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ISSN 2448-1254

Bollettino Informativo e Culturale on-line della Scuola Italiana “Eugenio Montale” N° 07 – Aprile 2016

Montale Inovadora e criativa 34 anos

Ainda nesta edição: Escola e Integração


Sumário

Editorial

Editorial...................................................................................... 2 Palavra da Escola – Non sono pericoloso.................................. 4 Acontece – Ano Internacional do Entendimento Global........... 7 Da sala de aula – Três mundos num só..................................... 8 Palavra da Escola – Montale Inovadora e Criativa.................... 10 Palavra da Escola – Parabéns Girasole On-Line!....................... 12 Parêntesis – Addio a un grande maestro!................................ 14 Nossa gente – Fabiana Infante................................................... 16 Parêntesis – A arte de escrever e publicar livros....................... 18 Da sala de aula – Tudo em um clima de aventura .................... 20 Da sala de aula – Um dia especial............................................. 22 Da sala de aula – COPED 2015.................................................. 24 Da sala de aula – Projeto Moitará............................................. 28 Pedagogicamente Falando – Inclusão....................................... 30 Pedagogicamente Falando – Integração.................................. 32 Você sabia que – Integração e Música...................................... 34 Você sabia que – Integração e Arte........................................... 35 Você sabia que – Integração e Esporte..................................... 36 Você sabia que – Integração e Gastronomia............................. 38 De onde viemos – Benvenuti a Spoleto!................................... 40 De onde viemos – Dall’Africa fino in Brasile!............................. 42 Meninos de Ouro – L’abbraccio di una buona scuola................ 44 Meninos de Ouro – Saber usar a dúvida para a evolução......... 46 Meninos de Ouro – Quella marcia in più.................................. 48 Mural dos pais – A arte de ensinar a gostar de estudar............ 50 Mural dos pais – Aprender a manter as amizades.................... 52 Mural dos pais – Montale: Inovadora e Criativa....................... 54 Cursos – Corsi di Lingua e Cultura Italiana................................. 55 Curiosidades......................………….……….…….....…..……………..…. 56 A última palavra – Integrità e Silenzio..................……………..….. 58

Bollettino informativo e culturale On-line della Scuola Italiana “Eugenio Montale” N. 07 – Aprile 2016 ISSN 2448-1254 Direzione: Victor Vallerini Revisione dell’italiano: Victor Vallerini Revisione del portoghese: Fabiana Infante Composizione grafica: Fabiana Infante Contatti: victor@montale.com.br / fabiana.infante@montale.com.br Website: www.montale.com.br 2 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016

Il vero significato dell’integrazione scolastica Cari Lettori, È con grande gioia che ci rincontriamo in questo primo numero della nostra rivista On-Line del 2016. Sono tanti gli articoli che leggerete in quest’edizione e perciò vorrei cogliere l’occasione per ringraziare tutti coloro che generosamente ci hanno offerto un po’ del loro tempo e delle proprie competenze. Grazie di cuore a tutti i nostri scrittori! Il tema pedagogico fondamentale di quest’edizione è quello dell’Integrazione. A riguardo leggeremo articoli variati e molto interessanti, nei quali sono proposte riflessioni diverse in ambiti diversi, come: lo sport, la musica, la gastronomia, la scuola, ecc. In particolare abbiamo l’onore di accogliere in queste pagine un breve testo di Rodrigo Hübner Mendes, idealizzatore e fondatore dell’Istituto Rodrigo Mendes (IRM), che è oggi la più grande istituzione nazionale che si occupa dell’inclusione scolastica degli alunni con qualche disabilità. Dalle parole di Rodrigo possiamo sognare una


scuola in grado di integrare tutti e ciascuno, un modello di scuola in cui tutti gli insegnanti e i vari operatori siano coinvolti nella costruzione di una comunità scolastica integrante.

caratterizzano ogni momento dell’esistenza umana. Dalla culla alla bara si impara sempre. Compito della scuola, dunque, è quello di aiutare ogni alunno a sentirsi parte integrante di un gruppo, ciascuno con il proprio ruolo e con le proprie mansioni: come un’orchestra in cui ognuno, pur suonando uno strumento diverso, contribuisce alla buona riuscita dell’esecuzione del brano musicale. Il senso di appartenenza a una comunità può rompere, e di fatto rompe, ogni barriera.

L’integrazione non riguarda solo l’alunno disabile: ciascuno di noi ha bisogno di aiuto e di sostegno, fosse anche solo in certi momenti e in certe occasioni. E questo perché l’uomo, a differenza degli animali che dopo la nascita sono subito in grado di cavarsela da soli, non nasce autonomo. Lo diventa.

Buona lettura!

Integrazione è fare nuovi amici!!!

Prima attraverso un lungo “allevamento” e poi mediante l’educazione e l’istruzione, che

di Victor Vallerini

Integrazione e Creatività

Integrazione Genitori e Figli

3 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016


Non sono pericolos

Copa doda mundo Palavra Escola

All’inizio di un nuovo Anno Scolastico mi è gradito porgere il benvenuto a tutti gli studenti della Scuola Italiana Eugenio Montale e porgere, altresí, un saluto riconoscente ai loro genitori che hanno deciso di affidare alla nostra Scuola la formazione dei propri figli. Siamo consapevoli che il supporto delle famiglie è indispensabile perché la scuola diventi il luogo educativo che tutti noi sogniamo.

Il presidente d’Anna con i bambini della Scuola dell’Infanzia

Un augurio di buon lavoro a tutto il personale. Crediamo che una scuola può funzionare se tutte le sue componenti funzionano: ognuno ha il suo ruolo, i suoi compiti, le sue funzioni; insieme costituiamo una comunità integrata di servizio, che è soprattutto una comunità educante.

impegnarvi nella vostra fondamentale funzione educatrice, anche in questi tempi difficili.

Un saluto caloroso a tutti gli studenti. Impegnatevi nello studio, nel comportamento, nel rispetto delle regole della buona convivenza civile, e diventerete bravi cittadini, lavoratori consapevoli, persone su cui si potrà contare, sempre e ovunque vi troverete.

Lavoreremo tutti insieme, per promuovere iniziative, creare entusiasmo, proporre azioni di miglioramento, in un clima di dialogo, di rispetto reciproco, di condivisione, di serenità e sincerità, facendo leva sul senso di responsabilità di ciascuno. Vorrei, a questo punto, fare una breve riflessione sul tema interdisciplinare proposto dai professori della Montale che è quello dell’Integrazione, poiché tocca problematiche attuali di grande spessore come quelle legate al fenomeno dell’Immigrazione dei popoli.

A voi, docenti, giunga tutto il mio sostegno affinché continuiate con passione, competenza e professionalità a svolgere l’importantissimo e delicato ruolo nella formazione delle nuove generazioni e ad

L’immigrazione sembra rappresentare una grande sfida non solo per l’Italia, ma per tutta l’Europa. Spesso si tende a parlare degli immigrati come un “problema” e questo avviene perché l’opinione pubblica,

4 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016


so, sono in pericolo molto spesso, corre il rischio di avere una visione distorta o limitata del fenomeno dell’immigrazione. In questi ultimi mesi, negli Stati europei si parla frequentemente di una politica di integrazione, cioè una politica dell’alloggio, dell’assistenza sociale e dell’istruzione, ma anche, purtroppo, di una politica di chiusura di frontiere. E questo, a mio avviso, è un paradosso se si pensa che giorno dopo giorno ci si incammina verso un “allargamento”dell’Europa. Ed è appunto come “Europa” che si dovrebbe affrontare il problema. Forse l’integrazione non è solo un problema politico, ma soprattutto una sfida che ha come premio la crescita dell’intera Comunità Europea. Mettiamoci brevemente nei panni di un immigrato, costretto a vivere in un nuovo Stato, emigrare verso un’altra terra, confrontarsi con una cultura estranea,

di Giuseppe d’Anna

Ricordate, ricordate sempre, che tutti noi, che tu ed io in particolare, discendiamo da immigrati.” Franklin D. Roosevelt

imparare una lingua sconosciuta e sentendo tanta, tanta voglia di tornare a quelle radici da cui forzatamente e necessariamente è stato allontanato!! Forse questi o tanti altri pensieri affollano la mente di un immigrato. Difficile, per noi, ricostruire quelle emozioni che mai si sono provate, difficile immaginare di essere un “esule”. L’immigrazione è necessità di integrazione, poiché il problema del singolo è un problema della collettività.

5 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016


Mai come oggi la “paura dello straniero”, la sfiducia nelle sue capacità, quell’assurdo considerarlo come “diverso”, solo perché appartenente a modelli etici e culturali differenti, diviene un concetto del tutto fuori luogo in Europa, come altrove. Non si cresce chiudendo le porte al mondo!

maggior parte dal Meridione d'Italia ed erano quasi tutti di estrazione contadina. Nella rapida crescita di città come San Paolo gli italiani furono i protagonisti. Quelli di loro più intraprendenti abbandonarono le campagne ed il sogno di diventare piccoli proprietari terrieri e si avventurano nel settore dei servizi e nel commercio, contribuendo notevolmente al rapido sviluppo del Brasile. Quartieri di San Paolo come Brás, Bexiga, Barra Funda, Bon Retiro, sono solo alcuni tra quelli completamente italiani, luoghi dove gli emigrati maturavano le relazioni fra paesani, conservando la loro cultura, come testimoniano le numerose feste dei Santi Patroni delle loro regioni d'origine.

Essendo cittadino italiano che abita da molti anni in Brasile, non posso dimenticare di citare l’immigrazione degli italiani in questo Paese. Forse non tutti sanno che secondo una stima dell'IBGE (Istituto Brasiliano Geografico Statistico) fra il 1884 ed il 1939 sono entrati in Brasile oltre 4 milioni di persone e gli italiani rappresentavano il più importante gruppo di immigrati, superando persino i portoghesi. La prima ondata di emigranti, prevalentemente di origine veneta, si insediò nelle regioni del Sud, a Santa Catarina. Gli italiani che arrivarono successivamente, per lo più contadini, per lavorare come braccianti seguirono lo sviluppo delle piantagioni di caffè insediandosi nella regione di San Paolo.

In Brasile, gli italiani hanno incontrato un’altra Patria, da essa sono stati accolti e con essa si sono Integrati! Vorrei concludere questa mia breve riflessione sul tema dell’Integrazione citando il famoso scrittore brasiliano, Paulo Coelho che affermava: “Quando si

Gli italiani che arrivarono a San Paolo all'inizio del XX secolo provenivano nella

avvicina uno straniero e noi lo confondiamo con un nostro fratello, poniamo fine a ogni conflitto. Ecco, questo è il momento in cui finisce la notte e comincia il giorno.”

Buon anno scolastico a tutti! Il presidente d’Anna durante l’inaugurazione dell’anno scolastico 2016 6 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016


Copa do mundo Acontece

ANO INTERNACIONAL DO ENTENDIMENTO GLOBAL – 2016 A Missão da UNESCO consiste em contribuir para a consolidação da paz, a erradicação da pobreza, o desenvolvimento sustentável e o diálogo intercultural através da educação, das ciências, da cultura, da comunicação e da informação. Educar para a Cidadania Global pressupõe: - alcançar a educação de qualidade para todos e a aprendizagem permanente ao longo de toda a vida; mobilizar o conhecimento científico e as políticas relativas à Ciência com vistas ao desenvolvimento sustentável; enfrentar e resolver os novos problemas éticos e sociais; construir sociedades do conhecimento inclusivas e integradoras com o apoio da informação e da comunicação. O Ano Internacional do Entendimento Global tem a finalidade de proporcionar uma compreensão profunda da maneira com que os povos devem conviver para garantir a sustentabilidade.

de Helenice Schiavon 7 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016


Da sala aula Copa dode mundo

Três mundos num só

É de um dos mais importantes geógrafos que o Brasil conheceu, Milton Santos(1), a seguinte afirmação: “vivemos três mundos num só: o mundo tal qual nos fazem vê-lo, o mundo tal como ele é, e o mundo como ele pode ser”. Muitos de nós, entretanto, acreditamos que viver não é uma tarefa que nos renda juntar todas as partezinhas deste nosso complexo mundo. Para muitos, viver é escolher qual personagem incorporar e em qual fábula (ou mundo) se inserir. Assim, segundo tal ideia, nós, seres deste planeta, escolhemos ser um personagem neste ou naquele mundo ou história; esta preferencialmente escrita em versos alexandrinos, muito embora sempre tenhamos a sensação de vivê-la duramente em prosa. É assim que, invariavelmente, vamos todos vivendo nossa fábula individual, como que num consenso mudo, na ilusão de um mundo de dignidade, protegidos do mundo da perversidade que, por sorte, ainda não nos atingiu; na esperança de encontrar um mundo como ele pode ser. Não nos damos conta assim tão facilmente — decerto porque teimamos em viver em mundos e atuar como personagens independentes — de que a geografia do nosso mundo é paradoxalmente complexa e mais singela do que imaginamos: se ousássemos viver “os três mundos num só”, de longe perceberíamos que a doença que hoje nos invade o corpo é resultado daquilo que comemos (ou não), das escolhas globalizadas que fazemos nos supermercados, das marcas que optamos por consumir em nome da modernidade; que as crenças que

temos hoje advém, muitas vezes, dos canais de televisão que nos consideram apenas como clientes a quem oferecem produtos, das etiquetas que colamos no nosso corpo, dos produtos que compramos por compulsão, dos livros que deixamos de ler... Se admitíssemos viver “os três mundos num só” entenderíamos com clareza que o mosquito que voa para bem longe, afugentado pelo inseticida quase eficaz, pela eficiência de alguns dos médicos que nos assistem nos planos de saúde e pelo repelente a que, afortunadamente, podemos ainda pagar, é o mesmo que perfura - e há muito vem perfurando - o ventre das severinas vidas ao norte do país, a alguns passos de nossas casas ou a milhas e milhas daqui. Se tivéssemos a humildade de reconhecer que não somos tão protagonistas assim nessa história, e que não há como vivermos apenas uma fábula em especial – mas todas, “os três mundos num só” – então estremeceríamos ao ler que o mar de lama que se formou em Mariana afetou 663 quilômetros de rio, cuja enorme doçura não impediu que maculasse o Oceano; não o nosso oceano, mas o oceano de todos. Entenderíamos também que, a despeito de todos os nossos esforços, para cada criança poupada dos horrores da guerra, da perversidade das tão adultas fronteiras que estabelecemos ao redor do mundo e para cada criança que saiu ilesa na guerra contra um inseto ou um homem-inseto; para cada uma delas há outra, esfomeada, afogada ou doente; que em breve se tornará invisível, antes mesmo de conseguir se fazer notar.

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Josué de Castro (2) bem analisou a geografia da humanidade: (ela) “se divide em dois grupos - o grupo dos que não comem e o grupo dos que não dormem com receio da revolta dos que não comem." Aqui também nos parece que os enredos de tão diferentes fábulas se cruzam. Sírios, afegãos, eritreus e nigerianos fogem da morte e cruzam os mares; e neles morrem para pisar em solos que, de novo, teimam em lhes virar a face, duvidar do sangue que lhes corre nas veias, da assustadora humanidade que exalam nos corpos curtidos. A verossimilhança com que estas vidas secas se colocam nestas histórias chega a dar calafrios, pois, por certo, fazem-nos lembrar das vidas - tão vizinhas - que se amontoam nos viadutos, bueiros e faróis de nossa cidade. Esse reconhecimento da identidade de personagens tão comuns e recorrentes não é mera casualidade, por certo: lá, como aqui, a geopolítica da própria Pátria não lhes foi generosa; ao contrário, empurrou-lhes como mendigos ou piratas à nova Babel, onde devem tornar e tornar a pedir, sempre nestas e em outras portas — embora nos seja conveniente que batam sempre às mesmas — que os irão igualmente espremê-los, porque nunca há de se ter lugar para elas em nossas cidades, estados, países; o que se dizer em nossos corações. E é dessa forma que vamos vivendo nossa fábula individual, excluindo as outras – não sem antes temê-las, ignorá-las e até

de Helenice Schiavon


destruí-las por precaução. A composição de tantos enredos e tramas protagoniza muitas classes de personagens de acordo com suas esferas de ação. Mas todos — do vilão ao falso herói, no Oriente ou no Ocidente, nos países de cima ou nos países de baixo — fazem repetir a mesma fábula; individual e desprovida de compaixão. Melhor mesmo seria se, ainda que por breves instantes, pudéssemos todos sonhar viver um o Ano inteirinho de Entendimento Global no Mundo. Dá para imaginar isso? Seria como se novas manchetes ocupassem os jornais do mundo: Serra Leoa: gestão inovadora garante que, em 2016, nenhum ser humano será privado de água potável. Alívio: países afetados por conflitos como Síria e Iraque já não sofrem com a insegurança alimentar. Público ou privado, o atendimento em saúde no Brasil vira um modelo para pacientes no mundo todo. Sudão garante o melhor registro no ranking mundial de Desigualdades de gênero.

Em encontro realizado em Paris, todos os países do mundo se mobilizam na força-tarefa para o acolhimento aos imigrantes. Programas serão implantados em todos os continentes nos próximos meses. Apenas 11 países ainda estão em guerra no mundo. Esforços da ONU se intensificam. Seria como se todo o mundo se unisse em torno de metas comuns, compartilhasse “objetivos para o desenvolvimento sustentável”(3) e estabelecesse “soluções para os desafios globais, como as mudanças climáticas, a segurança alimentar ou as migrações”... (4) Seria como se compreendêssemos “verdadeiramente as consequências das nossas escolhas pessoais no planeta – por exemplo, quando comemos, bebemos e produzimos” e decidíssemos, finalmente, fazer mudanças adequadas e efetivas; “construindo pontes entre os pensamentos globais e as ações locais”...(4) De fato, talvez seja chegada a hora de nos rendermos à escrita de uma

Serra Leoa: gestão inovadora garante que, em 2016, nenhum ser humano será privado de água potável. Alívio: países afetados por conflitos como Síria e Iraque já não sofrem com a insegurança alimentar. Programas serão implantados em todos os continentes nos próximos meses.

nova história global. Isto significa lutar localmente, esforçando-nos sempre para ser unânimes; reconhecendo o amplo alcance de nossas ações, assumindo posturas globais e coerentes enquanto nação ética e, quem sabe, mais amorosa. Somente dessa forma será possível nos dedicar a escrever uma narrativa inequívoca e inevitável – a de viver os “três mundos num só”; recriar essa história enquanto é clímax, mudar o foco da narrativa enquanto é tempo, reavaliar o herói e a vítima, dar outras vozes e consciências aos personagens em suas esferas e, quem sabe, conferir consensuais e mais humanos desfechos. Nota: O Conselho Internacional de Ciências (ICSU), o Conselho Internacional das Ciências Sociais (ISSC) e o Conselho Internacional de Filosofia e Ciências Humanas (CIPSH), anunciaram 2016 será o “Ano Internacional do Entendimento Global” (IYGU)(4).

Público ou privado, o atendimento em saúde no Brasil vira um modelo para pacientes Sudão garante o no mundo todo. melhor registro Apenas 11 países no ranking ainda estão em mundial de guerra no mundo. Desigualdades de Esforços da ONU se gênero. intensificam. Em encontro realizado em Paris, todos os países do mundo se mobilizam na força - tarefa para o acolhimento aos imigrantes.

Para saber mais, acesse: (1) https://www.youtube.com/watch?v=9jOmsQ-2sg8 (2) http://www.projetomemoria.art.br/JosuedeCastro/ (3) http://www.unric.org/pt/images/stories/2015/PDF/Sustainable_Development_Goals_POSTER_PT.jpeg (4) http://www.global-understanding.info/pt

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Copa doda mundo Palavra Escola

Montale - Reconhecidame

Imagine uma escola onde as crianças podem explorar o mundo e suas curiosidades de forma autônoma. Um escola onde pode trazer brinquedo todo dia e até os alunos de 2 anos de idade participam das decisões dos projetos de trabalho. Imagine uma escola onde se passeia por três e, às vezes, até 4 línguas apostando nestas como importante instrumento de emancipação e conhecimento. Uma escola onde se discute currículo com frequência superando os modelos estáticos e buscando sempre uma melhor adequação para cada grupo ou aluno.

Um lugar onde o brincar não é visto como perda de tempo, ao contrário, fonte rica de aprendizagem e a convivência é promovida e estimulada como fonte de cidadania e diversidade. Uma escola que entende o processo de construção da autonomia e os conflitos como meios de superação do individualismo e um mecanismo que deve ser trabalhado de dentro para fora e não vice versa. Uma escola que busca ouvir os jovens e permite que atuem com protagonismo ao longo do percurso escolar.

Que se permite conservar eixos de conhecimentos clássicos caminhando lado a lado com as demandas do século XXI. Que prioriza a qualidade frente à quantidade, investe no tempo como fonte de sedimentação do saber diante de um mundo consumido pela velocidade e informações superficiais. Que se preocupa com o meio ambiente, a sustentabilidade e faz destas preocupações objeto de debate, de projetos de pesquisa e até princípio norteador na administração dos próprios recursos materiais. Uma escola onde os pais elegem seus representantes e estes participam ativamente da gestão.

...inovadora... Montale ...

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ente Inovadora e Criativa ...e criativa!

de Paola Capraro e Silvia Adrião

Um lugar onde o professor é respeitado e o diálogo é a principal ferramenta de trabalho. Que tem história e faz história. Uma associação sem fins lucrativos que vê no pedagógico sua maior riqueza. Uma escola sonhada e construída por visionários, sócios beneméritos da Associação, e que ainda hoje atuam para preservar este espírito. Esta é a Montale! Esta é a nossa escola. Longe de ser um lugar perfeito, é uma escola viva que se faz e refaz a cada dia e a cada novo desafio. E foi por estas características que o Ministério da Educação do Brasil, após uma chamada pública realizada ao longo do ano de 2015 reconheceu a nossa escola como modelo de Inovação e Criatividade.

Este reconhecimento nos trouxe bastante satisfação e

legitimou nosso modelo de ensino, que desde sua origem é único. Uma escola híbrida, composta de culturas e línguas diferentes, aberta para o mundo. A iniciativa do Ministério da Educação, pioneira em nossa história, procurou localizar modelos de ensino diferenciados e com resultados positivos. Das quase mil instituições inscritas apenas 178 foram selecionadas, mapeadas e divulgadas para todo o Brasil. A ideia é que nossa escola, assim como as outras instituições e iniciativas que receberam este reconhecimento, sirva de modelo para a elaboração de políticas públicas voltadas para uma educação mais participativa e conectada com as reais necessidades do milênio, ou seja, um mundo mais igualitário, sustentável e

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humano.

Este reconhecimento é também uma enorme responsabilidade, sendo nossa escola modelo, devemos manter firmes os princípios que nos trouxeram até aqui. Como diz a poesia de Eduardo Galeano: “A utopia está lá no horizonte. Me aproximo dois passos, ela se afasta dois passos. Caminho dez passos e o horizonte corre dez passos. Por mais que eu caminhe, jamais alcançarei. Para que serve a utopia? Serve para isso: para que eu não deixe de caminhar.” Acesse o link abaixo que explica a pesquisa e os critérios de avaliação das escolas escolhidas: http://criatividade.mec.gov.br/ No link abaixo podemos consultar as instituições escolhidas, inclusive a Montale! http:// simec.mec.gov.br/educriativa/ mapa_questionario.php


Parabéns Gira

Copa doda mundo Palavra Escola

O novo formato da nossa revista completa em 2016 dois anos de publicações! Mas, além deste motivo de comemoração é com grande satisfação e alegria que comunicamos que a nossa revista obteve, pelo Centro Brasileiro de ISSN, o código ISSN 2448-1254. Isto a torna ainda mais um meio profissional de comunicação com o reconhecimento dos órgãos nacionais competentes.

Este reconhecimento faz da Girasole On-Line um espaço ainda mais aberto ao diálogo e ao confronto de ideias e opiniões, notícias e reflexões sobre as atividades formativas, culturais e didáticas da Montale. O código ISSN trará à nossa revista mais professores universitários brasileiros e italianos continuando sendo um elemento importante de encontro e debate entre as culturas italiana e brasileira. O material publicado é o resultado de uma intensa produção cultural, artística e científica que envolve os quatro níveis de ensino da Montale: Scuola dell' Infanzia, Scuola

Primaria, Scuola Secondaria di I Grado e Scuola Secondaria di II Grado. Destinado não apenas à comunidade montaliana, mas também à toda comunidade ítalo-brasileira, a Girasole OnLine é uma publicação quadrimestral que coloca a nossa Escola como protagonista ativo, responsável e criativo na divulgação da cultura ítalobrasileira. Para publicar e ler o Girasole On-Line foi criado um site próprio: ww.girasoleonline.com.br, no qual poderão ser recolhidos todos os números da revista, desde a sua primeira edição digital. A partir deste número, a revista se enriquece com mais uma coluna: De onde viemos. Esta coluna vai receber testemunhos de nossos alunos sobre suas cidades de proveniência.

de Lorenzo Gemma

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asole On-Line! Comunicamos também, com grande satisfação e para alegria dos nossos alunos, que foram inaugurados recentemente: - o novo tanque de areia para as crianças da Infância; - a nova quadra poliesportiva coberta; - os novos toldos do pátio. O presidente d’Anna durante a inauguração do novo tanque de areia para as crianças da Infância.

Tudo isso faz parte do nosso esforço permanente para melhorar a nossa infraestrutura.

A nova quadra poliesportiva coberta.

Os novos toldos do pátio. 13 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016


Copa do mundo Parênteses

"Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge invece avrà vissuto 5.000 anni“. Questa è una delle molte frasi famose dello scrittore Umberto Eco, che ci ha lasciato nel mese di febbraio. L’Italia ha perso uno dei più grandi scrittori e filosofi della sua storia. Umberto Eco, responsabile della creazione di opere di somma rilevanza e importanza nella scena della letteratura italiana moderna, come “Apocalittici e integrati” (1964), “Lector in Fabula” (1979) e il best seller “Il nome della Rosa” (1980), tra tantissimi altri. La storia del piemontese Umberto Eco inizia il 5 gennaio 1932, nella città di Alessandria. Proprio ad Alessandria Eco cresce ed esegue i suoi primi studi.

Addio a un grande maestro! Consegue la maturità al liceo classico locale e inizia a frequentare l’Università di Torino, dove affronta i suoi primi studi letterari. Pur avendo come punto di riferimento e oggetto di studio il teologo medioevale Tommaso d’Aquino, Eco, ironicamente, abbandona la fede e la chiesa cattolica, che fino a quel momento frequentava con assai fervorosità. Nel 1954 si laurea con una tesi sull’estetica di Tommaso d’Aquino e comincia a interessarsi di filosofia e cultura medioevale, campo d’indagine mai più abbandonato. Da questo punto in poi, Eco ebbe una brillante e riconosciuta carriera. Umberto Eco è stato responsabile dell’innovazione dell’ambiente culturale della televisione, per la centralizzazione della RAI nel

sistema culturale italiano e per ampi studi sugli effetti dei massmedia e della cultura di massa nella società attuale. Ha insegnato nelle rinomate Università di Yale, Harvard, Columbia, Toronto, ed è stato professore emerito e presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici dell’Università di Bologna. Inoltre ha ricevuto premi di grande importanza, tra cui il Premio Strega per “Il Nome della Rosa”, nel 1981. Seguendo i suoi propri ideali, Eco “ha vissuto più di 5000 anni”, poiché aveva una delle più grandi biblioteche private in Italia e della quale lesse tutti i libri che la compongono. Purtroppo questi 5000 anni, che a noi sono sembrati solo 85, si sono spenti.

Umberto Eco, dettaglio della sua grandiosa biblioteca

La prima qualità di un onest'uomo è il disprezzo della religione, che ci vuole timorosi della cosa più naturale del mondo, che è la morte, odiatori dell'unica cosa bella che il destino ci ha dato, che è la vita, e aspiranti a un cielo dove di eterna beatitudine vivono solo i pianeti, che non godono né di premi né di condanne, ma del loro moto eterno, nelle braccia del vuoto. Siate forti come i saggi dell'antica Grecia e guardate alla morte con occhio fermo e senza paura.”

14 ILILGIRASOLE NOVEMBRE GIRASOLEON-LINE ON-LINE APRILE 2016 2014


farfallone, tanghero, cazzone, magnafregna, pulcinella, zozzone, scassapalle, mangiapaneatradimento, gonzo, bestione, buzzicone, cacacammisa, sfrappolato, puzzone, coatto, gandùla, brighella, pituano, pisquano, carampana, farlocco, flanellone, flippato, fricchettone, gabolista, gaglioffo, bietolone, e tanti altri termini bellissimi che lo spazio mi obbliga a tagliare. Speriamo bene, per la riscoperta dell’idioma gentile. (La bustina di Minerva, L'Espresso) SULLA BELLEZZA È bello qualcosa che, se fosse nostro, ci rallegrerebbe, ma che rimane tale anche se appartiene a qualcun altro. (Storia della bellezza) SUGLI IDOLI La saggezza non sta nel distruggere gli idoli, sta nel non crearne mai. (Sette anni di desiderio) SULL'OROSCOPO Si nasce sempre sotto il segno sbagliato e stare al mondo in modo dignitoso vuol dire correggere giorno per giorno il proprio oroscopo. (Il pendolo di Foucault) SU INTERNET Questo è il bello dell’anarchia di Internet. Chiunque ha diritto di manifestare la propria irrilevanza. (La bustina di Minerva, L'Espresso) SULL'AMORE Cos’è l’amore? Non v’è nulla al mondo né uomo né diavolo, né alcuna cosa, che io non consideri così sospetto come l’amore, ché questo penetra l’anima più di qualunque altra cosa. Non esiste nulla che tanto occupi e leghi il cuore come l’amore. Perciò, a meno di non avere quelle armi che la governano, l’anima precipita per l’amore in una immensa rovina. (Il nome della rosa)

SULLA LETTURA Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5.000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… Perché la lettura è un’immortalità all’indietro. (La bustina di Minerva, L'Espresso) SUL BISOGNO DI INNAMORARSI Bisogno di innamorarsi. Certe cose le senti venire, non è che ti innamori perché ti innamori, ti innamori perché in quel periodo avevi un disperato bisogno di innamorarti. Nei periodi in cui senti la voglia di innamorarti devi stare attento a dove metti piede: come aver bevuto un filtro, di quelli che ti innamorerai del primo essere che incontri. Potrebbe essere un ornitorinco. (Il pendolo di Foucault) SULL'UTILITÀ DELLE COSE POCO SERIE Una delle prime e più nobili funzioni delle cose poco serie è di gettare un'ombra di diffidenza sulle cose troppo serie. (Diario minimo) SULLA MODA Imponendo un contegno esteriore, gli abiti sono artifici semiotici ovvero macchine per comunicare. (Sette anni di desiderio) SULL'INSULTO COLTO Che tipo di parolacce può usare oggi un giovane, per sentirsi appunto in polemica coi suoi genitori, quando i suoi genitori e i suoi nonni non gli lasciano più alcuno spazio per una inventiva scurrilità? Consiglio ai giovani parole desuete ma efficaci come pistola dell’ostrega, papaciugo, imbolsito, crapapelata, piffero, marocchino, morlacco, badalucco, pischimpirola, tarabuso, balengu, piciu, cacasotto, malmostoso, lavativo, magnasapone, tonto, allocco, magnavongole, zanzibar, bidone, ciocco, bartolomeo, mona, tapiro, belinone, tamarro, burino, lucco, lingera, bernardo, lasagnone, vincenzo, babbiasso, saletabacchi, fregnone, lenza, scricchianespuli, cagone, giocondo, asinone, impiastro, ciarlatano, cecè, salame, testadirapa,

Noi siamo la nostra memoria. Quando morirò ricorderò tutto. (intervista nella videoinstallazione "Sulla memoria" di Davide Ferrario)

Grazie Maestro!!!

Umberto Eco

15 IL GIRASOLE GIRASOLE ON-LINE ON-LINEAPRILE NOVEMBRE 2014 IL 2016

di F. Laudisio e F. Inserra


Copa do gente mundo Nossa

Cada um fazendo a su

de Fabian Desde que a Fabiana chegou na Montale ela sempre nos mostrou o brilho vivo da Luz que carrega em si. Todo dia nos recebe com a mesma serenidade, a mesma paciência e gentileza, todo dia manifestando aquela mesma Luz que a destaca e a torna ‘construtora’ do mundo melhor que tanto almeja. Sim, porque vemos o que Somos e fazemos o que vemos, portanto ela é Exemplo, claro e lúcido, das boas e belas virtudes da Vida. Agradecemos a Fabiana pela generosidade que tem com todos na escola, pelo carinho e atenção com os quais acolhe qualquer pedido ou tarefa, pela competência e profissionalismo colocados ao serviço de todos, sempre com humildade e bondade. Obrigado Fabiana, por tudo o que você É e FAZ. Teus amigos da Montale

Fabiana com os filhos Gabriela e Guilherme e o marido Marcello

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Trabalhar em uma escola traz muitos desafios. A responsabilidade e a movimentação diária nos provoca o tempo todo. Principalmente para alguém que, como eu, sempre trabalhou em grandes empresas com uma rotina fixa e passos calculados. Na Montale, cada dia é uma nova aventura, podemos embarcar nas fantasias das crianças e seguir sonhando com um futuro melhor. Estar perto dos pequenos e de sua energia incansável nos recarrega e faz com que o dia-a-dia seja uma alegria. Já os mais velhos e seus questionamentos trazem a


ua parte, numa só voz!

na Infante

Gabriela e Guilherme quando pequenos

realidade que está por vir, os projetos imediatos que os deixam tão seguros de si que são capazes de mudar o mundo. Sem dúvidas, na escola não podemos nos queixar de mesmice. Sou formada em psicologia e dediquei minha carreira à área de Recursos Humanos, trabalhando em multinacionais na área de Recrutamento e Seleção, no início, e posteriormente em Treinamento e Desenvolvimento. Sempre acreditei na capacidade humana de melhorar, crescer e aprender e ajudar neste processo era o meu objetivo. Porém, o projeto de mudar o

mundo acabou ficando complicado demais quando minha filha Gabriela nasceu, em 2006. Decidi, com o apoio do meu marido, que era hora de me dedicar exclusivamente a este novo desafio, tão planejado e esperado, que renovou as minhas esperanças na humanidade. E deu tudo tão certo que em 2011, quando nasceu meu filho Guilherme, eu ainda pude acompanhar seu crescimento de pertinho, seus primeiros passos e palavras, ficando exclusivamente em casa, até que surgiu a oportunidade de entrar na Montale, em

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2014. Eu já era fã da proposta da escola há algum tempo e sabia que a experiência seria intensa, por ser a minha primeira vez na área da educação, mas ao mesmo tempo riquíssima por estar cursando uma Especialização em crianças de 0 a 3 anos. Depois das crianças (as minhas e as da escola), minhas expectativas só aumentaram... acredito que precisamos nos unir cada vez mais, numa só voz, integrando povos, cores, raças, credos... se cada um fizer a sua parte na educação de seus filhos, talvez ainda possamos salvar o mundo!


Copa do mundo Parênteses

A arte de escreve

de Victor Em 2015, alguns alunos da Montale escreveram e publicaram dois livros. O primeiro livro, que é uma peça teatral bilíngue italiano e português, foi escrito e publicado pela classe IIIª da Scuola Secondaria di I Grado intitulado “Alla ricerca dell’ingrediente segreto” e o segundo, uma coletânea de

Gli alunni della IIIª Media, autori del libro “Alla ricerca dell’ingrediente segreto”.

Link per accedere alla pagina del libro: https://www.clubedeautores.com.br/bo ok/196044-Alla_ricerca_dellingrediente_segreto?t opic=tcc%28trabalhodeconclusaodecur so%29#.Vvqy9eIrLIU

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er e publicar livros

r Vallerini poesias, foi publicado pelos alunos da classe Iª do Liceo Scientifico, intitulado ”Liriche Sparse”. Os dois livros tiveram grande sucesso e os direitos autorais são arrecadados para uma instituição de caridade (Comunità Missionaria Secolare Scalabriniana) que ajuda os prófugos no Brasil.

Gli alunni della Iª Liceo, autori del libro “Liriche sparse".

Link per accedere alla pagina del libro: https://www.clubedeautores. com.br/book/198707-Liriche_sparse#.VvqyjuIrLIU

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Da sala aula Copa dode mundo

Tudo em um clima de

A tão esperada viagem para o sítio do Carroção chegou!!! E foi maravilhosa, intensa e divertida, com certeza uma experiência inesquecível para todos. O encerramento do ano de 2015 ficará para sempre na memória dos alunos do V ano da Scuola Primaria (hoje alunos do I ano da Scuola Media). O sítio do Carroção é atualmente o único “resort pedagógico” do Brasil. Esse título foi concedido ao sítio devido a sua estrutura física e serviços oferecidos aos visitantes. Outro diferencial do sítio são os diversos projetos pedagógicos vivenciados pelos visitantes, sempre de forma lúdica e em clima de aventura e descoberta. Os alunos elegeram três aventuras como as melhores e mais divertidas. A primeira e unânime foi “A trilha do Indiana Jones”. Uma grande trilha pelas matas do sítio, travessia pelos rios e cachoeiras, e por fim uma descida em um tobogã de 103m, emoção do início ao fim, como nos filmes de Hollywood. A segunda aventura foi “O Elo perdido”, uma aventura

construída entre a realidade e a ficção. Conta uma lenda que há muitos anos, uma equipe de paleontólogos sobrevoava a região onde hoje se encontra o sítio do carroção. Durante o vôo, enfrentaram uma forte tempestade magnética, e a partir deste momento começaram a ouvir ruídos estranhos, até que de repente tiveram uma visão do impossível: como se tivessem viajado no tempo, avistaram diversos dinossauros! E é neste ambiente jurássico que a aventura acontece.

Preparando-se para a aventura!

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A terceira e última, a aventura“Spazukamonarin”, uma aglutinação dos nomes de quatro famosas pistas de corrida do circuito mundial de automobilismo - Spa Francorchamps, na Bélgica; Suzuka, no Japão; Mônaco, no Principado de Mônaco; e Hungaroring, na Hungria. Nesta aventura cada um dá o melhor de si: as equipes revezam seus campeões, que passam por pontes, desníveis e curvas, em situações que simulam dificuldades como neblina e chuva. A torcida vai ao delírio a cada ultrapassagem.


aventura e descoberta! Liberdade total!

de Luiz Gustavo Voltane

Radicalismo!

Felicidade!

Aprendizado!

Integração com a natureza!

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Um dia

Da sala aula Copa dode mundo

Integração pais e Nossa escola oferece um encontro muito agradável no início do ano para os alunos da Infância e Primária. Este possibilita a aproximação de pais, filhos e professores, proporcionando atividades, brincadeiras e estimulando a participação da família em seu contexto. É um momento especial, pois os pais têm a oportunidade de observar os filhos dentro do ambiente escolar, como interagem e se relacionam com as outras crianças. E por outro lado, surge a possibilidade de conhecer e estreitar relações com outros pais e professores. Segundo Heloisa Lück especialista

de Larissa Coleti

Encontro entre Pais e Filhos

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Especial

e filhos na escola em educação: "A participação dos pais na vida da escola tem sido observada em pesquisas, como um dos indicadores mais significativos na determinação da qualidade do ensino, isto é, aprendem mais os alunos cujos pais participam mais da vida da escola."

A prof.ra Larissa e a prof.ra Giuliana com algumas crianças da Prima Primaria

A escola no seu cotidiano deve proporcionar abertura para a participação da família e juntas construir uma relação dialógica e crítica. O sucesso na educação está no envolvimento e comprometimento da família, pois quanto mais estreita for a relação, melhor será o resultado.

Juntos e em harmonia podemos mudar as cores do mundo!

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COPED

Da sala aula Copa dode mundo

(Congresso Paulista d

di Paola Capraro e Silvia Adrião

No mês de novembro de 2015 aconteceu, na Universidade Federal de São Carlos, o VII Congresso Paulista de Ed. Infantil e o III Simpósio Internacional de Ed. Infantil. Nossa escola esteve representada pela Direção que apresentou um trabalho intitulado “O atelier na Escola da Infância”. Entendido como um dos eixos fundamentais do trabalho da escola materna, o atelier, assim como a figura do atelierista, é um dos nossos grandes diferenciais. No texto poderão entender mais sobre o conceito. Introdução A Escola Italiana Eugenio Montale foi fundada em 1982 por um grupo de pais comprometidos com a produção de uma proposta pedagógica de base filosófica e humanista, acreditando no potencial transformador do ser humano. Promove um ambiente multicultural e diversificado, de acordo com as atuais exigências de uma escola internacional. A missão que norteia a escola é promover um ensino amplo que vai além do acesso à informação e das exigências educativas, buscando a formação integral e crítica do indivíduo. Por princípio pedagógico atua com número reduzido de alunos em classes e proporciona um ambiente de diálogo e de interação, assegurando aos alunos a

investigação, a comunicação, a cooperação e a autonomia. Os diplomas de conclusão de curso da Escola Italiana Eugenio Montale são legalmente reconhecidos pelos Países da União Europeia e pelo Brasil. A escola funciona em horário integral oferecendo Educação Infantil, Ensino Fundamental, Ensino Médio, Atividades Extracurriculares e Cursos de Língua e Cultura. Interessa à escola que os alunos construam, ao longo da escolaridade, um lastro cultural e intelectual que lhes permita uma atuação responsável, competente, crítica e autônoma frente às exigências impostas pela sociedade. Tento em vista estes princípios e o compromisso com a formação

integral dos alunos, trabalhamos na educação infantil, que nominamos de Escola da Infância, inspirados na abordagem italiana de Reggio Emilia. A Abordagem Italiana para a educação infantil de Reggio Emilia nasceu nesta região da Itália após a segunda guerra mundial. Com a destruição das escolas, a comunidade daquela região se viu diante de um desafio de reconstruílas. Com Loris Malaguzzi, seu mentor, nasce uma experiência escolar que gradativamente ganharia seguidores pelo mundo inteiro, colocando a criança como um ser forte e pensante, capaz de se expressar com inúmeras linguagens, não só a escrita como se privilegia num sistema de ensino convencional. Sendo assim,

Atividades realizadas no Atelier 24 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016


D 2015

de Educação Infantil) entendemos a escola como um espaço que tenta preservar todas as várias linguagens da criança. “... a imagem das crianças é uma imagem cultural e social que determina se você as leva em consideração, dependendo da qualidade dos serviços sociais e das escolas que você elabora. A imagem da criança é, portanto, um fator determinante na definição da identidade social e ética do sujeito. É o fator determinante na definição do contexto educacional como direito das crianças e das famílias.” (Rinaldi, 2002, p.76) Uma das maneiras que encontramos para poder trabalhar todas as linguagens foi, de acordo com a abordagem citada, trabalhar com o atelier e a atelierista. Entendendo esta figura e este espaço como a ruptura do modelo tradicional cristalizado de um ensino transmissivo. O atelier, que perpassa todas as disciplinas, dá voz às curiosidades e à criatividade das crianças. Na nossa abordagem esta é vista como um ser competente, inteligente, que possui e cria cultura e que tem a própria visão de mundo. “... O atelier serve a duas funções. Em primeiro lugar, ele oferece um local onde as crianças podem tornarse mestres de todos os tipos de técnicas, tais como pintura, desenho e trabalhos com argila - todas as linguagens simbólicas. Em segundo lugar, ele ajuda que os professores compreendam como as crianças inventam veículos autônomos de liberdade expressiva, de liberdade cognitiva, de liberdade simbólica e

vias de comunicação. O atelier tem um efeito importante, provocador e perturbador sobre ideias didáticas ultrapassadas.” (Vecchi, 1999) A escola é pensada como um espaço de construção de cultura. O lugar de uma contínua transformação, onde as crianças, protagonistas do próprio processo de aprendizagem, são sujeitos ativos capazes de se mover no “mundo das maravilhas”, de explorá-lo e interpretá-lo. Onde tem a liberdade de se colocar em jogo. Metodologia Na nossa escola da infância temos cinco classes. Destas, duas são formadas por crianças de dois a três anos e as outras classes onde estão, em classes mistas, crianças de três a seis anos. O atelierista, que é formado em arte, pois para nós o artista é quem mais consegue manter o olhar de uma criança, trabalha com todas elas, rompendo a formatação clássica e trazendo um olhar poético e narrativo da realidade. Na contramão do que a escola tradicional propicia (que é o modelo pronto, que vai fazendo com que a criança abandone suas hipóteses, sua curiosidade e a capacidade criativa que lhe é nata para incorporar produtos prontos, um currículo mais rígido, muito próximo do currículo escolar oficial para o ensino fundamental), nosso trabalho visa instigar, promover e ampliar o repertório e o conhecimento das crianças. “O mundo, como você pode ver, é sempre um rascunho nunca terminado. Sempre descaradamente e estupendamente 25

IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016

maravilhosamente fresco.” (Loris Malaguzzi,1991) “O diálogo entre a pedagogia e a arte transforma as metodologias didáticas e a organização do trabalho, as diferentes linguagens expressivas se tornam parte do complexo processo de construção do conhecimento.” (Neruda, 2008) O espaço do atelier é um local onde diversos materiais são colocados à disposição das crianças para que, com a escuta atenta do atelierista, as crianças manifestem suas hipóteses e possam dar forma para seu pensamento. O atelier é mais do que um lugar, é uma cultura, é um conceito. A ideia de oportunizar e dar voz à criatividade. Porém, a figura que se aposta ser o grande diferencial desta abordagem é a do atelierista. Como citado anteriormente, deve ser uma pessoa com formação artística e que se permita, cotidianamente, ouvir as crianças. Não há uma aula de arte. Não há um momento previamente estabelecido ou rígido. O encontro com a/o atelierista acontecerá em diversos momentos da rotina, por isso é uma pessoa que permanece o período todo na escola, e durante esta permanência, vai construindo com as crianças aquilo que, por curiosidade, interesse ou até necessidade, elas querem construir. O atelierista fica em copresença, entendida esta como um “copensamento”, um pensar junto, com as professoras. Um “pensar” para confrontar as dúvidas e verificar as hipóteses. Reconhecer as competências das crianças e ajudá-


Atividades realizadas no Atelier

las nas tantas direções que sua própria pesquisa pode tomar e que nunca são definidas a priori. Muitas vezes, se estabelece com o grupo um projeto de trabalho a partir de um tema de interesse comum de todos ou até de um pequeno grupo, e neste projeto, que se consolida com o passar dos dias e geralmente dura por volta de três meses de trabalho, a depender das crianças e suas necessidades, e o atelierista irá contribuir com seu olhar para enriquecer e tornar possível as hipóteses e formas que as crianças almejam. Para que estes projetos expressem o pensamento e a linguagem das crianças, o atelierista irá buscar diversos recursos e materiais que garantam o maior número de expressão possível. Usamos recursos das artes plásticas, da música, do corpo, das leituras, escritas, natureza... Enfim, as cem linguagens das crianças. Podemos citar alguns temas que já foram objeto de pesquisa e exploração das crianças como: fundo do mar, Egito, animais, insetos, a natureza, personagens e etc. As possibilidades são muitas. Quem define ou aponta estes caminhos são sempre as crianças. Não há um modelo, pois o que acontece é uma

renovação diária onde as crianças são acompanhadas na exploração e interpretação do mundo e da realidade. Conclusão Enfim, para nós não se trata de um conhecimento para transmitir, mas uma leitura da realidade para ser construída junta. Quando conseguimos de verdade escutar as crianças se abre para nós um mundo e uma paisagem de sentimentos, de conhecimentos, de consciência de capacidades e competências que são novos. São novos jeitos de ver as crianças e de como elas aprendem e interpretam o mundo. Elas nos falam das próprias visões de mundo, de realidade e da própria construção do conhecimento e, para usar uma metáfora de Carla Rinaldi, o pensamento e as mensagens delas são como as garrafas de vidro onde se colocam um bilhete e são lançadas ao mar a procura das praias da escuta para dar sentido ao próprio pensamento. Precisamos criar situações para promover a pesquisa e o conhecimento. Dar as diferentes visões e saber ouví-las. É importante se colocar em discussão por meio do olhar crítico do outro. O adulto tem que criar as condições para ativar as competências das crianças de modo que sejam elas 26

IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016

mesmas a estruturarem os sentidos e deem base para a própria aprendizagem. Pois aprender não é repetir as informações, mas atribuir significado e sentido ao próprio saber. Quando alguém escuta o torna legítimo. Legitimar a visão de mundo das crianças. O atelierista, com a visão “infantil” e poética contribui para legitimar a narrativa da realidade das crianças. Acreditamos que este exercício de relativizar os diferentes pontos de vista e da escuta, com um processo de desconstrução do próprio saber para torná-lo acolhedor para o outro, fazem com que a pedagogia se torne um processo cultural e ativo, e a escola um lugar de construção de cultura. Certamente há sempre o que se rever, aprimorar e amadurecer na construção desta pedagogia. Assim como não há um caminho rígido para as crianças, é também uma contínua construção para a escola. Também não se trata de uma abordagem para resultados objetivos, por tanto é difícil dizer até onde vai o alcance ou contabilizar os resultados nas produções ou desempenho das crianças. O que é possível e, para nós, fundamental, é que podemos dizer sim que é um trabalho que não subestima as


crianças e seus conhecimentos. Que tudo que é proposto para e com elas, é realizado, muitas vezes de forma surpreendente. Que de cada situação nova debatida e acordada com elas, nasce um novo percurso, uma nova forma, um novo olhar. Podemos afirmar também que as crianças estão sempre motivadas, empenhadas em fazer, pesquisar, mexer, observar e construir, porque esta abordagem dá à elas o direito de permanecerem com este espírito investigativo e curioso, o direito de ser criança na sua plenitude.

“... na Itália, consideramos as creches e as pré-escolas como contextos capazes de apoiar e enriquecer a vida das crianças, não como lugares destinados a desenvolver competências. Demonstramos estas convicções mantendo com as famílias fortes relações de apoio, oferecendo horários de tempo integral, atenção cuidadosa aos períodos de transição e às rotinas diárias, bem como reservando tempo suficiente para o jogo simbólico e livre por parte das crianças.” (Mantovani, 2002, p.52)

Atividades realizadas no Atelier

27 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016


Projeto

Da sala aula Copa dode mundo

Aprendendo com os Todos os itens expostos

Nos tempos atuais, é imprescindível que reavaliemos nossos valores, comportamentos e modos de consumo, uma vez que, para a maior parte da nossa sociedade, ter algo passou a ser mais importante do que o ser alguém.

Diante deste quadro, a cada dia, precisamos ser mais conscientes quanto ao que consumimos e, assim, buscar contribuir para um mundo sustentável, isto é, com menos desperdício e menos desgaste do meio ambiente. Livros separados para a troca

Foi a partir desta discussão que os educandos e educadoras do 5° ano desenvolveram

o

Moitará,

Projeto

cuja principal ação foi uma grande feira de trocas

de Lyris Degam 28 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016


Moitará

povos do Alto Xingu realizada durante a Mostra do Saber de 2015. A inspiração para o projeto veio dos povos do Alto Xingu que, todos os anos, na estação seca, realizam um evento entre diferentes tribos denominado em tupi.

Moitará,

http://rebrinc.com.br/destaque s/consumo-na-escola-alunosde-sao-paulo-realizam-feira-detrocas/

troca

Roupas, sapatos, acessórios, objetos de decoração, brinquedos, livros, uma televisão e uma bicicleta foram trocados por

moitarecas,

nome dado ao dinheiro fictício, que foram trocadas por novos objetos. O sucesso da feira, citada no site da REBRINQUE, se deu graças ao envolvimento, dedicação e participação de toda a comunidade escolar.

Parabéns e obrigada a todos! 29 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016


Pedagogicamente Copa do mundo

A inclusão de criança deficiência na es Nos últimos meses, temos acompanhado um intenso debate sobre a inclusão de estudantes com deficiência na rede privada de escolas. A atual legislação brasileira garante às pessoas com deficiência o direito de estudar em ambientes inclusivos. Tanto a oferta da escolarização quanto a do serviço de atendimento educacional especializado são obrigações das instituições que integram o sistema nacional de ensino. As escolas particulares, ao contrário do que alguns imaginam, tornam-se aptas a atuar na rede regular somente mediante sua subordinação às normas que regem a educação pública.

Consequentemente, devem contemplar em seu planejamento recursos humanos e materiais que atendam às referidas obrigações, sem impor a cobrança de valores adicionais nas mensalidades, anuidades e matrículas de estudantes com algum tipo de deficiência. Ao visualizar a educação inclusiva não só como uma obrigação, mas como uma oportunidade, a escola deve canalizar seus esforços para identificar e eliminar barreiras que transpassam o ambiente físico e a atitude de seus profissionais. Dentre elas, destacam-se a insegurança de

alguns educadores, que pode ser desconstruída por meio do investimento em formação continuada, a desintegração entre a equipe pedagógica e especialistas, que pode ser resolvida com uma dinâmica interdisciplinar de trabalho, e as barreiras atitudinais de toda comunidade escolar, que podem ser suprimidas por meio de espaços de diálogo e reflexão. A educação inclusiva é responsabilidade de todos. Seguem abaixo exemplos de atividades que devem ser desenvolvidas pelos diferentes atores:

Visita de Rodrigo Mendes à Escola Municipal Cid Passos, do Projeto Portas Abertas para a Inclusão, em Salvador.

Rodrigo Mendes, 2007 – Palestra no Museu Metropolitan em Nova Iorque (EUA)

30 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016

de Rodrigo Hü


as e adolescentes com scola particular

übner Mendes • Gestores: promover ações que fortaleçam uma cultura voltada à garantia de direitos e à valorização das diferenças humanas; liderar a construção de um projeto político pedagógico orientado por tal cultura; mobilizar o entorno da escola a partir de uma visão de educação integral;

• Educadores: repensar a própria prática pedagógica com a intenção de planejar e implementar estratégias pedagógicas pautadas pela singularidade de cada estudante; adotar ferramentas de avaliação que permitam um entendimento mais amplo do processo de desenvolvimento de cada estudante;

• Pais: participar ativamente das atividades desenvolvidas na escola; acompanhar a construção do planejamento pedagógico e os avanços/desafios que permeiam o percurso de aprendizagem de seus filhos.

Rodrigo Hübner Mendes, 44, é fundador do Instituto Rodrigo Mendes, organização que desenvolve programas de educação inclusiva. É mestre em administração pela Fundação Getúlio Vargas (EAESP), membro do Young Global Leaders (Fórum Econômico Mundial) e Empreendedor Social Ashoka. Mais informações: www.institutorodrigomendes.org.br www.diversa.org.br “Somos uma organização sem fins lucrativos com a missão de colaborar para que toda pessoa com deficiência tenha uma educação de qualidade na escola comum. Nosso sonho é fazer parte da construção de uma sociedade inclusiva, que garanta a igualdade de direitos e valorize as diferenças humanas. Para isso, desenvolvemos programas de pesquisa, formação continuada e controle social na área da educação inclusiva.” O Instituto Rodrigo Mendes é uma Organização Não Governamental dedicada a promover a inclusão social através da arte. Fundada em 1994, sob idealização de Rodrigo Hüber Mendes, a ONG inicialmente comprometia-se exclusivamente em oferecer oportunidades de desenvolvimento para pessoas com tipos de deficiência física e/ou mental, porém poucos anos depois expandiu sua área de atuação, transformando-se em uma escola aberta a todas as pessoas interessadas por artes, independentemente de suas origens sociais, culturais ou de suas características físicas, intelectuais e sensoriais. A partir de 2005, o Instituto passa a dedicar-se à inclusão social de alunos com deficiência nas escolas públicas, orientando o enfoque da ONG para além das artes visuais para estar, primordialmente, na busca por uma educação acessível a todos. O Instituto já atuou em parcerias com a Fundação FC Barcelona, UNICEF, Instituto Camargo Corrêa, Agência Europeia para Necessidades Especiais e Educação Inclusiva, o Ministério da Educação e Cultura, (MEC – Brasil) Ministério da Educação de Angola, além de outras várias participações em palestras e eventos quanto à inclusão social de pessoas com deficiência na educação pública. A ONG, em seus mais de vinte anos de atuação, obteve mais de dez prêmios que reconheceram formalmente o trabalho do Instituto, o que contribuiu para o fortalecimento de sua imagem e, consequentemente, de suas parcerias. Entre os prêmios, destacam-se Menção honrosa no Prêmio Experiências Educacionais Inclusivas 2013 (Ministério da Educação), Prêmio Cidadão Sustentável 2014 (votação pública promovida pelo Catraca Livre, CBN e Rede Nossa São Paulo) e homenagem da Universidade de Harvard ao fundador do Instituto Rodrigo Mendes, pelas ações educacionais desenvolvidas no Brasil. 31 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016


Pedagogicamente Copa do mundo

INTEGR “A beleza de ser um

Ao pedido de compor um texto com o tema “integração”, refleti sobre as acepções não só do substantivo, mas também do verbo “integrar” e encontrei, dentre outras, o que para mim são belas definições: Verbo transitivo pronominal

direto

e

1. Incluir(-se) um elemento num conjunto, formando um todo coerente; incorporar(-se), integralizar(-se). bitransitivo e pronominal 2. Adaptar (alguém ou a si mesmo) a um grupo, uma coletividade; fazer sentir-se como um membro antigo ou natural dessa coletividade. Pronominal

Não é preciso muita reflexão para entender a ligação entre esse tema e o contexto escolar. A escola, entendida como lugar de vivência e convivência onde “a educação não se separa da vida” (Dewey, 1975) é ambiente mais que propício para que se exercite a integração tal como sentir-se membro antigo ou natural de uma coletividade, formando um todo harmonioso. No entanto, incluir-se, unirse, integrar-se a um grupo, dentro da escola (e fora dela), é uma tarefa árdua para as várias partes: o antigo e o novo, o igual e o diferente.

Num mundo em que a homogeneização de seus indivíduos constituiu-se por muito tempo uma prática, a aceitação daquele que do grupo se diferencia, seja qual for o critério de comparação, torna-se difícil. Em contrapartida, a despeito da globalização, do rompimento de fronteiras possibilitado pela tecnologia e da emersão de grupos antes velados, a integração é, por vezes, mais citada do que praticada, dado seu caráter de busca permanente. O sociólogo Zygmunt Bauman, no prefácio de sua obra Amor Líquido, ao falar do relacionamento humano, diz que “Em nosso mundo de furiosa ‘individualização’, os

3. Unir-se, formando um todo harmonioso; completar-se, complementar-se. (Dicionário eletrônico Houaiss da língua portuguesa 1.0)

Atividade de Integração família / escola (Prima Primaria)

32 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016


RAÇÃO m eterno aprendiz” relacionamentos são bênçãos ambíguas. Oscilam entre o sonho e o pesadelo, e não há como determinar quando um se transforma no outro”. A integração é algo trabalhado constantemente na escola (e fora dela) e sempre o será, como esforço infindo para se alcançar uma harmonia por vezes utópica, mas que não podemos jamais desistir de perseguir. Incluir o outro ou incorporar-se implica em tornar-se solidário e paciente, implica em respeitar, acolher, destituirse de pudores, demonstrar

humildade, romper com a conformidade.

A escola não é um lugar onde a integração ocorre de forma pacífica e natural porque o mundo não é assim e porque a nossa natureza não permite que seja assim. “O que a natureza lhe dá (ao homem) quando nasce não lhe basta para viver em sociedade.” (Leontiev, 2004) Dessa forma, como seres aprendizes que somos, temos que galgar a nossa integração, construindo e desconstruindo os nossos laços infinitamente, num

Ao centro de nossas ações está sempre o aluno!

33 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016

de Aderli Tringoni

caminho onde não há apenas rosas, aceitando a nossa condição de imperfeição, enxergando no outro algo além de uma ameaça: uma chance. Como diz Edgar Morin, “A questão é criar um diálogo entre fé e incerteza. Não estou falando de fé religiosa, já que não tenho nenhum credo, mas sobre fé em valores, fé na possibilidade de melhorar as relações humanas – fé no valor da fraternidade”.

Incluir o outro ou incorporar-se implica em tornar-se solidário e paciente, implica em respeitar, acolher, destituir-se de pudores, demonstrar humildade, romper com a conformidade”.


Copa mundo Você do sabia que

Integração e Música

de Elaine Giacomelli

Quando fui convidada a escrever um artigo sobre música e integração, muitas coisas me vieram à mente. Em primeiro lugar, o questionamento: qual é o sentido da palavra integração quando associada à música? Integrar pessoas é uma característica ou uma possível consequência do fazer música? A música está ligada ao homem desde o início dos tempos, antes mesmo da linguagem. Sendo o homem um ser simbólico e social, usou a música para se comunicar, se expressar, transmitir valores, ensinamentos, inserindo as novas gerações numa determinada cultura. Para a tribo Malinké, localizada na Guiné, África Ocidental, “Tudo é ritmo. Não existe movimento sem ritmo”. FOLI significa RITMO, mas um ritmo que abarca não só o som, a percussão, a dança, como também inclui os sons da

respiração, do coração, do ato de caminhar; todos os sons do cotidiano da tribo como lavar roupa no rio, construir instrumentos, plantar e colher alimentos, caçar... Tudo é feito de forma colaborativa e ritmada, muitas vezes conduzido por cantos de trabalho. Estar no ritmo é estar em harmonia. A arte e a vida estão, portanto, interligadas. Quando falamos em música, tocada ou cantada, há um consenso: ninguém duvida do seu poder. Ela acalma, agride, transforma, impulsiona, cura, afasta, aproxima; e por isso é usada, muitas vezes como ferramenta para o aprendizado na educação. As crianças aprendem a cantar para dar bom dia, ajudar no aprendizado da matemática, para localizar as partes do corpo. A música, quando usada dessa maneira na

A prof.ra Elaine Giacomelli e seu inseparavel piano 34 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016

educação, corre o risco de se restringir aos estreitos limites da “utilidade”. Na verdade, a música e as artes em geral, assim como o brincar, são atividades criadas pelo ser humano que, a rigor, não servem para nada, não precisam levar a nada, mas que são essenciais porque dão sentido à vida. Termino essa breve reflexão citando um trecho de um artigo da Teca Alencar: “Fazendo música trabalhamos nossa inteireza, o que é essencial. (...) Além do que, o fazer musical é um modo de resistência, de reinvenção (questões caras ao humano, mas ainda pouco valorizadas no espaço escolar) que, ao mesmo tempo, fortalece o estar juntos, o pertencimento a um grupo, a uma cultura”.


Copa mundo Você do sabia que

Integração e Arte

Obras de arte são poderosas encarnações de interesses comuns, pedem uma interpretação ativa, podem unir diversos meios do pensamento, relacionam-se a vários contextos e são suscetíveis a múltiplas interpretações. Por essas razões, o estuda da arte promove em sua mais alta sofisticação, o tipo de entendimento exigido por uma sociedade pluralista, na qual grupos podem coexistir com diferentes histórias, valores e pontos de vista." L’arte può essere compresa come uno strumento per ricercare le cose del mondo e l’atelier come uno spazio dove tutto viene considerato e accolto. Non c’è niente che non possa essere incorporato. Qualsiasi disciplina può servire come ispirazione. Qualsiasi materiale del mondo può essere artistico. E non c’è una forma, un modello, un modo corretto. Ogni gesto, ogni manifestazione può essere assorbito. In questo spazio così accessibile e illimitato l’integrazione tra i bambini e i ragazzi succede naturalmente, incoraggiata dalla certezza di aver qualcosa da offrire al gruppo.

Se prima l’artista sviluppava impeccabili abilità tecniche, oggi l’artista è soprattutto un curioso, un osservatore, un propositore. E far arte non significa più “saper disegnare”. Non richiede conoscenze previe ma curiosità e impegno e alle volte un po’ d’audacia e coraggio. Lo scopo di queste pratiche artistiche non è quindi il risultato finale raggiunto da loro, ma l’esperienza vissuta. E il punto centrale è il coinvolgimento emotivo che gli crea disponibilità e apertura verso l’apprendimento. Giacché quando si impara tramite la meraviglia non ci si dimentica più.

Michael J. Parsons di Adriana Affortunati

E l’opportunità, offerta dall’arte, di comunicarsi in altri modi oltre al linguaggio orale e scritto gli permette di inventare il loro modo particolare di vedere il mondo e di mettersi in rapporto con esso.

La maestra Adriana Affortunati

La maestra Adriana con alcuni bambini della Montale 35 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016


Integração

Copa mundo Você do sabia que

Falar de Educação Física é recuperar parte da complexa trajetória dos seres humanos até aqui, é recuperar como práticas corporais são organizadas e sistematizadas ao longo da história, das tantas experiências oriundas dos processos de interação dos homens entre si. Ao passo que os seres humanos transformam a natureza ou o meio ao redor, transformando-se concomitantemente. Assim, fenômenos que hoje denominamos esporte, jogo, dança, luta, ginástica, capoeira, brincadeira e arte circense fazem parte da “Cultura Corporal” e literalmente

ganham corpo e expressam nossas características mais eminentemente humanas. Essa área do conhecimento na maioria das vezes é automaticamente associada à ideia de aptidão física, ou seja, é entendida como algo tecnicista e biologicista. Essa cara “fria” vem de uma época onde havia um esforço consciente de determinadas instituições, do Estado e seus representantes para legitimar a Educação Física no meio acadêmico, utilizando-a como instrumento para educar corpos servis e condicionados aos valores vigentes dos regimes totalitários das primeiras décadas do século

XX. Não existe educação que não passe pelo corpo “uno”, inteiro. Assim, o processo de educação passa literalmente pela “incorporação” de valores. O que seria do nazismo e fascismo sem os métodos ginásticos que incentivavam o nacionalismo, uma visão higienista de sociedade e o homem “produtivo”? Em contrapartida, essa área de estudo designada “cultura corporal” também traz a tona nossas mais complexas elaborações sobre o corpo em movimento, integrado uns aos outros, à história e à transformação ao redor. Corpo

de Mariana Vilas Boas

Alguns momentos de atividades motoras na escola

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o e Esporte

Mariana, professora de Educação Física e Bailarina

Mariana com as crianças da escola da infância

este que nunca pode ser entendido dissociado do “espírito” ou mente; minucioso ou vigorosamente sempre estamos em movimento, do batimento cardíaco aos passos de break. E ao expressarmos nossa corporeidade a partir da prática corporal que mais nos identificamos,

inevitavelmente partimos de várias contribuições das gerações passadas, que fizeram, assim como fazemos hoje, o esporte, a dança etc. ser como são e sempre com muito espaço para transformação. Logo, a educação física integra passado e presente, criando as bases de onde projetamos o futuro da própria educação física, mas sobretudo de todo 37

IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016

conhecimento, já que a vida não se apresenta dividida como nas disciplinas escolares, ela se mostra de forma totalizante. Integra-me comigo mesmo, com todas as antigas referências corporais reconstruindo a cada passo tudo o que sabemos enquanto me integra com os demais e tudo que juntos podemos realizar.


Copa mundo Você do sabia que

Integração e G

Alunos da Montale ao Mercado Municipal de São Paulo

de Vanessa Squassoni

Necessidade de comer une todos os homens e cria um tipo de laço. Parece que em uma refeição todos os convidados formam um único corpo e têm uma única vida.” Abade Pluquet

A arte de transformar alimentos brutos, com suas técnicas e procedimentos, e apresentá-los a fim de causar o máximo de prazer ao paladar, à visão e ao olfato. A gastronomia promove integrações em todos os níveis. Para reunir a família, confraternizar com amigos, encontros profissionais, entre tantos outros motivos, vamos todos à mesa! É cultural conversar sobre os acontecimentos do dia, trocar ideias, demonstrar sentimentos enquanto se janta em família. São Paulo, a capital da gastronomia brasileira que

recebeu muitas influências dos imigrantes de todos os continentes, oferece espaços perfeitos para qualquer tipo de integração. Comodidade, qualidade e variedade dos alimentos, segurança, levam milhares de paulistanos à restaurantes e bares para unir satisfação de estar em grupo com os prazeres do bem comer. Quem está por São Paulo pode provar essa preferência visitando o Mercado Municipal ou a Feira da Liberdade, sempre com grande público. Recomendamos comer pastel de feira e pizzas, passar por praças, food trucks,

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festivais e de tempos em tempos ir às festas populares, como Festa da Achiropita, de São Vito e de San Gennaro, nos bairros italianos Brás, Bixiga e Mooca. Da arte de integrar por meio da boa comida os paulistanos entendem bem!


Gastronomia

A prof.ra Vanessa com seu filho Francesco no Mercado Municipal de São Paulo

A prof.ra Vanessa com seu marido na tradicional Festa de São Vito em São Paulo

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Copa do viemos mundo De onde

BENVENUTI Spoleto

di Pablo M

Mi chiamo Pablo Marzapane e sono nato a Spoleto perché mio padre voleva che almeno uno dei suoi figli nascesse a Spoleto, perché è nato lì, ma alla fine sia io che i miei due fratelli siamo nati a Spoleto. Spoleto si trova in Umbria, una regione del Centro Italia.

Spoleto è una città medievale e ci sono ancora oggi resti di castelli. In una zona vicino al centro c’è un castello e quando i nemici arrivavano, gli abitanti del villaggio preparavano dell’olio bollente per uccidere, scacciare i nemici. Oggi in un pezzo della Rocca si può visitare e si possono fare le passeggiate, invece un’altra parte viene usata come una piccola prigione. Vicino alla Rocca si trova un ponte che serviva per attraversare un fiume.

Rocca Ponte e Rocca al fondo

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A SPOLETO!

Marzapane

Nel centro di Spoleto si può trovare il Duomo, che è il principale luogo di culto di tutta la città, teoricamente la chiesa si chiama: CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA. Duomo

Come si può vedere dalla mappa qui a fianco, Spoleto non è tanto grande però ha tanti monumenti belli da visitare.

Pablo Marzapane

Vista panoramica della città di Spoleto 41 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016


Copa do viemos mundo De onde

Dall’Africa fi

di France

Salve! Il mio nome è Francesco M. Aloi, sono nato a Nairobi in Kenia e sono rimasto lì per 2 anni. Dieci anni li ho vissuti a Roma, 2 in Cina, e adesso 2 in Brasile. Ho 6 fratelli, due sono figli di mio padre, di un altro matrimonio, altri due figli sono di mia madre, sempre in un altro matrimonio. Questi ultimi due fratelli sono stati sempre al mio fianco, gli altri due no. Nairobi, Kenya

Vorrei raccontarvi brevemente perché ho dovuto cambiare Paese così tante volte. Mio padre, Gian Paolo Aloi, lavora come Diplomatico e per questo ho dovuto viaggiare molto. Da Roma fino in Asia, precisamente Guangzhou in Cina, per due lunghi anni. Poi siamo tornati di nuovo a Roma. Parlando della Cina, posso dire che è stata un’esperienza carina, soprattutto se come me si riesce ad andare nelle isole vicine, Cosamui e Bali, in Indonesia. In Cina, ho avuto modo di imparare con un’altra cultura. Ho studiato alla scuola francese, poi in quella americana.

Francesco Aloi Guangzhou, Cina

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ino in Brasile!

esco Aloi

Tornando a Roma ho continuato nella scuola italiana fino alla seconda media. A Roma ho ancora tantissimi legami d’amicizia e familiari; sempre in Italia ho avuto tantissime lezioni di vita. Roma, Italia

Dalla terza media fino ad oggi sto studiando nella scuola Eugenio Montale di San Paolo. Ebbene sì! Sono stato trasferito in Brasile sempre a causa del lavoro di mio padre. Adesso sto vivendo una vita diversa da quella a Roma, ma anche qui sto avendo tante lezioni di vita che in Italia non avrei mai potuto imparare e anche questo lo devo a un professore che mi sta insegnando cose che nessun altro potrebbe insegnarmi. Lo ringrazio tanto e ringrazio voi per avermi concesso 5 minuti del vostro tempo e per aver letto la storia della mia vita.

“...anche qui sto avendo tante lezioni di vita che in Italia non avrei mai potuto imparare”

San Paolo, Brasile

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Copa do de mundo Meninos Ouro

L’abbraccio di un di Giulia

Proprio ora sono rientrata nella mia grigia Milano, dopo splendidi giorni trascorsi con Sabrina Mela e André Falanghe, che non vedevo ormai da due anni e che, come la Montale, la mia scuola, non escono mai dal cuore. Ritrovarsi ad Assisi, dove vive Sabrina, ha significato accentuare quella cosa intraducibile che si chiama saudades, ma il nostro sentirci a casa semplicemente perché insieme è stato un regalo della Montale, quasi un imprinting per cui casa significa memorie, affetti, esperienze e percorsi condivisi, luoghi vissuti ma anche altri da cercare e trovare. Insomma, a lei dobbiamo radici salde e ali grandi. Sono entrata nella mia scuola quando ho compiuto due anni e ne sono uscita dopo la maturità.

Vi ho trovato una famiglia su cui fare affidamento. Sono cresciuta e maturata grazie al sostegno e alla complicità dei miei insegnanti e compagni, con cui mantengo ancora oggi un rapporto sincero e duraturo. Sono state le esperienze che vi ho compiuto a farmi crescere e a trasformarmi nella persona che sono oggi: una neolaureata in Comunicazione, Media e Pubblicità allo IULM di Milano. Quando, tre anni fa, mi sono iscritta, la laurea mi sembrava un traguardo quasi impossibile, catapultata come ero in una realtà sconosciuta. Mi aspettava un’esperienza fantastica e impegnativa, con tempi e modalità di studio diversi rispetto a quelli cui ero abituata. Ma è stata la Montale ad aprirmi porte che forse mai

avrei pensato di riuscire ad aprire da sola. Nozioni di matematica, lettere e biologia mi sono state insegnate esattamente come valori quali onestà, coraggio, coerenza e senso di responsabilità, che mi hanno permesso di iniziare un percorso di vita nuovo e difficile. Senza sentirmi mai sola. Assieme al rigore e alle competenze la Montale regala infatti la possibilità di un confronto diretto con tutte le culture di provenienza dei ragazzi iscritti: il cuore grande del Brasile, le radici dell’Italia ma anche di tante altre terre. Si amalgamano le diversità, e ti senti cittadino di un mondo senza frontiere. Nessuna ricetta strana, ma una grande apertura e un abbraccio affettuoso, forte e sicuro per tutti. La spinta che appunto mi ha permesso di affrontare,

La classe IV - Liceo scientifico - Giulia (seconda a destra, di bianco) nel giorno della Festa “In bocca ai lupi” del 2011.

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na buona scuola Brancher

Nessuna ricetta strana, ma una grande apertura e un abbraccio affettuoso, forte e sicuro per tutti. La spinta che appunto mi ha permesso di affrontare, senza paura, strade sconosciute."

Vista panoramica dello IULM di Milano

senza paura, strade sconosciute. E di coltivare curiosità e creatività. Mi sono laureata quest’anno e ancora non so quali saranno le mie esperienze future, quali scelte dovrò affrontare o dove mi porterà il vento; so solo che se dovessi restare in Italia la cosa che mi dispiacerebbe di più sarebbe non poter far vivere ai miei figli quello che ho vissuto io alla Montale. Il mio augurio è che gli studenti di oggi capiscano l’importanza di quell’“ABBRACCIO della scuola” di cui parlava il professore Victor Vallerini nel discorso scritto per il giorno del diploma.

Giulia allo IULM di Milano, si è appena laureata!!!

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Saber usar a dúvida pa

Copa do de mundo Meninos Ouro

de Tito Ju

Quando me formei na Eugenio Montale, a sensação imediata foi a de que a formação ampla que a escola me proporcionou me abria inúmeras possibilidades, o que era a um só tempo gratificante e assustador. Já havia optado pelas humanas - no entanto, dentro deste universo eram muitos os caminhos. Após quatro meses de cursinho e pesquisa, me deparei com a grade de Relações Internacionais da Pontifícia Universidade Católica de São Paulo (PUC-SP)

e a identificação foi imediata bem como na Montale, as disciplinas oferecidas eram múltiplas e contemplavam grande parte das ciências humanas.

A priorização do curso pela formação pessoal me atraiu sempre fui avesso à concepção utilitarista do estudo como, exclusivamente, uma ferramenta a serviço do mercado de trabalho. Ingressei e, após quatro anos e enfim uma formatura, tenho orgulho dessa escolha -

Tito Jungmann

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justamente porque saí com mais dúvidas e desafios do que respostas, o que me instiga a continuar estudando - para os próximos anos pretendo continuar em contato com a academia e desenvolver pesquisas de mestrado e, num segundo momento, doutorado. Se puder dar uma dica aos estudantes da Montale, digo: se questionem, duvidem, procurem sempre saber mais. A certeza congela, enclausura e limita.


ara a própria evolução

Jungmann

Se questionem, duvidem, procurem sempre saber mais. A certeza congela, enclausura e limita.” Pontifícia Universidade Católica de São Paulo – PUC SP

Tito com a irmã Linda

Tito com sua mãe Marta

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Quella ma

Copa do de mundo Meninos Ouro

di Sabrina H Dopo 15 anni di Montale questa famiglia allargata che da anni accoglie sempre più ragazzi -, è naturale che al momento dell'ottenimento del diploma e di tutte quelle difficili scelte uno si trovi leggermente spaesato: non perché la Montale non ci abbia dato le basi necessarie (tutt'altro!), ma perché ci si chiede se in altri posti ci sentiremo accolti come lo siamo stati qua. Nel settembre 2011, appena sfornata dalle scuole superiori, sono venuta in Italia e mi sono iscritta al corso di Laurea Triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università degli Studi di Perugia.

Sono stati 4 anni meravigliosi per me, che non avrei cambiato di una virgola; è stata una scelta ragionata, certe volte difficile (gli esami di diritto parlano da soli!), ma sempre soddisfacente. La libertà accademica e organizzativa che i corsi di laurea in Italia ci concedono facilitano la partecipazione a tirocini e scambi - Infatti, sono andata fuori corso ma ne vado molto fiera, poiché sono le esperienze che danno il valore giusto al pezzo di carta. Attualmente frequento il Corso di Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali ed Economia Internazionale, sempre a Perugia, e insegno

inglese in una scuola di lingue.

Gli studi restano tuttavia, la mia priorità, dato che il campo delle Relazioni Internazionali è molto competitivo... Guardando indietro, posso dire che la Montale e il suo metodo didattico ci aiutano a pensare, e con questo riusciamo a distinguerci un po' dalla massa. Anziché ripetere manuali di 2000 pagine, ragioniamo sui concetti; anziché fare il minimo indispensabile abbiamo la grinta di buttarci in esperienze insolite... E facendo la "teacher", perché negarlo? Molto del mio attuale lavoro è stato ripreso dai grandi professori che ho avuto in questi 15 anni di scuola.

Sabrina Hasting Mela

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arcia in più

Hasting Mela

Perugia

Università degli Studi di Perugia

Guardando indietro, posso dire che la Montale e il suo metodo didattico ci aiutano a pensare, e con questo riusciamo a distinguerci un po' dalla massa."

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Copa dodos mundo Mural Pais

A arte de ensinar a

de Claudia e Gi Somos uma família bicultural: mãe brasileira, pai italiano. Tal e qual a escola Eugenio Montale, escola que nosso filho frequenta desde os 3 anos de idade. Nessa escola encontramos um ambiente que lhe permite construir e expressar seus pensamentos. Ali o aprendizado é uma experiência agradável, sem deixar de lado a necessária e tradicional sistemática de ensino. Os conceitos e habilidades ali transmitidos estão sendo fixados, e nosso filho é estimulado a descobrir seu próprio jeito de aprender.

Ficamos felizes ao perceber que professores e demais membros da escola não tolhem do nosso filho a liberdade de pensar e argumentar.

Observar que o período escolar é uma parte agradável da rotina do nosso filho, nos dá a segurança de termos feito uma ótima escolha.

Encontramos na Montale um local propício à convivência entre alunos de faixas etárias tão diversas e consideramos este um aspecto positivo que favorece o respeito à diferença.

Ao longo destes 9 anos, constatamos que a Montale é uma escola fisicamente pequena, porém imensa na maneira de ensinar.

Acreditamos que a escola tem nos ajudado na tarefa de fazer de nosso filho um cidadão criativo, crítico e consciente.

Giorgio, Mathias e Claudia

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É a nossa grande parceira em ensinar que a escola e o estudo fazem parte da vida, portanto, torná-los prazerosos é um jeito de deixar a vida mais fácil e bonita. A Montale para nós é uma escola que ensina a arte de gostar de estudar.


a gostar de estudar

iorgio Porretti

A família Porretti: a mãe Claudia, o pai Giorgio e o filho Mathias, aluno da Montale (Classe 3ª da Scuola Secondaria di Iº Grado)

A Montale para nós é uma escola que ensina a arte de gostar de estudar.”

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Aprender a man

Copa dodos mundo Mural Pais

de Lygia

Acho que vivemos uma situação muito comum de outras famílias aqui na Montale. Uma família 50% italiana, 50% brasileira! Viemos da Itália, em 2009, e Giulia, na época tinha 5 anos. Para nós era muito importante que ela continuasse a ter um vínculo com o País, manter a língua e a cultura. Então escolhemos a escola. Logo em seguida, entrou também a Maria Luisa, que veio ainda bebê para o Brasil e praticamente não teve o

mesmo contato com o País! Apesar da língua dentro de casa, muitas vezes ser a italiana, sabemos que com o dia a dia, a criança e mesmo nós adultos, acabamos perdendo, e na Montale continuamos "praticando“! E esta mistura Itália/Brasil é muito legal, além da língua, temos também a vivência, a cultura e amizades que nascem aqui e continuam fora da escola, envolvendo a família toda! Nestes anos, nossa família fez muitas amizades,

que se estreitam ao longo do tempo. Alguns já voltaram, outros ficaram e outros ainda voltarão. Esta é uma parte difícil, que as crianças e mesmo nós, sentimos muito, mas ao mesmo tempo é também um aprendizado que levamos conosco. Vejo o quanto é incrível a capacidade das crianças em manterem estas amizades, seja por email, ou reencontros em férias, uma experiência que a Montale nos proporciona!

Lygia com as filhas Giulia (aluna da II Media) e Maria Luisa (aluna da II Primaria) e o marido Filippo

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nter as amizades

a Maradei

Lygia com Giulia e Maria Luisa

Nestes anos, nossa família fez muitas amizades que se estreitam ao longo do tempo.”

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Copa dodos mundo Mural Pais

Montale: Inovadora e Criativa de Manuela Fialdini Ventura

No passado meus pais, Nello Fialdini e Maria Martha escolheram a Montale entre tantas escolas, para colocar seus três filhos, meus irmãos Matheus, Thiago e eu.

humana, que ensina a pensar, a criar, a entender e não decorar, a se posicionar como indivíduo e a falar em público com tranquilidade.

Meu pai italiano, nascido em Marina di Massa na Toscana, e minha mãe brasileira, de São Paulo.

Agora a escolha foi minha e do meu marido Fernando, onde depois de analisar outras escolas, escolhemos a Montale para nossas três filhas, Isabella, Gabriella e Raffaella.

A escolha se deu principalmente pela proposta pedagógica, como a cultura, as línguas, a possibilidade de estudar na Itália e em outros países, além de ser uma escola

Como ex-aluna experimentei esta escolha na pele e posso dizer com orgulho que aprendi muito. Trago este aprendizado do passado para os dias de

hoje, onde me sinto mais preparada como pessoa e profissional. Fico muito contente em poder voltar, ver que meus pais estavam certos, que é isto que queremos para as meninas. Mais contentes ainda, ficamos quando vemos a felicidade delas, o quanto estão crescendo e se desenvolvendo. Como uma família Cristã, buscamos valores que encontramos na Montale.

A família Fialdini Ventura

As pequenas Gabriella, Raffaella e Isabella

Montale, uma escola humana, que ensina a pensar, a criar, a entender e não decorar.”

Manuela com o marido Fernando

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Corsi di Lingua e Cultura Italiana

CopaCursos do mundo

Anche quest'anno sono ripartiti i corsi di italiano offerti dalla scuola con l'obiettivo di diffondere la lingua e la cultura italiana. I gruppi sono suddivisi secondo i diversi livelli di padronanza linguistica. 08:15 às 09:45 10:00 às 13:00 14:00 às 15:30 18:00 às 20:00

LUNEDÍ

MARTEDÍ

MERCOLEDÍ

GIOVEDÍ

E2

M2 E1

E2

M2 E1

SABATO

E1 A1

E3

A1

E3

SUP 4

19:00 às 20:30

M2

M2

Tabela 1 E1=Elementare 1, E2= Elementare 2, E3= Elementare 3, M2= Medio 2, A1= Avanzato 1, Sup4= Superiore 4

I 47 iscritti sono composti da 13 genitori dei nostri alunni, 20 abitanti del quartiere e 14 funzionari.

Alunni dei corsi 13 20

Esterni Funzionari Genitori

14

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AGOSTO 2015


Curiosidades Copa do mundo

Sensação de que estamos caindo ao dormir Espirrar ao olhar para o Sol

Muitas vezes temos a sensação de que estamos em queda livre quando dormimos. Essa sensação é chamada de alucinação hipogênica, que acontece quando estamos começando a pegar no sono.

Todos nós espirramos depois de olhar para o Sol. Isso acontece por que passamos por uma reação chamada de reflexo cruzado, que é provocada por luzes fortes que interferem nos nervos do cérebro e mandam mensagens sensoriais ao sistema nervoso e ao nervo do olfato, causando o espirro.

O que existe dentro do ‘rabo chocalho’ das cascáveis? Diferentemente das outras cobras, as cascavéis possuem a habilidade de manter uma parte de sua própria pele, enrolada em sua cauda, quando esta passa pelo processo de troca de pele. Em cada troca, portanto, uma quantidade de pele se acumula naquela região, e forma mais um anel de sua cauda. Não há nada sólido dentro dessa cauda, o som que escutamos vem do choque entre os anéis.

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Lágrimas Salgadas As lágrimas humanas são salgadas por que têm sal e uma substância que elimina os germes e evita infecções.


Encontre ! Uma mola, um pregador, uma cadeira, um botão...

Do livro “Onde está? Mistério” - Walter Wick, Jean Marzollo; Editora Fundamento Educacional, 2012. 57 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016


Integrità e Silenzio

A última palavra Copa do mundo

Tutta la poetica di Montale è marcata dal dubbio, dall’incapacità di cogliere il senso profondo dell’esistenza, che si può appena intuire ma che sfugge di continuo. Eugenio Montale è il poeta del dubbio e del silenzio, contrapposto alle certezze espresse da altri autori del suo tempo o vissuti prima di lui, come Gabriele D’Annunzio, per esempio. In questo numero vorremmo proporre il componimento che forse più di tutti chiarisce gli ideali poetici di Montale e il ruolo che egli dà alla poesia: un ruolo che non può essere quello di chiarire la realtà, di svelare il segreto, ma solo di dare qualche indicazione velata dal silenzio e dall’integrità. di Victor Vallerini

Eugenio Montale

Non chiederci la parola Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco lo dichiari e risplenda come un croco perduto in mezzo a un polveroso prato. Ah l’uomo che se ne va sicuro, agli altri ed a se stesso amico, e l’ombra sua non cura che la canicola stampa sopra uno scalcinato muro! Non domandarci la formula che mondi possa aprirti, sì qualche storta sillaba e secca come un ramo. Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

La poesia esprime ciò che Siamo internamente! Per questo è necessario avere il tempo e il coraggio di entrare in se stessi, per trovare, nel silenzio e integrità della propria anima, l’ispirazione che ci conduce all’Essenza della Vita!

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Autorità, Fondatori, Direzione e Rappresentanti COMITATO GESTORE (2014-2016) Nuove Elezioni a Giugno 2016 • Giuseppe d´Anna Presidente • Elio Colombo Junior Vice-presidente • Augusto Bellon Dirigente presso l'Ufficio Scolastico territoriale

• Adriana Corsari • Andrea Della Bianca • Manuela Fialdini • Nelio Bizzo • Paulo Funari

CONSIGLIERI

Sandra Papaiz - Associada benemérita Angela Papaiz - Associada benemérita Giuseppe d’Anna - Papaiz Udinese Marcio Parisi - Papaiz Nordeste Indústria Marzio Arcari - Instituto Cultural Italo-Brasileiro Nelson Castro - Associado benemérito

DIREZIONE DIDATTICA Paola Capraro – Direttrice Scolastica Italiana Silvia Maria de Freitas Adrião – Direttrice Scolastica Brasiliana

DIRETTORE AMMINISTRATIVO Lorenzo Gemma

Elenco Rappresentanti di Classe - a.s. 2016 Scuola dell’Infanzia - sez. A-B-C-D-E ..........................................FRANCIS VASCONCELOS Scuola Primaria - classe 1ª ....................................................... CLAUDIA TORIKACHVILI Scuola Primaria – classe 2ª ....................................................... CLAUDIA TORIKACHVILI Scuola Primaria – classe 3ª ............................................................ ADRIANA DI GIAIMO Sc. Sec. I Grado – classe 1ª ........................... RENATA DAL’MAS BOMPAN MONTE ALTO Sc. Sec. I Grado – classe 2ª..............................................................ADRIANA DI GIAIMO Sc. Sec. I Grado – classe 3ª ........................... RENATA DAL’MAS BOMPAN MONTE ALTO Sc. Sec. II Grado (Liceo) – classe 3ª .............................ANA JÚLIA HADBAGARCIA MESSI Sc. Sec. II Grado (Liceo) – classe 3ª ...........................................LEONARDO ZIMEI (VICE) Sc. Sec. II Grado (Liceo) – classe 4ª .....................................GABRIEL PERIC PIERGALLINI Sc. Sec. II Grado (Liceo) – classe 4ª ................................ALÉXIA COMINO FUNARI (VICE)

ASSOCIATI FONDATORI

ASSOCIATI BENEMERITI •AEDA •Alitalia •Angela Papaiz •Angelo Vecchi •Anna Maria Barrucci •Banco Bradesco •Benedetti Sandro Isidori •Campari do Brasil •Circolo Italiano •Conde Raffaele Leonetti

•Edoardo Pollastri •Fabio Perini S.A. •Fiat Automóveis •Generali do Brasil •Grupo Masini •Impregilo SpA •Instituto Cultural ItaloBrasileiro (ICIB) •Luigi Bauducco •Nelson Castro •Papaiz ind e com

•Patronato Assist. Imigrantes Italianos (PAII) •Pirelli S.A. •Saipem do Brasil •Sandra Papaiz •Scac S.A. •Sergio Comolatti •Udinese ind e com •Unicredito Italiano •Unilever •Zanemp Empreendimentos

CONSOLATO GENERALE D'ITALIA A SAN PAOLO Michele Pala - Console Generale 59 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016

• BERTOLINI RICCARDO

• BERTOLINI ALFONSA • CROSO EDGARDO • GENTILINI PALMIRO • GHERSI LORENZO • MATTOLI SOCRATE • ROBERTO ALBERTO • ROBERTO PAOLA


“Os jovens aprenderão sozinhos se na escola tiverem aprendido a pensar” Eugenio Montale Nobel de Literatura, 1975

Filosofia da Escola Um dos valores mais importantes do nosso projeto pedagógico é a formação integral do educando. Interessa-nos que o aluno construa, ao longo da sua escolaridade, um lastro cultural e intelectual que lhe permita atuar de forma responsável, competente, crítica e autônoma ante as exigências impostas pela sociedade.

Rua Dr. José Gustavo Bush, 75 Morumbi / SP Tel.: (11) 3759-5959 www.montale.com.br

Profile for scuola italiana eugenio montale

Il Girasole aprile 2016  

Il Girasole aprile 2016  

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