__MAIN_TEXT__

Page 1


Sursum Corda Grazie, amici benefattori! Sig.ra Fernanda Vinci Filippini; Mons. Richard Malone; Parrocchia del SS.Sacramento; Parrocchia S. Giovanni Maria Vianney; Parrocchia Sacro Cuore di Gesu’; Parrocchia San Cirillo Alessandrino; Parrocchia Santa Maria Causa Nostrae Laetitiae

Cappella in uso all'Anno Propedeutico recentemente restaurata e rinnovata.

a Torre Gaia; Parrocchia Beata Teresa di Calcutta; Parrocchia Santa

CONTO CORRENTE POSTALE SEMINARIO n. 38198008 Intestato a Pontificio Seminario Romano Maggiore 00184 Roma - Piazza S. Giovanni in Laterano, 4 IBAN IT70 JO76 0103 2000 0003 8198 008 BIC - SWIFY BPPIITRRXXX

Maria Assunta; Parrocchia Sacro Cuore a Ponte Mammolo; Parrocchia San Saturnino a Roma; Parrocchia Santa Maria del Buon Consiglio.

SURSUM CORDA Redazione: Mario Pangallo, Cristiano Patrassi, coordinatori. Francesco Barberio, Enrico Maria Trusiani. Hanno collaborato a questo numero: Francesco Barberio, Ambarus Benoni, Paolo Boumis, Roberto Buattini, Ciro Dell'Ova, Gabriele Faraghini, Antonio Girardi, Luigi Lani, Mario Losito, Antonio Panico, Federico Pelosio, Paolo Scipioni, Cristian Sguazzino. In copertina: San Filippo Neri (Battistero di San Giovanni, Roma)

Anno CIV - n. 1-2020 www.seminarioromano.it Seguici su: Direttore Editoriale: Gabriele Faraghini Direttore Responsabile: Davide Martini Rivista semestrale del Pontificio Seminario Romano Maggiore Piazza San Giovanni in Laterano, 4 - 00184 Roma Tel. 06.698621 - Fax. 06.69886159 E-mail: sursum@seminarioromano.it Spedizione in Abbonamento Postale - c/c p. 30360002 Registrazione del Tribunale di Roma - N. 11581 del 22.V.1967 Progetto grafico e impaginazione: Bruno Apostoli - info@brunoapostoli.it

Finito di stampare nel mese di Dicembre 2019 MANCINI EDIZIONI s.r.l. - Via Tasso, 96 - 00185 Roma - Tel. 06.45.44.83.02 - Cell. 335.5762727 - 335.7166301 - E-mail: info@manciniedizioni.com


BEATI VOI, POVERI, PERCHÉ VOSTRO È IL REGNO DI DIO urora, una bambina piccolina, la figlia di una delle cuoche che lavorano qui, venendo a prendere la mamma al lavoro insieme al suo papà, vedendo il seminario ha esclamato: “Mamma, ma tu lavori in un castello!”. Aurora ha proprio ragione, qui viviamo in un castello e speriamo che il Signore abbia misericordia di noi e di non fare la fine del ricco di cui racconta Lc 16,19-31. Magari potessimo dire anche noi come don Lorenzo Milani a coloro che lo assistevano, due giorni prima di morire: “Un grande miracolo sta avvenendo in questa stanza. Un cammello che passa per la cruna di un ago”. Magari potessimo far crescere in noi un cuore povero ed essere amici dei poveri. Spesso immagino la scena del giudizio universale con Gesù che ci chiede da chi siamo raccomandati per entrare nel Suo Regno e noi prima un po’ scandalizzati dal sapere che ci vuole una raccomandazione anche per quello e poi affannati a tirar fuori nomi di papi, cardinali, o altri uomini importanti. E Lui a rispondere: “Questo qui mi sa che non lo conosco proprio, e a pensarci bene neanche quest’altro”. Per poi chiedere: “Ma Antonio, il barbone che viveva in roulotte insieme a tanti cani? Mattia, che sta in carrozzina da quando è nato?...” e via dicendo. Sono questi gli amici che ci raccomandano per il Paradiso. E bisogna cercarseli: “Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta” (Lc 16,9). Comunque, rimettendo i piedi per terra mi rendo conto che aver scelto come versetto evangelico dell’anno: “Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio” (Lc 6,20b), è piuttosto impegnativo. La povertà non deve smettere di interrogarci, di scavare nelle nostre vite, di farci domande scomode, non fermandoci solo alla povertà materiale… ma neanche cercando di scansarla! Per questo abbiamo chiesto l’aiuto a due poveri: San Filippo Neri e San Felice da Cantalice. Due poveri veri, gente seria perché allegra e gioiosa, gente di fede e quindi povera di sé per accogliere Gesù nella propria vita. Li abbiamo stampati sulla cartolina di comunità mentre San Felice porge a San Filippo l’otre di vino che è andato ad elemosinare per le strade di Roma… e Filippo beve di gusto tra le risate della gente: alcuni si scandalizzano, ma molti di più colgono la libertà dei poveri in spirito delle Beatitudini nei due “personaggi”. Chiediamo l’aiuto a questi amici del Cielo perché grazie al loro esempio e soprattutto per la loro intercessione possiamo ottenere il dono di un cuore povero. E non dimentichiamo certo di chiedere l’aiuto alla Vergine Maria, madre della Fiducia, che chieda e ci ottenga questo dono per magnificare con Lei il Signore Gesù. Gabriele Faraghini

A

3


Sursum Corda

IN QUESTO NUMERO 20

27

Sursum Corda 3

Editoriale Gabriele Faraghini

4

In questo numero La Redazione

5

7

Abitare con il cuore la città Benoni Ambarus Ascoltare da poveri Paolo Boumis

23

Diario Giugno-Dicembre 2019 Francesco Barberio

25

Romani in Romania Antonio Panico

27

Cronaca e storia d’inizio anno Ciro Dell’Ova

30

Solo insieme si costruisce per il bene! Antonio Girardi - Mario Losito

32

Incarichi pastorali La Redazione

In viaggio

In comunità

4

“Beati voi poveri, perché vostro è il regno dei cieli” Cristian Sguazzino

In diocesi

Diario 9

30

16

Continuiamo il cammino con fiducia Gabriele Faraghini

33

Adveniat regnum tuum Luigi Lani

17

Seminara in Seminario Paolo Scipioni

34

Anniversari Ordinazioni 2020 La Redazione

18

Presbiterio e Classi La Redazione

35

Scritti ex alunni La Redazione

20

La messe estiva Roberto Buattini

22

Fare ascolto Federico Pelosio

In Pace Christi 35

Ricordo di ex-alunni defunti La Redazione


ABITARE CON IL CUORE LA CITTÀ Pubblichiamo una riflessione del Direttore della Caritas diocesana sul tema proposto quest’anno da Papa Francesco alla Diocesi di Roma hi immagina una città come un insieme di edifici, strade, infrastrutture, chiese, servizi e luoghi di aggregazione troverà nella sua vita molti conglomerati che, abbelliti dalla creatività degli architetti e degli artisti, si somigliano un po’ tutti. Pen-

cosmopoliti. Se invece vediamo la città come un insieme di relazioni avremo davanti ai nostri occhi un’infinità di mondi che ci chiedono di essere abitati, di persone da incontrare, di esperienze da condividere e di lacrime da asciugare. I nostri quartieri, le scuole, i condomini, le parrocchie e gli spazi di aggregazione diventano luoghi in cui, in un’epoca di grandi solitudini, vi è la possibilità di parlare e di essere ascoltati. Incontrandoli si scopriranno tante fragilità

siamo ad aeroporti e stazioni, oppure ai moderni centri commerciali e alle metropolitane, che in tutto il mondo vengono costruiti nello stesso modo proprio per rendere agevole l’orientamento dei viaggiatori

che ci chiedono di essere accompagnate: poveri, bambini, anziani soli, immigrati, persone scoraggiate per la mancanza di un lavoro, disagi psicologici ed esistenziali, la malattia e la morte. Per questo, nel-

C

Benoni Ambarus

5


Sursum Corda l’ambito del cammino settennale che la diocesi di Roma ha intrapreso dal 2018, quest’anno papa Francesco ci ha proposto come tema “Abitare con il cuore la città”. La sera di Pentecoste, a piazza San Pietro, dalle labbra del Santo Padre, abbiamo accolto l’invito a portare con noi il fuoco dello Spirito per buttarci nella marea un po’ caotica della nostra città, per incontrare volti, stringere mani, ascoltare il grido; e nel dinamismo di queste relazioni, annunciare il Vangelo, con le parole e con le opere. In questo cammino è affidato un ruolo particolare agli operatori della carità, chiamati a raccogliere le storie di vita di tanti

6

“piccoli” e "scartati”, a cogliere il grido di chi soffre ed è solo, a lasciarsi provocare, a percepire nella fede che è Dio stesso che attraverso di loro ci interpella a convertirci e ad uscire. Come ci ha spiegato il nostro Cardinale Vicario, Angelo De Donatis, l'ascolto del povero non è facile «ci vuole un di più di misericordia». Oltre alla cura, alla competenza e alla responsabilità, stare di fronte alla sofferenza esige la dedizione: tanta compassione e tanta tenerezza. Ma non basta, perché ogni relazione è uno scambio: l'ascolto del povero implica quindi che dal nostro atteggiamento si manifesti uno sguardo di simpatia verso la persona affinché comprenda che la sua vita è custodita dalla comunità. Stare in mezzo al popolo, dunque, non può limitarsi ad una presenza fisica, ma ha bisogno di uno stile

che passa per cinque verbi: ascoltare, lasciare spazio, accogliere, accompagnare e fare alleanza. La diaconia del servizio ai poveri, ci dice sempre il cardinale De Donatis, deve allora avere attenzione a questi aspetti: raggiungere le persone lì dove vivono per incontrarle e dialogare con loro; avere un approccio che deve essere un vero volto a volto, un esercizio di ascolto fatto con il cuore; saper provocare gli altri alla condivisione e alla confidenza; lasciare il giusto spazio alla condivisione delle storie di vita all’interno delle comunità portando all’assemblea liturgica le gioie e i dolori di tutti. Questo perché l’ascolto del povero non è soltanto un’opera di solidarietà umana, essa è anzitutto una scuola di vita. Nel porsi davanti a chi soffre si impara ad esercitare l’umiltà e la bellezza della preghiera, di chi affida al Padre tutti i propri limiti umani: quelli del pregiudizio e dell’incapacità, quelli dell’egoismo e dell’ignoranza. Ascoltare - quella che papa Francesco chiama “pastorale dell’orecchio” - è il Vangelo della vita attraverso gli occhi e il cuore dei poveri. L’abitare diventa allora un’esperienza dinamica, in cui bisogna mettere da parte progetti e calendari pastorali, e avere la pazienza di “saper perdere tempo”. Uscire dalle nostre sacrestie e dalle sale riunioni per frequentare il quartiere. Si incontreranno anche delle realtà molto belle e forse sconosciute con cui allearci, perché lo Spirito abita ovunque c’è il bene. Come Caritas diocesana abbiamo proposto alle comunità tre ambiti per condividere con loro questo cammino. Cercheremo di affiancarle a comprendere le radici teologiche e sociali dell'ascolto con un percorso di formazione da realizzare nelle parrocchie e nelle prefetture. Ci sarà spazio per un concorso, aperto a tutte le età, per imparare a restituire alla comunità ciò che si è ascoltato in forma di racconto, attraverso diverse forme narrative. Vi è inoltre una proposta più organizzata per ospitare nelle parrocchie delle forme di accoglienza e aprire così le porte al grido del povero.


ASCOLTARE DA POVERI S

ono nato in una famiglia che ha sempre avuto gli occhi aperti sui drammi del mondo. Quando ero bambino, i miei fratelli più grandi parlavano di cose che io capivo poco, ma percepivo che quelle grandi preoccupazioni per i popoli più poveri, affondavano le radici nella realtà. Questo, spesso, si trasformava in paura ma anche in preghiera: non riuscivo ad addormentarmi, se non pregavo Dio per la pace, per gli oppressi, i malati e i poveri,

dei telegiornali, perché mi ferivano e non ero in grado di capire. Man mano che crescevo, si formava sempre più in me la certezza che l’unica risposta a tutto questo fosse il Vangelo e il tentativo di essere cristiano. L’esempio della vita di Gesù e la testimonianza di San Francesco, il grande amico incontrato alla fine del liceo, mi aprirono la strada alla vocazione: dedicare la vita a donare la speranza e vivere per amore. Arrivarono le prime esperienze pastora-

perché fossero sconfitte la fame nel mondo la violenza e la droga. Sono cresciuto in una parrocchia che mi ha insegnato a servire gli altri, ed ho imparato, durante l’adolescenza, che ascoltare l’altro non è facile, perché scomoda la tua sicurezza. Da un lato mi buttavo nel volontariato, dall’altro cercavo di non ascoltare le brutte notizie

li, nell’oratorio dei ragazzi, nelle confessioni, nell’ascolto della gente. Ma quella paura risorgeva sempre: il mondo della sofferenza, della droga, della violenza, continuava a farmi sentire impotente e faceva ancora paura. Non volevo proprio ascoltare… fino a che il buon Dio mi condusse lontano, dove mi stava aspettando, fin dal

Paolo Boumis

7


Sursum Corda tempo benedetto delle preghiere per il mondo che facevo da bambino. In un breve viaggio missionario, ricevetti uno schiaffo in faccia, dalla povertà inguardabile della favelas del Brasile. Non potevo più chiudere gli occhi, né tirarmi indietro e mi buttai nella missione: era giunto il tempo di trasformare quelle paure in azione, pronto a sconfiggere il faraone… come Mosè che uccide l’egiziano. E lì, proprio lì, mi sbagliavo ancora una volta: mentre programmavo la partenza che sognavo “definitiva”, arrivarono un’operazione chirurgica non riuscita, l’infezione, il coma, il terrore della morte. Dopo mesi d’ospedale, una signora si avvicinò per raccontarmi la sua dolorosa storia: “Non le avrei mai detto nulla della mia vita, se non avessi avuto la certezza

8

che lei mi avrebbe capito. Ora che anche lei ci è passato, sicuramente potrà ascoltarmi…” Accolsi quelle parole come un segno di Dio: attraverso quella croce non voluta, lui mi stava educando al vero ascolto del grido nascosto delle persone, soprattutto di quelli che non hanno nemmeno più la voce per gridare. Poi, finalmente, la partenza per la missione in Brasile. Sembrava tutto risolto, ma anche lì, dove ormai pensavo di aver raggiunto la capacità e la “competenza” necessarie per essere un buon missionario, mi aspettavano altri anni di fatica e di sa-

lute precaria: un primo ritorno forzato, poi un secondo. Tutto il contrario di quello che avevo programmato. Grazie a Dio ne è valsa la pena: negli anni trascorsi come parroco nell’ascolto della gente, in una città sconosciuta del Pernambuco, Itacuruba, i frutti non sono mancati. L’anno prima del mio arrivo, questa minuscola comunità deteneva il record mondiale di depressione e suicidio giovanile: era il frutto amaro della costruzione di un’enorme diga sul fiume, che aveva sradicato i suoi abitanti dalla loro storia, dalla terra, dalla vita. Cinque anni di missione in ascolto: ore ed ore nelle scuole per accogliere frotte di ragazzi, che cercavano un adulto affidabile per confidare i loro terribili segreti: abusi, abbandoni, indifferenza da parte dei genitori. Storie dolorosissime, sconcertanti e scandalose, e vite ricuperate alla speranza, grazie al tempo trascorso ad ascoltare. E poi la visita nei villaggi, seduto tra la gente ad ascoltare i problemi delle famiglie dei contadini, devastati da sette anni di siccità. Risultato di tutto questo? I suicidi sono scesi a zero, la speranza è rinata, i villaggi si sono rimboccati le maniche e stanno camminando con nuove forze. L’ascolto salva e cura: è amore disinteressato, non invadente o calcolatore. Chi ascolta non controlla, ma accoglie, partecipa, comunica, vive insieme e porta il peso: questa è la salvezza. Dio, anche attraverso il mio povero sacerdozio, ha ascoltato il grido del suo popolo ed è sceso per salvarlo, iniziando a educarmi fin da piccolo ad ascoltare il mondo, il suo respiro affannoso, le sue lacrime nascoste ed il suo grido straziante. Mettendo anche me nelle stesse condizioni, nelle notti d’ospedale e nella fragilità che oggi mi ha riportato a Roma, mi ha insegnato che non si finisce mai di obbedire, ob-audire, ascoltare bene. Solo questa obbedienza ci riporta alla verità e, come dice Papa Francesco, ci fa essere popolo. Oggi sono forse più povero e limitato, ma ho imparato ad ascoltare meglio, perché “non sono più io che ascolto, ma Cristo ascolta in me”.


Diario

MARTEDÌ 4 Il Rettore comunica alla Comunità i seguenti avvicendamenti riguardanti il presbiterio del Seminario: don Alessandro Pagliari lascia l'incarico di Vicerettore diventando vicario parrocchiale presso la Parrocchia SS.ma Annunziata; don Marco Seminara lascia l'incarico di vicario parrocchiale alla SS.ma Annunziata e assume quello di educatore in seminario; don Paolo D'Argenio assume l'incarico di Vicerettore.

SABATO 15 Il seminarista Luca Riz, dell'Istituto dei “Figli del Sacro Cuore di Gesù” emette i voti perpetui, durante la Celebrazione dell'Eucaristia nella Chiesa di San Giorgio in Macerata, presieduta da SER Mons. Nazzareno Marconi, Vescovo di Macerata-Tolentino-Cingoli-Recanati-Treia.

MERCOLEDÌ 19

SABATO 8

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis presiede la Celebrazione Eucaristica in occasione della chiusura dell'anno formativo e, a seguire, condivide la cena con la Comunità del Seminario.

GIOVEDÌ 20 Tutta la Comunità del Seminario partecipa alla Veglia diocesana di Pentecoste presieduta da Papa Francesco in Piazza San Pietro. A seguire prende parte alla proces-

sione, presieduta da SER il Cardinale Angelo De Donatis, per le vie del centro storico di Roma, con l'effigie della Madonna del Divino Amore.

Celebrazione eucaristica a conclusione dell’anno formativo; presiede don Renzo del Vecchio nella ricorrenza dell'anniversario della sua ordinazione sacerdotale; a seguire, cena e festa di fine anno a cui partecipano anche i dipendenti del Seminario.

Francesco Barberio

Diario 2019

GIUGNO

9


Sursum Corda LUGLIO

MERCOLEDÌ 10 - VENERDÌ 19

MARTEDÌ 2 - MARTEDÌ 9

I seminaristi del primo anno vivono l'esperienza del cammino francescano da Greccio ad Assisi, accompagnati dal formatore don Paolo D'Argenio (articolo alle pp. 20-21).

VENERDÌ 12 - MERCOLEDÌ 31 I seminaristi romani vivono una settimana di fraternità in Romania; sono accompagnati dal Cardinale Vicario, dai formatori del seminario, da don Ben Ambarus, Direttore della Caritas diocesana, e da don Remo Chiavarini, direttore dell’Opera Romana Pellegrinaggi (articolo alle pp. 25-26).

10

I seminaristi del terzo anno, accompagnati da don Cristiano Patrassi e guidati da don Filippo Morlacchi, trascorrono un periodo in Terra Santa per una conoscenza dei Luoghi Santi (articolo alle pp. 20-21).


Diario LUNEDÌ 15 - VENERDÌ 19

DOMENICA 8

Gita dei seminaristi del quinto anno a Praga, accompagnati da don Alessandro Pagliari (articolo alle pp. 20-21).

Alle ore 12 il Rettore presiede la Celebrazione dell'Eucaristia per l'apertura del nuovo anno formativo.

AGOSTO

I seminaristi vivono una settimana di esercizi spirituali: le classi del primo e del secondo anno si recano a Montefiolo con don Renzo Chiesa; la classe del quarto anno a Ronciglione con Padre Andrea Stefani; le classi del quinto e del sesto anno ad Assisi, con don Giuseppe Forlai.

GIOVEDÌ 1 - SABATO 31

DOMENICA 8 - VENERDÌ 13

Un gruppo di seminaristi vive l'esperienza del Mese Ignaziano a Montefiolo ed un altro gruppo a Torricella in Sabina.

SETTEMBRE MERCOLEDÌ 4 - SABATO 7

I seminaristi romani, insieme agli altri seminaristi della Diocesi di Roma, si ritrovano al Santuario del Divino Amore, dove sono arrivati in pellegrinaggio notturno, per alcuni giorni di fraternità, conoscenza e riflessione sul tema pastorale dell'anno “Ascoltare il grido della città” (articolo alle pp. 27-29).

11


Sursum Corda SABATO 14

DOMENICA 29 Celebrazione dei Vespri con i giovani delle missioni e a seguire un momento di convivialità.

VENERDÍ 20 - DOMENICA 29

Don Michele Ciardo, della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, riceve l'ordinazione presbieterale a Depressa (Lecce) da SER Mons. Vito Angiuli, Vescovo della medesima diocesi. Il giorno seguente presiede la Prima Santa Messa nella Chiesa parrocchiale di Depressa.

LUNEDÌ 16

La classe del secondo anno trascorre un periodo di servizio presso la Caritas di Roma, alloggiando nel complesso della Cittadella della Carità di Santa Giacinta (articolo a pag. 22). La classe del I anno si reca al SERMIG a Torino per un’esperienza di servizio.

LUNEDÌ 30 Assemblea comunitaria durante la quale il Rettore introduce l'anno formativo.

Inizio delle lezioni alla PUL.

OTTOBRE MERCOLEDÌ 18 - DOMENICA 29

12

Missioni Popolari del Seminario all’Ospedale Policlinico “Umberto I” e nelle seguenti parrocchie romane: Santa Agostina Pietrantoni, San Basilio, San Carlo da Sezze, Santa Caterina da Siena, Sant'Enrico, San Fedele da Sigmaringa, San Paolo della Croce (articolo alle pp. 30-31).

GIOVEDÌ 3 Adorazione notturna per le vocazioni.

VENERDÌ 4 Papa Francesco nella Basilica Vaticana conferisce l’Ordinazione episcopale al nostro ex-alunno mons. Paolo Rudelli, nominato Nunzio Apostolico lo scorso 3 settembre 2019 (articolo a pag. 33).

SABATO 5 Incontro con i parroci e comunicazione degli incarichi pastorali di quest’anno.


Diario DOMENICA 6

Inizio del tirocinio pastorale. Nel pomeriggio don Marco Seminara, da quest’anno nostro formatore, celebra la Messa di saluto nella parrocchia della Santissima Annunziata.

LUNEDÌ 7

SABATO 12

La Comunità incontra P. Bernardo Gianni, abate benedettino di San Miniato al Monte, per un’intera giornata di formazione e riflessione sul tema della povertà (articolo alle pp. 23-24).

Inizio delle lezioni alla PUG.

VENERDÌ 18 MARTEDÌ 8

SER Mons. Paolo Rudelli presiede la Santa Messa comunitaria.

MERCOLEDÌ 9 Spettacolo di inizio anno e presentazione dei seminaristi del primo anno alla Comunità. Inizio della Scuola di Preghiera.

SABATO 19 Nel pomeriggio ritiro per i genitori dei seminaristi.

SABATO 26 S. Messa festiva aperta agli amici del Seminario.

13


Sursum Corda GIOVEDÌ 31

Papa Francesco si reca alla Pontificia Università Lateranense, per il momento conclusivo del convegno su: “Educazione, diritti umani, pace. Gli strumenti dell’azione interculturale ed il ruolo delle religioni”. In serata tutta la Comunità del Seminario partecipa alla Veglia Missionaria diocesana presieduta dal Cardinale Vicario.

NOVEMBRE GIOVEDÌ 7 Adorazione notturna per le vocazioni.

SABATO 9 Alle 17.30 la Comunità del Seminario partecipa alla S. Messa presieduta da Sua Santità Papa Francesco nella Cattedrale di Roma, per la festa della Dedicazione della Basilica di San Giovanni in Laterano.

VENERDÌ 15 Scuola di preghiera.

MERCOLEDÌ 20

14

Gli ammittendi agli Ordini Sacri insieme alla classe di terzo anno vivono un pomeriggio di ritiro guidato dall’Abbadessa Suor Elena Beccaria nel Monastero di Santa Chiara in Via Vitellia.

SABATO 23

Durante la celebrazione dell’Eucarestia, presieduta da S.E.R. mons. Gualtiero Sigismondi, vescovo della Diocesi di Foligno e Assistente Nazionale dell’Azione Cattolica, vengono ammessi tra i candidati all’Ordine del Diaconato e del Presbiterato sette seminaristi: Lorenzo Colombo, Matteo Colucci, Pietro Giordano, Adrian Martian, Renato Pani, Antonio Panico, Fabio Pulcini. Segue un momento di festa con parenti e amici.

DOMENICA 24 Durante la celebrazione dell’Eucarestia, presieduta da S.E.R.mons. Gianrico Ruzza, vescovo ausiliare della Diocesi di Roma per il settore Sud, vengono istituiti accoliti Francesco Argese, Joseph Zili Dankyang, Giorgio De Iuri, Ermir Frani, Emanuele Gargiulo, Salvatore Marco Montone. Segue un momento di festa con parenti e amici.


Diario MERCOLEDÌ 27

Incontro formativo con il prof. Paolo Benanti, docente di Morale e Bioetica alla Pontificia Università Gregoriana e Consultore del Pontificio Consiglio della Cultura, sull’uso di Internet e dei social.

SABATO 30

LUNEDÌ 2

Celebrazione eucaristica della Festa della Dedicazione della Cappella Maggiore del Seminario (1 Dicembre 1965).

GIOVEDÌ 5 Adorazione notturna per le vocazioni.

VENERDÌ 6 Scuola di preghiera.

SABATO 14 S. Messa festiva aperta agli amici del Seminario.

MERCOLEDÌ 18 Il gruppo teatrale “Giovanni Paolo II” del Seminario mette in scena “Le lettere di Berlicche” tratto dall’omonimo libro di C. S. Lewis.

VENERDÌ 20 Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis presiede la Celebrazione Eucaristica. Cena conclusiva per lo scambio degli auguri natalizi. Ritiro di Avvento guidato da Suor Roberta Vinerba, Direttrice dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Assisi.

DICEMBRE DOMENICA 1 Ritiro di Avvento per i genitori dei seminaristi.

A tutti auguri di Buon Natale e felice anno nuovo! 15


Sursum Corda Gabriele Faraghini

CONTINUIAMO IL CAMMINO CON FIDUCIA Da quest’anno il nuovo Vicerettore è don Paolo D’Argenio, nostro formatore, che subentra a don Alessandro Pagliari, nominato Viceparroco nella Parrocchia di Maria SS.ma Annunziata. maligni diranno: “l’ha mandato via e ora scrive il necrologio”. I benevolenti penseranno: “che bella cosa che il rettore scriva sull’avvicendamento dei vicerettori”. Chi avrà ragione? Non posso certo essere io a rispondere… vedete un po’ voi!

I

A partire da sinistra, Don Alessandro Pagliari e don Paolo D'Argenio

16

Comunque ho scelto di essere io a salutare don Alessandro dalle pagine del Sursum e nello stesso tempo ad augurare a don Paolo di vivere un buon servizio come vicerettore. Una cosa certa è che nessuno dei due è desideroso di complimenti… e una cosa quasi certa è che raramente leggono gli articoli del Sursum e quindi probabilmente non sapranno mai cosa ho scritto di loro! Ringrazio don Alessandro perché mi ha accolto e introdotto nel nuovo servizio che mi è stato affidato a settembre 2017 e ha saputo fare da ponte tra il precedente rettore, don Concetto, e me con delicatezza,

attenzione e soprattutto intelligenza. Uomo preciso, tutto d’un pezzo, molto saggio e accorto, mi ha inserito con pazienza nel Seminario. Nonostante l’apparenza quasi “impassibile” e molto seria, è stato attento a curare i rapporti d’amicizia ed è stato sensibile verso gli altri. Con i seminaristi ha instaurato un rapporto molto profondo e autentico. A giugno, quando ormai già sapeva non solo di lasciare il seminario ma anche la sua nuova destinazione come viceparroco nella parrocchia di Maria Santissima Annunziata nella zona dell’Ardeatina, mi ha detto: “ora starai meglio senza di me che ti contraddico sempre!”…Invece in verità mi dispiace di perdere questo “grillo parlante”! Avere un presbiterio dove tutti ti dicono subito “sì” è sicuramente più rilassante…avere un presbiterio dove ci si confronta a lungo è ben più stimolante. So bene quanto grande sia il suo desiderio di vivere il ministero nella pastorale parrocchiale e anche di continuare l’attività accademica (visti anche gli ottimi risultati del suo dottorato in Teologia Biblica e l’insegnamento di lingua ebraica alla Gregoriana già avviato)… dunque non posso che augurargli ogni bene per ciò che il Signore, attraverso la Sua Chiesa, gli indicherà. Ora il testimone del vicerettore è passato a don Paolo, che dopo un anno di rodaggio come formatore si ritrova tante altre incombenze sulle spalle. Di lui non tesserò le lodi…eventualmente potete rileggere l’articolo di don Francesco Galluzzo sul Sursum dello scorso anno: credo che più di così non si può! Anche al mio nuovo vicerettore auguro un buon ministero e la stima che ha guadagnato sul campo l’anno scorso mi consente di sperare bene. Continuiamo il cammino con fiducia, preceduti, accompagnati e seguiti da Maria, Madre della Fiducia.


In comunità

SEMINARA IN SEMINARIO o visto per la prima volta don Marco un giorno all’Università Lateranense. Era semplicemente Marco allora, e aveva poco più di vent’anni. Praticamente un pupo, o almeno così lo vedevo io, dal basso della mia statura, ma dall’alto dei miei trent’anni e dei miei studi da dottore. Il primo incontro non suscitò in me nessuna impressione particolare. Un seminarista come tanti altri. Non ho capito subito che ci saremmo ritrovati compagni nella stessa classe, a settembre. In quel tempo vigeva ancora il sistema dei gruppi, e le classi erano molto più numerose di oggi. Raramente si riusciva a conoscere a fondo i propri compagni, il tempo trascorso assieme era relativamente poco. Inoltre la mia esperienza di classe era stata disastrosa! Mi sentivo a disagio e fuori posto, praticamente il “nonno”, perché ero uno dei più anziani. Con Marco, poi, l’antipatia era reciproca… lui me lo ha confermato, ma state tranquilli: c’era antipatia anche con gli altri! Al nostro terzo anno arrivò una grande novità: gruppi aboliti e classi ripristinate. Solo allora abbiamo cominciato a conoscerci meglio. Dal momento che i nostri cognomi, Scipioni e Seminara, sono alfabeticamente contigui, ci ritrovavamo quasi sempre accoppiati (per gli esercizi spirituali, le vacanze dei romani e occasioni varie). I romani, poi, erano ogni anno di meno. Insieme con il caro Nicola Di Ponzio eravamo rimasti solo in tre. Passavamo sempre più tempo assieme e cresceva l’amicizia e l’ammirazione per Marco. La porta della sua stanza era sempre aperta quando qualcuno voleva fare due chiacchiere o solo essere ascoltato. Pian piano ho scoperto che Marco aveva (ed ha) molti carismi. Il primo è quello dell’accoglienza: nessuno si sente estraneo vicino a lui. Il secondo è quello dell’ascolto: senza pregiudizi e con profonda empatia, pur essendo noi due persone completamente diverse per età, formazione e provenienza. Il terzo è quello del discernimento: sempre

Paolo Scipioni

H

pronto a cercare e fare la volontà di Dio in ogni circostanza, ma anche a leggere la vita alla luce della Parola di Dio. Anche nei momenti più difficili ci siamo ritrovati vicini, nel mio ricovero in ospedale e nella malattia di suo padre. Ci siamo ritrovati l’uno accanto all’altro anche nel giorno dell’Ordinazione. Come se fossimo stati preti da sempre. In quel momento eravamo anche amici da sempre … e fratelli cresciuti insieme. Marco è stato davvero un dono per me, e rendo grazie al Signore di averlo incontrato nel cammino di formazione al sacerdozio. Quando mi ha detto che sarebbe diventato educatore in seminario, non mi sono assolutamente meravigliato. Non conoscevo né conosco persona più adatta. Il buon Don Marco Simeone, suo ex parroco (e mio attuale), aveva l’abitudine di storpiare affettuosamente il cognome di Marco chiamandolo Seminario invece di Seminara. Mi sono sempre chiesto il perché di questa stranezza: ora finalmente ho capito che non lo diceva da se stesso, ma essendo sommo sacerdote in quell’anno profetizzò che Marco sarebbe stato educatore…e i profeti non sbagliano! Caro Marco, so per certo che farai tanto bene al Seminario e alla Diocesi. Cari seminaristi, approfittate del dono di averlo tra di voi. La sua porta, lo so per esperienza, è sempre aperta.

Don Marco Seminara (al centro della foto) con alcuni fedeli della parrocchia della Ss.ma Annunziata

17


Sursum Corda I L

P R E S B I T E R I O

SUPERIORI

INCARICHI

DIOCESI

Don Gabriele FARAGHINI Don Renzo CHIESA Don Giuseppe FORLAI Don Paolo D'ARGENIO Mons. Luciano CAFORIO Mons. Mario PANGALLO Don Renzo DEL VECCHIO

Piccoli Fratelli di Jesus Caritas Roma Roma Roma Roma Roma Roma

Don Marco SEMINARA Don Cristiano PATRASSI

Rettore Direttore Spirituale Direttore Spirituale Vicerettore Economo Assistente agli studi Formatore responsabile del propedeutico Formatore Formatore

Roma Roma

Mons. Mario SCALA

Economo Diocesano

Roma

DiscernimentoDiscernimento PRIMO ANNO

SECONDO ANNO

Don Paolo D'ARGENIO

Don Paolo D'ARGENIO

Diocesi

18

Diocesi

ANDRISANI Roberto

Matera

AMERICANO Sergio

Acerenza

ANGIOY Alessandro

Roma

CARLUCCIO Marco

Ugento-S. Maria di Leuca

CIRELLI Mattia

Roma

GOBBI Filippo

Macerata

D’ALLEVA Vincenzo

Roma

MACRÌ Giuseppe

Roma

DE LEO Enrico

Lecce

MASSARO Giuseppe

Roma

MIGLIACCIO Pietro

Roma

MELONE Francesco

Roma

NLEME SABATE Jos Emmanuel

Ebolowa (Camerun)

PELOSIO Federico

Roma

NTONG Philippe

Ngaoundéré (Camerun)

PETROLO Marco

Roma

NUNZIANTE SALAZAR Giovanni E.

Roma

RIZ Luca

Macerata

TERRANOVA Giuseppe

Roma

SGUAZZINO Cristian

Roma TRUSIANI Enrico Maria

Roma


In comunità

Formazione Formazione TERZO ANNO

QUINTO ANNO

Don Cristiano PATRASSI

Don Marco SEMINARA Diocesi

Diocesi

DANKYANG Joseph Zili

Abuja (Nigeria)

FRANI Ermir

Roma

GARGIULO Emanuele

Bari/Bitonto

SANTACROCE Luca

Roma

BARBERIO Francesco

Roma

BORSANI Andrea Maria

Roma (Figli della Croce)

BORSANI Carlo Maria

Roma (Figli della Croce)

COLOMBO Lorenzo

Roma

COLUCCI Matteo

Roma

CORAZZA Michele Maria

Roma (Figli della Croce)

FONTANA Simone Maria

Roma (Figli della Croce)

GIORDANO Pietro

Roma

GIRARDI Vito Antonio

Bari

HUANG Rongquan Domenico

Mindong (Cina)

MARTIAN Adrian

Roma

MUSSI Giacomo Maria

Roma (Figli della Croce)

PANI Renato

Roma

ARGESE Francesco

Brindisi-Ostuni

PULCINI Fabio

Roma

BARRERA PARRA Diego Armando

Roma (Divino Amore)

DE IURI Giorgio

Roma

FIORENTINO Ottavio Paolo

Trani-Barletta-

Formazione QUARTO ANNO

SESTO ANNO Don Gabriele FARAGHINI Diocesi

Bisceglie-Nazareth FORELLINO Raffaele

Rossano-Cariati

MONTONE Salvatore Marco

Roma

SECCI Manuel

Roma

Don Marco SEMINARA Diocesi

BUATTINI Roberto BUONOCORE Leonida Giovanni CATANA Simone DE MARCO Matteo DELL’OVA Ciro LOSITO Mario MONTELEONE Michele PANICO Antonio PERRONE Vincenzo PORCELLI Cosimo ROMANO Alessandro

Roma Roma Roma Ugento-S. Maria di Leuca Roma Roma Taranto Roma Roma Taranto Ugento-S. Maria di Leuca

SETTIMO ANNO Don Gabriele FARAGHINI Diocesi

BELLATO don Simone BOGDAN George D’ORIA don Andrea DEL FA Diego MESOLELLA don Mario PALAZZO don Francesco

Roma Roma Ugento-S. Maria Di Leuca Roma Roma Roma

19


Sursum Corda Roberto Buattini

LA MESSE ESTIVA e vacanze estive, durante tutto l’arco degli anni della formazione, non sono intese come una semplice sosta, ma tentano di offrire un surplus formativo tramite proposte trasversali che si diversificano a secondo degli anni, degli obiettivi e delle esigenze di ciascuna classe. L’occasione

L

Un gruppo di seminaristi a Lourdes, con l'Opera Romana Pellegrinaggi, per un'esperienza di servizio ai pellegrini

20

di vivere i giusti momenti di stacco e di riposo, non esclude la possibilità di attivare una serie di proposte di approfondimento spirituale, teologico e culturale di vario tipo, alcune delle quali inedite. Così la classe del terzo anno, in via del tutto sperimentale e con grandissima soddisfazione, ha potuto sfruttare la preziosa disponibilità di Don Filippo Morlacchi, sa-

cerdote della diocesi di Roma attualmente operante a Gerusalemme, per poter fare un’esperienza prolungata, intensa e approfondita in Terra Santa. La proposta è stata vissuta con grande entusiasmo: si è svolta nel mese di Luglio, per tre settimane, un tempo sufficientemente esteso per poter visitare in modo approfondito i luoghi che hanno accompagnato le vicende terrene di Nostro Signore Gesù Cristo. Senza l’affanno di dover stare entro tempi serrati, abbiamo avuto la possibilità di poter gestire in maniera distesa i momenti di preghiera; abbiamo potuto approfondire, grazie alla competenza di Don Filippo, gli aspetti storici e archeologici dei luoghi e poter richiamare alle nostre riflessioni personali le conoscenze teologiche e bibliche acquisite durante i corsi di studio. Le giornate sono state scandite secondo uno schema flessibile, che tuttavia garantiva la visita di un luogo santo, la Santa Messa, la preghiera personale, momenti di studio e di approfondimento con Don Filippo e….un buon pasto! Particolarmente importanti e significative sono state la conoscenza e l’accoglienza delle comunità cristiane locali, la visita al Patriarcato Latino, alla Custodia di Terra Santa e alla Nunziatura Apostolica: testimoni di una Chiesa palpitante che continua ad annunziare la Buona Notizia anche tra le difficoltà di una situazione sociale e politica segnata dalla sofferenza e dalla violenza. Uomini e donne di fede che tra le pietre e i resti del passato, continuano a essere fedeli a quel mandato che Gesù, proprio su quella Terra, consegnò ai suoi. Anche la classe del secondo anno ha avuto la possibilità di fare un’esperienza molto simile per estensione e altrettanto coinvolgente dal punto di vista spirituale. Ce la racconta direttamente Antonio Girardi: “Due gruppi di seminaristi hanno vissuto come esperienza estiva gli Esercizi spiri-


In comunità tuali ignaziani, durante tutto il mese di Agosto. Il primo gruppo ha ricevuto gli esercizi da don Andrea Palamides e da suor Letizia, presso il Monastero benedettino delle Suore di S. Priscilla a Montefiolo (RI), mentre p. Gianfranco Ghirlanda S.J. e p. Damián Astigueta S.J. hanno guidato un secondo gruppo di esercitanti, presso la Casa di Spiritualità e di Accoglienza delle Suore Ancelle del Sacro Cuore di Gesù, a Torricella in Sabina (RI). In entrambi i casi, le esperienze di contatto stretto, denso, attento e prolungato con la Parola di Dio hanno lasciato un’impronta vistosa nei rispettivi cammini di fede e di sequela. Come recita il sottotitolo degli Esercizi spirituali di s. Ignazio di Loyola, il fine degli esercizi è «vincere se stesso e (…) mettere ordine nella propria vita senza prendere decisioni in base ad alcuna affezione che sia disordinata». Un’esperienza che la Chiesa propone ai cristiani perché imparino a riorientare al Signore se stessi, a partire dalla riscoperta dell’amore di Dio per tutti e per ciascuno, e quindi dei doni naturali e so-

prannaturali che Egli ci fa e che ci esorta a impiegare per rimanere con Lui.” Di altro tenore l’esperienza estiva della classe del quinto anno, ormai prossima all’Ordinazione diaconale. Manuel Secci la riassume così: “La classe del V anno ha

vissuto alcuni giorni in fraternità e condivisione a Praga dal 15 al 19 Luglio, alla fine del quinquennio di formazione filosoficoteologica. Nella capitale della Repubblica

Ceca abbiamo potuto visitare la Piazza della Città Vecchia, con uno dei più antichi orologi astronomici d’Europa, il famoso Bambinello di Praga custodito nella Chiesa di Santa Maria della Vittoria e la Cattedrale di San Vito al cui interno si può ammirare la tomba di san Venceslao”. Molte esperienze per essere tra i pochi operai della Messe, che è sempre tanto grande e che perciò richiede sempre la nostra preghiera al Signore affinchè susciti vocazioni per l’annuncio del Vangelo.

21


Sursum Corda Federico Pelosio

FARE ASCOLTO ei giorni di Settembre, dal 20 al 29, con la classe del secondo anno abbiamo trascorso un periodo di servizio presso la Caritas di Roma, alloggiando nel complesso della Cittadella della Carità di Santa Giacinta. Questa esperienza è venuta in un anno particolare: infatti, oltre ad essere il quarantesimo anniversario di fondazione della Caritas a Roma, il cammino diocesano ci invita a metterci in ascolto di famiglie, poveri e giovani. In questi giorni siamo venuti in contatto proprio con tutte queste realtà, incontrando persone che ci hanno aperto il cuore, con storie di vita che toccano l’anima, lacrime, desideri per il futuro o anche “solo” silenzi e sorrisi. Al centro dell’esperienza non è stato solo lo svolgere attività, dando una mano pratica, ma un mettersi in ascolto dei vari ospiti, volontari e operatori dei diversi centri in cui si articola la Caritas. Le giornate erano suddivise in un tempo di servizio, la mattina, e momenti formativi, nel pomeriggio. Durante i fine settimana abbiamo prestato servizio nelle mense, mentre nel corso della settimana ci siamo dedicati in maniera continuativa a un servizio specifico, in mo-

N

Chiesa di Santa Giacinta nella Cittadella della Carità

22

do che l’attività ci permettesse un reale incontro con le persone e non si riducesse solo a una visita delle diverse realtà. Siamo stati “smistati” nei centri d’ascolto di Ostia, in quello per stranieri di via delle Zoccolette e anche in alcuni centri d’ascolto parrocchiali. Inoltre tre di noi hanno svolto assistenza domiciliare; in questo caso si aiu-

tavano famiglie e singoli con difficoltà varie, tra cui dei casi di barbonismo domestico. Infine un altro seminarista ed io, siamo stati assegnati al centro di Villa Glori. Il racconto dell’esperienza risulta parziale, non potendo riferire incontri, discorsi, scoperte che ognuno di noi ha fatto in quei giorni. Anche dovessi solo raccontare e rimandare la mia esperienza per trasmettere quello che è stato e mi ha dato, dovrei farvi trascorrere un po’ di tempo con Speciose, Ciro o Sabrina, solo per citare alcuni ospiti del centro. Nei pochi giorni di frequentazione che abbiamo avuto, queste ed altre persone sono riuscite a trasmettermi tantissimo in termini di emozioni e riflessioni. Abbiamo operato anche di sera, affiancandoci al servizio di monitoraggio notturno, ed è stata l’occasione per incrociare le storie di diverse persone che vivono intorno a S. Giovanni. La storia che più mi ha colpito è stata quella di Gianfranco, letteralmente un vicino di casa del seminario. Mi ha fatto capire che queste situazioni, che spesso risultano invisibili, ci possono arricchire veramente tanto.


In comunità

«BEATI VOI POVERI, PERCHÉ VOSTRO È IL REGNO DEI CIELI»

abato 12 Ottobre 2019 ha avuto luogo in comunità una giornata di formazione spirituale avente come tema la beatitudine della povertà. L’incontro è stato tenuto da dom Bernardo Francesco Maria Gianni, abate dell’Abbazia di San Miniato al Monte di Firenze, il quale ci ha proposto due dimensioni relative a questa beatitudine: una personale e una comunitaria. Per quanto riguarda la

S

dimensione personale, padre Bernardo ha iniziato la sua riflessione sostenendo che la vera umanità non rispecchia l’ideale greco e filosofico, ma consiste nella progressiva e piena conformazione a Cristo. Così, dopo averci mostrato la bellezza di una vita che non gusta la povertà esclusivamente in modo affettivo o ideale, ma la desidera effettivamente, con l’immagine di un “Regno da assal-

Cristian Sguazzino

23


Sursum Corda tare” ci ha indicato il fine di questo cammino, cioè essere consapevoli della nostra totale dipendenza da Dio, considerando vivamente la Sua amicizia come la più grande ricchezza possibile qui sulla terra, dove siamo di passaggio. La giornata è poi proseguita con la condivisione del pranzo, a cui ha fatto seguito una densa meditazione pomeridia-

24

na, nella quale l’attenzione si è spostata sull’aspetto comunitario-ecclesiale della povertà, con un’analisi precisa delle sue conseguenze morali. Prendendo spunto da una poesia di Mario Luzi, che pre-

senta la Chiesa come “un luogo dove si metabolizza la sapienza di Cristo, un luogo di ricovero per gli sperduti, dove si aggiustano i rottami e dove si fabbricano ali per volare”, dom Bernardo ci ha invitato

a non fermarci davanti alle povertà morali nostre e dei nostri fratelli, ma di abituarci a condividerle nel nostro cammino ardente verso la santità. Così, la povertà diventa il mezzo che ci permette di avere uno sguardo benevolo vicendevole. Inoltre, dom Bernardo ha ricordato, citando Papa Francesco, l’urgenza a cui è chiamata la Chiesa tutta nel dare testimonianza per quanto riguarda la carità materiale nei confronti delle persone più bisognose. Durante la condivisione che è seguita alla meditazione, dom Bernardo ci ha manifestato la sua personale sofferenza per la diffusa indifferenza che la società sta vivendo nei confronti di Dio, preoccupato per la carenza di risposte alla vocazione sacerdotale e alla vita religiosa. Abbiamo poi concluso la giornata celebrando insieme la santa Messa, durante la quale dom Bernardo ci ha augurato di crescere nella vita di fede, facendo sempre più nostri i pensieri e i desideri di Gesù.


In diocesi

ROMANI IN ROMANIA oi seminaristi romani abbiamo vissuto una bella esperienza nei primi giorni di Luglio, precisamente dal 2 al 9, in Romania, insieme al Cardinale Vicario, Angelo De Donatis, e ai nostri formatori, con alcuni "compagni di viaggio" come il responsabile dell'Opera Romana Pellegrinaggi, mons. Remo Chiavarini, e don Benoni Ambarus, Direttore della Caritas diocesana di Roma, originario della Romania. La prima preoccupazione che si presenta soprattutto quando viene comunicata come destinazione un Paese estero è quella di dover dividere le 24 ore giornaliere (che talvolta neanche bastano) tra chiese, musei, città e siti che "meritano di essere visitati, dal momento che ci troviamo qui". La conseguenza, spesso, è quella di ritornare a Roma arricchiti, più "acculturati", ma per niente riposati. Ripercorrendo con

N

Antonio Panico

la memoria questi giorni, la preoccupazione di cui sopra può dirsi smentita dal momento che, se da una parte le giornate sono state scandite da visite e incontri, dall'altra, però, non sono mancati momenti grazie ai quali abbiamo vissuto un'autentica esperienza di "sapere" (proprio nel senso latino di sapere), cioè una conoscenza di luoghi e situazioni, "gustandone" intensamente la loro essenza. Il primo di questi "momenti" è stato certamente quello della celebrazione quotidiana dell'Eucaristia, in cui alla luce della Parola ascoltata e "spezzata" in un breve pensiero nell’omelia, potevamo rendere grazie al Signore per quanto ci donava quotidiamente. Un altro di questi momenti erano i "dopo-cena", senza "cose da fare", ma vissuti semplicemente nel gusto di stare insieme. Merita considerazione anche il fatto che la nostra I seminaristi romani insieme con Mons Ioan Robu, Arcivescovo di Bucarest

25


Sursum Corda "trasferta romena" è avvenuta esattamente un mese dopo il Viaggio Apostolico di Papa Francesco: è stato bello respirare ancora l'entusiasmo e la gioia della visita del Vescovo di Roma in una Chiesa che per troppo tempo si è dovuta confrontare con una situazione politica difficile. È stato un autorevole testimone, in questo sen-

26

so, Mons Ioan Robu, Arcivescovo di Bucarest, al quale abbiamo fatto visita la sera del 2 Luglio, che ci ha accolto con generosa ospitalità e grande gioia e ci ha raccontato la realtà ecclesiale nella quale si trova, ormai da anni, come pastore, fornendoci piacevoli considerazioni circa la visita del Papa. Sempre a Bucarest abbiamo visitato la Cattedrale cattolica e la "Casa del Popolo", monumento ciclopico, caratterizzato da un'architettura fredda e granitica, che intendeva significare e avallare, nell'intenzione di chi così l'ha voluta, un’esasperata mania di grandezza. Dopo il soggiorno nella Capitale, ci siamo spostati a Brasov: nel tragitto una tappa è stato il Castello Peles, residenza del primo re romeno Carol, e un'altra tappa quella presso il famoso "Castello di Dracula", più propriamente detto "Castello di Bran". Per quanto belli e interessanti fossero monu-

menti, castelli, piazze e città, in noi cresceva l'attesa per i monasteri ortodossi, che ci erano stati descritti come veri e propri capolavori, intrisi di arte, storia e preghiera. Da Brasov ci siamo spostati nella Bucovina, più nota come "regione dei monasteri", dalla quale ci separavano diverse centinaia di chilometri. Nel tragitto ci siamo fermati a Targu Mures, dove abbiamo conosciuto un prete greco-cattolico con la propria moglie: per noi è stata un’occasione per incontrare l'esperienza concreta di un pastore che vive il ministero con la propria famiglia. Giunti finalmente nella Bucovina, abbiamo potuto ammirare i monasteri di Putna, di Moldovita e Voronet: ciascuno di essi meriterebbe fiumi di parole, che esprimano la loro ricchezza artistica, storica e spirituale. Una considerazione è doverosa: contemplare la bellezza degli affreschi che li ammantavano di colori sia all'interno sia all'esterno significava meditare sulla storia della Salvezza. Gli ultimi giorni della nostra permanenza in Romania ci hanno visto impegnati nella visita alla città di Iasi. Qui abbiamo celebrato la Santa Messa nella Cattedrale "Santa Maria Regina" e, a seguire, abbiamo incontrato il Vescovo, ormai dimissionario per limiti d'età, Mons. Petru Gherghel; uscendo dall'episcopio, poi, abbiamo conosciuto anche il vescovo eletto, Mons. Isif Paulet. Anche a Iasi abbiamo potuto ammirare la bellezza di alcune chiese ortodosse, tra cui quella di Santa Parascheva, con la possibilità di visitare la tomba della santa. Con un volo nazionale da Iasi abbiamo raggiunto nuovamente Bucarest, quindi il rientro a Roma. Per gli amanti dei carboidrati, il rientro è stato "con l'acquolina in bocca", pensando ad un piatto di carbonara o amatriciana. Infatti per una settimana abbiamo goduto delle peculiarità di una cucina diversa dalla nostra, che non contempla tra i piatti principali la pasta, ma che, comunque, offre svariati piatti che meritano di essere gustati. E’ stata per tutti noi una settimana certamente intensa, bella e all'insegna della fraternità.


In diocesi

CRONACA E STORIA D’INIZIO ANNO

S

ettembre è il vero capodanno, il mese dei nuovi inizi che gli ebrei accompagnano con il suono dello shofar, mentre dalle nostre parti le note più familiari di questo periodo sono quelle della campanella della scuola che riprende a suonare

seminari romani con il Cardinale Vicario, è diventata ormai una tradizione e quando da un’idea prende vita una iniziativa che viene ripetuta nel corso degli anni, si può sostenere, con un certo grado di sicurezza, che all’origine di quella idea ci

per la gioia di alcuni studenti e lo sconforto di altri. I primi giorni del mese di settembre i seminaristi di Roma, come i pastori di una celebre poesia di D’Annunzio, preparano i loro bagagli e salutano casa per iniziare un nuovo anno formativo. La proposta di incontrarsi ad inizio anno, seminaristi e formatori di tutti e quattro i

sia stata una giusta intuizione. Quest’anno il giorno del ritrovo è stato fissato per mercoledì 4 settembre, in un orario per certi versi un po’insolito rispetto alla consuetudine. Con una mail ricevuta dal vicerettore qualche giorno prima, i seminaristi romani erano stati informati che si sarebbero dovuti ritrovare tutti quanti nel Semina-

Ciro Dell’Ova

27


Sursum Corda

28

rio Maggiore a S. Giovanni alle 22.30 per iniziare il nuovo anno con un pellegrinaggio al Santuario della Madonna del Divino Amore. Il vescovo Paolo Ricciardi, dopo aver salutato tutti i seminaristi della Diocesi, ha introdotto la preghiera dei Salmi delle ascensioni che hanno poi accompagnato l’intero cammino notturno. Alla partenza da piazzale Numa Pompilio era presente un servizio di polizia municipale, che ha garantito un sicuro svolgimento del pellegrinaggio, conclusosi alle prime ore del giorno con la S. Messa nell’antico Santuario. Nel primo pomeriggio dello stesso giorno, padre Sandro Barlone sj ha introdotto un tempo di preghiera personale, che i seminaristi hanno potuto vivere nei vari spazi all’interno del Santuario. Venerdì 6 settembre con la relazione di don Paolo Asolan si è entrati nel vivo dei lavori. Il Cardinale De Donatis ci ha raggiunto nel pomeriggio quando don Fabrizio Ficco ha tenuto una riflessione sul libro di Giona seguita subito dopo dai gruppi di lavoro dei seminaristi divisi per anno. Dopo cena ci siamo ritrovati per vedere il film di Roberto Rossellini Roma città aperta, opportunamente introdotto da don Federico Corrubolo. La mattinata di sabato 7 settembre ha visto impegnati il Cardinale De Donatis e i seminaristi in una libera condivisione delle riflessioni maturate nei giorni precedenti. La celebrazione della S. Messa e il pranzo hanno chiuso l’ormai tradizionale appuntamento annuale. Fin qui la cronaca di quello che è successo nei primi giorni di settembre: i fatti appaiono chiari e lineari e a nessuno dovrebbe venire l’idea di contestare quanto è stato scritto. Tuttavia bisogna dire che il mero elenco cronologico è certamente insufficiente ad esprimere quanto vissuto. Fortunatamente esiste anche una storia che oltrepassa la mera cronaca, storia che può essere paragonata ad un palcoscenico in cui i semplici atti diventano grandi narrazioni. Come in ogni storia che si rispetti anche questa che stiamo raccontando inizia con un interrogativo, un mistero: perché ini-

ziare l’anno formativo con un pellegrinaggio notturno al Santuario del Divino Amore? Occuparsi della formazione di quelli che dovranno essere preti nel prossimo futuro non deve essere proprio una cosa semplice, tanto più in un contesto così velocizzato e complesso come il nostro. La cosa più intelligente da fare è quindi ammettere di non essere totalmente attrezzati per un compito del genere. Probabilmente è per questo motivo che i formatori hanno pensato di mettersi in cammino con i seminaristi di notte verso il Santuario della Madonna del Divino Amore. Hanno ritenuto che l’atteggiamento più saggio, l’assetto più idoneo per provare a fare qualcosa di buono, sia quello del pellegrino che nonostante tutto decide comunque di mettersi in cammino anche di notte. Non solo perché è tradizione che questo pellegrinaggio venga fatto sempre di notte, ma anche perché la luce, quella che illumina veramente, può essere riconosciuta con sicurezza solo nel buio. Una prima evidenza quindi è emersa prepotentemente: non siamo noi la luce, siamo mendicanti di luce, stoppini che attendono di essere accostati alla fiamma del vero fuoco, che è lo Spirito Santo, il Divino Amore. È stato come tornare alle prime pagine della Bibbia, quando tutto era buio e informe. Dio ha pensato bene di creare come prima cosa la luce, perché sapeva che mettersi a lavorare al buio avrebbe comportato qualche difficoltà. Perciò anche noi, prima di mettere mano alla grande opera di un anno di formazione ci siamo messi in cammino per cercare e chiedere quella Luce di cui abbiamo grande necessità. Il cammino notturno ha inoltre visto cose per certi versi incredibili, ad esempio qualcuno ha scoperto con suo grande stupore che è possibile camminare e dormire simultaneamente. Qualcun altro si è trovato a cantare i canti del cammino neocatecumenale, cosa che qualche ora prima non si sarebbe mai sognato di fare; il ritmo sostenuto e gagliardo di quei canti ha aiutato chi non era abitua-


In diocesi to a camminare per lungo tempo. I Salmi ascensionali ci hanno guidato fino al Santuario dove abbiamo celebrato la S. Messa alle prime luci dell’alba in un misto di raccoglimento, stanchezza ma anche stupore derivante dal fatto che mons. Enrico Feroci, dopo una notte in piedi a camminare insieme a noi, ha presieduto la Messa, ha tenuto l’Omelia e ha concluso la celebrazione con il canto dell’antifona mariana che ogni giorno viene eseguito nel Santuario.

discutere: e così noi seminaristi romani, che abbiamo poche occasioni per incontrarci tutti insieme, abbiamo potuto anche conoscerci meglio. Si possono avere pareri discordanti, visioni opposte, strategie pastorali diverse, tuttavia l’intenzione di tutti è genuina e comune: trovare il modo migliore di far arrivare Gesù Cristo alla gente della nostra Città. Per ascoltare il grido del popolo bisogna prima di tutto sentirsi parte di quel popolo; stare nel Santuario del Divino Amore e

Il grande tema che ha occupato la seconda giornata dopo il nostro arrivo ha riguardato la situazione della nostra Chiesa romana e le linee pastorali che si stanno mettendo in atto nelle parrocchie. Il confronto a tavola e nei gruppi di lavoro tra i seminaristi, i formatori e tra questi e il cardinale è stato franco. L’opportunità o meno di alcune scelte ha acceso le discussioni circa le priorità e le cose essenziali. Ognuno si è espresso e ha avuto modo di dire la sua e forse il grande merito della relazione di don Paolo Asolan, che ha innescato la giostra del dibattito, è stato quello di averci dato un argomento su cui

conoscere la sua storia ha molto rafforzato il nostro legame alla Città di Roma e ci ha permesso di entrare nelle vicende di quel luogo riedificato da don Umberto Terenzi, Servo di Dio e riparatore di brecce in rovina. Dato che una cosa iniziata bene va anche conclusa, si potrebbe pensare di chiudere l’anno formativo di nuovo tutti insieme, magari con una grigliata in uno dei giardini dei nostri seminari. Forse il giorno del primo maggio non dovrebbe creare troppi problemi nelle agende di tutti gli interessati; vedremo se la proposta sarà accolta con favore.

29


Sursum Corda Vito Antonio Girardi Mario Losito

SOLO INSIEME SI COSTRUISCE PER IL BENE! on l’inizio del nuovo anno si affaccia sempre un sentimento particolare, ispido, pungente che procura un’emozione difficile da definire, che ti invoglia a restare fermo, a cercare il riposo, che pensi “necessario” per affrontare le “fatiche” del nuovo anno di Seminario. L’esperienza ci dice che questa voglia di riposo può essere combattuta, con la preghiera ed il servizio. Durante le ultime due settimane di settembre i seminaristi del III, IV, V anno per piccoli gruppi si sono trasferiti a tempo pieno in alcune parrocchie e presso il Policlinico Umberto I. Le iniziative di Missione popolare e l’esperienza del Punto Giovane vissuto insieme ai ragazzi che ci hanno accolti nelle loro parrocchie sono state lo scheletro delle giornate vissute con loro, “nutrito” con il servizio e la testimonianza di comunione. La proposta del Punto Giovane è stata accolta da sei parrocchie.

C

30

Simone e Diego hanno guidato il gruppo giovani nella parrocchia di Santa Caterina da Siena. Così lo ricordano i due seminaristi: «Un percorso bello ed entusiasmante, anche se faticoso; un cammino di verità della propria vita». Nella parrocchia di Sant'Enrico sono stati mandati Francesco, Joseph e Michele, che sono stati insieme ai ragazzi del post-cresima. Il percorso è stato vissuto nella semplicità di relazioni fraterne di condivisione, intorno alla figura di san Francesco d'Assisi. Antonio, Vincenzo e Matteo hanno coordinato il Punto Giovane a San Paolo della Croce. L'esperienza ha coinvolto i ragazzi del gruppo post-cresima e san Filippo Neri ha accompagnato i giorni vissuti assieme. Emanuele, Ciro e Lorenzo hanno vissuto il Punto Giovane nella parrocchia di S. Fedele da Sigmaringa. Le giornate sono state accompagnate da figure di persone che hanno lasciato un’incisiva testi-


In diocesi monianza di fede, tra cui Carlotta Nobile, Carlo Acutis e don Tonino Bello. Anche la parrocchia di San Carlo da Sezze ha visto coinvolti due seminaristi: Luca e Pietro, che hanno coordinato il Punto Giovane lavorando sul tema del discernimento, per scoprire le armi per fare scelte evangeliche. La condivisione della preghiera ha permesso ai ragazzi di avere una visione ampia del dono di Dio e della bellezza della vita cristiana. Cosimo, Adrian e Mario, accolti nella parrocchia di San Basilio, hanno suggerito al gruppo di adolescenti e giovani di vivere un’esperienza di fraternità ritmata dal rapporto quotidiano con l’Eucaristia, con la Parola di Dio e con la preghiera, che hanno tracciato le orme del cammino da seguire nella propria vita. Ermir, Gianleo, Matteo e Domenico hanno animato la Missione popolare presso la parrocchia di Sant’Agostina Pietrantoni. Le due settimane sono state ricche di incontri con ragazzi, bambini, famiglie e anziani, animate dal tema: “Vivi la Chiesa, incontri Cristo”. Oltre alle esperienze parrocchiali, alcuni seminaristi hanno animato un’esperienza di missione presso il Policlinico Umberto I. Alessandro, Antonio, Fabio e Roberto, grazie alla generosa ospitalità della parrocchia di S. Saturnino e delle Piccole Apostole della Carità, e all’accoglienza premurosa dei Cappellani dell’Ospedale, hanno vissuto un’esperienza formativa di “pastorale d’ambiente”, sotto la guida di S. Ecc. Mons. Paolo Ricciardi. I destinatari sono stati i pazienti e gli operatori sanitari e amministrativi. Il tentativo è stato quello di sintonizzarsi con ciascuno, con persone prese dal proprio lavoro o dalla preoccupazione per la propria salute, per entrare in punta di piedi nelle loro giornate e chiedere, da “mendicanti”, un dialogo personale, autentico e disinteressato. La missione ha avuto come centro la Cappella “San Giovanni Paolo II”. Alle celebrazioni eucaristiche, si è aggiunta la preghiera comunitaria e la lettura continua del Vangelo di Luca, medico secondo la tradizione. Da domenica 22 settembre è stato possibile venerare una reliquia di San Giovanni Paolo II, ed è sta-

to offerto un percorso catechetico sul tema della sofferenza, a partire dalla Lettera apostolica “Salvifici doloris”. Infine venerdì 27 don Fabio Rosini ha curato l’ultima catechesi sulla parabola del ricco e di Lazzaro (Lc 16, 19-31). Queste esperienze sono per noi seminaristi fonte di speranza e di coraggio. Speranza di costruire spazi di condivisione, spazi e luoghi in cui possano gemmare delle relazioni vere e autentiche per crescere insieme nella fede. La nostra speranza è di accrescere la nostra fede e sradicare la cultura del mondo, che vorrebbe creare un’umanità perfetta nella sua autosufficienza, sempre affannata a cercare l’efficienza anche a costo di calpestare le persone, le loro aspirazioni, i loro desideri. La speranza che ci ha guidato è stata quella di fare qualcosa insieme, costruire insieme qualcosa di bello. Poi, magari, si prendono strade diverse; si esce comunque da questa esperienza con una ricchezza autentica fatta di relazioni, costruite sul comune legame nel Signore. Solo insieme si costruisce per il bene!

31


Sursum Corda

INCARICHI PASTORALI PARROCCHIE Tirocinio pastorale vissuto nell'ambito della catechesi e dell'animazione con un progressivo coinvolgimento e una crescente autonomia individuale nella relazione con le equipe di servizio e nel confronto con il presbiterio. Mesolella Huang Girardi D’Alleva, De Leo, Ntong Montone Pani Porcelli Melone, Riz, Terranova Bellato Trusiani, Angioy, Fiorentino Giordano Buonocore D'Oria Migliaccio, Cirelli, Nleme Sabate Dell’Ova Pulcini Monteleone

Addolorata Gran Madre di Dio S. Teresa di Calcutta N.S. di Lourdes Natività S. Atanasio S. Basilio S. Bernadette S. Bernardo da Chiaravalle S. Bonaventura S. Caterina S. Cirillo S. Croce S. Domenico S. Enrico S. Frumenzio S. Galla

Perrone Colucci Barberio Andrisani, Sguazzino Bogdan Argese Romano Americano, Petrolo Pelosio, Nunziante Panico Palazzo De Iuri Carluccio, Gobbi Losito, Colombo Forellino, Catana Secci Macrì

S. Giovanni XXIII S. Giustino S. Gregorio Magno S. Ireneo S. Lino S. Maria Consolatrice S. Maria Maddalena de’ Pazzi S. Mattia S. Melania S. Paolo della Croce S. Roberto Bellarmino S. Tommaso Apostolo S. Ugo S. M. Madre del Redentore Sacro Cuore SS. Annunziata SS. Sacramento

PASTORALE VOCAZIONALE Tirocinio pastorale diretto particolarmente alle realtà giovanili presenti in diocesi caratterizzato dall'annuncio del Vangelo della vocazione. In collaborazione con l'Ufficio della pastorale vocazionale della Diocesi e il Seminario minore, i seminaristi coordinati da un formatore svolgono il loro servizio attraverso momenti di testimonianza, animazione, ritiri e preghiera vissuti in Seminario o direttamente nelle parrocchie e nelle scuole. Catana, Buattini, Martian, Melone

PASTORALE IN AMBITI CARITATIVI Tirocinio pastorale vissuto in alcuni ambienti, specialmente gli ospedali, carceri e case famiglia, in cui viene privilegiata la relazione personale con coloro che vivono un tempo di sofferenza.

32

Dankyang, Massaro Gargiulo Fiorentino, Forellino, Frani Santacroce

Casa Betania Hospice Villa Speranza Carcere Rebibbia Ospedale Mandelli


In viaggio

ADVENIAT REGNUM TUUM enerdì 4 ottobre, seduto su una bella e confortevole sedia, avvolto e custodito dallo splendore della Basilica di San Pietro, dinanzi all’altare della Confessione, incrociando lo sguardo di Papa Francesco, mi trovavo dietro al mio amico di Seminario Mons. Paolo Rudelli, eletto Arcivescovo Titolare di Mesembria, Nunzio Apostolico. In uno spazio di pochi minuti, forse in un attimo di distrazione umana, ho vissuto un tempo pieno di memoria. Stando dietro a lui, come assistente per la sua ordinazione episcopale, insieme al suo parroco di Gandino (BG), ho ripercorso i tratti fondamentali del nostro incontro e della nostra amicizia fraterna. Ci siamo incontrati per la prima volta il 17 settembre 1990 salendo sul pullman che dal Seminario ci avrebbe portati nella casa estiva di Roccantica (RI); entrambi spaesati e pieni di speranze facevamo l’ingresso al Pontificio Seminario Romano Maggiore. Iniziò così una stagione bella e feconda della nostra crescita umana, spirituale e accademica. La nostra amicizia si è consolidata attraverso quel quotidiano ordinario e semplice, scandito dalla vita del Seminario. Insieme agli altri compagni di classe abbiamo vissuto con pienezza la proposta formativa grati ai nostri superiori. Nella quotidianità non sono mancati momenti di fatica e di inciampo e, qui, una buona amicizia è stata davvero un balsamo prezioso. Con Mons. Rudelli abbiamo sorseggiato molti caffè nelle nostre stanze e così anche qualche buona tazza di camomilla la sera, dopo essere stati a salutare la Madonna della Fiducia: piccoli riti che hanno segnato le nostre giornate da seminaristi. Mons. Rudelli è stato sempre una persona capace di ascoltare e dal tratto gentile; persona di un’ironia intelligente e mai fuori posto. Abbiamo condiviso con trepidazione i vari momenti che ci hanno portato all’ordinazione diaconale e, poi, sacerdotale. Ho partecipato alla sua Ordinazione presbiterale nella Cattedrale di Bergamo e alla sua Prima Messa nel suo paese natale di Gandino. Gli anni romani del suo servizio presso la Santa Sede sono stati segnati dalla sua presenza la domenica a pranzo nelle parrocchie dove sono stato parroco. Le diverse partenze per il servizio diplomatico in Ecuador,

Luigi Lani

V

Varsavia e Strasburgo sono state un dono per noi suoi amici. Mons. Rudelli ci ha fatto conoscere attraverso la sua missione situazioni e problematiche della Chiesa universale, ci ha chiesto sempre di pregare per lui e per il servizio che gli era stata affidato. Come amico mi sono rallegrato nel vedere alla sua ordinazione episcopale diverse persone provenienti dalle sedi diplomatiche in cui è stato. In alcune occasioni egli mi ha ringraziato per essere sempre stato accolto quando passava per Roma e per il reciproco sostegno. Stando dietro a lui nel giorno della sua ordinazione episcopale ho ringraziato il Signore per quanto di buono e di bello abbiamo condiviso insieme e, spontaneamente, ho pregato con quella parola di Gesù che Mons. Rudelli ha scelto come suo motto episcopale: Adveniat regnum tuum. Venga il Tuo Regno, o Signore, anche attraverso l’umanità e la santità dei Tuoi pastori, peccatori perdonati, fiduciosi nella Tua Misericordia. Venga il Tuo Regno, o Signore, attraverso l’umile e prezioso servizio diplomatico che hai affidato a Mons.Rudelli. Venga il Tuo Regno, o Signore, anche attraverso la vita bella e difficile dei Tuoi ministri. Mater mea Fiducia mea!

33


Sursum Corda

2020

ANNIVERSARI DI ORDINAZIONE SACERDOTALE 1950 LXX ANNIVERSARIO Giordano Paolo Simcic Milan Matteo

25 marzo 8 aprile

1960 LX ANNIVERSARIO Venturi Augusto De Santis Antonio Monti Luigi De Nicolò Paolo Lucconi Isidoro Antonelli Ennio Caprile Luciano Cesarini Dante Landi Giuseppe Pasquini Serafino Sigurani Pietro Aquilanti Giuseppe

2 marzo 12 marzo 13 marzo 19 marzo 19 marzo 2 aprile 2 aprile 2 aprile 3 aprile 3 aprile 7 maggio 17 luglio

1970 L ANNIVERSARIO Paglia Vincenzo Pasquale Mario Mannucci Nedo Astolfi Astolfo Pagani Sergio Pennacchini Piero Barbieri Gennaro Zannoni Giorgio Salvoldi Valentino Bellini Arturo Bovenzi Ciro Chaback Michael J. Cozzoli Mauro De Palo Nicola Fiorucci Paolo Stanzial Carlo Gnaldi Giovanni

15 marzo 15 marzo 15 marzo 18 marzo 18 marzo 19 marzo 19 marzo 19 marzo 18 aprile 17 maggio 17 maggio 17 maggio 17 maggio 17 maggio 17 maggio 17 maggio 19 settembre

1995 XXV ANNIVERSARIO

34

Papotti Alberto Missere Patrizio De Sortis Alessandro Medici Maurizio

Abreu Alberto Katshioko Kibwanga Jean-Leon Lanciotti Pietro Lani Luigi Fois Antonio Raimondo Gandolfo Marco Querickiol Morrel Ghio Giorgio Filippi Nicola Sacco Antonello Semenza Paolo Serretti Massimo Zammerini Roberto Morrin Walter Occhipinti Claudio Cacciamani Luciano Leli Elio Lauretani Emanuele Rottigni Guido Rudelli Paolo De Rosa Luca Guarino Santo Russo Giuseppe Poli Domenico Carpentiere Vito Pena Briceno Rafael Benito

14 maggio 14 maggio 14 maggio 14 maggio 14 maggio 14 maggio 14 maggio 14 maggio 14 maggio 14 maggio 14 maggio 14 maggio 14 maggio 14 maggio 14 maggio 14 maggio 14 maggio 27 maggio 11 giugno 10 giugno 20 giugno 24 giugno 24 giugno 24 giugno 1 luglio 24 luglio

2010 X ANNIVERSARIO Arcangeli Davide Pontoriero Francesco Sacco Leonardo Savino Gianpiero Celinski Lukasz Del Vecchio Renzo Martini Davide Ferraro Enzo Grbesic Ivan Rako Ante Di Stefano Giuseppe Venneri Quintino Francone Giuseppe Busia Andrea Vinti Matteo

24 aprile 30 aprile 15 maggio 11 giugno 12 giugno 20 giugno 20 giugno 20 giugno 26 giugno 27 giugno 28 giugno 28 giugno 4 settembre 11 settembre 11 settembre

2019 I ANNIVERSARIO 16 febbraio 22 aprile 29 aprile 6 maggio

Caserio Alessandro Joseph Johnny Ciardo Michele

12 maggio 12 maggio 14 settembre


SCRITTI DI NOSTRI EX ALUNNI CARZANIGA G. – BELLINI A. – OGGIONI G., Il cammino pastorale della Chiesa di Bergamo 1977-1991, Corponove, Bergamo 2019. DE DONATIS A. – FRISINA M., La santità è il volto più bello della Chiesa. Un itinerario alla luce della “Gaudete et Exsultate”, W. INSERO (ed.), Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2019. PAGLIARI A., Il grande escluso o il profeta più grande? Lettura narrativa e pragmatica dell’esclusione di Mosè dalla terra Promessa alla luce della sua vocazione, Cittadella Editrice, Assisi 2019.

In Pace Christi Abbiamo ricevuto notizia della morte di questi ex-alunni: Il 13 luglio 2019 si è spento Mons. Cesare Marelli, del Capitolo Lateranense, appartenente alla Diocesi di Roma, nato il 21 settembre 1926 e ordinato prete l’8 aprile 1950. In data 25 agosto 2019 è deceduto don Domenico Valgimigli, della Diocesi di Rimini, nato l’11 settembre 1938 ed ordinato presbitero il 10 marzo 1973. Il 1° settembre 2019 è morto don Giulio Ramiccia, della Diocesi di Roma, nato il 29 settembre 1962, ordinato presbitero il 6 maggio 1989. In data 17 ottobre 2019 è deceduto Mons. Mario Cosulich, preposito capitolare della Diocesi di Trieste, nato il 28 agosto 1920 ed ordinato presbitero il 7 marzo 1943. Il 18 novembre 2019 è morto Mons. Claudio Palma, della Diocesi di Roma, nato il 26 ottobre 1935 ed ordinato sacerdote il 13 marzo 1960.

Requiescant in Domino Si prega di comunicare alla Redazione del Sursum Corda la notizia della morte di ex-alunni di cui si venga a conoscenza.

35


Profile for Pontificio Seminario Romano Maggiore

Sursum Corda 1 2020  

Sursum Corda 1 2020  

Profile for psrm
Advertisement