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Periodico della Parrocchia S. Maria Assunta in Brembate di Sopra Anno XIII - N. 72 - APRILE 2021


ABBONAMENTO Periodic o dell a Parr occhia S. M ari a Assun ta in Bre mba te di Sopr a Anno XI I I- N. 72 - APR ILE 2 021

Poiché molte persone hanno chiesto chiarimenti su come ricevere a casa il giornalino parrocchiale "Insieme", ecco alcune precisazioni che speriamo possano essere utili. 1) Il nome e l'indirizzo vanno consegnati in sacrestia. 2) La quota chiamata "di abbonamento" o "quota annuale" (di euro 15,00) verrà inserita in un’apposita busta distribuita nel mese di Febbraio.

I Copertina: Mimosa fiorita.

Tale quota si raccoglie in chiesa nella cassetta con l'indicazione "INSIEME" oppure in sacrestia.

IV Copertina: Bergamo, veduta di città alta dal viale delle mura.

La quota serve per sostenere le spese di stampa.

Foto: Luca Bonati.

Direttore: don Giacomo Ubbiali Direttore responsabile: Davide Agazzi

Editore: Parrocchia S. Maria Assunta, Brembate di Sopra

Stampa: EQUA - Clusone Redazione: don Carlo, Chiara, Dario, Marco, Max, Luca, Luciano. Impaginazione e coordinatore: Luciano Foto ed elaborazione foto: Max Distributore: Diego Collaboratori:

Sommario 3 Editoriale 5 Vita parrocchiale 13 Anagrafe

don Giacomo, don Carlo, Chiara, Dario, Luca, Raide, Suor Nives, Gruppo missionario Africa ‘73, Fabio Colagrande.

14 La voce dell’Oratorio

E-mail: insiemebrembatesopra@gmail.com

20 Vita della Chiesa

Sito web: www.parrocchiabrembatedisopra.it

22 Attualità

Autorizzazione del Tribunale di Bergamo n. 28 del 20.10.2008


Editoriale

IL MISTERO DELLA PASQUA

resistere nel tempo della prova e risorgere Carissimi, a volte le parole di una favola parlano molto più al cuore di tante riflessioni e discorsi… eccovene una, alle porte della Pasqua: La felce e il bambù è una favola che ci parla di un uomo in difficoltà. Era un falegname e gli affari gli stavano andando molto bene. Tutto cambiò quando in città aprì una grande azienda che fabbricava mobili. Avevano molti soldi, macchinari eccellenti e numerosi dipendenti. Ben presto diventarono una vera e propria attrazione locale. La fabbrica produceva i mobili a tempo di record. E li faceva anche con una qualità molto buona. Come se non bastasse, li vendeva a prezzi inferiori rispetto a quelli del falegname. Le cose per lui, quindi, iniziarono ad andare sempre peggio. In un paio di mesi capì che era sulla strada della bancarotta e questo lo angosciava. Come se tutto ciò non bastasse, iniziò anche ad avere problemi con la moglie. Lei era un’insegnante e il suo stipendio non era sufficiente per mantenere i loro tre figli. Il falegname cercò di trovare un nuovo lavoro, ma non ci riuscì. Sua moglie glielo rimproverava e la situazione alla fine si ripercosse anche sui bambini, il cui rendimento scolastico iniziò a peggiorare. Il falegname della nostra storia era davvero disperato. Aveva una disponibilità economica sempre più ridotta. E assieme ai soldi, diminuivano anche l’energia e l’ottimismo. Non riusciva a vedere una via d’uscita. Un giorno pensò di fare una passeggia-

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ta nel bosco vicino nel tentativo di riordinare le idee. Stava per conoscere i segreti della felce e del bambù. Camminava già da mezz’ora quando incontrò un anziano gentile che lo salutò. Aveva una casa umile e quando vide il falegname lo invitò a prendere un tè. Notò la preoccupazione sul suo volto e gli chiese cosa lo turbava. Il falegname gli raccontò le sue disgrazie, mentre l’anziano ascoltava attentamente e con calma.

tri. Sai perché gli ci è voluto così tanto tempo per venire alla luce?”. Il falegname ci pensò per un momento, ma non sapeva cosa dire. L’anziano parlò di nuovo e disse: “Ha avuto bisogno di ben cinque anni perché durante quel tempo la pianta ha lavorato per mettere radici. Sapeva che doveva crescere molto in alto e non poteva spuntare finché non avesse una solida base che le permettesse di alzarsi in modo soddisfacente. Capisci?” Il falegname recepì il messaggio. Capì che a volte le cose richiedono tempo, perché hanno bisogno di avere solide radici. Che l’importante è persistere e non perdere la fede. Prima di salutarlo, l’anziano lasciò un messaggio al falegname, in modo che potesse tenerlo per sempre. Recitava: “La felicità ti mantiene dolce. I tentativi ti mantengono forte. I dispiaceri ti mantengono umano. I fallimenti ti mantengono umile. E il coraggio ti fa andare avanti”.

Quando ebbero finito il tè, l’uomo invitò il falegname in uno splendido spazio verde che si trovava nel retro della sua casa. C’erano la felce e il bambù, assieme a dozzine di alberi. Il vecchio gli chiese di osservare entrambe le piante e gli disse che doveva raccontargli una storia. Il falegname era molto interessato a ciò che l’anziano uomo doveva dirgli. Questi iniziò la narrazione. Disse: “Otto anni fa ho preso alcuni semi e ho piantato la felce e il bambù nello stesso momento. Volevo che entrambe le piante crescessero nel mio giardino, perché mi infondono entrambe una grande pace. Ho fatto tutto il possibile per prendermene cura, come se fossero un tesoro”.

E’ questo il nostro augurio per la Pasqua: curate le vostre radici, fate diventare le sofferenze e le gioie di oggi giorno occasioni per nutrire la vostra anima senza lasciarvi travolgere dalla fretta di cambiare le cose. In tempi impegnativi come questo, è una scelta vitale! Resistere e crescere ogni giorno, senza perdere la Fede che abbiamo ricevuto… ci accorgeremo che tante occasioni che ci sembrano segnate dalla lotta e addirittura dalla morte ci porteranno alla rinascita, meglio ancora… da credenti, alla Risurrezione! Il Signore è veramente risorto, e ogni vita in ogni situazione può risorgere con lui. Auguri!

“Poco tempo dopo ho notato che le due piante rispondevano in modo diverso alle mie cure. La felce cominciò a germogliare e in pochi mesi divenne una pianta maestosa che adornava ogni cosa con la sua presenza. Il bambù, invece, era ancora sotto terra, non mostrava segni di vita“. L’anziano continuò con la sua storia, mentre il falegname ascoltava con grande interesse. “Trascorse un anno intero e la felce continuò a crescere, ma il bambù no. Tuttavia, non mi arresi. Continuai a prendermene cura con maggiore attenzione. Nonostante ciò, passò un altro anno e il mio lavoro non aveva dato frutti. Il bambù rifiutava di mostrarsi“. L’uomo proseguì con il suo racconto: “Non mi arresi nemmeno dopo il secondo anno né il terzo né il quarto. Quando trascorsero cinque anni, un giorno finalmente vidi che un timido ramoscello usciva dalla terra. Il giorno dopo era molto più grande. In pochi mesi crebbe senza sosta e divenne un bambù di oltre 10 me-

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D Giacomo

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CALENDARIO PARROCCHIALE CATECHESI ADULTI

CATECHESI RAGAZZI (oratorio)

Mercoledì

Martedì

15.00 - 16.00

Sabato

15.00 - 16.00

8.30 in Parrocchia

* Sono programmati incontri sulla parola di Dio lungo tutto L’ANNO LITURGICO.

ADORAZIONE

Il Santissimo Sacramento resta esposto ogni Venerdì dalle ore 16.00 alle 18.00 18.00 S. Messa.

Questo è il programma previsto a oggi ma passibile di variazioni, stante la situazione di incertezza della situazione pandemica. Le variazioni saranno tempestivamente segnalate sui fogli degli avvisi e attraverso i canali social.

Ore 20,30: Via Crucis. Giorno di digiuno e di astinenza. Giornata mondiale per le opere della Terra Santa. 3 Sabato Santo Ore 8,00: Liturgia delle Lodi. Omaggio floreale a Gesù e benedizione delle uova: Ore 15,00: famiglie della scuola materna. Ore 15,30: famiglie delle scuole elementari. Ore 16,00: per tutti gli altri.

APRILE 1 Giovedì Santo. Ore 8,00: Liturgia delle Lodi. Ore 9,30: Messa crismale in duomo a Bergamo.

3 Sabato. Risurrezione del Signore (Gen 1,1-2,2/ Sal 103/ Gen 22,1-18/ Sal 15/ Es 14,1515,1/ Sal da Es 15,1-8/ Is 54,5-14/ Sal 29/ Is 55,1,11/ Sal da Is 12,2-6/ Bar 3,9-15.32-4,4/ Sal 18/ Ez 36,16-17.1828/ Sal 41/ Rm 6,3-11/ Sal 117/ Lc 24,1-12) Ore 20.30: Veglia pasquale nella notte santa: Liturgia della Luce, Annuncio pasquale, Liturgia della Parola, Liturgia battesimale, Liturgia eucaristica.

Triduo pasquale 1 Giovedì Santo (Es 12,1-8.11-14/ Sal 115/ 1Cor 11,23-26/ Gv 13,1-15) Ore 16,30: S. Messa. Ore 20,00: “Messa nella Cena del Signore” in chiesa: Presentazione degli oli santi, Liturgia della Parola, Liturgia eucaristica, Reposizione del Santissimo. Al termine inizierà l’adorazione eucaristica.

4 Domenica. Pasqua di Risurrezione. (At 10,34.37-43/ Sal 117/ Col 3,1-4 opp. 1Cor 5,6-8/ Gv 20,1-9) S. Messe secondo gli orari festivi.

2 Venerdì Santo (Is 52,13-53,12/ Sal 30/ Eb 4,14-16;5,7-9/ Gv 18,1-19,42) Ore 8,00: Liturgia delle Lodi. Ore 15,00: Liturgia della “Passione del Signore”: Liturgia della Parola, Preghiera universale, Adorazione della Croce, Comunione.

5 Lunedì fra l’Ottava di Pasqua S. Messe ore 7,30 – 10,30 – 18,00. 11 Domenica II di Pasqua o della Divina Misericordia. (At 4,32-35/ Sal 117/ 1Gv 5,1-6/ Gv 20,19-31) Prime Confessioni della Terza Elementare È concessa l’indulgenza plenaria, alla solite condizioni, al fedele che in questa domenica in qualunque chiesa, con l’animo totalmente distaccato dall’affetto verso qualunque peccato, anche veniale, partecipi a pratiche di pietà svolte in onore della Divina Misericordia, o almeno reciti, alla presenza del SS. Mo Sacramento dell’Eucaristia, pubblicamente esposto o custodito nel tabernacolo, il Padre Nostro e il Credo, con l’aggiunta di una pia invocazione al Signore Gesù misericordioso (per es. “Gesù misericordioso, confido in te”).

Confessioni di Pasqua Mercoledì 31 marzo Ore 15.00 – 18.00

Per tutti (in chiesa)

Venerdì 2 aprile Ore 9.00 – 12.00 Ore 17.00 – 19.00

Per tutti (in chiesa) Per tutti (in chiesa)

Sabato 3 aprile Ore 9.00 – 12.00 Ore 15.00 – 18.00

Per tutti (in chiesa) Per tutti (in chiesa)

VIT A P AR RO CCHI AL E

13 Martedì. S. Martino I, papa e martire.

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18 Domenica III di Pasqua. (At 3,13-15.17-19/ Sal 4/ 1Gv 2,1-5a/ Lc 24,35-48) Prime Confessioni della Seconda Elementare 97a Giornata nazionale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

55a Giornata mondiale per le comunicazioni sociali sul tema: “ «Vieni e vedi» (Gv 1,46). Comunicare incontrando le persone dove e come sono”. 18 Martedì. Ss. Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa. Vergini. S. Giovanni I, papa e martire.

21 Mercoledì. S. Anselmo, vescovo e dottore della Chiesa.

20 Giovedì. S. Bernardino da Siena, sacerdote.

23 Venerdì. S. Giorgio, martire. S. Adalberto, vescovo e martire.

21 Venerdì. Ss. Cristoforo Magallanes, sacerdote e Compagni, martiri.

24 Sabato. S. Fedele da Sigmaringen, sacerdote e martire.

22 Sabato. B. Luigi Maria Palazzolo, sacerdote. S. Rita da Cascia, religiosa.

25 Domenica IV di Pasqua. (At 4,8-12/ Sal 117/ 1Gv 3,1-2/ Gv 10,11-18) 58a Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni.

23 Domenica. Pentecoste. (At 2,1-11/ Sal 103/ Gal 5,16-25/ Gv 15,26-27; 16,12-15)

28 Mercoledì. S. Gianna Beretta Molla. S. Pietro Chanel, sacerdote e martire. S. Luigi Maria Grignion de Montfort, sacerdote. 29 Giovedì. S. Caterina da Siena, vergine e dottore della Chiesa, Patrona d’Italia e d’Europa.

24 Lunedì. Beata Vergine Maria Madre della Chiesa. 25 Martedì. S. Beda Venerabile, sacerdote e dottore della Chiesa. S. Gregorio VII, papa. S. Maria Maddalena de’ Pazzi, vergine. (Riprende il tempo ordinario dall’8a settimana)

30 Venerdì.. S. Pio V, papa.

26 Mercoledì. S. Filippo Neri, sacerdote.

MAGGIO

27 Giovedì. S. Agostino di Canterbury, vescovo.

1 Sabato. S. Giuseppe lavoratore.

29 Sabato. S. Paolo VI, papa.

2 Domenica V di Pasqua. (At 9,26-31/ Sal 21/ 1Gv 3,18-24/ Gv 15,1-8) Giornata nazionale di sensibilizzazione per il sostegno economico alla Chiesa Cattolica.

30 Domenica. Santissima Trinità. (Dt 4,32-34.39-40/ Sal 32/ Rm 8,14-17/ Mt 28,16-20) Prime Comunioni.

3 Lunedì. Ss. Filippo e Giacomo, apostoli.

31 Lunedì.. Visitazione della Beata Vergine Maria.

4 Martedì. B. Tommaso da Olera, religioso.

GIUGNO

5 Mercoledì. B. Caterina Cittadini, vergine. 6 Giovedì. B. Pierina Morosini, vergine e martire.

1 Martedì. S. Giustino, martire. 2 Mercoledì. Ss. Marcellino e Pietro, martiri.

7 Venerdì. B. Alberto da Villa d’Ogna.

3 Giovedì. S. Carlo Lwanga e Compagni, martiri.

8 Sabato. S. Maddalena di Canossa, vergine.

4 Venerdì. Giornate eucaristiche.

9 Domenica VI di Pasqua. (At 10,25-26.34-35.44-48/ Sal 97/ 1Gv 4,7-10/ Gv 15,917) 11 Martedì. Ss. Nereo e Achilleo, martiri. S. Pancrazio, martire.

5 Sabato. Giornate eucaristiche. 6 Domenica. Santissimo Corpo e Sangue di Cristo. (Es 24,3-8/ Sal 115/ Eb 9,11-15/ Mc 14,12-16.22-26) Ore 15 – 17.30 Adorazione eucaristica libera per le Sante Quarantore. Ore 18.00 S. Messa.

12 Mercoledì. S. Grata.

13 Giovedì. Beata Vergine Maria di Fatima. Ore 11,00: Matrimonio Cattaneo – Morlotti. 14 Venerdì. S. Mattia, apostolo. 16 Domenica. Ascensione del Signore. (At 1,1-11/ Sal 46/ Ef 4,1-13/ Mc 16,15-20) VIT A P AR RO CCHI AL E

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Cronaca parrocchiale A cura di d. Carlo

31 gennaio. Domenica. Festa di San Giovanni Bosco. La situazione di pandemia ha segnato in modo pesante anche l’oratorio, costringendo alla riduzione di molte attività. Anche la festa di San Giovanni Bosco, a cui è dedicato il nostro oratorio, è stata, per così dire, ridotta al momento di festa di domenica 31 gennaio, festa liturgica del santo. Nella settimana precedente i ragazzi con le loro famiglie sono stati invitati a partecipare alla messa delle 18 in parrocchia, suddivisi nei vari gruppi di catechismo, per rispettare il distanziamento in chiesa. Per il sabato sera è stato organizzato un gioco on-line per le famiglie: “Il cervellone”. Alla messa delle ore 10,15 di domenica sono stati chiamati soprattutto i ragazzi, per ricordare in modo speciale S. Giovanni Bosco. Nel pomeriggio di domenica, si è svolta l’estrazione della lotteria natalizia, rimandata a “tempi migliori” che non sono ancora arrivati. Per maggiori dettagli vi rimando alle pagine dell’oratorio, che troverete più avanti.

sacerdoti sono scesi nella navata, come da un anno si fa per la comunione, e hanno posto le ceneri sul capo dei fedeli, senza dire nulla. Inutile dire che tutte le celebrazioni sono state molto partecipate. Proprio in previsione di questo, nel pomeriggio i ragazzi sono stati invitati a celebrare il rito, in momenti diversi. Per loro c’è stato un momento di preghiera, accompagnato dall’ascolto del vangelo del giorno e da una breve riflessione suggerita da don Giacomo. Per il tempo di Quaresima sono stati proposti vari momenti di preghiera per i ragazzi. Al mercoledì mattina, prima dell’inizio della scuola, in oratorio, è stata proposta la preghiera per i ragazzi di prima e seconda media. Nel pomeriggio, dopo la scuola, erano attesi i bambini di prima, seconda e quarta elementare. Nel pomeriggio di giovedì, sempre al termine della scuola, erano invece attesi i bambini di terza e quinta elementare. Per il gruppo degli adolescenti, invece, era programmato un incontro la domenica sera. Per gli adulti e per le “persone di buona volontà” c’era la proposta della Via crucis nel pomeriggio del venerdì, e una riflessione serale in famiglia, collegandosi al canale YouTube della parrocchia. Sempre per gli adulti la possibilità di una breve meditazione durante la celebrazione delle messe quotidiane. Le famiglie, inoltre, sono state invitate ad un momento di preghiera quotidiano, facendosi aiutare anche dai sussidi preparati per l’occasione. Come avrete notato ho usato i verbi al passato, anche se, mentre sto scrivendo, siamo ancora nel pieno svolgimento del tempo quaresimale. Infatti, il ritorno delle restrizioni dovute all’aumento del numero dei contagi ha comportato la sospensione di tutti gli appuntamenti per i ragazzi, sostituiti, sempre negli stessi orari, da appuntamenti di preghiera in video. Si è potuto, invece, continuare a celebrare le messe festive e quotidiane, e anche della Via crucis del venerdì.

17 febbraio. Mercoledì delle Ceneri. Inizio della Quaresima. Quest’anno ci siamo trovati in Quaresima senza neanche accorgerci! Mi sembra, infatti, di poter dire che non c’è stato il solito periodo di carnevale, con mascherine, coriandoli e stelle filanti. Quello era un segno che, a modo suo, ci preparava al tempo quaresimale. Nella giornata di mercoledì 17 febbraio sono state celebrate quattro messe, durante le quali si è svolto il rito dell’imposizione delle ceneri. Dato il tempo di pandemia, il rito si è svolto in un modo un po’ diverso. Dopo l’omelia, sono state benedette le ceneri. Il celebrante ha poi detto ad alta voce, rivolto a tutti, l’invito: “Convertitevi e credete nel vangelo”, formula che di solito veniva detta a ogni singolo fedele nel momento dell’imposizione delle ceneri. Quindi i

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Suor Nives dall’Etiopia Comboni Missionary Sisters P.O. Box 61 Gelgel Beles Beneshangul Gumuz 22 Febbraio 2021 Dear amici e amiche tutti/e, pace e bene. Aprendoci all’inizio del terzo millennio, con le grandi conquiste scientifiche e tecnologiche, noi uomini e donne, (o forse solo io) pensavamo di aver trovato la soluzione di tutti i nostri problemi, e di tutte le nostre aspettative, invece … non è vero. Come non è vero che la scienza e l’economia sono al servizio delle persone. Il denaro continua a schiavizzare la salute e l’educazione.

tare per realizzare questo sogno, che ci deve essere morte perché ci sia la vita … ma anche loro sono a volte volpi nel loro pollaio. Certamente non sono esenti da limiti e criticità, ma questo fa parte del gioco. E così, non senza una certa sorpresa, vengo a scoprire che i Gumuz stessi, colti dall’irrefrenabile desiderio di rivincita, si sono uniti ai ribelli per ottenere la terra che tutti da sempre hanno cercato e cercano di togliere loro. Vi sarebbe da sorridere se non vi fosse da piangere. E me ne rammarico perché questa è ora la mia gente, il mio popolo. Oggi poi, sul Pase si allunga l’ombra invisibile del coronavirus, che minaccia tutta la regione, e deve essere affrontata da un sistema sanitario ridotto allo stremo. Per il Paese si tratta dell’ennesima strage, che andrà ad aggiungersi a quella provocata dalla guerra, fame, malaria e tante malattie. Questa crisi è interamente provocata dalla avidità e dalla ferocia dell’uomo sull’uomo. E nelle zone di conflitto sono i più vulnerabili, (donne e bambini) persone con disabilità, marginalizzati a pagarne il prezzo. Questo disordine ha imposto pesanti limitazioni e sacrifici alle famiglie. Ha aggravato oltre misura il carico di tutte noi che li abbiamo ospitati all’interno del nostro compound (clinica, asilo, scuola) per lunghe settimane. I tumulti sono la lingua di chi non è ascoltato. Parole di Martin Luther King nel lontano ’67 dunque dopo tanti anni non ci siamo ancora. Galileo Galilei disse: “Dietro ogni problema, c’è una opportunità”. Abbiamo inseguito giorno per giorno i problemi della gente cercando soluzioni. Non ci siamo riuscite purtroppo. “Se un membro soffre tutte le membra soffrono insieme” dice san Paolo In questo momento soffriamo insieme nella consapevolezza che solo Dio può ultimamente e veramente vedere il cuore della persona e può rispondere al bisogno di misericordia che tutti abbiamo.

Sono soltanto due anni che sono arrivata qui fra i Gumuz. Non ho imparato la loro lingua e come oso parlarvi di loro e di questo immenso e bellissimo paese? I Gumuz sembrano il parco giochi di tutte le etnie. Loro sognano che la terra che lavorano appartiene a loro; sognano che il loro lavoro venga pagato con giustizia e verità; sognano che il loro piatto si riempia; sognano medicine per spaventare la malaria e la morte; sognano di sentirsi in pace con sé stessi e con Madre terra che li sostiene. Sognano che devono lot-

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La vicinanza è uno dei tratti di Dio, ci spiega Papa Francesco, e Dio è vicino al popolo. Noi siamo rimaste vicino al popolo, in caso contrario saremmo state solo delle amministratrici. Il territorio è un patrimonio essenziale e una risorsa preziosa. Una nuova pianificazione dei villaggi e dei territori, deve essere al primo posto, perché’ tutti abbiano una casa, o meglio una capanna, e un po’ di terra da coltivare. Il tema è delicato e il perché’ è facilmente intuibile: quando il giudizio politico s’intreccia con passione e scelte avvenute in passato, ma che continuano a dividere, il terreno diventa scivoloso. Poi cala un sipario ed entra in gioco la cruda realtà. “La vera saggezza presuppone l’incontro con la realtà” dice papa Francesco in Fratelli tutti, N. 47. Ma i problemi in campo sono enormi e complessi, richiedono una capacità di guardare al futuro e di lavorare su tempi lunghi. Ci troviamo immerse in un’enorme transizione ... siamo come un’onda del medesimo oceano universale. Constatiamo tanti freni a mano anche all’interno nostro. Tuttavia, dal livello episcopale, un clamoroso silenzio e una dolorosa inazione. Non so quale sia la verità e non mi unisco a nessun coro di voci. La posta in gioco è molto alta. La situazione è molto fluida ed esposta a contraccolpi. Le autorità locali hanno fatto ricorso ad una serie di misure repressive contro la gente, come arresti di massa, maltrattamenti fisici, uso eccessivo della forza, e gravi misure di limitazione della libertà di movimento, e non contribuiscono a fare chiarezza non fornendo informazioni. Tuttavia, non voglio essere fumosa.

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Lo scorrere della nostra esistenza quotidiana è stato bruscamente interrotto e ci è voluto tempo per capire cosa stesse succedendo; niente scuola, niente clinica, niente pastorale. Per inclinazione personale avverto la necessità di ragionare su quello che faccio e di comprendere a fondo il senso, non sono solita di eseguire acriticamente ciò che mi viene indicato, ma ci sono dei buchi profondi nella mia comprensione dei fatti accaduti. Ed io friggo come un uovo nel tegamino,

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tentando di trovare il bandolo della matassa che sto cercando di dipanare. … Quel mondo vibrante e complesso fatto di relazioni, di produzione di pensiero, di scambi di conoscenze, di vita palpitante che è il mondo dei Gumuz … è stato sconvolto. Di fronte a questo spegnimento siamo rimaste come attonite. Un periodo questo che sollecita i bilanci sul passato, i pensieri sul presente, e gli interrogativi sul futuro denso di incognite, ma anche di speranze. Constato che la sofferenza e la speranza si abbracciano sempre.

tanta gente i disagi di abbandonare di nuovo i loro villaggi e forse presto inizierà la scuola. Voi avete già iniziato il percorso quaresimale. Buon cammino a tutte/i. Lasciamoci incontrare dall’amore del Padre manifestato in Cristo Gesù. Un abbraccio virtuale Sr Nives

So che il dopo comincia adesso, so che quello che stiamo imparando segna una traccia che ci insegnerà quali percorsi reinventare, che cosa potremmo cambiare, che cosa non sarà necessario rifare, e che cosa dovremmo riscrivere in modo nuovo. Il domani comincia oggi. Il principio di sostenibilità a cui sovente facciamo riferimento, e che dovrebbe diventare un criterio pervasivo in tutte le nostre scelte, diventa problematico in questo momento data la loro (Gumuz) situazione di “sfollati”. Se non ora, quando potremo convertirci, cambiare mentalità, impostare diversamente i nostri stili di vita e relazioni, con noi stessi, con la natura, con gli altri e magari perché’ no? anche con Dio? Tutto ciò che possiamo fare è andare avanti, andare avanti. Cammina davanti a noi, Tu che sei il nostro futuro. La nostra speranza resta incrollabile. Veni Sancte Spiritus! Qui ce n’ è bisogno. Obiettivo non semplice. Chi lotta può perdere, ma chi non lotta, ha già perso. P.S. É una buona notizia questa: alcuni gruppi armati si sono arresi davanti all’esercito; questo eviterà a

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Gruppo Missionario Email: gruppoAFRICA73@gmail.com

Informazioni dal gruppo missionario. Ben ritrovati a tutti, con il consueto bilancio dell’anno appena chiuso. A tutti un augurio che questo 2021 sia davvero l’anno della svolta nel combattere con adeguate difese l’epidemia da Covid-19, questo virus che per tutto il 2020 ci ha colpito negli affetti più cari e ahimè ancora continua ad essere presente in mezzo a noi, sempre pronto ad approfittare di ogni nostra minima debolezza e mancanza di attenzione nell’ascoltare e nel perseguire gli opportuni comportamenti, che tutti ormai ben conosciamo. Per quanto riguarda il bilancio di chiusura 2020 c’è poco da dire, se non che è in sofferenza rispetto agli anni precedenti. Come è evidente nel prospetto, le voci in entrata sono poche, e solo il saldo del 2019 riguardante il ricavo della “Mostra Missionaria 2019” e le vostre generose offerte hanno permesso di continuare a sostenere le due adozioni e di inviare contributi ai missionari a supporto delle loro iniziative. Per questo insieme ai missionari un caloroso ringraziamento di cuore a voi. Per il 2021 appena iniziato, dovendo attuare le corrette e condivisibili regole di distanziamento, le nostre iniziative non potranno essere realizzate in tutto, ma solo in parte, per questo, alfine di “rimpinguare un po’ la nostra cassa”, ci permettiamo di chiedere il vostro sostegno, se lo vorrete, anche attraverso le offerte (così come già avete fatto nel corso del 2020) sperando al più presto di poter riprendere a pieno ritmo con: la mostra missionaria, i banchetti dell’equo solidale, le cene magre, ecc.…. Ringraziamo di cuore chi vorrà accogliere l’invito. Insieme continuiamo a sostenere i nostri missionari con la preghiera e il pensiero, affinché sentano la vicinanza spirituale della comunità, e ringraziamo il Padre che illumina e guida il loro cammino di evangelizzazione, di promozione umana e di aiuto ai tanti fratelli che vivono in paesi colpiti da carenze alimentari, sanitarie, ma anche dalla pandemia, in balia di guerre e dove sono negati anche i diritti essenziali di ogni uomo. Dove sono, senza fine, le guerre interne causate dalla famelica avidità e dalla violenza dell’uomo contro l’uomo, dove i più deboli e i più indifesi pagano un prezzo altissimo fatto di malattie, di fame, di terrore, di morte. Insieme cerchiamo di portare avanti quell’annuncio “Andate in tutto il mondo ed annunciate il Vangelo” vivendo con un cuore aperto al mondo, pur con le incertezze e le debolezze di ogni uomo, ma con tanta fiducia nel Signore che agisce sempre anche nel silenzio e nella fatica dei nostri giorni. E … se ci è concesso, abbiamo un grande sogno: cerchiamo forze nuove, per portare una rinnovata linfa al gruppo ed aprirci a prospettive ed obiettivi ad ampio raggio, e magari delineare una fisionomia diversa del gruppo…sappiamo che non è cosa facile… ma… noi continuiamo a crederci! Un caro saluto e un ringraziamento a tutti voi e ai nostri missionari per la loro opera, sempre ringraziando il Signore che, nonostante la nostra inadeguatezza, continua a servirsi di tutti noi per portare avanti la sua missione di salvezza. Gruppo AFRICA ‘73 Alcune informazioni. Viste le difficoltà del momento nella consueta attività, per chi intende effettuare delle offerte per i nostri missionari, di seguito riportiamo alcune delle possibili modalità: Versare sull’IBAN: IT56 Q 05034 52660 000000010134 intestato alla: Parrocchia di S. Maria Assunta in Brembate di Sopra causale versamento: Offerta al gruppo missionario ➢ Consegnare direttamente ai componenti del Gruppo AFRICA ’73 ➢

Contatti: Ivonne cel. 349 386 3960 Piero cell. 347 453 9986

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Bilancio Entrate/Uscite per l'anno

2020 Gruppo "AFRICA '73" Entrate Saldo

Totale in cassa 31/12/2019

Offerta/e

N.N

1.315,00

Offerta/e

Offerte varie

1.920,00

Ricavo

Vendita metalli (raccolta occasionale di metalli vari)

20,00

Totale Entrate

3.734,04

€ 6.989,04

Uscite Abbonamento

Abb. annuale alla rivista "Il Sassolino" per i Missionari

50,00

Adozione

Bambina "Linda Saidi", a Namwera in Malawi

400,00

Adozione

Bambina "Suzi Misghina" in Eritrea

320,00

Banca

Competenze costo gestione C/C banca

101,50

Banca

Competenze bonifici e vaglia

21,50

Spesa

Materiale vario

20,00

Donazione

Padre Leonardo Battaglia

500,00

Donazione

Suor Eleonora Rota Sperti

1.500,00

Donazione

Suor Nives Battaglia

2.000,00

Donazione

Suor Ornella Rota Sperti

1.500,00

Spedizione

Periodico "Insieme" per i Missionari

20,60

Totale Uscite Saldo

Totale in cassa 31/12/2020

€ 6.433,60 €

Nelle foto si vede il microscopio acquistato da Sr. Nives, con il generoso contributo della nostra comunità. VIT A P AR RO CCHI AL E

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Anagrafe BATTESIMO

MATRIMONIO Fuori parrocchia

Giudici Nicole, di Andrea e Ravasio Ramona, nata l’11 agosto 2020 a Bergamo, battezzata domenica 28 febbraio

Chiarolini Pandini Gianluigi con Pellegrini Elisa, il 30 dicembre 2020 a Corna Imagna.

DEFUNTI TODESCHINI GIUSEPPE, di anni 62, morto il 18 febbraio.

SIGNORELLI GIANLUCA, di anni 63, morto il 30 gennaio.

RAVASIO EDOARDO PAOLO, di anni 53, morto il 06 marzo.

BONOMI COSTANTE, di anni 84, morto il 31 gennaio.

CAPELLI BRUNO, di anni 81, morto il 09 marzo.

MAESTRONI CATERINA IN VALSECCHI, di anni 83, morta il 04 febbraio.

PELLEGRINELLI ANTONIO, di anni 91, morto il 13 marzo.

BONALUMI ANNA, VED. BELOTTI, di anni 80, morta il 07 febbraio.

AN AG R AF E

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L A VO CE DELL ’O R AT O RIO

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Anno della Famiglia Menichelli: sposi siano coinvolti nella pastorale Secondo il cardinale arcivescovo emerito di Ancona -Osimo, esperto di pastorale familiare, l’anno indetto dal Papa, dedicato all'approfondimento dell’Esortazione apostolica Amoris laetitia, deve spingerci a rileggere integralmente il documento e a ripensare la relazione tra ordine sacro e matrimonio Un nuovo anno centrato sulla famiglia. Il prossimo 19 marzo, nel quinto anniversario della pubblicazione dell’Esortazione apostolica Amoris laetitia, sulla bellezza e la gioia dell’amore familiare, Papa Francesco inaugurerà l’Anno “Famiglia Amoris laetitia” che si concluderà a Roma il 26 giugno 2022 in occasione del X Incontro Mondiale delle Famiglie.

re con gioia l'invito del Papa a vivere un anno dedicato alla famiglia e deve ridestare in tutti noi questa necessaria grande preoccupazione pastorale. Non le sembra che la ricezione di questa Esortazione apostolica si sia in questi anni un po' arenata sul dibattito legato al capitolo VIII del testo e sulla questione della comunione ai divorziatirisposati? R.- Sì, è vero, questa circostanza non ci ha consentito di leggere in pienezza e completezza l'Amoris laetitia. È vero che il problema che suscita il capitolo VIII è particolare: si tratta della difficoltà di mettere insieme due verità della fede, essere servitori della Misericordia e della Verità. Certamente è un aspetto che ha un impatto molto forte nella pastorale sacramentaria, però è necessario che adesso si riapra tutta l'Esortazione di Papa Francesco e si cerchi di coniugarla nella sua ampiezza totale. Questo è il mio augurio e spero che sia anche uno dei frutti di quest’anno che è stato annunciato.

Secondo il cardinale Edoardo Menichelli, arcivescovo emerito di Ancona-Osimo, che ha preso parte ai due Sinodi sulla famiglia nel 2014 e nel 2015, questa scelta del Papa è una benedizione e un’occasione imperdibile per un “nuovo inizio” in un ambito pastorale faticoso, in cui i sacerdoti devono coinvolgere maggiormente le stesse famiglie. Ai microfoni di Radio Vaticana Italia, il porporato ha innanzitutto spiegato come ha accolto la decisione del Papa: R.- Ho accolto questo annuncio come una grande benedizione e un invito pressante del Santo Padre affinché si prenda sempre più consapevolezza di quanto la famiglia sia al centro della preoccupazione della Chiesa e di quanto la Chiesa possa ricevere dalla famiglia. Credo che ancora una volta Papa Francesco abbia colto nel segno per ridare vivacità alla pastorale familiare. Del resto, se si confronta l’Amoris laetitia con la Familiaris consortio di tanti anni fa, ci si rende subito conto che San Giovanni Paolo II e Francesco sono stati i due Papi che, insieme agli altri, si sono particolarmente impegnati su questo versante. E allora questo ci deve far accoglie-

Quali ritardi si registrano nell'attuale pastorale matrimoniale e quali sono le cause secondo lei? R.- Io non emetto giudizi e faccio fatica anche a dire quali possono essere i ritardi. Dico solo che la pastorale familiare è impegnativa e faticosa e non sempre dà a noi sacerdoti dei frutti immediati. Perché è una pastorale ampia che tocca problematiche diverse: educative, etiche, sociali, formative. Quindi è probabile che ci siano stati e ci siano dei ritardi, ma secondo me l’unica strada possibile per superarli è acquistare la consapevolezza che è necessario ridare la grazia sacramentale operativa, oltre che di santificazione, al Battesimo e al Matrimonio. Qui ci sono due grazie sacramentali che impegnano coloro che li ri-

Papa Francesco indice l’Anno della Famiglia

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cevono e che li vivono, sul versante della novità. La famiglia è costituita e basata su questi due sacramenti e poi, chiaramente, nutrita dall'Eucaristia. Dunque, serve questa consapevolezza che i due sposi, e la famiglia che poi da essi viene costituita, hanno dentro di sé un “capitale” che è quello della grazia di Dio e della grazia sacramentale che dovrebbe aiutare tutti noi a far ripartire questa pastorale e annullare tutti i ritardi. Poi c’è un altro aspetto ed è la consapevolezza che la famiglia, proprio in nome di questi due sacramenti, è un soggetto pastorale: non è una pastorale “per” la famiglia, è una pastorale “con” la famiglia, e qui la fatica è grande.

be portare a far sì che la famiglia, amata e seguita dalla Chiesa, sia “coinvolta” nella pastorale. Bisogna anche ripensare la relazione tra coppie di sposi e presbiteri? R.- Tanto anche all'interno del Sinodo si è discusso e approfondito la relazione tra ordine sacro e matrimonio, che non sono due sacramenti in contesa tra loro. Non si deve andare alla ricerca di una supremazia, ambedue sono sacramenti di servizio. L'ordine sacro è orientato su un versante e il matrimonio su un altro, ma ambedue sono al servizio della crescita della Chiesa e dell’opera di misericordia all’interno della Chiesa e che la Chiesa stessa opera. Questo credo sia un altro degli elementi sui quali bisogna molto riflettere e - mi lasci dire - anche un po' convertirsi.

E infatti uno degli obiettivi dell'anno indetto dal Papa è rendere la famiglia protagonista della pastorale familiare. Quanto è centrale questo aspetto? R.- È un aspetto centralissimo. Io ricordo quante volte se ne è discusso e quante volte è stato approfondito all'interno della Conferenza Episcopale Italiana e quante volte è stato richiamato questo ruolo centrale della famiglia nella pastorale che la riguarda. C’è un’altra bella espressione che usavamo anche al tempo del Sinodo romano: la parrocchia “famiglia di famiglie”, la Chiesa “famiglia di famiglie”. Questi sono elementi di una novità pastorale bellissima e se sapessimo concretizzarli saremmo davvero capaci di mettere insieme i famosi verbi che sono scritti nell’Amoris laetitia. Io li riassumo e aggiungo un verbo finale. “Accogliere” le famiglie, “accompagnare” le famiglie, “discernere” la realtà familiare e “integrarla”. Ma tutto questo poi dovrebVIT A D EL L A CHI ES A

Cosa aspettarsi, dunque? R.- Io mi auguro davvero che quest’anno dedicato alla rilettura dell’Amoris laetitia, che è stato indetto, possa essere un nuovo inizio. Ringrazio molto il Santo Padre e invoco la grazia di Dio perché tutto questo all'interno della comunità cristiana sia accolto e vissuto. Mi auguro ci sia l’impegno di tutta la comunità. Fabio Colagrande – Città del Vaticano Vatican News - 4 gennaio 2021.

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Atomi in cerca d’autore Con il precedente numero del giornalino abbiamo rispolverato qualche memoria di matematica. In questo momento particolare legato dalla pandemia, fatto di continui apri e chiudi, pare opportuno continuare anche a noi con la DAD (didattica a distanza) cercando di scavare ancora nei nostri ricordi scolastici. Questa volta proviamo con la chimica e la fisica, che pure sono due bei bocconi spesso indigesti. Allora partiamo proprio dall’abc, quindi dall’atomo, ovvero la struttura nella quale la materia è organizzata in unità fondamentali e che aggregandosi creano poi molecole e strutture sempre più complesse. Tutti, noi stessi, siamo un agglomerato di miliardi di miliardi di atomi. Con il tempo, poi, i ricercatori hanno scoperto che l’atomo è composto da tre particelle più piccole, protoni, neutroni ed elettroni, rispettivamente a carica positiva, neutra e negativa. Neutri e positivi si aggregano costituendo il nucleo, bello coeso, mentre gli elettroni, carichi negativamente girano attorno al nucleo senza un’orbita precisa. Una curiosità: i protoni, positivi, dovrebbero respingersi l’un l’altro, ma sono tenuti insieme dalla forza nucleare forte. Insomma, un qualcosa di essenziale, semplice e perfetto e al tempo stesso illogico e contraddittorio. Così cominciamo a capire alcune cose, anzi, tante, sulle relazioni umane e le loro organizzazioni. Dalla famiglia, atomo della società, allo stato, alle organizzazioni ecclesiastiche. C’è chi fa e chi disfa, chi aggrega e che gironzola beatamente per i fatti suoi facendo il battitore libero, chi contro logica sta assieme o vive da separato. Poi ci sono forze o personaggi che sfidano ogni logica, un poco per pazzia ma per fortuna talvolta anche per lungimiranza, intuizione e capacità di visione prospettica, e ribaltano i nostri punti di vista. Metti per esempio il Parlamento, quello che secondo l’ordinamento costituzionale dovrebbe essere il cuore pulsante della nazione (e pure gli altri organi ammnistrativi locali, e tante realtà pubbliche e private). Il rispetto che dobbiamo ai milioni di persone che con sacrificio della loro vita hanno consegnato al nostro Paese il tesoro della democrazia ci impone di stringere i denti, di morderci la lingua e di astenerci da commenti oltre le righe. Ma proprio per lo stesso rispetto, visto che non si può sempre tacere davanti a certe cose o certi soggetti, ricordiamo che oggi, mentre scriviamo, terza domenica di Quaresi-

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ma, il Vangelo racconta della cacciata dei mercati dal Tempio e lo zelo del Signore per la sua casa … chi ha orecchi, intenda … Prendo per un attimo a parlare in prima persona così, se del caso, il prossimo concetto potrà essere “censurato” piuttosto che proposto per la mia scomunica. Un parallelo forzato, conseguente anche ad ataviche raffigurazioni del Padre, Figlio e Spirito Santo soprattutto in generazioni (come la mia) del vecchio millennio … Nell’Atomo Assoluto, una particella eterea, orbitante e volatile come lo Spirito, si aggrega ad un nucleo dove un Soggetto Supremo ed un poco Austero come il Padre (buono e paziente, ma non tirare troppo la corda … vedi: diluvio, le piaghe d’Egitto, l’esodo nel deserto, Sodoma e Gomorra …) fa massa con il Figlio, anello di congiunzione tra il Divino e l’uomo. E tutto funziona alla meraviglia. Come nell’atomo. Adesso proviamo a paragonarlo con la nostra organizzazione sociale e relazionale, con la macchina statale, sia burocratica che decisionale, ad ogni livello, e mordiamoci di nuovo la lingua. Ma siccome anche noi cristiani (cattolici, evangelici, protestanti, ortodossi, caldei e tutti gli altri … che ognuno va un poco per la sua strada …) non possiamo certo dirci degli esempi di virtù facciamo un poco di autocritica e mea culpa. Da quando c’è atomo e massa atomica c’è anche qualcuno che prova a romperlo. Ci sono riusciti negli anni Quaranta del secolo scorso con la fissione, ma è stato un botto infernale. Perché può finire anche male, come accadde ad Hiroshima e Nagasaki. C’è poco da scherzare con gli atomi … Cernobyl, ad esempio. Parafrasando, lo stesso casino accade anche se rompi una famiglia, un equilibrio sociale, una relazione. Non parliamo poi dei parlamenti o dei governi che, appena ne fanno uno, subito ci provano a disfarlo. La cosa che lascia perplessi è che adesso succede il contrario. Neutroni, protoni ed elettroni, bianchi, rossi, verdi, rosa, a pois, a righe o a quadretti, stelle e pianeti, tutti insieme appassionatamente nel nuovo governo. Da non credere. E infatti (ritorno a parlare in prima persona) mica ci credo tanto a questo “vogliamoci bene”. A pensar male si fa peccato, ma di solito si indovina. Mi dà l’impressione (come accaduto per il passato) che con la nuova e autorevole guida del paese molti che hanno cambiato idea non l’abbiamo fatto perché convintamente ravveduti ma piuttosto perché, sempre fortemente convinti del proprio credo assoluto, cerchino di fruttare il più possibile la situazione a vantaggio. Un poco come quei ciclisti, i succhiaruote, che per tutta la gara fanno tirare e faticare gli altri avversari per poi cercare negli ultimi metri di vincere la volata. È cambiato il manico, nuovo e bello duro, ma la saggina della scopa è sempre la stessa, di qualità molto scadente … Sarò cattivo io, ma non mi convincono per niente. Possiamo forse non parlare del Bosone di Higgs, la particella che conferisce massa a tutte le altre particelle, una “perturbazione” che costringe i componenti della materia ad interagire tra loro che dà quindi sostanza alle cose materiali? Insomma, la mitica particella di Dio, un vero e proprio Sacro Graal della

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fisica, l’alito divino nell’uomo plasmato dalla polvere? Impensabile tacere al riguardo. Il problema è che non puoi scomodare il Bosone o il Padreterno per ogni cosa, un pochino devi incominciare a sbatterti e ad arrangiarti per conto tuo, Eh, diamine. Altrimenti che leader sei? Spieghiamoci meglio. Non è che perché papa Francesco è bravo, carismatico, geniale, tutti i problemi della fede e del mondo cattolico sono risolti. Se ascolti le sue parole da un orecchio senza metterle in circolo nella mente e nel cuore e spalanchi l’altro orecchio per farle subito uscire, cosa cambia? Anche Cristo l’aveva raccontata giusta ma non è che scribi, farisei e dottori della legge si erano preoccupati di intenderla … poi dopo una quarantina d’anni gli hanno raso al suolo e piallato il tempio di Gerusalemme e li hanno sparpagliati in una bella diaspora … che ancora adesso sono sparsi qua e là per il mondo. Il Bosone della Fede persevera nel proclamare il suo messaggio, ma se continuiamo a “voltarlo e pirlarlo” come meglio ci aggrada, anche la più potente legge fisicaspirituale mica può fare sempre miracoli. Certo, adesso arriva il Super Mario Draghi che è meglio ancora del Bosone e la sistemiamo una volta per tutte. Premetto che, forse anche per “formazione professionale”, nutro rispetto per questo personaggio come per i precedenti di formazione tecnico-economica (Monti, Carli ...) che ci avranno sicuramente “purgati” e “randellati” per bene ma se ancora andiamo in giro zoppi e con le stampelle e non siamo “spiaccicati” a terra da tempo un pochino lo dobbiamo a loro, non certo alle allegre combriccole che avevano responsabilità e che mai hanno onorato. Intanto si è presentato alla prima riunione della commissione europea con stile ma non andandoci certo leggero nel dire di darsi una mossa e che finora avevano fatto a gara a sbagliarne una dopo l’altra. Roba da non credere!! E hanno fatto tutti silenzio, abbassato le orecchie e tenuto ben chiusa la bocca con espressioni e posture ingessate, da forte disagio. Un italiano (quello del popolo della pizza e mandolino, per non dire di mafia e altro …) che fa una cosa del genere e quelli tutti zitti … ve lo sareste mai immaginato? Provate a pensare al suo posto uno dei tanti, di maggioranza od opposizione dell’ultimo decennio, a dire quanto espresso dal Super Mario. Tutta la commissione europea si sarebbe sbudellata dal ridere per ore ed ore. Ma adesso abbiamo il Super Mario. E allora? Hai un Super Papa, ma se non cambi tu, dentro, dove credi possa arrivare? Hai il Super Mario, ma i mille che devono alzare la manina e sbattersi per cambiare qualcosa sono sempre gli stessi che da una parte o dall’altra in tre anni non hanno cavato un ragno dal buco … e il “baraccone” statale è sempre lo stesso … lo potrai cambiare ma se non parti dalle singole persone, da noi in prima persona, dove arrivi? Steve Jobs e Bill Gates, dove sarebbero arrivati se accanto a loro non avessero avuto forze e uomini capaci di credere nelle loro intuizioni? Alessandro Magno è partito da una piccola penisola del Mediterraneo, ma con una nazione coesa e convinta ha costruito uno dei più grandi imperi. La mia e la nostra libertà hanno radici nei sogni di giovani patrioti che nell’Ottocento con il loro sangue hanno gettato le basi per una coscienza di popolo, di nazione. Ti faranno anche il vaccino, prima o poi, e potrai ritornare in giro a folleggiare come prima, come se nulla fosse successo, senza fare tesoro alcuno, e quando tra trent’anni o forse prima arriverà un altro virus magari più forte, subdolo e letale, sarai ancora in braghe di tela. Perché il cervello non riescono AT T U ALIT A’

ancora a vaccinarlo. Perché se sei gnucco, resti gnucco anche se ci provano ad aiutarti pure con i miracoli (spirituali od economici). Recovery Fund, Next Generation EU, una camionata di miliardi e miliardi per finanziare la ripartenza, con i caposaldi della rivoluzione digitale, della transizione ecologica, della crescita sostenibile e condivisa e chi ne ha più ne metta. Un’occasione unica e irripetibile. Si, ma che ha il presupposto non nei soldi ma nel cambiamento della mente umana, un poco troppo atrofizzata. Dobbiamo certo preoccuparci che i piani ed i progetti siano redatti con logica, da parsone capaci e lungimiranti, che sappiano andare oltre logiche egoistiche e di parte che nell’ultimo mezzo secolo hanno vanificato energie e dilapidato risorse economiche inimmaginabili e che ora ci avrebbero fatto davvero comodo. Non me ne vogliano i tanti amici che gestiscono attività commerciali, bar e ristorazione, visto che sembra ce l’abbiano tutti con loro. Comprendo il forte disagio e spero che a presto possa risolversi al meglio. Intendiamoci, questo è un esempio. Nel nostro paese, come in tutti, abbiamo più esercizi pubblici di quanti siano i medici sul territorio. Idem per il personale infermieristico. Intesi come dedicati e presenti sul territorio. Programmare non significa chiudere bar o ristoranti, luoghi di divertimento. Significa però pensare, per consegnare alle generazioni future un mondo diverso che, non disdegnando aspetti ludici e piacevoli, non domani o l’anno prossimo, ma tra dieci anni veda questo gap completamente assorbito e che la tanto vituperata sanità riprenda la forte radicalizzazione nel territorio. Significa programmare l’università in modo che possa essere fucina di ingegneri, futuri medici e infermieri, non con numeri chiusi a vantaggio poi di strutture di formazione private. Significa agevolare ed incentivare i giovani che si dedicheranno a questi studi e alla ricerca in tutti i campi non gravandoli di oneri e tasse, magari rinunciando a effimere lotterie o cashback che premiano spesso il caso e la fortuna e non la volontà, il sacrificio e la conoscenza. Guarda i quiz televisivi: in quanti vince la conoscenza ed in quanti il caso o la fortuna? Rivoluzione digitale non per nuovi standard di trasmissioni che impongano continui cambi di televisori o apparecchi tecnologici, o avere supermegaplus fibre per videogiochi in ancor maggior definizione e realtà asettiche tridimensionali, ma tutto un sistema che consenta di mettere conoscenze, informazioni, dati a fattor comune per un mondo più equo e sostenibile, che privilegi il lavoro e non solo le astuzie e le furberie e che spesso sconfinano nell’illecito e nel moralmente discutibile. E che sia patrimonio non di pochi eletti, ma di tutti, anche dell’infinita schiera degli ultimi. Ma non è la parte più difficile, penso che ce la potremo fare. Ma saremo comunque solo all’inizio dell’opera. Se non cambio io se non cambi tu, se non cambiamo noi, non serve a nulla. La rivoluzione del messaggio del Vangelo, la rivoluzione digitale, ecologica, sanitaria, facciamole passare prima per la nostra testa. È lì che devono attecchire. La rivoluzione materiale e spirituale, delle cose e delle coscienze ha bisogno di leader, di condottieri, ma soprattutto di uomini e donne veri. Altrimenti sarà come nella parabola, buttare semi ai margini della strada, tra pietre e sassi … Luca

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Congo invictus Già in pieno colonialismo, a fine ‘800 lo scrittore inglese Joseph Conrad descriveva il Congo come “Cuore di tenebra”: effettivamente, il “cuore” dell’Africa è avvolto in una spirale di violenza dalla quale pare essere difficile uscire. La provincia di Kivu Nord, nell’attuale Repubblica Democratica del Congo (RDC), dove sono stati uccisi l’ambasciatore italiano Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e l’autista dell’auto su cui i due viaggiavano, Mustapha Milambo, fa parte di un’ampia area a est del paese che da molti decenni è purtroppo teatro di guerre, conflitti etnici e invasioni territoriali da parte degli stati confinanti. L’instabilità, la fragilità politica dello Stato e la frammentazione della regione sono costanti nella storia della RDC e sono strettamente legate alle sue eccezionali ricchezze minerarie: in tutta la zona orientale del paese si trovano alcuni dei giacimenti più grandi del mondo di rame, cobalto (il minerale essenziale per le batterie di smartphone, computer e auto elettriche), zinco, alluminio, diamanti e oro. Nato nel 1885 come Stato Libero del Congo, il Paese ha di fatto costituito una colonia belga fino al 1960, quando l’attivista e leader del partito anticoloniale Patrice Lumumba vinse le prime elezioni libere nella storia del Paese e fu nominato primo ministro. Seguì un periodo di conflitti interni, finché nel 1965 il capo di stato maggiore dell’esercito Mobutu prese definitivamente il potere, rinominò il paese Zaire e lo governò in maniera dittatoriale, reprimendo con violenza il dissenso e istituendo un culto della personalità, fino allo scoppio della Prima guerra del Congo, che diede inizio a una lunga serie di conflitti durati un decennio e che interessarono prevalentemente l’est del paese, sia per la sua ricchezza mineraria sia per la sua posizione geografica, al confine con Uganda, Ruanda e Burundi, tra gli altri. La guerra

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originariamente fu provocata da un fattore esterno: il genocidio in Ruanda del 1994, in cui morirono centinaia di migliaia di persone in gran parte di etnia Tutsi. Circa due milioni di persone fuggirono in Zaire a seguito del genocidio, ma non le vittime: nel Paese si rifugiarono il governo di etnia Hutu autore del genocidio e milioni di persone Hutu, con le loro famiglie e le loro armi, dopo che Paul Kagame, guerrigliero Tutsi e in seguito presidente, era riuscito a prendere il controllo del Ruanda. Nel 1996 il governo di Kagame invase lo Zaire: inizialmente per perseguire gli autori del genocidio che vi erano rifugiati, ma ben presto con l’intento di conquistare ampie regioni a est del paese, con le loro vaste risorse. Nel 1997 un esercito alleato formato da soldati di Ruanda e Uganda (a cui in seguito si unirono Angola, Burundi ed Eritrea) marciò fino a Kinshasa, la capitale dello Zaire. Nel frattempo, in Congo nel 1997 il rivoluzionario Kabila, appoggiato da un’ampia coalizione composta da Angola, Ciad, Sudan, Repubblica Centrafricana, Zimbabwe, Namibia e Libia rovesciò il regime di Mobutu, si nominò capo di Stato e rinominò il paese Repubblica Democratica del Congo. Nell’est del paese, però, le violenze non sono mai davvero terminate, per numerose ragioni tra cui, ancora una volta, la ricchezza mineraria, oltre alla continua ingerenza degli stati confinanti e alla presenza, dopo anni di guerra, di numerose milizie armate e di divisioni etniche profondissime: anzitutto tra Tutsi e Hutu, le cui comunità nella regione sono molto forti, ma non solo. Questi sono soltanto i conflitti più noti e di più larga scala che interessano l’est della RDC, ciascuno dei quali ha contribuito a generare instabilità e a lasciare sul terreno migliaia di sfollati e gruppi armati che si contendono il controllo di aree del territorio. A partire dal 2019, inoltre, la regione è stata infiltrata da gruppi islamisti, in particolare lo Stato Islamico, a cui avrebbero giurato fedeltà alcune milizie locali; negli ultimi anni, attraverso i suoi canali ufficiali, lo Stato Islamico ha rivendicato vari attacchi e attentati a chiese e villaggi locali. L’instabilità della regione e le condizioni precarie della popolazione locale sono state anche tra le cause di una grave epidemia di Ebola che ha interessato soprattutto Kivu Nord nel 2019. In Congo le fazioni in guerra per cobalto e coltan sono finanziate da società di mezzo mondo: americane, russe, cinesi, francesi, belghe. Cobalto e coltan sono sistematicamente saccheggiati: fazioni di volta in volta sostenute e armate dagli interessi di tutte le restanti aree del pianeta, tutti parimenti coinvolti in quelli che non possono essere chiamati solo conflitti

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africani, ma sono veri e propri conflitti mondiali. La foto riportata in questo articolo mostra un giovane uomo che scende in un pozzo della miniera di coltan. Spesso sono impiegati bambini e ragazzini, soprattutto nelle gallerie a cielo coperto; sono molto richiesti perché più agili, più piccoli ed elastici, adatti a spazi angusti. La mortalità è altissima per la velocità di scavo: il coltan somiglia a scaglie di liquirizia e si trova in cunicoli raramente messi in sicurezza, che rovinano addosso ai minatori. Qualche anno fa Nelson Mandela, ex presidente del Sud Africa e simbolo della lotta contro il regime dell’apartheid, sintetizzava così la situazione in Congo: “Il filo rosso di questa violenza è lo sfruttamento delle risorse minerarie, che risale al passato coloniale del Paese e ne attraversa la storia fino ad oggi. Un filo rosso che collega non solo i diamanti e l’oro, ma soprattutto il coltan, di cui il Congo è il maggior produttore al mondo. Sa per cosa viene usato il coltan? Per costruire gli apparecchi elettronici e gli smartphone con i quali potete leggere di notizie come questa, commuovendovi per qualche istante prima di spegnere lo schermo e tornare alla vostra vita, come se nulla fosse successo. Stiamo assistendo ad un vero e proprio modo di produzione, che conviene a tutti e che quindi nessuno ha una sincera volontà di far smettere. A farne le spese sono le persone che vivono costantemente in balia delle milizie, lavorando per ore nelle miniere per pochi spiccioli. La vera vittoria si può ottenere solo intervenendo sui motivi che rendono lucrativo il continuare della guerra”. Ovunque, dove c’è povertà e sfruttamento, odii razziali e religiosi trovano terreno fertile. La foto stessa del cunicolo è simbolo dell’abisso in cui sprofonda l’Africa, ricca di tutto ciò che di più prezioso esista e

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depredata di quanto di più prezioso esista. È così che le milizie hanno gioco facile a reclutare uomini, donne e bambini per i quali portare le armi non assicura solo un piatto caldo, ma anche una possibilità di ascesa sociale e di guadagnarsi finalmente il rispetto di qualcuno, pur dietro la canna di un fucile. E allora, non c’è speranza per il Congo? “Nella feroce stretta delle circostanze non mi sono tirato indietro né ho gridato. Sotto i colpi d’ascia della sorte, il mio capo è sanguinante ma indomito” (W. Henley, “Invictus”, 1875) Rifletteva Mandela, alla cinquantesima conferenza del Congresso Nazionale africano nel 1997: «Queste parole di William Henley mi hanno sostenuto nei miei ventisette anni di prigionia. Non crede che mi sarei dovuto legittimamente rassegnare? Non crede che avrei dovuto pensare al Sudafrica come a un Paese che non era possibile cambiare? Chi avrebbe avuto da rinfacciarmi qualcosa se avessi rigettato la lotta? Allo stesso modo io confido nella possibilità di una African Renaissance, di un’Africa incentrata sulle persone e non su ciò che può arricchire, sia esso il coltan, i diamanti o qualunque altra risorsa di cui la nostra bellissima terra è ricca. Sogno un’Africa in cui le relazioni e il dibattito politico non si basino sulla violenza. Sogno un’Africa in cui i bambini non siano costretti ad imbracciare le armi per avere una qualche possibilità di successo nella vita. Si, sono sempre stato un sognatore, ma il mio grande sogno si è avverato e questo mi fa dire sperare che un giorno anche in Congo il vento non trasporterà più il rumore dei colpi di fucile». Chiara

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La bussola delle emozioni “Dalla rabbia alla felicità, le emozioni raccontate ai ragazzi”. Con questo sottotitolo Alberto Pellai e Barbara Tamborini presentano il loro libro: il solito libro SUGLI adolescenti? No, un libro PER gli adolescenti, con racconti, situazioni, spiegazioni, riflessioni, test ed emozioni. E si parte proprio da alcuni test di “reazione” per capire quale parte del cervello stiamo usando: “Un compagno di classe ti prende in giro per come sei vestito”: risposta a), b) oppure c)?!? Così scopri se stai usando la parte “rettiliana” del cervello (quella istintiva e “salvavita”), quella emotiva (come quando il cuore batte più forte o quando ti si chiude lo stomaco), oppure quella cognitiva (a volte bisogna “pensarci su”). Sapendo bene che in questa età le emozioni sono più potenti della capacità di pensare: è questione di un attimo ed esplode la rabbia, oppure sei distrutto dalla tristezza, basta una cosa bella e la giornata diventa esaltante ... insomma: travolti dalle emozioni! É un libro interattivo, mentre lo leggi ti costringe a rispondere e a valutare. E intanto ti conosci meglio. Soprattutto conosci meglio le tue emozioni: la tristezza, la paura, il disgusto, la rabbia, la sorpresa, la gioia. Il test “misura-rabbia” ti dice se quando ti arrabbi ascolti la testa oppure la pancia, e tra un esempio e l’altro capisci che la rabbia è molto utile perché con la tua rabbia stai comunicando quello che senti: si accende quando qualcosa ci fa stare male. E si vede: il viso si arrossa, le narici si dilatano, i denti si serrano, il corpo è teso; che fare? “Autocontrollo” non vuol dire che bisogna “mettere un tappo” alle proprie e mozioni; e allora? Se me la tengo dentro, questa rabbia durerà più a lungo, mi farà consumare molte energie e mi farà sentire nervoso per parecchio tempo. Ma c’è anche una rabbia che fa bene perché sprigiona energie per affrontare gli ostacoli: cinque consigli per ragazzi “infiammabili”. La “sorpresa”: un imprevisto fastidioso oppure una probabilità ricca di possibilità? Ansia o desiderio di avventura? La sorpresa è l’ingrediente fondamentale che si trova nei film, nei romanzi, nelle barzellette, nella pubblicità: senza sorpresa sarebbe tutto noioso, sempre uguale, tutto immobile. É l’emozione che dura di meno, arriva improvvisa e sparisce in fretta, a volte crea confusione e incertezza mentre altre volte spinge a realizzare i propri desideri, a uscire dalla nostra zona confortevole per puntare alle stelle. La vita è bella oppure è faticoso essere felici? Il test “misura-gioia” ci regala qualche domanda: quelli che mi incontrano, pensano che io sia una persona felice? Si può vivere bene anche senza troppa gioia? Mentre la felicità è qualcosa di più “tranquillo”, la AT T U ALIT A’

gioia è una bomba energetica: farla esplodere o “maneggiare con cura”? Mi capita di essere triste senza una ragione particolare? Se qualcuno a cui voglio bene sta male per qualcosa, mi sento un po’ triste anch’io? La tristezza, dolorosa ma necessaria. A volte ci si vergogna di mostrarsi “deboli”, di piangere perché si è tristi: se sono triste, lo nascondo o te lo dico? Stimolanti anche i due capitoli dedicati alla paura e al disgusto, che partono con due belle storie: “io non volevo andare con Pietro, lui è esagerato, non si sa mai quando fa finta e quando fa sul serio” ... e “quella sera, quando siamo arrivate alla festa, ho avuto subito una brutta sensazione”. Alla fine del libro un capitolo è dedicato a “Popcorn & emozioni”: alcuni film raccontano queste emozioni, perché a volte anche un bel film può insegnare un sacco di cose. P.S. Gli stessi autori hanno scritto anche altri libri interessanti sul mondo adolescenza: magari puoi trovare altri titoli attraenti. Buona lettura! Dario

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INSI EM E N. 72 – APRILE 2021


Informazioni parrocchiali Gli orari e le indicazioni qui riportate sono state predisposte considerando le difficoltà del periodo che stiamo attraversando. Orari e disposizioni potranno cambiare con i prossimi mesi via via che la situazione si modifica e si normalizza, anche gli stessi orari delle Messe. Ma ne daremo opportuna e puntuale comunicazione, nel caso. ORARI SANTE MESSE

DA LUNEDÌ A SABATO MATTINA: ore 8,00 - 18,00 in Parrocchia (in caso di funerale la messa delle 18 è sospesa). SABATO (prefestiva): ore 16.30 e ore 18.00 in Parrocchia. DOMENICA: ore 7.30 - 9.00 - 10.15 - 11.30 - 18.00 (tutte in Parrocchia). Disponibilità per le Confessioni Don Giacomo: venerdì 16.00 - 17.30 Don Ubaldo: ogni sabato 09.30 - 11.00 Don Carlo: ogni sabato 15.00 - 16.30 I posti in Chiesa sono limitati per via delle distanze che vanno assolutamente mantenute: potranno entrare in tutto 80 persone in Parrocchia e 150 in Oratorio. Per Oratorio si intende logicamente lo spazio aperto sul cortile. •

Un incaricato all’esterno accoglierà i fedeli, verificherà la presenza della mascherina (obbligatoria), i guanti (in alternativa sarà necessario igienizzare le mani con il gel posto all’ingresso). Entrati in Chiesa andrete ad occupare i posti più vicini all’altare occupando le sedie disponibili o i posti indicati nei banchi.

E’ vietato l’ingresso a chi ha sintomi legati al virus, a chi ha febbre oltre i 37.5, a chi ha frequentato persone positive al Covid nei giorni precedenti.

Ricordiamo alle persone più anziane e fragili che si raccomanda di stare a casa con la garanzia che il precetto festivo è assolto comunque partecipando alla messa in TV. La domenica l’accesso per partecipare alla celebrazione sarà consentito a partire da 30 minuti prima della celebrazione. Evitiamo rincorse ai posti o affollamenti all’ingresso e tra i banchi.

Due regole assolute su tutte: mantenere la mascherina che copra naso e bocca e non avvicinarsi mai agli altri né muoversi senza motivo dal posto che vi sarà assegnato.

Si invita chi si trovasse a non poter entrare in Chiesa a non creare assembramenti sulla piazza della Chiesa, mantenendo in ogni caso la distanza dagli altri e indossando la mascherina.

La Chiesa di Casa Serena rimane chiusa agli accessi esterni. Rimanderemo a data da destinarsi la celebrazione dell’Eucaristia aperta ai fedeli.

Telefono Oratorio:

380.7522605

Tel. dei Sacerdoti:

Don Giacomo Ubbiali Tel. 380.6984169 e-mail: giacomoubbiali@virgilio.it Don Carlo Comi Tel. 035.332092 - cell. 340.6483352 e-mail: comicarlo@virgilio.it Don Ubaldo Nava Tel. 035.908406 - cell. 333.3229389 e-mail: d.ubaldonava@gmail.com


Profile for PARROCCHIA BREMBATE DI SOPRA

INSIEME 72- APRILE 2021  

Parrocchia S Maria Assunta in Brembate di Sopra (Bg) Bollettino parrocchiale. Pasqua 2021

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Parrocchia S Maria Assunta in Brembate di Sopra (Bg) Bollettino parrocchiale. Pasqua 2021

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