Rivista Paperless - Numero 7

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N. 07 / MARZO 2021

IL PRIMO MAGAZINE SULLA DIGITALIZZAZIONE A NORMA DEI PROCESSI

CLINICA DIGITALE

SPECIALE “DIGITAL DAYS 2020 FOCUS SANITÀ”: LO STATO DELL’ARTE DELLA DIGITALIZZAZIONE NEL SETTORE SANITARIO RACCONTATO DAI PROTAGONISTI COME DIGITALIZZARE CON SUCCESSO IL MONDO SANITARIO: L’IMPORTANZA DEL MANAGER


COVER STORY

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EDITORIALE

LA SANITÀ DIGITALE NON È PIÙ UNA SCELTA MA UN OBBLIGO STRATEGICO PER TUTTO IL SISTEMA PAESE

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di Nicola Savino Direttore Editoriale

n questo numero di Papersere proattiva, anche in situazioless, avrete l’opportunità di ni di emergenza come quella che ascoltare tutti gli interventi, stiamo ancora attraversando. Il IN QUESTA FASE anche istituzionali, del primo Vertice Sanità Digitale è stato un PANDEMICA, ABBIAMO Vertice sulla Sanità Digitale che si evento in grado di dare voce a tutti AVUTO LA DIMOSTRAZIONE è tenuto il 15 e il 16 Gennaio 2021, gli stakeholder che hanno soluzioDI QUANTO LA NOSTRA con la partecipazione dell’Osservani pronte e che hanno soprattutto SANITÀ SIA DAVVERO una visione chiara delle strategie torio Innovazione Digitale in Sanità POCO INNOVATIVA E che si devono mettere in atto, per del Politecnico di Milano e di AIOP DIGITALIZZATA garantire al sistema sanitario l’inLazio. Quando si parla di Sanità Digitale, siamo abituati – da troppo vestimento innovativo e digitale tempo – ad assistere a discussioni che lo stesso Recovery Fund ha generiche su soluzioni, tecnologie promesso. Ma la digitalizzazione applicative e teorie sull’efficienza comporta anche la sicurezza. Dobdei processi organizzativi. biamo avere tutti certezza che i È tutto assolutamente vero e cornostri dati vengano gestiti in modo adeguato, conforme alle norme, retto. così come in termini di responsaMa quando occorre andare sul pratico, e provare a replicare le bilità. Quali sono i rischi legali a “Best Practice” di cui tanto si parcarico dei Direttori Sanitari e degli IT Manager, quando si sceglie di la, emergono “blocchi” che hanno abbandonare la carta per utilizzal’effetto di una secchiata di acqua gelida. In questo complicato 2020 re gestionali e applicativi, al fine di appena trascorso, in cui la digitaprodurre ed elaborare la Cartella Clinica di un paziente, e come fare lizzazione è diventata uno struad evitarli tutti, mentre si va verso mento indispensabile per poter la telemedicina? dialogare con i pazienti a distanza, il 62% dei Direttori Sanitari – persone con enormi responsabilità sul piano legale – si chiedono ancora Esistono delle Best Practice in Italia che illustrino "la come fare in modo che la digitalizzazione dei processi via" per creare e distribuire Identità Digitali, consenaziendali possa essere quanto più indolore possibile. tendo a medici e infermieri di firmare prescrizioni, In questa fase pandemica, abbiamo avuto la dimo- somministrazioni, diari clinici, cartelle cliniche, restrazione di quanto la nostra sanità sia davvero poco ferti e tutti gli allegati che compongono il Dossier innovativa e digitalizzata, di come, anche in termini Digitale, se necessario e quando necessario, dato per di organizzazione interna, la sofferenza con carichi scontato (si spera) che firmare con il pennarello sullo elevati sia stata devastante per tutti: pazienti, opera- schermo non è un'opzione valida? tori, medici, etc. Proprio tra queste pagine, vengono individuate possibili soluzioni, al fine di rendere la Queste e altre domande troveranno risposta sanità italiana una sanità davvero digitale, pronta in questo numero di Paperless. ai processi di telemedicina e che sia in grado di es- Buona lettura!


COVER STORY

"Un viaggio nel mondo della digitalizzazione e dell'archiviazione informatica, della conservazione sostitutiva e digitale a norma di legge"

Sai come conservare una PEC? Sei sicuro di archiviare correttamente e conservare a norma di legge i documenti e i dati informatici trattati ogni giorno dalla tua azienda? Sai cosa succede quando pensi alla sanità digitale e quali rischi legali, progettuali e finanziari corri? O ancora Sai che non basta gestire e conservare soltanto il file XML della fatturazione elettronica? QUESTE E ALTRE DOMANDE TROVANO RISPOSTA NEL LIBRO

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EDITORIALE

VERSO UNA SANITÀ DIGITALE E PAPERLESS: UN’OCCASIONE DA NON PERDERE di Antonio Vitolo Direttore Responsabile Paperless

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uesto numero di Papertario Elettronico, è di pari passo sempre più fondamentale la comless è dedicato al “Digital Days Focus Sapliance normativa dei processi LA PANDEMIA COVID che, vista la crescente complessità nità”, il primo summit HA ACCELERATO delle procedure e della legislazio online sulla digital comESPONENZIALMENTE pliance applicata al mondo della ne in materia, non è più pensabile L’EVOLUZIONE DEI sanità privata in Italia. demandare superficialmente a riPROCESSI DIGITALI IN La pandemia Covid ha accelerasorse interne con formazione non AMBITO SANITARIO adeguata o a fornitori non speciato esponenzialmente l’evoluzione dei processi digitali in ambito lizzati. sanitario. Letteralmente da un I contributi di questo numero momento all’altro, professionisti, sono tutti a cura di esperti refeoperatori, manager e clienti delle renti di strutture di primissimo strutture sanitarie si sono trovati livello come l’Istituto Neurotrausenza alternative di fronte alla necessità di gestire le matologico Italiano, la clinica Sol et Salus, Synlab, normali procedure connesse a presa in carico, dia- aziende produttrici o fornitrici di soluzioni digitali gnosi, cura e dimissioni dei pazienti in maniera di- innovative per la sanità come Fujifilm, CBA, Peosintermediata e virtuale, con l’aiuto della tecnologia pleNAV, Nuvyta, Nexid Health. Uno degli articoli ci digitale. aiuta a farci un’idea sullo stato dell’arte, con alcuni Dalla fase di improvvisazione iniziale, dominata da dati statistici a cura dell’Osservatorio sull’Innovadispositivi, piattaforme e procedure forse più adatte zione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano. al mercato consumer, si è rapidamente posta l’esi- Dal momento che si parla di attività private, anche genza di dotare le strutture e il personale di solu- in questa congiuntura storica non facile per tutti, il zioni digitali professionali che possano garantire ruolo del marketing è cruciale. Le campagne di presicurezza dei dati, affidabilità, conformità con gli venzione sanitaria sui media e sui social da parte standard europei di privacy, continuità del servizio, delle strutture rappresentano infatti altrettante ocrapidità e facilità di utilizzo sia dal lato struttura che casioni per fare corretta informazione e combattere dal lato cliente. Basti pensare a quanto queste te- la diffusione delle fake news, con un puntuale e pamatiche sono tutte fortemente implicate nelle nuo- ziente flusso di fact-checking. Il marketing sanitario ve frontiere della Telemedicina, che presuppone un è anche il mezzo ideale per trovare le strategie adatmonitoraggio continuo del paziente presso il suo te a valorizzare le diverse professionalità presenti domicilio attraverso dispositivi IOT in connessione nelle strutture sanitarie, senza dimenticare l’imporcon la struttura sanitaria e suscita grandi interroga- tanza di instaurare un dialogo con i clienti/Pazienti tivi di natura etica, legale, sociale, oltre che tecnica improntato a trasparenza e fiducia reciproca. e organizzativa. In una sanità sempre più Paperless, gravata di nuovi obblighi come il Fascicolo Sani- Buona lettura!

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SOMMARIO

CLINICA DIGITALE 03

EDITORIALE

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EDITORIALE

Nicola Savino

Antonio Vitolo

DENTRO LA DIGITALIZZAZIONE DEI PROCESSI

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IL MANAGER A SUPPORTO DELLA DIGITALIZZAZIONE DI SUCCESSO DEL MONDO SANITARIO Paolo Rocca Comite Mascambruno

Il primo summit online sulla digital compliance in sanità


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IL MODELLO DELLA CONNECTED CARE PER UN PATIENT JOURNEY TUTTO DIGITALE Chiara Sgarbossa

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IL DIGITAL TRUST EXPERT È IL COMMERCIALISTA DELLA DIGITAL COMPLIANCE Nik Panzalis

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SEMPLIFICARE AL LIVELLO DI COMMODITY LE TECNOLOGIE DI DIGITAL COMPLIANCE Giampaolo Armellin

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FORMARE NUOVI RESPONSABILI DELLA TRANSIZIONE DIGITALE PER UNA COMPLIANCE ECCELLENTE NEL SETTORE SANITARIO Fabio Ferrara

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IOMT PER UN MAGGIORE PATIENT EMPOWERMENT E PER IL MONITORAGGIO PREVENTIVO Nicola Bottone

DIRETTORE EDITORIALE NICOLA SAVINO DIRETTORE RESPONSABILE ANTONIO VITOLO IN REDAZIONE GIUSEPPE ALVIGGI MAURIZIO CRESCENZO ANTONIO DEL VECCHIO VALERIA FIGLIOLIA FRANCESCA MIANO NIK PANZALIS HANNO COLLABORATO PAOLO ROCCA COMITE MASCAMBRUNO PROGETTO GRAFICO STRATEGO COMUNICAZIONE SRL IMMAGINI FREEPIK SHUTTERSTOCK

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L’IMAGING AVANZATO È SEMPRE PIÙ PAPERLESS Eugenio Talarico

RESPONSABILE MARKETING GIUSEPPINA D’AMBROSIO

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IL PARADIGMA DIGITAL-FIRST PER AUMENTARE L’EFFICIENZA E SALVARE VITE

RESPONSABILE COMITATO SCIENTIFICO EDOARDO GISOLFI

Augusto Ruggeri

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L’IT MANAGER DIVENTA UN PROJECT MANAGER CHE COORDINA LA DIGITAL COMPLIANCE Valerio Quatrini

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UN NEW PATIENT ADMINISTRATION SYSTEM PER VIVERE CON SERENITÀ TUTTO IL PERCORSO DI CURA Cristina Simonetto

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IL PAZIENTE AL CENTRO MA TRASPARENZA ANCHE PER IL PERSONALE SANITARIO Paolo Prati

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LA DIGITAL TRANSFORMATION NON È UN PROGETTO MA UN PROGRAMMA Stefano Affatato

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FORMAZIONE SPECIFICA A GARANZIA DELL’ACCOUNTABILITY Pietro Montella - Luciana Marotta

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STRUMENTI DIGITALI PER CURE PIÙ EFFICACI E RIDUZIONE DEGLI ERRORI Alice Magni

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MULTICANALITÀ, CLOUD E INVESTIMENTI SU UNA COMPLIANCE TERRITORIALMENTE DECENTRATA Paolo Montemagno

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L’INDOOR NAVIGATION È COMPATIBILE CON LE NORMATIVE SU PRIVACY E DIRITTI DEL LAVORO? Brunello Binetti

DATI RIVISTA PAPERLESS È UNA TESTATA GIORNALISTICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI SALERNO IN DATA 14.12.2018 MARCHIO DEPOSITATO www.rivistapaperless.com


DENTRO LA DIGITALIZZAZIONE DEI PROCESSI

IL MANAGER A SUPPORTO DELLA DIGITALIZZAZIONE DI SUCCESSO NEL MONDO SANITARIO

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un anno esatto dal dilagare della pandemia da Covid19 in Italia, uno degli elementi di maggiore attenzione sembra essere la valutazione dell’efficienza del sistema sanitario nazionale. Al di là delle ovvie considerazioni legate agli aspetti della ricerca e delle apparecchiature necessarie alla corretta diagnosi e trattamento delle patologie, oltre che delle relative competenze degli addetti ai lavori, vale la pena approfondire gli elementi relativi all’efficienza delle attività di supporto ai processi sanitari. Tale efficienza può oggi essere ottenuta attraverso mirati processi di digitalizzazione e una riorganizzazione “tecnologica” con la guida di un esperto: il manager dell’innovazione. Sulla base delle conclamate esigenze del settore sanitario nel dicembre dello scorso anno, sono state rilasciate le nuove linee guida in materia di telemedicina che rimarcano alcuni aspetti fondamentali del processo di digitalizzazione della sanità, evidenziando nel contempo le criticità esistenti. Tra tutte si richiama la necessità di adeguati strumenti tecnologici che consentano al medico e al paziente di comunicare in modo sicuro ed efficace (ad esempio una rete di collegamento funzionante tra medici e pazienti, un portale web a cui accedono i medici con il proprio account per la gestione dei pazienti e strumenti digitali quali computer, tablet o smartphone, ecc.), e l’essenzialità dell’utilizzo di crittografia, in linea con le normative in materia di privacy e sicurezza come requisito per l’autorizzazione, l’accreditamento

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e la contrattualizzazione per l’erogazione delle prestazioni di telemedicina a carico del SSN. Non vengono però definiti i requisiti di questi sistemi né le scelte tecnologiche necessarie a garantirli. Così posti poi, i criteri sembrerebbero impattare in maniera consistente sugli erogatori dei servizi (pubblici e privati) e sui fruitori finali. Alla base dell’attuazione di questi nuovi modelli di funzionamento, vanno mappati e ottimizzati i processi e le infrastrutture disponibili, per integrare il sistema impresa con quanto necessario a garantire funzionalità ed efficienza. La visione d’insieme necessaria a tale approccio coinvolge direttamente il management, che deve essere accompagnato da professionalità in possesso di competenze eterogenee e padronanza di visioni complesse, soprattutto in scenari critici e fortemente votati all’innovazione di processo. Da questo punto di vista, al fine di garantire contemporaneamente qualità del servizio, efficienza, rapidità e sostenibilità finanziaria, magari anche operando sulla riduzione dei costi in maniera efficace, è necessario coinvolgere manager in grado di intervenire con concrete conversioni dei modelli di business delle realtà sanitarie. La capacità dell’Innovation Manager (IM) in questi ambiti consente di segmentare l’intervento suddividendolo in più livelli, per consentire che infrastruttura e tecnologia innovativa riescano a garantire interoperabilità, ovvero l’integrazione tra dati generati


di Paolo Rocca Comite Mascambruno Innovation Manager Certificato Federmanager Salerno

da differenti applicazioni come i servizi di teleconsulto, le cartelle cliniche e i dispositivi wearable. Grazie a un’attenta e consapevole pianificazione degli interventi dell’IM, l’IA e i BIG Data potranno intervenire a garanzia di una medicina efficiente e scalabile, al servizio di diagnostica avanzata, prevenzione e diagnosi di malattie, genomica, oncologia predittiva e supporto da remoto ai pazienti. Inoltre, la sensoristica avanzata potrà garantire servizi personalizzati ai pazienti, il monitoraggio delle funzioni e dei parametri vitali, il trattamento con farmaci salvavita in corsia o da remoto. Infine l’infrastruttura di comunicazione per l’interscambio di dati relativi a diagnostica per immagini e nucleare, in formato compresso, consentirà l’interoperabilità di sistemi di TAC, MOC, PET e varie, nonché lo scambio via rete, il popolamento automatico del fascicolo sanitario del paziente e l’automazione nella gestione degli aspetti terapeutici e statistici per le banche dati nazionali (es. quella della rete oncologica). Un IM opportunamente coinvolto in un processo di digitalizzazione sanitaria per una struttura pubblica o privata o, meglio ancora, in un partenariato che coinvolga entrambe le tipologie, punta l’attenzione su un approccio sostenibile all’innovazione. Il cuore della sostenibilità del processo, ad esempio per la stessa telemedicina, è insito nella dematerializzazione dei contenuti. Ultimo aspetto da considerare, ma forse tra i primi per importanza, è la capacità del manager dell’inno-

vazione di motivare opportunamente tutti i soggetti coinvolti nel processo e in modo particolare il personale sanitario. Le soluzioni digitali a supporto del lavoro liberano gli addetti da oneri non strettamente pertinenti, quali la compilazione a mano della cartella e delle schede paziente, o del diario visite. L’automatizzazione dei sistemi utilizzati consente agli operatori di concentrarsi sulla qualità del proprio lavoro. I sistemi di sensoristica (ad esempio gli allarmi che possono scattare quando medicinali non presenti nella terapia del paziente si “avvicinano” al suo letto) consentono inoltre agli operatori di lavorare con maggiore serenità e di garantire loro elevati standard di qualità lavorativa e di sicurezza anche personali (si pensi ai sistemi di prevenzione delle violenze sugli operatori sanitari). Le capacità gestionali e organizzative del manager, nonché la sua attitudine a una visione d’insieme dei sistemi oggetto di intervento, gli consentono di scegliere opportunamente le tecnologie, calandole nella specifica struttura. È così che egli ottiene, attraverso una comunicazione multilivello che sfrutta anche le tecnologie introdotte, motivazione e cooperazione del personale coinvolto. È grazie a tutti questi aspetti che il manager rappresenta l’elemento vincente per garantire qualità ed efficienza al percorso di transizione digitale del sistema sanitario.

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IL MODELLO DELLA CONNECTED CARE PER UN PATIENT JOURNEY TUTTO DIGITALE Dall’Osservatorio sull’Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano, che ha all’attivo 14 anni di rilevazioni statistiche sul settore sanità, risponde alle domande degli intervistatori in questo talk Chiara Sgarbossa. Dal momento che esiste ancora disomogeneità nell’accesso alle cure tra diverse aree geografiche, che è causa di fenomeni di mobilità sanitaria, è necessario spostare il baricentro della sanità dall’ospedale verso il territorio, per gestire molto più velocemente le esigenze dei pazienti, specie le patologie croniche. Il digitale aiuta a spostare il trade-off tra bisogni dei pazienti e qualità, nel senso di terapie personalizzate più efficienti, efficaci ed economicamente sostenibili. Connettere servizi e competenze oltre i confini territoriali aumenta il senso di uniformità a livello nazionale che il SSN dovrebbe garantire. L’Osservatorio ha concettualizzato il modello della Connected Care, che utilizza l’innovazione digitale per mettere il paziente al centro, in continua interazione con i diversi attori dell’ecosistema Salute. Il modello presuppone l’utilizzo del digitale in tutto il Patient Journey, dalla prevenzione e stili di vita (ricerca di informazioni e raccolta di dati sulla propria salute), all’accesso (ricerca di strutture e medici, servizi online di prenotazione e pagamento), alla fase di cura (fruizione dei Servizi, follow-up e monitoraggio a domicilio). Gli strumenti digitali da utilizzare sono Chatbot e Assistenti Virtuali, App per la Salute, Terapie Digitali. Dalla ricerca è emerso come il 60% dei cittadini ha intenzione di utilizzare il digitale per informarsi sulla propria salute, l’80% delle direzioni strategiche pensa che i servizi digitali per il cittadino siano un ambito molto rilevante, il 62% dei MMG (medici di famiglia) intende convertirsi alla telemedicina, a fronte di un cittadino su tre interessato a sperimentare questa modalità con il MMG, il 79% dei CIO dichiara che ci sarà un aumento del budget per prestazioni a distanza. Il 44% dei MMG consiglia le App per attività fisica e il 40% per tenere sotto controllo i parametri clinici. Il 72% degli specialisti vedono negli strumenti di AI (chatbot, coach virtuali) un alleato per il medico, il 57% degli specialisti sono convinti che le terapie digitali evidence-based (app o videogiochi) possano avere un impatto rilevante positivo sul settore sanitario nei prossimi anni. Affidabilità, omnicanalità e revisione dei modelli organizzativi sono gli obiettivi per i servizi di ricerca di informazioni, servizi al cittadino, telemedicina. Vanno promosse conoscenza e consapevolezza delle potenzialità dell’AI, mentre le app per la salute devono essere certificate e le terapie digitali clinicamente valide, oltre che rimborsabili. 12

CHIARA SGARBOSSA

Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità Politecnico di Milano


IL DIGITAL TRUST EXPERT È IL COMMERCIALISTA DELLA DIGITAL COMPLIANCE Eccezionalmente in veste di intervistato, questo talk ha come ospite Nik Panzalis, coorganizzatore insieme a Nicola Savino di Digital Days e direttore della pluripremiata Clinica Digitale, una delle eccellenze a livello nazionale per la digitalizzazione applicata al mondo sanitario privato. Panzalis ripercorre le tappe della sua carriera nel settore, cominciata 20 anni fa con le prime pioneristiche applicazioni Java per prenotazioni on-line su cellulari UMTS e proseguita con la digitalizzazione a norma dei processi e della parte documentale. Un aspetto di cui, secondo Panzalis, si parla ancora poco, perché l’attenzione è ancora eccessivamente concentrata sul prodotto software, anziché sulle 52 regole EIDAS, i 197 punti di conformità AGID, i 92 codici di amministrazione digitale, necessari a comprendere la complessità del passaggio dai processi analogici tradizionali a quelli digitali. Con l’emergenza Covid, è diventato imperativo disintermediare i processi, per evitare il contatto tra persone, e questo dovrebbe aiutare a svecchiare processi sanitari fermi a logiche degli anni ’50, che prevedono una continua e ripetuta interazione in presenza. Se i neologismi “telemedicina” e “teleconsulto” sono ormai diventati trend topic, è indispensabile un adeguato supporto documentale perché, per citare un dato significativo, solo nel 2017 in Italia si sono registrati circa 30.000 contenziosi tra paziente e medico. Questo pone fondamentali questioni di privacy e trattamento dei dati, che devono essere crittati nel gestionale e opponibili a terzi in conformità col GDPR. Di qui ai prossimi dieci anni gli adeguamenti normativi saranno tantissimi, bisogna prepararsi a inaspettate sentenze e colpi di mano giudiziari, perciò le strutture devono scaricare la responsabilità della compliance su realtà professionali esterne dirette da Digital Trust Expert, analogamente a quanto si fa con i commercialisti per la contabilità. In questo senso, Clinica Digitale ha ottimizzato tutti gli aspetti della compliance, ad esempio con soluzioni di firma digitale avanzate che diventano una vera e propria identità digitale del medico, non solo per i processi documentali ma anche per quelli logistici e per procedure di off-boarding sicure e senza residui digitali della presenza del professionista al termine del rapporto con la struttura. Questo anche grazie ai brevetti conseguiti negli anni, tra cui uno sulla conservazione dei record, utilizzabile per il diario clinico, e uno per l’identità digitale biometrica ottenuta mediante riconoscimento dell’impronta digitale. Un approccio che ha funzionato molto bene nella case history di Clinica Mater Dei, una struttura dove è stato possibile integrare molto rapidamente nel processo 3000 medici, senza nessun coinvolgimento dell’area amministrativa.

NIK PANZALIS

Direttore Marketing Savino Solution

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SEMPLIFICARE AL LIVELLO DI COMMODITY LE TECNOLOGIE DI DIGITAL COMPLIANCE Ospite di questo talk è il responsabile ricerca e innovazione di CBA Giampaolo Armellin. Con uno share di circa il 50%, CBA ha un posizionamento molto importante sul mondo delle residenzialità per persone anziane o affette da cronicità. Armellin è esperto sugli aspetti della gestione del dato per quanto riguarda la presa in carico e l’assistenza nei servizi sanitari e socio-sanitari, in particolare certificazione, fruibilità e interoperabilità del dato nella gestione della cartella clinica. Oggi il tema portante della digitalizzazione è rendere documentato e in compliance rispetto alla normativa tutto il processo di implementazione di funzionalità applicative per gestire i processi, le terapie, effettuare valutazioni cliniche e programmare le attività all’interno del team, rendendo accessibili i dati amministrativi in modo agevole, e soprattutto certificato, ai familiari delle persone che stanno all’interno delle residenze per anziani. Se per grandi ospedali e Aziende Sanitarie avere sistemi informativi interni può avere una sua ragionevole motivazione, anche in quegli ambiti, come avviene per le strutture residenziali e di lungodegenza, si sta valutando un approccio basato sul trasferire la responsabilità di gestione e garanzia della compliance al soggetto fornitore del servizio applicativo. È opportuno, dal punto di vista della progettazione e dello sviluppo di questi strumenti, un focus sugli aspetti tecnologici di base che sono, insieme all’infrastruttura, i veri fattori abilitanti della connettività, soprattutto rispetto all’accessibilità e alla creazione di valore per l’utenza, ma occorre anche “vestire” questa tecnologia in modo adeguato, per superare l’ostacolo della scarsa facilità d’uso. Le applicazioni digitali che implicano compliance normativa devono insomma diventare commodity, analogamente alla connessione Internet. Ad esempio, i meccanismi di firma elettronica vanno semplificati con soluzioni di firma massiva garantita da token, gestiti in un keystore sicuro e garantito da un provider certificato, in modo da rendere la firma una funzione intrinseca simultanea alla prescrizione, il referto, la lettera di dimissioni e le altre procedure che il medico si trova a svolgere, senza necessità di un ulteriore addendum. L’utilità del sistema si può estendere all’esterno dell’organizzazione, dotando il personale di token di firma da impiegare per la certificazione della propria identità anche al di fuori dei processi aziendali.

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GIAMPAOLO ARMELLIN

Responsabile Ricerca e Innovazione CBA


FORMARE NUOVI RESPONSABILI DELLA TRANSIZIONE DIGITALE PER UNA COMPLIANCE ECCELLENTE NEL SETTORE SANITARIO Questo talk di Digital Days ha come ospite Fabio Ferrara di DPO Advisory. Ferrara è esperto in data protection e privacy, con focus specializzato nell’ambito sanitario, ospedalità pubblica e privata, RSA, centri di riabilitazione, case farmaceutiche, e ha in comune con Nicola Savino una parte del suo lungo percorso professionale, iniziato nelle strutture sanitarie della Lombardia. Ferrara ricorda che “in Italia abbiamo 20 sistemi sanitari diversi (uno per regione) e ogni regione si muove indipendentemente, spesso con regole in deroga”. Sono purtroppo frequenti i casi di negligenza assoluta, in strutture con sistemi privi di qualsiasi tipo di verifica, dove i dati sono accessibili da chiunque. Una situazione che un utilizzo razionale del digitale può aiutare a rendere più gestibile. Come presidente della commissione UNINFO, Ferrara ha molto a cuore il tema della distruzione a norma dei documenti cartacei ed elettronici, che spesso contengono dati sensibili, come dati sull’HIV e sulle violenze private. Da una situazione di misure di sicurezza inadeguate - che non prendevano in considerazione eventi non improbabili come incendi, acqua e procedure non corrette da parte di utenti male addestrati - si è passati a nuove norme europee ispirate al più avanzato diritto UK, che tengono conto degli obblighi prescritti dal GDPR e prevedono un processo validato di data protection assessment, in conformità con le norme UNI EN ISO. Sul fronte DPO, è gravissimo che molti conservatori siano in possesso di certificazioni generiche aziendali e non di scopo, e a questo bisogna porre rimedio dotando aziende specializzate in data protection di una certificazione di processo garantita da Accredia. Il problema privacy apre questioni nuove, come i diritti dei deceduti, e l’esperienza professionale di chi gestisce i dati è fondamentale per evitare perdite ed esfiltrazioni da parte di personale disonesto o addirittura studi scientifici mistificati. Per un risultato di compliance eccellente serve quindi una buona attività formativa, che faccia emergere la figura del Responsabile della Transizione Digitale, investito del compito di coordinare queste figure professionali. La conservazione a norma può anche ridurre gli ingenti costi della medicina difensiva, ad esempio il rischio di azioni legali contro la struttura per videochiamate con il paziente registrate può essere annullato tramite una registrazione vocale conservata a norma.

FABIO FERRARA DPO Advisory

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IOMT PER UN MAGGIORE PATIENT EMPOWERMENT E PER IL MONITORAGGIO PREVENTIVO Questo talk ha come ospite Nicola Bottone, manager di Healthy Reply, la company del gruppo Reply interamente dedicata alla Industry Healthcare & Public Administration. Bottone si occupa in particolare del prodotto di Telemedicina Ticuro Reply, una Connected Care Platform con funzionalità IoMT (Internet of Medical Things), curando anche la raccolta di finanziamenti europei destinati all’innovazione in ambito healthcare. Il sistema è certificato ISO 13485 come dispositivo medicale, è provvisto di marcatura CE classe I e IIa ed è GDPR compliant, perciò garantisce end-to-end la veridicità e la sanity dei dati lungo tutto il processo, in conformità con gli standard richiesti dai Clinical Trial. Concepito nel 2010 insieme a partner europei come sistema di Telehealth e Telecare, oggi si rivolge a healthcare provider pubblici e privati ed è utilizzato in primis da operatori sanitari per costruire piani di cura, integrandosi con i processi di presa in carico di pazienti con patologie croniche in comorbidità, con l’obiettivo di validare la compliance per minimizzare il rischio di acutizzazione. Alle funzionalità iniziali, si è aggiunta la tecnologia Microsoft Kinect per teleriabilitazione funzionale motoria e la VR o Augmented Reality per riabilitazione neurocognitiva. L’integrazione con la Telemedicina consente il Telemonitoraggio, tramite dispositivi wireless che si collegano via bluetooth con app su mobile device per acquisire i parametri vitali e renderli disponibili attraverso il cloud della piattaforma, il Teleconsulto, in collegamento audio-video tra paziente e medico, la Telerefertazione. Telemedicina vuol dire Empowerment del paziente, perché consente un suo engagement più attivo nel percorso di cura, grazie a reminder e controlli automatici, e la condivisione puntuale delle informazioni con la sua rete di affetti. La pandemia Covid ha dato una brusca accelerata all’adozione di sistemi come Ticuro, che diventano oggi finalmente una possibilità reale. Si è riusciti a superare le difficoltà iniziali legate alla carenza sul mercato di dispositivi tecnologici e alle residue resistenze di molti operatori sanitari, ma manca ancora un sistema di centralizzazione del dato basato sul Fascicolo Sanitario Elettronico, che consentirebbe di identificare le classi più a rischio, per proporre un monitoraggio a scopo preventivo da integrare all’interno di un percorso di cura territoriale che coinvolga il medico di base.

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NICOLA BOTTONE

Manager Healthy Reply


L’IMAGING AVANZATO È SEMPRE PIÙ PAPERLESS Eugenio Talarico è il responsabile della divisione informatica di Fujifilm Italia e si occupa di digitalizzazione dei sistemi analogici per il mercato medicale, in particolare tecniche di imaging avanzato. Per Talarico, la Sanità è sempre più Paperless, perché le dimensioni crescenti delle immagini ad alta definizione rendono il corredo informativo della diagnostica ormai impossibile da gestire su carta. È necessario dotare il personale clinico di strumenti performanti che consentano di eseguire analisi e reportistiche complete in tempi ridotti, per mettere il paziente al centro del percorso di cura. I sistemi di diagnostica per immagini (RX, TAC, etc.) sono nevralgici per l’identificazione del Covid, perciò la sfida più grande del 2020 è stata far fronte all’emergenza, senza perdere il focus sulle comuni cronicità dei pazienti, garantendo continuità dei servizi. Il problema dell’aggiornamento continuo della formazione del personale sanitario è stato risolto tramite sistemi di supporto a distanza. Di vitale importanza anche gli investimenti in formazione dei clienti. Lo strumento trasversale per coadiuvare il medico nella gestione del workflow operativo è una piattaforma di Intelligenza Artificiale collegata ad apparecchiature medicali ad hoc, che consente l’analisi di dati e immagini per identificare le diverse patologie, a seconda degli algoritmi che vengono caricati. Fujifilm è soggetto accreditato AGID, dotato di un sistema interno di conservazione a norma e di un’applicazione di firma digitale, parte di una suite che l’azienda è in grado di fornire anche a soggetti esterni. Il processo digitale non è solo produzione di dati, ma soprattutto recupero, consultazione e condivisione tra colleghi di diverse strutture in tempi rapidi, ad esempio la versione iniziale di un consenso informato, per rendere possibili eventuali contestazioni o disconoscimenti. La paura di rinunciare alla carta è ancora molto alta ma il digitale cresce e si estende da mercati maturi – come la radiologia – a nuove branche, ad esempio l’anatomia patologica, che oggi ha sostituito il microscopio con lo scanner e lamenta al momento una carenza di supporto normativo. Se l’archiviazione legale è un processo relativamente semplice, i sistemi PACS e RIS richiedono un’infrastruttura molto più solida. È possibile ridurre gli spostamenti, specie di soggetti non autonomi, mediante portali di distribuzione e chioschi, su cui loggarsi e scaricare la documentazione iconografica, da stampare o salvare su pen drive.

EUGENIO TALARICO

Responsabile Divisione Informatica Fujifilm Italia

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IL PARADIGMA DIGITAL-FIRST PER AUMENTARE L’EFFICIENZA E SALVARE VITE Questo talk ha come argomento il trattamento dei dati sanitari. Ne parla Augusto Ruggeri di Nexid Health, azienda che affianca le strutture sanitarie dal punto di vista tecnologico, con l’obiettivo di gestire il dato clinico end-to-end, dalla raccolta fino alla fase di analytics o intelligenza artificiale, per scoprire hidden pattern e altre peculiarità con l’aiuto di figure consulenziali cross-competence. Alla mancanza di standardizzazione nel mondo sanitario, Nexid vuole rispondere con sistemi di raccolta e analisi dati comprensibili ed estremamente user-friendly. Le aziende sanitarie stanno andando verso una strategia digital-first, destinata a cambiare il paradigma attendistico, già fortemente contestato per il discorso prevenzione. È un cambiamento che rende possibile la telemedicina, ma che fa però fatica a passare da una fase prototipale a una fase di uso estensivo, nonostante gli evidenti vantaggi, come il crollo dei costi sociali, particolarmente onerosi nel caso di persone non autosufficienti. Sul fronte compliance, con il nuovo standard HL7 è nato il sistema FHIR, che consente di firmare digitalmente non solo i documenti ma anche i dati, che diventano così “meaningful” e utili a identificare la macchina specifica dalla quale provengono, per aumentare la riproducibilità e ridurre l’errore computazionale del singolo strumento. Questo perché un referto medico, come una cartella clinica o una lettera di dimissione, è un atto formale e normato, da trattare con un livello di compliance non inferiore a quella del mondo cartaceo. Se è impensabile utilizzare la blockchain come contenitore di tutti i dati sanitari, è possibile invece proporne l’utilizzo per meccanismi di retribution, attraverso i quali i cittadini che hanno stili di vita virtuosi possano accedere a prestazioni premium. L’importanza di disporre di dati non solo descrittivi, ma dotati di specificità parametrica, si è resa evidente con la gestione del Covid, caratterizzata da un prevalenza di dati di tipo outcome troppo generici. Un livello più dettagliato di informazioni di caratterizzazione consente di salvare il paziente, aggredendo la patologia in tempo in terapia intensiva, mentre un quadro diagnostico elaborato a uno stadio già avanzato rende difficile recuperarlo. Il paradigma digital-first è conditio sine qua non anche per la pianificazione e l’ottimizzazione dei costi. Si pensi a quanto può risparmiare il sistema sanitario utilizzando una più efficiente raccolta ed elaborazione dei dati per valutare l’efficacia di farmaci molto costosi, come gli anticorpi monoclonali. 18

AUGUSTO RUGGERI CEO Nexid Health


L’IT MANAGER DIVENTA UN PROJECT MANAGER CHE COORDINA LA DIGITAL COMPLIANCE Ospite di questo talk Valerio Quatrini, manager del Gruppo INI (Istituto Neurotraumatologico Italiano), una struttura sanitaria fondata nel 1947, presente con circa 10 strutture in diverse città italiane, che si occupa di ricovero, assistenza specialistica e diagnostica. La proprietà dell’azienda ha deciso da tempo di fare un salto verso il futuro, anche in vista di un prossimo cambio generazionale, ridisegnando i processi sanitari in ambito digitale con una logica di gruppo che evita la settorializzazione, per posizionare il paziente al centro dell’attenzione dei servizi. La tecnologia digitale è stata preziosa per INI nel garantire continuità assistenziale ai pazienti in riabilitazione neuropsichiatrica, un percorso che non può essere interrotto e che col digitale è stato possibile portare avanti senza intoppi. Quatrini affronta in maniera diretta un aspetto critico della compliance, definendo la cartella clinica informatizzata “un’arma a favore del medico in un potenziale contenzioso”, “uno strumento di difesa opponibile alla legge”, oltre che un beneficio economico e un risparmio di tempo. Ma a patto di affidarsi a un centro di competenze digitali esterno specializzato, specie a fronte di normative poco chiare, che in Italia si prestano a interpretazioni non univoche. Il Recovery Fund è certamente un’opportunità ma anche un rischio, perché molte aziende potrebbero sì decidere di avvantaggiarsene, ma muovendosi autonomamente e implementando i servizi on-line (pagamenti, prenotazioni, etc.) in maniera superficiale e poco sicura. Per questo l’IT manager deve diventare anche un bravo project manager e coordinare un gruppo di lavoro composto da professionisti con diverse competenze nel campo sanitario, legale, informatico, del marketing, per evitare che il software crei solo danni a causa di una cattiva gestione. Sul versante hardware, va superata la fase dei dispositivi USB, poco pratici in ambito sanitario, per passare a sistemi di firma remota basata su PIN, che semplificano il processo e consentono al medico di concentrarsi sulla cura del paziente. Dal punto di vista normativo, oggi la criticità principale è il canale di interscambio, che deve essere cifrato per garantire la sicurezza dei dati e la privacy secondo gli standard GDPR. Per Quatrini, i tempi sono maturi per passare dai primi esperimenti di teleconsulto alla telemedicina vera e propria, in grado di monitorare il paziente nella sua abitazione tramite dispositivi indossabili, che rilevano i parametri vitali in maniera automatica e senza intervento umano.

VALERIO QUATRINI IT Manager Gruppo INI

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UN NEW PATIENT ADMINISTRATION SYSTEM PER VIVERE CON SERENITÀ TUTTO IL PERCORSO DI CURA Synlab è il più grande gruppo Europeo, uno dei maggiori al mondo, per Diagnostica Medica Integrata, presente in 40 nazioni in 4 continenti, con 28 centri poliambulatoriali, 14 centri polidiagnostici e 250 punti prelievo in Italia. Cristina Simonetto è CIO per la divisione italiana ed è ospite di questo talk. Synlab adotta il modello Hub & Spoke, basato su piattaforme regionali dedicate (Spoke) che eseguono esami di routine e li inviano all’Hub centrale. I servizi spaziano da medicina di laboratorio, analisi ambientale e alimentare, farmaceutica e Clinical Trial, Medicina del Lavoro in partnership con le aziende, anche per corsi di formazione. Nella digital transformation, Synlab è all’avanguardia, perché ha intrapreso un progetto ambizioso di digitalizzazione di tutto il patient journey, organizzando più di 30 workshop con IT user di tutte le regioni, per creare una piattaforma amministrativa e di refertazione in grado di permettere al paziente di vivere con serenità tutto il percorso. Tutte le funzioni tengono pienamente conto della parte compliance, attraverso un New Patient Administration System che gestisce in maniera corretta la parte dei consensi nella costruzione di un nuovo dossier clinico. I processi di Order Entry, prenotazione, fatturazione, sono integrati in modo verticale, attraverso un ESB, con le applicazioni dipartimentali, LIS Laboratorio, Medicina del Lavoro, etc. A questo si aggiunge un sistema di refertazione clinica in collegamento con RIS, CIS, la parte di strumentazione ambulatoriale e la cartella clinica. I moduli trasversali di Synlab creano un Master Patient Index che funge da anagrafica centralizzata per tutto il gruppo, per assicurare standard unificati e identificare la storia del paziente in tutte le regioni, con una gestione centralizzata di privacy, sicurezza e firma digitale, anche grafometrica. La questione compliance è sempre centrale, perché Synlab è anche partner UEFA, responsabile dei test Covid per tutte le partite in Europa, e ha lanciato il progetto “From Zero to Hero”, un portale software che aiuta i medici delle squadre a raccogliere referti di laboratorio, dati clinici e tutti i dati dei wearable durante gli allenamenti, con un algoritmo di AI che rileva in tempo reale lo stato di salute del singolo giocatore per elaborazioni di storia clinica o predittive riguardo a infortuni e possibili risoluzioni.

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CRISTINA SIMONETTO CIO Synlab


IL PAZIENTE AL CENTRO MA TRASPARENZA ANCHE PER IL PERSONALE SANITARIO Questo talk ha ospite Paolo Prati, IT manager della clinica Sol et Salus, ospedale privato accreditato con il Servizio Sanitario della Regione Emilia-Romagna, con specializzazione riabilitativa sia chirurgica che ortopedica, 18 ambulatori di radiologia e diagnostica per immagini, due impianti di risonanza magnetica, due di TAC e un reparto di subintensiva dotato di ventilatori polmonari. Prati ci ricorda che il Decreto Rilancio richiede l’introduzione del Fascicolo Sanitario Elettronico non solo per le prestazioni in convenzione ma anche per quelle a pagamento effettuate nelle cliniche private, mettendo fine al marasma tutto italiano della mancata standardizzazione dei software sanitari. Nasce perciò la necessità di generare il referto nativamente in formato digitale. Sol et Salus collabora da molti anni con Savino Solution, con l’obiettivo di arrivare a dematerializzare al 100% la cartella clinica, composta da tanti documenti prodotti da figure professionali e strumentazioni diverse, da integrare nel rispetto della privacy. Oltre al paziente, la digitalizzazione aiuta anche il personale sanitario, perché consente l’importazione delle informazioni pregresse relative all’anamnesi storica, con risparmio di tempo per il medico, una rapida rintracciabilità del documento da ogni punto della clinica, la sicurezza dell’informazione contenuta e una gestione digitale della richiesta esami da parte dei poliambulatori. L’eliminazione della carta è un concetto ampiamente accettato ma, per garantire un processo di conservazione legale sostitutiva sicuro al 100%, è opportuno superare gli approcci basati su device fisico, per reingegnerizzare i processi nella direzione di sistemi di firma remota e massiva, che consentono di ridurre interventi da parte di personale tecnico e della segreteria. Se i dati sanitari devono essere trasparenti per il paziente, anche le strutture sanitarie devono poter consultare una “carta d’identità del paziente” alla prima visita, e ciascun medico deve avere la possibilità di consultare momento per momento tutti i documenti che ha firmato. Il digitale è un processo a tutto tondo – innanzitutto di educazione culturale - che coinvolge tutte le figure, il paziente è sempre al centro, ed è una grossa opportunità se ci si affida a esperti del settore.

PAOLO PRATI

IT manager Sol et Salus

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LA DIGITAL TRANSFORMATION NON È UN PROGETTO MA UN PROGRAMMA Ospite di questo talk è Stefano Affatato, direttore dei Sistemi Informativi di Lifenet Healthcare, azienda attiva in ambito sanitario, che ha l’obiettivo a lungo termine di gestire cliniche private, ospedali e sanità a tutto tondo all’interno del mercato italiano, con nove presidi tra Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte. Affatato spiega che la Digital Transformation non è un progetto ma un programma, che consiste nell’insieme di cambiamenti prevalentemente tecnologici, ma anche culturali, organizzativi, sociali, creativi, manageriali, con l’obiettivo finale di migliorare la user experience. Questa tendenza ha conosciuto di recente una forte accelerazione, insieme alla diffusione dell’omnicanalità e dei pagamenti digitali, nel segno dell’adattabilità, e si concretizza ad esempio nel videoconsulto. Lo Smart Hospital parte dal presupposto che la Telemedicina diventi un pilastro portante della sua operatività, e questo si traduce in più continuità nella gestione dei pazienti, migliore capacità diagnostica e chirurgica, più sicurezza sulle cure e sul paziente, più sicurezza dei dati e maggiore attendibilità delle organizzazioni sanitarie. Quando si digitalizza senza prestare particolare attenzione alla cybersecurity, il rischio è che si creino vulnerabilità e che la superficie di attacco si espanda notevolmente, esponendo i sistemi agli attacchi di malintenzionati. Per ridurre al minimo questi rischi, i sistemi IT devono essere opportunamente stratificati, nel senso che le applicazioni devono avere un solido sostrato di reti e infrastrutture di sicurezza, data center, Client Operating System, in uno schema di Service Automation in grado di migliorarsi continuamente. In Italia, le rigide leggi sulla privacy e la burocrazia creano grandi vincoli alla digitalizzazione nel settore sanitario, che ha la peculiarità di trattare dati estremamente sensibili, con implicazioni di primaria importanza in termini di identità digitale. Ad esempio, si può immaginare di andare oltre la firma grafometrica attraverso un’OTP su smartphone che confermi i dati di login, per alleggerire ulteriormente il medico da qualsiasi device aggiuntivo. Dal Patient Journey si passerà all’Intelligent Patient Journey, con pagamento online, self check-in, indoor navigation che porta direttamente all’ambulatorio per la visita. Il futuro è anche e soprattutto interoperabilità fra strutture eterogenee, che richiede la disponibilità condivisa di dati, da implementare ad esempio con un cassetto sanitario che contiene la storia clinica del paziente, analogamente a quanto si è fatto con il cassetto fiscale.

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STEFANO AFFATATO

Direttore Sistemi Informativi Lifenet Healthcare


FORMAZIONE SPECIFICA A GARANZIA DELL’ACCOUNTABILITY Ospite di questo talk l’avvocato Pietro Montella, titolare dell’omonimo studio e istruttore del primo Master sulla Digitalizzazione promosso dall’Accademia Italiana della Digitalizzazione. Un percorso formativo teso ad approfondire digitalizzazione a norma dei processi aziendali, conservazione digitale, efficacia probatoria dei documenti informatici e delle firme elettroniche, impatto della protezione dei dati nella transizione dall’analogico al digitale, blockchain, Smart Contract, etc., calando gli aspetti normativi in case history rappresentative di fattispecie concrete. Il Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati ha avuto un forte impatto sul sistema sanitario e sull’implementazione delle misure di sicurezza, ad esempio nelle applicazioni di telemedicina, big data e AI. Questo comporta un coinvolgimento dell’intera filiera, dai fornitori ai pazienti, ed evidenzia la mancanza di figure professionali specificamente formate sulla gestione delle organizzazioni digitalizzate e innovative. Non è più pensabile non disporre di competenze che riguardino protezione dei dati, misure di sicurezza, dematerializzazione delle cartelle cliniche, Fascicolo Sanitario Elettronico. Oltre a formazione e sicurezza informatica, è fondamentale effettuare audit approfonditi dei fornitori esterni, ad esempio i laboratori di analisi. Si unisce alla discussione la responsabile DPO e allieva del Master Luciana Marotta, che consiglia di effettuare una Gap Analysis preliminare presso le aziende, per individuare necessità di trattamento di dati, nominare un responsabile ex Art. 28, e affidare la conservazione a un servizio esterno. Questo serve a evitare conseguenze spiacevoli, come ad esempio la situazione senza uscita in cui ci si intrappola se si smarrisce il numero di protocollo di registrazione, indispensabile al momento di comunicare eventuali variazioni del DPO al Garante, per citare un caso realmente accaduto. La compliance è necessaria anche in caso di cancellazione dati e smaltimento di apparecchiature sanitarie che immagazzinano dati. Per Marotta, l’accountability richiesta dalle normative europee richiede una formazione granulare e specifica per il ruolo che si riveste, per ridurre il rischio in ogni situazione. Montella ricorda infine l’importanza della consapevolezza di doversi affidare a un professionista nel caso dei consensi privacy, una questione critica se applicata a finalità di marketing, perché il titolare è obbligato a dimostrare di aver ottenuto lecitamente il consenso libero e informato degli interessati.

PIETRO MONTELLA Avvocato Montella Law

LUCIANA MAROTTA Responsabile DPO

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STRUMENTI DIGITALI PER CURE PIÙ EFFICACI E RIDUZIONE DEGLI ERRORI Alice Magni è co-founder di Nuvyta, una startup innovativa che sviluppa soluzioni software per il mondo sanitario, ed è ospite di questo talk. Nuvyta è una piattaforma di collaborazione consistente in una cartella clinica evoluta che può fungere da clinical data repository, in conformità con la regolamentazione del GDPR. Permette di personalizzare tutte le componenti della cartella clinica attraverso meccanismi di drag-anddrop, senza l’utilizzo di codice e senza necessità di creare un custom. È uno strumento cloud based basato sullo standard FHIR, che garantisce l’integrazione con altri sistemi. Si compone di uno strumento di configurazione denominato Tenant Manager e dello strumento New Boards, risultato dell’elaborazione degli strumenti del Tenant Manager. Il Tenant Manager è dotato di uno Workflow Manager, un Form Editor, strumenti di Checkbox Dropdown, di calcolo e di Low Code Development. Nuvyta concentra la maggior parte degli sforzi sulla componente Ricerca e Sviluppo e ha una vendorship strategy basata su integrazioni, personalizzazione, contestualizzazione, formazione e consulenza specialistica affidata a partner certificati. Durante la pandemia Covid, il team Nuvyta ha creato in tempi rapidissimi una soluzione per il monitoraggio della situazione di salute dei dipendenti all’interno delle strutture sanitarie, comprendente turnistica e somministrazione dei vaccini. Magni spiega che quando si adatta a tutti i clienti la soluzione ideata per un cliente in particolare si precipita in un vortice di change request, costi non previsti e ricadute sia sull’umore che sulla produttività dell’organizzazione, perché si impone a professionisti specializzati un metodo di lavoro che non è il loro. Nuvyta riesce a tagliare drasticamente i tempi e i costi formando il personale IT attraverso la sua struttura, oltre ad assicurare una raccolta dati affidabile e sicura, che consente un maggiore controllo a livello manageriale, ad esempio per lo studio di determinate casistiche allo scopo di elaborare percorsi di cura più efficaci. Per sottolineare l’importanza della compliance digitale, Magni cita il caso molto estremo di una donna morta in un ospedale pubblico per via di una trasfusione di sangue da una sacca di una persona omonima. Strumenti digitali adeguati potrebbero evitare episodi così gravi. Quando si sceglie un partner, è importante valutare prima di tutto l’estrazione e il know-how, che consentono di dominare tematiche della compliance più specialistiche rispetto a quelle normalmente coperte dal fornitore stesso.

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ALICE MAGNI

Co-founder Nuvyta


MULTICANALITÀ, CLOUD E INVESTIMENTI SU UNA COMPLIANCE TERRITORIALMENTE DECENTRATA Ingegnere delle telecomunicazioni, dopo una lunga carriera nel settore IT rivolto alla Pubblica Amministrazione con focus nella sanità, Paolo Montemagno approda a innovazionedigitale, specializzata in Hosting, System Integration, Cloud Computing e Disaster Recovery. Ospite di questo talk, ci parla di alcuni aspetti della terza fase della digitalizzazione – la compliance normativa dei processi aziendali – dopo la fase infrastrutturale e la fase dei servizi. Con la piattaforma di unified communication Smartuc, innovazionedigitale ha accelerato il processo di “cloudizzazione” delle infrastrutture tecnologiche degli ospedali, grazie a un approccio modulare in funzione delle richieste del cliente, che può disporre di moduli VOIP, moduli di continuità del servizio, di collaboration (con servizi di messaggistica e video meeting da utilizzare a scopo formazione), delle App (per agevolare lo smart working). L’offerta di servizi digitali è matura e va potenziata. Alcuni esempi sono la telemedicina o la digitalizzazione del servizio di scelta e revoca di una prestazione, che ha conosciuto un blocco totale con la chiusura degli sportelli imposta dal lockdown, con conseguente collasso del sistema telefonico per via dell’eccezionale carico di telefonate da gestire. Il problema si può risolvere digitalizzando il servizio e rendendolo asincrono, tramite integrazione della centrale con una piattaforma di CRM in grado di gestirlo in multicanalità, sfruttando le potenzialità di Whatsapp, email e portale web a supporto della fonia. Al problema infrastrutturale si aggiunge il problema del trattamento dei dati, superato inserendoli in un cloud privato con certificazione ISO27001 per la privacy. In questa terza fase della digitalizzazione, le strutture sanitarie si trovano a spostare gli asset da investimenti infrastrutturali verso servizi esternalizzati. Vengono amplificati così tutti gli aspetti normativi della privacy e del trattamento del dato, che solo un partner specializzato può affrontare in maniera competente, in team con un partner tecnologico in grado di disegnare e ingegnerizzare i sistemi. È auspicabile che non ci siano dispersioni dei finanziamenti EU, che vanno invece indirizzati nel senso di una maggiore attenzione al territorio e alla dislocazione dei servizi, superando le logiche di centralizzazione del passato.

PAOLO MONTEMAGNO

Healthcare Market Business Development Advisor innovazionedigitale

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L’INDOOR NAVIGATION È COMPATIBILE CON LE NORMATIVE SU PRIVACY E DIRITTI DEL LAVORO? PeopleNAV è una startup nata all’interno di GPI Group e si occupa specificamente di tecnologie che consentono agli utenti di navigare all’interno delle strutture sanitarie, in collegamento con il sistema informativo ospedaliero. Brunello Binetti di GPI Group è ospite di questo talk. Oltre che un sistema di indoor navigation, People NAV è anche un canale di comunicazione con la struttura, perché l’app può ricevere messaggistica generica, attinente all’attività che si svolge o informativa, ad esempio per suggerire un certo screening o controllo medico. Può inoltre tracciare soggetti non autonomi, come pazienti affetti da Alzheimer o demenza, e impedire che mettano in pericolo sé stessi e la struttura. Con la crisi Covid, è aumentata in maniera inattesa la mole di richieste di informazioni su come utilizzare la piattaforma per separare i percorsi interni tra covid e non-covid, oltre che per gli scopi per cui è nata, cioè ottimizzazione di prenotazioni, code, attese, indirizzamento rapido verso le prestazioni sanitarie, aggiornamento dell’app più veloce rispetto alla sostituzione della segnaletica. La sicurezza dei dati e la privacy, garantite dalle procedure di installazione e di registrazione, che prevedono un’opzione attiva di consenso informato, estendono la piena compliance normativa dell’app anche in ambiti diversi dalla sanità, come il settore retail. Nel settore sanitario in particolare, spesso è necessario “educare” i cittadini su questi aspetti, tranquillizzandoli rispetto ai rischi. Ma proprio in questo senso i clienti mostrano crescente fiducia perché, ad esempio, molti hanno richiesto una funzionalità aggiuntiva per comunicare con i pazienti tramite l’app. Dal momento che il 70% dei clienti sono strutture private, è fondamentale che PeopleNAV sia di aiuto nell’ottimizzare costi e tempi, con feature come il tracciamento degli asset o la possibilità di elaborare statistiche a partire da dati aggregati di utilizzo di spazi e servizi. Non è esagerato dire che questa tecnologia consente di salvare vite, grazie alla capacità di reperire in maniera quasi immediata personale specializzato, senza rischio di tracciarne gli spostamenti o monitorarne il lavoro, in conformità con le normative sul lavoro e sulla privacy. In conclusione, Binetti ricorda che la compliance normativa è fondamentale, ma va affidata a professionisti specializzati. Il legislatore deve fare di più per supportare questo tipo di innovazione, perché alcune normative sono ormai vecchie di 10 anni e non più adeguate alla situazione attuale.

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BRUNELLO BINETTI

Business Manager PeopleNav


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