DENTRO LA DIGITALIZZAZIONE DEI PROCESSI
IL MANAGER A SUPPORTO DELLA DIGITALIZZAZIONE DI SUCCESSO NEL MONDO SANITARIO
A
un anno esatto dal dilagare della pandemia da Covid19 in Italia, uno degli elementi di maggiore attenzione sembra essere la valutazione dell’efficienza del sistema sanitario nazionale. Al di là delle ovvie considerazioni legate agli aspetti della ricerca e delle apparecchiature necessarie alla corretta diagnosi e trattamento delle patologie, oltre che delle relative competenze degli addetti ai lavori, vale la pena approfondire gli elementi relativi all’efficienza delle attività di supporto ai processi sanitari. Tale efficienza può oggi essere ottenuta attraverso mirati processi di digitalizzazione e una riorganizzazione “tecnologica” con la guida di un esperto: il manager dell’innovazione. Sulla base delle conclamate esigenze del settore sanitario nel dicembre dello scorso anno, sono state rilasciate le nuove linee guida in materia di telemedicina che rimarcano alcuni aspetti fondamentali del processo di digitalizzazione della sanità, evidenziando nel contempo le criticità esistenti. Tra tutte si richiama la necessità di adeguati strumenti tecnologici che consentano al medico e al paziente di comunicare in modo sicuro ed efficace (ad esempio una rete di collegamento funzionante tra medici e pazienti, un portale web a cui accedono i medici con il proprio account per la gestione dei pazienti e strumenti digitali quali computer, tablet o smartphone, ecc.), e l’essenzialità dell’utilizzo di crittografia, in linea con le normative in materia di privacy e sicurezza come requisito per l’autorizzazione, l’accreditamento
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e la contrattualizzazione per l’erogazione delle prestazioni di telemedicina a carico del SSN. Non vengono però definiti i requisiti di questi sistemi né le scelte tecnologiche necessarie a garantirli. Così posti poi, i criteri sembrerebbero impattare in maniera consistente sugli erogatori dei servizi (pubblici e privati) e sui fruitori finali. Alla base dell’attuazione di questi nuovi modelli di funzionamento, vanno mappati e ottimizzati i processi e le infrastrutture disponibili, per integrare il sistema impresa con quanto necessario a garantire funzionalità ed efficienza. La visione d’insieme necessaria a tale approccio coinvolge direttamente il management, che deve essere accompagnato da professionalità in possesso di competenze eterogenee e padronanza di visioni complesse, soprattutto in scenari critici e fortemente votati all’innovazione di processo. Da questo punto di vista, al fine di garantire contemporaneamente qualità del servizio, efficienza, rapidità e sostenibilità finanziaria, magari anche operando sulla riduzione dei costi in maniera efficace, è necessario coinvolgere manager in grado di intervenire con concrete conversioni dei modelli di business delle realtà sanitarie. La capacità dell’Innovation Manager (IM) in questi ambiti consente di segmentare l’intervento suddividendolo in più livelli, per consentire che infrastruttura e tecnologia innovativa riescano a garantire interoperabilità, ovvero l’integrazione tra dati generati