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Bollettino Informativo e Culturale on-line della Scuola Italiana “Eugenio Montale” N° 03 – Novembre 2014


Sumário

Editorial

Editorial – Educare alla convivenza........................................... 2

Parabéns! – Il Girasole compie 20 anni.................................... 3 Parênteses – A profundeza dos sonhos..................................... 4

Educare alla convivenza Caro Lettore,

Palavra da Escola – Educazione e Società Moderna................. 6 Nossa gente – Leda e Silvana..................................................... 7 Acontece – L’Ambasciatore e il Console Generale..................... 8 Da sala de aula – Per vivere in un mondo migliore................... 12 Pedagogicamente Falando – Ensaio sobre a Cidadania............ 18 Pedagogicamente Falando – La passione e i Valori.................. 19 Você sabia que – Conhecer para não esquecer......................... 20 Meninos de Ouro – La bellezza dell’educazione....................... 22 Meninos de Ouro – La culla del pensiero e della riflessione.…. 24

Meninos de Ouro – Vestibular ? É moleza!....................………… 26 Mural dos pais – Educare attraverso il dialogo e l’esempio..…. 28 Mural dos pais – Educar não é seguir uma cartilha....………..…. 30 Sorria – Piadinhas caseiras………….……….…….....…..……………..…. 32 Acontece – Corsi di Lingua e Cucina.......................................... 34 A última palavra – Felicità raggiunta………………………………..….. 36

Bollettino informativo e culturale On-line della Scuola Italiana “Eugenio Montale”

In questo numero de “Il Girasole on-line”, rifletteremo sul tema ‘Educare alla convivenza sociale’. Sappiamo quanto ognuno di noi desideri vivere in un mondo migliore e per questo è necessario imparare a con-vivere, cioè, apprendere l’arte del vivere insieme. Molti, oggigiorno, motivati dal proprio egoismo e dalla sete di guadagno e successo, hanno perso di vista quelli che sono i veri valori della vita, come: l’altruismo, la tolleranza, il rispetto dei diritti e dei doveri reciproci, la non-violenza, ecc. Per questo, è necessario introdurre nei metodi educativi moderni, non solo lo sviluppo dell’intelligenza, ma anche la capacità di saper entrare in relazione con gli altri, in una società sempre più complessa e in costante trasformazione. La scuola dovrebbe stimolare la ‘sfera emotiva’ degli alunni per poter colmare alcune lacune, di ‘natura spirituale’, che il modello attuale di vita occidentale non sembra esser capace di compiere.

Buona lettura!

N. 03 – Novembre 2014

Direzione: Victor Vallerini Revisione dell’italiano: Victor Vallerini Revisione del portoghese: Fabiana Infante Composizione grafica: Fabiana Infante

di Victor Vallerini

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Parabéns!

Il Girasole compie 20 anni (1994-2014) Portami il girasole

Portami il girasole ch'io lo trapianti nel mio terreno bruciato dal salino, e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti del cielo l'ansietà del suo volto giallino. Tendono alla chiarità le cose oscure, si esauriscono i corpi in un fluire di tinte: queste in musiche. Svanire è dunque la ventura delle venture.

Nel 1994, esattamente 20 anni fa, nasceva “Il Girasole”! Buon compleanno quindi alla rivista che racconta e custodisce la storia della Scuola Italiana Eugenio Montale, la rivista di coloro che amano la Scuola! Ringraziamo di cuore il prof. Carlo Alberto Dastoli per tutti gli anni dedicati, con grande competenza, al Girasole.

Portami tu la pianta che conduce dove sorgono bionde trasparenze e vapora la vita quale essenza; portami il girasole impazzito di luce.

di Paola Capraro e Giuliana Colarullo

Eugenio Montale “Il primo numero del giornale scolastico è uscito a marzo 1994, con il titolo generico di ‘Bollettino Informativo dell’Eugenio Montale’ e riportava non solo alcune notizie sui lavori per la costruzione della nuova sede della scuola, ma anche il calendario scolastico, le date delle riunioni del Comitato Gestore, una lettera polemica dei genitori con la risposta tempestiva dell’ing. Socrate Mattoli. Nel 1995 l’insegnante ministeriale Mauro Lacidogna (maestro elementare), che all’epoca si occupava del giornalino, ha bandito un concorso per la scelta del nome del giornale, che è stato battezzato col suggestivo nome de ‘Il Girasole’ in omaggio ad una lirica del poeta Eugenio Montale, del 1923, intitolata ‘Portami il girasole’”. (tratto da “Il lLbro d’Oro” della Montale) di Carlo Dastoli

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Parêntesis

A PROFUNDEZA DOS SONHOS

Todo conhecimento começa com o sonho. O sonho nada mais é que a aventura pelo mar desconhecido, em busca da terra sonhada. Mas sonhar é coisa que não se ensina, brota das profundezas do corpo, como a alegria brota das profundezas da terra. Como mestre só posso então lhe dizer uma coisa. Contem-me os seus sonhos para que sonhemos juntos.” Rubem Alves

Homenagem a Rubem Alves, um dos maiores pedagogos de todos os tempos…

Rubem Alves (1933 – 2014)

... a qualquer momento ele pode voar!”

“Amar é ter um pássaro pousado no dedo...

Rubem Alves

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Em julho perdemos Rubem Alves, um consagrado escritor brasileiro, autor de mais de 120 obras, além de importante pensador e crítico da educação. Rubem Alves mostrou o prazer e o encanto da aprendizagem. Ensinar é descrito por ele como um ato de alegria, um ofício que deve ser exercido com paixão e arte. Desde os meados de 1980, pediu por meio de livros e entrevistas, que os colégios deixassem de pensar somente em conteúdos que visassem o vestibular e posteriormente fossem esquecidos. E que passassem a mostrar o que os jovens veem e verão na vida, dando um significado ao aprendizado. Defendeu a ideia de que a educação no Brasil deveria passar por mudanças. O professor deveria provocar a curiosidade e a pesquisa.

Seus pensamentos levam a um despertar para uma reflexão crítica que conduza à urgente tarefa de revolucionar o ensino. Falam de uma escola diferente, inovadora. Um lugar onde se buscam ferramentas e soluções em conjunto para uma convivência em grupo, uma comunhão de ideias, uma harmonia de sentimentos, um desenvolver de interesses, uma busca de aprendizagens em forma de pesquisa. Coloca como prioridade valores como a liberdade, a responsabilidade e a solidariedade, vivendo uma educação na cidadania e não para a cidadania. Uma escola que oportuniza vivências que levam a reflexões críticas, questionamentos constantes e principalmente à tomada de decisões com consciência.

de Adriane Brasil

A prof.ra Adriane com alguns alunos da Primaria

“O mundo é muito bonito! Gostaria de ficar por aqui... Escrever é meu jeito de ficar por aqui. Cada texto é uma semente. Depois que eu for, elas ficarão. Quem sabe se transformarão em árvores! Torço para que sejam ipês-amarelos..." Rubem Alves

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Copa doda mundo Palavra Escola

Educazione e Società moderna! di Lorenzo Gemma

Stiamo attraversando un periodo di incertezza globale. Il nostro pianeta affronta varie crisi, in vari settori, che necessitano di molta attenzione e competenza da parte di coloro che saranno chiamati in causa, per condurci in acque più serene e tranquille. Come tutta la società, oggi, anche la scuola, sta affrontando un periodo di cambiamento, poiché è inserita anch’essa in una realtà sociale complessa. Potremmo dire che i disagi che la scuola in generale vive, sono espressione di ‘problemi’ sociali più profondi. Citando un famoso storico, Eric Hobsbawm, "le fondamenta stesse della nostra società sono state terremotate dalla rivoluzione economica, sociale e culturale dell’ultima parte del XX secolo" e questo ha condizionato anche la crescita e lo sviluppo scolastico. Anticamente, la scuola condivideva uno stesso progetto educativo con altre due grandi ‘istituzioni’: la Famiglia e la Chiesa. Sia la famiglia che la chiesa, però, dall’ultima parte del XX secolo ad oggi, hanno subito delle profonde trasformazioni. La chiesa cattolica, che si occupava non solo della formazione spirituale ma anche, in parte, di quella culturale e umana dei giovani, a poco a poco, si è frammentata, ha perso autorità e potere, cedendo spazio a ‘nuovi movimenti religiosi’ e ‘nuove fedi’, arrivando a quel malcontento e disorientamento culturale e spirituale che si riscontrano generalizzati nella società attuale. La famiglia, a sua volta, da ‘cellula patriarcale’ dove i genitori e i nonni erano responsabili diretti nel passare ai propri figli e nipoti, quei valori e principi etici fondamentali che li avrebbero poi guidati ad una convivenza serena e civile in società, si

è sempre più trasformata in ‘famiglia allargata’, dove i punti di riferimento che prima potevano essere appunto i genitori o i nonni, oggigiorno, in gran parte della società, non esistono più. A questo si deve aggiungere anche il fatto che il ruolo della donna, nella società attuale, è molto cambiato. Assistiamo, oggi, ad una partecipazione della donna in quasi tutti gli ambiti della società, molto più presente e incisiva che in passato. Perciò, decadute le due istituzioni fondamentali che ‘collaboravano’ ad un progetto educativo unico e integrale con la scuola, quest’ultima si è trovata a doversi caricare di una responsabilità educativa molto più pesante che in passato. Avendo perso i punti di riferimento nell’educazione che erano quello familiare e quello religioso, la scuola oggi, in molti contesti, deve ‘ripensarsi e rinnovarsi’ costantemente per per poter adempiere, al meglio, ad un ruolo sempre più di riferimento nella crescita e maturazione di un giovane.

Il prof. Gemma, al centro, con il prof. Augusto Bellon (a sinistra) e il presidente Giuseppe d’Anna (a destra)

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La scuola, a poco a poco, è diventata una ‘micro-organizzazione’ sociale che prepara alla convivenza civile e ne sviluppa, altresì, gli aspetti principali come: il lavoro, la famiglia ed altri soggetti con cui relazionarsi. La scuola, che ha quindi il compito di formare i suoi alunni alla convivenza culturale e sociale, è diventato anche il ‘luogo fondamentale’ dove poter leggere e interpretare la realtà che ci circonda. È la scuola che fornisce i primi schemi per poter comprendere la realtà, che riesce a interpretarne i simboli e i linguaggi; la scuola, che ha radici profonde nel passato, che si alimenta di un sapere antico e sempre nuovo e che sa proiettarlo nel futuro. Il progetto pedagogico della nostra Scuola, la Eugenio Montale, si inserisce con autorità e competenza in un panorama sociale di grande transizione, indagandone le cause profonde, osservandone con chiarezza critica le ragioni, per poi ripensarlo, riprogettarlo e trasformarlo in meglio.


Copa do Gente mundo Nossa

Duas irmãs muito queridas!

Leda e Silvana se apresentam brevemente

Estou na escola Eugenio Montale há 18 anos, um lugar muito especial. Comecei a trabalhar como monitora e assim fiquei por alguns anos. Hoje trabalho na administração, o que vem me proporcionar uma experiência nova e muito importante para o meu conhecimento. Só tenho a agradecer pela oportunidade de oferecer às minhas filhas uma formação de qualidade. À escola Eugenio Montale, os nossos eternos agradecimentos.” Silvana, Gabriela, Giovana e Fabiano

Leda com o marido e a filha Maria Fernanda

Quando a escola ainda se localizava na Av. Angélica haviam familiares meus que ali trabalhavam e foi através deles que lá comecei a trabalhar como monitora. Em seguida desempenhei outros cargos e hoje me dedico à área administrativa. A Montale é um ambiente muito familiar e é isso que me agrada a cada dia. Tive a oportunidade de inserir na escola a minha filha Maria Fernanda e possibilitar que ela também desfrute desse ambiente e que seja capaz de obter todos os conhecimentos transmitidos aqui. A família é algo essencial para mim e por isso é com ela que passo meu tempo livre. ”

Silvana com o marido e as filhas Gabriela e Giovana

Leda e Silvana são duas irmãs muito queridas por todos na escola. Elas estão aqui conosco há quase 20 anos. Não é fácil definir as virtudes delas, pois são muitas e elas sempre se demonstram gentis e simpáticas com todos. À elas todo o nosso carinho e um profundo e sincero grazie di cuore!

Leda, Marcos e Nanda

A Escola

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Copa do mundo Acontece

L’Ambasciatore e il Console Generale in visita alla Montale

L’Ambasciatore, Raffaele Trombetta

Il Console, Michele Pala

L’Ambasciatore e il Console, con la sig.ra Papaiz, il sig. d’Anna, il prof. Bellon, il prof. Gemma e la sig.ra Capraro

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L’Ambasciatore con i bambini della Scuola dell’Infanzia

Nel mese di settembre, la nostra Scuola ha avuto l'onore e il piacere di ricevere la visita dell'Ambasciatore d'Italia in Brasile, Sig. Raffaele Trombetta, accompagnato dal Console Generale d'Italia a San Paolo, Sig. Michele Pala. L'Ambasciatore e il Console hanno incontrato il Presidente del Comitato Gestore della Scuola, Sig. Giuseppe d'Anna, la Presidente del Consiglio Consultivo, Sig.ra Sandra Papaiz, i membri del Comitato e la Direzione didattica e amministrativa della Montale. La visita è stata realizzata con molta serenità e cordialità, sia l'Ambasciatore che il Console hanno passeggiato negli spazi della Scuola e si sono intrattenuti a parlare con alcuni professori e alunni, che li hanno accolti con molto affetto e simpatia.

L’Ambasciatore in visita ad alcune classi della Scuola Media L’Ambasciatore con la sig.ra Sandra Papaiz L’Ambasciatore con il sig. Giuseppe d’Anna

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Alcuni alunni della Montale hanno inviato delle domande al Console Generale d’Italia a San Paolo, Sig. Michele Pala, il quale ha risposto loro con molta gentilezza, delicatezza e simpatia. Eccovi di seguito la breve intervista con il Console...


… il Console ci risponde:

Il Console e l’Ambasciatore con la sig.ra Papaiz

1. Dove ha studiato? Le piaceva andare a scuola? Perché? Ho studiato per tutta la mia carriera scolastica nel sistema tedesco, per la maggior parte presso la “Scuola tedesca” di Roma, in virtù del fatto che mia madre è tedesca e che i miei genitori hanno sempre fortemente creduto nella grande utilità e nell’arricchimento che può provenire da un educazione bilingue e biculturale. Un po’ come certamente credono anche molti dei genitori che hanno scelto

qui in Brasile una scuola come la Montale. E dalla mia esperienza di studente non posso che ringraziare di aver avuto dei genitori così lungimiranti. Anche se successivamente non ho mai lavorato né vissuto in Germania (come forse molti studenti della Montale non vivranno in Italia), la formazione internazionale che ho ricevuto è stata determinante per la preparazione necessaria a superare il difficile concorso diplomatico e

Il Console in visita alla Scuola dell’Infanzia, accompagnato dalla dirigente scolastica, Paola Capraro, dal prof. Augusto Bellon, dalla sig.ra Sandra Papaiz e dal sig. Giuseppe d’Anna

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per darmi quell’apertura mentale indispensabile per il tipo di vita che faccio. Mi piaceva andare a scuola? Tutto sommato si, perché era per me che non frequentavo una scuola di quartiere e dovevo fare lunghi spostamenti per arrivarci - il luogo della principale socializzazione e dell’ incontro con gli amici. Alcune materie poi, come la sociologia e la storia, mi piaceva veramente molto studiarle.


2. Le piace vivere a San Paolo? Perché? Sono arrivato da troppo poco tempo per poter dare una risposta ponderata, ma il primo impatto è stato senz’altro positivo. L’importante è riuscire ad organizzarsi in modo da non dover percorrere distanze troppo grandi tutti i giorni. San Paolo è una città che offre moltissimo, da un punto di vista culturale, musicale, gastronomico e delle opportunità di incontrare persone diverse ed interessanti. San Paolo è piena di sorprese positive e, soprattutto, la sua gente è spontaneamente cordiale, simpatica, socievole e aperta. Il Console insieme ad alcuni membri del Comitato Gestore, il sig. Petrucci, il sig. Funari e il sig. Bizzo

3. Quali sono i ricordi più belli dei posti dove ha lavorato? Due paesi in cui ho vissuto precedentemente sono particolarmente importanti per me, perché ci sono nati i miei figli: il Sudafrica e l`Uruguay. Ci resteremo legati per sempre per questo motivo, ma anche perché sono paesi - molto differenti tra loro che hanno un fascino tutto loro. Il Sudafrica è di un bellezza, ricchezza e diversità paesaggistica che ha pochi eguali al mondo e – per la sua storia molto peculiare – è di uno straordinario interesse sociologico e politico. L`Uruguay è come se fosse un pezzo d`Europa fuori dall`Europa, ma in cui, forse per le sue dimensioni, forse per la sua storia, si è conservata una dimensione a misura d`uomo che in Europa si è andata perdendo.

Caro Signor Console, grazie mille per le belle cose che ci ha raccontato. Le auguriamo ogni bene e venga a trovarci tutte le volte che vorrà, La aspettiamo con grande gioia.

I Suoi alunni della Montale 11 IL GIRASOLE ON-LINE

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4. Cosa le manca dell'Italia?...cioè...se potesse portarsi dietro qualcosa o qualcuno dall'Italia, cosa o chi sarebbe? La mozzarella di bufala! Quella vera, quella dalla consistenza un po`elastica, che si vende a trecce al mercato ancora nella sua acqua e che non va messa in frigo, ma consumata entro pochi giorni così com`è, con un poco di origano (fresco) sopra e nient`altro. Mi mancano poi quei paesaggi pittoreschi che ritroviamo in tutte la nostre regioni, quei borghi antichi, quel territorio che trasuda storia e cultura millenaria e tradizioni e che varia così tanto nello spazio di piccole distanze. Ma è anche vero che la mancanza di queste cose meravigliose che ha l`Italia, si impara a sentire quando se ne è lontani e, invece, bisognerebbe che anche gli italiani che vivono in patria imparassero di più sulla diversità e ricchezza del proprio paese. .


Per vivere in un mond

Copa do mundo Da sala de aula

Messaggi dei bamb

Rispettare tutte le persone nel mondo (Caterina)

Non inquinare (Mario)

Abbracciatevi, accarezzatevi, giocate insieme felici, aiutatevi l’uno con l’altro, aiutate le vostre famiglie, amate gli altri. Non litigate, non gridate, non sparate e non fate la guerra. (Federico)

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do migliore si deve...

bini della Primaria

Non fare male a nessuno (Giancarlo)

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Per vivere in un mondo migliore si deve... Messaggi dei bambini della Primaria

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Pace! (Ravi)

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Per vivere in un mondo migliore si deve... Messaggi dei bambini della Primaria

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Eu queria que a guerra acabasse (Leo)

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Copa do mundo Pedagogicamente

Ensaio sobre a cidadania Em época de eleições, é muito comum que o espírito político que envolve o país também de Maurício Zimiani adentre nas salas de aula. Os alunos passam a discutir o assunto, muitas vezes de forma apaixonada, através de críticas, perguntas ou comentários sobre os candidatos. Não raramente, surgem verdadeiros debates nas salas de aula, feitos por jovens curiosos e interessados sobre o que vem adiante na administração da cidade, estado ou país onde vivem. Esses momentos devem ser aproveitados pelos professores para organizar as discussões, de modo que todos os alunos tenham direito de expressar aquilo que pensam, mas que também aprendam a ouvir os colegas com outros pontos de vista, fazendo com que todos percebam que

opiniões políticas podem ser muito diferentes e que, muitas vezes, não existe o certo ou errado, mas sim o que é importante para cada um no momento de escolher seu candidato. Além de aprenderem a debater, os alunos também aprendem as funções de cada cargo político existente, entendendo porque cada político age de determinada forma em seu cargo. A partir dessa compreensão, construída ao longo de algumas eleições, os alunos aprendem tanto a respeitar as pessoas que tem opiniões diferentes, como a defender suas posições através de argumentos, ao invés de ofensas. Acreditamos que, agindo dessa forma, estamos contribuindo para o desenvolvimento da cidadania em nossos futuros eleitores.

Prof. Maurício com a esposa Carolina e os filhos Felipe e Beatriz

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La Passione e i Valori Christian Vecchi con i figli Igor (a destra) e Pedro (a sinistra)

I giovanissimi sono capaci di trovare ispirazioni in cose che gli adulti non ritengono così importanti. Dal baccano ipnotico di un gruppo techno, o da gesti sportivi formidabili, possono nascere motivazioni e maturare convinzioni che superano ciò che si tenta di proporre loro con l’insegnamento. Aldilà dell’ambiente familiare e scolastico, i giovani sono alla costante ricerca di stimoli che li proiettino in avanti, li facciano sentire parte di qualcosa di più grande, impegnandosi con eccezionale volontà in nuove imprese. Assieme alle prime vere amicizie, si accendono in loro dei fattori che li trasformano in giovani adulti, che pretendono vivere esperienze nuove con entusiasmo, rifiutandone molte altre con svogliatezza. Il concetto chiave è quello dell’ansia da divertimento: immediato,

abbondante, ripetibile. In questo spettacolo di individualismo e autoaffermazione, quando e come nascono la consapevolezza del ruolo sociale ed il senso di cittadinanza? Essere cittadini significa innanzitutto saper stare insieme agli altri rispettando regole basilari di convivenza. È abbastanza naturale che ciò non avvenga quasi mai per istinto. Siamo inclini alla soddisfazione dei nostri bisogni, all’ottenimento di un risultato che si concentra prima su di noi, poi sugli altri. Preoccuparsi del prossimo, condividere valori e principi della comunità e contribuirne al miglioramento è qualcosa di essenziale per la convivenza e la costruzione di un sentire comune, del rispetto, della passione per il nostro ruolo sociale e politico. Ma è faticoso. Ed è un processo lento,

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progressivo, non scontato. Affinché i giovani si soffermino a riflettere su questo tema, sono necessari esempi concreti che li emozionino e li convincano che l'ordine vince sul disordine, che il rispetto ed il dialogo trionfano sull’arroganza, che la sensibilità sociale ed il rispetto delle regole sono riconoscibili negli adulti a cui si ispirano. La chiave sta nella passione trasmessa da chi svolge il fondamentale ruolo di educare. Bisogna sentirsi attratti dall’agire correttamente, fare propri i valori scritti nella Costituzione e i principi alla base del nostro modo di vivere, sentendosi liberi di discuterne, anche criticamente. La fluidità degli interessi e l’immediatismo ansioso dei giovanissimi cresciuti “online”, tra ipertecnologia e FaceBook, devono essere trascesi attraverso suggestivi richiami interdisciplinari da parte di tutti i docenti: un sentiero armonico ed efficace, da cui emergano i princípi, i valori, l’importanza di adempiere ai doveri prima di rivendicare i diritti e, soprattutto, la nobiltà della solidarietà rispetto ad una sempre più ridondante vanità.

di Christian Vecchi ex alunno della Montale, ha ottenuto il Diploma di Stato nel 1989


Copa mundo Vocêdo sabia que

Conhecer para não repetir 50 anos do golpe de 1964

Este é o ano em que se faz memória do golpe de 1964. Desde então, passaramse 50 anos e dada a importância que o tema assumiu na mídia, nas universidades, nas escolas e na sociedade, o prof. Carlo Alberto Dastoli, elaborou um projeto intitulado “O golpe de 64 e a ditadura civil-militar:

memória e história”. Para conhecer, analisar e entender esse período traumático da história brasileira, os alunos lançaram mão de uma série de artigos de jornal, revistas, textos, livros, sites de pesquisa, documentários, filmes, fotos, imagens, músicas e poesias que tratam do tema. Esse projeto teve como finalidade precípua discutir e aprofundar uma série de questões relacionadas à ditadura que mudou o Brasil. Para aprofundar o assunto, a Escola convidou o professor e sociólogo Marcelo Ridenti, da Unicamp, que fez uma conferência sobre “O golpe, a ditadura e as oposições”, e a professora e cientista política Walquiria Domingues Leão Rêgo, também da Unicamp, que falou sobre “Os desafios da democracia”.

(Fonte: www.montale.com.br)

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A prof.ra Walquiria Domingues, o prof. Marcelo Ridenti e o prof. Carlo Dastoli

Algumas imagens ilustrativas da época da Ditadura Militar

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Copa do de mundo Meninos Ouro

“La bellezza de Tre anni fa, concluso il liceo, mi sono trasferito in Italia per studiare Filosofia all’Università di Bologna. Non è stata una scelta facile: decidere fra l’università brasiliana e quella italiana, non conoscendo nessuna delle due, è stata una scommessa. Avevo comunque tutti gli elementi per farla in entrambi i sensi. Alla fine la padronanza della lingua italiana, il diploma di maturità che rendeva l’accesso all’università automatico, la maggiore tradizione delle discipline umanistiche in Italia, nonché il fascino di ricominciare la vita in un nuovo paese, hanno avuto la meglio. Non è stata neanche una scelta che ho vissuto da solo: in questi tre anni a Bologna eravamo in quattro compagni di classe: io, Luca, Marta e Riccardo – con gli ultimi due ho condiviso un appartamento durante i tre anni della laurea triennale. Per quanto all’inizio vi sia uno shock fra il rapporto personale con i professori e con la scuola cui siamo abituati alla Montale e quello invece impersonale e quasi-industriale che purtroppo vige oggigiorno nelle università, devo dire che l’autonomia di studio e di lettura che ho acquisito alla Montale,

principalmente nell’ultimo anno di Liceo, mi è stata molto di aiuto nella preparazione degli esami universitari e nelle letture che ho dovuto svolgere in questi tre anni. A luglio mi sono finalmente laureato in Filosofia, concludendo questo primo percorso universitario. Per quanto riguarda l’anno prossimo, sono stato ammesso all’Accademia Vivarium Novum di Roma dove avrò l’opportunità di studiare approfonditamente le lingue, la cultura e la filosofia greca e latina insieme ad altri studenti provenienti da tutto il mondo.

Dopo tutti questi anni mi sento di dire che il lascito più importante che la Montale mi ha consegnato sono i legami e le esperienze umane che mi ha permesso di vivere. Un giorno, un professore della Montale mi disse: la bellezza dell’educazione “non sta solo nel trasmettere una conoscenza, che forse nemmeno è la cosa più importante, ma nella relazione umana che l’insegnamento comporta.

Yuri, nel giorno della sua Laurea in Filosofia, insieme agli amici Luca, Riccardo e Marta

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ell’educazione ” di Yuri Loyola ex alunno della Montale, diplomato nel 2011

… e con il prof. Cenci e l’amico Luca Castro Yuri insieme ai prof.ri Giacomo Cenci, Anna Dorsa e agli ex alunni della Montale: Riccardo Valente, Marta d’Aprile e Luca Castro…

… insieme alla prof.ssa Susanna Battaglio

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Copa do de mundo Meninos Ouro

“La culla del pensier

di Martina Bergues e Marco Capraro Brancher ex alunni della Montale, diplomati nel 2009

“I giovani impareranno da soli se a scuola avranno appreso a pensare.” Crediamo che, in questo pensiero, il poeta Eugenio Montale, sia riuscito a descrivere quello che la Scuola, non a caso chiamata con il suo nome, è stata per noi: il luogo dove abbiamo imparato a pensare, a riflettere e dov’è nato il sogno di lavorare per costruire un mondo migliore.

affermare, senz’ombra di dubbio, che la Montale è stata la culla dei nostri percorsi. Attualmente lavoriamo nel settore della ricerca e delle politiche pubbliche, ognuno nel suo rispettivo campo di studio. Martina lavora alla FUNDAP, un organo del governo dello Stato di San Paolo, con la valutazione di politiche pubbliche, mentre Marco fa parte di un gruppo di ricercatori che si propongono di ripensare la Macroeconomia moderna con l’obiettivo di proporre un nuovo modello economico ai paesi in via di sviluppo.

Ci siamo diplomati nel 2009, con un sentimento misto tra tristezza, per il fatto che dovevamo lasciare i banchi di scuola, ed entusiasmo, per quelli che sarebbero stati i nostri prossimi passi nella vita. Marco ha deciso di studiare Economia alla FGV e Martina ha scelto Scienze Sociali alla USP e Relazioni Internazionali alla PUC-SP. Oggi, avendo quasi finito l’università, possiamo

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I vincoli creati tra i banchi di scuola ci mantengono ancora uniti dopo gli anni trascorsi alla Montale. Infatti le amicizie fatte a scuola sono state vere amicizie. Avendo studiato insieme per più di dieci anni con i nostri compagni di classe, siamo diventati quasi fratelli. Ed è proprio questo sentimento di fratellanza che, ancora oggi, portiamo con noi. La Montale è stata per noi molto di più che una ‘scuola’, è stata la nostra seconda casa. L’esperienza d’aver studiato in una scuola come la nostra è davvero speciale. La Montale non è solo una scuola o una ‘grande famiglia’, è una vera culla del pensiero e della riflessione.


ro e della riflessione� Marco e Martina nel giorno della festa per il diploma, insieme ai compagni di classe

Marco e Martina

“

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Copa do de mundo Meninos Ouro

“Vestibular?

João Pedro com seus colegas da Montale no dia da Formatura…

… e em frente ao afresco da recepção da escola

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? É moleza!” O último ano de escola para qualquer um é uma grande mistura de experiências e emoções, o ano do “finalmente terminou” e do “agora vou fazer o que eu quero da minha vida”, em tese é o sonho de qualquer um, sair da escola e daquele ambiente de obrigações, também é o ano das dúvidas, de escolher o que você vai fazer para o resto da vida, o ano de decidir onde vai fazer uma faculdade e qual faculdade, e estas não são decisões fáceis.

mesmo já havia aceitado que só ia fazer estes vestibulares como de João Pedro um teste. Para a minha surpresa Comenale eu passei em duas boas ex aluno da faculdades de engenharia, a FEI Montale, formado em 2011 (Faculdade de Engenharia Industrial) e o Instituto Mauá de Tecnologia, as duas faculdades que eu gostaria de cursar. Acabei optando pela Mauá, hoje estou cursando Engenharia Mecânica. A Montale me deu uma base muito boa para todas as matérias, inclusive matérias técnicas como Desenho, onde tudo o que aprendi nas aulas da Prof.ra Dorsa foram fundamentais. Vi que muitos de meus colegas tinham muita dificuldade em olhar para um desenho e entender o que aquilo representava. Quem diria que as aulas de Artes que nós alunos sempre dizíamos que eram “inúteis” seriam tão importantes?

Para mim este ano decisivo foi 2012, eu já tinha algumas decisões tomadas quanto ao meu futuro, queria ficar no Brasil, estudar por aqui e eu queria fazer engenharia, talvez em alguma faculdade pública, talvez em faculdades privadas, mas sempre com o medo do temido vestibular, uma prova que inclui todas as matérias estudadas no curriculum escolar brasileiro, cheia de pegadinhas, cheia de detalhes que provavelmente enganam qualquer um que não estudou a fundo para passar nessas provas.

Hoje posso afirmar que a Montale me deu uma base muito boa para a faculdade e tenho certeza que todos os alunos que saírem da escola estarão preparados para cursar uma faculdade aqui no Brasil também.

Na Montale, no último ano, nossa maior preocupação é o Esame di Stato e sinceramente nós nem pensamos em vestibular e como eu queria estudar aqui, já havia cogitado fazer alguns meses de cursinho para poder entrar em alguma faculdade. Marquei alguns vestibulares para fazer, que inclusive caíram no meio do Esame, mas eu

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Copa dodos mundo Mural Pais

Educare attraverso il

di Barbara

Viola, la più piccola, Gaia, Barbara e Fabio

Gaia e Viola a Fernando de Noronha

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La vita con due bambine di età differenti è faticosa ma divertente: Viola (3 anni) alterna momenti in cui si sente una ‘piccola adulta’, affermando la propria indipendenza, a momenti in cui richiede protezione e coccole; Gaia (7 anni) attraversa un periodo di sviluppo stimolante ed impegnativo in cui sente su di sé la pressione di nuove aspettative. Tra le grandi gioie ed i piccoli drammi che viviamo quotidianamente, affrontiamo con loro il tema dell’educazione alla legalità e alla convivenza civile. Il verbo “educare”, di origine latina, vuol dire “guidare fuori” ed è proprio questo il significato dell’educazione che adottiamo in casa: ci piace immaginare di accompagnare le nostre bambine lungo un percorso senza lasciarle sole né prendendole in braccio, ma offrendogli la nostra mano e tentando di permettere ad entrambe di sviluppare l'abilità di relazionarsi con gli altri in modo positivo,


l dialogo e l’esempio

a Ferrara autonomo e nel rispetto delle regole. In questo percorso crediamo che il metodo più diretto siano il dialogo e l’esempio (è inutile fare lezioni teoriche sul rispetto quando quotidianamente si calpesta la dignità di chi ci è accanto). L’educazione, a casa nostra, è basata su regole chiare e coerenti con il nostro comportamento, ogni “no” viene motivato e quando anche noi genitori commettiamo degli errori lo ammettiamo senza riserve. Ovviamente anche le bambine hanno il diritto di far rispettare le regole in casa ed è al tempo stesso buffo e consolante notare che Gaia talvolta corregga gli atteggiamenti “ineducati” di Viola e, successivamente, vedere Viola che ricrea la stessa situazione con le sue bambole ristabilendo l’ordine in una simulazione di litigio. È una sfida impegnativa, ma come possiamo sperare in un futuro migliore senza investire sull’educazione dei nostri figli?

Il primissimo incontro di Gaia e Viola

Gaia e Viola giocando insieme Capodanno a Búzios

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A Times Square, New York


Copa dodos mundo Mural Pais

Educar... não é se

de Gabriela Figue Após a minha separação optei por voltar a morar com os meus pais. De repente, me vi sendo filha e mãe ao mesmo tempo. A boa convivência de três gerações na mesma casa exigiu paciência, tolerância, respeito e muito diálogo. Não faço ideia em que momento chegamos ao equilíbrio. A rotina diária exigiu método e disciplina, pois os horários da família tiveram que ser adaptados às necessidades das crianças. Temos um comércio que exige horário integral e com isso passamos a fazer um rodízio para que os meninos tivessem sempre pelo menos um de nós presente.

Meus filhos tiveram que aprender que, apesar de terem duas casas, as regras podem não ser iguais, mas a educação e o respeito sempre! Acredito que a melhor maneira de educar é dando o exemplo. Sempre ajudei em casa, e assim vou estimulando eles a me ajudarem nas tarefas do dia a dia, dando aos poucos a responsabilidade. Podemos dar os melhores exemplos, mas de que adiantaria se no ambiente em que passam a maior parte do tempo isso não fosse estimulado? A escola também é uma parte importante na formação do caráter.

Gabriela com os filhos Pedro e João

João e Pedro com a avó

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Sentimos que a escola é a extensão da casa deles. Na Montale eles não estão somente aprendendo Italiano, Geografia, Ciências...mas estão também interagindo e convivendo com amigos, funcionários, professores e assim vivenciando e lidando com situações diversas, como as que nos deparamos no decorrer da vida. São cobrados por suas responsabilidades e deveres como alunos, mas respeitados por seus direitos como indivíduos. Com a violência que estamos vivendo, a vontade é de colocá-los em uma redoma, mas assim estaremos criando


eguir uma cartilha!

eiredo Predebon

... Gabriela com os filhos, a mãe e ...

cidadãos alienados, penso que temos que ter cautela e cuidados redobrados, mas não privá-los do mundo. Procuro mostrar que a realidade não é toda cor de rosa, que existe o bem e o mal, e com o tempo aprendemos a diferenciá-los. Que errar é uma das maneiras de se aprender. Que toda ação tem sua consequência. Que independente das escolhas que fizerem, estarei ao lado deles. Que a porta de casa estará sempre aberta. Acho importante conhecermos nossa história, compreender quem somos e de onde viemos. Levamos os meninos a Portugal

para que minha mãe apresentasse a eles o país e a família dos pais dela. A viagem foi uma descoberta de lugares e pessoas para eles, e para a mãe a certeza de estar no caminho certo. Estou aprendendo que

educar não é seguir uma cartilha e sim “ter rebolado” para encarar questionamentos, apartar brigas de irmãos, consolar choros e frustrações, comemorar vitórias e descobertas. Tudo isso no seu devido tempo.

... com a família reunida!

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Formule uma frase!

Copa Sorria do mundo

A professora de inglês pede para Joãozinho: — Joãozinho, formule uma frase com a palavra "window". E Joãozinho: — Quando me chamam, eu aviso: "Já estou window!"

Inglese per tutti!

Pierino chiede al professore: cosa vuol dire "I don't know"....Il professore risponde "NON LO SO".. Pierino: ...Allora lo chiedo a qualcun'altro!!!! Um profundo poema Na aula de português, a professora pede que os alunos façam um poema romântico como lição de casa. No dia seguinte, ela pergunta: — Turma, alguém gostaria de ler o seu poema? — Eu, professora! Eu! — Você, Joãozinho? Tem certeza? — Tenho, professora. A professora fica desconfiada, mas pede que ele leia: — Eu cavo, tu cavas, ele cava... Nós cavamos, vós cavais, eles... — Para tudo, Joãozinho! — diz a professora. — Isso não é um poema romântico! — É, pode não ser romântico — responde ele. — Mas é bem profundo!

A IV Liceo com os professores Adrian e Emilio

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Ricordati che devi morire! Il professore di Storia chiede a Pierino: "Pierino, mi sapresti dire qualcosa sulla morte di Giulio Cesare?" e Pierino risponde: "dico che... mi dispiace molto!".

Dores no Coração Na aula de Ciências, o professor pergunta ao aluno: — O que se deve fazer quando alguém está sentindo dores no coração? — Apagar a luz. — Apagar a luz? Você ficou maluco? — Ora, professor, o senhor nunca ouviu dizer que o que os olhos não veem o coração não sente?

A IV Liceo com as professoras Amanda e Lygia

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APRILE 2014 2014 NOVEMBRE


Acontece Copa do mundo

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Italiano in Cucina Aprender a língua cozinhando  Um modo diferente e saboroso de aprender a língua italiana  Curso realizado aos sábados na cozinha profissional da escola  Em cada aula os alunos preparam uma receita típica que será degustada ao final: bruschetta, pasta al pesto, pasta al tonno, filetto al pepe verde, tiramisù...  Pais e filhos participam juntos, guiados pelo professor Luigi Ghermandi, de Bologna e com muitos anos de atuação na área  Direcionado a iniciantes na língua

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A última palavra Copa do mundo

Felicità raggiunta!

Felicità raggiunta, si cammina per te sul fil di lama. Agli occhi sei barlume che vacilla, al piede, teso ghiaccio che s'incrina; e dunque non ti tocchi chi più t'ama.

Se giungi sulle anime invase di tristezza e le schiari, il tuo mattino è dolce e turbatore come i nidi delle cimase. Ma nulla paga il pianto del bambino a cui sfugge il pallone tra le case.

...e noi, in prosa, possiamo aggiungere che “Felicità raggiunta” sarà quando un giorno si realizzeranno i sogni di tutti i bambini e i ragazzi che hanno allietato quest’edizione de “Il Girasole On-line“ con le loro frasi e i loro disegni. Un mondo migliore si crea osservando i bambini, prendendo esempio da loro, dai loro ABBRACCI e dalla loro PUREZZA!

Eugenio Montale (da “Ossi di Seppia”)

Gli uomini sono angeli con un'ala sola; possono volare soltanto rimanendo abbracciati” Don Tonino Bello 36 IL GIRASOLE ON-LINE

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Autorità, Fondatori, Direzione e Rappresentanti CONSOLATO GENERALE D'ITALIA A SAN PAOLO

ASSOCIATI FONDATORI

Michele Pala - Console Generale Augusto Bellon - Dirigente dell'Ufficio Scolastico

• BERTOLINI RICCARDO • BERTOLINI ALFONSA • CROSO EDGARDO • GENTILINI PALMIRO • GHERSI LORENZO • MATTOLI SOCRATE • ROBERTO ALBERTO • ROBERTO PAOLA

DIREZIONE DIDATTICA Paola Capraro - Dirigente Scolastica Italiana Silvia Maria de Freitas Adrião - Dirigente Scolastica Brasiliana Giuliana Colarullo

DIRETTORE FINANZIARIO Lorenzo Gemma

ASSOCIATI BENEMERITI •AEDA •Alitalia •Angela Papaiz •Angelo Vecchi •Anna Maria Barrucci •Banco Bradesco •Benedetti Sandro Isidori

•Campari do Brasil •Circolo Italiano •Conde Raffaele Leonetti •Edoardo Pollastri •Fabio Perini S.A. •Fiat Automóveis •Generali do Brasil •Grupo Masini

•Impregilo SpA •Instituto Cultural ItaloBrasileiro (ICIB) •Luigi Bauducco •Nelson Castro •Patronato Assist. Imigrantes Italianos (PAII) •Pirelli S.A.

•Saipem do Brasil •Scac S.A. •Sergio Comolatti •Unicredito Italiano •Unilever •Zanemp Empreendimentos

COMITATO GESTORE (2014-2016)

CONSIGLIERI

• Giuseppe d´Anna Presidente

Sandra Papaiz - Associada benemérita Angela Papaiz - Associada benemérita Giuseppe d’Anna - Papaiz Udinese Marcio Parisi - Papaiz Nordeste Indústria Marzio Arcari - Instituto Cultural Italo-Brasileiro Nelson Castro - Associado benemérito

• Adriana Corsari • Alessandro Vassallo • Eugenio Petrucci • Nelio Bizzo • Paulo Funari

• Elio Colombo Junior Vice-presidente

Elenco Rappresentanti di Classe - a.s. 2014 Scuola dell´Infanzia – sez. A, B, C, D e E ................ALESSANDRO VASSALLO Scuola Primaria – classe 1ª B ......................................ADRIANA DI GIAIMO Scuola Primaria – classe 2ª A ....................................GABRIELA PREDEBON Scuola Primaria – classe 2ª B .......................................... RENATA RETTORE Scuola Primaria – classe 3ª .............…...........................……..TATIANA ASSEF Scuola Primaria – classe 5ª A ……................…….. LYGIA VELLOSO MARADEI Scuola Primaria – classe 5ª A ……................……………...ADRIANA DI GIAIMO Sc. Sec. di I Grado – classe 1ª ...................CLAUDIA SAAD ROSOSCHANSKY Sc. Sec. di I Grado – classe 3ª ........ ........................ RAFFAELLA ROBBIANO Sc. Sec. di II Grado – classe 2ª .... ....................................CINZIA SCHIAVON Sc. Sec. di II Grado – classe 3ª ...................................GUSTAVO DE BARROS Sc. Sec. di II Grado – classe 4ª ...........................................NATALIA LUGLIO

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“Os jovens aprenderão sozinhos se na escola tiverem aprendido a pensar” Eugenio Montale Nobel de Literatura, 1975

Filosofia da Escola Um dos valores mais importantes do nosso projeto pedagógico é a formação integral do educando. Interessa-nos que o aluno construa, ao longo da sua escolaridade, um lastro cultural e intelectual que lhe permita atuar de forma responsável, competente, crítica e autônoma ante as exigências impostas pela sociedade. Rua Dr. José Gustavo Busch, 75 Morumbi / SP Tel.: (11) 3759-5959 www.montale.com.br

Profile for scuola italiana eugenio montale

Il Girasole Novembre 2014  

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