa davvero la pena! Luiz Frisoni, IV Liceo

Foi muito divertido, porque a gente jogou muitos esportes, fizemos o hino, a bandeira. Perdemos, mas o importante é participar e se divertir. Francesco Lupi, V Primaria

La squadra Verde... ricevendo la Coppa dei Campioni!

As Olimpíadas internas, mesmo que não pareça, são importantíssimas para os alunos. Não só pelo exercício e o bem estar físico em si, mas também para relaxar os alunos e dar uma variada na rotina de estudo. Mas, principalmente os jogos internos são importantes para a integração entre uma série e outra, fazendo com que as crianças expandam o seu círculo de amigos além dos limites da idade. A competitividade criada pelas Olimpíadas torna os alunos mais extrovertidos e mesmo que no final quem carregar o troféu sairá mais realizado, todas as equipes fizeram conquistas muito mais importantes do que uma medalha dourada. Arthur Pereira, IV Liceo

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Azione...

Le medaglie dei nosrtri atleti

Energia...

Amicizia...

Integrazione!

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Copa do mundo Acontece

Duas histórias de s Luiz e Raphael

“Minha experiência no jiu-jítsu começou quando eu era pequeno, com 5 ou 6 anos de idade, pois meu pai sempre esteve no ambiente do jiu-jítsu como faixa preta e isso me serviu de exemplo e inspiração para começar. No começo, como todo esporte, foi muito difícil e cansativo aprender todas aquelas posições e golpes, mas sempre tinha aquele entusiasmo de chegar a ser campeão mundial e deixar meu pai e minha família orgulhosos. Se desisti no meio do caminho? Sim, várias vezes pensei no assunto e até cheguei a parar. Passei por diversas equipes e tive fases bem conturbadas, mas graças a Deus continuei na luta. Até o ano passado estava treinando na equipe do meu pai onde ele dá aula, mas estava desanimado, não conseguindo ganhar nada e não tendo sucesso nas minhas lutas. Foi quando meu atual mestre me deu a oportunidade de me treinar e oferecendo uma vaga gratuita na sua equipe depois de um campeonato no começo deste ano. Depois de 4 meses, em junho deste ano comecei a treinar com ele e fui colocar a cara para bater no maior campeonato de jiujítsu: o mundial! Com dois meses de treino cheguei até a final do mundial ficando em segundo lugar em todo mundo. No mês seguinte fui para o sul-americano segurar meu lugar no ranking como vice-campeão mundial e agora treinando todos os dias, isolado com meu mestre, o resultado foi aquele de me tornar campeão sul-americano. Duas semanas depois fui campeão do estado de São Paulo e mês passado consegui chegar no meu objetivo sendo eleito entre todos os atletas de jiu-jítsu o melhor do estado de São Paulo pela assembleia legislativa de São Paulo e a confederação brasileira de jiu-jítsu. Hoje estou treinando todo dia sempre com o mesmo foco para defender meu título no intercontinental na Argentina e estou muito feliz com meus resultados.”

Luiz com seu Mestre de JiuJítsu

...campeão!

... recebendo a medalha de ouro

Luiz Henrique Frisoni

Se desisti no meio do caminho? Sim, várias vezes pensei no assunto e até cheguei a parar.” 18

IL GIRASOLE ON-LINE NOVEMBRE 2015

... durante uma competição


sucesso esportivo! Quando você começou a fazer hipismo? Comecei a montar desde os meus primeiros 04 anos de vida, porém o início do hipismo como esporte competitivo remonta a mais ou menos 04 anos. Quem te inspirou na escolha deste esporte? Meu pai e meu avô sempre montaram e eu segui o exemplo deles. Me lembro que quando tinha 08 anos eu ia para Ibiuna com meu avô durante os fins de semana e ali ele me convidava a fazer passeios a cavalo. Mas, os treinos de hipismo começaram somente no Clube Hípico de Santo Amaro. Quando ocorreu a tua primeira competição? Foi em 2011 no Clube Hípico de Santo Amaro. Naquela época era muito pequeno e competia com muitos garotos e garotas bem mais velhos do que eu. Bom, me sai bem! Aquela primeira experiência serviu para treinar mais e competir novamente. Gostei daquele clima de competição e me propus a continuar me esforçando. Qual foi a tua última competição? Aconteceu em São Paulo. Cheguei em primeiro lugar no “Festival BH (Brasileiro de Hipismo) - Copa das Nações”. Tive uma grande satisfação também em Curitiba (PR) no meio de agosto deste ano. Foi uma competição Nacional de Jovens Cavaleiros. Este evento recolheu em alguns dias de competição mais de 80 cavaleiros de várias idades, vindos do Brasil inteiro. Cheguei em 4° lugar na classificação geral! Fiquei muito feliz! Quero continuar treinando, pois sei que posso melhorar muito ainda e meu desejo é me superar e me surpreender cada vez mais. Em quem você se inspirou para prosseguir neste esporte? O meu maior inspirador e exemplo atualmente é meu professor de hipismo: José Roberto Reynoso Fernandes Filho. Com ele aprendi muitos valores importantes não só ligados ao hipismo em si, mas também à vida! O Hipismo é um esporte de muita superação. A cada dia se deve dar um pouco mais. Quando se faz bem no hipismo significa que entre cavaleiro e cavalo houve uma sincronia, um feeling que vai além do esperado!

Raphael Montesano Mari

Raphael com seu cavalo, durante uma competição

Primeiro lugar no Festival BH (Brasileiro de Hipismo) “Copa das Nações”

O Hipismo é um esporte de muita superação... Quando se faz bem no hipismo significa que entre cavaleiro e cavalo houve uma sincronia, um feeling que vai além do esperado!” 19

IL GIRASOLE ON-LINE NOVEMBRE 2015


Copa do mundo Acontece

Settimana della Lingua Italia La lingua è la più preziosa forma di comunicazione di ogni gruppo umano socialmente organizzato. La musica rafforza la funzione linguistica in quanto conferisce maggiore espressività al parlato. Associate, lingua e musica, costituiscono mezzi di affermazione della collettività, conferendo identità a una comunità di parlanti. Dalla ninnananna ai versi dei suoi più grandi poeti, ogni lingua accoglie, forma, sostiene e, infine, custodisce la memoria dei suoi figli nativi. Da quindici anni la terza settimana del mese di ottobre è dedicata

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alla lingua italiana nel mondo. L’edizione 2015 ha eletto la musica a punto di osservazione di quella fonte viva di sentimenti e azioni, che fonde e identifica una cultura multisfaccettata, caratterizzata dalle più variegate forme regionali di espressione, quale è la nostra amata lingua italiana. In realtà lingua e musica italiane spaziano, unite e prive di timidezza, dagli inni che lodano città, paesi e contrade nei più vari tipi di giostre e tornei, a base di riferimento del canto lirico universale, senza dimenticare la forma di manifesto politico o di pura poesia che prendono nella


ana nel mondo - XV edizione voce dei rinomati cantautori contemporanei. Inutile provare a separarle. Insieme danno forma ai sentimenti dei cittadini, innalzano ideologie, educano, informano e nutrono lo spirito con versi e note genialmente combinati. Italiano della musica, musica dell’Italiano. Durante l’evento, l’italiano è stato celebrato ai quattro angoli del mondo come idioma reso nobile non solo dai grandi scrittori ma anche dai geni della musica classica e dagli eccezionali talenti della musica dei nostri giorni.

Tuttavia le lingue e le loro musiche faticano a sopravvivere in una società globalizzata, implacabile e specialmente escludente. Il nostro è ormai un mondo che non serba molto spazio per le differenze, anzi, condanna qualsiasi forma di regionalismo e chiama all’uniformità. Chissà allora se non sarà proprio la musica l’angelo custode che preserverà con cura la sopravvivenza di ogni forma originale di espressione, permettendoci di godere ancora di tutte quelle sottigliezze che ogni lingua gelosamente e teneramente salvaguarda nel proprio seno.

“Insieme danno forma ai sentimenti dei cittadini, innalzano ideologie, educano, informano e nutrono lo spirito con versi e note genialmente combinati.”

di Marcilio Vieira

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Giornata dell’Anno dell’Italia in America Latina

Copa do mundo Acontece

Il progetto “Giornata dell’Anno dell’Italia in America Latina punta a integrare e valorizzare la presenza italiana in Sudamerica e ad aprire più ampie prospettive per il futuro delle relazioni tra di loro. In questa serie di eventi sono presentati molti argomenti attuali come l’arte, il design, l’educazione, il cinema, la musica, la letteratura, l’industria, il settore agroalimentare, l’energia, la sostenibilità, l’innovazione tecnologica, il turismo, ecc.

appunto è uno dei Paese con piú discendenti italiani al mondo, con circa 30 milioni di italo-discendenti, che corrispondo a 15% della popolazione brasiliana. Il 60% della popolazione in Argentina, ed esempio, è di origine italiana. Oggi, a San Paolo, possiamo notare come la cultura Italiana si è diffusa: nella gastronomia, nella musica, nell’arte e nell’architettura in generale.

Tra i vari eventi realizzati, c’è stata anche la visita degli alunni della Seconda, Terza e Quarta Liceo della Montale e del Collegio Pietra, all’Istituto Italiano di Cultura in Higienópolis a San Paolo. Lí, abbiamo avuto l’opportunità di conoscere un po’ di più del progetto e abbiamo fatto una piccola visita all’Istituto. Abbiamo parlato dell’Imigrazione Italiana in Brasile, che

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di Gianluca Allodi


Copa do mundo Acontece

Incontro con il Prof. Renzo Bragantini

A settembre abbiamo avuto il piacere di ricevere a scuola, per un incontro con gli alunni delle classi I, II e III della Sc. Sec. di II Grado, il Prof. Renzo Bragantini, titolare della cattedra di Letteratura Classica dell’Università “La Sapienza” di Roma, invitato dal Dipartimento di Lingua e Letteratura Italiana della Facoltà di Filosofia e Lettere (FFLCH) dell’Università di San Paolo (USP).

Il professore ha svolto una lezione sui tre grandi autori della Letteratura Italiana: Dante, Petrarca e Boccaccio. Sfortunatamente il professore, per motivi di tempo, non ha potuto dirci molto su Boccaccio, tuttavia per gli altri autori ha avuto tempo di spiegarli alla lettera e di chiarire molti dei dubbi degli alunni.

di Niccolò Zunino e Leonardo Zimei

Dante Alighieri Giovanni Boccaccio e Francesco Petrarca

“A l’alta fantasia qui mancò possa; ma già volgeva il mio disio e ’l velle, sì come rota ch’igualmente è mossa l’amor che move il sole e l’altre stelle” Dante, Paradiso XXXIII, 145

“I libri ci offrono un godimento molto profondo, ci parlano, ci danno consigli e ci si congiungono, vorrei dire, di una loro viva e penetrante familiarità.” Petrarca, dalle Epistole

“Vien dunque, Amor, cagion d'ogni mio bene, d'ogni speranza e d'ogni lieto effetto; cantiamo insieme un poco, non de' sospir né delle amare pene ch'or più dolce mi fanno il tuo diletto, ma sol del chiaro foco, nel quale ardendo in festa vivo e 'n gioco, te adorando come un mio idio.” Boccaccio, Decameron 23 IL GIRASOLE ON-LINE NOVEMBRE 2015

Prof. Renzo Bragantini


Copa do mundo Acontece

BRINQUEDO PA

OU BRINCAR DE O que seria mais importante: o brinquedo ou o brincar? Para Renata Meirelles, pesquisadora e documentarista do filme Território do Brincar, “O brincar é o aqui e o agora, é quando você está sendo você na sua essência”. No documentário transmitido na Montale no mês de setembro, Renata mostra a diversidade e, ao mesmo tempo, a unidade das brincadeiras infantis. As crianças de diferentes regiões do Brasil, de diferentes classes sociais e culturas são, em sua essência, imensamente criativas e fazem do brincar a expressão máxima e necessária de suas vidas. É na brincadeira que a criança imita e desenvolve suas habilidades de interação

com o mundo. Brincar está sendo reconhecido cientificamente e cada vez mais, acadêmicos e agentes públicos têm começado a valorizar as brincadeiras como processo fundamental para o desenvolvimento integral e saudável das crianças. Que o brinquedo é importante; sim, ele é. Seja ele uma boneca falante ou um carrinho de controle remoto, seja ele uma tampinha de garrafa ou um fio de lã. Acredito, no entanto, que mais importante ainda é o ato, o espaço e o tempo que cada ser, seja criança ou adulto, tenha a chance de brincar, por toda a sua vida. Voltando às palavras de Renata: “O brincar é o aqui e o agora, é quando você está sendo você na sua essência”.

de Cintia Buck

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ARA BRINCAR

E BRINQUEDO?

Brincar está sendo reconhecido cientificamente e cada vez mais, acadêmicos e agentes públicos têm começado a valorizar as brincadeiras como processo fundamental para o desenvolvimento integral e saudável das crianças.”

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Copa do mundo Parêntesis

Desde muito cedo, a leitura de histórias fantásticas ocupa um lugar especial em minha vida. Na infância sempre gostava de ouvir e ler histórias que me reportassem ao mundo irreal, da imaginação e da fantasia. Gostava de inventar histórias e personificar objetos, transformando-os em seres animados e irreverentes. A relação de reconhecimento e intimidade com a leitura literária produziu em mim o desejo de trabalhar com o texto literário em sala de aula, na Escola Eugenio Montale. Neste espaço, vivenciei um processo de reflexão a partir de minha experiência em contato com os alunos. Descobri, a partir do meu envolvimento como professorapesquisadora de língua italiana que para a aprendizagem de uma Língua Estrangeira a narrativa fantástica é oportuna, como ferramenta facilitadora da compreensão, uma vez que as crianças já apresentam familiaridade com essa estrutura textual. Ouvindo-a ou lendo-a numa língua estrangeira, particularmente, em se tratando de uma língua latina, como o italiano, não é difícil para crianças brasileiras acompanharem o desenvolvimento da narração em Língua Estrangeira, sentindo-se mais seguras no processo de aprendizagem. Acrescento, ainda, que a leitura fantástica enriquece o vocabulário e libera a expressão verbal, por tratar de temas fantásticos, os quais despertam a criatividade, seduzem e encantam.

Ao contrário, a Ouvir e ler histórias é entrar em um mundo encantador, cheio ou não de mistérios e surpresas, mas sempre muito interessante, curioso, que diverte e ensina. É na relação lúdica e prazerosa da criança com a obra literária que temos a possibilidade de formarmos o leitor. É na exploração da fantasia e da imaginação que se instiga a criatividade e se fortalece a interação entre o texto e o leitor. Na interação da criança com a obra literária mobiliza-se a riqueza dos aspectos formativos nela apresentados de maneira fantástica e simbólica. A criança que desde muito cedo entra em contato com a obra literária adquirirá uma compreensão maior de si e do outro porque terá a oportunidade de desenvolver seu potencial criativo e ampliar os horizontes da cultura e do conhecimento, percebendo o mundo e a realidade que a cerca. Por meio da fantasia, a criança consegue perceber-se no mundo, preparar-se para novas experiências, muitas vezes fornecidas pelo próprio livro, fugir às pressões familiares e do cotidiano e realizar-se no sonho, sendo que o texto literário, assim como o brinquedo e o jogo, possui a capacidade de penetrar no mundo íntimo do leitor. A escolha de narrativas fantásticas ou, de acordo com a tradução brasileira, de “fábulas” de Rodari, para o ensino/aprendizagem da língua italiana para os alunos da

Lendo se aprende!

de Stefania Ciambelli

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as cem existem Escola Eugenio Montale, se justifica por se tratar de textos em que o aprendiz terá a oportunidade de experimentar uma nova linguagem, liberar sua criatividade e imaginação, ampliar suas referências; e, também, por eles oferecerem estruturas narrativas já conhecidas pelas crianças.

Dessa forma, acreditamos que a leitura e o ato de narrar histórias são atividades agradáveis para as crianças, já que estimulam sua sensibilidade, explorando as potencialidades da língua por meio de combinações fantásticas e da escrita lúdica.

A criança é feita de cem. A criança tem cem mãos cem pensamentos cem modos de pensar de jogar e de falar. Cem sempre cem modos de escutar as maravilhas de amar. Cem alegrias para cantar e compreender. Cem mundos para descobrir. Cem mundos para inventar. Cem mundos para sonhar. A criança tem cem linguagens (e depois cem cem, cem) mas roubaram-lhe noventa e nove. A escola e a cultura lhe separam a cabeça do corpo. Dizem-lhe: de pensar com as mãos de fazer sem a cabeça de escutar e de não falar de compreender sem alegrias de amar e maravilhar-se só na Páscoa e no Natal. Dizem-lhe: de descobrir o mundo que já existe e de cem roubaram-lhe noventa e nove. Dizem-lhe: que o jogo e o trabalho a realidade e a fantasia a ciência e a imaginação o céu e a terra a razão e o sonho são coisas que não estão juntas. Dizem-lhe: que as cem não existem. A criança diz: ao contrário, as cem existem.” Loris Malaguzzi

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Copa do gente mundo Nossa

O poder mágico de lapidar! de Paulo Silva

“Agradecemos o amigo Paulo pelo carinho e pela paciência que tem com cada aluno e cada professor da Montale. A disponibilidade e a competência do Paulo são exemplares e todos nós apreciamos muito o trabalho dele. Desejamos ao Paulo todo o bem que seu coração possa almejar e que continue sendo uma referência de humildade e profissionalismo como sempre foi em todos estes anos. Grazie Paulo!” Meu nome é Paulo Tadeu da Silva, formado em administração de Redes de Computadores, Gerenciamento de Marketing e Técnico em Contabilidade.

Trabalho desde meus 14 anos sendo 15 na área de informática. Na Escola Eugenio Montale trabalho há 05 anos com a função de Administrador de Redes, tenho a responsabilidade de manter toda a rede de computadores da escola em ordem e funcionando, também ajudo na exibição de filmes, montagem da aparelhagem de som e microfones. Sou casado há 20 anos, tenho uma filha de 16 anos e também tenho um cachorro e um gato que fazem parte da família. Antes de trabalhar com informática tive uma loja de materiais para construção, trabalhei na empresa Bicicletas Monark na contabilidade, fotografia na escola infantil “Primeiro de Maio”,

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representante de vendas de remédios para farmácia, bancário no Banco Sudameris, officeboy e auxiliar de escritório em uma confecção de roupas. Ufa! Conheci a Escola através da empresa de consultoria de informática “ITCR”, que nos presta serviços até hoje. O que mais me encantou na Escola foi o carinho e amizade que as pessoas têm umas com as outras criando um ambiente familiar e agradável de alunos, funcionários e pais de alunos. Minha filha também estuda aqui e considera a escola como uma extensão de sua casa. Não é a toa que algumas pessoas têm mais de 20 anos trabalhando na Eugenio Montale. É um ambiente acolhedor e você nem percebe o tempo passar. A convivência diária com alunos nos dá a sensação de que todos pertencem à mesma família, pois


passamos mais tempo juntos aos alunos do que propriamente em nossa casa com nossos familiares. Alguns alunos entram na escola ainda muito jovens e temos o privilegio de acompanhar esta transformação de criança para adulto e assim nos damos conta que se passaram vários anos e não percebemos, pois o tempo parece não passar quando estamos com pessoas que gostamos. Tive o privilégio de acompanhar a transformação de crianças em homens e mulheres durante o tempo que estou aqui na escola e sempre que me lembro de como eram quando entraram na escola e hoje adultos não dá pra acreditar. A escola tem um “poder mágico de lapidar” e esta transformação só é percebida no último ano, pois durante o processo, como em qualquer construção ou lapidação, só é percebida no final, quando tudo está concluído.

Paulo com a filha Larissa (aluna do III Liceo)

Não é a toa que algumas pessoas têm mais de 20 anos trabalhando na Eugenio Montale. É um ambiente acolhedor e você nem percebe o tempo passar.”

Paulo com a filha Larissa e a esposa Edilene 29 IL GIRASOLE ON-LINE NOVEMBRE 2015


Da sala aula Copa dode mundo

In gita a

di Maria Cristina Nava

Chi non ha mai sognato di vivere una volta nella vita un’avventura alla scoperta di territori sconosciuti? A chi non piace l’esperienza di incontrarsi con gli amici, di ritrovarsi insieme condivendo la vita per qualche giorno? Chi non desidera l’opportunità di imparare tante cose, attuali o del passato, del mondo che ci circonda o di scoprirle semplicemente con occhi nuovi? Un pizzico di tutto questo e sicuramente molto di più è stata l’esperienza vissuta dai ragazzi delle medie e del liceo, insieme a noi professori e agli organizzatori dell’uscita scolastica, durante i tre giorni trascorsi in agosto al Parque Estadual Turístico do Alto Ribeira (PETAR). Tre giorni che sicuramente sono stati segnati da tanti fatti e ogni cosa vissuta ha fatto parte, in modo unico e importante dell’esperienza, a cominciare già dal ritrovarsi per la partenza a scuola e dal viaggio di andata e ritorno in pulman. Senza dubbio la proposta pedagogica e educativa ha raggiunto i suoi scopi, attraverso tutto quello che è stato possibile conoscere, dalla prima tappa nella comunità quilombola, alla

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scoperta della bellezza delle caverne visitate, alle attività di studio e di biologia, geologia o di scienze in generale, alle tante informazioni ricevute durante le visite e le escursioni nel parco, osservando la flora e fauna presente intorno a noi. Ma non si può dimenticare che oltre al lato scientifico e informativo della proposta, molto importante è anche l’esperienza umana che si può vivere insieme. È stata molto bella la convivenza all’albergo, il dormire “minuti” dopo lo spegnersi della luce in stanza per volersi raccontare tante cose, l’alzarsi insieme la mattina, dopo lo squillo della temuta sveglia e con le inevitabili risate per qualche scherzetto che fa sparire “misteriosamente” un oggetto dell’amico in stanza, il ritrovarsi poi a tavola per fare colazione insieme e la preparazione con qualche movimento di ginnastica per l’uscita verso la scoperta del mondo fantastico che ci aspettava. Tutto fa parte della proposta formativa e educativa, anche il ballare o il giocare insieme a ping pong e poi soprattutto l’imparare a confrontarsi e superarsi in tante piccole cose, come il vincere l’inevitabile stanchezza delle salite e


al Petar discese nelle caverne o nelle escursioni, andando oltre le proprie paure del buio, degli insetti, di attraversare spazi piccoli, sapendo di non essere mai soli ma di poter contare sull’aiuto degli amici che ti stendono la mano. I tre giorni al PETAR hanno aiutato a crescere nella capacità di vedere e stupirsi, sia per la bellezza di tutto ciò che ci circonda nella natura e che dobbiamo imparare a rispettare e proteggere, ma anche soprattutto di vedere e stupirci per chi è accanto a noi, riconoscendoci e sapendoci insieme in cammino. Per questo, alla fine, si può ringraziare e gioire dell’esperienza fatta.

I nostri alunni al Petar

Le bellezze naturali del luogo

Tornando a casa

Preparati per entrare nella grotta

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Mostra del

Da sala aula Copa dode mundo

di Amanda Lorien

Anche quest'anno la Eugenio Montale si è dedicata ad un grande progetto interdisciplinare che ha unito alunni e professori attorno al tema della preservazione dell’acqua. La crisi idrica che castiga il sud-est brasiliano e in particolare la città di San Paolo, unita all'urgenza del riscaldamento globale che tende a peggiorare le previsioni per il futuro, ha determinato la scelta del tema all'inizio dell'anno scolastico. Sin da allora i professori di diverse discipline hanno avviato il progetto dedicandosi prima alla sensibilizzazione e poi all’informazione vera e propria. Nel mio ordine di studio, il liceo, l'approfondimento ha riguardato due macroaree: conflitti e soluzioni. Come professoressa di economia ho sempre dato grande rilievo alla questione dell'uso razionale delle risorse scarse. Con la I Liceo abbiamo studiato marche famose che

sviluppano programmi avanzati di risparmio dell'acqua (Puma, Patagonia). Gli alunni hanno fatto anche un'analisi critica del marketing verde che si ferma ad aspetti superficiali o che viene contradetto da altre pratiche aziendali. Con la II Liceo abbiamo diviso il lavoro in due linee separate. 1) L'uso dell'acqua nell'agrobusiness ed industria brasiliani; 2) Belo Monte e l'energia idroelettrica: è davvero moderna e pulita? Con la III Liceo ci siamo dedicati al paese campione nella riutilizzazione e risparmio d'acqua: Israele e l'agricoltura nel deserto. Anche i bambini e i professori della Scuola dell’Infanzia e della Primaria hanno realizzato vari lavori sul tema dell’Acqua e della conservazione e preservazione dell’ambiente.

Insomma, professori, alunni e genitori hanno avuto perciò l'occasione di approfondire le proprie conoscenze sul tema e prendere conscienza sulle sfide e sui comportamenti più vantaggiosi per il nostro pianeta.

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Il I Liceo dopo la presentazione

Alcuni alunni del IV Liceo

Gli alunni della III Media dopo il teatro


Sapere 2015

Mostra del Sapere, Infanzia e Primaria

Presentazione V Primaria

Presentazione Infanzia

La Fiera (Moitará) è stata un successo!

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Pedagogicamente Copa do mundo

O FENÔMENO DO BULLYI Quando fui convidada pela profa. Silvia Adrião para escrever um texto sobre questões de convivência, conflitos, bullying no universo escolar e que propiciasse uma reflexão aos leitores da revista Il Girasole, passei dias tentando elaborar uma escrita que fosse ao encontro do projeto pedagógico da Escola Eugenio Montale. Não conhecia a instituição, mas ao ler a revista em sua edição de agosto/2015 e após trocar algumas ideias com a profa. Silvia, fiquei em dúvida se teria algo a acrescentar ao trabalho intenso, reflexivo e criativo já realizado por sua equipe de educadores. Resolvi, então escrever, tecendo um mosaico de ideias (novas e velhas) que foram/estão sendo incorporadas ao longo de minha carreira e que continuam a me desassossegar. Gostaria de começar pelo “tema da moda”, o bullying. Nunca se falou tanto sobre bullying. Educadores, psicólogos, acadêmicos, advogados, programas de T.V., mídias em geral têm insistido na importância em debater o assunto. Mas, afinal, o que é bullying? A palavra é de origem inglesa, não havendo tradução em nossa língua. Sabemos que bully pode ser traduzido por “brigão”, “valentão”. Segundo Fante (2011), o bullying define-se universalmente como “um conjunto de atitudes agressivas, intencionais e

repetitivas, adotado por um ou mais alunos contra outro(s), causando dor, angústia e sofrimento”. Ele também pode acontecer para além dos muros da escola, como por exemplo, nas famílias, nos locais de trabalho, nos asilos, nas prisões, em todos os lugares onde existem relações interpessoais. Em sua dissertação de mestrado, Elise Helena de Morais Batista (2011) apresenta uma extensa bibliografia na qual o bullying é entendido como uma violência velada entre “agressores” de um lado e “vitimas” de outro, com a presença de “testemunhas” que assistem as agressões passivamente ou até mesmo as estimulando, por meio de torcida, aplausos, gritos, sem sofrer ou praticar diretamente os maus tratos. Para alguns autores, entre eles, Abramovay (2006), esse tipo de violência ocorrida entre pares, que constrange e coage, sempre esteve presente nas instituições educativas, mas até bem pouco tempo era ignorada por pais e professores. Atribuia-se a esses atos um sentido de “brincadeira”. Essas “brincadeiras”, hoje denominadas bullying, têm abrangido um amplo leque de violências consideradas “mais brandas”, mas que não deixam de ser dolorosas e causadoras de muitos danos à saúde física, mental e psicológica dos envolvidos. Geralmente, as agressões atingem aqueles que

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são considerados diferentes: os(as) gordinhos(as), também apelidados de “baleias”, “pudim de banha”, “saco de banha”, “godzilla”, “lona de circo”, “elefante”, “hipopótomo”; os(as) negros(as), chamados de “picolés de asfalto”, “toalhas de mecânico”, “macaco”, “carvão”, “tição”, “negrinho”; os homossexuais, de “viados”, “bichas”, “boiolas”; também são alvos de agressão os chamados “quatro olhos”, - “magrelos(as)”, “orelhudos(as)”, - “emos”, - os meninos(as) mais bonitos(as), os (as) mais feios(as), - os “nerds”, - as pessoas que explicitam qualquer tipo de deficiência. A pesquisa realizada por Elise Batista em uma escola pública de Campinas/SP nos mostra que muitas das expressões utilizadas pelos alunos para apelidarem seus colegas revelam preconceitos de cor, de raça, de etnia, de gênero, entre outros. Quem é agredido sofre calado ou reage agredindo também. Muitas vezes, as “vitimas” não apenas reagem às agressões como também ocupam o papel do valentão, recebendo os aplausos das testemunhas. Não podemos esquecer o cyberbullying, quando as intimidações ocorrem pela internet, atingindo colegas que, no espaço escolar, também são condenados por “serem diferentes”.


ING E SUAS ARMADILHAS Como esses conflitos têm sido combatidos? Muitos educadores, fundamentados em autores que refletem sobre a temática, focam sua atenção no tratamento a ser dispensado aos “agressores” e às “vítimas”. Atribui-se a eles uma série de características que indicam “desvio de conduta”. Os “brigões” são hiperativos, impulsivos, educados com excessiva permissividade ou são carentes afetivos. As “vitimas” são pessoas inseguras, passivas, sem auto-estima. Ao se privilegiar os aspectos psicológicos do comportamento de vitimas e agressores, a resolução dos conflitos advindos do bullying tem se dado a partir de uma educação com ênfase nos valores da boa convivência de modo a chamar todos os envolvidos para que reflitam sobre os motivos que os mobilizam em suas ações. A conscientização a respeito desses motivos, o acompanhamento de um profissional que os ajudem a vencer seus medos, impulsividades, inseguranças, seriam fundamentais para constituir um programa que “eduque para a paz” e garanta o bem estar, a harmonia da coletividade. A esta altura, alguns de vocês estarão me perguntando: quem garante que a paz se estabelecerá? Penso que essa garantia não se tem. Primeiramente porque acredito

que o “brigão” não age sozinho. Ele expressa o que muitas crianças e jovens gostariam de fazer, mas não tem coragem de fazê-lo. Segundo, as “vítimas” também já foram ou são “agressoras”. Quando uma “vítima” agride é ovacionada por “testemunhas”, basta lembrarmos do sensacionalismo causado pelo vídeo em que o estudante australiano Casey, cansado das agressões sofridas, pega seu agressor nos braços, ergue-o bem alto e depois atira-o ao chão. Terceiro: para além das características psicológicas dos envolvidos no bullying, acredito que os perfis traçados para “vítimas”, “agressores”, “testemunhas” estão intimamente relacionados ao contexto sócio-cultural em que vivemos. Daí o trabalho de Elise referir-se à necessidade de um olhar ampliado que conduza todos os alunos a refletir sobre os “processos sociais contemporâneos”, problematizando as fontes geradoras das violências que se manifestam na escola. As violências relacionadas ao que estamos chamando de bullying têm a ver com a forma como a nossa sociedade lida com as diferenças. A todo instante somos bombardeados com informações, mensagens, imagens que ditam modos de agir, de pensar, de ser. Ao nos referirmos ao contexto social, lembro-me do sociólogo norte americano Wright Mills (1980) e do seu belo livro “A imaginação sociológica”. Para Mills, ter imaginação sociológica é ser

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capaz de compreender a ligação entre a biografia dos indivíduos e a realidade social mais ampla. Então, pergunto: podemos desvincular as brigas, as violências entre os jovens, da violência que permeia nossa sociedade? O “mito da não-violência do brasileiro” (CHAUÍ, 1980), da “cordialidade” do nosso povo (HOLANDA, 1979) têm sido desconstruídos ao longo da nossa tão frágil democracia, fazendonos compreender que na elaboração da história oficial do país, mascarou-se “determinadas formas de violência sob imagens aparentemente não violentas”. Não cabe aqui me alongar sobre essas diferentes formas de mascaramento, apenas gostaria de mencioná-las para trazer ao debate outros elementos que nos ajudem a compreender o quanto o bullying está intimamente relacionado com o fenômeno do preconceito em relação a tudo aquilo que difere da racionalidade dominante. Segundo Chauí, o paternalismo branco encobre a realidade da discriminação, nos fazendo acreditar na existência da democracia racial; o machismo dissimula a dominação sob a imagem da proteção, elogiando a virilidade masculina e a figura frágil e doce da mulher; a crença no caráter natural e sagrado da família sob o modelo único


patriarcal, esconde as causas dos estupros no interior das famílias, os abortos realizados pelas jovens para escaparem da cólera dos pais. Enfim, esses tipos de violência, como também as violências institucionalizadas na escola, nos ambientes de trabalho, nas Fundação Casas, nos presídios, nos condomínios residenciais e inúmeras outras não encontram espaço para as nossas reflexões. Como educadores, buscamos caminhos que nos ajudem a orientar os educandos que estão sob nossa responsabilidade. Podemos transmitir-lhes valores morais cuja fonte resida nos costumes, nos padrões de comportamento da sociedade em que vivemos. Neste sentido, a moral é compreendida como sendo normativa (CHAUÍ, 2011, p. 340), ou seja, ela estabelece deveres e obrigações que devem ser aprendidos para que possamos agir conforme a moral da nossa sociedade. Mas, se pensarmos em nossa vida em sociedade, nos dias de hoje, que valores morais devem ser aprendidos? O panorama não é nada animador: me pedem respeito, mas não sou respeitado; me pedem honestidade, mas sou roubado; me ensinam a respeitar as diferenças, mas em minha própria casa, na minha escola, no meu grupo de amigos ri-se de piadas racistas, trata-se mal quem não corresponde a padrões de condição social, de beleza, de gênero, de raça, de etnia. Podemos insistir em educar nossos alunos para que os valores de respeito, de honestidade, por

exemplo, sejam aprendidos independentemente da forma como se apresentam em nossa sociedade, como se fossem “valores universais”, porém, eu me pergunto: como desconstruir preconceitos se sou ensinado a agir em conformidade com algo que não encontra correspondente algum fora de mim? Algo que se impõe a mim do exterior, de forma abstrata, vazia? Estou envolvido numa educação para a guerra, para a barbárie e não para a paz. Certa vez, um grupo de estagiários, por mim orientado, após finalizar entusiasticamente um plano de ação numa escola pública de Campinas sobre o tema do preconceito , ouviu de um aluno: “Está certo, eu respeito, mas não chega perto de mim”. A frase refere-se à inserção de uma aluna transexual que buscava integrar-se ao ambiente daquela escola. O aluno entendeu que deveria respeitar as diferenças desde que os diferentes permanecessem em seus lugares. Sinuca de bico! Vamos então experimentar um outro caminho, não com a intenção de apontar soluções pois essas dependem de fatores tão complexos que somente os que vivem/trabalham num contexto determinado saberão encontrar. Minha intenção agora é percorrer outras vias de acesso nas quais a violência encontre passagem e possa ser observada e problematizada. Voltemos ao velho Mills. Como vimos anteriormente, para este sociólogo só percebemos com

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lucidez o que está acontecendo em nossas vidas se olharmos para o mundo a nossa volta. A vida íntima passa a adquirir sentido quando compreendemos o impacto do cenário histórico mais amplo em nossa história individual. Ter essa percepção pode causar um conflito entre autonomia (agir em conformidade consigo mesmo) e heteronomia (agir em conformidade com algo que nos é exterior). Esse conflito nos coloca, enquanto educadores, contra a parede. Afinal, educamos para que nossos alunos sejam pessoas autônomas, livres ou para que obedeçam as regras, as normas de convivência social? Ou poderíamos perguntar, é possível que o exercício da autonomia seja balizado pelos valores da sociedade? Acredito que sim porque talvez seja exatamente o distanciamento entre minhas próprias expressões e o mundo que me cerca, que me dá a possibilidade de examinar se os princípios das ações que estabeleço para mim correspondem às minhas ações junto a outros. É o que Michel Foucault (1985, p. 70) denomina como sendo uma “experiência de si” que implica em dominar-se não como uma força que reprime o que está prestes a explodir, mas que provoca um prazer que se tem consigo mesmo por comportar um sistema de trocas recíprocas. Não é um trabalho solitário, é uma prática social que problematiza os modelos já fabricados que ditam as normas do conhecer e do agir.


O bullying é a ponta de um iceberg... Talvez possamos desenvolver um trabalho que ajude crianças e jovens a construírem suas próprias maneiras de se perceberem e de se apropriarem das relações com os outros, sejam os seus pares ou os adultos. Para isso, precisamos encontrar terrenos onde seja possível o “exercício da função de autonomia” (DELEUZE, 1992, p.123), lembrando que o exercício dessa função não é definido a partir de um programa com formas determinadas e sim de regras facultativas que sejam éticas e possam constituir novos modos de existência ou estilos de vida. Constituir-se a si mesmo enquanto sujeito ético de suas próprias ações é vincular o que eu sou, ao que se pode fazer e ao que se é obrigado a realizar. Um desafio que atinge a todos nós porque implica enfrentar-se a si mesmo, num perpétuo combate entre o que somos e o que desejam que nós sejamos, entre o trabalho de si para consigo e a comunicação com outros. Assim penso que é possível fazer uma conexão entre ética e liberdade. O sujeito é ético porque sabe, decide e escolhe o que faz, sendo capaz de se colocar no lugar do outro e

com ele pensar as regras do viver coletivo. A educação encontra aqui um campo fértil para trabalhar ações éticas, ou seja, ações que existem “pela e na ação dos sujeitos individuais e sociais, definidos por laços e formas de sociabilidade criados também pela ação humana em condições históricas determinadas” (CHAUÍ, 2011, p. 341). REFERÊNCIAS: ABRAMOVAY, Miriam. Entrevista. Dialogia. São Paulo, v.5, p. 15-22, 2006. Disponível em www.uninove.br/pdf/publicacoes /dialogia_v5/dialogv5_2entrevist a.pdf. Acessado em 09/10/2015. BATISTA, Elise Helena de Morais. Bullying e diferenças: a busca por um olhar ampliado. Dissertação (Mestrado em Educação). Faculdade de Educação, Universidade Estadual de Campinas, São Paulo. 2011. CHAUÍ, Marilena. A não violência do brasileiro: um mito interessantíssimo. In: GALVÃO, Walnice Nogueira, PRADO JÚNIOR, Bento (Coord.). Almanaque 11: Educação ou Desconversa? São Paulo: Brasiliense, 1980, p. 16-24. ______. Cultura e Democracia: o discurso competente e outras falas. 13ª ed. São Paulo:

Cortez, 2011. DELEUZE, Gilles. Conversações. Rio de Janeiro: Ed.34, 1992. FANTE, Cleodelice Aparecida Zonato. Bullying Escolar. Blogue da Deise Barreto: psideisebarreto.blogspot.com.br/20 11/04/bullying-escolar-porcleodelice.html Acessado em 09/10/2015. FOUCAULT, Michel. História da sexualidade 3: o cuidado de si. Rio de Janeiro: Ed. Graal, 1985. HOLANDA, Sérgio Buarque de. Raízes do Brasil. 13ª ed. Rio de Janeiro: J. Olympio, 1979. MILLS, C. Wright. A imaginação sociológica. 5ª ed. Rio de Janeiro: Zahar Editores, 1980. RAGGI, Nathália. Identidades Nômades: as tribos urbanas e o contexto escolar. Dissertação (Mestrado em Educação). Faculdade de Educação, Universidade Estadual de Campinas, São Paulo, 2010.

de Áurea Maria Guimarães

Profa. Dra. do Departamento de Ensino e Práticas Culturais da Faculdade de Educação da UNICAMP e pesquisadora do grupo de pesquisa VIOLAR: Laboratório de Estudos sobre Violência, Cultura e Juventude, do Programa de Pós-Graduação da Faculdade de Educação da mesma universidade. Possui graduação em Ciências Sociais pela Universidade de São Paulo (1974), graduação em Licenciatura em Ciências Sociais pela Universidade de São Paulo (1975), mestrado em Filosofia Social pela Pontifícia Universidade Católica de Campinas (1984), doutorado em Filosofia e História da Educação pela Universidade Estadual de Campinas (1990) e livre docência (2011) pela Faculdade de Educação da Unicamp. Atualmente é Professora Associada I da Universidade Estadual de Campinas e pesquisadora do grupo VIOLAR: Laboratório de Estudos sobre Violência, Cultura e Juventude, do Programa de Pós Graduação da Faculdade de Educação da Unicamp. Tem experiência na área de Educação atuando principalmente nos seguintes temas: educação, violência, escola, cultura e imaginário. 37 IL GIRASOLE ON-LINE NOVEMBRE 2015


Copa mundo Vocêdo sabia que

Dove sono i nostri ex alunni? Alunos formados de 2004 a 2014

0,6

Brasil

35,2

48,4

Espanha Estados Unidos

7,5

Inglaterra Itália

1,3

1,3

Suiça

“Passados quase 10 anos da minha “maturità”, digo que aproveito bem os frutos, mas as raízes são mais profundas e sustentam boa parte da estrutura do que sou agora. Não tenho dúvidas de que a única herança valiosa é a que temos entre as orelhas.” Gilda Silva “La bellezza della Montale non sta solo nell’insegnamento, ma anche nelle relazioni umane che da esso nascono.” Yuri Loyola

“La Montale è stata la scuola giusta per me e la consiglierei a chiunque me lo chiedesse.” Gianmarco Castro

”Oltre a studiare calcolo, economia, diritto, filosofia e arte ad un livello che in Brasile si trova solo alle università. Abbiamo a disposizione decine di persone della nostra età, che parlano la stessa lingua, hanno la stessa formazione ma che possono offrire tutta la conoscenza ed esperienza che hanno acquisito una volta che sono usciti dalla Montale.” “La Montale è stata per noi molto più Leonardo Calò che una scuola. È stata la nostra seconda casa.” Marco Brancher e Martina Bergues “Ho veramente tanto da ringraziare alla Montale. Questo piccolo pezzo d'Italia in Brasile mi ha fornito gli strumenti, lo studio, la lingua e le esperienze che “La Montale mi ha insegnato mi hanno aiutato a fare importanti scelte di vita.” a non scoraggiarmi mai!” Giovanna Menezes Ilaria Caputo

38 IL GIRASOLE ON-LINE NOVEMBRE 2015


Anhembi-Morumbi Belas Artes Bicocca Bocconi DAMS Escola Superior de Artes Cênicas ESPM Fac. di San Diego Fac. Luiss Guido Carli FAUS FECAP Federal do Rio de Janeiro FMU Fundação Getulio Vargas Hannibal Lagrange University INSPER Istituto Europeo de Design IULM La Sapienza Mackenzie Marangoni Mauá NABA New York Institute of Technology Pavia Politecnico di Milano PUC Statale di Milano Syracuse Univ. Tor Vergata TREVISAN UFSCAR Un. Cattolica del Sacro Cuore UNICAMP UNINOVE University of Illinois at Chicago University of Wisconsin USP USP - IME USP - Politecnica

9,0

Concluintes por Faculdade

8,0

7,0

6,0

5,0

4,0

3,0

2,0

1,0

0,0

39

IL GIRASOLE ON-LINE NOVEMBRE 2015


“A Montale me deu uma base incrível para enfrentar todas as matérias da faculdade, inclusive para me sair bem nas disciplinas técnicas.” João Pedro Comenale “La Montale mi ha aperto le porte per l'Italia. La base che ho avuto a scuola è stata essenziale per studiare in Europa. Le interrogazioni, le verifiche e la maniera in cui si ragiona alla Montale è diversa in relazione ad una scuola solamente brasiliana.” Leonardo Schiavon

“Aver studiato alla Montale, una scuola in cui s’impara a ragionare, e parlare fluentemente alcune lingue, mi ha aiutato a conquistare un piccolo spazio nel mondo accademico giuridico. Uno spazio che mi ha fatto capire che la vera scuola non finirà, perché non mi stancherò mai di imparare.” Tamara Brezighello

“Studiare alla Montale, si sappia, è un’esperienza unica. Se l’argomento di una chiacchierata è l’educazione, sono sempre pronto a parlare su questa particolare scuola che insegna italiano, latino, filosofia, economia, calcolo… invece di creare alunni che non sanno altro che i libri della Fuvest. Gli alunni della Montale sono colti, conoscono ed apprezzano la letteratura, l’arte, la scienza. Lo fanno per amore e non per obbligo. Sono capaci di parlare in pubblico in tre lingue diverse e non hanno paura del vestibular.” Alessandro Calò

“Gostaria de enfatizar que, num país com um dos melhores programas educativos do mundo (Canadá), e em conformidade com o currículo da Montale, as atividades criativas e de inteligência emocional estão sendo cada vez mais valorizadas em qualquer área de trabalho.” Enzo e Gabriel Arpino

“Oggi più che mai mi è chiaro il percorso che mi ha portato fin qui e l'importanza della mia formazione in quei 14 anni trascorsi nella scuola Eugenio Montale. Più che una scuola, la definirei una comunità dove l'insegnamento principale è legato alla persona, all'individuo e non a delle semplici nozioni da imparare. Ogni giorno di più apprezzo la formazione che mi ha dato, basata sulla capacità di appropriarsi della conoscenza in modo da creare individui pensanti, con uno spiccato senso critico.” Claudia Mazzaferro

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Copa do mundo Parêntesis

Impressões e comentários feitos pelos alunos Sarah Torres e Luca di Pilla (IV Liceo) que participaram da prova do ENEM nos dias 24 e 25 de outubro. A prova foi cansativa! Tínhamos que ler muitos textos, mas as provas em si não foram difíceis para nós. Constatamos que para as disciplinas: História, Filosofia e Sociologia, a Montale prepara muito bem, porque havia questões de autores gregos e latinos que nós conhecemos muito bem. Para Geografia tivemos que prestar atenção às perguntas, pois nelas estava a resposta também. Foi mais uma questão de interpretação e a escola ensina muito bem para isto, a interpretar textos! Em Física caiu muita matéria que conhecemos, mas tivemos que lembrar as fórmulas. Química foi um pouco difícil, porque é preciso lembrar muitos nomes, compostos, etc. A

ENEM 2015 Prova de Inglês foi muito fácil, pois na escola nós estudamos Literatura e os nossos conteúdos são bem mais complexos. De Português, bem, se aprende tudo aqui na escola e muito bem. Sabíamos os movimentos literários, a composição de poemas, a análise de frases, interpretar trechos de música e poesias. Para Redação temos uma ótima preparação para escrever e o tema foi sobre a “Violência contra a mulher brasileira” e este foi um tema tratado e refletido muito bem na Montale durante este ano letivo. A Matemática que estudamos aqui é muito

de Sarah Torres e Luca Di Pilla

mais avançada do que aquela que caiu nos exercícios do ENEM, mas precisávamos lembrar de coisas feitas em anos passados. Para nós, foi uma descoberta entusiasmante reconhecer que estávamos preparados e que a Montale nos ajudou muito em todas as disciplinas. Sabemos, porém, que a dedicação de cada um é a coisa mais importante. A escola, sem o nosso esforço, não faz milagres! ”

“Para nós foi uma descoberta entusiasmante reconhece que estávamos preparados e que a Montale nos ajudou muito em todas as disciplinas.” 41 IL GIRASOLE ON-LINE NOVEMBRE 2015


Cultivar os relacion

Pedagogicamente Copa do mundo

Dr. Mauro Domi O desenvolvimento humano ocorre a partir do Encontro das tendências inatas (potencialidades individuais, ao nascer) com o Ambiente, que oferece diferentes qualidades, sendo fundamental

As crianças necessitam de Cuidadores, que essencialmente ofertarão mediações, ou seja, qualidades em situações relacionais-existenciais, que proporcionarão o Desenvolvimento.

o Outro humano.

Nesse encontro (Eu-Outro) distintas formas de Diálogo existem, com várias vivências sensoriais que proporcionam aprendizados e amadurecimentos, em uma contínua transformação. Por vivências sensoriais compreende-se algo bem mais ampliados que a Audiação-Visão, pois em toda a nossa corporalidade encontram-se órgãos sensoriais. Nos organizamos como Indivíduo a partir da integração das vivências sensório-motora, como um ser que faz, sente e pensa.

Dr. Mauro Domingues Fernandes* *Clínica geral Otorrinolaringologia-Foniatria Mestre em Distúrbios de comunicação-PUC/SP contato@clinicatobias.com.br

Os cuidadores primordiais compõem um Núcleo familiar, personificados nas figuras Mãe=Pai, biológicos ou não. Também exercerão esse papel os professores e demais adultos na Escola. Portanto, compreender aspectos primordiais do que precisa ser ofertado a uma criança, em suas distintas fases do desenvolvimento, é o que se pode chamar de cultivo dos sentidos, responsabilidade dos adultos, pois em suas Ações, Sentimentos e Pensamentos, encontraremos as bases dos relacionamentos, que proporcionarão diferentes formas de aprendizagem. Na escola, há a existência de um projeto pedagógico, com claros objetivos acadêmicos. Porém, as Aprendizagens em questão são bem mais amplas do que exclusivamente conteúdo-cogniçãoracionalismo. Atualmente a UNESCO propõe

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quatro formas de aprendizado para uma educação – aprender a conhecer, conviver, fazer e ser. Na Escola encontramos as qualidades do que é ofertado e cultivado nos Núcleos familiares (valoresvisão de mundo-tradiçõesconcepção de cidadania, atitudes, espaço de trocas, generosidade, acolhimento, escuta, imites, percepção do que Eu preciso e do que o Outro precisa, veneração, respeito pelo HumanoNatureza, benevolência, amorosidade, coragem, ética, ritmos diários, etc.). É fundamental que as crianças possam vivenciar três qualidades: o mundo é Bom, o mundo é Belo e o mundo é Verdadeiro, que proporcionarão Autonomiaintencionalidades nas ações (Liberdade), Reconhecimento de si e do Outro (Fraternidade) e Respeito a si e ao Bem Comum (Igualdade). A instituição escolar também se desenvolve como um Organismo que apresenta um processo semelhante de amadurecimento aprendizado, em um

e


namentos na Escola

e

ingues Fernandes contínuo Espaço transformador. Nesse organismo teremos a Imagem de uma grande Rede, em que todos os aspectos se entrelaçam, a partir de cada indivíduo, independente do papel que cada um desempenha, sendo fundamental a responsabilidade pelo Bem Comum, pela saúde da instituição e pelo aprendizado das crianças. Dentre as abordagens pedagógicas que a UNESCO preconiza na atualidade, há a abordagem Reggio-Emilia (Loris Malaguzzi) e a pedagogia Waldorf (Rudolf Steiner), que emergiram respectivamente nos pós-guerras na Itália em 1945 e na Alemanha em 1919, como iniciativas vinculadas a demandas sociais e comunitárias, a partir de suas distintas complexas realidades.

Citarei três pilares primordiais que constituem o nosso organismo Escolar, em que nessa trama também encontraremos demandas por cultivo de relacionamentos: *Corpo Pedagógico (diretrizes: ensino-aprendizagem) *Núcleo Gestor (diretoria/ comissões – gestores funcionários/diretrizes: administração - finanças) *Pais (diretrizes familiaressociais) A Autogestão é complexa, desafiadora, viva e

participativa, sendo uma construção coletiva que implica em uma maior abertura a Encontros e Diálogos, onde participar do processo é fundamental, com entusiasmo, respeito, acolhimento, dedicação ao Bem Comum, sem preconceitos, aprimorando-se a Escuta. O amadurecimento dessa Rede em nosso espaço escolar é primordial para o desenvolvimento de nossas crianças, de cada indivíduo e de cada núcleo familiar, pertencente à comunidade.

Nelas encontraremos um ponto central comum, que é a escola por si ser fruto de uma construção coletiva, envolvendo pais-crianças-professoresgestores, que formam uma Associação (Autogestão sem fins lucrativos). O Dr. Mauro com a esposa Ana Claudia e a filha Verena (II Primaria)

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Copa do mundo Parêntesis

Aprenda a dizer não!

A Controladoria-Geral da União (CGU) promoveu um concurso de redação para a Campanha “Pequenas Corrupções – Diga Não”. Trata-se de um alerta sobre as atitudes antiéticas ou ilegais culturalmente aceitas, ignoradas ou minimizadas. Os alunos Pedro Sixel B. Torres, I Media A e Giorgia Parente, III Liceo, orientados pelas professoras de Língua Portuguesa Helenice Schiavon e Lygia Gutierrez. B. A. Fontanezi, garantiram suas participações.

Confira as duas redações: Raízes da corrupção, de Giorgia Parente Corrupção é romper com barreiras impostas, ou limites definidos. Eu queria agora poder fugir dessa realidade, romper com meus sentidos, ir além, para algum lugar que daqui não enxergo. Agora, estou no mundo que conheço, corrompido. Meu país também foi corrompido para fazer parte do mundo. A Revolução Burguesa, enfardada sobre seus cavalos e com as baionetas empunhadas, invadiu a terra que foi emancipada por um rei infante. Uma criança que se declarou rei: pequena corrupção, uma criança que se assume adulta em nome da própria liberdade. Desse rei descendeu uma linha nobre, consanguínea, apartada dos demais. Pequena corrupção, abster-se do restante, se colocar acima para governá-lo. E dessa consanguinidade degenerativa resultou um rei bobo. Um rei bobo que estava atrás da mira das baionetas. E então correu até as areias da praia, as areias limítrofes do velho continente, do mundo que conhecia. Antes que as ondas frias se quebrassem aos seus pés, subiu na caravela, deixando para trás seu mundo, de privilégios já insustentáveis, de responsabilidades (o povo que lidasse com elas). Soprado pelo vento, na embarcação leve, por cima da turbulência. Pequenas corrupções - fugir das responsabilidades urgentes, tentar manter os próprios privilégios a qualquer custo. Pela travessia até o outro lado do mar salgado, a névoa embaça a linha do horizonte, sublimada em uma só visão entorpecida, que delimita o velho mundo. O novo mundo é o paraíso, que será degenerado e exaurido. Não poderiam ter adentrado a mata fechada, e inserir seu modelo pronto, com uma visão que não distingue a nova realidade da velha. Mesmo depois da revolução, a visão ainda é a mesma, limitada, que não consegue penetrar a mata fechada. Visão dos bobos, dos reis, dos bobos que se assumem reis, sustentando a própria alienação. A realidade termina na mata, impenetrável. Lá dentro é outro mundo, que ecoa dentro de si, nos corpos puros, pelados e livres. E tentar limitá-lo às minhas palavras seria corrompê-lo, corromper meu devaneio que é já corrupção dos sentidos.

Giorgia Parente 44 IL GIRASOLE ON-LINE NOVEMBRE 2015


O Lado Certo, de Pedro Sixel B. Torres No ano de 2080, muitos já eram os países que tinham conseguido se livrar do terrível hábito humano de ser corrupto. Entretanto, havia ainda um país em que ainda algumas pessoas roubavam o dinheiro que era para cuidar dos idosos, da saúde e das escolas. Roubava-se tanto que a muitos outros cidadãos não tinham sequer comida, moradia e roupas. Após muito sofrimento, os corruptos começaram finalmente a ser caçados pelo Governo – muito tecnológico - e colocados em máquinas desenvolvidas para absorver toda a corrupção, até as pequeninas. A genial invenção, porém, não era perfeita: algumas pessoas não suportavam o que as máquinas faziam no corpo delas e não tinham suas corrupções absorvidas. Esses indivíduos, os “detergentes”, ficavam “limpos” de qualquer influência da máquina e, conscientemente, escolhiam entre continuar ou não a fazer corrupções; principalmente as pequenas. Mas a pesquisa avançava e um garoto de apenas 12 anos lançou uma nova ideia. Ele era contra o uso de máquinas, pois pensava que eram as próprias pessoas que deveriam descobrir e se convencer de que a corrupção não era algo bom. Ele também tinha certeza de que uma pessoa só virava um grande corrupto quando tivesse feito muitas pequenas corrupções; ou seja, aquelas que parecem que não incomodam ninguém: pegar o lanche escondido, colar na prova, estacionar na vaga de idosos, furar a fila etc. Foi então que ele anunciou um projeto nos jornais: o Sistema A (Sistema Anticorrupção), que mandava todas as crianças e jovens para escolas para serem educadas contra a corrupção. Para ele, lá, não haveria mágicas ou máquinas, só haveria professores e pessoas verdadeiras dispostas a ensinar democracia, cidadania, sustentabilidade, igualdade, amor, verdade e justiça...

E, o mais importante, para o garoto, nunca deveria ter existido as famosas “máquinas” e seus “detergentes”. Para ele, cada pessoa deveria ter a liberdade de escolher o lado certo e, por si só, seguir o lado certo de se fazer as coisas. E assim foi.

Pedro Torres

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Copa do de mundo Meninos Ouro

Uno sforzo che

di Giuli

Sono stati 14 anni di sforzo, 14 anni dovendo svegliarmi presto per poter arrivare in tempo a scuola, 14 anni spiegando a tutti la struttura della scuola e il perché studiavo là. Però tutti questi anni sono valsi la pena. Devo ammettere che a volte ho pensato di cambiare scuola, di andare in una più vicino a casa, ma sapevo che alla fine le porte che la Montale mi avrebbe aperto non me le avrebbe potute aprire nessun’altra scuola. Mi sono trasferita a Milano da un paio di mesi e mi sono abituata in poco tempo perché, essendo vissuta a San Paolo, conosco bene il ritmo delle grandi città. Ma anche perché conoscevo già bene la lingua, la cultura e le abitudini degli italiani. Sí, sento la mancanza del Brasile, di casa mia e di tutti coloro che conoscevo lí, ma la ‘saudade’ fa parte dei grandi cambiamenti e dobbiamo abituarci a vivere con lei. Sono iscritta all’Università degli studi di Milano e studio Scienze Sociali per la

Università degli studi di Milano

Globalizzazione. Non è stata la mia prima scelta, non essendo riuscita ad entrare a Design, ma devo dire che mi trovo molto bene. Sono ancora un po’ stupita con il cambiamento di proporzioni, poiché sono uscita da una classe di solo 9 persone dove tutti si conoscevano e adesso sono in un corso con più di 100 persone, dove conosco bene o male 10 di loro. Avendo studiato filosofia, sociologia, storia italiana e brasiliana, insieme a tante lingue a scuola (non togliendo il merito di tutte le altre materie, che mi aiutano allo stesso modo) e conoscendo

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bene la cultura di due Paesi, non mi trovo in difficoltà nelle lezioni. Anche se non sono 100% sicura di quello che voglio fare, so che ho ancora tante cose da scoprire e capire. Scegliere il proprio futuro non è facile, ma è una tappa della vita che tutti quanti dobbiamo attraversare e che ci aiuta a crescere e conoscere noi stessi, quindi, non abbiate fretta perché, come già diceva Renato Russo, "temos todo o tempo do mundo".


e vale la pena

ia Castro

Milano, Galleria Vittorio Emanuele II Milano, Teatro alla Scala Giulia Castro

Sí, sento la mancanza del Brasile, di casa mia e di tutti coloro che conoscevo lí, ma la ‘saudade’ fa parte dei grandi cambiamenti e dobbiamo abituarci a vivere con lei.

Giulia con alcuni ex compagni del Liceo e ex professori

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Nel cuore della sp

Copa do de mundo Meninos Ouro

di Camila C Ciao! Mi chiamo Camila Cortellazzo e adesso studio Scienze della Comunicazione

presso l'università di Siena. Questo è stato possibile solo grazie alla Montale e ai miei professori, che mi hanno fatto conoscere ed ammirare la cultura Italiana. E anche ai 2 viaggi che abbiamo fatto con la scuola che sono stati fondamentali per questa mia scelta! Chi potrebbe aver detto che quella piccola e medievale città che abbiamo conosciuto insieme nel 2012 sarebbe diventata, un giorno, la città dove vivo adesso! Alla Montale non ho imparato solo a superare degli esami, ma ho imparato cose utili per tutta la vita, tra queste, l'importanza di una buona educazione (una delle pochissime cose che nessuno può toglierci), ed a convivere con persone che hanno altri punti di vista. Adesso quando mi ricordo della mia classe, mi viene in mente l’immagine di una grande/piccola famiglia, che come tutte le

Università di Siena

famiglie del mondo passa per periodi buoni e anche difficili, ma che alla fine è sempre lí se ne hai bisogno. Questi ragazzi, che ho imparato a conoscere per 5 anni, rimarranno per sempre nel mio cuore! Primo giorno d’università... quando ti svegli senti quell’emozione a fior di pelle e pensi " stai tranquilla Camila, probabilmente sarà il primo giorno per la gran parte delle persone". Esco di casa, inizio a camminare, dopo 10 minuti vedo un imponente palazzo rosa, che secondo il google maps è la mia università. Quando entro nell'edificio inizio a

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camminare con quello sguardo un po’ spaventato ma allo stesso tempo curioso, alla fine riesco a trovare la mia classe, ed è giustamente in questo momento che avviene il secondo impatto, mi vedo di fronte una classe composta da 70 persone, e penso "prima ero in una classe con altre 9 persone! Mio Dio, esistono molte persone al mondo!". Sicuramente in molti aspetti l'università è diversa dalle nostre


plendida Toscana!

Cortellazzo superiori, entriamo in un mondo nuovo. Non c'è più l’obbligo di presenza, dei compiti a casa, le lezioni iniziano in orari diversi una dall'altra, sei libero per decidere quando studiare e dare gli esami. Ma tutto questo comporta un carico di responsabilità che non abbiamo mai avuto fino ad ora. Quello che ho potuto vedere del sistema universitario di Siena, è che tu sei libero di "fare la tua università”, giacché la maggior parte dei nostri studi è a casa, da soli. Un’altra grande novità di questa fase è abitare da soli, senza la famiglia, saper amministrare i soldi, la pulizia e le spese della casa, un mondo a cui prima non facevamo caso, ma che adesso iniziamo a scoprire. La decisione di studiare in un altro Paese non è facile, anche se già ne conosciamo la cultura. Ma se è un sogno che avete, e avete la possibilità d'andarci, dovete approfittare, è una speranza di vita magica, che come tutto ha i suoi lati belli e brutti, ma ti

Palazzo Pubblico – Siena

Camila Cortellazzo, davanti all’Università di Scienze della Comunicazione

aiuta a crescere, usciamo dalla nostra zona di conforto per conoscere il mondo. So che la Montale ci prepara ad affrontare il mondo, non dovete avere paura, approfittate, perché la vostra è molto più che una scuola, fatela diventare la vostra famiglia, quella dei "montaleiros"!

Duomo – Siena

Alla Montale non ho imparato solo a superare degli esami, ma ho imparato cose utili per tutta la vita, tra queste, l'importanza di una buona educazione.”

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Copa mundo Vocêdo sabia que

Crescere! Cosa vogliono gli adolescenti “Penso che noi alunni del liceo in futuro vogliamo fare qualcosa di importante, in modo da essere ricordati per aver aiutato l’umanità in qualsiasi modo. Quindi cerchiamo un’ università che ci mostri e ci faccia conoscere i problemi del mondo, ognuno sull’ argomento che più gli interessa basandosi sulle materie che più gli sono piaciute e interessate. Così proveremo a capire e a trovare una soluzione ad alcuni di questi problemi. Perché spesso sino al liceo non li conosciamo e non ci interessiamo perché pensiamo che ancora non ci riguardano. Vogliamo viaggiare e visitare i posti più belli, i più brutti e i più diversi da quello che conosciamo, perché viaggiando si impara molto e in un modo molto più piacevole e interessante. Però viaggiando ho paura di sentirmi abbandonata, dopo il liceo abbiamo molte più responsabilità che se stiamo lontani dalla nostra famiglia possono essere molto difficili da superare da soli. Ma se ci riuscissi mi sentirei molto soddisfatta perché mi sentirei indipendente. Ma dopo l’università vorrei stabilirmi in un posto dove cercherei un buon lavoro e vorrei avere una famiglia.” Giulia Russo “Eu acredito que quando estamos nas medias, pensamos no futuro e fazemos planos para depois da escola, mas é uma coisa ainda distante. Mas quando entramos no liceo, percebemos que essa realidade está mais perto do que imaginávamos e temos que começar a pensar seriamente no que queremos fazer da vida depois que sairmos daqui. A maioria das pessoas, eu penso, que para depois da escola querem ser alguém de importante e fazer diferença no mundo, para isso, procuram uma boa faculdade e a maioria das vezes preferem aquelas que sejam no exterior. Nós vemos o mundo como se fosse uma porta de entrada para a liberdade, mas isso traz muitas responsabilidades importantes que irão influenciar no seu futuro.” Mariana Funari

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Copa dodos mundo Mural Pais

Da grande sarò...

Cosa sogna un genitore per il futuro di suo figlio?

Salute, ricchezza e intelligenza. Tudo. E o céu Che sappiamo sempre sorridere alla Anônimo também! vita anche quando dovesse assumere Taciana Innocente un’apparenza minacciosa. Pace, Giustizia, Anônimo Libertà e Verità! Que seja empático, e claro Que ele seja uma pessoa feliz, boa, Victor Vallerini que faça a diferença para correta, trabalhador, um profissional bem um mundo melhor. sucedido e útil para a sociedade. Que Sabrina B. Oliveira consiga realizar todos os seus sonhos com sabedoria e pés firmes no chão. Giovanni Ianovale

Felicidade, Paz e Amor. Filipe

Um futuro bom, cheio de alegrias, risadas e sorvetes....muitos! Anônimo

Sonhar que o filho seja um contribuinte para o avanço das civilizações, com um bom exemplo, com boas ações e como um combatente ao mal existente. Luiza Burkinski Frascari

Netos, família e uma Que escolham sempre serem felizes vida boa. Muita saúde e que divirtam-se acima de qualquer obstáculo e que Valentina tenham coragem para trilhar esse muito nos caminhos que caminho. escolherem! Carolina Lauretti Fabiana Infante Sonho que no futuro meu filho comporte-se como “humano”, praticando despretensiosamente a bondade, a generosidade, a compreensão e a tolerância. Pois acredito que, boas ações desinteressadas trazem boa fortuna. Rogerio Luther Fernandes

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Uma vida cheia de projetos e sonhos, que o mova constantemente, fazendo moldar o próprio futuro. Rosângela Bruno


Copa dodos mundo Mural Pais

Ele foi um aluno da Montale! de Liliane Daineze Lelis

Quando resolvi colocar meus filhos na escola Eugenio Montale há 19 anos, não tinha ideia da diferença que esta decisão faria na vida deles. Na época, questionamentos como por exemplo.. será possível o mercado de trabalho absorver os conhecimentos de filosofia, latim, italiano?!? Será que a escola capacitará os alunos para o vestibular no Brasil?!? A prova oral não será um retrocesso?!? e por aí vai… Há alguns meses, meu filho Gabriel, formado em direito, passou por processo seletivo em um conceituado escritório de advocacia aqui em São Paulo. Sabíamos que o processo em cinco fases entre testes e entrevistas em português e inglês era difícil. Sabíamos também que mesmo alunos da USP, PUC e GV eram recusados quando a inabilidade no falar era percebida pelos recrutadores, porém o Gabriel foi bem nos testes e passou.

Quando já estava trabalhando, seu chefe confessou que ao ler seu currículo, não ficou surpreso pela escolha. O tal chefe tinha feito uma pesquisa sobre escolas a fim de matricular seus filhos e curiosamente havia escolhido a Eugenio Montale, contudo sua esposa, com temor do desuso do italiano, optou por uma escola de língua inglesa, mas que ele, o chefe, lamentava a escolha. Hoje consigo responder melhor às perguntas dos pais de alunos, inclusive às minhas. As aulas de filosofia, latim, história… eram partes de um todo. Tinham a função de contribuir para formação de competências, e que no devido tempo seriam manifestas sem que ao menos se dessem conta delas. Por isso fiquei orgulhosa quando o chefe de meu filho o apresentou à esposa dizendo: “este é o Gabriel Lelis, da escola Eugenio Montale.”

As aulas de filosofia, latim, história… eram partes de um todo. Tinham a função de contribuir para formação de competências, e que no devido tempo seriam manifestas sem que ao menos se dessem conta delas.

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Liliane Lelis

Gabriel, Carolina, Liliane e Isabella (III Liceo)


Copa dodos mundo Mural Pais

O jardim e nós de Claudia Torikachvili

Ao pensarmos em maternidade, a primeira imagem que vem à cabeça é a de uma mãe com sua “cria”; poucos são os que se lembram da mãe maior, mãe de todos e de tudo, a Mãe Natureza. A maioria de nós “urbanóides” passam por Ela alheios aos seus encantos, sem nem ao menos aproveitar. Acabamos nos acostumando com o impessoal, o cinza, o sóbrio, o sem graça, a falta de tempo e de vida, e ainda assim seguimos o nosso caminho. Daí a importância de se ter contato com a natureza pois somente assim aprendemos o verdadeiro respeito que é o relativo à vida e suas manifestações, e tudo aquilo que realmente deva ser valorizado. Nada como um jardim para nos ensinar a cuidar e amar nós e os outros, sejam eles filhos, animais, plantas, pessoas ou até mesmo objetos. Um vaso ou canteiro de terra são lugares de possibilidades infinitas, tal qual um ventre pronto a gerar uma nova vida. Criar um jardim é um ato de amor, é apostar na vida, nas flores, nos frutos, e esta doação é muito bem recompensada com uma constante renovação de cores, perfumes e sabores. O ato de

colocar a mão na terra e “moldá-la” nos faz responsáveis por aqueles seres indefesos que sem os nossos olhares seguramente não resistirão. Essa sensibilidade é a mesma que nós mulheres precisamos quando trazemos um bebê à luz e a partir daí também nascemos como mães, e ainda por cima responsáveis por uma vida além da nossa. Nos deparamos com um ser que sobreviverá exclusivamente a custa de nossos cuidados, olhares e sensibilidade. Isso mesmo, a mesma sensibilidade que nos faz ver uma plantinha e saber o que ela está precisando, é a que interpretará os sons e

Claudia com as filhas Teresa (I Primaria) e Estela (Scuola dell’Infanzia)

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caras do nosso bebê. Certamente quem teve mais contato com a natureza terá mais facilidade em se cuidar; e cuidar, criar e educar os filhos. A grande Mãe nos prepara, nos humaniza, nos empodera e nos equilibra. E tanto em uma ou outra atividade a doação é certa, bem como a oportunidade de crescimento como ser humano, essa intimidade com a natureza, seus mistérios, sua generosidade e sua sabedoria nos favorece como pessoas. Lá no fundo todos somos jardins, que necessitam de cuidados, carinho, observação constante para poder florescer!


Revitaliação da Área Externa da Biblioteca

Copa do mundo Parêntesis

Agradecemos à Sra. Claudia Torikachvili, pelo trabalho desenvolvido com grande carinho, humildade e entusiasmo, no projeto de Revitalização.

Os nossos garotos com a mão na terra!

Cooperação...

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Esforço!

Frutos!!!

Revitalização!!!

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Copa dodos mundo Mural Pais

Do Brasil para a Itália:

de Ricardo e Luc Há mais de 10 anos recebemos um convite para nos mudarmos para a Itália. Imaginamos uma oportunidade profissional muito boa e, mais que isso, pensamos na perspectiva de crescimento na educação e na cultura dos nossos filhos. O esporte nos ajudou muito na nossa adaptação, nos abriu portas, conhecemos lugares e pessoas maravilhosas.

Ricardo e Luciana

Lucas na seleção italiana de futsal

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Moramos na praia, na montanha, Sicilia, Bari e Torino. Vivenciamos o bom e o ruim que o esporte pode oferecer, nossos filhos estudaram em ótimas escolas, minha esposa estudou a língua e a cultura italiana, hoje colhe os frutos de todo o seu empenho e interesse, minha filha está tendo aqui no Brasil a oportunidade de dar


uma rica experiência

ciana Zanetic*

*Luciana é maestra da Escola da Infância, Sezione E

sequência escolar que se iniciou aos 3 anos na Sicilia e sempre com muito sucesso. Lucas, nosso filho mais velho, hoje com muito mais tempo de Itália do que de Brasil seguiu os passos do pai, jogador de futsal e com toda honra e orgulho, há 3 anos joga pela seleção Italiana de futsal.

Lucas, Ricardo, Luciana e Isabela (aluna da II Media)

Tivemos problemas sim, mais não tem comparação perto de tanta coisa boa que vivenciamos nesses quase 10 anos de Itália.

Isabela e Lucas se despedindo no aeroporto!

Eu fui muito feliz profissionalmente, fizemos amigos para a vida toda, e o que mais sinto falta dessa terra maravilhosa, sem dúvida é das pessoas, estas jamais esqueceremos.

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Educare alla Ver

Copa dodos mundo Mural Pais

Intervista con il Sig. Massimo Moretti, papà di Ci parli un po’ della sua famiglia. Sono sposato con Sueli e siamo i genitori di Beatriz (Scuola dell'Infanzia) e Francesco (IV Primaria). In Italia ho altri 03 figli. Purtroppo, circa un anno fa è morta la mia quarta figlia, Marta, all'età di 23 anni. Marta era una ragazza adottata, cerebrolesa; è morta cieca, a letto, non mangiava più ed era afflitta da tetraparesi spastica. Le poche volte che sorrideva era una conquista per me, visto che il massimo che mi poteva dare era un sorriso. Sapevo i suoi limiti, li accettavo e l'amavo per ciò che era. Marta mi ha aiutato a comprendere i limiti che esistono nei nostri figli, ed anche in noi stessi. I miei altri figli stanno bene. Franceso e Beatriz sono bambini perfettamente sani e felici. Abbiamo adottato anche Beatriz. Per noi la scelta di poter adottare e dare una chance a chi non ne ha

avute, di poter vivere nell'amore, è stata una cosa naturale, semplice. Non facciamo divisioni tra i figli, sono veramente uguali, amati allo stesso modo, con lo stesso affetto incondizionato e libero. Ripeto, a livello affettivo non esiste la minima differenza tra i nostri figli, sia nel momento di elogiarli che in quello di correggerli! Beatriz, un giorno, speriamo possa testimoniare l'amore che ha ricevuto dai suoi genitori adottivi, poiché non esiste niente di diverso da quello che ha e vive suo fratello Francesco. Cosa significa educare?

Lei

Riconoscere i talenti e i limiti dei bambini. È necessario che si cerchi di aiutare un bambino a manifestare i suoi talenti e riconoscere i propri limiti. Un bambino ha due priorità nella vita: poter giocare e sentirsi amato. L'amore di

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per

per sé è gioco, sicurezza, presenza e dev'essere incondizionato. In sostanza, educare per noi è amare! Quali sono le sfide maggiori che incontra nell’educazione quotidiana dei figli? Oggigiorno, per noi è importante che i nostri figli imparino ad evitare la bugia! Si può sbagliare, ci si deve scusare e ci si può pentire. La verità perdona tutto, mentre la bugia fa crollare tutto. A casa nostra si condivide ogni cosa, si cerca di camminare nella sincerità e nell'onestà, cercando di non fare del male a nessuno, di non pregiudicare nessuno. Spesso non sappiamo cosa sia bene per l'altro, ma di sicuro possiamo scegliere di non fargli del male! Quando portiamo i nostri figli a scuola ci teniamo che salutino tutti quanti incontrano a scuola, senza fare distinzioni di cariche o di ruoli. Abbiamo sempre


rità e alla Bontà

i Beatriz (Infanzia) e Francesco (IV Primaria) insegnato ai nostri figli che non esistono differenze tra gli esseri umani, ciò che li distingue sono le opportunità che hanno avuto. Chi ha avuto meno opportunità nella vita, a maggior ragione dev'essere riconosciuto, valorizzato e rispettato per ciò che è e non per quello che fa o ha! Noi genitori dobbiamo sempre cercare di dare l'esempio, poiché i nostri figli si abituano a comprendere e a seguire certi principi basici della convivenza tra gli essere umani, dall'esempio che riscontrano in papà e mamma.

Cosa desidera per il futuro dei suoi figli? Vorrei che crescessero con i principi della Verità e del Rispetto e che possano essere persone buone. Solo così avranno sempre qualcuno pronto ad amarli, visto che quando si ha qualcuno che ci ama, dal profondo del cuore, si è felici.

Bia e Francesco

Spesso non sappiamo cosa sia bene per l'altro, ma di sicuro possiamo scegliere di non fargli del male!”

Un bambino ha due priorità nella vita: poter giocare e sentirsi amato.”

Massimo con la moglie Sueli e i piccoli Francesco e Beatriz 59

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Copa Sorria do mundo

Sabia que o planeta Urano já teve um nome diferente?

Símbolos comuns que ninguém sabe o que significam originalmente: Flor-de-lis

O planeta Urano foi descoberto pelo compositor e astrônomo William Herschel em 1781, enquanto ele vasculhava o céu com seu telescópio no quintal de casa. Como o sistema oficial para nomear planetas ainda não havia sido estabelecido, Herschel decidiu homenagear o regente de então, o Rei George III da Inglaterra, chamando o astro de “Georgium Sidus” ou “Planeta Georgiano”.

Historiadores já detectaram a presença da flor-de-lis desde os tempos em que a Mesopotâmia e a Babilônia eram grandes potências, passando pela Idade Média e chegando até a nobreza francesa do tempo dos mosqueteiros. O símbolo já serviu até mesmo para marcar escravos recapturados após tentativas de fuga, mas não há registro de seu significado original em lugar algum. Hoje o sinal representa o escotismo mundial e tem grande presença na literatura também, o que mostra que ele basicamente serve para qualquer coisa em que as pessoas queiram utilizá-lo. Roubar para viver: espécies de animais cleptoparasitas

Canetas esferográficas Se você olhar atentamente para uma caneta esferográfica, vai notar que ela possui uma bolinha — geralmente feita de aço, carbeto de tungstênio ou latão — giratória na ponta. A esfera é a responsável por aplicar a tinta sobre o papel conforme vamos escrevendo, e também é ela que evita que ocorram vazamentos enquanto a caneta está em uso.

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Cleptoparasitismo se refere ao comportamento que alguns animais apresentam, no qual eles se aproveitam de recursos conquistados por outros para se alimentarem, ou para outras questões de sobrevivência. Diversas espécies de animais possuem esse tipo de comportamento, principalmente para comer. Só que para conseguir isso, alguns desses animais apresentam características de muita habilidade, destreza e estratégia.


Encontre ! Um presente vermelho, um pino de boliche, uma chave, uma bailarina...

Do livro Onde está? Mistério - Walter Wick, Jean Marzollo; Editora Fundamento Educacional, 2012. 61 IL GIRASOLE ON-LINE NOVEMBRE 2015


Ai Giovani

A última palavra Copa do mundo

Il Negativo di Eugenio Montale Tuorli d'un solo uovo entrano i giovani nelle palestre della vita. Venere li conduce, Mercurio li divide, Marte farà il resto. Non a lungo brillerà qualche luce sulle Acropoli di questa primavera ancora timida .

Eugenio Montale

“I giovani, cuore dell'umanità, entrano nella vita pronti a fare le loro esperienze: sono guidati dall'amore, ma dovranno affrontare le difficoltà del lavoro e dei rapporti fra le persone. Sopra la città, la luce della speranza non brillerà per molto: la giovinezza non dura a lungo.” Tema principale della poesia è la giovinezza. Essa, però, viene vista dal Poeta come una stagione effimera, breve, passeggera, un periodo di grandi speranze ed entusiasmi che presto potranno essere soffocati dalle fatiche di ogni giorno. di Victor Vallerini 62 IL GIRASOLE ON-LINE NOVEMBRE 2015


Autorità, Fondatori, Direzione e Rappresentanti COMITATO GESTORE (2014-2016) • Giuseppe d´Anna Presidente • Elio Colombo Junior Vice-presidente • Augusto Bellon Dirigente presso l'Ufficio Scolastico territoriale

CONSIGLIERI

• Adriana Corsari • Eugenio Petrucci • Manuela Fialdini • Nelio Bizzo • Paulo Funari

Sandra Papaiz - Associada benemérita Angela Papaiz - Associada benemérita Giuseppe d’Anna - Papaiz Udinese Marcio Parisi - Papaiz Nordeste Indústria Marzio Arcari - Instituto Cultural Italo-Brasileiro Nelson Castro - Associado benemérito

DIREZIONE DIDATTICA Paola Capraro – Direttrice Scolastica Italiana Silvia Maria de Freitas Adrião – Direttrice Scolastica Brasiliana

DIRETTORE AMMINISTRATIVO Lorenzo Gemma

Elenco Rappresentanti di Classe - a.s. 2015 Scuola dell’Infanzia - sez. A-B-C-D-E ...........................................CLAUDIA TORIKACHVILI Scuola Primaria - classe 1ª ........................................................ CLAUDIA TORIKACHVILI Scuola Primaria – classe 2ª A .................................................... INÊS DE DIVITIIS GIANNI Scuola Primaria – classe 2ª B...........................................................AGUSTINA DE VEDIA Scuola Primaria – classe 3ª A ....................................................... GABRIELA PREDEBON Sc. Sec. I Grado – classe 1ª A .................................... MARCELO BARROS TÔRRES ALVES Sc. Sec. I Grado – classe 1ª B...........................................................ADRIANA DI GIAIMO Sc. Sec. I Grado – classe 3ª .................................................................. LUIZA BURKINSKI Sc. Sec. II Grado (Liceo) – classe 1ª ............................................. RAFFAELLA ROBBIANO Sc. Sec. II Grado (Liceo) – classe 2ª ............................................ DAISY ARAKAKI ALLODI Sc. Sec. II Grado (Liceo) – classe 3ª .....................................FERNANDO NUNES INSERRA Sc. Sec. II Grado (Liceo) – classe 4ª .................................SARAH SIXEL BOMFIM TÔRRES

ASSOCIATI FONDATORI

ASSOCIATI BENEMERITI •AEDA •Alitalia •Angela Papaiz •Angelo Vecchi •Anna Maria Barrucci •Banco Bradesco •Benedetti Sandro Isidori •Campari do Brasil •Circolo Italiano •Conde Raffaele Leonetti

•Edoardo Pollastri •Fabio Perini S.A. •Fiat Automóveis •Generali do Brasil •Grupo Masini •Impregilo SpA •Instituto Cultural ItaloBrasileiro (ICIB) •Luigi Bauducco •Nelson Castro •Papaiz ind e com

•Patronato Assist. Imigrantes Italianos (PAII) •Pirelli S.A. •Saipem do Brasil •Sandra Papaiz •Scac S.A. •Sergio Comolatti •Udinese ind e com •Unicredito Italiano •Unilever •Zanemp Empreendimentos

CONSOLATO GENERALE D'ITALIA A SAN PAOLO Michele Pala - Console Generale 63 IL GIRASOLE ON-LINE NOVEMBRE 2015

• BERTOLINI RICCARDO

• BERTOLINI ALFONSA • CROSO EDGARDO • GENTILINI PALMIRO • GHERSI LORENZO • MATTOLI SOCRATE • ROBERTO ALBERTO • ROBERTO PAOLA


“Os jovens aprenderão sozinhos se na escola tiverem aprendido a pensar” Eugenio Montale Nobel de Literatura, 1975

Filosofia da Escola Um dos valores mais importantes do nosso projeto pedagógico é a formação integral do educando. Interessa-nos que o aluno construa, ao longo da sua escolaridade, um lastro cultural e intelectual que lhe permita atuar de forma responsável, competente, crítica e autônoma ante as exigências impostas pela sociedade.

Rua Dr. José Gustavo Busch, 75 Morumbi / SP Tel.: (11) 3759-5959 www.montale.com.br

Profile for scuola italiana eugenio montale

Il Girasole Novembre 2015  

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