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ISSN 2448-1254

Bollettino Informativo e Culturale on-line della Scuola Italiana “Eugenio Montale” N° 10 – Aprile 2017

Áfricas: um continente em nós

Montale 35 anos Ainda nesta edição: Carta do Embaixador da Itália em Angola, Claudio Miscia, ex aluno da Montale


Sumário

Editorial

Editorial...................................................................................... 2 Palavra da escola – Palavra das diretoras............................…… 4 Parêntesis – Mensagem do Embaixador .................................. 6 Parêntesis – Grazie Prof. Pollastri!.....………............................... 7 Parêntesis – Eugenio Montale - 35 anni fa................................ 10 Acontece – Do início / A escolha do tema 2017........................ 12 Acontece – Parlamento Jovem.................................................. 14 Acontece – Aprendendo a cuidar da “coisa pública”................. 16 Da sala de aula – Integração Pais e Escola................................ 18 Pedagogicamente Falando – Extra-extra.................................. 20

Nossa gente – Cleide Pereira..................................................... 23 Você sabia que – Curiosidades sobre a África........................... 24 Parêntesis – Una visita al Liceo Italiano di San Paolo............... 26 Parêntesis – Una visita per farci riflettere ............................... 28 Entrevista – Testemonianza su Adriana Affortunati.................. 30 De onde viemos – Ricordi della bella Toscana.......................... 32 De onde viemos – Napoli, una città ammirevole...................... 34 De onde viemos – Opinião de um goiano……............................ 36

Meninos de Ouro – Lezioni da una piccola grande scuola........ 37 Meninos de Ouro – Oltre ogni nostra comprensione............... 38 Meninos de Ouro – Poter studiare in una città meravigliosa... 40 Parêntesis – Studiare in Italia.................................................... 42 Mural dos pais – Formando pessoas boas!............................... 44 Mural dos pais – Ouvir e seguir a felicidade de nossos filhos.. 46 Poesia......................................................................................... 48 A última palavra – Il segreto di ogni uomo…........……………..….. 50

Bollettino informativo e culturale On-line della Scuola Italiana “Eugenio Montale” N. 10 – Aprile 2017 ISSN 2448-1254 Direzione: Victor Vallerini Revisione dell’italiano: Victor Vallerini Revisione del portoghese: Fabiana Infante Composizione grafica: Fabiana Infante Contatti: victor@montale.com.br / fabiana.infante@montale.com.br Websites: www.girasoleonline.com.br / www.montale.com.br 2 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2017

di Victor Vallerini

Un nuovo anno, speranza rinnovata! Cari Lettori, Ben ritrovati! Rieccoci di nuovo insieme per affrontare un nuovo anno scolastico. Quest’anno la nostra scuola ha scelto il tema Áfricas / Afriche come argomento interdisciplinare da trattare durante il percorso scolastico nelle singole materie. In questo numero riportiamo alcuni articoli che vi chiariranno i motivi della suddetta scelta. In questa edizione avrete l’onore di leggere un articolo dell’Ambasciatore di Luanda (Angola), dott. Claudio Miscia, ex alunno della Montale. Altresì, ci teniamo a fare un omaggio al Professor Edoardo Pollastri, deceduto recentemente, riportando alcune frasi tratte dall’ultima intervista rilasciata alla nostra rivista. Un saluto speciale va a tutte le famiglie e agli alunni che hanno iniziato, con la Montale, il loro percorso educativo. Benvenuti!


Un nuovo anno è sempre un nuovo inizio! La speranza si rinnova e le energie si ricaricano. Ma, ci siamo mai domandati su quali possano essere gli aspetti positivi del ritorno a scuola dopo le vacanze? Vediamo di elencarne alcuni: 1. Rivedere gli amici! La cosa più bella è quella di poter riabbracciare i nostri compagni di classe, rivedere gli amici più cari con cui poi spesso si esce anche al di fuori dell’ambiente scolastico. 2. Fare shopping! Ogni anno, quando ricomincia la scuola, è inevitabile rimpinguare l’occorrente: un nuovo diario, quaderni, matite. Andare a fare shopping con i nostri cari e scegliere tutto il necessario forse non è così divertente quanto un viaggio all’estero con la famiglia, ma ci va vicino!

3. La materia preferita! A scuola c’è sempre una materia (o un’attività) preferita: può essere questo un motivo di gioia, poter riprenderla regolarmente, dopo che magari abbiamo avuto modo di approfondirla durante le vacanze. 4. I primi giorni! I primi giorni di scuola sono sempre un po’ eccitanti: raramente si entra subito nel vivo, ma spesso c’è tutta una serie di novità piacevoli, a partire da… •Nuovi compagni! Conoscere nuovi amici non è qualcosa che succede solo in vacanza: anche a scuola con il nuovo anno è possibile che arrivino nuovi compagni, e chissà magari tra loro ci sarà qualcuno che potrà diventare l’amico/a del cuore. •Il ricordo delle vacanze! Peraltro è bellissimo

Buon anno scolastico a tutti! 3 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2017

raccontare le vacanze agli amici, consegnare eventuali souvenir e mostrare foto e ricordi di viaggio. •Attività extrascolastiche! Nel periodo del rientro, non riprende solo la scuola ma anche quelle attività che spesso rispecchiano le nostre passioni: uno sport, un hobby, il cinema nei weekend… •Il prof. preferito! Per ultimo, ma non ultimo, LUI/LEI, l’educatore preferito, quello che è come un secondo papà, una seconda mamma, o perlomeno un punto di riferimento importante. Le vacanze sono belle, ma ci si sentiva quasi spaesati senza la sua presenza costante durante la settimana! Tornare a scuola può essere faticoso in alcuni aspetti, ma di sicuro sono molte le opportunità che si aprono o si riaprono ogni anno. Accogliere il nuovo inizio con coraggio e speranza, con entusiasmo ed intelligenza, tutto questo ci porterà a cogliere i frutti di una crescita costante. Buona lettura a tutti!


Palavra Escola Copa doda mundo

Palavra da

Este texto, que escrevemos de forma compartilhada, espelha um pouco do que pensamos e de como trabalhamos todos os dias em nossa escola. O texto foi lido para todos os presentes na cerimônia de abertura do ano letivo 2017, em 26 de janeiro. Vamos pensar um pouco sobre a escola e sobre o desafio de fazer escola: Nosso querido presidente e nosso colega Diretor administrativo sempre pedem para que fiquemos atentas aos números. Entendemos perfeitamente a preocupação deles, afinal é com esta atenção que garantimos uma gestão saudável dos recursos da escola. Então vamos começar pelos números: Começamos pelo número 250. O ano letivo de 2017 se inicia com 250 sonhos, 250 ideias, 250 histórias, 250 desejos. 250 possibilidades. 250 responsabilidades. 250 alunos, meninos e meninas. Somasse a este número 170 expectativas, 170 anseios, 170 escolhas, 170 confianças. 170 famílias que decidiram fazer desta escola a extensão de seus lares. 170 famílias que

decidiram permitir que nestes espaços seus filhos convivam, aprendam e cresçam. Somasse também a este número o 70. 70 compromissos, 70 competências, 70 percursos formativos, 70 mestres e educadores que também escolheram esta escola como espaço de atuação profissional e fazem da educação um princípio de vida. Estes são os números que vão se encontrar aqui, cotidianamente para viver e fazer a escola e da escola uma verdadeira comunidade de aprendizagem. Poderíamos ir além, citar mais números de tantas outras mentes que, mesmo não estando cotidianamente aqui, vivem a escola e procuram contribuir com todas as possibilidades. Referimonos aos beneméritos, ao consulado, empresas parceiras... Enfim,

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formamos um grande número de compromisso e atuação. È un grande numero sì! Se contiamo tutte le persone, tra insegnanti, alunni, genitori, funzionari, benemeriti, Consolato, entità ecc. ecc., siamo un numero davvero grande!! Siamo un grande equipaggio. All’inizio dell’anno, durante le nostre riunioni di pianificazione, in una dinamica in cui ognuno di noi doveva scegliere una parola particolarmente significativa, ci è venuta in mente la parola tripulação, equipaggio!!! Personalmente la trovo una parola eufonica, mi piace proprio il suono! Ma poi ci siamo chieste perché questa parola ci incantava? Perché tripulação, equipaggio, ci da l’idea di unione, di un insieme di persone, con sogni e desideri diversi, che


das diretoras As diretoras, Paola e Silvia, durante a inauguração do novo ano letivo

Cerimônia de abertura do ano letivo

Os alunos presentes à cerimônia de abertura Paola Capraro, dirigente scolastica italiana e Silvia Adrião, diretora brasileira

lavorano per lo stesso obiettivo! Che condividono, ansie, incertezze, sogni, desideri, speranze momenti di calma, di burrasca, di entusiasmo e di demoralizzazione ma che navigano nella stessa direzione. Vediamo la scuola come una grande barca che naviga nel grande mare del sapere e della conoscenza alla scoperta del mondo. Che naviga nei diversi mari, tra i diversi paesi, in un lungo viaggio di scoperta, approdando a nuovi continenti, mondi e

culture che ci arricchiscono. Ogni porto a cui approdiamo, ogni continente, ogni popolo ci da sempre qualcosa in più, che ci cambia, che ci rende più forti, perché non c’è niente che ci rende più forti e liberi che il sapere e la conoscenza. E noi, tutti insieme, perché come diceva Paulo Freire: “nessuno educa nessuno e nessuno si educa da solo”, abbiamo bisogno uno dell’altro e impariamo con l’altro e come grande equipaggio di questa nave, anche quest’anno

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andremo avanti, tutti insieme, nei momenti di mare calmo e momenti di tempesta sempre cercando la linea lontana dell’orizzonte. Anche quest’anno cercando di raggiungere quella linea dell’orizzonte che si allontana ogni volta che ci sembra di raggiungerla, faremo insieme scoperte, conquiste e realizzazioni.

Un buon anno a tutti noi!!!


Copa do mundo Parêntesis

Mensagem do Embaixador, Antonio Bernardini

Mensagem do Embaixador, Antonio Bernardini, lida pelo Consul Geral da Itália, Michele Pala, em ocasião da abertura do ano letivo 2017.

Antonio Bernardini, Embaixador da Itália no Brasil

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Copa do mundo Parêntesis

Grazie prof. Pollastri!* A cura di Victor Vallerini

*Edoardo Pollastri, ex Senatore della Repubblica Italiana (dal 2006 al 2008), è stato libero docente di Economia in Italia, con titolo valido in Brasile, e Presidente del Comitato Gestore della Montale (dal 1996 al 2002). Ha attuato per molti anni come Presidente della Câmara ÍtaloBrasileira de Comércio, Indústria e Agricultura. Sposato con la Prof.ssa Rossana Pollastri, ex docente e Preside della Scuola Media della Montale, deceduto il 21/01/2017. Dalla rivista Il Girasole on-line nº8, 2016.

Edoardo Pollastri, quando era Presidente dell’ITALCAM di San Paolo, nel suo ufficio

1. Potrebbe condividere con noi qualche bel ricordo della sua permanenza come Presidente alla Montale? Un bellissimo ricordo è la visita del Presidente Ciampi in Brasile, occasione nella quale la moglie del Presidente fece una visita ufficiale alla Montale. Abbiamo accolto la signora con tutti gli onori: tutti gli studenti schierati, canto degli inni italiano e brasiliano, discorso degli studenti e dei dirigenti della scuola, consegna dei fiori. La moglie di Ciampi rimase estremamente impressionata ed oltre a complimentarsi con me, quale presidente della scuola, mi disse: "che peccato che non hanno previsto la visita qui di mio marito, sarebbe stata una visita più interessante di altre programmate!”

2. Qual è, secondo Lei, il maggior contributo che la Montale ha offerto, ed ancora oggi offre, alla città di San Paolo? Un insegnamento che non è solo un modello di didattica ma anche di formazione civica ed è forse l'unica che ha una formazione umanistica così importante e che, allo stesso tempo, è molto carente, da molti anni, nelle scuole brasiliane. 3. Qual è stata la sua maggior sfida da Presidente del Comitato? Sicuramente il completamento dell'edificio, specialmente la parte frontale, e sono molto orgoglioso di aver convinto il Gr.Uff. LUIGI PAPAIZ, al quale va il riconoscimento generale per la sua straordinaria generosità, a finanziare tutta l'opera.

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5. Quali sono, secondo Lei, le sfide che l’educazione dovrà affrontare da qui in avanti e che cosa significa, oggigiorno, educare? Ho letto alcuni anni fa un’affermazione interessante che cito “l'unica certezza che abbiamo oggi è la certezza che tutto cambierà” e ciò vale anche per la scuola ma, quello che non deve perdersi sono le buone radici di formazione etica e umanistica, anche se l'informatica farà da padrone nel prossimo futuro, ma appunto la capacità sarà quella di utilizzare la stessa come strumento per aumentare lo scibile umano.

4. Come valuta attualmente la presenza italiana in Brasile? La presenza italiana in Brasile e in San Paolo, in particolare, è immanente, nessuna collettività ha dato al Paese un tale straordinario contributo. In tutti campi e settori la presenza italiana è facilmente riconoscibile, dall'architettura alla giurisprudenza, dalla medicina e dall'arte in genere alla gastronomia, dall'artigianato alla grande industria, dalla moda allo sport, senza dimenticare la politica dove oltre un terzo dei politici sono di origine italiana. Ancora oggi non dimentichiamo che mille e più, tra grandi e medie imprese, sono di capitale italiano, ovviamente senza considerare che le imprese iscritte alla FIESP e alla CIESP sono, per il 50 per cento, di origine italiana.

La Montale è un modello di didattica ma anche di formazione civica ed è forse l'unica scuola a San Paolo che ha una formazione umanistica così importante”.

Discorso del Sig. Edoardo Pollastri durante uno spettacolo teatrale della Scuola Primaria

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Caro Prof. Edoardo, la ricorderemo sempre con grande affetto e stima. La Sua Scuola

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Copa do mundo Parêntesis

Eugenio Montal

di Claudi

35 anni fa la mia famiglia si trasferì in Brasile. Siccome a San Paolo, dove lavorava mio papà, non c’era una scuola italiana, con mia mamma e mio fratello ci fermammo qualche mese a Rio, dove esisteva una scuolina dentro il Consolato Generale d’Italia. Nel frattempo alcuni italiani, tra cui mio padre Mario, fondavano a San Paolo una scuola per tutti noi. Nel settembre 1982 avevo 16 anni ed entrai per la prima volta nella Eugenio Montale, che aveva sede all’Avenida Angélica, per iniziare il mio ultimo anno di liceo. Avevo tre compagni di classe: Ferdinando Cattaneo, genovese da una vita a San Paolo, Anil Vas, milanese di origine indiana, e Nicola Muccio, anche lui genovese ma appena arrivato in Brasile. Eravamo la classe più affollata del liceo! Mio fratello Paolo faceva la seconda liceo e... in classe era da solo.

Il professore di latino era un prete salesiano, padre Giulio Comba: gli avevano detto che avevamo fatto quattro anni di latino, per cui lui entrò in classe tranquillamente parlandoci in latino! Scoprimmo così che in quattro anni di latino non avevamo imparato neanche a dire “sì”! La professoressa Nicoletta Mattoli insegnava geografia astronomica ed era anche la direttrice della scuola. Matematica: Maria Dehò; italiano: Umberto Berardi. Tutti e due bravissimi. Non ricordo il professore di ginnastica, ma ricordo che giocavamo a pallone nel cortile della scuola. Noi quattro dell’ultimo anno ci dovevamo preparare per fare gli esami a Caracas, dove all’epoca c’era l’unica scuola dell’America Latina abilitata per gli esami di maturità. Solo durante l’anno scolastico arrivò il

Claudio Miscia, Ambasciatore d´Italia in Angola

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riconoscimento delle autorità scolastiche brasiliane, che ci dava diritto ad un titolo di studio, riconosciuto anche in Italia. Ciononostante, decisi comunque di andare in Venezuela a fare la maturità. E così oggi posso raccontare, con orgoglio, di essere stato il primo diplomato dell’Eugenio Montale, una delle più grandi scuole italiane all’estero. Tornai in Italia, frequentai l’università e mi laureai in scienze politiche. Dopo Rio e San Paolo volevo continuare a viaggiare per il mondo: e quando vinsi il concorso diplomatico, volli occuparmi di quegli italiani all’estero di cui avevo fatto parte per alcuni anni e che avevo imparato ad apprezzare. Quindi mi feci mandare a fare il Console, prima in Svizzera, a Zurigo, e poi a Rosario, in Argentina. 35 anni dopo il mio ingresso alla Eugenio Montale, faccio l’Ambasciatore in Angola. Luanda mi ricorda il Brasile: si parla portoghese, si balla la capoeira, c’è il lungomare come a Rio e si può bere il guaraná! Adesso, con alcuni compatrioti vorrei fare una scuola italiana a Luanda, anche per mia figlia, che ha 14 anni e va alla scuola portoghese. Forse ci riusciremo, ma sicuramente non sarà mai meravigliosa come la Eugenio Montale di San Paolo!


le – 35 anni fa

io Miscia

Luanda, capitale di Angola

E così oggi posso raccontare, con orgoglio, di essere stato il primo diplomato dell’Eugenio Montale, una delle più grandi scuole italiane all’estero.”

Bandiera di Angola

“ In piedi da sinistra: Maria Deho, Nicoletta Mattoli, Anil Vas e Claudio Miscia

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Luanda mi ricorda il Brasile: si parla portoghese, si balla la capoeira, c’è il lungomare come a Rio e si può bere il guaraná !”


Acontece Copa do mundo

Do início

de Aderli Tringoni Cheiro de papel novo, caneta mil cores, sol de verão, capa de caderno, etiquetas, manhãs claras, tênis novos, lápis ou lapiseira?... São tantas as minúcias e muitas as sensações com que, em lampejos, os sentidos indicam que um novo ano escolar está para começar. Ao lado de pequenos detalhes práticos, há indagações que empolgam e, ao mesmo tempo, assustam: Como será a minha classe?; Haverá algum aluno novo?; Perto de quem vou me sentar?; Como serão meus professores?; Serão difíceis as matérias? Dúvidas e mais dúvidas que confundem as certezas e trazem um friozinho na barriga das crianças e dos jovens que iniciam o ano na escola. Mesmo que os tempos tenham mudado, a ânsia do

primeiro dia de aula ainda persiste, para alguns mais forte que para outros. Em situações assim, é importante que os pais sejam espelho de serenidade, mesmo que apenas aparente, a fim de que os filhos se sintam entregues a um espaço de confiança. Além disso, o grau de ansiedade com que as crianças e os jovens iniciam o ano relaciona-se diretamente com o nível de expectativa que os adultos depositam em seu sucesso. Isso não quer dizer que os pais devam pretender pouco de seus filhos, mas quanto mais se colocam exigências sobre comportamentos e resultados, mais impacto se cria sobre a atmosfera desse início de atividade. A escola, por sua vez,

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representada por todo o seu pessoal, deve se mostrar, ao mesmo tempo, acolhedora e provocadora. Da mesma forma como recebe o aluno de braços abertos, ajudandoo a se sentir pertencente àquela comunidade, também deve lançá-lo a desafios capazes de fazê-lo crescer não só cognitivamente, mas também de estimular a conquista da autonomia, a possibilidade de resolver conflitos e o exercício da cidadania. E os próprios alunos? O que dizer a si mesmos nessas circunstâncias? Encontro minha modesta sugestão nos versos da canção do compositor Walter Franco (1978): “Tudo é uma questão de manter a mente aberta, a espinha ereta e o coração tranquilo”.


A escolha do tema 2017 Como já há alguns anos, a nossa escola, pertencente à rede de escolas associadas da Unesco, seleciona dentre os temas propostos por essa organização um que inspire reflexões e ideias para a criação de projetos de ação e de estudo. Assim sendo, no início deste ano de 2017, o Consiglio di Istituto, que reuniu corpo docente, coordenação e direção, fez a sua escolha. Os temas sugeridos pela Unesco para este ano giram em torno do ano internacional do turismo sustentável, da década internacional da afrodescendência (iniciada em 2015) e de projetos sobre as mudanças climáticas. Temas que envolvem a sustentabilidade, há tempos, são uma constante em nossas legenda pautas e, dessa forma, o tópico sobre turismo sustentável pareceu-nos um caminho rico, porém cômodo. Foi então que o fato de possibilitar a abordagem de questões que envolvem e

discutem a afrodescendência poderiam representar um grande e curioso desafio. A possibilidade de encarar o continente africano para além da escravidão e da miséria e não só do ponto de vista do mundo branco, foi encarada como uma oportunidade não só enriquecedora, mas também fundamental. Tocar a África é também tocar profundas feridas e, por mais que tentemos desviar o nosso olhar, assuntos espinhosos irão emergir e acobertá-los, fingindo que não existem, nos pouparia enganosamente de enfrentar problemáticas derivadas da relação histórica construída com esses povos e que estão cotidianamente presentes em nossas vidas, basta um observador atento. Mesmo diante da delicadeza que o tratar desse tema suscita, nossa ideia ao escolhê-lo foi a de enxergar a África para lá do que nos remete o seu nome, a fim de que, quiçá conhecendo um pouco de suas inumeráveis expressões culturais, povos,

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línguas, feitos, possamos reconhecê-la e re-significá-la e talvez tenhamos aí a abertura de possíveis veredas em direção a uma, mesmo que ínfima, possibilidade de rompimento de tabus, estigmas, preconceitos, trazendo para nós e para nossas crianças e jovens um olhar mais lúcido sobre a nossa sociedade. Além disso, este tema vem a complementar o estudo da cultura africana e da história afro-brasileira nas áreas social, econômica e política, obrigatório em todas as escolas de Ensino Fundamental e Médio das redes públicas e privadas, de acordo com a lei 10.639/03. O continente africano é formado por 54 países! Dentro de cada um deles há um sem número de etnias e manifestações e é por isso que o nome escolhido para o nosso projeto foi “ÁFRICAS”. Assim mesmo, no plural. Assim como é plural o mundo em que nascemos, assim como plurais somos todos nós.


Parlamento Jovem

Acontece Copa do mundo

de Helenice Schiavon De autoria do vereador José Rogério Shkair Farhat, o Parlamento Jovem foi criado na Câmara Municipal de São Paulo em 2001. Desde então, essa experiência tem representado uma lição de cidadania e democracia, através do exercício das funções e dos trabalhos do Poder Legislativo. Participam do Parlamento, jovens estudantes de escolas públicas e particulares do Município de São Paulo. A Scuola Italiana Eugenio Montale participou duas vezes do Parlamento Jovem: uma em 2008, com o aluno João Pedro Garcia e em 2016, com a aluna Bruna M. Aloise. Os textos dos projetos inscritos - distanciados pelo tempo - aproximam-se pelo atrevimento que têm em comum: “Este Projeto disciplina sobre a conservação de praças, a colocação de lixeiras solidárias para a reciclagem e a inserção de moradores de rua no convívio social”. (João Pedro Garcia, I Liceo, 2008).

“Este projeto dispõe sobre a implantação de semáforos adaptados aos deficientes visuais nas principais avenidas da cidade de São Paulo, distribuídas por todas as regiões da cidade; atendendo principalmente os arredores das instituições para cegos”. (Bruna M. Aloise, I Liceo, 2016).

Aproximar ambos os projetos pelas suas ousadias é um exercício de fé: corresponde a poder crer que, na “vida real”, seja possível rascunhar, ensaiar passos, apagar momentos, redefinir histórias; escrever e reescrever caminhos e jamais hesitar diante da possibilidade do erro, crendo-o sempre como possibilidade de recomeço, de reescrita. 14 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2017


Talvez seja a escola um dos poucos espaços nos quais passemos boa parte de nossa infância e juventude e onde nos é dada essa oportunidade infinita e diária de escrever e reescrever sem temer o caráter sempre etéreo dos rascunhos. Na escola se ensaiam comportamentos, atitudes, ideias, certezas, dúvidas, temores, atrevimentos... Tudo regido e autorizado pelo mais completo “fingidor” de verdades, o ficcionista da vida: o professor e suas imensas possibilidades em sala de aula. Esse “fingidor” é responsável por imensa parte dos “rascunhos de verdades” que o próprio pudesse expor seus atrevimentos com alma e coragem. Equivale a passar a limpo os princípios individuais e aumentar o tom da voz do discernimento e do tempo da vida se encarregará de passar a limpo. Essa ficção autorizada não é senão uma forma de ouvir as vozes presentes na Escola – a dos alunos – e permitir que eles protagonizem projetos e Para conhecer mais sobre o Projeto Parlamento Jovem Municipal: www.facebook.com/ parlamentojovembrasileiro ou www.camara.sp.gov.br

reflitam - com toda alma e coragem - sobre as tantas verdades do mundo – num exercício de empoderamento que lhes valerá para a vida inteira. Por duas vezes, nossa escola foi escolhida para marcar presença entre os 55 vereadores jovens municipais de São Paulo. Muito planejamento, muita didática e pesquisa para prover aos alunos o conhecimento necessário, seja para entender a importância do exercício ficcional em suas vidas, seja para se apropriar dos mecanismos para a realização do projeto. Uma oportunidade exemplar de cidadania viva, em que as vozes desses alunos foram consentidas, à vontade, fazendo-as soar ainda mais alto para si e para os outros. Trata-se isso sim de um exercício de empoderamento. Pessoal e coletivo. Dos jovens e de seus pais. Dos professores e dos representantes das escolas. Esse relato, entretanto, não pode parar por aqui. Há ainda mais o que se dizer;

posto que o encantamento de ambas as experiências não foi pouco: O primeiro Projeto enviado ao Parlamento, em 2008, tornou-se lei efetiva 5 anos depois – assim aprovado pelos vereadores da “vida real”. O “rascunho das verdades” foi finalmente passado a limpo. Encantamento semelhante foi sentido também no recente Projeto, o de 2016, quando, após um discurso emocionado, o projeto de lei sobre a implantação de mais semáforos sonoros na cidade foi aprovado por unanimidade; fato que somente se deu com outros 2 projetos inscritos nessa edição do Parlamento. Surpreendente foi perceber, então, que todos os 55 jovens que optaram por viver aquela ficção naquele momento, entenderam a exequibilidade e a urgência do Projeto de nossa aluna, e o aprovaram numa só voz. A beleza dessa ficção ainda não acabou e, certamente, há de se tornar também uma maravilha real. Esperemos.

Para ter acesso ao Projeto de 2008: Revista Il Girasole, 2008 (pág.30 – Parlamento Jovem), disponível em www.montale.com.br

Para ter acesso à delimitação do Projeto de 2016, o discurso da aluna Bruna Aloise e ao texto da professora que a orientou: www.facebook.com/ paroleminuto

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Acontece Copa do mundo

Aprendendo a cuidar da ‘Coisa Pública’ de Bruna Aloise

Bruna, na Câmara Municipal de São Paulo

Em junho do ano passado a Professora de Língua Portuguesa, Helenice Schiavon, apresentou para a minha sala (I Liceo) uma proposta de redação para desenvolver um projeto de lei que possivelmente pudesse ser levado à Câmara Municipal de São Paulo. Cada um de nós elaborou então o seu projeto e, dentre alguns selecionados, tive a honra de ter o meu como escolhido. Meu projeto dispunha “sobre a implantação de semáforos sonoros, adaptados a pessoas com deficiência visual nas principais avenidas da cidade

de São Paulo, priorizando os arredores das instituições para cegos”. O que me levou a escolher este tema foi o relato de um deficiente visual durante uma saída pedagógica à exposição chamada “Diálogos no Escuro”. Por 40 minutos vivenciamos a experiência de como é ser um deficiente visual. Ele nos falou sobre suas dificuldades de locomoção na cidade devido à falta de sinalização adequada para dar segurança aos que não veem, uma vez que somente foram implantados dois semáforos sonoros em toda a capital. 16

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Foram dois dias na Câmara Municipal. No primeiro dia, segunda-feira (sete de novembro), eu, como todos os outros jovens vereadores, recebi um caderno com todos os projetos de lei e uma cadeira na sala foi designada a cada um de nós. Os organizadores nos explicaram através de palestras como funcionava o sistema judiciário, assim como a aprovação das leis e o programa que seria executado no segundo dia; sexta-feira da mesma semana (onze de novembro). Fizemos diversas atividades de socialização, nas quais também foram testados nossos conhecimentos.


O segundo dia foi quando realmente votamos os projetos de lei. Um por um, os vereadores subiam no palanque e discursavam apoiando seu projeto. Logo após seus discursos todos votavam a favor ou contra a aprovação da lei, por meio de uma urna eletrônica localizada embaixo da mesa de cada um. Primeiro tínhamos que digitar uma senha individual de sete dígitos e depois nosso voto. Lembro-me que cada vez que apertava um botão, a urna fazia um som de “bip”. Ouvi este som tantas vezes que continuava ouvindo-o mesmo no dia seguinte. A ordem da votação dos projetos seguia àquela em que estavam ordenados por escrito no caderno que tínhamos recebido no primeiro dia. Meu projeto estava entre os últimos, o que não sei se seria positivo, pois a essa altura, já teria ouvido vários discursos; ou negativo, pois só aumentaria

minha ansiedade. Tinha medo que meu projeto não fosse aprovado, afinal muitos estavam realmente vetando aqueles com os quais não concordavam (embora alguns fossem muito bons, por sinal) e foram poucos os aprovados por unanimidade. Felizmente nenhum foi vetado. De qualquer forma estava muito ansiosa quando chegou minha vez e, com certeza, esta é a parte de que mais me lembro. Quando subi no palanque com meu discurso na mão, sabia que só deveria lê-lo diante de todos; o que, no caso, não foi nada fácil, pois minhas mãos estavam tremendo e minha visão estava embaçada. Enquanto lia com dificuldade, devido ao nervosismo, sentia como se o chão onde pisava estivesse girando e podia jurar que desmaiaria, mas felizmente tudo correu bem. Enquanto voltava para minha cadeira, ouvindo os “bips” dos vereadores que estavam votando, minha maior preocupação era de que meu projeto não fosse aprovado. Mas, quando cheguei ao meu lugar e finalmente consegui olhar para os votos, vi que todos eram a favor da aprovação do meu projeto, o que me emocionou muito. 17

IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2017

Dentre os projetos, um dos que mais me marcou foi o que falava sobre a disponibilização de cursos gratuitos de LIBRAS para pais de crianças com deficiência auditiva. O próprio autor do projeto era um jovem com deficiência auditiva, filho de ouvintes, que contou sua experiência própria. Nunca tinha parado para pensar que pais de crianças surdas, no começo, não sabem a linguagem de sinais e foi emocionante ver que seu projeto, assim como o meu, foi aprovado por unanimidade. Fazer parte desse pequeno grupo de jovens vereadores representando minha escola, aumentou muito meu conhecimento sobre a política da nossa cidade e do nosso país e, sem dúvida, foi uma experiência que levarei para o resto de minha vida. Gostaria muito de um dia ver meu projeto sendo executado nas ruas de São Paulo e constatar que ele foi responsável por proporcionar maior mobilidade aos deficientes visuais, tão carentes do direito de ir e vir.


Integração

Copa dodemundo Da sala aula

de Elisange

Quando os pais participam da vida escolar das crianças, sem dúvida nenhuma, o aprendizado se torna mais fácil. Apoiar os filhos logo no início da vida estudantil é importantíssimo para a base de uma boa educação. Com a efetiva participação dos pais dentro do ambiente escolar, a criança se sente mais segura, amada e protegida. A parceria entre pais e escola

tem dado muito certo, fazendo com que as crianças se desenvolvam em todos os aspectos, emocional e intelectual, e assim interagem melhor com o ambiente e todos ao redor, principalmente respeitando as diferenças de cada um. A educação é a forma mais importante de amor que uma família pode deixar para seus filhos. Nos sábados 18/02 e 11/03,

aconteceram na escola os eventos de Integração Pais e Filhos para a Scuola dell’Infanzia e a Classe Prima da Scuola Primaria. Os dois eventos começaram com um animado e saboroso café da manhã coletivo. Durante as atividades disponíveis nos eventos, os pais e professores puderam se conhecer um melhor, trocar ideias e experiências e

Integração Pais e Escola (Prima Primaria)

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o Pais e Escola

ela Mesquita

construir juntos móbiles, cabanas de tecido, painéis sonoros, instrumentos musicais e até fazer uma divertida caça ao tesouro. Sempre, claro, com a participação ativa (e bem ativa!) das crianças. Era possível ver em seus olhinhos a felicidade de estarem na escola, brincando e aprendendo, junto de seus pais. Os eventos ficaram muito divertidos! Duas manhãs maravilhosas para todos que estiveram lá.

Integração Pais e Escola (Scuola dell’Infanzia)

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EXTRA-

Copa do mundo Pedagogicamente

Alunos da primaria trabalham

de Marcel Trabalhar em sala de aula, com textos que circulam na esfera jornalística não é uma novidade, porém, no ano de 2017, os alunos da Eugenio Montale tornaram-se assinantes de um jornal que foi inteiramente planejado e elaborado para o público infanto-juvenil. A ideia de levar o jornal para a sala de aula e utilizá-lo como instrumento pedagógico transforma-o em uma ferramenta potente de motivação do ensino. Uma ferramenta que prioriza o desenvolvimento acadêmico pela

informação e tem como alguns de seus objetivos, inserir e cultivar o hábito de leitura, desenvolver a leitura crítica e estimular a capacidade argumentativa dos alunos. A leitura e interpretação dos textos da esfera jornalística marcam a ruptura entre os textos com a estrutura das narrativas “Era uma vez...” e apresentam uma estrutura diferente com outros tipos de componentes linguísticos. É possível realizar um trabalho significativo em todos os eixos de estudo

da língua: analisar e compreender a construção das regras ortográficas e gramaticais de maneira significativa e associadas à função comunicativa; produzir textos escritos após a análise e compreensão dos gêneros que aparecem nos jornais e ampliar o trabalho com gêneros orais, tais como debates, seminários, entre outros. Além de envolver práticas de aquisição de habilidades e estratégias de leitura e escrita, o trabalho com jornal amplia a cultura e as noções da realidade social.

Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge invece avrà vissuto 5.000 anni“. Umberto Eco, Premio Nobel di Letteratura

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-EXTRA

m com jornal na sala de aula!

lla Olivati

Educar é preparar para a liberdade. As pessoas são livres porque podem escolher. E só podem escolher quando conhecem alternativas. Sem informação não há alternativa - e, portanto, sem alternativa não há liberdade. O bom educador deve estimular a diversidade, torcendo para que seus alunos tenham suas próprias ideias. E, mais do que isso, tenham a coragem de defendê-las, devidamente fundamentadas, em qualquer situação. E, sobretudo, tenham a coragem e a segurança de se admitirem errados e mudarem sua opinião.” Gilberto Dimenstein, jornalista

O JOCA é bem legal porque eu fico sabendo de coisas que eu nem sabia que existiam, como por exemplo, que ainda existem crianças que trabalham como escravos. Também vi que uma menina de apenas oito anos bateu um recorde de skate e que um vovô de 105 anos andou um caminho muito longo de bicicleta. Ele é idosíssimo!”

Hugo Beolchi, III Primaria

Eu acho que o JOCA mostra coisas interessantes e legais! São assuntos que eu consigo entender. Eu aprendo muitas coisas, como por exemplo, que descobriram sete planetas novos. Quando eu leio outro jornal, eu não entendo nada, mas o JOCA eu consigo entender.”

Ana Clara Vallerini, IV Primaria

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Da primeira vez que eu li o JOCA eu adorei! Eu queria ler mais! Toda vez eu aprendo muitas coisas. Eu adoro ler as notícias. Sempre que chega um JOCA novo eu fico animada para ler, principalmente as notícias sobre tecnologia.”

Valentina di Gianni, IV Primaria

Eu acho o JOCA interessante porque você pode saber coisas que acontecem em outras cidades e em outros países, como por exemplo, que as lojas Starbucks vão contratar mais de 10 mil pessoas.”

Leonardo Luizetto, IV Primaria

As aulas ficaram mais legais porque tem coisas mais interessantes para ler. Eu gosto das notícias sobre esportes e sobre crianças pobres. É triste porque existem poucas pessoas no mundo que são ricas. A maioria são pessoas pobres.”

Leonardo Verdura, V Primaria

O JOCA foi uma novidade para mim e quando chega um JOCA novo gosto de ler as notícias. Eu gostei de ler que muitos pais podem brincar de Barbie com os filhos! Eu concordo porque boneca não é um brinquedo só de criança.”

Maria Tereza Gomes, III Primaria

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Copa do gente mundo Nossa

A vida é um eterno aprendizado de Cleide Pereira A Cleide é uma pessoa muito querida na escola. Ela está conosco há pouco tempo, mas sempre se destacou pela gentileza e simpatia com que acolhe a todos no dia a dia. Sempre sorridente e atenciosa faz seu trabalho com competência e humildade. ​A ela todo o nosso carinho e um profundo e sincero grazie di cuore.

Cleide e os filhos Cadu, aluno da I Primaria e Vinícius do IV Liceo

Trabalho na Montale há pouco tempo, mas gosto muito do que faço... É diferente de tudo que já fiz, a energia das crianças deixa o ambiente mais leve, a rotina é sempre interrompida por eventos novos, o novo faz parte do dia a dia e isso me encanta, afinal minha primeira escolha foi magistério, ops.. Este termo é bem antigo! Às vezes o destino nos leva onde está a nossa essência. Aos dez anos de idade tinha que me dividir entre o trabalho e os estudos, ver hoje os meus filhos poderem se dedicar somente aos estudos e usufruir de um ensino de alta qualidade é realmente muito bom, em um país onde nem todos tem as mesmas oportunidades, costumo dizer aos meus filhos que conhecimento nunca é demais, é a chave que abre todas a portas. E a vida é um eterno aprendizado!

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Copa mundo Vocêdo sabia que

Curiosidades s de Isabela Braga, Renata

A cultura africana tem uma principal característica: a diversidade. A África é o continente habitado há mais tempo em todo o planeta, é o ponto de origem do ser humano e, durante todo o tempo de evolução agregou uma enorme quantidade de idiomas, com mais de mil línguas diferentes, assim como religiões, regimes políticos, condições de habitação, de atividades econômicas e de cultura. Como a maior parte da cultura africana foi transmitida oralmente, a história de seus povos foi contada pelos colonizadores europeus, através de missionários, viajantes e colonizadores que trouxeram os primeiros relatos sobre a vida e os costumes dos povos ali residentes. Desta forma, os colonizadores também se aproveitaram dos africanos para alimentar a mão de obra escrava, muitas vezes usurpando os africanos de todos os seus direitos, inclusive de manter a própria cultura africana. A cultura africana sempre foi preservada através da tradição oral, mas isso não significa que todos os povos africanos desconheciam a escrita. De uma maneira geral, os africanos praticavam a agricultura, a caça e a pesca, vivendo em comunidades fixas ou nômades, formando pequenas tribos ou grandes reinos, e tendo como chefes políticos, muitas vezes, o sumo sacerdote de suas religiões. Os principais aspectos da cultura africana são evidenciados, portanto, por sua tradição oral e pelo meio em que viviam, onde se misturavam elementos espirituais e materiais, de acordo com o ambiente. A cultura africana sempre reverenciou os espíritos das florestas, das pedras e aceitavam a coexistência com forças desconhecidas da natureza, fazendo com que cada povo tivesse uma origem mitológica para explicar as próprias origens. De uma maneira geral, a produção artística da cultura africana tem um valor simbólico, com peças usadas para adorno corporal, trajes típicos e itens de uso sagrado ou para as atividades cotidianas. Os produtos da cultura africana se voltam para os antepassados, com figuras geométricas e antropomórficas, ou uma mistura de figuras humanas com animais, sempre voltadas para o ensinamento e para a preservação das tradições. Além da produção de artesanato, os povos africanos possuem uma grande variedade de danças e músicas, sempre marcadas pelos batuques e pelos movimentos corporais, imitando animais ou os próprios Orixás. O grande destaque da cultura africana, principalmente no Brasil, vem de sua culinária, sempre temperada com muitos condimentos, com aromas fortes e picantes, com a elaboração de pratos exóticos compostos de carnes, legumes e verduras, insetos e os óleos de palmeira e de dendê, além do leite de coco. Isabela Braga, I Liceo

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sobre a África

Renata, Isabela e Cecilia, alunas do I Liceo

Poli e Cecilia Chinelatto

Na África em geral como fauna podemos encontrar mais de 1 milhão de espécies: dentre outras, aves como o avestruz, mamíferos como os hipopótamos, rinocerontes e grandes felinos como o leão, o leopardo e o guepardo. Esses são somente alguns, existem muitos mais originários deste continente que infelizmente estão em extinção: por exemplo, o elefante. A flora pode ser dividida em 5 categorias gerais: a savana no oeste e centro da África junto com a floresta equatorial predominante no centro, estepes e áreas desérticas principalmente no norte e um pouco no sul e áreas desérticas também no leste; além da floresta mediterrânea no norte e na ponta do sul. Em Madagascar, temos floresta equatorial e savana. Cecilia Chinelatto, I Liceo

A África e a Europa são dois continentes tão diferentes em termos de economia, política, cultura e vários outros fatores, mas o que muita gente não sabe é que a distância entre um e o outro é de apenas de 14 quilômetros. A África e a Europa estão separadas pelo simples detalhe desta distância. Segundo rumores entre os dois governos, existe uma conversa nos bastidores de suas instâncias para que seja construída uma ponte para unir os dois continentes. A proposta é de colocar em construção a ponte mais longa do mundo. Qual seria o nome dela? Renata Poli, I Liceo

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Copa do mundo Parêntesis

Una visita al liceo italiano

di Rober Già la strada per andare in auto a quel liceo italiano Eugenio Montale, mi parlava della doppia natura del Brasile, sospesa a metà fra Natura e Storia, per via di quella lussureggiante vegetazione che pare sempre sul punto di scoppiare, appena contenuta dal cemento armato dei palazzi e grattacieli, sempre pronta a sopraffare la Storia e a riprendersi il suo libero, primitivo dominio. Fiori dai colori vivacissimi, di tante tonalità del rosso e del viola e uccelli che cantavano rumorosi, dalle cimase dei palazzi, dall’auto coglievo sempre questo miracolo di accordo provvisorio fra l’uomo con le sue opere e gli animali coi loro habitat naturali. Ripensavo a una delle prime carte geografiche cinquecentesche, quella portoghese del Cantino, commissionata dal duca Ercole I della mia Ferrara, con i segni dei palmizi e le bandiere del regno di Spagna sulle coste brasiliane appena scoperte, che tanto aveva affascinato l’Ariosto …. Arrivato al liceo italiano, mi accolgono nella sala dei professori una serie di

simpatici docenti giovani, che subito mi paiono molto motivati per quello che fanno ogni giorno: costruire un ponte fra il passato e il futuro nelle coscienze dei giovani loro affidati, trasmettere un sapere che si invera e vive solo proiettandosi nelle loro menti in formazione. Ma la loro missione non finisce qui, perché è il luogo dove l’operazione avviene a darle un senso particolarissimo, il Brasile, dove molti italiani o figli di italiani costruiscono una identità nuova, materiata di America e di Europa. Li invidio per quel tanto di decondizionamento dai pregiudizi europei che la loro condizione ancipite consente di sperare, con uno sguardo nuovo, quello che noi europei non abbiamo più… Quando entro nell’aula dove i ragazzi e le ragazze mi attendono, capto subito nei loro occhi una attenzione non scontata, specie individuando in un ragazzo che stava ad occhi chiusi, seduto alla mia sinistra, in fondo, dalla posa di chi si prefigge di dormire per la conferenza di questo sconosciuto scrittore. Ricordo che Virginia Woolf se aveva 26

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una platea attentissima con anche una sola persona distratta, parlava solo a quella … Il ragazzo diventa il destinatario invisibile e privilegiato del mio discorso che parte dalla scrittura di Giorgio Bassani, e arriva lontano lontano, alle ragioni della reinvenzione del mondo che è scrivere. Attacco subito col mio discorso storico legato alla persecuzione hitleriana, da cui l’opera del mio concittadino ebreo Bassani trae la dolorosa ispirazione della sua opera narrativa. Parlo di una tomba di parole, offerta foscolianamente, da Bassani ai morti della sua gente, che gassati nei campi di concentramento non ebbero una tomba di pietra. E a poco a poco vedo gli occhi del ragazzo dai capelli lunghi, che pareva dormire, aprirsi e diventare sempre più vigile e attento. Parlo allora della grande opportunità che Bassani colse di incapsulare una vicenda privata, la persecuzione della sua gente, in una tragedia storica epocale, la Shoà, ovvero il genocidio, figlio dell’intolleranza razzista del nazismo. Bassani parlando di sé parlava di tutti. E cioè di


o di San Paolo del Brasile

rto Pazzi quel rischio che l’intolleranza del diverso possa sempre riaccendersi anche ai nostri tempi, se non stiamo in guardia. Ecco allora che il discorso si apre alla parola che diventa tematica dell’incontro, la diversità. Che mi porterà a parlare della paura di chi è diverso dalla maggioranza, e quindi mi servirà ad attualizzare il tema aprendolo al fenomeno, che il Brasile non conosce, dei migranti che stanno cercando asilo in Europa. Parlo allora della tendenza a chiudersi del vecchio continente spaventato, dei muri alzati da tante nazioni, della xenofobia, della omofobia, della paura dei neri … Una platea ancora salva da pregiudizi come quella che avevo davanti non poteva non seguirmi, e la vedo sempre più coinvolta, anche quando porto esempi personali, come la morte di Pasolini, da me commemorato con uno stratagemma in una classe superiore nella mia Ferrara, quando ancora insegnavo, il giorno dopo la sua tragica morte, nel lontano 1975. E così sarà proprio quel ragazzo che dormiva all’inizio a porre la prima domanda, quando si

Roberto Pazzi

Lo scrittore Roberto Pazzi, con gli alunni del Liceo della Montale

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aprirà il dibattito, subito seguito da due sorelle e poi da tanti altri compagni e compagne, vivacissimi di ingegno, curiosi, incalzanti… Non mancano applausi alle mie risposte, e capto subito il raro sapore di una coscienza europea incapsulata in una realtà ispano americana. La mente corre a Marquez e a Borges, autori di questa parte del mondo che tanto ho amato, anche loro, soprattutto il secondo permeati di diverse culture. Ma corre anche alla meravigliosa diversità del mondo, quella diversità che D’Annunzio chiamava “sirena del mondo”, che fa sentire la bellezza, la necessità di viaggiare, come avventura

Copa do mundo Parêntesis

della conoscenza e riposo dal nostro essere. Il piacere, per dirla con il grande saggista e umanista Michele De Montaigne, di “strofinare il nostro cervello contro il cervello degli altri”. L’incontro finirà con un tripudio di domande che mi consentono di parlare anche della mia opera in versi e in prosa, recitando anche qualche mia lirica, invitandoli a scrivermi … forse consapevole che il vero incontro comincia quando finisce, quando cioè verranno loro le domande che avrebbero forse voluto farmi, me assente. O almeno questa è la mia speranza. E scrivere oggi sul giornale della loro bella scuola, ha per me proprio il senso di

continuare a parlare in classe, dopo quella dolce mattina di fine ottobre, a San Paolo do Brasil, dove chissà che un giorno possa ritornare. Ferrara, 14 febbraio 2017

Roberto Pazzi, è uno scrittore, poeta e giornalista italiano. Per maggiori informazioni vi rimandiamo al suo sito ufficiale: www.roberto-pazzi.it

Una visita per farci riflettere di Helena Toro

L’anno scorso, prima della Mostra del Sapere, gli affaccendati alunni di tutto il liceo della Montale sono andati in auditorio per assistere a una conferenza dello scrittore Roberto Pazzi. Concittadino dello scrittore ferrarese Giorgio Bassani (esponente della letteratura italiana con produzioni a partire degli

anni 40), il Signor Pazzi è un romanziere, poeta e saggista con opere tradotte in più di dieci lingue, ed è venuto in Brasile in occasione della Settimana della Lingua Italiana alla fine d’ottobre del 2016. A noi studenti, ci ha parlato di un tema trattato tanto da Bassani quanto da lui stesso: la diversità. Spiegando a lungo sulla

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struttura sociale che si è formata in Europa attraverso i secoli, ha illustrato, sin dall’antichità greco-romana, tutta la storia con degli spunti antropologici e culturali, mostrando la problematica del razzismo. Questo percorso è stato esposto così animatamente che è persino riuscito a farlo sembrare un nuovo e


affascinante racconto, nonostante molti argomenti fossero risaputi. In seguito, ha discorso sui regimi fascisti dell’inizio del Novecento e riaffermato la mancanza di logica nell’atteggiamento più che ostile contro gli ebrei, i neri e gli omosessuali. Ha espresso un profondo dispiacere con la continuità di tale intolleranza, accennando rapidamente

anche a situazioni più attuali. A un certo punto, il discorso è diventato più astratto, si è discusso sul tempo e sulla vita sotto la prospettiva della vecchiaia, e R. P. ha cercato di trasmettere, anche tramite dei racconti personali, una saggezza senza prezzo: il riconoscimento di quanto l’esistenza umana è difficile e fugace, ma anche bella.

Dopo tante altre riflessioni e spiegazioni, alzando e abbassando coinvolgentemente la voce, R. P. ha dato il suo addio recitando una delle sue poesie, chiudendo così un incontro che noi alunni non ci dimenticheremo mai.

Helena Toro

Roberto Pazzi con i ragazzi del Liceo

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Entrevista Copa do mundo

Testimonianza su A

Adriana Affortunati Martins, ex maestra d’arte della Primaria

Ho conosciuto Adriana Affortunati Martins in Sardegna, nel corso di una residenza del programma PAS_Progetto Atelier Sardegna, che l’ha vista ospite per un periodo di due mesi nell’interno dell’isola, presso il piccolo paese di Nughedu Santa Vittoria. Durante lo studio visit, sono rimasta colpita da uno dei primi lavori che Adriana mi ha mostrato: la serie fotografica “Testimone”, in cui è ritratta avvolta e travolta da un cumulo di lana di pecora che le era stato consegnato da un pastore locale, sin dai primi giorni del suo soggiorno sardo. Il temperamento latino ed estroverso della italo brasiliana Martins l’ha sicuramente aiutata nell’avvicinare una comunità curiosa, ma poco avvezza a raccontarsi e farsi raccontare. Lei ha ascoltato e stimolato la narrazione, si è fatta guidare dal suo affetto per gli oggetti,

dall’amore per i segni del tempo e la fisicità, dalla cura materna per ciò che le viene dato e dal desiderio di conoscere quanto di nuovo hanno da dirle gli oggetti e le persone che incontra. Mi sembra di poter affermare che sono questi alcuni degli elementi ricorrenti nella sua pratica artistica, interessata a dare nuove forme a ciò che in passato viveva di una precisa funzione, e a scavare alla ricerca del bello in ciò che bello non è più, secondo chi lo vede (o non lo vede) ogni giorno. Artista prolifica, generosa, femminile, non si risparmia nella sua produzione, qualora trovi un filone di ricerca che la stimoli e la animi. E in Sardegna l’ha trovato nell’abbandono di un paese che, in quanto a dinamiche di spopolamento, non smentisce, ma conferma ampiamente i dati preoccupanti dell’entroterra sardo.

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Adriana Affortunati

di Francesca Sassu*

Uno spopolamento visibile a occhio nudo, e Adriana l’ha tastato con mano, introducendosi nelle decine di case abbandonate che ha esplorato e mappato. È entrata dentro le ferite di Nughedu e attraverso percorsi pericolanti è andata a vedere cosa si poteva trovare nei fragili

equilibri di muri scrostati e soffitti crollati. La Martins non ha voluto fare una denuncia di una problematica già profondamente sentita a Nughedu come in tutta la Sardegna, ma ha voluto entrarci dentro e compiere il suo personale passo in avanti per ricostruire nuove storie su quelle macerie.

Ha provato a chiedere al fruitore, e in particolar modo all’abitante, di osservare quegli oggetti e quei luoghi, come lei stessa ha saputo fare, anche in assenza di una loro attuale funzione: guardarli e pensarli per come sono, provare a smuoverli, spostarli, rimescolare le carte, in un gioco di libere associazioni improntato alla creazione di un nuovo futuro. Ora quegli oggetti, che sono passati dal dimenticatoio, sono entrati in modo inedito nell’universo sensibile dei nughedesi, mentre Adriana è già andata via, alla ricerca di nuove forme e storie da modellare.

È entrata dentro le ferite di Nughedu e attraverso percorsi pericolanti è andata a vedere cosa si poteva trovare nei fragili equilibri di muri scrostati e soffitti crollati. La Martins non ha voluto fare una denuncia di una problematica già profondamente sentita a Nughedu come in tutta la Sardegna, ma ha voluto entrarci dentro e compiere il suo personale passo in avanti per ricostruire nuove storie su quelle macerie.” *Francesca Sassu è curatrice e manager culturale indipendente. Specializzata in Management dell’Arte, ha lavorato per diverse istituzioni pubbliche nella pianificazione delle politiche culturali. Attualmente si occupa di progettazione, coordinamento e direzione artistica di eventi e progetti culturali, con un particolare interesse verso i progetti di arte partecipativa.

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Copa do viemos mundo De onde

Ricordi della b

di Gioele B

Fino ad un anno fa vivevo in Toscana, precisamente a Pontedera, un paese in provincia di Pisa. C’erano tanti parchi giochi, un cinema, vari supermercati e tanti bar. Abitavo in una casa in campagna con un grande camino ed un giardino enorme dove giocavo con il mio cane. Alle 7:30 mi preparavo per andare a scuola. In classe eravamo 24, avevamo solo 4 maestre. Lì si mangiava benissimo, si mangiavano tante cose diverse: riso allo zafferano, alla zucca, la pasta al pomodoro, il brodo, la minestra, la crostata, il dolce della nonna, ecc... All’uscita di scuola, nelle stagioni più calde, con i miei amici andavo al parco e dopo facevamo merenda insieme, oppure andavo a fare le passeggiate con il mio cane e con la mia baby-sitter. Nelle stagioni fredde invece stavo principalmente a casa.

Io adoravo vivere in Italia ma amo lo stesso abitare qua, in Brasile.”

Da sinistra, Leonardo, Gioele, Federico e Pedro Antonio, alunni della V Primaria

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bella Toscana!

Bartaloni

Pontedera, centro storico

La sera cenavo a casa con i miei genitori e quando c’era freddo si accendeva il camino. Dopo cena guardavo un po’ la televisione e poi andavo a letto. Due volte a settimana, per tutto l’anno andavo agli allenamenti di calcio. Nel weekend facevo molte cose oltre alla partita settimanale di calcio: cinema, d’estate al mare, cene con gli amici, pranzi con i parenti, varie gite, compere; d’inverno si andava a pattinare sul ghiaccio. Ma la cosa più bella era quando si partiva per la montagna o per il mare oppure quando andavo a giocare con i miei amici e cugini. Il momento più emozionante dell’anno però era ad ottobre, quando arrivava la fiera (il luna park). Io adoravo vivere in Italia ma amo lo stesso abitare qua, in Brasile.

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Copa do viemos mundo De onde

Napoli, una cit

di Gaia R

Napoli è la città più importante del sud Italia. È dotata di musei, chiese, vulcani, castelli, teatri. Può essere chiamata anche Partenope, perché si narra che una sirena di nome Partenope si posò sugli scogli di Napoli. Ora su quegli scogli c’è il Castel dell’Ovo. Dicono che in quel castello ci sia nascosto un uovo, che se si rompe, Napoli verrà distrutta. A Napoli ci sono molti posti storici da visitare, anche sotto terra. Nella Seconda Guerra Mondiale le persone si rifugiavano sotto terra per proteggersi. Tappavano qualsiasi buco che incontravano per non far entrare le bombe. Oggi questi posti sono visitati e si chiamano “Napoli sotterranea”. Quindi, si può dire che a Napoli c’è un’altra Napoli sotterranea. È un’antica città romana. Napoli, sul fondo il Vesuvio

Da sinistra: Gaia, Ana Clara, Sofia e Larissa, alunne della V Primaria

Le cose che mi piacciono di più a Napoli sono: il mare, i castelli, la storia, la pizza e il Vesuvio.” 34

IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2017


ttà ammirevole

Romano

Napoli, il Duomo

Napoli, Castel dell’Ovo

Napoli, Piazza del Plebiscito

Le cose che mi piacciono di più a Napoli sono: il mare, i castelli, la storia, la pizza e il Vesuvio. Il Vesuvio in passato fece delle eruzioni molto forti, che coprirono Pompei ed Ercolano. Oggi si possono visitare i bellissimi siti archeologici delle città che sono state distrutte. A Napoli ci sono molti musei storici, palazzi antichi, musei scientifici e un museo egizio. Vicino alla mia casa c’è un parco chiamato Floridiana. In realtà era la casa di una nobildonna e l’edificio aveva una bellissima vista sul mare. A Napoli ci sono inoltre molti siti archeologici come “la Gaiola”. Lì c’è una montagna in cui anticamente i Romani fecero un tunnel che serviva per passare rapidamente da una parte all’altra. Sotto il mare si trovano resti di: case, vasi, strade e statue romane. Quindi Napoli è una città ammirevole e io sono fortunata ad andarci varie volte, perché ogni volta che ci vado scopro cose nuove.

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Copa do viemos mundo De onde

Opinião de um goiano de Marco Antônio Gomes C. D. Melo

Goiânia, Monumento das Três Raças

Goiânia, Parque Flamboyant

O Estado de Goiás tem sua economia baseada na agricultura e na pecuária. O clima de lá é seco e chuvoso e suas cidades têm muitos rios e cachoeiras. A maioria das pessoas possui grandes propriedades, gosta de fazer festas e ir para as fazendas nos finais de semana. A cidade em que morei em Goiás chama-se Goiânia. Ela é bonita, mas não é grande. Eu gosto dela e lá eu vivi por dez anos, por isso, eu a conheço toda. Na minha cidade não há muitos museus (acho que as pessoas não são muito culturais), mas ela tem muitos parques. É uma cidade boa para se morar e bem tranquila. Lá não tem muitos carros à noite; somente durante o dia

É uma cidade boa para se morar e bem tranquila... tem muitos parques.” Brasão de Goiânia

Marco Antônio 36 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2017


Copa do de mundo Meninos Ouro

Lezioni da una piccola grande scuola

Ultimo giorno come alunno della scuola italiana Eugenio Montale... Sembra ieri, però sono già passati sei anni! Per me, é un grande privilegio poter scrivere di nuovo sulla rivista Girasole. Certo, adesso il mio punto di vista é diverso, ma quello che ho da raccontare é il “risultato” di tredici anni passati all’interno della scuola. Mi sono sempre ritenuto molto fortunato per aver avuto l’opportunità di studiare in una

scuola biculturale; questo mi ha facilitato l’integrazione con altre culture durante alcuni corsi d’inglese realizzati in Inghilterra. Terminata la maturità, ho deciso di rimanere in Brasile e sono entrato nell’università ESPM nel corso di amministrazione. Mi sono laureato lo scorso giugno ed ora lavoro in una grande multinazionale che mi ha assunto con contratto indeterminato dopo aver fatto

di Fabio Piatti

uno stage di quasi due anni. Sono stati quattro anni intensi, pieni di sfide e soddisfazioni, sono riuscito a conciliare la mia grande passione per lo sport praticato con la vita di universitario, i corsi di inglese all’estero e lo stage in azienda, sempre senza dimenticare quello che questa piccola grande scuola ha messo nella mia testa e nel mio cuore.

Fabio Piatti

Fabio e la sua grande passione: il calcio Fabio nel giorno della “Colação de grau”, all’Università ESPM

“ 37 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2017

Mi sono sempre ritenuto molto fortunato per aver avuto l’opportunità di studiare in una scuola biculturale; questo mi ha facilitato l’integrazione con altre culture.”


Copa do de mundo Meninos Ouro

Oltre ogni nostr

di Julia Regin

Le radici sono importanti, nella vita di un uomo, ma noi uomini abbiamo le gambe non le radici, e le gambe sono fatte per andare altrove. Le mie gambe mi hanno portato tra le viti e le colline tra cui camminava Pavese, nelle città in cui regnavano i Medici e scrivevano Macchiaveli, Montale e Dante, dove Leopardi non riusciva a vedere oltre la siepe; dove sono nati la pizza e le buone risate. E dove ho capito che non si è mai troppo lontani per ritrovarsi in paesi che non

sono i nostri, che per quanto lontano si sia ci sono cose che non cambiano mai, la lealtà, le tradizioni condivise, e l'amore per gli altri. Il 9 settembre 2014 davanti a me vedevo in lontananza la strada che per sei mesi avrei percorso, scoprendo cosa si trovasse oltre le mura del mio piccolo mondo, ma come dice Pablo Neruda "fu forse quando mi persi che finalmente mi ritrovai?" E così i mesi sono diventati anni e quello che era il mio nuovo mondo si è fuso con quello antico ed è Julia, al Museo dell’Automobile di Torino

diventato me. Ed è nella convivenza di queste due realtà che ho scelto di non tornare indietro, di portare tutto nel cuore e di guardare solo avanti. Perché la grandezza del mondo va oltre qualsiasi nostra comprensione, e il Brasile come l'Italia sono solo piccole sfumature di quest'ultima. E da viaggiatrice senza meta scrivo tutto questo senza soffermarmi sulla descrizione delle cose che ho visto e cerco solo di trasmettere quanto importante sia superare i limiti che sono solo convenzioni che aspettano di essere abbattute, perciò perdetevi per ritrovarvi.

Julia e la mamma Ines, a Roma (Colosseo)

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ra comprensione

na Gonçalves

Julia, gita del V anno, a Praga nel muro di John Lennon

Non si è mai troppo lontani per ritrovarsi in paesi che non sono i nostri, che per quanto lontano si sia ci sono cose che non cambiano mai, la lealtà, le tradizioni condivise, e l'amore per gli altri.”

Convitto Nazionale Umberto I, Torino

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Copa do de mundo Meninos Ouro

Poter crescere e studiare

di Bianc

Per dodici anni ho studiato alla Montale e mi ricordo perfettamente che, appena finita la maturità, non avevo idea di cosa mi aspettasse al di fuori di quella realtà. Mi ricordo che alcuni professori mi dicevano che non dovevo aver paura della maturità, perché essa sarebbe stata solo una piccola sfida tra le tante altre. Ormai è da più di tre anni che non studio più alla Montale e posso affermare che la vita universitaria è molto intensa e impegnativa, ma allo stesso tempo affascinante. Attualmente studio Scienze della Comunicazione all’Università della Svizzera Italiana e intendo fare un master in Communication and Management.

A differenza della Montale, all’università sei totalmente indipendente. La possibilità di scegliere il percorso da intraprendere è un fattore che stimola ulteriormente la curiosità e l’interesse per la materia. Nell’ambito universitario si fanno tante ricerche scientifiche e non solo studi teorici ma anche pratici. La difficoltà più grande è stata adattarmi alla cultura svizzera e all’interculturalità dell’università. La Svizzera ha quattro lingue ufficiali e adattarmi a questo mix linguistico e alle diverse mentalità è stata una sfida. Allo stesso tempo l’indipendenza e la libertà che ho è insostituibile. Una delle cose che mi ha resto più felice stato vivere da sola: il fatto di dipendere da sé stessi, oltre ad imparare a cavarsela senza aiuti, ti fa crescere immensamente.

Università di Lugano

Bianca Sinno 40

IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2017

Per tutti gli studenti che attualmente sono alla Montale e pensano di andare a vivere altrove da soli, capisco perfettamente che le sfide saranno tante e che è impossibile non sentire la paura del cambiamento. A volte mi domando se la mia scelta sia stata la migliore, non potrò mai sapere la risposta, ma cercherò sempre di rendere il mio percorso, il migliore possibile. Non importa quanta saudades io possa sentire della mia famiglia, della mia lingua e cultura, ci saranno sempre delle sfide che cercherò di superare nel miglior modo possibile, non perdendo mai le opportunità che mi verranno date. La Montale ha fatto parte di una grande fase della mia vita e non potrò mai dimenticare le esperienze vissute.


e in una città meravigliosa

ca Sinno

Università di Scienze della Comunicazione, Lugano

Svizzera, Lugano

La difficoltà più grande è stata adattarmi alla cultura svizzera e all’interculturalità dell’università. La Svizzera ha quattro lingue ufficiali e adattarmi a questo mix linguistico e alle diverse mentalità è stata una sfida.”

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Studiare

Copa do mundo Parêntesis

L'anno scorso, 2016, noi, Bruna, Luca e Mariana abbiamo deciso di fare un anno all'estero. La città scelta è stata Verona, Italia, poiché un'altra studente aveva già frequentato la scuola (Educandato Statale Agli Angeli). Altri motivi per la scelta sono stati: la piccola dimensione della città e il convitto. Il convitto è il luogo nel quale gli studenti abitano e in molti casi si trova dentro la propria scuola, come nel nostro caso.

di Bruna Santello, Marian Ci siamo inscritti nella classe 3 liceo ad indirizzo scientifico, il quale ha il programma più simile a quello della Montale. Per noi il convitto è stata la parte più diversa perché le stanze non sono individuali (tranne quelle maschili), quindi devo imparare a convivere con altre persone e la distanza di casa, facendo sì che dobbiamo essere più responsabili e indipendenti.

Anche la scuola non è semplice, poiché il loro metodo di studio è diverso, ma quando ti abitui tutto diventa più semplice. Nonostante tutte le difficoltà, questa esperienza sarà indimenticabile e siamo molto grati alla nostra scuola, Eugenio Montale, e alle nostre famiglie per averci dato questa meravigliosa opportunità.

Verona

Educandato Statale “Agli Angeli”, Verona

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e in Italia

na Funari e Luca Percario

Mariana, Bruna e Luca

Luca, Bruna e Mariana, con gli ex compagni della Montale, Sofia De Palma e Tommaso Barberis, all’Arena di Verona Mariana e Luca con i compagni del liceo durante un weekend di convivenza

Bruna, in gita a Monaco di Baviera

Nonostante tutte le difficoltà questa esperienza sarà indimenticabile.”

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Copa dodos mundo Mural Pais

Formando pessoas boas, p

de Sand

Fui incumbida de falar sobre o início das aulas. Tenho duas filhas na Infanzia e esta é a segunda vez que passo por essa experiência em menos de dois anos. Mesmo sendo “veterana”, estava ansiosa pela adaptação da Raffaella, que acabou de começar sua jornada escolar com 1 ano e 4 meses. Apesar da citada ansiedade, dessa vez eu estava muito mais confiante que certamente minha pequena seria acolhida por um time maravilhoso e dedicado. Conheço de perto o trabalho das Maestras, do carinho, dedicação e amor envolvidos em todo o processo. Essa confiança, de que escolhi a melhor opção para minhas filhas, já trago comigo desde a adaptação da Anna Laura.

Adorei a interação que tive com os pais que estavam vivenciando essa experiência pela primeira vez. Nós, pais e mães, sempre torcemos que dê tudo certo, e que nossos filhos sejam felizes. Pela experiência que já havia tido com a minha primeira filha, eu pude lhes falar: calma, fiquem bem, foi a escolha certa, eles certamente serão felizes aqui. Tenho certeza que fiz a escolha certa para minhas filhas. Na Scuola Eugenio Montale encontrei tudo aquilo em que acredito: valorização da pessoa, do simples, a cultura, um incrível projeto pedagógico e muita diversão (algo particularmente importante para os alunos da Infanzia). Todos nós queremos que nossos filhos sejam pessoas de bem. A experiência na infância

tem grande influência em suas atitudes quando adultas, e a escola pode nos ajudar nessa missão de “soltarmos” no mundo pessoas boas, com conteúdo e atitude para acrescentar e fazer o bem. Estamos bem posicionados para isso. Por um lado, um time de profissionais espetacular, pessoas de uma humanidade ímpar, preparadas pedagogicamente e comprometidas com a filosofia da escola. De outro, a interação pais/escola, que fortifica a instituição e torna o ambiente escolar ainda mais agradável para nossos filhos. Em tempo: nem tudo foram flores. As crianças, conforme esperado, choraram, quiseram ir com as mães, nós pais ficamos apreensivos. Mas no fim, tudo se acomodou e a

Abner Oliva, marido de Sandra com Anna Laura, durante o evento de “Integração Pais e Filhos”

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para um mundo melhor!

dra Oliva

equipe da Infanzia mais uma vez soube conduzir tudo com muita serenidade, gentileza e amor. Termino agradecendo a oportunidade de poder expressar minha alegria em fazer parte dessa comunidade tão incrível que é a Scuola Eugenio Montale. Certamente minhas filhas terão lindas memórias de infância, nas quais esta escola terá um lugar especial.

Sandra e as filhas, Anna Laura e Raffaella

Anna Laura e Raffaella, alunas da Escola da Infância

A família reunida

Todos nós queremos que nossos filhos sejam pessoas de bem. A experiência na infância tem grande influência em suas atitudes quando adultas, e a escola pode nos ajudar nessa missão de “soltarmos” no mundo pessoas boas, com conteúdo e atitude para acrescentar e fazer o bem.”

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Ouvir e seguir a felicid

Copa dodos mundo Mural Pais

de Rober

Começamos na Montale no ano passado. O João Pedro entrou na Seconda Primaria e a Lara na Infanzia. Eles amam a escola. Me lembro do primeiro dia de aula dele, eu, super apreensiva, por causa da língua, o italiano, e ele curioso com tudo aquilo novo. Na saída quando fui buscá-lo perguntei: Gostou? E ele, com um sorriso no rosto, respondeu: Adorei mamãe! E tem sido assim desde então. O que eu gosto na estrutura da escola é que todos se conhecem e sabem quem são os alunos. Isso acaba fazendo com que a escola seja uma grande família. O professor Victor nos encanta apresentando a escola e o método de ensino, nos deixando com um gostinho de “poderia ser minha escola“. E

no fundo é, com a Associação de Pais e os Representantes de Classe. Acredito numa escola com a comunidade atuante. Faz toda a diferença. As aulas de italiano são uma maneira de aproximar os pais da escola. Nos matriculamos convictos de que ajudaremos os filhos nas lições e quando percebemos, eles estão nos ensinando e ajudando. E o aprendizado da língua, principalmente para os que ingressam na Primaria, acontece de uma forma muito natural. Na Mostra Cultural nos deparamos com a produção anual de todos os alunos, com a quantidade de trabalho que tiveram e o entusiasmo com que apresentaram todo o conteúdo.

O que falar da Infanzia, onde nossas crianças definem o projeto e desenvolvem ao longo do semestre, sempre com uma linguagem extremamente lúdica, e com bastante conteúdo. Imaginamos que eles são muito pequenos e não conseguirão acompanhar. Até chegarmos à classe e lermos no mural as considerações de cada um sobre o tema. Que fantástico e gratificante! E o respeito da professora com eles quando, no meio do segundo semestre, decidem fazer um novo projeto criando uma nova história. Isso é respeito! Estou muito feliz na escola e vejo meus filhos cada dia mais interessados e entusiasmados.

João Pedro, na mostra cultural de 2016, durante a apresentação da I e II Primaria

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dade de nossos filhos!

erta Picelli

Lara (Scuola dell’Infanzia)

Rui, Roberta, João Pedro (III Primaria) e Lara (Scuola dell’Infanzia)

Nos matriculamos convictos de que ajudaremos os filhos nas lições e quando percebemos, eles estão nos ensinando e ajudando. E o aprendizado da língua, principalmente para os que ingressam na Primaria, acontece de uma forma muito natural.“ Roberta e João Pedro, durante o evento de Integração da Infanzia

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CopaPoesia do mundo

Foe, de J. M. Coetzee: “A conversa não é simplesmente uma espécie de música em que primeiro um assume o refrão, depois o outro? Saber qual é o refrão de nossa conversa tem uma importância maior do que a de saber qual a melodia e a conversa como o amor? Quem se aventuraria a dizer que o que se passa entre amantes é substancial (refiro-me ao amor que fazem, não a que conversam), no entanto não é verdade que alguma coisa passa entre eles, nas duas direções, e eles saem refeitos e curados por um tempo de sua solidão?” Foe é uma das principais obras do autor Sul-africano (Cidade do Cabo). Nela o autor faz uma recontagem da história de Robinson Crusoé, através da figura da náufraga Susan Barton.

O mundo se despedaça, Chinua Achebe: “Toda a gente conhecia Okonkwo nas nove aldeias e mesmo mais além. Sua fama assentava-se em sólidos feitos pessoais. Aos dezoito anos, trouxera honra à sua aldeia ao vencer Amalinze, o Gato, um grande lutador, campeão invicto durante sete anos e toda a região de Umuófia a Mbaino.Amalinze recebera o apelido de o Gato porque suas costas nunca tocaram o solo. E foi ele quem Okonkwo derrotou, numa luta que, na opinião dos mais velhos, fora das mais renhidas desde a travada, durante sete dias e sete noites, entre o fundador da cidade e um espírito da floresta.” O mundo se despedaça é um dos romances fundadores da moderna literatura nigeriana e narra o começo da desintegração da cultura Ibo, ameaçada com a chegada dos europeus.

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Penúltima vivência, Ondjaki: “Quero só o silêncio da vela. O afogar-me na temperatura da cera. Quero só o silêncio de volta: infinituar-me em poros que hajam num chão de cera. Penúltima vivência, do poeta Angolano Ondjaki, membro da União dos Escritores Angolanos e da Associação de Poetas Húngaros.

Terra Sonâmbula, Mia Couto: “Não inventaram ainda uma pólvora suave, maneirosa, capaz de explodir os homens sem lhes matar. Uma pólvora que, em avessos serviços, gerasse mais vida. E do homem explodido nascessem os infinitos homens que lhes estão por dentro.” Terra Sonâmbula é o primeiro romance do autor moçambicano, uma verdadeira aula sobre a velha arte de contar histórias no Moçambique pós-independência.

Mayombe, Pepetela: Teoria: “Criança ainda, queria ser branco, para que os brancos não me chamassem de negro. Homem, queria ser negro, para que os negros não me odiassem”. Mayombe, do escritor angolano Artur Carlos Maurício Pestana dos Santos (Pepetela), mostra um painel de Angola nos anos 1970, período da guerra de independência.

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A última palavra Copa do mundo

Forse un mattino andando in un'aria di vetro (Eugenio Montale) Forse un mattino andando in un'aria di vetro, arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo: il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro di me, con un terrore di ubriaco. Poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto alberi case colli per l'inganno consueto. Ma sarà troppo tardi; ed io me n'andrò zitto tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto. È della rivelazione del nulla che ci parla questa poesia. L'uomo che ha l'esperienza del vuoto come sfondo delle cose, vede queste ultime presentarsi su di esso. Quest'uomo è colui il quale, diversamente dagli altri, ha lo sguardo fisso in entrambe le direzioni: dietro (il nulla come origine), avanti (il mondo, con i suoi enti). Una poesia molto zen, che esprime ciò che siamo internamente! Per questo è necessario avere il tempo e il coraggio di entrare in se stessi, per trovare, nel silenzio e integrità della propria anima, l’ispirazione che ci conduce all’Essenza della Vita! di Victor Vallerini

È con grande tristezza e commozione che annunciamo il decesso della Sig.ra Angela Papaiz, madre della Dott.ssa Sandra Papaiz Presidente del Consiglio Consultivo della nostra Associazione. Socia benemerita decana, la Sig.ra Angela ha sempre contribuito con grande generosità e saggezza all’evoluzione della nostra scuola. Il Comitato Gestore, la Direzione, il Corpo Docente e tutta la comunità scolastica si uniscono al dolore della famiglia Papaiz.

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Autorità, Fondatori, Direzione e Rappresentanti COMITATO GESTORE (2016-2018) • Giuseppe d´Anna Presidente • Nelio Bizzo Vice-presidente • Augusto Bellon Dirigente presso l'Ufficio Scolastico territoriale

CONSIGLIERI

• Adriana Corsari • Elio Colombo Junior • Flávia Angelico • Manuela Fialdini • Renato Terzi

Sandra Papaiz - Associada benemérita Giuseppe d’Anna – Popait Participações Nildo Masini - Grupo Masini Marzio Arcari - Instituto Cultural Italo-Brasileiro Renato Poma - Instituto Italiano de Cultura Sandro Isidori Benedetti - Associação Umbri

DIREZIONE DIDATTICA Paola Capraro – Direttrice Scolastica Italiana Silvia Maria de Freitas Adrião – Direttrice Scolastica Brasiliana

DIRETTORE AMMINISTRATIVO Lorenzo Gemma

Elenco Rappresentanti di Classe - a.s. 2017 Scuola dell’Infanzia – sez. A-B-C-D-E ...................................................SANDRA OLIVA Scuola Primaria – classe 1ª ....................................................... DIEGO TRANCANELLI Scuola Primaria – classe 2ª ................................................... CLAUDIA TORIKACHVILI Scuola Primaria – classe 3ª ................................................... CLAUDIA TORIKACHVILI Scuola Primaria – classe 4ª A ........................... MARCOS VINICIUS PINTO SALOMON Scuola Primaria – classe 5ª .....................................................ALESSIA DELL’AGNELLO Sc. Sec. I Grado – classe 1ª ....................................................... DIEGO TRANCANELLI Sc. Sec. I Grado – classe 2ª ................................ DONATA LUIZA OLIVEIRA CARDOSO Sc. Sec. II Grado (Liceo) – classe 3ª ................VINICIUS SANTOS PINHEIRO OLIVEIRA Sc. Sec. II Grado (Liceo) – classe 4ª ...........................AMANDA MAGALHÃES TONON

ASSOCIATI FONDATORI

ASSOCIATI BENEMERITI •AEDA •Alitalia •Angelo Vecchi •Anna Maria Barrucci •Banco Bradesco •Benedetti Sandro Isidori •Campari do Brasil •Circolo Italiano •Conde Raffaele Leonetti

•Patronato Assist. Imigrantes Italianos (PAII) •Pirelli S.A. •Saipem do Brasil •Sandra Papaiz •Scac S.A. •Sergio Comolatti •Udinese ind e com •Unicredito Italiano •Unilever •Zanemp Empreendimentos

•Fabio Perini S.A. •Fiat Automóveis •Generali do Brasil •Grupo Masini •Impregilo SpA •Instituto Cultural ItaloBrasileiro (ICIB) •Luigi Bauducco •Nelson Castro •Papaiz ind e com

CONSOLATO GENERALE D'ITALIA A SAN PAOLO Michele Pala - Console Generale 51 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2017

• BERTOLINI RICCARDO

• BERTOLINI ALFONSA • CROSO EDGARDO • GENTILINI PALMIRO • GHERSI LORENZO • MATTOLI SOCRATE • ROBERTO ALBERTO • ROBERTO PAOLA


“Os jovens aprenderão sozinhos se na escola tiverem aprendido a pensar” Eugenio Montale Nobel de Literatura, 1975

Filosofia da Escola Um dos valores mais importantes do nosso projeto pedagógico é a formação integral do educando. Interessanos que o aluno construa, ao longo da sua escolaridade, um lastro cultural e intelectual que lhe permita atuar de forma responsável, competente, crítica e autônoma ante as exigências impostas pela sociedade.

Rua Dr. José Gustavo Bush, 75 Morumbi / SP Tel.: (11) 3759-5959 www.montale.com.br

Profile for scuola italiana eugenio montale

Il Girasole Aprile 2017  

Il Girasole Aprile 2017  

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