Sanitas La Rivista 3/21: Il potere della mente

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Il potere della mente Trovare la forza dentro

19__ Speranze per i tetraplegici

24 __ Divertimento per tutta la famiglia: geocaching


È VERO O NON È VERO?

Il cibo oggi è meno sano? … e voi, cosa avete sempre voluto sapere? Scrivetecelo. Siamo curiosi di leggere le vostre domande. redaktion@sanitas.com

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In passato non solo tutto era più bello, ma anche più buono? Almeno per quanto riguarda frutta e verdura non è così: è sana come sempre. Altrimenti ce ne accorgeremmo. Per crescere e prosperare, le piante hanno bisogno proprio di quei nutrienti che fanno bene anche a noi. Il nostro super­ alimento locale quindi non ha carenze di vitamine. Pepe­roni e ribes (vitamina C), mirtilli (vitamina A) o sedano e cavolo (vitamina K) sono vere meraviglie nutritive. Potete tran­ quillamente lasciare da parte alimenti esotici e i costosi integratori alimentari. È importante che la frutta e la verdura siano fresche e preferibilmente della regione: le so­ stanze nutritive non si perdono durante la coltivazione, ma durante il trasporto e lo stoccaggio. Infatti, alcune vitamine sono sensibili alla luce e al calore.

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EDITORIALE / INDICE

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Cara lettrice, caro lettore, «Tutto è possibile, basta crederci!», sarà vero? Questa edizione della Rivista è dedicata al potere della mente: a cosa ci permette di fare e affrontare. Da Sanitas sappiamo che la salute va promossa non solo a livello fisico, ma anche mentale. Porsi un obiettivo, non importa se piccolo, e raggiungerlo con successo, rafforza la psiche. Ciò vale sia nella vita professionale che in quella privata. Per questo sosteniamo i nostri collaboratori con diverse offerte per raggiungere degli obiettivi che permettono loro di trovare un equilibrio tra vita professionale e vita privata. Ai nostri assicurati e alle nostre assicurate offriamo programmi di coaching online semplici ed efficaci per trovare l’equilibrio mentale. Se le diamo la giusta attenzione, la nostra mente può farci volare alto e raggiungere cose che non avremmo nemmeno immaginato di poter fare.

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È vero o non è vero? L’angolo della notizia

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DOSSIER IL POTERE DELLA MENTE Una buona salute non dipende solo dal corpo, ma anche dalla nostra mente. Per questo è importante prendersene cura. Mentalmente in forma: insegnamenti della psicologia dello sport per tenersi in forma. Infografica: lo sviluppo dell’io Cadere, rialzarsi, continuare: un coach di resilienza ci spiega come rinforzare il sistema immunitario della psiche. Cosa rende forte la psiche: consigli per aumentare la forza interiore Psicosomatica: quando il corpo dà segnali di allarme

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Potersi rialzare e camminare di nuovo: una nuova terapia dovrebbe aiutare i tetraplegici a riavere la mobilità delle gambe Un oggetto, una storia: chi ha il rap nel sangue? Rimedi fai da te: cosa fare quando sudiamo Geocaching: chi cerca trova Sani ed Elina: divertimento puro in piscina L’Assicurabolario: riduzione dei premi, polizza e aliquota

Copertina: Yves Bachmann

Dr. Andreas Schönenberger CEO, Sanitas

COLOFONE Editore Sanitas Assicurazione malattia, Jägergasse 3, 8021 Zurigo, sanitas.com/larivista | Contatto redaktion@sanitas.com | Responsabile generale Claudia Sebald | Redazione Leoni Hof (caporedattrice), Helwi Braunmiller, Julie Freudiger, Nicole Krättli, Katharina Rilling, Robert Wildi | Traduzioni Servizio traduzioni Sanitas | Art Direction Christine Gertsch e Franziska Neugebauer | Litografia Detail ag | Stampa swissprinters.ch | Crediti fotografici tutte le immagini non altrimenti contrassegnate sono proprietà di Sanitas o di cui Sanitas detiene la licenza, p. 4/5 © Nick Rickert/Unsplash, © iStock| Tiratura ca. 490 000; 12° anno; la rivista viene stampata su carta ecologica FSC |  | Pubblicazione 4 × l’anno in I, D, F | Il prossimo numero uscirà a novembre 2021.

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L’ANGOLO DELLA NOTIZIA

Prevenzione —

Buone notizie per quanto riguarda lo sport Sanitas vi sostiene ora in modo ancora più mirato: dal 1° gennaio 2022 amplia l’elenco delle misure riconosciute nell’ambito della promozione della salute e non rimborsa più solo l’abbonamento fitness, ma anche i corsi sportivi. Con le assicurazioni complementari Classic, Family o Jump, riceverete il nostro contributo di 200 franchi per anno civile per un numero di prestazioni preventive nettamente superiore rispetto a prima. Ce n’è per tutti i gusti: che si tratti di pilates, camminata nordica o Aqua Training, ora potete scegliere tra una varietà di offerte. Ecco una panoramica dei corsi che vengono rimborsati e dei fornitori riconosciuti.

Idee per il tempo libero

Il tour ideale Dalle escursioni per le famiglie alle prime uscite con la mountain bike nuova di zecca: l’app Komoot promette un’esperienza all’aperto perfetta per tutti. Suggerisce i percorsi più belli in base all’attività sportiva, ma si può anche pianificare il proprio percorso e scambiare informazioni con altri utenti. Scopri di più: komoot.de

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L’ANGOLO DELLA NOTIZIA

Libretto delle vaccinazioni digitale —

Tutte le informa­ zioni con un clic A quando risale l’ultima vaccinazione antitetanica? Questa è la domanda che vi farà il medico dopo il morso di un cane o una ferita da chiodo arrugginito. Con il libretto delle vaccinazioni digi­tale nell’app del portale Sanitas avete la risposta con un clic. Qui potete salvare semplicemente le informazioni del vostro libretto delle vaccinazioni. Il libretto delle vaccinazioni è aggiornato al calendario vaccinale svizzero. Ha anche una funzione di promemoria per i vaccini di base, che può essere impostata. sanitas.com/pocl-it

78,5 %

Tasse d’incentivazione—

Tutelare l’ambiente conviene Proteggere l’ambiente è un bene per tutti. Per questo dal 2008 la Confederazione riscuote tasse d’incentivazione per sostanze inquinanti. Questi fondi vengono restituiti alla popolazione tramite gli assicuratori malattia. Nel 2022 ammonteranno a 768 milioni di franchi, ovvero 88.20 franchi a persona. L’importo sarà detratto dalle fatture dei premi 2022.

degli intervistati in Svizzera dichiara che i problemi mentali non sono un argomento tabù e che ne parla apertamente.

Riceverete l’opuscolo ufficiale dell’UFAM con la polizza 2022. Potete trovarlo anche qui: sanitas.com/ufam

Fonte: Sanitas Health Forecast 2021

Sondaggio tra i clienti

La soddisfazione dei clienti ci sta molto a cuore, pertanto nell’edizione di quest’anno del sondaggio di comparis.ch sulla soddisfazione dei clienti, Sanitas ha ottenuto ancora ottimi risultati e mantiene la propria posizione tra le migliori assicurazioni malattia in Svizzera. Desideriamo ringraziarvi di cuore per la fiducia accordataci!

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IL POTERE DELLA MENTE

Superare se stessi

Foto: Wolfgang Warmuth

Ci può rendere forti e motivarci, ma anche farci scivolare in un abisso. Può fare la differenza tra avere successo e arrendersi. La psiche è uno strumento potente e misterioso. E se la trattiamo con cura, è miracolosa.

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DOSSIER IL POTERE DELLA MENTE

Forza, tecnica, resistenza: possiamo allenare tutto. Ma la mente? Il nostro modo di pensare ha un impatto significativo sulle nostre prestazioni. Ecco perché lo psicologo dello sport Jörg Wetzel rende gli atleti mentalmente forti. I suoi consigli sono utili anche per i non professionisti. Testo Julie Freudiger  Foto Fabian Hugo

Mentalmente in forma Si nasce o vincitori o perdenti? No. Trent’anni fa si supponeva che il rendimento e la forza mentale fossero per un terzo acquisiti e il resto innati. Invece è vero il contrario: due terzi sono acquisiti. Possiamo sicuramente controllare la nostra psiche e lavorare sulla nostra personalità per diventare mentalmente più forti e resistenti.

cioè il subconscio, prenda il comando. Se chiedete a un atleta subito dopo la gara perché ha vinto, probabilmente non avrà una risposta. La performance è frutto dell’automatismo, dell’intuizione o appunto del subconscio. La mente, quindi la razionalità, ha potuto concedersi una pausa.

Come gestiscono la tensione e la pressione gli sportivi professionisti? I pensieri negativi e i dubbi interiori sono sempre presenti, ma affiorano soprattutto poco prima della competizione. A questo ci si deve preparare e lavorare con la tecnica dello stop del pensiero che consiste nel dire stop, respirare profondamente e ripetere a se stessi due pensieri motivanti. Gli atleti devono esercitare questa programmazione mentale nell’allenamento. Anche su cosa concentrarsi è fondamentale: puntare solo al risultato non è ideale. È importante dare anche la giusta attenzione al processo. Chi durante la competizione esaurisce il suo potenziale può perdere ma essere comunque felice.

Come si fa a coinvolgere il subconscio nell’allenamento? Ho seguito un’atleta che a causa di un infortunio non ha potuto allenarsi correttamente nei mesi precedenti alle Olimpiadi. Abbiamo calcolato che nella sua carriera ha fatto migliaia di salti e che quindi non era possibile che il corpo li disimparasse in poche settimane. Era solo il pensiero a farglielo credere. Con visualizzazioni, trance e rilassamento abbiamo allenato mentalmente il salto ideale. In effetti ha funzionato e ha ottenuto un diploma olimpico. L’atleta ha dovuto imparare a fidarsi del suo corpo.

Tuttavia lo sport è spesso incentrato sulla vittoria. Naturalmente, ciò che distingue l’atleta professionista è che si definisce fortemente dalla performance. Ma non dovrebbe essere così. La base è il benessere mentale. Se voglio solo essere migliore degli altri, la gioia e la coesione sociale vengono meno. Quali sono gli effetti dell’allenamento mentale? Jan Lochbihler, detentore del record mondiale di tiro, è venuto da me con problemi di motivazione. Negli incontri ha creato un’immagine che lo vedeva battere il record mondiale. Pochi mesi dopo ha raggiunto questo obiettivo grazie al suo modo di pensare. Probabilmente c’erano altri atleti in questa competizione che desideravano battere il record mondiale. Ma durante il percorso si sono innervositi. Non è giusto pensare esclusivamente all’obiettivo? La chiave è non pensare al momento giusto. Durante l’esecuzione della performance devo lasciare che il corpo,

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Cosa posso imparare dagli sportivi professionisti? Per esempio, ad affrontare la giornata con un atteggiamento positivo. Formulare i nostri pensieri in modo positivo o negativo è una nostra scelta. Consiglio un rituale dopo il lavoro: annotatevi tutto ciò che dovete ancora fare. Poi mettete da parte la lista fino al giorno successivo. Così potete togliervi le cose in sospeso dalla testa. Poi annotate cosa avete fatto bene oggi, di cosa siete orgogliosi e con quale sentimento desiderate svegliarvi la mattina dopo. Andate a letto con questi pensieri positivi. Sembra semplice. Ma molte persone dubitano di loro stesse. Avere dubbi interiori è qualcosa di buono, dimostra che si desidera crescere e migliorare. Ma i dubbi non dovrebbero essere presi per oro colato. L’ha affermato anche un plurimedagliato olimpico: una volta che ha smesso di prendere sul serio i suoi pensieri, soprattutto la sfiducia in se stesso, è stato in grado di dare il meglio di sé.


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Il vostro coach digitale L’app Sanitas Active vi motiva a muovervi di più e a seguire un’alimentazione sana. sanitas.com/appactive

Lo psicologo dello sport Jörg Wetzel allena da oltre 20 anni i migliori atleti e dal 2006 allena anche i partecipanti ai Giochi Olimpici.

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DOSSIER IL POTERE DELLA MENTE

Lo sviluppo dell’io Il nostro cervello è un organo estremamente complesso e raffinato e in costante evoluzione. Questi cambiamenti influenzano il nostro sviluppo e il nostro comportamento e determinano quindi chi siamo lungo l’intero arco della vita. Testo Leoni Hof

Infografica Codeplay

Un neonato ha 100 miliardi di neuroni, esattamente quanto un adulto

0–3 anni

Un grande cantiere A due anni di età il cervello raggiunge già il 75% delle sue dimensioni definitive. Le connessioni neurali vengono create con ritmi esponenziali, tanto che i bambini piccoli hanno già più sinapsi degli adulti. Ed è così che imparano tutto in brevissimo tempo.

4–10 anni

«Use it or lose it» A sei anni il lobo frontale inizia il processo di maturazione. Ora le emozioni sono più facilmente controllabili e gli scatti d’ira repentini sono meno frequenti. Fino al decimo anno di età vengono eliminate le sinapsi utilizzate con minore frequenza. Il nostro ambiente contribuisce in modo determinante a definire la struttura del cervello.

Tra la prima infanzia e l’adolescenza la velocità delle sinapsi aumenta di 16 volte .

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Brain training Il neuropsicologo dr. Andreas Monsch spiega come mantenere giovane il cervello: sanitas.com/memoria

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DOSSIER IL POTERE DELLA MENTE

Circa il 10% delle connessioni neurali disponibili in precedenza è ora in stand-by.

Dai 65 anni

Non si finisce mai d’imparare Il cervello continua a evolversi in funzione dei suoi compiti e resta ricettivo fino in età avanzata. Possono ancora formarsi nuovi neuroni. Nemmeno quello che è stato cancellato in età giovanile è in realtà completamente perso.

La lunghezza dei tratti nervosi del cervello di un adulto è di circa

5,8 milioni di chilometri.

25–65 anni

Maturazione lenta

Fonti: usz.ch/news, Januar 2021. Martin R. Textor: «Gehirn­entwicklung im Kleinkindalter», 2019.

Alcuni scienziati ritengono che parti del cervello giungano a piena maturazione soltanto attorno ai 40 anni. Una di queste è la corteccia prefrontale, responsabile tra l’altro dei processi decisionali e del pensiero analitico. Le decisioni prese in gioventù potrebbero quindi in seguito risultare sbagliate.

10-25 anni

A circa 25 anni il cervello ha assunto la propria struttura di base successiva: si stima che il 50% di essa sia definita geneticamente.

Fuochi d’artificio Durante la pubertà il cervello amplia la propria rete neuronale. I cambiamenti a livello neurochimico lo rendono recettivo per l’apprendimento sociale. Per questo motivo per i teenager è così importante fare bella figura agli occhi degli amici. Il cervello non matura però in modo uniforme ed è per questo che spesso e volentieri i ragazzi perdono le staffe.

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Vie per uscire dalla crisi Jacqueline Schürer ci racconta la sua storia e ci spiega come affrontare i propri periodi bui. sanitas.com/resilienza

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Anche la nostra psiche ha bisogno di buone difese. Jacqueline Schürer ha imparato sulla propria pelle cosa succede quando si esauriscono. Grazie a un allenamento mirato della resilienza ha imparato poi a rialzarsi. Testo Katharina Rilling Foto Désirée Good

Cadere, rialzarsi, continuare La brezza tra i capelli, il sole sul viso, lei sulla sua bici. Una perfetta giornata di fine estate. Ma la mente di Jacqueline Schürer ripassa senza sosta la lista delle cose da fare: non sarebbe male sbrigare un attimo anche le ultime chiamate. Così Schürer si ferma, scende dalla bici, fa quattro passi e poi crolla sull’asfalto. «Mi sono vista mancare la terra da sotto i piedi», racconta la 47enne oggi. «Sono caduta all’improvviso, restando a terra senza più riuscire ad alzarmi.» Seguono le analisi, anche dal neurochirurgo. Il verdetto: mancanza di attività nervosa nella parte destra del corpo, strappo di alcuni dischi intervertebrali, compressione di un canale nervoso. La sua reazione: il grande vuoto. La parte destra del suo corpo era praticamente paralizzata. «Da donna in carriera e sportiva per me era inconcepibile. Improvvisamente mi sono sentita impotente.» Il fatto che nessuno potesse dirle con certezza se avrebbe mai più potuto rialzarsi e camminare, ha cambiato qualcosa in lei. Il sistema immunitario della psiche E oggi? Jacqueline Schürer va di nuovo in bici, corre e fa escursionismo. Ma molte cose sono cambiate: da Lenzburg si è trasferita nell’Alta Engadina, nella natura. Ha abbandonato il suo lavoro nelle vendite scegliendo una direzione completamente diversa. «La mancanza di limiti, il troppo stress e il poco riposo mi hanno fatto ammalare», conclude. Per superare la crisi ha cercato sostegno. Un sostegno che oggi offre lei stessa: nel suo ruolo di coach, Jacqueline Schürer aiuta soprattutto le donne a rafforzare la loro resilienza, ovvero la loro resistenza psichica. «È però molto importante non forzare se stessi oltre i propri limiti», osserva Mario Grossenbacher, direttore del Resilienz Zentrum Schweiz. «Non si tratta di andare avanti per inerzia. Arrivare ai propri limiti è lecito. La domanda è piuttosto: di cosa abbiamo bisogno per riprenderci? La resilienza è ciò che ci permette di ritrovare le nostre forze.» Forti per autodeterminazione Ma cos’è che ha permesso a Jacqueline Schürer di risollevarsi, nel vero senso della parola? E perché alcune persone ci riescono meglio di altre? «La scienza ha identificato dei

«Se ogni giorno sfrecci a 240 all’ora sull’autostrada, non ti accorgi di ciò che ti circonda.» Jacqueline Schürer

fattori importanti che indicano un comportamento resiliente», commenta Grossenbacher. «I fattori genetici svolgono un ruolo, alcune persone vengono alla luce con una resilienza maggiore rispetto ad altre. Si è inoltre scoperto che lo stress prenatale e durante la prima infanzia si ripercuote in modo negativo sulla resilienza in età adulta. Anche il nucleo familiare e la scuola sono decisivi. Ecco perché, ad esempio, avere dei rapporti stretti e stabili con gli adulti e adattare le esigenze di prestazione all’individuo sono considerati fattori protettivi. Molti aspetti possono essere influenzati da noi stessi anche in età adulta. Così facendo, forse, la prossima crisi non durerà tanto a lungo o l’abisso sarà meno profondo.» Anche una buona rete sociale è un fattore importante; come lo è imparare ad accettare sé stessi, gli altri o la situazione in cui ci si trova e assumersi le proprie respon-

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Di cosa ho bisogno veramente? Jacqueline Schürer trae forza dalla natura.

Case Management

Assistenza in caso di malattia Una grave malattia psichica o fisica o un infortunio può cambiarvi completamente la vita. Con il Case Management gratuito vi aiutiamo a raggiungere il vostro obiettivo ili. sanitas.com/case-manager-it

CONSIGLIO DEGLI ESPERTI Mario Grossenbacher, coach di resilienza «Invece di respingere una situazione difficile, è meglio analizzarla: posso fare qualcosa per migliorarla? Se no, si può provare a lasciarla andare e concentrarsi sugli aspetti positivi: cos’altro si può fare? Cosa ho imparato e in che modo posso contribuire attivamente per non dovermici riconfrontare in futuro?»

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sabilità. Si tratta di avere un atteggiamento di base positivo per condurre una vita più attiva e creativa e cercare soluzioni. Logico, ma come mettere in pratica tutto questo? Il coach di resilienza fa due esempi: «Quando succede qualcosa di spiacevole, alcune persone si rifugiano nell’iperattività, funzionando come automi. In questi casi è importante concedersi delle pause in modo consapevole e lasciare spazio alla creatività. Chi si affatica troppo, infatti, non riesce a gestire le situazioni difficili.» Altre persone, invece, davanti allo stress si bloccano. «Per recuperare la capacità di agire, può essere d’aiuto concentrarsi su ciò che si può cambiare per non perdersi in ciò che è ineluttabile. Chi vede quello che può ancora fare, torna a essere più attivo.» Questo approccio positivo può essere allenato. Check-in, check-out Per allenare la resilienza è più facile iniziare con semplici rituali che aiutano a conoscere meglio sé stessi. All’insegna del motto: chi conduce una vita sana e adatta alle proprie esigenze, aumenta la sua forza. Jacqueline Schürer descrive questo processo così: «Se ogni giorno sfrecci a 240 all’ora sull’autostrada, non ti accorgi di ciò che ti circonda. Funzioni e basta.» Lei stessa, infatti, ha anzitutto rallentato il passo, chiedendosi: di cosa ho bisogno veramente? Questi esercizi di consapevolezza sono RIVISTA SANITAS 3 / 2021

fondamentali anche per Grossenbacher: «L’esercizio più semplice è il check-in. Si tratta di iniziare la giornata in modo consapevole. Io lo faccio mentre mi lavo i denti e mi chiedo: come sto? Cosa mi passa per la testa? Di quanta energia avrò bisogno oggi, e quanta me ne resta?» Anche solo ascoltare sé stessi è una cosa che in molti non sarebbero più in grado di fare. «Quando siamo in macchina ed entriamo in riserva, ci fermiamo per fare rifornimento, costi quel che costi. Ma quando scende il nostro livello di energia, spesso non ce ne accorgiamo, oppure lo facciamo troppo tardi, o facciamo fatica ad ammetterlo.» Grossenbacher si serve di un sistema a semaforo. Se resta per più giorni sul rosso, prende provvedimenti: chiede aiuto o dice «no» più spesso. Oppure si dedica ad attività che gli restituiscono energia. Grossenbacher ne è convinto: «Andare a fare jogging due volte all’anno non basta. Lo stesso vale per la salute mentale.» Ecco perché con il suo team ha fondato la prima palestra mentale della Svizzera. Invece di sollevare pesi, nei suoi corsi ci si scambia idee, se ne discute in gruppo, si fanno esercizi di consapevolezza per rafforzare così la resilienza. «Esistono molte offerte di terapia e cura del burnout e simili. Il nostro scopo era quello di creare qualcosa su cui lavorare insieme in modo costante», racconta. «Altrimenti ci si mette di nuovo di mezzo la vita.»


DOSSIER IL POTERE DELLA MENTE

Sono diversi i fattori che determinano se per farci perdere la bussola basta una folata di vento o serve un uragano. La scienza pensa che in parte dipenda dalla predisposizione genetica. Ma non siamo inermi in balia del destino. Testo Julie Freudiger

Illustrazioni Robert Hanson

Cosa rende forte la psiche Il sonno dei giusti

Cibo per l’anima

Abbiamo bisogno di sonno per rigenerare il corpo, per rafforzare il sistema immunitario ed equilibrare il livello di energia. Se manca il sonno, l’umore si fa nero e le nostre capacità decisionali sono offuscate. Gli studi partono addirittura dal presupposto che la mancanza di sonno faccia aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, di cancro e di demenza. Inoltre, le persone che soffrono di disturbi del sonno sono più propense a soffrire di depressione. Dormire a sufficienza (la maggior parte degli adulti ha bisogno dalle 7 alle 8 ore di sonno) è un passo importante verso la resilienza. Andando a dormire e alzandosi a orari regolari si migliora la qualità del sonno. Lo stesso avviene anche consumando un pasto leggero la sera presto, muovendosi ogni giorno e spegnendo telefonini, computer e tablet un’ora prima di andare a letto.

Gli alimenti sono più di un semplice carburante per il corpo. Alcuni studi dimostrano che frutta e verdura migliorano il benessere psichico, la vitalità e la motivazione. Gli antiossidanti della frutta proteggono il corpo dai radicali liberi. Un intestino sano ha anche un influsso positivo sulla nostra psiche. I probiotici, per esempio, che si trovano nei crauti e nello yogurt, hanno un effetto verificabile. Come hanno scoperto degli scienziati iraniani, questi riequilibrano l’intestino e riducono i sintomi depressivi. Anche se la connessione tra depressione e alimentazione non è stata ancora dimostrata completamente, è chiaro che i nostri piatti preferiti di quando eravamo bambini ci rendono felici ancora oggi, perché il cervello memorizza il vissuto collegandolo alle emozioni provate.

Più calma grazie alla meditazione

Il bagno nella foresta

Ciò che per lungo tempo è stato tacciato di esoterismo, ora fa parte del quotidiano. Gli studi dimostrano che la meditazione contro lo stress aiuta a ridurre sia l’ansia che la depressione. Già dopo otto settimane di allenamento di mindfulness, si rilevano dei cambiamenti nel cervello. Secondo uno studio dell’istituto Max-Planck, con determinate forme di meditazione il livello del cortisolo, l’ormone dello stress, scende di quasi il 50 percento. La tenacia ripaga: un effetto duraturo si verifica con il tempo e con una pratica regolare di meditazione. Le app di meditazione aiutano.

In Giappone è chiamato shinrin-yoku, il bagno nella foresta. Passare consapevolmente del tempo nei boschi è persino prescritto come forma di terapia. Dei ricercatori nipponici hanno dimostrato in uno studio che il bagno nella foresta aumenta le cellule killer del sistema immunitario e il numero di proteine anticancro. È innegabile che trascorrere tempo nella natura si ripercuota positivamente sulla salute e sulla resistenza allo stress. Bastano da 20 a 30 minuti nel verde per ridurre drasticamente il livello di cortisolo, come dimostra uno studio dell’università del Michigan negli USA. Non importava che i partecipanti stessero seduti o camminassero lentamente: la «pillola di natura», come i ricercatori hanno chiamato la pausa nel verde, si è ripercossa positivamente sulla psiche in entrambi i casi.

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DOSSIER IL POTERE DELLA MENTE

Quando il corpo è il campanello d’allarme dell’anima Quando tutto diventa insopportabile, non è solo la mente a risentirne. Spesso è anche il corpo a farne le spese e inizia una difficile ricerca della causa. Precisiamo: la psicosomatica non ha niente a che vedere con le malattie immaginarie. Testo Robert Wildi Illustrazione Niels Blaesi

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a costante pressione professionale. Il continuo stress nel privato. Le preoccupazioni e ansie. Improvvisamente, anche il corpo cede. L’essere umano ha una natura complessa. Nella medicina psicosomatica questa complessità è più evidente che mai: è in questo campo che il corpo e la mente confluiscono. I fatti dimostrano che questa disciplina è necessaria per districare la rete di interazioni: fino all’80 percento delle persone percepisce almeno una volta nella vita l’influsso che lo stress psicologico ha sulla salute fisica. Il cuore sobbalza, la pressione va alle stelle, la schiena fa male, sulla pelle compaiono degli sfoghi. Sono tutti SOS. La visita dal medico però mostra che il cuore sta bene, i dischi intervertebrali sono al loro posto e dai test non emergono allergie. Che cosa sta succedendo? «La mente e il corpo sopportano bene carichi se non durano a lungo», spiega Ulrich T. Egle, professore di medicina psicosomatica e psicoterapia presso il Sanatorium Kilchberg, «ma non se si protraggono nel tempo.» Lo stress costante porta a un livello permanentemente alto di cortisolo, l’ormone dello stress, nel sangue. «Il cortisolo danneggia determinate parti del cervello», afferma Egle. Particolarmente strapazzate sono le aree che si occupano di gestire lo stress. Così, l’autoregolazione dell’organismo si disequilibra e non consente più al corpo di rilassarsi dopo i picchi di stress. Ne consegue che ci si ammala psicosomaticamente. Le persone inclini al perfezionismo e all’eccessiva severità nei propri confronti ne sono più soggette. Anche chi affronta le novità con timore o non sopporta bene gli stati di incertezza. Per Egle è determinante come si affronta lo stress e come si giudica una situazione difficile. «Il nostro modello di coping deriva da quanto appreso in passato e dalle esperienze di vita. Ciò che abbiamo imparato ci aiuta a prepararci nel migliore dei modi a nuove

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CONSIGLIO DEGLI ESPERTI Ulrich T. Egle, professore di medicina psicosomatica e psicoterapia «Quando si cerca di cambiare i modelli di comportamento precedenti, i pazienti possono concentrarsi su compiti molto diversi. Per esempio su una maggiore percezione dei propri sentimenti e delle proprie necessità, prendendosi più cura di sé. È importante anche comunicare apertamente i propri interessi, pianificare meno la giornata e cercare di essere meno perfetti nella vita quotidiana. Insomma, imparare ad accettare le incertezze con più tolleranza.»

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DOSSIER IL POTERE DELLA MENTE

Interpretare i segnali d’allarme Ecco come interpretare i segnali che invia il corpo. sanitas.com/ campanelli-di-allarme

situazioni e ad affrontare le difficoltà.» Questi schemi possono essere efficienti a lungo, ma col tempo possono portare a un disturbo da stress. Nel caso ideale il cervello è in grado, con poco dispendio di energie, di far fronte a delle situazioni di stress. La psicoterapia orientata alla ricerca delle cause è la strada da preferire Se la persona non ci riesce più, ha bisogno di un aiuto esterno. Per prima cosa deve prendere coscienza della malattia. «Persone con malattie psicosomatiche preferiscono spesso avere ‹vere› malattie, cioè patologie fisiche, piuttosto che ammettere a sé stesse e agli altri di avere una malattia legata allo stress», dice Egle. Anche quando la diagnosi rivela un grado significativo di problemi legati allo stress, questi pazienti hanno spesso bisogno di essere motivati a cercare la cura adeguata. «Senza la loro collaborazione, la terapia non ha possibilità di successo», afferma lo psichiatra. Per Egle, nella terapia di malattie dovute allo stress i medicinali giocano un ruolo solo nelle crisi acute o in singoli casi specifici. Giudica criticamente quanto spesso vengano somministrati calmanti e oppiacei anche per lunghi periodi di tempo. «Non di rado questi farmaci portano a un ulteriore disturbo da dipendenza.» Il fulcro della cura, secondo lui, è la psicoterapia orientata alle cause. I pazienti devono innanzi tutto imparare a capire come e perché si ritrovano ripetutamente in situazioni di stress. «Solo quando la persona riesce a capire i meccanismi, può iniziare a cambiare i propri schemi di pensiero, di vissuto e di comportamento», dice Egle. Questo «riapprendimento» viene messo in pratica con esercizi specifici nella vita di tutti i giorni e viene accompagnato da tecniche di rilassamento e da un allenamento sportivo adeguato. «È così che le disfunzioni del sistema neurovegetativo e del sistema immunitario possono essere rimediate in modo efficace.» In modo che la persona colpita riesca a uscire da quel vicolo cieco e a riappropriarsi della propria vita.

Assicurazione complementare

Terapie alternative Sanitas contribuisce ai metodi terapeutici riconosciuti della medicina alternativa, come agopuntura, omeopatia o fitoterapia. sanitas.com/medicina-alternativa

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Più privacy in ospedale

In tutta tranquillità con le nostre assicurazioni ospedaliere L’assicurazione base vi consente di curarvi nel vostro Cantone di domicilio. Con l’assicurazione complementare ospedaliera per il reparto comune potete farlo nella Svizzera intera. Se volete più privacy e l’esperienza dei medici migliori, conviene stipulare un’assicurazione ospedaliera semiprivata o privata.

Hospital Standard Liberty Assicurazione ospedaliera reparto comune

Hospital Extra Liberty Assicurazione ospedaliera reparto semiprivato

Hospital Top Liberty Assicurazione ospedaliera privata

– Libera scelta tra tutti gli ospedali riconosciuti da Sanitas in Svizzera – Degenza nella camera a più letti – Prima di ogni degenza ospedaliera è possibile passare a un reparto superiore – Assunzione integrale dei costi in caso di urgenze all’estero

– Libera scelta del medico e dell’ospedale tra quelli riconosciuti da Sanitas in Svizzera – Cura dispensata dal capoclinica – Passaggio al reparto privato con assunzione dei costi (75%) da parte di Sanitas – Camera familiare per il parto

– Libera scelta del medico e dell’ospedale in tutto il mondo – Accesso ai migliori metodi di cura – Cura dispensata dal capoclinica o dal primario – Camera familiare per il parto

Scopri di più: sanitas.com/hospital-it

Molte delle nostre assicurazioni possono essere stipulate online. Preferite parlare con un consulente ai clienti Sanitas? Non esitate a chiamarci. Dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18: 0800 22 88 44


SVILUPPARE IL DOMANI

Un «ponte elettronico» tra il cervello e il midollo spinale sviluppato da ricercatori della Svizzera occidentale dà speranza alle persone con paraplegia. Testo Nicole Krättli Foto NeuroRestore

Potersi rialzare e camminare di nuovo

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ieci anni dopo che un fatidico triplo salto mortale ha costretto David Mzee su una sedia a rotelle, l’allenatore sportivo paraplegico fa notizia. Alla «Wings for Life World Run 2020», il tetraplegico ha percorso 467 metri prima di lasciarsi cadere sulla sua sedia a rotelle, stanco ma felice. Ha così raggiunto un record personale: dal suo infortunio non ha mai camminato più lontano e più a lungo sulle proprie gambe. Questo è stato possibile grazie a una speciale stimolazione del midollo spinale che tramite degli impulsi elettrici ripristina le connessioni interrotte tra i cordoni nervosi restanti e il cervello. In parole povere, viene creato un ponte

di luce tra le aree ferite nel midollo spinale, permettendo così la comunicazione tra il cervello e le estremità. Grazie a questo ponte, il comando «muovi piede», per esempio, arriva effettivamente al posto giusto e aziona il movimento desiderato. All’altezza degli occhi Léonie Asboth, Head of Clinical Division presso NeuroRestore, sta conducendo lo studio clinico associato (STIMO) all’Ospedale Universitario di Losanna e ha potuto osservare numerosi partecipanti allo studio fare i loro primi passi dopo anni sulla sedia a rotelle. «Il fatto che le persone col-

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SVILUPPARE IL DOMANI

La neurochirurga Jocelyne Bloch e il neuroscienziato Grégoire Courtine hanno sviluppato l’impianto insieme al loro team. L’allenamento muscolare e gli esercizi di deambulazione completano la terapia.

pite possano di nuovo guardare i loro partner e amici direttamente negli occhi senza dover alzare lo sguardo suscita forti emozioni. E anche io mi emoziono di volta in volta», ammette Asboth. La sperimentazione clinica del metodo terapeutico invasivo è iniziata cinque anni fa. In questa procedura, un impianto lungo sei centimetri viene posizionato sul midollo spinale e collegato a un piccolo dispositivo (simile a un pacemaker) nell’addome. Usando un dispositivo esterno, i pazienti possono selezionare un programma e decidere se vogliono stare in piedi, camminare, andare in bicicletta o nuotare, per esempio. Questo di solito va avanti continuamente per due o tre ore, poi il corpo ha bisogno di una pausa

Un muscolo indossabile Grazie a un paio di pantaloni high-tech, le persone paralizzate possono tornare a camminare. sanitas.com/esoscheletro​

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prima che la stimolazione successiva possa iniziare. «Più spesso ci si allena, più forti diventano i muscoli. Tuttavia, non bisogna sovraccaricare il corpo», dice Asboth. Stimolazione anche per la regolazione della pressione sanguigna Un’ulteriore sfida: le persone interessate non possono più stabilizzare la loro pressione sanguigna perché la lesione del midollo spinale interrompe il percorso delle informazioni tra il cervello e il sistema nervoso. Pertanto il rischio di sviluppare malattie cardiache per questi pazienti è tre volte maggiore. Le oscillazioni possono portare vertigini e nausea. Insieme a scienziati canadesi, il team svizzero ha dimostrato che la stimolazione elettrica del midollo spinale può riportare la pressione sanguigna in equilibrio. Sul mercato tra qualche anno? Il nuovo tipo di stimolazione del midollo spinale non è ancora in grado di rigenerare le fibre nervose separate: «Tuttavia speriamo che terapie future, in combinazione con la stimolazione, siano in grado di farlo prima o poi.» C’è molta strada da fare prima che questo accada. Dopo il primo studio, la terapia deve essere sottoposta a diversi altri studi con tecnologie avanzate prima di essere approvata e messa a disposizione dei paraplegici. «Speriamo però che i pazienti possano beneficiare di questa nuova tecnologia tra cinque o dieci anni», continua Asboth.

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UN OGGETTO, UNA STORIA

Chi ha la musica nel sangue? La soluzione alla pagina seguente. 21


UN OGGETTO, UNA STORIA

Come product manager presso Sanitas, Claudio Ledermann è responsabile dell’assistenza e dello sviluppo delle assicurazioni complementari ambulatoriali; nella vita privata invece si dedica alla musica. Testo Leoni Hof Foto Karin Heer

L’amore per il rap

I brani di Claudio nascono quasi sempre sul cellulare.

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Da bambino voleva fare il poliziotto...«Per favore non scrivetelo, rovinerà la mia immagine di rapper.» Claudio Ledermann ride mentre lo dice. L’atteggiamento da gangster non fa per lui. La musica rap invece sì. Il 27enne scrive canzoni con il nome d’arte DinguaElo, e pubblica i suoi video su YouTube. Al più tardi quando è arrivato da Sanitas, dove ha iniziato come consulente ai clienti, ha imparato a trovare le parole giuste; un lavoro che richiede ottime doti interpersonali in modo da percepire i bisogni dell’altra persona. In effetti, è stato proprio questo lavoro a fare allargare i suoi orizzonti. «Dove, se non qui, si ha la possibilità di interagire con persone più anziane quando si è poco più che ventenni? Normalmente, a quest’età, si frequentano solo coetanei. Inoltre non mi ero mai dovuto mettere nei panni di un paziente che dopo un intervento non è più in grado di farsi la doccia da solo.» Questo lavoro gli ha aperto gli occhi sotto vari punti di vista. Claudio è cresciuto in Argovia, in un paese chiamato Hirschthal. Per arrivare alla scuola media bisognava andare in bici fino al prossimo paese. Nell’entourage di Claudio si ascoltava soltanto l’hip-hop e il rap tedesco. Samy Deluxe è il suo idolo. Dopo la scuola ripete i suoi testi e inizia a scriverne di suoi. Conclusa la scuola dell’obbligo, inizia, prima, il suo apprendistato di commercio presso l’Amministrazione federale e si trasferisce, poi, nella Svizzera occidentale. Per amore. Un amore che però non è destinato a durare in eterno, ma che lo porta nel mondo delle assicurazioni. «Ho passato un’eternità a non capire la differenza tra l’aliquota percentuale e la franchigia.» (Se nemmeno a voi è del tutto chiaro il concetto, consultate l’ultima pagina di questo numero). Il successivo perfezionamento come specialista di marketing lo ha portato a Berna, dove è entrato a fare parte di Sanitas nel 2015. Nel 2018 è passato al Management dei prodotti dove oggi si occupa delle assicurazioni complementari ambulatoriali. La sua passione per la musica non l’ha mai abbandonato. DinguaElo, nel suo nome si può trovare un’allusione alla parola «lingua». Claudio è entusiasta del gioco di parole del genere rap e afferma: «Naturalmente c’è chi non si identifica con quello che dico. Ma finché penso ciò che dico, ne prendo atto e continuo per la mia strada.» In un certo senso è ciò di cui tratta il suo ultimo EP «Perspektive»: essere contenti di ciò che si ha. Sapere cosa è importante e cosa no, mettere le cose in prospettiva. «La musica mi rende felice. Se poi riesco a raggiungere anche altre persone, è la ciliegina sulla torta.»

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RIMEDI FAI DA TE

Che fare contro la sudorazione eccessiva? Testo Leoni Hof Illustrazione Franziska Neugebauer

Camomilla Stringere la mano a qualcuno era un problema anche prima della pandemia? In caso di mani umide, un bagno di tintura di camomilla in cui immergere le mani più volte al giorno può aiutare. Come misura immediata, strofinare sui palmi un po' di borotalco. Salvia Si dice che la salvia sia una cura miracolosa contro la sudorazione eccessiva. Può essere bevuta come tisana (far bollire 3 cucchiaini di foglie di salvia in 1 litro d’acqua, lasciare in infusione per 10 minuti e bere tiepida) e usata per un pediluvio in caso di piedi sudati. Evitare il piccante In alcune persone, la regione dell’ipotalamo che controlla la produzione di sudore reagisce in modo più sensibile agli stimoli provenienti da determinate spezie piccanti, caffeina o alcool. Il rimedio in questo caso è semplice: rinunciare a questi stimoli. Va evitato anche il sovrappeso. Punti di pressione Freschezza al tocco di un dito: all’altezza dei lobi delle orecchie si trova un punto di agopressione che promette refrigerio. È situato sul cranio a circa un dito dietro l’orecchio. Massaggiare entrambi i punti a destra e a sinistra con movimenti circolari più volte al giorno.

Tutti sudano. È un meccanismo intelligente del nostro corpo. Quando il sudore sulla pelle evapora, toglie al corpo il calore eccessivo. Il sudore ci protegge dal surriscaldamento. Non c’è quindi nessun motivo di vergognarsi. Se la fronte si imperla di sudore, però, non è sempre colpa delle temperature estive. Il nostro condizionatore interno funziona anche nelle situazioni di stress: prima della visita dalla dentista o del colloquio con il capo per l’aumento, il battito cardiaco accelera, il corpo produce ormoni e adrenalina, le ghiandole apocrine secernono sudore. Questo emana l’odore della paura. E inconsciamente percepiamo che ha un odore diverso dal sudore dopo lo sport, proveniente dalle ghiandole sudoripare eccrine e che serve a regolare il calore. Questo tipo di sudore, infatti, è composto prevalentemente di acqua e sale e, almeno quando è fresco, è meno suscettibile alla decomposizione batterica e quindi a sviluppare cattivi odori. Per non arrivare a tanto, si può ricorrere ad alcuni rimedi casalinghi.

Doccia tiepida Una doccia fredda può essere momentaneamente rinfrescante, ma in piena estate è controproducente. L’acqua fredda abbassa la temperatura del corpo, fuori però si suda ancora di più perché il corpo la aumenta di nuovo. È quindi preferibile usare acqua tiepida per fare la doccia (e per bere) piuttosto che acqua ghiacciata. Fibre naturali Il cotone e il lino assorbono meglio il sudore. Se i vestiti emanano un cattivo odore anche dopo essere stati lavati (alcuni batteri resistono al calore), bisogna ricorrere al ghiaccio: basta mettere l’indumento in un sacchetto e lasciarlo nel congelatore per alcuni giorni.

CONSIGLIO DEGLI ESPERTI Dr. med. Paola Maltagliati-Holzner, specialista in dermatologia presso Medgate «L’iperidrosi è il termine medico con cui si indica la sudorazione eccessiva patologica. Se l’iperidrosi compromette la qualità della vita, causa infezioni cutanee o provoca un’eccessiva sudorazione notturna, si consiglia di consultare un medico, perché potrebbero essere sintomi di una malattia interna. L’iperidrosi può anche essere un effetto collaterale di alcuni farmaci.»

Rilassarsi La sudorazione nervosa può essere contrastata con il training autogeno, il rilassamento muscolare progressivo, la meditazione o particolari esercizi di respirazione. RIVISTA SANITAS 3 / 2021

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Chi cerca trova Il geocaching è la versione moderna della caccia al tesoro. Ciò che conta è la voglia di esplorare e lo spirito di gruppo. Testo Leoni Hof Foto Kostas Maros

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ESSERE ATTIVI

«Io qui le mani non ce le metto. Chissà che animali vivono in questo buco.» Poi invece, arricciando il naso e con le maniche arrotolate, lo faccio lo stesso. Sono sicura che il mio coraggio verrà ricompensato. Il tesoro non può che essere qui. È un fine settimana d’estate, una domenica serena e soleggiata. Il mondo fuori ci chiama, ma negli ultimi tempi la nostra piccola non ha più voglia delle classiche gite in famiglia. Preferirebbe giocare con i suoi amichetti. Quindi dobbiamo farci venire in mente qualcosa per motivarla, e optiamo per il geocaching. Non sono necessari equipaggiamenti costosi, dal momento che lo si può fare ovunque e con ogni tempo. L’aspetto particolarmente pratico è che viviamo direttamente ai piedi dell’Uetliberg, che (secondo l’app di geocaching) pullula di «cache». È così che si chiamano i tesori nascosti che bisogna trovare. Solo in Svizzera ce ne sono a migliaia. Ma non sempre nelle cache si nascondono degli oggetti. Spesso si tratta di piccoli contenitori, i cosiddetti micro, nei quali è nascosto solo un log book o diario in cui scrivere il proprio nome. In altre cache, invece, sono custoditi dei veri e propri tesori, come ad esempio macchinine, biglie o monetine, che possono essere scambiati con altri oggetti di pari valore.

da pascolo, quindi, ci fermiamo e cerchiamo un percorso alternativo. Questa domenica riusciamo a trovare ben tre tesori, camminando per ore attraverso il bosco, sgranocchiando mirtilli e aggirando i primi funghi che spuntano dal terreno. Nostra figlia non ci ha chiesto neanche una volta quando saremmo arrivati. E anche per noi adulti la ricerca è stata uno spasso. Perché l’abbiamo affrontata insieme, come famiglia, e perché ognuno di noi ha dato il suo contributo. E anche perché questa versione moderna della caccia al tesoro può davvero cambiare il modo in cui si guarda il mondo, dove dietro a ogni angolo potrebbe nascondersi un tesoro.

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Protezione completa Family vi consente di completare l’assicurazione base, proteggendo la vostra famiglia a tutto tondo e tutelandovi da fatture esorbitanti. sanitas.com/family-it

Pronti, partenza, via! Dato che si tratta della nostra prima caccia al tesoro, scegliamo cache con un basso livello di difficoltà. Anche questa è un’informazione che viene visualizzata nell’app, la quale ci manda quindi solo su terreni accessibili e verso cache individuabili anche dai bambini. Al quinto livello di difficoltà, per esempio, spesso è necessario un equipaggiamento speciale, come imbracature e corde da arrampicata. (Ci sono cache nascoste persino nell’Himalaya e in Antartide, infatti i geochacher sono sparsi in tutto il mondo.) Ecco perché, se si inizia una caccia al tesoro con i bambini, si consiglia di leggere prima la descrizione delle cache. E allora partiamo, per sentieri nuovi o già battuti, perché anche questi ultimi riacquistano un certo fascino quando si guardano più in dettaglio. Ammiriamo radici che si snodano come enormi serpenti nel terreno, oppure passiamo la mano su alberi contorti che ci ricordano antichi spiriti della foresta. Durante la ricerca ci sentiamo dei veri esploratori. Troviamo il primo tesoro in un piccolo buco di un tronco d’albero, del quale naturalmente non possiamo rivelare la posizione. Altre cache nascoste dai geocacher si mimetizzano tra i ciuffi d’erba o tra pietre, rami e pigne. Ma soltanto chi ha già trovato da solo alcune cache dovrebbe nasconderne di sue. Ben equipaggiati Per lanciarsi nel geocaching, si consiglia un minimo di equipaggiamento: oltre al cellulare, una penna per il log book, oggetti di scambio, un coltellino, uno specchietto per trovare le cache in nascondigli tortuosi, eventualmente una torcia e un taccuino se bisogna risolvere degli indovinelli. A proposito: chi cerca, e ancor più chi trova, dovrebbe procedere con discrezione. Si vuole infatti evitare che le cache vengano trovate da chi non si sta cimentando in una caccia al tesoro, che la comunità dei geocacher più fedeli chiama «muggler». Va da sé che nel geocaching si resta sempre sui sentieri. Invece di calpestare una zona protetta o un terreno

L’app di geocaching guida grandi e piccoli esploratori alla ricerca delle cache.

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SANI ED ELINA

Tutti insieme in piscina Che caldo che fa! Un bel tuffo in acqua è proprio quello che ci vuole. Oggi pomeriggio, Sani ed Elina sono in piscina. Anche i loro amici giocano sui loro teli da bagno colorati. Riuscite a contare quanti sono? Illustrazione Michael Meister

Concorso Quanti teli da bagno vedete sul disegno? Inviate un’e-mail con la soluzione e il vostro indirizzo a redaktion@sanitas.com. Il termine d'invio è il 7 settembre 2021. Tra tutte le risposte, estrarremo 3 teli da bagno della marca svizzera ZigZagZurich. I vincitori saranno informati per iscritto. Non si tiene corrispondenza in merito al concorso. Sono escluse le vie legali e il pagamento in contanti.

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L’ASSICURABOLARIO

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Riduzione dei premi La riduzione dei premi è un contri­ buto ai premi destinato a dare un sollievo a livello finanziario alle per­ sone in circostanze economiche modeste. Questo contributo all’assi­ curazione base obbligatoria viene versato dal Cantone e dalla Confe­ derazione. L’assegnazione della riduzione dei premi viene calcolata dall’SPS in base ai dati fiscali.

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Portale per i clienti Sanitas

A colpo d’occhio Il portale per i clienti Sanitas vi consente di inviare facilmente i giustificativi per il rimborso per via digitale, controllare i conteggi delle prestazioni, lo stato della vostra franchigia e dell’aliquota percentuale. sanitas.com/pocl-it

Aliquota percentuale Dopo avere raggiunto la franchigia annua scelta nell’assicurazione base vi assu­ merete solo una parte dei costi per le cure successive: l’aliquota percentuale. Questa quota è regolata nella Legge sull’assicura­ zione malattie e ammonta di regola al 10% e al massimo a 700 franchi per anno civile. Se avete già pagato questo importo, l’assicurazione malattia coprirà gli ulteriori costi che insorgeranno.

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Polizza Polizza è il nome che viene dato al contratto d’assicurazione. Vi sono riportati i prodotti stipulati per l’as­ sicurazione base e complementare, l’ammontare della franchigia e il pre­ mio da pagare. Ogni anno, a otto­ bre, gli assicuratori malattia inviano le polizze per l’anno successivo.

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L’ANGOLO DELLA NOTIZIA