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il mensile Nr. 32 dic. / gen. 2013

Reg. Trib. TE n. 605 del 14.07.09 R.O.C. n. 20081 ISSN 2281-5651

Hanno talmente paura di chiamarli “partiti” che gli intellettuali del Duemila si sono dati ai “movimenti”.

TERAMO PEGGIORA LA QUALITÀ DELLA VITA Ritorna la… musicmania

2013 Aumenti 1.490 euro a famiglia REBUS REDDITEST


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DIRETTORE RESPONSABILE:

TIZIANA MATTIA direzione@primapaginaweb.it

Direttore Editoriale

Enrico Santarelli direzionemkt@primapaginaweb.it

Editore: Amministrazione PUBBLICITÀ:

Via Costantini, 6 - Teramo Tel & Fax . 0861. 250336 redazione@primapaginaweb.it

Proprietà:

Enrico Santarelli

Graphic designer: 32 Dic /Gen 2013

Nicola Arletti

Supporto grafico:

di Carlo Di Patrizio

Supporto web: STAMPA:

Lisciani Giochi

Hanno collaborato:

25

Clementina Berardocco Francesco Bonini Arianna Braca Lucio Cancellieri Marcella Calvarese Mira Carpineta Ilenia Ceci Luca Cialini Michele Ciliberti Claudio D’Archivio Adele Di Feliciantonio Laura Di Paolantonio Vittoria Dragani Angela Fosco Giuseppe Iudici Antonella Lorenzi Maria Giovanna Lotito Daniela Malatesta Giuseppina Michini Daniela Palantrani Gianfranco Puca Ennio Salvatori Mariangela Sansone Mario Scalzi Piero Serroni Camilo Enrique Spelorzi Luigi Zungaro

Politica diamoci una “mossa” Hanno talmente paura di chiamarli “partiti” che gli intellettuali del Duemila si sono dati ai “movimenti”.

Economia

IL VENERDÌ NERO DELL’ASTA DELLA BCE

Le Banche tornano a far tremare l’Europa

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di Ennio Salvatori

Territorio

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Teramo Lavoro, senza lavoro

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DISTRIBUZIONE

di Angela Fosco

Sociale

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LA SOCIETÀ IN HOUSE DELLA PROVINCIA PRIMA VITTIMA DEI TAGLI

Pegaso Distribuzioni

Iscritto a: UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA

LA SITUAZIONE CARCERARIA IN UNO STUDIO DELLA FACOLTÀ DI SOCIOLOGIA DI CHIETI

Chiuso il 31 dicembre 2012 La responsabilità delle opinioni espresse negli articoli pubblicati è dei singoli autori, da intendersi libera espressione degli stessi. Alcune collaborazioni sono gratuite.

Turismo carcerario in Abruzzo di Adele Di Feliciantonio

Genio e generosità di Ilenia Ceci

Arbitri

55 Osservatore questo sconosciuto

L’editore ha compiuto ogni sforzo per contattare gli autori delle immagini. Qualora non fosse riuscito, rimane a disposizione per rimediare alle eventuali omissioni Le informazioni, testi, fotografie non possono essere riprodotte, pubblicate o ridistribuite senza il consenso dei titolari dei diritti. il mensile Nr. 32 dic. / gen. 2013

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Jazz del Duemila di Mariangela Sansone

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Ossa: terapia infiltrativa e gel

Reg. Trib. TE n. 605 del 14.07.09 R.O.C. n. 20081 ISSN 2281-5651

Hanno talmente paura di chiamarli “partiti” che gli intellettuali del Duemila si sono dati ai “movimenti”.

TERAMO PEGGIORA LA QUALITÀ DELLA VITA

2013 Aumenti 1.490 euro a famiglia REBUS REDDITEST

Ritorna la… musicmania

di Claudio D’Archivio e Luigi Zugaro

Per i vostri quesiti ai nostri esperti redazione@primapaginaweb.it tel/fax 0861. 250336

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In copertina:

Zoonosi di Piero Serroni e Arianna Braca

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“Politica diamoci una mossa” (Mario Monti; foto free royalty from internet)

n. 32 anno 4 - dicembre / gennaio 2013

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Editoriale di Tiziana Mattia

l primo augurio del nuovo anno lo riservo ai giornalisti e al Circolo della Stampa Abruzzese che ha visto la luce proprio negli ultimi mesi del 2012. Raramente parlo della professione che, fin dall’ adolescenza, mi sembrava la migliore possibile. Viaggi, incontri. Soprattutto, la possibilità di raccontare persone e situazioni con una firma sotto a premiare quel tanto di vanità presente in ciascuno.Tutto questo (e molto altro ancora) significava scrivere su una pagina di giornale. Ma il tempo passa, i sogni si incanalano su strade il più delle volte non scelte. E questa professione, nel frattempo, è cambiata. In peggio, purtroppo. Perfettamente in sincronia con una decadenza generale della società e con il suo imbarbarimento culturale. Senza cadere in un romantico – e inutile – rimpianto del tempo che fu, torno all’augurio iniziale. A quei giornalisti abruzzesi che hanno

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deciso di ridare vitalità alla categoria in un momento non certamente facile per il mondo dell’informazione. In controtendenza rispetto all’andazzo degli ultimi anni, il Circolo della Stampa sta cercando di far “risuscitare” quello spirito di solidarietà, collaborazione, empatia tra colleghi, anche attraverso una serie d’iniziative, d’intesa con l’Ordine e la Federazione della Stampa, per riportare al centro dell’attenzione i problemi del settore e le tematiche più attuali del territorio abruzzese. Molto è stato fatto in poco tempo e tanto c’è da fare nell’anno appena iniziato. Dall’Aquila l’associazione ha creato già le sue ramificazioni sul territorio abruzzese. A Teramo, ad esempio, il Circolo, di cui sono stata eletta alla presidenza, è in piena attività e già ha fatto sentire la sua presenza. Che non vuole essere solo corporativa, ma molto di più, se anche voi ci sarete a dare una mano. Buon anno a tutti.


IL PENSIERINO PER LA SVIZZERA I nuovi giochi della politica, che sono sempre vecchi, non aiutano i pessimisti. Ecco perché di Tiziana Mattia

e l’anagrafe desse più fiducia e non remasse contro anno per anno, sapremmo dove andare a vivere. L’ultima indagine dell’anno concluso ci dice che conviene trasferirsi in Svizzera, e per chi ha ambizioni riproduttive, farvi nascere i propri figli. Non che la notizia stupisca. Lo studio ha preso in considerazione ben undici indicatori di vario genere.Tra questi, forse i più sentiti da noi tutti, il tasso di criminalità, la fiducia nelle istituzioni, la ricchezza personale, l’andamento dell’economia mondiale e le previsioni di reddito pro-capite nel breve e lungo termine. Un pensiero, nemmeno tanto recondito, viene dunque da farlo, soprattutto dopo il discorso di fine anno del nostro Presidente. Definito “epocale” da Gianfranco Fini, il saluto di Napolitano agli italiani, è sembrato, a noi che politologi non siamo, uno snocciolamento (equilibrato per carità) di una serie di emergenze purtroppo fin troppo note. “Dobbiamo parlare di una vera e propria questione sociale da porre al centro dell’attenzione e dell’azione pubblica, non più di disagio sociale”, ha sottolineato e ha aggiunto che “la crisi ha cancellato imprese e posti di lavoro, le scelte necessarie del governo hanno costretto i cittadini a sacrifici, che è necessario far ripartire l’economia e l’occupazione non solo nel Centro-Nord, ma anche nel Mezzogiorno”. Come non essere d’accordo? Poi ci guardiamo intorno e le manovre preelettorali, anch’esse deprimentemente già viste, ci riconducono al passato che non passa. Al già visto. Al vecchio che più vecchio non si può… Ricordate Cetto La Qualunque? Se non fossimo tragicamente messi, ci sarebbe da ridere. Ma non ce lo possiamo permettere

e, almeno all’inizio dell’anno, aggrappiamoci a qualche piccola speranza. Per esempio, all’oroscopo e ai segni favoriti. A voi lettori il gioco di cercare tra i nostri prossimi rappresentanti al Parlamento quelli che hanno almeno le stelle dalla loro parte. Se in Svizzera si nasce e si vive meglio, anche Teramo (lo dicono le statistiche) non scherza. Al primo posto in Abruzzo nella graduatoria dei ricchi. Dobbiamo poi trasferirci a

Se non fossimo tragicamente messi, ci sarebbe da ridere. Ma non ce lo possiamo permettere e, almeno all’inizio dell’anno, aggrappiamoci a qualche piccola speranza

Pescara per i divertimenti e a L’Aquila per conservarci in salute. Peccato che la mancata riforma delle province ci veda ancora separati e non abbia mescolato soldi e benessere fisico perché, senza saperlo, avremmo conquistato la felicità. Insomma, la politica riesce sempre, brillantemente, a danneggiarci. Vedi le primarie, che hanno confermato l’antico gioco di chi perde il pelo, ma non vizio. Subito dimenticati rinnovamento e cambio della guardia, sono puntualmente riemersi i “faraoni” ben conservati (si fa per dire), per regalarci il futuro che ci meritiamo. Se la sinistra si prepara alla goleada, il centrodestra è in autodifesa, aspettando tempi migliori. Tanto da indurre il governatore Chiodi alla prudenza. Resta in trincea a L’Aquila, rinunciando a più prestigiosi traguardi romani. Lo fa per il nostro bene, certo, anche se la rinascita dell’Abruzzo diventa un alibi per evitare possibili delusioni o sconfitte. Dunque, riassumendo, anche se l’anagrafe ci tradisce, il pensierino per la Svizzera resta. Eccome.

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Il “venerdì nero” dell’asta BCE

LE BANCHE TORNANO A FAR TREMARE L’EUROPA Il fallimento del programma di monetizzazione obbligazionario e le possibili “alternative” per la salvezza degli istituti di credito a rischio di Ennio Salvatori

mmetto una lunga riflessione prima di dedicare questo articolo a un argomento di tale importanza, alla fine ha prevalso la massima che mi accompagna da almeno un ventennio “dalla disperazione senza scampo e dalla speranza senza fondamento è bene guardarsene al momento”. Siamo nei guai e anche molto seri. Partiamo dal fallito programma di monetizzazione obbligazionario della Banca Centrale Europea Il “Securities Market Programmes” (programma di acquisto obbligazionario, introdotto come misura temporanea finalizzata al risanamento di malfunzionamenti di determinati segmenti finanziari europei. ndr) e dall’affermazione del nuovo Outright Monetary Transactions introdotto da Mario Draghi (strumento di politica monetaria non convenzionale, ma necessario, a fronte delle attuali circostanze

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eccezionali in cui versano i mercati finanziari) per salvare la Spagna e che lo stesso Draghi minaccia di usare per ottenere il calo degli spread obbligazionari. La conseguenza del Securities Market Programmes si manifestava nella sterilizzazione ( ovvero rimozione altrove di un valore corrispondente

...fallito programma di monetizzazione obbligazionario della Banca Centrale Europea Il “Securities Market Programmes”... a quello degli acquisti al fine di evitare effetti sul volume monetario) settimanale dei bonds (titoli del debito pubblico) comprati

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attraverso il programma stabilito, operazione che nell’ultima settimana del 2012 toccava i 208 miliardi di euro. Bene, venerdì 28.12.12 l’asta Bce è fallita. Per la prima volta nel suo scopo di sollecitare domanda e interesse a sterilizzare il complessivo ammontare di bonds periferici offerti, ha trovato soltanto 43 soggetti disposti all’acquisto, il livello più basso del 2012. Sterilizzati 197 miliardi dei 208 totali. Per capire l’entità di quanto accaduto bisogna però risalire al 29 novembre 2011, un giorno prima dell’azione di salvataggio delle banche centrali. Esattamente quando le cose stavano precipitando e le banche europee si ritrovarono drammaticamente a corto di liquidità. Il problema? nessun analista o profetico Nostradamus avrebbe mai potuto preconizzare un tale fallimento appena dopo due aste che hanno riversato nelle casse


delle banche europee un triliardo di liquidità all’1% di interesse. Ma cosa accadde un anno fa? Semplice, le banche davano chiari segnali dell’attività di stoccaggio della liquidità monetaria, evitando operazioni di impiego, dal credito interbancario alla partecipazione alle aste di sterilizzazione. All’epoca la Bce drenò appena 194 miliardi di euro, contro un’ obiettivo fissato a 203 miliardi, esattamente l’ammontare del programma di acquisto di bonds su mercato secondario. Secondo Peter Chatwell (analista presso Credit Agricole Cib), «il tutto va inquadrato nel contesto di rinnovato timore da parte delle banche riguardo il collaterale, quindi intendono utilizzare il contante in loro possesso in maniera differente da quanto fatto in passato. Insomma, gli istituti non vogliono dare denaro alla BCE, visto che possono utilizzare obbligazioni sovrane di

cui sono piene come collaterale presso l’Eurotower». Dunque quanto accaduto nel 2011 fece crollare l’euro nei confronti del dollaro mentre venerdì 28 dicembre 2012 questo non è accaduto. Sul perché proviamo a fare della ipotesi: le probabili spiegazioni possono essere solo due: A) La Banca, per i regolamenti internazionali, manipola l’euro al rialzo e spera che il mercato ignori quanto accaduto. B) Il rimpatrio della liquidità in euro delle banche europee detenuta all’estero, segnale della crisi in cui versano, per la necessità di chiudere o rifinanziare posizioni aperte in valuta europea. Il tutto, rigorosamente sotto il palco della scena finanziaria poiché un cambio euro/dollaro al rialzo porterebbe conseguenze positive nel mercato. I sinistri scricchiolii che quasi tutti gli istituti europei rimandano, sono funesti e da non sottovalutare. Sicuramente “l’incipit” di una brutta e repentina “strambata” dei corsi, considerando il

fatto che il deleveraging (riduzione della leva finanziaria per porre fine ad un tentativo di investimento che non ha dato i risultati previsti) imposto da Basilea III ancora non è nemmeno iniziato.

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il tutto va inquadrato nel contesto di rinnovato timore da parte delle banche riguardo il collaterale, quindi intendono utilizzare il contante in loro possesso in maniera differente da quanto fatto in passato

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Governo delle Banche e suicidi in fabbrica di Giuseppe Iudici

e banche non finanziano più famiglie e imprese. Ma, di contro, sono decisamente di manica larga quando c’è da fare credito allo Stato (gli ultimi dati parlano di oltre dieci miliardi di euro rispetto all’anno passato). Il motivo? Non si sa, anche perché sono proprio le PA le peggiori pagatrici italiane (debiti con le aziende per oltre 100 miliardi). In questi mesi Monti è stato decisamente prodigo di favori e privilegi importanti proprio nei confronti degli istituti bancari. Analizziamo i tratti più importanti.

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Cittadini e piccole imprese trovano porte chiuse per qualsiasi tipo di finanziamento Cittadini e piccole imprese trovano porte chiuse per qualsiasi tipo di finanziamento. Le banche, vista la gravosa situazione economica, non possono fare credito. Non ci sono soldi. Questo almeno è ciò che ci è stato detto sino ad ora. A sentire Banki-

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talia. Ma se è vero che le banche non fanno più prestito a famiglie e piccole imprese, è pur vero che il credito nei confronti dello Stato e delle pubbliche amministrazioni è aumentato. E non di poco. Per capirci meglio, passiamo ai numeri. Sul versante dei finanziamenti a cittadini e pmi è vistoso un drastico calo: i prestiti sono scesi nel primo caso dello 0,4% (- 2 miliardi), nel secondo del 3,6% (- 32,7 miliardi). Unimpresa, l’associazione che rappresenta piccole, medie e grandi imprese, ha però fatto un passo ulteriore confrontando questi dati con quelli relativi ai finanzia-


Giuseppe Iudici

Chi sono n imprenditore che invece di morire ha scelto di reagire ed unirsi alla gente, dopo che le banche e la crisi hanno spazzato via la mia azienda, licenziando 12 persone. Sono un padre di tre figli che ha vissuto l’indifferenza e la solitudine per quattro anni senza trovare lavoro, solo oggi la MPHAIR di Rimini, titolare del marchio “Estrosa” che tratta smalti semipermanente, mi dà una seconda possibilità. Dopo quattro anni sotto l’albero, che a Natale era sempre vuoto, trovo questo dono. Ci sono ancora tanti italiani che possono reagire e dare il loro contributo per un futuro più dignitoso, ed a loro dico: armatevi e partite! Abbiamo bisogno di brava gente che faccia una buona politica. Abbiamo bisogno di persone che al sentire o vedere una famiglia in difficoltà non esitino a menti bancari alle pubbliche amministrazioni. Il paradosso è evidente: il credito nei confronti dello Stato è salito di ben 10,5 miliardi di euro. Da settembre 2011 ad agosto scorso si è passati da 173,7 a 184,2 miliardi. Un aumento, dunque, assolutamente in controtendenza rispetto a quanto, invece, sono costretti a pagare cittadini, famiglie e imprese. Il problema non è affatto di poco conto. In linea teorica infatti, le banche dovrebbero far prestiti nel momento in cui abbiano la certezza che quello stesso credito venga un giorno ripagato (con tanto di interessi). Ebbene, lo Stato – paradosso dei paradossi – risulta essere il peggior pagatore italiano: secondo gli ultimi dati sarebbero circa 100 i miliardi che le aziende avanzano dallo Stato. Finita qui? Assolutamente no. Le cinque maggiori banche italiane hanno ricevuto dallo Stato circa 2,5 miliardi di euro. Nei fatti, un vero e proprio regalo. Una vera manna dal cielo del caro Monti per le banche, ma cosa è successo agli italiani? Un disastro, un uragano, un terremoto di in-

differenza. Facciamo un riepilogo del 2012: imprenditori che chiudono e licenziano invece di aprire aziende e creare lavoro, code e pienoni alla Caritas, famiglie che chiedono la carità per sopravvivere, che

La rabbia è sfociata nei social network, sopratutto quando si sente di politici che da una parte continuano a chiedere tasse...

dormono in macchina dopo uno sfratto, mamme che si prostituiscono e padri che si vendono un rene tutto sotto gli occhi dell’ indifferenza di chi doveva e poteva evitare questo attacco alla dignità umana. La scrittrice Samanta Di Persio ha di recente presentato il suo libro “Imprenditori

dare un contributo, abbiamo bisogno tutti di ritrovare dei valori ormai scomparsi, abbiamo bisogno tutti di serenità. Nel mio piccolo ho aperto una associazione “Giuseppe Iudici angeli contro la crisi” [www. associazioneiudici.it], aiuto famiglie colpite dalla crisi, piccoli gesti per tanti appelli di aiuto, servono mezzi e risorse ma speranzosi di riceverli prima o poi, continuo nella mia lotta contro l’indifferenza.

suicidi” dove c’è anche la mia testimonianza. Storie vere di cittadini italiani, sfoghi e rabbia di chi ha perso il senso della Patria, di chi poteva essere salvato dalle istituzioni e banche ed invece è stato schiacciato dal peso della crisi. La rabbia è sfociata nei social network, sopratutto quando si sente di politici che da una parte continuano a chiedere tasse e dall’altra usano le stesse per confermare pensioni d’oro o usare risorse pubbliche per scopi personali. Il 2013 deve essere per tutti noi un anno di reazione e speranza, un anno che deve unire la gente nella solidarietà e un anno di nuovi politici che facciano una politica più umana e leggi più coraggiose, non pensando all’Italia e al suo rapporto con l’Europa, ma ai suoi Italiani, che per secoli hanno inventato il Made in Italy, ammirato e invidiato in tutto il mondo. Il mio amico Carlo Violati, con i suoi quasi 90 anni di esperienza, mi ha detto una cosa che dovrebbe farci riflettere: “Vorrei fare qualcosa per la mia Italia, non per me che sono vecchio, ma per i miei figli e nipoti”

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Crisi immobiliare: una via d’uscita? La “locazione con patto di riscatto” una possibile soluzione di Mario Scalzi

a forte contrazione del rilascio di mutui bancari e la conseguente crisi economica hanno pesantemente colpito un settore da sempre fondato “sull’ipoteca del futuro” il mercato immobiliare. Quello locale agonizza ma non individua soluzioni o vie d’uscita alternative. Eppure la strada c’è: “la locazione con patto di

riscatto”, una soluzione che permette ai costruttori di far cassa con le nuove case rimaste invendute e alle giovani coppie di trovare un’abitazione senza affrontare l’impegno di un mutuo. A segnalare la novità, che starebbe richiamando anche l’attenzione di quei privati che non riescono a vendere il proprio immobile e devono fronteggiare i maggiori

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costi dell’Imu, è una indagine compiuta da un colosso nel settore della mediazione immobiliare, tutto italiano. Il meccanismo attuato non è complesso. Testato sui principali mercati spagnoli sta già ottenendo riscontri del tutto significativi. In pratica, si tratta di un normale contratto di locazione accompagnato da una scrittura privata, regolarmente registrata, con cui il locatore concede al locatario un diritto di opzione per l’acquisto dell’immobile locato, accettando di considerare, in tutto o in parte, i canoni di locazione

Il conduttore può decidere se acquistare l’immobile entro 4 anni e deve poi comunicare al proprietario l’esercizio del diritto di opzione...


fino a quel momento ricevuti a titolo di “acconto”sul prezzo di vendita prefissato. Il conduttore può decidere se acquistare l’immobile entro 4 anni e deve poi comunicare al proprietario l’esercizio del diritto di opzione. Entro 60 giorni dal ricevimento della raccomandata le parti dovranno procedere alla stipula del contratto definitivo

Pensioni:

6 milioni di persone perdono la rivalutazione fonte AGI

E’ una formula vantaggiosa sia per il locatore, sia per il locatario ... di compravendita presso un notaio scelto dal conduttore. Tuttavia se quest’ultimo decidesse di non esercitare il diritto di opzione entro il termine concordato, il contratto di locazione proseguirà fino alla scadenza.” E’ una formula vantaggiosa sia per il locatore, che non è riuscito a vendere immediatamente l’appartamento, sia per il locatario che al momento non ha i requisiti sufficienti per ottenere un mutuo. Il primo metterà a reddito l’immobile rinviandone l’eventuale vendita di un massimo di 4 anni, il secondo entrerà subito in possesso della casa, iniziandola a pagare con i canoni d’affitto riservandosi il perfezionamento dell’acquisto in un secondo momento”. Il mercato finanziario offre tutti gli strumenti necessari alla tutela di ambo le parti qualora il rapporto fiduciario non fosse sufficiente a rasserenare il rapporto di domanda e offerta.

al 1 gennaio le pensioni aumenteranno del 3% per essere adeguate al costo della vita, ma con il blocco della rivalutazione sei milioni di pensionati nel biennio 2012-2013 si ritroveranno complessivamente con 1.135 euro in meno. E’ la stima della Spi-Cgil. Il sindacato ricorda che con l’adeguamento al costo della vita una pensione minima passera’ da 481 euro a 495,43 mentre una da 1.000 euro arrivera’ a quota 1.025 euro. Gli aumenti pero’ non varranno per la totalita’ dei pensionati. Nel 2013 sara’ infatti ancora in vigore il blocco della rivalutazione annuale introdotto con la riforma Fornero e valido per le pensioni sopra tre volte la soglia minima. Sei milioni di pensionati vedranno cosi’ invariato il valore della propria pensione per il secondo anno di fila. Il blocco riguarda soprattutto pensionati che hanno un reddito mensile di 1.217 euro netti (1.486 euro lordi). Un pensionato che si trova in questa fascia ha gia’ perso 363 euro nel 2012 e ne perdera’ 776 nel 2013. Un pensionato con un reddito mensile di 1.576 euro netti (2.000 lordi) invece nel 2012 ha perso 478 euro e nel 2013 ne perdera’ 1.020.

La mancata rivalutazione della pensione si somma infatti a quella dell’anno precedente. Con il blocco della rivalutazione sei milioni di pensionati nel biennio 2012-2013 si ritrovano complessivamente con 1.135 euro in meno. “In questo anno - ha dichiarato il segretario generale dello Spi-Cgil Carla Cantone - abbiamo assistito a un accanimento senza precedenti sui pensionati, che piu’ di tutti hanno dovuto pagare sulla propria pelle il conto della crisi. L’aumento annuale delle pensioni che scattera’ nei prossimi giorni - ha proseguito - e’ risibile e non garantisce il pieno recupero del loro potere d’acquisto. Oltretutto da questo meccanismo automatico sono stati estromessi per decreto sei milioni di pensionati, la maggior parte dei quali non possono di certo essere considerati dei ricchi o dei privilegiati. Il governo - ha concluso Cantone - ha scelto deliberatamente di colpire la categoria dei pensionati lasciandone in pace tante altre che potevano e dovevano contribuire al risanamento dei conti e e’ per questo che per noi la cosiddetta Agenda Monti non puo’ di certo essere la ricetta giusta per la crescita e lo sviluppo del paese”.

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Secondo le prime previsioni, la stangata nel 2013 sarà di 1.490 euro a famiglia. fonte Federconsumatori

ennesima stangata di prezzi e tariffe si abbatterà sulle famiglie a partire dal 1 gennaio 2013. Dall’aumento del canone Rai,+1,5 euro che porterà il tributo a 113,50 euro l’anno in cambio di una Tv lottizzata, quindi poco attenta ai disagi ed alle sofferenze delle famiglie per occultare e censurare gli effetti delle manovre economiche recessive del Governo negli ultimi 13 mesi; all’aumento delle tariffe aeroportuali +8,5 euro a biglietto, per finanziare a spese dei passeggeri, investimenti degli aeroporti di Roma che daranno profitti privati; gli aumenti delle tariffe postali, da un minimo di + 15% a + 40% per la posta prioritaria, del 58,3% per il bancoposta il cui canone annuo, salirà da

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30,99 a 48 euro ed il costo degli assegni, prima gratis portati a 3 euro (a luglio i bollettini erano rincarati del 18% passando da 1,10 ad 1,30 euro), firmate sottobanco dall’AGCOM nel clima pre-festivo per contenere la rabbia dei cittadini-utenti. Per non parlare della Tares,che aumenterà dal 1 aprile del 25%; dei servizi bancari che continuano sottobanco a rincarare con

L’ennesima stangata di prezzi e tariffe si abbatterà sulle famiglie a partire dal 1 gennaio 2013...

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oneri e balzelli fantasiosi e con la ‘taglia’ sui mutui i cui tassi, pari ad una media del 4,88% con un differenziale di ben 139 punti sulla media Ue che si traduce in un costo superiore in Italia di ben di ben 72 euromese,864 euro l’anno, quindi di 25.920 euro per un mutuo trentennale di centomila; delle assicurazioni sanguisughe, che per la Rc Auto obbligatoria rappresenta la voragine fissa per i bilanci delle famiglie ed il 5% del reddito totale di 30.000 euro. L’O.N.F (Osservatorio Nazionale Federconsumatori) ha calcolato le previsioni di aumento di prezzi e tariffe in arrivo nel 2013. Tali previsioni discendono da considerazioni quali: mantenimento o aumenti contenuti dei costi energetici dopo quelli elevati del 2012, aumenti dei prezzi internazionali delle derrate alimentari, pesanti


ricadute su prezzi e tariffe derivanti da IMU applicata sui settori produttivi e malaugurato aumento IVA da Luglio. Dai carburanti, alle bollette di luce e gas anche se con aumenti più contenuti rispetto al 2012, dalla nuova tariffa dei rifiuti, questa sì, in forte aumento ed inoltre dall’ulteriore incremento dell’IVA previsto. Il risultato quindi, anche per l’anno alle porte, sarà drammatico. La stangata prevista per le famiglie, infatti, sarà di +1.490 Euro a famiglia. Aumenti insostenibili che determineranno nuove e pesantissime ricadute sulle condizioni di vita delle famiglie (già duramente provate) e sull’intera economia, che dovrà continuare a fare i conti con una profonda e prolungata crisi dei consumi. “Le parole d’ordine per risollevare le sorti delle famiglie e dell’intera economia sono: ripresa della domanda di mercato, liberalizzazioni, nonchè investimenti per l’innovazione e lo sviluppo tecnologico per il lavoro che rimane il problema fondamentale del Paese. In assenza di un serio progetto che vada in questa direzione, la fuoriuscita dalla crisi si farà sempre più lontana ed improbabile.” – dichiarano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti –presidenti di Adusbef e Federconsumatori.

PREVISIONI AUMENTI 2013 Rapportati Universo Famiglie ISTAT PREVISIONI AUMENTI 2013 Rapportati Universo Famiglie ISTAT ALIMENTAZIONE (+5%) TRASPORTI ( TRENI E SERVIZI LOCALI) SERVIZI BANCARI + MUTUI + BOLLI + TASSE CARBURANTI (COMPRESE ACCISE REGIONALI) DERIVATI DEL PETROLIO, DETERSIVI , PLASTICHE E PRODOTTI PER LA CASA

299 euro 83 euro 118 euro 132 euro

ASSICURAZIONE AUTO (+5%) TARIFFE AUTOSTRADALI (+2%) TARIFFE AEROPORTUALI TARIFFE GAS (+3%) TARIFFE ELETTRICITA’ (+ 3%) TARIFFE ACQUA (+5-6% ) TARIFFE RIFIUTI (+25%) RISCALDAMENTO ( +4%) ADDIZIONALI TERRITORIALI SCUOLA (MENSE-LIBRI) TARIFFE PROFESSIONALI-ARTIGIANALI TARIFFE POSTALI + CANONE RAI

61 euro 38 euro 31 euro 39 euro 11 euro 26 euro 64 euro 44 euro 163 euro 94 euro 114 euro 58 euro

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115 euro


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Sistema “ACQUAPLUS” Il sistema “ACQUAPLUS” ideato dalla CARINCI GROUP permette di prelevare acqua calda

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sanitaria con poco fuoco, a basse temperature (già a 40°C) e perfino a fuoco spento per almeno mezza giornata dallo spegnimento dello stesso. CARINCI SYSTEM L’INNOVATIVO TERMOCAMINO A DOPPIO CIRCUITO CON VASO DI ESPANSIONE APERTO IN ACCIAIO INOX Termocamino Carinci System a Doppio Circuito con Vaso Aperto Inox. L’innovativo Termocamino CARINCI SYSTEM a doppio circuito con vaso aperto va direttamente collegato all’impianto in quanto tutti i componenti idraulici sono già assemblati sul Termocamino. Il sistema idraulico prevede due circuiti, il primo a vaso aperto per garantire la massima sicurezza, il secondo a circuito chiuso per garantire la giusta pressione all’impianto e la corretta circolazione del fluido termovettore ai radiatori. Per semplificare l’istallazione i due circuiti sono già collegati tra loro tramite uno scambiatore di calore a piastre. Il primo circuito a vaso aperto è corredato di vaso d’espansione in acciaio inox, circolatore, rubinetto di scarico e valvole di chiusura. Ilsecondo circuito è corredato di circolatore, valvola di non ritorno, valvole di chiusura e jolly di sfiato. CARINCI COMBINATO TERMOCAMINO COMBINATO AUTOMATIC + SYSTEM Termocamino COMBINATO Top della Gamma Carinci. Nella continua ricerca della soddisfazione totole dei nostri clienti, sempre attenti alle loro esigenze per poter dare il massimo in servizio e qualità nasce il termocamino Carinci combinato che rappresenta il top della gamma Carinci unendo le due soluzioni del modello system e dell’automatic. PrimaPagina 32 - dic. / gen. 2013


I numeri delle sofferenze dovute ai ritardi, nei pagamenti, della P.A.

Imprese, l’infinita attesa

a Cgia di Mestre, sempre prodiga di studi sull’economia italiana, spiega che in Italia oltre 3 milioni di imprese, pari al 70% del totale, soffrono di problemi di liquidità dovuti al ritardo dei pagamenti. Le perdite per i mancati incassi, secondo l’associazione, arrivano a toccare i 40,5 miliardi di euro all’anno. Le misure del governo Monti, che soprattutto per bocca del ministro Corrado Passera ha promesso più volte di mettere mano al problema, non sono quindi state efficaci. Laddove, peraltro, siano state effettivamente adottate. In questo caso, la Cgia di Mestre è giunta ai propri risultati sulla base di un’altra indagine, effettuata dalla milanese Intrum Justitia, società specializzata nel recupero crediti. Stando agli artigiani veneti, nelle transazioni commerciali tra imprese e imprese, i giorni medi necessari per il saldo fattura sono 96. Nel caso, invece, a dover pagare siano le pubbliche amministrazioni, si arriva addirittura fino a 180 giorni. In entrambe le situazioni il Belpaese è maglia nera quando si confronta con i nostri principali partner economici dell’Ue. Ma una speranza c’è. «Dall’1 gennaio avremo pagamenti certi e questa anomalia tutta italiana, che colpisce soprattutto le piccole e micro imprese, dovrebbe finalmente terminare», commenta Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia. «Infatti, i contratti stipulati dopo

il primo dell’anno saranno disciplinati dal decreto legislativo 192, che recepisce la Direttiva europea contro il ritardo dei pagamenti. Una novità che obbliga il committente a pagare entro 30 giorni dal ricevimento della merce o dall’emissione della fattura».Tutto questo, è bene chiarire, vale per il futuro. Il passato forse non è passato, ma di certo è un altro discorso. «Purtroppo rimane ancora un grosso problema da risolvere, ovvero lo smobilizzo di circa 80-90 miliardi di euro che le aziende private italiane avanzano dalla Pubblica amministrazione», spiega Bortolussi. «Nonostante l’impegno profuso in questo ultimo anno dal Governo Monti, la lentezza

con la quale questi soldi vengono elargiti è sfiancante, con il risultato paradossale che molte piccole aziende rischiano la chiusura per crediti e non per debiti».

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Purtroppo rimane ancora un grosso problema da risolvere, ovvero lo smobilizzo di circa 80-90 miliardi di euro...

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Teramo al 61° posto nello studio realizzato da Italia Oggi e la Sapienza

Peggiora la qualità della vita l XIV° Rapporto sulla Qualità della vita in Italia 2012 , realizzato da ItaliaOggi con l’Università La Sapienza di Roma, sancisce il peggioramento circa la qualità della vita nelle Province Italiane. Già lo scorso anno si era registrata una netta caduta: nel 2012 sono state 42 le province nelle quali lo standard era considerato buono o accettabile, contro le 45 della passata edizione. Al 48° posto la Provincia di Ascoli Piceno, appena fuori classifica rispetto alle migliori. 68° posto per la nostra Teramo, come dire né buona, né cattiva, un po’ così, come l’andazzo generale del nostro territorio. I nostri vernacolieri direbbero “nen more e nen camba” . Il Rapporto 2012 registra il peggior risultato dalla prima edizione dell’indagine: salgono a 61 le province nelle quali la qualità della vita è risultata scarsa o insufficiente. Il peggioramento dei livelli si registra in particolare nelle province dell’Italia meridionale

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e insulare ma è marcato l’arretramento anche nell’Italia centrale. Ai primi due posti si confermano le province di Trento e Bolzano, quelle in cui si vive meglio. Napoli è penultima ed ultima, a sorpresa, Imperia. Mentre sostanzialmente tiene la qualità della vita nei grandi centri urbani del nord, Roma cede posizioni e scende di ben 11 posizioni, piazzandosi al 62mo posto, molto vicina alla posizione della provincia Teramana. La tendenza, che si consolida nell’ultimo quinquennio, vede un Nordovest vulnerabile, mentre Sud e Isole confermano i soliti problemi strutturali. Il livello medio tuttavia è insufficiente e non accenna a migliorare nelle regioni del sud anche se tre anni fa era stato individuato un gruppo di province in cui la qualità della vita risultava superiore a quella prevalente nelle altre dell’Italia meridionale e insulare, che andava dal litorale adriatico meridionale alle province ioniche fino a estendersi su un breve tratto del litorale tirrenico.

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POSIZIONE PROVINCIA 2013 1 TRENTO 2 BOLZANO 3 BELLUNO 4 VERONA 5 VICENZA 6 REGGIO EMILIA 7 UDINE 8 PARMA 9 TREVISO 10 PORDENONE 60 VENEZIA 61 TERAMO 62 ROMA 63 FROSINONE 64 L’AQUILA 65 LUCCA 100 MESSINA 101 CROTONE 102 NAPOLI 103 IMPERIA


Teramo Lavoro

senza lavoro

La società in house della Provincia prima vittima dei tagli previsti dalla legge di stabilità di Angela Fosco

Teramo il nuovo anno inizia con la chiusura dei Centri per l’Impiego. Gestiti dalla società Teramo Lavoro, ai cui dipendenti (circa 100) la Provincia non ha potuto rinnovare i contratti, gli sportelli hanno il compito di fornire servizi specialistici essenziali come le procedure per la mobilità e la disoccupazione. la Legge di stabilità, con i suoi pesanti tagli, si è abbattuta come una scure sulla società in house della Provincia, che non ha potuto reiterare le convenzioni. Il presidente Catarra e l’assessore Guardiani oltre a stigmatizzare le conseguenze di una politica che “ in una assurda guerra alle Province non ha tenuto conto degli enormi costi sociali” hanno avviato anche una serie di ipotesi di riorganizzazione per tutti e 5 i Centri, dalla sospensione dei servizi specialistici alla riduzione degli orari di sportello. L’assessore Guardiani ha inoltre proposto di chiudere l’ufficio di via Campana e trasferire i servizi nella sede dell’assessorato in via Taraschi, dove ci sarebbe la disponibilità sia di stanze che di personale da applicare a supporto. Nella lista dei tagli confluiscono anche le dismissioni di diverse società, come la Borghi Scarl. Il Consorzio Alfa, la banca Etica, il Museo dello Splendore, e la società dei Concerti “Riccitelli”. Rimane fuori dal giro di vite (almeno per il momento) solo l’Istituto Braga, che usufruisce di un contributo “ordinario”di circa 500.000 Euro l’anno, ma per il quale, tuttavia “la Provincia non può più continuare ad essere il principale ente finanziatore – ha dichiarato Catarra – l’entità del taglio, che comunque dovrà esserci, sarà deciso nella riunione del 4 gennaio con la Regione, il Comune e lo stesso istituto”. PrimaPagina 32 - dic. / gen. 2013

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Pineto

IN FILA PER LE “CASE DELL’ACQUA” di Camilo Enrique Spelorzi

pinetesi scoprono la voglia di bere acqua di rete. Successo dell’iniziativa del Comune. “L’idea delle case dell’acqua è nata diversi anni fa”, sottolinea Cleto Pallini, vicesindaco e assessore all’Ecologia; costo al litro simbolico, 5 centesimi. Il servizio permette di rifornirsi, risparmiando sull’acquisto dell’acqua minerale in bottiglia e sul consumo di materie prime, riducendo la produzione di plastica, imballaggi e inquinamento. Tre le casette dislocate su tutto il territorio: in Largo Pertini al centro di Pineto, nella frazione Borgo Santa Maria e nella frazione di Scerne, a cui probabilmente seguiranno altre per le numerose richieste. Un’idea semplice, che produce notevoli vantaggi e riscuote successo tra i residengti

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Consigli rapidi per gli aspiranti a un posto in Parlamento. In campagna elettorale non preoccupatevi di mostrare quello che siete, o che promettete di essere. Troverete sicuramente qualcuno che vi prenderà in parola. Assicuratevi piuttosto di quanta credibilità presso gli elettori godono i vostri estimatori, quando sentenzieranno pubblicamente che daranno il voto esclusivamente a voi, perché tutti gli altri non meritano. Talvolta fa più danno un amico di un nemico. Soprattutto se moralmente non vale una cicca. Primarie del Pd a Teramo (e dintorni) docent.

Bilancino di fine-inizio anno a Teramo. “Passaggi” di cane democraticamente distribuiti; strade malconce bonariamente suddivise centro-periferia; traffico confuso entrata-uscita vediamo che succede; grandi opere ancora “in fase di programmazione”; recupero crediti (vedi Imu) mediante ingaggio di giovani promesse del Foro teramano. Ecc. ecc. Qualcuno giura di aver visto il sindaco Brucchi, mentre davanti allo specchio, prima dell’entrata in scena per uno dei presepi viventi, si chiedeva perplesso: “Chissà perché m’ hanno appioppato la parte di Erode?!”. Ti.Ma.


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Hanno talmente paura di chiamarli “partiti” che gli intellettuali del Duemila si sono dati ai “movimenti”. Apripista un Grillo, che intellettuale certo non è, ma abile nelle “mosse” sì, tanto che da più parti, fingendo una spocchiosa noncuranza, gli ancorati all’ancien régime della partitocrazia tentano di annullarlo col disdoro. Sistema ampiamente sperimentato nelle ultime Repubbliche e ora l’unico che sembra riuscito a far trovare una linea comune tra centrodestra e centrosinistra. Miracoli dei massimi o

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minimi sistemi democratici. Ma tant’è. I movimenti sono la novità delle prossime elezioni. Ci tocca conviverci ed entrarci dentro, dov’è possibile, per capirci qualcosa. Ne abbiamo fatto un focus, speriamo interessante. Non assicuriamo spontanee illuminazioni in cabina elettorale, là il mistero è tuttora fitto. Anche se il tempo stringe, e la cintola pure. Per (quasi) tutti. Ti.Ma.

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“DISCONTINUI” DELLA SECONDA REPUBBLICA Con la legge elettorale tuttora in vigore la rottura definitiva con il passato sembra difficile. Salvo colpi di scena…

di Francesco Bonini politologo

a “domanda” politica degli italiani è molto semplice. Avere rappresentanti onesti, che gestiscano politiche pubbliche sufficientemente innovative per assicurare il mantenimento e lo sviluppo dello standard di vita cui siamo abituati, in un quadro di crescente interdipendenza, ma anche competizione internazionale. Finalmente anche l’ “offerta” si sta organizzando, a meno di due mesi ormai dalle elezioni politiche, lievemente anticipate. Di fatto continuiamo ad essere nel quadro della cosiddetta Seconda Repubblica, anche perché non si sono prodotti quei fatti che sembravano potersi delineare al momento delle dimissioni del quarto governo

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Berlusconi, cioè la definitiva uscita di scena dello stesso Berlusconi, il riconfigurarsi degli schieramenti ed eventualmente una nuova legge elettorale. Il fatto nuovo, peraltro ampiamente atteso, è la “salita in campo”, per aggiornare la metafora sportiva di vent’anni fa, di Mario Monti. Ha scelto la tradizionale conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio, all’indomani delle dimissioni e dello scioglimento della legislatura, per annunciare un programma e la disponibilità, che gli veniva autorevolmente richiesta da più parti, alla candidatura per succedere a se stesso, dopo le elezioni. Certo c’è l’eccezione di Grillo (classe 1948) e del suo movimento. La sua popolarità nei sondaggi dovrà passare alla prova della campagna elettorale e di una

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migliore conoscenza del suo programma e dei suoi candidati, ma comunque potrebbe ottenere una significativa pattuglia parlamentare, che si situi “altrove”, rispetto al tradizionale asse destra-centrosinistra. Comunque sembra profilarsi, alla fine della cosiddetta II Repubblica, un’offerta simile a quella del suo inizio, nell’ormai lontano 1994. Per la prima volta infatti da quella data si presenta, come autonoma, ferme restando da un lato l’alleanza che ancora una volta si definisce “progressista”, ed è stata irrobustita dalle primarie vinte da Bersani (classe 1951) e dall’altra l’inossidabile presenza di Silvio Berlusconi (classe 1936), un’area di centro, che si riferisce a Monti (classe 1943) e alla sua agenda. Di più: se nel 1994 l’area di centro (Martinazzoli e Segni) voleva


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rappresentare la “continuità” con la migliore storia democristiana, oggi l’area centrista vorrebbe la “discontinuità”, per rompere il bipolarismo della II Repubblica. In concreto l’incognita e la posta in gioco è sempre il Senato, perché la legge elettorale garantisce comunque una maggioranza certa alla Camera. Il governo “tecnico” ha compiuto la missione di salvaguardare, a colpi di tasse, i conti. Ora il governo “politico” dovrà accompagnare l’uscita dalla crisi o quantomeno la migliore sostenibilità sociale e morale della crisi stessa. E comunque gli elettori non possono dimenticare il nulla di fatto tri-partisan nell’arco di un anno a proposito dei cosiddetti “costi della politica”. La cui drastica diminuzione certo non risolverebbe il debito pubblico, ma

migliorerebbe il morale collettivo, che, come si sa, ha un effetto decisivo anche sulla crescita. La campagna elettorale dunque dovrà tenere conto non solo dell’asse

Il fatto nuovo, peraltro ampiamente atteso, è la “salita in campo”, per aggiornare la metafora sportiva di vent’anni fa, di Mario Monti...

classico destra-sinistra, ma anche di quello continuità – cambiamento. Non mancheranno colpi di scena, in questo confuso quadro, non appena si chiariranno i numeri dei diversi schieramenti, stante la larga parte di indecisi, così come l’umore della vasta area della protesta. E’ certo comunque che, al di là degli inevitabili fumi delle propagande, dovranno emergere facce credibili, alcuni impegni e alcune linee. Cosa sarà del sistemapaese, nei quadri europeo e globale, come adeguare le istituzioni, come dimagrire la politica e ultimo, ma essenziale, come salvaguardare e sviluppare i valori e gli assetti di fondo della giustizia e della vita sociale, a partire dal lavoro e dalla famiglia, così come la Costituzione giustamente li intende.

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Il moderato che sogna la rivoluzione Intervista a Gianpiero Samorì , finanziere “dal multiforme ingegno” che, a proposito di BancaTercas dice…

di Mira Carpineta

rofessore, banchiere, finanziere e ora candidato premier. Definito in diversi articoli che lo riguardano, sul Corriere della Sera, “l’uomo nuovo del centrodestra”, l’avvocato Gianpiero Samorì è a capo di una holding, Modena Capitale, con interessi che vanno dalle assicurazioni all’editoria, passando per le banche, tra cui la nostra BancaTercas, di cui è uno dei soci con una partecipazione al 4%, e la Repubblica di San Marino per la quale ha ricoperto l’incarico diplomatico di ambasciatore in Francia. Di se stesso ha detto: “Sono nato e cresciuto povero. Ho avuto tanto dalla vita. Adesso ritengo sia giunto il momento di fare qualcosa per il mio Paese. Nell’area moderata, certo. Ma sono un moderato stanco, che sogna la rivoluzione”. Il nome del suo movimento, Moderati in rivoluzione è una sorta di paradosso. Intanto come spiega questo proliferare di “movimenti”, la parola “partito” spaventa, o non riscuote più fiducia? “È un momento di grande confusione, un momento di passaggio in cui è difficile cogliere il punto di caduta. Rispetto ai partiti tradizionali il livello di gradimento della gente è vicino allo zero e quindi fioriscono i movimenti, cioè i gruppi originati dalla società civile”. Come nasce la sua scelta di dedicarsi alla politica? “Da un’ assunzione di responsabilità dopo

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aver invano aspettato proposte alternative all’attuale politica e al governo tecnico a cui siamo giunti. Tutti chiedono cambiamenti radicali, ma al momento non sembra di scorgere alcuna originalità, da nessuno schieramento”. Il suo programma prevede: la leadership del Pdl, la candidatura a premier e di voler fare “l’opposto dell’agenda Monti”, cioè recuperare 250 miliardi di euro dalle riserve auree (e non dalla Banca d’Italia) e dalle fondazioni bancarie per abbattere il debito pubblico, patrimoniale per i molto ricchi, ma anche riduzione delle tasse. “L’agenda Monti è un equivoco giornalistico. Secondo la cosiddetta agenda Monti, occorrono interventi di grande rigore comportamentale e finanziario per portare il bilancio in pareggio, ma questo non è un programma, è una finalità che condivido anch’io. L’alternativa non è tra chi vuole il risanamento nel rigore e chi vuole continuare a scialacquare risorse pubbliche. Il punto è con quali strumenti e obiettivi si può procedere al risanamento. E su questo punto le mie idee e le mie ricette divergono completamente. La sua politica di risanamento incide sui ceti medio-bassi, famiglie, lavoratori e sulle imprese, con la leva fiscale. Ritengo che necessiti uno sforzo qualitativamente diverso che tenda a ripartire su più ceti sociali il carico del risanamento e individuare degli strumenti molto forti e stra-

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POLITICA DIAMOCI UNA “MOSSA” FocusON ordinari. Le misure di Monti impediscono di fatto che lo sviluppo possa prendere corpo e senza lo sviluppo le misure fiscali portano in una spirale da cui è difficile uscire. Sono misure sostanzialmente recessive. La recessione fa diminuire il Pil e di conseguenza anche l’introito fiscale, che si traduce nella spirale ‘meno tasse, più tasse’. Da un punto di vista filosofico la differenza tra me e Monti sta in questi termini”. Lei è, tra l’altro, un assicuratore e un banchiere. Il crollo del mercato immobiliare e di conseguenza dei mutui non riguarda proprio le banche che hanno smesso di erogare? “La politica di Monti e delle banche centrali è tutta concentrate nel risanamento degli istituti finanziari a tutto detrimento delle famiglie. La BCE ha fornito fondi alle banche al tasso dell’1% , ma senza nessun vincolo di destinazione, che avrebbe invece dovuto esserci e nella misura del 50% ,almeno, a favore di famiglie e imprese. Le banche hanno preso queste liquidità e le hanno utilizzate reinvestendole in titoli di stato, che producono maggiori interessi , plusvalenze, e hanno chiuso l’erogazione del credito.

Di conseguenza la situazione del mercato immobiliare e dei mutui ad esso collegati”. Anche le assicurazioni hanno preso l’abitudine di liquidare i sinistri con forti ritardi. È un altro segnale di crisi in un momento così difficile? “Il settore assicurativo è messo meglio di quello bancario anche se ci sono situazioni ‘a macchia di leopardo’. Mentre il sistema bancario, nel suo complesso, è abbastanza in affanno perché la qualità degli attivi é stata pesantemente intaccata, ( le banche, in precedenza avevano fatto credito prevalentemente sui valori immobiliari che oggi sono fortemente compromessi e di difficile monetizzazione), nelle assicurazioni è più uno stato che riguarda le singole compagnie e la qualità dei loro investimenti. Come vede, in quanto socio della nostra Banca Tercas (con una partecipazione del 4% della sua holding Modena Capitale ndr) l’evolversi della crisi che attraversa il nostro maggiore istituto di credito? “I dati che ho a disposizione mi dicono che l’operatività ordinaria è molto sana e molto ben rispondente. Esistono posizioni critiche ed esposizioni di

un numero ristretto di clienti che dovranno trovare soluzione con un aumento di capitale, ma il core business della banca è molto solido. Dal mio punto di vista sarebbe un peccato se questa realtà bancaria venisse meno, anche se io ne avrei un vantaggio economico. Se la banca fosse acquistata da un organismo più grande, potrei monetizzare la mia partecipazione, potrei capitalizzarla a dei valori più interessanti, ma sono un fautore delle banche locali, e per Teramo sarebbe un grosso problema se non riuscisse a ritrovare all’interno del territorio quelle risorse che le necessitano per riequilibrarsi patrimonialmente e proseguire. So che si parla di una cordata, ma è presto per correre alle conclusioni. Ho impressione che il commissario stia ultimando una ricognizione per capire il fabbisogno di cassa per aumenti di capitale, quindi nel vivo delle trattative si entrerà verso giugno 2013”. Lei è anche ambasciatore della Repubblica di San Marino in Francia. Come concilierebbe l’incarico con un mandato parlamentare? “Non sono conciliabili, è per questo che ho rinunciato a rappresentare la Repubblica del Titano. Non si possono ‘servire due padroni’”.

Tutti chiedono cambiamenti radicali, ma al momento non sembra di scorgere alcuna originalità, da nessuno schieramento...

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In politica il vecchio resiste, ma i giovani reclamano uno spazio critico

TERAMO 3.0 TORNIAMO SOTTO I PORTICI A DISCUTERE di Daniela Palantrani

articolarità di questo movimento è che nasce dall’esperienza e dall’unione di altri realtà”. Mauro Baiocco spiega perché nasce il movimento Teramo 3.0, e soprattutto cosa si propone per il futuro. “Io sono un rappresentante di Nuove Armonie, associazione che negli ultimi cinque anni ha creato massa critica intorno alla cultura in città, parlando in maniera più diretta, utilizzando vari canali tra cui anche la satira e polemica accesa, per far conoscere i retroscena di quelle che sono le attività culturali teramane che sono lo specchio di

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Non vogliamo fare battaglie personalistiche, personali o frontali nei confronti di qualcuno, ma semplicemente ad un modo di pensare limitante per la città di Teramo...

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quelle nazionali. Verosimilmente la cultura e l’associazionismo in Italia sono stati usati dalle forze dirigenziali politica come mezzi da cui far transitare dei denari e poi poter sostenere altri aspetti vicino alla politica. Teramo non è stata esente dalla ‘cultura politicizzata’ che poi ha impedito uno sviluppo eterogeneo della cultura stessa”. Con Baiocco ci sono Giorgio Giannella, ‘dissidente’ del Pd teramano (un ragazzo di 28 anni che ha avuto il coraggio di portare avanti le proprie idee e di uscire da un partito in cui non si riconosceva più), e Christian Francia, noto soprattutto come blogger, ma tecnico del gruppo, da profondo


POLITICA DIAMOCI UNA “MOSSA” FocusON

conoscitore della macchina amministrativa quale è. Come vi siete incontrati? “Ci siamo conosciuti per esperienze di vita extra politiche o culturali – esordisce Baiocco-. Ad esempio, Christian l’ho conosciuto perché giocavamo a calcetto insieme e nel post-partita riuscivamo a scambiare delle idee, realizzando di non essere gli unici a pensare ad una Teramo diversa”. Quali i vostri progetti? “Non vogliamo fare battaglie personalistiche, personali o frontali nei confronti di qualcuno, ma semplicemente ad un modo di pensare limitante per la città di Teramo. Ripeto sempre due concetti. Il primo da artista mi sono sempre seccato di ricevere la ‘pacca sulla spalla’ e sentirmi dire dai miei concittadini che sono bravo, ma che se voglio fare qualcosa dovevo andare via da Teramo. Ho sempre risposto al contrario. Se sono bravo, se chi lo dice è sincero, forse dovrebbe fare qualcosa per farmi restare a Teramo, perché anche io possa contribuire a far crescere Teramo; mentre coloro che forse si vengono valutati meno bravi o semplicemente più protetti politicamente trovino una soluzione all’esterno. La seconda frase che mi viene spesso ripetuta è ‘Roma non si fa in un giorno’, verissimo, ma rispondo che bisogna pur iniziare. Non bisogna aver misura nel parlare, anzi. Nel momento in cui vi sono delle irregolarità, ingiustizie, male gestioni da denunciare, necessita avere il coraggio di parlare. Supportati da argomentazioni serie bisogna dire

nettamente come stanno le cose ”. Siete più vicini alla destra o alla sinistra? “Non abbiamo una collocazione. Giannella lo sappiamo tutti da dove arriva, ma Francia? Io non disconosco il mio passato da attivista a vent’anni, ma ora mi accingo ai 40. Ero vicino al centrosinistra, a 18 anni mi sono fatto cacciare dalla federazione giovani comunisti italiani. Se oggi dovessi dare una definizione di me stesso mi definirei sopra, ma non al di sopra, ma sopra per schiacciare tutto il resto. Non è un impeto grillino”. Alternative? “Il vivaio che abbiamo a disposizione nel centrosinistra teramano, non essendo stato alimentato, è assolutamente scarno se non inesistente. Per non parlare del disastro attuato in città negli ultimi otto anni dal centrodestra. Ma con la connivenza dell’opposizione. In questo momento la nostra posizione è di smuovere le coscienze”. Che seguito avete riscontrato? “La sera dell’inaugurazione della nostra sede ho visto facce che non avevo mai incontrato a Teramo, visi mai visti ed è un segno positivo. Le forze politiche sono incuriosite dal questo fermento di movimenti. Forse con la recondita speranza di poterci mettere le mani sopra”. Alleanze? “Al momento non abbiamo nessuna idea di lista. L’impegno che qualcuno dei nostri dovrebbe assumersi per le comunali è un impegno gravoso. Quindi siamo molto onesti tra noi e ci stiamo confrontando anche su questo. Aspettiamo che ci sia una richie-

Non siamo un cestino della spazzatura e non facciamo raccolta differenziata. Non ci interessa vincere le elezioni...

sta dal basso; che sia la cittadinanza che si renda conto delle condizioni della politica. A breve ci saranno anche le politiche, e saranno un segnale forte”. Perché la scelta di un movimento e non di un partito? “Il movimento ha un aspetto molto più allargato. I partiti oggi non hanno nulla di democratico, nulla di partecipazione allargata”. E nei movimenti? Grillo in un video dice che chi è dentro il movimento o lo è alle sue regole o è fuori. Quella è democrazia? “Non la reputo democrazia. Ma non mi sento neanche di condannare. Se durante una guerra siamo in prima linea e stanno cadendo le granate è difficile dire al proprio generale: forse è meglio ammorbidire la linea. Il

generale deve dare un ordine, assumersi la responsabilità dei propri uomini sia che essi vincano o moriranno. Se la vediamo in quest’ottica con l’elmetto e la baionetta innescata forse potremmo dargli ragione. Se la vogliamo vedere in una situazione di pace e di democrazia di partecipazione allargata, allora da qualche parte fa acqua. E’ vero che non parla con la stampa, ma esiste una piattaforma internet, il movimento di Grillo è molto ampio sul web. L’unico limite che riconosco a questa iniziativa è che quando si scende nel particolare e locale è difficile improvvisarsi proponenti. Alle elezioni il candidato che ha staccato un biglietto per il Parlamento è stato eletto con 134 click, ma poi sarà in grado di legiferare? Basta un curriculum online per decidere?”. Necessita sapere chi è la persona è quale parte di lavoro ha svolto sul campo prima di eleggerlo. “Sono d’accordo, proprio per questo nasciamo con una sede fronte strada, in via della Cittadella n.3. La scelta non è casuale. Abbiamo lavorato due anni a questo progetto e volevamo fortissimamente un contatto diretto con le persone. Quella non è la sede di Teramo 3.0, ma di un’associazione orizzontale, se domani qualcuno arriva con 100 associati e lavorando, portando il proprio pensiero raggiunge una maggioranza democratica, si lavorerà per quella maggioranza, anche se singolarmente non si è d’accordo”. Raccoglierete i residui del Fli o di altri partiti che languono? “Non siamo un cestino della spazzatura e non facciamo raccolta differenziata. Non ci interessa vincere le elezioni. Sappiamo di non avere la forza di vincere le elezioni, siamo convinti, altresì, che sia necessario esistere in questo momento storico. Non parlo di anarchia. Certo è che in un momento di ingovernabilità, mi riferisco all’esperienza del teatro Valle a Roma, il pubblico trova spazio per recuperare ciò che gli appartiene. E’ assolutamente evidente in questo momento che ciò che è pubblico non è più nostro. La Asl pare essere di Varrassi, il Comune pare essere di Brucchi. Il sindaco che dice in merito al Teatro romano ”mi avete eletto e faccio come dico io”. Non è così. Brucchi è come un amministratore di condominio, non il proprietario del palazzo”. Idee precise quindi non ne avete? “Idee precise sulla candidatura no. Su come gestire la città assolutamente certi. Stiamo facendo una raccolta firme per chiedere fa di riportare l’Università in centro e giù questa piccola cosa sta scuotendo gli equilibri. Noi vogliamo riportare la gente a parlare di politica sotto i ‘portici di Fumo’; creare massa critica. La città deve parlare della città, dell’esubero degli impiegati comunali, dell’esubero di impiegati rispetto ai fontanieri al Ruzzo. Bisogna che la gente venga da noi a parlare e trovare il coraggio di dire anche cose forti”.

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FocusON POLITICA DIAMOCI UNA “MOSSA” di Mi.Ca

L’impoverimento legato all’incapacità di produrre non è ancora stato veramente combattuto dal governo che, al contrario, sostiene la necessità di seguire un’unica strada possibile...

l suo movimento è stato definito “partito di Confindustria” e “iperliberismo” il suo pensiero. Oscar Giannino, fondatore insieme ad altri illustri economisti, di “Fermare il Declino”, dice di essere stato “un keynesiano in gioventù, convinto della superiorità del diritto pubblico su quello privato, penale sul civile. Con gli studi e lavorando, ho cambiato idea. Ora sono fra i fondatori di Fermare il Declino perché sono convinto che fermare il declino di questo paese a questo punto sia un dovere”. Ma in quale altro modo si può guarire questa economia malata, che neanche la cura Monti sembra essere riuscita a debellare? Ogni

Non ho opinioni: credo che questa questione sia l’ennesimo segno dell’ incapacità dell’Italia di sottrarsi alle sue anomalie...

mattina dai microfoni di Radio24, nel suo programma “9 in punto” raccoglie il grido di dolore di imprenditori sull’orlo del fallimento, di operai ed impiegati che, testimoniano le loro difficoltà dopo aver perso

Giannino e l’iperliberismo LA VERSIONE DI OSCAR il posto di lavoro. Così con il personalissimo ed eccentrico stile fornisce la “versione di Oscar” sulla situazione politica ed economica italiana e annuncia la corsa solitaria del suo movimento alle elezioni. Sulla candidatura di Monti non usa mezzi termini: “Non ho opinioni: credo che questa questione sia l’ennesimo segno dell’ incapacità dell’Italia di sottrarsi alle sue anomalie”. Nei suoi numerosi interventi Giannino sostiene, da sempre, che “le politiche attuate da Mario Monti non sono assolutamente l’unica scelta possibile, in compenso, però, sono senz’altro la peggiore. Le tasse altissime unite

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Col movimento Fermare il Declino il noto giornalista economico si mette di traverso a Monti. E non solo.

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POLITICA DIAMOCI UNA “MOSSA” FocusON da una classe politica inetta e collusa con le lobby si sia ricorso ai soldi dei privati: “Uno sforzo continuo richiesto ai cittadini che non ha nessuna contropartita né in termini di servizi offerti né è utile a frenare il precipizio in cui l’Italia sempre più sembra avventurarsi tra crisi, malapolitica e corruzione”. Secondo l’economista era necessario, se non indispensabile, ricorrere alla vendita di alcune ricchezze pubbliche liberando “energie vitali imbrigliate dalla mancanza di concorrenza e dal conflitto d’interesse, dalla corruzione e dall’opprimente mano dello Stato”. Per Giannino e gli economisti che con lui condividono il manifesto del movimento è assolutamente da scongiurare la possibilità che a pagare la patrimoniale siano i cittadini, piuttosto che lo Stato. “La forma istituzionale che abbiamo creato – sostiene il giornalista - difende e fa proliferare al suo interno le storture di un’economia in cui a decidere non sono le leggi di mercato, la libera concorrenza, ma il placet dei sindacati e dei padroni di un capitalismo di sistema retto sulle relazioni interpersonali, la vera élite che decide e ordina tutto per tutti. Di fatto, bypassando le regole e costringendo i diversi attori ad adeguarsi o a togliere il disturbo, ma sempre e comunque sulla falsariga di un copione già scritto che è vietato stravolgere”. La conclusione, secondo Oscar Giannino, è che abbiamo di fronte “uno Stato ladro capace solo di mettere le mani in tasca a chi lavora e produce, per alimentare solo se stesso”. In Abruzzo il suo movimento fa riferimento a Marco Giovanni Ceraso, aquilano, laureato in Matematica, bancario dal 1979, attualmente direttore operativo della Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila.

ad investimenti inesistenti e all’incapacità di liberalizzare veramente, valorizzando il merito, non hanno fatto altro che consegnarci in mano alla recessione. L’impoverimento legato all’ incapacità di produrre – che è solo il sintomo di un più grande impoverimento del Paese e della sua classe dirigente – non è ancora stato veramente combattuto dal governo

energie vitali imbrigliate dalla mancanza di concorrenza e dal conflitto d’interesse... che, al contrario, sostiene la necessità di seguire un’unica strada possibile”. Quali sono allora le strade alternative? Cosa serve per fermare il declino? Innanzitutto via gli sprechi. Giannino non ha mai approvato il fatto che per ridurre gli sprechi generati PrimaPagina 32 - dic. / gen. 2013

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Le “Liste del Merito” di Arturo Artom

TALENTI AL SERVIZIO DELLA POLITICA Aliquota Irpef unica e patrimoniale di scopo le proposte dei “primi della classe” per far rinascere il Paese

di Mi.Ca

narrestabile Arturo Artom. Da quando, poco più di un mese fa, ha lanciato su internet il reclutamento della nuova classe politica solo attraverso i curricula, a migliaia hanno risposto alla chiamata. Circa 6000 le persone che “ solo per merito e competenze e non in base a conoscenze o appartenenze a lobby o élite” sono state selezionate come possibili candidati alle elezioni. Il “concorsone” per il nuovo Parlamento ha avuto il culmine il 21 dicembre scorso, a Roma, al Teatro di Adriano dove sono stati presentati “i volti nuovi della politica che comporranno le “Liste del Merito”. L’Istituto Ispo per la prima volta rileva il movimento al 3%. ““In questi mesi di durissimo lavoro – ha dichiarato Arturo Artom - il valore del merito ci ha portato ad aggregare migliaia di italiani onesti e competenti, dimostrando come in Italia ci sia politica vera. La nostra Agenda del Merito, presentata a Milano a gennaio è stata infatti scritta dai nostri candidati: medici, avvocati, commercialisti, giornalisti, espressione di una classe media moderata e produttiva, che vuole diventare protagonista della nuova politica del Paese”. L’annuncio ufficiale della partecipazione del movimento di Artom, Rinascimento Italiano, è stato dato durante una trasmissione su Rai 3, Agorà. “Il metodo è conoscere il talento di ogni persona per dare a tutti la possibilità di far rinascere l’Italia – si legge nel manifesto ufficiale del movimento-. Vogliamo, infatti, far emergere le persone e poi amministrare e governare con chi si mette a disposizione della propria comunità con spirito di servizio secondo una divisione dei compiti basata su competenza, onestà e meriti”. Le proposte riguardano un patto generazionale in grado di offrire vere opportunità di lavoro ai giovani. “Il governo Monti si è occupato dello stato patrimoniale del paese, ma ora – sostiene Artom -, bisogna pensare al conto economico. E questo può essere fatto con un forte abbattimento del peso fiscale sui redditi da lavoro e ulteriore aumento di quello sulle rendite finanziare. Infatti, è paradossale che in Italia sia molto più conveniente arrivare dall’estero come ricco pensionato e godere al sole dei propri risparmi con una tassazione del 20%, mentre sia assai più oneroso produrre ricchezza col proprio lavoro ed essere tassati quasi al 50%” Anche l’ aliquota Irpef unica (con redditi bassi esenti per il primo caso) sostenuta da una “patrimoniale di scopo” può consentire, secondo Artom, di superare il periodo di transizione tra sistema attuale e nuovo. “E’ ipotizzabile che già in un paio d’anni, come tutti gli studi macro-economici dimostrano, il gettito da redditi da lavoro tornerà ai livelli pre-tagli per poi superarli negli anni successivi, per l’effetto della drastica riduzione dell’evasione fiscale e del lavoro nero”. Tra gli ambasciatori del Rinascimento Italiano anche l’abruzzese Piero Mancinelli, 49 anni, originario di Pescara, laurea in Ingegneria Meccanica. Attualmente è direttore Risorse e Sviluppo di un team di 56 tecnici tra Italia, Cina e Sri Lanka.

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In vista delle elezioni comunali nella città adriatica i movimenti civici scelgono nomi a dir poco suggestivi

“PASSIONE E RISVEGLIO” AD ALBA ADRIATICA di Ilenia Ceci

movimenti civici, ad Alba Adriatica, si chiamano Alba Domani, Passione per Alba, Risveglio Albense, Movimento per Alba. Mai come in tempi di antipolitica il senso civico trova espressione all’interno di associazioni che vogliono affermare, anche nel nome, la centralità degli interessi cittadini su quelli partitici. La ricerca di strumenti di partecipazione sembra essere la strada che divide maggiormente l’operato dei partiti da

A livello locale essere indipendenti dai partiti ci dà la possibilità di operare in piena libertà, senza condizionamenti...

quella dei movimenti. L’introduzione delle primarie del Partito Democratico, anche a livello locale, argina solo relativamente la corsa alla creazione di liste civiche che si preparano a competere nelle imminenti elezioni amministrative. Attraverso l’attività sui social network i vari gruppi riescono a stimolare l’interesse dei cittadini albensi sulle varie problematiche locali, dalla sicurezza al degrado urbano, ruolo letteralmente scippato alle sedi di

“Bisogna rinnovare, non bastano nomi nuovi. Persone capaci di fare la politica in rapporto alle dinamiche ed ai problemi che si presentano”

“Grillo parlante del PD” Topitti denuncia carenze della dirigenza del partito. di Daniela Palantrani

ersonaggio conosciutissimo, storico esponente del Partito Democratico teramano, presidente di associazione di categoria e titolare di attività commerciale in pieno centro a Teramo, Antonio Topitti esprime tutta la sua amarezza per l’esito e l’organizzazione delle primarie nonché per l’atteggiamento dei componenti il direttivo del partito di cui fa parte. “Una sera alla fine di una riunione – racconta Topitti - nacque l’idea della candidatura. Non avevo velleità di essere eletto in parlamento, l’intento

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era di creare movimento ed aggregazione a livello provinciale. Si sentiva forte la crisi tra politica e cittadini, volevo tornare a fare politica tra la gente. Successivamente, a seguito di consultazioni con persone esperte, ma anche semplici concittadini, ho realizzato che il progetto era concreto e fattibile. Dopo qualche giorno iniziarono le riunioni per le primarie, dopo un mio intervento focoso, come al solito, alla fine della riunione Sciamanna e De Sanctis rispettivamente segretario di circolo e rappresentante dell’unione comunale, fecero una foto con la scritta ‘Topitti senatore il popolo lo

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vuole’. La foto prima ancora che rientrassi a casa era già stata pubblicata su FB. Iniziativa nata tra il serio e il faceto, correre non significa vincere, ma metterci la faccia. L’iniziativa è andata avanti ed era assodato, all’interno del partito, che questa candidatura per me ci sarebbe stata. La sera del 19 dicembre scopro che per logiche di partito il candidato al Senato sarebbe stato un altro: Alberto Melarangelo; già segretario comunale, coordinatore cittadino del partito”. Secondo Topitti sarebbe stato posto in essere dalla dirigenza del partito un comportamento improprio. “Riportan-


POLITICA DIAMOCI UNA “MOSSA” FocusON Nel nostro gruppo non conta se sei ricco o povero o quanti voti hai, la nostra associazione è un vero e proprio laboratorio di idee partito. Nel confronto con Marco di Pietro, presidente di Alba Domani, associazione nata da appena due anni, viene confermato il sentimento di molti che, dichiarandosi apartitici, compiono innanzitutto una scelta che garantisce libertà di azione. Perché un gruppo di persone con tanto entusiasmo per la “cosa pubblica” ha ritenuto necessaria la fondazione di un organismo estraneo ai partiti? I partiti hanno deluso la stragrande maggioranza della popolazione, non solo noi. Negli ultimi anni abbiamo visto solo lotte di potere e totale distanza dalla vita reale dei cittadini. A livello locale essere indipendenti dai partiti ci dà la possibilità di operare in piena libertà, senza condizionamenti di organi provinciali, regionali e nazionali. Nel nostro gruppo non conta se sei ricco o povero o quanti voti hai, la nostra associazione è un

do l’esempio al calcio, sarebbe come dire che un allenatore invece di allenare e promuovere il gioco di squadra, cerca in tutti i modi la maniera di entrare lui stesso in squadra per avere un ruolo centrale nel gioco”.Topitti sostiene l’errore commesso da Melarangelo nel fare riunioni di segreteria allargate “di cui – sostiene l’interessato, - sono venuto a conoscenza solo successivamente” per condizionare negativamente le altrui candidature, note ormai da diverso tempo ed avanzare la propria fino ad allora sconosciuta dentro e fuori il partito. “Sono rimasto deluso ed offeso da questo atteggiamento, per come erano andate le cose e per come mi ero esposto in prima persona. Sono stato lasciato solo, non potevo più tirarmi indietro ed ho raccolto le firme per la candidatura in due giorni senza l’aiuto del partito. Stranamente, tutti si sono tirati indietro ad eccezione di Verticelli. La candidatura e il confronto con le persone sono una questione di dignità”. In base alle dinamiche provinciali, i soliti si sarebbero mossi dietro le quinte per ottenere candidature strumentali, arrecando danni al territorio. Topitti ritiene,alla luce dei risultati delle consultazioni dello scorso mese, che se ci si fosse mossi diversamente a livello di coordinamento di partito, Teramo capoluogo avrebbe potuto esprimere un numero superiore di parlamentari anziché solo uno – Ginoble di Roseto – che ha concrete possibilità di elezione in parlamento. “Si sarebbe dovuto votare, ad esempio, con liste separate per Camera e Senato,

vero e proprio laboratorio di idee in cui si confrontano persone di ogni età ed estrazione sociale, quasi tutte completamente nuove alla scena politica albense. Non crede che all’interno di un partito, al di là delle criticità, possiate essere “preziosi” e contribuire ad un vero cambiamento? Ne sono certo, ma il problema è che le logiche di potere che esistono all’interno dei partiti, anche a livello locale, spesso tarpano le ali proprio alle persone mosse esclusivamente dal semplice senso civico. I “pesci grossi” nei partiti sono ancora coloro che comandano e dettano le regole. Questo fa allontanare la gente dalla politica. Chi invece fa politica in Alba Domani ne rimane entusiasta, questa è la nostra prima grande vittoria.

I “pesci grossi” nei partiti sono ancora coloro che comandano e dettano le regole. Questo fa allontanare la gente dalla politica...

anche per avere riscontro statistico. Alle urne i giovani che magari alle consultazioni hanno espresso favore per una persona eleggibile al Senato, poi potranno votare solo alla Camera, falsando così i risultati. Senza considerare che alle consultazioni si sarebbero dovuti votare i programmi e le proposte. Permettere di scegliere a livello nazionale, regionale e provinciale quattro posizioni utili e non stabilire chi dovrà occupare gli scranni a tavolino”. Si è votato con lista unica, quattro i candidati solo per Teramo, praticamente è stata una guerra intestina. “Se nel capoluogo si fosse presentato un solo candidato per ciascuna ala del Parlamento si sarebbero potuti convogliare i voti ed esprimere maggiore forza. Anche un neofita della politica lo avrebbe capito. Ritengo Melarangelo incapace ad organizzare”. La Sua posizione all’interno del partito? ”Ne faccio sempre parte ma la mia posizione è critica. Riscontro che abbiamo dei dirigenti non capaci di gestire il privilegio del Partito. In politica, soprattutto in concomitanza di scadenze elettorali, si sa benissimo che vengo fuori dei conflitti tra persone, apparati e gruppi di potere. Un bravo dirigente cerca di limare i contrasti e di fare gioco di squadra, soprattutto a livello cittadino c’è stata carenza. A Teramo capoluogo governata dalla destra, che esprime anche Presidente di Regione, si doveva lottare per avere più peso a livello provinciale anche rispetto alla costa. Così non è stato. Rispetto il risultato delle consultazioni che ha favorito Tommaso Ginoble e non ha espresso

Come pensate di partecipare alle prossime elezioni amministrative, contribuirete attivamente o solo con proposte programmatiche? Siamo una associazione numerosa e ricca di persone che possono certamente far bene alle elezioni. Abbiamo un nostro nutrito gruppo di persone che si vogliono impegnare con una candidatura e saremo certamente protagonisti della prossima campagna elettorale. Abbiamo proposte importanti, che mostreremo nel dettaglio nei prossimi mesi, proposte ponderate e fattibili che vedranno al centro dell’azione amministrativa il lavoro, la famiglia, la sicurezza e l’efficienza dei servizi comunali. Un commento sui vari gruppi civici attualmente sulla scena albense. Negli ultimi mesi ho assistito all’improvvisa scomparsa di tutte le sezioni di partito. Fatta eccezione per il Partito Democratico, ad Alba tutti gli altri si sono oggi trasformati in movimenti civici, con nomi e slogan accattivanti, ma coordinati da personaggi noti e ultra-navigati della politica locale, molto abili nell’attività di riciclarsi come novità politica del momento ad ogni tornata elettorale. Tuttavia riconosco che in ciascuno dei gruppi politici di Alba, oltre ai suddetti personaggi, ci sono tante persone di qualità con cui valuteremo eventuali alleanze elettorali.

un teramano a causa delle lacune del partito. Politicamente ho sempre contrastato Ginoble perché lo ritengo responsabile di tutti i fallimenti a livello provinciale nonché di aver perso una ‘roccaforte rossa’ come Roseto. A torto o ragione necessita prendere atto e rispettare i risultati”.

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È iniziato tutto tra il serio e il faceto. Ci ho messo la faccia e la mia dignità, poi il PD mi ha lasciato solo...

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Dalla Facoltà di Sociologia di Chieti uno studio dettagliato sulla situazione dei detenuti nella nostra regione fornisce dati agghiaccianti.

Turismo carcerario in Abruzzo Ne parla il prof. Gianmarco Cifaldi di Adele Di Feliciantonio

e carceri italiane scoppiano e nelle carceri italiane si muore”. Questo il triste risultato dell’indagine che l’Unione europea ha svolto sul nostro sistema, dando all’Italia la maglia nera per la condizione degli istituti di detenzione. Il tasso di sovraffollamento è del 142,5% contro una media europea del 99,6% e altissimo è il numero di decessi, soprattutto per suicidi. Si parla di vera e propria emergenza. L’Abruzzo, purtroppo, non è immune da questo fenomeno. Il tasso di sovraffollamento si attesta attorno al 38,3%, con casi frequenti di suicidio. Per avere un quadro esauriente della situazione abbiamo incontrato Gianmarco Cifaldi - docente presso la facoltà di Scienze Sociali dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti– che ha svolto una ricerca all’interno delle carceri abruzzesi monitorando, a vari livelli, lo stato dei “lavori” del sistema carcerario regionale.

Prof. Cifaldi, cosa ha rilevato la sua ricerca? Uno dei più importanti problemi è la presenza massiccia di persone in attesa di giudizio e di queste una grandissima parte sono extra– comunitari o comunque non di provenienza italiana e molti campani. L’Abruzzo, infatti, viene scelto da molti soggetti che hanno commesso reati come posto dove costituirsi e questo fenomeno viene chiamato “turismo carcerario”. Perché l’Abruzzo è meta del fenomeno? Perché con tutti i disagi che ne derivano dal sovraffollamento, il nostro è sicuramente minimale rispetto a realtà carcerarie maggiori, come quelle campane. Il sovraffollamento è un cancro del nostro sistema. Quali le cause? Molteplici. Innanzitutto come già premesso è molto alto il numero di persone che si costituiscono nella nostra regione per reati commessi al di fuori; c’è una presenza imponente di

stranieri e abbiamo un sistema penale che determina la detenzione di molti dei soggetti privi di una condanna definitiva. Inoltre, l’eccessivo ricorso alla custodia cautelare alimenta il fenomeno delle “sliding doors” (porte girevoli): tantissimi detenuti fanno ingresso in carcere per essere liberati dopo poche ore o giorni, sovraccaricando il sistema di spese e lavoro. Il sovraffollamento non garantisce l’igiene; si creano problemi nell’unire persone che hanno difficoltà a coesistere per motivi religiosi, etnici,

Quantunque ci siano le migliori intenzioni di far funzionare il sistema sanitario, con il taglio della spesa nazionale, il carcere ne soffre molto... appartenenza a faide diverse e il controllo dei detenuti diventa difficile soprattutto perché c’è carenza di organico. Questa situazione è di grave nocumento al raggiungimento degli obiettivi di rieducazione. Perché in carcere si muore così tanto? L’aspetto sanitario è un problema delicatissimo. Da qualche anno la competenza sanitaria è passata dal direttore del carcere al direttore generale della Asl, quindi esterna. Quantunque ci siano le migliori intenzioni di far funzionare il sistema sanitario, con il taglio della spesa nazionale, il carcere ne soffre molto. Questo riguarda la tipicità degli interventi sanitari per problematiche e patologie che riguardano i detenuti. Ad esempio, la “sindrome crepuscolare”: il detenuto, solitamente, nella sua prima

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esperienza carceraria, al calar del sole, soffre un particolare sconforto che lo spinge all’autolesionismo, con manifestazioni esasperate e purtroppo con un’altissima percentuale di suicidio. L’Abruzzo detiene un triste record in questo campo, soprattutto nelle case circondariali di Teramo e Sulmona. Inoltre, il rapporto tra il personale sanitario e il “paziente – carcerario” è basso. Il medico o l’infermiere devono assurgere alla funzione anche di psicologo e sociologo e usare la loro azione come deterrente degli stadi psico – labili. Più volte si arriva a somministrare anche medicine placebo. Una soluzione? Purtroppo il malessere che attraversa il nostro sistema è la mancanza di poter costruire un modello operativo affinché si creino le condizioni di un corretto reinserimento sociale. A eccezione di alcuni carceri abruzzesi, la maggior parte delle case circondariali è di piccola e media permanenza con una continua riduzione da parte del Ministero di fondi e si riesce a mala- pena a garantire il minimo della gestione. Inoltre, nella nostra regione manca la figura del garante dei detenuti. Questo è un altro elemento negativo del sistema abruzzese. Il garante è un organo di garanzia che in ambito penitenziario ha funzioni di tutela delle persone private della libertà personale e di ex detenuti riguardo all’attuazione parziale dei loro diritti universali della persona o alla violazione di questi ultimi. Il compito del garante è di vigilanza all’interno

del carcere e in caso di irregolarità, si rivolge all’autorità competente per chiedere spiegazioni e dare risposte al detenuto. Bisogna vedere il carcere anche da un punto di vista economico; una persona detenuta (che costa in media ben 150 euro al giorno), in particolare lo straniero, se non viene seguita, una volta scontata la pena, sarà portata a ricommettere reati, a tutto svantaggio della società in

termini sociali e di costo; la figura del garante interviene nel percorso educativo del detenuto per scongiurare tali rischi. Di positivo cosa è emerso? La grande professionalità degli operatori, nonché la dedizione che hanno i vari direttori delle case circondariali e i vari comandanti nel garantire la sicurezza che non tralasciano di rispettare la dignità del detenuto come uomo.

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IO RICORDO Con il “Treno della Memoria” studenti di varia età hanno potuto percorrere pagine tragiche e mai dimenticate della Storia. Il diario di una di loro. di Maria Giovanna Lotito membro UDU di Teramo

arie Jelinkova, io ti ricordo”, e ricordo con te tutte il milione circa di persone morte nei campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau. Ti ho scelto perché fra tutti i volti nelle foto segnaletiche, tu sorridevi, sorridevi con la consapevolezza di quello a cui andavi incontro, sorrideva il tuo sguardo con cui mi piace pensare che facessi da sostegno alle altre tue compagne, e affrontavi l’atroce realtà che nel 1942 si mostrava davanti a te. Ti ho scelto e tu mi hai accompagnato mostrandomi quella che era la vita nel campo, i luoghi, le attività e l’ambiente. Ho ripercorso la strada che ogni giorno era la tua in tre giorni in cui, per un fortuito caso del destino, il sole non c’è mai stato e il freddo era diverso, penetrante, e in quel luogo particolarmente forte da entrare fin nelle ossa. La giornata di visita ai campi, in partenza,

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si prospettava strana. È come se qualcosa si stesse concretizzando e la paura iniziale era forte; mi domandavo che impressione mi avrebbe mai potuto fare essere in quei luoghi, a cosa avrei pensato, se, per una specie di protezione personale, avrei visto ma non osservato. La mia speciale compagna di viaggio

Ti ho scelto e tu mi hai accompagnato mostrandomi quella che era la vita nel campo...

è stata in tasca, sempre con me, sia durante la visita al museo di Auschwitz, sia durante il percorso a Birkenau nel pomeriggio. La visita mattutina posso dire che, inizialmente, ha tranquillizzato molto le mie paure.


Certo, vedere la famosa scritta-beffa “Il lavoro rende liberi” e visitare quello che oggi è diventato un museo ha avuto un effetto distensivo. Probabilmente proprio il fatto che quei luoghi siano stati trasformati, cambiati e un po’ spersonalizzati non mi ha dato la sensazione di cui avevo più paura: rendersi conto della disumana lucidità dell’uomo. La sensazione è, però, scomparsa il pomeriggio, nel campo di Birkenau. Attraverso la visita in luoghi rimasti tali tutto è cambiato, tutto si è trasformato e mi è sembrato di essere stata catapultata in un attimo negli anni ‘30-’40, proprio come cercano di raccontarli i libri di storia. Il percorso del Sonderkommando, i laghetti con le ceneri, gli alberi, l’immensità dello spazio, i letti, le baracche, i binari, l’esatta collocazione dei luoghi, la metodicità e la scrupolosità del progetto. Ed è al centro di questo secondo campo che posso dire di aver profondamente capito lo spirito del viaggio che avevo affrontato: restituire il nome a tutte quelle persone che per anni sono state dei numeri, degli oggetti di cui i nazisti hanno potuto disporre liberamente. Il ritorno dal centro del campo all’autobus è

parte del filo spinato” e ancora:“Fa freddo. Ma con la neve per terra che cosa avrà significato per loro con solo un vestito sudicio di lana? Quale forza disumana possono aver avuto queste persone rinchiuse qui dentro?”. Questi sentimenti si sono concretizzati ancora più forte il giorno seguente con la visita al Ghetto ebraico di Cracovia con la fabbrica di Schinder. Mai e poi mai avrei pensato di rivedere davanti a me le scene di film e documentari e immaginare come la vita potesse essere difficile, o meglio, come quella potesse essere vita. Raccontare l’esperienza vissuta con il ‘Treno della memoria’ in brevissimo può, in apparenza, sembrare molto semplice e appare quasi subito ovvio il fatto che quei luoghi colpiscano negativamente l’animo e i sentimenti di un qualsiasi individuo.Viverla è un’altra cosa.

L’associazione ‘Terra del fuoco’ organizza questo evento ogni anno e più volte l’anno con l’intento di far comprendere ai ragazzini delle scuole (anche ai più piccoli) le atrocità commesse nel periodo della seconda guerra mondiale e far sì che, preservandone la memoria, questi fatti non si ripetano più. Stavolta, per la prima volta si è tentata una collaborazione con lo Spi-Cgil, l’Udu e la Rete degli studenti medi. Mettere insieme ragazzi, giovani e adulti (alcuni dei quali hanno vissuto esperienze tragicamente legate a questi avvenimenti) e vivere insieme questi luoghi offre alla mente una maggiore possibilità di riflessione per i diversi punti di vista che si esprimono ma, allo stesso tempo, fa comprendere quanto ricordare possa essere la cosa più significativa ed utile affinché quanto compiuto non riaccada.

è al centro di questo secondo campo che posso dire di aver profondamente capito lo spirito del viaggio...

stato un percorso in solitaria. Il mio percorso di ritorno particolare. Analizzavo in maniera quasi metodica, il sentiero di terriccio fangoso, le buche, i rigagnoli, per poi lanciare uno sguardo al cono di luce del lampione. “Chissà quanta gente ha approfittato delle zone d’ombra che si creano per correre da un amico, per trovare conforto, per la speranza di rivedere qualcuno dall’altra PrimaPagina 32 - dic. / gen. 2013

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Rita Levi Montalcini:

Genio e generosità

di Ilenia Ceci

l 30 dicembre 2012 muore Rita Levi Montalcini, aveva 103 anni eppure la sua scomparsa ci ha colto quasi di sorpresa. Una donna straordinaria nata a Torino il 22 Aprile del 1909, pioniera nella ricerca scientifica e impegnata a valorizzare il talento soprattutto dei giovani e delle donne. Il mondo femminile ha perso un’alleata potente in questa figura che ha saputo affermare se stessa andando contro tutti pregiudizi legati al suo essere donna,

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ebrea e scienziata. Racchiudere in poche righe la sua vita è impresa ardua ma non è certo la longevità a farne un esempio per tutte le generazioni. Il premio Nobel per la medicina nel 1986 spiega solo in parte la risonanza internazionale data alla notizia della sua morte. Non amava considerarsi un genio, quello che la rendeva speciale era l’enorme passione per la ricerca e la capacità di accettare le continue sfide che le si ponevano davanti. Giurava che già a

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tre anni avesse preso la decisione di non diventare moglie e madre e superando le resistenze paterne si iscrive a medicina e si laurea nel 1936. Sono le leggi razziali che il nostro paese introduce nel 1938, che le fanno compiere il primo passo fuori dall’Italia, a Bruxelles. Anche dopo il rientro le difficoltà non diminuiscono e la vera occasione di fare ricerca le viene offerta dagli Stati Uniti, nel ’47 si trasferisce a Saint Louis, dove rimarrà nei successivi trent’anni. La sua storia sembra così diversa dalla nostra ma lo è solo in superficie, niente sembra cambiato per i giovani ricercatori italiani che solo all’estero trovano vere opportunità di crescita. I colleghi intervistati in questi giorni parlano di un’insegnante generosa che vedeva nel risultato della ricerca il solo obiettivo, niente personalismi e una distanza dagli interessi comuni che le rendevano davvero fastidioso il consumismo della nosta società. Diceva ai giovani di pensare al futuro e il suo impegno di talent scout si esprimeva in ogni contesto, se riconosceva il talento lo valorizzava. Ferma sostenitrice del valore dell’istruzione femminile come strumento di emancipazione dei popoli, cercava di aiutare le giovani donne del sud del mondo finanziando del-


le borse di studio attraverso l’attività della fondazione Montalcini. La sua anzianità non è stata certo dedicata ad un meritato riposo, in una dichiarazione provocatoria disse di voler eliminare le pensioni, che sono un modo per sprecare il talento. Dal 1991 era senatrice a vita, un incarico assunto con impegno e sguardo al futuro, l’ultima azione è stata a favore della sua passione più grande, la ricerca.Voleva che “la valutazione per assegnare i finanziamenti fosse gestita da una commissione composta da ricercatori sotto i quarant’anni, di cui almeno la metà operanti in enti di ricerca non italiani. Una metodologia democratica e trasparente, adottata da anni a livello internazionale…La fuga dei cervelli non si combatte certamente rendendo ancora più difficile, se non impossibile, per chi non ha le conoscenze giuste l’accesso ai fondi della ricerca all’interno delle università e degli enti di ricerca italiani. L’Italia non può allontanarsi di nuovo dalla comunità scientifica internazionale”. A quanto risulta il Ministro Profumo ha lasciato inascoltate le sue richieste. Il rammarico espresso oggi dalla classe politica sarà privo di significato se si limiterà alla partecipazione durante il rito funebre, l’accoglimento dello spirito più profondo del suo amore per la conoscenza sarebbe l’unico modo di onorare questa grande italiana.

Il rapporto con i giovani Rita Levi-Montalcini ha sovente lavorato con giovani attraverso progetti del CNR. Alla base di questa volontà di confronto con i giovani vi è una profonda fiducia nelle capacità innovative dell’uomo. Ha più volte affrontato il tema del rapporto tra le nuove generazioni e lo sviluppo tecnologico, del quale ha descritto anche i limiti: « Oggi, rispetto a ieri, i giovani usufruiscono di una straordinaria ampiezza di informazioni; il prezzo è l’effetto ipnotico esercitato dagli schermi televisivi che li disabituano a ragionare (oltre a derubarli del tempo da dedicare allo studio, allo sport e ai giochi che stimolano la loro capacità creativa). Creano per loro una realtà definita che inibisce la loro capacità di “inventare il mondo” e distrugge il fascino dell’ignoto. » Negli incontri coi giovani, è emerso l’invito a non concentrare l’attenzione solo su sé stessi, a partecipare ai problemi sociali e fare proposte volte al miglioramento del mondo attuale. Ai giovani ricercatori ha ripetutamente suggerito l’esperienza all’estero per poi tornare in Italia, convinta che risieda in loro il futuro della ricerca e dell’innovazione scientifica del paese. PrimaPagina 32 - dic. / gen. 2013

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ARCHEOLOGIA IGNORATA Passeggiata lungo la vallata del Vomano tra antiche strade e scavi a metà di Giuseppina Michini

rima della strada Statale 81, c’era un’antica strada che costeggiava il fosso Trentamano, e collegava Teramo alla Valle del Vomano. Il sistema viario era il comune denominatore di una serie di edifici antichi, partendo da Caprafico, Forcella, bivio Poggio Cono. Proprio presso il sito archeologico di bivio Poggio Cono si è tornato a scavare ad agosto 2012, dopo le prime indagini archeologiche iniziate a settembre 2011 in occasione dei lavori per l’impianto del metanodotto, il cui passaggio ha implicato lo scavo solo delle strutture che ne ostacolavano il tragitto, mentre gli altri ambienti o settori di cui si conosce l’esistenza negli attigui terreni sono stati ignorati e restano interrati. Ciò incide sulla comprensione e l’interpretazione delle aree archeologiche. Il rischio è che tutto si minimizzi e si vanifichi. “È il secondo anno che il sito affronta l’inverno sprovvisto di una protezione adeguata. Avevano promesso di terminare i lavori a primavera 2012, ma ecco le condizioni attuali del sito che resta inerme soggetto alle intemperie”. Questa l’amara considerazione di Daniele Di Battista, gentile signore del luogo con cui abbiamo parlato. “Sbrigatevi. O il sito si rinterra o si sistema con una copertura. Una sola cosa hanno fatto di buono, hanno esteso il vincolo archeologico

a tutta l’area. Vogliamo conservare e valorizzare l’archeologia per noi stessi, per andare a fare una passeggiata o fermarsi a mangiare qualche volta all’aperto”. Durante il giro di ispezione all’insegna della ricognizione delle peculiarità archeologiche nella vallata del Vomano, Daniele ci fornisce un bagaglio di notizie. “Durante i lavori del metanodotto -aggiungea Forcella, in contrada Padula, gli scavi hanno interessato solo la parte marginale dell’

intero sito archeologico. Hanno riportato alla luce ambienti molto grandi. Sono stati stanziati 50.000 euro per il restauro delle strutture di epoca romana. Il problema è che hanno deciso di rinterrare con l’alibi di aver rintracciato solo edifici di scarsa importanza. Hanno ricoperto il sito con uno strato di 40 centimetri di terra: uno strato di terreno troppo sottile. Avrebbero dovuto alzare almeno di un 1 metro per evitare che le intemperie lo assottigliassero ulteriormente. Di conseguenza i contadini, arando, hanno divelto i materiali di protezione delle

Il problema è che hanno deciso di rinterrare con l’alibi di aver rintracciato solo edifici di scarsa importanza... strutture, ovvero le tavole di legno e il tessuto non tessuto. In questo stesso sito si voleva fare un centro di stoccaggio per l’aggressione

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dell’humus. Insieme ad un gruppo di amici bloccammo l’attuazione del progetto. Facemmo intervenire la Soprintendenza e portammo negli uffici del Ministero una campionatura di reperti che avevamo raccolto. Ci dette una mano Giampaolo Di Virgilio, e cercammo di sviare quei propositi sbagliati che avevano preso di mira il territorio. Non volevamo avere un centro di stoccaggio di fronte alle case. Dall’altra parte volevamo tutelare anche il sito archeologico che adesso è stato nuovamente incontrato dai lavori del metanodotto”.

Daniele aggiunge che: “A Forcella in Contrada Piana Piccola c’è un nucleo abitativo enorme distribuito su terrazze disposte dalla cima della collina fino alla piana verso il fiume. In particolare è stato individuato un sistema per l’approvvigionamento idrico composto da canalizzazioni e cisterne, il quale molto probabilmente riforniva il centro abitato. È proprio qui che ho rinvenuto una grande quantità di monete”. San Rustico, Geranzano, Guardia Vo mano, Macere di Canzano, potremmo continuare l’elenco. Questi siti andranno a morire? “Secondo me sì. Figuriamoci, non si riesce a scavare San Rustico che è una città di 10 ettari, non è un piccolo sito. San Rustico non si scava più dal 1972 quando fu tagliato in due dalle trincee per la costruzione dell’autostrada per Roma. Gran parte del sito è ancora sepolto. I contadini continuano ad arare e quando trovano tante pietre dissodano il terreno con la ruspa buttando il materiale al fiume. Non nascondiamo che recenti lavori del Ruzzo in quest’area si sono svolti tranquillamente senza l’assistenza di un archeologo”. Ci sono tombaroli che praticano mercato clandestino? “Monete e oggetti se ne trovano talmente tanti che sul mercato nero non valgono niente. Il problema è il valore storico. Prima si arava ad una profondità di 40 centimetri, mentre oggi si raggiungono gli 80. Esiste un vincolo archeologico che sanziona l’aratura superiore a 30 cm, ma chi lo rispetta? Tutti scavano, lavorano e tutto si distrugge”.

AISM TERAMO NUOVO DIRETTIVO IN CARICA innovo delle cariche all’Aism (associazione italiana sclerosi multipla) di Teramo. Al presidente uscente Rodolfo Graziani succede Enzo Pietro Di Giulio. Vice presidente è stato chiamato Alessandro Perfetti, tesoriere Rodolfo Graziani, segretario Marco Marconi. Con l’elezione del nuovo Direttivo, l’associazione intende proseguire, per il prossimo triennio, negli adempimenti programmati, in perfetta continuità con il recente passato, nel campo dell’assistenza e del supporto alle persone affette da sclerosi multipla residenti nel territorio provinciale.

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Opera prima del teramano Riccardo Nori L’Arcaico anatema orano è il piccolo borgo abruzzese immaginato dall’autore Riccardo Nori , che trova collocazione nel territorio della provincia teramana. Il romanzo è centrato su due fulcri: la storia d’amore di Marco e Linda, dolorosamente interrotta da minacciose incombenti entità, che li costringono ad una lunghissima separazione e l’aura misteriosa che circonda il paesino montano, teatro di violenti stupri e macabri omicidi. I due giovani scopriranno solo anni dopo di essere uniti da un destino comune, che li ricondurrà a Morano, a guardare in faccia la morte e ad affrontare una presenza demoniaca che incombe sul piccolo borgo. Le atmosfere gotiche e horror di questa opera prima , tengono desta l’attenzione del lettore anche grazie ai diversi registri stilistici adottati e ai numerosi flashback e flashforward in cui prendono forma personaggi e situazioni. Un romanzo che svela anche il percorso di vita dello stesso autore: il concetto narrativo è concepito e realizzato in due spazi temporali diversi, la prima par-

te elaborata da un giovanissimo autore e il compimento “qualche” anno dopo, ad opera di una personalità più matura, si evincono dalla scrittura, più fresca nelle prime pagine, che si evolve man mano nello stile più complesso e aulico delle pagine conclusive. Interessante l’intreccio di atmosfere horror, gotiche e thriller del romanzo in cui si ritrova, 20 anni prima di Twilight , il potere immaginifico e attrattivo della paura legata al soprannaturale. La complessità della trama fa si che le piccole lacune narrative e le domande che rimangono aperte siano usci socchiusi dove intravedere ulteriori sviluppi. Riccardo Nori nasce a Teramo il

7 settembre 1970 . Diplomato all’IPSIA di Teramo, entra giovanissimo nel mondo del lavoro già all’età di 14 anni, come cameriere e con altri lavori (istruttore di pesistica e cultura fisica). Svolge il servizio civile presso la Piccola Opera Charitas, un centro di assistenza per portatori di handicap. I suoi hobby sono i libri, il calcio, la palestra e la musica, prevalentemente blues e hard rock. Ma cosa lo ha spinto a scrive-

Interessante l’intreccio di atmosfere horror, gotiche e thriller del romanzo in cui si ritrova, il potere immaginifico e attrattivo della paura legata al soprannaturale

re un libro? “la delusione spesso suscitata dall’andamento, o dalla conclusione, di un libro appena letto- sostiene- . Chi leggendo un libro non ha pensato, almeno una volta: “come sarebbe andata se…?”, provando a dirigere diversamente la sorte di un personaggio, o addirittura il finale della storia?»

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Al via in Abruzzo un piano di intervento rivolto agli insegnanti

“COMPRENSIVI E FORMATI” L’aggregazione di istituzioni di vario grado comporta difficoltà organizzative e didattiche. di Clementina Berardocco

a legge 111/2011 ha stabilito, per il corrente anno scolastico, un nuovo dimensionamento delle istituzioni scolastiche, aggregando scuole medie, scuole primarie e scuole dell’infanzia. Nella nostra città, attualmente, sono presenti gli Istituti Comprensivi Zippilli Noè Lucidi; Savini - San Giuseppe – San Giorgio; D’Alessandro – Risorgimento, S.Nicolò a Tordino e Villa Vomano. Tale organizzazione in verticale ha comportato e comporta ancora difficoltà, perplessità e anche dubbi, sia dal punto di vista didattico-organizzativo sia amministrativogestionale. La “comprensività” non va solo decretata per legge, ma va costruita con gradualità e mettendo in campo azioni di supporto.

tematiche affrontate da illustri relatori, quali il prof. Angelo Paletta dell’Università di Bologna, Carlo Petracca, esperto di politiche formative, Giancarlo Cerini, dirigente tecnico dell’USR per l’Emilia Romagna, Susanna Granello, direttore della rivista “Esperienze Amministrative”, Carlo Amoroso, dirigente della Regione Abruzzo. Il piano di intervento prevede precise

azioni, in ambito regionale, provinciale e nelle reti di scuole; consta di modalità di coordinamento e di monitoraggio, seminari. Pertanto, nei prossimi mesi, le scuole abruzzesi saranno chiamate alla predisposizione e alla realizzazione di progetti di ricerca-azione per la costruzione del curricolo verticale per competenze.

l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo ha programmato un piano di formazione biennale riguardante i docenti del primo ciclo d’istruzione e della scuola dell’infanzia

A tale proposito, l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo ha programmato un piano di formazione biennale riguardante i docenti del primo ciclo d’istruzione e della scuola dell’infanzia, tenuto conto della recente emanazione delle nuove indicazioni per il curricolo. Lo scorso dicembre scorso, a Montesilvano (Pe), si è tenuto un convegno regionale sul tema “L’Istituto Comprensivo: per una scuola di comunità”, che ha visto la partecipazione di oltre 550 docenti,dirigenti scolastici e direttori dei servizi generali e amministrativi. Gestione, amministrazione, professionalità, curricolo, territorio le PrimaPagina 32 - dic. / gen. 2013

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JAZZ DEL DUEMILA Con Alien Assassin, l’ultimo lavoro del Cristiano Vetuschi Quartet, il gruppo crea uno stile modernissimo ed originale di Mariangela Sansone

tmosfere sospese che si alternano a ritmi sincopati ed incalzanti, uno swing ed un’energia propulsiva che lasciano il segno e non si fanno dimenticare. Questo, ma non solo, è Alien Assassin, pubblicato dalla Ideasuoni Edizioni, ultimo lavoro del “Cristiano Vetuschi Quartet”, gruppo composto da Glauco Di Sabatino alle percussioni, Massimiliano Coclite al piano fender, Anchise Vetuschi al basso e Cristiano Vetuschi alle chitarre. Gusto raffinato per il movimento caotico, la narrazione segue una direzione precisa, ma lascia spazio alla sperimentazione dettata dalla passione, dando vita a un caleidoscopio di luci, ombre e colori, sfumature e saturazioni, attraverso arditi virtuosismi strumentali. Lo stile del quartetto teramano mantiene un occhio vigile sulla tradizione musicale classica, ma non rinuncia a contaminazioni rock ed elettroniche, elaborando un jazz modernissimo, sedotto dalle tentazioni digitali e che ricerca sonorità nuove ed originali. Alien Assassin è un’opera variegata, che attraversa con naturalezza gli stili musicali, passando dalle suggestive

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atmosfere tratteggiate in Nero Waltz e in Notti d’alba ai ritmi frenetici ed ossessivi che si rincorrono di nota in nota nel brano che dà il nome al cd. Cristiano Vetuschi è attivo professionalmente dal 1982, si è ispirato a maestri classici come Wes Montgomery e mostri del rock come Eddie Van Halen, ha preso parte ai seminari di musicisti del livello di Scott Henderson, Frank Gambale Michel Camilo, Anthony Jackson, Carlitos Puerto, Franco D’Andrea e Javier Girotto

colonne sonore di film e partecipato a produzioni e pre-produzioni in diversi studi, in Italia e a New York; eclettico polistrumentista è uno dei pochi jazz vocalist italiani. Anchise Vetuschi, bassista e chitarrista, ha studiato chitarra classica e

chitarra jazz, e ha alle spalle oltre 20 anni di esperienza professionale. Ha suonato con alcuni dei migliori chitarristi internazionali, quali Joe Diorio, Scott Henderson, Frank Gambale, Paul Bollenback, John Stowell, Andrea Braido, Fabio Zeppetella.

Lo stile mantiene un occhio vigile sulla tradizione musicale classica, ma non rinuncia a contaminazioni rock ed elettroniche...

ed ha collaborato, tra i tanti, con Ivan Graziani, Paolo Di Sabatino, Fabrizio Bosso, Marco Siniscalco, Luca Bulgarelli. Tra i suoi imminenti progetti, due nuovi cd, uno con la Jolly Roger Band, per celebrare una carriera ultraventennale con Claudio Boffa, Andrea Vetuschi e Beppe Millo, e l’altro in duo con il talentuoso sassofonista Gianluca Caporale. Il batterista Glauco Di Sabatino ha collaborato con Michel Petrucciani, Bob Berg, Bob Mintzer, David Kikosky, Victor Lewis, Rossana Casale, Roberto Gatto e con numerosi batteristi di fama mondiale, come Horacio “El Negro” Hernandez, Christian Meyer, Massimo Manzi. Massimiliano “Cox” Coclite, il tastierista del gruppo, ha insegnato pianoforte al conservatorio di Fermo (Ap), e Storia e Analisi del repertorio jazz al conservatorio di Perugia. wHa composto musica sinfonica per PrimaPagina 32 - dic. / gen. 2013

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Ritorna la… music mania

di Angela Fosco

una trasmissione musicale ideata, prodotta e condotta dal teramano Domenico Valentini, che ha animato con successo la passata stagione televisiva di alcune emittenti locali, quali TVQ in Abruzzo e Tv Centro Marche, aprendo una finestra su un mondo che, spesso a fatica, riesce a ritagliarsi il giusto spazio solo per meriti e potenziale. Nella scorsa programmazione ha dato vita a puntate frizzanti dove si sono esibiti anche ospiti di livello nazionale e internazionale. Goran Guzminac, Alberto Fortis , Stefano Bacilli (arrangiatore di Vasco Rossi, Mina, Ron ecc. ), Samuel Peron (ballerino di Ballando con le Stelle, Rai1), Roberta Scardola (la Carlotta Alberti dei Cesaroni), Sergio Arcuri (attore e fratello di Manuela Arcuri), Rocco il Gigolò, solo per citarne alcuni. Nelle prime tre puntate inoltre, sono andate in onda le interviste a Paolo Limiti, Justine Mattera e Silvia Mezzanotte . Music Mania ha inoltre portato alla ribalta, grazie alle selezioni del Festival dell’Adriatico – Premio Alex Baronigruppi come Gli zingari Felici, vincitori dell’ultima edizione del Festival come miglior gruppo, i Percezionesestosenzo con il premio della critica, Francesca di Sante come miglior interprete e le Rimmel con il miglior pezzo inedito. Music Mania

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Insomma Music Mania nella prima faticosa edizione è riuscita (senza contributi e aiuti) solo grazie alla buona volontà a dare visibilità a più di 320 ospiti...

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ha tenuto a battesimo l’esordio televisivo di Kezia Zuccarini e Iuliana Volochenko, che hanno avuto giusta consacrazione in Rai con Paolo Limiti e Justine Mattera nella fortunatissima trasmissione “E state con noi” . Molti anche i volti a noi più vicini come il nostro ‘Nduccio, Franco Palumbo (Roppoppò), Vittorio il Fenomeno, il talento teramano Arturo Valiante (musicista di Rocco Papaleo), Antonella Ciocca (presentatrice inviata di Uno


Mattina), Angelo Carestia (mitico comico e imitatore con esperienze in Rai e Mediaset), Frank J. Fingher (chitarrista di livello nazionale) Renzo Ruggieri e Paolo Di Sabatino, Maria Rita Piersanti

puntate andate in onda, e si prepara alla nuova stagione 2012/2013 andando in onda, tutti i martedì, su Tv Centro Marche e tutti i mercoledì su TVQ in Abruzzo a partire dalle ore 21.00, garantendo

(presentatrice, insegnante, regista) , e una miriade di cantanti e musicisti locali che hanno dato vita ad una delle trasmissioni più viste dei nostri palinsesti televisivi. Insomma Music Mania nella prima faticosa edizione è riuscita (senza contributi e aiuti) solo grazie alla buona volontà a dare visibilità a più di 320 ospiti nelle 31

una cospicua copertura territoriale che abbraccia più regioni. E’ probabile a breve la programmazione anche su altre tv private, per dare più visibilità agli artisti che la trasmissione si prefigge di promuovere, gratuitamente, anche per questa stagione. Nella nuova edizione Domenico Valentini sarà affiancato da Kezia Zuccarini (reduce

dalla trasmissione con Paolo Limiti) e da Veronica Valà, vincitrice della puntata di Veline, nella presentazione del format, musicalmente dalla Music Mania Band, voluta e costituita dallo stesso Valentini, che accompagnerà la trasmissione con la sua musica live. All’interno del programma anche tre nuove rubriche grazie alla congiunta produzione dell’Associazione Culturale Music and Show e della Claudio Marastoni Communication, una di queste dedicata alla bellezza, grazie all’inserimento del concorso nazionale Miss Gran Prix e Mister Italia. Il successo del format nasce anche dalla considerazione che una produzione televisiva interamente abruzzese e ideata da un abruzzese varca per la prima volta i confini regionali esportando la musica del territorio oltre confine.

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Cultura del dono Dai Re Magi al Zoroastrismo, tra leggende e Storia

di Michele Ciliberti

l consumismo ci ha privati della gioia del dono, riducendolo a semplice rito; la globalizzazione ha omologato tradizioni e usi, facendo perdere l’identità e l’appartenenza; la crisi potrebbe aiutare a recuperare quanto smarrito, in nome di un più diffuso sentimento di solidarietà e di carità. Che cosa, però, si è perso? Sicuramente la spontaneità e l’immediatezza dell’atto di rinuncia che il dono comporta e, infine, soprattutto il significato del simbolo. La natura, in questo periodo, è ricca di simboli e di significati che si associano al dono. In molte regioni mediterranee si usa

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accompagnare il dono con un ramoscello di frutti di corbezzolo, a significare la stima del donatore verso la persona cara (caritas

È interessante notare come alcuni aspetti del Natale, su cui le fonti storiche tacciono, siano comuni all’islamismo e ad altre religioni orientali

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è l’astratto di carus = amato) ed è pure consuetudine adornare il presepe con i rami della medesima pianta (sottomissione alla regalità – regalo-del neonato). Il presepe stesso è simbolo del dono, per non parlare dei tre Re Magi. A tal proposito nel medioevo circolava una bellissima leggenda che simbolicamente intendeva richiamare le origini della stirpe ebraica di Gesù. Si sa che uno dei tre Re Magi, probabilmente Melchiorre, portò come dono a Gesù bambino l’oro sotto forma di pomo a significare il mondo. Da dove proveniva quell’oro? La leggenda vuole che quando Abramo partì dalla città di Ur della Caldea, per stabilirsi nella terra promessa, dove scorre latte e miele, ad un certo punto, vecchio e stanco, decise di fermarsi. Allora dette un gruzzoletto d’oro ai propri figli, dicendo loro di comprare quel pezzo di terra dove si trovava e dove avrebbe costruito la sua tomba (ancora oggi gli Arabi, in questa terra, onorano il pozzo di Abramo). I figli ubbidirono e comprarono il campo, anche se il vecchio padre poi proseguì il viaggio. Quell’oro, con cui fu pagato il campo, andò a far parte del tesoro che la regina di Saba portò in dono al tempio di Gerusalemme, quando sposò re Salomone. Nel VI secolo a. C., Nabucodonosor conquistò Gerusalemme, distrusse il tempio e s’impossessò del tesoro che fu portato in oriente, da dove Melchiorre appunto avrebbe prelevato l’oro di Abramo e portato in dono a Gesù. Durante la fuga in Egitto di Giuseppe e di Maria con il bambino Gesù, una notte, mentre i tre dormivano sotto un albero, un pastorello, furtivamente, si avvicinò e rubò il fagottino con l’oro donato da Melchiorre e lo nascose nella grotta dove custodiva le sue capre.


Divenuto adulto, il pastorello fu colpito da una grave malattia e divenne storpio. Un giorno, mentre era a Gerusalemme, venne a sapere di un grande sapiente che guariva gli ammalati e gli storpi e volle subito recarsi da lui. Lo incontrò e ad un semplice sguardo fu guarito. Allora andò a riprendere quel gruzzoletto d’oro che aveva nascosto e lo offrì in dono al tempio, dove i sommi sacerdoti fecero coniare le trenta monete con le quali avrebbero pagato Giuda per l’alto tradimento. Qui finisce la leggenda. È interessante notare come alcuni aspetti del Natale, su cui le fonti storiche tacciono, siano comuni all’islamismo e ad altre religioni orientali. Particolarmente avvincente risulta la letteratura sui Re Magi: anzitutto non erano re, ma sapienti, astronomiastrologi, sacerdoti del culto di Zoroastro; come pure non erano tre, ma addirittura sette o nove, ventuno o ventisette. Il 3 è molto significativo: non solo Trinità, ma anche passato, presente e futuro; regalità, divinità e umanità di Cristo come i tre doni; le tre razze umane, discendenti dai tre figli di Noè. Infine, alle poche e frammentarie notizie del vangelo di Matteo, se ne aggiungono le tante dei vangeli apocrifi. Riappropriarsi di un sì vasto patrimonio culturale, superando il conformismo del momento, sarebbe una virtù etica fondamentale per i singoli popoli e un dono straordinario per ciascun individuo.

POVERE PIPPINE inedito del Prof. Lucio Cancellieri

Me trove a passà balle a la Madonne chi vate? Garebbalde… a la rutonne!

E pu’… ch’ahè ’sta spade pe nen zù pi dice: aldolà, nze passe chiù?

“ Com’hi’ fatte Pippì a vini’ quajù? nge stive bone su la piazza tu’?”

Ma si chi’ nen m’armatte lu cavalle nda passe qquà… ji taje ’lli ddo palle! –

- Steve sù da lu novecende e une forse dinghe fastidje a cacchedune,

“Garebbà… fatte fa’ ’na bececlatte che pe’ ggiri’… nin pije la navatte”,

la gende ha devendate cuscì mmatte che ci ha penzate mo’ a da’ lu sfratte! –

- o che me la facesse rosce o nire e vaffangule… me facce mbu’ di ggire! -

“A di’ la verità… si’ Garebbà? Lu s’ho capite che caccose nn’ardà? Nghi li Mille tinive lu cavalle amiche, appresse, su lu pjdistalle” - S’ho capite ’sti cocce de bandone… pi ngi spenne, l’ha masse mo’ ’n pinzjone, vabbo’ ch’ahere bbasse de stature ma chi’ m’ha fatte ndè ’nu crijature!

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Sport

Sfida a colpi di racchetta Circolo tennis rinnovato grazie al contributo dell’amministrazione comunale di Adele Di Feliciantonio

Montorio al Vomano si torna a giocare a tennis. La notizia ha riempito di gioia gli appassionati della racchetta e gli aspiranti giocatori che, da quest’anno, possono usufruire di una struttura completamente rinnovata e di un vero e proprio circolo che rappresenta una novità per lo sport e la società locale. Proprio di recente sono stati completati i lavori di rimessa, a opera dell’amministrazione comunale, di uno dei campi in tenso-

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Riusciamo a garantire lezioni in più giorni della settimana e in varie fasce orarie e come inizio sembra ottimo e incoraggiante struttura presenti nel centro sportivo, con la posa in opera di un fondo di gioco in erba sintetica. “C’è la soddisfazione - affer-

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ma l’avv. Di Gabriele, assessore alla cultura e lo sport del Comune - per aver risistemato uno dei campi coperti a uso esclusivo per il tennis. Già da tempo si avvertiva la necessità di rinnovare l’impiantistica sportiva, dando, così, la possibilità a tutti di praticare questo sport”. E così è nato il primo circolo che già esisteva come associazione sportiva dilettantistica dal 2008, ma non aveva potuto esercitare a pieno la propria attività. “Grazie al campo nuovo – afferma Giuseppe Di Saverio, presidente del Circolo tennis Montorio – siamo riusciti, grazie al contributo determinante dell’’amministrazione comunale che ci ha messo a disposizione un campo completamente ristrutturato e insieme al maestro Domenico Di Pancrazio, ad avviare una vera e propria scuola tennis per adulti e bambini, che per essere la prima esperienza, ha raccolto già molte adesioni e fa parlare di sé. Riusciamo a garantire lezioni in più giorni della settimana e in varie fasce orarie e come inizio sembra ottimo e incoraggiante.” Sia l’assessore che il presidente precisano che, attualmente, il circolo non ha un’autonomia propria, ma si appoggia all’Asd MP che gestisce parte degli impianti sportivi comunali. Come lo stesso Di Saverio ha più volte sottolineato “c’è l’idea, per il futuro, di strutturare maggiormente il circolo, dotandolo di una sede consona, facendolo crescere come centro di aggregazione, oltre che come centro sportivo, agonistico e ricreativo.”


Arbitri

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marlo. E’ un educatore, almeno per quanto riguarda il livello provinciale. In pratica, vado alle partite, guardo la prestazione del giovane arbitro e dopo negli spogliatoi do consigli per poter crescere professionalmente e tecnicamente. Naturalmente a livelli bassi l’osservatore si identifica con un educatore, man mano che si sale di livello, categoria e professionalità, l’osservatore diventa un selezionatore. Quando l’arbitro è formato necessita scegliere i migliori”. Designate voi gli arbitri? “Diamo una valutazione, che poi si estrinseca gioco-forza in un voto numerico. A fine anno si fanno delle medie. Anche per i meriti si stila una scala gerarchica, e si va avanti con la carriera in base alle valutazioni dell’osservatore”. Seguite sempre gli stessi arbitri? “Seguiamo tutti i ragazzi che operano a livello provinciale più volte l’anno. Il numero delle valutazioni varia a seconda della disponibilità dell’osservatore e delle partite che fa l’arbitro”. Li

Osservatore, questo sconosciuto (o quasi) Martino Di Luigi, all’interno dell’’ associazione arbitri, aiuta le giovani leve a formare fisico e carattere di Daniela Palantrani

Associazione Italiana Arbitri è organizzata mediante una struttura piuttosto complessa ed articolata, con figure ordinate gerarchicamente e con un incarico ben preciso e definito. Martino Di Luigi, nel quotidiano geometra, conserva la passione per lo sport, svolgendo la funzione di designatore degli osservatori arbitrali, sezione di Teramo. L’osservatore arbitrale è una figura dell’Associazione Italiana Arbitri che, dopo aver superato l’esame di qualificazione, mette a disposizione la propria esperienza per la crescita dei giovani arbitri. Valuta la prestazione dell’arbitro redigendo una relazione scritta all’organo tecnico di appartenenza, nella quale descrive accuratamente pregi e difetti del giovane collega e quantifica numericamente la prestazione con un voto. Come nasce questa passione? “Inizialmente mi sono iscritto al corso arbitri. Con notevole ritardo rispetto all’età. Studiavo all’università e lavoravo da cameriere per arrotondare, si lavorava diverse ore per vedersi corrispondere, a conti fatti, un piccolo compenso. Scopro che per arbitrare avrei ricevuto un rimborso spese per correre sul campo, lavorare un po’ meno rispetto al lavoro di cameriere e decisi di iscrivermi al corso arbitri. Avevo già giocato a calcio e lo sport mi appassionava. Ho iniziato ad arbitrare, mi piaceva, mi sono divertito tanto oltre a conoscere un mondo nuovo all’interno dell’associazione. Persone che sono la sintesi della società, dall’operaio all’ingegnere, dal manager allo

studente. Si sta benissimo insieme, nonostante le inevitabili diversità e si diventa amici”. La carriera? “Non avevo possibilità di carriera, poiché l’età era già avanzata, però sono rimasto all’interno dell’associazione, trovando persone splendide, anziane e con molta esperienza che mi hanno aiutato a crescere dal punto di vista arbitrale, ma anche dal punto di vista umano. Ad un certo punto ho dovuto smettere l’attività sul campo per problemi di salute, e non volendo lasciare l’associazione ho trovato un’altra collocazione. All’interno dell’AIA esiste una figura che rimane un po’ nell’ombra, non essendo sul campo ma sugli spalti, ed è quella dell’osservatore arbitrale”. Quale è il compito? “L’osservatore ha il compito di controllare l’arbitro, ma non nel senso di spiarlo per punirlo o per fer-

seguite anche nei corsi teorici? “C’è una squadra che si occupa della formazione teorica con corsi, lezioni ed esami veri e propri”. Arbitrare aiuta anche a formare il carattere? “Senza ombra di dubbio. Spesso arrivano ragazzi timorosi e timidi che sul campo si trovano a gestire da soli almeno 40 persone. Un ragazzo inizia a sedici anni e ad appena 17 si trova a dover affrontare 40enni che come i bambini vogliono vincere a tutti i costi”. Quali gli aspetti che valutate? “Diversi, tecnico, estetico atletico”. Mi spieghi l’ estetico? “Abbiamo davanti dei ragazzi che voglio fare gli arbitri. Condizione necessaria è essere un’atleta. Ad esempio, Gianpaolo Calvarese è atleticamente parlando, ‘un mostro’ che riesce a stare dietro ad atleti di serie A che si allenano tutti i giorni con i migliori preparatori e medici. Ovviamente se Calvarese pesasse 140 kg, non potrebbe correre dietro atleti. Sono una serie di concause che concorrono al risultato finale, per cui se non si ha una forma fisica sufficiente sicuramente ne risente anche la prestazione”.

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Motori

“Caro” codice della strada… Il nuovo anno comincia all’insegna di sanzioni più salate per gli automobilisti indisciplinati di Antonella Lorenzi

al 1 gennaio è scattato l’aumento delle multe pari al 5,9%. Il meccanismo automatico che praticamente esiste da sempre, mette ancora una volta a dura prova le tasche degli automobilisti italiani. Il Codice della Strada prevede scatti di adeguamento biennale sulla base dell’inflazione accertata dall’Istat rispetto ai prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. Il medesimo aumento si riflette sulle multe elevate agli automobilisti indisciplinati a partire dal 1 gennaio, come fissato dal Ministro della Giustizia di concerto con i ministri dell’Economia e delle Finanze e delle Infrastrutture e dei Trasporti. Riportiamo come sono state modificate alcune delle sanzioni più comuni. Il divieto di sosta dalle precedenti 39 euro è passato a 41; chi verrà trovato cinture allacciate verrà sanzionato con 80 euro, anziché le precedenti 76. L’ eccesso di velocità tra 10

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e 40 chilometri all’ ora in orario diurno (tra le h 7 e le h 22) aumenta da 159 a 168 euro, mentre in orario notturno - sempre tra 10 e 40 chilometri all’ora - passa da 212 a 224 euro. Se si passerà con il semaforo rosso la multa sarà di 163 euro, invece

Vanno bloccati gli aumenti di canone Rai, acqua, pedaggi autostradali, multe, rifiuti, luce e gas...

delle vecchie 154. Si tratta del decimo aumento biennale dal 1995, che arriva in un momento particolarmente critico per l’economia delle famiglie italiane. L’ Asaps (Associazione amici della Polizia stradale) in una nota ricorda che le multe dal 1993 hanno subìto “nove aumenti

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biennali e l’incremento medio è stato almeno del 51% e salirà al 59%”. La lettera dell’Asap in cui si chiede al Governo Monti di non applicare gli aumenti, prosegue: “In una fase nella quale gli stipendi sono bloccati in ogni programmato aumento, una misura come quella dell’incremento biennale delle sanzioni pecuniarie appare estremamente sgradevole per gli automobilisti e potrà forse essere ritenuta utile dalle varie amministrazioni che confidano di incassare dalle violazioni della strada una parte delle somme tagliate dalle varie misure di contenimento dei costi”. Anche l’associazione dei consumatori, Codacons, è ovviamente, intervenuto con un appello: «Vanno bloccati gli aumenti di canone Rai, acqua, pedaggi autostradali, multe, rifiuti, luce e gas». Il Codacons conclude auspicando «un intervento finalizzato a salvaguardare le tasche degli italiani e una maggiore attenzione da parte del governo futuro».


il Legale

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Condomini

Amministratore “riformato” di Gianfranco Puca avvocato e mediatore professionista

on la legge n. 220/2012, in vigore dal prossimo 18 giugno, dopo undici anni di lavori parlamentari, è stata aggiornata la normativa del codice civile relativa al condominio. Le novità sono tante, e riguardano i diritti e doveri dei condomini, ma probabilmente la parte più interessante è quella relativa alla figura dell’amministratore condominiale. Per l’amministratore vi saranno maggiori responsabilità e poteri, e anche una maggiore professionalità. L’art. 1129 prevede il caso di nomina e revoca dell’amministratore, e individua gli obblighi dello stesso. Innanzitutto è obbligatorio nominare un amministratore se i condomini sono in numero superiore ad otto, altrimenti provvede l’autorità giudiziaria su ricorso di uno o più condomini o dell’amministratore dimissionario. Alla accettazione dell’incarico, l’amministratore deve comunicare una serie di informazioni: i dati anagrafici e professionali, il codice fiscale, e, se si tratta di società, la sede legale e la denominazione, il locale ove si trovano i registri di cui ai numeri 6) e 7) dell’articolo 1130, nonché i giorni e le ore in cui ogni interessato, previa richiesta all’amministratore, può prenderne gratuitamente visione e ottenere, previo rimborso della spesa, copia da lui firmata. La nomina dell’amministratore può essere subordinata alla stipula di una polizza di assicurazione per la responsabilità civile per gli atti compiuti nell’esercizio del mandato conferito dal l’assemblea. Se l’assemblea delibera lavori straordinari, l’amministratore deve adeguare i massimali della polizza all’importazione della spesa deliberata. Le generalità e i recapiti, anche telefonici, dell’amministratore devono essere affissi sul luogo di accesso del condominio, o su altro luogo di maggior uso comune. Qualsiasi somma acquisita, a qualsiasi titolo, dall’amministratore, deve essere versata

su un conto corrente bancario o postale, intestato al condominio; ogni condomino ha il diritto di prendere visione dell’estratto conto e, a sue spese, di ottenerne una copia. Alla cessazione dell’incarico l’amministratore è tenuto alla consegna di tutta la documentazione in suo possesso, relativa al condominio e ai singoli condomini, e deve eseguire le attività urgenti, senza diritto ad ulteriori compensi. L’amministratore deve agire giudizialmente per la riscossione coattiva dei crediti condominiali entro sei mesi dalla chiusura

il codice civile prevede il possesso, tra l’altro, di un diploma di scuola superiore secondaria... dell’esercizio nel quale il credito esigibile è compreso, salva espressa deroga approvata dal l’assemblea. L’incarico di amministratore ha durata di un anno e si intende rinnovato per eguale durata. L’assemblea convocata per la revoca o le dimissioni delibera in ordine alla nomina del nuovo amministratore.

La revoca dell’amministratore può essere deliberata in ogni tempo dall’assemblea, con la maggioranza prevista per la sua nomina oppure con le modalità previste dal regolamento di condominio. Può altresì essere disposta dall’autorità giudiziaria, su ricorso di ciascun condomino, nel caso previsto dal quarto comma dell’articolo 1131, se non rende il conto della gestione, ovvero in caso di gravi irregolarità. In caso di mancata revoca da parte dell’assemblea, ciascun condomino può rivolgersi all’autorità giudiziaria. La legge stabilisce che si considerano gravi irregolarità otto ipotesi, tra le quali, ad esempio, è inclusa la mancata apertura del conto corrente intestato al condominio. L’amministratore deve, quando accetta l’incarico o quando l’incarico viene rinnovato, indicare l’importo dovuto a titolo di compenso, pena la nullità della nomina. L’art. 1130 del codice civile indica espressamente i doveri dell’amministratore, in ben n. 10 commi molto dettagliati. Tra le novità più importanti l’art. 71 bis delle norme di attuazione del codice civile prevede il possesso, tra l’altro, di un diploma di scuola superiore secondaria e la partecipazione ad un corso di formazione professionale per poter svolgere la carica di amministratore di condominio.

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Studio di settore per famiglie

REBUS REDDITEST di Laura Di Paolantonio dottore commercialista revisore contabile

un software, gratuitamente distribuito dall’Agenzia delle Entrate, attraverso il quale ogni singolo contribuente potrà auto valutare il proprio reddito sulla base delle spese sostenute e dei beni ed investimenti finanziari posseduti ed effettuati. Si potrà valutare il reddito dichiarato dall’intero nucleo familiare nonché le spese sostenute da ognuno, il software elaborerà il responso di coerenza (luce verde) od incoerenza (luce rossa) del reddito familiare rispetto al tenore di vita dei relativi componenti. L’obiettivo è di far adeguare i cittadini verso quei valori di reddito attesi dal fisco, al fine di indurli spontaneamente all’adeguamento, un po’ come è accaduto con la nascita degli studi di settore. Un eventuale responso di incoerenza del

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“Redditest” non scaturirà un accertamento sul reddito del nucleo familiare, perché il software utilizzato viene scaricato direttamente sul pc dell’utente senza che sia lasciata traccia sul web dei dati caricati, e poi

L’obiettivo è di far adeguare i cittadini verso quei valori di reddito attesi dal fisco perché i medesimi dati in nessun modo verranno comunicati all’Agenzia delle Entrate. E’ opportuno sottolineare che la compilazione dello stesso non risulta né agevole e neppure rapida. Gli elementi richiesti sono infatti dei più diversi: tipologia del nucleo familiare,

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Comune di residenza, anno di riferimento, notizie circa il numero di abitazioni detenute, in proprietà e in affitto (spese per manutenzioni, canoni, mutui, utenze, arredi ed elettrodomestici), mezzi di trasporto utilizzati (auto, moto, camper, barche, aerei e per tutti le spese per Rca o per canoni di noleggio), assicurazioni sottoscritte (vita, malattia, infortuni, danni a terzi), contributi versati (obbligatori, volontari, previdenza complementare), spese per istruzione (corsi universitari e di tutoraggio, scuole di specializzazione, master, corsi di lingue straniere e soggiorni all’estero), spese per il tempo libero e cura della persona (abbonamenti ad eventi sportivi e/o culturali, attività sportive, adesione a circoli, abbonamenti a pay tv, equitazione, viaggi e soggiorni in albergo, centri benessere), altre spese genericamente individuate (spese mediche, assegni corrisposti al coniuge, spese per animali domestici, per apparecchiature elettroniche e per gioielli) e, da ultimo, dati dell’ultimo triennio relativi ad investimenti e disinvestimenti in attività finanziarie. Appare incomprensibile la ratio ai primi risultati dei test, dal momento che a parità di reddito, ma con spese qualitativamente diverse, il responso può essere anche diametralmente opposto.


Consumatori in “Prima “PrimaPagina Pagina”

Consigli per gli acquisti di Luca Cialini

recente l’entrata in vigore di una nuova norma che riguarda le informazioni riportate sulle etichette dei prodotti alimentari. E’ obbligatorio indicare la composizione degli elementi in modo chiaro senza spazio a malintesi e interpretazioni. Le sanzioni riguarderanno quelle etichette in cui i componenti non siano indicati in modo specifico, ma con generiche definizioni che non lascino capire se si tratta di alimenti naturali o di sintesi. E’ molto importante quindi saper leggere bene le indicazioni riportate sui prodotti per capire la qualità di ciò che si sta acquistando. Ma siamo sempre certi di ciò che compriamo? Soprattutto quando acquistiamo cibi industriali o trattati industrialmente? Un esempio può essere il latte, benefico alimento di natura biologica, uno dei principali tra i prodotti che consumiamo. Che sia per la prima colazione, per lo sport o per fare la maggior parte di dolci o cibi da forno, è l’ingrediente più usato al mondo, senza parlare dei suoi derivati. In particolare, occorre soffermarsi sulle date di confezionamento e scadenza indicate sulle buste. Su ogni busta o cartone di latte sono stampati numeri in sequenza che vanno da 1 a 7, una numerazione tipo 1234567. Uno dei numeri però può essere obliterato o coperto da un segno. Il numero non più leggibile indica che il latte ha subito uno o più processi di pastorizzazione, a seconda appunto del numero annullato. Per esempio: se trovate: 1_ 34567 o 1234_67 , vuol dire che nel primo caso il

latte è stato ribollito 2 volte, nel secondo 5 volte. Perché avviene questo? Quando il latte scade, il rimanente non venduto viene mandato di nuovo al produttore che, per legge, può effettuare di nuovo il processo di pastorizzazione a 190 gradi e rimetterlo sul mercato. E’ tutto legale e fino a qui non c’è nulla di grave, se non per il fatto che il nuovo trattamento fa sì che in realtà stiamo bevendo un alimento sempre più povero di quei nutrienti di cui il latte è ricco (proteine, carboidrati e calcio). Con la ulteriore pastorizzazione a 190 gradi questi elementi“svaniscono”sempre più. Così trattato il latte sostanzialmente non è nocivo, ma sicuramente meno nutriente, perciò è meglio stare attenti ai numeri. Di questo si è occupato di recente il Codacons di Torino che ha rivolto interrogazioni al direttore della locale Centrale del latte, il quale però sembra aver dichiarato

che la ri-pastorizzazione non viene pressoché mai attuata e che i numeri stampati sulle buste e sui cartoni si riferiscono alle confezioni di tetrapack usati per imbottigliare il latte. Ciononostante è sempre meglio informarsi e assicurarsi della qualità dell’alimento prima di acquistare. Anche il latte fresco da banco è un’ ottima alternativa, soprattutto se è delle nostre parti.

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Che sia per la prima colazione, per lo sport o per fare la maggior parte di dolci o cibi da forno, è l’ingrediente più usato al mondo, senza parlare dei suoi derivati...

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Salute

I consigli del dott. Galiffa CURE DENTALI:

Terapie low cost e no cost Dr. Gino Salvatore Galiffa

Specialista in odontostomatologia e protesi dentaria Specialista in O.R.L e patologia cervico-facciale

L LOW COST. è entrato anche nel settore sanitario nella forma del turismo dentario con la ricerca di prestazioni odontoiatriche a basso costo. Secondo l’Adoc il 10 % degli Italiani si recano all’estero per risparmiare sui costi onerosi delle cure dentali . “In un momento di crisi nera come l’attuale, con i conti che non tornano, non ci stupisce che i consumatori cerchino soluzioni economiche anche nel campo della salute -spiega Pilleri presidente dell’ Adoc - ci preoccupa, al contempo, l’eventuale scarsa professionalità e serietà da parte delle strutture private che offrono sconti e promozioni”. Le preoccupazioni sono giuste soprattutto se si paragona la notorietà della terapia LOW COST alle scarse informazioni sulla prevenzione e terapia NO COST in

campo odontoiatrico. La prevenzione e terapia a costo zero è quella che si può avere assumendo Posizioni Corrette nel sonno in queste posizioni la mandibola è libera nei movimenti nessun trauma su denti, gengive, muscoli e artcolazioni La Deglutizione Spontanea si realizza ogni 4 minuti per tutta la vita notte e giorno senza ostacoli. Che cosa è quante azioni benefiche ha le potete leggere su Internet digitando (www.galiffa.it/deglutizione. html). Questo dono del Creatore è tanto prezioso quanto sottovalutato, tanto frequente quanto ignorato. ( Nessuno ne parla ! perché è No Cost?). Tutti coloro che dormono a pancia sotto o di lato bocconi Decubitano sulla Mandibola,

e Lombari Problemi Posturali, (vedi calciatori col BITE) Sensazioni di Instabilità dell’ Equilibrio . Ronzio Acufeni Nevrosi, Sbilanciamento della Mandibola, Asimmetria Facciale, Acne e Foruncoli Deturpanti del viso. Infine le patologie più gravi Nevralgia Essenziale del Trigemino Causa di dolori

Oltre a causare trauma Ostacolano La Deglutizione Spontanea un atto funzionale utile e prezioso come la Respirazione Spontanea. Gradualmente nel tempo tutti vanno incontro a disturbi che caratterizza-

no La SINDROME DA DECUBITO MANDIBOLARE GALIFFA: Emicrania , Cefalea Muscolotensiva, Bruxismo , Dolori e Click nei movimento della mandibola , Dolori Cervicali DI

Studio dentistico

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www.galiffa.it

Dormire sogni tranquilli si può! insopportabili. La Malattia Parodontale ( Piorrea ) la causa più importante della perdita di tutti i denti. Per avere chiarimenti digitate su internet Bruxismo: Miti e Verita’ Disfunzioni ATM, Ronzio, fischi, vertigini... Piorrea o Parodontite Patologia Posturale. La TERAPIA NO COST è il Decubito Corretto. La protesi che si può evitare Costa certamente meno di quella Low Cost . Alcune terapie sono necessarie per riparare i danni causati da molti anni di decubito scorretto. Così come sono necessarie protesi per sostituire denti mancanti, ma sempre dopo aver corretto il Decubito Scorretto. Per la salute è essenziale anche Corretta Igiene e Masticazione Bilaterale. L’importanza del Corretto Decubito non è una trovata da guaritore ma una scoperta scientifica basata sulla fisiologia ( Deglutizione Spontanea ) e la evidenza empirica della causa ( Decubito Mandibolare) sempre presente nell’anamnesi. Infine il rigore scientifico è confermato dalla verifica clinica delle guarigioni ( senza Recidiva ) di tutti coloro che hanno corretto la posizione nel sonno. La Recidiva si verifica soltanto se recidiva il decubito prono a faccia sotto. Per concludere possiamo affermare che Le informazioni giuste, hanno importanza scientifica , culturale, etica e socioeconomica. Le Informazioni avulse da condizionamenti culturali ed economici realizzano la possibilità di godere di salute e benessere a costo zero (NO COST) , un diritto sacro di tutti gli esseri umani. Chi minimizza o nasconde la possibilità di Prevenzione e Terapia ( No Cost ) sopra esposta è responsabile di un Delitto contro l’Umanità.


Salute

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DOLORI ALLE OSSA

Terapia infiltrativa e gel Dr. Claudio D’Archivio e Dr. Luigi Zugaro

Specialista in Radiodiagnostica e Scienze delle Immagini / Medico Chirurgo specialista in Radiodiagnostica

e patologie muscoloscheletriche costituiscono una delle principali fonti di dolore; oltre il 70% della popolazione adulta soffre di problemi articolari. Da alcuni anni è possibile intervenire efficacemente nella cura delle patologie muscolo-scheletriche mediante le tecniche infiltrative ecoguidate. I principali vantaggi offerti dalla guida ecografica consistono nella valutazione real time della procedura, permettendo una maggiore concentrazione del principio attivo a livello della lesione, e riducendo drasticamente la percentuale di complicanze legate ad essa. L’ecografia risulta più sicura rispetto alle tecniche fluoroscopiche e radiografiche alternative. Le principali patologie trattabili con queste innovative tecniche sono la spalla dolorosa, sia che derivi da patologia tendinea che dalla presenza di calcificazioni o artrosi; la patologia degenerativa tendinea in ogni sede; l’artrosi, prevalentemente a carico del ginocchio e dell’anca. In particolare, per l’anca è assolutamente da evitare l’infiltrazione senza un’adeguata guida ecografica, poiché l’articolazione

coxofemorale è particolarmente profonda. La spalla dolorosa causata dalla presenza di calcificazioni veniva trattata, fino ad oggi, in artroscopia o con terapie mediche con scarsi risultati. La guida ecografica permette di raggiungere la calcificazione con due aghi, e lavarla via con completa risoluzione del problema in pochi minuti. Per ciò che riguarda i principi attivi infiltrabili, oltre ai classici farmaci corticosteroidei, utilizzati da tempo grazie al loro effetto antiinfiammatorio, negli ultimi anni lo sviluppo farmacologico ha messo a disposizione altri presidi ad alta efficacia, quali l’acido ialuronico, estremamente efficace nel trattamento della patologia artrosica in ogni distretto articolare, e delle patologie dei tendini, quali il cosiddetto gomito del tennista o epicondilite. L’acido ialuronico è una sostanza naturalmente sintetizzata dalle cellule sinoviali, e

responsabile delle proprietà viscoelastiche del liquido articolare, contribuisce alla lubrificazione nelle condizioni di carico e protegge parzialmente il tessuto dalla penetrazione di cellule infiammatorie; in poche parole protegge l’articolazione dall’usura. L’ultima frontiera nel trattamento della patologia degenerativa tendinea ed articolare come l’artrosi è rappresentata dall’infiltrazione eco guidata di plasma ricco di piastrine (PRP) che, grazie ai fattori di crescita in esso contenuti, promuove la rigenerazione tissutale sia tendinea che cartilaginea. Di particolare interesse il suo impiego a livello della spalla, ginocchio, caviglia, anca e nella patologia traumatica muscolare. La tecnica ecoguidata rappresenta il metodo scientificamente più corretto ed efficace per l’esecuzione delle procedure infiltrative intraarticolari e peritendinee.

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Benessere

Per tornare in forma dopo le feste

Diete disintossicanti, tra leggende e realtà Dall’ananas all’insalata i miti da sfatare sugli alimenti “brucia grassi” e è praticamente impossibile evitare i piatti tipici delle festività, deliziosi, invitanti, ma non sempre ottimali per la linea, per tornare in forma rapidamente e con risultati duraturi, o semplicemente per disintossicarsi un po’, ecco alcuni utili consigli per ritrovare benessere fisico e anche psicologico. E’ importante non saltate i pasti principali, magari evitando pranzo o cena, ma continuare a distribuire nel corso della giornata le 5 razioni alimentari, magari diminuendo le porzioni, soprattutto quelle di zuccheri e grassi, e cercando di incamerare tutti i possibili elementi funzionali al nostro organismo, come carboidrati, proteine, vitamine e sali minerali. Aumentare le porzioni di frutta, verdura fresca, fibre e cereali, aiutano sicuramente a rimettere in moto l’intestino un pò più affaticato del solito . E’ consigliabile inoltre bere sempre molta acqua, evitando quella gassata, magari prendendo la buona abitudine di consumare, più volte nel corso della giornata, infusi e tisane,

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soprattutto a sera e dopo i pasti principali Riprendere gradualmente movimento ed attività fisica, approfittando anche delle piccole attività ed occupazioni quotidiane o di qualche passeggiata. Nell’intricato mondo delle diete è facile perdersi, fra tabelle nutrizionali, conti su proteine e carboidrati e aghi della bilancia. Ma se seguire un’alimentazione corretta a volte sembra un’impresa, spesso a confondere ancor più le idee ci sono anche falsi miti su cibi miracolosi, rimedi della nonna e leggende all’ultima caloria. Per evitare di cadere in trappole alimentari e mantenere o conquistare il nostro peso forma, bisogna perciò conoscere le più famose leggende su quello che mangiamo. A cominciare dalla blasonata ananas, che non è vero che fa dimagrire. Sfatiamo anche il mito dell’insalatina per pranzo che rappresenta una scorciatoia dai sensi di colpa e un attentato al mangiare sano. Se per insalata infatti intendiamo foglie di lattuga, intrise di olio d’oliva, noci, prosciutto, tonno, uova, formaggio, crostini e quant’altro, è chiaro che di ipocalorico questo piatto ha

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giusto il nome. E che, con l’illusione del pasto leggero, ci nutriamo di una portata più calorica di una porzione di lasagne, a cui spesso associamo anche pane e magari vino e dolce. D’altro canto se invece pensiamo di sostituire un pasto bilanciato con un po’ di verdura senza condimento, compiamo un errore altrettanto grave. L’ideale perciò è quello di rilegare all’insalata il suo ruolo: quello di contorno. Con tante verdure e poco olio e sale. Altra leggenda vuole che l’ananas e il pompelmo sciolgano i grassi. Premesso che per sciogliere i grassi c’è un solo faticoso rimedio: bruciare più calorie di quelle introdotte, facendo movimento e sport, in modo da attivare il metabolismo, nel movimento non rientra la masticazione dell’ananas nè il gesto di spremere il pompelmo. Questi due ottimi frutti ricchi di proprietà non hanno infatti la capacità di sciogliere i lipidi, come non ce l’ha nessun alimento. L’ananas tuttavia contiene la bromelina, l’enzima che favorisce la digestione, mentre il pompelmo è ricco di vitamina C. Due ottimi motivi per consumarli al momento della frutta.


Benessere

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RINNOVARE LA PELLE CON GLI ACIDI di Mariella Calvarese

inverno si sta facendo sentire ed è il momento ideale per ricorrere a piccoli stratagemmi di bellezza per dare nuova luce al viso e nuova vitalità al corpo. Per ottenere risultati rapidi e duraturi è indispensabile ricorrere a piccoli trucchi che la natura stessa mette a disposizione. Stiamo parlando di acido glicolico e acido ialuronico. La parola “acido” potrebbe indurre a pensare a qualcosa di corrosivo o aggressivo, niente di più sbagliat. Partiamo dall’acido glicolico. Si tratta di un composto esfoliante estratto dalla canna da zucchero, dall’uva ursina e dalla barbabietola. Grazie alla sua eccellente capacità i penetrare gli strati della pelle, viene utilizzato per accelerare il turn-over cellulare (passaggio di nuove cellule dallo strato basale allo strato corneo), facilita inoltre l’esfoliazione della pelle che normalmente avviene in 28/40 giorni. L’uso dell’acido glicolico porta quindi ad un migliore aspetto della pelle, riduce la profondità delle rughe e dei segni dovuti all’acne e alla iperpigmentazione (macchie brune). Indebolisce le capacità leganti dei lipidi che mantengono unite tra loro le cellule epiteliali morte. Tale proprietà porta quindi alla rimozione dello

strato più esterno della pelle, mettendo in luce gli strati inferiori più sani, brillanti e di miglior aspetto. Ecco che diventa l’alleato ideale prima di un qualsiasi altro trattamento di bellezza perché permette a qualsiasi altro prodotto di penetrare senza incontrare “ostacoli” o “barriere”. Ottimo anche per la cura del corpo, alleato efficacissimo nella cura delle smagliature. Unico accorgimento: qualsiasi trattamento a base di questo acido va rigorosamente effettuato da ottobre ad aprile. L’esposizione al sole o a lampade uv potrebbe, infatti, macchiare irrimediabilmente la pelle. L’acido ialuronico, invece, è uno dei componenti fondamentali dei tessuti connettivi dell’uomo e degli altri mammiferi. Conferisce alla pelle quelle proprietà di resistenza e mantenimento della forma. La sua mancanza determina un indebolimento della pelle promuovendo la formazione di rughe ed inestetismi. La sua concentrazione, con l’avanzare dell’età, tende a diminuire. E’ in

grado di legare a sé l’acqua che riesce così a trattenere sotto lo strato superficiale della pelle rendendola più turgida e tonica e “riempiendo dall’interno” le rughe. E’ in grado anche di agire come sostanza cementante, nonché come efficiente lubrificante, prevenendo il danneggiamento delle cellule del tessuto da stress fisici. A livello estetico, il combinato di trattamenti di acido glicolico seguito da acido ialuronico sarebbe in grado di restituire realmente una pelle nuova.

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Ottimo anche per la cura del corpo, alleato efficacissimo nella cura delle smagliature....

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Benessere

PHOTOLIGHT-FT Dr. Vittoria Dragani

Specialista in Igiene e Medicina Preventiva esperta in Medicina Estetica

l sistema Photolight è un sistema combinato a luce pulsata e laser. La luce pulsata, estremamente efficace e versatile nell’epilazione e nel ringiovanimento cutaneo vascolare e pigmentario, offre massima sicurezza e confort per il paziente grazie all’onda raffreddata e alla emissione di impulsi specifici. La luce pulsata (IPL) nasce alla fine degli anni ’90 e, pur non essendo propriamente un laser, ha le stesse indicazioni dei principali laser dermatologici, di fatti è un sistema utilizzato in dermatologia e in medicina estetica e permette di trattare in modo efficace e poco invasivo una vasta gamma di problematiche, quali: • ipertricosi ed irsutismo, entrambe manifestazioni cliniche, seppure non sempre patologiche, che consistono, rispettivamente, in: aumento dei peli in relazione al numero ed alle dimensioni, prevalentemente nelle donne, in zone dove normalmente queste ultime presentano una peluria esigua; presenza di peli di aspetto terminale (di grandi dimensioni e di aspetto più scuro rispetto ai capelli) in zone e con aspetto tipicamente maschili, problematica, che coinvolge prevalentemente le donne, è causata generalmente da alterazioni ormonali primarie o secondarie. • fotoinvecchiamento, ovvero l’ invecchiamento cutaneo causato da fattori ambientali poiché

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il sole rappresenta il principale agente che determina questo processo. Un’eccessiva e prolungata esposizione ai raggi solari confe-

Il vantaggio della tecnica a luce pulsata è senz’altro legato all’esiguità degli effetti collaterali

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risce alla pelle l’aspetto tipico del volto degli anziani, soprattutto di coloro che, più di altri, hanno vissuto e lavorato all’aperto. • inestetismi cutanei quali: iperpigmentazioni, couperose e teleangectasie, caratterizzate da macchie scure, nel primo caso, e rossastre, negli altri due, che colpiscono prevalentemente il volto e/o il dorso delle mani. Il vantaggio della tecnica a luce pulsata è senz’altro legato all’esiguità degli effetti collaterali (minore compromissione della vita sociale) e al confort per il paziente. L’intervallo tra le sedute e il numero delle applicazioni varia in relazione all’inestetismo e la durata dell’applicazione varia in relazione all’estensione dell’area da trattare.


Animali

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ZOONOSI Le malattie che si trasmettono dagli animali all’uomo

di Piero Serroni e Arianna Braca Veterinari

olti sapranno che esiste la possibilità che l’uomo e gli animali si trasmettano reciprocamente malattie, definite zoonosi. Le zoonosi conosciute sono numerose (oltre 150) e il loro studio costituisce uno dei settori di maggior interesse della medicina umana e veterinaria in quanto, a causa dell’intensificarsi degli scambi commerciali di animali e prodotti di origine animale tra i vari paesi, hanno acquisito un’importanza crescente. Le zoonosi possono diffondersi da un animale all’altro e dagli animali all’uomo, mentre di solito non si trasmettono da un uomo all’altro. Perciò l’uomo si ammala soltanto tramite gli animali. Gli animali possono trasmettere la malattia direttamente all’uomo: in questo caso sono interessati soprattutto i proprietari degli animali. Spesso però non è necessario stare a contatto con l’animale per ammalarsi, ma è sufficiente venire a contatto con oggetti che, a loro volta, sono stati contaminati dagli animali infetti: generalmente si tratta del terreno, che viene inquinato dagli animali e dalle loro feci ed urine. Un altro gruppo di malattie si trasmettono dagli animali all’uomo con gli alimenti di origine animale: consumare carni, latte ed altri alimenti contaminati può causare all’uomo diverse malattie. Per quanto riguarda le zoonosi trasmesse dagli animali da compagnia (cani, gatti,

ecc.), abbiamo già parlato della “Leishmaniosi”, malattia trasmessa dai flebotomi. In questo articolo parleremo di due zoonosi della pelle: la tigna (una dermatofitosi) e la scabbia (o rogna sarcoptica). Le dermatofitosi sono micosi cutanee, causate da microscopici funghi (appartenenti alle specie “Microsporum” e “Trichophyton”) che colpiscono gli animali domestici (in questi provocano la caduta del pelo in zone rotondeggianti: “tigna tonsurante”) e l’uomo (possono essere colpiti capelli,

Spesso però non è necessario stare a contatto con l’animale per ammalarsi, ma ...

e pelle, dove causano lesioni circolari somiglianti ad una bruciatura di sigaretta). Il contagio avviene per contatto diretto con un animale o una persona malati, o tramite materiale che è stato contaminato da un soggetto infetto come indumenti, coperte, cucce, attrezzi per la toelettatura, pettini etc. Le spore presenti su un soggetto malato, su materiale contaminato o nell’ambiente sono mol-

to resistenti, e possono causare infezione sino a più di un anno dopo la loro produzione. Per effettuare la diagnosi si usano di solito 3 test: Esame con la lampada di Wood; l’Esame microscopico del pelo e mediante Coltura fungina. E’consigliato prestare attenzione al contatto diretto con l’animale e lavare e disinfettare bene l’ambiente e tutti gli oggetti con cui è stato a contatto. Poiché le spore fungine possono persistere nell’ambiente ed essere potenzialmente infettanti per molti mesi (anche18 mesi), è indispensabile trattare anche l’ambiente in cui vive il soggetto infetto. Si raccomanda di trattare moquette e tappeti con prodotti antifungini spray. Si consiglia inoltre di passare tutte le superfici lavabili almeno 1-2 volte la settimana con candeggina diluita 1:100 con acqua, e di immergere nella stessa soluzione e per almeno 10 minuti i trasportini, gli attrezzi per la toelettatura, e ogni altro oggetto che sia venuto a contatto con l’animale. Per quanto riguarda gli animali, poiché la dermatofitosi è molto contagiosa, nel caso di animali che convivono, se vi è un animale infetto è molto probabile che anche gli altri si siano contagiati ed è quindi consigliato far visitare anche gli altri animali. L’animale infetto andrebbe isolato da altri animali, possibilmente in un ambiente facilmente lavabile. La terapia consiste in farmaci specifici, da somministrare per via topica e/o sistemica a seconda

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Animali

del caso. Risultano molto efficaci, anche se spesso vanno protratte per diverse settimane. Per la terapia topica (shampoo, creme...) è indicato tosare completamente l’animale, poiché sono i peli che albergano la maggior parte delle spore, che se non vengono rimosse potrebbero inquinare l’ambiente. Prima del termine della cura si dovrebbe ripetere una coltura di controllo che deve risultare negativa, prima di sospendere le terapie. La scabbia o rogna è invece causata da acari (“sarcoptes scabei”) non visibili ad occhio nudo, che vivono in microscopiche gallerie che scavano nella pelle degli animali domestici e dell’uomo. L’acaro non può vivere lontano dall’ospite: la sopravvivenza lontano dalla cute è di 2-3 giorni per l’acaro, e di circa 10 giorni per le uova. Una volta contratta l’infestazione, il periodo di incubazione prima della comparsa dei sintomi è di 2-3 settimane, tempo necessario perché l’ospite si sensibilizzi agli antigeni dell’acaro. Alla reinfezione il prurito compare già dopo 48 ore. Il sintomo più rilevante della loro presenza (e quindi della scabbia) è un forte prurito, associato da minuscoli cunicoli, lineari o ad arco, che l’acaro scava nella pelle. Essi poi si annidano di preferenza intorno ad un bulbo pilifero determinando la formazione di piccole vescicole e croste; gli animali sono colpiti soprattutto sulla testa, punta delle

La diagnosi viene effettuata, oltre che sulla base dei segni clinici, anche con l’esame microscopico orecchie e addome, anche se può generalizzare a tutto il corpo. Nell’uomo determina eruzioni papulari molto pruriginose soprattutto su braccia e tronco. Per prevenire l’infezione si possono indossare guanti per la manipolazione dell’animale malato e/o lavarsi le mani con sapone disinfettante immediatamente dopo il contatto. La diagnosi viene effettuata, oltre che sulla base dei segni clinici, anche con l’esame microscopico

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di raschiati cutanei che decreteranno la certezza che si tratti di rogna. Anche per questa zoonosi sarà bene disinfettare la tappezzeria di casa, come fodere di cuscini o copri divani con l’aiuto di acaricidi o con vapore caldo. Per fortuna la contagiosità della rogna si riduce gradualmente durante il corso della terapia riabilitativa, per cui l’impegno e l’attenzione necessari

andranno con essa via via scemando. Per quanto riguarda invece la terapia esistono farmaci molto efficaci che permettono di debellare la rogna in dieci-quindici giorni se la diagnosi viene fatta precocemente. Come già detto per le dermatofitosi, anche per questa malattia sarà bene isolare temporaneamente l’animale.

DETECTIVE IN FACOLTÀ A Medicina Veterinaria un percorso formativo di patologia forense studia i crimini compiuti sugli animali di Daniela Malatesta

distanza di decenni dalle prime leggi sulla tutela degli animali, constatare che ogni anno centinaia di questi muoiano ancora per azione diretta di qualche criminale o irresponsabile, ha reso evidente che non basta più diagnosticare una morte per maltrattamento, boccone avvelenato o per altra azione dolosa, ma è divenuto necessario riuscire a produrre prove per citare in giudizio i responsabili. Uno dei problemi a cui ci si trova di fronte, come scrive Melinda Merck, veterinaria che collabora con la società americana per la prevenzione della crudeltà verso gli animali, è che di solito non ci sono testimoni, se esistono sono riluttanti, e le vittime, anche se vive, non possono testimoniare. I veterinari quindi diventano fondamentali sia nel supporto tecnicoscientifico alle indagini delle forze dell’ordine, per far chiarezza in situazioni in cui vi sia il sospetto di maltrattamenti o attività criminali, sia nelle controversie legali che riguardano frodi alimentari in cui vengono cacciate o pescate specie protette. Inoltre, svolgono perizie di uccisioni di animali di pregio in cui sono

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previsti risarcimenti da parte di assicurazioni o fondi appositamente destinati dalle province o regioni in caso di predazione da parte di carnivori selvatici o cani randagi inselvatichiti. La Medicina Forense Veterinaria si occupa proprio di questo e uno dei principali risvolti delle attività che svolge è legato alla repressione del bracconaggio, attività di tipo criminoso che pone in serio pericolo la biodiversità anche nel nostro Paese, come testimoniano le costanti uccisioni di specie

I veterinari quindi diventano fondamentali nel supporto tecnico scientifico alle indagini delle forze dell’ordine protette, un esempio l’orso bruno marsicano. Questa disciplina ha quindi acquisito nel tempo numerose funzioni con competenze specialistiche di patologia forense per la determinazione delle cause di morte per dolo sia di animali domestici che selvatici, anche con l’ausilio di sofisticate tecniche di laboratorio di biologia molecolare, genetica, istologia volte all’analisi comparativa di campioni biologici. A fronte di tale importanza e all’acquisizione da parte delle scienze veterinarie di queste nuove competenze che si è avuta la necessità di introdurre nel corso di studi della facoltà di Medicina Veterinaria di Teramo un percorso formativo di patologia forense, che fornisca agli studenti le nozioni per distinguere in base alle lesioni anatomo-patologiche i casi di morte per predazione, bracconaggio e uccisioni illegali in genere.


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