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ISSN 2448-1254

Ritmo e Armonia In un oceano di vibrazioni Ainda nesta edição: Intervista al nostro Console, Filippo La Rosa


Sumário

Editorial

Editorial...................................................................................... Palavra da Escola – O que é ser Presidente do Comitê?........... Palavra da Escola – Un’altra sfida.............................................. Palavra da Escola – Novos integrantes do Comitê ................... Acontece – Helena Singer na Montale......................................

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Parênteses – Relato para o desafio diário de inovações........... Parênteses – Olimpíada esportiva na Montale.......................... Acontece – Intervista al nostro Console, Filippo La Rosa.......... Acontece – Narrativa pouca - Mostra Cultural 2018................. Nossa gente – Victor Vallerini.................................................... Da sala de aula – Música e movimento!................................... Da sala de aula – Mens sana in corpore sano........................... Da sala de aula – Le vibrazioni................................................... Pedagogicamente Falando – Entrevista Sílvio Brito.................. Pedagogicamente Falando – Ritmo e Armonia......................... Acontece – Projeto Eleições 2018 na Montale.......................... Acontece – Conferenza con Piergiorgio Odifreddi..................... Acontece – Conferenza con Giordano Bruno Guerri................. Acontece – Curiosità sulla Musica Itaiana...........…………………... Acontece – MPB Curiosidades................................………………… De onde viemos – Roma, Hong Kong e Malnate....................... Meninos de Ouro – Essa é a realidade!..................................... Meninos de Ouro – Una retrospettiva: 13 anni dopo............... Mural dos pais – Uma sábia decisão...........………...................... Mural dos pais – Desenvolvendo habilidades humanas........... Parêntese Artístico – La ‘Pseudo Prospettiva’........................... A última palavra – Eugenio Montale e la musica…...................

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Bollettino informativo e culturale On-line della Scuola Italiana “Eugenio Montale” N. 15 – Dicembre 2018 Foto di Carlo di Giacomo, "Fluid Guitar", Sevilla 2016 (Ulteriori informazioni seguono a pag. 30) ISSN 2448-1254 Direzione: Victor Vallerini Revisione dell’italiano: Victor Vallerini Revisione del portoghese: Fabiana Infante Composizione grafica: Fabiana Infante Contatti: victor@montale.com.br / fabiana.infante@montale.com.br Websites: www.girasoleonline.com.br / www.montale.com.br 2 IL GIRASOLE ON-LINE DICEMBRE 2018

di Victor Vallerini

La voce del Silenzio Cari Lettori, Non possiamo immaginare quanto sia importante poter porre attenzione quotidiana alla pratica cosciente del Silenzio! Fare ciò, ci permette di risvegliare in noi la capacità di udire il ‘suono’ di tutto ciò che ci circonda. Nel Silenzio si diventa più disponibili ad accogliere l’altro, è un’attitudine di fiduciosa apertura al mondo! È bene dunque saper rimanere in Silenzio, evitando di far rumore, di parlare tanto per parlare; è bene che impariamo a riconoscere i suoni del mondo e ciò che ci comunicano e ad apprezzare anche la voce degli altri.


Il Silenzio ci permette di ascoltarci e trovare il nostro allineamento interno, sorgente da cui può nascere un suono vibrante, che arrivi agli altri, e questo può avvenire sia attraverso le parole che con la musica. “Come in musica occorrono le pause musicali, così nella vita dobbiamo dare spazio e valore al silenzio per

meglio cogliere ritmo, intensità e senso, per meglio penetrare in noi stessi e per estenderci nel mondo. Perché è nel Silenzio che veramente ci realizziamo” (tratto da Eone, L’Acciuga, n. 24, gennaio-febbraio 2010). Stare in Silenzio è dunque una componente fondamentale in musica, come d’altronde in tutte

le attività umane. Trascurare il Silenzio e le pause, non musicali questa volta, significa vivere nella frenesia, senza mai dedicare un momento a riflettere e ad apprezzare la calma. Possiamo quindi dire che il Silenzio è uno dei fondamenti di una società pacifica, un bene enorme, attraverso i quali si esplica la nostra umanità.

e vigilanza favoriscono l’ascolto della Voce “Sensibilità del Silenzio. La bellezza del Cosmo appare nel silenzio. La bellezza del silenzio si palesa in tutte le manifestazioni superiori della vita. Impariamo ad ascoltare il silenzio! È l’infinità del Cosmo che crea l’espressione del silenzio.” Morya, Infinito, ver. 80 3 IL GIRASOLE ON-LINE DICEMBRE 2018


O que é ser Presidente

Copa dodamundo Palavra Escola

por Sandra Pa

Imagino que a maioria saiba que a Montale é uma Associação sem fins lucrativos.

A participação do Cônsul Geral como “Provveditore agli studi”, também está prevista.

Participam membros fundadores, beneméritos e associados.

Este arcabouço de governança ainda é controlado por um Conselho Fiscal e uma auditoria Externa.

Para direcionar a Associação existem dois órgãos colegiados: Consultivo, composto por Fundadores e beneméritos e um Comitê de Gestão composto por seis representantes indicados pelo Consultivo, seis representantes eleitos pelos Associados e um representante eleito pela Associação dos Ex-alunos (infelizmente não ativa no momento ).

Uma administração bastante participativa, que alia interesses de curto prazo e estratégias de visão mais alongada. A Eugenio Montale é um belíssimo projeto em termos de Associação e também, com certeza, em termos didático-pedagógicos.

Evidentemente todas as Escolas oferecem o mesmo: um cidadão mais consciente, que trabalhe em grupos multidisciplinares, criativo e inovador .... Estou convicta que a Montale realmente entrega este cidadão. Presente no dia a dia da Escola desde 1989, quando inscrevi minha filha Maria Luisa na quinta elementare na Av. Angélica, acompanho de perto os resultados.

Todos os anos fico feliz com a performance de nossos alunos no “Esame di Stato”, um grande teste e também com os resultados de

A responsabilidade é enorme para com os alunos, suas famílias, a comunidade interna e a que nos rodeia.”

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e do Comitê de Gestão?

apaiz Velasco

vestibulares, outro grande aval ao trabalho de uma equipe super dedicada de diretores, professores e colaboradores. Sei da imensa responsabilidade que assumi, como presidente do Comitê para o próximo biênio. Necessitarei da colaboração

do Governo Italiano, do vicepresidente e colegas de Comitê. Todos muito preparados e que certamente ajudarão a honrar os compromissos da Associação.

Como último desejo gostaria de ampliar as atividades da Montale, levando um ensino de qualidade a um maior número de alunos. Para isto conto com entusiasmo de todos!

A responsabilidade é enorme para com os alunos, suas famílias, a comunidade interna e a que nos rodeia.

Necessitarei da colaboração do “presidente Governo Italiano, do vicee colegas de Comitê.

Todos muito preparados e que certamente ajudarão a honrar os compromissos da Associação.”

Sandra Papaiz Velasco, Presidente do Comitê de Gestão

A Sra. Sandra Papaiz Velasco com o Cônsul Geral da Itália, Filippo La Rosa

5 IL GIRASOLE ON-LINE DICEMBRE 2018

o


Copa dodamundo Palavra Escola

UN’ALTR

di Giusepp

Anno 2011, già facevo parte del Comitato Gestore della Scuola Eugenio Montale, quando la Presidente Signora Sandra Papaiz mi chiese di sostituirla. Accettai con entusiasmo, conscio dei problemi che avrei dovuto affrontare, non solo quelli amministrativi/commerciali ma quelli di una scuola dove il capitale è principalmente quello umano: alunni, professori, genitori, personale amministrativo.

La migrazione alla Presidenza fu abbastanza semplice: la struttura esistente, ben articolata, asciutta, competente, collaborativa, volta alla ricerca di soluzioni, ha facilitato il mio inserimento. I problemi, che da sempre stavano in agguato, maturarono insieme; il più importante, quello dell’affitto del terreno con la Prefettura di San Paolo richiese una grande dose di coraggio che prendemmo tutti insieme:

Giuseppe d’Anna, inaugurazione della sabbionaia, 2016

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Direzione, Comitato Gestore, Comitato dei Fondatori e Benemeriti, di pagare gli arretrati di anni per svariati milioni di Reais.

Sono stati cinque anni di sacrifici e di attenzione: tutti hanno collaborato a questo successo, compreso le autorità competenti italiane. Nel 2017 in vista ormai del traguardo di completare il pagamento del debito, con l’aiuto del Consolato Generale d’Italia a San Paolo,


RA SFIDA

pe d’Anna

La Scuola continua, è forte, “stabile, unica, ben strutturata; avrà vita lunghissima.”

Giuseppe d’Anna

Sig. d’Anna, inaugurazione anno scolastico 2018

abbiamo ottenuto lo studio gratuito effettuato dalla Soc. Bain & Co. sul posizionamento della Scuola Eugenio Montale nel grande mercato di San Paolo. Lo studio mette in risalto i pregi ed i punti di debolezza della Montale: molto si sta

facendo e molto è stato programmato per annullare le differenze. La Scuola continua, è forte, stabile, unica, ben strutturata; avrà vita lunghissima. Auguri vivissimi alla nuova

7 IL GIRASOLE ON-LINE AGOSTO 2018

elezione del Comitato Gestore, al Presidente Signora Sandra Papaiz e Vice Presidente Signor Elio Colombo. In particolare ai ragazzi del liceo: ricordatevi della Montale, portateci nel vostro cuore!


Copa dodamundo Palavra Escola

Alexandre Camara,

um dos novos representantes do Comitê de Gestão da Montale se apresenta Sou Alexandre Camara, casado com Fernanda e nossos filhos são: Manuela (Prima Primária) e Matteo (Infância). Tenho 20 anos de carreira na área comercial de grandes empresas, formação em Marketing e MBA na FIA. Temos descendência portuguesa e quando buscávamos opções de escola

para as crianças, nossa maior preocupação não era com o que eles serão, mas quem eles serão e o que poderíamos fazer para formar pessoas que valorizem o respeito ao próximo e a verdade. A Montale nos encanta pelo método e amor com o que tudo demonstra ser feito, por todos.

Alexandre com a esposa Fernanda e os filhos Matteo, da Infanzia e Manuela, da Prima Primaria

Alexandre Camara

A Montale nos encanta pelo método e amor com o que tudo demonstra ser feito, por todos.”

8 IL GIRASOLE ON-LINE DICEMBRE 2018

Minha vinda ao Comitê Gestor da Montale é apenas uma forma de contribuir e devolver tudo o que recebemos. Espero que possamos inovar sempre e tornar a nossa escola, cada dia mais, uma referência em qualidade na formação de pessoas e que minha experiência como pai e profissional possa ser útil.


Abner Oliva,

novo integrante do Comitê de Gestão se apresenta Abner com a esposa Sandra e as filhas

Abner com as filhas Anna Laura e Raffaella, da Infanzia

Meu nome é Abner Oliva. Eu estudei no Colégio Bandeirantes e fiz Engenharia Mecatrônica na Escola Politécnica da USP. Mas a minha carreira profissional sempre foi no mercado financeiro. No âmbito pessoal, sou casado com a Sandra, e temos duas filhas: Anna Laura, de 5 anos, e Raffaella, de 3 anos. As duas começaram na Montale um pouco antes de completarem 2 anos. A nossa relação com a escola começou bem (com o “pé direito”, como se diz), desde o primeiro dia que marcamos uma visita para conhecer a escola. De imediato já nos sentimos acolhidos e motivados para estarmos

bastante próximos da escola. Para citar apenas as participações mais formais que tivemos em 2017 a Sandra foi representante das classes da Infanzia e também já escreveu um artigo para o Girasole. Agora em 2018 foi a minha vez. O modelo de gestão da Montale é o modelo dos sonhos para as pessoas que querem, genuinamente, contribuir para um determinado grupo ou comunidade. Eu sou dessas pessoas e, no caso da Montale, isso tem para mim um significado especial. Eu tenho duas filhas na Infanzia. Ou seja, apenas sob esse ponto de vista eu já tenho interesse direto na escola pelos

próximos 10 a 15 anos. E o mesmo vale para os pais que virão após de mim, garantindo a continuidade do processo. Em adição a isso, sou grande entusiasta da língua e cultura italiana, e a Montale tem um papel de protagonismo nesse contexto. Cada instituição tem os seus desafios, e a Montale tem os seus próprios. Mas o Comitê de Gestão está bem posicionado para exercer o seu papel. O grupo é multidisciplinar e de altíssima qualidade, e nas primeiras reuniões já foi possível perceber que a escola irá se beneficiar das diferentes visões e da experiência de cada um dos membros.

de gestão da Montale é o modelo dos sonhos “Oparamodelo as pessoas que querem, genuinamente, contribuir para um determinado grupo ou comunidade.”

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Acontece Copa do mundo

Helena Singer

Por Silvi A formação do corpo docente e o alinhamento do trabalho pedagógico são ações permanentes em nossa escola. Neste sentido, organizamos periodicamente reuniões internas, discussões, projeção de filmes e/ou debates que favoreçam o compartilhamento de ideias e fomentam a reflexão. Também faz parte destas ações formativas o encontro e palestras com educadores e pesquisadores renomados. Foi justamente isso que aconteceu na manhã de sábado do dia 29 de setembro, realizamos um encontro entre a equipe docente e a socióloga e pesquisadora Helena Singer.

O tema do encontro foi a Educação integral como abordagem pedagógica. Helena Singer iniciou sua apresentação trazendo a ideia de que é preciso reconhecer que o mundo mudou e a escola, a educação em geral, precisa se transformar. A inovação é uma questão necessária e urgente. A Socióloga destaca que inovação não está vinculada com a ideia de tecnologia ou recursos cibernéticos, inovação, para o campo da educação, é tudo aquilo que as escolas criam para dar sentido ao aprendizado dos alunos. Sua pesquisa aponta que o Brasil tem muito a contribuir para o mundo com diversidade e Helena Singer

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experiências bem sucedidas em educação. Infelizmente, pouco se conhece e se propaga das belas experiências já ativas em nosso território. Helena Singer é uma das organizadoras do Centro de Referência em Educação Integral que realizou importante mapeamento de experiências inovadoras no Brasil. A ideia deste mapeamento foi a de dar mais visibilidade para as instituições que mudam e buscam novos modos de agir e superar os desafios. A educação, numa perspectiva da formação integral, visa promover experiências que contemplem o desenvolvimento de todas as


r* na Montale

ia Adrião dimensões do sujeito – intelectual, física, emocional, social e cultural. E, como se trata de um desenvolvimento complexo e completo, a escola sozinha não pode dar conta, mas deve ter este olhar e buscar articular ações que caminhem neste sentido. Para a socióloga, a educação deve se ocupar e trabalhar para que os alunos adquiram, ao longo de sua escolarização, quatro principais habilidades: empatia, colaboração,

protagonismo e criatividade. Estas serão as habilidades que farão grande diferença no mercado de trabalho e na realização pessoal das próximas gerações. A Eugenio Montale foi inserida no mapeamento do centro de Referência em Educação Integral desde 2017. Nossa entrada neste mapeamento faz aumentar o empenho com a permanente busca de um trabalho pedagógico mais global, sistêmico e completo. Não há

caminhos determinados, nem receitas. Certamente estamos lá por termos este compromisso, este olhar. Como escreveu o importante escritor espanhol, Antonio Machado: “Caminante, no hay camino, se hace camino al andar.” Seguimos fazendo o nosso caminho com a enorme vontade de fornecer aos alunos ferramentas e repertório para que, diante dos desafios que a vida possa ofertar, tenham sabedoria e discernimento.

Helena Singer encontra os professores da Montale

A qualidade é um “ horizonte que nos convida a sempre caminhar.” *Helena Singer é líder da Estratégia de Juventude América Latina na Ashoka. Também é consultora em projetos de pesquisa e formação em educação e inovação social. Como Assessora Especial no MEC, presidiu a iniciativa por Inovação e Criatividade na Educação Básica em 2015. Foi Diretora da Cidade Escola Aprendiz e chefe do Departamento de Ações Estratégicas e Inovação do Sesc Nacional. Doutora em Sociologia pela USP, com pós-doutorado em Educação pela Unicamp. É autora de livros e artigos publicados no Brasil e no exterior sobre educação e direitos humanos.

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Parênteses Copa do mundo

Relato para o desafio PORVIR

Ouvidos Adocicados Há um ditado em Yorubá que diz: “as palavras só precisam de um ouvido adocicado para poder fazer sentido”. Repetidamente tenho pensado esta máxima como professora de Língua Portuguesa. Tantas vezes - brava e humildemente – sufoquei na alma minhas palavras só para ouvir as dos meus alunos e lhes dar autoridade vocal – aquela que os faria aprender mais pelas perguntas do que pelas respostas. Ofereci gentilmente meus ouvidos, para que entendessem a beleza de deixar surgir a voz interior (e também os seus silêncios) – o que faria deles bons e eternos leitores. Mas nunca esta máxima fez tanto sentido para mim quanto naquele dia. Foi assim: Tinha acabado de ter uma experiência surreal. Não cabe aqui contá-la em detalhes, mas o fato é que fui coadjuvante numa cena que se deu no estacionamento do supermercado. Sem poder me livrar da emoção da experiência, resolvi, no dia seguinte, compartilhá-la com meus alunos. Afinal, antes de ser professora, sou narradora. Ao cabo de alguns comentários sobre a minha história, um princípio de caos e muitas risadas, fiz-lhes a pergunta: “E vocês? Têm aí algo para me contar?” Sim, eles tinham. E como tinham: eram histórias maravilhosas, paradoxalmente racionais e assustadoras, tão leves quanto doloridas, tão companheiras quanto bandidas... Todas

absolutamente verdadeiras e que revelavam um José, uma Sandrinha e um Bernardo tão diferentes do dia anterior! “As palavras só precisam de um ouvido adocicado para poder fazer sentido”. E assim, com a mesma intensidade com que os quarenta e dois ouvidos “adocicaram-se” para me ouvir naquela manhã, também eu, tão despreparada, rendi-me a ouvilos. Foi quando ele falou. O menino mais alto da sala. Ou o menor. Quiçá o mais feliz... Talvez o mais desinteressado. Ou o mais esforçado... Já nem sei mais. Na verdade, no momento em que ele falou, Ele não era mais ele. E, confesso: jamais, depois que Ele falou, seríamos de novo nós mesmos. Contou-nos uma história de perda. Uma história de família. Uma história de coragem, proferida por uma voz adolescente, em algum momento frágil e infantil; em outro, guerreira e madura. Um enredo claro e conciso, cujos personagens compunham uma cena comum, narrada em vocabulário absurdamente simples e maravilhosamente humano. Finalizada a história, veio a unanimidade: primeiro, o silêncio - respeitoso e dolorosamente duradouro. Depois, as palmas. Por fim, os abraços e os choros. Eis o milagre que ouvidos adocicados podem fazer numa sala de aula. Sei bem que, na escola, é a escrita que reina quase soberana e quem perde em autoridade é a

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por Helenice fala; principalmente a dos alunos; já que, invariavelmente, nós os desenhamos como reprodutores de falas, conteúdos e conceitos. Eu mesma tenho cometido lá os meus deslizes. Mas foi a partir daquela experiência absurdamente humana que passei a considerar a voz como motor da aprendizagem e entender que bastam “ouvidos adocicados” para que a voz faça o resto. Dito assim, parece algo pouco inovador. De fato, Platão, Aristóteles e Vieira já exaltavam o uso deste mecanismo que é a voz humana. Eu, na minha insignificância, não tive outra saída senão a de me convencer de sua eficiência. Daquele dia em diante não parei mais. Resolvi me especializar na vagareza – aquela a que se refere Rubem Alves. Cismei; me especializei naquilo que não sabia – à semelhança de Manoel de Barros. Segui assim, entendendo a voz como um mecanismo epistêmico, capaz de criar e projetar cenários de aprendizagem. Outras experiências se deram, nesta e em outras turmas. Até que, em dado momento, brotaram, entre os alunos, narrativas sobre suas origens, sobre suas ancestralidades; motivadas principalmente pela


o diário de inovações R* 2018 Schiavon** crise migratória mundial. Foi o suficiente para que eles descobrissem o quanto de imigrantes havia neles. Informações surgiam na mídia, mas certamente foram as narrativas ouvidas durante o almoço de domingo ou por telefone com aquela tia distante que deram corpo a um projeto autoral. Sem falar daquelas noites vasculhando fotos e objetos em cima do armário... O que ficou da experiência perpassou pela tecnologia social da memória e também pela história, geografia, sociologia, política, arte e ética. Erra quem pensa que a narrativa oral é um mecanismo exclusivo para as aulas de português e que dela resultarão apenas textos ou “chamadas orais”. Através dela, os alunos assumem autoridade vocal e ampliam os objetos de

aprendizagem pelas lentes da emoção. No nosso caso, as narrativas sobre a ancestralidade revelaram delicadezas e espantos em família: a história dos três tios com nomes de deuses gregos, com forças igualmente mitológicas – tão úteis em tempos de guerra; o relato sufocado de emoção sobre a ventura daquele avô judeu que tropeçou na mala “certa”, no momento “exato”, livrando-se da morte... Aquela narrativa que descreveu, com leveza e graça, o olhar de esperança trespassando o quarto destelhado até atingir o céu, em pleno bombardeio na II Guerra... E que maravilha foi reconhecer o engenho e a arte de uma família – um clã de artistas fotógrafos, vanguardistas em fotoshop, em pleno século XIX. A voz sela nosso DNA de narradores, desconsiderando setemos ou não dificuldades com a leitura e com a escrita. A voz narrativa nos expõe a um “status” mágico e irreversível:

quem ouve uma história provoca naquele que a conta (e em si mesmo) uma sede de verossimilhança, de coerência, de propósito. Exige do outro (e de si mesmo) que fiquem claras as relações de causa e consequência; que se lapide o discurso pela gramática. Ambos clamam, por assim dizer, por personagens com alma, propósito, destino, caráter. Buscam ansiosos por inferências e contextos que façam sentido – memórias, conceitos e fatos disponibilizados pela escola (ou em outros cenários). Por fim, a voz que narra inaugura um ato coletivo, que pressupõe o outro – num balé apátrida, entre autor e ouvinte. No mais, tudo é muito simples. Afinal, somos todos narradores de ouvidos adocicados. Áudio dos alunos Costantino Zunino (Narrativa de vida 2017) e Carolina Bianchi (Narrativa de memória 2017) disponíveis no Youtube.

* O Porvir e o Instituto Brasileiro de Formação de educadores promoveram um desafio aos professores de todo o Brasil: relatar, em um diário, uma experiência inovadora e transformadora. Participaram 335 professores de 21 estados, de todas as regiões do país. Destes, 19 foram selecionados. O trabalho da professora de Língua Portuguesa - Helenice Schiavon - esteve entre os selecionados. Seu relato foi publicado no Diário de Inovações em formato ebook, em que descreve sua experiência com a voz narrativa dos alunos da III e II Média (Ano 2017). ** BIOGRAFIA: Helenice Schiavon, licenciatura plena em letras pela Universidade Metodista de São Paulo (1982), lato sensu em psicopedagogia institucional (2012) e graduação em pedagogia na Universidade Paulista (2016). Cursos de especialização e extensão na Universidade de São Paulo (USP) e na Pontifícia Universidade Católica de São Paulo (PUC-SP), entre eles: questões de currículo, literatura brasileira, portuguesa e africana, questões de gênero e mudança, inovação e reforma em educação. Cursos livres: gramática e ortografia, novelas e séries, atualização em língua inglesa e italiana, educação e empreendedorismo feminino. Vivência internacional: Progetto Cultura della Pace (Perugia) e Projeto Be-Tween - Conexão Itália Brasil (UNESCO-2015), com exposição de trabalhos na galeria do Conjunto Nacional, em São Paulo. Outros projetos: Energia per il Pianeta (envio de texto teatral bilíngue à ExpoMilano), Parlamento Jovem, Correios e Prêmio Mountnèe de Poesia. Artigos publicados e coautoria de livros. Apresentação da comunicação “A força da voz narrativa na sala de aula”, no primeiro Ei! - Encontro de Empreendedorismo e Inovação – Unesp/Bauru (2018), eixo Inovação em Educação, mediado pelo Prof. Dr. Osvando de Morais (Faac). Apresentação de relato de experiência no 7º Congresso de Pesquisa e Ensino – Inovação em Educação, realizado pelo Sinpro (agosto/setembro 2018). helenicespo@gmail.com

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Olimpíada espor

Parênteses Copa do mundo

por Mariana Funar

Como aluna do IV Liceo, tive a responsabilidade de organizar e liderar meu time, Amarelo, nas Olimpíadas. É uma experiência muito importante para todos, primeiramente porque é uma semana alternativa, não estamos nas salas, separados por classe, mas sim, todos juntos e misturados para jogar e se divertir e seguindo o que cultivamos: o respeito às regras e ao próximo. Especialmente para o IV Liceo é uma semana para descontrair e se concentrar em outra coisa sem ser a preparação ao Esame di Stato, que irá ocorrer no final do ano escolar. Ganhar no meu último ano de escola foi muito importante para mim, porque concluí da melhor forma o meu ciclo escolar, mas a vitória não se compara com as experiências que vivemos todos juntos nessa semana.” Mariana Funari

juntos e misturados para “...todos jogar e se divertir e seguindo o que cultivamos: o respeito às regras e ao próximo.”

Momentos de diversão e competição saudável!

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rtiva na Montale

ri e Luca Percario

Mariana Funari e Luca Percario

Dopo molto sforzo da parte degli alunni e innumerevoli richieste, la scuola ha deciso di fare una settimana di Olimpiadi. È stata una settimana in cui noi della IV Liceo non avevamo tempo neanche per respirare: dovevamo prenderci cura dei più piccoli e aiutare il prof di educazione fisica. Non è stato un compito semplice, ma alla fine la settimana delle Olimpiadi è stata molto bella e divertente. Sicuramente è una tra le tante esperienze positive qui a scuola che mi ricorderò per tutta la vita.” Luca Percario

A equipe Amarela, ganhadora das Olimpíadas da Montale 2018

A taça e as medalhas

Último dia de competição

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Acontece Copa do mundo

Il Console Generale d’Italia, Filippo La Rosa, durante una visita alla Montale

Intervista al nostro Co

A cura di Vic

Il Console con la Sig.ra Sandra Papaiz Velasco e Sr. Graziano Messana, durante la cerimonia di inaugurazione del nuovo Laboratio di Scienze, sponsorizzato da Associação Italia per San Paolo

1. Dove ha studiato? Le piaceva andare a scuola? Perché? Ho frequentato le scuole elementari a Cisterna di Latina. La mia classe fu divisa, cambiai spesso maestra, cosa che allora non era comune. Ma ricordo con molto piacere gli anni con una maestra chiamata Oriana. Era molto dolce e mi riappacificò con la scuola. La cosa divertente era che andavo a scuola in un palazzo storico, il più antico del mio paese, Palazzo Caetani. Un po’ malandato, ma pur sempre un luogo affascinante. Le medie le ho frequentate dai frati Cappuccini a Velletri, la vera città della mia gioventù, e ne conservo un ricordo bellissimo, ambiente estremamente accogliente e il campo di calcio della scuola dove scaricare tutte le forze dell’adolescenza. Il liceo classico, infine sempre a Velletri. I veri anni della mia formazione, grazie ad un professore di storia e filosofia

che mi ha marcato la vita, una professoressa d’italiano e latino per cui stravedevo e un gruppo di compagni con cui sono rimasto legatissimo, e che ora compone l’unico gruppo di whatsapp cui sono iscritto. 2. Quali erano le Sue materie preferite? E quali erano quelle che studiava con più fatica? Senza dubbio quelle umanistiche: la storia, la geografia, la storia dell’arte, la letteratura. Hanno tutte molto a che vedere con il lavoro che svolgo oggi. Il greco e la matematica erano, per ragioni diverse, le bestie nere, mentre ho il rimpianto di non aver compreso negli anni del liceo l’importanza delle materie scientifiche. 3. Le piace vivere a San Paolo? Perché? Sì che mi piace! La trovo una città pulsante, sempre viva, dinamica. È una città caleidoscopio, multiculturale. Ma c’è un aspetto che mi

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piace molto: offre contemporaneamente la dimensione della megalopoli e quella della piccola città. Se cammini a piedi puoi incontrare le stesse facce nelle strade del quartiere, cosi come avere il mondo a portata di mano se solo lo vuoi cercare. Intrigante ed accogliente allo stesso tempo. 4. Quali sono i ricordi più belli dei posti dove ha lavorato? Ogni posto ha una sua specificità. Di Brasilia direi il suo cielo senza fine ancor di più quando si riempie del giallo e del rosso degli ipê al pari delle ore trascorse al Parco Sarah Kubischek. Di Madrid i corridoi del Museo Thyssen e il rito dell’andare al Bernabeu. 5. Qual è il Suo passatempo preferito? Pratica qualche sport? Di tempo libero me ne rimane poco ed inizio ad avvertire la mancanza del


onsole, Filippo La Rosa

ctor Vallerini

tempo per la lettura. Ma un po’ di colpa ce l’ha Twitter per cui mi sono appassionato. Detto questo, cerco di trovare il tempo per andare a correre. Ormai il tempo delle partitelle a pallone è finito. Purtroppo!!!

6. Le piace la musica? Che tipo di musica preferisce ascoltare? La musica è vita. Mi piace canticchiare. Mi piacciono i cantautori italiani e sono un grande ammiratore della musica brasiliana, da Ary

Barroso a Zeca Baleiro. Con tutto quello che c’è in mezzo, che è un mondo.

7. Cosa Le manca dell'Italia?...cioè...se potesse portarsi dietro qualcosa o qualcuno dall'Italia, cosa o chi sarebbe? Mi manca la bellezza classica delle nostre città, ma è difficile portarsela dietro. Mi manca mia sorella, cui sono molto legato. Ma l’unico modo per superare queste mancanze è riempirsi gli occhi con la bellezza delle cose che ti circondano.

8. Qual è la gioia più grande del Suo lavoro? Poter dare un contributo concreto al mio paese. È bello lavorare per la tua società. E poi questo lavoro se lo interpreti in un certo modo ti apre porte che difficilmente vengono aperte da altre professioni. Si finiscono per incontrare e condividere momenti con persone straordinarie. Le giornate trascorse con Rita Levi Montalcini a Madrid, con Oscar Niemayer a Rio e con Don Luciano Mendes de Almeida a Brasilia rimarranno sempre nel mio cuore.

La presentazione musicale degli alunni della Scuola Secondaria di I Grado

Grazie, caro Console! di Francesco Lupi Nel 2015 ho iniziato a studiare alla Montale. Sono passati più di 3 anni, quasi 40 mesi. A settembre del 2018, per la prima volta da quando sono qui, ho visto un rappresentante delle istituzioni che è venuto a visitare la nostra scuola. Questo ci dà orgoglio e ci fa sentire sempre più vicini al nostro Paese. La visita alla Montale è stata tra le prime azioni pubbliche del nuovo console, Filippo La Rosa, che ci ha mostrato vicinanza e molta sensibilità. La scuola Eugenio Montale è l’unica scuola Italiana di San Paolo, città che ospita una delle maggiori comunità italiane al mondo. È bello che le istituzioni ci siano vicine. Per questo il giorno della visita del Console abbiamo dato il nostro massimo per accoglierlo in modo semplice ma calorosamente, mostrando come siamo. Abbiamo organizzato un coro con la professoressa di musica Elaine, cantando storiche canzoni popolari brasiliane scritte da discendenti di italiani. Volevamo inoltre far capire al Console l’importanza del nostro percorso didattico e le tradizioni italiane, è così che abbiamo sviluppato il nostro lavoro sul calendario di ricette, ed è stato un piacere ed un onore farne omaggio anche al Console. È stata per noi una giornata importante, speriamo che sempre di più ci possa essere questa prossimità con le istituzioni italiane. W L’ITALIA, W LA MONTALE e GRAZIE CARO CONSOLE!

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L’alunno Francesco Lupi e la prof.ssa Sara Debenedetti, rendono omaggio al Console, Filippo La Rosa


Acontece Copa do mundo

Narrativa Das belezas (e silêncios)

por Helenic

Detalhes da Mostra do Saber da Scuola Secondaria di I Grado e do Liceo

Este texto se inicia com uma complicação, e só por isto, talvez este seja um motivo para você desistir de lê-lo. Não vou culpá-lo (a). Neste tempo tão complexo, tudo o que não queremos é complicação. Por isto, talvez fosse mesmo de bom tom iniciar este texto apenas descrevendo com clareza as belezas da nossa última Mostra do Saber 2018. Sem complicações de nenhum tipo. Se este texto assim o fosse, ele provavelmente narraria todas as interdisciplinaridades contempladas nos projetos, todos os raciocínios, todas as lógicas inferidas e absolutamente todas as ideias brotadas do coletivo com suas múltiplas e harmônicas linguagens. Narraria os saberes criativos dos alunos, suas intencionalidades, suas aprendizagens, descobertas e realizações múltiplas pedagógicas, afetivas e de relação com o mundo. E isto não seria pouco. Esta narrativa, que se fosse convencional voltar-se-ia para o objeto da aprendizagem a partir

do lugar que ocupa o professor ou do lugar que ocupa o aluno, dedicar-se-ia, inevitavelmente, a perguntar ao professor “o que você ensinou?” ou, de outra maneira, “o que seu aluno aprendeu? Se assim o fosse, as próximas linhas se dedicariam a nomear trabalhos e autores, descrevendo em detalhes cada projeto, trazendo à tona novas formas de aprender e ensinar, bem como um olhar para as complexidades do currículo (ensinado e aprendido); revisitado através dos projetos na Mostra do Saber. A aprendizagem baseada em projetos tem esta tarefa e, afortunadamente esta capacidade. E isto não seria pouco. Entretanto, esta narrativa complicada (e teimosa) – como já dito nas linhas precedentes – transmuta-se para que, à revelia, não se olhe apenas para o objeto da aprendizagem, tampouco e somente para o resultado obtido; muito menos restrinja-se a indagar o que, como ou quanto o aluno aprendeu. Estes olhares são incontestáveis; pelo menos para quem experienciou o processo ou visitou o evento. Ao contrário, esta narrativa desobediente, muito mais do que descrever todo o processo 18

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de aquisição de conhecimento do aluno – e de intencionalidade pedagógica do seu professor, pretende oferecer um olhar torto e enviesado das coisas; um olhar pela fresta, daqueles que se precisa fazer com um olho só. Algo que somente é possível quando se admite que, para o entendimento do mundo e daquilo que há nele, é preciso assimilar a ideia de que para tudo há um lugar. E assim, deste “lugar” torna-se possível construir impressões. Entretanto, do que se fala aqui não é apenas sobre alternar o foco entre os personagens; e, neste caso, conhecer uma e outra narrativa sobre o conhecimento, enquanto processo e o produto. Trata-se, ao contrário, de fazer um refinamento desta interpretação, pensada a partir de uma lógica de alternância de lugares. Algo como uma “alternância” íntima, assumindo, esquizofrenicamente, ora o lugar de fala, ora o lugar de escuta. Esta ação não é simples, e mais complicada ainda seria se desta alternância participassem alunos e professores; posto que exigiria deles ocupar os “lugares de escuta”. Esta narrativa volta-se, portanto, apenas para um destes grupos – o dos docentes; sob pena


a pouca da Mostra do Saber 2018

ce Schiavon é claro, de ficar incompleta, pouca: “É assim que, como professores, assumimos lindamente nosso lugar de fala. Algumas vezes, num esforço, assumimos nosso lugar de escuta. Reconhecemos a importância que um saber tem para a vida de nosso aluno e, empenhados, oferecemos este e tantos outros saberes, na esperança de que ele, com urgência, dele se aproprie. Por este motivo, sempre ao final de uma Mostra do Saber como esta que temos todos os anos, o inevitável é adaptarmos nossas narrativas para o relato daquilo que mostra o resultado de todos os esforços; prova de que devemos todos ficar orgulhosos de nossos alunos e de nós mesmos. E é assim que, dos nossos “lugares de fala” dizemos o quanto nossos alunos aprenderam, o quanto foram capazes de desenvolver e aprimorar aquelas habilidades que já estavam neles. Enaltecemos – e com razão – suas capacidades de desenvolver competências e conceitos habilmente orquestrados por nós. Da mesma forma, dos velhos e bons “lugares de escuta”, tomamos contato com suas superações, seus esforços, suas potências. Do alto destes dois lugares, somos bem capazes de fazer aos alunos as velhas e boas perguntas; numa busca inevitável pelas boas e velhas respostas – aquelas que nos encherão de orgulho: O que você aprendeu? O que isto vai implicar na sua visão de mundo? Entretanto, sob a ótica deste olhar torto, enviesado e complicado, nós mesmos, os docentes, relutamos para compreender nossos próprios lugares de fala, de assumir novos lugares de escuta e, poucas vezes, fazemos este exercício tão íntimo. Raramente nos perguntamos:

O que eu, professor, aprendi com esta atividade? O que isto implicará na minha visão de mundo, em especial naquela que pode determinar novos rumos para a minha prática docente? Esta escuta de nossa própria voz é rara e complexa e eis aí a complicação de que falo: ao se alternar os lugares de fala e de escuta, ao se dispor a ter (e manter) o olhar enviesado, através da fresta, com um olho só; seja na sala de aula, seja na vida e ao final de uma Mostra do Saber como esta, não há outra pergunta a se fazer, senão: “O que tal experiência implicará na minha visão de mundo?”, em especial naquela que pode determinar novos rumos para a minha prática docente? E Isto definitivamente não é pouco... Para nós da Comunidade Montale, isto não deveria se sugerir como uma complicação. Afinal, a pluralidade – ou mais, a multiplicidade (de lugares de fala e escuta) nos representa: somos uma escola italiana em São Paulo. Basta imaginar como isto ocorre nos bastidores da nossa sala de aula, na sala dos professores, pelos corredores da escola... Difícil não será criar a imagem: se nosso ambiente de aprendizagem diário é tão ímpar, posto que é tão múltiplo, parece ser fácil (ao menos natural) estabelecer um harmônico entendimento sobre estes “lugares”(de fala e de escuta)... E, sobretudo, não é difícil entender o que se dá quando nós, professores e alunos, concordamos em passar por uma experiência tão factível como a de mostrar nosso DNA em um evento anual... E isto a despeito das incertezas acerca do quanto de consciência temos – efetivamente e em 19

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decorrência – destes “lugares” que tão desiquilibradamente se alternam em nós e em nossos alunos... Diante disto é preciso dizer que nesta nossa Comunidade, apesar das fragilidades dos lugares de fala que ocupamos todos e das sutilezas dos lugares de escuta dos quais nem sempre estamos conscientes de poder ocupar; somos unânimes sobre a importância de, num esforço quase heroico, vermo-nos ora como mestres, ora como discípulos. É desta louca alternância de papéis, saberes, falas e escutas que o projeto – resultado sábio das congruências das vozes de alunos e professores – resulta sempre algo maior que o currículo, que a sala de aula, que os muros e as paredes da nossa escola. Para deixar o exposto um pouco menos “complicado”, parto para os fatos. Exemplos de como os processos dentro da escola e da sala de aula não são de “aprendizagem”, mas de “ensinagem”; para usar um termo do professor José Pacheco¹; e de como essa alternância de “lugares” se dá. Seguem-se, portanto, trechos das minhas conversas com dois outros colegas da área de Língua “Brasileira”, por whatsApp, e sobre este tão necessário “olhar enviesado, pela fresta”, que nos empurra para “lugares” diferentes: Fiz um projeto com a II Media, ao qual chamamos “É preciso desobedecer; uma experiência sobre ética”. Ele tem este nome porque dele resultou um entendimento do qual nem muitas aulas de cinquenta minutos dariam conta... Isto porque o trabalho que pensamos originalmente para a Mostra era um “jogo”. Mas, longe disto, descobrimos que ele era “uma experiência”. Foi na construção mesma da atividade que descobrimos, alternando


papéis (lugares de fala e de escuta) que aquilo que chamávamos de jogo, não o era, em absoluto, uma vez que não resultavam dele vencedores e vencidos. Talvez “arrependidos” morais. Aliás, este termo, “arrependimento”, aprendio recentemente: “há três tipos de arrependimentos quando estamos diante de dilemas éticos: o arrependimento canalha, o arrependimento possível e o arrependimento impossível”. Assim, admitindo que somos todos seres éticos, só nos resta o arrependimento e, aplicam-se aqui toda a sorte de exemplos. Por este motivo, o tema do qual tratávamos, a “ética” ou a sua “extinção”, era demasiadamente complexo e poderoso para caber em um jogo e, por este motivo, passamos a denominá-lo de “experiência”; uma vez que não se “aprende ética”- tampouco “jogase com a ética”, ao contrário, por sermos humanos e sermos originalmente éticos, cabe-nos ter “experiências” sobre ética ... Em outras palavras, não se sai vencedor ou vencido de um dilema ético, posto que dele se sai consciente, fortalecido por uma lógica (mais ou menos arrependida); aquela que nos leva a uma “frequência ética”. Eis o que aprendi pela “fresta, com um olho só”... Professora Helenice Schiavon,Língua Portuguesa e Produção textual. *** O que eu notei dos alunos foi a grande criatividade que eles têm. Eu acho que quanto mais nós (professores) pudermos dar espaço para os alunos criarem, mais coisa interessante vai surgir. Por exemplo, numa das classes, os alunos vieram pedir para participar com um trabalho na Mostra, e (tudo) começou com uma conversa na sala a partir da pergunta “o que vocês gostariam de fazer, que vocês acham interessante (fazer)? dentro desta matéria que estamos estudando?”. Então, o que eu descobri é que é importante dar espaço para os alunos darem sugestões sobre os trabalhos (a serem desenvolvidos); ou seja, pedir mais sugestões para os alunos... Algo como “vamos sentar e conversar... Eu quero a opinião de vocês sobre o que podemos fazer...”. E se eles falarem coisas

iguais ao que já foi feito, nós fazemos; se falarem coisas novas e viáveis; melhor ainda... (da minha parte), dei muito espaço para os alunos mostrarem a criatividade deles... (um exemplo) são os Memes que todo o Liceo (do primeiro ao quarto) fez e fiquei surpreso como eles conseguem conciliar bem imagem e assunto... Professor Maurício Zimiani, História do Brasil *** “... O que mais me impactou foi a responsabilidade que eles (os alunos) assumiram para fazer a Rádio Latina” e o “Climatempo”. Fiquei surpreso quando (percebi que) chamaram a responsabilidade para si... Isto me chamou muito a atenção... Fiquei bastante surpreso e feliz. Sem falar que, com a outra turma, meu papel foi menor ainda. Aprendi que, quando temos projetos diferenciados, outros elementos são trabalhados, como o afeto – não propriamente o carinho, mas o afeto (decorrente) da autoestima... Foi como se os alunos passassem uma mensagem: “eu existo, sei fazer e aqui está a minha assinatura!”. Por isto, sim! Vou mudar algumas práticas a partir desta experiência que eu tive... Por exemplo: inspirado pela experiência na Mostra, já ofereci a parede do fundo da sala – que tinha lá um papel pardo, enorme, do chão ao teto, e lhes falei “estou ensinando América do Sul... Fiquem à vontade para pintar toda a América do Sul neste paredão... Um dos alunos imediatamente se prestou a isto e não precisei nem perguntar qual país fazia fronteira com qual, não precisei “ensinar” a posição dos países ... porque ele sabia, ele desenhou, e (o resultado) lá está, como “tela”, para todo mundo ver... O conhecimento que ele tem, adquiriu (e somou ao grupo) veio não pelo método tradicional, mas através de uma nova forma de expressão. , Professor Claudio Bezerra; Geografia do Brasil. *** Ouso dizer que a Mostra do Saber 2018 foi, de fato, surpreendente. De um único tema, foram extrapolados tantos outros; nove* para ser mais exata. Buscamos no tema extinção - e digo assim na 1ª pessoa do plural -, porque foi um trabalho feito em plena comunhão 20

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com os alunos; desde a escolha do subtema à escolha da linguagem dos trabalhos. No total, foram quarenta e um projetos desenvolvidos durante nossas aulas. A ideia original era extrapolar o tema, a priori tão “científico”, e ampliar o conceito através de uma visão da linguagem, das relações humanas, da tecnologia, dos dilemas como extinção – no sentido de ataque, defesa e inevitabilidade. E assim seguiram os encontros: primeiro com cada qual na sua linha de pensamento, depois, todos juntos colhendo informações e identificando os caminhos a seguir. Após tantas escolhas e possibilidades, os trabalhos foram ganhando vida: um conteúdo, uma citação, uma ajuda, pequenos debates, risadas, discussões calorosas e muita, muita troca de conhecimento. Os resultados foram espetaculares, mas o processo foi ainda mais. Confesso que, ao iniciar os preparativos para a Mostra, não estava lúcida o suficiente para entender a dimensão do que estava “porvir”. Intuitivamente, um projeto transdisciplinar surgia, desafiando todos os limites de espaço, tempo e turma. Uma enorme bola de aço se erguia ali e, silenciosamente derrubaria as paredes da escola, num golpe único e seco, que daria o protagonismo e estrelato para a sabedoria desfragmentada e sem fronteiras de todos nós. *Ficção científica (a 6ª extinção); Extinção das gírias; A palavra como arma de extinção; A tecnologia e a extinção das relações humanas; Uma reflexão sobre o que está sendo extinto nos seres humanos; O Processo ambíguo da tecnologia que garante, mas ao mesmo tempo destrói a existência humana; As relações humanas como algo descartável; O uso dos arcaísmos e O jogo interativo “Jogos do Apocalipse, baseado no filme “The Philosophers” (IV Liceo). Professora Lygia Gutierrez; Língua Portuguesa e Literatura ¹https://www.facebook.com/professorjosep acheco/ ²https://revistacult.uol.com.br/home/lugarde-fala-e-etico-politica-da-luta/


A este ponto, preciso fazer aqui uma importante revelação. Mesmo este olhar enviesado, torto, pela fresta e de um olho só – de onde assumimos alternadamente os lugares de fala e os lugares de escuta – não é suficiente para entender outro importante lugar que ficou alhures, pronto para a escrita de outro texto: o “lugar da dor”. Talvez porque os olhares

precisassem ser ainda mais enviesados, feitos por um fio de luz na fresta... “O lugar da dor é (o) de cada um, e em relação a ele só podemos ter escuta”. (Marcia Tiburi)² Então, não há alternativa aqui senão a de imaginar que, ao contrário, esta narrativa não é complicada. Ela é muito mais

simples do que parece. Afinal, ela só nos propõe a falar e a ouvir nossas vozes; incentivando em nós um olhar desobediente e enviesado. Complicado mesmo seria se estas linhas tivessem captado os “silêncios” ditos (ou não ditos) de seus “lugares de dor”. É, esta narrativa definitivamente não foi complicada, mas, certamente, pouca.

Detalhes da Mostra do Saber da Primaria e Infanzia

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Copa dogente mundo Nossa

Passano gli uomin

di Victor V Victor Vallerini é, para pais e alunos, uma referência, seja como professor, seja como pessoa. Possui uma grande capacidade de escuta, enxergando os jovens para além do papel escolar.

Tais características se traduzem numa relação de aprendizagem e acolhimento, que permite aos alunos encontrarem nessa figura de professor um modelo, um porto seguro e para os pais, um grande apoio. Como membro da equipe escolar e responsável pela revista Girasole, podemos dizer que o Victor se reinventa e toca, com o coração, todos que com ele trabalham. Grazie Victor! Per fare un tavolo ci vuole il legno Per fare il legno ci vuole l’albero Per fare l’albero ci vuole il seme Per fare il seme ci vuole il frutto Per fare il frutto ci vuole il fiore Ci vuole un fiore, ci vuole un fiore Per fare un tavolo ci vuole un fiore

Cantava così Sergio Endrigo nei lontani anni ’70. È il ciclo delle cose, il ciclo della vita: nascere, vivere e morire. Tutti noi abbiamo imparato a distinguere, già dai primi anni di vita, queste fasi. Ogni essere vivente, animale o vegetale, ha un ciclo vitale che si conclude immancabilmente con la morte.

è cambiare […] un processo “ Vivere di continua trasformazione!”

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ni, le idee restano! Vallerini Non è saggio opporre resistenza al flusso della vita, ai suoi cicli. Nulla rimane immutato nella vita, tutto è un processo di continua trasformazione. Come tutto in natura, anche noi, esseri umani, abbiamo bisogno di seguire armoniosamente i cambiamenti della vita, poiché vivere è cambiare, adattarsi e godere di ogni fase dell’esistenza senza andare contro le leggi naturali. Impariamo dalla natura e abbracciamo le sue leggi con umiltà e riverenza, solo così terremo quella Pace interiore che proviene dall’Essere, e non da cose o fatti esterni. La felicità che proviene da qualche fonte secondaria non è mai molto profonda. È soltanto un pallido riflesso della gioia dell’Essere, della pace vibrante che troviamo dentro di noi quando entriamo in uno stato di non resistenza. L’Essere ci libera dalla dipendenza della forma e anche se tutto dovesse crollare e andare in frantumi attorno a noi, continueremmo a percepire e sentire un profondo nucleo interiore di Pace. Potremo non essere felici, ma saremo in Pace.

Famiglia Cabezas Vallerini: Victor, Cintia, Ana Clara e Sofia

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Copa dodemundo Da sala aula

Música e m

por Arthu

Ciao a tutti! Sou o Arthur Ceratti. Comecei a trabalhar como professor de música na Primária da Eugenio Montale neste final de ano de 2018. Iniciei o estudo do piano aos nove anos de idade, e a partir daí a música tem feito parte da minha vida de maneira sensível. Terminei fazendo o Bacharelado em piano na USP, onde também fiz a Licenciatura em Educação Artística com Habilitação em Música. Desde então, tenho atuado em diversas atividades pedagógicas e artísticas com grupos, como educador, diretor musical e pianista, desenvolvendo trabalhos no

Brasil, nos Estados Unidos e Europa. Sou também psicólogo. Estou muito feliz e honrado de poder agora ajudar na formação artística e musical das crianças da Montale. Acredito que a música constitui um instrumento incrível para a formação humana, sendo altamente socializante, despertando os sentidos, a concentração, a relação mente-corpo, a criatividade, a sensibilidade, a imaginação, a capacidade de sonhar. Sinto-me extremamente grato por poder participar deste enriquecedor processo. Coloco-me à disposição da comunidade escolar,

desejando encontros e trocas especiais entre todos nós! A música (assim como a própria vida) é movimento. Ela é uma linguagem que possui elementos com qualidades e características muito peculiares. “Fazer música” é organizar essas qualidades, imprimindo direções e intencionalidades ao material sonoro, criando um discurso, uma estruturação. Educar-se musicalmente é o processo gradativo de dominar a percepção e o exercício dessas nuances e possíveis combinações e variações, com ou sem simultaneidade. Durante as aulas de música para crianças deve-se

Acredito que a música constitui um “...instrumento incrível para a formação

humana, sendo altamente socializante, despertando os sentidos, a concentração, a relação mentecorpo, a criatividade, a sensibilidade, a imaginação, a capacidade de sonhar.”

Professor Arthur com algumas alunas da Prima Primaria 24 IL GIRASOLE ON-LINE DICEMBRE 2018


movimento!

ur Ceratti

procurar, portanto, a vivência e a prática de aspectos timbrísticos, temporais, de intensidade e de frequência dos acontecimentos sonoros, de maneira interessante e lúdica, buscando a inclusão de todos, de forma divertida. A música, como produto

humano, insere-se na história, na cultura. Um olhar mais aprofundado ao fenômeno sonoro também nos leva a um maior sentimento de pertencer à Humanidade, nos leva a fazer parte da grande aventura humana na Terra, vivendo e

revivendo as mais belas conquistas do homem como agente protagonista da organização de seu meio. Então vamos lá! É com o desejo de que a música nos inspire, nos alegre, nos eleve, que meu coração chega a esta escola! Auguri!

música, como produto “Ahistória, humano, insere-se na na cultura. Um olhar mais aprofundado ao fenômeno sonoro também nos leva a um maior sentimento de pertencer à Humanidade, nos leva a fazer parte da grande aventura humana na Terra.”

Professor Arthur com algumas alunas da Seconda Primaria

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“Mens sana in corpore sano: la partecipazione di una mente attiva”

Copa dodemundo Da sala aula

di Adriana Grasso La connessione virtuale continua e quotidiana ci mantiene in una dimensione parallela lontana dalle circostanze concrete in cui siamo inseriti. Eppure, l'attenzione al momento presente e la piena partecipazione all'esperienza sono indispensabili alla conoscenza del mondo e alla realizzazione completa di qualsiasi attività. Nel tentativo di rivendicare uno

stato mentale attento e partecipativo gli alunni del II liceo si sono cimentati in un "compito di realtà"¹ che li ha visti attivamente impegnati nella creazione di un percorso ad ostacoli in grado di stimolare la concentrazione e l'equilibrio. La parte finale del percorso ha incluso uno spazio riservato alla lettura dei brani più significativi tratti dal romanzo Il buio oltre la siepe

(di Harper Lee) letto durante l'anno. L'intenzione del progetto è stata, quindi, quella di ricreare le condizioni favorevoli allo studio e alla fruizione dell'esperienza letteraria attraverso la costruzione e la sperimentazione di uno strumento che potesse riscattare la reale partecipazione al percorso della conoscenza.

La prof.ssa Adriana Grasso con gli alunni della II Liceo

Nel tentativo di rivendicare uno stato mentale attento e partecipativo gli alunni del II liceo si sono cimentati in un "compito di realtà"¹ che li ha visti attivamente impegnati nella creazione di un percorso ad ostacoli in grado di stimolare la concentrazione e l'equilibrio.”

¹Il suo fondamento pedagogico si basa sul fatto che le competenze possono essere apprese e valutate solo in un ambiente di apprendimento di tipo CSSC (Constructive, Self-regulated, Situated and Collaborative) come veicolo per l’acquisizione delle competenze stesse. Tale approccio socio-costruttivista è ben descritto da Erik De Corte.

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Copa dodemundo Da sala aula

Le vibrazioni di Luca Di Biase

Le vibrazioni sono fondamentali per la vita, anzi si potrebbe quasi asserire che sono la vita stessa! Quest’affermazione, apparentemente esagerata, ha solide fondamenta scientifiche. Ogni atomo, infatti, vibra costantemente attorno una propria posizione di equilibrio e la temperatura di un corpo non è altro che la somma delle energie cinetiche di vibrazione di tutti gli atomi che lo compongono. Basti pensare che alla temperatura

di circa – 273 gradi Celsius (Il famoso zero assoluto) non è possibile nessun tipo di movimento. A questa temperatura gli atomi smettono quindi di vibrare rendendo impossibile la vita stessa! Ma esistono tanti tipi di vibrazioni, alcune delle quali a noi particolarmente care: i suoni. Le onde sonore sono, infatti, prodotte dalla vibrazione di una sorgente in un mezzo materiale (spesso l’aria), le cui successive contrazioni e dilatazioni

trasmettono il suono attraverso lo spazio. Vibrazioni fisiche che in alcuni casi si trasformano in vibrazioni “emotive” come nel caso, ad esempio, della musica, capace di generare in noi i più svariati sentimenti, stimolando il nostro inconscio più profondo così come la nostra memoria, possibilitando il riscatto di frammenti di vita che erano stati dati per dispersi.

atomo, infatti, vibra costantemente attorno una “ Ogni propria posizione di equilibrio e la temperatura di un corpo non è altro che la somma delle energie cinetiche di vibrazione di tutti gli atomi che lo compongono. Le vibrazioni sono fondamentali per la vita, anzi si potrebbe quasi asserire che sono la vita stessa!”

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Copa do mundo Pedagogicamente

1. O que te levou a escolher a profissão de músico? O que me levou a escolher a profissão de músico foi a admiração pela música em si. Quando era criança gostava muito de música, eu tinha meus ídolos, admirava Ivon Curi, Joselito, Brenda Lee, Paul Anka, enfim, os artistas que faziam sucesso na época e que eu admirava muito. Mas, decidi realmente ser músico na minha adolescência, ainda inspirado nos meus ídolos que eram os Beatles, Roberto Carlos, o pessoal da Jovem Guarda, enfim, e foi aí que eu percebi que era o que queria fazer mesmo. Pensava o tempo todo em música, estava na aula e pensava em música, jogava futebol e pensava em música e foi assim, esse jeito, uma coisa inevitável, natural e, repito, inevitável.

2. O que mais te atrai na tua profissão? O que mais me atrai na minha profissão é a oportunidade de melhorar o mundo através da música e esta comunicação com o público, a oportunidade de poder levar a esperança, a alegria, o amor, sentimentos bons ao mundo, através da música. Isso é o que mais me atrai na minha profissão. 3. Se não exercesse essa profissão, qual seria? Quando era criança eu sonhava muito ser missionário. Gostava muito daqueles missionários que chegavam na cidade e faziam aquelas pregações belíssimas e as pessoas saiam felizes e contentes com aquelas mensagens passadas por eles e

Entrevista co compositor,

por Victor

eu admirava muito isso, além da admiração que já tinha pela música. Acredito que tenha conseguido juntar as duas coisas, ou seja, ser um missionário através da musica, por meio da minha obra. Eu gostava também de outras coisas, eu fiz vestibular para direito e passei, mas não continuei o curso, embora admirasse o fato de poder, com a advocacia, ajudar e defender pessoas que podiam estar injustiçadas e isso achava muito bonito. Assistia a todos os filmes onde tinham foros, debates entre advogados, entre a promotoria e o advogado, enfim sempre neste âmbito do direito. 4. Quais são as características fundamentais para ser um bom músico? Para ser um bom músico tem que amar a música, tem que gostar dela, tem que ter prazer em tocar e é fundamental a disciplina, a dedicação e o trabalho. Outra coisa fundamental também é deixar

Sílvio Brito

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fluir o sentimento; sem sentir não dá! Porque a execução é com a prática e você fica um bom executor, mas para ser um bom músico tem que sentir o que se faz, tem que abrir o coração, aquilo tem que vir do fundo da alma, se assim não for, não se passa o verdadeiro sentido da arte. 5. O que você pretende comunicar com suas músicas? A música para mim é um instrumento. Um instrumento que eu uso para levar o que eu consegui ver de melhor; o máximo que eu consegui ver de bom, de bonito e de grandioso para as pessoas. É isso aí, em todos os sentidos! As vezes de uma maneira alegre, as vezes de uma maneira mais romântica, as vezes de uma maneira irreverente, as vezes engraçada, mas sempre procurando mostrar aquilo que eu acho de melhor na vida para todos.


om o cantor e Sílvio Brito

r Vallerini

6. Como você compõe considerando “Ritmo e harmonia” em suas letras? Geralmente as minhas músicas surgem de um sentimento, de uma ideia. Aquilo mexe comigo, eu sinto aquilo e começo a sentir uma vontade de cantar aquela ideia, de escrever aquela ideia e as coisas vão surgindo naturalmente e eu me sinto assim, como se estivesse engravidado, como se tivesse grávido daquela ideia, daquele sentimento. Portanto, começo a pensar naquilo o tempo todo, estou viajando e estou

pensando naquilo e de repente estou pensando naquela letra, naquela música, até ficar pronta. Aí, quando fica pronta é uma coisa incrível! Por isso, assemelho isso à gravidez e depois que a música fica pronta vem para mim com um tipo de ‘depressão pós parto’ que a maioria das mulheres tem. Parece que saiu de dentro de mim algo e aquilo agora já não é só meu, aquilo já saiu para o mundo e fico assim, num período de ‘depressão’, até surgir uma outra ideia, um outro sentimento e uma outra música.

Sílvio Brito cantando com a filha, Clarissa Brito

Eu só tenho que agradecer a Deus de poder sentir tudo isso e as vezes sem passar pela experiência, porque são tantas as coisas que a gente escreve numa música e que a gente não viveu, ou não vive, e nem sei se viveremos, mas através da música, a gente consegue viver através de uma obra. Assim como o ator, também em um teatro, filme, novela, ele consegue viver vários personagens, diferentes papeis e acho que o ato de compor também tem muito disso. Um beijo carinhoso a todos, tudo de bom para vocês e que estejam sempre com Deus! Foi um prazer poder responder a estas perguntas e participar à revista ‘Girasole On-line’ da escola Eugenio Montale! Muito obrigado.

A música para mim é um instrumento. Um instrumento que eu uso para levar o que eu consegui ver de melhor; o máximo que eu consegui ver de bom, de bonito e de grandioso para as pessoas.”

Silvio Brito, com 44 anos de carreira, 5 Discos de Ouro e mais de 29 CDS gravados em sua trajetória, o cantor, compositor e poeta brasileiro de sucesso Silvio Ferreira de Brito (Três Pontas / MG) lançou músicas badaladas como “Tá Todo Mundo Louco”,“Tô Vendendo Grilo”, “Quase Dois Mil Anos Depois”, “Nostalgia 65”, “Namoradinha do Mundo”, "Espelho Mágico" e “Pare o Mundo Que Eu Quero Descer”. Teve como parceiros em músicas e discos: Luis Vagner, Fábio Júnior, Antônio Borba, Moacir Franco, Paulo Coelho, Pé Zezinho, José Wilson, Ademir Martins – e participações especiais nos CDS de Milton Nascimento, Tonico & Tinoco, Wagner Tiso, Sivuca e muitos outros. Nos anos 70, Silvio foi vocalista da banda “Silvio Brito e os Apaches”, grupo inspirado nos Beatles e que lançou dois discos. Em 1974 foi eleito o cantor revelação do país e ganhou o troféu Buzina do Chacrinha, feito que o fez ser reconhecido em todo o Brasil, assim como ter lançado o single “Tá Todo Mundo Louco” no programa de Silvio Santos. Outras canções de sua autoria foram trilhas de novelas: “Recordações, em “Apóstolos de Judas”, “Casinha”, em “Ovelha Negra” e “A força do amor”, na novela de mesmo nome. Silvio Brito, com sua esposa e filhas recebem amigos para recordar bons momentos, cantar e tocar no "Silvio Brito e Família". Todo sábado às 21h30 na Rede Vida. (https://www.redevida.com.br/programacao/silvio-brito-em-familia) Acesse e conheça mais: http://silviobrito.com.br/

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Copa do mundo Pedagogicamente

Ritmo e Armonia di Carlo di Giacomo*

Foto di copertina: di Carlo di Giacomo, "Fluid Guitar", Sevilla 2016 (N.B. = questa foto non ha subito nessun ritocco esterno o artificiale)

La fisica quantistica approfondisce sempre più temi legati alla vibrazione dell’universo, del macro e del microcosmo. Tutto è energia che vibra in armonia, con un ritmo che consente l’equilibrio di tutto ciò che esiste, visibile e invisibile all’occhio umano, ma anche di ciò che è udibile e non udibile. La maggior parte delle religioni e delle filosofie crede che all’inizio della creazione ci sia stato un “suono/movimento vibratorio”, chiamato in vari modi: Om, Dabar, Verbum, Logos, e alcune di queste parole possono considerarsi indubbiamente onomatopeiche. Questa riflessione è nata dalla fotografia in cui la chitarra che suona, produce una rappresentazione grafica

delle note musicali, provenienti direttamente dalla vibrazione delle corde. Cosa sarà accaduto esattamente perché si creasse? Fotografare significa scrivere con la luce e dunque potrebbe essere stata proprio la luce a produrre quell’immagine. La luce è composta da fotoni, i quali sembrano avere una doppia natura: corpuscolare e ondulatoria. L’occhio umano può percepire soltanto una piccolissima parte dello spettro luminoso esistente, ma attraverso lo strumento fotografico è stato possibile catturare le crome musicali. Altrimenti potremmo pensare che l’insieme degli elementi, luce, suono, condizioni termiche, presenti in quel luogo, magari anche le emozioni del chitarrista e

Tutto è energia che vibra in armonia, con un ritmo che consente l’equilibrio di tutto ciò che esiste, visibile e invisibile all’occhio umano, ma anche di ciò che è udibile e non udibile.”

Foto di Carlo di Giacomo: "Numeri al vento", Roma 2015.

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dei presenti, in quanto vibrazioni, abbiano concorso alla formazione di questa singolare immagine. Forse è bastato essere in quel luogo nel momento giusto, in cui tutto era in “armonia”, per poter assistere ad un evento quasi magico. Sarebbe utile allora, soffermarsi a riflettere sul concetto di armonia, al quale noi spesso diamo un significato riduttivo, ma che in realtà riempie ogni parte del cosmo. Pensiamo ad esempio all’armonia visiva, tanto ricercata nelle discipline artistiche come la scultura, la pittura, la fotografia. Molti studiosi del passato hanno approfondito le loro ricerche in merito, per stabilire quali fossero le giuste proporzioni mediante l’osservazione della natura,


La fotografia rappresenta per me la possibilità di sperimentare, dentro e fuori di me. Mi da la possibilità di non fermarmi alle apparenze e di osservare le cose da diversi punti di vista. Mi da l'opportunità di avvicinarmi agli elementi e alle persone con maggiore facilità. Quando ho con me la fotocamera mi sento libero e disponibile ad "apprendere" tutto ciò che la bellezza del creato mi riserva...!!!"

talvolta misurandola e traducendola persino in numeri: da Pitagora a Vitruvio, da Fibonacci a Leonardo da Vinci. Certo è che se l’immagine della fotografia in questione, rappresenta le note musicali proprio in quel modo, viene da chiedersi come è possibile che l’uomo le abbia sempre riprodotte con quello stesso segno grafico? Come ha appreso questa informazione, dove o da chi? Ancora non sappiamo dare una risposta, ma sicuramente vale la pena interrogarsi in merito…!!!

* Carlo di Giacomo, nato nel 1967, vive a Roma. Segue un breve Curriculum delle sue esposizioni fotografiche: 2017 “Pret Art Porter”, Coronari 111 gallery, Rome. 2016 “Fluid Flamenco”, Micro Gallery, Rome. 2015 “Le ragioni dello sguardo”, Granai di Santa Prassede, Rome. 2012 "I colori del paesaggio", Art Gallery-Barchessa Villa Quaglia, Treviso. 2011 “Altered states of reality”, Agora Gallery, New York. 2010 FOTOCULT MAGAZINE publishes a review of his most recent exhibited works, in the January issue. 2009 FOTOCOMPUTER MAGAZINE published his portfolio in February issue (n.107). 2008 “On the Move”, RGB Gallery, Rome international photographic festival. “Photosintesi”, Galleria Luxardo, Rome. “Il bosco delle soluzioni”, RGB Gallery, Rome. “Arte and Bike”,RGB Gallery. Photographic award TAU Visual chooses him for creative research. 2007 “Viaggio onirico”, Pentart Gallery, Rome. “Ladscape” Makenoise gallery, Rome international photographic festival. “Raccolta fotografica of Franco Fontana”, Modena’s Museo Civico. 2006 “Trees in progress”, Batik art gallery “Sala Barna”, Barcellona, Spain. “Romantica”, Pentart gallery, Rome. 2005 He publishes the photographic book “Fotografando Roma”. 2004 “Progetto Nazareth” big size catalogue for the sculptor Ennio Tesei, commissioned by the Vatican, sponsored by Sony Ericsson Italy and Banca Intesa. The Malta Sunday Times writes the review of the catalogue on September 11th. 1998 “Espressione e Movimento”, theatre “San Filippo Neri” Montefalco, Umbria (Perugia) sponsored by the municipality and Co.f.e.m. 1997 “On the move”, La mente e l’immagine Gallery, Rome. 1996 ZOOM MAGAZINE publishes a series of his works, by Daniela Finocchi. 1995 “Poesie e Racconti”, La mente e l’immagine Gallery, Rome, catalogue Le Schede. “Click, giovane musa”, La mente e l’immagine, Rome. Catalogue Les Brochures. 1994 “New artists”, permanent exhibition at Musèe dell’Elisèe, Losanna, Switzerland. 1993 “La raccolta fotografica di Franco Fontana”, Sala grande palazzo Comunale di Modena, catalogue from Grafis editions. “Sei fotografi trenta immagini”, La mente e l’immagine gallery, Rome. Per saperne di più: http://www.carlodigiacomo.com/

31 IL GIRASOLE ON-LINE DICEMBRE 2018


Acontece Copa do mundo

Projeto Eleições

A campanha eleitoral de 2018 se mostrou muito polarizada dividindo o país. Como exercício de cidadania, a Eugenio Montale propôs internamente o projeto “Eleições 2018”. Essa atividade teve como objetivo organizar os alunos em “partidos políticos” para disputa da “presidência da república”. Cada grupo de alunos, ou melhor, cada “partido político” deveria criar um plano de governo, escolher um aluno como candidato a presidente e outro a vice. Os professores Maurício Zimiani e Claudio Bezerra deram suporte e orientação aos grupos quanto à elaboração da proposta política e à construção do marketing

político. Na sequência, cinco grupos se inscreveram para disputar o cargo à presidência. Cada grupo também criou um nome para seu partido. Mostrando sua preocupação com a educação do país, surgiram partidos como PSE-Partido Social Educacional e PEB-Partido Educacional Brasileiro. Para que a comunidade da escola pudesse conhecer a proposta de cada candidato, foi organizado, no dia 04 de Outubro, o debate entre todos os candidatos. O evento foi dividido em três etapas: cada candidato apresentou sua proposta para dois temas sorteados; os candidatos responderam às perguntas da plateia e por último, cada candidato fez perguntas a

Por Claudi outros candidatos. Dessa forma, o público presente composto pelos demais alunos do Liceo e da Media, funcionários, professores e direção da escola puderam conhecer melhor as ideias e propostas de cada postulante. No dia seguinte, 05 de Outubro, foi o grande momento da votação. Cada “eleitor” se dirigiu à urna localizada na biblioteca e fez a escolha do melhor candidato para “dirigir o país”. No mesmo dia, ao final da contagem dos votos, a aluna-candidata Valentina Innocente, do II Liceo, foi eleita “Presidente do país”. Como resultado desta atividade, alguns alunos e funcionários deram seus depoimentos em relação a esta experiência.

A propaganda de alguns “candidatos” e seus respectivos “partidos” A hora do voto!

Valentina Innocente, eleita “Presidente do Brasil” 32 IL GIRASOLE ON-LINE DICEMBRE 2018


s 2018 na Montale

io Bezerra

Todos os ‘candidatos’, com seus vices e os professores Bezerra e Zimiani

É uma maneira de trazer uma reflexão mais perto do aluno sobre o que faz um político. Essa atividade é muito enriquecedora porque permite ao aluno sentir esse papel: o que é ser um governante.” Aderli Tringoni, Coordenadora

Essa eleição está muito polarizada e discutir isso entre os alunos é fundamental. Os alunoscandidatos apresentaram suas propostas. Foi incrível!” Fabiana Infante, Administração

O projeto fez a gente se sentir verdadeiros cidadãos do Brasil. Fiquei feliz por ser eleita presidente porque é um reconhecimento do meu trabalho e também gostei de ver as propostas dos outros partidos, assim posso entender melhor sobre o assunto.” Valentina Innocente, II Liceo

Expectativa do debate

Esse tipo de atividade estimula os jovens a pensarem, desde cedo, na política e nos nossos representantes no governo.” Mariana Funari, IV Liceo

Cláudio Bezerra, Maurício Zimiani, Paola Capraro, Valentina Innocente, Aderli Tringoni e Silvia Adrião

“Cerimônia de posse”

É muito importante que os mais jovens se interessem por política e esses debates fazem os alunos refletirem e se conscientizarem sobre o tema.” Luca Percario, IV Liceo

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Acontece Copa do mundo

Conferenza con Piergiorgio Odifreddi di Raphael M. Mari

Il 16 ottobre, in commemorazione della XVIII Settimana della Lingua, abbiamo ricevuto a scuola il matematico italiano Piergiorgio Odifreddi per una conferenza con gli alunni del Liceo. Piergiorgio Odifreddi, oltre a matematico è un logico, saggista e accademico che nelle sue pubblicazioni si occupa di molteplici argomenti tra cui divulgazione scientifica,

storia della scienza, filosofia, politica, religione, esegesi, filologia e saggistica varia. Il suo lavoro scientifico è sulla logica matematica e in particolare sulla teoria della calcolabilità che studia la potenzialità e limitazioni dei calcolatori. Il suo lavoro divulgativo esplora le connessioni tra la matematica e le scienze umane, dalla letteratura alla pittura, dalla musica agli scacchi.

Piergiorgio Odifreddi, ha vinto il Premio Galileo 1998 per la divulgazione scientifica. Il tema della conferenza è stato “La bellezza della matematica, la sua importanza nella vita di tutti i giorni”. Odifreddi ci ha dimostrato la ‘bellezza della matematica’ attraverso forme geometriche e la natura. Ci ha fatto conoscere e vedere l'arte della matematica.

Piergiorgio Odifreddi

Il Prof. Odifreddi alla Montale

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Acontece Copa do mundo

Conferenza con Giordano Bruno Guerri* di Nicola Colombo

Lo scrittore, giornalista e storico italiano Giordano Bruno Guerri è venuto il 31 ottobre a fare una conferenza alla scuola Eugenio Montale. In commemorazione della XVIII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, il professor Guerri è venuto a parlare specificamente di un celebre personaggio della cultura italiana del XX secolo, Gabriele D’Annunzio. Il professor Guerri è un esperto dell’argomento ed è anche presidente dalla Fondazione “Il Vittoriale degli Italiani” a

Gardone Riviera, sul lago di Garda. Nella conferenza ci è stato mostrato un video del Vittoriale e ci ha chiarito vari dubbi sul celebre personaggio storico. Una parte particolarmente interessante, sono state le scene in cui, nel video, vengono mostrati gli oggetti personali di D’Annunzio e vengono mostrati addirittura gli occhiali che il Poeta usava nel momento della sua morte.

Giordano Bruno Guerri Il poeta Gabriele D’Annunzio (1863 – 1938)

Il Vittoriale degli Italiani

*Giordano Bruno Guerri (Monticiano, 21 dicembre 1950) è uno scrittore, giornalista e storico italiano, noto studioso del XX secolo italiano, in particolare del ventennio fascista e dei rapporti fra italiani e Chiesa cattolica. Attualmente è Presidente del Vittoriale degli Italiani. 35 IL GIRASOLE ON-LINE DICEMBRE 2018


Acontece Copa do mundo

Curiosità sulla Musica Itaiana di Rachel Tognetti e Sophia Gianni

L’innovazione musicale italiana ha permesso lo sviluppo dell’opera, alla fine del XVI secolo, e gran parte della moderna musica classica europea. L’Inno degli Italiani, conosciuto anche come “Fratelli d’Italia”, è un canto risorgimentale scritto da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro nel 1847. L’Unesco ha inserito il “saper fare il tradizionale violino di Cremona” nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Immateriale dell’Umanità. La qualità delle chitarre di Calabria è nota in tutto il mondo, e il legame tra questa terra e la musica si esprime durante l’annuale Festival della Chitarra. Dalle Marche spiccano importanti nomi di aziende come la Eco, la prima azienda in Europa a produrre la chitarra elettrica. Molti strumenti musicali furono creati in Italia, per esempio: viole, violini, violoncelli furono prodotti fin dal 1500 a Cremona e Brescia. I primi esemplari di pianoforte furono fabbricati in Italia da Bartolomeo Cristofori, poco prima del 1700. Alla fine del 1500 fu inventata l’opera a Firenze da un gruppo di amici (tra cui Vincenzo Galilei, padre di Galileo), che si ritrovava in casa del conte Bardi.

Rachel Tognetti e Sophia Gianni, I Liceo

Renzo Arbore, cantante italiano

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Acontece Copa do mundo

MPB Curiosidades

por Bruno Beconcini e Marco Antonio Corsini 1. Por mais que seja uma música ‘do povo’, a MPB conseguiu superar os limites culturais de cada região do país. 2. Diferente da música folclórica, ela não ensina costumes, mas relata situações cotidianas, rotineiras e também desperta reflexões profundas. 3. Conseguiu, e ainda consegue, ser muito popular, o que se deve principalmente ao modismo, mas sem perder seu brilho original. 4. Muitos dos nomes mais importantes da música brasileira, e da música mundial, tem como estilo musical a MPB. Entre eles temos: Chico Buarque, Tom Jobin, Gilberto Gil, Caetano Veloso entre outros. 5. O termo MPB surgiu em 1945, com a publicação do livro "Música popular brasileira". 6. Durante o Regime Militar (1964-1982) a MPB serviu como uma maneira que os artistas tinham para contestar as decisões de governo do país. 7. A TV foi uma das grandes aliadas da MPB durante toda sua existência.

Grandes nomes da MPB

Bruno (à esquerda) e Marco Antonio, I Liceo

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Copa do viemos mundo De onde

De onde

A Roma A me piace molto il Colosseo perché quando ci vado mi ricorda mio nonno che è andato in guerra. E mi piace anche la Colonna di Traiano perché mi ricorda il primo uomo nato. C’è anche una pasticceria che per me fa la miglior focaccia di Roma e il miglior frullato di Roma. Fanno anche gelati, torte e latte condensato. Michelle Aloi

Michele e Valerie con la prof. Teresa Roma

Texto di Nicolas

Rustico

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Nicolas con la maestra Mara Munari e alcuni compagni di classe


viemos... A Malnate A Malnate c’è una fontana che apre solo nei giorni caldi e di notte. E lì c’è la Gelateria Squinti, dove servono torte, pasticcini e gelati. Lì andiamo anche in un bar, dove ci sono molte cose e sopra di casa c’è un parchetto, solo che è un po’ vecchio. E c’è una panetteria bellissima, dove ci sono delle focacce buonissime! Mio nonno ci va sempre di mattina per prenderle calde in tempo e lui ci va in bicicletta! E lì c’è un’edicola bella ma ce n’è un’altra, dove ho preso il mio primo scottes megazine. Valerie Colombo

Malnate, Lombardia (Italia) Valerie con la maestra Teresa e alcuni compagni di classe

Hong Kong

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Copa do de mundo Meninos Ouro

Minha formatura na Montale foi em dezembro de 2015. Quando o esame di stato acabou, confesso que as lágrimas rolaram, depois de mais de sete anos era uma grande conquista, mas também era difícil dizer tchau para uma escola que me acolheu e se tornou família durante tanto tempo. Não podia imaginar que era só uma etapa de um mundo novo que teria pela frente, novos aprendizados, novos desafios. A Montale me ensinou a ter gosto pelo estudo; a ir a fundo em cada pequeno aprendizado. Depois de me formar entrei no cursinho; me senti engaiolada. Quem cresceu com a ideia de construir o aprendizado junto, por meio de discussões, atividades em grupo e diferentes meios de se expressar, estudar por meio de uma apostila é limitador! Mas depois de seis meses comecei a jornada de estudar uma das minhas paixões; paixão que descobri logo nos primeiros anos do liceo: ciências econômicas. Muito do que aprendi na Montale foi colocado mais uma vez em prática. O gosto pela leitura e discussões, a

facilidade de falar em público e defender uma tese. Em fevereiro de 2017, acabei fazendo uma viagem humanitária em família nas férias. Fomos para Hyderabad - Índia, e tivemos contato com diversas escolas e trabalhos sociais da organização que estávamos ajudando. Me deparando com tantas injustiças sociais e situações de calamidades minha alma estava inquieta; uma sensação de responsabilidade começou a crescer. Voltei para o Brasil com a certeza de que uma parte de mim havia ficado com aquela nação; voltei decidida a não deixar tudo o que vivenciei se acomodar em alguma memória distante, determinada a fazer com que servir os outros se tornasse parte da minha carreira. Se passou mais de um ano, quando decidi colocar em prática uma vontade que estava crescendo. Tirei um semestre para me aventurar comigo mesma e servir em outra nação. Decidi fazer um intercâmbio voluntário na área de Primary Health Care, onde passaria três meses na Austrália estudando esse Sarah com uma senhora do Nepal Sarah atendendo mulheres e crianças

Em períodos de crise e instabilidade, como o que temos vivido no Brasil, gosto de lembrar da frase de Martin Luther King que diz: “o que me preocupa não é o grito dos maus, mas o silêncio dos bons.” 40

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Essa é a r

por Sarah Si tópico e depois mais três meses em dois países subdesenvolvidos - Nepal e Tanzânia. No começo de outubro, eu e meu grupo de 11 estudantes e líderes de todos os lugares do mundo, aterrizamos em Kathmandu. Seguimos em uma viagem de ônibus por nove horas em direção ao oeste do país - estado de Gorka; foram mais três horas de trilha, em meio às plantações de arroz e muitas montanhas para que chegássemos em uma vila que tem cerca de cinquenta famílias. Temos visitado diversas casas, construído filtros de água, feito clínicas médicas e oftalmológicas; tratamos feridas, doenças, damos óculos e remédios, além de ensinar coisas básicas de saúde: como tratar uma criança doente, a importância de uma alimentação balanceada, entre outras coisas. Os dias são longos, mas a semana é


realidade!

ixel B. Tôrres curta. Os cenários são cinematográficos! Chego a brincar que é como se estivesse caminhando pelas fotos de uma edição da revista National Geographic sobre o Nepal. Às vezes não é fácil. Dormimos todos os dias no chão de uma casa, tomamos banho frio de balde; todos os dias fazemos hiking de mais de 7km para alcançar vilas mais distantes e casas afastadas. As necessidades são gritantes, a escassez de informação básica é assustadora; a empatia chega a um ponto em que a sua alma chora com a alma do outro. Os campos estão cheios, mas os trabalhadores são poucos. Temos aprendido a lutar por um de cada vez, a atender e valorizar o indivíduo. Tenho acreditado

que talvez não dê para mudar o mundo todo, mas que conseguir mudar o mundo de uma pessoa por vez, já é gratificante. Os aprendizados e a troca de experiências são muito enriquecedores. Vivenciar uma nova cultura em um outro patamar traz reflexões e transformações inexplicáveis. Mais do que as experiências, o número de pacientes ou os lugares que tenho conhecido, o mais tocante é ver o sorriso sincero e o olhar de gratidão de quem recebeu um par de óculos pela primeira vez na vida aos 87 anos. Em períodos de crise e instabilidade, como o que temos vivido no Brasil, gosto de lembrar da frase de Martin Luther King que diz: “o que me preocupa não é o

grito dos maus, mas o silêncio dos bons.” Muitas vezes em cenas corriqueiras do dia a dia, nos calamos. Achamos normal não ter tempo na nossa agenda para olhar para o outro; chegamos até a ficar anestesiados em algumas situações de injustiças sociais. Que não nos tornemos cúmplices das injustiças, mas que tenhamos coragem de lutar pelo que acreditamos. Que sejamos gratos pelas dificuldades que tanto nos ensinam. Quando compartilho algumas histórias ou conto sobre essas experiências, as pessoas tendem a comentar: “nossa, mas é outra realidade né?”. Na verdade, essa é a realidade, nós é que vivemos em outro mundo.

Sarah com crianças no Nepal

Às vezes não é fácil. Dormimos todos os dias no chão de uma casa, tomamos banho frio de balde; todos os dias fazemos hiking de mais de 7km para alcançar vilas mais distantes e casas afastadas. As necessidades são gritantes, a escassez de informação básica é assustadora; a empatia chega a um ponto em que a sua alma chora com a alma do outro.” Sarah Sixel Tôrres

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Copa do de mundo Meninos Ouro

Una retrospettiv

di Danilo Vic Cari studenti, semmai, in un futuro lontano, un vostro professore del liceo vi invitasse a scrivere un articolo per il giornale della scuola, chiedendovi di “parlare di voi stessi”, pensateci due volte (almeno) prima di confermare. Raccontarsi, credetemi, non è opera semplice, soprattutto se a disposizione si ha poco meno di una cartella A4. È alla luce delle premesse sopra che colui che vi scrive ha deciso di condividere due aneddoti della propria

formazione scolastica e accademica, considerando gli insegnamenti impartiti, ritenuti di grande utilità negli anni a venire, e i cui ricordi mi porto appresso tutt'ora. Un giorno, già agli ultimi anni del percorso scolastico, un momento di perplessità generale invase la classe e il sottoscritto portando a chiederci quale fosse l'utilità dello studio di determinate formule macroeconomiche, domanda che divenne molto velocemente la messa in discussione della trasmissione della conoscenza come la

Danilo Vicente D'Amico

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vivevamo in quell’esatto momento. Dinanzi a ciò, il nostro professore rispose molto semplicemente di non credere che la scuola servisse a tanto, bensì ci trovavamo tra i banchi per “imparare a IMPARARE”. Anni dopo, ormai alla fine della mia carriera universitaria presso la Facoltà di Architettura al Politecnico di Milano, un docente di Composizione Architettonica pose alla classe la fatidica (e retorica) domanda: “Cos'è l'Architettura?”. Nuovamente, la perplessità generale prese il sopravvento


va: 13 anni dopo

ente D'Amico all'interno dell'aula. Dunque, il professore disse: “L'Architettura è un rapporto!”. Seppur gli eventi descritti figurino apparentemente distanti (il primo si conclude in una massima di stampo generale, mentre il secondo, in una specifica) risultano, a mio avviso, corrispondenti in diverse maniere. Entrambi gli insegnamenti spingono a mettere in rapporto gli

innumerevoli elementi della realtà che ci circonda e, di conseguenza, stimolano il nostro intelletto alla ricerca di una corrispondenza biunivoca tra NOI e il mondo. Almeno, per me, così è stato. Non so se il testo che ritrovate dinanzi ai vostri occhi sia ciò che si aspettasse quello stesso professore del liceo che mi sollecitò alla stesura di questa lettera ma

sono convinto che le memorie qui trasmesse mi rappresentino molto di più di quanto non lo potesse fare un insipido elenco di date e/o eventi autobiografici. D'altronde, siamo costituiti di memorie e ricordi, in continua evoluzione, alla ricerca di una propria identità. Mi auguro che voi ci raccontiate la vostra. Alla prossima. Un caro saluto.

…ci trovavamo tra i banchi per ‘imparare a IMPARARE’.”

Danilo con la compagna, Enza Sirtori

Entrambi gli insegnamenti spingono a mettere in rapporto gli innumerevoli elementi della realtà che ci circonda e, di conseguenza, stimolano il nostro intelletto alla ricerca di una corrispondenza biunivoca tra NOI e il mondo.”

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Copa dodos mundo Mural Pais

Uma sábia decisão por Ítalo e Silvia Uzuba

Nossa filha Manuela estava com dificuldades de adaptação na outra escola. Então, através de um médico da família, ouvimos falar da Escola Eugenio Montale e resolvemos conhecê-la. O primeiro contato foi com o professor Victor, e logo nos encantamos com a pedagogia, e decidimos mudar!

Com certeza fomos guiados por anjos, pois a mudança foi uma sábia decisão! Ainda me lembro após o primeiro dia de aula, o brilho nos olhos de nossa filha e suas palavras: “Mamãe, você precisa nascer de novo para estudar nesta escola!!!” Estas palavras refletem a felicidade que todos os dias

Ítalo e Silvia, com os filhos Pedro, da Prima Primaria e Manuela, da IV Primaria

reverbera em sua alma, frequentando esta escola. Somos gratos a todos os maestros e maestras, que com muita sensibilidade conseguem despertar nas crianças a curiosidade e o prazer pelo aprendizado! Obrigada Montale!!!

Ítalo com o filho Pedro, durante o evento Piano Piano

Ainda me lembro após o primeiro dia de aula, o brilho nos olhos de nossa filha e suas palavras: “Mamãe, você precisa nascer de novo para estudar nesta escola!”

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Copa dodos mundo Mural Pais

Desenvolvendo habilidades humanas por Eduardo e Silvania Tognetti

As famílias que têm filhos na Escola Eugenio Montale há alguns anos podem não perceber, mas os recémchegados, como nós, enxergam o diferencial competitivo que nossos filhos terão por desenvolverem habilidades intrinsecamente humanas. Após o advento dos serviços de música por streaming (como o Spotify, Apple Music, e outros) rapidamente os CDs se tornaram coisas de passado. O mundo digital e as múltiplas novas tecnologias fazem com que habilidades que hoje podem ser vistas como fundamentais, sejam inúteis amanhã. O ensino tradicional das escolas brasileiras ainda insiste na acumulação de informação e no raciocínio teórico para solução de problemas desconectados da realidade. Entretanto, isto não faz sentido no mundo digital. Nossa visão é que nossos filhos precisam criar estratégias de adaptação diária que sejam diferentes das que as máquinas

podem conceber: que sejam humanas e únicas! A sensibilidade, a intuição, os sentimentos, os valores, os princípios e a empatia não estão no Google e farão a diferença no futuro. Desprovida destas qualidades, a máquina não conseguirá propor soluções para os problemas com vistas a uma convivência humana harmoniosa, com ética e responsabilidade para com as pessoas e o ambiente. Isto exige senso crítico para reunir e usar as informações disponíveis, mas interpretandoas com olhar humano e multicultural. A pesquisa, a troca de informação, os projetos, a vivência de outras culturas, as dúvidas, os conflitos, os desafios e as relações interpessoais lentamente provocam mudanças, promovem o amadurecimento e a autoconfiança do aluno para criar soluções. Só que, como ouvimos dos educadores desde nosso primeiro contato com a escola, cada criança e

“ Rachel (I Liceo), Silvania, Eduardo, Deborah (IV P) e o avô, Sr. Antonio Carlos em Roma (Altare della Patria)

A sensibilidade, a intuição, os sentimentos, os valores, os princípios e a empatia não estão no Google e farão a diferença no futuro.” 45

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adolescente fará seu próprio percurso de aprendizado e desenvolvimento de forma única para se tornar o melhor ser humano que ele puder ser. O aluno percebe isto. Nossa filha mais velha nunca estudou com tanto interesse. Ela se surpreendeu no Esame di Stato, ao ver que os professores “a apoiavam e torciam“. Ela amadureceu ao superar um desafio acadêmico principalmente com a ajuda das pessoas, com interações genuinamente humanas. Também nas turbulências da adolescência, nós e nossa filha comprovamos a proposta de contribuir para a maturação contínua da personalidade de cada um. Investimento no indivíduo, nas habilidades que são próprias das pessoas. Tratamento tão individual e personalizado não existe na maioria dos colégios. Pensamos que é assim que se formam pessoas que podem conviver com o mundo digital sem serem substituídas, mas contribuindo com o jeito humano de ser.

A Família Tognetti em Firenze (Toscana, Itália)


Parêntese Artístico Copa do mundo

La ‘Pseudo P

Pedro Coelho

A cura degli Alun

Maria Julia Volpato

Luca Ruggiero *Questi sono solo alcuni esempi dei lavori realizzati dagli alunni del III Liceo. 46 IL GIRASOLE ON-LINE DICEMBRE 2018


Prospettiva’

Eduarda Silveira

nni del III Liceo* Esther Frascari

Arthur Almada

Arthur Oliveira 47 IL GIRASOLE ON-LINE DICEMBRE 2018


Eugenio Montale e la musica

A última palavra Copa do mundo

por Victor Vallerini

A far scoprire a Eugenio Montale la poesia fu la musica, e in particolare quella di Debussy. È lo stesso poeta a raccontarcelo, in un'intervista del 1966: “Grazie alla musica ho scoperto la poesia”. Montale è stato un poeta che prima di tutto amava la musica. Per lui ogni rumore era suono: lo scrosciare dell’acqua, il soffiare del vento, il fruscio delle foglie. Nel 1975 affermò: “Credo che la mia poesia sia stata la più musicale del mio tempo (e di anche prima). Molto più di Pascoli e di D’Annunzio. Non pretendo con questo di aver fatto di più e di meglio”. Il primo Montale scrisse quindi poesie con l’intento di imitare il suono degli strumenti musicali o gruppi di strumenti da cui prendono il titolo: violini, violoncello, contrabbasso , ecc. De Andrè diceva che ”la poesia è la musica dell’anima. I poeti, altro non sono che dei musicisti che suonano le melodie che provengono dal cuore. Uomini che sanno trarre dalle cose un significato profondo, un afflato sensibile solo a pochi, non percepibile da tutti e lo trasformano in parole.”

Eugenio Montale

48 IL GIRASOLE ON-LINE DICEMBRE 2018


Autorità, Fondatori, Direzione e Rappresentanti COMITATO GESTORE (2018-2020) • Sandra Papaiz Velasco Presidente • Elio Colombo Junior Vice-presidente • Augusto Bellon Dirigente presso l'Ufficio Scolastico territoriale

CONSIGLIERI

• Abner Oliva • Adriana Corsari • Alexandre Camara • Paulo Funari • Renato Terzi

Giuseppe d’Anna - Presidente Alfio Paglia - AEDA Carlo Molina - Instituto Italiano de Cultura Nelson Castro - Associado benemérito Sandra Papaiz Velasco - Associada benemérita Sandro Isidori Benedetti - Associação Umbri

DIREZIONE DIDATTICA Paola Capraro – Direttrice Scolastica Italiana Silvia Maria de Freitas Adrião – Direttrice Scolastica Brasiliana

DIRETTORE AMMINISTRATIVO Lorenzo Gemma

Elenco Rappresentanti di Classe - a.s. 2018 Scuola dell´Infanzia – sez. A-B-C-D-E.......................Vanessa Kaeda Bulara de Andrade Scuola Primaria – classe 1ª ..................................................Roberta Sardenberg Piceli Scuola Primaria – classe 2ª ................................................................Diego Trancanelli Scuola Primaria – classe 3ª .............................................................Claudia Torikachvili Scuola Primaria – classe 4ª ..................................................Roberta Sardenberg Piceli Scuola Primaria – classe 5ª ..........................................Marcos Vinicius Pinto Salomon Sc. Sec. I Grado – classe 1ª ...................................................................Barbara Ferrara Sc. Sec. I Grado – classe 2ª ................................................................Diego Trancanelli Sc. Sec. I Grado – classe 3ª .............................................................Alessia Dell’Agnello Sc. Sec. II Grado (Liceo) – classe 2ª...........................................Antonio Luis Chinelatto Sc. Sec. II Grado (Liceo) – classe 3ª.......................................Lorenzo Andrea Colombo Sc. Sec. II Grado (Liceo) – classe 4ª........................................................Marco Rimoldi

ASSOCIATI BENEMERITI • • • • • • • • • • • •

Aceto Vidros e Cristais Ltda Aeda – Alfio Paglia Alitalia – Carlos Antunes Alufer S.A. Estruturas metálicas – Guido Palenga Anna Maria Barrucci Ansaldo – Affonso Jose Jannone Associação Italia per San Paolo – Graziano Messana Associação Umbri do Brasil – Benedetti Sandro Isidori Banco Bradesco – Octavio de Lazari Jr Campari do Brasil – Carlos Moura Cia Agric. Grama – Tommaso Leonetti Cicap Administração de bens Ltda – Paolo Papaiz

• • • • • • •

• • • •

Circolo Italiano – Sandin Bruno • Amadei • Fabio Perini S.A. Fiat Chrysler Automóveis – Davide • Mele Firpavi – Milena Gasco • Generali do Brasil – Stefano • Convertino • Giuseppe d'Anna Grupo Comolatti – Sergio • Comolatti • Impregilo SpA – Fabio Paulon • Instituto Cultural Ítalo-brasileiro • ICIB – Marzio Arcari • Istituto Italiano di Cultura – • Michele Gialdrone • NDM Participações e • empreendimentos Ltda – Nildo Masini

CONSOLATO GENERALE D'ITALIA A SAN PAOLO Filippo La Rosa - Console Generale 49 IL GIRASOLE ON-LINE DICEMBRE 2018

Nelson Castro Pandurata Aliment. Ltda – Luigi Bauducco Patronato Assist. Imigrantes Italianos – Paolo Papaiz Pedreira Mariutti – Dante Mariutti Pirelli Pneus Ltda – Paul Hemberty Popait Participações Ltda – Paolo Papaiz Prodec – Thierry Ferreira Caradec Raymundo Magliano Saipem do Brasil – Flavio Piccio Sandra Papaiz Velasco Scac S.A. – Angelo Vecchi Unicredito Italiano – Renzo Regini Unilever Zanemp Empreendimentos SC Ltda – Fabio Zanella

ASSOCIATI FONDATORI • BERTOLINI RICCARDO • BERTOLINI ALFONSA • CROSO EDGARDO • GENTILINI PALMIRO • GHERSI LORENZO • MATTOLI SOCRATE • ROBERTO ALBERTO • ROBERTO PAOLA


“Os jovens aprenderão sozinhos se na escola tiverem aprendido a pensar” Eugenio Montale Nobel de Literatura, 1975

Filosofia da Escola Um dos valores mais importantes do nosso projeto pedagógico é a formação integral do educando. Interessanos que o aluno construa, ao longo da sua escolaridade, um lastro cultural e intelectual que lhe permita atuar de forma responsável, competente, crítica e autônoma ante as exigências impostas pela sociedade.

Rua Dr. José Gustavo Bush, 75 Morumbi / SP Tel.: (11) 3759-5959 www.montale.com.br

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IL GIRASOLE dicembre2018  

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