IL PARADIGMA DIGITAL-FIRST PER AUMENTARE L’EFFICIENZA E SALVARE VITE Questo talk ha come argomento il trattamento dei dati sanitari. Ne parla Augusto Ruggeri di Nexid Health, azienda che affianca le strutture sanitarie dal punto di vista tecnologico, con l’obiettivo di gestire il dato clinico end-to-end, dalla raccolta fino alla fase di analytics o intelligenza artificiale, per scoprire hidden pattern e altre peculiarità con l’aiuto di figure consulenziali cross-competence. Alla mancanza di standardizzazione nel mondo sanitario, Nexid vuole rispondere con sistemi di raccolta e analisi dati comprensibili ed estremamente user-friendly. Le aziende sanitarie stanno andando verso una strategia digital-first, destinata a cambiare il paradigma attendistico, già fortemente contestato per il discorso prevenzione. È un cambiamento che rende possibile la telemedicina, ma che fa però fatica a passare da una fase prototipale a una fase di uso estensivo, nonostante gli evidenti vantaggi, come il crollo dei costi sociali, particolarmente onerosi nel caso di persone non autosufficienti. Sul fronte compliance, con il nuovo standard HL7 è nato il sistema FHIR, che consente di firmare digitalmente non solo i documenti ma anche i dati, che diventano così “meaningful” e utili a identificare la macchina specifica dalla quale provengono, per aumentare la riproducibilità e ridurre l’errore computazionale del singolo strumento. Questo perché un referto medico, come una cartella clinica o una lettera di dimissione, è un atto formale e normato, da trattare con un livello di compliance non inferiore a quella del mondo cartaceo. Se è impensabile utilizzare la blockchain come contenitore di tutti i dati sanitari, è possibile invece proporne l’utilizzo per meccanismi di retribution, attraverso i quali i cittadini che hanno stili di vita virtuosi possano accedere a prestazioni premium. L’importanza di disporre di dati non solo descrittivi, ma dotati di specificità parametrica, si è resa evidente con la gestione del Covid, caratterizzata da un prevalenza di dati di tipo outcome troppo generici. Un livello più dettagliato di informazioni di caratterizzazione consente di salvare il paziente, aggredendo la patologia in tempo in terapia intensiva, mentre un quadro diagnostico elaborato a uno stadio già avanzato rende difficile recuperarlo. Il paradigma digital-first è conditio sine qua non anche per la pianificazione e l’ottimizzazione dei costi. Si pensi a quanto può risparmiare il sistema sanitario utilizzando una più efficiente raccolta ed elaborazione dei dati per valutare l’efficacia di farmaci molto costosi, come gli anticorpi monoclonali. 18
AUGUSTO RUGGERI CEO Nexid Health