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Bollettino Informativo e Culturale on-line della Scuola Italiana “Eugenio Montale” N° 05 – Agosto 2015

Ainda nesta edição: Reflexões sobre maternidade e paternidade


Sumário

Editorial

Editorial – Bentornati!............................................................... 2 Parêntesis – La fatica di Valutare.............................................. 4 Palavra da Escola – L’Arte del tradurre...................................... 6 Palavra da Escola – Ter filhos e o futuro.................................... 8 Palavra da Escola – L’educazione e la Comunità....................... 10 Acontece – Vi racconto la mia Expo........................................... 12 Acontece – C’ero anch’io!.......................................................... 14 Acontece – Metti una giornata all’Expo.................................... 16 Nossa gente – Rosângela Bruno................................................ 18 Da sala de aula – Virtudes vagarosas........................................ 20 Da sala de aula – L’Ozio Letterario............................................ 22 Da sala de aula – Um dia na Toca da Raposa............................ 24 Da sala de aula – Incontro con il Paleontologo........................ 26 Da sala de aula – Ci vuole un seme.......................................... 28 Pedagogicamente Falando – Una felicità traboccante!............ 32 Pedagogicamente Falando – Desafios da educação familiar.... 35 Pedagogicamente Falando – Ser pai e mãe nos dias de hoje .. 36 Pedagogicamente Falando – Amar só se aprende amando...... 38 Você sabia que – Alcune curiosità su Expo............................... 40 Parêntesis – Festa Junina 2015................................................. 42 Meninos de Ouro – Nella città della Grande Bellezza...........…. 44 Meninos de Ouro – Il piccolo gioiello nascosto.....................…. 46 Meninos de Ouro – La Montale mi ha aperto le porte............. 48 Mural dos pais – Encantamento!.............................................. 50 Mural dos pais – Ser pai é... Ser mãe é... ................................. 52 Mural dos pais – Isso não é para qualquer uma!...................... 56 Sorria .................................………….……….…….....…..……………..…. 58 Cursos extras............................................................................. 60 A última palavra – A mia madre...........................……………..….. 62

Bollettino informativo e culturale On-line della Scuola Italiana “Eugenio Montale”

Caro Lettore, Bentornato! Dopo un periodo di vacanza e di riposo, eccoci di nuovo a scuola, pronti a riprendere le nostre attività educative e professionali. La rivista on-line di questo mese, propone due temi fondamentali: l’evento internazionale Expo Milano ed una riflessione sull’essere genitori oggi. Vorrei introdurti un po’ al primo dei suddetti temi. Expo è un’Esposizione Universale che si tiene ogni 5 anni ed ha una durata massima di 6 mesi. È un evento di portata mondiale. Il tema che viene trattato all’Expo è sempre di interesse globale e per quest’anno è stata scelta una tematica che andrà a toccare argomenti chiave come la sicurezza e l’accesso alle risorse alimentari e la sostenibilità, temi fondamentali per il futuro dell’umanità tutta.

N. 05 – Agosto 2015

Direzione: Victor Vallerini Revisione dell’italiano: Victor Vallerini Revisione del portoghese: Fabiana Infante Composizione grafica: Fabiana Infante Contatti: victor@montale.com.br / fabiana.infante@montale.com.br 2 IL GIRASOLE ON-LINE

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Expo si sta svolgendo a Milano, è iniziata il 1 maggio e si concluderà il 31 ottobre 2015.


All’evento stanno partecipando altre nazioni, non solo europee, invitate a dare un significato personale al tema suggerito. Si spera che la partecipazione di tanti paesi e la sensibilizzazione della popolazione mondiale possano condurre ad un reale progresso verso il bene comune della società umana. L’obiettivo dell’evento, quindi, è quello di coinvolgere le diversità mondiali in un’unica riflessione, intorno ad una medesima tematica. All’Expo, oltre ai 145 paesi presenti, stanno partecipando anche l’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite), l’UE (Unione Europea) e il CERN (Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare).

Expo Milano, per un Mondo sostenibile!

Gli alunni e i professori della nostra scuola, sono stati coinvolti in questa riflessione sul tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” proposto all’Expo Milano, e il risutato delle loro attività lo potrai riscontrare in alcuni degli articoli che seguono. Buona lettura!

Il Duomo di Milano

di Victor Vallerini

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Copa do mundo Parêntesis

LA FATICA DI VALUTARE

Fiumi di inchiostro sono stati versati per spiegare i metodi, le tecniche e i criteri della valutazione. Vi è chi, ad esempio, sostiene che l’atto di valutare sia carico di elementi soggettivi, rendendo piuttosto difficile la formulazione di un giudizio puramente neutrale e disinteressato. Valutare sarebbe quindi giudicare in base a un insieme di scelte personali prestabilite in virtù delle quali il soggetto valutante opera e formula il suo giudizio. Vi è, invece, chi sostiene la tesi opposta, e cioè che ogni valutazione è comunque oggettiva proprio perché emerge da un’attenta analisi del materiale valutabile su cui incide una dinamica operativa tesa ad evidenziare in modo chiaro e distinto ciò che è stato effettivamente acquisito lungo il percorso didatticoeducativo. Vi è, poi, chi, in fatto di valutazione, si colloca a metà strada tra i fautori del

soggettivismo assoluto e dell’oggettivismo soverchiante, cercando di offrire una comprensione dialettica del processo valutativo. Questo non può prescindere da entrambi i momenti costitutivi della valutazione (il momento oggettivo propriamente detto e quello soggettivo). Così ogni tappa formativa richiede l’analisi e la rielaborazione di un contenuto dato, finalizzato all’acquisizione critica di un nuovo sapere. In altre parole, se si scarta il mito della neutralità connesso alla pura oggettività e quello della soggettività senza contenuto reale, rimane fermo il principio che l’atto di valutare risulta, sia pure con sfumature diverse, da un intreccio di elementi che ne determinano la natura e le modalità all’interno di un pacchetto di obiettivi e finalità auspicabili nel corso e al termine di qualunque processo educativo. Vivere è anche valutare, cioè giudicare, analizzare,

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criticare, scoprire e creare valori veramente umani e culturalmente rilevanti. Educare è soprattutto portare l’alunno a togliere il velo che ricopre il mistero del mondo, affinché la molteplicità del reale non sia d’intralcio al libero operare e comprendere dello spirito, ma ne costituisca invece una sfida permanente al bisogno di chiarezza quanto mai necessario in un mondo globalizzato, pieno di contraddizioni e laceranti conflitti. Guai a noi sottraessimo a compito!

se ci questo

di Carlo Alberto Dastoli


Titoli di alcune opere tradotte dal Prof. Carlo Alberto Dastoli LOSURDO Domenico, Hegel, Marx e a tradição liberal, São Paulo: UNESP, 1998.

SACCO Rodolfo, Antropologia jurídica, São Paulo: WMFMartins Fontes, 2013.

HIRSCHMAN Albert, A moral secreta do economista, São Paulo: UNESP, 2000.

Palavra-chave: dicionário semibilíngue para brasileiros: italiano, São Paulo: WMF Martins Fontes, 2013.

COSTA Pietro e ZOLO Danilo (orgs.). O Estado de Direito: História, teoria, crítica, São Paulo: Martins Fontes, 2006.

ALEMAGNA Beatrice, Os Cinco Esquisitos, São Paulo: WMF Martins Fontes, 2014.

CARVALHO Judih R., CARVALHO, Andrea de, Genética e Arte. São Paulo: Empresa das Artes, 2007.

SCARRY Richard, Meu primeiro dicionário: cada palavra uma história, São Paulo: Ed. WMF Martins Fontes, 2014.

PAROLA CHIAVE: Dizionario di italiano per brasiliani, São Paulo: Martins Fontes, 2007.

SIGNORINI Roberto, A Arte do Fotográfico: os limites da fotografia e a reflexão teórica nas décadas de 1980 e 1990, São Paulo: Ed. WMF Martins Fontes, 2014.

LOSANO G. Mario, Sistema e estrutura no direito, volume I: Das origens à Escola Histórica, São Paulo: WMFMartins Fontes, 2008.

CAMPANELLA Tommaso, A Cidade do Sol, Petrópolis, RJ: Editora Vozes, 2014.

LOSANO G. Mario, Sistema e estrutura no direito, volume III: Do século XX à pósmodernidade, São Paulo: WMFMartins, 2011.

GIACONE Elio, Jogos de todas as cores, Petrópolis, RJ: Editora Vozes, 2015.

ZOLO Danilo, Rumo ao ocaso global? Os direitos humanos, o medo, a guerra, Maria Luiza Alencar Feitosa e Giuseppe Tosi (orgs.), São Paulo: Conceito, 2011.

MARADIAGA Óscar, Sem ética não há desenvolvimento, Petrópolis, RJ: Editora Vozes, 2015.

LOSURDO Domenico, A não violência: uma história fora do mito, Rio de Janeiro: Revan, 2012.

Alcuni libri tradotti in italiano CAMPILONGO Celso, Diritto e differenziazione sociale nei paesi emergenti. Il caso del Brasile, Lecce: Editore Pensa Multimedia, 2010.

MARTIRANI Maria Célia, Saggi letterari, (in corso di pubblicazione).

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Copa doda mundo Palavra Escola

Gli autori latini utilizzavano diversi verbi per indicare l'attività del tradurre: vertere, convertere, transvertere, imitari, reddere, transferre, ecc... Il verbo più utilizzato era interpretari, che letteralmente significava “far da mediatore”, “negoziare”, “interpretare”. Piuttosto usato era anche transferre, da cui deriva l’inglese to translate, che valeva come “cambiare”, “trasportare”, fino a quando Seneca lo usò per la prima volta con il significato metaforico di passaggio da una lingua a un’altra. Si nota, dunque, come sin dall’antichità l’opera del traduttore fosse vista come un’attività complessa: non una meccanica trasposizione, bensì un’arte del compromesso, della giusta misura, dell’abilità di trovare i vocaboli più adatti per ogni circostanza. Il verbo latino traducere, da cui derivano l’italiano tradurre e il

L’arte del tradurre portoghese traduzir, letteralmente significa “condurre qualcuno da un luogo all’altro” e sembra che il primo a impiegarlo col significato attuale fu Leonardo Bruni, in epoca umanistica, per indicare le versioni dal greco al latino. È in questo periodo della storia, infatti, che si fa strada la necessità di dare un senso di maggiore dinamicità all’idea di traduzione, la quale assume sempre più i tratti dell’individualità da una parte e dell’originalità dall’altra. Un’attività, quindi, che non viene più intesa come un’operazione anonima, compiuta dagli amanuensi medievali nelle amene biblioteche dei monasteri, ma la si comincia a vedere come una vera e propria forma d’arte che richiede l’ingegno personale del traduttore, il quale è protagonista in prima persona del risultato della translatio. Nel momento in cui si prende in mano un’opera, scritta in un

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determinato idioma, e la si “consegna” ad un’altra lingua, ossia la si inserisce in un orizzonte culturale diverso da quello originario, in qualche modo si compie un’operazione di riscrittura, che richiede le abilità di un compositore. Pensando a questo passaggio da un sistema linguistico ad un altro come ad una “consegna”, non può non venire alla mente l’etimologia di tale parola, che deriva dal latino tradere, vocabolo che significa sia “consegnare”, “affidare”, che “tradire”. E tradurre infatti significa in qualche modo anche tradire, nel senso che è impossibile ottenere una trasposizione assolutamente fedele all’originale. Se così è, va dunque riconosciuto che la traduzione è innanzitutto una sfida, affidata in capo ad una persona che deve possedere due anime: quella del linguista, profondo conoscitore dell’apparato semantico e sintattico degli idiomi che maneggia, e quella dello stilista, che possiede appieno la forma e l’estetica delle lingue che impiega. Sono doti, queste, che ritroviamo nel nostro stimato collega Carlo Dastoli, uomo dotato di una cultura universale e allo stesso tempo specifica, la quale gli consente, unita alla grande passione per l’arte della translatio, intesa come trasmissione del sapere, di produrre traduzioni dall’italiano al portoghese e viceversa di pregevolissima fattura. In fondo, l’attività di Carlo come traduttore è parte di un impegno molto più ampio, che lo anima instancabilmente: l’arte della docenza, ossia della trasmissione dal docente al discente di tutto quanto il primo ha imparato nel


corso della sua vita. Operazione, questa, tanto delicata quanto lo è la traduzione, dato che, esattamente come quest’ultima, richiede la capacità di conoscere e comprendere a fondo l’altro termine della relazione, che in questo caso non è rappresentato da una lingua, bensì da un essere umano, l’alunno, che è unico e speciale. Così come il traduttore adatta l’opera alla lingua nella quale la deve trasporre, allo stesso modo il docente parte sempre dall’alunno che ha davanti e su di esso adegua la sua metodologia d’insegnamento. E così come l’esito finale di una traduzione è sempre un’opera nuova ed unica, alla stessa maniera la docenza non è mai mera ripetizione, ma è sempre creazione di qualcosa di inedito, in cui l’insegnante, a contatto diretto con

l’alunno, si riscopre e scopre cose nuove, aspetti a cui non aveva mai pensato, possibilità che non aveva ancora intuito. E allora, volendo tornare all’etimologia della parola “traduzione”, possiamo concludere che, nell’atto di condurre l’alunno, l’insegnante finisce a sua volta per farsi condurre, e docente e discente approdano insieme a lidi inesplorati. Quando ciò avviene, si assiste alla costruzione della conoscenza. Con le sue traduzioni, dunque, Carlo Dastoli non fa altro che dare continuità all’infaticabile e appassionata ricerca del sapere che lo rende, all’interno della nostra comunità scolastica, un Maestro ammirato e amato in special modo dai suoi alunni.

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di Giacomo Cenci

“Grazie, caro Carlo, per la tua dedizione, esempio per tutti noi.”


Ter filhos é assumir um compromisso com o futuro

Copa doda mundo Palavra Escola

Me tornei mãe mais uma vez e este reinício me fez repensar nos compromissos e responsabilidades que assumimos no momento que geramos uma nova vida. Ter um filho vai muito além de uma realização pessoal, se fosse só isso seria um ato de egoísmo, egocêntrico, um capricho.

As outras pessoas também ganham nova dimensão. Ninguém tem um filho para si. Sabe que ele conviverá com tantos outros, que tantos serão parte de sua história e formação e então logo queremos que haja mais gentileza, mais tolerância e respeito no mundo. E para isso, não tem jeito, depende de nós e da maneira como agimos e, pelos filhos, nos tornamos mais cautelosos e atentos a isto também, reforçando o compromisso inicial.

É muito mais! É um acordo que você faz com a vida, com a natureza e com a sociedade. É uma forma de dizer que acreditamos que é possível um mundo melhor porque, na medida que você tem um filho, você começa a trabalhar com mais intensidade para isso.

Ter filhos não é para os acomodados ou conformistas, e se for um deles, deixará de ser, porque exige ação, reflexão e mudança. Acredito que nossos filhos podem transformar o mundo e é preciso cuidar para que eles acreditem em si também.

Começa por se rever, seus velhos hábitos e costumes deverão passar por uma reciclagem, afinal se tornará modelo, querendo ou não. Sua relação com a natureza, com o consumo e com o mundo material também não poderá ser a mesma, mesmo que queira, vai mudar, as prioridades vão se alterar e imediatamente se revelam um monte de pequenas felicidades não comerciais ou materiais que preenchem e o resto é supérfluo, é menor.

Menos presentes e “mais presença. Menos pressa, mais abraços.”

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Mas é preciso cuidar da dose entre ajudá-los a serem confiantes sem nunca deixarem de ser solidários. Não estamos sozinhos neste mundo e precisamos uns dos outros. Ter um filho é um exercício constante de promoção do bem. Se não for para isto, melhor nem embarcar nesta viagem, o resultado poderá ser desastroso. São tantas as preocupações e escolhas, cada caminho um horizonte diferente, mas estamos caminhando com eles.

de Silvia Adrião

Ter filhos é muito mais! É um “acordo que você faz com a vida, com a natureza e com a sociedade. É uma forma de dizer que acreditamos que é possível um mundo melhor .”

Ter filhos é caminhar. Mas apesar da complexidade, também é bem mais simples do que parece... Filhos precisam de muito menos do que imaginamos. Menos eletrônicos, gravetos e pedrinhas podem ser mais encantadores, menos compromissos e agendas, brincar ao ar livre e um bolo de chocolate feito a quatro mãos podem ser mais formativos, menos roupas impecáveis e mais tênis gastos. Menos presentes e mais presença. Menos pressa, mais abraços. E pelo futuro deles, mais hoje, porque educar o filho também não dá para esperar, é para hoje, a mudança é para já. O pequeno Murilo junto com o Miguel, filhos de Silvia

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Copa doda mundo Palavra Escola

L’educazione è una responsabilità della comunità Intervista con la Direttrice Scolastica Paola Capraro, sull’incontro internazionale delle scuole sudamericane, svoltosi a Reggio Emilia

1. Dove e quando si è svolto l'incontro? A Reggio Emilia (in Emilia Romagna, Italia) al “Centro Internazionale Loris Malaguzzi” dal 03 al 09 maggio scorso. 2. Da chi è stato organizzato l’evento? Dalla “Fondazione Reggio Children” e dalla “Red Solare” (Associazione che promuove la proposta educativa di Reggio Emilia). 3. Qual era l’obiettivo dell'incontro? Lo studio e la ricerca sull’approccio educativo di Reggio. È stato un incontro tra scuole di vari paesi dell’America Latina che seguono la “filosofia reggiana”.

4. Chi era presente all’incontro? C’erano dirigenti scolastici, coordinatori e professori di diverse scuole dell’America Latina. 5. Quali impressioni ha suscitato in te l'incontro? Perché? È stato bellissimo! Non ci sono parole per descrivere le tante emozioni che ho vissuto. Arrivare in una città come Reggio, dove si respira educazione, mi ha caricato e nutrito. All’incontro si è parlato solo di bambini e di educazione. Ci sono stati ricchissimi scambi di esperienze educative tra i partecipanti all’evento. Ho imparato davvero molto.

6. Cosa ti ha marcato maggiormente? Tante cose mi hanno marcato positivamente. È stato bellissimo poter entrare nelle scuole di Reggio e poter passare delle ore con gli insegnanti e i bambini di queste scuole; ho visto video meravigliosi realizzati dai bambini. I loro progetti sono di grande ispirazione ed aver avuto il contatto diretto con tutto questo è stato molto importante. Quello che mi ha colpito di più è stato respirare quell’aria magica di una relazione fondata sul vero “ascolto”, su un grande rispetto, in cui regna una grande curiosità e felicità di imparare.

è un luogo di cittadini “Lachescuola hanno un diritto, ossia, un

luogo di costruzione della cultura e del sapere, dove i bambini sono veri e propri soggetti.”

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7. Che tipo di scuola nasce da questo evento? Una scuola come un luogo di costruzione di cultura, dove il bambino è soggetto attivo del proprio apprendimento. Una scuola che crede nella forza e nell’intelligenza del bambino. 8. Come pensi di applicare o progettare quanto udito e sentito in quei giorni, qui alla Montale? Per me è stata un’ulteriore opportunità di formazione. Ho già fatto una presentazione alle mastre della Scuola dell’Infanzia e continueremo ad approfondire e sviluppare quanto appreso a Reggio, dato che la nostra scuola si ispira alla filosofia pedagogica reggiana.

luogo dove “Scuola, si crea cultura”

di Paola Capraro 11 IL GIRASOLE ON-LINE

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Copa do mundo Acontece

Vi raconto l

Esperienza di volonta

Andrea, ex alunno da Montale, il primo a destra, con alcuni amici volontari all’Expo

Alcuni giovani di tutto il Mondo, volontari all’Expo

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la mia Expo

ariato di Andrea Piatti*

Andrea, a destra, insieme agli amici Claudia e Carlo Mazzaferro, davanti al padiglione Kuwait. I tre sono stati alunni della Montale. L’Albero della Vita, Expo Milano

Fare il volontario all’Expo Milano 2015 è stata un'esperienza fantastica e un’opportunità di vivere dall’interno un evento di richiamo mondiale: ho così potuto ascoltare le persone con cui ho lavorato e cogliere le opinioni dei visitatori. Nell'arco dei 6 mesi di Expo sono attesi più di 20 milioni di visitatori, di cui un quinto proveniente da fuori Italia. Per la città di Milano è un'opportunità economica e turistica unica, anche se non tutti i cittadini milanesi hanno accolto con favore l'evento: per circa 2 anni la città è stata invasa dai cantieri che hanno causato disagi e l'idea diffusa che Milano e l'Italia non sarebbero stati in grado di organizzare al meglio l'evento, ha fatto sì che molti milanesi vivessero i lavori con mal sopportazione. La protesta estremista e violenta del primo maggio, giorno d'inaugurazione dell'Expo, ha avuto un effetto di grande solidarietà su Milano: molti cittadini si sono subito armati di guanti e spazzole per pulire i muri da scritte insensate e violente, anche per dimostrare che l'invasione di quei teppisti non c'entra niente con Milano e con l'Expo stessa.

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Dopo un mese dall'inaugurazione, le persone che non vedono l'utilità di questo evento sono veramente tante e come è giusto, in modo civile esprimono la loro idea; un giorno sono stato fermato da un ragazzo che, indicando la mia divisa da volontario mi aveva chiesto “Ma come fai ad essere a favore dell’Expo?!”. La critica più grossa che viene fatta all'Esposizione Universale è che, sebbene il tema sia “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, diversi padiglioni sembrano solo delle agenzie turistiche senza proporre idee di come risolvere i problemi di natura ecologica e alimentare da portare equilibrio in tutto il pianeta. Pur con tutte le difficoltà e le contraddizioni, Expo colpisce per la magnificenza del Decumano e la varietà dei padiglioni ed è un’opportunità unica per conoscere e comprendere tradizioni alimentari anche molto diverse dalle nostre e avere la possibilità di "visitare“, a piedi, la maggior parte del mondo passando dal Giappone al Brasile, dagli Stati Uniti alla Russia in pochi passi. *Andrea è ex alunno della Montale, diplomato nel 2007


Copa do mundo Acontece

C’ero anch’io! di Luca Ruggiero

Arrivando all’Expo, la prima cosa che mi ha impressionato è stato un corridoio gigantesco, con tutte le bandiere di tutti i paesi che vi partecipano. Il primo padiglione in cui sono entrato è stato quello della ONU, enorme, che riassumeva tutto quanto si sarebbe potuto visitare all’Expo. Ho visitato anche il padiglione del Brasile, quello dell’Italia e tanti altri. Ma sicuramente per visitare tutta l’EXPO mi ci sarebbero voluti almeno 3 giorni! Il padiglione Italia è l’unico della fiera che non verrà distrutto, ed è fatto totalmente di un materiale sostenibile ed ecologico. Il padiglione Italia racconta la storia, l’arte, la cultura del Belpaese e mostra l’importanza che l’Italia ha avuto nella crescita e nello sviluppo dell’Europa intera.

Luca Ruggiero, alunno della III Media, in visita all’Expo Milano

show con i giochi d’acqua e la musica dell’Albero della Vita. Di sicuro lo spettacolo più bello che abbia mai visto fino ad oggi! Ho finalizzato la mia visita con lo spettacolo serale del “Cirque du Soleil”, intitolato “Alla Vita”. Quindi, consiglio a tutti di andare in Italia a

visitare l’Expo Milano, una fiera internazionale molto ben organizzata e all’avanguardia, ma prendetevi almeno 2 giorni di tempo per riuscire a vedere qualcosa in più! È stata un’esperienza unica! Spero poter visitare anche la prossima Expo, a Dubai nel 2020.

Ma chi va all’Expo non deve perdersi assolutamente lo Padiglione Italia

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Padiglione Brasile

Il gioco di luci serale fatto intorno all’Albero della Vita

L’ingresso di Expo, visto dall’alto

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Copa do mundo Acontece

Metti una gior

di Claudia M

Claudia con il fratello Carlo, la mamma Stefania ed il papĂ Maurizio, davanti al padiglione Cina

“

Claudia, al padiglione Brasile

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rnata all’Expo

Mazzaferro*

all'ambiente. Ciò che mi ha colpito di più sono stati i diversi approcci che hanno avuto i vari paesi che hanno esposto le loro idee. Ho percepito una tendenza dei padiglioni europei ad un "ritorno alle origini", dove nella maggior parte delle volte erano esposte piantagioni tipiche del paese, alberi, foreste di modo da mettere in contatto le persone con la natura primordiale del luogo; i padiglioni orientali, invece, (sopratutto Corea, Giappone, Cina ed Emirati Arabi) hanno esposto le loro idee di sostenibilità attraverso la sola tecnologia, con immagini, video, robot e piantagioni virtuali.

Sono stata ad Expo alcuni giorni fa con l'ingresso serale (dalle 19 alle 23). È stata un esperienza molto bella, anche se il tempo non ha permesso di vedere nemmeno 1/3 di tutti i padiglioni. Consiglio altamente la visita soprattutto se si hanno due o tre giorni a disposizione per visitare tutto con calma. L'esposizione è colma di tendenze per quanto riguarda la sostenibilità ambientale e soprattutto la sostenibilità della produzione del cibo collegata

Claudia all’Expo Milano Claudia con il fratello Carlo all’Expo Milano *Claudia è ex alunna della Montale, diplomata nel 2012 17 IL GIRASOLE ON-LINE

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Copa do gente mundo Nossa

Desafio, essa é a palavra! de Rosângela Bruno

"Rosângela está na Montale há 06 anos. Neste período a escola fez algumas mudanças, houve trocas de professores e chegadas e partidas de novos alunos e novas famílias. Mas, apesar disso há valores que certas pessoas levam consigo onde queiram que estejam e que não mudam segundo as situações e as diferentes épocas. Este é o caso da Rosângela, sempre sorridente e gentil com todos, sempre calma e paciente, ela tem um astral tão bom que faz todos se sentirem bem. Rosângela é uma excelente colega, faz seu trabalho de forma extraordinária e se expressa sempre de forma muito prática e otimista. Ela carrega em si certos valores que fazem a diferença no meio em que vivemos: a amabilidade e a humildade. Valores que tornam o ambiente de trabalho mais humano e leve, um espaço de convivência prazeroso. Obrigado Rose pelo que é e faz!” Desafiar a vontade, desafiar os gostos, desafiar a rotina, desafiar a vida, foi isso que me propus a fazer quando embarquei nesta viagem, chamada maternidade... Eu, que sempre pensei em explorar o mundo, viajar, conhecer novos lugares, me formei Comissária de bordo, depois Guia de turismo, porém a vida me levou para outros caminhos. Trabalhei por alguns anos na administração de uma empresa de Home Care, em seguida antes de casar, eu e meu esposo montamos uma loja de roupas. Quando meu primeiro filho nasceu (Luther),

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Rogerio, Rosânge

resolvemos fechar, pois o comércio nos consumia um tempo que naquele momento gostaríamos de dedicar ao nosso primogênito. Voltei ao mercado de trabalho, na área financeira. Pouco depois, através de uma colega, vim trabalhar na área de serviços do colégio Italiano, por este motivo me formei em Marketing, e hoje ainda no colégio, atuo na área financeira. Nunca havia trabalho em uma escola antes; é um ambiente extremamente vivo, a sensação que tenho é de estar perto da essência da vida, pois é daqui, deste ambiente que nascem os


ela, Luther e Martin

pensamentos, florescem ideais, projetos, sonhos, o futuro! É incrível vê-los tracejar entre a infância e adolescência, vê-los crescer, se formar e se transformar! Educar, no meu entendimento, está muito mais relacionado à disposição e disponibilidade que se dá a quem se educa, é preciso gostar de cuidar, todo o restante é consequência: o carinho, a atenção, o bom senso e acima de tudo paciência para ajudá-los nessa transformação, saber respeitar cada novo momento e orientá-los na condução da vida. Mesmo em tempos tão difíceis, onde as relações estão cada vez mais distantes e frias, é preciso estar junto, sentir, ouvir e olhar para os nossos filhos, não deixar

que a “educação liberal” os leve para longe de nós. Há 10 meses ganhamos o Martin, nosso segundo filho, um belo presente, e sinto que minha disposição e disponibilidade são cada vez mais cobradas, e será assim para sempre, pois sem elas dificilmente teremos sucesso nesse desafio.

Luther, aluno da IV Primaria e o pequeno Martin

Rosângela

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Virtudes

Da sala aula Copa dode mundo

de Helenice Schiavon “Os caracóis são moluscos lerdos. Andam muito, muito devagar. Ninguém tomaria os caracóis como exemplos. Embora suas conchas sejam belas e construídas com precisão matemática, o que chama a atenção de quem os observa é sua pachorra1. Caracóis não têm pressa. Falta-lhes dinamismo, virtude essencial àqueles que vivem no mundo moderno. Quem anda devagar fica para trás”2. Li este trecho no ensaio de Rubem Alves sobre o que ele chama de pedagogia da vagareza. Segundo o autor, “a lentidão é uma virtude a ser aprendida num mundo em que a vida corre ao ritmo das máquinas”; um mundo em que o conhecimento só é válido quando adquirido e aplicado com extrema fluidez. Tomo a liberdade de pedir emprestadas algumas das palavras do poeta, reorganizá-las e aplicá-las ao contexto da Montale: em nossa escola, a lentidão é uma estratégia para aprender as virtudes necessárias para se viver num mundo em que a vida corre ao ritmo das máquinas. Aqui, nossas crianças, adolescentes e jovens submetem-se a uma pedagogia vagarosa e reflexiva, em que se pode engendrar -na lentidão- o maior conhecimento de todos: a virtude do caráter. Em que outro espaço, senão na escola -quiçá na própria famíliapoder-se-ia discutir, sem as algemas da ideologia e da política, as vergonhas advindas da fome, as insanas condições de risco alimentar e o conflito de interesses presentes nas indústrias da alimentação e nos descaminhos decorrentes do uso irresponsável da água? Ou então, em que outro espaço ter-se-ia tempo para pensar nas almas

famintas de afeto e respeito que definham demorada e vergonhosamente diante de todos os olhos, fruto do descaso de muitos? Ou daquelas tantas outras faces que surgem anônimas, mas sedentas de justiça e reconhecimento? Que outro lugar poder-se-ia se dar ao luxo de ser imparcial, vagaroso e não competitivo na análise de todos estes fatos? Ou de poder avaliar tudo isso à luz da justiça e da igualdade – e somente delas – todas as verdades vergonhosas que presenciamos? Nesse ambiente vagaroso e reflexivo, os alunos da Montale têm se preparado para o mundo expresso e fibrilado lá de fora. De olho no futuro e sem as algemas do tempo que corre implacável para todos, o passado e a contemporaneidade são objetos de reflexão. Certamente, os projetos da Montale são motivo de orgulho para nossa comunidade escolar e talvez sejam um bom exemplo daquilo que Rubem Alves destaca como sendo a pedagogia da vagareza. Representam oportunidades únicas – e vagarosamente eficientes – de trabalhar o caráter de nossos alunos. Um bom exemplo é o projeto que está se desenvolvendo com os alunos da III Media. Trata-se de um trabalho que teve início em fevereiro de 2014 e rendeu a participação da escola na Expo Milano3 2015 com a elaboração de um texto teatral. “Alla ricerca dell’ingrediente segreto” foi inserido no “Progetto Scuola per Expo Milano 2015”; um texto teatral bilíngue, todo pensado e escrito pelos próprios alunos durante as aulas de Língua Portuguesa e Italiano.

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O texto é o desenvolvimento da esquete teatral apresentada na Mostra Cultural da Montale em 2014; e renderá ainda a publicação de um livro. Foi assim que, na trilha vagarosa mas intensa que leva ao aprimoramento das virtudes, a III Media se envolveu no tema da Expo 2015 – “Nutrire il pianeta, energia per la Vita”. Entre tantas atividades realizadas, os alunos tiveram acesso regular aos conteúdos do site oficial da Expo, à leitura e reflexão de textos pertinentes ao tema da alimentação e da segurança alimentar (e também ao da água), às pesquisas sobre organizações mundiais importantes como a ONU e a FAO e às reflexões sobre os artigos da Declaração dos Direitos Humanos, da Criança e do Adolescente; entre outras fontes de pesquisa. Complementaram o trabalho a assistência de muitos filmes e documentários (selecionados, em sua maior parte pelos próprios alunos), discussões em classe e uma importante saída pedagógica à Exposição “FOOD Reflexões sobre a Mãe Terra, Agricultura e Nutrição”4, cujos temas versaram sobre as “escolhas alimentares dos indivíduos do


vagarosas mundo moderno, propondo reflexões sobre os efeitos provocados pelas mudanças climáticas, sobre contaminação de produtos agrícolas, as disparidades relacionadas à distribuição dos alimentos e sobre a fome”. E assim, como temos direito a “todo tempo do mundo”, a reflexão não se limitou à nutrição do planeta, mas também à nutrição da energia pela vida: refletimos sobre nossas virtudes e nosso caráter e vivenciamos dinâmicas para promover impactos positivos em todos nós, levando-nos a exercitar um diálogo sobre a beleza, a importância e a suficiência do outro. “Gastar tempo conversando com os alunos. Saber sobre as suas vidas, os seus sonhos”. Lapidar suas ideias, fortalecer e apresentar-lhes às melhores virtudes que sonhem ter. Contribuir positivamente para

o caráter. Eis aí algo que nossos projetos pretendem alcançar - sem pressa e sem tempo a perder. “A vida é vagarosa”. Formou-se vagarosa e sublime no ventre da mãe. Compôs-se lenta e transformadora no universo. Também o bom caráter, aquele calcado na justiça e na verdade, é uma virtude que se deve formar sem pressa, vagarosa – como o andar lento dos caracóis. ¹PACHORRA: calma, apatia, inatividade. ²ALVES, Rubem. A Pedagogia dos Caracóis. Campinas: Verus, 2010. 95 p. ³http://www.expo2015.org/it/cos-e/iltema 4http://www.sescsp.org.br/programac ao/21205_food+reflexoes+sobre+a+m ae+terra+agridultura+e+nutricao

Nesse ambiente vagaroso e reflexivo, os alunos da Montale têm se preparado para o mundo expresso e fibrilado lá de fora. “

A Prof. Helenice com alguns alunos da Scuola Media

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A lentidão é uma virtude a ser aprendida num mundo em que a vida corre ao ritmo das máquinas”


Da sala aula Copa dode mundo

L’Ozio Le

di Adriana Grasso e Claudia Affonso

Presso il mondo classico, l’ozio letterario era la condizione ideale per dedicarsi alle arti pure come la letteratura, la filosofia e, in generale, allo studio del pensiero. Per gli antichi romani, infatti, l’ozio letterario consisteva nell’appartarsi dalle occupazioni pratiche della vita quotidiana per dedicarsi alle attività intellettuali. L’incontro, tenutosi a maggio presso il Jardim Botânico (a

cui hanno partecipato gli alunni del III e del IV liceo) è stato proprio un giorno all’insegna dell’ozio letterario, perché dedicato alla lettura di testi in prosa o in versi e alla riflessione sui temi in essi contenuti, in un ambiente naturale incontaminato e lontano dal frastuono della vita urbana. Il tema principale dell’evento è stato la relazione tra l’uomo e la

Dettagli del Jardim Botânico

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natura a cui se ne sono però aggiunti altri come: la musica, l’immaginazione, la morte, il tedium vitae, il contrasto tra la vita urbana e quella campestre, in testi di rinomati autori, tra cui Dante, Foscolo, Leopardi, Shakespeare, Wordsworth, Poe, Blake, Eça de Queiroz e Seneca. Inoltre, durante l’incontro, gli alunni hanno eseguito degli intermezzi musicali ed hanno letto e condiviso alcuni componimenti personali.


etterario Cos’altro potrebbe riassumere in maniera più autentica l’esperienza vissuta se non le parole di un alunno:

Our brief gathering at the Botanic Gardens had only one flaw: it didn’t last long enough. And when it ended it was like rebirth, our little event quenched our thirst for literature and much more.”

Alcuni alunni del Liceo al Jardim Botânico, con le prof.sse Claudia ed Adriana

(Arthur Pereira - IV Liceo)

Con l’ozio letterario abbiamo unito, in poche ore, racconti e poesie di culture ed epoche diverse in una meravigliosa esperienza a contatto con la natura.” (Ilaria Russo - III liceo)

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Da sala aula Copa dode mundo

Um dia na To

As professoras responsáveis pela saída pedagógica à Toca da Raposa Os Índios Xingu

No dia 13 de maio, os alunos do 1º, 2º e 4º anos realizaram um passeio escolar rumo à Toca da Raposa. Com o objetivo de observar os costumes dos índios, cada sala pôde verificar, sob o olhar particular e fascinado de nossos alunos, os conhecimentos observados durante as aulas. As turmas chegaram ao local em busca de confirmações ou respostas de acordo com a proposta feita para cada uma delas. A turma do 1º ano, através do projeto Identidade com a proposta da diversidade entre as crianças; As turmas do 2º ano, com a proposta de estudo de identificar a diferença entre os povos; E por fim o 4º ano que estudava as diferentes etnias dos povos indígenas, dentre as quais a etnia Kuikuro. A parte mais emocionante foi assistir a apresentação da tribo de etnia Kuikuro

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proveniente do Alto Xingu através de danças e cantos: Taquara, Tawaruanã, Yamuricumã, Ahasa, Duhe; apresentação de arco e flecha, finalizando com a luta UKA-UKA, na qual os alunos puderam participar “lutando” com as crianças indígenas. Na verdade o que se observou mais fortemente em todas as turmas foi uma grande curiosidade em relação à vida dos povos nativos brasileiros que hoje lutam, não mais durante a caça e sim, para tentar manter vivos os costumes e tradições sufocados dentro de suas próprias terras. Ao final notou-se uma intensa interação dos alunos entre si, e principalmente com a natureza através de um estilo de vida, ou melhor dizendo, essência de uma cultura. Fonte: http://www.tocadaraposa.com.br


oca da Raposa

de Giuliana Colarullo

Momentos de integração entre a comunidade indígena, professores e alunos

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Da sala aula Copa dode mundo

Incontro con il Paleontologo Ovviamente un unico incontro di circa due ore sarebbe poco per soddisfare la curiosità di tutti i presenti, studenti e insegnanti, e così rispondere a un’infinità di domande che popolano la nostra immaginazione.

Il 29 aprile c’è stato uno degli incotri più attesi dai bambini delle classi 3ª, 4ª e 5ª della Scuola Primaria: l’incontro con il paleontologo Bruno Gonçalves Augusta laureato in Biologia al “Centro Universitário Fundação Santo André”, Mestrado al “Museu de Zoologia - USP” e al momento studente di Dottorato all’ “Instituto de Biociências - USP” e responsabile della Mostra “O mundo dos dinossauros” presso lo Zoo di San Paolo. Chi potrebbe spiegare il fascino che provoca ai piccoli e addirittura ai grandi la parola "dinosauro"?

All’inizio abbiamo visto una serie di immagini che riguardano principalmente gli studi legati alla presenza di fossili di dinosauro e di altri animali preistorici nel territorio brasiliano. Tra l’altro Bruno ci ha spiegato anche gli studi necessari per diventare un paleontologo, come e dove si svolge il suo lavoro, ecc. Abbiamo imparato a riconoscere un vero dinosauro da altri animali preistorici volatili o acquatici e abbiamo scoperto che attualmente gli animali considerati i parenti più vicini dei dinosauri sono: gli uccelli!

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Accidenti! Allora quando mangiamo una coscia di pollo stiamo mangiando una coscia di dinosauro?! Alla fine dell’incontro gli alunni sono stati invitati a riprodurre sull’argilla quello che sarebbe una rappresentazione di un fossile, utilizzando una piccola conchiglia. Però il momento più straordinario, prima di questa parte “pratica”, è stato senz'altro quando i bambini hanno potuto toccare i fossili: uno scarafaggio (100 milioni di anni), un pesce (110 milioni di anni), un coprolite (cacca fossilizzata di circa 80 milioni di anni) e una riproduzione di un artiglio di velociraptor (70 milioni di anni)! Un'esperienza unica che resterà per sempre nella loro memoria!

di Teresa Aloise


Dettaglio di un fossile nelle mani di un bambino della Primaria

Le bambine della Primaria si sono divertite molto durante l’incontro!

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Da sala aula Copa dode mundo

Prima i bambini sono andati in cucina a preparare la ricetta, poi in classe hanno disegnato gli ingredienti e il brodo. Per dipingere i disegni, i bambini hanno preparato, nell’atelier, dei coloranti naturali con la terra, con la barbabietola e con gli spinaci.

Nel secondo quadrimestre dell’anno scolastico 2013, la sezione B ha svolto un progetto sui cibi. In questo periodo la scuola Montale è stata invitata a partecipare ad un programma di integrazione dell’Unesco a cui tutti i bambini del mondo parteciparono. Ogni scuola doveva presentare una ricetta tipica del suo paese. Siccome quest’attività era legata al progetto di studio che i bambini stavano svolgendo nella scuola, è stato facile per loro scegliere una ricetta per il programma. All’inizio del progetto, durante un esperimento fatto in classe, i bambini hanno deciso di piantare i fagioli, un alimento tipico della culinaria brasiliana.

Per i bambini è stata un’esperienza molto piacevole perché avevano già utilizzato questa tecnica nel progetto che stavano svolgendo in classe. Loro conoscevano i colori ottenuti dai cibi e sapevano che il colore della barbabietola sarebbe diventato marrone dopo alcuni giorni. Quando hanno finito i lavori li abbiamo incorniciati e li abbiamo spediti ai genitori. Alcuni mesi dopo abbiamo saputo che il nostro lavoro è stato selezionato e registrato in un ricettario Internazionale, “Ci vuole un seme”, in vista dell’Expo 2015. È con molto orgoglio che abbiamo ricevuto la notizia che questo ricettario verrà esposto, nel mese di ottobre, presso la biblioteca del Parco Sempione di Milano. I bambini hanno lavorato con impegno e soddisfazione durante questo progetto! Sono stati bravissimi! Scuola dell’Infanzia – Sezione B Maestre: Carla Passeto, Aderli Tringoni, Silvia Brancolini e Carla Souza

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“Ci vuole


un seme”

Immagini dei bambini all’opera, durante lo sviluppo del Progetto “ Ci vuole un seme”

La maestra Carla con alcuni bambini della Scuola dell’Infanza

Gli autori del Progetto

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Una felicità t

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Cosa significa per lei educare? Educare! Forse è un vocabolo eccessivamente usato anche a sproposito. Si parla di buona educazione, cattiva educazione o educato male. Per le persone preposte all’educazione dei bambini o adolescenti non sta solo nell’insegnare a dire: grazie, scusa, ecc. Ma dovrebbe valere prima di tutto l’esempio che devono dare gli adulti ed insegnare il rispetto che si deve all’altro. La libertà di ciascuno finisce là dove comincia la tua. Un genitore o un insegnante è importante che ponga delle regole chiare e comprensibili e che tali rimangano. I bambini si formano e crescono con i molti “NO”, gli adulti devono sempre essere coerenti con loro stessi, perchè i bambini sono grandi giudici che ci osservano e colgono tutte le nostre debolezze. Questo pare che sia un vademecum, diciamo invece che sono delle tracce

Intervista con la Sig.ra Ester Merlini d’A e moglie di Giuseppe d’Anna, Presiden che si possono dare, ma se non si condisce il tutto con tanto amore si finirà col vanificare ogni sforzo. Quando il giovane si sente amato nel giusto modo e percepisce che gli adulti ripongono in lui fiducia e rispetto, sono pronti a darti l’anima. I bambini sono tabula rasa, su di loro tutto si incide e rimane per sempre. Quali sono le difficoltà educative che oggi riscontra in famiglia? E quali erano quelle di ieri? Differenze e analogie. Tutti, genitori ed insegnanti sanno quanti sforzi, quante difficoltà e a volte anche sconfitte riserva loro il difficile compito di educare. Oggi i giovani sono colpiti da dardeggiamenti che arrivano dall’esterno e da ogni parte. Modelli non sempre felici da imitare. I mezzi a loro disposizione sono fantastici, ma se non controllati dagli adulti ed educatori possono essere molto pericolosi. Purtroppo oggi i genitori 32

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La Sig.ra Ester con i nipotini


traboccante!

’Anna, ex professoressa della Montale nte del Comitato Gestore della scuola. hanno poco tempo libero da dedicare ai loro figli e i ragazzi sono facilmente lasciati a loro stessi o in mano altrui.

Maria Lucrezia e Gianmarco

Come conciliare lavoro, figli e casa? È sicuramente un compito arduo: ma se tutto il nostro tempo libero lo dedicassimo a loro, giocassimo con loro, parlassimo con loro, cercando la loro complicità, la grande voglia che essi hanno di manifestarsi e di confidarsi, provocando la loro curiosità e rispondendo alle loro mille domande, allora il nostro poco tempo assumerebbe un grande valore. In passato non voglio dire che fosse più facile, ma la famiglia aveva un ruolo di grande aggregazione. Per noi il sederci sempre tutti insieme a tavola, ogni pasto diventava un vero convivio, il tempo pareva dilatato, i musi lunghi, le offese venivano risolte e confortate dai membri della famiglia e tutti potevano 33

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parlarne serenamente. Dall’esterno arrivavano meno provocazioni, era più importante vivere un’esperienza in famiglia, ogni avvenimento incideva nella vita di tutti, tutti se ne facevano carico. I figli sicuramente soffrivano più restrizioni, non era facile ottenere permessi, uscite serali, e così via, ma se al momente si accettavano con grandi rinunce, posso però dire che ci hanno temprato, i famosi “NO” ci hanno fatto capire e crescere. Quali sono i valori che un genitore-nonno dovrebbe passare ai suoi figli-nipoti ? Trasmettere ai nostri figli i nostri valori, che poi alla fine sono vecchi come il mondo, chi non vorrebbe un figlio leale, colto, rispettoso del mondo che lo circonda, sensibile ai bisogni altrui. Io direi che il segreto sta sempre nell’amore, amore per natura, per le cose belle che lo circondano, che si ricordi di ringraziare sempre per quello che otterrà nella vita: che la sua statura


morale si imponga nella società unita alla sua intelligenza, alla tolleranza verso i più deboli, che sappia perdonare. Oggi i nonni quante volte si debbono sostituire a mamma e papà, ma i nonni rimangono nonni e non possono incidere molto sull’educazione dei nipoti, compito prevalente dei genitori. È molto facile approfittare dell’indulgenza dei nonni, della loro fragilità, della loro dolcezza; si sa che i nonni stravedano per i nipoti perché alla fine è più facile essere nonni che genitori. Con i miei nipoti, piccini, ho voluto dare loro il più possibile la “nonna” delle fiabe, raccontando storie, facendo giochi, cantando filastrocche, e facendomi complice delle loro marachelle e dei loro piccoli segreti, insegnando sempre l’amore, la tenerezza, l’ubbidienza. I nonni devono rimanere il lato dolce della vita nei ricordi belli dell’infanzia. Quale bel ricordo della sua epoca di insegnante? Si ispirava a quale educatore in particolare?

Degli anni passati nella scuola posso dire che sono una parte bellissima della mia vita. Entrando in aula dimenticavo tutto e mi dedicavo solo ai miei alunni. Ho sempre avuto con i bimbi una grande intesa, sono cresciuta con loro che mi hanno sempre ricompensato dalle grandi fatiche scolastiche. Sono sempre più convinta che svolgere un lavoro a contatto con l’infanzia sia un privilegio di pochi. Questa attitudine è una vera missione che tocca il cuore. Ho sempre insegnato ai piccoli, posso dire che quando li conquisti ottieni tutto da loro, anche la disciplina e grande amore. La mia maestra è stata: Maria Montessori, ottima pedagoga ed educatrice. Il “bambino è un vaso da riempire e se al momento ti pare che non sia andato a segno il tuo insegnamento quando il vaso arriva al culmine, trabocca e tutto ti viene restituito, sai allora che ti ha dato il frutto desiderato”. Questa è la verità ed il pensiero montessoriano.

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Essere mamma è...Essere nonna è...? Essere mamma è un grande dono, si può cadere nella retorica e nel banale, ma purtroppo non ci sono mai abbstanza aggettivi per descrivere la sorpresa di scoprirsi mamma e di esserlo per tutta la vita. Il ruolo di nonna è senz’altro più facile, vivi questa esperienza con semplicità, senza responsabilità e cogli forse il lato migliore della vicinanza dei nipoti, che ti procurano solo gioia: è molto bello!


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“PATERNIDADE E MATERNIDADE: OS DESAFIOS DA EDUCAÇÃO NA ERA MODERNA” Educar os filhos é uma das tarefas mais instigantes, trabalhosas e estressantes do planeta! Mas ... também das mais importantes e gratificantes! Quando, onde e como nos preparamos para a tarefa de educar os filhos? Vivemos um tempo de paradoxos e desafios onde tudo nos convida a ser e agir “rápido”, mas em contrapartida com resultados que nem sempre nos satisfazem. A comida é “fast-food”, mas a digestão é lenta; as viagens são rápidas mas carregam em si a missão de repor nossa energia em pouco tempo enquanto temos que dar conta de conhecer e desfrutar do máximo possível; celulares, utensílios e valores morais são descartáveis quase que na mesma proporção. Os laços que unem familiares, amigos, parceiros de trabalho parecem frágeis e superficiais. Estamos sempre correndo, frequentemente esgotados, prestamos pouca atenção uns aos outros. Mas será que não temos escolha? Sempre temos! Vamos pensar na família. Podemos tomá-la como um lugar de abrigo e educação, mas principalmente como lugar de compromisso em iniciar nossos filhos na sua Humanidade. Mas o que seria formar um ser humano?

O pensar claro, autônomo e crítico farão das crianças e adolescentes agentes de seu próprio desenvolvimento. Tomando iniciativas, assumindo responsabilidades e assim caminhando para o tão almejado empreendedorismo da vida moderna.

O significado de ser Pai e Mãe. Costumamos dizer que ao nascer uma criança, nasce um pai e uma mãe. Mas como desempenhar esse papel? Como não se deixar engolir por dúvidas, incertezas, inseguranças, momentos de conflito tanto de realidade como internos? Questões que cada vez se tornam mais complexas: Que limites devo impor na hora de jogar videogame? O que fazer se acho cigarros na sua gaveta? Em que momento autorizo a sair em grupo? E sozinho ? A quantidade de livros, blogs, sites, etc. de orientação é infinita, mas não temos melhor aprendizagem do que a prática. O processo educativo é um embate mas se engana quem pensa que filho reprova quem mostra autoridade. Ele gosta porque precisa de um referencial. Falamos em valores descartáveis e esse equívoco aparece nas pequenas coisas como premiar com bens materiais boas notas ou arrumação do quarto, deixando de ensinar o princípio do compromisso.

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Uma boa referência é estarmos atentos às nossas percepções, mas também identificarmos quando estamos no piloto automático e nos privamos de perceber a oferta de momentos únicos de felicidade oferecidos pelos filhos. O mundo pode estar nos convidando a ser "fast“, mas educar é um processo lento e sem data de início e término. Por fim, a educação atenta é um processo contínuo de escuta amorosa e clareza na autoridade para que haja uma construção conjunta de educação com afeto.

de Regina Irani Federico, Fonoaudióloga e Psicopedagoga

Clínica Incontrare: regina@incontrare.com.br


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Ser Pai e Mãe nos dias de hoje

Entrevista com a professora e psicóloga, Gabriela Bonafé Massud Qual é a definição de família nos dias de hoje? A definição de família hoje seria um sistema composto por pessoas que possuem (ou não) um grau de parentesco entre si. Não necessariamente existe uma relação sanguínea entre elas. A família é um sistema aberto, em transformação, um conjunto de padrões onde os membros interagem e regulam seus comportamentos. É o berço de valores, crenças, aprendizagem que serão carregados por toda a vida de um indivíduo. De maneira bem geral, como você avalia a relação dos pais com seus filhos na atualidade? O que mudou de 20 anos pra cá?

Tivemos mudanças significativas ao longo desses 20 anos, seja na instância política, como social e econômica. A sociedade atual é, sem dúvida, marcada por profundas transformações. Tais transformações que modificaram e continuam modificando o modo de pensar, viver e de se relacionar das pessoas. Ao longo dos anos, nota-se um percurso entre um considerável autoritarismo e uma busca de uma relação mais amistosa, mas que, muitas vezes, isenta de regras e limites, passando do “nada pode” para o “tudo pode”. O diálogo tão importante e que seria realmente uma das palavras-chave da relação começou a se tornar ineficiente.

Gabriela com a maestra Solange e algumas das crianças da Escola da Infância

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Muitas vezes os pais, atropelados pelas tarefas cotidianas, passam pouco tempo com os filhos e tomados por um sentimento de culpa, não lhes dão limites e tampouco lhes impõe regras, evitam dizer não aos filhos. Percebo também uma tendência a atribuir à escola as responsabilidades, acolhimento, cuidados e amor, que são tarefas de uma família. A escola é uma instituição que irá colaborar muito com os pais nesse sentido, mas nunca os poderá substituir. Na sua opinião, qual é a importância da presença dos pais nos primeiros 1000 dias da criança? Até que ponto é possível substituir por outras pessoas? É de extrema importância a relação dos pais nos primeiros anos de vida da criança. É uma fase onde se estabelecem as bases do desenvolvimento físico, intelectual e psicossocial da criança. As vivências emocionais que a criança compartilhar nesse período, sem dúvidas, refletirão no seu desenvolvimento. Contudo, como já dito anteriormente, atualmente as configurações familiares mudaram consideravelmente. Temos diversos casos de crianças que são criadas por seus avós, tios ou até mesmo por alguém que não tenha relação sanguínea. O importante é manter tais vínculos aquecidos.


Aparentemente as crianças de hoje não se frustram mais, não precisam esperar mais, entediadas, em consultórios médicos, não precisam mais inventar brincadeiras com objetos simples, uma vez que os jogos (eletrônicos ou não) estão cada vez mais disponíveis a elas. Enfim, você acha que essa "falta de frustração" está relacionada com a "hiperatividade" e superestímulos que vemos de forma tão generalizada na atualidade? Como os pais e as mães podem "refrescar" a vida de seus filhos? Esta é uma pergunta bastante complexa e que envolve muito dos temas já abordados nas questões acima. Ser pai e mãe dá trabalho. Não se pode delegar esse trabalho às novas tecnologias, que paradoxalmente ao mesmo tempo em que visa conectar pessoas, também as tornam incomunicáveis, promovendo a falta de diálogos e proximidade. Amor se constrói com presença. Alguns pais acreditam que, ao colocar o filho na natação, no inglês ou deixá-los em frente ao tablet preenchem a falta de vínculos que a ausência de tempo provoca. Muitas vezes, a “hiperatividade” que tanto ouvimos falar por aí, nada mais é do que um sintoma, isto é, surge com a função de sinalizar que algo está muito disfuncional nessa família, precisando de modificações. Na minha prática de consultório, sempre que recebo uma criança cuja queixa tenha relação com a famosa “hiperatividade”, procuro entender qual a função dos comportamentos daquela criança dentro de seu sistema familiar. A escola pode contribuir muito nesse sentido, fazendo encaminhamentos, à medida que tem a percepção dessa necessidade. Vale ressaltar a importância de um olhar atento e uma boa parceria com profissionais

de outras áreas (psiquiatra, fonoaudiólogo, neurologista, psicopedagogo, etc.). O psicólogo não deve trabalhar solitariamente no seu consultório e contar com a parceria desses outros profissionais sempre que necessário é essencial para o bom andamento do caso. O paciente pode apresentar questões de outras ordens e estas devem ser investigadas.

sua funcionária o mais rápido possível; outras acreditam que quanto mais extenso for o tempo da mãe com o bebê, maior a produtividade da funcionária quando retornar à empresa, uma vez que a mesma estará feliz e segura; o sistema de saúde, por sua vez, visa melhorar e dar mais condições para a mãe e o bebê estreitarem suas relações.

Como o uso e abuso da tecnologia por parte das crianças tem afetado as relações "olho no olho" entre pais e filhos? A tecnologia, muitas vezes, está em função de uma dificuldade dos pais e das crianças de se relacionarem afetivamente. É ilusório imaginar que a tecnologia preenche esse espaço. A televisão não substitui um diálogo durante um jantar, os episódios da “Peppa Pig” não substituem um carinho antes de dormir e o computador não substitui uma brincadeira em família. A tecnologia é extremamente útil e benéfica, desde que não utilizada como recurso para substituir afeto e atenção.

Como a família pode ajudar no processo de aprendizagem? Qual é o ideal? A família pode contribuir significativamente no processo de aprendizagem, onde interesse, envolvimento e estímulos são imprescindíveis. É essencial que as crianças recebam o apoio dos pais, pois quando os pais dão suporte emocional, a criança desenvolve uma base sólida e um senso de competência que a leva a uma autoestima satisfatória, contribuindo para esse processo. Além disso, erros fazem parte do processo e, quando a família poupa a criança de experienciar frustrações e insucessos, impede seu amadurecimento.

Como você encara a questão da licença maternidade de 4 meses versus a recomendação de aleitamento por, no mínimo, 6 meses? Não há uma divergência de interesses entre governo, empresas e sistema de saúde? O tema é complexo, pois envolvem questões não somente de ordem emocional. Os benefícios da amamentação são inúmeros e o ganho resultante da relação mãebebê, não só na amamentação como no convívio diário, indiscutível. Há uma divergência de interesses à medida que cada uma dessas instâncias olha e defende a sua própria perspectiva. Algumas empresas têm interesses econômicos, visando o retorno de

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de Gabriela Massud* *Gabriela é psicóloga, terapeuta familiar e psicopedagoga. Inicia em setembro uma formação em terapia sistêmica, na Scuola di Psicoterapia Mara Selvini Palazzoli, em Milão/Itália.


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“Amar só se aprende amando” de Victor Vallerini

Seus títulos e seu currículo são importantes? Sim. No mundo em que vivemos, a palavra de um doutor, presidente da Associação Brasileira de Pediatria e Professor Emérito da Unicamp, deve valer alguma coisa. No entanto, hoje, o Dr. José Martins Filho, encara uma batalha diária em suas palestras pelo Brasil. Com mais de 40 anos de experiência, ainda hoje, ele se assusta ao ouvir relatos de mães e pais que simplesmente não sabiam que os bebês choram a noite e que precisam de colo e acolhimento para sobreviver nos primeiros dias de vida. Em seu consultório e em seus livros, ele ainda tem que esclarecer questões básicas, aparentemente esquecidas pela sociedade ocidental moderna. O trabalho do Dr. Martins, como pediatra que é, e sempre foi, em defesa das crianças. Já lutou (e ainda luta) pelo aumento da licençamaternidade e atua em diferentes mídias para a exposição de suas ideias.

Por incrível que pareça, suas palavras parecem andar na “contra-mão” do que vemos por aí. Algumas vezes, é criticado por mulheres que querem voltar a trabalhar o quanto antes, logo depois de ter um filho. Por vezes, recebe comentários de pais e mães que não aceitam e não querem que sua vida de adulto sofra nenhuma modificação por ter um bebê em casa. Há de tudo. No entanto, o que podemos destacar, com base nestas quatro décadas de experiência, de títulos, cargos e prêmios, é a firme posição de um senhor, pediatra, pai e avô, que está convicto que o que uma criança mais precisa é de AMOR, AFETO e ATENÇÃO, muito preferencialmente de sua MÃE e de seu PAI. É isso. A seguir, alguns trechos de suas entrevistas publicadas e gentilmente cedidas pelo próprio Dr. Martins, especialmente à revista “Il Girasole On-Line”. E os pais, o que devem considerar na hora de educar os filhos?

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“A principal coisa, e sei que não é fácil, é ter consciência de que colocaram pessoas no mundo e, portanto, devem se responsabilizar por elas e cuidá-las. Estar presentes, apoiar, mas saber colocar limites, sem violência. O problema é que as pessoas têm um comportamento muito paradoxal. Como nem sempre têm tempo, não conseguem educar e quando perdem a paciência acham que educar é gritar, bater. Eu uso muito uma frase nas minhas palestras: “quem grita é porque não conseguiu ser escutado e quem bate perdeu o controle”. É muito ruim… Educar é estar presente, é passar bons exemplos e comportamentos éticos, apesar de tudo que vemos nas TVs, nos jornais, no mundo que nos cerca.” Ao ser perguntado: “Como, então, ser uma mãe “suficientemente boa”? O Dr. Martins responde: “Amando seus filhos, tendo consciência do seu papel, chamando o companheiro para participar e distinguindo o que é real, necessário e o que é supérfluo. Amar só se aprende amando, não é verdade?”


Sobre o autor Dr. José Martins Filho, Pediatra graduado em Medicina na USP e Doutorado em Medicina na UNICAMP. Professor titular de Medicina, Professor Emérito da UNICAMP e Vice Reitor depois Reitor da mesma universidade.

Também foi diretor da Faculdade de Medicina, após ter sido Chefe do Departamento de Pediatra por doze anos. Membro da Sociedade Brasileira de Pediatria, honrado recentemente com o título acadêmico, ocupando a cadeira número 21 da Academia Brasileira de Pediatria. Escritor de oito livros publicados, pediatra atuante, conferencista e âncora do Programa Conexão Brasil, TV Século 21 de Campinas. Luta pela causa do Aleitamento Materno há mais de 40 anos.

Lutou pelo aumento da licença de três meses para quatro meses através do grupo de estímulo ao aleitamento materno da Sociedade Brasileira de Pediatria e do Ministério da Sáude, no INAN (Instituto Nacional de Alimentação e Nutrição).

Quer saber mais? Acesse https://pediatrajosemartinsfilho.wordpress.com/ Página Oficial no Facebook: http://www.facebook.com/PediatraJoseMartinsFilho Quer entrar em contato direto com ele? Aí está seu email pessoal: jomafi09@gmail.com Obras Publicadas: O nascimento e a família; Quem cuidará das crianças?; A criança terceirizada; Amor, filhos e cuidado; Lidando com crianças, conversando com os pais; Cuidado, Afeto e Limites; Como e Porque Amamentar.

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Alcune curios

Copa mundo Vocêdo sabia que

La storia Fin dalla sua prima edizione, che è stata a Londra nel 1851, l’Expo è stata un ottima tecnica per mostrare i traguardi più grandiosi raggiunti dall’Uomo nel corso del tempo e anche un’occasione per condividere innovazioni, avanzamenti tecnologici, scoperte di grande ispirazione, progetti architettonici o movimenti artistici, ma anche per creare luoghi e spazi che si sono trasformati in veri e propri simboli della cultura e della storia dell’epoca. In alcune esposizioni è possibile osservare sia i segni che l’uomo ha lasciato sulla terra sia i cambiamenti nel rapporto che ogni popolo ha con il proprio territorio, con i suoi frutti e quindi con il cibo e l’alimentazione. L’alimentazione è stata la categoria che ha interessato di più l’uomo fino a far nascere l’edizione di Expo Milano 2015, il cui tema è Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.

Da sinistra: Angela, Bruna e Carlotta

EXPO Milano 2015 Expo Milano 2015 è l’Esposizione Universale che l’Italia ospiterà dal primo maggio al 31 ottobre 2015 e sarà il più grande evento mai realizzato sull’alimentazione e la nutrizione. Per sei mesi Milano diventerà una vetrina mondiale dove i Paesi mostreranno il meglio delle proprie tecnologie per ottenere una soluzione per garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli. Più di 140 Paesi e Organizzazioni internazionali sono stati coinvolti e oltre 20 milioni di visitatori sono attesi. Expo Milano 2015 sarà l’occasione per confrontare idee e soluzioni sul tema dell’alimentazione e promuoverà le innovazioni per un futuro sostenibile. Offrirà a tutti la possibilità di conoscere e assaggiare i migliori piatti del mondo. Per la durata della manifestazione, la città di Milano e il Sito Espositivo saranno animati da eventi artistici e musicali, convegni, spettacoli, laboratori creativi e mostre. I Cluster sono una delle novità di Expo Milano 2015: per la prima volta i Paesi non vengono raggruppati in padiglioni collettivi secondo criteri geografici, ma secondo identità tematiche e alimentari.

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osità su Expo

di Angela Buoninfante, Bruna Aloise e Carlotta Vaccari

Padiglione Italia Il tema del Padiglione Italia è “Vivaio Italia”. Il vivaio è una metafora che rappresenta uno spazio che aiuta progetti e talenti a crescere. L’albero è il simbolo della vita, icona centrale intorno a cui si trovano tutti i contenuti. In una lettura orizzontale della pianta, il disegno delle radici collega tra loro le diverse zone, in particolar modo quelle dedicate alle Regioni. In uno dei nove punti di attrazione, Palazzo Italia, è collocata una mappa dell’Europa nella quale manca l’immagine dell’Italia. Una voce si chiede come sarebbe il mondo se non ci fosse stato il nostro Paese, mentre vengono proiettate le principali bellezze artistiche, culturali, gastronomiche e le scoperte tecnologiche.

Padiglione Brasile La partecipazione del Brasile a Expo Milano 2015 è l’occasione per mostrare al mondo le attività di ricerca del Paese e i suoi modelli di produzione e consumo di cibo. Il Brasile affronta il tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita, mostrando delle soluzioni collegate alla sua capacità tecnologica nell’agricoltura per aumentare la produzione del cibo e le esportazioni, ma sempre soddisfacendo le esigenze della società, ma senza lasciare di lato la risorsa più importante del Paese: la biodiversità, che è la risorsa fondamentale per l’equilibrio dell’intero Pianeta. La partecipazione all’evento si basa su tre temi fondamentali: tecnologico, culturale, sociale.

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Festa Jun

Copa do mundo Parêntesis

A Scuola Italiana Eugenio Montale realizou, no dia 20 de junho, sua festa junina anual, que contou com a participação dos alunos em apresentações de danças populares características do ciclo junino brasileiro. Envolvidos em todo processo de elaboração da festa junina, os alunos da Scuola Primaria puderam criar e dar forma a todas as vestimentas e alegorias utilizadas nas danças apresentadas. Acreditamos que a plena participação possibilitou aos alunos da Scuola Primaria ampliar seus conhecimentos relativos as festividades do ciclo junino e a pluralidade cultural brasileira. Os alunos do 1º ano da Scuola Primaria apresentaram o Cacuriá, uma dança típica do nordeste brasileiro muito tradicional nas festividades do Divino Espírito Santo. A dança acontece aos pares em formação circular (roda), sendo acompanhada por instrumentos de percussão, de corda e de sopro.

O prof. Luiz Gustavo e a prof. Verlucia com algumas crianças da Primária

Os alunos do 2º ano da Scuola Primaria apresentaram o Boi Bumbá, uma manifestação cênica típica do Nordeste brasileiro muito difundida em todo território nacional. Por ser estruturada como um alto ou espetáculo teatral, a “dança” do Boi Bumba é repleta de música, dança e diversos personagens em diferentes alegorias: o Vaqueiro, o Boi, as Tapuias (ou índias), os Cazumbás (personagens mascarados que divertem e assustam as crianças), o batalhão... e muitos outros. O 3º ano apresentou a “Ciranda de Paraty”, uma dança típica do litoral fluminense, mais especificamente da cidade de Paraty, que pode ser definida como um baile simples da roça. Trata-se de uma dança de origem portuguesa com influências indígenas e africanas, suas principais características são a formação em roda, os instrumentos de percussão e cordas, e os comandos do mestre cirandeiro, que marcam a evolução da dança.

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nina 2015

A festa contou também com a participação da Scuola dell’Infanzia com a dança da cobra Salamanta...

As turmas do 4º e 5º ano apresentaram a dança do “Pau de Fitas”. De origem Ibérica, a Dança do Pau de Fitas é uma dança de roda, que envolve um mastro enfeitado, de aproximadamente 3 metros, e longas fitas multicoloridas, que são presas em seu topo. Durante a dança, os participantes vão se movimentando em ziguezague, trançando as fitas no mastro. Após o trançado, é feito o movimento contrário, destrançando as fitas. Todos esses movimentos são seguidos de acordo com o ritmo de instrumentos musicais, como sanfona, violão e pandeiro.

A tradicional quadrilha do Liceo encerrou as apresentações.

... com os alunos da Scuola Secondaria di I grado que tocaram, cantaram e dançaram, encantando a todos.

de Luiz Gustavo Voltanne

Nota*: Antes da Festa junina ocorreu a Assembléia Geral onde foram apresentados os números e balanços deste ano letivo. Durante a Assembléia Geral foram eleitos os três representantes do Conselho Fiscal: Carlos Augusto Militelli, Marcelo Barros Tôrres Alves e Renato Bueno Terzi 43 IL GIRASOLE ON-LINE

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Copa do de mundo Meninos Ouro

Nella città della Gr

di Giovann

Ho veramente tanto da ringraziare alla Montale. Questo piccolo pezzo d'Italia in Brasile mi ha fornito gli strumenti, lo studio, la lingua e le esperienze che mi hanno aiutato a fare la scelta di venire a Roma. Da settembre studio scienze politiche alla Luiss (Libera Università degli Studi Sociali) Guido Carli. La Luiss è un’università che mi ha aiutato tantissimo da quando sono arrivata qua. I professori sono sempre disponibili ad aiutare, ci sono varie associazioni e attività integrative ed è un ambiente piccolo, non facendomi sentire così

persa. Inoltre ho avuto la possibilità di partecipare a incontri con personalità molto importanti della politica italiana. Ho scoperto che la tipologia di studio cambia tantissimo, che invece di studiare un solo libro magari ne devo fare quattro per materia; è tutto più difficile, però sono veramente felice di aver scelto questa università poiché so che mi aprirà tantissime porte e perché mi ha permesso di fare tante amicizie. Vivere da sola è già un’altra cosa, non è così facile. All'inizio ci vuole un grande sforzo per imparare a fare le cose e

per saper gestire il tempo tra la casa e l'università, stare lontana dalla famiglia poi è molto complicato per me... Ma trovandomi a Roma, una città che adoro, studiando in un'università che mi fa sentire a mio agio e avendo amici accanto a me, so di aver fatto la scelta giusta di venire a studiare in Italia.

Giovanna, la terza a destra in piedi, con gli ex compagni del Liceo

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rande Bellezza!

na Menezes*

Giovanna e Leonardo Schiavon (ex alunno della Montale) in Piazza San Pietro, Roma

Ho scoperto che la tipologia di studio cambia tantissimo, che invece di studiare un solo libro magari ne devo fare quattro per materia; è tutto più difficile, però sono veramente felice”

*Giovanna è ex alunna della Montale, diplomata nel 2013 Università LUISS di Roma

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Copa do de mundo Meninos Ouro

IL PICCOLO GIOIE

di Claudia M Mi trovo ora, separata da un oceano dalla città in cui sono nata, lontana dalla mia famiglia e da amici di lunga data ma nel cuore porto per sempre la scritta “Eugenio Montale” e la “saudade” degli anni vissuti in quel piccolo gioiello nella caotica città di San Paolo. Attualmente, studio “Economia e management per arte, cultura e comunicazione” presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi nella città di Milano. Il corso è un riflesso della mia passione, scoperta grazie agli insegnamenti e ai grandi docenti che me li presentarono durante gli anni scolastici, per l’arte (non solo visiva) e per l’economia e la matematica. La Bocconi è un università che offre una grande quantità di opportunità da cogliere, personalmente farò parte del programma di scambio offerto andando a studiare per un semestre nella University of Western

Australia nella città di Perth. Oggi più che mai mi è chiaro il percorso che mi ha portato fin qui e l'importanza della mia formazione in quei 14 anni trascorsi nella scuola Eugenio Montale. Più che una scuola, la definirei una comunità dove l'insegnamento principale è legato alla persona, all'individuo e non a delle semplici nozioni da imparare. Ogni giorno di più apprezzo la formazione che mi ha dato, basata sulla capacità di appropriarsi della conoscenza in modo da creare individui pensanti, con uno spiccato senso critico. La Montale non solo mi ha regalato anni di esperienze meravigliose ma anche legami dai quali non mi staccherò mai. Ho costruito rapporti straordinari con i miei compagni e con i docenti che mi hanno fatto capire l’importanza dell’insegnamento umanistico che ho

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ricevuto. Spesso mi ritrovavo a confrontarmi con amici, alunni provenienti da scuole brasiliane, e non sentivo parlare d’altro se non di “vestibular”. Da buona alunna della Montale ho attraversato insegnamenti della quale pochi amici in Brasile ne capivano il senso, dal latino alla filosofia, dall’arte alla musica, dalla matematica alla scienza. Io ero fiera, non solo di non aver mai nominato quella parola in tutto il mio percorso scolastico, ma di aver studiato in un luogo che non ti insegna come rispondere ad un test universitario bensì a saper essere, a saper pensare criticamente, ad essere consapevoli che saper pensare è saper affrontare qualsiasi università, qualsiasi lavoro, qualsiasi cultura del mondo. Oggi, più che mai so che dove c’è un ex alunno Montale c’è una casa. E’ questo il sentimento che


*Claudia è ex alunna della Montale, diplomata nel 2012

ELLO NASCOSTO

Mazzafero* resta dopo aver trascorso 14 anni in una piccola realtà dove la persona ha valore come individuo pensante sempre nel rispetto degli altri. Solo così i legami divengono indissolubili, vanno oltre la singola classe e si inseriscono in una dimensione più ampia che è la nostra carissima famiglia Montale.

Claudia, la seconda in basso a destra, con gli ex compagni della Scuola Elementare

Claudia, la seconda in piedi a destra, con le amiche dell’Uiversità di Milano

La Montale non solo mi ha regalato anni di esperienze meravigliose ma anche legami dai quali non mi staccherò mai.”

Claudia, la quinta in basso a destra, con gli ex compagni del Liceo 47 IL GIRASOLE ON-LINE

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Università Bocconi di Milano


Copa do de mundo Meninos Ouro

La Montale mi ha aperto

di Leonard La base che ho avuto nella scuola è stata essenziale per studiare qui. Le interrogazioni, le verifiche e la maniera in cui si ragiona è diversa nei confronti di una scuola solamente brasiliana. Adesso, sono al secondo semestre del primo anno all'Università di Roma Tre. È una delle università italiane che riceve molti alunni dall'estero, principalmente dal Sudamerica. E, nel dipartimento di Scienze Politiche dove studio io, ho avuto la possibilità di conoscere alcuni ragazzi brasiliani e questo ha fatto sí che mi sentissi a mio agio in Italia. In certi aspetti l'università ti fa crescere un po’, il senso di indipendenza e l’organizzazione, sono tra le cose più difficili quando si sta da soli.

L'accesso ai professori in università è più ristretto: a

scuola eravamo in venti persone, ma all’università ci sono classi con quasi 250 alunni! A scuola si poteva parlare con gli insegnanti nei corridoi, discutere un argomento, chiedergli qualcosa che non è stata chiara su una determinata materia; invece, in università, il professore ci riceve in un giorno alla settimana e in un orario specifico. Inoltre, i miei esami sono quasi tutti orali e durano almeno trenta minuti, e per ottenere voti altissimi, uno si deve sforzare molto. D'altra parte però, la conoscenza dell'argomento è anche maggiore rispetto ad una prova scritta. A scuola studiavo i capitoli, sapevo le linee generali di ciò che ci sarebbe stato nelle verifiche. In università, invece, si deve sapere tutto il libro, e non viene accennato ciò che è

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più importante o no da sapere, dunque, in università o sai tutto o non sai niente. In questo momento la materia che mi ha affascinato di piú è stato diritto pubblico, poiché conoscere la struttura e il funzionamento dello stato in cui vivi, è fantastico. Infatti, la politica è una delle cose che più mi affascina. Comunque, l'esperienza è bellissima, Roma è la città più bella che io abbia mai visto e la qualità di vita che ho in Italia è incomparabile a quella che ho avuto in Brasile. È imparagonabile perché ogni strada è un pezzo di storia, e per uno che si è abituato a vedere solo i grattacieli per tutta la vita, capire che tutto quello che ho studiato a scuola è di fronte a me, rende l'esperienza spettacolare.


o le porte per l'Italia

Leonardo Schiavon, ex alunno della Montale, diplomato nel 2013

do Schiavon

In certi aspetti l'università ti fa crescere un po’, il senso di indipendenza e l’organizzazione, sono tra le cose più difficili quando si sta da soli.”

Università, Roma Tre è tra le cento migliori del mondo La classifica "Times Higher education" dedicata agli atenei con meno di 50 anni. Il rettore Panizza: "Nonostante i pochi fondi, continuiamo a investire su didattica e ricerca” L'Università Roma Tre è tra le 100 migliori università emergenti del mondo. Nella classifica "Times Higher Education 100 under 50" dedicata alle 100 università con meno di 50 anni, Roma Tre è all'84esimo posto. Lo scorso anno si trovava al 100esimo posto. Times Higher Education applica gli stessi 13 indicatori di performance della classifica mondiale, "The World University Rankings"; gli indicatori vanno dalla reputazione sull'insegnamento alle citazioni sulla ricerca, dal rapporto docenti/studenti alle pubblicazioni internazionali fino al trasferimento di conoscenza e ai fondi per la ricerca dalle imprese. "Siamo molto soddisfatti di questa valutazione - commenta il rettore di Roma Tre, Mario Panizza Nonostante le politiche riduttive, continuiamo ad investire sulla didattica e sulla ricerca accrescendo e non diminuendo le risorse dedicate, nell'assoluta convinzione di fornire in tal modo al Paese e alle giovani generazioni un servizio necessario, insostituibile e determinante. Nel quadro universitario segnato, negli ultimi anni, da un calo delle immatricolazioni, noi siamo in controtendenza e questo rating premia il nostro impegno che continuerà su tutti i fronti sperando che gli atenei possano contare in futuro su più risorse, pena l'inevitabile retrocessione dell'Italia in un campo così cruciale come quello universitario" Da “Repubblica” del 02 maggio 2015 L’Università degli Studi “Roma Tre” 49 IL GIRASOLE ON-LINE

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ENCANTA

Copa dodos mundo Mural Pais

de José Luiz, Maysa e B

Encantamento! Esta palavra define a percepção da nossa família sobre a feira mundial que está ocorrendo no capoluogo da Lombardia, até 30/10/2015. Alguns dos aspectos que moldaram esta percepção foram as expectativas que tínhamos do evento serem ultrapassadas. Afinal o que ultrapassou as nossas expectativas? O tema escolhido pelos organizadores: “Alimentação, a energia da vida” poderia ter sido abordado de forma maniqueísta ou mesmo consumista ou ainda gastronômica, mas na maioria dos pavilhões – mais de 50 – a abordagem foi humana e

sociológica, climática e econômica, com ênfase aos efeitos - bons e ruins - da produção de alimentos, incluindo a sua industrialização, na vida do homem, seja no passado e no presente, além de ser bastante didática, sem deixar de ser abrangente. Também foram notáveis, em nossa opinião, os esforços arquitetônicos e a beleza da boa engenharia na construção de uma “avenida” de 1,5 km por 50 metros de largura com um desenho em cruz, adaptado às antigas e planejadas cidades romanas, modernizadas com uma cobertura suspensa ao estilo empregado por “Renzo Piano”. Com cuidados construtivos

Expo Milão, Pavilhão Zero (da ONU) 50 IL GIRASOLE ON-LINE

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para a obtenção da umidade ideal, mediante a construção de canais, imitando os que existiam em Milão; com ênfase na limpeza e no número dos sanitários; com mais de 100 restaurantes temáticos, do evidente e onipresente detalhamento da segurança eletrônica e na construção de acessos excelentes por metrô, trem, carro e transporte por ônibus. Fomos por 2 dias consecutivos, das 10 da manhã às 21 horas, e só vimos 70% da feira... O que nos chamou a atenção no conteúdo da EXPO? O total emprego da tecnologia à serviço da informação. Todos os recursos de mídia, imagem, interatividade, robótica e transmissão de informações sem nenhum papel ou panfleto - foram empregados pelos países expositores (mais de 150). Pavilhões da Alemanha, China, Coreia e Cazaquistão foram os destaques neste quesito. Como pavilhão construtivo, o palácio Itália também é maravilhoso. Dois pavilhões merecem comentários pela expectativa excedida: o pavilhão da ONU, com efeitos audiovisuais e conteúdo indescritíveis e ainda o Mercado do Futuro, com o emprego da tecnologia - já existente - para rastreamento


AMENTO!

Bruna Santello (I Liceo)

da origem dos produtos e informações nutricionais obtíveis nas telas responsivas ao toque, existentes nas gôndolas de produtos, além dos robôs programados para manipular frutas. Por fim, a grandeza organizacional permitiu que 400.000 pessoas estivessem naqueles dois dias que visitamos a feira, sem nenhuma percepção de que estivesse lotado. Evidentemente, há um custo, que está sendo pago pela sociedade milanesa, lombarda e italiana, mas o legado cultural deixado, que já vimos nos estudantes das escolas italianas presentes ao evento, nos 20 milhões de turistas previstos para a Expo, acrescidos dos desdobramentos com a divulgação cultural e científica, certamente excedem os gastos necessários para um evento desta envergadura. A nossa filha Bruna Santello ficou muito sensibilizada com o que viu e já está pleiteando ir também para o Cazaquistão em 2017, na próxima EXPO, cujo tema, energia renovável lhe é muito saudoso. Por isso, não titubeie: VÁ, se tiver a oportunidade !

Bruna na entrada da Expo Milão

Os recursos de mídia, imagem, interatividade, robótica e transmissão de informações - sem nenhum papel ou panfleto - foram empregados pelos mais de 150 países expositores.”

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Ser Pai é... S

Copa dodos mundo Mural Pais

O que significaria afinal “Ser Mãe” ou “Ser Pai”? Difícil questão que poderia ser resumida em uma ou inúmeras palavras, ou apenas com o silêncio. Mas, nós quisemos perguntar diretamente aos pais da nossa escola. Eis em seguida algumas das respostas deles. Ser mãe é o maior prazer e o maior desafio da minha vida. A arte de saber educar é um aprendizado diário! Ilana Café

Ser pai é…Viver! Roberto Manzini

Essere mamma è impegnarsi tutti i giorni a fare l’impossibile perché nel futuro il sogno sia possibile. Rosa Binda Batista

Ser mãe é ganhar de presente de Deus um anjo e sentir seu coração explodindo no peito de tanta felicidade; é ter a dádiva de contemplar esse lindo anjo em teus braços. É amar! Tatiane Calado Marcondes

Ser mãe para mim é um milagre da natureza, é a chance de viver um amor incondicional. É um desafio constante onde mesmo tentando acertar os erros acontecem e as dúvidas surgem, onde a única certeza é o sentimento de amor. Anicleide Torres Ser pai é aceitar humildemente que os filhos não erram, eles simplesmente evoluem de acordo com suas próprias escolhas e experiências. Luiz Augusto Brasil Mortari

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Ser pai para mim é o complemento da minha essência. É a honra de transpor para os meus filhos o legado dos meus pais. Uma aventura maravilhosa que vivo com minha esposa diariamente. A coroação de um amor eterno. Leonardo Mariano


Ser Mãe é... Ser mãe é sem dúvida o maior e mais difícil aprendizado da vida! É ver que a dimensão que tínhamos da vida era tão pequena que somos obrigadas a nos desconstruir e revisar toda nossa vida para então nos refazer com amor e humanidade que até então não conhecíamos! É entender e honrar nossos antepassados! Uma aventura repleta de emoções e desafios! Claudia Torikachvili

Essere mamma è dare amore per tutta la vita, senza aspettare qualcosa in cambio. Vivian Lia

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Ser mãe é dar tudo de melhor que há em você para que seu filho cresça com a certeza de que o melhor do mundo vem de dentro dele. Beatriz Valchi

SER MÃE É: mais do que ensinar todos os dias é aprender a cada minuto. Claudia Moura Frutuoso

Ser mãe e pai é saber que a vida nunca será igual, mas ao mesmo tempo uma descoberta a cada dia, sentir que a vida nunca podia ser tão especial. Luz e Alessandro Romero

IL GIRASOLE ON-LINE

Ser mãe é amar incondicionalmente, é educar com exemplos, é ter o coração batendo fora do corpo. Inês De Divitiis Gianni


Ser Pai é... S

Essere Mamma è dolore perché il viaggio, che lo stai aiutando a Ser pai é viver o amor intraprendere, lo porterà lontano….da mais intenso que há! te. È orgoglio per l’essere umano che Silvio Lima sta diventando. È amore immenso infinito e puro ! Vanessa de Luca Ser Pai é observar, orientar, controlar, chorar (de alegria também), correr, esperar, brigar, repetir, repetir, cobrar, elogiar, limpar, alimentar, empurrar, puxar, levantar, vestir e muito mais, mas principalmente sorrir, amar, abraçar e beijar! Umberto Piergallini

Ser mãe é saber que o seu coração anda fora do seu corpo! Leila Nunziata

Essere mamma è...un privilegio! Una gioia! Un lavoro 24h su 24h. Anonimo

Ser mãe é descobrir a cada dia que amar é aprender junto com o seu filho como ser uma pessoa melhor. Marcia De Cunto

Essere padre è..... Un'emozione senza eguali, il senso della vita che si personifica con ogni sorriso, ogni pianto, ogni richiesta e ogni capriccio. La realizzazione dell'obiettivo più alto di ogni uomo. Ieni Giovanni Ser Mãe é superar qualquer barreira, transbordar amor e completar a alma! Ser mãe é a extrema realização da vida! Patricia Lindmayer

Ser pai é amar! Incondicionalmente! Filipo

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Ser Mãe é... Somente sabemos o que é ser pai, quando viramos avós. Por isso é que somos melhores avós que pais. Milton Rososchansky

Ser pai é a descoberta de que todos os sentimentos vividos até então foram só um treinamento para a paternidade. Felicidade, amor, dor, tudo é potencializado à máxima potência. Luis Gustavo Marcondes

Essere papà è una grande felicità, un compromesso d’amore e di consegna per tutta la vita. Alexis Facchina Ser mãe e ser pai é... a maior oportunidade que a Natureza nos oferece de aprender e ensinar sempre, em todos os instantes de nossas vidas. Cintia Buck

Sono la mamma di Luca, alunno nuovo della II liceo della Montale. Ho insegnato molti anni nelle scuole italiane all'estero e quindi ho potuto osservare da vicino i cambiamenti educativi. Ho sviluppato una grande stima nei confronti degli adolescenti dell'"era moderna": sono ragazzi aperti verso il futuro, ma capaci di apprezzare e cercare sostegno nell'esperienza dei genitori. Claudia Bongiovanni

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Copa dodos mundo Mural Pais

Isso não é para

de Tatianni B Quando era menina nunca pensei muito sobre a maternidade, nunca sonhei com coisas como quantos filhos teria ou como os chamaria, e no entanto, tive mais filhos do que qualquer menina pudesse sonhar na infância: seis, isso mesmo, 6!

Tatianni com as filhas Joana e Carolina

Francesco e Joana

Giorgia, Angela, Carolina, Joana e Paola

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Já me habituei em ser vista quase como um Alien, uma louca descompensada e totalmente irresponsável... Hoje em dia acho até correto ser rotulada assim, afinal são tantos. A primeira pergunta que me fazem é geralmente a mesma: mas por que tantos? E a verdade é curta e simples: porque deixando de lado fatores físicos e emocionais, respondo sempre porque tinha que ser assim! Aí surgem os comentários: mas você é louca? Claro que sou! Quem mais teria a coragem de passar por seis gestações, com todos os desconfortos que esta traz a nós mulheres? Seis partos e suas dores e horrores? E os primeiros meses? As noites em claro? Loucura total! Como não ficar descompensada?


qualquer uma!

Buoninfante Agora mesmo, estava escrevendo e um veio me solicitar ajuda para limpar a mão suja e enquanto limpava com uma mão tive que usar a outra para separar uma briga entre irmãs... Às vezes até gostaria mesmo de ser um Alien, só para subir na minha nave e ir para algum planeta distante... Mas daí penso, e meus filhos? Ah, aí complica, pois por mais cansativo e frustrante que seja às vezes, nunca queremos deixá-los. Ficar longe de um filho é a pior coisa que há. E aí vem aqueles com a minha pergunta preferida: como você consegue se manter serena e feliz em meio a tudo isso: criança gritando, adolescentes brigando, chorando, filha casando, etc.?

Tatianni com as filhas

Francesco com as irmãs Angela e Joana

É aí que abro a boca e com a maior alegria do mundo respondo: eu sou uma privilegiada, afinal Deus deu a mim seis filhos perfeitos e que nunca me deixam sozinha, entediada, me amam incondicionalmente e isso, ah isso não é para qualquer uma! Os filhos de Tatianni

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Copa Sorria do mundo

Curiosidade Júpiter e Vênus

Mitos ou verdades

Na noite de 30 de junho e na noite de 1 de julho de 2015 aconteceu um evento especial: a maior aproximação entre os planetas Vênus e Júpiter. Eles se movimentaram e foi a grande distância relativa dos objetos celestes, em relação a um observador que está na superfície da Terra, que deu a “impressão” de que os dois planetas iam ficar quase que lado a lado e até o momento em que mudaram de posição em relação ao outro. Tecnicamente chamamos esta impressão visual “movimento aparente dos astros”. Júpiter (acima e menor) e Vênus (abaixo e maior)

O cérebro é cinza! O cérebro humano não é cinza. O órgão só se torna cinza quando exposto a produtos químicos usados para a sua conservação, como o formaldeído. O cérebro humano vivo possui massa cinzenta, massa branca, áreas avermelhadas e uma região preta.

Curiosidade Mitos ou verdades

Por que a água do mar é salgada?

Ratos adoram queijo! Essa história nasceu com os desenhos animados. Os ratos não são necessariamente atraídos por queijo. Eles têm narizes muito sensíveis e podem até evitar queijos com cheiros e sabores muito fortes. Na verdade, os ratos preferem alimentos doces.

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Durante milhões de anos, a chuva formou cursos de água que iam dissolvendo lentamente rochas de todos os períodos geológicos, nas quais o sal comum é encontrado em abundância. Esses cursos de água desembocavam no mar. Como todos os rios correm para o mar, ele fica com quase todo o sal. Os rios são doces por terem pouco sal.


Encontre ! Um lápis, um pinguim, um carro, uma bota, uma estátua, um cachorro, uma corda..

Do livro Onde está? Mistério - Walter Wick, Jean Marzollo; Editora Fundamento Educacional, 2012. 59 IL GIRASOLE ON-LINE

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CopaCursos do mundo

A Escola Eugenio Montale começou uma parceria com o Parque Burle Marx, área preservada e rica em biodiversidade em pleno Panamby. Depois de termos realizados no local eventos como a oficina de brinquedos feitos com materiais recicláveis durante a Virada Sustentável de 2014, a escola agora é um dos parceiros do programa “AMIGOS DO PARQUE”. Em troca de uma contribuição, os usuários ganham uma carteirinha de descontos exclusivos nos estabelecimentos parceiros. O valor arrecadado é usado para a preservação do parque, gerido pela Fundação sem fins de lucro Aron Birman. Para mais informações visitar: http://parqueburlemarx.com.br/amigosdo-parque/

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A última palavra Copa do mundo

A mia madre

Novant'anni della pubblicazione di Ossi di Seppia Il titolo Ossi di seppia si rifà allo scheletro dell'animale marino che dopo la morte galleggia sulle onde ed è trascinato a riva tra gli scarti delle profondità acquatiche, come "inutile maceria". In quest’opera, dunque, Montale affronta il tema del tempo – il tempo della vita – riducendolo a simbolo dell'alienazione e del male ("il male di vivere"). Fondamentale è la riflessione del suddetto tema in Ossi di seppia: tra le allucinanti apparizioni di un universo in crisi che è sempre sul punto di dissolversi, Montale attua una costruzione filosofica di significato fenomenologico ed esistenziale Di seguito vi proponiamo, come omaggio a tutte le Mamme e Papà che ci leggono, la poesia di Montale intitolata “A mia madre”. In questa poesia, scritta durante i difficili anni della seconda guerra mondiale, l'autore si intrattiene in colloquio con la madre da poco defunta. Intenzione di Montale è quella di esprimere l'amore profondo per colei che gli diede la vita, che sopravvive alla morte grazie al ricordo che ha lasciato, dentro di lui, del suo corpo, dei suoi gesti, delle sue parole. di Victor Vallerini

A MIA MADRE di Eugenio Montale Ora che il coro delle coturnici ti blandisce dal sonno eterno, rotta felice schiera in fuga verso i clivi vendemmiati del Mesco, or che la lotta dei viventi più infuria, se tu cedi come un’ombra la spoglia (e non è un’ombra, o gentile, non è ciò che tu credi) chi ti proteggerà? La strada sgombra non è una via, solo due mani, un volto, quelle mani, quel volto, il gesto di una vita che non è un’altra ma se stessa, solo questo ti pone nell’esilio folto d’anime e voci in cui tu vivi. E la domanda che tu lasci è anch’essa un gesto tuo, all’ombra delle croci. 62 IL GIRASOLE ON-LINE

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Eugenio Montale

Ossi di seppia è una raccolta poetica di Eugenio Montale pubblicata nel 1925 da Pietro Gobetti.

La signora Giuseppina Ricci (madre di Montale) con il piccolo Eugenio


Autorità, Fondatori, Direzione e Rappresentanti COMITATO GESTORE (2014-2016) • Giuseppe d´Anna Presidente • Elio Colombo Junior Vice-presidente • Augusto Bellon Dirigente presso l'Ufficio Scolastico territoriale

CONSIGLIERI

• Adriana Corsari • Alessandro Vassallo • Eugenio Petrucci • Nelio Bizzo • Paulo Funari

Sandra Papaiz - Associada benemérita Angela Papaiz - Associada benemérita Giuseppe d’Anna - Papaiz Udinese Marcio Parisi - Papaiz Nordeste Indústria Marzio Arcari - Instituto Cultural Italo-Brasileiro Nelson Castro - Associado benemérito

DIREZIONE DIDATTICA Paola Capraro – Direttrice Scolastica Italiana Silvia Maria de Freitas Adrião – Direttrice Scolastica Brasiliana

DIRETTORE AMMINISTRATIVO Lorenzo Gemma

Elenco Rappresentanti di Classe - a.s. 2015 Scuola dell’Infanzia - sez. A-B-C-D-E ...........................................CLAUDIA TORIKACHVILI Scuola Primaria - classe 1ª ........................................................ CLAUDIA TORIKACHVILI Scuola Primaria – classe 2ª A .................................................... INÊS DE DIVITIIS GIANNI Scuola Primaria – classe 2ª B...........................................................AGUSTINA DE VEDIA Scuola Primaria – classe 3ª A ....................................................... GABRIELA PREDEBON Sc. Sec. I Grado – classe 1ª A .................................... MARCELO BARROS TÔRRES ALVES Sc. Sec. I Grado – classe 1ª B...........................................................ADRIANA DI GIAIMO Sc. Sec. I Grado – classe 3ª .................................................................. LUIZA BURKINSKI Sc. Sec. II Grado (Liceo) – classe 1ª ............................................. RAFFAELLA ROBBIANO Sc. Sec. II Grado (Liceo) – classe 2ª ............................................ DAISY ARAKAKI ALLODI Sc. Sec. II Grado (Liceo) – classe 3ª .....................................FERNANDO NUNES INSERRA Sc. Sec. II Grado (Liceo) – classe 4ª .................................SARAH SIXEL BOMFIM TÔRRES

ASSOCIATI FONDATORI

ASSOCIATI BENEMERITI •AEDA •Alitalia •Angela Papaiz •Angelo Vecchi •Anna Maria Barrucci •Banco Bradesco •Benedetti Sandro Isidori •Campari do Brasil •Circolo Italiano •Conde Raffaele Leonetti

•Edoardo Pollastri •Fabio Perini S.A. •Fiat Automóveis •Generali do Brasil •Grupo Masini •Impregilo SpA •Instituto Cultural ItaloBrasileiro (ICIB) •Luigi Bauducco •Nelson Castro •Papaiz ind e com

•Patronato Assist. Imigrantes Italianos (PAII) •Pirelli S.A. •Saipem do Brasil •Sandra Papaiz •Scac S.A. •Sergio Comolatti •Udinese ind e com •Unicredito Italiano •Unilever •Zanemp Empreendimentos

CONSOLATO GENERALE D'ITALIA A SAN PAOLO Michele Pala - Console Generale 63 IL GIRASOLE ON-LINE

AGOSTO 2015

• BERTOLINI RICCARDO

• BERTOLINI ALFONSA • CROSO EDGARDO • GENTILINI PALMIRO • GHERSI LORENZO • MATTOLI SOCRATE • ROBERTO ALBERTO • ROBERTO PAOLA


“Os jovens aprenderão sozinhos se na escola tiverem aprendido a pensar” Eugenio Montale Nobel de Literatura, 1975

Filosofia da Escola Um dos valores mais importantes do nosso projeto pedagógico é a formação integral do educando. Interessa-nos que o aluno construa, ao longo da sua escolaridade, um lastro cultural e intelectual que lhe permita atuar de forma responsável, competente, crítica e autônoma ante as exigências impostas pela sociedade.

Rua Dr. José Gustavo Busch, 75 Morumbi / SP Tel.: (11) 3759-5959 www.montale.com.br

Profile for scuola italiana eugenio montale

Il Girasole Agosto 2015  

Il Girasole Agosto 2015  

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