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ISSN 2448-1254

Ainda nesta edição: A ilusão dos olhos (por Ricardo Sigolo)


Sumário

Editorial

Editorial...................................................................................... Palavra da Escola – Benvenuto al nuovo anno scolastico......... Palavra da Escola – Abertura do Ano escolar – 2018................ Palavra da Escola – Con gli occhi di un bambino....................... Parênteses – CLIL: le scienze in inglese al liceo.......……………….. Parênteses – Traduções e Tradutores........................................ Acontece – L’importanza dell’integrazione scuola-famiglia...... Acontece – Educare attraverso l’amore..................................... Acontece – Come un Peter Pan per i nostri bambini!............... Acontece – Andare oltre al singolo sguardo.............................. Acontece – Educazione: un concetto chiave............................. Acontece – Con lo sguardo di uno straniero.............................. Acontece – Una vita ben spesa.................................................. Acontece – Insegnare a vedere l’invisibile................................. Nossa gente – Artur Carvalho.................................................... Da sala de aula – Da escuta ao significado................................ Pedagogicamente Falando – Nossa linda juventude................ Pedagogicamente Falando – Uma outra visão.......................... Pedagogicamente Falando – Dislexia: o poder de um novo olhar. Você sabia que – L’occhio e la vista........................................... Você sabia que – El secreto de sus ojos………………………………... Você sabia que – Scent of a Woman……………………………………... Você sabia que – Para sempre cega……………………………………... De onde viemos – Saluti da Bergamo..........……........................ De onde viemos – O que é Belo Horizonte para mim?............. Meninos de Ouro – Da Montale à USP...................................... Mural dos pais – Nosso testemunho sobre ‘Educação’....……… Mural dos pais – Sentir-se no caminho certo............................ Parêntese Artístico – Lo sguardo in Arte................................... Poesia – Con uno sguardo poetico............................................ A última palavra – Nuove stanze.……………………………….…………

Bollettino informativo e culturale On-line della Scuola Italiana “Eugenio Montale” N. 13 – Aprile 2018 ISSN 2448-1254 Direzione: Victor Vallerini Revisione dell’italiano: Victor Vallerini Revisione del portoghese: Fabiana Infante Composizione grafica: Fabiana Infante Contatti: victor@montale.com.br / fabiana.infante@montale.com.br Websites: www.girasoleonline.com.br / www.montale.com.br 2 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2018

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di Victor Vallerini

Lo specchio dell’anima Cari Lettori, Scrittori, poeti e pittori di tutte le epoche hanno cercato nelle loro opere di fissare stati d’animo come odio, paura, amore attraverso le varie espressioni dello sguardo. Gli occhi e lo sguardo di un viso, sono elementi che caratterizzano la figura umana. Qual è il primo momento in cui nascono interesse, curiosità, simpatia e altro, capaci di trasformarsi in sentimenti, se non quello dell'incrocio di sguardi? Non v'è, infatti, chi non veda quanto siano importanti gli sguardi nel sorgere di un’emozione.


Gli sguardi nel corso dei secoli passati in cui i rapporti tra i sessi erano veramente complessi e difficili, sono stati gli unici organi di trasmissione virtuale di emozioni, sensazioni, desideri e di segnali d'intesa. Qualcuno può dubitare che uno sguardo possa penetrare un cuore? Certo lo sguardo può però, sia in amore che nei rapporti interpersonali in genere, anche esprimere odio, disprezzo e indifferenza. Da sempre i poeti (e gli artisti in genere) ci hanno parlato della stretta correlazione tra occhi e cuore:

“Le parole sono piene di falsità o di arte, lo sguardo è il linguaggio del cuore.” William Shakespeare “C'è una strada che va dagli occhi al cuore senza passare per l'intelletto.” Gilbert Keith Chesterton

“Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia quand'ella altrui saluta, ch'ogne lingua deven tremando muta, e li occhi no l'ardiscon di guardare.” Dante Alighieri E se le mani riescono a parlare, gli occhi sono capaci addirittura di ipnotizzare. Fin dalla notte dei tempi l’uomo è rimasto soggiogato dal potere dello sguardo. Come scrisse Kundera, “L’occhio è la finestra dell’anima, il fulcro della bellezza del volto, il luogo in cui si concentra l’identità di un individuo”. Condensata dentro gli occhi, c’è davvero tutta l’interiorità di una persona.

“Lo sguardo alle volte può farsi carne, unire due persone più di un abbraccio.” Dacia Maraini La nebulosa Elica è una delle nebulose planetarie più vicine alla Terra. Si trova nella costellazione dell'Acquario ed è stata scoperta da Karl Ludwig Harding prima del 1824. La nebulosa Elica viene spesso chiamata “l'Occhio di Dio”, a partire almeno dal 2003

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Ma gli occhi, oltre che specchio dell’anima, possono anche ‘frugare’ negli occhi altrui. Uno sguardo penetrante può essere persino qulacosa che sembra puntare dritto verso il nostro io più profondo e, forse non ci abbiamo mai prestato attenzione, ma tutti gli occhi hanno delle peculiarità che li rendono unici. In questa prima edizione del Girasole del nuovo anno, vogliamo riflettere sullo sguardo, poiché solo con occhi nuovi e rinnovati è possibile contemplare la realtà da nuove prospettive e nuovi punti di vista. Sì, perché la realtà non è mai ciò che appare e anche perché, come ci insegna “Il Piccolo Principe” di SaintExupéry: l’Essenziale è invisibile agli occhi!


Benvenuto al nuov

Copa dodamundo Palavra Escola

di Giusepp

Buongiorno a tutti! A nome del Comitato Gestore, di tutto il personale della scuola, dei docenti e degli studenti, rivolgo un cordiale saluto alle Autorità e alle Famiglie qui presenti. La Montale quest’anno compie 36 anni di storia e siamo in procinto di iniziare un nuovo anno scolastico, consapevoli di aver fatto tanta strada ed aver compiuto dei passi di miglioramento importanti. Possiamo affermare che, oggi, la scuola apre una nuova pagina della sua storia e che continuerà a rinnovarsi. I cambiamenti fatti sono serviti e serviranno affinché si possano ottenere risultati sempre migliori di quelli attuali. Molti interventi, interni ed esterni, sia in ambito strutturale sia didattico, sono stati già fatti, con l'intenzione di prepararci meglio ad un futuro che ci attende con nuove sfide e nuove possibilità. Valorizzare la scuola significa promuovere cultura, educazione, formazione, favorire coesione sociale e democrazia, a beneficio dei nostri studenti e dell'intera collettività. La Montale ha molti lati positivi da mostrare, è ricca di esperienze significative, è un luogo di elaborazione e di trasmissione di varie culture, non solo di quelle italiana e brasiliana, è un ambiente educativo dove i nostri ragazzi crescono con la guida appassionata dei loro insegnanti, è un luogo di confronto vivace, di partecipazione e di innovazione, intenta ogni giorno a spendere le

proprie energie a favore della crescita positiva dei nostri studenti. Da quest’anno la scuola diventerà sempre più internazionale con l’inserimento dell’insegnamento della lingua inglese già dal primo anno della scuola Primaria e dell’insegnamento di Scienze e Sociologia, al liceo, anch’esso in lingua inglese. I nostri ragazzi sono al centro di un sistema educativo e formativo che vuole qualificarsi come serio e profondo e al tempo stesso accogliente, in grado di coltivare e premiare le eccellenze, promuovere inclusione e integrazione, attento alle situazioni di maggiore fragilità, capace di valorizzare le inclinazioni personali di ciascuno, leggere e rispondere ai bisogni di tutti, ricercando l'alleanza educativa con le famiglie, con le Istituzioni (come con la Scuola Dante Alighieri, per esempio) e con il territorio, in un clima di relazioni positive e di collaborazioni efficaci. Quanto affermiamo, è la sintesi di molti risultati raggiunti insieme e delle numerose scelte realizzate con sforzo e impegno costanti, lontano dai clamori e dai riflettori, da parte di tutta la comunità scolastica. Vorremmo ricordare a questo punto tutti quelli che hanno fatto parte di questa storia e che ci hanno aiutato ad arrivare fino a qui. Purtroppo, molti di essi ci hanno già lasciato e in particolare vorremmo ricordare e ringraziare coloro che se ne sono andati l’anno scorso: il Prof.

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Eduardo Pollastri, la Sig.ra Angela Papaiz e la Sig.ra Deisy Allodi. Accogliamo con gioia i nuovi professori qui presenti e gli rivolgiamo il benvenuto. Altresì, vogliamo ringraziare chi ha fatto parte del nostro corpo docenti e che, per motivi diversi, ha seguito altre strade. Agli insegnanti, vera risorsa della nostra scuola, chiediamo di respingere la tentazione, oggi pericolosamente presente, di trasformare il lavoro a scuola in un mero assolvimento di compiti impiegatizi, ritrovando senso e soddisfazione, entusiasmo e passione per la crescita positiva dei nostri alunni. Agli studenti, veri protagonisti di questo anno scolastico che inizia oggi, chiediamo che diano il massimo nell'impegno e che vivano l'esperienza scolastica come esperienza di vita fondata, dove si praticano relazioni positive e riconoscimento di valori. Ringraziamo gli alunni che si sono diplomati l’anno scorso e che hanno fatto una bellissima figura, ottenendo ottimi voti, con le commissioni esaminatrici. Oggi, la Montale, può sentirsi orgogliosa di tre profili di ex alunni: il primo rappresentato da Giulia Castro, figlia di Nelson Castro, che frequenta l’Università in Italia e che è qui, oggi, ed è venuta a trovarci; un altro gruppo di ex studenti è rappresentato dal prof. Aluisio D’Amico, nostro docente di educazione fisica ed ex alunno, anche lui qui presente oggi; e un


vo anno scolastico*

pe d’Anna

• Discorso d’inaugurazione dell’anno scolastico pronunciato dal Presidente del Comitato Gestore della Montale, Dott. Giuseppe d’Anna (Giovedì 01 febbraio 2018) terzo gruppo di ex alunni è Ai genitori, quelli che sono qui già da del ruolo formativo della scuola. rappresentato dall’Ambasciatore di qualche anno e a quelli che stanno È un impegno doveroso di tutti noi Angola, il dott. Claudio Miscia, che si iniziando oggi, rivolgiamo un mantenere elevata la qualità della è diplomato alla Montale, ci rivolge caloroso ed affettuoso saluto. Vi Montale, una scuola dinamica, costantemente i saluti e vuole invitiamo ad aiutare i vostri figli ad propositiva, ricca di professionalità, fondare una scuola italiana in Angola, assumersi le proprie piccole o grandi buone pratiche e progetti importanti, seguendo il nostro modello responsabilità di ogni giorno, ad perché continui a esprimere al pedagogico, il modello della nostra accompagnarli nel percorso di studi meglio la propria tradizione e scuola. Agli alunni qui presenti, ricercando e promuovendo sempre capacità di innovazione, perché diciamo: abbiate sempre il coraggio la collaborazione con gli insegnanti, possa essere sempre in grado di di affrontare con determinazione e mettendo in pratica quel patto offrire nuove e solide prospettive ai motivazione le sfide che la scuola vi educativo di corresponsabilità che nostri giovani. offre. Scegliete e costruite il vostro favorisce la crescita dei ragazzi nel Buon anno scolastico a tutti! futuro da protagonisti, senza rispetto delle differenze di ciascuno e prevaricazioni, nel rispetto delle diversità di ognuno di voi, investendo su voi stessi, compiendo anche qualche utile sacrificio e senza inseguire effimeri modelli. Voi ragazzi siete portatori di creatività, innovazione, generosità e siete il motore per la promozione di una Il Presidente Giuseppe d’Anna società intelligente. Il Presidente d’Anna insieme al Console, dott. Michele Pala

La Sig.ra Sandra Papaiz, presente all’inaugurazione Autorità, Genitori e Alunni presenti alla cerimonia d’inaugurazione del nuovo anno scolastico

Agli alunni qui presenti, diciamo: abbiate sempre il coraggio di affrontare con determinazione e motivazione le sfide che la scuola vi offre. Scegliete e costruite il vostro futuro da protagonisti, senza prevaricazioni, nel rispetto delle diversità di ognuno di voi, investendo su voi stessi, compiendo anche qualche utile sacrificio e senza inseguire effimeri modelli. Voi ragazzi siete portatori di creatività, innovazione, generosità e siete il motore per la promozione di una società intelligente.”

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Copa dodamundo Palavra Escola

Abertura do Ano

Sic vos non vobis nidificatis aves Sic vos non vobis vellera fertis oves Sic vos non vobis mellificatis apes Sic vos non vobis aratra fertis boves Com esses versos quero cumprimentar e agradecer a presença de todos nesta cerimônia de abertura do ano escolar, a quem peço alguns minutos de atenção para uma curta mensagem neste momento tão importante da vida escolar, o início da caminhada que temos à frente em 2018. Quero justificar minha escolha para esses versos, pois servem como uma reflexão dos motivos que nos trazem aqui hoje. Sic vos non vobis, é uma expressão latina que significa algo como "assim vocês, mas não para vocês", e as rimas sonoras que se seguem explicam bem essa expressão. Assim fazem, mas não para si, os passarinhos quando constroem seus ninhos. Eles nada lucram para si próprios, mas eles, e apenas eles, podem fazer isso, sem o que novas gerações de passarinhos não existiriam. As abelhas operárias fazem o mel, mas não o produzem

para si próprias. As operárias coletam néctar nas flores, se alimentam dele, mas voltam para a colmeia e ali fazem o mel, que serve de alimento, para as larvas, suas irmãzinhas que ainda não se tornaram adultas. O mel é alimento para as novas gerações. Por que estamos aqui hoje? De certa forma, eu poderia resumir a resposta com o refrão Sic vos non vobis. Os familiares de nossos alunos são os responsáveis pela escolha da escola, mas ela foi realizada não para si próprios, mas para as gerações futuras, da mesma forma que os passarinhos fazem os ninhos e as abelhas fazem o mel. Fazem por si, mas não para si. A outra razão de ter escolhido esses versos em latim tem a ver com o fato de não ser no idioma português ou inglês. Estamos em uma escola internacional, supervisionada pela República Italiana. Trata-se de versos de Virgílio, poeta 6

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por Neli

romano que viveu há quase dois mil anos. A cultura italiana, da qual também se nutre esta escola, é tributária de uma longa tradição que se tornou parte da cultura universal. Não se trata de uma escola aberta em função de um modismo ou de "janelas de oportunidades" empresariais capazes de agregar valor a um serviço, gerando lucros e dividendos a investidores. Ao contrário, trata-se de uma escola internacional criada há mais de 30 anos, proibida de distribuir lucros, que se constitui como personalidade jurídica de direito privado, como associação sem fins lucrativos. Portanto, também não pode ser comprada ou vendida a investidores. Somos uma associação de famílias, que dividem os custos dos salários, luz, telefone, internet, etc. Tudo gerido por um comitê para o qual as famílias contribuintes elegem seus representantes, como este que vos fala. E não se pense que aqui não há lucro porque não há empreendedores trabalhando na, e para a,


o escolar - 2018*

io Bizzo

* Discurso do Vice-presidente do Comitê Gestor da Escola Eugenio Montale, Prof. Nelio Bizzo

escola. Os há e muitos! Nas portanto, reconhecido pelos esperamos a participação dos placas distribuídas pela escola países que integram a familiares e amigos, que venham prestigiar as pode-se ver nomes de famílias comunidade europeia. e empresas italianas que Esta escola precisa da produções de seus filhos, contribuíram para a criação e participação ativa das famílias porque a eles pertence o manutenção desta escola, e para corrigir erros e continuar futuro. De certa forma, esta que sabem gerir negócios. E há a oferecer uma educação cada escola é um "ninho" preparado beneméritos, ou seja pessoas vez melhor, moderna e para oferecer proteção; aqui se que reconhecidamente contemporânea, contando com produz um certo tipo de "mel" doaram, e ainda doam, muito o comprometimento de seu que nutre o intelecto e a alma. de seu tempo e de seu corpo docente e diretivo, e de Sic Vos Non Vobis. É por isso patrimônio, de maneira todos os seus funcionários, que estamos aqui hoje. Tudo espontânea, para que a escola cada um a seu modo para que as futuras gerações alcance seus objetivos. No indispensável, aos quais temos estejam mais bem preparadas do que nós, e possam construir entanto, todos, em comum, muito a agradecer. têm a compreensão de que a Cada família tem uma e viver em um mundo melhor educação deve ter uma contribuição a dar, e não e mais justo. orientação, e uma lógica, apenas em pecúnia, mas, Um bom ano escolar a todos! diversa daquela a presidir os sobretudo para o que de mais Bambini & ragazzi: tutto ciò negócios empresariais. precioso se cultiva aqui: che vedete qui è stato fatto per Trazemos nossos filhos para valores e saber. Nos eventos voi! Approfittatene! Un buon uma escola internacional para programados ao longo do ano, anno a tutti! que possam ter uma perspectiva mais ampla do que é a ciência e a cultura universais. Trazemos nossos filhos para esta escola porque ela nos oferece segurança. Prof. Aqui há alunos cujos pais aqui Nelio estudaram. Nossos filhos Bizzo deverão cumprir as exigências do sistema de ensino paulista e As abelhas operárias fazem o mel, mas não o produzem italiano, alinhado com a para si próprias. As operárias coletam néctar nas flores, comunidade europeia. E, por se alimentam dele, mas voltam para a colmeia e ali consequência, ganhar um fazem o mel, que serve de alimento, para as larvas, suas diploma reconhecido tanto no irmãzinhas que ainda não se tornaram adultas. O mel é Brasil como na Itália, e, alimento para as novas gerações.”

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Copa dodamundo Palavra Escola

Entrare a scuola significa per me, ogni mattina, entrare nello specchio, infrangere la sua superficie e ritrovarmi nel cuore della vita. Perché la scuola è, in effetti, una sorta di paese delle meraviglie, un’immensa possibilità di esperienze e di emozioni, accesso privilegiato alla nostra interiorità, creazione di un mondo che cresce di giorno in giorno, fatto di legami, amicizie ed empatie e grandi scoperte. Un incantesimo che apre alle infinite potenzialità della vita, esistenze che ad essa si schiudono. Perché niente, come la passione intransigente dei bambini, senza cautele né autodifese, può mostrare la strada che conduce ad ogni singolo sé, l’arte di diventare se stessi. E se è vero, come poeticamente annotava ne “Il piccolo Principe”, Antoine de Saint-Exupéry, che “l’essenziale è invisibile agli occhi”, nessuno, come i

Con gli occhi d

bambini, mantiene acceso quello sguardo puro, l’unico a permetterci di vedere l’altro e l’altrove nascosti dietro l’apparenza dei luoghi comuni e la superficialità dei pregiudizi e vedere il mondo nella sua essenza. Ma è un’arte difficile, che gli adulti dimenticano in fretta, patrimonio labile e volatile che la vita porta via con sé. E che la scuola, fucina di talenti e autentico laboratorio per la creazione del futuro, può e deve preservare attraverso un dialogo autentico capace di stimolare il gusto per l’avventura intellettuale, la curiosità, la capacità di orientarsi senza perdere se stessi in un universo sempre più complesso. Ma il dialogo è incontro, è scambio, arricchimento reciproco che deve coinvolgere gli insegnanti al punto da portarli a smontare e andare oltre i meccanismi standardizzati e standardizzanti, incapaci di cogliere ogni particolare

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di Paola

forma di intelligenza che sfugge alle maglie strette di quelle reti. In un mondo avvolto dal totalitarismo dei media, di fronte a metamorfosi culturali che perdono di vista la centralità dell’uomo vitruviano di Leonardo, la funzione della scuola, come ultima frontiera, è quella di offrire un’educazione alla vita. Bimbi e ragazzi vivono nell’autenticità, e si mettono in gioco davvero solo quando la avvertono nei loro educatori, che per questo devono cercare di mantenere quell’orecchio acerbo di cui parla Rodari nelle sue favole non solo per l’infanzia. È, quell’orecchio, l’unica possibilità che abbiamo per imparare ad ascoltare i piccoli e vedere il mondo con il loro sguardo!!! Credo sia questo il grande desiderio e la realizzazione di


di un bambino

a Capraro

ogni educatore o forse di ogni uomo! Mantenere gli occhi infantili, lo sguardo socratico di chi guarda sapendo di non sapere e riesce a vedere e capire lo sguardo dell’altro. Avere lo sguardo acerbo non significa perdere il senso della realtà o vivere in un mondo incantato, ma coltivare la sensibilità che sa guardare oltre e affonda nelle cose. È un bene da tutelare e nutrire perché l’unico in grado di raggiungere il cuore di ogni cosa, il mondo nella sua essenza. Come educatrice il mio desiderio è che nessun bimbo possa perdere quello sguardo, attento e curioso, che vede una danza della natura nel cadere di una foglia o il canto di una ninna nanna nel rumore del vento che soffia.

I nostri bimbi e i nostri ragazzi sono frutto di una rivoluzione digitale che ha favorito lo sviluppo di connessioni logiche soprattutto associative e, bombardati da un eccesso di sintesi visive, rischiano di perdere quelle capacità di concentrazione e di ragionamento che congiungono mente e cuore. Si fa sempre più necessario, inoltre, in una vita, dove i rapporti umani sono minati dalla superficialità, far fiorire nuove logiche, riscoprire dimensioni collettive e condivise, guidare ogni bimbo a rispecchiarsi nelle proprie esperienze corporee e tattili, a mettere in campo le risorse cognitive della mente insieme a quelle percettive dei sensi e quelle rievocative della memoria. Per esplorare l’universo e andare all’unità delle cose

individuando nuove strategie di orientamento e parametri etici che educhino al rispetto dell’altro e del mondo in un oggi minacciato da nuove e pericolose forme di alienazione. Per accendere piccole scintille di creatività capaci di far divampare incendi, ampliare visioni, allargare coscienze e possibilità emozionali, far disegnare a ognuno il proprio spazio, il proprio irriducibile percorso. E soprattutto per potenziare l’immaginazione, quello smisurato potere che vive in ciascuno di noi e che, come afferma Sepulveda, è l’unico che ci permetterebbe di attuare la più necessaria delle rivoluzioni: decidere che tipo di mondo vogliamo abitare.

L’immaginazione, solo essa ci permette di attuare la più necessaria delle rivoluzioni: decidere che tipo di mondo vogliamo abitare.” Luis Sepulveda 9 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2018


Parênteses Copa do mundo

CLIL: le scienze in di Giorgio

CLIL è l’acronimo per “content and language integrated learning” e nasce in Europa nei primi anni ’90 dall’idea di arricchire i discenti di contenuti linguistici veicolati solitamente in lingua inglese di specifiche discipline quali le scienze, la storia o la geografia. L’obiettivo è quello di arricchire il vocabolario in ambiti diversi da quelli che possono essere i classici insegnamenti in lingua straniera. Da queste e altre considerazioni nasce nel 2017 la proposta montaliana di inserire, a partire dalla classe prima liceo 2018, l’insegnamento delle scienze naturali usando la lingua inglese come piattaforma linguistica principale; non occorre dilungarsi più di tanto sull’importanza che l’inglese ha in ambito scientifico: tutti i più importanti articoli sono pubblicati in inglese e l’inglese è a tutti gli effetti la lingua usata quando uno studente universitario sceglie di fare un intercambio. Il CLIL ha proprio questo scopo: se vuoi imparare la lingua per comunicare fai un soggiorno nel paese che ti interessa (il famoso full immersion) ma questo non ti renderà automaticamente in grado di esprimerti usando la corretta terminologia in ambiti scientifici, o storici, o matematici: per questo c’è la disciplina non linguistica. Logicamente bisogna perseguire due scopi: insegnare la lingua attraverso il contenuto e, viceversa, il contenuto deve essere appreso attraverso la lingua. Easier said than done….

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n inglese al liceo* Bianchini

Dopo alcuni mesi di esperienza del progetto direi che i ragazzi hanno compreso l’importanza di apprendere un linguaggio scientifico in inglese, anche se ci sono talvolta delle resistenze dovute al fascino e al richiamo dell’italiano; inoltre volendo per esempio illustrare il concetto di pompa proteica si può usare un’illustrazione di una proteina di membrana e termini in inglese che gli studenti non hanno mai sentito: in questo caso bisogna fare dei ponti in italiano e portoghese affinché il messaggio venga recepito, altrimenti la comunicazione fallisce. Quest’apparente punto debole è a mio parere una ricchezza: poter confrontare termini specifici e concetti in tre lingue diverse durante una medesima lezione. Un giorno, questi studenti forse si troveranno all’estero e sperimenteranno la stessa situazione all’università, con colleghi provenienti da vari paesi e con registri linguistici diversi…dovranno parlarsi in inglese. La sfida continua!

*La

Montale, a partire dal 2018, ha inserito nel suo curriculum l’insegnamento dell’Inglese già a partire dalla Classe Prima della Scuola Primaria; altresì, l’insegnamento della Sociologia, al Liceo, sarà anch’esso in lingua inglese.

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Parênteses Copa do mundo

Traduções e Tradutores A influência da cozinha italiana na mesa do brasileiro por Victor Vallerini

Nossos alunos do Liceo, com a colaboração de alguns professores, realizaram a tradução para o italiano dos contos vencedores do 2°concurso literário Brasil Itália, realizado pelo Comites e com o tema “A influência da cozinha italiana na mesa do brasileiro.”

Alguns textos do concurso foram selecionados para formar um livro, cujo título é “Voci italobrasiliane II”.

Convidado a participar do lançamento do livro "Voci italobrasiliane II", resultado do concurso criado pelo Comites, o corpo pedagógico da nossa escola compareceu a um coquetel em que foram homenageados os escritores participantes. O importante papel da tradução dos textos desta edição para o italiano e para o português, realizado pelos nossos alunos do 3° ano da Scuola Secondaria di I grado e dos 1°, 3° e 4° anos da Scuola Secondaria di II grado em 2017, não poderia deixar de ser lembrado. O evento contou, dentre outras, com a presença do Cônsul Geral da Italia, Michele Pala, e do dirigente scolastico do Consulado Italiano em São Paulo, Prof. Augusto Bellon. As Coordenadoras, Marcella Olivati e Aderli Tringoni, com o Prof. Augusto Bellon e Paola Capraro, diretora pedagógica da Montale.

O Cônsul Geral da Itália, Michele Pala, com a organizadora da obra, Rosalie Gallo.

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Copa do mundo Acontece

L’IMPORTANZA DELL’INTEGRAZIONE SCUOLA-FAMIGLIA

Mi chiamo Alexia, sono maestra aiutante nella Scuola dell’Infanzia e studentessa di lettere all’Università Federale di San Paolo. Sono due anni che partecipo all’evento d’Integrazione Scuola-Famiglia e credo che rappresenti, innanzitutto, una grande opportunità per tutti i partecipanti. Le famiglie possono conoscere meglio la scuola, vedere come i loro figli si sentono bene e al sicuro nell'ambiente in cui trascorrono la loro giornata durante la settimana, hanno la possibilità di conoscersi e condividere esperienze, di conoscere meglio il nostro rapporto con i bimbi e di poter tranquillamente chiacchierare un po' anche con noi maestre.

di Alexia de Oliveira Ramos È un giorno speciale per fare integrazione. qualcosa di tranquillo e Come insegnante, penso, sia costruttivo, senza molta una giornata essenziale per influenza tecnologica e senza osservare come i miei alunni quella fretta quotidiana. si comportino in un contesto I bambini hanno l'occasione di diverso, con i genitori e senza frequentare la scuola in modo molta formalità, ad esempio diverso, di giocare con gli senza la divisa o senza la amici in una giornata insolita, routine scolastica. di costruire e consolidare il Se avessi partecipato a un loro rapporto con i genitori e evento del genere nella mia di fare qualcosa insieme a infanzia, lo ricorderei loro, grazie alle attività sicuramente con affetto fino organizzate dalla scuola. ad oggi e spero che i bambini E non possiamo dimenticare vivano sempre momenti felici che la colazione comunitaria in giorni speciali come questo ha certamente un ruolo e che restino nei loro ricordi. chiave in questo giorno di

Momenti dell’evento integrazione Scuola-Famiglia, 2018

La maestra Alexia con i bambini della Scuola dell’Infanzia

I bambini hanno l'occasione di frequentare la scuola in modo diverso, di giocare con gli amici in una giornata insolita, di costruire e consolidare il loro rapporto con i genitori e di fare qualcosa insieme a loro, grazie alle attività organizzate dalla scuola.” 13

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Copa do mundo Acontece

Educare attraverso l’amore Lo sguardo di Humberto Maturana* di Fabiana Mirella

Salve! Sono Fabiana Mirella e da quest’anno inizio un nuovo e affascinante percorso come maestra assistente alla Scuola dell’Infanzia, nella sezione A. Nella Scuola dell'Infanzia, alcuni degli obiettivi che orientano il lavoro sono la costruzione dell'identità, la conquista dell'autonomia e lo sviluppo della capacità espressiva dei bambini. Obiettivi tali che, secondo me, richiedono continue domande sul lavoro e

l’approfondimento delle relazioni degli educatori con alunni, colleghi e loro stessi. Recentemente, durante un incontro all’Istituto Alana, il filosofo e biologo cileno Humberto Maturana*, nel dialogare sulla ‘educazione, etica e l’amore’, domanda a Ximena Davila come sarebbe possibile che i nostri bambini fossero autonomi e rispettassero se stessi. La sua risposta è stata semplice, ma complessa: ‘Amandoli... Amandoli non in modo romantico, ma ascoltandoli,

La maestra Fabiana con i bambini della Scuola dell’Infanzia

sentendoli, facendo spazio alla conversazione e al dialogo’. Per esempio, quando sentiamo dire che 'questo bambino è timido, disordinato, è che lo stiamo classificando, e invitandolo a comportarsi così. Invece se lo aiutiamo a domandarsi ‘Sarò davvero così?’, gli diamo strumenti per costruire la sua identità. Per Maturana e Davila quando sconnettiamo ciò che facciamo da ciò che sentiamo, trasmettiamo questa sconnessione ai nostri bambini, e perciò l’importanza di educare attraverso l’amore.

Théo, Fabiana e Filippo a Lucca (Toscana, Italia), dove hanno vissuto dal 2012 al 2016

“ È nell’amore che raggiungiamo il

benessere e realizziamo la nostra condizione umana” H. Maturana

Ximena Davila e Humberto Maturana

*Humberto Maturana è ricercatore e docente universitario di neurobiologia. Ha creato la teoria della biologia dell’amore e il concetto di autopoiese. Insieme a Ximena Davila (insegnante) è fondatore della Ezcuela Matriztica in Cile. 14

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Acontece Copa do mundo

Come un Peter Pan per i nostri bambini! di Marco Demelas

Il maestro Marco con i bambini della classe I Primaria

Antoine de Saint-Exupéry

Salve a tutti! Colgo l’occasione per presentarmi. Sono Marco Demelas, romano D.O.C. nato all’ombra del cupolone, classe ’89, insegnante, innamorato del Brasile e musicista rockettaro a tempo perso. Finiti gli studi universitari in letteratura inglese mi sono trasferito a Joinville dove ho lavorato come insegnante di inglese per bambini e di italiano per adulti. Sono da poco arrivato a San Paolo, dove lavoro come maestro di Inglese (I-IV primaria) nella nostra scuola. Spiegare il nostro lavoro a chi non lo conosce non è un’impresa semplice: come fai a lavorare tutto il giorno con tanti bambini? Dove trovi la pazienza? Dove trovi la forza?

La risposta a queste domande è semplice: Come non potrei farlo?! Chi parla, spesso stigmatizzando il nostro splendido lavoro, non conosce gli occhi pieni di curiosità dei bambini, le loro domande innocenti, le loro ginocchia sbucciate, le loro mani sporche di cioccolata. Non è facile capire la bellezza di essere parte della crescita intellettuale di un altro essere umano, di far parte dei suoi ricordi forse per sempre. Riassumendo è quella splendida sensazione di sentirsi un Peter Pan a quasi tren’anni la vera essenza del mio lavoro. Non tutti la possono vedere o capire, ma come diceva il grande Antoine De Saint-Exupéry l’essenziale è invisibile agli occhi!

Chi parla […] spesso non conosce gli “occhi pieni di curiosità dei bambini, le loro domande innocenti, le loro ginocchia sbucciate, le loro mani sporche di cioccolata. Non è facile capire la bellezza di essere parte della crescita intellettuale di un altro essere umano, di far parte dei suoi ricordi, forse per sempre.”

“ […] è quella splendida

sensazione di sentirsi un Peter Pan a quasi trent´anni, la vera essenza del mio lavoro.”

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Acontece Copa do mundo

Andare oltre al singolo sguardo...

Sono lieta di potermi presentare in occasione di questa edizione de “Il Girasole”! Prima di iniziare a collaborare con la Scuola Eugenio Montale, ho lavorato presso l’altra scuola riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione italiano sul territorio brasiliano, la Fondazione Torino, una scuola che conoscevo già avendola frequentata come allieva. Tornata in Italia ho poi continuato i miei studi e mi sono laureata e specializzata tra Torino e Milano. Come ho accennato poco fa, sono contenta di potermi presentare in questa edizione anche perché il tema centrale del giornale mi è molto caro. Penso che sia prezioso, se non fondamentale, sapersi approcciare con uno sguardo che consenta di cogliere sempre maggiori gradi di complessità cercando strade che permettano di considerare più livelli di analisi e di azione possibile, cioè di interagire con uno sguardo sempre nuovo e ponendosi da diversi punti di vista, soprattutto se ci collochiamo in un’ottica pedagogica. Chiunque è coinvolto nel contesto della scuola appartiene a un

di Mara Munari

complesso sistema di relazioni che è sempre in mutamento, in quanto è vincolato con un mondo che cambia e anche perché, se ci si vuole muovere in un’ottica che tende a complessificare e non a banalizzare, non si può non considerare che siamo interconnessi attraverso processi che ci legano e ci modificano reciprocamente. Tra di essi, quello che mi sta più a cuore, è quello che esprimiamo con il termine emozione. E attraverso di esse che possiamo

...non si può non “considerare che siamo

interconnessi attraverso processi che ci legano e ci modificano reciprocamente. Tra di essi, quello che mi sta più a cuore, è quello che esprimiamo con il termine emozione”

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collocarci con uno sguardo “caldo”, capace di cambiare in sintonia con il mondo non perdendo di vista l’essenziale. Come ci ha mostrato l’autore del Piccolo Principe, Le Petit Prince, è il “sentire” che ci permette di cogliere il profondo legame che unisce le cose e fare il primo passo per essere pronti ad affrontare il mondo e la sua complessità, in qualsiasi ruolo siamo chiamati a partecipare.

La maestra Mara con i bambini della Scuola Primaria


Acontece Copa do mundo

Educazione: un concetto chiave di Fabio Pizzighello

Salve a tutti. Sono Fabio Pizzighello, nuovo Professore di Matematica e Fisica delle classi 1ª e 2ª Liceo. Abito qui a San Paolo da ormai sei anni e sin da quando mi sono trasferito qui ho sempre lavorato come insegnante, scoprendo i vari aspetti di questa affascinante professione che io reputo molto stimolante, perché obbliga al continuo aggiornamento delle conoscenze e delle proprie convinzioni. Per quanto possa sembrare strano, il lavoro del professore non è solamente comunicare agli alunni ciò che sta scritto dentro un libro, ma deve fornire loro uno strumento chiamato “educazione” che serva per tutta la vita, come una “chiave di volta” che possa aprire la

mente di ognuno di noi e vedere il mondo con occhi nuovi. L’educazione non è una cosa materiale, che per suscitare interesse ha l’obbligo di rinnovare il suo aspetto ogni volta, io la considero una disciplina essenziale per la nostra vita e anche la più difficile da insegnare, perché essa è invisibile ai nostri occhi,

camuffata e priva di un libro dove gli studenti possano arricchire le loro conoscenze sull’argomento. Sta a noi insegnanti, alle nostre abilità a far sì che i nostri alunni, che considero il futuro della nostra società, non lascino morire questo concetto molto importante e che possano, a loro volta, trasmetterlo a terzi.

Per quanto possa sembrare “strano, il lavoro del professore non è solamente comunicare agli alunni ciò che sta scritto dentro un libro, ma deve fornire loro uno strumento chiamato “educazione” che serva per tutta la vita, come una “chiave di volta” che possa aprire la mente di ognuno di noi e vedere il mondo con occhi nuovi.”

Il prof. Pizzighello con gli alunni della II Liceo

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Acontece Copa do mundo

Con lo sguardo di uno straniero di Luca Di Biase

Il prof. Di Biase con gli alunni della III Liceo

Ciao, mi chiamo Luca Di Biase. Sono professore di matematica e fisica per le classi III e IV del Liceo. Ingegnere di formazione, ho studiato e lavorato in vari paesi prima di giungere in Brasile, occupandomi tanto di istruzione in contesto scolastico come di ingegneria in ambito aziendale. Per questo mio primo intervento per la rivista Girasole mi piacerebbe affrontare brevemente il tema dello sguardo dello straniero, quale io ho la fortuna di essere. Nonostante la condizione di emigrazione/immigrazione sia storicamente e socialmente associata prevalentemente a situazioni negative, ritengo che il confronto tra differenti punti di vista, che la presenza di stranieri in un paese promuove

per forza di cose, costituisca, in realtà, una risorsa fondamentale per dare forma a una società più giusta. Il confronto che viene fuori da questa convivenza costringe le persone (tanto lo straniero quanto il locale) a vedere la vita quotidiana sotto un punto di vista differente, a confrontarsi con visioni della vita di tutti i giorni differenti e altrettanto valide di quella che ci si porta dietro con la propria cultura. Così facendo l’analisi di ciò che ci circonda e della nostra vita diventa più ricca e completa, fornendoci un prezioso strumento per aiutarci a vedere quello che non siamo abituati a vedere e, che per questo motivo, sfugge al nostro sguardo pur essendo costantemente sotto i nostri occhi. 18

IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2018

Ritengo che il “ confronto tra differenti punti di vista, che la presenza di stranieri in un paese promuove per forza di cose, costituisca, in realtà, una risorsa fondamentale per dare forma a una società più giusta.”


Acontece Copa do mundo Il prof. Trapasso con gli alunni della IV Liceo

Una vita ben spesa! di Francesco Trapasso

evoluti e pensanti, spiegato dialetticamente dalla nonostante l’uomo debba filosofia è cosa essenziale, ma ancora imparare molto. invisibile. Forse per questo, Tutto ciò è essenziale, ma ancora oggi, gli individui è allo stesso tempo pensanti (gli esseri umani) non invisibile. Se fosse visibile lo percepiscono e spesso saremmo senza dubbio continuano a ripetere, in individui migliori, capaci di diverse maniere, negatività già non ripetere gli errori e gli accadute e facilmente spiegate. Mi sono sempre posto orrori del passato. Il relativismo Oggi più che mai è “essenziale” domande sul senso della vita. umano, descritto dalla storia e rendere visibile l’Essenziale. Con immenso. Ciò è tipico degli esseri umani che per questa ragione hanno sempre visto nei vari culti un rifugio dalle atrocità e dalle difficoltà che, a volte, la vita riserva. Nonostante tutto, sia per chi crede e sia per chi no, vivere è un’avventura fantastica che va assaporata giorno per giorno. Pertanto sono consapevole del fatto che non La filosofia Il pensatore, di Auguste Rodin esista una sola verità, ma siamo immersi in un costante relativismo che ci porta ad Storia e filosofia s’intersecano, la prima è essere ciò che siamo, cioè degli madre di ogni verità in quanto figlia del tempo, esseri pensanti in grado di la seconda cerca di dare un senso alle verità. Da cambiare il mondo ed il corso qui si evince il relativismo che avvolge le nostre della storia. Da qui è sorto in me il desiderio di intraprendere esistenze. Senza di esso non saremmo esseri studi storico-filosofici. Una vita evoluti e pensanti, nonostante l’uomo debba ben spesa! Storia e filosofia si ancora imparare molto.” intersecano, la prima è madre di ogni verità in quanto figlia del tempo, la seconda cerca di dare Colui che vive con la legge morale dentro un senso alle verità. Da qui si di sé ed il cielo stellato sopra di sé.” evince il relativismo che avvolge (Cit. Immanuel Kant) le nostre esistenze. Senza di esso non saremmo esseri

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Acontece Copa do mundo

Insegnare a vedere l’invisibile

Un grande psicologo americano, James Hillman, ha scritto che tutte le città dove aveva vissuto sempre gli insegnarono qualche cosa di importante. Cosa mi ha insegnato São Paulo dove vivo da nove anni, soprattutto quando le distanze enormi, il traffico, la violenza e una sconcertante diseguaglianza sociale ti lasciano spesso senza parole? Beh, l’unico modo per trovare la risposta finale è vivere l’avventura pienamente, giorno dopo giorno. È così, che dopo 15 anni di giornalismo

in Italia (ho scritto per l’agenzia Ansa, per il gruppo EspressoRepubblica e per la Rai) ho scoperto che la mia vera passione è insegnare e São Paulo, mi ha subito offerto questa possibilità! Ma insegnare cosa? A vedere l’invisibile, potrei dire. A partire dalle parole che ci scambiamo in aula, che nessuno vede, ma che tuttavia sono vive, straordinariamente vive. Sono parole invisibili a uscire dalla nostra bocca, per offrire un significato a quello che ci capita,

di Giovanni Vella e arricchire le nostre relazioni. Ma parole vive possono uscire anche da un buon libro per diventare compagne silenziose nella nostra solitudine. Sono anche oneste, le parole, sanno arrendersi: davanti alla bellezza, l’amore o l’ingiustizia, o anche una domanda ben posta, le parole cedono il passo. A chi? Alla riflessione. È il modo che scelgono per prendere la rincorsa. Per ricominciare subito la danza. Del resto, chi non sa che è impossibile resistere quando è la filosofia che invita?

“Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore…

Il prof. Giovanni Vella con gli alunni del Liceo

“ Ma insegnare cosa? A vedere l’invisibile, potrei dire. A partire dalle parole che ci scambiamo in aula, che nessuno vede, ma che tuttavia sono vive, straordinariamente vive. Sono parole invisibili a uscire dalla nostra bocca, per offrire un significato a quello che ci capita, e arricchire le nostre relazioni.” 20 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2018

….l'Essenziale è invisibile agli occhi.” (da “Il Piccolo Principe”)


Nossa Copa do gente mundo

Lugar de aprendizagem, onde a leitura é central! por Artur Carvalho

O Artur é recém-chegado na escola mas já podemos perceber a sua dedicação e cuidado na biblioteca. Sua formação e experiência contribui muito para que este espaço seja cada vez mais utilizado e importante para os alunos e professores. Bem-vindo Artur e bom trabalho! Ciao! Meu nome é Artur e sou o novo bibliotecário da Montale. Cheguei há pouco tempo e estou feliz por trabalhar e conviver com pessoas tão acolhedoras e generosas. Os dias na biblioteca têm o valor inestimável da satisfação de fazer um trabalho legal com pessoas legais. A biblioteca da escola é incrível! Possui um acervo rico, por exemplo, em obras literárias, infanto-juvenis, livros de arte e também livros especiais que se destacam pela raridade e importância histórica. A comunidade dá vida à nossa biblioteca ao interagir com seu espaço e acervo, tornando-a um lugar de convivência, acesso à informação e construção de conhecimentos: um lugar de aprendizagem, em que a leitura é central. A leitura é um ato crítico e criador, por isso, educativo. Crítico, porque dialogamos com os mundos que se apresentam por meio dos livros e os analisamos a partir de nossas ideias e experiências. Criador, pois tais diálogos nos permitem criar novas ideias e recriar o nosso mundo. Portanto, a leitura é um ato educativo, que desperta novos olhares, movimenta nossa imaginação e estimula nosso pensamento crítico e criativo, tão importantes para o desenvolvimento de nossas potencialidades. Agradeço toda a escola pela oportunidade de atuar nesse espaço tão importante que é a nossa biblioteca. Faremos um belíssimo trabalho. Grazie!

A leitura é um ato crítico e criador, por isso, “educativo. Crítico, porque dialogamos com os mundos que se apresentam por meio dos livros e os analisamos a partir de nossas ideias e experiências. Criador, pois tais diálogos nos permitem criar novas ideias e Artur na recriar o nosso mundo.” biblioteca da Montale

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Da escuta ao

Copa dodemundo Da sala aula

Um dos objetivos que norteiam a nossa Scuola dell’Infanzia é ajudar as crianças a encontrarem significado naquilo que fazem, naquilo que vivenciam. As crianças estão sempre em busca de dar significados ao mundo ao seu redor e não se apegam excessivamente em suas próprias ideias, elas são capazes de construir e reinventar constantemente essas ideias. Elas experimentam o mundo e são cheias de curiosidade. Elas aprendem a desenvolver estratégias para organizar suas relações desde o começo da vida. Nesse sentido, a escola

deve promover condições para que suas múltiplas linguagens se manifestem e para que, assim, elas possam se perceber como autoras e inventoras e desenvolvam o prazer pela investigação. Por meio de uma escuta atenta e da documentação, os professores valorizam os contextos de investigação, assim como os processos de comunicação e a construção de momentos de troca entre as crianças e seus pares e entre a criança e os adultos. Entendemos por documentação, os registros escritos ou audiovisuais produzidos pelos professores

por Marce

que nos permitem conhecer e compartilhar as estratégias de experimentação das crianças. O processo de documentação pedagógica também funciona como uma forma de visitar e revisitar experiências e eventos anteriores, além de tornar o trabalho pedagógico visível e aberto ao diálogo, à interpretação e à transformação. Ou seja, a documentação é uma prática democrática. Por isso que, no segundo quadrimestre de 2017, as documentações dos projetos desenvolvidos foram organizadas no livro: Con il

Marcella Olivati

Criança com a lupa

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Criança com inseto


o significado

ella Olivati

nostro sguardo – Percorsi dell’Infanzia, que, após editado, foi disponibilizado aos pais e demais membros da comunidade escolar. Esse suporte nos permite revisitar nossas práticas e tornar nossa identidade visível. “A documentação pode

oferecer, tanto à crianças quanto aos adultos, momentos reais de democracia – democracia que tem suas origens no reconhecimento e na visualização das diferenças trazidas pelo diálogo. Isso é uma questão de valores e

ética.” RINALDI (1995) Concluindo, para nós, a escuta gera perguntas e não respostas. Das perguntas, são criados contextos para que a criança possa se expressar, se comunicar e ouvir. Essa é a base da pedagogia da escuta e das relações que norteiam o nosso trabalho na Scuola dell’Infazia.

Criança desenhando

Livro lançado pela equipe pedagógica da Escola da Infância

por documentação, “osEntendemos registros escritos ou audiovisuais produzidos pelos professores que nos permitem conhecer e compartilhar as estratégias de experimentação das crianças.” 23 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2018

Dia 24 de fevereiro 2018, Evento Integrazione Scuola-Famiglia e lançamento do Livro: “Con il nostro sguardo – Percorsi dell’Infanzia”.


NOSSA LINDA

Copa do mundo Pedagogicamente

L’Éducation nationale ne t’enseigne pas l’éducation a l’amour...au respect de l’autre, au respcet de toi.” Françoise Dolto

Hoje, a discussão acerca da infância é ampla. Seja por princípios, seja por modismo, a criança e seu processo de aprendizagem na escola têm despertado importantíssimas discussões que só vêm a contribuir com o olhar merecido que a infância deve receber. Mas as crianças crescem e, ao crescerem, passam por muitas mudanças significativas que elas mesmas não conseguem explicar e com as quais os adultos que as rodeiam precisam lidar. Mas quem é o adolescente? O que cabe a ele? Quem reserva o seu olhar para ele? Quando já não é mais uma criança e quando ainda não está preparado para a vida adulta, o adolescente vive sua fragilidade na medida em que aquilo que antes era conhecido passa por mudanças, causando incertezas que provocam insegurança. O jovem precisa

encontrar proteção e deve conseguir o justo apoio para construir as bases daquilo que ele será mais tarde. Essa tarefa torna-se ainda mais difícil quando, como mencionou a psicanalista Françoise Dolto (1908-1988), se está inserido numa sociedade da qual os ritos de passagem desapareceram e, durante a travessia de uma margem à outra, os adolescentes não são mais levados juntos e solidariamente. Ficando entregues a si mesmos, eles se dão mutuamente esse direito de passagem e isso exige deles uma conduta de risco (DOLTO)1. Posto que o jovem tem como ideia de si mesmo o reflexo daquilo que sua sociedade lhe dita e que esta também está em constante e rápida mutação, a sua natural vulnerabilidade é mais ainda colocada em xeque quando fica à mercê de um mercado 24

IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2018

por Aderli

que o enxerga como “lata de lixo da indústria de consumo” (BAUMAN)2. O adolescente merece de todos nós a justa proteção para que tenha a possibilidade de alcançar seus mais genuínos propósitos. Muitas vezes, esperamos do adolescente atitude, compreensão e autonomia, as quais não lhe ensinamos a obter e para as quais não lhe damos o tempo adequado para aprender, como se, ao sair da infância, nada mais tivesse que lhe ser dito, ensinado ou cobrado e ele já deveria saber que... Como deve ser a escola que recebe o adolescente? Por insegurança e por autoproteção, muitas vezes, o jovem age de maneira agressiva e é compreensível que, em situações assim, os adultos se sintam desrespeitados. Ao jovem, devem ser apontadas, por certo, as condutas adequadas


A JUVENTUDE

i Tringoni

a uma convivência ética e civilizada, no entanto, nesse processo de rebeldia, em que se destaca dos pais e apresenta uma postura desafiadora diante dos professores, é de extrema importância que ele encontre um ambiente onde possa expressar o que sente. Nessa fase, os amigos possuem um papel fundamental, pois dividindo suas experiências e aflições, os jovens se sentem seguros e se ajudam mutuamente. É possível perceber como produz mais efeito para o adolescente aquilo que é dito por um companheiro do que o que é professado, por exemplo, pelos pais. Tal “rompimento” com os genitores é parte saudável do

processo de crescimento e não deve ser encarado como um aspecto negativo. É se distanciando e estabelecendo comparações que ele começa a construir a sua independência. É por isso que a presença de algum outro adulto de confiança, com olhar afetuoso e ouvido atento é também um relevante apoio na vida do adolescente, a fim de que ele possa encontrar os traços de sua própria identidade. Não raros são os professores ou professoras adotados pelos jovens como uma referência. Na escola, portanto, o jovem precisa encontrar um ambiente que favoreça o diálogo e que valorize a escuta, onde ele não tema manifestar o que sente com medo de ser julgado e onde ele compreenda os sutis

1.

O adolescente merece de todos nós a justa proteção para que tenha a possibilidade de alcançar seus mais genuínos propósitos.”

2.

Os amigos possuem um papel fundamental, pois dividindo suas experiências e aflições, os jovens se sentem seguros e se ajudam mutuamente.”

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limites e nuances das relações que se criam num espaço em que é como se fosse o seu lar, mas que, na verdade, não é a sua casa. À escola se reserva não só a tarefa de cumprir com programas e conteúdos, proporcionando aos seus alunos a beleza de poder entrar em contato com certo tipo de conhecimento, mas também de acolher, envolver, motivar os seus adolescentes, reconhecendo neles a ebulição de suas curiosidades e contestações e a necessidade de comunicação, ajudando-os a compreender que eles têm um papel a desempenhar e o quão importante é a sua ativa participação no próprio crescimento, não podendo a escola e a sociedade prescindir de sua atuação. Françoise Dolto. In A causa dos adolescentes. Ideias e Letras, São Paulo, 2004 Zygmunt Bauman. In Isto não é um diário. Zahar, São Paulo, 2012.


Copa do mundo Pedagogicamente

Sou Ricardo Sigolo, tenho 68 anos, casado, pai de três filhos e um neto que é realmente uma gracinha, minha grande alegria. Venho de uma família pobre, em condições financeiras muito difíceis. Sou o filho mais velho de três irmãos, e todos nasceram com deficiência visual, cuja causa foi glaucoma congênito. Fomos alfabetizados com base no sistema Braille – escrita através de letras e símbolos em alto relevo em que se utiliza o tato para leitura, através de impressões especiais. Iniciei meus estudos em uma pequena escola especializada em alfabetização para deficientes visuais e, logo em seguida, fui para uma grande escola, na época, a melhor escola pública da cidade de São Paulo – Instituto de Educação Caetano de Campos - onde efetuei todos os estudos, desde o primário até o segundo grau. Cursei a faculdade de biblioteconomia pela Fundação Escola de Sociologia e Política de São Paulo, indo trabalhar na Biblioteca Braille da Prefeitura Municipal de São Paulo, onde me aposentei após 35 anos de trabalho. A escola em que estudei, já na época, tinha uma política de inclusão, pois havia em cada classe um deficiente visual, os demais alunos eram todos dotados de visão, o que, a meu ver, favoreceu sobremaneira minha integração social, tanto com outros deficientes visuais, como com pessoas que não possuíam nenhuma deficiência.

Durante o período em que estive trabalhando, criei um serviço de gravação de periódicos para o uso dos deficientes visuais, usuários daquela biblioteca. Isto foi tendo uma grande procura que, passamos a gravar também obras e artigos de jornais e enciclopédia para serem utilizadas em pesquisas escolares. Com a evolução tecnológica, com softwares desenvolvidos para utilização por deficientes visuais, atualmente estas obras estão disponíveis em CDs. Paralelamente a este trabalho, estudei música, cujo interesse vem desde a mais tenra idade, tendo como primeiro instrumento, o acordeão, mais conhecido como sanfona. Com o passar do tempo, interessei-me pelo violão e fui trabalhar também na noite, tocando e cantando em muitos bares da cidade de São Paulo. Trabalhava durante o dia e também à noite, com pouco tempo para o descanso. Esta diversidade de atividades proporcionou-me ótimas oportunidades para o meu desenvolvimento intelectual e, principalmente espiritual. Ainda adolescente, fase em que muitos questionamentos existenciais nos assaltam, comecei a buscar algumas definições para a minha vida futura, num país em que pouco ou nada se acreditava nas possibilidades de que, alguém com deficiência visual pudesse exercer uma profissão; cuja mentalidade era a de que deficientes tinham mais que pedir esmolas, inclusive

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Uma out

por Ricard

Ricardo Sigolo

*Ricardo Singolo é músico e ex-bibliotecário da Biblioteca Braille da Prefeitura Municipal de São Paulo.


Ricardo com a esposa, Salma, a filha Naihma, o genro Cristiano e o netinho Breno

tra visão

do Sigolo*

Ricardo com o filho Iberê

aconselhados pelos próprios familiares. Porém, graças à minha iluminada mãe, Dona Branca, apesar de ter instrução escolar que não passava do quarto ano primário, nunca admitiu esta possibilidade, lutando, ao máximo, para que seus três filhos tivessem vida digna sem o auxílio da caridade alheia. Minha saudosa mãe estudava comigo, tanto para as matérias da escola, quanto nas lições de música – aqui vai minha eterna gratidão a ela por tudo o que fez por nós. O tempo foi passando e sempre tive inclinações também para as coisas do espírito, e me perguntava o porquê da minha deficiência e a das minhas duas irmãs. Até que, depois de tanta busca, encontrei na filosofia, elementos que, após seguidas reflexões, me fizeram, pouco a pouco, entender o real sentido da vida, não importando a forma física com a qual nos apresentamos no meio.

Estudando sempre grandes filósofos, encontro, a cada dia mais motivos para me convencer que estamos aqui de passagem e que devemos aproveitar todos os instantes para sermos úteis onde estivermos, fazendo algo de bom para nosso próximo. Quero dizer a todos que levo uma vida normal de convívio em sociedade e, agradeço a Deus pela vida em família e por inúmeros amigos que possuo. Deixo aqui uma mensagem a quem desejar refletir: Tudo o que vemos com os olhos pode se transformar em atitudes belas se não houver julgamento, pois a ilusão dos olhos pode embotar nosso coração. Quero agradecer este espaço que me foi dado pelo amigo Victor Vallerini, para que eu pudesse levar até vocês alento, esperança e a mensagem de que não devemos desistir de nossas convicções. Muito obrigado!

Ricardo com a esposa Salma, a filha Mayra e o genro Tiago

Ricardo com seu netinho, Breno (5 anos)

Tudo o que vemos com os olhos pode se transformar em atitudes belas se não houver julgamento, pois a ilusão dos olhos pode embotar nosso coração”. 27 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2018


Dislexia: o poder d

Copa do mundo Pedagogicamente

por Aurea

Aurea Stavale

Como lidar com um aluno disléxico na sala de aula? Ele não pergunta nada... Como meu filho disléxico acompanhará o Ensino Médio? E a Faculdade? Devo fazer a lição com ele? Todas essas questões podem passar pela cabeça de pais e professores ao terem conhecimento de um aluno disléxico ou do filho com esse diagnóstico. Além do apoio familiar a informação é a grande aliada. Afinal o que é dislexia? É um distúrbio específico da área da linguagem e que afeta principalmente a leitura. Porém, como praticamente todos os conteúdos envolvem

leitura com compreensão, nem sempre a caminhada escolar é simples para o disléxico. Há dificuldades também na expressão escrita, com trocas de letras, omissões e aglutinações. Além disso, pode haver uma lentidão para escrever e uma letra “feia”! Tudo isso considerando-se uma criança com inteligência na média e sem lesões orgânicas. São imprescindíveis adaptações na escola para trabalhar com essas crianças de forma adequada, como, maior tempo na realização de avaliações, correção diferenciada, provas orais, outras formas de avaliação.

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E o disléxico? Na nossa experiência após a criança ficar sabendo que é disléxica e entender o significado, geralmente, sentese aliviada. Afinal, ela compreende que não é “culpada”, nem é burra ou outra hipótese terrível fantasiada por ela. Porém, para muitos, a escola ainda é um lugar de sofrimento. Morrem de medo da exposição de seus erros, por exemplo, em uma leitura em voz alta. Há uma sensação forte de insegurança e crença de que estão sempre errados. Sentem-se pressionados pelos pais que querem que se esforcem mais, pelos


de um novo olhar

a Stavale*

professores que acham que se acomodam e pelos colegas que não o chamam para o grupo. Por outro lado, gostam de falar sobre assuntos que dominam! E o professor? O outro forte aliado é o professor que, mais que todas as técnicas para lidar com esses alunos, com a sua mediação, seu olhar, com a força de sua palavra pode ajudá-los a vencer barreiras e fazer com que sua inteligência e o potencial possam desabrochar e mudar sua vida para sempre.

O professor, mais que todas as técnicas, pode lidar com esses alunos, com a sua mediação, seu olhar, com a força de sua palavra pode ajudá-los a vencer barreiras.”

Dislexia? É um distúrbio específico da área da linguagem e que afeta principalmente a leitura. Porém como praticamente todos os conteúdos envolvem leitura com compreensão, nem sempre a caminhada escolar é simples para o disléxico.”

*Aurea Stavale é especialista em Neuropsicologia; especialista em Psicopedagogia e membro da equipe diagnóstica da ABD. Realizou um encontro formativo com os professores da Montale em fevereiro. 29 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2018


L’occhio

Vocêdo sabia que Copa mundo

di Raphael Mo L'occhio, o bulbo oculare, è l'organo principale dell'apparato visivo, che ha il compito di ricavare informazioni sull'ambiente circostante attraverso la luce. L'occhio umano (e degli organismi superiori) raccoglie la luce che viene dall'ambiente, ne regola l'intensità attraverso un diaframma detto iride, la focalizza attraverso un sistema regolabile di lenti per formare un'immagine sulla retina e trasforma questa immagine in una serie di segnali elettrici che attraverso il nervo ottico vengono inviati al cervello per l'elaborazione e l'interpretazione. La nostra vista è il senso che ci consente di interagire con il mondo. Sebbene la pigmentazione dell'iride, che è la parte colorata dell'occhio che vediamo e che essenzialmente ha una funzione di muscolo, non comporti particolari differenze di visione tra le persone, il colore dell'occhio è determinato geneticamente, per cui ci sono colori più rari e colori più comuni. Anche se potrebbe non sembrare, gli occhi verdi sono i più rari in assoluto, perche li ha solo il 2% della popolazione mondiale.

Tutti gli occhi sono in realtà marroni. La parte posteriore dell’iride è marrone in tutte le persone: la percezione di azzurro, verde o marrone ha a che fare con quanto pigmento c’è nello spessore del tessuto dell’iride.

Stare all’aria aperta contrasta la miopia. Oggi è provato che passare tempo all’esterno è protettivo contro la miopia. La luce stimola la produzione di dopamina che ha un effetto di irrigidimento nell’occhio, proprio l’opposto della miopia che è dovuta a un occhio “sfiancato” cresciuto in modo sbagliato per un tessuto troppo elastico. Più si sta all’aria aperta tanto meno la miopia compare o peggiora.

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e la vista

ontesano Mari Il fumo può danneggiare seriamente la vista. Il fumo aumenta il rischio di degenerazione maculare senile: danneggia i piccoli vasi sanguigni nella retina e nel nervo ottico, il che può portare alla perdita della vista. Non bisogna addormentarsi con addosso le lenti a contatto. L’ossigeno passa lo stesso nell’occhio attraverso le lenti a contatto grazie al movimento delle pupille che rinnova la lacrima. Quando dormo con la lente (specie con quelle morbide) non c’è movimento, non ci sono lacrime, in più con le palpebre creo una barriera: l’occhio va in ipossia, così la cornea può alterarsi e subire ulcere e infezioni. I tuoi occhi possono rivelare problemi di salute nascosti. Gli occhi possono mostrare segni di una serie di disturbi di solito visibili solo a un oculista in un esame di routine, incluse malattie cardiache, tumori, problemi della tiroide e anche l’HIV o altri disturbi autoimmuni.

Lo sguardo della Natura

A un certo punto tutti avranno occhiali o subiranno operazioni. Stiamo diventando più vecchi, quindi operarsi di cataratta dopo i 60-70 anni o portare gli occhiali per leggere dopo i 45 anni è normale. Gli occhiali da sole con protezione UV rallentano la progressione della formazione di cataratta, perciò assicuratevi di indossarli. Per quanto riguarda la perdita di vista da vicino è inevitabile. Unico consiglio è quello di trascorrere tempo all’aria aperta: come per i bambini, anche gli adulti che vivono di più all’aperto hanno in genere vista migliore e ci mettono più anni ad aver bisogno di occhiali.

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Vocêdo sabia que Copa mundo

El secreto de sus ojos por Marco Rimoldi

No existe mayor honor para un director argentino que el de ir al exterior dirigir un filme internacional. Excepto el de que un largometraje producido en el país tenga el reconocimiento internacional, aún más si ese reconocimiento es el mismísimo Oscar a mejor película extranjera, ese es el honor que Juan José Campanella tiene con su producción “El Secreto de sus Ojos”, el último filme argentino que gano este premio. Protagonizado por el reconocido actor Ricardo Darín y escrita por Eduardo Sacheri, la película trata sobre un investigador ya retirado que comienza a escribir una novela sobre un caso sin resolver de varios años atrás, lo cual lo lleva a un viaje por su pasado y por detalles del caso que capaz no había notado en la época. Los temas del filme son muy variados, pero se destacan principalmente la nostalgia, el olvido y la importancia del pasado. El largometraje está bien ambientado, con una estética variando entre oscuros y misteriosos edificios y alegres cafés y parques, los actores logran transmitir esa sensación de nostalgia de forma efectiva, y eso con la famosa escena de "pasión" y un final inesperado hacen de "El Secreto de sus Ojos" uno de los mejores filmes argentinos de este milenio.

Escenas tomadas de la película

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Scent of a Woman Marco e Breno, alunni del Liceo

by Breno Pinho

The movie Scent of a Woman (1992) tells the story of Charles Simms (Chris O’Donnell), a university student who accepts a job to work as a carer for the blind ex-colonel Frank Slade (Al Pacino) during thanksgiving weekend. Frank unexpectedly takes Charles to New York, despite Charles’ unwillingness to go with him. In New York, Charles saves Frank from a near-death situation and Frank helps Charles solve a difficult situation of his own at university. The main theme of the film is resilience and determination to stay faithful to your ideals, even in difficult situations. Frank, someone who has lost this sense of resilience after becoming blind, sees this sentiment in Charles, as he refuses to tell on a group of pranking university thugs, even after being threatened by the university principal. At the end of the movie, both Frank and Charles understand and accept this sentiment and, thus, grow as people.

Scenes taken from the film

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Para sem

Vocêdo sabia que Copa mundo

de Helenic

Como toda a gente provavelmente já fez alguma vez na vida, joguei, na infância e também na adolescência, ao jogo do E se eu fosse cega. Era assim que sempre chegava à conclusão, e ao cabo de cinco minutos com os olhos fechados, de que a cegueira, uma terrível desgraça, poderia, ainda assim, ser relativamente suportável! Àquela época funcionavam-me bem os olhos – e deles fazia um uso displicente e ingênuo nessas brincadeiras. Por vezes, cerrava-os antes de cobri-los com a venda; comumente um pedaço encardido de tecido. Em outras, no entanto, abria os olhos de propósito antes de viver a experiência. Neste caso, sentia o roçar das pestanas no tecido; numa tentativa derradeira de ludibriar os parceiros de jogo. O propósito, sempre o mesmo: o de vivenciar o mesmo espaço de maneira diferente, como se eu não fosse eu mesma, provando a mim a minha ousadia e esperteza, assumindo um risco calculado, mas aventureiro; inclusive o de topar com o dedão no pé da mesa. E a ousadia nunca haveria de ser suficiente: frequentemente, reunia-me no quintal sempre imenso da casa de alguém, após a escola e até o início da noite. Depois de um breve exercício genuinamente democrático e absolutamente unânime, decidíamos que um, dentre nós, tornar-se-ia um cego. E assim, como as coisas e as pessoas eram como tinham que ser – tão reais e humanas – não era difícil reconhecer-lhes, ainda que de olhos vendados, os cheiros e as presenças: o suspensório que sustentava as calças curtas do Joãozinho, a saia ora vermelha ora xadrez da Ritinha, o batucar dos saltinhos de verniz da Verinha, os cabelos negros da Fernanda a chicotear o ar... O áspero da mão do Gustavo... O pisão de mil e tantos quilos do Renato... Os gritinhos incontidos da Cidinha... O suor diferente e tão infantil de cada um de nós... Em todas as vezes, bastava que passasse a venda a outro (ou simplesmente a retirasse), para pensar que, se a dita cegueira não fosse de nascença, e se a vítima de tal infelicidade tivesse conservado uma lembrança suficiente, não só das cores, mas também das formas e dos planos, das superfícies e dos contornos, então a tristeza não seria imensa. Mas tantas outras vezes experimentava tudo isso sozinha. Olhos fechados, luz apagada – e ainda assim sabia que estava em casa: reconhecia-a pelo odor, pela atmosfera, pelo silêncio, distinguia os móveis e os objectos só de tocar-lhes, passar-lhes os dedos por cima... Essa brincadeira de criança, nem de longe negra. Ao contrário, uma insondável brancura cobria tudo. Aquelas cegueiras temporárias nada mais eram do que algo que se limitava a cobrir a aparência dos seres e das coisas, deixando-os intactos.

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mpre cega

ce Schiavon Ensaio Sobre a Cegueira é um romance de José Saramago, escrito em 1995, três anos antes de o autor receber o prêmio Nobel de Literatura. José Saramago, por ocasião da apresentação pública do seu livro Ensaio Sobre a Cegueira, disse: “Este é um livro francamente terrível com o qual eu quero que o leitor sofra tanto como eu sofri ao escrevê-lo. É um livro brutal e violento e é simultaneamente uma das experiências mais dolorosas da minha vida. São 300 páginas de constante aflição. Através da escrita, tentei dizer que não somos bons e que é necessário termos coragem para reconhecê-lo”. Carrego essa brincadeira infantil na memória. Mais que isso, trago-a como uma experiência a ser vivida cotidianamente. Não se trata, agora, entretanto, de vendar os olhos no jardim, de topar nos móveis, de errar ou de adivinhar caminhos, de deslizar os dedos pelas texturas dos objetos da minha casa, ou de respirar os cheiros dos meus amigos queridos. Não se trata de, como se fosse apenas um jogo infantil, acreditar que seres e coisas podem estar intactos por trás do um véu negro ou branco. Trata-se, outrossim, de compreender que estar cego alguma vez na vida nos capacita a devorar - mais que apenas a absorver - as próprias coisas e seres, tomando-os, por essa maneira, duplamente invisíveis e, por isso, duplamente interessantes e duplamente verdadeiros. Meus amigos de infância, vejo-os, com sorte, uma vez ao ano. Os quintais das minhas brincadeiras deram lugares a prédios e a sala da minha casa já não tem os mesmos móveis, muito menos as mesmas paredes. As brincadeiras após a escola ficaram lá atrás. Mas é ela, a escola, que se fixa como cenário dessa minha nova vida cotidiana e adulta: quase todos os dias, imagino-me cega diante da minha sala de aula, e me permito ver de verdade sob o véu encardido e, ao cabo já dos primeiros cinco minutos, me surpreendo com tantos outros joãozinhos, ritinhas, verinhas, fernandas, gustavos, renatos e cidinhas que insistem em provar da ousadia e da esperteza, assumindo um risco calculado e aventureiro em minha companhia; dispostos – se preciso - a topar, como cegos - com o dedão no pé da mesa. Surpreendo-me ao ver que, a despeito de terem mudado os tempos, minha cegueira persiste além do jogo infantil e asseguram a mim que as coisas e as pessoas ainda são como têm que ser – tão reais e humanas – e não é difícil que se possa reconhecer-lhes as almas, ainda que de olhos vendados. Eis a beleza de fazer-se de cega propositadamente; apenas e tão somente por entender que há muitas vidas intactas por aí. Nota: os textos em vermelho foram retirados do livro de José Saramago, Ensaio sobre a Cegueira.

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Copa do viemos mundo De onde

Saluti da

di Marialui

Marialuisa (a sinistra) con l’amica Gaia, I Liceo

Salve mi chiamo Marialuisa Romano e sono nata a Gallarate in provincia di Varese. Quando andavo a Bergamo con la mia famiglia, andavamo a visitare per lo più la città alta che, oltre ad avere un panorama affascinante, è anche una città piena di storia e cultura. Le Mura Venete di Bergamo costituiscono una delle più importanti realizzazioni architettoniche della città, realizzate nel XVI secolo, queste mura sono opera della Repubblica di Venezia che vedeva nella città lombarda un’opportunità per affermare il proprio predominio anche nel commercio via terra.

Basilica di Santa Maria Maggiore, Bergamo

La Torre civica, Bergamo

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Bergamo

isa Romano

Uno dei monumenti più importanti che si possono visitare è La Basilica di Santa Maria Maggiore, essendo il più importante monumento del capoluogo Bergamasco; la struttura venne edificata nel dodicesimo secolo dai bergamaschi .Un altro monumento è la Torre civica, che si trova nella Piazza Vecchia di Bergamo nella Città Alta tra le mura venete, dove venne costruita da un’importante famiglia ghibellina che successivamente diventò la sede del Podestà. Il posto di che mi ha suscitato maggior interesse è stata la Fontana Contarini che è tra i monumenti di maggiore interesse a Bergamo, realizzata nella zona alta della città, la Fontana deve il suo nome al podestà della repubblica di Venezia.

Sono vissuta per poco tempo a Bergamo, ma continuo ad andarci anche adesso e penso che ci sia una grande differenza nel posto; ad esempio, uscivo con i miei amici o anche da sola in bici, senza aver timore che qualcuno mi potesse ferire o far del male; mentre qui a São Paulo è molto più pericoloso perché i veicoli superano il limite di velocità, così, aumentando la probabilità di essere investiti, inoltre la sicurezza delle persone è più a rischio rispetto a quella di Bergamo, perché qui ci sono molti sequestri.

Fontana Contarini, Bergamo

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Copa do viemos mundo De onde

O que é Belo Hori

de Pedro e L “Falar da minha cidade natal é uma oportunidade que me faz voltar pra

lá. Nasci em Belo Horizonte, MG, Brasil, mas não fiquei lá por muito tempo. Me mudei para São Paulo com 2 anos e desde então vamos para BH nos feriados e férias. Ir para BH é sinônimo de festa e alegria; sempre que alguém me pergunta se tenho vontade de voltar a morar lá, eu reflito sobre o fato se esta mudança acabaria com a magia do lugar

que é justamente ir lá de vez em quando, visitar os parentes que não vemos sempre e ir ver lugares novos e diferentes. E se eu me mudasse para lá eu não ia dar valor a essas coisas, assim como morando aqui em SP, que é um lugar que também tem suas qualidades e lugares bonitos.” Pedro Paulinelli Coelho, classe III Liceo

Lucas e Pedro Estádio Governador Magalhães Pinto (Mineirão)

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izonte para mim?

Lucas Coelho

Belo Horizonte, Minas Gerais

Lagoa da Pampulha, BH

“Além de ser a cidade em que eu nasci é algo que eu amo, onde toda minha família mora. Lá, eu brinco muito e sempre visito museus para descobrir coisas da história da cidade, visito todos os meus primos, vou em praças e sempre adoramos quando vamos para lá.” Lucas Paulinelli Coelho, classe III Scuola Secondaria di I Grado

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Copa do de mundo Meninos Ouro

A primeira fase da FUVEST deu-se três dias antes do início do Esame di Stato. Apesar de ter-nos preparado por dois anos só para a prova italiana, passamos inesperadamente na primeira fase da prova brasileira e depois também na segunda. Assim, entramos ambas na Universidade de São Paulo (USP), uma no curso de Artes Visuais e a outra em Ciências Sociais; talvez não somente graças ao tempo passado na Montale – mas certamente carregando sua preciosa bagagem. O fato é: a liberdade de escolha do assunto da tesina para o Esame nos proporcionou uma oportunidade única de mergulhar em uma pesquisa sobre um tema que realmente nos interessava, possibilitando uma clara direção na decisão de curso que nem todos os ingressantes possuem. A extensa prática de redação em português, em italiano e de leituras complexas em inglês que tivemos ao longo do tempo mostrou-se crucial nas provas da segunda fase, tanto na própria redação quanto nas perguntas discursivas de diversas matérias. Após nossa entrada e o começo das aulas, notamos outros elementos do currículo italiano que se encaixavam com o conteúdo

dos cursos. Em Artes Visuais, as aulas de História da Arte da Montale foram de grande ajuda, pois já usava muitas das referências dos professores da Escola de Comunicações e Artes (ECA), enquanto nas aulas de Cor alguns conteúdos da Física e Química já eram conhecidos para uma ex-aluna do Liceo Scientifico. Já nas aulas de Sociologia e de Ciência Política da Faculdade de Filosofia, Letras e Ciências Humanas (FFLCH), se aprendem autores previamente citados durante as várias lições de Filosofia que tivemos – e por aí vai. Outro aspecto importante que faz uma diferença na transição da Montale à USP é a proposta humanista e interdisciplinar do ensino italiano, que condiz com a didática “uspiana”. Esse modo de encarar e vivenciar o ambiente acadêmico não é muito comum em escolas do sistema brasileiro (pelas quais também passamos), mas é essencial na Universidade. Além disso, ainda em comparação com a realidade brasileira, a Montale valoriza a liberdade dos alunos e encoraja muito mais a sua autonomia, que são absolutamente necessárias para a vida em uma faculdade. A atenção e cuidado dados

Outro aspecto importante que faz uma diferença na transição da Montale à USP é a proposta humanista e interdisciplinar do ensino italiano, que condiz com a didática ‘uspiana’.”

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Da Monta por Helena e

Vista de uma parte do prédio do Centro de Artes Visuais (CAP) na ECA

Grupo de estudantes dos cursos de Ciências Sociais e História durante concentração para ir ao ato em solidariedade à vereadora Marielle Franco e a Anderson Gomes


pelos queridos professores foram de muito valor no aprendizado e amadurecimento, e nos fizeram sentir relativamente preparadas para essa nova fase (pois dificilmente se está totalmente pronto!). Não se pode deixar de mencionar o fato de termos aprendido a língua italiana. Mesmo que ainda não tenha sido diretamente útil nas aulas, certamente criou uma conexão com a cultura italiana que ampliou nossos horizontes intelectuais. A USP conta com vários programas de ensino de línguas estrangeiras, que é intensamente recomendado por professores e orientadores, e é necessário para uma possível oportunidade de intercâmbio – como os vários oferecidos pela instituição. Isso sem contar a

ale à USP Beatriz Toro

Escultura de papelão feito pela Helena na segunda semana letiva na aula de Forma Tridimensional

utilidade no contato com alunos italianos de intercâmbio na USP que compartilham nossas aulas e círculos sociais, e também na leitura de certos materiais teóricos no original. Nossa experiência universitária já é e certamente continuará sendo bastante diferente daquela colegial, mas uma coisa é certa: a imersão no universo da Montale, ainda que por dois curtos anos, teve um efeito complexo e duradouro em nós, e por isso somos extremamente gratas. Mesmo entrando em um ambiente totalmente novo temos a certeza de que nunca esqueceremos o convívio com nossos colegas, com os professores, as diretoras e funcionários que nos acompanharam nessa jornada.

Beatriz em uma passeata contra a corta de verbas do Hospital Universitário com integrantes do curso de Ciências Sociais

Vista do monumento central da Praça do Relógio no campus Butantã da USP

Vista da apresentação das Baterias Unificadas do campus Butantã da USP na Praça do Relógio durante a semana da calourada

A imersão no universo da Montale, ainda que por dois curtos anos, teve um efeito complexo e duradouro em nós, e por isso somos extremamente gratas.”

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Copa dodos mundo Mural Pais

Nosso testemunho sobre ‘Educação’ por Família Caldarola

Quando fomos chamados a discutir um pouco do que pensamos sobre educação, de início “deu um branco” e, quando isso acontece a atitude mais comum que temos e que já estamos “educados” a fazer é procurar o Google e, adivinhem... foi o que fizemos. Descobrimos no Google que, “no seu sentido mais amplo, educação significa o meio em que os hábitos, costumes e valores de uma comunidade são transferidos de uma geração para a geração seguinte”. Pronto já temos o fio da meada...

Como pais mais velhos, viemos de uma educação dada por uma geração que procurava dar o exemplo do que era certo e fazia uma crítica forte ao que era errado. Muitas vezes o correto não era nem reconhecido, pois era uma obrigação, e o errado era repreendido fortemente... muito fortemente. Hoje parece que a educação passa por uma inversão de valores onde “o que está errado é o que está certo”. Precisamos mostrar para nossos filhos exemplos de situações erradas para que entendam o que é o correto, já que elas são

muito comuns. Entendemos que a formação educacional se dá pela repetição de comportamentos, desejáveis ou indesejáveis. A cultura que será assimilada pelas crianças é o que eles vêem repetidamente nas famílias, amigos, educadores, enfim todos aqueles que convivem no dia a dia. Ou seja, comportamentos desejáveis e indesejáveis repetitivos. Dessa forma pensamos que educar pode ser muito simples... apenas repetindo comportamentos desejáveis, que é o que tentamos fazer todos os dias.

Roberto, Ana Paula e Pietro, aluno da III Primária em frente ao Duomo de Milão

A cultura que será assimilada pelas crianças é o que eles veem repetidamente nas famílias, amigos, educadores, enfim todos aqueles que convivem no dia a dia.” 42

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Copa dodos mundo Mural Pais

Sentir-se no caminho certo por Família Santin

Quando tomamos a decisão de nos associar à Montale, quatro anos atrás, tínhamos a certeza de que queríamos proporcionar aos nossos filhos Pedro e Vitor uma educação que fosse coerente com os valores e princípios que procuramos passar no dia a dia. Precisávamos encontrar uma escola onde nossos filhos pudessem ser preparados para pensar, dialogar, questionar de maneira construtiva, respeitar opiniões, serem

felizes em suas escolhas e na convivência social. A forma acolhedora como fomos recebidos pelo educador Victor e demais colaboradores, o processo de adaptação dos nossos filhos realizado com toda atenção, carinho e seriedade, nos deu o conforto para iniciarmos esta jornada com a Montale. E até este momento temos colhido muito aprendizado, dedicação, colaboração, amizade, parceria e o mais

gratificante: a felicidade de nossos filhos de fazer parte desta família. Ainda temos uma longa jornada pela frente, mas neste momento gostaríamos de expressar a nossa gratidão a todos os educadores e colaboradores da Montale e dizer que os resultados colhidos até agora nos faz acreditar que estamos no caminho certo. Marcia e Cristiano, com os filhos Vitor da II Primária e Pedro, da I Média

Família Santin

Até este momento temos colhido muito aprendizado, dedicação, colaboração, amizade, parceria e o mais gratificante: a felicidade de nossos filhos de fazer parte desta família.“

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Parêntese Artístico Copa do mundo

Lo sguardo in Arte Alunni della classe II Liceo

I cambiamenti dello sguardo e dell'arte vengono insieme a quelli degli umani, come per esempio i cambiamenti culturali, politici e religiosi. Lo sguardo, per me, è totalmente individuale e cambia sempre da una persona all'altra, poiché nessuno vede tutto uguale all'altra persona, perché tutti hanno concetti, culture e valori diversi. Per questo che l'arte è così bella da vedere e non è mai uguale, per il fatto che ognuno di noi ha il suo proprio sguardo.” Isabella Braga

Per gli Egizi basta un unico occhio per raffigurare il dio del Sole Ra (e in effetti il disco solare ha la stessa forma della pupilla). Si tratta di un simbolo complesso e ancora misterioso ma senza dubbio carico di fascino anche per noi che non possiamo coglierne la totalità dei significati.

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Lo sguardo è come il gusto, ognuno ha il suo e essi sono totalmente diversi. Nel periodo paleocristiano, la rappresentazione era vista in due modi, per esempio: il vino, dai romani politeisti era visto come un momento di celebrazione, già, per i cristiani il vino era il sangue di Cristo. O il pastore e le pecore, nella quale il pastore era Cristo e le pecore gli uomini.” Danilo Veronesi

Le immagini sono ingannevoli, ambigue, perché possono avere più di un significato diverso, anche i nostri valori possono interferire nello sguardo o nel significato, come nell'epoca paleocristiana, nella quale i cristiani non potevano manifestare la loro religione liberamente, dunque hanno creato simboli/immagini, che per i romani avevano un significato e per i cristiani un altro.” Cecilia Chinelatto

Alcune forme di espressione artistica dello sguardo

Lo sguardo per me è una maniera di vedere qualcosa, in un modo totalmente individuale. Con uno sguardo, una persona riesce a percepire se lei è arrabbiata, felice o di malumore. Nella storia ogni popolo aveva uno sguardo diverso. Per gli Etruschi, le sculture delle persone venivano fatte non come ricerca della bellezza, ma rappresentavano la persona come era in effetti, veramente, non per la sua bellezza ma per la sua storia; al contrario, i Greci, cercavano la bellezza perfetta.” Renan Augusto

In alcuni periodi artistici, l’occhio scrutatore diventa quello di Dio, magari inserito dentro un ancor più simbolico triangolo.

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Per me uno sguardo é vedere qualcosa in maniera non dettagliata, non sapendo così il 100 %. È qualcosa di inesprimibile. Nessuna parola esprime, neanche lontanamente, la sua strana essenza. Eppure lo sguardo esiste. Poche sono le realtà che hanno un tale livello di esistenza. Ha a che vedere con gli occhi, ma non significa la vista.” Mathias Porretti Per le civiltà mesopotamiche gli occhi sono subito apparsi un simbolo divino tanto che i loro piccoli idoli avevano occhi immensi e, talvolta, ne avevano ben più di due.

Mausoleo di Galla Placidia, Ravenna (425 d.C.)

Mausoleo di Galla Placidia, Ravenna (interno)

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Lo sguardo è la forma di vedere ed interpretare qualcosa, sia un opera d’arte che un testo, un monumento o una frase, e cambia con il tempo a seconda della nuova mentalità diffusa. Un esempio è “Il Mausoleo di Galla Placidia”, fatto nel 425 al 430 d.C. a Ravenna a forma di croce latina, che dimostra lo sguardo degli architetti delle cappelle cristiane dell’epoca: fuori è molto umile e semplice, fatto di mattoni e altri materiali di facile accesso e non lussuosi, ma all’interno è colorato, pieno di figure fatte a mosaici e ricco di vibrazioni luminose (anche se la luce è superficiale, per rispettare il tema funebre della sua creazione, la morte di un santo). Se riflettiamo su questo e pensiamo sulle credenze dell’epoca, può sembrare che la cappella rappresenti il dio cristiano stesso, umile al di fuori, giacché si trasformò in uomo, e splendido all’interno, poiché è Dio. Oggigiorno non ci sembrerebbe più che una semplice chiesa creata per il ricordo di un martire, perché lo guardiamo con un pensiero molto meno religioso.” Valentina Innocente LEONARDO DA VINCI (1452-1519) La signora con l’ermellino Museo Louvre – Paris – France

MICHELANGELO BUONARROTI (1475-1564) La sibilla (dett) Cappella Sistina – Roma CARAVAGGIO (Michelangelo Merisi – 1571-1610) Bacchino malato, 1593 Galleria Borghese – Roma

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CopaPoesia do mundo

Con uno sguardo poetico

Alunni della IV Liceo

Lettera a un evanescente Breno Pinho Ricchezza e Povertà Marco Rimoldi

Tra nostro passato e nostro futuro, Esiste l’ora, il minuto, il secondo. Esiste l’opera del tempo più puro Esiste il momento; che avvolge l’intero mondo. Tutto vedono quest’attimo, ma nessuno lo coglie Tutti dicono di apprezzarlo, ma nessuno vive in esso. Quando esso è presente, tutt’altro pensiero si scioglie “Ma è meglio pensare al dopo; non al qui e adesso! Ma il vivere vero è il vivere il momento. Non preoccuparti del “da” o del “fra”. Sfrutta sempre il massimo che puoi ogni evento!

Non è importante l’accaduto o l’accadrà, l’unica opzione è controllare questo frammento. “Carpe Diem”, amico mio, nella tua brevità!

BRILLANO DI LUCE PROPRIA Mariana Funari

Sarà vero che la povertà è l’incapacità di mantenersi? O i poveri siamo noi che crediamo in quell'affermazione? Magari l'unica cosa che vogliamo nella vita è povertà Ma vogliamo anche la ricchezza e ve ne siamo sempre immersi? Non lo sappiamo, ma la ricchezza può essere anche in un mattone I libri non ti dicono che la ricchezza è la bontà! Ricco è quello che trova Ma ricco è anche quello che soltanto va alla ricerca I ricchi son quelli che possiedono la supernova Ma il vero ricco è colui che mai alterca!

Brillano di luce propria. Alcuni le portano sugli occhi, altri ne leggono il destino. Mostrano la dritta via a chiunque la cerchi.

Oscurità Luca Percario

Macchie di cui l’universo non ha vergogna, anzi, si vanta di averne tante, mentre a noi ne basterebbe solo una, anche se le vorremmo tutte.

La morte è oscura, così come la notte, Ed entrambe ci fanno paura. L’oscurità ci sta dentro, noi siamo l’oscurità. Noi siamo misteriosi a noi stessi. Nell’oscurità si nasconde tutto, Problemi e frustrazioni, allegrie e sorprese, Tutto dipende da come la osserviamo. I nostri occhi sono filtri per i nostri sentimenti.

Alla fine sempre esplodono, con il tempo passano e danno luogo ad altre, come se nulla fossero. Effimere e inconsistenti. Innumerevoli e insignificanti. Stelle o desideri?

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Povero è quello che non trova Ma povero è anche quello che mai cerca I poveri ogni notte vedono la supernova Ma i veri poveri non fanno neanche la ricerca


Nuda Leticia Santos Pinheiro Oliveira

Amen, così sia Vinicius Santos

Mi spoglio dinanzi a te, o Madre Che per prima mi portaste in grembo, mi faceste donna, mi faceste parte di te. Tu, che sei ovunque, che invadi la Terra e la fai tua, che fai di me tua figlia e tua sorella, sei tu l’unica divinità, l’unica madre di ogni Dio, di ogni ninfa, di ogni eroe. Or fai di me, Signora Madre, ciò che giusto vuoi che sia. Ch’io dunque farò di te ogni mia poesia.

L’allegria deve essere figlia del ventre Che a volte arriva senza che te ne accorgi Ma nessuno sa di certo il momento Il momento in cui senza avvisare sparirà Produce qualche risata e poi se ne va Nessuno sa l’ora che tornerà Avvolte verrà subito e altre volte ritarderà Quindi bisogna approfittare quando c’è Non star sempre a lamentare Meglio se viene per non andare via Amen, così sia!

Vulnerabilità Martina Ferri L'Amore ha bisogno di tutto, e di nulla. L'Amore ti chiede di spogliarti di ciò che ti rende debole, e di vestirti dei tuoi vizi. Ti chiede di spezzarti il fiato per quanto sia veemente, e di respirare per compiacerti di ciò che osservi. Ti chiede di morire, per sentirti nascere ogni atomo di dolore, e di vivere per sentirti lacerare dalla passione. L'Amore dipende da sè stesso, dal Caos e dalla calma che lo concepiscono.

ESSERE O NON ESSERE FORTE Gabriela Scarpi Puoi pensare che sei la persona più forte al mondo, ma solo ti stai nascondendo dietro i tuoi muri hai paura di uscire no? Di cosegnarti al mondo perché ti hanno ferito. Non sei forte, la fortezza non è solo cadere e rialzarsi, è cambiare chi sei e non avere paura di soffrire di nuovo. Essere forte è cadere e alzarsi con un sorriso e dire: la vita continua a estendere per me il tappeto rosso sono come un modello…con un sorriso in faccia. La Volontà che muove l’uomo Raphael Mari

O Volontà, cosa sarebbe di noi senza Te? Cosa sarebbe di noi se non avessimo Quella Volontà di svegliarci e andare a lavorare, di amare, di vivere O senza il volere esercitare tanto il Corpo come l’Anima E se non abbiamo la Volontà non viviamo Non siamo uomini.

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A última palavra Copa do mundo

Nuove stanze* Eugenio Montale

Poi che gli ultimi fili di tabacco al tuo gesto si spengono nel piatto di cristallo, al soffitto lenta sale la spirale del fumo che gli alfieri e i cavalli degli scacchi guardano stupefatti; e nuovi anelli la seguono, più mobili di quelli delle tue dita. La morgana che in cielo liberava torri e ponti è sparita al primo soffio; s’apre la finestra non vista e il fumo s’agita. Là in fondo, altro storno si muove: una tregenda d’uomini che non sa questo tuo incenso, nella scacchiera di cui puoi tu sola comporre il senso.

*Da “Le Occasioni”

Il mio dubbio d’un tempo era se forse tu stessa ignori il giuoco che si svolge sul quadrato e ora è nembo alle tue porte: follia di morte non si placa a poco prezzo, se poco è il lampo del tuo sguardo, ma domanda altri fuochi, oltre le fitte cortine che per te fomenta il dio del caso, quando assiste. Oggi so ciò che vuoi; batte il suo fioco tocco la Martinella ed impaura le sagome d’avorio in una luce spettrale di nevaio. Ma resiste e vince il premio della solitaria veglia chi può con te allo specchio ustorio che accieca le pedine opporre i tuoi occhi d’acciaio.

Lo sguardo di Clizia (Irma Brandeis)

Irma Brandeis (Clizia) e Eugenio Montale

Negli occhi di Clizia di Victor Vallerini Il poeta e Clizia, nella poesia “nuove stanze”, giocano a scacchi in un interno mosso da vari sguardi; i dettagli si distaccano: il gesto di spegnere nel portacenere la sigaretta e la presenza di numerosi anelli alle dita della donna. Clizia si rivela già in questa strofa una donna di potere: gli anelli alle mani evocano ricchezza. Il fumo costituisce come una vera e propria magia operata da Clizia, diventa la rappresentazione della realtà esterna costruendo, attraverso gli sguardi, un mondo interno ideale. La realtà esterna è la percezione del disordine, alla quale partecipano sia il poeta che Clizia. Internamente, racchiusa dallo sguardo, permane la bellezza della donna (e della cultura e della civiltà che ella rappresenta) che è inerme rispetto all’incalzare del caos e del disordine esterno. Gli uomini comuni coinvolti nei processi della storia, si spaventano e vengono travolti, invece chi è unito a Clizia può contare sullo sguardo di lei (come il poeta) ed è in grado di resistere e sopravvivere, intellettualmente, alla catastrofe, conservando la possibilità di vedere il significato delle cose senza essere accecato dall’apparente insensatezza e dalla brutalità della storia. 50 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2018


Autorità, Fondatori, Direzione e Rappresentanti COMITATO GESTORE (2016-2018) • Giuseppe d´Anna Presidente • Nelio Bizzo Vice-presidente • Augusto Bellon Dirigente presso l'Ufficio Scolastico territoriale

CONSIGLIERI

• Adriana Corsari • Elio Colombo Junior • Flávia Angelico • Paulo Funari • Renato Terzi

Sandra Papaiz - Associada benemérita Giuseppe d’Anna - Popait Participações Nildo Masini - Grupo Masini Marzio Arcari - Instituto Cultural Italo-Brasileiro Michele Gialdroni - Instituto Italiano de Cultura Sandro Isidori Benedetti - Associação Umbri

DIREZIONE DIDATTICA Paola Capraro – Direttrice Scolastica Italiana Silvia Maria de Freitas Adrião – Direttrice Scolastica Brasiliana

DIRETTORE AMMINISTRATIVO Lorenzo Gemma

Elenco Rappresentanti di Classe - a.s. 2018 Scuola dell´Infanzia – sez. A-B-C-D-E.......................Vanessa Kaeda Bulara de Andrade Scuola Primaria – classe 1ª ..................................................Roberta Sardenberg Piceli Scuola Primaria – classe 2ª ................................................................Diego Trancanelli Scuola Primaria – classe 3ª .............................................................Claudia Torikachvili Scuola Primaria – classe 4ª ..................................................Roberta Sardenberg Piceli Scuola Primaria – classe 5ª ..........................................Marcos Vinicius Pinto Salomon Sc. Sec. I Grado – classe 1ª ...................................................................Barbara Ferrara Sc. Sec. I Grado – classe 2ª ................................................................Diego Trancanelli Sc. Sec. I Grado – classe 3ª .............................................................Alessia Dell’Agnello Sc. Sec. II Grado (Liceo) – classe 2ª...........................................Antonio Luis Chinelatto Sc. Sec. II Grado (Liceo) – classe 3ª.......................................Lorenzo Andrea Colombo Sc. Sec. II Grado (Liceo) – classe 4ª........................................................Marco Rimoldi

ASSOCIATI FONDATORI

ASSOCIATI BENEMERITI •AEDA •Alitalia •Angelo Vecchi •Anna Maria Barrucci •Banco Bradesco •Benedetti Sandro Isidori •Campari do Brasil •Circolo Italiano •Conde Raffaele Leonetti

•Patronato Assist. Imigrantes Italianos (PAII) •Pirelli S.A. •Saipem do Brasil •Sandra Papaiz •Scac S.A. •Sergio Comolatti •Udinese ind e com •Unicredito Italiano •Unilever •Zanemp Empreendimentos

•Fabio Perini S.A. •Fiat Automóveis •Generali do Brasil •Grupo Masini •Impregilo SpA •Instituto Cultural ItaloBrasileiro (ICIB) •Luigi Bauducco •Nelson Castro •Papaiz ind e com

CONSOLATO GENERALE D'ITALIA A SAN PAOLO Michele Pala - Console Generale 51 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2018

• BERTOLINI RICCARDO

• BERTOLINI ALFONSA • CROSO EDGARDO • GENTILINI PALMIRO • GHERSI LORENZO • MATTOLI SOCRATE • ROBERTO ALBERTO • ROBERTO PAOLA


“Os jovens aprenderão sozinhos se na escola tiverem aprendido a pensar” Eugenio Montale Nobel de Literatura, 1975

Filosofia da Escola Um dos valores mais importantes do nosso projeto pedagógico é a formação integral do educando. Interessanos que o aluno construa, ao longo da sua escolaridade, um lastro cultural e intelectual que lhe permita atuar de forma responsável, competente, crítica e autônoma ante as exigências impostas pela sociedade.

Rua Dr. José Gustavo Bush, 75 Morumbi / SP Tel.: (11) 3759-5959 www.montale.com.br

Profile for scuola italiana eugenio montale

IL GIRASOLE aprile 2018  

IL GIRASOLE aprile 2018  

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