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Sursum Corda Grazie, amici benefattori! S.E. Mons. Adriano Bernardini; S.E. Mons. Giacinto Berloco Mons. Nicola Azzolini; Mons. Bruno Foresti; Mons. Hilary Franco; Don Cesare Marelli; Don Giuseppe Creanza; Anna Parrella; Padre Aldo Amati; Mons. Andrea Francia; Eleonora Barbagallo; Mons. Richard Malone; Emanuele La Mantia; Parrocchia Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo; Parrocchia Santa Maria Causa Nostrae Laetitiae; Parrocchia Natività N.S.G.C.; Parrocchia Sant’Ignazio di Antiochia.

CONTO CORRENTE POSTALE SEMINARIO n. 38198008 Intestato a Seminario Romano Maggiore 00184 Roma - Piazza S. Giovanni in Laterano, 4 IBAN IT70 J076 0103 2000 0003 8198 008 BIC - SWIFY BPPIITRRXXX

SURSUM CORDA

Anno CI n. 2-2017 www.seminarioromano.it

Redazione: Mario Pangallo, Cristiano Patrassi, coordinatori. Marco Montone, Manuel Secci.

Direttore Editoriale: Concetto Occhipinti

Hanno collaborato a questo numero: Simone Bellato, Francesco Botta, Alessandro Caserio, Remo Chiavarini, Simone Pietro De Lorenzis, Diego Del Fa, Antonio Foderaro, Ermir Frani, Emanuele Gargiulo, Zoltan Kovacs, Mario Losito, Mario Mesolella, Gabriele Nasca, Victor Nyul, Concetto Occhipinti, Francesco Palazzo, Manuel Secci.

Rivista semestrale del Pontificio Seminario Romano Maggiore Piazza San Giovanni in Laterano, 4 - 00184 Roma Tel. 06.698621 - Fax. 06.69886159 E-mail: sursum@seminarioromano.it

In copertina: In alto: Il Santo Padre Francesco insieme con i novelli sacerdoti del Seminario Romano, subito dopo l’Ordinazione. In basso: S.E. Mons. Angelo De Donatis, nuovo Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma.

Direttore Responsabile: Davide Martini

Spedizione in Abbonamento Postale - c/c p. 30360002 Registrazione del Tribunale di Roma - N. 11581 del 22.V.1967 Progetto grafico e impaginazione: Bruno Apostoli - info@brunoapostoli.it

Finito di Stampare nel mese di Giugno 2017 MANCINI EDIZIONI s.r.l. - Via Tasso, 96 - 00185 Roma - Tel. 06.45.44.83.02 - Cell. 335 5762727 - 335 7166301 - E-mail: info@manciniedizioni.com


«Mostrò loro le mani e i discepoli gioirono» a conclusione di questo anno formativo è caratterizzata da tanti frutti che sono motivo di piccole e grandi gioie. Attraverso uno sguardo contemplativo sulla nostra storia, vorremmo tutte ricondurle all’unica gioia, la gioia vera, la gioia piena: vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia (Gv 16,22). E’ la gioia grande dei discepoli nel poter riconoscere il Signore risorto presente in mezzo a loro, per la luce dello Spirito Santo che illumina gli occhi del loro cuore: Mostrò loro le mani e il fianco e i discepoli gioirono al vedere il Signore (Gv 20,20). E’ la gioia nel constatare i piccoli passi di crescita nella fede dei nostri giovani che si preparano al presbiterato. E’ la gioia delle comunità diocesane che hanno accolto la grazia dei sacerdoti novelli. E’ la gioia della Chiesa di Roma che ha ricevuto il dono del nuovo Vicario, come primo collaboratore del Santo Padre per la sua diocesi. «Non aver paura; continua a parlare e non tacere, perché io sono con te e nessuno cercherà di farti del male: in questa città io ho un popolo numeroso» (At 18,9-10). Con queste parole tratte dal testo degli Atti degli Apostoli della prima lettura del giorno e un bel sorriso che esprimeva lo stupore e la consolazione, don Angelo De Donatis ha iniziato il suo saluto alla Diocesi di Roma, venerdì 26 maggio scorso, dopo che il Cardinale Agostino Vallini aveva proclamato la lettera della sua nomina come nuovo Vicario del Papa per la diocesi di Roma. Secondo il testo degli Atti, Paolo riceve dal Signore Gesù risorto, in una visione, la rassicurazione del “non temere”, l’unica che Dio dà ai suoi amici, e la promessa della sua presenza accanto a lui per la missione che gli affidava presso la grande città di Corinto. Consolato da questo dono del Signore risorto, Paolo accoglie l’invito a continuare ad annunciare il Vangelo senza lasciarsi intimorire dal contesto culturale avverso. Con la stessa tenerezza e la stessa forza del Buon Pastore, il Signore ha voluto consegnare queste sue preziose parole del testo degli Atti tra le mani di don Angelo, all’inizio del suo nuovo ministero nella Chiesa di Roma. Facendo nostro il suo stupore di quel giorno, come famiglia del suo seminario, vogliamo esprimergli la nostra gioia e assicurargli la vicinanza nell’affetto e nella preghiera. I giovani che si orientano all’ingresso in seminario e quelli che sono felici di iniziare la missione come presbiteri, dopo gli otto anni del cammino formativo, portano nel cuore lo stesso desiderio, infuso dal soffio dello Spirito, di dedicare se stessi interamente al popolo che Dio ha dentro la città degli uomini. La gioia di chi fa questa scelta possa essere una testimonianza efficace e una sorgente di consolazione per tanta parte dell‘umanità e particolarmente per tanti giovani, oppressi dal vuoto del non senso e dalla tristezza dilagante: Dalle sue piaghe siete stati guariti. Eravate erranti come pecore, ma ora siete stati ricondotti al pastore e custode delle vostre anime (1Pt 2,24-25). Alla Beata Vergine Maria, Madre della Fiducia, che cento anni fa faceva sperimentare la sua protezione amorevole e forte ai seminaristi, durate il pericolo della Prima guerra mondiale, affidiamo i seminaristi di oggi, perché nel futuro ministero possano essere la presenza del Buon Pastore risorto, rifugio sicuro e gioia vera per il cuore degli uomini.

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Concetto Occhipinti

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Sursum Corda

IN QUESTO NUMERO 9

Sursum Corda 3

Editoriale Concetto Occhipinti

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In questo numero

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Chiesa di Roma, famiglia da amare Remo Chiavarini

Speciale Voto 7

Senza la Madonna non possiamo andare avanti nel nostro sacerdozio Zoltán Kovács

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Il cielo del Pontificio Seminario Romano Maggiore Mario Losito

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Maria: Madre della Parola, Madre del sì e Madre della Fiducia Viktor Nyúl

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Diario Gennaio-Maggio 2017 Manuel Secci

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Esiste in noi un deposito di oro puro da consegnare Diego Del Fa

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Umiltà e Fiducia Alessandro Caserio

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Le gite delle classi La Redazione

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Totalmente donati a Cristo Gabriele Nasca

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Vi sono alcuni che non si sposano per il regno dei cieli Francesco Palazzo

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In Pace Christi La Redazione

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Perché la vostra gioia sia piena Mario Mesolella

In diocesi

In viaggio 17

Fedeltà alla chiesa e servizio all'uomo Antonio Foderaro

In comunità 18

Nuovo economo in seminario La Redazione

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Il carisma dell'unità Emanuele Gargiulo

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Una mano sempre tesa verso l'umanità Simone Bellato

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Fare memoria per scrutare i segni dell’azione di Dio nella storia del nostro Seminario Francesco Botta

Speciale “Fiducia” 2017 19

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Tutto in uno sguardo e questo sguardo è un sorriso Ermir Frani La madre attende sempre i suoi figli Simone Pietro De Lorenzis

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Se tu conoscessi il dono... 38

Attività vocazionali La Redazione


CHIESA DI ROMA, FAMIGLIA DA AMARE Venerdì 26 maggio è stato annunciato che Papa Francesco ha nominato suo Vicario per la Diocesi di Roma SER Mons. Angelo De Donatis, nostro ex–alunno, direttore spirituale nel nostro Seminario dal 1990 al 2003. Con sentimenti di immensa gioia, rivolgiamo i nostri più cordiali auguri al nuovo Vicario, e pubblichiamo una bella testimonianza su don Angelo, donataci da don Remo Chiavarini, nostro ex-alunno, parroco della parrocchia romana di San Clemente. a giovane studente mi piaceva studiare e leggere di storia e specialmente di storia medievale. Avevamo come professore di storia ecclesiastica, all’Università Lateranense, il bravissimo Michele Maccarrone. Lui, in vista del lavoro di licenza, mi aveva incaricato di cominciare a studiare l’origine della figura del Vicarius Urbis sotto Innocenzo III. Ma gettato nel lavoro pastorale non portai a termine il lavoro, anche se la tematica mi è rimasta nel cuore. E quando oggi c’è stato annunciato il nome del nuovo Vicarius Urbis, ho ripensato anche a quei giorni lontani. Anche perché in quei giorni condividevo i primi impegni pastorali con don Angelo, nella parrocchia di San Saturnino, dove ero stato mandato come vice parroco appena ordinato. Lì mi ha raggiunto don Angelo; con lui ho condiviso anni intensi ed esperienze bellissime, sperimentando una fraternità non sempre facile nei presbiteri parrocchiali. Con don Ottavio Petroni, che da poco ci ha lasciati per l’Eternità, e con tanti altri sacerdoti che ora vivono in varie parti d’Italia e del mondo. È vero che tutti ricordiamo gli anni della giovinezza con particolare nostalgia, ma vi posso assicurare che per me si è trattato di un tempo proprio bello, perché ci si voleva bene, sapevamo di avere

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Remo Chiavarini

la stima del nostro parroco, e sentivamo la fiducia del Cardinal Poletti. Don Angelo ha sempre avuto la capacità di creare comunione, caratteristica particolarmente gradita nell’ambiente ecclesiastico, dove spesso prevale l’abitudine al lavoro individuale. Inutile dire che ha lasciato a San Saturnino un ricordo che ancora rimane. Tante persone, specialmente ragazzi giovani di allora che lo hanno avuto educatore, ancora lo ricordano e lo frequentano. Quando ci incontriamo, qualche volta a Monte Fiolo, si è in tanti e in grande allegria. La Provvidenza lo ha voluto poi come Padre Spirituale al Seminario Romano, dove ci siamo formati sotto la direzione dell’indimenticabile don Eutizio Fana-

no, guidati spiritualmente da don Giuseppe Mani e accompagnati da splendide figure di giovani preti educatori. Figure che hanno inciso fortemente su di noi: mai finiremo di ringraziarli. Auguro ad ogni sacerdote di poter vivere una significativa esperienza formativa, simile alla nostra, in cui abbiamo sperimentato che formarsi non può significare isolarsi, ma piuttosto abitare i veri problemi della vita. In seminario don Angelo era giunto con quel gruppo di giovani provenienti dalla

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Sursum Corda Monsignor Angelo De Donatis è nato il 4 gennaio 1954 a Casarano, provincia di Lecce e diocesi di NardòGallipoli. Alunno prima del Seminario di Taranto e quindi del Pontificio Seminario Romano Maggiore, ha compiuto gli studi filosofici alla Pontificia Università Lateranense e quelli teologici presso la Pontificia Università Gregoriana, dove ha conseguito la Licenza in Teologia Morale. È stato ordinato sacerdote il 12 aprile 1980 per la diocesi di Nardò-Gallipoli e dal 28 novembre 1983 è incardinato nella diocesi di Roma. Dopo essere stato nei primi anni ’80 collaboratore nella parrocchia di San Saturnino e insegnante di religione, dal 1983 al 1988, è stato vicario parrocchiale della medesima parrocchia, al quartiere Trieste; dal 1988 al 1990, addetto alla Segreteria generale del Vicariato come collaboratore dell’arcivescovo Giovanni Marra e vicario parrocchiale nella parrocchia Santissima Annunziata a Grottaperfetta; dal 1989 al 1991, archivista della Segreteria del Collegio Cardinalizio; dal 1990 al 1996, direttore dell’Ufficio Clero del Vicariato di Roma; dal 1990 al 2003, direttore spirituale al Pontificio Seminario Romano Maggiore; dal 2003, parroco a San Marco Evangelista al Campidoglio e assistente per la diocesi di Roma dell’Associazione Nazionale Familiari del Clero. Dal 2003 De Donatis ha guidato la parrocchia di San Marco Evangelista al Campidoglio ed è stato assistente diocesano dell’Associazione Nazionale Familiari del Clero. È stato membro del Consiglio Presbiterale Diocesano e del Collegio dei Consultori. Nel 1989 è stato ammesso all’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme con il grado di Cavaliere; è Cappellano di Sua Santità dal 10 aprile 1990. Nella Quaresima del 2014 ha tenuto le meditazioni per gli Esercizi Spirituali della Curia Romana. Dal 1° settembre dello stesso anno ha svolto l'incarico diocesano del Servizio per la formazione permanente del clero, che ha rilanciato con la collaborazione di alcuni sacerdoti, promuovendo iniziative di vario tipo. Il 14 settembre 2015, è stato nominato vescovo ausiliare specificamente per la cura del clero di Roma e ordinato da Papa Francesco il 9 novembre 2015 nella basilica di San Giovanni in Laterano. Dall’aprile 2016 è rettore della chiesa di San Sebastiano al Palatino e da dieci anni è assistente spirituale dell’associazione Don Andrea Santoro.

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Puglia, terra sempre feconda di vocazioni, che si faceva notare per vivacità intellettuale e carica propositiva. Don Angelo, anche ispirato dalla figura del Beato Charles de Foucauld, che sempre lo ha guidato nella sua spiritualità, si distingueva come elemento di comunione e fautore di inizia-

tive che creassero relazione tra i seminaristi. Parafrasando un celebre modo con cui veniva definito il Beato de Foucauld, don Angelo era soprannominato “il cugino universale”. È questa caratteristica che gli dovrà servire in questo delicato compito che lo attende. Un compito unico nella vita della Chiesa, che necessita di una particolare sintonia e comunione con il Santo Padre, Vescovo di Roma, in relazione con la sua Chiesa diocesana. Egli sarà l’amico dello Sposo, che non si sostituisce ma crea occasioni di vera comunione. Questa Chiesa di Roma, “famiglia da amare innanzitutto”, ha particolarmente bisogno di percorrere sentieri di unità, nel rispetto delle varie e molteplici espressioni ed esperienze della vita ecclesiale, e la famiglia del Seminario lo avrà sicuramente Padre sollecito ed attento. La Vergine della Fiducia guidi questa nostra grande famiglia, che oggi è in festa per il compito affidato a questo suo diletto figlio.


Speciale Voto

“SENZA LA MADONNA NON POSSIAMO ANDARE AVANTI NEL NOSTRO SACERDOZIO”

Zoltán Kovács

Maria e il ministero apostolico uest’anno è particolarmente dedicato alla Madre del Signore, essendo il centenario del 1917, anno in cui iniziarono le apparizioni della Santa Vergine a Fatima. Per coloro che hanno qualche legame spirituale col Seminario Romano, il ricordo dello stesso anno porta a un altro “centenario mariano”, cioè quello del Voto alla Madonna, segno profondo di fiducia reciproca tra Maria e i futuri sacerdoti. Non solo quell’epoca aveva i suoi disagi. Per toccare i cuori umani, anche oggi, bisogna tante volte ravvivare il dono di Dio che è stato innestato in noi mediante l’imposizione delle mani (cfr. 2Tim 1,6). Sperimentando nella nostra vita e nel servizio il sentimento lieto e sicuro dell’appartenenza a Cristo, Fonte del nostro sacerdozio, scopriamo anche la presenza della Santa Vergine. Ella è inscindibile dal suo Figlio, e sta accanto a noi. Come dice il decreto Presbyterorum Ordinis (1965), “Essa è la madre del sommo ed eterno Sacerdote, la regina degli apostoli, il sostegno del loro ministero” (n. 18). Cristo non ha lasciato soli i suoi apostoli. Sulla croce, prima di morire, Egli ha affidato la sua Madre al Discepolo diletto (“rappresentante” di tutta la Chiesa), e allo stesso tempo, il giovane apostolo alla cura materna di Maria. La maternità divina della Santa Vergine trova compimento nella maternità spirituale nei confronti di coloro che, nell’ordine della grazia, sono diventati fra-

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telli del suo Figlio. Tale rapporto fraterno è ancor più stretto tra il Sommo Sacerdote e i presbiteri. Il Beato Papa Paolo VI chiamò

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Sursum Corda

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Maria “Madre della Chiesa”. Egli stesso, nell’Esortazione Apostolica Marialis cultus (1974), cita Cromazio di Aquileia: “Non si può, dunque, parlare di Chiesa se non vi è presente Maria, la madre del Signore, con i fratelli di lui” (n. 28). Soltanto dopo l’affidamento reciproco della Madre e di Giovanni, leggiamo nel Vangelo: “È compiuto!” (Gv 19,30). Sembra che tale premura verso la madre e i discepoli avesse fatto parte del compimento della redenzione; Maria è diventata Madre degli apostoli, secondo la volontà di Cristo. San Giovanni Paolo II, nella sua Lettera ai sacerdoti per il Giovedì Santo del 1979, ha ribadito: la Madre di Cristo “in modo particolare è la nostra Madre: la Madre dei Sacerdoti” (n. 11). Gli apostoli avevano bisogno della Fiamma dello Spirito, per essere rafforzati nella loro fede, prima di andare in tutto il mondo a fare discepole tutte le genti. Tale evento trasformò gli uomini deboli e paurosi in testimoni intrepidi. A Pentecoste, nella stessa stanza al piano superiore, in cui essi ricevettero il Dono dell’Eucaristia, alla presenza modesta ma attiva di un altro Dono, cioè della Madre del Signore e loro Madre, la quale pregò con loro, arrivò un terzo Dono immenso dal Cielo, quello dello Spirito paraclito. I successori degli apostoli e i sacerdoti non sono privati neanche oggi della presenza e dell’intercessione della Madre celeste nelle loro preghiere. Infatti, Ella accompagna le nostre preghiere, anzi, come insegna lo stesso Santo Papa: “è presente nel memoriale – l’azione liturgica – perché fu presente nell’evento salvifico […], è presso ogni altare, dove si celebra il memoriale della Passione-Risurrezione, perché fu presente […] alla morte di Cristo” (Angelus del 12 febbraio 1984). La Madre di Dio si prende cura anche di tutti coloro che si preparano per diventare alter Christus. Lo stesso Romano Pontefice insegna: “Ogni aspetto della formazione sacerdotale può essere riferito a Maria come

alla persona umana che più di ogni altra ha corrisposto alla vocazione di Dio, che si è fatta serva e discepola della Parola sino a concepire nel suo cuore e nella sua carne il Verbo fatto uomo per donarlo all’umanità” (Pastores dabo vobis, n. 82). Ella lo dona all’umanità, in virtù della sua maternità divina. La Santa Vergine non si comportò da apostolo e gli apostoli non erano “madri del Signore”: ognuno di loro compì umilmente l’incarico ricevuto dal Signore. Ci rendiamo continuamente consapevoli dei nostri compiti, e tale autoformazione non termina con l’ordinazione. La Congregazione per il Clero (1994) esorta così: “Ogni presbitero sa che Maria, perché Madre, è anche la più eminente formatrice del suo sacerdozio, giacché è Lei che sa modellare il suo cuore sacerdotale, proteggerlo dai pericoli, dalle stanchezze, dagli scoraggiamenti e vegliare, con materna sollecitudine” (Direttorio per il ministero e la vita dei presbiteri, n. 85). A volte noi ci confrontiamo con la morte; infatti, un giorno anche il nostro cammino finirà, e porteremo al Padre il sigillo indelebile del nostro sacerdozio. L’Assunta, che ci ha accompagnato lungo la nostra strada, ci sarà anche Lei ad accoglierci. Riversi fiducia nei nostri cuori il pensiero del Papa emerito Benedetto XVI, che afferma: “Nel cielo abbiamo una Madre. Il cielo è aperto, il cielo ha un cuore” (Omelia del 15 agosto 2005). Intanto, le parole del Santo Padre Francesco, pronunciate durante la Messa Crismale del Giovedì Santo scorso, offrono un incoraggiamento validissimo per tutti coloro che faticano nella vigna del Signore: “Senza la Madonna non possiamo andare avanti nel nostro sacerdozio!”. Ella, come Dono prezioso del Sommo Sacerdote, fa parte della nostra vita, e anche noi siamo importanti per Lei. Con piena fiducia, possiamo svolgere il nostro ministero sacerdotale sotto la sua protezione!


Speciale Voto

IL CIELO DEL PONTIFICIO SEMINARIO ROMANO MAGGIORE

Mario Losito

I Cento anni del Voto alla Madonna della Fiducia no squarcio di cielo illumina il Pontificio Seminario Romano Maggiore, dove possiamo accumulare il tesoro “che né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassinano e non rubano” (Mt 6, 20). Il Seminario Romano custodisce il proprio piccolo e preziosissimo tesoro: la Cappella della Fiducia. Lo scrigno sempre aperto per tessere il dialogo personale e preziosissimo con la Vergine Maria, protettrice del mistero della vocazione che ogni suo figlio porta iscritta nel cuore. L’attaccamento a questo luogo del Seminario nasce da un evento molto particolare. Correva l’anno 1917, era il 3 maggio; siamo in piena prima guerra mondiale. La tragedia storica aveva chiamato al fronte alunni e giovani sacerdoti. Così recitano le cronache del tempo: quel giorno nella cappella della Fiducia celebrata la Santa Messa dal Cardinale Oreste Giorgi, esposto solennemente il Santissimo, invocato l’aiuto dello

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Spirito Santo, l’allora rettore Monsignor Domenico Spolverini accennava al tragico contesto della guerra foriera di un buio domani pieno di sorpresa e di guai. “Che sarà di noi?” ci si chiedeva nella preghiera. Forte era il timore per la sorte degli uomini in guerra e in particolare per i seminaristi chiamati al fronte. A questi seminaristi lontani e dispersi poteva capitare di tutto. Molti di loro inviavano lettere al Seminario e sempre facevano riferimento alla Madonna della Fiducia. In una di queste lettere un seminarista scriveva: “Sono salvo per miracolo, devo la mia vita alla protezione della Madonna della Fiducia”. Dei centoundici seminaristi partiti per la guerra, uno solo non fece ritorno, colpito a morte pochi giorni prima della vittoria. I racconti dei tanti pericoli scampati dai seminaristi in guerra determinarono una profonda devozione mariana, così descritta da don Giuseppe De Luca (1898-1962), ex-

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Sursum Corda alunno del Seminario: “Una sosta nella cappella del seminario significa una gioiosa pausa, un sorriso di Dio sul fondo stanco del cuore. Fermare i nostri occhi su quelli di Maria ci serviva per prendere un coraggio che non avevamo, per ricevere una parola che non era stata detta da nessuno, per lasciarci andare ad un attimo di libero pianto! ”.

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Il 3 maggio scorso ha festeggiato con noi i primi cento anni del Voto alla Madonna della Fiducia, il Cardinale Crescenzio Sepe, ex-alunno del nostro seminario, ora Arcivescovo di Napoli. Nella omelia della Santa Messa da lui presieduta, il Cardinale ha condiviso con noi la sua personale vicinanza a Maria Madre della Fiducia: “In questi cento anni quanti occhi di alunni e ex-alunni si sono incontrati con lo sguardo dolce della Madre della Fiducia, guardando il quadretto che ognuno di noi possiede. Un quadretto che resta sempre lì! Come San Giovanni XXIII così anche io ancora conservo gelosamente il mio quadretto della dolce Madre della Fiducia”. Il Voto alla Madonna della Fiducia è un fatto costitutivo per il Seminario, come ha sottolineato il Cardinale Sepe: “Dalla circostanza di questo voto il Seminario è diventato un piccolo santuario mariano in cui tutti noi siamo stati educati alla scuola di Maria. Questa spiritualità mariana, ricordo del Voto del 1917, rappresenta per me il fondamento su cui continuare a costruire il mio ministero”.

Ci ricordava ancora il Cardinale Sepe che Papa Benedetto XV nel 1918 così si rivolgeva ai suoi seminaristi: “Fortunati voi per la bella devozione alla Madonna delle Fiducia! Lo stesso Papa parlava con entusiasmo della giaculatoria: Mater Mea. Fiducia Mea! Divenuta la formula di riconoscimento degli alunni del Seminario Romano. Ed è così! Dalla spaventosa tragedia della guerra è nata la devozione alla Madonna della Fiducia che ha segnato e continuerà a segnare la vita di tanti ex-alunni come il Santo Papa Giovanni XXIII”. Sull’esempio di tanti predecessori, il Cardinale Sepe ha invitato noi seminaristi “a formarci ad una solida e sincera devozione alla Madre della Fiducia. Restiamo attaccati al manto della Vergine Maria, nessun pericolo metterà in dubbio la nostra autentica chiamata. Incontrate con i vostri occhi lo sguardo di Maria e imparerete a essere autentici testimoni della vita sacerdotale di Cristo”. Infine, il Cardinale concludeva così la sua omelia: “Oggi non c’è una guerra in atto, però ci sono molteplici minacce di varia natura culturale, sociale, religiosa. Le minacce di chi non solo non accetta il Vangelo ma spesso fa della propria vita un impegno a combattere il Regno di Dio. Voi seminaristi con l’attaccamento a Maria fondate la vostra vita sulla carità di Cristo, sulla solidarietà verso i più miseri, gli emarginati! La carità sia il fondamento del vostro ministero sacerdotale”. Maria Madre della Fiducia ci accompagna in ogni passo della nostra esistenza e ci insegna a distogliere lo sguardo dal nostro io, ci invita ad accogliere una rinuncia, una difficoltà, un destino che hanno senso se ci lasciamo plasmare dall’opera di Dio. Quello che ci viene dato da Dio quando ci fidiamo e obbediamo, non appartiene alla nostra natura, come un’inclinazione o un tratto del nostro carattere: è un dono, è un mistero. Generazioni di seminaristi si sono succedute nell’affidare il proprio cammino e la propria vocazione alla protezione di Maria Madre della Fiducia che non delude mai e ci aspetta sempre: unica e vera fiducia nostra! Mater Mea. Fiducia Mea!


Speciale Voto

MARIA: MADRE DELLA PAROLA, MADRE DEL SÌ E MADRE DELLA FIDUCIA l nostro popolo ungherese venera Maria come la Grande Donna e Regina d’Ungheria, a cui il nostro primo re, Santo Stefano, mille anni fa ha affidato il suo regno. Per questo nella Chiesa Cattolica dell’Ungheria la figura di Maria è molto cara, come mostrano i numerosi santuari mariani (ad esempio: Má“ riagyud, Márianosztra, Máriapócs, Csíksomlyó). Sono stato battezzato, poi ho ricevuto la prima comunione e ho celebrato la prima santa messa nella chiesa parrocchiale dedicata al Santo Nome di Maria a Nagynyárád. Undici anni fa sono stato ordinato sacerdote nella Cattedrale a Pécs, nella solennità dell’Assunzione. Sin dalla mia infanzia, attraverso la mia famiglia, attraverso tanti sacerdoti e tante persone, per mezzo di diversi pellegrinaggi organizzati da mio padre, poi per mezzo delle preghiere, dello studio e della lettura della vita e degli scritti di diversi Santi, ho conosciuto sempre di più l’importanza di Maria nella (mia) vita spirituale. In tre punti vorrei riassumere chì è per me la Madre di Gesù. Prima di tutto contemplo Maria come la Madre della Parola. Lei ha concepito il Verbo di Dio (Mt 1,20-23; Lc 1,31), il quale in quanto uomo si e formato nel suo seno (Lc 1,3945). Lei ha partorito la Parola incarnata donandoLa al mondo (Lc 2,6-7; Gal 4,4), e poi custodiva la Parola meditandoLa e contemplandoLa (Lc 2,19.51-52). Per questo Maria è per me Colei che mi insegna ad ascoltare, accogliere, studiare, meditare, adorare, predicare ed incarnare il Verbo di Dio nel mio ministero. Poi vedo Maria come la Madre del sì, la quale sin dall’annunciazione dice al Signore il suo sì perenne (Lc 1,38 ), che rinnovava ogni giorno in diversi momenti della sua vita. Mi ricordo con gioia, quando con la nostra classe del Seminario Romano e con don Pino Pulcinelli abbiamo fatto un ritiro a Loreto, dove si trova, secondo la tradizione, la Santa Casa di Maria, in cui Lei ha pronunciato il

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suo “sì” all’angelo Gabriele: lì si è formato anche il mio sì, dopo un lungo e impegnativo discernimento vocazionale. Perciò Maria è per me Colei che mi insegna a dire sì quotidianamente con libertà, con gioia e con amore alla chiamata e alla volontà di Gesù, che mi ha chiamato a diventare suo sacerdote (Lc 5,4-6; Gv 15,16 ). Un sì non generico, ma concreto agli eventi, ai fatti quotidiani. Infine venero Maria come la Madre della Fiducia, la quale si affidava pienamente a Dio (Lc 1,38 ), cioè Donna della fiducia nella Provvidenza e nella Bontà divina. Ho conosciuto Maria come Madre della Fiducia al Seminario Romano: i tempi trascorsi in preghiera e in servizio nella Cappella della Fiducia, gli esempi di numerosi seminaristi e sacerdoti, le tante esperienze, hanno messo per sempre nel mio cuore l’icona della Madonna della Fiducia. Per questo Maria è per me Colei che mi aiuta ad affidarmi da figlio a Dio, che è mio Padre, che mi conosce e mi guida. Secondo questa ottica cerco di affidare a Lei e a Dio oltre me stesso anche quelle persone che il Signore mi ha chiesto di servire (Atti 20,32; 1Pt 5,1-2 ). Maria, Madre del Verbo Divino, Madre del sì e della Fiducia ci aiuti e ci protegga, perché possiamo seguire Gesù sempre di più con gioia e con fedeltà, e possiamo autenticamente annunciarLo a tutti.

Viktor Nyúl

Santuario di Máriagu“d in Ungheria.

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Manuel Secci

GENNAIO

Diario 2017

Sursum Corda

GIOVEDÌ 5

GIOVEDÌ 2 Solenne celebrazione eucaristica nella festa della Presentazione di Gesù al Tempio.

LUNEDÌ 6

Michele De Santis, della diocesi di Oria, viene ordinato Diacono nella Chiesa Parrocchiale della Sacra Famiglia in Sava da S.E.R. Mons. Vincenzo Pisanello.

DOMENICA 8

Enrico Murgia e Francesco Deffenu, exalunni della diocesi di Cagliari, ricevono l’ordinazione diaconale dal loro vescovo S.E.R. Mons. Arrigo Miglio, nella Chiesa collegiata di Sant’Anna, in Cagliari.

Don Marco Carozza, nostro ex alunno della diocesi di Bari, celebra la sua prima Messa in Seminario.

VENERDÌ 17 - DOMENICA 19 Gite delle classi al termine della sessione di esami: I anno alla Costiera Amalfitana, il II anno si reca a Modena, III e V anno a Rossano, IV anno a Bologna, VI e VII anno a Berlino (foto alle pp. 26-27).

LUNEDÌ 20

MERCOLEDÌ 18 - MERCOLEDÌ 25

Conclusa la sessione invernale degli esami, cominciano le lezioni del 2° semestre alla PUL e alla PUG. Celebra la Santa Messa in Seminario mons. Stefano Sanchirico, nostro ex alunno, che quest’anno celebra 25 anni di sacerdozio, attualmente Prelato di Anticamera del Papa.

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani al termine della quale Mons. Pino Pulcinelli, professore alla PUL e Padre Spirituale nel Seminario Minore di Roma e del Divino Amore, celebra l’Eucaristia in Seminario.

Don Eugenio Giorno, vice-parroco della parrocchia di Santa Giulia Billiart, celebra l’Eucaristia. Don Eugenio festeggia il suo primo anno di presbiterato.

LUNEDÌ 9

Ricominciano le attività in Seminario e le lezioni alla PUL e alla PUG.

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FEBBRAIO

MARTEDI 21


Diario MERCOLEDÌ 22

SABATO 4

Don Diego Conforzi, parroco di Sant’Ugo, presiede la Santa Messa in seminario; quest’anno festeggerà il decimo anniversario della sua ordinazione.

GIOVEDÌ 23 In occasione del 60° anniversario di ordinazione presbiterale, presiede l’Eucaristia S.E.R. il Cardinale Francesco Monterisi.

VENERDÌ 24 Don Alessandro Pagliari, nostro vicerettore, presiede la Santa Messa (articolo sulla Novena alla Madonna della Fiducia alle pp. 20-21). Cominciano le celebrazioni della Festa della Madonna della Fiducia. I Primi Vespri sono presieduti da S.E.R. Mons. Angelo de Donatis, Vescovo ausiliare per il clero della Diocesi di Roma.

SABATO 25 Festa della Madonna della Fiducia. S.E.R. Mons. Ignazio Sanna, Arcivescovo di Oristano, presiede le Lodi Mattutine. La Santa Messa è presieduta da S.E.R. Mons. Gianrico Ruzza, Vescovo ausiliare per il settore centro della Diocesi di Roma (articolo alle pp. 22-23). Al termine della celebrazione, gli ex-alunni si fermano per il pranzo. Celebra i Secondi Vespri a conclusione della festa S.E.R. Mons. Paolo Selvadagi, Vescovo ausiliare per il settore Ovest della Diocesi di Roma (le foto delle celebrazioni alle pp. 22 - 23).

P. Marco Tasca, Generale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, predica alla Comunità il Ritiro di Quaresima.

LUNEDÌ 6 Il Rettore annuncia alla Comunità che è stato nominato il nuovo economo, don Mauro Papaleo, diacono permanente della Diocesi di Roma (articolo a pag. 18).

MARTEDÌ 7 Incontro con i parroci dove i seminaristi svolgono il servizio pastorale.

SABATO 11 Il Cardinal Vicario Agostino Vallini incontra i seminaristi per una testimonianza sul celibato, tema di questo anno formativo (articolo a pag. 28).

DOMENICA 12 Appuntamento mensile dei Vespri della Fiducia.

MERCOLEDÌ 15 Veglia di preghiera nella parrocchia di San Pio X per l’ordinando presbitero don Gabriele Vecchione.

MARZO

VENERDÌ 17

MERCOLEDÌ 1

Veglia di preghiera nella parrocchia di Santa Bernadette per l’ordinando presbitero don Mattia Pica.

Il Rettore presiede la Messa del Mercoledì delle Ceneri.

VENERDÌ 3 Veglia di preghiera nella parrocchia di Santa Gemma Galgani per l’ordinando presbitero don Dario Loi.

SABATO 18 Giornata dei Genitori. I seminaristi visitano le Basiliche Romane di Santa Maria Maggiore e Santa Prassede e la Chiesa di san Vito con i loro genitori. Al termine delle visite, il pranzo in Seminario.

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Sursum Corda LUNEDÌ 20

LUNEDÌ 27

Solennità di San Giuseppe. Presiede la Santa Messa comunitaria S.E. Mons. Giuseppe Marciante, vescovo ausiliare di Roma per il settore Est.

VENERDÌ 24

Don Salvatore Corvino presiede la sua prima Eucaristia in Seminario.

VENERDÌ 31 Veglia di preghiera nella parrocchia di San Luca per l’ordinando presbitero don Mattia Pica. Nella Chiesa Cattedrale di Lecce, S.E.R. mons. Domenico D’Ambrosio ordina sacerdoti don Salvatore Corvino e don Cosimo Marullo.

APRILE SABATO 1 Giornata di formazione comunitaria sul Celibato con P. Raniero Cantalamessa (articolo a pag. 29).

DOMENICA 2 Appuntamento mensile dei Vespri della Fiducia.

GIOVEDÌ 6 Veglia di preghiera nella parrocchia di San Carlo da Sezze per l’ordinando presbitero don Gabriele Vecchione.

GIOVEDÌ 6 - SABATO 8 Le classi vivono il Ritiro in preparazione alla Pasqua. Hanno tenuto le meditazioni don Renzo Chiesa per il I Anno, don Giuseppe Forlai per il II Anno, p. Gianfranco Ghirlanda SJ per il III Anno, S.E.R. mons. Gianrico Ruzza per il IV Anno e don Francesco De Franco per il V Anno.

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Don Domenico Stasi, della Diocesi di Rossano-Cariati, viene ordinato presbitero da S.E.R. mons. Giuseppe Satriano nella Chiesa Cattedrale di Maria Santissima Achiropita.

MARTEDÌ 11 - MERCOLEDÌ 12 I seminaristi romani visitano la Cittadella di Loppiano, fondata dal Movimento dei Focolari per due giorni di fraternità e riflessione (articolo alle pp. 32-33).


Diario MARTEDÌ 25 I Seminaristi rientrano in Seminario per riprendere le lezioni.

MERCOLEDÌ 26 Veglia di preghiera nella parrocchia di Sant’Enrico per l’ordinando presbitero don Andreas Biancucci.

GIOVEDÌ 27 Veglia di preghiera in Cappella Maggiore per i seminaristi ammittendi ed istituendi lettori o accoliti.

SABATO 29

ricevono il ministero dell’accolitato: Michele Ciardo, Simone Pietro De Lorenzis, Johnny Joseph, Luigi Lavia, Gabriele Nasca, Renato Tarantelli Baccari e Francesco Vangeli.

MAGGIO MERCOLEDÌ 3 Solenne celebrazione eucaristica in Seminario presieduta da S.E.R. mons. Gianrico Ruzza, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Roma, in cui Francesco Argese, Diego Armando Barrera Parra, Ottavio Fiorentino, Raffaele Forellino, Reginald Madeus, Mario Mesolella, Marco Montone e Manuel Secci vengono ammessi tra i candidati agli Ordini Sacri.

S.E.R. il Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli, presiede l’Eucaristia in commemorazione del Voto alla Madonna della Fiducia, di cui ricorre il centesimo anniversario (articolo alle pp. 9-10).

VENERDÌ 5

DOMENICA 30

Veglia diocesana di preghiera per gli ordinandi presbiteri romani nella Basilica di san Giovanni in Laterano presieduta da S.E.R. il Cardinal Vicario Agostino Vallini.

S.E.R. mons. Romano Rossi, Vescovo di Civita Castellana, conferisce il ministero del lettorato a Juan Pablo Aroztegui, Simone Bellato, George Bogdan, Francesco Botta, Andrea D’Oria, Diego Del Fa, Benedict Dezil, Eliterne Jean, Guenson Jean Baptiste, Daniele Lisi, Alessandro Occhibove e Francesco Palazzo;

Nella Basilica di san Pietro in Vaticano Papa Francesco ordina presbiteri 4 nostri diaconi per la Diocesi di Roma: Andreas Biancucci, Dario Loi, Mattia Pica e Gabriele Vecchione (articolo alle pp. 34-35).

DOMENICA 7

LUNEDÌ 8 I sacerdoti novelli nostri ex alunni presiedono la loro prima Eucaristia in Seminario.

SABATO 13 Per la ricorrenza dei Cento anni dall’apparizione di Maria a Fatima la Comunità partecipa alla Santa Messa nella Basilica di Santa Maria Maggiore.

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Sursum Corda LUNEDÌ 15

MARTEDÌ 23 In serata sono a cena con la Comunità alcuni Vescovi nostri ex-alunni che in questi giorni partecipano ai lavori della LXVIII Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana.

GIOVEDÌ 25 S.E.R. mons. Corrado Lorefice, Arcivescovo Metropolita di Palermo, presiede la Santa Messa in Comunità.

VENERDÌ 26 Don Cosimo Marullo presiede per la prima volta la Santa Messa in Seminario.

GIOVEDÌ 18 La Comunità vive un momento di confronto ed approfondimento sulla nuova Ratio Fundamentalis Institutionis Sacerdotalis tenuto dal Segretario della Congregazione per il Clero con delega per i seminari, S.E.R. mons. Jorge Carlos Patrón Wong (articolo alle pp. 30-31).

Viene annunciata la nomina del nuovo Vicario di Sua Santità Papa Francesco per la Diocesi di Roma: è mons. Angelo De Donatis, finora Vescovo Ausiliare di Roma per il clero; la nostra Comunità si stringe attorno al nuovo Vicario, nostro ex-alunno e Direttore spirituale in Seminario dal 1990 al 2003, rivolgendogli auguri affettuosi per il suo ministero (articolo alle pp. 5-6).

LUNEDÌ 29

VENERDÌ 19

Presiede per la prima volta la Santa Messa in Comunità don Luigi Previtero. In serata, il gruppo teatrale del Seminario presenta lo spettacolo “Il Principe e il Povero”, dal racconto di Mark Twain.

MERCOLEDI 31 Nella Parrocchia di san Cirillo Alessandrino Juan Pablo Aroztegui riceve il ministero dell’accolitato.

S.E.R. mons. Fernando Filograna, Vescovo della Diocesi di Nardò-Gallipoli ordina presbitero don Luigi Previtero nella parrocchia di San Martino di Tours a Taviano.

DOMENICA 21 16

Ultimo appuntamento di quest’anno dei Vespri della Fiducia, in cui una coppia di sposi ha presentato una testimonianza sulla propria esperienza della “Casa Betania”.


In viaggio

FEDELTÀ ALLA CHIESA E SERVIZIO ALL’UOMO

Antonio Foderaro

ons. Guglielmo Giombanco, già vicario generale della Diocesi di Acireale, nostro ex alunno, è stato nominato Vescovo di Patti; il 20 aprile è avvenuta la sua ordinazione episcopale. Condivide con noi la gioia dell’evento Mons. Antonio Foderaro, Canonico della Cattedrale di Reggio Calabria, nostro ex alunno e compagno di classe di don Guglielmo.

M

Lo scorso 1° febbraio squilla il mio telefono, guardo il numero e riconosco quello di don Guglielmo Giombanco; non è nuova la telefonata, tante volte ci siamo sentiti in questi anni di ministero per confrontarci su questioni giuridiche, pastorali o di prassi giudiziaria, o per la gioia di avere notizie e ricordare gli anni della formazione e i compagni con cui abbiamo condiviso il cammino. Rispondo al telefono, e stavolta dall’altra parte non c’è la stentorea voce scherzosa di don Guglielmo, ma una voce tremante ed emozionata che mi dice: “Antonello prega per me, il Papa mi ha chiamato ad essere Vescovo di Patti”. Anch’io sono colto dall’emozione e gli dico: “Guglielmo lo sguardo di Gesù si è posato su di te, accogli il dono e insieme ringraziamoLo; ti affido alla Madre della Fiducia”. Il mio compagno di seminario e di studio è stato chiamato dal Papa alla dignità episcopale: quale grande dono il Signore ha voluto riservare alla mia vita! E’ proprio nella logica del dono che voglio condividere la gioia che insieme a tanti altri compagni di strada degli anni di formazione abbiamo vissuto lo scorso 20 aprile nella splendida cornice del Santuario di S. Maria di Tindari, dove Mons. Guglielmo Giombanco è stato consacrato Vescovo. Ci siamo ritrovati in tanti ex alunni a vivere questo evento di gioia e c’erano alcuni di coloro che sono stati nostri superiori all’epoca: Mons. Mani, nostro Rettore, Mons. Tani, nostro Direttore Spirituale, Mons.

Pisanello, che era stato nostro assistente, e ancora Don Occhipinti, attuale Rettore del Seminario e nostro compagno di formazione. Certamente una festa grande per il nostro Seminario, che ha visto chiamato un altro suo figlio tra i Successori degli Apostoli. Mons. Giombanco ha voluto ricordare in modo particolare il Seminario Romano, durante il saluto alla conclusione della celebrazione, con queste parole: “Il Seminario è stato una palestra che ha formato la mia esistenza attraverso la formazione umana, spirituale e pastorale, e mi ha insegnato a credere negli ideali alti che danno senso alla vita”. Questo imprinting si sente forte anche nel motto che don Guglielmo ha scelto per il Suo stemma episcopale: Virtute Evangelii iuvenescere, espressione tratta dalla Lumen Gentium, n. 4, che esprime appieno la fedeltà alla Chiesa e il servizio all’uomo, che hanno contraddistinto l’agire pastorale del sacerdote don Guglielmo e che diventano oggi il programma episcopale del nuovo Vescovo. Il saluto che Mons. Giombanco ha tenuto durante la celebrazione si è concluso con la richiesta di protezione alla Madre Celeste e con l’invocazione della Madre della Fiducia. Carissimo don Guglielmo, anche noi ci uniamo alla tua invocazione, perché la Madre della Fiducia ti custodisca e ti accompagni nel tuo servizio episcopale. Ad multos annos. Ad multos annos. Ad multos annos.

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Sursum Corda La Redazione

NUOVO ECONOMO IN SEMINARIO anno 2017 ha portato una novità in Seminario: don Franco Massara, presbitero della Diocesi di Mileto-NicoteraTropea, nostro ex alunno e per tanti anni Economo del nostro Seminario, è rientrato

bancario (è stato direttore di filiale negli ultimi anni di carriera), ha operato fin da giovanissimo nelle parrocchie romane: a San Luca Evangelista e poi, dopo il matrimonio con Licia, nel 1981, nella parrocchia dei Santi Gioacchino ed Anna, dove si è occupato della Caritas, dei gruppi di famiglie, della mensa a San Gabriele. Nel 2011, ormai quasi in pensione, don Mauro è stato incoraggiato dal suo parroco, don Alberto Contini, a intraprendere il cammino di formazione al diaconato permanente. A 60 anni non ha avuto timore di rimettersi a studiare e di impegnarsi seriamente in tutte le attività formative previste dalla Diocesi di Roma per i futuri diaconi permanenti. Si è sentito accompagnato e sostenuto dal Signore, da Maria Santissima, dalla Chiesa, dal suo assistente spirituale, che gli diceva: “Se è voluto da Dio arriverai”. Il 29 ottobre 2016 don Mauro è giunto al “traguardo” ed è stato ordinato diacono nella Basilica di Il nuovo Economo, Don Mauro Papaleo, San Giovanni; tra gli ordinati, anche i nonel giorno della sua ordinazione diaconale stri alunni don Andreas Biancucci, don nella sua Diocesi, essenDario Loi, don Mattia Pido stato nominato Parroca e don Gabriele Vecco di Limbadi, località in chione. Dopo pochi mesi provincia di Vibo Valentia. dall’Ordinazione, in cui A don Franco esprimiadon Mauro ha continuato mo gratitudine per l’imil suo servizio alla Rettoportante servizio prestato ria dell’Immacolata allo nella nostra Comunità e Esquilino, dove anima gli auguriamo di cuore un l’Adorazione eucaristica, fecondo ministero! è giunta la chiamata al Il nuovo Economo è un servizio nella nostra CoDiacono permanente, ormunità come Economo, dinato il 29 ottobre scorda lui accolta con fiducia Don Franco Massara so, don Mauro Papaleo, e obbedienza. Salutiamo anch’egli calabrese: è nacon amicizia e stima don to a Stilo il 27 luglio 1953, sposato con LiMauro, grati per la sua piena disponibicia Mariani, padre di tre figli, Simone, lità e certi di poter condividere con lui un Chiara e Cristina. Don Mauro, ingegnere bel cammino. Benvenuto, don Mauro, e elettronico, con esperienza nel mondo auguri!

L’

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dal sentimento della propria impotenza che il fanciullo trae umilmente il principio della sua stessa gioia. Si rifugia in sua madre, capisci? Presente, passato, avvenire, tutta la sua vita, la vita intera è compresa in uno sguardo; e questo sguardo è un sorriso” riporta Bernanos nel suo libro “Il Curato di Campagna”. Ogni ex-alunno che ritorna in Seminario assieme a ogni seminarista, formatore ed ogni altra persona che ha partecipato quest’anno alla Festa della Madonna della Fiducia, nell’immagine Sacra di Maria con il Bambino Gesù in braccio trova uno sguardo a cui offrire la sua intera vita. In questo sguardo di Maria gli ex-alunni trovano il proprio cammino fatto in Seminario nel passato con le fatiche e le gioie, offrono il presente con il proprio ministero, e affidano il proprio futuro. Questo sguardo attento e continuo di Maria alla vita di tutti noi porta in colui che si affida “un sorriso di chi sa che non è mai solo”. La Festa della Fiducia del 2017 è stato uno scambio di sorrisi tra gli ex-alunni che venivano per il loro anniversario e i seminaristi e formatori che li aspettavano con gioia, uno scambio di sorrisi anche tra i seminaristi e i professori ed i vari amici del Seminario. A dir la verità per i seminaristi la Festa ha cominciato ad essere pregustata molto tempo prima: tutti si sono impegnati nella preparazione a partire dai canti, la preparazione degli inviti e così via, fino alla sistemazione delle piante qualche giorno prima. La festa è iniziata il 24 febbraio con i primi Vespri presieduti da mons. Angelo De Donatis: i professori e i seminaristi con i formatori si sono ritrovati tutti insieme nella Cappella della Fiducia. A seguire vi è stata la cena con coloro che curano la formazione intellettuale. Le Lodi del 25 febbraio sono state presiedute da mons. Ignazio San-

“È

na, Arcivescovo di Oristano, e la Messa da mons. Gianrico Ruzza. Il pranzo della Fiducia è stato un momento di ritrovo e condivisione fraterna con gli ex-alunni: questi infatti ricordavano con gioia ai seminaristi le

proprie esperienze passate in seminario. I secondi Vespri sono stati presieduti da mons. Paolo Selvadagi; è seguita la cena con gli amici del Seminario, i benefattori ed il gruppo “Priscilla ed Aquila”. Il tutto si è concluso con un pensiero rivolto da un seminarista a Maria, che è motivo del nostro sorriso e della nostra gioia.

Ermir Frani

Speciale Fiducia 2017

TUTTO IN UNO SGUARDO E QUESTO SGUARDO È UN SORRISO

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Speciale Fiducia 2017 Simone Pietro De Lorenzis

LA MADRE ATTENDE SEMPRE I SUOI FIGLI ve Maris Stella…” è l’inno che riecheggia nel nostro seminario in questi giorni di preparazione alla festa della Madonna della Fiducia. Come ogni famiglia in prossimità alla festa della propria mamma, così la nostra comunità è in fermento, dalla cappella maggiore alle cucine, dalla segreteria ai fiori e alla Schola Cantorum, fino al cuore della nostra casa, la cappella

“A

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della Fiducia. È l’occasione per tutti, ex alunni, amici e benefattori del seminario, per un saluto silenzioso, ma intenso e personale, alla Madre. A lei tutti affidano la propria vita, le ansie, le preoccupazioni. Perché, è vero, cento anni fa veniva sciolto il Voto dei nostri ex alunni partiti al fronte nel primo conflitto mondiale, dal quale tornarono sani e salvi, ma anche oggi Maria non manca di far sentire la sua vicinanza a chi si rivolge a lei con la certezza di essere ascoltato. Il Bambino Gesù che tiene tra le braccia ci indica il volto della madre, ci dice che a Lui possiamo chiedere tutto per mezzo di Maria. Sarà lei a dire al Figlio: “Non hanno più vino” (Gv 2,3). A lei i seminaristi di ogni tempo hanno affidato la propria vocazione, specie nei momenti di incertezza, specie in quei momenti difficili in cui non si sa a chi rivolgersi. Con questi

sentimenti abbiamo vissuto i giorni della Novena con alcuni ex alunni che hanno celebrato con noi l’Eucarestia, condividendo con la comunità la gioia della loro vocazione sacerdotale nell’anniversario della loro ordinazione. A celebrare la Messa di lunedì 20 febbraio è stato mons. Stefano Sanchirico, Prelato di anticamera di Sua Santità, che quest’anno celebra il 25° di ordinazione. Nell’omelia ha richiamato l’attenzione sull’incontro personale con Cristo, che avviene primariamente nella bellezza della liturgia, che porta inevitabilmente ad una vicinanza al cielo. Il giorno seguente, martedì 21, ha celebrato la Messa della novena don Eugenio Giorno, vice parroco di Santa Giulia Billiart a Roma, nel suo primo anniversario di ordinazione. Nel suo pensiero omiletico si è soffermato sull’identità del vero discepolo che impara a passare dal sapere del miste-

ro di Gesù alla sapienza di quel mistero, nel concreto di tutti i giorni. Così come ha fatto Maria, che ha saputo vivere il coraggio di dirsi umile davanti a Dio, vivendo anche la libertà di cercare il primo posto nel servizio totale al Regno di Dio con la stessa sapienza del Figlio, che ha donato se stesso nel sacrificio della croce. Mercoledì 22 abbiamo avuto la presenza di


Speciale Fiducia 2017

don Diego Conforzi, da circa un anno parroco di Sant’Ugo a Roma. Ha festeggiato con noi il suo decimo anno di ordinazione sacerdotale, soffermandosi in modo particolare sulla figura di Pietro, che impiegò tutta una vita per capire che Gesù è il Cristo, indicandolo a noi seminaristi come esempio da seguire per capire come servire Cristo e la chiesa oggi. Giovedì 23 la Comunità si è stretta attorno al Cardinale Francesco Monterisi, già Nunzio apostolico in Bosnia ed Erzegovina negli anni difficili della guerra e già Segretario

della Congregazione dei vescovi, che festeggia il 60° di ordinazione sacerdotale. Con grande passione ci ha parlato degli inizi della sua vocazione e della sua dedizione alla Chiesa nel suo lungo ministero. Come modello da imitare ha proposto Giovanni sotto la croce, il quale riceve da Gesù il dono della sua Madre. Occorre essere consapevoli della grandezza di quanto ricevuto, nella certezza che Maria non abbandona mai i suoi figli, in qualunque posto o ruolo la Chiesa chieda di servire il suo Signore. Nell’ultimo giorno della novena, venerdì 24, ha presieduto l’Eucarestia il nostro vice rettore, Don Alessandro Pagliari, che que-

st’anno ha festeggiato i dieci anni di ordinazione. Ha parlato a noi della durezza del cuore, non solo dei farisei, ma anche del nostro cuore, che può emergere nella vita del seminarista come nella vita del presbitero. Ma l’amore di Cristo supera tutte le nostre durezze e le resistenze, perché è “Lui che ha dato la sua vita per me!”. Ormai è tutto pronto e non rimangono che poche ore. La Comunità del seminario attende di ritrovarsi nel “cenacolo” con Maria, per celebrare i primi Vespri della solennità, invocando una nuova effusione dello

Spirito Santo sugli apostoli di oggi raccolti in preghiera con la Madre. Non solo un rito o una tradizione che si rinnova automaticamente, ma un incontro, un incrocio di sguardi tra il Figlio che indica a noi la Madre; lo sguardo sicuro di Maria a noi che intende rassicurare il nostro animo e sembra quasi sussurrarci: “Siete figli perdonati”. Di sicuro sono stati questi i sentimenti degli ex-alunni che hanno celebrato durante la novena; abbiamo visto nei loro occhi la gioia di tornare a casa per la festa della Madonna. Ci attende questa sera, ci attende ogni sera, ci attende alla sera della vita, pronta ad incrociare ancora una volta il suo sguardo con il nostro, con amore e premura di madre che conosce bene i suoi figli, pronta ad accogliere la nostra preghiera e il nostro canto: Ave Maris Stella, Dei mater alma, atque semper virgo, felix coeli porta.

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Speciale Fiducia 2017 Diego Del Fa

“ESISTE IN NOI UN DEPOSITO DI ORO PURO DA CONSEGNARE”

anima mia magnifica il Signore, il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore!”. Queste parole della Vergine, sono state come un ritornello che volentieri abbiamo ripetuto tutti insieme, per la celebrazione della festa di Maria SS.ma Madre della Fiducia.

“L’

È con animo lieto ed esultante che abbiamo vissuto i diversi momenti che hanno scandito la giornata della solennità. Anzitutto durante la celebrazione dei Primi Vespri, presieduti dal caro mons. Angelo De Donatis, Vescovo ausiliare per il clero, il quale ha condiviso con noi la gioia di prendere parte ad un evento così atteso e desiderato. Egli ci ha confidato di essere molto affezionato al luogo della Cappella della Fiducia, tanto da ritirarsi spesso lì in preghiera sia negli anni del-

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la formazione che in quelli del ministero. La preghiera delle Lodi Mattutine è stata presieduta da S.E.R. mons. Ignazio Sanna, Arcivescovo di Oristano. Egli ha tratteggiato le linee guida della figura del prete nell’insegnamento del Concilio Vaticano II, augurando che ciascun seminarista possa essere servo appassionato della Parola. La Messa del sabato, quest’anno presieduta da S.E.R. mons. Gianrico Ruzza, Vescovo ausiliare per il settore centro, è da sempre il momento centrale della festa in occasione della solennità. È un appuntamento atteso da tutti gli alunni, in quanto rappresenta il punto cardine dell’anno formativo, ma anche da tantissimi ex alunni, alcuni dei quali non man-

cano mai a questo momento. Negli anni ho ricevuto tante testimonianze di sacerdoti ex alunni i quali, non potendo essere presenti di persona a causa della lontananza geografica o per problemi vari, non dimenticano mai di celebrare la Santa Messa del sabato precedente l’inizio della Quaresima per le intenzioni del Seminario e della comunità che lo abita, facendo una memoria carica di affetto della Patrona del nostro seminario. Quest’anno la nostra solennità mariana è stata l’occasione per fare memoria del compianto cardinale Ugo Poletti, nel ventesimo anniversario della sua morte. Numerosi sono stati i momenti di ricordo affettuoso e grato nei confronti di questo pastore dal cuore grande, che è stato un autentico padre per alcune generazioni di preti romani, essendo stato Vicario ge-


Speciale Fiducia 2017 nerale della diocesi di Roma per quasi venti anni, dal 1973 al 1991. Durante l’omelia, mons. Ruzza ha ricordato un simpatico ma significativo aneddoto: durante una visita al seminario del santo papa Giovanni Paolo II, il card. Poletti gli mostrò da un terrazzo i quartieri della città che da lì potevano osservarsi, con dedizione appassionata, dimostrandosi, quale era, un profondo conoscitore del tessuto sociale della nostra città e della nostra Chiesa locale. Nel suo testamento spirituale (consegnato a tutti i concelebranti prima dell’Eucaristia), egli definì, infatti, la Chiesa di Roma con diversi termini che manifestano sentimenti di affetto incondizionato: “amata, dono incomparabile di Dio, mia Maestra di fede e di carità”. Mons. Ruzza ri-

cordava, in un altro passo, anche il legame che aveva con la Madonna della Fiducia: egli, durante una celebrazione della festa, fece una spiegazione della celebre giaculatoria della tradizione del Seminario, “Mater Mea, Fiducia Mea”. Questa era da lui vista come “portatrice di serenità, di protezione, di risposta al dubbio e all’instabilità”. La giaculatoria è uno dei frutti che tanti cuori di preti e seminaristi devoti alla Madonna pronunciano ogni giorno, facendo memoria e custodendo nel cuore l’accompagnamento premuroso e fiducioso della Madre del Signore negli anni di ministero e della formazione. “La vera devozione alla Madonna della Fiducia, tuttavia, non è da esprimersi solo con queste parole, bensì prolungando nella nostra esistenza la sua fedeltà carica di gioia, di serietà e di servizio nella sequela di Cristo: è solo così che la prima discepola fa di noi dei discepoli veramente innamorati”. In questa operazione però, il protagonista non è mai soltanto il soggetto umano, ma anche e soprattutto lo Spirito Santo di Dio, che ci invade e ci rende capaci di vivere come il Signore

Gesù, il quale durante l’Ultima Cena indossò il grembiule e iniziò a lavare i piedi dei discepoli lì riuniti. La strada da percorrere, dunque, è quella di seguire la Parola del Vangelo nell’assecondare lo Spirito che è in noi, e di fidarci della promessa di non essere mai soli. E questo è proprio ciò che il santo popolo di Dio

richiede da noi: di essere autorevoli non perché grandi dottori, ma perché testimoni credibili in quanto uditori e portatori della Parola che salva. Terminando con una frase celebre di Simone Weil, don Gianrico ci ha ricordato che “esiste in noi un deposito di oro puro da consegnare agli altri”, ai fratelli, che sono in attesa di questo annuncio. La celebrazione dei Secondi Vespri, infine, è stata presieduta da S.E.R. mons. Paolo Selvadagi, Vescovo ausiliare della nostra diocesi per il settore ovest, il quale ci ha invitato ad avere lo stesso ascolto di Maria, che era solita accogliere la Parola con le orecchie, con la ragione, ma soprattutto con il cuore.

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Speciale Fiducia 2017 Alessandro Caserio

UMILTÀ E FIDUCIA Il discorso al pranzo della festa della Fiducia

ella mia parrocchia di origine, San Felice da Cantalice, ho scoperto il legame esistente tra chi ha vissuto in seminario, più o meno a lungo, e la nostra rivista, il “Sursum Corda”. Tale testimonianza l’ho avuta non da un prete diocesano, come sarebbe normale che fosse, bensì da un frate, padre Vincenzone (chiamato simpaticamente in questo modo per via della sua stazza). Prima di entrare nell’ordine dei Frati Minori Cappuccini fu alunno per qualche tempo del nostro seminario e nono-

N

stante siano passati tantissimi anni il suo legame con questo luogo, con la Madonna della Fiducia, ed in modo particolare con la nostra rivista, è ancora fortissimo. Tutt’oggi mi chiama regolarmente, per avere informazioni sulla pubblicazione dei nuovi numeri della rivista. Non potrei mai descrivere la sua gioia nel vedere le foto di seminaristi impegnati nelle più disparate attività e di cui non conosce neanche il nome, ma che sono come amici di vecchia data, per il semplice fatto che abitano in questo luogo. Lo dico onestamente, senza la sua testimonianza non sarei mai riuscito a cogliere appieno il legame che continua ad intercorrere tra ogni persona che ha vissuto in questo luogo. Proprio quest’anno ricorrono i cento anni dal secondo voto alla Madonna della Fiducia e, al contempo, festeggiamo i cento anni di vita della nostra rivista, e la piccola testimonianza che vi ho appena raccontato, la quale si potrebbe unire a migliaia di altre testimonianze, mi sembra il modo più bello per dare risalto a queste ricorrenze. La nostra festa, quest’oggi, è ancora più bella, perché come ogni anniversario, ci permette di soffermarci con maggiore attenzione sulla bellezza e la bontà di quanto è stato vissuto e di quanto si continua a vivere. E quello che continuiamo a vivere è il legame che in-

DISCORSO TENUTO AI PROFESSORI DURANTE LA CENA DOPO I PRIMI VESPRI DELLA SOLENNITÀ Mario Mesolella Cari professori: buonasera! Permettete giusto qualche parola di saluto a nome di tutta la nostra Comunità. Per noi seminaristi, avervi qui dopo la “famigerata” sessione invernale degli esami e alla vigilia della festa della nostra Patrona è una piacevole novità, un’occasione per condividere la gioia della festa e per dirvi che ci siete familiari! Ogni giorno a pranzo e a cena in questo luogo parliamo spesso di voi: condividiamo le idee più significative, gli aneddoti singolari, le prese di posizione stimolanti che con passione ci trasmettete a lezione. La Fiducia di quest’anno porta con sé due centenari significativi per la nostra comunità: il Voto del 3 maggio 1917 alla Madonna della Fiducia e la nascita della nostra rivista Sursum Corda, che ancora oggi per noi seminaristi – sotto la sapiente e prudente guida di mons. Pangallo – costituisce un ottimo esercizio di scrittura. Nel concludere, mi preme ricordare che la nuova Ratio Fundamentalis per la formazione al sacerdozio dell’8 dicembre scorso, in merito alla formazione intellettuale dei seminaristi mostra, a mio parere, almeno una significativa novità nell’asserire che essa è primariamente finalizzata ad annunciare la bellezza della fede! Il documento precedente, la Pastore Dabo Vobis del 1992, pur riconoscendo la prospettiva dialogica col mondo contemporaneo suggerita dal Concilio Vaticano II, resta su prospettive apologetiche. Oggi Papa Francesco ci chiede un salto di qualità: lasciare le armi della difesa per abbracciare il vessillo dell’annuncio. Un annuncio capace di mostrare a tutti la bellezza della nostra fede! A voi il compito di aiutarci in questa splendida impresa.

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Speciale Fiducia 2017 SALUTO AGLI AMICI DEL SEMINARIO DURANTE LA CENA COMUNITARIA DOPO I SECONDI VESPRI Francesco Vangeli Cari amici, Benvenuti nella nostra casa in questo giorno che ci raccoglie tutti sotto il sorriso di Maria, Madre della Fiducia! La festa che oggi viviamo è, per gli alunni di ieri e di oggi, un appuntamento che segna ogni anno un passo importante verso una maggiore appartenenza a colei che sostiene il nostro cammino. Siamo contenti della vostra presenza e, mentre festeggiamo lei, cogliamo l’opportunità di dire un grazie a voi, perché in voi che seguite il nostro cammino noi rivediamo i nostri amici, i nostri genitori e i nostri cari… ma soprattutto perché pensando a quanti - come voi - sostengono il nostro cammino noi riviviamo quello che sperimentava Gesù con i suoi amici quando andava a trovarli per avere ristoro. Non c’è vocazione, infatti, senza una comunità di fratelli e amici a cui donare la vita; ce lo ricorda anche il nostro amato Papa Francesco, che nell’Amoris Laetitia sottolinea proprio che la nostra vocazione e la vostra vocazione sono complementari e intrecciate nell’unico progetto di salvezza di Dio: noi, pastori (o futuri pastori) delle vostre anime, e voi, custodi del nostro servizio… noi e voi quindi insieme a servizio dell’amore di Dio. Mentre allora siamo tutti insieme in cammino verso l’unica mèta, scorgiamo in Lei - Maria - un comune modello da seguire: dietro ai suoi passi noi vogliamo camminare, perché è guida sicura verso il Paradiso. Sotto il suo sguardo benedicente poniamo le vostre vite, a lei vi affidiamo e ci affidiamo, accresciuti sì dalla nostra fiducia in Dio, ma soprattutto accresciuti dalla fiducia che Dio per primo ha riposto in noi. Buon cammino! Mater Mea, Fiducia Mea! tercorre tra ognuno di noi e la Madonna della Fiducia. In questi cento anni non credo ci sia mai stato nessun seminarista che non si sia presentato ripetutamente davanti alla nostra amata Madre, per condividere con Lei le delusioni ricevute, per affidarle i momenti di particolare tormento, per lasciarsi consolare e per ringraziarla di tut-

ti i doni ricevuti, per chiederle consiglio su qualunque decisione importante da prendere… in poche parole per affidarsi a lei. E tale atteggiamento è indubbiamente quello che contraddistingue, con un filo continuo, i seminaristi di oggi e quelli di ieri. Questo legame con la Madonna della Fiducia, almeno per quanto mi riguarda, mi ha reso sempre più consapevole dell’insegnamento che Lei vuole darci, un insegnamento che si può riassumere fondamentalmente in due parole; parole che pos-

sono apparire banali e scontate ma che disvelano un insegnamento grandissimo: umiltà e fiducia. L’umiltà intesa non come una questione di sentimenti, cioè di un sentirsi inadeguati, ma una questione di fatti, di gesti concreti. Non una questione di parole, ma di realtà, di azioni. Essere umile come lo è stato Cristo significa scoprire una luce che ci rende evidente la grandezza della nostra identità, quali persone capaci di dialogare con il Creatore, e di accettare la dipendenza da Lui con completa libertà. Soltanto con la vera umiltà sapremo essere dei testimoni credibili e riusciremo ad evitare di trasformare il nostro servizio in una struttura di potere, come ci ha ricordato il nostro amato Papa Francesco. Soltanto con la vera umiltà sapremo comprendere che il servizio non deve essere vissuto semplicemente come un qualcosa da fare per gli altri, bensì come uno stile interiore, cioè quello di sentirsi per gli altri, con la gioia di sentirsi un servo inutile. Al contempo negli anni di seminario impariamo a fidarci. A fidarci delle persone che la Chiesa ha scelto per la nostra formazione, a fidarci dei consigli che riceviamo nei colloqui e nell’accompagnamento spirituale, a fidarci degli amici che in questa comunità si incontrano e che rimangono come un dono concreto per il resto della nostra vita. Tutti questi piccoli atteggiamenti di fiducia ci permettono di abbandonarci a quella grande Fiducia, che si manifesta nella nostra fede. La fiducia che si alimenta, e cresce nella fede, nella pazienza, e alla presenza di Gesù, manifesta i tratti della misericordia, che impariamo ogni giorno in questo luogo. Mater Mea, Fiducia Mea.

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Sursum Corda

LE GITE DELLE CLASSI Primo anno ad Amalfi

Secondo anno a Modena

Terzo anno a Rossano-Spezzano Albanese

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In comunitĂ

Quarto anno a Bologna

Quinto anno a Rossano

Sesto e Settimo anno a Berlino

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Sursum Corda Gabriele Nasca

TOTALMENTE DONATI A CRISTO abato 11 marzo la comunità del Seminario Romano Maggiore ha ricevuto un dono immenso che non scorderà facilmente, sia per la profondità dei contenuti che le sono stati consegnati, sia per la semplice e familiare confidenza che le è

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stata espressa. Abbiamo con gioia accolto Sua Eminenza il Cardinal Vicario Agostino Vallini per poter ascoltare da lui parole ricche di esperienza, di maturità umana e spirituale, di riflessione e di preghiera su «quella materia nella quale nessuno è laureato», secondo la celebre espressione di Sant’ Alfonso Maria de Liguori, citata dallo stesso Cardinale, ovvero il celibato. Tre sono stati i passaggi-chiave messi in luce durante l’incontro: l’esperienza, «i punti fermi», i mezzi. Anzitutto ci è stata raccontata l’esperienza di vita: «il grande buio» della morte prematura della mamma, la prigionia del papà in Germania, il sostegno del parroco, lo studio e la «ricerca del perché» della morte. Da questi fatti e da queste domande, ecco che emerse «la grande luce» della fede, del Vangelo, e poi della chiamata al sacer-

dozio, nata anche grazie alla testimonianza gioiosa del giovane parroco: giovanissimo, il Cardinale entra in seminario. In questi anni – ci viene detto – si salda in lui una esistenza affettiva che non ha i toni della rinuncia o del peso, ma della totale dedizione a Cristo in tutta la sua positività, fondandosi sui pilastri della Santa Messa e della Parola di Dio. Emergono anche le crisi, le domande sul celibato stesso e sulla sua possibilità di viverlo: il confronto con i compagni lo porta a riflettere ancora più profondamente sul senso del celibato, fino a scoprire, quelli che ha definito i «punti fermi»: il primato di Gesù Cristo e della Sua Grazia e la necessità di difendere con la sua Forza questo «tesoro in vasi creta» (2 Cor 4,7), lo slancio missionario nell’apostolato, la profonda sincerità con se stessi, chiamando «le cose per nome». In ultimo il Cardinale ci ha consegnato dei mezzi essenziali da imparare con gradualità nel cammino di seminario per custodire quel dono del celibato che è «solitudine piena»: la preghiera del mattino, la preparazione silenziosa e meditante alla S. Messa, la preghiera della Liturgia delle Ore fatta con cura e attenzione, il «lasciar sbocciare» la paternità nelle relazioni, l’imparare a mettere i giusti «paletti» e un ordine nella vita; centrali sono le amicizie sacerdotali e il rapporto confidente e filiale con il Vescovo per poter alleggerire problemi che nella solitudine sembrano molto più grandi. Con premura paterna il Cardinal Vallini ci ha trasmesso fiducia e positività, non nascondendo le difficoltà lungo il percorso della vita di un presbitero. Noi gli auguriamo di attingere sempre a quella freschezza, che ha il nome della “totalità per Cristo Signore”, che ci ha regalato con tanto affetto e premura di padre.


In comunità VI SONO ALCUNI CHE NON SI SPOSANO PER IL REGNO DEI CIELI abato 1° Aprile padre Raniero Cantalamessa è stato invitato in Seminario per parlarci del tema dell’anno: «Vi sono alcuni che non si sposano per il Regno dei Cieli» (Mt 19,12). L’incontro si è articolato in due parti, una mattutina ed un’altra pomeridiana. In entrambe c’è stato un tempo di riflessione da parte di P. Cantalamessa e poi uno per la discussione. A partire da Mt 19,10-12 si è meditato sulla bellezza del celibato, sottolineandone la profeticità rispetto allo stato finale del Regno dei Cieli, in cui Cristo sarà tutto in tutti, e l’apostolicità. Padre Raniero ha affermato, prendendo spunto da ciò che dice san Paolo in 1 Cor 7,29-35, che il Regno è Cristo e che dunque il celibato appare positivamente come l’essere uniti a Lui senza distrazioni. Di qui dunque la prospettiva meravigliosa dell’avere il cuore indiviso. Quindi ci ha introdotti alla realtà del celibato vissuto, ponendo l’accento sulla verginità che, assieme al matrimonio, è un carisma, e dunque come tale deve essere vissuta con umiltà e per l’utilità comune. Ha infine terminato con la tematica della sessualità, confrontandosi con la prospettiva della lotta e sottolineando l’importan-

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Francesco Palazzo

za della mortificazione, soprattutto degli occhi, per abituarsi a vedere le cose con gli occhi della fede. Nella seconda parte dell’intervento, Padre Raniero si è concentrato su una disamina dell’avvenuta separazione tra Eros e Agape e sulla necessità che queste due dimensioni dell’amore siano rimesse assieme, a partire da una riflessione che lui stesso ha proposto sull’Enciclica Deus caritas est di Benedetto XVI. In particolare ha posto l’accento sulla difficoltà di amare un Dio invisibile. Con mano sapiente ci ha condotti a vedere il nostro amore come attrazione per Cristo, persona non morta, ma viva. Negli interventi, sia nella mattina che nel pomeriggio, tutti hanno mostrato grande interesse, giungendo a fare ben 18 domande, su diversi aspetti del tema, dal celibato come dono irrevocabile fino ad una necessaria sintesi tra preghiera e missione nella vita del presbitero diocesano. Con grande profondità e sapienza P. Raniero ci ha dunque condotti a quello che per lui è il segreto del celibato e della vita spirituale, cioè fare tutto con Gesù, per diventare testimoni di un celibato vissuto come un continuo rendere grazie al Signore per ogni cosa donata.

In Pace Christi Abbiamo ricevuto notizia della morte di questi ex-alunni: In data 23 gennaio 2017 è venuto a mancare mons. Marcello Morlacchetti, della Diocesi di Roma, nato il 21 febbraio 1939 ed ordinato prete il 13 marzo 1966. È tornato alla casa del Padre il 5 febbraio 2017 mons. Ottavio Petroni, Canonico della Basilica Lateranense, della Diocesi di Roma, nato il 22 ottobre 1930, ordinato sacerdote il 5 aprile 1953. Il 19 febbraio 2017 è morto mons. Gabriele Crognale, della Diocesi di Roma, nato il 17 agosto 1923 ed ordinato presbitero il 16 aprile 1949. Il 13 marzo 2017 è deceduto don Antonio Santantoni, della Diocesi di Perugia-Città della Pieve, nato il 9 novembre 1939 e ordinato presbitero il 15 marzo 1964. Il giorno 21 marzo 2017 è deceduto mons. Antonio Giorgini, della Diocesi di Forlì - Bertinoro, nato l’11 maggio 1930 ed ordinato sacerdote il 17 aprile 1954.

Requiescant in Domino Si prega di comunicare alla Redazione del Sursum Corda la notizia della morte di ex-alunni di cui si venga a conoscenza.

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Sursum Corda Mario Mesolella

PERCHÉ LA VOSTRA GIOIA SIA PIENA L’incontro con SER Mons. Jorge Carlos Patrón Wong sulla nuova “Ratio Fundamentalis Institutionis Sacerdotalis” i ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena» (Gv15,11). L’ultimo verso del Vangelo proclamato nella liturgia eucaristica di giovedì 18 maggio, ben sintetizza il senso di quanto vissuto nel pomeriggio del medesimo giorno presso la biblioteca del nostro Seminario. S.E.R.ma Jorge Carlos Patrón Wong, Arcivescovo Segretario per i Seminari presso la Congregazione per il

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Clero, ci ha paternamente illustrato le motivazioni che hanno portato la Congregazione, lo scorso 8 dicembre, alla pubblicazione della nuova Ratio Fundamentalis (RF). Il vescovo messicano, prima di cominciare, ha voluto salutare ognuno singolarmente, conferendo da subito un carattere cordiale e familiare a tutto l’incontro. La Relazione si è svolta “a braccio”, abbiamo percepito la passione di chi ha nutrito il desiderio profondo di donare alla Chiesa un sussidio utile a formare “Pastori con l’odore delle pecore” (RF, n. 3). Patrón Wong ha esordito sottolineando il carattere sino-

dale della stesura del documento, che «è stato fatto partendo dalla vita dei sacerdoti, su esperienze provenienti da tutto il mondo […] Abbiamo fatto quasi quattordici bozze, è stata un’esperienza veramente sinodale, non dettata “da una scrivania”, ma dalla vita!». Il primo dei quattro punti riguarda il senso della formazione, intesa come: «unica, integrale, comunitaria e missionaria; si intende dire cioè che la formazione abbraccia in un cammino continuo la fase iniziale e quella permanente, armonizza in sé le quattro dimensioni proposte dalla Pastores dabo vobis, ha un carattere comunitario, dal momento che la vocazione è una chiamata ecclesiale orientata al servizio del Popolo di Dio e, infine, si contraddistingue in un senso missionario, poiché prepara i candidati a partecipare, in quanto Pastori, alla missione di Cristo affidata alla Chiesa, che è appunto l’evangelizzazione». Il secondo punto tratta del tempo di “Discepolato”, corrispondente ai primi anni di seminario, in cui si cura maggiormente la formazione umana, l’impegno accademico negli studi filosofici e in cui la formazione spirituale e i primi tirocini pastorali sono finalizzati ad un discernimento sempre più specifico. Tuttavia, non bisogna intendere il discepolato limitandolo al solo discernimento iniziale; esso, al contrario, è fondativo dell’intera esperienza presbiterale: «Il Sacerdote è un discepolo permanentemente in cammino, costituito Pastore e guida del popolo solo in quanto, egli per primo, offre la propria disposizione di vita al Signore e alla Sua Parola». Il terzo punto tratta della seconda fase di formazione al sacerdozio in seminario,


In comunità quella che la nuova RF chiama “configuratrice”, corrispondente agli studi teologici. In questa fase si va delineando la formazione specifica del sacerdote, chiamato innanzitutto ad avere “il cuore di Cristo”. Il Relatore ha voluto sottolineare che, in quanto sacerdoti, «non siamo possessori della fede dei fratelli, così come non possiamo rinchiudere la gioia del Vangelo in atteggiamenti rigidi ed intransigenti, né tantomeno possiamo permettere che la pigrizia o l’attrattiva della mondanità ci facciano diventare funzionari del sacro, attaccati al potere e schiavi della propria immagine». L’ultimo punto tratta dell’“Accompa-

disposizione della nostra Comunità: sia perché abbiamo avuto modo sin dalla pubblicazione di leggere il documento e di approfondirlo nelle classi con lavori di gruppo, sia perché, effettivamente, la formazione proposta nel nostro Seminario è, da qualche anno a questa parte, pienamente in accordo con le linee fondamentali del documento: una formazione attenta alla personalizzazione del discernimento del candidato, l’attenzione alla corresponsabilità e il ridimensionamento della percezione delle varie tappe del cammino formativo; lo ha espressamente ricordato anche Patrón Wong: «non basta avere ottempera-

gnamento” e del “Discernimento”; in esso viene chiarito il modello sacerdotale che la nuova RF ha inteso delineare, ispirato al “primo seminario”, quello che Gesù stesso ha realizzato con gli Apostoli: «In generale, la Ratio Fundamentalis pensa al Seminario come al luogo dove si formano discepoli chiamati a diventare Pastori del Popolo di Dio, esercitando un servizio sponsale per i fratelli, nel quale essere segno della presenza di Cristo Buon Pastore». L’incontro con Patrón Wong – ma in generale la recezione della nuova RF – ha trovato la buona

to i doveri accademici per ritenere idoneo un candidato per la successiva tappa o per l’ordinazione». Si tratta di indicazioni che il nostro Rettore e tutta l’équipe formativa ha decisamente a cuore. Nel salutarci, sua Eccellenza ha chiesto di scattare una foto con ogni classe: «Voi siete il Popolo di Dio che il Signore mi ha affidato, un popolo un po’ particolare, ma che desidero amare e servire con tutte le mie forze, perciò avere una foto, da pubblicare sulla mia pagina FaceBook, mi aiuta a ricordarvi e a pregare per voi».

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Sursum Corda Emanuele Gargiulo

IL CARISMA DELL’UNITÀ ei giorni antecedenti la Pasqua, il Seminario propone a tutti i seminaristi romani due giorni fuori Roma per conoscere meglio comunità o spiritualità diverse. Quest’anno ci è stato proposto di andare a Loppiano, una cittadella toscana non lontana da Firenze, fondata dal Movimento dei Focolari e fortemente voluta da Chiara Lubich, il cui desiderio è quello di poter mettere in pratica il Vangelo. Il nome “Cittadella” indica proprio il fatto che sia una piccola città dove vi è tutto: il centro è la Chiesa, da dove partono le strade che portano alle varie abitazioni e alle attività commerciali; in soli due giorni il nostro cuore si è molto legato a questo posto. Il primo giorno, Martedì Santo, abbiamo avuto il piacere di conoscere Piero Coda, preside dell’Università “Sophia”, struttura

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I seminaristi romani con Mons. Piero Coda, preside dell'Università Sophia di Loppiano

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richiesta da Chiara Lubich, che sentiva la necessità di un luogo di formazione per laici, partendo dal carisma del Movimento e seguendo il Concilio Vaticano II. L’Istituto ha circa 15 anni di vita ed offre una formazione accademica scientifica, con una visione cristiana. Dapprima il tipo di formazione si limitava a brevi esperienze estive di 15 giorni, ma il successo e la voglia degli studenti hanno portato a fondare l’università alla fine del 2005, con il consenso e la benedizione di Benedetto XVI. Il professor Argiola ci ha spiegato che il cuore dell’accademia è il vivere insieme, sia tra i membri del Movimento dei Focolari sia con altre realtà ecclesiali; sono presenti anche persone di altre religioni. L’Università ha un centinaio di alunni, nume-


In diocesi ro adeguato per lo stile di vita e per la didattica adottata. In particolare viene insegnata in questa università l’“economia di comunione”, un’idea di Chiara nata dopo un viaggio a San Paolo in Brasile, dove si scontrano grattacieli e favelas, due realtà molto distanti pur essendo nello stesso luogo. Si propone un’economia solidale, avviando imprese gestite da persone competenti per dare lavoro e mettere in comune i profitti. Ad oggi ci sono circa un migliaio di queste imprese in tutto il mondo. Un recente incontro con Papa Francesco ha rilanciato il progetto, sottolineando la necessità di mettere in comunione, oltre ai beni, anche i cuori, e di farlo sempre di più. Nel pomeriggio abbiamo visitato la Chiesa della Cittadella, dove ci hanno presentato meglio il Movimento dei Focolari, facendoci capire come loro carisma è mettere in pratica il Vangelo nelle attività di tutti i giorni. L’idea base della Cittadella è avere la chiesa al centro; la costruzione della Chiesa ha cambiato la qualità della Cittadella, perché tutta la comunità dei Focolarini può pregare insieme, cosa fondamentale per la loro spiritualità. Tutti mettono a disposizione degli altri le proprie capacità a Loppiano, in particolare attraverso l’arte: da qui nasce il centro “Ave”, che annuncia il Vangelo tramite l’arte di ogni tipo, in cui ognuno mette a disposizione i propri talenti. Abbiamo incontrato vari artisti, che realizzano opere in base alla loro ispirazione,utilizzando materiali di riciclo. La Chiesa di Loppiano è anche un Santuario, ed è dedicato a Maria Madre di Dio, costruita da architetti donne, che si sono ispirate ad un’idea di Chiara, che vede la figura di Maria come un piano inclinato: infatti il tetto tocca quasi terra, a simboleggiare il manto di Maria che dal cielo arriva fino alla terra. La torre campanaria ospita anche alcuni gruppi ecumenici. Abbiamo concluso la giornata celebrando la Santa Messa con l’intera Comunità: un momento di grande gioia in cui si è respi-

rata l’aria di una comunità gioiosa in preghiera, che coinvolge tutti. Dopo aver passato la notte al seminario di Fiesole ci siamo diretti al Polo “Lionello Bonfanti”, dove abbiamo avuto l’opportunità di parlare con il professor Luigino Bruni, che insegna Economia Civile e di Comunione a Loppiano: egli ci ha spiegato la

differenza tra i diversi tipi di economia. La persona è al centro e l’economia è vista in funzione della persona, non puntando solo al profitto individuale. Il motto del polo è “Dio opera sempre”. Nella vita organizzativa si sperimenta il “perdono collettivo”, un chiedere scusa pubblicamente una volta al mese, e si ricomincia come se si fosse appena nati. Prima di rientrare a Roma, abbiamo avuto un incontro che a mio parere è stato l’incontro più edificante e formativo di questi due giorni, quello con il centro di spiritualità guidato da don Carlo Seno. L’idea di questa spiritualità è di diventare fratelli vivendo nella stessa casa, con persone di altre culture. L’ideale che qui si vive è “l’ideale di Dio”, non bisogna fare propri progetti, ma essere “incollati” a Cristo. Il punto centrale della spiritualità del Movimento è che tutti siano uno. L’ideale è Dio come luce che si concentra in Gesù sulla croce: a questo ideale si dona tutta la vita.

I seminaristi romani con il prof. Luigino Bruni

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Sursum Corda Simone Bellato

UNA MANO SEMPRE TESA VERSO L’UMANITÀ nico e sempre nuovo evento di grazia, anche quest’anno nella domenica del Buon Pastore, il 7 maggio 2017, il Papa Francesco ha ordinato presbiteri quattro nostri diaconi: Andreas Biancucci, Dario Loi, Mattia Pica e Gabriele Vecchione. Emozionante e suggestiva la cerimonia, iniziata puntualissima alle ore 9.30 e terminata alle ore 11.15, ha lasciato nel nostro cuore la gioia e lo stupore di un Dio che continua a mandare operai nella sua messe. Vorrei ripercorrere alcuni dei momenti della cerimonia nello stile che ha contraddistinto per lungo tempo questo glorioso periodico, sperando di coglierne il vero spirito anche a cento anni dalla sua prima copia: il Sursum nasce infatti per portare il calore della nostra casa nel gelo dell’orrore della guerra, per rincuorare e infondere speranza nel cuore dei suoi lettori, come il titolo della sua testata ci ricorda. Ed allora carissimi ex alunni (e seminaristi), come indegno narratore vorrei farvi dono dei miei occhi e delle mie emozioni per ripercorre-

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re insieme questa cerimonia, nella speranza che lo Spirito conduca in alto i nostri cuori! Certuni vivono la processione di ingresso solamente come il movimento per colmare lo spazio che separa sagrestia e altare; quel giorno certamente per i nostri quattro fratelli non è stato così. C’è in me ancora il ricordo dei loro occhi attenti: nessun cenno di saluto o sorriso mi è sembrato di scorgere sui loro visi, ma sentimenti contrastanti come stupore, tensione, determinazione. La processione mi è sembrata una mirabile sintesi di ciò che attraversa spesso il mio cuore di seminarista: in cammino con la Chiesa, cercando di tenere gli occhi fissi verso il Signore, con la paura ad ogni passo di non farcela, mirabilmente sostenuto dalla Sua grazia. Tensione e stupore mi hanno accompagnato un po’ per tutta la durata della Liturgia: alla prima lettura, in cui dopo la Pentecoste alle parole di Pietro seguì il battesimo di tremila persone; nel Salmo 22, in cui si proclama che il Signore è il pastore che


In diocesi non fa mancare nulla; nella 1Pt, che ricorda come tale Grazia è frutto del sacrificio di Cristo, fino al Vangelo, che rivela Gesù Buon Pastore. La liturgia dell’Ordinazione, sempre molto suggestiva, quest’anno mi ha colpito particolarmente perché con questi fratelli ho condiviso un bel pezzo di cammino (4 anni in cui ne ho apprezzato pregi e difetti) ed anche perché il giorno, in cui, a Dio piacendo, anche io sarò lì, non sembra più troppo lontano. “Sei certo che ne siano degni?”, una domanda che a me fa venire i brividi: chi può dirsi degno? Chi mai potrebbe rispondere con leggerezza a questa domanda? Io no, la Chiesa sì, meno male. Il Papa nella sua Omelia ha usato espressioni forti: il tono sommesso, le parole scandite lentamente, hanno contribuito a dare gravità e solennità al momento: mi è sembrato di scorgere un padre che, carico dei pesi della Chiesa, supplica il Signore e istruisce i propri figli sui pericoli a cui vanno incontro: in particolare ricordo due frasi lapidarie dette a braccio, nel suo stile: “non siete sacerdoti per fare carriera ma per servire il popolo di Dio” e “vi chiedo in nome di Cristo e della Chiesa: siate misericordiosi!”. In particolare questa seconda frase si è stampata in me con una forza incoercibile: non capita tutti i giorni di avere davanti un Papa che in nome di Dio e della Chiesa ti chiede misericordia. Gli impegni degli eletti sono tanti, chissà perché ho sempre un forte timore alle parole: “dedicandovi assiduamente alla preghiera”: forse perché qui in Seminario si sente spesso dire che i problemi dei preti nascono dalla mancanza di tempo per pregare e dalla perdita del rapporto con Dio a causa dei tanti impegni e sollecitazioni a cui si è sottoposti; probabilmente è per questo che dopo gli impegni seguono le litanie dei Santi: c’è bisogno di un fiume di Grazia per essere veramente sacerdoti. Una volta un santo sacerdote mi raccontò che San Giovanni Paolo II spiegò che alla sua Ordinazione, nel momento della prostrazione, si sentì aderire al pavimento, e immaginò di essere strada: così chiese al

Signore di essere una strada che tanti fedeli potessero calpestare per giungere fino a Lui. Da allora questa immagine ritorna in me ogni volta che vedo i miei fratelli aderire a quell’enorme tappeto rosso. Con il rito dell’imposizione delle mani e la preghiera di ordinazione, sembra di entrare in una dimensione in cui il tempo si ferma, nessun canto, solo gesti e parole a significare la gravità del momento. Lo Spiri-

to del Signore scende su questi uomini, li riveste rendendoli abili ad una missione che solo lui conosce e che a loro starà accogliere e vivere fedelmente passo dopo passo. La tensione si scioglie con i riti esplicativi, in particolare con la vestizione. Finalmente in quel momento li vedo sorridere, piangere, soprattutto vedo le facce di coloro che li vestono: le lacrime sono il segno di una gioia che si fa palpabile; quindi l’unzione, la consegna di calice e patena, l’abbraccio di pace, la professione di fede, la liturgia eucaristica. Voglio terminare questa narrazione ringraziando il Signore perché continua a dare il suo Spirito che giorno dopo giorno nella storia dell’umanità continua a fare grandi cose. E grazie Andreas, Dario, Mattia e Gabriele, per esservi aggrappati alla mano che il Signore vi ha teso e non averla lasciata fino ad oggi: vi auguro con tutto il cuore di credere sempre che Lui la tenderà fino alla fine, solo così potremo continuare a tendere le nostre “misericordiando”.

I nostri novelli sacerdoti celebrano per la prima volta in Seminario.

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Sursum Corda Francesco Botta

FARE MEMORIA PER SCRUTARE I SEGNI DELL’AZIONE DI DIO NELLA STORIA DEL NOSTRO SEMINARIO La pubblicazione degli Atti del Convegno per il 450° Anniversario di fondazione del Seminario Romano

l 7 febbraio del 2015 il Seminario Romano ha organizzato un Convegno per il 450° Anniversario di fondazione, che si è tenuto nell’Aula Magna della Pontificia Università Lateranense, alla presenza del Cardinale Vicario Agostino Vallini. Quest’anno, in occasione della Festa della Madonna della Fiducia, dopo aver messo insieme i lavori dei relatori, sono stati pubblicati gli Atti di questo Convegno. Il volume si apre con la presentazione del nostro Rettore, don Concetto Occhipinti, cui segue il suo intervento d’apertura del convegno, in cui mette a fuoco l’importante e delicato compito della nostra Comunità di custodire un patrimonio spirituale di grande valore. Gli Atti comprendono anche gli interventi del moderatore, mons. Stefano Sanchirico, che ha offerto delle riflessioni molto interessanti sulla storia e sulla vita del Seminario. Il primo relatore, S.E.R. mons. Sergio Pagano, Prefetto dell’Archivio Segreto Vaticano, ha presentato un’ampia riflessione circa la formazione del presbitero nella storia del nostro Seminario. Avendo sullo sfondo il Concilio Tridentino, mons. Pagano ha colto l’humus ecclesiale che ha portato alla nascita del Seminario Romano da una prospettiva particolare, presentando le testimonianze delle

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visite pastorali del primo Cinquecento, che mostrano notevoli carenze in ambito pastorale del clero romano. L’intervento ha riguardato anche il progresso della formazione dei seminaristi, dal XVI secolo al XX secolo: una crescita legata alla formazione culturale e spirituale, alla progressiva maturazione del rapporto con la Diocesi, le Parrocchie e le realtà pastorali. Con il secondo intervento, padre Gianfranco Ghirlanda SJ, direttore spirituale nel nostro Seminario, ha delineato la figura del prete romano come maestro di vita spirituale. Affrontando il problema dal punto di vista storico, prima e dopo il Concilio Vaticano II, ha trattato della direzione spirituale e del discernimento come basi per diventare maestri spirituali. Ha definito la direzione spirituale come un aiuto che una persona dà, affinché l’altro intraprenda liberamente un cammino spirituale verso la santità. Legato a questo, padre Ghirlanda ha presentato il discernimento spirituale come un processo che, sostenuto dalla grazia, giunge a una decisione che con certezza morale ritiene conforme alla volontà di Dio. Il filo rosso è la convinzione che non è possibile essere evangelizzatori senza una solida vita spirituale. S.E.R. mons. Pietro Maria Fragnelli, già Rettore del nostro Seminario e ora Vescovo di


In diocesi

Trapani, trattando il tema del prete romano come promotore di cultura, ha dato voce ai seminaristi di oggi per poi passare alla testimonianza di un nostro grande ex alunno, Papa Giovanni XXIII. Ha concluso il suo intervento ponendo l’attenzione sulle sfide culturali attuali e sulla fiducia nella potenza trasformante dello Spirito Santo. S.E.R. mons. Paolo Lojudice, già nostro ex direttore spirituale e ora Vescovo Ausiliare del settore Sud di Roma, ci ha offerto una testimonianza di vita, presentando il prete romano come ministro della carità. Don Paolo ha fatto riferimento alla scelta preferenziale per i poveri che dovrebbe far sì che il presbitero non sia un estraneo, ma, per usare le sue stesse parole, un presidente della carità; dove per carità si intende quel gesto coinvolgente che implica un cambiamento e che suscita una conversione. In continuità con questa relazione, mons. Enrico Feroci, Direttore della Caritas della Diocesi di Roma, ha parlato del prete romano come pastore tra la gente, e lo ha fatto presentandoci tre figure care a Roma e al Seminario Romano: don Andrea Santoro, mons. Plinio Pascoli e mons. Carlo Graziani. Don Enrico Feroci ha messo in luce queste tre figure di sacerdoti vissuti in tempi diversi, ma provenienti dalla stessa

scuola del Seminario Romano, che li ha resi in grado di essere pastori tra la gente. Il Cardinal Vallini, a conclusione del Convegno, ha parlato del Seminario Romano come esperienza di Chiesa. Ha inoltre consegnato ad alunni ed ex alunni alcuni tratti distintivi della formazione, come l’esperienza di essere Chiesa, l’esperienza di “raccontare Gesù” e di incontrarlo nei poveri. Il Cardinale, facendo riferimento alla nuova fisionomia della città, ha parlato della sfida pastorale che siamo chiamati ad affrontare. Nel volume degli Atti del Convegno si è pensato di inserire l’Omelia del Cardinale Beniamino Stella, nostro ex-alunno, Prefetto della Congregazione per il Clero, tenuta alla Comunità del Seminario Romano il 1° febbraio del 2015, cioè proprio nel giorno del 450° “compleanno” del nostro Seminario (fondato il 1° febbraio 1565). Il Cardinal Stella ha evidenziato le caratteristiche del nostro Seminario: la centralità dell’Eucarestia, la devozione alla Madonna e la fedeltà al Santo Padre. La pubblicazione degli Atti vuole significare, per usare le parole del nostro Rettore, un fare memoria per cercare e scrutare i segni dell’azione di Dio nella storia del nostro Seminario.

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SE TU CONOSCESSI IL DONO... L’ANNO PROPEDEUTICO L'esperienza dell'Anno Propedeutico è rivolta a tutti quei giovani che, alla luce di un percorso di discernimento vocazionale, maturano l'esigenza di verificare più in profondità la vocazione al presbiterato. L'Anno Propedeutico si svolge dall'inizio del mese di novembre alla fine di maggio: per tutto questo tempo i giovani abitano dal martedì al venerdì in seminario, in un ambiente a loro riservato; nella restante parte della settimana vivono con il presbiterio di una parrocchia romana. Il percorso si articola e si sviluppa in sei ambiti: 1. Fermarsi per stare con il Signore: nella celebrazione dell'Eucaristia, nella preghiera personale e comunitaria, nell'adorazione eucaristica e nella lectio divina. 2. Crescita umana nella consapevolezza e conoscenza di sé; elementi per il discernimento spirituale e introduzione alla vita di preghiera. 3. Elementi di formazione intellettuale: studio base delle lingue antiche e corsi introduttivi di filosofia; spunti di riflessione a partire dalla lettura del Catechismo della Chiesa Cattolica. 4. Esperienza di servizio caritativo. 5. Vita comunitaria in seminario. 6. Esperienza di vita con i sacerdoti di una comunità parrocchiale romana.

APRI GLI OCCHI Il venerdì dalle 19.00 alle 21.30 Invitiamo i giovani (19-30 anni) delle parrocchie romane al percorso vocazionale di base "Apri gli occhi". Si tratta di un itinerario pensato al fine di aiutare i giovani a percepire la propria vita come dono e vocazione e a rispondervi. Siamo ormai giunti all'VIII anno di questa esperienza e ne abbiamo verificato tutta l'efficacia: alla fine del percorso i partecipanti avranno acquisito tutti gli aiuti per entrare in un discernimento del proprio stato di vita. L'itinerario è aperto ai gruppi parrocchiali o anche ai singoli (per ulteriori informazioni e per segnalare l'eventuale adesione scrivere a aprigliocchi@seminarioromano.it). Ecco le date del prossimo anno: 27 ottobre- L'ASCOLTO DELLA PAROLA - I FALSI MITI 3 novembre-DESIDERI E LIMITI 10 novembre- L'ACCOMPAGNAMENTO SPIRITUALE 17 novembre- METTERE ORDINE NELLA PROPRIA VITA 24 novembre- BUONE REGOLE DELLA VITA 1° dicembre- Incontro intermedio 16-17 dicembre (ritiro)- Come Abramo... provo a fidarmi


L’attività vocazionale del Seminario Romano IL MIO TESORO IN UN CAMPO Seminaristi in missione vocazionale È un progetto che anche in questa seconda edizione si propone come obiettivo l'annuncio del Vangelo della "vita come vocazione" ai bambini, ragazzi e giovani delle parrocchie romane, da parte dei seminaristi che, vivendo il periodo iniziale del cammino formativo al presbiterato, da tale servizio possono ricevere un aiuto nel loro discernimento vocazionale. I seminaristi del secondo anno, accompagnati da un seminarista più grande, divisi in piccole équipe, progettano e realizzano un'esperienza di tirocinio pastorale attraverso momenti di testimonianza, animazione e preghiera. Il programma è composto da due tappe: la prima prevede la presenza dei seminaristi in parrocchia e la seconda l'accoglienza in seminario. Per info: segreteria@seminarioromano.it

VESPRI DELLA FIDUCIA La nostra casa accoglie per pregare e stare insieme


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